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17:11
Iran, Crosetto: "Blitz non comunicato ad alcun Paese Ue, io a Dubai dopo mia valutazione"
(Adnkronos) - "Nessun Paese europeo ha ricevuto alcuna informazione" sull'attacco Usa-Israele all'Iran e il fatto che il ministro della Difesa Guido Crosetto sia rimasto bloccato a Dubai dopo i raid "è stata una mia scelta". A dirlo nel corso dell'audizione a Senato sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico è stato lo stesso titolare della Difesa.
"Il fatto che io fossi bloccato è stata una mia scelta, perché immediatamente avrei potuto andarmene via da Dubai senza neanche comunicarlo, ho scelto in quel momento di restare, visto quello che stava succedendo. Avrò sbagliato come ministro, chiedo scusa, perché ero con i miei due figli e sono stato lì. Quando, dopo una notte di bombardamento, li ho presi e li ho accompagnati a Mascate, sono partito e sono tornato a fare il mio dovere. Ero a Dubai perché avevo deciso, magari sbagliando, di concedermi un periodo di ferie. Avevo messo anche degli incontri istituzionali. E noi non è che non siamo stati informati come Italia di quello che è successo o quando è successo: nessun Paese. Ho scritto a tutti i miei colleghi ministri della Difesa. Nessun paese europeo ha ricevuto alcuna informazione, se non quando gli aerei erano in volo", una volta avuta la certezza "che attacchi avrebbero colpito l'obiettivo principale. Perché era quella la loro priorità. Nessuno in Occidente, in Oriente, nei Paesi arabi era stato minimamente informato", ha ribadito il ministro.
"I rischi per il nostro personale nell'area sono stati mitigati già da settimane, è stata alleggerita la presenza di tutto il personale non indispensabile, riviste e approvate le procedure di sicurezza, così come i piani per fronteggiare l'emergenza. Parallelamente sono stati verificati e aggiornati i piani di evacuazione", ha poi continuato.
"L'esperienza di queste ore conferma la necessità di avere una riflessione sugli strumenti normativi che disciplinano le partecipazioni italiane alle missioni internazionali. L'attuale quadro legislativo definisce e autorizza le missioni sulla base di scenari internazionali che possono mutare rapidamente e imprevedibilmente. Tuttavia, le crisi contemporanee evolvono una velocità da richiedere in alcuni casi la possibilità di adeguare tempestivamente la presenza militare dislocando forza e aspetti in funzione delle esigenze operative della sicurezza del personale; quindi è opportuno valutare strumenti che consentono ancora maggiore flessibilità operativa nel pieno rispetto del Parlamento, per garantire che lo strumento possa rispondere con prontezza a qualunque tipo di evoluzione di crisi possiamo trovarci davanti", ha continuato.
"Abbiamo scenari mai sperimentati prima - precisa - valuteremo con massima attenzione l'evoluzione della crisi adeguando di conseguenza le misure necessarie a tutela del personale e degli interessi nazionali. Il nostro scrupolo verso tutto il personale militare ma verso i nostri connazionali civili presenti nell'area, come dimostra anche il lavoro che contestualmente stiamo facendo con la Farnesina che faremo anche nei prossimi giorni".
"Di fronte a un attacco simile l'Italia farebbe peggio, perché le difese da queste nuovi armi, che sono soprattutto i droni, sono molto più difficili rispetto alle armi tradizionali. Dal punto di vista di quel tipo di attacchi, l'Italia e i paesi europei sono indietro e si stanno avvicinando negli ultimi due anni con investimenti continui. La soluzione ci sarà nel giro di qualche mese, qualche anno perché è partita purtroppo soltanto due anni fa, perché prima questo tipo di pericolo non era né percepito né reale: la guerra dei droni è un'invenzione ucraina, è cambiata completamente la visione e il modo di fare la guerra negli ultimi due anni in modo repentino", ha poi sottolineato il ministro.
Le operazioni di Usa e Israele, ha aggiunto il ministro, "sono state pianificate per colpire i nodi chiave della struttura militare iraniana, in particolare i centri di comando, i sistemi di difesa aerea e le infrastrutture legate ai programmi missilistici e ai droni, ritenuti da Washington e Tel Aviv una minaccia permanente e imminente", ha detto ancora Crosetto. "L'obiettivo di una azione su vasta scala è ridurre la capacità offensiva di Teheran. Le autorità israeliane hanno presentato l'offensiva come una azione preventiva contro una minaccia ritenuta esistenziale".

Categoria: politica
17:07
Alperia, Amort: "Obiettivo è produzione green e valore per tutti"
(Adnkronos) -
Una strategia green per una produzione al 100% rinnovabile e un obiettivo Net Zero già al 2040. Questa la visione di Alperia, grande gruppo energetico italiano, con sede in Alto Adige, attivo lungo tutta la filiera: produzione, distribuzione, vendita di prodotti e servizi energetici, con un fatturato di circa 2,57 miliardi di euro, più di mezzo milione di clienti tra famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni in Italia e circa 1.250 dipendenti.
Sostenibilità e transizione energetica sono, dunque, elementi costitutivi dell’azienda. “Il nostro piano strategico si basa sulla sostenibilità: consolidamento, innovazione e sostenibilità sono i nostri tre pilastri sui quali abbiamo creato e disegnato la nostra strategia. Contribuiamo alla sicurezza energetica del Paese producendo energia pulita, gestendo reti e garantendo continuità del servizio nei territori in cui operiamo”, spiega all’Adnkronos il direttore generale Luis Amort.
Più nel dettaglio, spiega elencando i tre asset principali del Gruppo, “noi produciamo quasi al 100% energia rinnovabile soprattutto, storicamente, con le nostre centrali idroelettriche: gestiamo 35 impianti, che producono mediamente oltre 4.000 GWh all’anno; abbiamo allargato negli ultimi anni la produzione investendo in parchi eolici e da quest'anno entriamo anche nel fotovoltaico”. A questo si affiancano “le reti di distribuzione elettrica e gas, infrastrutture strategiche e regolamentate che garantiscono stabilità industriale. Il terzo pilastro è il portafoglio clienti e di servizi energetici, che ci consente di trasformare l’energia prodotta in valore concreto per famiglie e imprese”.
Quanto agli investimenti, “nel 2024 hanno superato i 200 milioni di euro e resteranno su questi livelli anche nei prossimi anni. La quota principale è destinata al revamping degli impianti idroelettrici, che permette un sensibile aumento della produzione utilizzando le stesse risorse naturali. Investiamo inoltre nell’ammodernamento e digitalizzazione delle reti e nello sviluppo di nuovi servizi energetici, come sistemi di accumulo e soluzioni per l’efficienza. Sono investimenti concreti, pensati per rafforzare asset che durano nel tempo”.
Lato vendita “abbiamo adesso più di 500mila clienti dentro e fuori la provincia di Bolzano ma siamo attivi in tutta l'Italia e stiamo allargando la rete di agenti e punti di vendita”. Un rapporto quello con il territorio e con i propri clienti che il dg di Alperia definisce “sostanziale”. “Noi siamo molto vicini non solo con le parole ma anche nel quotidiano – spiega - accompagniamo tutti i nostri clienti, un numero nel frattempo molto cresciuto, ovunque con azioni concrete. Abbiamo ampliato tantissimo la gamma dei prodotti: dall'elettrico al gas, al calore ma anche fotovoltaico domestico e mobilità elettrica, tra carte di ricarica, colonnine e wallbox”. L’obiettivo è portare il cliente verso un percorso più sostenibile, "vivendo giorno per giorno la transizione”.
“Alperia interpreta la transizione energetica come un percorso industriale concreto, non come un obiettivo astratto. Per noi significa puntare su rinnovabili mature e affidabili, come l’idroelettrico, rafforzare le reti e rendere il sistema più efficiente e flessibile. Oggi produciamo già quasi esclusivamente energia rinnovabile e lavoriamo per migliorare ulteriormente efficienza e integrazione nel sistema elettrico. La transizione, dal nostro punto di vista, funziona se è sostenibile anche economicamente e se si basa su infrastrutture solide, capaci di garantire continuità e sicurezza”, conclude.

Categoria: sostenibilita
16:56
Iran, Tajani: "Oltre 70mila italiani nella regione, crisi potrebbe durare settimane"
(Adnkronos) - "Nella regione sono al momento presenti oltre 70mila connazionali tra presenze stabili (quasi l’80%) e temporanee. Trentamila circa solo a Dubai e Abu Dhabi''. Così il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani riferendo in Senato sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico dopo l'attacco israelo-americano e la successiva rappresaglia iraniana.
Il titolare della Farnesina ha riferito che si tratta di ''residenti, lavoratori, militari, turisti, studenti, pellegrini. In Israele vivono circa ventimila residenti con passaporto italiano. Negli Emirati Arabi Uniti, in Arabia Saudita, in Kuwait, in Oman e in Bahrein sono presenti comunità numerose. In Iran si trovano poco meno di cinquecento connazionali, quasi tutti residenti''.
"Questa crisi potrebbe non trovare una soluzione rapida. Potrebbe durare giorni. Forse settimane", ha poi ribadito il ministro, sottolineando che "molto dipenderà dalle decisioni che verranno prese da Teheran e dalle dinamiche interne al regime". Il titolare della Farnesina ha riaffermato che "gli sviluppi di questi giorni suscitano in tutti noi profonda preoccupazione, ciò nonostante, lavoriamo con pazienza e determinazione". E il governo lo fa "a tutela dei nostri connazionali e della libertà di navigazione, delle nostre imprese, che rischiano di pagare un alto prezzo alla ingiustificata e sconsiderata reazione iraniana. Accanto al popolo iraniano, che merita un futuro migliore di pace, crescita e benessere".
La crisi, ha aggiunto, rischia di allargarsi a tutta la regione, attraverso l’azione di gruppi che rispondono direttamente a Teheran in Iraq, in Yemen e in Libano, da dove Hezbollah ha lanciato questa notte numerosi missili verso il territorio israeliano, incontrando la ferma risposta di Tel Aviv".
"Crediamo nella diplomazia. Anche quando sembra difficile. Anche quando sembra lontana", ha ribadito, sottolineando che "ogni crisi richiede il ricorso al dialogo e al negoziato: continueremo a lavorare senza sosta perché quel momento arrivi il prima possibile". "La stabilità di tutto il Medio Oriente allargato è un presupposto fondamentale per la sicurezza internazionale e la crescita globale, e un obiettivo prioritario dell’azione di politica estera del Governo", dice ancora il titolare della Farnesina.
"La morte dell’Ayatollah Khamenei apre una fase nuova per l’Iran. Una fase a cui dovranno contribuire le migliori energie della società iraniana. Penso ai tanti giovani che negli ultimi anni sono scesi in piazza chiedendo libertà, diritti, democrazia. A quelle ragazze e a quei ragazzi che hanno manifestato pacificamente, pagando spesso un prezzo altissimo. A loro va il nostro rispetto e la nostra vicinanza", ha aggiunto.
"Il Governo italiano è al fianco dei giovani iraniani. Al fianco di chi chiede democrazia, libertà, futuro. Il popolo iraniano merita di vedere riconosciuti i propri diritti civili e politici, senza violenza o intimidazioni - ha proseguito Tajani - La brutale repressione delle manifestazioni dello scorso dicembre, con migliaia di vittime, aveva già portato l’Unione europea a imporre nuove sanzioni e all’inserimento dei Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche".
"Una volta conclusa la fase più complessa, occorrerà lavorare con determinazione per favorire una transizione in Iran che sia pacifica e rispettosa delle aspirazioni del popolo iraniano - ha spiegato - In questo quadro, l’Europa ha un importante ruolo da giocare. È chiamata ad essere voce di equilibrio e a favorire quel dialogo 'ragionevole, autentico e responsabile' richiamato ieri dal Santo Padre Papa Leone XIV".
Intanto, "nella tarda serata di ieri un gruppo di 98 persone è transitato con successo dagli Emirati all’Oman con assistenza coordinata con le Ambasciate ad Abu Dhabi e Mascate'', ha spiegato aggiornando sull'azione in corso per rimpatriare gli italiani rimasti bloccati all'estero dopo l'attacco israelo-americano all'Iran. ''Proprio in queste ore l’Unità di Crisi sta favorendo l’organizzazione di altri voli da Mascate per favorire il rientro dei nostri connazionali'', ha aggiunto Tajani.
Sono quindi tutti incolumi, tutti al sicuro i militari italiani in Kuwait, Iraq, Libano e Giordania. ''Per quanto riguarda i nostri militari, oltre trecento ufficiali dell’Aeronautica si trovano nella base in Kuwait colpita da missili iraniani. Sono al sicuro nei bunker e sono tutti incolumi'', ha spiegato Tajani.
''Anche in Iraq, vicino al Kurdistan iracheno, un missile è caduto a poca distanza da una base dove sono presenti militari italiani e americani. Non vi è stata alcuna conseguenza'', ha precisato il titolare della Farnesina. ''I nostri contingenti sono al sicuro in Libano, in Giordania e nelle altre aree di dispiegamento'', ha aggiunto.

Categoria: politica
16:41
Salerno, uccide il marito a coltellate: in manette una 54enne
(Adnkronos) - Uccide il marito a coltellate in provincia di Salerno: in manette una 54enne. I Carabinieri hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura di Nocera Inferiore nei confronti di una donna. La 54enne è indagata per omicidio perché, secondo la ricostruzione operata dalla Polizia Giudiziaria, ieri avrebbe aggredito il marito colpendolo con un’arma da taglio.
L’arrestata è stata trasferita presso la casa circondariale di Salerno.

Categoria: cronaca
16:32
Iran, tenore della Scala: "Speriamo in liberazione, come nel Nabucco di Verdi"
(Adnkronos) -
Se il coro del quarto atto del Macbeth di Giuseppe Verdi 'Patria oppressa' poteva raccontare la crudeltà del regime degli Ayatollah, oggi è il 'Va pensiero' del Nabucco a dare voce alle speranze di libertà di chi sta vivendo a migliaia di chilometri dalla patria l'intervento di Stati Uniti e Israele in Iran, con l'uccisione di Khamenei e l'azzeramento dei vertici militari. "Per la maggior parte degli iraniani sono state belle notizie", dice all'Adnkronos Ramtin Ghazavi, tenore iraniano in organico nel Coro della Scala, promotore a gennaio di un concerto nella Chiesa del Carmine di Milano per sensibilizzare sulla brutale repressione dei manifestanti a Teheran e in tutto il Paese.
'Patria oppressa' "calzava perfettamente in quel momento", ma un mese e mezzo più tardi la musica è cambiata. E' il 'Va pensiero' di Verdi, inno del Risorgimento italiano, il brano capace anche oggi - dice il tenore scaligero - di "rappresentare il nostro sentimento", fatto di dolore, nostalgia, ma anche ottimismo per il futuro. "C'è tanta speranza per la liberazione. Per come stanno procedendo le cose, sembra che sia tutto ben organizzato da parte di Stati Uniti e Israele: stanno prendendo di mira gli edifici delle forze di repressione, stanno neutralizzando pian piano tutti i luoghi di raduno e organizzazione, per permettere alle persone di uscire in strada a manifestare per i loro diritti e per la liberazione del Paese, senza paura di venire uccisi", dice Ghazavi.
Se la speranza è che in patria le persone possano manifestare liberamente, l'invito per gli italiani è di "non organizzare proteste contro l'intervento militare" in Iran. "Se non sapete cosa sta succedendo - raccomanda - piuttosto state zitti. Evitate le figuracce che già abbiamo visto dopo l'arresto di Maduro, con gente di sinistra per strada in sua difesa. Adesso sono dispiaciuti per gli Ayatollah o per Khamenei ucciso? Vogliono fare una manifestazione per i diritti di un dittatore?", si domanda sarcastico il tenore, osservando che "basta che ci siano di mezzo Israele o gli Stati Uniti, per trascurare la realtà dei fatti e andare avanti a occhi chiusi con le loro idee. Questa è ignoranza cieca", denuncia.

Categoria: internazionale/esteri
16:27
Trasporti, Gibelli (Asstra): "Dopo covid cambiano flussi, verso 2050 città integrate e mobilità più dinamica"
(Adnkronos) - "Per garantire l’appropriatezza della spesa, sia per il mantenimento delle infrastrutture sia dei servizi, dobbiamo ripensare il trasporto pubblico locale alla luce dei cambiamenti in atto". Lo ha dichiarato Andrea Gibelli, presidente di Asstra, intervenendo al Consumers’ Forum. “Dopo il Covid – ha spiegato – il Tpl, storicamente pensato per lavoratori e studenti, registra dinamiche diverse: nei giorni feriali non sono ancora stati recuperati i livelli pre-pandemia, mentre nel fine settimana la domanda è cresciuta oltre le attese, anche per nuove abitudini legate al tempo libero e alla sostenibilità. Questo impone modelli più flessibili e tariffe dinamiche, non una pianificazione calata dall’alto ma costruita sui flussi reali”.
Guardando al 2050, secondo Gibelli, anche in uno scenario di stabilizzazione del debito pubblico, aumenteranno spesa sociale ed età media, con una crescente concentrazione della popolazione nelle grandi aree urbane. “Le città saranno sempre più integrate: collegamenti ferroviari e alta velocità potranno rendere sistemi oggi distinti di fatto un’unica area funzionale. Dobbiamo chiederci se il modello di città che immaginiamo oggi sarà lo stesso tra 25 anni”.
Un esempio è quello delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, che hanno messo in rete grandi direttrici infrastrutturali, trasporto locale e ultimo miglio digitale. “Questo schema – ha concluso – può diventare un modello stabile: grandi dorsali, reti secondarie e servizi integrati alle persone. La mobilità del futuro non sarà solo una questione di risorse, ma di capacità di utilizzarle in modo più appropriato ed efficiente”.

Categoria: economia
16:22
Forlì, cinque anziani muoiono sulle ambulanze: indagato per omicidio operatore della Croce Rossa
(Adnkronos) - La Procura di Forlì ha indagato con l’ipotesi di accusa di omicidio plurimo un 27enne operatore della Croce Rossa, residente nel Forlivese, per la morte di cinque anziani avvenuta in ambulanze durante il trasferimento dalla loro abitazione all’ospedale, tra febbraio e fine estate 2025. Lo riporta 'il Corriere di Romagna'. Le morti sospette sarebbero avvenute sulla tratta dell’ambulanza, che vedeva in servizio l’operatore indagato.
L’operatore si dichiara estraneo alle accuse. Non è ancora stato sentito da carabinieri e magistrato, ma avrebbe fornito elementi e documenti. La difesa sostiene che ogni volta sia stato fatto intervenire un medico a bordo del mezzo di soccorso. Nei casi addebitati ci sarebbe stato intervento e successivo trasporto con l’auto medicalizzata di Romagna Soccorso. Le indagini, che sono condotte dai carabinieri del Nucleo operativo di Forlì e vedono impegnati anche i Nas, sono tuttora in corso.
"È sconcertato da quanto sta emergendo – ha detto al quotidiano locale l’avvocato Gloria Parigi, che difende il 27enne -, urla la sua innocenza in ogni modo, in una vicenda che gli ha stravolto l’esistenza. Si è messo a disposizione dell’autorità giudiziaria perché non ha nulla da nascondere. Per questo ha chiesto di essere ascoltato dalla Procura". L’uomo attualmente non è in servizio, usufruendo di un monte ore di permessi accumulati, ma l’Ausl, parte in causa della vicenda, avrebbe espresso parere negativo all’ipotesi di un rientro in servizio in questa fase.

Categoria: cronaca
16:17
Perdita dell'udito, in sei casi su dieci si può prevenire: ecco come
(Adnkronos) - Oggi circa 430 milioni di persone nel mondo hanno bisogno di riabilitazione per affrontare una perdita dell'udito (ipoacusia) invalidante. Eppure nei bambini quasi il 60% dei casi è dovuto a cause evitabili che possono essere prevenute. Allo stesso modo le cause più comuni negli adulti, come l'esposizione a suoni forti e farmaci ototossici, sono prevenibili. Conoscere i fattori di rischio e adottare comportamenti corretti può fare la differenza, soprattutto per i più giovani. Lo ricorda la pagina dedicata alla divulgazione 'Dottore, ma è vero che?' della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) domani, martedì 3 marzo, nella Giornata mondiale dell'orecchio e dell'udito istituita dall’Organizzazione mondiale della sanità.
Proprio l'Oms insieme ai principali organismi sanitari internazionali indica alcune misure efficaci di prevenzione. Sul fronte della protezione dal rumore, per esempio, è importante limitare il volume dei dispositivi audio al di sotto del 60% del massimo consentito, e indossare tappi o cuffie antirumore quando si lavora in ambienti con rumore elevato o si frequentano luoghi molto rumorosi. L’Oms stima che circa 1,1 miliardi di giovani tra i 12 e i 35 anni siano a rischio di perdita dell'udito a causa dell'uso scorretto di dispositivi audio personali (come le cuffie) e della frequentazione di luoghi con musica ad alto volume come discoteche e concerti. Il rischio dipende sia dall'intensità del suono (misurata in decibel) sia dalla durata dell’esposizione. Purtroppo, il danno da rumore si accumula silenziosamente nel tempo: spesso ce ne si accorge solo quando la perdita è già importante. Sul fronte delle infezioni, invece, vaccinare i bambini contro malattie come la meningite e la rosolia contribuisce a ridurre i casi di ipoacusia di origine infettiva. Anche la vaccinazione materna contro la rosolia prima della gravidanza è raccomandata. E' importante, inoltre, seguire con attenzione le indicazioni del proprio medico di medicina generale quando si assumono farmaci potenzialmente tossici per l'udito. Infine, non bisogna trascurare le infezioni all'orecchio nei bambini piccoli: un'otite media cronica non trattata è una delle principali cause prevenibili di perdita dell'udito.
Per quanto riguarda i controlli, in Italia lo screening uditivo è già previsto alla nascita: si chiama test delle otoemissioni acustiche ed è eseguito di routine nei punti nascita per individuare precocemente eventuali problemi. Nei bambini più grandi e negli adulti, invece, la perdita dell'udito avviene spesso gradualmente e quasi senza accorgersene: si fa più fatica a capire le conversazioni in ambienti rumorosi, si alza il volume della televisione, si chiede spesso di ripetere quello che viene detto. In presenza di questi segnali - suggerisce 'Dottore, ma è vero che...?' - il primo passo è parlarne con il proprio medico di medicina generale: può valutare i fattori di rischio individuali e indirizzare verso gli specialisti appropriati per una valutazione audiologica approfondita.
In Italia le persone con problemi di udito sono circa 7 milioni. Cifre importanti perché sentire non è solo una questione di decibel, ma di qualità di vita e di relazioni. Infatti individuare tempestivamente un deficit uditivo significa prevenire conseguenze rilevanti sullo sviluppo del linguaggio nei bambini, sul rendimento scolastico, ma anche sulla produttività lavorativa e, negli anziani, sul rischio di isolamento sociale e può rallentare il declino cognitivo. Non a caso prevenire, fare diagnosi precoce e prendersi cura dei disturbi uditivi sono le tre azioni chiave da fare come ricorda la Commissione di albo nazionale dei tecnici audiometristi della Fno Tsrm e Pstrp in una nota.
Il tecnico audiometrista "è una figura spesso poco conosciuta, ma determinante", evidenzia la Commissione. Specializzati nell'esecuzione di esami strumentali audiometrici e vestibolari, gli audiometristi sono indispensabili per valutare la funzionalità dell'apparato uditivo e dell'equilibrio, e contribuiscono alla diffusione di una cultura all'insegna della prevenzione e per il superamento dello stigma, delle barriere culturali, come di quelle emotive che circondano le persone che soffrono di tali difficoltà. Dallo screening neonatale ai controlli in età scolare, fino al monitoraggio dell'ipoacusia nell'adulto e nell'anziano, il tecnico audiometrista interviene in tutte le fasi del percorso di vita.
Questi tecnici operano in stretta collaborazione con medici otorinolaringoiatri, audiologi, logopedisti e tecnici audioprotesisti, contribuendo alla definizione del quadro clinico attraverso esami oggettivi e soggettivi altamente specializzati: audiometria tonale e vocale, impedenzometria, potenziali evocati uditivi, esami vestibolari. Ogni esame audiometrico eseguito, ogni attività di screening, ogni momento di consulenza rappresenta un tassello di un percorso più ampio volto a promuovere inclusione, comunicazione e qualità della vita. "Il 3 marzo offre l'occasione per riconoscere e valorizzare una figura professionale spesso poco visibile, ma essenziale nel sistema sanitario, nel preservare l'udito, un senso fondamentale per la persona e per la comunità", conclude la nota.

Categoria: cronaca
15:38
Ai premi César c'era un sosia al posto di Jim Carrey? Com'è nata la teoria sul web
(Adnkronos) - A ritirare il primo alla carriera ai Cesar Awards non c'era Jim Carrey ma un sosia o, addirittura, un clone? È questa la stravagante teoria che circola da giorni sul web e che ora ha portato Gregory Caulier, delegato generale dei premi francesi, a lasciare un commento a 'Variety', definendo la cosa una "non questione".
Jim Carrey è stato onorato a Parigi con il premio alla Carriera durante i Cesar Awards dello scorso 26 febbraio. A molti in quell'occasione l'attore è apparso diverso dal solito: non solo i capelli lunghi, secondo diversi utenti del web il colore degli occhi sarebbe più chiaro e i lineamenti del viso differenti. E qualcuno ha iniziato a scrivere "Non è lui", mettendo a confronto foto del passato con quelle della cerimonia. Poco importa se c'è un divario di anni tra l'uno e l'altro scatto e che insieme all'attore, alla cerimonia, fosse presente tutta la sua famiglia.
Ad alimentare la teoria che non fosse davvero lui su quel palco il post Instagram di Alexis Stone, artista famoso sui social proprio per le sue 'trasformazioni' in celebrità. "Alexis Stone nei panni di Jim Carrey a Parigi", ha scritto sul social, a corredo di un carosello con foto di Jim Carrey ai premi francesi e poi quella di una parrucca e una protesi facciale che ricorda il volto dell'attore.
Gregory Caulier ha definito "un momento storico" la partecipazione di Jim Carrey ai César e ha parlato a 'Variety' dell'impegno della star nell'imparare l'intero discorso in francese. "La visita di Jim Carrey è stata pianificata fin da quest'estate. Fin dall'inizio, è stato estremamente colpito dall'invito dell'Academy. Otto mesi di discussioni continue e costruttive. Ha lavorato al suo discorso in francese per mesi, chiedendomi l'esatta pronuncia di alcune parole", ha detto Caulier. "È venuto con la sua compagna, sua figlia, suo nipote e 12 amici intimi e familiari. Il suo agente stampa di lunga data lo ha accompagnato. Il suo vecchio amico Michel Gondry, che ha girato un film e due serie con lui, era presente, ed erano felicissimi di rivedersi."
Gli sforzi di Carrey nel pronunciare il suo sentito discorso in francese hanno toccato il cuore del cinema francese. L'attore ha persino fatto risalire le sue radici ancestrali alla Francia, rivelando che "circa 300 anni fa, il mio bis, bis, bis, bis, bis, bis nonno Marc-François Carré" era "nato in Francia, a Saint Malo" prima di emigrare in Canada". Ha anche reso omaggio a suo padre, Percy Joseph Carrey, che ha definito "l'uomo più divertente che abbia mai conosciuto", che "mi ha insegnato il valore dell'amore, della generosità e della risata".
Molte star francesi hanno reso omaggio a Carrey durante la cerimonia, a partire dal presentatore Benjamin Lavernhe, che ha messo in scena uno spettacolo musicale di grande impatto, citando 'The Mask' e indossando l'iconico abito giallo del personaggio. di Jim Carrey

Categoria: spettacoli
15:37
Iran, ambasciatore Giansanti: "Attacchi a Golfo per alzare costi per Usa, rischiosa strategia escalation"
(Adnkronos) - "Una strategia di escalation rischiosa, che gli sta alienando" la vicinanza di Paesi che "molto si erano spesi per evitare il conflitto". L'ex ambasciatore italiano a Teheran, Luca Giansanti, commenta così i continui attacchi iraniani contro gli Stati del Golfo in un'intervista all'Adnkronos, nella quale parla anche della partita della successione ad Ali Khamenei e dell'eventuale cambio di regime - al momento difficile da capire quale sarà l'esito finale - e di una possibile ripresa dei negoziati, dopo che gli americani hanno dimostrato ancora una volta la loro inaffidabilità.
"L'Iran in questa fase iniziale ha il duplice obiettivo di dimostrare la capacità di sopravvivenza del sistema, nonostante l'attacco pesantissimo a cui è sottoposto, chiaramente mirato a distruggere i gangli del sistema per favorire una sua evoluzione - spiega Giansanti - E poi quello di alzare i costi del conflitto per gli Stati Uniti ed è per questo che ha scelto una strategia di escalation, che è rischiosa e discutibile".
Secondo l'ex ambasciatore a Teheran, gli attacchi iraniani al Golfo si stanno infatti trasformando "in un'arma a doppio taglio: se da una parte, colpendo anche i civili e non solo i militari, la speranza di Teheran è che questi Paesi facciano sentire la loro voce con Washington per uno stop agli attacchi, dall'altra si sta alienando Paesi, non necessariamente amici e alleati, che si erano comunque spesi per evitare il conflitto". Con il rischio, poi, che anche Francia, Germania e Regno Unito intervengano per aiutare i Paesi del Golfo e alleati come la Giordania.
E legata al tema della sopravvivenza del sistema c'è la partita della successione che si è aperta con la morte dell'ayatollah Ali Khamenei, ucciso due giorni fa in un attacco di israeliani e americani. "La successione era già stata sicuramente preparata da tempo - sottolinea Giansanti - perché anche non potendo prevedere quello che è successo in queste ore", le condizioni di salute e l'età di Khamenei avevano indotto la leadership a pianificarla. Adesso è stato creato un consiglio di transizione che "non dovrebbe restare in carica a lungo", con la previsione di un'elezione della Guida suprema nel giro di due-tre giorni, come detto dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, nel segno della continuità, "pur se ci sono obiettivi ostacoli logistici per far riunire sotto le bombe gli 88 membri dell'Assemblea degli esperti".
"Difficile comunque fare previsioni sulla scelta del nome, in una partita che si gioca interamente in un sistema che ha dinamiche non trasparenti - sostiene l'ex ambasciatore - Ma è ipotizzabile pensare che la scelta sarà influenzata dal contesto esterno e quindi non nel senso auspicato dagli Stati Uniti" di una figura pragmatica e più disposta al compromesso. E la difficoltà di lettura degli eventi dipende anche dal fatto che si tratta della "seconda rottura" nel sistema in 47 anni: "Se Khamenei - ragiona - non poteva eguagliare Khomeini in leadership religiosa, la prossima Guida suprema non potrà eguagliare l'esperienza di Khamenei, al vertice per 37 anni".
Quanto alla possibilità che gli attacchi di questi giorni producano il cambio di regime invocato da Washington e Tel Aviv, l'ex ambasciatore ricorda che "qualsiasi esperto militare ci dice che raid aerei di questo tipo non sono destinati a produrre un cambiamento politico e strategico da soli e adesso è difficile immaginare che la popolazione, la cui priorità è la sopravvivenza, possa scendere in piazza per manifestare per far cadere il regime". Con gli attacchi partiti sabato "è stata messa in moto una dinamica il cui esito finale è incontrollabile", sottolinea.
Quindi i negoziati. Giansanti esclude che possano riprendere a breve, nonostante le 'aperture' di Donald Trump. "Gli americani hanno perso ogni credibilità sul fronte del negoziato, dimostrando che il loro obiettivo non era quello su cui stavano trattando a Ginevra, ma il cambio di regime. Detto questo, le ragioni del negoziato rimangono valide, non solo per Teheran. Vale a dire l'allentamento delle sanzioni americane, in cambio di limitazioni e verifiche per quanto riguarda il programma nucleare iraniano per assicurarsi della sua natura esclusivamente civile. In questo quadro, potrebbe trovare spazio anche un riconoscimento del diritto ad arricchire l'uranio, senza esercitarlo", commenta.
Infine, l'ex ambasciatore non crede alla possibilità che la guerra duri quattro settimane, come sostenuto dal presidente americano. "E' un modo - chiosa - per smentire da parte sua le notizie di stock difensivi insufficienti. Non credo possano continuare così a lungo, né gli americani né gli iraniani".

Categoria: internazionale/esteri
15:37
Pro Vita lancia campagna 'E io Parlo!': "Cdx modifichi 'norma bavaglio' su affissioni"
(Adnkronos) - "In Italia c’è una legge liberticida che viene usata a uso e consumo delle amministrazioni comunali - guarda caso di sinistra e progressiste - per censurare chi la pensa diversamente. Si tratta dell’articolo 23 comma 4-bis del codice della strada, che va strutturalmente modificato". È la denuncia che arriva da Pro Vita & Famiglia, che ha lanciato la nuova Campagna "E io Parlo!" a difesa della libertà di espressione e con lo scopo di chiedere alla maggioranza di centrodestra la modifica di tale norma per impedire alle amministrazioni di censurare le affissioni ritenute non in linea con il loro indirizzo politico. Il lancio della nuova iniziativa è avvenuto oggi durante una conferenza stampa tenuta, su iniziativa del senatore e capogruppo di Fratelli d’Italia Lucio Malan, in Senato, presso la Sala Caduti di Nassirya.
Ben 12 campagne di affissioni dell’associazione sono infatti state censurate negli ultimi anni "da una strategia politica e giudiziaria che punta a un solo obiettivo: cancellare Pro Vita & Famiglia dal dibattito pubblico", ha spiegato il presidente dell’associazione, Antonio Brandi, che ha presentato un Report. "L’articolo 23 comma 4-bis del codice della strada - ha spiegato - utilizzando termini vaghi come 'stereotipi di genere', 'identità di genere' e 'qualsiasi forma di pubblicità', permette oggi una sistematica censura politica. Ecco perché abbiamo portato la nostra denuncia in difesa della libertà d’espressione anche fino alla Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) e dalla prossima settimana la Campagna 'E io Parlo!' entrerà nel vivo con affissioni stradali, annunci sui quotidiani, contenuti sui social e con un sito web creato ad hoc, mentre è partita un’apposita petizione popolare che ha già raccolto quasi 10.000 firme". La richiesta dell’associazione alla maggioranza parlamentare è dunque quella di "riformare l’articolo 23, comma 4-bis per chiarire la distinzione tra pubblicità commerciale e comunicazione sociale-politica, perché la confusione produce arbitrarietà". In secondo luogo, "chiediamo di estendere le garanzie 'rafforzate' della stampa, come sancisce l’articolo 21 della Costituzione, alle comunicazioni sociali e politiche mediante affissioni, in modo tale che non ci sia mai una censura preventiva amministrativa".
Durante la conferenza stampa il legale di Pro Vita & Famiglia, l’avv. Alessandro Fiore, ha esposto i vari casi di censura che hanno colpito l’associazione: "stiamo parlando - ha spiegato - di un tipo di comunicazione sociale e politico-culturale su temi di interesse pubblico come vita nascente, maternità, famiglia, educazione. Il Report - ha sottolineato - documenta una serie di episodi in cui amministrazioni locali, e talvolta giudici, hanno colpito messaggi pro life o critici verso l’ideologia gender, arrivando a una deriva che nel tempo ha censurato contenuti sempre più innocui. Ma una democrazia non dovrebbe temere dei manifesti, semmai dovrebbe temere proprio la censura". "Troppe volte, utilizzando una norma introdotta furtivamente nel codice della strada dalla sinistra, sono state vietate affissioni sulla semplice base di arroganza ideologica", ha invece aggiunto il capogruppo in Senato di Fratelli d’Italia, Lucio Malan. Il senatore ha portato, tra gli altri, l’esempio "di un’affissione censurata contro l’utero in affitto, benché questa odiosa pratica sia un reato per la nostra legge e sia stata più volte condannata dal Parlamento Europeo e da diversi organismi delle Nazioni Unite".

Categoria: cronaca
15:26
Fibercop porta l’innovazione a scuola, a Monterotondo il viaggio virtuale nella fibra
(Adnkronos) -
Oggi il percorso di FiberCop dedicato all’innovazione e al dialogo con le nuove generazioni ha fatto tappa all’Istituto Peano a Monterotondo (Roma). Un’iniziativa immersiva e coinvolgente che ha portato, in modalità virtuale, l’Innovation Hub di Torino di FiberCop direttamente nelle scuole. Il progetto di formazione e orientamento è pensato per avvicinare gli studenti al mondo della rete e delle infrastrutture digitali. Grazie a un’esperienza virtuale, i ragazzi sono entrati nei laboratori di FiberCop di Torino per scoprire da vicino come nasce e si sviluppa la rete in fibra ottica che garantisce la connettività del Paese.
Durante la visita virtuale, studenti e studentesse sono stati guidati in un percorso che racconta il funzionamento della rete in fibra, le attività svolte negli ambienti tecnici e il viaggio della connessione fino alle abitazioni degli italiani. Una nuova modalità di narrazione che unisce tecnologia, competenze e innovazione, rendendo accessibile e coinvolgente un mondo spesso percepito come distante. Il progetto ha previsto anche la presenza del personale FiberCop nella scuola per portare esperienza professionale e condividere le proprie competenze sui temi chiave del settore: dalla rete fissa e mobile alla fibra ottica, dall’IoT al 5G, fino alla cybersecurity.
Con questa iniziativa, FiberCop apre le porte dei propri laboratori alle nuove generazioni, mettendo al centro le persone, il sapere e la formazione. Un impegno concreto per contribuire alla crescita di nuovi talenti e per raccontare, anche ai più giovani, cosa significa lavorare ogni giorno per costruire e garantire le infrastrutture digitali del futuro. Il progetto proseguirà coinvolgendo l’Istituto Hensemberg di Monza il 5 marzo e l’Istituto Righi a Taranto il 13 marzo, per continuare nei mesi successivi con altre tappe su tutto il territorio nazionale.

Categoria: lavoro
15:19
La volta buona, Laura Efrikian commossa per Tredici Pietro: "Gianni papà meraviglioso"
(Adnkronos) - "L'ho trovato un papà meraviglioso". Così Laura Efrikian, ex moglie di Gianni Morandi, ospite oggi a La volta buona, ha commentato l'esibizione sul palco del Festival di Sanremo 2026 nella serata delle cover di Tredici Pietro che ha scelto di duettare con il papà Gianni Morandi sulle note di 'Vita'.
"È stato davvero bellissimo, commovente. Ho trovato Pietro bravissimo, non avrebbe avuto bisogno di avere una spalla, poi ce l'ha avuta e sono stati bravissimi", queste le parole di Efrikian. "Siete proprio una bella famiglia allargata", ha aggiunto Caterina Balivo, sottolineando la complicità e il rispetto che li lega nonostante la separazione.
Gianni Morandi e Laura Efrikian sono stati una coppia per oltre 20 anni: si sono sposati in segreto nel 1966 e hanno avuto tre figli - Serena (scomparsa prematuramente), Marianna e Marco—hanno poi divorziato nel 1979. Anna Dan è l'attuale moglie del cantante dal 2004, al suo fianco dal 1994 e madre del figlio Pietro, nato nel 1997.

Categoria: spettacoli
15:12
Gas, volano i prezzi dopo lo stop della Qatar Energy per gli attacchi iraniani
(Adnkronos) - Il prezzo del gas schizza per la crisi in Medio Oriente. Gli aumenti sono legati al lancio di missili e droni dall'Iran in particolare contro il Qatar. La compagnia energetica pubblica QatarEnergy ha annunciato oggi, lunedì 2 marzo, di aver interrotto la produzione di gas naturale liquefatto (Gnl) a seguito degli attacchi iraniani contro due suoi impianti. “A causa degli attacchi militari perpetrati contro gli impianti di QatarEnergy situati nelle zone industriali di Ras Laffan e Mesaieed, in Qatar, QatarEnergy ha cessato la produzione di gas naturale liquefatto (Gnl) e dei suoi derivati", ha sottolineato la compagnia in un comunicato. Ad Amsterdam il Ttf è salito da 41 euro al megawattora fino a 46 euro (+45%) prima di scendere sotto i 45 euro con un rialzo comunque del 38,13%.
Per la Commissione Europea "non c'è alcun problema immediato per la sicurezza energetica" dell'Unione Europea in conseguenza dell'attacco sferrato da Usa e Israele contro l'Iran e alla successiva chiusura dello stretto di Hormuz, dice la portavoce per l'Energia Anna-Kaisa Itkonen, a Bruxelles.
"Abbiamo chiesto agli Stati membri di condividere le loro valutazioni entro la fine di oggi - continua - riuniremo un gruppo di coordinamento per il petrolio nelle prossime 48 ore" per valutare la situazione". Fortunatamente, nota la portavoce capo Paula Pinho, "siamo quasi alla fine del periodo" in cui gli edifici vengono riscaldati e i depositi di gas sono riempiti intorno al "30%", in linea con i piani energetici. "Per ora non vediamo elementi di preoccupazione" per le scorte di metano, sottolinea Itkonen.
Per quanto riguarda i prezzi delle fonti energetiche, prosegue Itkonen, "ci sarà un dibattito dedicato" nel collegio dei commissari di venerdì (ce ne saranno tre questa settimana: uno oggi, uno mercoledì e il terzo venerdì, con un dibattito sui prezzi dell'energia, ndr.), ma il tema potrebbe anche essere "toccato" nel collegio di sicurezza di oggi. E' comunque "chiaro" che come le condizioni delle "vie di trasporto" delle commodities energetiche avrà un impatto sui prezzi "nel lungo termine", conclude.

Categoria: economia
15:08
Bimbo trapiantato morto a Napoli, accolta richiesta ricusazione: cambia cardiochirurgo per autopsia
(Adnkronos) - Il gip del tribunale di Napoli Mariano Sorrentino ha accolto la richiesta avanzata dall'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Domenico Caliendo, morto sabato 21 febbraio in seguito a un trapianto di cuore fallito lo scorso 23 dicembre all'ospedale Monaldi di Napoli. "È stata accolta l'istanza di ricusazione - ha confermato l'avvocato Petruzzi - ed è stato nominato il professor Ugolino Livi di Udine in sostituzione di Mauro Rinaldi".
Domani mattina, dunque, si svolgerà regolarmente il conferimento dell'incarico per l'autopsia nell'ambito dell'incidente probatorio richiesto dalla Procura di Napoli. "Per il funerale non è detto che si faccia mercoledì - ha aggiunto il legale - ma l'obiettivo è quello di liberare la salma velocemente. Però per la conferma che la salma sia liberata dobbiamo attendere domani. La premier Giorgia Meloni aveva assicurato alla madre in questi giorni che parteciperà, compatibilmente con i suoi impegni istituzionali, ma purtroppo sta scoppiando una guerra".

Categoria: cronaca
14:52
Tennisti bloccati a Dubai, da Medvedev a Rublev. Atp: "Lavoriamo per portarli a casa"
(Adnkronos) - Paura per i tennisti bloccati a Dubai. Oltre 40 persone tra giocatori, arbitri e membri dello staff o addetti al circuito Atp sono bloccati negli Emirati Arabi dopo aver giocato il torneo 500 di Dubai a causa dell'attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran, che ha comportato lo scoppio di una nuova guerra in Medio Oriente. I missili di Teheran hanno colpito molti Paesi della zona, tra cui proprio Dubai, portando alla chiusura dello spazio aereo.
Tra i tennisti bloccati, senza possibilità di tornare a casa al momento, ci sono Daniil Medvedev, vincitore del torneo, Tallon Griekspoor, finalista che non è potuto scendere in campo a causa di un infortunio, Andrey Rublev e diversi doppisti tra cui Marcelo Arevalo, Mate Pavic, Harri Heliovaara e Henry Patten.
Oggi, lunedì 2 marzo, l'Atp ha rilasciato un comunicato ufficiale per rassicurare giocatori e tifosi: "L'Atp sta monitorando con attenzione la situazione in Medio Oriente, restando in continuo contatto con i giocatori, i loro team e le autorità locali", si legge sui canali ufficiali del circuito.
"La salute, il benessere e la sicurezza dei giocatori, del nostro staff e del personale dei tornei sono la nostra priorità. Possiamo confermare che un ristretto numero di giocatori, con i loro team, sono rimasti bloccati a Dubai. Le modalità di viaggio restano soggette a valutazioni continue, in linea con le operazioni delle compagnie aeree e con le indicazioni ufficiali".
Testimonianza diretta di quanto sta succedendo a Dubai è arrivata dal doppista finlandese Harri Heliovaara: "È possibile lasciare gli Emirati soltanto via terra passando per l’Oman o l’Arabia Saudita, dove lo spazio aereo è aperto almeno per il momento, ma anche lì non sarebbe un viaggio semplice” ha scritto sul suo blog.
"Ci vogliono circa cinque ore per arrivare a Mascate, ma secondo le informazioni che abbiamo ricevuto, ci sono forti ingorghi al confine e organizzare un trasporto adeguato è difficile, perché un’auto con targa degli Emirati Arabi Uniti non è autorizzata a guidare in Oman senza permesso e non si può attraversare il confine a piedi", ha raccontato Heliovaara, "il viaggio per Riyadh in Arabia Saudita dura più di dieci ore e la strada dopo il confine è piuttosto dissestata. Quindi non è un itinerario ideale senza un’adeguata preparazione".
La situazione a Dubai, almeno per il momento, sembra sotto controllo: "Gli organizzatori offrono sistemazione in hotel e pensione completa, e per il resto tutto sembra funzionare normalmente", ha raccontato il tennista.

Categoria: sport
14:18
Iran, Usa e Israele dovevano attaccare una settimana prima
(Adnkronos) - Stati Uniti e Israele avevano originariamente pianificato di attaccare l'Iran una settimana prima di quanto abbiano poi fatto: il via libera è stato posticipato per motivi operativi e di intelligence. A riferirne sono alti funzionari americani e israeliani citati da Axios, che sottolinea come il rinvio abbia dato al presidente Trump un'altra settimana per scegliere tra i due binari paralleli – diplomazia e guerra – che continuava a percorrere da quasi due mesi e ha reso l'ultimo round di colloqui sul nucleare a Ginevra più importante, dando all'Iran un'ultima possibilità di raggiungere un accordo.
Dopo che il secondo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran si è concluso senza significativi progressi il 17 febbraio, gli strateghi militari americani e israeliani si preparavano ad attaccare quattro giorni più tardi, sabato 21 febbraio. Ma il via libera non è mai arrivato. Funzionari americani e israeliani spiegano che le condizioni meteo non favorevoli sono state uno dei motivi. Una fonte israeliana afferma invece che il ritardo è stato dovuto principalmente alla parte americana che chiedeva un maggiore coordinamento con le Forze di difesa israeliane.
"Le ultime due settimane sono state molto altalenanti", ha spiegato d'altra parte al sito un alto funzionario dell'amministrazione Trump. "Alcuni dicono che fosse per la luna o il tempo o altro. Ma sono sciocchezze", ha aggiunto. "C'era una questione tempo" atmosferico, ha concesso. "Non c'è dubbio. Più nella mente degli israeliani". Quello che è certo è che nella settimana trascorsa tra la data del primo attacco previsto e quello effettivo, i funzionari dell'intelligence israeliana e statunitense si sono progressivamente sempre più preoccupati per il rischio che Khamenei si trasferisse dalla sua residenza a un bunker sotterraneo.
Gli Stati Uniti e Israele volevano "segnalare che non c'era un attacco imminente, così che Khamenei e gli altri si sentissero al sicuro", ha detto un funzionario dell'intelligence israeliana. Un alto funzionario dell'amministrazione Trump ha rivelato ad Axios che il fatto che Khamenei non si nascondesse in un rifugio sotterraneo ha destato sorpresa.
Il rinvio, commentano ancora le fonti citate dal sito, ha peraltro dato maggiore spazio a un altro round di colloqui. Le versioni raccolte da Axios differiscono quanto al loro obiettivo: un funzionario israeliano ha detto che i colloqui di Ginevra erano pensati per far passare il tempo fino alla nuova data dell'attacco - lasciando agli iraniani la convinzione che la diplomazia fosse ancora la strada principale di Trump.
Un secondo funzionario israeliano ha detto che la nuova data dell'attacco è stata fissata per ragioni tattiche e operative, e che i colloqui sono stati realmente incentrati sul loro contenuto: se Trump avesse visto veri progressi a Ginevra, avrebbe potuto rimandare nuovamente l'attacco. Due funzionari statunitensi hanno anche contestato la ricostruzione secondo cui i colloqui di Ginevra fossero una 'trovata'. Pur concedendo che gli inviati di Trump Jared Kushner e Steve Witkoff erano profondamente scettici sulle possibilità di un accordo, sottolineano che non stavano fingendo allo scopo di ingannare gli iraniani.
Quando la sessione mattutina dei colloqui si è conclusa giovedì, Kushner e Witkoff sono tornati con una proposta finale americana, respinta dagli iraniani. Kushner e Witkoff hanno riferito a Trump, che ha messo in moto la macchina della guerra, conclude Axios.

Categoria: internazionale/esteri
14:13
Bari, maltrattamenti sui bambini: sospesa insegnante per sei mesi
(Adnkronos) - Maltrattamenti ai danni degli alunni. Un'insegnante di una scuola dell'infanzia di Bitonto, in provincia di Bari, è stata sospesa per circa sei mesi, in base a una misura cautelare di interdizione emessa dal gip del Tribunale del capoluogo pugliese per presunti maltrattamenti ai danni dei piccoli allievi e delle piccole allieve.
L'indagine, condotta dai poliziotti del Commissariato di pubblica sicurezza, era stata avviata a novembre 2025 a seguito di una denuncia presentata dai genitori di alcuni alunni. Sulla base di accertamenti tecnici audio-video piazzati all’interno dell’istituto scolastico, sono stati acquisiti, nell’arco temporale di circa un mese e mezzo, elementi utili a riscontrare comportamenti vessatori ripetuti nei confronti dei minori affidati alla docente, una donna di 65 anni. A quest'ultima vengono contestati schiaffi, strattonamenti e punizioni ritenute non consone al contesto educativo.

Categoria: cronaca
14:05
Iran, ristoratore romano a Dubai: "Notte in garage hotel per allarme drone"
(Adnkronos) - "Siamo sereni anche se ieri abbiamo dovuto dormire nel garage dell'albergo: c'era allarme perché un drone era stato intercettato e fatto esplodere a Dubai Marina, quindi per precauzione hanno fatto dormire gli ospiti nel garage allestendo i materassi a terra". Marco Antonelli, proprietario del ristorante 'La Cantina di Cesare' a pochi passi dai musei vaticani, si trova in vacanza a Dubai : è arrivato qui da Roma, con la sua famiglia, per festeggiare il suo 51esimo compleanno senza immaginare che gli Emirati si sarebbero trasformati improvvisamente in teatro di attacchi iraniani dopo le mosse di Stati Uniti e Israele. "E' successo tutto all'improvviso - racconta all'Adnkronos - e, secondo me, tanta gente ancora non ha capito cosa è realmente successo".
"Noi eravamo a Dubai Marina quando abbiamo sentito una prima esplosione, a 5 km da noi, e altri botti; abbiamo pensato che potesse essere un richiamo per il Ramadan ma poi, sui social, abbiamo letto le prime notizie. Non abbiamo avuto paura, anche se siamo rimasti sorpresi - continua Antonelli - con il passare delle ore abbiamo iniziato a vedere le notizie che arrivavano e hanno iniziato a chiamarci amici e parenti preoccupati". "Attualmente la situazione è tranquilla - riferisce il ristoratore italiano - c'è chi gira in strada, non ci sono particolari divieti e ognuno si regola come vuole anche se, chiaramente, alcuni ristoranti sono chiusi". Antonelli racconta di avere aggiornamenti della situazione da parte del consolato italiano. "Hanno annullato tutti i voli, l'aeroporto è chiuso, noi saremmo dovuti rientrare il 5 marzo ma il biglietto è stato annullato e, al momento, abbiamo il volo per il 6 marzo ma chiaramente dipenderà dall'evoluzione della situazione", osserva.
"Siamo fermi in albergo da tre giorni, ma qui c'è tutto - continua - Siamo molto sereni, non c'è allarmismo, le strutture sono abbastanza preparate". "Al momento non ho notato grosse difficoltà, ma è troppo presto per dirlo, sono passati solo tre giorni", sottolinea il ristoratore rispetto alla situazione generale e alla possibilità che i disagi si aggravino con il passare del tempo per i turisti bloccati a causa della cancellazione dei voli aerei. (di Sara Di Sciullo)

Categoria: internazionale/esteri
13:57
Eleonora Giorgi, un anno dalla morte: il messaggio 'segreto' per il nipote Gabriele
(Adnkronos) - A un anno dalla scomparsa di Eleonora Giorgi, il ricordo resta più vivo che mai. L'attrice, scomparsa lo scorso 3 marzo a 71 anni dopo una battaglia contro un tumore al pancreas, è stata omaggiata ieri, domenica 1 marzo, dai figli Paolo Ciavarro e Andrea Rizzoli, ospiti a Verissimo da Silvia Toffanin.
Il figlio Paolo ha raccontato un dettaglio, rimasto finora privato, sugli ultimi giorni prima della morte della madre: "Pochi giorni prima di andarsene ha registrato un vocale di quattro minuti per Gabriele. Era in clinica e io ero dietro di lei. Mentre parlava, io piangevo. Non ho mai avuto il coraggio di riascoltarlo. Non l'ho mai fatto sentire a nessuno. Quando sarà il momento lo farò sentire a Gabriele", ha raccontato Paolo Ciavarro.
Il dolore per Ciavarro è soprattutto proiettato al rapporto che nonna Eleonora e nipote Gabriele non potranno mai avere: "Ho il telefono inondato delle foto di mamma, ogni tanto mi capita di aprirne una, ma non riesco a vedere le immagini di mamma con mio figlio Gabriele. Mi spezza il cuore. Il dolore più grande è sapere che mamma non ci sarà più per mio figlio", ha confessato Ciavarro.
Il piccolo Gabriele Ciavarro era molto legato a sua nonna Eleonora. "Nonostante sia consapevole che la nonna non ci sia più, Gabriele pensa alla nonna al presente e parla della nonna al presente", ha aggiunto Andrea Rizzoli.

Categoria: spettacoli
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17:11
Iran, Crosetto: "Blitz non comunicato ad alcun Paese Ue, io a Dubai dopo mia valutazione"
(Adnkronos) - "Nessun Paese europeo ha ricevuto alcuna informazione" sull'attacco Usa-Israele all'Iran e il fatto che il ministro della Difesa Guido Crosetto sia rimasto bloccato a Dubai dopo i raid "è stata una mia scelta". A dirlo nel corso dell'audizione a Senato sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico è stato lo stesso titolare della Difesa.
"Il fatto che io fossi bloccato è stata una mia scelta, perché immediatamente avrei potuto andarmene via da Dubai senza neanche comunicarlo, ho scelto in quel momento di restare, visto quello che stava succedendo. Avrò sbagliato come ministro, chiedo scusa, perché ero con i miei due figli e sono stato lì. Quando, dopo una notte di bombardamento, li ho presi e li ho accompagnati a Mascate, sono partito e sono tornato a fare il mio dovere. Ero a Dubai perché avevo deciso, magari sbagliando, di concedermi un periodo di ferie. Avevo messo anche degli incontri istituzionali. E noi non è che non siamo stati informati come Italia di quello che è successo o quando è successo: nessun Paese. Ho scritto a tutti i miei colleghi ministri della Difesa. Nessun paese europeo ha ricevuto alcuna informazione, se non quando gli aerei erano in volo", una volta avuta la certezza "che attacchi avrebbero colpito l'obiettivo principale. Perché era quella la loro priorità. Nessuno in Occidente, in Oriente, nei Paesi arabi era stato minimamente informato", ha ribadito il ministro.
"I rischi per il nostro personale nell'area sono stati mitigati già da settimane, è stata alleggerita la presenza di tutto il personale non indispensabile, riviste e approvate le procedure di sicurezza, così come i piani per fronteggiare l'emergenza. Parallelamente sono stati verificati e aggiornati i piani di evacuazione", ha poi continuato.
"L'esperienza di queste ore conferma la necessità di avere una riflessione sugli strumenti normativi che disciplinano le partecipazioni italiane alle missioni internazionali. L'attuale quadro legislativo definisce e autorizza le missioni sulla base di scenari internazionali che possono mutare rapidamente e imprevedibilmente. Tuttavia, le crisi contemporanee evolvono una velocità da richiedere in alcuni casi la possibilità di adeguare tempestivamente la presenza militare dislocando forza e aspetti in funzione delle esigenze operative della sicurezza del personale; quindi è opportuno valutare strumenti che consentono ancora maggiore flessibilità operativa nel pieno rispetto del Parlamento, per garantire che lo strumento possa rispondere con prontezza a qualunque tipo di evoluzione di crisi possiamo trovarci davanti", ha continuato.
"Abbiamo scenari mai sperimentati prima - precisa - valuteremo con massima attenzione l'evoluzione della crisi adeguando di conseguenza le misure necessarie a tutela del personale e degli interessi nazionali. Il nostro scrupolo verso tutto il personale militare ma verso i nostri connazionali civili presenti nell'area, come dimostra anche il lavoro che contestualmente stiamo facendo con la Farnesina che faremo anche nei prossimi giorni".
"Di fronte a un attacco simile l'Italia farebbe peggio, perché le difese da queste nuovi armi, che sono soprattutto i droni, sono molto più difficili rispetto alle armi tradizionali. Dal punto di vista di quel tipo di attacchi, l'Italia e i paesi europei sono indietro e si stanno avvicinando negli ultimi due anni con investimenti continui. La soluzione ci sarà nel giro di qualche mese, qualche anno perché è partita purtroppo soltanto due anni fa, perché prima questo tipo di pericolo non era né percepito né reale: la guerra dei droni è un'invenzione ucraina, è cambiata completamente la visione e il modo di fare la guerra negli ultimi due anni in modo repentino", ha poi sottolineato il ministro.
Le operazioni di Usa e Israele, ha aggiunto il ministro, "sono state pianificate per colpire i nodi chiave della struttura militare iraniana, in particolare i centri di comando, i sistemi di difesa aerea e le infrastrutture legate ai programmi missilistici e ai droni, ritenuti da Washington e Tel Aviv una minaccia permanente e imminente", ha detto ancora Crosetto. "L'obiettivo di una azione su vasta scala è ridurre la capacità offensiva di Teheran. Le autorità israeliane hanno presentato l'offensiva come una azione preventiva contro una minaccia ritenuta esistenziale".

Categoria: politica
17:07
Alperia, Amort: "Obiettivo è produzione green e valore per tutti"
(Adnkronos) -
Una strategia green per una produzione al 100% rinnovabile e un obiettivo Net Zero già al 2040. Questa la visione di Alperia, grande gruppo energetico italiano, con sede in Alto Adige, attivo lungo tutta la filiera: produzione, distribuzione, vendita di prodotti e servizi energetici, con un fatturato di circa 2,57 miliardi di euro, più di mezzo milione di clienti tra famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni in Italia e circa 1.250 dipendenti.
Sostenibilità e transizione energetica sono, dunque, elementi costitutivi dell’azienda. “Il nostro piano strategico si basa sulla sostenibilità: consolidamento, innovazione e sostenibilità sono i nostri tre pilastri sui quali abbiamo creato e disegnato la nostra strategia. Contribuiamo alla sicurezza energetica del Paese producendo energia pulita, gestendo reti e garantendo continuità del servizio nei territori in cui operiamo”, spiega all’Adnkronos il direttore generale Luis Amort.
Più nel dettaglio, spiega elencando i tre asset principali del Gruppo, “noi produciamo quasi al 100% energia rinnovabile soprattutto, storicamente, con le nostre centrali idroelettriche: gestiamo 35 impianti, che producono mediamente oltre 4.000 GWh all’anno; abbiamo allargato negli ultimi anni la produzione investendo in parchi eolici e da quest'anno entriamo anche nel fotovoltaico”. A questo si affiancano “le reti di distribuzione elettrica e gas, infrastrutture strategiche e regolamentate che garantiscono stabilità industriale. Il terzo pilastro è il portafoglio clienti e di servizi energetici, che ci consente di trasformare l’energia prodotta in valore concreto per famiglie e imprese”.
Quanto agli investimenti, “nel 2024 hanno superato i 200 milioni di euro e resteranno su questi livelli anche nei prossimi anni. La quota principale è destinata al revamping degli impianti idroelettrici, che permette un sensibile aumento della produzione utilizzando le stesse risorse naturali. Investiamo inoltre nell’ammodernamento e digitalizzazione delle reti e nello sviluppo di nuovi servizi energetici, come sistemi di accumulo e soluzioni per l’efficienza. Sono investimenti concreti, pensati per rafforzare asset che durano nel tempo”.
Lato vendita “abbiamo adesso più di 500mila clienti dentro e fuori la provincia di Bolzano ma siamo attivi in tutta l'Italia e stiamo allargando la rete di agenti e punti di vendita”. Un rapporto quello con il territorio e con i propri clienti che il dg di Alperia definisce “sostanziale”. “Noi siamo molto vicini non solo con le parole ma anche nel quotidiano – spiega - accompagniamo tutti i nostri clienti, un numero nel frattempo molto cresciuto, ovunque con azioni concrete. Abbiamo ampliato tantissimo la gamma dei prodotti: dall'elettrico al gas, al calore ma anche fotovoltaico domestico e mobilità elettrica, tra carte di ricarica, colonnine e wallbox”. L’obiettivo è portare il cliente verso un percorso più sostenibile, "vivendo giorno per giorno la transizione”.
“Alperia interpreta la transizione energetica come un percorso industriale concreto, non come un obiettivo astratto. Per noi significa puntare su rinnovabili mature e affidabili, come l’idroelettrico, rafforzare le reti e rendere il sistema più efficiente e flessibile. Oggi produciamo già quasi esclusivamente energia rinnovabile e lavoriamo per migliorare ulteriormente efficienza e integrazione nel sistema elettrico. La transizione, dal nostro punto di vista, funziona se è sostenibile anche economicamente e se si basa su infrastrutture solide, capaci di garantire continuità e sicurezza”, conclude.

Categoria: sostenibilita
16:56
Iran, Tajani: "Oltre 70mila italiani nella regione, crisi potrebbe durare settimane"
(Adnkronos) - "Nella regione sono al momento presenti oltre 70mila connazionali tra presenze stabili (quasi l’80%) e temporanee. Trentamila circa solo a Dubai e Abu Dhabi''. Così il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani riferendo in Senato sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico dopo l'attacco israelo-americano e la successiva rappresaglia iraniana.
Il titolare della Farnesina ha riferito che si tratta di ''residenti, lavoratori, militari, turisti, studenti, pellegrini. In Israele vivono circa ventimila residenti con passaporto italiano. Negli Emirati Arabi Uniti, in Arabia Saudita, in Kuwait, in Oman e in Bahrein sono presenti comunità numerose. In Iran si trovano poco meno di cinquecento connazionali, quasi tutti residenti''.
"Questa crisi potrebbe non trovare una soluzione rapida. Potrebbe durare giorni. Forse settimane", ha poi ribadito il ministro, sottolineando che "molto dipenderà dalle decisioni che verranno prese da Teheran e dalle dinamiche interne al regime". Il titolare della Farnesina ha riaffermato che "gli sviluppi di questi giorni suscitano in tutti noi profonda preoccupazione, ciò nonostante, lavoriamo con pazienza e determinazione". E il governo lo fa "a tutela dei nostri connazionali e della libertà di navigazione, delle nostre imprese, che rischiano di pagare un alto prezzo alla ingiustificata e sconsiderata reazione iraniana. Accanto al popolo iraniano, che merita un futuro migliore di pace, crescita e benessere".
La crisi, ha aggiunto, rischia di allargarsi a tutta la regione, attraverso l’azione di gruppi che rispondono direttamente a Teheran in Iraq, in Yemen e in Libano, da dove Hezbollah ha lanciato questa notte numerosi missili verso il territorio israeliano, incontrando la ferma risposta di Tel Aviv".
"Crediamo nella diplomazia. Anche quando sembra difficile. Anche quando sembra lontana", ha ribadito, sottolineando che "ogni crisi richiede il ricorso al dialogo e al negoziato: continueremo a lavorare senza sosta perché quel momento arrivi il prima possibile". "La stabilità di tutto il Medio Oriente allargato è un presupposto fondamentale per la sicurezza internazionale e la crescita globale, e un obiettivo prioritario dell’azione di politica estera del Governo", dice ancora il titolare della Farnesina.
"La morte dell’Ayatollah Khamenei apre una fase nuova per l’Iran. Una fase a cui dovranno contribuire le migliori energie della società iraniana. Penso ai tanti giovani che negli ultimi anni sono scesi in piazza chiedendo libertà, diritti, democrazia. A quelle ragazze e a quei ragazzi che hanno manifestato pacificamente, pagando spesso un prezzo altissimo. A loro va il nostro rispetto e la nostra vicinanza", ha aggiunto.
"Il Governo italiano è al fianco dei giovani iraniani. Al fianco di chi chiede democrazia, libertà, futuro. Il popolo iraniano merita di vedere riconosciuti i propri diritti civili e politici, senza violenza o intimidazioni - ha proseguito Tajani - La brutale repressione delle manifestazioni dello scorso dicembre, con migliaia di vittime, aveva già portato l’Unione europea a imporre nuove sanzioni e all’inserimento dei Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche".
"Una volta conclusa la fase più complessa, occorrerà lavorare con determinazione per favorire una transizione in Iran che sia pacifica e rispettosa delle aspirazioni del popolo iraniano - ha spiegato - In questo quadro, l’Europa ha un importante ruolo da giocare. È chiamata ad essere voce di equilibrio e a favorire quel dialogo 'ragionevole, autentico e responsabile' richiamato ieri dal Santo Padre Papa Leone XIV".
Intanto, "nella tarda serata di ieri un gruppo di 98 persone è transitato con successo dagli Emirati all’Oman con assistenza coordinata con le Ambasciate ad Abu Dhabi e Mascate'', ha spiegato aggiornando sull'azione in corso per rimpatriare gli italiani rimasti bloccati all'estero dopo l'attacco israelo-americano all'Iran. ''Proprio in queste ore l’Unità di Crisi sta favorendo l’organizzazione di altri voli da Mascate per favorire il rientro dei nostri connazionali'', ha aggiunto Tajani.
Sono quindi tutti incolumi, tutti al sicuro i militari italiani in Kuwait, Iraq, Libano e Giordania. ''Per quanto riguarda i nostri militari, oltre trecento ufficiali dell’Aeronautica si trovano nella base in Kuwait colpita da missili iraniani. Sono al sicuro nei bunker e sono tutti incolumi'', ha spiegato Tajani.
''Anche in Iraq, vicino al Kurdistan iracheno, un missile è caduto a poca distanza da una base dove sono presenti militari italiani e americani. Non vi è stata alcuna conseguenza'', ha precisato il titolare della Farnesina. ''I nostri contingenti sono al sicuro in Libano, in Giordania e nelle altre aree di dispiegamento'', ha aggiunto.

Categoria: politica
16:41
Salerno, uccide il marito a coltellate: in manette una 54enne
(Adnkronos) - Uccide il marito a coltellate in provincia di Salerno: in manette una 54enne. I Carabinieri hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura di Nocera Inferiore nei confronti di una donna. La 54enne è indagata per omicidio perché, secondo la ricostruzione operata dalla Polizia Giudiziaria, ieri avrebbe aggredito il marito colpendolo con un’arma da taglio.
L’arrestata è stata trasferita presso la casa circondariale di Salerno.

Categoria: cronaca
16:32
Iran, tenore della Scala: "Speriamo in liberazione, come nel Nabucco di Verdi"
(Adnkronos) -
Se il coro del quarto atto del Macbeth di Giuseppe Verdi 'Patria oppressa' poteva raccontare la crudeltà del regime degli Ayatollah, oggi è il 'Va pensiero' del Nabucco a dare voce alle speranze di libertà di chi sta vivendo a migliaia di chilometri dalla patria l'intervento di Stati Uniti e Israele in Iran, con l'uccisione di Khamenei e l'azzeramento dei vertici militari. "Per la maggior parte degli iraniani sono state belle notizie", dice all'Adnkronos Ramtin Ghazavi, tenore iraniano in organico nel Coro della Scala, promotore a gennaio di un concerto nella Chiesa del Carmine di Milano per sensibilizzare sulla brutale repressione dei manifestanti a Teheran e in tutto il Paese.
'Patria oppressa' "calzava perfettamente in quel momento", ma un mese e mezzo più tardi la musica è cambiata. E' il 'Va pensiero' di Verdi, inno del Risorgimento italiano, il brano capace anche oggi - dice il tenore scaligero - di "rappresentare il nostro sentimento", fatto di dolore, nostalgia, ma anche ottimismo per il futuro. "C'è tanta speranza per la liberazione. Per come stanno procedendo le cose, sembra che sia tutto ben organizzato da parte di Stati Uniti e Israele: stanno prendendo di mira gli edifici delle forze di repressione, stanno neutralizzando pian piano tutti i luoghi di raduno e organizzazione, per permettere alle persone di uscire in strada a manifestare per i loro diritti e per la liberazione del Paese, senza paura di venire uccisi", dice Ghazavi.
Se la speranza è che in patria le persone possano manifestare liberamente, l'invito per gli italiani è di "non organizzare proteste contro l'intervento militare" in Iran. "Se non sapete cosa sta succedendo - raccomanda - piuttosto state zitti. Evitate le figuracce che già abbiamo visto dopo l'arresto di Maduro, con gente di sinistra per strada in sua difesa. Adesso sono dispiaciuti per gli Ayatollah o per Khamenei ucciso? Vogliono fare una manifestazione per i diritti di un dittatore?", si domanda sarcastico il tenore, osservando che "basta che ci siano di mezzo Israele o gli Stati Uniti, per trascurare la realtà dei fatti e andare avanti a occhi chiusi con le loro idee. Questa è ignoranza cieca", denuncia.

Categoria: internazionale/esteri
16:27
Trasporti, Gibelli (Asstra): "Dopo covid cambiano flussi, verso 2050 città integrate e mobilità più dinamica"
(Adnkronos) - "Per garantire l’appropriatezza della spesa, sia per il mantenimento delle infrastrutture sia dei servizi, dobbiamo ripensare il trasporto pubblico locale alla luce dei cambiamenti in atto". Lo ha dichiarato Andrea Gibelli, presidente di Asstra, intervenendo al Consumers’ Forum. “Dopo il Covid – ha spiegato – il Tpl, storicamente pensato per lavoratori e studenti, registra dinamiche diverse: nei giorni feriali non sono ancora stati recuperati i livelli pre-pandemia, mentre nel fine settimana la domanda è cresciuta oltre le attese, anche per nuove abitudini legate al tempo libero e alla sostenibilità. Questo impone modelli più flessibili e tariffe dinamiche, non una pianificazione calata dall’alto ma costruita sui flussi reali”.
Guardando al 2050, secondo Gibelli, anche in uno scenario di stabilizzazione del debito pubblico, aumenteranno spesa sociale ed età media, con una crescente concentrazione della popolazione nelle grandi aree urbane. “Le città saranno sempre più integrate: collegamenti ferroviari e alta velocità potranno rendere sistemi oggi distinti di fatto un’unica area funzionale. Dobbiamo chiederci se il modello di città che immaginiamo oggi sarà lo stesso tra 25 anni”.
Un esempio è quello delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, che hanno messo in rete grandi direttrici infrastrutturali, trasporto locale e ultimo miglio digitale. “Questo schema – ha concluso – può diventare un modello stabile: grandi dorsali, reti secondarie e servizi integrati alle persone. La mobilità del futuro non sarà solo una questione di risorse, ma di capacità di utilizzarle in modo più appropriato ed efficiente”.

Categoria: economia
16:22
Forlì, cinque anziani muoiono sulle ambulanze: indagato per omicidio operatore della Croce Rossa
(Adnkronos) - La Procura di Forlì ha indagato con l’ipotesi di accusa di omicidio plurimo un 27enne operatore della Croce Rossa, residente nel Forlivese, per la morte di cinque anziani avvenuta in ambulanze durante il trasferimento dalla loro abitazione all’ospedale, tra febbraio e fine estate 2025. Lo riporta 'il Corriere di Romagna'. Le morti sospette sarebbero avvenute sulla tratta dell’ambulanza, che vedeva in servizio l’operatore indagato.
L’operatore si dichiara estraneo alle accuse. Non è ancora stato sentito da carabinieri e magistrato, ma avrebbe fornito elementi e documenti. La difesa sostiene che ogni volta sia stato fatto intervenire un medico a bordo del mezzo di soccorso. Nei casi addebitati ci sarebbe stato intervento e successivo trasporto con l’auto medicalizzata di Romagna Soccorso. Le indagini, che sono condotte dai carabinieri del Nucleo operativo di Forlì e vedono impegnati anche i Nas, sono tuttora in corso.
"È sconcertato da quanto sta emergendo – ha detto al quotidiano locale l’avvocato Gloria Parigi, che difende il 27enne -, urla la sua innocenza in ogni modo, in una vicenda che gli ha stravolto l’esistenza. Si è messo a disposizione dell’autorità giudiziaria perché non ha nulla da nascondere. Per questo ha chiesto di essere ascoltato dalla Procura". L’uomo attualmente non è in servizio, usufruendo di un monte ore di permessi accumulati, ma l’Ausl, parte in causa della vicenda, avrebbe espresso parere negativo all’ipotesi di un rientro in servizio in questa fase.

Categoria: cronaca
16:17
Perdita dell'udito, in sei casi su dieci si può prevenire: ecco come
(Adnkronos) - Oggi circa 430 milioni di persone nel mondo hanno bisogno di riabilitazione per affrontare una perdita dell'udito (ipoacusia) invalidante. Eppure nei bambini quasi il 60% dei casi è dovuto a cause evitabili che possono essere prevenute. Allo stesso modo le cause più comuni negli adulti, come l'esposizione a suoni forti e farmaci ototossici, sono prevenibili. Conoscere i fattori di rischio e adottare comportamenti corretti può fare la differenza, soprattutto per i più giovani. Lo ricorda la pagina dedicata alla divulgazione 'Dottore, ma è vero che?' della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) domani, martedì 3 marzo, nella Giornata mondiale dell'orecchio e dell'udito istituita dall’Organizzazione mondiale della sanità.
Proprio l'Oms insieme ai principali organismi sanitari internazionali indica alcune misure efficaci di prevenzione. Sul fronte della protezione dal rumore, per esempio, è importante limitare il volume dei dispositivi audio al di sotto del 60% del massimo consentito, e indossare tappi o cuffie antirumore quando si lavora in ambienti con rumore elevato o si frequentano luoghi molto rumorosi. L’Oms stima che circa 1,1 miliardi di giovani tra i 12 e i 35 anni siano a rischio di perdita dell'udito a causa dell'uso scorretto di dispositivi audio personali (come le cuffie) e della frequentazione di luoghi con musica ad alto volume come discoteche e concerti. Il rischio dipende sia dall'intensità del suono (misurata in decibel) sia dalla durata dell’esposizione. Purtroppo, il danno da rumore si accumula silenziosamente nel tempo: spesso ce ne si accorge solo quando la perdita è già importante. Sul fronte delle infezioni, invece, vaccinare i bambini contro malattie come la meningite e la rosolia contribuisce a ridurre i casi di ipoacusia di origine infettiva. Anche la vaccinazione materna contro la rosolia prima della gravidanza è raccomandata. E' importante, inoltre, seguire con attenzione le indicazioni del proprio medico di medicina generale quando si assumono farmaci potenzialmente tossici per l'udito. Infine, non bisogna trascurare le infezioni all'orecchio nei bambini piccoli: un'otite media cronica non trattata è una delle principali cause prevenibili di perdita dell'udito.
Per quanto riguarda i controlli, in Italia lo screening uditivo è già previsto alla nascita: si chiama test delle otoemissioni acustiche ed è eseguito di routine nei punti nascita per individuare precocemente eventuali problemi. Nei bambini più grandi e negli adulti, invece, la perdita dell'udito avviene spesso gradualmente e quasi senza accorgersene: si fa più fatica a capire le conversazioni in ambienti rumorosi, si alza il volume della televisione, si chiede spesso di ripetere quello che viene detto. In presenza di questi segnali - suggerisce 'Dottore, ma è vero che...?' - il primo passo è parlarne con il proprio medico di medicina generale: può valutare i fattori di rischio individuali e indirizzare verso gli specialisti appropriati per una valutazione audiologica approfondita.
In Italia le persone con problemi di udito sono circa 7 milioni. Cifre importanti perché sentire non è solo una questione di decibel, ma di qualità di vita e di relazioni. Infatti individuare tempestivamente un deficit uditivo significa prevenire conseguenze rilevanti sullo sviluppo del linguaggio nei bambini, sul rendimento scolastico, ma anche sulla produttività lavorativa e, negli anziani, sul rischio di isolamento sociale e può rallentare il declino cognitivo. Non a caso prevenire, fare diagnosi precoce e prendersi cura dei disturbi uditivi sono le tre azioni chiave da fare come ricorda la Commissione di albo nazionale dei tecnici audiometristi della Fno Tsrm e Pstrp in una nota.
Il tecnico audiometrista "è una figura spesso poco conosciuta, ma determinante", evidenzia la Commissione. Specializzati nell'esecuzione di esami strumentali audiometrici e vestibolari, gli audiometristi sono indispensabili per valutare la funzionalità dell'apparato uditivo e dell'equilibrio, e contribuiscono alla diffusione di una cultura all'insegna della prevenzione e per il superamento dello stigma, delle barriere culturali, come di quelle emotive che circondano le persone che soffrono di tali difficoltà. Dallo screening neonatale ai controlli in età scolare, fino al monitoraggio dell'ipoacusia nell'adulto e nell'anziano, il tecnico audiometrista interviene in tutte le fasi del percorso di vita.
Questi tecnici operano in stretta collaborazione con medici otorinolaringoiatri, audiologi, logopedisti e tecnici audioprotesisti, contribuendo alla definizione del quadro clinico attraverso esami oggettivi e soggettivi altamente specializzati: audiometria tonale e vocale, impedenzometria, potenziali evocati uditivi, esami vestibolari. Ogni esame audiometrico eseguito, ogni attività di screening, ogni momento di consulenza rappresenta un tassello di un percorso più ampio volto a promuovere inclusione, comunicazione e qualità della vita. "Il 3 marzo offre l'occasione per riconoscere e valorizzare una figura professionale spesso poco visibile, ma essenziale nel sistema sanitario, nel preservare l'udito, un senso fondamentale per la persona e per la comunità", conclude la nota.

Categoria: cronaca
15:38
Ai premi César c'era un sosia al posto di Jim Carrey? Com'è nata la teoria sul web
(Adnkronos) - A ritirare il primo alla carriera ai Cesar Awards non c'era Jim Carrey ma un sosia o, addirittura, un clone? È questa la stravagante teoria che circola da giorni sul web e che ora ha portato Gregory Caulier, delegato generale dei premi francesi, a lasciare un commento a 'Variety', definendo la cosa una "non questione".
Jim Carrey è stato onorato a Parigi con il premio alla Carriera durante i Cesar Awards dello scorso 26 febbraio. A molti in quell'occasione l'attore è apparso diverso dal solito: non solo i capelli lunghi, secondo diversi utenti del web il colore degli occhi sarebbe più chiaro e i lineamenti del viso differenti. E qualcuno ha iniziato a scrivere "Non è lui", mettendo a confronto foto del passato con quelle della cerimonia. Poco importa se c'è un divario di anni tra l'uno e l'altro scatto e che insieme all'attore, alla cerimonia, fosse presente tutta la sua famiglia.
Ad alimentare la teoria che non fosse davvero lui su quel palco il post Instagram di Alexis Stone, artista famoso sui social proprio per le sue 'trasformazioni' in celebrità. "Alexis Stone nei panni di Jim Carrey a Parigi", ha scritto sul social, a corredo di un carosello con foto di Jim Carrey ai premi francesi e poi quella di una parrucca e una protesi facciale che ricorda il volto dell'attore.
Gregory Caulier ha definito "un momento storico" la partecipazione di Jim Carrey ai César e ha parlato a 'Variety' dell'impegno della star nell'imparare l'intero discorso in francese. "La visita di Jim Carrey è stata pianificata fin da quest'estate. Fin dall'inizio, è stato estremamente colpito dall'invito dell'Academy. Otto mesi di discussioni continue e costruttive. Ha lavorato al suo discorso in francese per mesi, chiedendomi l'esatta pronuncia di alcune parole", ha detto Caulier. "È venuto con la sua compagna, sua figlia, suo nipote e 12 amici intimi e familiari. Il suo agente stampa di lunga data lo ha accompagnato. Il suo vecchio amico Michel Gondry, che ha girato un film e due serie con lui, era presente, ed erano felicissimi di rivedersi."
Gli sforzi di Carrey nel pronunciare il suo sentito discorso in francese hanno toccato il cuore del cinema francese. L'attore ha persino fatto risalire le sue radici ancestrali alla Francia, rivelando che "circa 300 anni fa, il mio bis, bis, bis, bis, bis, bis nonno Marc-François Carré" era "nato in Francia, a Saint Malo" prima di emigrare in Canada". Ha anche reso omaggio a suo padre, Percy Joseph Carrey, che ha definito "l'uomo più divertente che abbia mai conosciuto", che "mi ha insegnato il valore dell'amore, della generosità e della risata".
Molte star francesi hanno reso omaggio a Carrey durante la cerimonia, a partire dal presentatore Benjamin Lavernhe, che ha messo in scena uno spettacolo musicale di grande impatto, citando 'The Mask' e indossando l'iconico abito giallo del personaggio. di Jim Carrey

Categoria: spettacoli
15:37
Iran, ambasciatore Giansanti: "Attacchi a Golfo per alzare costi per Usa, rischiosa strategia escalation"
(Adnkronos) - "Una strategia di escalation rischiosa, che gli sta alienando" la vicinanza di Paesi che "molto si erano spesi per evitare il conflitto". L'ex ambasciatore italiano a Teheran, Luca Giansanti, commenta così i continui attacchi iraniani contro gli Stati del Golfo in un'intervista all'Adnkronos, nella quale parla anche della partita della successione ad Ali Khamenei e dell'eventuale cambio di regime - al momento difficile da capire quale sarà l'esito finale - e di una possibile ripresa dei negoziati, dopo che gli americani hanno dimostrato ancora una volta la loro inaffidabilità.
"L'Iran in questa fase iniziale ha il duplice obiettivo di dimostrare la capacità di sopravvivenza del sistema, nonostante l'attacco pesantissimo a cui è sottoposto, chiaramente mirato a distruggere i gangli del sistema per favorire una sua evoluzione - spiega Giansanti - E poi quello di alzare i costi del conflitto per gli Stati Uniti ed è per questo che ha scelto una strategia di escalation, che è rischiosa e discutibile".
Secondo l'ex ambasciatore a Teheran, gli attacchi iraniani al Golfo si stanno infatti trasformando "in un'arma a doppio taglio: se da una parte, colpendo anche i civili e non solo i militari, la speranza di Teheran è che questi Paesi facciano sentire la loro voce con Washington per uno stop agli attacchi, dall'altra si sta alienando Paesi, non necessariamente amici e alleati, che si erano comunque spesi per evitare il conflitto". Con il rischio, poi, che anche Francia, Germania e Regno Unito intervengano per aiutare i Paesi del Golfo e alleati come la Giordania.
E legata al tema della sopravvivenza del sistema c'è la partita della successione che si è aperta con la morte dell'ayatollah Ali Khamenei, ucciso due giorni fa in un attacco di israeliani e americani. "La successione era già stata sicuramente preparata da tempo - sottolinea Giansanti - perché anche non potendo prevedere quello che è successo in queste ore", le condizioni di salute e l'età di Khamenei avevano indotto la leadership a pianificarla. Adesso è stato creato un consiglio di transizione che "non dovrebbe restare in carica a lungo", con la previsione di un'elezione della Guida suprema nel giro di due-tre giorni, come detto dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, nel segno della continuità, "pur se ci sono obiettivi ostacoli logistici per far riunire sotto le bombe gli 88 membri dell'Assemblea degli esperti".
"Difficile comunque fare previsioni sulla scelta del nome, in una partita che si gioca interamente in un sistema che ha dinamiche non trasparenti - sostiene l'ex ambasciatore - Ma è ipotizzabile pensare che la scelta sarà influenzata dal contesto esterno e quindi non nel senso auspicato dagli Stati Uniti" di una figura pragmatica e più disposta al compromesso. E la difficoltà di lettura degli eventi dipende anche dal fatto che si tratta della "seconda rottura" nel sistema in 47 anni: "Se Khamenei - ragiona - non poteva eguagliare Khomeini in leadership religiosa, la prossima Guida suprema non potrà eguagliare l'esperienza di Khamenei, al vertice per 37 anni".
Quanto alla possibilità che gli attacchi di questi giorni producano il cambio di regime invocato da Washington e Tel Aviv, l'ex ambasciatore ricorda che "qualsiasi esperto militare ci dice che raid aerei di questo tipo non sono destinati a produrre un cambiamento politico e strategico da soli e adesso è difficile immaginare che la popolazione, la cui priorità è la sopravvivenza, possa scendere in piazza per manifestare per far cadere il regime". Con gli attacchi partiti sabato "è stata messa in moto una dinamica il cui esito finale è incontrollabile", sottolinea.
Quindi i negoziati. Giansanti esclude che possano riprendere a breve, nonostante le 'aperture' di Donald Trump. "Gli americani hanno perso ogni credibilità sul fronte del negoziato, dimostrando che il loro obiettivo non era quello su cui stavano trattando a Ginevra, ma il cambio di regime. Detto questo, le ragioni del negoziato rimangono valide, non solo per Teheran. Vale a dire l'allentamento delle sanzioni americane, in cambio di limitazioni e verifiche per quanto riguarda il programma nucleare iraniano per assicurarsi della sua natura esclusivamente civile. In questo quadro, potrebbe trovare spazio anche un riconoscimento del diritto ad arricchire l'uranio, senza esercitarlo", commenta.
Infine, l'ex ambasciatore non crede alla possibilità che la guerra duri quattro settimane, come sostenuto dal presidente americano. "E' un modo - chiosa - per smentire da parte sua le notizie di stock difensivi insufficienti. Non credo possano continuare così a lungo, né gli americani né gli iraniani".

Categoria: internazionale/esteri
15:37
Pro Vita lancia campagna 'E io Parlo!': "Cdx modifichi 'norma bavaglio' su affissioni"
(Adnkronos) - "In Italia c’è una legge liberticida che viene usata a uso e consumo delle amministrazioni comunali - guarda caso di sinistra e progressiste - per censurare chi la pensa diversamente. Si tratta dell’articolo 23 comma 4-bis del codice della strada, che va strutturalmente modificato". È la denuncia che arriva da Pro Vita & Famiglia, che ha lanciato la nuova Campagna "E io Parlo!" a difesa della libertà di espressione e con lo scopo di chiedere alla maggioranza di centrodestra la modifica di tale norma per impedire alle amministrazioni di censurare le affissioni ritenute non in linea con il loro indirizzo politico. Il lancio della nuova iniziativa è avvenuto oggi durante una conferenza stampa tenuta, su iniziativa del senatore e capogruppo di Fratelli d’Italia Lucio Malan, in Senato, presso la Sala Caduti di Nassirya.
Ben 12 campagne di affissioni dell’associazione sono infatti state censurate negli ultimi anni "da una strategia politica e giudiziaria che punta a un solo obiettivo: cancellare Pro Vita & Famiglia dal dibattito pubblico", ha spiegato il presidente dell’associazione, Antonio Brandi, che ha presentato un Report. "L’articolo 23 comma 4-bis del codice della strada - ha spiegato - utilizzando termini vaghi come 'stereotipi di genere', 'identità di genere' e 'qualsiasi forma di pubblicità', permette oggi una sistematica censura politica. Ecco perché abbiamo portato la nostra denuncia in difesa della libertà d’espressione anche fino alla Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) e dalla prossima settimana la Campagna 'E io Parlo!' entrerà nel vivo con affissioni stradali, annunci sui quotidiani, contenuti sui social e con un sito web creato ad hoc, mentre è partita un’apposita petizione popolare che ha già raccolto quasi 10.000 firme". La richiesta dell’associazione alla maggioranza parlamentare è dunque quella di "riformare l’articolo 23, comma 4-bis per chiarire la distinzione tra pubblicità commerciale e comunicazione sociale-politica, perché la confusione produce arbitrarietà". In secondo luogo, "chiediamo di estendere le garanzie 'rafforzate' della stampa, come sancisce l’articolo 21 della Costituzione, alle comunicazioni sociali e politiche mediante affissioni, in modo tale che non ci sia mai una censura preventiva amministrativa".
Durante la conferenza stampa il legale di Pro Vita & Famiglia, l’avv. Alessandro Fiore, ha esposto i vari casi di censura che hanno colpito l’associazione: "stiamo parlando - ha spiegato - di un tipo di comunicazione sociale e politico-culturale su temi di interesse pubblico come vita nascente, maternità, famiglia, educazione. Il Report - ha sottolineato - documenta una serie di episodi in cui amministrazioni locali, e talvolta giudici, hanno colpito messaggi pro life o critici verso l’ideologia gender, arrivando a una deriva che nel tempo ha censurato contenuti sempre più innocui. Ma una democrazia non dovrebbe temere dei manifesti, semmai dovrebbe temere proprio la censura". "Troppe volte, utilizzando una norma introdotta furtivamente nel codice della strada dalla sinistra, sono state vietate affissioni sulla semplice base di arroganza ideologica", ha invece aggiunto il capogruppo in Senato di Fratelli d’Italia, Lucio Malan. Il senatore ha portato, tra gli altri, l’esempio "di un’affissione censurata contro l’utero in affitto, benché questa odiosa pratica sia un reato per la nostra legge e sia stata più volte condannata dal Parlamento Europeo e da diversi organismi delle Nazioni Unite".

Categoria: cronaca
15:26
Fibercop porta l’innovazione a scuola, a Monterotondo il viaggio virtuale nella fibra
(Adnkronos) -
Oggi il percorso di FiberCop dedicato all’innovazione e al dialogo con le nuove generazioni ha fatto tappa all’Istituto Peano a Monterotondo (Roma). Un’iniziativa immersiva e coinvolgente che ha portato, in modalità virtuale, l’Innovation Hub di Torino di FiberCop direttamente nelle scuole. Il progetto di formazione e orientamento è pensato per avvicinare gli studenti al mondo della rete e delle infrastrutture digitali. Grazie a un’esperienza virtuale, i ragazzi sono entrati nei laboratori di FiberCop di Torino per scoprire da vicino come nasce e si sviluppa la rete in fibra ottica che garantisce la connettività del Paese.
Durante la visita virtuale, studenti e studentesse sono stati guidati in un percorso che racconta il funzionamento della rete in fibra, le attività svolte negli ambienti tecnici e il viaggio della connessione fino alle abitazioni degli italiani. Una nuova modalità di narrazione che unisce tecnologia, competenze e innovazione, rendendo accessibile e coinvolgente un mondo spesso percepito come distante. Il progetto ha previsto anche la presenza del personale FiberCop nella scuola per portare esperienza professionale e condividere le proprie competenze sui temi chiave del settore: dalla rete fissa e mobile alla fibra ottica, dall’IoT al 5G, fino alla cybersecurity.
Con questa iniziativa, FiberCop apre le porte dei propri laboratori alle nuove generazioni, mettendo al centro le persone, il sapere e la formazione. Un impegno concreto per contribuire alla crescita di nuovi talenti e per raccontare, anche ai più giovani, cosa significa lavorare ogni giorno per costruire e garantire le infrastrutture digitali del futuro. Il progetto proseguirà coinvolgendo l’Istituto Hensemberg di Monza il 5 marzo e l’Istituto Righi a Taranto il 13 marzo, per continuare nei mesi successivi con altre tappe su tutto il territorio nazionale.

Categoria: lavoro
15:19
La volta buona, Laura Efrikian commossa per Tredici Pietro: "Gianni papà meraviglioso"
(Adnkronos) - "L'ho trovato un papà meraviglioso". Così Laura Efrikian, ex moglie di Gianni Morandi, ospite oggi a La volta buona, ha commentato l'esibizione sul palco del Festival di Sanremo 2026 nella serata delle cover di Tredici Pietro che ha scelto di duettare con il papà Gianni Morandi sulle note di 'Vita'.
"È stato davvero bellissimo, commovente. Ho trovato Pietro bravissimo, non avrebbe avuto bisogno di avere una spalla, poi ce l'ha avuta e sono stati bravissimi", queste le parole di Efrikian. "Siete proprio una bella famiglia allargata", ha aggiunto Caterina Balivo, sottolineando la complicità e il rispetto che li lega nonostante la separazione.
Gianni Morandi e Laura Efrikian sono stati una coppia per oltre 20 anni: si sono sposati in segreto nel 1966 e hanno avuto tre figli - Serena (scomparsa prematuramente), Marianna e Marco—hanno poi divorziato nel 1979. Anna Dan è l'attuale moglie del cantante dal 2004, al suo fianco dal 1994 e madre del figlio Pietro, nato nel 1997.

Categoria: spettacoli
15:12
Gas, volano i prezzi dopo lo stop della Qatar Energy per gli attacchi iraniani
(Adnkronos) - Il prezzo del gas schizza per la crisi in Medio Oriente. Gli aumenti sono legati al lancio di missili e droni dall'Iran in particolare contro il Qatar. La compagnia energetica pubblica QatarEnergy ha annunciato oggi, lunedì 2 marzo, di aver interrotto la produzione di gas naturale liquefatto (Gnl) a seguito degli attacchi iraniani contro due suoi impianti. “A causa degli attacchi militari perpetrati contro gli impianti di QatarEnergy situati nelle zone industriali di Ras Laffan e Mesaieed, in Qatar, QatarEnergy ha cessato la produzione di gas naturale liquefatto (Gnl) e dei suoi derivati", ha sottolineato la compagnia in un comunicato. Ad Amsterdam il Ttf è salito da 41 euro al megawattora fino a 46 euro (+45%) prima di scendere sotto i 45 euro con un rialzo comunque del 38,13%.
Per la Commissione Europea "non c'è alcun problema immediato per la sicurezza energetica" dell'Unione Europea in conseguenza dell'attacco sferrato da Usa e Israele contro l'Iran e alla successiva chiusura dello stretto di Hormuz, dice la portavoce per l'Energia Anna-Kaisa Itkonen, a Bruxelles.
"Abbiamo chiesto agli Stati membri di condividere le loro valutazioni entro la fine di oggi - continua - riuniremo un gruppo di coordinamento per il petrolio nelle prossime 48 ore" per valutare la situazione". Fortunatamente, nota la portavoce capo Paula Pinho, "siamo quasi alla fine del periodo" in cui gli edifici vengono riscaldati e i depositi di gas sono riempiti intorno al "30%", in linea con i piani energetici. "Per ora non vediamo elementi di preoccupazione" per le scorte di metano, sottolinea Itkonen.
Per quanto riguarda i prezzi delle fonti energetiche, prosegue Itkonen, "ci sarà un dibattito dedicato" nel collegio dei commissari di venerdì (ce ne saranno tre questa settimana: uno oggi, uno mercoledì e il terzo venerdì, con un dibattito sui prezzi dell'energia, ndr.), ma il tema potrebbe anche essere "toccato" nel collegio di sicurezza di oggi. E' comunque "chiaro" che come le condizioni delle "vie di trasporto" delle commodities energetiche avrà un impatto sui prezzi "nel lungo termine", conclude.

Categoria: economia
15:08
Bimbo trapiantato morto a Napoli, accolta richiesta ricusazione: cambia cardiochirurgo per autopsia
(Adnkronos) - Il gip del tribunale di Napoli Mariano Sorrentino ha accolto la richiesta avanzata dall'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Domenico Caliendo, morto sabato 21 febbraio in seguito a un trapianto di cuore fallito lo scorso 23 dicembre all'ospedale Monaldi di Napoli. "È stata accolta l'istanza di ricusazione - ha confermato l'avvocato Petruzzi - ed è stato nominato il professor Ugolino Livi di Udine in sostituzione di Mauro Rinaldi".
Domani mattina, dunque, si svolgerà regolarmente il conferimento dell'incarico per l'autopsia nell'ambito dell'incidente probatorio richiesto dalla Procura di Napoli. "Per il funerale non è detto che si faccia mercoledì - ha aggiunto il legale - ma l'obiettivo è quello di liberare la salma velocemente. Però per la conferma che la salma sia liberata dobbiamo attendere domani. La premier Giorgia Meloni aveva assicurato alla madre in questi giorni che parteciperà, compatibilmente con i suoi impegni istituzionali, ma purtroppo sta scoppiando una guerra".

Categoria: cronaca
14:52
Tennisti bloccati a Dubai, da Medvedev a Rublev. Atp: "Lavoriamo per portarli a casa"
(Adnkronos) - Paura per i tennisti bloccati a Dubai. Oltre 40 persone tra giocatori, arbitri e membri dello staff o addetti al circuito Atp sono bloccati negli Emirati Arabi dopo aver giocato il torneo 500 di Dubai a causa dell'attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran, che ha comportato lo scoppio di una nuova guerra in Medio Oriente. I missili di Teheran hanno colpito molti Paesi della zona, tra cui proprio Dubai, portando alla chiusura dello spazio aereo.
Tra i tennisti bloccati, senza possibilità di tornare a casa al momento, ci sono Daniil Medvedev, vincitore del torneo, Tallon Griekspoor, finalista che non è potuto scendere in campo a causa di un infortunio, Andrey Rublev e diversi doppisti tra cui Marcelo Arevalo, Mate Pavic, Harri Heliovaara e Henry Patten.
Oggi, lunedì 2 marzo, l'Atp ha rilasciato un comunicato ufficiale per rassicurare giocatori e tifosi: "L'Atp sta monitorando con attenzione la situazione in Medio Oriente, restando in continuo contatto con i giocatori, i loro team e le autorità locali", si legge sui canali ufficiali del circuito.
"La salute, il benessere e la sicurezza dei giocatori, del nostro staff e del personale dei tornei sono la nostra priorità. Possiamo confermare che un ristretto numero di giocatori, con i loro team, sono rimasti bloccati a Dubai. Le modalità di viaggio restano soggette a valutazioni continue, in linea con le operazioni delle compagnie aeree e con le indicazioni ufficiali".
Testimonianza diretta di quanto sta succedendo a Dubai è arrivata dal doppista finlandese Harri Heliovaara: "È possibile lasciare gli Emirati soltanto via terra passando per l’Oman o l’Arabia Saudita, dove lo spazio aereo è aperto almeno per il momento, ma anche lì non sarebbe un viaggio semplice” ha scritto sul suo blog.
"Ci vogliono circa cinque ore per arrivare a Mascate, ma secondo le informazioni che abbiamo ricevuto, ci sono forti ingorghi al confine e organizzare un trasporto adeguato è difficile, perché un’auto con targa degli Emirati Arabi Uniti non è autorizzata a guidare in Oman senza permesso e non si può attraversare il confine a piedi", ha raccontato Heliovaara, "il viaggio per Riyadh in Arabia Saudita dura più di dieci ore e la strada dopo il confine è piuttosto dissestata. Quindi non è un itinerario ideale senza un’adeguata preparazione".
La situazione a Dubai, almeno per il momento, sembra sotto controllo: "Gli organizzatori offrono sistemazione in hotel e pensione completa, e per il resto tutto sembra funzionare normalmente", ha raccontato il tennista.

Categoria: sport
14:18
Iran, Usa e Israele dovevano attaccare una settimana prima
(Adnkronos) - Stati Uniti e Israele avevano originariamente pianificato di attaccare l'Iran una settimana prima di quanto abbiano poi fatto: il via libera è stato posticipato per motivi operativi e di intelligence. A riferirne sono alti funzionari americani e israeliani citati da Axios, che sottolinea come il rinvio abbia dato al presidente Trump un'altra settimana per scegliere tra i due binari paralleli – diplomazia e guerra – che continuava a percorrere da quasi due mesi e ha reso l'ultimo round di colloqui sul nucleare a Ginevra più importante, dando all'Iran un'ultima possibilità di raggiungere un accordo.
Dopo che il secondo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran si è concluso senza significativi progressi il 17 febbraio, gli strateghi militari americani e israeliani si preparavano ad attaccare quattro giorni più tardi, sabato 21 febbraio. Ma il via libera non è mai arrivato. Funzionari americani e israeliani spiegano che le condizioni meteo non favorevoli sono state uno dei motivi. Una fonte israeliana afferma invece che il ritardo è stato dovuto principalmente alla parte americana che chiedeva un maggiore coordinamento con le Forze di difesa israeliane.
"Le ultime due settimane sono state molto altalenanti", ha spiegato d'altra parte al sito un alto funzionario dell'amministrazione Trump. "Alcuni dicono che fosse per la luna o il tempo o altro. Ma sono sciocchezze", ha aggiunto. "C'era una questione tempo" atmosferico, ha concesso. "Non c'è dubbio. Più nella mente degli israeliani". Quello che è certo è che nella settimana trascorsa tra la data del primo attacco previsto e quello effettivo, i funzionari dell'intelligence israeliana e statunitense si sono progressivamente sempre più preoccupati per il rischio che Khamenei si trasferisse dalla sua residenza a un bunker sotterraneo.
Gli Stati Uniti e Israele volevano "segnalare che non c'era un attacco imminente, così che Khamenei e gli altri si sentissero al sicuro", ha detto un funzionario dell'intelligence israeliana. Un alto funzionario dell'amministrazione Trump ha rivelato ad Axios che il fatto che Khamenei non si nascondesse in un rifugio sotterraneo ha destato sorpresa.
Il rinvio, commentano ancora le fonti citate dal sito, ha peraltro dato maggiore spazio a un altro round di colloqui. Le versioni raccolte da Axios differiscono quanto al loro obiettivo: un funzionario israeliano ha detto che i colloqui di Ginevra erano pensati per far passare il tempo fino alla nuova data dell'attacco - lasciando agli iraniani la convinzione che la diplomazia fosse ancora la strada principale di Trump.
Un secondo funzionario israeliano ha detto che la nuova data dell'attacco è stata fissata per ragioni tattiche e operative, e che i colloqui sono stati realmente incentrati sul loro contenuto: se Trump avesse visto veri progressi a Ginevra, avrebbe potuto rimandare nuovamente l'attacco. Due funzionari statunitensi hanno anche contestato la ricostruzione secondo cui i colloqui di Ginevra fossero una 'trovata'. Pur concedendo che gli inviati di Trump Jared Kushner e Steve Witkoff erano profondamente scettici sulle possibilità di un accordo, sottolineano che non stavano fingendo allo scopo di ingannare gli iraniani.
Quando la sessione mattutina dei colloqui si è conclusa giovedì, Kushner e Witkoff sono tornati con una proposta finale americana, respinta dagli iraniani. Kushner e Witkoff hanno riferito a Trump, che ha messo in moto la macchina della guerra, conclude Axios.

Categoria: internazionale/esteri
14:13
Bari, maltrattamenti sui bambini: sospesa insegnante per sei mesi
(Adnkronos) - Maltrattamenti ai danni degli alunni. Un'insegnante di una scuola dell'infanzia di Bitonto, in provincia di Bari, è stata sospesa per circa sei mesi, in base a una misura cautelare di interdizione emessa dal gip del Tribunale del capoluogo pugliese per presunti maltrattamenti ai danni dei piccoli allievi e delle piccole allieve.
L'indagine, condotta dai poliziotti del Commissariato di pubblica sicurezza, era stata avviata a novembre 2025 a seguito di una denuncia presentata dai genitori di alcuni alunni. Sulla base di accertamenti tecnici audio-video piazzati all’interno dell’istituto scolastico, sono stati acquisiti, nell’arco temporale di circa un mese e mezzo, elementi utili a riscontrare comportamenti vessatori ripetuti nei confronti dei minori affidati alla docente, una donna di 65 anni. A quest'ultima vengono contestati schiaffi, strattonamenti e punizioni ritenute non consone al contesto educativo.

Categoria: cronaca
14:05
Iran, ristoratore romano a Dubai: "Notte in garage hotel per allarme drone"
(Adnkronos) - "Siamo sereni anche se ieri abbiamo dovuto dormire nel garage dell'albergo: c'era allarme perché un drone era stato intercettato e fatto esplodere a Dubai Marina, quindi per precauzione hanno fatto dormire gli ospiti nel garage allestendo i materassi a terra". Marco Antonelli, proprietario del ristorante 'La Cantina di Cesare' a pochi passi dai musei vaticani, si trova in vacanza a Dubai : è arrivato qui da Roma, con la sua famiglia, per festeggiare il suo 51esimo compleanno senza immaginare che gli Emirati si sarebbero trasformati improvvisamente in teatro di attacchi iraniani dopo le mosse di Stati Uniti e Israele. "E' successo tutto all'improvviso - racconta all'Adnkronos - e, secondo me, tanta gente ancora non ha capito cosa è realmente successo".
"Noi eravamo a Dubai Marina quando abbiamo sentito una prima esplosione, a 5 km da noi, e altri botti; abbiamo pensato che potesse essere un richiamo per il Ramadan ma poi, sui social, abbiamo letto le prime notizie. Non abbiamo avuto paura, anche se siamo rimasti sorpresi - continua Antonelli - con il passare delle ore abbiamo iniziato a vedere le notizie che arrivavano e hanno iniziato a chiamarci amici e parenti preoccupati". "Attualmente la situazione è tranquilla - riferisce il ristoratore italiano - c'è chi gira in strada, non ci sono particolari divieti e ognuno si regola come vuole anche se, chiaramente, alcuni ristoranti sono chiusi". Antonelli racconta di avere aggiornamenti della situazione da parte del consolato italiano. "Hanno annullato tutti i voli, l'aeroporto è chiuso, noi saremmo dovuti rientrare il 5 marzo ma il biglietto è stato annullato e, al momento, abbiamo il volo per il 6 marzo ma chiaramente dipenderà dall'evoluzione della situazione", osserva.
"Siamo fermi in albergo da tre giorni, ma qui c'è tutto - continua - Siamo molto sereni, non c'è allarmismo, le strutture sono abbastanza preparate". "Al momento non ho notato grosse difficoltà, ma è troppo presto per dirlo, sono passati solo tre giorni", sottolinea il ristoratore rispetto alla situazione generale e alla possibilità che i disagi si aggravino con il passare del tempo per i turisti bloccati a causa della cancellazione dei voli aerei. (di Sara Di Sciullo)

Categoria: internazionale/esteri
13:57
Eleonora Giorgi, un anno dalla morte: il messaggio 'segreto' per il nipote Gabriele
(Adnkronos) - A un anno dalla scomparsa di Eleonora Giorgi, il ricordo resta più vivo che mai. L'attrice, scomparsa lo scorso 3 marzo a 71 anni dopo una battaglia contro un tumore al pancreas, è stata omaggiata ieri, domenica 1 marzo, dai figli Paolo Ciavarro e Andrea Rizzoli, ospiti a Verissimo da Silvia Toffanin.
Il figlio Paolo ha raccontato un dettaglio, rimasto finora privato, sugli ultimi giorni prima della morte della madre: "Pochi giorni prima di andarsene ha registrato un vocale di quattro minuti per Gabriele. Era in clinica e io ero dietro di lei. Mentre parlava, io piangevo. Non ho mai avuto il coraggio di riascoltarlo. Non l'ho mai fatto sentire a nessuno. Quando sarà il momento lo farò sentire a Gabriele", ha raccontato Paolo Ciavarro.
Il dolore per Ciavarro è soprattutto proiettato al rapporto che nonna Eleonora e nipote Gabriele non potranno mai avere: "Ho il telefono inondato delle foto di mamma, ogni tanto mi capita di aprirne una, ma non riesco a vedere le immagini di mamma con mio figlio Gabriele. Mi spezza il cuore. Il dolore più grande è sapere che mamma non ci sarà più per mio figlio", ha confessato Ciavarro.
Il piccolo Gabriele Ciavarro era molto legato a sua nonna Eleonora. "Nonostante sia consapevole che la nonna non ci sia più, Gabriele pensa alla nonna al presente e parla della nonna al presente", ha aggiunto Andrea Rizzoli.

Categoria: spettacoli









































