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Sicurezza, governo accelera: oggi a Palazzo Chigi riunione su decreto

(Adnkronos) - Gli scontri di sabato a Torino impongono un'accelerata al governo sul tema sicurezza. Come annunciato da Giorgia Meloni sui social dopo la visita alle Molinette all'agente rimasto ferito nell'aggressione subita dai manifestanti antagonisti, oggi ci sarà una riunione "per parlare delle minacce all’ordine pubblico di questi giorni e per valutare le nuove norme del decreto sicurezza", al momento fermo sul tavolo del Viminale. Ma che dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri già mercoledì, o perlomeno così si augura il leader della Lega e vicepremier, Matteo Salvini. "Noi siamo pronti e speriamo, non per la cronaca delle ultime ore, speriamo perché è giusto, che ci siano dentro tutte le norme che servono", ha detto a margine di un'iniziativa del Carroccio proprio a favore della sicurezza degli agenti.  

Quanto alla riunione che, a quanto si apprende, dovrebbe tenersi in tarda mattinata a palazzo Chigi, e dovrebbe mettere a punto gli ultimi passaggi prima del via libera "per poter ripristinare le regole in questa Nazione", parteciperanno oltre alla premier e a Salvini, anche l'altro vicepremier, Antonio Tajani, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari e il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. 

 

Tra le misure che rientreranno nel nuovo decreto, c'è sicuramente quella che introduce uno 'scudo penale' per cittadini e forze dell'ordine "in presenza delle cause di giustificazione del reato come legittima difesa, adempimento di un dovere, uso legittimo delle armi e stato di necessità", che quindi non verranno iscritti sul registro degli indagati, oltre a una stretta sull'utilizzo e la vendita di coltelli, specialmente da parte dei più giovani.  

Non solo, però, perché come ricordato da Salvini l'attenzione non è soltanto sull'attualità, e quindi all'interno del nuovo pacchetto sicurezza ci dovrebbe essere anche la norma che prevede lo sgombero di tutti gli immobili occupati abusivamente, non solo della prima casa, la norma che taglia i ricongiungimenti familiari - "perché un conto è accogliere chi scappa dalla guerra, un conto è accogliere anche gli altri 20 amici e parenti" - quella che toglie il sostegno a chi è oggi a spese degli italiani e commette un reato, e ancora quella che potrebbe introdurre il fermo preventivo, anche per più di 12 ore, 48 secondo la richiesta di Salvini.  

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Categoria: politica

00:04

Iran, Trump: "Speriamo in accordo o scopriremo se ha ragione Khamenei"

(Adnkronos) - "Speriamo di raggiungere un accordo. Se non ci riusciremo, scopriremo se aveva ragione o meno". Donald Trump ha risposto così ai giornalisti a Mar-a-Lago che gli chiedevano un commento sulle dichiarazioni dell'ayatollah Ali Khamenei, secondo il quale un attacco americano all'Iran provocherebbe una guerra regionale. "Abbiamo lì - ha avvertito ancora il presidente americano in un riferimento al dispositivo militare dispiegato nel Golfo - le navi più grandi e potenti". 

L'ayatollah ha sintetizzato su X lo scontro tra Washington e Teheran. "Qual è il problema tra Stati Uniti e Iran? Che gli Stati Uniti vogliono divorare l'Iran, la nazione iraniana e la Repubblica islamica glielo impediscono", ha sottolineato Ali Khamenei, spiegando che Teheran "resiste e continuerà a resistere e, a Dio piacendo, porrà fine ai danni e alle molestie degli Stati Uniti". 

"Per oltre 30 anni - ha attaccato ancora la guida spirituale iraniana - gli americani sono stati presenti in Iran. Le risorse, il petrolio, la politica e la sicurezza dell'Iran erano nelle loro mani. Tutto era nelle loro mani. Ora che la loro presa è stata spezzata, stanno cercando di trovare un modo per tornare". Ma, ha avvertito, "la nazione iraniana resiste fermamente, impedendo" agli Stati Uniti di "prendere il controllo di questo Paese proprio come lo controllavano prima". 

 

Un incontro tra Stati Uniti e Iran potrebbe avvenire questa settimana in Turchia. Lo ha confermato ad Axios una fonte americana, dopo che due fonti della regione hanno rivelato che Turchia, Egitto e Qatar stanno lavorando a un incontro ad Ankara tra l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff e funzionari di Teheran, dopo che gli Stati Uniti si sono detti aperti alla possibilità di una riunione per negoziare un accordo. 

 

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha invocato una soluzione pacifica alle tensioni con Washington dopo le rinnovate minacce militari di Trump. Nel corso di una telefonata con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, Pezeshkian ha sottolineato la "necessità di avviare processi diplomatici", secondo quanto riferito dall’agenzia statale Irna.  

Il capo di Stato iraniano ha ribadito che Teheran non ha mai cercato la guerra e non intende farlo ora: la Repubblica islamica "crede profondamente che la guerra non porterà benefici né all’Iran, né agli Stati Uniti, né alla regione", ha affermato, sempre secondo l’agenzia. 

L'Iran è aperto a partecipare a un negoziato "giusto ed equo" con gli Stati Uniti, ha detto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, spiegando "di aver fiducia di poter raggiungere un accordo" con gli Stati Uniti sul programma nucleare di Teheran. "Sfortunatamente abbiamo perso fiducia negli Usa come partner negoziale", ha dichiarato in un'intervista alla Cnn, precisando che gli scambi di messaggi attraverso Paesi amici della regione stanno facilitando "colloqui positivi" con Washington. Il ministro ha preferito non garantire la disponibilità di Teheran a impegnarsi a negoziati diretti con gli Usa. E' meglio ora discutere della "sostanza delle trattative piuttosto che della forma". 

Intanto il premier israeliano Benjamin Netanyahu si è riunito con i vertici militari e della sicurezza dopo il rientro del capo dell'Esercito, il generale Eyal Zamir da Washington, dove ha incontrato esponenti dell'Amministrazione Usa per discutere dell'Iran. Alla riunione hanno partecipato il ministro della Difesa, Israel Katz, lo stesso Zamir, e il direttore del Mossad, David Barnea, ha reso noto il Times of Israel, citando una fonte informata secondo cui gli Stati Uniti sono più vicini ad attaccare l'Iran di quanto non lo fossero una settimana fa.  

 

Prima di poter attaccare l’Iran, gli Stati Uniti vogliono rafforzare le difese aeree in Medio Oriente per poter proteggere Israele, gli alleati arabi e le proprie forze da eventuali rappresaglie di Teheran. Lo hanno riferito al Wall Street Journal funzionari americani, precisando che raid aerei contro Teheran non sono imminenti, poiché il Pentagono sta ancora dispiegando sistemi di difesa aggiuntivi per far fronte a possibili rappresaglie iraniane con missili e droni. Secondo le stesse fonti, un rafforzamento della copertura aerea e missilistica è considerato cruciale per limitare i danni e prevenire un’escalation in caso di ritorsione. 

 

Intanto è stato rilasciato su cauzione Erfan Soltani, il manifestante 26enne arrestato nei giorni scorsi a Fardis, vicino Teheran, durante la repressione violenta delle proteste contro il regime. Lo ha reso noto il suo legale. Nei giorni scorsi si era diffusa la notizia - smentita dalla giustizia iraniana - che il giovane sarebbe stato giustiziato dopo essere stato condannato a morte. Il giovane "è stato rilasciato ieri e ha ricevuto tutti i suoi effetti personali, compreso il cellulare", ha detto l'avvocato Amir Mousakhani, precisando che per il suo rilascio è stata pagata una cauzione di circa 12mila euro.  

 

Mentre è stato arrestato a Teheran il co sceneggiatore del film di Jafar Panahi 'Un semplice incidente', Palma d'oro a Cannes lo scorso anno, Mehdi Mahmoudian, dopo aver firmato una dichiarazione di condanna delle azioni del leader supremo Ali Khamenei, vale a dire per aver autorizzato la violenza repressione delle proteste contro il regime, quindi "l'uccisione di massa e sistematica di civili".  

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Categoria: internazionale/esteri

00:03

Ucraina, attesa per nuovi colloqui ma Russia colpisce senza tregua. Zelensky: "Il male va fermato"

(Adnkronos) - Si guarda al nuovo round di colloqui trilaterali tra Ucraina, Russia e Stati Uniti che è stato fissato per il 4 e il 5 febbraio ad Abu Dhabi ma intanto la guerra va avanti e gli attacchi di Mosca non danno tregua. Lo stop fino a ieri, 1 febbraio, solo su Kiev (come non ha mancato di sottolineare la Russia), è stato accompagnato da raid in altre zone dell'Ucraina che hanno provocato altri morti. 

"L'attacco di un drone russo contro un normale autobus che trasportava minatori nella regione di Dnipro", e che ha provocato 15 morti e diversi feriti, "è un crimine eloquente che dimostra ancora una volta che la Russia ha la responsabilità dell'escalation. Il male deve essere fermato", ha scritto su X il presidente ucraino, Volodydmr Zelensky, confermando che "c'è un accordo per una riunione trilaterale a livello appropriato negli Emirati la prossima settimana: febbraio sarà un periodo di attività di politica estera molto intenso".  

"Ci aspettiamo che gli americani siano altrettanto attivi, in particolare quando si parla di misure per la de escalation, la riduzione dei raid. Molto dipende da quello che gli Stati Uniti riusciranno a ottenere, in modo che si possa avere fiducia sia nel processo che nel risultato". 

 

Altre due vittime ieri nella città di Dnipro dove un uomo e una donna "sono morti a causa di un attacco nemico con droni", ha reso noto il governatore locale Oleksandr Ganzha in un messaggio su Telegram, precisando che un velivolo senza pilota ha provocato un incendio, distrutto una casa e danneggiato altre due abitazioni e un’auto. 

Anche una clinica ostetrica nella città meridionale di Zaporizhzhia è stata il bersaglio di un raid russo che ha provocato almeno sei feriti, ha riferito su Telegram il capo dell'amministrazione regionale, Ivan Fedorov, allegando immagini delle sale di consultazione devastate dall'esplosione, con finestre infrante, arredi distrutti e numerosi detriti sul pavimento. 

Ieri i raid russi hanno colpito inoltre la rete elettrica di Nikopol e Marhanets, nella regione di Dnipro sono state colpite le ferrovie, così come a Sumy. Nella regione di Kiev è stata aggiunta capacità di cogenerazione dell'energia elettrica e vengono distribuiti a tutti kit termici, un programma che le autorità stanno cercando di estendere, per il momento ne vengono distribuiti circa cinquemila al giorno. Solo a Kiev più di 500 condomini sono senza riscaldamento.  

 

Intanto la Russia è tornata ad attaccare l'Europa che sta cercando di "seminare divisioni" tra Russia e Stati Uniti, secondo quanto affermato dal ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, citato dalla Tass.  

"Ci è difficile essere accusati di aver seminato divisioni - ha detto Lavrov - questo è ciò che l'Europa ha fatto e continua a fare, cercando di dividere Russia e Stati Uniti, vedendo nella politica americana e nel presidente Trump un certo, come loro credono, orientamento a favore della Russia a discapito degli interessi europei". "La parola 'interessi' è qui particolarmente significativa - ha aggiunto - Quando un Paese, come fa la Russia, insieme ai nostri amici in Cina, Emirati Arabi Uniti, India e altri Stati, difende i propri interessi, viene trattato di conseguenza". 

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Categoria: internazionale/esteri

22:46

Più esercizio e meno divano, pochi minuti al giorno per migliorare la salute: lo studio

(Adnkronos) - Pochi minuti di esercizio fisico e meno tempo sul divano, ogni giorno, migliorano la salute e allungano la vita di milioni di persone. Una nuova ricerca evidenzia i benefici legati ad un leggero incremento dell'attività fisica nel corso della giornata, con modifiche nella routine quotidiana senza rivoluzioni. Minimi aggiustamenti consentono di produrre effetti benefici per il cuore, la pressione, i livelli di glicemia e il colesterolo. Tutto il quadro, in sostanza, può essere modificato con uno sforzo non proprio titanico. 

Gli autori della ricerca condotta dall'Istituto norvegese per le scienze sportive, senza l'obiettivo di fornire 'consigli personalizzati', si limitano ad evidenziare i potenziali effetti positivi dell'attività fisica, anche di portata estremamente ridotta. Il professor Aiden Doherthy, docente del Department of Population Health a Oxford e non coinvolto nello studio, ha definito "eccellente" l'analisi che, pubblicata su Lancet, rappresenta "un passo avanti". "Potrebbe sembrare un altro studio 'più attività fisica ti fa bene', ma gli autori hanno aggiunto elementi importanti", ha affermato secondo il Guardian. 

 

Camminare a passo svelto per appena 5 minuti al giorno, ad esempio, è associato ad una riduzione del 10% del rischio di morte secondo lo studio che ha coinvolto 135mila persone tra Regno Unito, Stati Uniti, Norvegia e Svezia. L'indagine ha evidenziato anche che ridurre di 30 minuti il 'tempo sedentario' nell'arco di una giornata è associato ad una riduzione del 7% dei decessi. I benefici più evidenti, grazie ad appena 5 minuti di movimento in più, vengono avvertiti dalla fascia meno attiva dei soggetti osservati: si tratta del 20% del totale, secondo i risultati dello studio. 

"Questo paper evidenzia che fino al 10% di tutti i decessi prematuri potrebbero essere evitati se ognuno incrementasse lievemente, in maniera del tutto fattibile, l'attività fisica moderata di soli 5 minuti ogni giorno. Ridurre la sedentarietà di mezz'ora al giorno, poi, contribuirebbe a ridurre i decessi in maniera significativa". 

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Categoria: cronaca

22:27

Venezuela, Trentini: "Ci dissero che eravamo pedine di scambio, prigionia dura"

(Adnkronos) - "Verso gennaio dell'anno scorso senza tanti giri di parole il direttore del carcere ha detto ad altri detenuti stranieri che eravamo pedine di scambio". Così Alberto Trentini, il cooperante arrestato in Venezuela il 15 novembre del 2024 e liberato dopo 423 giorni il 12 gennaio, ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa. "Si prova disperazione perché non sai per cosa verrai scambiato, quando, e se la trattativa funzionerà", ha detto Trentini che ha ripercorso la lunga detenzione. "La detenzione ha avuto una prima fase per me molto dura, di disorientamento, fino a quando non ho potuto fare la prima telefonata a casa durata cinque minuti, erano passati sei mesi", ha raccontato il cooperante italiano.  

"Non sapere quando finirà, non avere assistenza legale, è stata dura", ha raccontato ancora spiegando di essere stato sottoposto alla macchina della verità. "Due giorni dopo il fermo mi hanno trasportato in una casa di Caracas dove sono stato per delle ore incappucciato e ammanettato seduto su una sedia, poi mi hanno portato in una stanza molto calda dove il funzionario che mi interrogava mi ha spiegato il funzionamento della macchina, mi ha fatto delle domande insistendo molto sul terrorismo, sullo spionaggio - ha spiegato Trentini - sul fatto che ero laureato in storia. Poi è iniziata questa sessione con la macchina della verità, sudavo, avevo i sensori sul corpo, e poi borbottavano tra di loro cercando di farmi innervosire: in sostanza cercavano di giustificare ai loro occhi, a quelli del sistema, la mia detenzione".  

Trentini ha parlato della dinamica dell'arresto e delle condizioni di prigionia: "Ho mostrato il passaporto, si sono incuriositi, mi hanno detto di stare lì, di non andarmene, hanno fatto delle telefonate... Dopo circa un'ora si è presentato il controspionaggio che immediatamente mi ha obbligato a presentare il cellulare, mi hanno portato in una stanza e mi hanno fatto un lungo interrogatorio di circa 4 ore. Il tassista è rimasto fuori, non è stato interrogato". 

“Le condizioni di prigionia erano molto molto dure - ha raccontato - Avevamo l'acqua per farci la doccia e per la latrina due volte al giorno, a orari sempre differenti. Non c'era nessuna opportunità di svago, pochissimi libri. Mi avevano sequestrato gli occhiali quindi ero in difficoltà. Ne ho recuperato un paio di fortuna che mi permettevano per lo meno di vedere la faccia della persona con cui magari interagivo oppure di giocare a scacchi. Gli scacchi sono stati un regalo, che ho ricevuto da dei ragazzi colombiani". 

"Violenze fisiche non ne ho subite - ha detto Trentini - le riservavano alle persone che sospettavano di aver commesso qualcosa, mentre le violenze psicologiche sì, lo stesso fatto di non sapere quando sarebbe finita… e di non poter avere assistenza legale". 

"L'illusione di essere scarcerato? Molte volte. La più cocente è stata una tortura psicologica che ci ha fatto una guardia di alto livello, perché ha fatto apposta a farsi sentire da altri compagni di detenzione mentre diceva che domani era occupato perché doveva preparare le bollette di scarcerazione dei due italiani… ma non era così". "Poi, ogni volta che ci davano un'uniforme nuova, ci tagliavano i capelli e la barba con particolare fretta o lo dicevano solo a te o solo a te e ad altre due persone, pensavamo allora fosse il nostro turno. E' successo più di una volta", ha ricordato ancora. 

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Categoria: cronaca

21:42

Belen a Che tempo che fa: "Ho passato 4 anni difficili"

(Adnkronos) - "Ho passato 3-4 anni molto difficili nella mia vita, i più difficili. Succede, ci sta". Belen Rodriguez si confessa nel salotto di Fabio Fazio a Che tempo che fa, oggi 1 febbraio, sul Nove. La showgirl argentina torna su un episodio in particolare, la presenza ad un evento dopo un attacco di panico, con un assunzione di farmaci che l'hanno condizionata. "Mi sono trovata tante volte in quello stato di intontimento. Nelle altre occasioni però andavo a dormire. In quell'occasione di lavoro, per continuare ad andare avanti e non dire no, mi sono trovato in quella situazione", dice Belen. "Ovviamente mi imbarazza, quando ho visto com'è andata mi sono sentita piccolina, è un po' come spogliarsi. Dopo ne esci più forte, te ne rendi conto di quanto soffri di questi attacchi e nel vederti così dici 'Basta, non ho più voglia'", aggiunge. 

Belen è in Italia da circa 20 anni. "Gli italiani per me sono una grande famiglia che mi ha accompagnato. Sono passati 20 anni, non mi hanno mai dato il passaporto italiano. Sono anche stata sposata, ma ho chiesto il divorzio prima dei 5 anni... Non sono stata nemmeno furba", dice facendo riferimento all'unione con Stefano De Martino, durata dal 2013 al 2017. 

La showgirl sarà al Festival di Sanremo 2026 per la quarta apparizione della carriera all'Ariston. "Torno a Sanremo nella serata dei duetti, ma non come cantante... Ci sono un po' di personaggi improbabili. Samurai Jay canta Ossessione. Possiamo dire che io ci sarò, il resto non si può dire...", aggiunge. 

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Categoria: spettacoli

21:22

Gasparri: "Contestazione formale all'Ordine dei giornalisti su comportamento omofobo Ranucci"

(Adnkronos) - "Ho deciso di rivolgermi al vertice dell'ordine dei giornalisti, da iscritto all'ordine da molti decenni, per segnalare il comportamento del giornalista Ranucci, protagonista di un atteggiamento omofobo ai danni di Tommaso Cerno, che lo ha pubblicamente contestato, e di altri esponenti del giornalismo". Lo dichiara il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri. 

"Ranucci ha parlato di lobby gay e ha usato altri termini assolutamente incompatibili con un comportamento deontologicamente corretto. Credo che l'ordine dei giornalisti debba valutare la condotta di Ranucci assolutamente inaccettabile - afferma Gasparri - E penso cosa sarebbe successo se di un comportamento simile fosse stato protagonista un giornalista di diverso orientamento politico rispetto a quello di Ranucci. Ho visto la reazione, del tutto composta ma chiaramente polemica, di Tommaso Cerno, persona che stimo e che con grande chiarezza ha detto quello che pensa di questo comportamento. Ranucci, già protagonista di condotte inaudite sotto molti profili, e anche in questa vicenda manovratore di dichiarazioni di persone sottoposte ad indagini utilizzate per denigrarne altre, ha molte cose di cui giustificarsi. E sono certo che alla mia contestazione formale presso l'ordine dei giornalisti seguiranno adeguate iniziative".  

Per Gasparri, inoltre, “è semplicemente vergognosa la sortita di Alessandro di Majo, Davide Di Pietro e Roberto Natale, consiglieri di amministrazione della Rai che, come dei vopos, la vecchia polizia della Germania est comunista, intervengono in maniera gravissima a difesa di Ranucci, difendendolo rispetto alle sortite omofobe di cui Ranucci stesso si è reso responsabile e delle quali, su mia richiesta, spero sarà chiamato a rispondere davanti all'ordine dei giornalisti".  

"Non solo i tre vopos, di Majo, Di Pietro e Natale, difendono in maniera immotivata Ranucci, rispondendo a una logica di appartenenza e di schieramento ben nota a tutti, ma addirittura si rivolgono in maniera intimidatoria nei confronti di chi ha fatto delle critiche - aggiunge - E attaccano Cerno con una discriminazione multipla, omofoba, politica e ideologica. Pertanto questa discriminazione di ogni tipo accomuna adesso di Majo, Di Pietro, Natale e Ranucci. Una condotta vergognosa. Come fanno a sedere nel consiglio di amministrazione del servizio pubblico radiotelevisivo delle persone che assumono atteggiamenti di questa natura? Una vergogna assoluta", conclude Gasparri. 

 

Nel mirino di Gasparri le dichiarazioni di Alessandro di Majo, Davide Di Pietro e Roberto Natale per i quali "prosegue l’ormai consueta grandinata di articoli e dichiarazioni contro Sigfrido Ranucci da parte di alcuni giornali ed esponenti politici. Incapaci di scusarsi dopo che anche il Tribunale di Roma ha riconosciuto, a inizio settimana, la correttezza dell’operato di Report annullando la sanzione del Garante della Privacy per l’audio della vicenda Sangiuliano, rincarano la dose aggiungendo un’accusa grave e offensiva: Ranucci si sarebbe reso responsabile di affermazioni omofobe. E’ una vicenda che deve essere chiarita senza lasciare ombre su un giornalista e su una trasmissione come Report, che sul tema sono sempre stati lontanissimi da ogni atteggiamento discriminatorio. Se Ranucci ha effettivamente fatto affermazioni omofobe, venga sanzionato dalla Rai e dall’Ordine. Ma se le sue frasi sono state manipolate - come Ranucci sostiene - l’Ordine sanzioni i giornalisti che lo hanno calunniato e la Rai rescinda ogni collaborazione con chi sta orchestrando gli attacchi contro di lui".  

E dopo le parole di Gasparri i tre consiglieri di amministrazione della Rai in una nota replicano: "Il senatore Gasparri, che ogni tanto rammenta di essere iscritto da molti anni all'Ordine dei giornalisti, ricorderà che tra i doveri professionali fondamentali c'è quello di leggere per intero e capire le dichiarazioni altrui prima di commentarle. Abbiamo scritto in maniera chiarissima: 'Se Ranucci ha effettivamente fatto affermazioni omofobe, venga sanzionato dalla Rai e dall'Ordine. Ma se le sue frasi sono state manipolate - come Ranucci sostiene - l'Ordine sanzioni i giornalisti che lo hanno calunniato e la Rai rescinda ogni collaborazione con chi sta orchestrando gli attacchi contro di lui'. Prima di lanciarsi in insulti che suscitano ilarità, il senatore Gasparri si prenda il tempo di una seconda lettura che lo aiuti a comprendere. Poi non potrà che dirsi d'accordo". 

"Noi intanto respingiamo con fermezza l’accostamento a pratiche o linguaggi da regimi autoritari, che riteniamo offensivo e del tutto estraneo al ruolo e al comportamento di chi opera a difesa del servizio pubblico e a tutela della Rai. Le sue dichiarazioni risultano gravemente sproporzionate nei toni e prive di fondamento nel merito", concludono. 

Ma Gasparri incalza: "Vedo che i Vopos della Rai, Natale, Di Pietro e di Majo ribattono alle mie critiche. Si sono schierati a fianco di Ranucci, che palesemente ha fatto varie cose più che discutibili. Li ho visti silenti di fronte allo scandalo Bellavia che investe anche responsabilità di chi amministra la Rai oltre che responsabilità di Report e di Ranucci. Li ho visti silenti in mille occasioni. Li ho visti contestare Tommaso Cerno, con toni che appaiono di fatto omofobi. Pertanto, segnalerò anche le loro inopportune dichiarazioni agli organismi di governo e istituzionali che sono chiamati a combattere le discriminazioni, che loro rischiano di alimentare con le loro parole. Più che vopos appaiono degli omofobi, che dovranno rispondere di quello che hanno detto e fatto. Per ragioni evidentemente politiche o perché devono accontentare le esigenze del loro compagno Ranucci". 

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Categoria: politica

20:41

Calciomercato, Icardi alla Juventus? La risposta di Chiellini 'spiazza' i tifosi

(Adnkronos) - Mauro Icardi alla Juventus? A 'smontare' la suggestione delle ultime ore di calciomercato ha pensato Giorgio Chiellini. Il Director of Football Strategy della Juventus ha parlato così delle mosse bianconere ai microfoni di Dazn, prima della partita di oggi, domenica 1 febbraio, contro il Parma: "Vlahovic non tornerà prestissimo, ha avuto un infortunio importante. Icardi è stata una suggestione post conferenza del mister che aveva parlato di lui, ma non c'è stato niente di più e mi sento di escludere". Parole nette, che hanno spento subito (forse per una precisa strategia) il sogno di mercato dei tifosi bianconeri. "Ci sono altri nomi, se ci riusciamo bene altrimenti abbiamo altri giocatori a disposizione. Mateta l'abbiamo valutato, poi abbiamo deciso di non procedere per i costi, grande rispetto comunque per un giocatore importante. Kolo Muani è del Tottenham, questa la realtà". 

Chiellini ha anche commentato i colpi chiusi: "Boga? Cercavamo un ragazzo che potesse far rifiatare Yildiz, è stata un'occasione, conosce bene la Serie A e può fare anche la differenza a partita in corso. Aspettiamo un paio di settimane per farlo tornare in forma, siamo convinti che possa darci una mano. Holm è un terzino affidabile. C'è stata questa opportunità, è una risorsa in più". 

 

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Categoria: sport

20:14

Rapina in casa di noto avvocato, moglie sequestrata e minacciata con una spranga

(Adnkronos) - Rapina ad Arezzo nell'abitazione dell'avvocato Piero Melani Graverini, noto professionista che pochi giorni fa aveva rinunciato alla candidatura a sindaco per la coalizione di centrodestra. Sabato 31 gennaio, intorno alle ore 18.30, due o tre banditi hanno fatto irruzione nell'abitazione del noto legale e hanno sequestrato la moglie, minacciandola con una spranga di ferro. 

Secondo la polizia, la donna stava per uscire quando ha notato movimenti sospetti e ha iniziato a urlare. Il fratello, che abita al piano superiore, è intervenuto: i ladri hanno cercato di bloccarlo, ma lui è riuscito a chiudersi in casa e a chiamare la polizia. I rapinatori, con un accento dell'est Europa, hanno aperto la cassaforte, prelevando alcuni oggetti di valore, e sono fuggiti verso la Valdichiana, abbandonando parte della refurtiva nel giardino. 

I ladri sono stati inseguiti fino nel comune di Monte San Savino, dove hanno fatto perdere le loro tracce. L'avvocato Melani Graverini è salito alla ribalta delle cronache negli ultimi mesi anche per aver difeso Sandro Mugnai, l'artigiano aretino assolto dall'accusa di aver ucciso il vicino che stava demolendo la sua casa con una ruspa.  

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Categoria: cronaca

20:12

Parma-Juve 1-4, poker bianconero e Spalletti quarto in attesa della Roma

(Adnkronos) - La Juve non sbaglia e vince 4-1 al Tardini. Oggi, domenica 1 febbraio, i bianconeri hanno battuto il Parma in trasferta nel posticipo domenicale della 23esima giornata di Serie A: decidono le reti di Bremer (doppietta), McKennie e David. Nel mezzo, una maldestra autorete di Cambiaso per il momentaneo 1-2, che al 51' riapre la partita per una manciata di minuti. Con questo successo, la squadra di Spalletti sale a 45 punti (-10 dall'Inter capolista), prendendosi il quarto posto a -1 dal Napoli, in attesa della Roma (impegnata domani alle 20:45 contro l'Udinese). Gli uomini di Cuesta restano invece quintultimi a 23 punti.  

Nella prossima giornata di campionato, il Parma giocherà in trasferta a Bologna domenica 8 febbraio alle 12:30. La Juve affronterà la Lazio allo Stadium alle 20:45.  

 

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Categoria: sport

19:53

Addio a Gilberto Salmoni, sopravvissuto a Buchenwald

(Adnkronos) - E' morto oggi a Genova all'età di 97 anni Gilberto Raffaele Salmoni, sopravvissuto all'orrore dei campi di concentramento nazisti, testimone instancabile della Shoah, scrittore, psicologo e ingegnere, presidente onorario di Aned Genova. La sua vita, segnata dalla persecuzione razziale e dalla perdita della famiglia durante la Seconda guerra mondiale, è stata dedicata a raccontare e preservare la memoria di quegli anni terribili, affinché le nuove generazioni non dimentichino. Pochi giorni prima della sua morte, il 26 gennaio scorso, in occasione del Giorno della Memoria 2026, gli era stato conferito il "Grifo", massima onorificenza della Città di Genova, per il contributo dato alla memoria storica e alla cultura, con una cerimonia da parte della sindaca Silvia Salis.  

Nato a Genova il 15 giugno 1928, Salmoni crebbe in una famiglia ebrea profondamente radicata nella città. Figlio di Gino Salmoni e Vittorina Belleli, visse con i genitori, il fratello Renato e la sorella Dora nella casa del nonno materno Vittorio Belleli. Le leggi razziali del 1938 sconvolsero la vita della famiglia: Gilberto fu espulso dalla scuola pubblica, il padre licenziato, e la famiglia cominciò a subire discriminazioni e persecuzioni. 

Nel 1944, durante un tentativo di fuga clandestina verso la Svizzera, la famiglia Salmoni fu arrestata a Bormio dalle autorità della Repubblica Sociale Italiana. Dopo mesi di detenzione nelle carceri di Bormio, Tirano, Como e Milano San Vittore, furono internati nel campo di smistamento di Fossoli. Il 1° agosto 1944, i fratelli Gilberto e Renato furono separati dai genitori e dalla sorella: i genitori e Dora furono deportati ad Auschwitz e uccisi, mentre Gilberto e Renato furono inviati a Buchenwald, dove Gilberto, allora sedicenne, sopravvisse grazie alla forza dell'unità tra i prigionieri politici e alla sua determinazione. 

Liberato l'11 aprile 1945 dall’esercito americano, Salmoni intraprese un lungo viaggio di ritorno a Genova. Dopo la guerra, si laureò in ingegneria e in psicologia, lavorò all'Italsider come ingegnere per vent'anni e in seguito si specializzò in psicologia sistemica, dedicandosi anche all'attività di presidente ligure dell'Aned (Associazione Nazionale Ex Deportati Politici e Razziali nei Campi Nazisti). 

E' autore di numerosi libri, tra i quali "I Fratelli hanno ucciso i fratelli in Una gioventù offesa. Ebrei genovesi ricordano" (a cura di Chiara Bricarelli, Editrice La Giuntina, 1995); "Memoria: un telaio infinito. Dialogo su un mondo tutto da scoprire" (Sorbello Editore, 1999); "Sorvolando la Torah e la Bibbia" (De Ferrari, 2002); "Coerenza e coraggio. Italiani in guerra" (Frilli, 2005); "Una storia nella storia. Ricordi e riflessioni di un testimone di Fossoli e Buchenwald" (Frilli, 2012); "Buchenwald una storia da scoprire" (Frilli, 2016). Con le sue pubblicazioni, le conferenze, gli incontri nelle scuole, Salmoni ha testimoniato l'orrore dei lager e l'importanza della memoria. Nel 2018 consegnò all'Istituto Ligure per la Storia della Resistenza e dell'Età Contemporanea la valigia della sorella Dora, conservata per oltre settant'anni, simbolo tangibile della tragedia della sua famiglia. 

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Categoria: cronaca

19:35

E' morto Fabio Scuto, esperto di Medio Oriente

(Adnkronos) - È morto all'età di 68 anni Fabio Scuto, giornalista specializzato in affari esteri, esperto di Medio Oriente, a lungo corrispondente da Gerusalemme per "La Repubblica" e poi firma del "Fatto Quotidiano". I funerali laici si terranno martedì 3 febbraio, con una cerimonia d'addio dalle ore 11 alle ore 13, al Cimitero del Verano a Roma, presso il Tempio Egizio. Nato a Roma il 12 agosto 1957, Scuto si laurea in Storia e Scienze Geografiche all'Università La Sapienza e frequenta la Scuola di giornalismo della Luiss. Inizia a collaborare con diverse testate negli anni '80 e nel 1987 entra alla "Repubblica", dove ricopre ruoli di inviato, redattore e vicecaporedattore della sezione Esteri. 

Scuto ha seguito per decenni eventi e conflitti in Medio Oriente e Nord Africa, firmando reportage da Israele, Palestina, Libano, Siria, Iraq, Iran, Egitto, Tunisia, Algeria, Marocco, Libia e altri Paesi. Tra i momenti più significativi della sua carriera: l'intervista a Yasser Arafat nel 1990, la guerra civile libanese, la Guerra del Golfo e la ricostruzione in Iraq, le indagini dell'Fbi dopo gli attentati terroristici dell'11 settembre 2001 e le tre di Gaza.  

Nel 2010 Fabio Scuto diventa corrispondente da Gerusalemme per "La Repubblica", seguendo anche gli eventi della primavera araba in Egitto. In questo periodo cura il blog Orient Tales sul sito del quotidiano. Dopo trent’anni alla "Repubblica", nel 2017 inizia a collaborare con "La Stampa" e successivamente con "Il Fatto Quotidiano". Nel 2017 riceve il premio Peace Through Media nell'ambito degli International Media Awards. 

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Categoria: cronaca

19:17

Petardo colpisce Audero, paura in Cremonese-Inter: cos'è successo

(Adnkronos) - Paura in Cremonese-Inter. Oggi, domenica 1 febbraio, un petardo lanciato in campo dal settore ospiti dello stadio Zini ha colpito il portiere della Cremonese, ed ex di giornata, Emil Audero. Succede tutto a inizio secondo tempo, quando uno scoppio richiama l'attenzione del direttore di gara Davide Massa. 

L'arbitro si avvicina all'area di rigore, dove è a terra Audero, colpito dal petardo. Immediato l'intervento dello staff medico della Cremonese, in soccorso al proprio portiere, mentre i giocatori si avvicinano per assicurarsi delle sue condizioni. Lautaro Martinez, capitano dell'Inter e autore dell'1-0, si rivolge al settore ospiti per chiedere di mantenere la calma, e prevenire nuovi episodi di questo tipo. 

Probabile che il club nerazzurro vada incontro a una multa salata, ma molto dipenderà da quello che scriverà Massa nel proprio rapporto e dalla decisione del Giudice Sportivo. Possibile anche la chiusura del settore ospiti per le prossime trasferte della squadra di Chivu. 

 

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Categoria: sport

18:48

Musetti, gli esami dopo l'infortunio: "Devo rinunciare a Buenos Aires e Rio"

(Adnkronos) - L'infortunio di Lorenzo Musetti tiene in ansia il tennis azzurro. Il giocatore toscano si era fermato nel terzo set dei quarti di finale degli Australian Open 2026 contro Novak Djokovic, poi mattatore di Jannik Sinner in semifinale, dopo aver vinto i primi due parziali per un problema alla gamba. Oggi, domenica 1 febbraio, proprio nel giorno in cui Carlos Alcaraz ha battuto il serbo nella finale dello Slam di Melbourne, Musetti ha svelato le sue condizioni. 

"Alla luce dei risultati degli esami e degli accertamenti medici, insieme al mio team abbiamo dovuto prendere la difficile decisione di rinunciare ai tornei di Buenos Aires e Rio de Janeiro", ha scritto Musetti in un post pubblicato sul proprio profilo Instagram, "in questo momento la mia priorità é concentrarmi sulla riabilitazione per poter tornare in campo. Grazie di cuore a tutti per il supporto, ci vediamo presto". 

 

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Categoria: sport

18:46

Verissimo, Carolyn Smith e la lotta contro il tumore: "Ho capito di essere forte"

(Adnkronos) - "Mi sono resa conto di essere davvero forte". Così Carolyn Smith ospite oggi, domenica 1 febbraio, a Verissimo ha tracciato un bilancio degli ultimi 10 anni della sua vita, segnati dalla lotta contro il tumore al seno, diagnosticato nel 2015.  

La giurata di Ballando con le stelle ha confessato nel salotto di Silvia Toffanin uno dei momenti più drammatici dello scorso anno: "Prima di partire in vacanza avevo fatto una TAC e una PET. Mi hanno richiamato per darmi brutte notizie: si erano riattivati tre punti. Uno l'abbiamo eliminato perché era un'infiammazione, un altro invece si è attaccato alla costola".  

Smith ha raccontato di aver ricominciato a fare radioterapia per combattere nuovamente il tumore: "Ho iniziato la cura in una nuova struttura medica e ho dovuto ricontrollare tutte le analisi e i referti medici degli ultimi 10 anni. In quel momento mi sono resa conto di essere davvero forte, ho capito per la mia prima volta tutto quello che ho fatto in questi dieci anni".  

Ricominciare la radioterapia non è stato facile: "È stato devastante, ho dovuto fare 30 sedute, 2 al giorno. Il primo giorno è stato terribile, ho avuto un attacco di panico", ha spiegato Smith che non ha alcuna intenzione di arrendersi: "Il tumore mi ha cambiato la vita, ho imparato davvero tante lezioni".  

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Categoria: spettacoli

18:33

Milano Cortina 2026, Coventry: "Siamo dove volevamo essere. Ice? Ciò che distrae dalle Olimpiadi è molto triste"

(Adnkronos) - A 5 giorni dalle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, Kirsty Coventry fa il punto e sorride. La presidente del Cio arriva ai suoi 'primi' Giochi Olimpici con tante aspettative e non nasconde la soddisfazione durante la conferenza stampa dell’Executive Board del Comitato Olimpico Internazionale a Milano. "Come procedono i preparativi? Sta andando molto bene, il team ha lavorato duro. Siamo esattamente dove volevamo essere".  

Poi aggiunge: "Abbiamo ancora tante altre sfide da una venue all’altra, siamo davvero emozionati per questi Giochi. Per me saranno i primi da presidente e sono orgogliosa di essere qui. Oltre alle sedi iconiche e all'incredibile piattaforma che il comitato organizzatore e tutti i partner hanno messo insieme, potremo vedere atleti straordinari realizzare i loro sogni ed è sempre la parte migliore delle Olimpiadi. Gli atleti sono fonte di ispirazione". Quelle di Milano Cortina saranno Olimpiadi diffuse, frutto di un modello organizzativo che verrà riproposto in futuro e con differenze importanti rispetto al passato. A cominciare da Pechino 2022: "Tra le cose più importanti che abbiamo imparato c’è la possibilità, durante la fase di implementazione e di pianificazione, di usare molta più tecnologia per sviluppare meglio le nostre sedi e i piani per le sedi. Ciò è stato estremamente utile”. 

Coventry ha detto la sua anche sul contorno. E quindi su alcuni dei temi che nelle ultime ore stanno catalizzando le attenzioni dell'opinione pubblica. Su tutti, le polemiche sulla presenza dell'Ice in Italia nel periodo di Milano Cortina 2026: “Cosa penso? Le autorità competenti hanno chiarito ciò che andava chiarito, noi pensiamo allo sport". E ancora: "Ice tema prevalente a proposito di Olimpiadi? Ogni cosa che possa distrarre dai Giochi è molto triste”. 

Le presidente del Cio ha poi fatto riferimento alle parole di Papa Leone XIV, che in mattinata aveva ribadito l'importanza della pace durante Milano Cortina: "Tregua olimpica? Sono molto grata al pontefice e felice che tante persone stiano sottolineando l’importanza di questo momento. Noi cerchiamo di unire le persone e continuiamo a credere nei nostri valori, dobbiamo farlo". 

Tra gli argomenti toccati anche le possibilità di un ritorno della Russia a Giochi Olimpici e alle gare internazionali "Sembra che non ci sia una tempistica" dice Coventry, tornando sulle recenti dichiarazioni del ministro dello Sport russo, Mikhail Degtyarev, a proposito delle presunte pressioni del Comitato olimpico internazionale su alcune federazioni per tornare ad ammettere gli atleti russi. "Per Milano Cortina 2026 stiamo seguendo esattamente lo stesso processo già seguito per Parigi, lo abbiamo già chiarito". 

Lo sguardo si posa, in parte, su  Los Angeles 2028. Qui Coventry è chiara: “Stiamo osservando e monitorando i media” per capire se qualche membro del Cio è coinvolto nel caso Epstein, dopo gli ultimi file rilasciati dal Dipartimento di Giustizia americano. La presidente del Cio ha spiegato come l’attenzione del Comitato Olimpico Internazionale sia in questo momento tutta sulle imminenti Olimpiadi italiane, senza spazio per altre questioni. In questo senso, Coventry ha precisato di non aver parlato con Casey Wasserman (presidente del comitato organizzatore delle Olimpiadi di Los Angeles del 2028), coinvolto in uno scambio di mail 'spinte' con l'ex fidanzata di Jeffrey Epstein, Ghislaine Maxwell, condannata a 20 anni di carcere. 

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Categoria: milano-cortina-2026/eventi

18:09

Verissimo, l'eroe di Crans-Montana: "Carenze e ritardi nei soccorsi, ho fiducia nella giustizia"

(Adnkronos) - "Voglio parlare a nome di tutti quelli che oggi non possono farlo". Con queste parole Paolo Campolo, eroe del rogo di Capodanno a Crans-Montana, è intervenuto oggi a Verissimo per raccontare quanto accaduto nella notte dell'incendio scoppiato nel locale 'Le Costellation', durante il quale, grazie al suo coraggio e alla richiesta di aiuto della figlia, sono stati salvati numerosi giovani rimasti intrappolati.  

"Stavamo festeggiando quando ci ha chiamati la figlia della mia compagna - ha esordito Campolo - che aveva raggiunto il suo fidanzato nel locale. Era in lacrime e ci ha detto che c'era stato un boato". Una volta giunto sul luogo, la prima cosa che ha visto sono state le vittime fuori dal locale: "Non ho visto fiamme, quel fuoco si è spento in pochi minuti forse per mancanza di ossigeno. Siamo entrati dentro e abbiamo trovato subito persone per terra che abbiamo anche calpestato. Abbiamo iniziato a tirarle fuori. C'era un fumo spessissimo", ha aggiunto Paolo Campolo. 

Campolo ha assicurato di essersi ripreso fisicamente ma che sta affrontando ancora le conseguenze psicologiche: "Oggi sto bene, la mia famiglia sta bene. Io sto seguendo un percorso post traumatico". L'uomo ha espresso forti dubbi sulla gestione dei soccorsi di quella notte, denunciando carenze e ritardi: "Molti ragazzi sono rimasti per due ore a terra, fuori dal locale, con il gelo e con pochissimo ossigeno. Senza coperte, senza barelle e senza un riparo".  

Campolo ha ringraziato i pompieri, "volontari", che hanno prestato soccorso: "Non erano professionisti, erano totalmente impreparati da questo tipo di tragedia. Sono stati degli eroi, non hanno potuto fare di più". Ad aiutarlo quella sera anche il figlio: "Lui è intervenuto con me, lui è della Protezione Civile, ed è stato molto utile. Voglio ringraziare lui, e tutti i soccorritori che erano lì ad aiutare". 

Poi, il pensiero rivolto alle famiglie che hanno vissuto la tragedia: "Dobbiamo appoggiare i genitori che hanno perso i figli, non solo ora ma anche in futuro". E ha concluso: "Abbiamo voglia di scoprire la verità, credo nella giustizia e spero che le indagini avanzino".  

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Categoria: spettacoli

17:50

Dopo l'angelo meloniano a Roma, spunta il confratello Putin a Londra?

(Adnkronos) - E' bastato un angelo, un po' troppo somigliante a Giorgia Meloni, in un affresco recentemente restaurato nella Basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma, per scatenare il tam-tam virale delle interpretazioni artistiche. E, come spesso accade quando l'arte incontra la cronaca politica, lo sguardo curioso degli osservatori non si è fermato a Roma. Circola ora, infatti, un'altra suggestione: qualcuno giura di riconoscere il volto di Vladimir Putin in uno dei due confratelli raffigurati dal pittore Gentile Bellini (Venezia, 1429 - 1507) - figlio maggiore di Jacopo e fratello di Giovanni, anch'essi celebri artisti veneziani - nel dipinto "Il cardinale Bessarione e due membri della Scuola della Carità in preghiera con il Reliquiario Bessarione", oggi conservato alla National Gallery di Londra. 

Un colpo di teatro che unisce storia e ironia: il dipinto, realizzato a Venezia nella seconda metà del Quattrocento, mostra il cardinale greco-bizantino Bessarione (1403-1472) - umanista e collezionista, ponte tra cultura greca e rinascimentale italiana, fondamentale per il passaggio dei manoscritti antichi in Occidente, molti dei quali confluiti nella Biblioteca Marciana di Venezia - e due confratelli in preghiera davanti a un reliquiario contenente frammenti della Croce e tessuti della veste di Cristo. Ma negli occhi attenti dei nostri giorni, uno dei monaci in bianco, forse stanco dopo secoli di devozione, sembra somigliare incredibilmente a un leader contemporaneo: il presidente russo Vladimir Putin, alla guida della Russia dal 1999. 

Già il viaggio del dipinto è affascinante: appartenne alla Scuola di Santa Maria dei Battuti della Carità a Venezia, passò attraverso collezioni imperiali e private in Austria, fino a essere venduto da Christie's a Londra il 12 dicembre 2001, offerto dagli eredi di Erich Lederer (1896-1985), un collezionista austriaco di origini ebree la cui raccolta fu confiscata dalla Gestapo durante la Seconda guerra mondiale. L'opera di Gentile Bellini è stata poi acquisita dalla National Gallery nel 2002 grazie a generosi lasciti testamentari. Non risultano restauri successivi all'arrivo a Londra, quindi il "Putin angelico" potrebbe essere lì da oltre cinquecento anni, ignaro del destino virale che lo attendeva… o forse qualche 'manina' potrebbe aver aggiunto il suo tocco putiniano poco prima dell'asta di venticinque anni fa. Dall'angelo romano alla suggestione londinese, una cosa appare chiara: l'arte diventa uno specchio dei potenti; anche i santi e i monaci possono trasformarsi in celebri politici del XXI secolo. (di Paolo Martini) 

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Categoria: politica

17:48

Como-Atalanta, espulso Ahanor e rigore nel recupero: episodi e proteste in Serie A

(Adnkronos) - Proteste e polemiche in Como-Atalanta. La sfida della 23esima giornata di Serie A andata in scena oggi, domenica 1 febbraio, e terminata 0-0, è stata segnata da diverse decisioni arbitrali. La prima arriva dopo soli sette minuti di gioco. Perrone cade a terra a centrocampo dopo quello che sembra uno scontro con Ahanor. Le immagini mostrano il giocatore dell'Atalanta colpire al volto con una manata quello del Como, in risposta alla provocazione dello stesso, e l'arbitro estrae il cartellino rosso, lasciando la Dea in dieci. 

Al 98' invece l'arbitro Pairetto assegna calcio di rigore per il Como, punendo il tocco di mano in area di Scalvini. Inizialmente il direttore di gara aveva lasciato correre, poi è stato richiamato al Var e ha cambiato la sua decisione, con i replay che mostrano come effettivamente la respinta del difensore atalantino sia con la mano e non con la testa. A salvare Palladino ci pensa poi Carnesecchi, che respinge il rigore di Nico Paz. 

 

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Categoria: sport

17:30

Fabio Fognini, la verità sull'addio al tennis a Verissimo: "Ho vissuto anni difficili"

(Adnkronos) - "Ho rigiocato a tennis dopo 7 mesi. Ho dolori dappertutto... La prima volta, dopo tanto tempo, è andata benissimo. Mi sono divertito molto ma non mi mancae". Fabio Fognini ospite oggi, domenica 1 dicembre, a Verissimo ha spiegato i motivi che lo hanno portato a ritirarsi dal tennis. L'ex tennista, 38 anni, ha annunciato l'addio durante lo Slam di Wimbledon 2025, dopo il match perso al primo turno contro Carlos Alcaraz. "E' stato difficile", dice ripensando alla carriera. 

E se avesse vinto sul Centrale di Wimbledon contro il numero 1 del mondo? "Sarei stato nei casini, perché avrei battuto uno dei giocatori più forti in circolazione. Oggi posso dire: meglio che ho perso. Sono contento di aver perso e salutato in quella maniera". 

La decisione di lasciare il tennis, per Fabio Fognini, è maturata dopo anni complessi: "Erano anni che combattevo contro me stesso. Ho vissuto 3 o 4 anni molto difficili. Ho avuto parecchi infortuni e con l'età il recupero diventa più difficile". Ripensando al suo percorso, l'ex tennista ha aggiunto: "Il tennis l'ho amato e l'ho odiato. È stato un bellissimo percorso che rifarei". 

Nel corso dell'intervista, l'ex tennista ha ricordato di aver sofferto di attacchi di panico, la prima volta durante lo Slam del Roland Garros di alcuni anni fa: "Mi sono svegliato durante la notte, ero sudato e avevo il braccio paralizzato. Ho svegliato Flavia (Pennetta, ndr) urlando. Ovviamente il giorno dopo ho perso". "Bisogna cercare aiuto, non vergognarsi", ha detto.  

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Categoria: spettacoli

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00:05

Sicurezza, governo accelera: oggi a Palazzo Chigi riunione su decreto

(Adnkronos) - Gli scontri di sabato a Torino impongono un'accelerata al governo sul tema sicurezza. Come annunciato da Giorgia Meloni sui social dopo la visita alle Molinette all'agente rimasto ferito nell'aggressione subita dai manifestanti antagonisti, oggi ci sarà una riunione "per parlare delle minacce all’ordine pubblico di questi giorni e per valutare le nuove norme del decreto sicurezza", al momento fermo sul tavolo del Viminale. Ma che dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri già mercoledì, o perlomeno così si augura il leader della Lega e vicepremier, Matteo Salvini. "Noi siamo pronti e speriamo, non per la cronaca delle ultime ore, speriamo perché è giusto, che ci siano dentro tutte le norme che servono", ha detto a margine di un'iniziativa del Carroccio proprio a favore della sicurezza degli agenti.  

Quanto alla riunione che, a quanto si apprende, dovrebbe tenersi in tarda mattinata a palazzo Chigi, e dovrebbe mettere a punto gli ultimi passaggi prima del via libera "per poter ripristinare le regole in questa Nazione", parteciperanno oltre alla premier e a Salvini, anche l'altro vicepremier, Antonio Tajani, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari e il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. 

 

Tra le misure che rientreranno nel nuovo decreto, c'è sicuramente quella che introduce uno 'scudo penale' per cittadini e forze dell'ordine "in presenza delle cause di giustificazione del reato come legittima difesa, adempimento di un dovere, uso legittimo delle armi e stato di necessità", che quindi non verranno iscritti sul registro degli indagati, oltre a una stretta sull'utilizzo e la vendita di coltelli, specialmente da parte dei più giovani.  

Non solo, però, perché come ricordato da Salvini l'attenzione non è soltanto sull'attualità, e quindi all'interno del nuovo pacchetto sicurezza ci dovrebbe essere anche la norma che prevede lo sgombero di tutti gli immobili occupati abusivamente, non solo della prima casa, la norma che taglia i ricongiungimenti familiari - "perché un conto è accogliere chi scappa dalla guerra, un conto è accogliere anche gli altri 20 amici e parenti" - quella che toglie il sostegno a chi è oggi a spese degli italiani e commette un reato, e ancora quella che potrebbe introdurre il fermo preventivo, anche per più di 12 ore, 48 secondo la richiesta di Salvini.  

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Categoria: politica

00:04

Iran, Trump: "Speriamo in accordo o scopriremo se ha ragione Khamenei"

(Adnkronos) - "Speriamo di raggiungere un accordo. Se non ci riusciremo, scopriremo se aveva ragione o meno". Donald Trump ha risposto così ai giornalisti a Mar-a-Lago che gli chiedevano un commento sulle dichiarazioni dell'ayatollah Ali Khamenei, secondo il quale un attacco americano all'Iran provocherebbe una guerra regionale. "Abbiamo lì - ha avvertito ancora il presidente americano in un riferimento al dispositivo militare dispiegato nel Golfo - le navi più grandi e potenti". 

L'ayatollah ha sintetizzato su X lo scontro tra Washington e Teheran. "Qual è il problema tra Stati Uniti e Iran? Che gli Stati Uniti vogliono divorare l'Iran, la nazione iraniana e la Repubblica islamica glielo impediscono", ha sottolineato Ali Khamenei, spiegando che Teheran "resiste e continuerà a resistere e, a Dio piacendo, porrà fine ai danni e alle molestie degli Stati Uniti". 

"Per oltre 30 anni - ha attaccato ancora la guida spirituale iraniana - gli americani sono stati presenti in Iran. Le risorse, il petrolio, la politica e la sicurezza dell'Iran erano nelle loro mani. Tutto era nelle loro mani. Ora che la loro presa è stata spezzata, stanno cercando di trovare un modo per tornare". Ma, ha avvertito, "la nazione iraniana resiste fermamente, impedendo" agli Stati Uniti di "prendere il controllo di questo Paese proprio come lo controllavano prima". 

 

Un incontro tra Stati Uniti e Iran potrebbe avvenire questa settimana in Turchia. Lo ha confermato ad Axios una fonte americana, dopo che due fonti della regione hanno rivelato che Turchia, Egitto e Qatar stanno lavorando a un incontro ad Ankara tra l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff e funzionari di Teheran, dopo che gli Stati Uniti si sono detti aperti alla possibilità di una riunione per negoziare un accordo. 

 

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha invocato una soluzione pacifica alle tensioni con Washington dopo le rinnovate minacce militari di Trump. Nel corso di una telefonata con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, Pezeshkian ha sottolineato la "necessità di avviare processi diplomatici", secondo quanto riferito dall’agenzia statale Irna.  

Il capo di Stato iraniano ha ribadito che Teheran non ha mai cercato la guerra e non intende farlo ora: la Repubblica islamica "crede profondamente che la guerra non porterà benefici né all’Iran, né agli Stati Uniti, né alla regione", ha affermato, sempre secondo l’agenzia. 

L'Iran è aperto a partecipare a un negoziato "giusto ed equo" con gli Stati Uniti, ha detto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, spiegando "di aver fiducia di poter raggiungere un accordo" con gli Stati Uniti sul programma nucleare di Teheran. "Sfortunatamente abbiamo perso fiducia negli Usa come partner negoziale", ha dichiarato in un'intervista alla Cnn, precisando che gli scambi di messaggi attraverso Paesi amici della regione stanno facilitando "colloqui positivi" con Washington. Il ministro ha preferito non garantire la disponibilità di Teheran a impegnarsi a negoziati diretti con gli Usa. E' meglio ora discutere della "sostanza delle trattative piuttosto che della forma". 

Intanto il premier israeliano Benjamin Netanyahu si è riunito con i vertici militari e della sicurezza dopo il rientro del capo dell'Esercito, il generale Eyal Zamir da Washington, dove ha incontrato esponenti dell'Amministrazione Usa per discutere dell'Iran. Alla riunione hanno partecipato il ministro della Difesa, Israel Katz, lo stesso Zamir, e il direttore del Mossad, David Barnea, ha reso noto il Times of Israel, citando una fonte informata secondo cui gli Stati Uniti sono più vicini ad attaccare l'Iran di quanto non lo fossero una settimana fa.  

 

Prima di poter attaccare l’Iran, gli Stati Uniti vogliono rafforzare le difese aeree in Medio Oriente per poter proteggere Israele, gli alleati arabi e le proprie forze da eventuali rappresaglie di Teheran. Lo hanno riferito al Wall Street Journal funzionari americani, precisando che raid aerei contro Teheran non sono imminenti, poiché il Pentagono sta ancora dispiegando sistemi di difesa aggiuntivi per far fronte a possibili rappresaglie iraniane con missili e droni. Secondo le stesse fonti, un rafforzamento della copertura aerea e missilistica è considerato cruciale per limitare i danni e prevenire un’escalation in caso di ritorsione. 

 

Intanto è stato rilasciato su cauzione Erfan Soltani, il manifestante 26enne arrestato nei giorni scorsi a Fardis, vicino Teheran, durante la repressione violenta delle proteste contro il regime. Lo ha reso noto il suo legale. Nei giorni scorsi si era diffusa la notizia - smentita dalla giustizia iraniana - che il giovane sarebbe stato giustiziato dopo essere stato condannato a morte. Il giovane "è stato rilasciato ieri e ha ricevuto tutti i suoi effetti personali, compreso il cellulare", ha detto l'avvocato Amir Mousakhani, precisando che per il suo rilascio è stata pagata una cauzione di circa 12mila euro.  

 

Mentre è stato arrestato a Teheran il co sceneggiatore del film di Jafar Panahi 'Un semplice incidente', Palma d'oro a Cannes lo scorso anno, Mehdi Mahmoudian, dopo aver firmato una dichiarazione di condanna delle azioni del leader supremo Ali Khamenei, vale a dire per aver autorizzato la violenza repressione delle proteste contro il regime, quindi "l'uccisione di massa e sistematica di civili".  

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Categoria: internazionale/esteri

00:03

Ucraina, attesa per nuovi colloqui ma Russia colpisce senza tregua. Zelensky: "Il male va fermato"

(Adnkronos) - Si guarda al nuovo round di colloqui trilaterali tra Ucraina, Russia e Stati Uniti che è stato fissato per il 4 e il 5 febbraio ad Abu Dhabi ma intanto la guerra va avanti e gli attacchi di Mosca non danno tregua. Lo stop fino a ieri, 1 febbraio, solo su Kiev (come non ha mancato di sottolineare la Russia), è stato accompagnato da raid in altre zone dell'Ucraina che hanno provocato altri morti. 

"L'attacco di un drone russo contro un normale autobus che trasportava minatori nella regione di Dnipro", e che ha provocato 15 morti e diversi feriti, "è un crimine eloquente che dimostra ancora una volta che la Russia ha la responsabilità dell'escalation. Il male deve essere fermato", ha scritto su X il presidente ucraino, Volodydmr Zelensky, confermando che "c'è un accordo per una riunione trilaterale a livello appropriato negli Emirati la prossima settimana: febbraio sarà un periodo di attività di politica estera molto intenso".  

"Ci aspettiamo che gli americani siano altrettanto attivi, in particolare quando si parla di misure per la de escalation, la riduzione dei raid. Molto dipende da quello che gli Stati Uniti riusciranno a ottenere, in modo che si possa avere fiducia sia nel processo che nel risultato". 

 

Altre due vittime ieri nella città di Dnipro dove un uomo e una donna "sono morti a causa di un attacco nemico con droni", ha reso noto il governatore locale Oleksandr Ganzha in un messaggio su Telegram, precisando che un velivolo senza pilota ha provocato un incendio, distrutto una casa e danneggiato altre due abitazioni e un’auto. 

Anche una clinica ostetrica nella città meridionale di Zaporizhzhia è stata il bersaglio di un raid russo che ha provocato almeno sei feriti, ha riferito su Telegram il capo dell'amministrazione regionale, Ivan Fedorov, allegando immagini delle sale di consultazione devastate dall'esplosione, con finestre infrante, arredi distrutti e numerosi detriti sul pavimento. 

Ieri i raid russi hanno colpito inoltre la rete elettrica di Nikopol e Marhanets, nella regione di Dnipro sono state colpite le ferrovie, così come a Sumy. Nella regione di Kiev è stata aggiunta capacità di cogenerazione dell'energia elettrica e vengono distribuiti a tutti kit termici, un programma che le autorità stanno cercando di estendere, per il momento ne vengono distribuiti circa cinquemila al giorno. Solo a Kiev più di 500 condomini sono senza riscaldamento.  

 

Intanto la Russia è tornata ad attaccare l'Europa che sta cercando di "seminare divisioni" tra Russia e Stati Uniti, secondo quanto affermato dal ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, citato dalla Tass.  

"Ci è difficile essere accusati di aver seminato divisioni - ha detto Lavrov - questo è ciò che l'Europa ha fatto e continua a fare, cercando di dividere Russia e Stati Uniti, vedendo nella politica americana e nel presidente Trump un certo, come loro credono, orientamento a favore della Russia a discapito degli interessi europei". "La parola 'interessi' è qui particolarmente significativa - ha aggiunto - Quando un Paese, come fa la Russia, insieme ai nostri amici in Cina, Emirati Arabi Uniti, India e altri Stati, difende i propri interessi, viene trattato di conseguenza". 

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Categoria: internazionale/esteri

22:46

Più esercizio e meno divano, pochi minuti al giorno per migliorare la salute: lo studio

(Adnkronos) - Pochi minuti di esercizio fisico e meno tempo sul divano, ogni giorno, migliorano la salute e allungano la vita di milioni di persone. Una nuova ricerca evidenzia i benefici legati ad un leggero incremento dell'attività fisica nel corso della giornata, con modifiche nella routine quotidiana senza rivoluzioni. Minimi aggiustamenti consentono di produrre effetti benefici per il cuore, la pressione, i livelli di glicemia e il colesterolo. Tutto il quadro, in sostanza, può essere modificato con uno sforzo non proprio titanico. 

Gli autori della ricerca condotta dall'Istituto norvegese per le scienze sportive, senza l'obiettivo di fornire 'consigli personalizzati', si limitano ad evidenziare i potenziali effetti positivi dell'attività fisica, anche di portata estremamente ridotta. Il professor Aiden Doherthy, docente del Department of Population Health a Oxford e non coinvolto nello studio, ha definito "eccellente" l'analisi che, pubblicata su Lancet, rappresenta "un passo avanti". "Potrebbe sembrare un altro studio 'più attività fisica ti fa bene', ma gli autori hanno aggiunto elementi importanti", ha affermato secondo il Guardian. 

 

Camminare a passo svelto per appena 5 minuti al giorno, ad esempio, è associato ad una riduzione del 10% del rischio di morte secondo lo studio che ha coinvolto 135mila persone tra Regno Unito, Stati Uniti, Norvegia e Svezia. L'indagine ha evidenziato anche che ridurre di 30 minuti il 'tempo sedentario' nell'arco di una giornata è associato ad una riduzione del 7% dei decessi. I benefici più evidenti, grazie ad appena 5 minuti di movimento in più, vengono avvertiti dalla fascia meno attiva dei soggetti osservati: si tratta del 20% del totale, secondo i risultati dello studio. 

"Questo paper evidenzia che fino al 10% di tutti i decessi prematuri potrebbero essere evitati se ognuno incrementasse lievemente, in maniera del tutto fattibile, l'attività fisica moderata di soli 5 minuti ogni giorno. Ridurre la sedentarietà di mezz'ora al giorno, poi, contribuirebbe a ridurre i decessi in maniera significativa". 

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Categoria: cronaca

22:27

Venezuela, Trentini: "Ci dissero che eravamo pedine di scambio, prigionia dura"

(Adnkronos) - "Verso gennaio dell'anno scorso senza tanti giri di parole il direttore del carcere ha detto ad altri detenuti stranieri che eravamo pedine di scambio". Così Alberto Trentini, il cooperante arrestato in Venezuela il 15 novembre del 2024 e liberato dopo 423 giorni il 12 gennaio, ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa. "Si prova disperazione perché non sai per cosa verrai scambiato, quando, e se la trattativa funzionerà", ha detto Trentini che ha ripercorso la lunga detenzione. "La detenzione ha avuto una prima fase per me molto dura, di disorientamento, fino a quando non ho potuto fare la prima telefonata a casa durata cinque minuti, erano passati sei mesi", ha raccontato il cooperante italiano.  

"Non sapere quando finirà, non avere assistenza legale, è stata dura", ha raccontato ancora spiegando di essere stato sottoposto alla macchina della verità. "Due giorni dopo il fermo mi hanno trasportato in una casa di Caracas dove sono stato per delle ore incappucciato e ammanettato seduto su una sedia, poi mi hanno portato in una stanza molto calda dove il funzionario che mi interrogava mi ha spiegato il funzionamento della macchina, mi ha fatto delle domande insistendo molto sul terrorismo, sullo spionaggio - ha spiegato Trentini - sul fatto che ero laureato in storia. Poi è iniziata questa sessione con la macchina della verità, sudavo, avevo i sensori sul corpo, e poi borbottavano tra di loro cercando di farmi innervosire: in sostanza cercavano di giustificare ai loro occhi, a quelli del sistema, la mia detenzione".  

Trentini ha parlato della dinamica dell'arresto e delle condizioni di prigionia: "Ho mostrato il passaporto, si sono incuriositi, mi hanno detto di stare lì, di non andarmene, hanno fatto delle telefonate... Dopo circa un'ora si è presentato il controspionaggio che immediatamente mi ha obbligato a presentare il cellulare, mi hanno portato in una stanza e mi hanno fatto un lungo interrogatorio di circa 4 ore. Il tassista è rimasto fuori, non è stato interrogato". 

“Le condizioni di prigionia erano molto molto dure - ha raccontato - Avevamo l'acqua per farci la doccia e per la latrina due volte al giorno, a orari sempre differenti. Non c'era nessuna opportunità di svago, pochissimi libri. Mi avevano sequestrato gli occhiali quindi ero in difficoltà. Ne ho recuperato un paio di fortuna che mi permettevano per lo meno di vedere la faccia della persona con cui magari interagivo oppure di giocare a scacchi. Gli scacchi sono stati un regalo, che ho ricevuto da dei ragazzi colombiani". 

"Violenze fisiche non ne ho subite - ha detto Trentini - le riservavano alle persone che sospettavano di aver commesso qualcosa, mentre le violenze psicologiche sì, lo stesso fatto di non sapere quando sarebbe finita… e di non poter avere assistenza legale". 

"L'illusione di essere scarcerato? Molte volte. La più cocente è stata una tortura psicologica che ci ha fatto una guardia di alto livello, perché ha fatto apposta a farsi sentire da altri compagni di detenzione mentre diceva che domani era occupato perché doveva preparare le bollette di scarcerazione dei due italiani… ma non era così". "Poi, ogni volta che ci davano un'uniforme nuova, ci tagliavano i capelli e la barba con particolare fretta o lo dicevano solo a te o solo a te e ad altre due persone, pensavamo allora fosse il nostro turno. E' successo più di una volta", ha ricordato ancora. 

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Categoria: cronaca

21:42

Belen a Che tempo che fa: "Ho passato 4 anni difficili"

(Adnkronos) - "Ho passato 3-4 anni molto difficili nella mia vita, i più difficili. Succede, ci sta". Belen Rodriguez si confessa nel salotto di Fabio Fazio a Che tempo che fa, oggi 1 febbraio, sul Nove. La showgirl argentina torna su un episodio in particolare, la presenza ad un evento dopo un attacco di panico, con un assunzione di farmaci che l'hanno condizionata. "Mi sono trovata tante volte in quello stato di intontimento. Nelle altre occasioni però andavo a dormire. In quell'occasione di lavoro, per continuare ad andare avanti e non dire no, mi sono trovato in quella situazione", dice Belen. "Ovviamente mi imbarazza, quando ho visto com'è andata mi sono sentita piccolina, è un po' come spogliarsi. Dopo ne esci più forte, te ne rendi conto di quanto soffri di questi attacchi e nel vederti così dici 'Basta, non ho più voglia'", aggiunge. 

Belen è in Italia da circa 20 anni. "Gli italiani per me sono una grande famiglia che mi ha accompagnato. Sono passati 20 anni, non mi hanno mai dato il passaporto italiano. Sono anche stata sposata, ma ho chiesto il divorzio prima dei 5 anni... Non sono stata nemmeno furba", dice facendo riferimento all'unione con Stefano De Martino, durata dal 2013 al 2017. 

La showgirl sarà al Festival di Sanremo 2026 per la quarta apparizione della carriera all'Ariston. "Torno a Sanremo nella serata dei duetti, ma non come cantante... Ci sono un po' di personaggi improbabili. Samurai Jay canta Ossessione. Possiamo dire che io ci sarò, il resto non si può dire...", aggiunge. 

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Categoria: spettacoli

21:22

Gasparri: "Contestazione formale all'Ordine dei giornalisti su comportamento omofobo Ranucci"

(Adnkronos) - "Ho deciso di rivolgermi al vertice dell'ordine dei giornalisti, da iscritto all'ordine da molti decenni, per segnalare il comportamento del giornalista Ranucci, protagonista di un atteggiamento omofobo ai danni di Tommaso Cerno, che lo ha pubblicamente contestato, e di altri esponenti del giornalismo". Lo dichiara il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri. 

"Ranucci ha parlato di lobby gay e ha usato altri termini assolutamente incompatibili con un comportamento deontologicamente corretto. Credo che l'ordine dei giornalisti debba valutare la condotta di Ranucci assolutamente inaccettabile - afferma Gasparri - E penso cosa sarebbe successo se di un comportamento simile fosse stato protagonista un giornalista di diverso orientamento politico rispetto a quello di Ranucci. Ho visto la reazione, del tutto composta ma chiaramente polemica, di Tommaso Cerno, persona che stimo e che con grande chiarezza ha detto quello che pensa di questo comportamento. Ranucci, già protagonista di condotte inaudite sotto molti profili, e anche in questa vicenda manovratore di dichiarazioni di persone sottoposte ad indagini utilizzate per denigrarne altre, ha molte cose di cui giustificarsi. E sono certo che alla mia contestazione formale presso l'ordine dei giornalisti seguiranno adeguate iniziative".  

Per Gasparri, inoltre, “è semplicemente vergognosa la sortita di Alessandro di Majo, Davide Di Pietro e Roberto Natale, consiglieri di amministrazione della Rai che, come dei vopos, la vecchia polizia della Germania est comunista, intervengono in maniera gravissima a difesa di Ranucci, difendendolo rispetto alle sortite omofobe di cui Ranucci stesso si è reso responsabile e delle quali, su mia richiesta, spero sarà chiamato a rispondere davanti all'ordine dei giornalisti".  

"Non solo i tre vopos, di Majo, Di Pietro e Natale, difendono in maniera immotivata Ranucci, rispondendo a una logica di appartenenza e di schieramento ben nota a tutti, ma addirittura si rivolgono in maniera intimidatoria nei confronti di chi ha fatto delle critiche - aggiunge - E attaccano Cerno con una discriminazione multipla, omofoba, politica e ideologica. Pertanto questa discriminazione di ogni tipo accomuna adesso di Majo, Di Pietro, Natale e Ranucci. Una condotta vergognosa. Come fanno a sedere nel consiglio di amministrazione del servizio pubblico radiotelevisivo delle persone che assumono atteggiamenti di questa natura? Una vergogna assoluta", conclude Gasparri. 

 

Nel mirino di Gasparri le dichiarazioni di Alessandro di Majo, Davide Di Pietro e Roberto Natale per i quali "prosegue l’ormai consueta grandinata di articoli e dichiarazioni contro Sigfrido Ranucci da parte di alcuni giornali ed esponenti politici. Incapaci di scusarsi dopo che anche il Tribunale di Roma ha riconosciuto, a inizio settimana, la correttezza dell’operato di Report annullando la sanzione del Garante della Privacy per l’audio della vicenda Sangiuliano, rincarano la dose aggiungendo un’accusa grave e offensiva: Ranucci si sarebbe reso responsabile di affermazioni omofobe. E’ una vicenda che deve essere chiarita senza lasciare ombre su un giornalista e su una trasmissione come Report, che sul tema sono sempre stati lontanissimi da ogni atteggiamento discriminatorio. Se Ranucci ha effettivamente fatto affermazioni omofobe, venga sanzionato dalla Rai e dall’Ordine. Ma se le sue frasi sono state manipolate - come Ranucci sostiene - l’Ordine sanzioni i giornalisti che lo hanno calunniato e la Rai rescinda ogni collaborazione con chi sta orchestrando gli attacchi contro di lui".  

E dopo le parole di Gasparri i tre consiglieri di amministrazione della Rai in una nota replicano: "Il senatore Gasparri, che ogni tanto rammenta di essere iscritto da molti anni all'Ordine dei giornalisti, ricorderà che tra i doveri professionali fondamentali c'è quello di leggere per intero e capire le dichiarazioni altrui prima di commentarle. Abbiamo scritto in maniera chiarissima: 'Se Ranucci ha effettivamente fatto affermazioni omofobe, venga sanzionato dalla Rai e dall'Ordine. Ma se le sue frasi sono state manipolate - come Ranucci sostiene - l'Ordine sanzioni i giornalisti che lo hanno calunniato e la Rai rescinda ogni collaborazione con chi sta orchestrando gli attacchi contro di lui'. Prima di lanciarsi in insulti che suscitano ilarità, il senatore Gasparri si prenda il tempo di una seconda lettura che lo aiuti a comprendere. Poi non potrà che dirsi d'accordo". 

"Noi intanto respingiamo con fermezza l’accostamento a pratiche o linguaggi da regimi autoritari, che riteniamo offensivo e del tutto estraneo al ruolo e al comportamento di chi opera a difesa del servizio pubblico e a tutela della Rai. Le sue dichiarazioni risultano gravemente sproporzionate nei toni e prive di fondamento nel merito", concludono. 

Ma Gasparri incalza: "Vedo che i Vopos della Rai, Natale, Di Pietro e di Majo ribattono alle mie critiche. Si sono schierati a fianco di Ranucci, che palesemente ha fatto varie cose più che discutibili. Li ho visti silenti di fronte allo scandalo Bellavia che investe anche responsabilità di chi amministra la Rai oltre che responsabilità di Report e di Ranucci. Li ho visti silenti in mille occasioni. Li ho visti contestare Tommaso Cerno, con toni che appaiono di fatto omofobi. Pertanto, segnalerò anche le loro inopportune dichiarazioni agli organismi di governo e istituzionali che sono chiamati a combattere le discriminazioni, che loro rischiano di alimentare con le loro parole. Più che vopos appaiono degli omofobi, che dovranno rispondere di quello che hanno detto e fatto. Per ragioni evidentemente politiche o perché devono accontentare le esigenze del loro compagno Ranucci". 

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Categoria: politica

20:41

Calciomercato, Icardi alla Juventus? La risposta di Chiellini 'spiazza' i tifosi

(Adnkronos) - Mauro Icardi alla Juventus? A 'smontare' la suggestione delle ultime ore di calciomercato ha pensato Giorgio Chiellini. Il Director of Football Strategy della Juventus ha parlato così delle mosse bianconere ai microfoni di Dazn, prima della partita di oggi, domenica 1 febbraio, contro il Parma: "Vlahovic non tornerà prestissimo, ha avuto un infortunio importante. Icardi è stata una suggestione post conferenza del mister che aveva parlato di lui, ma non c'è stato niente di più e mi sento di escludere". Parole nette, che hanno spento subito (forse per una precisa strategia) il sogno di mercato dei tifosi bianconeri. "Ci sono altri nomi, se ci riusciamo bene altrimenti abbiamo altri giocatori a disposizione. Mateta l'abbiamo valutato, poi abbiamo deciso di non procedere per i costi, grande rispetto comunque per un giocatore importante. Kolo Muani è del Tottenham, questa la realtà". 

Chiellini ha anche commentato i colpi chiusi: "Boga? Cercavamo un ragazzo che potesse far rifiatare Yildiz, è stata un'occasione, conosce bene la Serie A e può fare anche la differenza a partita in corso. Aspettiamo un paio di settimane per farlo tornare in forma, siamo convinti che possa darci una mano. Holm è un terzino affidabile. C'è stata questa opportunità, è una risorsa in più". 

 

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Categoria: sport

20:14

Rapina in casa di noto avvocato, moglie sequestrata e minacciata con una spranga

(Adnkronos) - Rapina ad Arezzo nell'abitazione dell'avvocato Piero Melani Graverini, noto professionista che pochi giorni fa aveva rinunciato alla candidatura a sindaco per la coalizione di centrodestra. Sabato 31 gennaio, intorno alle ore 18.30, due o tre banditi hanno fatto irruzione nell'abitazione del noto legale e hanno sequestrato la moglie, minacciandola con una spranga di ferro. 

Secondo la polizia, la donna stava per uscire quando ha notato movimenti sospetti e ha iniziato a urlare. Il fratello, che abita al piano superiore, è intervenuto: i ladri hanno cercato di bloccarlo, ma lui è riuscito a chiudersi in casa e a chiamare la polizia. I rapinatori, con un accento dell'est Europa, hanno aperto la cassaforte, prelevando alcuni oggetti di valore, e sono fuggiti verso la Valdichiana, abbandonando parte della refurtiva nel giardino. 

I ladri sono stati inseguiti fino nel comune di Monte San Savino, dove hanno fatto perdere le loro tracce. L'avvocato Melani Graverini è salito alla ribalta delle cronache negli ultimi mesi anche per aver difeso Sandro Mugnai, l'artigiano aretino assolto dall'accusa di aver ucciso il vicino che stava demolendo la sua casa con una ruspa.  

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Categoria: cronaca

20:12

Parma-Juve 1-4, poker bianconero e Spalletti quarto in attesa della Roma

(Adnkronos) - La Juve non sbaglia e vince 4-1 al Tardini. Oggi, domenica 1 febbraio, i bianconeri hanno battuto il Parma in trasferta nel posticipo domenicale della 23esima giornata di Serie A: decidono le reti di Bremer (doppietta), McKennie e David. Nel mezzo, una maldestra autorete di Cambiaso per il momentaneo 1-2, che al 51' riapre la partita per una manciata di minuti. Con questo successo, la squadra di Spalletti sale a 45 punti (-10 dall'Inter capolista), prendendosi il quarto posto a -1 dal Napoli, in attesa della Roma (impegnata domani alle 20:45 contro l'Udinese). Gli uomini di Cuesta restano invece quintultimi a 23 punti.  

Nella prossima giornata di campionato, il Parma giocherà in trasferta a Bologna domenica 8 febbraio alle 12:30. La Juve affronterà la Lazio allo Stadium alle 20:45.  

 

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Categoria: sport

19:53

Addio a Gilberto Salmoni, sopravvissuto a Buchenwald

(Adnkronos) - E' morto oggi a Genova all'età di 97 anni Gilberto Raffaele Salmoni, sopravvissuto all'orrore dei campi di concentramento nazisti, testimone instancabile della Shoah, scrittore, psicologo e ingegnere, presidente onorario di Aned Genova. La sua vita, segnata dalla persecuzione razziale e dalla perdita della famiglia durante la Seconda guerra mondiale, è stata dedicata a raccontare e preservare la memoria di quegli anni terribili, affinché le nuove generazioni non dimentichino. Pochi giorni prima della sua morte, il 26 gennaio scorso, in occasione del Giorno della Memoria 2026, gli era stato conferito il "Grifo", massima onorificenza della Città di Genova, per il contributo dato alla memoria storica e alla cultura, con una cerimonia da parte della sindaca Silvia Salis.  

Nato a Genova il 15 giugno 1928, Salmoni crebbe in una famiglia ebrea profondamente radicata nella città. Figlio di Gino Salmoni e Vittorina Belleli, visse con i genitori, il fratello Renato e la sorella Dora nella casa del nonno materno Vittorio Belleli. Le leggi razziali del 1938 sconvolsero la vita della famiglia: Gilberto fu espulso dalla scuola pubblica, il padre licenziato, e la famiglia cominciò a subire discriminazioni e persecuzioni. 

Nel 1944, durante un tentativo di fuga clandestina verso la Svizzera, la famiglia Salmoni fu arrestata a Bormio dalle autorità della Repubblica Sociale Italiana. Dopo mesi di detenzione nelle carceri di Bormio, Tirano, Como e Milano San Vittore, furono internati nel campo di smistamento di Fossoli. Il 1° agosto 1944, i fratelli Gilberto e Renato furono separati dai genitori e dalla sorella: i genitori e Dora furono deportati ad Auschwitz e uccisi, mentre Gilberto e Renato furono inviati a Buchenwald, dove Gilberto, allora sedicenne, sopravvisse grazie alla forza dell'unità tra i prigionieri politici e alla sua determinazione. 

Liberato l'11 aprile 1945 dall’esercito americano, Salmoni intraprese un lungo viaggio di ritorno a Genova. Dopo la guerra, si laureò in ingegneria e in psicologia, lavorò all'Italsider come ingegnere per vent'anni e in seguito si specializzò in psicologia sistemica, dedicandosi anche all'attività di presidente ligure dell'Aned (Associazione Nazionale Ex Deportati Politici e Razziali nei Campi Nazisti). 

E' autore di numerosi libri, tra i quali "I Fratelli hanno ucciso i fratelli in Una gioventù offesa. Ebrei genovesi ricordano" (a cura di Chiara Bricarelli, Editrice La Giuntina, 1995); "Memoria: un telaio infinito. Dialogo su un mondo tutto da scoprire" (Sorbello Editore, 1999); "Sorvolando la Torah e la Bibbia" (De Ferrari, 2002); "Coerenza e coraggio. Italiani in guerra" (Frilli, 2005); "Una storia nella storia. Ricordi e riflessioni di un testimone di Fossoli e Buchenwald" (Frilli, 2012); "Buchenwald una storia da scoprire" (Frilli, 2016). Con le sue pubblicazioni, le conferenze, gli incontri nelle scuole, Salmoni ha testimoniato l'orrore dei lager e l'importanza della memoria. Nel 2018 consegnò all'Istituto Ligure per la Storia della Resistenza e dell'Età Contemporanea la valigia della sorella Dora, conservata per oltre settant'anni, simbolo tangibile della tragedia della sua famiglia. 

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Categoria: cronaca

19:35

E' morto Fabio Scuto, esperto di Medio Oriente

(Adnkronos) - È morto all'età di 68 anni Fabio Scuto, giornalista specializzato in affari esteri, esperto di Medio Oriente, a lungo corrispondente da Gerusalemme per "La Repubblica" e poi firma del "Fatto Quotidiano". I funerali laici si terranno martedì 3 febbraio, con una cerimonia d'addio dalle ore 11 alle ore 13, al Cimitero del Verano a Roma, presso il Tempio Egizio. Nato a Roma il 12 agosto 1957, Scuto si laurea in Storia e Scienze Geografiche all'Università La Sapienza e frequenta la Scuola di giornalismo della Luiss. Inizia a collaborare con diverse testate negli anni '80 e nel 1987 entra alla "Repubblica", dove ricopre ruoli di inviato, redattore e vicecaporedattore della sezione Esteri. 

Scuto ha seguito per decenni eventi e conflitti in Medio Oriente e Nord Africa, firmando reportage da Israele, Palestina, Libano, Siria, Iraq, Iran, Egitto, Tunisia, Algeria, Marocco, Libia e altri Paesi. Tra i momenti più significativi della sua carriera: l'intervista a Yasser Arafat nel 1990, la guerra civile libanese, la Guerra del Golfo e la ricostruzione in Iraq, le indagini dell'Fbi dopo gli attentati terroristici dell'11 settembre 2001 e le tre di Gaza.  

Nel 2010 Fabio Scuto diventa corrispondente da Gerusalemme per "La Repubblica", seguendo anche gli eventi della primavera araba in Egitto. In questo periodo cura il blog Orient Tales sul sito del quotidiano. Dopo trent’anni alla "Repubblica", nel 2017 inizia a collaborare con "La Stampa" e successivamente con "Il Fatto Quotidiano". Nel 2017 riceve il premio Peace Through Media nell'ambito degli International Media Awards. 

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Categoria: cronaca

19:17

Petardo colpisce Audero, paura in Cremonese-Inter: cos'è successo

(Adnkronos) - Paura in Cremonese-Inter. Oggi, domenica 1 febbraio, un petardo lanciato in campo dal settore ospiti dello stadio Zini ha colpito il portiere della Cremonese, ed ex di giornata, Emil Audero. Succede tutto a inizio secondo tempo, quando uno scoppio richiama l'attenzione del direttore di gara Davide Massa. 

L'arbitro si avvicina all'area di rigore, dove è a terra Audero, colpito dal petardo. Immediato l'intervento dello staff medico della Cremonese, in soccorso al proprio portiere, mentre i giocatori si avvicinano per assicurarsi delle sue condizioni. Lautaro Martinez, capitano dell'Inter e autore dell'1-0, si rivolge al settore ospiti per chiedere di mantenere la calma, e prevenire nuovi episodi di questo tipo. 

Probabile che il club nerazzurro vada incontro a una multa salata, ma molto dipenderà da quello che scriverà Massa nel proprio rapporto e dalla decisione del Giudice Sportivo. Possibile anche la chiusura del settore ospiti per le prossime trasferte della squadra di Chivu. 

 

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Categoria: sport

18:48

Musetti, gli esami dopo l'infortunio: "Devo rinunciare a Buenos Aires e Rio"

(Adnkronos) - L'infortunio di Lorenzo Musetti tiene in ansia il tennis azzurro. Il giocatore toscano si era fermato nel terzo set dei quarti di finale degli Australian Open 2026 contro Novak Djokovic, poi mattatore di Jannik Sinner in semifinale, dopo aver vinto i primi due parziali per un problema alla gamba. Oggi, domenica 1 febbraio, proprio nel giorno in cui Carlos Alcaraz ha battuto il serbo nella finale dello Slam di Melbourne, Musetti ha svelato le sue condizioni. 

"Alla luce dei risultati degli esami e degli accertamenti medici, insieme al mio team abbiamo dovuto prendere la difficile decisione di rinunciare ai tornei di Buenos Aires e Rio de Janeiro", ha scritto Musetti in un post pubblicato sul proprio profilo Instagram, "in questo momento la mia priorità é concentrarmi sulla riabilitazione per poter tornare in campo. Grazie di cuore a tutti per il supporto, ci vediamo presto". 

 

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Categoria: sport

18:46

Verissimo, Carolyn Smith e la lotta contro il tumore: "Ho capito di essere forte"

(Adnkronos) - "Mi sono resa conto di essere davvero forte". Così Carolyn Smith ospite oggi, domenica 1 febbraio, a Verissimo ha tracciato un bilancio degli ultimi 10 anni della sua vita, segnati dalla lotta contro il tumore al seno, diagnosticato nel 2015.  

La giurata di Ballando con le stelle ha confessato nel salotto di Silvia Toffanin uno dei momenti più drammatici dello scorso anno: "Prima di partire in vacanza avevo fatto una TAC e una PET. Mi hanno richiamato per darmi brutte notizie: si erano riattivati tre punti. Uno l'abbiamo eliminato perché era un'infiammazione, un altro invece si è attaccato alla costola".  

Smith ha raccontato di aver ricominciato a fare radioterapia per combattere nuovamente il tumore: "Ho iniziato la cura in una nuova struttura medica e ho dovuto ricontrollare tutte le analisi e i referti medici degli ultimi 10 anni. In quel momento mi sono resa conto di essere davvero forte, ho capito per la mia prima volta tutto quello che ho fatto in questi dieci anni".  

Ricominciare la radioterapia non è stato facile: "È stato devastante, ho dovuto fare 30 sedute, 2 al giorno. Il primo giorno è stato terribile, ho avuto un attacco di panico", ha spiegato Smith che non ha alcuna intenzione di arrendersi: "Il tumore mi ha cambiato la vita, ho imparato davvero tante lezioni".  

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Categoria: spettacoli

18:33

Milano Cortina 2026, Coventry: "Siamo dove volevamo essere. Ice? Ciò che distrae dalle Olimpiadi è molto triste"

(Adnkronos) - A 5 giorni dalle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, Kirsty Coventry fa il punto e sorride. La presidente del Cio arriva ai suoi 'primi' Giochi Olimpici con tante aspettative e non nasconde la soddisfazione durante la conferenza stampa dell’Executive Board del Comitato Olimpico Internazionale a Milano. "Come procedono i preparativi? Sta andando molto bene, il team ha lavorato duro. Siamo esattamente dove volevamo essere".  

Poi aggiunge: "Abbiamo ancora tante altre sfide da una venue all’altra, siamo davvero emozionati per questi Giochi. Per me saranno i primi da presidente e sono orgogliosa di essere qui. Oltre alle sedi iconiche e all'incredibile piattaforma che il comitato organizzatore e tutti i partner hanno messo insieme, potremo vedere atleti straordinari realizzare i loro sogni ed è sempre la parte migliore delle Olimpiadi. Gli atleti sono fonte di ispirazione". Quelle di Milano Cortina saranno Olimpiadi diffuse, frutto di un modello organizzativo che verrà riproposto in futuro e con differenze importanti rispetto al passato. A cominciare da Pechino 2022: "Tra le cose più importanti che abbiamo imparato c’è la possibilità, durante la fase di implementazione e di pianificazione, di usare molta più tecnologia per sviluppare meglio le nostre sedi e i piani per le sedi. Ciò è stato estremamente utile”. 

Coventry ha detto la sua anche sul contorno. E quindi su alcuni dei temi che nelle ultime ore stanno catalizzando le attenzioni dell'opinione pubblica. Su tutti, le polemiche sulla presenza dell'Ice in Italia nel periodo di Milano Cortina 2026: “Cosa penso? Le autorità competenti hanno chiarito ciò che andava chiarito, noi pensiamo allo sport". E ancora: "Ice tema prevalente a proposito di Olimpiadi? Ogni cosa che possa distrarre dai Giochi è molto triste”. 

Le presidente del Cio ha poi fatto riferimento alle parole di Papa Leone XIV, che in mattinata aveva ribadito l'importanza della pace durante Milano Cortina: "Tregua olimpica? Sono molto grata al pontefice e felice che tante persone stiano sottolineando l’importanza di questo momento. Noi cerchiamo di unire le persone e continuiamo a credere nei nostri valori, dobbiamo farlo". 

Tra gli argomenti toccati anche le possibilità di un ritorno della Russia a Giochi Olimpici e alle gare internazionali "Sembra che non ci sia una tempistica" dice Coventry, tornando sulle recenti dichiarazioni del ministro dello Sport russo, Mikhail Degtyarev, a proposito delle presunte pressioni del Comitato olimpico internazionale su alcune federazioni per tornare ad ammettere gli atleti russi. "Per Milano Cortina 2026 stiamo seguendo esattamente lo stesso processo già seguito per Parigi, lo abbiamo già chiarito". 

Lo sguardo si posa, in parte, su  Los Angeles 2028. Qui Coventry è chiara: “Stiamo osservando e monitorando i media” per capire se qualche membro del Cio è coinvolto nel caso Epstein, dopo gli ultimi file rilasciati dal Dipartimento di Giustizia americano. La presidente del Cio ha spiegato come l’attenzione del Comitato Olimpico Internazionale sia in questo momento tutta sulle imminenti Olimpiadi italiane, senza spazio per altre questioni. In questo senso, Coventry ha precisato di non aver parlato con Casey Wasserman (presidente del comitato organizzatore delle Olimpiadi di Los Angeles del 2028), coinvolto in uno scambio di mail 'spinte' con l'ex fidanzata di Jeffrey Epstein, Ghislaine Maxwell, condannata a 20 anni di carcere. 

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Categoria: milano-cortina-2026/eventi

18:09

Verissimo, l'eroe di Crans-Montana: "Carenze e ritardi nei soccorsi, ho fiducia nella giustizia"

(Adnkronos) - "Voglio parlare a nome di tutti quelli che oggi non possono farlo". Con queste parole Paolo Campolo, eroe del rogo di Capodanno a Crans-Montana, è intervenuto oggi a Verissimo per raccontare quanto accaduto nella notte dell'incendio scoppiato nel locale 'Le Costellation', durante il quale, grazie al suo coraggio e alla richiesta di aiuto della figlia, sono stati salvati numerosi giovani rimasti intrappolati.  

"Stavamo festeggiando quando ci ha chiamati la figlia della mia compagna - ha esordito Campolo - che aveva raggiunto il suo fidanzato nel locale. Era in lacrime e ci ha detto che c'era stato un boato". Una volta giunto sul luogo, la prima cosa che ha visto sono state le vittime fuori dal locale: "Non ho visto fiamme, quel fuoco si è spento in pochi minuti forse per mancanza di ossigeno. Siamo entrati dentro e abbiamo trovato subito persone per terra che abbiamo anche calpestato. Abbiamo iniziato a tirarle fuori. C'era un fumo spessissimo", ha aggiunto Paolo Campolo. 

Campolo ha assicurato di essersi ripreso fisicamente ma che sta affrontando ancora le conseguenze psicologiche: "Oggi sto bene, la mia famiglia sta bene. Io sto seguendo un percorso post traumatico". L'uomo ha espresso forti dubbi sulla gestione dei soccorsi di quella notte, denunciando carenze e ritardi: "Molti ragazzi sono rimasti per due ore a terra, fuori dal locale, con il gelo e con pochissimo ossigeno. Senza coperte, senza barelle e senza un riparo".  

Campolo ha ringraziato i pompieri, "volontari", che hanno prestato soccorso: "Non erano professionisti, erano totalmente impreparati da questo tipo di tragedia. Sono stati degli eroi, non hanno potuto fare di più". Ad aiutarlo quella sera anche il figlio: "Lui è intervenuto con me, lui è della Protezione Civile, ed è stato molto utile. Voglio ringraziare lui, e tutti i soccorritori che erano lì ad aiutare". 

Poi, il pensiero rivolto alle famiglie che hanno vissuto la tragedia: "Dobbiamo appoggiare i genitori che hanno perso i figli, non solo ora ma anche in futuro". E ha concluso: "Abbiamo voglia di scoprire la verità, credo nella giustizia e spero che le indagini avanzino".  

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Categoria: spettacoli

17:50

Dopo l'angelo meloniano a Roma, spunta il confratello Putin a Londra?

(Adnkronos) - E' bastato un angelo, un po' troppo somigliante a Giorgia Meloni, in un affresco recentemente restaurato nella Basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma, per scatenare il tam-tam virale delle interpretazioni artistiche. E, come spesso accade quando l'arte incontra la cronaca politica, lo sguardo curioso degli osservatori non si è fermato a Roma. Circola ora, infatti, un'altra suggestione: qualcuno giura di riconoscere il volto di Vladimir Putin in uno dei due confratelli raffigurati dal pittore Gentile Bellini (Venezia, 1429 - 1507) - figlio maggiore di Jacopo e fratello di Giovanni, anch'essi celebri artisti veneziani - nel dipinto "Il cardinale Bessarione e due membri della Scuola della Carità in preghiera con il Reliquiario Bessarione", oggi conservato alla National Gallery di Londra. 

Un colpo di teatro che unisce storia e ironia: il dipinto, realizzato a Venezia nella seconda metà del Quattrocento, mostra il cardinale greco-bizantino Bessarione (1403-1472) - umanista e collezionista, ponte tra cultura greca e rinascimentale italiana, fondamentale per il passaggio dei manoscritti antichi in Occidente, molti dei quali confluiti nella Biblioteca Marciana di Venezia - e due confratelli in preghiera davanti a un reliquiario contenente frammenti della Croce e tessuti della veste di Cristo. Ma negli occhi attenti dei nostri giorni, uno dei monaci in bianco, forse stanco dopo secoli di devozione, sembra somigliare incredibilmente a un leader contemporaneo: il presidente russo Vladimir Putin, alla guida della Russia dal 1999. 

Già il viaggio del dipinto è affascinante: appartenne alla Scuola di Santa Maria dei Battuti della Carità a Venezia, passò attraverso collezioni imperiali e private in Austria, fino a essere venduto da Christie's a Londra il 12 dicembre 2001, offerto dagli eredi di Erich Lederer (1896-1985), un collezionista austriaco di origini ebree la cui raccolta fu confiscata dalla Gestapo durante la Seconda guerra mondiale. L'opera di Gentile Bellini è stata poi acquisita dalla National Gallery nel 2002 grazie a generosi lasciti testamentari. Non risultano restauri successivi all'arrivo a Londra, quindi il "Putin angelico" potrebbe essere lì da oltre cinquecento anni, ignaro del destino virale che lo attendeva… o forse qualche 'manina' potrebbe aver aggiunto il suo tocco putiniano poco prima dell'asta di venticinque anni fa. Dall'angelo romano alla suggestione londinese, una cosa appare chiara: l'arte diventa uno specchio dei potenti; anche i santi e i monaci possono trasformarsi in celebri politici del XXI secolo. (di Paolo Martini) 

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Categoria: politica

17:48

Como-Atalanta, espulso Ahanor e rigore nel recupero: episodi e proteste in Serie A

(Adnkronos) - Proteste e polemiche in Como-Atalanta. La sfida della 23esima giornata di Serie A andata in scena oggi, domenica 1 febbraio, e terminata 0-0, è stata segnata da diverse decisioni arbitrali. La prima arriva dopo soli sette minuti di gioco. Perrone cade a terra a centrocampo dopo quello che sembra uno scontro con Ahanor. Le immagini mostrano il giocatore dell'Atalanta colpire al volto con una manata quello del Como, in risposta alla provocazione dello stesso, e l'arbitro estrae il cartellino rosso, lasciando la Dea in dieci. 

Al 98' invece l'arbitro Pairetto assegna calcio di rigore per il Como, punendo il tocco di mano in area di Scalvini. Inizialmente il direttore di gara aveva lasciato correre, poi è stato richiamato al Var e ha cambiato la sua decisione, con i replay che mostrano come effettivamente la respinta del difensore atalantino sia con la mano e non con la testa. A salvare Palladino ci pensa poi Carnesecchi, che respinge il rigore di Nico Paz. 

 

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Fabio Fognini, la verità sull'addio al tennis a Verissimo: "Ho vissuto anni difficili"

(Adnkronos) - "Ho rigiocato a tennis dopo 7 mesi. Ho dolori dappertutto... La prima volta, dopo tanto tempo, è andata benissimo. Mi sono divertito molto ma non mi mancae". Fabio Fognini ospite oggi, domenica 1 dicembre, a Verissimo ha spiegato i motivi che lo hanno portato a ritirarsi dal tennis. L'ex tennista, 38 anni, ha annunciato l'addio durante lo Slam di Wimbledon 2025, dopo il match perso al primo turno contro Carlos Alcaraz. "E' stato difficile", dice ripensando alla carriera. 

E se avesse vinto sul Centrale di Wimbledon contro il numero 1 del mondo? "Sarei stato nei casini, perché avrei battuto uno dei giocatori più forti in circolazione. Oggi posso dire: meglio che ho perso. Sono contento di aver perso e salutato in quella maniera". 

La decisione di lasciare il tennis, per Fabio Fognini, è maturata dopo anni complessi: "Erano anni che combattevo contro me stesso. Ho vissuto 3 o 4 anni molto difficili. Ho avuto parecchi infortuni e con l'età il recupero diventa più difficile". Ripensando al suo percorso, l'ex tennista ha aggiunto: "Il tennis l'ho amato e l'ho odiato. È stato un bellissimo percorso che rifarei". 

Nel corso dell'intervista, l'ex tennista ha ricordato di aver sofferto di attacchi di panico, la prima volta durante lo Slam del Roland Garros di alcuni anni fa: "Mi sono svegliato durante la notte, ero sudato e avevo il braccio paralizzato. Ho svegliato Flavia (Pennetta, ndr) urlando. Ovviamente il giorno dopo ho perso". "Bisogna cercare aiuto, non vergognarsi", ha detto.  

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