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08:36

Iran sotto attacco, Teheran risponde ai missili. Israele colpisce il Libano: "Non esclusa invasione di terra"

(Adnkronos) - Si allarga la crisi in Medio Oriente. Mentre continuano anche gli attacchi di Usa e Israele contro l'Iran, con nuovi raid contro Teheran e altre città, il conflitto ha coinvolto anche gruppi militanti filo-iraniani come Hezbollah, aprendo un nuovo fronte in Libano. 

Nella periferia sud di Beirut e nel Libano meridionale, gli attacchi israeliani hanno ucciso almeno 31 persone e ne hanno ferite 149, ha riferito il ministero della Salute libanese. "Abbiamo lanciato una campagna offensiva contro Hezbollah che potrebbe includere un'invasione di terra", ha annunciato Israele. 

Da parte sua un funzionario iraniano ha dichiarato che gli attacchi statunitensi e israeliani condotti nell'arco di due giorni hanno causato la morte di almeno 27 persone nel nord-ovest dell'Iran. 

Colonne di fumo si sono levate oggi, lunedì 2 marzo, nei pressi dell’ambasciata statunitense in Kuwait. Lo riferiscono i media israeliani, mentre nelle ultime ore sono risuonate nel paese del Golfo le sirene antiaeree. L'ambasciata Usa ha diffuso un avvertimento ai cittadini statunitensi, esortandoli a rifugiarsi sul posto. Un caccia è inoltre precipitato a circa dieci chilometri dalla base Usa Ali Al Salem. Dopo aver analizzato le immagini, la Cnn sottolinea che sembra trattarsi di un caccia bimotore F-15E o F/A-18. 

 

Sono stati udite forti detonazioni nei pressi dell'aeroporto iracheno di Erbil, che ospita le truppe della coalizione guidata dagli Stati Uniti. Lo ha riferito l'Afp, che in precedenza aveva dato la notizia che i sistemi di difesa aerea avevano abbattuto dei droni nei pressi dell'aeroporto. 

 

 

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Categoria: internazionale/esteri

07:33

BTP Valore marzo 2026: tassi fino al 3,50%, cedole trimestrali e premio extra 0,8%

(Adnkronos) - Parte ufficialmente oggi, lunedì 2 marzo 2026, la settima emissione del BTP Valore, il titolo di Stato pensato per gli investitori retail. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha comunicato i tassi cedolari minimi garantiti validi per il collocamento in corso fino a venerdì 6 marzo (ore 13), salvo chiusura anticipata. 

La struttura dei rendimenti è “step-up”, cioè crescente nel tempo: 

- 2,50% per il 1° e 2° anno 

- 2,80% per il 3° e 4° anno 

- 3,50% per il 5° e 6° anno 

Le cedole sono pagate ogni tre mesi, offrendo così un flusso periodico di entrate. Al termine del collocamento, il MEF potrà confermare o rivedere al rialzo i tassi definitivi in base alle condizioni di mercato del giorno di chiusura. 

 

Il titolo ha scadenza a 6 anni (2032) e prevede un premio finale extra dello 0,8% del capitale investito per chi lo detiene fino alla scadenza naturale. 

Il collocamento avviene sulla piattaforma MOT di Borsa Italiana al prezzo di 100 (alla pari), senza commissioni di sottoscrizione. 

- Investimento minimo: 1.000 euro 

-- Nessun tetto massimo 

- Ordini interamente soddisfatti (salvo chiusura anticipata) 

La sottoscrizione è possibile tramite home banking abilitato al trading online, oppure rivolgendosi alla propria banca o ufficio postale. 

 

Come per tutti i titoli di Stato italiani, il BTP Valore beneficia di: 

- Tassazione agevolata al 12,5% su cedole e premio finale 

- Esenzione dall’imposta di successione 

- Esclusione dal calcolo ISEE fino a 50.000 euro investiti in titoli di Stato 

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Categoria: internazionale/esteri

07:03

Scioperi marzo 2026, treni e aerei: quando si fermano, le date

(Adnkronos) - Treni, aerei e trasporto pubblico: a marzo 2026 c'è più di una data da segnare sul calendario per ricordare in quali giorni bisognerà fare i conti con gli scioperi.  

Primo scoglio da superare quello di lunedì 9 marzo, giorno dello sciopero generale nazionale che coinvolgerà quasi tutti i settori, pubblici e privati, con disagi a cascata non solo sui trasporti, ma anche su scuola, sanità, uffici e servizi vari. 

Il 18 marzo è la data nera del trasporto aereo, con lo sciopero nazionale del personale di Ita Airways e di Easyjet indetto da Usb Lavoro Privato, dalle 13 alle 17; di Alha a Milano e Varese indetto da Cub Trasporti da mezzanotte alle 23.59; di Gda Handling a Brescia indetto da Usb Lavoro privato da mezzanotte alle 23.59 e di Airport Handling e Dnata a Milano e Varese da mezzanotte alle 23.59 (Cub Trasporti). 

Mezzi pubblici a rischio, invece, il 27 e 28 marzo, a causa di una serie di proteste locali che interesseranno il settore del Tpl un po' in tutta Italia. Il 27 a Milano, Monza e Brianza a incrociare le braccia saranno i lavoratori di Atm per uno sciopero di 24 ore indetto da Ai Cobas; a Napoli si ferma il personale di Eav, dalle 19.00 alle 23.00 (la protesta è stata indetta da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl, Faisa Cisal); a Novara scioperano i lavoratori di Sun, dalle ore 17.30 alle 21.30, (Ai Cobas). Il giorno dopo, il 28, sarà la volta di Bari, con lo sciopero unitario indetto per l'intera giornata e che riguarderà i lavoratori di Amtab; stop anche a Molfetta, dalle 8.30 alle 12.30, per la protesta indetta da Fit Cisl e Uilt Uil e che interessa Mtm. 

Se il 9, il 18, il 27 e il 28 marzo sono le date in cui, per rilevanza nazionale o concomitanza delle mobilitazioni, il disagio sarà più evidente e diffuso, nel resto del mese non mancheranno altri scioperi locali a complicare i rapporto tra cittadini e trasporti.  

Oggi, lunedì 2 marzo, inaugurerà il mese e la settimana lo sciopero dei lavoratori di Sasa a Bolzano, proclamato da Orsa Trasporti, Usb Lavoro Privato e Ugl, che vedrà i lavoratori fermarsi dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e dalle 15.00 a fine servizio.  

Il 6 marzo sarà la volta di Napoli: qui, Confail Faisa ha proclamato lo sciopero di 24 ore di tutto il personale viaggiante, divisione ferro-linee vesuviane, dei dipendenti Eav, nel rispetto delle fasce orarie di garanzia. 

Il 13 marzo scioperano, dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e dalle ore 15.00 a fine servizio, i lavoratori di Arriva Udine. Il 16 marzo giornata nera del trasporto pubblico locale siciliano quando si fermeranno i lavoratori di Etna Trasporti a Catania (dalle ore 00.00 alle ore 5.59, dalle ore 9.00 alle ore 13.29 e dalle ore 16.30 alle 23.59), di Autoservizi Russo e Segesta Autilinee a Palermo e di Interbus a Enna dalle ore 00.00 alle ore 5.59, dalle ore 9.00 alle ore 13.29 e dalle ore 16.30 alle 23.59. Il 16 marzo la protesta toccherà anche l'Abruzzo con lo sciopero dell'intera giornata, nel rispetto delle fasce di garanzia, di Tua, protesta indetta da Orsa Trasporti. 

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Categoria: economia

00:17

Ucraina, Zelensky: "Russia sta preparando nuovi attacchi contro infrastrutture"

(Adnkronos) - La Russia sta preparando nuovi attacchi contro le infrastrutture ucraine. A suonare il campanello d'allarme, secondo quanto riferisce Ukrinform, è il presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky nel suo videomessaggio e citando i rapporti dell’intelligence.  

"Sappiamo che i russi non intendono fermare i loro attacchi. È un dato di fatto. Stanno preparando nuovi attacchi. Contro le infrastrutture. L’intelligence fornisce le informazioni pertinenti. Pertanto, tutti coloro il cui lavoro o servizio è proteggere l’Ucraina dagli attacchi devono essere concentrati in primavera, ora, come lo sono stati in inverno", ha sottolineato Zelensky. 

Secondo il presidente ucraino, ogni minaccia deve ricevere una risposta e gli obiettivi russi devono essere abbattuti il più possibile. "La situazione in Medio Oriente dimostra quanto sia difficile garantire una protezione al 100% contro missili e droni Shahed. Anche nei Paesi del Golfo, che dispongono di sistemi di difesa aerea migliori di quelli finora forniti a noi dai nostri partner e in numero maggiore, non riescono comunque ad abbattere tutti i missili balistici. Ci sono anche Shahed che non sono stati fermati dai sistemi di difesa aerea nella regione. Tutti vedono ora che la nostra esperienza nella difesa è in gran parte insostituibile", ha affermato Zelensky. 

Il presidente dell'Ucraina ha spiegato che Kiev è pronta a condividere questa esperienza e ad aiutare quei Paesi che l’hanno sostenuta durante l’inverno e nel corso della guerra. "L’Europa deve ancora dotarsi di una reale forza, di una reale capacità di difendere il proprio cielo, la propria terra e il proprio mare da qualsiasi tipo di attacco. In particolare, ciò richiede la costruzione di una sufficiente capacità produttiva di difesa aerea — sia contro i droni sia contro i missili balistici", ha evidenziato Zelensky. Come riportato da Ukrinform, la Russia ha lanciato contro l’Ucraina 738 missili, oltre 14.600 bombe aeree guidate e quasi 19.000 droni nel corso dell’inverno. 

 

"Oggi è il giorno in cui ognuno di noi può dire a ragione: abbiamo superato questo inverno, il più difficile di tutti gli anni di guerra. I russi volevano trasformare questo inverno nella distruzione dell'Ucraina e degli ucraini", aveva sfatto presente Zelensky sottolineando: "Ma l'Ucraina non si è spezzata. Abbiamo preservato il nostro sistema energetico. L'Ucraina ha respinto un gran numero di massicci attacchi quest'inverno".  

Zelensky ha reso noto che, nel corso della stagione invernale, le forze armate russe hanno lanciato 738 missili, oltre 14.600 bombe aeree guidate e quasi 19.000 droni d'attacco: "Ma nonostante tutto, gli ucraini hanno superato questo difficile inverno, quando la Russia non ha nemmeno cercato giustificazioni per i suoi attacchi bestiali contro le infrastrutture critiche civili". 

Zelensky ha inoltre specificato che la maggior parte dei droni impiegati dalle forze russe in queste operazioni offensive erano modelli di fabbricazione russo-iraniana, identificati come Shahed. Ha aggiunto che questi stessi droni vengono attualmente impiegati dal regime iraniano contro nazioni del Medio Oriente.  

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Categoria: internazionale/esteri

00:14

Iran, si muove l'Europa. Francia, Germania e Gb "pronte a azioni difensive"

(Adnkronos) -  Francia, Germania e Regno Unito sono pronte a difendere i propri interessi e quelli dei propri alleati nel Golfo, se necessario, adottando "azioni difensive" contro l'Iran. L'Europa batte un colpo nella crisi che infiamma il Medio Oriente, a 48 ore dall'attacco portato da Stati Uniti e Israele contro Teheran. 

Parigi, Berlino e Londra prendono posizione con una dichiarazione congiunta. I 3 paesi si dicono "sconvolti dagli attacchi missilistici indiscriminati e sproporzionati lanciati dall'Iran contro i Paesi della regione", in rappresaglia per quelli condotti da Stati Uniti e Israele in Iran. 

"Adotteremo misure per difendere i nostri interessi e quelli dei nostri alleati nella regione, potenzialmente consentendo azioni difensive necessarie e proporzionate per distruggere la capacità dell'Iran di lanciare missili e droni alla fonte", si legge nella dichiarazione congiunta. 

La Francia in particolare esprime la sua ''condanna inequivocabile, la piena solidarietà e il totale sostegno'' ai '' Paesi del Medio Oriente sono stati presi di mira da attacchi massicci e ingiustificati da parte dell'Iran'', dice il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot in un post su 'X' 

''Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Kuwait, Oman e Giordania vengono trascinati in una guerra che non hanno scelto'', aggiunge Barrot dicendo di essere ''in stretto contatto con i rispettivi ministri degli Esteri''. 

 

Il Regno Unito "non si unirà all'offensiva in Iran", ma ha accettato di consentire agli Stati Uniti di utilizzare le basi militari britanniche per colpire i siti missilistici iraniani, chiarisce nelle stesse ore il premier britannico Keir Starmer, dando un aggiornamento sulla situazione in Medio Oriente. 

"Tutti ricordiamo gli errori commessi in Iraq e ne abbiamo imparato qualcosa", ha osservato il primo ministro britannico in un video pubblicato su X.  

"Non siamo stati coinvolti negli attacchi iniziali contro l'Iran e non ci uniremo ad azioni offensive ora", dice Starmer nel videomessaggio pubblicato sui social, aggiungendo di ritenere che "la strada migliore per la regione e per il mondo sia una soluzione negoziata". Tuttavia, precisa, la Gran Bretagna sostiene "l'autodifesa collettiva dei nostri alleati e del nostro popolo nella regione" perché "l'Iran sta perseguendo una strategia di terra bruciata". 

 

L’Unione europea segue "con la massima preoccupazione" gli sviluppi in Iran e in Medio Oriente ed esorta tutte le parti alla de-escalation, chiedendo "massima moderazione, protezione dei civili e pieno rispetto del diritto internazionale", inclusi i principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto umanitario internazionale, ha affermato l'Alto rappresentante degli Affari esteri Ue, Kaja Kallas, in un comunicato a nome dei 27 membri. Bruxelles sottolinea che "il Medio Oriente rischia di perdere enormemente da una guerra prolungata" e definisce "inaccettabili" gli attacchi iraniani e le violazioni della sovranità di diversi Paesi della regione. 

L’Ue ricorda di aver adottato "ampie sanzioni" contro Teheran in risposta alla "brutale repressione e alle violazioni dei diritti umani contro il popolo iraniano", nonché alle minacce alla sicurezza regionale e internazionale legate ai programmi nucleare e missilistico balistico e al sostegno a gruppi armati. Bruxelles afferma che continuerà a "proteggere la sicurezza e gli interessi dell’Ue, anche attraverso ulteriori sanzioni", ribadendo l’impegno diplomatico per "impedire all’Iran di acquisire un’arma nucleare" e chiedendo piena cooperazione con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica. 

Dal canto suo la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen ha avuto un colloquio al telefono con l'emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani. ''Abbiamo discusso delle conseguenze degli attacchi sconsiderati e indiscriminati dell'Iran contro il Paese. Con la regione in profonda crisi, il Qatar può contare su una forte solidarietà europea'', ha scritto Von der Leyen in un post. 

''Il rischio di un'ulteriore escalation è reale. Ecco perché è urgentemente necessaria una transizione credibile in Iran. Una transizione che ripristini la stabilità e apra la strada a una soluzione duratura'', ha aggiunto affermando la necessità di ''interrompere i programmi nucleari e missilistici militari dell'Iran e le azioni destabilizzanti in aria, terra e mare. Soprattutto, si deve e sostenere le aspirazioni democratiche del coraggioso popolo iraniano''. 

 

L'Ue nel frattempo rafforzerà la sua missione navale nel Mar Rosso con ulteriori navi, poiché la rappresaglia dell'Iran agli attacchi Usa-Israele minaccia il traffico marittimo. Due nuove navi francesi si uniranno alla missione Aspides dell'UE, portando a cinque il numero di navi da guerra partecipanti, ha dichiarato un diplomatico europeo all'Afp a condizione di anonimato, dopo che i ministri degli Esteri dei 27 Paesi dell'Unione hanno tenuto colloqui sull'Iran. 

 

''L'Europa farà ascoltare la sua voce, anche dopo che sarà chiusa la fase incandescente, per avviare un dialogo diplomatico a favore della transizione in Iran'', dice il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa alla Farnesina. ''E' stata confermata la decisione di continuare con le missioni Aspides e Atalanta'', ha aggiunto Tajani al termine di una riunione straordinaria del Consiglio Affari Esteri Ue. 

Durante la riunione, spiega Tajani, è stata riconosciuta ''la responsabilità dell'Iran'', è stata espressa ''solidarietà totale ai Paesi del Golfo aggrediti dall'Iran. Sono stati espressi preoccupazione e coinvolgimento comune per tutelare i cittadini europei che vivono o sono di passaggio nell'area'' con un ''coordinamento per il loro rientro in Europa''. 

 

Il comandante supremo alleato della Nato in Europa, il generale statunitense Alexus Grynkewich, sta seguendo "da vicino" gli sviluppi in Iran e in Medio Oriente, adeguando le forze alle necessità per difendere l’Alleanza da "potenziali minacce", spiega la Nato in un post su X. 

L'Alleanza "ha adeguato e continuerà ad adeguare la postura di forza della Nato per garantire la sicurezza dei suoi 32 Paesi membri e difendere l’alleanza da potenziali minacce", citando il rischio rappresentato da "missili balistici o veicoli aerei senza pilota provenienti da questa o altre regioni". 

 

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Categoria: internazionale/esteri

00:13

Iran, chi guida il Paese dopo l'uccisione di Khamenei: le 4 figure chiave

(Adnkronos) - Dopo l'uccisione della Guida Suprema, Ali Khamenei, in un attacco congiunto di Israele e Stati Uniti, l'Iran ha annunciato l'avvio della procedura costituzionale per la successione, con la formazione di un Consiglio di leadership ad interim.  

L'Iran avrà una nuova Guida Suprema "entro uno o due giorni", ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Il Consiglio è composto dal presidente, dal capo del potere giudiziario e da un giurista del Consiglio dei Guardiani. Un ruolo centrale nella fase di transizione è attribuito anche al capo del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale. Ecco i profili dei protagonisti. 

 

Masoud Pezeshkian, 71 anni, è uno dei tre membri del Consiglio ad interim che guiderà il Paese fino all'elezione della nuova Guida Suprema da parte dell'Assemblea degli Esperti. Cardiochirurgo di formazione e politico riformista, è entrato in carica nel giugno 2024 dopo la morte del suo predecessore, Ebrahim Raisi, in un incidente in elicottero. 

Nato nel 1954 a Mahabad, nella provincia dell'Azerbaigian Occidentale, da padre iraniano di origine turca e madre curda, è considerato un tecnocrate dal profilo pragmatico. Ha guidato il governo in una fase segnata dalla guerra di 12 giorni con Israele e da proteste per il caro vita. Dopo la morte di Khamenei ha definito l’attacco una "dichiarazione di guerra contro i musulmani", affermando che la risposta dell'Iran sarà un "dovere e un diritto legittimo". 

 

Gholamhossein Mohseni Ejei, 68 anni, è un religioso sciita di lungo corso nell'apparato giudiziario e di sicurezza della Repubblica islamica. Nato nella provincia di Isfahan, è stato nominato capo del potere giudiziario nel 2021 proprio da Khamenei. 

Formatosi nella città santa di Qom, dove ha completato gli studi islamici, detiene il titolo religioso di hojatoleslam, un grado inferiore a quello di ayatollah. Nel 2010 è stato sanzionato dagli Stati Uniti per "gravi violazioni dei diritti umani" legate alla repressione delle proteste seguite alla contestata rielezione del presidente Mahmoud Ahmadinejad nel 2009, quando ricopriva l'incarico di ministro dell'Intelligence. 

 

Alireza Arafi, 65 anni, è il religioso scelto per far parte del Consiglio di leadership ad interim. Dirige il centro che sovrintende ai seminari sciiti in Iran ed è secondo vice presidente dell'Assemblea degli Esperti, l'organo incaricato di nominare e vigilare sulla Guida Suprema. È inoltre membro del Consiglio dei Guardiani. 

Trasferitosi a Qom nel 1971 per studiare scienze islamiche, secondo il suo sito ufficiale fu incarcerato a 16 anni per opposizione allo Shah Mohammad Reza Pahlavi. Considerato il meno noto dei tre membri del Consiglio, ha in genere mantenuto toni prudenti, ma dopo la morte di Khamenei ha affermato che "la nazione continuerà sul cammino della rivoluzione" e che sarà vendicato "il sangue del popolo, dei giovani e degli studenti". 

 

Ali Larijani, 68 anni, guida il Supremo Consiglio per la sicurezza nazionale ed è ritenuto una figura chiave nella gestione della transizione. Nato nel 1957 a Najaf, in Iraq, da una famiglia religiosa influente e vicina al fondatore della Repubblica islamica, Ruhollah Khomeini, ha ricoperto ruoli di primo piano nelle forze armate, nei media di Stato e nel Parlamento. 

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Categoria: internazionale/esteri

00:12

Roma, auto non si ferma a controllo polizia e in fuga provoca incidente: 3 morti

(Adnkronos) -  Non si sono fermati a un controllo della Polizia e mentre fuggivano hanno provocato un incidente in cui sono morte tre persone. E' accaduto a Roma, in via Collatina nella zona del Quarticciolo.  

L'auto in fuga ha invaso la corsia opposta di marcia e si è scontrata con una macchina: tre persone - padre, madre e figlio - a bordo della vettura travolta sono morte. 

I tre sudamericani che erano a bordo della macchina in fuga - uno bloccato dagli agenti e gli altri due trasportati in ospedale - sono stati arrestati con l'accusa di omicidio stradale. I tre sono anche accusati di violazione degli obblighi verso funzionari, ufficiali e agenti, resistenza, porto di oggetti atti allo scasso e resistenza in vincolo di continuazione.  

Da una prima verifica all’interno della vettura in fuga sono stati trovati jammer e cacciaviti atti allo scasso.  

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Categoria: cronaca

23:39

Iran, Putin 'perde' anche Khamenei dopo Assad e Maduro

(Adnkronos) - Prima il presidente siriano Bashar al-Assad, poi il leader venezuelano Nicolas Maduro e ora la Guida suprema iraniana, l'Ayatollah Ali Khamenei. Nell'arco di un anno e mezzo il leader del Cremlino Vladimir Putin ha perso molti dei suoi principali alleati stranieri e il Cremlino, impantanato nella guerra in Ucraina, fatica a reagire. Finora Putin ha inviato una lettera di condoglianze al presidente Masoud Pezeshkian descrivendo Khamenei come "un eccezionale statista che ha dato un immenso contributo personale allo sviluppo di relazioni amichevoli tra Russia e Iran". Pur denunciando una "cinica violazione" della "moralità e del diritto internazionale", Putin e le autorità russe non hanno annunciato ufficialmente alcun aiuto concreto a Teheran di fronte ai continui attacchi aerei americani e israeliani. Inoltre ieri, secondo Mosca, è stato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi a chiamare il suo omologo russo, Sergey Lavrov, all'inizio degli attentati. 

Per l'esperto russo Alexander Baunov del Carnegie Center, la morte di Khamenei mette il presidente russo in una "situazione difficile". Dalla rielezione di Donald Trump, Putin ha cercato di ottenere il favore di Washington nei negoziati per porre fine alla guerra in Ucraina. Ma la cattura di Maduro il 3 gennaio da parte Usa ha segnato la perdita di un altro partner di Mosca. Anche in questo caso, il Cremlino si è trovato impotente. "Per due volte in due mesi, Putin non è riuscito a svolgere il suo ruolo di salvatore", ha osservato Baunov sul suo account Telegram. E, nel caso di Khamenei, secondo l'esperto "l'assassino è il suo amico Trump". 

In precedenza, Putin era almeno riuscito ad aiutare l'ex leader ucraino Viktor Yanukovych a trovare rifugio in Russia nel febbraio 2014. Aveva anche offerto asilo a Bashar al-Assad e alla sua famiglia dopo la sua caduta in Siria nel dicembre 2024. 

A differenza del caso Maduro, la morte di Khamenei è avvenuta in una parte del mondo che la Russia considera il suo "emisfero", spiega Baounov. L'esperto paragona questo assassinio a quello del leader libico e alleato del Cremlino Muammar Gheddafi nel 2011 che, secondo Baounov, ha segnato "una svolta nella politica russa" e uno dei punti che Putin ha sfruttato per "rompere con l'Occidente". Teheran è tra gli alleati più stretti di Mosca durante l'offensiva in Ucraina. Kiev e l'Occidente accusano Teheran di fornire a Mosca armi e tecnologia militare, come i droni Shahed che la Russia utilizza quotidianamente per bombardare l'Ucraina. Inoltre lo scorso anno Russia e Iran hanno firmato un partenariato strategico per rafforzare i loro legami, anche in ambito militare. 

Oltre alla perdita di un alleato chiave come Khamenei, le conseguenze per Mosca del conflitto in corso in Iran sono ancora difficili da valutare. Il parlamentare russo Anatoly Vasserman, intervistato dal media russo MK.ru, ha affermato che la guerra potrebbe avvantaggiare la Russia a breve termine se portasse a un forte aumento dei prezzi del petrolio, ma potrebbe porre "gravi problemi" agli Stati Uniti e a Israele a lungo termine se le autorità iraniane "resistessero". 

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Categoria: internazionale/esteri

23:08

Iran, Trump: "Operazione durerà 4 settimane, Teheran vuole parlare"

(Adnkronos) - Donald Trump è pronto al dialogo con il 'nuovo' Iran ma l'attacco non si ferma. L'operazione che gli Stati Uniti conducono con Israele non si fermerà e durerà almeno un mese. Il presidente americano delinea l'agenda e lancia segnali a Teheran in un momento cruciale dopo l'uccisione dell'ayatollah Ali Khamenei. 

 

I contatti, dice Trump, sono già stati stabiliti con l'attuale vertice iraniano. La repubblica islamica sta riorganizzando il proprio assetto dopo l'eliminazione di una serie di figure apicali e Trump, l'unico esponente dell'amministrazione a parlare nella giornata di domenica, lancia segnali misti. "Mi aspetto che l'operazione duri almeno quattro settimane. Siamo più avanti del previsto", dice. Secondo il New York Times, Usa e Israele hanno colpito 2000 obiettivi. 

"Le operazioni militari proseguiranno fino a quando non avremo raggiunto tutti i nostri traguardi. Il loro intero comando militare è stato distrutto, e molti vogliono arrendersi per avere salva la vita. Sono migliaia. Chiedo ai Guardiani della Rivoluzione e ai militari di deporre le armi per ottenere una piena immunità. Altrimenti, avranno morte certa", afferma. 

 

I nuovi dirigenti iraniani "vogliono parlare" con gli Stati Uniti e "stanno parlando", spiega senza però precisare chi sia coinvolto né il contenuto dei colloqui. "Ci sono buoni candidati" dopo l'uccisione di Khamenei: "Era un uomo malvagio, aveva le mani sporche del sangue di migliaia di americani ed è stato responsabile dell'uccisione di centinaia di migliaia di innocenti. Quando la sua morte è stata annunciata, le grida di gioia si sono sentite ovunque in Iran". L'uscita di scena dell'ayatollah rende "la via diplomatica più facile". 

Un passo deciso di Teheran sarebbe sufficiente per fermare gli attacchi? "Non lo so. Potrei considerarlo se ci soddisfano, ma per ora non ci sono riusciti. Un regime iraniano armato con missili balistici e armi nucleari sarebbe una minaccia diretta per ogni americano: non possiamo permetterlo. Da quasi 50 anni questi estremisti sono il principale sponsor mondiale del terrorismo, ma noi siamo la nazione più potente: le loro minacce non dureranno ancora a lungo". 

Il traguardo finale è un 'regime change' che, a sentire Trump, consenta al popolo iraniano di sfruttare la "chance unica" di riconquistare la libertà. Per creare i presupposti di una svolta, serve un'operazione prolungata. "L'operazione Furia Epica è una delle più massicce e complesse mai viste. Abbiamo già colpito centinaia di obiettivi: è sempre stato un processo di quattro settimane. Il Paese è grande, ci vorranno quattro settimane o meno", sottolinea Trump, che rivendica i risultati ottenuti nelle prime 48 ore di azione. 

''Sono stato informato che abbiamo distrutto e affondato 9 navi militari iraniane, alcune delle quali relativamente grandi e importanti. Stiamo cercando di colpire anche le altre: presto galleggeranno anche loro sul fondo del mare. In un altro attacco, abbiamo in gran parte distrutto il loro quartier generale navale'', scrive sul social Truth. 

 

Il presidente risponde a tutti i principali media americani e posta messaggi per tutto l'arco della giornata, caratterizzata dalle notizie relative alla morte di 3 soldati americani in Kuwait. L'Iran, dopo il durissimo colpo subito all'alba di sabato 28 febbraio, ha reagito e ha iniziato a martellare l'intera regione. Missili contro Israele, droni contro le basi americane nei vari paesi del Golfo: Qatar e Bahrain, Arabia Saudita e Kuwait, fino agli Emirati Arabi. 

"Ci aspettiamo delle vittime in un’operazione del genere. Ne abbiamo avute tre, ma ci aspettiamo delle perdite. Piangiamo la morte dei veri patrioti americani che hanno fatto il sacrificio più grande per la nostra nazione. Purtroppo, ce ne saranno probabilmente altri: faremo di tutto per evitarlo. Gli Usa vendicheranno la morte degli americani", assicura. "Alla fine, però, l'operazione sarà un grande affare per il mondo", dice. "I patrioti iraniani in questo momento devono essere forti, eroici e riprendersi il paese. L'America è con voi: ho fatto una promessa e la mantengo. Il resto tocca a voi". 

 

Trump ha avuto contatti nelle ultime ore, tra gli altri, con Bahrain e Emirati Arabi. Gli stati del Golfo si sono impegnati a difendersi dagli attacchi iraniani, anche "rispondendo all'aggressione" se necessario, dopo che il Consiglio di Cooperazione del Golfo si è riunito in videoconferenza per formulare una risposta unitaria. I ministri degli Esteri dei sei stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo - Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Arabia Saudita, Oman, Qatar e Kuwait, tutti vittime di attacchi iraniani - hanno "esaminato gli ingenti danni derivanti dai perfidi attacchi iraniani" e discusso le misure per ripristinare la stabilità nella regione. 

I paesi del Golfo "adotteranno tutte le misure necessarie per difendere la propria sicurezza e stabilità e per proteggere i propri territori, cittadini e residenti, inclusa la possibilità di rispondere all'aggressione", si legge in una dichiarazione rilasciata dopo la riunione. Hanno inoltre chiesto la "cessazione immediata di questi attacchi", aggiungendo che la stabilità della "regione del Golfo non è solo una preoccupazione regionale, ma un pilastro fondamentale della stabilità economica globale". 

 

 

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Categoria: internazionale/esteri

22:43

Dieta per cuore e cervello, 5 cibi molto utili e poco usati

(Adnkronos) - Il legame tra alimentazione e salute è costantemente sotto i riflettori della scienza. Le proprietà di cibi e bevande sono note, come gli effetti sul benessere. Studi e ricerche allargano costantemente il proprio raggio, arrivando a 'indagare' ingredienti spesso fuori dai radar e dalla tavola. La Bbc si sofferma sulla 'cinquina' di alimenti scelti tra una rosa enorme di 1000 'candidati'. 

 

La bietola ha proprietà neuroprotettive, contribuisce a proteggere il sistema nervoso dagli effetti dell'invecchiamento. La bietola contiene nitrati, che aiutano l'organismo a produrre ossido nitrico, molecola che migliora la circolazione con effetti positivi sulla pressione sanguigna. La bietola contiene anche polifenoli, tra cui quercetina, kaempferolo e isoramnetina, antiossidanti che frenano i processi di infiammazione. La bietola è anche una buona fonte di fibre e contiene magnesio, vitamina K e luteina, importante per la salute degli occhi e del cervello. Un consiglio in cucina: meglio non bollirla troppo, altrimenti si rischiano di eliminare alcuni nutrienti. 

 

Il crescione è una verdura ricchissima di vitamine del gruppo B (B1, B2, B3, B6, C, E) e contiene calcio, magnesio, ferro e polifenoli, composti antiossidanti e antinfiammatori. La presenza di luteina e beta-carotene, che contribuiscono a sostenere la salute degli occhi e il sistema immunitario. Il consumo regolare di tale alimento contrasta i processi di infiammazione, collegati a lungo termine a malattie cardiache e al diabete. Fondamentale anche l'azione che contribuisce a ridurre i livelli di colesterolo cattivo. 

Con i broccoli, evidenzia la Bbc, è la fonte primaria di fenilisotiocianato, composto organico noto per la capacità di rallentare la crescita delle cellule tumorali. Il World Journal of Psychiatry, nel 2018, ha evidenziato le proprietà antidepressive per la densità di nutrienti, tra cui ferro, acidi grassi omega-3, magnesio, potassio e vitamine. 

 

Le mandorle sono ricche di acidi grassi monoinsaturi e vitamina E. Il consumo regolare, secondo le indicazioni di un nutrizionista, può aiutare a combattere il diabete e a migliorare la salute cardiovascolare riducendo il colesterolo 'cattivo' e consolidando quello 'buono'. Le proprietà delle mandorle sono legate ad uno studio che ha coinvolto 77 soggetti: ogni giorno hanno assunto 320 calorie in mandorle o cracker per 12 settimane. 

Tutti i partecipanti presentavano fattori di rischio per malattie croniche, come malattie cardiache o diabete di tipo 2, come l'ipertensione. Dopo il periodo di test, coloro che avevano mangiato le mandorle presentavano livelli più bassi di colesterolo 'cattivo', una migliore funzionalità intestinale e una riduzione dello stato generale di infiammazione. 

Un'altra ricerca del 2022, con 87 soggetti coinvolti, ha messo a confronto gli effetti legati al consumo di mandorle e di un muffin, ogni giorno per quattro settimane: le mandorle, intere o tritate, hanno favorito l'assunzione di acidi grassi monoinsaturi, fibre, potassio e altri nutrienti importanti. In particolare, è stato registrato l'aumento del livello di butirrato, un acido grasso a catena corta che alimenta le cellule che rivestono il colon. 

 

La barbabietola non è propriamente una rarità nelle ricette. In genere, però, si tende a consumare quasi sempre solo la radice. "La barbabietola è, in pratica, comunemente intesa come la radice ed è così che viene tipicamente venduta, preparata e utilizzata. Di conseguenza, le foglie tendono a non rientrare nelle consuete abitudini alimentari e spesso vengono semplicemente scartate", osserva il professor Luis Gustavo Saboia Ponte, ricercatore brasiliano all'Universidade Estadual de Campinas (Unicamp) e docente alla Universidade Paulista (Unip). 

"Le abitudini culturali influenzano fortemente ciò che è considerato commestibile o desiderabile, e in alcuni contesti, le parti a foglia delle verdure sono considerate secondarie o semplicemente sconosciute nella cucina quotidiana", afferma, evidenziando che le foglie di barbabietola sono ricche di calcio, ferro, vitamina K e vitamine del gruppo B. 

Le foglie di barbabietola tendono a contenere livelli più elevati di proteine ​​e minerali e contengono composti con proprietà antiossidanti. In uno studio del 2019 su sovrappeso e adulti obesi con alti livelli di colesterolo 'cattivo', i partecipanti hanno mangiato foglie di barbabietola liofilizzate per quattro settimane. Risultato: riduzione del colesterolo. L'utilità della barbabietola, evidenzia Ponte, non va enfatizzata: servono ulteriori studi per confermare che le numerose proprietà vengano mantenute anche nel processo digestivo. 

 

I semi di zucca contengono elevate quantità di acidi grassi polinsaturi e monoinsaturi, associati a numerosi benefici per la salute e a un rischio più basso di contrarre numerose malattie. I semi di zucca contengono anche acido linoleico, acido oleico e acido palmitico, tutti con proprietà benefiche per il cuore. 

È stato anche dimostrato, evidenzia la Bbc, che i semi di zucca hanno proprietà neuroprotettive. Ciò significa che possono contribuire a proteggere il nostro sistema nervoso dai danni al cervello e ai nervi dovuti all'esposizione a sostanze tossiche, tra cui piombo e mercurio, o all'assunzione di medicinali e alcune bevande alcoliche. 

In uno studio pubblicato nel 2025, gli scienziati hanno diviso 50 ratti in cinque gruppi. Per due settimane, un gruppo ha ricevuto una dieta base, mentre agli altri sono stati somministrati integratori di semi di zucca tostati o crudi in due diverse quantità. 

Tutti i ratti a cui erano stati somministrati i semi di zucca hanno mostrato miglioramenti nelle funzioni cognitive e a livello di memoria. I maggiori benefici sono stati associati ai semi tostati:il processo di tostatura rende i nutrienti dei semi più biodisponibili, scomponendo le cellule. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Categoria: cronaca

21:23

Sanremo, la battuta di Conti alla moglie scatena polemiche. E lui replica: "Ha riso con me"

(Adnkronos) - Carlo Conti mette la parola fine sull'ultima polemica di Sanremo 2026. Oggi, domenica 1 marzo, il conduttore ha risposto a chi lo criticava per aver 'impedito' alla moglie Francesca Vaccaro di vestirsi come una delle ballerine che hanno animato la finale del festival che ha incoronato Sal Da Vinci davanti a Sayf e Ditonellapiaga. 

Dopo l'esibizione di Samurai Jay, in cui sul palco dell'Ariston si sono esibite diverse ballerine, Conti è sceso in platea, dove in prima fila era presente la moglie e si è lasciato andare a una battuta giudicata di cattivo gusto: "Senti, mogliettina mia, siccome so che ti piacciono i jeans, quel modello che aveva la signorina, non lo comprare, va bene? Grazie. È pura gelosia!", aveva detto Conti ridendo. 

Sul web si sono scatenate le polemiche e così oggi il conduttore ha deciso di chiudere ogni discorso. Conti ha pubblicato una storia sul proprio profilo Instagram ufficiale, postando la foto della ballerina in questione con la didascalia: "Ps. Mia moglie ha capito di quali jeans parlavo ed ha riso con me", il tutto accompagnato dall'hashtag leggerezza. 

 

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Categoria: spettacoli

20:29

FantaSanremo, LDA e Aka7even trionfano: la classifica finale

(Adnkronos) - LDA e Aka 7even hanno vinto il FantaSanremo, il fantasy game dedicato al Festival di Sanremo. Sul podio del 'gara bilaterale' al Festival - così come l'ha ribattezzata Elettra Lamborghini - si piazzano seconde le Bambole di Pezza e al terzo posto Sal Da Vinci. Ecco tutta la classifica completa del FantaSanremo 2026.  

1. Lda e Aka 7even - 780 punti 

2. Bambole di pezza - 570 punti 

3. Sal Da Vinci - 520 punti 

4. Samurai Jay - 512 punti 

5. Dargen D'Amico - 484 punti 

6. Ditonellapiaga - 460 

7. Elettra Lamborghini - 427 punti 

8. Eddie Brock - 420 punti 

9. J-Ax - 411 punti 

10. Sayf - 405 punti 

11. Leo Gassmann - 366 punti 

12. Ermal Meta - 344 punti 

13. Arisa - 325 punti 

14. Malika Ayane - 298 punti 

15. Fulminacci - 282 punti 

16. Serena Brancale - 266 punti 

17. Fedez e Masini - 240 punti 

18. Luchè - 237 punti 

19. Levante - 218 punti 

20. Enrico Nigiotti - 211 punti 

21. Tommaso Paradiso - 208 punti 

22. Michele Bravi -207 punti 

23. Maria Antonietta e Colombre - 199 punti 

24. Mara Sattei - 198 punti 

25. Nayt - 175 punti 

26. Patty Pravo - 173 punti 

27. Tredici Pietro - 164 punti 

28. Francesco Renga -135 punti 

29. Raf - 130 punti 

30. Chiello - 80 punti 

 

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Categoria: spettacoli

20:21

Referendum giustizia, pm Di Matteo: "D'accordo con Gratteri, mafiosi e grandi criminali voteranno Sì"

(Adnkronos) - "Sono perfettamente d'accordo con Nicola Gratteri. Insieme alle persone per bene che voteranno Sì, voteranno Sì i massoni, i grandi architetti del sistema corruttivo e i mafiosi". Così il magistrato Nino Di Matteo, intervenendo a Roma alla presentazione del volume Di Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, 'Perché No - Guida al Referendum su magistratura e politica in poche e semplici parole' relativamente a quanto detto dal procuratore di Napoli Gratteri.  

"Gli autori della riforma partono dalla necessità e dal quotidiano esercizio di una denigrazione della magistratura. Quando ci bombardano di notizie e giudizi negativi sulla magistratura, dal caso Garlasco al caso Tortora, ai bambini della casa del bosco, parlano male della magistratura, la delegittimano agli occhi del popolo, parlando alla pancia di quanti hanno interesse a una delegittimazione della magistratura e questi sono i massoni, i mafiosi. Quando i mafiosi, quelli che ragionano, pensano che una parte politica possa andare contro la magistratura, già loro hanno deciso per chi votare. E d'altra parte ne abbiamo esperienze, anche consacrate in sentenze passate in giudicato, quando nel 1987 alcuni partiti, il Psi, il partito radicale, furono fautori della riforma sulla responsabilità civile dei magistrati, i mafiosi erano talmente entusiasti che, anche cambiando quelle che allora erano le loro inclinazioni verso la Dc, decisero di votare per i socialisti e i radicali", ha detto Di Matteo.  

"Il sì è fondato sul presupposto della necessità di indebolire la magistratura, di denigrare la magistratura e la mafia ha bisogno che agli occhi del popolo la magistratura risulti delegittimata. E questa è una regola che è assolutamente evincibile da ogni minima esperienza di indagini e processi di mafia - ha spiegato Di Matteo - Quindi ci saranno le persone perbene che voteranno sì, ci mancherebbe. Ma io credo che proprio sulla base di questo presupposto i mafiosi, i grandi criminali, voteranno sì". 

“Lette le parole del pubblico ministero Nino Di Matteo si prova soltanto una grande, infinita pena. È il delirio di un invasato animato dal pregiudizio che non ha alcun rispetto per l’intelligenza e la storia. Non è neppure il caso di confutare un’analisi così ridicola e superficiale. Con lo stesso metro si potrebbe dire che negli anni Novanta un sindaco di Palermo di sinistra eletto con il 75% dei voti avesse calamitato su di sé i voti della mafia. Sarebbe ridicolo, appunto. Qui però siamo oltre e non c’è sdegno che possa contenere cotanta infamia”, afferma Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e vicepresidente della Camera, responsabile della campagna referendaria per il Sì di Forza Italia. 

 

“Le parole pronunciate da Nino Di Matteo sono indegne e inaccettabili. Attribuire, in maniera generalizzata e suggestiva, il voto favorevole al referendum a mafiosi, massoni e criminalità organizzata significa scendere su un terreno che non appartiene alla cultura costituzionale di un magistrato della Repubblica", afferma Matilde Siracusano, deputata di Forza Italia e sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento. 

"Un uomo delle istituzioni, che dovrebbe avere come missione la tutela e l’applicazione della legge, dovrebbe contribuire a elevare il confronto pubblico, non ad avvelenarlo con insinuazioni che delegittimano milioni di cittadini e inquinano il dibattito politico e istituzionale attorno alla riforma della giustizia. Affermare, e reiterare, che determinati ambienti criminali voterebbero in un certo modo non è un’argomentazione nel merito della riforma, ma un modo per spostare il confronto su un piano squallido e lontano dalla democrazia. È un messaggio fuorviante che alimenta contrapposizioni e sospetti, anziché favorire un dibattito serio e approfondito sui contenuti del referendum". 

"La riforma della giustizia -conclude Siracusano- va discussa articolo per articolo, principio per principio, nel rispetto delle opinioni di tutti. Se si sceglie invece di ricorrere a slogan e a suggestioni da bar, si dimostra di non avere argomenti per entrare nel merito”. 

 

"Sempre più nervosi, arroganti e violenti alcuni signorotti del No. Il 22 e 23 marzo con milioni di SÌ gli Italiani daranno loro una bella lezione di educazione e democrazia", scrive su X la Lega, a commento delle parole di Di Matteo. 

 

"Il procuratore Di Matteo riprende le parole di Gratteri e dice che mafiosi e massoni voteranno Sì. Se votano i massoni regolari, persone perbene, e lo dice un cattolico mai stato massone, siamo contenti. I voti dei mafiosi invece non li vogliamo. Ma Di Matteo abbia coraggio: faccia i nomi dei delinquenti, dei criminali che voteranno Sì. Intorbidire le acque con queste parole è un'offesa a ciò che ha detto il presidente Mattarella", dice Alfredo Antoniozzi, vicecapogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera. 

 

"Le parole del dottor Nino Di Matteo sul referendum e sulle presunte ‘scelte di voto dei mafiosi’ sono gravi nei toni e mistificatorie nei contenuti. Le ricostruzioni storiche che coinvolgono il Psi e i Radicali risultano offensive, infondate e falsano il ruolo svolto da due culture politiche che con le loro battaglie hanno segnato la storia democratica della Repubblica". Lo afferma la senatrice di Forza Italia Stefania Craxi. 

"Altrettanto offensivo e immaginifico - aggiunge - è poi il racconto reiterato della nascita di Forza Italia, ridotto a una narrazione pseudo-giudiziaria che cancella il contesto storico, politico e il consenso reale che accompagnò quella stagione. È una lettura barbara, indegna, che pretende di trasformare decenni di vita repubblicana in un unico, indistinto racconto criminale. Si tratta di affermazioni gravi da cui, spero, prendano le distanze tanto i partiti della sinistra che i tanti illustri sostenitori del No, che accusano il Governo e i partiti della maggioranza di avvelenare il dibattito pubblico. La difesa della legalità e dell’autonomia della magistratura non può passare attraverso anatemi, delegittimazioni e riscritture ideologiche e settarie della storia”. 

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Categoria: politica

20:18

‘Ecco qual è l’endgame di Israele e Usa’. L’analisi dell’esperto israeliano

(Adnkronos) - Mentre la campagna militare congiunta di Israele e Stati Uniti contro l’Iran entra in una fase ad alta intensità, con attacchi mirati alle capacità nucleari e missilistiche di Teheran e il rischio di un allargamento regionale, il nodo centrale resta uno: qual è l’obiettivo strategico finale? Cambio di regime o neutralizzazione definitiva della minaccia? E quanto è realistico immaginare una transizione interna in Iran, considerando il peso dei Pasdaran e la struttura parallela di potere costruita negli ultimi decenni? 

Per Kobi Michael, senior researcher dell’Institute for National Security Studies (Inss) presso l’Università di Tel Aviv e analista del Misgav Institute, contattato dall'Adnkronos, la priorità israeliana è chiara: impedire che l’Iran torni a rappresentare una minaccia esistenziale, sul piano nucleare e balistico. Il cambio di regime è un esito auspicato, ma non può essere imposto dall’esterno: dipende dalla capacità del popolo iraniano di organizzarsi e sfruttare l’indebolimento militare del sistema. Intanto, avverte, l’eventuale coinvolgimento delle monarchie del Golfo potrebbe trasformare l’escalation in una vera coalizione regionale contro Teheran. 

Professore, qual è secondo lei l’endgame di Israele e degli Stati Uniti? L’obiettivo è un regime change?  

Credo che l’esito auspicato sia certamente un cambio di regime. Tuttavia, non dipende solo da Israele e dagli Stati Uniti. Dipende prima di tutto dal popolo iraniano e dalla sua capacità di organizzare un’opposizione strutturata, con una leadership efficace in grado di sfruttare la dinamica che Israele e Stati Uniti stanno creando in questo momento per rovesciare il regime e sostituirlo. 

Detto questo, l’obiettivo più realistico della campagna militare è smantellare la minaccia iraniana: negare a Teheran le capacità militari strategiche, in primo luogo quelle nucleari, poi quelle missilistiche balistiche, e indebolire il regime in modo così profondo da impedirgli di ricostituire la minaccia contro Israele e la regione. 

Per Israele la questione centrale è garantire che l’Iran non torni a rappresentare una minaccia esistenziale, sia sul piano nucleare sia su quello balistico. Se questo indebolimento genererà una dinamica interna capace di portare gli iraniani a fare il resto, tanto meglio. Ma la priorità è eliminare la minaccia. 

I Pasdaran hanno costruito in decenni un sistema parallelo di potere e un’economia autonoma. Esiste oggi una società civile, un apparato amministrativo o militare in grado di sostituirli?  

Sì, credo che esista. Parliamo di un Paese con oltre 90 milioni di abitanti. Anche se milioni di persone sono integrate nel sistema del regime, la grande maggioranza non lo è. Tuttavia, serve una leadership molto efficiente e ben organizzata. 

Ritengo che una parte di questa leadership dovrebbe emergere anche dai ranghi istituzionali iraniani, in particolare dalle forze armate regolari, che sono meno radicali rispetto ai Guardiani della rivoluzione. Al loro interno ci sono figure capaci di assumere temporaneamente la guida del Paese. Ma esistono anche molte altre persone qualificate nella società iraniana. 

Siamo solo al secondo giorno della campagna militare. A mio avviso durerà settimane. Dopo una o due settimane di pressione molto intensa, il regime potrebbe trovarsi in una situazione estremamente problematica. Se in quel momento il popolo iraniano sarà pronto, organizzato e determinato, il cambio di regime diventerà una possibilità concreta. 

In questi giorni l’Iran ha colpito anche Paesi della regione, dalle monarchie del Golfo alla Giordania, fino a minacciare altri attori. È una reale capacità di destabilizzazione o solo un tentativo di mostrare forza?  

Non si tratta solo della regione del Golfo. L’Iran ha lanciato missili anche verso basi britanniche a Cipro e potrebbe prendere di mira altri Paesi che considera cooperanti con Stati Uniti e Israele. Ha persino minacciato Armenia e Azerbaigian. 

Teheran sta cercando di allargare il conflitto per aumentare la pressione su Washington, nella speranza di costringerla a fermare la campagna militare. Ma penso che il risultato sarà opposto. Attaccando Arabia Saudita ed Emirati, rischia di spingerli a unirsi militarmente a Israele e agli Stati Uniti. 

Quindi vede uno scenario in cui questi Paesi partecipano non solo in chiave difensiva ma anche offensiva?  

Sì, assolutamente sì. Se l’Iran continuerà a colpirli con centinaia di missili e droni, non si tratterà più di attacchi simbolici ma di un’aggressione su larga scala. In quel caso, potrebbero unirsi apertamente all’operazione militare contro l’Iran. 

Gli attacchi massicci contro Qatar, Emirati o Arabia Saudita potrebbero portare alla formazione di una vera coalizione regionale. Paradossalmente, il tentativo iraniano di allargare il conflitto potrebbe accelerare l’isolamento del regime. 

L’Iran è in grado di sostenere questa pressione per settimane?  

Per quanto riguarda i missili balistici, credo che la capacità iraniana sarà drasticamente ridotta in pochi giorni. I lanciatori sono il punto chiave: senza lanciatori non possono utilizzare i missili. Molti sono già stati distrutti, altri vengono neutralizzati non appena vengono esposti per il lancio. 

Rispetto a precedenti escalation, il numero di missili lanciati è già inferiore. L’Iran cerca di usarli in modo tattico, uno o due alla volta, per mantenere la popolazione israeliana sotto stress e mettere alla prova i sistemi di difesa. Ma la capacità complessiva è in calo. 

Diverso è il discorso per i Paesi del Golfo, che sono geograficamente molto vicini all’Iran: contro di loro possono utilizzare droni, missili da crociera e razzi, senza necessità di sistemi balistici a lungo raggio. 

Tuttavia, se continueranno ad attaccare i Paesi del Golfo, credo che assisteremo alla nascita di una coalizione regionale contro Teheran. (di Giorgio Rutelli) 

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Categoria: internazionale/esteri

19:57

Roma-Juventus 3-3, Spalletti rimonta Gasperini nel recupero

(Adnkronos) - Pareggio e spettacolo all'Olimpico: termina 3-3 tra Roma e Juventus. Oggi, domenica 1 marzo, i giallorossi hanno ospitato i bianconeri nello scontro diretto per il quarto posto della 27esima giornata di Serie A, con la squadra di Spalletti che è riuscita a rimontare da 3-1 nel recupero. A decidere il match i gol di Wesley al 39', il momentaneo pari di Conceicao al 47' e poi le reti di Ndicka al 54' e di Malen al 65', prima della rimonta firmata Boga al 78' e Gatti al 93'. 

Con questo punto la Roma sale a 51 punti, mantenendo 4 lunghezze di vantaggio sui bianconeri ma venendo avvicinata dal Como, che scavalca la Juventus al quinto posto, ora a quota 47, e si porta a -3 da Gasperini, mentre il Napoli allunga in terza posizione, ora a +2 sui giallorossi. 

 

Nella prossima giornata di Serie A, la Roma sfiderà il Genoa del grande ex De Rossi in trasferta mentre la Juventus ospiterà il Pisa. 

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Categoria: sport

19:52

Iran, Meloni agli italiani: "Siate prudenti". Tajani: "Se situazione peggiora evacuazione in poche ore"

(Adnkronos) - Massima prudenza e rispetto delle indicazioni che provengono dall’Unità di crisi della Farnesina. E' l'invito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni che anche oggi, all'indomani dell'attacco Usa-Israele all'Iran, ha sentito i leader della regione mediorientale.  

La premier ha avuto conversazioni telefoniche con il re di Giordania e il sultano dell’Oman, che si aggiungono ai numerosi contatti già avuti nella giornata di ieri con le restanti autorità delle nazioni del Golfo. Ne dà notizia una nota di Palazzo Chigi.  

Meloni ha inoltre avuto colloqui con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e con il presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulides, in qualità di presidenza di turno dell’Unione europea. E ha quindi aggiornato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sugli sviluppi della situazione e sui contatti intercorsi. 

''Se serve possiamo organizzare un convoglio nel giro di qualche ora da Teheran alla frontiera, nel caso di peggioramento della situazione'', ma sempre ''garantendo la sicurezza'', ha dichiarato dal canto suo il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani alla Farnesina aggiungendo che al momento ''credo sia prudente non partire, non viaggiare. E' poco prudente in questa fase fare un percorso lungo in pullman'. 

Per domani lunedì 2 marzo alle 15 è stata convocata la commissione Affari Esteri e Difesa, per una informativa urgente del ministro degli Esteri. L'audizione si svolgerà davanti alle commissioni congiunte Esteri-Difesa del Senato ed Esteri della Camera. 

In audizione con Tajani ci sarà anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto per una informativa urgente sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico. 

''L'Europa farà ascoltare la sua voce, anche dopo che sarà chiusa la fase incandescente, per avviare un dialogo diplomatico a favore della transizione in Iran'', ha dichiarato ancora Tajani al termine di una riunione straordinaria del Consiglio Affari esteri Ue, aggiungendo: ''E' stata confermata la decisione di continuare con le missioni Aspides e Atalanta''. 

Durante la riunione, ha spiegato , è stata riconosciuta ''la responsabilità dell'Iran'', è stata espressa ''solidarietà totale ai Paesi del Golfo aggrediti dall'Iran. Sono stati espressi preoccupazione e coinvolgimento comune per tutelare i cittadini europei che vivono o sono di passaggio nell'area'' con un ''coordinamento per il loro rientro in Europa''. 

Il ministro degli Esteri è intervenuto anche sulla polemica che ha riguardato il fatto che il ministro della Difesa Guido Crosetto sia rimasto bloccato a Dubai: "Il ministro Crosetto era in visita privata a Dubai. Non vedo che polemica si debba fare'', tra l'altro ''ha sempre lavorato'' e ''non è che l'azione delle nostre forze armate è stata rallentata''.  

Crosetto, ha spiegato Tajani, '' ha partecipato a tutte le riunioni'' e ''le polemiche sono sempre strumentali''. Piuttosto, ha affermato, ''credo sia più giusto preoccuparsi degli italiani da assistere che di un viaggio privato di un ministro''. Anche ''il ministro Crosetto è in contatto con i ministri della Difesa dei Paesi vicini'', ha concluso. 

 

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Categoria: politica

19:22

Ravenna, 16enne accoltella ragazzo sul bus: lui in comunità, arrestati i genitori

(Adnkronos) - Un 16enne è stato denunciato nel Ravennate con l'accusa di lesioni aggravate dopo avere accoltellato uno studente 19enne a una coscia, forse per motivi legati all'uso di stupefacenti. I genitori del minore sono stati arrestati dopo avere reagito ai carabinieri nel corso della successiva perquisizione domiciliare.  

I fatti verso le 8 di sabato quando a Riolo Terme, su un autobus di linea carico di studenti, partito da Faenza e diretto all'istituto alberghiero, il 16enne, già noto alle forze dell'ordine, dopo averlo minacciato, ha colpito con un coltello alla gamba uno degli studenti presenti, un 19enne. Una volta a Riolo, non appena le porte del mezzo si sono aperte, l'aggressore è fuggito mentre il ferito, soccorso dal 118, è stato trasportato all'ospedale di Faenza dove, dopo essere stato medicato, è stato dimesso con una prognosi di 25 giorni.  

Sul posto sono intervenuti nel giro di pochi minuti i carabinieri della Stazione di Riolo Terme già avvertiti telefonicamente dal conducente il quale nel frattempo si era premurato di evitare il panico tra i passeggeri del bus gestendo la situazione. Le ricerche dell'aggressore hanno permesso di individuarlo poco dopo. Il coltello usato, di cui si era già disfatto, è stato trovato in un cassonetto.  

In casa 16enne, i genitori hanno mostrato insofferenza al controllo proferendo frasi ingiuriose nei confronti dei militari. L'atteggiamento aggressivo della coppia si sarebbe trasformato dopo pochi istanti in una vera e propria aggressione con tanto di calci, pugni e spintoni. I due sono stati arrestati con l'accusa di violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il minore è stato affidato a una comunità come disposto dalla Procura dei Minorenni di Bologna.  

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Categoria: cronaca

19:11

Daniele Scardina, come sta l'ex pugile: "Sogno di tornare a camminare"

(Adnkronos) - "Il mio sogno è di tornare presto a camminare". Daniele Scardina è stato ospite oggi nel salotto di Silvia Toffanin a Verissimo dove il pugile è entrato sulle sue gambe grazie all'aiuto del fratello Giovanni e di un sopporto tecnico che lo sostiene in piedi.  

Il pugile è stato colpito da un'emorragia cerebrale nel 2023: "Sono stati tre anni duri, la ripresa è lenta. Vedo mio fratello e mia mamma combattere più di me. Fa male", ha detto Daniele Scardina che ha ammesso di pregare tutti i giorni per la sua salute.  

Al suo fianco, ospite in studio, il fratello Giovanni che ha raccontato il momento più difficile per la famiglia: "Il momento più complicato è stato all'inizio, quando è entrato in coma. Ti fai tante domande, poi piano piano uno si rende conto che bisogna essere grati per quello che si ha". 

L'ex pugile ha raccontato che sta per iniziare un nuovo percorso di riabilitazione tra America Latina e Stati Uniti: "La mia è una lotta per tornare a vivere come prima. Il mio obiettivo è tornare a camminare".  

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Categoria: spettacoli

19:08

Morto Rino Marchesi, ex tecnico di Napoli, Inter e Juventus: aveva 88 anni

(Adnkronos) - Il mondo del calcio piange la scomparsa all'età di 88 anni di Rino Marchesi, ex allenatore, tra le altre, di Napoli, Inter e Juventus, morto oggi, domenica 1 marzo. A dare l'annuncio il club azzurro con una nota pubblicata sul proprio sito ufficiale.  

"Il Presidente Aurelio De Laurentiis e tutta la Ssc Napoli si uniscono al cordoglio per la scomparsa di Rino Marchesi, icona del calcio ed esemplare professionista alla guida tecnica degli azzurri dal 1980 al 1982 e dal 1984 al 1985".  

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Categoria: sport

19:05

Corano in auto e Allah sulla felpa, strage di Austin è terrorismo? Fbi indaga

(Adnkronos) - Una felpa con la scritta 'Proprietà di Allah', il corano in auto e post sui social con messaggi filo-iraniani. Sono elementi associati a Ndiaga Diagne, 53enne cittadino americano di origine senegalese, autore della strage avvenuta a Austin, in Texas, nelle prime ore di oggi. L'uomo è stato ucciso dopo aver provocato 2 morti e 14 feriti. 

Nell'indagine dell'Fbi per terrorismo spicca una foto che mostra Diagne armato di fucile e con indosso una felpa con cappuccio con la scritta "Proprietà di Allah". Lo riporta il New York Post, che pubblica anche l'immagine nella quale si vede Diagne, a bocca aperta, con indosso quelli che sembrano pantaloni mimetici e, oltre al fucile, una pistola nera al fianco destro. L'uomo, secondo il Site Intelligence Group, che monitora i gruppi jihadisti, aveva espresso in precedenza "sentimenti filo-regime iraniano" sui social. 

Diagne ha aperto il fuoco al Buford's Backyard Beer Garden. L'uomo aveva un Corano in auto e abiti descritti come abiti islamici quando ha aperto il fuoco nel Buford's Backyard Beer Garden, vicino al campus dell'Università del Texas ad Austin, secondo fonti a conoscenza delle indagini riportate ancora dal Ny Post, secondo cui l'attentatore avrebbe alcuni precedenti. 

"Ovviamente è ancora troppo presto per determinare l'esatta motivazione, ma c'erano indizi sull'argomento e nel suo veicolo che indicavano un potenziale legame con il terrorismo", ha dichiarato ai giornalisti Alex Doran, agente speciale facente funzioni responsabile dell'ufficio dell'Fbi di San Antonio, in un aggiornamento domenica. Tre delle persone ricoverate in ospedale sono in condizioni critiche, hanno detto i funzionari. 

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Categoria: internazionale/esteri

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08:36

Iran sotto attacco, Teheran risponde ai missili. Israele colpisce il Libano: "Non esclusa invasione di terra"

(Adnkronos) - Si allarga la crisi in Medio Oriente. Mentre continuano anche gli attacchi di Usa e Israele contro l'Iran, con nuovi raid contro Teheran e altre città, il conflitto ha coinvolto anche gruppi militanti filo-iraniani come Hezbollah, aprendo un nuovo fronte in Libano. 

Nella periferia sud di Beirut e nel Libano meridionale, gli attacchi israeliani hanno ucciso almeno 31 persone e ne hanno ferite 149, ha riferito il ministero della Salute libanese. "Abbiamo lanciato una campagna offensiva contro Hezbollah che potrebbe includere un'invasione di terra", ha annunciato Israele. 

Da parte sua un funzionario iraniano ha dichiarato che gli attacchi statunitensi e israeliani condotti nell'arco di due giorni hanno causato la morte di almeno 27 persone nel nord-ovest dell'Iran. 

Colonne di fumo si sono levate oggi, lunedì 2 marzo, nei pressi dell’ambasciata statunitense in Kuwait. Lo riferiscono i media israeliani, mentre nelle ultime ore sono risuonate nel paese del Golfo le sirene antiaeree. L'ambasciata Usa ha diffuso un avvertimento ai cittadini statunitensi, esortandoli a rifugiarsi sul posto. Un caccia è inoltre precipitato a circa dieci chilometri dalla base Usa Ali Al Salem. Dopo aver analizzato le immagini, la Cnn sottolinea che sembra trattarsi di un caccia bimotore F-15E o F/A-18. 

 

Sono stati udite forti detonazioni nei pressi dell'aeroporto iracheno di Erbil, che ospita le truppe della coalizione guidata dagli Stati Uniti. Lo ha riferito l'Afp, che in precedenza aveva dato la notizia che i sistemi di difesa aerea avevano abbattuto dei droni nei pressi dell'aeroporto. 

 

 

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Categoria: internazionale/esteri

07:33

BTP Valore marzo 2026: tassi fino al 3,50%, cedole trimestrali e premio extra 0,8%

(Adnkronos) - Parte ufficialmente oggi, lunedì 2 marzo 2026, la settima emissione del BTP Valore, il titolo di Stato pensato per gli investitori retail. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha comunicato i tassi cedolari minimi garantiti validi per il collocamento in corso fino a venerdì 6 marzo (ore 13), salvo chiusura anticipata. 

La struttura dei rendimenti è “step-up”, cioè crescente nel tempo: 

- 2,50% per il 1° e 2° anno 

- 2,80% per il 3° e 4° anno 

- 3,50% per il 5° e 6° anno 

Le cedole sono pagate ogni tre mesi, offrendo così un flusso periodico di entrate. Al termine del collocamento, il MEF potrà confermare o rivedere al rialzo i tassi definitivi in base alle condizioni di mercato del giorno di chiusura. 

 

Il titolo ha scadenza a 6 anni (2032) e prevede un premio finale extra dello 0,8% del capitale investito per chi lo detiene fino alla scadenza naturale. 

Il collocamento avviene sulla piattaforma MOT di Borsa Italiana al prezzo di 100 (alla pari), senza commissioni di sottoscrizione. 

- Investimento minimo: 1.000 euro 

-- Nessun tetto massimo 

- Ordini interamente soddisfatti (salvo chiusura anticipata) 

La sottoscrizione è possibile tramite home banking abilitato al trading online, oppure rivolgendosi alla propria banca o ufficio postale. 

 

Come per tutti i titoli di Stato italiani, il BTP Valore beneficia di: 

- Tassazione agevolata al 12,5% su cedole e premio finale 

- Esenzione dall’imposta di successione 

- Esclusione dal calcolo ISEE fino a 50.000 euro investiti in titoli di Stato 

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Categoria: internazionale/esteri

07:03

Scioperi marzo 2026, treni e aerei: quando si fermano, le date

(Adnkronos) - Treni, aerei e trasporto pubblico: a marzo 2026 c'è più di una data da segnare sul calendario per ricordare in quali giorni bisognerà fare i conti con gli scioperi.  

Primo scoglio da superare quello di lunedì 9 marzo, giorno dello sciopero generale nazionale che coinvolgerà quasi tutti i settori, pubblici e privati, con disagi a cascata non solo sui trasporti, ma anche su scuola, sanità, uffici e servizi vari. 

Il 18 marzo è la data nera del trasporto aereo, con lo sciopero nazionale del personale di Ita Airways e di Easyjet indetto da Usb Lavoro Privato, dalle 13 alle 17; di Alha a Milano e Varese indetto da Cub Trasporti da mezzanotte alle 23.59; di Gda Handling a Brescia indetto da Usb Lavoro privato da mezzanotte alle 23.59 e di Airport Handling e Dnata a Milano e Varese da mezzanotte alle 23.59 (Cub Trasporti). 

Mezzi pubblici a rischio, invece, il 27 e 28 marzo, a causa di una serie di proteste locali che interesseranno il settore del Tpl un po' in tutta Italia. Il 27 a Milano, Monza e Brianza a incrociare le braccia saranno i lavoratori di Atm per uno sciopero di 24 ore indetto da Ai Cobas; a Napoli si ferma il personale di Eav, dalle 19.00 alle 23.00 (la protesta è stata indetta da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl, Faisa Cisal); a Novara scioperano i lavoratori di Sun, dalle ore 17.30 alle 21.30, (Ai Cobas). Il giorno dopo, il 28, sarà la volta di Bari, con lo sciopero unitario indetto per l'intera giornata e che riguarderà i lavoratori di Amtab; stop anche a Molfetta, dalle 8.30 alle 12.30, per la protesta indetta da Fit Cisl e Uilt Uil e che interessa Mtm. 

Se il 9, il 18, il 27 e il 28 marzo sono le date in cui, per rilevanza nazionale o concomitanza delle mobilitazioni, il disagio sarà più evidente e diffuso, nel resto del mese non mancheranno altri scioperi locali a complicare i rapporto tra cittadini e trasporti.  

Oggi, lunedì 2 marzo, inaugurerà il mese e la settimana lo sciopero dei lavoratori di Sasa a Bolzano, proclamato da Orsa Trasporti, Usb Lavoro Privato e Ugl, che vedrà i lavoratori fermarsi dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e dalle 15.00 a fine servizio.  

Il 6 marzo sarà la volta di Napoli: qui, Confail Faisa ha proclamato lo sciopero di 24 ore di tutto il personale viaggiante, divisione ferro-linee vesuviane, dei dipendenti Eav, nel rispetto delle fasce orarie di garanzia. 

Il 13 marzo scioperano, dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e dalle ore 15.00 a fine servizio, i lavoratori di Arriva Udine. Il 16 marzo giornata nera del trasporto pubblico locale siciliano quando si fermeranno i lavoratori di Etna Trasporti a Catania (dalle ore 00.00 alle ore 5.59, dalle ore 9.00 alle ore 13.29 e dalle ore 16.30 alle 23.59), di Autoservizi Russo e Segesta Autilinee a Palermo e di Interbus a Enna dalle ore 00.00 alle ore 5.59, dalle ore 9.00 alle ore 13.29 e dalle ore 16.30 alle 23.59. Il 16 marzo la protesta toccherà anche l'Abruzzo con lo sciopero dell'intera giornata, nel rispetto delle fasce di garanzia, di Tua, protesta indetta da Orsa Trasporti. 

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Categoria: economia

00:17

Ucraina, Zelensky: "Russia sta preparando nuovi attacchi contro infrastrutture"

(Adnkronos) - La Russia sta preparando nuovi attacchi contro le infrastrutture ucraine. A suonare il campanello d'allarme, secondo quanto riferisce Ukrinform, è il presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky nel suo videomessaggio e citando i rapporti dell’intelligence.  

"Sappiamo che i russi non intendono fermare i loro attacchi. È un dato di fatto. Stanno preparando nuovi attacchi. Contro le infrastrutture. L’intelligence fornisce le informazioni pertinenti. Pertanto, tutti coloro il cui lavoro o servizio è proteggere l’Ucraina dagli attacchi devono essere concentrati in primavera, ora, come lo sono stati in inverno", ha sottolineato Zelensky. 

Secondo il presidente ucraino, ogni minaccia deve ricevere una risposta e gli obiettivi russi devono essere abbattuti il più possibile. "La situazione in Medio Oriente dimostra quanto sia difficile garantire una protezione al 100% contro missili e droni Shahed. Anche nei Paesi del Golfo, che dispongono di sistemi di difesa aerea migliori di quelli finora forniti a noi dai nostri partner e in numero maggiore, non riescono comunque ad abbattere tutti i missili balistici. Ci sono anche Shahed che non sono stati fermati dai sistemi di difesa aerea nella regione. Tutti vedono ora che la nostra esperienza nella difesa è in gran parte insostituibile", ha affermato Zelensky. 

Il presidente dell'Ucraina ha spiegato che Kiev è pronta a condividere questa esperienza e ad aiutare quei Paesi che l’hanno sostenuta durante l’inverno e nel corso della guerra. "L’Europa deve ancora dotarsi di una reale forza, di una reale capacità di difendere il proprio cielo, la propria terra e il proprio mare da qualsiasi tipo di attacco. In particolare, ciò richiede la costruzione di una sufficiente capacità produttiva di difesa aerea — sia contro i droni sia contro i missili balistici", ha evidenziato Zelensky. Come riportato da Ukrinform, la Russia ha lanciato contro l’Ucraina 738 missili, oltre 14.600 bombe aeree guidate e quasi 19.000 droni nel corso dell’inverno. 

 

"Oggi è il giorno in cui ognuno di noi può dire a ragione: abbiamo superato questo inverno, il più difficile di tutti gli anni di guerra. I russi volevano trasformare questo inverno nella distruzione dell'Ucraina e degli ucraini", aveva sfatto presente Zelensky sottolineando: "Ma l'Ucraina non si è spezzata. Abbiamo preservato il nostro sistema energetico. L'Ucraina ha respinto un gran numero di massicci attacchi quest'inverno".  

Zelensky ha reso noto che, nel corso della stagione invernale, le forze armate russe hanno lanciato 738 missili, oltre 14.600 bombe aeree guidate e quasi 19.000 droni d'attacco: "Ma nonostante tutto, gli ucraini hanno superato questo difficile inverno, quando la Russia non ha nemmeno cercato giustificazioni per i suoi attacchi bestiali contro le infrastrutture critiche civili". 

Zelensky ha inoltre specificato che la maggior parte dei droni impiegati dalle forze russe in queste operazioni offensive erano modelli di fabbricazione russo-iraniana, identificati come Shahed. Ha aggiunto che questi stessi droni vengono attualmente impiegati dal regime iraniano contro nazioni del Medio Oriente.  

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Categoria: internazionale/esteri

00:14

Iran, si muove l'Europa. Francia, Germania e Gb "pronte a azioni difensive"

(Adnkronos) -  Francia, Germania e Regno Unito sono pronte a difendere i propri interessi e quelli dei propri alleati nel Golfo, se necessario, adottando "azioni difensive" contro l'Iran. L'Europa batte un colpo nella crisi che infiamma il Medio Oriente, a 48 ore dall'attacco portato da Stati Uniti e Israele contro Teheran. 

Parigi, Berlino e Londra prendono posizione con una dichiarazione congiunta. I 3 paesi si dicono "sconvolti dagli attacchi missilistici indiscriminati e sproporzionati lanciati dall'Iran contro i Paesi della regione", in rappresaglia per quelli condotti da Stati Uniti e Israele in Iran. 

"Adotteremo misure per difendere i nostri interessi e quelli dei nostri alleati nella regione, potenzialmente consentendo azioni difensive necessarie e proporzionate per distruggere la capacità dell'Iran di lanciare missili e droni alla fonte", si legge nella dichiarazione congiunta. 

La Francia in particolare esprime la sua ''condanna inequivocabile, la piena solidarietà e il totale sostegno'' ai '' Paesi del Medio Oriente sono stati presi di mira da attacchi massicci e ingiustificati da parte dell'Iran'', dice il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot in un post su 'X' 

''Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Kuwait, Oman e Giordania vengono trascinati in una guerra che non hanno scelto'', aggiunge Barrot dicendo di essere ''in stretto contatto con i rispettivi ministri degli Esteri''. 

 

Il Regno Unito "non si unirà all'offensiva in Iran", ma ha accettato di consentire agli Stati Uniti di utilizzare le basi militari britanniche per colpire i siti missilistici iraniani, chiarisce nelle stesse ore il premier britannico Keir Starmer, dando un aggiornamento sulla situazione in Medio Oriente. 

"Tutti ricordiamo gli errori commessi in Iraq e ne abbiamo imparato qualcosa", ha osservato il primo ministro britannico in un video pubblicato su X.  

"Non siamo stati coinvolti negli attacchi iniziali contro l'Iran e non ci uniremo ad azioni offensive ora", dice Starmer nel videomessaggio pubblicato sui social, aggiungendo di ritenere che "la strada migliore per la regione e per il mondo sia una soluzione negoziata". Tuttavia, precisa, la Gran Bretagna sostiene "l'autodifesa collettiva dei nostri alleati e del nostro popolo nella regione" perché "l'Iran sta perseguendo una strategia di terra bruciata". 

 

L’Unione europea segue "con la massima preoccupazione" gli sviluppi in Iran e in Medio Oriente ed esorta tutte le parti alla de-escalation, chiedendo "massima moderazione, protezione dei civili e pieno rispetto del diritto internazionale", inclusi i principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto umanitario internazionale, ha affermato l'Alto rappresentante degli Affari esteri Ue, Kaja Kallas, in un comunicato a nome dei 27 membri. Bruxelles sottolinea che "il Medio Oriente rischia di perdere enormemente da una guerra prolungata" e definisce "inaccettabili" gli attacchi iraniani e le violazioni della sovranità di diversi Paesi della regione. 

L’Ue ricorda di aver adottato "ampie sanzioni" contro Teheran in risposta alla "brutale repressione e alle violazioni dei diritti umani contro il popolo iraniano", nonché alle minacce alla sicurezza regionale e internazionale legate ai programmi nucleare e missilistico balistico e al sostegno a gruppi armati. Bruxelles afferma che continuerà a "proteggere la sicurezza e gli interessi dell’Ue, anche attraverso ulteriori sanzioni", ribadendo l’impegno diplomatico per "impedire all’Iran di acquisire un’arma nucleare" e chiedendo piena cooperazione con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica. 

Dal canto suo la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen ha avuto un colloquio al telefono con l'emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani. ''Abbiamo discusso delle conseguenze degli attacchi sconsiderati e indiscriminati dell'Iran contro il Paese. Con la regione in profonda crisi, il Qatar può contare su una forte solidarietà europea'', ha scritto Von der Leyen in un post. 

''Il rischio di un'ulteriore escalation è reale. Ecco perché è urgentemente necessaria una transizione credibile in Iran. Una transizione che ripristini la stabilità e apra la strada a una soluzione duratura'', ha aggiunto affermando la necessità di ''interrompere i programmi nucleari e missilistici militari dell'Iran e le azioni destabilizzanti in aria, terra e mare. Soprattutto, si deve e sostenere le aspirazioni democratiche del coraggioso popolo iraniano''. 

 

L'Ue nel frattempo rafforzerà la sua missione navale nel Mar Rosso con ulteriori navi, poiché la rappresaglia dell'Iran agli attacchi Usa-Israele minaccia il traffico marittimo. Due nuove navi francesi si uniranno alla missione Aspides dell'UE, portando a cinque il numero di navi da guerra partecipanti, ha dichiarato un diplomatico europeo all'Afp a condizione di anonimato, dopo che i ministri degli Esteri dei 27 Paesi dell'Unione hanno tenuto colloqui sull'Iran. 

 

''L'Europa farà ascoltare la sua voce, anche dopo che sarà chiusa la fase incandescente, per avviare un dialogo diplomatico a favore della transizione in Iran'', dice il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa alla Farnesina. ''E' stata confermata la decisione di continuare con le missioni Aspides e Atalanta'', ha aggiunto Tajani al termine di una riunione straordinaria del Consiglio Affari Esteri Ue. 

Durante la riunione, spiega Tajani, è stata riconosciuta ''la responsabilità dell'Iran'', è stata espressa ''solidarietà totale ai Paesi del Golfo aggrediti dall'Iran. Sono stati espressi preoccupazione e coinvolgimento comune per tutelare i cittadini europei che vivono o sono di passaggio nell'area'' con un ''coordinamento per il loro rientro in Europa''. 

 

Il comandante supremo alleato della Nato in Europa, il generale statunitense Alexus Grynkewich, sta seguendo "da vicino" gli sviluppi in Iran e in Medio Oriente, adeguando le forze alle necessità per difendere l’Alleanza da "potenziali minacce", spiega la Nato in un post su X. 

L'Alleanza "ha adeguato e continuerà ad adeguare la postura di forza della Nato per garantire la sicurezza dei suoi 32 Paesi membri e difendere l’alleanza da potenziali minacce", citando il rischio rappresentato da "missili balistici o veicoli aerei senza pilota provenienti da questa o altre regioni". 

 

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Categoria: internazionale/esteri

00:13

Iran, chi guida il Paese dopo l'uccisione di Khamenei: le 4 figure chiave

(Adnkronos) - Dopo l'uccisione della Guida Suprema, Ali Khamenei, in un attacco congiunto di Israele e Stati Uniti, l'Iran ha annunciato l'avvio della procedura costituzionale per la successione, con la formazione di un Consiglio di leadership ad interim.  

L'Iran avrà una nuova Guida Suprema "entro uno o due giorni", ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Il Consiglio è composto dal presidente, dal capo del potere giudiziario e da un giurista del Consiglio dei Guardiani. Un ruolo centrale nella fase di transizione è attribuito anche al capo del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale. Ecco i profili dei protagonisti. 

 

Masoud Pezeshkian, 71 anni, è uno dei tre membri del Consiglio ad interim che guiderà il Paese fino all'elezione della nuova Guida Suprema da parte dell'Assemblea degli Esperti. Cardiochirurgo di formazione e politico riformista, è entrato in carica nel giugno 2024 dopo la morte del suo predecessore, Ebrahim Raisi, in un incidente in elicottero. 

Nato nel 1954 a Mahabad, nella provincia dell'Azerbaigian Occidentale, da padre iraniano di origine turca e madre curda, è considerato un tecnocrate dal profilo pragmatico. Ha guidato il governo in una fase segnata dalla guerra di 12 giorni con Israele e da proteste per il caro vita. Dopo la morte di Khamenei ha definito l’attacco una "dichiarazione di guerra contro i musulmani", affermando che la risposta dell'Iran sarà un "dovere e un diritto legittimo". 

 

Gholamhossein Mohseni Ejei, 68 anni, è un religioso sciita di lungo corso nell'apparato giudiziario e di sicurezza della Repubblica islamica. Nato nella provincia di Isfahan, è stato nominato capo del potere giudiziario nel 2021 proprio da Khamenei. 

Formatosi nella città santa di Qom, dove ha completato gli studi islamici, detiene il titolo religioso di hojatoleslam, un grado inferiore a quello di ayatollah. Nel 2010 è stato sanzionato dagli Stati Uniti per "gravi violazioni dei diritti umani" legate alla repressione delle proteste seguite alla contestata rielezione del presidente Mahmoud Ahmadinejad nel 2009, quando ricopriva l'incarico di ministro dell'Intelligence. 

 

Alireza Arafi, 65 anni, è il religioso scelto per far parte del Consiglio di leadership ad interim. Dirige il centro che sovrintende ai seminari sciiti in Iran ed è secondo vice presidente dell'Assemblea degli Esperti, l'organo incaricato di nominare e vigilare sulla Guida Suprema. È inoltre membro del Consiglio dei Guardiani. 

Trasferitosi a Qom nel 1971 per studiare scienze islamiche, secondo il suo sito ufficiale fu incarcerato a 16 anni per opposizione allo Shah Mohammad Reza Pahlavi. Considerato il meno noto dei tre membri del Consiglio, ha in genere mantenuto toni prudenti, ma dopo la morte di Khamenei ha affermato che "la nazione continuerà sul cammino della rivoluzione" e che sarà vendicato "il sangue del popolo, dei giovani e degli studenti". 

 

Ali Larijani, 68 anni, guida il Supremo Consiglio per la sicurezza nazionale ed è ritenuto una figura chiave nella gestione della transizione. Nato nel 1957 a Najaf, in Iraq, da una famiglia religiosa influente e vicina al fondatore della Repubblica islamica, Ruhollah Khomeini, ha ricoperto ruoli di primo piano nelle forze armate, nei media di Stato e nel Parlamento. 

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Categoria: internazionale/esteri

00:12

Roma, auto non si ferma a controllo polizia e in fuga provoca incidente: 3 morti

(Adnkronos) -  Non si sono fermati a un controllo della Polizia e mentre fuggivano hanno provocato un incidente in cui sono morte tre persone. E' accaduto a Roma, in via Collatina nella zona del Quarticciolo.  

L'auto in fuga ha invaso la corsia opposta di marcia e si è scontrata con una macchina: tre persone - padre, madre e figlio - a bordo della vettura travolta sono morte. 

I tre sudamericani che erano a bordo della macchina in fuga - uno bloccato dagli agenti e gli altri due trasportati in ospedale - sono stati arrestati con l'accusa di omicidio stradale. I tre sono anche accusati di violazione degli obblighi verso funzionari, ufficiali e agenti, resistenza, porto di oggetti atti allo scasso e resistenza in vincolo di continuazione.  

Da una prima verifica all’interno della vettura in fuga sono stati trovati jammer e cacciaviti atti allo scasso.  

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Categoria: cronaca

23:39

Iran, Putin 'perde' anche Khamenei dopo Assad e Maduro

(Adnkronos) - Prima il presidente siriano Bashar al-Assad, poi il leader venezuelano Nicolas Maduro e ora la Guida suprema iraniana, l'Ayatollah Ali Khamenei. Nell'arco di un anno e mezzo il leader del Cremlino Vladimir Putin ha perso molti dei suoi principali alleati stranieri e il Cremlino, impantanato nella guerra in Ucraina, fatica a reagire. Finora Putin ha inviato una lettera di condoglianze al presidente Masoud Pezeshkian descrivendo Khamenei come "un eccezionale statista che ha dato un immenso contributo personale allo sviluppo di relazioni amichevoli tra Russia e Iran". Pur denunciando una "cinica violazione" della "moralità e del diritto internazionale", Putin e le autorità russe non hanno annunciato ufficialmente alcun aiuto concreto a Teheran di fronte ai continui attacchi aerei americani e israeliani. Inoltre ieri, secondo Mosca, è stato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi a chiamare il suo omologo russo, Sergey Lavrov, all'inizio degli attentati. 

Per l'esperto russo Alexander Baunov del Carnegie Center, la morte di Khamenei mette il presidente russo in una "situazione difficile". Dalla rielezione di Donald Trump, Putin ha cercato di ottenere il favore di Washington nei negoziati per porre fine alla guerra in Ucraina. Ma la cattura di Maduro il 3 gennaio da parte Usa ha segnato la perdita di un altro partner di Mosca. Anche in questo caso, il Cremlino si è trovato impotente. "Per due volte in due mesi, Putin non è riuscito a svolgere il suo ruolo di salvatore", ha osservato Baunov sul suo account Telegram. E, nel caso di Khamenei, secondo l'esperto "l'assassino è il suo amico Trump". 

In precedenza, Putin era almeno riuscito ad aiutare l'ex leader ucraino Viktor Yanukovych a trovare rifugio in Russia nel febbraio 2014. Aveva anche offerto asilo a Bashar al-Assad e alla sua famiglia dopo la sua caduta in Siria nel dicembre 2024. 

A differenza del caso Maduro, la morte di Khamenei è avvenuta in una parte del mondo che la Russia considera il suo "emisfero", spiega Baounov. L'esperto paragona questo assassinio a quello del leader libico e alleato del Cremlino Muammar Gheddafi nel 2011 che, secondo Baounov, ha segnato "una svolta nella politica russa" e uno dei punti che Putin ha sfruttato per "rompere con l'Occidente". Teheran è tra gli alleati più stretti di Mosca durante l'offensiva in Ucraina. Kiev e l'Occidente accusano Teheran di fornire a Mosca armi e tecnologia militare, come i droni Shahed che la Russia utilizza quotidianamente per bombardare l'Ucraina. Inoltre lo scorso anno Russia e Iran hanno firmato un partenariato strategico per rafforzare i loro legami, anche in ambito militare. 

Oltre alla perdita di un alleato chiave come Khamenei, le conseguenze per Mosca del conflitto in corso in Iran sono ancora difficili da valutare. Il parlamentare russo Anatoly Vasserman, intervistato dal media russo MK.ru, ha affermato che la guerra potrebbe avvantaggiare la Russia a breve termine se portasse a un forte aumento dei prezzi del petrolio, ma potrebbe porre "gravi problemi" agli Stati Uniti e a Israele a lungo termine se le autorità iraniane "resistessero". 

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Categoria: internazionale/esteri

23:08

Iran, Trump: "Operazione durerà 4 settimane, Teheran vuole parlare"

(Adnkronos) - Donald Trump è pronto al dialogo con il 'nuovo' Iran ma l'attacco non si ferma. L'operazione che gli Stati Uniti conducono con Israele non si fermerà e durerà almeno un mese. Il presidente americano delinea l'agenda e lancia segnali a Teheran in un momento cruciale dopo l'uccisione dell'ayatollah Ali Khamenei. 

 

I contatti, dice Trump, sono già stati stabiliti con l'attuale vertice iraniano. La repubblica islamica sta riorganizzando il proprio assetto dopo l'eliminazione di una serie di figure apicali e Trump, l'unico esponente dell'amministrazione a parlare nella giornata di domenica, lancia segnali misti. "Mi aspetto che l'operazione duri almeno quattro settimane. Siamo più avanti del previsto", dice. Secondo il New York Times, Usa e Israele hanno colpito 2000 obiettivi. 

"Le operazioni militari proseguiranno fino a quando non avremo raggiunto tutti i nostri traguardi. Il loro intero comando militare è stato distrutto, e molti vogliono arrendersi per avere salva la vita. Sono migliaia. Chiedo ai Guardiani della Rivoluzione e ai militari di deporre le armi per ottenere una piena immunità. Altrimenti, avranno morte certa", afferma. 

 

I nuovi dirigenti iraniani "vogliono parlare" con gli Stati Uniti e "stanno parlando", spiega senza però precisare chi sia coinvolto né il contenuto dei colloqui. "Ci sono buoni candidati" dopo l'uccisione di Khamenei: "Era un uomo malvagio, aveva le mani sporche del sangue di migliaia di americani ed è stato responsabile dell'uccisione di centinaia di migliaia di innocenti. Quando la sua morte è stata annunciata, le grida di gioia si sono sentite ovunque in Iran". L'uscita di scena dell'ayatollah rende "la via diplomatica più facile". 

Un passo deciso di Teheran sarebbe sufficiente per fermare gli attacchi? "Non lo so. Potrei considerarlo se ci soddisfano, ma per ora non ci sono riusciti. Un regime iraniano armato con missili balistici e armi nucleari sarebbe una minaccia diretta per ogni americano: non possiamo permetterlo. Da quasi 50 anni questi estremisti sono il principale sponsor mondiale del terrorismo, ma noi siamo la nazione più potente: le loro minacce non dureranno ancora a lungo". 

Il traguardo finale è un 'regime change' che, a sentire Trump, consenta al popolo iraniano di sfruttare la "chance unica" di riconquistare la libertà. Per creare i presupposti di una svolta, serve un'operazione prolungata. "L'operazione Furia Epica è una delle più massicce e complesse mai viste. Abbiamo già colpito centinaia di obiettivi: è sempre stato un processo di quattro settimane. Il Paese è grande, ci vorranno quattro settimane o meno", sottolinea Trump, che rivendica i risultati ottenuti nelle prime 48 ore di azione. 

''Sono stato informato che abbiamo distrutto e affondato 9 navi militari iraniane, alcune delle quali relativamente grandi e importanti. Stiamo cercando di colpire anche le altre: presto galleggeranno anche loro sul fondo del mare. In un altro attacco, abbiamo in gran parte distrutto il loro quartier generale navale'', scrive sul social Truth. 

 

Il presidente risponde a tutti i principali media americani e posta messaggi per tutto l'arco della giornata, caratterizzata dalle notizie relative alla morte di 3 soldati americani in Kuwait. L'Iran, dopo il durissimo colpo subito all'alba di sabato 28 febbraio, ha reagito e ha iniziato a martellare l'intera regione. Missili contro Israele, droni contro le basi americane nei vari paesi del Golfo: Qatar e Bahrain, Arabia Saudita e Kuwait, fino agli Emirati Arabi. 

"Ci aspettiamo delle vittime in un’operazione del genere. Ne abbiamo avute tre, ma ci aspettiamo delle perdite. Piangiamo la morte dei veri patrioti americani che hanno fatto il sacrificio più grande per la nostra nazione. Purtroppo, ce ne saranno probabilmente altri: faremo di tutto per evitarlo. Gli Usa vendicheranno la morte degli americani", assicura. "Alla fine, però, l'operazione sarà un grande affare per il mondo", dice. "I patrioti iraniani in questo momento devono essere forti, eroici e riprendersi il paese. L'America è con voi: ho fatto una promessa e la mantengo. Il resto tocca a voi". 

 

Trump ha avuto contatti nelle ultime ore, tra gli altri, con Bahrain e Emirati Arabi. Gli stati del Golfo si sono impegnati a difendersi dagli attacchi iraniani, anche "rispondendo all'aggressione" se necessario, dopo che il Consiglio di Cooperazione del Golfo si è riunito in videoconferenza per formulare una risposta unitaria. I ministri degli Esteri dei sei stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo - Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Arabia Saudita, Oman, Qatar e Kuwait, tutti vittime di attacchi iraniani - hanno "esaminato gli ingenti danni derivanti dai perfidi attacchi iraniani" e discusso le misure per ripristinare la stabilità nella regione. 

I paesi del Golfo "adotteranno tutte le misure necessarie per difendere la propria sicurezza e stabilità e per proteggere i propri territori, cittadini e residenti, inclusa la possibilità di rispondere all'aggressione", si legge in una dichiarazione rilasciata dopo la riunione. Hanno inoltre chiesto la "cessazione immediata di questi attacchi", aggiungendo che la stabilità della "regione del Golfo non è solo una preoccupazione regionale, ma un pilastro fondamentale della stabilità economica globale". 

 

 

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Categoria: internazionale/esteri

22:43

Dieta per cuore e cervello, 5 cibi molto utili e poco usati

(Adnkronos) - Il legame tra alimentazione e salute è costantemente sotto i riflettori della scienza. Le proprietà di cibi e bevande sono note, come gli effetti sul benessere. Studi e ricerche allargano costantemente il proprio raggio, arrivando a 'indagare' ingredienti spesso fuori dai radar e dalla tavola. La Bbc si sofferma sulla 'cinquina' di alimenti scelti tra una rosa enorme di 1000 'candidati'. 

 

La bietola ha proprietà neuroprotettive, contribuisce a proteggere il sistema nervoso dagli effetti dell'invecchiamento. La bietola contiene nitrati, che aiutano l'organismo a produrre ossido nitrico, molecola che migliora la circolazione con effetti positivi sulla pressione sanguigna. La bietola contiene anche polifenoli, tra cui quercetina, kaempferolo e isoramnetina, antiossidanti che frenano i processi di infiammazione. La bietola è anche una buona fonte di fibre e contiene magnesio, vitamina K e luteina, importante per la salute degli occhi e del cervello. Un consiglio in cucina: meglio non bollirla troppo, altrimenti si rischiano di eliminare alcuni nutrienti. 

 

Il crescione è una verdura ricchissima di vitamine del gruppo B (B1, B2, B3, B6, C, E) e contiene calcio, magnesio, ferro e polifenoli, composti antiossidanti e antinfiammatori. La presenza di luteina e beta-carotene, che contribuiscono a sostenere la salute degli occhi e il sistema immunitario. Il consumo regolare di tale alimento contrasta i processi di infiammazione, collegati a lungo termine a malattie cardiache e al diabete. Fondamentale anche l'azione che contribuisce a ridurre i livelli di colesterolo cattivo. 

Con i broccoli, evidenzia la Bbc, è la fonte primaria di fenilisotiocianato, composto organico noto per la capacità di rallentare la crescita delle cellule tumorali. Il World Journal of Psychiatry, nel 2018, ha evidenziato le proprietà antidepressive per la densità di nutrienti, tra cui ferro, acidi grassi omega-3, magnesio, potassio e vitamine. 

 

Le mandorle sono ricche di acidi grassi monoinsaturi e vitamina E. Il consumo regolare, secondo le indicazioni di un nutrizionista, può aiutare a combattere il diabete e a migliorare la salute cardiovascolare riducendo il colesterolo 'cattivo' e consolidando quello 'buono'. Le proprietà delle mandorle sono legate ad uno studio che ha coinvolto 77 soggetti: ogni giorno hanno assunto 320 calorie in mandorle o cracker per 12 settimane. 

Tutti i partecipanti presentavano fattori di rischio per malattie croniche, come malattie cardiache o diabete di tipo 2, come l'ipertensione. Dopo il periodo di test, coloro che avevano mangiato le mandorle presentavano livelli più bassi di colesterolo 'cattivo', una migliore funzionalità intestinale e una riduzione dello stato generale di infiammazione. 

Un'altra ricerca del 2022, con 87 soggetti coinvolti, ha messo a confronto gli effetti legati al consumo di mandorle e di un muffin, ogni giorno per quattro settimane: le mandorle, intere o tritate, hanno favorito l'assunzione di acidi grassi monoinsaturi, fibre, potassio e altri nutrienti importanti. In particolare, è stato registrato l'aumento del livello di butirrato, un acido grasso a catena corta che alimenta le cellule che rivestono il colon. 

 

La barbabietola non è propriamente una rarità nelle ricette. In genere, però, si tende a consumare quasi sempre solo la radice. "La barbabietola è, in pratica, comunemente intesa come la radice ed è così che viene tipicamente venduta, preparata e utilizzata. Di conseguenza, le foglie tendono a non rientrare nelle consuete abitudini alimentari e spesso vengono semplicemente scartate", osserva il professor Luis Gustavo Saboia Ponte, ricercatore brasiliano all'Universidade Estadual de Campinas (Unicamp) e docente alla Universidade Paulista (Unip). 

"Le abitudini culturali influenzano fortemente ciò che è considerato commestibile o desiderabile, e in alcuni contesti, le parti a foglia delle verdure sono considerate secondarie o semplicemente sconosciute nella cucina quotidiana", afferma, evidenziando che le foglie di barbabietola sono ricche di calcio, ferro, vitamina K e vitamine del gruppo B. 

Le foglie di barbabietola tendono a contenere livelli più elevati di proteine ​​e minerali e contengono composti con proprietà antiossidanti. In uno studio del 2019 su sovrappeso e adulti obesi con alti livelli di colesterolo 'cattivo', i partecipanti hanno mangiato foglie di barbabietola liofilizzate per quattro settimane. Risultato: riduzione del colesterolo. L'utilità della barbabietola, evidenzia Ponte, non va enfatizzata: servono ulteriori studi per confermare che le numerose proprietà vengano mantenute anche nel processo digestivo. 

 

I semi di zucca contengono elevate quantità di acidi grassi polinsaturi e monoinsaturi, associati a numerosi benefici per la salute e a un rischio più basso di contrarre numerose malattie. I semi di zucca contengono anche acido linoleico, acido oleico e acido palmitico, tutti con proprietà benefiche per il cuore. 

È stato anche dimostrato, evidenzia la Bbc, che i semi di zucca hanno proprietà neuroprotettive. Ciò significa che possono contribuire a proteggere il nostro sistema nervoso dai danni al cervello e ai nervi dovuti all'esposizione a sostanze tossiche, tra cui piombo e mercurio, o all'assunzione di medicinali e alcune bevande alcoliche. 

In uno studio pubblicato nel 2025, gli scienziati hanno diviso 50 ratti in cinque gruppi. Per due settimane, un gruppo ha ricevuto una dieta base, mentre agli altri sono stati somministrati integratori di semi di zucca tostati o crudi in due diverse quantità. 

Tutti i ratti a cui erano stati somministrati i semi di zucca hanno mostrato miglioramenti nelle funzioni cognitive e a livello di memoria. I maggiori benefici sono stati associati ai semi tostati:il processo di tostatura rende i nutrienti dei semi più biodisponibili, scomponendo le cellule. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Categoria: cronaca

21:23

Sanremo, la battuta di Conti alla moglie scatena polemiche. E lui replica: "Ha riso con me"

(Adnkronos) - Carlo Conti mette la parola fine sull'ultima polemica di Sanremo 2026. Oggi, domenica 1 marzo, il conduttore ha risposto a chi lo criticava per aver 'impedito' alla moglie Francesca Vaccaro di vestirsi come una delle ballerine che hanno animato la finale del festival che ha incoronato Sal Da Vinci davanti a Sayf e Ditonellapiaga. 

Dopo l'esibizione di Samurai Jay, in cui sul palco dell'Ariston si sono esibite diverse ballerine, Conti è sceso in platea, dove in prima fila era presente la moglie e si è lasciato andare a una battuta giudicata di cattivo gusto: "Senti, mogliettina mia, siccome so che ti piacciono i jeans, quel modello che aveva la signorina, non lo comprare, va bene? Grazie. È pura gelosia!", aveva detto Conti ridendo. 

Sul web si sono scatenate le polemiche e così oggi il conduttore ha deciso di chiudere ogni discorso. Conti ha pubblicato una storia sul proprio profilo Instagram ufficiale, postando la foto della ballerina in questione con la didascalia: "Ps. Mia moglie ha capito di quali jeans parlavo ed ha riso con me", il tutto accompagnato dall'hashtag leggerezza. 

 

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Categoria: spettacoli

20:29

FantaSanremo, LDA e Aka7even trionfano: la classifica finale

(Adnkronos) - LDA e Aka 7even hanno vinto il FantaSanremo, il fantasy game dedicato al Festival di Sanremo. Sul podio del 'gara bilaterale' al Festival - così come l'ha ribattezzata Elettra Lamborghini - si piazzano seconde le Bambole di Pezza e al terzo posto Sal Da Vinci. Ecco tutta la classifica completa del FantaSanremo 2026.  

1. Lda e Aka 7even - 780 punti 

2. Bambole di pezza - 570 punti 

3. Sal Da Vinci - 520 punti 

4. Samurai Jay - 512 punti 

5. Dargen D'Amico - 484 punti 

6. Ditonellapiaga - 460 

7. Elettra Lamborghini - 427 punti 

8. Eddie Brock - 420 punti 

9. J-Ax - 411 punti 

10. Sayf - 405 punti 

11. Leo Gassmann - 366 punti 

12. Ermal Meta - 344 punti 

13. Arisa - 325 punti 

14. Malika Ayane - 298 punti 

15. Fulminacci - 282 punti 

16. Serena Brancale - 266 punti 

17. Fedez e Masini - 240 punti 

18. Luchè - 237 punti 

19. Levante - 218 punti 

20. Enrico Nigiotti - 211 punti 

21. Tommaso Paradiso - 208 punti 

22. Michele Bravi -207 punti 

23. Maria Antonietta e Colombre - 199 punti 

24. Mara Sattei - 198 punti 

25. Nayt - 175 punti 

26. Patty Pravo - 173 punti 

27. Tredici Pietro - 164 punti 

28. Francesco Renga -135 punti 

29. Raf - 130 punti 

30. Chiello - 80 punti 

 

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Categoria: spettacoli

20:21

Referendum giustizia, pm Di Matteo: "D'accordo con Gratteri, mafiosi e grandi criminali voteranno Sì"

(Adnkronos) - "Sono perfettamente d'accordo con Nicola Gratteri. Insieme alle persone per bene che voteranno Sì, voteranno Sì i massoni, i grandi architetti del sistema corruttivo e i mafiosi". Così il magistrato Nino Di Matteo, intervenendo a Roma alla presentazione del volume Di Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, 'Perché No - Guida al Referendum su magistratura e politica in poche e semplici parole' relativamente a quanto detto dal procuratore di Napoli Gratteri.  

"Gli autori della riforma partono dalla necessità e dal quotidiano esercizio di una denigrazione della magistratura. Quando ci bombardano di notizie e giudizi negativi sulla magistratura, dal caso Garlasco al caso Tortora, ai bambini della casa del bosco, parlano male della magistratura, la delegittimano agli occhi del popolo, parlando alla pancia di quanti hanno interesse a una delegittimazione della magistratura e questi sono i massoni, i mafiosi. Quando i mafiosi, quelli che ragionano, pensano che una parte politica possa andare contro la magistratura, già loro hanno deciso per chi votare. E d'altra parte ne abbiamo esperienze, anche consacrate in sentenze passate in giudicato, quando nel 1987 alcuni partiti, il Psi, il partito radicale, furono fautori della riforma sulla responsabilità civile dei magistrati, i mafiosi erano talmente entusiasti che, anche cambiando quelle che allora erano le loro inclinazioni verso la Dc, decisero di votare per i socialisti e i radicali", ha detto Di Matteo.  

"Il sì è fondato sul presupposto della necessità di indebolire la magistratura, di denigrare la magistratura e la mafia ha bisogno che agli occhi del popolo la magistratura risulti delegittimata. E questa è una regola che è assolutamente evincibile da ogni minima esperienza di indagini e processi di mafia - ha spiegato Di Matteo - Quindi ci saranno le persone perbene che voteranno sì, ci mancherebbe. Ma io credo che proprio sulla base di questo presupposto i mafiosi, i grandi criminali, voteranno sì". 

“Lette le parole del pubblico ministero Nino Di Matteo si prova soltanto una grande, infinita pena. È il delirio di un invasato animato dal pregiudizio che non ha alcun rispetto per l’intelligenza e la storia. Non è neppure il caso di confutare un’analisi così ridicola e superficiale. Con lo stesso metro si potrebbe dire che negli anni Novanta un sindaco di Palermo di sinistra eletto con il 75% dei voti avesse calamitato su di sé i voti della mafia. Sarebbe ridicolo, appunto. Qui però siamo oltre e non c’è sdegno che possa contenere cotanta infamia”, afferma Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e vicepresidente della Camera, responsabile della campagna referendaria per il Sì di Forza Italia. 

 

“Le parole pronunciate da Nino Di Matteo sono indegne e inaccettabili. Attribuire, in maniera generalizzata e suggestiva, il voto favorevole al referendum a mafiosi, massoni e criminalità organizzata significa scendere su un terreno che non appartiene alla cultura costituzionale di un magistrato della Repubblica", afferma Matilde Siracusano, deputata di Forza Italia e sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento. 

"Un uomo delle istituzioni, che dovrebbe avere come missione la tutela e l’applicazione della legge, dovrebbe contribuire a elevare il confronto pubblico, non ad avvelenarlo con insinuazioni che delegittimano milioni di cittadini e inquinano il dibattito politico e istituzionale attorno alla riforma della giustizia. Affermare, e reiterare, che determinati ambienti criminali voterebbero in un certo modo non è un’argomentazione nel merito della riforma, ma un modo per spostare il confronto su un piano squallido e lontano dalla democrazia. È un messaggio fuorviante che alimenta contrapposizioni e sospetti, anziché favorire un dibattito serio e approfondito sui contenuti del referendum". 

"La riforma della giustizia -conclude Siracusano- va discussa articolo per articolo, principio per principio, nel rispetto delle opinioni di tutti. Se si sceglie invece di ricorrere a slogan e a suggestioni da bar, si dimostra di non avere argomenti per entrare nel merito”. 

 

"Sempre più nervosi, arroganti e violenti alcuni signorotti del No. Il 22 e 23 marzo con milioni di SÌ gli Italiani daranno loro una bella lezione di educazione e democrazia", scrive su X la Lega, a commento delle parole di Di Matteo. 

 

"Il procuratore Di Matteo riprende le parole di Gratteri e dice che mafiosi e massoni voteranno Sì. Se votano i massoni regolari, persone perbene, e lo dice un cattolico mai stato massone, siamo contenti. I voti dei mafiosi invece non li vogliamo. Ma Di Matteo abbia coraggio: faccia i nomi dei delinquenti, dei criminali che voteranno Sì. Intorbidire le acque con queste parole è un'offesa a ciò che ha detto il presidente Mattarella", dice Alfredo Antoniozzi, vicecapogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera. 

 

"Le parole del dottor Nino Di Matteo sul referendum e sulle presunte ‘scelte di voto dei mafiosi’ sono gravi nei toni e mistificatorie nei contenuti. Le ricostruzioni storiche che coinvolgono il Psi e i Radicali risultano offensive, infondate e falsano il ruolo svolto da due culture politiche che con le loro battaglie hanno segnato la storia democratica della Repubblica". Lo afferma la senatrice di Forza Italia Stefania Craxi. 

"Altrettanto offensivo e immaginifico - aggiunge - è poi il racconto reiterato della nascita di Forza Italia, ridotto a una narrazione pseudo-giudiziaria che cancella il contesto storico, politico e il consenso reale che accompagnò quella stagione. È una lettura barbara, indegna, che pretende di trasformare decenni di vita repubblicana in un unico, indistinto racconto criminale. Si tratta di affermazioni gravi da cui, spero, prendano le distanze tanto i partiti della sinistra che i tanti illustri sostenitori del No, che accusano il Governo e i partiti della maggioranza di avvelenare il dibattito pubblico. La difesa della legalità e dell’autonomia della magistratura non può passare attraverso anatemi, delegittimazioni e riscritture ideologiche e settarie della storia”. 

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Categoria: politica

20:18

‘Ecco qual è l’endgame di Israele e Usa’. L’analisi dell’esperto israeliano

(Adnkronos) - Mentre la campagna militare congiunta di Israele e Stati Uniti contro l’Iran entra in una fase ad alta intensità, con attacchi mirati alle capacità nucleari e missilistiche di Teheran e il rischio di un allargamento regionale, il nodo centrale resta uno: qual è l’obiettivo strategico finale? Cambio di regime o neutralizzazione definitiva della minaccia? E quanto è realistico immaginare una transizione interna in Iran, considerando il peso dei Pasdaran e la struttura parallela di potere costruita negli ultimi decenni? 

Per Kobi Michael, senior researcher dell’Institute for National Security Studies (Inss) presso l’Università di Tel Aviv e analista del Misgav Institute, contattato dall'Adnkronos, la priorità israeliana è chiara: impedire che l’Iran torni a rappresentare una minaccia esistenziale, sul piano nucleare e balistico. Il cambio di regime è un esito auspicato, ma non può essere imposto dall’esterno: dipende dalla capacità del popolo iraniano di organizzarsi e sfruttare l’indebolimento militare del sistema. Intanto, avverte, l’eventuale coinvolgimento delle monarchie del Golfo potrebbe trasformare l’escalation in una vera coalizione regionale contro Teheran. 

Professore, qual è secondo lei l’endgame di Israele e degli Stati Uniti? L’obiettivo è un regime change?  

Credo che l’esito auspicato sia certamente un cambio di regime. Tuttavia, non dipende solo da Israele e dagli Stati Uniti. Dipende prima di tutto dal popolo iraniano e dalla sua capacità di organizzare un’opposizione strutturata, con una leadership efficace in grado di sfruttare la dinamica che Israele e Stati Uniti stanno creando in questo momento per rovesciare il regime e sostituirlo. 

Detto questo, l’obiettivo più realistico della campagna militare è smantellare la minaccia iraniana: negare a Teheran le capacità militari strategiche, in primo luogo quelle nucleari, poi quelle missilistiche balistiche, e indebolire il regime in modo così profondo da impedirgli di ricostituire la minaccia contro Israele e la regione. 

Per Israele la questione centrale è garantire che l’Iran non torni a rappresentare una minaccia esistenziale, sia sul piano nucleare sia su quello balistico. Se questo indebolimento genererà una dinamica interna capace di portare gli iraniani a fare il resto, tanto meglio. Ma la priorità è eliminare la minaccia. 

I Pasdaran hanno costruito in decenni un sistema parallelo di potere e un’economia autonoma. Esiste oggi una società civile, un apparato amministrativo o militare in grado di sostituirli?  

Sì, credo che esista. Parliamo di un Paese con oltre 90 milioni di abitanti. Anche se milioni di persone sono integrate nel sistema del regime, la grande maggioranza non lo è. Tuttavia, serve una leadership molto efficiente e ben organizzata. 

Ritengo che una parte di questa leadership dovrebbe emergere anche dai ranghi istituzionali iraniani, in particolare dalle forze armate regolari, che sono meno radicali rispetto ai Guardiani della rivoluzione. Al loro interno ci sono figure capaci di assumere temporaneamente la guida del Paese. Ma esistono anche molte altre persone qualificate nella società iraniana. 

Siamo solo al secondo giorno della campagna militare. A mio avviso durerà settimane. Dopo una o due settimane di pressione molto intensa, il regime potrebbe trovarsi in una situazione estremamente problematica. Se in quel momento il popolo iraniano sarà pronto, organizzato e determinato, il cambio di regime diventerà una possibilità concreta. 

In questi giorni l’Iran ha colpito anche Paesi della regione, dalle monarchie del Golfo alla Giordania, fino a minacciare altri attori. È una reale capacità di destabilizzazione o solo un tentativo di mostrare forza?  

Non si tratta solo della regione del Golfo. L’Iran ha lanciato missili anche verso basi britanniche a Cipro e potrebbe prendere di mira altri Paesi che considera cooperanti con Stati Uniti e Israele. Ha persino minacciato Armenia e Azerbaigian. 

Teheran sta cercando di allargare il conflitto per aumentare la pressione su Washington, nella speranza di costringerla a fermare la campagna militare. Ma penso che il risultato sarà opposto. Attaccando Arabia Saudita ed Emirati, rischia di spingerli a unirsi militarmente a Israele e agli Stati Uniti. 

Quindi vede uno scenario in cui questi Paesi partecipano non solo in chiave difensiva ma anche offensiva?  

Sì, assolutamente sì. Se l’Iran continuerà a colpirli con centinaia di missili e droni, non si tratterà più di attacchi simbolici ma di un’aggressione su larga scala. In quel caso, potrebbero unirsi apertamente all’operazione militare contro l’Iran. 

Gli attacchi massicci contro Qatar, Emirati o Arabia Saudita potrebbero portare alla formazione di una vera coalizione regionale. Paradossalmente, il tentativo iraniano di allargare il conflitto potrebbe accelerare l’isolamento del regime. 

L’Iran è in grado di sostenere questa pressione per settimane?  

Per quanto riguarda i missili balistici, credo che la capacità iraniana sarà drasticamente ridotta in pochi giorni. I lanciatori sono il punto chiave: senza lanciatori non possono utilizzare i missili. Molti sono già stati distrutti, altri vengono neutralizzati non appena vengono esposti per il lancio. 

Rispetto a precedenti escalation, il numero di missili lanciati è già inferiore. L’Iran cerca di usarli in modo tattico, uno o due alla volta, per mantenere la popolazione israeliana sotto stress e mettere alla prova i sistemi di difesa. Ma la capacità complessiva è in calo. 

Diverso è il discorso per i Paesi del Golfo, che sono geograficamente molto vicini all’Iran: contro di loro possono utilizzare droni, missili da crociera e razzi, senza necessità di sistemi balistici a lungo raggio. 

Tuttavia, se continueranno ad attaccare i Paesi del Golfo, credo che assisteremo alla nascita di una coalizione regionale contro Teheran. (di Giorgio Rutelli) 

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Categoria: internazionale/esteri

19:57

Roma-Juventus 3-3, Spalletti rimonta Gasperini nel recupero

(Adnkronos) - Pareggio e spettacolo all'Olimpico: termina 3-3 tra Roma e Juventus. Oggi, domenica 1 marzo, i giallorossi hanno ospitato i bianconeri nello scontro diretto per il quarto posto della 27esima giornata di Serie A, con la squadra di Spalletti che è riuscita a rimontare da 3-1 nel recupero. A decidere il match i gol di Wesley al 39', il momentaneo pari di Conceicao al 47' e poi le reti di Ndicka al 54' e di Malen al 65', prima della rimonta firmata Boga al 78' e Gatti al 93'. 

Con questo punto la Roma sale a 51 punti, mantenendo 4 lunghezze di vantaggio sui bianconeri ma venendo avvicinata dal Como, che scavalca la Juventus al quinto posto, ora a quota 47, e si porta a -3 da Gasperini, mentre il Napoli allunga in terza posizione, ora a +2 sui giallorossi. 

 

Nella prossima giornata di Serie A, la Roma sfiderà il Genoa del grande ex De Rossi in trasferta mentre la Juventus ospiterà il Pisa. 

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Categoria: sport

19:52

Iran, Meloni agli italiani: "Siate prudenti". Tajani: "Se situazione peggiora evacuazione in poche ore"

(Adnkronos) - Massima prudenza e rispetto delle indicazioni che provengono dall’Unità di crisi della Farnesina. E' l'invito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni che anche oggi, all'indomani dell'attacco Usa-Israele all'Iran, ha sentito i leader della regione mediorientale.  

La premier ha avuto conversazioni telefoniche con il re di Giordania e il sultano dell’Oman, che si aggiungono ai numerosi contatti già avuti nella giornata di ieri con le restanti autorità delle nazioni del Golfo. Ne dà notizia una nota di Palazzo Chigi.  

Meloni ha inoltre avuto colloqui con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e con il presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulides, in qualità di presidenza di turno dell’Unione europea. E ha quindi aggiornato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sugli sviluppi della situazione e sui contatti intercorsi. 

''Se serve possiamo organizzare un convoglio nel giro di qualche ora da Teheran alla frontiera, nel caso di peggioramento della situazione'', ma sempre ''garantendo la sicurezza'', ha dichiarato dal canto suo il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani alla Farnesina aggiungendo che al momento ''credo sia prudente non partire, non viaggiare. E' poco prudente in questa fase fare un percorso lungo in pullman'. 

Per domani lunedì 2 marzo alle 15 è stata convocata la commissione Affari Esteri e Difesa, per una informativa urgente del ministro degli Esteri. L'audizione si svolgerà davanti alle commissioni congiunte Esteri-Difesa del Senato ed Esteri della Camera. 

In audizione con Tajani ci sarà anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto per una informativa urgente sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico. 

''L'Europa farà ascoltare la sua voce, anche dopo che sarà chiusa la fase incandescente, per avviare un dialogo diplomatico a favore della transizione in Iran'', ha dichiarato ancora Tajani al termine di una riunione straordinaria del Consiglio Affari esteri Ue, aggiungendo: ''E' stata confermata la decisione di continuare con le missioni Aspides e Atalanta''. 

Durante la riunione, ha spiegato , è stata riconosciuta ''la responsabilità dell'Iran'', è stata espressa ''solidarietà totale ai Paesi del Golfo aggrediti dall'Iran. Sono stati espressi preoccupazione e coinvolgimento comune per tutelare i cittadini europei che vivono o sono di passaggio nell'area'' con un ''coordinamento per il loro rientro in Europa''. 

Il ministro degli Esteri è intervenuto anche sulla polemica che ha riguardato il fatto che il ministro della Difesa Guido Crosetto sia rimasto bloccato a Dubai: "Il ministro Crosetto era in visita privata a Dubai. Non vedo che polemica si debba fare'', tra l'altro ''ha sempre lavorato'' e ''non è che l'azione delle nostre forze armate è stata rallentata''.  

Crosetto, ha spiegato Tajani, '' ha partecipato a tutte le riunioni'' e ''le polemiche sono sempre strumentali''. Piuttosto, ha affermato, ''credo sia più giusto preoccuparsi degli italiani da assistere che di un viaggio privato di un ministro''. Anche ''il ministro Crosetto è in contatto con i ministri della Difesa dei Paesi vicini'', ha concluso. 

 

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Categoria: politica

19:22

Ravenna, 16enne accoltella ragazzo sul bus: lui in comunità, arrestati i genitori

(Adnkronos) - Un 16enne è stato denunciato nel Ravennate con l'accusa di lesioni aggravate dopo avere accoltellato uno studente 19enne a una coscia, forse per motivi legati all'uso di stupefacenti. I genitori del minore sono stati arrestati dopo avere reagito ai carabinieri nel corso della successiva perquisizione domiciliare.  

I fatti verso le 8 di sabato quando a Riolo Terme, su un autobus di linea carico di studenti, partito da Faenza e diretto all'istituto alberghiero, il 16enne, già noto alle forze dell'ordine, dopo averlo minacciato, ha colpito con un coltello alla gamba uno degli studenti presenti, un 19enne. Una volta a Riolo, non appena le porte del mezzo si sono aperte, l'aggressore è fuggito mentre il ferito, soccorso dal 118, è stato trasportato all'ospedale di Faenza dove, dopo essere stato medicato, è stato dimesso con una prognosi di 25 giorni.  

Sul posto sono intervenuti nel giro di pochi minuti i carabinieri della Stazione di Riolo Terme già avvertiti telefonicamente dal conducente il quale nel frattempo si era premurato di evitare il panico tra i passeggeri del bus gestendo la situazione. Le ricerche dell'aggressore hanno permesso di individuarlo poco dopo. Il coltello usato, di cui si era già disfatto, è stato trovato in un cassonetto.  

In casa 16enne, i genitori hanno mostrato insofferenza al controllo proferendo frasi ingiuriose nei confronti dei militari. L'atteggiamento aggressivo della coppia si sarebbe trasformato dopo pochi istanti in una vera e propria aggressione con tanto di calci, pugni e spintoni. I due sono stati arrestati con l'accusa di violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il minore è stato affidato a una comunità come disposto dalla Procura dei Minorenni di Bologna.  

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Categoria: cronaca

19:11

Daniele Scardina, come sta l'ex pugile: "Sogno di tornare a camminare"

(Adnkronos) - "Il mio sogno è di tornare presto a camminare". Daniele Scardina è stato ospite oggi nel salotto di Silvia Toffanin a Verissimo dove il pugile è entrato sulle sue gambe grazie all'aiuto del fratello Giovanni e di un sopporto tecnico che lo sostiene in piedi.  

Il pugile è stato colpito da un'emorragia cerebrale nel 2023: "Sono stati tre anni duri, la ripresa è lenta. Vedo mio fratello e mia mamma combattere più di me. Fa male", ha detto Daniele Scardina che ha ammesso di pregare tutti i giorni per la sua salute.  

Al suo fianco, ospite in studio, il fratello Giovanni che ha raccontato il momento più difficile per la famiglia: "Il momento più complicato è stato all'inizio, quando è entrato in coma. Ti fai tante domande, poi piano piano uno si rende conto che bisogna essere grati per quello che si ha". 

L'ex pugile ha raccontato che sta per iniziare un nuovo percorso di riabilitazione tra America Latina e Stati Uniti: "La mia è una lotta per tornare a vivere come prima. Il mio obiettivo è tornare a camminare".  

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Categoria: spettacoli

19:08

Morto Rino Marchesi, ex tecnico di Napoli, Inter e Juventus: aveva 88 anni

(Adnkronos) - Il mondo del calcio piange la scomparsa all'età di 88 anni di Rino Marchesi, ex allenatore, tra le altre, di Napoli, Inter e Juventus, morto oggi, domenica 1 marzo. A dare l'annuncio il club azzurro con una nota pubblicata sul proprio sito ufficiale.  

"Il Presidente Aurelio De Laurentiis e tutta la Ssc Napoli si uniscono al cordoglio per la scomparsa di Rino Marchesi, icona del calcio ed esemplare professionista alla guida tecnica degli azzurri dal 1980 al 1982 e dal 1984 al 1985".  

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Categoria: sport

19:05

Corano in auto e Allah sulla felpa, strage di Austin è terrorismo? Fbi indaga

(Adnkronos) - Una felpa con la scritta 'Proprietà di Allah', il corano in auto e post sui social con messaggi filo-iraniani. Sono elementi associati a Ndiaga Diagne, 53enne cittadino americano di origine senegalese, autore della strage avvenuta a Austin, in Texas, nelle prime ore di oggi. L'uomo è stato ucciso dopo aver provocato 2 morti e 14 feriti. 

Nell'indagine dell'Fbi per terrorismo spicca una foto che mostra Diagne armato di fucile e con indosso una felpa con cappuccio con la scritta "Proprietà di Allah". Lo riporta il New York Post, che pubblica anche l'immagine nella quale si vede Diagne, a bocca aperta, con indosso quelli che sembrano pantaloni mimetici e, oltre al fucile, una pistola nera al fianco destro. L'uomo, secondo il Site Intelligence Group, che monitora i gruppi jihadisti, aveva espresso in precedenza "sentimenti filo-regime iraniano" sui social. 

Diagne ha aperto il fuoco al Buford's Backyard Beer Garden. L'uomo aveva un Corano in auto e abiti descritti come abiti islamici quando ha aperto il fuoco nel Buford's Backyard Beer Garden, vicino al campus dell'Università del Texas ad Austin, secondo fonti a conoscenza delle indagini riportate ancora dal Ny Post, secondo cui l'attentatore avrebbe alcuni precedenti. 

"Ovviamente è ancora troppo presto per determinare l'esatta motivazione, ma c'erano indizi sull'argomento e nel suo veicolo che indicavano un potenziale legame con il terrorismo", ha dichiarato ai giornalisti Alex Doran, agente speciale facente funzioni responsabile dell'ufficio dell'Fbi di San Antonio, in un aggiornamento domenica. Tre delle persone ricoverate in ospedale sono in condizioni critiche, hanno detto i funzionari. 

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Categoria: internazionale/esteri