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13:45

Cime tempestose domina il box office, secondo posto per Muccino

(Adnkronos) - 'Cime tempestose' di Emerald Fennell senza rivali al box office: con 3.666.156 euro in 4 giorni di programmazione domina il weekend degli incassi nelle sale italiane (40 milioni di dollari negli States, 82 milioni worldwide) e scalza 'Le cose non dette' di Gabriele Muccino dal primato. Ora secondo, il film del regista italiano incassa altri 928.346 euro e porta a 5.701.719 gli incassi complessivi. In terza posizione troviamo la commedia 'Agata Christian - Delitto sulle nevi', con 852.250 euro e 2.664.793 euro totali. 

'Hamnet - Nel nome del figlio' di Chloé Zhao è quarto con 543.580 euro (1.382.946 euro totali), mentre al quinto posto troviamo la new entry 'Goat - Sogna in grande', con 515.812 euro. 'Lavoreremo da grandi' di e con Antonio Albanese è sesto con 495.794 euro (1.467.825 euro totali), mentre 'Il mago del Cremlino - Le origini di Putin' di Olivier Assayas esordisce in settima posizione, con 326.905 euro (331.523 euro considerando alcune anteprime). È ancora in top ten 'Buen camino', ottavo con 288.361 euro e 76.142.237 euro totali (con 37.429 spettatori). L’altro esordio del fine settimana è il thriller 'Crime 101 - La strada del crimine', nono con 244.592 euro. Chiude la top ten 'Marty Supreme' con 210.896 euro e 4.471.336 euro complessivi. 

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Categoria: spettacoli

13:27

Erutta vulcano Kilauea: fontane di lava alte fino a 250 metri

(Adnkronos) - Nuova eruzione del vulcano Kilauea nelle isole Hawaii, con fontane di lava alte fino a 250 metri. Lo rende noto il dipartimento di vulcanologia del Servizio Geologico degli Stati Uniti, mentre sui social vengono condivisi video della spettacolare eruzione. 

Con un post su 'X' l'agenzia governativa americana spiega che la fontana della bocca sud del vulcano è ora alta 250 metri, mentre quella della bocca nord è alta 180 metri. L'eruzione ha coperto di lava almeno il 40% del fondo del cratere con 10 milioni di metri cubi di lava fuoriusciti. 

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Categoria: internazionale/esteri

13:17

Venezia, le maschere dei Carnevali della tradizione oggi protagoniste

(Adnkronos) - Dopo l’apertura della Festa Veneziana sul Canal Grande, l’edizione del Carnevale di Venezia di quest’anno entra nel vivo con uno degli appuntamenti più identitari: oggi tornano, come da tradizione, le maschere dei Carnevali storici coordinate dall'Unione nazionale delle pro loco d’Italia (Unpli) e da Fondazione Pro Loco Italia. Oltre 11 gruppi provenienti da 8 regioni italiane animeranno la città con riti, teatralità popolare, costumi artigianali e simboli comunitari, trasformando Venezia in un grande palcoscenico nazionale del patrimonio culturale immateriale. 

Per la Campania ci sarà la Pro Loco Eboli con la maschera di don Annibale, protagonista di una farsa carnevalesca di origine settecentesca che intreccia canto, musica e recitazione popolare in un rito collettivo culminante nella tarantella finale. Con la Pro Loco Olevano sul Tusciano arriverà il Carnevale dei Poveri – “La Cantata dei dodici mesi a dorso d’asino”, rappresentazione antropologica che mette in scena il ciclo dell’anno agricolo attraverso tredici figuranti simbolici. La Pro Loco Aquara presenterà la tradizionale manifestazione dei mesi, mascherata contadina in cui i dodici mesi e le stagioni raccontano in rima le fasi dell’anno agrario tra simboli di morte e rinascita. Dall’Emilia-Romagna sarà presente la Pro Loco Civitella di Romagna con le sue maschere in cartapesta realizzate artigianalmente e la tradizione dei Pasqualotti, espressione di satira e cultura romagnola. 

Il Friuli Venezia Giulia parteciperà con il Carnevale rituale del Pust di Mersino, nel territorio di Pulfero, tra le espressioni più antiche e significative delle Valli del Natisone. Una tradizione arcaica che, attraverso maschere multicolori, campanacci e cortei itineranti, rinnova il rito propiziatorio del passaggio dall’inverno alla primavera. Dal Lazio parteciperà la Pro Loco Cori con la Compagnia Rinascimentale “Tres Lusores”, impegnata nella ricostruzione filologica delle danze del XVI secolo tratte dai trattati di Fabritio Caroso, in un dialogo tra cultura di corte e tradizione popolare. 

Dalla Liguria saranno presenti le maschere storiche coordinate dalle Pro Loco del territorio: la Pro Loco di Genova porterà figure della tradizione cittadina come Capitan Spaventa, O Marcheise e O Paisan, espressioni della Commedia dell’Arte e del mondo popolare genovese; la Pro Loco Savona presenterà Re Cicciolin, simbolo identitario del Carnevale savonese e della cultura marinara; la Pro Loco La Spezia accompagnerà Batiston e Maìa, protagonisti del Carlevà spezzino con il rituale del matrimonio e del rogo finale; la Pro Loco Loano sarà rappresentata da Puè Pepin e Beciancin, maschere storiche del CarnevaLöa, celebrazione tra satira e maestria nella cartapesta. 

Dalla Sicilia parteciperà l’associazione A Maschira con la Pro Loco di San Filippo del Mela, legata alla leggenda degli Scacciùni e caratterizzata dall’imponente copricapo conico decorato da nastri multicolori, simbolo di orgoglio e memoria comunitaria. Il Comune di Misterbianco porterà i celebri “Costumi più belli di Sicilia”, autentiche opere d’arte sartoriale frutto di mesi di lavoro artigianale e simbolo di creatività collettiva. Dal Veneto sarà presente la Pro Loco Canale d’Agordo con la Zinghenésta, mascherata alpina che unisce danza, musica e teatro popolare e culmina nel tradizionale processo al Carnevale, rito catartico di passaggio alla Quaresima. Presente anche lo Zogo de l’Oca con la Pro Loco di Mirano che costituisce una delle tradizioni popolari più rappresentative della cittadina della terraferma veneziana, in provincia di Venezia.  

Dalla Sardegna parteciperà la maschera arcaica di Su Bundhu di Orani, figura antropo-bovina in sughero e orbace legata ai riti del fuoco di Sant’Antonio Abate e ai cicli agro-pastorali, simbolo ancestrale di fertilità e forza primordiale. I festeggiamenti di questo Carnevale sardo sono accompagnati da musiche tradizionali della Barbagia: i suonatori di launeddas di San vito arricchiscono l’evento con il loro suono continuo e rituale, dialogando con i gesti delle maschere e il fuoco e contribuendo a creare un’atmosfera propiziatoria e collettiva. 

“Il Carnevale – dichiara Antonino La Spina, presidente di Unpli – è un grande racconto collettivo: dietro ogni maschera c’è una comunità, dietro ogni rito c’è un territorio che resiste e si rinnova. Tornare a Venezia con le maschere dei Carnevali della tradizione significa riaffermare il valore del patrimonio culturale immateriale italiano e il ruolo fondamentale delle Pro Loco nella sua tutela e promozione”. 

“Essere presenti in un contesto internazionale come quello del Carnevale di Venezia – aggiunge Fernando Tomasello, coordinatore del Centro Studi di Fondazione Pro Loco Italia – vuol dire dimostrare che i piccoli centri custodiscono una ricchezza culturale straordinaria. Le nostre maschere non sono folklore statico, ma strumenti vivi di identità, coesione e sviluppo territoriale”. 

"La giornata del 16 febbraio non rappresenta soltanto una sfilata di costumi e personaggi, ma un vero e proprio incontro tra comunità, un momento di dialogo tra territori diversi che trovano nel Carnevale un linguaggio comune fatto di creatività, ironia, memoria e partecipazione - sottolinea l'Unpli - Venezia diventa così crocevia delle identità locali, luogo simbolico in cui il patrimonio immateriale italiano si racconta e si rinnova davanti a un pubblico nazionale e internazionale. Attraverso le Pro Loco, custodi quotidiane di tradizioni, saperi artigianali, dialetti, ritualità e pratiche collettive, Unpli riafferma il proprio impegno nella salvaguardia e nella valorizzazione delle espressioni culturali popolari, riconoscendo nel Carnevale non solo una festa, ma uno strumento di coesione sociale, promozione culturale e sviluppo sostenibile dei territori. Il Carnevale di Venezia 2026 si conferma così non soltanto un grande evento spettacolare, ma uno spazio di rappresentazione dell’Italia più autentica, quella che nei piccoli centri trova la propria energia creativa e la trasforma, anno dopo anno, in patrimonio condiviso". 

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Categoria: cronaca

13:11

Libri, mercoledì presentazione del libro 'Custodi della democrazia' di Marta Cartabia

(Adnkronos) - Il libro “Custodi della democrazia. La Costituzione, le corti e i confini del politico” di Marta Cartabia, edito Egea, sarà presentato il prossimo 18 febbraio alle 17.30 al Centro studi americani in via Michelangelo Caetani 32 a Roma. "Le democrazie sono oggi in fase di regressione in molti paesi del mondo. Istituzioni democratiche un tempo solide e principi dati per acquisiti, come la separazione dei poteri, vengono messi sotto pressione, mentre le corti costituzionali – loro 'custodi' – si trovano al centro di attacchi che ne minacciano l’indipendenza - osserva il Centro studi americani - Eppure, sono proprio queste corti, nate dalla reazione ai totalitarismi del Novecento, che possono offrire un contributo significativo per preservare i vulnerabili principi democratici. Il cuore della vita democratica resta nelle istituzioni rappresentative".  

"Ma dalla prima sentenza della Corte italiana – che liberò la parola dalla censura fascista – alle odierne sfide della disinformazione digitale, emerge con chiarezza che le corti costituzionali svolgono un ruolo essenziale nella costruzione di una democrazia matura, vigilando anzitutto sui limiti al potere affinché essa non si trasformi in una 'tirannia della maggioranza', secondo la celebre espressione di Tocqueville. In questo quadro, Marta Cartabia rilancia la proposta di un 'costituzionalismo collaborativo' che, superando le sterili contrapposizioni tra volontà popolare e garanzie costituzionali, tra democrazia e costituzionalismo, tra governi e corti, possa tracciare la via per ricomporre conflitti che rischiano di lacerare il tessuto democratico - continua la nota del Centro studi americani - È un appello alla collaborazione tra istituzioni diverse ma complementari, ciascuna nel proprio ruolo e con le proprie specifiche funzioni, ma tutte impegnate a orientare la vita sociale ai principi costituzionali. Ed è insieme un invito alla consapevolezza civica rivolto a tutti i cittadini, e non solo agli esperti, per ricordare che la libertà e i diritti non sono conquiste definitive, ma beni fragili, da custodire e praticare insieme, ogni giorno". 

Dopo i saluti di Roberto Sgalla, direttore del Centro Studi Americani, intervengono: Giuliano Amato, presidente emerito della Corte Costituzionale e presidente onorario del Centro Studi Americani, Luca Antonini, vicepresidente della Corte Costituzionale, Marta Cartabia, Università Bocconi e presidente emerita della Corte costituzionale, Francesco Clementi, Sapienza Università di Roma e CdA Centro Studi Americani. Modera Donatella Stasio, giornalista. 

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Categoria: cronaca

13:10

Epibatidina, tossina della rana freccia: cos'è il veleno che potrebbe aver ucciso Navalny

(Adnkronos) - Il leader dell'opposizione russa Alexei Navalny, di cui oggi ricorrono due anni dalla morte, sarebbe stato ucciso utilizzando una tossina mortale presente nelle rane freccia velenose in Sud America. Tracce di epibatidina sono state trovate nei campioni del corpo di Navalny e molto probabilmente sono state la causa della sua morte in una colonia penale siberiana due anni fa, ha affermato il ministero degli Esteri del Regno Unito. Secondo l'esperta di tossicologia Jill Johnson, l'epibatidina è una neurotossina naturale isolata dalla pelle della rana freccia velenosa dell'Ecuador "200 volte più potente" della morfina, come ha dichiarato alla Bbc russa. La sostanza si trova naturalmente nelle rane freccia selvatiche del Sud America, ma può anche essere prodotta in laboratorio. 

 

Le specie note come rana freccia velenosa di Anthony e rana velenosa fantasma sono tra quelle che secernono la tossina sulla loro pelle. Sebbene l'epibatidina sia stata studiata come antidolorifico e per alleviare le dolorose condizioni infiammatorie polmonari, non viene utilizzata clinicamente a causa della sua tossicità. Secondo la Johnson, questo potente composto chimico agisce sui recettori nicotinici del sistema nervoso. Poiché stimola eccessivamente questi recettori nervosi, se non dosata correttamente può causare contrazioni muscolari, paralisi, convulsioni, rallentamento del battito cardiaco, insufficienza respiratoria e, infine, la morte, ha spiegato. 

Alastair Hay, professore di tossicologia ambientale presso l'Università di Leeds, ha dichiarato che i suoi effetti possono causare il blocco della respirazione e che "chiunque venga avvelenato muore per soffocamento". La presenza di tossina nel sangue di una persona "suggerisce una somministrazione deliberata", ha aggiunto. La tossicità dell'epibatidina può addirittura essere "aumentata dalla somministrazione concomitante di altri farmaci e queste combinazioni sono state oggetto di ricerca". L'epibatidina è estremamente rara e si trova solo in una regione geografica e solo in tracce, ha affermato la Johnson. Si ritiene che la rana freccia a cui si riferivano il ministero degli Esteri del Regno Unito e altri fosse la rana freccia di Anthony, una specie endemica dell'Ecuador e del Perù. 

 

Le rane producono la sostanza chimica mangiando cibi adatti a produrre alcaloidi, un tipo di composto organico che sintetizza l'epibatidina e la accumula nella loro pelle. Se la dieta della rana cambia, le sue riserve di epibatidina si esauriscono. "Trovare una rana selvatica nel posto giusto, che mangi esattamente il cibo necessario per produrre gli alcaloidi giusti, è quasi impossibile... quasi", ha detto la Johnson. "Si tratta di un metodo di avvelenamento umano incredibilmente raro. Gli unici altri casi di avvelenamento da epibatidina di cui sono a conoscenza sono stati condotti in laboratorio e non sono risultati fatali". Mosca ha sostenuto che Navalny sia morto per cause naturali, sebbene la vedova Yulia Navalnaya abbia sempre sostenuto che il marito sia stato "assassinato" tramite avvelenamento. 

Il Cremlino ha respinto come “infondata” la ricostruzione. “Naturalmente non accettiamo tali accuse. Non siamo d'accordo. Le consideriamo parziali e infondate”, ha dichiarato il portavoce Dmitry Peskov, ribadendo la linea ufficiale russa che esclude responsabilità dello Stato nella morte dell’oppositore. mentre l'ambasciata russa a Londra ha negato il coinvolgimento di Mosca nella morte di Navalny e ha descritto l'annuncio come "debolezza di spirito dei favolisti occidentali" e "necropropaganda". 

Hamish de Bretton-Gordon, ex alto ufficiale del Regno Unito e della NATO, nonché esperto di armi chimiche, ha affermato che le persone dovrebbero prendere tutto ciò che dice il Cremlino, compresa la morte di Navalny, "con le pinze". Ha dichiarato al programma Today di BBC Radio 4 che i paesi della NATO "hanno dimostrato di avere le prove che Navalny è stato assassinato dallo Stato". 

Al momento della sua morte, Navalny era in carcere da tre anni e in seguito era stato trasferito in una colonia penale nell'Artico. Secondo i resoconti russi, il 47enne avrebbe fatto una breve passeggiata, avrebbe detto di non sentirsi bene, poi sarebbe crollato e non avrebbe più ripreso conoscenza. 

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Categoria: internazionale/esteri

13:04

Milano Cortina, nuovo show di Sighel: l'azzurro taglia il traguardo (ancora) di spalle

(Adnkronos) - Pietro Sighel l'ha rifatto. E il pubblico di Milano ha apprezzato. L'azzurro di short track, già oro olimpico nella staffetta mista, ha dato spettacolo nelle batterie dei 500 metri alle Olimpiadi di Milano Cortina, oggi lunedì 16 febbraio. Sighel, impegnato dall'inizio della corsa in un testa a testa per il primo posto, è stato urtato a pochissimi metri dall'arrivo dal lettone Reinis Berzins, a sua volta travolto dal turco Furkan Akar. Rimasto incredibilmente in piedi sui pattini, si è girato dopo l'urto e ha tagliato il traguardo di schiena. Proprio come aveva fatto la settimana scorsa all'arrivo della staffetta mista vinta dall'Italia. In quel caso, per scelta. 

Si sono qualificati ai quarti di finale anche gli altri due azzurri, il ventenne all'esordio olimpico Lorenzo Previtali, e Thomas Nadalini, oro settimana scorsa nella staffetta mista.  

Quarti, semifinali e finali dei 500 metri maschili di short track sono in programma mercoledì 18 febbraio. 

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Categoria: milano-cortina-2026/extra

13:00

Ilia Malinin, l'odio online e la pressione infinita: il post dopo il crollo a Milano Cortina

(Adnkronos) - Il “vile odio” diffuso sui social e la “insormontabile pressione”. Così Ilia Malinin, il pattinatore statunitense ‘Dio dei quadrupli’, racconta sui social la sua versione sul crollo che venerdì scorso lo ha portato dall’essere il super favorito per l’oro a chiudere solo ottavo la gara di pattinaggio artistico maschile a Milano Cortina 2026.  

“Sul palcoscenico più grande del mondo, coloro che sembrano i più forti potrebbero ancora combattere battaglie invisibili dentro di sé”, scrive Malinin su Instagram a corredo di un video che intervalla le immagini delle sue lacrime di venerdì a Milano-Cortina con quelle sorridenti dei grandi successi che a solo 21 anni ha già collezionato. “Persino i ricordi più felici possono finire macchiati dal rumore. Il vile odio online attacca la mente e la paura la attira nell'oscurità, non importa quanto ci si sforzi di rimanere sani di mente, nonostante l'infinita e insormontabile pressione. Tutto si accumula mentre questi momenti ti scorrono davanti agli occhi, con il risultato di un inevitabile crollo. Questa è la versione della storia”, spiega Malinin. 

 

 

Oro nel team event con la squadra Usa, primo con un ampio margine dopo il programma corto, venerdì sera ‘Quad God’ scendeva in pista per ultimo, da super favorito. Gli atleti alle prime quattro posizioni provvisorie, incluso l’italiano Daniel Grassl, sono tutti caduti. La Milano Ice Skating Arena, strapiena per il prodigio a stelle e strisce, lo attendeva chiedendosi non se avrebbe vinto (quello sembrava scontato) ma se avrebbe portato per la prima volta a un’Olimpiade il quadruplo Axel. Primo elemento del suo programma e primo errore: il salto di Malinin è stato solo semplice. Da lì in avanti una spirale negativa: due cadute e salti declassati. Il backflip eseguito quasi per inerzia, è stato ininfluente sul verdetto dei giudici: quindicesimo nel programma libero, ottavo nella graduatoria finale.  

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Categoria: sport

12:49

Milano Cortina, Achille Lauro sarà alla cerimonia di chiusura all'Arena di Verona

(Adnkronos) - Achille Lauro sarà sul palco della cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026. Lo annuncia l'organizzazione con una nota. Tra gli artisti italiani più iconici e riconoscibili del panorama contemporaneo, si esibirà il 22 febbraio nella cornice senza tempo dell’Arena di Verona. Dopo il successo della cerimonia di apertura, e nel pieno delle emozioni delle competizioni sportive, l’annuncio della partecipazione di Achille Lauro, aggiunge nuovi dettagli sul gran finale.  

La cerimonia di chiusura, realizzata in collaborazione di Filmmaster, sarà il momento simbolico in cui Milano Cortina 2026 si trasformerà in memoria collettiva: un saluto al mondo, una celebrazione degli atleti, dei valori Olimpici e dell’eredità culturale che l’Italia vuole lasciare. Un appuntamento che unirà spettacolo, emozione e visione, destinato a restare nella storia.  

In questo contesto si inserisce la presenza di Achille Lauro, cantante romano, ma nato a Verona, e icona del pop contemporaneo, capace di superare i confini della musica e muoversi tra moda, performance art e immaginario simbolico. La sua identità artistica, riconosciuta anche a livello internazionale, si distingue per una forte capacità narrativa: ogni apparizione diventa un racconto riconoscibile e carico di significato. Artista acclamato dal grande pubblico e dalla critica, Achille Lauro ha calcato alcuni dei palchi più importanti in Italia e all’estero, costruendo un percorso segnato da sperimentazione, libertà espressiva e continua evoluzione. Una trasversalità culturale che lo rende l’interprete ideale di un evento che vuole parlare al mondo, attraversando generazioni e linguaggi.  

La sua partecipazione trova una connessione naturale con il concept della cerimonia di chiusura, intitolata 'Beauty in Action'. Il titolo è un tributo alla bellezza in movimento: quella che vive nello sport, si riflette nell’arte, nasce dalle relazioni umane e prende forma nei luoghi che ospitano i Giochi. Achille Lauro incarna pienamente lo spirito dell’evento. La sua presenza contribuirà a creare un momento memorabile, rafforzando l’attrattiva internazionale della Cerimonia e la connessione con le nuove generazioni. Il legame tra l’artista e Milano Cortina 2026 si è già espresso in occasione del suo ruolo di tedoforo, confermando una relazione fondata su valori condivisi e su una visione comune della cultura come strumento di unione.  

La cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 non sarà solo la celebrazione dei successi sportivi, ma un momento destinato a lasciare un’eredità culturale duratura per Verona e per l’Italia. In questo atto finale dei Giochi, la musica si affermerà come linguaggio universale, capace di celebrare insieme unità e diversità e di trasformare l’evento in un’esperienza realmente condivisa.  

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Categoria: milano-cortina-2026

12:49

Funzionario Mimit aggredito a Termini: altri due arrestati

(Adnkronos) - Altre due persone sono state arrestate dalla polizia per l’aggressione avvenuta la sera del 10 gennaio scorso nei pressi della stazione Termini di Roma ai danni di un 57enne, funzionario del Mimit. Sabato scorso gli agenti della Squadra mobile di Roma hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due tunisini di 19 anni. Uno è stato rintracciato a Perugia in collaborazione con gli agenti della Squadra Mobile locale mentre all'altro è stata notificata la misura in carcere a Regina Coeli dove era detenuto per un altro reato. L'accusa nei loro confronti è di tentato omicidio.  

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Categoria: cronaca

12:41

Ema ritira dal mercato dell'Ue i farmaci contenenti levamisolo, quali sono i rischi

(Adnkronos) - Il Comitato per la sicurezza (Prac) dell'Agenzia europea del farmaco Ema ha raccomandato il ritiro dal mercato Ue dei medicinali contenenti levamisolo, principio attivo utilizzato per il trattamento delle infezioni da vermi parassiti. Il parere del Prac arriva dopo una revisione della sicurezza del farmaco a livello dell'Unione europea.  

Gli esperti hanno concluso che "i benefici di questi medicinali non superano più i rischi", confermando il pericolo di "leucoencefalopatia, un raro ma grave effetto collaterale del levamisolo, che colpisce la sostanza bianca del cervello". Lo comunica l'agenzia regolatoria europea dopo l'ultima riunione del Prac, dal 9 al 12 febbraio.  

Le informazioni esaminate - informa l'Ema in una nota - hanno mostrato che i sintomi di leucoencefalopatia possono manifestarsi dopo una singola dose di levamisolo e possono svilupparsi da un giorno a diversi mesi dopo il trattamento. La revisione non ha identificato alcuna misura per ridurre il rischio o alcun gruppo di persone che potrebbe essere a maggior rischio di sviluppare leucoencefalopatia con l'uso di levamisolo.  

Nel complesso, considerando che i medicinali a base di levamisolo sono utilizzati per trattare lievi infezioni da vermi parassiti e che la leucoencefalopatia indotta da levamisolo è una condizione grave con un esordio imprevedibile, il rapporto beneficio-rischio di questi medicinali è stato considerato negativo. Quindi i farmaci contenenti levamisolo non saranno più disponibili in Ue.  

Il Prac - prosegue l'agenzia - ha approvato una comunicazione rivolta agli operatori sanitari (Dhpc) per informarli della sua raccomandazione di ritirare i medicinali a base di levamisolo dal mercato dell'Unione a causa del rischio di leucoencefalopatia. Gli operatori sanitari devono essere consapevoli che i sintomi di leucoencefalopatia possono manifestarsi dopo una singola dose di levamisolo e possono svilupparsi entro un giorno o diversi mesi dal trattamento. Il Dhpc per i medicinali contenenti levamisolo sarà diffuso ai professionisti sanitari interessati dai titolari dell'autorizzazione all'immissione in commercio, secondo un piano di comunicazione concordato, e pubblicato sulla pagina Comunicazioni dirette ai professionisti sanitari e nei registri nazionali degli Stati membri dell'Ue. 

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Categoria: internazionale/esteri

12:26

Energia, Ebs: "Biomasse solide infrastruttura strategica, non un costo da tagliare"

(Adnkronos) - "Nonostante le rassicurazioni sulla tutela della produzione di energia da biomasse solide espresse pubblicamente dal governo nelle scorse settimane, la nuova bozza del dl Energia/Bollette prospetta uno scenario ancora critico per l’industria del settore". Così l’Associazione Energia da Biomasse Solide (Ebs) esprime la sua preoccupazione rispetto alla misure previste nella nuova bozza di dl circolata in queste ore  

“Eravamo fiduciosi, dopo l’impegno preso dal governo, riguardo a un ripensamento sostanziale rispetto alle misure che impattano in modo pesante sul settore delle bioenergie con filiera italiana - dice il presidente di Ebs Andrea Bigai - Il nostro settore è pronto a un confronto tecnico con il decisore politico-istituzionale che non può prescindere dalla condivisione da parte di tutti gli attori, istituzionali e del comparto, della valutazione complessiva dei numeri del settore, e da conseguenti analisi accurate, approfondite, consapevoli su tutti i potenziali effetti del decreto”.  

"Le bozze di provvedimento circolate - ricostruisce Ebs - prevedono un consistente intervento di riduzione dei Prezzi Minimi Garantiti (Pmg), istituiti ai sensi dell’art. 24, comma 8, del d.lgs. 28/2011 per coprire i costi minimi di esercizio degli impianti. Un meccanismo che esclude già la sovracompensazione". “Riteniamo illogico e inutilmente rischioso rivedere in modo affrettato, per decreto e senza il doveroso confronto il meccanismo varato nel 2024, introducendo una riduzione degli incentivi. Il rischio è compromettere in tempi brevissimi uno dei pilastri più affidabili della generazione rinnovabile nazionale e minare più in generale la fiducia di ogni tipologia di investitori in ambito energetico, sia presente che futura”, dice Bigai.  

Inoltre, da un punto di vista economico, rileva il presidente di Ebs, "colpire un indotto così consistente significa rinunciare a un importante gettito fiscale, mettere a rischio il lavoro di aziende anche di piccole dimensioni impiegate nella filiera - spesso in zone a rischio abbandono - e accollarsi l’onere di smaltire sottoprodotti delle attività forestali, agricole, agroindustriali. Vuol dire rinunciare a consolidare una virtuosa pratica di valorizzazione energetica di residui poveri in un contesto di impiego a cascata e di economia circolare”. 

“Il dl Bollette è un passaggio cruciale per il futuro energetico del Paese. Colpire le rinnovabili programmabili e con esse la filiera nazionale sarebbe un errore strategico. Le biomasse solide sono parte della soluzione, non del problema: sono un elemento essenziale del mix energetico, capace di coniugare competitività economica, occupazione, sostenibilità ambientale e sicurezza del sistema elettrico. L’Italia ha bisogno di stabilità regolatoria per evitare disimpegno e incertezza negli investimenti nelle rinnovabili, rischi inconciliabili con gli impegni europei”, conclude. 

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Categoria: sostenibilita

12:23

A Milano Rho la vetrina del florovivaismo, in Italia produzioni record a 3,25 miliardi

(Adnkronos) - Myplant & Garden, il Salone internazionale leader del verde professionale (florovivaismo, paesaggio, garden) celebra la decima edizione come una vera e propria “Olimpiade del verde”, mettendo in campo a Fiera Milano Rho, dal 18 al 20 febbraio 2026, una green arena da 60.000 metri quadrati che fotografa con chiarezza il peso economico e industriale del florovivaismo. In scena la grande sfida espositiva tra le piante più pregiate, i fiori più spettacolari, i motori più innovativi, i migliori progetti di paesaggio, le soluzioni più sostenibili, le città più green, le migliori scuole di floral design, le tecniche più efficaci per la cura del verde. Ottocento espositori, di cui il 20% esteri, e oltre duecento delegazioni di top buyer provenienti da 47 Paesi confermano (con un’incidenza crescente dei mercati ad alta capacità di spesa del Medio Oriente e dell’Asia centrale) la dimensione globale della manifestazione e il ruolo dell’Italia come terzo esportatore mondiale di piante e fiori. 

Il valore della produzione nazionale ha superato nel 2024 i 3,25 miliardi di euro, con una crescita del 3,5% sull’anno precedente e oltre il 30% rispetto al 2014, nonostante tensioni climatiche e di mercato, mentre l’export ha superato 1,2 miliardi di euro con un saldo commerciale positivo di 374 milioni. La graduatoria delle prime dieci regioni per produzione nel 2025 vede nell’ordine: Toscana, Liguria, Sicilia, Lombardia, Lazio, Campania, Puglia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte. I principali mercati di destinazione delle esportazioni italiane restano Francia, Paesi Bassi, Germania, Svizzera e Regno Unito, mentre l’approvvigionamento di prodotti da importazione si concentra soprattutto su Paesi Bassi, Francia, Spagna, Germania e Grecia. 

La fiera riflette la dinamica espansiva anche sul piano espositivo, con una crescita delle superfici e una nuova organizzazione dei padiglioni che copre l’intera filiera, dal vivaismo alla floricoltura, dal paesaggio ai servizi, al boom dei macchinari e delle tecnologie per la gestione del verde, segmento direttamente collegato agli investimenti pubblici e privati in rigenerazione urbana, sport ed eventi internazionali. 

Il valore della produzione mondiale di fiori e piante in vaso, nel 2024, è stato stimato in 24,5 miliardi di euro, ai quali si aggiungono 29 miliardi di euro per il vivaismo e 101 milioni per la produzione di bulbi (Crea su dati Aiph). Il settore florovivaistico in Unione europea, secondo Eurostat, nel 2024 ha raggiunto un valore alla produzione di 24,5 miliardi di euro. 

Il peso economico del comparto emerge anche nei contenuti, che pongono al centro il verde come infrastruttura viva e investimento strategico. I focus su paesaggi olimpici di Milano-Cortina, rigenerazione urbana, verde sportivo e salute pubblica legano il settore a temi di resilienza climatica e qualità della vita, con benefici misurabili: riduzione delle temperature urbane fino a 1–1,5 gradi, miglioramento della qualità dell’aria, riduzione malattie cardiovascolari, e mitigazione dei rischi idrogeologici. In un contesto in cui nel solo 2025 i danni da eventi climatici in Italia sono stimati in quasi 12 miliardi di euro, il verde viene presentato come leva economica oltre che ambientale, capace di ridurre costi futuri, anche sanitari, e generare valore sociale. 

Myplant si conferma così non solo vetrina commerciale, con migliaia di operatori e un forte interesse mediatico internazionale (205 i giornalisti già accreditati), ma anche luogo di sintesi di una filiera che pesa l’8% delle produzioni vegetali nazionali, coinvolge 17.500 imprese e oltre 45.000 ettari coltivati, e guarda al futuro premiando in fiera innovazione, sostenibilità e le città italiane più attente al capitale verde. La manifestazione intercetta una traiettoria in cui il verde non è più un accessorio, ma un asset economico e strategico, in grado di generare valore, occupazione qualificata ed export in un contesto competitivo globale sempre più attento a sostenibilità, salute e qualità dello spazio urbano. 

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Categoria: economia

12:08

Ascolti tv, 'Cuori 3' su Rai1 vince il prime time con il 17,7% di share

(Adnkronos) - Vittoria di Rai1 nel prime time di ieri sera con 'Cuori 3', la fiction con Pilar Fogliati e Matteo Martari, che ha totalizzato 2.968.000 telespettatori e il 17,7% di share. Secondo gradino del podio per Rai2 con Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. Il pattinaggio artistico, infatti, è stato seguito da 2.073.000 telespettatori raggiungendo uno share dell'11,7%. Terzo posto per 'Chi Vuol Essere Milionario – Il Torneo' condotto da Gerry Scotti che su Canale 5 ha interessato 1.682.000 telespettatori (share del 13,6%). 

Fuori dal podio sul Nove 'Che Tempo Che Fa' ha interessato 1.506.000 telespettatori raggiungendo uno share dell’8,4% mentre su Italia1 'Le Iene' hanno raggiunto 1.223.000 telespettatori (share del 9,9%). Su Rai3 'Presadiretta' è stata vista da 781.000 telespettatori (share del 4,l4%) mentre su Retequattro il programma 'Fuori dal Coro' è stato seguito da 618.000 telespettatori pari al 4,8%. Su La7 'Surviving – Il caso Epstein' ha ottenuto 389.000 telespettatori e il 2,3% share e, su Tv8, 'Infinite Storm' ha realizzato 245.000 telespettatori e l’1,4% di share.  

Nell'access prime time sulla rete ammiraglia della Rai 'Affari Tuoi' ha intercettato 4.569.000 telespettatori pari al 22,8% mentre su Canale5 'La Ruota della Fortuna' ha conquistato 4.342.000 telespettatori (share del 21,7%).  

Da segnalare, poi, che nel pomeriggio su Canale5 'Amici' è stato visto da 2.748.000 telespettatori pari al 19,6% mentre su Rai1 'Domenica In' è stata seguita da 1.920.000 telespettatori (share del 14,1%). Ancora su Canale 5 'Verissimo' ha ottenuto 2.111.000 telespettatori (share del 18,6%) mentre su Rai1 'Da Noi… a Ruota Libera' ha registrato 1.674.000 telespettatori e il 13.3% di share. 

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Categoria: spettacoli

12:08

Asma non controllato, triplice terapia migliora funzione polmonare e previene ricadute

(Adnkronos) - L'asma è una malattia respiratoria cronica e diffusa che colpisce fino a 262 milioni di persone nel mondo, di cui oltre 25 milioni negli Stati Uniti. Quando non è controllata, l'infiammazione e la contrazione della muscolatura delle vie aeree (broncocostrizione) possono causare respiro sibilante, affanno, senso di costrizione toracica, tosse e, nei casi più gravi, anche il decesso. Nonostante la disponibilità delle terapie standard, molti pazienti rimangono non controllati e continuano a sperimentare una significativa compromissione della funzione polmonare e una riduzione della qualità di vita. 

I risultati positivi degli studi di fase 3 Kalos e Logos, pubblicati su 'The Lancet Respiratory Medicine' - riporta una nota di AstraZeneca - hanno mostrato che la triplice terapia a combinazione fissa con budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato (o Bgf 320/28.8/9.6μg) induce miglioramenti statisticamente significativi e clinicamente rilevanti nei pazienti con asma non controllato, rispetto alla duplice terapia con corticosteroidi inalatori/beta2-agonisti a lunga durata d'azione (Ics/Laba), budesonide/formoterolo fumarato (Bff, un'opzione terapeutica standard), PT009 (Bff) e il gruppo combinato di trattamento con budesonide/formoterolo fumarato e PT009. Budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato (Bgf) è una triplice combinazione a dose fissa in un unico inalatore che combina un Ics/Laba e un antagonista muscarinico a lunga durata d’azione (Lama). 

In un'analisi pre-specificata sui dati aggregati degli endpoint primari degli studi Kalos e Logos, la triplice terapia con budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato ha migliorato la funzione polmonare di 76ml (95% Ci 57-94 ml, non aggiustato p<0.001, valutato mediante il Fev1 misurato al mattino prima della somministrazione nell'arco di 24 settimane) e 90ml (95% Ci 72-108 ml, non aggiustato p<0.001, misurato dal Fev1 Auc0-3 nell'arco delle 24 settimane) rispetto alla duplice terapia (i gruppi di trattamento combinati Ics/Laba). Nell'analisi sui dati aggregati degli studi Kalos e Logos, la triplice terapia con budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato ha inoltre dimostrato riduzioni clinicamente rilevanti sul tasso annuale di riacutizzazioni gravi di asma rispetto al trattamento con Ics/Laba nei pazienti con o senza una recente riacutizzazione da asma.  

"Gran parte dei 262 milioni di pazienti che convivono con l'asma a livello globale rimangono a oggi ancora non controllati e devono far fronte a sintomi quali frequente dispnea, tosse e respiro sibilante, nonostante l'utilizzo della duplice terapia di mantenimento - afferma Alberto Papi, professore di Medicina respiratoria all'università di Ferrara, direttore dell'Unità Respiratoria, Dipartimento Cardio-Respiratorio, Aou Sant'Anna di Ferrara e primary investigator dello studio - I risultati degli studi Kalos e Logos mostrano come la triplice terapia a dose fissa con budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato, che combina l'efficacia di un Ics, di un Lama e di un Laba, migliori la funzione polmonare e, in particolare, prevenga future riacutizzazioni gravi nei pazienti, a prescindere dalla loro storia pregressa di riacutizzazioni".  

"Con un numero così elevato di pazienti che sperimentano ancora i sintomi debilitanti dell'asma non controllato, siamo felici del potenziale dimostrato dalla triplice terapia con budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato di migliorare la funzione polmonare così come di prevenire le riacutizzazioni nell'asma - dichiara Sharon Barr, Executive Vice President, BioPharmaceuticals R&D, AstraZeneca - Sulla base del suo profilo clinico ben consolidato nella Bpco, speriamo che la triplice terapia con budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato possa essere disponibile quanto prima per i pazienti con asma non controllato".  

Negli studi Kalos e Logos - riporta una nota - non sono emersi nuovi segnali di sicurezza e tollerabilità della triplice terapia con budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato. Budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato è una triplice combinazione inalatoria approvata per il trattamento dei pazienti adulti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) in più di 80 Paesi a livello globale inclusi Usa, Unione europea, Cina e Giappone e sono attualmente in corso revisioni da parte dell'autorità regolatoria per la triplice terapia con budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato nell'asma in molti Paesi. 

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Categoria: salute

12:07

Teheran, lo spy thriller che racconta la guerra segreta tra Israele e Iran

(Adnkronos) - Lo scontro geopolitico tra Israele e Iran è diventato materia da grande serialità internazionale con 'Teheran'", la serie di spionaggio creata da Moshe Zonder per l'emittente pubblica israeliana Kan 11 e distribuita nel mondo da Apple Tt+.  

La produzione, che ha debuttato in Israele il 20 giugno 2020 per essere distribuita a livello internazionale il 25 settembre dello stesso anno, è diventata rapidamente uno dei titoli di punta della serialità israeliana, imponendosi come il primo contenuto non in lingua inglese lanciato dalla piattaforma di Cupertino. 

La seconda stagione è andata in onda nel maggio 2022, mentre la terza - confermata nel febbraio 2023 - è stata trasmessa in Israele dal 9 dicembre 2024 ed era disponibile su Apple Tv+ dal 9 gennaio 2026. Nel cast della terza stagione è entrata anche Hugh Laurie, ampliando ulteriormente il profilo internazionale della serie. La quarta stagione è in corso di realizzazione e ora è segnata dalla sospetta morte di Dana Eden, produttrice e ideatrice israeliana della serie, trovata morta all'età di 52 anni durante le riprese in Grecia. I notiziari greci, come Ta Nea, Documento e Proto Tema, hanno riferito che è stata trovata morta in una stanza d'albergo di Atene, dove alloggiava dal 4 febbraio, che il corpo è stato scoperto dal fratello, che sono stati trovati lividi sul collo e sugli arti e che nella stanza sono state trovate delle pillole. Tutte queste fonti hanno affermato che le autorità stanno indagando sulla possibilità del suicidio.  

I media israeliani, confermando la morte, hanno riferito che la polizia di Atene sta indagando sulla possibilità che la donna sia stata assassinata da agenti del governo iraniano, che aveva attaccato la serie televisiva Teheran sui media statali fin dalla sua prima messa in onda. Tuttavia, l'israeliano Canale 12 ha dichiarato stamattina che questa notizia era una "fake news" e che non era stata fatta alcuna menzione di un'indagine per omicidio o del coinvolgimento iraniano.  

Nel 2021 'Teheran' ha conquistato un traguardo storico: il premio come miglior serie drammatica alla 49esima edizione degli International Emmy Awards, diventando la prima produzione israeliana a ottenere questo riconoscimento. 

Protagonista è Tamar Rabinyan, giovane hacker nata in Iran ma cresciuta in Israele, agente del Mossad. La sua missione è infiltrarsi sotto falsa identità a Teheran per sabotare una centrale elettrica, operazione che dovrebbe aprire la strada a un attacco contro un impianto nucleare iraniano. Ma l'operazione fallisce e Tamar si ritrova braccata dalle autorità locali, costretta a muoversi in clandestinità nella città dove è nata. A darle la caccia è Faraz Kamali, capo delle indagini delle Guardie Rivoluzionarie. Nella fuga, la protagonista entra in contatto con un gruppo di giovani dissidenti e con Milad, hacker ribelle di cui si innamora, mentre il confine tra dovere professionale e identità personale si fa sempre più sottile. 

A interpretare Tamar è l’attrice israeliana Niv Sultan, la cui performance - recitata in ebraico e persiano - è stata tra gli elementi più apprezzati dalla critica. Accanto a lei Shaun Toub nel ruolo dell'investigatore Faraz Kamali e, nella seconda stagione, Glenn Close nei panni dell'agente britannica del Mossad Marjan Montazeri. La regia è affidata a Daniel Syrkin, mentre tra i creatori figura ancora Zonder, già noto per aver firmato "Fauda", altro successo internazionale dello spy drama israeliano. 

Girata ad Atene ma ambientata nella capitale iraniana, la serie si inserisce nel solco delle produzioni israeliane che hanno conquistato i mercati esteri negli ultimi anni, da "Prisoners of War" - da cui è stata tratta "Homeland" - a "Fauda". Il racconto si muove sullo sfondo delle tensioni reali tra Gerusalemme e Teheran, tra sospetti di sabotaggi, programmi nucleari e guerra cibernetica. Un contesto che ha alimentato polemiche anche in Iran, dove la serie è stata bollata dai media vicini al regime come propaganda ostile. (di Paolo Martini) 

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12:07

Tumori, nelle Marche 11mila casi l'anno, Aiom 'ogni paziente si sottoponga a 5 vaccinazioni'

(Adnkronos) - Ogni anno nella Regione Marche le nuove diagnosi di cancro sono oltre 11mila. Nella maggioranza dei casi si tratta di uomini e donne over 65 che devono affrontare il difficile percorso della malattia. Tutti i pazienti, a prescindere dall'età, dovrebbero sottoporsi a 5 fondamentali vaccinazioni: l'antipneumococcica, l'antinfluenzale, l'anti-Herpes zoster, l'anti-Hpv e l'anti-Covid. Sono dei presidi sanitari che aiutano il malato oncologico nel percorso di cura e difendono l'organismo debilitato da pericolose infezioni. E' il messaggio che emerge dall'incontro 'La vaccinazione nel paziente oncologico', che si tiene oggi ad Ancona presso la Clinica Oncologica dell'Aou delle Marche. Un appuntamento promosso da Fondazione Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) che ha avviato la nuova edizione dell'omonima campagna nazionale. E' stato organizzato un tour in 10 regioni in cui sono previsti incontri con oncologi medici, associazioni pazienti e altre figure del team multidisciplinare oncologico. Oggi si svolge la tappa marchigiana del progetto reso possibile dalla sponsorizzazione non condizionante di GlaxoSmithKline. Gli incontri e la campagna hanno l'obiettivo di approfondire l'importanza della vaccinazione nei pazienti e fornire informazioni scientifiche aggiornate. 

"Ogni nostro paziente, a causa della neoplasia e delle terapie, è immunodepresso e quindi più esposto al rischio d’infezioni - afferma Rossana Berardi, presidente eletto Aiom e direttore Clinica di Oncologia Aou delle Marche, ordinario di Oncologia università Politecnica delle Marche - Malattie anche banali possono diventare molto pericolose, se non addirittura fatali. Per esempio, l'Herpes zoster fa registrare ogni anno oltre 157mila nuovi casi in Italia. E' provocato dal virus della varicella, si manifesta soprattutto a livello cutaneo e causa anche ospedalizzazioni per le persone fragili. Da anni, come Aiom, siamo impegnati nell'implementare le immunizzazioni tra i pazienti e siamo state una delle prime società scientifiche al mondo a pubblicare delle linee guida specifiche sul tema. Nel documento indichiamo le tempistiche e le modalità delle immunizzazioni che devono tener conto delle terapie somministrate e dello stato generale di salute".  

"Da alcuni anni assistiamo a un'immotivata diffidenza verso i vaccini che sono accusati di non essere abbastanza sicuri o di causare altre patologie - sottolinea Maria Soledad Ferreiro Cotorruelo, della direzione medica ospedaliera dell'Aou delle Marche - Ciò si verifica anche tra i malati di cancro e i caregiver, che a volte ritengono erroneamente che le vaccinazioni possano rendere inefficaci le terapie antitumorali. Compito delle istituzioni sanitarie e dei clinici deve essere contrastare l'esitazione vaccinale anche attraverso una corretta informazione. Nella nostra regione sono attivi più di 20 ambulatori vaccinali che coprono in modo uniforme l'intero territorio, ma avvicinare l'offerta vaccinale al luogo di cura è il passo decisivo per tutelare al meglio i pazienti. L'apertura di un ambulatorio vaccinale direttamente in ambito ospedaliero rappresenta un'opportunità strategica fondamentale: permetterebbe di integrare la prevenzione nel percorso di cura, offrire la vaccinazione al paziente oncologico nel momento clinico più idoneo e in un ambiente protetto, superando le difficoltà logistiche e garantendo una presa in carico globale della sua fragilità".  

Durante l’incontro le vaccinazioni raccomandate nel paziente oncologico sono state illustrate da Francesca Morgese, dirigente medico presso la Clinica Oncologica.  

La vaccinazione nel paziente oncologico è stata lanciata lo scorso aprile da Fondazione Aiom per promuovere il valore delle vaccinazioni tra i malati di tumore. Oltre al tour in 10 regioni, prevede la diffusione di opuscoli, un portale informativo (vaccininelpazienteoncologico.it), spot di sensibilizzazione e attività sui social media. 

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Categoria: salute

11:56

Sostenibilità, da carbon footprint a comitato Esg: report di Gruppo Serenissima Ristorazione

(Adnkronos) - Il Gruppo Serenissima Ristorazione presenta il suo primo Report di Sostenibilità redatto secondo la Corporate Sustainability Reporting Directive (Csrd), la nuova Direttiva europea che ha definito degli standard comuni e comparabili di rendicontazione Esg. Il Gruppo Serenissima Ristorazione - spiega l'azienda in una nota - ha scelto di anticipare gli obblighi normativi e di rendicontare l'impatto della sostenibilità sui propri risultati finanziari (materialità finanziaria), oltre che il proprio impatto sull'ambiente e sulle persone (materialità di impatto) secondo gli standard della Direttiva Csrd, un impegno rilevante che ha coinvolto le 14 società controllate, inclusa la capogruppo Serenissima Ristorazione Spa e le controllate estere in Spagna e Polonia. Con un fatturato di oltre 650 milioni di euro nel 2025 (dati di preconsuntivo) e più di 11mila collaboratori, il Gruppo Serenissima serve circa 50 milioni di pasti all’anno.  

"La redazione del nostro primo Bilancio di Sostenibilità secondo la Csrd è stata una sfida importante, che abbiamo scelto di affrontare su base volontaria perché crediamo profondamente nella sostenibilità come leva strategica e di business - dichiara Tommaso Putin, vicepresidente del Gruppo Serenissima Ristorazione con delega alla sostenibilità - Rendicontare è l’unico modo per poter davvero gestire il percorso verso la sostenibilità: misurare ci consente di capire dove intervenire, definire priorità e agire in maniera strategica lungo la filiera, coinvolgendo tutti gli stakeholder. È solo attraverso la trasparenza e la responsabilità che possiamo costruire valore duraturo per l’impresa, per le persone e per l’ambiente".  

L’adozione della procedura di rendicontazione prevista dalla direttiva Csrd ha richiesto, come passaggio fondamentale, la misurazione della Carbon Footprint di Organizzazione, secondo gli standard internazionali. L’analisi - spiega l'azienda - ha evidenziato come le emissioni Scope 1, le emissioni dirette, ossia da fonti controllate o di proprietà, tutto ciò che il Gruppo brucia direttamente, e Scope 2, ossia le emissioni generate dall’energia acquistata e consumata dal Gruppo, incidano per circa l’8% su un totale pari a 240.107 tonnellate di CO2 equivalente, confermando che il core business di produzione dei pasti ha un impatto diretto contenuto. La vera sfida ambientale per il Gruppo è quindi rappresentata dalla filiera, con le emissioni Scope 3, la cui rendicontazione è diventata obbligatoria con gli standard europei Esrs e che comprende tutte le emissioni 'a monte' e 'a valle' della catena del valore, dalle emissioni generate dai fornitori di materie prime, alla logistica, fino alla gestione dei rifiuti, che pesano per circa il 92% del totale. 

Per questo Serenissima Ristorazione ha avviato un percorso strutturato di coinvolgimento dei fornitori e degli stakeholder, con l’obiettivo di intervenire lungo tutta la catena del valore, attraverso scelte di acquisto consapevoli, progettazione dei menu e qualificazione Esg dei partner. In questo senso, il Gruppo si sta impegnando a monitorare costantemente i fornitori considerati critici per volumi o tipologia di attività, per i quali sono previsti piani di controllo e audit specifici per verificare il rispetto dei principi di responsabilità sociale e ambientale. Un obiettivo specifico è il coinvolgimento dei partner nella condivisione di dati ambientali e di tracciabilità per migliorare la precisione del calcolo della Carbon Footprint di Gruppo. Inoltre, viene incoraggiato l’acquisto di forniture con imballaggi riciclabili, riutilizzabili o composti da materiale riciclato; quando la sicurezza alimentare lo consente, il Gruppo privilegia l’acquisto di prodotti in formato multi-porzione, che permettono di ottimizzare i carichi, limitare il numero di trasporti e abbattere le emissioni legate alla logistica. Per sostenere l’economia del territorio e ridurre ulteriormente le distanze percorse dalle merci, valorizzata la dimensione territoriale, promuovendo la scelta di fornitori locali. Sul fronte dell’efficienza, il Gruppo si è posto un obiettivo di riduzione dei consumi energetici pari al 5%, a fronte di un consumo complessivo di circa 52.000 MWh, corrispondente a un taglio di circa 2.600 MWh - un valore che equivale al consumo annuo di quasi 1.000 famiglie italiane - attraverso interventi di efficientamento, ottimizzazione dei processi produttivi e sistemi avanzati di gestione dell’energia. 

La dimensione sociale - continua la nota - rappresenta un pilastro centrale della strategia di sostenibilità del Gruppo Serenissima. La fortissima presenza femminile ne è una dimostrazione concreta: il 73,4% del personale della capogruppo è composto da donne, mentre nell’alta dirigenza si registra un equilibrio significativo, con il 43% di presenza femminile. Un impegno strutturato e certificato, riconosciuto attraverso la UNI/PdR 125:2022 per la Parità di Genere, che testimonia la volontà del Gruppo di promuovere inclusione, equità e valorizzazione delle competenze. Tra gli obiettivi dichiarati ci sono quelli di monitorare e ridurre eventuali discriminazioni e di coinvolgere il management nella definizione di traguardi legati alla parità di genere. Sull’aspetto relativo alla parità di trattamento economico, il Gruppo ha pianificato interventi specifici, tra cui: un'analisi annuale delle retribuzioni per genere; azioni mirate a ridurre le disparità retributive nelle fasce dirigenziali; e il monitoraggio di indicatori (Kpi) per garantire che lo sviluppo professionale e la remunerazione siano basati esclusivamente sulle competenze. Grande attenzione è dedicata anche a formazione e sicurezza: nella sola capogruppo sono state erogate circa 50mila ore di formazione nel 2024.  

La redazione del report di sostenibilità ha accompagnato un’evoluzione significativa anche sul piano della governance. Dal 2025 è stata formalmente istituita una nuova governance Esg, con la creazione di un Comitato Esg, operativo dal 2025, incaricato di integrare in modo sistematico i valori ambientali e sociali in ogni decisione aziendale. Il Comitato è guidato dal vicepresidente Tommaso Putin e rappresenta uno strumento chiave per garantire coerenza tra strategia, gestione dei rischi, obiettivi di sostenibilità e coinvolgimento degli stakeholder lungo tutta la filiera. Anche in termini di Governance, il Gruppo ha individuato la necessità di avviare un processo di qualifica Esg dei partner per tracciare e ridurre i rischi lungo la filiera. 

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Categoria: sostenibilita

11:32

Milano Cortina, Brignone: "Scambierei i due ori per la vita prima dell'infortunio"

(Adnkronos) - Gli ori, le condizioni di salute dopo l'infortunio, il sogno, il futuro. Federica Brignone, doppio oro ai Giochi Invernali di Milano Cortina 2026, parla in conferenza stampa a Casa Italia il giorno dopo il successo in gigante sull'Olympia delle Tofane. "Scambierei le mie due medaglie olimpiche per tornare indietro e non subire questo infortunio" dice l'azzurra che ribadisce quanto dichiarato in un'intervista a 'Repubblica'.  

"Stanotte non ho dormito tantissimo ovviamente, avrei voluto dirvi che ero andata a fare baldoria a Casa Austria ma non ce l’ho fatta, ero stordita - racconta - Mi sono ritirata in camera mia in hotel con i miei amici. Quando mi sono svegliata mi sono detta come caspita è potuto succedere tutto questo, mi sto ancora chiedendo il perché e il come". 

 

Brignone parla dell'infortunio e del periodo successivo. "Cosa è successo quel giorno? La mia fortuna è stata quella di accettare immediatamente quello che era successo e guardare avanti, rimanere estremamente positiva, questa è stata la mia più grande forza - sottolinea - non solo ieri, la calma che ho mantenuto dal 3 aprile, non dico che sia stato facile mantenere la calma ma lo è stato. L'ho fatto con il lavoro di prima. Se mi fosse successo 10 anni fa sarebbe stato molto più difficile. Il percorso fatto con le persone che mi hanno aiutato, con l'ipnosi, con mio fratello in pista, con persone che non lavorano per me ma con me. L'obiettivo è avere un team con cui condividiamo gioia e dolori e abbiamo stima reciproca grande".  

Per la campionessa azzurra il periodo dopo l'infortunio è stato molto duro "ma non ho mai avuto paura del vuoto, mai avuto paura di annoiarmi", afferma. "Sono 15 anni che ho una carriera sportiva soddisfacente e quello che ho fatto l’anno scorso e nelle ultime dieci stagioni è stato un crescendo. Ho sempre lavorato come una pazza, in maniera solida, sono stata molto ligia, una vera professionista. Sono qui con due medaglie al collo facendo una cosa diversa, non ho mai lavorato tante ore così nella mia vita, non ho fatto una preparazione perfetta e il raggiungimento non mi crea vuoto ma casino e sono quasi spaventata". 

Sulle sue condizioni, Brignone spiega che "la gamba non sta tanto bene questa mattina, oggi è una di quelle giornate non positive". "Fare altra operazione? Non posso fare l'operazione che dovrei, non posso togliere la 'ferraglia' che ho nella gamba. La dovrò fare ma ci vorrà ancora del tempo. Ora non sono pronta per tornare sotto i ferri e togliere la placca, la mia tibia non è ancora apposto - aggiunge la campionessa azzurra - Un altro sogno sportivo? È passato troppo poco tempo, la sfida della stagione ora è qualificarsi per le finali, non è la sfida che vi aspettate, non è la Coppa del mondo o l'oro olimpico. La mia sfida sportiva è aver questo coraggio e affrontare le gare, qualificarmi per le finali sarebbe un grande raggiungimento perché ci sono poche gare che restano, le Olimpiadi non valgono, altrimenti sarei già avanti". 

"Cosa mi aspetta? Giorno per giorno capirò, ora farò un check-up al J Medical per vedere come sto. L'idea di continuare la stagione è il mio paravento per tutto il resto che non ho voglia di affrontare, cercherò di proteggermi con le gare e il vivere da atleta, che è la mia protezione più grande. La voglia di rimettermi in gioco la capirò però solo quando sarò in pista. Di sicuro non sono più disposta a prendere farmaci per sciare", afferma l'azzurra. 

 

"L'abbraccio di Mattarella all'arrivo? E' stato veramente particolare già vincere in casa, davanti al tuo pubblico, c'è stata tutta la tribuna che cantava l'Inno, una bandiera gigante sulle tribune che sventolava, penso che sia una delle emozioni e dei momenti più particolari che ho vissuto (VIDEO). Io non lo sapevo nemmeno che sarebbe venuto al SuperG. Me lo sono trovato lì e quando me lo hanno detto ho risposto 'urca meno male che non ho fatto una figuraccia'. Mi ha detto 'ci contavo', gli ho risposto 'Lei sì, io sinceramente proprio no'. Lui con la sua solita umiltà, si è sempre comportato con umiltà e rispetto con noi atleti, è una cosa che mi piace moltissimo", dice Brignone sulla presenza all'arrivo dopo l'oro in SuperG del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ora aspetta l'azzurra al Quirinale con medaglie e bandiera.  

 

In riferimento al caso Bastoni in Inter-Juve e l’inchino delle avversarie dell’azzurra dopo il successo in Gigante, Brignone osserva: "Come sportivi abbiamo dei valori veramente forti. La meritocrazia ancora vale nel nostro sport, il cronometro non è influenzabile, nel nostro sport c'è tantissimo rispetto, c'è una competitività sana. In nessun modo possiamo condizionare le performance degli altri. Il nostro è uno sport pericoloso, dove se sbagli una curva finisci 10 mesi in riabilitazione. Se raggiungi un risultato, gli altri sono in ammirazione. Nel tennis o nel calcio si può influenzare l’altro, qui non è possibile. C'è una rivalità sana e spero che sia d'esempio".  

 

“Se mi ha scritto Sinner? Non solo lui ma anche tutti gli altri ragazzi che ho conosciuto nel percorso estivo”, riferisce Brignone in conferenza stampa. 

All’azzurra manca il tennis. “Ora non posso giocare”, dice l’azzurra che fa poi un paragone con il cancelletto di partenza. “Mettere i bastoncini fuori è come un match point a Wimbledon. E non trovi il silenzio. Ho visto le Finals e non trovi il silenzio, c’è sempre qualcuno che parla. Ma come fanno a non capire quanta concentrazione ci vuole? Io sono stata salvata dal fatto che le seggiovie e le piste erano riservate solo a noi, solo gente dell’ambiente che rispetta questi piccoli spazi, mi ha permesso di essere focalizzata. Hai bisogno di una concentrazione tale, serve una grande capacità. Nel match point basta un niente per toglierti quello che ti sei costruito, è stato un grande aiuto. Vivo queste esperienze e mi emoziono anche solo a vedere il gigante maschile, lo slittino o le gare degli altri ragazzi. Ci sono sportivi che mi danno emozioni particolari”, sottolinea Brignone. 

 

“Il red carpet a Venezia? Io l’attrice non la faccio, sarà chiaro per tutti. C’è qualcosa che parla della mia storia da atleta, è tutto partito l’anno scorso, volevamo raccontare chi sono nello sci, è un progetto che è li dall’anno scorso e si sta sviluppando - spiega in conferenza stampa in merito al progetto in preparazione - Non è un film, non è una fiction, solo immagini vere. Ho avuto Federico, un mio amico carissimo che mi ha seguito, veniva in ospedale tutti i giorni, ha seguito veri passaggi ed emozioni e da amico ha permesso di vedere alcune cose”. 

“E’ più un docureality, se uscirà e spero che esca viene fuori come non ho preparato le Olimpiadi quest’anno. Mi sarebbe piaciuto raccontare una stagione normale ma è stato comunque bello”, aggiunge la campionessa olimpica. 

 

"Il mio sogno? Per il momento hanno parlato più che altro di sport, però una delle prime cose che voglio fare, lo dico da anni, è un viaggio, stare via quanto voglio e come voglio senza dover tornare per degli impegni - rivela l'azzurra - Ma il mio sogno in questo momento è di continuare ad avere la mia vita e non cambiarla, che la mia vita rimanga la mia, non cambi per i miei risultati sportivi. Non voglio cambiare comportamenti. La fortuna che ho è che a casa mia in Valle d'Aosta la gente è abituata a vedermi. Non ho mai fatto una vita da vip, ho sempre fatto le mie cose, dalle feste in paese, ballare con le persone, fare il torneo di beach volley, andare a bere un caffè con le amiche. Tutte queste cose voglio continuare a farle”, conclude la carabiniera valdostana.  

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Categoria: milano-cortina-2026

10:34

Maya Hawke si è sposata, alla cerimonia i colleghi di 'Stranger Things' - Le immagini

(Adnkronos) - Maya Hawke si è sposata nel giorno di San Valentino. A riportare la notizia i siti americani, con tanto di foto dell'attrice, 27 anni, in abito bianco per le strade di New York insieme al padre Ethan Hawke e alla madre Uma Thurman. Alle nozze quasi tutto il cast di 'Stranger Things', la serie che le ha regalato la fama grazie al ruolo di Robin. 

L'attrice ha sposato Christian Lee Hutson, che ha 35 anni ed è un cantautore. I due si conoscono da molti anni, ma per diverso tempo sono stati solo amici. Solo nel 2023 è nata una storia d'amore, A raccontarlo era stata la stessa Maya Hawke al Zach Sang Show: "È fantastico. Non posso che consigliare di avere una relazione con un amico. È il massimo. Ti conosce come una persona che ha dei sentimenti, che ha frequentato altre persone... non solo come un pezzo di carta su cui proiettare la loro immagine di ragazza perfetta". 

Secondo quanto riporta il magazine 'Hello!' Maya Hawke e Christian Lee Hutson si sono sposati nella chiesa St. George's Episcopal a Manhattan e, dopo la cerimonia nuziale, gli ospiti si sono recati a piedi al ricevimento presso 'The Players', un club privato a Gramercy Park. 

Negli scatti di 'People' è possibile notare i colleghi di 'Stranger Things' Finn Wolfhard, Gaten Matarazzo, Caleb McLaughlin, Sadie Sink, Natalia Dyer, Charlie Heaton e Joe Keery tra i presenti alla cerimonia. Maya Hawke è entrata nel cast della serie nel 2019, con l'arrivo del suo personaggio, Robin Buckley, nella terza stagione. 

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Categoria: spettacoli

10:23

Navalny avvelenato? Il Cremlino: "Tesi infondata"

(Adnkronos) - A due anni dalla sua morte, Alexei Navalny torna al centro della scena internazionale. Le nuove conclusioni di un’indagine condotta da cinque Paesi europei riaccendono i sospetti sulle circostanze della scomparsa del principale oppositore del presidente Putin, indicando l’ipotesi di un avvelenamento durante la detenzione. 

Secondo le valutazioni rese pubbliche da Regno Unito, Francia, Germania, Svezia e Paesi Bassi, Navalny non sarebbe morto per cause naturali, come sostenuto dalle autorità russe, ma sarebbe stato avvelenato mentre si trovava nella colonia penale in Siberia. Conclusioni che hanno riacceso le tensioni diplomatiche. 

Il Cremlino oggi ha respinto come "infondata" la ricostruzione. "Naturalmente non accettiamo tali accuse. Non siamo d'accordo. Le consideriamo parziali e infondate", ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ai giornalisti. 

Intanto la madre dell'attivista chiede giustizia. "Questo conferma ciò che sapevamo fin dall’inizio. Sapevamo che nostro figlio non era semplicemente morto in prigione, ma era stato assassinato”, ha dichiarato Lyudmila Navalnaya vicino alla tomba del figlio a Mosca, sottolineando la fiducia nella giustizia e la speranza di identificare i responsabili. "Penso che ci vorrà del tempo, ma scopriremo chi è stato. Naturalmente, vogliamo che questo accada nel nostro Paese e vogliamo che la giustizia prevalga", ha aggiunto la donna. 

 

Regno Unito, Francia, Germania, Svezia e Paesi Bassi — hanno pubblicamente affermato che Navalny non è morto per cause naturali ma è stato avvelenato usando una rara tossina neurotossica, l’epibatidina, una neurotossina tossica letale che si trova nelle rane freccia che vivono in Ecuador. Secondo le analisi di laboratorio, il veleno non è naturalmente presente in Russia e la sua presenza nel corpo di Navalny indica un’intossicazione deliberata, per cui gli Stati europei ritengono responsabile lo Stato russo, con “mezzi, motivi e opportunità” per somministrarlo mentre era detenuto. 

Queste conclusioni — affermate a margine della conferenza sulla sicurezza di Monaco e confermate anche da alcuni alleati occidentali in dichiarazioni ufficiali — segnano un passo decisivo nella ricostruzione della morte dell’attivista, morto nel febbraio 2024 durante un regime carcerario molto duro. Il Cremlino ha respinto le accuse, bollandole come propaganda, ma la conclusione delle analisi scientifiche alimenta nuove pressioni internazionali su Mosca affinché sia resa giustizia per quanto accaduto. 

 

In una intervista alla Bbc, la ministra degli Esteri britannica Yvette Cooper ha dichiarato che è stato ''smascherato il barbaro complotto del Cremlino''. ''Abbiamo trovato insieme le prove di questa tossina letale che è stata trovata nel corpo di Alexei Navalny al momento della sua morte. E solo il regime russo aveva il movente, i mezzi e l'opportunità di somministrargli questo veleno letale mentre era in prigione in Russia'', ha affermato Cooper. Le autorità di Mosca ''volevano farlo tacere perché era un critico del loro regime ed è per questo che abbiamo smascherato questo barbaro complotto del Cremlino e ci siamo assicurati di farlo anche con le prove'', ha affermato Cooper. 

La ministra britannica ha detto di aver voluto portare avanti le indagini sulla morte dell'attivista russo partendo da ''una delle affermazioni dello stesso Alexei Navalny. Lui ha affermato: 'Dire la verità, diffondere la verità, questa è l'arma più pericolosa di tutte'. Il regime russo ha cercato di impedirglielo, quindi l'abbiamo fatto noi''. 

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Categoria: internazionale/esteri

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13:45

Cime tempestose domina il box office, secondo posto per Muccino

(Adnkronos) - 'Cime tempestose' di Emerald Fennell senza rivali al box office: con 3.666.156 euro in 4 giorni di programmazione domina il weekend degli incassi nelle sale italiane (40 milioni di dollari negli States, 82 milioni worldwide) e scalza 'Le cose non dette' di Gabriele Muccino dal primato. Ora secondo, il film del regista italiano incassa altri 928.346 euro e porta a 5.701.719 gli incassi complessivi. In terza posizione troviamo la commedia 'Agata Christian - Delitto sulle nevi', con 852.250 euro e 2.664.793 euro totali. 

'Hamnet - Nel nome del figlio' di Chloé Zhao è quarto con 543.580 euro (1.382.946 euro totali), mentre al quinto posto troviamo la new entry 'Goat - Sogna in grande', con 515.812 euro. 'Lavoreremo da grandi' di e con Antonio Albanese è sesto con 495.794 euro (1.467.825 euro totali), mentre 'Il mago del Cremlino - Le origini di Putin' di Olivier Assayas esordisce in settima posizione, con 326.905 euro (331.523 euro considerando alcune anteprime). È ancora in top ten 'Buen camino', ottavo con 288.361 euro e 76.142.237 euro totali (con 37.429 spettatori). L’altro esordio del fine settimana è il thriller 'Crime 101 - La strada del crimine', nono con 244.592 euro. Chiude la top ten 'Marty Supreme' con 210.896 euro e 4.471.336 euro complessivi. 

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Categoria: spettacoli

13:27

Erutta vulcano Kilauea: fontane di lava alte fino a 250 metri

(Adnkronos) - Nuova eruzione del vulcano Kilauea nelle isole Hawaii, con fontane di lava alte fino a 250 metri. Lo rende noto il dipartimento di vulcanologia del Servizio Geologico degli Stati Uniti, mentre sui social vengono condivisi video della spettacolare eruzione. 

Con un post su 'X' l'agenzia governativa americana spiega che la fontana della bocca sud del vulcano è ora alta 250 metri, mentre quella della bocca nord è alta 180 metri. L'eruzione ha coperto di lava almeno il 40% del fondo del cratere con 10 milioni di metri cubi di lava fuoriusciti. 

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Categoria: internazionale/esteri

13:17

Venezia, le maschere dei Carnevali della tradizione oggi protagoniste

(Adnkronos) - Dopo l’apertura della Festa Veneziana sul Canal Grande, l’edizione del Carnevale di Venezia di quest’anno entra nel vivo con uno degli appuntamenti più identitari: oggi tornano, come da tradizione, le maschere dei Carnevali storici coordinate dall'Unione nazionale delle pro loco d’Italia (Unpli) e da Fondazione Pro Loco Italia. Oltre 11 gruppi provenienti da 8 regioni italiane animeranno la città con riti, teatralità popolare, costumi artigianali e simboli comunitari, trasformando Venezia in un grande palcoscenico nazionale del patrimonio culturale immateriale. 

Per la Campania ci sarà la Pro Loco Eboli con la maschera di don Annibale, protagonista di una farsa carnevalesca di origine settecentesca che intreccia canto, musica e recitazione popolare in un rito collettivo culminante nella tarantella finale. Con la Pro Loco Olevano sul Tusciano arriverà il Carnevale dei Poveri – “La Cantata dei dodici mesi a dorso d’asino”, rappresentazione antropologica che mette in scena il ciclo dell’anno agricolo attraverso tredici figuranti simbolici. La Pro Loco Aquara presenterà la tradizionale manifestazione dei mesi, mascherata contadina in cui i dodici mesi e le stagioni raccontano in rima le fasi dell’anno agrario tra simboli di morte e rinascita. Dall’Emilia-Romagna sarà presente la Pro Loco Civitella di Romagna con le sue maschere in cartapesta realizzate artigianalmente e la tradizione dei Pasqualotti, espressione di satira e cultura romagnola. 

Il Friuli Venezia Giulia parteciperà con il Carnevale rituale del Pust di Mersino, nel territorio di Pulfero, tra le espressioni più antiche e significative delle Valli del Natisone. Una tradizione arcaica che, attraverso maschere multicolori, campanacci e cortei itineranti, rinnova il rito propiziatorio del passaggio dall’inverno alla primavera. Dal Lazio parteciperà la Pro Loco Cori con la Compagnia Rinascimentale “Tres Lusores”, impegnata nella ricostruzione filologica delle danze del XVI secolo tratte dai trattati di Fabritio Caroso, in un dialogo tra cultura di corte e tradizione popolare. 

Dalla Liguria saranno presenti le maschere storiche coordinate dalle Pro Loco del territorio: la Pro Loco di Genova porterà figure della tradizione cittadina come Capitan Spaventa, O Marcheise e O Paisan, espressioni della Commedia dell’Arte e del mondo popolare genovese; la Pro Loco Savona presenterà Re Cicciolin, simbolo identitario del Carnevale savonese e della cultura marinara; la Pro Loco La Spezia accompagnerà Batiston e Maìa, protagonisti del Carlevà spezzino con il rituale del matrimonio e del rogo finale; la Pro Loco Loano sarà rappresentata da Puè Pepin e Beciancin, maschere storiche del CarnevaLöa, celebrazione tra satira e maestria nella cartapesta. 

Dalla Sicilia parteciperà l’associazione A Maschira con la Pro Loco di San Filippo del Mela, legata alla leggenda degli Scacciùni e caratterizzata dall’imponente copricapo conico decorato da nastri multicolori, simbolo di orgoglio e memoria comunitaria. Il Comune di Misterbianco porterà i celebri “Costumi più belli di Sicilia”, autentiche opere d’arte sartoriale frutto di mesi di lavoro artigianale e simbolo di creatività collettiva. Dal Veneto sarà presente la Pro Loco Canale d’Agordo con la Zinghenésta, mascherata alpina che unisce danza, musica e teatro popolare e culmina nel tradizionale processo al Carnevale, rito catartico di passaggio alla Quaresima. Presente anche lo Zogo de l’Oca con la Pro Loco di Mirano che costituisce una delle tradizioni popolari più rappresentative della cittadina della terraferma veneziana, in provincia di Venezia.  

Dalla Sardegna parteciperà la maschera arcaica di Su Bundhu di Orani, figura antropo-bovina in sughero e orbace legata ai riti del fuoco di Sant’Antonio Abate e ai cicli agro-pastorali, simbolo ancestrale di fertilità e forza primordiale. I festeggiamenti di questo Carnevale sardo sono accompagnati da musiche tradizionali della Barbagia: i suonatori di launeddas di San vito arricchiscono l’evento con il loro suono continuo e rituale, dialogando con i gesti delle maschere e il fuoco e contribuendo a creare un’atmosfera propiziatoria e collettiva. 

“Il Carnevale – dichiara Antonino La Spina, presidente di Unpli – è un grande racconto collettivo: dietro ogni maschera c’è una comunità, dietro ogni rito c’è un territorio che resiste e si rinnova. Tornare a Venezia con le maschere dei Carnevali della tradizione significa riaffermare il valore del patrimonio culturale immateriale italiano e il ruolo fondamentale delle Pro Loco nella sua tutela e promozione”. 

“Essere presenti in un contesto internazionale come quello del Carnevale di Venezia – aggiunge Fernando Tomasello, coordinatore del Centro Studi di Fondazione Pro Loco Italia – vuol dire dimostrare che i piccoli centri custodiscono una ricchezza culturale straordinaria. Le nostre maschere non sono folklore statico, ma strumenti vivi di identità, coesione e sviluppo territoriale”. 

"La giornata del 16 febbraio non rappresenta soltanto una sfilata di costumi e personaggi, ma un vero e proprio incontro tra comunità, un momento di dialogo tra territori diversi che trovano nel Carnevale un linguaggio comune fatto di creatività, ironia, memoria e partecipazione - sottolinea l'Unpli - Venezia diventa così crocevia delle identità locali, luogo simbolico in cui il patrimonio immateriale italiano si racconta e si rinnova davanti a un pubblico nazionale e internazionale. Attraverso le Pro Loco, custodi quotidiane di tradizioni, saperi artigianali, dialetti, ritualità e pratiche collettive, Unpli riafferma il proprio impegno nella salvaguardia e nella valorizzazione delle espressioni culturali popolari, riconoscendo nel Carnevale non solo una festa, ma uno strumento di coesione sociale, promozione culturale e sviluppo sostenibile dei territori. Il Carnevale di Venezia 2026 si conferma così non soltanto un grande evento spettacolare, ma uno spazio di rappresentazione dell’Italia più autentica, quella che nei piccoli centri trova la propria energia creativa e la trasforma, anno dopo anno, in patrimonio condiviso". 

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Categoria: cronaca

13:11

Libri, mercoledì presentazione del libro 'Custodi della democrazia' di Marta Cartabia

(Adnkronos) - Il libro “Custodi della democrazia. La Costituzione, le corti e i confini del politico” di Marta Cartabia, edito Egea, sarà presentato il prossimo 18 febbraio alle 17.30 al Centro studi americani in via Michelangelo Caetani 32 a Roma. "Le democrazie sono oggi in fase di regressione in molti paesi del mondo. Istituzioni democratiche un tempo solide e principi dati per acquisiti, come la separazione dei poteri, vengono messi sotto pressione, mentre le corti costituzionali – loro 'custodi' – si trovano al centro di attacchi che ne minacciano l’indipendenza - osserva il Centro studi americani - Eppure, sono proprio queste corti, nate dalla reazione ai totalitarismi del Novecento, che possono offrire un contributo significativo per preservare i vulnerabili principi democratici. Il cuore della vita democratica resta nelle istituzioni rappresentative".  

"Ma dalla prima sentenza della Corte italiana – che liberò la parola dalla censura fascista – alle odierne sfide della disinformazione digitale, emerge con chiarezza che le corti costituzionali svolgono un ruolo essenziale nella costruzione di una democrazia matura, vigilando anzitutto sui limiti al potere affinché essa non si trasformi in una 'tirannia della maggioranza', secondo la celebre espressione di Tocqueville. In questo quadro, Marta Cartabia rilancia la proposta di un 'costituzionalismo collaborativo' che, superando le sterili contrapposizioni tra volontà popolare e garanzie costituzionali, tra democrazia e costituzionalismo, tra governi e corti, possa tracciare la via per ricomporre conflitti che rischiano di lacerare il tessuto democratico - continua la nota del Centro studi americani - È un appello alla collaborazione tra istituzioni diverse ma complementari, ciascuna nel proprio ruolo e con le proprie specifiche funzioni, ma tutte impegnate a orientare la vita sociale ai principi costituzionali. Ed è insieme un invito alla consapevolezza civica rivolto a tutti i cittadini, e non solo agli esperti, per ricordare che la libertà e i diritti non sono conquiste definitive, ma beni fragili, da custodire e praticare insieme, ogni giorno". 

Dopo i saluti di Roberto Sgalla, direttore del Centro Studi Americani, intervengono: Giuliano Amato, presidente emerito della Corte Costituzionale e presidente onorario del Centro Studi Americani, Luca Antonini, vicepresidente della Corte Costituzionale, Marta Cartabia, Università Bocconi e presidente emerita della Corte costituzionale, Francesco Clementi, Sapienza Università di Roma e CdA Centro Studi Americani. Modera Donatella Stasio, giornalista. 

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Categoria: cronaca

13:10

Epibatidina, tossina della rana freccia: cos'è il veleno che potrebbe aver ucciso Navalny

(Adnkronos) - Il leader dell'opposizione russa Alexei Navalny, di cui oggi ricorrono due anni dalla morte, sarebbe stato ucciso utilizzando una tossina mortale presente nelle rane freccia velenose in Sud America. Tracce di epibatidina sono state trovate nei campioni del corpo di Navalny e molto probabilmente sono state la causa della sua morte in una colonia penale siberiana due anni fa, ha affermato il ministero degli Esteri del Regno Unito. Secondo l'esperta di tossicologia Jill Johnson, l'epibatidina è una neurotossina naturale isolata dalla pelle della rana freccia velenosa dell'Ecuador "200 volte più potente" della morfina, come ha dichiarato alla Bbc russa. La sostanza si trova naturalmente nelle rane freccia selvatiche del Sud America, ma può anche essere prodotta in laboratorio. 

 

Le specie note come rana freccia velenosa di Anthony e rana velenosa fantasma sono tra quelle che secernono la tossina sulla loro pelle. Sebbene l'epibatidina sia stata studiata come antidolorifico e per alleviare le dolorose condizioni infiammatorie polmonari, non viene utilizzata clinicamente a causa della sua tossicità. Secondo la Johnson, questo potente composto chimico agisce sui recettori nicotinici del sistema nervoso. Poiché stimola eccessivamente questi recettori nervosi, se non dosata correttamente può causare contrazioni muscolari, paralisi, convulsioni, rallentamento del battito cardiaco, insufficienza respiratoria e, infine, la morte, ha spiegato. 

Alastair Hay, professore di tossicologia ambientale presso l'Università di Leeds, ha dichiarato che i suoi effetti possono causare il blocco della respirazione e che "chiunque venga avvelenato muore per soffocamento". La presenza di tossina nel sangue di una persona "suggerisce una somministrazione deliberata", ha aggiunto. La tossicità dell'epibatidina può addirittura essere "aumentata dalla somministrazione concomitante di altri farmaci e queste combinazioni sono state oggetto di ricerca". L'epibatidina è estremamente rara e si trova solo in una regione geografica e solo in tracce, ha affermato la Johnson. Si ritiene che la rana freccia a cui si riferivano il ministero degli Esteri del Regno Unito e altri fosse la rana freccia di Anthony, una specie endemica dell'Ecuador e del Perù. 

 

Le rane producono la sostanza chimica mangiando cibi adatti a produrre alcaloidi, un tipo di composto organico che sintetizza l'epibatidina e la accumula nella loro pelle. Se la dieta della rana cambia, le sue riserve di epibatidina si esauriscono. "Trovare una rana selvatica nel posto giusto, che mangi esattamente il cibo necessario per produrre gli alcaloidi giusti, è quasi impossibile... quasi", ha detto la Johnson. "Si tratta di un metodo di avvelenamento umano incredibilmente raro. Gli unici altri casi di avvelenamento da epibatidina di cui sono a conoscenza sono stati condotti in laboratorio e non sono risultati fatali". Mosca ha sostenuto che Navalny sia morto per cause naturali, sebbene la vedova Yulia Navalnaya abbia sempre sostenuto che il marito sia stato "assassinato" tramite avvelenamento. 

Il Cremlino ha respinto come “infondata” la ricostruzione. “Naturalmente non accettiamo tali accuse. Non siamo d'accordo. Le consideriamo parziali e infondate”, ha dichiarato il portavoce Dmitry Peskov, ribadendo la linea ufficiale russa che esclude responsabilità dello Stato nella morte dell’oppositore. mentre l'ambasciata russa a Londra ha negato il coinvolgimento di Mosca nella morte di Navalny e ha descritto l'annuncio come "debolezza di spirito dei favolisti occidentali" e "necropropaganda". 

Hamish de Bretton-Gordon, ex alto ufficiale del Regno Unito e della NATO, nonché esperto di armi chimiche, ha affermato che le persone dovrebbero prendere tutto ciò che dice il Cremlino, compresa la morte di Navalny, "con le pinze". Ha dichiarato al programma Today di BBC Radio 4 che i paesi della NATO "hanno dimostrato di avere le prove che Navalny è stato assassinato dallo Stato". 

Al momento della sua morte, Navalny era in carcere da tre anni e in seguito era stato trasferito in una colonia penale nell'Artico. Secondo i resoconti russi, il 47enne avrebbe fatto una breve passeggiata, avrebbe detto di non sentirsi bene, poi sarebbe crollato e non avrebbe più ripreso conoscenza. 

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Categoria: internazionale/esteri

13:04

Milano Cortina, nuovo show di Sighel: l'azzurro taglia il traguardo (ancora) di spalle

(Adnkronos) - Pietro Sighel l'ha rifatto. E il pubblico di Milano ha apprezzato. L'azzurro di short track, già oro olimpico nella staffetta mista, ha dato spettacolo nelle batterie dei 500 metri alle Olimpiadi di Milano Cortina, oggi lunedì 16 febbraio. Sighel, impegnato dall'inizio della corsa in un testa a testa per il primo posto, è stato urtato a pochissimi metri dall'arrivo dal lettone Reinis Berzins, a sua volta travolto dal turco Furkan Akar. Rimasto incredibilmente in piedi sui pattini, si è girato dopo l'urto e ha tagliato il traguardo di schiena. Proprio come aveva fatto la settimana scorsa all'arrivo della staffetta mista vinta dall'Italia. In quel caso, per scelta. 

Si sono qualificati ai quarti di finale anche gli altri due azzurri, il ventenne all'esordio olimpico Lorenzo Previtali, e Thomas Nadalini, oro settimana scorsa nella staffetta mista.  

Quarti, semifinali e finali dei 500 metri maschili di short track sono in programma mercoledì 18 febbraio. 

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Categoria: milano-cortina-2026/extra

13:00

Ilia Malinin, l'odio online e la pressione infinita: il post dopo il crollo a Milano Cortina

(Adnkronos) - Il “vile odio” diffuso sui social e la “insormontabile pressione”. Così Ilia Malinin, il pattinatore statunitense ‘Dio dei quadrupli’, racconta sui social la sua versione sul crollo che venerdì scorso lo ha portato dall’essere il super favorito per l’oro a chiudere solo ottavo la gara di pattinaggio artistico maschile a Milano Cortina 2026.  

“Sul palcoscenico più grande del mondo, coloro che sembrano i più forti potrebbero ancora combattere battaglie invisibili dentro di sé”, scrive Malinin su Instagram a corredo di un video che intervalla le immagini delle sue lacrime di venerdì a Milano-Cortina con quelle sorridenti dei grandi successi che a solo 21 anni ha già collezionato. “Persino i ricordi più felici possono finire macchiati dal rumore. Il vile odio online attacca la mente e la paura la attira nell'oscurità, non importa quanto ci si sforzi di rimanere sani di mente, nonostante l'infinita e insormontabile pressione. Tutto si accumula mentre questi momenti ti scorrono davanti agli occhi, con il risultato di un inevitabile crollo. Questa è la versione della storia”, spiega Malinin. 

 

 

Oro nel team event con la squadra Usa, primo con un ampio margine dopo il programma corto, venerdì sera ‘Quad God’ scendeva in pista per ultimo, da super favorito. Gli atleti alle prime quattro posizioni provvisorie, incluso l’italiano Daniel Grassl, sono tutti caduti. La Milano Ice Skating Arena, strapiena per il prodigio a stelle e strisce, lo attendeva chiedendosi non se avrebbe vinto (quello sembrava scontato) ma se avrebbe portato per la prima volta a un’Olimpiade il quadruplo Axel. Primo elemento del suo programma e primo errore: il salto di Malinin è stato solo semplice. Da lì in avanti una spirale negativa: due cadute e salti declassati. Il backflip eseguito quasi per inerzia, è stato ininfluente sul verdetto dei giudici: quindicesimo nel programma libero, ottavo nella graduatoria finale.  

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Categoria: sport

12:49

Milano Cortina, Achille Lauro sarà alla cerimonia di chiusura all'Arena di Verona

(Adnkronos) - Achille Lauro sarà sul palco della cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026. Lo annuncia l'organizzazione con una nota. Tra gli artisti italiani più iconici e riconoscibili del panorama contemporaneo, si esibirà il 22 febbraio nella cornice senza tempo dell’Arena di Verona. Dopo il successo della cerimonia di apertura, e nel pieno delle emozioni delle competizioni sportive, l’annuncio della partecipazione di Achille Lauro, aggiunge nuovi dettagli sul gran finale.  

La cerimonia di chiusura, realizzata in collaborazione di Filmmaster, sarà il momento simbolico in cui Milano Cortina 2026 si trasformerà in memoria collettiva: un saluto al mondo, una celebrazione degli atleti, dei valori Olimpici e dell’eredità culturale che l’Italia vuole lasciare. Un appuntamento che unirà spettacolo, emozione e visione, destinato a restare nella storia.  

In questo contesto si inserisce la presenza di Achille Lauro, cantante romano, ma nato a Verona, e icona del pop contemporaneo, capace di superare i confini della musica e muoversi tra moda, performance art e immaginario simbolico. La sua identità artistica, riconosciuta anche a livello internazionale, si distingue per una forte capacità narrativa: ogni apparizione diventa un racconto riconoscibile e carico di significato. Artista acclamato dal grande pubblico e dalla critica, Achille Lauro ha calcato alcuni dei palchi più importanti in Italia e all’estero, costruendo un percorso segnato da sperimentazione, libertà espressiva e continua evoluzione. Una trasversalità culturale che lo rende l’interprete ideale di un evento che vuole parlare al mondo, attraversando generazioni e linguaggi.  

La sua partecipazione trova una connessione naturale con il concept della cerimonia di chiusura, intitolata 'Beauty in Action'. Il titolo è un tributo alla bellezza in movimento: quella che vive nello sport, si riflette nell’arte, nasce dalle relazioni umane e prende forma nei luoghi che ospitano i Giochi. Achille Lauro incarna pienamente lo spirito dell’evento. La sua presenza contribuirà a creare un momento memorabile, rafforzando l’attrattiva internazionale della Cerimonia e la connessione con le nuove generazioni. Il legame tra l’artista e Milano Cortina 2026 si è già espresso in occasione del suo ruolo di tedoforo, confermando una relazione fondata su valori condivisi e su una visione comune della cultura come strumento di unione.  

La cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 non sarà solo la celebrazione dei successi sportivi, ma un momento destinato a lasciare un’eredità culturale duratura per Verona e per l’Italia. In questo atto finale dei Giochi, la musica si affermerà come linguaggio universale, capace di celebrare insieme unità e diversità e di trasformare l’evento in un’esperienza realmente condivisa.  

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Categoria: milano-cortina-2026

12:49

Funzionario Mimit aggredito a Termini: altri due arrestati

(Adnkronos) - Altre due persone sono state arrestate dalla polizia per l’aggressione avvenuta la sera del 10 gennaio scorso nei pressi della stazione Termini di Roma ai danni di un 57enne, funzionario del Mimit. Sabato scorso gli agenti della Squadra mobile di Roma hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due tunisini di 19 anni. Uno è stato rintracciato a Perugia in collaborazione con gli agenti della Squadra Mobile locale mentre all'altro è stata notificata la misura in carcere a Regina Coeli dove era detenuto per un altro reato. L'accusa nei loro confronti è di tentato omicidio.  

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Categoria: cronaca

12:41

Ema ritira dal mercato dell'Ue i farmaci contenenti levamisolo, quali sono i rischi

(Adnkronos) - Il Comitato per la sicurezza (Prac) dell'Agenzia europea del farmaco Ema ha raccomandato il ritiro dal mercato Ue dei medicinali contenenti levamisolo, principio attivo utilizzato per il trattamento delle infezioni da vermi parassiti. Il parere del Prac arriva dopo una revisione della sicurezza del farmaco a livello dell'Unione europea.  

Gli esperti hanno concluso che "i benefici di questi medicinali non superano più i rischi", confermando il pericolo di "leucoencefalopatia, un raro ma grave effetto collaterale del levamisolo, che colpisce la sostanza bianca del cervello". Lo comunica l'agenzia regolatoria europea dopo l'ultima riunione del Prac, dal 9 al 12 febbraio.  

Le informazioni esaminate - informa l'Ema in una nota - hanno mostrato che i sintomi di leucoencefalopatia possono manifestarsi dopo una singola dose di levamisolo e possono svilupparsi da un giorno a diversi mesi dopo il trattamento. La revisione non ha identificato alcuna misura per ridurre il rischio o alcun gruppo di persone che potrebbe essere a maggior rischio di sviluppare leucoencefalopatia con l'uso di levamisolo.  

Nel complesso, considerando che i medicinali a base di levamisolo sono utilizzati per trattare lievi infezioni da vermi parassiti e che la leucoencefalopatia indotta da levamisolo è una condizione grave con un esordio imprevedibile, il rapporto beneficio-rischio di questi medicinali è stato considerato negativo. Quindi i farmaci contenenti levamisolo non saranno più disponibili in Ue.  

Il Prac - prosegue l'agenzia - ha approvato una comunicazione rivolta agli operatori sanitari (Dhpc) per informarli della sua raccomandazione di ritirare i medicinali a base di levamisolo dal mercato dell'Unione a causa del rischio di leucoencefalopatia. Gli operatori sanitari devono essere consapevoli che i sintomi di leucoencefalopatia possono manifestarsi dopo una singola dose di levamisolo e possono svilupparsi entro un giorno o diversi mesi dal trattamento. Il Dhpc per i medicinali contenenti levamisolo sarà diffuso ai professionisti sanitari interessati dai titolari dell'autorizzazione all'immissione in commercio, secondo un piano di comunicazione concordato, e pubblicato sulla pagina Comunicazioni dirette ai professionisti sanitari e nei registri nazionali degli Stati membri dell'Ue. 

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Categoria: internazionale/esteri

12:26

Energia, Ebs: "Biomasse solide infrastruttura strategica, non un costo da tagliare"

(Adnkronos) - "Nonostante le rassicurazioni sulla tutela della produzione di energia da biomasse solide espresse pubblicamente dal governo nelle scorse settimane, la nuova bozza del dl Energia/Bollette prospetta uno scenario ancora critico per l’industria del settore". Così l’Associazione Energia da Biomasse Solide (Ebs) esprime la sua preoccupazione rispetto alla misure previste nella nuova bozza di dl circolata in queste ore  

“Eravamo fiduciosi, dopo l’impegno preso dal governo, riguardo a un ripensamento sostanziale rispetto alle misure che impattano in modo pesante sul settore delle bioenergie con filiera italiana - dice il presidente di Ebs Andrea Bigai - Il nostro settore è pronto a un confronto tecnico con il decisore politico-istituzionale che non può prescindere dalla condivisione da parte di tutti gli attori, istituzionali e del comparto, della valutazione complessiva dei numeri del settore, e da conseguenti analisi accurate, approfondite, consapevoli su tutti i potenziali effetti del decreto”.  

"Le bozze di provvedimento circolate - ricostruisce Ebs - prevedono un consistente intervento di riduzione dei Prezzi Minimi Garantiti (Pmg), istituiti ai sensi dell’art. 24, comma 8, del d.lgs. 28/2011 per coprire i costi minimi di esercizio degli impianti. Un meccanismo che esclude già la sovracompensazione". “Riteniamo illogico e inutilmente rischioso rivedere in modo affrettato, per decreto e senza il doveroso confronto il meccanismo varato nel 2024, introducendo una riduzione degli incentivi. Il rischio è compromettere in tempi brevissimi uno dei pilastri più affidabili della generazione rinnovabile nazionale e minare più in generale la fiducia di ogni tipologia di investitori in ambito energetico, sia presente che futura”, dice Bigai.  

Inoltre, da un punto di vista economico, rileva il presidente di Ebs, "colpire un indotto così consistente significa rinunciare a un importante gettito fiscale, mettere a rischio il lavoro di aziende anche di piccole dimensioni impiegate nella filiera - spesso in zone a rischio abbandono - e accollarsi l’onere di smaltire sottoprodotti delle attività forestali, agricole, agroindustriali. Vuol dire rinunciare a consolidare una virtuosa pratica di valorizzazione energetica di residui poveri in un contesto di impiego a cascata e di economia circolare”. 

“Il dl Bollette è un passaggio cruciale per il futuro energetico del Paese. Colpire le rinnovabili programmabili e con esse la filiera nazionale sarebbe un errore strategico. Le biomasse solide sono parte della soluzione, non del problema: sono un elemento essenziale del mix energetico, capace di coniugare competitività economica, occupazione, sostenibilità ambientale e sicurezza del sistema elettrico. L’Italia ha bisogno di stabilità regolatoria per evitare disimpegno e incertezza negli investimenti nelle rinnovabili, rischi inconciliabili con gli impegni europei”, conclude. 

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Categoria: sostenibilita

12:23

A Milano Rho la vetrina del florovivaismo, in Italia produzioni record a 3,25 miliardi

(Adnkronos) - Myplant & Garden, il Salone internazionale leader del verde professionale (florovivaismo, paesaggio, garden) celebra la decima edizione come una vera e propria “Olimpiade del verde”, mettendo in campo a Fiera Milano Rho, dal 18 al 20 febbraio 2026, una green arena da 60.000 metri quadrati che fotografa con chiarezza il peso economico e industriale del florovivaismo. In scena la grande sfida espositiva tra le piante più pregiate, i fiori più spettacolari, i motori più innovativi, i migliori progetti di paesaggio, le soluzioni più sostenibili, le città più green, le migliori scuole di floral design, le tecniche più efficaci per la cura del verde. Ottocento espositori, di cui il 20% esteri, e oltre duecento delegazioni di top buyer provenienti da 47 Paesi confermano (con un’incidenza crescente dei mercati ad alta capacità di spesa del Medio Oriente e dell’Asia centrale) la dimensione globale della manifestazione e il ruolo dell’Italia come terzo esportatore mondiale di piante e fiori. 

Il valore della produzione nazionale ha superato nel 2024 i 3,25 miliardi di euro, con una crescita del 3,5% sull’anno precedente e oltre il 30% rispetto al 2014, nonostante tensioni climatiche e di mercato, mentre l’export ha superato 1,2 miliardi di euro con un saldo commerciale positivo di 374 milioni. La graduatoria delle prime dieci regioni per produzione nel 2025 vede nell’ordine: Toscana, Liguria, Sicilia, Lombardia, Lazio, Campania, Puglia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte. I principali mercati di destinazione delle esportazioni italiane restano Francia, Paesi Bassi, Germania, Svizzera e Regno Unito, mentre l’approvvigionamento di prodotti da importazione si concentra soprattutto su Paesi Bassi, Francia, Spagna, Germania e Grecia. 

La fiera riflette la dinamica espansiva anche sul piano espositivo, con una crescita delle superfici e una nuova organizzazione dei padiglioni che copre l’intera filiera, dal vivaismo alla floricoltura, dal paesaggio ai servizi, al boom dei macchinari e delle tecnologie per la gestione del verde, segmento direttamente collegato agli investimenti pubblici e privati in rigenerazione urbana, sport ed eventi internazionali. 

Il valore della produzione mondiale di fiori e piante in vaso, nel 2024, è stato stimato in 24,5 miliardi di euro, ai quali si aggiungono 29 miliardi di euro per il vivaismo e 101 milioni per la produzione di bulbi (Crea su dati Aiph). Il settore florovivaistico in Unione europea, secondo Eurostat, nel 2024 ha raggiunto un valore alla produzione di 24,5 miliardi di euro. 

Il peso economico del comparto emerge anche nei contenuti, che pongono al centro il verde come infrastruttura viva e investimento strategico. I focus su paesaggi olimpici di Milano-Cortina, rigenerazione urbana, verde sportivo e salute pubblica legano il settore a temi di resilienza climatica e qualità della vita, con benefici misurabili: riduzione delle temperature urbane fino a 1–1,5 gradi, miglioramento della qualità dell’aria, riduzione malattie cardiovascolari, e mitigazione dei rischi idrogeologici. In un contesto in cui nel solo 2025 i danni da eventi climatici in Italia sono stimati in quasi 12 miliardi di euro, il verde viene presentato come leva economica oltre che ambientale, capace di ridurre costi futuri, anche sanitari, e generare valore sociale. 

Myplant si conferma così non solo vetrina commerciale, con migliaia di operatori e un forte interesse mediatico internazionale (205 i giornalisti già accreditati), ma anche luogo di sintesi di una filiera che pesa l’8% delle produzioni vegetali nazionali, coinvolge 17.500 imprese e oltre 45.000 ettari coltivati, e guarda al futuro premiando in fiera innovazione, sostenibilità e le città italiane più attente al capitale verde. La manifestazione intercetta una traiettoria in cui il verde non è più un accessorio, ma un asset economico e strategico, in grado di generare valore, occupazione qualificata ed export in un contesto competitivo globale sempre più attento a sostenibilità, salute e qualità dello spazio urbano. 

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Categoria: economia

12:08

Ascolti tv, 'Cuori 3' su Rai1 vince il prime time con il 17,7% di share

(Adnkronos) - Vittoria di Rai1 nel prime time di ieri sera con 'Cuori 3', la fiction con Pilar Fogliati e Matteo Martari, che ha totalizzato 2.968.000 telespettatori e il 17,7% di share. Secondo gradino del podio per Rai2 con Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. Il pattinaggio artistico, infatti, è stato seguito da 2.073.000 telespettatori raggiungendo uno share dell'11,7%. Terzo posto per 'Chi Vuol Essere Milionario – Il Torneo' condotto da Gerry Scotti che su Canale 5 ha interessato 1.682.000 telespettatori (share del 13,6%). 

Fuori dal podio sul Nove 'Che Tempo Che Fa' ha interessato 1.506.000 telespettatori raggiungendo uno share dell’8,4% mentre su Italia1 'Le Iene' hanno raggiunto 1.223.000 telespettatori (share del 9,9%). Su Rai3 'Presadiretta' è stata vista da 781.000 telespettatori (share del 4,l4%) mentre su Retequattro il programma 'Fuori dal Coro' è stato seguito da 618.000 telespettatori pari al 4,8%. Su La7 'Surviving – Il caso Epstein' ha ottenuto 389.000 telespettatori e il 2,3% share e, su Tv8, 'Infinite Storm' ha realizzato 245.000 telespettatori e l’1,4% di share.  

Nell'access prime time sulla rete ammiraglia della Rai 'Affari Tuoi' ha intercettato 4.569.000 telespettatori pari al 22,8% mentre su Canale5 'La Ruota della Fortuna' ha conquistato 4.342.000 telespettatori (share del 21,7%).  

Da segnalare, poi, che nel pomeriggio su Canale5 'Amici' è stato visto da 2.748.000 telespettatori pari al 19,6% mentre su Rai1 'Domenica In' è stata seguita da 1.920.000 telespettatori (share del 14,1%). Ancora su Canale 5 'Verissimo' ha ottenuto 2.111.000 telespettatori (share del 18,6%) mentre su Rai1 'Da Noi… a Ruota Libera' ha registrato 1.674.000 telespettatori e il 13.3% di share. 

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Categoria: spettacoli

12:08

Asma non controllato, triplice terapia migliora funzione polmonare e previene ricadute

(Adnkronos) - L'asma è una malattia respiratoria cronica e diffusa che colpisce fino a 262 milioni di persone nel mondo, di cui oltre 25 milioni negli Stati Uniti. Quando non è controllata, l'infiammazione e la contrazione della muscolatura delle vie aeree (broncocostrizione) possono causare respiro sibilante, affanno, senso di costrizione toracica, tosse e, nei casi più gravi, anche il decesso. Nonostante la disponibilità delle terapie standard, molti pazienti rimangono non controllati e continuano a sperimentare una significativa compromissione della funzione polmonare e una riduzione della qualità di vita. 

I risultati positivi degli studi di fase 3 Kalos e Logos, pubblicati su 'The Lancet Respiratory Medicine' - riporta una nota di AstraZeneca - hanno mostrato che la triplice terapia a combinazione fissa con budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato (o Bgf 320/28.8/9.6μg) induce miglioramenti statisticamente significativi e clinicamente rilevanti nei pazienti con asma non controllato, rispetto alla duplice terapia con corticosteroidi inalatori/beta2-agonisti a lunga durata d'azione (Ics/Laba), budesonide/formoterolo fumarato (Bff, un'opzione terapeutica standard), PT009 (Bff) e il gruppo combinato di trattamento con budesonide/formoterolo fumarato e PT009. Budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato (Bgf) è una triplice combinazione a dose fissa in un unico inalatore che combina un Ics/Laba e un antagonista muscarinico a lunga durata d’azione (Lama). 

In un'analisi pre-specificata sui dati aggregati degli endpoint primari degli studi Kalos e Logos, la triplice terapia con budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato ha migliorato la funzione polmonare di 76ml (95% Ci 57-94 ml, non aggiustato p<0.001, valutato mediante il Fev1 misurato al mattino prima della somministrazione nell'arco di 24 settimane) e 90ml (95% Ci 72-108 ml, non aggiustato p<0.001, misurato dal Fev1 Auc0-3 nell'arco delle 24 settimane) rispetto alla duplice terapia (i gruppi di trattamento combinati Ics/Laba). Nell'analisi sui dati aggregati degli studi Kalos e Logos, la triplice terapia con budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato ha inoltre dimostrato riduzioni clinicamente rilevanti sul tasso annuale di riacutizzazioni gravi di asma rispetto al trattamento con Ics/Laba nei pazienti con o senza una recente riacutizzazione da asma.  

"Gran parte dei 262 milioni di pazienti che convivono con l'asma a livello globale rimangono a oggi ancora non controllati e devono far fronte a sintomi quali frequente dispnea, tosse e respiro sibilante, nonostante l'utilizzo della duplice terapia di mantenimento - afferma Alberto Papi, professore di Medicina respiratoria all'università di Ferrara, direttore dell'Unità Respiratoria, Dipartimento Cardio-Respiratorio, Aou Sant'Anna di Ferrara e primary investigator dello studio - I risultati degli studi Kalos e Logos mostrano come la triplice terapia a dose fissa con budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato, che combina l'efficacia di un Ics, di un Lama e di un Laba, migliori la funzione polmonare e, in particolare, prevenga future riacutizzazioni gravi nei pazienti, a prescindere dalla loro storia pregressa di riacutizzazioni".  

"Con un numero così elevato di pazienti che sperimentano ancora i sintomi debilitanti dell'asma non controllato, siamo felici del potenziale dimostrato dalla triplice terapia con budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato di migliorare la funzione polmonare così come di prevenire le riacutizzazioni nell'asma - dichiara Sharon Barr, Executive Vice President, BioPharmaceuticals R&D, AstraZeneca - Sulla base del suo profilo clinico ben consolidato nella Bpco, speriamo che la triplice terapia con budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato possa essere disponibile quanto prima per i pazienti con asma non controllato".  

Negli studi Kalos e Logos - riporta una nota - non sono emersi nuovi segnali di sicurezza e tollerabilità della triplice terapia con budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato. Budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato è una triplice combinazione inalatoria approvata per il trattamento dei pazienti adulti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) in più di 80 Paesi a livello globale inclusi Usa, Unione europea, Cina e Giappone e sono attualmente in corso revisioni da parte dell'autorità regolatoria per la triplice terapia con budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato nell'asma in molti Paesi. 

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Categoria: salute

12:07

Teheran, lo spy thriller che racconta la guerra segreta tra Israele e Iran

(Adnkronos) - Lo scontro geopolitico tra Israele e Iran è diventato materia da grande serialità internazionale con 'Teheran'", la serie di spionaggio creata da Moshe Zonder per l'emittente pubblica israeliana Kan 11 e distribuita nel mondo da Apple Tt+.  

La produzione, che ha debuttato in Israele il 20 giugno 2020 per essere distribuita a livello internazionale il 25 settembre dello stesso anno, è diventata rapidamente uno dei titoli di punta della serialità israeliana, imponendosi come il primo contenuto non in lingua inglese lanciato dalla piattaforma di Cupertino. 

La seconda stagione è andata in onda nel maggio 2022, mentre la terza - confermata nel febbraio 2023 - è stata trasmessa in Israele dal 9 dicembre 2024 ed era disponibile su Apple Tv+ dal 9 gennaio 2026. Nel cast della terza stagione è entrata anche Hugh Laurie, ampliando ulteriormente il profilo internazionale della serie. La quarta stagione è in corso di realizzazione e ora è segnata dalla sospetta morte di Dana Eden, produttrice e ideatrice israeliana della serie, trovata morta all'età di 52 anni durante le riprese in Grecia. I notiziari greci, come Ta Nea, Documento e Proto Tema, hanno riferito che è stata trovata morta in una stanza d'albergo di Atene, dove alloggiava dal 4 febbraio, che il corpo è stato scoperto dal fratello, che sono stati trovati lividi sul collo e sugli arti e che nella stanza sono state trovate delle pillole. Tutte queste fonti hanno affermato che le autorità stanno indagando sulla possibilità del suicidio.  

I media israeliani, confermando la morte, hanno riferito che la polizia di Atene sta indagando sulla possibilità che la donna sia stata assassinata da agenti del governo iraniano, che aveva attaccato la serie televisiva Teheran sui media statali fin dalla sua prima messa in onda. Tuttavia, l'israeliano Canale 12 ha dichiarato stamattina che questa notizia era una "fake news" e che non era stata fatta alcuna menzione di un'indagine per omicidio o del coinvolgimento iraniano.  

Nel 2021 'Teheran' ha conquistato un traguardo storico: il premio come miglior serie drammatica alla 49esima edizione degli International Emmy Awards, diventando la prima produzione israeliana a ottenere questo riconoscimento. 

Protagonista è Tamar Rabinyan, giovane hacker nata in Iran ma cresciuta in Israele, agente del Mossad. La sua missione è infiltrarsi sotto falsa identità a Teheran per sabotare una centrale elettrica, operazione che dovrebbe aprire la strada a un attacco contro un impianto nucleare iraniano. Ma l'operazione fallisce e Tamar si ritrova braccata dalle autorità locali, costretta a muoversi in clandestinità nella città dove è nata. A darle la caccia è Faraz Kamali, capo delle indagini delle Guardie Rivoluzionarie. Nella fuga, la protagonista entra in contatto con un gruppo di giovani dissidenti e con Milad, hacker ribelle di cui si innamora, mentre il confine tra dovere professionale e identità personale si fa sempre più sottile. 

A interpretare Tamar è l’attrice israeliana Niv Sultan, la cui performance - recitata in ebraico e persiano - è stata tra gli elementi più apprezzati dalla critica. Accanto a lei Shaun Toub nel ruolo dell'investigatore Faraz Kamali e, nella seconda stagione, Glenn Close nei panni dell'agente britannica del Mossad Marjan Montazeri. La regia è affidata a Daniel Syrkin, mentre tra i creatori figura ancora Zonder, già noto per aver firmato "Fauda", altro successo internazionale dello spy drama israeliano. 

Girata ad Atene ma ambientata nella capitale iraniana, la serie si inserisce nel solco delle produzioni israeliane che hanno conquistato i mercati esteri negli ultimi anni, da "Prisoners of War" - da cui è stata tratta "Homeland" - a "Fauda". Il racconto si muove sullo sfondo delle tensioni reali tra Gerusalemme e Teheran, tra sospetti di sabotaggi, programmi nucleari e guerra cibernetica. Un contesto che ha alimentato polemiche anche in Iran, dove la serie è stata bollata dai media vicini al regime come propaganda ostile. (di Paolo Martini) 

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Categoria: spettacoli

12:07

Tumori, nelle Marche 11mila casi l'anno, Aiom 'ogni paziente si sottoponga a 5 vaccinazioni'

(Adnkronos) - Ogni anno nella Regione Marche le nuove diagnosi di cancro sono oltre 11mila. Nella maggioranza dei casi si tratta di uomini e donne over 65 che devono affrontare il difficile percorso della malattia. Tutti i pazienti, a prescindere dall'età, dovrebbero sottoporsi a 5 fondamentali vaccinazioni: l'antipneumococcica, l'antinfluenzale, l'anti-Herpes zoster, l'anti-Hpv e l'anti-Covid. Sono dei presidi sanitari che aiutano il malato oncologico nel percorso di cura e difendono l'organismo debilitato da pericolose infezioni. E' il messaggio che emerge dall'incontro 'La vaccinazione nel paziente oncologico', che si tiene oggi ad Ancona presso la Clinica Oncologica dell'Aou delle Marche. Un appuntamento promosso da Fondazione Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) che ha avviato la nuova edizione dell'omonima campagna nazionale. E' stato organizzato un tour in 10 regioni in cui sono previsti incontri con oncologi medici, associazioni pazienti e altre figure del team multidisciplinare oncologico. Oggi si svolge la tappa marchigiana del progetto reso possibile dalla sponsorizzazione non condizionante di GlaxoSmithKline. Gli incontri e la campagna hanno l'obiettivo di approfondire l'importanza della vaccinazione nei pazienti e fornire informazioni scientifiche aggiornate. 

"Ogni nostro paziente, a causa della neoplasia e delle terapie, è immunodepresso e quindi più esposto al rischio d’infezioni - afferma Rossana Berardi, presidente eletto Aiom e direttore Clinica di Oncologia Aou delle Marche, ordinario di Oncologia università Politecnica delle Marche - Malattie anche banali possono diventare molto pericolose, se non addirittura fatali. Per esempio, l'Herpes zoster fa registrare ogni anno oltre 157mila nuovi casi in Italia. E' provocato dal virus della varicella, si manifesta soprattutto a livello cutaneo e causa anche ospedalizzazioni per le persone fragili. Da anni, come Aiom, siamo impegnati nell'implementare le immunizzazioni tra i pazienti e siamo state una delle prime società scientifiche al mondo a pubblicare delle linee guida specifiche sul tema. Nel documento indichiamo le tempistiche e le modalità delle immunizzazioni che devono tener conto delle terapie somministrate e dello stato generale di salute".  

"Da alcuni anni assistiamo a un'immotivata diffidenza verso i vaccini che sono accusati di non essere abbastanza sicuri o di causare altre patologie - sottolinea Maria Soledad Ferreiro Cotorruelo, della direzione medica ospedaliera dell'Aou delle Marche - Ciò si verifica anche tra i malati di cancro e i caregiver, che a volte ritengono erroneamente che le vaccinazioni possano rendere inefficaci le terapie antitumorali. Compito delle istituzioni sanitarie e dei clinici deve essere contrastare l'esitazione vaccinale anche attraverso una corretta informazione. Nella nostra regione sono attivi più di 20 ambulatori vaccinali che coprono in modo uniforme l'intero territorio, ma avvicinare l'offerta vaccinale al luogo di cura è il passo decisivo per tutelare al meglio i pazienti. L'apertura di un ambulatorio vaccinale direttamente in ambito ospedaliero rappresenta un'opportunità strategica fondamentale: permetterebbe di integrare la prevenzione nel percorso di cura, offrire la vaccinazione al paziente oncologico nel momento clinico più idoneo e in un ambiente protetto, superando le difficoltà logistiche e garantendo una presa in carico globale della sua fragilità".  

Durante l’incontro le vaccinazioni raccomandate nel paziente oncologico sono state illustrate da Francesca Morgese, dirigente medico presso la Clinica Oncologica.  

La vaccinazione nel paziente oncologico è stata lanciata lo scorso aprile da Fondazione Aiom per promuovere il valore delle vaccinazioni tra i malati di tumore. Oltre al tour in 10 regioni, prevede la diffusione di opuscoli, un portale informativo (vaccininelpazienteoncologico.it), spot di sensibilizzazione e attività sui social media. 

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Categoria: salute

11:56

Sostenibilità, da carbon footprint a comitato Esg: report di Gruppo Serenissima Ristorazione

(Adnkronos) - Il Gruppo Serenissima Ristorazione presenta il suo primo Report di Sostenibilità redatto secondo la Corporate Sustainability Reporting Directive (Csrd), la nuova Direttiva europea che ha definito degli standard comuni e comparabili di rendicontazione Esg. Il Gruppo Serenissima Ristorazione - spiega l'azienda in una nota - ha scelto di anticipare gli obblighi normativi e di rendicontare l'impatto della sostenibilità sui propri risultati finanziari (materialità finanziaria), oltre che il proprio impatto sull'ambiente e sulle persone (materialità di impatto) secondo gli standard della Direttiva Csrd, un impegno rilevante che ha coinvolto le 14 società controllate, inclusa la capogruppo Serenissima Ristorazione Spa e le controllate estere in Spagna e Polonia. Con un fatturato di oltre 650 milioni di euro nel 2025 (dati di preconsuntivo) e più di 11mila collaboratori, il Gruppo Serenissima serve circa 50 milioni di pasti all’anno.  

"La redazione del nostro primo Bilancio di Sostenibilità secondo la Csrd è stata una sfida importante, che abbiamo scelto di affrontare su base volontaria perché crediamo profondamente nella sostenibilità come leva strategica e di business - dichiara Tommaso Putin, vicepresidente del Gruppo Serenissima Ristorazione con delega alla sostenibilità - Rendicontare è l’unico modo per poter davvero gestire il percorso verso la sostenibilità: misurare ci consente di capire dove intervenire, definire priorità e agire in maniera strategica lungo la filiera, coinvolgendo tutti gli stakeholder. È solo attraverso la trasparenza e la responsabilità che possiamo costruire valore duraturo per l’impresa, per le persone e per l’ambiente".  

L’adozione della procedura di rendicontazione prevista dalla direttiva Csrd ha richiesto, come passaggio fondamentale, la misurazione della Carbon Footprint di Organizzazione, secondo gli standard internazionali. L’analisi - spiega l'azienda - ha evidenziato come le emissioni Scope 1, le emissioni dirette, ossia da fonti controllate o di proprietà, tutto ciò che il Gruppo brucia direttamente, e Scope 2, ossia le emissioni generate dall’energia acquistata e consumata dal Gruppo, incidano per circa l’8% su un totale pari a 240.107 tonnellate di CO2 equivalente, confermando che il core business di produzione dei pasti ha un impatto diretto contenuto. La vera sfida ambientale per il Gruppo è quindi rappresentata dalla filiera, con le emissioni Scope 3, la cui rendicontazione è diventata obbligatoria con gli standard europei Esrs e che comprende tutte le emissioni 'a monte' e 'a valle' della catena del valore, dalle emissioni generate dai fornitori di materie prime, alla logistica, fino alla gestione dei rifiuti, che pesano per circa il 92% del totale. 

Per questo Serenissima Ristorazione ha avviato un percorso strutturato di coinvolgimento dei fornitori e degli stakeholder, con l’obiettivo di intervenire lungo tutta la catena del valore, attraverso scelte di acquisto consapevoli, progettazione dei menu e qualificazione Esg dei partner. In questo senso, il Gruppo si sta impegnando a monitorare costantemente i fornitori considerati critici per volumi o tipologia di attività, per i quali sono previsti piani di controllo e audit specifici per verificare il rispetto dei principi di responsabilità sociale e ambientale. Un obiettivo specifico è il coinvolgimento dei partner nella condivisione di dati ambientali e di tracciabilità per migliorare la precisione del calcolo della Carbon Footprint di Gruppo. Inoltre, viene incoraggiato l’acquisto di forniture con imballaggi riciclabili, riutilizzabili o composti da materiale riciclato; quando la sicurezza alimentare lo consente, il Gruppo privilegia l’acquisto di prodotti in formato multi-porzione, che permettono di ottimizzare i carichi, limitare il numero di trasporti e abbattere le emissioni legate alla logistica. Per sostenere l’economia del territorio e ridurre ulteriormente le distanze percorse dalle merci, valorizzata la dimensione territoriale, promuovendo la scelta di fornitori locali. Sul fronte dell’efficienza, il Gruppo si è posto un obiettivo di riduzione dei consumi energetici pari al 5%, a fronte di un consumo complessivo di circa 52.000 MWh, corrispondente a un taglio di circa 2.600 MWh - un valore che equivale al consumo annuo di quasi 1.000 famiglie italiane - attraverso interventi di efficientamento, ottimizzazione dei processi produttivi e sistemi avanzati di gestione dell’energia. 

La dimensione sociale - continua la nota - rappresenta un pilastro centrale della strategia di sostenibilità del Gruppo Serenissima. La fortissima presenza femminile ne è una dimostrazione concreta: il 73,4% del personale della capogruppo è composto da donne, mentre nell’alta dirigenza si registra un equilibrio significativo, con il 43% di presenza femminile. Un impegno strutturato e certificato, riconosciuto attraverso la UNI/PdR 125:2022 per la Parità di Genere, che testimonia la volontà del Gruppo di promuovere inclusione, equità e valorizzazione delle competenze. Tra gli obiettivi dichiarati ci sono quelli di monitorare e ridurre eventuali discriminazioni e di coinvolgere il management nella definizione di traguardi legati alla parità di genere. Sull’aspetto relativo alla parità di trattamento economico, il Gruppo ha pianificato interventi specifici, tra cui: un'analisi annuale delle retribuzioni per genere; azioni mirate a ridurre le disparità retributive nelle fasce dirigenziali; e il monitoraggio di indicatori (Kpi) per garantire che lo sviluppo professionale e la remunerazione siano basati esclusivamente sulle competenze. Grande attenzione è dedicata anche a formazione e sicurezza: nella sola capogruppo sono state erogate circa 50mila ore di formazione nel 2024.  

La redazione del report di sostenibilità ha accompagnato un’evoluzione significativa anche sul piano della governance. Dal 2025 è stata formalmente istituita una nuova governance Esg, con la creazione di un Comitato Esg, operativo dal 2025, incaricato di integrare in modo sistematico i valori ambientali e sociali in ogni decisione aziendale. Il Comitato è guidato dal vicepresidente Tommaso Putin e rappresenta uno strumento chiave per garantire coerenza tra strategia, gestione dei rischi, obiettivi di sostenibilità e coinvolgimento degli stakeholder lungo tutta la filiera. Anche in termini di Governance, il Gruppo ha individuato la necessità di avviare un processo di qualifica Esg dei partner per tracciare e ridurre i rischi lungo la filiera. 

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Categoria: sostenibilita

11:32

Milano Cortina, Brignone: "Scambierei i due ori per la vita prima dell'infortunio"

(Adnkronos) - Gli ori, le condizioni di salute dopo l'infortunio, il sogno, il futuro. Federica Brignone, doppio oro ai Giochi Invernali di Milano Cortina 2026, parla in conferenza stampa a Casa Italia il giorno dopo il successo in gigante sull'Olympia delle Tofane. "Scambierei le mie due medaglie olimpiche per tornare indietro e non subire questo infortunio" dice l'azzurra che ribadisce quanto dichiarato in un'intervista a 'Repubblica'.  

"Stanotte non ho dormito tantissimo ovviamente, avrei voluto dirvi che ero andata a fare baldoria a Casa Austria ma non ce l’ho fatta, ero stordita - racconta - Mi sono ritirata in camera mia in hotel con i miei amici. Quando mi sono svegliata mi sono detta come caspita è potuto succedere tutto questo, mi sto ancora chiedendo il perché e il come". 

 

Brignone parla dell'infortunio e del periodo successivo. "Cosa è successo quel giorno? La mia fortuna è stata quella di accettare immediatamente quello che era successo e guardare avanti, rimanere estremamente positiva, questa è stata la mia più grande forza - sottolinea - non solo ieri, la calma che ho mantenuto dal 3 aprile, non dico che sia stato facile mantenere la calma ma lo è stato. L'ho fatto con il lavoro di prima. Se mi fosse successo 10 anni fa sarebbe stato molto più difficile. Il percorso fatto con le persone che mi hanno aiutato, con l'ipnosi, con mio fratello in pista, con persone che non lavorano per me ma con me. L'obiettivo è avere un team con cui condividiamo gioia e dolori e abbiamo stima reciproca grande".  

Per la campionessa azzurra il periodo dopo l'infortunio è stato molto duro "ma non ho mai avuto paura del vuoto, mai avuto paura di annoiarmi", afferma. "Sono 15 anni che ho una carriera sportiva soddisfacente e quello che ho fatto l’anno scorso e nelle ultime dieci stagioni è stato un crescendo. Ho sempre lavorato come una pazza, in maniera solida, sono stata molto ligia, una vera professionista. Sono qui con due medaglie al collo facendo una cosa diversa, non ho mai lavorato tante ore così nella mia vita, non ho fatto una preparazione perfetta e il raggiungimento non mi crea vuoto ma casino e sono quasi spaventata". 

Sulle sue condizioni, Brignone spiega che "la gamba non sta tanto bene questa mattina, oggi è una di quelle giornate non positive". "Fare altra operazione? Non posso fare l'operazione che dovrei, non posso togliere la 'ferraglia' che ho nella gamba. La dovrò fare ma ci vorrà ancora del tempo. Ora non sono pronta per tornare sotto i ferri e togliere la placca, la mia tibia non è ancora apposto - aggiunge la campionessa azzurra - Un altro sogno sportivo? È passato troppo poco tempo, la sfida della stagione ora è qualificarsi per le finali, non è la sfida che vi aspettate, non è la Coppa del mondo o l'oro olimpico. La mia sfida sportiva è aver questo coraggio e affrontare le gare, qualificarmi per le finali sarebbe un grande raggiungimento perché ci sono poche gare che restano, le Olimpiadi non valgono, altrimenti sarei già avanti". 

"Cosa mi aspetta? Giorno per giorno capirò, ora farò un check-up al J Medical per vedere come sto. L'idea di continuare la stagione è il mio paravento per tutto il resto che non ho voglia di affrontare, cercherò di proteggermi con le gare e il vivere da atleta, che è la mia protezione più grande. La voglia di rimettermi in gioco la capirò però solo quando sarò in pista. Di sicuro non sono più disposta a prendere farmaci per sciare", afferma l'azzurra. 

 

"L'abbraccio di Mattarella all'arrivo? E' stato veramente particolare già vincere in casa, davanti al tuo pubblico, c'è stata tutta la tribuna che cantava l'Inno, una bandiera gigante sulle tribune che sventolava, penso che sia una delle emozioni e dei momenti più particolari che ho vissuto (VIDEO). Io non lo sapevo nemmeno che sarebbe venuto al SuperG. Me lo sono trovato lì e quando me lo hanno detto ho risposto 'urca meno male che non ho fatto una figuraccia'. Mi ha detto 'ci contavo', gli ho risposto 'Lei sì, io sinceramente proprio no'. Lui con la sua solita umiltà, si è sempre comportato con umiltà e rispetto con noi atleti, è una cosa che mi piace moltissimo", dice Brignone sulla presenza all'arrivo dopo l'oro in SuperG del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ora aspetta l'azzurra al Quirinale con medaglie e bandiera.  

 

In riferimento al caso Bastoni in Inter-Juve e l’inchino delle avversarie dell’azzurra dopo il successo in Gigante, Brignone osserva: "Come sportivi abbiamo dei valori veramente forti. La meritocrazia ancora vale nel nostro sport, il cronometro non è influenzabile, nel nostro sport c'è tantissimo rispetto, c'è una competitività sana. In nessun modo possiamo condizionare le performance degli altri. Il nostro è uno sport pericoloso, dove se sbagli una curva finisci 10 mesi in riabilitazione. Se raggiungi un risultato, gli altri sono in ammirazione. Nel tennis o nel calcio si può influenzare l’altro, qui non è possibile. C'è una rivalità sana e spero che sia d'esempio".  

 

“Se mi ha scritto Sinner? Non solo lui ma anche tutti gli altri ragazzi che ho conosciuto nel percorso estivo”, riferisce Brignone in conferenza stampa. 

All’azzurra manca il tennis. “Ora non posso giocare”, dice l’azzurra che fa poi un paragone con il cancelletto di partenza. “Mettere i bastoncini fuori è come un match point a Wimbledon. E non trovi il silenzio. Ho visto le Finals e non trovi il silenzio, c’è sempre qualcuno che parla. Ma come fanno a non capire quanta concentrazione ci vuole? Io sono stata salvata dal fatto che le seggiovie e le piste erano riservate solo a noi, solo gente dell’ambiente che rispetta questi piccoli spazi, mi ha permesso di essere focalizzata. Hai bisogno di una concentrazione tale, serve una grande capacità. Nel match point basta un niente per toglierti quello che ti sei costruito, è stato un grande aiuto. Vivo queste esperienze e mi emoziono anche solo a vedere il gigante maschile, lo slittino o le gare degli altri ragazzi. Ci sono sportivi che mi danno emozioni particolari”, sottolinea Brignone. 

 

“Il red carpet a Venezia? Io l’attrice non la faccio, sarà chiaro per tutti. C’è qualcosa che parla della mia storia da atleta, è tutto partito l’anno scorso, volevamo raccontare chi sono nello sci, è un progetto che è li dall’anno scorso e si sta sviluppando - spiega in conferenza stampa in merito al progetto in preparazione - Non è un film, non è una fiction, solo immagini vere. Ho avuto Federico, un mio amico carissimo che mi ha seguito, veniva in ospedale tutti i giorni, ha seguito veri passaggi ed emozioni e da amico ha permesso di vedere alcune cose”. 

“E’ più un docureality, se uscirà e spero che esca viene fuori come non ho preparato le Olimpiadi quest’anno. Mi sarebbe piaciuto raccontare una stagione normale ma è stato comunque bello”, aggiunge la campionessa olimpica. 

 

"Il mio sogno? Per il momento hanno parlato più che altro di sport, però una delle prime cose che voglio fare, lo dico da anni, è un viaggio, stare via quanto voglio e come voglio senza dover tornare per degli impegni - rivela l'azzurra - Ma il mio sogno in questo momento è di continuare ad avere la mia vita e non cambiarla, che la mia vita rimanga la mia, non cambi per i miei risultati sportivi. Non voglio cambiare comportamenti. La fortuna che ho è che a casa mia in Valle d'Aosta la gente è abituata a vedermi. Non ho mai fatto una vita da vip, ho sempre fatto le mie cose, dalle feste in paese, ballare con le persone, fare il torneo di beach volley, andare a bere un caffè con le amiche. Tutte queste cose voglio continuare a farle”, conclude la carabiniera valdostana.  

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Categoria: milano-cortina-2026

10:34

Maya Hawke si è sposata, alla cerimonia i colleghi di 'Stranger Things' - Le immagini

(Adnkronos) - Maya Hawke si è sposata nel giorno di San Valentino. A riportare la notizia i siti americani, con tanto di foto dell'attrice, 27 anni, in abito bianco per le strade di New York insieme al padre Ethan Hawke e alla madre Uma Thurman. Alle nozze quasi tutto il cast di 'Stranger Things', la serie che le ha regalato la fama grazie al ruolo di Robin. 

L'attrice ha sposato Christian Lee Hutson, che ha 35 anni ed è un cantautore. I due si conoscono da molti anni, ma per diverso tempo sono stati solo amici. Solo nel 2023 è nata una storia d'amore, A raccontarlo era stata la stessa Maya Hawke al Zach Sang Show: "È fantastico. Non posso che consigliare di avere una relazione con un amico. È il massimo. Ti conosce come una persona che ha dei sentimenti, che ha frequentato altre persone... non solo come un pezzo di carta su cui proiettare la loro immagine di ragazza perfetta". 

Secondo quanto riporta il magazine 'Hello!' Maya Hawke e Christian Lee Hutson si sono sposati nella chiesa St. George's Episcopal a Manhattan e, dopo la cerimonia nuziale, gli ospiti si sono recati a piedi al ricevimento presso 'The Players', un club privato a Gramercy Park. 

Negli scatti di 'People' è possibile notare i colleghi di 'Stranger Things' Finn Wolfhard, Gaten Matarazzo, Caleb McLaughlin, Sadie Sink, Natalia Dyer, Charlie Heaton e Joe Keery tra i presenti alla cerimonia. Maya Hawke è entrata nel cast della serie nel 2019, con l'arrivo del suo personaggio, Robin Buckley, nella terza stagione. 

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Categoria: spettacoli

10:23

Navalny avvelenato? Il Cremlino: "Tesi infondata"

(Adnkronos) - A due anni dalla sua morte, Alexei Navalny torna al centro della scena internazionale. Le nuove conclusioni di un’indagine condotta da cinque Paesi europei riaccendono i sospetti sulle circostanze della scomparsa del principale oppositore del presidente Putin, indicando l’ipotesi di un avvelenamento durante la detenzione. 

Secondo le valutazioni rese pubbliche da Regno Unito, Francia, Germania, Svezia e Paesi Bassi, Navalny non sarebbe morto per cause naturali, come sostenuto dalle autorità russe, ma sarebbe stato avvelenato mentre si trovava nella colonia penale in Siberia. Conclusioni che hanno riacceso le tensioni diplomatiche. 

Il Cremlino oggi ha respinto come "infondata" la ricostruzione. "Naturalmente non accettiamo tali accuse. Non siamo d'accordo. Le consideriamo parziali e infondate", ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ai giornalisti. 

Intanto la madre dell'attivista chiede giustizia. "Questo conferma ciò che sapevamo fin dall’inizio. Sapevamo che nostro figlio non era semplicemente morto in prigione, ma era stato assassinato”, ha dichiarato Lyudmila Navalnaya vicino alla tomba del figlio a Mosca, sottolineando la fiducia nella giustizia e la speranza di identificare i responsabili. "Penso che ci vorrà del tempo, ma scopriremo chi è stato. Naturalmente, vogliamo che questo accada nel nostro Paese e vogliamo che la giustizia prevalga", ha aggiunto la donna. 

 

Regno Unito, Francia, Germania, Svezia e Paesi Bassi — hanno pubblicamente affermato che Navalny non è morto per cause naturali ma è stato avvelenato usando una rara tossina neurotossica, l’epibatidina, una neurotossina tossica letale che si trova nelle rane freccia che vivono in Ecuador. Secondo le analisi di laboratorio, il veleno non è naturalmente presente in Russia e la sua presenza nel corpo di Navalny indica un’intossicazione deliberata, per cui gli Stati europei ritengono responsabile lo Stato russo, con “mezzi, motivi e opportunità” per somministrarlo mentre era detenuto. 

Queste conclusioni — affermate a margine della conferenza sulla sicurezza di Monaco e confermate anche da alcuni alleati occidentali in dichiarazioni ufficiali — segnano un passo decisivo nella ricostruzione della morte dell’attivista, morto nel febbraio 2024 durante un regime carcerario molto duro. Il Cremlino ha respinto le accuse, bollandole come propaganda, ma la conclusione delle analisi scientifiche alimenta nuove pressioni internazionali su Mosca affinché sia resa giustizia per quanto accaduto. 

 

In una intervista alla Bbc, la ministra degli Esteri britannica Yvette Cooper ha dichiarato che è stato ''smascherato il barbaro complotto del Cremlino''. ''Abbiamo trovato insieme le prove di questa tossina letale che è stata trovata nel corpo di Alexei Navalny al momento della sua morte. E solo il regime russo aveva il movente, i mezzi e l'opportunità di somministrargli questo veleno letale mentre era in prigione in Russia'', ha affermato Cooper. Le autorità di Mosca ''volevano farlo tacere perché era un critico del loro regime ed è per questo che abbiamo smascherato questo barbaro complotto del Cremlino e ci siamo assicurati di farlo anche con le prove'', ha affermato Cooper. 

La ministra britannica ha detto di aver voluto portare avanti le indagini sulla morte dell'attivista russo partendo da ''una delle affermazioni dello stesso Alexei Navalny. Lui ha affermato: 'Dire la verità, diffondere la verità, questa è l'arma più pericolosa di tutte'. Il regime russo ha cercato di impedirglielo, quindi l'abbiamo fatto noi''. 

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