Live Streaming

ULTIM'ORA

00:19

Tumori, fino a 4 casi su 10 prevenibili: nuova analisi Oms e Iarc

(Adnkronos) - Fino a 4 casi di cancro su 10 potrebbero essere prevenuti nel mondo agendo sulle principali cause evitabili, dagli stili di vita alle infezioni note per essere associate a un aumento del rischio. E' quanto indica una nuova analisi globale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e della sua agenzia specializzata nella ricerca sul cancro Iarc (International Agency for Research on Cancer). Lo studio - pubblicato alla vigilia del 'World Cancer Day', la Giornata mondiale contro il cancro che si celebra mercoledì 4 febbraio - esamina 30 cause di tumore prevenibili, tra cui tabacco, alcol, elevato indice di massa corporea, inattività fisica, smog, radiazioni ultraviolette e, per la prima volta, anche 9 infezioni cancerogene. Nel dettaglio, l'analisi stima che il 37% di tutti i tumori registrati nel 2022, circa 7,1 milioni di casi, sia legato a cause prevenibili. I risultati, spiegano gli esperti Oms, evidenziano "l'enorme potenziale della prevenzione nel ridurre l'impatto globale del cancro". 

 

Basandosi su dati provenienti da 185 Paesi e 36 tipi di cancro, lo studio identifica il tabacco come la principale causa prevenibile di tumore a livello globale, responsabile del 15% di tutti i nuovi casi, seguono le infezioni (10%) e il consumo di alcol (3%). Tre tipi di cancro - polmone, stomaco e cervice uterina - hanno rappresentato quasi la metà di tutti i casi prevenibili sia negli uomini che nelle donne, a livello globale. Il cancro ai polmoni è stato principalmente collegato al fumo e all'inquinamento atmosferico, il cancro allo stomaco è stato in gran parte attribuibile all'infezione da Helicobacter pylori e il cancro cervicale è stato causato in modo schiacciante dal Papilloma virus umano (Hpv). 

"Questa è la prima analisi globale a dimostrare quanto il rischio di cancro derivi da cause che possiamo prevenire", commenta Andre Ilbawi, responsabile del team Cancer Control all'Oms e autore dello studio. "Esaminando i modelli nei diversi Paesi e i gruppi di popolazione, possiamo fornire ai governi e alle persone informazioni più specifiche per contribuire a prevenire molti casi di cancro prima che si manifestino". L'incidenza dei tumori prevenibili è stata sostanzialmente maggiore negli uomini rispetto alle donne: 45% dei nuovi casi di cancro negli uomini rispetto al 30% nelle donne. Nell'universo maschile, il fumo ha rappresentato circa il 23% di tutti i nuovi casi di cancro, seguito dalle infezioni al 9% e dall'alcol al 4%. Tra le donne a livello globale, le infezioni hanno rappresentato l'11% di tutti i nuovi casi di cancro, seguite dal fumo al 6% e dall'alto indice di massa corporea al 3%. 

"Questo studio fondamentale è una valutazione completa dei tumori prevenibili a livello mondiale, e incorpora per la prima volta le cause infettive del cancro insieme ai rischi comportamentali, ambientali e occupazionali", illustra Isabelle Soerjomataram, vicecapo dell'Unità di sorveglianza del cancro della Iarc e autrice senior dello studio. "Affrontare queste cause prevenibili rappresenta una delle opportunità più efficaci per ridurre l'incidenza globale del cancro". I tumori prevenibili variano notevolmente nelle quote da una regione all'altra. Tra le donne, i tumori prevenibili risultavano andare dal 24% in Nord Africa e Asia occidentale al 38% nell'Africa subsahariana. Tra gli uomini, l'incidenza più elevata di tumori prevenibili è stata osservata in Asia orientale, con il 57%, e la più bassa in America Latina e nei Caraibi, con il 28%. Queste differenze riflettono, secondo gli esperti, la diversa esposizione a fattori di rischio comportamentali, ambientali, occupazionali e infettivi, nonché differenze nello sviluppo socioeconomico, nelle politiche nazionali di prevenzione e nella capacità del sistema sanitario. 

In generale i risultati mettono in luce la necessità di strategie di prevenzione specifiche per ogni contesto, "che includano misure di controllo del tabacco, regolamentazione dell'alcol, vaccinazione contro infezioni cancerogene come il Papilloma virus umano (Hpv) e l'epatite B, miglioramento della qualità dell'aria, luoghi di lavoro più sicuri e ambienti più sani per l'alimentazione e l'attività fisica", si elenca in una nota. Un'azione coordinata tra più settori, dalla sanità all'istruzione, dall'energia ai trasporti e al lavoro, può evitare a milioni di famiglie di affrontare il peso di una diagnosi. Affrontare i fattori di rischio prevenibili, fa notare l'Oms, non solo riduce l'incidenza del cancro, ma riduce anche i costi sanitari a lungo termine e migliora la salute e il benessere della popolazione. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

00:17

Maltempo, allerta meteo gialla oggi 4 febbraio: l'avviso per 12 regioni

(Adnkronos) - Nuova allerta meteo anche oggi, mercoledì 4 febbraio, per gran parte delle regioni del Centro e del Sud in Italia nella fase dominata dal maltempo diffuso. La pioggia continua a lasciare il segno, con il rischio di nubifragi e raffiche di forte vento su Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia. Sulle coste, possibili nuove mareggiate dopo quelle della scorsa settimana. 

In questo contesto, scatta un''ampia' allerta gialla che coinvolge una lunga lista di regioni: Umbria, Lazio, Basilicata, Calabria, Sicilia e su settori di Emilia-Romagna, Toscana, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia e Sardegna. 

 

In particolare in Toscana scatta l'allerta per rischio idrogeologico sul settore occidentale, la costa e l'arcipelago anche per rischio idraulico per tutta la giornata di oggi. Riflettori accesi anche sui fiumi: particolare attenzione per il reticolo minore valido per la zone della foce dell'Arno, il Valdarno inferiore, le Valli del Bisenzio e dell'Ombrone pistoiese, la Lunigiana, la Garfagnana, la Valle del Serchio, l’area lucchese, la Versilia e la Valle del Reno. 

Il rischio idrogeologico ed idraulico del reticolo minore interesserà anche le isole dell'arcipelago toscano, la Valdelsa e la Valdera, l’entroterra e la costa livornese, le Valli del Fiora, dell’Albegna, dell’Ombrone grossetano e la costa grossetana.  

 

In Campania, il rischio riguarda "precipitazioni improvvise e intense, anche se di breve durata, su tutto il territorio" ad eccezione di Alta Irpinia, Sannio e Tanagro. Si profilano fenomeni violenti, anche se non prolungati: rischio di grandine e nubifragi con conseguente aumento del livello dei corsi d'acqua, allagamenti di strade, caduta massi e frane. 

 

Le piogge non daranno tregua all'Italia nei prossimi giorni, ad eccezione di una parziale tregua domani, nel quadro delineato da Lorenzo Tedici. Il meteorologo responsabile media de iLMeteo.it prevede anche l'arrivo della neve sul Settentrione oltre i 500-800 metri sulle Alpi e sulle Prealpi. Mercoledì il maltempo colpirà nuovamente il Nord-Est, le regioni centrali tirreniche e la Sardegna con fenomeni che potrebbero risultare persistenti e forti. Dopo una breve tregua attesa per domani, i modelli meteorologici prevedono, con elevata attendibilità, una nuova perturbazione sull'Italia per venerdì 6 febbraio. La perturbazione atlantica dispenserà piogge sempre sulle stesse zone cioè lungo il versante tirrenico e sulle isole maggiori, oltra al Basso Tirreno, dalla Campania alla Calabria. 

 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

00:17

Zampaglione e il nuovo album dei Tiromancino: "Suonare è la mia medicina"

(Adnkronos) - Federico Zampaglione non aveva programmato nulla. Soprattutto un disco. E forse proprio per questo 'Quando meno me lo aspetto', il nuovo album dei Tiromancino, in uscita il 6 febbraio prossimo è nato spontaneamente. Un disco libero, radicato nel blues e nella vita vissuta, che racconta un Federico Zampaglione disilluso ma non cinico e soprattutto capace di trasformare la musica in una medicina per affrontare il mondo. "La mia è una vita intera passata nella musica - confessa Zampaglione - e mi fa strano. Pensavo che l'album uscito nel 2021 ('Ho cambiato tante cose', ndr.) sarebbe stato l'ultimo, ma ci sono caduto di nuovo. Penso che questo sia il disco più libero che abbia fatto nella mia carriera. Sono entrato in studio con Leo Pari e con Simone Guzzino, e con l'idea di non fare un album, ma di registrare delle idee. A volte, però, ti accorgi che quando non hai scadenze e aspettative, la musica è più libera e più sincera".  

 

Quando si è reso conto che c’era un buon numero di pezzi, li ha fatti ascoltare al suo storico discografico, Mario Sala, che l'ha incoraggiato a pubblicarli. Ed è venuto fuori l'album, il cui titolo racconta il modo in cui è stato pensato. "Ci ho messo dentro più chitarra del solito, il blues e le mie passioni musicali, suonando di più: un disco con canzoni nel mio stile e influenze musicali più evidenti, legate al blues e al rock”. Quattordicesimo lavoro in studio per la band romana, il disco arriva trainato dai singoli 'Gennaio 2016', e da 'Sto da Dio', due facce complementari di un lavoro che unisce intensità cantautorale e radici blues, attraversando rock, country, elettronica, reggae e suggestioni anni Settanta. Undici brani inediti che gettano lo sguardo su una società sempre più concentrata sull'apparire. E che Zampaglione osserva con inquietudine: "Fare un disco oggi non può evitare di parlare della società, di quello che vediamo ogni giorno, di temi che vanno oltre un film horror - spiega -. Mi riferisco al caso Epstein e a tutto quello che ci sta dentro: non siamo così ingenui da non vedere, ma immaginiamo".  

Per Zampaglione si tratta di una società che oggi risulta "molto difficile" e che è "sbrigativa nel giudicare e nel prendere posizione". "C’è voglia di sentenziare, che fa parte di tutti, legata all'apparenza - osserva l'artista - bisogna sempre attaccare od osannare nel più breve tempo possibile. È una società difficile, in cui ci si può mettere in conflitto con sé stessi e sentirsi inadeguati. Spesso non si cerca l'essenza, ma qualcosa che ti faccia sembrare in un certo modo, e questo crea squilibri. Era inevitabile parlare anche di questo”. Da qui nasce anche ‘Scomparire nel blues’, brano manifesto del progetto: “Racchiude una sorta di isola felice - sottolinea il cantante -. Quando torno a casa con la testa piena di pensieri, suono blues e mi immergo in qualcosa che mi cura, perché la musica, al di là del tempo, è la mia medicina per tutte le problematiche che ci circondano”.  

Il blues è anche il filo conduttore sonoro del disco, sostenuto da un uso più deciso e consapevole delle chitarre: "Erano arrabbiate con me, dicevano: 'Ci suoni?' - scherza Zampaglione -. In precedenza usavo le chitarre come collante tra voce e strumenti, mentre dal vivo uscivano fuori ancora di più, quindi c'era uno stacco tra live e disco. In questo caso ho usato chitarre che nel pop non si usano di solito, come la Dobro, usata anche da Mark Knopfler nel disco dei Dire Straits 'Brothers in Arms', insieme a soluzioni più moderne, ma recuperando l'idea del blues più arcaico". Tra le presenze più importanti del progetto c’è ancora una volta il padre Domenico, professore di Filosofia e storico collaboratore nei testi: "Non è mai finita con lui - evidenzia - è sempre stato un elemento della band, in qualche modo. Abbiamo iniziato a scrivere insieme nel 2004 con 'Amore impossibile'. Anche qui ci sono suoi testi, come 'Gli alieni siamo noi' e 'Una vita', un viaggio notturno nella memoria”. 

'Sto da Dio' diventa, invece, una presa di distanza dal culto della visibilità: "Nasce dall'idea di dover stare sempre sotto i riflettori - dice Zampaglione - se non ti fai vedere, qualcuno può prendere il tuo posto. In parte è anche vero, ma è per dire: prendete il mio posto, io ho trovato un equilibrio e sto bene anche così. Il mondo delle aspettative distrugge, sono pericolosissime. Mi sono concesso il lusso di non avere più aspettative sulle persone o su quello che faccio: le vivo e basta". Un approccio che riflette anche la genesi spontanea del disco: "È un disco nato così, come un figlio che non ti aspetti. Non c’è stata una progettualità, è voluto nascere da solo". Lo sguardo di Zampaglione resta però aperto sulla scena contemporanea: "Non voglio fare di tutta l'erba un fascio - premette -. C'è tanto in giro. Quando ero ragazzino gli artisti italiani erano 20 o 25, poi col tempo si è allargato il panorama, ed è più facile che aumenti il numero di persone che fa male questo mestiere. Ma va detto che ci sono tante cose interessanti e artisti che fanno dischi che sentono veramente, non solo perché lo devono fare". 

Il nuovo disco di Kid Yugi, 'Anche gli eroi muoiono', ad esempio, "mi è piaciuto molto - ammette - perché ha cose da dire e lo fa in maniera onesta, così come Franco 126, che ho visto nascere, o gli album di Calcutta. Ci sono cose che resteranno nel tempo e cose che non resteranno". La musica, per lui, resta uno strumento di cura, come nel cinema, altro territorio che continua a frequentare: "Sono due mondi diversi - fa notare -. La musica la puoi fare anche in modo isolato, mentre nel cinema connetti più persone. Quello del regista è un lavoro molto mentale, esce fuori di me una parte più meticolosa. Sul set ricerchi un impulso fisico ma è un lavoro stratificato. Nella musica puoi scrivere anche canzoni in cinque minuti, nel cinema no: non è così rilassante". Nel frattempo, è pronto anche il suo nuovo film, 'The Nameless Ballad', thriller horror ambientato nel mondo della musica.  

 

Guardando al suo rapporto con Sanremo, Zampaglione confessa che è segnato da emozioni contrastanti: "Ogni anno, verso l’inizio dell’estate, dico: 'Quest'anno bisogna andare. Lo dico da 12 anni. Poi quando l'estate finisce vado in paranoia, perché la mia parte emotiva mi mette a disagio". A Sanremo nel 2000 con 'Strade' "arrivammo secondi, senza aspettative". Nel 2008, invece, "fu catastrofico e andò male". Le aspettative, ricorda, "erano alte e mia madre mi disse di prometterle di non tornarci più, perché ero stressato. Poi venne a mancare e io ho sempre questo freno a mano". Anche quest'anno il copione si è ripetuto: "Avrei voluto portare 'Quando meno te lo aspetti', ma emotivamente, purtroppo, subisco quel palco - spiega - è un mio limite. Vedo alcuni colleghi affrontarlo come se niente fosse ma a me viene l'ansia".  

La situazione è cambiata l'anno scorso, quando all'Ariston è tornato nella serata delle cover insieme a Willie Peyote e Ditonellapiaga con il brano di Franco Califano 'Un tempo piccolo': "L'ho vissuto con spirito diverso - argomenta -, ma in generale dovrei forse risolvere dei blocchi interiori. Quello è un palco difficile, tutti ti vedono e giudicano per quei 3 minuti e mezzo: se canti male o non sei al massimo sei quella cosa lì dal giorno dopo. Hai paura di non fare una cosa eccezionale e può venire fuori una performance incerta. Se tornerò? Mai dire mai". E lo stesso vale per il palcoscenico del Premio Tenco: "Se mi chiamano e mi premiano ci vado volentieri" sottolinea. Il suo rapporto con il successo e con il tempo è cambiato dopo aver rischiato la vita nel 2024 a causa di gravi complicazioni insorte dopo un intervento chirurgico di routine alla colecisti: "Quando ho visto la morte in faccia mi sono reso conto di com'è la vita: in un secondo non ci sei più. Non ho aspettative. Fortunatamente me la sto godendo così e sono contento del disco". 

Le collaborazioni, come quella con Franco 126, restano centrali, purché sincere: "Dipende dallo spirito: se hai cose in comune con un artista mi piacciono, se sono calcolate perdono valore artistico". E proprio Franco 126, con il quale ha collaborato per 'Sto da Dio' è al centro di un legame che va oltre la musica: "Lui è una sorta di fratellino. Siamo anche vicini di casa, ci vediamo spesso, abbiamo fatto diverse canzoni insieme". Dopo l'uscita dell'album, i Tiromancino torneranno dal vivo con il 'Quando meno me lo aspetto Tour', al via il 10 aprile prossimo dall’Auditorium Parco della Musica di Roma. Una tournée teatrale intima, arricchita da un quartetto d'archi, che alternerà i classici come 'La descrizione di un attimo', 'Per me è importante' e 'Due destini' ai nuovi brani, con grande spazio alla chitarra e all’improvvisazione. (di Federica Mochi) 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

00:15

Iran-Usa, venerdì i colloqui: il vantaggio di Trump, i dubbi su Khamenei, l'apertura di Teheran

(Adnkronos) - Per la terza volta da quando è tornato alla Casa Bianca, Donald Trump tenta la strada di un accordo sul nucleare con l'Iran. I colloqui in programma venerdì - dove non è ancora dato sapere con certezza, forse a Istanbul o, come chiesto da Teheran, forse in Oman - mettono però alla prova soprattutto la Guida Suprema, Ali Khamenei, chiamata a decidere se aprire a un compromesso o rischiare una nuova escalation militare con gli Stati Uniti. Che intanto, nelle scorse ore, hanno abbattuto in segno di avvertimento un drone di Teheran nel Mar Arabico, giudicato troppo vicino alla portaerei Abraham Lincoln. 

Washington sostiene che l'iniziativa diplomatica sia sincera. Ma il contesto è carico di diffidenza: Trump ha già abbandonato una volta il tavolo dei negoziati per passare all'uso della forza, e molti funzionari Usa - come evidenzia un articolo di Axios - dubitano che Khamenei sia disposto anche solo ad avvicinarsi alle condizioni poste dalla Casa Bianca. 

Trump arriva all'appuntamento di Istanbul con un forte vantaggio negoziale. Gli Stati Uniti hanno rafforzato in modo significativo la loro presenza militare nel Golfo, creando una minaccia credibile di intervento armato. Allo stesso tempo, il regime iraniano appare debole, fiaccato dalle proteste di massa represse nel sangue. 

L'ultimo ciclo di colloqui sul nucleare si è concluso con la guerra. A giugno - ricorda Axios - Trump ha prima dato un via libera tacito agli attacchi israeliani e poi ha ordinato raid diretti contro le infrastrutture nucleari iraniane. 

Un secondo tentativo diplomatico era stato avviato lo scorso autunno, quando Washington aveva cercato di sfruttare il timore iraniano di un ritorno delle sanzioni ('snapback') per convincere Teheran a rinunciare all'uranio arricchito ad alti livelli. Anche quel canale si è arenato, complicato dalla profonda sfiducia generata dall'operazione militare di giugno. 

Funzionari Usa insistono sul fatto che l'invio di Steve Witkoff e Jared Kushner a Istanbul, per incontrare il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, non sia una copertura per un nuovo attacco a sorpresa. Tuttavia gli Stati Uniti hanno concentrato nella regione una quantità significativa di mezzi militari, pronti all'uso nel caso Trump decidesse di ricorrere nuovamente alla forza. Tre settimane fa il presidente era arrivato a un passo dall'autorizzare nuovi raid, in risposta all'uccisione di migliaia di manifestanti, ma poi si era fermato. 

Un alto funzionario Usa ha spiegato che Trump "non vuole davvero arrivare a un'azione militare". Se a giugno il presidente riteneva che le attività nucleari iraniane rappresentassero una minaccia "legittima e imminente", "ora non la percepisce allo stesso modo". 

Tre consiglieri di Trump hanno dichiarato ad Axios che in questa fase un'operazione militare non sarebbe la scelta giusta. Secondo uno di loro, questo scetticismo è condiviso da buona parte dell'entourage del presidente. Un altro ha avvertito che un attacco rischierebbe di compromettere l'intera agenda della Casa Bianca in Medio Oriente e oltre. 

Dal canto suo, in vista dei colloqui di Istanbul, l'Iran sarebbe disposto a quella che viene considerata una concessione importante: fermare o sospendere il suo controverso programma nucleare. Ad affermarlo sono stati due funzionari iraniani citati dal New York Times che sottolinea come la Repubblica Islamica preferirebbe comunque la proposta avanzata dagli Stati Uniti lo scorso anno, prima dell'escalation, riguardo alla creazione di un consorzio regionale per la produzione di energia nucleare. 

Nel frattempo però Ali Shamkhani, consigliere politico della Guida Suprema dell'Iran, ha messo in chiaro che l'Iran non ha intenzione di trasferire all'estero le scorte di uranio arricchito. "Non c'è motivo di spostare il materiale fuori dall'Iran", ha detto Shamkhani in un'intervista alla tv libanese Al Mayadeen rilanciata dai media iraniani. 

Il programma nucleare iraniano è "pacifico", ha ripetuto Shamkhani, che è anche nel Consiglio supremo di Difesa nazionale. "L'arricchimento (dell'uranio) al 60% può essere ridotto al 20%, ma devono offrire qualcosa in cambio", ha aggiunto, insistendo per "negoziati limitati agli Stati Uniti e al dossier nucleare". Trattative, ha ribadito, da tenere "lontano dal clima di minacce e da strumenti di coercizione" ed "evitando "richieste illogiche e irragionevoli". Sugli attesi negoziati, secondo Shamkhani saranno "preceduti da trattative indirette" e "se ci sarà accordo e rapidamente, si potrà passare a negoziati diretti". 

Sempre secondo quanto scrive il New York Times, che cita due fonti iraniane e un funzionario americano, il capo della diplomazia iraniana, Abbas Araghchi, e l'inviato di Donald Trump, Steve Witkoff, comunicherebbero via sms. 

A poco più di 48 ore dal 'traguardo' di istanbul, e al di là della reciproca diffidenza, è arrivato intanto il primo potenziale ostacolo alla trattativa. L'esercito Usa ha infatti abbattuto un drone iraniano che si stava avvicinando alla portaerei Abraham Lincoln nel Mar Arabico. Il drone iraniano Shahed-139 - ha spiegato una fonte a Reuters - stava volando verso la portaerei ed è stato abbattuto da un caccia statunitense F-35. 

A confermare ma anche a rassicurare poco dopo la diffusione della notizia, ci ha pensato la Casa Bianca. "Il Comando Centrale degli Stati Uniti - ha spiegato a Fox News la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt - ha agito in modo appropriato quando ha intercettato un drone iraniano", ma i colloqui previsti con l'Iran - ha assicurato - proseguiranno come previsto. 

Interpellato al termine della giornata dalla stampa nello Studio Ovale, il presidente Trump ha rilanciato le rassicurazioni già anticipate dalla portavoce: "Stiamo negoziando. Hanno avuto l'opportunità di fare qualcosa tempo fa, non ha funzionato e c'è stata la nostra operazione 'Midnight hammer'. Ora - ha ribadito - stiamo negoziando". 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

00:15

Ucraina, Trump: "Putin ha rispettato la tregua". La 'bugia' del presidente Usa

(Adnkronos) - ''La tregua era da domenica a domenica, Putin ha mantenuto la parola". Firmato, Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti sostiene che la Russia abbia sospeso per una settimana, da domenica 25 gennaio a domenica 1 febbraio, gli attacchi sulle città dell'Ucraina. Non è così, le parole di Trump nello Studio Ovale non rispondono alla realtà. La tregua accordata dal presidente russo Vladimir Putin non è durata 7 giorni e, di fatto, ha retto per poche ore. "E' molto, una settimana", dice Trump con un'interpretazione dei fatti a dir poco approssimativa. 

La capitale Kiev è stata risparmiata dagli attacchi per circa 4 giorni. Il 28 gennaio, nel pieno della tregua che sarebbe scattata secondo Trump, i raid hanno mietuto 2 vittime nell'area della capitale. Altre zone dell'Ucraina, al di là degli annunci, sono state colpite senza soluzione di continuità.  

 

Solo il 30 gennaio, ad esempio, Kiev ha denunciato i raid di 85 droni. Almeno due persone sono morte e altre tre sono rimaste in attacchi nel Donetsk, nelle cittadine di Raygorodka e Alekseevo-Druzhkovka. Le forze di difesa ucraine hanno abbattuto o neutralizzato 64 droni Shahed, Herbera, Italmas, degli 85 impiegati da Mosca nella notte, nel nord, nel sud e nell'est del Paese.  

Putin, ha annunciato Trump venerdì scorso, avrebbe accettato di fermare gli attacchi contro le città ucraine nel pieno di un inverno estremamente rigido. "Lì fa davvero freddo, la tregua era da domenica a domenica. Io vorrei che Putin ponesse fine alla guerra, ma accettiamo tutto, visto che lì fa davvero freddo", ripete Trump. 

Diversa la lettura del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Il leader di Kiev ritiene che i russi abbiano "infranto la promessa'' fatta a Trump. "Il presidente degli Stati Uniti ha chiesto di astenersi dagli attacchi contro l'energia e le infrastrutture durante le riunioni dei nostri team negoziali", dice Zelensky, ricordando che "Trump ha detto che avremmo dovuto astenerci dagli attacchi per una settimana. In realtà, sono iniziati venerdì sera e stasera i russi hanno infranto la promessa". Zelensky chiede se "la Russia ora creda che in una settimana ci siano quattro giorni incompleti invece di sette, oppure se stia davvero scommettendo solo sulla guerra". Per Trump, però, non è così. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

21:34

Nkunku lo salta, Ravaglia lo abbatte: calcio di rigore giusto in Bologna-Milan?

(Adnkronos) - Episodio arbitrale in Bologna-Milan. Oggi, martedì 3 febbraio, nella sfida valida per la 23esima giornata di Serie A, i rossoneri hanno firmato il gol del 2-0 grazie a un calcio di rigore conquistato e realizzato da Christopher Nkunku. Succede tutto al 38': Modric lavora il pallone tra le linee per Loftus-Cheek, che serve un assit perfetto per l'attaccante francese. Nkunku, solo davanti a Ravaglia, sposta il pallone ma trova il contatto con il portiere del Bologna in uscita: Manganiello non ha dubbi e indica il dischetto. 

Le immagini mostrano come, nel tentativo di colpire il pallone, Ravaglia trovi le gambe di Nkunku, che sbatte sul petto del portiere rossoblù, slanciato verso la sfera, e cade. Il check del Var serve non solo a confermare il contatto falloso tra i due, ma anche a verificare la posizione dell'attaccante milanista. 

Dopo alcuni secondi di attesa, la posizione di partenza sull'assist di Loftus-Cheek viene giudicata buona e il rigore confermato. Il successivo piatto destro proprio di Nkunku spiazza Ravaglia e vale il 2-0. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

21:15

Usa, la Camera approva pacchetto finanziamenti per porre fine a shutdown

(Adnkronos) - La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato un pacchetto di finanziamenti per porre fine a oltre tre giorni di shutdown di una parte dell'amministrazione federale. Donald Trump dovrebbe firmare presto il provvedimento ponendo così ufficialmente fine alla paralisi in atto da sabato, sullo sfondo delle divergenze tra repubblicani e democratici sul finanziamento della polizia dell'immigrazione (Ice). 

Per appena un voto, 216 sì contro 215 no, il pacchetto per il Bilancio aveva prima passato la cruciale votazione procedurale che permetterà di mettere fine allo stallo. All'inizio due repubblicani - Thomas Massie ormai diventato la spina nel fianco per Donald Trump, e John Rose - avevano votato contro la misura, ma poi quest'ultimo, dopo aver parlato con lo Speaker Mike Johnson e altri membri della leadership, ha cambiato il suo voto.  

Il pacchetto di oltre 1,2 trilioni di dollari contiene i fondi per dipartimento della Difesa, di Stato, del Tesoro, della Sanità e dell'Istruzione. 

Il secondo shutdown del governo federale in un anno di seconda presidenza Trump è iniziato la notte del 30 gennaio, dopo che i fatti di Minneapolis hanno interrotto i negoziati bipartisan che erano sulla dirittura d'arrivo per avere il bilancio approvato prima della nuova scadenza. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

21:02

Superenalotto, numeri e combinazione vincente oggi 3 febbraio

(Adnkronos) - Nessun '6' né '5+1' al concorso del Superenalotto di oggi, martedì 3 febbraio 2026. Centrati invece nove '5' che vincono ciascuno 20.868,64 euro. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 115.900.000 euro. 

 

Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: 

- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; 

- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; 

- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; 

- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; 

- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. 

 

La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. 

La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. 

 

E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. 

 

Ecco la combinazione vincente del concorso di oggi del Superenalotto: 11, 16, 17, 41, 42, 46. Numero Jolly: 70. Numero SuperStar: 57. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

20:13

Usa, l'ex marito della first lady Jill Biden incriminato per l'omicidio della moglie

(Adnkronos) - L’ex marito dell’ex first lady Jill Biden, il 77enne William "Bill" Stevenson, è stato incriminato per omicidio di primo grado per la morte della moglie Linda Stevenson, 64 anni, trovata senza vita nella loro abitazione di Wilmington, nel Delaware. Secondo la polizia della contea di New Castle, citata dal New York Post, gli agenti erano intervenuti la notte del 28 dicembre dopo una segnalazione per una lite domestica e avevano trovato la donna priva di sensi sul pavimento del soggiorno; nonostante i tentativi di rianimarla, Linda era stata dichiarata morta nelle prime ore del 30 dicembre.  

Le indagini, avviate per le circostanze sospette del decesso, hanno portato all’arresto di Stevenson: l’uomo, che non ha versato la cauzione fissata a 500.000 dollari, è stato trasferito in carcere. 

Stevenson era stato sposato con Jill Biden dal 1970 al 1975: secondo quanto da lui stesso raccontato in passato, i due lavorarono insieme alla prima campagna per il Senato di Joe Biden nel 1972 e in quell’occasione Jill si sarebbe avvicinata al futuro presidente. Nello stesso anno la prima moglie di Joe Biden, Neilia, e la loro figlia neonata morirono in un incidente stradale. Stevenson ha sempre sostenuto di aver iniziato a sospettare una relazione tra Joe e Jill nel 1974, mentre i Biden hanno affermato di essersi conosciuti solo nel 1975, dopo essere stati presentati a un appuntamento, quando lui era già vedovo e Jill si era separata da Stevenson. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

20:13

Scontri Torino, la bozza di risoluzione del centrodestra: "Attacco a Stato, più tutele per agenti"

(Adnkronos) - Il centrodestra chiede al governo di "proseguire lo sgombero di beni e immobili illegalmente occupati secondo i criteri oggettivi di priorità stabiliti dalle Prefetture" e di valutare "iniziative normative volte a incrementare le assunzioni per concorso nei corpi di polizia", rafforzando al tempo stesso le tutele, "sotto il profilo sia normativo sia economico", per gli appartenenti alle forze dell'ordine. È uno dei passaggi chiave della bozza di risoluzione - visionata dall'Adnkronos - che la maggioranza presenterà domani al Senato, in occasione delle comunicazioni del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi sugli scontri avvenuti a Torino durante il corteo per il centro sociale Askatasuna. 

Nel testo (ancora suscettibile di modifiche, specificano fonti parlamentari di maggioranza) si impegna inoltre l'esecutivo "a farsi latore della solidarietà del Senato e della Nazione agli agenti feriti e a tutte le forze dell'ordine, in tutte le sedi opportune", ribadendo un sostegno politico pieno all'azione delle forze di polizia impegnate nella gestione dell'ordine pubblico.  

La risoluzione esprime "la più ferma e incondizionata condanna per le violenze che hanno avuto luogo a Torino e in generale per ogni uso di violenza nelle manifestazioni", accompagnata dalla "piena solidarietà agli agenti feriti e a tutte le forze dell'ordine". Per il centrodestra, quanto accaduto rappresenta infatti "l'ennesima, inaccettabile manifestazione di un clima di crescente ostilità e violenza nei confronti degli uomini e delle donne in divisa", un clima che viene definito come "un attacco diretto allo Stato" e ai suoi presidi di legalità. 

Nel ricostruire i fatti, la risoluzione parla esplicitamente di episodi "riconducibili a guerriglia urbana preordinata e pianificata", caratterizzati dal "lancio ad altezza d'uomo di pietre, razzi e biglie di ferro", dall'uso di "bombe carta" e di "bastoni, sbarre di ferro, altri oggetti contundenti e luci laser". Nel corso degli scontri "un blindato appartenente alle forze di polizia è stato dato alle fiamme", così come "numerose automobili parcheggiate in strada e cassonetti dei rifiuti". 

Secondo il testo, il corteo - che ha visto la partecipazione di migliaia di persone - è degenerato quando "un gruppo consistente di soggetti, travisati con abiti scuri, maschere, caschi e passamontagna", dopo aver acceso "una fitta coltre di fumogeni", si è diretto compatto contro lo sbarramento delle forze dell'ordine posto a protezione dell'ex sede di Askatasuna.  

La risoluzione ricorda infine che tra la sera del 31 gennaio e il 1° febbraio "oltre un centinaio di appartenenti alle forze di polizia sono stati feriti" e che un agente della Polizia di Stato è stato aggredito "da una decina di persone con armi improprie", mentre svolgeva il proprio servizio. Un quadro che, per la maggioranza, rende necessario ribadire che "lo Stato tutela la proprietà privata e il demanio pubblico da occupazioni illegali di qualsiasi natura" e che gli sgomberi "rappresentano un dovere dello Stato che non giustifica in alcun modo forme di violenza e devastazione". 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: politica

19:51

Ucciso il figlio di Gheddafi Saif al-Islam: chi era

(Adnkronos) - Saif al-Islam Gheddafi, figlio Saif al-Islam del deposto leader libico Muammar Gheddafi, è stato ucciso vicino a Zintan, a sud della Libia. Media considerati vicini a Saif ne hanno confermato la morte.  

Secondo quanto riferito da Al Arabiya, citando una fonte vicina alla famiglia Gheddafi, a colpirlo mentre si trovava nel giardino della sua abitazione sarebbero state quattro persone fuggite rapidamente dalla scena subito dopo il raid. Secondo la fonte, scontri armati tra milizie locali e milizie fedeli all'ex regime di Gheddafi sono successivamente proseguiti per diverse ore, nella zona di al-Hamada e nei pressi di Zintan. 

Di "assassinio" ha parlato anche l'emittente televisiva saudita "Al-Hadath", citando una fonte vicina alla famiglia di Seif al-Islam Gheddafi, che ha sottolineato il coinvolgimento dei quattro uomini nell'omicidio. Al Jazeera ha riferito, invece, che "la sua morte è avvenuta in circostanze misteriose". 

Saif al Islam, secondogenito del leader libico ucciso nel 2011 di cui era considerato l'erede politico, e il volto riformista del regime, 53 anni, guidava il Comitato di riconciliazione nazionale libica. Da alcuni mesi denunciava il preoccupante deterioramento della sicurezza in Libia e il rischio di una nuova guerra civile. Laurea in ingegneria, dottorato alla London School of Economics, aveva a lungo operato in seno al regime, con ruoli diplomatici e filantropici, alla guida della fondazione caritatevole intitolata al padre e del fondo sovrano libico. Dopo la caduta del padre, era stato incriminato dalla Corte penale internazionale per crimini contro l'umanità commessi durante la repressione delle proteste nel 2011 e in seguito detenuto per quasi sei anni a Zintan dalle milizie dopo essere stato catturato nel sud del Paese.  

Era stato condannato a morte in contumacia da un tribunale di Tripoli. Era in seguito tornato come protagonista della frantumata scena politica del suo Paese. Saif al Islam era considerato come il fautore di un riavvicinamento della Libia all'Occidente fra il 2000 e il 2011, dopo aver convinto il padre a rinunciare al suo programma nucleare e al rilascio dei sei infermiere bulgare accusate di aver infettato bambini con l'Hiv in un ospedale libico. Aveva negoziato i risarcimenti per i familiari delle vittime della tragedia aerea su Lockerbie del 1988, dell'attacco al nightclub di Berlino e all'abbattimento del volo della Uta del 1989.  

  

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

19:45

Petardo contro Audero, arrestato 19enne: è un ultras dell'Inter

(Adnkronos) - È stato arrestato l'ultras dell'Inter che domenica scorsa ha lanciato una bomba carta allo stadio 'Giovanni Zini', durante la partita Cremonese-Inter. Il grosso petardo, lanciato pochi minuti dopo l'inizio del secondo tempo dal settore dei tifosi ospiti, è esploso a poca distanza dal portiere della Cremonese, Emil Audero, caduto a terra in evidente stato di stordimento, motivo per cui l'arbitro ha sospeso la gara, per consentire l'intervento dei soccorritori.  

Dopo aver condotto le indagini, la Digos della Questura di Cremona, grazie all'analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza dello stadio e della Scientifica, è riuscita a individuare l'autore del lancio della bomba carta, tratto in "arresto differito entro le 48 ore dal fatto", come previsto dalla normativa di contrasto alla violenza sportiva. L'arrestato di 19 anni risulta far parte del contesto ultras interista. Proseguono le indagini della Digos di Cremona per individuare i responsabili anche di altri lanci di petardi effettuati poco prima dell’inizio del match. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

18:42

Referendum giustizia, bocciati emendamenti opposizioni: no al voto voto fuori sede

(Adnkronos) - L'aula della Camera ha bocciato gli emendamenti al Decreto elezioni presentati dalle opposizioni per consentire il voto ai fuori sede al prossimo referendum sulla riforma della giustizia. Sia la commissione che il governo avevano espresso parere negativo su tutti gli emendanti presentati da Pd, M5s, Avs, Iv e Azione. L'aula ha anche bocciato un emendamenti di Avs (prima firma Zaratti) che chiedeva "agevolazioni per gli studenti fuori sede per l'esercizio del diritto di voto", per i viaggi in treno o altri mezzi pubblici, al referendum e alle elezioni nel 2026. 

I gruppi di opposizioni hanno protestato per il no ai loro emendamenti. "Non ci sono motivi tecnici per dire di no alla sperimentazione, è già avvenuta in passato e ha funzionato. Il punto è la volontà politica del governo: questo diritto che è stato già riconosciuto, oggi viene ingiustamente negato", ha detto Riccardo Magi (+Eu). "Con il governo Meloni questo Paese invece di fare passi avanti fa passi indietro. Ritorniamo 'Bianco, Rosso e Verdone' del 1981", ha spiegato Alfonso Colucci (M5s).  

Per Filiberto Zaratti (Avs), "c'è un bisogno forte di 5mln di persone che vivono fuori dalla loro comunità per lavoro, studio, salute. Dovremmo garantire loro i diritti"; mentre per Rachele Scarpa (Pd), "a mancare è la volontà politica di far votare 4,5mln di persone, una ingiustizia grande come una casa. Grazie alla destra che ha escluso un pezzo di Italia dalla democrazia: vergognatevi".  

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: politica

18:35

Missili o guerra: l'aut aut di Israele sui negoziati tra Stati Uniti e Iran

(Adnkronos) - Israele ha fissato una linea rossa netta in vista dei colloqui tra Stati Uniti e Iran in programma a Istanbul: secondo quanto riportato dalla Cnn, qualsiasi accordo che non includa la rinuncia iraniana al programma di missili balistici è considerato inaccettabile. In caso contrario, avvertono ambienti militari e politici israeliani, Tel Aviv è pronta ad agire unilateralmente, anche senza un mandato esplicito di Washington. 

È questo il punto che domina il dibattito strategico israeliano nelle ore che precedono l’avvio dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, e che rischia di trasformare il tavolo diplomatico di Istanbul in un passaggio ad altissimo rischio di escalation. 

 

Secondo analisti militari israeliani, citati dall'agenzia turca Anadolou, il negoziato nasce già monco se limitato alla sola dimensione nucleare. Per Israele, infatti, la minaccia più immediata non è l'uranio arricchito, ma la capacità dell'Iran di ricostruire e potenziare il proprio arsenale di missili balistici a lungo raggio, dopo i danni subiti durante la guerra di giugno 2025. 

In questo quadro, Tel Aviv ritiene che un accordo che lasci intatto il programma missilistico iraniano non farebbe che congelare il problema, consentendo a Teheran di guadagnare tempo, rafforzare le proprie capacità industriali e mantenere una deterrenza offensiva diretta contro Israele. La posizione israeliana è esplicita: senza lo smantellamento del programma balistico, non esiste un "buon accordo". 

 

Dietro le dichiarazioni pubbliche, Israele sta inviando un messaggio chiaro anche all’alleato americano. L'arrivo in Israele dell'inviato speciale statunitense Steve Witkoff, alla vigilia dei colloqui di Istanbul, serve proprio a chiarire che un compromesso "minimalista" con l'Iran non sarà accettato. Secondo fonti militari e commentatori israeliani, Tel Aviv ritiene plausibile che Washington punti a un’intesa limitata, concentrata sull’arricchimento dell’uranio e su meccanismi di verifica, rinviando il dossier missilistico a una fase successiva. 

Per Israele, però, questo approccio equivale a spostare in avanti una guerra inevitabile. Da qui l’avvertimento più duro: se l’Iran non accetterà di rinunciare ai missili balistici, Israele si riserva il diritto di colpire unilateralmente. 

 

Nel dibattito strategico israeliano, l’ipotesi di un’azione autonoma non è più un tabù. Gli analisti sottolineano che, nonostante i danni subiti dalle difese aeree iraniane nel 2025, Teheran conserva una solida base industriale e tecnologica che potrebbe consentirle di ricostruire rapidamente capacità offensive avanzate. È per questo che l’esercito israeliano ha chiarito che i colloqui di Istanbul non comportano alcuna riduzione del livello di allerta, né sul piano difensivo né su quello offensivo. Al contrario, le forze armate israeliane stanno lavorando sull’ipotesi che l’Iran abbia tratto insegnamenti dal conflitto precedente, rendendo necessaria una preparazione ancora più sofisticata in vista di un eventuale nuovo confronto. 

 

Teheran continua a sostenere che i propri missili hanno una funzione puramente difensiva e che la rinuncia a questo strumento equivarrebbe a una resa strategica in un contesto regionale ostile. È proprio questo scontro di linee rosse a rendere i colloqui di Istanbul estremamente fragili: ciò che Israele considera una condizione minima, l'Iran lo considera una capitolazione. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

18:28

Askatasuna, Meloni: "Su sicurezza non arretriamo. Schlein invoca unità? Speriamo". La dem: "Sono loro a dividere"

(Adnkronos) - "Penso che non si possa arretrare, penso che noi dobbiamo - e stiamo lavorando anche su questo - garantire con norme ancora più efficaci che queste cose non accadano, ma penso che sia anche un problema di humus culturale". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla delegazione di 'Far West', il programma di approfondimento di Salvo Sottile, esprimendo solidarietà all'inviata Bianca Leonardi, aggredita insieme alla troupe da un gruppo di antagonisti durante il corteo per Askatasuna di sabato scorso.  

Sulla condanna delle violenze di Torino, dice ancora la premier, "serve chiarezza da parte di tutti e serve un impegno comune, che è quello che io ho proposto, anche nel dibattito in Parlamento con il ministro Piantedosi, a tutti i partiti anche dell'opposizione: ho ascoltato la segretaria del Partito Democratico che diceva che le istituzioni devono essere unite, speriamo".  

 

"Abbiamo visto tutti immagini di una violenza inaccettabile, inqualificabile. Tutti abbiamo espresso un'immediata condanna e la solidarietà agli agenti di polizia e anche ai giornalisti che sono stati colpiti da delle frange violente organizzate che si sono staccate da un corteo che fin lì aveva visto decine di migliaia di persone sfilare pacificamente. Trovo gravissima la strumentalizzazione che è stata fatta da parte della destra e oggi anche dal ministro Piantedosi contro le opposizioni e contro i giudici per quello che è accaduto", le parole di Elly Schlein a Di Martedì in onda stasera su La7.  

"E' inaccettabile che strumentalizzino fatti gravi come quelli e lo facciano per la campagna referendaria, perché questa è la verità. Anche oggi il ministro ha voluto dare l'idea che le decine di migliaia di persone che hanno partecipato pacificamente fino a che le frange violente si sono staccate colpendo brutalmente gli agenti di polizia e giornalisti fossero tutti delinquenti, fossero tutti conniventi. Per questo anche oggi hanno attaccato le opposizioni e i giudici in maniera del tutto strumentale", aggiunge la segretaria del Pd. 

"Noi la violenza politica la condanniamo sempre, senza se e senza ma, da qualunque parte provenga, a differenza chi di chi nelle settimane scorse ha strumentalizzato, colpendo i giudici, la vicenda dei bambini nel bosco, ma non ha detto una parola su un bambino di 5 anni arrestato e utilizzato in Minnesota per far arrestare la madre. E se il tema è il colore della pelle, quello si chiama razzismo, è un'altra cosa", attacca la dem. 

"Abbiamo assistito a una dimostrazione dell'irresponsabilità di chi fa passare appunto migliaia di manifestanti tutti come violenti, la sinistra come violenta. Guardi, noi abbiamo immediatamente condannato, ma abbiamo anche chiesto— io ho chiamato la Presidente del Consiglio per questo— di non strumentalizzare, perché davanti a fatti gravi come questi, alla violenza politica, le istituzioni devono unire, non devono dividere come stanno facendo". 

"La sicurezza - continua Schlein - è il più grande fallimento del governo Meloni. I reati sono aumentati nel 2023, sono aumentati nel 2024. Piantedosi è stato indicato dalla Lega, che è al governo da 8 anni. Quando è che si assumeranno una responsabilità se ci sono ancora problemi di sicurezza?".  

"La sicurezza va garantita ed è responsabilità anzitutto dello Stato e del Ministro degli Interni. E la smettessero di prendersela con i sindaci, perché non è una responsabilità dei sindaci. Vogliono fare qualcosa di serio sulla sicurezza? Noi abbiamo fatto con le altre opposizioni una proposta: riportino in Italia i soldi buttati, 800 milioni nei centri in Albania vuoti dove sono impiegati centinaia di esponenti di polizia. Usiamo quelli per assumere nuove forze dell'ordine, perché sono sotto organico in tutto il paese". 

 

Sono intanto previste domani verso l'ora di pranzo, tra le 13.30 e le 14, le comunicazioni al Senato del ministro Piantedosi sui fatti di Torino, con il voto sulle risoluzioni che dovrebbe tenersi intorno alle 18.  

I lavori dell'aula di Palazzo Madama inizieranno alle 9.30 con la discussione e il voto sul calendario, visto il mancato accordo in capigruppo tra maggioranza e opposizione.  

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: politica

18:06

Milano-Cortina: salute del cervello, all’aeroporto Malpensa 'Brain health for travellers'

(Adnkronos) - Promuovere la salute del cervello in occasione dei Giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026, catalizzatore mediatico internazionale e opportunità importante per raggiungere un pubblico ampio e multiculturale. Con questa finalità è operativa, all’aeroporto di Milano Malpensa,‘Brain Health for Travellers’. L’iniziativa - informa una nota - vuole aumentare la consapevolezza della popolazione sui principali fattori di rischio delle patologie neurologiche, ma anche promuovere comportamenti e stili di vita favorevoli alla salute del cervello e diffondere una cultura della prevenzione primaria in ambito neurologico. L’iniziativa - promossa da Asst Valle Olona e Sin-Società italiana di neurologia Lombardia, con il coinvolgimento degli Enti istituzionali e partner - si articola in uno spazio espositivo con poster dedicati al Decalogo per la salute del cervello e in un punto informativo a cura degli specialisti di Asst Valle Olona, presenti nell’area espositiva dal 2 al 6 febbraio dalle 8.30 alle 12.30. 

"Inauguriamo questa mostra che parla di salute, non di malattie- afferma Isidoro La Spina, direttore della Struttura complessa di Neurologia di Gallarate - Lo scopo è quello di informare la popolazione su quelli che sono i fattori che determinano il benessere del cervello. Riteniamo che l’informazione sia fondamentale per un corretto coinvolgimento degli utenti nella prevenzione delle malattie neurologiche che, allo stato attuale, rappresentano la prima causa di disabilità nel mondo". Le patologie del sistema nervoso, tra cui ictus e malattia di Alzheimer - ricordano gli esperti - rappresentano una delle principali cause di impatto complessivo di malattia a livello globale. Attualmente circa 3,4 miliardi di persone nel mondo convivono con una condizione neurologica. La prevenzione primaria, attraverso la conoscenza e il controllo dei fattori di rischio, rappresenta uno strumento fondamentale per ridurre il peso delle patologie neurologiche e promuovere la salute del cervello lungo tutto l’arco della vita. 

La mostra - presenta al Terminal 1, ingresso partenze n°17, 3° piano area espositiva - ha lo scopo di "incrementare la consapevolezza sulla salute e sul benessere del cervello così come indicato nel manifesto della Società italiana di neurologia ‘One Brain, One Health’ - spiega Simone Vidale, segretario regionale della Sin - Questa iniziativa è proposta a ridosso dei Giochi Olimpici invernali al fine di raggiungere una platea di persone quanto più ampia possibile. Siamo lieti di aver presenziato all’inaugurazione di questa mostra; sappiamo bene quanto la salute del cervello sia importante non solo per gli sportivi, ma per tutti". Aggiunge Ennio Marchesin componente di Giunta Coni Lombardia: "Riconosciamo", come Coni, "quanto allenare il proprio corpo e fare attività fisica sia fondamentale per proteggere la salute del cervello e prevenire malattie neurologiche".  

Immagine in aggiornamento

Categoria: salute

18:04

Carta stagnola sulle maniglie delle porte, un gesto gentile verso la propria casa

(Adnkronos) - Usare la carta stagnola solo in cucina? Ottenere risultati di cottura perfetti e conservare i cibi è solo una delle funzioni dei fogli di alluminio. Un trucco domestico che sta diventando sempre più popolare è usare della carta stagnola sulle maniglie delle porte. Un foglio avvolto sulla maniglia risolve diversi problemi quotidiani in pochi minuti e senza spendere troppo. 

Mano di vernice? Rinfrescare le proprie camere può essere una buona idea, ma le maniglie vanno messe in sicurezza. Avvolgerle con un foglio di alluminio impedisce che si macchino di vernice: i residui sono spesso difficili da rimuovere in seguito, meglio prevenirli. 

L'alluminio funge da barriera protettiva. Sporco, grasso e impronte non aderiscono direttamente al metallo della maniglia, il che è particolarmente utile per porte di uso frequente come quelle del bagno, della cucina o dell'ingresso. 

Durante traslochi, ristrutturazioni o spostamento di mobili di grandi dimensioni, la pellicola di alluminio protegge la maniglia della porta da ammaccature, graffi e segni. Un semplice dettaglio che può prevenire molti danni. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

18:00

Dalla musica ai fumetti, Francesca Michielin firma una storia di 'Supergirl'

(Adnkronos) - La musica italiana incontra il mondo dei supereroi DC. Sarà la cantautrice Francesca Michielin , grande appassionata di fumetti, a firmare il soggetto della storia "made in Italy" contenuta nella nuova antologia internazionale 'Supergirl: Il mondo'. Il volume, annunciato da DC e pubblicato in Italia da Panini Comics, vedrà la collaborazione della sceneggiatrice Irene Marchesini e della disegnatrice Federica Croci, componendo un team creativo interamente al femminile. L'antologia cartonata di 184 pagine uscirà in contemporanea mondiale il 2 giugno e sarà disponibile in fumetteria, libreria e online. Il progetto segue il successo delle precedenti raccolte "Il mondo" dedicate a Batman, Joker e Superman, invitando i lettori a scoprire la Ragazza d'Acciaio attraverso la lente di 15 Paesi diversi, esplorando come la sua storia risuoni oltre i confini e le culture.  

"Dopo Batman, Joker e Superman, sarà Supergirl la grande protagonista dell'antologia 'Il Mondo'", dichiara Marco Marcello Lupoi, Direttore Esecutivo Licensing and Publishing di Panini Comics. "Per il soggetto siamo partiti da una grande artista: Francesca Michielin. Questo trio all-girl darà vita a una Supergirl che non avete mai avuto il piacere di conoscere e che vi sorprenderà". Francesca Michielin spiega la sua visione del personaggio: "Scrivere una storia per Supergirl significa raccontare una ragazza a cui è stato chiesto di essere forte prima ancora di poter essere fragile. In questo soggetto ho voluto far emergere il lato più silenzioso di una supereroina: l'ansia, il dubbio e cosa succede quando anche i poteri sembrano venir meno. Perdere forza non significa perdere valore". "Unire due media diversi come musica e fumetto ha lo stesso divertente gusto di sfida", aggiunge la sceneggiatrice Irene Marchesini. 

"Sono orgogliosa di poter collaborare a un progetto 'tutto al femminile' e spero che possa ispirare altre giovani donne a seguire tutti i loro traguardi", conclude la disegnatrice Federica Croci , sottolineando l'importanza della rappresentazione di genere. Oltre all'Italia, l'antologia includerà storie originali realizzate da talenti provenienti da Germania, Spagna, Brasile, Messico, Argentina, Camerun, Francia, Polonia, Turchia, Finlandia, Colombia, Serbia, Giappone e Stati Uniti, creando un mosaico globale che celebra una delle eroine più iconiche dell'universo DC. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cultura

18:00

Uccisa con una coltellata alla schiena a Napoli, ipotesi lite in famiglia: si cerca il fratello

(Adnkronos) - Una giovane donna accoltellata e uccisa oggi a Napoli. È accaduto nel pomeriggio, quando personale della Polizia di Stato è intervenuto presso l'ospedale Villa Betania a seguito della segnalazione di una ragazza giunta con una ferita da arma da taglio alla schiena. Poco dopo la 22enne Jlenia Musella è deceduta.  

Sul caso indaga la Polizia di Stato che, secondo quanto si apprende, sarebbe sulle tracce del fratello, attualmente irreperibile. Secondo la prima ipotesi, la giovane sarebbe stata accoltellata al culmine di una violenta lite in famiglia. La salma della 22enne è stata trasferita in obitorio in attesa dell'autopsia. 

"È una situazione grave, è una tragedia. E questa tragedia va letta. Io sono certo che sia la magistratura che le forze di polizia stanno già agendo e dobbiamo affidarci sempre con fiducia sia alla magistratura che alle forze di polizia", ha detto il prefetto di Napoli, all'uscita del vertice convocato nel pomeriggio a Santa Maria la Carità, commentando l'episodio. 

"Addolorato per la morte di questa giovane ragazza di Ponticelli. Le forze dell'ordine e la magistratura sapranno ricostruire i fatti. Ancora più forte sarà il nostro impegno per ridurre le sacche di disagio in quartieri su cui stiamo investendo per la rigenerazione del territorio", scrive su Facebook il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, a proposito della morte della 22enne. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

17:56

Sanremo 2026, Lillo sarà coconduttore nella serata delle cover

(Adnkronos) - Lillo Petrolo coconduttore di Sanremo 2026. L'indiscrezione, lanciata da Cinemotore, viene confermata all'Adnkronos da ambienti televisivi. Cinemotore indica nella serata cover di venerdì 27 febbraio quella in cui l'attore e comico salirà sul palco con Carlo Conti e Laura Pausini. Ma su questo ci sarebbe ancora un margine di incertezza.  

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

Programmi

Live Streaming

ULTIM'ORA

00:19

Tumori, fino a 4 casi su 10 prevenibili: nuova analisi Oms e Iarc

(Adnkronos) - Fino a 4 casi di cancro su 10 potrebbero essere prevenuti nel mondo agendo sulle principali cause evitabili, dagli stili di vita alle infezioni note per essere associate a un aumento del rischio. E' quanto indica una nuova analisi globale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e della sua agenzia specializzata nella ricerca sul cancro Iarc (International Agency for Research on Cancer). Lo studio - pubblicato alla vigilia del 'World Cancer Day', la Giornata mondiale contro il cancro che si celebra mercoledì 4 febbraio - esamina 30 cause di tumore prevenibili, tra cui tabacco, alcol, elevato indice di massa corporea, inattività fisica, smog, radiazioni ultraviolette e, per la prima volta, anche 9 infezioni cancerogene. Nel dettaglio, l'analisi stima che il 37% di tutti i tumori registrati nel 2022, circa 7,1 milioni di casi, sia legato a cause prevenibili. I risultati, spiegano gli esperti Oms, evidenziano "l'enorme potenziale della prevenzione nel ridurre l'impatto globale del cancro". 

 

Basandosi su dati provenienti da 185 Paesi e 36 tipi di cancro, lo studio identifica il tabacco come la principale causa prevenibile di tumore a livello globale, responsabile del 15% di tutti i nuovi casi, seguono le infezioni (10%) e il consumo di alcol (3%). Tre tipi di cancro - polmone, stomaco e cervice uterina - hanno rappresentato quasi la metà di tutti i casi prevenibili sia negli uomini che nelle donne, a livello globale. Il cancro ai polmoni è stato principalmente collegato al fumo e all'inquinamento atmosferico, il cancro allo stomaco è stato in gran parte attribuibile all'infezione da Helicobacter pylori e il cancro cervicale è stato causato in modo schiacciante dal Papilloma virus umano (Hpv). 

"Questa è la prima analisi globale a dimostrare quanto il rischio di cancro derivi da cause che possiamo prevenire", commenta Andre Ilbawi, responsabile del team Cancer Control all'Oms e autore dello studio. "Esaminando i modelli nei diversi Paesi e i gruppi di popolazione, possiamo fornire ai governi e alle persone informazioni più specifiche per contribuire a prevenire molti casi di cancro prima che si manifestino". L'incidenza dei tumori prevenibili è stata sostanzialmente maggiore negli uomini rispetto alle donne: 45% dei nuovi casi di cancro negli uomini rispetto al 30% nelle donne. Nell'universo maschile, il fumo ha rappresentato circa il 23% di tutti i nuovi casi di cancro, seguito dalle infezioni al 9% e dall'alcol al 4%. Tra le donne a livello globale, le infezioni hanno rappresentato l'11% di tutti i nuovi casi di cancro, seguite dal fumo al 6% e dall'alto indice di massa corporea al 3%. 

"Questo studio fondamentale è una valutazione completa dei tumori prevenibili a livello mondiale, e incorpora per la prima volta le cause infettive del cancro insieme ai rischi comportamentali, ambientali e occupazionali", illustra Isabelle Soerjomataram, vicecapo dell'Unità di sorveglianza del cancro della Iarc e autrice senior dello studio. "Affrontare queste cause prevenibili rappresenta una delle opportunità più efficaci per ridurre l'incidenza globale del cancro". I tumori prevenibili variano notevolmente nelle quote da una regione all'altra. Tra le donne, i tumori prevenibili risultavano andare dal 24% in Nord Africa e Asia occidentale al 38% nell'Africa subsahariana. Tra gli uomini, l'incidenza più elevata di tumori prevenibili è stata osservata in Asia orientale, con il 57%, e la più bassa in America Latina e nei Caraibi, con il 28%. Queste differenze riflettono, secondo gli esperti, la diversa esposizione a fattori di rischio comportamentali, ambientali, occupazionali e infettivi, nonché differenze nello sviluppo socioeconomico, nelle politiche nazionali di prevenzione e nella capacità del sistema sanitario. 

In generale i risultati mettono in luce la necessità di strategie di prevenzione specifiche per ogni contesto, "che includano misure di controllo del tabacco, regolamentazione dell'alcol, vaccinazione contro infezioni cancerogene come il Papilloma virus umano (Hpv) e l'epatite B, miglioramento della qualità dell'aria, luoghi di lavoro più sicuri e ambienti più sani per l'alimentazione e l'attività fisica", si elenca in una nota. Un'azione coordinata tra più settori, dalla sanità all'istruzione, dall'energia ai trasporti e al lavoro, può evitare a milioni di famiglie di affrontare il peso di una diagnosi. Affrontare i fattori di rischio prevenibili, fa notare l'Oms, non solo riduce l'incidenza del cancro, ma riduce anche i costi sanitari a lungo termine e migliora la salute e il benessere della popolazione. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

00:17

Maltempo, allerta meteo gialla oggi 4 febbraio: l'avviso per 12 regioni

(Adnkronos) - Nuova allerta meteo anche oggi, mercoledì 4 febbraio, per gran parte delle regioni del Centro e del Sud in Italia nella fase dominata dal maltempo diffuso. La pioggia continua a lasciare il segno, con il rischio di nubifragi e raffiche di forte vento su Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia. Sulle coste, possibili nuove mareggiate dopo quelle della scorsa settimana. 

In questo contesto, scatta un''ampia' allerta gialla che coinvolge una lunga lista di regioni: Umbria, Lazio, Basilicata, Calabria, Sicilia e su settori di Emilia-Romagna, Toscana, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia e Sardegna. 

 

In particolare in Toscana scatta l'allerta per rischio idrogeologico sul settore occidentale, la costa e l'arcipelago anche per rischio idraulico per tutta la giornata di oggi. Riflettori accesi anche sui fiumi: particolare attenzione per il reticolo minore valido per la zone della foce dell'Arno, il Valdarno inferiore, le Valli del Bisenzio e dell'Ombrone pistoiese, la Lunigiana, la Garfagnana, la Valle del Serchio, l’area lucchese, la Versilia e la Valle del Reno. 

Il rischio idrogeologico ed idraulico del reticolo minore interesserà anche le isole dell'arcipelago toscano, la Valdelsa e la Valdera, l’entroterra e la costa livornese, le Valli del Fiora, dell’Albegna, dell’Ombrone grossetano e la costa grossetana.  

 

In Campania, il rischio riguarda "precipitazioni improvvise e intense, anche se di breve durata, su tutto il territorio" ad eccezione di Alta Irpinia, Sannio e Tanagro. Si profilano fenomeni violenti, anche se non prolungati: rischio di grandine e nubifragi con conseguente aumento del livello dei corsi d'acqua, allagamenti di strade, caduta massi e frane. 

 

Le piogge non daranno tregua all'Italia nei prossimi giorni, ad eccezione di una parziale tregua domani, nel quadro delineato da Lorenzo Tedici. Il meteorologo responsabile media de iLMeteo.it prevede anche l'arrivo della neve sul Settentrione oltre i 500-800 metri sulle Alpi e sulle Prealpi. Mercoledì il maltempo colpirà nuovamente il Nord-Est, le regioni centrali tirreniche e la Sardegna con fenomeni che potrebbero risultare persistenti e forti. Dopo una breve tregua attesa per domani, i modelli meteorologici prevedono, con elevata attendibilità, una nuova perturbazione sull'Italia per venerdì 6 febbraio. La perturbazione atlantica dispenserà piogge sempre sulle stesse zone cioè lungo il versante tirrenico e sulle isole maggiori, oltra al Basso Tirreno, dalla Campania alla Calabria. 

 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

00:17

Zampaglione e il nuovo album dei Tiromancino: "Suonare è la mia medicina"

(Adnkronos) - Federico Zampaglione non aveva programmato nulla. Soprattutto un disco. E forse proprio per questo 'Quando meno me lo aspetto', il nuovo album dei Tiromancino, in uscita il 6 febbraio prossimo è nato spontaneamente. Un disco libero, radicato nel blues e nella vita vissuta, che racconta un Federico Zampaglione disilluso ma non cinico e soprattutto capace di trasformare la musica in una medicina per affrontare il mondo. "La mia è una vita intera passata nella musica - confessa Zampaglione - e mi fa strano. Pensavo che l'album uscito nel 2021 ('Ho cambiato tante cose', ndr.) sarebbe stato l'ultimo, ma ci sono caduto di nuovo. Penso che questo sia il disco più libero che abbia fatto nella mia carriera. Sono entrato in studio con Leo Pari e con Simone Guzzino, e con l'idea di non fare un album, ma di registrare delle idee. A volte, però, ti accorgi che quando non hai scadenze e aspettative, la musica è più libera e più sincera".  

 

Quando si è reso conto che c’era un buon numero di pezzi, li ha fatti ascoltare al suo storico discografico, Mario Sala, che l'ha incoraggiato a pubblicarli. Ed è venuto fuori l'album, il cui titolo racconta il modo in cui è stato pensato. "Ci ho messo dentro più chitarra del solito, il blues e le mie passioni musicali, suonando di più: un disco con canzoni nel mio stile e influenze musicali più evidenti, legate al blues e al rock”. Quattordicesimo lavoro in studio per la band romana, il disco arriva trainato dai singoli 'Gennaio 2016', e da 'Sto da Dio', due facce complementari di un lavoro che unisce intensità cantautorale e radici blues, attraversando rock, country, elettronica, reggae e suggestioni anni Settanta. Undici brani inediti che gettano lo sguardo su una società sempre più concentrata sull'apparire. E che Zampaglione osserva con inquietudine: "Fare un disco oggi non può evitare di parlare della società, di quello che vediamo ogni giorno, di temi che vanno oltre un film horror - spiega -. Mi riferisco al caso Epstein e a tutto quello che ci sta dentro: non siamo così ingenui da non vedere, ma immaginiamo".  

Per Zampaglione si tratta di una società che oggi risulta "molto difficile" e che è "sbrigativa nel giudicare e nel prendere posizione". "C’è voglia di sentenziare, che fa parte di tutti, legata all'apparenza - osserva l'artista - bisogna sempre attaccare od osannare nel più breve tempo possibile. È una società difficile, in cui ci si può mettere in conflitto con sé stessi e sentirsi inadeguati. Spesso non si cerca l'essenza, ma qualcosa che ti faccia sembrare in un certo modo, e questo crea squilibri. Era inevitabile parlare anche di questo”. Da qui nasce anche ‘Scomparire nel blues’, brano manifesto del progetto: “Racchiude una sorta di isola felice - sottolinea il cantante -. Quando torno a casa con la testa piena di pensieri, suono blues e mi immergo in qualcosa che mi cura, perché la musica, al di là del tempo, è la mia medicina per tutte le problematiche che ci circondano”.  

Il blues è anche il filo conduttore sonoro del disco, sostenuto da un uso più deciso e consapevole delle chitarre: "Erano arrabbiate con me, dicevano: 'Ci suoni?' - scherza Zampaglione -. In precedenza usavo le chitarre come collante tra voce e strumenti, mentre dal vivo uscivano fuori ancora di più, quindi c'era uno stacco tra live e disco. In questo caso ho usato chitarre che nel pop non si usano di solito, come la Dobro, usata anche da Mark Knopfler nel disco dei Dire Straits 'Brothers in Arms', insieme a soluzioni più moderne, ma recuperando l'idea del blues più arcaico". Tra le presenze più importanti del progetto c’è ancora una volta il padre Domenico, professore di Filosofia e storico collaboratore nei testi: "Non è mai finita con lui - evidenzia - è sempre stato un elemento della band, in qualche modo. Abbiamo iniziato a scrivere insieme nel 2004 con 'Amore impossibile'. Anche qui ci sono suoi testi, come 'Gli alieni siamo noi' e 'Una vita', un viaggio notturno nella memoria”. 

'Sto da Dio' diventa, invece, una presa di distanza dal culto della visibilità: "Nasce dall'idea di dover stare sempre sotto i riflettori - dice Zampaglione - se non ti fai vedere, qualcuno può prendere il tuo posto. In parte è anche vero, ma è per dire: prendete il mio posto, io ho trovato un equilibrio e sto bene anche così. Il mondo delle aspettative distrugge, sono pericolosissime. Mi sono concesso il lusso di non avere più aspettative sulle persone o su quello che faccio: le vivo e basta". Un approccio che riflette anche la genesi spontanea del disco: "È un disco nato così, come un figlio che non ti aspetti. Non c’è stata una progettualità, è voluto nascere da solo". Lo sguardo di Zampaglione resta però aperto sulla scena contemporanea: "Non voglio fare di tutta l'erba un fascio - premette -. C'è tanto in giro. Quando ero ragazzino gli artisti italiani erano 20 o 25, poi col tempo si è allargato il panorama, ed è più facile che aumenti il numero di persone che fa male questo mestiere. Ma va detto che ci sono tante cose interessanti e artisti che fanno dischi che sentono veramente, non solo perché lo devono fare". 

Il nuovo disco di Kid Yugi, 'Anche gli eroi muoiono', ad esempio, "mi è piaciuto molto - ammette - perché ha cose da dire e lo fa in maniera onesta, così come Franco 126, che ho visto nascere, o gli album di Calcutta. Ci sono cose che resteranno nel tempo e cose che non resteranno". La musica, per lui, resta uno strumento di cura, come nel cinema, altro territorio che continua a frequentare: "Sono due mondi diversi - fa notare -. La musica la puoi fare anche in modo isolato, mentre nel cinema connetti più persone. Quello del regista è un lavoro molto mentale, esce fuori di me una parte più meticolosa. Sul set ricerchi un impulso fisico ma è un lavoro stratificato. Nella musica puoi scrivere anche canzoni in cinque minuti, nel cinema no: non è così rilassante". Nel frattempo, è pronto anche il suo nuovo film, 'The Nameless Ballad', thriller horror ambientato nel mondo della musica.  

 

Guardando al suo rapporto con Sanremo, Zampaglione confessa che è segnato da emozioni contrastanti: "Ogni anno, verso l’inizio dell’estate, dico: 'Quest'anno bisogna andare. Lo dico da 12 anni. Poi quando l'estate finisce vado in paranoia, perché la mia parte emotiva mi mette a disagio". A Sanremo nel 2000 con 'Strade' "arrivammo secondi, senza aspettative". Nel 2008, invece, "fu catastrofico e andò male". Le aspettative, ricorda, "erano alte e mia madre mi disse di prometterle di non tornarci più, perché ero stressato. Poi venne a mancare e io ho sempre questo freno a mano". Anche quest'anno il copione si è ripetuto: "Avrei voluto portare 'Quando meno te lo aspetti', ma emotivamente, purtroppo, subisco quel palco - spiega - è un mio limite. Vedo alcuni colleghi affrontarlo come se niente fosse ma a me viene l'ansia".  

La situazione è cambiata l'anno scorso, quando all'Ariston è tornato nella serata delle cover insieme a Willie Peyote e Ditonellapiaga con il brano di Franco Califano 'Un tempo piccolo': "L'ho vissuto con spirito diverso - argomenta -, ma in generale dovrei forse risolvere dei blocchi interiori. Quello è un palco difficile, tutti ti vedono e giudicano per quei 3 minuti e mezzo: se canti male o non sei al massimo sei quella cosa lì dal giorno dopo. Hai paura di non fare una cosa eccezionale e può venire fuori una performance incerta. Se tornerò? Mai dire mai". E lo stesso vale per il palcoscenico del Premio Tenco: "Se mi chiamano e mi premiano ci vado volentieri" sottolinea. Il suo rapporto con il successo e con il tempo è cambiato dopo aver rischiato la vita nel 2024 a causa di gravi complicazioni insorte dopo un intervento chirurgico di routine alla colecisti: "Quando ho visto la morte in faccia mi sono reso conto di com'è la vita: in un secondo non ci sei più. Non ho aspettative. Fortunatamente me la sto godendo così e sono contento del disco". 

Le collaborazioni, come quella con Franco 126, restano centrali, purché sincere: "Dipende dallo spirito: se hai cose in comune con un artista mi piacciono, se sono calcolate perdono valore artistico". E proprio Franco 126, con il quale ha collaborato per 'Sto da Dio' è al centro di un legame che va oltre la musica: "Lui è una sorta di fratellino. Siamo anche vicini di casa, ci vediamo spesso, abbiamo fatto diverse canzoni insieme". Dopo l'uscita dell'album, i Tiromancino torneranno dal vivo con il 'Quando meno me lo aspetto Tour', al via il 10 aprile prossimo dall’Auditorium Parco della Musica di Roma. Una tournée teatrale intima, arricchita da un quartetto d'archi, che alternerà i classici come 'La descrizione di un attimo', 'Per me è importante' e 'Due destini' ai nuovi brani, con grande spazio alla chitarra e all’improvvisazione. (di Federica Mochi) 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

00:15

Iran-Usa, venerdì i colloqui: il vantaggio di Trump, i dubbi su Khamenei, l'apertura di Teheran

(Adnkronos) - Per la terza volta da quando è tornato alla Casa Bianca, Donald Trump tenta la strada di un accordo sul nucleare con l'Iran. I colloqui in programma venerdì - dove non è ancora dato sapere con certezza, forse a Istanbul o, come chiesto da Teheran, forse in Oman - mettono però alla prova soprattutto la Guida Suprema, Ali Khamenei, chiamata a decidere se aprire a un compromesso o rischiare una nuova escalation militare con gli Stati Uniti. Che intanto, nelle scorse ore, hanno abbattuto in segno di avvertimento un drone di Teheran nel Mar Arabico, giudicato troppo vicino alla portaerei Abraham Lincoln. 

Washington sostiene che l'iniziativa diplomatica sia sincera. Ma il contesto è carico di diffidenza: Trump ha già abbandonato una volta il tavolo dei negoziati per passare all'uso della forza, e molti funzionari Usa - come evidenzia un articolo di Axios - dubitano che Khamenei sia disposto anche solo ad avvicinarsi alle condizioni poste dalla Casa Bianca. 

Trump arriva all'appuntamento di Istanbul con un forte vantaggio negoziale. Gli Stati Uniti hanno rafforzato in modo significativo la loro presenza militare nel Golfo, creando una minaccia credibile di intervento armato. Allo stesso tempo, il regime iraniano appare debole, fiaccato dalle proteste di massa represse nel sangue. 

L'ultimo ciclo di colloqui sul nucleare si è concluso con la guerra. A giugno - ricorda Axios - Trump ha prima dato un via libera tacito agli attacchi israeliani e poi ha ordinato raid diretti contro le infrastrutture nucleari iraniane. 

Un secondo tentativo diplomatico era stato avviato lo scorso autunno, quando Washington aveva cercato di sfruttare il timore iraniano di un ritorno delle sanzioni ('snapback') per convincere Teheran a rinunciare all'uranio arricchito ad alti livelli. Anche quel canale si è arenato, complicato dalla profonda sfiducia generata dall'operazione militare di giugno. 

Funzionari Usa insistono sul fatto che l'invio di Steve Witkoff e Jared Kushner a Istanbul, per incontrare il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, non sia una copertura per un nuovo attacco a sorpresa. Tuttavia gli Stati Uniti hanno concentrato nella regione una quantità significativa di mezzi militari, pronti all'uso nel caso Trump decidesse di ricorrere nuovamente alla forza. Tre settimane fa il presidente era arrivato a un passo dall'autorizzare nuovi raid, in risposta all'uccisione di migliaia di manifestanti, ma poi si era fermato. 

Un alto funzionario Usa ha spiegato che Trump "non vuole davvero arrivare a un'azione militare". Se a giugno il presidente riteneva che le attività nucleari iraniane rappresentassero una minaccia "legittima e imminente", "ora non la percepisce allo stesso modo". 

Tre consiglieri di Trump hanno dichiarato ad Axios che in questa fase un'operazione militare non sarebbe la scelta giusta. Secondo uno di loro, questo scetticismo è condiviso da buona parte dell'entourage del presidente. Un altro ha avvertito che un attacco rischierebbe di compromettere l'intera agenda della Casa Bianca in Medio Oriente e oltre. 

Dal canto suo, in vista dei colloqui di Istanbul, l'Iran sarebbe disposto a quella che viene considerata una concessione importante: fermare o sospendere il suo controverso programma nucleare. Ad affermarlo sono stati due funzionari iraniani citati dal New York Times che sottolinea come la Repubblica Islamica preferirebbe comunque la proposta avanzata dagli Stati Uniti lo scorso anno, prima dell'escalation, riguardo alla creazione di un consorzio regionale per la produzione di energia nucleare. 

Nel frattempo però Ali Shamkhani, consigliere politico della Guida Suprema dell'Iran, ha messo in chiaro che l'Iran non ha intenzione di trasferire all'estero le scorte di uranio arricchito. "Non c'è motivo di spostare il materiale fuori dall'Iran", ha detto Shamkhani in un'intervista alla tv libanese Al Mayadeen rilanciata dai media iraniani. 

Il programma nucleare iraniano è "pacifico", ha ripetuto Shamkhani, che è anche nel Consiglio supremo di Difesa nazionale. "L'arricchimento (dell'uranio) al 60% può essere ridotto al 20%, ma devono offrire qualcosa in cambio", ha aggiunto, insistendo per "negoziati limitati agli Stati Uniti e al dossier nucleare". Trattative, ha ribadito, da tenere "lontano dal clima di minacce e da strumenti di coercizione" ed "evitando "richieste illogiche e irragionevoli". Sugli attesi negoziati, secondo Shamkhani saranno "preceduti da trattative indirette" e "se ci sarà accordo e rapidamente, si potrà passare a negoziati diretti". 

Sempre secondo quanto scrive il New York Times, che cita due fonti iraniane e un funzionario americano, il capo della diplomazia iraniana, Abbas Araghchi, e l'inviato di Donald Trump, Steve Witkoff, comunicherebbero via sms. 

A poco più di 48 ore dal 'traguardo' di istanbul, e al di là della reciproca diffidenza, è arrivato intanto il primo potenziale ostacolo alla trattativa. L'esercito Usa ha infatti abbattuto un drone iraniano che si stava avvicinando alla portaerei Abraham Lincoln nel Mar Arabico. Il drone iraniano Shahed-139 - ha spiegato una fonte a Reuters - stava volando verso la portaerei ed è stato abbattuto da un caccia statunitense F-35. 

A confermare ma anche a rassicurare poco dopo la diffusione della notizia, ci ha pensato la Casa Bianca. "Il Comando Centrale degli Stati Uniti - ha spiegato a Fox News la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt - ha agito in modo appropriato quando ha intercettato un drone iraniano", ma i colloqui previsti con l'Iran - ha assicurato - proseguiranno come previsto. 

Interpellato al termine della giornata dalla stampa nello Studio Ovale, il presidente Trump ha rilanciato le rassicurazioni già anticipate dalla portavoce: "Stiamo negoziando. Hanno avuto l'opportunità di fare qualcosa tempo fa, non ha funzionato e c'è stata la nostra operazione 'Midnight hammer'. Ora - ha ribadito - stiamo negoziando". 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

00:15

Ucraina, Trump: "Putin ha rispettato la tregua". La 'bugia' del presidente Usa

(Adnkronos) - ''La tregua era da domenica a domenica, Putin ha mantenuto la parola". Firmato, Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti sostiene che la Russia abbia sospeso per una settimana, da domenica 25 gennaio a domenica 1 febbraio, gli attacchi sulle città dell'Ucraina. Non è così, le parole di Trump nello Studio Ovale non rispondono alla realtà. La tregua accordata dal presidente russo Vladimir Putin non è durata 7 giorni e, di fatto, ha retto per poche ore. "E' molto, una settimana", dice Trump con un'interpretazione dei fatti a dir poco approssimativa. 

La capitale Kiev è stata risparmiata dagli attacchi per circa 4 giorni. Il 28 gennaio, nel pieno della tregua che sarebbe scattata secondo Trump, i raid hanno mietuto 2 vittime nell'area della capitale. Altre zone dell'Ucraina, al di là degli annunci, sono state colpite senza soluzione di continuità.  

 

Solo il 30 gennaio, ad esempio, Kiev ha denunciato i raid di 85 droni. Almeno due persone sono morte e altre tre sono rimaste in attacchi nel Donetsk, nelle cittadine di Raygorodka e Alekseevo-Druzhkovka. Le forze di difesa ucraine hanno abbattuto o neutralizzato 64 droni Shahed, Herbera, Italmas, degli 85 impiegati da Mosca nella notte, nel nord, nel sud e nell'est del Paese.  

Putin, ha annunciato Trump venerdì scorso, avrebbe accettato di fermare gli attacchi contro le città ucraine nel pieno di un inverno estremamente rigido. "Lì fa davvero freddo, la tregua era da domenica a domenica. Io vorrei che Putin ponesse fine alla guerra, ma accettiamo tutto, visto che lì fa davvero freddo", ripete Trump. 

Diversa la lettura del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Il leader di Kiev ritiene che i russi abbiano "infranto la promessa'' fatta a Trump. "Il presidente degli Stati Uniti ha chiesto di astenersi dagli attacchi contro l'energia e le infrastrutture durante le riunioni dei nostri team negoziali", dice Zelensky, ricordando che "Trump ha detto che avremmo dovuto astenerci dagli attacchi per una settimana. In realtà, sono iniziati venerdì sera e stasera i russi hanno infranto la promessa". Zelensky chiede se "la Russia ora creda che in una settimana ci siano quattro giorni incompleti invece di sette, oppure se stia davvero scommettendo solo sulla guerra". Per Trump, però, non è così. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

21:34

Nkunku lo salta, Ravaglia lo abbatte: calcio di rigore giusto in Bologna-Milan?

(Adnkronos) - Episodio arbitrale in Bologna-Milan. Oggi, martedì 3 febbraio, nella sfida valida per la 23esima giornata di Serie A, i rossoneri hanno firmato il gol del 2-0 grazie a un calcio di rigore conquistato e realizzato da Christopher Nkunku. Succede tutto al 38': Modric lavora il pallone tra le linee per Loftus-Cheek, che serve un assit perfetto per l'attaccante francese. Nkunku, solo davanti a Ravaglia, sposta il pallone ma trova il contatto con il portiere del Bologna in uscita: Manganiello non ha dubbi e indica il dischetto. 

Le immagini mostrano come, nel tentativo di colpire il pallone, Ravaglia trovi le gambe di Nkunku, che sbatte sul petto del portiere rossoblù, slanciato verso la sfera, e cade. Il check del Var serve non solo a confermare il contatto falloso tra i due, ma anche a verificare la posizione dell'attaccante milanista. 

Dopo alcuni secondi di attesa, la posizione di partenza sull'assist di Loftus-Cheek viene giudicata buona e il rigore confermato. Il successivo piatto destro proprio di Nkunku spiazza Ravaglia e vale il 2-0. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

21:15

Usa, la Camera approva pacchetto finanziamenti per porre fine a shutdown

(Adnkronos) - La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato un pacchetto di finanziamenti per porre fine a oltre tre giorni di shutdown di una parte dell'amministrazione federale. Donald Trump dovrebbe firmare presto il provvedimento ponendo così ufficialmente fine alla paralisi in atto da sabato, sullo sfondo delle divergenze tra repubblicani e democratici sul finanziamento della polizia dell'immigrazione (Ice). 

Per appena un voto, 216 sì contro 215 no, il pacchetto per il Bilancio aveva prima passato la cruciale votazione procedurale che permetterà di mettere fine allo stallo. All'inizio due repubblicani - Thomas Massie ormai diventato la spina nel fianco per Donald Trump, e John Rose - avevano votato contro la misura, ma poi quest'ultimo, dopo aver parlato con lo Speaker Mike Johnson e altri membri della leadership, ha cambiato il suo voto.  

Il pacchetto di oltre 1,2 trilioni di dollari contiene i fondi per dipartimento della Difesa, di Stato, del Tesoro, della Sanità e dell'Istruzione. 

Il secondo shutdown del governo federale in un anno di seconda presidenza Trump è iniziato la notte del 30 gennaio, dopo che i fatti di Minneapolis hanno interrotto i negoziati bipartisan che erano sulla dirittura d'arrivo per avere il bilancio approvato prima della nuova scadenza. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

21:02

Superenalotto, numeri e combinazione vincente oggi 3 febbraio

(Adnkronos) - Nessun '6' né '5+1' al concorso del Superenalotto di oggi, martedì 3 febbraio 2026. Centrati invece nove '5' che vincono ciascuno 20.868,64 euro. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 115.900.000 euro. 

 

Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: 

- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; 

- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; 

- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; 

- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; 

- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. 

 

La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. 

La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. 

 

E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. 

 

Ecco la combinazione vincente del concorso di oggi del Superenalotto: 11, 16, 17, 41, 42, 46. Numero Jolly: 70. Numero SuperStar: 57. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

20:13

Usa, l'ex marito della first lady Jill Biden incriminato per l'omicidio della moglie

(Adnkronos) - L’ex marito dell’ex first lady Jill Biden, il 77enne William "Bill" Stevenson, è stato incriminato per omicidio di primo grado per la morte della moglie Linda Stevenson, 64 anni, trovata senza vita nella loro abitazione di Wilmington, nel Delaware. Secondo la polizia della contea di New Castle, citata dal New York Post, gli agenti erano intervenuti la notte del 28 dicembre dopo una segnalazione per una lite domestica e avevano trovato la donna priva di sensi sul pavimento del soggiorno; nonostante i tentativi di rianimarla, Linda era stata dichiarata morta nelle prime ore del 30 dicembre.  

Le indagini, avviate per le circostanze sospette del decesso, hanno portato all’arresto di Stevenson: l’uomo, che non ha versato la cauzione fissata a 500.000 dollari, è stato trasferito in carcere. 

Stevenson era stato sposato con Jill Biden dal 1970 al 1975: secondo quanto da lui stesso raccontato in passato, i due lavorarono insieme alla prima campagna per il Senato di Joe Biden nel 1972 e in quell’occasione Jill si sarebbe avvicinata al futuro presidente. Nello stesso anno la prima moglie di Joe Biden, Neilia, e la loro figlia neonata morirono in un incidente stradale. Stevenson ha sempre sostenuto di aver iniziato a sospettare una relazione tra Joe e Jill nel 1974, mentre i Biden hanno affermato di essersi conosciuti solo nel 1975, dopo essere stati presentati a un appuntamento, quando lui era già vedovo e Jill si era separata da Stevenson. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

20:13

Scontri Torino, la bozza di risoluzione del centrodestra: "Attacco a Stato, più tutele per agenti"

(Adnkronos) - Il centrodestra chiede al governo di "proseguire lo sgombero di beni e immobili illegalmente occupati secondo i criteri oggettivi di priorità stabiliti dalle Prefetture" e di valutare "iniziative normative volte a incrementare le assunzioni per concorso nei corpi di polizia", rafforzando al tempo stesso le tutele, "sotto il profilo sia normativo sia economico", per gli appartenenti alle forze dell'ordine. È uno dei passaggi chiave della bozza di risoluzione - visionata dall'Adnkronos - che la maggioranza presenterà domani al Senato, in occasione delle comunicazioni del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi sugli scontri avvenuti a Torino durante il corteo per il centro sociale Askatasuna. 

Nel testo (ancora suscettibile di modifiche, specificano fonti parlamentari di maggioranza) si impegna inoltre l'esecutivo "a farsi latore della solidarietà del Senato e della Nazione agli agenti feriti e a tutte le forze dell'ordine, in tutte le sedi opportune", ribadendo un sostegno politico pieno all'azione delle forze di polizia impegnate nella gestione dell'ordine pubblico.  

La risoluzione esprime "la più ferma e incondizionata condanna per le violenze che hanno avuto luogo a Torino e in generale per ogni uso di violenza nelle manifestazioni", accompagnata dalla "piena solidarietà agli agenti feriti e a tutte le forze dell'ordine". Per il centrodestra, quanto accaduto rappresenta infatti "l'ennesima, inaccettabile manifestazione di un clima di crescente ostilità e violenza nei confronti degli uomini e delle donne in divisa", un clima che viene definito come "un attacco diretto allo Stato" e ai suoi presidi di legalità. 

Nel ricostruire i fatti, la risoluzione parla esplicitamente di episodi "riconducibili a guerriglia urbana preordinata e pianificata", caratterizzati dal "lancio ad altezza d'uomo di pietre, razzi e biglie di ferro", dall'uso di "bombe carta" e di "bastoni, sbarre di ferro, altri oggetti contundenti e luci laser". Nel corso degli scontri "un blindato appartenente alle forze di polizia è stato dato alle fiamme", così come "numerose automobili parcheggiate in strada e cassonetti dei rifiuti". 

Secondo il testo, il corteo - che ha visto la partecipazione di migliaia di persone - è degenerato quando "un gruppo consistente di soggetti, travisati con abiti scuri, maschere, caschi e passamontagna", dopo aver acceso "una fitta coltre di fumogeni", si è diretto compatto contro lo sbarramento delle forze dell'ordine posto a protezione dell'ex sede di Askatasuna.  

La risoluzione ricorda infine che tra la sera del 31 gennaio e il 1° febbraio "oltre un centinaio di appartenenti alle forze di polizia sono stati feriti" e che un agente della Polizia di Stato è stato aggredito "da una decina di persone con armi improprie", mentre svolgeva il proprio servizio. Un quadro che, per la maggioranza, rende necessario ribadire che "lo Stato tutela la proprietà privata e il demanio pubblico da occupazioni illegali di qualsiasi natura" e che gli sgomberi "rappresentano un dovere dello Stato che non giustifica in alcun modo forme di violenza e devastazione". 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: politica

19:51

Ucciso il figlio di Gheddafi Saif al-Islam: chi era

(Adnkronos) - Saif al-Islam Gheddafi, figlio Saif al-Islam del deposto leader libico Muammar Gheddafi, è stato ucciso vicino a Zintan, a sud della Libia. Media considerati vicini a Saif ne hanno confermato la morte.  

Secondo quanto riferito da Al Arabiya, citando una fonte vicina alla famiglia Gheddafi, a colpirlo mentre si trovava nel giardino della sua abitazione sarebbero state quattro persone fuggite rapidamente dalla scena subito dopo il raid. Secondo la fonte, scontri armati tra milizie locali e milizie fedeli all'ex regime di Gheddafi sono successivamente proseguiti per diverse ore, nella zona di al-Hamada e nei pressi di Zintan. 

Di "assassinio" ha parlato anche l'emittente televisiva saudita "Al-Hadath", citando una fonte vicina alla famiglia di Seif al-Islam Gheddafi, che ha sottolineato il coinvolgimento dei quattro uomini nell'omicidio. Al Jazeera ha riferito, invece, che "la sua morte è avvenuta in circostanze misteriose". 

Saif al Islam, secondogenito del leader libico ucciso nel 2011 di cui era considerato l'erede politico, e il volto riformista del regime, 53 anni, guidava il Comitato di riconciliazione nazionale libica. Da alcuni mesi denunciava il preoccupante deterioramento della sicurezza in Libia e il rischio di una nuova guerra civile. Laurea in ingegneria, dottorato alla London School of Economics, aveva a lungo operato in seno al regime, con ruoli diplomatici e filantropici, alla guida della fondazione caritatevole intitolata al padre e del fondo sovrano libico. Dopo la caduta del padre, era stato incriminato dalla Corte penale internazionale per crimini contro l'umanità commessi durante la repressione delle proteste nel 2011 e in seguito detenuto per quasi sei anni a Zintan dalle milizie dopo essere stato catturato nel sud del Paese.  

Era stato condannato a morte in contumacia da un tribunale di Tripoli. Era in seguito tornato come protagonista della frantumata scena politica del suo Paese. Saif al Islam era considerato come il fautore di un riavvicinamento della Libia all'Occidente fra il 2000 e il 2011, dopo aver convinto il padre a rinunciare al suo programma nucleare e al rilascio dei sei infermiere bulgare accusate di aver infettato bambini con l'Hiv in un ospedale libico. Aveva negoziato i risarcimenti per i familiari delle vittime della tragedia aerea su Lockerbie del 1988, dell'attacco al nightclub di Berlino e all'abbattimento del volo della Uta del 1989.  

  

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

19:45

Petardo contro Audero, arrestato 19enne: è un ultras dell'Inter

(Adnkronos) - È stato arrestato l'ultras dell'Inter che domenica scorsa ha lanciato una bomba carta allo stadio 'Giovanni Zini', durante la partita Cremonese-Inter. Il grosso petardo, lanciato pochi minuti dopo l'inizio del secondo tempo dal settore dei tifosi ospiti, è esploso a poca distanza dal portiere della Cremonese, Emil Audero, caduto a terra in evidente stato di stordimento, motivo per cui l'arbitro ha sospeso la gara, per consentire l'intervento dei soccorritori.  

Dopo aver condotto le indagini, la Digos della Questura di Cremona, grazie all'analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza dello stadio e della Scientifica, è riuscita a individuare l'autore del lancio della bomba carta, tratto in "arresto differito entro le 48 ore dal fatto", come previsto dalla normativa di contrasto alla violenza sportiva. L'arrestato di 19 anni risulta far parte del contesto ultras interista. Proseguono le indagini della Digos di Cremona per individuare i responsabili anche di altri lanci di petardi effettuati poco prima dell’inizio del match. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

18:42

Referendum giustizia, bocciati emendamenti opposizioni: no al voto voto fuori sede

(Adnkronos) - L'aula della Camera ha bocciato gli emendamenti al Decreto elezioni presentati dalle opposizioni per consentire il voto ai fuori sede al prossimo referendum sulla riforma della giustizia. Sia la commissione che il governo avevano espresso parere negativo su tutti gli emendanti presentati da Pd, M5s, Avs, Iv e Azione. L'aula ha anche bocciato un emendamenti di Avs (prima firma Zaratti) che chiedeva "agevolazioni per gli studenti fuori sede per l'esercizio del diritto di voto", per i viaggi in treno o altri mezzi pubblici, al referendum e alle elezioni nel 2026. 

I gruppi di opposizioni hanno protestato per il no ai loro emendamenti. "Non ci sono motivi tecnici per dire di no alla sperimentazione, è già avvenuta in passato e ha funzionato. Il punto è la volontà politica del governo: questo diritto che è stato già riconosciuto, oggi viene ingiustamente negato", ha detto Riccardo Magi (+Eu). "Con il governo Meloni questo Paese invece di fare passi avanti fa passi indietro. Ritorniamo 'Bianco, Rosso e Verdone' del 1981", ha spiegato Alfonso Colucci (M5s).  

Per Filiberto Zaratti (Avs), "c'è un bisogno forte di 5mln di persone che vivono fuori dalla loro comunità per lavoro, studio, salute. Dovremmo garantire loro i diritti"; mentre per Rachele Scarpa (Pd), "a mancare è la volontà politica di far votare 4,5mln di persone, una ingiustizia grande come una casa. Grazie alla destra che ha escluso un pezzo di Italia dalla democrazia: vergognatevi".  

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: politica

18:35

Missili o guerra: l'aut aut di Israele sui negoziati tra Stati Uniti e Iran

(Adnkronos) - Israele ha fissato una linea rossa netta in vista dei colloqui tra Stati Uniti e Iran in programma a Istanbul: secondo quanto riportato dalla Cnn, qualsiasi accordo che non includa la rinuncia iraniana al programma di missili balistici è considerato inaccettabile. In caso contrario, avvertono ambienti militari e politici israeliani, Tel Aviv è pronta ad agire unilateralmente, anche senza un mandato esplicito di Washington. 

È questo il punto che domina il dibattito strategico israeliano nelle ore che precedono l’avvio dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, e che rischia di trasformare il tavolo diplomatico di Istanbul in un passaggio ad altissimo rischio di escalation. 

 

Secondo analisti militari israeliani, citati dall'agenzia turca Anadolou, il negoziato nasce già monco se limitato alla sola dimensione nucleare. Per Israele, infatti, la minaccia più immediata non è l'uranio arricchito, ma la capacità dell'Iran di ricostruire e potenziare il proprio arsenale di missili balistici a lungo raggio, dopo i danni subiti durante la guerra di giugno 2025. 

In questo quadro, Tel Aviv ritiene che un accordo che lasci intatto il programma missilistico iraniano non farebbe che congelare il problema, consentendo a Teheran di guadagnare tempo, rafforzare le proprie capacità industriali e mantenere una deterrenza offensiva diretta contro Israele. La posizione israeliana è esplicita: senza lo smantellamento del programma balistico, non esiste un "buon accordo". 

 

Dietro le dichiarazioni pubbliche, Israele sta inviando un messaggio chiaro anche all’alleato americano. L'arrivo in Israele dell'inviato speciale statunitense Steve Witkoff, alla vigilia dei colloqui di Istanbul, serve proprio a chiarire che un compromesso "minimalista" con l'Iran non sarà accettato. Secondo fonti militari e commentatori israeliani, Tel Aviv ritiene plausibile che Washington punti a un’intesa limitata, concentrata sull’arricchimento dell’uranio e su meccanismi di verifica, rinviando il dossier missilistico a una fase successiva. 

Per Israele, però, questo approccio equivale a spostare in avanti una guerra inevitabile. Da qui l’avvertimento più duro: se l’Iran non accetterà di rinunciare ai missili balistici, Israele si riserva il diritto di colpire unilateralmente. 

 

Nel dibattito strategico israeliano, l’ipotesi di un’azione autonoma non è più un tabù. Gli analisti sottolineano che, nonostante i danni subiti dalle difese aeree iraniane nel 2025, Teheran conserva una solida base industriale e tecnologica che potrebbe consentirle di ricostruire rapidamente capacità offensive avanzate. È per questo che l’esercito israeliano ha chiarito che i colloqui di Istanbul non comportano alcuna riduzione del livello di allerta, né sul piano difensivo né su quello offensivo. Al contrario, le forze armate israeliane stanno lavorando sull’ipotesi che l’Iran abbia tratto insegnamenti dal conflitto precedente, rendendo necessaria una preparazione ancora più sofisticata in vista di un eventuale nuovo confronto. 

 

Teheran continua a sostenere che i propri missili hanno una funzione puramente difensiva e che la rinuncia a questo strumento equivarrebbe a una resa strategica in un contesto regionale ostile. È proprio questo scontro di linee rosse a rendere i colloqui di Istanbul estremamente fragili: ciò che Israele considera una condizione minima, l'Iran lo considera una capitolazione. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

18:28

Askatasuna, Meloni: "Su sicurezza non arretriamo. Schlein invoca unità? Speriamo". La dem: "Sono loro a dividere"

(Adnkronos) - "Penso che non si possa arretrare, penso che noi dobbiamo - e stiamo lavorando anche su questo - garantire con norme ancora più efficaci che queste cose non accadano, ma penso che sia anche un problema di humus culturale". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla delegazione di 'Far West', il programma di approfondimento di Salvo Sottile, esprimendo solidarietà all'inviata Bianca Leonardi, aggredita insieme alla troupe da un gruppo di antagonisti durante il corteo per Askatasuna di sabato scorso.  

Sulla condanna delle violenze di Torino, dice ancora la premier, "serve chiarezza da parte di tutti e serve un impegno comune, che è quello che io ho proposto, anche nel dibattito in Parlamento con il ministro Piantedosi, a tutti i partiti anche dell'opposizione: ho ascoltato la segretaria del Partito Democratico che diceva che le istituzioni devono essere unite, speriamo".  

 

"Abbiamo visto tutti immagini di una violenza inaccettabile, inqualificabile. Tutti abbiamo espresso un'immediata condanna e la solidarietà agli agenti di polizia e anche ai giornalisti che sono stati colpiti da delle frange violente organizzate che si sono staccate da un corteo che fin lì aveva visto decine di migliaia di persone sfilare pacificamente. Trovo gravissima la strumentalizzazione che è stata fatta da parte della destra e oggi anche dal ministro Piantedosi contro le opposizioni e contro i giudici per quello che è accaduto", le parole di Elly Schlein a Di Martedì in onda stasera su La7.  

"E' inaccettabile che strumentalizzino fatti gravi come quelli e lo facciano per la campagna referendaria, perché questa è la verità. Anche oggi il ministro ha voluto dare l'idea che le decine di migliaia di persone che hanno partecipato pacificamente fino a che le frange violente si sono staccate colpendo brutalmente gli agenti di polizia e giornalisti fossero tutti delinquenti, fossero tutti conniventi. Per questo anche oggi hanno attaccato le opposizioni e i giudici in maniera del tutto strumentale", aggiunge la segretaria del Pd. 

"Noi la violenza politica la condanniamo sempre, senza se e senza ma, da qualunque parte provenga, a differenza chi di chi nelle settimane scorse ha strumentalizzato, colpendo i giudici, la vicenda dei bambini nel bosco, ma non ha detto una parola su un bambino di 5 anni arrestato e utilizzato in Minnesota per far arrestare la madre. E se il tema è il colore della pelle, quello si chiama razzismo, è un'altra cosa", attacca la dem. 

"Abbiamo assistito a una dimostrazione dell'irresponsabilità di chi fa passare appunto migliaia di manifestanti tutti come violenti, la sinistra come violenta. Guardi, noi abbiamo immediatamente condannato, ma abbiamo anche chiesto— io ho chiamato la Presidente del Consiglio per questo— di non strumentalizzare, perché davanti a fatti gravi come questi, alla violenza politica, le istituzioni devono unire, non devono dividere come stanno facendo". 

"La sicurezza - continua Schlein - è il più grande fallimento del governo Meloni. I reati sono aumentati nel 2023, sono aumentati nel 2024. Piantedosi è stato indicato dalla Lega, che è al governo da 8 anni. Quando è che si assumeranno una responsabilità se ci sono ancora problemi di sicurezza?".  

"La sicurezza va garantita ed è responsabilità anzitutto dello Stato e del Ministro degli Interni. E la smettessero di prendersela con i sindaci, perché non è una responsabilità dei sindaci. Vogliono fare qualcosa di serio sulla sicurezza? Noi abbiamo fatto con le altre opposizioni una proposta: riportino in Italia i soldi buttati, 800 milioni nei centri in Albania vuoti dove sono impiegati centinaia di esponenti di polizia. Usiamo quelli per assumere nuove forze dell'ordine, perché sono sotto organico in tutto il paese". 

 

Sono intanto previste domani verso l'ora di pranzo, tra le 13.30 e le 14, le comunicazioni al Senato del ministro Piantedosi sui fatti di Torino, con il voto sulle risoluzioni che dovrebbe tenersi intorno alle 18.  

I lavori dell'aula di Palazzo Madama inizieranno alle 9.30 con la discussione e il voto sul calendario, visto il mancato accordo in capigruppo tra maggioranza e opposizione.  

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: politica

18:06

Milano-Cortina: salute del cervello, all’aeroporto Malpensa 'Brain health for travellers'

(Adnkronos) - Promuovere la salute del cervello in occasione dei Giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026, catalizzatore mediatico internazionale e opportunità importante per raggiungere un pubblico ampio e multiculturale. Con questa finalità è operativa, all’aeroporto di Milano Malpensa,‘Brain Health for Travellers’. L’iniziativa - informa una nota - vuole aumentare la consapevolezza della popolazione sui principali fattori di rischio delle patologie neurologiche, ma anche promuovere comportamenti e stili di vita favorevoli alla salute del cervello e diffondere una cultura della prevenzione primaria in ambito neurologico. L’iniziativa - promossa da Asst Valle Olona e Sin-Società italiana di neurologia Lombardia, con il coinvolgimento degli Enti istituzionali e partner - si articola in uno spazio espositivo con poster dedicati al Decalogo per la salute del cervello e in un punto informativo a cura degli specialisti di Asst Valle Olona, presenti nell’area espositiva dal 2 al 6 febbraio dalle 8.30 alle 12.30. 

"Inauguriamo questa mostra che parla di salute, non di malattie- afferma Isidoro La Spina, direttore della Struttura complessa di Neurologia di Gallarate - Lo scopo è quello di informare la popolazione su quelli che sono i fattori che determinano il benessere del cervello. Riteniamo che l’informazione sia fondamentale per un corretto coinvolgimento degli utenti nella prevenzione delle malattie neurologiche che, allo stato attuale, rappresentano la prima causa di disabilità nel mondo". Le patologie del sistema nervoso, tra cui ictus e malattia di Alzheimer - ricordano gli esperti - rappresentano una delle principali cause di impatto complessivo di malattia a livello globale. Attualmente circa 3,4 miliardi di persone nel mondo convivono con una condizione neurologica. La prevenzione primaria, attraverso la conoscenza e il controllo dei fattori di rischio, rappresenta uno strumento fondamentale per ridurre il peso delle patologie neurologiche e promuovere la salute del cervello lungo tutto l’arco della vita. 

La mostra - presenta al Terminal 1, ingresso partenze n°17, 3° piano area espositiva - ha lo scopo di "incrementare la consapevolezza sulla salute e sul benessere del cervello così come indicato nel manifesto della Società italiana di neurologia ‘One Brain, One Health’ - spiega Simone Vidale, segretario regionale della Sin - Questa iniziativa è proposta a ridosso dei Giochi Olimpici invernali al fine di raggiungere una platea di persone quanto più ampia possibile. Siamo lieti di aver presenziato all’inaugurazione di questa mostra; sappiamo bene quanto la salute del cervello sia importante non solo per gli sportivi, ma per tutti". Aggiunge Ennio Marchesin componente di Giunta Coni Lombardia: "Riconosciamo", come Coni, "quanto allenare il proprio corpo e fare attività fisica sia fondamentale per proteggere la salute del cervello e prevenire malattie neurologiche".  

Immagine in aggiornamento

Categoria: salute

18:04

Carta stagnola sulle maniglie delle porte, un gesto gentile verso la propria casa

(Adnkronos) - Usare la carta stagnola solo in cucina? Ottenere risultati di cottura perfetti e conservare i cibi è solo una delle funzioni dei fogli di alluminio. Un trucco domestico che sta diventando sempre più popolare è usare della carta stagnola sulle maniglie delle porte. Un foglio avvolto sulla maniglia risolve diversi problemi quotidiani in pochi minuti e senza spendere troppo. 

Mano di vernice? Rinfrescare le proprie camere può essere una buona idea, ma le maniglie vanno messe in sicurezza. Avvolgerle con un foglio di alluminio impedisce che si macchino di vernice: i residui sono spesso difficili da rimuovere in seguito, meglio prevenirli. 

L'alluminio funge da barriera protettiva. Sporco, grasso e impronte non aderiscono direttamente al metallo della maniglia, il che è particolarmente utile per porte di uso frequente come quelle del bagno, della cucina o dell'ingresso. 

Durante traslochi, ristrutturazioni o spostamento di mobili di grandi dimensioni, la pellicola di alluminio protegge la maniglia della porta da ammaccature, graffi e segni. Un semplice dettaglio che può prevenire molti danni. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

18:00

Dalla musica ai fumetti, Francesca Michielin firma una storia di 'Supergirl'

(Adnkronos) - La musica italiana incontra il mondo dei supereroi DC. Sarà la cantautrice Francesca Michielin , grande appassionata di fumetti, a firmare il soggetto della storia "made in Italy" contenuta nella nuova antologia internazionale 'Supergirl: Il mondo'. Il volume, annunciato da DC e pubblicato in Italia da Panini Comics, vedrà la collaborazione della sceneggiatrice Irene Marchesini e della disegnatrice Federica Croci, componendo un team creativo interamente al femminile. L'antologia cartonata di 184 pagine uscirà in contemporanea mondiale il 2 giugno e sarà disponibile in fumetteria, libreria e online. Il progetto segue il successo delle precedenti raccolte "Il mondo" dedicate a Batman, Joker e Superman, invitando i lettori a scoprire la Ragazza d'Acciaio attraverso la lente di 15 Paesi diversi, esplorando come la sua storia risuoni oltre i confini e le culture.  

"Dopo Batman, Joker e Superman, sarà Supergirl la grande protagonista dell'antologia 'Il Mondo'", dichiara Marco Marcello Lupoi, Direttore Esecutivo Licensing and Publishing di Panini Comics. "Per il soggetto siamo partiti da una grande artista: Francesca Michielin. Questo trio all-girl darà vita a una Supergirl che non avete mai avuto il piacere di conoscere e che vi sorprenderà". Francesca Michielin spiega la sua visione del personaggio: "Scrivere una storia per Supergirl significa raccontare una ragazza a cui è stato chiesto di essere forte prima ancora di poter essere fragile. In questo soggetto ho voluto far emergere il lato più silenzioso di una supereroina: l'ansia, il dubbio e cosa succede quando anche i poteri sembrano venir meno. Perdere forza non significa perdere valore". "Unire due media diversi come musica e fumetto ha lo stesso divertente gusto di sfida", aggiunge la sceneggiatrice Irene Marchesini. 

"Sono orgogliosa di poter collaborare a un progetto 'tutto al femminile' e spero che possa ispirare altre giovani donne a seguire tutti i loro traguardi", conclude la disegnatrice Federica Croci , sottolineando l'importanza della rappresentazione di genere. Oltre all'Italia, l'antologia includerà storie originali realizzate da talenti provenienti da Germania, Spagna, Brasile, Messico, Argentina, Camerun, Francia, Polonia, Turchia, Finlandia, Colombia, Serbia, Giappone e Stati Uniti, creando un mosaico globale che celebra una delle eroine più iconiche dell'universo DC. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cultura

18:00

Uccisa con una coltellata alla schiena a Napoli, ipotesi lite in famiglia: si cerca il fratello

(Adnkronos) - Una giovane donna accoltellata e uccisa oggi a Napoli. È accaduto nel pomeriggio, quando personale della Polizia di Stato è intervenuto presso l'ospedale Villa Betania a seguito della segnalazione di una ragazza giunta con una ferita da arma da taglio alla schiena. Poco dopo la 22enne Jlenia Musella è deceduta.  

Sul caso indaga la Polizia di Stato che, secondo quanto si apprende, sarebbe sulle tracce del fratello, attualmente irreperibile. Secondo la prima ipotesi, la giovane sarebbe stata accoltellata al culmine di una violenta lite in famiglia. La salma della 22enne è stata trasferita in obitorio in attesa dell'autopsia. 

"È una situazione grave, è una tragedia. E questa tragedia va letta. Io sono certo che sia la magistratura che le forze di polizia stanno già agendo e dobbiamo affidarci sempre con fiducia sia alla magistratura che alle forze di polizia", ha detto il prefetto di Napoli, all'uscita del vertice convocato nel pomeriggio a Santa Maria la Carità, commentando l'episodio. 

"Addolorato per la morte di questa giovane ragazza di Ponticelli. Le forze dell'ordine e la magistratura sapranno ricostruire i fatti. Ancora più forte sarà il nostro impegno per ridurre le sacche di disagio in quartieri su cui stiamo investendo per la rigenerazione del territorio", scrive su Facebook il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, a proposito della morte della 22enne. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

17:56

Sanremo 2026, Lillo sarà coconduttore nella serata delle cover

(Adnkronos) - Lillo Petrolo coconduttore di Sanremo 2026. L'indiscrezione, lanciata da Cinemotore, viene confermata all'Adnkronos da ambienti televisivi. Cinemotore indica nella serata cover di venerdì 27 febbraio quella in cui l'attore e comico salirà sul palco con Carlo Conti e Laura Pausini. Ma su questo ci sarebbe ancora un margine di incertezza.  

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli