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Sanremo 2026, Tiziano Ferro super ospite della prima serata: 25 anni di 'Xdono'

(Adnkronos) - Tiziano Ferro è il super ospite della prima serata del Festival di Sanremo 2026 oggi 24 febbraio. "Tutto è nato per celebrare i 25 anni di 'Xdono', canzone che non ho mai cantato su quel palco", ha raccontato l'artista, in una recente intervista a Fanpage, spiegando perché tornerà sul palco della kermesse canora. 

"Tutto è nato per celebrare i 25 anni di 'Xdono', canzone che non ho mai cantato sul palco dell'Ariston e non ho mai cantato in televisione negli ultimi 15-20 anni. La prima volta che la feci in tv era una Domenica In condotta da Carlo, quindi ci teneva a ricreare questa situazione. Ho trovato bello e tenero tornare sul palco per questa celebrazione. Il che non esclude una futura gara, ma per ora il focus è celebrare". 

"Porterò anche 'Sono un grande', ma il focus è 'Xdono'. Stiamo preparando una cosa più ricca, potente, con brani ballabili e con beat. A me non piace la parola 'medley', perché il medley è un po’ un casino, troppe cose insieme. Non vorrei fare sette canzoni tutte mischiate. Quello che mi piacerebbe fare è qualcosa di potente, non lento, non 'Sere nere'". 

Dunque Tiziano si prepara a trasformare l'Ariston in una dance hall: "Ho una lista enorme di brani veloci, ballabili. Le ballate hanno un po’ offuscato quel mondo che è sempre esistito nella mia vita. Le ballate, ovviamente, strappano il cuore alle persone, e allora alla fine diventi 'quella cosa lì'. Sto scegliendo le power hit che ti fanno un po’ saltare". 

Tiziano Ferro nasce a Latina il 21 febbraio 1980. Cresce in una famiglia semplice – madre casalinga e padre geometra – che intuisce fin da subito la sua forte passione per la musica. A soli cinque anni riceve in regalo una tastiera: è l’inizio di un percorso creativo che lo porterà a scrivere canzoni già da bambino. Alcuni brani composti in tenera età, come 'Il cielo' e 'Gli occhi', verranno recuperati molti anni dopo come tracce nascoste dell’album Nessuno è solo. 

L’adolescenza non è facile: timido e molto sensibile, vive momenti di isolamento e sviluppa disturbi alimentari che lo portano ad aumentare di peso, arrivando a 111 chili. La musica diventa il suo rifugio e la sua forza: studia chitarra classica, pianoforte, batteria e canto. Nel 1996 entra nel Big Soul Mama Gospel Choir di Latina, esperienza che gli permette di affinare tecnica e presenza vocale. Dopo il diploma al liceo scientifico, tenta la strada universitaria – prima Ingegneria, poi Scienze della Comunicazione alla Sapienza di Roma – ma il richiamo della musica resta centrale. 

Dopo vari tentativi a Sanremo e alcune collaborazioni iniziali, il debutto ufficiale arriva nel 2001 con l’album Rosso Relativo, prodotto da Alberto Salerno e Mara Maionchi. Il singolo 'Xdono' scala rapidamente le classifiche, aprendo a Ferro le porte del mercato internazionale. 

Nel 2003 pubblica 111, titolo simbolico che richiama un periodo delicato della sua adolescenza. Seguono trasferimenti all’estero – prima in Messico, poi a Manchester – e una crescita artistica costante. 

Il 2006 è l’anno di Nessuno è solo, che consolida la sua popolarità, mentre nel 2008 esce Alla mia età. Nel 2011 torna con L'amore è una cosa semplice e decide di rientrare stabilmente in Italia, scegliendo Milano come nuova casa. Dopo il greatest hits del 2014, pubblica Il mestiere della vita e si trasferisce a Los Angeles. Nel 2019 esce Accetto miracoli, seguito nel 2022 da Il mondo è nostro. 

Nel corso della carriera collabora con numerosi artisti italiani e internazionali, tra cui Mary J. Blige, Giusy Ferreri, Linea 77, Guè Pequeno, Marracash ed Elodie, con cui nel 2024 pubblica il singolo 'Feeling'. Parallelamente alla musica, debutta anche come scrittore con 'Trent’anni e una chiacchierata con papà' nel 2010 e, nel 2023, con il suo primo romanzo, 'La felicità al principio'. 

Nel 2010, in un’intervista a Vanity Fair, fa coming out parlando apertamente del proprio orientamento sessuale. Nel 2019 sposa a Los Angeles Victor Allen, conosciuto tre anni prima negli studi della Warner Bros. La coppia celebra poi l’unione anche in Italia, a Sabaudia. Nel 2022 annunciano la nascita dei figli Margherita e Andres. Nel 2023 il cantante comunica la separazione, ufficializzando il divorzio nel marzo 2024. Ha descritto la fine del matrimonio come un momento doloroso ma necessario, sottolineando di voler mettere al primo posto la serenità dei figli e l’inizio di una nuova fase della sua vita. 

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21:49

Sanremo 2026, Samurai Jay chi è: gli esordi, il legame con le radici, la cover con Belen

(Adnkronos) - Samurai Jay è uno dei 30 concorrenti del Festival di Sanremo 2026. Per il rapper campano si tratta della prima partecipazione alla kermesse: l'artista debutta sul palco dell'Ariston nella 76ª edizione del Festival, con il brano inedito 'Ossessione'. 

Samurai Jay, nome d'arte di Gennaro Amatore, è nato nel 1998 a Mugnano di Napoli. Cresciuto nella provincia partenopea, si avvicina alla musica fin da giovanissimo, creando così uno stile legato al contesto urbano da cui proviene. Il suo nome d'arte nasce per gioco: l'appellativo 'Samurai' gli viene attribuito da un amico che lo vedeva spesso 'sconvolto', mentre 'Jay' è un richiamo al suo nome di battesimo, Gennaro, Genny. 

La sua formazione artistica è eterogenea: accanto ai riferimenti fondamentali del rap napoletano, come i Co'Sang, emergono influenze internazionali come Jay-Z e contaminazioni rock, in particolare i Linkin Park, noti per la fusione tra rap e nu-metal. 

I primi passi nel panorama musicale arrivano con il brano Promessa III, incluso nel suo EP d'esordio Promesse. La vera consacrazione, però, passa attraverso singoli come Sorry Mama e Audemars, quest'ultimo realizzato in collaborazione con MV Killa e Yung Snapp. 

Negli anni successivi Samurai Jay consolida la propria posizione grazie a una serie di featuring di rilievo con artisti come Geolier, Lele Blade, Shiva e Guè, diventando una delle voci più riconoscibili della nuova scena rap campana. 

Nel 2020 pubblica Lacrime, il suo primo album in studio, un progetto che mette in luce un lato più intimo dell'artista. Nel 2025 il suo nome torna prepotentemente alla ribalta grazie a Halo, brano diventato virale su TikTok, nato dalla collaborazione con Vito Salamanca. 

Samurai Jay non è del tutto nuovo al palco dell'Ariston. Nel 2021, infatti, si era già esibito a Sanremo insieme a Gigi D'Alessio, Ivan Granatino, Enzo Dong e Lele Blade sulle note di Guagliune. 

"Vengo da un paesino, da una famiglia dove lavora solo mio padre e il sogno della musica non è un lusso che ti puoi permettere. La gente ti dice: 'Vai a lavorare'. La mia vittoria è il video di mia madre che salta e piange quando Carlo Conti ha fatto il mio nome. Quella roba lì per me vale già tutto."  

Un legame fortissimo con le sue radici, con Mugnano di Napoli, dove vive ancora e dove sua madre gli ha dedicato uno striscione. "Spero di portare in alto il mio paese, la mia gente", ha detto il rapper, sottolineando l'ottimo rapporto con la nutrita rappresentanza napoletana in gara, da Sal Da Vinci a Luchè e Lda e Aka 7even.  

Sul debutto al Festival di Sanremo, Samurai Jay ha confidato: "Lo affronto con lo spirito di chi si esibisce come se fosse in cameretta. Fin da piccolo mi mettevo davanti allo specchio con la chitarra e mi immaginavo davanti a un mare di persone. Mi sono sentito a casa su quel palco. Voglio lasciare spazio alle emozioni".  

Grande sintonia anche con l'orchestra, diretta dal Maestro Enzo Campagnoli. "Sentire l'orchestra dell'Ariston che suona una cosa nata in cameretta... è un'emozione incredibile, ti abbraccia".  

Per la serata delle cover di venerdì 27 febbraio, Samurai Jay ha scelto 'Baila Morena' di Zucchero, e sarà accompagnato da due ospiti d'eccezione: Roy Paci e Belén Rodríguez. "Roy Paci è stata una scelta istintiva, calzava a pennello con il nostro riarrangiamento”. Per quanto riguarda Belén: “Con 'Baila Morena' chi più di Belén? È la scelta più adatta. E poi mi ha sorpreso la sua umanità, è una persona incredibile, super alla mano. Vedrete, ha veramente spaccato". 

Il brano 'Ossessione' è un inno alla spinta motivazionale che lo ha riportato a fare musica dopo un periodo di stop. "L'ossessione è il motore, è ciò che muove tutto", ha spiegato l'artista napoletano in un incontro con la stampa. "È dedicata a questa ossessione nei confronti della musica, nel voler fare di più. Si tratta di un'ossessione assolutamente sana e positiva, quella negativa non ci piace per niente". Il brano è nato in modo del tutto spontaneo "in cameretta” con il produttore Vito Salamanca.  

 

Nulla è per sempre 

Ma il profumo tuo sulla mia pelle 

Non passa mai, no mai 

Sicuramente 

Stai dormendo nel letto di un altro pure stasera 

Marò che pena 

Siamo sempre alle solite 

Una tirata tutto il weekend 

Tu mi nascondi le storie 

E mi racconti un'altra bugia vuoi la verità 

Ora penso a me 

In mezzo a questo disordine 

Sarà strano ma ti sento addosso 

Come un'ossessione stanotte ritorni qui 

Al centro delle mie fantasie 

Ti amo solo di venerdì 

Bailando contigo asì 

Per un'ora ti sento mia 

Non è amore è una malattia 

Questo maledetto feeling 

Questo maledetto feeling 

Andale andale 

Scatta un paio di foto poi mandale 

Fammi vedere cosa indossi stasera 

Poi facciamo l'alta marea 

Sotto la luna piena 

Non sei mai stata sincera 

Non può durare una vita intera 

Una storia se fa solo male 

Tra noi sarà solamente 

Una noche de sexo 

Andamento lento 

Non posso fermare il tempo 

Questo feeling maledetto 

Io lo sento addosso 

Come un'ossessione stanotte ritorni qui 

Al centro delle mie fantasie 

Ti amo solo di venerdì 

Bailando contigo asì 

Per un'ora ti sento mia 

Non è amore è una malattia 

Questo maledetto feeling 

Questo maledetto feeling 

Devo correre correre correre correre correre 

Ahahah 

Devo correre correre correre correre correre 

Come un'ossessione stanotte ritorni qui 

Al centro delle mie fantasie 

Ti amo solo di venerdì 

Bailando contigo asì 

Per un'ora ti sento mia 

Non è amore è una malattia 

Questo maledetto feeling 

Questo maledetto feeling 

Questo maledetto feeling. 

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21:49

Sanremo 2026, Patty Pravo chi è: la carriera, i 5 matrimoni, la cover di Madonna

(Adnkronos) - Patty Pravo è una delle 30 concorrenti del Festival di Sanremo 2026. La cantante, uno dei totem della musica italiana, ha partecipato alla kermesse canora 10 volte come concorrente tra il 1970 e il 2019. Quella del 2026 è la sua 11esima partecipazione. Nel corso della sua carriera ha vinto tre premi della critica. Ha segnato un'epoca nella storia della musica italiana: protagonista da oltre sessant'anni, voce unica e inconfondibile. Ecco chi è Patty Pravo.  

Nicoletta Strambelli, suo nome all'anagrafe, è nata a Venezia il 9 aprile 1948. Dopo gli studi al Conservatorio si trasferisce nella Roma degli anni Sessanta, dove diventa la celebre 'Ragazza del Piper'. Il debutto discografico arriva nel 1966 con 'Ragazzo triste', ma l'anno della consacrazione è il 1968 dove pubblica il brano 'La bambola' che vende milioni di copie nel mondo e diventa uno dei brani simbolo della musica leggera italiana. 

Negli anni Settanta consolida la sua figura nel panorama musicale italiano grazie a brani come 'Pazza idea' e 'Pensiero stupendo', canzone che nel tempo si affermerà come un classico della canzone d'autore italiana. Dopo un lungo periodo di assenza dal Festival, nel 1984 torna a Sanremo con 'Per una bambola': un'esibizione intensa che le vale il premio della critica.  

Torna sul palco dell'Ariston nel 1997 con 'E dimmi che non vuoi morire', scritta tra gli altri anche da Vasco Rossi, con cui conquista il premio della critica Mia Martini e il premio per la miglior musica. Nel 2016, con 'Cieli immensi', ottiene nuovamente il premio della critica. Nel 1994 realizza in Cina l'album 'Ideogrammi', progetto influenzato dalle sonorità della tradizione locale. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei più importanti autori italiani, ha cantato in nove lingue e ha venduto oltre 120 milioni di dischi. 

Ancora oggi continua a lavorare a nuova musica e a esibirsi dal vivo. Nel 2025 pubblica i singoli 'Ho provato tutto', che anticipa l'album di inediti in uscita a marzo 2026, il ventinovesimo della sua carriera. 

Il 2026 è un anno importante per un brano di Patty Pravo, forse il più celebre, La Bambola. La popstar americana Madonna, lo scorso 8 gennaio, ha pubblicato a sorpresa la cover dello storico successo della cantante italiana del 1968. Il brano, cantato in italiano da Madonna, è stato rilasciato sulle principali piattaforme digitali ed è la colonna sonora per la nuova campagna pubblicitaria di un profumo della casa di moda Dolce & Gabbana. Una cover piuttosto criticata dall'opinione pubblica. Patty Bravo in un'intervista a Vanity Fair invece si è detta, al contrario, felice: “Mi ha fatto molto piacere. Ogni tanto ci sentiamo, ci scriviamo”. 

Nel corso degli anni sono stati tanti i flirt famosi a lei attribuiti, tra cui Vasco Rossi, Red Canzian dei Pooh e Maurizio Vandelli. Patty Pravo si è sposata cinque volte ma non ha mai avuto figli. Il suo primo matrimonio risale al 1968, con Gordon Angus Faggetter, batterista del gruppo beat britannico Cyan Three. Un legame durato quattro anni. Nel 1972 sposa Franco Baldieri ma il matrimonio dura solo poche settimane: Patty Pravo lo lascia quando lo trova a letto con un altro uomo. 

Nel 1976, sposa il chitarrista inglese Paul Jeffery. Ma nello stesso periodo la cantante frequentava anche il bassista americano Paul Martinez, sposato in California nel 1978: “Amarci in tre fu naturale. Abbiamo anche abitato insieme a Roma”, aveva spiegato la cantante. Nel 1982 sposa il chitarrista John Edward con cui sta per dieci anni. 

Ora al suo fianco c'è Simone Folco, il giovane assistente di 43 anni più giovane: “È da 13 anni che mi è accanto, quando ci siamo conosciuti era un ragazzino: gli abiti che uso in scena li fa lui, ha talento. Quando ho visto le sue creazioni gli ho detto: domani ti aspetto alle 16 da me. Esistono vari tipi di amore. Siamo legati da un affetto fraterno, ci divertiamo. La differenza d'età per me non conta”, ha raccontato al Corriere. 

Ospite di Francesca Fagnani a Belve Patty Pravo ha confidato di aver fatto uso di droghe: “Chi è che fa questo mestiere senza anfetamine? Gli altri non lo dicono. Parlo in generale, non solo degli anni '70. Quando assumi anfetamine stai sveglio e lavori talmente tanto che alle volte non dormi assolutamente, hai molta vitalità”. 

A Francesca Fagnani aveva anche confidato di non aver mai fatto uso di ritocchini estetici: “Io non ho mai rifatto nulla, ho fatto qualche iniezioncina, ma nulla di che. Mi farei un bel lifting! Ma lo rimandiamo di qualche anno, adesso sto bene”. 

 

Patty Pravo ha raccontato a 'Tv Sorrisi e Canzoni' il significato del brano, scritto da Giovanni Caccamo: è un inno dal sapore classico all'unicità e alla sventatezza della vita, in cui nessun viaggio intorno al mondo può avere il valore di una singola emozione capace di trascendere la ragione. 

 

Sulla terra siamo soli, 

Solitari in compagnia, 

Circondati da parole, parole, 

Affidati a un'utopia. 

Siamo santi e peccatori, 

Naviganti e sognatori, 

Un po' satelliti, 

Filosofi del niente. 

Semplicemente la vita, 

Semplicemente follia. 

Cantami ancora il presente, 

Nella vanità, io sono Musa, colore tagliente e poi Opera, l'Opera. 

Ho viaggiato per il mondo 

Tra oasi, deserti, e misteriose profezie 

Dove il tempo è sospensione dell'eternità. 

Ma poi sono le emozioni che ci cambiano, 

Che ci spingono ad andare via da noi 

Verso un'altra dimensione, tralasciando la ragione. 

Semplicemente la vita, 

Semplicemente pazzia. 

Cantami ancora il presente 

Nella vanità, io sono Musa, colore tagliente e poi Opera, l'Opera. 

Io canto alla notte, respiro la notte, 

Cammino di notte; 

Sono Musa, colore tagliente e poi Opera. 

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21:43

Sanremo 2026, Laura Pausini 'inciampa' sulle parole: lo 'sfottò' di Can Yaman

(Adnkronos) - Can Yaman prende 'in giro' Laura Pausini. La cantante, co-conduttrice al fianco di Carlo Conti al Festival di Sanremo, è inciampata in qualche incertezza lessicale emiliano-romagnola durante l'annuncio degli artisti in gara. Qualche 's' di troppo, in particolare.  

Il primo momento curioso è arrivato con Ditonellapiaga, chiamata a esibirsi per prima. Nel leggere i nomi degli autori del brano — "M. Carducci - E. Castroni - E. Ruzzi" — Pausini ha pronunciato 'Russi', complice la sua nota 'z moscia'. Immediata la battuta di Conti: "Le parole con la Z tutte a lei...", ha scherzato il conduttore. 

A prendere in giro la cantante anche l'attore turco Can Yaman che poco dopo il suo ingresso, le ha fatto notare ingenuamente: "Io ho sentito che hai un problema con la Z". "Ecco anche in Turchia lo sanno...", ha replicato Conti scherzando.  

Poi un altro episodio, che sui social è stato inizialmente notato come errore, ma che errore in realtà non è. Annunciando il terzo artista in gara, la cantante ha pronunciato il nome "Sayf" come "Séif", ripetendolo per due volte. Un 'errore' ripetuto anche da Conti e che, in realtà, non sarebbe affatto una svista: lo stesso rapper ha chiarito che la pronuncia corretta del suo nome è proprio "séif", all’inglese, come la parola "safe". 

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21:37

Sanremo 2026, Elettra Lamborghini chi è: esordi, l'amore con Afrojack, curiosità

(Adnkronos) - Elettra Lamborghini è una dei 30 concorrenti del Festival di Sanremo 2026 con il brano 'Voilà', con cui griffa la sua seconda partecipazione in gara dopo quella del 2020 con 'Musica (e il resto scompare)'. L'artista è stata co-conduttrice di una serata del Festival di Sanremo 2025 insieme a Miriam Leone e a Katia Follesa. 

Elettra Miura Lamborghini nasce il 17 maggio 1994 a Bologna da papà Tonino e mamma Luisa Peterlongo. È sorella di quattro fratelli: Ferruccio (pilota di moto, CEO e vicepresidente della Torino Lamborghini Spa), Ginevra (ex concorrente del Grande Fratello Vip) e le gemelle Lucrezia e Flaminia Lamborghini.  

Il suo cognome è uno dei più noti nel mondo dell'industria automobilistica. Il papà Tonino, infatti, è imprenditore e figlio di Ferruccio Lamborghini, fondatore della prestigiosa casa. Il suo nome è un omaggio alla Lamborghini Miura, la prima supercar della storia, prodotta dal 1966 al 1973. 

Elettra Lamborghini si inserisce nel mondo dello spettacolo nel 2015 quando partecipa al reality 'Super Shore 16' in onda in Spagna e in America Latina. Nel 2017 Elettra diventa concorrente del 'Gran Hermano VIP', la versione spagnola del Grande Fratello.  

Ma il suo sogno più grande era quello di fare la cantante. Nel 2018 pubblica il suo primo singolo 'Pem Pem', destinato a diventare un successo radiofonico, permettendo a Elettra di ottenere l'accesso nel panorama della musica italiana, e anche due dischi di platino.  

L'anno successivo, Elettra ottiene il ruolo di giudice in The Voice of Italy - in onda su Rai 2 - accanto a Morgan, Gue Pequeno e Gigi D'Alessio. E nel 2020 calca il palco più importante d'Italia: Festival di Sanremo con il brano 'Musica (e il resto scompare)'. Seguono altri successi radiofonici e hit estiva, nota la collaborazione con Shade per il brano 'Dire, fare, baciare'. 

Nel 2022 al Madame Tussauds Amsterdam viene presentata la statua in cera di Elettra Lamborghini. 

Elettra Lamborghini è sposata con il dj olandese Afrojack. I due sono convolati a nozze nel 2020 a Villa del Balbiano, a Ossuccio, sul lago di Como e ora vivono insieme a Miami, in Florida. Nello studio di Verissimo, Elettra ha raccontato di aver trovato la sua anima gemella: "Sono innamorata di lui più adesso di quando l'ho conosciuto. Non litighiamo mai e stiamo maturando insieme. Ho trovato la mia persona. Mi piace tutto di lui, amo stare in sua compagnia e tutta la nostra vita". 

Elettra Lamborghini è stata spesso 'accusata' di aver ricorso a dei ritocchini chirurgici, a causa del suo cambiamento fisico. Ma la cantante ha ammesso che durante il lockdown del 2020 si è sottoposta a una dieta detox che le ha permesso di perdere diversi chili. "È tutta roba mia. Mi sono semplicemente messa d'impegno e mi sento benissimo con me stessa. Mi alleno due volte al giorno quando posso e seguo una dieta sana e bilanciata, senza escludere nulla". 

Elettra Lamborghini ha raccontato di aver avuto un'infanzia serena circondata dall'amore dei suoi animali e a oggi possiede molti cani (Chihuahua è la sua razza preferita) e 5 cavalli.  

Elettra Lamborghini ha la grande passione dei tatuaggi e in tutto il corpo ne ha più di 40. Il tattoo più famoso è quello a macchia di leopardo sul gluteo sinistro, anche se a oggi si è detta pentita di averlo fatto e desidererebbe toglierlo. 

Destinata ad essere una hit estiva. Elettra Lamborghini a 'Tv Sorrisi e Canzoni' ha raccontato che il suo è un brano pop e divertente: "Il mio obiettivo è far ballare l'Ariston. Voglio stupire, senza dubbio. Sarà un'evoluzione rispetto a quello che ho portato sul palco finora". 

Elettra, Elettra Lamborghini 

Ma che notte 

Che casino 

Tipo cocktail 

Un po' di me un po' di te 

Nessun dorma 

Fai il cretino 

Io l'offesa e poi damblé 

Litigare anche di sabato sera 

Ballando con le stelle e noi con gli occhi amarena 

Tu mi prendi la mano, 

Voglio, sì, ma non mi va, va 

Mamma mia che rabbia 

La porta che fa bam bam 

Solita bagarre 

E poi ci sale sale su 

Quest'aria di mare 

Un po' ti odio un po' I love you 

Ma che c'è di male 

Sai già cosa fare 

Dai comincia tu 

E allora viva viva viva la Carrà 

Ballare e poi finire giù per terra 

Viva l'amore amore amore che si fa 

Al buio e la televisione accesa 

Fino all'alba 

Come due gatti dietro a qualche bar 

Su una cabrio senza targa 

Noi due sotto un cielo a pois 

Così chic 

Così hard 

Vieni qui 

Voilà, voilà, voilà, voilà 

Mi hanno detto 

E mi piace 

Che in un letto 

Poi si fa la pace 

(Tu lo sai, tu lo sai) che i baci 

Sono come le ciliegie 

Non hai fame 

Sì però, sì però ti viene 

E poi si cade cade giù 

Come quando piove 

Un po' ti odio un po' I love you 

Non ci vuol un Nobel 

Sai già cosa fare 

Dai comincia tu 

E allora viva viva viva la Carrà 

Ballare e poi finire giù per terra 

Viva l'amore amore amore che si fa 

Al buio e la televisione accesa 

Fino all'alba 

Come due gatti dietro a qualche bar 

Su una cabrio senza targa 

Noi due sotto un cielo a pois 

Così chic 

Così hard 

Vieni qui 

Voilà, voilà, voilà 

Altro che chiacchiere 

Spegni tutto in questa notte di paillettes 

Eccomi qua 

E allora viva viva viva la Carrà 

Ballare e poi finire giù per terra 

Fino all'alba 

Come due gatti dietro a qualche bar 

Su una cabrio senza targa 

Noi due sotto un cielo a pois 

Così chic 

Così hard 

Vieni qui 

Voilà, voilà, voilà, voilà. 

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Categoria: spettacoli

21:27

Sanremo 2026, Tommaso Paradiso chi è: esordi, rottura con i 'The giornalisti', dietrofront sul Festival

(Adnkronos) - Tommaso Paradiso è uno dei 30 concorrenti del Festival di Sanremo 2026. Questa è per il cantante la prima volta in gara alla kermesse canora con il brano 'I Romantici'. 

Tommaso Paradiso nasce il 25 giugno 1983 a Roma, nel quartiere Prati, da una famiglia di origini campane. Frequenta il liceo classico e si laurea in filosofia, continuando a coltivare al tempo stesso la grande passione per la musica. 

La svolta per Paradiso arriva nel 2009 quando fonda il gruppo Thegiornalisti con Marco Antonio Musella e a Marco Primavera. Il gruppo debutta nel 2011 con l'album Vol. 1 ottenendo in poco tempo tanta notorietà, dando vita poi ad altri tre album: Fuoricampo (2014), Completamente Sold Out (2016) e Love (2018). 

Canzone dopo canzone i Thegiornalisti acquistano sempre più successo, nel 2017 escono i singoli di successo Riccione e Pamplona con Fabri Fibra. Tommaso Paradiso collabora alla scrittura di diverse hit come L'esercito del selfie di Takagi & Ketra. Collabora con Lorenzo Fragola e Arisa, Nina Zilli, Giusy Ferreri, Noemi, Gianni Morandi e Francesca Michielin. 

Nel 2018, partecipa al brano Da sola/In the Night con Elisa e Takagi & Ketra e prende viene ospitato per una sera sul palco di X Factor. L'anno successivo collabora con Franco126 al singolo Stanza singola e torna poi a collaborare con Takagi & Ketra per il singolo La Luna e la gatta con Jovanotti e Calcutta. 

Nel 2019, tuttavia, si rompe qualcosa e i Thegiornalisti annunciano la fine dell'avventura del gruppo. In un'intervista rilasciata a La Repubblica, Paradiso aveva spiegato i motivi legati allo scioglimento del gruppo: "Il problema è nato quando tra di noi si sono intromesse altre persone, quando nei rapporti tra noi sono subentrati altri. Io ho detto che la situazione non mi sembrava sostenibile, che era sbagliato cambiare una squadra vincente, che era assurdo scombinare la traiettoria di una corsa che andava avanti a 160 all'ora e che nessuno ci poteva fermare. Invece la risposta è stata problematica, la situazione è scoppiata e io mi sono sentito nella classica situazione di non avere altra scelta e mettere per quel che mi riguardava la parola fine". 

Tommaso Paradiso intraprende così la carriera da solita, la quale inizia con la pubblicazione del singolo Non avere paura. Da lì comincia a pubblicare singoli e un suo primo live album. Il 2025 segna il grande ritorno dal vivo con un tour nei palasport in programma nella primavera 2026. 

Tommaso Paradiso è legato sentimentalmente da diversi anni alla compagna Carolina Sansoni, imprenditrice e fondatrice dell'agenzia 'Talk in Pills' e di 'Denoise Design', una start-up che mescola creatività e moda. 

I due si sono conosciuti nel 2017 a una partita di calcio e da quel momento non si sono più lasciati. La coppia oggi vive a Roma con gli amatissimi cani Ugo e Pina, e nell'aprile del 2025 è nata la loro prima figlia, Anna. 

Nel 2022 in un'intervista Tommaso paradiso aveva rivelato che non avrebbe mai accettato di gareggiare al Festival di Sanremo: “Da concorrente non andrò mai in gara al Festival. In generale non farò mai una gara canora e non so come mai quest'anno sia uscito il mio nome”. 

Il brano 'I romantici' è una ballata contemporanea dedicata alla figlia. Paradiso parla e si augura di spezzare un ciclo di indifferenza tra genitori e figli. 

 

Mi sveglio sotto la pioggia che cade 

Spero mia figlia sia uguale a sua madre 

Bellissima che non so come fa 

A stare con uno che di notte accende la televisione, 

Sempre lo stesso film, la stessa scena 

Col volume a cannone 

No, non so come fa 

E voglio dirti ti amo prima di decollare 

Ti prego non girarti quando scendo le scale 

Che sarebbe stupendo non rovinare tutto 

Posso portarti più in alto, più in alto, più in alto 

Come hai fatto tu 

Spero che ti arriverà 

Davvero una musica dolce 

Per i tuoi giorni malinconici 

Vorrei avere un pianoforte in tasca 

Solo per ricordarmi di noi 

Ho il cuore appeso sulla giacca 

Ogni volta che parlo di noi 

I romantici guardano il cielo 

I romantici guardano un treno che se ne va 

Io quando bevo ci credo alle fate 

Io non farò come ha fatto mio padre 

Gelido 

Non so come si fa 

Ti darò sempre un bacio prima di partire 

Se fumo faccio la doccia prima di dormire 

Che sarebbe stupendo non rovinare tutto 

Posso portarti più in alto, più in alto, più in alto 

Come hai fatto tu 

Spero che ti arriverà 

Davvero una musica dolce 

Per i tuoi giorni malinconici 

Vorrei avere un pianoforte in tasca 

Solo per ricordarmi di noi 

Ho il cuore appeso sulla giacca 

Ogni volta che parlo di noi 

I romantici guardano il cielo 

I romantici guardano un treno 

Che corre via nella speranza di rivedersi nel futuro 

Dove giocavano ragazzi con la palla contro il muro 

E adesso non c'è nessuno 

Non c'è più nessuno 

Ma i romantici guardano il cielo 

E ci credono davvero 

Spero che ti arriverà 

Una musica dolce per i tuoi giorni malinconici 

Vorrei avere un pianoforte in tasca 

Solo per ricordarmi di noi 

Ho il cuore appeso sulla giacca 

Ogni volta che parlo di noi 

I romantici guardano il cielo 

I romantici guardano un treno 

Che se ne va. 

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Categoria: spettacoli

21:22

Sanremo 2026, Top & Flop della prima serata

(Adnkronos) - La prima serata di Sanremo 2025 tra alti e bassi. I momenti top e flop all’Ariston. Al Festival, si sa, si può entrare Papi e uscire cardinali. Nelle infinite serate del festival ci sono picchi e picchiati, suoni e suonati. Una rassegna di alti e bassi, di esaltazioni e delusioni redatta in diretta durante la serata. 

 

La prima uscita di Laura Pausini è con un vestito a clessidra superfasciante tutto nero, in sintonia con i capelli corvini e in contrasto con la pelle chiarissima. Il pensiero vola a Morticia Addams ma appena la telecamera la inquadra insieme all'abbronzatissimo Carlo Conti prevale l'effetto biscotto Ringo (speriamo che il funzionario alla riconoscibilità dei marchi non si arrabbi). 

Non si sa se la mano finta che Dargen D'Amico (vestito da parquet a spina, che nemmeno nei migliori cataloghi di interior design) si sfila entrando sul palco sia un'altra citazione della Famiglia Addams. Fatto sta che l'unica a preoccuparsene, alla fine dell'esibizione, chiedendo a Dargen di raccoglierla è Morticia-Pausini. Coincidenze? 

 

Al quarto brano su trenta, in sala stampa si diffonde la voce che Al Bano abbia presentato ricorso al Tar della Liguria per essere riammesso. 'Che fastidio!' tuona dal backstage Ditonellapiaga, che ha cantato in apertura di serata il suo wannabe 'Nuntereggae più'.  

 

 

  

 

 

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Categoria: spettacoli

21:18

Superenalotto, numeri combinazione vincente oggi 24 febbraio

(Adnkronos) - Nessun '6' né '5+1' al concorso del Superenalotto di oggi, martedì 24 febbraio 2026. Centrati invece cinque '5' che vincono 37.049,14 euro ciascuno. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 126.200.000 di euro. 

 

La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. 

La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. 

 

Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: 

- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; 

- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; 

- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; 

- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; 

- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. 

 

E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. 

 

Ecco la combinazione vincente del concorso di oggi del Superenalotto: 4, 18, 23, 26, 45, 87. Numero Jolly: 82. Numero SuperStar: 29. 

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Categoria: cronaca

21:14

Sanremo 2026, Gianna Pratesi chi è: la centenaria ospite oggi

(Adnkronos) - Gianna Pratesi è l'ospite speciale voluta da Carlo Conti per la prima serata del Festival di Sanremo 2026. 105 anni, un'energia contagiosa: ogni giorno dedica ore allo studio del pianoforte, trova ancora il tempo per ballare e dipingere, e continua a coltivare con entusiasmo l’amore per la musica. 

"La sua presenza deve far riflettere i nostri giovani: la signora Gianna Pratesi rappresenta i nostri genitori, i nostri nonni, i nostri partigiani che hanno liberato l’Italia dall’oppressione nazifascista e che ci hanno permesso, oggi, di goderci un evento musicale come questo", ha dichiarato Conti in conferenza stampa, a poche ore dal debutto del Festival. 

Nata nel 1920 e originaria di Chiavari, Pratesi compirà 106 anni il prossimo 16 marzo. A 28 anni, dopo la morte dei suoi genitori, si trasferì in Scozia insieme alla sorella: lì conobbe il marito, con il quale avviò una gelateria gestita per oltre vent’anni, prima del rientro definitivo in Liguria. 

La sua presenza questa sera all’Ariston assume un forte valore simbolico: Conti ha scelto di invitarla per celebrare gli 80 anni della Repubblica italiana, nata il 2 giugno 1946 con il referendum istituzionale che chiamò gli italiani a scegliere tra monarchia e repubblica e che segnò anche il primo voto politico delle donne, dopo il riconoscimento del diritto di voto femminile sancito l’1 febbraio 1945 dal governo guidato da Bonomi. 

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Categoria: spettacoli

21:13

Sanremo 2026, Luchè chi è: gli esordi, l'infanzia difficile, la polemica con Salmo

(Adnkronos) - Luchè è uno dei 30 concorrenti del Festival di Sanremo 2026. Quella di quest'anno è la prima partecipazione per il rapper napoletano che debutta all'Ariston nella 76esima edizione con il brano 'Labirinto'. 

Luchè, nome d'arte di Luca Imprudente, nasce a Napoli il 7 gennaio 1981 ed è conosciuto come rapper e produttore discografico italiano. Dopo un periodo di lavoro come ambulante, a 19 anni decide di andare a Londra e inizia a lavorare per darsi delle opportunità con la musica. Si inserisce nel mondo della musica nel 1997 insieme all'amico Ntò con il quale fonda il gruppo Co'Sang, inizialmente affiancato da Denè e Dayana. Poco dopo, Denè e Dayana lasciano il progetto e i Co'Sang diventano ufficialmente un duo. 

Dopo lo scioglimento dei Co'Sang nel 2012, che l'ha segnato emotivamente, si trasferisce a Londra e decide di aprire una pizzeria con un amico. Luchè avvia la carriera solista con l'album L1, collaborando con artisti come Club Dogo, Marracash ed Emis Killa. Entra inoltre nel collettivo Roccia Music e avvia un'attività imprenditoriale tra Londra e New York con la pizzeria CoCo. Nel 2014 pubblica L2 e fonda il brand di abbigliamento Black Friday. 

Nel 2022 pubblica Dove volano le aquile che debutta direttamente al primo posto della classifica FIMI. 

Finita al centro delle polemiche la sua faida con Salmo nel 2023 quando i due si sono scambiati frecciate a colpi di barre: Luchè pubblica Estate dimmerda 2, risposta ironica al brano Estate dimmerda di Salmo (2017), dopo essere stato citato in 64 Bars. A distanza di sole 24 ore arriva la replica di Salmo con Dove volano le papere, evidente richiamo al titolo dell'album di Luchè. "Oggi gli stringerei la mano, senza affrontare il discorso, perché per me c'è poco da dire", ha detto il rapper dopo tempo.  

 

Ospite nel podcast di Luca Casadei a One More Time, Luchè ha parlato della sua infanzia complicata vissuta nelle periferie di Napoli e segnata anche dalla separazione dei suoi genitori. "I miei sono persone di cultura, sono degli insegnanti, mia madre ha preso anche una seconda laurea come medico. Questa è stata la mia fortuna perché sono cresciuto negli anni della ferocia della periferia napoletana. Sono stato un bambino estremamente difficile da controllare, ero esuberante. I miei genitori non hanno avuto un rapporto bello tra loro; infatti, poi si sono separati quando avevo 14/15 anni". 

Il rapper ha raccontato di aver vissuto una situazione estrema in prima persona: "Avevo 18 anni. Questo ragazzo mi caricò la pistola in testa, però non sparò. Litigammo per una cosa futile. Non andammo via, ero in macchina con degli amici e poi loro tornarono, erano andati a prendere evidentemente la pistola, quando ci vide ci tagliò la strada e noi fummo costretti a frenare. Noi provammo a scendere ma con dei calci ci chiusero di nuovo in macchina e con il manico della pistola mi ruppe tutto il vetro addosso, avevo pezzi di vetro ovunque e mi caricò la pistola in testa, però non mi sparò". 

La gestione dell'ansia che spesso tormenta la sua quotidianità: "Io soffro di ansia. Ho dei breakdown nervosi. Una sensazione costante di sentirsi in ritardo, una corsa contro il tempo. Mi alzo e per me è già tardi e quindi vivo tutto in ansia. Non riesco neanche ad allenarmi con la musica perché inizio a pensare e sono già in studio con la testa. Soffro di attacchi di panico ancora oggi, ho imparato a gestirli con il respiro". 

 

A 'Tv Sorrisi e Canzoni', l'artista ha raccontato che il brano è una canzone che dice molto di lui: "Succede a tanti di sentirsi prigionieri in un labirinto, specie a chi ha un'anima sensibile. Quanto a me, sto ancora cercando la via d'uscita. Sono una persona complicata, che non si accontenta di essere 'abbastanza', ma vuole spingersi oltre, anche fallendo, ma spesso anche vincendo".  

Io non so come ci si lega ma so bene quanto vale un contratto 

Nulla è per sempre nel rimorso l'odio annega potevamo rimanere in contatto 

E invece niente siamo polvere sui mobili dentro una casa vuota 

L'orgoglio è un brutto vizio ed io il bambino che ci gioca 

Mai stato troppo in alto mai caduto nella droga 

La notte è nera asfalto aspetto l'alba che mi trova 

Un po' di luce 

Adesso che non riesco più ad immaginarti 

E non ho voce 

Nemmeno per gridare che lo so che parti 

Solo per stare lontano via da me 

Stai meglio lontano via da me 

Non abbiamo più scuse 

Quanto ci vuole per dimenticarsi 

E quello che so di te 

È che sei bella come una bugia 

Detta per non piangere 

Non piangere 

Non dormirò più tra le braccia tue 

In questo labirinto siamo in due 

E quello che so di te 

Nasconde un po' di me 

Anche se poi te ne vai 

Non ti scordare di me 

Di me 

Di Noi 

Di Noi 

Anche se poi te ne vai 

Non ti scordare di me 

Di me 

Di Noi 

Di Noi 

Non conta l'ego contano i concetti 

Nessuno l'ha capito competiamo con noi stessi 

Forse più salgo in alto più non vedo i miei difetti 

Quando non so chi sono 

Me lo urlano ai concerti 

Di crisi già ne ho avute 

L'inverno con le tute 

Le corse e le cadute 

Scontrarsi a mani nude 

Mentre gli altri giocano 

Io mi distinguo tra pochi che osano 

E troverò 

Un po' di luce 

Adesso che non riesco più ad immaginarti 

E non ho voce 

Nemmeno per gridare che lo so che parti 

Solo per stare lontano via da me 

Stai meglio lontano via da me 

Non abbiamo più scuse 

Quanto ci vuole per dimenticarsi 

E quello che so di te 

È che sei bella come una bugia 

Detta per non piangere 

Non piangere 

Non dormirò più tra le braccia tue 

In questo labirinto siamo in due 

E quello che so di te 

Nasconde un po' di me 

Anche se poi te ne vai 

Non ti scordare di me 

Di me 

Di Noi 

Di Noi 

Anche se poi te ne vai 

Non ti scordare di me 

Di me 

Di Noi 

Di Noi 

Le chiavi dell'uscita 

Le ho messe nelle mani tue 

Ma in questo labirinto siamo in due 

Siamo in due 

Anche se poi te ne vai 

Non ti scordare di me 

Di me 

Di Noi 

Di Noi 

Anche se poi te ne vai 

Non ti scordare di me 

Di me 

Di Noi. 

 

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Categoria: spettacoli

21:06

Sanremo 2026, Arisa chi è: il primo Festival, lo sfogo 'contro' Amadeus, la tricotillomania

(Adnkronos) - Arisa è una delle 30 concorrenti del Festival di Sanremo 2026. Questa è la sua ottava partecipazione alla kermesse canora: nel 2009 ha raggiunto il successo vincendo la sezione 'Nuove proposte' con il singolo Sincerità. Ha raggiunto altre due volte il podio: seconda posizione nel 2012 con 'La notte' e primo posto nel 2014 con 'Controvento'. È stata anche co-conduttrice nel 2015 al fianco di Emma Marrone e Rocío Muñoz Morales, nell'edizione condotta da Carlo Conti. 

Arisa, nome d'arte di Rosalba Pippa, è nata a Genova nel 1982, ma è cresciuta a Pignola, in provincia di Potenza. Si è diplomata al liceo pedagogico, dopo aver concluso il percorso scolastico ha cominciato a lavorare fino a quando ha deciso di partecipare al Festival di Sanremo nel 2009. Tra le sue influenze musicali maggiori, si ricordando Mariah Carey e Céline Dion, in particolare per l'uso della voce, dai loro brani infatti è riuscita ad acquisire dimestichezza con l'uso del diaframma. 

Arisa è molto legata alla sua famiglia tanto che il suo nome d'arte è un acronimo dei nomi di tutti i componenti (A per il padre Antonio, R per il suo nome Rosalba, I e S per le sorelle Isabella e Sabrina, A per la madre Assunta). Dopo la vittoria con il brano 'Sincerità' nel 2009, ha dato vita al suo primo album che porto lo stesso nome. Nel 2010 ritorna sul palco dell'Ariston, questa volta nella categoria Artisti, e si classifica nona con il brano 'Malamorenò'. 

Nel 2011 è tra i giudici della quinta edizione di X Factor, ruolo in cui viene riconfermata nella stagione successiva. Nel 2012 è in gara a Sanremo e arriva secondo con la canzone 'La notte'. Nel 2014 vince nuovamente il Festival con il brano 'Controvento'. L'anno successivo torna a calcare il palco all'Ariston come co-conduttrice e diventa uno dei coach di The Voice condotto da Antonella Clerici. 

Nel 2016 si classifica decima a Sanremo con il brano 'Guardando il cielo' e ritorna ad X Factor in qualità di giudice. Nel 2021 è ancora tra i cantanti in gara a Sanremo ed è tra i concorrenti di Ballando con le stelle, mentre nel 2022 fa parte della giuria de 'Il cantante mascherato'. Parallelamente alla musica, nel corso degli anni Arisa ha avuto modo di recitare anche in alcune pellicole, come 'La peggior settimana della mia vita', e di prestare la sua voce in qualità di doppiatrice. 

Nel 2023 la cantante è nuovamente tra i giudici di Amici, ma successivamente diventa fissa in 'The Voice Kids'. Il 9 febbraio 2024 è stata ospite durante la quarta serata del Festival di Sanremo 2024, esibendosi piano e voce nel suo brano 'La notte'. Attualmente è nel cast di 'The Voice Senior' e 'The Voice Kids'.  

  

Arisa è stata a lungo legata al musicista Giuseppe Anastasi che per lei ha scritto diversi brani ed è, infatti, l'autore dei suoi più grandi successi. Tra il 2014 e il 2016 la cantante ha avuto una relazione con il suo manager Lorenzo Zambelli. In seguito, ha avuto una storia con il manager Andrea Di Carlo. I due si sarebbero dovuti sposare nel settembre 2021 ma il matrimonio è saltato pochi mesi prima della data fissata. 

Nell'estate 2024 la cantante pubblica sui social delle foto in cui è ritratta al fianco di Walter Ricci, musicista e cantante jazz., definendolo "il mio amore". Storia poi terminata. In un'intervista rilasciata al settimanale F, a pochi giorni dal Festival di Sanremo, Arisa ha confidato di essere "single": "Spero di costruire un giorno una famiglia mia, ma intanto punto a godermi di più la vita, viaggiare, costruire rapporti, incontrare persone leali e sincere con cui condividere il tempo, e non solo il lavoro, con cui mangiare fuori e andare in discoteca. Ho smesso di inseguire l'amore romantico a tutti i costi. Ed è una cosa bellissima, che mi rende libera". 

Più volte la cantante ha parlato apertamente sui social di soffrire di un disturbo ossessivo-compulsivo legato allo stress, la tricotillomania, che la porta a strapparsi i capelli in modo involontario, spesso costringendola a rasarsi o a portare tagli molto corti. Ecco il motivo per cui cambia spesso look.  

Nel 2023 la cantante ha avuto uno sfogo ospite ad Amici, talent show di Maria De Filippi su Canale 5. "Sono due anni che Amadeus non mi prende a Sanremo", aveva confidato la cantante. “Io davvero, a volte, mi sento sopravvalutata, non mi sento all'altezza. Sento di essere stata fortunata e basta", aveva aggiunto in lacrime.  

La cantante aveva confessato infatti di non sentirsi più così forte come lo era ai tempi del primo Sanremo a cui prese parte: "Lo dico con molta onestà, se mi fosse successo di vincere Sanremo nel 2012, ero veramente nel focus. Dopo un po' non ti senti più così forte. Fai le cose ma non ti senti più all'altezza e preferisci lasciare spazio a chi ha il fuoco dentro". 

Il brano di Arisa racconta un percorso, dall'infanzia alla scoperta dell'amore fino alla voglia di serenità. È un'autobiografia in musica, con un ritornello pop fiabesco e romantico. La voglia di ritrovare l'innocenza e la leggerezza dell'infanzia dentro la complessità della vita adulta.  

 

A dieci anni insieme alle mie bambole giocavo con l'amore 

A quattordici anni il primo bacio nelle mani avevo un fiore 

Con l'adolescenza io ho capito che cos'era la passione 

Che non c'entra con il cuore, si confonde col dolore 

Se finisse il mondo in questo istante fumerei una sigaretta 

Metterei un vestito eccezionale sembrerei una principessa 

Chiamerei mio padre solamente per ridirgli che mi manca 

Forse sono solo stanca 

Fuori già si è fatta l'alba 

C'era una volta l'oceano 

Io navigavo con te 

C'era la luna nel cielo 

Una notte che non ho paura nemmeno di me 

A trent'anni tutti mi dicevano che bella la tua voce 

A quaranta voglio solamente ritrovare un po' di pace 

Che mi piacerebbe ritornare tra le braccia di mia madre 

Mentre un'altra stella cade 

Nel romantico disordine 

C'era una volta l'oceano 

Io navigavo con te 

C'era la luna nel cielo 

Una notte che non ho paura nemmeno di me 

C'era una volta il mistero 

Ti innamoravi di me 

Non c'era il bianco né il nero 

Ma l'arcobaleno più bello che c'è 

Io mi perdo tra le onde 

Con il sole che piano si accende 

E il passato diventa presente 

La bambina ritorna innocente 

Chiudi gli occhi amore 

O ti presto gli occhiali da sole 

Che per oggi la vita è una piccola magica favola 

C'era una volta l'oceano 

Io navigavo con te 

Non c'è più bianco né nero 

Ma l'arcobaleno più grande che c'è 

C'è l'arcobaleno qui dentro di me, 

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20:59

Sanremo 2026, Can Yaman co-conduttore prima serata: chi è l'attore turco

(Adnkronos) - Dalla leggendaria isola di Mompracem al palco di Sanremo 2026. Can Yaman, dopo il successo della serie Rai 'Sandokan', è uno dei co-conduttori della prima serata del Festival della canzone italiana, al fianco di Carlo Conti e Laura Pausini.  

L'annuncio era arrivato dal direttore artistico, con un post Instagram: Carlo Conti aveva infatti pubblicato sul social network un fotomontaggio dove appare nei panni della Tigre di Mompracem, insieme al breve messaggio 'Co-co'. Un post che confermava, la presenza dell'attore turco sul palco dell'Ariston. 

Nato a Istanbul l'8 novembre 1989 da un avvocato e una professoressa di lettere, Yaman ha un legame profondo con l'Italia fin dalla sua formazione: si è diplomato al Liceo Italiano di Istanbul, un'esperienza che gli ha permesso di padroneggiare la nostra lingua. Nonostante una laurea in Giurisprudenza e un breve inizio di carriera legale, a 24 anni ha scelto di seguire la sua vera passione, la recitazione. La sua carriera decolla nel 2017 con la serie Bitter Sweet - Ingredienti d'amore, ma è con DayDreamer - Le ali del sogno (2018-2019), al fianco di Demet Özdemir, che la sua popolarità esplode a livello globale, trasformandolo in un sex symbol e facendogli guadagnare il titolo di "Uomo dell'anno" da GQ nel 2019. 

Il successo lo porta dritto in Italia, dove diventa un volto familiare al grande pubblico. Nel 2021 recita in un celebre spot per la pasta De Cecco diretto da Ferzan Özpetek, al fianco di Claudia Gerini, e appare in un cameo nella sesta stagione di Che Dio ci aiuti. La consacrazione nel nostro Paese arriva tra il 2022 e il 2024, quando è co-protagonista con Francesca Chillemi della serie di successo di Canale 5 Viola come il mare, nel ruolo dell'ispettore Francesco Demir. Il 2025 ha segnato la sua definitiva affermazione con il ruolo da protagonista nella miniserie 'Il Turco' e, soprattutto, nell'ambizioso reboot Rai di 'Sandokan' dove ha raccolto l'eredità di Kabir Bedi interpretando l'iconica Tigre della Malesia. 

L'invito all'attore a Sanremo 2026 coincide con i 50 anni dal primo Sandokan, interpretato da Kabir Bedi per la regia di Sergio Sollima, uno degli sceneggiati più famosi della storia della tv italiana, che andò in onda sulla Rai proprio tra il 6 gennaio e l'8 febbraio 1976.  

Can Yaman, lo scorso 10 gennaio, è stato arrestato in Turchia dopo un'operazione antidroga contro il consumo di stupefacenti. Secondo la ricostruzione del quotidiano Hürriyet, le forze dell'ordine, agendo su mandato della Procura, hanno condotto raid in 9 diversi locali notturni della città. Durante una di queste perquisizioni, gli agenti avrebbero trovato sostanze stupefacenti addosso a Can Yaman, che si trovava all'interno del club come cliente. 

Le fonti del quotidiano precisano un dettaglio fondamentale: l'ufficio del procuratore non aveva emesso un ordine di detenzione specifico per l'attore nell'ambito dell'indagine. Il suo fermo sarebbe scattato in flagranza, proprio a seguito del ritrovamento della droga durante il controllo. 

L'Ufficio Investigativo sul Contrabbando, il Traffico di Stupefacenti e i Reati Economici della Procura Capo di Istanbul che ha condotto l'indagine ha rilasciato l'attore dopo poche ore dal fermo.  

Successivamente l'attore sui social si era così espresso: "Cara stampa italiana, da sempre la stampa turca è cattiva con me, ma non è una novità! Pero voi no! Per favore non fate anche voi l'errore di fare copia incolla delle notizie che arrivano dal Bosforo. Ma vi pare che vado in giro nei locali con delle sostanze in un periodo dove la polizia fa indagini a tappeto arrestando molte persone famose? Se fosse stato minimamente vero, non sarei stato rilasciato in cosi poco tempo e in grado di tornare in Italia il giorno dopo. Vi voglio bene". 

L’ultimo grande amore noto è quello con Sara Bluma, DJ di origini algerine. I due compaiono insieme nel 2025 sul red carpet dell’Italian Global Series Festival, confermando la loro unione. L'ultima volta che i due sono stati visti insieme risale a fine ottobre, durante un soggiorno a Tenerife. Da allora, nessuna immagine di coppia, fino a quando l'artista e dj di origini algerine ha chiuso il profilo social eliminando tutte le foto insieme all'ex compagno. 

In una recente intervista rilasciata a Domenica In, l'attore si è mostrato molto riservato e concentrato sul lavoro, evitando qualsiasi domanda riguardo sulla vita privata, che preferisce mantenere lontano dai riflettori. 

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20:57

Sanremo 2026, omaggio a Peppe Vessicchio: l'indimenticabile maestro

(Adnkronos) - Il Festival di Sanremo 2026 omaggia Peppe Vessicchio. Nel corso della prima serata, Carlo Conti ricorderà il direttore d'orchestra e arrangiatore scomparso lo scorso 8 novembre all'età di 69 anni all'ospedale San Camillo di Roma, a seguito di una polmonite interstiziale precipitata rapidamente.  

Se c'è una voce che resterà nella memoria collettiva degli italiani, è quella che annunciava: "Dirige l'orchestra il maestro Peppe Vessicchio". Bastava quella frase, un applauso, un cenno di bacchetta, e tutto sembrava al suo posto, l'orchestra, il cantante, il pubblico.  

Con la sua scomparsa, l'Italia ha perso non solo un musicista, ma anche una presenza gentile e rassicurante, capace di entrare nelle case degli italiani con discrezione e naturalezza. Peppe Vessicchio è stato un vero simbolo popolare della televisione, consacrato in particolare dal Festival di Sanremo. La sua folta e curata barba e lo sguardo gentile lo rendevano immediatamente riconoscibile, segnando indelebilmente il suo iconico profilo sul palcoscenico e sul piccolo schermo. 

Giuseppe 'Peppe' Vessicchio era nato a Napoli il 17 marzo 1956. La sua storia comincia tra i vicoli dove la musica è parte del respiro quotidiano. Diplomato in pianoforte, muove i primi passi come arrangiatore per artisti partenopei: Nino Buonocore, Edoardo Bennato, Peppino di Capri, Lina Sastri. Il suo talento per l'arrangiamento, la misura, l'equilibrio lo porta presto oltre il Golfo di Napoli. Negli anni Ottanta inizia una lunga e fruttuosa collaborazione con Gino Paoli: da quell'incontro nascono brani come "Ti lascio una canzone", "Cosa farò da grande" e "Una lunga storia d'amore", che diventeranno classici della canzone d'autore. 

Negli stessi anni milita brevemente nel gruppo comico-musicale I Trettré, suonando chitarra e pianoforte. Ma quando il trio decide di virare verso il cabaret, Vessicchio sceglie la strada più difficile: lascia il successo facile e si dedica completamente alla musica. "Non volevo far ridere, volevo far vibrare", raccontava. 

Il grande pubblico lo conosce dal 1990, quando appare per la prima volta al Festival di Sanremo. Da allora diventa presenza fissa sul palco dell'Ariston, il volto più riconoscibile tra i direttori d'orchestra. Con il passare degli anni, il suo nome diventa un'istituzione, una garanzia di eleganza e sensibilità musicale. Nel 1994, 1997 e 1998 riceve il premio come miglior arrangiatore, nel 2000 la giuria presieduta da Luciano Pavarotti gli assegna un riconoscimento speciale. 

Quattro volte vincitore del Festival come direttore d'orchestra - con "Sentimento" degli Avion Travel (2000), "Per dire di no" di Alexia (2003), "Per tutte le volte" che di Valerio Scanu (2010) e "Chiamami ancora amore" di Roberto Vecchioni (2011) - Vessicchio ha diretto sul palco sanremese anche Mia Martini, Mango, Elio e le Storie Tese, Le Vibrazioni, Gianluca Grignani, Arisa, e molti altri. Negli ultimi anni il suo ritorno all'Ariston era accolto da vere e proprie ovazioni: un fenomeno affettivo, prima ancora che musicale. 

Ma Peppe Vessicchio non era solo il "Maestro di Sanremo". È stato autore, compositore, arrangiatore e insegnante, una figura di mediazione tra la musica colta e quella popolare. Dal 2001 al 2012 - e poi ancora dal 2018 al 2022 - è stato docente e direttore d'orchestra nel talent show "Amici" di Maria De Filippi. È lì che, con tono pacato e ironico, ha educato milioni di giovani spettatori alla disciplina e al rispetto della musica. "Ogni persona è come una corda e possiede una capacità di vibrazione - diceva -. Quando incrociamo le nostre vere passioni, iniziamo a suonare davvero". Il suo approccio era sempre umano, mai accademico: per lui l'educazione musicale coincideva con la ricerca dell'equilibrio interiore. 

Vessicchio parlava spesso dell'"armonia naturale" come chiave di lettura del mondo. L'armonia, diceva, è "l'ottimale condizione degli elementi di un insieme": non solo in musica, ma nella vita. Credeva che la bellezza fosse una proporzione, una vibrazione giusta, un equilibrio sottile tra il suono e il silenzio. "Il silenzio è il tessuto in cui il suono si intrufola", amava ripetere. Era un'estetica ma anche un'etica: il rispetto dei tempi, dell'ascolto, del lavoro degli altri. "Bisogna trovare la propria velocità", spiegava, "una velocità che sia la tua, non quella del mercato". 

Nel 2024 l'Orchestra del Teatro alla Scala ha eseguito una sua composizione da camera, "Tarantina": un riconoscimento simbolico per un artista che, pur provenendo dalla musica leggera, aveva sempre cercato il dialogo con la musica colta. "Sentire la mia musica alla Scala è stato come tornare a casa dopo un lungo viaggio", raccontava con la sua consueta modestia. 

Negli ultimi anni Vessicchio aveva coltivato un'altra passione: il vino. Con l'imprenditore Riccardo Iacobone aveva fondato in Abruzzo Musikè Vini, una cantina in cui i vini venivano affinati al suono di frequenze armoniche naturali. Un esperimento di musicoterapia enologica, che univa la scienza all’intuizione. "Dentro un calice di brandy - diceva - c'è il bilanciamento tra l'operato umano e la bontà della natura. È la stessa armonia che cerco in musica". I fondi raccolti dalle vendite servivano a finanziare borse di studio per giovani musicisti dell'Accademia Peparini, con l'obiettivo di portare la musica "nei luoghi degli ultimi, dove nessuno può ascoltarla". 

Napoletano d'animo, ma cittadino del mondo, Vessicchio ha diretto orchestre a Mosca, Città del Messico, Milano, Firenze, Parigi. Era socio dell'associazione Trenta Ore per la Vita, per la quale ha curato gala e concerti benefici. Dal 2017 faceva parte della commissione selezionatrice dello Zecchino d’Oro, di cui era anche direttore artistico. Nel 2025 era tornato in televisione come giurato al Festival di Castrocaro e ospite di Lip Sync Battle, dimostrando ancora una volta la sua ironia e la sua voglia di mettersi in gioco. 

"Dirigere l’orchestra è una frase che mi insegue - confidava - ma in realtà io non volevo dirigere: volevo scrivere, unire, cercare l'armonia". Forse è questo il segreto del suo successo: la capacità di essere popolare senza essere mai superficiale, di parlare a tutti senza abbassare il tono. Amava citare Vinícius de Moraes: "La vita è l'arte dell'incontro". E tutta la sua esistenza è stata un incontro continuo tra mondi, suoni, persone, idee.  

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20:53

Sanremo 2026, Dargen D'Amico chi è: gli esordi nel freestyle e gli occhiali da sole come alter ego

(Adnkronos) - Dargen D'Amico è uno dei 30 big concorrenti del Festival di Sanremo 2026. Il cantante ha partecipato alla kermesse canora già due volte. Ha debuttato nel 2022 con 'Dove si balla', è tornato nel 2024 con 'Onda Alta' e partecipa al Festival di Sanremo 2026 con il brano 'Ai ai'. 

Dargen D'Amico, all'anagrafe Jacopo Matteo Luca D'Amico, è nato a Milano nel 1980 da genitori originari di Filicudi. Come ha spiegato in un'intervista a Rolling Stone, il nome d'arte deriva da 'D'Argento' e si pronuncia con l'accento sulla prima sillaba: Dàrgen. 

Fin da piccolo si avvicina al rap partecipando da adolescente a contest di freestyle nei locali milanesi. Sono proprio quegli anni che gli danno la possibilità di incontrare Jake La Furia e Guè Pequeno, già suo compagno di liceo: insieme fondano il gruppo Sacre Scuole, con cui nel 1999 pubblica l'album 3 MC's al cubo. 

Dargen si definisce un 'cantautorap': una sintesi tra scrittura d'autore e linguaggio hip hop che negli anni gli ha permesso di conquistare non solo il pubblico rap ma anche quello più trasversale. Nel 2006 intraprende il percorso solista con Musica senza musicisti, pubblicato dall'etichetta indipendente Giada Mesi, fondata insieme a Francesco Gaudesi.  

Con il secondo lavoro, Di vizi di forma virtù, emerge con maggiore evidenza l'impronta cantautorale: nei testi si avvertono le influenze di Lucio Dalla, Enzo Jannacci e Franco Battiato, mentre i temi spaziano dal lavoro alla società, fino alle difficoltà economiche. Nel 2010 esce l'EP D' Parte prima, dedicato alle diverse declinazioni dell'amore; alcuni brani confluiscono poi nell'album CD'. Seguono Nostalgia istantanea e Vivere aiuta a non morire.  

Aumentano le collaborazioni con artisti di primo piano della scena italiana: da Fedez a J-Ax, da Fabri Fibra a Marracash, passando per Two Fingerz, Crookers e Max Pezzali. Nel 2013 ottiene grande popolarità con Bocciofili, insieme a Fedez e Mistico. 

Nel 2014 pubblica a cadenza settimanale una serie di singoli poi raccolti in L'ottavia. Il 2019 è l'anno di Ondagranda, scritto con Emiliano Pepe, seguito nel 2020 da Bir Tawil, settimo album in studio. Parallelamente continua a lavorare come autore: nel 2021 firma brani per Annalisa e per la coppia Francesca Michielin-Fedez al Festival di Sanremo. 

Nel 2022 debutta in gara all'Ariston con Dove si balla, che chiude al nono posto ma diventa uno dei tormentoni dell'anno. Nello stesso periodo entra nella giuria di X Factor Italia.  

Molto riservato, Dargen D'Amico ha sempre tenuto lontana dai riflettori la propria sfera personale. Non si conoscono dettagli sulla sua situazione sentimentale: l'artista ha più volte ribadito di considerare il gossip estraneo al suo percorso musicale. 

Gli occhiali da sole sono diventati negli anni il suo segno distintivo. Ospite a Domenica In nel 2022, ha spiegato di indossarli per scelta: un modo per proteggere la propria intimità e non "mostrare tutto di sé". 

Dargen D'Amico ha portato gli orsetti sul palco di Sanremo 2024 come elemento centrale del suo look, indossando una giacca e pantaloni decorati con peluche. L'outfit stravagante, ispirato a Franco Moschino, simboleggiava le piccole vittime delle guerre e i bambini che perdono la vita nel Mediterraneo. 

Gli occhiali da sole sono il suo tratto distintivo. La sua stylist, Rebecca Baglini, a Fanpage ha spiegato: "Dargen divide la sua vita in due: con gli occhiali entra in scena, senza li usa per prepararsi dietro le quinte".  

Dargen D'Amico ha raccontato a 'Tv Sorrisi e Canzoni' che il bersaglio del testo sono i social e l'intelligenza artificiale, con l'AI utilizzata come base per il gioco di parole che dà vita al ritornello.  

 

Prima di entrare in casa 

Stavo un'ora a cercare di toglier la sabbia 

Autostrada Adriatica 

Dalla costa si vede l'Africa e lei che si tuffa 

Ti prego, guardala 

Ha più curve di Gardaland 

Quando mi ha detto che tornerà in Francia 

Uffa 

Ho avuto il mal di pancia 

AI AI 

AI AI, 

Cosa mi fai? 

Mi dici vieni qui e poi te ne vai 

- Bye Bye 

Ma come - Bye? 

Ho perso il tuo contatto, me lo ridai? 

AI AI 

Il Bel Paese ha così buongusto 

Che pure il meteo non è mai brutto 

È uno stivale però da diva 

Che si fa il bagno nell'olio d'oliva 

Dice il Vangelo - Darai da bere 

A chi è straniero ma ha le stesse vene 

Prendi sul serio una bollicina 

E via il pensiero via la pellicina 

Ho letto sul giornale 

Che certe cose non puoi ancora farle con l'AI 

La pelle dà un effetto eccezionale 

Mi hai fatto stare proprio bene, me lo rifai? 

AI AI 

AI AI, 

Cosa mi fai? 

Mi dici vieni qui e poi te ne vai 

- Bye Bye 

Ma come - Bye? 

Ho perso il tuo contatto, me lo ridai? 

AI AI 

Ho litigato con un dj 

Suonava solo la hit parade 

Sai, se metti le canzoni giuste 

La festa vola come Nureyev 

In Italia, troppa arte 

Piedi più belli delle scarpe 

Prendiamo un giorno di riposo 

Dai, trova il modo, Carlos Raposo 

Ho letto sul giornale 

Che certe cose non puoi ancora farle con l'AI 

La pelle dà un effetto eccezionale 

Mi hai fatto stare proprio bene, me lo rifai? 

AI AI 

AI AI, 

Cosa mi fai? 

Mi dici vieni qui e poi te ne vai 

- Bye Bye 

Ma come - Bye? 

Ho perso il tuo contatto, me lo ridai? 

Ho fatto un brutto sogno 

Ma sembrava reale 

Mi bagnavo nel mare 

Però ne uscivo sporco 

E giravamo il mondo 

Però senza toccare 

Mi ha fatto molto male 

Ma mi è piaciuto molto 

Ama ciò che non ti piace 

È la chiave per la pace 

Ma la password salvata mi sembra sbagliata 

O la linea è saltata e ci prende fuoco casa 

A me mi ha rovinato la rete 

Altrimenti avrei fatto il prete 

Avrei lasciato il paese fuggendo via 

A cercare fortuna in Albania 

AI AI, 

Cosa mi fai? 

Mi dici vieni qui e poi te ne vai 

- Bye Bye 

Ma come - Bye? 

Ho perso il tuo contatto, me lo ridai? 

AI AI 

Me lo ridai? 

AI AI 

Me lo ridai? 

AI AI 

Me lo ridai? 

AI AI 

Me lo ridai? 

AI AI. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

20:49

Sanremo 2026, Mara Sattei chi è: gli esordi, il fratello Thasup e la proposta di matrimonio

(Adnkronos) - Mara Sattei in gara nel Festival di Sanremo 2026 che si apre il 24 febbraio. Quella di quest'anno è la seconda partecipazione. Dopo il debutto nel 2023 con 'Duemilaminuti', torna in gara a Sanremo 2026 con il brano 'Le cose che non sai di me'. 

Mara Sattei, all'anagrafe Sara Mattei, è nata a Fiumicino, in provincia di Roma, il 28 aprile 1995. È la sorella maggiore del rapper e produttore discografico Thasup, nome d'arte di Davide Mattei, mentre la madre è una cantante di un coro gospel. Fin da giovanissima Mara si avvicina alla musica, iniziando a studiare canto e pianoforte. La sua carriera prende forma nel 2008, quando comincia a pubblicare sul proprio canale YouTube alcune cover di brani famosi. 

Nel 2011 e nel 2012 tenta senza successo di entrare a X Factor. L'anno successivo partecipa ad Amici di Maria De Filippi, riuscendo ad accedere alla fase iniziale del programma, ma viene eliminata dopo poche puntate. Sempre nel 2013 pubblica il suo primo EP di cover, Frammenti: Acoustic Covers N.1. In seguito si trasferisce a Londra e si allontana temporaneamente dalla musica. Il ritorno arriva nel 2019, anno in cui sceglie definitivamente lo pseudonimo Mara Sattei e pubblica due brani di grande successo: Nuova registrazione 402, certificato disco d'oro, e Nuova registrazione 527, entrambi prodotti da Thasup, il fratello. 

Nel 2022 esce il suo album di debutto, Universo. L'anno successivo partecipa alla 73ª edizione del Festival di Sanremo con il brano Duemilaminuti, scritto da Damiano David dei Måneskin, classificandosi al diciannovesimo posto. Sempre nel 2023 apre le date italiane del tour dei Coldplay e pubblica il suo secondo album, Casa Gospel. 

 

Mara Sattei ha raccontato il fil rouge di 'Che me ne faccio del tempo' (Epic Records Italy/Sony Music Italy), il nuovo album fuori in digitale lo scorso venerdì 13 febbraio. Molti i duetti e le collaborazioni nell'album, a partire da Noemi, fino ad Elisa, Mecna, Thasup. "Dall'inizio della scrittura fino ad oggi è stato un percorso terapeutico: quando ho chiuso il disco, ho capito che avevo fatto pace con l'idea che il tempo passa. E' la prospettiva dalla quale tu lo guardi, da come tu lo affronti, che cambia le sorti. Sono arrivata alla conclusione che la cosa importante del tempo sia accettarlo e viverlo e abitarlo. Con questo album, con la sua musica, vi vorrei raccontare questo".  

Un disco che Mara descrive come "un mondo unico, che come filo conduttore utilizza la mia scrittura. Volevo proprio tanto che le parole fossero centrali, un racconto che potesse arrivare agli altri, questo diciamo che per me è un po' anche una rinascita. Mi vedo come una persona di diversa, perché sono cresciuta tanto in questi anni. Ho lavorato tanto sul non avere paura di essere vista come una persona fragile, o comunque a non esternare le mie emozioni. E penso proprio di averlo proprio messo in questo album". Del resto, il periodo che vive, rivela lei stessa, è magico: "Sono molto a fuoco, mi sento in un periodo di vita molto bello. Sono molto felice, molto serena, e questo nel tuo lavoro lo trasferisci. Quando fai qualcosa che ami, sei felice". 

Dal 2023 è legata al produttore musicale Alessandro Donadei, con cui ha annunciato il fidanzamento ufficiale nel 2025. Lui è un musicista e produttore musicale che ha lavorato ai progetti della cantante e del fratello Thasup. La cantante ha ricevuto la proposta di matrimonio durante la festa dei suoi 30 anni. Il momento della proposta è stato condiviso da Mara Sattei nelle storie Instagram corredate dalla didascalia 'Ti amo'. "Ci siamo conosciuti sul palco perché lui è il chitarrista del mio tour. E' stato bello perché io mi sono aperta, mi sono confessata a lui e da lì è partito tutto perché abbiamo iniziato poi a conoscerci. Non più come artista e musicista ma come Sara e Alessandro". 

"È una dedicata amore al mio compagno a tutti gli effetti. E' un brano molto dolce ma anche molto vero, sincero. Racconto l'inizio della nostra storia". Che come sfondo, ha proprio Roma: "C'è Roma come contorno perché lui viveva a Roma, io facevo un po' Roma-Milano e ritorno. Nel brano descrivo questi cieli romani perché lui viveva proprio lì vicino a Trastevere". 

 

Quando sei con me 

Il cielo sai che c'è 

Mi ricorda l'estate 

E Trastevere 

Inizia a dipingere 

Sopra tutte le case 

Di quel rosa chiaro 

Zucchero filato 

Non sai quante volte 

Ho cercato di volare via lontano 

Sembra facile 

Questa vita che 

Mischia tutte le carte 

Noi bambini che 

Pensano a ridere 

Con dentro sogni giganti 

E ci addormentiamo 

Qui davanti a un film 

Non sai quante volte 

Penso domani ce ne andiamo via 

Ma quanto è bella la follia? 

Tutte le notti a dirsi 

Le cose che non sai di me 

La voce tua nei giorni tristi 

Guarisce il mio disordine 

Io vorrei 

Solo parlarti d'amore 

Nel silenzio di ciò che non dico 

Mentre mi perdo nel tuo sorriso 

Per sempre 

Quando son con me 

Quelle lacrime 

Sono la pioggia d'estate 

Sopra il tetto guardo quella gente che 

Si abbraccia e ride e sembra semplice 

E le stelle quei pensieri che nel cielo 

Restano per non scordarli mai 

È tutto ciò che non ho fatto mai 

È vivere la vita come vuoi 

Tutte le notti a dirsi 

Le cose che non sai di me 

La voce tua nei giorni tristi 

Guarisce il mio disordine 

Io vorrei 

Solo parlarti d'amore 

Nel silenzio di ciò che non dico 

Mentre mi perdo nel tuo sorriso 

Ma in fondo 

Tutte le volte che ho paura 

E mi sento perdere 

Ma poi con te 

So sentire 

Anche quando inizia a piovere 

Sopra quelle domande, forse 

Tu resta qui 

Tutte le notti a dirsi 

Le cose che non sai di me 

La voce tua nei giorni tristi 

Guarisce il mio disordine 

Tutte le notti a dirsi 

Le cose che non sai di me 

La voce tua nei giorni tristi 

Guarisce il mio disordine 

Io vorrei 

Solo parlarti d'amore 

Nel silenzio di ciò che non dico 

Mentre mi perdo nel tuo sorriso 

Per sempre. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

20:43

Sanremo 2026, Sayf chi è: le origini, l'amore per Genova, il 'paragone' con Ghali

(Adnkronos) - Sayf è uno dei 30 concorrenti Big in gara al Festival di Sanremo 2026. Il cantante e rapper ligure fa il suo esordio nella 76esima edizione del Festival con il brano intitolato 'Tu mi piaci tanto'. 

Sayf è un rapper di 26 anni, classe 1999, nato da madre tunisina e padre italiano a Genova e cresciuto tra Rapallo e Santa Margherita Ligure. Si tratta di uno dei profili più interessanti della nuova scena urban in Italia, che riesce a coniugare stili diversi e non si ferma alle coordinate tradizionali del rap.  

Sayf si avvicina alla musica da bambino, studiando tromba alle scuole medie. Uno strumento che lo accompagna ancora oggi nelle canzoni e nei concerti, e le cui sonorità si ritrovano in molti suoi brani. A quattordici anni nasce la sua passione per il rap e nel 2017 entra nel collettivo Luvre Muzik – fondato insieme al produttore genovese Zero Vicious – con cui pubblica due mixtape indipendenti: Sono triste (2019), progetto di 25 tracce poi "rinnegato", e Everyday Struggle (2020), scritto durante la pandemia mentre viveva a Sesto San Giovanni, a Milano. 

La maturità artistica però arriva nel 2024, anno in cui Sayf fonda il collettivo Genovarabe e firma con ADA/Warner Music, pubblicando l’EP 'Se Dio Vuole' e cominciando a farsi notare con una serie di singoli che ne rivelano l’identità musicale.  

Nascono quindi collaborazioni con Rhove,Disme ed Ele A e poi, nel 2025, quella con Bresh in 'Erica', uno dei brani più di successi dell'album 'Mediterraneo'. Il grande pubblico, in ogni caso, lo ha scoperto in estate con 'Sto bene al mare', brano firmato insieme a Marco Mengoni e Rkomi. 

L'artista è innamorato del suo paese, l'Italia: "La amo, nonostante tutto. Siamo un paese incasinato, però rispetto a tanti nel mondo penso che sia veramente il migliore a livello di qualità della vita, di cucina, di cultura. La vedo difficilmente eguagliabile". Un amore viscerale che si lega a quello per la sua città, Genova: "È fondamentale, è mia madre. È una città viva, forse poco conosciuta e poco romanticizzata, però è bellissima". 

Interrogato su un possibile impegno politico sul palco, sulla scia di Ghali, Sayf è chiaro: "Rispetto tantissimo Ghali, lo conosco e gli voglio bene, e rispetto il suo impegno politico e sociale. Detto questo, io non sono qui a fare Ghali 2.0 solo perché sono tunisino e ho i capelli simili. Credo che queste cose vadano fatte perché uno se le sente. Un impegno sociale del genere non è uno slogan, non va preso con leggerezza. Condivido le posizioni che ha preso finora e, se ci sarà una questione su cui sentirò di espormi, lo farò". 

Sul suo rapporto con la religione, l'artista conferma di avere uno "spirito religioso" ma preferisce mantenerlo in una sfera privata. "Il rapporto con la fede è una cosa molto personale e sono restio a dargli un'etichetta. Essendo cresciuto con mia madre, ci sono pratiche che mi appartengono, come non mangiare il maiale e osservare il Ramadan. Ma ho enorme rispetto per chi si definisce in una religione e non vorrei mancare di rispetto definendomi, perché poi mi sento un peccatore da entrambe le parti". 

Un brano che lui stesso definisce "una supposta": una melodia orecchiabile che nasconde un testo denso e stratificato. Nel brano, l'artista italo-tunisino mescola un viaggio tra citazioni spiazzanti. Si parte dal ricordo vivido dei Mondiali del 2006 ("Me li ricordo vividamente, tifavo in modo sfegatato"), si passa per un riferimento a Luigi Tenco per raccontare la pressione del debutto ("È forse la parte più personale, un modo per esprimere la paura di non venire capito") e si arriva persino a citare lo slogan di Berlusconi, "L'Italia è il paese che amo". "È una frase usata in modo sarcastico - spiega Sayf - ma col fatto di essere anche tunisino, per me ha un valore aggiunto". 

 

Tu, figlio di un muratore 

L’Emilia che si allaga 

E la Liguria pure 

E intanto che si ride 

E che si fa l’amore 

Le tue tasse vanno spese 

In un hotel a ore 

Io, 

Amando a modo mio 

Ho sbagliato tante cose 

E tante mode non le seguo 

Io, 

Amando a modo mio 

Avrei voluto darti 

Meno cuore, amore mio 

E allora 

Corri contro il tempo 

Che il denaro non ti aspetta 

E cosa vuoi che sia la fretta 

Su una macchina che scheggia 

E non mi vedrai alla finestra 

A farti una serenata 

Perché il mondo non si ferma 

Ma non ho fiato più 

Rallenta 

Quando si spegne la luce 

Tu, con chi rimani? 

Ti senti a posto 

Col tuo vino rosso 

Il nome su un bossolo? 

Tu mi piaci 

Tu mi piaci 

Tu mi piaci tanto 

Tu mi piaci 

Tu mi piaci 

Tu mi piaci tanto 

Noi siamo tutti uguali 

Al bar e a lavorare 

Figli di nostra madre 

Vogliamo solo amare 

E in questa avidità 

E in questo dimostrare 

Tu mi piaci tanto 

L’Italia per me è quella grande azione di Cannavaro 

L’Italia è tristemente nota per qualche fatto ma minimizziamo 

Il cielo è azzurro, e il pomeriggio 

Se ci armate, noi non partiamo 

E come ha detto un imprenditore 

“L’Italia è il paese che amo” 

Amore, amore mio 

Che paura di venir capito 

In questa fase di tirocinio 

Tenco è morto qui vicino 

Non temere, amore mio 

Farò meglio per nostro figlio 

Schiaccerò quelli degli altri 

Così giocherà da solo 

Quando si spegne la luce 

Tu, con chi rimani? 

Ti senti a posto 

Col tuo vino rosso 

Il nome su un bossolo? 

Tu mi piaci 

Tu mi piaci 

Tu mi piaci tanto 

Tu mi piaci 

Tu mi piaci 

Tu mi piaci tanto 

Noi siamo tutti uguali 

Al bar e a lavorare 

Figli di nostra madre 

Vogliamo solo amare 

E in questa avidità 

E in questo dimostrare 

Tu mi piaci tanto 

Ho fatto una canzonetta 

È un fiore su una camionetta 

E le botte delle piazze 

Le dimentichiamo 

Ho fatto una canzonetta 

Spero che non vi spaventi 

Che possiamo ripartire 

Tutti a mano, a mano 

Tu mi piaci 

Tu mi piaci 

Tu mi piaci tanto 

Tu mi piaci 

Tu mi piaci 

Tu mi piaci tanto 

Noi siamo tutti uguali 

Al bar e a lavorare 

Figli di nostra madre 

Vogliamo solo amare 

E in questa avidità 

E in questo dimostrare 

Tu mi piaci tanto. 

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Categoria: spettacoli

20:36

Sanremo 2026, Michele Bravi chi è: esordi, coming out, l'incidente che ha cambiato la sua vita

(Adnkronos) - Michele Bravi è uno dei 30 concorrenti del Festival di Sanremo 2026 che si apre oggi. Per il cantante si tratta della terza partecipazione alla kermesse con il brano ‘Prima o poi'. Le sue precedenti partecipazioni in gara sono avvenute nel 2017 con 'Il diario degli errori', classificato al quarto posto, e nel 2022 con 'Inverno dei fiori'. 

Michele Bravi è nato a Città di Castello, in provincia di Perugia, il 19 dicembre 1994. La passione per la musica nasce sin da piccolo quando comincia a cantare in un coro per bambini. Presto prende lezioni di pianoforte, di chitarra e inizia a scrivere e comporre canzoni. 

Nel 2013 fa il suo debutto televisivo, partecipa al talent show X-Factor e viene affidato nel team di Morgan. La sua voce colpisce e viene notata da Tiziano Ferro che scrive per lui il brano 'La vita è felicità', l'inedito che gli ha consegnato il pass per la vittoria. 

Dopo il trionfo al talent show, esce il primo album intitolato 'A passi piccoli' con brani scritti da autori affermati come Federico Zampaglione, Giorgia, Tiziano Ferro e Luca Carboni. Nel 2015 firma un contratto con la casa discografica Universal e pubblica un nuovo Ep, dal titolo 'I Hate Music', dove canta in inglese, e torna a X Factor, nelle vesti di ospite della finalissima. 

Nel 2017, Michele Bravi partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo, nella categoria Big. Il titolo del brano è 'Il diario degli errori', che ottiene un buonissimo riscontro, classificandosi al quarto posto. Nel 2018 partecipa nuovamente al Festival di Sanremo, ma come ospite nella serata delle cover duettando con Annalisa. 

Nel 2017 Michele Bravi ha fatto coming out, non definendosi omosessuale, ma fluido. In un'intervista rilasciata alla rivista Vanity Fair, ha parlato di una storia con un ragazzo: "Mi sono innamorato. Una storia molto particolare con un ragazzo che fa il regista, molto diverso da me. È durata due anni. Io ho incontrato una persona che mi ha emozionato, che fosse un ragazzo è del tutto irrilevante: in futuro potrebbe succedermi anche con una ragazza". 

A Belve Michele Bravi ha raccontato di essersi reso conto della sua omosessualità quando aveva 13 anni e di aver subito bullismo in passato: "In un primo momento l'ho avvertito come un pericolo, ho pensato fosse qualcosa di sbagliato. A scuola, mi chiamavano 'Michecca' e mi gettavano nella spazzatura. Non ero consapevole di aver subito bullismo, non avevo capito che impatto avrebbero avuto quegli episodio sulla mia vita. Semplicemente chiudevo gli occhi e aspettavo che finisse". 

 

In un'intervista a 'One More Podcast' di Luca Casadei, Michele Bravi ha parlato del rapporto speciale con i nonni: "Fondamentalmente sono cresciuto con loro, perché i miei genitori erano molto giovani, soprattutto mia madre, perché mi ha avuto che aveva vent'anni. Da loro ho imparato tantissimo. Seppure nell'ignoranza avevano un'attitudine nel vivere le cose belle, la difficoltà, soprattutto, con una naturalezza enorme". 

Nel 2018 Michele Bravi fu coinvolto in un incidente che cambiò per sempre la sua vita e nel quale rimase vittima una donna 58enne: La dinamica parla di un'inversione vietata che il cantante effettua per immettersi nell'opposto senso di marcia. Accusato di omicidio stradale, l'artista è rinviato a giudizio. Nel corso dell'udienza preliminare del 23 gennaio 2020 Bravi fa richiesta di patteggiamento, accettata dal giudice di Milano, con un anno e sei mesi di reclusione con sospensione della pena. 

Quell'evento ha cambiato drasticamente la sua vita: lo portò ad allontanarsi e a prendersi una pausa dalle scene. "Quell'evento ha avuto delle ripercussioni fortissime in me. Ho perso il contatto con la realtà. Ho conosciuto cosa vuol dire vivere senza aderire al reale. Oggi lotto costantemente: devo essere sicuro che le cose che vedo e che sento esistono davvero. La mia mente ha avuto il bisogno di riscrivere quella realtà, mi chiedevo sempre se stessi sognando. Non riuscivo a parlare e sì, ho fatto pensieri drammatici e pericolosi. Pensavo che stessimo tutti in un sogno e che l'unico modo per svegliarsi fosse annientarsi. Ho sperato che le persone che amavo morissero insieme a me. Credevo di averle condotte in un incubo", ha detto in un'intervista rilasciata a Belve da Francesca Fagnani. 

"Tornare a Sanremo per me è un modo per scardinare la mia figura artistica. Questa è la terza volta, la prima volta era una ballata cantautorale, stavolta il percorso parte dal sistema teatrale e narrativo nel costruire il brano. C'è un approccio molto cinematografico, e la scrittura armonica e lirica del brano segue questa visione. Poterlo presentare dal vivo mi dà modo di raggiungere questo scopo".  

Il percorso verso Sanremo 2026 è nato quando l'artista ha iniziato a far sentire il pezzo ad amici e familiari: "Vedevo che c'era qualcosa diverso rispetto agli altri brani del disco che mi stupiva nella loro reazione", spiega. "Mia madre nella chat di famiglia mi ha detto 'finalmente una bella canzone'. Ed ecco che ho detto 'è questa'". 

 

A 'Tv Sorrisi e Canzoni' il cantante ha spiegato: "Questo è un inno a non essere sempre e per forza ultra performanti". 

  

Lo so fumare a letto è un brutto vizio 

Piangersi un po' addosso 

Poi la notte non dormo mai, mai 

È vero 

È vero che il bicchiere è mezzo pieno questa sera 

Ma solo perché ho già bevuto una bottiglia intera 

È che mi manchi da morire 

E pure il cane non la smette di abbaiare 

E sarà che ogni volta che ti penso 

Ricomincio sempre 

A scorrere le foto fino all'infinito 

E ridere da solo 

Pensa tu che scemo 

E in fondo ancora ci spero 

Che prima o poi 

Smetterai 

Che quando accendi la radio 

Canti solo le canzoni ma degli altri 

Dovresti vergognarti 

Che dopo anni non la smetti di mancarmi 

Ma guarda casa mia come è ridotta 

Che non faccio i piatti da una settimana 

Che non so l'ultima volta che ho fatto la spesa 

Con il disco di Battisti ancora lì per terra 

Con il cane che lo annusa perché un po' ti cerca 

Ogni volta che ti penso 

Ricomincio sempre 

A scorrere le foto fino all'infinito 

E ridere da solo 

Pensa tu che scemo 

E in fondo ancora ci spero 

Che prima o poi 

Smetterai 

Che quando accendi la radio 

Canti solo le canzoni ma degli altri 

Dovresti vergognarti 

Che dopo anni non la smetti di mancarmi 

Se dopo anni non la smetto 

Sempre a prendermi l'acqua per strada 

Che non ho l'ombrello nemmeno stasera 

Tienimi la fronte 

Ma pensa io che scemo 

Che non penso che a te 

E sono sotto casa tua 

E ti vorrei citofonare ma 

Ma non so più il tuo nome 

A forza di chiamarti amore 

Non so nemmeno adesso più chi sei 

Ma prima o poi 

Smetterai che quando accendi la radio 

Canti solo le canzoni ma degli altri 

Dovresti vergognarti 

Che dopo anni non la smetti di mancarmi 

Se dopo anni non la smetto di. 

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Categoria: spettacoli

20:34

Sanremo 2026, Ditonellapiaga chi è: esordi, il nome d'arte, il legame con Donatella Rettore

(Adnkronos) - Ditonellapiaga apre oggi il Festival di Sanremo 2026 con la prima esibizione nella serata inaugurale del 24 febbraio. Questa è la seconda partecipazione della cantante come concorrente in gara. L'artista ha debuttato sul palco dell'Ariston in coppia con Donatella Rettore con il brano 'Chimica' nel 2022. Torna in gara nel 2026 con il brano 'Che fastidio'. 

Margherita Carducci, vero nome di Ditonellapiaga, nasce a Roma il 5 febbraio del 1997. I suoi genitori, Claudio e Costanza, sono entrambi insegnanti di basket, uno sport che Carducci ha praticato durante l'infanzia. Ma poi scopre la passione per la musica. Inizia sin da piccola, cantando con gli scout. Frequenta il liceo linguistico a Roma, successivamente si iscrive all'Università triennale Dams di Bologna. 

Frequenta un'accademia di recitazione e dopo si dedica completamente alla musica. Inizia la sua carriera musicale nel 2019 con l'incontro dei producer romani BBprod. Il 19 luglio del 2019 esce il suo primo singolo Parli. 

Nel 2020, bloccata a casa per il lockdown da Covid, si dedica completamente alla musica, anche in veste di autrice. E ad ottobre ottiene un contratto discografico con l'etichetta Dischi Belli, entrando a far parte del gruppo della BMG Rights Management. A dicembre 2020 esce il suo secondo singolo Morphina, preceduto dalla cover del brano Per un'ora d'amore dei Matia Bazar. Il 14 gennaio 2022 esce il suo primo album: Camouflage. 

Nella copertina del disco, viene ritratta accanto a nonna Ludovica, a cui Margherita Carducci è molto legata, in compagnia delle sue più care amiche e la zia. Un'idea nata durante la festa di compleanno della nonna, quando l'ha vista ballare con le amiche. Ditonellapiaga è diventato il suo nome d'arte su suggerimento di un amico, ma è da sempre il suo nickname su Instagram.  

 

Margherita è una grande fan di Donatella Rettore, da piccola aveva il suo poster in camera. Ha scritto Chimica ispirandosi alla cantautrice veneta con cui poi è nata la collaborazione che le ha viste partecipare insieme al Festival di Sanremo. 

Donatella Rettore, ospite a Verissimo dopo il Festival aveva speso parole meravigliose per la giovane cantante: "Insieme stiamo benissimo. La cosa bella è che abbiamo 40 anni di differenza e non si sentono, lei delle volte è molto più saggia di me". 

Intervistata dal Corriere della Sera, la cantante aveva parlato del difficile rapporto vissuto con i giudizi dopo il Festival del 2022: "Con Sanremo la mia carriera è partita da un'altezza esagerata e questo mi ha creato grandi difficoltà: la vita di un'artista in quella settimana non è la vita di tutti i giorni di un'artista e già tutti noi artisti siamo diversi da come ci comunichiamo. In una situazione del genere ti interroghi su come vieni percepito… Un po' come al liceo, hai la sensazione di dover trovare un posto nel mondo, di dover compiacere gli altri perché non sai non sai bene cosa sei". 

 

A 'Tv Sorrisi e Canzoni' la cantante ha spiegato che 'Che fastidio!': "È nata dopo un momento di crisi profonda in cui non sapevo bene dove stavo andando. È un brano sicuramente nel mio stile: un po' provocatorio, pungente, ma autoironico perché parlo anche delle mie abitudini".  

Io non so più cos'è normale 

O un'allucinazione 

Se sono matta io 

Non è che voglia litigare 

Ho solo qualche osservazione 

Un pensiero mio 

La moda di Milano (che fastidio!) 

Lo snob romano (che fastidio!) 

Il sogno americano (che fastidio!) 

E il politico italiano (che fastidio!) 

La musica tribale (che fastidio!) 

I cani alle dogane (che fastidio!) 

E il corso di pilates mi deprime, il pranzo salutare (che schifo!) 

Stasera vado a una festa la solita farsa e non m'interessa (che fastidio!) 

E la vicina molesta bussa alla porta “abbassa quei bassi” (che fastidio!) 

E dimmi cosa mi hai messo nel bicchiere, ha un gusto amaro e (non mi fido!) 

Perché mi gira la testa e tutta la stanza e finché non passa (che fastidio!) 

Io non so più cos'è normale 

O un'allucinazione 

Se sono matta io 

Non è che voglia litigare 

Ma ho come l'impressione 

Di non potermi controllare 

E allora te lo dico (che fastidio!) 

Se vuoi te lo ripeto (che fastidio!) 

L'amico dell'amico senza invito che fa il figo, che fallito 

Facciamoci una foto (che fastidio!) 

Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!) 

Scambiamoci il numero, ti scriverò 

Ma sotto quel sorriso, dico 

Che fastidio! 

Che fastidio! 

Che fastidio! 

Che fastidio! 

Su le mani solo se sei dell'acquario 

Strano ti facevo proprio sagittario 

La chiamo dall'India, dall'Albania, Torino 

Per un piano tariffario 

Nasi alla francese come in fotocopia 

Imparare a vivere con un tutorial 

Passa a premium, clicca qui, ascolta ora! 

Cento cover Bossa Nova 

Io non so più cos'è normale 

O un'allucinazione 

Se sono matta io 

Se sono matta io! 

E allora te lo dico (che fastidio!) 

Se vuoi te lo ripeto (che fastidio!) 

L'amico dell'amico senza invito che fa il figo, che fallito 

Facciamoci una foto (che fastidio!) 

Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!) 

Scambiamoci il numero, ti scriverò 

Ma sotto quel sorriso, dico 

Che fastidio! 

Che fastidio! 

Che fastidio! 

Che fastidio! 

Facciamoci una foto (che fastidio!) 

Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!) 

Scambiamoci il numero, ti scriverò 

Ma sotto quel sorriso, dico 

Io non so più cos'è normale 

O un'allucinazione 

Se sono matta io 

Se sono matta io 

Se sono matta io 

Se sono matta io 

Se sono matta io 

Se sono matta! 

Nonostante i corsi di meditazione 

Di respirazione 

Non posso sopportare 

Gli arrivisti e i “giornalisti perbenisti” (che fastidio!) 

E poi i tronisti presentati come artisti (che fastidio!) 

Oppure l'inno nazionale al piano bar 

Gli F24, lo spam 

Che fastidio! Che fastidio! 

Che fastidio! 

Io non so più cos'è normale 

Ma sono matta io 

Ma sono matta io 

Ma sono matta. 

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Categoria: spettacoli

20:34

Palazzina crollata in provincia di Verona, i feriti estratti dalle macerie

(Adnkronos) - Dopo il crollo di una palazzina di tre piani a causa dell'esplosione di una bombola del gas, oggi a a Prun di Negrar in provincia di Verona, il bilancio è di un morto e tre feriti. Nel video dei Vigili del Fuoco, il momento in cui le tre persone sopravvissute vengono estratte dalle macerie 

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Categoria: cronaca

20:21

Sanremo, il 'disturbatore' Paolini irrompe al Tg1: "Conti bisex". E lui risponde...

(Adnkronos) - Irruzione del disturbatore Gabriele Paolini nel bel mezzo del Tg1 a pochi minuti dall'inizio del festival di Sanremo 2026. Durante un collegamento con l'inviato a Palazzo Chigi, si è sentita improvvisamente una voce fuori campo urlare: "Paolini dice Carlo Conti bisessuale", e la voce era quella ben nota del 'disturbatore' Gabriele Paolini. La conduttrice del telegiornale, Laura Chimenti, ha subito interrotto il collegamento visibilmente contrariata. "E' il solito disturbatore", ha detto, passando poi ad un altro servizio. Il collegamento con Francesco Maesano da Palazzo Chigi è poi andato in onda successivamente senza ulteriori incidenti. In chiusura di Tg, la replica a sorpresa di Carlo Conti: "Il mio tipo è Laura e non Can...", ha chiosato ironicamente Conti nel collegamento al Tg1 accanto a Laura Pausini e Can Yaman. 

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Categoria: spettacoli

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21:56

Sanremo 2026, Tiziano Ferro super ospite della prima serata: 25 anni di 'Xdono'

(Adnkronos) - Tiziano Ferro è il super ospite della prima serata del Festival di Sanremo 2026 oggi 24 febbraio. "Tutto è nato per celebrare i 25 anni di 'Xdono', canzone che non ho mai cantato su quel palco", ha raccontato l'artista, in una recente intervista a Fanpage, spiegando perché tornerà sul palco della kermesse canora. 

"Tutto è nato per celebrare i 25 anni di 'Xdono', canzone che non ho mai cantato sul palco dell'Ariston e non ho mai cantato in televisione negli ultimi 15-20 anni. La prima volta che la feci in tv era una Domenica In condotta da Carlo, quindi ci teneva a ricreare questa situazione. Ho trovato bello e tenero tornare sul palco per questa celebrazione. Il che non esclude una futura gara, ma per ora il focus è celebrare". 

"Porterò anche 'Sono un grande', ma il focus è 'Xdono'. Stiamo preparando una cosa più ricca, potente, con brani ballabili e con beat. A me non piace la parola 'medley', perché il medley è un po’ un casino, troppe cose insieme. Non vorrei fare sette canzoni tutte mischiate. Quello che mi piacerebbe fare è qualcosa di potente, non lento, non 'Sere nere'". 

Dunque Tiziano si prepara a trasformare l'Ariston in una dance hall: "Ho una lista enorme di brani veloci, ballabili. Le ballate hanno un po’ offuscato quel mondo che è sempre esistito nella mia vita. Le ballate, ovviamente, strappano il cuore alle persone, e allora alla fine diventi 'quella cosa lì'. Sto scegliendo le power hit che ti fanno un po’ saltare". 

Tiziano Ferro nasce a Latina il 21 febbraio 1980. Cresce in una famiglia semplice – madre casalinga e padre geometra – che intuisce fin da subito la sua forte passione per la musica. A soli cinque anni riceve in regalo una tastiera: è l’inizio di un percorso creativo che lo porterà a scrivere canzoni già da bambino. Alcuni brani composti in tenera età, come 'Il cielo' e 'Gli occhi', verranno recuperati molti anni dopo come tracce nascoste dell’album Nessuno è solo. 

L’adolescenza non è facile: timido e molto sensibile, vive momenti di isolamento e sviluppa disturbi alimentari che lo portano ad aumentare di peso, arrivando a 111 chili. La musica diventa il suo rifugio e la sua forza: studia chitarra classica, pianoforte, batteria e canto. Nel 1996 entra nel Big Soul Mama Gospel Choir di Latina, esperienza che gli permette di affinare tecnica e presenza vocale. Dopo il diploma al liceo scientifico, tenta la strada universitaria – prima Ingegneria, poi Scienze della Comunicazione alla Sapienza di Roma – ma il richiamo della musica resta centrale. 

Dopo vari tentativi a Sanremo e alcune collaborazioni iniziali, il debutto ufficiale arriva nel 2001 con l’album Rosso Relativo, prodotto da Alberto Salerno e Mara Maionchi. Il singolo 'Xdono' scala rapidamente le classifiche, aprendo a Ferro le porte del mercato internazionale. 

Nel 2003 pubblica 111, titolo simbolico che richiama un periodo delicato della sua adolescenza. Seguono trasferimenti all’estero – prima in Messico, poi a Manchester – e una crescita artistica costante. 

Il 2006 è l’anno di Nessuno è solo, che consolida la sua popolarità, mentre nel 2008 esce Alla mia età. Nel 2011 torna con L'amore è una cosa semplice e decide di rientrare stabilmente in Italia, scegliendo Milano come nuova casa. Dopo il greatest hits del 2014, pubblica Il mestiere della vita e si trasferisce a Los Angeles. Nel 2019 esce Accetto miracoli, seguito nel 2022 da Il mondo è nostro. 

Nel corso della carriera collabora con numerosi artisti italiani e internazionali, tra cui Mary J. Blige, Giusy Ferreri, Linea 77, Guè Pequeno, Marracash ed Elodie, con cui nel 2024 pubblica il singolo 'Feeling'. Parallelamente alla musica, debutta anche come scrittore con 'Trent’anni e una chiacchierata con papà' nel 2010 e, nel 2023, con il suo primo romanzo, 'La felicità al principio'. 

Nel 2010, in un’intervista a Vanity Fair, fa coming out parlando apertamente del proprio orientamento sessuale. Nel 2019 sposa a Los Angeles Victor Allen, conosciuto tre anni prima negli studi della Warner Bros. La coppia celebra poi l’unione anche in Italia, a Sabaudia. Nel 2022 annunciano la nascita dei figli Margherita e Andres. Nel 2023 il cantante comunica la separazione, ufficializzando il divorzio nel marzo 2024. Ha descritto la fine del matrimonio come un momento doloroso ma necessario, sottolineando di voler mettere al primo posto la serenità dei figli e l’inizio di una nuova fase della sua vita. 

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Categoria: spettacoli

21:49

Sanremo 2026, Samurai Jay chi è: gli esordi, il legame con le radici, la cover con Belen

(Adnkronos) - Samurai Jay è uno dei 30 concorrenti del Festival di Sanremo 2026. Per il rapper campano si tratta della prima partecipazione alla kermesse: l'artista debutta sul palco dell'Ariston nella 76ª edizione del Festival, con il brano inedito 'Ossessione'. 

Samurai Jay, nome d'arte di Gennaro Amatore, è nato nel 1998 a Mugnano di Napoli. Cresciuto nella provincia partenopea, si avvicina alla musica fin da giovanissimo, creando così uno stile legato al contesto urbano da cui proviene. Il suo nome d'arte nasce per gioco: l'appellativo 'Samurai' gli viene attribuito da un amico che lo vedeva spesso 'sconvolto', mentre 'Jay' è un richiamo al suo nome di battesimo, Gennaro, Genny. 

La sua formazione artistica è eterogenea: accanto ai riferimenti fondamentali del rap napoletano, come i Co'Sang, emergono influenze internazionali come Jay-Z e contaminazioni rock, in particolare i Linkin Park, noti per la fusione tra rap e nu-metal. 

I primi passi nel panorama musicale arrivano con il brano Promessa III, incluso nel suo EP d'esordio Promesse. La vera consacrazione, però, passa attraverso singoli come Sorry Mama e Audemars, quest'ultimo realizzato in collaborazione con MV Killa e Yung Snapp. 

Negli anni successivi Samurai Jay consolida la propria posizione grazie a una serie di featuring di rilievo con artisti come Geolier, Lele Blade, Shiva e Guè, diventando una delle voci più riconoscibili della nuova scena rap campana. 

Nel 2020 pubblica Lacrime, il suo primo album in studio, un progetto che mette in luce un lato più intimo dell'artista. Nel 2025 il suo nome torna prepotentemente alla ribalta grazie a Halo, brano diventato virale su TikTok, nato dalla collaborazione con Vito Salamanca. 

Samurai Jay non è del tutto nuovo al palco dell'Ariston. Nel 2021, infatti, si era già esibito a Sanremo insieme a Gigi D'Alessio, Ivan Granatino, Enzo Dong e Lele Blade sulle note di Guagliune. 

"Vengo da un paesino, da una famiglia dove lavora solo mio padre e il sogno della musica non è un lusso che ti puoi permettere. La gente ti dice: 'Vai a lavorare'. La mia vittoria è il video di mia madre che salta e piange quando Carlo Conti ha fatto il mio nome. Quella roba lì per me vale già tutto."  

Un legame fortissimo con le sue radici, con Mugnano di Napoli, dove vive ancora e dove sua madre gli ha dedicato uno striscione. "Spero di portare in alto il mio paese, la mia gente", ha detto il rapper, sottolineando l'ottimo rapporto con la nutrita rappresentanza napoletana in gara, da Sal Da Vinci a Luchè e Lda e Aka 7even.  

Sul debutto al Festival di Sanremo, Samurai Jay ha confidato: "Lo affronto con lo spirito di chi si esibisce come se fosse in cameretta. Fin da piccolo mi mettevo davanti allo specchio con la chitarra e mi immaginavo davanti a un mare di persone. Mi sono sentito a casa su quel palco. Voglio lasciare spazio alle emozioni".  

Grande sintonia anche con l'orchestra, diretta dal Maestro Enzo Campagnoli. "Sentire l'orchestra dell'Ariston che suona una cosa nata in cameretta... è un'emozione incredibile, ti abbraccia".  

Per la serata delle cover di venerdì 27 febbraio, Samurai Jay ha scelto 'Baila Morena' di Zucchero, e sarà accompagnato da due ospiti d'eccezione: Roy Paci e Belén Rodríguez. "Roy Paci è stata una scelta istintiva, calzava a pennello con il nostro riarrangiamento”. Per quanto riguarda Belén: “Con 'Baila Morena' chi più di Belén? È la scelta più adatta. E poi mi ha sorpreso la sua umanità, è una persona incredibile, super alla mano. Vedrete, ha veramente spaccato". 

Il brano 'Ossessione' è un inno alla spinta motivazionale che lo ha riportato a fare musica dopo un periodo di stop. "L'ossessione è il motore, è ciò che muove tutto", ha spiegato l'artista napoletano in un incontro con la stampa. "È dedicata a questa ossessione nei confronti della musica, nel voler fare di più. Si tratta di un'ossessione assolutamente sana e positiva, quella negativa non ci piace per niente". Il brano è nato in modo del tutto spontaneo "in cameretta” con il produttore Vito Salamanca.  

 

Nulla è per sempre 

Ma il profumo tuo sulla mia pelle 

Non passa mai, no mai 

Sicuramente 

Stai dormendo nel letto di un altro pure stasera 

Marò che pena 

Siamo sempre alle solite 

Una tirata tutto il weekend 

Tu mi nascondi le storie 

E mi racconti un'altra bugia vuoi la verità 

Ora penso a me 

In mezzo a questo disordine 

Sarà strano ma ti sento addosso 

Come un'ossessione stanotte ritorni qui 

Al centro delle mie fantasie 

Ti amo solo di venerdì 

Bailando contigo asì 

Per un'ora ti sento mia 

Non è amore è una malattia 

Questo maledetto feeling 

Questo maledetto feeling 

Andale andale 

Scatta un paio di foto poi mandale 

Fammi vedere cosa indossi stasera 

Poi facciamo l'alta marea 

Sotto la luna piena 

Non sei mai stata sincera 

Non può durare una vita intera 

Una storia se fa solo male 

Tra noi sarà solamente 

Una noche de sexo 

Andamento lento 

Non posso fermare il tempo 

Questo feeling maledetto 

Io lo sento addosso 

Come un'ossessione stanotte ritorni qui 

Al centro delle mie fantasie 

Ti amo solo di venerdì 

Bailando contigo asì 

Per un'ora ti sento mia 

Non è amore è una malattia 

Questo maledetto feeling 

Questo maledetto feeling 

Devo correre correre correre correre correre 

Ahahah 

Devo correre correre correre correre correre 

Come un'ossessione stanotte ritorni qui 

Al centro delle mie fantasie 

Ti amo solo di venerdì 

Bailando contigo asì 

Per un'ora ti sento mia 

Non è amore è una malattia 

Questo maledetto feeling 

Questo maledetto feeling 

Questo maledetto feeling. 

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Categoria: spettacoli

21:49

Sanremo 2026, Patty Pravo chi è: la carriera, i 5 matrimoni, la cover di Madonna

(Adnkronos) - Patty Pravo è una delle 30 concorrenti del Festival di Sanremo 2026. La cantante, uno dei totem della musica italiana, ha partecipato alla kermesse canora 10 volte come concorrente tra il 1970 e il 2019. Quella del 2026 è la sua 11esima partecipazione. Nel corso della sua carriera ha vinto tre premi della critica. Ha segnato un'epoca nella storia della musica italiana: protagonista da oltre sessant'anni, voce unica e inconfondibile. Ecco chi è Patty Pravo.  

Nicoletta Strambelli, suo nome all'anagrafe, è nata a Venezia il 9 aprile 1948. Dopo gli studi al Conservatorio si trasferisce nella Roma degli anni Sessanta, dove diventa la celebre 'Ragazza del Piper'. Il debutto discografico arriva nel 1966 con 'Ragazzo triste', ma l'anno della consacrazione è il 1968 dove pubblica il brano 'La bambola' che vende milioni di copie nel mondo e diventa uno dei brani simbolo della musica leggera italiana. 

Negli anni Settanta consolida la sua figura nel panorama musicale italiano grazie a brani come 'Pazza idea' e 'Pensiero stupendo', canzone che nel tempo si affermerà come un classico della canzone d'autore italiana. Dopo un lungo periodo di assenza dal Festival, nel 1984 torna a Sanremo con 'Per una bambola': un'esibizione intensa che le vale il premio della critica.  

Torna sul palco dell'Ariston nel 1997 con 'E dimmi che non vuoi morire', scritta tra gli altri anche da Vasco Rossi, con cui conquista il premio della critica Mia Martini e il premio per la miglior musica. Nel 2016, con 'Cieli immensi', ottiene nuovamente il premio della critica. Nel 1994 realizza in Cina l'album 'Ideogrammi', progetto influenzato dalle sonorità della tradizione locale. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei più importanti autori italiani, ha cantato in nove lingue e ha venduto oltre 120 milioni di dischi. 

Ancora oggi continua a lavorare a nuova musica e a esibirsi dal vivo. Nel 2025 pubblica i singoli 'Ho provato tutto', che anticipa l'album di inediti in uscita a marzo 2026, il ventinovesimo della sua carriera. 

Il 2026 è un anno importante per un brano di Patty Pravo, forse il più celebre, La Bambola. La popstar americana Madonna, lo scorso 8 gennaio, ha pubblicato a sorpresa la cover dello storico successo della cantante italiana del 1968. Il brano, cantato in italiano da Madonna, è stato rilasciato sulle principali piattaforme digitali ed è la colonna sonora per la nuova campagna pubblicitaria di un profumo della casa di moda Dolce & Gabbana. Una cover piuttosto criticata dall'opinione pubblica. Patty Bravo in un'intervista a Vanity Fair invece si è detta, al contrario, felice: “Mi ha fatto molto piacere. Ogni tanto ci sentiamo, ci scriviamo”. 

Nel corso degli anni sono stati tanti i flirt famosi a lei attribuiti, tra cui Vasco Rossi, Red Canzian dei Pooh e Maurizio Vandelli. Patty Pravo si è sposata cinque volte ma non ha mai avuto figli. Il suo primo matrimonio risale al 1968, con Gordon Angus Faggetter, batterista del gruppo beat britannico Cyan Three. Un legame durato quattro anni. Nel 1972 sposa Franco Baldieri ma il matrimonio dura solo poche settimane: Patty Pravo lo lascia quando lo trova a letto con un altro uomo. 

Nel 1976, sposa il chitarrista inglese Paul Jeffery. Ma nello stesso periodo la cantante frequentava anche il bassista americano Paul Martinez, sposato in California nel 1978: “Amarci in tre fu naturale. Abbiamo anche abitato insieme a Roma”, aveva spiegato la cantante. Nel 1982 sposa il chitarrista John Edward con cui sta per dieci anni. 

Ora al suo fianco c'è Simone Folco, il giovane assistente di 43 anni più giovane: “È da 13 anni che mi è accanto, quando ci siamo conosciuti era un ragazzino: gli abiti che uso in scena li fa lui, ha talento. Quando ho visto le sue creazioni gli ho detto: domani ti aspetto alle 16 da me. Esistono vari tipi di amore. Siamo legati da un affetto fraterno, ci divertiamo. La differenza d'età per me non conta”, ha raccontato al Corriere. 

Ospite di Francesca Fagnani a Belve Patty Pravo ha confidato di aver fatto uso di droghe: “Chi è che fa questo mestiere senza anfetamine? Gli altri non lo dicono. Parlo in generale, non solo degli anni '70. Quando assumi anfetamine stai sveglio e lavori talmente tanto che alle volte non dormi assolutamente, hai molta vitalità”. 

A Francesca Fagnani aveva anche confidato di non aver mai fatto uso di ritocchini estetici: “Io non ho mai rifatto nulla, ho fatto qualche iniezioncina, ma nulla di che. Mi farei un bel lifting! Ma lo rimandiamo di qualche anno, adesso sto bene”. 

 

Patty Pravo ha raccontato a 'Tv Sorrisi e Canzoni' il significato del brano, scritto da Giovanni Caccamo: è un inno dal sapore classico all'unicità e alla sventatezza della vita, in cui nessun viaggio intorno al mondo può avere il valore di una singola emozione capace di trascendere la ragione. 

 

Sulla terra siamo soli, 

Solitari in compagnia, 

Circondati da parole, parole, 

Affidati a un'utopia. 

Siamo santi e peccatori, 

Naviganti e sognatori, 

Un po' satelliti, 

Filosofi del niente. 

Semplicemente la vita, 

Semplicemente follia. 

Cantami ancora il presente, 

Nella vanità, io sono Musa, colore tagliente e poi Opera, l'Opera. 

Ho viaggiato per il mondo 

Tra oasi, deserti, e misteriose profezie 

Dove il tempo è sospensione dell'eternità. 

Ma poi sono le emozioni che ci cambiano, 

Che ci spingono ad andare via da noi 

Verso un'altra dimensione, tralasciando la ragione. 

Semplicemente la vita, 

Semplicemente pazzia. 

Cantami ancora il presente 

Nella vanità, io sono Musa, colore tagliente e poi Opera, l'Opera. 

Io canto alla notte, respiro la notte, 

Cammino di notte; 

Sono Musa, colore tagliente e poi Opera. 

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Categoria: spettacoli

21:43

Sanremo 2026, Laura Pausini 'inciampa' sulle parole: lo 'sfottò' di Can Yaman

(Adnkronos) - Can Yaman prende 'in giro' Laura Pausini. La cantante, co-conduttrice al fianco di Carlo Conti al Festival di Sanremo, è inciampata in qualche incertezza lessicale emiliano-romagnola durante l'annuncio degli artisti in gara. Qualche 's' di troppo, in particolare.  

Il primo momento curioso è arrivato con Ditonellapiaga, chiamata a esibirsi per prima. Nel leggere i nomi degli autori del brano — "M. Carducci - E. Castroni - E. Ruzzi" — Pausini ha pronunciato 'Russi', complice la sua nota 'z moscia'. Immediata la battuta di Conti: "Le parole con la Z tutte a lei...", ha scherzato il conduttore. 

A prendere in giro la cantante anche l'attore turco Can Yaman che poco dopo il suo ingresso, le ha fatto notare ingenuamente: "Io ho sentito che hai un problema con la Z". "Ecco anche in Turchia lo sanno...", ha replicato Conti scherzando.  

Poi un altro episodio, che sui social è stato inizialmente notato come errore, ma che errore in realtà non è. Annunciando il terzo artista in gara, la cantante ha pronunciato il nome "Sayf" come "Séif", ripetendolo per due volte. Un 'errore' ripetuto anche da Conti e che, in realtà, non sarebbe affatto una svista: lo stesso rapper ha chiarito che la pronuncia corretta del suo nome è proprio "séif", all’inglese, come la parola "safe". 

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Categoria: spettacoli

21:37

Sanremo 2026, Elettra Lamborghini chi è: esordi, l'amore con Afrojack, curiosità

(Adnkronos) - Elettra Lamborghini è una dei 30 concorrenti del Festival di Sanremo 2026 con il brano 'Voilà', con cui griffa la sua seconda partecipazione in gara dopo quella del 2020 con 'Musica (e il resto scompare)'. L'artista è stata co-conduttrice di una serata del Festival di Sanremo 2025 insieme a Miriam Leone e a Katia Follesa. 

Elettra Miura Lamborghini nasce il 17 maggio 1994 a Bologna da papà Tonino e mamma Luisa Peterlongo. È sorella di quattro fratelli: Ferruccio (pilota di moto, CEO e vicepresidente della Torino Lamborghini Spa), Ginevra (ex concorrente del Grande Fratello Vip) e le gemelle Lucrezia e Flaminia Lamborghini.  

Il suo cognome è uno dei più noti nel mondo dell'industria automobilistica. Il papà Tonino, infatti, è imprenditore e figlio di Ferruccio Lamborghini, fondatore della prestigiosa casa. Il suo nome è un omaggio alla Lamborghini Miura, la prima supercar della storia, prodotta dal 1966 al 1973. 

Elettra Lamborghini si inserisce nel mondo dello spettacolo nel 2015 quando partecipa al reality 'Super Shore 16' in onda in Spagna e in America Latina. Nel 2017 Elettra diventa concorrente del 'Gran Hermano VIP', la versione spagnola del Grande Fratello.  

Ma il suo sogno più grande era quello di fare la cantante. Nel 2018 pubblica il suo primo singolo 'Pem Pem', destinato a diventare un successo radiofonico, permettendo a Elettra di ottenere l'accesso nel panorama della musica italiana, e anche due dischi di platino.  

L'anno successivo, Elettra ottiene il ruolo di giudice in The Voice of Italy - in onda su Rai 2 - accanto a Morgan, Gue Pequeno e Gigi D'Alessio. E nel 2020 calca il palco più importante d'Italia: Festival di Sanremo con il brano 'Musica (e il resto scompare)'. Seguono altri successi radiofonici e hit estiva, nota la collaborazione con Shade per il brano 'Dire, fare, baciare'. 

Nel 2022 al Madame Tussauds Amsterdam viene presentata la statua in cera di Elettra Lamborghini. 

Elettra Lamborghini è sposata con il dj olandese Afrojack. I due sono convolati a nozze nel 2020 a Villa del Balbiano, a Ossuccio, sul lago di Como e ora vivono insieme a Miami, in Florida. Nello studio di Verissimo, Elettra ha raccontato di aver trovato la sua anima gemella: "Sono innamorata di lui più adesso di quando l'ho conosciuto. Non litighiamo mai e stiamo maturando insieme. Ho trovato la mia persona. Mi piace tutto di lui, amo stare in sua compagnia e tutta la nostra vita". 

Elettra Lamborghini è stata spesso 'accusata' di aver ricorso a dei ritocchini chirurgici, a causa del suo cambiamento fisico. Ma la cantante ha ammesso che durante il lockdown del 2020 si è sottoposta a una dieta detox che le ha permesso di perdere diversi chili. "È tutta roba mia. Mi sono semplicemente messa d'impegno e mi sento benissimo con me stessa. Mi alleno due volte al giorno quando posso e seguo una dieta sana e bilanciata, senza escludere nulla". 

Elettra Lamborghini ha raccontato di aver avuto un'infanzia serena circondata dall'amore dei suoi animali e a oggi possiede molti cani (Chihuahua è la sua razza preferita) e 5 cavalli.  

Elettra Lamborghini ha la grande passione dei tatuaggi e in tutto il corpo ne ha più di 40. Il tattoo più famoso è quello a macchia di leopardo sul gluteo sinistro, anche se a oggi si è detta pentita di averlo fatto e desidererebbe toglierlo. 

Destinata ad essere una hit estiva. Elettra Lamborghini a 'Tv Sorrisi e Canzoni' ha raccontato che il suo è un brano pop e divertente: "Il mio obiettivo è far ballare l'Ariston. Voglio stupire, senza dubbio. Sarà un'evoluzione rispetto a quello che ho portato sul palco finora". 

Elettra, Elettra Lamborghini 

Ma che notte 

Che casino 

Tipo cocktail 

Un po' di me un po' di te 

Nessun dorma 

Fai il cretino 

Io l'offesa e poi damblé 

Litigare anche di sabato sera 

Ballando con le stelle e noi con gli occhi amarena 

Tu mi prendi la mano, 

Voglio, sì, ma non mi va, va 

Mamma mia che rabbia 

La porta che fa bam bam 

Solita bagarre 

E poi ci sale sale su 

Quest'aria di mare 

Un po' ti odio un po' I love you 

Ma che c'è di male 

Sai già cosa fare 

Dai comincia tu 

E allora viva viva viva la Carrà 

Ballare e poi finire giù per terra 

Viva l'amore amore amore che si fa 

Al buio e la televisione accesa 

Fino all'alba 

Come due gatti dietro a qualche bar 

Su una cabrio senza targa 

Noi due sotto un cielo a pois 

Così chic 

Così hard 

Vieni qui 

Voilà, voilà, voilà, voilà 

Mi hanno detto 

E mi piace 

Che in un letto 

Poi si fa la pace 

(Tu lo sai, tu lo sai) che i baci 

Sono come le ciliegie 

Non hai fame 

Sì però, sì però ti viene 

E poi si cade cade giù 

Come quando piove 

Un po' ti odio un po' I love you 

Non ci vuol un Nobel 

Sai già cosa fare 

Dai comincia tu 

E allora viva viva viva la Carrà 

Ballare e poi finire giù per terra 

Viva l'amore amore amore che si fa 

Al buio e la televisione accesa 

Fino all'alba 

Come due gatti dietro a qualche bar 

Su una cabrio senza targa 

Noi due sotto un cielo a pois 

Così chic 

Così hard 

Vieni qui 

Voilà, voilà, voilà 

Altro che chiacchiere 

Spegni tutto in questa notte di paillettes 

Eccomi qua 

E allora viva viva viva la Carrà 

Ballare e poi finire giù per terra 

Fino all'alba 

Come due gatti dietro a qualche bar 

Su una cabrio senza targa 

Noi due sotto un cielo a pois 

Così chic 

Così hard 

Vieni qui 

Voilà, voilà, voilà, voilà. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

21:27

Sanremo 2026, Tommaso Paradiso chi è: esordi, rottura con i 'The giornalisti', dietrofront sul Festival

(Adnkronos) - Tommaso Paradiso è uno dei 30 concorrenti del Festival di Sanremo 2026. Questa è per il cantante la prima volta in gara alla kermesse canora con il brano 'I Romantici'. 

Tommaso Paradiso nasce il 25 giugno 1983 a Roma, nel quartiere Prati, da una famiglia di origini campane. Frequenta il liceo classico e si laurea in filosofia, continuando a coltivare al tempo stesso la grande passione per la musica. 

La svolta per Paradiso arriva nel 2009 quando fonda il gruppo Thegiornalisti con Marco Antonio Musella e a Marco Primavera. Il gruppo debutta nel 2011 con l'album Vol. 1 ottenendo in poco tempo tanta notorietà, dando vita poi ad altri tre album: Fuoricampo (2014), Completamente Sold Out (2016) e Love (2018). 

Canzone dopo canzone i Thegiornalisti acquistano sempre più successo, nel 2017 escono i singoli di successo Riccione e Pamplona con Fabri Fibra. Tommaso Paradiso collabora alla scrittura di diverse hit come L'esercito del selfie di Takagi & Ketra. Collabora con Lorenzo Fragola e Arisa, Nina Zilli, Giusy Ferreri, Noemi, Gianni Morandi e Francesca Michielin. 

Nel 2018, partecipa al brano Da sola/In the Night con Elisa e Takagi & Ketra e prende viene ospitato per una sera sul palco di X Factor. L'anno successivo collabora con Franco126 al singolo Stanza singola e torna poi a collaborare con Takagi & Ketra per il singolo La Luna e la gatta con Jovanotti e Calcutta. 

Nel 2019, tuttavia, si rompe qualcosa e i Thegiornalisti annunciano la fine dell'avventura del gruppo. In un'intervista rilasciata a La Repubblica, Paradiso aveva spiegato i motivi legati allo scioglimento del gruppo: "Il problema è nato quando tra di noi si sono intromesse altre persone, quando nei rapporti tra noi sono subentrati altri. Io ho detto che la situazione non mi sembrava sostenibile, che era sbagliato cambiare una squadra vincente, che era assurdo scombinare la traiettoria di una corsa che andava avanti a 160 all'ora e che nessuno ci poteva fermare. Invece la risposta è stata problematica, la situazione è scoppiata e io mi sono sentito nella classica situazione di non avere altra scelta e mettere per quel che mi riguardava la parola fine". 

Tommaso Paradiso intraprende così la carriera da solita, la quale inizia con la pubblicazione del singolo Non avere paura. Da lì comincia a pubblicare singoli e un suo primo live album. Il 2025 segna il grande ritorno dal vivo con un tour nei palasport in programma nella primavera 2026. 

Tommaso Paradiso è legato sentimentalmente da diversi anni alla compagna Carolina Sansoni, imprenditrice e fondatrice dell'agenzia 'Talk in Pills' e di 'Denoise Design', una start-up che mescola creatività e moda. 

I due si sono conosciuti nel 2017 a una partita di calcio e da quel momento non si sono più lasciati. La coppia oggi vive a Roma con gli amatissimi cani Ugo e Pina, e nell'aprile del 2025 è nata la loro prima figlia, Anna. 

Nel 2022 in un'intervista Tommaso paradiso aveva rivelato che non avrebbe mai accettato di gareggiare al Festival di Sanremo: “Da concorrente non andrò mai in gara al Festival. In generale non farò mai una gara canora e non so come mai quest'anno sia uscito il mio nome”. 

Il brano 'I romantici' è una ballata contemporanea dedicata alla figlia. Paradiso parla e si augura di spezzare un ciclo di indifferenza tra genitori e figli. 

 

Mi sveglio sotto la pioggia che cade 

Spero mia figlia sia uguale a sua madre 

Bellissima che non so come fa 

A stare con uno che di notte accende la televisione, 

Sempre lo stesso film, la stessa scena 

Col volume a cannone 

No, non so come fa 

E voglio dirti ti amo prima di decollare 

Ti prego non girarti quando scendo le scale 

Che sarebbe stupendo non rovinare tutto 

Posso portarti più in alto, più in alto, più in alto 

Come hai fatto tu 

Spero che ti arriverà 

Davvero una musica dolce 

Per i tuoi giorni malinconici 

Vorrei avere un pianoforte in tasca 

Solo per ricordarmi di noi 

Ho il cuore appeso sulla giacca 

Ogni volta che parlo di noi 

I romantici guardano il cielo 

I romantici guardano un treno che se ne va 

Io quando bevo ci credo alle fate 

Io non farò come ha fatto mio padre 

Gelido 

Non so come si fa 

Ti darò sempre un bacio prima di partire 

Se fumo faccio la doccia prima di dormire 

Che sarebbe stupendo non rovinare tutto 

Posso portarti più in alto, più in alto, più in alto 

Come hai fatto tu 

Spero che ti arriverà 

Davvero una musica dolce 

Per i tuoi giorni malinconici 

Vorrei avere un pianoforte in tasca 

Solo per ricordarmi di noi 

Ho il cuore appeso sulla giacca 

Ogni volta che parlo di noi 

I romantici guardano il cielo 

I romantici guardano un treno 

Che corre via nella speranza di rivedersi nel futuro 

Dove giocavano ragazzi con la palla contro il muro 

E adesso non c'è nessuno 

Non c'è più nessuno 

Ma i romantici guardano il cielo 

E ci credono davvero 

Spero che ti arriverà 

Una musica dolce per i tuoi giorni malinconici 

Vorrei avere un pianoforte in tasca 

Solo per ricordarmi di noi 

Ho il cuore appeso sulla giacca 

Ogni volta che parlo di noi 

I romantici guardano il cielo 

I romantici guardano un treno 

Che se ne va. 

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Categoria: spettacoli

21:22

Sanremo 2026, Top & Flop della prima serata

(Adnkronos) - La prima serata di Sanremo 2025 tra alti e bassi. I momenti top e flop all’Ariston. Al Festival, si sa, si può entrare Papi e uscire cardinali. Nelle infinite serate del festival ci sono picchi e picchiati, suoni e suonati. Una rassegna di alti e bassi, di esaltazioni e delusioni redatta in diretta durante la serata. 

 

La prima uscita di Laura Pausini è con un vestito a clessidra superfasciante tutto nero, in sintonia con i capelli corvini e in contrasto con la pelle chiarissima. Il pensiero vola a Morticia Addams ma appena la telecamera la inquadra insieme all'abbronzatissimo Carlo Conti prevale l'effetto biscotto Ringo (speriamo che il funzionario alla riconoscibilità dei marchi non si arrabbi). 

Non si sa se la mano finta che Dargen D'Amico (vestito da parquet a spina, che nemmeno nei migliori cataloghi di interior design) si sfila entrando sul palco sia un'altra citazione della Famiglia Addams. Fatto sta che l'unica a preoccuparsene, alla fine dell'esibizione, chiedendo a Dargen di raccoglierla è Morticia-Pausini. Coincidenze? 

 

Al quarto brano su trenta, in sala stampa si diffonde la voce che Al Bano abbia presentato ricorso al Tar della Liguria per essere riammesso. 'Che fastidio!' tuona dal backstage Ditonellapiaga, che ha cantato in apertura di serata il suo wannabe 'Nuntereggae più'.  

 

 

  

 

 

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Categoria: spettacoli

21:18

Superenalotto, numeri combinazione vincente oggi 24 febbraio

(Adnkronos) - Nessun '6' né '5+1' al concorso del Superenalotto di oggi, martedì 24 febbraio 2026. Centrati invece cinque '5' che vincono 37.049,14 euro ciascuno. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 126.200.000 di euro. 

 

La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. 

La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. 

 

Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: 

- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; 

- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; 

- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; 

- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; 

- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. 

 

E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. 

 

Ecco la combinazione vincente del concorso di oggi del Superenalotto: 4, 18, 23, 26, 45, 87. Numero Jolly: 82. Numero SuperStar: 29. 

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Categoria: cronaca

21:14

Sanremo 2026, Gianna Pratesi chi è: la centenaria ospite oggi

(Adnkronos) - Gianna Pratesi è l'ospite speciale voluta da Carlo Conti per la prima serata del Festival di Sanremo 2026. 105 anni, un'energia contagiosa: ogni giorno dedica ore allo studio del pianoforte, trova ancora il tempo per ballare e dipingere, e continua a coltivare con entusiasmo l’amore per la musica. 

"La sua presenza deve far riflettere i nostri giovani: la signora Gianna Pratesi rappresenta i nostri genitori, i nostri nonni, i nostri partigiani che hanno liberato l’Italia dall’oppressione nazifascista e che ci hanno permesso, oggi, di goderci un evento musicale come questo", ha dichiarato Conti in conferenza stampa, a poche ore dal debutto del Festival. 

Nata nel 1920 e originaria di Chiavari, Pratesi compirà 106 anni il prossimo 16 marzo. A 28 anni, dopo la morte dei suoi genitori, si trasferì in Scozia insieme alla sorella: lì conobbe il marito, con il quale avviò una gelateria gestita per oltre vent’anni, prima del rientro definitivo in Liguria. 

La sua presenza questa sera all’Ariston assume un forte valore simbolico: Conti ha scelto di invitarla per celebrare gli 80 anni della Repubblica italiana, nata il 2 giugno 1946 con il referendum istituzionale che chiamò gli italiani a scegliere tra monarchia e repubblica e che segnò anche il primo voto politico delle donne, dopo il riconoscimento del diritto di voto femminile sancito l’1 febbraio 1945 dal governo guidato da Bonomi. 

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Categoria: spettacoli

21:13

Sanremo 2026, Luchè chi è: gli esordi, l'infanzia difficile, la polemica con Salmo

(Adnkronos) - Luchè è uno dei 30 concorrenti del Festival di Sanremo 2026. Quella di quest'anno è la prima partecipazione per il rapper napoletano che debutta all'Ariston nella 76esima edizione con il brano 'Labirinto'. 

Luchè, nome d'arte di Luca Imprudente, nasce a Napoli il 7 gennaio 1981 ed è conosciuto come rapper e produttore discografico italiano. Dopo un periodo di lavoro come ambulante, a 19 anni decide di andare a Londra e inizia a lavorare per darsi delle opportunità con la musica. Si inserisce nel mondo della musica nel 1997 insieme all'amico Ntò con il quale fonda il gruppo Co'Sang, inizialmente affiancato da Denè e Dayana. Poco dopo, Denè e Dayana lasciano il progetto e i Co'Sang diventano ufficialmente un duo. 

Dopo lo scioglimento dei Co'Sang nel 2012, che l'ha segnato emotivamente, si trasferisce a Londra e decide di aprire una pizzeria con un amico. Luchè avvia la carriera solista con l'album L1, collaborando con artisti come Club Dogo, Marracash ed Emis Killa. Entra inoltre nel collettivo Roccia Music e avvia un'attività imprenditoriale tra Londra e New York con la pizzeria CoCo. Nel 2014 pubblica L2 e fonda il brand di abbigliamento Black Friday. 

Nel 2022 pubblica Dove volano le aquile che debutta direttamente al primo posto della classifica FIMI. 

Finita al centro delle polemiche la sua faida con Salmo nel 2023 quando i due si sono scambiati frecciate a colpi di barre: Luchè pubblica Estate dimmerda 2, risposta ironica al brano Estate dimmerda di Salmo (2017), dopo essere stato citato in 64 Bars. A distanza di sole 24 ore arriva la replica di Salmo con Dove volano le papere, evidente richiamo al titolo dell'album di Luchè. "Oggi gli stringerei la mano, senza affrontare il discorso, perché per me c'è poco da dire", ha detto il rapper dopo tempo.  

 

Ospite nel podcast di Luca Casadei a One More Time, Luchè ha parlato della sua infanzia complicata vissuta nelle periferie di Napoli e segnata anche dalla separazione dei suoi genitori. "I miei sono persone di cultura, sono degli insegnanti, mia madre ha preso anche una seconda laurea come medico. Questa è stata la mia fortuna perché sono cresciuto negli anni della ferocia della periferia napoletana. Sono stato un bambino estremamente difficile da controllare, ero esuberante. I miei genitori non hanno avuto un rapporto bello tra loro; infatti, poi si sono separati quando avevo 14/15 anni". 

Il rapper ha raccontato di aver vissuto una situazione estrema in prima persona: "Avevo 18 anni. Questo ragazzo mi caricò la pistola in testa, però non sparò. Litigammo per una cosa futile. Non andammo via, ero in macchina con degli amici e poi loro tornarono, erano andati a prendere evidentemente la pistola, quando ci vide ci tagliò la strada e noi fummo costretti a frenare. Noi provammo a scendere ma con dei calci ci chiusero di nuovo in macchina e con il manico della pistola mi ruppe tutto il vetro addosso, avevo pezzi di vetro ovunque e mi caricò la pistola in testa, però non mi sparò". 

La gestione dell'ansia che spesso tormenta la sua quotidianità: "Io soffro di ansia. Ho dei breakdown nervosi. Una sensazione costante di sentirsi in ritardo, una corsa contro il tempo. Mi alzo e per me è già tardi e quindi vivo tutto in ansia. Non riesco neanche ad allenarmi con la musica perché inizio a pensare e sono già in studio con la testa. Soffro di attacchi di panico ancora oggi, ho imparato a gestirli con il respiro". 

 

A 'Tv Sorrisi e Canzoni', l'artista ha raccontato che il brano è una canzone che dice molto di lui: "Succede a tanti di sentirsi prigionieri in un labirinto, specie a chi ha un'anima sensibile. Quanto a me, sto ancora cercando la via d'uscita. Sono una persona complicata, che non si accontenta di essere 'abbastanza', ma vuole spingersi oltre, anche fallendo, ma spesso anche vincendo".  

Io non so come ci si lega ma so bene quanto vale un contratto 

Nulla è per sempre nel rimorso l'odio annega potevamo rimanere in contatto 

E invece niente siamo polvere sui mobili dentro una casa vuota 

L'orgoglio è un brutto vizio ed io il bambino che ci gioca 

Mai stato troppo in alto mai caduto nella droga 

La notte è nera asfalto aspetto l'alba che mi trova 

Un po' di luce 

Adesso che non riesco più ad immaginarti 

E non ho voce 

Nemmeno per gridare che lo so che parti 

Solo per stare lontano via da me 

Stai meglio lontano via da me 

Non abbiamo più scuse 

Quanto ci vuole per dimenticarsi 

E quello che so di te 

È che sei bella come una bugia 

Detta per non piangere 

Non piangere 

Non dormirò più tra le braccia tue 

In questo labirinto siamo in due 

E quello che so di te 

Nasconde un po' di me 

Anche se poi te ne vai 

Non ti scordare di me 

Di me 

Di Noi 

Di Noi 

Anche se poi te ne vai 

Non ti scordare di me 

Di me 

Di Noi 

Di Noi 

Non conta l'ego contano i concetti 

Nessuno l'ha capito competiamo con noi stessi 

Forse più salgo in alto più non vedo i miei difetti 

Quando non so chi sono 

Me lo urlano ai concerti 

Di crisi già ne ho avute 

L'inverno con le tute 

Le corse e le cadute 

Scontrarsi a mani nude 

Mentre gli altri giocano 

Io mi distinguo tra pochi che osano 

E troverò 

Un po' di luce 

Adesso che non riesco più ad immaginarti 

E non ho voce 

Nemmeno per gridare che lo so che parti 

Solo per stare lontano via da me 

Stai meglio lontano via da me 

Non abbiamo più scuse 

Quanto ci vuole per dimenticarsi 

E quello che so di te 

È che sei bella come una bugia 

Detta per non piangere 

Non piangere 

Non dormirò più tra le braccia tue 

In questo labirinto siamo in due 

E quello che so di te 

Nasconde un po' di me 

Anche se poi te ne vai 

Non ti scordare di me 

Di me 

Di Noi 

Di Noi 

Anche se poi te ne vai 

Non ti scordare di me 

Di me 

Di Noi 

Di Noi 

Le chiavi dell'uscita 

Le ho messe nelle mani tue 

Ma in questo labirinto siamo in due 

Siamo in due 

Anche se poi te ne vai 

Non ti scordare di me 

Di me 

Di Noi 

Di Noi 

Anche se poi te ne vai 

Non ti scordare di me 

Di me 

Di Noi. 

 

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Categoria: spettacoli

21:06

Sanremo 2026, Arisa chi è: il primo Festival, lo sfogo 'contro' Amadeus, la tricotillomania

(Adnkronos) - Arisa è una delle 30 concorrenti del Festival di Sanremo 2026. Questa è la sua ottava partecipazione alla kermesse canora: nel 2009 ha raggiunto il successo vincendo la sezione 'Nuove proposte' con il singolo Sincerità. Ha raggiunto altre due volte il podio: seconda posizione nel 2012 con 'La notte' e primo posto nel 2014 con 'Controvento'. È stata anche co-conduttrice nel 2015 al fianco di Emma Marrone e Rocío Muñoz Morales, nell'edizione condotta da Carlo Conti. 

Arisa, nome d'arte di Rosalba Pippa, è nata a Genova nel 1982, ma è cresciuta a Pignola, in provincia di Potenza. Si è diplomata al liceo pedagogico, dopo aver concluso il percorso scolastico ha cominciato a lavorare fino a quando ha deciso di partecipare al Festival di Sanremo nel 2009. Tra le sue influenze musicali maggiori, si ricordando Mariah Carey e Céline Dion, in particolare per l'uso della voce, dai loro brani infatti è riuscita ad acquisire dimestichezza con l'uso del diaframma. 

Arisa è molto legata alla sua famiglia tanto che il suo nome d'arte è un acronimo dei nomi di tutti i componenti (A per il padre Antonio, R per il suo nome Rosalba, I e S per le sorelle Isabella e Sabrina, A per la madre Assunta). Dopo la vittoria con il brano 'Sincerità' nel 2009, ha dato vita al suo primo album che porto lo stesso nome. Nel 2010 ritorna sul palco dell'Ariston, questa volta nella categoria Artisti, e si classifica nona con il brano 'Malamorenò'. 

Nel 2011 è tra i giudici della quinta edizione di X Factor, ruolo in cui viene riconfermata nella stagione successiva. Nel 2012 è in gara a Sanremo e arriva secondo con la canzone 'La notte'. Nel 2014 vince nuovamente il Festival con il brano 'Controvento'. L'anno successivo torna a calcare il palco all'Ariston come co-conduttrice e diventa uno dei coach di The Voice condotto da Antonella Clerici. 

Nel 2016 si classifica decima a Sanremo con il brano 'Guardando il cielo' e ritorna ad X Factor in qualità di giudice. Nel 2021 è ancora tra i cantanti in gara a Sanremo ed è tra i concorrenti di Ballando con le stelle, mentre nel 2022 fa parte della giuria de 'Il cantante mascherato'. Parallelamente alla musica, nel corso degli anni Arisa ha avuto modo di recitare anche in alcune pellicole, come 'La peggior settimana della mia vita', e di prestare la sua voce in qualità di doppiatrice. 

Nel 2023 la cantante è nuovamente tra i giudici di Amici, ma successivamente diventa fissa in 'The Voice Kids'. Il 9 febbraio 2024 è stata ospite durante la quarta serata del Festival di Sanremo 2024, esibendosi piano e voce nel suo brano 'La notte'. Attualmente è nel cast di 'The Voice Senior' e 'The Voice Kids'.  

  

Arisa è stata a lungo legata al musicista Giuseppe Anastasi che per lei ha scritto diversi brani ed è, infatti, l'autore dei suoi più grandi successi. Tra il 2014 e il 2016 la cantante ha avuto una relazione con il suo manager Lorenzo Zambelli. In seguito, ha avuto una storia con il manager Andrea Di Carlo. I due si sarebbero dovuti sposare nel settembre 2021 ma il matrimonio è saltato pochi mesi prima della data fissata. 

Nell'estate 2024 la cantante pubblica sui social delle foto in cui è ritratta al fianco di Walter Ricci, musicista e cantante jazz., definendolo "il mio amore". Storia poi terminata. In un'intervista rilasciata al settimanale F, a pochi giorni dal Festival di Sanremo, Arisa ha confidato di essere "single": "Spero di costruire un giorno una famiglia mia, ma intanto punto a godermi di più la vita, viaggiare, costruire rapporti, incontrare persone leali e sincere con cui condividere il tempo, e non solo il lavoro, con cui mangiare fuori e andare in discoteca. Ho smesso di inseguire l'amore romantico a tutti i costi. Ed è una cosa bellissima, che mi rende libera". 

Più volte la cantante ha parlato apertamente sui social di soffrire di un disturbo ossessivo-compulsivo legato allo stress, la tricotillomania, che la porta a strapparsi i capelli in modo involontario, spesso costringendola a rasarsi o a portare tagli molto corti. Ecco il motivo per cui cambia spesso look.  

Nel 2023 la cantante ha avuto uno sfogo ospite ad Amici, talent show di Maria De Filippi su Canale 5. "Sono due anni che Amadeus non mi prende a Sanremo", aveva confidato la cantante. “Io davvero, a volte, mi sento sopravvalutata, non mi sento all'altezza. Sento di essere stata fortunata e basta", aveva aggiunto in lacrime.  

La cantante aveva confessato infatti di non sentirsi più così forte come lo era ai tempi del primo Sanremo a cui prese parte: "Lo dico con molta onestà, se mi fosse successo di vincere Sanremo nel 2012, ero veramente nel focus. Dopo un po' non ti senti più così forte. Fai le cose ma non ti senti più all'altezza e preferisci lasciare spazio a chi ha il fuoco dentro". 

Il brano di Arisa racconta un percorso, dall'infanzia alla scoperta dell'amore fino alla voglia di serenità. È un'autobiografia in musica, con un ritornello pop fiabesco e romantico. La voglia di ritrovare l'innocenza e la leggerezza dell'infanzia dentro la complessità della vita adulta.  

 

A dieci anni insieme alle mie bambole giocavo con l'amore 

A quattordici anni il primo bacio nelle mani avevo un fiore 

Con l'adolescenza io ho capito che cos'era la passione 

Che non c'entra con il cuore, si confonde col dolore 

Se finisse il mondo in questo istante fumerei una sigaretta 

Metterei un vestito eccezionale sembrerei una principessa 

Chiamerei mio padre solamente per ridirgli che mi manca 

Forse sono solo stanca 

Fuori già si è fatta l'alba 

C'era una volta l'oceano 

Io navigavo con te 

C'era la luna nel cielo 

Una notte che non ho paura nemmeno di me 

A trent'anni tutti mi dicevano che bella la tua voce 

A quaranta voglio solamente ritrovare un po' di pace 

Che mi piacerebbe ritornare tra le braccia di mia madre 

Mentre un'altra stella cade 

Nel romantico disordine 

C'era una volta l'oceano 

Io navigavo con te 

C'era la luna nel cielo 

Una notte che non ho paura nemmeno di me 

C'era una volta il mistero 

Ti innamoravi di me 

Non c'era il bianco né il nero 

Ma l'arcobaleno più bello che c'è 

Io mi perdo tra le onde 

Con il sole che piano si accende 

E il passato diventa presente 

La bambina ritorna innocente 

Chiudi gli occhi amore 

O ti presto gli occhiali da sole 

Che per oggi la vita è una piccola magica favola 

C'era una volta l'oceano 

Io navigavo con te 

Non c'è più bianco né nero 

Ma l'arcobaleno più grande che c'è 

C'è l'arcobaleno qui dentro di me, 

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Categoria: spettacoli

20:59

Sanremo 2026, Can Yaman co-conduttore prima serata: chi è l'attore turco

(Adnkronos) - Dalla leggendaria isola di Mompracem al palco di Sanremo 2026. Can Yaman, dopo il successo della serie Rai 'Sandokan', è uno dei co-conduttori della prima serata del Festival della canzone italiana, al fianco di Carlo Conti e Laura Pausini.  

L'annuncio era arrivato dal direttore artistico, con un post Instagram: Carlo Conti aveva infatti pubblicato sul social network un fotomontaggio dove appare nei panni della Tigre di Mompracem, insieme al breve messaggio 'Co-co'. Un post che confermava, la presenza dell'attore turco sul palco dell'Ariston. 

Nato a Istanbul l'8 novembre 1989 da un avvocato e una professoressa di lettere, Yaman ha un legame profondo con l'Italia fin dalla sua formazione: si è diplomato al Liceo Italiano di Istanbul, un'esperienza che gli ha permesso di padroneggiare la nostra lingua. Nonostante una laurea in Giurisprudenza e un breve inizio di carriera legale, a 24 anni ha scelto di seguire la sua vera passione, la recitazione. La sua carriera decolla nel 2017 con la serie Bitter Sweet - Ingredienti d'amore, ma è con DayDreamer - Le ali del sogno (2018-2019), al fianco di Demet Özdemir, che la sua popolarità esplode a livello globale, trasformandolo in un sex symbol e facendogli guadagnare il titolo di "Uomo dell'anno" da GQ nel 2019. 

Il successo lo porta dritto in Italia, dove diventa un volto familiare al grande pubblico. Nel 2021 recita in un celebre spot per la pasta De Cecco diretto da Ferzan Özpetek, al fianco di Claudia Gerini, e appare in un cameo nella sesta stagione di Che Dio ci aiuti. La consacrazione nel nostro Paese arriva tra il 2022 e il 2024, quando è co-protagonista con Francesca Chillemi della serie di successo di Canale 5 Viola come il mare, nel ruolo dell'ispettore Francesco Demir. Il 2025 ha segnato la sua definitiva affermazione con il ruolo da protagonista nella miniserie 'Il Turco' e, soprattutto, nell'ambizioso reboot Rai di 'Sandokan' dove ha raccolto l'eredità di Kabir Bedi interpretando l'iconica Tigre della Malesia. 

L'invito all'attore a Sanremo 2026 coincide con i 50 anni dal primo Sandokan, interpretato da Kabir Bedi per la regia di Sergio Sollima, uno degli sceneggiati più famosi della storia della tv italiana, che andò in onda sulla Rai proprio tra il 6 gennaio e l'8 febbraio 1976.  

Can Yaman, lo scorso 10 gennaio, è stato arrestato in Turchia dopo un'operazione antidroga contro il consumo di stupefacenti. Secondo la ricostruzione del quotidiano Hürriyet, le forze dell'ordine, agendo su mandato della Procura, hanno condotto raid in 9 diversi locali notturni della città. Durante una di queste perquisizioni, gli agenti avrebbero trovato sostanze stupefacenti addosso a Can Yaman, che si trovava all'interno del club come cliente. 

Le fonti del quotidiano precisano un dettaglio fondamentale: l'ufficio del procuratore non aveva emesso un ordine di detenzione specifico per l'attore nell'ambito dell'indagine. Il suo fermo sarebbe scattato in flagranza, proprio a seguito del ritrovamento della droga durante il controllo. 

L'Ufficio Investigativo sul Contrabbando, il Traffico di Stupefacenti e i Reati Economici della Procura Capo di Istanbul che ha condotto l'indagine ha rilasciato l'attore dopo poche ore dal fermo.  

Successivamente l'attore sui social si era così espresso: "Cara stampa italiana, da sempre la stampa turca è cattiva con me, ma non è una novità! Pero voi no! Per favore non fate anche voi l'errore di fare copia incolla delle notizie che arrivano dal Bosforo. Ma vi pare che vado in giro nei locali con delle sostanze in un periodo dove la polizia fa indagini a tappeto arrestando molte persone famose? Se fosse stato minimamente vero, non sarei stato rilasciato in cosi poco tempo e in grado di tornare in Italia il giorno dopo. Vi voglio bene". 

L’ultimo grande amore noto è quello con Sara Bluma, DJ di origini algerine. I due compaiono insieme nel 2025 sul red carpet dell’Italian Global Series Festival, confermando la loro unione. L'ultima volta che i due sono stati visti insieme risale a fine ottobre, durante un soggiorno a Tenerife. Da allora, nessuna immagine di coppia, fino a quando l'artista e dj di origini algerine ha chiuso il profilo social eliminando tutte le foto insieme all'ex compagno. 

In una recente intervista rilasciata a Domenica In, l'attore si è mostrato molto riservato e concentrato sul lavoro, evitando qualsiasi domanda riguardo sulla vita privata, che preferisce mantenere lontano dai riflettori. 

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Categoria: spettacoli

20:57

Sanremo 2026, omaggio a Peppe Vessicchio: l'indimenticabile maestro

(Adnkronos) - Il Festival di Sanremo 2026 omaggia Peppe Vessicchio. Nel corso della prima serata, Carlo Conti ricorderà il direttore d'orchestra e arrangiatore scomparso lo scorso 8 novembre all'età di 69 anni all'ospedale San Camillo di Roma, a seguito di una polmonite interstiziale precipitata rapidamente.  

Se c'è una voce che resterà nella memoria collettiva degli italiani, è quella che annunciava: "Dirige l'orchestra il maestro Peppe Vessicchio". Bastava quella frase, un applauso, un cenno di bacchetta, e tutto sembrava al suo posto, l'orchestra, il cantante, il pubblico.  

Con la sua scomparsa, l'Italia ha perso non solo un musicista, ma anche una presenza gentile e rassicurante, capace di entrare nelle case degli italiani con discrezione e naturalezza. Peppe Vessicchio è stato un vero simbolo popolare della televisione, consacrato in particolare dal Festival di Sanremo. La sua folta e curata barba e lo sguardo gentile lo rendevano immediatamente riconoscibile, segnando indelebilmente il suo iconico profilo sul palcoscenico e sul piccolo schermo. 

Giuseppe 'Peppe' Vessicchio era nato a Napoli il 17 marzo 1956. La sua storia comincia tra i vicoli dove la musica è parte del respiro quotidiano. Diplomato in pianoforte, muove i primi passi come arrangiatore per artisti partenopei: Nino Buonocore, Edoardo Bennato, Peppino di Capri, Lina Sastri. Il suo talento per l'arrangiamento, la misura, l'equilibrio lo porta presto oltre il Golfo di Napoli. Negli anni Ottanta inizia una lunga e fruttuosa collaborazione con Gino Paoli: da quell'incontro nascono brani come "Ti lascio una canzone", "Cosa farò da grande" e "Una lunga storia d'amore", che diventeranno classici della canzone d'autore. 

Negli stessi anni milita brevemente nel gruppo comico-musicale I Trettré, suonando chitarra e pianoforte. Ma quando il trio decide di virare verso il cabaret, Vessicchio sceglie la strada più difficile: lascia il successo facile e si dedica completamente alla musica. "Non volevo far ridere, volevo far vibrare", raccontava. 

Il grande pubblico lo conosce dal 1990, quando appare per la prima volta al Festival di Sanremo. Da allora diventa presenza fissa sul palco dell'Ariston, il volto più riconoscibile tra i direttori d'orchestra. Con il passare degli anni, il suo nome diventa un'istituzione, una garanzia di eleganza e sensibilità musicale. Nel 1994, 1997 e 1998 riceve il premio come miglior arrangiatore, nel 2000 la giuria presieduta da Luciano Pavarotti gli assegna un riconoscimento speciale. 

Quattro volte vincitore del Festival come direttore d'orchestra - con "Sentimento" degli Avion Travel (2000), "Per dire di no" di Alexia (2003), "Per tutte le volte" che di Valerio Scanu (2010) e "Chiamami ancora amore" di Roberto Vecchioni (2011) - Vessicchio ha diretto sul palco sanremese anche Mia Martini, Mango, Elio e le Storie Tese, Le Vibrazioni, Gianluca Grignani, Arisa, e molti altri. Negli ultimi anni il suo ritorno all'Ariston era accolto da vere e proprie ovazioni: un fenomeno affettivo, prima ancora che musicale. 

Ma Peppe Vessicchio non era solo il "Maestro di Sanremo". È stato autore, compositore, arrangiatore e insegnante, una figura di mediazione tra la musica colta e quella popolare. Dal 2001 al 2012 - e poi ancora dal 2018 al 2022 - è stato docente e direttore d'orchestra nel talent show "Amici" di Maria De Filippi. È lì che, con tono pacato e ironico, ha educato milioni di giovani spettatori alla disciplina e al rispetto della musica. "Ogni persona è come una corda e possiede una capacità di vibrazione - diceva -. Quando incrociamo le nostre vere passioni, iniziamo a suonare davvero". Il suo approccio era sempre umano, mai accademico: per lui l'educazione musicale coincideva con la ricerca dell'equilibrio interiore. 

Vessicchio parlava spesso dell'"armonia naturale" come chiave di lettura del mondo. L'armonia, diceva, è "l'ottimale condizione degli elementi di un insieme": non solo in musica, ma nella vita. Credeva che la bellezza fosse una proporzione, una vibrazione giusta, un equilibrio sottile tra il suono e il silenzio. "Il silenzio è il tessuto in cui il suono si intrufola", amava ripetere. Era un'estetica ma anche un'etica: il rispetto dei tempi, dell'ascolto, del lavoro degli altri. "Bisogna trovare la propria velocità", spiegava, "una velocità che sia la tua, non quella del mercato". 

Nel 2024 l'Orchestra del Teatro alla Scala ha eseguito una sua composizione da camera, "Tarantina": un riconoscimento simbolico per un artista che, pur provenendo dalla musica leggera, aveva sempre cercato il dialogo con la musica colta. "Sentire la mia musica alla Scala è stato come tornare a casa dopo un lungo viaggio", raccontava con la sua consueta modestia. 

Negli ultimi anni Vessicchio aveva coltivato un'altra passione: il vino. Con l'imprenditore Riccardo Iacobone aveva fondato in Abruzzo Musikè Vini, una cantina in cui i vini venivano affinati al suono di frequenze armoniche naturali. Un esperimento di musicoterapia enologica, che univa la scienza all’intuizione. "Dentro un calice di brandy - diceva - c'è il bilanciamento tra l'operato umano e la bontà della natura. È la stessa armonia che cerco in musica". I fondi raccolti dalle vendite servivano a finanziare borse di studio per giovani musicisti dell'Accademia Peparini, con l'obiettivo di portare la musica "nei luoghi degli ultimi, dove nessuno può ascoltarla". 

Napoletano d'animo, ma cittadino del mondo, Vessicchio ha diretto orchestre a Mosca, Città del Messico, Milano, Firenze, Parigi. Era socio dell'associazione Trenta Ore per la Vita, per la quale ha curato gala e concerti benefici. Dal 2017 faceva parte della commissione selezionatrice dello Zecchino d’Oro, di cui era anche direttore artistico. Nel 2025 era tornato in televisione come giurato al Festival di Castrocaro e ospite di Lip Sync Battle, dimostrando ancora una volta la sua ironia e la sua voglia di mettersi in gioco. 

"Dirigere l’orchestra è una frase che mi insegue - confidava - ma in realtà io non volevo dirigere: volevo scrivere, unire, cercare l'armonia". Forse è questo il segreto del suo successo: la capacità di essere popolare senza essere mai superficiale, di parlare a tutti senza abbassare il tono. Amava citare Vinícius de Moraes: "La vita è l'arte dell'incontro". E tutta la sua esistenza è stata un incontro continuo tra mondi, suoni, persone, idee.  

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20:53

Sanremo 2026, Dargen D'Amico chi è: gli esordi nel freestyle e gli occhiali da sole come alter ego

(Adnkronos) - Dargen D'Amico è uno dei 30 big concorrenti del Festival di Sanremo 2026. Il cantante ha partecipato alla kermesse canora già due volte. Ha debuttato nel 2022 con 'Dove si balla', è tornato nel 2024 con 'Onda Alta' e partecipa al Festival di Sanremo 2026 con il brano 'Ai ai'. 

Dargen D'Amico, all'anagrafe Jacopo Matteo Luca D'Amico, è nato a Milano nel 1980 da genitori originari di Filicudi. Come ha spiegato in un'intervista a Rolling Stone, il nome d'arte deriva da 'D'Argento' e si pronuncia con l'accento sulla prima sillaba: Dàrgen. 

Fin da piccolo si avvicina al rap partecipando da adolescente a contest di freestyle nei locali milanesi. Sono proprio quegli anni che gli danno la possibilità di incontrare Jake La Furia e Guè Pequeno, già suo compagno di liceo: insieme fondano il gruppo Sacre Scuole, con cui nel 1999 pubblica l'album 3 MC's al cubo. 

Dargen si definisce un 'cantautorap': una sintesi tra scrittura d'autore e linguaggio hip hop che negli anni gli ha permesso di conquistare non solo il pubblico rap ma anche quello più trasversale. Nel 2006 intraprende il percorso solista con Musica senza musicisti, pubblicato dall'etichetta indipendente Giada Mesi, fondata insieme a Francesco Gaudesi.  

Con il secondo lavoro, Di vizi di forma virtù, emerge con maggiore evidenza l'impronta cantautorale: nei testi si avvertono le influenze di Lucio Dalla, Enzo Jannacci e Franco Battiato, mentre i temi spaziano dal lavoro alla società, fino alle difficoltà economiche. Nel 2010 esce l'EP D' Parte prima, dedicato alle diverse declinazioni dell'amore; alcuni brani confluiscono poi nell'album CD'. Seguono Nostalgia istantanea e Vivere aiuta a non morire.  

Aumentano le collaborazioni con artisti di primo piano della scena italiana: da Fedez a J-Ax, da Fabri Fibra a Marracash, passando per Two Fingerz, Crookers e Max Pezzali. Nel 2013 ottiene grande popolarità con Bocciofili, insieme a Fedez e Mistico. 

Nel 2014 pubblica a cadenza settimanale una serie di singoli poi raccolti in L'ottavia. Il 2019 è l'anno di Ondagranda, scritto con Emiliano Pepe, seguito nel 2020 da Bir Tawil, settimo album in studio. Parallelamente continua a lavorare come autore: nel 2021 firma brani per Annalisa e per la coppia Francesca Michielin-Fedez al Festival di Sanremo. 

Nel 2022 debutta in gara all'Ariston con Dove si balla, che chiude al nono posto ma diventa uno dei tormentoni dell'anno. Nello stesso periodo entra nella giuria di X Factor Italia.  

Molto riservato, Dargen D'Amico ha sempre tenuto lontana dai riflettori la propria sfera personale. Non si conoscono dettagli sulla sua situazione sentimentale: l'artista ha più volte ribadito di considerare il gossip estraneo al suo percorso musicale. 

Gli occhiali da sole sono diventati negli anni il suo segno distintivo. Ospite a Domenica In nel 2022, ha spiegato di indossarli per scelta: un modo per proteggere la propria intimità e non "mostrare tutto di sé". 

Dargen D'Amico ha portato gli orsetti sul palco di Sanremo 2024 come elemento centrale del suo look, indossando una giacca e pantaloni decorati con peluche. L'outfit stravagante, ispirato a Franco Moschino, simboleggiava le piccole vittime delle guerre e i bambini che perdono la vita nel Mediterraneo. 

Gli occhiali da sole sono il suo tratto distintivo. La sua stylist, Rebecca Baglini, a Fanpage ha spiegato: "Dargen divide la sua vita in due: con gli occhiali entra in scena, senza li usa per prepararsi dietro le quinte".  

Dargen D'Amico ha raccontato a 'Tv Sorrisi e Canzoni' che il bersaglio del testo sono i social e l'intelligenza artificiale, con l'AI utilizzata come base per il gioco di parole che dà vita al ritornello.  

 

Prima di entrare in casa 

Stavo un'ora a cercare di toglier la sabbia 

Autostrada Adriatica 

Dalla costa si vede l'Africa e lei che si tuffa 

Ti prego, guardala 

Ha più curve di Gardaland 

Quando mi ha detto che tornerà in Francia 

Uffa 

Ho avuto il mal di pancia 

AI AI 

AI AI, 

Cosa mi fai? 

Mi dici vieni qui e poi te ne vai 

- Bye Bye 

Ma come - Bye? 

Ho perso il tuo contatto, me lo ridai? 

AI AI 

Il Bel Paese ha così buongusto 

Che pure il meteo non è mai brutto 

È uno stivale però da diva 

Che si fa il bagno nell'olio d'oliva 

Dice il Vangelo - Darai da bere 

A chi è straniero ma ha le stesse vene 

Prendi sul serio una bollicina 

E via il pensiero via la pellicina 

Ho letto sul giornale 

Che certe cose non puoi ancora farle con l'AI 

La pelle dà un effetto eccezionale 

Mi hai fatto stare proprio bene, me lo rifai? 

AI AI 

AI AI, 

Cosa mi fai? 

Mi dici vieni qui e poi te ne vai 

- Bye Bye 

Ma come - Bye? 

Ho perso il tuo contatto, me lo ridai? 

AI AI 

Ho litigato con un dj 

Suonava solo la hit parade 

Sai, se metti le canzoni giuste 

La festa vola come Nureyev 

In Italia, troppa arte 

Piedi più belli delle scarpe 

Prendiamo un giorno di riposo 

Dai, trova il modo, Carlos Raposo 

Ho letto sul giornale 

Che certe cose non puoi ancora farle con l'AI 

La pelle dà un effetto eccezionale 

Mi hai fatto stare proprio bene, me lo rifai? 

AI AI 

AI AI, 

Cosa mi fai? 

Mi dici vieni qui e poi te ne vai 

- Bye Bye 

Ma come - Bye? 

Ho perso il tuo contatto, me lo ridai? 

Ho fatto un brutto sogno 

Ma sembrava reale 

Mi bagnavo nel mare 

Però ne uscivo sporco 

E giravamo il mondo 

Però senza toccare 

Mi ha fatto molto male 

Ma mi è piaciuto molto 

Ama ciò che non ti piace 

È la chiave per la pace 

Ma la password salvata mi sembra sbagliata 

O la linea è saltata e ci prende fuoco casa 

A me mi ha rovinato la rete 

Altrimenti avrei fatto il prete 

Avrei lasciato il paese fuggendo via 

A cercare fortuna in Albania 

AI AI, 

Cosa mi fai? 

Mi dici vieni qui e poi te ne vai 

- Bye Bye 

Ma come - Bye? 

Ho perso il tuo contatto, me lo ridai? 

AI AI 

Me lo ridai? 

AI AI 

Me lo ridai? 

AI AI 

Me lo ridai? 

AI AI 

Me lo ridai? 

AI AI. 

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20:49

Sanremo 2026, Mara Sattei chi è: gli esordi, il fratello Thasup e la proposta di matrimonio

(Adnkronos) - Mara Sattei in gara nel Festival di Sanremo 2026 che si apre il 24 febbraio. Quella di quest'anno è la seconda partecipazione. Dopo il debutto nel 2023 con 'Duemilaminuti', torna in gara a Sanremo 2026 con il brano 'Le cose che non sai di me'. 

Mara Sattei, all'anagrafe Sara Mattei, è nata a Fiumicino, in provincia di Roma, il 28 aprile 1995. È la sorella maggiore del rapper e produttore discografico Thasup, nome d'arte di Davide Mattei, mentre la madre è una cantante di un coro gospel. Fin da giovanissima Mara si avvicina alla musica, iniziando a studiare canto e pianoforte. La sua carriera prende forma nel 2008, quando comincia a pubblicare sul proprio canale YouTube alcune cover di brani famosi. 

Nel 2011 e nel 2012 tenta senza successo di entrare a X Factor. L'anno successivo partecipa ad Amici di Maria De Filippi, riuscendo ad accedere alla fase iniziale del programma, ma viene eliminata dopo poche puntate. Sempre nel 2013 pubblica il suo primo EP di cover, Frammenti: Acoustic Covers N.1. In seguito si trasferisce a Londra e si allontana temporaneamente dalla musica. Il ritorno arriva nel 2019, anno in cui sceglie definitivamente lo pseudonimo Mara Sattei e pubblica due brani di grande successo: Nuova registrazione 402, certificato disco d'oro, e Nuova registrazione 527, entrambi prodotti da Thasup, il fratello. 

Nel 2022 esce il suo album di debutto, Universo. L'anno successivo partecipa alla 73ª edizione del Festival di Sanremo con il brano Duemilaminuti, scritto da Damiano David dei Måneskin, classificandosi al diciannovesimo posto. Sempre nel 2023 apre le date italiane del tour dei Coldplay e pubblica il suo secondo album, Casa Gospel. 

 

Mara Sattei ha raccontato il fil rouge di 'Che me ne faccio del tempo' (Epic Records Italy/Sony Music Italy), il nuovo album fuori in digitale lo scorso venerdì 13 febbraio. Molti i duetti e le collaborazioni nell'album, a partire da Noemi, fino ad Elisa, Mecna, Thasup. "Dall'inizio della scrittura fino ad oggi è stato un percorso terapeutico: quando ho chiuso il disco, ho capito che avevo fatto pace con l'idea che il tempo passa. E' la prospettiva dalla quale tu lo guardi, da come tu lo affronti, che cambia le sorti. Sono arrivata alla conclusione che la cosa importante del tempo sia accettarlo e viverlo e abitarlo. Con questo album, con la sua musica, vi vorrei raccontare questo".  

Un disco che Mara descrive come "un mondo unico, che come filo conduttore utilizza la mia scrittura. Volevo proprio tanto che le parole fossero centrali, un racconto che potesse arrivare agli altri, questo diciamo che per me è un po' anche una rinascita. Mi vedo come una persona di diversa, perché sono cresciuta tanto in questi anni. Ho lavorato tanto sul non avere paura di essere vista come una persona fragile, o comunque a non esternare le mie emozioni. E penso proprio di averlo proprio messo in questo album". Del resto, il periodo che vive, rivela lei stessa, è magico: "Sono molto a fuoco, mi sento in un periodo di vita molto bello. Sono molto felice, molto serena, e questo nel tuo lavoro lo trasferisci. Quando fai qualcosa che ami, sei felice". 

Dal 2023 è legata al produttore musicale Alessandro Donadei, con cui ha annunciato il fidanzamento ufficiale nel 2025. Lui è un musicista e produttore musicale che ha lavorato ai progetti della cantante e del fratello Thasup. La cantante ha ricevuto la proposta di matrimonio durante la festa dei suoi 30 anni. Il momento della proposta è stato condiviso da Mara Sattei nelle storie Instagram corredate dalla didascalia 'Ti amo'. "Ci siamo conosciuti sul palco perché lui è il chitarrista del mio tour. E' stato bello perché io mi sono aperta, mi sono confessata a lui e da lì è partito tutto perché abbiamo iniziato poi a conoscerci. Non più come artista e musicista ma come Sara e Alessandro". 

"È una dedicata amore al mio compagno a tutti gli effetti. E' un brano molto dolce ma anche molto vero, sincero. Racconto l'inizio della nostra storia". Che come sfondo, ha proprio Roma: "C'è Roma come contorno perché lui viveva a Roma, io facevo un po' Roma-Milano e ritorno. Nel brano descrivo questi cieli romani perché lui viveva proprio lì vicino a Trastevere". 

 

Quando sei con me 

Il cielo sai che c'è 

Mi ricorda l'estate 

E Trastevere 

Inizia a dipingere 

Sopra tutte le case 

Di quel rosa chiaro 

Zucchero filato 

Non sai quante volte 

Ho cercato di volare via lontano 

Sembra facile 

Questa vita che 

Mischia tutte le carte 

Noi bambini che 

Pensano a ridere 

Con dentro sogni giganti 

E ci addormentiamo 

Qui davanti a un film 

Non sai quante volte 

Penso domani ce ne andiamo via 

Ma quanto è bella la follia? 

Tutte le notti a dirsi 

Le cose che non sai di me 

La voce tua nei giorni tristi 

Guarisce il mio disordine 

Io vorrei 

Solo parlarti d'amore 

Nel silenzio di ciò che non dico 

Mentre mi perdo nel tuo sorriso 

Per sempre 

Quando son con me 

Quelle lacrime 

Sono la pioggia d'estate 

Sopra il tetto guardo quella gente che 

Si abbraccia e ride e sembra semplice 

E le stelle quei pensieri che nel cielo 

Restano per non scordarli mai 

È tutto ciò che non ho fatto mai 

È vivere la vita come vuoi 

Tutte le notti a dirsi 

Le cose che non sai di me 

La voce tua nei giorni tristi 

Guarisce il mio disordine 

Io vorrei 

Solo parlarti d'amore 

Nel silenzio di ciò che non dico 

Mentre mi perdo nel tuo sorriso 

Ma in fondo 

Tutte le volte che ho paura 

E mi sento perdere 

Ma poi con te 

So sentire 

Anche quando inizia a piovere 

Sopra quelle domande, forse 

Tu resta qui 

Tutte le notti a dirsi 

Le cose che non sai di me 

La voce tua nei giorni tristi 

Guarisce il mio disordine 

Tutte le notti a dirsi 

Le cose che non sai di me 

La voce tua nei giorni tristi 

Guarisce il mio disordine 

Io vorrei 

Solo parlarti d'amore 

Nel silenzio di ciò che non dico 

Mentre mi perdo nel tuo sorriso 

Per sempre. 

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20:43

Sanremo 2026, Sayf chi è: le origini, l'amore per Genova, il 'paragone' con Ghali

(Adnkronos) - Sayf è uno dei 30 concorrenti Big in gara al Festival di Sanremo 2026. Il cantante e rapper ligure fa il suo esordio nella 76esima edizione del Festival con il brano intitolato 'Tu mi piaci tanto'. 

Sayf è un rapper di 26 anni, classe 1999, nato da madre tunisina e padre italiano a Genova e cresciuto tra Rapallo e Santa Margherita Ligure. Si tratta di uno dei profili più interessanti della nuova scena urban in Italia, che riesce a coniugare stili diversi e non si ferma alle coordinate tradizionali del rap.  

Sayf si avvicina alla musica da bambino, studiando tromba alle scuole medie. Uno strumento che lo accompagna ancora oggi nelle canzoni e nei concerti, e le cui sonorità si ritrovano in molti suoi brani. A quattordici anni nasce la sua passione per il rap e nel 2017 entra nel collettivo Luvre Muzik – fondato insieme al produttore genovese Zero Vicious – con cui pubblica due mixtape indipendenti: Sono triste (2019), progetto di 25 tracce poi "rinnegato", e Everyday Struggle (2020), scritto durante la pandemia mentre viveva a Sesto San Giovanni, a Milano. 

La maturità artistica però arriva nel 2024, anno in cui Sayf fonda il collettivo Genovarabe e firma con ADA/Warner Music, pubblicando l’EP 'Se Dio Vuole' e cominciando a farsi notare con una serie di singoli che ne rivelano l’identità musicale.  

Nascono quindi collaborazioni con Rhove,Disme ed Ele A e poi, nel 2025, quella con Bresh in 'Erica', uno dei brani più di successi dell'album 'Mediterraneo'. Il grande pubblico, in ogni caso, lo ha scoperto in estate con 'Sto bene al mare', brano firmato insieme a Marco Mengoni e Rkomi. 

L'artista è innamorato del suo paese, l'Italia: "La amo, nonostante tutto. Siamo un paese incasinato, però rispetto a tanti nel mondo penso che sia veramente il migliore a livello di qualità della vita, di cucina, di cultura. La vedo difficilmente eguagliabile". Un amore viscerale che si lega a quello per la sua città, Genova: "È fondamentale, è mia madre. È una città viva, forse poco conosciuta e poco romanticizzata, però è bellissima". 

Interrogato su un possibile impegno politico sul palco, sulla scia di Ghali, Sayf è chiaro: "Rispetto tantissimo Ghali, lo conosco e gli voglio bene, e rispetto il suo impegno politico e sociale. Detto questo, io non sono qui a fare Ghali 2.0 solo perché sono tunisino e ho i capelli simili. Credo che queste cose vadano fatte perché uno se le sente. Un impegno sociale del genere non è uno slogan, non va preso con leggerezza. Condivido le posizioni che ha preso finora e, se ci sarà una questione su cui sentirò di espormi, lo farò". 

Sul suo rapporto con la religione, l'artista conferma di avere uno "spirito religioso" ma preferisce mantenerlo in una sfera privata. "Il rapporto con la fede è una cosa molto personale e sono restio a dargli un'etichetta. Essendo cresciuto con mia madre, ci sono pratiche che mi appartengono, come non mangiare il maiale e osservare il Ramadan. Ma ho enorme rispetto per chi si definisce in una religione e non vorrei mancare di rispetto definendomi, perché poi mi sento un peccatore da entrambe le parti". 

Un brano che lui stesso definisce "una supposta": una melodia orecchiabile che nasconde un testo denso e stratificato. Nel brano, l'artista italo-tunisino mescola un viaggio tra citazioni spiazzanti. Si parte dal ricordo vivido dei Mondiali del 2006 ("Me li ricordo vividamente, tifavo in modo sfegatato"), si passa per un riferimento a Luigi Tenco per raccontare la pressione del debutto ("È forse la parte più personale, un modo per esprimere la paura di non venire capito") e si arriva persino a citare lo slogan di Berlusconi, "L'Italia è il paese che amo". "È una frase usata in modo sarcastico - spiega Sayf - ma col fatto di essere anche tunisino, per me ha un valore aggiunto". 

 

Tu, figlio di un muratore 

L’Emilia che si allaga 

E la Liguria pure 

E intanto che si ride 

E che si fa l’amore 

Le tue tasse vanno spese 

In un hotel a ore 

Io, 

Amando a modo mio 

Ho sbagliato tante cose 

E tante mode non le seguo 

Io, 

Amando a modo mio 

Avrei voluto darti 

Meno cuore, amore mio 

E allora 

Corri contro il tempo 

Che il denaro non ti aspetta 

E cosa vuoi che sia la fretta 

Su una macchina che scheggia 

E non mi vedrai alla finestra 

A farti una serenata 

Perché il mondo non si ferma 

Ma non ho fiato più 

Rallenta 

Quando si spegne la luce 

Tu, con chi rimani? 

Ti senti a posto 

Col tuo vino rosso 

Il nome su un bossolo? 

Tu mi piaci 

Tu mi piaci 

Tu mi piaci tanto 

Tu mi piaci 

Tu mi piaci 

Tu mi piaci tanto 

Noi siamo tutti uguali 

Al bar e a lavorare 

Figli di nostra madre 

Vogliamo solo amare 

E in questa avidità 

E in questo dimostrare 

Tu mi piaci tanto 

L’Italia per me è quella grande azione di Cannavaro 

L’Italia è tristemente nota per qualche fatto ma minimizziamo 

Il cielo è azzurro, e il pomeriggio 

Se ci armate, noi non partiamo 

E come ha detto un imprenditore 

“L’Italia è il paese che amo” 

Amore, amore mio 

Che paura di venir capito 

In questa fase di tirocinio 

Tenco è morto qui vicino 

Non temere, amore mio 

Farò meglio per nostro figlio 

Schiaccerò quelli degli altri 

Così giocherà da solo 

Quando si spegne la luce 

Tu, con chi rimani? 

Ti senti a posto 

Col tuo vino rosso 

Il nome su un bossolo? 

Tu mi piaci 

Tu mi piaci 

Tu mi piaci tanto 

Tu mi piaci 

Tu mi piaci 

Tu mi piaci tanto 

Noi siamo tutti uguali 

Al bar e a lavorare 

Figli di nostra madre 

Vogliamo solo amare 

E in questa avidità 

E in questo dimostrare 

Tu mi piaci tanto 

Ho fatto una canzonetta 

È un fiore su una camionetta 

E le botte delle piazze 

Le dimentichiamo 

Ho fatto una canzonetta 

Spero che non vi spaventi 

Che possiamo ripartire 

Tutti a mano, a mano 

Tu mi piaci 

Tu mi piaci 

Tu mi piaci tanto 

Tu mi piaci 

Tu mi piaci 

Tu mi piaci tanto 

Noi siamo tutti uguali 

Al bar e a lavorare 

Figli di nostra madre 

Vogliamo solo amare 

E in questa avidità 

E in questo dimostrare 

Tu mi piaci tanto. 

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20:36

Sanremo 2026, Michele Bravi chi è: esordi, coming out, l'incidente che ha cambiato la sua vita

(Adnkronos) - Michele Bravi è uno dei 30 concorrenti del Festival di Sanremo 2026 che si apre oggi. Per il cantante si tratta della terza partecipazione alla kermesse con il brano ‘Prima o poi'. Le sue precedenti partecipazioni in gara sono avvenute nel 2017 con 'Il diario degli errori', classificato al quarto posto, e nel 2022 con 'Inverno dei fiori'. 

Michele Bravi è nato a Città di Castello, in provincia di Perugia, il 19 dicembre 1994. La passione per la musica nasce sin da piccolo quando comincia a cantare in un coro per bambini. Presto prende lezioni di pianoforte, di chitarra e inizia a scrivere e comporre canzoni. 

Nel 2013 fa il suo debutto televisivo, partecipa al talent show X-Factor e viene affidato nel team di Morgan. La sua voce colpisce e viene notata da Tiziano Ferro che scrive per lui il brano 'La vita è felicità', l'inedito che gli ha consegnato il pass per la vittoria. 

Dopo il trionfo al talent show, esce il primo album intitolato 'A passi piccoli' con brani scritti da autori affermati come Federico Zampaglione, Giorgia, Tiziano Ferro e Luca Carboni. Nel 2015 firma un contratto con la casa discografica Universal e pubblica un nuovo Ep, dal titolo 'I Hate Music', dove canta in inglese, e torna a X Factor, nelle vesti di ospite della finalissima. 

Nel 2017, Michele Bravi partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo, nella categoria Big. Il titolo del brano è 'Il diario degli errori', che ottiene un buonissimo riscontro, classificandosi al quarto posto. Nel 2018 partecipa nuovamente al Festival di Sanremo, ma come ospite nella serata delle cover duettando con Annalisa. 

Nel 2017 Michele Bravi ha fatto coming out, non definendosi omosessuale, ma fluido. In un'intervista rilasciata alla rivista Vanity Fair, ha parlato di una storia con un ragazzo: "Mi sono innamorato. Una storia molto particolare con un ragazzo che fa il regista, molto diverso da me. È durata due anni. Io ho incontrato una persona che mi ha emozionato, che fosse un ragazzo è del tutto irrilevante: in futuro potrebbe succedermi anche con una ragazza". 

A Belve Michele Bravi ha raccontato di essersi reso conto della sua omosessualità quando aveva 13 anni e di aver subito bullismo in passato: "In un primo momento l'ho avvertito come un pericolo, ho pensato fosse qualcosa di sbagliato. A scuola, mi chiamavano 'Michecca' e mi gettavano nella spazzatura. Non ero consapevole di aver subito bullismo, non avevo capito che impatto avrebbero avuto quegli episodio sulla mia vita. Semplicemente chiudevo gli occhi e aspettavo che finisse". 

 

In un'intervista a 'One More Podcast' di Luca Casadei, Michele Bravi ha parlato del rapporto speciale con i nonni: "Fondamentalmente sono cresciuto con loro, perché i miei genitori erano molto giovani, soprattutto mia madre, perché mi ha avuto che aveva vent'anni. Da loro ho imparato tantissimo. Seppure nell'ignoranza avevano un'attitudine nel vivere le cose belle, la difficoltà, soprattutto, con una naturalezza enorme". 

Nel 2018 Michele Bravi fu coinvolto in un incidente che cambiò per sempre la sua vita e nel quale rimase vittima una donna 58enne: La dinamica parla di un'inversione vietata che il cantante effettua per immettersi nell'opposto senso di marcia. Accusato di omicidio stradale, l'artista è rinviato a giudizio. Nel corso dell'udienza preliminare del 23 gennaio 2020 Bravi fa richiesta di patteggiamento, accettata dal giudice di Milano, con un anno e sei mesi di reclusione con sospensione della pena. 

Quell'evento ha cambiato drasticamente la sua vita: lo portò ad allontanarsi e a prendersi una pausa dalle scene. "Quell'evento ha avuto delle ripercussioni fortissime in me. Ho perso il contatto con la realtà. Ho conosciuto cosa vuol dire vivere senza aderire al reale. Oggi lotto costantemente: devo essere sicuro che le cose che vedo e che sento esistono davvero. La mia mente ha avuto il bisogno di riscrivere quella realtà, mi chiedevo sempre se stessi sognando. Non riuscivo a parlare e sì, ho fatto pensieri drammatici e pericolosi. Pensavo che stessimo tutti in un sogno e che l'unico modo per svegliarsi fosse annientarsi. Ho sperato che le persone che amavo morissero insieme a me. Credevo di averle condotte in un incubo", ha detto in un'intervista rilasciata a Belve da Francesca Fagnani. 

"Tornare a Sanremo per me è un modo per scardinare la mia figura artistica. Questa è la terza volta, la prima volta era una ballata cantautorale, stavolta il percorso parte dal sistema teatrale e narrativo nel costruire il brano. C'è un approccio molto cinematografico, e la scrittura armonica e lirica del brano segue questa visione. Poterlo presentare dal vivo mi dà modo di raggiungere questo scopo".  

Il percorso verso Sanremo 2026 è nato quando l'artista ha iniziato a far sentire il pezzo ad amici e familiari: "Vedevo che c'era qualcosa diverso rispetto agli altri brani del disco che mi stupiva nella loro reazione", spiega. "Mia madre nella chat di famiglia mi ha detto 'finalmente una bella canzone'. Ed ecco che ho detto 'è questa'". 

 

A 'Tv Sorrisi e Canzoni' il cantante ha spiegato: "Questo è un inno a non essere sempre e per forza ultra performanti". 

  

Lo so fumare a letto è un brutto vizio 

Piangersi un po' addosso 

Poi la notte non dormo mai, mai 

È vero 

È vero che il bicchiere è mezzo pieno questa sera 

Ma solo perché ho già bevuto una bottiglia intera 

È che mi manchi da morire 

E pure il cane non la smette di abbaiare 

E sarà che ogni volta che ti penso 

Ricomincio sempre 

A scorrere le foto fino all'infinito 

E ridere da solo 

Pensa tu che scemo 

E in fondo ancora ci spero 

Che prima o poi 

Smetterai 

Che quando accendi la radio 

Canti solo le canzoni ma degli altri 

Dovresti vergognarti 

Che dopo anni non la smetti di mancarmi 

Ma guarda casa mia come è ridotta 

Che non faccio i piatti da una settimana 

Che non so l'ultima volta che ho fatto la spesa 

Con il disco di Battisti ancora lì per terra 

Con il cane che lo annusa perché un po' ti cerca 

Ogni volta che ti penso 

Ricomincio sempre 

A scorrere le foto fino all'infinito 

E ridere da solo 

Pensa tu che scemo 

E in fondo ancora ci spero 

Che prima o poi 

Smetterai 

Che quando accendi la radio 

Canti solo le canzoni ma degli altri 

Dovresti vergognarti 

Che dopo anni non la smetti di mancarmi 

Se dopo anni non la smetto 

Sempre a prendermi l'acqua per strada 

Che non ho l'ombrello nemmeno stasera 

Tienimi la fronte 

Ma pensa io che scemo 

Che non penso che a te 

E sono sotto casa tua 

E ti vorrei citofonare ma 

Ma non so più il tuo nome 

A forza di chiamarti amore 

Non so nemmeno adesso più chi sei 

Ma prima o poi 

Smetterai che quando accendi la radio 

Canti solo le canzoni ma degli altri 

Dovresti vergognarti 

Che dopo anni non la smetti di mancarmi 

Se dopo anni non la smetto di. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

20:34

Sanremo 2026, Ditonellapiaga chi è: esordi, il nome d'arte, il legame con Donatella Rettore

(Adnkronos) - Ditonellapiaga apre oggi il Festival di Sanremo 2026 con la prima esibizione nella serata inaugurale del 24 febbraio. Questa è la seconda partecipazione della cantante come concorrente in gara. L'artista ha debuttato sul palco dell'Ariston in coppia con Donatella Rettore con il brano 'Chimica' nel 2022. Torna in gara nel 2026 con il brano 'Che fastidio'. 

Margherita Carducci, vero nome di Ditonellapiaga, nasce a Roma il 5 febbraio del 1997. I suoi genitori, Claudio e Costanza, sono entrambi insegnanti di basket, uno sport che Carducci ha praticato durante l'infanzia. Ma poi scopre la passione per la musica. Inizia sin da piccola, cantando con gli scout. Frequenta il liceo linguistico a Roma, successivamente si iscrive all'Università triennale Dams di Bologna. 

Frequenta un'accademia di recitazione e dopo si dedica completamente alla musica. Inizia la sua carriera musicale nel 2019 con l'incontro dei producer romani BBprod. Il 19 luglio del 2019 esce il suo primo singolo Parli. 

Nel 2020, bloccata a casa per il lockdown da Covid, si dedica completamente alla musica, anche in veste di autrice. E ad ottobre ottiene un contratto discografico con l'etichetta Dischi Belli, entrando a far parte del gruppo della BMG Rights Management. A dicembre 2020 esce il suo secondo singolo Morphina, preceduto dalla cover del brano Per un'ora d'amore dei Matia Bazar. Il 14 gennaio 2022 esce il suo primo album: Camouflage. 

Nella copertina del disco, viene ritratta accanto a nonna Ludovica, a cui Margherita Carducci è molto legata, in compagnia delle sue più care amiche e la zia. Un'idea nata durante la festa di compleanno della nonna, quando l'ha vista ballare con le amiche. Ditonellapiaga è diventato il suo nome d'arte su suggerimento di un amico, ma è da sempre il suo nickname su Instagram.  

 

Margherita è una grande fan di Donatella Rettore, da piccola aveva il suo poster in camera. Ha scritto Chimica ispirandosi alla cantautrice veneta con cui poi è nata la collaborazione che le ha viste partecipare insieme al Festival di Sanremo. 

Donatella Rettore, ospite a Verissimo dopo il Festival aveva speso parole meravigliose per la giovane cantante: "Insieme stiamo benissimo. La cosa bella è che abbiamo 40 anni di differenza e non si sentono, lei delle volte è molto più saggia di me". 

Intervistata dal Corriere della Sera, la cantante aveva parlato del difficile rapporto vissuto con i giudizi dopo il Festival del 2022: "Con Sanremo la mia carriera è partita da un'altezza esagerata e questo mi ha creato grandi difficoltà: la vita di un'artista in quella settimana non è la vita di tutti i giorni di un'artista e già tutti noi artisti siamo diversi da come ci comunichiamo. In una situazione del genere ti interroghi su come vieni percepito… Un po' come al liceo, hai la sensazione di dover trovare un posto nel mondo, di dover compiacere gli altri perché non sai non sai bene cosa sei". 

 

A 'Tv Sorrisi e Canzoni' la cantante ha spiegato che 'Che fastidio!': "È nata dopo un momento di crisi profonda in cui non sapevo bene dove stavo andando. È un brano sicuramente nel mio stile: un po' provocatorio, pungente, ma autoironico perché parlo anche delle mie abitudini".  

Io non so più cos'è normale 

O un'allucinazione 

Se sono matta io 

Non è che voglia litigare 

Ho solo qualche osservazione 

Un pensiero mio 

La moda di Milano (che fastidio!) 

Lo snob romano (che fastidio!) 

Il sogno americano (che fastidio!) 

E il politico italiano (che fastidio!) 

La musica tribale (che fastidio!) 

I cani alle dogane (che fastidio!) 

E il corso di pilates mi deprime, il pranzo salutare (che schifo!) 

Stasera vado a una festa la solita farsa e non m'interessa (che fastidio!) 

E la vicina molesta bussa alla porta “abbassa quei bassi” (che fastidio!) 

E dimmi cosa mi hai messo nel bicchiere, ha un gusto amaro e (non mi fido!) 

Perché mi gira la testa e tutta la stanza e finché non passa (che fastidio!) 

Io non so più cos'è normale 

O un'allucinazione 

Se sono matta io 

Non è che voglia litigare 

Ma ho come l'impressione 

Di non potermi controllare 

E allora te lo dico (che fastidio!) 

Se vuoi te lo ripeto (che fastidio!) 

L'amico dell'amico senza invito che fa il figo, che fallito 

Facciamoci una foto (che fastidio!) 

Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!) 

Scambiamoci il numero, ti scriverò 

Ma sotto quel sorriso, dico 

Che fastidio! 

Che fastidio! 

Che fastidio! 

Che fastidio! 

Su le mani solo se sei dell'acquario 

Strano ti facevo proprio sagittario 

La chiamo dall'India, dall'Albania, Torino 

Per un piano tariffario 

Nasi alla francese come in fotocopia 

Imparare a vivere con un tutorial 

Passa a premium, clicca qui, ascolta ora! 

Cento cover Bossa Nova 

Io non so più cos'è normale 

O un'allucinazione 

Se sono matta io 

Se sono matta io! 

E allora te lo dico (che fastidio!) 

Se vuoi te lo ripeto (che fastidio!) 

L'amico dell'amico senza invito che fa il figo, che fallito 

Facciamoci una foto (che fastidio!) 

Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!) 

Scambiamoci il numero, ti scriverò 

Ma sotto quel sorriso, dico 

Che fastidio! 

Che fastidio! 

Che fastidio! 

Che fastidio! 

Facciamoci una foto (che fastidio!) 

Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!) 

Scambiamoci il numero, ti scriverò 

Ma sotto quel sorriso, dico 

Io non so più cos'è normale 

O un'allucinazione 

Se sono matta io 

Se sono matta io 

Se sono matta io 

Se sono matta io 

Se sono matta io 

Se sono matta! 

Nonostante i corsi di meditazione 

Di respirazione 

Non posso sopportare 

Gli arrivisti e i “giornalisti perbenisti” (che fastidio!) 

E poi i tronisti presentati come artisti (che fastidio!) 

Oppure l'inno nazionale al piano bar 

Gli F24, lo spam 

Che fastidio! Che fastidio! 

Che fastidio! 

Io non so più cos'è normale 

Ma sono matta io 

Ma sono matta io 

Ma sono matta. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

20:34

Palazzina crollata in provincia di Verona, i feriti estratti dalle macerie

(Adnkronos) - Dopo il crollo di una palazzina di tre piani a causa dell'esplosione di una bombola del gas, oggi a a Prun di Negrar in provincia di Verona, il bilancio è di un morto e tre feriti. Nel video dei Vigili del Fuoco, il momento in cui le tre persone sopravvissute vengono estratte dalle macerie 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

20:21

Sanremo, il 'disturbatore' Paolini irrompe al Tg1: "Conti bisex". E lui risponde...

(Adnkronos) - Irruzione del disturbatore Gabriele Paolini nel bel mezzo del Tg1 a pochi minuti dall'inizio del festival di Sanremo 2026. Durante un collegamento con l'inviato a Palazzo Chigi, si è sentita improvvisamente una voce fuori campo urlare: "Paolini dice Carlo Conti bisessuale", e la voce era quella ben nota del 'disturbatore' Gabriele Paolini. La conduttrice del telegiornale, Laura Chimenti, ha subito interrotto il collegamento visibilmente contrariata. "E' il solito disturbatore", ha detto, passando poi ad un altro servizio. Il collegamento con Francesco Maesano da Palazzo Chigi è poi andato in onda successivamente senza ulteriori incidenti. In chiusura di Tg, la replica a sorpresa di Carlo Conti: "Il mio tipo è Laura e non Can...", ha chiosato ironicamente Conti nel collegamento al Tg1 accanto a Laura Pausini e Can Yaman. 

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Categoria: spettacoli