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01:08
Mariah Carey canterà 'Nel blu dipinto di blu' durante la cerimonia di apertura di Milano Cortina? Lo spoiler sui social
(Adnkronos) - Una sorpresa inaspettata e uno spoiler destinato a diventare virale nel giro di poche ore. Durante le prove allo stadio San Siro, in vista della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, Mariah Carey si è esibita ieri, mercoledì 4 gennaio, sulle note di ‘Nel blu dipinto di blu’, il celebre brano di Domenico Modugno. Alcuni presenti sugli spalti dello stadio hanno ripreso il momento con i propri smartphone, pubblicando i video sui social. In breve tempo, le immagini hanno iniziato a circolare online, svelando in anticipo uno dei momenti più attesi dello show inaugurale.
Nei filmati si vede chiaramente la popstar americana interpretare il celebre ‘Volare’ con grande intensità, affiancata da un’imponente scenografia luminosa. Una scelta non casuale, che rappresenta un chiaro omaggio alla cultura musicale italiana e alla città di Milano, visto che si tratta di uno dei brani più conosciuti al mondo.
Nonostante la riservatezza che solitamente circonda le prove di eventi di questa portata, i video pubblicati hanno finito per anticipare uno dei momenti clou della serata. Era noto che avrebbe cantato un brano italiano ma il titolo era stato tenuto segreto. L’attesa resta comunque altissima. La performance completa andrà in scena durante la cerimonia di apertura in programma venerdì 6 febbraio, quando San Siro si trasformerà nel palcoscenico principale dei Giochi invernali. (di Federica Mochi e Michele Antonelli)

Categoria: milano-cortina-2026/eventi
00:11
Proteine e dieta dopo i 50 anni, le 3 scelte per proteggere i muscoli
(Adnkronos) - Con l'avanzare dell'età, il corpo cambia in modo silenzioso ma significativo. Una delle trasformazioni più visibili – e spesso sottovalutate – è la perdita progressiva di massa e forza muscolare, un fenomeno noto come sarcopenia. Questo processo, che può avviarsi già dopo i 30 anni e accelerare dopo i 50, non riguarda solo l'estetica: influisce su forza, equilibrio, autonomia e qualità della vita. Per contrastarlo, diventano fondamentali l'attività fisica e l'alimentazione.
La sarcopenia è provocata da una combinazione di fattori: riduzione dell'esercizio, cambiamenti ormonali e minore efficienza nell'uso delle proteine da parte dell'organismo. Questi fattori contribuiscono a definire il quadro che caratterizza le condizioni di molte persone adulte: non si raggiunge il livello di proteine necessario per mantenere la massa muscolare, aumentando il rischio di fragilità e cadute.
"È importante conoscere le proteine e assicurarsi di assumerne a sufficienza, perché sono un elemento fondamentale del nostro corpo", spiega la professoressa Marily Oppezzo, Nutrizionista e Responsabile dello Stanford Lifestyle Medicine Nutrition Pillar. "Dobbiamo assumere abbastanza proteine ogni giorno per ottenere i nutrienti essenziali necessari per una salute e un funzionamento ottimali".
Per gli adulti oltre i 50 anni, la quantità di proteine consigliata è superiore a quella standard di 0,8 g per chilogrammo di peso corporeo, pensata solo per prevenire carenze. Gli studi più recenti suggeriscono che 1,0–1,2 g/kg al giorno (e in alcuni casi fino a 1,5 g/kg) può essere più efficace per conservare muscolo e funzione fisica, soprattutto se abbinato a esercizi di forza regolari.
- Yogurt naturale, fiocchi di latte e ricotta: i latticini ad alto contenuto proteico sono tra le scelte più pratiche. Lo yogurt naturale o greco, i fiocchi di latte (cottage cheese) e la ricotta si integrano facilmente in colazione, spuntini o pasti principali.
Oltre alle proteine, questi alimenti forniscono calcio, importante per la salute delle ossa – un altro aspetto critico con l'età. Le versioni più magre aiutano a controllare l'apporto di grassi saturi senza rinunciare alla qualità nutritiva.
- Uova intere. un concentrato di nutrienti ad alto valore biologico: le uova intere forniscono proteine con tutti gli aminoacidi essenziali e sono estremamente versatili in cucina. Per anni si è temuto l'effetto del tuorlo sul colesterolo, ma oggi la scienza riconosce che un consumo moderato di uova non rappresenta un rischio per la maggior parte delle persone, mentre contribuisce a vitamine e minerali necessari per una funzione metabolica sana.
- Pesce azzurro conservato: sardine, tonno e sgombro in scatola sono ottime fonti di proteine e di omega-3, grassi che supportano cuore, cervello e risposta infiammatoria. Perfetti per insalate, panini “smart” o piatti veloci, sono però più ricchi di sodio rispetto al pesce fresco, per cui è bene alternarli alle altre fonti proteiche.
Anche senza alimenti di origine animale è possibile soddisfare le esigenze proteiche. Legumi e cereali si completano a vicenda: combinati nel corso della giornata possono fornire tutti gli amminoacidi necessari. Soia, fagioli, lenticchie, ceci e piselli sono tra i protagonisti vegetali con maggiore resa proteica.
Oggi sono disponibili anche proteine vegetali isolate e shake proteici a base di pisello, soia o riso, che possono aiutare chi ha appetito ridotto o difficoltà a raggiungere i target nutrizionali solo con il cibo.
Le proteine non servono solo alla massa muscolare. Sono fondamentali per:riparare i tessuti;sostenere il sistema immunitario;produrre ormoni ed enzimi;mantenere il metabolismo efficiente.
Ecco perché aumentare l'apporto proteico dopo i 50 anni può portare benefici ben oltre la semplice forza fisica, soprattutto se integrato in uno stile di vita che include attività fisica regolare e allenamenti di resistenza.

Categoria: cronaca
00:09
Acqua frizzante per dimagrire? Può funzionare ma non è per tutti: i rischi
(Adnkronos) - L'acqua frizzante aiuta a dimagrire? Uno studio giapponese accende i riflettori sul contributo delle 'bollicine' agli sforzi di chi prova a perdere peso. Il tema, però, è più articolato. "L'entusiasmo per i potenziali benefici metabolici dell'acqua frizzante merita, a mio avviso, una riflessione più ampia che consideri la complessità dell'ecosistema intestinale e la letteratura scientifica preesistente, spesso di segno opposto rispetto al singolo studio citato", spiega all'Adnkronos Salute l'immunologo Mauro Minelli, docente di Nutrizione umana alla Lum, intervendo sulle qualità dell'acqua frizzante rilanciate dall'infettivologo Matteo Bassetti che ha citato una ricerca giapponese pubblicata sul 'British Medical Journal Nutrition'. "Affermare che l'anidride carbonica sia un alleato universale del metabolismo appare rischioso, specialmente se ignoriamo i meccanismi biochimici che legano la distensione gassosa alla salute della barriera intestinale".
"L'introduzione costante di gas esogeno può esacerbare quadri di sovracrescita batterica nel tenue (Sibo) - illustra Minelli -. La pressione meccanica sulle pareti intestinali non è un evento neutro: in presenza di squilibri del microbiota, favorisce la fermentazione e può contribuire al peggioramento della permeabilità intestinale (leaky gut), alterando le giunzioni serrate della mucosa".
C'è poi il nodo "risposta ormonale: esistono evidenze (come quelle pubblicate su 'Obesity Research & Clinical Practice') che indicano come la CO2 possa stimolare la secrezione di grelina, l'ormone dell'appetito, inducendo potenzialmente un effetto contrario alla perdita di peso nel lungo periodo".
"Semmai - suggerisce lo specialista - l'acqua frizzante potrebbe essere utilizzata, in modo sporadico e mirato, come stimolo temporaneo per la secrezione gastrica in soggetti con documentata ipocloridria o difficoltà digestive meccaniche, laddove una lieve stimolazione delle pareti dello stomaco possa favorire l'avvio del processo digestivo. Tuttavia, generalizzarne il consumo come 'elisir di salute' rischia di sottovalutare l'impatto che la distensione addominale ha su milioni di persone affette da sindrome dell'intestino irritabile o infiammazioni croniche di basso grado", conclude l'immunologo.

Categoria: salute
00:09
Usa-Russia, scade trattato New Start su armi nucleari. Mosca: "Non siamo più vincolati"
(Adnkronos) - La Russia non si sente più vincolata dal trattato New Start sulle armi nucleari che scade oggi, giovedì 5 febbraio. "Riteniamo che le parti del trattato non siano più vincolate da alcun obbligo o dichiarazione simmetrica nell'ambito del trattato", ha affermato il ministero degli Esteri russo in una dichiarazione.
Vladimir Putin, in ogni caso, ha assicurato che la Russia agirà in modo "responsabile" dopo la scadenza del trattato sul disarmo nucleare, firmato da Stati Uniti e Mosca a Praga l'8 aprile 2010. Il presidente russo lo ha detto a quello cinese Xi Jinping, come riferito dal consigliere diplomatico del presidente russo Yuri Ushakov durante una conferenza stampa, che ha poi aggiunto che il presidente russo "ha sottolineato che in questa situazione agiremo in modo ponderato e responsabile".
Nei giorni scorsi però Dmitrij Peskov, il portavoce presidenziale russo, aveva dichiarato ai giornalisti che "il mondo si troverà in una situazione più pericolosa di prima. Per la prima volta, Russia e Stati Uniti, che possiedono i più grandi arsenali nucleari del mondo, si troveranno senza un documento fondamentale che limiti e controlli tali arsenali".
Un qualsiasi accordo con la Russia, deve includere anche la Cina, per gli Stati Uniti. Lo aveva chiesto più volte Donald Trump, lo ha ribadito alla vigilia della scadenza del New Start, il suo segretario di Stato, Marco Rubio. "Il Presidente è stato chiaro. Non è possibile il controllo degli armamenti nel 21esimo secolo se non include in qualche modo la Cina. A causa del loro arsenale vasto e in crescita", ha spiegato.
Un pressante appello al disarmo è arrivato nella giornata di ieri da papa Leone. " Domani - ha ricordato il Pontefice a fine udienza generale - giunge a scadenza il trattato New Start sottoscritto nel 2010 dai presidenti degli Stati Uniti e della Federazione Russa che ha rappresentato un passo significativo nel contenere la proliferazione delle armi nucleari. Nel rinnovare l’incoraggiamento ad ogni sforzo costruttivo in favore del disarmo e della fiducia reciproca rivolgo un pressante invito a non lasciare cadere questo strumento senza cercare di garantirgli un seguito concreto e efficace".
"La situazione attuale - ha sottolineato Leone con preoccupazione- dice di fare tutto il possibile per scongiurare una nuova corsa agli armamenti che minaccia ulteriormente la pace tra le Nazioni . E’ quanto mai urgente sostituire la logica delle paura e della diffidenza con un’etica condivisa capace di orientare le scelte verso il bene comune e di rendere la pace un patrimonio custodito da tutti ".
Con la scadenza del New Start, e nessun negoziato in vista nel futuro, ha fine un'era iniziata più di 50 anni fa, nel 1972, con la firma da parte di Richard Nixon e Leonid Brezhnev del Trattato contro i sistemi anti missili balistici (Abm), e nel 1985 con Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov. Termina l'era delle lunghe trattative, delle delegazioni al lavoro per settimane sui dettagli, dei contatti informali fra scienziati dei due blocchi prima, per il controllo degli armamenti, testate e lanciatori strategici, nel caso degli Start, missili a corto e medio raggio, nel caso dell'Inf fatto decadere dagli Usa e poi dalla Russia, e la sospensione dei test nucleari.
Lo Start 1 era stato firmato da Mikhail Gorbaciov e George H. W. Bush nel 1991. Prevedeva limiti significativi al numero di testate nucleari di Usa e Urss e un sistema di ispezioni reciproche. Il New Start firmato a Praga nel 2010 da Barack Obama e Dmitry Medvedev era stato esteso nel 2021. Prevedeva il limite di 1.550 testate e 700 Icbm, missili balistici da sottomarino e bombardieri. Il New Start prevede anche il bando al dispiegamento di armi strategiche fuori dal territorio nazionale dei due Paesi firmatari.
Il mondo è così per la prima volta da decenni senza un quadro di regole, scambio di dati, controlli - quelli previsti dal New Start erano stati sospesi con il Covid e nel 2023 per decisione di Putin - e notifiche per la riduzione dei rischi. "La scadenza del New Start non riguarda davvero il New Start. Ma un modello più esteso di sfiducia e disinteresse nel controllo degli armamenti in generale", ha sottolineato Matt Korda, direttore del Nuclear Information Project della Federazione degli scienziati americani.
Il Consigliere per la politica estera del Cremlino, Yuri Ushakov, ha garantito che Mosca opererà in modo responsabile. Vladimir Putin aveva proposto il proseguimento informale dell'accordo, del rispetto dei suoi limiti quantitativi, non dei controlli e dello scambio di informazioni, Donald Trump aveva risposto parlando di una "buona idea", ma chiedendone l'estensione del formato alla Cina (Stati Uniti e Russia sono in possesso del 90 per cento delle armi nucleari, anche se la Cina, che non intende partecipare a negoziati per il controllo fino al raggiungimento della parità con gli Stati Uniti, ha raddoppiato in pochi anni il suo arsenale). Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, denuncia che "il mondo si troverà in una posizione più pericolosa di quanto non lo sia mai stato prima".
"Credo davvero che siamo ora sulla soglia di una nuova corsa agli armamenti. Non penso che ci sarà, con me in vita, un altro trattato con limiti ai numeri", ha dichiarato in una intervista al Financial Times James Acton, co-direttore del programma per le politiche nucleari del Carnegie Endowment for International Peace.
"Non puoi avere un trattato migliore dello stato generale delle relazioni fra le parti. Il fatto che non ci sia un trattato riflette quello che sta accadendo" in termini più generali fra Stati Uniti e Russia, ha spiegato Pavel Podvig, direttore del Russian Nuclear Forces Project."Il valore del trattato non era nei limiti ma nell'intero sistema di ispezioni, scambio di dati e notifiche. Se potessimo avere anche limiti più alti ma con tutto il meccanismo di trasparenza sarebbe comunque una buona soluzione", ha aggiunto l'analista.
Rose Gottemoeller, capo negoziatrice Usa del trattato come sottosegretaria per il controllo degli armamenti, si è espressa in favore dell'estensione di un altro anno. Gli Usa potrebbero trovarsi in una posizione più debole. "Possono aggiungere più testate di quanto possiamo fare noi".

Categoria: internazionale/esteri
00:08
Iran-Usa, dialogo prosegue ma Trump avverte: "Khamenei deve preoccuparsi"
(Adnkronos) - Il dialogo tra Stati Uniti e Iran prosegue tra mille difficoltà, mentre Donald Trump invia messaggi espliciti a Teheran: "Khamenei dovrebbe essere molto preoccupato", dice il presidente americano rivolgendosi alla guida suprema della repubblica islamica. Domani, in Oman, le parti si ritroveranno al tavolo per colloqui che hanno rischia di naufragare definitivamente nelle ultime 24 ore.
Le ricostruzioni accendono i riflettori sui nodi principali. Gli Usa avrebbero inizialmente bocciato l'Oman come sede alternativa a Istanbul, prima location scelta. Distanze anche su format e temi: Teheran vuole si discuta solo su nucleare, Washington punterebbe su un approccio allargato ad altri paesi della regione.
La rottura è stata scongiurata e il canale diplomatico rimane aperto, grazie a quanto pare all'intervento di "diversi leader del Medio Oriente" che "hanno fatto pressioni sull'amministrazione Trump affinché non portasse avanti la minaccia di abbandonare i colloqui", come ha riferito il portale Axios citando due fonti americane. La Casa Bianca, a stretto giro, ha confermato: si va avanti.
"Ci hanno chiesto di mantenere l'incontro ed ascoltare quello che hanno da dire gli iraniani, abbiamo detto agli arabi che faremo questo incontro se insistono, ma siamo molto scettici", ha spiegato una fonte, precisando che almeno nove Paesi della regione hanno contattato la Casa Bianca ai più alti livelli per chiedere agli Usa di non cancellare i colloqui. Un'altra fonte ha aggiunto che l'amministrazione Trump ha quindi deciso di svolgere i colloqui "in segno di rispetto" per gli alleati nella regione e "per continuare a perseguire la via diplomatica".
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, nelle stesse ore ha ufficializzato che i colloqui sul nucleare si svolgeranno regolarmente. "I colloqui nucleari con gli Stati Uniti sono fissati a Muscat per le 10 di venerdì -le parole ministro iraniano -. Sono grato ai nostri fratelli dell'Oman per aver adottato tutte le disposizioni necessarie".
L'ipotesi di un attacco degli Stati Uniti rimane sullo sfondo. L'ennesimo 'warning' arriva direttamente da Trump in un'intervista a Nbcnews. L'ayatollah Ali Khamenei "dovrebbe essere molto preoccupato", ha detto il presidente americano. Se Teheran prova a rianimare il proprio programma nucleare, colpito duramente dai raid americani lo scorso anno, Washington passerà all'azione. "Ho sentito che stanno" cercando di far ripartire il programma. "Se ci provano di nuovo, li rimanderemo al punto di partenza e dovranno rifare tutto: se ci provano, glielo faremo capire. Hanno cercato di tornare nei siti" colpiti nel 2025. "Non sono riusciti nemmeno ad avvicinarsi, c'è stata una distruzione totale. Stavano pensando di creare un nuovo sito in una zona diversa del paese, lo abbiamo scoperto. E ho detto 'se lo fate, vi faremo cose terribili'", ha detto Trump.
All'inizio dell'anno, il presidente degli Stati Uniti aveva promesso aiuti ai manifestanti scesi in piazza contro il regime. Le proteste sono state represse nel sangue, migliaia di persone hanno perso la vita. Per Trump, gli aiuti sono stati comunque efficaci: "Abbiamo sostenuto le proteste, il paese è nel caos in questo momento a causa nostra. Ora abbiamo pace in Medioriente, se non avessimo cancellato il programma nucleare" in Iran, "non avremmo la pace ora. I paesi arabi temevamo enormemente l'Iran".

Categoria: internazionale/esteri
23:36
Lucca, monossido di carbonio uccide famiglia: 4 morti
(Adnkronos) - Un’intera famiglia è rimasta vittima del monossido di carbonio oggi, mercoledì 4 febbraio, in un’abitazione in località Rughi nel comune di Porcari, in provincia di Lucca. I morti sono quattro, si apprende dal 118, con una quinta persona che è stata portata in codice rosso all’ospedale Cisanello di Pisa.
Anche i tre carabinieri che sono entrati nella casa si sarebbero leggermente intossicati. Poco dopo le 22 di questa sera sono intervenuti i sanitari con l’automedica di Lucca; le ambulanze della Croce Rossa di Lucca, della Croce Verde di Porcari,,della Misericordia di Santa Gemma Galgani; Carabinieri. I vigili del fuoco sono entrati nell’appartamento per cercare di salvare le persone insieme ai Carabinieri.
Era stato allertato anche l’elisoccorso Pegaso, ma - constatato il decesso delle quattro persone - è stato “rimandato indietro”, come hanno precisato dal 118.

Categoria: cronaca
23:31
Usa, Trump contro la Nike: "Discrimina lavoratori bianchi"
(Adnkronos) - La Nike finisce nel mirino dell'amministrazione Trump. La Equal Employment Opportunity Commission, l'agenzia federale che tutela le pratiche di assunzione, ha avviato un'indagine nei confronti del gigante dell'abbigliamento sportivo per discriminazione nei confronti dei lavoratori bianchi. E' la prima volta che l'agenzia prende di mira una grande azienda. Lo riporta il New York Times. Le iniziative a favore della diversità avrebbero costituito un fattore di discriminazione dei lavoratori bianchi.
L'indagine è la prima importante azione legale annunciata dalla commissione sotto la presidenza di Andrea Lucas, che ha preso di mira i programmi di diversità, equità e inclusione fin dall'assunzione dell'incarico lo scorso anno.

Categoria: internazionale/esteri
22:44
Prati segna di testa, l'arbitro annulla il gol: cos'è successo in Inter-Torino
(Adnkronos) - Episodio arbitrale in Inter-Torino. Oggi, mercoledì 4 febbraio, i nerazzurri hanno sfidato i granata nei quarti di finale di Coppa Italia. Sul punteggio di 2-1, al 74', la squadra di Baroni riesce a trovare il pareggio, completando così la rimonta da 2-0, ma l'arbitro annulla tutto per fuorigioco. Ma cos'è successo a Monza?
Nelle fasi finali del match il Torino alza il pressing a caccia del pareggio, dopo che un gol di Kulenovic aveva riaperto i giochi dopo il doppio vantaggio nerazzurro firmato Bonny e Diouf. Al 74', i granata vanno di nuovo in rete: sugli sviluppi di un calcio di punizione, un cross al centro coglie impreparata la difesa di Chivu e trova Prati, appena arrivato nel mercato di gennaio, tutto solo in area. Il centrocampista colpisce di testa e infila Martinez sul secondo palo, firmando così il 2-2.
L'esultanza dei tifosi del Torino però è strozzata in gola. L'assistente alza la bandierina, segnalando il fuorigioco e l'arbitro Marchetti annulla quindi la rete. Le immagini mostrano infatti il piede del centrocampista granata che parte oltre l'ultimo uomo nerazzurro, in questo caso Pio Esposito, allineato con la linea alta della difesa nerazzurra. Dopo un rapido check con il Var, la decisione viene quindi confermata.

Categoria: sport
22:31
Usa, Tajani: "Accordo su minerali critici segnale importante multilateralismo e cooperazione"
(Adnkronos) - Washington - È stata una scelta importante, sostiene il ministro degli Esteri Antonio Tajani, quella di essere venuti a Washington per partecipare alla prima riunione ministeriale, voluta dall’amministrazione Trump, sui minerali critici. Un incontro che ha portato ad un accordo firmato fra l’Unione Europea, gli Stati Uniti e il Giappone sulla questione delle terre rare e degli altri minerali. “Una strategia comune per quanto riguarda le materie prime, che rappresentano uno strumento fondamentale per la competitività del nostro sistema imprenditoriale quindi una strategia americana, europea, giapponese, come tanti altri paesi, anche paesi africani. Significa poter garantire alle nostre imprese maggior competitività e una riduzione dei costi per l'acquisto delle materie prime”, ha affermato il ministro.
Un Italia protagonista nella politica estera, secondo Tajani, come nel settore industriale e commerciale. “Questo è un riconoscimento che ci arriva a tutti quanti, mi sembra che oggi abbiano dato ampio riconoscimento al ruolo dell'Italia, quindi sono molto soddisfatto di questa riunione, questo ci impegna a fare ancora di più per favorire la crescita e che la nostra economia possa essere sempre più fiorente, nonostante le difficoltà, nonostante le guerre, nonostante i dazi”.
In particolare, l’incontro di oggi sui minerali critici è stato un segnale importante, secondo Tajani, verso il multilateralismo e la cooperazione internazionale. Non un semplice incontro economico, ma anche una riunione politica, visto la presenza dei ministri degli esteri. “Certamente l'incontro di oggi non è un’operazione isolazionista, è la voglia di coinvolgere tanti paesi importanti in una scelta che per gli americani è fondamentale, ma è altrettanto fondamentale per noi”, ha detto il ministro.
Il ministro ha fornito maggiori informazioni sull’attacco cibernetico di matrice russa contro alcuni siti web del Ministero degli Esteri – incluso quello dell’ambasciata italiana a Washington – e degli hotel di Cortina, dove si svolgono i giochi olimpici. Un attacco che è stato sventato prima che potesse fare danni, preservando i dati riservati presenti nel Ministero. “È stato respinto al mittente, grazie anche allo straordinario lavoro che abbiamo fatto con la riforma del Ministero degli Esteri, dove c’è una direzione generale della sicurezza e dove c’è anche una sala operativa alla Farnesina dedicata soltanto al contrasto di attacchi cibernetici”, ha affermato Tajani.
Il ministro degli Esteri condivide la posizione del primo ministro Giorgia Meloni sulla possibilità di dare il Premio Nobel per la Pace a Donald Trump. Se si arrivasse alla pace in Medio Oriente e tra Ucraina e Russia grazie alla mediazione Usa, allora meriterebbe il Nobel, secondo Tajani. “Sono convinto che questo sia giusto”. Il vicepremier ha ribadito che l’Italia ha la propria politica estera e sostiene quella americana per quanto riguarda il tentativo di costruire la pace in Medio Oriente, Gaza, e tra Ucraina e Russia. Allo stesso tempo, Tajani ha ribadito: “Quando ci sono delle cose che non condividiamo, le abbiamo dette. L'abbiamo detto sulla Groenlandia, l'abbiamo detto per quanto riguarda l'impegno dei nostri militari alla Nato. Siamo amici e alleati, ma sempre a testa alta e schiena dritta.”
Tajani ha affrontato anche il nodo dei negoziati tra Usa e Iran. “Il problema non è tanto la location. Io ho parlato oggi anche con il ministro degli esteri dell’Oman, che era qui a Washington. E ho parlato ieri con il ministro degli esteri Fidan, il turco, il ministro degli esteri egiziano, il ministro degli esteri e il primo ministro del Qatar per sostenere ogni tipo di mediazione per scongiurare una nuova guerra in Iran”, ha spiegato Antonio Tajani ai giornalisti italiani presenti all’ambasciata italiana dopo la riunione ministeriale. L’Italia è impegnata nel promuovere la pace e scongiurare che gli Stati Uniti attacchino l’Iran. Allo stesso tempo, spiega il vicepremier: "Certo se poi con i droni attaccano le navi americane, i Pasdaran cercano di dirottare il mercantile americano. Certamente tutte queste cose invece di facilitare il dialogo, lo rendono più complicato. E quando si vuole avere un dialogo, non bisogna dare dei segni d’aggressività, ma segni di disponibilità". Tajani e il governo italiano sperano che il dialogo prevalga, e incoraggiano tutti i mediatori, ovvero l’Oman, il Qatar, l’Egitto e la Turchia ad andare avanti nel loro percorso, con l’obiettivo di raggiungere la pace. "Ovvio che se l’Iran e i Pasdaran danno segni di aggressività nei confronti degli americani, la risposta americana non può essere positiva”, ha sottolineato Tajani. (di Iacopo Luzi)

Categoria: internazionale/esteri
22:00
Issiaka Kamate, chi è giovane esterno dell'Inter che ha firmato un assist al debutto
(Adnkronos) - Issiaka Kamate si prende l'Inter. Oggi, mercoledì 4 febbraio, il giovane esterno nerazzurro ha esordito in prima squadra nella sfida contro il Torino, valida per i quarti di finale di Coppa Italia. Kamate si è fatto notare già nel primo tempo, dimostrando di non sentire particolarmente pressioni ed emozioni, e confezionado l'assist per il gol del vantaggio di Bonny al 35'.
L'esterno francese ha sprintato sulla destra, superando un avversario in dribbling e mettendo un cross perfetto a centro area per il colpo di testa vincente dell'ex centravanti del Parma. Ma chi è Kamate?
Issiaka Kamate è un esterno francese, di stampo offensivo, di 21 anni, classe 2004, nato ad Aulnay-sous-Bois, nella periferia di Parigi. Dopo aver iniziato a giocare in due squadre locali è stato notato dagli scout dell'Inter, che lo hanno portato in Italia. Qui Kamate ha fatto tutta la trafila nel settore giovanile nerazzurro, arrivando fino alla Primavera, dove è stato allenato proprio da Cristian Chivu, e diventando punto fermo dell'Under 23.
Nell'ultima stagione l'Inter lo ha girato in prestito prima in Portogallo, all'AVS FS, e poi al Modena, in Serie B, club con cui i nerazzurri hanno un rapporto privilegiato, come dimostra l'operazione che ha portato a Milano Yanis Massolin. Tornato dal presito Kamate diventa punto fermo dell'Under 23 in Serie C ed entra nel giro della prima squadra, trovando oggi l'esordio, e il suo primo assist, con l'Inter 'dei grandi'.

Categoria: sport
21:24
Hamleys, finisce favola in Italia: chiusi negozi brand di giochi più antico del mondo
(Adnkronos) - Hamleys abbassa i battenti in Italia. Aperti neanche qualche anno fa in pompa magna, gli store di Milano, Roma e Bergamo chiudono i battenti tra le proteste dei lavoratori, oltre che la delusione dei bambini. Situazione incerta anche per lo store di Pompei unico sul web a risultare operativo ma, a quanto si apprende dai lavoratori, è stato il primo a non essere più direttamente gestito da Giochi Preziosi, che aveva la concessione del marchio.
Brand di giocattoli più antico del mondo, con il primo negozio aperto a Londra da William Hamley nel 1760, fornitore ufficiale di dolls e trenini per gli eredi di Casa Windsor, il gruppo doveva espandersi in tutta Italia ma la crisi ha avuto la meglio. Eppure nello scorso esercizio il fatturato del colosso Uk era salito da 51,4 a 53,3 milioni di sterline ma era stata comunque disposta la chiusura di 29 negozi Oltremanica per contenere i costi.
In Italia, il negozio di Milano aveva aperto il 14 settembre del 2023, quello della Capitale il 14 marzo del 2024 con inaugurazioni da favola, è il caso di dirlo. Lo stop alle attività è operativo da ieri gettando i lavoratori nello sconforto per una decisione resa esecutiva nell'arco di 48 ore, sostengono fonti sindacali interpellate dall'Adnkronos. "Una decisione improvvisa, comunicata ai lavoratori e alle lavoratrici nel fine settimana dal gruppo Giochi Preziosi, che controlla il marchio nel nostro Paese", attacca l'Unione sindacale di base, Usb.
"La società fa sapere che è stata disposta la chiusura degli esercizi commerciali di Hamleys per fronteggiare una situazione di temporanea difficoltà economico-finanziaria e che si intende accedere a uno strumento di regolazione della crisi", si legge in una nota dell'Usb. "Una doccia fredda. Un fulmine a ciel sereno che ha lasciato decine di persone in balia di dubbi, paure e totale assenza di garanzie occupazionali. Nessuna chiarezza sul futuro, nessuna prospettiva concreta, nessuna tutela reale per chi ogni giorno ha garantito professionalità, impegno e qualità del servizio, con il forte sospetto che siano state attivate tardivamente le procedure previste", attacca la sigla sindacale.
"Non resteremo inermi davanti a scelte aziendali calate dall’alto e comunicate con tempi indegni. Pretendiamo trasparenza immediata, un confronto vero e soluzioni che salvaguardino i posti di lavoro. Come organizzazione sindacale ci attiveremo da subito per fare piena luce su quanto sta accadendo e per mettere in campo ogni strumento utile alla difesa delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti. Nessuno deve essere lasciato solo", conclude.

Categoria: economia
21:09
Pacchetto sicurezza, 'lente' del Quirinale su scudo e fermo preventivo
(Adnkronos) - La difficile gestazione del pacchetto sicurezza entra nelle sue ore decisive, tra limature tecniche, confronti nella maggioranza e un dialogo costante con il Quirinale. Il Consiglio dei ministri, inizialmente previsto per oggi e rinviato a oggi pomeriggio, 5 febbraio, - ufficialmente per consentire al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi di intervenire in Senato sulle comunicazioni relative ai fatti di Torino - arriva al termine di un percorso ancora segnato da aggiustamenti dell'ultima ora.
Il testo resta infatti al centro di un negoziato tecnico serrato, con alcuni nodi irrisolti. Nel pomeriggio la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dopo il colloquio con il primo ministro ceco Andrej Babiš, avrebbe incontrato il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini per fare il punto sulle misure e sulle questioni ancora aperte. Un incontro confermato in ambienti leghisti, che segnala come il baricentro del confronto resti saldamente interno alla maggioranza. In parallelo, prosegue il canale di interlocuzione con il Colle. In mattinata il sottosegretario Alfredo Mantovano è stato ricevuto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nell'ambito di un confronto sulle norme più sensibili, che ha già portato a correzioni e contribuito al rinvio tecnico del Cdm.
L'impianto del pacchetto, atteso domani all'esame del Consiglio dei ministri, si articola in due testi distinti: un decreto-legge per le misure considerate urgenti e un disegno di legge destinato a un iter parlamentare più lungo. Nel Dl confluiranno gli interventi immediatamente operativi in materia di ordine pubblico e sicurezza urbana: dal fermo preventivo in vista delle manifestazioni, alla stretta sulla vendita di armi bianche ai minori; allo scudo penale per gli operatori delle forze dell'ordine - esteso anche ad altre categorie lavorative, tra cui medici o giornalisti, come ampliamento della legittima difesa -, anche se rimarrebbero le perplessità del Quirinale sul rischio di creare una trattamento speciale per alcune categorie, escludendo la generalità dei cittadini in caso di legittima difesa. Previsto poi il rafforzamento delle zone rosse urbane e dei Daspo, fino all'introduzione di un illecito specifico per chi fugge all'alt delle forze di polizia in modo pericoloso.
Restano invece fuori dal decreto le norme più controverse. È definitivamente accantonata la previsione della cauzione per le manifestazioni, fortemente voluta dalla Lega ma osteggiata da Fratelli d'Italia e Forza Italia e oggetto di rilievi di natura costituzionale. Salvini ha riconosciuto che la misura non rientrerà nel decreto per l'assenza dei requisiti di necessità e urgenza, ribadendo però l'obiettivo di portarla a compimento entro la fine della legislatura.
Nel disegno di legge dovrebbero invece trovare spazio le misure di carattere strutturale: dall'inasprimento delle pene per alcuni reati contro il patrimonio, alle norme sulla criminalità giovanile (queste ultime potrebbero rientrare anche nel Dl) e sulla responsabilizzazione dei genitori dei minori coinvolti in atti di delinquenza, fino al capitolo più delicato sui flussi migratori. È su questo terreno che si sarebbero concentrate alcune delle perplessità più significative del Quirinale. In particolare sulle espulsioni, rispetto alle quali il Colle avrebbe chiesto garanzie adeguate in termini di possibilità di impugnazione dei provvedimenti.
Quanto al fermo preventivo, i tecnici del Quirinale avrebbero invece sollevato due ordini di rilievi: da un lato la durata del trattenimento, fissata in 12 ore; dall'altro la necessità di ancorare la misura a presupposti chiari e puntuali di pericolosità, evitando formulazioni troppo ampie. Secondo quanto riferito da fonti di governo, che definiscono "positivo" il confronto con il Colle più alto, non è escluso che il capitolo migranti possa essere ulteriormente spacchettato, con la presentazione di un nuovo disegno di legge dedicato esclusivamente al tema.
"Abbiamo fatto un lavoro molto ragionevole e molto equilibrato, altrimenti prenderemo atto dei rilievi fatti", ha detto il ministro Piantedosi lasciando il Senato, sintetizzando il clima che accompagna la vigilia del Cdm. Un equilibrio ancora in costruzione, che spiega perché il pacchetto sicurezza arrivi al traguardo solo dopo una gestazione più complessa del previsto. (di Antonio Atte)

Categoria: politica
21:05
Laura Pausini, nel nuovo album duetti con Annalisa e la voce di Lucio Dalla
(Adnkronos) - Un tributo ai cantautori e ai compositori ma soprattutto un atto d’amore verso la musica e la sua storia. Laura Pausini torna con l’album ‘Io Canto 2’, che segue le orme del successo del disco di cover, ‘Io canto’, pubblicato nel 2006 per omaggiare i grandi successi italiani e farli conoscere all’estero. Il nuovo album uscirà venerdì prossimo, a vent’anni di distanza dal primo ‘Io Canto,’ il disco che la consacrò definitivamente anche a livello internazionale, in un progetto che è ormai diventato parte della sua identità artistica. Allora fu un omaggio alla grande canzone italiana, capace di portarla fino allo storico concerto a San Siro del 2 giugno 2007, prima donna a riempire lo stadio davanti a 70mila spettatori. Oggi, ‘Io canto 2’ nasce con le stesse intenzioni ma con la maturità di un’artista che ha attraversato generazioni e oltrepassato i confini linguistici.
“Il secondo capitolo di ‘Io Canto’ arriva vent’anni dopo il primo - spiega Pausini -. Vent’anni in cui siamo cambiati, cresciuti, innamorati ancora della musica. Oggi come allora c’è una sola ragione per cui si sceglie di omaggiare una canzone, il suo autore o il suo interprete: l’amore. In questo disco mi sento come Giovanna D’Arco, senza armature ma con il microfono in mano, perché quando la musica chiama, io rispondo. Pronta a difendere senza paura tutto ciò che amo, e io credo nelle canzoni. Credo nella musica, che va protetto da chi vive per lei. La musica può essere accusata, giudicata, fraintesa, sottovalutata, ma noi artisti siamo qui per schermarla. Siamo un esercito disarmato, armato solo della bellezza dell’arte, che resta l’arma più rivoluzionaria di tutte”.
‘Io canto 2’ è un viaggio nella storia della musica italiana e internazionale. Un tributo che va dagli anni Sessanta ai giorni nostri, intrecciando stili e lingue. L’album include reinterpretazioni di classici intramontabili e successi contemporanei, passando per adattamenti in portoghese, francese, tedesco e inglese. Tra i momenti più significativi spiccano i duetti con grandi protagonisti della scena musicale: a partire da Ana Carolina e Ferrugem sulle note di ‘Quem de nós dois’, cover del brano di Gianluca Grignani ‘La mia storia tra le dita’, che ha sollevato diverse polemiche con il cantante nei mesi scorsi, e della quale Pausini spiega: “Le grandi canzoni vanno ascoltate, cantate e fatte vivere per sempre, e Ana Carolina nel 2001 ha scritto e interpretato una versione inedita de La mia storia tra le dita, che ho voluto omaggiare cantandola proprio insieme a lei e a Ferrugem:, due voci iconiche brasiliane in un trio che si incontra per la prima volta, unendo l’Italia e il Brasile, paese a cui sono molto legata”.
Tra le collaborazioni nell'album spiccano quella con Annalisa, con la quale Pausini duetta sulle note di ‘Ma che freddo fa’ di Nada, e Julien Lieb, con il quale canta ‘La dernière chanson (Due vite)’, cover del brano sanremese di Marco Mengoni, diventato un caso sui social. “Ma che freddo fa è un brano malinconico, che racconta cos’è la vita senza l’amore, con il freddo come metafora dell’assenza - dice Pausini - un albero che foglie non ha più. Ho sempre amato la voce di Nada, il suo modo di essere riassume una grande personalità. E ho sempre amato le donne della musica italiana con un carattere forte, per questo ho voluto al mio fianco Annalisa, che mi ricorda quanto sia importante per noi artiste non dimenticare chi ci ha portate fino a qui. L’arrangiamento di questo brano unisce vari mondi: il reggaeton, il mondo arabo e chiaramente la scrittura italiana”.
Commovente anche l’incontro con Lucio Dalla in 'Felicità', che unisce simbolicamente due pilastri della musica italiana. "Interpretare Felicità con la voce unica di Lucio Dalla è stato un modo speciale per dialogare con la sua straordinaria arte e far rivivere le emozioni di questo classico senza tempo - racconta la cantante -. Ero molto legata a Lucio che è stato anche il primo artista italiano famoso a farmi i complimenti quando facevo pianobar a Bologna e non avevo ancora compiuto 10 anni. Non dimenticherò mai le sue parole di allora che conservo nei miei momenti di felicità". La focus track del progetto è '16 Marzo' con Achille Lauro, nuovo singolo in rotazione radiofonica dal 6 febbraio. Una collaborazione nata da una stima reciproca, come racconta la stessa Pausini: “Lauro mi ha colpita dal suo primo Sanremo. Abbiamo lavorato insieme a un arrangiamento che rappresentasse entrambi". Parole condivise anche dall’artista romano: “Laura è un’artista iconica ed è l’unica che si è costruita un ecosistema e una carriera globale da più di 30 anni. È un onore condividere con lei questo percorso”. Il brano è accompagnato da un videoclip diretto da Gabriele Savino (xPuro), disponibile dal pomeriggio del 6 febbraio insieme alla release dell’album.
Tra i brani interpretati da Pausini nel nuovo disco figurano anche l’omaggio a Madonna con ‘La isla bonita’, e le cover di ‘Ritorno ad amare’ di Biagio Antonacci, ‘Quanno chiove’ di Pino Daniele, ‘Dettagli’ di Ornella Vanoni, ‘Immensamente’ di Umberto Tozzi, ‘Hai scelto me’ di Zucchero ed ‘E poi’ di Giorgia. Nel disco figurano anche ‘Já sei namorar’ di Tribalistas e ‘Un senso’ di Vasco Rossi. “Per me è il più grande artista che abbiamo in Italia - racconta Pausini - il primo disco che ho comprato nella mia vita è stato ‘Gli spari sopra’, il primo autografo che ho chiesto è stato quello il suo, che conservo, scritto nella cartolina del ristorante dove facevo pianobar (ora esposto nel Laura Pausini Official Museum, ndr) e mi sento onorata di essere sua amica oltre che sua grandissima fan. Mi sono consultata con lui per la scelta della canzone da interpretare per Io canto 2, avendolo già omaggiato con Anima fragile in Io canto del 2006. Ho fatto più di 10 provini di sue canzoni, ho scelto quella con il testo a cui mi sento più legata, e che ha davvero un senso con la mia vita”.
Tra i brani di ‘Io canto 2’ ci sono anche ‘Non sono una signora’ di Loredana Bertè, ‘Ci vorrebbe il mare’ di Marco Masini e poi solo nella versione deluxe del disco ‘Wenn du an Wunder Glaubst’ di Mina ‘Fratello sole sorella luna’ di Claudio Baglioni ispirata al Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi, che Pausini ha regalato a Papa Leone XIV, ‘O céu dentro de um quarto’, adattamento in portoghese de ‘Il cielo in una stanza’ di Gino Paoli, ‘Il cielo in una stanza’ nella versione di Mina e sempre della Tigre di Cremona ‘This World We Love In’. Il 2026 si apre così come un anno simbolico per Laura Pausini, non solo sul piano discografico. Il 6 febbraio sarà protagonista della cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 a San Siro, un evento che la vede ancora una volta ambasciatrice della musica italiana nel mondo. Nello stesso periodo tornerà anche sul palco del Teatro Ariston, affiancando Carlo Conti nella conduzione della 76esima edizione del Festival di Sanremo. Un impegno istituzionale e culturale che conferma il suo ruolo centrale nello spettacolo italiano.
Dopo 'Anime Parallele', pubblicato tre anni fa, 'Io canto 2' rappresenta una nuova tappa nella sua evoluzione. A marzo 2026 arriverà anche la versione spagnola, 'Yo canto 2', dedicata ai grandi autori latinoamericani, a testimonianza di un legame profondo con il pubblico ispanoamericano che da anni la incorona come icona. Parallelamente prenderà il via l’'Io canto / Yo canto World tour 2026/2027', undicesima tournée mondiale della sua carriera: un progetto ambizioso, con due show differenti, due set list e due produzioni visive distinte. Il tour partirà dalla Spagna il 27 marzo prossimo, attraverserà l’America Latina, gli Stati Uniti, il Canada, per poi tornare in Europa e in Italia, fino ai grandi show negli stadi nel 2027. Con oltre 75 milioni di dischi venduti, più di 6 miliardi di streaming, Grammy Awards, Latin Grammy, Golden Globe e una carriera senza precedenti per un’artista italiana, Laura Pausini continua così a reinventarsi rimanendo fedele al suo stile. (di Federica Mochi)

Categoria: spettacoli
20:35
Libia, "con la morte Saif al-Islam la Russia perde un punto di riferimento"
(Adnkronos) - La morte di Saif al Islam, figlio di Muammar Gheddafi, rappresenta "una decapitazione importante di quello che resta dell'ex regime" del colonnello, quindici anni dopo l'inizio della rivolta contro il dittatore, la sua cattura e uccisione. E soprattutto è un nuovo, brutto colpo per la Russia, che aveva nel secondogenito del colonnello "un punto di riferimento": a lui Mosca - vicina all'ex regime - ha sempre guardato negli anni scorsi come a una figura alternativa in Libia, oltre a Khalifa Haftar, l'uomo forte dell'est. Cosi fonti a Tripoli commentano con l'Adnkronos l'ultimo colpo di scena nel Paese nordafricano, dove sulla morte di Saif al Islam si rincorrono più ipotesi, escludendo per il momento rischi di un'ulteriore destabilizzazione.
Per l'uccisione di colui che era considerato il 'delfino' si parla del coinvolgimento della Brigata 444 di Mahmoud Hamza, alleata del governo del premier Abdulhamid Dbeibah, che però ha smentito la presenza dei suoi uomini a Zintan, dove Saif è stato ucciso, fino a un ruolo di Saddam Haftar, uno dei figli del generale, vice comandante dell'Esercito nazionale libico, che considera gli ex gheddafiani una minaccia al suo 'clan'. Tanto che fu proprio lui nel 2021, quando Saif al Islam si presentò alle presidenziali (che non si tennero mai), a cercare di fare di tutto per ostacolare la sua candidatura.
Senza tralasciare, sottolineano le fonti, una competizione 'famigliare': il più giovane Saddam, che conterebbe sul sostegno di Stati Uniti e Turchia, ha scalzato ai vertici dell'Lna il fratello maggiore Khaled, sostenuto dalla Russia, che si è dovuto accontentare del ruolo di capo di Stato maggiore.

Categoria: internazionale/esteri
20:02
Cuba, allarme di Guterres: "La crisi umanitaria rischia di precipitare senza rifornimenti di petrolio"
(Adnkronos) - La crisi umanitaria a Cuba "si aggraverà e rischia di precipitare se i rifornimenti di petrolio non saranno soddisfatti", ha denunciato il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, che ha espresso, attraverso il suo portavoce, "estrema preoccupazione". Donald Trump ha minacciato di imporre dazi sui Paesi che vendono petrolio a Cuba, dopo aver bloccato i rifornimenti dal Venezuela e, come ha detto lunedì, anche del Messico che sarebbe disposto a fermare le esportazioni di greggio dirette all'Avana.
Un'ulteriore stretta comporterebbe infatti un impatto devastante sulle già fragili condizioni del Paese, sotto embargo Usa da oltre 60 anni. Dal petrolio dipende quasi completamente - nonostante la presenza di pannelli fotovoltaici - l'energia elettrica dell'Isola il cui uso è già da tempo contingentato. Non solo. I pochi e precari trasporti interni rischierebbero di fermarsi aggravando la crisi alimentare già presente in vaste aree dell'Isola per la mancata distribuzione interna di cibo e inciderebbe anche sulla distribuzione dei già insufficienti medicinali e generi di prima necessità di cui Cuba dispone.
Del resto Trump sembra puntare proprio al collasso dell'Isola. "Penso che cadrà da sola", ha affermato all'inizio dell'anno dopo il blitz per il rapimento di Maduro in Venezuela.

Categoria: internazionale/esteri
19:59
'Cecchini del weekend' a Sarajevo, indagato per omicidio un 80enne di Pordenone
(Adnkronos) - Un ottantenne, ex autotrasportatore, è indagato per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti e futili nell'inchiesta della Procura di Milano sui 'cecchini del week end', cittadini stranieri che pagavano per andare a sparare ai civili a Sarajevo tra il 1993 e il 1995 durante la guerra nell'allora Jugoslavia. L'uomo ha ricevuto un invito a comparire per essere interrogato nei prossimi giorni dal pm Alessandro Gobbis.
L'anziano, che vive in provincia di Pordenone, si sarebbe vantato con dei conoscenti di essere stato tra coloro che andavano a uccidere oltre confine.

Categoria: cronaca
19:41
Omicidio Cristina Mazzotti, condannati all'ergastolo due imputati per il delitto del 1975
(Adnkronos) - La Corte d'Assise di Como ha condannato all'ergastolo gli imputati Giuseppe Calabrò e Demetrio Latella per l'omicidio aggravato di Cristina Mazzotti, 18 anni, di cui si persero le tracce nel 1975 a Eupilio, in provincia di Como. Assolto dall'imputazione riqualificata Antonio Talia "perché non ha commesso il fatto"; la corte ha anche dichiarato il "non doversi procedere" nei confronti degli imputati Calabrò e Latella per il reato di sequestro di persona a scopo di estorsione "perché il reato è estinto per intervenuta prescrizione".
Il collegio presieduto dal giudice di Como Carlo Cecchetti ha dichiarato gli imputati Calabrò e Latella "interdetti in perpetuo dai pubblici uffici e in stato di interdizione legale durante l'esecuzione della pena" e ha fissato una provvisionale (in solido tra i due condannati) di 600mila euro per ciascuna delle parti civili, Marina e Vittorio Mazzotti, rappresentate dall'avvocato Fabio Repici La corte d'Assise di Como ha indicato il termine di 90 giorni per il deposito della motivazione.
Era il 1° luglio 1975 quando Cristina Mazzotti - che stava rientrando nella villa di famiglia dopo aver festeggiato il diploma insieme ad amici - venne prelevata da un gruppo di banditi. Il giorno successivo al padre, un industriale dei cereali, furono chiesti 5 miliardi di lire di riscatto. L'uomo riuscì a raccogliere un miliardo e 50 milioni e li lasciò ai rapitori in cambio della liberazione della figlia. Il primo settembre, però, la giovane venne trovata morta in una discarica. Per il sequestro e l'omicidio di Mazzotti, il primo dell'Anonima sequestri nel Nord Italia, nel 1977 vennero condannate 13 persone, di cui otto all'ergastolo. Tra questi non c'erano però gli esecutori materiali, dato che l’impronta di un palmo e due impronte digitali raccolte sull'auto della giovane dalla Scientifica risultarono inutili con le conoscenze scientifiche di allora.
Nel 2007 la Banca dati digitale della Polizia abbinò una di quelle impronte al reggino Latella, che aveva già alle spalle una lunghissima detenzione. Il gip ne respinse l'arresto per mancanza di esigenze cautelari, ma Latella ammise di aver sequestrato Cristina Mazzotti e disse di averlo fatto insieme a Giuseppe Calabrò e Antonio Talia, che invece negarono tutto. Nel 2012 il fascicolo fu archiviato, tre anni dopo, però, la Cassazione dichiarò imprescrittibile il reato di omicidio volontario e, grazie all'esposto presentato dall'avvocato della famiglia, la procura ha aperto una nuova inchiesta. Se per la pubblica accusa tutti gli imputati avrebbero partecipato al progetto di rapire la 18enne, oggi arriva la prima sentenza che assolve Talia e condanna all'ergastolo gli altri due.

Categoria: cronaca
19:14
Trump, ergastolo all'uomo che ha tentato di uccidere il presidente
(Adnkronos) - Ergastolo per Ryan Routh, l'uomo condannato lo scorso anno per aver tentato di uccidere l'allora candidato alla presidenza Donald Trump nel suo golf club di West Palm Beach nel settembre del 2024. È stata quindi accolta la richiesta dei procuratori per i quali "i crimini di Routh meritano indubbiamente la condanna a vita, dal momento che nel corso di mesi ha intrapreso passi per uccidere un importante candidato presidenziale, dimostrando la volontà di uccidere chiunque si mettesse sulla sua strada e da allora non ha espresso né rammarico né rimorso per le sue vittime".
Nell'annunciare la sentenza, la giudice federale Aileen Cannon ha definito Routh "un uomo malvagio". Routh si è difeso da solo durante il processo, cercando di affermare che non vi era stato nessun crimine perché lui non aveva sparato un colpo, passando nella sua arringa dal 6 gennaio all'Ucraina ai padri fondatori. Dopo essere stato condannato lo scorso settembre, si è poi pugnalato al collo con una penna. Lo psichiatria che ha condotto una perizia prima del processo ha stabilito che non vi erano basi per dichiarare "l'incompetenza" dell'imputato, ma ha stabilito che Rout soffre di disturbi bipolari e disordine narcisistico di personalità.
L'avvocato di ufficio che è stato nominato per l'udienza della sentenza ha affermato che Routh "non ha commesso un atto di terrorismo", chiedendo una condanna a 20 anni e la garanzia che gli vengano fornite cure psichiatriche.
Routh era stato fermato il 15 settembre dopo che un agente del Secret Service si era accorto che era appostato tra i cespugli del campo da golf, puntando un fucile contro Trump e un altro agente. Allora Trump era candidato alla presidenza degli Stati Uniti, sarebbe stato eletto per la seconda volto solo il gennaio successivo.
Il suo arresto è avvenuto esattamente due mesi dopo l'attacco di Butler, in Pennsylvania, dove un uomo ha aperto il fuoco durante un comizio di Trump, ferendo all'orecchio destro il candidato ed uccidendo uno spettatore. L'attentatore, Thomas Matthew Crooks, venne ucciso da uno dei cecchini dei servizi segreti americani.
Ryan Routh si era recato in Ucraina perché voleva combattere contro i russi, ma data la sua inesperienza con le armi e avendo già 56 anni l'esercito di Kiev non lo aveva accettato tra le sue file. Lo aveva raccontato lo stesso Ryan Routh in un'intervista video rilasciata a Newsweek Romania nel giugno del 2022. Come ''piano B'', racconta, si era impegnato in Ucraina a reclutare personale per lo sforzo bellico. ''Abbiamo bisogno di migliaia e migliaia e migliaia di persone qui a combattere con gli ucraini", aveva detto Routh sottolineando che il mondo si trovava in un "momento critico" della guerra, che aveva definito una lotta tra il bene e il male. "Questa è la cosa più importante che sta succedendo nel mondo oggi, quindi starsene seduti e lasciare che la vita continui normalmente, lamentandosi dei prezzi della benzina e lamentandosi della vita nel lusso e del paese in cui vivete è inaccettabile come esseri umani", aveva detto.
L'uomo inoltre fu condannato nel 2022 perché in possesso di una mitragliatrice. All'epoca era stato inseguito dalla polizia prima di barricarsi all'interno di un'attività commerciale a Greensboro, nella Carolina del Nord, secondo un resoconto pubblicato dal Greensboro News & Record.
Nel 2016 aveva votao proprio per Donald Trump. Ma poi, quattro anni dopo, si era detto ''deluso'' dal presidente americano. "Eri la mia scelta nel 2016, io e il mondo speravamo che il presidente Trump sarebbe stato diverso e migliore, ma siamo rimasti tutti molto delusi e sembra che tu stia peggiorando e regredendo'', aveva scritto sui social.

Categoria: internazionale/esteri
19:13
Askatasuna, il poliziotto aggredito: "Impossibile fronteggiare il gruppo, un collega mi ha salvato"
(Adnkronos) - Alessandro Calista, il poliziotto accerchiato e aggredito durante il corteo nazionale contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna a Torino, racconta cosa è successo sabato scorso. "Ad un certo punto sono stato spinto e afferrato dalle braccia nonché preso a calci alle spalle venivo trascinato diversi metri più avanti la linea di squadra" mentre durante "alcune cariche di alleggerimento la squadra veniva circondata e bersagliata mediante lanci di pietre, bottiglie, artifici pirotecnici, tombini, martelli e altri oggetti": è quanto ricostruito dell’aggressione nella querela presentata dal poliziotto. Nel testo riprodotto nell’ordinanza del gip Calista racconta di essere stato aggredito "da numerosi soggetti che mi sfilavano il casco e lo scudo, per poi colpirmi ripetutamente alla testa e sul corpo. Ho tentato di divincolarmi ma venivo ripetutamente trattenuto. Solo grazie all'intervento del mio collega, sono riuscito a salvarmi. I miei aggressori - aggiunge ancora - si sono impossessati del mio scudo, della maschera antigas e del casco in dotazione personale, rendendo più vulnerabile la mia posizione. Sarei riuscito a fronteggiare 2/3 manifestanti, ma l'intero gruppo è stato impossibile fronteggiarlo".
In una nota, la legale del poliziotto, l’avvocato Rachele Selvaggia De Stefanis ha fatto sapere che "in queste ore, stiamo assistendo ad una vera e propria campagna diffamatoria via social nei confronti di questi giovani poliziotti. Stanno subendo tantissimi attacchi personali in cui, addirittura, si mette in dubbio l’accadimento dei fatti occorso al mio assistito e l’effettività delle lesioni che hanno riportato". "Tutto questo è moto grave, valuteremo con il mio assistito come tutelarci e non escludo che, per alcune circostanze, possa essere valutato il deposito di denunce querele", aggiunge il legale.
Al Tg1 invece il racconto di Luigi, agente del Reparto mobile di Torino che era alla guida del blindato della polizia dato alle fiamme dai manifestanti. "Sabato ho rischiato la vita. Mi hanno circondato e hanno dato fuoco al mezzo con una pedana di legno che hanno incastrato nel parabrezza. Si sono avvicinati alla mia portiera e i hanno detto 'tu oggi non scendi'", ha detto. "Sapevano benissimo che ero sopra al mezzo, infatti hanno bloccato ogni manovra - ha continuato l'agente, ripreso di spalle - Paura? Sì paura perché non sapevo cosa fare: avevo due opzioni o scendere dal mezzo circondato da loro o attendere. Ho respirato fumo e le fiamme erano già nel cruscotto".
In 25 anni di servizio una manifestazione "così violenta, con quella voglia di far male non l'avevo mai vista". L'agente è stato poi tratto in salvo da militari della guardia di finanza. "Io ho abbracciato i colleghi della finanza", conclude l'agente.

Categoria: cronaca
19:06
Vannacci contro Salvini: "Io sleale? E' lui che ha tradito le promesse. Non voglio far fallire Meloni"
(Adnkronos) - "Io sleale? E’ stato Matteo Salvini, o meglio il suo partito, nel quale ero che continua a promuovere determinate idee e concetti e poi allo stato dei fatti quando si tratta di votarli va in un’altra direzione. Non solo sulle armi all’Ucraina, ma anche sui princìpi di famiglia, e sulla legge Fornero. Salvini è quello che per anni ha detto che andava demolita invece poi china il capo, si mette in posizione prona in una coalizione che invece la promuove e la conferma".
L’ex generale Roberto Vannacci lo dice a Repubblica, il giorno dopo lo strappo con la Lega, dopo che verso di lui il leader Salvini ha usato parole dure, dandogli del traditore. "E’ Salvini che ha tradito le promesse in qualche modo", replica oggi Vannacci.
''I motivi per cui me ne sono andato dalla Lega - ha spiegato poi il leader di Futura Nazionale ospite di 'Realpolitik' - sono essenzialmente tre. Il primo è la coerenza: non si può essere identitari e sovranisti i giorni dispari, e, invece, liberali e progressisti i giorni pari, riferendomi al manifesto di Luca Zaia... Non si può fare una campagna politica dicendo 'basta armi all'Ucraina' e poi invece votare il decreto che consegna all'Ucraina stessa le armi. Non si può portare avanti il tema della solidità della famiglia naturale, poi invece piegarsi alla logica Lgbtq invitando i suoi rappresentati alle riunioni di partito. Non è possibile fare una campagna pubblicitaria ed elettorale dicendo che si vuole demolire la legge Fornero e poi invece rimanere all'interno di una coalizione che la legge Fornero l'ha confermata e se vuole anche inasprita". E poi "non è possibile dire che è inopportuna una riunione alla Camera di liberi cittadini che vogliono presentare una proposta popolare di legge e poi invece indire il 18 aprile una piazzata a Milano con il tema la riemigrazione".
"Io non mi dimetto" da eurodeputato. "Chi dice che devo lasciare, non conosce la Costituzione, che all'articolo 67 - ricorda Vannacci - prevede che ogni membro del Parlamento rappresenta la sua Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincoli di mandato. Quindi, il mandato risiede nell'eletto e non nel partito che lo contiene. Per questo'' chi viene eletto'' deve rispondere ai suoi elettori. Io sono stato eletto in Europa con il metodo delle preferenze e i 563 mila elettori hanno scritto per 563 mila volte il mio nome, non quello del partito".
''Piuttosto che come Fini, io mi sento come Meloni quando ha lasciato il Pdl per le divergenze di vedute. Salvini ha parlato di lealtà, onore, disciplina e dovere. Lealtà non vuol dire obbedienza cieca, onore non vuol dire immobilismo, disciplina non vuol dire rinunciare a pensare e dovere vuol dire assumersi delle responsabilità. Io non abbandono il posto di combattimento'', ha continuato Vannacci, replicando così a Matteo Salvini, che lo ha definito un traditore paragonandolo a Gianfranco Fini.
''Voglio fare un partito di destra vera, che non vuol dire estrema, ma determinata e che non è la brutta copia slavata della sinistra. Questa destra vera si presenta come interlocutore dei partiti di destra e centrodestra", ha spiegato Vannacci, "le teorie che io mi sia messo d'accordo con qualcuno per far fallire la Meloni sono grottesche e assurde".
Vannacci ha smentito anche le teorie che volevano Bannon dietro il suo nuovo partito: "Futuro nazionale non esiste ancora formalmente. E' 'grottesco' dire che dietro di me ci sia la regia di Bannon. Anzi, è strano che abbiano detto e scritto" che tra i finanziatori di Futuro nazionale ''ci sia Bannon, pensavo avessero detto la massoneria guardando l'ultimo scoop di Report... Comunque, sono fuori strada, i finanziatori saranno le persone che credono che si possa cambiare davvero questa Italia".
"Credo fermamente che questa riforma della giustizia sia necessaria. Voterò convintamente per il sì al referendum'', ha detto Vannacci, ''Piantedosi? Io non esprimo giudizi su ministri in carica. Credo che Piantedosi stia facendo egregiamente il suo lavoro nella possibilità che gli è consentita".
"Quelle di Torino -ha sottolineato l'ex generale della Folgore- sono tecniche di combattimento che io ho studiato e visto molto bene: questi signori che si dicono pacifici hanno schermato e sono rimasti inermi di fronte a questi facinorosi e pericolosi delinquenti. E' una cosa che si sta ripetendo in maniera metodica in ogni manifestazione. I mandanti morali di questo scempio, di questa criminalità siedono pacificamente in Parlamento. E' ora di finirla'', ha avvertito Vannacci.

Categoria: politica
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Mariah Carey canterà 'Nel blu dipinto di blu' durante la cerimonia di apertura di Milano Cortina? Lo spoiler sui social
(Adnkronos) - Una sorpresa inaspettata e uno spoiler destinato a diventare virale nel giro di poche ore. Durante le prove allo stadio San Siro, in vista della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, Mariah Carey si è esibita ieri, mercoledì 4 gennaio, sulle note di ‘Nel blu dipinto di blu’, il celebre brano di Domenico Modugno. Alcuni presenti sugli spalti dello stadio hanno ripreso il momento con i propri smartphone, pubblicando i video sui social. In breve tempo, le immagini hanno iniziato a circolare online, svelando in anticipo uno dei momenti più attesi dello show inaugurale.
Nei filmati si vede chiaramente la popstar americana interpretare il celebre ‘Volare’ con grande intensità, affiancata da un’imponente scenografia luminosa. Una scelta non casuale, che rappresenta un chiaro omaggio alla cultura musicale italiana e alla città di Milano, visto che si tratta di uno dei brani più conosciuti al mondo.
Nonostante la riservatezza che solitamente circonda le prove di eventi di questa portata, i video pubblicati hanno finito per anticipare uno dei momenti clou della serata. Era noto che avrebbe cantato un brano italiano ma il titolo era stato tenuto segreto. L’attesa resta comunque altissima. La performance completa andrà in scena durante la cerimonia di apertura in programma venerdì 6 febbraio, quando San Siro si trasformerà nel palcoscenico principale dei Giochi invernali. (di Federica Mochi e Michele Antonelli)

Categoria: milano-cortina-2026/eventi
00:11
Proteine e dieta dopo i 50 anni, le 3 scelte per proteggere i muscoli
(Adnkronos) - Con l'avanzare dell'età, il corpo cambia in modo silenzioso ma significativo. Una delle trasformazioni più visibili – e spesso sottovalutate – è la perdita progressiva di massa e forza muscolare, un fenomeno noto come sarcopenia. Questo processo, che può avviarsi già dopo i 30 anni e accelerare dopo i 50, non riguarda solo l'estetica: influisce su forza, equilibrio, autonomia e qualità della vita. Per contrastarlo, diventano fondamentali l'attività fisica e l'alimentazione.
La sarcopenia è provocata da una combinazione di fattori: riduzione dell'esercizio, cambiamenti ormonali e minore efficienza nell'uso delle proteine da parte dell'organismo. Questi fattori contribuiscono a definire il quadro che caratterizza le condizioni di molte persone adulte: non si raggiunge il livello di proteine necessario per mantenere la massa muscolare, aumentando il rischio di fragilità e cadute.
"È importante conoscere le proteine e assicurarsi di assumerne a sufficienza, perché sono un elemento fondamentale del nostro corpo", spiega la professoressa Marily Oppezzo, Nutrizionista e Responsabile dello Stanford Lifestyle Medicine Nutrition Pillar. "Dobbiamo assumere abbastanza proteine ogni giorno per ottenere i nutrienti essenziali necessari per una salute e un funzionamento ottimali".
Per gli adulti oltre i 50 anni, la quantità di proteine consigliata è superiore a quella standard di 0,8 g per chilogrammo di peso corporeo, pensata solo per prevenire carenze. Gli studi più recenti suggeriscono che 1,0–1,2 g/kg al giorno (e in alcuni casi fino a 1,5 g/kg) può essere più efficace per conservare muscolo e funzione fisica, soprattutto se abbinato a esercizi di forza regolari.
- Yogurt naturale, fiocchi di latte e ricotta: i latticini ad alto contenuto proteico sono tra le scelte più pratiche. Lo yogurt naturale o greco, i fiocchi di latte (cottage cheese) e la ricotta si integrano facilmente in colazione, spuntini o pasti principali.
Oltre alle proteine, questi alimenti forniscono calcio, importante per la salute delle ossa – un altro aspetto critico con l'età. Le versioni più magre aiutano a controllare l'apporto di grassi saturi senza rinunciare alla qualità nutritiva.
- Uova intere. un concentrato di nutrienti ad alto valore biologico: le uova intere forniscono proteine con tutti gli aminoacidi essenziali e sono estremamente versatili in cucina. Per anni si è temuto l'effetto del tuorlo sul colesterolo, ma oggi la scienza riconosce che un consumo moderato di uova non rappresenta un rischio per la maggior parte delle persone, mentre contribuisce a vitamine e minerali necessari per una funzione metabolica sana.
- Pesce azzurro conservato: sardine, tonno e sgombro in scatola sono ottime fonti di proteine e di omega-3, grassi che supportano cuore, cervello e risposta infiammatoria. Perfetti per insalate, panini “smart” o piatti veloci, sono però più ricchi di sodio rispetto al pesce fresco, per cui è bene alternarli alle altre fonti proteiche.
Anche senza alimenti di origine animale è possibile soddisfare le esigenze proteiche. Legumi e cereali si completano a vicenda: combinati nel corso della giornata possono fornire tutti gli amminoacidi necessari. Soia, fagioli, lenticchie, ceci e piselli sono tra i protagonisti vegetali con maggiore resa proteica.
Oggi sono disponibili anche proteine vegetali isolate e shake proteici a base di pisello, soia o riso, che possono aiutare chi ha appetito ridotto o difficoltà a raggiungere i target nutrizionali solo con il cibo.
Le proteine non servono solo alla massa muscolare. Sono fondamentali per:riparare i tessuti;sostenere il sistema immunitario;produrre ormoni ed enzimi;mantenere il metabolismo efficiente.
Ecco perché aumentare l'apporto proteico dopo i 50 anni può portare benefici ben oltre la semplice forza fisica, soprattutto se integrato in uno stile di vita che include attività fisica regolare e allenamenti di resistenza.

Categoria: cronaca
00:09
Acqua frizzante per dimagrire? Può funzionare ma non è per tutti: i rischi
(Adnkronos) - L'acqua frizzante aiuta a dimagrire? Uno studio giapponese accende i riflettori sul contributo delle 'bollicine' agli sforzi di chi prova a perdere peso. Il tema, però, è più articolato. "L'entusiasmo per i potenziali benefici metabolici dell'acqua frizzante merita, a mio avviso, una riflessione più ampia che consideri la complessità dell'ecosistema intestinale e la letteratura scientifica preesistente, spesso di segno opposto rispetto al singolo studio citato", spiega all'Adnkronos Salute l'immunologo Mauro Minelli, docente di Nutrizione umana alla Lum, intervendo sulle qualità dell'acqua frizzante rilanciate dall'infettivologo Matteo Bassetti che ha citato una ricerca giapponese pubblicata sul 'British Medical Journal Nutrition'. "Affermare che l'anidride carbonica sia un alleato universale del metabolismo appare rischioso, specialmente se ignoriamo i meccanismi biochimici che legano la distensione gassosa alla salute della barriera intestinale".
"L'introduzione costante di gas esogeno può esacerbare quadri di sovracrescita batterica nel tenue (Sibo) - illustra Minelli -. La pressione meccanica sulle pareti intestinali non è un evento neutro: in presenza di squilibri del microbiota, favorisce la fermentazione e può contribuire al peggioramento della permeabilità intestinale (leaky gut), alterando le giunzioni serrate della mucosa".
C'è poi il nodo "risposta ormonale: esistono evidenze (come quelle pubblicate su 'Obesity Research & Clinical Practice') che indicano come la CO2 possa stimolare la secrezione di grelina, l'ormone dell'appetito, inducendo potenzialmente un effetto contrario alla perdita di peso nel lungo periodo".
"Semmai - suggerisce lo specialista - l'acqua frizzante potrebbe essere utilizzata, in modo sporadico e mirato, come stimolo temporaneo per la secrezione gastrica in soggetti con documentata ipocloridria o difficoltà digestive meccaniche, laddove una lieve stimolazione delle pareti dello stomaco possa favorire l'avvio del processo digestivo. Tuttavia, generalizzarne il consumo come 'elisir di salute' rischia di sottovalutare l'impatto che la distensione addominale ha su milioni di persone affette da sindrome dell'intestino irritabile o infiammazioni croniche di basso grado", conclude l'immunologo.

Categoria: salute
00:09
Usa-Russia, scade trattato New Start su armi nucleari. Mosca: "Non siamo più vincolati"
(Adnkronos) - La Russia non si sente più vincolata dal trattato New Start sulle armi nucleari che scade oggi, giovedì 5 febbraio. "Riteniamo che le parti del trattato non siano più vincolate da alcun obbligo o dichiarazione simmetrica nell'ambito del trattato", ha affermato il ministero degli Esteri russo in una dichiarazione.
Vladimir Putin, in ogni caso, ha assicurato che la Russia agirà in modo "responsabile" dopo la scadenza del trattato sul disarmo nucleare, firmato da Stati Uniti e Mosca a Praga l'8 aprile 2010. Il presidente russo lo ha detto a quello cinese Xi Jinping, come riferito dal consigliere diplomatico del presidente russo Yuri Ushakov durante una conferenza stampa, che ha poi aggiunto che il presidente russo "ha sottolineato che in questa situazione agiremo in modo ponderato e responsabile".
Nei giorni scorsi però Dmitrij Peskov, il portavoce presidenziale russo, aveva dichiarato ai giornalisti che "il mondo si troverà in una situazione più pericolosa di prima. Per la prima volta, Russia e Stati Uniti, che possiedono i più grandi arsenali nucleari del mondo, si troveranno senza un documento fondamentale che limiti e controlli tali arsenali".
Un qualsiasi accordo con la Russia, deve includere anche la Cina, per gli Stati Uniti. Lo aveva chiesto più volte Donald Trump, lo ha ribadito alla vigilia della scadenza del New Start, il suo segretario di Stato, Marco Rubio. "Il Presidente è stato chiaro. Non è possibile il controllo degli armamenti nel 21esimo secolo se non include in qualche modo la Cina. A causa del loro arsenale vasto e in crescita", ha spiegato.
Un pressante appello al disarmo è arrivato nella giornata di ieri da papa Leone. " Domani - ha ricordato il Pontefice a fine udienza generale - giunge a scadenza il trattato New Start sottoscritto nel 2010 dai presidenti degli Stati Uniti e della Federazione Russa che ha rappresentato un passo significativo nel contenere la proliferazione delle armi nucleari. Nel rinnovare l’incoraggiamento ad ogni sforzo costruttivo in favore del disarmo e della fiducia reciproca rivolgo un pressante invito a non lasciare cadere questo strumento senza cercare di garantirgli un seguito concreto e efficace".
"La situazione attuale - ha sottolineato Leone con preoccupazione- dice di fare tutto il possibile per scongiurare una nuova corsa agli armamenti che minaccia ulteriormente la pace tra le Nazioni . E’ quanto mai urgente sostituire la logica delle paura e della diffidenza con un’etica condivisa capace di orientare le scelte verso il bene comune e di rendere la pace un patrimonio custodito da tutti ".
Con la scadenza del New Start, e nessun negoziato in vista nel futuro, ha fine un'era iniziata più di 50 anni fa, nel 1972, con la firma da parte di Richard Nixon e Leonid Brezhnev del Trattato contro i sistemi anti missili balistici (Abm), e nel 1985 con Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov. Termina l'era delle lunghe trattative, delle delegazioni al lavoro per settimane sui dettagli, dei contatti informali fra scienziati dei due blocchi prima, per il controllo degli armamenti, testate e lanciatori strategici, nel caso degli Start, missili a corto e medio raggio, nel caso dell'Inf fatto decadere dagli Usa e poi dalla Russia, e la sospensione dei test nucleari.
Lo Start 1 era stato firmato da Mikhail Gorbaciov e George H. W. Bush nel 1991. Prevedeva limiti significativi al numero di testate nucleari di Usa e Urss e un sistema di ispezioni reciproche. Il New Start firmato a Praga nel 2010 da Barack Obama e Dmitry Medvedev era stato esteso nel 2021. Prevedeva il limite di 1.550 testate e 700 Icbm, missili balistici da sottomarino e bombardieri. Il New Start prevede anche il bando al dispiegamento di armi strategiche fuori dal territorio nazionale dei due Paesi firmatari.
Il mondo è così per la prima volta da decenni senza un quadro di regole, scambio di dati, controlli - quelli previsti dal New Start erano stati sospesi con il Covid e nel 2023 per decisione di Putin - e notifiche per la riduzione dei rischi. "La scadenza del New Start non riguarda davvero il New Start. Ma un modello più esteso di sfiducia e disinteresse nel controllo degli armamenti in generale", ha sottolineato Matt Korda, direttore del Nuclear Information Project della Federazione degli scienziati americani.
Il Consigliere per la politica estera del Cremlino, Yuri Ushakov, ha garantito che Mosca opererà in modo responsabile. Vladimir Putin aveva proposto il proseguimento informale dell'accordo, del rispetto dei suoi limiti quantitativi, non dei controlli e dello scambio di informazioni, Donald Trump aveva risposto parlando di una "buona idea", ma chiedendone l'estensione del formato alla Cina (Stati Uniti e Russia sono in possesso del 90 per cento delle armi nucleari, anche se la Cina, che non intende partecipare a negoziati per il controllo fino al raggiungimento della parità con gli Stati Uniti, ha raddoppiato in pochi anni il suo arsenale). Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, denuncia che "il mondo si troverà in una posizione più pericolosa di quanto non lo sia mai stato prima".
"Credo davvero che siamo ora sulla soglia di una nuova corsa agli armamenti. Non penso che ci sarà, con me in vita, un altro trattato con limiti ai numeri", ha dichiarato in una intervista al Financial Times James Acton, co-direttore del programma per le politiche nucleari del Carnegie Endowment for International Peace.
"Non puoi avere un trattato migliore dello stato generale delle relazioni fra le parti. Il fatto che non ci sia un trattato riflette quello che sta accadendo" in termini più generali fra Stati Uniti e Russia, ha spiegato Pavel Podvig, direttore del Russian Nuclear Forces Project."Il valore del trattato non era nei limiti ma nell'intero sistema di ispezioni, scambio di dati e notifiche. Se potessimo avere anche limiti più alti ma con tutto il meccanismo di trasparenza sarebbe comunque una buona soluzione", ha aggiunto l'analista.
Rose Gottemoeller, capo negoziatrice Usa del trattato come sottosegretaria per il controllo degli armamenti, si è espressa in favore dell'estensione di un altro anno. Gli Usa potrebbero trovarsi in una posizione più debole. "Possono aggiungere più testate di quanto possiamo fare noi".

Categoria: internazionale/esteri
00:08
Iran-Usa, dialogo prosegue ma Trump avverte: "Khamenei deve preoccuparsi"
(Adnkronos) - Il dialogo tra Stati Uniti e Iran prosegue tra mille difficoltà, mentre Donald Trump invia messaggi espliciti a Teheran: "Khamenei dovrebbe essere molto preoccupato", dice il presidente americano rivolgendosi alla guida suprema della repubblica islamica. Domani, in Oman, le parti si ritroveranno al tavolo per colloqui che hanno rischia di naufragare definitivamente nelle ultime 24 ore.
Le ricostruzioni accendono i riflettori sui nodi principali. Gli Usa avrebbero inizialmente bocciato l'Oman come sede alternativa a Istanbul, prima location scelta. Distanze anche su format e temi: Teheran vuole si discuta solo su nucleare, Washington punterebbe su un approccio allargato ad altri paesi della regione.
La rottura è stata scongiurata e il canale diplomatico rimane aperto, grazie a quanto pare all'intervento di "diversi leader del Medio Oriente" che "hanno fatto pressioni sull'amministrazione Trump affinché non portasse avanti la minaccia di abbandonare i colloqui", come ha riferito il portale Axios citando due fonti americane. La Casa Bianca, a stretto giro, ha confermato: si va avanti.
"Ci hanno chiesto di mantenere l'incontro ed ascoltare quello che hanno da dire gli iraniani, abbiamo detto agli arabi che faremo questo incontro se insistono, ma siamo molto scettici", ha spiegato una fonte, precisando che almeno nove Paesi della regione hanno contattato la Casa Bianca ai più alti livelli per chiedere agli Usa di non cancellare i colloqui. Un'altra fonte ha aggiunto che l'amministrazione Trump ha quindi deciso di svolgere i colloqui "in segno di rispetto" per gli alleati nella regione e "per continuare a perseguire la via diplomatica".
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, nelle stesse ore ha ufficializzato che i colloqui sul nucleare si svolgeranno regolarmente. "I colloqui nucleari con gli Stati Uniti sono fissati a Muscat per le 10 di venerdì -le parole ministro iraniano -. Sono grato ai nostri fratelli dell'Oman per aver adottato tutte le disposizioni necessarie".
L'ipotesi di un attacco degli Stati Uniti rimane sullo sfondo. L'ennesimo 'warning' arriva direttamente da Trump in un'intervista a Nbcnews. L'ayatollah Ali Khamenei "dovrebbe essere molto preoccupato", ha detto il presidente americano. Se Teheran prova a rianimare il proprio programma nucleare, colpito duramente dai raid americani lo scorso anno, Washington passerà all'azione. "Ho sentito che stanno" cercando di far ripartire il programma. "Se ci provano di nuovo, li rimanderemo al punto di partenza e dovranno rifare tutto: se ci provano, glielo faremo capire. Hanno cercato di tornare nei siti" colpiti nel 2025. "Non sono riusciti nemmeno ad avvicinarsi, c'è stata una distruzione totale. Stavano pensando di creare un nuovo sito in una zona diversa del paese, lo abbiamo scoperto. E ho detto 'se lo fate, vi faremo cose terribili'", ha detto Trump.
All'inizio dell'anno, il presidente degli Stati Uniti aveva promesso aiuti ai manifestanti scesi in piazza contro il regime. Le proteste sono state represse nel sangue, migliaia di persone hanno perso la vita. Per Trump, gli aiuti sono stati comunque efficaci: "Abbiamo sostenuto le proteste, il paese è nel caos in questo momento a causa nostra. Ora abbiamo pace in Medioriente, se non avessimo cancellato il programma nucleare" in Iran, "non avremmo la pace ora. I paesi arabi temevamo enormemente l'Iran".

Categoria: internazionale/esteri
23:36
Lucca, monossido di carbonio uccide famiglia: 4 morti
(Adnkronos) - Un’intera famiglia è rimasta vittima del monossido di carbonio oggi, mercoledì 4 febbraio, in un’abitazione in località Rughi nel comune di Porcari, in provincia di Lucca. I morti sono quattro, si apprende dal 118, con una quinta persona che è stata portata in codice rosso all’ospedale Cisanello di Pisa.
Anche i tre carabinieri che sono entrati nella casa si sarebbero leggermente intossicati. Poco dopo le 22 di questa sera sono intervenuti i sanitari con l’automedica di Lucca; le ambulanze della Croce Rossa di Lucca, della Croce Verde di Porcari,,della Misericordia di Santa Gemma Galgani; Carabinieri. I vigili del fuoco sono entrati nell’appartamento per cercare di salvare le persone insieme ai Carabinieri.
Era stato allertato anche l’elisoccorso Pegaso, ma - constatato il decesso delle quattro persone - è stato “rimandato indietro”, come hanno precisato dal 118.

Categoria: cronaca
23:31
Usa, Trump contro la Nike: "Discrimina lavoratori bianchi"
(Adnkronos) - La Nike finisce nel mirino dell'amministrazione Trump. La Equal Employment Opportunity Commission, l'agenzia federale che tutela le pratiche di assunzione, ha avviato un'indagine nei confronti del gigante dell'abbigliamento sportivo per discriminazione nei confronti dei lavoratori bianchi. E' la prima volta che l'agenzia prende di mira una grande azienda. Lo riporta il New York Times. Le iniziative a favore della diversità avrebbero costituito un fattore di discriminazione dei lavoratori bianchi.
L'indagine è la prima importante azione legale annunciata dalla commissione sotto la presidenza di Andrea Lucas, che ha preso di mira i programmi di diversità, equità e inclusione fin dall'assunzione dell'incarico lo scorso anno.

Categoria: internazionale/esteri
22:44
Prati segna di testa, l'arbitro annulla il gol: cos'è successo in Inter-Torino
(Adnkronos) - Episodio arbitrale in Inter-Torino. Oggi, mercoledì 4 febbraio, i nerazzurri hanno sfidato i granata nei quarti di finale di Coppa Italia. Sul punteggio di 2-1, al 74', la squadra di Baroni riesce a trovare il pareggio, completando così la rimonta da 2-0, ma l'arbitro annulla tutto per fuorigioco. Ma cos'è successo a Monza?
Nelle fasi finali del match il Torino alza il pressing a caccia del pareggio, dopo che un gol di Kulenovic aveva riaperto i giochi dopo il doppio vantaggio nerazzurro firmato Bonny e Diouf. Al 74', i granata vanno di nuovo in rete: sugli sviluppi di un calcio di punizione, un cross al centro coglie impreparata la difesa di Chivu e trova Prati, appena arrivato nel mercato di gennaio, tutto solo in area. Il centrocampista colpisce di testa e infila Martinez sul secondo palo, firmando così il 2-2.
L'esultanza dei tifosi del Torino però è strozzata in gola. L'assistente alza la bandierina, segnalando il fuorigioco e l'arbitro Marchetti annulla quindi la rete. Le immagini mostrano infatti il piede del centrocampista granata che parte oltre l'ultimo uomo nerazzurro, in questo caso Pio Esposito, allineato con la linea alta della difesa nerazzurra. Dopo un rapido check con il Var, la decisione viene quindi confermata.

Categoria: sport
22:31
Usa, Tajani: "Accordo su minerali critici segnale importante multilateralismo e cooperazione"
(Adnkronos) - Washington - È stata una scelta importante, sostiene il ministro degli Esteri Antonio Tajani, quella di essere venuti a Washington per partecipare alla prima riunione ministeriale, voluta dall’amministrazione Trump, sui minerali critici. Un incontro che ha portato ad un accordo firmato fra l’Unione Europea, gli Stati Uniti e il Giappone sulla questione delle terre rare e degli altri minerali. “Una strategia comune per quanto riguarda le materie prime, che rappresentano uno strumento fondamentale per la competitività del nostro sistema imprenditoriale quindi una strategia americana, europea, giapponese, come tanti altri paesi, anche paesi africani. Significa poter garantire alle nostre imprese maggior competitività e una riduzione dei costi per l'acquisto delle materie prime”, ha affermato il ministro.
Un Italia protagonista nella politica estera, secondo Tajani, come nel settore industriale e commerciale. “Questo è un riconoscimento che ci arriva a tutti quanti, mi sembra che oggi abbiano dato ampio riconoscimento al ruolo dell'Italia, quindi sono molto soddisfatto di questa riunione, questo ci impegna a fare ancora di più per favorire la crescita e che la nostra economia possa essere sempre più fiorente, nonostante le difficoltà, nonostante le guerre, nonostante i dazi”.
In particolare, l’incontro di oggi sui minerali critici è stato un segnale importante, secondo Tajani, verso il multilateralismo e la cooperazione internazionale. Non un semplice incontro economico, ma anche una riunione politica, visto la presenza dei ministri degli esteri. “Certamente l'incontro di oggi non è un’operazione isolazionista, è la voglia di coinvolgere tanti paesi importanti in una scelta che per gli americani è fondamentale, ma è altrettanto fondamentale per noi”, ha detto il ministro.
Il ministro ha fornito maggiori informazioni sull’attacco cibernetico di matrice russa contro alcuni siti web del Ministero degli Esteri – incluso quello dell’ambasciata italiana a Washington – e degli hotel di Cortina, dove si svolgono i giochi olimpici. Un attacco che è stato sventato prima che potesse fare danni, preservando i dati riservati presenti nel Ministero. “È stato respinto al mittente, grazie anche allo straordinario lavoro che abbiamo fatto con la riforma del Ministero degli Esteri, dove c’è una direzione generale della sicurezza e dove c’è anche una sala operativa alla Farnesina dedicata soltanto al contrasto di attacchi cibernetici”, ha affermato Tajani.
Il ministro degli Esteri condivide la posizione del primo ministro Giorgia Meloni sulla possibilità di dare il Premio Nobel per la Pace a Donald Trump. Se si arrivasse alla pace in Medio Oriente e tra Ucraina e Russia grazie alla mediazione Usa, allora meriterebbe il Nobel, secondo Tajani. “Sono convinto che questo sia giusto”. Il vicepremier ha ribadito che l’Italia ha la propria politica estera e sostiene quella americana per quanto riguarda il tentativo di costruire la pace in Medio Oriente, Gaza, e tra Ucraina e Russia. Allo stesso tempo, Tajani ha ribadito: “Quando ci sono delle cose che non condividiamo, le abbiamo dette. L'abbiamo detto sulla Groenlandia, l'abbiamo detto per quanto riguarda l'impegno dei nostri militari alla Nato. Siamo amici e alleati, ma sempre a testa alta e schiena dritta.”
Tajani ha affrontato anche il nodo dei negoziati tra Usa e Iran. “Il problema non è tanto la location. Io ho parlato oggi anche con il ministro degli esteri dell’Oman, che era qui a Washington. E ho parlato ieri con il ministro degli esteri Fidan, il turco, il ministro degli esteri egiziano, il ministro degli esteri e il primo ministro del Qatar per sostenere ogni tipo di mediazione per scongiurare una nuova guerra in Iran”, ha spiegato Antonio Tajani ai giornalisti italiani presenti all’ambasciata italiana dopo la riunione ministeriale. L’Italia è impegnata nel promuovere la pace e scongiurare che gli Stati Uniti attacchino l’Iran. Allo stesso tempo, spiega il vicepremier: "Certo se poi con i droni attaccano le navi americane, i Pasdaran cercano di dirottare il mercantile americano. Certamente tutte queste cose invece di facilitare il dialogo, lo rendono più complicato. E quando si vuole avere un dialogo, non bisogna dare dei segni d’aggressività, ma segni di disponibilità". Tajani e il governo italiano sperano che il dialogo prevalga, e incoraggiano tutti i mediatori, ovvero l’Oman, il Qatar, l’Egitto e la Turchia ad andare avanti nel loro percorso, con l’obiettivo di raggiungere la pace. "Ovvio che se l’Iran e i Pasdaran danno segni di aggressività nei confronti degli americani, la risposta americana non può essere positiva”, ha sottolineato Tajani. (di Iacopo Luzi)

Categoria: internazionale/esteri
22:00
Issiaka Kamate, chi è giovane esterno dell'Inter che ha firmato un assist al debutto
(Adnkronos) - Issiaka Kamate si prende l'Inter. Oggi, mercoledì 4 febbraio, il giovane esterno nerazzurro ha esordito in prima squadra nella sfida contro il Torino, valida per i quarti di finale di Coppa Italia. Kamate si è fatto notare già nel primo tempo, dimostrando di non sentire particolarmente pressioni ed emozioni, e confezionado l'assist per il gol del vantaggio di Bonny al 35'.
L'esterno francese ha sprintato sulla destra, superando un avversario in dribbling e mettendo un cross perfetto a centro area per il colpo di testa vincente dell'ex centravanti del Parma. Ma chi è Kamate?
Issiaka Kamate è un esterno francese, di stampo offensivo, di 21 anni, classe 2004, nato ad Aulnay-sous-Bois, nella periferia di Parigi. Dopo aver iniziato a giocare in due squadre locali è stato notato dagli scout dell'Inter, che lo hanno portato in Italia. Qui Kamate ha fatto tutta la trafila nel settore giovanile nerazzurro, arrivando fino alla Primavera, dove è stato allenato proprio da Cristian Chivu, e diventando punto fermo dell'Under 23.
Nell'ultima stagione l'Inter lo ha girato in prestito prima in Portogallo, all'AVS FS, e poi al Modena, in Serie B, club con cui i nerazzurri hanno un rapporto privilegiato, come dimostra l'operazione che ha portato a Milano Yanis Massolin. Tornato dal presito Kamate diventa punto fermo dell'Under 23 in Serie C ed entra nel giro della prima squadra, trovando oggi l'esordio, e il suo primo assist, con l'Inter 'dei grandi'.

Categoria: sport
21:24
Hamleys, finisce favola in Italia: chiusi negozi brand di giochi più antico del mondo
(Adnkronos) - Hamleys abbassa i battenti in Italia. Aperti neanche qualche anno fa in pompa magna, gli store di Milano, Roma e Bergamo chiudono i battenti tra le proteste dei lavoratori, oltre che la delusione dei bambini. Situazione incerta anche per lo store di Pompei unico sul web a risultare operativo ma, a quanto si apprende dai lavoratori, è stato il primo a non essere più direttamente gestito da Giochi Preziosi, che aveva la concessione del marchio.
Brand di giocattoli più antico del mondo, con il primo negozio aperto a Londra da William Hamley nel 1760, fornitore ufficiale di dolls e trenini per gli eredi di Casa Windsor, il gruppo doveva espandersi in tutta Italia ma la crisi ha avuto la meglio. Eppure nello scorso esercizio il fatturato del colosso Uk era salito da 51,4 a 53,3 milioni di sterline ma era stata comunque disposta la chiusura di 29 negozi Oltremanica per contenere i costi.
In Italia, il negozio di Milano aveva aperto il 14 settembre del 2023, quello della Capitale il 14 marzo del 2024 con inaugurazioni da favola, è il caso di dirlo. Lo stop alle attività è operativo da ieri gettando i lavoratori nello sconforto per una decisione resa esecutiva nell'arco di 48 ore, sostengono fonti sindacali interpellate dall'Adnkronos. "Una decisione improvvisa, comunicata ai lavoratori e alle lavoratrici nel fine settimana dal gruppo Giochi Preziosi, che controlla il marchio nel nostro Paese", attacca l'Unione sindacale di base, Usb.
"La società fa sapere che è stata disposta la chiusura degli esercizi commerciali di Hamleys per fronteggiare una situazione di temporanea difficoltà economico-finanziaria e che si intende accedere a uno strumento di regolazione della crisi", si legge in una nota dell'Usb. "Una doccia fredda. Un fulmine a ciel sereno che ha lasciato decine di persone in balia di dubbi, paure e totale assenza di garanzie occupazionali. Nessuna chiarezza sul futuro, nessuna prospettiva concreta, nessuna tutela reale per chi ogni giorno ha garantito professionalità, impegno e qualità del servizio, con il forte sospetto che siano state attivate tardivamente le procedure previste", attacca la sigla sindacale.
"Non resteremo inermi davanti a scelte aziendali calate dall’alto e comunicate con tempi indegni. Pretendiamo trasparenza immediata, un confronto vero e soluzioni che salvaguardino i posti di lavoro. Come organizzazione sindacale ci attiveremo da subito per fare piena luce su quanto sta accadendo e per mettere in campo ogni strumento utile alla difesa delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti. Nessuno deve essere lasciato solo", conclude.

Categoria: economia
21:09
Pacchetto sicurezza, 'lente' del Quirinale su scudo e fermo preventivo
(Adnkronos) - La difficile gestazione del pacchetto sicurezza entra nelle sue ore decisive, tra limature tecniche, confronti nella maggioranza e un dialogo costante con il Quirinale. Il Consiglio dei ministri, inizialmente previsto per oggi e rinviato a oggi pomeriggio, 5 febbraio, - ufficialmente per consentire al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi di intervenire in Senato sulle comunicazioni relative ai fatti di Torino - arriva al termine di un percorso ancora segnato da aggiustamenti dell'ultima ora.
Il testo resta infatti al centro di un negoziato tecnico serrato, con alcuni nodi irrisolti. Nel pomeriggio la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dopo il colloquio con il primo ministro ceco Andrej Babiš, avrebbe incontrato il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini per fare il punto sulle misure e sulle questioni ancora aperte. Un incontro confermato in ambienti leghisti, che segnala come il baricentro del confronto resti saldamente interno alla maggioranza. In parallelo, prosegue il canale di interlocuzione con il Colle. In mattinata il sottosegretario Alfredo Mantovano è stato ricevuto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nell'ambito di un confronto sulle norme più sensibili, che ha già portato a correzioni e contribuito al rinvio tecnico del Cdm.
L'impianto del pacchetto, atteso domani all'esame del Consiglio dei ministri, si articola in due testi distinti: un decreto-legge per le misure considerate urgenti e un disegno di legge destinato a un iter parlamentare più lungo. Nel Dl confluiranno gli interventi immediatamente operativi in materia di ordine pubblico e sicurezza urbana: dal fermo preventivo in vista delle manifestazioni, alla stretta sulla vendita di armi bianche ai minori; allo scudo penale per gli operatori delle forze dell'ordine - esteso anche ad altre categorie lavorative, tra cui medici o giornalisti, come ampliamento della legittima difesa -, anche se rimarrebbero le perplessità del Quirinale sul rischio di creare una trattamento speciale per alcune categorie, escludendo la generalità dei cittadini in caso di legittima difesa. Previsto poi il rafforzamento delle zone rosse urbane e dei Daspo, fino all'introduzione di un illecito specifico per chi fugge all'alt delle forze di polizia in modo pericoloso.
Restano invece fuori dal decreto le norme più controverse. È definitivamente accantonata la previsione della cauzione per le manifestazioni, fortemente voluta dalla Lega ma osteggiata da Fratelli d'Italia e Forza Italia e oggetto di rilievi di natura costituzionale. Salvini ha riconosciuto che la misura non rientrerà nel decreto per l'assenza dei requisiti di necessità e urgenza, ribadendo però l'obiettivo di portarla a compimento entro la fine della legislatura.
Nel disegno di legge dovrebbero invece trovare spazio le misure di carattere strutturale: dall'inasprimento delle pene per alcuni reati contro il patrimonio, alle norme sulla criminalità giovanile (queste ultime potrebbero rientrare anche nel Dl) e sulla responsabilizzazione dei genitori dei minori coinvolti in atti di delinquenza, fino al capitolo più delicato sui flussi migratori. È su questo terreno che si sarebbero concentrate alcune delle perplessità più significative del Quirinale. In particolare sulle espulsioni, rispetto alle quali il Colle avrebbe chiesto garanzie adeguate in termini di possibilità di impugnazione dei provvedimenti.
Quanto al fermo preventivo, i tecnici del Quirinale avrebbero invece sollevato due ordini di rilievi: da un lato la durata del trattenimento, fissata in 12 ore; dall'altro la necessità di ancorare la misura a presupposti chiari e puntuali di pericolosità, evitando formulazioni troppo ampie. Secondo quanto riferito da fonti di governo, che definiscono "positivo" il confronto con il Colle più alto, non è escluso che il capitolo migranti possa essere ulteriormente spacchettato, con la presentazione di un nuovo disegno di legge dedicato esclusivamente al tema.
"Abbiamo fatto un lavoro molto ragionevole e molto equilibrato, altrimenti prenderemo atto dei rilievi fatti", ha detto il ministro Piantedosi lasciando il Senato, sintetizzando il clima che accompagna la vigilia del Cdm. Un equilibrio ancora in costruzione, che spiega perché il pacchetto sicurezza arrivi al traguardo solo dopo una gestazione più complessa del previsto. (di Antonio Atte)

Categoria: politica
21:05
Laura Pausini, nel nuovo album duetti con Annalisa e la voce di Lucio Dalla
(Adnkronos) - Un tributo ai cantautori e ai compositori ma soprattutto un atto d’amore verso la musica e la sua storia. Laura Pausini torna con l’album ‘Io Canto 2’, che segue le orme del successo del disco di cover, ‘Io canto’, pubblicato nel 2006 per omaggiare i grandi successi italiani e farli conoscere all’estero. Il nuovo album uscirà venerdì prossimo, a vent’anni di distanza dal primo ‘Io Canto,’ il disco che la consacrò definitivamente anche a livello internazionale, in un progetto che è ormai diventato parte della sua identità artistica. Allora fu un omaggio alla grande canzone italiana, capace di portarla fino allo storico concerto a San Siro del 2 giugno 2007, prima donna a riempire lo stadio davanti a 70mila spettatori. Oggi, ‘Io canto 2’ nasce con le stesse intenzioni ma con la maturità di un’artista che ha attraversato generazioni e oltrepassato i confini linguistici.
“Il secondo capitolo di ‘Io Canto’ arriva vent’anni dopo il primo - spiega Pausini -. Vent’anni in cui siamo cambiati, cresciuti, innamorati ancora della musica. Oggi come allora c’è una sola ragione per cui si sceglie di omaggiare una canzone, il suo autore o il suo interprete: l’amore. In questo disco mi sento come Giovanna D’Arco, senza armature ma con il microfono in mano, perché quando la musica chiama, io rispondo. Pronta a difendere senza paura tutto ciò che amo, e io credo nelle canzoni. Credo nella musica, che va protetto da chi vive per lei. La musica può essere accusata, giudicata, fraintesa, sottovalutata, ma noi artisti siamo qui per schermarla. Siamo un esercito disarmato, armato solo della bellezza dell’arte, che resta l’arma più rivoluzionaria di tutte”.
‘Io canto 2’ è un viaggio nella storia della musica italiana e internazionale. Un tributo che va dagli anni Sessanta ai giorni nostri, intrecciando stili e lingue. L’album include reinterpretazioni di classici intramontabili e successi contemporanei, passando per adattamenti in portoghese, francese, tedesco e inglese. Tra i momenti più significativi spiccano i duetti con grandi protagonisti della scena musicale: a partire da Ana Carolina e Ferrugem sulle note di ‘Quem de nós dois’, cover del brano di Gianluca Grignani ‘La mia storia tra le dita’, che ha sollevato diverse polemiche con il cantante nei mesi scorsi, e della quale Pausini spiega: “Le grandi canzoni vanno ascoltate, cantate e fatte vivere per sempre, e Ana Carolina nel 2001 ha scritto e interpretato una versione inedita de La mia storia tra le dita, che ho voluto omaggiare cantandola proprio insieme a lei e a Ferrugem:, due voci iconiche brasiliane in un trio che si incontra per la prima volta, unendo l’Italia e il Brasile, paese a cui sono molto legata”.
Tra le collaborazioni nell'album spiccano quella con Annalisa, con la quale Pausini duetta sulle note di ‘Ma che freddo fa’ di Nada, e Julien Lieb, con il quale canta ‘La dernière chanson (Due vite)’, cover del brano sanremese di Marco Mengoni, diventato un caso sui social. “Ma che freddo fa è un brano malinconico, che racconta cos’è la vita senza l’amore, con il freddo come metafora dell’assenza - dice Pausini - un albero che foglie non ha più. Ho sempre amato la voce di Nada, il suo modo di essere riassume una grande personalità. E ho sempre amato le donne della musica italiana con un carattere forte, per questo ho voluto al mio fianco Annalisa, che mi ricorda quanto sia importante per noi artiste non dimenticare chi ci ha portate fino a qui. L’arrangiamento di questo brano unisce vari mondi: il reggaeton, il mondo arabo e chiaramente la scrittura italiana”.
Commovente anche l’incontro con Lucio Dalla in 'Felicità', che unisce simbolicamente due pilastri della musica italiana. "Interpretare Felicità con la voce unica di Lucio Dalla è stato un modo speciale per dialogare con la sua straordinaria arte e far rivivere le emozioni di questo classico senza tempo - racconta la cantante -. Ero molto legata a Lucio che è stato anche il primo artista italiano famoso a farmi i complimenti quando facevo pianobar a Bologna e non avevo ancora compiuto 10 anni. Non dimenticherò mai le sue parole di allora che conservo nei miei momenti di felicità". La focus track del progetto è '16 Marzo' con Achille Lauro, nuovo singolo in rotazione radiofonica dal 6 febbraio. Una collaborazione nata da una stima reciproca, come racconta la stessa Pausini: “Lauro mi ha colpita dal suo primo Sanremo. Abbiamo lavorato insieme a un arrangiamento che rappresentasse entrambi". Parole condivise anche dall’artista romano: “Laura è un’artista iconica ed è l’unica che si è costruita un ecosistema e una carriera globale da più di 30 anni. È un onore condividere con lei questo percorso”. Il brano è accompagnato da un videoclip diretto da Gabriele Savino (xPuro), disponibile dal pomeriggio del 6 febbraio insieme alla release dell’album.
Tra i brani interpretati da Pausini nel nuovo disco figurano anche l’omaggio a Madonna con ‘La isla bonita’, e le cover di ‘Ritorno ad amare’ di Biagio Antonacci, ‘Quanno chiove’ di Pino Daniele, ‘Dettagli’ di Ornella Vanoni, ‘Immensamente’ di Umberto Tozzi, ‘Hai scelto me’ di Zucchero ed ‘E poi’ di Giorgia. Nel disco figurano anche ‘Já sei namorar’ di Tribalistas e ‘Un senso’ di Vasco Rossi. “Per me è il più grande artista che abbiamo in Italia - racconta Pausini - il primo disco che ho comprato nella mia vita è stato ‘Gli spari sopra’, il primo autografo che ho chiesto è stato quello il suo, che conservo, scritto nella cartolina del ristorante dove facevo pianobar (ora esposto nel Laura Pausini Official Museum, ndr) e mi sento onorata di essere sua amica oltre che sua grandissima fan. Mi sono consultata con lui per la scelta della canzone da interpretare per Io canto 2, avendolo già omaggiato con Anima fragile in Io canto del 2006. Ho fatto più di 10 provini di sue canzoni, ho scelto quella con il testo a cui mi sento più legata, e che ha davvero un senso con la mia vita”.
Tra i brani di ‘Io canto 2’ ci sono anche ‘Non sono una signora’ di Loredana Bertè, ‘Ci vorrebbe il mare’ di Marco Masini e poi solo nella versione deluxe del disco ‘Wenn du an Wunder Glaubst’ di Mina ‘Fratello sole sorella luna’ di Claudio Baglioni ispirata al Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi, che Pausini ha regalato a Papa Leone XIV, ‘O céu dentro de um quarto’, adattamento in portoghese de ‘Il cielo in una stanza’ di Gino Paoli, ‘Il cielo in una stanza’ nella versione di Mina e sempre della Tigre di Cremona ‘This World We Love In’. Il 2026 si apre così come un anno simbolico per Laura Pausini, non solo sul piano discografico. Il 6 febbraio sarà protagonista della cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 a San Siro, un evento che la vede ancora una volta ambasciatrice della musica italiana nel mondo. Nello stesso periodo tornerà anche sul palco del Teatro Ariston, affiancando Carlo Conti nella conduzione della 76esima edizione del Festival di Sanremo. Un impegno istituzionale e culturale che conferma il suo ruolo centrale nello spettacolo italiano.
Dopo 'Anime Parallele', pubblicato tre anni fa, 'Io canto 2' rappresenta una nuova tappa nella sua evoluzione. A marzo 2026 arriverà anche la versione spagnola, 'Yo canto 2', dedicata ai grandi autori latinoamericani, a testimonianza di un legame profondo con il pubblico ispanoamericano che da anni la incorona come icona. Parallelamente prenderà il via l’'Io canto / Yo canto World tour 2026/2027', undicesima tournée mondiale della sua carriera: un progetto ambizioso, con due show differenti, due set list e due produzioni visive distinte. Il tour partirà dalla Spagna il 27 marzo prossimo, attraverserà l’America Latina, gli Stati Uniti, il Canada, per poi tornare in Europa e in Italia, fino ai grandi show negli stadi nel 2027. Con oltre 75 milioni di dischi venduti, più di 6 miliardi di streaming, Grammy Awards, Latin Grammy, Golden Globe e una carriera senza precedenti per un’artista italiana, Laura Pausini continua così a reinventarsi rimanendo fedele al suo stile. (di Federica Mochi)

Categoria: spettacoli
20:35
Libia, "con la morte Saif al-Islam la Russia perde un punto di riferimento"
(Adnkronos) - La morte di Saif al Islam, figlio di Muammar Gheddafi, rappresenta "una decapitazione importante di quello che resta dell'ex regime" del colonnello, quindici anni dopo l'inizio della rivolta contro il dittatore, la sua cattura e uccisione. E soprattutto è un nuovo, brutto colpo per la Russia, che aveva nel secondogenito del colonnello "un punto di riferimento": a lui Mosca - vicina all'ex regime - ha sempre guardato negli anni scorsi come a una figura alternativa in Libia, oltre a Khalifa Haftar, l'uomo forte dell'est. Cosi fonti a Tripoli commentano con l'Adnkronos l'ultimo colpo di scena nel Paese nordafricano, dove sulla morte di Saif al Islam si rincorrono più ipotesi, escludendo per il momento rischi di un'ulteriore destabilizzazione.
Per l'uccisione di colui che era considerato il 'delfino' si parla del coinvolgimento della Brigata 444 di Mahmoud Hamza, alleata del governo del premier Abdulhamid Dbeibah, che però ha smentito la presenza dei suoi uomini a Zintan, dove Saif è stato ucciso, fino a un ruolo di Saddam Haftar, uno dei figli del generale, vice comandante dell'Esercito nazionale libico, che considera gli ex gheddafiani una minaccia al suo 'clan'. Tanto che fu proprio lui nel 2021, quando Saif al Islam si presentò alle presidenziali (che non si tennero mai), a cercare di fare di tutto per ostacolare la sua candidatura.
Senza tralasciare, sottolineano le fonti, una competizione 'famigliare': il più giovane Saddam, che conterebbe sul sostegno di Stati Uniti e Turchia, ha scalzato ai vertici dell'Lna il fratello maggiore Khaled, sostenuto dalla Russia, che si è dovuto accontentare del ruolo di capo di Stato maggiore.

Categoria: internazionale/esteri
20:02
Cuba, allarme di Guterres: "La crisi umanitaria rischia di precipitare senza rifornimenti di petrolio"
(Adnkronos) - La crisi umanitaria a Cuba "si aggraverà e rischia di precipitare se i rifornimenti di petrolio non saranno soddisfatti", ha denunciato il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, che ha espresso, attraverso il suo portavoce, "estrema preoccupazione". Donald Trump ha minacciato di imporre dazi sui Paesi che vendono petrolio a Cuba, dopo aver bloccato i rifornimenti dal Venezuela e, come ha detto lunedì, anche del Messico che sarebbe disposto a fermare le esportazioni di greggio dirette all'Avana.
Un'ulteriore stretta comporterebbe infatti un impatto devastante sulle già fragili condizioni del Paese, sotto embargo Usa da oltre 60 anni. Dal petrolio dipende quasi completamente - nonostante la presenza di pannelli fotovoltaici - l'energia elettrica dell'Isola il cui uso è già da tempo contingentato. Non solo. I pochi e precari trasporti interni rischierebbero di fermarsi aggravando la crisi alimentare già presente in vaste aree dell'Isola per la mancata distribuzione interna di cibo e inciderebbe anche sulla distribuzione dei già insufficienti medicinali e generi di prima necessità di cui Cuba dispone.
Del resto Trump sembra puntare proprio al collasso dell'Isola. "Penso che cadrà da sola", ha affermato all'inizio dell'anno dopo il blitz per il rapimento di Maduro in Venezuela.

Categoria: internazionale/esteri
19:59
'Cecchini del weekend' a Sarajevo, indagato per omicidio un 80enne di Pordenone
(Adnkronos) - Un ottantenne, ex autotrasportatore, è indagato per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti e futili nell'inchiesta della Procura di Milano sui 'cecchini del week end', cittadini stranieri che pagavano per andare a sparare ai civili a Sarajevo tra il 1993 e il 1995 durante la guerra nell'allora Jugoslavia. L'uomo ha ricevuto un invito a comparire per essere interrogato nei prossimi giorni dal pm Alessandro Gobbis.
L'anziano, che vive in provincia di Pordenone, si sarebbe vantato con dei conoscenti di essere stato tra coloro che andavano a uccidere oltre confine.

Categoria: cronaca
19:41
Omicidio Cristina Mazzotti, condannati all'ergastolo due imputati per il delitto del 1975
(Adnkronos) - La Corte d'Assise di Como ha condannato all'ergastolo gli imputati Giuseppe Calabrò e Demetrio Latella per l'omicidio aggravato di Cristina Mazzotti, 18 anni, di cui si persero le tracce nel 1975 a Eupilio, in provincia di Como. Assolto dall'imputazione riqualificata Antonio Talia "perché non ha commesso il fatto"; la corte ha anche dichiarato il "non doversi procedere" nei confronti degli imputati Calabrò e Latella per il reato di sequestro di persona a scopo di estorsione "perché il reato è estinto per intervenuta prescrizione".
Il collegio presieduto dal giudice di Como Carlo Cecchetti ha dichiarato gli imputati Calabrò e Latella "interdetti in perpetuo dai pubblici uffici e in stato di interdizione legale durante l'esecuzione della pena" e ha fissato una provvisionale (in solido tra i due condannati) di 600mila euro per ciascuna delle parti civili, Marina e Vittorio Mazzotti, rappresentate dall'avvocato Fabio Repici La corte d'Assise di Como ha indicato il termine di 90 giorni per il deposito della motivazione.
Era il 1° luglio 1975 quando Cristina Mazzotti - che stava rientrando nella villa di famiglia dopo aver festeggiato il diploma insieme ad amici - venne prelevata da un gruppo di banditi. Il giorno successivo al padre, un industriale dei cereali, furono chiesti 5 miliardi di lire di riscatto. L'uomo riuscì a raccogliere un miliardo e 50 milioni e li lasciò ai rapitori in cambio della liberazione della figlia. Il primo settembre, però, la giovane venne trovata morta in una discarica. Per il sequestro e l'omicidio di Mazzotti, il primo dell'Anonima sequestri nel Nord Italia, nel 1977 vennero condannate 13 persone, di cui otto all'ergastolo. Tra questi non c'erano però gli esecutori materiali, dato che l’impronta di un palmo e due impronte digitali raccolte sull'auto della giovane dalla Scientifica risultarono inutili con le conoscenze scientifiche di allora.
Nel 2007 la Banca dati digitale della Polizia abbinò una di quelle impronte al reggino Latella, che aveva già alle spalle una lunghissima detenzione. Il gip ne respinse l'arresto per mancanza di esigenze cautelari, ma Latella ammise di aver sequestrato Cristina Mazzotti e disse di averlo fatto insieme a Giuseppe Calabrò e Antonio Talia, che invece negarono tutto. Nel 2012 il fascicolo fu archiviato, tre anni dopo, però, la Cassazione dichiarò imprescrittibile il reato di omicidio volontario e, grazie all'esposto presentato dall'avvocato della famiglia, la procura ha aperto una nuova inchiesta. Se per la pubblica accusa tutti gli imputati avrebbero partecipato al progetto di rapire la 18enne, oggi arriva la prima sentenza che assolve Talia e condanna all'ergastolo gli altri due.

Categoria: cronaca
19:14
Trump, ergastolo all'uomo che ha tentato di uccidere il presidente
(Adnkronos) - Ergastolo per Ryan Routh, l'uomo condannato lo scorso anno per aver tentato di uccidere l'allora candidato alla presidenza Donald Trump nel suo golf club di West Palm Beach nel settembre del 2024. È stata quindi accolta la richiesta dei procuratori per i quali "i crimini di Routh meritano indubbiamente la condanna a vita, dal momento che nel corso di mesi ha intrapreso passi per uccidere un importante candidato presidenziale, dimostrando la volontà di uccidere chiunque si mettesse sulla sua strada e da allora non ha espresso né rammarico né rimorso per le sue vittime".
Nell'annunciare la sentenza, la giudice federale Aileen Cannon ha definito Routh "un uomo malvagio". Routh si è difeso da solo durante il processo, cercando di affermare che non vi era stato nessun crimine perché lui non aveva sparato un colpo, passando nella sua arringa dal 6 gennaio all'Ucraina ai padri fondatori. Dopo essere stato condannato lo scorso settembre, si è poi pugnalato al collo con una penna. Lo psichiatria che ha condotto una perizia prima del processo ha stabilito che non vi erano basi per dichiarare "l'incompetenza" dell'imputato, ma ha stabilito che Rout soffre di disturbi bipolari e disordine narcisistico di personalità.
L'avvocato di ufficio che è stato nominato per l'udienza della sentenza ha affermato che Routh "non ha commesso un atto di terrorismo", chiedendo una condanna a 20 anni e la garanzia che gli vengano fornite cure psichiatriche.
Routh era stato fermato il 15 settembre dopo che un agente del Secret Service si era accorto che era appostato tra i cespugli del campo da golf, puntando un fucile contro Trump e un altro agente. Allora Trump era candidato alla presidenza degli Stati Uniti, sarebbe stato eletto per la seconda volto solo il gennaio successivo.
Il suo arresto è avvenuto esattamente due mesi dopo l'attacco di Butler, in Pennsylvania, dove un uomo ha aperto il fuoco durante un comizio di Trump, ferendo all'orecchio destro il candidato ed uccidendo uno spettatore. L'attentatore, Thomas Matthew Crooks, venne ucciso da uno dei cecchini dei servizi segreti americani.
Ryan Routh si era recato in Ucraina perché voleva combattere contro i russi, ma data la sua inesperienza con le armi e avendo già 56 anni l'esercito di Kiev non lo aveva accettato tra le sue file. Lo aveva raccontato lo stesso Ryan Routh in un'intervista video rilasciata a Newsweek Romania nel giugno del 2022. Come ''piano B'', racconta, si era impegnato in Ucraina a reclutare personale per lo sforzo bellico. ''Abbiamo bisogno di migliaia e migliaia e migliaia di persone qui a combattere con gli ucraini", aveva detto Routh sottolineando che il mondo si trovava in un "momento critico" della guerra, che aveva definito una lotta tra il bene e il male. "Questa è la cosa più importante che sta succedendo nel mondo oggi, quindi starsene seduti e lasciare che la vita continui normalmente, lamentandosi dei prezzi della benzina e lamentandosi della vita nel lusso e del paese in cui vivete è inaccettabile come esseri umani", aveva detto.
L'uomo inoltre fu condannato nel 2022 perché in possesso di una mitragliatrice. All'epoca era stato inseguito dalla polizia prima di barricarsi all'interno di un'attività commerciale a Greensboro, nella Carolina del Nord, secondo un resoconto pubblicato dal Greensboro News & Record.
Nel 2016 aveva votao proprio per Donald Trump. Ma poi, quattro anni dopo, si era detto ''deluso'' dal presidente americano. "Eri la mia scelta nel 2016, io e il mondo speravamo che il presidente Trump sarebbe stato diverso e migliore, ma siamo rimasti tutti molto delusi e sembra che tu stia peggiorando e regredendo'', aveva scritto sui social.

Categoria: internazionale/esteri
19:13
Askatasuna, il poliziotto aggredito: "Impossibile fronteggiare il gruppo, un collega mi ha salvato"
(Adnkronos) - Alessandro Calista, il poliziotto accerchiato e aggredito durante il corteo nazionale contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna a Torino, racconta cosa è successo sabato scorso. "Ad un certo punto sono stato spinto e afferrato dalle braccia nonché preso a calci alle spalle venivo trascinato diversi metri più avanti la linea di squadra" mentre durante "alcune cariche di alleggerimento la squadra veniva circondata e bersagliata mediante lanci di pietre, bottiglie, artifici pirotecnici, tombini, martelli e altri oggetti": è quanto ricostruito dell’aggressione nella querela presentata dal poliziotto. Nel testo riprodotto nell’ordinanza del gip Calista racconta di essere stato aggredito "da numerosi soggetti che mi sfilavano il casco e lo scudo, per poi colpirmi ripetutamente alla testa e sul corpo. Ho tentato di divincolarmi ma venivo ripetutamente trattenuto. Solo grazie all'intervento del mio collega, sono riuscito a salvarmi. I miei aggressori - aggiunge ancora - si sono impossessati del mio scudo, della maschera antigas e del casco in dotazione personale, rendendo più vulnerabile la mia posizione. Sarei riuscito a fronteggiare 2/3 manifestanti, ma l'intero gruppo è stato impossibile fronteggiarlo".
In una nota, la legale del poliziotto, l’avvocato Rachele Selvaggia De Stefanis ha fatto sapere che "in queste ore, stiamo assistendo ad una vera e propria campagna diffamatoria via social nei confronti di questi giovani poliziotti. Stanno subendo tantissimi attacchi personali in cui, addirittura, si mette in dubbio l’accadimento dei fatti occorso al mio assistito e l’effettività delle lesioni che hanno riportato". "Tutto questo è moto grave, valuteremo con il mio assistito come tutelarci e non escludo che, per alcune circostanze, possa essere valutato il deposito di denunce querele", aggiunge il legale.
Al Tg1 invece il racconto di Luigi, agente del Reparto mobile di Torino che era alla guida del blindato della polizia dato alle fiamme dai manifestanti. "Sabato ho rischiato la vita. Mi hanno circondato e hanno dato fuoco al mezzo con una pedana di legno che hanno incastrato nel parabrezza. Si sono avvicinati alla mia portiera e i hanno detto 'tu oggi non scendi'", ha detto. "Sapevano benissimo che ero sopra al mezzo, infatti hanno bloccato ogni manovra - ha continuato l'agente, ripreso di spalle - Paura? Sì paura perché non sapevo cosa fare: avevo due opzioni o scendere dal mezzo circondato da loro o attendere. Ho respirato fumo e le fiamme erano già nel cruscotto".
In 25 anni di servizio una manifestazione "così violenta, con quella voglia di far male non l'avevo mai vista". L'agente è stato poi tratto in salvo da militari della guardia di finanza. "Io ho abbracciato i colleghi della finanza", conclude l'agente.

Categoria: cronaca
19:06
Vannacci contro Salvini: "Io sleale? E' lui che ha tradito le promesse. Non voglio far fallire Meloni"
(Adnkronos) - "Io sleale? E’ stato Matteo Salvini, o meglio il suo partito, nel quale ero che continua a promuovere determinate idee e concetti e poi allo stato dei fatti quando si tratta di votarli va in un’altra direzione. Non solo sulle armi all’Ucraina, ma anche sui princìpi di famiglia, e sulla legge Fornero. Salvini è quello che per anni ha detto che andava demolita invece poi china il capo, si mette in posizione prona in una coalizione che invece la promuove e la conferma".
L’ex generale Roberto Vannacci lo dice a Repubblica, il giorno dopo lo strappo con la Lega, dopo che verso di lui il leader Salvini ha usato parole dure, dandogli del traditore. "E’ Salvini che ha tradito le promesse in qualche modo", replica oggi Vannacci.
''I motivi per cui me ne sono andato dalla Lega - ha spiegato poi il leader di Futura Nazionale ospite di 'Realpolitik' - sono essenzialmente tre. Il primo è la coerenza: non si può essere identitari e sovranisti i giorni dispari, e, invece, liberali e progressisti i giorni pari, riferendomi al manifesto di Luca Zaia... Non si può fare una campagna politica dicendo 'basta armi all'Ucraina' e poi invece votare il decreto che consegna all'Ucraina stessa le armi. Non si può portare avanti il tema della solidità della famiglia naturale, poi invece piegarsi alla logica Lgbtq invitando i suoi rappresentati alle riunioni di partito. Non è possibile fare una campagna pubblicitaria ed elettorale dicendo che si vuole demolire la legge Fornero e poi invece rimanere all'interno di una coalizione che la legge Fornero l'ha confermata e se vuole anche inasprita". E poi "non è possibile dire che è inopportuna una riunione alla Camera di liberi cittadini che vogliono presentare una proposta popolare di legge e poi invece indire il 18 aprile una piazzata a Milano con il tema la riemigrazione".
"Io non mi dimetto" da eurodeputato. "Chi dice che devo lasciare, non conosce la Costituzione, che all'articolo 67 - ricorda Vannacci - prevede che ogni membro del Parlamento rappresenta la sua Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincoli di mandato. Quindi, il mandato risiede nell'eletto e non nel partito che lo contiene. Per questo'' chi viene eletto'' deve rispondere ai suoi elettori. Io sono stato eletto in Europa con il metodo delle preferenze e i 563 mila elettori hanno scritto per 563 mila volte il mio nome, non quello del partito".
''Piuttosto che come Fini, io mi sento come Meloni quando ha lasciato il Pdl per le divergenze di vedute. Salvini ha parlato di lealtà, onore, disciplina e dovere. Lealtà non vuol dire obbedienza cieca, onore non vuol dire immobilismo, disciplina non vuol dire rinunciare a pensare e dovere vuol dire assumersi delle responsabilità. Io non abbandono il posto di combattimento'', ha continuato Vannacci, replicando così a Matteo Salvini, che lo ha definito un traditore paragonandolo a Gianfranco Fini.
''Voglio fare un partito di destra vera, che non vuol dire estrema, ma determinata e che non è la brutta copia slavata della sinistra. Questa destra vera si presenta come interlocutore dei partiti di destra e centrodestra", ha spiegato Vannacci, "le teorie che io mi sia messo d'accordo con qualcuno per far fallire la Meloni sono grottesche e assurde".
Vannacci ha smentito anche le teorie che volevano Bannon dietro il suo nuovo partito: "Futuro nazionale non esiste ancora formalmente. E' 'grottesco' dire che dietro di me ci sia la regia di Bannon. Anzi, è strano che abbiano detto e scritto" che tra i finanziatori di Futuro nazionale ''ci sia Bannon, pensavo avessero detto la massoneria guardando l'ultimo scoop di Report... Comunque, sono fuori strada, i finanziatori saranno le persone che credono che si possa cambiare davvero questa Italia".
"Credo fermamente che questa riforma della giustizia sia necessaria. Voterò convintamente per il sì al referendum'', ha detto Vannacci, ''Piantedosi? Io non esprimo giudizi su ministri in carica. Credo che Piantedosi stia facendo egregiamente il suo lavoro nella possibilità che gli è consentita".
"Quelle di Torino -ha sottolineato l'ex generale della Folgore- sono tecniche di combattimento che io ho studiato e visto molto bene: questi signori che si dicono pacifici hanno schermato e sono rimasti inermi di fronte a questi facinorosi e pericolosi delinquenti. E' una cosa che si sta ripetendo in maniera metodica in ogni manifestazione. I mandanti morali di questo scempio, di questa criminalità siedono pacificamente in Parlamento. E' ora di finirla'', ha avvertito Vannacci.

Categoria: politica













































