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Come vivere più a lungo? Il test del sangue svela la longevità
(Adnkronos) - "Avrò una lunga vita oppure no?". È la domanda 'clou' che potrebbe balenare nella mente di chiunque con il passare degli anni, soprattutto quando ci si comincia a porre il problema di inseguire il sogno della longevità. Man mano che l'età avanza, diventa più difficile sapere chi è sulla buona strada per vivere in salute e chi potrebbe essere a maggior rischio di un grave declino. Uno studio suggerisce che parte della risposta potrebbe già essere presente nel sangue. E un nuovo test potrebbe svelarla.
La ricerca, pubblicata su 'Aging Cell' e condotta negli Usa dalla Duke Health in collaborazione con l'università del Minnesota, accende i riflettori sul potenziale predittivo di piccole molecole di Rna, note come piRna che possono aiutare a indicare con precisione se gli anziani hanno probabilità di sopravvivere almeno nei due anni successivi.
I risultati suggeriscono che un semplice esame del sangue potrebbe un giorno aiutare a identificare prima eventuali rischi e orientare le strategie di trattamento per promuovere un invecchiamento sano. "La combinazione di pochi piRna è stata il predittore più forte della sopravvivenza a due anni negli anziani. Più forte dell'età, delle abitudini di vita o di qualsiasi altra misura di salute che abbiamo esaminato", spiega Virginia Byers Kraus, autrice senior dello studio e professoressa della Duke University School of Medicine (Dipartimenti di medicina, patologia e chirurgia ortopedica). "Ciò che ci ha sorpreso di più è stato che questo potente segnale provenisse da un semplice esame del sangue", evidenzia.
Il team ha misurato i piRna, piccoli Rna non codificanti, in campioni di sangue di adulti di età pari o superiore a 71 anni e ha scoperto che livelli più bassi di alcune di queste molecole erano fortemente correlati a una maggiore sopravvivenza. Studi precedenti avevano suggerito che queste mini porzioni di Rna regolano lo sviluppo, la rigenerazione e il sistema immunitario. Per condurre il nuovo lavoro, i ricercatori hanno utilizzato approcci di intelligenza artificiale (Causal Ai) e machine learning per analizzare 187 fattori clinici e 828 piccoli Rna diversi in oltre 1.200 campioni di sangue. I campioni provenivano da un'ampia coorte di soggetti di base in North Carolina, creata per un precedente studio guidato dalla Duke. Gli esiti di sopravvivenza sono stati determinati collegando i partecipanti ai registri nazionali di mortalità.
Analizzando tutti i dati, un modello statistico avanzato ha permesso di rilevare che un gruppo di 6 piRna da solo prevedeva la sopravvivenza a due anni con un'accuratezza pari all'86%. Il team ha confermato i risultati in un secondo gruppo indipendente di anziani. I partecipanti che vivevano più a lungo presentavano livelli più bassi di piRna specifici, rispecchiando un modello presente in organismi semplici, in cui la riduzione di queste molecole può prolungare la durata della vita. I risultati, osserva Kraus, suggeriscono che i piRna possono influenzare direttamente la longevità.
Ad oggi "sappiamo molto poco sui piRna nel sangue, ma quello che stiamo osservando è che livelli più bassi di alcuni specifici Rna sono migliori", ha detto Kraus. "Quando queste molecole sono presenti in quantità maggiori, potrebbero segnalare che qualcosa nell'organismo non funziona correttamente. Capire perché potrebbe aprire nuove possibilità per terapie che promuovono un invecchiamento sano", riflette l'esperta. Lo studio ha anche confrontato i piRna con indicatori di salute più noti. Nel predire la sopravvivenza a breve termine, i piRna hanno superato età, livelli di colesterolo, attività fisica e oltre 180 altre misure cliniche. Per la sopravvivenza a lungo termine, i fattori legati allo stile di vita sono diventati più influenti, ma i piRna continuano a fornire preziose informazioni sulla biologia sottostante.
Kraus delinea anche i prossimi passi del team che ora indagherà per capire se trattamenti, cambiamenti nello stile di vita o farmaci - comprese classi emergenti come le terapie basate sul Glp-1 (come i popolari anti obesità e diabete) - possano alterare i livelli di piRna. I ricercatori intendono anche confrontare i livelli di piRna nel sangue con quelli nei tessuti per comprendere meglio il funzionamento di queste molecole.
"Sono come dei micro manager nell'organismo, che contribuiscono a controllare molti processi che influenzano la salute e l'invecchiamento", prospetta Kraus. "Stiamo solo iniziando a comprenderne la potenza. Questa ricerca suggerisce che dovremmo essere in grado di identificare il rischio di sopravvivenza a breve termine utilizzando un esame del sangue pratico e mininvasivo, con l'obiettivo finale di migliorare la salute con l'avanzare dell'età". Il lavoro è stato finanziato dai National Institutes of Health (Nih) statunitensi, dal National Institute on Aging, dal National Center for Advancing Translational Sciences e dal National Heart, Lung and Blood Institute.

Categoria: cronaca
01:23
Iran-Usa, oggi nuovi negoziati. Trump vuole accordo 'eterno'
(Adnkronos) - Stati Uniti e Iran tornano al tavolo per un nuovo round di negoziati: al centro dei colloqui, il programma nucleare di Teheran. Donald Trump lo vuole smantellare per impedire alla repubblica islamica di arrivare alla produzione della bomba atomica, l'Iran nega che l'obiettivo finale sia di natura bellica. "Non permetterò mai che l'Iran abbia armi nucleari. Già dispone di missili per minacciare l'Europa e in futuro potrà raggiungere gli Usa", la linea rossa che Trump ha tracciato nel discorso sullo Stato dell'Unione davanti al Congresso. Il presidente degli Stati Uniti invia in Svizzera, sede dei negoziati, Steve Witkoff e Jared Kushner. I due emissari parleranno con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.
"Stiamo trattando: vogliono un accordo, ma non abbiamo ancora sentito le parole segrete... 'non avremo mai un'arma nucleare'", le parole di Trump alla vigilia del nuovo round. Sullo sfondo, la prospettiva di un attacco americano. Gli Stati Uniti continuano a vagliare una serie di opzioni: dall'azione mirata contro obiettivi specifici all'offensiva più ampia, con possibili ricadute sulla stabilità del regime degli ayatollah.
L'Iran deve prendere "sul serio" le minacce di un intervento militare americano, dice il vice presidente degli Stati Uniti JD Vance che, secondo le indiscrezioni, all'interno dell'amministrazione Trump è tra i meno favorevoli all'attacco. A Fox News, Vance ribadisce che sebbene intenda cercare di "raggiungere l'obiettivo con mezzi diplomatici", il presidente ha anche il "diritto" di ricorrere all'azione militare. "Non si può permettere al regime più folle e peggiore del mondo di avere armi nucleari", dice il vice presidente sposando la linea del 'boss'. Trump, "ha a disposizione una serie di altri strumenti per garantire che ciò non accada, ha dimostrato la volontà di usarli e spero che gli iraniani lo prendano sul serio nei negoziati, perché questo è sicuramente ciò che il presidente preferisce".
L'obiettivo di Washington non è una soluzione provvisoria: Trump vuole dall'Iran un accordo sul nucleare che duri 'per sempre', che resti in vigore a tempo indeterminato secondo lo scenario delineato da Axios sulla base delle informazioni fornite da una fonte dell'amministrazione e altre due a conoscenza delle dichiarazioni di Witkoff ad una riunione dei donatori dell'American Israel Public Affairs Committee (Aipac): "Partiamo con gli iraniani dal presupposto che non ci sia alcuna clausola di scadenza. Che si raggiunga o meno un accordo, la nostra premessa è: dovete comportarvi bene per il resto della vostra vita".

Categoria: internazionale/esteri
01:21
Ucraina-Russia, Zelensky sente Trump: "Serve incontro con Putin per chiudere guerra"
(Adnkronos) - "E' il momento dell'incontro tra i leader". Volodymyr Zelensky 'chiama' Vladimir Putin per porre fine alla guerra tra Ucraina e Russia, in corso da 4 anni. Il presidente ucraino invia il messaggio in un momento particolare, subito dopo la telefonata con Donald Trump. Nel colloquio con il presidente degli Stati Uniti arriva una sorta di semaforo verde all'accelerazione.
I negoziati tra Kiev e Mosca devono salire di livello, dal confronto tra delegazioni ed emissari si deve passare al faccia a faccia tra i big: il dialogo a livello di presidenti diventa indispensabile per risolvere il rebus legato soprattutto alla questione Donbass. La Russia mira ad ottenere tutta la regione, pur controllandone solo una parte. L'Ucraina, di base contraria a sacrifici territoriali, subordina ogni decisione all'esito di un referendum che coinvolga la popolazione.
"Ho parlato con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Alla chiamata hanno partecipato anche i rappresentanti del Presidente Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner. Le nostre squadre stanno lavorando molto e ho ringraziato per tutti gli sforzi e l'impegno nei negoziati, per il lavoro finalizzato a porre fine alla guerra", dice Zelensky.
"Apprezziamo molto il programma PURL", aggiunge il presidente ucraino riferendosi al programma di acquisto armi per l'Ucraina. "Questa inverno è stato il più difficile per l'Ucraina, ma i missili per i sistemi di difesa aerea, che possiamo acquistare dagli Stati Uniti, ci aiutano molto a superare tutte queste sfide e a proteggere le vite", aggiunge accendendo i riflettori sui sistemi Patriot.
"Abbiamo parlato delle questioni su cui i nostri rappresentanti lavoreranno" nella giornata di giovedì "a Ginevra in un incontro bilaterale, e anche della preparazione per la prossima riunione delle squadre negoziali a pieno organico in formato trilaterale all'inizio di marzo. Ci aspettiamo che ci permetterà di passare ai negoziati a livello di leader", dice Zelensky, che conta sull'approvazione fornita da Trump all'iter esposto. "Il presidente Trump sostiene questa sequenza di passi. Solo così possiamo risolvere tutte le questioni complesse e delicate e finalmente porre fine alla guerra", conclude Zelensky.
Sarebbe azzardato parlare di strada delineata. Da Mosca, come riporta l'agenzia Tass, filtra l'ipotesi di un trilaterale all'inizio di marzo, non necessariamente a Ginevra. Nelle prossime ore, intanto, in Svizzera arriva Kirill Dmitriev, rappresentante speciale del Presidente russo per gli investimenti. L'emissario di Putin incontrerà Witkoff e Kushner.
Il Cremlino, a parole, concorda sulla necessità di un incontro Putin-Trump-Zelensky. "Dovremmo concordare che dovrebbero incontrarsi solo se hanno bisogno di finalizzare accordi, o, come dicono gli americani, un accordo. Questo è probabilmente vero", dice il portavoce Dmitry Peskov, prima di ricordare che l'invito di Putin a Zelensky, con l''offerta' di un incontro a Mosca, è ancora valida: "Era la parola del presidente Putin, e lui mantiene sempre la parola data".
Un'apertura a dir poco dubbia, insomma, come confermano le accuse di rito a Zelensky. "Il regime di Kiev sta concentrando tutti i suoi sforzi non nel trovare una soluzione pacifica, ma nel garantire l'erogazione di fondi europei", dice Peskov, sostenendo che l'obiettivo sarebbe ottenere "centinaia di miliardi di euro con le buone o con le cattive". "È su questo che stanno lavorando seriamente, non abbiamo ancora visto alcuna serietà su altre questioni", aggiunge.

Categoria: internazionale/esteri
01:10
Sanremo, ecco la classifica della seconda serata: i 5 cantanti al top per televoto e radio
(Adnkronos) - Tommaso Paradiso, Lda & Aka 7Even, Nayt, Fedez & Masini, Ermal Meta. Sono i primi cinque classificati della seconda serata di Sanremo 2026, che ha visto sul palco solo 15 dei 30 Big. La classifica provvisoria della seconda serata, svelata senza mostrare la posizione dei cinque, è il risultato del voto della Giuria delle Radio e il Televoto, le uniche in campo questa sera.
Nella seconda serata si sono esibiti: Bambole di Pezza, Chiello, Dargen D'Amico, Ditonellapiaga, Elettra Lamborghini, Enrico Nigiotti, Ermal, Fedez e Masini, Fulminacci, J Ax, Lda e Aka Seven, Levante, Nayt, Patty Pravo e Tommaso Paradiso.
Domani invece sarà il turno di Arisa, Eddie Brock, Francesco Renga, Leo Gassmann, Luché, Malika Ayane, Mara Sattei, Maria Antonietta e Colombre, Michele Bravi, Raf, Sayf, Sal Da Vinci, Samurai Jay, Serena Brancale, Tredici Pietro. E la Top 5 sarà sempre il frutto del voto della Giuria delle Radio e del Televoto.

Categoria: spettacoli
01:07
Sanremo, Achille Lauro candido e Levante regale: le pagelle ai look della seconda serata
(Adnkronos) - Pronti? Si parte. La seconda serata di Sanremo è una passerella schizofrenica dove l’eleganza convive con l’improvvisazione: alcuni look sono perfetti per l’Ariston e altri starebbero meglio nel guardaroba delle ‘occasioni mancate’. C’è chi brilla davvero, chi esagera senza convinzione, chi resta sotto le aspettative e chi continua sulla via dell'eleganza senza sussulti. Una cosa è certa: la moda a Sanremo non annoia ma a volte può confondere.
Laura Pausini apre la serata scendendo la scalinata in un completo pantalone con napoleon jacket ricoperta di cristalli neri firmata Giorgio Armani. Molta scenografia, poca magia: il look non buca lo schermo nemmeno con tutti quei cristalli. Anche il cappotto di velluto ricamato è impeccabile ma su di lei l’effetto vestaglia è dietro l’angolo. Voto: 5.
Achille Lauro, co-conduttore, è l’unico che sembra aver capito che la moda può essere spettacolo senza diventare carnevale: smoking total white Dolce&Gabbana, gilet scultoreo con grande fiocco, diamanti e rubini al collo. Fuoriclasse assoluto. Voto: 8. Patty Pravo opta per un abito in velluto rosso con strascico e ballerine a punta. Imponente, certo ma forse più adatto alla Prima della Scala che all’Ariston. Il velluto a maniche lunghe fa il resto. E lo fa male. Voto implicito: rimandata. Gianluca Gazzoli rimane corretto, pacato, molto Emporio Armani per il suo debutto sul palco dell’Ariston: smoking nero d’ordinanza, con giacca di velluto, elegante ma senza guizzi. Voto: 7.
Carlo Conti continua con il suo total black impeccabile firmato Stefano Ricci: smoking monopetto, zero sorprese. Voto: 7. Pilar Fogliati sceglie un lungo monospalla di taffeta color melanzana con applicazione floreale Giorgio Armani Privé. Ambizioso, sì, ma da lei ci si aspettava un ingresso più memorabile. Voto: 6. LDA e Aka 7even insistono con il leather-core: trench e bomber color cioccolato. Peccato che dopo i blouson gemelli della prima serata, sfoci leggermente nel too much. Voto: 6. Enrico Nigiotti presenta un total black casual, giacca, pantalone, camicia, e il solito man bun che divide la platea femminile ma non conquista nessuno. Voto: 5. Tommaso Paradiso, ancora Emporio Armani, stavolta in total black. Sarebbe quasi promosso…se non fosse per quella t-shirt che spunta da sotto la camicia come un déjà-vu del quale non sentivamo davvero la mancanza. Voto: 5 e mezzo.
Elettra Lamborghini sceglie un abito couture silver trasparente di Tony Ward con spalline scultoree, maxi scollatura e strascico. Tante idee tutte insieme, non tutte convinte, ma il colore, su di lei, funziona parecchio. Voto: 6. Ermal Meta punta su un total look custom Trussardi: denim floccato, camicia coordinata e cappotto in lana chevron con collo in nappa. Un boho chic studiato, portato con quella naturalezza tipica di chi sa reggere anche gli outfit più costruiti. Il risultato? Curato, interessante ma forse un filo troppo ‘editoriale’ per l’Ariston. Tutto sommato funziona. Voto: 7.
Il tubino color acquamarina di Levante, firmato Armani, con decorazioni di cristalli sul bordo è mozzafiato, letteralmente: alla cantante sta d’incanto ma forse è un po’ troppo strizzato in vita. Certo, quando un abito sta così bene, si perdona tutto. Voto altissimo: 8. Che meraviglia, Le Bambole di Pezza. Gli abiti maschili su di loro funzionano alla perfezione: a partire dalla cantante Martina, impeccabile in un frac dai volumi ampi che porta con un’attitudine rock naturale, zero sforzo e massimo effetto. Capelli tirati all’indietro con il gel, sguardo deciso: un’estetica androgina che colpisce e convince subito. Promosse a pieni voti: 9. Chiello sceglie pantaloni di pelle a vita bassa, anzi, bassissima, camicia bordeaux a righe e giubbotto in pelle con collo di pelliccia. L’effetto rocker consumato c’è, peccato sembri più pronto per un raduno emo che per il palco più televisivo d’Italia. Voto: 6-.
Pilar Fogliati torna sul palco e questa volta colpisce nel segno: abito nero cut‑out mozzafiato, silhouette scolpita e presenza finalmente all’altezza delle aspettative. Voto: 8. Segue J‑Ax, che insiste nel suo mood pistolero country: cappello da cowboy, bolo tie, completo nero con decori bianchi. Un vero pugno nell’occhio, difficile da classificare. Capitolo Fedez & Masini, non mentono quando parlano di ‘un male necessario’, almeno sul fronte look. Fedez opta per una camicia di pelle nera, volutamente dura, volutamente dark, mentre Marco Masini resta sul suo territorio sicuro: total black casual, giacca e t‑shirt. Che dire? Non brillano, non convincono, ma nemmeno disturbano più di tanto. Voti sospesi, entusiasmo pure.
Ditonellapiaga opta per la seconda volta per un look che gioca apertamente con l’estetica Barbiecore: bustier body nero con i fianchi scolpiti e accentuati, silhouette modellata al millimetro, e un coprispalle rosa che spinge ancora di più verso un’immagine da bambola contemporanea. Molto doll, pochissimo rock: il risultato è scenografico ma resta in bilico. Voto 5. Dargen D’Amico porta sul palco un look che sembra uscito direttamente da un bazar con cappa patchwork costruita con tessuti d’archivio di Mordecai, con nappine e fettucce: un omaggio dichiarato alle tradizionali cappe marocchine. Sotto, un paio di pantaloni ampi in jacquard di lana grezza, con un disegno grafico ispirato alle coperte del Kashmir, che amplificano l’effetto etno nomade.
A completare il tutto, un gilet kimono imbottito rosso, chiuso come una cintura da karate e decorato con motivi araldici ricamati a mano, un mix di Asia, couture e arti marziali, e una camicia in seta double con gemelli ricamati. E gli ormai immancabili occhiali a mascherina. Visionario, teatrale, un filo caotico…ma indiscutibilmente Dargen. Voto: 5. (di Federica Mochi)

Categoria: spettacoli
00:51
Sanremo, emozione per l'omaggio ad Ornella Vanoni: la nipote canta 'Eternità'
(Adnkronos) - Il festival di Sanremo rende omaggio ad Ornella Vanoni. La nipote della cantante scomparsa a novembre, Camilla Ardenzi, è stata invitata sul palco da Carlo Conti ed ha regalato al pubblico una interpretazione del brano della Vanoni 'Eternità', di Bigazzi e Cavallaro, che l'artista presentò al festival nel 1970 in coppia con I Camaleonti. Momento particolarmente emozionale sul finale, quando la voce che canta diventa proprio quella di Ornella Vanoni.

Categoria: spettacoli
00:16
Sanremo, Fulminacci sfida la 'Stupida fortuna' e passa sotto una scala
(Adnkronos) - Fulminacci a Sanremo non teme la 'Stupida Sfortuna' e la sfida apertamente. Il cantautore, prima di affrontare il palco dell'Ariston per la sua esibizione nella seconda serata del Festival, si è reso protagonista di un simpatico e ironico rito scaramantico al contrario. Scendendo dal van che lo ha portato all'ingresso del teatro, l'artista è passato volutamente sotto una scala aperta, un gesto universalmente considerato di cattivo auspicio. Una scelta divertente per giocare con il titolo della sua canzone in gara, 'Stupida Sfortuna', e per dimostrare di non temere alcuna superstizione.
Categoria: spettacoli
23:44
Sanremo 2026, omaggio a Ornella Vanoni: sul palco la nipote Camilla Ardenzi
(Adnkronos) - Il Festival di Sanremo 2026 omaggia Ornella Vanoni. Nel corso della seconda serata, Carlo Conti ricorderà la signora della musica italiana scomparsa lo scorso 21 novembre, a 91 anni.
Sul palco per ricordare Vanoni ci sarà la nipote della cantante, Camilla Ardenzi, che interpreterà una sua versione di 'Eternità'.
"Cara nonna, porto una parte di te dentro di me. Grazie per l’amore che mi hai dato, per sempre. Eterna". Queste le parole della nipote quando ha omaggiato Vanoni dopo l’omelia in occasione dei funerali che si sono tenuti nella chiesa di San Marco, a Milano.
Figlia di un industriale farmaceutico e di una madre severa ma appassionata d'arte, Ornella Vanoni ha attraversato la storia musicale del nostro Paese trasformandosi più volte, senza mai perdere autenticità. La carriera di Ornella Vanoni inizia in modo inusuale: prima attrice che cantante. A soli 19 anni si iscrive all'Accademia del Piccolo Teatro di Milano, diventando presto l'allieva prediletta (e compagna) del regista Giorgio Strehler. Il debutto avviene nel 1956, con "Sei personaggi in cerca d'autore" di Luigi Pirandello. Ma sarà il suo modo graffiante e anticonvenzionale di interpretare le canzoni della 'mala' - ballate ispirate alla cronaca nera e all'anima popolare - a farla notare nel panorama musicale, con la pubblicazione del primo disco nel 1958 per la Ricordi.
Dopo la fine della relazione con Strehler, incontra Gino Paoli, con cui condivide una storia d'amore travagliata ma artisticamente feconda. Da questo incontro nascono brani leggendari come "Senza fine" e "Che cosa c'è", ma anche il primo grande successo commerciale, "Cercami", pubblicato nel 1961.
Parallelamente, Vanoni calca le scene teatrali con straordinario successo, ricevendo premi e riconoscimenti. Ma è Sanremo a sancire la sua popolarità: partecipa per otto edizioni, conquistando nel 1968 il secondo posto con "Casa bianca", e il quarto posto in tre diverse edizioni (1967, 1970, 1999). In quegli anni, la sua immagine cambia: da interprete aggressiva e teatrale a icona sofisticata, sensuale e moderna.
Il decennio successivo segna una maturazione musicale e personale. Dopo aver lasciato la Ricordi e successivamente la Ariston, fonda una propria etichetta discografica, la Vanilla, anticipando i tempi sull'autoproduzione.
Nel 1976 realizza con Toquinho e Vinícius de Moraes uno degli album più raffinati della sua carriera: "La voglia, la pazzia, l'incoscienza, l'allegria", ancora oggi considerato un capolavoro della musica italiana, tanto da essere incluso tra i 100 dischi italiani più belli secondo la rivista "Rolling Stone". È l'inizio di un amore profondo per la musica brasiliana, che la accompagnerà per tutta la vita.
Durante gli anni '80, Ornella assume il controllo completo del proprio percorso artistico. Firma testi, idea concept album e riceve prestigiosi riconoscimenti, tra cui il Premio Tenco come miglior cantautrice, prima donna a riceverlo. Dischi come "Ricetta di donna" (1980), "Duemilatrecentouno parole" (1981) e "Uomini" (1983) mostrano una nuova Ornella: più intima, personale, consapevole. È anche l'epoca della collaborazione con Lucio Dalla, Paolo Conte, Gerry Mulligan, e del ritorno con Gino Paoli nel fortunatissimo tour "Insieme" (1985).
Negli anni '90, pur riducendo la frequenza delle sue apparizioni, Vanoni continua a pubblicare dischi intensi come "Sheherazade" (1995), dedicato all'universo femminile, e "Argilla" (1997), dove jazz e musica brasiliana si fondono con naturalezza.
Nel nuovo millennio, festeggia i 50 anni di carriera con grande stile: un concerto in Piazza Duomo a Milano davanti a 35.000 persone (2008), duetti con artisti di tutte le generazioni in "Più di me", e un doppio disco dal vivo con Paoli. Il brano "L'appuntamento", riscoperto grazie al film Ocean’s Twelve, torna a scalare le classifiche.
Nel 2018, all'età di 83 anni, stupisce ancora tutti salendo sul palco del Festival di Sanremo con "Imparare ad amarsi", in trio con Bungaro e Pacifico. L'interpretazione le vale una standing ovation e il Premio della Critica per la Migliore Interpretazione, a conferma di una classe intatta. Nel 2023 torna come ospite al Festival, confermando la sua eterna presenza nella musica popolare italiana. Dal 2024 è tra gli ospiti fissi del programma "Che tempo che fa", dimostrando una verve ironica e un'autoironia sempre più rara.
Sempre attenta al nuovo, nel 2024 partecipa a una sorprendente rivisitazione del suo brano "Ti voglio", reinterpretato insieme a Elodie e Ditonellapiaga. Il progetto, accolto con entusiasmo da pubblico e critica, segna il ponte definitivo tra generazioni musicali.
Con più di 100 lavori, oltre 55 milioni di dischi venduti, una vita divisa tra teatro, cinema, musica e televisione, Ornella Vanoni ha segnato un'epoca e attraversato tutte le altre. È riuscita a essere sofisticata senza mai perdere il contatto con le emozioni semplici. Sensuale, profonda, ironica, indisciplinata, è una delle ultime grandi icone della canzone d’autore italiana.

Categoria: spettacoli
23:42
Sanremo 2026, Ditonellapiaga chi è: in gara con il brano 'Che fastidio!'
(Adnkronos) - Ditonellapiaga è tra i 30 concorrenti del Festival di Sanremo 2026 e questa sera, mercoledì 25 febbraio, torna sul palco dell'Ariston per la seconda serata della kermesse canora.
Questa è la seconda partecipazione della cantante come concorrente in gara. L'artista ha debuttato sul palco dell'Ariston in coppia con Donatella Rettore con il brano 'Chimica' nel 2022. Torna in gara nel 2026 con il brano 'Che fastidio'.
Dopo la prima serata del Festival si è consumato un botta e risposta tra Miss Italia e Ditonellapiaga. Il Concorso Miss Italia ha contestato, in una nota, "l’uso indebito della denominazione 'Miss Italia' da parte della cantante, che l'ha utilizzata quale titolo di un proprio brano musicale, nonché dell'album in cui esso è inserito". "Il testo della canzone, inoltre, contiene - si legge ancora nella nota - espressioni e giudizi ritenuti lesivi della dignità e dell'onore delle ragazze che partecipano al Concorso".
"Tale condotta risulta gravemente pregiudizievole dei diritti esclusivi connessi alla denominazione 'Miss Italia', nonché dell'immagine e della reputazione del Concorso e delle sue partecipanti", hanno proseguito i rappresentanti del concorso.
"Per tali ragioni, il Concorso Miss Italia ha conferito mandato agli Avvocati Prof. Avv. Pieremilio Sammarco e Vincenzo Larocca affinché intraprendano le più opportune azioni giudiziarie volte a inibire l'ulteriore utilizzo della denominazione 'Miss Italia' e a ottenere il risarcimento dei danni subiti e subendi", conclude la nota.
Oggi, in conferenza stampa a Sanremo, Ditonellapiaga replica alla notizia della possibile azione legale: "Nessun insulto, è un testo che parla di me e del rapporto con me stessa, con la perfezione".
L'artista si è detta sorpresa dalla polemica. "Io non so neanche se loro abbiano sentito il testo, perché la canzone non è uscita", ha dichiarato. "Mi dispiace che sia arrivata questa notizia, perché speravo in un po' di autoironia. Se loro lo hanno ritenuto offensivo, evidentemente non hanno la sensibilità per poter capire che parlo di me e non parlo male del concorso". Sulla questione legale, ha poi aggiunto: "Sono cose legali, non conosco il 'legalese', se ne occuperanno le persone preposte".
Ditonellapiaga ha poi chiarito l'uso della parola "disperate", al centro delle contestazioni, spiegando che è stata decontestualizzata. "Non ho detto che loro sono disperate. Il testo parla di me, che sto male e vivo male la mia bellezza", ha precisato. "Mi sembra assurdo parlare di un testo che non è uscito. È facile estrapolare una frase senza il contesto, e un attimo dopo sembra che io dica che Miss Italia è una disperata o una sfigata. Non ho mai detto questo".
"Ho detto che l'essere in difficoltà con il proprio rapporto con la bellezza può portare a una disperazione. Anzi, il testo parla di nascondere la disperazione con il trucco, e quindi anche una donna bellissima può sentirsi disperata e triste", ha concluso l'artista, chiudendo l'argomento.
Margherita Carducci, vero nome di Ditonellapiaga, nasce a Roma il 5 febbraio del 1997. I suoi genitori, Claudio e Costanza, sono entrambi insegnanti di basket, uno sport che Carducci ha praticato durante l'infanzia. Ma poi scopre la passione per la musica. Inizia sin da piccola, cantando con gli scout. Frequenta il liceo linguistico a Roma, successivamente si iscrive all'Università triennale Dams di Bologna.
Frequenta un'accademia di recitazione e dopo si dedica completamente alla musica. Inizia la sua carriera musicale nel 2019 con l'incontro dei producer romani BBprod. Il 19 luglio del 2019 esce il suo primo singolo Parli.
Nel 2020, bloccata a casa per il lockdown da Covid, si dedica completamente alla musica, anche in veste di autrice. E ad ottobre ottiene un contratto discografico con l'etichetta Dischi Belli, entrando a far parte del gruppo della BMG Rights Management. A dicembre 2020 esce il suo secondo singolo Morphina, preceduto dalla cover del brano Per un'ora d'amore dei Matia Bazar. Il 14 gennaio 2022 esce il suo primo album: Camouflage.
Nella copertina del disco, viene ritratta accanto a nonna Ludovica, a cui Margherita Carducci è molto legata, in compagnia delle sue più care amiche e la zia. Un'idea nata durante la festa di compleanno della nonna, quando l'ha vista ballare con le amiche. Ditonellapiaga è diventato il suo nome d'arte su suggerimento di un amico, ma è da sempre il suo nickname su Instagram.
Margherita è una grande fan di Donatella Rettore, da piccola aveva il suo poster in camera. Ha scritto Chimica ispirandosi alla cantautrice veneta con cui poi è nata la collaborazione che le ha viste partecipare insieme al Festival di Sanremo.
Donatella Rettore, ospite a Verissimo dopo il Festival aveva speso parole meravigliose per la giovane cantante: "Insieme stiamo benissimo. La cosa bella è che abbiamo 40 anni di differenza e non si sentono, lei delle volte è molto più saggia di me".
Intervistata dal Corriere della Sera, la cantante aveva parlato del difficile rapporto vissuto con i giudizi dopo il Festival del 2022: "Con Sanremo la mia carriera è partita da un'altezza esagerata e questo mi ha creato grandi difficoltà: la vita di un'artista in quella settimana non è la vita di tutti i giorni di un'artista e già tutti noi artisti siamo diversi da come ci comunichiamo. In una situazione del genere ti interroghi su come vieni percepito… Un po' come al liceo, hai la sensazione di dover trovare un posto nel mondo, di dover compiacere gli altri perché non sai non sai bene cosa sei".
A 'Tv Sorrisi e Canzoni' la cantante ha spiegato che 'Che fastidio!': "È nata dopo un momento di crisi profonda in cui non sapevo bene dove stavo andando. È un brano sicuramente nel mio stile: un po' provocatorio, pungente, ma autoironico perché parlo anche delle mie abitudini".
Io non so più cos'è normale
O un'allucinazione
Se sono matta io
Non è che voglia litigare
Ho solo qualche osservazione
Un pensiero mio
La moda di Milano (che fastidio!)
Lo snob romano (che fastidio!)
Il sogno americano (che fastidio!)
E il politico italiano (che fastidio!)
La musica tribale (che fastidio!)
I cani alle dogane (che fastidio!)
E il corso di pilates mi deprime, il pranzo salutare (che schifo!)
Stasera vado a una festa la solita farsa e non m'interessa (che fastidio!)
E la vicina molesta bussa alla porta “abbassa quei bassi” (che fastidio!)
E dimmi cosa mi hai messo nel bicchiere, ha un gusto amaro e (non mi fido!)
Perché mi gira la testa e tutta la stanza e finché non passa (che fastidio!)
Io non so più cos'è normale
O un'allucinazione
Se sono matta io
Non è che voglia litigare
Ma ho come l'impressione
Di non potermi controllare
E allora te lo dico (che fastidio!)
Se vuoi te lo ripeto (che fastidio!)
L'amico dell'amico senza invito che fa il figo, che fallito
Facciamoci una foto (che fastidio!)
Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!)
Scambiamoci il numero, ti scriverò
Ma sotto quel sorriso, dico
Che fastidio!
Che fastidio!
Che fastidio!
Che fastidio!
Su le mani solo se sei dell'acquario
Strano ti facevo proprio sagittario
La chiamo dall'India, dall'Albania, Torino
Per un piano tariffario
Nasi alla francese come in fotocopia
Imparare a vivere con un tutorial
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Cento cover Bossa Nova
Io non so più cos'è normale
O un'allucinazione
Se sono matta io
Se sono matta io!
E allora te lo dico (che fastidio!)
Se vuoi te lo ripeto (che fastidio!)
L'amico dell'amico senza invito che fa il figo, che fallito
Facciamoci una foto (che fastidio!)
Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!)
Scambiamoci il numero, ti scriverò
Ma sotto quel sorriso, dico
Che fastidio!
Che fastidio!
Che fastidio!
Che fastidio!
Facciamoci una foto (che fastidio!)
Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!)
Scambiamoci il numero, ti scriverò
Ma sotto quel sorriso, dico
Io non so più cos'è normale
O un'allucinazione
Se sono matta io
Se sono matta io
Se sono matta io
Se sono matta io
Se sono matta io
Se sono matta!
Nonostante i corsi di meditazione
Di respirazione
Non posso sopportare
Gli arrivisti e i “giornalisti perbenisti” (che fastidio!)
E poi i tronisti presentati come artisti (che fastidio!)
Oppure l'inno nazionale al piano bar
Gli F24, lo spam
Che fastidio! Che fastidio!
Che fastidio!
Io non so più cos'è normale
Ma sono matta io
Ma sono matta io
Ma sono matta.

Categoria: spettacoli
23:41
Camminare fa bene al cuore ma il Jeffing è più utile: cos'è l'esercizio misto
(Adnkronos) - Camminare fa bene al cuore, aiuta a tenere sotto controllo la pressione, contribuisce a ridurre il colesterolo e la glicemia. Il 'Jeffing' è ancor più utile per la salute. Per sfruttarlo, prima, bisogna conoscerlo. Il Jeffing è l'alternanza, nell'attività fisica, tra un'andatura veloce - tenuta anche con la corsa se si è in grado - e un ritmo più compassato, con break in cui si cammina secondo uno schema programmato e non casuale.
Non si tratta, in sostanza, solo di rifiatare quando le energie scarseggiano e c'è bisogno di recuperare. Il sistema è ampiamente utilizzato dai runner, come evidenzia il Washington Post, ma può rivelarsi efficace anche per chi ha obiettivi meno ambiziosi e punta essenzialmente a ottenere benefici per il quadro cardiovascolare.
Nella sua accezione più semplice, il Jeffing è una tecnica che alterna pause di camminata a sessioni di corsa per aiutare a prevenire l'affaticamento e aumentare la resistenza. L'approccio più elementare, alla portata di tutti o quasi, è il metodo 30-30: una corsa di 30 secondi e una camminata di 30 secondi.
Se la corsa di 30 secondi dovesse rivelarsi troppo impegnativa per un principiante, si può iniziare con un altro schema: 10 secondi di corsa e 50 di camminata nell'arco di un minuto, lo spazio 'contenitore'. Dal livello 10-50 si può progressivamente passare a tabelle più equilbrate: aumentano i secondi di corsa, diminuiscono quelli in cui si cammina.
La corsa-camminata è un tipo di allenamento aerobico che, così strutturato, aiuta a migliorare la salute del cuore, afferma Neel Chokshi, direttore medico del programma di cardiologia sportiva e fitness presso la Penn Medicine. "E' un allenamento a intervalli light", dice come riferisce il WP. "I benefici della corsa-camminata rispecchiano quelli dell'allenamento a intervalli generale in termini di miglioramenti che si possono ottenere".
Col tempo, il cuore si adatterà a queste ripetute esposizioni a intensità più elevate, sottolinea l'esperto. L'esercizio consente di aumentare la quantità di sangue pompato a ogni battito cardiaco, con una parallela riduzione della frequenza cardiaca a riposo e un aumento del flusso sanguigno attraverso le arterie. Un altro effetto collaterale e l'aumento dell'efficienza con cui l'organismo utilizza l'ossigeno nell'allenamento. Traduzione, migliora la resistenza con effetti - afferma Chokshi - anche sulla longevità.
I benefici, con il Jeffing, si ottengono con un 'bonus': l'esercizio produce un livello ridotto di stress su muscoli, tendini e legamenti. Non è un dettaglio secondario se si considera che, secondo uno studio del 2019 condotto nei Paesi Bassi, chi si avvicina da neofita all'esercizio fisico è più esposto al rischio di infortuni.

Categoria: cronaca
23:24
Sanremo 2026, Fausto Leali riceve il 'premio alla carriera': 60 anni di musica
(Adnkronos) - Il Festival di Sanremo 2026 celebra Fausto Leali. Il cantautore italiano salirà questa sera, mercoledì 25 febbraio, sul palco dell'Ariston per ricevere il Premio alla carriera.
Ottantuno anni compiuti, più di sessant'anni di storia alle spalle, e una voce che sfida il tempo: potente, graffiante, capace ancora oggi di toccare le stesse note dei suoi vent'anni, meritandosi il celebre soprannome di "negro bianco".
Fausto Leali è una leggenda della musica italiana. Il Festival di Sanremo è stato un palcoscenico centrale nella carriera di Leali, con 13 partecipazioni ufficiali tra il 1968 e il 2009, tra cui debutti memorabili e vittorie storiche.
Nato a Nuvolento, in provincia di Brescia, il 29 ottobre 1944, Leali si avvicina alla musica in età precoce, con il maestro di chitarra Tullio Romano dei Los Marcellos Ferial. Già a 14 anni inizia a esibirsi come professionista nell’orchestra di Max Corradini, e due anni dopo entra nell’orchestra del fisarmonicista jazz Wolmer Beltrami. Nel 1961 incide il suo primo 45 giri con lo pseudonimo di Fausto Denis, con la canzone Amarti così, dando inizio a quella carriera che presto lo avrebbe portato a diventare una delle voci più amate e riconoscibili del panorama italiano.
Dopo il primo singolo, Leali si lega al gruppo I Novelty, con cui incide cover dei Beatles come Please Please Me e Lei ti ama (She Loves You), e partecipa come gruppo spalla all’unico tour italiano dei Beatles nel 1965. In quegli anni inizia a dedicarsi alla musica nera e al soul, genere perfetto per la sua vocalità intensa, potente e capace di emozionare.
Il 1967 segna la svolta decisiva con A chi, versione italiana della canzone statunitense Hurt di Roy Hamilton, testo adattato da Piero Braggi ma firmato da Mogol per ragioni di diritti d’autore. Il singolo scala le classifiche italiane e internazionali, raggiungendo il 9º posto in Austria e vendendo oltre 4 milioni di copie nel mondo. La vittoria alla Mostra internazionale di musica leggera di Venezia del 1967 consacra Leali come interprete di talento, capace di fondere sensibilità melodica e intensità vocale.
Negli stessi anni si afferma come presenza fissa in manifestazioni musicali di rilievo: partecipa a Un disco per l'estate 1967 con Senza di te, che sarà in seguito incisa anche da Ornella Vanoni, e l'anno successivo debutta al Festival di Sanremo 1968 con Deborah, brano composto da Vito Pallavicini, Paolo e Giorgio Conte e Pino Massara. Con questo pezzo, Leali si piazza quarto, vendendo oltre 600.000 copie, e instaura un legame indissolubile con Wilson Pickett, che diventerà padrino della sua primogenita Deborah.
Sempre nel 1968 incide Angeli negri, cover di Angelitos Negros, che replica il successo di A chi e diventa il brano apripista dell'album Il negro bianco, insieme a Senza di te, Deborah e Senza luce. Quello stesso anno partecipa a Canzonissima con Angeli negri e Chiudo gli occhi e conto a sei, confermandosi come interprete versatile e carismatico.
Il 1969 lo vede di nuovo sul palco di Sanremo con Un'ora fa, in coppia con Tony Del Monaco, ottenendo ancora una volta il quarto posto. Partecipa anche a Un disco per l'estate con Tu non meritavi una canzone, consolidando il suo rapporto con il pubblico italiano. Negli anni '70 Leali sperimenta generi diversi e partecipa regolarmente al Festival di Sanremo: Hippy nel 1970, L'uomo e il cane nel 1972, La bandiera di sole nel 1973. Non mancano apparizioni a Festivalbar e Un disco per l'estate, con brani come America (1971) e Solo lei (1974), quest'ultima incisa anche da Mina.
Nel 1976 Leali torna in classifica con Io camminerò, scritta da Umberto Tozzi e Giancarlo Bigazzi, che diventa la traccia di apertura dell'omonimo album e viene pubblicata anche in spagnolo come Yo caminaré. Nel 1977 sperimenta con la canzone napoletana, incidendo Vierno, mentre nel 1980 propone la versione di Malafemmena, sigla di una serie televisiva dedicata a Totò.
Dopo un periodo di attività costante ma meno mediatico, il ritorno di Leali a Sanremo negli anni '80 è trionfale. Nel 1987 canta Io amo, scritto e prodotto da Toto Cutugno con Franco Fasano e lo stesso Leali, piazzandosi quarto. L'anno successivo propone Mi manchi, sesta classificata e successivamente reinterpretata da Andrea Bocelli. Nel 1989, insieme a Anna Oxa, trionfa con Ti lascerò, confermandosi come icona della canzone italiana e portando il brano anche all'Eurovision Song Contest.
Gli anni '90 e 2000 vedono Fausto Leali mantenere viva la sua carriera, con partecipazioni sanremesi come Perché (1992), Non ami che te (1997), Ora che ho bisogno di te (2002) e Eri tu (2003), ottenendo dischi di platino e il consenso della critica e del pubblico. Nel 2006 pubblica l'album di inediti Profumo e Kerosene, mentre negli anni successivi partecipa a programmi televisivi come Tale e quale show, Ballando con le stelle e il Grande Fratello Vip, confermando la sua popolarità trasversale.
Leali non ha mai smesso di reinventarsi. Dal jazz con Black, White and Blues (2023), al Natale con Il mio Natale (2024), passando per collaborazioni con artisti come Renzo Arbore, Claudio Baglioni, Francesco De Gregori e Umberto Tozzi, il cantautore bresciano ha dimostrato che talento e passione non conoscono età. La sua voce, conservata miracolosamente negli anni, è un marchio di fabbrica che attraversa decenni e generazioni. Con il suo carisma, la sua umiltà e la capacità di emozionare ancora oggi, Fausto Leali rimane uno degli artisti più coerenti e apprezzati del panorama musicale italiano. Oggi, a 81 anni, Fausto Leali riceve il premio alla carriera a Sanremo, un riconoscimento che celebra non solo le hit e i successi commerciali, ma la coerenza, la passione e la dedizione di un artista che ha saputo attraversare generazioni. La sua musica è eterna, la sua voce un monumento alla capacità di emozionare. Dalla Nuvolento degli esordi alla ribalta internazionale, da A chi a Ti lascerò, Fausto Leali resta uno degli interpreti più carismatici e rispettati della canzone italiana.

Categoria: spettacoli
23:22
Sanremo 2026, J-Ax chi è: in gara con il brano 'Italia starter pack'
(Adnkronos) - J-Ax è uno dei 30 concorrenti del Festival di Sanremo 2026 e questa sera, mercoledì 25 febbraio, torna sul palco dell'Ariston per la seconda serata della kermesse canora.
Il rapper italiano ha partecipato alla kermesse canora come concorrente in gara nel 2023 insieme agli Articolo 31 con il brano 'Un bel viaggio'. Il suo secondo ritorno, questa volta da solista, è con la canzone 'Italia Starter Pack'.
Alessandro Aleotti è nato a Milano il 5 agosto 1972. J-Ax – nome d'arte che unisce 'J' come Joker, il suo villain preferito, e 'Ax', diminutivo di Alex – si avvicina giovanissimo all'hip hop, scrivendo testi e cimentandosi nel freestyle. Nel 1992 fonda con Vito Luca Perrini (DJ Jad) gli Articolo 31, pubblicando il primo singolo 'Nati per rappare'. L'anno successivo esce l'album Strade di città, seguito dal successo di Messa di Vespiri (1994) e Così com'è (1996), dischi che contribuiscono a portare il rap italiano nel mainstream.
Nel 2002 il duo vira verso sonorità rap rock e punk con 'Domani smetto', mentre nel 2003 pubblica l'ultimo album prima dello scioglimento, Italiano medio. La separazione ufficiale arriva nel 2006, quando J-Ax e DJ Jad intraprendono carriere soliste.
Il debutto solista di J-Ax coincide con l'album 'Di sana pianta' (2006). E prosegue fino al 2015 con lavori che consolidano la sua cifra stilistica ironica, provocatoria e attenta ai temi sociali. Parallelamente costruisce una forte presenza televisiva, partecipando a programmi come Spit, The Voice of Italy e Amici di Maria De Filippi, diventando un volto noto anche al grande pubblico.
Nel 2016 avvia una collaborazione con Fedez: nel 2017 pubblicano insieme l'album 'Comunisti col Rolex', progetto che ottiene un successo commerciale significativo. Dopo la separazione artistica nel 2018, dovuta – come dichiarato da entrambi – a divergenze personali e professionali, i due si riavvicinano nel 2022, raccontando pubblicamente di aver scelto di superare le incomprensioni e ritrovare un rapporto umano.
Nel 2020 J-Ax pubblica l'album 'ReAle', trainato dal singolo 'Ostia Lido', mentre nel 2022 conduce il podcast 'Non aprite quella podcast', dedicato a storie tra cronaca nera e mistero.
Il 2023 segna la reunion con DJ Jad: gli Articolo 31 tornano insieme sul palco del Festival di Sanremo con 'Un bel viaggio', riportando all'Ariston una delle formazioni simbolo del rap italiano degli anni Novanta.
Vita privata e progetti sociali
Nel 2007 ha sposato la modella americana Elaina Coker; nel 2017 è nato il loro figlio, Nicolas Aleotti, concepito tramite fecondazione assistita, esperienza che l'artista ha raccontato pubblicamente.
J-Ax è anche ambasciatore del progetto 'Bullifuorilegge', iniziativa contro bullismo e maltrattamenti, tema che lo tocca personalmente avendo dichiarato di averne sofferto durante l'adolescenza.
Nell'estate del 2021 J-Ax è finito al centro delle cronache per le minacce di morte ricevute da ambienti no-vax, dopo essersi espresso pubblicamente a favore. In un'intervista al Corriere della Sera aveva raccontato di ricevere messaggi intimidatori e perfino foto di proiettili. Poco tempo prima era risultato positivo al Covid-19, esperienza poi superata senza conseguenze.
Nel corso degli anni l'artista ha parlato apertamente anche del proprio passato, segnato da una dipendenza dalle droghe. Sempre al Corriere ha spiegato di aver intrapreso un percorso di cambiamento radicale, cercando nuove 'scariche di adrenalina' attraverso esperienze estreme condivise con la moglie, dal bungee jumping al paracadutismo. Grazie alla famiglia ha smesso completamente di bere e di fare uso di sostanze, pur dichiarando di consumare occasionalmente marijuana.
Iconico anche per la sua immagine, J-Ax è un grande appassionato di tatuaggi: ha la testa completamente tatuata e porta inciso sul corpo il nome 'Nicolas', dedicato al figlio.
Dopo l'esperienza come giudice nella prima edizione di The Voice of Italy, sono diventate celebri le sue frasi pungenti e motivazionali, spesso ironiche e dirette. Da quell'esperienza è nato il libro Axforismi, raccolta dei suoi pensieri e delle sue 'perle' diventate popolari tra fan e social network.
A 'Tv Sorrisi e Canzoni', J-Ax ha raccontato che l'idea del brano è nata da un meme su Internet: "Ci sono tanti meme con questo tema 'starter pack', ovvero il 'pacchetto base' per appartenere a una categoria. Mi sono chiesto come sarebbe stato il 'pacchetto base' per essere italiano". La novità assoluta è nella struttura del brano, il genere è infatti country.
Dice sempre il vecchio del quartiere
Con molti più anni dei denti che ha
Sto paese lo capisci da un cantiere
Cinque dicono che fare, uno solo che lo fa
Meglio essere fuori che finire dentro
Tutti hanno qualcosa da nascondere
Santi in paradiso non ce n'è al momento
Più che avere fede è meglio un complice
Condividi la password
Che facciamo a metà il Wi-Fi
Canta un coro da stadio
Così sanno chi sei dovunque vai
Serve una brutta canzone che fa
Pappapparappa
Mollare tutto a metà
Qui per campare serve un po' di culo sempre
È vietato ma fa niente
Ti passo la canna del gas
Italia Starter Pack
Dice l'uomo che mi fa la benza
Che chi guida non deve avere pietà
Sto paese è come con la precedenza
È solo di chi se la prende, non è mai di chi ce l'ha
E
Meno cose sai più sarai contento
Facciamoci una botta di felicità
Qui non si protesta per lo stipendio
Solo per la pizza con l'ananas
Per pagare c'è tempo
Tanto i debiti già ce li hai
Goditi sto momento
Che quando vai mica lo sai
Serve una brutta canzone che fa
Pappapparappa
Mollare tutto a metà
Qui per campare serve un po' di culo sempre
È vietato ma fa niente
Ti passo la canna del gas
Italia Starter Pack
E ci dicono che siamo disonesti, furbetti
Tutti dei gran figli di mammà
Di leggi sbagliate e di caffè corretti
Ma abbiamo pure dei difetti
E in effetti
Serve una brutta canzone che fa
Pappapparappa
Mollare tutto a metà
Qui per campare serve un po' di culo sempre
È vietato ma fa niente
Ti passo la canna del gas (del gas)
Italia Starter Pack.

Categoria: spettacoli
23:21
Sanremo 2026, Dargen D'Amico chi è: in gara con il brano 'Ai ai'
(Adnkronos) - Dargen D'Amico è uno dei 30 concorrenti del Festival di Sanremo 2026 e questa sera, mercoledì 25 febbraio, torna sul palco dell'Ariston per la seconda serata della kermesse canora.
Il cantante ha partecipato alla kermesse canora già due volte. Ha debuttato nel 2022 con 'Dove si balla', è tornato nel 2024 con 'Onda Alta' e partecipa al Festival di Sanremo 2026 con il brano 'Ai ai'.
Dargen D'Amico, all'anagrafe Jacopo Matteo Luca D'Amico, è nato a Milano nel 1980 da genitori originari di Filicudi. Come ha spiegato in un'intervista a Rolling Stone, il nome d'arte deriva da 'D'Argento' e si pronuncia con l'accento sulla prima sillaba: Dàrgen.
Fin da piccolo si avvicina al rap partecipando da adolescente a contest di freestyle nei locali milanesi. Sono proprio quegli anni che gli danno la possibilità di incontrare Jake La Furia e Guè Pequeno, già suo compagno di liceo: insieme fondano il gruppo Sacre Scuole, con cui nel 1999 pubblica l'album 3 MC's al cubo.
Dargen si definisce un 'cantautorap': una sintesi tra scrittura d'autore e linguaggio hip hop che negli anni gli ha permesso di conquistare non solo il pubblico rap ma anche quello più trasversale. Nel 2006 intraprende il percorso solista con Musica senza musicisti, pubblicato dall'etichetta indipendente Giada Mesi, fondata insieme a Francesco Gaudesi.
Con il secondo lavoro, Di vizi di forma virtù, emerge con maggiore evidenza l'impronta cantautorale: nei testi si avvertono le influenze di Lucio Dalla, Enzo Jannacci e Franco Battiato, mentre i temi spaziano dal lavoro alla società, fino alle difficoltà economiche. Nel 2010 esce l'EP D' Parte prima, dedicato alle diverse declinazioni dell'amore; alcuni brani confluiscono poi nell'album CD'. Seguono Nostalgia istantanea e Vivere aiuta a non morire.
Aumentano le collaborazioni con artisti di primo piano della scena italiana: da Fedez a J-Ax, da Fabri Fibra a Marracash, passando per Two Fingerz, Crookers e Max Pezzali. Nel 2013 ottiene grande popolarità con Bocciofili, insieme a Fedez e Mistico.
Nel 2014 pubblica a cadenza settimanale una serie di singoli poi raccolti in L'ottavia. Il 2019 è l'anno di Ondagranda, scritto con Emiliano Pepe, seguito nel 2020 da Bir Tawil, settimo album in studio. Parallelamente continua a lavorare come autore: nel 2021 firma brani per Annalisa e per la coppia Francesca Michielin-Fedez al Festival di Sanremo.
Nel 2022 debutta in gara all'Ariston con Dove si balla, che chiude al nono posto ma diventa uno dei tormentoni dell'anno. Nello stesso periodo entra nella giuria di X Factor Italia.
Molto riservato, Dargen D'Amico ha sempre tenuto lontana dai riflettori la propria sfera personale. Non si conoscono dettagli sulla sua situazione sentimentale: l'artista ha più volte ribadito di considerare il gossip estraneo al suo percorso musicale.
Gli occhiali da sole sono diventati negli anni il suo segno distintivo. Ospite a Domenica In nel 2022, ha spiegato di indossarli per scelta: un modo per proteggere la propria intimità e non "mostrare tutto di sé".
Dargen D'Amico ha portato gli orsetti sul palco di Sanremo 2024 come elemento centrale del suo look, indossando una giacca e pantaloni decorati con peluche. L'outfit stravagante, ispirato a Franco Moschino, simboleggiava le piccole vittime delle guerre e i bambini che perdono la vita nel Mediterraneo.
Gli occhiali da sole sono il suo tratto distintivo. La sua stylist, Rebecca Baglini, a Fanpage ha spiegato: "Dargen divide la sua vita in due: con gli occhiali entra in scena, senza li usa per prepararsi dietro le quinte".
Dargen D'Amico ha raccontato a 'Tv Sorrisi e Canzoni' che il bersaglio del testo sono i social e l'intelligenza artificiale, con l'AI utilizzata come base per il gioco di parole che dà vita al ritornello.
Prima di entrare in casa
Stavo un'ora a cercare di toglier la sabbia
Autostrada Adriatica
Dalla costa si vede l'Africa e lei che si tuffa
Ti prego, guardala
Ha più curve di Gardaland
Quando mi ha detto che tornerà in Francia
Uffa
Ho avuto il mal di pancia
AI AI
AI AI,
Cosa mi fai?
Mi dici vieni qui e poi te ne vai
- Bye Bye
Ma come - Bye?
Ho perso il tuo contatto, me lo ridai?
AI AI
Il Bel Paese ha così buongusto
Che pure il meteo non è mai brutto
È uno stivale però da diva
Che si fa il bagno nell'olio d'oliva
Dice il Vangelo - Darai da bere
A chi è straniero ma ha le stesse vene
Prendi sul serio una bollicina
E via il pensiero via la pellicina
Ho letto sul giornale
Che certe cose non puoi ancora farle con l'AI
La pelle dà un effetto eccezionale
Mi hai fatto stare proprio bene, me lo rifai?
AI AI
AI AI,
Cosa mi fai?
Mi dici vieni qui e poi te ne vai
- Bye Bye
Ma come - Bye?
Ho perso il tuo contatto, me lo ridai?
AI AI
Ho litigato con un dj
Suonava solo la hit parade
Sai, se metti le canzoni giuste
La festa vola come Nureyev
In Italia, troppa arte
Piedi più belli delle scarpe
Prendiamo un giorno di riposo
Dai, trova il modo, Carlos Raposo
Ho letto sul giornale
Che certe cose non puoi ancora farle con l'AI
La pelle dà un effetto eccezionale
Mi hai fatto stare proprio bene, me lo rifai?
AI AI
AI AI,
Cosa mi fai?
Mi dici vieni qui e poi te ne vai
- Bye Bye
Ma come - Bye?
Ho perso il tuo contatto, me lo ridai?
Ho fatto un brutto sogno
Ma sembrava reale
Mi bagnavo nel mare
Però ne uscivo sporco
E giravamo il mondo
Però senza toccare
Mi ha fatto molto male
Ma mi è piaciuto molto
Ama ciò che non ti piace
È la chiave per la pace
Ma la password salvata mi sembra sbagliata
O la linea è saltata e ci prende fuoco casa
A me mi ha rovinato la rete
Altrimenti avrei fatto il prete
Avrei lasciato il paese fuggendo via
A cercare fortuna in Albania
AI AI,
Cosa mi fai?
Mi dici vieni qui e poi te ne vai
- Bye Bye
Ma come - Bye?
Ho perso il tuo contatto, me lo ridai?
AI AI
Me lo ridai?
AI AI
Me lo ridai?
AI AI
Me lo ridai?
AI AI
Me lo ridai?
AI AI.

Categoria: spettacoli
23:21
Sanremo 2026, Fedez e Masini in gara con il brano 'Male necessario'
(Adnkronos) - Fedez e Marco Masini sono in coppia in gara al Festival di Sanremo 2026 e questa sera, mercoledì 25 febbraio, tornano sul palco dell'Ariston per la seconda serata della kermesse canora. I due artisti gareggiano insieme all'Ariston - dopo la collaborazione dello scorso anno nella serata delle cover - con il brano 'Male necessario'.
Per Fedez si tratta della terza partecipazione. Nel 2021 in gara con Francesca Michielin dove ha raggiunto il secondo posto e nel 2025 in gara con il brano 'Battito'. Marco Masini, invece, ha partecipato al Festival di Sanremo 8 volte in gara come cantante tra il 1990 e il 2020. Nel corso della sua carriera ha ottenuto due vittorie: la prima nel 1990 tra le Novità con 'Disperato' e la seconda nel 2004 nei Big con 'L'uomo volante'.
Nasce come rapper, ma negli anni la sua fama è cresciuta grazie all'impero Ferragnez, ormai crollato dopo la separazione dall'ex moglie Chiara Ferragni, con cui ha avuto due figli Leone e Vittoria. Fedez, pseudonimo di Federico Leonardo Lucia, nasce a Milano il 15 ottobre 1989 da papà Franco e mamma Annamaria Berrinzaghi, detta Tatiana (che da sempre è al fianco del figlio anche come manager).
Fedez cresce a Buccinasco e frequenta il liceo artistico, che decide di abbonare in quarta superiore prima di raggiungere la maturità per dedicarsi completamente alla musica. "Non credo che un titolo di studio possa definire la cultura di un essere umano o il valore", ha detto Fedez nello studio di 'Belve'. Da piccolo sognava di diventare un giocatore di basket. E il nome d'arte Fedez nasce grazie a un amico d'infanzia che nominò il file di una vecchia foto che ritraeva Federico mentre giocava a basket proprio 'Fedez'.
Durante il Covid, Fedez ha tenuto compagnia sui social media attraverso le dirette, diventando un appuntamento fisso in quarantena. Ogni giorno alle ore 18 si affacciava dal balcone di CityLife, con tanto di cassa e microfono ad intrattenere il pubblico virtuale. Insieme all'ex moglie Chiara Ferragni ha dato vita ad una raccolta fondi per l'emergenza coronavirus: hanno raccolto quasi 4 milioni di euro, dando la possibilità di realizzare una terapia intensiva al San Raffaele di Milano. Nel 2022 Fedez ha condiviso ampiamente sui social la storia della malattia che lo ha colpito e il percorso di guarigione dal tumore al pancreas.
Prima della relazione con Chiara Ferragni, Fedez ha avuto un'importante storia con Giulia Valentina, che ha conosciuto in una discoteca milanese. I due vanno a convivere dopo poco, fino a marzo del 2016. Fedez ha ammesso di aver avuto un debole per Emma Marrone: su Twitter aveva chiesto alla cantante di poterla sposare. Un flirt mai nato perché la proposta è stata stroncata subito da Emma.
Della relazione con la Ferragni, invece, non ci sono curiosità da scoprire. Sono sempre stati molto trasparenti sui loro traguardi: il matrimonio dei Ferragnez, celebrato l'1 settembre del 2018 a Noto, è stato uno dei più chiacchierati sul web. Altrettanto chiacchierata è stata la proposta di matrimonio, avvenuta il giorno prima del 30° compleanno di Chiara, durante un concerto all'Arena di Verona, dove Fedez si è inginocchiato davanti a lei, alla presenza di migliaia di spettatori e le ha detto: "Non servono anelli che ci tengono assieme, ma per quello che sto per chiederti forse sì". Galeotto fu un verso di una canzone di Fedez: "Il cane di Chiara Ferragni ha il papillon di Vuitton, e un collare con più glitter di una giacca di Elton John" che ha dato la possibilità ai due di farli diventare una coppia.
La storia si è conclusa dopo sei anni di matrimonio: Il 12 dicembre del 2024, il Tribunale di Milano ha ufficializzato la separazione. Fedez ha lasciato la casa di famiglia, trasferendosi da solo. Nei mesi successivi è stato più volte paparazzato in compagnia di diverse donne. Tra queste la modella francese ventenne Garance Authié, conosciuta durante il Coachella Festival.
A giugno 2025 è poi circolata la notizia di un bacio tra Fedez e la cantante Clara. Secondo quanto riportato da Chi, i due sarebbero stati visti insieme a Roma, all'uscita del ristorante Il Marchese, dopo aver partecipato al Radio Zeta Future Hits Live 2025. In quel periodo Clara risultava single, mentre il rapper veniva nuovamente fotografato poco dopo in compagnia di Giulia Honegger. La svolta è arrivata il 4 agosto 2025, quando Fedez ha ufficializzato la relazione con Giulia Honegger, presentandola pubblicamente.
Sono tanti gli artisti con cui Fedez ha collaborato nel corso degli anni, e tanti altri con cui i rapporti professionali si sono interrotti bruscamente: Rovazzi, J-Ax, Salmo, Luis Sal, Tony Effe. Per citarne alcuni. Al Festival di Sanremo 2025 Fedez è tornato in gara con Battito, un brano intimo e autobiografico dedicato alla depressione, descritta come una relazione costante e soffocante nella propria vita. Il tema della salute mentale e il riferimento agli psicofarmaci hanno diviso l'opinione pubblica tra chi ha apprezzato la sua sincerità e chi ha parlato di eccessiva spettacolarizzazione del dolore.
A fare da sfondo, le tensioni con Tony Effe, nate da precedenti dissing e frecciate personali, e le polemiche con Selvaggia Lucarelli, che ha commentato in modo critico la sua esposizione mediatica e il racconto pubblico della malattia, alimentando un acceso dibattito social durante tutta la settimana del Festival.
Marco Masini nasce a Firenze il 18 settembre 1964. Si avvicina già giovanissimo alla musica e già durante gli anni del liceo fonda il gruppo 'Errata Corrige'. L'incontro decisivo arriva nel 1986 con il paroliere e produttore Giancarlo Bigazzi. È un momento che segna l'avvio di Masini nel mondo della discografia, lavorando anche alla realizzazione di colonne sonore e collaborando con artisti come Umberto Tozzi e Raf.
Il grande pubblico scopre Marco Masini nel 1990, quando trionfa tra le Nuove Proposte al Festival di Sanremo con 'Disperato'. Il brano diventa subito un successo, trainando l'album d'esordio. L'anno seguente torna all'Ariston con Perché lo fai, classificandosi terzo, mentre l'album Malinconoia supera il milione di copie vendute, consacrandolo come una delle voci più riconoscibili del periodo.
Presto però si diffonde un'ondata di critiche e maldicenze: il cantautore viene etichettato come artista "pessimista" accusato addirittura di portare sfortuna e di influenzare negativamente i giovani con i suoi testi intensi e malinconici. In risposta, nel 1993 pubblica Vaffanculo, brano simbolo contenuto nell'album T'innamorerai, una presa di posizione netta contro le accuse. Le polemiche proseguono anche con Il cielo della Vergine (1995), che include canzoni come Bella stronza e Principessa, oggetto di discussioni e censure per i contenuti ritenuti provocatori.
Dopo la raccolta L'amore sia con te (1996) e l'album Scimmie (1998), che non ottiene i risultati sperati, Masini attraversa un periodo complesso. Il ritorno a Sanremo nel 2000 con Raccontami di te non inverte la tendenza, e l'insuccesso di Uscita di sicurezza lo porta ad annunciare il ritiro nel 2001.
La pausa dura due anni. Nel 2003 rientra con Il mio cammino, ma è il 2004 a segnare la vera rinascita: con L'uomo volante vince il Festival di Sanremo nella categoria Campioni, conquistando anche il premio della sala stampa. Un successo che rilancia la sua carriera e riporta Masini al centro della scena musicale italiana.
Parallelamente si dedica anche alla televisione: nel 2018 è giurato a Sanremo Young e coach a Ora o mai più, mentre dal 2022 prende parte a The Band nel ruolo di tutor. Nel 2020 celebra i trent'anni di carriera con la raccolta Masini+1 30th Anniversary, suggellando un percorso artistico fatto di cadute, rinascite e coerenza espressiva.
Schivo e lontano dal gossip, Marco Masini ha sempre mantenuto grande riserbo sulla propria vita personale. L'unica relazione resa pubblica è quella con Aurora Nardozzi, ufficializzata nel 2011: la convivenza a Firenze si interrompe nel 2013, anche a causa di differenti visioni sul desiderio di paternità, tema che l'artista ha affrontato apertamente nella canzone L'uomo volante.
Profondissimo il legame con la madre, Anna Maria, scomparsa quando Masini era appena diciottenne. Un'assenza che ha segnato in modo indelebile la sua sensibilità e la sua scrittura. Nel 2011 il cantautore ha voluto tatuarsi il nome 'Anna' sull'avambraccio, accompagnato da due ali, come simbolo di un ricordo sempre vivo. A lei ha dedicato anche due brani.
Marco Masini a 'Tv Sorrisi e Canzoni' ha spiegato: "Il messaggio di 'Male necessario' è che bisogna avere coraggio e non possiamo perdere la speranza, specialmente nei periodi di grande sopportazione".
So che in fondo non c'è tempo
Quante cose che cambiano
Ti ho deluso ma dimmi qualcosa che non so
I miei problemi ormai
Saranno la parte di te
Quella più vulnerabile e spietata
Lo sai
Non ho più spazio per dipingermi d'inchiostro
Lo ammetto però
Per altre cicatrici trovo sempre un posto
Da questa notte resto solo insieme a me
Toccando il fondo in una stanza di un hotel
Un giorno poi comprenderò cos'è l'amore
Ma nel frattempo giuro mi puoi odiare
Come un latitante a un passo dall'arresto
Ora non ho più bisogno di scappare io
Dal silenzio che è un rumore
Da tutto questo male necessario
Dovrei separare l'ego dall'io
Ma non siamo fatti per essere fragili
Ogni padre inizia come fosse un Dio
Ma poi finisce che diventa un alibi
La gente pudica giudica
Che brutta gente che frequenta Fedez
Ma ci si dimentica sempre che Giuda
Se la faceva con gente per bene
E so che farà male
E vorrai cominciare
A bere poi fumare
Forse per distrazione
Se è vero che siamo solo di passaggio
Il vero obiettivo non può essere la meta
Ma imparare a godersi il viaggio
Quando crescerai
E non mi chiederai nemmeno più il permesso
Si impara vedrai
Che i mostri non stanno soltanto sotto al letto
Da questa notte resto solo insieme a me
Toccando il fondo in una stanza di un hotel
Un giorno poi comprenderò cos'è l'amore
Ma nel frattempo giuro mi puoi odiare
Come un latitante a un passo dall'arresto
Ora non ho più bisogno di scappare io
Dal silenzio che è un rumore
Da tutto questo male necessario
Ci ho messo una vita per sentirmi vivo
Seguendo la linea sottile di un filo
Succederà ciò che deve succedere
Anche nel buio si impara a vedere
In fondo a tutto il male necessario
Da questa notte resto solo insieme a me
Toccando il fondo in una stanza di un hotel
Un giorno poi comprenderò cos'è l'amore
Ma nel frattempo giuro mi puoi odiare
Come un latitante a un passo dall'arresto
Ora non ho più bisogno di scappare io
E ringrazierò il passato
E chi mi ha condannato
E tutto questo male necessario
So che in fondo non c'è tempo
Quante cose che cambiano
Ti ho deluso ma dimmi qualcosa che non so.

Categoria: spettacoli
23:16
Sanremo 2026, Fulminacci chi è: in gara con il brano 'Stupida sfortuna'
(Adnkronos) - Fulminacci è uno dei 30 concorrenti big del Festival di Sanremo 2026 e questa sera, mercoledì 25 febbraio, torna sul palco dell'Ariston per la seconda serata della kermesse canora.
Dopo il debutto nell'edizione del 2021 dove ha presentato il brano ‘Santa Marinella', il cantante torna in gara alla kermesse canora 'Stupida sfortuna'. Nel 2024, invece, ha accompagnato nella cover di 'Notte prima degli esami' il collega Gazzelle.
Filippo Uttinacci, conosciuto come Fulminacci (nome d'arte che fonde nome e cognome di battesimo), nasce a Roma nel 1997. Sempre sul nome d'arte in un'intervista aveva confidato: "Tutto nasce dal mio cognome, che ho sempre trovato orrendo. Anni fa un caro amico di famiglia mi suggerì come nome d'arte 'Fulminacci', che mi è piaciuto subito perché è una specie di parolaccia da bambini, si usa nei fumetti". Prima della musica prova la strada della recitazione: a 18 anni prende parte al cortometraggio 'Fammi parlare' di Luca Iaconella e compare nel videoclip 'In my mind' legato alla serie 'Immaturi' di Canale 5.
Ma la passione per la musica sboccia a 16 anni quando inizia a scrivere le sue prime canzoni. Testi acerbi, rimasti nel cassetto per scelta: i brani che entreranno nel suo debutto discografico nasceranno solo più tardi, tra i 18 e i 19 anni, segnando l'inizio consapevole del suo percorso cantautorale. L'esordio arriva nel 2019 con 'La vita veramente', album accolto con entusiasmo dalla critica. Nello stesso periodo Fulminacci si fa notare anche dal vivo, partecipando al Concertone del Primo Maggio e conquistando la Targa Tenco come Miglior Opera Prima, oltre al Premio M.E.I. come miglior emergente.
Nel 2020 torna sul palco del Primo Maggio e nel 2021 approda tra i Big al Festival di Sanremo con 'Santa Marinella', brano che lo porta al sedicesimo posto ma consolida la sua identità nel panorama pop-indie italiano.
Il 2023 segna una nuova tappa con l'uscita del singolo 'Tutto inutile' e del terzo album 'Infinito +1', progetto che presenta diverse collaborazioni con artisti come Pinguini Tattici Nucleari e Giovanni Truppi. Il '+1' del titolo rappresenta un brano aggiunto successivamente alla tracklist, una canzone che l'artista ha descritto come un omaggio al valore delle relazioni umane, quelle "invisibili ma reali", che crescono con naturalezza, proprio come un arrangiamento piano e voce che si apre gradualmente.
Riservato e lontano dalle dinamiche del gossip, Fulminacci ha sempre mantenuto un profilo basso anche nella sfera personale. Per lungo tempo al suo fianco c'è stata Lia Grieco, giovane attrice romana che lo ha accompagnato fin dagli esordi artistici. Una relazione vissuta con discrezione. La storia si è conclusa lontano dai riflettori.
Fulminacci ha raccontato a 'Tv Sorrisi e Canzoni' che il suo brano racconta uno stato di solitudine. "La vedo un po' come un malinconico tardo pomeriggio, come un buio invernale e solitario, ma sarà il pubblico a decifrarla davvero: quando scrivo lo faccio pensando a immagini, parole e concetti. Il quadro generale arriva dopo".
Ti troverò dentro a una foto
Sotto l'acqua mentre nuoto
Nella sabbia e nel cemento
Dentro un cinema all'aperto
Come un'allucinazione
In mezzo a tutte le persone
Che vanno chissà dove
E passeranno
Classifiche e Sanremi
Taxi treni aerei
E se mi stai ancora cercando
Sono dove stavo ieri
Ho solo più pensieri
Un po' meno fiducia
E qualche buona scusa
Ma pensa un po'
Stupida stupida stupida sfortuna
Tu come stai
Gelida gelida gelida paura
Vienimi a prendere sto in mezzo a una strada
Continuo a perdere le chiavi di casa
Ma pensa un po'
Vado di corsa e resto indietro
E soffia il vento della metro
Tra le piastrelle colorate
E le rovine sotto a un vetro
C'è un manifesto col tuo nome
In mezzo a un fiume di persone
Che vanno chissà dove
E passeranno
Semafori e cantieri
Pianeti e buchi neri
E dai facciamo i seri
Ma pensa un po'
Stupida stupida stupida sfortuna
Tu come stai
Gelida gelida gelida paura
Vienimi a prendere sto in mezzo a una strada
Continuo a perdere le chiavi di casa
E adesso il tempo è solo un mucchio di secondi
Di primavere e poi di nuovo rami spogli
Ma spero di essere il migliore dei tuoi sbagli
Ci credi o no?
Stupida stupida stupida sfortuna
Gelida gelida gelida paura
Dopo di te non l'ho più detto a nessuna
Vorrei raggiungerti ma qui c'è troppa notte e poca luna e lo sai
Stupida stupida stupida sfortuna
Che ci penso anche se non ci penso
Gelida gelida gelida paura
Ogni volta che non mi addormento
L'infinito a me mi fa spavento
Come il cielo come il mare aperto
Stupida sfortuna starò più attento.

Categoria: spettacoli
22:59
Sanremo 2026, Max Pezzali protagonista della Costa Toscana: dagli 883 alla carriera solista
(Adnkronos) - Il Festival di Sanremo 2026 torna ad accendersi con un nome che ha segnato la storia del pop italiano: Max Pezzali, dopo il medley di successi senza tempo di ieri era, tornerà come ospite speciale della kermesse anche stasera, mercoledì 25 febbraio, protagonista di un intero 'Palco sul Mare', la nave ormeggiata davanti alla costa ligure che per le cinque serate si trasformerà in una grande festa a cielo aperto sulle note dei suoi successi.
L'artista sarà, quindi, al centro di altre quattro performance speciali che accompagneranno le serate della crociera. Ogni sera è previsto un collegamento dalla nave con il Teatro Ariston, portando l’energia del palco sul mare e creando un dialogo artistico unico tra Costa Toscana e il Festival.
Per Pezzali si tratta di un ritorno all’Ariston, dove ha partecipato in gara due volte, nel 1995 con Senza averti qui (ottavo posto) e nel 2011 con Il mio secondo tempo.
Durante lo show sul 'palco galleggiante' di Sanremo 2026 ieri sera, martedì 24 febbraio, molti telespettatori si sono chiesti se Max Pezzali stesse cantando in playback.
Durante l'esibizione infatti, il segnale è arrivato sui teleschermi leggermente disturbato in più momenti. Il ritardo del segnale visivo rispetto all'audio ha creato un lieve fuori sincrono che ha fatto sospettare ai telespettatori che il cantante fosse in playback, cosa che non era. Sui social si sono moltiplicati i commenti in questo senso. Ma Max cantava live, tanto che il suo concerto è proseguito senza problemi per il pubblico della nave Costa Toscana.
Max Pezzali, all'anagrafe Massimo Pezzali, nasce a Pavia il 14 novembre 1967 da genitori fiorai. La passione per la musica sboccia durante gli anni del liceo scientifico dove conosce Mauro Repetto: un incontro destinato a cambiare la loro vita.
Dopo il diploma si iscrive a Scienze Politiche, ma abbandona presto l’università per dedicarsi completamente alla musica, trasformando quella passione adolescenziale in un mestiere vero e proprio.
Con Mauro Repetto fonda inizialmente il gruppo I Pop, poi ribattezzato 883. Dopo l’incontro con Claudio Cecchetto e la partecipazione al Festival di Castrocaro, il duo esplode nei primi anni ’90 con brani che diventano il manifesto di un’intera generazione: Hanno ucciso l’uomo ragno, Con un deca, Sei un mito, Nord Sud Ovest Est, Come mai.
Nel 1994 Repetto lascia il gruppo e Pezzali ne diventa leader e principale autore. Seguono album di grande successo come La donna il sogno & il grande incubo (1995), La dura legge del gol! (1997), la raccolta Gli anni (1998), Grazie mille (1999) e Uno in più (2001).
Nel 1995 Pezzali debutta da solista al Festival di Sanremo con Senza averti qui. Dopo la raccolta Love/Life (2002), nel 2004 intraprende ufficialmente la carriera solista con Il mondo insieme a te. L’anno successivo esce TuttoMax, raccolta di successi che ottiene ottimi riscontri e gli vale riconoscimenti ai Premi Roma Videoclip.
Nel 2011 torna a Sanremo con Il mio secondo tempo, brano che anticipa l’album Terraferma. Nel 2013 celebra vent’anni di carriera con Max 20, progetto che ripropone i suoi grandi successi in duetto con numerosi artisti italiani e include l’inedito L’universo tranne noi.
Arrivano poi Astronave Max (2015), l’esperienza da coach a The Voice of Italy (2016) e la collaborazione con Nek e Francesco Renga per un album e un tour insieme. Tra le esperienze televisive, anche la partecipazione fissa al programma di Fabio Fazio. Nel 2020 pubblica Qualcosa di nuovo e nel 2023 duetta con Paola & Chiara.
Dal 2005 al 2013 è stato sposato con Martina Marinucci. Il 24 settembre 2008 è nato il figlio Hilo. Poi la relazione è finita e il 28 aprile 2019 ha sposato Debora Pelamatti.
Grande tifoso dell’Inter, appassionato di moto Harley-Davidson e cultore di fumetti — ne possiede circa 1300 volumi — Pezzali ha sempre mantenuto un forte legame con le sue passioni giovanili, trasportate poi anche nella musica.

Categoria: spettacoli
22:58
Sanremo 2026, Nayt chi è: in gara con il brano 'Prima che'
(Adnkronos) - Nayt è uno dei 30 concorrenti Big del Festival di Sanremo 2026 e questa sera, mercoledì 25 febbraio, torna sul palco dell'Ariston per la seconda serata della kermesse canora.
Questa partecipazione segna il suo debutto sul palco dell'Ariston con il brano 'Prima che'.
Nayt, nome d'arte di William Mezzanotte, è un rapper e cantautore italiano nato a Isernia il 9 novembre 1994. Cresciuto a Roma, è attivo nella scena musicale dal 2009 ed è oggi considerato uno degli artisti più profondi e apprezzati del panorama urban italiano.
Nel corso della sua carriera Nayt ha pubblicato otto album in studio. La sua consacrazione è arrivata con la trilogia di Raptus, che lo impone all'attenzione del grande pubblico per la forza emotiva dei testi. Con MOOD e DOOM, Nayt supera i confini del rap tradizionale, contaminando il suo sound con soul e R&B, e ponendo sempre più al centro la dimensione introspettiva.
Nel 2022 pubblica HABITAT, un progetto che introduce sonorità più melodiche e una scrittura ancora più matura. Questo percorso si perfeziona con Lettera Q del 2024, album che debutta al primo posto della classifica FIMI e vede tutti i brani entrare nella Top 50 di Spotify nelle prime 24 ore.
Il tema del padre e della sua assenza è uno dei punti più delicati e profondi del racconto artistico di Nayt. Ne ha parlato apertamente nel podcast One More Time di Luca Casadei: "Mio padre mi aveva disconosciuto. La figura maschile mi è mancata, sono diventato padre di me stesso".
Un'assenza che lo ha costretto a costruire da solo la propria identità, imparando fin da giovanissimo a reggersi emotivamente sulle proprie forze. Nel podcast, Nayt spiega come questa ferita abbia inciso sul suo modo di vivere le relazioni, sulle responsabilità e sul bisogno di controllo, ma anche sul suo percorso artistico. Molti dei suoi testi nascono proprio da lì: dalla necessità di definire una mascolinità alternativa, fondata sulla consapevolezza, sulla vulnerabilità e sull'amore.
Nel racconto fatto a Luca Casadei, emerge con chiarezza un desiderio che guarda al futuro: quello di spezzare un ciclo e trasformare un'assenza in una promessa. Essere, un giorno, un uomo e un padre diverso. Il suo grande sogno resta, a oggi, trovare il vero amore, concedersi a quel qualcuno e diventare padre.
Un testo rap nudo e crudo. A 'Tv Sorrisi e Canzoni' ha spiegato: "È una canzone onesta, esplicita, molto intima. Parla del mostrarsi all'altro e del tentativo di farlo nel modo più sincero possibile".
Prima della prima donna
Prima della prima volta
Prima della prima droga
Prima della prima idea
Prima del mio vero amico
Che l'ho visto andare via
Prima di essere partito
Prima di tornare qui
Dell'idea di aver fallito
Ogni volta che mi fido
Che la gente mi fa schifo
Che la gente è come me
Prima di farmi domande
Prima di essere svogliato
Prima del giusto e sbagliato
Io chi sono, chi sei te?
Finché sai cosa prendi
Non lo sai cosa perdi
Forse è tardi dicevi
Ce la fai? Non lo so
La realtà non si vede
Finché io non ti vedo
Finché tu non ci vedi me (me)
Supportarci a vicenda
Sopportarci dicendo
Che ne vale la pena
Dimmi è vero o non ci credi?
La realtà non si vede
Finché tu non mi vedi
Finché io non ci vedo te (te)
Senza oggetti o costumi, progetti
Immaginare i posteri
Costretti al presente
Sfuggirci ubriachi o con i postumi
Chi aspetti? Io nessuno a salvarci
Fissare il muro e stancarsi
Trovare un buco e saltarci
Io non credo a chi mi chiama
Credo abbia sbagliato nome
Io non credo a chi mi ama, di più,
Non credo abbia valore
Perché in tutta questa roba che c'ho addosso mi confondo
E non so se mi conforta
O mi ostacola il confronto
Finché sai cosa prendi
Non lo sai cosa perdi
Forse è tardi dicevi
Ce la fai? Non lo so
La realtà non si vede
Finché io non ti vedo
Finché tu non ci vedi me (me)
Supportarci a vicenda
Sopportarci dicendo
Che ne vale la pena
Dimmi è vero o non ci credi?
La realtà non si vede
Finché tu non mi vedi
Finché io non ci vedo te (te)
Prima che qualcuno parli
Prima che tu ti dica è tardi
Prima che continui a farmi
Com'è che continuo a farmi?
Prima di essere scontato
O di essere scordato
Prima di essere qualcuno
Che vuol essere ascoltato
Prima che tu faccia un post
Prima che controlli i like
Prima che tu dia potere agli altri
Su quello che fai
Prima di mettere i vestiti
Dell'amore di esserne investiti
Di crescere aggressivi
Chi siamo?
Finché sai cosa prendi
Non lo sai cosa perdi
Forse è tardi dicevi
Ce la fai? Non lo so
La realtà non si vede
Finché io non ti vedo
Finché tu non ci vedi me (me)
Supportarci a vicenda
Sopportarci dicendo
Che ne vale la pena
Dimmi è vero o non ci credi?
La realtà non si vede
Finché tu non mi vedi
Finché io non ci vedo te (te)
Come vorrei, come vorrei
Come vorrei, come vorrei
Come vorrei, come vorrei
Che tu vedessi me.

Categoria: spettacoli
22:58
Sanremo 2026, LDA e Aka 7even chi sono: in gara con il brano 'Poesie clandestine'
(Adnkronos) - LDA (Luca D'Alessio) e Aka 7even (Luca Marzano) sono in coppia in gara al Festival di Sanremo 2026 e questa sera, mercoledì 25 febbraio, tornano sul palco dell'Ariston per la seconda serata della kermesse canora.
I due artisti, entrambi lanciati dal talent Amici di Maria De Filippi, in gara insieme all'Ariston con il brano 'Poesie Clandestine'. Si tratta della seconda partecipazione per entrambi, dopo le esperienze individuali: Aka 7even nel 2022 con 'Perfetta così' e LDA nel 2023 con 'Se poi domani'.
Luca D'Alessio, in arte LDA, nasce a Roma il 27 marzo 2003 e cresce a Napoli. Figlio di Gigi D'Alessio e Carmela Barbato, si avvicina alla musica fin da bambino, studiando pianoforte e chitarra e iniziando presto a scrivere i primi brani.
Il debutto discografico arriva nel 2017 con 'Orizzonte', mentre il primo singolo da solista, 'Resta', esce nel 2020. Nello stesso anno partecipa al progetto Buongiorno del padre, duettando con lui nella title track e in 'Di notte'.
La svolta arriva nel 2021 con la partecipazione al talent show di Maria De Filippi, Amici. Durante il programma pubblica inediti di successo come 'Quello che fa male', certificato disco di platino FIMI, e 'Bandana', disco d'oro. Conclude il percorso al quinto posto nella categoria canto, firma con Sony Music e pubblica il primo EP.
Nel 2023 debutta tra i Big a Sanremo con 'Se poi domani', classificandosi quindicesimo. Nella serata delle cover duetta con Alex Britti sulle note di 'Oggi sono io'. Subito dopo pubblica il primo album, 'Quello che fa bene'.
LDA ha dovuto confrontarsi più volte con le critiche legate all'essere "figlio di". Gigi D'Alessio ha più volte ribadito di non aver mai favorito il percorso del figlio, sottolineando come il talento e la determinazione siano l'unica strada per affermarsi. Il cantautore napoletano, ospite a Verissimo, aveva spiegato: "Luca è quello che ha subito più di tutti facendo il mio stesso mestiere. Era più facile attaccarlo, ma devo dire che sta crescendo davvero bene. Io non ho mai alzato il telefono per Luca e mai lo farò, perché la corsia preferenziale non fa venire un figlio forte. I sacrifici vanno fatti e le soddisfazioni prima o poi te le prendi. Luca è speciale, aveva una grande musicalità già da piccolo. Lui deve dimostrare il suo talento, le porte in faccia lo faranno crescere. Io da 30 anni ricevo porte in faccia e sono ancora qui".
Luca Marzano, in arte Aka 7even, nasce a Vico Equense il 23 ottobre 2000. La passione per la musica cresce dopo un evento traumatico che ha segnato la sua vita. A soli sette anni Luca entra in coma per un'encefalite. Da quell'esperienza nasce anche il suo nome d'arte, in cui il numero 7 richiama i giorni trascorsi in stato di incoscienza.
Dopo un primo tentativo a X Factor nel 2017, la popolarità arriva nel 2020 con la partecipazione alla ventesima edizione di Amici. Nella scuola si distingue per le sue capacità di cantautore e polistrumentista, pubblicando brani di grande successo come 'Mi manchi' che ha raggiunto il doppio disco di platino e 'Loca', triplo disco di platino. L'album d'esordio omonimo, uscito nel 2021, conquista il disco di platino e debutta al terzo posto della classifica italiana.
Nel novembre 2021 vince l'MTV Europe Music Award come Best Italian Act. Nel 2022 partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo con il brano 'Perfetta così'. Durante la serata delle cover duetta con Arisa in 'Cambiare' di Alex Baroni, artista che ha sempre indicato tra le sue principali influenze.
Dopo l'esperienza sanremese prosegue il suo percorso tra pop ed elettronica con brani come 'Toca', in collaborazione con Guè e 'Rock'n'roll'. Dopo una pausa, nel 2025 torna sulle scene con l'EP Non x soldi, segnando una fase più matura e personale.
I due artisti a 'Tv Sorrisi e Canzoni' hanno spiegato che il brano è una canzone d'amore "che può essere dedicata a una città, a una persona o a un amico. Ognuno può ritrovarci il proprio significato".
Se bastasse una sola canzone per vivere un attimo
Eternamente sarei condannato ad una folle bugia
È da questo dolore che nasce un amore catartico
Sembra fatto per noi
Ti ho dedicato poesie clandestine
Io che ti inseguo mentre te ne vai
Neanche le onde agitate stanotte sanno dove sei
E la frenesia che ti porta a svanire
Per evitare una notte di guai
Così avvolgente che rende reale l'effetto che fai
Ossaje che è una tarantella si nun ce putimm verè
Tu verrai sempre prima di me
Prima di lei
Perché
Solo così ci sentiamo a casa
È una metropoli solitaria
Questa storia che è piena di ma
Piena di se
Come te
Bella da farmi mancare l'aria
Tu sei Napoli sotterranea
Questa musica sale nel sangue carnale
D'amore si muore soltanto con te
Tu sei capace di farmi soffrire
Siamo in un limbo tra sogni e realtà
Ogni ferita dimostra soltanto quanto ti vorrei
Ma c'è chi giudica senza capire
Che non è giusto provare a metà
Un sentimento che basta da solo a parlare di noi
Piangeremo un mare, mare, mare
Negli occhi lacrime di sale
Ossaje che è una tarantella si nun ce putimm verè
Tu verrai sempre prima di me
Prima di lei
Perché
Solo così ci sentiamo a casa
È una metropoli solitaria
Questa storia che è piena di ma
Piena di se
Come te
Bella da farmi mancare l'aria
Tu sei Napoli sotterranea
Questa musica sale nel sangue carnale
D'amore si muore soltanto con te
Cosa c'è tra la vita e la morte
Se non un paradiso di colpe
Siamo anime in preda alla sorte
In fondo sai
Che nel bene o nel male sarai
La mia cura alla malinconia
Che mi prende e mi porta da te
Che mi prende e mi porta da te
Che mi prende e mi porta da te
Tu verrai sempre prima di me
Prima di lei
Perché
Solo così ci sentiamo a casa
È una metropoli solitaria
Questa storia che è piena di ma
Piena di se
Come te
Bella da farmi mancare l'aria
Tu sei Napoli sotterranea
Questa musica sale nel sangue carnale
D'amore si muore soltanto con te.

Categoria: spettacoli
22:54
Juve-Galatasaray, Thuram in lacrime dopo il cambio di Spalletti. Cos'è successo in Champions
(Adnkronos) - Khephren Thuram in lacrime in Champions League, nel secondo tempo del playoff di ritorno contro il Galatasaray. Il centrocampista bianconero ha avuto, nella ripresa, l'occasione clamorosa del gol del 3-0 (che avrebbe pareggiato i conti con i turchi, dopo il ko per 5-2 all'andata). Thuram, grande protagonista della partita, ha sciupato il tris con un pallonetto, dopo una bella serpentina in area di rigore.
Spalletti ha sostituito Thuram pochi minuti dopo, per far spazio ad Adzic, e il centrocampista non è riuscito a trattenere le lacrime in panchina. Colpa del peso e della responsabilità per la grandissima occasione sprecata. "Dovevo fare gol" ha detto con le mani sul volto, consolato dai compagni. Per sua fortuna, poco dopo è stato però McKennie a trovare il guizzo del clamoroso 3-0. Un gol segnato dalla Juventus in inferiorità numerica (espulso Kelly a inizio ripresa) e che ha rimesso tutto in equilibrio per la qualificazione agli ottavi di Champions.

Categoria: sport
22:53
Sanremo, "Elettra Lamborghini si na pret". L'urlo in platea (lo stesso a Rose Villain)
(Adnkronos) - "Elettra Lamborghini si na pret". Dopo l'episodio dello scorso anno, quando al Festival di Sanremo 2025 dalla platea dell'Ariston uno spettatore urlò la frase 'Si na pret' a Rose Villain, il siparietto si è ripetuto anche quest'anno. Protagonista, questa volta, Elettra Lamborghini, in gara con il brano 'Voilà'. Poco prima della sua esibizione dalla platea si è sentito uno spettatore urlare 'si na pret'.
Se si tratti dello stesso spettatore dello scorso anno non è dato saperlo, ma l'espressione - tipica del dialetto napoletano che tradotta significa 'sei una pietra' - non è passata inosservata nemmeno questa volta.
Nel 2025 Rose Villain aveva accolto il 'complimento' con ironia, presentandosi il giorno dopo in giro per Sanremo con una maglia personalizzata con la scritta 'Si na pret'. Chissà se anche Elettra Lamborghini deciderà di replicare allo stesso modo il nuovo tormentone sanremese.

Categoria: spettacoli
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Come vivere più a lungo? Il test del sangue svela la longevità
(Adnkronos) - "Avrò una lunga vita oppure no?". È la domanda 'clou' che potrebbe balenare nella mente di chiunque con il passare degli anni, soprattutto quando ci si comincia a porre il problema di inseguire il sogno della longevità. Man mano che l'età avanza, diventa più difficile sapere chi è sulla buona strada per vivere in salute e chi potrebbe essere a maggior rischio di un grave declino. Uno studio suggerisce che parte della risposta potrebbe già essere presente nel sangue. E un nuovo test potrebbe svelarla.
La ricerca, pubblicata su 'Aging Cell' e condotta negli Usa dalla Duke Health in collaborazione con l'università del Minnesota, accende i riflettori sul potenziale predittivo di piccole molecole di Rna, note come piRna che possono aiutare a indicare con precisione se gli anziani hanno probabilità di sopravvivere almeno nei due anni successivi.
I risultati suggeriscono che un semplice esame del sangue potrebbe un giorno aiutare a identificare prima eventuali rischi e orientare le strategie di trattamento per promuovere un invecchiamento sano. "La combinazione di pochi piRna è stata il predittore più forte della sopravvivenza a due anni negli anziani. Più forte dell'età, delle abitudini di vita o di qualsiasi altra misura di salute che abbiamo esaminato", spiega Virginia Byers Kraus, autrice senior dello studio e professoressa della Duke University School of Medicine (Dipartimenti di medicina, patologia e chirurgia ortopedica). "Ciò che ci ha sorpreso di più è stato che questo potente segnale provenisse da un semplice esame del sangue", evidenzia.
Il team ha misurato i piRna, piccoli Rna non codificanti, in campioni di sangue di adulti di età pari o superiore a 71 anni e ha scoperto che livelli più bassi di alcune di queste molecole erano fortemente correlati a una maggiore sopravvivenza. Studi precedenti avevano suggerito che queste mini porzioni di Rna regolano lo sviluppo, la rigenerazione e il sistema immunitario. Per condurre il nuovo lavoro, i ricercatori hanno utilizzato approcci di intelligenza artificiale (Causal Ai) e machine learning per analizzare 187 fattori clinici e 828 piccoli Rna diversi in oltre 1.200 campioni di sangue. I campioni provenivano da un'ampia coorte di soggetti di base in North Carolina, creata per un precedente studio guidato dalla Duke. Gli esiti di sopravvivenza sono stati determinati collegando i partecipanti ai registri nazionali di mortalità.
Analizzando tutti i dati, un modello statistico avanzato ha permesso di rilevare che un gruppo di 6 piRna da solo prevedeva la sopravvivenza a due anni con un'accuratezza pari all'86%. Il team ha confermato i risultati in un secondo gruppo indipendente di anziani. I partecipanti che vivevano più a lungo presentavano livelli più bassi di piRna specifici, rispecchiando un modello presente in organismi semplici, in cui la riduzione di queste molecole può prolungare la durata della vita. I risultati, osserva Kraus, suggeriscono che i piRna possono influenzare direttamente la longevità.
Ad oggi "sappiamo molto poco sui piRna nel sangue, ma quello che stiamo osservando è che livelli più bassi di alcuni specifici Rna sono migliori", ha detto Kraus. "Quando queste molecole sono presenti in quantità maggiori, potrebbero segnalare che qualcosa nell'organismo non funziona correttamente. Capire perché potrebbe aprire nuove possibilità per terapie che promuovono un invecchiamento sano", riflette l'esperta. Lo studio ha anche confrontato i piRna con indicatori di salute più noti. Nel predire la sopravvivenza a breve termine, i piRna hanno superato età, livelli di colesterolo, attività fisica e oltre 180 altre misure cliniche. Per la sopravvivenza a lungo termine, i fattori legati allo stile di vita sono diventati più influenti, ma i piRna continuano a fornire preziose informazioni sulla biologia sottostante.
Kraus delinea anche i prossimi passi del team che ora indagherà per capire se trattamenti, cambiamenti nello stile di vita o farmaci - comprese classi emergenti come le terapie basate sul Glp-1 (come i popolari anti obesità e diabete) - possano alterare i livelli di piRna. I ricercatori intendono anche confrontare i livelli di piRna nel sangue con quelli nei tessuti per comprendere meglio il funzionamento di queste molecole.
"Sono come dei micro manager nell'organismo, che contribuiscono a controllare molti processi che influenzano la salute e l'invecchiamento", prospetta Kraus. "Stiamo solo iniziando a comprenderne la potenza. Questa ricerca suggerisce che dovremmo essere in grado di identificare il rischio di sopravvivenza a breve termine utilizzando un esame del sangue pratico e mininvasivo, con l'obiettivo finale di migliorare la salute con l'avanzare dell'età". Il lavoro è stato finanziato dai National Institutes of Health (Nih) statunitensi, dal National Institute on Aging, dal National Center for Advancing Translational Sciences e dal National Heart, Lung and Blood Institute.

Categoria: cronaca
01:23
Iran-Usa, oggi nuovi negoziati. Trump vuole accordo 'eterno'
(Adnkronos) - Stati Uniti e Iran tornano al tavolo per un nuovo round di negoziati: al centro dei colloqui, il programma nucleare di Teheran. Donald Trump lo vuole smantellare per impedire alla repubblica islamica di arrivare alla produzione della bomba atomica, l'Iran nega che l'obiettivo finale sia di natura bellica. "Non permetterò mai che l'Iran abbia armi nucleari. Già dispone di missili per minacciare l'Europa e in futuro potrà raggiungere gli Usa", la linea rossa che Trump ha tracciato nel discorso sullo Stato dell'Unione davanti al Congresso. Il presidente degli Stati Uniti invia in Svizzera, sede dei negoziati, Steve Witkoff e Jared Kushner. I due emissari parleranno con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.
"Stiamo trattando: vogliono un accordo, ma non abbiamo ancora sentito le parole segrete... 'non avremo mai un'arma nucleare'", le parole di Trump alla vigilia del nuovo round. Sullo sfondo, la prospettiva di un attacco americano. Gli Stati Uniti continuano a vagliare una serie di opzioni: dall'azione mirata contro obiettivi specifici all'offensiva più ampia, con possibili ricadute sulla stabilità del regime degli ayatollah.
L'Iran deve prendere "sul serio" le minacce di un intervento militare americano, dice il vice presidente degli Stati Uniti JD Vance che, secondo le indiscrezioni, all'interno dell'amministrazione Trump è tra i meno favorevoli all'attacco. A Fox News, Vance ribadisce che sebbene intenda cercare di "raggiungere l'obiettivo con mezzi diplomatici", il presidente ha anche il "diritto" di ricorrere all'azione militare. "Non si può permettere al regime più folle e peggiore del mondo di avere armi nucleari", dice il vice presidente sposando la linea del 'boss'. Trump, "ha a disposizione una serie di altri strumenti per garantire che ciò non accada, ha dimostrato la volontà di usarli e spero che gli iraniani lo prendano sul serio nei negoziati, perché questo è sicuramente ciò che il presidente preferisce".
L'obiettivo di Washington non è una soluzione provvisoria: Trump vuole dall'Iran un accordo sul nucleare che duri 'per sempre', che resti in vigore a tempo indeterminato secondo lo scenario delineato da Axios sulla base delle informazioni fornite da una fonte dell'amministrazione e altre due a conoscenza delle dichiarazioni di Witkoff ad una riunione dei donatori dell'American Israel Public Affairs Committee (Aipac): "Partiamo con gli iraniani dal presupposto che non ci sia alcuna clausola di scadenza. Che si raggiunga o meno un accordo, la nostra premessa è: dovete comportarvi bene per il resto della vostra vita".

Categoria: internazionale/esteri
01:21
Ucraina-Russia, Zelensky sente Trump: "Serve incontro con Putin per chiudere guerra"
(Adnkronos) - "E' il momento dell'incontro tra i leader". Volodymyr Zelensky 'chiama' Vladimir Putin per porre fine alla guerra tra Ucraina e Russia, in corso da 4 anni. Il presidente ucraino invia il messaggio in un momento particolare, subito dopo la telefonata con Donald Trump. Nel colloquio con il presidente degli Stati Uniti arriva una sorta di semaforo verde all'accelerazione.
I negoziati tra Kiev e Mosca devono salire di livello, dal confronto tra delegazioni ed emissari si deve passare al faccia a faccia tra i big: il dialogo a livello di presidenti diventa indispensabile per risolvere il rebus legato soprattutto alla questione Donbass. La Russia mira ad ottenere tutta la regione, pur controllandone solo una parte. L'Ucraina, di base contraria a sacrifici territoriali, subordina ogni decisione all'esito di un referendum che coinvolga la popolazione.
"Ho parlato con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Alla chiamata hanno partecipato anche i rappresentanti del Presidente Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner. Le nostre squadre stanno lavorando molto e ho ringraziato per tutti gli sforzi e l'impegno nei negoziati, per il lavoro finalizzato a porre fine alla guerra", dice Zelensky.
"Apprezziamo molto il programma PURL", aggiunge il presidente ucraino riferendosi al programma di acquisto armi per l'Ucraina. "Questa inverno è stato il più difficile per l'Ucraina, ma i missili per i sistemi di difesa aerea, che possiamo acquistare dagli Stati Uniti, ci aiutano molto a superare tutte queste sfide e a proteggere le vite", aggiunge accendendo i riflettori sui sistemi Patriot.
"Abbiamo parlato delle questioni su cui i nostri rappresentanti lavoreranno" nella giornata di giovedì "a Ginevra in un incontro bilaterale, e anche della preparazione per la prossima riunione delle squadre negoziali a pieno organico in formato trilaterale all'inizio di marzo. Ci aspettiamo che ci permetterà di passare ai negoziati a livello di leader", dice Zelensky, che conta sull'approvazione fornita da Trump all'iter esposto. "Il presidente Trump sostiene questa sequenza di passi. Solo così possiamo risolvere tutte le questioni complesse e delicate e finalmente porre fine alla guerra", conclude Zelensky.
Sarebbe azzardato parlare di strada delineata. Da Mosca, come riporta l'agenzia Tass, filtra l'ipotesi di un trilaterale all'inizio di marzo, non necessariamente a Ginevra. Nelle prossime ore, intanto, in Svizzera arriva Kirill Dmitriev, rappresentante speciale del Presidente russo per gli investimenti. L'emissario di Putin incontrerà Witkoff e Kushner.
Il Cremlino, a parole, concorda sulla necessità di un incontro Putin-Trump-Zelensky. "Dovremmo concordare che dovrebbero incontrarsi solo se hanno bisogno di finalizzare accordi, o, come dicono gli americani, un accordo. Questo è probabilmente vero", dice il portavoce Dmitry Peskov, prima di ricordare che l'invito di Putin a Zelensky, con l''offerta' di un incontro a Mosca, è ancora valida: "Era la parola del presidente Putin, e lui mantiene sempre la parola data".
Un'apertura a dir poco dubbia, insomma, come confermano le accuse di rito a Zelensky. "Il regime di Kiev sta concentrando tutti i suoi sforzi non nel trovare una soluzione pacifica, ma nel garantire l'erogazione di fondi europei", dice Peskov, sostenendo che l'obiettivo sarebbe ottenere "centinaia di miliardi di euro con le buone o con le cattive". "È su questo che stanno lavorando seriamente, non abbiamo ancora visto alcuna serietà su altre questioni", aggiunge.

Categoria: internazionale/esteri
01:10
Sanremo, ecco la classifica della seconda serata: i 5 cantanti al top per televoto e radio
(Adnkronos) - Tommaso Paradiso, Lda & Aka 7Even, Nayt, Fedez & Masini, Ermal Meta. Sono i primi cinque classificati della seconda serata di Sanremo 2026, che ha visto sul palco solo 15 dei 30 Big. La classifica provvisoria della seconda serata, svelata senza mostrare la posizione dei cinque, è il risultato del voto della Giuria delle Radio e il Televoto, le uniche in campo questa sera.
Nella seconda serata si sono esibiti: Bambole di Pezza, Chiello, Dargen D'Amico, Ditonellapiaga, Elettra Lamborghini, Enrico Nigiotti, Ermal, Fedez e Masini, Fulminacci, J Ax, Lda e Aka Seven, Levante, Nayt, Patty Pravo e Tommaso Paradiso.
Domani invece sarà il turno di Arisa, Eddie Brock, Francesco Renga, Leo Gassmann, Luché, Malika Ayane, Mara Sattei, Maria Antonietta e Colombre, Michele Bravi, Raf, Sayf, Sal Da Vinci, Samurai Jay, Serena Brancale, Tredici Pietro. E la Top 5 sarà sempre il frutto del voto della Giuria delle Radio e del Televoto.

Categoria: spettacoli
01:07
Sanremo, Achille Lauro candido e Levante regale: le pagelle ai look della seconda serata
(Adnkronos) - Pronti? Si parte. La seconda serata di Sanremo è una passerella schizofrenica dove l’eleganza convive con l’improvvisazione: alcuni look sono perfetti per l’Ariston e altri starebbero meglio nel guardaroba delle ‘occasioni mancate’. C’è chi brilla davvero, chi esagera senza convinzione, chi resta sotto le aspettative e chi continua sulla via dell'eleganza senza sussulti. Una cosa è certa: la moda a Sanremo non annoia ma a volte può confondere.
Laura Pausini apre la serata scendendo la scalinata in un completo pantalone con napoleon jacket ricoperta di cristalli neri firmata Giorgio Armani. Molta scenografia, poca magia: il look non buca lo schermo nemmeno con tutti quei cristalli. Anche il cappotto di velluto ricamato è impeccabile ma su di lei l’effetto vestaglia è dietro l’angolo. Voto: 5.
Achille Lauro, co-conduttore, è l’unico che sembra aver capito che la moda può essere spettacolo senza diventare carnevale: smoking total white Dolce&Gabbana, gilet scultoreo con grande fiocco, diamanti e rubini al collo. Fuoriclasse assoluto. Voto: 8. Patty Pravo opta per un abito in velluto rosso con strascico e ballerine a punta. Imponente, certo ma forse più adatto alla Prima della Scala che all’Ariston. Il velluto a maniche lunghe fa il resto. E lo fa male. Voto implicito: rimandata. Gianluca Gazzoli rimane corretto, pacato, molto Emporio Armani per il suo debutto sul palco dell’Ariston: smoking nero d’ordinanza, con giacca di velluto, elegante ma senza guizzi. Voto: 7.
Carlo Conti continua con il suo total black impeccabile firmato Stefano Ricci: smoking monopetto, zero sorprese. Voto: 7. Pilar Fogliati sceglie un lungo monospalla di taffeta color melanzana con applicazione floreale Giorgio Armani Privé. Ambizioso, sì, ma da lei ci si aspettava un ingresso più memorabile. Voto: 6. LDA e Aka 7even insistono con il leather-core: trench e bomber color cioccolato. Peccato che dopo i blouson gemelli della prima serata, sfoci leggermente nel too much. Voto: 6. Enrico Nigiotti presenta un total black casual, giacca, pantalone, camicia, e il solito man bun che divide la platea femminile ma non conquista nessuno. Voto: 5. Tommaso Paradiso, ancora Emporio Armani, stavolta in total black. Sarebbe quasi promosso…se non fosse per quella t-shirt che spunta da sotto la camicia come un déjà-vu del quale non sentivamo davvero la mancanza. Voto: 5 e mezzo.
Elettra Lamborghini sceglie un abito couture silver trasparente di Tony Ward con spalline scultoree, maxi scollatura e strascico. Tante idee tutte insieme, non tutte convinte, ma il colore, su di lei, funziona parecchio. Voto: 6. Ermal Meta punta su un total look custom Trussardi: denim floccato, camicia coordinata e cappotto in lana chevron con collo in nappa. Un boho chic studiato, portato con quella naturalezza tipica di chi sa reggere anche gli outfit più costruiti. Il risultato? Curato, interessante ma forse un filo troppo ‘editoriale’ per l’Ariston. Tutto sommato funziona. Voto: 7.
Il tubino color acquamarina di Levante, firmato Armani, con decorazioni di cristalli sul bordo è mozzafiato, letteralmente: alla cantante sta d’incanto ma forse è un po’ troppo strizzato in vita. Certo, quando un abito sta così bene, si perdona tutto. Voto altissimo: 8. Che meraviglia, Le Bambole di Pezza. Gli abiti maschili su di loro funzionano alla perfezione: a partire dalla cantante Martina, impeccabile in un frac dai volumi ampi che porta con un’attitudine rock naturale, zero sforzo e massimo effetto. Capelli tirati all’indietro con il gel, sguardo deciso: un’estetica androgina che colpisce e convince subito. Promosse a pieni voti: 9. Chiello sceglie pantaloni di pelle a vita bassa, anzi, bassissima, camicia bordeaux a righe e giubbotto in pelle con collo di pelliccia. L’effetto rocker consumato c’è, peccato sembri più pronto per un raduno emo che per il palco più televisivo d’Italia. Voto: 6-.
Pilar Fogliati torna sul palco e questa volta colpisce nel segno: abito nero cut‑out mozzafiato, silhouette scolpita e presenza finalmente all’altezza delle aspettative. Voto: 8. Segue J‑Ax, che insiste nel suo mood pistolero country: cappello da cowboy, bolo tie, completo nero con decori bianchi. Un vero pugno nell’occhio, difficile da classificare. Capitolo Fedez & Masini, non mentono quando parlano di ‘un male necessario’, almeno sul fronte look. Fedez opta per una camicia di pelle nera, volutamente dura, volutamente dark, mentre Marco Masini resta sul suo territorio sicuro: total black casual, giacca e t‑shirt. Che dire? Non brillano, non convincono, ma nemmeno disturbano più di tanto. Voti sospesi, entusiasmo pure.
Ditonellapiaga opta per la seconda volta per un look che gioca apertamente con l’estetica Barbiecore: bustier body nero con i fianchi scolpiti e accentuati, silhouette modellata al millimetro, e un coprispalle rosa che spinge ancora di più verso un’immagine da bambola contemporanea. Molto doll, pochissimo rock: il risultato è scenografico ma resta in bilico. Voto 5. Dargen D’Amico porta sul palco un look che sembra uscito direttamente da un bazar con cappa patchwork costruita con tessuti d’archivio di Mordecai, con nappine e fettucce: un omaggio dichiarato alle tradizionali cappe marocchine. Sotto, un paio di pantaloni ampi in jacquard di lana grezza, con un disegno grafico ispirato alle coperte del Kashmir, che amplificano l’effetto etno nomade.
A completare il tutto, un gilet kimono imbottito rosso, chiuso come una cintura da karate e decorato con motivi araldici ricamati a mano, un mix di Asia, couture e arti marziali, e una camicia in seta double con gemelli ricamati. E gli ormai immancabili occhiali a mascherina. Visionario, teatrale, un filo caotico…ma indiscutibilmente Dargen. Voto: 5. (di Federica Mochi)

Categoria: spettacoli
00:51
Sanremo, emozione per l'omaggio ad Ornella Vanoni: la nipote canta 'Eternità'
(Adnkronos) - Il festival di Sanremo rende omaggio ad Ornella Vanoni. La nipote della cantante scomparsa a novembre, Camilla Ardenzi, è stata invitata sul palco da Carlo Conti ed ha regalato al pubblico una interpretazione del brano della Vanoni 'Eternità', di Bigazzi e Cavallaro, che l'artista presentò al festival nel 1970 in coppia con I Camaleonti. Momento particolarmente emozionale sul finale, quando la voce che canta diventa proprio quella di Ornella Vanoni.

Categoria: spettacoli
00:16
Sanremo, Fulminacci sfida la 'Stupida fortuna' e passa sotto una scala
(Adnkronos) - Fulminacci a Sanremo non teme la 'Stupida Sfortuna' e la sfida apertamente. Il cantautore, prima di affrontare il palco dell'Ariston per la sua esibizione nella seconda serata del Festival, si è reso protagonista di un simpatico e ironico rito scaramantico al contrario. Scendendo dal van che lo ha portato all'ingresso del teatro, l'artista è passato volutamente sotto una scala aperta, un gesto universalmente considerato di cattivo auspicio. Una scelta divertente per giocare con il titolo della sua canzone in gara, 'Stupida Sfortuna', e per dimostrare di non temere alcuna superstizione.
Categoria: spettacoli
23:44
Sanremo 2026, omaggio a Ornella Vanoni: sul palco la nipote Camilla Ardenzi
(Adnkronos) - Il Festival di Sanremo 2026 omaggia Ornella Vanoni. Nel corso della seconda serata, Carlo Conti ricorderà la signora della musica italiana scomparsa lo scorso 21 novembre, a 91 anni.
Sul palco per ricordare Vanoni ci sarà la nipote della cantante, Camilla Ardenzi, che interpreterà una sua versione di 'Eternità'.
"Cara nonna, porto una parte di te dentro di me. Grazie per l’amore che mi hai dato, per sempre. Eterna". Queste le parole della nipote quando ha omaggiato Vanoni dopo l’omelia in occasione dei funerali che si sono tenuti nella chiesa di San Marco, a Milano.
Figlia di un industriale farmaceutico e di una madre severa ma appassionata d'arte, Ornella Vanoni ha attraversato la storia musicale del nostro Paese trasformandosi più volte, senza mai perdere autenticità. La carriera di Ornella Vanoni inizia in modo inusuale: prima attrice che cantante. A soli 19 anni si iscrive all'Accademia del Piccolo Teatro di Milano, diventando presto l'allieva prediletta (e compagna) del regista Giorgio Strehler. Il debutto avviene nel 1956, con "Sei personaggi in cerca d'autore" di Luigi Pirandello. Ma sarà il suo modo graffiante e anticonvenzionale di interpretare le canzoni della 'mala' - ballate ispirate alla cronaca nera e all'anima popolare - a farla notare nel panorama musicale, con la pubblicazione del primo disco nel 1958 per la Ricordi.
Dopo la fine della relazione con Strehler, incontra Gino Paoli, con cui condivide una storia d'amore travagliata ma artisticamente feconda. Da questo incontro nascono brani leggendari come "Senza fine" e "Che cosa c'è", ma anche il primo grande successo commerciale, "Cercami", pubblicato nel 1961.
Parallelamente, Vanoni calca le scene teatrali con straordinario successo, ricevendo premi e riconoscimenti. Ma è Sanremo a sancire la sua popolarità: partecipa per otto edizioni, conquistando nel 1968 il secondo posto con "Casa bianca", e il quarto posto in tre diverse edizioni (1967, 1970, 1999). In quegli anni, la sua immagine cambia: da interprete aggressiva e teatrale a icona sofisticata, sensuale e moderna.
Il decennio successivo segna una maturazione musicale e personale. Dopo aver lasciato la Ricordi e successivamente la Ariston, fonda una propria etichetta discografica, la Vanilla, anticipando i tempi sull'autoproduzione.
Nel 1976 realizza con Toquinho e Vinícius de Moraes uno degli album più raffinati della sua carriera: "La voglia, la pazzia, l'incoscienza, l'allegria", ancora oggi considerato un capolavoro della musica italiana, tanto da essere incluso tra i 100 dischi italiani più belli secondo la rivista "Rolling Stone". È l'inizio di un amore profondo per la musica brasiliana, che la accompagnerà per tutta la vita.
Durante gli anni '80, Ornella assume il controllo completo del proprio percorso artistico. Firma testi, idea concept album e riceve prestigiosi riconoscimenti, tra cui il Premio Tenco come miglior cantautrice, prima donna a riceverlo. Dischi come "Ricetta di donna" (1980), "Duemilatrecentouno parole" (1981) e "Uomini" (1983) mostrano una nuova Ornella: più intima, personale, consapevole. È anche l'epoca della collaborazione con Lucio Dalla, Paolo Conte, Gerry Mulligan, e del ritorno con Gino Paoli nel fortunatissimo tour "Insieme" (1985).
Negli anni '90, pur riducendo la frequenza delle sue apparizioni, Vanoni continua a pubblicare dischi intensi come "Sheherazade" (1995), dedicato all'universo femminile, e "Argilla" (1997), dove jazz e musica brasiliana si fondono con naturalezza.
Nel nuovo millennio, festeggia i 50 anni di carriera con grande stile: un concerto in Piazza Duomo a Milano davanti a 35.000 persone (2008), duetti con artisti di tutte le generazioni in "Più di me", e un doppio disco dal vivo con Paoli. Il brano "L'appuntamento", riscoperto grazie al film Ocean’s Twelve, torna a scalare le classifiche.
Nel 2018, all'età di 83 anni, stupisce ancora tutti salendo sul palco del Festival di Sanremo con "Imparare ad amarsi", in trio con Bungaro e Pacifico. L'interpretazione le vale una standing ovation e il Premio della Critica per la Migliore Interpretazione, a conferma di una classe intatta. Nel 2023 torna come ospite al Festival, confermando la sua eterna presenza nella musica popolare italiana. Dal 2024 è tra gli ospiti fissi del programma "Che tempo che fa", dimostrando una verve ironica e un'autoironia sempre più rara.
Sempre attenta al nuovo, nel 2024 partecipa a una sorprendente rivisitazione del suo brano "Ti voglio", reinterpretato insieme a Elodie e Ditonellapiaga. Il progetto, accolto con entusiasmo da pubblico e critica, segna il ponte definitivo tra generazioni musicali.
Con più di 100 lavori, oltre 55 milioni di dischi venduti, una vita divisa tra teatro, cinema, musica e televisione, Ornella Vanoni ha segnato un'epoca e attraversato tutte le altre. È riuscita a essere sofisticata senza mai perdere il contatto con le emozioni semplici. Sensuale, profonda, ironica, indisciplinata, è una delle ultime grandi icone della canzone d’autore italiana.

Categoria: spettacoli
23:42
Sanremo 2026, Ditonellapiaga chi è: in gara con il brano 'Che fastidio!'
(Adnkronos) - Ditonellapiaga è tra i 30 concorrenti del Festival di Sanremo 2026 e questa sera, mercoledì 25 febbraio, torna sul palco dell'Ariston per la seconda serata della kermesse canora.
Questa è la seconda partecipazione della cantante come concorrente in gara. L'artista ha debuttato sul palco dell'Ariston in coppia con Donatella Rettore con il brano 'Chimica' nel 2022. Torna in gara nel 2026 con il brano 'Che fastidio'.
Dopo la prima serata del Festival si è consumato un botta e risposta tra Miss Italia e Ditonellapiaga. Il Concorso Miss Italia ha contestato, in una nota, "l’uso indebito della denominazione 'Miss Italia' da parte della cantante, che l'ha utilizzata quale titolo di un proprio brano musicale, nonché dell'album in cui esso è inserito". "Il testo della canzone, inoltre, contiene - si legge ancora nella nota - espressioni e giudizi ritenuti lesivi della dignità e dell'onore delle ragazze che partecipano al Concorso".
"Tale condotta risulta gravemente pregiudizievole dei diritti esclusivi connessi alla denominazione 'Miss Italia', nonché dell'immagine e della reputazione del Concorso e delle sue partecipanti", hanno proseguito i rappresentanti del concorso.
"Per tali ragioni, il Concorso Miss Italia ha conferito mandato agli Avvocati Prof. Avv. Pieremilio Sammarco e Vincenzo Larocca affinché intraprendano le più opportune azioni giudiziarie volte a inibire l'ulteriore utilizzo della denominazione 'Miss Italia' e a ottenere il risarcimento dei danni subiti e subendi", conclude la nota.
Oggi, in conferenza stampa a Sanremo, Ditonellapiaga replica alla notizia della possibile azione legale: "Nessun insulto, è un testo che parla di me e del rapporto con me stessa, con la perfezione".
L'artista si è detta sorpresa dalla polemica. "Io non so neanche se loro abbiano sentito il testo, perché la canzone non è uscita", ha dichiarato. "Mi dispiace che sia arrivata questa notizia, perché speravo in un po' di autoironia. Se loro lo hanno ritenuto offensivo, evidentemente non hanno la sensibilità per poter capire che parlo di me e non parlo male del concorso". Sulla questione legale, ha poi aggiunto: "Sono cose legali, non conosco il 'legalese', se ne occuperanno le persone preposte".
Ditonellapiaga ha poi chiarito l'uso della parola "disperate", al centro delle contestazioni, spiegando che è stata decontestualizzata. "Non ho detto che loro sono disperate. Il testo parla di me, che sto male e vivo male la mia bellezza", ha precisato. "Mi sembra assurdo parlare di un testo che non è uscito. È facile estrapolare una frase senza il contesto, e un attimo dopo sembra che io dica che Miss Italia è una disperata o una sfigata. Non ho mai detto questo".
"Ho detto che l'essere in difficoltà con il proprio rapporto con la bellezza può portare a una disperazione. Anzi, il testo parla di nascondere la disperazione con il trucco, e quindi anche una donna bellissima può sentirsi disperata e triste", ha concluso l'artista, chiudendo l'argomento.
Margherita Carducci, vero nome di Ditonellapiaga, nasce a Roma il 5 febbraio del 1997. I suoi genitori, Claudio e Costanza, sono entrambi insegnanti di basket, uno sport che Carducci ha praticato durante l'infanzia. Ma poi scopre la passione per la musica. Inizia sin da piccola, cantando con gli scout. Frequenta il liceo linguistico a Roma, successivamente si iscrive all'Università triennale Dams di Bologna.
Frequenta un'accademia di recitazione e dopo si dedica completamente alla musica. Inizia la sua carriera musicale nel 2019 con l'incontro dei producer romani BBprod. Il 19 luglio del 2019 esce il suo primo singolo Parli.
Nel 2020, bloccata a casa per il lockdown da Covid, si dedica completamente alla musica, anche in veste di autrice. E ad ottobre ottiene un contratto discografico con l'etichetta Dischi Belli, entrando a far parte del gruppo della BMG Rights Management. A dicembre 2020 esce il suo secondo singolo Morphina, preceduto dalla cover del brano Per un'ora d'amore dei Matia Bazar. Il 14 gennaio 2022 esce il suo primo album: Camouflage.
Nella copertina del disco, viene ritratta accanto a nonna Ludovica, a cui Margherita Carducci è molto legata, in compagnia delle sue più care amiche e la zia. Un'idea nata durante la festa di compleanno della nonna, quando l'ha vista ballare con le amiche. Ditonellapiaga è diventato il suo nome d'arte su suggerimento di un amico, ma è da sempre il suo nickname su Instagram.
Margherita è una grande fan di Donatella Rettore, da piccola aveva il suo poster in camera. Ha scritto Chimica ispirandosi alla cantautrice veneta con cui poi è nata la collaborazione che le ha viste partecipare insieme al Festival di Sanremo.
Donatella Rettore, ospite a Verissimo dopo il Festival aveva speso parole meravigliose per la giovane cantante: "Insieme stiamo benissimo. La cosa bella è che abbiamo 40 anni di differenza e non si sentono, lei delle volte è molto più saggia di me".
Intervistata dal Corriere della Sera, la cantante aveva parlato del difficile rapporto vissuto con i giudizi dopo il Festival del 2022: "Con Sanremo la mia carriera è partita da un'altezza esagerata e questo mi ha creato grandi difficoltà: la vita di un'artista in quella settimana non è la vita di tutti i giorni di un'artista e già tutti noi artisti siamo diversi da come ci comunichiamo. In una situazione del genere ti interroghi su come vieni percepito… Un po' come al liceo, hai la sensazione di dover trovare un posto nel mondo, di dover compiacere gli altri perché non sai non sai bene cosa sei".
A 'Tv Sorrisi e Canzoni' la cantante ha spiegato che 'Che fastidio!': "È nata dopo un momento di crisi profonda in cui non sapevo bene dove stavo andando. È un brano sicuramente nel mio stile: un po' provocatorio, pungente, ma autoironico perché parlo anche delle mie abitudini".
Io non so più cos'è normale
O un'allucinazione
Se sono matta io
Non è che voglia litigare
Ho solo qualche osservazione
Un pensiero mio
La moda di Milano (che fastidio!)
Lo snob romano (che fastidio!)
Il sogno americano (che fastidio!)
E il politico italiano (che fastidio!)
La musica tribale (che fastidio!)
I cani alle dogane (che fastidio!)
E il corso di pilates mi deprime, il pranzo salutare (che schifo!)
Stasera vado a una festa la solita farsa e non m'interessa (che fastidio!)
E la vicina molesta bussa alla porta “abbassa quei bassi” (che fastidio!)
E dimmi cosa mi hai messo nel bicchiere, ha un gusto amaro e (non mi fido!)
Perché mi gira la testa e tutta la stanza e finché non passa (che fastidio!)
Io non so più cos'è normale
O un'allucinazione
Se sono matta io
Non è che voglia litigare
Ma ho come l'impressione
Di non potermi controllare
E allora te lo dico (che fastidio!)
Se vuoi te lo ripeto (che fastidio!)
L'amico dell'amico senza invito che fa il figo, che fallito
Facciamoci una foto (che fastidio!)
Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!)
Scambiamoci il numero, ti scriverò
Ma sotto quel sorriso, dico
Che fastidio!
Che fastidio!
Che fastidio!
Che fastidio!
Su le mani solo se sei dell'acquario
Strano ti facevo proprio sagittario
La chiamo dall'India, dall'Albania, Torino
Per un piano tariffario
Nasi alla francese come in fotocopia
Imparare a vivere con un tutorial
Passa a premium, clicca qui, ascolta ora!
Cento cover Bossa Nova
Io non so più cos'è normale
O un'allucinazione
Se sono matta io
Se sono matta io!
E allora te lo dico (che fastidio!)
Se vuoi te lo ripeto (che fastidio!)
L'amico dell'amico senza invito che fa il figo, che fallito
Facciamoci una foto (che fastidio!)
Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!)
Scambiamoci il numero, ti scriverò
Ma sotto quel sorriso, dico
Che fastidio!
Che fastidio!
Che fastidio!
Che fastidio!
Facciamoci una foto (che fastidio!)
Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!)
Scambiamoci il numero, ti scriverò
Ma sotto quel sorriso, dico
Io non so più cos'è normale
O un'allucinazione
Se sono matta io
Se sono matta io
Se sono matta io
Se sono matta io
Se sono matta io
Se sono matta!
Nonostante i corsi di meditazione
Di respirazione
Non posso sopportare
Gli arrivisti e i “giornalisti perbenisti” (che fastidio!)
E poi i tronisti presentati come artisti (che fastidio!)
Oppure l'inno nazionale al piano bar
Gli F24, lo spam
Che fastidio! Che fastidio!
Che fastidio!
Io non so più cos'è normale
Ma sono matta io
Ma sono matta io
Ma sono matta.

Categoria: spettacoli
23:41
Camminare fa bene al cuore ma il Jeffing è più utile: cos'è l'esercizio misto
(Adnkronos) - Camminare fa bene al cuore, aiuta a tenere sotto controllo la pressione, contribuisce a ridurre il colesterolo e la glicemia. Il 'Jeffing' è ancor più utile per la salute. Per sfruttarlo, prima, bisogna conoscerlo. Il Jeffing è l'alternanza, nell'attività fisica, tra un'andatura veloce - tenuta anche con la corsa se si è in grado - e un ritmo più compassato, con break in cui si cammina secondo uno schema programmato e non casuale.
Non si tratta, in sostanza, solo di rifiatare quando le energie scarseggiano e c'è bisogno di recuperare. Il sistema è ampiamente utilizzato dai runner, come evidenzia il Washington Post, ma può rivelarsi efficace anche per chi ha obiettivi meno ambiziosi e punta essenzialmente a ottenere benefici per il quadro cardiovascolare.
Nella sua accezione più semplice, il Jeffing è una tecnica che alterna pause di camminata a sessioni di corsa per aiutare a prevenire l'affaticamento e aumentare la resistenza. L'approccio più elementare, alla portata di tutti o quasi, è il metodo 30-30: una corsa di 30 secondi e una camminata di 30 secondi.
Se la corsa di 30 secondi dovesse rivelarsi troppo impegnativa per un principiante, si può iniziare con un altro schema: 10 secondi di corsa e 50 di camminata nell'arco di un minuto, lo spazio 'contenitore'. Dal livello 10-50 si può progressivamente passare a tabelle più equilbrate: aumentano i secondi di corsa, diminuiscono quelli in cui si cammina.
La corsa-camminata è un tipo di allenamento aerobico che, così strutturato, aiuta a migliorare la salute del cuore, afferma Neel Chokshi, direttore medico del programma di cardiologia sportiva e fitness presso la Penn Medicine. "E' un allenamento a intervalli light", dice come riferisce il WP. "I benefici della corsa-camminata rispecchiano quelli dell'allenamento a intervalli generale in termini di miglioramenti che si possono ottenere".
Col tempo, il cuore si adatterà a queste ripetute esposizioni a intensità più elevate, sottolinea l'esperto. L'esercizio consente di aumentare la quantità di sangue pompato a ogni battito cardiaco, con una parallela riduzione della frequenza cardiaca a riposo e un aumento del flusso sanguigno attraverso le arterie. Un altro effetto collaterale e l'aumento dell'efficienza con cui l'organismo utilizza l'ossigeno nell'allenamento. Traduzione, migliora la resistenza con effetti - afferma Chokshi - anche sulla longevità.
I benefici, con il Jeffing, si ottengono con un 'bonus': l'esercizio produce un livello ridotto di stress su muscoli, tendini e legamenti. Non è un dettaglio secondario se si considera che, secondo uno studio del 2019 condotto nei Paesi Bassi, chi si avvicina da neofita all'esercizio fisico è più esposto al rischio di infortuni.

Categoria: cronaca
23:24
Sanremo 2026, Fausto Leali riceve il 'premio alla carriera': 60 anni di musica
(Adnkronos) - Il Festival di Sanremo 2026 celebra Fausto Leali. Il cantautore italiano salirà questa sera, mercoledì 25 febbraio, sul palco dell'Ariston per ricevere il Premio alla carriera.
Ottantuno anni compiuti, più di sessant'anni di storia alle spalle, e una voce che sfida il tempo: potente, graffiante, capace ancora oggi di toccare le stesse note dei suoi vent'anni, meritandosi il celebre soprannome di "negro bianco".
Fausto Leali è una leggenda della musica italiana. Il Festival di Sanremo è stato un palcoscenico centrale nella carriera di Leali, con 13 partecipazioni ufficiali tra il 1968 e il 2009, tra cui debutti memorabili e vittorie storiche.
Nato a Nuvolento, in provincia di Brescia, il 29 ottobre 1944, Leali si avvicina alla musica in età precoce, con il maestro di chitarra Tullio Romano dei Los Marcellos Ferial. Già a 14 anni inizia a esibirsi come professionista nell’orchestra di Max Corradini, e due anni dopo entra nell’orchestra del fisarmonicista jazz Wolmer Beltrami. Nel 1961 incide il suo primo 45 giri con lo pseudonimo di Fausto Denis, con la canzone Amarti così, dando inizio a quella carriera che presto lo avrebbe portato a diventare una delle voci più amate e riconoscibili del panorama italiano.
Dopo il primo singolo, Leali si lega al gruppo I Novelty, con cui incide cover dei Beatles come Please Please Me e Lei ti ama (She Loves You), e partecipa come gruppo spalla all’unico tour italiano dei Beatles nel 1965. In quegli anni inizia a dedicarsi alla musica nera e al soul, genere perfetto per la sua vocalità intensa, potente e capace di emozionare.
Il 1967 segna la svolta decisiva con A chi, versione italiana della canzone statunitense Hurt di Roy Hamilton, testo adattato da Piero Braggi ma firmato da Mogol per ragioni di diritti d’autore. Il singolo scala le classifiche italiane e internazionali, raggiungendo il 9º posto in Austria e vendendo oltre 4 milioni di copie nel mondo. La vittoria alla Mostra internazionale di musica leggera di Venezia del 1967 consacra Leali come interprete di talento, capace di fondere sensibilità melodica e intensità vocale.
Negli stessi anni si afferma come presenza fissa in manifestazioni musicali di rilievo: partecipa a Un disco per l'estate 1967 con Senza di te, che sarà in seguito incisa anche da Ornella Vanoni, e l'anno successivo debutta al Festival di Sanremo 1968 con Deborah, brano composto da Vito Pallavicini, Paolo e Giorgio Conte e Pino Massara. Con questo pezzo, Leali si piazza quarto, vendendo oltre 600.000 copie, e instaura un legame indissolubile con Wilson Pickett, che diventerà padrino della sua primogenita Deborah.
Sempre nel 1968 incide Angeli negri, cover di Angelitos Negros, che replica il successo di A chi e diventa il brano apripista dell'album Il negro bianco, insieme a Senza di te, Deborah e Senza luce. Quello stesso anno partecipa a Canzonissima con Angeli negri e Chiudo gli occhi e conto a sei, confermandosi come interprete versatile e carismatico.
Il 1969 lo vede di nuovo sul palco di Sanremo con Un'ora fa, in coppia con Tony Del Monaco, ottenendo ancora una volta il quarto posto. Partecipa anche a Un disco per l'estate con Tu non meritavi una canzone, consolidando il suo rapporto con il pubblico italiano. Negli anni '70 Leali sperimenta generi diversi e partecipa regolarmente al Festival di Sanremo: Hippy nel 1970, L'uomo e il cane nel 1972, La bandiera di sole nel 1973. Non mancano apparizioni a Festivalbar e Un disco per l'estate, con brani come America (1971) e Solo lei (1974), quest'ultima incisa anche da Mina.
Nel 1976 Leali torna in classifica con Io camminerò, scritta da Umberto Tozzi e Giancarlo Bigazzi, che diventa la traccia di apertura dell'omonimo album e viene pubblicata anche in spagnolo come Yo caminaré. Nel 1977 sperimenta con la canzone napoletana, incidendo Vierno, mentre nel 1980 propone la versione di Malafemmena, sigla di una serie televisiva dedicata a Totò.
Dopo un periodo di attività costante ma meno mediatico, il ritorno di Leali a Sanremo negli anni '80 è trionfale. Nel 1987 canta Io amo, scritto e prodotto da Toto Cutugno con Franco Fasano e lo stesso Leali, piazzandosi quarto. L'anno successivo propone Mi manchi, sesta classificata e successivamente reinterpretata da Andrea Bocelli. Nel 1989, insieme a Anna Oxa, trionfa con Ti lascerò, confermandosi come icona della canzone italiana e portando il brano anche all'Eurovision Song Contest.
Gli anni '90 e 2000 vedono Fausto Leali mantenere viva la sua carriera, con partecipazioni sanremesi come Perché (1992), Non ami che te (1997), Ora che ho bisogno di te (2002) e Eri tu (2003), ottenendo dischi di platino e il consenso della critica e del pubblico. Nel 2006 pubblica l'album di inediti Profumo e Kerosene, mentre negli anni successivi partecipa a programmi televisivi come Tale e quale show, Ballando con le stelle e il Grande Fratello Vip, confermando la sua popolarità trasversale.
Leali non ha mai smesso di reinventarsi. Dal jazz con Black, White and Blues (2023), al Natale con Il mio Natale (2024), passando per collaborazioni con artisti come Renzo Arbore, Claudio Baglioni, Francesco De Gregori e Umberto Tozzi, il cantautore bresciano ha dimostrato che talento e passione non conoscono età. La sua voce, conservata miracolosamente negli anni, è un marchio di fabbrica che attraversa decenni e generazioni. Con il suo carisma, la sua umiltà e la capacità di emozionare ancora oggi, Fausto Leali rimane uno degli artisti più coerenti e apprezzati del panorama musicale italiano. Oggi, a 81 anni, Fausto Leali riceve il premio alla carriera a Sanremo, un riconoscimento che celebra non solo le hit e i successi commerciali, ma la coerenza, la passione e la dedizione di un artista che ha saputo attraversare generazioni. La sua musica è eterna, la sua voce un monumento alla capacità di emozionare. Dalla Nuvolento degli esordi alla ribalta internazionale, da A chi a Ti lascerò, Fausto Leali resta uno degli interpreti più carismatici e rispettati della canzone italiana.

Categoria: spettacoli
23:22
Sanremo 2026, J-Ax chi è: in gara con il brano 'Italia starter pack'
(Adnkronos) - J-Ax è uno dei 30 concorrenti del Festival di Sanremo 2026 e questa sera, mercoledì 25 febbraio, torna sul palco dell'Ariston per la seconda serata della kermesse canora.
Il rapper italiano ha partecipato alla kermesse canora come concorrente in gara nel 2023 insieme agli Articolo 31 con il brano 'Un bel viaggio'. Il suo secondo ritorno, questa volta da solista, è con la canzone 'Italia Starter Pack'.
Alessandro Aleotti è nato a Milano il 5 agosto 1972. J-Ax – nome d'arte che unisce 'J' come Joker, il suo villain preferito, e 'Ax', diminutivo di Alex – si avvicina giovanissimo all'hip hop, scrivendo testi e cimentandosi nel freestyle. Nel 1992 fonda con Vito Luca Perrini (DJ Jad) gli Articolo 31, pubblicando il primo singolo 'Nati per rappare'. L'anno successivo esce l'album Strade di città, seguito dal successo di Messa di Vespiri (1994) e Così com'è (1996), dischi che contribuiscono a portare il rap italiano nel mainstream.
Nel 2002 il duo vira verso sonorità rap rock e punk con 'Domani smetto', mentre nel 2003 pubblica l'ultimo album prima dello scioglimento, Italiano medio. La separazione ufficiale arriva nel 2006, quando J-Ax e DJ Jad intraprendono carriere soliste.
Il debutto solista di J-Ax coincide con l'album 'Di sana pianta' (2006). E prosegue fino al 2015 con lavori che consolidano la sua cifra stilistica ironica, provocatoria e attenta ai temi sociali. Parallelamente costruisce una forte presenza televisiva, partecipando a programmi come Spit, The Voice of Italy e Amici di Maria De Filippi, diventando un volto noto anche al grande pubblico.
Nel 2016 avvia una collaborazione con Fedez: nel 2017 pubblicano insieme l'album 'Comunisti col Rolex', progetto che ottiene un successo commerciale significativo. Dopo la separazione artistica nel 2018, dovuta – come dichiarato da entrambi – a divergenze personali e professionali, i due si riavvicinano nel 2022, raccontando pubblicamente di aver scelto di superare le incomprensioni e ritrovare un rapporto umano.
Nel 2020 J-Ax pubblica l'album 'ReAle', trainato dal singolo 'Ostia Lido', mentre nel 2022 conduce il podcast 'Non aprite quella podcast', dedicato a storie tra cronaca nera e mistero.
Il 2023 segna la reunion con DJ Jad: gli Articolo 31 tornano insieme sul palco del Festival di Sanremo con 'Un bel viaggio', riportando all'Ariston una delle formazioni simbolo del rap italiano degli anni Novanta.
Vita privata e progetti sociali
Nel 2007 ha sposato la modella americana Elaina Coker; nel 2017 è nato il loro figlio, Nicolas Aleotti, concepito tramite fecondazione assistita, esperienza che l'artista ha raccontato pubblicamente.
J-Ax è anche ambasciatore del progetto 'Bullifuorilegge', iniziativa contro bullismo e maltrattamenti, tema che lo tocca personalmente avendo dichiarato di averne sofferto durante l'adolescenza.
Nell'estate del 2021 J-Ax è finito al centro delle cronache per le minacce di morte ricevute da ambienti no-vax, dopo essersi espresso pubblicamente a favore. In un'intervista al Corriere della Sera aveva raccontato di ricevere messaggi intimidatori e perfino foto di proiettili. Poco tempo prima era risultato positivo al Covid-19, esperienza poi superata senza conseguenze.
Nel corso degli anni l'artista ha parlato apertamente anche del proprio passato, segnato da una dipendenza dalle droghe. Sempre al Corriere ha spiegato di aver intrapreso un percorso di cambiamento radicale, cercando nuove 'scariche di adrenalina' attraverso esperienze estreme condivise con la moglie, dal bungee jumping al paracadutismo. Grazie alla famiglia ha smesso completamente di bere e di fare uso di sostanze, pur dichiarando di consumare occasionalmente marijuana.
Iconico anche per la sua immagine, J-Ax è un grande appassionato di tatuaggi: ha la testa completamente tatuata e porta inciso sul corpo il nome 'Nicolas', dedicato al figlio.
Dopo l'esperienza come giudice nella prima edizione di The Voice of Italy, sono diventate celebri le sue frasi pungenti e motivazionali, spesso ironiche e dirette. Da quell'esperienza è nato il libro Axforismi, raccolta dei suoi pensieri e delle sue 'perle' diventate popolari tra fan e social network.
A 'Tv Sorrisi e Canzoni', J-Ax ha raccontato che l'idea del brano è nata da un meme su Internet: "Ci sono tanti meme con questo tema 'starter pack', ovvero il 'pacchetto base' per appartenere a una categoria. Mi sono chiesto come sarebbe stato il 'pacchetto base' per essere italiano". La novità assoluta è nella struttura del brano, il genere è infatti country.
Dice sempre il vecchio del quartiere
Con molti più anni dei denti che ha
Sto paese lo capisci da un cantiere
Cinque dicono che fare, uno solo che lo fa
Meglio essere fuori che finire dentro
Tutti hanno qualcosa da nascondere
Santi in paradiso non ce n'è al momento
Più che avere fede è meglio un complice
Condividi la password
Che facciamo a metà il Wi-Fi
Canta un coro da stadio
Così sanno chi sei dovunque vai
Serve una brutta canzone che fa
Pappapparappa
Mollare tutto a metà
Qui per campare serve un po' di culo sempre
È vietato ma fa niente
Ti passo la canna del gas
Italia Starter Pack
Dice l'uomo che mi fa la benza
Che chi guida non deve avere pietà
Sto paese è come con la precedenza
È solo di chi se la prende, non è mai di chi ce l'ha
E
Meno cose sai più sarai contento
Facciamoci una botta di felicità
Qui non si protesta per lo stipendio
Solo per la pizza con l'ananas
Per pagare c'è tempo
Tanto i debiti già ce li hai
Goditi sto momento
Che quando vai mica lo sai
Serve una brutta canzone che fa
Pappapparappa
Mollare tutto a metà
Qui per campare serve un po' di culo sempre
È vietato ma fa niente
Ti passo la canna del gas
Italia Starter Pack
E ci dicono che siamo disonesti, furbetti
Tutti dei gran figli di mammà
Di leggi sbagliate e di caffè corretti
Ma abbiamo pure dei difetti
E in effetti
Serve una brutta canzone che fa
Pappapparappa
Mollare tutto a metà
Qui per campare serve un po' di culo sempre
È vietato ma fa niente
Ti passo la canna del gas (del gas)
Italia Starter Pack.

Categoria: spettacoli
23:21
Sanremo 2026, Dargen D'Amico chi è: in gara con il brano 'Ai ai'
(Adnkronos) - Dargen D'Amico è uno dei 30 concorrenti del Festival di Sanremo 2026 e questa sera, mercoledì 25 febbraio, torna sul palco dell'Ariston per la seconda serata della kermesse canora.
Il cantante ha partecipato alla kermesse canora già due volte. Ha debuttato nel 2022 con 'Dove si balla', è tornato nel 2024 con 'Onda Alta' e partecipa al Festival di Sanremo 2026 con il brano 'Ai ai'.
Dargen D'Amico, all'anagrafe Jacopo Matteo Luca D'Amico, è nato a Milano nel 1980 da genitori originari di Filicudi. Come ha spiegato in un'intervista a Rolling Stone, il nome d'arte deriva da 'D'Argento' e si pronuncia con l'accento sulla prima sillaba: Dàrgen.
Fin da piccolo si avvicina al rap partecipando da adolescente a contest di freestyle nei locali milanesi. Sono proprio quegli anni che gli danno la possibilità di incontrare Jake La Furia e Guè Pequeno, già suo compagno di liceo: insieme fondano il gruppo Sacre Scuole, con cui nel 1999 pubblica l'album 3 MC's al cubo.
Dargen si definisce un 'cantautorap': una sintesi tra scrittura d'autore e linguaggio hip hop che negli anni gli ha permesso di conquistare non solo il pubblico rap ma anche quello più trasversale. Nel 2006 intraprende il percorso solista con Musica senza musicisti, pubblicato dall'etichetta indipendente Giada Mesi, fondata insieme a Francesco Gaudesi.
Con il secondo lavoro, Di vizi di forma virtù, emerge con maggiore evidenza l'impronta cantautorale: nei testi si avvertono le influenze di Lucio Dalla, Enzo Jannacci e Franco Battiato, mentre i temi spaziano dal lavoro alla società, fino alle difficoltà economiche. Nel 2010 esce l'EP D' Parte prima, dedicato alle diverse declinazioni dell'amore; alcuni brani confluiscono poi nell'album CD'. Seguono Nostalgia istantanea e Vivere aiuta a non morire.
Aumentano le collaborazioni con artisti di primo piano della scena italiana: da Fedez a J-Ax, da Fabri Fibra a Marracash, passando per Two Fingerz, Crookers e Max Pezzali. Nel 2013 ottiene grande popolarità con Bocciofili, insieme a Fedez e Mistico.
Nel 2014 pubblica a cadenza settimanale una serie di singoli poi raccolti in L'ottavia. Il 2019 è l'anno di Ondagranda, scritto con Emiliano Pepe, seguito nel 2020 da Bir Tawil, settimo album in studio. Parallelamente continua a lavorare come autore: nel 2021 firma brani per Annalisa e per la coppia Francesca Michielin-Fedez al Festival di Sanremo.
Nel 2022 debutta in gara all'Ariston con Dove si balla, che chiude al nono posto ma diventa uno dei tormentoni dell'anno. Nello stesso periodo entra nella giuria di X Factor Italia.
Molto riservato, Dargen D'Amico ha sempre tenuto lontana dai riflettori la propria sfera personale. Non si conoscono dettagli sulla sua situazione sentimentale: l'artista ha più volte ribadito di considerare il gossip estraneo al suo percorso musicale.
Gli occhiali da sole sono diventati negli anni il suo segno distintivo. Ospite a Domenica In nel 2022, ha spiegato di indossarli per scelta: un modo per proteggere la propria intimità e non "mostrare tutto di sé".
Dargen D'Amico ha portato gli orsetti sul palco di Sanremo 2024 come elemento centrale del suo look, indossando una giacca e pantaloni decorati con peluche. L'outfit stravagante, ispirato a Franco Moschino, simboleggiava le piccole vittime delle guerre e i bambini che perdono la vita nel Mediterraneo.
Gli occhiali da sole sono il suo tratto distintivo. La sua stylist, Rebecca Baglini, a Fanpage ha spiegato: "Dargen divide la sua vita in due: con gli occhiali entra in scena, senza li usa per prepararsi dietro le quinte".
Dargen D'Amico ha raccontato a 'Tv Sorrisi e Canzoni' che il bersaglio del testo sono i social e l'intelligenza artificiale, con l'AI utilizzata come base per il gioco di parole che dà vita al ritornello.
Prima di entrare in casa
Stavo un'ora a cercare di toglier la sabbia
Autostrada Adriatica
Dalla costa si vede l'Africa e lei che si tuffa
Ti prego, guardala
Ha più curve di Gardaland
Quando mi ha detto che tornerà in Francia
Uffa
Ho avuto il mal di pancia
AI AI
AI AI,
Cosa mi fai?
Mi dici vieni qui e poi te ne vai
- Bye Bye
Ma come - Bye?
Ho perso il tuo contatto, me lo ridai?
AI AI
Il Bel Paese ha così buongusto
Che pure il meteo non è mai brutto
È uno stivale però da diva
Che si fa il bagno nell'olio d'oliva
Dice il Vangelo - Darai da bere
A chi è straniero ma ha le stesse vene
Prendi sul serio una bollicina
E via il pensiero via la pellicina
Ho letto sul giornale
Che certe cose non puoi ancora farle con l'AI
La pelle dà un effetto eccezionale
Mi hai fatto stare proprio bene, me lo rifai?
AI AI
AI AI,
Cosa mi fai?
Mi dici vieni qui e poi te ne vai
- Bye Bye
Ma come - Bye?
Ho perso il tuo contatto, me lo ridai?
AI AI
Ho litigato con un dj
Suonava solo la hit parade
Sai, se metti le canzoni giuste
La festa vola come Nureyev
In Italia, troppa arte
Piedi più belli delle scarpe
Prendiamo un giorno di riposo
Dai, trova il modo, Carlos Raposo
Ho letto sul giornale
Che certe cose non puoi ancora farle con l'AI
La pelle dà un effetto eccezionale
Mi hai fatto stare proprio bene, me lo rifai?
AI AI
AI AI,
Cosa mi fai?
Mi dici vieni qui e poi te ne vai
- Bye Bye
Ma come - Bye?
Ho perso il tuo contatto, me lo ridai?
Ho fatto un brutto sogno
Ma sembrava reale
Mi bagnavo nel mare
Però ne uscivo sporco
E giravamo il mondo
Però senza toccare
Mi ha fatto molto male
Ma mi è piaciuto molto
Ama ciò che non ti piace
È la chiave per la pace
Ma la password salvata mi sembra sbagliata
O la linea è saltata e ci prende fuoco casa
A me mi ha rovinato la rete
Altrimenti avrei fatto il prete
Avrei lasciato il paese fuggendo via
A cercare fortuna in Albania
AI AI,
Cosa mi fai?
Mi dici vieni qui e poi te ne vai
- Bye Bye
Ma come - Bye?
Ho perso il tuo contatto, me lo ridai?
AI AI
Me lo ridai?
AI AI
Me lo ridai?
AI AI
Me lo ridai?
AI AI
Me lo ridai?
AI AI.

Categoria: spettacoli
23:21
Sanremo 2026, Fedez e Masini in gara con il brano 'Male necessario'
(Adnkronos) - Fedez e Marco Masini sono in coppia in gara al Festival di Sanremo 2026 e questa sera, mercoledì 25 febbraio, tornano sul palco dell'Ariston per la seconda serata della kermesse canora. I due artisti gareggiano insieme all'Ariston - dopo la collaborazione dello scorso anno nella serata delle cover - con il brano 'Male necessario'.
Per Fedez si tratta della terza partecipazione. Nel 2021 in gara con Francesca Michielin dove ha raggiunto il secondo posto e nel 2025 in gara con il brano 'Battito'. Marco Masini, invece, ha partecipato al Festival di Sanremo 8 volte in gara come cantante tra il 1990 e il 2020. Nel corso della sua carriera ha ottenuto due vittorie: la prima nel 1990 tra le Novità con 'Disperato' e la seconda nel 2004 nei Big con 'L'uomo volante'.
Nasce come rapper, ma negli anni la sua fama è cresciuta grazie all'impero Ferragnez, ormai crollato dopo la separazione dall'ex moglie Chiara Ferragni, con cui ha avuto due figli Leone e Vittoria. Fedez, pseudonimo di Federico Leonardo Lucia, nasce a Milano il 15 ottobre 1989 da papà Franco e mamma Annamaria Berrinzaghi, detta Tatiana (che da sempre è al fianco del figlio anche come manager).
Fedez cresce a Buccinasco e frequenta il liceo artistico, che decide di abbonare in quarta superiore prima di raggiungere la maturità per dedicarsi completamente alla musica. "Non credo che un titolo di studio possa definire la cultura di un essere umano o il valore", ha detto Fedez nello studio di 'Belve'. Da piccolo sognava di diventare un giocatore di basket. E il nome d'arte Fedez nasce grazie a un amico d'infanzia che nominò il file di una vecchia foto che ritraeva Federico mentre giocava a basket proprio 'Fedez'.
Durante il Covid, Fedez ha tenuto compagnia sui social media attraverso le dirette, diventando un appuntamento fisso in quarantena. Ogni giorno alle ore 18 si affacciava dal balcone di CityLife, con tanto di cassa e microfono ad intrattenere il pubblico virtuale. Insieme all'ex moglie Chiara Ferragni ha dato vita ad una raccolta fondi per l'emergenza coronavirus: hanno raccolto quasi 4 milioni di euro, dando la possibilità di realizzare una terapia intensiva al San Raffaele di Milano. Nel 2022 Fedez ha condiviso ampiamente sui social la storia della malattia che lo ha colpito e il percorso di guarigione dal tumore al pancreas.
Prima della relazione con Chiara Ferragni, Fedez ha avuto un'importante storia con Giulia Valentina, che ha conosciuto in una discoteca milanese. I due vanno a convivere dopo poco, fino a marzo del 2016. Fedez ha ammesso di aver avuto un debole per Emma Marrone: su Twitter aveva chiesto alla cantante di poterla sposare. Un flirt mai nato perché la proposta è stata stroncata subito da Emma.
Della relazione con la Ferragni, invece, non ci sono curiosità da scoprire. Sono sempre stati molto trasparenti sui loro traguardi: il matrimonio dei Ferragnez, celebrato l'1 settembre del 2018 a Noto, è stato uno dei più chiacchierati sul web. Altrettanto chiacchierata è stata la proposta di matrimonio, avvenuta il giorno prima del 30° compleanno di Chiara, durante un concerto all'Arena di Verona, dove Fedez si è inginocchiato davanti a lei, alla presenza di migliaia di spettatori e le ha detto: "Non servono anelli che ci tengono assieme, ma per quello che sto per chiederti forse sì". Galeotto fu un verso di una canzone di Fedez: "Il cane di Chiara Ferragni ha il papillon di Vuitton, e un collare con più glitter di una giacca di Elton John" che ha dato la possibilità ai due di farli diventare una coppia.
La storia si è conclusa dopo sei anni di matrimonio: Il 12 dicembre del 2024, il Tribunale di Milano ha ufficializzato la separazione. Fedez ha lasciato la casa di famiglia, trasferendosi da solo. Nei mesi successivi è stato più volte paparazzato in compagnia di diverse donne. Tra queste la modella francese ventenne Garance Authié, conosciuta durante il Coachella Festival.
A giugno 2025 è poi circolata la notizia di un bacio tra Fedez e la cantante Clara. Secondo quanto riportato da Chi, i due sarebbero stati visti insieme a Roma, all'uscita del ristorante Il Marchese, dopo aver partecipato al Radio Zeta Future Hits Live 2025. In quel periodo Clara risultava single, mentre il rapper veniva nuovamente fotografato poco dopo in compagnia di Giulia Honegger. La svolta è arrivata il 4 agosto 2025, quando Fedez ha ufficializzato la relazione con Giulia Honegger, presentandola pubblicamente.
Sono tanti gli artisti con cui Fedez ha collaborato nel corso degli anni, e tanti altri con cui i rapporti professionali si sono interrotti bruscamente: Rovazzi, J-Ax, Salmo, Luis Sal, Tony Effe. Per citarne alcuni. Al Festival di Sanremo 2025 Fedez è tornato in gara con Battito, un brano intimo e autobiografico dedicato alla depressione, descritta come una relazione costante e soffocante nella propria vita. Il tema della salute mentale e il riferimento agli psicofarmaci hanno diviso l'opinione pubblica tra chi ha apprezzato la sua sincerità e chi ha parlato di eccessiva spettacolarizzazione del dolore.
A fare da sfondo, le tensioni con Tony Effe, nate da precedenti dissing e frecciate personali, e le polemiche con Selvaggia Lucarelli, che ha commentato in modo critico la sua esposizione mediatica e il racconto pubblico della malattia, alimentando un acceso dibattito social durante tutta la settimana del Festival.
Marco Masini nasce a Firenze il 18 settembre 1964. Si avvicina già giovanissimo alla musica e già durante gli anni del liceo fonda il gruppo 'Errata Corrige'. L'incontro decisivo arriva nel 1986 con il paroliere e produttore Giancarlo Bigazzi. È un momento che segna l'avvio di Masini nel mondo della discografia, lavorando anche alla realizzazione di colonne sonore e collaborando con artisti come Umberto Tozzi e Raf.
Il grande pubblico scopre Marco Masini nel 1990, quando trionfa tra le Nuove Proposte al Festival di Sanremo con 'Disperato'. Il brano diventa subito un successo, trainando l'album d'esordio. L'anno seguente torna all'Ariston con Perché lo fai, classificandosi terzo, mentre l'album Malinconoia supera il milione di copie vendute, consacrandolo come una delle voci più riconoscibili del periodo.
Presto però si diffonde un'ondata di critiche e maldicenze: il cantautore viene etichettato come artista "pessimista" accusato addirittura di portare sfortuna e di influenzare negativamente i giovani con i suoi testi intensi e malinconici. In risposta, nel 1993 pubblica Vaffanculo, brano simbolo contenuto nell'album T'innamorerai, una presa di posizione netta contro le accuse. Le polemiche proseguono anche con Il cielo della Vergine (1995), che include canzoni come Bella stronza e Principessa, oggetto di discussioni e censure per i contenuti ritenuti provocatori.
Dopo la raccolta L'amore sia con te (1996) e l'album Scimmie (1998), che non ottiene i risultati sperati, Masini attraversa un periodo complesso. Il ritorno a Sanremo nel 2000 con Raccontami di te non inverte la tendenza, e l'insuccesso di Uscita di sicurezza lo porta ad annunciare il ritiro nel 2001.
La pausa dura due anni. Nel 2003 rientra con Il mio cammino, ma è il 2004 a segnare la vera rinascita: con L'uomo volante vince il Festival di Sanremo nella categoria Campioni, conquistando anche il premio della sala stampa. Un successo che rilancia la sua carriera e riporta Masini al centro della scena musicale italiana.
Parallelamente si dedica anche alla televisione: nel 2018 è giurato a Sanremo Young e coach a Ora o mai più, mentre dal 2022 prende parte a The Band nel ruolo di tutor. Nel 2020 celebra i trent'anni di carriera con la raccolta Masini+1 30th Anniversary, suggellando un percorso artistico fatto di cadute, rinascite e coerenza espressiva.
Schivo e lontano dal gossip, Marco Masini ha sempre mantenuto grande riserbo sulla propria vita personale. L'unica relazione resa pubblica è quella con Aurora Nardozzi, ufficializzata nel 2011: la convivenza a Firenze si interrompe nel 2013, anche a causa di differenti visioni sul desiderio di paternità, tema che l'artista ha affrontato apertamente nella canzone L'uomo volante.
Profondissimo il legame con la madre, Anna Maria, scomparsa quando Masini era appena diciottenne. Un'assenza che ha segnato in modo indelebile la sua sensibilità e la sua scrittura. Nel 2011 il cantautore ha voluto tatuarsi il nome 'Anna' sull'avambraccio, accompagnato da due ali, come simbolo di un ricordo sempre vivo. A lei ha dedicato anche due brani.
Marco Masini a 'Tv Sorrisi e Canzoni' ha spiegato: "Il messaggio di 'Male necessario' è che bisogna avere coraggio e non possiamo perdere la speranza, specialmente nei periodi di grande sopportazione".
So che in fondo non c'è tempo
Quante cose che cambiano
Ti ho deluso ma dimmi qualcosa che non so
I miei problemi ormai
Saranno la parte di te
Quella più vulnerabile e spietata
Lo sai
Non ho più spazio per dipingermi d'inchiostro
Lo ammetto però
Per altre cicatrici trovo sempre un posto
Da questa notte resto solo insieme a me
Toccando il fondo in una stanza di un hotel
Un giorno poi comprenderò cos'è l'amore
Ma nel frattempo giuro mi puoi odiare
Come un latitante a un passo dall'arresto
Ora non ho più bisogno di scappare io
Dal silenzio che è un rumore
Da tutto questo male necessario
Dovrei separare l'ego dall'io
Ma non siamo fatti per essere fragili
Ogni padre inizia come fosse un Dio
Ma poi finisce che diventa un alibi
La gente pudica giudica
Che brutta gente che frequenta Fedez
Ma ci si dimentica sempre che Giuda
Se la faceva con gente per bene
E so che farà male
E vorrai cominciare
A bere poi fumare
Forse per distrazione
Se è vero che siamo solo di passaggio
Il vero obiettivo non può essere la meta
Ma imparare a godersi il viaggio
Quando crescerai
E non mi chiederai nemmeno più il permesso
Si impara vedrai
Che i mostri non stanno soltanto sotto al letto
Da questa notte resto solo insieme a me
Toccando il fondo in una stanza di un hotel
Un giorno poi comprenderò cos'è l'amore
Ma nel frattempo giuro mi puoi odiare
Come un latitante a un passo dall'arresto
Ora non ho più bisogno di scappare io
Dal silenzio che è un rumore
Da tutto questo male necessario
Ci ho messo una vita per sentirmi vivo
Seguendo la linea sottile di un filo
Succederà ciò che deve succedere
Anche nel buio si impara a vedere
In fondo a tutto il male necessario
Da questa notte resto solo insieme a me
Toccando il fondo in una stanza di un hotel
Un giorno poi comprenderò cos'è l'amore
Ma nel frattempo giuro mi puoi odiare
Come un latitante a un passo dall'arresto
Ora non ho più bisogno di scappare io
E ringrazierò il passato
E chi mi ha condannato
E tutto questo male necessario
So che in fondo non c'è tempo
Quante cose che cambiano
Ti ho deluso ma dimmi qualcosa che non so.

Categoria: spettacoli
23:16
Sanremo 2026, Fulminacci chi è: in gara con il brano 'Stupida sfortuna'
(Adnkronos) - Fulminacci è uno dei 30 concorrenti big del Festival di Sanremo 2026 e questa sera, mercoledì 25 febbraio, torna sul palco dell'Ariston per la seconda serata della kermesse canora.
Dopo il debutto nell'edizione del 2021 dove ha presentato il brano ‘Santa Marinella', il cantante torna in gara alla kermesse canora 'Stupida sfortuna'. Nel 2024, invece, ha accompagnato nella cover di 'Notte prima degli esami' il collega Gazzelle.
Filippo Uttinacci, conosciuto come Fulminacci (nome d'arte che fonde nome e cognome di battesimo), nasce a Roma nel 1997. Sempre sul nome d'arte in un'intervista aveva confidato: "Tutto nasce dal mio cognome, che ho sempre trovato orrendo. Anni fa un caro amico di famiglia mi suggerì come nome d'arte 'Fulminacci', che mi è piaciuto subito perché è una specie di parolaccia da bambini, si usa nei fumetti". Prima della musica prova la strada della recitazione: a 18 anni prende parte al cortometraggio 'Fammi parlare' di Luca Iaconella e compare nel videoclip 'In my mind' legato alla serie 'Immaturi' di Canale 5.
Ma la passione per la musica sboccia a 16 anni quando inizia a scrivere le sue prime canzoni. Testi acerbi, rimasti nel cassetto per scelta: i brani che entreranno nel suo debutto discografico nasceranno solo più tardi, tra i 18 e i 19 anni, segnando l'inizio consapevole del suo percorso cantautorale. L'esordio arriva nel 2019 con 'La vita veramente', album accolto con entusiasmo dalla critica. Nello stesso periodo Fulminacci si fa notare anche dal vivo, partecipando al Concertone del Primo Maggio e conquistando la Targa Tenco come Miglior Opera Prima, oltre al Premio M.E.I. come miglior emergente.
Nel 2020 torna sul palco del Primo Maggio e nel 2021 approda tra i Big al Festival di Sanremo con 'Santa Marinella', brano che lo porta al sedicesimo posto ma consolida la sua identità nel panorama pop-indie italiano.
Il 2023 segna una nuova tappa con l'uscita del singolo 'Tutto inutile' e del terzo album 'Infinito +1', progetto che presenta diverse collaborazioni con artisti come Pinguini Tattici Nucleari e Giovanni Truppi. Il '+1' del titolo rappresenta un brano aggiunto successivamente alla tracklist, una canzone che l'artista ha descritto come un omaggio al valore delle relazioni umane, quelle "invisibili ma reali", che crescono con naturalezza, proprio come un arrangiamento piano e voce che si apre gradualmente.
Riservato e lontano dalle dinamiche del gossip, Fulminacci ha sempre mantenuto un profilo basso anche nella sfera personale. Per lungo tempo al suo fianco c'è stata Lia Grieco, giovane attrice romana che lo ha accompagnato fin dagli esordi artistici. Una relazione vissuta con discrezione. La storia si è conclusa lontano dai riflettori.
Fulminacci ha raccontato a 'Tv Sorrisi e Canzoni' che il suo brano racconta uno stato di solitudine. "La vedo un po' come un malinconico tardo pomeriggio, come un buio invernale e solitario, ma sarà il pubblico a decifrarla davvero: quando scrivo lo faccio pensando a immagini, parole e concetti. Il quadro generale arriva dopo".
Ti troverò dentro a una foto
Sotto l'acqua mentre nuoto
Nella sabbia e nel cemento
Dentro un cinema all'aperto
Come un'allucinazione
In mezzo a tutte le persone
Che vanno chissà dove
E passeranno
Classifiche e Sanremi
Taxi treni aerei
E se mi stai ancora cercando
Sono dove stavo ieri
Ho solo più pensieri
Un po' meno fiducia
E qualche buona scusa
Ma pensa un po'
Stupida stupida stupida sfortuna
Tu come stai
Gelida gelida gelida paura
Vienimi a prendere sto in mezzo a una strada
Continuo a perdere le chiavi di casa
Ma pensa un po'
Vado di corsa e resto indietro
E soffia il vento della metro
Tra le piastrelle colorate
E le rovine sotto a un vetro
C'è un manifesto col tuo nome
In mezzo a un fiume di persone
Che vanno chissà dove
E passeranno
Semafori e cantieri
Pianeti e buchi neri
E dai facciamo i seri
Ma pensa un po'
Stupida stupida stupida sfortuna
Tu come stai
Gelida gelida gelida paura
Vienimi a prendere sto in mezzo a una strada
Continuo a perdere le chiavi di casa
E adesso il tempo è solo un mucchio di secondi
Di primavere e poi di nuovo rami spogli
Ma spero di essere il migliore dei tuoi sbagli
Ci credi o no?
Stupida stupida stupida sfortuna
Gelida gelida gelida paura
Dopo di te non l'ho più detto a nessuna
Vorrei raggiungerti ma qui c'è troppa notte e poca luna e lo sai
Stupida stupida stupida sfortuna
Che ci penso anche se non ci penso
Gelida gelida gelida paura
Ogni volta che non mi addormento
L'infinito a me mi fa spavento
Come il cielo come il mare aperto
Stupida sfortuna starò più attento.

Categoria: spettacoli
22:59
Sanremo 2026, Max Pezzali protagonista della Costa Toscana: dagli 883 alla carriera solista
(Adnkronos) - Il Festival di Sanremo 2026 torna ad accendersi con un nome che ha segnato la storia del pop italiano: Max Pezzali, dopo il medley di successi senza tempo di ieri era, tornerà come ospite speciale della kermesse anche stasera, mercoledì 25 febbraio, protagonista di un intero 'Palco sul Mare', la nave ormeggiata davanti alla costa ligure che per le cinque serate si trasformerà in una grande festa a cielo aperto sulle note dei suoi successi.
L'artista sarà, quindi, al centro di altre quattro performance speciali che accompagneranno le serate della crociera. Ogni sera è previsto un collegamento dalla nave con il Teatro Ariston, portando l’energia del palco sul mare e creando un dialogo artistico unico tra Costa Toscana e il Festival.
Per Pezzali si tratta di un ritorno all’Ariston, dove ha partecipato in gara due volte, nel 1995 con Senza averti qui (ottavo posto) e nel 2011 con Il mio secondo tempo.
Durante lo show sul 'palco galleggiante' di Sanremo 2026 ieri sera, martedì 24 febbraio, molti telespettatori si sono chiesti se Max Pezzali stesse cantando in playback.
Durante l'esibizione infatti, il segnale è arrivato sui teleschermi leggermente disturbato in più momenti. Il ritardo del segnale visivo rispetto all'audio ha creato un lieve fuori sincrono che ha fatto sospettare ai telespettatori che il cantante fosse in playback, cosa che non era. Sui social si sono moltiplicati i commenti in questo senso. Ma Max cantava live, tanto che il suo concerto è proseguito senza problemi per il pubblico della nave Costa Toscana.
Max Pezzali, all'anagrafe Massimo Pezzali, nasce a Pavia il 14 novembre 1967 da genitori fiorai. La passione per la musica sboccia durante gli anni del liceo scientifico dove conosce Mauro Repetto: un incontro destinato a cambiare la loro vita.
Dopo il diploma si iscrive a Scienze Politiche, ma abbandona presto l’università per dedicarsi completamente alla musica, trasformando quella passione adolescenziale in un mestiere vero e proprio.
Con Mauro Repetto fonda inizialmente il gruppo I Pop, poi ribattezzato 883. Dopo l’incontro con Claudio Cecchetto e la partecipazione al Festival di Castrocaro, il duo esplode nei primi anni ’90 con brani che diventano il manifesto di un’intera generazione: Hanno ucciso l’uomo ragno, Con un deca, Sei un mito, Nord Sud Ovest Est, Come mai.
Nel 1994 Repetto lascia il gruppo e Pezzali ne diventa leader e principale autore. Seguono album di grande successo come La donna il sogno & il grande incubo (1995), La dura legge del gol! (1997), la raccolta Gli anni (1998), Grazie mille (1999) e Uno in più (2001).
Nel 1995 Pezzali debutta da solista al Festival di Sanremo con Senza averti qui. Dopo la raccolta Love/Life (2002), nel 2004 intraprende ufficialmente la carriera solista con Il mondo insieme a te. L’anno successivo esce TuttoMax, raccolta di successi che ottiene ottimi riscontri e gli vale riconoscimenti ai Premi Roma Videoclip.
Nel 2011 torna a Sanremo con Il mio secondo tempo, brano che anticipa l’album Terraferma. Nel 2013 celebra vent’anni di carriera con Max 20, progetto che ripropone i suoi grandi successi in duetto con numerosi artisti italiani e include l’inedito L’universo tranne noi.
Arrivano poi Astronave Max (2015), l’esperienza da coach a The Voice of Italy (2016) e la collaborazione con Nek e Francesco Renga per un album e un tour insieme. Tra le esperienze televisive, anche la partecipazione fissa al programma di Fabio Fazio. Nel 2020 pubblica Qualcosa di nuovo e nel 2023 duetta con Paola & Chiara.
Dal 2005 al 2013 è stato sposato con Martina Marinucci. Il 24 settembre 2008 è nato il figlio Hilo. Poi la relazione è finita e il 28 aprile 2019 ha sposato Debora Pelamatti.
Grande tifoso dell’Inter, appassionato di moto Harley-Davidson e cultore di fumetti — ne possiede circa 1300 volumi — Pezzali ha sempre mantenuto un forte legame con le sue passioni giovanili, trasportate poi anche nella musica.

Categoria: spettacoli
22:58
Sanremo 2026, Nayt chi è: in gara con il brano 'Prima che'
(Adnkronos) - Nayt è uno dei 30 concorrenti Big del Festival di Sanremo 2026 e questa sera, mercoledì 25 febbraio, torna sul palco dell'Ariston per la seconda serata della kermesse canora.
Questa partecipazione segna il suo debutto sul palco dell'Ariston con il brano 'Prima che'.
Nayt, nome d'arte di William Mezzanotte, è un rapper e cantautore italiano nato a Isernia il 9 novembre 1994. Cresciuto a Roma, è attivo nella scena musicale dal 2009 ed è oggi considerato uno degli artisti più profondi e apprezzati del panorama urban italiano.
Nel corso della sua carriera Nayt ha pubblicato otto album in studio. La sua consacrazione è arrivata con la trilogia di Raptus, che lo impone all'attenzione del grande pubblico per la forza emotiva dei testi. Con MOOD e DOOM, Nayt supera i confini del rap tradizionale, contaminando il suo sound con soul e R&B, e ponendo sempre più al centro la dimensione introspettiva.
Nel 2022 pubblica HABITAT, un progetto che introduce sonorità più melodiche e una scrittura ancora più matura. Questo percorso si perfeziona con Lettera Q del 2024, album che debutta al primo posto della classifica FIMI e vede tutti i brani entrare nella Top 50 di Spotify nelle prime 24 ore.
Il tema del padre e della sua assenza è uno dei punti più delicati e profondi del racconto artistico di Nayt. Ne ha parlato apertamente nel podcast One More Time di Luca Casadei: "Mio padre mi aveva disconosciuto. La figura maschile mi è mancata, sono diventato padre di me stesso".
Un'assenza che lo ha costretto a costruire da solo la propria identità, imparando fin da giovanissimo a reggersi emotivamente sulle proprie forze. Nel podcast, Nayt spiega come questa ferita abbia inciso sul suo modo di vivere le relazioni, sulle responsabilità e sul bisogno di controllo, ma anche sul suo percorso artistico. Molti dei suoi testi nascono proprio da lì: dalla necessità di definire una mascolinità alternativa, fondata sulla consapevolezza, sulla vulnerabilità e sull'amore.
Nel racconto fatto a Luca Casadei, emerge con chiarezza un desiderio che guarda al futuro: quello di spezzare un ciclo e trasformare un'assenza in una promessa. Essere, un giorno, un uomo e un padre diverso. Il suo grande sogno resta, a oggi, trovare il vero amore, concedersi a quel qualcuno e diventare padre.
Un testo rap nudo e crudo. A 'Tv Sorrisi e Canzoni' ha spiegato: "È una canzone onesta, esplicita, molto intima. Parla del mostrarsi all'altro e del tentativo di farlo nel modo più sincero possibile".
Prima della prima donna
Prima della prima volta
Prima della prima droga
Prima della prima idea
Prima del mio vero amico
Che l'ho visto andare via
Prima di essere partito
Prima di tornare qui
Dell'idea di aver fallito
Ogni volta che mi fido
Che la gente mi fa schifo
Che la gente è come me
Prima di farmi domande
Prima di essere svogliato
Prima del giusto e sbagliato
Io chi sono, chi sei te?
Finché sai cosa prendi
Non lo sai cosa perdi
Forse è tardi dicevi
Ce la fai? Non lo so
La realtà non si vede
Finché io non ti vedo
Finché tu non ci vedi me (me)
Supportarci a vicenda
Sopportarci dicendo
Che ne vale la pena
Dimmi è vero o non ci credi?
La realtà non si vede
Finché tu non mi vedi
Finché io non ci vedo te (te)
Senza oggetti o costumi, progetti
Immaginare i posteri
Costretti al presente
Sfuggirci ubriachi o con i postumi
Chi aspetti? Io nessuno a salvarci
Fissare il muro e stancarsi
Trovare un buco e saltarci
Io non credo a chi mi chiama
Credo abbia sbagliato nome
Io non credo a chi mi ama, di più,
Non credo abbia valore
Perché in tutta questa roba che c'ho addosso mi confondo
E non so se mi conforta
O mi ostacola il confronto
Finché sai cosa prendi
Non lo sai cosa perdi
Forse è tardi dicevi
Ce la fai? Non lo so
La realtà non si vede
Finché io non ti vedo
Finché tu non ci vedi me (me)
Supportarci a vicenda
Sopportarci dicendo
Che ne vale la pena
Dimmi è vero o non ci credi?
La realtà non si vede
Finché tu non mi vedi
Finché io non ci vedo te (te)
Prima che qualcuno parli
Prima che tu ti dica è tardi
Prima che continui a farmi
Com'è che continuo a farmi?
Prima di essere scontato
O di essere scordato
Prima di essere qualcuno
Che vuol essere ascoltato
Prima che tu faccia un post
Prima che controlli i like
Prima che tu dia potere agli altri
Su quello che fai
Prima di mettere i vestiti
Dell'amore di esserne investiti
Di crescere aggressivi
Chi siamo?
Finché sai cosa prendi
Non lo sai cosa perdi
Forse è tardi dicevi
Ce la fai? Non lo so
La realtà non si vede
Finché io non ti vedo
Finché tu non ci vedi me (me)
Supportarci a vicenda
Sopportarci dicendo
Che ne vale la pena
Dimmi è vero o non ci credi?
La realtà non si vede
Finché tu non mi vedi
Finché io non ci vedo te (te)
Come vorrei, come vorrei
Come vorrei, come vorrei
Come vorrei, come vorrei
Che tu vedessi me.

Categoria: spettacoli
22:58
Sanremo 2026, LDA e Aka 7even chi sono: in gara con il brano 'Poesie clandestine'
(Adnkronos) - LDA (Luca D'Alessio) e Aka 7even (Luca Marzano) sono in coppia in gara al Festival di Sanremo 2026 e questa sera, mercoledì 25 febbraio, tornano sul palco dell'Ariston per la seconda serata della kermesse canora.
I due artisti, entrambi lanciati dal talent Amici di Maria De Filippi, in gara insieme all'Ariston con il brano 'Poesie Clandestine'. Si tratta della seconda partecipazione per entrambi, dopo le esperienze individuali: Aka 7even nel 2022 con 'Perfetta così' e LDA nel 2023 con 'Se poi domani'.
Luca D'Alessio, in arte LDA, nasce a Roma il 27 marzo 2003 e cresce a Napoli. Figlio di Gigi D'Alessio e Carmela Barbato, si avvicina alla musica fin da bambino, studiando pianoforte e chitarra e iniziando presto a scrivere i primi brani.
Il debutto discografico arriva nel 2017 con 'Orizzonte', mentre il primo singolo da solista, 'Resta', esce nel 2020. Nello stesso anno partecipa al progetto Buongiorno del padre, duettando con lui nella title track e in 'Di notte'.
La svolta arriva nel 2021 con la partecipazione al talent show di Maria De Filippi, Amici. Durante il programma pubblica inediti di successo come 'Quello che fa male', certificato disco di platino FIMI, e 'Bandana', disco d'oro. Conclude il percorso al quinto posto nella categoria canto, firma con Sony Music e pubblica il primo EP.
Nel 2023 debutta tra i Big a Sanremo con 'Se poi domani', classificandosi quindicesimo. Nella serata delle cover duetta con Alex Britti sulle note di 'Oggi sono io'. Subito dopo pubblica il primo album, 'Quello che fa bene'.
LDA ha dovuto confrontarsi più volte con le critiche legate all'essere "figlio di". Gigi D'Alessio ha più volte ribadito di non aver mai favorito il percorso del figlio, sottolineando come il talento e la determinazione siano l'unica strada per affermarsi. Il cantautore napoletano, ospite a Verissimo, aveva spiegato: "Luca è quello che ha subito più di tutti facendo il mio stesso mestiere. Era più facile attaccarlo, ma devo dire che sta crescendo davvero bene. Io non ho mai alzato il telefono per Luca e mai lo farò, perché la corsia preferenziale non fa venire un figlio forte. I sacrifici vanno fatti e le soddisfazioni prima o poi te le prendi. Luca è speciale, aveva una grande musicalità già da piccolo. Lui deve dimostrare il suo talento, le porte in faccia lo faranno crescere. Io da 30 anni ricevo porte in faccia e sono ancora qui".
Luca Marzano, in arte Aka 7even, nasce a Vico Equense il 23 ottobre 2000. La passione per la musica cresce dopo un evento traumatico che ha segnato la sua vita. A soli sette anni Luca entra in coma per un'encefalite. Da quell'esperienza nasce anche il suo nome d'arte, in cui il numero 7 richiama i giorni trascorsi in stato di incoscienza.
Dopo un primo tentativo a X Factor nel 2017, la popolarità arriva nel 2020 con la partecipazione alla ventesima edizione di Amici. Nella scuola si distingue per le sue capacità di cantautore e polistrumentista, pubblicando brani di grande successo come 'Mi manchi' che ha raggiunto il doppio disco di platino e 'Loca', triplo disco di platino. L'album d'esordio omonimo, uscito nel 2021, conquista il disco di platino e debutta al terzo posto della classifica italiana.
Nel novembre 2021 vince l'MTV Europe Music Award come Best Italian Act. Nel 2022 partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo con il brano 'Perfetta così'. Durante la serata delle cover duetta con Arisa in 'Cambiare' di Alex Baroni, artista che ha sempre indicato tra le sue principali influenze.
Dopo l'esperienza sanremese prosegue il suo percorso tra pop ed elettronica con brani come 'Toca', in collaborazione con Guè e 'Rock'n'roll'. Dopo una pausa, nel 2025 torna sulle scene con l'EP Non x soldi, segnando una fase più matura e personale.
I due artisti a 'Tv Sorrisi e Canzoni' hanno spiegato che il brano è una canzone d'amore "che può essere dedicata a una città, a una persona o a un amico. Ognuno può ritrovarci il proprio significato".
Se bastasse una sola canzone per vivere un attimo
Eternamente sarei condannato ad una folle bugia
È da questo dolore che nasce un amore catartico
Sembra fatto per noi
Ti ho dedicato poesie clandestine
Io che ti inseguo mentre te ne vai
Neanche le onde agitate stanotte sanno dove sei
E la frenesia che ti porta a svanire
Per evitare una notte di guai
Così avvolgente che rende reale l'effetto che fai
Ossaje che è una tarantella si nun ce putimm verè
Tu verrai sempre prima di me
Prima di lei
Perché
Solo così ci sentiamo a casa
È una metropoli solitaria
Questa storia che è piena di ma
Piena di se
Come te
Bella da farmi mancare l'aria
Tu sei Napoli sotterranea
Questa musica sale nel sangue carnale
D'amore si muore soltanto con te
Tu sei capace di farmi soffrire
Siamo in un limbo tra sogni e realtà
Ogni ferita dimostra soltanto quanto ti vorrei
Ma c'è chi giudica senza capire
Che non è giusto provare a metà
Un sentimento che basta da solo a parlare di noi
Piangeremo un mare, mare, mare
Negli occhi lacrime di sale
Ossaje che è una tarantella si nun ce putimm verè
Tu verrai sempre prima di me
Prima di lei
Perché
Solo così ci sentiamo a casa
È una metropoli solitaria
Questa storia che è piena di ma
Piena di se
Come te
Bella da farmi mancare l'aria
Tu sei Napoli sotterranea
Questa musica sale nel sangue carnale
D'amore si muore soltanto con te
Cosa c'è tra la vita e la morte
Se non un paradiso di colpe
Siamo anime in preda alla sorte
In fondo sai
Che nel bene o nel male sarai
La mia cura alla malinconia
Che mi prende e mi porta da te
Che mi prende e mi porta da te
Che mi prende e mi porta da te
Tu verrai sempre prima di me
Prima di lei
Perché
Solo così ci sentiamo a casa
È una metropoli solitaria
Questa storia che è piena di ma
Piena di se
Come te
Bella da farmi mancare l'aria
Tu sei Napoli sotterranea
Questa musica sale nel sangue carnale
D'amore si muore soltanto con te.

Categoria: spettacoli
22:54
Juve-Galatasaray, Thuram in lacrime dopo il cambio di Spalletti. Cos'è successo in Champions
(Adnkronos) - Khephren Thuram in lacrime in Champions League, nel secondo tempo del playoff di ritorno contro il Galatasaray. Il centrocampista bianconero ha avuto, nella ripresa, l'occasione clamorosa del gol del 3-0 (che avrebbe pareggiato i conti con i turchi, dopo il ko per 5-2 all'andata). Thuram, grande protagonista della partita, ha sciupato il tris con un pallonetto, dopo una bella serpentina in area di rigore.
Spalletti ha sostituito Thuram pochi minuti dopo, per far spazio ad Adzic, e il centrocampista non è riuscito a trattenere le lacrime in panchina. Colpa del peso e della responsabilità per la grandissima occasione sprecata. "Dovevo fare gol" ha detto con le mani sul volto, consolato dai compagni. Per sua fortuna, poco dopo è stato però McKennie a trovare il guizzo del clamoroso 3-0. Un gol segnato dalla Juventus in inferiorità numerica (espulso Kelly a inizio ripresa) e che ha rimesso tutto in equilibrio per la qualificazione agli ottavi di Champions.

Categoria: sport
22:53
Sanremo, "Elettra Lamborghini si na pret". L'urlo in platea (lo stesso a Rose Villain)
(Adnkronos) - "Elettra Lamborghini si na pret". Dopo l'episodio dello scorso anno, quando al Festival di Sanremo 2025 dalla platea dell'Ariston uno spettatore urlò la frase 'Si na pret' a Rose Villain, il siparietto si è ripetuto anche quest'anno. Protagonista, questa volta, Elettra Lamborghini, in gara con il brano 'Voilà'. Poco prima della sua esibizione dalla platea si è sentito uno spettatore urlare 'si na pret'.
Se si tratti dello stesso spettatore dello scorso anno non è dato saperlo, ma l'espressione - tipica del dialetto napoletano che tradotta significa 'sei una pietra' - non è passata inosservata nemmeno questa volta.
Nel 2025 Rose Villain aveva accolto il 'complimento' con ironia, presentandosi il giorno dopo in giro per Sanremo con una maglia personalizzata con la scritta 'Si na pret'. Chissà se anche Elettra Lamborghini deciderà di replicare allo stesso modo il nuovo tormentone sanremese.

Categoria: spettacoli













































