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21:04

Tyler Mane: "Ho un tumore al seno, mi vergognavo a dirlo"

(Adnkronos) - "Ho un tumore al seno. Capita ad un uomo su 750 e io sono uno di loro". L'attore Tyler Mane, che ha interpretato Sabretooth in X-Men, ha annunciato di essere affetto da una "forma rarissima" di cancro. Il 59enne ha reso nota la diagnosi dal proprio profilo Instagram. "Ho brutte notizie, ho iniziato la chemioterapia oggi. Il tumore al seno viene diagnosticato ad un uomo su 750 nel corso della vita, io sono uno di questi. E' una malattia rarissima e non se ne parla", dice l'attore. Secondo l'Oms, su 100 casi di tumore al seno 1 riguarda un uomo. 

"Ho scoperto che le diagnosi per gli uomini arrivano quando la malattia ha già raggiunto uno stadio avanzato perché non è una patologia che viene seguita. I miei dottori non l'avevano presa in considerazione, mia moglie mi ha spinto a rimuovere un nodulo e così l'abbiamo presa in tempo", racconta. "Sarò sincero, inizialmente volevo tenere tutto segreto perché è imbarazzante. Poi, quando mi sono informato sulla malattia, mi sono convinto: è il caso di parlarne".  

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Categoria: spettacoli

20:46

Russia, l'ambasciatore Paramonov: "Aperti a dialogo con Italia se rinuncia ad atteggiamento ostile"

(Adnkronos) - Mosca ribadisce l''apertura' all'Italia se rinuncia a mantenere un un'atteggiamento 'ostile'. Nel discorso al ricevimento per la festa nazionale russa, davanti a circa 500 ospiti invitati a villa Abamelek, l'ambasciatore a Roma, Alexey Paramonov, ha spiegato: "Alla Russia è estranea la logica 'da fortezza' e il Paese rimane aperto al.mondo, al dialogo e alla cooperazione, anche con i Paesi occidentali, Italia compresa, a patto che questi rinuncino al proprio atteggiamento ostile e a qualsivoglia tentativo di calpestare i legittimi interessi del nostro Paese". 

Mosca, ha poi sostenuto, conduce una "politica costruttiva", mentre dall'Occidente arrivano "aggressioni". ''Nel corso di tutta la sua storia, la Russia ha sempre aspirato a condurre una politica costruttiva e non conflittuale, mirando in primo luogo a creare condizioni favorevoli al proprio sviluppo e ad armonizzare le relazioni internazionali", ha affermato Paramonov. Che poi osserva: "Ogni volta che questa politica è stata coronata da successo, incanalando il Paese sul percorso di un accelerato sviluppo economico e sociale, la nostra nazione ha subito aggressioni da parte dell'Occidente". 

La Russia ha invaso l'Ucraina in risposta alla "guerra ibrida dell'Occidente", la tesi ribadita dall'ambasciatore. "Checché affermino oggi i nostri avversari geopolitici in merito al conflitto in Ucraina - le parole -, l'Operazione militare speciale condotta in quel Paese rappresenta una risposta alla guerra ibrida dell'Occidente contro la Russia, una risposta ai tentativi di limitare le nostre capacità di sviluppo sovrano, di minare i nostri legittimi interessi politici ed economici, di destabilizzare l'assetto politico interno e di relegare la Russia ai margini della storia mondiale".  

Ma tutto questo, rivendica l'ambasciatore, "è oggettivamente impossibile, non lo permetteremo mai". 

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Categoria: internazionale/esteri

19:56

Bufera sui medici di famiglia, ritirata riforma a incontro tecnici Schillaci-assessori regionali: ira di Bertolaso

(Adnkronos) - Bufera sulla riforma dei medici di famiglia. A quanto si apprende da fonti regionali, durante l'incontro di oggi tra gli assessori regionali alla sanità e i tecnici del ministero guidato da Orazio Schillaci, il capo di ganinetto del dicastero avrebbe annunciato il possibile ritiro della riforma della medicina territoriale che prevedeva, attraverso un decreto legge, l'inserimento dei medici di famiglia nelle Case di Comunità e il passaggio alla dipendenza per una parte di loro. La scelta avrebbe mandato su tutte le furie l'assessore regionale alla sanità della Lombardia, Guido Bertolaso, uno dei principali sponsor di questa riforma. Secondo quanto si apprende, Bertolaso sarebbe arrivato a minacciare le dimissioni. Al momento, dall'entourage dell'assessore viene precisato che non intende rilasciare dichiarazioni. 

 

L'obiettivo "resta quello di dare una medicina territoriale più vicina ai cittadini, con la presenza dei medici di medicina generale nelle Case di comunità". Il lavoro sulle Case di comunità "va avanti", confermano intanto fonti del ministero della Salute. 

Le rassicurazione del ministero arriva dopo l'incontro tra gli assessori e il capo di gabinetto del ministero, Marco Mattei. Dopo lo stop 'politico' arrivato nei giorni scorsi all'ipotesi di procedere alla riforma con un decreto legge - che sarebbe intervenuto, tra le altre cose, anche sul rapporto dei medici di famiglia con il Servizio sanitario nazionale, oggi regolato da una convenzione - si profilano ora nuove opzioni per assicurare la presenza dei medici di famiglia nelle Case di comunità, anche in vista della scadenza di fine giugno prevista dal Pnrr. E' questo - popolare le Case di comunità - il fine più caro al ministro Schillaci. 

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Categoria: politica

19:30

Domenico morto a Napoli, il consulente della famiglia: "Da vetrini confermate lesioni da ghiaccio secco"

(Adnkronos) - "L'analisi sui vetrini e sui preparati istologici" di Domenico Caliendo, il piccolo di due anni e mezzo morto il 21 febbraio scorso all'ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore, "dal nostro punto di vista, è andata come ci aspettavamo. Sono state riscontrate tutte quelle lesioni che ci si aspettava di trovare dopo un trasporto effettuato con ghiaccio secco, e quindi in parole povere le ustioni da freddo o danni da bassissima temperatura, e le lesioni compatibili con i 55 giorni di Ecmo a cui Domenico è stato sottoposto. Abbiamo trovato esattamente i riscontri che ci saremmo aspettati conoscendo le due situazioni di partenza". Lo dice all'Adnkronos Luca Scognamiglio, medico legale e consulente di parte della famiglia. 

Il 23 dicembre scorso il bambino avrebbe dovuto ricevere un cuore nuovo mediante trapianto ma l'organo prelevato a Bolzano, quando è arrivato a Napoli, era compromesso. Intanto era già stato espiantato il cuore nativo malato. Oggi nell'istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari è proseguito l'esame dei due cuori del bambino, quello prelevato e quello nativo, nell'ambito dell'incidente probatorio relativo all'indagine. L'esame è stato affidato dal gip del tribunale Mariano Sorrentino a un collegio di periti. La prima parte dell'esame, di tipo macroscopica si era svolta il 28 aprile scorso, sempre a Bari. Oggi è proseguita, focalizzandosi sulla parte microscopica, alla presenza di tutti i consulenti delle parti processuali. "Il collegio di periti nominati dal gip ha anticipato che chiederà la proroga dell'incarico necessari per acquisire documenti che hanno già chiesto e che non sono ancora arrivati", spiega Scognamiglio. 

 

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Categoria: cronaca

19:25

Roma: mercati rionali, al Mun. I oltre 190 richieste per 86 posti, Bonaccorsi 'presidi fondamentali'

(Adnkronos) - Un segnale forte di fiducia verso i mercati rionali e verso il percorso di rilancio avviato dall'amministrazione del Municipio I di Roma. Il primo bando Bolkestein per i mercati di Vittoria, San Saba, Unità, Sommeiller e Coppelle si chiude con un risultato che supera ogni aspettativa: 197 domande pervenute a fronte di 86 concessioni disponibili, oltre il doppio rispetto a quelle previste dal bando. A trainare il risultato è stato il Mercato dell'Unità, protagonista negli ultimi anni di una profonda riqualificazione, che ha registrato oltre 118 domande per 40 posti. Molto positiva anche la risposta per il mercato Vittoria di via Sabotino, con 57 domande per 34 posti disponibili, e per il mercato di via Sommeiller, dove sono pervenute 10 candidature per soli 3 posteggi. Completano il quadro le 9 domande per il mercato di San Saba e le 3 per il mercato di Coppelle. Le concessioni avranno una durata di dieci anni. La graduatoria provvisoria sarà pubblicata entro circa un mese. 

"Siamo molto soddisfatti - afferma la presidente del Municipio I Lorenza Bonaccorsi - del numero di domande ricevute che dimostrano che la scelta di investire sui mercati rionali è stata giusta e lungimirante. I mercati rappresentano un presidio economico, sociale e identitario fondamentale per i quartieri. L'elevato numero di domande ricevute conferma che gli investimenti realizzati e quelli che stiamo programmando stanno restituendo attrattività a luoghi che vogliamo sempre più vivi, moderni e capaci di rispondere alle esigenze di cittadini e operatori". 

Per l'assessore al Commercio Jacopo Scatà, "l'elevata partecipazione al bando rappresenta un riconoscimento importante del lavoro che l'amministrazione municipale sta portando avanti per il rilancio e la valorizzazione dei mercati del territorio. È il segno concreto della fiducia degli operatori nel lavoro che stiamo portando avanti per rilanciare e valorizzare la rete mercatale del Municipio. Continueremo a investire nella qualità degli spazi, nei servizi e nell'innovazione, perché i mercati rionali sono una risorsa strategica per il commercio di prossimità e per la vitalità dei nostri quartieri".  

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Categoria: cronaca

19:01

Malattie rare, Girelli (Pd): "Ascoltare clinici e pazienti Egpa per fare norme realistiche"

(Adnkronos) - "Le scelte politiche ricadono sulle persone che vivono le situazioni di cui la politica si occupa e, soprattutto quando si parla di salute e di patologie rare, è indispensabile partire dall'ascolto di due mondi: quello dei clinici, che forniscono le risposte dal punto di vista della cura, e quello dei pazienti, che vivono direttamente la malattia. In caso contrario si rischia di elaborare norme lontane dalla realtà quotidiana". Così l'onorevole Gian Antonio Girelli (Pd), componente della XII Commissione Affari sociali della Camera dei deputati, in occasione della presentazione del Libro bianco 'Storie di vita con Egpa', promosso da Gsk con il patrocinio di Apacs Aps, Egpa Study Group e delle principali società scientifica impegnate in questa area. 

"Per aumentare la partecipazione attiva nelle sedi decisionali - prosegue Girelli - sono state depositate alcune proposte di legge che prevedono la presenza delle associazioni ai tavoli istituzionali non più su invito, ma in modo strutturato, così da dare loro una voce più forte nella costruzione dei percorsi organizzativi e decisionali. Spesso abbiamo norme anche molto avanzate che però trovano un'applicazione disomogenea sul territorio nazionale. La presenza delle associazioni dei pazienti può contribuire a garantire maggiore equità, raggiungendo tutte le persone che ne hanno bisogno". 

"Nel nostro sistema sanitario - rimarca Girelli - è necessario superare l'attuale organizzazione in 21 modelli territoriali e, anche all'interno delle singole regioni, ridurre la distanza tra città, aree interne e zone montane, perché oggi alcune eccellenze non sono accessibili a tutti. Superare queste disuguaglianze - sottolinea - significa ripensare anche il ruolo delle autonomie in un'ottica di collaborazione che, partendo dai territori, consenta di raggiungere obiettivi nazionali in linea con l'articolo 32 della Costituzione che tutela la salute senza distinzione tra persone e patologie". 

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Categoria: cronaca

18:57

Malattie rare, Vaglio (UniFi): "Egpa malattia con molteplici manifestazioni d'organo"

(Adnkronos) - "L'Egpa - granulomatosi eosinofila con poliangioite - è una vasculite sistemica generalmente a base autoimmune, caratterizzata da due componenti principali: una legata alla proliferazione degli eosinofili, cellule spesso coinvolte nelle manifestazioni allergiche, e una componente di vasculite sistemica". Lo spiega Augusto Vaglio, professore associato di Nefrologia e direttore della Scuola di specializzazione in Nefrologia presso l'università degli Studi di Firenze, nonché coordinatore aziendale per le malattie rare e dirigente medico presso l'Unità di Nefrologia dell'Aou Meyer di Firenze, in occasione della presentazione del Libro bianco 'Storie di vita con Egpa', organizzato alla Camera dei deputati e promosso da Gsk con il patrocinio di Apacs Aps, Egpa Study Group e delle principali società scientifica impegnate in questa area. 

Il documento vuole essere uno strumento di informazione e un compendio di esperienze, bisogni e criticità nel percorso di cura delle persone con Egpa. "Definire questa malattia - sottolinea Vaglio - significa innanzitutto considerarla dal punto di vista cronologico, perché presenta una fase iniziale molto lunga e difficile da riconoscere, che spesso somiglia a manifestazioni allergiche comuni come asma o rinosinusite cronica. Dopo un periodo estremamente variabile, che può andare da pochi mesi a molti anni, la malattia evolve e compaiono manifestazioni d'organo più importanti. I pazienti possono sviluppare manifestazioni eosinofile, come l'interessamento polmonare con polmoniti ricorrenti, avere un coinvolgimento cardiaco con cardiomiopatia o anche quello gastrointestinale. Nei casi più evidenti si sviluppano manifestazioni vasculitiche vere e proprie, come porpora cutanea, neuropatia periferica o interessamento renale. Si tratta quindi di una malattia con molteplici manifestazioni d'organo e una cronologia complessa". 

Il ritardo diagnostico, soprattutto nelle manifestazioni d'organo come quelle cardiache, renali o neurologiche periferiche, può portare a danni cronici e quindi a disfunzioni irreversibili, come insufficienza cardiaca o renale o degenerazione neuropatica periferica. "Dobbiamo cercare di evitarlo o limitarlo, anche se va detto che è in parte intrinseco alla malattia, che nelle fasi iniziali è difficile da riconoscere", precisa lo specialista. "Per questo la sensibilizzazione della comunità scientifica resta uno degli strumenti principali a nostra disposizione". 

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Categoria: cronaca

18:54

Malattie rare, De Grazia (Gsk): "Portare innovazione equa e accessibile ai pazienti Egpa"

(Adnkronos) - "L'impegno di Gsk per le persone con Egpa - granulomatosi eosinofila con poliangioite - è un impegno che riguarda approcci terapeutici e innovazione. Il bisogno di far arrivare l'innovazione al paziente giusto in maniera equa, accessibile e sostenibile è certamente una priorità per l'industria farmaceutica e può essere raggiunto se tutti gli stakeholder vengono messi insieme e collaborano per definire azioni e percorsi precisi e condivisi, che possano aiutare i pazienti ad arrivare il prima possibile a una diagnosi e a essere gestiti con una terapia opportuna ed efficace". Così Sara De Grazia, responsabile medico di area in Gsk Italia, intervenendo alla presentazione del Libro bianco 'Storie di vita con Egpa', organizzato alla Camera dei deputati a Roma. 

"Il libro presentato oggi - sottolinea - rappresenta uno strumento di informazione e di compendio di esperienze, bisogni e criticità nel percorso di cura delle persone con granulomatosi eosinofila con poliangioite. Nel corso dell'incontro è stata presentata la voce dei pazienti e dei caregiver, insieme a una serie di azioni che ci auguriamo vengano prese in carico dalle istituzioni. Dal punto di vista dell'industria farmaceutica - rimarca De Grazia - ciò che siamo chiamati a fare, anche a seguito dell'ascolto diretto dei pazienti, è continuare a investire e a stimolare la multidisciplinarietà nella gestione della patologia, rafforzando la pipeline per l'individuazione di nuove molecole sempre più efficaci e sicure, in grado di migliorare la qualità di vita delle persone coinvolte". 

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Categoria: cronaca

18:51

Malattie rare, Torracca (Apacs): "Stilata nuova roadmap in 7 azioni per la cura dell'Egpa"

(Adnkronos) - "Quando parliamo di Egpa, granulomatosi eosinofila con poliangioite, parliamo di una vasculite sistemica, una malattia rara che colpisce diversi organi. Normalmente presenta un esordio respiratorio che evolve in una fase eosinofilica e infine vasculitica, manifestandosi in maniera differente a seconda della persona e dello stadio della patologia in cui avviene la diagnosi". Così Francesca Torracca, presidente di Apacs (Associazione pazienti della sindrome di Churg-Strauss), intervenendo alla Camera dei deputati per la presentazione del Libro bianco 'Storie di vita con Egpa', promosso da Gsk con il patrocinio di Apacs Aps, di Egpa Study Group e delle principali società scientifiche impegnate in quest'area. 

"Abbiamo elaborato una roadmap di azioni da sottoporre alle istituzioni - spiega - a partire dalla definizione di un Pdta nazionale, per garantire uniformità nella presa in carico su tutto il territorio, oggi caratterizzato da forti disomogeneità". Tra le priorità anche il riconoscimento dell'invalidità: "Non esiste un codice specifico per la patologia, ma è fondamentale per garantire il diritto alla tutela del percorso di cura, anche per chi lavora o assiste un familiare". 

Infine, Torracca sottolinea la necessità di "una definizione univoca della patologia e la condivisione delle competenze attraverso un registro nazionale, indispensabile per il confronto tra clinici". "Fare informazione - conclude - è essenziale per far emergere la malattia e indirizzare correttamente pazienti e famiglie verso i percorsi di cura appropriati". 

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Categoria: cronaca

18:31

Cancro seno, Di Maio (Aiom): "Patient reported outcomes centrali per qualità di vita e valutazione terapie"

(Adnkronos) - "La survey di Andos e Crea Sanità ci dà messaggi molto preziosi perché ribadisce l'importanza dei patient reported outcomes e della qualità di vita nella gestione delle persone affette da tumore. In particolare, i Pro consentono di evidenziare sintomi che rischiano di essere sottoriportati e sottotrattati: si tratta di sintomi potenzialmente silenti, non sempre visibili agli occhi degli sperimentatori negli studi clinici o dei medici nella pratica quotidiana, ma con un impatto molto rilevante sulla qualità di vita". Lo ha dichiarato Massimo Di Maio, Dipartimento di Oncologia dell'università di Torino, Città della Salute e della Scienza, presidente Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), in occasione della presentazione del II Rapporto Andos-Crea Sanità 'Effetti collaterali del cancro alla mammella: qualità di vita', presentato a Roma. 

"Un secondo messaggio - ha aggiunto - riguarda la necessità di ripensare gli endpoint utilizzati per valutare il valore dei trattamenti: non solo aspettativa di vita e risposta obiettiva, ma anche percepito, vissuto e qualità di vita, che nei pazienti hanno un ruolo fondamentale. Infine, è importante non limitare l'attenzione ai Pro nella fase di trattamento attivo, ma considerarli anche nel follow-up, dove molte persone affrontano una lunga storia dopo le terapie e c'è il rischio che aspetti rilevanti per la qualità di vita vengano sottovalutati o non adeguatamente trattati". 

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Categoria: cronaca

18:27

Cancro seno, Polistena (Crea Sanità): "Non basta l'approccio clinico, servono più supporto psicologico e sociale"

(Adnkronos) - "La seconda edizione del Rapporto Andos si è concentrata maggiormente sugli aspetti psicologici, sociali e sulla qualità della vita, dopo una prima edizione focalizzata soprattutto su disagio economico e tossicità finanziaria. I dati mostrano che circa il 30% delle donne operate al seno ha dovuto lasciare o ridurre l'attività lavorativa per motivi legati alla malattia o alla necessità di conciliare terapie e lavoro", ha spiegato Barbara Polistena, docente presso l'università degli Studi di Roma Tor Vergata e direttore scientifico di Crea Sanità, in occasione della presentazione del II Rapporto Andos–Crea Sanità 'Effetti collaterali del cancro alla mammella: qualità di vita', presentato a Roma. 

"Dal punto di vista fisico - ha sottolineato - almeno un quarto delle pazienti soffre di affaticamento, disturbi del sonno e paura di morire, mentre oltre il 50% manifesta un disagio sociale significativo, con timore del giudizio altrui, difficoltà relazionali e rinuncia alle relazioni affettive. Tutti questi elementi contribuiscono a livelli elevati di ansia e depressione. La qualità della vita risulta pari a 0,8, inferiore alla media della popolazione femminile italiana pari a 0,9, sia sul piano fisico che psicologico, come confermato anche dal questionario SF12. Il rapporto evidenzia quindi che non è sufficiente un approccio esclusivamente clinico, ma serve rafforzare il supporto psicologico e sociale, che oggi appare ancora insufficiente". 

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Categoria: cronaca

18:21

Bill Gates testimonia a porte chiuse sul caso Epstein: "Grave errore incontrarlo"

(Adnkronos) - Bill Gates non ha "mai assistito o avuto indizi del fatto che Epstein fosse coinvolto in condotte criminali. Non sono mai andato nella sua isola, nel suo ranch o nella sua casa in Florida. Non ho mai avuto comportamenti che hanno reso qualcuno vittima". E' quanto ha affermato nella dichiarazione con cui si è aperta la sua deposizione a porte chiuse di fronte alla commissione di viglianza della Camera Usa che sta indagando sul caso Epstein.  

"Epstein era venuto a conoscenza di informazioni sulla mia vita personale, compreso il fatto che ero stato infedele a mia moglie. Queste relazioni non hanno niente a che vedere con le mie interazioni con Epstein, ma sono state dolorose per la mia famiglia", spiegato, aggiungendo che il finanziere pedofilo cercò in vari modi di "avere una relazione personale, ma io non sono stato mai interessato". 

Gates ha raccontato che nel 2011 era stato presentato a Epstein che gli promise di potere raccogliere miliardi di dollari per le campagna per la salute globale della Fondazione Gates. "Mi ricordo che ero al corrente del fatto che avesse avuto problemi legale in precedenza, ma non avevo pienamente realizzato il tipo di crimini che aveva commesso ed ho accettato che mi venisse presentato senza fare i controlli che avrei dovuto fare", ha poi ammesso il fondatore di Microsoft, secondo il testo della sua deposizione ottenuto dalla Cnn. 

Gates ha anche detto che Epstein cercò, senza successo, di usare le informazioni sulle sue infedeltà, "insieme a molte bugie aggiunte" per spingerlo a riprendere le interazioni dopo che erano state chiuse completamente nel dicembre del 2014. "Non avrei mai dovuto incontrare Epstein", ha concluso Gates ammettendo di fronte ai deputati di aver commesso "un grave errore di valutazione". 

Come spiega Ap, il deputato repubblicano statunitense James Comer, in qualità di presidente della commissione, ha formalmente richiesto la testimonianza di Gates a seguito della sua "frequente menzione in un considerevole corpus di documenti" rilasciati dal Dipartimento di Giustizia, nell'ambito della sua inchiesta su Epstein. "Tali fascicoli - si spiega - delineano un quadro che include figure di elevato potere nei settori della tecnologia, della finanza, della politica e in altre aree industriali. Ciascuna di queste personalità ha negato qualsiasi coinvolgimento nei crimini attribuiti a Epstein, sebbene alcuni abbiano mantenuto o instaurato relazioni di amicizia con lui anche dopo che la sua storia di abusi sessuali è emersa pubblicamente. 

Tra i documenti in questione figurano registrazioni del calendario relative a incontri tra Gates ed Epstein, corrispondenza via email tra i due concernente progetti filantropici, nonché fotografie di Gates in occasione di eventi ai quali l'imprenditore ha partecipato. La loro relazione professionale ha avuto inizio nel 2011, tre anni dopo che Epstein si era dichiarato colpevole di aver sollecitato prostituzione da un minore, e si è protratta almeno fino alla fine del 2014, secondo quanto attestato dai documenti.  

Epstein è stato formalmente incriminato nel luglio 2019 con accuse di traffico sessuale di minori e cospirazione per commettere traffico sessuale di minori. Il Dipartimento di Giustizia ha dichiarato che l'imprenditore pedofilo aveva costituito una vasta rete di ragazze minorenni, alcune delle quali di appena 14 anni, per abusarne sessualmente tra il 2002 e il 2005. In attesa di processo, l'uomo si è poi suicidato nel 2019.  

Gates non è stato oggetto di alcuna accusa di illecito in relazione al caso e ha negato qualsiasi conoscenza degli abusi perpetrati dall'imprenditore pedofilo nei confronti di ragazze. Ha invece dichiarato che i loro incontri erano finalizzati esclusivamente alla discussione di tematiche filantropiche e ha definito la sua associazione con Epstein "un enorme errore". 

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Categoria: internazionale/esteri

18:07

Trump annuncia nuovi attacchi contro l'Iran: "Colpiremo duro"

(Adnkronos) - "Li abbiamo colpiti ieri, li colpiremo oggi". Donald Trump preannuncia nuovi attacchi contro l'Iran. "Eravamo vicini ad un accordo, continuano a prenderci in giro", dice il presidente degli Stati Uniti. 

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Categoria: internazionale/esteri

18:01

Cornetteria star di TikTok, sospesa l'attività: lavoratori in nero e violazioni igieniche

(Adnkronos) - È stata sospesa l'attività della cornetteria più virale di TikTok: Cip&Ciop, situata a Napoli nel quartiere Marianella. Nell'ultimo anno è diventata un vero fenomeno social: oltre un milione e mezzo di follower, centinaia di clienti ogni giorno e video capaci di totalizzare migliaia di visualizzazioni. Il successo, tuttavia, si è scontrato con un controllo eseguito dai carabinieri e dal personale dell’Asl di Napoli.  

I militari hanno individuato, infatti, due lavoratori in nero ed è scattata una sanzione di circa 36mila euro a cui si sono aggiunti altri 24mila euro di sanzioni amministrative. Sul fronte igienico sanitario, invece, sono state riscontrate 3 non conformità gravi e sono stati sequestrati 450 chilogrammi di alimenti. Inoltre, è stata contestata una sanzione amministrativa di 5 mila euro. Per il titolare è scattata la denuncia, mentre l’attività è stata immediatamente sospesa. 

Sulla pagina Instagram del locale è stato condiviso un messaggio in cui si precisa che la cornetteria è stata sospesa "temporaneamente". In particolare, si legge, "ci è stato richiesto di adeguare la separazione tra l'area di lavorazione e l'area aperta al pubblico mediante l'installazione di una vetrata a tutta altezza, al fine di garantiere una maggiore tutela dei prodotti alimentari".  

E sui lavoratori in nero, il locale precisa che su 12 collaboratori è stata riscontrata la posizione di una persona "in fase di prova", gli altri risultano "regolarmente inquadrati e in possesso della documentazione richiesta per operare nel settore alimentare".  

L'obiettivo è quello di "collaborare con le autorità per riprendere l'attività nel pieno rispetto delle normative vigenti".  

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Categoria: cronaca

17:58

Gianmarco Pozzoli, dalla depressione alla rinascita: "In un anno ho perso tutto"

(Adnkronos) - "Ero vuoto, smarrito, finito". Così Gianmarco Pozzoli si è messo a nudo, raccontando l'ultimo anno vissuto, definito da lui come "il più buio della mia vita" dove "ho perso tutto: il lavoro, un matrimonio e 14 chili". Il comico milanese, 54 anni, conosciuto dal web grazie ai video virali della 'The Pozzolis Family' ha condiviso sui social un lungo sfogo in cui ha parlato del tunnel nero in cui è sprofondato subito dopo la fine del suo matrimonio con Alice Mangione. 

"Questo è un video molto importante per me. Racconta tutto il profondo disagio che ho vissuto, mesi fa, mentre il mondo si preparava al Natale, io mi aggiravo come uno zombie per Roma, una città che amo profondamente, ma che in quel periodo, neanche riuscivo a vedere e a godermi. Ero una foglia morta che rotolava per le strade. Solo il palco mi ridava per qualche ora, un apparente vitalità. Ma fuori da lì, ero vuoto, smarrito, finito", ha esordito così lo youtuber. 

Gianmarco Pozzoli ha raccontato la sua battaglia contro la depressione, durata tre mesi: "Ero ormai indifferente alla gioia. La leggerezza non sapevo più cosa fosse. Sentivo di non appartenere più a nessun luogo, a nessuna persona". E per i figli era diventato "la brutta copia indebolita del loro padre".  

 

 

La svolta è arrivata solo quando il comico ha deciso di affidarsi a uno specialista, scegliendo il ricovero presso il San Raffaele Turro di Milano: "Uno specialista mi ha rimesso in sesto, mi ha reso più ottimista e più forte di prima".  

E ha lanciato così un appello: "Non fate l’errore di sottovalutare un malessere mentale, un idea che si radica nella vostra mente, distruggendo giorno dopo giorno, la vostra autostima. Intervenite il prima possibile. Fatevi aiutare. Per tornare a volervi bene. Fatelo per voi, i vostri figli e i vostri amici", ha concluso.  

 

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Categoria: spettacoli

17:49

Erdogan attacca: "Israele minaccia per umanità". Ira Netanyahu: "No lezioni da dittatore antisemita"

(Adnkronos) - Israele è "una minaccia per l'umanità", per questo "va fermato". No, "non accettiamo lezioni da un dittatore antisemita che stermina i curdi''. E' un botta e risposta al vetriolo quello a distanza tra il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Con il leader turco che, ancora una volta, è tornato a paragonare il premier israeliano ad Adolf Hitler.  

 

 

''Ottantacinque anni fa, il silenzio e la mancata azione di fronte a Hitler portarono alla morte di 80 milioni di persone in tutto il mondo. Tutta l'umanità pagò il prezzo della follia di un tiranno squilibrato. Oggi, lo stesso errore si sta ripetendo'', ha dichiarato Erdogan in Parlamento. ''Le azioni genocidarie del macellaio di Gaza Netanyahu e del suo governo vengono osservate con lo stesso silenzio e la stessa mancanza di reazione che un tempo accolsero Hitler'', ha aggiunto Erdogan, sottolineando che ''nessuno dovrebbe dimenticare che quando un incendio divampa, non brucia solo la regione in cui ha inizio'', ma ''le sue scintille si propagano in tutto il mondo''. 

Quindi, ha sottolineato il presidente turco, ''così come oggi il mondo intero sta pagando il prezzo della situazione irrisolta nello Stretto di Hormuz, se non si pone fine all'illegalità di Israele, tutta l'umanità, insieme alla regione, ne subirà le conseguenze''. 

 

 

La risposta di Netanyahu non si è fatta attendere ed è stata affidata a 'X'. ''Il dittatore antisemita Erdogan, che sta commettendo un genocidio contro i curdi, sostiene l'organizzazione terroristica Hamas, opprime il suo stesso popolo e imprigiona gli oppositori politici, è l'ultima persona che può dare lezioni di moralità allo Stato di Israele'', ha scritto il premier israeliano in un post. ''Lo Stato di Israele e le Forze di Difesa Israeliane, l'esercito più morale del mondo, continueranno ad agire con fermezza contro l'Iran e i suoi alleati, che minacciano il Medio Oriente e il mondo intero'', ha concluso. 

 

 

L'attacco di Erdogan a Netanyahu è l'ultimo di una serie, alimentato negli anni dalle politiche del governo israeliano contro i palestinesi a Gaza e in Cisgiordania e contro il Libano. A giugno di un anno fa, sempre in Parlamento, Erdogan aveva definito Netanyahu "di gran lunga peggio di Hitler" e aveva difeso il ''diritto legttimo dell'Iran di difendersi dal terrorismo di Israele''.  

Due anni fa, ancora una volta a giugno in Parlamento, Erdogan aveva definito Netanyahu un ''malato di mente'' che con le sue azioni in Libano avrebbe ''aggravato il disastro''. Più di recente, lo scorso marzo, in un discorso effettuato durante il primo giorno dell’Eid-al-Fitr Erdogan aveva detto che "il terrore di Netanyahu continua a minacciare la pace regionale e globale". 

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Categoria: internazionale/esteri

17:25

F24 e addebito diretto sul conto corrente, ecco come funzionerà

(Adnkronos) - Novità in arrivo per i contribuenti italiani. Grazie al Decreto Semplificazioni sarà infatti possibile pagare le tasse come la gran parte delle bollette, decidendo di abbinare l'Iban del proprio conto corrente all'F24, consentendo così di pagare tutte le somme dovute all'Agenzia delle Entrate. L'addebito automatico, previsto a livello normativo, non è ancora attivo, ma si attendono novità a breve.  

 

 

Ma come funzionerà questa svolta digitale concretamente? “I modelli F24 sempre più potranno essere gestiti attraverso piattaforme digitali e canali di pagamento più rapidi, con procedure automatizzate simili a quelle già utilizzate per luce, gas, acqua o telefonia, tipo PagoPa con bollettini già prestampati, quindi tramite home banking, tabaccherie, app ed altri sistemi digitali. Naturalmente gli F24 con compensazioni o a zero devono essere pagati ancora tramite Entratel o altri canali dell'Agenzia delle Entrate", spiega ad Adnkronos/Labitalia Marco Cuchel, presidente dell'Associazione nazionale commercialisti.  

Una svolta digitale necessaria, secondo il professionista. "La possibilità di pagare gli F24 con modalità sempre più simili a quelle utilizzate per le bollette rappresenta un passo importante verso la semplificazione del rapporto tra contribuente e amministrazione finanziaria", sottolinea Cuchel. 

 

 

E non mancheranno i vantaggi, come sottolinea Cuchel: "Rendere i pagamenti fiscali più intuitivi, digitali e accessibili significa ridurre errori, tempi burocratici e difficoltà operative sia per i cittadini sia per le imprese. È una misura che va nella direzione giusta perché favorisce trasparenza, tracciabilità ed efficienza amministrativa. Per i professionisti e per le aziende significa poter gestire gli adempimenti con procedure più snelle e moderne, mentre per la pubblica amministrazione vuol dire migliorare la qualità dei controlli e velocizzare la gestione degli incassi", rimarca.  

Ma per Cuchel, in conclusione, "la vera sfida sarà accompagnare questa innovazione con sistemi informatici realmente integrati e con una semplificazione concreta delle procedure fiscali". (di Fabio Paluccio) 

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Categoria: lavoro

17:21

Truppe russe al confine con la Nato, l'allarme danese: "Rischio guerra nei prossimi tre anni"

(Adnkronos) - La Russia non si starebbe preparando soltanto a sostenere la guerra in Ucraina. Secondo una lunga inchiesta della tv pubblica danese DR, realizzata insieme alle omologhe svedese Svt, norvegese Nrk e al media estone Delfi, Mosca starebbe riorganizzando in profondità il proprio dispositivo militare lungo il confine con l’Europa settentrionale, dall’Artico al Baltico, in vista di un possibile confronto di larga scala con la Nato. 

È questa la sostanza più rilevante del lavoro giornalistico intitolato “Krigsplan Europa”, “Piano di guerra Europa”: nuove basi, ampliamento di strutture esistenti, ricostituzione di grandi unità militari, aumento della capacità logistica e trasformazione delle forze russe da brigate a divisioni. Non un semplice rafforzamento difensivo, ma una riorganizzazione pensata per sostenere operazioni prolungate e ad alta intensità. 

Il punto più delicato riguarda i tempi. Le fonti consultate da DR indicano nei prossimi uno-tre anni la fase potenzialmente più pericolosa per l’Europa, soprattutto nel periodo immediatamente successivo a un’eventuale fine dei combattimenti in Ucraina. In quello scenario, Mosca potrebbe disporre di un esercito temprato dal conflitto, di un’economia già convertita alla produzione bellica e di una capacità di mobilitazione più rapida rispetto al ritmo con cui i Paesi europei stanno ricostruendo le proprie difese. 

L’inchiesta di DR nasce da un lavoro durato oltre un anno e mezzo e si fonda su oltre 25 colloqui approfonditi con capi dei servizi di intelligence nordici, generali, ufficiali di alto rango della Nato e fonti con accesso diretto a informazioni classificate sull’attività militare russa. 

A questa base testimoniale si aggiungono immagini satellitari inedite, analizzate da Marko Eklund, ex ufficiale dell’intelligence militare finlandese, documenti riservati della Nato relativi a scenari di guerra e le valutazioni di minaccia pubblicate negli ultimi anni da sette agenzie di intelligence della regione. 

La conclusione che emerge è netta: la Russia sta rafforzando l’intero arco di confine con la Nato nel Nord Europa, dalla Norvegia e dalla Finlandia fino alla Lituania. L’allargamento dell’Alleanza a Finlandia e Svezia ha trasformato quell’area in uno dei fronti più sensibili della sicurezza europea. Mosca, secondo l’inchiesta, sta rispondendo con una riorganizzazione militare strutturale. 

Il passaggio più significativo non riguarda soltanto il numero dei soldati, ma il tipo di forze schierate. Mosca starebbe trasformando unità organizzate in brigate, composte indicativamente da circa 4.000 uomini, in divisioni, che possono arrivare a circa 10.000 soldati ciascuna. 

La differenza è sostanziale. Le brigate sono più leggere e flessibili. Le divisioni, invece, sono pensate per operazioni di combattimento di maggiore durata, con artiglieria, logistica, supporto pesante e capacità di condurre una guerra convenzionale su vasta scala. È per questo che gli esperti consultati dall’inchiesta leggono il cambiamento come un segnale politico e militare: non si tratta di un dispositivo di frontiera o di una misura simbolica, ma di un assetto compatibile con scenari di guerra ad alta intensità. 

Secondo Marko Eklund, quando le operazioni in Ucraina saranno terminate, la Russia potrebbe arrivare a schierare circa 115.000 soldati nelle aree di confine con l’Europa settentrionale. A questi si aggiungerebbe la possibilità di mobilitare rapidamente centinaia di migliaia di veterani del conflitto ucraino, spostandoli da altre aree del territorio russo verso il fianco nordico e baltico. 

Il generale Thomas Nilsson, capo dell’intelligence militare svedese, ha sintetizzato così il senso delle immagini satellitari mostrate da Svt: “Non crediamo che siano lì solo per fare bella figura. Si tratta di prepararsi a uno scontro con la Nato in un conflitto di grande scala in futuro”. 

Il passaggio centrale riguarda la cosiddetta finestra di vulnerabilità. Secondo le fonti di DR, la fase più rischiosa potrebbe aprirsi subito dopo la fine o il congelamento della guerra in Ucraina. Il motivo è semplice: in quel momento la Russia potrebbe disporre di forze combattenti esperte, di industrie militari ancora in pieno regime e di un vantaggio temporale rispetto al riarmo europeo. 

Un capo dell’intelligence nordica, citato dall’inchiesta, spiega che Mosca potrebbe decidere di agire non quando sarà al massimo della propria preparazione, ma quando l’avversario sarà ancora troppo debole. Il fattore decisivo, dunque, non sarebbe solo la forza assoluta della Russia, ma il divario temporaneo tra la sua capacità di mobilitazione e la lentezza con cui l’Europa sta colmando i propri vuoti militari. 

Il generale norvegese Eirik Kristoffersen, capo delle forze armate di Oslo, ha indicato in due-tre anni l’orizzonte del peggior scenario possibile. La sua valutazione parte dalla constatazione che la produzione militare russa non è in calo, ma al contrario resta su livelli molto elevati. Finché l’Europa non avrà aumentato in modo sostanziale la propria produzione di munizioni, sistemi di difesa, mezzi terrestri, capacità aeree e tecnologie avanzate, Mosca potrebbe conservare un vantaggio operativo. 

È questo il cuore politico dell’inchiesta: non la previsione certa di un attacco russo, ma l’idea che nei prossimi anni l’Europa possa trovarsi nel punto più esposto della propria transizione militare. Troppo tardi per affidarsi alle vecchie certezze del periodo post-Guerra fredda, troppo presto per disporre davvero delle nuove capacità promesse dai piani di riarmo. 

Il rafforzamento russo riguarda un’area che negli ultimi anni ha cambiato natura strategica. L’ingresso della Finlandia nella Nato nel 2023 e quello della Svezia nel 2024 hanno allungato enormemente la frontiera diretta tra l’Alleanza e la Russia. La penisola di Kola, il Baltico, la regione di San Pietroburgo e l’ex distretto militare di Leningrado sono tornati al centro della pianificazione militare europea. 

Per Mosca, quella fascia territoriale è cruciale: protegge l’accesso all’Artico, ospita assetti navali strategici, collega il Nord con il Baltico e guarda direttamente ai Paesi che oggi più di altri percepiscono la minaccia russa come concreta. Per Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Svezia e Norvegia, invece, il problema non è teorico. È geografico. 

La possibilità che la Russia sposti forze veterane dall’Ucraina verso il confine nordico e baltico viene considerata dagli apparati di sicurezza della regione come una delle variabili principali dei prossimi anni. Non significa che un conflitto sia inevitabile. Significa che l’Europa deve prepararsi a uno scenario in cui Mosca possa usare la pressione militare come strumento di intimidazione, coercizione politica o, nel caso peggiore, aggressione diretta. 

L’inchiesta non descrive soltanto la minaccia russa. Mette in evidenza anche le debolezze della risposta europea. Un alto ufficiale Nato interpellato da DR indica una serie di lacune: forze convenzionali insufficienti su terra, mare e aria; accesso limitato alle capacità spaziali; carenza di sistemi unmanned, cioè droni e piattaforme senza equipaggio; difficoltà nella protezione aerea di infrastrutture civili e militari. 

Quest’ultimo punto viene indicato come il maggiore “buco” nelle capacità europee. In uno scenario di guerra moderna, aeroporti, porti, centrali energetiche, reti ferroviarie, nodi digitali, basi militari e infrastrutture logistiche diventerebbero obiettivi prioritari. La difesa aerea europea, pur rafforzata negli ultimi anni, resta frammentata e non sempre sufficiente a coprire un conflitto ad alta intensità su più fronti. 

La questione si intreccia con il ruolo degli Stati Uniti. Da Washington arriva da tempo un messaggio chiaro: l’Europa deve assumersi una quota maggiore della propria sicurezza. Anche senza immaginare un ritiro americano dalla Nato, l’ipotesi che gli Stati Uniti siano impegnati contemporaneamente in altri teatri, a partire dall’Indo-Pacifico, obbliga gli europei a ragionare su una maggiore autonomia operativa nella deterrenza verso Mosca. 

Il quadro delineato da DR si inserisce in un filone più ampio di analisi strategiche analizzate dall’Adnkronos. Il Sipri, istituto svedese tra i più autorevoli nel monitoraggio della spesa militare globale, ha documentato l’aumento della spesa russa per la difesa e il peso crescente dell’economia di guerra. L’International Institute for Strategic Studies, nel Military Balance, ha seguito la ricostituzione di unità e comandi russi orientati verso il fianco nordico e baltico. 

Anche il Finnish Institute of International Affairs ha analizzato la riorganizzazione militare russa nel Nord, collegandola direttamente all’ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato. La Rand Corporation, nei suoi lavori sulla deterrenza nel fianco orientale dell’Alleanza, ha più volte sottolineato la vulnerabilità dei Paesi baltici nelle prime fasi di un eventuale conflitto. L’European Council on Foreign Relations ha invece richiamato l’attenzione sulla differenza di percezione tra Est e Ovest dell’Europa: per i Paesi di frontiera la minaccia è immediata, mentre in molte capitali occidentali e meridionali viene ancora percepita come più lontana. 

Il Kiel Institute for the World Economy ha documentato la resilienza dell’economia russa nonostante le sanzioni e la capacità di mantenere alta la produzione di armamenti. È un elemento importante perché riduce l’efficacia dell’idea secondo cui la pressione economica, da sola, possa contenere nel breve periodo la minaccia militare russa. 

L’ambasciata russa a Copenaghen ha respinto le conclusioni dell’inchiesta. L’ambasciatore Vladimir Barbin ha definito “una menzogna” l’affermazione secondo cui la Russia avrebbe deciso di attaccare uno o più Paesi Nato nel prossimo futuro. Secondo la versione russa, accuse di questo tipo servirebbero a spaventare gli europei e a giustificare il rafforzamento militare dei Paesi Nato e dell’Unione europea. 

Il Ministero della Difesa e il Ministero degli Esteri russi, secondo quanto riportato da DR, non hanno risposto alle richieste di commento. 

La smentita di Mosca era prevedibile. Ma non cancella il dato militare. L’inchiesta non sostiene che un attacco sia stato deciso, né indica una data. Descrive invece un’evoluzione delle capacità russe, un cambiamento nella postura militare e una convergenza di valutazioni tra intelligence nordiche, ufficiali Nato ed esperti indipendenti. In altre parole: non una profezia, ma un segnale d’allarme. 

Il generale danese Brian Nissen, che in caso di conflitto avrebbe responsabilità nel comando di una forza fino a 150.000 soldati per la difesa dei Paesi baltici e di parte della Polonia, ha descritto l’eventuale scontro con la Russia come una guerra multidimensionale: terra, aria, mare, spazio e cyberspazio. Una guerra per la sopravvivenza delle democrazie europee e del loro modo di vivere. 

Sono parole dure, ma spiegano il cambio di linguaggio avvenuto negli ultimi anni nelle capitali del Nord e dell’Est Europa. Dopo l’invasione dell’Ucraina, la minaccia russa non viene più letta soltanto come pressione diplomatica o guerra ibrida. Viene considerata anche come possibilità convenzionale, da prevenire attraverso la deterrenza. 

Questo non significa che il conflitto tra Russia e Nato sia inevitabile. Al contrario, l’obiettivo della deterrenza è proprio impedire che lo diventi. Ma per funzionare, la deterrenza deve essere credibile. E la credibilità dipende da capacità militari reali, tempi rapidi di risposta, scorte sufficienti, produzione industriale, difesa aerea, intelligence, logistica e unità politica. 

Il messaggio più scomodo dell’inchiesta DR riguarda l’Europa più che la Russia. Mosca si sta adattando a una lunga stagione di confronto con l’Occidente. L’Europa, invece, sta ancora cercando di trasformare la consapevolezza politica in capacità militare. Il divario tra questi due tempi è il punto di maggiore vulnerabilità. 

Per anni la sicurezza europea si è fondata sulla superiorità tecnologica occidentale, sulla protezione americana e sull’idea che una guerra convenzionale ad alta intensità nel continente fosse improbabile. L’Ucraina ha smentito questa illusione. Ora il fronte nordico e baltico costringe l’Alleanza a misurarsi con una seconda domanda: cosa accadrebbe se la Russia, dopo l’Ucraina, decidesse di testare la coesione della Nato proprio nel punto in cui il riarmo europeo non è ancora completo? 

La risposta non è scritta. Ma secondo DR, intelligence nordiche e ufficiali Nato concordano su un punto: il tempo a disposizione non è infinito. (di Giorgio Rutelli) 

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Categoria: internazionale/esteri

17:21

Cappellacci (Fi), 'dal Parlamento misure concrete su screening e innovazione'

(Adnkronos) - "Il tema dell’oncologia è un tema importantissimo per il nostro Servizio sanitario nazionale e per i cittadini. Tutti, purtroppo, sono stati toccati direttamente o indirettamente da questa realtà. Questo Governo e il Parlamento sono impegnati in modo significativo su diversi fronti: dalla prevenzione ai risultati concreti, anche grazie al lavoro svolto in sinergia con la comunità scientifica e le associazioni dei pazienti, fino alle terapie innovative che oggi tracciano la strada del futuro". Così all'Adnkronos Salute Ugo Cappellacci, presidente della XII Commissione Affari Sociali e Salute della Camera dei deputati durante l'Oncology Summit 2026 oggi nella Sala Regina della Camera, evento nato da un'iniziativa dello stesso deputato di Forza Italia.  

Cappellacci ha poi richiamato l’attenzione anche sul tema del cosiddetto "stigma" dei pazienti oncologici guariti: "Chi ha superato la malattia, in passato, poteva trovarsi ancora penalizzato da una sorta di 'peso' legato alla propria storia clinica, che di fatto limitava l’accesso a servizi come mutui bancari o assicurazioni, arrivando persino a incidere su scelte di vita come l’adozione di un bambino. La legge sull’oblio oncologico ha risolto questo problema, cancellando questo stigma". Tra i provvedimenti citati anche il Piano nazionale di prevenzione e l’estensione degli screening per il tumore al seno. "C’è un impegno importante che si traduce in fatti concreti e in un miglioramento effettivo della qualità di vita delle persone". 

Infine, a proposito del Summit sull’oncologia e del dialogo tra istituzioni e mondo scientifico, Cappellacci ha spiegato: "Il futuro dell’oncologia è entrato da tempo nelle istituzioni. Questo summit serve da un lato a prendere atto di quanto già realizzato dal Parlamento e dal Governo, dall’altro a confermare un metodo basato sul dialogo e sull’ascolto. Un metodo che parte dalle società scientifiche e dalle associazioni dei pazienti, mettendo a sistema tutti i soggetti coinvolti" ha poi cloncluso. 

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Categoria: cronaca

17:20

Di Maio (Aiom), 'gli screening salvano vite ma adesione ancora troppo bassa'

(Adnkronos) - In oncologia "gli screening rappresentano uno strumento prezioso perché, per diverse patologie, hanno dimostrato di ridurre la mortalità. Il motivo è semplice: consentono di individuare il tumore in una fase più precoce e quindi più facilmente curabile. In Italia, sulla base delle evidenze scientifiche disponibili, il Servizio sanitario nazionale offre già programmi di screening per alcuni dei tumori più diffusi, come quelli della mammella, della cervice uterina e del colon-retto. Ora chiediamo che questa offerta possa essere estesa anche ad altre patologie, a partire dal tumore del polmone. È dimostrato che la Tac spirale nei forti fumatori riduce la mortalità per questa malattia, ma al momento non rientra ancora nei programmi di screening pubblici". Così all'Adnkronos Salute , presidente nazionale di Aiom (Associazione italiana oncologia medica) e Massimo Di Maiodirettore del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino in occasione dell'Oncology Summit 2026, oggi alla Camera dei deputati.  

Secondo Di Maio, è necessario migliorare sia l’offerta da parte delle Regioni sia l’adesione dei cittadini. "Anche dove i programmi sono disponibili, la partecipazione resta inferiore a quanto auspicabile. È un peccato, perché aderire agli screening significa investire concretamente nella propria salute" ha aggiunto. 

Sul tema della partecipazione, il presidente degli oncologi osserva che in Italia "gli screening rivolti alle donne sono più numerosi, grazie ai programmi per il tumore della mammella e della cervice uterina. Per il tumore del colon-retto, che riguarda uomini e donne, la partecipazione al test per la ricerca del sangue occulto nelle feci rimane purtroppo subottimale in entrambi i sessi. Dobbiamo rafforzare la cultura della prevenzione - ha rimarcato - e far comprendere che questi test possono letteralmente salvare la vita".  

 

Di Maio ha infine sottolineato il valore dell’Oncology Summit come momento di confronto tra clinici e istituzioni. "È un’occasione importante per fare il punto sui risultati raggiunti dall’oncologia italiana, che oggi garantisce livelli di cura elevati, ma anche per individuare ciò che resta da migliorare. Dall’efficienza dei percorsi diagnostici e terapeutici alla tempestività della presa in carico dei pazienti, ci sono ancora aspetti su cui lavorare. Incontri come questo non servono soltanto a valorizzare quanto è stato fatto, ma soprattutto a costruire le basi per ulteriori progressi" ha poi concluso. 

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Categoria: cronaca

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21:04

Tyler Mane: "Ho un tumore al seno, mi vergognavo a dirlo"

(Adnkronos) - "Ho un tumore al seno. Capita ad un uomo su 750 e io sono uno di loro". L'attore Tyler Mane, che ha interpretato Sabretooth in X-Men, ha annunciato di essere affetto da una "forma rarissima" di cancro. Il 59enne ha reso nota la diagnosi dal proprio profilo Instagram. "Ho brutte notizie, ho iniziato la chemioterapia oggi. Il tumore al seno viene diagnosticato ad un uomo su 750 nel corso della vita, io sono uno di questi. E' una malattia rarissima e non se ne parla", dice l'attore. Secondo l'Oms, su 100 casi di tumore al seno 1 riguarda un uomo. 

"Ho scoperto che le diagnosi per gli uomini arrivano quando la malattia ha già raggiunto uno stadio avanzato perché non è una patologia che viene seguita. I miei dottori non l'avevano presa in considerazione, mia moglie mi ha spinto a rimuovere un nodulo e così l'abbiamo presa in tempo", racconta. "Sarò sincero, inizialmente volevo tenere tutto segreto perché è imbarazzante. Poi, quando mi sono informato sulla malattia, mi sono convinto: è il caso di parlarne".  

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Categoria: spettacoli

20:46

Russia, l'ambasciatore Paramonov: "Aperti a dialogo con Italia se rinuncia ad atteggiamento ostile"

(Adnkronos) - Mosca ribadisce l''apertura' all'Italia se rinuncia a mantenere un un'atteggiamento 'ostile'. Nel discorso al ricevimento per la festa nazionale russa, davanti a circa 500 ospiti invitati a villa Abamelek, l'ambasciatore a Roma, Alexey Paramonov, ha spiegato: "Alla Russia è estranea la logica 'da fortezza' e il Paese rimane aperto al.mondo, al dialogo e alla cooperazione, anche con i Paesi occidentali, Italia compresa, a patto che questi rinuncino al proprio atteggiamento ostile e a qualsivoglia tentativo di calpestare i legittimi interessi del nostro Paese". 

Mosca, ha poi sostenuto, conduce una "politica costruttiva", mentre dall'Occidente arrivano "aggressioni". ''Nel corso di tutta la sua storia, la Russia ha sempre aspirato a condurre una politica costruttiva e non conflittuale, mirando in primo luogo a creare condizioni favorevoli al proprio sviluppo e ad armonizzare le relazioni internazionali", ha affermato Paramonov. Che poi osserva: "Ogni volta che questa politica è stata coronata da successo, incanalando il Paese sul percorso di un accelerato sviluppo economico e sociale, la nostra nazione ha subito aggressioni da parte dell'Occidente". 

La Russia ha invaso l'Ucraina in risposta alla "guerra ibrida dell'Occidente", la tesi ribadita dall'ambasciatore. "Checché affermino oggi i nostri avversari geopolitici in merito al conflitto in Ucraina - le parole -, l'Operazione militare speciale condotta in quel Paese rappresenta una risposta alla guerra ibrida dell'Occidente contro la Russia, una risposta ai tentativi di limitare le nostre capacità di sviluppo sovrano, di minare i nostri legittimi interessi politici ed economici, di destabilizzare l'assetto politico interno e di relegare la Russia ai margini della storia mondiale".  

Ma tutto questo, rivendica l'ambasciatore, "è oggettivamente impossibile, non lo permetteremo mai". 

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Categoria: internazionale/esteri

19:56

Bufera sui medici di famiglia, ritirata riforma a incontro tecnici Schillaci-assessori regionali: ira di Bertolaso

(Adnkronos) - Bufera sulla riforma dei medici di famiglia. A quanto si apprende da fonti regionali, durante l'incontro di oggi tra gli assessori regionali alla sanità e i tecnici del ministero guidato da Orazio Schillaci, il capo di ganinetto del dicastero avrebbe annunciato il possibile ritiro della riforma della medicina territoriale che prevedeva, attraverso un decreto legge, l'inserimento dei medici di famiglia nelle Case di Comunità e il passaggio alla dipendenza per una parte di loro. La scelta avrebbe mandato su tutte le furie l'assessore regionale alla sanità della Lombardia, Guido Bertolaso, uno dei principali sponsor di questa riforma. Secondo quanto si apprende, Bertolaso sarebbe arrivato a minacciare le dimissioni. Al momento, dall'entourage dell'assessore viene precisato che non intende rilasciare dichiarazioni. 

 

L'obiettivo "resta quello di dare una medicina territoriale più vicina ai cittadini, con la presenza dei medici di medicina generale nelle Case di comunità". Il lavoro sulle Case di comunità "va avanti", confermano intanto fonti del ministero della Salute. 

Le rassicurazione del ministero arriva dopo l'incontro tra gli assessori e il capo di gabinetto del ministero, Marco Mattei. Dopo lo stop 'politico' arrivato nei giorni scorsi all'ipotesi di procedere alla riforma con un decreto legge - che sarebbe intervenuto, tra le altre cose, anche sul rapporto dei medici di famiglia con il Servizio sanitario nazionale, oggi regolato da una convenzione - si profilano ora nuove opzioni per assicurare la presenza dei medici di famiglia nelle Case di comunità, anche in vista della scadenza di fine giugno prevista dal Pnrr. E' questo - popolare le Case di comunità - il fine più caro al ministro Schillaci. 

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Categoria: politica

19:30

Domenico morto a Napoli, il consulente della famiglia: "Da vetrini confermate lesioni da ghiaccio secco"

(Adnkronos) - "L'analisi sui vetrini e sui preparati istologici" di Domenico Caliendo, il piccolo di due anni e mezzo morto il 21 febbraio scorso all'ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore, "dal nostro punto di vista, è andata come ci aspettavamo. Sono state riscontrate tutte quelle lesioni che ci si aspettava di trovare dopo un trasporto effettuato con ghiaccio secco, e quindi in parole povere le ustioni da freddo o danni da bassissima temperatura, e le lesioni compatibili con i 55 giorni di Ecmo a cui Domenico è stato sottoposto. Abbiamo trovato esattamente i riscontri che ci saremmo aspettati conoscendo le due situazioni di partenza". Lo dice all'Adnkronos Luca Scognamiglio, medico legale e consulente di parte della famiglia. 

Il 23 dicembre scorso il bambino avrebbe dovuto ricevere un cuore nuovo mediante trapianto ma l'organo prelevato a Bolzano, quando è arrivato a Napoli, era compromesso. Intanto era già stato espiantato il cuore nativo malato. Oggi nell'istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari è proseguito l'esame dei due cuori del bambino, quello prelevato e quello nativo, nell'ambito dell'incidente probatorio relativo all'indagine. L'esame è stato affidato dal gip del tribunale Mariano Sorrentino a un collegio di periti. La prima parte dell'esame, di tipo macroscopica si era svolta il 28 aprile scorso, sempre a Bari. Oggi è proseguita, focalizzandosi sulla parte microscopica, alla presenza di tutti i consulenti delle parti processuali. "Il collegio di periti nominati dal gip ha anticipato che chiederà la proroga dell'incarico necessari per acquisire documenti che hanno già chiesto e che non sono ancora arrivati", spiega Scognamiglio. 

 

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Categoria: cronaca

19:25

Roma: mercati rionali, al Mun. I oltre 190 richieste per 86 posti, Bonaccorsi 'presidi fondamentali'

(Adnkronos) - Un segnale forte di fiducia verso i mercati rionali e verso il percorso di rilancio avviato dall'amministrazione del Municipio I di Roma. Il primo bando Bolkestein per i mercati di Vittoria, San Saba, Unità, Sommeiller e Coppelle si chiude con un risultato che supera ogni aspettativa: 197 domande pervenute a fronte di 86 concessioni disponibili, oltre il doppio rispetto a quelle previste dal bando. A trainare il risultato è stato il Mercato dell'Unità, protagonista negli ultimi anni di una profonda riqualificazione, che ha registrato oltre 118 domande per 40 posti. Molto positiva anche la risposta per il mercato Vittoria di via Sabotino, con 57 domande per 34 posti disponibili, e per il mercato di via Sommeiller, dove sono pervenute 10 candidature per soli 3 posteggi. Completano il quadro le 9 domande per il mercato di San Saba e le 3 per il mercato di Coppelle. Le concessioni avranno una durata di dieci anni. La graduatoria provvisoria sarà pubblicata entro circa un mese. 

"Siamo molto soddisfatti - afferma la presidente del Municipio I Lorenza Bonaccorsi - del numero di domande ricevute che dimostrano che la scelta di investire sui mercati rionali è stata giusta e lungimirante. I mercati rappresentano un presidio economico, sociale e identitario fondamentale per i quartieri. L'elevato numero di domande ricevute conferma che gli investimenti realizzati e quelli che stiamo programmando stanno restituendo attrattività a luoghi che vogliamo sempre più vivi, moderni e capaci di rispondere alle esigenze di cittadini e operatori". 

Per l'assessore al Commercio Jacopo Scatà, "l'elevata partecipazione al bando rappresenta un riconoscimento importante del lavoro che l'amministrazione municipale sta portando avanti per il rilancio e la valorizzazione dei mercati del territorio. È il segno concreto della fiducia degli operatori nel lavoro che stiamo portando avanti per rilanciare e valorizzare la rete mercatale del Municipio. Continueremo a investire nella qualità degli spazi, nei servizi e nell'innovazione, perché i mercati rionali sono una risorsa strategica per il commercio di prossimità e per la vitalità dei nostri quartieri".  

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Categoria: cronaca

19:01

Malattie rare, Girelli (Pd): "Ascoltare clinici e pazienti Egpa per fare norme realistiche"

(Adnkronos) - "Le scelte politiche ricadono sulle persone che vivono le situazioni di cui la politica si occupa e, soprattutto quando si parla di salute e di patologie rare, è indispensabile partire dall'ascolto di due mondi: quello dei clinici, che forniscono le risposte dal punto di vista della cura, e quello dei pazienti, che vivono direttamente la malattia. In caso contrario si rischia di elaborare norme lontane dalla realtà quotidiana". Così l'onorevole Gian Antonio Girelli (Pd), componente della XII Commissione Affari sociali della Camera dei deputati, in occasione della presentazione del Libro bianco 'Storie di vita con Egpa', promosso da Gsk con il patrocinio di Apacs Aps, Egpa Study Group e delle principali società scientifica impegnate in questa area. 

"Per aumentare la partecipazione attiva nelle sedi decisionali - prosegue Girelli - sono state depositate alcune proposte di legge che prevedono la presenza delle associazioni ai tavoli istituzionali non più su invito, ma in modo strutturato, così da dare loro una voce più forte nella costruzione dei percorsi organizzativi e decisionali. Spesso abbiamo norme anche molto avanzate che però trovano un'applicazione disomogenea sul territorio nazionale. La presenza delle associazioni dei pazienti può contribuire a garantire maggiore equità, raggiungendo tutte le persone che ne hanno bisogno". 

"Nel nostro sistema sanitario - rimarca Girelli - è necessario superare l'attuale organizzazione in 21 modelli territoriali e, anche all'interno delle singole regioni, ridurre la distanza tra città, aree interne e zone montane, perché oggi alcune eccellenze non sono accessibili a tutti. Superare queste disuguaglianze - sottolinea - significa ripensare anche il ruolo delle autonomie in un'ottica di collaborazione che, partendo dai territori, consenta di raggiungere obiettivi nazionali in linea con l'articolo 32 della Costituzione che tutela la salute senza distinzione tra persone e patologie". 

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Categoria: cronaca

18:57

Malattie rare, Vaglio (UniFi): "Egpa malattia con molteplici manifestazioni d'organo"

(Adnkronos) - "L'Egpa - granulomatosi eosinofila con poliangioite - è una vasculite sistemica generalmente a base autoimmune, caratterizzata da due componenti principali: una legata alla proliferazione degli eosinofili, cellule spesso coinvolte nelle manifestazioni allergiche, e una componente di vasculite sistemica". Lo spiega Augusto Vaglio, professore associato di Nefrologia e direttore della Scuola di specializzazione in Nefrologia presso l'università degli Studi di Firenze, nonché coordinatore aziendale per le malattie rare e dirigente medico presso l'Unità di Nefrologia dell'Aou Meyer di Firenze, in occasione della presentazione del Libro bianco 'Storie di vita con Egpa', organizzato alla Camera dei deputati e promosso da Gsk con il patrocinio di Apacs Aps, Egpa Study Group e delle principali società scientifica impegnate in questa area. 

Il documento vuole essere uno strumento di informazione e un compendio di esperienze, bisogni e criticità nel percorso di cura delle persone con Egpa. "Definire questa malattia - sottolinea Vaglio - significa innanzitutto considerarla dal punto di vista cronologico, perché presenta una fase iniziale molto lunga e difficile da riconoscere, che spesso somiglia a manifestazioni allergiche comuni come asma o rinosinusite cronica. Dopo un periodo estremamente variabile, che può andare da pochi mesi a molti anni, la malattia evolve e compaiono manifestazioni d'organo più importanti. I pazienti possono sviluppare manifestazioni eosinofile, come l'interessamento polmonare con polmoniti ricorrenti, avere un coinvolgimento cardiaco con cardiomiopatia o anche quello gastrointestinale. Nei casi più evidenti si sviluppano manifestazioni vasculitiche vere e proprie, come porpora cutanea, neuropatia periferica o interessamento renale. Si tratta quindi di una malattia con molteplici manifestazioni d'organo e una cronologia complessa". 

Il ritardo diagnostico, soprattutto nelle manifestazioni d'organo come quelle cardiache, renali o neurologiche periferiche, può portare a danni cronici e quindi a disfunzioni irreversibili, come insufficienza cardiaca o renale o degenerazione neuropatica periferica. "Dobbiamo cercare di evitarlo o limitarlo, anche se va detto che è in parte intrinseco alla malattia, che nelle fasi iniziali è difficile da riconoscere", precisa lo specialista. "Per questo la sensibilizzazione della comunità scientifica resta uno degli strumenti principali a nostra disposizione". 

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Categoria: cronaca

18:54

Malattie rare, De Grazia (Gsk): "Portare innovazione equa e accessibile ai pazienti Egpa"

(Adnkronos) - "L'impegno di Gsk per le persone con Egpa - granulomatosi eosinofila con poliangioite - è un impegno che riguarda approcci terapeutici e innovazione. Il bisogno di far arrivare l'innovazione al paziente giusto in maniera equa, accessibile e sostenibile è certamente una priorità per l'industria farmaceutica e può essere raggiunto se tutti gli stakeholder vengono messi insieme e collaborano per definire azioni e percorsi precisi e condivisi, che possano aiutare i pazienti ad arrivare il prima possibile a una diagnosi e a essere gestiti con una terapia opportuna ed efficace". Così Sara De Grazia, responsabile medico di area in Gsk Italia, intervenendo alla presentazione del Libro bianco 'Storie di vita con Egpa', organizzato alla Camera dei deputati a Roma. 

"Il libro presentato oggi - sottolinea - rappresenta uno strumento di informazione e di compendio di esperienze, bisogni e criticità nel percorso di cura delle persone con granulomatosi eosinofila con poliangioite. Nel corso dell'incontro è stata presentata la voce dei pazienti e dei caregiver, insieme a una serie di azioni che ci auguriamo vengano prese in carico dalle istituzioni. Dal punto di vista dell'industria farmaceutica - rimarca De Grazia - ciò che siamo chiamati a fare, anche a seguito dell'ascolto diretto dei pazienti, è continuare a investire e a stimolare la multidisciplinarietà nella gestione della patologia, rafforzando la pipeline per l'individuazione di nuove molecole sempre più efficaci e sicure, in grado di migliorare la qualità di vita delle persone coinvolte". 

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Categoria: cronaca

18:51

Malattie rare, Torracca (Apacs): "Stilata nuova roadmap in 7 azioni per la cura dell'Egpa"

(Adnkronos) - "Quando parliamo di Egpa, granulomatosi eosinofila con poliangioite, parliamo di una vasculite sistemica, una malattia rara che colpisce diversi organi. Normalmente presenta un esordio respiratorio che evolve in una fase eosinofilica e infine vasculitica, manifestandosi in maniera differente a seconda della persona e dello stadio della patologia in cui avviene la diagnosi". Così Francesca Torracca, presidente di Apacs (Associazione pazienti della sindrome di Churg-Strauss), intervenendo alla Camera dei deputati per la presentazione del Libro bianco 'Storie di vita con Egpa', promosso da Gsk con il patrocinio di Apacs Aps, di Egpa Study Group e delle principali società scientifiche impegnate in quest'area. 

"Abbiamo elaborato una roadmap di azioni da sottoporre alle istituzioni - spiega - a partire dalla definizione di un Pdta nazionale, per garantire uniformità nella presa in carico su tutto il territorio, oggi caratterizzato da forti disomogeneità". Tra le priorità anche il riconoscimento dell'invalidità: "Non esiste un codice specifico per la patologia, ma è fondamentale per garantire il diritto alla tutela del percorso di cura, anche per chi lavora o assiste un familiare". 

Infine, Torracca sottolinea la necessità di "una definizione univoca della patologia e la condivisione delle competenze attraverso un registro nazionale, indispensabile per il confronto tra clinici". "Fare informazione - conclude - è essenziale per far emergere la malattia e indirizzare correttamente pazienti e famiglie verso i percorsi di cura appropriati". 

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Categoria: cronaca

18:31

Cancro seno, Di Maio (Aiom): "Patient reported outcomes centrali per qualità di vita e valutazione terapie"

(Adnkronos) - "La survey di Andos e Crea Sanità ci dà messaggi molto preziosi perché ribadisce l'importanza dei patient reported outcomes e della qualità di vita nella gestione delle persone affette da tumore. In particolare, i Pro consentono di evidenziare sintomi che rischiano di essere sottoriportati e sottotrattati: si tratta di sintomi potenzialmente silenti, non sempre visibili agli occhi degli sperimentatori negli studi clinici o dei medici nella pratica quotidiana, ma con un impatto molto rilevante sulla qualità di vita". Lo ha dichiarato Massimo Di Maio, Dipartimento di Oncologia dell'università di Torino, Città della Salute e della Scienza, presidente Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), in occasione della presentazione del II Rapporto Andos-Crea Sanità 'Effetti collaterali del cancro alla mammella: qualità di vita', presentato a Roma. 

"Un secondo messaggio - ha aggiunto - riguarda la necessità di ripensare gli endpoint utilizzati per valutare il valore dei trattamenti: non solo aspettativa di vita e risposta obiettiva, ma anche percepito, vissuto e qualità di vita, che nei pazienti hanno un ruolo fondamentale. Infine, è importante non limitare l'attenzione ai Pro nella fase di trattamento attivo, ma considerarli anche nel follow-up, dove molte persone affrontano una lunga storia dopo le terapie e c'è il rischio che aspetti rilevanti per la qualità di vita vengano sottovalutati o non adeguatamente trattati". 

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Categoria: cronaca

18:27

Cancro seno, Polistena (Crea Sanità): "Non basta l'approccio clinico, servono più supporto psicologico e sociale"

(Adnkronos) - "La seconda edizione del Rapporto Andos si è concentrata maggiormente sugli aspetti psicologici, sociali e sulla qualità della vita, dopo una prima edizione focalizzata soprattutto su disagio economico e tossicità finanziaria. I dati mostrano che circa il 30% delle donne operate al seno ha dovuto lasciare o ridurre l'attività lavorativa per motivi legati alla malattia o alla necessità di conciliare terapie e lavoro", ha spiegato Barbara Polistena, docente presso l'università degli Studi di Roma Tor Vergata e direttore scientifico di Crea Sanità, in occasione della presentazione del II Rapporto Andos–Crea Sanità 'Effetti collaterali del cancro alla mammella: qualità di vita', presentato a Roma. 

"Dal punto di vista fisico - ha sottolineato - almeno un quarto delle pazienti soffre di affaticamento, disturbi del sonno e paura di morire, mentre oltre il 50% manifesta un disagio sociale significativo, con timore del giudizio altrui, difficoltà relazionali e rinuncia alle relazioni affettive. Tutti questi elementi contribuiscono a livelli elevati di ansia e depressione. La qualità della vita risulta pari a 0,8, inferiore alla media della popolazione femminile italiana pari a 0,9, sia sul piano fisico che psicologico, come confermato anche dal questionario SF12. Il rapporto evidenzia quindi che non è sufficiente un approccio esclusivamente clinico, ma serve rafforzare il supporto psicologico e sociale, che oggi appare ancora insufficiente". 

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Categoria: cronaca

18:21

Bill Gates testimonia a porte chiuse sul caso Epstein: "Grave errore incontrarlo"

(Adnkronos) - Bill Gates non ha "mai assistito o avuto indizi del fatto che Epstein fosse coinvolto in condotte criminali. Non sono mai andato nella sua isola, nel suo ranch o nella sua casa in Florida. Non ho mai avuto comportamenti che hanno reso qualcuno vittima". E' quanto ha affermato nella dichiarazione con cui si è aperta la sua deposizione a porte chiuse di fronte alla commissione di viglianza della Camera Usa che sta indagando sul caso Epstein.  

"Epstein era venuto a conoscenza di informazioni sulla mia vita personale, compreso il fatto che ero stato infedele a mia moglie. Queste relazioni non hanno niente a che vedere con le mie interazioni con Epstein, ma sono state dolorose per la mia famiglia", spiegato, aggiungendo che il finanziere pedofilo cercò in vari modi di "avere una relazione personale, ma io non sono stato mai interessato". 

Gates ha raccontato che nel 2011 era stato presentato a Epstein che gli promise di potere raccogliere miliardi di dollari per le campagna per la salute globale della Fondazione Gates. "Mi ricordo che ero al corrente del fatto che avesse avuto problemi legale in precedenza, ma non avevo pienamente realizzato il tipo di crimini che aveva commesso ed ho accettato che mi venisse presentato senza fare i controlli che avrei dovuto fare", ha poi ammesso il fondatore di Microsoft, secondo il testo della sua deposizione ottenuto dalla Cnn. 

Gates ha anche detto che Epstein cercò, senza successo, di usare le informazioni sulle sue infedeltà, "insieme a molte bugie aggiunte" per spingerlo a riprendere le interazioni dopo che erano state chiuse completamente nel dicembre del 2014. "Non avrei mai dovuto incontrare Epstein", ha concluso Gates ammettendo di fronte ai deputati di aver commesso "un grave errore di valutazione". 

Come spiega Ap, il deputato repubblicano statunitense James Comer, in qualità di presidente della commissione, ha formalmente richiesto la testimonianza di Gates a seguito della sua "frequente menzione in un considerevole corpus di documenti" rilasciati dal Dipartimento di Giustizia, nell'ambito della sua inchiesta su Epstein. "Tali fascicoli - si spiega - delineano un quadro che include figure di elevato potere nei settori della tecnologia, della finanza, della politica e in altre aree industriali. Ciascuna di queste personalità ha negato qualsiasi coinvolgimento nei crimini attribuiti a Epstein, sebbene alcuni abbiano mantenuto o instaurato relazioni di amicizia con lui anche dopo che la sua storia di abusi sessuali è emersa pubblicamente. 

Tra i documenti in questione figurano registrazioni del calendario relative a incontri tra Gates ed Epstein, corrispondenza via email tra i due concernente progetti filantropici, nonché fotografie di Gates in occasione di eventi ai quali l'imprenditore ha partecipato. La loro relazione professionale ha avuto inizio nel 2011, tre anni dopo che Epstein si era dichiarato colpevole di aver sollecitato prostituzione da un minore, e si è protratta almeno fino alla fine del 2014, secondo quanto attestato dai documenti.  

Epstein è stato formalmente incriminato nel luglio 2019 con accuse di traffico sessuale di minori e cospirazione per commettere traffico sessuale di minori. Il Dipartimento di Giustizia ha dichiarato che l'imprenditore pedofilo aveva costituito una vasta rete di ragazze minorenni, alcune delle quali di appena 14 anni, per abusarne sessualmente tra il 2002 e il 2005. In attesa di processo, l'uomo si è poi suicidato nel 2019.  

Gates non è stato oggetto di alcuna accusa di illecito in relazione al caso e ha negato qualsiasi conoscenza degli abusi perpetrati dall'imprenditore pedofilo nei confronti di ragazze. Ha invece dichiarato che i loro incontri erano finalizzati esclusivamente alla discussione di tematiche filantropiche e ha definito la sua associazione con Epstein "un enorme errore". 

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Categoria: internazionale/esteri

18:07

Trump annuncia nuovi attacchi contro l'Iran: "Colpiremo duro"

(Adnkronos) - "Li abbiamo colpiti ieri, li colpiremo oggi". Donald Trump preannuncia nuovi attacchi contro l'Iran. "Eravamo vicini ad un accordo, continuano a prenderci in giro", dice il presidente degli Stati Uniti. 

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Categoria: internazionale/esteri

18:01

Cornetteria star di TikTok, sospesa l'attività: lavoratori in nero e violazioni igieniche

(Adnkronos) - È stata sospesa l'attività della cornetteria più virale di TikTok: Cip&Ciop, situata a Napoli nel quartiere Marianella. Nell'ultimo anno è diventata un vero fenomeno social: oltre un milione e mezzo di follower, centinaia di clienti ogni giorno e video capaci di totalizzare migliaia di visualizzazioni. Il successo, tuttavia, si è scontrato con un controllo eseguito dai carabinieri e dal personale dell’Asl di Napoli.  

I militari hanno individuato, infatti, due lavoratori in nero ed è scattata una sanzione di circa 36mila euro a cui si sono aggiunti altri 24mila euro di sanzioni amministrative. Sul fronte igienico sanitario, invece, sono state riscontrate 3 non conformità gravi e sono stati sequestrati 450 chilogrammi di alimenti. Inoltre, è stata contestata una sanzione amministrativa di 5 mila euro. Per il titolare è scattata la denuncia, mentre l’attività è stata immediatamente sospesa. 

Sulla pagina Instagram del locale è stato condiviso un messaggio in cui si precisa che la cornetteria è stata sospesa "temporaneamente". In particolare, si legge, "ci è stato richiesto di adeguare la separazione tra l'area di lavorazione e l'area aperta al pubblico mediante l'installazione di una vetrata a tutta altezza, al fine di garantiere una maggiore tutela dei prodotti alimentari".  

E sui lavoratori in nero, il locale precisa che su 12 collaboratori è stata riscontrata la posizione di una persona "in fase di prova", gli altri risultano "regolarmente inquadrati e in possesso della documentazione richiesta per operare nel settore alimentare".  

L'obiettivo è quello di "collaborare con le autorità per riprendere l'attività nel pieno rispetto delle normative vigenti".  

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Categoria: cronaca

17:58

Gianmarco Pozzoli, dalla depressione alla rinascita: "In un anno ho perso tutto"

(Adnkronos) - "Ero vuoto, smarrito, finito". Così Gianmarco Pozzoli si è messo a nudo, raccontando l'ultimo anno vissuto, definito da lui come "il più buio della mia vita" dove "ho perso tutto: il lavoro, un matrimonio e 14 chili". Il comico milanese, 54 anni, conosciuto dal web grazie ai video virali della 'The Pozzolis Family' ha condiviso sui social un lungo sfogo in cui ha parlato del tunnel nero in cui è sprofondato subito dopo la fine del suo matrimonio con Alice Mangione. 

"Questo è un video molto importante per me. Racconta tutto il profondo disagio che ho vissuto, mesi fa, mentre il mondo si preparava al Natale, io mi aggiravo come uno zombie per Roma, una città che amo profondamente, ma che in quel periodo, neanche riuscivo a vedere e a godermi. Ero una foglia morta che rotolava per le strade. Solo il palco mi ridava per qualche ora, un apparente vitalità. Ma fuori da lì, ero vuoto, smarrito, finito", ha esordito così lo youtuber. 

Gianmarco Pozzoli ha raccontato la sua battaglia contro la depressione, durata tre mesi: "Ero ormai indifferente alla gioia. La leggerezza non sapevo più cosa fosse. Sentivo di non appartenere più a nessun luogo, a nessuna persona". E per i figli era diventato "la brutta copia indebolita del loro padre".  

 

 

La svolta è arrivata solo quando il comico ha deciso di affidarsi a uno specialista, scegliendo il ricovero presso il San Raffaele Turro di Milano: "Uno specialista mi ha rimesso in sesto, mi ha reso più ottimista e più forte di prima".  

E ha lanciato così un appello: "Non fate l’errore di sottovalutare un malessere mentale, un idea che si radica nella vostra mente, distruggendo giorno dopo giorno, la vostra autostima. Intervenite il prima possibile. Fatevi aiutare. Per tornare a volervi bene. Fatelo per voi, i vostri figli e i vostri amici", ha concluso.  

 

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Categoria: spettacoli

17:49

Erdogan attacca: "Israele minaccia per umanità". Ira Netanyahu: "No lezioni da dittatore antisemita"

(Adnkronos) - Israele è "una minaccia per l'umanità", per questo "va fermato". No, "non accettiamo lezioni da un dittatore antisemita che stermina i curdi''. E' un botta e risposta al vetriolo quello a distanza tra il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Con il leader turco che, ancora una volta, è tornato a paragonare il premier israeliano ad Adolf Hitler.  

 

 

''Ottantacinque anni fa, il silenzio e la mancata azione di fronte a Hitler portarono alla morte di 80 milioni di persone in tutto il mondo. Tutta l'umanità pagò il prezzo della follia di un tiranno squilibrato. Oggi, lo stesso errore si sta ripetendo'', ha dichiarato Erdogan in Parlamento. ''Le azioni genocidarie del macellaio di Gaza Netanyahu e del suo governo vengono osservate con lo stesso silenzio e la stessa mancanza di reazione che un tempo accolsero Hitler'', ha aggiunto Erdogan, sottolineando che ''nessuno dovrebbe dimenticare che quando un incendio divampa, non brucia solo la regione in cui ha inizio'', ma ''le sue scintille si propagano in tutto il mondo''. 

Quindi, ha sottolineato il presidente turco, ''così come oggi il mondo intero sta pagando il prezzo della situazione irrisolta nello Stretto di Hormuz, se non si pone fine all'illegalità di Israele, tutta l'umanità, insieme alla regione, ne subirà le conseguenze''. 

 

 

La risposta di Netanyahu non si è fatta attendere ed è stata affidata a 'X'. ''Il dittatore antisemita Erdogan, che sta commettendo un genocidio contro i curdi, sostiene l'organizzazione terroristica Hamas, opprime il suo stesso popolo e imprigiona gli oppositori politici, è l'ultima persona che può dare lezioni di moralità allo Stato di Israele'', ha scritto il premier israeliano in un post. ''Lo Stato di Israele e le Forze di Difesa Israeliane, l'esercito più morale del mondo, continueranno ad agire con fermezza contro l'Iran e i suoi alleati, che minacciano il Medio Oriente e il mondo intero'', ha concluso. 

 

 

L'attacco di Erdogan a Netanyahu è l'ultimo di una serie, alimentato negli anni dalle politiche del governo israeliano contro i palestinesi a Gaza e in Cisgiordania e contro il Libano. A giugno di un anno fa, sempre in Parlamento, Erdogan aveva definito Netanyahu "di gran lunga peggio di Hitler" e aveva difeso il ''diritto legttimo dell'Iran di difendersi dal terrorismo di Israele''.  

Due anni fa, ancora una volta a giugno in Parlamento, Erdogan aveva definito Netanyahu un ''malato di mente'' che con le sue azioni in Libano avrebbe ''aggravato il disastro''. Più di recente, lo scorso marzo, in un discorso effettuato durante il primo giorno dell’Eid-al-Fitr Erdogan aveva detto che "il terrore di Netanyahu continua a minacciare la pace regionale e globale". 

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Categoria: internazionale/esteri

17:25

F24 e addebito diretto sul conto corrente, ecco come funzionerà

(Adnkronos) - Novità in arrivo per i contribuenti italiani. Grazie al Decreto Semplificazioni sarà infatti possibile pagare le tasse come la gran parte delle bollette, decidendo di abbinare l'Iban del proprio conto corrente all'F24, consentendo così di pagare tutte le somme dovute all'Agenzia delle Entrate. L'addebito automatico, previsto a livello normativo, non è ancora attivo, ma si attendono novità a breve.  

 

 

Ma come funzionerà questa svolta digitale concretamente? “I modelli F24 sempre più potranno essere gestiti attraverso piattaforme digitali e canali di pagamento più rapidi, con procedure automatizzate simili a quelle già utilizzate per luce, gas, acqua o telefonia, tipo PagoPa con bollettini già prestampati, quindi tramite home banking, tabaccherie, app ed altri sistemi digitali. Naturalmente gli F24 con compensazioni o a zero devono essere pagati ancora tramite Entratel o altri canali dell'Agenzia delle Entrate", spiega ad Adnkronos/Labitalia Marco Cuchel, presidente dell'Associazione nazionale commercialisti.  

Una svolta digitale necessaria, secondo il professionista. "La possibilità di pagare gli F24 con modalità sempre più simili a quelle utilizzate per le bollette rappresenta un passo importante verso la semplificazione del rapporto tra contribuente e amministrazione finanziaria", sottolinea Cuchel. 

 

 

E non mancheranno i vantaggi, come sottolinea Cuchel: "Rendere i pagamenti fiscali più intuitivi, digitali e accessibili significa ridurre errori, tempi burocratici e difficoltà operative sia per i cittadini sia per le imprese. È una misura che va nella direzione giusta perché favorisce trasparenza, tracciabilità ed efficienza amministrativa. Per i professionisti e per le aziende significa poter gestire gli adempimenti con procedure più snelle e moderne, mentre per la pubblica amministrazione vuol dire migliorare la qualità dei controlli e velocizzare la gestione degli incassi", rimarca.  

Ma per Cuchel, in conclusione, "la vera sfida sarà accompagnare questa innovazione con sistemi informatici realmente integrati e con una semplificazione concreta delle procedure fiscali". (di Fabio Paluccio) 

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Categoria: lavoro

17:21

Truppe russe al confine con la Nato, l'allarme danese: "Rischio guerra nei prossimi tre anni"

(Adnkronos) - La Russia non si starebbe preparando soltanto a sostenere la guerra in Ucraina. Secondo una lunga inchiesta della tv pubblica danese DR, realizzata insieme alle omologhe svedese Svt, norvegese Nrk e al media estone Delfi, Mosca starebbe riorganizzando in profondità il proprio dispositivo militare lungo il confine con l’Europa settentrionale, dall’Artico al Baltico, in vista di un possibile confronto di larga scala con la Nato. 

È questa la sostanza più rilevante del lavoro giornalistico intitolato “Krigsplan Europa”, “Piano di guerra Europa”: nuove basi, ampliamento di strutture esistenti, ricostituzione di grandi unità militari, aumento della capacità logistica e trasformazione delle forze russe da brigate a divisioni. Non un semplice rafforzamento difensivo, ma una riorganizzazione pensata per sostenere operazioni prolungate e ad alta intensità. 

Il punto più delicato riguarda i tempi. Le fonti consultate da DR indicano nei prossimi uno-tre anni la fase potenzialmente più pericolosa per l’Europa, soprattutto nel periodo immediatamente successivo a un’eventuale fine dei combattimenti in Ucraina. In quello scenario, Mosca potrebbe disporre di un esercito temprato dal conflitto, di un’economia già convertita alla produzione bellica e di una capacità di mobilitazione più rapida rispetto al ritmo con cui i Paesi europei stanno ricostruendo le proprie difese. 

L’inchiesta di DR nasce da un lavoro durato oltre un anno e mezzo e si fonda su oltre 25 colloqui approfonditi con capi dei servizi di intelligence nordici, generali, ufficiali di alto rango della Nato e fonti con accesso diretto a informazioni classificate sull’attività militare russa. 

A questa base testimoniale si aggiungono immagini satellitari inedite, analizzate da Marko Eklund, ex ufficiale dell’intelligence militare finlandese, documenti riservati della Nato relativi a scenari di guerra e le valutazioni di minaccia pubblicate negli ultimi anni da sette agenzie di intelligence della regione. 

La conclusione che emerge è netta: la Russia sta rafforzando l’intero arco di confine con la Nato nel Nord Europa, dalla Norvegia e dalla Finlandia fino alla Lituania. L’allargamento dell’Alleanza a Finlandia e Svezia ha trasformato quell’area in uno dei fronti più sensibili della sicurezza europea. Mosca, secondo l’inchiesta, sta rispondendo con una riorganizzazione militare strutturale. 

Il passaggio più significativo non riguarda soltanto il numero dei soldati, ma il tipo di forze schierate. Mosca starebbe trasformando unità organizzate in brigate, composte indicativamente da circa 4.000 uomini, in divisioni, che possono arrivare a circa 10.000 soldati ciascuna. 

La differenza è sostanziale. Le brigate sono più leggere e flessibili. Le divisioni, invece, sono pensate per operazioni di combattimento di maggiore durata, con artiglieria, logistica, supporto pesante e capacità di condurre una guerra convenzionale su vasta scala. È per questo che gli esperti consultati dall’inchiesta leggono il cambiamento come un segnale politico e militare: non si tratta di un dispositivo di frontiera o di una misura simbolica, ma di un assetto compatibile con scenari di guerra ad alta intensità. 

Secondo Marko Eklund, quando le operazioni in Ucraina saranno terminate, la Russia potrebbe arrivare a schierare circa 115.000 soldati nelle aree di confine con l’Europa settentrionale. A questi si aggiungerebbe la possibilità di mobilitare rapidamente centinaia di migliaia di veterani del conflitto ucraino, spostandoli da altre aree del territorio russo verso il fianco nordico e baltico. 

Il generale Thomas Nilsson, capo dell’intelligence militare svedese, ha sintetizzato così il senso delle immagini satellitari mostrate da Svt: “Non crediamo che siano lì solo per fare bella figura. Si tratta di prepararsi a uno scontro con la Nato in un conflitto di grande scala in futuro”. 

Il passaggio centrale riguarda la cosiddetta finestra di vulnerabilità. Secondo le fonti di DR, la fase più rischiosa potrebbe aprirsi subito dopo la fine o il congelamento della guerra in Ucraina. Il motivo è semplice: in quel momento la Russia potrebbe disporre di forze combattenti esperte, di industrie militari ancora in pieno regime e di un vantaggio temporale rispetto al riarmo europeo. 

Un capo dell’intelligence nordica, citato dall’inchiesta, spiega che Mosca potrebbe decidere di agire non quando sarà al massimo della propria preparazione, ma quando l’avversario sarà ancora troppo debole. Il fattore decisivo, dunque, non sarebbe solo la forza assoluta della Russia, ma il divario temporaneo tra la sua capacità di mobilitazione e la lentezza con cui l’Europa sta colmando i propri vuoti militari. 

Il generale norvegese Eirik Kristoffersen, capo delle forze armate di Oslo, ha indicato in due-tre anni l’orizzonte del peggior scenario possibile. La sua valutazione parte dalla constatazione che la produzione militare russa non è in calo, ma al contrario resta su livelli molto elevati. Finché l’Europa non avrà aumentato in modo sostanziale la propria produzione di munizioni, sistemi di difesa, mezzi terrestri, capacità aeree e tecnologie avanzate, Mosca potrebbe conservare un vantaggio operativo. 

È questo il cuore politico dell’inchiesta: non la previsione certa di un attacco russo, ma l’idea che nei prossimi anni l’Europa possa trovarsi nel punto più esposto della propria transizione militare. Troppo tardi per affidarsi alle vecchie certezze del periodo post-Guerra fredda, troppo presto per disporre davvero delle nuove capacità promesse dai piani di riarmo. 

Il rafforzamento russo riguarda un’area che negli ultimi anni ha cambiato natura strategica. L’ingresso della Finlandia nella Nato nel 2023 e quello della Svezia nel 2024 hanno allungato enormemente la frontiera diretta tra l’Alleanza e la Russia. La penisola di Kola, il Baltico, la regione di San Pietroburgo e l’ex distretto militare di Leningrado sono tornati al centro della pianificazione militare europea. 

Per Mosca, quella fascia territoriale è cruciale: protegge l’accesso all’Artico, ospita assetti navali strategici, collega il Nord con il Baltico e guarda direttamente ai Paesi che oggi più di altri percepiscono la minaccia russa come concreta. Per Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Svezia e Norvegia, invece, il problema non è teorico. È geografico. 

La possibilità che la Russia sposti forze veterane dall’Ucraina verso il confine nordico e baltico viene considerata dagli apparati di sicurezza della regione come una delle variabili principali dei prossimi anni. Non significa che un conflitto sia inevitabile. Significa che l’Europa deve prepararsi a uno scenario in cui Mosca possa usare la pressione militare come strumento di intimidazione, coercizione politica o, nel caso peggiore, aggressione diretta. 

L’inchiesta non descrive soltanto la minaccia russa. Mette in evidenza anche le debolezze della risposta europea. Un alto ufficiale Nato interpellato da DR indica una serie di lacune: forze convenzionali insufficienti su terra, mare e aria; accesso limitato alle capacità spaziali; carenza di sistemi unmanned, cioè droni e piattaforme senza equipaggio; difficoltà nella protezione aerea di infrastrutture civili e militari. 

Quest’ultimo punto viene indicato come il maggiore “buco” nelle capacità europee. In uno scenario di guerra moderna, aeroporti, porti, centrali energetiche, reti ferroviarie, nodi digitali, basi militari e infrastrutture logistiche diventerebbero obiettivi prioritari. La difesa aerea europea, pur rafforzata negli ultimi anni, resta frammentata e non sempre sufficiente a coprire un conflitto ad alta intensità su più fronti. 

La questione si intreccia con il ruolo degli Stati Uniti. Da Washington arriva da tempo un messaggio chiaro: l’Europa deve assumersi una quota maggiore della propria sicurezza. Anche senza immaginare un ritiro americano dalla Nato, l’ipotesi che gli Stati Uniti siano impegnati contemporaneamente in altri teatri, a partire dall’Indo-Pacifico, obbliga gli europei a ragionare su una maggiore autonomia operativa nella deterrenza verso Mosca. 

Il quadro delineato da DR si inserisce in un filone più ampio di analisi strategiche analizzate dall’Adnkronos. Il Sipri, istituto svedese tra i più autorevoli nel monitoraggio della spesa militare globale, ha documentato l’aumento della spesa russa per la difesa e il peso crescente dell’economia di guerra. L’International Institute for Strategic Studies, nel Military Balance, ha seguito la ricostituzione di unità e comandi russi orientati verso il fianco nordico e baltico. 

Anche il Finnish Institute of International Affairs ha analizzato la riorganizzazione militare russa nel Nord, collegandola direttamente all’ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato. La Rand Corporation, nei suoi lavori sulla deterrenza nel fianco orientale dell’Alleanza, ha più volte sottolineato la vulnerabilità dei Paesi baltici nelle prime fasi di un eventuale conflitto. L’European Council on Foreign Relations ha invece richiamato l’attenzione sulla differenza di percezione tra Est e Ovest dell’Europa: per i Paesi di frontiera la minaccia è immediata, mentre in molte capitali occidentali e meridionali viene ancora percepita come più lontana. 

Il Kiel Institute for the World Economy ha documentato la resilienza dell’economia russa nonostante le sanzioni e la capacità di mantenere alta la produzione di armamenti. È un elemento importante perché riduce l’efficacia dell’idea secondo cui la pressione economica, da sola, possa contenere nel breve periodo la minaccia militare russa. 

L’ambasciata russa a Copenaghen ha respinto le conclusioni dell’inchiesta. L’ambasciatore Vladimir Barbin ha definito “una menzogna” l’affermazione secondo cui la Russia avrebbe deciso di attaccare uno o più Paesi Nato nel prossimo futuro. Secondo la versione russa, accuse di questo tipo servirebbero a spaventare gli europei e a giustificare il rafforzamento militare dei Paesi Nato e dell’Unione europea. 

Il Ministero della Difesa e il Ministero degli Esteri russi, secondo quanto riportato da DR, non hanno risposto alle richieste di commento. 

La smentita di Mosca era prevedibile. Ma non cancella il dato militare. L’inchiesta non sostiene che un attacco sia stato deciso, né indica una data. Descrive invece un’evoluzione delle capacità russe, un cambiamento nella postura militare e una convergenza di valutazioni tra intelligence nordiche, ufficiali Nato ed esperti indipendenti. In altre parole: non una profezia, ma un segnale d’allarme. 

Il generale danese Brian Nissen, che in caso di conflitto avrebbe responsabilità nel comando di una forza fino a 150.000 soldati per la difesa dei Paesi baltici e di parte della Polonia, ha descritto l’eventuale scontro con la Russia come una guerra multidimensionale: terra, aria, mare, spazio e cyberspazio. Una guerra per la sopravvivenza delle democrazie europee e del loro modo di vivere. 

Sono parole dure, ma spiegano il cambio di linguaggio avvenuto negli ultimi anni nelle capitali del Nord e dell’Est Europa. Dopo l’invasione dell’Ucraina, la minaccia russa non viene più letta soltanto come pressione diplomatica o guerra ibrida. Viene considerata anche come possibilità convenzionale, da prevenire attraverso la deterrenza. 

Questo non significa che il conflitto tra Russia e Nato sia inevitabile. Al contrario, l’obiettivo della deterrenza è proprio impedire che lo diventi. Ma per funzionare, la deterrenza deve essere credibile. E la credibilità dipende da capacità militari reali, tempi rapidi di risposta, scorte sufficienti, produzione industriale, difesa aerea, intelligence, logistica e unità politica. 

Il messaggio più scomodo dell’inchiesta DR riguarda l’Europa più che la Russia. Mosca si sta adattando a una lunga stagione di confronto con l’Occidente. L’Europa, invece, sta ancora cercando di trasformare la consapevolezza politica in capacità militare. Il divario tra questi due tempi è il punto di maggiore vulnerabilità. 

Per anni la sicurezza europea si è fondata sulla superiorità tecnologica occidentale, sulla protezione americana e sull’idea che una guerra convenzionale ad alta intensità nel continente fosse improbabile. L’Ucraina ha smentito questa illusione. Ora il fronte nordico e baltico costringe l’Alleanza a misurarsi con una seconda domanda: cosa accadrebbe se la Russia, dopo l’Ucraina, decidesse di testare la coesione della Nato proprio nel punto in cui il riarmo europeo non è ancora completo? 

La risposta non è scritta. Ma secondo DR, intelligence nordiche e ufficiali Nato concordano su un punto: il tempo a disposizione non è infinito. (di Giorgio Rutelli) 

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Categoria: internazionale/esteri

17:21

Cappellacci (Fi), 'dal Parlamento misure concrete su screening e innovazione'

(Adnkronos) - "Il tema dell’oncologia è un tema importantissimo per il nostro Servizio sanitario nazionale e per i cittadini. Tutti, purtroppo, sono stati toccati direttamente o indirettamente da questa realtà. Questo Governo e il Parlamento sono impegnati in modo significativo su diversi fronti: dalla prevenzione ai risultati concreti, anche grazie al lavoro svolto in sinergia con la comunità scientifica e le associazioni dei pazienti, fino alle terapie innovative che oggi tracciano la strada del futuro". Così all'Adnkronos Salute Ugo Cappellacci, presidente della XII Commissione Affari Sociali e Salute della Camera dei deputati durante l'Oncology Summit 2026 oggi nella Sala Regina della Camera, evento nato da un'iniziativa dello stesso deputato di Forza Italia.  

Cappellacci ha poi richiamato l’attenzione anche sul tema del cosiddetto "stigma" dei pazienti oncologici guariti: "Chi ha superato la malattia, in passato, poteva trovarsi ancora penalizzato da una sorta di 'peso' legato alla propria storia clinica, che di fatto limitava l’accesso a servizi come mutui bancari o assicurazioni, arrivando persino a incidere su scelte di vita come l’adozione di un bambino. La legge sull’oblio oncologico ha risolto questo problema, cancellando questo stigma". Tra i provvedimenti citati anche il Piano nazionale di prevenzione e l’estensione degli screening per il tumore al seno. "C’è un impegno importante che si traduce in fatti concreti e in un miglioramento effettivo della qualità di vita delle persone". 

Infine, a proposito del Summit sull’oncologia e del dialogo tra istituzioni e mondo scientifico, Cappellacci ha spiegato: "Il futuro dell’oncologia è entrato da tempo nelle istituzioni. Questo summit serve da un lato a prendere atto di quanto già realizzato dal Parlamento e dal Governo, dall’altro a confermare un metodo basato sul dialogo e sull’ascolto. Un metodo che parte dalle società scientifiche e dalle associazioni dei pazienti, mettendo a sistema tutti i soggetti coinvolti" ha poi cloncluso. 

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Categoria: cronaca

17:20

Di Maio (Aiom), 'gli screening salvano vite ma adesione ancora troppo bassa'

(Adnkronos) - In oncologia "gli screening rappresentano uno strumento prezioso perché, per diverse patologie, hanno dimostrato di ridurre la mortalità. Il motivo è semplice: consentono di individuare il tumore in una fase più precoce e quindi più facilmente curabile. In Italia, sulla base delle evidenze scientifiche disponibili, il Servizio sanitario nazionale offre già programmi di screening per alcuni dei tumori più diffusi, come quelli della mammella, della cervice uterina e del colon-retto. Ora chiediamo che questa offerta possa essere estesa anche ad altre patologie, a partire dal tumore del polmone. È dimostrato che la Tac spirale nei forti fumatori riduce la mortalità per questa malattia, ma al momento non rientra ancora nei programmi di screening pubblici". Così all'Adnkronos Salute , presidente nazionale di Aiom (Associazione italiana oncologia medica) e Massimo Di Maiodirettore del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino in occasione dell'Oncology Summit 2026, oggi alla Camera dei deputati.  

Secondo Di Maio, è necessario migliorare sia l’offerta da parte delle Regioni sia l’adesione dei cittadini. "Anche dove i programmi sono disponibili, la partecipazione resta inferiore a quanto auspicabile. È un peccato, perché aderire agli screening significa investire concretamente nella propria salute" ha aggiunto. 

Sul tema della partecipazione, il presidente degli oncologi osserva che in Italia "gli screening rivolti alle donne sono più numerosi, grazie ai programmi per il tumore della mammella e della cervice uterina. Per il tumore del colon-retto, che riguarda uomini e donne, la partecipazione al test per la ricerca del sangue occulto nelle feci rimane purtroppo subottimale in entrambi i sessi. Dobbiamo rafforzare la cultura della prevenzione - ha rimarcato - e far comprendere che questi test possono letteralmente salvare la vita".  

 

Di Maio ha infine sottolineato il valore dell’Oncology Summit come momento di confronto tra clinici e istituzioni. "È un’occasione importante per fare il punto sui risultati raggiunti dall’oncologia italiana, che oggi garantisce livelli di cura elevati, ma anche per individuare ciò che resta da migliorare. Dall’efficienza dei percorsi diagnostici e terapeutici alla tempestività della presa in carico dei pazienti, ci sono ancora aspetti su cui lavorare. Incontri come questo non servono soltanto a valorizzare quanto è stato fatto, ma soprattutto a costruire le basi per ulteriori progressi" ha poi concluso. 

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Categoria: cronaca