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16:54

È morto a 87 anni Ted Turner: fondò la Cnn, la prima rete all-news

(Adnkronos) - È morto a 87 anni Ted Turner, magnate dei media e fondatore della Cnn, la prima rete all-news negli Stati Uniti. A darne notizia è stata la stessa emittente, citando un comunicato di Turner Enterprises. Imprenditore visionario e protagonista della rivoluzione della televisione via cavo, Turner ha trasformato profondamente il modo di fare informazione, aprendo la strada a un flusso continuo di notizie e influenzando l’intero panorama mediatico globale. Fu sposato con l'attrice Jane Fonda dal 1991 al 2001.  

Fondatore del Turner Broadcasting System, lanciò canali come Tbs, Tnt, Cartoon Network e Turner Classic Movies. Accanto al successo imprenditoriale, fu anche proprietario della squadra di baseball degli Atlanta Braves e un importante filantropo, donando un miliardo di dollari alle Nazioni Unite e contribuendo alla creazione della Nuclear Threat Initiative. Nel 2018 annunciò di aver ricevuto una diagnosi di Demenza a corpi di Lewy: "È una forma lieve di quella che la gente chiama Alzheimer. È simile, ma non è neanche lontanamente così grave. L’Alzheimer è mortale". 

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Categoria: internazionale/esteri

16:51

Internazionali, Garbin: "Paolini può vincere ancora. Bjk Cup? Non ci accontentiamo mai"

(Adnkronos) - Tathiana Garbin punta su Jasmine Paolini e applaude Tyra Caterina Grant agli Internazionali d'Italia 2026. Oggi, mercoledì 6 maggio, la capitana dell'Italia femminile, vincitrice di due Billie Jean King Cup consecutive, ha presenziato al lancio del 'Programma Italiano di Inclusione Allenatori Wta', che vuole formare le allenatrici del tennis di domani, nella sala stampa del Centrale del Foro Italico: "Io credo nella forza dell'esempio, è una cosa per me importantissima. Dare l'esempio e cercare di essere un esempio per le nuove generazioni, come lo sono le nostre giocatrici e i nostri giocatori", ha detto Garbin all'Adnkronos. 

"Umanamente credo che i nostri ragazzi dimostrino ogni giorno quanto sia importante non solo raggiungere risultati, ma trasmettere valori che contano e credo che questo programma sia importantissimo per dimostrare, a quelle donne che magari hanno avuto una discreta carriera tennistica e che vogliono allenare, che con una progettualità può esserci una vera formazione", ha spiegato Garbin. 

Tyra Grant ha vinto la sua prima partita della carriera nel tabellone principale degli Internazionali, battendo Lisa Pigato. Cosa si aspetta da lei?  

"Ho seguito la partita e ho visto Pigato che ha giocato a livelli altissimi. È stato un derby complicato per entrambe, però ci sono stati sprazzi di tennis di altissimo livello. Tyra ha delle potenzialità enormi, l'abbiamo sempre detto fin da quando era piccola. La nostra Federazione ha sempre creduto in lei e io sono veramente felice che sia diventata italiana e che possa giocare con la nostra maglia azzurra. E ancora più felice di vederla vincere. Spero possa essere d'esempio per le nuove generazioni". 

Jasmine Paolini arriva qui da campionessa in carica, ma ha avuto un inizio di stagione complicato.  

"Lei ha qualità enormi. Anche l'anno scorso aveva avuto un inizio d'anno così così ed era arrivata qui dopo aver giocato un po' meglio a Madrid. Ha aggiunto delle cose nel suo gioco che possono portare un po' di difficoltà magari nei risultati, ma, come abbiamo visto con l'esempio di Sinner, è solo questione di tempo e fiducia. Il suo pubblico, le persone che la amano e il calore della gente possono portare qualcosa in più a una tennista che è già straordinaria". 

Quindi, può vincere ancora gli Internazionali?  

"Sì, lei può tutto. Lei, come altre ragazze, può fare un risultato straordinario, non solo qui, ma anche negli Slam. L'ha già dimostrato con due finali, ma può fare ancora di più". 

Dopo due Bjk Cup consecutive, si va per la terza?  

"Noi pensiamo turno dopo turno. È difficilissimo già esserci qualificate per il quarto anno consecutivo tra le migliori otto Nazionali, specialmente con le squadre che ci sono oggi e la competitività che si trova in questo torneo. Dobbiamo essere contente, ma non ci accontentiamo. Sono ragazze straordinarie che quando giocano con la maglia azzurra portano un'energia e una voglia di giocare per la propria Nazionale che io credo non ci possano essere capitani più orgogliosi di me. Non capita tutti i giorni di avere giocatrici che vogliono giocare in Nazionale con questa passione e determinazione". 

Quanto è stato emozionante al Quirinale?  

"Tantissimo, davvero. Perché sancisce non solo una vittoria straordinaria, ma un momento di inclusione tra maschi e femmine in un campo istituzionale così importante, con il presidente Mattarella che ama questo sport e ci segue da tantissimo. Questo dimostra quanto lo sport possa aiutare, soprattutto in questo momento storico". (di Simone Cesarei) 

 

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Categoria: sport

16:45

"Troppi voli dirottati a causa di passeggeri ubriachi", Ryanair chiede di vietare l'alcol negli aeroporti al mattino

(Adnkronos) - Niente alcolici nei bar degli aeroporti prima dei voli mattutini. È la richiesta di Michael O'Leary, Ceo di Ryanair, nel tentativo di contrastare il comportamento aggressivo e l'ubriachezza dei passeggeri 

In un'intervista al quotidiano 'The Times', pubblicata oggi 6 maggio, il capo della compagnia aerea low cost irlandese ha affermato che il problema sta peggiorando. Ryanair, che opera principalmente voli in Europa, è costretta a dirottare quasi un aereo al giorno a causa del comportamento dei passeggeri ubriachi, ha sottolineato. "Sta diventando una vera sfida per tutte le compagnie aeree", ha dichiarato O'Leary. "Non riesco a capire perché qualcuno... serva alcolici alle cinque o sei del mattino", ha detto al giornale. 

O'Leary ha affermato che le esenzioni dalla licenza di vendita di alcolici per i punti vendita aeroportuali contribuiscono alla situazione. "Non dovrebbero essere serviti alcolici negli aeroporti al di fuori degli orari di apertura dei pub", ha affermato, pur ribadendo che dovrebbe esserci un limite di due bevande a persona negli altri orari, che potrebbe essere controllato tramite le carte d'imbarco. 

Ryanair non ha ancora risposto alla richiesta di Afp di confermare l'orario in cui la compagnia aerea inizia a vendere alcolici a bordo dei suoi voli. "Noi siamo ragionevolmente responsabili, ma quelli che non lo sono, quelli che ci guadagnano, sono gli aeroporti", ha dichiarato al quotidiano. L'anno scorso Ryanair ha annunciato che avrebbe multato un passeggero di 500 euro per comportamento indisciplinato che avesse comportato la sua espulsione dall'aereo. O'Leary ha dichiarato al Times che anche il mix esplosivo di alcol e "persone che sniffano droghe" è problematico. "E le donne sono colpevoli tanto quanto gli uomini in questo", ha aggiunto. 

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Categoria: economia

16:35

Dalle politiche urbane al benessere: il modello 'Città Sane - Oms' compie 25 anni

(Adnkronos) - Una ricorrenza importante, un momento di confronto istituzionale e una conferma concreta del ruolo dei Comuni nella promozione della salute pubblica. Ieri e oggi nella sala della Protomoteca in Campidoglio, si è tenuto il meeting annuale della Rete Italiana Città Sane – Oms, intitolato 'Città che si prendono cura. 25 anni di impegno per la salute urbana'. Un’edizione dal significato speciale, perché nel 2026 la Rete celebra i suoi 25 anni di attività, rilanciando una visione della salute come bene comune da costruire nei territori, attraverso politiche integrate, prossimità, partecipazione e attenzione ai determinanti sociali e ambientali. Ad aprire i lavori sono stati i saluti del sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Nata nel 2001 e accreditata dall’Organizzazione mondiale della sanità, la Rete Italiana Città Sane ha accompagnato in questi anni amministrazioni locali grandi e piccole in un percorso di scambio di buone pratiche, progettazione condivisa e costruzione di alleanze, rappresentando oggi oltre 13 milioni di cittadini. 

"In questi 25 anni la Rete ha contribuito a far crescere nei Comuni italiani una consapevolezza nuova: la salute pubblica non si costruisce solo nei servizi sanitari, ma anche nelle scelte sociali, educative, ambientali e culturali che incidono ogni giorno sulla vita delle persone - ha dichiarato Lamberto Bertolé, presidente della Rete Italiana Città Sane Oms -. Oggi celebriamo un percorso importante, ma soprattutto rilanciamo una responsabilità: aiutare le città a essere sempre di più luoghi che prevengono, includono, riducono le disuguaglianze e generano benessere nei territori". Il confronto di Roma mette al centro una domanda sempre più urgente: quale contributo possono dare oggi le città alla salute delle persone? In un tempo segnato dall’invecchiamento della popolazione - informa una nota - dall’aumento delle fragilità, dalle disuguaglianze, dalla crisi climatica e da un bisogno crescente di salute mentale, i Comuni si confermano infatti il livello istituzionale più vicino alla vita quotidiana delle persone e quello più capace di attivare risposte intersettoriali e concrete. 

Il meeting si inserisce nel quadro della fase VIII della Rete Europea Oms, fondata sui pilastri 'persone, luoghi, partecipazione, prosperità, pianeta, pace e preparazione', e porta al centro alcune delle grandi priorità della salute urbana contemporanea: prevenzione, socialità, contrasto alla solitudine, salute mentale, qualità dello spazio pubblico, alimentazione, benessere nelle diverse fasi della vita, adattamento climatico e lotta alle disuguaglianze. Nel corso delle due giornate si sono alternati amministratori locali, rappresentanti delle istituzioni, ricercatori, professionisti, società scientifiche, terzo settore e stakeholder impegnati nella promozione della salute e dell’innovazione sociale. Tra i momenti centrali dell'iniziativa, la presentazione del volume 'Fare salute. Esperienze, prospettive e ruolo delle città italiane', realizzato in occasione del venticinquesimo anniversario della Rete, con prefazione di Lamberto Bertolé e coordinamento editoriale di Francesco Caroli, coordinatore della Rete Italiana Città Sane – Oms. La pubblicazione raccoglie contributi di sindaci, assessori, esperti, istituzioni nazionali, società scientifiche e organizzazioni attive sui temi della salute pubblica, restituendo un quadro ampio del ruolo che i Comuni possono svolgere sui determinanti di salute: ambiente, mobilità, alimentazione, educazione, inclusione, relazioni sociali e servizi di prossimità. "È uno sforzo corale, costruito grazie a decine di interventi e contributi" ha sottolineato Caroli.  

 

A rafforzare il profilo culturale e istituzionale del meeting anche i contributi di autorevoli voci nazionali. Giovanni Leonardi, capo Dipartimento della Salute umana, della salute animale e dell’ecosistema e dei Rapporti internazionali del ministero della Salute, ha richiamato il valore dell’approccio One health come metodo integrato per leggere e governare la complessità sanitaria urbana: "non una cornice concettuale, ma un metodo operativo per governare la complessità sanitaria urbana in modo integrato". "Per Roma entrare nella Rete Italiana Città Sane – Oms significa riconoscere che la salute delle persone si costruisce anche attraverso le politiche urbane, sociali, educative e ambientali - il commento di Barbara Funari, Assessora alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale -. Le città sono il luogo in cui si concentrano opportunità, ma anche fragilità e disuguaglianze. Ed è proprio a livello urbano che è possibile intervenire in modo più efficace sui fattori che incidono sul benessere: la solitudine, la povertà, l’isolamento, la mancanza di una casa dignitosa, le difficoltà di accesso ai servizi".  

Al termine, l’Oscar della Salute 2026, giunto alla diciannovesima edizione. A vincere il premio il Comune di Sacile con il progetto "Attiviamoci!", realizzato con il Distretto sociosanitario Livenza, Cansiglio, Cavallo e Voce Donna: un'iniziativa innovativa di prevenzione e contrasto alla violenza di genere che forma gli operatori del settore beauty come 'agenti sentinella', capaci di riconoscere segnali di violenza, entrare in relazione con potenziali vittime e orientarle verso i servizi competenti presenti sul territorio. Un modello fondato su lezioni teoriche, role play e simulazioni pratiche, apprezzato anche per la sua forte trasferibilità. Il mini Oscar della Salute 2026, riservato ai Comuni sotto i 15 mila abitanti, è stato assegnato al Comune di Oliena per il progetto 'Caminadores e i sentieri del benessere', realizzato con la Asl di Nuoro: un’iniziativa dedicata alla promozione dell’invecchiamento attivo, della prevenzione e dell’inclusione sociale attraverso gruppi di cammino guidati, che trasformano l’attività fisica in uno strumento semplice, accessibile e comunitario di salute pubblica. La giuria di esperti esterni promossa dalla Rete ha inoltre attribuito una menzione speciale al Comune di Bologna per l’originalità e l’innovazione delle tematiche affrontate; ai Comuni di Bari, Caorle e Milano per la capacità di coinvolgimento e partecipazione; e ai Comuni di Alberobello, Tollo e Zero Branco per la trasferibilità dei progetti presentati. 

"L’Oscar della Salute non è un semplice premio, ma un atto politico e culturale - ha sottolineato Bertolè - . È il riconoscimento del lavoro che i Comuni italiani svolgono ogni giorno per avvicinare la salute alle persone, nei quartieri, nelle scuole, nei parchi, nei luoghi della vita quotidiana. In una fase in cui i sistemi sanitari vivono una crisi di sostenibilità, le città possono e devono essere laboratori pubblici di innovazione, inclusione e prevenzione". A 25 anni dalla nascita, il messaggio che arriva dal Campidoglio è chiaro: la salute non riguarda solo i servizi sanitari, ma anche il modo in cui costruiamo le città, teniamo insieme le comunità e immaginiamo il futuro. Ed è proprio nei territori, nelle relazioni di prossimità e nelle politiche urbane integrate che può prendere forma un modello di salute pubblica più equo, concreto e sostenibile. Alla realizzazione della pubblicazione - conclude la nota - hanno contribuito Lundbeck, Astrazeneca e la Wellness Foundation. 

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Categoria: cronaca

16:30

Melanoma in aumento tra giovani, alla Camera focus su diagnosi precoce

(Adnkronos) - Quasi 13 mila nuove diagnosi l’anno in Italia, un impatto rilevante anche tra gli under 50 e una certezza clinica: quando il melanoma viene intercettato precocemente, le possibilità di cura cambiano radicalmente. È in questo contesto che si è svolta oggi, presso l’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati, l’ottava edizione del MelanomaDay, appuntamento nazionale dedicato alla prevenzione, alla diagnosi precoce e alla cura della malattia, con il patrocinio di Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), Sidemast (Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle malattie sessualmente trasmesse), Adoi (Associazione dermatologi-venereologi ospedalieri italiani e della sanità pubblica) e Intergruppo melanoma italiano (Imi). 

L’evento, nato da un’idea di Gianluca Pistore, fondatore e presidente dell’Associazione Melanoma Day e promosso su iniziativa di Luciano Ciocchetti, vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera, ha riunito istituzioni, società scientifiche, clinici, ricercatori, realtà ospedaliere e universitarie, associazioni di pazienti e rappresentanti della società civile. Un appuntamento dal valore particolare, a pochi giorni dal voto definitivo di Montecitorio sulla proposta di legge per istituire la Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma, già approvata dal Senato. 

Secondo i dati dell’ultimo rapporto Airtum (Associazione italiana registri tumori) - è merso dall'incontro - nel 2024 in Italia sono stati diagnosticati 12.941 nuovi casi di melanoma cutaneo (7.069 negli uomini e 5.872 nelle donne). Il melanoma è tra i tumori più frequenti sotto i 50 anni e nel 2022 ha causato circa 2.500 decessi. La sopravvivenza netta a cinque anni si attesta all’88% negli uomini e al 91% nelle donne, confermando il ruolo decisivo della diagnosi precoce. "È fondamentale ricordare quanto sia importante conoscere i fattori di rischio, sottoporsi a controlli periodici, imparare a riconoscere i segnali di un melanoma. Sulla corretta informazione ai cittadini e sulla diagnosi precoce possiamo ottenere i risultati più immediati" le parole del ministro della Salute, Orazio Schillaci, nel suo messaggio di saluto ai promotori. 

 

"Arrivare alla Camera a pochi giorni dal voto sulla legge nazionale è un segnale importante - dichiara Gianluca Pistore -. L’iniziativa nasce dalla perdita di mio padre Silvio per melanoma, ma oggi è diventato una comunità fatta di medici, ricercatori, istituzioni, pazienti, associazioni e cittadini. Il nostro compito è fare in modo che questa giornata non sia solo una data nel calendario, ma diventi ogni anno un momento di confronto, proposta e azione concreta. La legge, se approvata, non sarà il punto di arrivo, ma il punto da cui partire. Ogni anno dovremo chiederci cosa possiamo fare di più per rendere il melanoma sempre più prevenibile, diagnosticabile precocemente e curabile". "Investire in prevenzione significa proteggere la vita delle persone e costruire un Servizio sanitario più vicino ai cittadini – sottolinea Luciano Ciocchetti -. Con questo spirito ho promosso il percorso legislativo per istituire la Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma e ringrazio tutti i colleghi parlamentari che hanno sostenuto l’iter sino a questo punto. Il confronto di oggi dimostra che società civile, comunità scientifica e istituzioni possono lavorare insieme per trasformare la prevenzione in una priorità politica concreta". 

Nel corso del MelanomaDay, le principali società scientifiche hanno presentato tre richieste operative per rafforzare prevenzione, diagnosi e cura del melanoma in Italia. La prima riguarda l’inserimento nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) di esami diagnostici avanzati per i pazienti ad alto rischio. La proposta, avanzata da Sidemast attraverso il presidente Giovanni Pellacani, ordinario di Dermatologia alla Sapienza Università di Roma, prevede l’inclusione di microscopia confocale cutanea in vivo e fotografia total body digitale. "Si tratta di strumenti non invasivi – assicura Pellacani - che possono migliorare l’accuratezza diagnostica, favorire il monitoraggio nel tempo e ridurre escissioni chirurgiche e biopsie non necessarie". 

La seconda proposta, avanzata dall’Intergruppo melanoma italiano attraverso Daniela Massi, presidente Imi e ordinario di Anatomia patologica all’Università di Firenze, riguarda la rimborsabilità dei test genetici Ngs per i tumori melanocitari più difficili da classificare. "Nei tumori melanocitari atipici o di incerta definizione, la diagnosi può essere particolarmente complessa. I test di Next generation sequencing – spiega Massi - permettono di individuare alterazioni genetiche rilevanti, ma oggi non esiste per il melanoma un pannello diagnostico o prognostico dedicato nel tariffario della rimborsabilità". La terza richiesta punta a garantire le stesse cure su tutto il territorio nazionale, riducendo i tempi di accesso. Massimo Di Maio, presidente Aiom e ordinario di Oncologia all’Università di Torino, chiede di rendere pienamente operative le reti oncologiche e di accelerare l’accesso ai farmaci innovativi. "Ogni paziente deve poter accedere, in tempi appropriati e in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, a diagnostica molecolare, valutazione multidisciplinare e terapie innovative. I ritardi burocratici – avverte Di Maio - non devono diventare ritardi di cura". 

 

I lavori si sono aperti con il messaggio del ministro della Salute Orazio Schillaci e i saluti istituzionali del sottosegretario Marcello Gemmato, delle senatrici Daniela Sbrollini e Beatrice Lorenzin, del deputato Gian Antonio Girelli, del senatore Giovanni Satta e di Fabrizio d’Alba, presidente Federsanità e direttore generale del Policlinico Umberto I di Roma. All’iniziativa hanno partecipato rappresentanti del mondo clinico, scientifico, universitario e della ricerca, tra cui Policlinico Agostino Gemelli Irccs, Sapienza Università di Roma, Policlinico Umberto I, Policlinico Tor Vergata, Policlinico universitario Campus Bio-Medico, Idi-Irccs, Ifo San Gallicano, Ospedali Galliera di Genova, Irccs Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori e le università degli Studi di Parma, Firenze e Torino.  

Ampio spazio è stato dedicato alle associazioni di pazienti e alle realtà della società civile impegnate nella sensibilizzazione, nella prevenzione e nel supporto alle persone colpite da melanoma, tra cui Carolina Zani Melanoma Foundation, Fondazione Alberto Castelli Ets, Fondazione Melanoma onlus, Piccoli Punti Ets, Il Volo del Colibrì Aps, Mela-Vivo, La Pulce nell’Orecchio, Contro il Melanoma OdV e Insieme con il Sole Dentro. 

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Categoria: cronaca

16:25

Tumori: Festa della mamma, gruppo Magis con Fondazione Airc per la ricerca

(Adnkronos) - Il Gruppo Magis rinnova il proprio impegno a sostegno della ricerca scientifica e della salute, aderendo alle iniziative promosse da Fondazione Airc per la ricerca sul cancro in occasione della Festa della mamma del 10 maggio. Nel 2025 - informa una nota - in Italia sono state stimate circa 179.800 nuove diagnosi di tumore nelle donne e si calcola che una donna su tre ne sia colpita nel corso della vita: dati che evidenziano l’importanza di sostenere concretamente la ricerca e la prevenzione. Venerdì 8 maggio, dalle ore 9 alle ore 12, alcuni degli sportelli di Magis Energia distribuiti sul territorio saranno infatti coinvolti nella distribuzione delle tradizionali 'azalee della ricerca' di Fondazione Airc, simbolo della raccolta fondi a favore della lotta contro i tumori femminili. I fiori verranno donati a tutti i clienti che si recheranno agli sportelli di Magis Energia. Gli sportelli che distribuiranno l'azalea della ricerca saranno quelli di Verona, Vicenza, Bassano del Grappa, Noventa Vicentina, San Bonifacio, Nogara, Seregno e Cinisello Balsamo. 

Magis - si legge - che da anni sostiene questa iniziativa, per l’edizione 2026 prevede la distribuzione di 600.000 azalee in oltre 4.000 piazze italiane, con la partecipazione di migliaia di volontari in tutto il Paese. Un elemento distintivo dell’iniziativa è il coinvolgimento attivo dei dipendenti di Magis, che diventano volontari per un giorno: saranno infatti presenti nei corner dedicati per sensibilizzare il pubblico e promuovere la cultura della prevenzione, dopo aver preso parte a un corso di formazione promosso da Airc. Inoltre, il Gruppo Magis - dettaglia la nota - promuove una borsa di studio triennale destinata a sostenere il lavoro di un ricercatore o ricercatrice impegnati nello studio dei tumori. Le candidature saranno aperte a partire da maggio 2026, mentre il comitato scientifico di Airc selezionerà il vincitore entro la fine dell’anno. Il progetto di ricerca prenderà ufficialmente avvio nel 2027 e avrà una durata di tre anni. 

"Con queste iniziative a sostegno di Airc, il Gruppo Magis rafforza ulteriormente il proprio impegno sul fronte sociale e il proprio contributo concreto per promuovere il progresso della ricerca oncologica, sostenendo al contempo attività di sensibilizzazione che coinvolgono i cittadini - il commento di Federico Testa, presidente di Magis -. Ogni giorno siamo al fianco dei nostri territori attraverso molteplici iniziative e una vasta rete di partnership per garantire il benessere sociale e promuovere uno sviluppo etico e inclusivo della comunità". 

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Categoria: economia

16:16

La menopausa secondo Luciana Littizzetto: "72 sintomi diversi, effetto forno acceso"

(Adnkronos) - Dalla nebbia mentale alle caldane. Luciana Littizzetto ospite oggi, mercoledì 6 maggio, a La volta buona ha provato a spiegare quali sono i sintomi della menopausa - la fase fisiologica che segna la fine del ciclo mestruale e dell'età fertile della donna - e che la conduttrice televisiva ha descritto nel suo nuovo romanzo - uscito il 21 aprile 2026 e intitolato 'Il tempo del la la la' - come una "schifezza" con 72 sintomi diversi.  

Ospite in studio, Littizzetto ha spiegato: "A me dà fastidio la nebbia mentale, non ti vengono mai le parole, non ti ricordi nemmeno i nomi", ha esordito, cercando sostegno e approvazione dalle donne presenti in studio e che stanno attraversando la sua stessa fase di vita.  

Poi, la conduttrice Caterina Balivo le ha chiesto di spiegare bene come funzionano le famigerate vampate di calore: "Stronza che non lo sai", ha scherzato Littizzetto. Ne è nato un botta e risposta sull'età e sulla menopausa, che si verifica generalmente tra i 45 e i 55 anni: "Si sta avvicinando, lo sento bene", ha replicato Balivo.  

Succede che - ha spiegato Littizzetto - da un momento all'altra la temperatura del corpo diventa alta, senza un motivo apparente: "Prendi la temperatura di un terraio, così di colpo e senza motivo. E si vede perché cominci a sudare, ti viene un caldo porco", ha spiegato.  

La conduttrice ha mostrato poi solidarietà nei confronti delle conduttrici: "Possono venirti anche mentre sei in scena. Quando vedete una conduttrice - dice rivolgendosi alle persone presenti in studio - che con la cartellina comincia a sventolarsi è perchè ha uno scaldone". E con la sua solita ironia, ha concluso: "È come quando apri il forno, ti arriva la vampata di calore ma senza l'odore della lasagna. Poi passa, ma ti viene freddo".  

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Categoria: spettacoli

16:11

Laureti (Pd): "No al protezionismo, sì al libero scambio controllato per l'agroalimentare Ue"

(Adnkronos) - Per l'agroalimentare nell'Ue "il protezionismo non credo che possa essere la strada. La strada è il libero scambio, ma controllato", in modo che "i Paesi con cui l'Europa sceglie di intrattenere rapporti di export ed import abbiano delle regole simili". Lo ha detto l'eurodeputata del Pd (gruppo S&D, del quale è vicepresidente) Camilla Laureti, in occasione del dibattito "L’Europa vista dagli italiani: speranze e incertezze sul Made in Europe" organizzato da Italiavanti, progetto editoriale di SocialCom, nel quale, a Bruxelles, si discuterà dei dati, della percezione e delle dinamiche del dibattito digitale e della partecipazione sociale.  

"Altrimenti - continua Laureti - noi creeremo la concorrenza sleale. Questo è un punto che noi trattiamo moltissimo in commissione Agricoltura qui al Parlamento Europeo. Chiudersi all'interno dei propri confini non penso che converrebbe". L'Europa, ricorda, "è il primo esportatore mondiale sul settore agroalimentare. L'Italia addirittura nel 2025 ha raggiunto 75 miliardi di euro di esportazioni e l'Europa oltre 280 miliardi di euro di esportazioni. La produzione agricola europea è una produzione di qualità, è una produzione che si dà delle regole molto rigide per rispettare non solo l'ambiente, ma anche la salute dei cittadini". 

"La rabbia - prosegue Laureti - nasce dalle tante difficoltà che affrontano i nostri agricoltori e le nostre agricoltrici. Pensiamo anche a tutto ciò che è la concorrenza sleale. Allora, occorre aiutare gli agricoltori. Lo facciamo lavorando con la politica agricola comune, con la prossima programmazione della politica agricola comune in cui siamo riusciti ad ottenere 433 miliardi di euro di finanziamento, ma lo facciamo anche lavorando su tutto ciò che sono le pratiche commerciali sleali e la concorrenza sleale", conclude.  

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Categoria: economia

16:10

Trump e Re Carlo, com'è cambiato il rapporto nel corso degli anni?

(Adnkronos) - "Fantastico, coraggioso, il più grande Re". Queste sono le parole di Donald Trump per Re Carlo, durante la visita di 4 giorni del sovrano britannico, la scorsa settimana negli Usa. Tutti questi apprezzamenti del presidente degli Stati Uniti sono tuttavia lontanissimi da come Trump si sentì quando incontrò Carlo per la prima volta , quando era ancora Principe di Galles, nel 2019. I due si videro a Clarence House e conversarono davanti a una tazza di tè. Secondo l'ex addetta stampa della Casa Bianca Stephanie Grisham, il tycoon avrebbe definito la conversazione "terribile", affermazione ora confermata dal nuovo libro di Susan Page, 'La regina e i suoi presidenti'. 

Nel libro, la giornalista afferma che all'epoca il Presidente si sentì "annoiato" da Carlo, per il fatto che nel corso della loro conversazione non parlarono d'altro se non del "cambiamento climatico", un tema, com'è noto, da sempre caro al sovrano, ma di secondo piano per Trump. "Non importa che Trump si fosse lamentato con i suoi collaboratori del fatto che l'allora principe Carlo lo avesse annoiato durante il loro primo incontro nel 2019", si legge nel libro, secondo quanto riportato dal Telegraph. "In seguito, Trump disse alla Grisham che la conversazione era stata terribile. 'Solo cambiamenti climatici', brontolò Trump, alzando gli occhi al cielo. Melania Trump lo confermò ridendo. 'Oh, sì, si annoiava molto', disse riferendosi al marito. Ma Trump aggiunse di aver cambiato idea su Charles da allora". 

Dopo l'incontro del 2019, Trump parlò con ITV, dichiarando che Charles fosse "davvero interessato al cambiamento climatico", sebbene non fosse ancora riuscito a convincerlo del tutto. "Vuole assicurarsi che le generazioni future abbiano un clima favorevole, anziché una catastrofe. E io sono d'accordo", disse all'epoca. "Credo che ci sia un cambiamento climatico in atto, e penso che cambi in entrambe le direzioni". Il 28 aprile scorso, durante il suo intervento al Congresso americano, Carlo non ha parlato né di Iran, né di Israele, né di immigrazione, né tanto meno di clima e di ambiente: tutte questioni scottanti dell'era Trump. Il Re ha invece offerto una magistrale lezione di sobrietà - commentava il Guardian - sottolineando i legami comuni che risalgono alle precedenti amministrazioni e che dureranno a lungo, anche dopo quella dell'attuale presidente americano.  

Negli anni successivi al loro primo incontro, Trump ha sviluppato un atteggiamento più favorevole nei confronti di Carlo e ha espresso grande apprezzamento per il riuscito viaggio del monarca negli Usa. Mentre il Re lasciava la capitale statunitense, Trump ha rivelato che gli Stati Uniti avrebbero revocato i dazi sul whisky scozzese grazie alla presenza del monarca, scrivendo online: "Il Re e la Regina mi hanno convinto a fare qualcosa che nessun altro era in grado di fare, quasi senza nemmeno chiedermelo!". Al termine dello storico viaggio, la scorsa settimana, un alto funzionario della corte reale ha dichiarato che il rapporto tra Carlo e Trump è autentico e che i due uomini nutrono grande rispetto reciproco. "Vanno molto d'accordo. E non si tratta solo del Re e del Presidente. Sono tutti e quattro (anche Melania e la Regina Camilla, ndr) in buoni rapporti tra loro", ha aggiunto l'assistente di Palazzo.  

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Categoria: internazionale/royalfamilynews

15:59

Agricoltura, Di Tullio (Nomisma): "Eliminare urea? Va studiata soluzione ad hoc"

(Adnkronos) - “Per poter sostituire l’urea entro il 1° gennaio 2028, come richiesto dal piano per il miglioramento della qualità dell’aria, esistono diverse ipotesi alternative: alcune più complesse sotto il profilo tecnico, altre sotto quello economico. Non esiste un’unica soluzione valida per tutto: le colture e i prodotti sono eterogenei. Sarà necessario studiare, caso per caso, la soluzione migliore per ciascuna coltura nelle diverse aree della Pianura Padana, tra Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto”. Ersilia Di Tullio, head of strategic advisory di Nomisma, commenta così i risultati dello studio ‘Valutazione di impatto della fertilizzazione azotata e dell’urea nell'agricoltura italiana’, commissionato da Assofertilizzanti (Associazione di Federchimica che rappresenta i fabbricanti di fertilizzanti nazionali) all’istituto di ricerca. I dati emersi dall’indagine - avviata mentre in Italia è in discussione il Ddl “Coltiva Italia” con cui si darà attuazione al divieto di utilizzo dell’urea nel bacino padano, programmato per il 2028 - sono stati illustrati oggi a Roma all’evento organizzato da Assofertilizzanti. 

Soffermandosi sulle alternative disponibili per la sostituzione dell’urea, Di Tullio spiega: “Se consideriamo il mondo della fertilizzazione organica, l’alto titolo di azoto dell'urea rende il confronto estremamente complesso: basti pensare che, per apportare un’unità di azoto, servirebbero circa 100 chilogrammi di letame bovino rispetto a una quantità minima di urea. Questo dato illustra chiaramente la difficoltà di una transizione verso il solo organico. Se invece prendiamo in esame altri concimi minerali, come il nitrato o il solfato di ammonio, i costi del fertilizzante lievitano del 30% o addirittura del 50%”. 

E prosegue: “Gli agricoltori si trovano dunque di fronte a una scelta importante. Una valida alternativa è rappresentata dalle misure di mitigazione, ovvero l'utilizzo della stessa urea ma trattata per rendere l'azoto meno volatile. Mi riferisco all'urea con inibitori (Nbpt), che garantisce una riduzione delle emissioni del 20%, o all'urea ricoperta, che arriva al 65%. Queste tecnologie a lento rilascio possono semplificare le operazioni colturali e generare risparmi nella fase di distribuzione. Tuttavia - aggiunge - ci troviamo di fronte a una maggiore complessità tecnica e a costi di distribuzione più elevati. Inoltre, sebbene queste tecnologie siano consolidate, è necessario portarle su scala industriale: bisogna produrre grandi quantità di urea inibita e ricoperta. Questo non è un passaggio immediato: occorre riconvertire gli impianti e strutturare catene logistiche più articolate. Non è quindi solo un tema di costi - conclude - ma di disponibilità del prodotto per gli agricoltori italiani”.  

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Categoria: economia

15:59

Ue: Tovaglieri (Lega), 'no a tagli Pac, proteggere agricoltori da concorrenza sleale'

(Adnkronos) - L'agricoltura "si difende sostenendola, non solo a parole ma anche a fatti. Per cui, innanzitutto, i tagli della Politica agricola comune non possono essere accettati". Lo dichiara Isabella Tovaglieri, eurodeputata della Lega (PfE), in occasione del dibattito "L'Europa vista dagli italiani: speranze e incertezze sul Made in Europe", organizzato da Italiavanti, progetto editoriale di SocialCom, riflettendo sulle modifiche proposte dalla Commissione europea al prossimo Quadro finanziario pluriennale, il bilancio Ue relativo al settennato 2028-2034. 

Per l'europarlamentare leghista occorre sostenere il reddito degli agricoltori "non perché la nostra agricoltura non sia di qualità o non sia sufficientemente competitiva, ma perché è costretta costretta a confrontarsi in uno scenario dove molto spesso la concorrenza sleale è all'ordine del giorno, e ahimè talvolta avallata anche da politiche comunitarie sbagliate". Il suo riferimento è al sistema di preferenze generalizzate, quadro appena revisionato dall'Eurocamera, per cui l'Ue azzera o abbassa significativamente i dazi su una serie di nazioni emergenti per favorirne la crescita.  

Il gruppo dei Patrioti all'Eurocamera "ha votato contro a questo dossier, che di fatto apre ancora una volta ad importazioni scorrette del riso straniero senza delle clausole di salvaguardia sufficientemente tutelanti, e che quindi compromettono ancora una volta i nostri risicoltori", sottolinea Tovaglieri. Altro esempio che porta è l'accordo tra Ue e Mercosur "che ancora una volta boicotta la nostra agricoltura. Quindi serve una politica comunitaria coerente, non perché gli agricoltori debbano avere una corsia preferenziale rispetto ad altri settori, ma perché se riteniamo che politicamente l'agricoltura è un valore deve essere sostenuta con coerenza a parole e a fatti". 

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Categoria: economia

15:58

La piramide alimentare dell'eterna giovinezza: dalla frutta alle uova. I consigli dell'esperto

(Adnkronos) - "Non è cosa si mangia, ma quanto si mangia". È questo il segreto dell'eterna giovinezza secondo il professore Silvio Garattini, massimo esperto di longevità, che ospite in collegamento oggi con La volta buona ha elencato alcuni cibi essenziali per il buon funzionamento dell'organismo. Tra questi: frutta, verdura, carboidrati complessi (pane e pasta integrali), pesci, latticini e uova. "Vanno assunti come una piramide, che è quella della dieta mediterranea", ha spiegato il ricercatore italiano.  

L'attenzione a cui punta Garattini è di evitare la carne rossa e gli affettati perché "possono essere pericolosi", ha sottolineato. Fondamentale l'assunzione di zuccheri complessi, come quelli della pasta e del pane: "Fondamentali perché si liberano lentamente e così determinano una secrezione di insulina lenta". Diverso è, invece, "assumere zucchero semplice", poiché, "si crea una grande eliminazione di insulina e che può portare a un'insufficenza di problemi legati al diabete di tipo 2".  

Poi, Garattini ha svelato il suo segreto per essere in perfetta forma fisica a 97 anni: "Io mangio relativamente poco perché non conta solo quello che si mangia, ma quanto si mangia. È difficile trovare una persona grassa tra i 90enni", ha raccontato.  

  

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Categoria: cronaca

15:58

Morte Beccalossi, da Fiorello a Ruggeri e Bonolis il ricordo dei tifosi dell'Inter: "Ci ha fatto divertire"

(Adnkronos) - Il calcio piange Evaristo Beccalossi e sono tanti i tifosi dell'Inter che oggi, 6 maggio, si fermano a ricordare il campione che con i nerazzurri ha vinto uno scudetto nel 1979-80 e due Coppe Italia (1981-1982). Tra questi anche nomi noti del mondo dello spettacolo, da Fiorello a Bonolis e Ruggeri. 

 

"Io ero incantato dal suo modo di giocare. A quei tempi non erano tutti così. Cioè lui è stato Baggio prima di Baggio, è stato Del Piero prima di Del Piero, è stato Maradona prima di Maradona. Era quello Beccalossi. Il nostro Beccalossi". Così Rosario Fiorello, grande tifoso dell'Inter, ricorda con l'Adnkronos Evaristo Beccalossi. "E poi - aggiunge lo showman siciliano - era simpatico. Io l'ho incontrato qualche volta, anche quando faceva televisione, faceva il commentatore e la sua simpatia veniva fuori".  

Evaristo Beccalossi "ci ha fatto divertire tanto non solo come calciatore ma anche come persona. Era estremamente gradevole e simpatico. L'ho incontrato diverse volte allo stadio, persona sempre leggera, sempre allegra, ben disposto a tutto. Era esattamente quello che faceva in campo", dice all'Adnkronos Paolo Bonolis, tifosissimo dell'Inter, ricordando la bandiera nerazzurra degli anni '80 morto oggi poco prima di compiere 70 anni. "Il carattere di una persona si manifesta anche nel modo di giocare. Giocatore impeccabile, grande fantasista e persona allegra, ecco più di tutto allegra come era allegro il calcio che proponeva". 

"Del Campione si parlerà per sempre, l’uomo sarà luce per chi ti ha conosciuto. È stato un onore avere avuto un amico come te. L’abbraccio di ieri sera è stato uno dei momenti più strazianti della mia vita. Arrivederci Fantasista". Con queste parole Enrico Ruggeri, grande tifoso interista, ricorda sui suoi profili social Evaristo Beccalossi. 

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Categoria: sport

15:31

Hantavirus, c'è la conferma: sulla nave da crociera il ceppo che si trasmette da uomo a uomo

(Adnkronos) - L'hantavirus che ha colpito alcuni pazienti della MV Hondius può essere trasmesso da uomo a uomo. Il ministero della Salute sudafricano ha comunicato che in due dei passeggeri della nave da crociera, che erano stati portati nel Paese nei giorni scorsi, è stato riscontrato il raro ceppo Andes, noto per la sua capacità di diffondersi tra persone a stretto contatto. La notizia è rimbalzata sui media internazionali, dopo che da Johannesburg è stato reso noto l'esito delle analisi e degli approfondimenti che erano in corso sui casi.  

Nell'ambito del focolaio rilevato a bordo dell'imbarcazione olandese MV Hondius, tre persone sono morte, una delle quali - una donna - proprio a Johannesburg dove era atterrata con un volo di linea dall'isola atlantica di Sant'Elena. Un altro passeggero, di nazionalità britannica, era stato evacuato separatamente e ricoverato sempre in un ospedale di Johannesburg, ricorda l'agenzia stampa 'Apf'. "I test preliminari dimostrano che si tratta effettivamente del ceppo Andes", ha dichiarato il ministro della Salute sudafricano Aaron Motsoaledi a una commissione parlamentare. "Ed è l'unico ceppo, tra i 38, noto per causare la trasmissione da uomo a uomo. Ma, lo ripetiamo, una trasmissione di questo tipo è molto rara e si verifica solo a causa di un contatto molto ravvicinato tra persone".  

Le autorità sudafricane hanno avviato il tracciamento di quasi 90 persone che si trovavano a bordo del volo che trasportava la donna 69enne deceduta a Johannesburg dopo che anche il marito, di 70 anni, era morto a causa del virus (la salma era stata trasportata a Sant'Elena). "Dobbiamo sapere chi erano le persone che erano in contatto con questa signora", ha detto Motsoaledi. Oltre ai passeggeri dell'aereo, le autorità stavano rintracciando le persone presenti all'aeroporto dove era arrivata e all'ospedale dove era stata ricoverata, ha aggiunto. La compagnia aerea sudafricana 'Airlink', che operava il volo che trasportava la donna, ha dichiarato martedì all'Afp che a bordo del volo del 25 aprile c'erano 82 passeggeri e sei membri dell'equipaggio. 

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Categoria: internazionale/esteri

15:09

Agricoltura, Girelli (Assofertilizzanti): "Nostro comparto sostenibile per antonomasia"

(Adnkronos) - "Nel nostro settore utilizziamo come materie prime numerosi sottoprodotti generati da altre filiere. Negli ultimi quindici anni, in particolare per lo sviluppo dei cosiddetti prodotti biostimolanti, abbiamo attinto ampiamente agli scarti dell'industria alimentare, conciaria ed energetica. Per questa ragione, ritengo che il nostro sia un comparto sostenibile per antonomasia: la produzione di fertilizzanti costituisce un esempio estremamente nitido di economia circolare”. Lo ha affermato Paolo Girelli, Presidente di Assofertilizzanti-Federchimica, all’incontro organizzato oggi a Roma dall’Associazione di Federchimica che rappresenta i fabbricanti di fertilizzanti nazionali per presentare i risultati dello studio commissionato a Nomisma, ‘Valutazione di impatto della fertilizzazione azotata e dell’urea nell'agricoltura italiana’.  

“In questi anni - ricorda - l'industria dei fertilizzanti ha investito oltre 100 milioni di euro in attività di ricerca. Mi riferisco, nello specifico, alle aziende associate che, nel loro insieme, rappresentano circa l'80% della produzione nazionale. Questi investimenti sono stati finalizzati prevalentemente allo sviluppo di prodotti efficaci ed efficienti, progettati per essere impiegati a bassissimi dosaggi”. 

"I risultati migliori - conclude Girelli - si ottengono generalmente combinando tra loro i diversi mezzi tecnici, distribuendoli nel momento fenologico più adatto e riducendo al minimo l'apporto della risorsa idrica”. 

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Categoria: economia

14:56

Agricoltura, Salvitti (Masaf): "Investire per proteggere le colture italiane"

(Adnkronos) - "Ritengo sia importante lavorare insieme su obiettivi comuni che riguardino la protezione delle colture sul territorio italiano e la competitività a livello internazionale. Questo serve a far sì che il nostro prodotto possa esaltarsi, come ha sempre fatto, non solo per la qualità ma anche da un punto di vista prettamente commerciale. È dunque necessario avere basi comuni sotto il profilo legislativo che possano proteggere il nostro comparto: in Europa abbiamo normative di protezione ambientale molto più stringenti rispetto ad altre parti del pianeta e ottenere una reciprocità in questo senso diventa un obiettivo importantissimo". Così Giorgio Salvitti, senatore e consigliere del Ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf), intervenendo all’evento organizzato oggi a Roma da Assofertilizzanti (Associazione di Federchimica che rappresenta i fabbricanti di fertilizzanti nazionali) per presentare i risultati dello studio commissionato a Nomisma, ‘Valutazione di impatto della fertilizzazione azotata e dell’urea nell'agricoltura italiana’. Un’indagine avviata mentre in Italia è in discussione il Ddl “Coltiva Italia” con cui si darà attuazione al divieto di utilizzo dell’urea nel bacino padano, programmato per il 2028.  

"Lo studio di Nomisma è fondamentale perché siamo abituati a basarci su dati reali”, afferma il senatore che poi aggiunge: "Il Ministero sta investendo molto sulla ricerca proprio per supportare l’intero comparto agricolo. Con il provvedimento ‘Coltiva Italia’, sarà stanziato un altro miliardo e 250 milioni di euro per questo settore, che riveste un'importanza fondamentale". Uno strumento attraverso il quale - conclude Salvitti - il Governo intende confermare, “l'interesse particolare per un comparto che reputiamo vitale per la crescita dell'economia nazionale, anche da un punto di vista sociale". 

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Categoria: economia

14:49

Agricoltura, Assofertilizzanti: con divieti su urea rischio -45% valore comparto

(Adnkronos) - Nel quadro della discussione sul DDL “Coltiva Italia” con cui si darà attuazione al divieto di utilizzo dell’urea nel bacino padano, programmato per il 2028, Assofertilizzanti, l’Associazione di Federchimica che rappresenta i fabbricanti di fertilizzanti nazionali, ha commissionato a Nomisma lo studio “Valutazione di impatto della fertilizzazione azotata e dell’urea nell'agricoltura italiana”, i cui risultati finali sono stati presentati oggi nel corso di un evento al quale hanno partecipato stakeholder istituzionali e organizzazioni agricole. 

I dati - si sottolinea in una nota di Assofertilizzanti - hanno confermato, innanzitutto, i rilevanti rischi produttivi ed economici derivanti dall’assenza dell’urea, in particolare per colture strategiche come mais, frumento e riso, evidenziando come uno scenario privo di questo mezzo tecnico comporterebbe non solo un calo delle rese, ma anche riduzioni significative della qualità delle produzioni, tali da determinare una contrazione complessiva del valore del comparto cerealicolo fino al 45%. Alla luce di questo scenario, la seconda parte dell’analisi si concentra sulle soluzioni concrete in grado di mitigare l’impatto ambientale della fertilizzazione azotata, salvaguardando al tempo stesso rese, qualità delle produzioni e sostenibilità complessiva dei sistemi agricoli. 

Sebbene l’applicazione dell’urea incida sulle emissioni di gas serra in misura estremamente contenuta – pari appena allo 0,1% delle emissioni totali italiane e all’1,3% di quelle agricole – lo studio evidenzia come l’adozione diffusa delle buone pratiche agronomiche, a partire ad esempio dall’interramento dell’urea, consenta di ridurre ulteriormente le emissioni, contribuendo alla diminuzione della CO₂ e delle perdite di azoto in atmosfera.  

Accanto alle pratiche agronomiche, un ruolo centrale è svolto dall’innovazione di prodotto, ambito in cui l’industria dei fertilizzanti è già fortemente impegnata. Le imprese del settore destinano ingenti risorse alla ricerca e sviluppo e al miglioramento dei processi produttivi e negli ultimi cinque anni hanno investito complessivamente oltre 100 milioni di euro, contribuendo allo sviluppo di tecnologie sempre più evolute ed efficienti. Soluzioni come urea inibita e urea ricoperta, frutto di percorsi di ricerca consolidati, consentono di contenere le emissioni e migliorare l’efficienza nutrizionale, offrendo agli agricoltori strumenti avanzati per rispondere in modo concreto alle sfide ambientali. 

Se, come risposta al divieto di utilizzo dell’urea tal quale, il DDL “Coltiva Italia” consentirà di portare in campo le buone pratiche e le soluzioni innovative già sviluppate dalle imprese di fertilizzanti, sarà possibile garantire la buona resa delle produzioni agricole, preservare la competitività delle filiere e contribuire alla sostenibilità ambientale a costi contenuti. I numeri parlano chiaro, secondo lo studio Nomisma i costi di gestione delle colture cerealicole potrebbero andare incontro a lievi aumenti, pari, in media, a circa il +7%. 

“La strada da percorrere non è quella dei divieti indiscriminati, ma quella di scelte basate su dati scientifici, innovazione e conoscenza agronomica – ha dichiarato Paolo Girelli, Presidente di Assofertilizzanti-Federchimica. – Come industria abbiamo da tempo messo a punto innovazioni in grado di ridurre in modo significativo l’impatto ambientale dell’urea, mantenendo al tempo stesso livelli produttivi adeguati a mantenere produttività e sicurezza alimentare del Paese.”  

“Riteniamo che nella definizione delle normative europee e nazionali non si tenga ancora adeguatamente conto dei rilevanti progressi compiuti da tutti gli attori del comparto agroalimentare in termini di pratiche agronomiche e performance ambientali. – ha aggiunto Girelli – Non possiamo rischiare di perdere l’importante occasione offerta dalla Vision for Agriculture and Food e dal pacchetto Omnibus oggi in discussione a livello europeo: è necessario incentivare quanto più possibile l’adozione di soluzioni innovative e tecnologiche al fine di mantenere la competitività delle Imprese dell’intero comparto agroalimentare”. 

Lo studio di Nomisma sottolinea, inoltre, come l’Italia si caratterizzi già per un uso dell’azoto inferiore alla media dei principali Paesi europei, a conferma di un percorso di razionalizzazione dei mezzi tecnici avviato da tempo. In questo quadro, politiche che valorizzino l’innovazione e la corretta gestione agronomica possono rappresentare un’alternativa più efficace rispetto a restrizioni generalizzate. 

“Le evidenze emerse dalla ricerca – ha dichiarato Paolo De Castro, Presidente di Nomisma – confermano l’esigenza che l’evoluzione del quadro regolatorio in materia di fertilizzazione azotata - e, in particolare, i percorsi di sostituzione dell’urea – sia sostenuta da solide valutazioni di carattere tecnico economico. Solo un approccio basato su analisi integrate e su un’accurata calibrazione delle misure alternative e di mitigazione consente di perseguire gli obiettivi ambientali, salvaguardando al contempo la produttività agricola, la sostenibilità economica delle imprese e l’equilibrio delle filiere cerealicole del Bacino Padano”. 

Il quadro delineato dalla ricerca - conclude la nota di Assofertilizzanti - "indica con chiarezza che lo sviluppo tecnologico del settore fertilizzanti, insieme alla diffusione delle buone pratiche agronomiche, rappresenta un pilastro imprescindibile per un’agricoltura italiana sostenibile, resiliente e capace di affrontare le sfide ambientali ed economiche attuali e future". 

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Categoria: economia

14:18

Strage Casteldaccia, figlio vittima: "Due anni senza giustizia"

(Adnkronos) - "Due anni sono troppi. Troppi per non avere giustizia". È deluso e amareggiato Gapare Giordano, figlio di Ignazio Giordano, uno dei cinque operai che il 6 maggio 2024 persero la vita mentre lavoravano in una vasca dell’impianto di sollevamento delle acque reflue lungo la statale 113, a Casteldaccia (Palermo). Attraverso l'Adnkronos, Giordano risponde al procuratore di Termini Imerese Angelo Cavallo che oggi, nel giorno del secondo anniversario della strage, ha respinto l'accusa di ritardi nella trattazione del procedimento che vede rinviate a giudizio cinque persone fisiche e due società. "L'udienza era fissata il 18 marzo, è stata rinviata al 7 luglio... se questo non è ritardo, non so cosa lo sia - dice Giordano - Dopo due anni non sappiamo ancora cosa dovrà succedere, ma sappiamo a cosa stiamo andando incontro: al nulla, giri e rigiri delle colpe e ancora rinvii".  

"Dovremmo credere alla giustizia ma la giustizia qual è? - prosegue - Quando una persona muore e se ne parla solo per il primo mese? Per sistemare il problema della sicurezza hanno fatto 58 nuovi ispettori del lavoro. Cinquantotto. Forse sono appena sufficienti solo per la provincia di Palermo". Il procuratore ha sottolineato che "indagini su fatti così gravi non sempre possono concludersi in tempi ristretti", anche per la necessità di accertamenti tecnici complessi, ma più il tempo passa più la fiducia di Giordano nel vedere condannati i colpevoli della strage in cui suo padre ha perso la vita vacilla. "Non c'è una giustizia equa - continua - Sappiamo in Italia come funziona: 'la colpa non è mia', 'io quel giorno non c'ero' e sarà sempre uno scaricabarile. Dopo due anni, al dolore si aggiunge la delusione di non avere ancora neanche una data per la prima udienza. È stata rinviata al 7 luglio ma chissà se ci sarà davvero". Giordano e la sua famiglia comunque il giorno del processo, "qualunque sarà", saranno in aula "perché vogliamo sapere di cosa si parla, vogliamo capire cosa è successo quel giorno di due anni fa in quella maledetta fossa".  

"La giustizia purtroppo è sempre dei più forti - dice - Sono molto amareggiato. Troppo. Sono morte cinque persone che non erano nessuno. Era mio padre, era un marito, un fratello, un figlio... L'unica cosa che voglio dire è di accelerare i tempi e capire a che cosa andiamo incontro. Perché dobbiamo capire cosa è successo quel fatidico giorno di due anni fa in questa fossa. E due anni di attesa penso che siano più che sufficienti".  

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Categoria: cronaca

14:10

Malattia Crohn con fistole, nuovi dati su terapia monoclonale

(Adnkronos) - In occasione della Digestive disease week 2026, Johnson & Johnson ha presentato i risultati dello studio di fase 3 Fuzion, che ha valutato la sicurezza e l’efficacia di guselkumab negli adulti con malattia di Crohn perianale fistolizzante attiva, una manifestazione particolarmente complessa della malattia in cui il raggiungimento della remissione rappresenta tuttora una sfida clinica rilevante. "Alla 24esima settimana - informa una nota di J&J - guselkumab ha dimostrato tassi significativamente più elevati di remissione combinata delle fistole rispetto al placebo. Questo endpoint, particolarmente stringente, è definito come chiusura completa esterna delle fistole secernenti e assenza di raccolte fluide alla risonanza magnetica (Mri)". 

Lo studio Fuzion - si legge - rappresenta il primo studio clinico randomizzato e controllato condotto negli ultimi 20 anni su una terapia approvata nelle malattie infiammatorie croniche intestinali (Mici) a dimostrare efficacia negli adulti con malattia di Crohn perianale fistolizzante attiva. Nel complesso, questi dati suggeriscono che guselkumab è, ad oggi, il primo e unico inibitore dell’IL‑23 ad aver dimostrato efficacia in questa specifica e altamente debilitante manifestazione della malattia di Crohn. "Guselkumab - dettaglia la nota - ha raggiunto l'endpoint primario di remissione combinata delle fistole, definita come chiusura completa di tutte le aperture fistulose esterne senza drenaggio, assenza di nuove fistole e assenza di evidenza di raccolte fluide sottostanti alla risonanza magnetica, alla settimana 24. La remissione combinata delle fistole è stata raggiunta dal 28,3 per cento dei pazienti trattati con guselkumab 100 mg ogni 8 settimane (q8w) e dal 27,0 per cento dei pazienti trattati con guselkumab 200 mg ogni 4 settimane (q4w), rispetto al 10,3 per cento del gruppo placebo. Le differenze di trattamento rispetto al placebo sono risultate statisticamente significative sia per il regime di dosaggio da 100 mg ogni 8 settimane che per quello da 200 mg ogni 4 settimane (p = 0,007 e p = 0,013, rispettivamente). Gli eventi avversi osservati nelle prime 24 settimane sono risultati coerenti con il profilo di sicurezza noto di guselkumab nella malattia di Crohn".  

"Il dolore, il gonfiore e il drenaggio persistente associati alla malattia di Crohn con fistole perianali possono compromettere profondamente la vita quotidiana dei pazienti - afferma Silvio Danese, Irccs Ospedale San Raffaele e Università VitaSalute San Raffaele di Milano e co-autore dello studio -. Ottenere una chiusura duratura delle fistole senza ripetuti interventi chirurgici rimane un’esigenza clinica significativa non ancora soddisfatta. I risultati dello studio Fuzion dimostrano la capacità di guselkumab di ottenere una remissione combinata delle fistole, rappresentando un importante passo avanti per i pazienti grazie a una maggiore possibilità di gestione di questa patologia debilitante e cronica". "Sono passati più di vent’anni dall’ultimo studio così rigoroso nella malattia di Crohn con fistole perianali, una manifestazione complessa e molto difficile da trattare, di una patologia già di per sé impegnativa - sottolinea Alessandra Baldini, Direttrice medica, Innovative medicine, Johnson & Johnson Italia -. Grazie al nostro impegno in quest’area, Johnson & Johnson continua ad affrontare sfide terapeutiche dove rimangono grandi bisogni clinici ancora insoddisfatti. Lo studio Fuzion riflette il nostro impegno a garantire progressi significativi, basati su dati scientifici, a beneficio dei pazienti". 

 

La fistola - prosegue la nota - è una connessione anomala o canale che si forma tra l’intestino e un altro organo o la pelle. Insorge tipicamente quando l’infiammazione provoca ulcerazioni nella parete intestinale o nel tessuto circostante. Con il tempo, queste ulcere possono penetrare per tutto lo spessore dell’intestino, formando un canale che permette il drenaggio del materiale infetto. La variante con fistola perianale colpisce quasi il 25 per cento dei pazienti con malattia di Crohn e ne rappresenta una manifestazione grave e spesso debilitante, con un impatto profondo sulla salute fisica e mentale della persona. È caratterizzata da dolore, gonfiore, drenaggio persistente, ascessi ricorrenti e con frequente necessità di intervento chirurgico. A dimostrazione del proprio impegno nel migliorare gli outcome dei pazienti con malattia di Crohn e nel supportare gli operatori sanitari nel trattamento di questa, Johnson & Johnson sta avviando lo studio CHARGE, il primo studio comparativo diretto sugli inibitori dell’IL-23 nelle malattie infiammatorie croniche intestinali, che confronterà guselkumab rispetto a risankizumab nel trattamento della malattia di Crohn. 

Fuzion è uno studio di fase 3, randomizzato, controllato con placebo, in doppio cieco, multicentrico, disegnato per valutare l'efficacia e la sicurezza di guselkumab negli adulti con malattia di Crohn con fistole perianali. I pazienti arruolati nello studio presentavano una o più fistole perianali drenanti attive confermate da una revisione centrale in cieco mediante risonanza magnetica, un indice di attività della malattia di Crohn (CDAI) <350 e una risposta inadeguata a corticosteroidi per via orale, azatioprina, 6-mercaptopurina, metotrexato o fino a 2 classi di terapie avanzate. I pazienti sono stati randomizzati in rapporto 2:2:1 per ricevere un trattamento di induzione di guselkumab 200 mg per via endovenosa (IV) alle settimane 0, 4 e 8, seguita da guselkumab 100 mg per via sottocutanea (SC) ogni 8 settimane (q8w); oppure un'infusione endovenosa (IV) di guselkumab 200 mg nelle settimane 0, 4 e 8, seguita da guselkumab 200 mg per via sottocutanea (SC) ogni 4 settimane (q4w); oppure un placebo. La malattia di Crohn è una delle due principali forme di malattia infiammatoria intestinale, che colpisce circa 3 milioni di americani e circa quattro milioni di persone in Europa. E'una patologia infiammatoria cronica del tratto gastrointestinale di cui non si conosce la causa, ma che risulta associata ad anomalie del sistema immunitario che potrebbero essere scatenate da predisposizione genetica, alimentazione o altri fattori ambientali. I sintomi possono variare, ma spesso includono dolore e sensibilità addominale, diarrea frequente, sanguinamento rettale, perdita di peso e febbre. Attualmente non esiste una cura per la malattia di Crohn.  

Sviluppato da Johnson & Johnson, guselkumab è il primo anticorpo monoclonale completamente umano a doppia azione progettato per neutralizzare l'infiammazione a livello cellulare bloccando l'IL-23 e legandosi al CD64 (un recettore presente sulle cellule che producono IL-23). I risultati relativi al meccanismo a doppia azione - conclude la nota - sono limitati a studi in vitro che dimostrano che guselkumab si lega al CD64, espresso sulla superficie delle cellule che producono l’IL-23 in un modello di monociti infiammatori. Guselkumab è approvato nell'Ue per il trattamento della psoriasi a placche da moderata a severa (Pso) in pazienti adulti che sono candidati alla terapia sistemica e per il trattamento dell'artrite psoriasica attiva (PsA) in pazienti adulti che hanno avuto una risposta inadeguata o che hanno mostrato intolleranza a una precedente terapia con farmaci antireumatici modificanti la malattia (Dmard).È inoltre approvato per il trattamento di pazienti adulti con colite ulcerosa attiva di grado da moderato a severo che hanno avuto una risposta inadeguata, hanno perso la risposta o sono risultati intolleranti alla terapia convenzionale o a un trattamento biologico e per il trattamento di pazienti adulti affetti da malattia di Crohn attiva di grado da moderato a severo che hanno avuto una risposta inadeguata, hanno perso la risposta o sono risultati intolleranti alla terapia convenzionale o a un trattamento biologico. 

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Categoria: cronaca

14:00

Presentato da Save the Children XI edizione del Rapporto 'Le Equilibriste - La maternità in Italia 2026'

(Adnkronos) - In Italia, nonostante il crescente dibattito pubblico attorno al tema, la maternità si traduce ancora in un equilibrio fragile tra occupazione e carico di cura, tra desiderio e rinuncia, con carriere che si fermano o rallentano e difficoltà a rientrare nel mercato del lavoro. È la fotografia che emerge dall’XI edizione del Rapporto “Le Equilibriste, la maternità in Italia” diffuso oggi a pochi giorni dalla Festa della Mamma ed elaborato dal Polo Ricerche di Save the Children - l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro - che anno dopo anno racconta una realtà che fatica a migliorare. Tra i dati emerge che in Italia ha un impiego solo il 58,2% delle madri con figli in età prescolare. E per la prima volta si registra un peggioramento della situazione lavorativa in tutte le regioni del Paese, dove la penalizzazione associata alla maternità è pari al 33%. 

A fronte di una costante diminuzione delle nascite (nel 2025 se ne registrano circa 355mila con una flessione del -3,9% in un anno) e un tasso di fecondità di 1,14 figli per donna, ben al di sotto della soglia di sostituzione e della media Ue (1,34 nel 2024), l’età media al parto raggiunge i 32,7 anni e le madri under 30 sono una minoranza esigua. Quasi una donna su quattro tra i 25 e i 34 anni dichiara di non avere condizioni lavorative adeguate per avere un figlio. In Italia la penalizzazione associata alla maternità è pari al 33%, con effetti significativi e persistenti nel tempo. Guardando in particolare ai salari, nel settore privato le madri registrano una penalizzazione che può arrivare fino al 30% dopo la nascita di un figlio, mentre nel settore pubblico la penalizzazione è più contenuta (5%), ma comunque rilevante.  

Rispetto alla partecipazione al mercato del lavoro, dai dati si evince che mentre gli uomini con figli sono più presenti nel mercato del lavoro degli uomini senza figli, per le donne avere figli è associato a una minore occupazione lavorativa. Se il 78,1% degli uomini tra i 25 e 54 anni senza figli è occupato, con una percentuale che si attesta al 92,8% tra i padri con almeno un figlio minore (92,9% per chi ne ha uno e 92,7% per chi ne ha due o più), per le donne della stessa fascia d’età la situazione è molto diversa: lavora il 68,7% tra quelle senza figli, ma la quota scende al 63,2% tra le madri con almeno un figlio minorenne (67% per chi ne ha uno e 58,8% con due o più). Il tasso di occupazione scende ancora per le madri con almeno un figlio in età prescolare (58,2%). Rispetto agli scorsi anni, a fronte di un incremento dell’occupazione, anche femminile, sono proprio le donne e in particolare le madri, a beneficiare di meno del trend positivo: tra le donne 25-54enni con almeno un figlio minore, l’occupazione nel 2025 rispetto al 2024 è aumentata dello 0,1%, mentre l’aumento è dello 0,9% per gli uomini nelle stesse condizioni. 

Le differenze territoriali sono marcate: tra le madri 25-54enni con almeno un figlio minore il tasso di occupazione si attesta al 73,1% al Nord e 71% al Centro, mentre nel Sud e isole scende al 45,7%. Un fattore di protezione risulta essere il titolo di studio: tra le madri con figli minori il tasso di occupazione cresce in modo netto per le più istruite, dal 37,7% tra le donne con al massimo la licenza media, al 62,8% tra le diplomate, fino all’85,4% tra le laureate. 

Il pianeta maternità è caratterizzato anche dal part-time: ne fanno ricorso il 32,6% delle donne 25-54enni con almeno un figlio minore (di cui l’11,7% è part-time involontario), contro il 3,5% dei padri nella stessa condizione. In aumento la quota di donne occupate con contratti a termine da almeno 5 anni (da 17,4% a 19,1%). 

“La lettura dei dati ci restituisce la fotografia di un Paese in cui la maternità resta ancora uno dei principali fattori di disuguaglianza. Viviamo in un sistema che continua a scaricare i costi della genitorialità in modo sproporzionato sulle donne, come il rapporto Le Equilibriste denuncia da undici anni. Nel 2026 dobbiamo ancora rimarcare come la situazione delle madri in Italia sia addirittura peggiorata rispetto agli scorsi anni. Nonostante gli impegni annunciati, aumentano le dimissioni delle neomamme e, tra le madri più giovani, la maggior parte non studia, non lavora e non è inserita in percorsi di formazione”, ha dichiarato Antonella Inverno, responsabile Ricerca e Analisi Dati di Save the Children Italia.  

La maternità prima dei 30 anni è oggi sempre più rara e rappresenta un’eccezione: in Italia, nel 2025, le mamme tra i 20 e i 29 anni sono circa 300mila, pari al 2,9% del totale delle mamme. Solo il 6,6% dei giovani nella stessa fascia d’età è genitore. Se la presenza di genitori tra i 20 e i 29 anni è distribuita in modo relativamente uniforme sul territorio nazionale, con differenze contenute e valori solo leggermente più elevati nel Nord, è invece nella partecipazione al lavoro che emerge un divario netto, soprattutto tra uomini e donne.  

In Italia, nel settore privato il 25% delle madri under35 esce dal mercato del lavoro nell’anno della nascita del primo figlio, contro il 12% delle over35. Tra i 20-29enni, l’occupazione maschile aumenta con la genitorialità: lavora l’87,2% dei padri contro il 52,6% degli uomini senza figli, mentre per le donne accade l’opposto, con un tasso di occupazione pari al 42% tre le giovani senza figli e al 33,4% tra le madri. Il divario si amplia ulteriormente con l’aumentare dei figli: tra chi ne ha due o più, risultano occupati l’83,7% dei padri contro appena il 23,2% delle madri.  

La distanza si riflette anche nei livelli di inattività: tra i genitori 20-29enni è inattivo il 59,8% delle madri (che aumenta al 70% con due o più figli), contro appena il 6,2% dei padri (in flessione al 5,8% con due o più figli). In questo gruppo, tuttavia vi possono essere anche mamme ancora alle prese con gli studi, mentre tra le mamme giovanissime, tra i 15 e i 29 anni, il 60,9% non studia, non lavora e non è inserita in alcun percorso di formazione (Neet), contro l’11,3% dei padri. 

Anche se l’81,8% dei giovani tra i 18 e i 24 anni dichiara di voler diventare genitore in futuro, questo desiderio fatica a tradursi in scelte concrete nel breve periodo. 

Tra le donne della stessa fascia d’età, il 14,8% prevede di avere un figlio entro tre anni (11,4% “probabilmente sì” e 3,4% “certamente sì”), quota superiore a quella dei coetanei maschi. Le intenzioni crescono nella fascia 25–34 anni, raggiungendo il 41,6% tra le donne e il 35,7% tra gli uomini, ma restano indicative di una progettualità che si consolida solo con l’avanzare dell’età. 

Tra le under 35 aumentano sia le migrazioni all’estero sia quelle interne: in 10 anni, dal 2014 al 2024 le expat sono aumentate del 125%, arrivando a rappresentare quasi una giovane su dieci. Ancora più preoccupante è però la mobilità interna: secondo un approfondimento a cura di Svimez contenuto nel rapporto, le migrazioni femminili 25-34 anni, come quelle maschili, seguono quasi esclusivamente la direttrice Sud-Nord. Sempre tra il 2014 e il 2024, oltre 200mila under35 del Mezzogiorno si sono trasferite al Centro-Nord, aggravando il declino demografico del Sud, dove nel 2025 le nascite calano del 5%, più che ne resto del Paese. 

“Per sostenere davvero la genitorialità è fondamentale adottare politiche strutturali, fondate su interventi integrati: occupazione stabile, servizi per l’infanzia accessibili e di qualità, adeguati strumenti di sostegno economico e percorsi di autonomia abitativa per le giovani generazioni. Serve rafforzare un welfare coerente e coordinato lungo tutto l’arco della vita, insieme a un’organizzazione del lavoro compatibile con le responsabilità familiari”. Lo afferma Giorgia D’Errico, direttrice Affari pubblici e Relazioni istituzionali di Save the Children, sottolineando come “la condivisione della cura rappresenti una leva decisiva per ridurre le disuguaglianze di genere e rendere sostenibile la maternità. In questa direzione, è fondamentale riformare il sistema dei congedi per garantire una reale equità tra genitori, introducendo congedi paritari come diritto individuale. Allo stesso tempo, va potenziato il sistema educativo 0-6, assicurando servizi di qualità omogenei su tutto il territorio, continuità tra nidi, scuole dell’infanzia e percorsi scolastici successivi, e una piena integrazione con i servizi del territorio”. 

Il Rapporto “Le Equilibriste – La maternità in Italia 2026” propone anche quest’anno il Mothers’ Index, regionale, realizzato in collaborazione con l’Istat, che misura le condizioni delle madri attraverso sette ambiti – Demografia, Lavoro, Rappresentanza, Salute, Servizi, Soddisfazione soggettiva e Violenza – utilizzando 14 indicatori provenienti da diverse fonti del sistema statistico nazionale.  

In questa edizione la regione più “amica delle madri” è l’Emilia-Romagna (110,115), seguita dalla Provincia Autonoma di Bolzano (106,334) e dalla Valle d’Aosta (105,718), che torna sul podio dopo il forte arretramento registrato nell’edizione precedente. Segnali di miglioramento si osservano per il Piemonte, che sale dal 12esimo all’8esimo posto (103,473), e per la Calabria, che guadagna due posizioni, passando dal 18esimo al 16esimo posto (94,197). 

Al contrario, si osserva nell'indagine, si registrano arretramenti nel Nord-Est: il Friuli-Venezia Giulia scende dall’8° al 13° posto (100,801) e il Veneto dal 9° al 12° (100,978), evidenziando un indebolimento relativo nel confronto nazionale. Perdono terreno anche il Molise, che scivola dal 15° al 17° posto (94,177), e il Lazio, che passa dal 6° al 9° posto (103,469). Nel Mezzogiorno il quadro resta complessivamente stabile e su livelli inferiori alla media nazionale (101,460): l’Abruzzo, con un valore pari a 99,259, si conferma la regione meglio posizionata tra quelle meridionali (14° posto), mentre in fondo alla classifica si collocano la Basilicata (92,276), la Puglia (92,226) e la Sicilia (91,930). Nel complesso, la situazione italiana mostra un lieve peggioramento rispetto agli ultimi due anni: l’indice nazionale scende a 101,460, in calo rispetto al 102,635 del 2024 e al 102,002 del 2023. Una flessione riconducibile in particolare al peggioramento delle dimensioni della demografia, del lavoro e della salute. 

Anche la dimensione Demografia del Mothers’ Index registra un peggioramento: nel 2025 l’Italia si attesta a 94,857 punti, in calo di oltre 5 punti rispetto al 2022 e al 2023 e di 3,4 punti sull’ultimo anno. Il dato riflette il continuo calo della fecondità, con il numero medio di figli per donna che resta su livelli bassi in tutto il Paese. In questo quadro, la Provincia Autonoma di Bolzano si conferma al primo posto (130,0), seguita da altre regioni con valori superiori alla media nazionale, tra cui la Provincia Autonoma di Trento (104,286), la Sicilia (102,571) e la Campania (101,714). Solo in pochi territori si osservano segnali di crescita: nel 2025 il numero medio di figli per donna aumenta infatti soltanto nella Provincia Autonoma di Bolzano e in Valle d’Aosta (93,143), mentre nelle Marche resta stabile (92,286).  

La dimensione Lavoro del Mothers’ Index registra un peggioramento netto in tutte le regioni: nel 2025 l’Italia scende a 88,3 punti, con un calo di oltre 11 punti rispetto al 2022 e di quasi 10 punti sull’ultimo anno. A pesare sono soprattutto l’aumento della precarietà, con la quota di donne occupate in lavori a termine da almeno 5 anni salita dal 17,4% al 19,1%, e la crescita delle dimissioni delle madri con figli piccoli, passate da 4,8 a 6,8 ogni 1.000 donne occupate. Migliora solo il part-time involontario, in lieve diminuzione, ma non basta a compensare il peggioramento complessivo. Si registrano, pertanto, arretramenti anche significativi in diversi territori.  

È il caso della Valle d’Aosta, che perde ben 10 posizioni rispetto all’anno precedente (da 9° a 19° posto; 75,975), e del Piemonte, che scende dal 2° al 10° posto (87,393). In cima alla classifica del dominio lavoro si collocano le Marche, al 1° posto (99,768), seguita da Toscana (97,258) e Molise (94,938), mentre in coda si trovano la Valle d’Aosta, al 19° posto appunto (75,975), seguita da Friuli-Venezia Giulia (73,407) e Provincia Autonoma di Bolzano (38,639). A differenza dei cali, i miglioramenti registrati in alcune regioni risultano più contenuti e non compensano le perdite. Un arretramento diffuso che conferma come, da Nord a Sud, per le madri diventi sempre più difficile restare nel mercato del lavoro. 

La dimensione della Rappresentanza mostra un miglioramento complessivo: nel 2025 l’Italia raggiunge un valore di 108,108, segnalando una crescente partecipazione delle donne alla vita politica a livello locale. Un progresso che però resta disomogeneo. A guidare la classifica è l’Umbria (145,586), al 1° posto, che registra anche l’incremento più marcato degli ultimi anni, seguita dal Piemonte e Lazio (134,054 per entrambe) al 2° posto, dalla Provincia Autonoma di Trento (131,892) e dall’Emilia-Romagna (124,685). Buoni livelli si registrano anche in Veneto (123,423) e in Lombardia (110,450) mentre si mantengono su valori più contenuti altre aree del Paese. In coda si collocano Basilicata e Molise (85,586 per entrambe). Tra le regioni con valori inferiori alla media, solo il Friuli-Venezia Giulia (94,234) al 17° posto, si colloca al di fuori del Mezzogiorno, confermando una maggiore difficoltà delle regioni del Sud nel rafforzare la presenza femminile negli organi politici. 

La dimensione della Salute restituisce un quadro articolato e solo lievemente in peggioramento: nel 2025 l’Italia si attesta a 101,023, in calo rispetto al 101,739 dell’anno precedente, a causa soprattutto dell’aumento del quoziente di mortalità infantile, passato da 2,52 a 2,61 per 1.000 nati vivi. A guidare la classifica è la Provincia Autonoma di Bolzano (131,623) al 1° posto, grazie a un’offerta di consultori nettamente superiore alla media nazionale seguita dall’Emilia-Romagna (116,604) al 2° posto, e dalla Valle d’Aosta (111,857) al 3° posto. Tra le performance più interessanti si segnalano anche alcune regioni del Mezzogiorno che si collocano sopra la media nazionale, come la Sardegna (110,240) al 4° posto, la Basilicata (109,079) al 5° posto, l’Abruzzo (103,059) al 10° posto, e la Puglia (102,625) all’11° posto. In coda alla classifica si collocano invece la Campania (90,271) al 21° posto, la Provincia Autonoma di Trento (91,912) al 20° posto, e la Sicilia (92,554) al 19° posto. Un quadro che evidenzia dinamiche territoriali meno lineari rispetto ad altre dimensioni, con alcune realtà del Mezzogiorno più performanti e criticità diffuse anche in aree tradizionalmente più forti. 

La dimensione dei servizi registra un miglioramento complessivo: nel 2025 l’Italia raggiunge un valore medio di 106,543, con un rafforzamento dell’offerta su prima infanzia, tempo pieno e mensa scolastica. In testa si collocano la Provincia Autonoma di Trento (135,926) al 1° posto, la Valle d’Aosta (133,223) al 2° e la Provincia Autonoma di Bolzano (129,772) al 3°, seguite da Friuli-Venezia Giulia (125,948), Toscana (125,346) ed Emilia-Romagna (125,028). Dal punto di vista territoriale, nessuna regione del Centro è sotto la media nazionale, mentre nel Mezzogiorno solo la Sardegna (112,193) la supera. Più critico il quadro nelle altre regioni del Sud, dove l’offerta pubblica di servizi per la prima infanzia resta molto limitata: Campania, Calabria e Sicilia si fermano rispettivamente al 6,9%, 5,9% e 7,9% di presa in carico, contro una media nazionale del 18,5%. Tra i dati più significativi, il Friuli-Venezia Giulia raggiunge il 40,5%. 

La dimensione della Soddisfazione soggettiva delle donne evidenzia differenze marcate tra territori, con un divario tra primo e ultimo posto che supera i 47 punti. Al primo posto si colloca la Provincia Autonoma di Bolzano (135,398), seguita dalla Valle d’Aosta (121,520) al 2° posto e dalla Provincia Autonoma di Trento (117,420) al 3° posto. Su livelli medio-alti si collocano anche l’Umbria (113,260) al 4° posto, le Marche (112,758) al 5° posto e il Piemonte (110,906) al 6° posto. In coda si trovano la Puglia (88,339) al 21° posto, preceduta da Campania (88,756) al 20° posto e Calabria (88,866) al 19° posto.  

Infine, la dimensione della Violenza – che misura la presenza di centri antiviolenza e case rifugio per 100.000 donne – evidenzia una distribuzione fortemente disomogenea sul territorio e mostra una sostanziale stabilità nel tempo. Al primo posto si conferma nuovamente, il Friuli-Venezia Giulia (143,073), seguito dalla Provincia Autonoma di Bolzano (130,076) al 2° posto, e dall’Emilia-Romagna (129,924) al 3° posto. Su livelli elevati si collocano anche la Valle d’Aosta (125,542) al 4° posto, la Lombardia (122,972) al 5° posto e l’Abruzzo (121,159) al 6° posto. La Provincia Autonoma di Trento e la Basilicata chiudono la graduatoria di questo dominio all’ultima posizione. 

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Categoria: cronaca

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16:54

È morto a 87 anni Ted Turner: fondò la Cnn, la prima rete all-news

(Adnkronos) - È morto a 87 anni Ted Turner, magnate dei media e fondatore della Cnn, la prima rete all-news negli Stati Uniti. A darne notizia è stata la stessa emittente, citando un comunicato di Turner Enterprises. Imprenditore visionario e protagonista della rivoluzione della televisione via cavo, Turner ha trasformato profondamente il modo di fare informazione, aprendo la strada a un flusso continuo di notizie e influenzando l’intero panorama mediatico globale. Fu sposato con l'attrice Jane Fonda dal 1991 al 2001.  

Fondatore del Turner Broadcasting System, lanciò canali come Tbs, Tnt, Cartoon Network e Turner Classic Movies. Accanto al successo imprenditoriale, fu anche proprietario della squadra di baseball degli Atlanta Braves e un importante filantropo, donando un miliardo di dollari alle Nazioni Unite e contribuendo alla creazione della Nuclear Threat Initiative. Nel 2018 annunciò di aver ricevuto una diagnosi di Demenza a corpi di Lewy: "È una forma lieve di quella che la gente chiama Alzheimer. È simile, ma non è neanche lontanamente così grave. L’Alzheimer è mortale". 

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Categoria: internazionale/esteri

16:51

Internazionali, Garbin: "Paolini può vincere ancora. Bjk Cup? Non ci accontentiamo mai"

(Adnkronos) - Tathiana Garbin punta su Jasmine Paolini e applaude Tyra Caterina Grant agli Internazionali d'Italia 2026. Oggi, mercoledì 6 maggio, la capitana dell'Italia femminile, vincitrice di due Billie Jean King Cup consecutive, ha presenziato al lancio del 'Programma Italiano di Inclusione Allenatori Wta', che vuole formare le allenatrici del tennis di domani, nella sala stampa del Centrale del Foro Italico: "Io credo nella forza dell'esempio, è una cosa per me importantissima. Dare l'esempio e cercare di essere un esempio per le nuove generazioni, come lo sono le nostre giocatrici e i nostri giocatori", ha detto Garbin all'Adnkronos. 

"Umanamente credo che i nostri ragazzi dimostrino ogni giorno quanto sia importante non solo raggiungere risultati, ma trasmettere valori che contano e credo che questo programma sia importantissimo per dimostrare, a quelle donne che magari hanno avuto una discreta carriera tennistica e che vogliono allenare, che con una progettualità può esserci una vera formazione", ha spiegato Garbin. 

Tyra Grant ha vinto la sua prima partita della carriera nel tabellone principale degli Internazionali, battendo Lisa Pigato. Cosa si aspetta da lei?  

"Ho seguito la partita e ho visto Pigato che ha giocato a livelli altissimi. È stato un derby complicato per entrambe, però ci sono stati sprazzi di tennis di altissimo livello. Tyra ha delle potenzialità enormi, l'abbiamo sempre detto fin da quando era piccola. La nostra Federazione ha sempre creduto in lei e io sono veramente felice che sia diventata italiana e che possa giocare con la nostra maglia azzurra. E ancora più felice di vederla vincere. Spero possa essere d'esempio per le nuove generazioni". 

Jasmine Paolini arriva qui da campionessa in carica, ma ha avuto un inizio di stagione complicato.  

"Lei ha qualità enormi. Anche l'anno scorso aveva avuto un inizio d'anno così così ed era arrivata qui dopo aver giocato un po' meglio a Madrid. Ha aggiunto delle cose nel suo gioco che possono portare un po' di difficoltà magari nei risultati, ma, come abbiamo visto con l'esempio di Sinner, è solo questione di tempo e fiducia. Il suo pubblico, le persone che la amano e il calore della gente possono portare qualcosa in più a una tennista che è già straordinaria". 

Quindi, può vincere ancora gli Internazionali?  

"Sì, lei può tutto. Lei, come altre ragazze, può fare un risultato straordinario, non solo qui, ma anche negli Slam. L'ha già dimostrato con due finali, ma può fare ancora di più". 

Dopo due Bjk Cup consecutive, si va per la terza?  

"Noi pensiamo turno dopo turno. È difficilissimo già esserci qualificate per il quarto anno consecutivo tra le migliori otto Nazionali, specialmente con le squadre che ci sono oggi e la competitività che si trova in questo torneo. Dobbiamo essere contente, ma non ci accontentiamo. Sono ragazze straordinarie che quando giocano con la maglia azzurra portano un'energia e una voglia di giocare per la propria Nazionale che io credo non ci possano essere capitani più orgogliosi di me. Non capita tutti i giorni di avere giocatrici che vogliono giocare in Nazionale con questa passione e determinazione". 

Quanto è stato emozionante al Quirinale?  

"Tantissimo, davvero. Perché sancisce non solo una vittoria straordinaria, ma un momento di inclusione tra maschi e femmine in un campo istituzionale così importante, con il presidente Mattarella che ama questo sport e ci segue da tantissimo. Questo dimostra quanto lo sport possa aiutare, soprattutto in questo momento storico". (di Simone Cesarei) 

 

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Categoria: sport

16:45

"Troppi voli dirottati a causa di passeggeri ubriachi", Ryanair chiede di vietare l'alcol negli aeroporti al mattino

(Adnkronos) - Niente alcolici nei bar degli aeroporti prima dei voli mattutini. È la richiesta di Michael O'Leary, Ceo di Ryanair, nel tentativo di contrastare il comportamento aggressivo e l'ubriachezza dei passeggeri 

In un'intervista al quotidiano 'The Times', pubblicata oggi 6 maggio, il capo della compagnia aerea low cost irlandese ha affermato che il problema sta peggiorando. Ryanair, che opera principalmente voli in Europa, è costretta a dirottare quasi un aereo al giorno a causa del comportamento dei passeggeri ubriachi, ha sottolineato. "Sta diventando una vera sfida per tutte le compagnie aeree", ha dichiarato O'Leary. "Non riesco a capire perché qualcuno... serva alcolici alle cinque o sei del mattino", ha detto al giornale. 

O'Leary ha affermato che le esenzioni dalla licenza di vendita di alcolici per i punti vendita aeroportuali contribuiscono alla situazione. "Non dovrebbero essere serviti alcolici negli aeroporti al di fuori degli orari di apertura dei pub", ha affermato, pur ribadendo che dovrebbe esserci un limite di due bevande a persona negli altri orari, che potrebbe essere controllato tramite le carte d'imbarco. 

Ryanair non ha ancora risposto alla richiesta di Afp di confermare l'orario in cui la compagnia aerea inizia a vendere alcolici a bordo dei suoi voli. "Noi siamo ragionevolmente responsabili, ma quelli che non lo sono, quelli che ci guadagnano, sono gli aeroporti", ha dichiarato al quotidiano. L'anno scorso Ryanair ha annunciato che avrebbe multato un passeggero di 500 euro per comportamento indisciplinato che avesse comportato la sua espulsione dall'aereo. O'Leary ha dichiarato al Times che anche il mix esplosivo di alcol e "persone che sniffano droghe" è problematico. "E le donne sono colpevoli tanto quanto gli uomini in questo", ha aggiunto. 

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Categoria: economia

16:35

Dalle politiche urbane al benessere: il modello 'Città Sane - Oms' compie 25 anni

(Adnkronos) - Una ricorrenza importante, un momento di confronto istituzionale e una conferma concreta del ruolo dei Comuni nella promozione della salute pubblica. Ieri e oggi nella sala della Protomoteca in Campidoglio, si è tenuto il meeting annuale della Rete Italiana Città Sane – Oms, intitolato 'Città che si prendono cura. 25 anni di impegno per la salute urbana'. Un’edizione dal significato speciale, perché nel 2026 la Rete celebra i suoi 25 anni di attività, rilanciando una visione della salute come bene comune da costruire nei territori, attraverso politiche integrate, prossimità, partecipazione e attenzione ai determinanti sociali e ambientali. Ad aprire i lavori sono stati i saluti del sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Nata nel 2001 e accreditata dall’Organizzazione mondiale della sanità, la Rete Italiana Città Sane ha accompagnato in questi anni amministrazioni locali grandi e piccole in un percorso di scambio di buone pratiche, progettazione condivisa e costruzione di alleanze, rappresentando oggi oltre 13 milioni di cittadini. 

"In questi 25 anni la Rete ha contribuito a far crescere nei Comuni italiani una consapevolezza nuova: la salute pubblica non si costruisce solo nei servizi sanitari, ma anche nelle scelte sociali, educative, ambientali e culturali che incidono ogni giorno sulla vita delle persone - ha dichiarato Lamberto Bertolé, presidente della Rete Italiana Città Sane Oms -. Oggi celebriamo un percorso importante, ma soprattutto rilanciamo una responsabilità: aiutare le città a essere sempre di più luoghi che prevengono, includono, riducono le disuguaglianze e generano benessere nei territori". Il confronto di Roma mette al centro una domanda sempre più urgente: quale contributo possono dare oggi le città alla salute delle persone? In un tempo segnato dall’invecchiamento della popolazione - informa una nota - dall’aumento delle fragilità, dalle disuguaglianze, dalla crisi climatica e da un bisogno crescente di salute mentale, i Comuni si confermano infatti il livello istituzionale più vicino alla vita quotidiana delle persone e quello più capace di attivare risposte intersettoriali e concrete. 

Il meeting si inserisce nel quadro della fase VIII della Rete Europea Oms, fondata sui pilastri 'persone, luoghi, partecipazione, prosperità, pianeta, pace e preparazione', e porta al centro alcune delle grandi priorità della salute urbana contemporanea: prevenzione, socialità, contrasto alla solitudine, salute mentale, qualità dello spazio pubblico, alimentazione, benessere nelle diverse fasi della vita, adattamento climatico e lotta alle disuguaglianze. Nel corso delle due giornate si sono alternati amministratori locali, rappresentanti delle istituzioni, ricercatori, professionisti, società scientifiche, terzo settore e stakeholder impegnati nella promozione della salute e dell’innovazione sociale. Tra i momenti centrali dell'iniziativa, la presentazione del volume 'Fare salute. Esperienze, prospettive e ruolo delle città italiane', realizzato in occasione del venticinquesimo anniversario della Rete, con prefazione di Lamberto Bertolé e coordinamento editoriale di Francesco Caroli, coordinatore della Rete Italiana Città Sane – Oms. La pubblicazione raccoglie contributi di sindaci, assessori, esperti, istituzioni nazionali, società scientifiche e organizzazioni attive sui temi della salute pubblica, restituendo un quadro ampio del ruolo che i Comuni possono svolgere sui determinanti di salute: ambiente, mobilità, alimentazione, educazione, inclusione, relazioni sociali e servizi di prossimità. "È uno sforzo corale, costruito grazie a decine di interventi e contributi" ha sottolineato Caroli.  

 

A rafforzare il profilo culturale e istituzionale del meeting anche i contributi di autorevoli voci nazionali. Giovanni Leonardi, capo Dipartimento della Salute umana, della salute animale e dell’ecosistema e dei Rapporti internazionali del ministero della Salute, ha richiamato il valore dell’approccio One health come metodo integrato per leggere e governare la complessità sanitaria urbana: "non una cornice concettuale, ma un metodo operativo per governare la complessità sanitaria urbana in modo integrato". "Per Roma entrare nella Rete Italiana Città Sane – Oms significa riconoscere che la salute delle persone si costruisce anche attraverso le politiche urbane, sociali, educative e ambientali - il commento di Barbara Funari, Assessora alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale -. Le città sono il luogo in cui si concentrano opportunità, ma anche fragilità e disuguaglianze. Ed è proprio a livello urbano che è possibile intervenire in modo più efficace sui fattori che incidono sul benessere: la solitudine, la povertà, l’isolamento, la mancanza di una casa dignitosa, le difficoltà di accesso ai servizi".  

Al termine, l’Oscar della Salute 2026, giunto alla diciannovesima edizione. A vincere il premio il Comune di Sacile con il progetto "Attiviamoci!", realizzato con il Distretto sociosanitario Livenza, Cansiglio, Cavallo e Voce Donna: un'iniziativa innovativa di prevenzione e contrasto alla violenza di genere che forma gli operatori del settore beauty come 'agenti sentinella', capaci di riconoscere segnali di violenza, entrare in relazione con potenziali vittime e orientarle verso i servizi competenti presenti sul territorio. Un modello fondato su lezioni teoriche, role play e simulazioni pratiche, apprezzato anche per la sua forte trasferibilità. Il mini Oscar della Salute 2026, riservato ai Comuni sotto i 15 mila abitanti, è stato assegnato al Comune di Oliena per il progetto 'Caminadores e i sentieri del benessere', realizzato con la Asl di Nuoro: un’iniziativa dedicata alla promozione dell’invecchiamento attivo, della prevenzione e dell’inclusione sociale attraverso gruppi di cammino guidati, che trasformano l’attività fisica in uno strumento semplice, accessibile e comunitario di salute pubblica. La giuria di esperti esterni promossa dalla Rete ha inoltre attribuito una menzione speciale al Comune di Bologna per l’originalità e l’innovazione delle tematiche affrontate; ai Comuni di Bari, Caorle e Milano per la capacità di coinvolgimento e partecipazione; e ai Comuni di Alberobello, Tollo e Zero Branco per la trasferibilità dei progetti presentati. 

"L’Oscar della Salute non è un semplice premio, ma un atto politico e culturale - ha sottolineato Bertolè - . È il riconoscimento del lavoro che i Comuni italiani svolgono ogni giorno per avvicinare la salute alle persone, nei quartieri, nelle scuole, nei parchi, nei luoghi della vita quotidiana. In una fase in cui i sistemi sanitari vivono una crisi di sostenibilità, le città possono e devono essere laboratori pubblici di innovazione, inclusione e prevenzione". A 25 anni dalla nascita, il messaggio che arriva dal Campidoglio è chiaro: la salute non riguarda solo i servizi sanitari, ma anche il modo in cui costruiamo le città, teniamo insieme le comunità e immaginiamo il futuro. Ed è proprio nei territori, nelle relazioni di prossimità e nelle politiche urbane integrate che può prendere forma un modello di salute pubblica più equo, concreto e sostenibile. Alla realizzazione della pubblicazione - conclude la nota - hanno contribuito Lundbeck, Astrazeneca e la Wellness Foundation. 

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Categoria: cronaca

16:30

Melanoma in aumento tra giovani, alla Camera focus su diagnosi precoce

(Adnkronos) - Quasi 13 mila nuove diagnosi l’anno in Italia, un impatto rilevante anche tra gli under 50 e una certezza clinica: quando il melanoma viene intercettato precocemente, le possibilità di cura cambiano radicalmente. È in questo contesto che si è svolta oggi, presso l’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati, l’ottava edizione del MelanomaDay, appuntamento nazionale dedicato alla prevenzione, alla diagnosi precoce e alla cura della malattia, con il patrocinio di Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), Sidemast (Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle malattie sessualmente trasmesse), Adoi (Associazione dermatologi-venereologi ospedalieri italiani e della sanità pubblica) e Intergruppo melanoma italiano (Imi). 

L’evento, nato da un’idea di Gianluca Pistore, fondatore e presidente dell’Associazione Melanoma Day e promosso su iniziativa di Luciano Ciocchetti, vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera, ha riunito istituzioni, società scientifiche, clinici, ricercatori, realtà ospedaliere e universitarie, associazioni di pazienti e rappresentanti della società civile. Un appuntamento dal valore particolare, a pochi giorni dal voto definitivo di Montecitorio sulla proposta di legge per istituire la Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma, già approvata dal Senato. 

Secondo i dati dell’ultimo rapporto Airtum (Associazione italiana registri tumori) - è merso dall'incontro - nel 2024 in Italia sono stati diagnosticati 12.941 nuovi casi di melanoma cutaneo (7.069 negli uomini e 5.872 nelle donne). Il melanoma è tra i tumori più frequenti sotto i 50 anni e nel 2022 ha causato circa 2.500 decessi. La sopravvivenza netta a cinque anni si attesta all’88% negli uomini e al 91% nelle donne, confermando il ruolo decisivo della diagnosi precoce. "È fondamentale ricordare quanto sia importante conoscere i fattori di rischio, sottoporsi a controlli periodici, imparare a riconoscere i segnali di un melanoma. Sulla corretta informazione ai cittadini e sulla diagnosi precoce possiamo ottenere i risultati più immediati" le parole del ministro della Salute, Orazio Schillaci, nel suo messaggio di saluto ai promotori. 

 

"Arrivare alla Camera a pochi giorni dal voto sulla legge nazionale è un segnale importante - dichiara Gianluca Pistore -. L’iniziativa nasce dalla perdita di mio padre Silvio per melanoma, ma oggi è diventato una comunità fatta di medici, ricercatori, istituzioni, pazienti, associazioni e cittadini. Il nostro compito è fare in modo che questa giornata non sia solo una data nel calendario, ma diventi ogni anno un momento di confronto, proposta e azione concreta. La legge, se approvata, non sarà il punto di arrivo, ma il punto da cui partire. Ogni anno dovremo chiederci cosa possiamo fare di più per rendere il melanoma sempre più prevenibile, diagnosticabile precocemente e curabile". "Investire in prevenzione significa proteggere la vita delle persone e costruire un Servizio sanitario più vicino ai cittadini – sottolinea Luciano Ciocchetti -. Con questo spirito ho promosso il percorso legislativo per istituire la Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma e ringrazio tutti i colleghi parlamentari che hanno sostenuto l’iter sino a questo punto. Il confronto di oggi dimostra che società civile, comunità scientifica e istituzioni possono lavorare insieme per trasformare la prevenzione in una priorità politica concreta". 

Nel corso del MelanomaDay, le principali società scientifiche hanno presentato tre richieste operative per rafforzare prevenzione, diagnosi e cura del melanoma in Italia. La prima riguarda l’inserimento nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) di esami diagnostici avanzati per i pazienti ad alto rischio. La proposta, avanzata da Sidemast attraverso il presidente Giovanni Pellacani, ordinario di Dermatologia alla Sapienza Università di Roma, prevede l’inclusione di microscopia confocale cutanea in vivo e fotografia total body digitale. "Si tratta di strumenti non invasivi – assicura Pellacani - che possono migliorare l’accuratezza diagnostica, favorire il monitoraggio nel tempo e ridurre escissioni chirurgiche e biopsie non necessarie". 

La seconda proposta, avanzata dall’Intergruppo melanoma italiano attraverso Daniela Massi, presidente Imi e ordinario di Anatomia patologica all’Università di Firenze, riguarda la rimborsabilità dei test genetici Ngs per i tumori melanocitari più difficili da classificare. "Nei tumori melanocitari atipici o di incerta definizione, la diagnosi può essere particolarmente complessa. I test di Next generation sequencing – spiega Massi - permettono di individuare alterazioni genetiche rilevanti, ma oggi non esiste per il melanoma un pannello diagnostico o prognostico dedicato nel tariffario della rimborsabilità". La terza richiesta punta a garantire le stesse cure su tutto il territorio nazionale, riducendo i tempi di accesso. Massimo Di Maio, presidente Aiom e ordinario di Oncologia all’Università di Torino, chiede di rendere pienamente operative le reti oncologiche e di accelerare l’accesso ai farmaci innovativi. "Ogni paziente deve poter accedere, in tempi appropriati e in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, a diagnostica molecolare, valutazione multidisciplinare e terapie innovative. I ritardi burocratici – avverte Di Maio - non devono diventare ritardi di cura". 

 

I lavori si sono aperti con il messaggio del ministro della Salute Orazio Schillaci e i saluti istituzionali del sottosegretario Marcello Gemmato, delle senatrici Daniela Sbrollini e Beatrice Lorenzin, del deputato Gian Antonio Girelli, del senatore Giovanni Satta e di Fabrizio d’Alba, presidente Federsanità e direttore generale del Policlinico Umberto I di Roma. All’iniziativa hanno partecipato rappresentanti del mondo clinico, scientifico, universitario e della ricerca, tra cui Policlinico Agostino Gemelli Irccs, Sapienza Università di Roma, Policlinico Umberto I, Policlinico Tor Vergata, Policlinico universitario Campus Bio-Medico, Idi-Irccs, Ifo San Gallicano, Ospedali Galliera di Genova, Irccs Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori e le università degli Studi di Parma, Firenze e Torino.  

Ampio spazio è stato dedicato alle associazioni di pazienti e alle realtà della società civile impegnate nella sensibilizzazione, nella prevenzione e nel supporto alle persone colpite da melanoma, tra cui Carolina Zani Melanoma Foundation, Fondazione Alberto Castelli Ets, Fondazione Melanoma onlus, Piccoli Punti Ets, Il Volo del Colibrì Aps, Mela-Vivo, La Pulce nell’Orecchio, Contro il Melanoma OdV e Insieme con il Sole Dentro. 

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Categoria: cronaca

16:25

Tumori: Festa della mamma, gruppo Magis con Fondazione Airc per la ricerca

(Adnkronos) - Il Gruppo Magis rinnova il proprio impegno a sostegno della ricerca scientifica e della salute, aderendo alle iniziative promosse da Fondazione Airc per la ricerca sul cancro in occasione della Festa della mamma del 10 maggio. Nel 2025 - informa una nota - in Italia sono state stimate circa 179.800 nuove diagnosi di tumore nelle donne e si calcola che una donna su tre ne sia colpita nel corso della vita: dati che evidenziano l’importanza di sostenere concretamente la ricerca e la prevenzione. Venerdì 8 maggio, dalle ore 9 alle ore 12, alcuni degli sportelli di Magis Energia distribuiti sul territorio saranno infatti coinvolti nella distribuzione delle tradizionali 'azalee della ricerca' di Fondazione Airc, simbolo della raccolta fondi a favore della lotta contro i tumori femminili. I fiori verranno donati a tutti i clienti che si recheranno agli sportelli di Magis Energia. Gli sportelli che distribuiranno l'azalea della ricerca saranno quelli di Verona, Vicenza, Bassano del Grappa, Noventa Vicentina, San Bonifacio, Nogara, Seregno e Cinisello Balsamo. 

Magis - si legge - che da anni sostiene questa iniziativa, per l’edizione 2026 prevede la distribuzione di 600.000 azalee in oltre 4.000 piazze italiane, con la partecipazione di migliaia di volontari in tutto il Paese. Un elemento distintivo dell’iniziativa è il coinvolgimento attivo dei dipendenti di Magis, che diventano volontari per un giorno: saranno infatti presenti nei corner dedicati per sensibilizzare il pubblico e promuovere la cultura della prevenzione, dopo aver preso parte a un corso di formazione promosso da Airc. Inoltre, il Gruppo Magis - dettaglia la nota - promuove una borsa di studio triennale destinata a sostenere il lavoro di un ricercatore o ricercatrice impegnati nello studio dei tumori. Le candidature saranno aperte a partire da maggio 2026, mentre il comitato scientifico di Airc selezionerà il vincitore entro la fine dell’anno. Il progetto di ricerca prenderà ufficialmente avvio nel 2027 e avrà una durata di tre anni. 

"Con queste iniziative a sostegno di Airc, il Gruppo Magis rafforza ulteriormente il proprio impegno sul fronte sociale e il proprio contributo concreto per promuovere il progresso della ricerca oncologica, sostenendo al contempo attività di sensibilizzazione che coinvolgono i cittadini - il commento di Federico Testa, presidente di Magis -. Ogni giorno siamo al fianco dei nostri territori attraverso molteplici iniziative e una vasta rete di partnership per garantire il benessere sociale e promuovere uno sviluppo etico e inclusivo della comunità". 

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Categoria: economia

16:16

La menopausa secondo Luciana Littizzetto: "72 sintomi diversi, effetto forno acceso"

(Adnkronos) - Dalla nebbia mentale alle caldane. Luciana Littizzetto ospite oggi, mercoledì 6 maggio, a La volta buona ha provato a spiegare quali sono i sintomi della menopausa - la fase fisiologica che segna la fine del ciclo mestruale e dell'età fertile della donna - e che la conduttrice televisiva ha descritto nel suo nuovo romanzo - uscito il 21 aprile 2026 e intitolato 'Il tempo del la la la' - come una "schifezza" con 72 sintomi diversi.  

Ospite in studio, Littizzetto ha spiegato: "A me dà fastidio la nebbia mentale, non ti vengono mai le parole, non ti ricordi nemmeno i nomi", ha esordito, cercando sostegno e approvazione dalle donne presenti in studio e che stanno attraversando la sua stessa fase di vita.  

Poi, la conduttrice Caterina Balivo le ha chiesto di spiegare bene come funzionano le famigerate vampate di calore: "Stronza che non lo sai", ha scherzato Littizzetto. Ne è nato un botta e risposta sull'età e sulla menopausa, che si verifica generalmente tra i 45 e i 55 anni: "Si sta avvicinando, lo sento bene", ha replicato Balivo.  

Succede che - ha spiegato Littizzetto - da un momento all'altra la temperatura del corpo diventa alta, senza un motivo apparente: "Prendi la temperatura di un terraio, così di colpo e senza motivo. E si vede perché cominci a sudare, ti viene un caldo porco", ha spiegato.  

La conduttrice ha mostrato poi solidarietà nei confronti delle conduttrici: "Possono venirti anche mentre sei in scena. Quando vedete una conduttrice - dice rivolgendosi alle persone presenti in studio - che con la cartellina comincia a sventolarsi è perchè ha uno scaldone". E con la sua solita ironia, ha concluso: "È come quando apri il forno, ti arriva la vampata di calore ma senza l'odore della lasagna. Poi passa, ma ti viene freddo".  

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Categoria: spettacoli

16:11

Laureti (Pd): "No al protezionismo, sì al libero scambio controllato per l'agroalimentare Ue"

(Adnkronos) - Per l'agroalimentare nell'Ue "il protezionismo non credo che possa essere la strada. La strada è il libero scambio, ma controllato", in modo che "i Paesi con cui l'Europa sceglie di intrattenere rapporti di export ed import abbiano delle regole simili". Lo ha detto l'eurodeputata del Pd (gruppo S&D, del quale è vicepresidente) Camilla Laureti, in occasione del dibattito "L’Europa vista dagli italiani: speranze e incertezze sul Made in Europe" organizzato da Italiavanti, progetto editoriale di SocialCom, nel quale, a Bruxelles, si discuterà dei dati, della percezione e delle dinamiche del dibattito digitale e della partecipazione sociale.  

"Altrimenti - continua Laureti - noi creeremo la concorrenza sleale. Questo è un punto che noi trattiamo moltissimo in commissione Agricoltura qui al Parlamento Europeo. Chiudersi all'interno dei propri confini non penso che converrebbe". L'Europa, ricorda, "è il primo esportatore mondiale sul settore agroalimentare. L'Italia addirittura nel 2025 ha raggiunto 75 miliardi di euro di esportazioni e l'Europa oltre 280 miliardi di euro di esportazioni. La produzione agricola europea è una produzione di qualità, è una produzione che si dà delle regole molto rigide per rispettare non solo l'ambiente, ma anche la salute dei cittadini". 

"La rabbia - prosegue Laureti - nasce dalle tante difficoltà che affrontano i nostri agricoltori e le nostre agricoltrici. Pensiamo anche a tutto ciò che è la concorrenza sleale. Allora, occorre aiutare gli agricoltori. Lo facciamo lavorando con la politica agricola comune, con la prossima programmazione della politica agricola comune in cui siamo riusciti ad ottenere 433 miliardi di euro di finanziamento, ma lo facciamo anche lavorando su tutto ciò che sono le pratiche commerciali sleali e la concorrenza sleale", conclude.  

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Categoria: economia

16:10

Trump e Re Carlo, com'è cambiato il rapporto nel corso degli anni?

(Adnkronos) - "Fantastico, coraggioso, il più grande Re". Queste sono le parole di Donald Trump per Re Carlo, durante la visita di 4 giorni del sovrano britannico, la scorsa settimana negli Usa. Tutti questi apprezzamenti del presidente degli Stati Uniti sono tuttavia lontanissimi da come Trump si sentì quando incontrò Carlo per la prima volta , quando era ancora Principe di Galles, nel 2019. I due si videro a Clarence House e conversarono davanti a una tazza di tè. Secondo l'ex addetta stampa della Casa Bianca Stephanie Grisham, il tycoon avrebbe definito la conversazione "terribile", affermazione ora confermata dal nuovo libro di Susan Page, 'La regina e i suoi presidenti'. 

Nel libro, la giornalista afferma che all'epoca il Presidente si sentì "annoiato" da Carlo, per il fatto che nel corso della loro conversazione non parlarono d'altro se non del "cambiamento climatico", un tema, com'è noto, da sempre caro al sovrano, ma di secondo piano per Trump. "Non importa che Trump si fosse lamentato con i suoi collaboratori del fatto che l'allora principe Carlo lo avesse annoiato durante il loro primo incontro nel 2019", si legge nel libro, secondo quanto riportato dal Telegraph. "In seguito, Trump disse alla Grisham che la conversazione era stata terribile. 'Solo cambiamenti climatici', brontolò Trump, alzando gli occhi al cielo. Melania Trump lo confermò ridendo. 'Oh, sì, si annoiava molto', disse riferendosi al marito. Ma Trump aggiunse di aver cambiato idea su Charles da allora". 

Dopo l'incontro del 2019, Trump parlò con ITV, dichiarando che Charles fosse "davvero interessato al cambiamento climatico", sebbene non fosse ancora riuscito a convincerlo del tutto. "Vuole assicurarsi che le generazioni future abbiano un clima favorevole, anziché una catastrofe. E io sono d'accordo", disse all'epoca. "Credo che ci sia un cambiamento climatico in atto, e penso che cambi in entrambe le direzioni". Il 28 aprile scorso, durante il suo intervento al Congresso americano, Carlo non ha parlato né di Iran, né di Israele, né di immigrazione, né tanto meno di clima e di ambiente: tutte questioni scottanti dell'era Trump. Il Re ha invece offerto una magistrale lezione di sobrietà - commentava il Guardian - sottolineando i legami comuni che risalgono alle precedenti amministrazioni e che dureranno a lungo, anche dopo quella dell'attuale presidente americano.  

Negli anni successivi al loro primo incontro, Trump ha sviluppato un atteggiamento più favorevole nei confronti di Carlo e ha espresso grande apprezzamento per il riuscito viaggio del monarca negli Usa. Mentre il Re lasciava la capitale statunitense, Trump ha rivelato che gli Stati Uniti avrebbero revocato i dazi sul whisky scozzese grazie alla presenza del monarca, scrivendo online: "Il Re e la Regina mi hanno convinto a fare qualcosa che nessun altro era in grado di fare, quasi senza nemmeno chiedermelo!". Al termine dello storico viaggio, la scorsa settimana, un alto funzionario della corte reale ha dichiarato che il rapporto tra Carlo e Trump è autentico e che i due uomini nutrono grande rispetto reciproco. "Vanno molto d'accordo. E non si tratta solo del Re e del Presidente. Sono tutti e quattro (anche Melania e la Regina Camilla, ndr) in buoni rapporti tra loro", ha aggiunto l'assistente di Palazzo.  

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Categoria: internazionale/royalfamilynews

15:59

Agricoltura, Di Tullio (Nomisma): "Eliminare urea? Va studiata soluzione ad hoc"

(Adnkronos) - “Per poter sostituire l’urea entro il 1° gennaio 2028, come richiesto dal piano per il miglioramento della qualità dell’aria, esistono diverse ipotesi alternative: alcune più complesse sotto il profilo tecnico, altre sotto quello economico. Non esiste un’unica soluzione valida per tutto: le colture e i prodotti sono eterogenei. Sarà necessario studiare, caso per caso, la soluzione migliore per ciascuna coltura nelle diverse aree della Pianura Padana, tra Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto”. Ersilia Di Tullio, head of strategic advisory di Nomisma, commenta così i risultati dello studio ‘Valutazione di impatto della fertilizzazione azotata e dell’urea nell'agricoltura italiana’, commissionato da Assofertilizzanti (Associazione di Federchimica che rappresenta i fabbricanti di fertilizzanti nazionali) all’istituto di ricerca. I dati emersi dall’indagine - avviata mentre in Italia è in discussione il Ddl “Coltiva Italia” con cui si darà attuazione al divieto di utilizzo dell’urea nel bacino padano, programmato per il 2028 - sono stati illustrati oggi a Roma all’evento organizzato da Assofertilizzanti. 

Soffermandosi sulle alternative disponibili per la sostituzione dell’urea, Di Tullio spiega: “Se consideriamo il mondo della fertilizzazione organica, l’alto titolo di azoto dell'urea rende il confronto estremamente complesso: basti pensare che, per apportare un’unità di azoto, servirebbero circa 100 chilogrammi di letame bovino rispetto a una quantità minima di urea. Questo dato illustra chiaramente la difficoltà di una transizione verso il solo organico. Se invece prendiamo in esame altri concimi minerali, come il nitrato o il solfato di ammonio, i costi del fertilizzante lievitano del 30% o addirittura del 50%”. 

E prosegue: “Gli agricoltori si trovano dunque di fronte a una scelta importante. Una valida alternativa è rappresentata dalle misure di mitigazione, ovvero l'utilizzo della stessa urea ma trattata per rendere l'azoto meno volatile. Mi riferisco all'urea con inibitori (Nbpt), che garantisce una riduzione delle emissioni del 20%, o all'urea ricoperta, che arriva al 65%. Queste tecnologie a lento rilascio possono semplificare le operazioni colturali e generare risparmi nella fase di distribuzione. Tuttavia - aggiunge - ci troviamo di fronte a una maggiore complessità tecnica e a costi di distribuzione più elevati. Inoltre, sebbene queste tecnologie siano consolidate, è necessario portarle su scala industriale: bisogna produrre grandi quantità di urea inibita e ricoperta. Questo non è un passaggio immediato: occorre riconvertire gli impianti e strutturare catene logistiche più articolate. Non è quindi solo un tema di costi - conclude - ma di disponibilità del prodotto per gli agricoltori italiani”.  

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Categoria: economia

15:59

Ue: Tovaglieri (Lega), 'no a tagli Pac, proteggere agricoltori da concorrenza sleale'

(Adnkronos) - L'agricoltura "si difende sostenendola, non solo a parole ma anche a fatti. Per cui, innanzitutto, i tagli della Politica agricola comune non possono essere accettati". Lo dichiara Isabella Tovaglieri, eurodeputata della Lega (PfE), in occasione del dibattito "L'Europa vista dagli italiani: speranze e incertezze sul Made in Europe", organizzato da Italiavanti, progetto editoriale di SocialCom, riflettendo sulle modifiche proposte dalla Commissione europea al prossimo Quadro finanziario pluriennale, il bilancio Ue relativo al settennato 2028-2034. 

Per l'europarlamentare leghista occorre sostenere il reddito degli agricoltori "non perché la nostra agricoltura non sia di qualità o non sia sufficientemente competitiva, ma perché è costretta costretta a confrontarsi in uno scenario dove molto spesso la concorrenza sleale è all'ordine del giorno, e ahimè talvolta avallata anche da politiche comunitarie sbagliate". Il suo riferimento è al sistema di preferenze generalizzate, quadro appena revisionato dall'Eurocamera, per cui l'Ue azzera o abbassa significativamente i dazi su una serie di nazioni emergenti per favorirne la crescita.  

Il gruppo dei Patrioti all'Eurocamera "ha votato contro a questo dossier, che di fatto apre ancora una volta ad importazioni scorrette del riso straniero senza delle clausole di salvaguardia sufficientemente tutelanti, e che quindi compromettono ancora una volta i nostri risicoltori", sottolinea Tovaglieri. Altro esempio che porta è l'accordo tra Ue e Mercosur "che ancora una volta boicotta la nostra agricoltura. Quindi serve una politica comunitaria coerente, non perché gli agricoltori debbano avere una corsia preferenziale rispetto ad altri settori, ma perché se riteniamo che politicamente l'agricoltura è un valore deve essere sostenuta con coerenza a parole e a fatti". 

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Categoria: economia

15:58

La piramide alimentare dell'eterna giovinezza: dalla frutta alle uova. I consigli dell'esperto

(Adnkronos) - "Non è cosa si mangia, ma quanto si mangia". È questo il segreto dell'eterna giovinezza secondo il professore Silvio Garattini, massimo esperto di longevità, che ospite in collegamento oggi con La volta buona ha elencato alcuni cibi essenziali per il buon funzionamento dell'organismo. Tra questi: frutta, verdura, carboidrati complessi (pane e pasta integrali), pesci, latticini e uova. "Vanno assunti come una piramide, che è quella della dieta mediterranea", ha spiegato il ricercatore italiano.  

L'attenzione a cui punta Garattini è di evitare la carne rossa e gli affettati perché "possono essere pericolosi", ha sottolineato. Fondamentale l'assunzione di zuccheri complessi, come quelli della pasta e del pane: "Fondamentali perché si liberano lentamente e così determinano una secrezione di insulina lenta". Diverso è, invece, "assumere zucchero semplice", poiché, "si crea una grande eliminazione di insulina e che può portare a un'insufficenza di problemi legati al diabete di tipo 2".  

Poi, Garattini ha svelato il suo segreto per essere in perfetta forma fisica a 97 anni: "Io mangio relativamente poco perché non conta solo quello che si mangia, ma quanto si mangia. È difficile trovare una persona grassa tra i 90enni", ha raccontato.  

  

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Categoria: cronaca

15:58

Morte Beccalossi, da Fiorello a Ruggeri e Bonolis il ricordo dei tifosi dell'Inter: "Ci ha fatto divertire"

(Adnkronos) - Il calcio piange Evaristo Beccalossi e sono tanti i tifosi dell'Inter che oggi, 6 maggio, si fermano a ricordare il campione che con i nerazzurri ha vinto uno scudetto nel 1979-80 e due Coppe Italia (1981-1982). Tra questi anche nomi noti del mondo dello spettacolo, da Fiorello a Bonolis e Ruggeri. 

 

"Io ero incantato dal suo modo di giocare. A quei tempi non erano tutti così. Cioè lui è stato Baggio prima di Baggio, è stato Del Piero prima di Del Piero, è stato Maradona prima di Maradona. Era quello Beccalossi. Il nostro Beccalossi". Così Rosario Fiorello, grande tifoso dell'Inter, ricorda con l'Adnkronos Evaristo Beccalossi. "E poi - aggiunge lo showman siciliano - era simpatico. Io l'ho incontrato qualche volta, anche quando faceva televisione, faceva il commentatore e la sua simpatia veniva fuori".  

Evaristo Beccalossi "ci ha fatto divertire tanto non solo come calciatore ma anche come persona. Era estremamente gradevole e simpatico. L'ho incontrato diverse volte allo stadio, persona sempre leggera, sempre allegra, ben disposto a tutto. Era esattamente quello che faceva in campo", dice all'Adnkronos Paolo Bonolis, tifosissimo dell'Inter, ricordando la bandiera nerazzurra degli anni '80 morto oggi poco prima di compiere 70 anni. "Il carattere di una persona si manifesta anche nel modo di giocare. Giocatore impeccabile, grande fantasista e persona allegra, ecco più di tutto allegra come era allegro il calcio che proponeva". 

"Del Campione si parlerà per sempre, l’uomo sarà luce per chi ti ha conosciuto. È stato un onore avere avuto un amico come te. L’abbraccio di ieri sera è stato uno dei momenti più strazianti della mia vita. Arrivederci Fantasista". Con queste parole Enrico Ruggeri, grande tifoso interista, ricorda sui suoi profili social Evaristo Beccalossi. 

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Categoria: sport

15:31

Hantavirus, c'è la conferma: sulla nave da crociera il ceppo che si trasmette da uomo a uomo

(Adnkronos) - L'hantavirus che ha colpito alcuni pazienti della MV Hondius può essere trasmesso da uomo a uomo. Il ministero della Salute sudafricano ha comunicato che in due dei passeggeri della nave da crociera, che erano stati portati nel Paese nei giorni scorsi, è stato riscontrato il raro ceppo Andes, noto per la sua capacità di diffondersi tra persone a stretto contatto. La notizia è rimbalzata sui media internazionali, dopo che da Johannesburg è stato reso noto l'esito delle analisi e degli approfondimenti che erano in corso sui casi.  

Nell'ambito del focolaio rilevato a bordo dell'imbarcazione olandese MV Hondius, tre persone sono morte, una delle quali - una donna - proprio a Johannesburg dove era atterrata con un volo di linea dall'isola atlantica di Sant'Elena. Un altro passeggero, di nazionalità britannica, era stato evacuato separatamente e ricoverato sempre in un ospedale di Johannesburg, ricorda l'agenzia stampa 'Apf'. "I test preliminari dimostrano che si tratta effettivamente del ceppo Andes", ha dichiarato il ministro della Salute sudafricano Aaron Motsoaledi a una commissione parlamentare. "Ed è l'unico ceppo, tra i 38, noto per causare la trasmissione da uomo a uomo. Ma, lo ripetiamo, una trasmissione di questo tipo è molto rara e si verifica solo a causa di un contatto molto ravvicinato tra persone".  

Le autorità sudafricane hanno avviato il tracciamento di quasi 90 persone che si trovavano a bordo del volo che trasportava la donna 69enne deceduta a Johannesburg dopo che anche il marito, di 70 anni, era morto a causa del virus (la salma era stata trasportata a Sant'Elena). "Dobbiamo sapere chi erano le persone che erano in contatto con questa signora", ha detto Motsoaledi. Oltre ai passeggeri dell'aereo, le autorità stavano rintracciando le persone presenti all'aeroporto dove era arrivata e all'ospedale dove era stata ricoverata, ha aggiunto. La compagnia aerea sudafricana 'Airlink', che operava il volo che trasportava la donna, ha dichiarato martedì all'Afp che a bordo del volo del 25 aprile c'erano 82 passeggeri e sei membri dell'equipaggio. 

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Categoria: internazionale/esteri

15:09

Agricoltura, Girelli (Assofertilizzanti): "Nostro comparto sostenibile per antonomasia"

(Adnkronos) - "Nel nostro settore utilizziamo come materie prime numerosi sottoprodotti generati da altre filiere. Negli ultimi quindici anni, in particolare per lo sviluppo dei cosiddetti prodotti biostimolanti, abbiamo attinto ampiamente agli scarti dell'industria alimentare, conciaria ed energetica. Per questa ragione, ritengo che il nostro sia un comparto sostenibile per antonomasia: la produzione di fertilizzanti costituisce un esempio estremamente nitido di economia circolare”. Lo ha affermato Paolo Girelli, Presidente di Assofertilizzanti-Federchimica, all’incontro organizzato oggi a Roma dall’Associazione di Federchimica che rappresenta i fabbricanti di fertilizzanti nazionali per presentare i risultati dello studio commissionato a Nomisma, ‘Valutazione di impatto della fertilizzazione azotata e dell’urea nell'agricoltura italiana’.  

“In questi anni - ricorda - l'industria dei fertilizzanti ha investito oltre 100 milioni di euro in attività di ricerca. Mi riferisco, nello specifico, alle aziende associate che, nel loro insieme, rappresentano circa l'80% della produzione nazionale. Questi investimenti sono stati finalizzati prevalentemente allo sviluppo di prodotti efficaci ed efficienti, progettati per essere impiegati a bassissimi dosaggi”. 

"I risultati migliori - conclude Girelli - si ottengono generalmente combinando tra loro i diversi mezzi tecnici, distribuendoli nel momento fenologico più adatto e riducendo al minimo l'apporto della risorsa idrica”. 

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Categoria: economia

14:56

Agricoltura, Salvitti (Masaf): "Investire per proteggere le colture italiane"

(Adnkronos) - "Ritengo sia importante lavorare insieme su obiettivi comuni che riguardino la protezione delle colture sul territorio italiano e la competitività a livello internazionale. Questo serve a far sì che il nostro prodotto possa esaltarsi, come ha sempre fatto, non solo per la qualità ma anche da un punto di vista prettamente commerciale. È dunque necessario avere basi comuni sotto il profilo legislativo che possano proteggere il nostro comparto: in Europa abbiamo normative di protezione ambientale molto più stringenti rispetto ad altre parti del pianeta e ottenere una reciprocità in questo senso diventa un obiettivo importantissimo". Così Giorgio Salvitti, senatore e consigliere del Ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf), intervenendo all’evento organizzato oggi a Roma da Assofertilizzanti (Associazione di Federchimica che rappresenta i fabbricanti di fertilizzanti nazionali) per presentare i risultati dello studio commissionato a Nomisma, ‘Valutazione di impatto della fertilizzazione azotata e dell’urea nell'agricoltura italiana’. Un’indagine avviata mentre in Italia è in discussione il Ddl “Coltiva Italia” con cui si darà attuazione al divieto di utilizzo dell’urea nel bacino padano, programmato per il 2028.  

"Lo studio di Nomisma è fondamentale perché siamo abituati a basarci su dati reali”, afferma il senatore che poi aggiunge: "Il Ministero sta investendo molto sulla ricerca proprio per supportare l’intero comparto agricolo. Con il provvedimento ‘Coltiva Italia’, sarà stanziato un altro miliardo e 250 milioni di euro per questo settore, che riveste un'importanza fondamentale". Uno strumento attraverso il quale - conclude Salvitti - il Governo intende confermare, “l'interesse particolare per un comparto che reputiamo vitale per la crescita dell'economia nazionale, anche da un punto di vista sociale". 

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Categoria: economia

14:49

Agricoltura, Assofertilizzanti: con divieti su urea rischio -45% valore comparto

(Adnkronos) - Nel quadro della discussione sul DDL “Coltiva Italia” con cui si darà attuazione al divieto di utilizzo dell’urea nel bacino padano, programmato per il 2028, Assofertilizzanti, l’Associazione di Federchimica che rappresenta i fabbricanti di fertilizzanti nazionali, ha commissionato a Nomisma lo studio “Valutazione di impatto della fertilizzazione azotata e dell’urea nell'agricoltura italiana”, i cui risultati finali sono stati presentati oggi nel corso di un evento al quale hanno partecipato stakeholder istituzionali e organizzazioni agricole. 

I dati - si sottolinea in una nota di Assofertilizzanti - hanno confermato, innanzitutto, i rilevanti rischi produttivi ed economici derivanti dall’assenza dell’urea, in particolare per colture strategiche come mais, frumento e riso, evidenziando come uno scenario privo di questo mezzo tecnico comporterebbe non solo un calo delle rese, ma anche riduzioni significative della qualità delle produzioni, tali da determinare una contrazione complessiva del valore del comparto cerealicolo fino al 45%. Alla luce di questo scenario, la seconda parte dell’analisi si concentra sulle soluzioni concrete in grado di mitigare l’impatto ambientale della fertilizzazione azotata, salvaguardando al tempo stesso rese, qualità delle produzioni e sostenibilità complessiva dei sistemi agricoli. 

Sebbene l’applicazione dell’urea incida sulle emissioni di gas serra in misura estremamente contenuta – pari appena allo 0,1% delle emissioni totali italiane e all’1,3% di quelle agricole – lo studio evidenzia come l’adozione diffusa delle buone pratiche agronomiche, a partire ad esempio dall’interramento dell’urea, consenta di ridurre ulteriormente le emissioni, contribuendo alla diminuzione della CO₂ e delle perdite di azoto in atmosfera.  

Accanto alle pratiche agronomiche, un ruolo centrale è svolto dall’innovazione di prodotto, ambito in cui l’industria dei fertilizzanti è già fortemente impegnata. Le imprese del settore destinano ingenti risorse alla ricerca e sviluppo e al miglioramento dei processi produttivi e negli ultimi cinque anni hanno investito complessivamente oltre 100 milioni di euro, contribuendo allo sviluppo di tecnologie sempre più evolute ed efficienti. Soluzioni come urea inibita e urea ricoperta, frutto di percorsi di ricerca consolidati, consentono di contenere le emissioni e migliorare l’efficienza nutrizionale, offrendo agli agricoltori strumenti avanzati per rispondere in modo concreto alle sfide ambientali. 

Se, come risposta al divieto di utilizzo dell’urea tal quale, il DDL “Coltiva Italia” consentirà di portare in campo le buone pratiche e le soluzioni innovative già sviluppate dalle imprese di fertilizzanti, sarà possibile garantire la buona resa delle produzioni agricole, preservare la competitività delle filiere e contribuire alla sostenibilità ambientale a costi contenuti. I numeri parlano chiaro, secondo lo studio Nomisma i costi di gestione delle colture cerealicole potrebbero andare incontro a lievi aumenti, pari, in media, a circa il +7%. 

“La strada da percorrere non è quella dei divieti indiscriminati, ma quella di scelte basate su dati scientifici, innovazione e conoscenza agronomica – ha dichiarato Paolo Girelli, Presidente di Assofertilizzanti-Federchimica. – Come industria abbiamo da tempo messo a punto innovazioni in grado di ridurre in modo significativo l’impatto ambientale dell’urea, mantenendo al tempo stesso livelli produttivi adeguati a mantenere produttività e sicurezza alimentare del Paese.”  

“Riteniamo che nella definizione delle normative europee e nazionali non si tenga ancora adeguatamente conto dei rilevanti progressi compiuti da tutti gli attori del comparto agroalimentare in termini di pratiche agronomiche e performance ambientali. – ha aggiunto Girelli – Non possiamo rischiare di perdere l’importante occasione offerta dalla Vision for Agriculture and Food e dal pacchetto Omnibus oggi in discussione a livello europeo: è necessario incentivare quanto più possibile l’adozione di soluzioni innovative e tecnologiche al fine di mantenere la competitività delle Imprese dell’intero comparto agroalimentare”. 

Lo studio di Nomisma sottolinea, inoltre, come l’Italia si caratterizzi già per un uso dell’azoto inferiore alla media dei principali Paesi europei, a conferma di un percorso di razionalizzazione dei mezzi tecnici avviato da tempo. In questo quadro, politiche che valorizzino l’innovazione e la corretta gestione agronomica possono rappresentare un’alternativa più efficace rispetto a restrizioni generalizzate. 

“Le evidenze emerse dalla ricerca – ha dichiarato Paolo De Castro, Presidente di Nomisma – confermano l’esigenza che l’evoluzione del quadro regolatorio in materia di fertilizzazione azotata - e, in particolare, i percorsi di sostituzione dell’urea – sia sostenuta da solide valutazioni di carattere tecnico economico. Solo un approccio basato su analisi integrate e su un’accurata calibrazione delle misure alternative e di mitigazione consente di perseguire gli obiettivi ambientali, salvaguardando al contempo la produttività agricola, la sostenibilità economica delle imprese e l’equilibrio delle filiere cerealicole del Bacino Padano”. 

Il quadro delineato dalla ricerca - conclude la nota di Assofertilizzanti - "indica con chiarezza che lo sviluppo tecnologico del settore fertilizzanti, insieme alla diffusione delle buone pratiche agronomiche, rappresenta un pilastro imprescindibile per un’agricoltura italiana sostenibile, resiliente e capace di affrontare le sfide ambientali ed economiche attuali e future". 

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Categoria: economia

14:18

Strage Casteldaccia, figlio vittima: "Due anni senza giustizia"

(Adnkronos) - "Due anni sono troppi. Troppi per non avere giustizia". È deluso e amareggiato Gapare Giordano, figlio di Ignazio Giordano, uno dei cinque operai che il 6 maggio 2024 persero la vita mentre lavoravano in una vasca dell’impianto di sollevamento delle acque reflue lungo la statale 113, a Casteldaccia (Palermo). Attraverso l'Adnkronos, Giordano risponde al procuratore di Termini Imerese Angelo Cavallo che oggi, nel giorno del secondo anniversario della strage, ha respinto l'accusa di ritardi nella trattazione del procedimento che vede rinviate a giudizio cinque persone fisiche e due società. "L'udienza era fissata il 18 marzo, è stata rinviata al 7 luglio... se questo non è ritardo, non so cosa lo sia - dice Giordano - Dopo due anni non sappiamo ancora cosa dovrà succedere, ma sappiamo a cosa stiamo andando incontro: al nulla, giri e rigiri delle colpe e ancora rinvii".  

"Dovremmo credere alla giustizia ma la giustizia qual è? - prosegue - Quando una persona muore e se ne parla solo per il primo mese? Per sistemare il problema della sicurezza hanno fatto 58 nuovi ispettori del lavoro. Cinquantotto. Forse sono appena sufficienti solo per la provincia di Palermo". Il procuratore ha sottolineato che "indagini su fatti così gravi non sempre possono concludersi in tempi ristretti", anche per la necessità di accertamenti tecnici complessi, ma più il tempo passa più la fiducia di Giordano nel vedere condannati i colpevoli della strage in cui suo padre ha perso la vita vacilla. "Non c'è una giustizia equa - continua - Sappiamo in Italia come funziona: 'la colpa non è mia', 'io quel giorno non c'ero' e sarà sempre uno scaricabarile. Dopo due anni, al dolore si aggiunge la delusione di non avere ancora neanche una data per la prima udienza. È stata rinviata al 7 luglio ma chissà se ci sarà davvero". Giordano e la sua famiglia comunque il giorno del processo, "qualunque sarà", saranno in aula "perché vogliamo sapere di cosa si parla, vogliamo capire cosa è successo quel giorno di due anni fa in quella maledetta fossa".  

"La giustizia purtroppo è sempre dei più forti - dice - Sono molto amareggiato. Troppo. Sono morte cinque persone che non erano nessuno. Era mio padre, era un marito, un fratello, un figlio... L'unica cosa che voglio dire è di accelerare i tempi e capire a che cosa andiamo incontro. Perché dobbiamo capire cosa è successo quel fatidico giorno di due anni fa in questa fossa. E due anni di attesa penso che siano più che sufficienti".  

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Categoria: cronaca

14:10

Malattia Crohn con fistole, nuovi dati su terapia monoclonale

(Adnkronos) - In occasione della Digestive disease week 2026, Johnson & Johnson ha presentato i risultati dello studio di fase 3 Fuzion, che ha valutato la sicurezza e l’efficacia di guselkumab negli adulti con malattia di Crohn perianale fistolizzante attiva, una manifestazione particolarmente complessa della malattia in cui il raggiungimento della remissione rappresenta tuttora una sfida clinica rilevante. "Alla 24esima settimana - informa una nota di J&J - guselkumab ha dimostrato tassi significativamente più elevati di remissione combinata delle fistole rispetto al placebo. Questo endpoint, particolarmente stringente, è definito come chiusura completa esterna delle fistole secernenti e assenza di raccolte fluide alla risonanza magnetica (Mri)". 

Lo studio Fuzion - si legge - rappresenta il primo studio clinico randomizzato e controllato condotto negli ultimi 20 anni su una terapia approvata nelle malattie infiammatorie croniche intestinali (Mici) a dimostrare efficacia negli adulti con malattia di Crohn perianale fistolizzante attiva. Nel complesso, questi dati suggeriscono che guselkumab è, ad oggi, il primo e unico inibitore dell’IL‑23 ad aver dimostrato efficacia in questa specifica e altamente debilitante manifestazione della malattia di Crohn. "Guselkumab - dettaglia la nota - ha raggiunto l'endpoint primario di remissione combinata delle fistole, definita come chiusura completa di tutte le aperture fistulose esterne senza drenaggio, assenza di nuove fistole e assenza di evidenza di raccolte fluide sottostanti alla risonanza magnetica, alla settimana 24. La remissione combinata delle fistole è stata raggiunta dal 28,3 per cento dei pazienti trattati con guselkumab 100 mg ogni 8 settimane (q8w) e dal 27,0 per cento dei pazienti trattati con guselkumab 200 mg ogni 4 settimane (q4w), rispetto al 10,3 per cento del gruppo placebo. Le differenze di trattamento rispetto al placebo sono risultate statisticamente significative sia per il regime di dosaggio da 100 mg ogni 8 settimane che per quello da 200 mg ogni 4 settimane (p = 0,007 e p = 0,013, rispettivamente). Gli eventi avversi osservati nelle prime 24 settimane sono risultati coerenti con il profilo di sicurezza noto di guselkumab nella malattia di Crohn".  

"Il dolore, il gonfiore e il drenaggio persistente associati alla malattia di Crohn con fistole perianali possono compromettere profondamente la vita quotidiana dei pazienti - afferma Silvio Danese, Irccs Ospedale San Raffaele e Università VitaSalute San Raffaele di Milano e co-autore dello studio -. Ottenere una chiusura duratura delle fistole senza ripetuti interventi chirurgici rimane un’esigenza clinica significativa non ancora soddisfatta. I risultati dello studio Fuzion dimostrano la capacità di guselkumab di ottenere una remissione combinata delle fistole, rappresentando un importante passo avanti per i pazienti grazie a una maggiore possibilità di gestione di questa patologia debilitante e cronica". "Sono passati più di vent’anni dall’ultimo studio così rigoroso nella malattia di Crohn con fistole perianali, una manifestazione complessa e molto difficile da trattare, di una patologia già di per sé impegnativa - sottolinea Alessandra Baldini, Direttrice medica, Innovative medicine, Johnson & Johnson Italia -. Grazie al nostro impegno in quest’area, Johnson & Johnson continua ad affrontare sfide terapeutiche dove rimangono grandi bisogni clinici ancora insoddisfatti. Lo studio Fuzion riflette il nostro impegno a garantire progressi significativi, basati su dati scientifici, a beneficio dei pazienti". 

 

La fistola - prosegue la nota - è una connessione anomala o canale che si forma tra l’intestino e un altro organo o la pelle. Insorge tipicamente quando l’infiammazione provoca ulcerazioni nella parete intestinale o nel tessuto circostante. Con il tempo, queste ulcere possono penetrare per tutto lo spessore dell’intestino, formando un canale che permette il drenaggio del materiale infetto. La variante con fistola perianale colpisce quasi il 25 per cento dei pazienti con malattia di Crohn e ne rappresenta una manifestazione grave e spesso debilitante, con un impatto profondo sulla salute fisica e mentale della persona. È caratterizzata da dolore, gonfiore, drenaggio persistente, ascessi ricorrenti e con frequente necessità di intervento chirurgico. A dimostrazione del proprio impegno nel migliorare gli outcome dei pazienti con malattia di Crohn e nel supportare gli operatori sanitari nel trattamento di questa, Johnson & Johnson sta avviando lo studio CHARGE, il primo studio comparativo diretto sugli inibitori dell’IL-23 nelle malattie infiammatorie croniche intestinali, che confronterà guselkumab rispetto a risankizumab nel trattamento della malattia di Crohn. 

Fuzion è uno studio di fase 3, randomizzato, controllato con placebo, in doppio cieco, multicentrico, disegnato per valutare l'efficacia e la sicurezza di guselkumab negli adulti con malattia di Crohn con fistole perianali. I pazienti arruolati nello studio presentavano una o più fistole perianali drenanti attive confermate da una revisione centrale in cieco mediante risonanza magnetica, un indice di attività della malattia di Crohn (CDAI) <350 e una risposta inadeguata a corticosteroidi per via orale, azatioprina, 6-mercaptopurina, metotrexato o fino a 2 classi di terapie avanzate. I pazienti sono stati randomizzati in rapporto 2:2:1 per ricevere un trattamento di induzione di guselkumab 200 mg per via endovenosa (IV) alle settimane 0, 4 e 8, seguita da guselkumab 100 mg per via sottocutanea (SC) ogni 8 settimane (q8w); oppure un'infusione endovenosa (IV) di guselkumab 200 mg nelle settimane 0, 4 e 8, seguita da guselkumab 200 mg per via sottocutanea (SC) ogni 4 settimane (q4w); oppure un placebo. La malattia di Crohn è una delle due principali forme di malattia infiammatoria intestinale, che colpisce circa 3 milioni di americani e circa quattro milioni di persone in Europa. E'una patologia infiammatoria cronica del tratto gastrointestinale di cui non si conosce la causa, ma che risulta associata ad anomalie del sistema immunitario che potrebbero essere scatenate da predisposizione genetica, alimentazione o altri fattori ambientali. I sintomi possono variare, ma spesso includono dolore e sensibilità addominale, diarrea frequente, sanguinamento rettale, perdita di peso e febbre. Attualmente non esiste una cura per la malattia di Crohn.  

Sviluppato da Johnson & Johnson, guselkumab è il primo anticorpo monoclonale completamente umano a doppia azione progettato per neutralizzare l'infiammazione a livello cellulare bloccando l'IL-23 e legandosi al CD64 (un recettore presente sulle cellule che producono IL-23). I risultati relativi al meccanismo a doppia azione - conclude la nota - sono limitati a studi in vitro che dimostrano che guselkumab si lega al CD64, espresso sulla superficie delle cellule che producono l’IL-23 in un modello di monociti infiammatori. Guselkumab è approvato nell'Ue per il trattamento della psoriasi a placche da moderata a severa (Pso) in pazienti adulti che sono candidati alla terapia sistemica e per il trattamento dell'artrite psoriasica attiva (PsA) in pazienti adulti che hanno avuto una risposta inadeguata o che hanno mostrato intolleranza a una precedente terapia con farmaci antireumatici modificanti la malattia (Dmard).È inoltre approvato per il trattamento di pazienti adulti con colite ulcerosa attiva di grado da moderato a severo che hanno avuto una risposta inadeguata, hanno perso la risposta o sono risultati intolleranti alla terapia convenzionale o a un trattamento biologico e per il trattamento di pazienti adulti affetti da malattia di Crohn attiva di grado da moderato a severo che hanno avuto una risposta inadeguata, hanno perso la risposta o sono risultati intolleranti alla terapia convenzionale o a un trattamento biologico. 

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Categoria: cronaca

14:00

Presentato da Save the Children XI edizione del Rapporto 'Le Equilibriste - La maternità in Italia 2026'

(Adnkronos) - In Italia, nonostante il crescente dibattito pubblico attorno al tema, la maternità si traduce ancora in un equilibrio fragile tra occupazione e carico di cura, tra desiderio e rinuncia, con carriere che si fermano o rallentano e difficoltà a rientrare nel mercato del lavoro. È la fotografia che emerge dall’XI edizione del Rapporto “Le Equilibriste, la maternità in Italia” diffuso oggi a pochi giorni dalla Festa della Mamma ed elaborato dal Polo Ricerche di Save the Children - l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro - che anno dopo anno racconta una realtà che fatica a migliorare. Tra i dati emerge che in Italia ha un impiego solo il 58,2% delle madri con figli in età prescolare. E per la prima volta si registra un peggioramento della situazione lavorativa in tutte le regioni del Paese, dove la penalizzazione associata alla maternità è pari al 33%. 

A fronte di una costante diminuzione delle nascite (nel 2025 se ne registrano circa 355mila con una flessione del -3,9% in un anno) e un tasso di fecondità di 1,14 figli per donna, ben al di sotto della soglia di sostituzione e della media Ue (1,34 nel 2024), l’età media al parto raggiunge i 32,7 anni e le madri under 30 sono una minoranza esigua. Quasi una donna su quattro tra i 25 e i 34 anni dichiara di non avere condizioni lavorative adeguate per avere un figlio. In Italia la penalizzazione associata alla maternità è pari al 33%, con effetti significativi e persistenti nel tempo. Guardando in particolare ai salari, nel settore privato le madri registrano una penalizzazione che può arrivare fino al 30% dopo la nascita di un figlio, mentre nel settore pubblico la penalizzazione è più contenuta (5%), ma comunque rilevante.  

Rispetto alla partecipazione al mercato del lavoro, dai dati si evince che mentre gli uomini con figli sono più presenti nel mercato del lavoro degli uomini senza figli, per le donne avere figli è associato a una minore occupazione lavorativa. Se il 78,1% degli uomini tra i 25 e 54 anni senza figli è occupato, con una percentuale che si attesta al 92,8% tra i padri con almeno un figlio minore (92,9% per chi ne ha uno e 92,7% per chi ne ha due o più), per le donne della stessa fascia d’età la situazione è molto diversa: lavora il 68,7% tra quelle senza figli, ma la quota scende al 63,2% tra le madri con almeno un figlio minorenne (67% per chi ne ha uno e 58,8% con due o più). Il tasso di occupazione scende ancora per le madri con almeno un figlio in età prescolare (58,2%). Rispetto agli scorsi anni, a fronte di un incremento dell’occupazione, anche femminile, sono proprio le donne e in particolare le madri, a beneficiare di meno del trend positivo: tra le donne 25-54enni con almeno un figlio minore, l’occupazione nel 2025 rispetto al 2024 è aumentata dello 0,1%, mentre l’aumento è dello 0,9% per gli uomini nelle stesse condizioni. 

Le differenze territoriali sono marcate: tra le madri 25-54enni con almeno un figlio minore il tasso di occupazione si attesta al 73,1% al Nord e 71% al Centro, mentre nel Sud e isole scende al 45,7%. Un fattore di protezione risulta essere il titolo di studio: tra le madri con figli minori il tasso di occupazione cresce in modo netto per le più istruite, dal 37,7% tra le donne con al massimo la licenza media, al 62,8% tra le diplomate, fino all’85,4% tra le laureate. 

Il pianeta maternità è caratterizzato anche dal part-time: ne fanno ricorso il 32,6% delle donne 25-54enni con almeno un figlio minore (di cui l’11,7% è part-time involontario), contro il 3,5% dei padri nella stessa condizione. In aumento la quota di donne occupate con contratti a termine da almeno 5 anni (da 17,4% a 19,1%). 

“La lettura dei dati ci restituisce la fotografia di un Paese in cui la maternità resta ancora uno dei principali fattori di disuguaglianza. Viviamo in un sistema che continua a scaricare i costi della genitorialità in modo sproporzionato sulle donne, come il rapporto Le Equilibriste denuncia da undici anni. Nel 2026 dobbiamo ancora rimarcare come la situazione delle madri in Italia sia addirittura peggiorata rispetto agli scorsi anni. Nonostante gli impegni annunciati, aumentano le dimissioni delle neomamme e, tra le madri più giovani, la maggior parte non studia, non lavora e non è inserita in percorsi di formazione”, ha dichiarato Antonella Inverno, responsabile Ricerca e Analisi Dati di Save the Children Italia.  

La maternità prima dei 30 anni è oggi sempre più rara e rappresenta un’eccezione: in Italia, nel 2025, le mamme tra i 20 e i 29 anni sono circa 300mila, pari al 2,9% del totale delle mamme. Solo il 6,6% dei giovani nella stessa fascia d’età è genitore. Se la presenza di genitori tra i 20 e i 29 anni è distribuita in modo relativamente uniforme sul territorio nazionale, con differenze contenute e valori solo leggermente più elevati nel Nord, è invece nella partecipazione al lavoro che emerge un divario netto, soprattutto tra uomini e donne.  

In Italia, nel settore privato il 25% delle madri under35 esce dal mercato del lavoro nell’anno della nascita del primo figlio, contro il 12% delle over35. Tra i 20-29enni, l’occupazione maschile aumenta con la genitorialità: lavora l’87,2% dei padri contro il 52,6% degli uomini senza figli, mentre per le donne accade l’opposto, con un tasso di occupazione pari al 42% tre le giovani senza figli e al 33,4% tra le madri. Il divario si amplia ulteriormente con l’aumentare dei figli: tra chi ne ha due o più, risultano occupati l’83,7% dei padri contro appena il 23,2% delle madri.  

La distanza si riflette anche nei livelli di inattività: tra i genitori 20-29enni è inattivo il 59,8% delle madri (che aumenta al 70% con due o più figli), contro appena il 6,2% dei padri (in flessione al 5,8% con due o più figli). In questo gruppo, tuttavia vi possono essere anche mamme ancora alle prese con gli studi, mentre tra le mamme giovanissime, tra i 15 e i 29 anni, il 60,9% non studia, non lavora e non è inserita in alcun percorso di formazione (Neet), contro l’11,3% dei padri. 

Anche se l’81,8% dei giovani tra i 18 e i 24 anni dichiara di voler diventare genitore in futuro, questo desiderio fatica a tradursi in scelte concrete nel breve periodo. 

Tra le donne della stessa fascia d’età, il 14,8% prevede di avere un figlio entro tre anni (11,4% “probabilmente sì” e 3,4% “certamente sì”), quota superiore a quella dei coetanei maschi. Le intenzioni crescono nella fascia 25–34 anni, raggiungendo il 41,6% tra le donne e il 35,7% tra gli uomini, ma restano indicative di una progettualità che si consolida solo con l’avanzare dell’età. 

Tra le under 35 aumentano sia le migrazioni all’estero sia quelle interne: in 10 anni, dal 2014 al 2024 le expat sono aumentate del 125%, arrivando a rappresentare quasi una giovane su dieci. Ancora più preoccupante è però la mobilità interna: secondo un approfondimento a cura di Svimez contenuto nel rapporto, le migrazioni femminili 25-34 anni, come quelle maschili, seguono quasi esclusivamente la direttrice Sud-Nord. Sempre tra il 2014 e il 2024, oltre 200mila under35 del Mezzogiorno si sono trasferite al Centro-Nord, aggravando il declino demografico del Sud, dove nel 2025 le nascite calano del 5%, più che ne resto del Paese. 

“Per sostenere davvero la genitorialità è fondamentale adottare politiche strutturali, fondate su interventi integrati: occupazione stabile, servizi per l’infanzia accessibili e di qualità, adeguati strumenti di sostegno economico e percorsi di autonomia abitativa per le giovani generazioni. Serve rafforzare un welfare coerente e coordinato lungo tutto l’arco della vita, insieme a un’organizzazione del lavoro compatibile con le responsabilità familiari”. Lo afferma Giorgia D’Errico, direttrice Affari pubblici e Relazioni istituzionali di Save the Children, sottolineando come “la condivisione della cura rappresenti una leva decisiva per ridurre le disuguaglianze di genere e rendere sostenibile la maternità. In questa direzione, è fondamentale riformare il sistema dei congedi per garantire una reale equità tra genitori, introducendo congedi paritari come diritto individuale. Allo stesso tempo, va potenziato il sistema educativo 0-6, assicurando servizi di qualità omogenei su tutto il territorio, continuità tra nidi, scuole dell’infanzia e percorsi scolastici successivi, e una piena integrazione con i servizi del territorio”. 

Il Rapporto “Le Equilibriste – La maternità in Italia 2026” propone anche quest’anno il Mothers’ Index, regionale, realizzato in collaborazione con l’Istat, che misura le condizioni delle madri attraverso sette ambiti – Demografia, Lavoro, Rappresentanza, Salute, Servizi, Soddisfazione soggettiva e Violenza – utilizzando 14 indicatori provenienti da diverse fonti del sistema statistico nazionale.  

In questa edizione la regione più “amica delle madri” è l’Emilia-Romagna (110,115), seguita dalla Provincia Autonoma di Bolzano (106,334) e dalla Valle d’Aosta (105,718), che torna sul podio dopo il forte arretramento registrato nell’edizione precedente. Segnali di miglioramento si osservano per il Piemonte, che sale dal 12esimo all’8esimo posto (103,473), e per la Calabria, che guadagna due posizioni, passando dal 18esimo al 16esimo posto (94,197). 

Al contrario, si osserva nell'indagine, si registrano arretramenti nel Nord-Est: il Friuli-Venezia Giulia scende dall’8° al 13° posto (100,801) e il Veneto dal 9° al 12° (100,978), evidenziando un indebolimento relativo nel confronto nazionale. Perdono terreno anche il Molise, che scivola dal 15° al 17° posto (94,177), e il Lazio, che passa dal 6° al 9° posto (103,469). Nel Mezzogiorno il quadro resta complessivamente stabile e su livelli inferiori alla media nazionale (101,460): l’Abruzzo, con un valore pari a 99,259, si conferma la regione meglio posizionata tra quelle meridionali (14° posto), mentre in fondo alla classifica si collocano la Basilicata (92,276), la Puglia (92,226) e la Sicilia (91,930). Nel complesso, la situazione italiana mostra un lieve peggioramento rispetto agli ultimi due anni: l’indice nazionale scende a 101,460, in calo rispetto al 102,635 del 2024 e al 102,002 del 2023. Una flessione riconducibile in particolare al peggioramento delle dimensioni della demografia, del lavoro e della salute. 

Anche la dimensione Demografia del Mothers’ Index registra un peggioramento: nel 2025 l’Italia si attesta a 94,857 punti, in calo di oltre 5 punti rispetto al 2022 e al 2023 e di 3,4 punti sull’ultimo anno. Il dato riflette il continuo calo della fecondità, con il numero medio di figli per donna che resta su livelli bassi in tutto il Paese. In questo quadro, la Provincia Autonoma di Bolzano si conferma al primo posto (130,0), seguita da altre regioni con valori superiori alla media nazionale, tra cui la Provincia Autonoma di Trento (104,286), la Sicilia (102,571) e la Campania (101,714). Solo in pochi territori si osservano segnali di crescita: nel 2025 il numero medio di figli per donna aumenta infatti soltanto nella Provincia Autonoma di Bolzano e in Valle d’Aosta (93,143), mentre nelle Marche resta stabile (92,286).  

La dimensione Lavoro del Mothers’ Index registra un peggioramento netto in tutte le regioni: nel 2025 l’Italia scende a 88,3 punti, con un calo di oltre 11 punti rispetto al 2022 e di quasi 10 punti sull’ultimo anno. A pesare sono soprattutto l’aumento della precarietà, con la quota di donne occupate in lavori a termine da almeno 5 anni salita dal 17,4% al 19,1%, e la crescita delle dimissioni delle madri con figli piccoli, passate da 4,8 a 6,8 ogni 1.000 donne occupate. Migliora solo il part-time involontario, in lieve diminuzione, ma non basta a compensare il peggioramento complessivo. Si registrano, pertanto, arretramenti anche significativi in diversi territori.  

È il caso della Valle d’Aosta, che perde ben 10 posizioni rispetto all’anno precedente (da 9° a 19° posto; 75,975), e del Piemonte, che scende dal 2° al 10° posto (87,393). In cima alla classifica del dominio lavoro si collocano le Marche, al 1° posto (99,768), seguita da Toscana (97,258) e Molise (94,938), mentre in coda si trovano la Valle d’Aosta, al 19° posto appunto (75,975), seguita da Friuli-Venezia Giulia (73,407) e Provincia Autonoma di Bolzano (38,639). A differenza dei cali, i miglioramenti registrati in alcune regioni risultano più contenuti e non compensano le perdite. Un arretramento diffuso che conferma come, da Nord a Sud, per le madri diventi sempre più difficile restare nel mercato del lavoro. 

La dimensione della Rappresentanza mostra un miglioramento complessivo: nel 2025 l’Italia raggiunge un valore di 108,108, segnalando una crescente partecipazione delle donne alla vita politica a livello locale. Un progresso che però resta disomogeneo. A guidare la classifica è l’Umbria (145,586), al 1° posto, che registra anche l’incremento più marcato degli ultimi anni, seguita dal Piemonte e Lazio (134,054 per entrambe) al 2° posto, dalla Provincia Autonoma di Trento (131,892) e dall’Emilia-Romagna (124,685). Buoni livelli si registrano anche in Veneto (123,423) e in Lombardia (110,450) mentre si mantengono su valori più contenuti altre aree del Paese. In coda si collocano Basilicata e Molise (85,586 per entrambe). Tra le regioni con valori inferiori alla media, solo il Friuli-Venezia Giulia (94,234) al 17° posto, si colloca al di fuori del Mezzogiorno, confermando una maggiore difficoltà delle regioni del Sud nel rafforzare la presenza femminile negli organi politici. 

La dimensione della Salute restituisce un quadro articolato e solo lievemente in peggioramento: nel 2025 l’Italia si attesta a 101,023, in calo rispetto al 101,739 dell’anno precedente, a causa soprattutto dell’aumento del quoziente di mortalità infantile, passato da 2,52 a 2,61 per 1.000 nati vivi. A guidare la classifica è la Provincia Autonoma di Bolzano (131,623) al 1° posto, grazie a un’offerta di consultori nettamente superiore alla media nazionale seguita dall’Emilia-Romagna (116,604) al 2° posto, e dalla Valle d’Aosta (111,857) al 3° posto. Tra le performance più interessanti si segnalano anche alcune regioni del Mezzogiorno che si collocano sopra la media nazionale, come la Sardegna (110,240) al 4° posto, la Basilicata (109,079) al 5° posto, l’Abruzzo (103,059) al 10° posto, e la Puglia (102,625) all’11° posto. In coda alla classifica si collocano invece la Campania (90,271) al 21° posto, la Provincia Autonoma di Trento (91,912) al 20° posto, e la Sicilia (92,554) al 19° posto. Un quadro che evidenzia dinamiche territoriali meno lineari rispetto ad altre dimensioni, con alcune realtà del Mezzogiorno più performanti e criticità diffuse anche in aree tradizionalmente più forti. 

La dimensione dei servizi registra un miglioramento complessivo: nel 2025 l’Italia raggiunge un valore medio di 106,543, con un rafforzamento dell’offerta su prima infanzia, tempo pieno e mensa scolastica. In testa si collocano la Provincia Autonoma di Trento (135,926) al 1° posto, la Valle d’Aosta (133,223) al 2° e la Provincia Autonoma di Bolzano (129,772) al 3°, seguite da Friuli-Venezia Giulia (125,948), Toscana (125,346) ed Emilia-Romagna (125,028). Dal punto di vista territoriale, nessuna regione del Centro è sotto la media nazionale, mentre nel Mezzogiorno solo la Sardegna (112,193) la supera. Più critico il quadro nelle altre regioni del Sud, dove l’offerta pubblica di servizi per la prima infanzia resta molto limitata: Campania, Calabria e Sicilia si fermano rispettivamente al 6,9%, 5,9% e 7,9% di presa in carico, contro una media nazionale del 18,5%. Tra i dati più significativi, il Friuli-Venezia Giulia raggiunge il 40,5%. 

La dimensione della Soddisfazione soggettiva delle donne evidenzia differenze marcate tra territori, con un divario tra primo e ultimo posto che supera i 47 punti. Al primo posto si colloca la Provincia Autonoma di Bolzano (135,398), seguita dalla Valle d’Aosta (121,520) al 2° posto e dalla Provincia Autonoma di Trento (117,420) al 3° posto. Su livelli medio-alti si collocano anche l’Umbria (113,260) al 4° posto, le Marche (112,758) al 5° posto e il Piemonte (110,906) al 6° posto. In coda si trovano la Puglia (88,339) al 21° posto, preceduta da Campania (88,756) al 20° posto e Calabria (88,866) al 19° posto.  

Infine, la dimensione della Violenza – che misura la presenza di centri antiviolenza e case rifugio per 100.000 donne – evidenzia una distribuzione fortemente disomogenea sul territorio e mostra una sostanziale stabilità nel tempo. Al primo posto si conferma nuovamente, il Friuli-Venezia Giulia (143,073), seguito dalla Provincia Autonoma di Bolzano (130,076) al 2° posto, e dall’Emilia-Romagna (129,924) al 3° posto. Su livelli elevati si collocano anche la Valle d’Aosta (125,542) al 4° posto, la Lombardia (122,972) al 5° posto e l’Abruzzo (121,159) al 6° posto. La Provincia Autonoma di Trento e la Basilicata chiudono la graduatoria di questo dominio all’ultima posizione. 

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