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14:15

Memorie di carta, Sisal celebra 80 anni di storia e della sua Schedina

(Adnkronos) - Ottant’anni dopo il primo concorso a pronostici sul calcio, la famosa Schedina, Sisal celebra 80 anni di storia e le origini del Totocalcio con “Memorie di carta”, l’evento ospitato oggi alla Biblioteca Nazionale Braidense di Milano, in collaborazione con la Scuola di Restauro di Botticino – Valore Italia, e dedicato alla riscoperta di Sport Italia, storica testata sportiva e organo ufficiale del concorso. 

L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo della cultura e del restauro, per celebrare una storia che intreccia sport, partecipazione e trasformazione sociale del Paese. Dopo i saluti istituzionali di Angelo Crespi - Direttore Generale Pinacoteca di Brera, Biblioteca Nazionale Braidense, Cenacolo Vinciano e Palazzo Citterio - e Antonio Calabrò - Presidente Museimpresa - sono intervenuti Marco Tiso, Managing Director Sisal Italy, e Martino Troncatti, Presidente Valore Italia, insieme agli esperti e ai protagonisti del progetto di restauro. L’evento ha poi dato spazio ai contributi di esperti, restauratori e studenti coinvolti nel progetto, offrendo una visione articolata del valore culturale e formativo dell’iniziativa, insieme agli interventi dei rappresentanti dei principali enti nazionali di riferimento nel settore della conservazione, tra cui la Scuola di Restauro di Botticino, l’Opificio delle Pietre Dure, l’Istituto Centrale per il Restauro, il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, e l’Istituto Centrale per la Patologia degli Archivi e de Libro. 

Al centro dell’incontro, il progetto “Memorie di Carta” ha portato al recupero e alla valorizzazione dei primi sei numeri della testata sportiva Sport Italia, pubblicata a partire dal primo concorso Totocalcio del 5 maggio 1946. Non un semplice settimanale distribuito in tutta Italia come organo ufficiale del concorso a pronostici, Sport Italia era un vero e proprio sistema di comunicazione, informazione e promozione. Un patrimonio documentale che racconta l’Italia del dopoguerra e la costruzione di un immaginario collettivo legato allo sport e alla partecipazione. 

 

“Questo progetto racconta bene chi siamo: da 80 anni accompagniamo l’evoluzione del Paese con responsabilità, innovazione e trasformando le passioni delle persone in momenti condivisi. Con il restauro di Sport Italia vogliamo preservare e rendere accessibile un patrimonio culturale che è parte della nostra storia condivisa, un modo concreto per unire memoria e futuro. Sport Italia rappresenta un esempio significativo di come abbiamo accompagnato il racconto del calcio e dello sport, contribuendo a consolidarlo come fenomeno di rilievo culturale e sociale. È questo il valore che celebriamo oggi: un linguaggio che dà voce ad una passione ed è capace di evolversi in coerenza con le trasformazioni dell’intrattenimento sportivo”, ha dichiarato Marco Tiso, Managing Director Sisal Italy. 

Nel corso dell’evento è stato inoltre approfondito il ruolo del restauro cartaceo come leva di tutela e trasmissione del patrimonio culturale, evidenziando il valore della collaborazione tra imprese, il mondo della formazione e quello del restauro. “Per la Scuola di Restauro di Botticino questa esperienza rappresenta un passaggio formativo di straordinario valore, capace di coniugare pratica, ricerca e responsabilità verso il patrimonio culturale" - ha affermato Martino Troncatti, Presidente di Valore Italia - "La collaborazione con istituzioni di eccellenza rafforza il percorso degli studenti e consolida un dialogo virtuoso tra i principali centri del restauro in Italia, riuniti oggi per il convegno. Grazie alla prestigiosa collaborazione con Sisal, questa iniziativa testimonia come la formazione possa essere motore concreto di tutela e innovazione, capace di generare valore per l’intero sistema culturale”. L’evento si è concluso con la presentazione degli interventi di restauro e una visita ai numeri restaurati di Sport Italia. 

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Categoria: sport

14:13

Caso Minetti, arrivate "prime risposte parziali" dell'Interpol

(Adnkronos) - Le "prime risposte parziali" chieste all'Interpol e ai carabinieri sulla documentazioni e le indagini relative alla grazia concessa a Nicole Minetti, condannata per il caso Ruby e il processo Rimborsopoli, stanno arrivando sul tavolo della Procura generale di Milano guidata da Francesca Nanni. Da quanto si apprende, il parere della Procura generale sulla questione, diventata anche una diatriba politica, non è atteso questa settimana.  

Gli approfondimenti viaggiano su un doppio binario: da un lato l'ulteriore verifica della documentazione legata all'adozione di un minore malato in Uruguay, dall'altro il "cambio vita" dell'ex consigliera regionale lombarda. Gli accertamenti medici e sulla sentenza estera e del Tribunale dei minori di Venezia che ha dichiarato efficace - con un documento datato 19 luglio 2024 - l'adozione del figlio di Minetti e Giuseppe Cipriani è affidata ai carabinieri, mentre gli accertamenti all'estero (Uruguay e Spagna) sono affidati all'Interpol. 

La logica vuole che se le prime risposte arrivate in Procura generale non abbiano portato a elaborare un parere indirizzato al ministero della Giustizia, i responsi parziali potrebbero di fatto confermare il quadro emerso dagli atti depositati dalla difesa Minetti, rappresentata dagli avvocati Antonella Calcaterra ed Emanuele Fisicaro. 

Gli accertamenti sul caso erano stati chiesti all'Interpol, "raccomandando la massima urgenza" alla fine di aprile. Da quanto si è appreso, intanto, riguardo alla sentenza di adozione uruguaiana "per quello che si legge, gli step della procedura sembrano regolari". E a confortare la Procura generale di Milano è "che sia stata resa esecutiva dal Tribunale per i minorenni di Venezia" con un documento datato 19 luglio 2024.  

A carico dell'ex consigliera non compaiono carichi pendenti, né le banche dati delle diverse polizie restituiscono segnalazioni o indagini in corso. Sarà necessario quindi l'esito degli accertamenti chiesti all'Interpol per capire se alcuni sospetti di stampa sono reali o meno. Compito della Procura generale, però, non è quello di fare un'indagine contro Minetti, ma verificare la correttezza dei temi legati alla concessione della grazia. 

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Categoria: cronaca

14:10

Oncologi: "In 4 anni raddoppiato uso sigarette elettroniche e tabacco riscaldato"

(Adnkronos) - In 4 anni è quasi raddoppiato l’uso della sigaretta elettronica e di prodotti a tabacco riscaldato non bruciato, dal 3,9% nel 2021 al 7,4% nel 2025. Prese sia singolarmente che in associazione, le due tipologie di prodotto sono più diffuse tra i giovani. Sono maggiormente utilizzate dai 18-34enni (16,5%), mentre il consumo diminuisce nelle età successive, fino a raggiungere il livello più basso tra gli over 65 (1,4%). Da qui l’importanza di una norma che porti a un drastico aumento del prezzo non solo delle sigarette tradizionali, ma di tutti i prodotti da fumo. Ridurre il numero di fumatori è il primo obiettivo della proposta di legge d’iniziativa popolare per aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina. A circa tre mesi e mezzo dal lancio della campagna '5 euro contro il fumo' (https://5eurocontroilfumo.it), sono state raccolte ben 40.000 firme, cioè l’80% delle 50.000 necessarie per presentare la proposta di legge al Parlamento, che successivamente dovrà discutere il disegno di legge. Nel nostro Paese circa 10 milioni di cittadini fumano e si stimano 93.000 morti ogni anno per il consumo di tabacco. La campagna è promossa da Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom. Tutti i cittadini maggiorenni possono firmare, andando sulla piattaforma del Ministero della Giustizia (clicca qui) e utilizzando lo Spid, la Cie (Carta di identità elettronica) o la Cns (Carta nazionale dei servizi). 

"Siamo orgogliosi del risultato raggiunto finora, serve un ultimo sforzo per raggiungere quanto prima l’obiettivo delle 50mila firme – affermano Aiom, Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom-. La campagna, che può portare a una sostanziale riduzione del numero di fumatori in Italia e del costo umano e sociale legato al tabagismo, ha ottenuto il supporto di 52 società scientifiche e Istituzioni e di 30 associazioni e fondazioni. Si tratta di una battaglia di civiltà, fondamentale per proteggere la salute dei cittadini e salvare migliaia di vite. Secondo le stime, un aumento di cinque euro del prezzo di tutti i prodotti da fumo può determinare nel medio periodo una riduzione del consumo complessivo del 37%, con un conseguente calo dell’incidenza di malattie legate al tabagismo. Il fumo è il principale fattore di rischio oncologico ed è inoltre correlato a malattie cardiovascolari, come infarto e ictus, e respiratorie, come enfisema, asma e Bpco. Queste evidenze mostrano la necessità di intervenire quanto prima con politiche fiscali efficaci. Inoltre, le maggiori entrate contribuiranno a finanziare il Ssn, dalla cui efficienza dipende la salute di milioni di cittadini". 

“I dispositivi elettronici – spiegano Aiom, Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom – non solo attirano nuove quote di mercato tra i non fumatori e offrono una porta d’accesso al fumo, in particolare fra i più giovani e le donne, ma la maggior parte di chi fa uso di sigaretta elettronica o di prodotti a tabacco riscaldato è anche un fumatore tradizionale. L’adozione di dispositivi elettronici non rappresenta quindi una scelta verso l’abbandono della sigaretta tradizionale o per smettere di fumare, ma piuttosto l’occasione per mantenere questa cattiva abitudine e fare un uso congiunto dei diversi prodotti". 

Anche un recente report della Commissione Europea ha evidenziato l’aumento dell’uso di sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato, soprattutto tra i giovani. È emerso che un giovane su cinque inizia proprio con i nuovi prodotti a base di tabacco e nicotina. "Ricercatori australiani dell’Università del Nuovo Galles del Sud a Sydney hanno riportato sulla rivista 'Carcinogenesis' una revisione di tutta la letteratura scientifica disponibile sui potenziali danni dello ‘svapo’ pubblicata tra il 2017 e il 2025. Colpisce – concludono Aiom, Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom – che in uno studio condotto sui topi l’esposizione all’aereosol di sigarette elettroniche abbia indotto un carcinoma del polmone nel 22,5% degli animali. E dati epidemiologici nell’uomo mettono in guardia sui rischi per coloro che fumano sia sigarette tradizionali che elettroniche, poiché questa combinazione quadruplica il rischio di cancro ai polmoni rispetto alle sole sigarette tradizionali. E il dato si conferma anche tra i pazienti più giovani, al di sotto di 50 anni, dimostrando come l’uso composito dei prodotti da fumo rappresenta una delle sfide più complesse per la salute pubblica". 

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Categoria: cronaca

13:30

Hantavirus crociera, le indagini su casi e contatti 'tracciato anche volo Sant'Elena-Johannesburg'

(Adnkronos) - L'incubo a bordo della nave da crociera assediata dall'hantavirus mentre era in viaggio sull'Oceano Atlantico, comincia il 6 aprile, pochi giorni dopo la partenza. L'imbarcazione era salpata l'1 aprile da Ushuaia, in Argentina. Il 6 un uomo adulto a bordo comincia ad accusare dei sintomi: febbre, mal di testa, diarrea lieve. Sembra inizialmente qualcosa di gestibile, ma il paziente peggiora e l'11 aprile comincia a manifestare difficoltà respiratorie. Lo stesso giorno muore sulla nave. Non vengono effettuati test microbiologici e la salma del passeggero viene trasportata a Sant'Elena (territorio britannico d'oltremare) il 24 aprile. Ma è solo l'inizio di una catena di malori che porterà poi successivamente le autorità sanitarie a lanciare un'indagine ad ampio raggio per tracciare ogni possibile contatto. Indagini che coinvolgeranno anche un volo da Sant'Elena a Johannesburg, in Sudafrica.  

E infatti quel maledetto 24 aprile a Sant'Elena viene sbarcata anche una donna adulta che era stata a stretto contatto con il caso 1 e lamenta sintomi gastrointestinali. Le sue condizioni peggioreranno proprio durante il viaggio in aereo per Johannesburg, in Sudafrica, il 25 aprile. La donna è una delle 3 persone decedute nell'ambito del focolaio sviluppato sulla nave da crociera, la sua morte avverrà all'arrivo in pronto soccorso il 26 aprile. A ricostruire in un focus il contagio in alto mare è l'Organizzazione mondiale della sanità che viene allertata il 2 maggio sul focolaio di gravi malattie respiratorie che si sta registrando a bordo di una nave da crociera. Il cerchio si stringe definitivamente sull'hantavirus proprio in quei giorni, tra il 2 e il 4 maggio, quando la presenza del patogeno viene confermata dalle analisi per due pazienti, ultimo il caso della donna morta dopo l'arrivo in Sudafrica. Scatta così il tracciamento dei contatti dei passeggeri del volo. E intanto aumenta il numero delle persone che mostrano sintomi a bordo della nave, su cui fino ad allora stavano viaggiando 147 persone tra passeggeri e membri dell'equipaggio, ripercorre l'Oms.  

Al 4 maggio, i casi identificati saranno 7 (due confermati in laboratorio e 5 sospetti), tra cui i tre decessi. Ma tornando alla ricostruzione cronologica, proprio mentre avvengono gli sbarchi della prima salma e della donna poi deceduta in Sudafrica, sempre il 24 aprile un altro uomo adulto si presenta al medico di bordo con febbre, dispnea e sintomi di polmonite. Stesso copione: pochi giorni dopo, il 26 aprile, le sue condizioni peggiorano e viene evacuato per motivi medici da Ascension al Sudafrica il 27 aprile. E' l'uomo che è attualmente ricoverato in un'unità di terapia intensiva. Gli esami di laboratorio su un ampio pannello di agenti patogeni respiratori sono risultati negativi, mentre il test Pcr conferma l'infezione da hantavirus il 2 maggio e l'esito fa scattare le analisi sierologiche, di sequenziamento e metagenomiche. 

Si intensificano così anche le indagini per ricostruire il contagio e provare a identificare la fonte delle infezioni. Si scopre per esempio che i primi due pazienti deceduti avevano viaggiato in Sud America, Argentina compresa, prima di imbarcarsi sulla nave da crociera l'1 aprile. Ma sono informazioni che andranno inserite in un puzzle più ampio per capire se sono rilevanti. Nel frattempo, però le brutte notizie dalla nave continuano: una donna adulta muore il 2 maggio con sintomi di polmonite. L'esordio della sindrome risale al 28 aprile, con febbre e una sensazione generale di malessere. A questo caso, il quarto fino a quel momento, si aggiungono altri 3 casi sospetti identificati a bordo, mentre ormai l'attenzione internazionale sulla nave si è alzata.  

I sintomi: febbre alta, sintomi gastrointestinali. I pazienti rimangono a bordo, mentre le équipe mediche a Capo Verde procedono con le valutazioni e raccolgono ulteriori campioni per le analisi. Ora ulteriori indagini sono in corso, mentre si pianifica l'attracco della nave - finora ferma al largo di Capo Verde - alle Isole Canarie, dopo l'ok della Spagna. "L'epidemia viene gestita attraverso una risposta internazionale coordinata - spiega l'Oms - che comprende indagini approfondite, isolamento e cura dei casi, evacuazione medica e analisi di laboratorio". 

L'infezione da hantavirus nell'uomo si contrae principalmente attraverso il contatto con urina, feci o saliva di roditori infetti, ricorda l'agenzia Onu per la salute. Si tratta di una malattia rara ma grave, che può essere mortale. Sebbene non comune, in precedenti focolai di virus Andes (una specie specifica di hantavirus) è stata segnalata una limitata trasmissione da uomo a uomo. Attualmente l'Oms continua a valutare come "basso il rischio per la popolazione mondiale derivante da questo evento - si precisa nel focus - e continuerà a monitorare la situazione epidemiologica e ad aggiornare la valutazione del rischio". 

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Categoria: internazionale/esteri

13:19

Attacco hacker a Sistemi Informativi (Ibm), indagano pm antiterrorismo di Roma

(Adnkronos) - Indagano i pm dell'antiterrorismo di Roma sul presunto attacco hacker a Sistemi Informativi, la società controllata da Ibm attiva nella progettazione e realizzazione di soluzioni It e che gestisce l'infrastruttura tecnologica per la pubblica amministrazione italiana e diversi grandi aziende.  

Nel fascicolo, coordinato dal procuratore di Roma Francesco Lo Voi, al momento si procede per accesso abusivo a sistema informatico e i magistrati capitolini attendono un'informativa. A mettere a segno l'attacco potrebbero essere stati hacker cinesi della crew Salt Typhoon. Del caso se ne sta occupando anche l'Acn, l'agenzia per la cybersicurezza, che si è messa subito al lavoro per definire l'origine e l'eventuale impatto dell'attacco.  

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Categoria: cronaca

13:18

Grande Fratello Vip, stasera nuovo finalista: tra confronti e sorprese

(Adnkronos) - Nuova puntata del Grande Fratello Vip stasera, martedì 5 maggio, in prima serata su Canale 5 con la conduzione di Ilary Blasi e le opinioniste Cesara Buonamici e Selvaggia Lucarelli.  

Sono stati giorni di fuoco nella Casa tra nuove alleanze e antipatie. In particolare ci sarà un confronto tra Francesca Manzini e Marco Berry, alla luce delle incomprensioni e accuse reciproche maturate in queste settimane. 

Questa sera verrà decretato il nome del secondo finalista: l’onore della proclamazione e subito l’onere di una decisione difficile, che condizionerà il percorso degli altri. Il pubblico deciderà chi tra Adriana Volpe, Alessandra Mussolini, Francesca Manzini, Lucia Ilardo, Marco Berry e Raul Dumitras merita il sogno della finale. I sei vip in nomination aspettano l’esito di un’eliminazione ma scopriranno in diretta che non è così.  

 

Alessandra Mussolini, dopo la crisi e un momento di sconforto, torna più carica di prima e promette ai suoi 'nemici' Antonella Elia e Marco Berry di essere il loro tormento. Spazio poi a Raimondo Todaro: stasera ripercorrerà momenti della sua vita e la sorpresa di chi ama gli scalderà il cuore. 

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Categoria: spettacoli

13:14

Meta, in arrivo aggiornamenti per proteggere gli account degli adolescenti: le novità

(Adnkronos) - In arrivo nuovi aggiornamenti di Meta per i giovani utenti e i loro genitori. L’azienda tech, infatti, ha annunciato una serie di novità in arrivo sulle proprie piattaforme, a partire dallo sviluppo di “una tecnologia per individuare in modo proattivo gli account che si sospetta appartengano ad adolescenti, anche se indicano una data di nascita da adulto, e inserirli nelle protezioni integrate degli account per teenager. Questa tecnologia è ora estesa a Instagram ai 27 Paesi dell'Unione Europea e al Brasile. In Usa è iniziata l'espansione a Facebook, ed è prevista in Ue e Uk per giugno 2026”.  

Inoltre, Meta “introduce sistemi di intelligenza artificiale avanzata che analizzano testi, interazioni e, per la prima volta, foto e video nei profili per individuare account appartenenti a minori di 13 anni. Gli account sospetti – viene spiegato – vengono disattivati e se l'utente non verifica la propria età, l'account viene eliminato. Non si tratta – specifica l’azienda – di riconoscimento facciale. Vengono anche rafforzati i sistemi per impedire a utenti rimossi per età di creare nuovi account”. 

Arriva poi l’invio, ai genitori, di notifiche ad hoc “per aiutarli a verificare e confermare l’età dei propri figli sulle app di Meta: queste notifiche includeranno anche consigli su come i genitori possono avere conversazioni costruttive con i loro figli sull’importanza di indicare la propria età corretta online”. Meta torna poi a chiedere “una legislazione che imponga agli app store di verificare l'età degli utenti e ottenere il consenso dei genitori per il download delle app da parte dei minori”. 

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Categoria: economia

13:13

Turismo, infrastrutture e AI al centro White paper di Repower

(Adnkronos) - Repower, gruppo attivo nel settore energetico e della mobilità sostenibile, ha pubblicato la seconda edizione del White paper repower innovazione e turismo, il documento dedicato al mondo del turismo realizzato in collaborazione con Turismi.ai, l’Associazione italiana per l’Intelligenza Artificiale nel turismo, presieduta da Edoardo Colombo. L’obiettivo del documento è analizzare e orientare la qualità dell’esperienza turistica, la sostenibilità delle attività ad essa connesse e la capacità del comparto turistico di generale valore per le comunità locali interessate. (VIDEO) 

Il White paper offre una chiave di lettura concreta per orientare scelte amministrative e strategie aziendali: il turismo viene interpretato come un ecosistema multilivello, composto da ambiti diversi ma strettamente interconnessi. Al centro, il dialogo tra territori, comunità, infrastrutture e tecnologie. In questo scenario, Repower punta a giocare un ruolo di abilitatore, mettendo in relazione competenze e investimenti, con l’obiettivo di rafforzare ecosistemi territoriali sempre più integrati. 

Per leggere la complessità del fenomeno turistico, il report adotta una Tavola Sinottica 4×4, concepita per rendere evidenti le relazioni tra le quattro dimensioni su cui si concentra – connessioni e accessibilità, cultura e rigenerazione, infrastrutture e territorio, tecnologia e Intelligenza Artificiale – e i quattro attori fondamentali del sistema turistico: viaggiatori, operatori, destinazioni e residenti. La tavola costituisce una lente interpretativa attraverso cui leggere in modo sistemico le dinamiche che si generano all’interno di ciascuna dimensione. L’analisi di questo white paper nasce sulla scia del premio speciale Repower innovazione e turismo 2025, da quattro tavoli tematici di confronto dedicati a connessioni, cultura, infrastrutture e intelligenza artificiale, che hanno coinvolto voci accademiche e professionali per restituire un’immagine nitida del turismo, un fenomeno insieme tecnologico e umano, materiale e simbolico, economico e relazionale. 

 

A seguire i quattro capitoli. 1) Connessioni e accessibilità: la rete come patrimonio. Il turismo non è solo un insieme di monumenti, ma un sistema di relazioni: la sua competitività dipende dalla qualità dei collegamenti fisici, digitali e sociali. L’accessibilità non è più solo un obbligo, ma un principio progettuale: pensare per esigenze specifiche migliora l’esperienza di tutti e rende i territori più resilienti. Anche le piattaforme digitali, tra mappe e recensioni, influenzano la reputazione delle destinazioni, ma il vero valore nasce quando queste connessioni si trasformano in collaborazione e benefici condivisi. Case study: l'analisi su Napoli dimostra come l’apertura dell’hub Ryanair nel 2016 abbia agito da leva di sviluppo, non omogenea. Il reddito medio è aumentato in tutta la città ma con una crescita significativamente maggiore nei quartieri del centro storico Unesco (+2.032 euro) rispetto a quelli non interessati dai flussi internazionali (+1.580 euro). 

2) Cultura e rigenerazione: oltre la musealizzazione. La cultura è l'infrastruttura primaria dello sviluppo e non deve essere ‘piegata’ al turismo: le pratiche più autentiche nascono dai bisogni di una comunità. Il patrimonio culturale va visto come un presente attivo capace di generare nuovi linguaggi e coesione sociale. Il turismo è considerato sostenibile solo quando i valori che lo animano sono condivisi dalla comunità locale, evitando narrazioni statiche che svuotano di senso l'identità del territorio. In Italia quasi 2 presenze su 3 si concentrano in comuni a vocazione culturale. Case study: A Pollica, la dieta mediterranea è diventata una strategia di governo territoriale (food scape) che connette agricoltura, salute e turismo lento, trasformando un borgo in un laboratorio globale. Parallelamente, a Napoli, il sase study della Fondazione Foqus nei Quartieri Spagnoli mostra come la rigenerazione urbana e sociale possa precedere e guidare il successo turistico. Grazie a strumenti di analisi dei dati sviluppati con Almaviva, la Fondazione monitora l'impatto dei flussi per prevenire fenomeni negativi come la gentrificazione e mantenere l'equilibrio del tessuto sociale. 

3) Infrastrutture e territorio: strumenti di governo e resilienza. Le infrastrutture sono il ‘sistema operativo’ dei territori e agiscono come dispositivi di regolazione dei comportamenti. Il documento chiarisce che il sovraffollamento è spesso causato da sistemi infrastrutturali incapaci di distribuire i visitatori nello spazio e nel tempo, piuttosto che da un eccesso di domanda. Nelle aree interne, infrastrutture leggere, mobilità dolce e servizi di prossimità diventano leve fondamentali contro lo spopolamento e l'isolamento. Case Study: i progetto Mappina a Napoli usa la mappatura collaborativa dei cittadini per far emergere patrimoni invisibili e ridistribuire i flussi urbani contribuendo a costruire nuovi immaginari collettivi. Il recupero del Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa mostra come il restauro del patrimonio industriale, unito a interventi mirati sulla mobilità (nuove fermate ferroviarie), possa rigenerare l'economia locale. 

 

Le infrastrutture strategiche possono avere forme diverse ma quelle del settore energy, in particolare la nuova generazione da fonte rinnovabile, sono sempre più spesso occasioni di attrito con i territori: un parco eolico o un campo fotovoltaico non vanno studiati solo in termini di impatto ambientale o paesaggistico ma anche come occasioni per accelerare e mettere a sistema competenze ed economie locali, che potrebbero trarre un enorme beneficio se poste nelle condizioni di creare reali sinergie con investimenti importanti – e per certi versi inevitabili – come quelli dettati dalle recenti crisi energetiche mondiali. 

4) Tecnologia e Intelligenza Artificiale: l'algoritmo al servizio dell'umano. L’AI non è solo uno strumento di efficienza, ma un'infrastruttura abilitante che trasforma la progettazione del turismo. L'automazione deve servire a valorizzare il fattore umano, liberando risorse per la cura dell'accoglienza e della relazione, che restano insostituibili. E’ essenziale che i territori sviluppino una propria sovranità digitale gestendo i dati prodotti dai flussi. Se la domanda è forte, con il 33% dei viaggiatori italiani che usa già l’AI e l’85% che la ritiene utile, l’offerta è ancora scarsa, con solo il 13% dei fornitori outdoor e il 14% delle agenzie che hanno avviato progetti AI strutturati. 

Due case study chiudono il White paper. N-AI Lab: un laboratorio dedicato che aiuta le startup e le piccole imprese a integrare l'AI nei processi produttivi locali, rendendo l'innovazione accessibile e non esclusiva. Touristinfo.ai: vincitore del Premio Repower 2025 ha presentato ‘Giggo’, un assistente digitale utilizzato in Alto Adige. Giggo non si limita a dare informazioni, ma agisce come un consulente che, in tempo reale e in 80 lingue, suggerisce alternative ai parcheggi saturi o percorsi meno affollati, ristabilendo l'equilibrio tra il visitatore e il territorio. 

 

“Il premio speciale Repower 2025 a Napoli - ha commentato Fabio Bocchiola, amministratore delegato di Repower - è stato per noi un laboratorio di confronto, in cui competenze e punti di vista diversi hanno restituito una lettura condivisa del turismo come fenomeno complesso, insieme tecnologico, umano e territoriale. Da questo lavoro nasce la seconda edizione di questo White Paper, che non vuole essere un catalogo di soluzioni, ma uno strumento per orientare le scelte di chi opera nel settore. L’esperienza maturata nel lavoro quotidiano con imprese e comunità ci mostra come la qualità del turismo dipenda sempre più dalla capacità di gestire in modo integrato infrastrutture strategiche e vocazione locale – come nel caso del turismo. In questo senso, l’innovazione non è un fine ma una leva per migliorare il funzionamento dei sistemi territoriali e la qualità dell’esperienza. Promuovere momenti di confronto, costruire conoscenza condivisa e offrire strumenti di orientamento significa contribuire a rafforzare la capacità del sistema di affrontare le trasformazioni in corso in modo più consapevole e coordinato. Per noi, l’innovazione ha valore solo quando è in grado di generare benefici concreti e duraturi per i territori e per le comunità che li abitano”. 

Edoardo Colombo, presidente di Turismi.AI, ha aggiunto: “Il turismo è un ecosistema in cui connessioni, infrastrutture, cultura e tecnologie concorrono insieme a generare valore. Per Turismi.AI il White paper è un'occasione per offrire una chiave di lettura utile ad accompagnare il settore verso modelli più intelligenti e sostenibili, capaci di migliorare insieme esperienza dei viaggiatori, competitività degli operatori, governo delle destinazioni e qualità della vita dei residenti. Per questo ringrazio Repower per aver promosso questa iniziativa utile al dibattito per guardare al futuro con una visione condivisa”. 

La stesura del White paper è stata coordinata da Edoardo Colombo (presidente di Turismi.AI) e Sergio Beraldo (docente di economia politica dell’Università di Napoli Federico II) che hanno anche coordinato, rispettivamente, i tavoli tematici su AI e Connessioni. Sara Roversi (fondatrice del Future Food Institute) e Pierluigi Sacco (Università di Chieti-Pescara) hanno condotto la discussione ai tavoli tematici su Cultura e Infrastrutture. Il White paper Innovazione e Turismo è stato presentato nel corso di GatewAI 2026, la Conferenza nazionale dell’Intelligenza Artificiale nel turismo. 

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Categoria: economia

13:07

Giornata pediatria, Sip: "Salute si costruisce da bambini, infanzia ai margini"

(Adnkronos) - Mai come oggi la scienza dimostra che la salute si costruisce nei primi anni di vita. Eppure, proprio mentre aumentano cronicità e costi legati all’invecchiamento, l’infanzia resta ai margini delle politiche sanitarie e sociali. È questo il paradosso emerso alla Giornata nazionale della Pediatria promossa per la prima volta dalla Società italiana di pediatria (Sip) al ministero della Salute, con l’obiettivo di riaffermare il valore culturale e sociale della pediatria in un sistema sempre più orientato verso la gestione della cronicità dell’anziano. "Viviamo in una società adultocentrica a cominciare dalla denatalità: secondo gli ultimi dati Istat, le nascite sono scese sotto le 355 mila unità annue, un nuovo minimo storico passato quasi sotto silenzio. Mettere i bambini e la loro salute futura al centro dell’agenda del Paese non significa solo avere adulti più sani, ma anche garantire la sostenibilità del sistema" afferma il presidente Sip Rino Agostiniani. 

A dirlo è la scienza: la buona salute non inizia nella vita adulta, ma molto prima ed è lì che si gioca la prevenzione. Alimentazione, ambiente, condizioni sociali e cure ricevute nei primi anni di vita costruiscono il profilo di salute nel tempo di un individuo. Studi che saranno presentati all’81esimo congresso italiano di pediatria (27-29 maggio, Padova) mostrano che già alla nascita si possono osservare segnali di 'invecchiamento' dell’organismo, ad esempio nei bambini nati pretermine. Cellule giovanissime che mostrano segni di fragilità precoce. Anche sul piano economico le evidenze sono chiare: ogni euro investito in prevenzione può generare ritorni fino a 16 euro, tra minori spese sanitarie e maggiore produttività. Nonostante queste evidenze oggi l’infanzia sembra 'sotto assedio': solitudine, aumento delle patologie croniche, disagio psicosociale, impoverimento delle famiglie, riduzione delle coperture vaccinali, stili di vita nocivi, sovrappeso e obesità, impennata dei disturbi neuropsichiatrici. "Bisogna prendersi cura di queste fragilità per avere una popolazione adulta in buona salute - aggiunge Agostiniani - integrando la prevenzione nei programmi scolastici, insegnando ai bambini a riconoscere i comportamenti che mettono a rischio la salute per prepararli ad essere cittadini consapevoli".  

Dalla prevenzione all’assistenza il sistema sanitario fatica a rispondere a bisogni di salute dell’età evolutiva profondamente cambiati. In Italia l’assistenza sul territorio dal pediatra di famiglia è garantita solo fino ai 14 anni, mentre in ospedale il passaggio ai percorsi per adulti avviene senza criteri uniformi: a 14, 16 o 18 anni a seconda di dove ci si trova. Le linee programmatiche della riforma della medicina territoriale annunciate dal ministro della Salute Orazio Schillaci - informa una nota della Sip - prevedono l’estensione dell’assistenza territoriale pediatrica fino ai 18 anni, una richiesta che la comunità pediatrica porta avanti da tempo nella convinzione che sia il pediatra la figura più adatta ad accompagnare il bambino lungo l’adolescenza. Ma il rischio è che la riforma resti a metà se non coinvolge anche gli ospedali. I numeri lo dimostrano: circa un bambino su quattro (fascia 0-18 anni) viene ricoverato in reparti per adulti. Tra i 15 e i 18 anni la quota sale fino al 70%. In termini assoluti, si tratta di oltre 100 mila tra bambini e adolescenti ogni anno. Una tendenza che si conferma anche nelle terapie intensive, dove quasi un ricovero su due avviene in strutture per adulti. Estendere l’assistenza pediatrica fino ai 18 anni non solo sul territorio, ma anche in ospedale, significa garantire continuità di cura e percorsi davvero coerenti con l’età evolutiva. 

"La pediatria ospedaliera dei prossimi anni sarà profondamente diversa - sottolinea Alberto Villani, responsabile dell'Unità operativa complessa Pediatria generale, Malattie infettive e Dea dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù -. A pesare saranno fattori già evidenti: denatalità, aumento dei casi complessi e cronici, crescita dei disturbi neuropsichiatrici, bambini sempre più fragili perché nati prematuri o grazie alle tecniche di procreazione medicalmente assistita, che oggi rappresentano una quota crescente delle nascite (nel 2022 il 4,3% dei nati, pari a oltre 16.700 bambini). Serviranno forse meno pediatri ma con competenze specifiche per gestire pazienti complessi e nuovi bisogni di salute. E serviranno ospedali ripensati: spazi, servizi e organizzazione dovranno essere realmente a misura di bambino e adolescente”, aggiunge Villani. Di certo il pediatra “non può limitarsi a curare, ma deve comprendere e prevenire, accompagnare lo sviluppo del bambino in tutte le sue dimensioni, clinica, psicologica e sociale".  

"Una buona assistenza però non può esistere senza una buona ricerca", sottolinea Annamaria Staiano, past president Sip e presidente Espghan che aggiunge: "Non si tratta solo di aumentare i fondi, ma di cambiare il modo in cui la ricerca è organizzata e percepita. È necessario migliorare il coordinamento tra consorzi e reti pediatriche e adeguare tempi e risorse, perché la ricerca pediatrica è più complessa e costosa rispetto a quella sugli adulti. Occorre compiere passi audaci per passare da una mentalità che protegge i bambini dalla ricerca a una che li protegge attraverso la ricerca".  

In questo scenario il rafforzamento delle cure primarie è centrale. "Il pediatra di famiglia è il primo presidio di prevenzione e di prossimità per bambini, adolescenti e famiglie - dichiara Antonio D’Avino, presidente nazionale della Federazione italiana medici pediatri -. Estendere l’assistenza pediatrica fino ai 18 anni significa riconoscere che l’età evolutiva non si interrompe a 14 anni e che l’adolescenza richiede competenze specifiche, continuità di relazione e capacità di intercettare precocemente fragilità cliniche, psicologiche e sociali. Per questo la sfida decisiva è rafforzare le cure primarie, integrandole sempre di più con scuola, territorio e ospedale, affinché ogni bambino possa essere accompagnato in un percorso di crescita e di salute continuo e appropriato". Ma soprattutto sarà necessario rafforzare il ruolo delle cure primarie e degli ospedali di secondo livello, a partire dalla formazione.  

"È fondamentale sviluppare una vera specializzazione che formi i pediatri del domani negli ospedali e sul territorio, con una rete formativa ampia e di qualità - evidenzia Antonio Corsello, presidente Osservatorio nazionale specializzandi in pediatria - consentendo a tutti, di fronte a un percorso che va sempre più accorciandosi e con un numero di specializzandi in continuo aumento, di poter avere una formazione all’altezza, completa e che possa consentire agli oltre 4000 colleghi di entrare nel mondo del lavoro in modo rapido e chiaro". Perché secondo i pèediatri è da qui, "dai bambini, che si costruisce la salute degli adulti" e la "sostenibilità futura del Paese". "Ogni giorno dell’anno è legato ad una ricorrenza, ad un tema, alla celebrazione di un evento. Oggi la Sip ha voluto promuovere la Giornata nazionale della Pediatria, che non sarà l’ennesima data da aggiungere al calendario, ma un appello corale di tutte le anime della pediatria alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle istituzioni a promuovere azioni concrete che tutelino la dignità e i diritti di ogni bambino e adolescente. E tutto questo, come è emerso chiaro dall’incontro, attraverso la consapevolezza dei nuovi bisogni di salute, di una ricerca fondamentale e di una prevenzione indispensabile per una crescita armonica e sana" conclude il vicepresidente Sip, Pietro Ferrara.  

Le 4 richieste della pediatria per il futuro della salute: 1. Denatalità e investimento sull’infanzia. Contrastare il calo delle nascite e riportare i bambini al centro delle politiche sanitarie e sociali, riconoscendo che la salute si costruisce nei primi anni di vita. 2. Educazione sanitaria a scuola. Integrare la prevenzione nei programmi scolastici, per formare cittadini più consapevoli e promuovere corretti stili di vita fin dall’infanzia. 3. Pediatra fino a 18 anni, anche in ospedale. Estendere l’assistenza pediatrica fino alla maggiore età su tutto il territorio e negli ospedali, per garantire continuità di cura e percorsi adeguati all’età evolutiva. 4. Ospedali a misura di bambino e adolescente. Ripensare spazi, servizi e organizzazione sanitaria per rispondere ai bisogni specifici dei più giovani. 

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Categoria: cronaca

13:06

Schillaci: "Estensione pediatra fino a 18 anni è misura strategica"

(Adnkronos) - Il Servizio sanitario nazionale "è oggi al centro di un percorso di rinnovamento che punta a rafforzare l’assistenza sul territorio e a rendere i servizi più vicini ai cittadini. In questo contesto, la riforma della medicina territoriale che stiamo portando avanti prevede anche una misura che considero davvero strategica: l’estensione dell’assistenza del pediatra di libera scelta fino ai diciotto anni di età. Una scelta chiara, che mette al centro la continuità assistenziale lungo tutta l’età evolutiva e supera un meccanismo che, fino ad oggi, rischiava di interrompere percorsi di cura in una fase delicata della crescita. Una proposta che guarda con attenzione ai nostri ragazzi, alle loro famiglie, che mette al centro il benessere dei più giovani e l’esigenza di accompagnarli in modo coerente per tutta la fase della crescita". Così il ministro della Salute Orazio Schillaci nel suo messaggio inviato agli organizzatori dell'evento al ministero della Salute dedicato alla Giornata nazionale della Pediatria e promosso dalla Società italiana di Pediatria (Sip).  

"Ogni cambiamento richiede confronto e ascolto e le osservazioni che emergeranno saranno tenute nella dovuta considerazione - ha sottolineato il ministro nel messaggio - Ringrazio la Società Italiana di Pediatria per il contributo costruttivo e per le posizioni espresse sin qui sulla mia proposta, che evidenziano come questa misura possa rafforzare la presa in carico dei bambini e degli adolescenti all’interno di un sistema più integrato. Sono certo che il confronto di oggi contribuirà a consolidare il dialogo tra professionisti, istituzioni e comunità, affinché la voce dei più giovani trovi spazio nelle scelte sanitarie e sociali della nostra Nazione". 

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Categoria: cronaca

13:02

Funerali Zanardi, l'omelia di Don Pozza e l'aneddoto sulla 'lezione in autogrill'

(Adnkronos) - Si sono celebrati oggi, martedì 5 maggio, i funerali di Alex Zanardi a Padova. Ecco l’omelia di don Marco Pozza, parroco del carcere "Due Palazzi" di Padova e grande amico dell'ex pilota e leggenda dello sport paralimpico, scomparso sabato 2 maggio. "E' l'Autogrill che più adoro: Montefeltro Ovest, A14, Bologna-Taranto. Ha un'architettura di cortesia, rosso Ferrari, è un condensatore di relax, di relazioni. Lo percepisci al volo, a 130 km/h: è l'invito a fermarsi un attimo. Di quell'attimo, accaduto dieci anni fa, ricordo i minimi dettagli: un Bufalino, tre rustichelle, due Coca Zero, tre bottiglie d'acqua. 

C'è Alex, io, due ragazzi (del carcere): siamo di ritorno da un incontro pubblico. Quando mi siedo, gli stanno raccontando la loro storiaccia: entrambi hanno le mani sporcate di sangue, purtroppo. Tanti anni di galera alle spalle: me li sono portati con me, volevo sentissero dalla viva voce di Alex la storia di Alex. Lui li ascolta come pochi, forse, li avevano ascoltati: non si distrae, immobile, memorizza tutto nel suo sguardo felino. Finito, si alza, una mano nella stampella, l'altra nella loro: "Ragazzi - disse con quella cadenza che lo rendeva avvincente -: avete fatto un gran bel casino, porcavacca. Però: tanto di cappello per come state scavandovi dentro. Continuate a chiedervi il perché di quel gestaccio". Lui li abbracciò, loro lo baciarono. Poi, seduti, fece loro una domanda: "Posso chiedervi solo una cosa?". Braccia allargate, era un assenso. "Se poteste tornare indietro?". Giurarono di non volerlo rifare. "Vedete, ragazzi – disse -. Certe volte bastano cinque secondi in più per fare la differenza. E' un esercizio che non sempre ci riesce (me lo confermate), ma quei cinque secondi sono fondamentali. Sono dappertutto questi cinque secondi: negli affetti, nelle relazioni, nel lavoro. E' l'idea di provare a vedere se si può fare qualcosa d'altro rispetto a quello che stai per fare. Se, per caso, quei cinque secondi ti faranno portare a casa l'orso, diventeranno una specie di droga della quale non potrete più fare a meno. Cercateli ovunque questi secondi! Solo questo mi sento di dirvi dopo il vostro racconto". 

Il parroco ha continuato: "Le rustichelle erano fredde, i cuori bollivano. Quando li abbiam lasciati davanti al carcere, Alex mi fece ripetizione perché non scordassi quella Lectio Magistralis in Autogrill: "A maggior ragione oggi, mi convinco che il problema non è se il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto. Il problema è se hai sete o no. Guardami, don: se posso fare qualcosa per questi due ragazzi e non me lo dici, non è amicizia. Troppo facile applaudire i vincitori, ricordatelo!". 

Il mio Alex è tutto qui. Lascio a voi le medaglie, il rombo dei motori, l'odore della benzina. Le luci dei podi, il luccichìo dei cimeli, il fruscio degli applausi. Mi tengo strettissimo l'uomo, con la sua avvincente umanità. Nessuno, più di san Paolo, l'atleta di Dio, poteva fare sintesi migliore di questa vita percorsa a mille all'ora, anche in carrozzina: «Ogni atleta è temperante in tutto. Ma io corro non come chi è senza meta; faccio pugilato, ma non come chi batte l'aria, anzi tratto duramente il mio corpo e lo trascino in schiavitù perché non succeda che dopo avere predicato agli altri, venga io stesso squalificato" (1Cor 9,19-27). Ha corso tantissimo Alex, ma non l'ha mai fatto come un pugile che batte l'aria: ha corso come chi ha in testa una meta: "La potenza è nulla senza il controllo" recitava una pubblicità della Pirelli, anni Novanta, del secolo scorso. La potenza di un sorriso abbagliante, di un'anima cristallina, di un uomo cresciuto senza smarrire il bambino ch'è stato. Senza perder il sapore delle lacrime: perchè se la vita ti strappa tua sorella sulla strada, devi avere radici profondissime per scegliere e (ri)scegliere la strada e l'asfalto come scenografia della tua esistenza. Per poi convincere il mondo che l'accaduto, qualunque esso sia, resta la più grande opportunità che la vita offre per rimettere a posto le cose. Radici-salvavita nelle quali è impresso il sorriso di mamma Anna, di Daniela e Nicolò che gli hanno impedito di vivere come di chi pettina le bambole: in ogni sua corsa, (rin)corsa o viaggio c'era sempre la sua Itaca ad aspettarlo. È dai tempi di Omero che Ulisse combatte, sprofonda, alza il pollice. Penelope, nell'intertempo, resta: tesse, attende, medita. Nessun podio o medaglia per lei, manco quando lo meriterebbe perchè la sofferenza è brutta, selvaggia, spietata ma lei sceglie di restare. Di regolare la sua velocità al passo del più lento. Adesso, leggendo a ritroso, gradisco di più il libretto che un giorno Alex mi regalò: Il gabbiano Jonathan Livingston. Ebbe l'accortezza, animo fine, di farmi trovare sottolineata una frase. Parlava, ovvio, di velocità: "Raggiungerai il Paradiso quando avrai raggiunto la velocità perfetta. Il che non significa mille miglia all'ora, né un milione di miglia, neanche vuol dire volare alla velocità della luce. Perchè qualsiasi numero è un limite, ma la perfezione non ha limiti. Figlio mio, velocità perfetta vuol dire solo esserci, essere là». Esserci, perchè, seppur in maniera diversa, in ogni cosa c'è sempre del bene, del male: vivere è trovare quel po' di bene e farlo diventare il tuo punto d'appoggio per sollevare la terra. 

Non gli ori di Londra, nemmeno la prestazione "monstre" delle Hawaii vale il guadagno d'avere conosciuto un uomo che, perdonatemi, sapeva maneggiare il congiuntivo tanto quanto la centralina dei suoi bolidi. Quando parlava, avvertivi l'orgoglio d'esser figlio di una lingua, l'italiano, che, unica, ha il congiuntivo nella sua grammatica. L'indicativo lo sanno usare tutti, è il modo della certezza, della sicurezza: “Questa è la narrazione giusta!” Il congiuntivo è più una porta aperta: “E se questa non fosse (congiuntivo) l'unica interpretazione possibile?” Tutti che sanno tutto, sono rimasti in pochi a sapere chiedere. Alex, per chi ha saputo far tesoro della sua amicizia, serbava la curiosità di chi sapeva chiedere. Se la sua storia fosse stata una casa, mai avrebbe giurato di sapere cosa c'era in fondo al corridoio, oltre la siepe: questo è vivere all'indicativo. Lui, uomo del congiuntivo, viveva come se tutto fosse un appuntamento al buio, un'improvvisata, la mente spalancata. Non gli importava di sapere come finiva il corridoio di casa, voleva frequentare l'infinito. Mai detto: “Ciao mamma, sono arrivato uno!” Ha sempre ribadito che, per lui, il congiuntivo è uno stile di vita: "Fosse tutto bello, sai che noia tremenda» era la sua filosofia spicciola. Piace poco il congiuntivo: siam un popolo di notizie sicure, nessun dubbio, le domande ci causano prurito. Il forse spaventa. Poi, però, beccavi in tv o per strada Zanardi e non riuscivi a staccare l'attenzione dal suo modo di riflettere, di gustarsi la vita, di abitare il limite. Chi ama l'indicativo, oggi rimpiange l'atleta ch'è stato. Chi osa il congiuntivo, oggi ringrazia l'uomo. Anch'io - chiedo scusa della parzialità - ringrazio una persona. Dico grazie al dottor Costa, il guru della clinica mobile. Gli dico grazie perché, da uomo di scienza, in questi giorni ha osato parlare di anima parlando di Alex: "Con la sua amicizia ha ridisegnato i contorni della mia anima, sia di medico che di uomo" ha detto l'altra sera. La ringrazio per aver sintetizzato col genio che le riconosco, che l'atleta, senza l'uomo, è nulla. E' potenza senza controllo. 

Nessuno dica: “Vabbè: ma lui era Zanardi”. Il Vangelo userebbe la frusta. Alex, come tutti, ha avuto dei talenti. Non importa quanti: "A uno diede cinque talenti, a un altro due, ad un altro uno". Il perché di un trattamento diverso? "A ciascuno secondo le sue capacità» (cfr Mt 25,14-30). La differenza non la farà il numero, ma una legge dello sport che Mennea riassume così: "Ho ricevuto dei talenti in dono. Io, però, non mi sono addormentato sopra, ma li ho fatti fruttare". Questa è la pagina del Vangelo secondo Alex, una questione di talenti, di dormite o di sveglia. Perchè anche con in dono soltanto un talento, se saprai leggere come nessun altro la traiettoria del Cavatappi, zona Laguna Seca, mostrerai al mondo che "non esiste nessuna curva dove non si possa superare" (A. Senna). Me lo immagino il mio Dio: "(Vieni) Alex buono e fedele, prendi parte alla mia gioia". Perché ero in carcere e tu, in Autogrill, sei stato ad ascoltarmi. Ero infermo e non solo sei venuto a trovarmi: mi hai addirittura regalato una handbike perché mi rialzassi. Dispiace per sorellaccia morte: pensava di averlo vinto, finalmente. Non ha fatto bene i conti neanche stavolta, accipicchia. Si è presa il corpo, ma l'anima (grazie dottore!) le è proprio sfuggita. In corsia di sorpasso, è andata ad infilarsi dritta nelle storie dei ragazzi/e di Obiettivo3. La beffa? Che l'Alex, anche da morto, continui a parlare di obiettivi”. 

 

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Categoria: sport

12:45

Italiani e longevità, "due italiani su tre sanno cosa fare, ma non si applicano"

(Adnkronos) - "Sulla carta, 2 italiani su 3 dichiarano di sapere cosa fare per invecchiare bene. Il problema è che, nella vita reale, tra una buona intenzione e l’altra, solo il 24% riesce a mantenere con costanza comportamenti salutari come dormire meglio, mangiare sano, muoversi di più, stressarsi di meno". È quanto emerge dalla nuova rilevazione dell’Osservatorio Nestlé ‘L’età senza età’, il progetto che dal 2009 analizza il rapporto degli italiani con alimentazione, benessere e stili di vita e che, dal 2024, ha ampliato il proprio focus sui temi della longevità. Con il contributo del coordinatore scientifico, Giuseppe Fatati, nutrizionista e presidente dell’Italian Obesity Network, e di Patrizia Rovere Querini, direttrice dell’Unità operativa di medicina generale a indirizzo salute metabolica e invecchiamento dell’Irccs Ospedale San Raffaele e docente di Medicina interna all’Università Vita‑Salute San Raffaele di Milano, la nuova indagine dell’Osservatorio Nestlé punta a promuovere una vera cultura della longevità attiva. L’obiettivo - si legge in una nota - è mettere in evidenza quanto sia essenziale adottare stili di vita equilibrati e orientati al benessere per migliorare la qualità della vita, oggi e negli anni futuri e aiutare a comprendere quali siano gli ostacoli che ne rendono difficile l’adozione nella vita di tutti i giorni.  

“Oggi non manca la conoscenza, manca la capacità di tradurla nella pratica quotidiana - osserva Rovere Querini - Il benessere resta spesso un’intenzione più che un comportamento concreto”. Aggiunge Fatati: “Da oltre quindici anni, con l’Osservatorio Nestlé osserviamo l’evoluzione dei comportamenti degli italiani. La consapevolezza cresce, lo vediamo anche nella nostra attività clinica, ma trasformare i principi in abitudini consolidate è ancora una sfida. Ci auguriamo che questa nuova indagine possa contribuire a diffondere buone pratiche per prendersi cura di sé”. Rispetto alla precedente edizione dell’Osservatorio, il cambio è evidente. Nel 2025 - riferisce la nota - gli italiani ridefinivano la vecchiaia: oltre la metà si sentiva più giovane della propria età, spostando in avanti, anche simbolicamente, il concetto stesso di ‘essere vecchi’. Nel 2026, il tema è più concreto. Non basta più sentirsi giovani, bisogna riuscire a comportarsi da tali. La longevità, insomma, smette di essere un’idea e diventa una pratica quotidiana. E proprio lì emergono le difficoltà. 

Oltre 7 italiani su 10 conoscono le regole di una corretta alimentazione per invecchiare in salute. La pratica però è un’altra storia: solo poco più della metà riesce a essere costante, e 1 su 4 ammette di farcela raramente. Gli ostacoli? Tempo, costi, abitudini radicate. “Tempi stretti e ritmi di lavoro intensi rendono difficile trasformare la teoria in pratica - commenta Fatati - La spesa è il primo vero atto di prevenzione: oggi si può conciliare salute, gusto e velocità, ma serve un minimo di pianificazione”. Per oltre la metà degli intervistati, oggi uno stile di vita sano non è alla portata di tutti. E il 46% ritiene che l’ambiente in cui viviamo influenzi in modo decisivo le scelte quotidiane. “La longevità - conferma Rovere Querini - si costruisce nelle piccole scelte di ogni giorno, soprattutto quando siamo stanchi o fuori routine. La volontà conta, ma deve essere sostenuta da un ambiente che renda facili le scelte sane.” A questo si aggiunge il tema della wellness economy, come ricorda Fatati: “Servizi, palestre, programmi nutrizionali e soluzioni digitali sono concentrati nelle città e hanno costi non sempre sostenibili”. 

La salute è sempre meno individuale e sempre più relazionale.Quasi il 95% degli italiani riconosce l’impatto dello stress, 8 su 10 quello delle relazioni, 9 su 10 il valore del supporto emotivo. E oggi questo si traduce in azioni: 7 italiani su 10 dichiarano che sono i propri progetti di vita a motivarli a prendersi cura della salute. Non è solo prevenzione: è avere un motivo per stare bene. “Un tempo - ricorda Fatati - gli spazi pubblici favorivano l’interazione spontanea. Oggi, con ritmi accelerati e tecnologie pervasive, le occasioni di relazione significativa si riducono, aumentando il rischio di isolamento”. 

Dalla survey emerge una forte lettura al femminile: le donne mostrano una maggiore consapevolezza sui temi della longevità e della prevenzione. Il 79% dichiara di sapere cosa significhi mangiare correttamente per invecchiare in salute (contro il 66% degli uomini), il 63% ha assunto integratori nell’ultimo anno per migliorare la salute futura (49% gli uomini) e il 45% indica la familiarità con le malattie come principale fonte di preoccupazione (31% gli uomini). La maggiore attenzione si accompagna anche a una maggiore responsabilità percepita: per molte donne la longevità è già un progetto attivo, non solo un obiettivo. “Le donne - evidenzia Rovere Querini - vivono più a lungo, ma spesso con maggiore fragilità. Sono più consapevoli, ma continuano a prendersi cura soprattutto degli altri, trascurando sé stesse.” 

L’osservatorio registra che l’87% degli italiani crede nel ruolo dello stile di vita e 6 su 10 lo considerano importante quanto la genetica. E 1 su 2 è convinto che non sia mai troppo tardi per cambiare. “Tra i 40 e i 50 anni esiste ancora un ampio margine di intervento sulla qualità dell’invecchiamento - assicura Rovere Querini - Non bisogna essere stati perfetti per costruire una buona vecchiaia”. Secondo l’esperta i pilastri restano gli stessi: “controlli periodici, movimento costante, alimentazione equilibrata”. Ma non basta. Sonno, gestione dello stress e qualità delle relazioni sociali giocano un ruolo decisivo. Coltivare interessi, mantenere la mente attiva e circondarsi di persone con cui condividere esperienze aiuta a proteggere il benessere psicofisico nel tempo. “La longevità nasce dall’equilibrio tra tutti questi fattori, non da una lista rigida di regole” rimarca. Oggi “sappiamo che una parte significativa di un invecchiamento sano e attivo dipende da noi - conclude Fatati - È un cambiamento importante rispetto al passato, quando si pensava che la genetica determinasse tutto. Passiamo da una visione passiva a una più attiva, fatta di gesti concreti e piccole scelte positive ripetute nel tempo”. Ed è proprio su questo spazio, tra consapevolezza e azione, che si inserisce il lavoro dell’Osservatorio Nestlé ‘L’età senza età’: contribuire a trasformare la conoscenza in comportamento, rendendo la longevità non solo un obiettivo condiviso, ma una possibilità concreta e accessibile per tutti. 

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Categoria: cronaca

12:44

Belve Crime, Roberto Savi: "Perché non ci hanno presi? Eravamo protetti"

(Adnkronos) - Dal carcere di Bollate e dopo 32 anni di silenzio, Roberto Savi, capo della Banda della Uno, risponde alle domande di Francesca Fagnani in un faccia a faccia che andrà in onda stasera, martedì 5 maggio, a 'Belve Crime'.  

L'intervista verte su uno dei fatti di sangue più controversi della storia della Uno Bianca: l’omicidio nell’armeria di via Volturno, a Bologna, il 2 maggio del 1991, in cui furono uccisi la titolare Licia Ansaloni e il suo collaboratore, l’ex carabiniere Pietro Capolungo.  

Messo alle strette dalle domande di Francesca Fagnani, Savi afferma che non si trattò di una rapina, come invece stabilito dalle sentenze: "Ma va la, la rapina… Chi va a rapinare pistole? Non avevamo nient’altro che pistole in quella casa” è la rilevazione di Savi. “Qual era il motivo?”, chiede Fagnani. “Lui era ex dei servizi particolari dei Carabinieri. Volevano una scusa, farlo fuori in qualche maniera. Che scusa prendiamo?” svela Savi. 

Savi ammette anche che quella è stata una delle azioni che alla banda veniva chiesta dagli 'apparati'. “Ogni tanto venivamo chiamati: “Facciamo così, e facevamo così”, racconta l’ex poliziotto. “Com’è stato possibile?” affonda ancora Fagnani, “che per sette anni siete andati avanti senza essere scoperti? Come mai non vi hanno preso? Non le sembrava strano?”. “Un po’ sì”, risponde Savi con un sorriso beffardo. “C’è stata una copertura della rete investigativa?”, incalza la giornalista. E il criminale rivela: “Sono subentrati personaggi non delinquenti che ci hanno garantito protezione. Ci sentivamo sicuri di muoverci”, racconta, aggiungendo un importante dettaglio legato alla sua frequente presenza a Roma in quegli anni: “Tutte le settimane, passavo due o tre giorni a Roma”.  

“Con chi parlava?”, incalza Fagnani. “Eh, con chi parlavo…”, risponde Savi sardonico e prosegue “Andavo giù per parlare con loro”. “Loro chi? I Servizi?”, chiede la giornalista. “Ma sì (…) Insomma, quelli ci hanno aiutato, non ci hanno fatto prendere. E poi ci hanno fatto prendere”. 

Un’intervista intensa e complessa, con rivelazioni che potrebbero riaprire anche i processi, come da tempo chiedono i familiari delle vittime, convinti che la verità giudiziaria accertata non coincida pienamente con quella storica. 

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Categoria: spettacoli

12:36

Hantavirus su nave da crociera, ultimo bilancio: sette casi e tre morti. Giallo sull'attracco

(Adnkronos) - Sulla nave da crociera alle prese con un focolaio di hantavirus, la MV Hondius, "dall'1 aprile, data di partenza, fino al 4 maggio si sono registrati 7 casi (due confermati e cinque sospetti), tra cui 3 decessi". E' l'ultimo bilancio diffuso anche via social dal direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus. La nave da crociera olandese è ancora bloccata al largo della costa di Capo Verde, nell'Oceano Atlantico. 

"Sulla base delle informazioni attuali - ha spiegato il Dg - l'Oms valuta il rischio per la popolazione mondiale come basso e continuerà a monitorare e aggiornare la situazione". L'agenzia Onu per la salute, ha aggiunto il capo dell'Oms, "sta collaborando con i Paesi coinvolti e con l'armatore della nave per fornire supporto ai passeggeri e all'equipaggio. La risposta internazionale coordinata comprende indagini approfondite, isolamento e cura dei casi, evacuazione medica e analisi di laboratorio". 

Poco dopo che l'Oms aveva indicato che la Spagna avrebbe potuto accogliere la nave alle Isole Canarie, il ministero della Salute spagnolo ha dichiarato che Madrid non prenderà "alcuna decisione" sull'attracco fino a quando non saranno analizzati i "dati epidemiologici". "In base ai dati epidemiologici raccolti a bordo della nave durante il suo passaggio a Capo Verde, verrà presa una decisione in merito al porto di scalo più appropriato. Fino ad allora, il ministero della Salute non prenderà alcuna decisione, come abbiamo comunicato all'Organizzazione mondiale della sanità", ha scritto il ministero su X. 

In un'intervista a Radio Canaria, il vicepresidente del governo regionale delle Isole Canarie, Manuel Domínguez, ha detto che sarebbe "preferibile" che la nave non attraccasse nell'arcipelago e che proseguisse invece verso la Spagna continentale. "Se questa sosta non dovrà necessariamente avvenire alle Isole Canarie, tanto meglio, perché sicuramente ci saranno altre risorse disponibili sulla terraferma; ma se così fosse", dovrebbe avvenire "con tutte le garanzie possibili e immaginabili", ha sottolineato Domínguez, precisando che la decisione potrebbe essere presa proprio oggi.  

In precedenza l'Oms aveva annunciato che la Spagna aveva acconsentito all'attracco della nave alle Isole Canarie. "Il piano attuale prevede che la nave prosegua il suo viaggio verso le Isole Canarie". Le autorità spagnole "hanno indicato che la accoglieranno al fine di condurre un'indagine completa" e "naturalmente, per valutare i rischi per i passeggeri a bordo", aveva dichiarato ai giornalisti a Ginevra Maria Van Kerkhove, direttrice ad interim del Dipartimento per la prevenzione e la preparazione alle epidemie e pandemie dell'Oms. 

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Categoria: internazionale/esteri

12:27

Blitz tra Bari e Bat, 14 arresti per i delitti Capriati e Scavo: fermato anche il nipote del boss

(Adnkronos) - Svolta nelle indagini sui due omicidi che hanno riacceso la guerra tra clan in Puglia: 14 persone arrestate tra Bari e la Bat per i delitti di Lello Capriati e Filippo Scavo, entrambi uccisi a colpi d’arma da fuoco a poche settimane di distanza. L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e condotta da Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza, ha colpito presunti esponenti di vertice dei clan Capriati e Strisciuglio, da anni contrapposti per il controllo del territorio e del traffico di droga. 

Tra i fermati anche tre giovani tra i 21 e i 22 anni, tra cui Dylan Capriati, nipote di Lello Capriati, ritenuto responsabile – insieme ad altri – dell’omicidio di Filippo Scavo, 42 anni, ucciso il 19 aprile nella discoteca Divine Club di Bisceglie. La vittima era considerata figura di rilievo del clan Strisciuglio.  

Secondo gli inquirenti, l’agguato in discoteca sarebbe stato pianificato nei dettagli: dalla presenza della vittima nel locale all’individuazione dei sicari, fino al primo tentativo fallito all’esterno e alla successiva irruzione armata culminata negli spari e nella fuga. 

Il delitto Scavo viene ritenuto una risposta all’uccisione di Lello Capriati, 41 anni, avvenuta il 1° aprile 2024 a Torre a Mare, sul lungomare sud di Bari. Un’escalation di violenza che si inserisce nella storica faida tra i due clan, attiva dal 1997. 

Complessivamente sono 11 gli arresti e 3 i fermi eseguiti nell’ambito dell’inchiesta. Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di omicidio volontario in concorso e porto illegale di armi da fuoco in luogo aperto al pubblico, aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare il sodalizio criminale di appartenenza. 

“Lo Stato ha dimostrato la sua capacità di reazione”, ha dichiarato il procuratore di Bari Roberto Rossi, sottolineando però la necessità di rafforzare l’ufficio Gip del Tribunale: “I numeri sono insufficienti, va potenziato perché è in difficoltà. Faccio mio l'appello del procuratore nazionale antimafia Melillo”. 

Le indagini, coordinate dall’aggiunto Giuseppe Gatti, hanno fatto luce su due omicidi simbolo della nuova fase dello scontro mafioso nel capoluogo pugliese. 

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Categoria: cronaca

12:22

Internazionali, più campi e non solo: il nuovo Foro Italico

(Adnkronos) - Una nuova edizione degli Internazionali d'Italia, un nuovo Foro Italico. Aspettando Jannik Sinner, il torneo al via oggi, martedì 5 maggio, accoglie tifosi e appassionati con un site completamente rinnovato, frutto di investimenti (circa 160 milioni di euro) e una visione nuova, pensata per intrattenere piccoli e più grandi non solo con i tennisti in campo. L'obiettivo dichiarato è infatti quello di rendere il Foro protagonista non solo nelle due settimane del Masters 1000, ma tutto l'anno. Per cullare così il sogno, esplicitato più volte dal presidente della Fitp Angelo Binaghi, di trasformare Roma nel quinto Slam del circuito. 

 

I 'nuovi' Internazionali potranno contare su ben 21 campi distribuiti su 20 ettari: 19 al Foro Italico e 2 a Lungotevere, a cui si aggiunge quello iconico a Piazza del Popolo, già protagonista di alcune partite di prequalificazioni e di allenamenti. I campi si concentrano intorno a tre 'giganti', che restano il cuore del torneo: il Campo Centrale, struttura principale e privilegiata che si animerà delle migliori partite del tabellone maschile e femminile; la nuovissima BNP Paribas Arena, che sostituisce quella che lo scorso anno era la Grand Stand Arena, e che si trasferisce all'interno dello Stadio dei Marmi con una capienza aumentata fino a superare i 7 mila spettatori; la Super Tennis Arena, spostata a lato del Centrale, accanto all'ex Ostello della Gioventù.  

Tirando le somme, il 'restyling' del Foro garantisce ben 12mila spettatori complessivi in più rispetto allo scorso anno, aspettando il nuovo Centrale, i cui lavori partiranno il prossimo giugno e includeranno la copertura e un ulteriore ampliamento della capienza. Menzione speciale e doverosa per il Pietrangeli, che rimane, con le sue 18 statue di marmo, lo scenario più suggestivo dell'intero Foro Italico. Un campo che, a sei mesi dalla scomparsa di colui da cui prende il nome, assume un significato diverso.  

 

Ma il nuovo Foro Italico non si respira soltanto all'interno dei suoi campi principali. I tantissimi che in queste due settimane animeranno gli Internazionali d'Italia potranno apprezzare e usufruire anche di strutture architettonicamente più elaborate e pensate per rendere l'esperienza completa. 

Lungo i viali infatti si trovano stand con cibi e bevande, oltre a campi 'minori' completamente rinnovati. I campi 12 e 13, in particolare, ospiteranno allenamenti e partite, con quelle del 12 che, a differenza di quanto avveniva nella scorsa edizione, potranno essere trasmesse in televisione. Si tratta di due campi situati sul lato lungo del Foro, lontani dalla 'movida' del viale principale, ma che, proprio per la loro capienza necessariamente ridotta, offrono una vicinanza ai giocatori da stadio inglese, impossibile da trovare nelle strutture principali. 

I 'nuovi' Internazionali hanno voluto sfruttare a pieno anche l'area delle piscine, da sempre fiore all'occhiello del Foro, che sarà riservata ai giocatori. Costeggiando viale delle Olimpiadi si potranno trovare sei campi laterali, all'ombra dei pini romani. Sul lato destro invece si trovano altri stand commerciali, con ogni tipo di prodotto legato al mondo del tennis oltre ad alcune delle più imporanti catene di ristoranti, e il nuovo campo da squash.  

Andando verso lo stadio dei Marmi si incontra lo 'young village', un luogo pensato per i bambini, che si ritrovano con una racchetta in mano guidati dagli istruttori. In sottofondo musica, risate e sorrisi. Prima che il tennis si prenda la scena. 

 

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Categoria: sport

12:18

Antisemitismo nel Regno Unito, Starmer: "Tentativi Iran di destabilizzarci non saranno tollerati"

(Adnkronos) - I tentativi dell'Iran di destabilizzare la società britannica "non saranno tollerati". Lo ha dichiarato il primo ministro britannico Keir Starmer durante un vertice a Downing Street finalizzato a individuare gli strumenti utili a combattere l'antisemitismo in Gran Bretagna. "Il nostro messaggio all'Iran, o a qualsiasi altro Paese che cerchi di fomentare la violenza, l'odio o la divisione nella società, è che ciò non sarà tollerato", ha affermato, sottolineando che per questo "stiamo accelerando l'iter legislativo per contrastare queste minacce maligne". 

Rivolgendosi ai leader della politica, delle forze dell'ordine, dell'economia, dell'istruzione e delle arti, Starmer ha detto che "questo governo ha messo in atto il primo piano nazionale coordinato per rafforzare la coesione e contrastare l'estremismo in tutte le sue forme". Perché, ha sottolineato, "la sicurezza è fondamentale, ma non basta. Dobbiamo anche affrontare le forze che alimentano questo odio, quindi le stiamo contrastando direttamente". 

Dato il sospetto che l'Iran cerchi di fomentare l'antisemitismo in Gran Bretagna, il premier ha spiegato che "una delle piste investigative è quella di verificare se uno stato straniero sia dietro ad alcuni di questi incidenti. Stiamo ovviamente esaminando tutte le possibilità e siamo consapevoli che queste azioni avranno delle conseguenze se tale ipotesi dovesse rivelarsi fondata". 

La polizia antiterrorismo sta indagando su un incendio doloso appiccato questa mattina in un'ex sinagoga a Tower Hamlets, nella zona orientale di Londra. La polizia metropolitana ha spiegato che i suoi agenti sono intervenuti alle 5:16 di questa mattina dopo la segnalazione di un incendio che ha causato lievi danni a un cancello e a una serratura. Nessuno risulta essere rimasto ferito, come ha spiegato un portavoce dei Vigili del fuoco, e al momento nessuno è stato arrestato. 

Il comandante Helen Flanagan, responsabile della polizia antiterrorismo di Londra, ha dichiarato che quello di oggi è solo l'ultimo di "una serie di incendi dolosi e tentativi di incendio doloso che hanno preso di mira ebrei londinesi nella zona nord-ovest di Londra. Prenderemo in considerazione qualsiasi possibile collegamento nel corso delle indagini". Flanagan ha aggiunto che "gli investigatori stanno lavorando rapidamente per raccogliere prove e identificare i responsabili. Invito chiunque disponga di filmati di videosorveglianza o di informazioni che possano essere utili alle indagini a contattare la polizia". 

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12:08

Sarah Ferguson, dopo l'annuncio della gravidanza di Eugenie: "Deve farsi da parte"

(Adnkronos) - Sarah Ferguson "non ha altra scelta" se non quella di farsi da parte quando nascerà suo nipote. L'annuncio della gravidanza della figlia, la principessa Eugenie, è stato dato ieri. Assieme al marito Jack Brooksbank, darà il benvenuto al suo terzo figlio quest'estate.  

E se Re Carlo si è detto "felicissimo" per la lieta notizia, la felicità di Fergie per la nascita di un nuovo nipotino dovrà fare i conti con l'opportunità di comparire in pubblico, secondo il commentatore reale Richard Fitzwilliams. Il nuovo arrivato sarà il quinto nipote dell'ex Duca e Duchessa di York, Andrew Mountbatten-Windsor e Sarah Ferguson, dopo la nascita di Athena Mapelli Mozzi, figlia della loro primogenita, la principessa Beatrice, lo scorso gennaio. Sebbene l'ultima volta che l'ex coppia è stata vista insieme sia stato al battesimo di Athena a dicembre, il loro coinvolgimento nello scandalo Jeffrey Epstein probabilmente li costringerà a mantenere un profilo ancora più basso, data la maggiore attenzione mediatica sulla loro figlia minore, ha detto all'Express il biografo reale. 

 

"Questa è una notizia molto felice ed è stata accolta con favore dal Re, noto per il suo grande affetto per le nipoti - ha aggiunto Fitzwilliams - Sarah Ferguson sarà senza dubbio felicissima. Tuttavia, come abbiamo visto con Andrea al battesimo di Athena lo scorso dicembre, dovrà mantenere un profilo basso. Lui non era presente nelle foto del battesimo e nemmeno lei. Potrebbero esserci delle possibilità di interviste se decidesse di intraprendere quella strada, ma non ci sono possibilità di un suo ritorno dopo i recenti eventi. Farsi da parte non è nella sua natura, ma per il bene di Eugenie non ha scelta". 

Eugenie ha annunciato la notizia della sua gravidanza condividendo su Instagram una foto dei suoi due figli, August di cinque anni ed Ernest di due, che tengono in mano l'immagine di un'ecografia. Il bambino, che non avrà il titolo di Sua Altezza Reale, sarà quindicesimo in linea di successione al trono, mentre il suo prozio, il Duca di Edimburgo, scenderà al sedicesimo posto. Buckingham Palace ha dichiarato in un comunicato: "Sua Altezza Reale la Principessa Eugenie e il signor Jack Brooksbank sono lieti di annunciare che aspettano il loro terzo figlio, la cui nascita è prevista per quest'estate. "Anche August ed Ernest sono felicissimi di avere un altro fratellino o sorellina in famiglia. Sua Maestà il Re è stato informato ed è lieto della notizia". L'annuncio del Palazzo è stato interpretato come una dimostrazione di sostegno a Eugenie, nonostante i problemi che coinvolgono suo padre a causa dello scandalo Epstein.  

 

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11:59

Zanardi, il lungo applauso all'arrivo del feretro in basilica a Padova

(Adnkronos) - È arrivato il feretro di Alex Zanardi nella basilica di Santa Giustina in Prato della Valle a Padova. Dopo un lungo minuto di silenzio, un applauso della piazza ha accolto il feretro. Sul sagrato, ad attendere la bara bianca sovrastata da una corona di rose bianche, la moglie Daniela, il figlio Nicolò che ha salutato e ringraziato la folla, e la mamma di Alex, la signora Anna, abbracciata da don Marco Pozza. Lunghi applausi anche all’interno della chiesa hanno accolto l’arrivo della bara sotto l’altare. 

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Categoria: sport

11:58

Trump, nuovo attacco a Papa Leone: "Sta mettendo in pericolo molti cattolici"

(Adnkronos) - Nuovo attacco di Donald Trump a Papa Leone. "Sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone", ha affermato il presidente americano all'emittente Salem News, a due giorni dalla visita del segretario di Stato Marco Rubio in Vaticano per 'ricucire' dopo i pesanti attacchi dei giorni scorsi a Prevost. Leone XIV "preferisce parlare di come sia accettabile che l'Iran abbia un'arma nucleare, non penso sia una buona cosa", ha aggiunto Trump.  

Intanto, secondo quanto ha anticipato l'ambasciatore americano presso la Santa Sede Brian Burch parlando con i giornalisti, l'incontro tra Rubio con Papa Leone includerà una "conversazione franca" sulle politiche dell'amministrazione Trump. "Le nazioni hanno disaccordi, e credo che uno dei modi per superarli sia... attraverso la fraternità e un dialogo autentico - ha detto Burch - Credo che il segretario stia venendo qui con questo spirito. Per avere una conversazione franca sulla politica statunitense, per impegnarsi nel dialogo". 

Nei giorni scorsi Trump ha definito il Pontefice “debole”, criticandone duramente le posizioni su politica estera e sicurezza. Dichiarazioni che sono arrivate dopo gli appelli del Papa per la pace, in particolare sul dossier iraniano. Trump ha affermato di “non essere un grande fan” di Leone XIV, accusandolo di essere “molto liberale” e di non sostenere adeguatamente la lotta alla criminalità, arrivando persino a insinuare che la sua elezione sia stata favorita indirettamente dalla sua stessa presenza alla Casa Bianca. 

Il tono dell’attacco ha superato la semplice divergenza politica. In un lungo intervento, il presidente ha sostenuto che il Papa dovrebbe “concentrarsi sull’essere un grande Papa, non un politico”, accusandolo di danneggiare la Chiesa con le sue prese di posizione. 

La replica del Pontefice è stata ferma ma misurata: Leone XIV ha dichiarato di “non avere paura” dell’amministrazione americana e di voler continuare a parlare “ad alta voce contro la guerra”, evitando però uno scontro diretto con Trump. 

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14:15

Memorie di carta, Sisal celebra 80 anni di storia e della sua Schedina

(Adnkronos) - Ottant’anni dopo il primo concorso a pronostici sul calcio, la famosa Schedina, Sisal celebra 80 anni di storia e le origini del Totocalcio con “Memorie di carta”, l’evento ospitato oggi alla Biblioteca Nazionale Braidense di Milano, in collaborazione con la Scuola di Restauro di Botticino – Valore Italia, e dedicato alla riscoperta di Sport Italia, storica testata sportiva e organo ufficiale del concorso. 

L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo della cultura e del restauro, per celebrare una storia che intreccia sport, partecipazione e trasformazione sociale del Paese. Dopo i saluti istituzionali di Angelo Crespi - Direttore Generale Pinacoteca di Brera, Biblioteca Nazionale Braidense, Cenacolo Vinciano e Palazzo Citterio - e Antonio Calabrò - Presidente Museimpresa - sono intervenuti Marco Tiso, Managing Director Sisal Italy, e Martino Troncatti, Presidente Valore Italia, insieme agli esperti e ai protagonisti del progetto di restauro. L’evento ha poi dato spazio ai contributi di esperti, restauratori e studenti coinvolti nel progetto, offrendo una visione articolata del valore culturale e formativo dell’iniziativa, insieme agli interventi dei rappresentanti dei principali enti nazionali di riferimento nel settore della conservazione, tra cui la Scuola di Restauro di Botticino, l’Opificio delle Pietre Dure, l’Istituto Centrale per il Restauro, il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, e l’Istituto Centrale per la Patologia degli Archivi e de Libro. 

Al centro dell’incontro, il progetto “Memorie di Carta” ha portato al recupero e alla valorizzazione dei primi sei numeri della testata sportiva Sport Italia, pubblicata a partire dal primo concorso Totocalcio del 5 maggio 1946. Non un semplice settimanale distribuito in tutta Italia come organo ufficiale del concorso a pronostici, Sport Italia era un vero e proprio sistema di comunicazione, informazione e promozione. Un patrimonio documentale che racconta l’Italia del dopoguerra e la costruzione di un immaginario collettivo legato allo sport e alla partecipazione. 

 

“Questo progetto racconta bene chi siamo: da 80 anni accompagniamo l’evoluzione del Paese con responsabilità, innovazione e trasformando le passioni delle persone in momenti condivisi. Con il restauro di Sport Italia vogliamo preservare e rendere accessibile un patrimonio culturale che è parte della nostra storia condivisa, un modo concreto per unire memoria e futuro. Sport Italia rappresenta un esempio significativo di come abbiamo accompagnato il racconto del calcio e dello sport, contribuendo a consolidarlo come fenomeno di rilievo culturale e sociale. È questo il valore che celebriamo oggi: un linguaggio che dà voce ad una passione ed è capace di evolversi in coerenza con le trasformazioni dell’intrattenimento sportivo”, ha dichiarato Marco Tiso, Managing Director Sisal Italy. 

Nel corso dell’evento è stato inoltre approfondito il ruolo del restauro cartaceo come leva di tutela e trasmissione del patrimonio culturale, evidenziando il valore della collaborazione tra imprese, il mondo della formazione e quello del restauro. “Per la Scuola di Restauro di Botticino questa esperienza rappresenta un passaggio formativo di straordinario valore, capace di coniugare pratica, ricerca e responsabilità verso il patrimonio culturale" - ha affermato Martino Troncatti, Presidente di Valore Italia - "La collaborazione con istituzioni di eccellenza rafforza il percorso degli studenti e consolida un dialogo virtuoso tra i principali centri del restauro in Italia, riuniti oggi per il convegno. Grazie alla prestigiosa collaborazione con Sisal, questa iniziativa testimonia come la formazione possa essere motore concreto di tutela e innovazione, capace di generare valore per l’intero sistema culturale”. L’evento si è concluso con la presentazione degli interventi di restauro e una visita ai numeri restaurati di Sport Italia. 

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Categoria: sport

14:13

Caso Minetti, arrivate "prime risposte parziali" dell'Interpol

(Adnkronos) - Le "prime risposte parziali" chieste all'Interpol e ai carabinieri sulla documentazioni e le indagini relative alla grazia concessa a Nicole Minetti, condannata per il caso Ruby e il processo Rimborsopoli, stanno arrivando sul tavolo della Procura generale di Milano guidata da Francesca Nanni. Da quanto si apprende, il parere della Procura generale sulla questione, diventata anche una diatriba politica, non è atteso questa settimana.  

Gli approfondimenti viaggiano su un doppio binario: da un lato l'ulteriore verifica della documentazione legata all'adozione di un minore malato in Uruguay, dall'altro il "cambio vita" dell'ex consigliera regionale lombarda. Gli accertamenti medici e sulla sentenza estera e del Tribunale dei minori di Venezia che ha dichiarato efficace - con un documento datato 19 luglio 2024 - l'adozione del figlio di Minetti e Giuseppe Cipriani è affidata ai carabinieri, mentre gli accertamenti all'estero (Uruguay e Spagna) sono affidati all'Interpol. 

La logica vuole che se le prime risposte arrivate in Procura generale non abbiano portato a elaborare un parere indirizzato al ministero della Giustizia, i responsi parziali potrebbero di fatto confermare il quadro emerso dagli atti depositati dalla difesa Minetti, rappresentata dagli avvocati Antonella Calcaterra ed Emanuele Fisicaro. 

Gli accertamenti sul caso erano stati chiesti all'Interpol, "raccomandando la massima urgenza" alla fine di aprile. Da quanto si è appreso, intanto, riguardo alla sentenza di adozione uruguaiana "per quello che si legge, gli step della procedura sembrano regolari". E a confortare la Procura generale di Milano è "che sia stata resa esecutiva dal Tribunale per i minorenni di Venezia" con un documento datato 19 luglio 2024.  

A carico dell'ex consigliera non compaiono carichi pendenti, né le banche dati delle diverse polizie restituiscono segnalazioni o indagini in corso. Sarà necessario quindi l'esito degli accertamenti chiesti all'Interpol per capire se alcuni sospetti di stampa sono reali o meno. Compito della Procura generale, però, non è quello di fare un'indagine contro Minetti, ma verificare la correttezza dei temi legati alla concessione della grazia. 

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Categoria: cronaca

14:10

Oncologi: "In 4 anni raddoppiato uso sigarette elettroniche e tabacco riscaldato"

(Adnkronos) - In 4 anni è quasi raddoppiato l’uso della sigaretta elettronica e di prodotti a tabacco riscaldato non bruciato, dal 3,9% nel 2021 al 7,4% nel 2025. Prese sia singolarmente che in associazione, le due tipologie di prodotto sono più diffuse tra i giovani. Sono maggiormente utilizzate dai 18-34enni (16,5%), mentre il consumo diminuisce nelle età successive, fino a raggiungere il livello più basso tra gli over 65 (1,4%). Da qui l’importanza di una norma che porti a un drastico aumento del prezzo non solo delle sigarette tradizionali, ma di tutti i prodotti da fumo. Ridurre il numero di fumatori è il primo obiettivo della proposta di legge d’iniziativa popolare per aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina. A circa tre mesi e mezzo dal lancio della campagna '5 euro contro il fumo' (https://5eurocontroilfumo.it), sono state raccolte ben 40.000 firme, cioè l’80% delle 50.000 necessarie per presentare la proposta di legge al Parlamento, che successivamente dovrà discutere il disegno di legge. Nel nostro Paese circa 10 milioni di cittadini fumano e si stimano 93.000 morti ogni anno per il consumo di tabacco. La campagna è promossa da Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom. Tutti i cittadini maggiorenni possono firmare, andando sulla piattaforma del Ministero della Giustizia (clicca qui) e utilizzando lo Spid, la Cie (Carta di identità elettronica) o la Cns (Carta nazionale dei servizi). 

"Siamo orgogliosi del risultato raggiunto finora, serve un ultimo sforzo per raggiungere quanto prima l’obiettivo delle 50mila firme – affermano Aiom, Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom-. La campagna, che può portare a una sostanziale riduzione del numero di fumatori in Italia e del costo umano e sociale legato al tabagismo, ha ottenuto il supporto di 52 società scientifiche e Istituzioni e di 30 associazioni e fondazioni. Si tratta di una battaglia di civiltà, fondamentale per proteggere la salute dei cittadini e salvare migliaia di vite. Secondo le stime, un aumento di cinque euro del prezzo di tutti i prodotti da fumo può determinare nel medio periodo una riduzione del consumo complessivo del 37%, con un conseguente calo dell’incidenza di malattie legate al tabagismo. Il fumo è il principale fattore di rischio oncologico ed è inoltre correlato a malattie cardiovascolari, come infarto e ictus, e respiratorie, come enfisema, asma e Bpco. Queste evidenze mostrano la necessità di intervenire quanto prima con politiche fiscali efficaci. Inoltre, le maggiori entrate contribuiranno a finanziare il Ssn, dalla cui efficienza dipende la salute di milioni di cittadini". 

“I dispositivi elettronici – spiegano Aiom, Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom – non solo attirano nuove quote di mercato tra i non fumatori e offrono una porta d’accesso al fumo, in particolare fra i più giovani e le donne, ma la maggior parte di chi fa uso di sigaretta elettronica o di prodotti a tabacco riscaldato è anche un fumatore tradizionale. L’adozione di dispositivi elettronici non rappresenta quindi una scelta verso l’abbandono della sigaretta tradizionale o per smettere di fumare, ma piuttosto l’occasione per mantenere questa cattiva abitudine e fare un uso congiunto dei diversi prodotti". 

Anche un recente report della Commissione Europea ha evidenziato l’aumento dell’uso di sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato, soprattutto tra i giovani. È emerso che un giovane su cinque inizia proprio con i nuovi prodotti a base di tabacco e nicotina. "Ricercatori australiani dell’Università del Nuovo Galles del Sud a Sydney hanno riportato sulla rivista 'Carcinogenesis' una revisione di tutta la letteratura scientifica disponibile sui potenziali danni dello ‘svapo’ pubblicata tra il 2017 e il 2025. Colpisce – concludono Aiom, Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom – che in uno studio condotto sui topi l’esposizione all’aereosol di sigarette elettroniche abbia indotto un carcinoma del polmone nel 22,5% degli animali. E dati epidemiologici nell’uomo mettono in guardia sui rischi per coloro che fumano sia sigarette tradizionali che elettroniche, poiché questa combinazione quadruplica il rischio di cancro ai polmoni rispetto alle sole sigarette tradizionali. E il dato si conferma anche tra i pazienti più giovani, al di sotto di 50 anni, dimostrando come l’uso composito dei prodotti da fumo rappresenta una delle sfide più complesse per la salute pubblica". 

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Categoria: cronaca

13:30

Hantavirus crociera, le indagini su casi e contatti 'tracciato anche volo Sant'Elena-Johannesburg'

(Adnkronos) - L'incubo a bordo della nave da crociera assediata dall'hantavirus mentre era in viaggio sull'Oceano Atlantico, comincia il 6 aprile, pochi giorni dopo la partenza. L'imbarcazione era salpata l'1 aprile da Ushuaia, in Argentina. Il 6 un uomo adulto a bordo comincia ad accusare dei sintomi: febbre, mal di testa, diarrea lieve. Sembra inizialmente qualcosa di gestibile, ma il paziente peggiora e l'11 aprile comincia a manifestare difficoltà respiratorie. Lo stesso giorno muore sulla nave. Non vengono effettuati test microbiologici e la salma del passeggero viene trasportata a Sant'Elena (territorio britannico d'oltremare) il 24 aprile. Ma è solo l'inizio di una catena di malori che porterà poi successivamente le autorità sanitarie a lanciare un'indagine ad ampio raggio per tracciare ogni possibile contatto. Indagini che coinvolgeranno anche un volo da Sant'Elena a Johannesburg, in Sudafrica.  

E infatti quel maledetto 24 aprile a Sant'Elena viene sbarcata anche una donna adulta che era stata a stretto contatto con il caso 1 e lamenta sintomi gastrointestinali. Le sue condizioni peggioreranno proprio durante il viaggio in aereo per Johannesburg, in Sudafrica, il 25 aprile. La donna è una delle 3 persone decedute nell'ambito del focolaio sviluppato sulla nave da crociera, la sua morte avverrà all'arrivo in pronto soccorso il 26 aprile. A ricostruire in un focus il contagio in alto mare è l'Organizzazione mondiale della sanità che viene allertata il 2 maggio sul focolaio di gravi malattie respiratorie che si sta registrando a bordo di una nave da crociera. Il cerchio si stringe definitivamente sull'hantavirus proprio in quei giorni, tra il 2 e il 4 maggio, quando la presenza del patogeno viene confermata dalle analisi per due pazienti, ultimo il caso della donna morta dopo l'arrivo in Sudafrica. Scatta così il tracciamento dei contatti dei passeggeri del volo. E intanto aumenta il numero delle persone che mostrano sintomi a bordo della nave, su cui fino ad allora stavano viaggiando 147 persone tra passeggeri e membri dell'equipaggio, ripercorre l'Oms.  

Al 4 maggio, i casi identificati saranno 7 (due confermati in laboratorio e 5 sospetti), tra cui i tre decessi. Ma tornando alla ricostruzione cronologica, proprio mentre avvengono gli sbarchi della prima salma e della donna poi deceduta in Sudafrica, sempre il 24 aprile un altro uomo adulto si presenta al medico di bordo con febbre, dispnea e sintomi di polmonite. Stesso copione: pochi giorni dopo, il 26 aprile, le sue condizioni peggiorano e viene evacuato per motivi medici da Ascension al Sudafrica il 27 aprile. E' l'uomo che è attualmente ricoverato in un'unità di terapia intensiva. Gli esami di laboratorio su un ampio pannello di agenti patogeni respiratori sono risultati negativi, mentre il test Pcr conferma l'infezione da hantavirus il 2 maggio e l'esito fa scattare le analisi sierologiche, di sequenziamento e metagenomiche. 

Si intensificano così anche le indagini per ricostruire il contagio e provare a identificare la fonte delle infezioni. Si scopre per esempio che i primi due pazienti deceduti avevano viaggiato in Sud America, Argentina compresa, prima di imbarcarsi sulla nave da crociera l'1 aprile. Ma sono informazioni che andranno inserite in un puzzle più ampio per capire se sono rilevanti. Nel frattempo, però le brutte notizie dalla nave continuano: una donna adulta muore il 2 maggio con sintomi di polmonite. L'esordio della sindrome risale al 28 aprile, con febbre e una sensazione generale di malessere. A questo caso, il quarto fino a quel momento, si aggiungono altri 3 casi sospetti identificati a bordo, mentre ormai l'attenzione internazionale sulla nave si è alzata.  

I sintomi: febbre alta, sintomi gastrointestinali. I pazienti rimangono a bordo, mentre le équipe mediche a Capo Verde procedono con le valutazioni e raccolgono ulteriori campioni per le analisi. Ora ulteriori indagini sono in corso, mentre si pianifica l'attracco della nave - finora ferma al largo di Capo Verde - alle Isole Canarie, dopo l'ok della Spagna. "L'epidemia viene gestita attraverso una risposta internazionale coordinata - spiega l'Oms - che comprende indagini approfondite, isolamento e cura dei casi, evacuazione medica e analisi di laboratorio". 

L'infezione da hantavirus nell'uomo si contrae principalmente attraverso il contatto con urina, feci o saliva di roditori infetti, ricorda l'agenzia Onu per la salute. Si tratta di una malattia rara ma grave, che può essere mortale. Sebbene non comune, in precedenti focolai di virus Andes (una specie specifica di hantavirus) è stata segnalata una limitata trasmissione da uomo a uomo. Attualmente l'Oms continua a valutare come "basso il rischio per la popolazione mondiale derivante da questo evento - si precisa nel focus - e continuerà a monitorare la situazione epidemiologica e ad aggiornare la valutazione del rischio". 

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Categoria: internazionale/esteri

13:19

Attacco hacker a Sistemi Informativi (Ibm), indagano pm antiterrorismo di Roma

(Adnkronos) - Indagano i pm dell'antiterrorismo di Roma sul presunto attacco hacker a Sistemi Informativi, la società controllata da Ibm attiva nella progettazione e realizzazione di soluzioni It e che gestisce l'infrastruttura tecnologica per la pubblica amministrazione italiana e diversi grandi aziende.  

Nel fascicolo, coordinato dal procuratore di Roma Francesco Lo Voi, al momento si procede per accesso abusivo a sistema informatico e i magistrati capitolini attendono un'informativa. A mettere a segno l'attacco potrebbero essere stati hacker cinesi della crew Salt Typhoon. Del caso se ne sta occupando anche l'Acn, l'agenzia per la cybersicurezza, che si è messa subito al lavoro per definire l'origine e l'eventuale impatto dell'attacco.  

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Categoria: cronaca

13:18

Grande Fratello Vip, stasera nuovo finalista: tra confronti e sorprese

(Adnkronos) - Nuova puntata del Grande Fratello Vip stasera, martedì 5 maggio, in prima serata su Canale 5 con la conduzione di Ilary Blasi e le opinioniste Cesara Buonamici e Selvaggia Lucarelli.  

Sono stati giorni di fuoco nella Casa tra nuove alleanze e antipatie. In particolare ci sarà un confronto tra Francesca Manzini e Marco Berry, alla luce delle incomprensioni e accuse reciproche maturate in queste settimane. 

Questa sera verrà decretato il nome del secondo finalista: l’onore della proclamazione e subito l’onere di una decisione difficile, che condizionerà il percorso degli altri. Il pubblico deciderà chi tra Adriana Volpe, Alessandra Mussolini, Francesca Manzini, Lucia Ilardo, Marco Berry e Raul Dumitras merita il sogno della finale. I sei vip in nomination aspettano l’esito di un’eliminazione ma scopriranno in diretta che non è così.  

 

Alessandra Mussolini, dopo la crisi e un momento di sconforto, torna più carica di prima e promette ai suoi 'nemici' Antonella Elia e Marco Berry di essere il loro tormento. Spazio poi a Raimondo Todaro: stasera ripercorrerà momenti della sua vita e la sorpresa di chi ama gli scalderà il cuore. 

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Categoria: spettacoli

13:14

Meta, in arrivo aggiornamenti per proteggere gli account degli adolescenti: le novità

(Adnkronos) - In arrivo nuovi aggiornamenti di Meta per i giovani utenti e i loro genitori. L’azienda tech, infatti, ha annunciato una serie di novità in arrivo sulle proprie piattaforme, a partire dallo sviluppo di “una tecnologia per individuare in modo proattivo gli account che si sospetta appartengano ad adolescenti, anche se indicano una data di nascita da adulto, e inserirli nelle protezioni integrate degli account per teenager. Questa tecnologia è ora estesa a Instagram ai 27 Paesi dell'Unione Europea e al Brasile. In Usa è iniziata l'espansione a Facebook, ed è prevista in Ue e Uk per giugno 2026”.  

Inoltre, Meta “introduce sistemi di intelligenza artificiale avanzata che analizzano testi, interazioni e, per la prima volta, foto e video nei profili per individuare account appartenenti a minori di 13 anni. Gli account sospetti – viene spiegato – vengono disattivati e se l'utente non verifica la propria età, l'account viene eliminato. Non si tratta – specifica l’azienda – di riconoscimento facciale. Vengono anche rafforzati i sistemi per impedire a utenti rimossi per età di creare nuovi account”. 

Arriva poi l’invio, ai genitori, di notifiche ad hoc “per aiutarli a verificare e confermare l’età dei propri figli sulle app di Meta: queste notifiche includeranno anche consigli su come i genitori possono avere conversazioni costruttive con i loro figli sull’importanza di indicare la propria età corretta online”. Meta torna poi a chiedere “una legislazione che imponga agli app store di verificare l'età degli utenti e ottenere il consenso dei genitori per il download delle app da parte dei minori”. 

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Categoria: economia

13:13

Turismo, infrastrutture e AI al centro White paper di Repower

(Adnkronos) - Repower, gruppo attivo nel settore energetico e della mobilità sostenibile, ha pubblicato la seconda edizione del White paper repower innovazione e turismo, il documento dedicato al mondo del turismo realizzato in collaborazione con Turismi.ai, l’Associazione italiana per l’Intelligenza Artificiale nel turismo, presieduta da Edoardo Colombo. L’obiettivo del documento è analizzare e orientare la qualità dell’esperienza turistica, la sostenibilità delle attività ad essa connesse e la capacità del comparto turistico di generale valore per le comunità locali interessate. (VIDEO) 

Il White paper offre una chiave di lettura concreta per orientare scelte amministrative e strategie aziendali: il turismo viene interpretato come un ecosistema multilivello, composto da ambiti diversi ma strettamente interconnessi. Al centro, il dialogo tra territori, comunità, infrastrutture e tecnologie. In questo scenario, Repower punta a giocare un ruolo di abilitatore, mettendo in relazione competenze e investimenti, con l’obiettivo di rafforzare ecosistemi territoriali sempre più integrati. 

Per leggere la complessità del fenomeno turistico, il report adotta una Tavola Sinottica 4×4, concepita per rendere evidenti le relazioni tra le quattro dimensioni su cui si concentra – connessioni e accessibilità, cultura e rigenerazione, infrastrutture e territorio, tecnologia e Intelligenza Artificiale – e i quattro attori fondamentali del sistema turistico: viaggiatori, operatori, destinazioni e residenti. La tavola costituisce una lente interpretativa attraverso cui leggere in modo sistemico le dinamiche che si generano all’interno di ciascuna dimensione. L’analisi di questo white paper nasce sulla scia del premio speciale Repower innovazione e turismo 2025, da quattro tavoli tematici di confronto dedicati a connessioni, cultura, infrastrutture e intelligenza artificiale, che hanno coinvolto voci accademiche e professionali per restituire un’immagine nitida del turismo, un fenomeno insieme tecnologico e umano, materiale e simbolico, economico e relazionale. 

 

A seguire i quattro capitoli. 1) Connessioni e accessibilità: la rete come patrimonio. Il turismo non è solo un insieme di monumenti, ma un sistema di relazioni: la sua competitività dipende dalla qualità dei collegamenti fisici, digitali e sociali. L’accessibilità non è più solo un obbligo, ma un principio progettuale: pensare per esigenze specifiche migliora l’esperienza di tutti e rende i territori più resilienti. Anche le piattaforme digitali, tra mappe e recensioni, influenzano la reputazione delle destinazioni, ma il vero valore nasce quando queste connessioni si trasformano in collaborazione e benefici condivisi. Case study: l'analisi su Napoli dimostra come l’apertura dell’hub Ryanair nel 2016 abbia agito da leva di sviluppo, non omogenea. Il reddito medio è aumentato in tutta la città ma con una crescita significativamente maggiore nei quartieri del centro storico Unesco (+2.032 euro) rispetto a quelli non interessati dai flussi internazionali (+1.580 euro). 

2) Cultura e rigenerazione: oltre la musealizzazione. La cultura è l'infrastruttura primaria dello sviluppo e non deve essere ‘piegata’ al turismo: le pratiche più autentiche nascono dai bisogni di una comunità. Il patrimonio culturale va visto come un presente attivo capace di generare nuovi linguaggi e coesione sociale. Il turismo è considerato sostenibile solo quando i valori che lo animano sono condivisi dalla comunità locale, evitando narrazioni statiche che svuotano di senso l'identità del territorio. In Italia quasi 2 presenze su 3 si concentrano in comuni a vocazione culturale. Case study: A Pollica, la dieta mediterranea è diventata una strategia di governo territoriale (food scape) che connette agricoltura, salute e turismo lento, trasformando un borgo in un laboratorio globale. Parallelamente, a Napoli, il sase study della Fondazione Foqus nei Quartieri Spagnoli mostra come la rigenerazione urbana e sociale possa precedere e guidare il successo turistico. Grazie a strumenti di analisi dei dati sviluppati con Almaviva, la Fondazione monitora l'impatto dei flussi per prevenire fenomeni negativi come la gentrificazione e mantenere l'equilibrio del tessuto sociale. 

3) Infrastrutture e territorio: strumenti di governo e resilienza. Le infrastrutture sono il ‘sistema operativo’ dei territori e agiscono come dispositivi di regolazione dei comportamenti. Il documento chiarisce che il sovraffollamento è spesso causato da sistemi infrastrutturali incapaci di distribuire i visitatori nello spazio e nel tempo, piuttosto che da un eccesso di domanda. Nelle aree interne, infrastrutture leggere, mobilità dolce e servizi di prossimità diventano leve fondamentali contro lo spopolamento e l'isolamento. Case Study: i progetto Mappina a Napoli usa la mappatura collaborativa dei cittadini per far emergere patrimoni invisibili e ridistribuire i flussi urbani contribuendo a costruire nuovi immaginari collettivi. Il recupero del Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa mostra come il restauro del patrimonio industriale, unito a interventi mirati sulla mobilità (nuove fermate ferroviarie), possa rigenerare l'economia locale. 

 

Le infrastrutture strategiche possono avere forme diverse ma quelle del settore energy, in particolare la nuova generazione da fonte rinnovabile, sono sempre più spesso occasioni di attrito con i territori: un parco eolico o un campo fotovoltaico non vanno studiati solo in termini di impatto ambientale o paesaggistico ma anche come occasioni per accelerare e mettere a sistema competenze ed economie locali, che potrebbero trarre un enorme beneficio se poste nelle condizioni di creare reali sinergie con investimenti importanti – e per certi versi inevitabili – come quelli dettati dalle recenti crisi energetiche mondiali. 

4) Tecnologia e Intelligenza Artificiale: l'algoritmo al servizio dell'umano. L’AI non è solo uno strumento di efficienza, ma un'infrastruttura abilitante che trasforma la progettazione del turismo. L'automazione deve servire a valorizzare il fattore umano, liberando risorse per la cura dell'accoglienza e della relazione, che restano insostituibili. E’ essenziale che i territori sviluppino una propria sovranità digitale gestendo i dati prodotti dai flussi. Se la domanda è forte, con il 33% dei viaggiatori italiani che usa già l’AI e l’85% che la ritiene utile, l’offerta è ancora scarsa, con solo il 13% dei fornitori outdoor e il 14% delle agenzie che hanno avviato progetti AI strutturati. 

Due case study chiudono il White paper. N-AI Lab: un laboratorio dedicato che aiuta le startup e le piccole imprese a integrare l'AI nei processi produttivi locali, rendendo l'innovazione accessibile e non esclusiva. Touristinfo.ai: vincitore del Premio Repower 2025 ha presentato ‘Giggo’, un assistente digitale utilizzato in Alto Adige. Giggo non si limita a dare informazioni, ma agisce come un consulente che, in tempo reale e in 80 lingue, suggerisce alternative ai parcheggi saturi o percorsi meno affollati, ristabilendo l'equilibrio tra il visitatore e il territorio. 

 

“Il premio speciale Repower 2025 a Napoli - ha commentato Fabio Bocchiola, amministratore delegato di Repower - è stato per noi un laboratorio di confronto, in cui competenze e punti di vista diversi hanno restituito una lettura condivisa del turismo come fenomeno complesso, insieme tecnologico, umano e territoriale. Da questo lavoro nasce la seconda edizione di questo White Paper, che non vuole essere un catalogo di soluzioni, ma uno strumento per orientare le scelte di chi opera nel settore. L’esperienza maturata nel lavoro quotidiano con imprese e comunità ci mostra come la qualità del turismo dipenda sempre più dalla capacità di gestire in modo integrato infrastrutture strategiche e vocazione locale – come nel caso del turismo. In questo senso, l’innovazione non è un fine ma una leva per migliorare il funzionamento dei sistemi territoriali e la qualità dell’esperienza. Promuovere momenti di confronto, costruire conoscenza condivisa e offrire strumenti di orientamento significa contribuire a rafforzare la capacità del sistema di affrontare le trasformazioni in corso in modo più consapevole e coordinato. Per noi, l’innovazione ha valore solo quando è in grado di generare benefici concreti e duraturi per i territori e per le comunità che li abitano”. 

Edoardo Colombo, presidente di Turismi.AI, ha aggiunto: “Il turismo è un ecosistema in cui connessioni, infrastrutture, cultura e tecnologie concorrono insieme a generare valore. Per Turismi.AI il White paper è un'occasione per offrire una chiave di lettura utile ad accompagnare il settore verso modelli più intelligenti e sostenibili, capaci di migliorare insieme esperienza dei viaggiatori, competitività degli operatori, governo delle destinazioni e qualità della vita dei residenti. Per questo ringrazio Repower per aver promosso questa iniziativa utile al dibattito per guardare al futuro con una visione condivisa”. 

La stesura del White paper è stata coordinata da Edoardo Colombo (presidente di Turismi.AI) e Sergio Beraldo (docente di economia politica dell’Università di Napoli Federico II) che hanno anche coordinato, rispettivamente, i tavoli tematici su AI e Connessioni. Sara Roversi (fondatrice del Future Food Institute) e Pierluigi Sacco (Università di Chieti-Pescara) hanno condotto la discussione ai tavoli tematici su Cultura e Infrastrutture. Il White paper Innovazione e Turismo è stato presentato nel corso di GatewAI 2026, la Conferenza nazionale dell’Intelligenza Artificiale nel turismo. 

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Categoria: economia

13:07

Giornata pediatria, Sip: "Salute si costruisce da bambini, infanzia ai margini"

(Adnkronos) - Mai come oggi la scienza dimostra che la salute si costruisce nei primi anni di vita. Eppure, proprio mentre aumentano cronicità e costi legati all’invecchiamento, l’infanzia resta ai margini delle politiche sanitarie e sociali. È questo il paradosso emerso alla Giornata nazionale della Pediatria promossa per la prima volta dalla Società italiana di pediatria (Sip) al ministero della Salute, con l’obiettivo di riaffermare il valore culturale e sociale della pediatria in un sistema sempre più orientato verso la gestione della cronicità dell’anziano. "Viviamo in una società adultocentrica a cominciare dalla denatalità: secondo gli ultimi dati Istat, le nascite sono scese sotto le 355 mila unità annue, un nuovo minimo storico passato quasi sotto silenzio. Mettere i bambini e la loro salute futura al centro dell’agenda del Paese non significa solo avere adulti più sani, ma anche garantire la sostenibilità del sistema" afferma il presidente Sip Rino Agostiniani. 

A dirlo è la scienza: la buona salute non inizia nella vita adulta, ma molto prima ed è lì che si gioca la prevenzione. Alimentazione, ambiente, condizioni sociali e cure ricevute nei primi anni di vita costruiscono il profilo di salute nel tempo di un individuo. Studi che saranno presentati all’81esimo congresso italiano di pediatria (27-29 maggio, Padova) mostrano che già alla nascita si possono osservare segnali di 'invecchiamento' dell’organismo, ad esempio nei bambini nati pretermine. Cellule giovanissime che mostrano segni di fragilità precoce. Anche sul piano economico le evidenze sono chiare: ogni euro investito in prevenzione può generare ritorni fino a 16 euro, tra minori spese sanitarie e maggiore produttività. Nonostante queste evidenze oggi l’infanzia sembra 'sotto assedio': solitudine, aumento delle patologie croniche, disagio psicosociale, impoverimento delle famiglie, riduzione delle coperture vaccinali, stili di vita nocivi, sovrappeso e obesità, impennata dei disturbi neuropsichiatrici. "Bisogna prendersi cura di queste fragilità per avere una popolazione adulta in buona salute - aggiunge Agostiniani - integrando la prevenzione nei programmi scolastici, insegnando ai bambini a riconoscere i comportamenti che mettono a rischio la salute per prepararli ad essere cittadini consapevoli".  

Dalla prevenzione all’assistenza il sistema sanitario fatica a rispondere a bisogni di salute dell’età evolutiva profondamente cambiati. In Italia l’assistenza sul territorio dal pediatra di famiglia è garantita solo fino ai 14 anni, mentre in ospedale il passaggio ai percorsi per adulti avviene senza criteri uniformi: a 14, 16 o 18 anni a seconda di dove ci si trova. Le linee programmatiche della riforma della medicina territoriale annunciate dal ministro della Salute Orazio Schillaci - informa una nota della Sip - prevedono l’estensione dell’assistenza territoriale pediatrica fino ai 18 anni, una richiesta che la comunità pediatrica porta avanti da tempo nella convinzione che sia il pediatra la figura più adatta ad accompagnare il bambino lungo l’adolescenza. Ma il rischio è che la riforma resti a metà se non coinvolge anche gli ospedali. I numeri lo dimostrano: circa un bambino su quattro (fascia 0-18 anni) viene ricoverato in reparti per adulti. Tra i 15 e i 18 anni la quota sale fino al 70%. In termini assoluti, si tratta di oltre 100 mila tra bambini e adolescenti ogni anno. Una tendenza che si conferma anche nelle terapie intensive, dove quasi un ricovero su due avviene in strutture per adulti. Estendere l’assistenza pediatrica fino ai 18 anni non solo sul territorio, ma anche in ospedale, significa garantire continuità di cura e percorsi davvero coerenti con l’età evolutiva. 

"La pediatria ospedaliera dei prossimi anni sarà profondamente diversa - sottolinea Alberto Villani, responsabile dell'Unità operativa complessa Pediatria generale, Malattie infettive e Dea dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù -. A pesare saranno fattori già evidenti: denatalità, aumento dei casi complessi e cronici, crescita dei disturbi neuropsichiatrici, bambini sempre più fragili perché nati prematuri o grazie alle tecniche di procreazione medicalmente assistita, che oggi rappresentano una quota crescente delle nascite (nel 2022 il 4,3% dei nati, pari a oltre 16.700 bambini). Serviranno forse meno pediatri ma con competenze specifiche per gestire pazienti complessi e nuovi bisogni di salute. E serviranno ospedali ripensati: spazi, servizi e organizzazione dovranno essere realmente a misura di bambino e adolescente”, aggiunge Villani. Di certo il pediatra “non può limitarsi a curare, ma deve comprendere e prevenire, accompagnare lo sviluppo del bambino in tutte le sue dimensioni, clinica, psicologica e sociale".  

"Una buona assistenza però non può esistere senza una buona ricerca", sottolinea Annamaria Staiano, past president Sip e presidente Espghan che aggiunge: "Non si tratta solo di aumentare i fondi, ma di cambiare il modo in cui la ricerca è organizzata e percepita. È necessario migliorare il coordinamento tra consorzi e reti pediatriche e adeguare tempi e risorse, perché la ricerca pediatrica è più complessa e costosa rispetto a quella sugli adulti. Occorre compiere passi audaci per passare da una mentalità che protegge i bambini dalla ricerca a una che li protegge attraverso la ricerca".  

In questo scenario il rafforzamento delle cure primarie è centrale. "Il pediatra di famiglia è il primo presidio di prevenzione e di prossimità per bambini, adolescenti e famiglie - dichiara Antonio D’Avino, presidente nazionale della Federazione italiana medici pediatri -. Estendere l’assistenza pediatrica fino ai 18 anni significa riconoscere che l’età evolutiva non si interrompe a 14 anni e che l’adolescenza richiede competenze specifiche, continuità di relazione e capacità di intercettare precocemente fragilità cliniche, psicologiche e sociali. Per questo la sfida decisiva è rafforzare le cure primarie, integrandole sempre di più con scuola, territorio e ospedale, affinché ogni bambino possa essere accompagnato in un percorso di crescita e di salute continuo e appropriato". Ma soprattutto sarà necessario rafforzare il ruolo delle cure primarie e degli ospedali di secondo livello, a partire dalla formazione.  

"È fondamentale sviluppare una vera specializzazione che formi i pediatri del domani negli ospedali e sul territorio, con una rete formativa ampia e di qualità - evidenzia Antonio Corsello, presidente Osservatorio nazionale specializzandi in pediatria - consentendo a tutti, di fronte a un percorso che va sempre più accorciandosi e con un numero di specializzandi in continuo aumento, di poter avere una formazione all’altezza, completa e che possa consentire agli oltre 4000 colleghi di entrare nel mondo del lavoro in modo rapido e chiaro". Perché secondo i pèediatri è da qui, "dai bambini, che si costruisce la salute degli adulti" e la "sostenibilità futura del Paese". "Ogni giorno dell’anno è legato ad una ricorrenza, ad un tema, alla celebrazione di un evento. Oggi la Sip ha voluto promuovere la Giornata nazionale della Pediatria, che non sarà l’ennesima data da aggiungere al calendario, ma un appello corale di tutte le anime della pediatria alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle istituzioni a promuovere azioni concrete che tutelino la dignità e i diritti di ogni bambino e adolescente. E tutto questo, come è emerso chiaro dall’incontro, attraverso la consapevolezza dei nuovi bisogni di salute, di una ricerca fondamentale e di una prevenzione indispensabile per una crescita armonica e sana" conclude il vicepresidente Sip, Pietro Ferrara.  

Le 4 richieste della pediatria per il futuro della salute: 1. Denatalità e investimento sull’infanzia. Contrastare il calo delle nascite e riportare i bambini al centro delle politiche sanitarie e sociali, riconoscendo che la salute si costruisce nei primi anni di vita. 2. Educazione sanitaria a scuola. Integrare la prevenzione nei programmi scolastici, per formare cittadini più consapevoli e promuovere corretti stili di vita fin dall’infanzia. 3. Pediatra fino a 18 anni, anche in ospedale. Estendere l’assistenza pediatrica fino alla maggiore età su tutto il territorio e negli ospedali, per garantire continuità di cura e percorsi adeguati all’età evolutiva. 4. Ospedali a misura di bambino e adolescente. Ripensare spazi, servizi e organizzazione sanitaria per rispondere ai bisogni specifici dei più giovani. 

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Categoria: cronaca

13:06

Schillaci: "Estensione pediatra fino a 18 anni è misura strategica"

(Adnkronos) - Il Servizio sanitario nazionale "è oggi al centro di un percorso di rinnovamento che punta a rafforzare l’assistenza sul territorio e a rendere i servizi più vicini ai cittadini. In questo contesto, la riforma della medicina territoriale che stiamo portando avanti prevede anche una misura che considero davvero strategica: l’estensione dell’assistenza del pediatra di libera scelta fino ai diciotto anni di età. Una scelta chiara, che mette al centro la continuità assistenziale lungo tutta l’età evolutiva e supera un meccanismo che, fino ad oggi, rischiava di interrompere percorsi di cura in una fase delicata della crescita. Una proposta che guarda con attenzione ai nostri ragazzi, alle loro famiglie, che mette al centro il benessere dei più giovani e l’esigenza di accompagnarli in modo coerente per tutta la fase della crescita". Così il ministro della Salute Orazio Schillaci nel suo messaggio inviato agli organizzatori dell'evento al ministero della Salute dedicato alla Giornata nazionale della Pediatria e promosso dalla Società italiana di Pediatria (Sip).  

"Ogni cambiamento richiede confronto e ascolto e le osservazioni che emergeranno saranno tenute nella dovuta considerazione - ha sottolineato il ministro nel messaggio - Ringrazio la Società Italiana di Pediatria per il contributo costruttivo e per le posizioni espresse sin qui sulla mia proposta, che evidenziano come questa misura possa rafforzare la presa in carico dei bambini e degli adolescenti all’interno di un sistema più integrato. Sono certo che il confronto di oggi contribuirà a consolidare il dialogo tra professionisti, istituzioni e comunità, affinché la voce dei più giovani trovi spazio nelle scelte sanitarie e sociali della nostra Nazione". 

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Categoria: cronaca

13:02

Funerali Zanardi, l'omelia di Don Pozza e l'aneddoto sulla 'lezione in autogrill'

(Adnkronos) - Si sono celebrati oggi, martedì 5 maggio, i funerali di Alex Zanardi a Padova. Ecco l’omelia di don Marco Pozza, parroco del carcere "Due Palazzi" di Padova e grande amico dell'ex pilota e leggenda dello sport paralimpico, scomparso sabato 2 maggio. "E' l'Autogrill che più adoro: Montefeltro Ovest, A14, Bologna-Taranto. Ha un'architettura di cortesia, rosso Ferrari, è un condensatore di relax, di relazioni. Lo percepisci al volo, a 130 km/h: è l'invito a fermarsi un attimo. Di quell'attimo, accaduto dieci anni fa, ricordo i minimi dettagli: un Bufalino, tre rustichelle, due Coca Zero, tre bottiglie d'acqua. 

C'è Alex, io, due ragazzi (del carcere): siamo di ritorno da un incontro pubblico. Quando mi siedo, gli stanno raccontando la loro storiaccia: entrambi hanno le mani sporcate di sangue, purtroppo. Tanti anni di galera alle spalle: me li sono portati con me, volevo sentissero dalla viva voce di Alex la storia di Alex. Lui li ascolta come pochi, forse, li avevano ascoltati: non si distrae, immobile, memorizza tutto nel suo sguardo felino. Finito, si alza, una mano nella stampella, l'altra nella loro: "Ragazzi - disse con quella cadenza che lo rendeva avvincente -: avete fatto un gran bel casino, porcavacca. Però: tanto di cappello per come state scavandovi dentro. Continuate a chiedervi il perché di quel gestaccio". Lui li abbracciò, loro lo baciarono. Poi, seduti, fece loro una domanda: "Posso chiedervi solo una cosa?". Braccia allargate, era un assenso. "Se poteste tornare indietro?". Giurarono di non volerlo rifare. "Vedete, ragazzi – disse -. Certe volte bastano cinque secondi in più per fare la differenza. E' un esercizio che non sempre ci riesce (me lo confermate), ma quei cinque secondi sono fondamentali. Sono dappertutto questi cinque secondi: negli affetti, nelle relazioni, nel lavoro. E' l'idea di provare a vedere se si può fare qualcosa d'altro rispetto a quello che stai per fare. Se, per caso, quei cinque secondi ti faranno portare a casa l'orso, diventeranno una specie di droga della quale non potrete più fare a meno. Cercateli ovunque questi secondi! Solo questo mi sento di dirvi dopo il vostro racconto". 

Il parroco ha continuato: "Le rustichelle erano fredde, i cuori bollivano. Quando li abbiam lasciati davanti al carcere, Alex mi fece ripetizione perché non scordassi quella Lectio Magistralis in Autogrill: "A maggior ragione oggi, mi convinco che il problema non è se il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto. Il problema è se hai sete o no. Guardami, don: se posso fare qualcosa per questi due ragazzi e non me lo dici, non è amicizia. Troppo facile applaudire i vincitori, ricordatelo!". 

Il mio Alex è tutto qui. Lascio a voi le medaglie, il rombo dei motori, l'odore della benzina. Le luci dei podi, il luccichìo dei cimeli, il fruscio degli applausi. Mi tengo strettissimo l'uomo, con la sua avvincente umanità. Nessuno, più di san Paolo, l'atleta di Dio, poteva fare sintesi migliore di questa vita percorsa a mille all'ora, anche in carrozzina: «Ogni atleta è temperante in tutto. Ma io corro non come chi è senza meta; faccio pugilato, ma non come chi batte l'aria, anzi tratto duramente il mio corpo e lo trascino in schiavitù perché non succeda che dopo avere predicato agli altri, venga io stesso squalificato" (1Cor 9,19-27). Ha corso tantissimo Alex, ma non l'ha mai fatto come un pugile che batte l'aria: ha corso come chi ha in testa una meta: "La potenza è nulla senza il controllo" recitava una pubblicità della Pirelli, anni Novanta, del secolo scorso. La potenza di un sorriso abbagliante, di un'anima cristallina, di un uomo cresciuto senza smarrire il bambino ch'è stato. Senza perder il sapore delle lacrime: perchè se la vita ti strappa tua sorella sulla strada, devi avere radici profondissime per scegliere e (ri)scegliere la strada e l'asfalto come scenografia della tua esistenza. Per poi convincere il mondo che l'accaduto, qualunque esso sia, resta la più grande opportunità che la vita offre per rimettere a posto le cose. Radici-salvavita nelle quali è impresso il sorriso di mamma Anna, di Daniela e Nicolò che gli hanno impedito di vivere come di chi pettina le bambole: in ogni sua corsa, (rin)corsa o viaggio c'era sempre la sua Itaca ad aspettarlo. È dai tempi di Omero che Ulisse combatte, sprofonda, alza il pollice. Penelope, nell'intertempo, resta: tesse, attende, medita. Nessun podio o medaglia per lei, manco quando lo meriterebbe perchè la sofferenza è brutta, selvaggia, spietata ma lei sceglie di restare. Di regolare la sua velocità al passo del più lento. Adesso, leggendo a ritroso, gradisco di più il libretto che un giorno Alex mi regalò: Il gabbiano Jonathan Livingston. Ebbe l'accortezza, animo fine, di farmi trovare sottolineata una frase. Parlava, ovvio, di velocità: "Raggiungerai il Paradiso quando avrai raggiunto la velocità perfetta. Il che non significa mille miglia all'ora, né un milione di miglia, neanche vuol dire volare alla velocità della luce. Perchè qualsiasi numero è un limite, ma la perfezione non ha limiti. Figlio mio, velocità perfetta vuol dire solo esserci, essere là». Esserci, perchè, seppur in maniera diversa, in ogni cosa c'è sempre del bene, del male: vivere è trovare quel po' di bene e farlo diventare il tuo punto d'appoggio per sollevare la terra. 

Non gli ori di Londra, nemmeno la prestazione "monstre" delle Hawaii vale il guadagno d'avere conosciuto un uomo che, perdonatemi, sapeva maneggiare il congiuntivo tanto quanto la centralina dei suoi bolidi. Quando parlava, avvertivi l'orgoglio d'esser figlio di una lingua, l'italiano, che, unica, ha il congiuntivo nella sua grammatica. L'indicativo lo sanno usare tutti, è il modo della certezza, della sicurezza: “Questa è la narrazione giusta!” Il congiuntivo è più una porta aperta: “E se questa non fosse (congiuntivo) l'unica interpretazione possibile?” Tutti che sanno tutto, sono rimasti in pochi a sapere chiedere. Alex, per chi ha saputo far tesoro della sua amicizia, serbava la curiosità di chi sapeva chiedere. Se la sua storia fosse stata una casa, mai avrebbe giurato di sapere cosa c'era in fondo al corridoio, oltre la siepe: questo è vivere all'indicativo. Lui, uomo del congiuntivo, viveva come se tutto fosse un appuntamento al buio, un'improvvisata, la mente spalancata. Non gli importava di sapere come finiva il corridoio di casa, voleva frequentare l'infinito. Mai detto: “Ciao mamma, sono arrivato uno!” Ha sempre ribadito che, per lui, il congiuntivo è uno stile di vita: "Fosse tutto bello, sai che noia tremenda» era la sua filosofia spicciola. Piace poco il congiuntivo: siam un popolo di notizie sicure, nessun dubbio, le domande ci causano prurito. Il forse spaventa. Poi, però, beccavi in tv o per strada Zanardi e non riuscivi a staccare l'attenzione dal suo modo di riflettere, di gustarsi la vita, di abitare il limite. Chi ama l'indicativo, oggi rimpiange l'atleta ch'è stato. Chi osa il congiuntivo, oggi ringrazia l'uomo. Anch'io - chiedo scusa della parzialità - ringrazio una persona. Dico grazie al dottor Costa, il guru della clinica mobile. Gli dico grazie perché, da uomo di scienza, in questi giorni ha osato parlare di anima parlando di Alex: "Con la sua amicizia ha ridisegnato i contorni della mia anima, sia di medico che di uomo" ha detto l'altra sera. La ringrazio per aver sintetizzato col genio che le riconosco, che l'atleta, senza l'uomo, è nulla. E' potenza senza controllo. 

Nessuno dica: “Vabbè: ma lui era Zanardi”. Il Vangelo userebbe la frusta. Alex, come tutti, ha avuto dei talenti. Non importa quanti: "A uno diede cinque talenti, a un altro due, ad un altro uno". Il perché di un trattamento diverso? "A ciascuno secondo le sue capacità» (cfr Mt 25,14-30). La differenza non la farà il numero, ma una legge dello sport che Mennea riassume così: "Ho ricevuto dei talenti in dono. Io, però, non mi sono addormentato sopra, ma li ho fatti fruttare". Questa è la pagina del Vangelo secondo Alex, una questione di talenti, di dormite o di sveglia. Perchè anche con in dono soltanto un talento, se saprai leggere come nessun altro la traiettoria del Cavatappi, zona Laguna Seca, mostrerai al mondo che "non esiste nessuna curva dove non si possa superare" (A. Senna). Me lo immagino il mio Dio: "(Vieni) Alex buono e fedele, prendi parte alla mia gioia". Perché ero in carcere e tu, in Autogrill, sei stato ad ascoltarmi. Ero infermo e non solo sei venuto a trovarmi: mi hai addirittura regalato una handbike perché mi rialzassi. Dispiace per sorellaccia morte: pensava di averlo vinto, finalmente. Non ha fatto bene i conti neanche stavolta, accipicchia. Si è presa il corpo, ma l'anima (grazie dottore!) le è proprio sfuggita. In corsia di sorpasso, è andata ad infilarsi dritta nelle storie dei ragazzi/e di Obiettivo3. La beffa? Che l'Alex, anche da morto, continui a parlare di obiettivi”. 

 

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Categoria: sport

12:45

Italiani e longevità, "due italiani su tre sanno cosa fare, ma non si applicano"

(Adnkronos) - "Sulla carta, 2 italiani su 3 dichiarano di sapere cosa fare per invecchiare bene. Il problema è che, nella vita reale, tra una buona intenzione e l’altra, solo il 24% riesce a mantenere con costanza comportamenti salutari come dormire meglio, mangiare sano, muoversi di più, stressarsi di meno". È quanto emerge dalla nuova rilevazione dell’Osservatorio Nestlé ‘L’età senza età’, il progetto che dal 2009 analizza il rapporto degli italiani con alimentazione, benessere e stili di vita e che, dal 2024, ha ampliato il proprio focus sui temi della longevità. Con il contributo del coordinatore scientifico, Giuseppe Fatati, nutrizionista e presidente dell’Italian Obesity Network, e di Patrizia Rovere Querini, direttrice dell’Unità operativa di medicina generale a indirizzo salute metabolica e invecchiamento dell’Irccs Ospedale San Raffaele e docente di Medicina interna all’Università Vita‑Salute San Raffaele di Milano, la nuova indagine dell’Osservatorio Nestlé punta a promuovere una vera cultura della longevità attiva. L’obiettivo - si legge in una nota - è mettere in evidenza quanto sia essenziale adottare stili di vita equilibrati e orientati al benessere per migliorare la qualità della vita, oggi e negli anni futuri e aiutare a comprendere quali siano gli ostacoli che ne rendono difficile l’adozione nella vita di tutti i giorni.  

“Oggi non manca la conoscenza, manca la capacità di tradurla nella pratica quotidiana - osserva Rovere Querini - Il benessere resta spesso un’intenzione più che un comportamento concreto”. Aggiunge Fatati: “Da oltre quindici anni, con l’Osservatorio Nestlé osserviamo l’evoluzione dei comportamenti degli italiani. La consapevolezza cresce, lo vediamo anche nella nostra attività clinica, ma trasformare i principi in abitudini consolidate è ancora una sfida. Ci auguriamo che questa nuova indagine possa contribuire a diffondere buone pratiche per prendersi cura di sé”. Rispetto alla precedente edizione dell’Osservatorio, il cambio è evidente. Nel 2025 - riferisce la nota - gli italiani ridefinivano la vecchiaia: oltre la metà si sentiva più giovane della propria età, spostando in avanti, anche simbolicamente, il concetto stesso di ‘essere vecchi’. Nel 2026, il tema è più concreto. Non basta più sentirsi giovani, bisogna riuscire a comportarsi da tali. La longevità, insomma, smette di essere un’idea e diventa una pratica quotidiana. E proprio lì emergono le difficoltà. 

Oltre 7 italiani su 10 conoscono le regole di una corretta alimentazione per invecchiare in salute. La pratica però è un’altra storia: solo poco più della metà riesce a essere costante, e 1 su 4 ammette di farcela raramente. Gli ostacoli? Tempo, costi, abitudini radicate. “Tempi stretti e ritmi di lavoro intensi rendono difficile trasformare la teoria in pratica - commenta Fatati - La spesa è il primo vero atto di prevenzione: oggi si può conciliare salute, gusto e velocità, ma serve un minimo di pianificazione”. Per oltre la metà degli intervistati, oggi uno stile di vita sano non è alla portata di tutti. E il 46% ritiene che l’ambiente in cui viviamo influenzi in modo decisivo le scelte quotidiane. “La longevità - conferma Rovere Querini - si costruisce nelle piccole scelte di ogni giorno, soprattutto quando siamo stanchi o fuori routine. La volontà conta, ma deve essere sostenuta da un ambiente che renda facili le scelte sane.” A questo si aggiunge il tema della wellness economy, come ricorda Fatati: “Servizi, palestre, programmi nutrizionali e soluzioni digitali sono concentrati nelle città e hanno costi non sempre sostenibili”. 

La salute è sempre meno individuale e sempre più relazionale.Quasi il 95% degli italiani riconosce l’impatto dello stress, 8 su 10 quello delle relazioni, 9 su 10 il valore del supporto emotivo. E oggi questo si traduce in azioni: 7 italiani su 10 dichiarano che sono i propri progetti di vita a motivarli a prendersi cura della salute. Non è solo prevenzione: è avere un motivo per stare bene. “Un tempo - ricorda Fatati - gli spazi pubblici favorivano l’interazione spontanea. Oggi, con ritmi accelerati e tecnologie pervasive, le occasioni di relazione significativa si riducono, aumentando il rischio di isolamento”. 

Dalla survey emerge una forte lettura al femminile: le donne mostrano una maggiore consapevolezza sui temi della longevità e della prevenzione. Il 79% dichiara di sapere cosa significhi mangiare correttamente per invecchiare in salute (contro il 66% degli uomini), il 63% ha assunto integratori nell’ultimo anno per migliorare la salute futura (49% gli uomini) e il 45% indica la familiarità con le malattie come principale fonte di preoccupazione (31% gli uomini). La maggiore attenzione si accompagna anche a una maggiore responsabilità percepita: per molte donne la longevità è già un progetto attivo, non solo un obiettivo. “Le donne - evidenzia Rovere Querini - vivono più a lungo, ma spesso con maggiore fragilità. Sono più consapevoli, ma continuano a prendersi cura soprattutto degli altri, trascurando sé stesse.” 

L’osservatorio registra che l’87% degli italiani crede nel ruolo dello stile di vita e 6 su 10 lo considerano importante quanto la genetica. E 1 su 2 è convinto che non sia mai troppo tardi per cambiare. “Tra i 40 e i 50 anni esiste ancora un ampio margine di intervento sulla qualità dell’invecchiamento - assicura Rovere Querini - Non bisogna essere stati perfetti per costruire una buona vecchiaia”. Secondo l’esperta i pilastri restano gli stessi: “controlli periodici, movimento costante, alimentazione equilibrata”. Ma non basta. Sonno, gestione dello stress e qualità delle relazioni sociali giocano un ruolo decisivo. Coltivare interessi, mantenere la mente attiva e circondarsi di persone con cui condividere esperienze aiuta a proteggere il benessere psicofisico nel tempo. “La longevità nasce dall’equilibrio tra tutti questi fattori, non da una lista rigida di regole” rimarca. Oggi “sappiamo che una parte significativa di un invecchiamento sano e attivo dipende da noi - conclude Fatati - È un cambiamento importante rispetto al passato, quando si pensava che la genetica determinasse tutto. Passiamo da una visione passiva a una più attiva, fatta di gesti concreti e piccole scelte positive ripetute nel tempo”. Ed è proprio su questo spazio, tra consapevolezza e azione, che si inserisce il lavoro dell’Osservatorio Nestlé ‘L’età senza età’: contribuire a trasformare la conoscenza in comportamento, rendendo la longevità non solo un obiettivo condiviso, ma una possibilità concreta e accessibile per tutti. 

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Categoria: cronaca

12:44

Belve Crime, Roberto Savi: "Perché non ci hanno presi? Eravamo protetti"

(Adnkronos) - Dal carcere di Bollate e dopo 32 anni di silenzio, Roberto Savi, capo della Banda della Uno, risponde alle domande di Francesca Fagnani in un faccia a faccia che andrà in onda stasera, martedì 5 maggio, a 'Belve Crime'.  

L'intervista verte su uno dei fatti di sangue più controversi della storia della Uno Bianca: l’omicidio nell’armeria di via Volturno, a Bologna, il 2 maggio del 1991, in cui furono uccisi la titolare Licia Ansaloni e il suo collaboratore, l’ex carabiniere Pietro Capolungo.  

Messo alle strette dalle domande di Francesca Fagnani, Savi afferma che non si trattò di una rapina, come invece stabilito dalle sentenze: "Ma va la, la rapina… Chi va a rapinare pistole? Non avevamo nient’altro che pistole in quella casa” è la rilevazione di Savi. “Qual era il motivo?”, chiede Fagnani. “Lui era ex dei servizi particolari dei Carabinieri. Volevano una scusa, farlo fuori in qualche maniera. Che scusa prendiamo?” svela Savi. 

Savi ammette anche che quella è stata una delle azioni che alla banda veniva chiesta dagli 'apparati'. “Ogni tanto venivamo chiamati: “Facciamo così, e facevamo così”, racconta l’ex poliziotto. “Com’è stato possibile?” affonda ancora Fagnani, “che per sette anni siete andati avanti senza essere scoperti? Come mai non vi hanno preso? Non le sembrava strano?”. “Un po’ sì”, risponde Savi con un sorriso beffardo. “C’è stata una copertura della rete investigativa?”, incalza la giornalista. E il criminale rivela: “Sono subentrati personaggi non delinquenti che ci hanno garantito protezione. Ci sentivamo sicuri di muoverci”, racconta, aggiungendo un importante dettaglio legato alla sua frequente presenza a Roma in quegli anni: “Tutte le settimane, passavo due o tre giorni a Roma”.  

“Con chi parlava?”, incalza Fagnani. “Eh, con chi parlavo…”, risponde Savi sardonico e prosegue “Andavo giù per parlare con loro”. “Loro chi? I Servizi?”, chiede la giornalista. “Ma sì (…) Insomma, quelli ci hanno aiutato, non ci hanno fatto prendere. E poi ci hanno fatto prendere”. 

Un’intervista intensa e complessa, con rivelazioni che potrebbero riaprire anche i processi, come da tempo chiedono i familiari delle vittime, convinti che la verità giudiziaria accertata non coincida pienamente con quella storica. 

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Categoria: spettacoli

12:36

Hantavirus su nave da crociera, ultimo bilancio: sette casi e tre morti. Giallo sull'attracco

(Adnkronos) - Sulla nave da crociera alle prese con un focolaio di hantavirus, la MV Hondius, "dall'1 aprile, data di partenza, fino al 4 maggio si sono registrati 7 casi (due confermati e cinque sospetti), tra cui 3 decessi". E' l'ultimo bilancio diffuso anche via social dal direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus. La nave da crociera olandese è ancora bloccata al largo della costa di Capo Verde, nell'Oceano Atlantico. 

"Sulla base delle informazioni attuali - ha spiegato il Dg - l'Oms valuta il rischio per la popolazione mondiale come basso e continuerà a monitorare e aggiornare la situazione". L'agenzia Onu per la salute, ha aggiunto il capo dell'Oms, "sta collaborando con i Paesi coinvolti e con l'armatore della nave per fornire supporto ai passeggeri e all'equipaggio. La risposta internazionale coordinata comprende indagini approfondite, isolamento e cura dei casi, evacuazione medica e analisi di laboratorio". 

Poco dopo che l'Oms aveva indicato che la Spagna avrebbe potuto accogliere la nave alle Isole Canarie, il ministero della Salute spagnolo ha dichiarato che Madrid non prenderà "alcuna decisione" sull'attracco fino a quando non saranno analizzati i "dati epidemiologici". "In base ai dati epidemiologici raccolti a bordo della nave durante il suo passaggio a Capo Verde, verrà presa una decisione in merito al porto di scalo più appropriato. Fino ad allora, il ministero della Salute non prenderà alcuna decisione, come abbiamo comunicato all'Organizzazione mondiale della sanità", ha scritto il ministero su X. 

In un'intervista a Radio Canaria, il vicepresidente del governo regionale delle Isole Canarie, Manuel Domínguez, ha detto che sarebbe "preferibile" che la nave non attraccasse nell'arcipelago e che proseguisse invece verso la Spagna continentale. "Se questa sosta non dovrà necessariamente avvenire alle Isole Canarie, tanto meglio, perché sicuramente ci saranno altre risorse disponibili sulla terraferma; ma se così fosse", dovrebbe avvenire "con tutte le garanzie possibili e immaginabili", ha sottolineato Domínguez, precisando che la decisione potrebbe essere presa proprio oggi.  

In precedenza l'Oms aveva annunciato che la Spagna aveva acconsentito all'attracco della nave alle Isole Canarie. "Il piano attuale prevede che la nave prosegua il suo viaggio verso le Isole Canarie". Le autorità spagnole "hanno indicato che la accoglieranno al fine di condurre un'indagine completa" e "naturalmente, per valutare i rischi per i passeggeri a bordo", aveva dichiarato ai giornalisti a Ginevra Maria Van Kerkhove, direttrice ad interim del Dipartimento per la prevenzione e la preparazione alle epidemie e pandemie dell'Oms. 

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Categoria: internazionale/esteri

12:27

Blitz tra Bari e Bat, 14 arresti per i delitti Capriati e Scavo: fermato anche il nipote del boss

(Adnkronos) - Svolta nelle indagini sui due omicidi che hanno riacceso la guerra tra clan in Puglia: 14 persone arrestate tra Bari e la Bat per i delitti di Lello Capriati e Filippo Scavo, entrambi uccisi a colpi d’arma da fuoco a poche settimane di distanza. L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e condotta da Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza, ha colpito presunti esponenti di vertice dei clan Capriati e Strisciuglio, da anni contrapposti per il controllo del territorio e del traffico di droga. 

Tra i fermati anche tre giovani tra i 21 e i 22 anni, tra cui Dylan Capriati, nipote di Lello Capriati, ritenuto responsabile – insieme ad altri – dell’omicidio di Filippo Scavo, 42 anni, ucciso il 19 aprile nella discoteca Divine Club di Bisceglie. La vittima era considerata figura di rilievo del clan Strisciuglio.  

Secondo gli inquirenti, l’agguato in discoteca sarebbe stato pianificato nei dettagli: dalla presenza della vittima nel locale all’individuazione dei sicari, fino al primo tentativo fallito all’esterno e alla successiva irruzione armata culminata negli spari e nella fuga. 

Il delitto Scavo viene ritenuto una risposta all’uccisione di Lello Capriati, 41 anni, avvenuta il 1° aprile 2024 a Torre a Mare, sul lungomare sud di Bari. Un’escalation di violenza che si inserisce nella storica faida tra i due clan, attiva dal 1997. 

Complessivamente sono 11 gli arresti e 3 i fermi eseguiti nell’ambito dell’inchiesta. Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di omicidio volontario in concorso e porto illegale di armi da fuoco in luogo aperto al pubblico, aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare il sodalizio criminale di appartenenza. 

“Lo Stato ha dimostrato la sua capacità di reazione”, ha dichiarato il procuratore di Bari Roberto Rossi, sottolineando però la necessità di rafforzare l’ufficio Gip del Tribunale: “I numeri sono insufficienti, va potenziato perché è in difficoltà. Faccio mio l'appello del procuratore nazionale antimafia Melillo”. 

Le indagini, coordinate dall’aggiunto Giuseppe Gatti, hanno fatto luce su due omicidi simbolo della nuova fase dello scontro mafioso nel capoluogo pugliese. 

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Categoria: cronaca

12:22

Internazionali, più campi e non solo: il nuovo Foro Italico

(Adnkronos) - Una nuova edizione degli Internazionali d'Italia, un nuovo Foro Italico. Aspettando Jannik Sinner, il torneo al via oggi, martedì 5 maggio, accoglie tifosi e appassionati con un site completamente rinnovato, frutto di investimenti (circa 160 milioni di euro) e una visione nuova, pensata per intrattenere piccoli e più grandi non solo con i tennisti in campo. L'obiettivo dichiarato è infatti quello di rendere il Foro protagonista non solo nelle due settimane del Masters 1000, ma tutto l'anno. Per cullare così il sogno, esplicitato più volte dal presidente della Fitp Angelo Binaghi, di trasformare Roma nel quinto Slam del circuito. 

 

I 'nuovi' Internazionali potranno contare su ben 21 campi distribuiti su 20 ettari: 19 al Foro Italico e 2 a Lungotevere, a cui si aggiunge quello iconico a Piazza del Popolo, già protagonista di alcune partite di prequalificazioni e di allenamenti. I campi si concentrano intorno a tre 'giganti', che restano il cuore del torneo: il Campo Centrale, struttura principale e privilegiata che si animerà delle migliori partite del tabellone maschile e femminile; la nuovissima BNP Paribas Arena, che sostituisce quella che lo scorso anno era la Grand Stand Arena, e che si trasferisce all'interno dello Stadio dei Marmi con una capienza aumentata fino a superare i 7 mila spettatori; la Super Tennis Arena, spostata a lato del Centrale, accanto all'ex Ostello della Gioventù.  

Tirando le somme, il 'restyling' del Foro garantisce ben 12mila spettatori complessivi in più rispetto allo scorso anno, aspettando il nuovo Centrale, i cui lavori partiranno il prossimo giugno e includeranno la copertura e un ulteriore ampliamento della capienza. Menzione speciale e doverosa per il Pietrangeli, che rimane, con le sue 18 statue di marmo, lo scenario più suggestivo dell'intero Foro Italico. Un campo che, a sei mesi dalla scomparsa di colui da cui prende il nome, assume un significato diverso.  

 

Ma il nuovo Foro Italico non si respira soltanto all'interno dei suoi campi principali. I tantissimi che in queste due settimane animeranno gli Internazionali d'Italia potranno apprezzare e usufruire anche di strutture architettonicamente più elaborate e pensate per rendere l'esperienza completa. 

Lungo i viali infatti si trovano stand con cibi e bevande, oltre a campi 'minori' completamente rinnovati. I campi 12 e 13, in particolare, ospiteranno allenamenti e partite, con quelle del 12 che, a differenza di quanto avveniva nella scorsa edizione, potranno essere trasmesse in televisione. Si tratta di due campi situati sul lato lungo del Foro, lontani dalla 'movida' del viale principale, ma che, proprio per la loro capienza necessariamente ridotta, offrono una vicinanza ai giocatori da stadio inglese, impossibile da trovare nelle strutture principali. 

I 'nuovi' Internazionali hanno voluto sfruttare a pieno anche l'area delle piscine, da sempre fiore all'occhiello del Foro, che sarà riservata ai giocatori. Costeggiando viale delle Olimpiadi si potranno trovare sei campi laterali, all'ombra dei pini romani. Sul lato destro invece si trovano altri stand commerciali, con ogni tipo di prodotto legato al mondo del tennis oltre ad alcune delle più imporanti catene di ristoranti, e il nuovo campo da squash.  

Andando verso lo stadio dei Marmi si incontra lo 'young village', un luogo pensato per i bambini, che si ritrovano con una racchetta in mano guidati dagli istruttori. In sottofondo musica, risate e sorrisi. Prima che il tennis si prenda la scena. 

 

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Categoria: sport

12:18

Antisemitismo nel Regno Unito, Starmer: "Tentativi Iran di destabilizzarci non saranno tollerati"

(Adnkronos) - I tentativi dell'Iran di destabilizzare la società britannica "non saranno tollerati". Lo ha dichiarato il primo ministro britannico Keir Starmer durante un vertice a Downing Street finalizzato a individuare gli strumenti utili a combattere l'antisemitismo in Gran Bretagna. "Il nostro messaggio all'Iran, o a qualsiasi altro Paese che cerchi di fomentare la violenza, l'odio o la divisione nella società, è che ciò non sarà tollerato", ha affermato, sottolineando che per questo "stiamo accelerando l'iter legislativo per contrastare queste minacce maligne". 

Rivolgendosi ai leader della politica, delle forze dell'ordine, dell'economia, dell'istruzione e delle arti, Starmer ha detto che "questo governo ha messo in atto il primo piano nazionale coordinato per rafforzare la coesione e contrastare l'estremismo in tutte le sue forme". Perché, ha sottolineato, "la sicurezza è fondamentale, ma non basta. Dobbiamo anche affrontare le forze che alimentano questo odio, quindi le stiamo contrastando direttamente". 

Dato il sospetto che l'Iran cerchi di fomentare l'antisemitismo in Gran Bretagna, il premier ha spiegato che "una delle piste investigative è quella di verificare se uno stato straniero sia dietro ad alcuni di questi incidenti. Stiamo ovviamente esaminando tutte le possibilità e siamo consapevoli che queste azioni avranno delle conseguenze se tale ipotesi dovesse rivelarsi fondata". 

La polizia antiterrorismo sta indagando su un incendio doloso appiccato questa mattina in un'ex sinagoga a Tower Hamlets, nella zona orientale di Londra. La polizia metropolitana ha spiegato che i suoi agenti sono intervenuti alle 5:16 di questa mattina dopo la segnalazione di un incendio che ha causato lievi danni a un cancello e a una serratura. Nessuno risulta essere rimasto ferito, come ha spiegato un portavoce dei Vigili del fuoco, e al momento nessuno è stato arrestato. 

Il comandante Helen Flanagan, responsabile della polizia antiterrorismo di Londra, ha dichiarato che quello di oggi è solo l'ultimo di "una serie di incendi dolosi e tentativi di incendio doloso che hanno preso di mira ebrei londinesi nella zona nord-ovest di Londra. Prenderemo in considerazione qualsiasi possibile collegamento nel corso delle indagini". Flanagan ha aggiunto che "gli investigatori stanno lavorando rapidamente per raccogliere prove e identificare i responsabili. Invito chiunque disponga di filmati di videosorveglianza o di informazioni che possano essere utili alle indagini a contattare la polizia". 

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Categoria: internazionale/esteri

12:08

Sarah Ferguson, dopo l'annuncio della gravidanza di Eugenie: "Deve farsi da parte"

(Adnkronos) - Sarah Ferguson "non ha altra scelta" se non quella di farsi da parte quando nascerà suo nipote. L'annuncio della gravidanza della figlia, la principessa Eugenie, è stato dato ieri. Assieme al marito Jack Brooksbank, darà il benvenuto al suo terzo figlio quest'estate.  

E se Re Carlo si è detto "felicissimo" per la lieta notizia, la felicità di Fergie per la nascita di un nuovo nipotino dovrà fare i conti con l'opportunità di comparire in pubblico, secondo il commentatore reale Richard Fitzwilliams. Il nuovo arrivato sarà il quinto nipote dell'ex Duca e Duchessa di York, Andrew Mountbatten-Windsor e Sarah Ferguson, dopo la nascita di Athena Mapelli Mozzi, figlia della loro primogenita, la principessa Beatrice, lo scorso gennaio. Sebbene l'ultima volta che l'ex coppia è stata vista insieme sia stato al battesimo di Athena a dicembre, il loro coinvolgimento nello scandalo Jeffrey Epstein probabilmente li costringerà a mantenere un profilo ancora più basso, data la maggiore attenzione mediatica sulla loro figlia minore, ha detto all'Express il biografo reale. 

 

"Questa è una notizia molto felice ed è stata accolta con favore dal Re, noto per il suo grande affetto per le nipoti - ha aggiunto Fitzwilliams - Sarah Ferguson sarà senza dubbio felicissima. Tuttavia, come abbiamo visto con Andrea al battesimo di Athena lo scorso dicembre, dovrà mantenere un profilo basso. Lui non era presente nelle foto del battesimo e nemmeno lei. Potrebbero esserci delle possibilità di interviste se decidesse di intraprendere quella strada, ma non ci sono possibilità di un suo ritorno dopo i recenti eventi. Farsi da parte non è nella sua natura, ma per il bene di Eugenie non ha scelta". 

Eugenie ha annunciato la notizia della sua gravidanza condividendo su Instagram una foto dei suoi due figli, August di cinque anni ed Ernest di due, che tengono in mano l'immagine di un'ecografia. Il bambino, che non avrà il titolo di Sua Altezza Reale, sarà quindicesimo in linea di successione al trono, mentre il suo prozio, il Duca di Edimburgo, scenderà al sedicesimo posto. Buckingham Palace ha dichiarato in un comunicato: "Sua Altezza Reale la Principessa Eugenie e il signor Jack Brooksbank sono lieti di annunciare che aspettano il loro terzo figlio, la cui nascita è prevista per quest'estate. "Anche August ed Ernest sono felicissimi di avere un altro fratellino o sorellina in famiglia. Sua Maestà il Re è stato informato ed è lieto della notizia". L'annuncio del Palazzo è stato interpretato come una dimostrazione di sostegno a Eugenie, nonostante i problemi che coinvolgono suo padre a causa dello scandalo Epstein.  

 

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Categoria: internazionale/royalfamilynews

11:59

Zanardi, il lungo applauso all'arrivo del feretro in basilica a Padova

(Adnkronos) - È arrivato il feretro di Alex Zanardi nella basilica di Santa Giustina in Prato della Valle a Padova. Dopo un lungo minuto di silenzio, un applauso della piazza ha accolto il feretro. Sul sagrato, ad attendere la bara bianca sovrastata da una corona di rose bianche, la moglie Daniela, il figlio Nicolò che ha salutato e ringraziato la folla, e la mamma di Alex, la signora Anna, abbracciata da don Marco Pozza. Lunghi applausi anche all’interno della chiesa hanno accolto l’arrivo della bara sotto l’altare. 

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Categoria: sport

11:58

Trump, nuovo attacco a Papa Leone: "Sta mettendo in pericolo molti cattolici"

(Adnkronos) - Nuovo attacco di Donald Trump a Papa Leone. "Sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone", ha affermato il presidente americano all'emittente Salem News, a due giorni dalla visita del segretario di Stato Marco Rubio in Vaticano per 'ricucire' dopo i pesanti attacchi dei giorni scorsi a Prevost. Leone XIV "preferisce parlare di come sia accettabile che l'Iran abbia un'arma nucleare, non penso sia una buona cosa", ha aggiunto Trump.  

Intanto, secondo quanto ha anticipato l'ambasciatore americano presso la Santa Sede Brian Burch parlando con i giornalisti, l'incontro tra Rubio con Papa Leone includerà una "conversazione franca" sulle politiche dell'amministrazione Trump. "Le nazioni hanno disaccordi, e credo che uno dei modi per superarli sia... attraverso la fraternità e un dialogo autentico - ha detto Burch - Credo che il segretario stia venendo qui con questo spirito. Per avere una conversazione franca sulla politica statunitense, per impegnarsi nel dialogo". 

Nei giorni scorsi Trump ha definito il Pontefice “debole”, criticandone duramente le posizioni su politica estera e sicurezza. Dichiarazioni che sono arrivate dopo gli appelli del Papa per la pace, in particolare sul dossier iraniano. Trump ha affermato di “non essere un grande fan” di Leone XIV, accusandolo di essere “molto liberale” e di non sostenere adeguatamente la lotta alla criminalità, arrivando persino a insinuare che la sua elezione sia stata favorita indirettamente dalla sua stessa presenza alla Casa Bianca. 

Il tono dell’attacco ha superato la semplice divergenza politica. In un lungo intervento, il presidente ha sostenuto che il Papa dovrebbe “concentrarsi sull’essere un grande Papa, non un politico”, accusandolo di danneggiare la Chiesa con le sue prese di posizione. 

La replica del Pontefice è stata ferma ma misurata: Leone XIV ha dichiarato di “non avere paura” dell’amministrazione americana e di voler continuare a parlare “ad alta voce contro la guerra”, evitando però uno scontro diretto con Trump. 

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Categoria: internazionale/esteri