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19:44

Governo, ieri vertice Meloni-Tajani-Salvini: incontro a margine Cdm poi cena da premier

(Adnkronos) - Raccontano che ieri Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Matteo Salvini, già a margine del Cdm si siano fermati a parlare, per poi darsi appuntamento in serata per una cena. Fonti parlamentari del centrodestra fanno sapere che la leader di Fratelli Italia abbia voluto fare una chiacchierata con i suoi alleati a palazzo Chigi in occasione della riunione di governo che ha varato il cosiddetto decreto fiscale.  

Poi, a quanto apprende l'Adnkronos, la presidente del Consiglio si sarebbe incontrata con i vicepremier a cena, lontano da occhi indiscreti, probabilmente nella sua abitazione all'Eur, per fare il punto della situazione dopo la sconfitta al referendum sulla riforma della giustizia. Sul tavolo i principali temi di attualità politica interna (compresa la legge elettorale) e internazionale.  

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Categoria: politica

18:29

Confindustria contro il Dl Fisco: "Penalizza imprese, minata fiducia"

(Adnkronos) - ''Il decreto fiscale pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale introduce disposizioni molto penalizzanti per le imprese che hanno effettuato la prenotazione del credito d’imposta 5.0 tra il 7 e il 27 novembre 2025. Il testo prevede un taglio del 65% del credito d’imposta richiesto. La misura inoltre esclude gli investimenti in fonti di energia rinnovabile, in particolare gli impianti fotovoltaici a più elevata efficienza iscritti nel registro dell’ENEA, che le imprese sono state indotte ad acquistare''. Lo sottolinea Marco Nocivelli, vicepresidente Confindustria per le politiche industriali e il Made in italy. ''Una simile decisione – che ricordiamo ha effetti retroattivi e lede il principio del legittimo affidamento - penalizza pesantemente le imprese che hanno completato ingenti investimenti nel 2025 e che si troveranno ad affrontare ulteriori problemi di liquidità in un momento già particolarmente complesso'', prosegue la nota.  

"A novembre avevamo avuto rassicurazioni dai ministri Giorgetti, Foti e Urso sul fatto che le cosiddette imprese 'esodate' del 5.0 con progetti congrui avrebbero avuto accesso all’agevolazione secondo le condizioni previste nel Piano, la cui conclusione era fissata al 31 dicembre 2025. Il fatto di non poter fare affidamento sulle norme e sulle dichiarazioni del Governo mina profondamente la fiducia delle imprese nei confronti delle istituzioni e delle misure di incentivo e scoraggia chi vorrebbe continuare a fare impresa in Italia'', prosegue Nocivelli.  

''Apprendiamo infine, dalle dichiarazioni del Mimit di questa mattina, che si sarebbero trovate altre risorse per l’iperammortamento: la nostra risposta è prima si paghi iI debito con le imprese esodate del 5.0. Chiediamo quindi al governo di ripristinare gli impegni presi col tessuto produttivo ed industriale italiano al più presto, e comunque, non oltre il passaggio parlamentare che deve avvenire in tempi rapidissimi'', conclude. 

Varando il decreto fiscale, ieri approvato dal Cdm, "come governo, abbiamo deciso di dare un minimo di garanzia per agevolazioni paragonabili alla vecchia 4.0, ma allo stesso tempo metterci in ascolto delle categorie per capire in una situazione di questo tipo quali sono le emergenze e le priorità che vogliono manifestare". Lo ha sottolineato il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, nel suo intervento al Workshop Finanza organizzato da Teha in risposta alle critiche di Confindustria, che per bocca di Marco Nocivelli, vice presidente per le Politiche industriali e il Made in Italy di Confindustria, ha bollato come "molto penalizzanti" le norme per le imprese che hanno effettuato la prenotazione del credito d'imposta 5.0. 

Circa le risorse stanziate per Transizione 5.0, ha aggiunto il ministro "dobbiamo decidere se le disponibilità devono andare a costoro o a favore delle imprese energivore piuttosto che delle aziende di trasporto o per i tagli alle accise" 

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Categoria: economia

17:43

Aka7even, come sta dopo l'incidente. LDA: "È rimasto traumatizzato"

(Adnkronos) - Paura per Aka7even, rimasto coinvolto in un incidente stradale giovedì 26 marzo. Il cantante, reduce dalla partecipazione al Festival di Sanremo 2026, avrebbe dovuto prendere parte ad un incontro con i fan al centro Commerciale di Chieti insieme al collega LDA.  

A comunicare inizialmente l'assenza è stato lo stesso Aka7even, nome d'arte di Luca Marzano, tramite una storia Instagram, seguita poi dal chiarimento di LDA. Il cantante, infatti, prima di cominciare l'evento ha voluto rassicurare i fan: "Senza fare allarmismi, Luca oggi ha fatto un incidente però sta bene, si è fatta male la persona che stava sul motorino, lui stava in auto", ha spiegato.  

"Luca era molto scosso, è rimasto traumatizzato da quello che è successo", ha aggiunto LDA che nonostante la preoccupazione non si è voluto assentare dall'evento per il rispetto nei confronti dei fan.  

 

 

Poche ore dopo è arrivato anche il messaggio di Aka7even, che ha rassicurato sulle sue condizioni di salute: "Ragazzi sto ricevendo tanti messaggi riguardo all’incidente di ieri, quindi ci tengo a chiarire che c'è stato un tamponamento, ma stiamo tutti bene, solo tanto spavento. È tutto sotto controllo e io sono già tornato al lavoro Grazie a tutti per la preoccupazione e l'affetto", ha scritto in una instagram stories.  

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Categoria: spettacoli

17:08

Mercedesz Henger mamma: "Il parto? 19 ore di travaglio, un incubo"

(Adnkronos) - "Ne è valsa la pena, sono felicissima". Con queste parole Mercedesz Henger, ospite oggi a Verissimo, ha raccontato la gioia di essere diventata mamma per la prima volta della piccola Aurora, nata il 25 febbraio.  

Un'emozione immensa che però arriva dopo un'esperienza tutt'altro che semplice. L'attrice ha ricordato le difficoltà del parto: "Sto vivendo il periodo più bello della mia vita dopo aver vissuto il momento più brutto della mia vita, 19h di travaglio, quasi un giorno. Si è fatta attendere", ha raccontato l'attrice col sorriso.  

Mercedesz ha parlato della maternità, definendola "magica": "È tutto abbastanza naturale. Ogni piccola cosa è un’esperienza magica, anche cambiare il pannolino per la prima volta lo è stato. Non so come altro descriverlo. Ora che lo sto vivendo, posso dire che diventare mamma è una vera magia". 

E sul compagno, Alessio Salata, Mercedesz Henger ha detto: "Il papà è stato incredibilemnte paziente anche se si è preso tanti insulti, mi è stato al fianco tutto il tempo, è stato veramente dolce". "Ho trovato una persona davvero speciale per me - ha aggiunto Henger -. Lo ringrazierò per sempre".  

Lo sguardo è già rivolto al futuro e al sogno di allargare presto la famiglia: "Ho già voglia di avere un altro figlio, con molta calma. Un maschietto sarebbe bellissimo". 

E sulla nonna della bimba, Eva Henger, l'attrice ha raccontato: "La mamma ha aspettato 17h in sala d’attesa, ha dormito insieme agli altri parenti sulle sedie di plastica, aspettando la nascita di aurora. Non mi ha lasciata un secondo".  

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Categoria: spettacoli

16:55

Migranti, Consulta: "Trattenimento richiedenti asilo sia conforme a Costituzione e diritto Ue"

(Adnkronos) - Con la sentenza numero 40, depositata ieri, la Corte costituzionale ha ritenuto inammissibile una questione sollevata dalla Corte di Cassazione relativa alla disciplina del trattenimento in un centro per il rimpatrio dello straniero che abbia richiesto la protezione internazionale, ma ha invitato il legislatore a modificare l’attuale disciplina, per renderla pienamente conforme agli standard costituzionali oltre che agli obblighi derivanti dal diritto dell’Unione europea. Lo rende noo l'ufficio stampa ricordando che la disciplina vigente in materia di asilo consente allo straniero che sia già trattenuto in un centro per l’esecuzione di un provvedimento di espulsione di presentare domanda di protezione internazionale. In questo caso, però, il questore può disporne l’ulteriore trattenimento, in particolare quando vi siano fondati motivi per ritenere che la domanda sia pretestuosa, e cioè “presentata al solo scopo di ritardare o impedire l’esecuzione dell’espulsione”. Questo nuovo provvedimento di trattenimento deve essere convalidato dalla corte d’appello territorialmente competente in conformità all’articolo 13 della Costituzione, che prevede la necessaria convalida di ogni provvedimento restrittivo della libertà personale da parte dell’autorità giudiziaria. 

Nell’ipotesi poi in cui la corte d’appello non convalidi il provvedimento, il questore ha la possibilità di adottare, entro le quarantotto ore successive, un ulteriore provvedimento di trattenimento, soggetto anch’esso a convalida da parte della corte d’appello, quando vi sia rischio di fuga o lo straniero sia ritenuto pericoloso per l’ordine o la sicurezza pubblica. In queste quarantotto ore, lo straniero continua a restare trattenuto nel centro.  

La Corte di Cassazione dubitava della legittimità costituzionale di questa disciplina, che stabilisce un trattenimento automatico dello straniero per quarantotto ore, nonostante la mancata convalida del precedente provvedimento del questore da parte della corte d’appello. Secondo la Cassazione, questa previsione sarebbe incompatibile con l’articolo 13 della Costituzione, che stabilisce che un provvedimento restrittivo adottato dall’autorità di pubblica sicurezza non convalidato dal giudice si intende revocato e resta privo di ogni effetto. 

La Consulta ha ritenuto che la questione posta dalla Corte di Cassazione non fosse rilevante per la decisione del procedimento principale. Quest’ultimo aveva infatti unicamente a oggetto la sussistenza dei presupposti dell’ultimo provvedimento di trattenimento (motivato sulla base del rischio di fuga e di pericolo per la sicurezza pubblica), e non invece la legittimità del trattenimento nel lasso di tempo intercorrente tra la mancata convalida del provvedimento precedente e l’adozione del nuovo provvedimento. Di qui l’inammissibilità della questione. La Corte ha peraltro colto l’occasione per sottolineare la legittimità dell’“obiettivo del legislatore di evitare che la mera presentazione di una domanda di protezione internazionale da parte di uno straniero comporti automaticamente il venir meno del suo trattenimento in vista dell’esecuzione dell’espulsione (…), e ciò specialmente quando lo straniero abbia commesso gravi reati e possa sottrarsi all’espulsione ove lasciato in libertà”. È necessario, in effetti, scoraggiare “abusi del procedimento di asilo, al fine di evitare che tale strumento, che è ancor oggi di vitale importanza per assicurare la protezione dello straniero contro persecuzioni o altri gravi pericoli nel suo paese d’origine, venga strumentalmente utilizzato al solo scopo di evitare o ritardare l’esecuzione di legittimi provvedimenti di espulsione”. Tuttavia, ha proseguito la Corte, questo obiettivo “deve essere perseguito attraverso modalità pienamente conformi non solo al diritto dell’Unione, ma anche alle esigenze di tutela della libertà personale desumibili, nel nostro ordinamento, dall’art. 13 Cost. Norma, quest’ultima, che condiziona a stringenti regole procedurali le sue possibili limitazioni nei confronti di cittadini e stranieri, a garanzia contro possibili arbitri dell’autorità di pubblica sicurezza, dell’autorità giudiziaria e dello stesso legislatore”. 

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Categoria: politica

16:34

Anm, Giuseppe Tango nuovo presidente: "Non saremo mai un partito"

(Adnkronos) - Giuseppe Tango è il nuovo presidente dell'Anm. Tango è stato eletto oggi sabato 28 marzo per acclamazione dal Comitato direttivo centrale dell'Associazione dove oggi l'ormai ex presidente Cesare Parodi aveva formalizzato le sue dimissioni. 

Dopo l'elezione per acclamazione si è proceduto anche con quella formale come previsto da statuto e Tango è stato eletto con 31 voti e un astenuto. Prima dell'applauso che lo ha 'incoronato' alla guida dell'Anm Tango, era stato Parodi a indicarlo a nome del gruppo di Magistratura Indipendente: "Non è mistero che sono legato a una salda amicizia con Antonio D'Amato, persona che avremmo voluto presentare: ho cercato in tutti i modi di convincerlo, ma non ritiene doversi presentare. Mi è un gruppo fortemente democratico e non possiamo che fare nostra l'indicazione degli elettori, dei colleghi che a livello nazionale hanno espresso 700 preferenze per Giuseppe Tango". 

"L'Anm non è e non sarà mai un partito", ha affermato Tango. "Anm entra nel dibattito pubblico soltanto per dare il suo contributo di carattere tecnico per cercare di migliorare il sistema giustizia - ha chiarito - Questo è il compito dell'Anm che ci siamo assegnati e questo è lo scopo statutario. A questo noi ci atterremo". 

"Questo è il tempo di gioire per un traguardo a tratti sperato” ma “ da domani tutti al lavoro, insieme ad altri attori della giurisdizione, per proporre soluzioni che possano davvero migliorare la giustizia e quei problemi di cui tutti noi siamo ben consapevoli: la nostra azione sara’ rivolta sempre a beneficio dei cittadini", ha detto subito dopo la sua elezione. “Credo di essere il primo palermitano a essere presidente di Anm e questo mi inorgoglisce oltremodo - ha continuato - ma sento ancora di più la responsabilità di rappresentare quella magistratura che da sempre ha saputo costruire un rapporto di forte fiducia con la società civile finanche nei momenti più drammatici della nostra storia: di questa fiducia, ora più che mai, tutti, dobbiamo dimostrare di essere all’altezza”. 

“Non posso che ringraziare tutti voi per aver scelto di riporre la vostra fiducia in me, io mi impegnerò fino in fondo per non deluderla in nessun modo”, ha detto ancora Tango ringraziando anche l’ex presidente Parodi “per la sua instancabile opera, per il modo e il tatto umano con cui ha condotto la Anm in una fase di acque assai tempestose”. 

"Durante la campagna referendale ci sono stati tanti episodi disdicevoli. È il momento però di voltare pagina", ha affermato il neopresidente rispondendo alle domande dei cronisti sulle accuse rivolte ai magistrati durante la campagna referendaria e su alcune frasi come quella pronunciata dall'ex capo di gabinetto del ministero Giusi Bartolozzi. E ha aggiunto: "È il momento di ricostruire insieme agli altri attori della giurisdizione, prima fra tutti l'avvocatura, proposte che veramente mirano a risolvere i reali problemi dei cittadini". 

"Si tratta di un rinnovamento e non intendo soltanto generazionale; veramente, ora più che mai, si avverte l'esigenza di portare la magistratura a guardarsi al suo interno e a capire tutto ciò che negli ultimi anni non è andato per il verso giusto - c'è già un'iniziativa di assemblea generale - per capire quali possono essere le reali soluzioni per il futuro affinché tutto ciò che è stato non si possa più ripetere", ha affermato quindi il neopresidente dell'Anm. "In questi anni si è fatto tanto, c'è stata la legge Cartabia anche se durante il dibattito referendario molti lo omettevano" e già c'era stata già la volontà della magistratura associativa di avviare questo percorso: "tocca a tutti noi portarlo a termine per rendere ancora più credibile all'esterno, agli occhi dei cittadini, la magistratura", ha concluso. 

Quarantatre anni, palermitano, giudice del lavoro al Tribunale di Palermo, ex presidente della Ges dello stesso capoluogo siciliano, Giuseppe Tango è come Parodi espressione del gruppo di Magistratura Indipendente ed era stato il candidato più votato alle elezioni del Comitato direttivo centrale dell’associazione che oggi lo ha scelto al vertice. 

Tango, che molto si è speso nella campagna referendaria, fin dall’ingresso in magistratura si è interessato all’associazionismo giudiziario. E’ stato componente dell'Ufficio sindacale Anm di Palermo, componente delle Commissioni di studio permanenti Anm 'Carichi esigibili' e 'Diritto del lavoro'. E' stato anche componente della Ges Palermo, di cui ha assunto poi la presidenza. Eletto in seguito nel Cdc dell’Anm ha ricoperto fino a oggi la carica di coordinatore dell’Ufficio sindacale della stessa associazione. 

Prima dell'applauso che ha 'incoronato' Tango alla guida dell'Anm, era stato Parodi a indicarlo a nome del gruppo di Magistratura Indipendente: "Non è mistero che sono legato a una salda amicizia con Antonio D'Amato, persona che avremmo voluto presentare: ho cercato in tutti i modi di convincerlo, ma non ritiene doversi presentare. Mi è un gruppo fortemente democratico e non possiamo che fare nostra l'indicazione degli elettori, dei colleghi che a livello nazionale hanno espresso 700 preferenze per Giuseppe Tango". 

“Oggi lascio, sento il bisogno di tornare alla mia famiglia. Anm ha bisogno di un presidente a tempo pieno”, sono state le parole di Parodi, intervenendo alla riunione del Comitato direttivo centrale, la prima seduta dopo la vittoria del No al referendum e dopo che ha annunciato le sue dimissioni da presidente, prima dell'elezione del suo successore. 

Parodi - che ha lasciato "per gravi ragioni familiari"- ha confermato che resterà nel Cdc, ha spiegato che “quest’anno e’ stata un’esperienza straordinaria” ma ha ricordato il problema familiare per il quale ha deciso di fare un passo indietro parlando di una scelta che e’ “un passaggio obbligato”. Alle parole di Parodi i colleghi del Cdc si sono alzati in piedi e gli hanno tributato un lungo applauso. 

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Categoria: politica

16:26

Salute, Celano (Apmarr): "Serve cultura One health che coinvolga pazienti, ambiente, comunità"

(Adnkronos) - "La prevenzione non è solo diagnosi precoce o corretti stili di vita: è anche uso consapevole dei farmaci, aderenza appropriata alle terapie e attenzione al loro impatto complessivo, compreso lo smaltimento. È un percorso che chiama in causa pazienti, cittadini e sistema sanitario, perché la salute non è mai un fatto isolato". Così Antonella Celano, presidente dell'Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare (Apmarr), intervenendo al talk 'Un'unica salute', che si è tenuto a Milano nell'ambito del Festival della Prevenzione, promosso dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (Lilt) nella Settimana nazionale per la prevenzione oncologica. 

"Come associazione - ha spiegato Celano - riteniamo fondamentale coinvolgere attivamente i pazienti in una cultura della prevenzione più ampia e consapevole. Non si tratta solo di evitare la malattia ma di prendersi cura della salute nel quotidiano, con scelte informate e responsabili. È in questa visione che si inserisce il nostro impegno in ottica One health, che trova una concreta espressione anche nel progetto 'Sosta' che mira a sensibilizzare sull'uso corretto delle cure, sul consumo consapevole dei farmaci e sul loro corretto smaltimento, contribuendo a ridurre sprechi e impatto ambientale", ha aggiunto. 

Sul tema del cambiamento degli stili di vita, la presidente di Apmarr ha sottolineato la dimensione culturale della sfida: "La reale disponibilità a modificare i propri comportamenti in favore di una salute 'collettiva' dipende soprattutto da un fattore culturale - ha osservato - Per troppo tempo la salute è stata interpretata come una questione individuale. Oggi sappiamo che è un bene condiviso, influenzato dall'ambiente, dalle scelte quotidiane e dalla sostenibilità dei sistemi di cura. Il passaggio decisivo è superare una visione centrata sull'individuo per adottare una prospettiva che tenga insieme persone, ambiente e comunità". Per questo, ha concluso la presidente di Apmarr, "il ruolo delle associazioni è anche quello di fare cultura sul paradigma One health, nell'interesse di tutti. Informare, rendere comprensibili questi temi e tradurli in comportamenti concreti è parte integrante della prevenzione". 

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Categoria: salute

15:46

Lavoro, così gap competenze frena la manifattura

(Adnkronos) - Il disallineamento delle competenze non è più soltanto un segnale d’allarme: è un freno reale allo sviluppo delle imprese che compromette la produttività, rallenta l’innovazione e genera un progressivo depauperamento del territorio. Lo ha sottolineato Luciana Ciceri, presidente di A.P.I., in apertura della tavola rotonda “PMI: il ruolo strategico delle competenze” che si è svolta presso la sede dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano, organizzata da A.P.I. – Associazione Piccole e Medie Industrie in partnership con l’Ordine degli Ingegneri. "A Milano e in Lombardia, dove la competizione corre più veloce, questo gap pesa ancora di più: le PMI associate ci segnalano quotidianamente il forte disallineamento tra le professionalità richieste e quelle offerte dal mercato del lavoro. E questo si traduce in mancata crescita, tempi di produzione più lunghi, difficoltà nel presidiare nuovi mercati e una minore capacità di cogliere le opportunità della trasformazione tecnologica e sostenibile. A questo si unisce la complessità di garantire la continuità di impresa, in molti casi a causa del mancato passaggio generazionale tra imprenditori o lavoratori". 

Nell'appuntamento - che ha riunito istituzioni, professionisti e imprenditori per analizzare il ruolo sempre più decisivo delle competenze in un sistema produttivo che opera in un contesto globale sempre più instabile - Elena Buscemi, Presidente del Consiglio Comunale di Milano, ha posto l’accento come "lavoro, persone e imprese, insieme alle competenze, sono i fattori chiave dello sviluppo della nostra città e del Paese". Per Carlotta Penati, Presidente Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano "in un’epoca di trasformazioni tecnologiche rapide e spesso dirompenti, il vero fattore competitivo, oggi, non è la tecnologia in sé, ma la capacità delle persone di comprenderla, governarla e integrarla nei processi produttivi. Il valore delle PMI risiede proprio nel capitale umano: esperienza, capacità di adattamento e quel “saper fare” che rende unico il modello lombardo. Le PMI sono chiamate ad affrontare sfide decisive su digitalizzazione e sostenibilità; senza un supporto adeguato, queste eccellenze rischiano di dover cedere il passo ai grandi gruppi multinazionali esteri, alimentando una pericolosa desertificazione industriale. L'Ordine degli Ingegneri di Milano si pone come soggetto di indirizzo e supporto alla collettività, promuovendo qualità, formazione e competenza nell’esercizio della professione; la partnership strategica con A.P.I. è finalizzata a creare una sinergia concreta a sostegno del nostro tessuto produttivo, per avviare e implementare quei processi di innovazione indispensabili affinché le aziende lombarde possano diventare più competitive, sostenibili e, soprattutto, protagoniste del proprio futuro». 

"Dall’incontro - ha concluso Ciceri - è emerso un messaggio inequivocabile: le imprese manifatturiere hanno bisogno di percorsi formativi mirati, agili e che permettano di cogliere le opportunità tecnologiche emergenti. Il 78% delle PMI coinvolte in una rilevazione flash di A.P.I. dichiara di avere difficoltà a selezionare figure professionali specifiche, mentre il 67% delle imprese prevede nuove assunzioni nei prossimi due anni. C’è voglia di investire, nonostante la situazione geopolitica e le oscillazioni dei mercati. Oggi cerchiamo professionisti che uniscano soft skill, tecnica, digitale e capacità gestionali. Ma soprattutto serve una collaborazione stabile e concreta tra imprese, istituzioni e professioni tecniche. Solo facendo squadra possiamo, infatti, affrontare davvero le transizioni in atto e trasformarle in opportunità di crescita. Per questo abbiamo iniziato la collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano". 

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Categoria: economia

15:38

Lombardia, Regione sempre più interlocutore del dibattito manifatturiero europeo

(Adnkronos) - La Lombardia si conferma locomotiva industriale e politica dell’Europa, un territorio capace di decidere, coordinare e influenzare le scelte strategiche del Continente. Grazie all’azione dell’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi, il territorio lombardo diventa il cuore pulsante di un asse che unisce industria, innovazione e lobbying istituzionale. Negli ultimi cinque anni, la Regione ha infatti puntato molto sulle ‘reti istituzionali’, si pensi a tutto il lavoro fatto all’interno delle realtà europee come l’Automotive regions alliance (Ara), l’European chemical regions network (Ecrn) e l’European semiconductor regions alliance (Esra), passando poi dalla cabina economica del Nord-Ovest con Piemonte e Liguria fino agli accordi con Veneto ed Emilia-Romagna, Valencia, Baden-Württemberg e Baviera. 

Nel cuore della manifattura europea si consolida un asse sempre più strategico, quello tra Lombardia e Catalunya. Due regioni leader per produzione industriale, densità di imprese e capacità di innovazione che, negli ultimi mesi, hanno trasformato la collaborazione storica sancita all’interno dei ‘Quattro Motori’ in una vera e propria alleanza strutturata per il sostegno in settori strategici, come ad esempio quello chimico, pilastro trasversale dei due sistemi manifatturieri. La collaborazione con la Catalunya si inserisce perfettamente nella strategia lombarda di costruzione di una lobby europea sempre più autorevole; l’obiettivo è costruire un blocco europeo di regioni ad alta intensità produttiva, capace di difendere filiere strategie manifatturiere. 

Negli ultimi anni la Lombardia ha guidato l’European chemical regions network (Ecrn), raddoppiando i membri e attivando progetti per quasi 20 milioni di euro. Oggi, con la Catalunya alla presidenza, la Lombardia mantiene la vicepresidenza alle alleanze strategiche e partnership, rappresentando l'Associazione nella Critical chemicals alliance. Questa leadership permette alla Lombardia e alle regioni alleate di pesare sulle decisioni di Bruxelles, definendo le politiche energetiche, industriali e di transizione ecologica in linea con le esigenze del tessuto produttivo. In Lombardia, il 98% dei prodotti manifatturieri dipende dalla chimica, infrastruttura invisibile ma vitale per l’innovazione e la competitività europea: dalla farmaceutica all’Automotive, dall’edilizia sostenibile alla chimica fine, la Lombardia è motore industriale e centro di know-how europeo. 

L’alleanza lombardo-catalana segue tre direttrici chiave: innovazione e ricerca, con progetti comuni su chimica verde, materiali avanzati e tecnologie industriali sostenibili, con programmi europei Horizon ed Erasmus+; formazione e capitale umano, con percorsi condivisi e mobilità dei talenti tra università, centri di ricerca e imprese, rafforzando la competitività del tessuto produttivo lombardo; transizione ecologica, con sperimentazioni di modelli industriali decarbonizzati e riciclo chimico, posizionando la Lombardia come laboratorio europeo della chimica sostenibile e competitiva. 

L’incontro lombardo con la Catalunya non è solo industriale, ma certamente anche politico; Guidesi è la voce della Lombardia nei tavoli economici, assicurando che il territorio non solo venga ascoltato, ma pesi davvero nelle decisioni continentali. La collaborazione con Catalunya, quella con le Regioni appartenenti ai ‘Quattro Motori’, con le Regioni del Nord del Paese e le regioni tedesche fa parte di un disegno più ampio: fare della Lombardia il cuore decisionale e operativo della manifattura europea, guidando politicamente e industrialmente l’intero asse continentale. 

La Lombardia oggi oltre ad essere un territorio industriale, è motore e voce autorevole dell’Europa manifatturiera. Un modello che dimostra come le regioni possano fare sistema, influenzare le decisioni europee e difendere le filiere strategiche. 

Nel cuore della manifattura europea si consolida un asse sempre più strategico, quello tra Lombardia e Catalogna. Due regioni leader per produzione industriale, densità di imprese e capacità di innovazione che, negli ultimi mesi, hanno trasformato una collaborazione storica in una vera e propria Alleanza strutturata per il sostegno in settori strategici, come ad esempio quello chimico, pilastro trasversale dell’interno dei due sistemi manifatturieri. L'incontro di Milano, successivo all’intesa avviata a Barcellona nel novembre 2025, segna un ulteriore passo avanti in un percorso che intreccia politica industriale, cooperazione istituzionale e posizionamento strategico in Europa. I protagonisti sono l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia Guido Guidesi e il ministro alle Imprese e al Lavoro della Generalitat de Catalunya Miquel Sàmper; un appuntamento che segna un passo decisivo verso una collaborazione sempre più strutturata. Le due istituzioni hanno infatti concordato di intensificare le relazioni tra i rispettivi ecosistemi industriali, promuovere progetti condivisi e rafforzare il coordinamento nei rapporti con l’Unione europea. 

"Lombardia e Catalogna -ha detto Guidesi- sono due Regioni affini dal punto di vista economico e sociale e contribuiscono in maniera determinante al Pil europeo. Collaborare in modo strutturale significa potenziare il sostegno ai rispettivi comparti della chimica, settore vitale per la manifattura e in generale per la competitività internazionale dei nostri territori. Implementiamo il lavoro già in atto con la rete Ecrn a tutela di imprese, occupazione e know-how e quello che svolgiamo sui tavoli del Critical chemicals alliance". 

"L’intesa con la Lombardia è strategica perché permette di rafforzare le sinergie e di promuovere il settore della chimica, che è di grande importanza per l’economia industriale della Catalogna. E lo è più, in particolare, nell’attuale contesto geopolitico. Dal governo accompagniamo l’insieme del tessuto economico catalano di fronte al momento di incertezza internazionale che stiamo vivendo, con misure volte a favorire la sua resilienza. L’alleanza con la Lombardia rappresenta un’opportunità per unire gli sforzi tra regioni leader nel settore della chimica", ha sottolineato il ministro alle Imprese e al Lavoro della Generalitat de Catalunya, Miquel Sàmper. 

Da gennaio 2026 la Catalogna ha assunto la presidenza dell’European chemical regions Network (Ecrn), raccogliendo il testimone da una Lombardia protagonista negli ultimi due anni. Il passaggio di consegne, formalizzato durante l’assemblea generale di Rotterdam di febbraio scorso, rappresenta un rafforzamento della linea comune. Durante la presidenza lombarda, la rete è cresciuta significativamente: membri raddoppiati (da 10 a 21), rafforzamento del dialogo diretto con la Commissione europea, attivazione di progetti finanziati per circa 19 milioni di euro. Oggi la Lombardia mantiene un ruolo centrale come vicepresidente con delega alle alleanze strategiche, in particolare sulla Critical chemicals alliance, confermandosi uno degli attori più influenti nella governance europea del settore. La Catalogna, dal canto suo, ha assunto la guida con un obiettivo chiaro: accelerare le politiche di competitività e sostenibilità della chimica europea, in un momento in cui il comparto è sottoposto a forti pressioni globali. 

La collaborazione avviata a Barcellona nel novembre 2025 ha definito una cornice operativa concreta: gruppi di lavoro congiunti, incontri bilaterali periodici e priorità condivise su innovazione, sostenibilità e formazione. Non si tratta di una semplice sinergia istituzionale, ma di un’integrazione tra ecosistemi produttivi; la Lombardia, prima regione manifatturiera d’Europa, con circa 45.000 addetti nel settore chimico e un ruolo di primo piano nella chimica fine e specialistica. La Catalogna, uno dei principali poli chimici del Mediterraneo, caratterizzato da una forte concentrazione di imprese e da una solida integrazione tra industria e ricerca. Entrambe condividono una struttura economica basata su distretti avanzati, forte export e una profonda integrazione tra pubblico e privato. 

Il punto di contatto più rilevante tra le due Regioni è il ruolo sistemico della chimica. Non un settore verticale, ma una piattaforma abilitante per l’intera industria. In Lombardia, si stima che il 98% dei prodotti manifatturieri abbia una componente chimica, dato che sintetizza l’interdipendenza tra comparti. Dalla farmaceutica ai materiali avanzati, dall’automotive all’edilizia sostenibile, la chimica rappresenta un fattore di innovazione tecnologica, un driver di competitività, un elemento chiave per la transizione ecologica.  

La Catalogna è un punto di riferimento nel settore chimico, che rappresenta il principale settore esportatore del paese, e dispone di un ecosistema di primo livello per le aziende di questo ambito. Il settore, rappresenta il 12,5% del Pil catalano. È su questa consapevolezza che Lombardia e Catalogna stanno costruendo una strategia comune: difendere e rilanciare la chimica europea in un contesto globale sempre più competitivo, segnato da costi energetici elevati e pressione normativa. Inoltre, la cooperazione tra le due regioni si articola lungo tre direttrici: innovazione e ricerca, attraverso la partecipazione congiunta a programmi europei (Horizon, Erasmus+), le due regioni puntano a rafforzare la capacità di sviluppare nuove tecnologie, in particolare nei campi della chimica verde e dei materiali sostenibili; competenze e capitale umano, il gap di competenze rappresenta una delle principali criticità del settore.  

I progetti comuni mirano a creare percorsi formativi condivisi e a facilitare la mobilità di talenti tra i due territori; transizione ecologica, dalla decarbonizzazione dei processi industriali al riciclo chimico, Lombardia e Catalogna intendono posizionarsi come laboratori europei della chimica sostenibile e competitiva. Oltre alla dimensione industriale, l’Alleanza ha una forte valenza politica. L’obiettivo è presentarsi in modo coordinato nei confronti delle istituzioni europee, influenzando le politiche su energia, regolamentazione industriale, finanziamenti alla transizione. L’Ecrn, in questo senso, è diventato uno strumento chiave, una piattaforma attraverso cui le regioni ad alta intensità chimica possono fare massa critica e incidere sulle decisioni comunitarie. 

La sinergia tra Lombardia e Catalogna si inserisce in un quadro più ampio, la necessità per l’Europa di difendere la propria base industriale. In questo scenario, l’asse tra le due regioni può diventare un modello replicabile, integrazione tra territori industriali avanzati, coordinamento politico a livello UE, valorizzazione delle filiere strategiche. Non è solo un’alleanza regionale, ma un tentativo concreto di ridefinire il ruolo della chimica e della manifattura nel futuro industriale europeo. La collaborazione tra Lombardia e Catalogna rappresenta una nuova fase della politica industriale europea: più territoriale, più integrata e più orientata alla costruzione di reti e di catene del valore. In un’Europa chiamata a ripensare il proprio modello produttivo, la chimica -e le regioni che la guidano- torna al centro. E l’asse Milano-Barcellona si candida a esserne uno dei principali motori. 

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Categoria: economia

15:18

Maxi furto di KitKat, rubato camion con 12 tonnellate di barrette

(Adnkronos) - Maxifurto di KitKat. Un camion con un carico del celebre snack, per 12 tonnellate complessive, è stato rubato in Europa. Sono sparite 413.793 confezioni, come spiega un portavoce del brand - che appartiene al colosso Nestle - all'agenzia Afp. Il camion è stato rubato la scorsa settimana durante il viaggio tra una fabbrica in Italia in cui viene prodotto il KitKat e le strutture per la distribuzione in Polonia. 

"Abbiamo semprre incoraggiato le persone a spezzare con KitKat", dice il portavoce utilizzando lo slogan reso noto dagli spot e dalle pubblicità. "Qualcuno sembra aver preso il messaggio troppo alla lettera con oltre 12 tonnellate del nostro cioccolato", aggiunge. Dopo diversi giorni, ancora nessuna traccia del camion e del dolcissimo carico. Le indagini proseguono, intanto però scatta l'allarme a pochi giorni da Pasqua: il maxifurto mette a rischio la disponibilità di prodotto nei giorni di festa. Non è escluso che le centinaia di migliaia di confezioni possano finire ugualmente sul mercato in Europa attraverso canali non ufficiali. I lotti rubati sono comunque identificabili con il codice a barre: "Se c'è una corrispondenza, lo scanner fornirà indicazioni chiare per contattare KitKat", fa sapere il portavoce. 

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Categoria: internazionale/esteri

13:48

Telemarketing, stop ai contratti luce e gas al telefono senza autorizzazione degli utenti

(Adnkronos) - Arriva lo stop ai contratti di luce e gas al telefono senza l'autorizzazione degli utenti. Ma non solo. Diverse le novità 'salva-consumatori' dal telemarketing selvaggio contenute in alcuni emendamenti al Dl Bollette, approvati giovedì scorso durante la seduta della X Commissione della Camera dei Deputati - Attività produttive, commercio e turismo. 

 

 

Come spiega Consumerismo No Profit, gli emendamenti approvati rappresentano "uno tsunami su tutto il comparto del teleselling". Saranno infatti legalmente nulli i contratti per forniture di luce e gas siglati al telefono se l’utente non ha espresso formale consenso all’utilizzo dei propri dati per fini commerciali.  

Le società energetiche, poi, dovranno avere una identificabilità telefonica obbligatoria e l’Agcom potrà ordinare il blocco delle linee telefoniche usate dai professionisti per chiamate indesiderate. Prevista anche l’inversione dell'onere della prova: spetterà al venditore dimostrare il consenso preventivo fornito dall’utente contattato. 

Gli emendamenti approvati – a firma di Alberto Gusmeroli (Lega), Silvio Giovine (Fratelli d'Italia), Luca Squeri (Forza Italia), Alberto Luigi Barabotti (Lega), Carmen Letizia Giorgianni (Fratelli d'Italia) e Massimo Milani (Fratelli d'Italia) - prevedono infatti che “è fatto divieto di effettuare sollecitazioni commerciali per telefono, anche attraverso l'invio di messaggi a consumatori, finalizzate alla proposta e conclusione di contratti di fornitura di energia elettrica e gas. Il professionista potrà contattare il consumatore per telefono, anche attraverso l'invio di messaggi, qualora vi sia stata una richiesta effettuata direttamente al professionista attraverso interfacce informatiche di quest'ultimo oppure nel caso in cui il contatto sia stato effettuato nei confronti dei propri clienti di energia elettrica e gas che abbiano espresso specifico consenso per ricevere proposte commerciali. È onere del professionista dimostrare la validità del contatto […] I contatti telefonici dovranno essere effettuati dal professionista da un numero che lo identifichi univocamente. I contratti stipulati a seguito di contatto effettuato in violazione di quanto previsto al comma 8-bis e al presente comma sono nulli”. 

“Gli utenti possono segnalare al Garante privacy e all'Agcom i casi di chiamata effettuata in violazione dei commi 8-bis e 8-ter indicando il numero dal quale proviene la chiamata. Ove Agcom nell'ambito dell'attività istruttoria svolta d'ufficio o a seguito della predetta segnalazione, accerta che la chiamata proviene da numeri diversi da quelli assegnati al professionista, ordina al gestore telefonico l'immediata sospensione dell'utilizzo delle linee allo stesso assegnate. Il Garante privacy, nell'ambito dell'attività istruttoria può chiedere ad Agcom, in presenza di un numero significativo di segnalazioni di chiamate senza previo consenso, di procedere alla sospensione di cui al precedente periodo”. 

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Categoria: economia

13:10

Inwit, Galli: "Nostra rete irreplicabile e prezzi in linea con standard"

(Adnkronos) - "La nostra rete, composta da circa 26 mila siti, è il risultato di 40 anni di lavoro di Tim, Vodafone e Inwit, che hanno potuto beneficiare del vantaggio del first-mover per costruire siti di massima qualità nelle migliori posizioni disponibili. Il 35% dei nostri siti si trova in posizioni uniche, come nel cuore delle grandi città, così come aree montane e borghi, più in generale circa il 75% della nostra rete non è replicabile. Uscire dalla rete Inwit vuol dire avere piano di rete alternativa con la costruzione di almeno 15 mila nuove torri che con un roll-out medio di 500 torri, richiederebbe 30 anni, con impatti sulla qualità del servizio e con un costo di ulteriori 2 miliardi. Ma anche con impatti ambientali notevoli con l’emissione di oltre 500.000 tonnellate di CO2. La duplicazione delle reti infrastrutturali non ha senso industriale, economico ed ambientale". Lo ha detto il direttore generale di Inwit, Diego Galli, nel corso di una conference call straordinaria con gli analisti per fare chiarezza su alcune informazioni e dichiarazioni riguardanti il Master Service Agreement (Msa) e il rapporto i clienti 'anchor', Tim e Fastweb+Vodafone. 

"A ciò - ha ricordato - si aggiunge un tema di densificazione che sarebbe più rapida se i nostri anchor tenant si affidassero a Inwit che garantisce la migliore qualità ed estensione. In questi anni siamo diventati una macchina operativa efficiente realizzando 800 torri nuove ogni anno: è il processo migliore per la densificazione ma anche per la gestione finanziaria". 

Per Galli "è importante chiarire che, tutti i nostri prezzi sono in linea con il mercato. Sono anzi più vantaggiosi, e ben al di sotto della media europea perchè il canone Msa include anche diritti esclusivi a beneficio degli 'anchor', come il diritto di veto e spazi riservati extra sui siti esistenti, che non rientrano nei termini standard degli Msa nei benchmark internazionali. Precisiamo anche che "nel caso in cui un 'anchor' dovesse recedere, l'altro continuerà a beneficiare delle medesime condizioni economiche. Sottoscrivere un accordo per poi recedere dall'Msa dopo otto anni equivale a contrarre un mutuo ventennale con una banca per poi smettere di rimborsarlo dopo otto anni". Dopo la call il titolo Inwit ha chiuso con un rialzo del +3,26%. 

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Categoria: economia

11:44

'SMYL', su Prime Video serie con protagonisti veri professionisti della comunicazione

(Adnkronos) - Su Prime Video è sbarcata 'SMYL – Show Me Your Life', la serie diretta da Luca Secci che, in collaborazione con Digitalia 21, porta sul piccolo schermo non attori di professione, ma i professionisti che ogni giorno, nel silenzio delle sale riunioni e dietro le quinte delle aziende, risolvono crisi di comunicazione, smontano reputazioni compromesse e ne ricostruiscono di nuove. 'SMYL' non somiglia a nulla di già visto. Non è un documentario aziendale nobilitato dalla fotografia cinematografica, né un reality travestito da fiction. È qualcosa di diverso e, per certi versi, di più coraggioso: una storia che attinge al vissuto quotidiano di chi lavora nella consulenza strategica, nel branding, nella gestione della reputazione digitale, e la porta su un terreno narrativo dove il confine tra realtà e rappresentazione si assottiglia fino a scomparire. La prima puntata - presentata in anteprima il 13 marzo a Roma - racconta la vicenda di un attore intrappolato nell'immagine del 'cattivo' - dentro e fuori dallo schermo - che si rivolge a un team di specialisti per ricostruire la propria identità pubblica. Ci sono un coordinatore, Max Calore, che orchestra il lavoro come un direttore d'orchestra sartoriale; un esperto di brand positioning, Marco Lutzu, che ragiona come un allenatore di calcio davanti a una squadra in crisi; uno stratega della comunicazione digitale, Giando Santamaria, capace di riscrivere la narrazione di una persona sui motori di ricerca e sull'intelligenza artificiale; un maestro delle pubbliche relazioni, Gio Talente, che tesse reti invisibili; e un tecnico della comunicazione online, Michel Sainville, che trasforma i dati in percezione.  

Nessuno di loro recita. Tutti interpretano sé stessi, con la naturalezza e la competenza di chi quel mestiere lo fa davvero, ogni giorno, per aziende grandi e piccole. Il risultato è un prodotto che parla una lingua contemporanea con un'autenticità che il pubblico percepisce immediatamente. Le dinamiche che si sviluppano davanti alla camera – il brainstorming serrato, le idee scartate senza complimenti, la tensione tra creatività e pragmatismo, la ricerca di un 'gancio' narrativo capace di ribaltare una percezione radicata – appartengono alla realtà del lavoro invisibile che sostiene la comunicazione professionale. 'SMYL' ha il merito di rendere visibile questo mondo e di farlo con un ritmo e una cura formale che non hanno nulla da invidiare alle produzioni più blasonate. L'intuizione del regista Luca Secci sta tutta qui: dimostrare che per realizzare un prodotto cinematografico di qualità non servono necessariamente budget faraonici, ma servono ingegno, visione e soprattutto storie vere, storie vicine alle persone che ogni mattina si alzano e vanno a lavorare, storie che valga la pena portare sul grande e sul piccolo schermo.  

In un'epoca in cui l'industria dell'intrattenimento insegue algoritmi e format replicabili, 'SMYL' sceglie la strada opposta: parte dal reale, dal competente, dall'umano, e ne fa spettacolo senza tradirne la sostanza. "Il mercato cinematografico italiano, salvo alcuni casi, si è fatto ripetitivo, non perché manchino i creativi, ma perché produttori e ministeri hanno perso coraggio. Per andare avanti, serve perdere l'equilibrio, almeno un istante, ma è il solo modo per progredire e camminare. E si sa, quando stai fermo, vengono fuori tutti gli acciacchi", afferma Luca Secci. La serie entra con precisione chirurgica nei temi più urgenti del presente: il peso della reputazione digitale in un mondo dove il 40% delle persone chiede all'intelligenza artificiale un parere su chi siamo, la salute mentale nel mondo dello spettacolo, lo stigma che circonda l'alcolismo e le dipendenze tra i professionisti dell'entertainment, il coraggio di trasformare una caduta personale in un progetto imprenditoriale a impatto sociale. Lo fa senza retorica, senza l'insopportabile pedagogia di certo cinema a tesi, ma con la precisione chirurgica di chi quelle dinamiche le conosce dall'interno. 'SMYL' è, in definitiva, un atto di fiducia: nel pubblico, nella capacità delle storie ordinarie di diventare straordinarie quando sono raccontate con rispetto e mestiere, e nella possibilità che il cinema italiano sappia ancora sorprendere uscendo dai percorsi tracciati. 

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Categoria: spettacoli

11:37

La Direzione Nazionale di Meritocrazia Italia a Milano, 'L'Ordinamento sportivo alla luce art. 33 Costituzione'

(Adnkronos) - Si è chiusa presso l’NH Machiavelli di Milano la prima Direzione Nazionale di Meritocrazia Italia del 2026, che è anche la prima in assoluto nel capoluogo lombardo. Il titolo è L’ordinamento sportivo dopo l’art. 33 Cost. - il trionfo del merito anche a livello costituzionale. L’introduzione del riferimento al valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme all’art. 33 della Costituzione, che ha segnato un passaggio decisivo ai fini del riconoscimento dell’importanza dello sport sotto il profilo della formazione, della tutela della salute e del suo potenziale inclusivo. Moderato dal giornalista di Rai Sport Saverio Montingelli, l’evento è stato aperto dalla Coordinatrice nazionale di Meritocrazia Italia Paola Panza, che ha ricordato come questa riflessione sullo sport serva a riflettere sulla coesistenza di libertà, qualità e responsabilità in un sistema che favorisca la partecipazione di tutti. "Meritocrazia Italia nasce con l’ambizione di contribuire al dibattito pubblico con idee, competenze e capacità di proposta: un banco di prova che ci spinge a interrogarci su come orientare le scelte secondo criteri di merito e competenza". 

Gabriella Squitieri, che in Meritocrazia Italia ricopre il ruolo di Ministro per Merito, Turismo, Cultura, Impresa e Territorio, ha aggiunto che "Lo sport non è settore specifico che riguarda solo alcuni, riguarda tutti, ha valenza generale ai fini del benessere e della formazione dell’individuo, e il riconoscimento costituzionale avvenuto nel 2003 lo ha sancito. Lo sport è strettamente legato al merito, ma il riconoscimento costituzionale implica che il merito per essere riconosciuto vada organizzato. Per cui il lavoro più grande deve consistere oggi nel far ruotare alla perfezione ogni apparato del settore". Il tema del convegno è stato presentato dal Consigliere responsabile della struttura attuativa ed esecutiva di Meritocrazia Italia Alessandro Serrao. "Amo lo sport, e quando ho iniziato a fare sport c’era il piacere di giocare, di stare insieme, di crescere, gli idoli si vedevano per la competenza, non per quanto guadagnavano. Oggi i ragazzi non giocano a pallone col piacere e l’amore, con la voglia e la rinuncia – sì, rinuncia, lo sport è rinuncia, è sacrificio, è quello che abbiamo visto nelle paralimpiadi. Sono gli atleti paralimpici che incarnano il merito. Il riconoscimento costituzionale è il punto di partenza a che lo sport diventi un diritto, per tutti e di tutti, e istituendo un’altra istituzione educativa dopo famiglia e scuola, cioè appunto lo sport, incoraggia la formazione di sportivi e cittadini moralmente superiori. Se visto come mezzo di inclusione, lo sport fa crescere dal punto di vista fisico e ancor più morale ed etico". 

Da remoto, l’Avvocato dello Stato Paolo Del Vecchio, che si è occupato nella sua vita professionale anche di casi molto delicati come Calciopoli, ha osservato che la Costituzione dà un «riconoscimento, non qualcosa di nuovo, non penso che dobbiamo lavorare affinché lo sport divenga un diritto, perché lo sport diritto lo è di per sé. Il diritto allo sport è già previsto negli articoli 2 e 3 della Costituzione, quelli fondamentali. Di recente con la Curia e varie associazioni abbiamo messo in campo un comitato che si chiama Sport per Napoli e ha il compito di combattere la dispersione scolastica e fare in modo che lo sport sia leva sociale, per i ragazzi che in famiglia non trovano nessuno sbocco positivo. Andiamo anche nelle scuole, con Patrizio Oliva, gli schermidori, anche i calciatori, e propugniamo il merito sia come esempio sia come anelito, finalità". 

 

Il Presidente del Comitato Italiano Fair Play Ruggero Alcanterini ha affermato che c’è parecchio da fare sul fair play. "Non l’abbiamo inventato noi ma Shakespeare, visionario che di fronte al dramma della diaspora religiosa introdusse il tema nelle sue commedie. Lo stesso termine sport è letterario, deriva da diporto e l’autore ne è nientemeno che il Boccaccio, nel Decameron. La soluzione dunque credo sia quella di fare mente locale sul concetto di meritocrazia. Siamo condizionati dal merito travisato. Occorre essere razionali nelle scelte gestionali. Utilizziamo quello che c’è, che è tanto, lo Stadio Flaminio versa in stato d’abbandono ma non è colpa sua. Possiamo introdurre soluzioni con un minimo d’impegno. Scegliere significa anche rompere gli schemi. Non basta arrivare primi ma occorre l’idea del rispetto e della partecipazione". 

La responsabile nazionale di Meritocrazia Italia Alessia Fachechi ha apprezzato il fatto che il nuovo articolo 33 della Costituziona è stato passo importante "capace di riportare l’attenzione di tutta la comunità sul ruolo dello sport nella promozione della persona. Fu riforma votata all’unanimità. Oggi non posso non notare che le battaglie di riforma sono molto più difficili. Larga parte dell’ultima campagna è stata improntata al non toccare la costituzione, e fa strano che questo provenisse dalla parte politica che volle il taglio dei parlamentari. Evolvere richiede a volte scelte impopolari. Ricercare l’effettività dei diritti fondamentali solo nel testo scritto non porta da nessuna parte. In questo formalismo perbenista di oggi più diritti proclamiamo e meno ne abbiamo. La partita del merito si gioca tutta sul modo in cui la politica sarà in grado davvero di portare al centro lo sport. Fino a quando non saremo in grado di creare spazi nelle periferie a rischio di devianza, fino a quando non sarà inclusione culturale, fino a quando il calcio sarà business e non valorizzazione di talenti, ecco, hai voglia a parlare di promozione della salute". 

È poi intervenuto il già Consigliere di Stato ed ex giudice FIGC Carlo Buonauro, Buonauro: "Merito è parola impegnativa e meritocrazia, fusione di merito e potere, lo è ancor di più. Meritocrazia Italia ha il merito di averla compresa e divulgata nella valenza positiva. Il merito compare nell’art 34 della Costituzione, sull’istruzione da garantire a tutti (primo comma), più l’aggiunta del terzo comma, dove si dice che i capaci e meritevoli pur privi di risorse economiche devono accedere agli studi più alti. La Repubblica riconosce l’attività sportiva, come diritto naturale di cui l’ordinamento prende atto". 

 

Il Professore ordinario di Diritto sportivo e giudice FIGC Andrea Lepore, da remoto, ha dichiarato di non ritenere «che la riforma dell’articolo 33 abbia inciso moltissimo nel nostro ordinamento. Si parla di valore educativo e sociale, ma questi valori sono già inseriti nella Carta in vari articoli, fra cui il 3, dedicato all’eguaglianza sostanziale, o l’art 32 sul diritto alla salute. Il legislatore costituzionale ha insomma colto lo sport come valore strumentale, e oggi l’articolo 33 può essere un ottimo amplificatore. Ma va raffrontato con la realtà. Lo sport è molto diverso da cinquant’anni fa. Va raggiunto un nuovo equilibrio nell’applicazione dei principi. Una squalifica può essere commutata in disposizione rieducativa? Le sanzioni sono brutalmente concrete già se un atleta è dilettante, e se sono contrarie ai principi della Carta Europea dello Sport possono essere annullate. Che succede al giocatore che non ha potuto gareggiare e il suo club ha perso il campionato? Si rigiocano le partite? È bellissimo parlare di valori nello sport ma qui abbiamo problemi concreti". 

La Manager dello sport e rapporti istituzionali nonché Presidente della XVIII Commissione intergruppo parlamentare Sviluppo Sud, isole minori e aree fragili Michela Macalli ha specificato che "esiste un fondo dote famiglia che nel 2025 il governo aveva stanziato per 30 milioni di euro onde incentivare l’attività motoria e uno stile di vita sano per i minori in condizioni non agiate. E società di serie A lavorano in zone disagiate come le carceri minorili facendo attività di coinvolgimento e di inclusione di cui non si parla perché non fanno clamore, ma usano a fini positivi i numeri che rendono il calcio bacino d’utenza sociale importante, specie per gli stranieri. L’Italia – e ne sono orgogliosa – è ricca di volontari sportivi, lo sport è cultura. Poi c’è tutto il problema delle infrastrutture, che meriterebbe un convegno a parte".  

Il Presidente nazionale dell’ente di promozione sportiva Opes Juri Morico, da remoto, ha ricordato che «negli anni Ottanta lo sport era pop: oratori, giochi della gioventù ecc. Questo nonostante che nella Costituzione all’articolo 33 non ci fosse la parola sport e nello statuto del Coni non ci fosse la parola scuola. Noi di Opes abbiamo deciso di essere risorsa. Risorsa che genera valore, ma per questo bisogna avere il coraggio di giocare la partita del proprio tempo. Un buon proposito non garantisce il riconoscimento del merito. Parliamo della nostra res publica, parliamo di patrimonio condiviso, di beni mobili e immobilili, di generazioni e se abbiamo problemi all’interno dobbiamo ragionare su politiche di sistema". 

 

Il Professor Fabio Iudica, del corso integrativo in Diritto sportivo e contratti sportivi presso l’Università degli Studi di Milano, ha affermato che è basilare «riflettere su cosa significa merito nel calcio. Nei contratti il merito riguarda la prestazione. Ma oltre ai valori tecnici ci sono anche quelli umani. La strada è lastricata di eventualità negative. Gli abusi più diffusi sono quelli psicologici. Pensate alle federazioni della ginnastica artistica: diete pesanti, offese, vessazioni. Specie nei confronti dei minori si crea un rapporto quasi morboso fra allenatore e atleta, che all’allenatore è molto legato e dunque tace, così innescando un circolo pericolosissimo. Anche perché la prescrizione di questi reati è di soli quattro anni. Quali minori entro quattro anni vanno a denunciare il proprio istruttore, che può essere persino radiato? Merito è concedere anche la possibilità di sbagliare. Non dobbiamo essere tutti bravi. Diamo a questi giovani la possibilità di sbagliare". 

Simone Alberici, Presidente della Lega Nazionale Dilettanti Emilia Romagna, intervenendo da remoto ha illustrato come "da volontari sviluppiamo un’attività dilettantistica in un territorio che altrimenti si riempirebbe di ragazzi di strada. Abbiamo visto l’aumento di terapie psichiatriche infantili per questi giovanissimi che non si parlavano più. Credo che le società dilettantistiche abbiano il compito fondamentale di aggregare al fine di migliorare la socialità e la stessa società". Ha concluso la sessione un’intervista al Presidente nazionale di Meritocrazia Italia Walter Mauriello. "La sentenza Bosman che ha dato il via alla libera circolazione dei calciatori ha creato in Italia più che altrove un problema di fondo: ci sono alcune squadre italiane che non hanno un solo italiano fra i titolari. La media è fra i due e i tre. Ovvio che chi fa poi il selezionatore della nazionale ha difficoltà. Ci sono talenti italiani che però non hanno lo stesso appeal degli stranieri, i quali a loro volta non hanno necessariamente qualità superiore a quelle dei nostri. Non ci meravigliamo se l’Italia non ha partecipato agli ultimi due mondiali. Nel 1982 era una nazionale di qualità. Lo sport è parte della natura umana, nasce per rispondere al bisogno di caccia e sopravvivenza, e si sviluppa come fattore salutistico, che stimola una vita sana".  

Stimolato dal moderatore, Mauriello si è poi espresso ad ampio raggio illustrando la scelta post-ideologica di Meritocrazia Italia, "che non vuole essere né di destra né di sinistra, bensì apportatrice di intelligenza e cultura. E proprio in questo senso facciamo notare la grande affluenza alle urne nell’ultimo referendum, in controtendenza rispetto all’astensionismo, dovuta precisamente al fatto che stavolta nella scheda non c’erano simboli di partiti in cui la gente non si riconosce più. Insomma, la carta vincente per attrarre è la cultura. Semmai notiamo come aprirci alle altre culture ci abbia fatto perdere la nostra identità. Il professor Rodotà diceva che l’importante è la struttura che un paese dà alla propria identità culturale, per potersi interfacciare con gli altri. Rinforziamo dunque la nostra". 

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Categoria: sport

11:24

Anm, Parodi formalizza le dimissioni: "Lascio, serve presidente a tempo pieno"

(Adnkronos) - “Oggi lascio, sento il bisogno di tornare alla mia famiglia. Anm ha bisogno di un presidente a tempo pieno”. Così il presidente dimissionario dell’Associazione nazionale magistrati Cesare Parodi, intervenendo alla riunione del Comitato direttivo centrale della stessa associazione, la prima seduta dopo la vittoria del No al referendum e dopo che Parodi ha annunciato le sue dimissioni. 

Parodi ha confermato che resterà nel Cdc, ha spiegato che “quest’anno e’ stata un’esperienza straordinaria” ma ha ricordato il problema familiare per il quale ha deciso di fare un passo indietro parlando di una scelta che e’ “un passaggio obbligato”. Alle parole di Parodi i colleghi del Cdc si sono alzati in piedi e gli hanno tributato un lungo applauso. 

Con la vittoria del No al referendum dai cittadini è arrivata una “delega forte ma non in bianco. Abbiamo chiesto fiducia, ci è stata concessa ma dobbiamo meritarla”, ha poi aggiunto Parodi. "Se dopo il voto passa il messaggio che andava tutto bene allora la fiducia è destinata presto a venire meno, le fasi di vittoria sono le uniche in cui il cambiamento è veramente possibile", continua. "La storia delle istituzioni ci insegna che le riforme credibili si fanno quando non sono imposte ma scelte - spiega -. Dopo un simile risultato la magistratura non è sulla difensiva, non è costretta a reagire per paura quindi è il solo momento in cui il rinnovamento può apparire autonomo e non eterodiretto". 

“La nostra Carta è stata riconosciuta come casa comune, anche se tante persone hanno votato a favore (alla riforma ndr), e ciò è un segnale importantissimo e dice molto della fiducia che i cittadini continuano a riporre in questi valori”, ha detto ancora, aggiungendo: “Il dialogo con il Paese non è un episodio, deve diventare un metodo". Qualcuno, secondo Parodi, non è d'accordo perché si tratterebbe di un ruolo politico: "Noi non avremo mai un ruolo politico, che non ci compete e rifugiamo - continua - ma dobbiamo garantire la credibilità della giustizia e fare in modo che sia metabolizzata dalla società in senso corretto perché troppe persone operano in senso contrario per dare un’immagine della giustizia che non corrisponde a quella che veramente è". 

"Vorrei dire basta a tutte queste sciocchezze", ha poi detto a margine della riunione, rispondendo a una domanda su eventuali aspirazioni per il Csm. Parodi sottolinea di aver letto che c'è "il Pd che mi aspetta o che vado al Csm: io non ho mai neanche lontanamente avuto idee di questo tipo - sottolinea -. Mi ero candidato al Cdc per un obiettivo molto semplice: difendere la Costituzione". "Incredibilmente ci siamo riusciti, adesso torno alla mia famiglia che ha molto bisogno di me e al mio lavoro ad Alessandria che io amo ancora tantissimo - conclude riferendosi alle sue dimissioni -. Non ho nessun'altra aspirazione". 

 

"Mi dimetto sabato per gravi ragioni familiari", aveva anticipato all'Adnkronos il presidente dimissionario dell'Anm nel secondo giorno del referendum sulla giustizia. Una decisione che non aveva però nessun collegamento con la campagna referendaria o lo spoglio . "Assolutamente no", si era limitato a replicare in merito il presidente. 

La scelta di Parodi di comunicare pochi minuti prima delle 15 di lunedì scorso al Comitato direttivo dell'Anm le sue dimissioni da presidente, a quanto si apprendeva, sarebbe stata legata alla volontà di non collegare questa decisione all'esito del referendum. 

 

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Categoria: politica

11:20

Sport, Fachechi (Meritocrazia Italia): "Modifica Costituzione ha riacceso attenzione, ora servono azioni concrete"

(Adnkronos) - “La modifica dell'articolo 33 della Costituzione con l'inserimento dello sport ha avuto un valore culturale e politico molto importante perché ha riportato l'attenzione di tutta la comunità sul ruolo dello sport, sia dal punto di vista della promozione della persona, sia sul piano dell'aggregazione sociale, dell'inclusione e dell'integrazione a beneficio anche, ma non solo, delle persone più vulnerabili e in stato di difficoltà”. Sono le dichiarazioni di Alessia Fachechi, responsabile nazionale di Meritocrazia Italia, intervenuta alla prima giornata della consueta Direzione Nazionale che Meritocrazia Italia tiene ogni anno tra fine inverno e inizio primavera. “Dall'altro lato, però, cercare l'effettività dei diritti solo nel testo scritto non è sufficiente e in Italia ha portato una stratificazione normativa che ha affaticato l'amministrazione della giustizia e ha reso più difficile garantire quei diritti per cui tanto si combatte - spiega - Quindi, da questo punto di vista, il trionfo del merito è una battaglia che si gioca sul piano della concretezza e sarà un obiettivo raggiunto solo se l'azione politica sarà in grado di riportare lo sport al centro della scena, con riforme adeguate”. 

“Meritocrazia Italia ha portato all'attenzione delle istituzioni una serie di proposte sul piano del recupero infrastrutturale, della valorizzazione dello sport negli istituti scolastici, della valorizzazione delle attività sportive, soprattutto nei piccoli centri e nelle periferie, per il supporto alle aggregazioni sociali a rischio di devianza, per la valorizzazione e il miglior trattamento del lavoratore sportivo professionista - continua Fachechi - e per fare in modo che il calcio, ad esempio, che è lo sport nazionale, non sia più un business, ma esplichi al meglio la propria funzione sociale e si faccia strumento di valorizzazione dei giovani talenti”.  

“Lo sport insegna che il talento non basta per vincere, ma serve anche sacrificio. Allo stesso modo, per realizzare l'obiettivo di valorizzare lo sport e di raggiungere il traguardo del trionfo del merito, non è sufficiente proclamare diritti, ma è necessario intervenire sul piano dell'effettività, con serietà e sacrificio. L'incontro di oggi non vuole essere un momento celebrativo, ma un momento di assunzione di responsabilità, perché lo sport è una cosa seria”, conclude. 

  

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Categoria: sport

11:17

Sport, magistrato Buonauro: "Costituzione riconosce valore individuale e sociale dal 2023"

(Adnkronos) - “La Costituzione repubblicana, anche per ragioni storiche, non conosceva il fenomeno sportivo. Con la riforma del 2023 lo sport è entrato nella Costituzione, all'ultimo comma dell'articolo 33: ‘La Repubblica riconosce la pratica sportiva come valore individuale e sociale per il benessere fisico e psicologico delle persone’. Il tema centrale, oggi, è che la Costituzione prevede già il merito, assieme alla capacità, come criterio per far avanzare l'intera società italiana, ne parla a proposito dell'istruzione. Ora è necessario coniugare questi due elementi”. Così Carlo Buonauro, magistrato, giudice sportivo ed esperto di diritto sportivo, durante la prima giornata della consueta Direzione Nazionale che Meritocrazia Italia tiene ogni anno tra fine inverno e inizio primavera. 

“Anche nello sport, infatti, la meritocrazia deve trovare pieno fondamento. Sport non significa solo record o prestazioni straordinarie, ma anche che ciascuno possa raggiungere e superare i propri limiti, in condizioni di parità. Lo sport, per definizione, conosce la parità delle armi, il vinca il migliore, il fair play. Occorre tradurre questi valori in regole, sia nella pratica sportiva sia nella giustizia sportiva. Il merito, inteso come realizzazione della persona umana a pieno titolo, è necessario che entri nello sport”, conclude. 

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Categoria: sport

11:15

Controllo di polizia per Ilaria Salis in hotel, l'europarlamentare: "Segnalazione da Paese estero? In discussione la democrazia"

(Adnkronos) - A poche ore dal corteo 'No Kings' a Roma scoppia il caso Ilaria Salis, con l'eurodeputata Avs che ha denunciato sui social di essere stata sottoposta a un "controllo preventivo" in albergo in vista della manifestazione di oggi, sabato 28 marzo. Controllo effettuato, secondo quanto affermato dalla Questura di Roma come "atto dovuto" in adempimento a una "segnalazione proveniente da un Paese terzo del panorama europeo". Particolare che secondo Salis rende la vicenda ancora più grave "perché mette in discussione la democrazia in Europa".  

"L’Italia è ormai un regime", le parole scritte da Salis in mattinata sui social annunciando il controllo di polizia. "Questa mattina la polizia si è presentata all’alba nella mia stanza d’albergo a Roma per un CONTROLLO PREVENTIVO durato oltre un’ora in vista della manifestazione di oggi. A quanto pare - scrive l'eurodeputata -, effetto del Decreto Sicurezza. Rendiamoci conto a che punto siamo arrivati con il governo Meloni al potere…viviamo già in uno Stato di polizia. Ma non dobbiamo lasciarci intimidire. Manifestare è un diritto e lo dobbiamo difendere con tutte le nostre forze", la conclusione del post. 

 

"In merito al controllo che nelle prime ore della mattina ha interessato l’eurodeputata Ilaria Salis in una struttura ricettiva della capitale", spiega tuttavia la questura di Roma, si precisa che l'attività origina, "quale atto dovuto, da una segnalazione proveniente da un paese terzo del panorama europeo, che non consente margine di discrezionalità negli adempimenti richiesti alle autorità italiane". 

"Il personale intervenuto - spiega ancora la Questura - si è limitato a richiedere i documenti a lei e alla persona in sua compagnia. Nel momento in cui il personale si è reso conto che si trattava dell'europarlamentare ogni verifica è stata interrotta senza fare accesso alla stanza d'albergo; pertanto nessuna perquisizione e nessuno atto è stato compiuto. In nessun caso e in nessun modo l’identificazione può essere messa in correlazione con le recenti normative approvate sull’ordine pubblico. L’intervento della volante infatti è avvenuto su richiesta di un paese estero e sulla base di un sistema di collaborazione internazionale tra forze di polizia che è immutato da anni. Si esclude pertanto categoricamente che possa essere stato un controllo preventivo effettuato in relazione alla manifestazione di oggi, bensi di un atto dovuto in base agli obblighi internazionali". 

 

Sarebbe la Germania, a quanto si apprende, il Paese da cui è partita la segnalazione che ha portato al controllo dell'eurodeputata. L'alert è scattato nell'ambito del sistema di segnalazioni Schengen. 

"Ho appreso dalla stampa - afferma poi Saòlis arrivando al corteo del movimento No Kings - che si tratta di una segnalazione da parte di un paese estero e questo fatto rende la vicenda ancora più grave perché appunto sarebbe uno Stato estero a mettere in discussione il mandato che mi è stato conferito dagli elettori e le mie prerogative parlamentari. E' assolutamente gravissimo e si tratta proprio di una questione che mette in discussione la democrazia in Europa, perché oggi questo controllo lo subisco io, ma potrebbe subirlo qualunque parlamentare europeo senza nemmeno sapere le motivazioni". 

Dopo la denuncia di Salis, arriva intanto la protesta di Avs. "Questa mattina Ilaria Salis, nostra eurodeputata, ha denunciato di essere stata svegliata da due agenti di Polizia che si sono presentati nella sua camera d’albergo a Roma per effettuare un ‘controllo preventivo’. Nonostante lei si sia qualificata subito gli agenti hanno atteso quasi un’ora prima di andare via. Si tratta di una vicenda di una gravità inaudita, ancora peggiore perché avvenuta a poche ora dalla grande manifestazione di oggi pomeriggio", le parole dei leader Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. 

"Ė inaccettabile che in Italia - proseguono i leader rossoverdi - una parlamentare sia sottoposta a controlli preventivi. Il Governo Meloni ha deciso di sottoporre a controlli i parlamentari di opposizione ? Non siamo ancora diventati l’Ungheria di Orban e non intendiamo diventarlo. Su questa vicenda - concludono Bonelli e Fratoianni - pretendiamo parole di chiarezza dal ministro Piantedosi". 

 

 

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Categoria: politica

11:14

Sport, Mauriello (Meritocrazia Italia): "Merito sia parte integrante dell'azione sportiva"

(Adnkronos) - “Con il pacchetto di riforme, che presenteremo al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, così come a tutti gli organi istituzionali che regolano lo sport in Italia, cercheremo di dare una spinta forte affinché il merito sia parte integrante dell'azione sportiva”. Così Walter Mauriello, presidente nazionale di Meritocrazia Italia in occasione della consueta Direzione Nazionale che il Movimento organizza ogni anno tra fine inverno e inizio primavera e che quest’anno, per la prima volta, raduna tutta la dirigenza nel capoluogo lombardo. Il titolo dell’evento che ha preso il via a Milano è “L’ordinamento sportivo dopo l’art. 33 Cost. – il trionfo del merito anche a livello costituzionale" e fa riferimento alla riforma del 2023 con cui la pratica sportiva è entrata a far parte della Costituzione italiana come ‘valore individuale e sociale per il benessere fisico e psicologico delle persone’. 

“Nello sport italiano c'è meritocrazia, ma non ovunque. Nel tennis ce n’è tanta, nel calcio no. Bisogna trovare un punto di equilibrio. Inoltre, lo sport italiano non sta vivendo il suo momento di massimo splendore, alcuni sport ci stanno dando tante soddisfazioni, come lo sci e il tennis, ma il calcio no. - spiega - Anno dopo anno, credo che le istituzioni si stiano allontanando dal concetto di sport, sportivi e tifosi. Lo dimostra, ad esempio, il fatto che sono state organizzate competizioni sportive a Pasqua, perché il dio denaro vale di più della Passione, della famiglia, dello stare insieme”. 

“La scelta del tema di questa edizione è ricaduta sullo sport perché non vogliamo che esso sia una nicchia, una lobby, in cui conta solo la valutazione economica - conclude - ma desideriamo che sia ciò che insegna: l’essere amici pur essendo in competizione e l’avere un progetto comune alla società. Questo vuole essere un momento per creare una discussione e un’integrazione di contenuti che” stimoli “la collettività ad interessarsi dello sport, anche a livello istituzionale”. 

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Categoria: sport

11:08

Depositata lista nuovo Cda Fiera Milano, confermati Bonomi presidente e Conci ad

(Adnkronos) - Il comitato esecutivo di Fondazione Fiera Milano si è riunito per definire le proposte di corporate governance di Fiera Milano Spa che verranno portate in approvazione all’assemblea ordinaria della società, convocata per il prossimo 22 aprile. Il comitato esecutivo di Fondazione Fiera Milano, azionista di maggioranza con il 63,82% del capitale ordinario di Fiera Milano Spa, ha ringraziato il presidente, l’attuale amministratore delegato e i consiglieri per il lavoro svolto durante il loro mandato e ha deliberato all'unanimità la presentazione della nuova lista di amministratori.  

La proposta per il Consiglio di amministrazione per gli esercizi 2026/2027/2028 sarà così composta:: Carlo Bonomi, Francesco Conci, Maurizio Dallocchio, Michaela Castelli, Veronica Squinzi, Matteo Bruno Lunelli, Ferruccio Resta, Costanza Esclapon De Villeneuve e Maria Luisa Mosconi. Per il ruolo di presidente sarà indicato Carlo Bonomi, mentre verrà proposto al nuovo Cda di Fiera Milano Spa di conferire, in sede di assemblea, la carica di ad al consigliere Francesco Conci.  

“Con il deposito della lista, costituita da figure di altissimo profilo professionale, rinnoviamo l’impegno di Fondazione Fiera Milano a garantire una governance solida e in continuità con il percorso avviato -spiega il presidente di Fondazione Fiera Milano, Giovanni Bozzetti-. Desidero ringraziare i componenti del Consiglio uscente e augurare buon lavoro ai nuovi. La conferma di Carlo Bonomi e Francesco Conci dà continuità a un percorso che ha rafforzato il posizionamento di Fiera Milano Spa. Il sistema fieristico è una leva strategica per il Paese: dobbiamo continuare a fare sistema per sostenere le imprese, valorizzare il Made in Italy e competere sui mercati globali”.  

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Categoria: economia

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19:44

Governo, ieri vertice Meloni-Tajani-Salvini: incontro a margine Cdm poi cena da premier

(Adnkronos) - Raccontano che ieri Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Matteo Salvini, già a margine del Cdm si siano fermati a parlare, per poi darsi appuntamento in serata per una cena. Fonti parlamentari del centrodestra fanno sapere che la leader di Fratelli Italia abbia voluto fare una chiacchierata con i suoi alleati a palazzo Chigi in occasione della riunione di governo che ha varato il cosiddetto decreto fiscale.  

Poi, a quanto apprende l'Adnkronos, la presidente del Consiglio si sarebbe incontrata con i vicepremier a cena, lontano da occhi indiscreti, probabilmente nella sua abitazione all'Eur, per fare il punto della situazione dopo la sconfitta al referendum sulla riforma della giustizia. Sul tavolo i principali temi di attualità politica interna (compresa la legge elettorale) e internazionale.  

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Categoria: politica

18:29

Confindustria contro il Dl Fisco: "Penalizza imprese, minata fiducia"

(Adnkronos) - ''Il decreto fiscale pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale introduce disposizioni molto penalizzanti per le imprese che hanno effettuato la prenotazione del credito d’imposta 5.0 tra il 7 e il 27 novembre 2025. Il testo prevede un taglio del 65% del credito d’imposta richiesto. La misura inoltre esclude gli investimenti in fonti di energia rinnovabile, in particolare gli impianti fotovoltaici a più elevata efficienza iscritti nel registro dell’ENEA, che le imprese sono state indotte ad acquistare''. Lo sottolinea Marco Nocivelli, vicepresidente Confindustria per le politiche industriali e il Made in italy. ''Una simile decisione – che ricordiamo ha effetti retroattivi e lede il principio del legittimo affidamento - penalizza pesantemente le imprese che hanno completato ingenti investimenti nel 2025 e che si troveranno ad affrontare ulteriori problemi di liquidità in un momento già particolarmente complesso'', prosegue la nota.  

"A novembre avevamo avuto rassicurazioni dai ministri Giorgetti, Foti e Urso sul fatto che le cosiddette imprese 'esodate' del 5.0 con progetti congrui avrebbero avuto accesso all’agevolazione secondo le condizioni previste nel Piano, la cui conclusione era fissata al 31 dicembre 2025. Il fatto di non poter fare affidamento sulle norme e sulle dichiarazioni del Governo mina profondamente la fiducia delle imprese nei confronti delle istituzioni e delle misure di incentivo e scoraggia chi vorrebbe continuare a fare impresa in Italia'', prosegue Nocivelli.  

''Apprendiamo infine, dalle dichiarazioni del Mimit di questa mattina, che si sarebbero trovate altre risorse per l’iperammortamento: la nostra risposta è prima si paghi iI debito con le imprese esodate del 5.0. Chiediamo quindi al governo di ripristinare gli impegni presi col tessuto produttivo ed industriale italiano al più presto, e comunque, non oltre il passaggio parlamentare che deve avvenire in tempi rapidissimi'', conclude. 

Varando il decreto fiscale, ieri approvato dal Cdm, "come governo, abbiamo deciso di dare un minimo di garanzia per agevolazioni paragonabili alla vecchia 4.0, ma allo stesso tempo metterci in ascolto delle categorie per capire in una situazione di questo tipo quali sono le emergenze e le priorità che vogliono manifestare". Lo ha sottolineato il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, nel suo intervento al Workshop Finanza organizzato da Teha in risposta alle critiche di Confindustria, che per bocca di Marco Nocivelli, vice presidente per le Politiche industriali e il Made in Italy di Confindustria, ha bollato come "molto penalizzanti" le norme per le imprese che hanno effettuato la prenotazione del credito d'imposta 5.0. 

Circa le risorse stanziate per Transizione 5.0, ha aggiunto il ministro "dobbiamo decidere se le disponibilità devono andare a costoro o a favore delle imprese energivore piuttosto che delle aziende di trasporto o per i tagli alle accise" 

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Categoria: economia

17:43

Aka7even, come sta dopo l'incidente. LDA: "È rimasto traumatizzato"

(Adnkronos) - Paura per Aka7even, rimasto coinvolto in un incidente stradale giovedì 26 marzo. Il cantante, reduce dalla partecipazione al Festival di Sanremo 2026, avrebbe dovuto prendere parte ad un incontro con i fan al centro Commerciale di Chieti insieme al collega LDA.  

A comunicare inizialmente l'assenza è stato lo stesso Aka7even, nome d'arte di Luca Marzano, tramite una storia Instagram, seguita poi dal chiarimento di LDA. Il cantante, infatti, prima di cominciare l'evento ha voluto rassicurare i fan: "Senza fare allarmismi, Luca oggi ha fatto un incidente però sta bene, si è fatta male la persona che stava sul motorino, lui stava in auto", ha spiegato.  

"Luca era molto scosso, è rimasto traumatizzato da quello che è successo", ha aggiunto LDA che nonostante la preoccupazione non si è voluto assentare dall'evento per il rispetto nei confronti dei fan.  

 

 

Poche ore dopo è arrivato anche il messaggio di Aka7even, che ha rassicurato sulle sue condizioni di salute: "Ragazzi sto ricevendo tanti messaggi riguardo all’incidente di ieri, quindi ci tengo a chiarire che c'è stato un tamponamento, ma stiamo tutti bene, solo tanto spavento. È tutto sotto controllo e io sono già tornato al lavoro Grazie a tutti per la preoccupazione e l'affetto", ha scritto in una instagram stories.  

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Categoria: spettacoli

17:08

Mercedesz Henger mamma: "Il parto? 19 ore di travaglio, un incubo"

(Adnkronos) - "Ne è valsa la pena, sono felicissima". Con queste parole Mercedesz Henger, ospite oggi a Verissimo, ha raccontato la gioia di essere diventata mamma per la prima volta della piccola Aurora, nata il 25 febbraio.  

Un'emozione immensa che però arriva dopo un'esperienza tutt'altro che semplice. L'attrice ha ricordato le difficoltà del parto: "Sto vivendo il periodo più bello della mia vita dopo aver vissuto il momento più brutto della mia vita, 19h di travaglio, quasi un giorno. Si è fatta attendere", ha raccontato l'attrice col sorriso.  

Mercedesz ha parlato della maternità, definendola "magica": "È tutto abbastanza naturale. Ogni piccola cosa è un’esperienza magica, anche cambiare il pannolino per la prima volta lo è stato. Non so come altro descriverlo. Ora che lo sto vivendo, posso dire che diventare mamma è una vera magia". 

E sul compagno, Alessio Salata, Mercedesz Henger ha detto: "Il papà è stato incredibilemnte paziente anche se si è preso tanti insulti, mi è stato al fianco tutto il tempo, è stato veramente dolce". "Ho trovato una persona davvero speciale per me - ha aggiunto Henger -. Lo ringrazierò per sempre".  

Lo sguardo è già rivolto al futuro e al sogno di allargare presto la famiglia: "Ho già voglia di avere un altro figlio, con molta calma. Un maschietto sarebbe bellissimo". 

E sulla nonna della bimba, Eva Henger, l'attrice ha raccontato: "La mamma ha aspettato 17h in sala d’attesa, ha dormito insieme agli altri parenti sulle sedie di plastica, aspettando la nascita di aurora. Non mi ha lasciata un secondo".  

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Categoria: spettacoli

16:55

Migranti, Consulta: "Trattenimento richiedenti asilo sia conforme a Costituzione e diritto Ue"

(Adnkronos) - Con la sentenza numero 40, depositata ieri, la Corte costituzionale ha ritenuto inammissibile una questione sollevata dalla Corte di Cassazione relativa alla disciplina del trattenimento in un centro per il rimpatrio dello straniero che abbia richiesto la protezione internazionale, ma ha invitato il legislatore a modificare l’attuale disciplina, per renderla pienamente conforme agli standard costituzionali oltre che agli obblighi derivanti dal diritto dell’Unione europea. Lo rende noo l'ufficio stampa ricordando che la disciplina vigente in materia di asilo consente allo straniero che sia già trattenuto in un centro per l’esecuzione di un provvedimento di espulsione di presentare domanda di protezione internazionale. In questo caso, però, il questore può disporne l’ulteriore trattenimento, in particolare quando vi siano fondati motivi per ritenere che la domanda sia pretestuosa, e cioè “presentata al solo scopo di ritardare o impedire l’esecuzione dell’espulsione”. Questo nuovo provvedimento di trattenimento deve essere convalidato dalla corte d’appello territorialmente competente in conformità all’articolo 13 della Costituzione, che prevede la necessaria convalida di ogni provvedimento restrittivo della libertà personale da parte dell’autorità giudiziaria. 

Nell’ipotesi poi in cui la corte d’appello non convalidi il provvedimento, il questore ha la possibilità di adottare, entro le quarantotto ore successive, un ulteriore provvedimento di trattenimento, soggetto anch’esso a convalida da parte della corte d’appello, quando vi sia rischio di fuga o lo straniero sia ritenuto pericoloso per l’ordine o la sicurezza pubblica. In queste quarantotto ore, lo straniero continua a restare trattenuto nel centro.  

La Corte di Cassazione dubitava della legittimità costituzionale di questa disciplina, che stabilisce un trattenimento automatico dello straniero per quarantotto ore, nonostante la mancata convalida del precedente provvedimento del questore da parte della corte d’appello. Secondo la Cassazione, questa previsione sarebbe incompatibile con l’articolo 13 della Costituzione, che stabilisce che un provvedimento restrittivo adottato dall’autorità di pubblica sicurezza non convalidato dal giudice si intende revocato e resta privo di ogni effetto. 

La Consulta ha ritenuto che la questione posta dalla Corte di Cassazione non fosse rilevante per la decisione del procedimento principale. Quest’ultimo aveva infatti unicamente a oggetto la sussistenza dei presupposti dell’ultimo provvedimento di trattenimento (motivato sulla base del rischio di fuga e di pericolo per la sicurezza pubblica), e non invece la legittimità del trattenimento nel lasso di tempo intercorrente tra la mancata convalida del provvedimento precedente e l’adozione del nuovo provvedimento. Di qui l’inammissibilità della questione. La Corte ha peraltro colto l’occasione per sottolineare la legittimità dell’“obiettivo del legislatore di evitare che la mera presentazione di una domanda di protezione internazionale da parte di uno straniero comporti automaticamente il venir meno del suo trattenimento in vista dell’esecuzione dell’espulsione (…), e ciò specialmente quando lo straniero abbia commesso gravi reati e possa sottrarsi all’espulsione ove lasciato in libertà”. È necessario, in effetti, scoraggiare “abusi del procedimento di asilo, al fine di evitare che tale strumento, che è ancor oggi di vitale importanza per assicurare la protezione dello straniero contro persecuzioni o altri gravi pericoli nel suo paese d’origine, venga strumentalmente utilizzato al solo scopo di evitare o ritardare l’esecuzione di legittimi provvedimenti di espulsione”. Tuttavia, ha proseguito la Corte, questo obiettivo “deve essere perseguito attraverso modalità pienamente conformi non solo al diritto dell’Unione, ma anche alle esigenze di tutela della libertà personale desumibili, nel nostro ordinamento, dall’art. 13 Cost. Norma, quest’ultima, che condiziona a stringenti regole procedurali le sue possibili limitazioni nei confronti di cittadini e stranieri, a garanzia contro possibili arbitri dell’autorità di pubblica sicurezza, dell’autorità giudiziaria e dello stesso legislatore”. 

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Categoria: politica

16:34

Anm, Giuseppe Tango nuovo presidente: "Non saremo mai un partito"

(Adnkronos) - Giuseppe Tango è il nuovo presidente dell'Anm. Tango è stato eletto oggi sabato 28 marzo per acclamazione dal Comitato direttivo centrale dell'Associazione dove oggi l'ormai ex presidente Cesare Parodi aveva formalizzato le sue dimissioni. 

Dopo l'elezione per acclamazione si è proceduto anche con quella formale come previsto da statuto e Tango è stato eletto con 31 voti e un astenuto. Prima dell'applauso che lo ha 'incoronato' alla guida dell'Anm Tango, era stato Parodi a indicarlo a nome del gruppo di Magistratura Indipendente: "Non è mistero che sono legato a una salda amicizia con Antonio D'Amato, persona che avremmo voluto presentare: ho cercato in tutti i modi di convincerlo, ma non ritiene doversi presentare. Mi è un gruppo fortemente democratico e non possiamo che fare nostra l'indicazione degli elettori, dei colleghi che a livello nazionale hanno espresso 700 preferenze per Giuseppe Tango". 

"L'Anm non è e non sarà mai un partito", ha affermato Tango. "Anm entra nel dibattito pubblico soltanto per dare il suo contributo di carattere tecnico per cercare di migliorare il sistema giustizia - ha chiarito - Questo è il compito dell'Anm che ci siamo assegnati e questo è lo scopo statutario. A questo noi ci atterremo". 

"Questo è il tempo di gioire per un traguardo a tratti sperato” ma “ da domani tutti al lavoro, insieme ad altri attori della giurisdizione, per proporre soluzioni che possano davvero migliorare la giustizia e quei problemi di cui tutti noi siamo ben consapevoli: la nostra azione sara’ rivolta sempre a beneficio dei cittadini", ha detto subito dopo la sua elezione. “Credo di essere il primo palermitano a essere presidente di Anm e questo mi inorgoglisce oltremodo - ha continuato - ma sento ancora di più la responsabilità di rappresentare quella magistratura che da sempre ha saputo costruire un rapporto di forte fiducia con la società civile finanche nei momenti più drammatici della nostra storia: di questa fiducia, ora più che mai, tutti, dobbiamo dimostrare di essere all’altezza”. 

“Non posso che ringraziare tutti voi per aver scelto di riporre la vostra fiducia in me, io mi impegnerò fino in fondo per non deluderla in nessun modo”, ha detto ancora Tango ringraziando anche l’ex presidente Parodi “per la sua instancabile opera, per il modo e il tatto umano con cui ha condotto la Anm in una fase di acque assai tempestose”. 

"Durante la campagna referendale ci sono stati tanti episodi disdicevoli. È il momento però di voltare pagina", ha affermato il neopresidente rispondendo alle domande dei cronisti sulle accuse rivolte ai magistrati durante la campagna referendaria e su alcune frasi come quella pronunciata dall'ex capo di gabinetto del ministero Giusi Bartolozzi. E ha aggiunto: "È il momento di ricostruire insieme agli altri attori della giurisdizione, prima fra tutti l'avvocatura, proposte che veramente mirano a risolvere i reali problemi dei cittadini". 

"Si tratta di un rinnovamento e non intendo soltanto generazionale; veramente, ora più che mai, si avverte l'esigenza di portare la magistratura a guardarsi al suo interno e a capire tutto ciò che negli ultimi anni non è andato per il verso giusto - c'è già un'iniziativa di assemblea generale - per capire quali possono essere le reali soluzioni per il futuro affinché tutto ciò che è stato non si possa più ripetere", ha affermato quindi il neopresidente dell'Anm. "In questi anni si è fatto tanto, c'è stata la legge Cartabia anche se durante il dibattito referendario molti lo omettevano" e già c'era stata già la volontà della magistratura associativa di avviare questo percorso: "tocca a tutti noi portarlo a termine per rendere ancora più credibile all'esterno, agli occhi dei cittadini, la magistratura", ha concluso. 

Quarantatre anni, palermitano, giudice del lavoro al Tribunale di Palermo, ex presidente della Ges dello stesso capoluogo siciliano, Giuseppe Tango è come Parodi espressione del gruppo di Magistratura Indipendente ed era stato il candidato più votato alle elezioni del Comitato direttivo centrale dell’associazione che oggi lo ha scelto al vertice. 

Tango, che molto si è speso nella campagna referendaria, fin dall’ingresso in magistratura si è interessato all’associazionismo giudiziario. E’ stato componente dell'Ufficio sindacale Anm di Palermo, componente delle Commissioni di studio permanenti Anm 'Carichi esigibili' e 'Diritto del lavoro'. E' stato anche componente della Ges Palermo, di cui ha assunto poi la presidenza. Eletto in seguito nel Cdc dell’Anm ha ricoperto fino a oggi la carica di coordinatore dell’Ufficio sindacale della stessa associazione. 

Prima dell'applauso che ha 'incoronato' Tango alla guida dell'Anm, era stato Parodi a indicarlo a nome del gruppo di Magistratura Indipendente: "Non è mistero che sono legato a una salda amicizia con Antonio D'Amato, persona che avremmo voluto presentare: ho cercato in tutti i modi di convincerlo, ma non ritiene doversi presentare. Mi è un gruppo fortemente democratico e non possiamo che fare nostra l'indicazione degli elettori, dei colleghi che a livello nazionale hanno espresso 700 preferenze per Giuseppe Tango". 

“Oggi lascio, sento il bisogno di tornare alla mia famiglia. Anm ha bisogno di un presidente a tempo pieno”, sono state le parole di Parodi, intervenendo alla riunione del Comitato direttivo centrale, la prima seduta dopo la vittoria del No al referendum e dopo che ha annunciato le sue dimissioni da presidente, prima dell'elezione del suo successore. 

Parodi - che ha lasciato "per gravi ragioni familiari"- ha confermato che resterà nel Cdc, ha spiegato che “quest’anno e’ stata un’esperienza straordinaria” ma ha ricordato il problema familiare per il quale ha deciso di fare un passo indietro parlando di una scelta che e’ “un passaggio obbligato”. Alle parole di Parodi i colleghi del Cdc si sono alzati in piedi e gli hanno tributato un lungo applauso. 

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Categoria: politica

16:26

Salute, Celano (Apmarr): "Serve cultura One health che coinvolga pazienti, ambiente, comunità"

(Adnkronos) - "La prevenzione non è solo diagnosi precoce o corretti stili di vita: è anche uso consapevole dei farmaci, aderenza appropriata alle terapie e attenzione al loro impatto complessivo, compreso lo smaltimento. È un percorso che chiama in causa pazienti, cittadini e sistema sanitario, perché la salute non è mai un fatto isolato". Così Antonella Celano, presidente dell'Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare (Apmarr), intervenendo al talk 'Un'unica salute', che si è tenuto a Milano nell'ambito del Festival della Prevenzione, promosso dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (Lilt) nella Settimana nazionale per la prevenzione oncologica. 

"Come associazione - ha spiegato Celano - riteniamo fondamentale coinvolgere attivamente i pazienti in una cultura della prevenzione più ampia e consapevole. Non si tratta solo di evitare la malattia ma di prendersi cura della salute nel quotidiano, con scelte informate e responsabili. È in questa visione che si inserisce il nostro impegno in ottica One health, che trova una concreta espressione anche nel progetto 'Sosta' che mira a sensibilizzare sull'uso corretto delle cure, sul consumo consapevole dei farmaci e sul loro corretto smaltimento, contribuendo a ridurre sprechi e impatto ambientale", ha aggiunto. 

Sul tema del cambiamento degli stili di vita, la presidente di Apmarr ha sottolineato la dimensione culturale della sfida: "La reale disponibilità a modificare i propri comportamenti in favore di una salute 'collettiva' dipende soprattutto da un fattore culturale - ha osservato - Per troppo tempo la salute è stata interpretata come una questione individuale. Oggi sappiamo che è un bene condiviso, influenzato dall'ambiente, dalle scelte quotidiane e dalla sostenibilità dei sistemi di cura. Il passaggio decisivo è superare una visione centrata sull'individuo per adottare una prospettiva che tenga insieme persone, ambiente e comunità". Per questo, ha concluso la presidente di Apmarr, "il ruolo delle associazioni è anche quello di fare cultura sul paradigma One health, nell'interesse di tutti. Informare, rendere comprensibili questi temi e tradurli in comportamenti concreti è parte integrante della prevenzione". 

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Categoria: salute

15:46

Lavoro, così gap competenze frena la manifattura

(Adnkronos) - Il disallineamento delle competenze non è più soltanto un segnale d’allarme: è un freno reale allo sviluppo delle imprese che compromette la produttività, rallenta l’innovazione e genera un progressivo depauperamento del territorio. Lo ha sottolineato Luciana Ciceri, presidente di A.P.I., in apertura della tavola rotonda “PMI: il ruolo strategico delle competenze” che si è svolta presso la sede dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano, organizzata da A.P.I. – Associazione Piccole e Medie Industrie in partnership con l’Ordine degli Ingegneri. "A Milano e in Lombardia, dove la competizione corre più veloce, questo gap pesa ancora di più: le PMI associate ci segnalano quotidianamente il forte disallineamento tra le professionalità richieste e quelle offerte dal mercato del lavoro. E questo si traduce in mancata crescita, tempi di produzione più lunghi, difficoltà nel presidiare nuovi mercati e una minore capacità di cogliere le opportunità della trasformazione tecnologica e sostenibile. A questo si unisce la complessità di garantire la continuità di impresa, in molti casi a causa del mancato passaggio generazionale tra imprenditori o lavoratori". 

Nell'appuntamento - che ha riunito istituzioni, professionisti e imprenditori per analizzare il ruolo sempre più decisivo delle competenze in un sistema produttivo che opera in un contesto globale sempre più instabile - Elena Buscemi, Presidente del Consiglio Comunale di Milano, ha posto l’accento come "lavoro, persone e imprese, insieme alle competenze, sono i fattori chiave dello sviluppo della nostra città e del Paese". Per Carlotta Penati, Presidente Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano "in un’epoca di trasformazioni tecnologiche rapide e spesso dirompenti, il vero fattore competitivo, oggi, non è la tecnologia in sé, ma la capacità delle persone di comprenderla, governarla e integrarla nei processi produttivi. Il valore delle PMI risiede proprio nel capitale umano: esperienza, capacità di adattamento e quel “saper fare” che rende unico il modello lombardo. Le PMI sono chiamate ad affrontare sfide decisive su digitalizzazione e sostenibilità; senza un supporto adeguato, queste eccellenze rischiano di dover cedere il passo ai grandi gruppi multinazionali esteri, alimentando una pericolosa desertificazione industriale. L'Ordine degli Ingegneri di Milano si pone come soggetto di indirizzo e supporto alla collettività, promuovendo qualità, formazione e competenza nell’esercizio della professione; la partnership strategica con A.P.I. è finalizzata a creare una sinergia concreta a sostegno del nostro tessuto produttivo, per avviare e implementare quei processi di innovazione indispensabili affinché le aziende lombarde possano diventare più competitive, sostenibili e, soprattutto, protagoniste del proprio futuro». 

"Dall’incontro - ha concluso Ciceri - è emerso un messaggio inequivocabile: le imprese manifatturiere hanno bisogno di percorsi formativi mirati, agili e che permettano di cogliere le opportunità tecnologiche emergenti. Il 78% delle PMI coinvolte in una rilevazione flash di A.P.I. dichiara di avere difficoltà a selezionare figure professionali specifiche, mentre il 67% delle imprese prevede nuove assunzioni nei prossimi due anni. C’è voglia di investire, nonostante la situazione geopolitica e le oscillazioni dei mercati. Oggi cerchiamo professionisti che uniscano soft skill, tecnica, digitale e capacità gestionali. Ma soprattutto serve una collaborazione stabile e concreta tra imprese, istituzioni e professioni tecniche. Solo facendo squadra possiamo, infatti, affrontare davvero le transizioni in atto e trasformarle in opportunità di crescita. Per questo abbiamo iniziato la collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano". 

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Categoria: economia

15:38

Lombardia, Regione sempre più interlocutore del dibattito manifatturiero europeo

(Adnkronos) - La Lombardia si conferma locomotiva industriale e politica dell’Europa, un territorio capace di decidere, coordinare e influenzare le scelte strategiche del Continente. Grazie all’azione dell’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi, il territorio lombardo diventa il cuore pulsante di un asse che unisce industria, innovazione e lobbying istituzionale. Negli ultimi cinque anni, la Regione ha infatti puntato molto sulle ‘reti istituzionali’, si pensi a tutto il lavoro fatto all’interno delle realtà europee come l’Automotive regions alliance (Ara), l’European chemical regions network (Ecrn) e l’European semiconductor regions alliance (Esra), passando poi dalla cabina economica del Nord-Ovest con Piemonte e Liguria fino agli accordi con Veneto ed Emilia-Romagna, Valencia, Baden-Württemberg e Baviera. 

Nel cuore della manifattura europea si consolida un asse sempre più strategico, quello tra Lombardia e Catalunya. Due regioni leader per produzione industriale, densità di imprese e capacità di innovazione che, negli ultimi mesi, hanno trasformato la collaborazione storica sancita all’interno dei ‘Quattro Motori’ in una vera e propria alleanza strutturata per il sostegno in settori strategici, come ad esempio quello chimico, pilastro trasversale dei due sistemi manifatturieri. La collaborazione con la Catalunya si inserisce perfettamente nella strategia lombarda di costruzione di una lobby europea sempre più autorevole; l’obiettivo è costruire un blocco europeo di regioni ad alta intensità produttiva, capace di difendere filiere strategie manifatturiere. 

Negli ultimi anni la Lombardia ha guidato l’European chemical regions network (Ecrn), raddoppiando i membri e attivando progetti per quasi 20 milioni di euro. Oggi, con la Catalunya alla presidenza, la Lombardia mantiene la vicepresidenza alle alleanze strategiche e partnership, rappresentando l'Associazione nella Critical chemicals alliance. Questa leadership permette alla Lombardia e alle regioni alleate di pesare sulle decisioni di Bruxelles, definendo le politiche energetiche, industriali e di transizione ecologica in linea con le esigenze del tessuto produttivo. In Lombardia, il 98% dei prodotti manifatturieri dipende dalla chimica, infrastruttura invisibile ma vitale per l’innovazione e la competitività europea: dalla farmaceutica all’Automotive, dall’edilizia sostenibile alla chimica fine, la Lombardia è motore industriale e centro di know-how europeo. 

L’alleanza lombardo-catalana segue tre direttrici chiave: innovazione e ricerca, con progetti comuni su chimica verde, materiali avanzati e tecnologie industriali sostenibili, con programmi europei Horizon ed Erasmus+; formazione e capitale umano, con percorsi condivisi e mobilità dei talenti tra università, centri di ricerca e imprese, rafforzando la competitività del tessuto produttivo lombardo; transizione ecologica, con sperimentazioni di modelli industriali decarbonizzati e riciclo chimico, posizionando la Lombardia come laboratorio europeo della chimica sostenibile e competitiva. 

L’incontro lombardo con la Catalunya non è solo industriale, ma certamente anche politico; Guidesi è la voce della Lombardia nei tavoli economici, assicurando che il territorio non solo venga ascoltato, ma pesi davvero nelle decisioni continentali. La collaborazione con Catalunya, quella con le Regioni appartenenti ai ‘Quattro Motori’, con le Regioni del Nord del Paese e le regioni tedesche fa parte di un disegno più ampio: fare della Lombardia il cuore decisionale e operativo della manifattura europea, guidando politicamente e industrialmente l’intero asse continentale. 

La Lombardia oggi oltre ad essere un territorio industriale, è motore e voce autorevole dell’Europa manifatturiera. Un modello che dimostra come le regioni possano fare sistema, influenzare le decisioni europee e difendere le filiere strategiche. 

Nel cuore della manifattura europea si consolida un asse sempre più strategico, quello tra Lombardia e Catalogna. Due regioni leader per produzione industriale, densità di imprese e capacità di innovazione che, negli ultimi mesi, hanno trasformato una collaborazione storica in una vera e propria Alleanza strutturata per il sostegno in settori strategici, come ad esempio quello chimico, pilastro trasversale dell’interno dei due sistemi manifatturieri. L'incontro di Milano, successivo all’intesa avviata a Barcellona nel novembre 2025, segna un ulteriore passo avanti in un percorso che intreccia politica industriale, cooperazione istituzionale e posizionamento strategico in Europa. I protagonisti sono l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia Guido Guidesi e il ministro alle Imprese e al Lavoro della Generalitat de Catalunya Miquel Sàmper; un appuntamento che segna un passo decisivo verso una collaborazione sempre più strutturata. Le due istituzioni hanno infatti concordato di intensificare le relazioni tra i rispettivi ecosistemi industriali, promuovere progetti condivisi e rafforzare il coordinamento nei rapporti con l’Unione europea. 

"Lombardia e Catalogna -ha detto Guidesi- sono due Regioni affini dal punto di vista economico e sociale e contribuiscono in maniera determinante al Pil europeo. Collaborare in modo strutturale significa potenziare il sostegno ai rispettivi comparti della chimica, settore vitale per la manifattura e in generale per la competitività internazionale dei nostri territori. Implementiamo il lavoro già in atto con la rete Ecrn a tutela di imprese, occupazione e know-how e quello che svolgiamo sui tavoli del Critical chemicals alliance". 

"L’intesa con la Lombardia è strategica perché permette di rafforzare le sinergie e di promuovere il settore della chimica, che è di grande importanza per l’economia industriale della Catalogna. E lo è più, in particolare, nell’attuale contesto geopolitico. Dal governo accompagniamo l’insieme del tessuto economico catalano di fronte al momento di incertezza internazionale che stiamo vivendo, con misure volte a favorire la sua resilienza. L’alleanza con la Lombardia rappresenta un’opportunità per unire gli sforzi tra regioni leader nel settore della chimica", ha sottolineato il ministro alle Imprese e al Lavoro della Generalitat de Catalunya, Miquel Sàmper. 

Da gennaio 2026 la Catalogna ha assunto la presidenza dell’European chemical regions Network (Ecrn), raccogliendo il testimone da una Lombardia protagonista negli ultimi due anni. Il passaggio di consegne, formalizzato durante l’assemblea generale di Rotterdam di febbraio scorso, rappresenta un rafforzamento della linea comune. Durante la presidenza lombarda, la rete è cresciuta significativamente: membri raddoppiati (da 10 a 21), rafforzamento del dialogo diretto con la Commissione europea, attivazione di progetti finanziati per circa 19 milioni di euro. Oggi la Lombardia mantiene un ruolo centrale come vicepresidente con delega alle alleanze strategiche, in particolare sulla Critical chemicals alliance, confermandosi uno degli attori più influenti nella governance europea del settore. La Catalogna, dal canto suo, ha assunto la guida con un obiettivo chiaro: accelerare le politiche di competitività e sostenibilità della chimica europea, in un momento in cui il comparto è sottoposto a forti pressioni globali. 

La collaborazione avviata a Barcellona nel novembre 2025 ha definito una cornice operativa concreta: gruppi di lavoro congiunti, incontri bilaterali periodici e priorità condivise su innovazione, sostenibilità e formazione. Non si tratta di una semplice sinergia istituzionale, ma di un’integrazione tra ecosistemi produttivi; la Lombardia, prima regione manifatturiera d’Europa, con circa 45.000 addetti nel settore chimico e un ruolo di primo piano nella chimica fine e specialistica. La Catalogna, uno dei principali poli chimici del Mediterraneo, caratterizzato da una forte concentrazione di imprese e da una solida integrazione tra industria e ricerca. Entrambe condividono una struttura economica basata su distretti avanzati, forte export e una profonda integrazione tra pubblico e privato. 

Il punto di contatto più rilevante tra le due Regioni è il ruolo sistemico della chimica. Non un settore verticale, ma una piattaforma abilitante per l’intera industria. In Lombardia, si stima che il 98% dei prodotti manifatturieri abbia una componente chimica, dato che sintetizza l’interdipendenza tra comparti. Dalla farmaceutica ai materiali avanzati, dall’automotive all’edilizia sostenibile, la chimica rappresenta un fattore di innovazione tecnologica, un driver di competitività, un elemento chiave per la transizione ecologica.  

La Catalogna è un punto di riferimento nel settore chimico, che rappresenta il principale settore esportatore del paese, e dispone di un ecosistema di primo livello per le aziende di questo ambito. Il settore, rappresenta il 12,5% del Pil catalano. È su questa consapevolezza che Lombardia e Catalogna stanno costruendo una strategia comune: difendere e rilanciare la chimica europea in un contesto globale sempre più competitivo, segnato da costi energetici elevati e pressione normativa. Inoltre, la cooperazione tra le due regioni si articola lungo tre direttrici: innovazione e ricerca, attraverso la partecipazione congiunta a programmi europei (Horizon, Erasmus+), le due regioni puntano a rafforzare la capacità di sviluppare nuove tecnologie, in particolare nei campi della chimica verde e dei materiali sostenibili; competenze e capitale umano, il gap di competenze rappresenta una delle principali criticità del settore.  

I progetti comuni mirano a creare percorsi formativi condivisi e a facilitare la mobilità di talenti tra i due territori; transizione ecologica, dalla decarbonizzazione dei processi industriali al riciclo chimico, Lombardia e Catalogna intendono posizionarsi come laboratori europei della chimica sostenibile e competitiva. Oltre alla dimensione industriale, l’Alleanza ha una forte valenza politica. L’obiettivo è presentarsi in modo coordinato nei confronti delle istituzioni europee, influenzando le politiche su energia, regolamentazione industriale, finanziamenti alla transizione. L’Ecrn, in questo senso, è diventato uno strumento chiave, una piattaforma attraverso cui le regioni ad alta intensità chimica possono fare massa critica e incidere sulle decisioni comunitarie. 

La sinergia tra Lombardia e Catalogna si inserisce in un quadro più ampio, la necessità per l’Europa di difendere la propria base industriale. In questo scenario, l’asse tra le due regioni può diventare un modello replicabile, integrazione tra territori industriali avanzati, coordinamento politico a livello UE, valorizzazione delle filiere strategiche. Non è solo un’alleanza regionale, ma un tentativo concreto di ridefinire il ruolo della chimica e della manifattura nel futuro industriale europeo. La collaborazione tra Lombardia e Catalogna rappresenta una nuova fase della politica industriale europea: più territoriale, più integrata e più orientata alla costruzione di reti e di catene del valore. In un’Europa chiamata a ripensare il proprio modello produttivo, la chimica -e le regioni che la guidano- torna al centro. E l’asse Milano-Barcellona si candida a esserne uno dei principali motori. 

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Categoria: economia

15:18

Maxi furto di KitKat, rubato camion con 12 tonnellate di barrette

(Adnkronos) - Maxifurto di KitKat. Un camion con un carico del celebre snack, per 12 tonnellate complessive, è stato rubato in Europa. Sono sparite 413.793 confezioni, come spiega un portavoce del brand - che appartiene al colosso Nestle - all'agenzia Afp. Il camion è stato rubato la scorsa settimana durante il viaggio tra una fabbrica in Italia in cui viene prodotto il KitKat e le strutture per la distribuzione in Polonia. 

"Abbiamo semprre incoraggiato le persone a spezzare con KitKat", dice il portavoce utilizzando lo slogan reso noto dagli spot e dalle pubblicità. "Qualcuno sembra aver preso il messaggio troppo alla lettera con oltre 12 tonnellate del nostro cioccolato", aggiunge. Dopo diversi giorni, ancora nessuna traccia del camion e del dolcissimo carico. Le indagini proseguono, intanto però scatta l'allarme a pochi giorni da Pasqua: il maxifurto mette a rischio la disponibilità di prodotto nei giorni di festa. Non è escluso che le centinaia di migliaia di confezioni possano finire ugualmente sul mercato in Europa attraverso canali non ufficiali. I lotti rubati sono comunque identificabili con il codice a barre: "Se c'è una corrispondenza, lo scanner fornirà indicazioni chiare per contattare KitKat", fa sapere il portavoce. 

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Categoria: internazionale/esteri

13:48

Telemarketing, stop ai contratti luce e gas al telefono senza autorizzazione degli utenti

(Adnkronos) - Arriva lo stop ai contratti di luce e gas al telefono senza l'autorizzazione degli utenti. Ma non solo. Diverse le novità 'salva-consumatori' dal telemarketing selvaggio contenute in alcuni emendamenti al Dl Bollette, approvati giovedì scorso durante la seduta della X Commissione della Camera dei Deputati - Attività produttive, commercio e turismo. 

 

 

Come spiega Consumerismo No Profit, gli emendamenti approvati rappresentano "uno tsunami su tutto il comparto del teleselling". Saranno infatti legalmente nulli i contratti per forniture di luce e gas siglati al telefono se l’utente non ha espresso formale consenso all’utilizzo dei propri dati per fini commerciali.  

Le società energetiche, poi, dovranno avere una identificabilità telefonica obbligatoria e l’Agcom potrà ordinare il blocco delle linee telefoniche usate dai professionisti per chiamate indesiderate. Prevista anche l’inversione dell'onere della prova: spetterà al venditore dimostrare il consenso preventivo fornito dall’utente contattato. 

Gli emendamenti approvati – a firma di Alberto Gusmeroli (Lega), Silvio Giovine (Fratelli d'Italia), Luca Squeri (Forza Italia), Alberto Luigi Barabotti (Lega), Carmen Letizia Giorgianni (Fratelli d'Italia) e Massimo Milani (Fratelli d'Italia) - prevedono infatti che “è fatto divieto di effettuare sollecitazioni commerciali per telefono, anche attraverso l'invio di messaggi a consumatori, finalizzate alla proposta e conclusione di contratti di fornitura di energia elettrica e gas. Il professionista potrà contattare il consumatore per telefono, anche attraverso l'invio di messaggi, qualora vi sia stata una richiesta effettuata direttamente al professionista attraverso interfacce informatiche di quest'ultimo oppure nel caso in cui il contatto sia stato effettuato nei confronti dei propri clienti di energia elettrica e gas che abbiano espresso specifico consenso per ricevere proposte commerciali. È onere del professionista dimostrare la validità del contatto […] I contatti telefonici dovranno essere effettuati dal professionista da un numero che lo identifichi univocamente. I contratti stipulati a seguito di contatto effettuato in violazione di quanto previsto al comma 8-bis e al presente comma sono nulli”. 

“Gli utenti possono segnalare al Garante privacy e all'Agcom i casi di chiamata effettuata in violazione dei commi 8-bis e 8-ter indicando il numero dal quale proviene la chiamata. Ove Agcom nell'ambito dell'attività istruttoria svolta d'ufficio o a seguito della predetta segnalazione, accerta che la chiamata proviene da numeri diversi da quelli assegnati al professionista, ordina al gestore telefonico l'immediata sospensione dell'utilizzo delle linee allo stesso assegnate. Il Garante privacy, nell'ambito dell'attività istruttoria può chiedere ad Agcom, in presenza di un numero significativo di segnalazioni di chiamate senza previo consenso, di procedere alla sospensione di cui al precedente periodo”. 

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Categoria: economia

13:10

Inwit, Galli: "Nostra rete irreplicabile e prezzi in linea con standard"

(Adnkronos) - "La nostra rete, composta da circa 26 mila siti, è il risultato di 40 anni di lavoro di Tim, Vodafone e Inwit, che hanno potuto beneficiare del vantaggio del first-mover per costruire siti di massima qualità nelle migliori posizioni disponibili. Il 35% dei nostri siti si trova in posizioni uniche, come nel cuore delle grandi città, così come aree montane e borghi, più in generale circa il 75% della nostra rete non è replicabile. Uscire dalla rete Inwit vuol dire avere piano di rete alternativa con la costruzione di almeno 15 mila nuove torri che con un roll-out medio di 500 torri, richiederebbe 30 anni, con impatti sulla qualità del servizio e con un costo di ulteriori 2 miliardi. Ma anche con impatti ambientali notevoli con l’emissione di oltre 500.000 tonnellate di CO2. La duplicazione delle reti infrastrutturali non ha senso industriale, economico ed ambientale". Lo ha detto il direttore generale di Inwit, Diego Galli, nel corso di una conference call straordinaria con gli analisti per fare chiarezza su alcune informazioni e dichiarazioni riguardanti il Master Service Agreement (Msa) e il rapporto i clienti 'anchor', Tim e Fastweb+Vodafone. 

"A ciò - ha ricordato - si aggiunge un tema di densificazione che sarebbe più rapida se i nostri anchor tenant si affidassero a Inwit che garantisce la migliore qualità ed estensione. In questi anni siamo diventati una macchina operativa efficiente realizzando 800 torri nuove ogni anno: è il processo migliore per la densificazione ma anche per la gestione finanziaria". 

Per Galli "è importante chiarire che, tutti i nostri prezzi sono in linea con il mercato. Sono anzi più vantaggiosi, e ben al di sotto della media europea perchè il canone Msa include anche diritti esclusivi a beneficio degli 'anchor', come il diritto di veto e spazi riservati extra sui siti esistenti, che non rientrano nei termini standard degli Msa nei benchmark internazionali. Precisiamo anche che "nel caso in cui un 'anchor' dovesse recedere, l'altro continuerà a beneficiare delle medesime condizioni economiche. Sottoscrivere un accordo per poi recedere dall'Msa dopo otto anni equivale a contrarre un mutuo ventennale con una banca per poi smettere di rimborsarlo dopo otto anni". Dopo la call il titolo Inwit ha chiuso con un rialzo del +3,26%. 

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Categoria: economia

11:44

'SMYL', su Prime Video serie con protagonisti veri professionisti della comunicazione

(Adnkronos) - Su Prime Video è sbarcata 'SMYL – Show Me Your Life', la serie diretta da Luca Secci che, in collaborazione con Digitalia 21, porta sul piccolo schermo non attori di professione, ma i professionisti che ogni giorno, nel silenzio delle sale riunioni e dietro le quinte delle aziende, risolvono crisi di comunicazione, smontano reputazioni compromesse e ne ricostruiscono di nuove. 'SMYL' non somiglia a nulla di già visto. Non è un documentario aziendale nobilitato dalla fotografia cinematografica, né un reality travestito da fiction. È qualcosa di diverso e, per certi versi, di più coraggioso: una storia che attinge al vissuto quotidiano di chi lavora nella consulenza strategica, nel branding, nella gestione della reputazione digitale, e la porta su un terreno narrativo dove il confine tra realtà e rappresentazione si assottiglia fino a scomparire. La prima puntata - presentata in anteprima il 13 marzo a Roma - racconta la vicenda di un attore intrappolato nell'immagine del 'cattivo' - dentro e fuori dallo schermo - che si rivolge a un team di specialisti per ricostruire la propria identità pubblica. Ci sono un coordinatore, Max Calore, che orchestra il lavoro come un direttore d'orchestra sartoriale; un esperto di brand positioning, Marco Lutzu, che ragiona come un allenatore di calcio davanti a una squadra in crisi; uno stratega della comunicazione digitale, Giando Santamaria, capace di riscrivere la narrazione di una persona sui motori di ricerca e sull'intelligenza artificiale; un maestro delle pubbliche relazioni, Gio Talente, che tesse reti invisibili; e un tecnico della comunicazione online, Michel Sainville, che trasforma i dati in percezione.  

Nessuno di loro recita. Tutti interpretano sé stessi, con la naturalezza e la competenza di chi quel mestiere lo fa davvero, ogni giorno, per aziende grandi e piccole. Il risultato è un prodotto che parla una lingua contemporanea con un'autenticità che il pubblico percepisce immediatamente. Le dinamiche che si sviluppano davanti alla camera – il brainstorming serrato, le idee scartate senza complimenti, la tensione tra creatività e pragmatismo, la ricerca di un 'gancio' narrativo capace di ribaltare una percezione radicata – appartengono alla realtà del lavoro invisibile che sostiene la comunicazione professionale. 'SMYL' ha il merito di rendere visibile questo mondo e di farlo con un ritmo e una cura formale che non hanno nulla da invidiare alle produzioni più blasonate. L'intuizione del regista Luca Secci sta tutta qui: dimostrare che per realizzare un prodotto cinematografico di qualità non servono necessariamente budget faraonici, ma servono ingegno, visione e soprattutto storie vere, storie vicine alle persone che ogni mattina si alzano e vanno a lavorare, storie che valga la pena portare sul grande e sul piccolo schermo.  

In un'epoca in cui l'industria dell'intrattenimento insegue algoritmi e format replicabili, 'SMYL' sceglie la strada opposta: parte dal reale, dal competente, dall'umano, e ne fa spettacolo senza tradirne la sostanza. "Il mercato cinematografico italiano, salvo alcuni casi, si è fatto ripetitivo, non perché manchino i creativi, ma perché produttori e ministeri hanno perso coraggio. Per andare avanti, serve perdere l'equilibrio, almeno un istante, ma è il solo modo per progredire e camminare. E si sa, quando stai fermo, vengono fuori tutti gli acciacchi", afferma Luca Secci. La serie entra con precisione chirurgica nei temi più urgenti del presente: il peso della reputazione digitale in un mondo dove il 40% delle persone chiede all'intelligenza artificiale un parere su chi siamo, la salute mentale nel mondo dello spettacolo, lo stigma che circonda l'alcolismo e le dipendenze tra i professionisti dell'entertainment, il coraggio di trasformare una caduta personale in un progetto imprenditoriale a impatto sociale. Lo fa senza retorica, senza l'insopportabile pedagogia di certo cinema a tesi, ma con la precisione chirurgica di chi quelle dinamiche le conosce dall'interno. 'SMYL' è, in definitiva, un atto di fiducia: nel pubblico, nella capacità delle storie ordinarie di diventare straordinarie quando sono raccontate con rispetto e mestiere, e nella possibilità che il cinema italiano sappia ancora sorprendere uscendo dai percorsi tracciati. 

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Categoria: spettacoli

11:37

La Direzione Nazionale di Meritocrazia Italia a Milano, 'L'Ordinamento sportivo alla luce art. 33 Costituzione'

(Adnkronos) - Si è chiusa presso l’NH Machiavelli di Milano la prima Direzione Nazionale di Meritocrazia Italia del 2026, che è anche la prima in assoluto nel capoluogo lombardo. Il titolo è L’ordinamento sportivo dopo l’art. 33 Cost. - il trionfo del merito anche a livello costituzionale. L’introduzione del riferimento al valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme all’art. 33 della Costituzione, che ha segnato un passaggio decisivo ai fini del riconoscimento dell’importanza dello sport sotto il profilo della formazione, della tutela della salute e del suo potenziale inclusivo. Moderato dal giornalista di Rai Sport Saverio Montingelli, l’evento è stato aperto dalla Coordinatrice nazionale di Meritocrazia Italia Paola Panza, che ha ricordato come questa riflessione sullo sport serva a riflettere sulla coesistenza di libertà, qualità e responsabilità in un sistema che favorisca la partecipazione di tutti. "Meritocrazia Italia nasce con l’ambizione di contribuire al dibattito pubblico con idee, competenze e capacità di proposta: un banco di prova che ci spinge a interrogarci su come orientare le scelte secondo criteri di merito e competenza". 

Gabriella Squitieri, che in Meritocrazia Italia ricopre il ruolo di Ministro per Merito, Turismo, Cultura, Impresa e Territorio, ha aggiunto che "Lo sport non è settore specifico che riguarda solo alcuni, riguarda tutti, ha valenza generale ai fini del benessere e della formazione dell’individuo, e il riconoscimento costituzionale avvenuto nel 2003 lo ha sancito. Lo sport è strettamente legato al merito, ma il riconoscimento costituzionale implica che il merito per essere riconosciuto vada organizzato. Per cui il lavoro più grande deve consistere oggi nel far ruotare alla perfezione ogni apparato del settore". Il tema del convegno è stato presentato dal Consigliere responsabile della struttura attuativa ed esecutiva di Meritocrazia Italia Alessandro Serrao. "Amo lo sport, e quando ho iniziato a fare sport c’era il piacere di giocare, di stare insieme, di crescere, gli idoli si vedevano per la competenza, non per quanto guadagnavano. Oggi i ragazzi non giocano a pallone col piacere e l’amore, con la voglia e la rinuncia – sì, rinuncia, lo sport è rinuncia, è sacrificio, è quello che abbiamo visto nelle paralimpiadi. Sono gli atleti paralimpici che incarnano il merito. Il riconoscimento costituzionale è il punto di partenza a che lo sport diventi un diritto, per tutti e di tutti, e istituendo un’altra istituzione educativa dopo famiglia e scuola, cioè appunto lo sport, incoraggia la formazione di sportivi e cittadini moralmente superiori. Se visto come mezzo di inclusione, lo sport fa crescere dal punto di vista fisico e ancor più morale ed etico". 

Da remoto, l’Avvocato dello Stato Paolo Del Vecchio, che si è occupato nella sua vita professionale anche di casi molto delicati come Calciopoli, ha osservato che la Costituzione dà un «riconoscimento, non qualcosa di nuovo, non penso che dobbiamo lavorare affinché lo sport divenga un diritto, perché lo sport diritto lo è di per sé. Il diritto allo sport è già previsto negli articoli 2 e 3 della Costituzione, quelli fondamentali. Di recente con la Curia e varie associazioni abbiamo messo in campo un comitato che si chiama Sport per Napoli e ha il compito di combattere la dispersione scolastica e fare in modo che lo sport sia leva sociale, per i ragazzi che in famiglia non trovano nessuno sbocco positivo. Andiamo anche nelle scuole, con Patrizio Oliva, gli schermidori, anche i calciatori, e propugniamo il merito sia come esempio sia come anelito, finalità". 

 

Il Presidente del Comitato Italiano Fair Play Ruggero Alcanterini ha affermato che c’è parecchio da fare sul fair play. "Non l’abbiamo inventato noi ma Shakespeare, visionario che di fronte al dramma della diaspora religiosa introdusse il tema nelle sue commedie. Lo stesso termine sport è letterario, deriva da diporto e l’autore ne è nientemeno che il Boccaccio, nel Decameron. La soluzione dunque credo sia quella di fare mente locale sul concetto di meritocrazia. Siamo condizionati dal merito travisato. Occorre essere razionali nelle scelte gestionali. Utilizziamo quello che c’è, che è tanto, lo Stadio Flaminio versa in stato d’abbandono ma non è colpa sua. Possiamo introdurre soluzioni con un minimo d’impegno. Scegliere significa anche rompere gli schemi. Non basta arrivare primi ma occorre l’idea del rispetto e della partecipazione". 

La responsabile nazionale di Meritocrazia Italia Alessia Fachechi ha apprezzato il fatto che il nuovo articolo 33 della Costituziona è stato passo importante "capace di riportare l’attenzione di tutta la comunità sul ruolo dello sport nella promozione della persona. Fu riforma votata all’unanimità. Oggi non posso non notare che le battaglie di riforma sono molto più difficili. Larga parte dell’ultima campagna è stata improntata al non toccare la costituzione, e fa strano che questo provenisse dalla parte politica che volle il taglio dei parlamentari. Evolvere richiede a volte scelte impopolari. Ricercare l’effettività dei diritti fondamentali solo nel testo scritto non porta da nessuna parte. In questo formalismo perbenista di oggi più diritti proclamiamo e meno ne abbiamo. La partita del merito si gioca tutta sul modo in cui la politica sarà in grado davvero di portare al centro lo sport. Fino a quando non saremo in grado di creare spazi nelle periferie a rischio di devianza, fino a quando non sarà inclusione culturale, fino a quando il calcio sarà business e non valorizzazione di talenti, ecco, hai voglia a parlare di promozione della salute". 

È poi intervenuto il già Consigliere di Stato ed ex giudice FIGC Carlo Buonauro, Buonauro: "Merito è parola impegnativa e meritocrazia, fusione di merito e potere, lo è ancor di più. Meritocrazia Italia ha il merito di averla compresa e divulgata nella valenza positiva. Il merito compare nell’art 34 della Costituzione, sull’istruzione da garantire a tutti (primo comma), più l’aggiunta del terzo comma, dove si dice che i capaci e meritevoli pur privi di risorse economiche devono accedere agli studi più alti. La Repubblica riconosce l’attività sportiva, come diritto naturale di cui l’ordinamento prende atto". 

 

Il Professore ordinario di Diritto sportivo e giudice FIGC Andrea Lepore, da remoto, ha dichiarato di non ritenere «che la riforma dell’articolo 33 abbia inciso moltissimo nel nostro ordinamento. Si parla di valore educativo e sociale, ma questi valori sono già inseriti nella Carta in vari articoli, fra cui il 3, dedicato all’eguaglianza sostanziale, o l’art 32 sul diritto alla salute. Il legislatore costituzionale ha insomma colto lo sport come valore strumentale, e oggi l’articolo 33 può essere un ottimo amplificatore. Ma va raffrontato con la realtà. Lo sport è molto diverso da cinquant’anni fa. Va raggiunto un nuovo equilibrio nell’applicazione dei principi. Una squalifica può essere commutata in disposizione rieducativa? Le sanzioni sono brutalmente concrete già se un atleta è dilettante, e se sono contrarie ai principi della Carta Europea dello Sport possono essere annullate. Che succede al giocatore che non ha potuto gareggiare e il suo club ha perso il campionato? Si rigiocano le partite? È bellissimo parlare di valori nello sport ma qui abbiamo problemi concreti". 

La Manager dello sport e rapporti istituzionali nonché Presidente della XVIII Commissione intergruppo parlamentare Sviluppo Sud, isole minori e aree fragili Michela Macalli ha specificato che "esiste un fondo dote famiglia che nel 2025 il governo aveva stanziato per 30 milioni di euro onde incentivare l’attività motoria e uno stile di vita sano per i minori in condizioni non agiate. E società di serie A lavorano in zone disagiate come le carceri minorili facendo attività di coinvolgimento e di inclusione di cui non si parla perché non fanno clamore, ma usano a fini positivi i numeri che rendono il calcio bacino d’utenza sociale importante, specie per gli stranieri. L’Italia – e ne sono orgogliosa – è ricca di volontari sportivi, lo sport è cultura. Poi c’è tutto il problema delle infrastrutture, che meriterebbe un convegno a parte".  

Il Presidente nazionale dell’ente di promozione sportiva Opes Juri Morico, da remoto, ha ricordato che «negli anni Ottanta lo sport era pop: oratori, giochi della gioventù ecc. Questo nonostante che nella Costituzione all’articolo 33 non ci fosse la parola sport e nello statuto del Coni non ci fosse la parola scuola. Noi di Opes abbiamo deciso di essere risorsa. Risorsa che genera valore, ma per questo bisogna avere il coraggio di giocare la partita del proprio tempo. Un buon proposito non garantisce il riconoscimento del merito. Parliamo della nostra res publica, parliamo di patrimonio condiviso, di beni mobili e immobilili, di generazioni e se abbiamo problemi all’interno dobbiamo ragionare su politiche di sistema". 

 

Il Professor Fabio Iudica, del corso integrativo in Diritto sportivo e contratti sportivi presso l’Università degli Studi di Milano, ha affermato che è basilare «riflettere su cosa significa merito nel calcio. Nei contratti il merito riguarda la prestazione. Ma oltre ai valori tecnici ci sono anche quelli umani. La strada è lastricata di eventualità negative. Gli abusi più diffusi sono quelli psicologici. Pensate alle federazioni della ginnastica artistica: diete pesanti, offese, vessazioni. Specie nei confronti dei minori si crea un rapporto quasi morboso fra allenatore e atleta, che all’allenatore è molto legato e dunque tace, così innescando un circolo pericolosissimo. Anche perché la prescrizione di questi reati è di soli quattro anni. Quali minori entro quattro anni vanno a denunciare il proprio istruttore, che può essere persino radiato? Merito è concedere anche la possibilità di sbagliare. Non dobbiamo essere tutti bravi. Diamo a questi giovani la possibilità di sbagliare". 

Simone Alberici, Presidente della Lega Nazionale Dilettanti Emilia Romagna, intervenendo da remoto ha illustrato come "da volontari sviluppiamo un’attività dilettantistica in un territorio che altrimenti si riempirebbe di ragazzi di strada. Abbiamo visto l’aumento di terapie psichiatriche infantili per questi giovanissimi che non si parlavano più. Credo che le società dilettantistiche abbiano il compito fondamentale di aggregare al fine di migliorare la socialità e la stessa società". Ha concluso la sessione un’intervista al Presidente nazionale di Meritocrazia Italia Walter Mauriello. "La sentenza Bosman che ha dato il via alla libera circolazione dei calciatori ha creato in Italia più che altrove un problema di fondo: ci sono alcune squadre italiane che non hanno un solo italiano fra i titolari. La media è fra i due e i tre. Ovvio che chi fa poi il selezionatore della nazionale ha difficoltà. Ci sono talenti italiani che però non hanno lo stesso appeal degli stranieri, i quali a loro volta non hanno necessariamente qualità superiore a quelle dei nostri. Non ci meravigliamo se l’Italia non ha partecipato agli ultimi due mondiali. Nel 1982 era una nazionale di qualità. Lo sport è parte della natura umana, nasce per rispondere al bisogno di caccia e sopravvivenza, e si sviluppa come fattore salutistico, che stimola una vita sana".  

Stimolato dal moderatore, Mauriello si è poi espresso ad ampio raggio illustrando la scelta post-ideologica di Meritocrazia Italia, "che non vuole essere né di destra né di sinistra, bensì apportatrice di intelligenza e cultura. E proprio in questo senso facciamo notare la grande affluenza alle urne nell’ultimo referendum, in controtendenza rispetto all’astensionismo, dovuta precisamente al fatto che stavolta nella scheda non c’erano simboli di partiti in cui la gente non si riconosce più. Insomma, la carta vincente per attrarre è la cultura. Semmai notiamo come aprirci alle altre culture ci abbia fatto perdere la nostra identità. Il professor Rodotà diceva che l’importante è la struttura che un paese dà alla propria identità culturale, per potersi interfacciare con gli altri. Rinforziamo dunque la nostra". 

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Categoria: sport

11:24

Anm, Parodi formalizza le dimissioni: "Lascio, serve presidente a tempo pieno"

(Adnkronos) - “Oggi lascio, sento il bisogno di tornare alla mia famiglia. Anm ha bisogno di un presidente a tempo pieno”. Così il presidente dimissionario dell’Associazione nazionale magistrati Cesare Parodi, intervenendo alla riunione del Comitato direttivo centrale della stessa associazione, la prima seduta dopo la vittoria del No al referendum e dopo che Parodi ha annunciato le sue dimissioni. 

Parodi ha confermato che resterà nel Cdc, ha spiegato che “quest’anno e’ stata un’esperienza straordinaria” ma ha ricordato il problema familiare per il quale ha deciso di fare un passo indietro parlando di una scelta che e’ “un passaggio obbligato”. Alle parole di Parodi i colleghi del Cdc si sono alzati in piedi e gli hanno tributato un lungo applauso. 

Con la vittoria del No al referendum dai cittadini è arrivata una “delega forte ma non in bianco. Abbiamo chiesto fiducia, ci è stata concessa ma dobbiamo meritarla”, ha poi aggiunto Parodi. "Se dopo il voto passa il messaggio che andava tutto bene allora la fiducia è destinata presto a venire meno, le fasi di vittoria sono le uniche in cui il cambiamento è veramente possibile", continua. "La storia delle istituzioni ci insegna che le riforme credibili si fanno quando non sono imposte ma scelte - spiega -. Dopo un simile risultato la magistratura non è sulla difensiva, non è costretta a reagire per paura quindi è il solo momento in cui il rinnovamento può apparire autonomo e non eterodiretto". 

“La nostra Carta è stata riconosciuta come casa comune, anche se tante persone hanno votato a favore (alla riforma ndr), e ciò è un segnale importantissimo e dice molto della fiducia che i cittadini continuano a riporre in questi valori”, ha detto ancora, aggiungendo: “Il dialogo con il Paese non è un episodio, deve diventare un metodo". Qualcuno, secondo Parodi, non è d'accordo perché si tratterebbe di un ruolo politico: "Noi non avremo mai un ruolo politico, che non ci compete e rifugiamo - continua - ma dobbiamo garantire la credibilità della giustizia e fare in modo che sia metabolizzata dalla società in senso corretto perché troppe persone operano in senso contrario per dare un’immagine della giustizia che non corrisponde a quella che veramente è". 

"Vorrei dire basta a tutte queste sciocchezze", ha poi detto a margine della riunione, rispondendo a una domanda su eventuali aspirazioni per il Csm. Parodi sottolinea di aver letto che c'è "il Pd che mi aspetta o che vado al Csm: io non ho mai neanche lontanamente avuto idee di questo tipo - sottolinea -. Mi ero candidato al Cdc per un obiettivo molto semplice: difendere la Costituzione". "Incredibilmente ci siamo riusciti, adesso torno alla mia famiglia che ha molto bisogno di me e al mio lavoro ad Alessandria che io amo ancora tantissimo - conclude riferendosi alle sue dimissioni -. Non ho nessun'altra aspirazione". 

 

"Mi dimetto sabato per gravi ragioni familiari", aveva anticipato all'Adnkronos il presidente dimissionario dell'Anm nel secondo giorno del referendum sulla giustizia. Una decisione che non aveva però nessun collegamento con la campagna referendaria o lo spoglio . "Assolutamente no", si era limitato a replicare in merito il presidente. 

La scelta di Parodi di comunicare pochi minuti prima delle 15 di lunedì scorso al Comitato direttivo dell'Anm le sue dimissioni da presidente, a quanto si apprendeva, sarebbe stata legata alla volontà di non collegare questa decisione all'esito del referendum. 

 

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Categoria: politica

11:20

Sport, Fachechi (Meritocrazia Italia): "Modifica Costituzione ha riacceso attenzione, ora servono azioni concrete"

(Adnkronos) - “La modifica dell'articolo 33 della Costituzione con l'inserimento dello sport ha avuto un valore culturale e politico molto importante perché ha riportato l'attenzione di tutta la comunità sul ruolo dello sport, sia dal punto di vista della promozione della persona, sia sul piano dell'aggregazione sociale, dell'inclusione e dell'integrazione a beneficio anche, ma non solo, delle persone più vulnerabili e in stato di difficoltà”. Sono le dichiarazioni di Alessia Fachechi, responsabile nazionale di Meritocrazia Italia, intervenuta alla prima giornata della consueta Direzione Nazionale che Meritocrazia Italia tiene ogni anno tra fine inverno e inizio primavera. “Dall'altro lato, però, cercare l'effettività dei diritti solo nel testo scritto non è sufficiente e in Italia ha portato una stratificazione normativa che ha affaticato l'amministrazione della giustizia e ha reso più difficile garantire quei diritti per cui tanto si combatte - spiega - Quindi, da questo punto di vista, il trionfo del merito è una battaglia che si gioca sul piano della concretezza e sarà un obiettivo raggiunto solo se l'azione politica sarà in grado di riportare lo sport al centro della scena, con riforme adeguate”. 

“Meritocrazia Italia ha portato all'attenzione delle istituzioni una serie di proposte sul piano del recupero infrastrutturale, della valorizzazione dello sport negli istituti scolastici, della valorizzazione delle attività sportive, soprattutto nei piccoli centri e nelle periferie, per il supporto alle aggregazioni sociali a rischio di devianza, per la valorizzazione e il miglior trattamento del lavoratore sportivo professionista - continua Fachechi - e per fare in modo che il calcio, ad esempio, che è lo sport nazionale, non sia più un business, ma esplichi al meglio la propria funzione sociale e si faccia strumento di valorizzazione dei giovani talenti”.  

“Lo sport insegna che il talento non basta per vincere, ma serve anche sacrificio. Allo stesso modo, per realizzare l'obiettivo di valorizzare lo sport e di raggiungere il traguardo del trionfo del merito, non è sufficiente proclamare diritti, ma è necessario intervenire sul piano dell'effettività, con serietà e sacrificio. L'incontro di oggi non vuole essere un momento celebrativo, ma un momento di assunzione di responsabilità, perché lo sport è una cosa seria”, conclude. 

  

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Categoria: sport

11:17

Sport, magistrato Buonauro: "Costituzione riconosce valore individuale e sociale dal 2023"

(Adnkronos) - “La Costituzione repubblicana, anche per ragioni storiche, non conosceva il fenomeno sportivo. Con la riforma del 2023 lo sport è entrato nella Costituzione, all'ultimo comma dell'articolo 33: ‘La Repubblica riconosce la pratica sportiva come valore individuale e sociale per il benessere fisico e psicologico delle persone’. Il tema centrale, oggi, è che la Costituzione prevede già il merito, assieme alla capacità, come criterio per far avanzare l'intera società italiana, ne parla a proposito dell'istruzione. Ora è necessario coniugare questi due elementi”. Così Carlo Buonauro, magistrato, giudice sportivo ed esperto di diritto sportivo, durante la prima giornata della consueta Direzione Nazionale che Meritocrazia Italia tiene ogni anno tra fine inverno e inizio primavera. 

“Anche nello sport, infatti, la meritocrazia deve trovare pieno fondamento. Sport non significa solo record o prestazioni straordinarie, ma anche che ciascuno possa raggiungere e superare i propri limiti, in condizioni di parità. Lo sport, per definizione, conosce la parità delle armi, il vinca il migliore, il fair play. Occorre tradurre questi valori in regole, sia nella pratica sportiva sia nella giustizia sportiva. Il merito, inteso come realizzazione della persona umana a pieno titolo, è necessario che entri nello sport”, conclude. 

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Categoria: sport

11:15

Controllo di polizia per Ilaria Salis in hotel, l'europarlamentare: "Segnalazione da Paese estero? In discussione la democrazia"

(Adnkronos) - A poche ore dal corteo 'No Kings' a Roma scoppia il caso Ilaria Salis, con l'eurodeputata Avs che ha denunciato sui social di essere stata sottoposta a un "controllo preventivo" in albergo in vista della manifestazione di oggi, sabato 28 marzo. Controllo effettuato, secondo quanto affermato dalla Questura di Roma come "atto dovuto" in adempimento a una "segnalazione proveniente da un Paese terzo del panorama europeo". Particolare che secondo Salis rende la vicenda ancora più grave "perché mette in discussione la democrazia in Europa".  

"L’Italia è ormai un regime", le parole scritte da Salis in mattinata sui social annunciando il controllo di polizia. "Questa mattina la polizia si è presentata all’alba nella mia stanza d’albergo a Roma per un CONTROLLO PREVENTIVO durato oltre un’ora in vista della manifestazione di oggi. A quanto pare - scrive l'eurodeputata -, effetto del Decreto Sicurezza. Rendiamoci conto a che punto siamo arrivati con il governo Meloni al potere…viviamo già in uno Stato di polizia. Ma non dobbiamo lasciarci intimidire. Manifestare è un diritto e lo dobbiamo difendere con tutte le nostre forze", la conclusione del post. 

 

"In merito al controllo che nelle prime ore della mattina ha interessato l’eurodeputata Ilaria Salis in una struttura ricettiva della capitale", spiega tuttavia la questura di Roma, si precisa che l'attività origina, "quale atto dovuto, da una segnalazione proveniente da un paese terzo del panorama europeo, che non consente margine di discrezionalità negli adempimenti richiesti alle autorità italiane". 

"Il personale intervenuto - spiega ancora la Questura - si è limitato a richiedere i documenti a lei e alla persona in sua compagnia. Nel momento in cui il personale si è reso conto che si trattava dell'europarlamentare ogni verifica è stata interrotta senza fare accesso alla stanza d'albergo; pertanto nessuna perquisizione e nessuno atto è stato compiuto. In nessun caso e in nessun modo l’identificazione può essere messa in correlazione con le recenti normative approvate sull’ordine pubblico. L’intervento della volante infatti è avvenuto su richiesta di un paese estero e sulla base di un sistema di collaborazione internazionale tra forze di polizia che è immutato da anni. Si esclude pertanto categoricamente che possa essere stato un controllo preventivo effettuato in relazione alla manifestazione di oggi, bensi di un atto dovuto in base agli obblighi internazionali". 

 

Sarebbe la Germania, a quanto si apprende, il Paese da cui è partita la segnalazione che ha portato al controllo dell'eurodeputata. L'alert è scattato nell'ambito del sistema di segnalazioni Schengen. 

"Ho appreso dalla stampa - afferma poi Saòlis arrivando al corteo del movimento No Kings - che si tratta di una segnalazione da parte di un paese estero e questo fatto rende la vicenda ancora più grave perché appunto sarebbe uno Stato estero a mettere in discussione il mandato che mi è stato conferito dagli elettori e le mie prerogative parlamentari. E' assolutamente gravissimo e si tratta proprio di una questione che mette in discussione la democrazia in Europa, perché oggi questo controllo lo subisco io, ma potrebbe subirlo qualunque parlamentare europeo senza nemmeno sapere le motivazioni". 

Dopo la denuncia di Salis, arriva intanto la protesta di Avs. "Questa mattina Ilaria Salis, nostra eurodeputata, ha denunciato di essere stata svegliata da due agenti di Polizia che si sono presentati nella sua camera d’albergo a Roma per effettuare un ‘controllo preventivo’. Nonostante lei si sia qualificata subito gli agenti hanno atteso quasi un’ora prima di andare via. Si tratta di una vicenda di una gravità inaudita, ancora peggiore perché avvenuta a poche ora dalla grande manifestazione di oggi pomeriggio", le parole dei leader Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. 

"Ė inaccettabile che in Italia - proseguono i leader rossoverdi - una parlamentare sia sottoposta a controlli preventivi. Il Governo Meloni ha deciso di sottoporre a controlli i parlamentari di opposizione ? Non siamo ancora diventati l’Ungheria di Orban e non intendiamo diventarlo. Su questa vicenda - concludono Bonelli e Fratoianni - pretendiamo parole di chiarezza dal ministro Piantedosi". 

 

 

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Categoria: politica

11:14

Sport, Mauriello (Meritocrazia Italia): "Merito sia parte integrante dell'azione sportiva"

(Adnkronos) - “Con il pacchetto di riforme, che presenteremo al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, così come a tutti gli organi istituzionali che regolano lo sport in Italia, cercheremo di dare una spinta forte affinché il merito sia parte integrante dell'azione sportiva”. Così Walter Mauriello, presidente nazionale di Meritocrazia Italia in occasione della consueta Direzione Nazionale che il Movimento organizza ogni anno tra fine inverno e inizio primavera e che quest’anno, per la prima volta, raduna tutta la dirigenza nel capoluogo lombardo. Il titolo dell’evento che ha preso il via a Milano è “L’ordinamento sportivo dopo l’art. 33 Cost. – il trionfo del merito anche a livello costituzionale" e fa riferimento alla riforma del 2023 con cui la pratica sportiva è entrata a far parte della Costituzione italiana come ‘valore individuale e sociale per il benessere fisico e psicologico delle persone’. 

“Nello sport italiano c'è meritocrazia, ma non ovunque. Nel tennis ce n’è tanta, nel calcio no. Bisogna trovare un punto di equilibrio. Inoltre, lo sport italiano non sta vivendo il suo momento di massimo splendore, alcuni sport ci stanno dando tante soddisfazioni, come lo sci e il tennis, ma il calcio no. - spiega - Anno dopo anno, credo che le istituzioni si stiano allontanando dal concetto di sport, sportivi e tifosi. Lo dimostra, ad esempio, il fatto che sono state organizzate competizioni sportive a Pasqua, perché il dio denaro vale di più della Passione, della famiglia, dello stare insieme”. 

“La scelta del tema di questa edizione è ricaduta sullo sport perché non vogliamo che esso sia una nicchia, una lobby, in cui conta solo la valutazione economica - conclude - ma desideriamo che sia ciò che insegna: l’essere amici pur essendo in competizione e l’avere un progetto comune alla società. Questo vuole essere un momento per creare una discussione e un’integrazione di contenuti che” stimoli “la collettività ad interessarsi dello sport, anche a livello istituzionale”. 

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Categoria: sport

11:08

Depositata lista nuovo Cda Fiera Milano, confermati Bonomi presidente e Conci ad

(Adnkronos) - Il comitato esecutivo di Fondazione Fiera Milano si è riunito per definire le proposte di corporate governance di Fiera Milano Spa che verranno portate in approvazione all’assemblea ordinaria della società, convocata per il prossimo 22 aprile. Il comitato esecutivo di Fondazione Fiera Milano, azionista di maggioranza con il 63,82% del capitale ordinario di Fiera Milano Spa, ha ringraziato il presidente, l’attuale amministratore delegato e i consiglieri per il lavoro svolto durante il loro mandato e ha deliberato all'unanimità la presentazione della nuova lista di amministratori.  

La proposta per il Consiglio di amministrazione per gli esercizi 2026/2027/2028 sarà così composta:: Carlo Bonomi, Francesco Conci, Maurizio Dallocchio, Michaela Castelli, Veronica Squinzi, Matteo Bruno Lunelli, Ferruccio Resta, Costanza Esclapon De Villeneuve e Maria Luisa Mosconi. Per il ruolo di presidente sarà indicato Carlo Bonomi, mentre verrà proposto al nuovo Cda di Fiera Milano Spa di conferire, in sede di assemblea, la carica di ad al consigliere Francesco Conci.  

“Con il deposito della lista, costituita da figure di altissimo profilo professionale, rinnoviamo l’impegno di Fondazione Fiera Milano a garantire una governance solida e in continuità con il percorso avviato -spiega il presidente di Fondazione Fiera Milano, Giovanni Bozzetti-. Desidero ringraziare i componenti del Consiglio uscente e augurare buon lavoro ai nuovi. La conferma di Carlo Bonomi e Francesco Conci dà continuità a un percorso che ha rafforzato il posizionamento di Fiera Milano Spa. Il sistema fieristico è una leva strategica per il Paese: dobbiamo continuare a fare sistema per sostenere le imprese, valorizzare il Made in Italy e competere sui mercati globali”.  

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Categoria: economia