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21:48

Mendes rischia espulsione, Kompany chiede un rigore: caos in Bayern Monaco-Psg

(Adnkronos) - Caos in Bayern Monaco-Psg. Oggi, mercoledì 6 maggio, i bavaresi hanno ospitato i parigini nella semifinale di ritorno di Champions League, in una partita segnata anche da discusse decisioni arbitrali. A protestare, nel primo tempo dell'Allianz Arena, sono stati i tedeschi, che prima hanno chiesto l'espulsione di Nuno Mendes e poi hanno reclamato un calcio di rigore. 

Il primo episodio arriva al 30'. Nuno Mendes, che aveva già rimediato un'ammonizione per fallo tattico su Olise, interviene con la mano e 'stoppa' la ripartenza del Bayern. I giocatori tedeschi e la panchina di Kompany chiedono immediatamente il secondo giallo, e la conseguente espulsione del terzino portoghese. L'arbitro Pinheiro però fischia un fallo precedente e assegna calcio di punizione al Psg, provocando l'ira dei padroni di casa. 

L'atmosfera si accede ancora due minuti dopo. Vitinha rinvia dall'interno dell'area ma colpisce in pieno il braccio largo del compagno di squadra Joao Neves. Anche in questo caso proteste veementi del Bayern Monaco, che chiedeva a gran voce il calcio di rigore, ma l'arbitro fa segno di proseguire giudicando il contatto involontario. 

 

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Categoria: sport

21:10

Champions, Di Canio show nel prepartita: la frase che imbarazza lo studio

(Adnkronos) - Paolo Di Canio show e imbarazzo prima di Bayern Monaco-Psg. Oggi, mercoledì 6 maggio, l'ex attaccante, tra le altre, della Lazio, oggi opinionista Sky, ha dato il meglio di sé nel prepartita della semifinale di ritorno di Champions League, con tanto di riferimento sessuale che ha fatto calare il gelo, con qualche risata, in studio. 

Tutto è cominciato ripercorrendo quanto successo nella gara d'andata, terminata 5-4 per i parigini. Parlando del gol di Luis Diaz, Di Canio si è lasciato andare all'entusiasmo: "Se un attaccante si ritrova tutto solo in area e riesce a stoppare in quel modo il pallone... sono sicuro che avrà avuto un'eiaculazione". 

Immediato l'imbarazzo in studio per la metafora piuttosto esplicita di Di Canio, con Masolin che ha provato a metterci una pezza: "Dategli un pallone così si sfoga", ma l'ex attaccante ha rincarato la dose: "Fidatevi, se un attaccante si ritrova in quella situazione gode sicuro". 

 

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Categoria: sport

20:21

Bayern Monaco-Psg 1-1, Kane non salva Kompany: Luis Enrique in finale di Champions

(Adnkronos) - Il Paris Saint-Germain pareggia con il Bayern Monaco e raggiunge l'Arsenal in finale di Champions League.Oggi, mercoledì 6 maggio, i parigini hanno fermato i tedeschi all'Allianz Arena sull'1-1. A decidere il match la rete 3' di Ousmane Dembele e al 94' di Harry Kane. Luis Enrique, dopo aver battuto Kompany all'andata per 5-4, trova quindi la sua seconda finale di Champions League consecutiva dove affronterà l'Arsenal di Arteta, che ha superato l'Atletico Madrid in semifinale. 

 

La vincente della sfida sfiderà in finale l'Arsenal, che ha eliminato l'Atletico Madrid. 

 

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Categoria: sport

20:15

Inchiesta arbitri, le 'pretese' dei club nelle intercettazioni di Rocchi

(Adnkronos) - Domande, affermazioni, ma anche 'pretese' dei club sulla scelta dei fischietti: è quanto emergerebbe - nell'inchiesta sugli arbitri - da una serie di conversazioni tra Gianluca Rocchi, il designatore autosospeso e indagato per frode sportiva dalla Procura di Milano, e Riccardo Pinzani, ora club referee manager della Lazio, ma fino alla scorsa stagione coordinatore dei rapporti con le società per l'Aia, sentito oggi per tre ore come teste dal pm titolare dell'inchiesta, Maurizio Ascione. 

Un'audizione in cui - a quanto si apprende - a Pinzani (non indagato) sarebbero state fatte domande sul contenuto di quelle intercettazioni, risalenti alla primavera 2025 e riguardanti partite di calcio dello stesso periodo. Se il ruolo di Pinzani per sua stessa natura lo portava a confrontarsi con le società di calcio, che attraverso i loro referee manager legittimamente possono esprimere critiche o al contrario gradimenti per le scelte dei fischietti, diverso era quello di Rocchi. 

Proprio su eventuali rapporti diretti tra il designatore e le società e sull'influenza che le 'pretese' di queste ultime avrebbero avuto nella scelta degli arbitri si concentra uno dei filoni dell'inchiesta per frode arbitrale, che ha portato all'autosospensione oltre che di Rocchi del supervisore Var Andrea Gervasoni. L'altro filone riguarda proprio quanto accadeva all'Ibc di Lissone, con le presunte 'bussate' al vetro della sala del video assistant referee. Dopo Pinzani e Andrea Butti, responsabile dell'Ufficio competizioni della Lega Serie A, nei prossimi giorni verranno programmate le audizioni di diversi testimoni. Tra le persone che verranno sentite c'è anche Giorgio Schenone, club referee manager dell'Inter. 

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Categoria: cronaca

19:37

Liris (Fdi): "Rendere il Ssn realmente accessibile a tutti"

(Adnkronos) - “È fondamentale rimettere al centro il paziente, rispondendo sul territorio alle sollecitazioni sempre più importanti derivanti dall'invecchiamento della popolazione e dall'incidenza di patologie cronico-degenerative. Dobbiamo avere la capacità di intercettare e rispondere a queste esigenze in ambito territoriale: l'obiettivo è rendere il Servizio sanitario nazionale realmente accessibile a tutti, a prescindere dalla localizzazione geografica o dall'Asl di riferimento”. Lo ha detto oggi a Roma, Guido Quintino Liris (Fdi), membro della commissione Bilancio del Senato, partecipando all’incontro ‘Innovazione e sostenibilità del Sistema sanitario nazionale: il valore della partecipazione’, organizzato in Senato su sua iniziativa, in collaborazione con Altems - Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari. “È un incontro molto positivo - afferma - perché disegna prospettive interessanti e quanto mai impegnative per un sistema Paese che deve fare i conti con la sostenibilità, l'appropriatezza e l'innovazione”. 

Per il senatore è necessario che le “Case di Comunità, da interpretare e riempire di contenuti rispetto agli investimenti fatti con il Pnrr e il digitale”, vedano la presenza “di risorse professionali in grado di gestire le dinamiche di una patologia con diagnosi appropriate, terapie performanti e follow-up anche al di fuori dell'ambito ospedaliero; lì dove i costi sono minori e dove è possibile preservare la qualità della vita del paziente e del suo ambiente”. In tal senso, si rende utile “il coinvolgimento delle associazioni a livello decisionale e di costruzione normativa”, dice. Una partecipazione “nei percorsi di costruzione normativa della sanità e del Servizio sanitario nazionale (Ssn)” che “diventa un concetto indispensabile da realizzare collettivamente, per rispondere alla vasta domanda di salute che arriva dal territorio”. 

“Il sistema sanitario deve essere universalistico e accessibile allo stesso modo per tutti: non devono esistere aree interne o marginali -ribadisce - Ogni cittadino ha diritto allo stesso livello di efficacia nelle cure; credo che questa sia la strada che il legislatore debba percorrere per un completo Servizio sanitario nazionale”. 

 

E proprio sul tema dell’equità, Liris si sofferma sulle leve, normative o di governance, necessarie per rendere omogenea la diffusione delle innovazioni terapeutiche su tutto il territorio. “Innanzitutto - chiarisce - bisogna verificare costantemente i progressi scientifici e tecnologici che mettono a disposizione nuovi strumenti. È poi fondamentale garantire la copertura dei professionisti: i medici di medicina generale devono agire come registi del territorio e anelli di congiunzione con gli specialisti ambulatoriali e ospedalieri. Oggi ogni processo prevede un approccio multidisciplinare e polispecialistico”. 

"Grazie anche all’ausilio di sistemi tecnologici che possono rendere più equo l’accesso alle cure -prosegue il senatore - è necessario intervenire nell’ambito della prevenzione attraverso la formazione dei medici sul territorio e la diagnosi precoce, come gli screening. Dobbiamo programmare gli interventi per le patologie prevalenti negli ultrasessantacinquenni: sappiamo già quali saranno i numeri e le battaglie che il Ssn dovrà affrontare, quindi dobbiamo prepararci per questi potenziali pazienti”. 

Inoltre, “occorre organizzare un tessuto socio-sanitario capace di una presa in carico globale, che includa il supporto ai caregiver e ai contesti familiari - sottolinea Liris - Attraverso una riforma dell’assistenza domiciliare, dobbiamo riuscire a intervenire precocemente fuori dall’ospedale. Se i sistemi territoriali funzionano, il Servizio sanitario nazionale può rimanere universalistico, altrimenti avremo perso la sfida più importante: mantenere un ‘unicum’ a livello internazionale, un sistema che non fa discriminazioni. Questo obiettivo diventa realtà - conclude - solo se è sostenibile e se non mette a repentaglio i conti dello Stato: in caso contrario, lasceremo delle aree scoperte e non avremo realizzato il traguardo di una risposta coerente e uniforme su tutto il territorio nazionale”. 

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Categoria: cronaca

19:31

Corazza (Apiafco): "Associazioni ai tavoli dove si prendono decisioni su cure"

(Adnkronos) - “I pazienti vanno prima di tutto informati e istruiti: è necessario elevare la qualità del confronto affinché si ristabilisca tra paziente e medico quel rapporto di fiducia che oggi è andato in parte scemando. In ogni ambito patologico soffriamo pesantemente la carenza di medici e infermieri, con liste d’attesa che diventano lunghissime, specialmente in ambito dermatologico”. Così Valeria Corazza, presidente dell’Associazione psoriasici italiani amici della Fondazione Corazza (Apiafco), intervenendo oggi a Roma all’evento ‘Innovazione e sostenibilità del sistema sanitario nazionale: il valore della partecipazione’, nel corso del quale è stato presentato il Consensus Paper sulla sanità partecipativa, frutto del lavoro congiunto di Altems e Ucb. 

“Il paziente non deve essere solo ‘al centro’ delle scelte, ma di fianco a coloro che le assumono - afferma Corazza - Per raggiungere questo traguardo la strada è ancora lunga: nonostante l’emanazione di decreti e disegni di legge, bisogna ancora lavorare affinché i pazienti, o chi li rappresenta, possano sedere stabilmente ai tavoli dove si prendono decisioni estremamente importanti su terapie e cure”. Un passaggio critico dell’intervento ha riguardato l’accesso alle nuove terapie. “Per i farmaci innovativi – sottolinea la presidente Apiafco – lo stesso ministero è talvolta orientato a riservarli a patologie con pochi malati. Ma noi, che contiamo un milione e 400mila pazienti di cui 200mila in forma grave, cosa dobbiamo fare? C’è molto da fare, ma oggi le associazioni sono profondamente cambiate: non si limitano più soltanto ad accudire i pazienti, compito comunque nobile, ma hanno sviluppato una forte attività di advocacy. Le associazioni oggi sono composte da professionisti in grado di interloquire pariteticamente con le istituzioni”.  

L’aspetto economico, purtroppo, non è secondario. “Mancano i soldi e si è costretti a prendere delle decisioni - sottolinea Cavazza - Nelle malattie dermatologiche che rappresento, non si muore: per questo i farmaci innovativi sono preferibilmente dedicati a patologie come quelle oncologiche. I pazienti con malattie dermatologiche sono tantissimi in Italia, e la qualità della vita è problematica. Bisognerebbe facilitare l’accesso alle cure, soprattutto quelle innovative, invece continuano a proporci farmaci vecchi che costano poco. Il dialogo non è facile - conclude - notiamo una certa sordità, come se ci fosse sempre qualcosa di più importante”. 

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Categoria: cronaca

19:27

Tonolo (Anmar): "Partecipazione pazienti fondamentale per sostenibilità sistema"

(Adnkronos) - “Nelle patologie croniche, la partecipazione dei pazienti nell'orientare l'accesso all'innovazione terapeutica e l'organizzazione dei servizi incide al 100%. In realtà, la sanità partecipata esiste, sebbene non sia ancora ben definita: il paziente può fornire la visione di quello che è il suo bisogno insoddisfatto e noi cerchiamo tutti i giorni di recepirlo. Lo facciamo attraverso un libro bianco istituito molti anni fa, con cui operiamo anche in ambito regionale, poiché persino a livello di Cup (centro unico di prenotazione) persistono problematiche sia di accesso che di equità. È evidente che maggiore è la sanità partecipata, maggiore è la sostenibilità del sistema”. Lo ha detto Silvia Tonolo, presidente Associazione nazionale malati reumatici (Anmar), oggi a Roma all’evento ‘Innovazione e sostenibilità del sistema sanitario nazionale: il valore della partecipazione’, organizzato in Senato da Altems - Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari in collaborazione con Ucb, nel corso del quale è stato presentato un Consensus Paper. 

“L'associazione dei pazienti - prosegue Tonolo - ha un ruolo fondamentale nell'informazione e nel far emergere le criticità reali del vissuto di un paziente cronico come l'accesso alle cure, con la necessità di allontanarsi dalla propria residenza per reperire un farmaco o le problematiche legate alle liste d'attesa. Un malato cronico deve poter contare su un Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta) e non può attendere 7-8 mesi per accedere a una determinata prestazione. Il Servizio sanitario diventa un vero 'sistema' solo se ascolta i bisogni insoddisfatti raccolti dalle associazioni, che ricevono segnalazioni costanti tramite i propri numeri verdi e i canali di ascolto”.  

L’obiettivo è evitare che la partecipazione resti episodica e garantire, invece, un coinvolgimento sistematico delle associazioni nei processi di programmazione sanitaria. “Manca soprattutto l’ascolto - sottolinea Tonolo - Gli strumenti che abbiamo creato nel tempo insieme alle istituzioni dovrebbero essere implementati immediatamente, anche perché sono a costo zero: alcuni Pdta possono essere messi a regime all'interno di un ospedale o di una realtà locale. Tutto dipende dalla buona volontà - osserva - Se consideriamo che il medico di medicina generale gestisce il 70% dei costi indiretti, appare chiaro che, se non riusciamo a far dialogare il medico di base con lo specialista, si crea una voragine. Il medico di medicina generale potrebbe, infatti, gestire il paziente in blocco per quanto riguarda le diverse fasi della continuità terapeutica”. Per Tonolo il problema resta la mancanza di ascolto, “una dote che appartiene a pochi - sottolinea - Strutturare una sanità partecipata che sia attiva e fattiva è difficilissimo. Manca soprattutto la risposta dall'altra parte, perché le associazioni dei pazienti sono pronte al dialogo e possono fornire strumenti preziosi a costo zero”. 

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Categoria: cronaca

19:24

Farmaceutica, Chinni (Ucb): "Concetto di innovazione evolve in sanità partecipata"

(Adnkronos) - “Il concetto di innovazione al quale siamo abituati ha cambiato radicalmente la storia di moltissime malattie. Oggi però, ancor più che in passato, abbiamo bisogno di evolvere: passare dal concetto di centralità del paziente a quello di ‘sanità partecipata’. Si tratta dell’idea che il coinvolgimento del paziente debba avvenire in tutte le fasi della catena del valore del farmaco, dalla ricerca fino alla commercializzazione. È proprio ascoltando i bisogni reali di chi vive quotidianamente l'esperienza della malattia che si ottengono le informazioni necessarie per produrre farmaci, servizi e approcci sempre più in linea con le necessità delle persone”. Così Federico Chinni, general manager Ucb Italia, intervenendo all’evento ‘Innovazione e sostenibilità del sistema sanitario nazionale: il valore della partecipazione’, organizzato oggi in Senato su iniziativa del senatore Guido Quintino Liris, in collaborazione con Altems - Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari, nel corso del quale è stato presentato il Consensus Paper 'Verso un Sistema sanitario partecipato: consenso per una governance appropriata e sostenibile'. 

Il concetto di innovazione evolve, dunque, e in un contesto caratterizzato dagli “attuali scenari geopolitici” che “stanno creando tensioni - dalla questione dei dazi a provvedimenti come la Most Favored Nation (Nazione più favorita) - l’innovazione, per come l'abbiamo sempre conosciuta, è messa in discussione dagli scenari globali - osserva Chinni - Ritengo fondamentale puntare su ciò che chiamiamo Connecting Healthcare: mettere insieme tutti gli attori del sistema creando una vera alleanza istituzionale. Un’alleanza che deve essere volta a difendere l’innovazione, a tutto vantaggio di un accesso alle nuove terapie che sia equo e tempestivo per tutte le persone che ne hanno diritto”.  

In che modo industria e istituzioni possono collaborare per ridurre le disuguaglianze nell’accesso all’innovazione terapeutica, mantenendo al contempo la sostenibilità del sistema? “Le soluzioni possono essere individuate in un arco temporale di medio periodo - afferma Chinni - ma dobbiamo essere consapevoli, in prima battuta, che investire in salute rappresenta un investimento e non un costo”. 

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Categoria: cronaca

19:17

Diritti tv Serie A, Sky chiede risarcimento fino a 1,9 miliardi a Tim e Dazn

(Adnkronos) - Sky chiede un risarcimento fino a 1,9 miliardi di euro a Tim e Dazn per i diritti tv della Serie A di calcio dopo che l'Antitrust in un provvedimento del 22 dicembre 2025 (pubblicato il 12 gennaio 2026) ha confermato la "grave intesa restrittiva della concorrenza" nel mercato telco e pay tv. Il provvedimento dell'Agcm riguardava l'accordo tra Tim e Dazn per i diritti della Serie A 2021-24.  

Dopo il primo pronunciamento dell’Agcm (28 giugno 2023) e i ricorsi al Tar del Lazio (11 maggio 2024) e al Consiglio di Stato (19 giugno 2025), in tutti i gradi di giudizio i giudici hanno confermato la sussistenza dell’infrazione, causata dal famoso "Deal Memo Distribution", sottoscritto da Dazn e Tim nel gennaio 2021, con cui di fatto l'operatore ha "limitato la capacità di Dazn di formulare offerte potenzialmente idonee a competere con quelle di uno dei principali player, quale TimVision". 

 

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Categoria: economia

18:42

Governance partecipativa, presentato consensus paper per Ssn equo e sostenibile

(Adnkronos) - Promuovere un confronto sul valore della partecipazione dei pazienti nei percorsi decisionali e assistenziali, contribuendo a una governance sanitaria più aperta e innovativa, capace di accompagnare il Servizio sanitario nazionale nella sfida di garantire equità, qualità e sostenibilità in un contesto demografico, epidemiologico e terapeutico in rapida evoluzione. È l’obiettivo che ha portato alla nascita, attraverso il confronto articolato tra Istituzioni, comunità scientifica e associazioni di pazienti, del Consensus Paper ‘Verso un sistema sanitario partecipato: consenso per una governance appropriata e sostenibile’. Il documento è stato presentato oggi al Senato, nel corso di un incontro promosso dal senatore Guido Quintino Liris, in collaborazione con Altems- Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari, che riunisce istituzioni, professionisti, rappresentanti dei pazienti e stakeholder del sistema.  

Frutto del lavoro congiunto di Altems e Ucb, il testo segna un cambio di prospettiva delineando una cornice di principi, priorità e strumenti utili a rafforzare una governance sanitaria più aperta, inclusiva e orientata al valore. L’appuntamento - informa una nota - si inserisce in un percorso di confronto e approfondimento già avviato negli ultimi anni e che oggi trova una sintesi compiuta, capace di tradurre in proposte operative un’esigenza sempre più evidente: passare da una sanità costruita “per” i cittadini a un modello costruito “con” i cittadini. Un’evoluzione che riconosce nell’esperienza diretta della malattia una forma di conoscenza imprescindibile, da integrare stabilmente nei processi decisionali pubblici. Ha avuto in tal senso un ruolo fondamentale il Patient Advocacy Lab, guidato dalla direttrice, Teresa Petrangolini, che ha gestito i lavori dell’evento.  

“La sanità partecipata non riguarda solo l’equità nell’accesso alle cure, ma deve necessariamente confrontarsi con la sostenibilità a lungo termine, con particolare attenzione alle aree interne e ai territori periferici, che affrontano sfide uniche in termini di accessibilità e risorse - afferma il senatore Liris - In un contesto storico segnato da risorse limitate e da una crescente domanda di salute, è fondamentale adottare modelli in grado di coniugare efficienza, innovazione e responsabilità. Il coinvolgimento attivo dei cittadini, delle comunità locali e delle istituzioni consente di progettare soluzioni più aderenti ai bisogni reali, ottimizzando l’utilizzo delle risorse e riducendo gli sprechi. Questo processo contribuisce a rafforzare la resilienza complessiva del sistema, anche nelle aree più fragili. In questa direzione, la partecipazione diventa una leva decisiva non solo per ridurre le disuguaglianze territoriali, ma anche per garantire qualità e innovazione delle cure nel lungo periodo, superando le barriere geografiche e strutturali che limitano l’accesso alle persone che vivono nei territori più lontani”. 

 

“La trasformazione dei sistemi sanitari contemporanei richiede modelli di governance in grado di rispondere a bisogni di salute sempre più complessi, personalizzati e diversificati - sottolinea Giuseppe Arbia, direttore Altems - In tale contesto, la sanità partecipata si configura come un paradigma strategico, nel quale cittadini, pazienti e caregiver non sono destinatari passivi dei servizi, ma soggetti pienamente coinvolti nella programmazione, regolazione, erogazione e valutazione della cura. Altems è da sempre impegnata a contribuire all’innovazione della gestione sanitaria e promuove da anni questo modello di partecipazione, integrando i pazienti, la cittadinanza e i professionisti nei processi decisionali”, dichiara.  

Al centro del confronto, il superamento di una partecipazione intesa come momento episodico, per approdare a un coinvolgimento strutturato e continuativo dei pazienti nei processi di programmazione, regolazione ed erogazione dei servizi sanitari. Un percorso già avviato anche sul piano normativo, ma che richiede ora un consolidamento sul piano applicativo e culturale, affinché la partecipazione diventi parte integrante della governance del sistema. 

“Il dialogo tra istituzioni e pazienti non è più un principio astratto, ma una leva concreta di miglioramento della governance sanitaria”, osserva Emanuele Monti, presidente della Commissione sostenibilità sociale, casa e famiglia di Regione Lombardia e membro del CdA di Aifa- Agenzia italianadel farmaco. “Le Regioni, così come Aifa - continua - possono e devono valorizzare il contributo delle associazioni dei pazienti nella programmazione, nella valutazione e nel monitoraggio dei servizi. In questa direzione si muove, ad esempio, ‘Aifa ascolta’. Anche Regione Lombardia sta rafforzando il coinvolgimento strutturato delle associazioni, ad esempio nella Rete Tumori solidi rari e nella Rete Nutrizione clinica. La sfida ora è portare queste buone pratiche in modo capillare anche sui territori, valorizzando esperienze già avviate, come il Tavolo tecnico permanente delle associazioni di volontariato in ambito oncologico istituito dall’Ast Insubria. È questa la strada per rendere la sanità partecipata parte integrante dei processi decisionali e assistenziali”. 

 

Aggiunge Manuela Tamburo De Bella, responsabile Uos Reti cliniche ospedaliere e monitoraggio Dm70/15 e coordinatrice dell’Osservatorio per il monitoraggio delle Reti oncologiche Regionali di Agenas: “Le Reti oncologiche regionali rappresentano uno dei modelli più avanzati di organizzazione integrata dell’assistenza: mettono in relazione strutture, professionisti e servizi, favorendo presa in carico, multidisciplinarietà, appropriatezza e continuità dei percorsi. In questo quadro, il coinvolgimento strutturato delle associazioni dei pazienti, promosso da Agenas e Favo, consente di portare dentro la governance delle reti il punto di vista di chi vive concretamente il percorso di cura. È una metodologia partecipativa che rafforza qualità, equità e capacità di risposta del sistema e che, proprio per l’esperienza maturata in oncologia, può diventare una best practice replicabile anche in altre aree terapeutiche”. 

Fondamentale è stato l’intervento delle associazioni Anmar, Apiafco e Apmarr per contribuire a orientare le scelte verso soluzioni più eque, accessibili e realmente rispondenti ai bisogni di cura. Nel loro intervento chiedono che “il coinvolgimento non sia più occasionale o meramente consultivo, ma reale, pieno e strutturato lungo tutto il ciclo delle decisioni sanitarie: dalla programmazione alla valutazione dei servizi. In questa direzione, è necessario dare piena attuazione al Ruas, affinché la partecipazione delle associazioni sia riconosciuta e resa effettiva attraverso strumenti stabili, trasparenti e misurabili”. Le associazioni incoraggiano “iniziative che permettano alle associazioni di contribuire concretamente ai processi decisionali, come avvenuto nella corrente revisione del Position Paper sui biosimilari. In quella sede ci è stato possibile ribadire il valore della personalizzazione delle cure, della continuità terapeutica e della garanzia della migliore opzione terapeutica, nel rispetto della libertà prescrittiva del medico. Solo attraverso un coinvolgimento sistematico e istituzionalizzato - rimarcano - sarà possibile costruire politiche sanitarie più aderenti ai bisogni delle persone e rafforzare la sostenibilità del Ssn”. 

L’incontro - conclude la nota - segna così un passaggio significativo: dalla riflessione condivisa alla definizione di strumenti concreti per una sanità più partecipata, capace di integrare competenze, evidenze ed esperienza vissuta. Un modello che ambisce a rafforzare equità, sostenibilità e fiducia nel futuro del Servizio sanitario nazionale, trasformando la partecipazione da principio dichiarato a pratica diffusa e misurabile. 

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Categoria: cronaca

18:41

Iran-Usa, l'inchiesta che smentisce Trump: Usa sorpresi e colpiti

(Adnkronos) - L'Iran colpisce duro e smentisce Donald Trump. Gli Stati Uniti, nella guerra congelata dalla tregua, hanno subito danni ben più gravi di quelli resi noti ufficialmente. A delineare lo scenario 'dietro le quinte' del conflitto è il Washington Post, che disegna una realtà diversa rispetto a quella narrata quotidianamente dal presidente americano. "L'Iran è stato annientato a livello militare", dice e ripete Trump sottolineando la distruzione dell'aviazione e della marina di Teheran. La Repubblica islamica, però, dispone di missili e di sistemi di lancio in abbondanza ed è in grado provocare ulteriori danni rispetto a quelli, abbondanti, già recati agli Usa. 

Gli attacchi iraniani hanno danneggiato o distrutto almeno 228 strutture o equipaggiamenti in basi militari statunitensi in Medio Oriente dall'inizio della guerra, colpendo hangar, caserme, depositi di carburante, velivoli, sistemi radar e per la difesa aerea. E' quanto emerge da un'analisi del Washington Post basata su immagini satellitari, secondo cui l'entità dei danni sarebbe "molto più ampia" rispetto a quanto riconosciuto finora pubblicamente da Washington. 

 

L'inchiesta si basa su oltre 100 immagini satellitari ad alta risoluzione diffuse da fonti iraniane, 109 delle quali sono state verificate confrontandole con i dati del sistema europeo Copernicus e, dove disponibili, con immagini commerciali. Diciannove immagini sono state escluse per mancanza di conferme, ma non sono emerse prove di manipolazione. In un'ulteriore verifica, i reporter hanno individuato anche 10 strutture danneggiate non documentate nei materiali iraniani. Complessivamente sarebbero stati colpiti 217 edifici e 11 sistemi in 15 basi militari Usa nella regione. 

L'accesso alle immagini satellitari del Medio Oriente è attualmente limitato, spiega il Washington Post, sottolineando che i due grandi operatori commerciali, Vantor e Planet, hanno accolto la richiesta del governo statunitense di ritardare o sospendere la diffusione di immagini dell'area durante il conflitto, rendendo più difficile valutare l'impatto dei contrattacchi iraniani. 

 

Secondo gli esperti citati dal quotidiano Usa, i danni suggeriscono che gli Stati Uniti avrebbero sottovalutato le capacità di precisione dell'Iran e l'impatto della guerra basata sui droni, lasciando alcune basi senza adeguata protezione. "Gli attacchi iraniani sono stati precisi, non ci sono crateri casuali che indichino errori", ha affermato Mark Cancian del Center for Strategic and International Studies. 

Tra gli obiettivi colpiti figurano un sito di comunicazioni satellitari nella base di Al-Ubeid in Qatar, sistemi di difesa Patriot tra Bahrein e Kuwait, una parabola satellitare presso la base navale statunitense in Bahrein - sede della Quinta Flotta - oltre a una centrale elettrica a Camp Buehring, in Kuwait, e a cinque depositi mobili di carburante distribuiti in tre diverse basi. In Kuwait, il centro operativo tattico - dove sei militari Usa sono morti in un attacco con droni a inizio marzo - risultava privo di adeguate protezioni. In Arabia Saudita, immagini satellitari mostrano la probabile distruzione di un aereo radar E-3 Sentry nella base di Prince Sultan, dopo essere stato parcheggiato ripetutamente nella stessa area non protetta. 

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha contestato la lettura dei danni come estesi o indicativi di falle operative, sottolineando la complessità delle valutazioni e rinviando a una ricostruzione più completa al termine del conflitto. Secondo gli esperti, tuttavia, i danni - pur significativi - non avrebbero compromesso in modo sostanziale la capacità operativa degli Stati Uniti di condurre la campagna militare contro l'Iran. 

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Categoria: internazionale/esteri

18:34

Forum Comunicazione 2026: il 'tone of voice' è 'credibilità'

(Adnkronos) - In un contesto attraversato da instabilità geopolitica, crisi economiche, polarizzazione sociale e accelerazione tecnologica, la comunicazione cambia funzione: non basta più persuadere, serve orientare, assumersi responsabilità e dimostrare coerenza. È una delle principali riflessioni emerse nel corso del Forum Comunicazione 2026, realizzato in collaborazione con Assolombarda e ospitato presso Palazzo Giò Ponti in Milano. Ad aprire i lavori sono stati Alvise Biffi, presidente di Assolombarda, Valentina Garavaglia, Rettrice dell'università Iulm ed Elena Pedrazzini, vicepresidente Gruppo Media, comunicazione e spettacolo e presidente sezione Servizi per la comunicazione d'impresa di Assolombarda. 

Nel corso dei saluti istituzionali è emersa la necessità di ripensare profondamente il ruolo della comunicazione contemporanea. In particolare, la Rettrice Valentina Garavaglia ha richiamato il valore di un linguaggio capace di generare dialogo tra le parti e non fratture, sottolineando come governare la comunicazione rappresenti oggi una vera sfida democratica e culturale. Una comunicazione che non alimenti polarizzazioni, ma eserciti una "leadership di speranza", in grado di offrire orientamento dentro la complessità. Il quadro emerso dai diversi confronti restituisce infatti una trasformazione profonda: cresce la quantità di contenuti e informazioni disponibili, ma diminuisce la fiducia implicita nei confronti dei brand e delle organizzazioni. Non si tratta della fine della fiducia, ma della fine della fiducia automatica. Ogni messaggio viene verificato, confrontato, sottoposto a controllo continuo da parte di pubblici sempre più informati e selettivi. 

Nel corso della giornata è emerso come la comunicazione non possa più limitarsi alla costruzione della percezione o alla ricerca della visibilità, ma debba produrre rilevanza, relazione e orientamento. Durante il talk 'Policy voice | Anticipare la crisi: il valore strategico della comunicazione, Francesca Baldini (Weber Shandwick), Federico Cavallo (Altroconsumo), Cristina Parenti (Edison) e Arturo Varvelli (European council on foreign relations) hanno evidenziato come la comunicazione rappresenti oggi una leva centrale anche nella gestione del rischio e delle crisi. In scenari sempre più complessi e interconnessi, governare la comunicazione significa ridurre ambiguità, prevenire escalation e costruire linguaggi capaci di generare dialogo anziché fratture. Al centro dei lavori anche il tema dell'autenticità e della relazione tra organizzazioni e stakeholder.  

Nel format 'Impact voice | Brand conversation', moderato da Sara Mazzocchi (Storyfactory), Walter Bruno (Humanitas), Chiara Carotenuto (PwC Italia) e Lucia Lafuenti (Fater) hanno sottolineato come lo storytelling non possa più limitarsi al racconto, ma debba diventare uno strumento di relazione credibile e coerente nel tempo. In un ecosistema caratterizzato da attenzione frammentata e sovraccarico informativo, non è la quantità dei contenuti a fare la differenza, ma la loro capacità di essere percepiti come autentici e rilevanti. Un cambiamento che trova conferma anche nell’evoluzione del consumatore contemporaneo. 

Nella sessione 'Consumer voice', realizzata in collaborazione con Altroconsumo e B2You e coordinata da Giovanni Sacchitelli, head of partnership & stakeholder engagement di For human relations, Federico Cavallo e Benedetta De Michelis hanno approfondito il ruolo di un pubblico sempre più attivo, consapevole e orientato alla verifica continua delle informazioni, anche durante il processo di acquisto. Dal confronto è emerso come la fiducia non rappresenti più un attributo implicito del brand, ma il risultato di un processo continuo di validazione. L'ascolto diventa quindi una leva strategica: non un esercizio di stile, ma una condizione necessaria per costruire relazioni autentiche e durature tra imprese e consumatori. Il Forum Comunicazione 2026, assieme ad oltre 200 C-Level dell’area Comunicazione, Marketing e Public Affairs, restituisce così l'immagine di una comunicazione sempre meno centrata sulla costruzione del consenso e sempre più orientata alla capacità di dimostrare coerenza tra messaggi, comportamenti e impatto reale. In un tempo segnato da guerre, instabilità e trasformazioni profonde, la comunicazione torna ad assumere una funzione essenziale: aiutare persone, organizzazioni e istituzioni a interpretare la complessità senza semplificarla artificialmente. 

Main media partner: Adnkronos. Official partner: B2You, Altroconsumo, Spencer & Lewis, Storyfactory. Content partner: Dicto Ai, Sailing Challenge, Volocom. Forum partner: Datapizza, Fma hub, The Fool, Weber Shandwick, Wh Factory. Media partner: Euroborsa, Fasi.eu. L'evento si è svolto in collaborazione con Assolombarda. Le sessioni saranno presto pubblicate su www.comunicazioneitaliana.tv 

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Categoria: economia

18:11

Ue: Falcone (FI), “rafforzare competitività in agricoltura per filiere d’eccellenza”

(Adnkronos) - Rafforzare la competitività dell’agricoltura europea lungo tutta la filiera, dalla produzione alla commercializzazione, per consolidare la presenza del Made in Europe sui mercati globali. È quanto afferma l’eurodeputato di Forza Italia (Ppe) Marco Falcone, intervenendo al dibattito “L’Europa vista dagli italiani: speranze e incertezze sul Made in Europe”, organizzato da Italiavanti. 

“Dobbiamo rafforzare la competitività anche in agricoltura, con una sua filiera che parte dalla terra per arrivare alla trasformazione, alla commercializzazione e alla creazione di un prodotto di eccellenza che possa arrivare sulle tavole del mondo”, sottolinea Falcone. In questo contesto, evidenzia come “le eccellenze del Made in Europe come il vino e il tabacco oggi possono essere esportate nel mondo” e come, “malgrado i dazi, il prodotto agricolo fatto in Europa riesce comunque ad affermarsi nel mondo”. 

Secondo l’eurodeputato, l’Europa deve puntare su una strategia industriale capace di valorizzare qualità e filiere produttive, superando approcci ideologici: serve una sostenibilità “non ideologica” ma “pragmatica, che metta al centro il lavoro” e sia declinata sui territori anche in chiave di coesione. 

Falcone sottolinea quindi la necessità di un progetto europeo credibile che non penalizzi l’agricoltura, “una delle nostre peculiarità più importanti”, ma che anzi ne rafforzi il ruolo strategico. Da qui l’invito a consolidare l’autorevolezza dell’Unione europea con politiche concrete: “non con un’autocelebrazione sterile, ma con fatti concreti”, per sostenere competitività e sviluppo e permettere alle eccellenze agricole europee di continuare a crescere sui mercati internazionali. 

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Categoria: economia

17:50

Ue: Tovaglieri (Lega), 'no a tagli Pac, proteggere agricoltori da concorrenza sleale'

(Adnkronos) - L'agricoltura "si difende sostenendola, non solo a parole ma anche a fatti. Per cui, innanzitutto, i tagli della Politica agricola comune non possono essere accettati". Lo dichiara Isabella Tovaglieri, eurodeputata della Lega (PfE), in occasione del dibattito "L'Europa vista dagli italiani: speranze e incertezze sul Made in Europe", organizzato da Italiavanti, progetto editoriale di SocialCom, riflettendo sulle modifiche proposte dalla Commissione europea al prossimo Quadro finanziario pluriennale, il bilancio Ue relativo al settennato 2028-2034. 

Per l'europarlamentare leghista occorre sostenere il reddito degli agricoltori "non perché la nostra agricoltura non sia di qualità o non sia sufficientemente competitiva, ma perché è costretta costretta a confrontarsi in uno scenario dove molto spesso la concorrenza sleale è all'ordine del giorno, e ahimè talvolta avallata anche da politiche comunitarie sbagliate". Il suo riferimento è al sistema di preferenze generalizzate, quadro appena revisionato dall'Eurocamera, per cui l'Ue azzera o abbassa significativamente i dazi su una serie di nazioni emergenti per favorirne la crescita.  

Il gruppo dei Patrioti all'Eurocamera "ha votato contro a questo dossier, che di fatto apre ancora una volta ad importazioni scorrette del riso straniero senza delle clausole di salvaguardia sufficientemente tutelanti, e che quindi compromettono ancora una volta i nostri risicoltori", sottolinea Tovaglieri. Altro esempio che porta è l'accordo tra Ue e Mercosur "che ancora una volta boicotta la nostra agricoltura. Quindi serve una politica comunitaria coerente, non perché gli agricoltori debbano avere una corsia preferenziale rispetto ad altri settori, ma perché se riteniamo che politicamente l'agricoltura è un valore deve essere sostenuta con coerenza a parole e a fatti". 

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Categoria: economia

17:24

Baci® Gelato, il nuovo universo di gusto firmato Froneri

(Adnkronos) - Dal gusto di Baci® nasce Baci Gelato, la novità firmata Froneri. Dal bisogno dei consumatori di gelato di vivere un’esperienza intensa e ricercata di cioccolato, nasce la visione strategica di portare nella categoria l’esperienza unica della famosa pralina Baci®, riconosciuta per qualità, cura e valore emozionale. Alla base di Baci ®Gelato si ritrovano i tre elementi che da sempre definiscono l’identità del brand: ingredienti iconici, ricchezza di consistenze e il messaggio segreto. 

Gli ingredienti iconici - gianduia, nocciola e cacao - si combinano in un equilibrio preciso, dando vita a un gusto intenso e riconoscibile, capace di evocare immediatamente l’universo Baci®. La molteplicità di consistenze amplifica il piacere ad ogni assaggio: la rotondità del gianduia incontra la croccantezza delle nocciole, per un’esperienza ricca e appagante. Anche in Baci ®Gelato è immancabile il messaggio segreto: un segno distintivo ed emotivo del brand che trasforma il momento di consumo in un gesto personale, intimo e memorabile. La linea Baci ®Gelato, che dà vita a un’esperienza multisensoriale completa, è declinata nei tre formati di gelato più amati dai consumatori: stecco, cono e pot. 

L’ingresso di Baci ®Gelato nel portfolio Froneri rappresenta un passaggio chiave per il gruppo, rafforzando la presenza nel segmento dei gelati confezionati con un marchio capace di unire riconoscibilità, valore e desiderabilità. Un progetto che parla ai consumatori storici di Baci®, ma che allo stesso tempo intercetta anche un pubblico nuovo, alla ricerca di esperienze di gusto distintive, premium e ad alto contenuto emozionale. Tutta la gamma Baci® Gelato è certificata Rainforest Alliance, a conferma dell’impegno verso una filiera responsabile, attenta alla tutela dell’ambiente e alla promozione di pratiche agricole sostenibili. 

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Categoria: cronaca

17:19

Farmacie, campagna Capire la pancia. Sifac: "55% italiani non sa gestire il disturbo"

(Adnkronos) - È uno dei disturbi più diffusi, ma anche uno dei meno compresi. Il mal di pancia riguarda oltre 9 italiani su 10, ma più della metà delle persone (55%) non si sente sicura nel gestirlo in autonomia. È quanto emerge da una survey condotta da Sifac - Società italiana di farmacia clinica, che evidenzia un bisogno crescente di orientamento nel self-care, cioè nella gestione della propria salute. Sul mal di pancia, riporta una nota, gli italiani cercano risposte - spesso online come dimostrano le circa 55mila ricerche medie mensili su Google registrate in Italia negli ultimi 6 mesi - e si interviene rapidamente con una terapia (49,2%), ma senza avere davvero gli strumenti per interpretare correttamente i sintomi. È proprio da questa distanza tra percezione e reale comprensione che nasce 'Capire la pancia', il progetto sviluppato da Sifac con il contributo non condizionante di Opella, con l'obiettivo di migliorare la gestione dei disturbi gastrointestinali e rafforzare il ruolo della farmacia come punto di riferimento nel self-care. Il progetto interviene in un'area ancora priva di linee guida condivise per la farmacia, con l'ambizione di colmare un vuoto concreto nella gestione di un disturbo estremamente diffuso e di generare un impatto positivo sulla salute collettiva. 

La survey, condotta nelle farmacie del territorio nazionale su 406 adulti, restituisce l'immagine di un disturbo estremamente frequente, ma caratterizzato da forte incertezza. Oltre il 93% degli intervistati dichiara di aver avuto almeno un episodio nell'ultimo anno, circa 4 su 10 soffrono di episodi ricorrenti e per più di un terzo il problema impatta sulla qualità della vita (44,4% lo associa all'alimentazione e il 33,9% allo stress). Eppure, nonostante la diffusione, manca spesso una reale capacità di lettura e gestione del sintomo. Quando si parla di 'mal di pancia' non ci si riferisce a una condizione unica, ma ad un contenitore che racchiude esperienze molto diverse. Dolore crampiforme, gonfiore, diarrea, bruciore gastrico: sono sintomi differenti che le persone faticano a distinguere e interpretare correttamente in autonomia. Anche le cause percepite riflettono questa complessità, tra alimentazione e stress, spesso intrecciati tra loro. 

"Il mal di pancia - spiega Corrado Giua, presidente Sifac - è uno di quei disturbi che tutti pensano di conoscere, ma che in realtà richiede una lettura attenta, perché dietro una definizione apparentemente semplice possono esserci condizioni cliniche molto diverse tra loro. Il farmacista diventa quindi una figura chiave per aiutare il paziente a interpretare il sintomo e orientarlo correttamente nell'individuazione dell'approccio terapeutico o, quando necessario, nell'invio al medico". 

Il dato più significativo dell'indagine riguarda proprio il comportamento: se circa il 90% delle persone dichiara di intervenire in autonomia - tra farmaci, rimedi o modifiche dello stile di vita - oltre la metà non si sente realmente sicura delle proprie scelte. Un elemento che evidenzia un bisogno crescente di orientamento, oltre che di sollievo immediato. "Le persone gestiscono il mal di pancia spesso in autonomia, ma senza sentirsi davvero sicure - osserva Carolina Carosio, farmacista clinica e ricercatrice Sifac - Le persone agiscono, ma non sempre con piena comprensione dei sintomi. La velocità della risposta spesso prevale sulla correttezza della scelta, dunque risulta fondamentale il ruolo del farmacista: capire perché un disturbo si manifesta, come prevenirlo e quando è necessario rivolgersi al medico". 

In questo scenario, evidenziano gli esperti, la farmacia di comunità si conferma un presidio strategico di prossimità, il primo, in grado di intercettare il bisogno e accompagnare il cittadino verso scelte più consapevoli. E il progetto 'Capire la pancia' si traduce infatti in un programma concreto di supporto ai farmacisti: protocolli di consiglio scientificamente validati, algoritmi decisionali e strumenti per migliorare il dialogo con il paziente. A partire da giugno, l'iniziativa coinvolgerà circa 20mila farmacisti su tutto il territorio nazionale, attraverso attività formative. "Il self-care oggi non può più prescindere dalla consapevolezza - afferma Maria Chiara Uboldi, Scientific Affairs Head di Opella Healthcare Italy - Da questa convinzione nasce il nostro impegno, come leader di categoria nella gestione dei principali disturbi gastrointestinali in automedicazione, nel promuovere l'alfabetizzazione sanitaria e una cultura della gestione consapevole della propria salute. 'Capire la Pancia' si pone l'obiettivo di offrire strumenti concreti e validati a supporto di farmacisti, rafforzando il loro ruolo di orientamento e supportando i cittadini nella gestione consapevole dei propri sintomi".  

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Categoria: cronaca

17:01

Hantavirus, Bassetti: "Problema si allarga oltre la nave da crociera, purtroppo ne sentiremo parlare"

(Adnkronos) - L’infettivologo Matteo Bassetti torna sul focolaio di Hantavirus, scoppiato sulla nave da crociera MV Hondius. Su X il direttore della clinica di Malattie infettive del San Martino di Genova conferma che a provocare i casi, saliti oggi a 8, e i 3 decessi è il ceppo Andes, l’unica variante nota di Hantavirus capace di passare da persona a persona. Una caratteristica che, secondo Bassetti, rende il quadro più complesso rispetto ad altri focolai.  

Il problema non riguarda più solo la nave. Alcuni passeggeri risultati contagiosi hanno, infatti, utilizzato aerei e altri mezzi di trasporto, dopo lo sbarco, aumentando il rischio di diffusione fuori dalla crociera. “Credo che di questo virus sentiremo parlare ancora, anche al di fuori della Hondius”, scrive Bassetti.  

Il ceppo Andes si trasmette solo con contatti molto stretti, ma l’allerta resta alta. Oms e autorità sanitarie stanno tracciando i contatti dei passeggeri, mentre la nave si dirige verso le Isole Canarie per la gestione dell’emergenza. 

 

Oggi, mercoledì 6 maggio, un nuovo caso di Hantavirus è stato trovato a Zurigo. Si tratta di un passeggero della nave da crociera, dove si è sviluppato il focolaio. L'uomo si è recato spontaneamente in ospedale, dopo aver ricevuto l'allerta sanitaria, legata alla nave ed è ora ricoverato in isolamento. Presenta sintomi respiratori lievi e la moglie, al momento asintomatica, ha scelto l’autoisolamento precauzionale. 

L'Oms ha confermato il caso e sta coordinando il monitoraggio con i Paesi coinvolti, mentre i laboratori di Ginevra hanno identificato il ceppo Andes. Si tratta di una variante rara di Hantavirus, l’unica che può trasmettersi da persona a persona, ma solo con contatti molto ravvicinati. Il bilancio sale a 8 casi collegati al focolaio con tre confermati dai test. Il passeggero svizzero era passato anche da Sant'Elena. 

Intanto la Spagna ha dato il via libera all’attracco della MV Hondius alle Isole Canarie, invocando diritto internazionale e spirito umanitario. Il protocollo sanitario è in definizione insieme a Oms ed Ecdc e verrà comunicato nei prossimi aggiornamenti ufficiali. 

Le tre persone sintomatiche presenti a bordo sono già state evacuate via Capo Verde, dove la nave era ferma dopo l’emergenza. Secondo Madrid la nave raggiungerà le Canarie entro 3-4 giorni per garantire assistenza a passeggeri ed equipaggio. 

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Categoria: cronaca

16:54

È morto a 87 anni Ted Turner: fondò la Cnn, la prima rete all-news

(Adnkronos) - È morto a 87 anni Ted Turner, magnate dei media e fondatore della Cnn, la prima rete all-news negli Stati Uniti. A darne notizia è stata la stessa emittente, citando un comunicato di Turner Enterprises. Imprenditore visionario e protagonista della rivoluzione della televisione via cavo, Turner ha trasformato profondamente il modo di fare informazione, aprendo la strada a un flusso continuo di notizie e influenzando l’intero panorama mediatico globale. Fu sposato con l'attrice Jane Fonda dal 1991 al 2001.  

Fondatore del Turner Broadcasting System, lanciò canali come Tbs, Tnt, Cartoon Network e Turner Classic Movies. Accanto al successo imprenditoriale, fu anche proprietario della squadra di baseball degli Atlanta Braves e un importante filantropo, donando un miliardo di dollari alle Nazioni Unite e contribuendo alla creazione della Nuclear Threat Initiative. Nel 2018 annunciò di aver ricevuto una diagnosi di Demenza a corpi di Lewy: "È una forma lieve di quella che la gente chiama Alzheimer. È simile, ma non è neanche lontanamente così grave. L’Alzheimer è mortale". 

Donald Trump ha definitivo Ted Turner "uno dei grandi di tutti i tempi" e sosteniene che, dopo aver venduto la rete che aveva fondato, "fu personalmente devastato dall'accordo, perché la nuova proprietà prese la Cnn, la sua creatura e la distrusse". "È diventata 'woke' e tutto ciò che lui non rappresentava affatto - ha scritto il presidente americano su Truth social - Forse i nuovi acquirenti, persone meravigliose, riusciranno a riportarla alla sua antica credibilità e gloria. In ogni caso, è stato uno dei Grandi della Storia delle Trasmissioni, e un mio amico. Ogni volta che avevo bisogno di lui, era lì, sempre pronto a lottare per una buona causa". 

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Categoria: internazionale/esteri

16:51

Internazionali, Garbin: "Paolini può vincere ancora. Bjk Cup? Non ci accontentiamo mai"

(Adnkronos) - Tathiana Garbin punta su Jasmine Paolini e applaude Tyra Caterina Grant agli Internazionali d'Italia 2026. Oggi, mercoledì 6 maggio, la capitana dell'Italia femminile, vincitrice di due Billie Jean King Cup consecutive, ha presenziato al lancio del 'Programma Italiano di Inclusione Allenatori Wta', che vuole formare le allenatrici del tennis di domani, nella sala stampa del Centrale del Foro Italico: "Io credo nella forza dell'esempio, è una cosa per me importantissima. Dare l'esempio e cercare di essere un esempio per le nuove generazioni, come lo sono le nostre giocatrici e i nostri giocatori", ha detto Garbin all'Adnkronos. 

"Umanamente credo che i nostri ragazzi dimostrino ogni giorno quanto sia importante non solo raggiungere risultati, ma trasmettere valori che contano e credo che questo programma sia importantissimo per dimostrare, a quelle donne che magari hanno avuto una discreta carriera tennistica e che vogliono allenare, che con una progettualità può esserci una vera formazione", ha spiegato Garbin. 

Tyra Grant ha vinto la sua prima partita della carriera nel tabellone principale degli Internazionali, battendo Lisa Pigato. Cosa si aspetta da lei?  

"Ho seguito la partita e ho visto Pigato che ha giocato a livelli altissimi. È stato un derby complicato per entrambe, però ci sono stati sprazzi di tennis di altissimo livello. Tyra ha delle potenzialità enormi, l'abbiamo sempre detto fin da quando era piccola. La nostra Federazione ha sempre creduto in lei e io sono veramente felice che sia diventata italiana e che possa giocare con la nostra maglia azzurra. E ancora più felice di vederla vincere. Spero possa essere d'esempio per le nuove generazioni". 

Jasmine Paolini arriva qui da campionessa in carica, ma ha avuto un inizio di stagione complicato.  

"Lei ha qualità enormi. Anche l'anno scorso aveva avuto un inizio d'anno così così ed era arrivata qui dopo aver giocato un po' meglio a Madrid. Ha aggiunto delle cose nel suo gioco che possono portare un po' di difficoltà magari nei risultati, ma, come abbiamo visto con l'esempio di Sinner, è solo questione di tempo e fiducia. Il suo pubblico, le persone che la amano e il calore della gente possono portare qualcosa in più a una tennista che è già straordinaria". 

Quindi, può vincere ancora gli Internazionali?  

"Sì, lei può tutto. Lei, come altre ragazze, può fare un risultato straordinario, non solo qui, ma anche negli Slam. L'ha già dimostrato con due finali, ma può fare ancora di più". 

Dopo due Bjk Cup consecutive, si va per la terza?  

"Noi pensiamo turno dopo turno. È difficilissimo già esserci qualificate per il quarto anno consecutivo tra le migliori otto Nazionali, specialmente con le squadre che ci sono oggi e la competitività che si trova in questo torneo. Dobbiamo essere contente, ma non ci accontentiamo. Sono ragazze straordinarie che quando giocano con la maglia azzurra portano un'energia e una voglia di giocare per la propria Nazionale che io credo non ci possano essere capitani più orgogliosi di me. Non capita tutti i giorni di avere giocatrici che vogliono giocare in Nazionale con questa passione e determinazione". 

Quanto è stato emozionante al Quirinale?  

"Tantissimo, davvero. Perché sancisce non solo una vittoria straordinaria, ma un momento di inclusione tra maschi e femmine in un campo istituzionale così importante, con il presidente Mattarella che ama questo sport e ci segue da tantissimo. Questo dimostra quanto lo sport possa aiutare, soprattutto in questo momento storico". (di Simone Cesarei) 

 

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Categoria: sport

16:45

"Troppi voli dirottati a causa di passeggeri ubriachi", Ryanair chiede di vietare l'alcol negli aeroporti al mattino

(Adnkronos) - Niente alcolici nei bar degli aeroporti prima dei voli mattutini. È la richiesta di Michael O'Leary, Ceo di Ryanair, nel tentativo di contrastare il comportamento aggressivo e l'ubriachezza dei passeggeri 

In un'intervista al quotidiano 'The Times', pubblicata oggi 6 maggio, il capo della compagnia aerea low cost irlandese ha affermato che il problema sta peggiorando. Ryanair, che opera principalmente voli in Europa, è costretta a dirottare quasi un aereo al giorno a causa del comportamento dei passeggeri ubriachi, ha sottolineato. "Sta diventando una vera sfida per tutte le compagnie aeree", ha dichiarato O'Leary. "Non riesco a capire perché qualcuno... serva alcolici alle cinque o sei del mattino", ha detto al giornale. 

O'Leary ha affermato che le esenzioni dalla licenza di vendita di alcolici per i punti vendita aeroportuali contribuiscono alla situazione. "Non dovrebbero essere serviti alcolici negli aeroporti al di fuori degli orari di apertura dei pub", ha affermato, pur ribadendo che dovrebbe esserci un limite di due bevande a persona negli altri orari, che potrebbe essere controllato tramite le carte d'imbarco. 

Ryanair non ha ancora risposto alla richiesta di Afp di confermare l'orario in cui la compagnia aerea inizia a vendere alcolici a bordo dei suoi voli. "Noi siamo ragionevolmente responsabili, ma quelli che non lo sono, quelli che ci guadagnano, sono gli aeroporti", ha dichiarato al quotidiano. L'anno scorso Ryanair ha annunciato che avrebbe multato un passeggero di 500 euro per comportamento indisciplinato che avesse comportato la sua espulsione dall'aereo. O'Leary ha dichiarato al Times che anche il mix esplosivo di alcol e "persone che sniffano droghe" è problematico. "E le donne sono colpevoli tanto quanto gli uomini in questo", ha aggiunto. 

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Categoria: economia

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21:48

Mendes rischia espulsione, Kompany chiede un rigore: caos in Bayern Monaco-Psg

(Adnkronos) - Caos in Bayern Monaco-Psg. Oggi, mercoledì 6 maggio, i bavaresi hanno ospitato i parigini nella semifinale di ritorno di Champions League, in una partita segnata anche da discusse decisioni arbitrali. A protestare, nel primo tempo dell'Allianz Arena, sono stati i tedeschi, che prima hanno chiesto l'espulsione di Nuno Mendes e poi hanno reclamato un calcio di rigore. 

Il primo episodio arriva al 30'. Nuno Mendes, che aveva già rimediato un'ammonizione per fallo tattico su Olise, interviene con la mano e 'stoppa' la ripartenza del Bayern. I giocatori tedeschi e la panchina di Kompany chiedono immediatamente il secondo giallo, e la conseguente espulsione del terzino portoghese. L'arbitro Pinheiro però fischia un fallo precedente e assegna calcio di punizione al Psg, provocando l'ira dei padroni di casa. 

L'atmosfera si accede ancora due minuti dopo. Vitinha rinvia dall'interno dell'area ma colpisce in pieno il braccio largo del compagno di squadra Joao Neves. Anche in questo caso proteste veementi del Bayern Monaco, che chiedeva a gran voce il calcio di rigore, ma l'arbitro fa segno di proseguire giudicando il contatto involontario. 

 

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Categoria: sport

21:10

Champions, Di Canio show nel prepartita: la frase che imbarazza lo studio

(Adnkronos) - Paolo Di Canio show e imbarazzo prima di Bayern Monaco-Psg. Oggi, mercoledì 6 maggio, l'ex attaccante, tra le altre, della Lazio, oggi opinionista Sky, ha dato il meglio di sé nel prepartita della semifinale di ritorno di Champions League, con tanto di riferimento sessuale che ha fatto calare il gelo, con qualche risata, in studio. 

Tutto è cominciato ripercorrendo quanto successo nella gara d'andata, terminata 5-4 per i parigini. Parlando del gol di Luis Diaz, Di Canio si è lasciato andare all'entusiasmo: "Se un attaccante si ritrova tutto solo in area e riesce a stoppare in quel modo il pallone... sono sicuro che avrà avuto un'eiaculazione". 

Immediato l'imbarazzo in studio per la metafora piuttosto esplicita di Di Canio, con Masolin che ha provato a metterci una pezza: "Dategli un pallone così si sfoga", ma l'ex attaccante ha rincarato la dose: "Fidatevi, se un attaccante si ritrova in quella situazione gode sicuro". 

 

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Categoria: sport

20:21

Bayern Monaco-Psg 1-1, Kane non salva Kompany: Luis Enrique in finale di Champions

(Adnkronos) - Il Paris Saint-Germain pareggia con il Bayern Monaco e raggiunge l'Arsenal in finale di Champions League.Oggi, mercoledì 6 maggio, i parigini hanno fermato i tedeschi all'Allianz Arena sull'1-1. A decidere il match la rete 3' di Ousmane Dembele e al 94' di Harry Kane. Luis Enrique, dopo aver battuto Kompany all'andata per 5-4, trova quindi la sua seconda finale di Champions League consecutiva dove affronterà l'Arsenal di Arteta, che ha superato l'Atletico Madrid in semifinale. 

 

La vincente della sfida sfiderà in finale l'Arsenal, che ha eliminato l'Atletico Madrid. 

 

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Categoria: sport

20:15

Inchiesta arbitri, le 'pretese' dei club nelle intercettazioni di Rocchi

(Adnkronos) - Domande, affermazioni, ma anche 'pretese' dei club sulla scelta dei fischietti: è quanto emergerebbe - nell'inchiesta sugli arbitri - da una serie di conversazioni tra Gianluca Rocchi, il designatore autosospeso e indagato per frode sportiva dalla Procura di Milano, e Riccardo Pinzani, ora club referee manager della Lazio, ma fino alla scorsa stagione coordinatore dei rapporti con le società per l'Aia, sentito oggi per tre ore come teste dal pm titolare dell'inchiesta, Maurizio Ascione. 

Un'audizione in cui - a quanto si apprende - a Pinzani (non indagato) sarebbero state fatte domande sul contenuto di quelle intercettazioni, risalenti alla primavera 2025 e riguardanti partite di calcio dello stesso periodo. Se il ruolo di Pinzani per sua stessa natura lo portava a confrontarsi con le società di calcio, che attraverso i loro referee manager legittimamente possono esprimere critiche o al contrario gradimenti per le scelte dei fischietti, diverso era quello di Rocchi. 

Proprio su eventuali rapporti diretti tra il designatore e le società e sull'influenza che le 'pretese' di queste ultime avrebbero avuto nella scelta degli arbitri si concentra uno dei filoni dell'inchiesta per frode arbitrale, che ha portato all'autosospensione oltre che di Rocchi del supervisore Var Andrea Gervasoni. L'altro filone riguarda proprio quanto accadeva all'Ibc di Lissone, con le presunte 'bussate' al vetro della sala del video assistant referee. Dopo Pinzani e Andrea Butti, responsabile dell'Ufficio competizioni della Lega Serie A, nei prossimi giorni verranno programmate le audizioni di diversi testimoni. Tra le persone che verranno sentite c'è anche Giorgio Schenone, club referee manager dell'Inter. 

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Categoria: cronaca

19:37

Liris (Fdi): "Rendere il Ssn realmente accessibile a tutti"

(Adnkronos) - “È fondamentale rimettere al centro il paziente, rispondendo sul territorio alle sollecitazioni sempre più importanti derivanti dall'invecchiamento della popolazione e dall'incidenza di patologie cronico-degenerative. Dobbiamo avere la capacità di intercettare e rispondere a queste esigenze in ambito territoriale: l'obiettivo è rendere il Servizio sanitario nazionale realmente accessibile a tutti, a prescindere dalla localizzazione geografica o dall'Asl di riferimento”. Lo ha detto oggi a Roma, Guido Quintino Liris (Fdi), membro della commissione Bilancio del Senato, partecipando all’incontro ‘Innovazione e sostenibilità del Sistema sanitario nazionale: il valore della partecipazione’, organizzato in Senato su sua iniziativa, in collaborazione con Altems - Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari. “È un incontro molto positivo - afferma - perché disegna prospettive interessanti e quanto mai impegnative per un sistema Paese che deve fare i conti con la sostenibilità, l'appropriatezza e l'innovazione”. 

Per il senatore è necessario che le “Case di Comunità, da interpretare e riempire di contenuti rispetto agli investimenti fatti con il Pnrr e il digitale”, vedano la presenza “di risorse professionali in grado di gestire le dinamiche di una patologia con diagnosi appropriate, terapie performanti e follow-up anche al di fuori dell'ambito ospedaliero; lì dove i costi sono minori e dove è possibile preservare la qualità della vita del paziente e del suo ambiente”. In tal senso, si rende utile “il coinvolgimento delle associazioni a livello decisionale e di costruzione normativa”, dice. Una partecipazione “nei percorsi di costruzione normativa della sanità e del Servizio sanitario nazionale (Ssn)” che “diventa un concetto indispensabile da realizzare collettivamente, per rispondere alla vasta domanda di salute che arriva dal territorio”. 

“Il sistema sanitario deve essere universalistico e accessibile allo stesso modo per tutti: non devono esistere aree interne o marginali -ribadisce - Ogni cittadino ha diritto allo stesso livello di efficacia nelle cure; credo che questa sia la strada che il legislatore debba percorrere per un completo Servizio sanitario nazionale”. 

 

E proprio sul tema dell’equità, Liris si sofferma sulle leve, normative o di governance, necessarie per rendere omogenea la diffusione delle innovazioni terapeutiche su tutto il territorio. “Innanzitutto - chiarisce - bisogna verificare costantemente i progressi scientifici e tecnologici che mettono a disposizione nuovi strumenti. È poi fondamentale garantire la copertura dei professionisti: i medici di medicina generale devono agire come registi del territorio e anelli di congiunzione con gli specialisti ambulatoriali e ospedalieri. Oggi ogni processo prevede un approccio multidisciplinare e polispecialistico”. 

"Grazie anche all’ausilio di sistemi tecnologici che possono rendere più equo l’accesso alle cure -prosegue il senatore - è necessario intervenire nell’ambito della prevenzione attraverso la formazione dei medici sul territorio e la diagnosi precoce, come gli screening. Dobbiamo programmare gli interventi per le patologie prevalenti negli ultrasessantacinquenni: sappiamo già quali saranno i numeri e le battaglie che il Ssn dovrà affrontare, quindi dobbiamo prepararci per questi potenziali pazienti”. 

Inoltre, “occorre organizzare un tessuto socio-sanitario capace di una presa in carico globale, che includa il supporto ai caregiver e ai contesti familiari - sottolinea Liris - Attraverso una riforma dell’assistenza domiciliare, dobbiamo riuscire a intervenire precocemente fuori dall’ospedale. Se i sistemi territoriali funzionano, il Servizio sanitario nazionale può rimanere universalistico, altrimenti avremo perso la sfida più importante: mantenere un ‘unicum’ a livello internazionale, un sistema che non fa discriminazioni. Questo obiettivo diventa realtà - conclude - solo se è sostenibile e se non mette a repentaglio i conti dello Stato: in caso contrario, lasceremo delle aree scoperte e non avremo realizzato il traguardo di una risposta coerente e uniforme su tutto il territorio nazionale”. 

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Categoria: cronaca

19:31

Corazza (Apiafco): "Associazioni ai tavoli dove si prendono decisioni su cure"

(Adnkronos) - “I pazienti vanno prima di tutto informati e istruiti: è necessario elevare la qualità del confronto affinché si ristabilisca tra paziente e medico quel rapporto di fiducia che oggi è andato in parte scemando. In ogni ambito patologico soffriamo pesantemente la carenza di medici e infermieri, con liste d’attesa che diventano lunghissime, specialmente in ambito dermatologico”. Così Valeria Corazza, presidente dell’Associazione psoriasici italiani amici della Fondazione Corazza (Apiafco), intervenendo oggi a Roma all’evento ‘Innovazione e sostenibilità del sistema sanitario nazionale: il valore della partecipazione’, nel corso del quale è stato presentato il Consensus Paper sulla sanità partecipativa, frutto del lavoro congiunto di Altems e Ucb. 

“Il paziente non deve essere solo ‘al centro’ delle scelte, ma di fianco a coloro che le assumono - afferma Corazza - Per raggiungere questo traguardo la strada è ancora lunga: nonostante l’emanazione di decreti e disegni di legge, bisogna ancora lavorare affinché i pazienti, o chi li rappresenta, possano sedere stabilmente ai tavoli dove si prendono decisioni estremamente importanti su terapie e cure”. Un passaggio critico dell’intervento ha riguardato l’accesso alle nuove terapie. “Per i farmaci innovativi – sottolinea la presidente Apiafco – lo stesso ministero è talvolta orientato a riservarli a patologie con pochi malati. Ma noi, che contiamo un milione e 400mila pazienti di cui 200mila in forma grave, cosa dobbiamo fare? C’è molto da fare, ma oggi le associazioni sono profondamente cambiate: non si limitano più soltanto ad accudire i pazienti, compito comunque nobile, ma hanno sviluppato una forte attività di advocacy. Le associazioni oggi sono composte da professionisti in grado di interloquire pariteticamente con le istituzioni”.  

L’aspetto economico, purtroppo, non è secondario. “Mancano i soldi e si è costretti a prendere delle decisioni - sottolinea Cavazza - Nelle malattie dermatologiche che rappresento, non si muore: per questo i farmaci innovativi sono preferibilmente dedicati a patologie come quelle oncologiche. I pazienti con malattie dermatologiche sono tantissimi in Italia, e la qualità della vita è problematica. Bisognerebbe facilitare l’accesso alle cure, soprattutto quelle innovative, invece continuano a proporci farmaci vecchi che costano poco. Il dialogo non è facile - conclude - notiamo una certa sordità, come se ci fosse sempre qualcosa di più importante”. 

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Categoria: cronaca

19:27

Tonolo (Anmar): "Partecipazione pazienti fondamentale per sostenibilità sistema"

(Adnkronos) - “Nelle patologie croniche, la partecipazione dei pazienti nell'orientare l'accesso all'innovazione terapeutica e l'organizzazione dei servizi incide al 100%. In realtà, la sanità partecipata esiste, sebbene non sia ancora ben definita: il paziente può fornire la visione di quello che è il suo bisogno insoddisfatto e noi cerchiamo tutti i giorni di recepirlo. Lo facciamo attraverso un libro bianco istituito molti anni fa, con cui operiamo anche in ambito regionale, poiché persino a livello di Cup (centro unico di prenotazione) persistono problematiche sia di accesso che di equità. È evidente che maggiore è la sanità partecipata, maggiore è la sostenibilità del sistema”. Lo ha detto Silvia Tonolo, presidente Associazione nazionale malati reumatici (Anmar), oggi a Roma all’evento ‘Innovazione e sostenibilità del sistema sanitario nazionale: il valore della partecipazione’, organizzato in Senato da Altems - Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari in collaborazione con Ucb, nel corso del quale è stato presentato un Consensus Paper. 

“L'associazione dei pazienti - prosegue Tonolo - ha un ruolo fondamentale nell'informazione e nel far emergere le criticità reali del vissuto di un paziente cronico come l'accesso alle cure, con la necessità di allontanarsi dalla propria residenza per reperire un farmaco o le problematiche legate alle liste d'attesa. Un malato cronico deve poter contare su un Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta) e non può attendere 7-8 mesi per accedere a una determinata prestazione. Il Servizio sanitario diventa un vero 'sistema' solo se ascolta i bisogni insoddisfatti raccolti dalle associazioni, che ricevono segnalazioni costanti tramite i propri numeri verdi e i canali di ascolto”.  

L’obiettivo è evitare che la partecipazione resti episodica e garantire, invece, un coinvolgimento sistematico delle associazioni nei processi di programmazione sanitaria. “Manca soprattutto l’ascolto - sottolinea Tonolo - Gli strumenti che abbiamo creato nel tempo insieme alle istituzioni dovrebbero essere implementati immediatamente, anche perché sono a costo zero: alcuni Pdta possono essere messi a regime all'interno di un ospedale o di una realtà locale. Tutto dipende dalla buona volontà - osserva - Se consideriamo che il medico di medicina generale gestisce il 70% dei costi indiretti, appare chiaro che, se non riusciamo a far dialogare il medico di base con lo specialista, si crea una voragine. Il medico di medicina generale potrebbe, infatti, gestire il paziente in blocco per quanto riguarda le diverse fasi della continuità terapeutica”. Per Tonolo il problema resta la mancanza di ascolto, “una dote che appartiene a pochi - sottolinea - Strutturare una sanità partecipata che sia attiva e fattiva è difficilissimo. Manca soprattutto la risposta dall'altra parte, perché le associazioni dei pazienti sono pronte al dialogo e possono fornire strumenti preziosi a costo zero”. 

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Categoria: cronaca

19:24

Farmaceutica, Chinni (Ucb): "Concetto di innovazione evolve in sanità partecipata"

(Adnkronos) - “Il concetto di innovazione al quale siamo abituati ha cambiato radicalmente la storia di moltissime malattie. Oggi però, ancor più che in passato, abbiamo bisogno di evolvere: passare dal concetto di centralità del paziente a quello di ‘sanità partecipata’. Si tratta dell’idea che il coinvolgimento del paziente debba avvenire in tutte le fasi della catena del valore del farmaco, dalla ricerca fino alla commercializzazione. È proprio ascoltando i bisogni reali di chi vive quotidianamente l'esperienza della malattia che si ottengono le informazioni necessarie per produrre farmaci, servizi e approcci sempre più in linea con le necessità delle persone”. Così Federico Chinni, general manager Ucb Italia, intervenendo all’evento ‘Innovazione e sostenibilità del sistema sanitario nazionale: il valore della partecipazione’, organizzato oggi in Senato su iniziativa del senatore Guido Quintino Liris, in collaborazione con Altems - Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari, nel corso del quale è stato presentato il Consensus Paper 'Verso un Sistema sanitario partecipato: consenso per una governance appropriata e sostenibile'. 

Il concetto di innovazione evolve, dunque, e in un contesto caratterizzato dagli “attuali scenari geopolitici” che “stanno creando tensioni - dalla questione dei dazi a provvedimenti come la Most Favored Nation (Nazione più favorita) - l’innovazione, per come l'abbiamo sempre conosciuta, è messa in discussione dagli scenari globali - osserva Chinni - Ritengo fondamentale puntare su ciò che chiamiamo Connecting Healthcare: mettere insieme tutti gli attori del sistema creando una vera alleanza istituzionale. Un’alleanza che deve essere volta a difendere l’innovazione, a tutto vantaggio di un accesso alle nuove terapie che sia equo e tempestivo per tutte le persone che ne hanno diritto”.  

In che modo industria e istituzioni possono collaborare per ridurre le disuguaglianze nell’accesso all’innovazione terapeutica, mantenendo al contempo la sostenibilità del sistema? “Le soluzioni possono essere individuate in un arco temporale di medio periodo - afferma Chinni - ma dobbiamo essere consapevoli, in prima battuta, che investire in salute rappresenta un investimento e non un costo”. 

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Categoria: cronaca

19:17

Diritti tv Serie A, Sky chiede risarcimento fino a 1,9 miliardi a Tim e Dazn

(Adnkronos) - Sky chiede un risarcimento fino a 1,9 miliardi di euro a Tim e Dazn per i diritti tv della Serie A di calcio dopo che l'Antitrust in un provvedimento del 22 dicembre 2025 (pubblicato il 12 gennaio 2026) ha confermato la "grave intesa restrittiva della concorrenza" nel mercato telco e pay tv. Il provvedimento dell'Agcm riguardava l'accordo tra Tim e Dazn per i diritti della Serie A 2021-24.  

Dopo il primo pronunciamento dell’Agcm (28 giugno 2023) e i ricorsi al Tar del Lazio (11 maggio 2024) e al Consiglio di Stato (19 giugno 2025), in tutti i gradi di giudizio i giudici hanno confermato la sussistenza dell’infrazione, causata dal famoso "Deal Memo Distribution", sottoscritto da Dazn e Tim nel gennaio 2021, con cui di fatto l'operatore ha "limitato la capacità di Dazn di formulare offerte potenzialmente idonee a competere con quelle di uno dei principali player, quale TimVision". 

 

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Categoria: economia

18:42

Governance partecipativa, presentato consensus paper per Ssn equo e sostenibile

(Adnkronos) - Promuovere un confronto sul valore della partecipazione dei pazienti nei percorsi decisionali e assistenziali, contribuendo a una governance sanitaria più aperta e innovativa, capace di accompagnare il Servizio sanitario nazionale nella sfida di garantire equità, qualità e sostenibilità in un contesto demografico, epidemiologico e terapeutico in rapida evoluzione. È l’obiettivo che ha portato alla nascita, attraverso il confronto articolato tra Istituzioni, comunità scientifica e associazioni di pazienti, del Consensus Paper ‘Verso un sistema sanitario partecipato: consenso per una governance appropriata e sostenibile’. Il documento è stato presentato oggi al Senato, nel corso di un incontro promosso dal senatore Guido Quintino Liris, in collaborazione con Altems- Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari, che riunisce istituzioni, professionisti, rappresentanti dei pazienti e stakeholder del sistema.  

Frutto del lavoro congiunto di Altems e Ucb, il testo segna un cambio di prospettiva delineando una cornice di principi, priorità e strumenti utili a rafforzare una governance sanitaria più aperta, inclusiva e orientata al valore. L’appuntamento - informa una nota - si inserisce in un percorso di confronto e approfondimento già avviato negli ultimi anni e che oggi trova una sintesi compiuta, capace di tradurre in proposte operative un’esigenza sempre più evidente: passare da una sanità costruita “per” i cittadini a un modello costruito “con” i cittadini. Un’evoluzione che riconosce nell’esperienza diretta della malattia una forma di conoscenza imprescindibile, da integrare stabilmente nei processi decisionali pubblici. Ha avuto in tal senso un ruolo fondamentale il Patient Advocacy Lab, guidato dalla direttrice, Teresa Petrangolini, che ha gestito i lavori dell’evento.  

“La sanità partecipata non riguarda solo l’equità nell’accesso alle cure, ma deve necessariamente confrontarsi con la sostenibilità a lungo termine, con particolare attenzione alle aree interne e ai territori periferici, che affrontano sfide uniche in termini di accessibilità e risorse - afferma il senatore Liris - In un contesto storico segnato da risorse limitate e da una crescente domanda di salute, è fondamentale adottare modelli in grado di coniugare efficienza, innovazione e responsabilità. Il coinvolgimento attivo dei cittadini, delle comunità locali e delle istituzioni consente di progettare soluzioni più aderenti ai bisogni reali, ottimizzando l’utilizzo delle risorse e riducendo gli sprechi. Questo processo contribuisce a rafforzare la resilienza complessiva del sistema, anche nelle aree più fragili. In questa direzione, la partecipazione diventa una leva decisiva non solo per ridurre le disuguaglianze territoriali, ma anche per garantire qualità e innovazione delle cure nel lungo periodo, superando le barriere geografiche e strutturali che limitano l’accesso alle persone che vivono nei territori più lontani”. 

 

“La trasformazione dei sistemi sanitari contemporanei richiede modelli di governance in grado di rispondere a bisogni di salute sempre più complessi, personalizzati e diversificati - sottolinea Giuseppe Arbia, direttore Altems - In tale contesto, la sanità partecipata si configura come un paradigma strategico, nel quale cittadini, pazienti e caregiver non sono destinatari passivi dei servizi, ma soggetti pienamente coinvolti nella programmazione, regolazione, erogazione e valutazione della cura. Altems è da sempre impegnata a contribuire all’innovazione della gestione sanitaria e promuove da anni questo modello di partecipazione, integrando i pazienti, la cittadinanza e i professionisti nei processi decisionali”, dichiara.  

Al centro del confronto, il superamento di una partecipazione intesa come momento episodico, per approdare a un coinvolgimento strutturato e continuativo dei pazienti nei processi di programmazione, regolazione ed erogazione dei servizi sanitari. Un percorso già avviato anche sul piano normativo, ma che richiede ora un consolidamento sul piano applicativo e culturale, affinché la partecipazione diventi parte integrante della governance del sistema. 

“Il dialogo tra istituzioni e pazienti non è più un principio astratto, ma una leva concreta di miglioramento della governance sanitaria”, osserva Emanuele Monti, presidente della Commissione sostenibilità sociale, casa e famiglia di Regione Lombardia e membro del CdA di Aifa- Agenzia italianadel farmaco. “Le Regioni, così come Aifa - continua - possono e devono valorizzare il contributo delle associazioni dei pazienti nella programmazione, nella valutazione e nel monitoraggio dei servizi. In questa direzione si muove, ad esempio, ‘Aifa ascolta’. Anche Regione Lombardia sta rafforzando il coinvolgimento strutturato delle associazioni, ad esempio nella Rete Tumori solidi rari e nella Rete Nutrizione clinica. La sfida ora è portare queste buone pratiche in modo capillare anche sui territori, valorizzando esperienze già avviate, come il Tavolo tecnico permanente delle associazioni di volontariato in ambito oncologico istituito dall’Ast Insubria. È questa la strada per rendere la sanità partecipata parte integrante dei processi decisionali e assistenziali”. 

 

Aggiunge Manuela Tamburo De Bella, responsabile Uos Reti cliniche ospedaliere e monitoraggio Dm70/15 e coordinatrice dell’Osservatorio per il monitoraggio delle Reti oncologiche Regionali di Agenas: “Le Reti oncologiche regionali rappresentano uno dei modelli più avanzati di organizzazione integrata dell’assistenza: mettono in relazione strutture, professionisti e servizi, favorendo presa in carico, multidisciplinarietà, appropriatezza e continuità dei percorsi. In questo quadro, il coinvolgimento strutturato delle associazioni dei pazienti, promosso da Agenas e Favo, consente di portare dentro la governance delle reti il punto di vista di chi vive concretamente il percorso di cura. È una metodologia partecipativa che rafforza qualità, equità e capacità di risposta del sistema e che, proprio per l’esperienza maturata in oncologia, può diventare una best practice replicabile anche in altre aree terapeutiche”. 

Fondamentale è stato l’intervento delle associazioni Anmar, Apiafco e Apmarr per contribuire a orientare le scelte verso soluzioni più eque, accessibili e realmente rispondenti ai bisogni di cura. Nel loro intervento chiedono che “il coinvolgimento non sia più occasionale o meramente consultivo, ma reale, pieno e strutturato lungo tutto il ciclo delle decisioni sanitarie: dalla programmazione alla valutazione dei servizi. In questa direzione, è necessario dare piena attuazione al Ruas, affinché la partecipazione delle associazioni sia riconosciuta e resa effettiva attraverso strumenti stabili, trasparenti e misurabili”. Le associazioni incoraggiano “iniziative che permettano alle associazioni di contribuire concretamente ai processi decisionali, come avvenuto nella corrente revisione del Position Paper sui biosimilari. In quella sede ci è stato possibile ribadire il valore della personalizzazione delle cure, della continuità terapeutica e della garanzia della migliore opzione terapeutica, nel rispetto della libertà prescrittiva del medico. Solo attraverso un coinvolgimento sistematico e istituzionalizzato - rimarcano - sarà possibile costruire politiche sanitarie più aderenti ai bisogni delle persone e rafforzare la sostenibilità del Ssn”. 

L’incontro - conclude la nota - segna così un passaggio significativo: dalla riflessione condivisa alla definizione di strumenti concreti per una sanità più partecipata, capace di integrare competenze, evidenze ed esperienza vissuta. Un modello che ambisce a rafforzare equità, sostenibilità e fiducia nel futuro del Servizio sanitario nazionale, trasformando la partecipazione da principio dichiarato a pratica diffusa e misurabile. 

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Categoria: cronaca

18:41

Iran-Usa, l'inchiesta che smentisce Trump: Usa sorpresi e colpiti

(Adnkronos) - L'Iran colpisce duro e smentisce Donald Trump. Gli Stati Uniti, nella guerra congelata dalla tregua, hanno subito danni ben più gravi di quelli resi noti ufficialmente. A delineare lo scenario 'dietro le quinte' del conflitto è il Washington Post, che disegna una realtà diversa rispetto a quella narrata quotidianamente dal presidente americano. "L'Iran è stato annientato a livello militare", dice e ripete Trump sottolineando la distruzione dell'aviazione e della marina di Teheran. La Repubblica islamica, però, dispone di missili e di sistemi di lancio in abbondanza ed è in grado provocare ulteriori danni rispetto a quelli, abbondanti, già recati agli Usa. 

Gli attacchi iraniani hanno danneggiato o distrutto almeno 228 strutture o equipaggiamenti in basi militari statunitensi in Medio Oriente dall'inizio della guerra, colpendo hangar, caserme, depositi di carburante, velivoli, sistemi radar e per la difesa aerea. E' quanto emerge da un'analisi del Washington Post basata su immagini satellitari, secondo cui l'entità dei danni sarebbe "molto più ampia" rispetto a quanto riconosciuto finora pubblicamente da Washington. 

 

L'inchiesta si basa su oltre 100 immagini satellitari ad alta risoluzione diffuse da fonti iraniane, 109 delle quali sono state verificate confrontandole con i dati del sistema europeo Copernicus e, dove disponibili, con immagini commerciali. Diciannove immagini sono state escluse per mancanza di conferme, ma non sono emerse prove di manipolazione. In un'ulteriore verifica, i reporter hanno individuato anche 10 strutture danneggiate non documentate nei materiali iraniani. Complessivamente sarebbero stati colpiti 217 edifici e 11 sistemi in 15 basi militari Usa nella regione. 

L'accesso alle immagini satellitari del Medio Oriente è attualmente limitato, spiega il Washington Post, sottolineando che i due grandi operatori commerciali, Vantor e Planet, hanno accolto la richiesta del governo statunitense di ritardare o sospendere la diffusione di immagini dell'area durante il conflitto, rendendo più difficile valutare l'impatto dei contrattacchi iraniani. 

 

Secondo gli esperti citati dal quotidiano Usa, i danni suggeriscono che gli Stati Uniti avrebbero sottovalutato le capacità di precisione dell'Iran e l'impatto della guerra basata sui droni, lasciando alcune basi senza adeguata protezione. "Gli attacchi iraniani sono stati precisi, non ci sono crateri casuali che indichino errori", ha affermato Mark Cancian del Center for Strategic and International Studies. 

Tra gli obiettivi colpiti figurano un sito di comunicazioni satellitari nella base di Al-Ubeid in Qatar, sistemi di difesa Patriot tra Bahrein e Kuwait, una parabola satellitare presso la base navale statunitense in Bahrein - sede della Quinta Flotta - oltre a una centrale elettrica a Camp Buehring, in Kuwait, e a cinque depositi mobili di carburante distribuiti in tre diverse basi. In Kuwait, il centro operativo tattico - dove sei militari Usa sono morti in un attacco con droni a inizio marzo - risultava privo di adeguate protezioni. In Arabia Saudita, immagini satellitari mostrano la probabile distruzione di un aereo radar E-3 Sentry nella base di Prince Sultan, dopo essere stato parcheggiato ripetutamente nella stessa area non protetta. 

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha contestato la lettura dei danni come estesi o indicativi di falle operative, sottolineando la complessità delle valutazioni e rinviando a una ricostruzione più completa al termine del conflitto. Secondo gli esperti, tuttavia, i danni - pur significativi - non avrebbero compromesso in modo sostanziale la capacità operativa degli Stati Uniti di condurre la campagna militare contro l'Iran. 

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Categoria: internazionale/esteri

18:34

Forum Comunicazione 2026: il 'tone of voice' è 'credibilità'

(Adnkronos) - In un contesto attraversato da instabilità geopolitica, crisi economiche, polarizzazione sociale e accelerazione tecnologica, la comunicazione cambia funzione: non basta più persuadere, serve orientare, assumersi responsabilità e dimostrare coerenza. È una delle principali riflessioni emerse nel corso del Forum Comunicazione 2026, realizzato in collaborazione con Assolombarda e ospitato presso Palazzo Giò Ponti in Milano. Ad aprire i lavori sono stati Alvise Biffi, presidente di Assolombarda, Valentina Garavaglia, Rettrice dell'università Iulm ed Elena Pedrazzini, vicepresidente Gruppo Media, comunicazione e spettacolo e presidente sezione Servizi per la comunicazione d'impresa di Assolombarda. 

Nel corso dei saluti istituzionali è emersa la necessità di ripensare profondamente il ruolo della comunicazione contemporanea. In particolare, la Rettrice Valentina Garavaglia ha richiamato il valore di un linguaggio capace di generare dialogo tra le parti e non fratture, sottolineando come governare la comunicazione rappresenti oggi una vera sfida democratica e culturale. Una comunicazione che non alimenti polarizzazioni, ma eserciti una "leadership di speranza", in grado di offrire orientamento dentro la complessità. Il quadro emerso dai diversi confronti restituisce infatti una trasformazione profonda: cresce la quantità di contenuti e informazioni disponibili, ma diminuisce la fiducia implicita nei confronti dei brand e delle organizzazioni. Non si tratta della fine della fiducia, ma della fine della fiducia automatica. Ogni messaggio viene verificato, confrontato, sottoposto a controllo continuo da parte di pubblici sempre più informati e selettivi. 

Nel corso della giornata è emerso come la comunicazione non possa più limitarsi alla costruzione della percezione o alla ricerca della visibilità, ma debba produrre rilevanza, relazione e orientamento. Durante il talk 'Policy voice | Anticipare la crisi: il valore strategico della comunicazione, Francesca Baldini (Weber Shandwick), Federico Cavallo (Altroconsumo), Cristina Parenti (Edison) e Arturo Varvelli (European council on foreign relations) hanno evidenziato come la comunicazione rappresenti oggi una leva centrale anche nella gestione del rischio e delle crisi. In scenari sempre più complessi e interconnessi, governare la comunicazione significa ridurre ambiguità, prevenire escalation e costruire linguaggi capaci di generare dialogo anziché fratture. Al centro dei lavori anche il tema dell'autenticità e della relazione tra organizzazioni e stakeholder.  

Nel format 'Impact voice | Brand conversation', moderato da Sara Mazzocchi (Storyfactory), Walter Bruno (Humanitas), Chiara Carotenuto (PwC Italia) e Lucia Lafuenti (Fater) hanno sottolineato come lo storytelling non possa più limitarsi al racconto, ma debba diventare uno strumento di relazione credibile e coerente nel tempo. In un ecosistema caratterizzato da attenzione frammentata e sovraccarico informativo, non è la quantità dei contenuti a fare la differenza, ma la loro capacità di essere percepiti come autentici e rilevanti. Un cambiamento che trova conferma anche nell’evoluzione del consumatore contemporaneo. 

Nella sessione 'Consumer voice', realizzata in collaborazione con Altroconsumo e B2You e coordinata da Giovanni Sacchitelli, head of partnership & stakeholder engagement di For human relations, Federico Cavallo e Benedetta De Michelis hanno approfondito il ruolo di un pubblico sempre più attivo, consapevole e orientato alla verifica continua delle informazioni, anche durante il processo di acquisto. Dal confronto è emerso come la fiducia non rappresenti più un attributo implicito del brand, ma il risultato di un processo continuo di validazione. L'ascolto diventa quindi una leva strategica: non un esercizio di stile, ma una condizione necessaria per costruire relazioni autentiche e durature tra imprese e consumatori. Il Forum Comunicazione 2026, assieme ad oltre 200 C-Level dell’area Comunicazione, Marketing e Public Affairs, restituisce così l'immagine di una comunicazione sempre meno centrata sulla costruzione del consenso e sempre più orientata alla capacità di dimostrare coerenza tra messaggi, comportamenti e impatto reale. In un tempo segnato da guerre, instabilità e trasformazioni profonde, la comunicazione torna ad assumere una funzione essenziale: aiutare persone, organizzazioni e istituzioni a interpretare la complessità senza semplificarla artificialmente. 

Main media partner: Adnkronos. Official partner: B2You, Altroconsumo, Spencer & Lewis, Storyfactory. Content partner: Dicto Ai, Sailing Challenge, Volocom. Forum partner: Datapizza, Fma hub, The Fool, Weber Shandwick, Wh Factory. Media partner: Euroborsa, Fasi.eu. L'evento si è svolto in collaborazione con Assolombarda. Le sessioni saranno presto pubblicate su www.comunicazioneitaliana.tv 

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Categoria: economia

18:11

Ue: Falcone (FI), “rafforzare competitività in agricoltura per filiere d’eccellenza”

(Adnkronos) - Rafforzare la competitività dell’agricoltura europea lungo tutta la filiera, dalla produzione alla commercializzazione, per consolidare la presenza del Made in Europe sui mercati globali. È quanto afferma l’eurodeputato di Forza Italia (Ppe) Marco Falcone, intervenendo al dibattito “L’Europa vista dagli italiani: speranze e incertezze sul Made in Europe”, organizzato da Italiavanti. 

“Dobbiamo rafforzare la competitività anche in agricoltura, con una sua filiera che parte dalla terra per arrivare alla trasformazione, alla commercializzazione e alla creazione di un prodotto di eccellenza che possa arrivare sulle tavole del mondo”, sottolinea Falcone. In questo contesto, evidenzia come “le eccellenze del Made in Europe come il vino e il tabacco oggi possono essere esportate nel mondo” e come, “malgrado i dazi, il prodotto agricolo fatto in Europa riesce comunque ad affermarsi nel mondo”. 

Secondo l’eurodeputato, l’Europa deve puntare su una strategia industriale capace di valorizzare qualità e filiere produttive, superando approcci ideologici: serve una sostenibilità “non ideologica” ma “pragmatica, che metta al centro il lavoro” e sia declinata sui territori anche in chiave di coesione. 

Falcone sottolinea quindi la necessità di un progetto europeo credibile che non penalizzi l’agricoltura, “una delle nostre peculiarità più importanti”, ma che anzi ne rafforzi il ruolo strategico. Da qui l’invito a consolidare l’autorevolezza dell’Unione europea con politiche concrete: “non con un’autocelebrazione sterile, ma con fatti concreti”, per sostenere competitività e sviluppo e permettere alle eccellenze agricole europee di continuare a crescere sui mercati internazionali. 

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Categoria: economia

17:50

Ue: Tovaglieri (Lega), 'no a tagli Pac, proteggere agricoltori da concorrenza sleale'

(Adnkronos) - L'agricoltura "si difende sostenendola, non solo a parole ma anche a fatti. Per cui, innanzitutto, i tagli della Politica agricola comune non possono essere accettati". Lo dichiara Isabella Tovaglieri, eurodeputata della Lega (PfE), in occasione del dibattito "L'Europa vista dagli italiani: speranze e incertezze sul Made in Europe", organizzato da Italiavanti, progetto editoriale di SocialCom, riflettendo sulle modifiche proposte dalla Commissione europea al prossimo Quadro finanziario pluriennale, il bilancio Ue relativo al settennato 2028-2034. 

Per l'europarlamentare leghista occorre sostenere il reddito degli agricoltori "non perché la nostra agricoltura non sia di qualità o non sia sufficientemente competitiva, ma perché è costretta costretta a confrontarsi in uno scenario dove molto spesso la concorrenza sleale è all'ordine del giorno, e ahimè talvolta avallata anche da politiche comunitarie sbagliate". Il suo riferimento è al sistema di preferenze generalizzate, quadro appena revisionato dall'Eurocamera, per cui l'Ue azzera o abbassa significativamente i dazi su una serie di nazioni emergenti per favorirne la crescita.  

Il gruppo dei Patrioti all'Eurocamera "ha votato contro a questo dossier, che di fatto apre ancora una volta ad importazioni scorrette del riso straniero senza delle clausole di salvaguardia sufficientemente tutelanti, e che quindi compromettono ancora una volta i nostri risicoltori", sottolinea Tovaglieri. Altro esempio che porta è l'accordo tra Ue e Mercosur "che ancora una volta boicotta la nostra agricoltura. Quindi serve una politica comunitaria coerente, non perché gli agricoltori debbano avere una corsia preferenziale rispetto ad altri settori, ma perché se riteniamo che politicamente l'agricoltura è un valore deve essere sostenuta con coerenza a parole e a fatti". 

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Categoria: economia

17:24

Baci® Gelato, il nuovo universo di gusto firmato Froneri

(Adnkronos) - Dal gusto di Baci® nasce Baci Gelato, la novità firmata Froneri. Dal bisogno dei consumatori di gelato di vivere un’esperienza intensa e ricercata di cioccolato, nasce la visione strategica di portare nella categoria l’esperienza unica della famosa pralina Baci®, riconosciuta per qualità, cura e valore emozionale. Alla base di Baci ®Gelato si ritrovano i tre elementi che da sempre definiscono l’identità del brand: ingredienti iconici, ricchezza di consistenze e il messaggio segreto. 

Gli ingredienti iconici - gianduia, nocciola e cacao - si combinano in un equilibrio preciso, dando vita a un gusto intenso e riconoscibile, capace di evocare immediatamente l’universo Baci®. La molteplicità di consistenze amplifica il piacere ad ogni assaggio: la rotondità del gianduia incontra la croccantezza delle nocciole, per un’esperienza ricca e appagante. Anche in Baci ®Gelato è immancabile il messaggio segreto: un segno distintivo ed emotivo del brand che trasforma il momento di consumo in un gesto personale, intimo e memorabile. La linea Baci ®Gelato, che dà vita a un’esperienza multisensoriale completa, è declinata nei tre formati di gelato più amati dai consumatori: stecco, cono e pot. 

L’ingresso di Baci ®Gelato nel portfolio Froneri rappresenta un passaggio chiave per il gruppo, rafforzando la presenza nel segmento dei gelati confezionati con un marchio capace di unire riconoscibilità, valore e desiderabilità. Un progetto che parla ai consumatori storici di Baci®, ma che allo stesso tempo intercetta anche un pubblico nuovo, alla ricerca di esperienze di gusto distintive, premium e ad alto contenuto emozionale. Tutta la gamma Baci® Gelato è certificata Rainforest Alliance, a conferma dell’impegno verso una filiera responsabile, attenta alla tutela dell’ambiente e alla promozione di pratiche agricole sostenibili. 

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Categoria: cronaca

17:19

Farmacie, campagna Capire la pancia. Sifac: "55% italiani non sa gestire il disturbo"

(Adnkronos) - È uno dei disturbi più diffusi, ma anche uno dei meno compresi. Il mal di pancia riguarda oltre 9 italiani su 10, ma più della metà delle persone (55%) non si sente sicura nel gestirlo in autonomia. È quanto emerge da una survey condotta da Sifac - Società italiana di farmacia clinica, che evidenzia un bisogno crescente di orientamento nel self-care, cioè nella gestione della propria salute. Sul mal di pancia, riporta una nota, gli italiani cercano risposte - spesso online come dimostrano le circa 55mila ricerche medie mensili su Google registrate in Italia negli ultimi 6 mesi - e si interviene rapidamente con una terapia (49,2%), ma senza avere davvero gli strumenti per interpretare correttamente i sintomi. È proprio da questa distanza tra percezione e reale comprensione che nasce 'Capire la pancia', il progetto sviluppato da Sifac con il contributo non condizionante di Opella, con l'obiettivo di migliorare la gestione dei disturbi gastrointestinali e rafforzare il ruolo della farmacia come punto di riferimento nel self-care. Il progetto interviene in un'area ancora priva di linee guida condivise per la farmacia, con l'ambizione di colmare un vuoto concreto nella gestione di un disturbo estremamente diffuso e di generare un impatto positivo sulla salute collettiva. 

La survey, condotta nelle farmacie del territorio nazionale su 406 adulti, restituisce l'immagine di un disturbo estremamente frequente, ma caratterizzato da forte incertezza. Oltre il 93% degli intervistati dichiara di aver avuto almeno un episodio nell'ultimo anno, circa 4 su 10 soffrono di episodi ricorrenti e per più di un terzo il problema impatta sulla qualità della vita (44,4% lo associa all'alimentazione e il 33,9% allo stress). Eppure, nonostante la diffusione, manca spesso una reale capacità di lettura e gestione del sintomo. Quando si parla di 'mal di pancia' non ci si riferisce a una condizione unica, ma ad un contenitore che racchiude esperienze molto diverse. Dolore crampiforme, gonfiore, diarrea, bruciore gastrico: sono sintomi differenti che le persone faticano a distinguere e interpretare correttamente in autonomia. Anche le cause percepite riflettono questa complessità, tra alimentazione e stress, spesso intrecciati tra loro. 

"Il mal di pancia - spiega Corrado Giua, presidente Sifac - è uno di quei disturbi che tutti pensano di conoscere, ma che in realtà richiede una lettura attenta, perché dietro una definizione apparentemente semplice possono esserci condizioni cliniche molto diverse tra loro. Il farmacista diventa quindi una figura chiave per aiutare il paziente a interpretare il sintomo e orientarlo correttamente nell'individuazione dell'approccio terapeutico o, quando necessario, nell'invio al medico". 

Il dato più significativo dell'indagine riguarda proprio il comportamento: se circa il 90% delle persone dichiara di intervenire in autonomia - tra farmaci, rimedi o modifiche dello stile di vita - oltre la metà non si sente realmente sicura delle proprie scelte. Un elemento che evidenzia un bisogno crescente di orientamento, oltre che di sollievo immediato. "Le persone gestiscono il mal di pancia spesso in autonomia, ma senza sentirsi davvero sicure - osserva Carolina Carosio, farmacista clinica e ricercatrice Sifac - Le persone agiscono, ma non sempre con piena comprensione dei sintomi. La velocità della risposta spesso prevale sulla correttezza della scelta, dunque risulta fondamentale il ruolo del farmacista: capire perché un disturbo si manifesta, come prevenirlo e quando è necessario rivolgersi al medico". 

In questo scenario, evidenziano gli esperti, la farmacia di comunità si conferma un presidio strategico di prossimità, il primo, in grado di intercettare il bisogno e accompagnare il cittadino verso scelte più consapevoli. E il progetto 'Capire la pancia' si traduce infatti in un programma concreto di supporto ai farmacisti: protocolli di consiglio scientificamente validati, algoritmi decisionali e strumenti per migliorare il dialogo con il paziente. A partire da giugno, l'iniziativa coinvolgerà circa 20mila farmacisti su tutto il territorio nazionale, attraverso attività formative. "Il self-care oggi non può più prescindere dalla consapevolezza - afferma Maria Chiara Uboldi, Scientific Affairs Head di Opella Healthcare Italy - Da questa convinzione nasce il nostro impegno, come leader di categoria nella gestione dei principali disturbi gastrointestinali in automedicazione, nel promuovere l'alfabetizzazione sanitaria e una cultura della gestione consapevole della propria salute. 'Capire la Pancia' si pone l'obiettivo di offrire strumenti concreti e validati a supporto di farmacisti, rafforzando il loro ruolo di orientamento e supportando i cittadini nella gestione consapevole dei propri sintomi".  

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Categoria: cronaca

17:01

Hantavirus, Bassetti: "Problema si allarga oltre la nave da crociera, purtroppo ne sentiremo parlare"

(Adnkronos) - L’infettivologo Matteo Bassetti torna sul focolaio di Hantavirus, scoppiato sulla nave da crociera MV Hondius. Su X il direttore della clinica di Malattie infettive del San Martino di Genova conferma che a provocare i casi, saliti oggi a 8, e i 3 decessi è il ceppo Andes, l’unica variante nota di Hantavirus capace di passare da persona a persona. Una caratteristica che, secondo Bassetti, rende il quadro più complesso rispetto ad altri focolai.  

Il problema non riguarda più solo la nave. Alcuni passeggeri risultati contagiosi hanno, infatti, utilizzato aerei e altri mezzi di trasporto, dopo lo sbarco, aumentando il rischio di diffusione fuori dalla crociera. “Credo che di questo virus sentiremo parlare ancora, anche al di fuori della Hondius”, scrive Bassetti.  

Il ceppo Andes si trasmette solo con contatti molto stretti, ma l’allerta resta alta. Oms e autorità sanitarie stanno tracciando i contatti dei passeggeri, mentre la nave si dirige verso le Isole Canarie per la gestione dell’emergenza. 

 

Oggi, mercoledì 6 maggio, un nuovo caso di Hantavirus è stato trovato a Zurigo. Si tratta di un passeggero della nave da crociera, dove si è sviluppato il focolaio. L'uomo si è recato spontaneamente in ospedale, dopo aver ricevuto l'allerta sanitaria, legata alla nave ed è ora ricoverato in isolamento. Presenta sintomi respiratori lievi e la moglie, al momento asintomatica, ha scelto l’autoisolamento precauzionale. 

L'Oms ha confermato il caso e sta coordinando il monitoraggio con i Paesi coinvolti, mentre i laboratori di Ginevra hanno identificato il ceppo Andes. Si tratta di una variante rara di Hantavirus, l’unica che può trasmettersi da persona a persona, ma solo con contatti molto ravvicinati. Il bilancio sale a 8 casi collegati al focolaio con tre confermati dai test. Il passeggero svizzero era passato anche da Sant'Elena. 

Intanto la Spagna ha dato il via libera all’attracco della MV Hondius alle Isole Canarie, invocando diritto internazionale e spirito umanitario. Il protocollo sanitario è in definizione insieme a Oms ed Ecdc e verrà comunicato nei prossimi aggiornamenti ufficiali. 

Le tre persone sintomatiche presenti a bordo sono già state evacuate via Capo Verde, dove la nave era ferma dopo l’emergenza. Secondo Madrid la nave raggiungerà le Canarie entro 3-4 giorni per garantire assistenza a passeggeri ed equipaggio. 

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Categoria: cronaca

16:54

È morto a 87 anni Ted Turner: fondò la Cnn, la prima rete all-news

(Adnkronos) - È morto a 87 anni Ted Turner, magnate dei media e fondatore della Cnn, la prima rete all-news negli Stati Uniti. A darne notizia è stata la stessa emittente, citando un comunicato di Turner Enterprises. Imprenditore visionario e protagonista della rivoluzione della televisione via cavo, Turner ha trasformato profondamente il modo di fare informazione, aprendo la strada a un flusso continuo di notizie e influenzando l’intero panorama mediatico globale. Fu sposato con l'attrice Jane Fonda dal 1991 al 2001.  

Fondatore del Turner Broadcasting System, lanciò canali come Tbs, Tnt, Cartoon Network e Turner Classic Movies. Accanto al successo imprenditoriale, fu anche proprietario della squadra di baseball degli Atlanta Braves e un importante filantropo, donando un miliardo di dollari alle Nazioni Unite e contribuendo alla creazione della Nuclear Threat Initiative. Nel 2018 annunciò di aver ricevuto una diagnosi di Demenza a corpi di Lewy: "È una forma lieve di quella che la gente chiama Alzheimer. È simile, ma non è neanche lontanamente così grave. L’Alzheimer è mortale". 

Donald Trump ha definitivo Ted Turner "uno dei grandi di tutti i tempi" e sosteniene che, dopo aver venduto la rete che aveva fondato, "fu personalmente devastato dall'accordo, perché la nuova proprietà prese la Cnn, la sua creatura e la distrusse". "È diventata 'woke' e tutto ciò che lui non rappresentava affatto - ha scritto il presidente americano su Truth social - Forse i nuovi acquirenti, persone meravigliose, riusciranno a riportarla alla sua antica credibilità e gloria. In ogni caso, è stato uno dei Grandi della Storia delle Trasmissioni, e un mio amico. Ogni volta che avevo bisogno di lui, era lì, sempre pronto a lottare per una buona causa". 

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Categoria: internazionale/esteri

16:51

Internazionali, Garbin: "Paolini può vincere ancora. Bjk Cup? Non ci accontentiamo mai"

(Adnkronos) - Tathiana Garbin punta su Jasmine Paolini e applaude Tyra Caterina Grant agli Internazionali d'Italia 2026. Oggi, mercoledì 6 maggio, la capitana dell'Italia femminile, vincitrice di due Billie Jean King Cup consecutive, ha presenziato al lancio del 'Programma Italiano di Inclusione Allenatori Wta', che vuole formare le allenatrici del tennis di domani, nella sala stampa del Centrale del Foro Italico: "Io credo nella forza dell'esempio, è una cosa per me importantissima. Dare l'esempio e cercare di essere un esempio per le nuove generazioni, come lo sono le nostre giocatrici e i nostri giocatori", ha detto Garbin all'Adnkronos. 

"Umanamente credo che i nostri ragazzi dimostrino ogni giorno quanto sia importante non solo raggiungere risultati, ma trasmettere valori che contano e credo che questo programma sia importantissimo per dimostrare, a quelle donne che magari hanno avuto una discreta carriera tennistica e che vogliono allenare, che con una progettualità può esserci una vera formazione", ha spiegato Garbin. 

Tyra Grant ha vinto la sua prima partita della carriera nel tabellone principale degli Internazionali, battendo Lisa Pigato. Cosa si aspetta da lei?  

"Ho seguito la partita e ho visto Pigato che ha giocato a livelli altissimi. È stato un derby complicato per entrambe, però ci sono stati sprazzi di tennis di altissimo livello. Tyra ha delle potenzialità enormi, l'abbiamo sempre detto fin da quando era piccola. La nostra Federazione ha sempre creduto in lei e io sono veramente felice che sia diventata italiana e che possa giocare con la nostra maglia azzurra. E ancora più felice di vederla vincere. Spero possa essere d'esempio per le nuove generazioni". 

Jasmine Paolini arriva qui da campionessa in carica, ma ha avuto un inizio di stagione complicato.  

"Lei ha qualità enormi. Anche l'anno scorso aveva avuto un inizio d'anno così così ed era arrivata qui dopo aver giocato un po' meglio a Madrid. Ha aggiunto delle cose nel suo gioco che possono portare un po' di difficoltà magari nei risultati, ma, come abbiamo visto con l'esempio di Sinner, è solo questione di tempo e fiducia. Il suo pubblico, le persone che la amano e il calore della gente possono portare qualcosa in più a una tennista che è già straordinaria". 

Quindi, può vincere ancora gli Internazionali?  

"Sì, lei può tutto. Lei, come altre ragazze, può fare un risultato straordinario, non solo qui, ma anche negli Slam. L'ha già dimostrato con due finali, ma può fare ancora di più". 

Dopo due Bjk Cup consecutive, si va per la terza?  

"Noi pensiamo turno dopo turno. È difficilissimo già esserci qualificate per il quarto anno consecutivo tra le migliori otto Nazionali, specialmente con le squadre che ci sono oggi e la competitività che si trova in questo torneo. Dobbiamo essere contente, ma non ci accontentiamo. Sono ragazze straordinarie che quando giocano con la maglia azzurra portano un'energia e una voglia di giocare per la propria Nazionale che io credo non ci possano essere capitani più orgogliosi di me. Non capita tutti i giorni di avere giocatrici che vogliono giocare in Nazionale con questa passione e determinazione". 

Quanto è stato emozionante al Quirinale?  

"Tantissimo, davvero. Perché sancisce non solo una vittoria straordinaria, ma un momento di inclusione tra maschi e femmine in un campo istituzionale così importante, con il presidente Mattarella che ama questo sport e ci segue da tantissimo. Questo dimostra quanto lo sport possa aiutare, soprattutto in questo momento storico". (di Simone Cesarei) 

 

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Categoria: sport

16:45

"Troppi voli dirottati a causa di passeggeri ubriachi", Ryanair chiede di vietare l'alcol negli aeroporti al mattino

(Adnkronos) - Niente alcolici nei bar degli aeroporti prima dei voli mattutini. È la richiesta di Michael O'Leary, Ceo di Ryanair, nel tentativo di contrastare il comportamento aggressivo e l'ubriachezza dei passeggeri 

In un'intervista al quotidiano 'The Times', pubblicata oggi 6 maggio, il capo della compagnia aerea low cost irlandese ha affermato che il problema sta peggiorando. Ryanair, che opera principalmente voli in Europa, è costretta a dirottare quasi un aereo al giorno a causa del comportamento dei passeggeri ubriachi, ha sottolineato. "Sta diventando una vera sfida per tutte le compagnie aeree", ha dichiarato O'Leary. "Non riesco a capire perché qualcuno... serva alcolici alle cinque o sei del mattino", ha detto al giornale. 

O'Leary ha affermato che le esenzioni dalla licenza di vendita di alcolici per i punti vendita aeroportuali contribuiscono alla situazione. "Non dovrebbero essere serviti alcolici negli aeroporti al di fuori degli orari di apertura dei pub", ha affermato, pur ribadendo che dovrebbe esserci un limite di due bevande a persona negli altri orari, che potrebbe essere controllato tramite le carte d'imbarco. 

Ryanair non ha ancora risposto alla richiesta di Afp di confermare l'orario in cui la compagnia aerea inizia a vendere alcolici a bordo dei suoi voli. "Noi siamo ragionevolmente responsabili, ma quelli che non lo sono, quelli che ci guadagnano, sono gli aeroporti", ha dichiarato al quotidiano. L'anno scorso Ryanair ha annunciato che avrebbe multato un passeggero di 500 euro per comportamento indisciplinato che avesse comportato la sua espulsione dall'aereo. O'Leary ha dichiarato al Times che anche il mix esplosivo di alcol e "persone che sniffano droghe" è problematico. "E le donne sono colpevoli tanto quanto gli uomini in questo", ha aggiunto. 

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Categoria: economia