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22:34

Serie A, Davis accusa Dossena di razzismo: "Mi ha chiamato scimmia". La replica: "Non è vero"

(Adnkronos) - Razzismo in Serie A? Keinan Davis ha accusato Alberto Dossena dopo Cagliari-Udinese, match della 36esima giornata di Serie A. Oggi, sabato 9 maggio, l'attaccante friulano ha usato parole molto dure sui social: "Questo razzista codardo oggi mi ha chiamato scimmia durante la gara. Spero che la Serie A faccia qualcosa su questo, ma vedremo".  

Pronta la risposta, sempre sul proprio profilo Instagram, di Dossena, che nega ogni accusa: "Essere accusato di razzismo mi rattrista e ferisce. È un’accusa molto pesante, mai mi passerebbe per la testa di rivolgermi ad un’altra persona, un collega con un insulto di quel tipo".  

"È la prima volta che mi capita una situazione del genere nella quale mi devo difendere da un’accusa infamante. Un comportamento del genere è quanto di più lontano dalla mia cultura ed educazione", ha scritto il difensore del Cagliari. 

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Categoria: sport

22:23

Lecce-Juventus, gol annullato a Kalulu: era fuorigioco di Vlahovic?

(Adnkronos) - Proteste e polemiche in Lecce-Juventus. Oggi, sabato 9 maggio, i bianconeri hanno affrontato i salentini nella 36esima giornata di Serie A, in una partita condizionata anche da alcune decisioni arbitrali che hanno provocato le veementi proteste dei giocatori della Juve e di Spalletti in panchina. Tra tutte i due gol annullati ai bianconeri nel secondo tempo, soprattutto quello segnato da Kalulu per fuorigioco giudicato attivo di Vlahovic. 

Succede tutto al 59'. La Juventus trova il raddoppio con un azione avvolgente: Kalulu inizia l'azione e si inserisce sul primo palo, battendo ancora Falcone calciando di prima con il destro. L'arbitro Colombo in un primo momento convalida la rete, ma viene richiamato dal Var per un possibile fuorigioco attivo di Vlahovic. 

Il direttore di gara va quindi al monitor, con le immagini che mostrano la pressione dell'attaccante serbo sul difensore del Lecce Siebert, negandogli così la possibilità di intervenire. Colombo decide quindi di annullare il gol, tra le proteste bianconere. 

 

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Categoria: sport

22:15

SuperEnalotto, numeri combinazione vincente di oggi 9 maggio

(Adnkronos) - Nessun '6' né '5+1' al concorso Superenalotto di oggi, sabato 9 maggio, nell'ultimo appuntamento della settimana. Quattro punti '5' si sono aggiudicati una quota unitaria di 54.019,52 euro. Il jackpot stimato per il prossimo concorso a disposizione dei punti '6' è 162,9 milioni di euro. 

 

Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: 

- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; 

- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; 

- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; 

- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; 

- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. 

 

La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. 

La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. 

 

E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. 

 

La combinazione vincente è: 9, 27, 30, 42, 43, 62 numero Jolly 11 e SuperStar 11.  

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Categoria: cronaca

22:11

Internazionali, Sinner e Roma: "So fare la carbonara, ma non la posso girare"

(Adnkronos) - Jannik Sinner esulta dopo la vittoria all'esordio negli Internazionali d'Italia 2025. Oggi, sabato 9 maggio, il tennista azzurro ha battuto l'austriaco Sebastian Ofner nel secondo turno del Masters 1000 di Roma: "Credo che la partita non fosse scontata, abbiamo giocato contro un po’ di anni fa e siamo giocatori diversi. Per me era un giocatore nuovo e dovevo adattarmi, ma sono contento perché le prime partite sono sempre difficili", ha detto Sinner in conferenza stampa, "sono soddisfatto per oggi. Le partite si vincono con il lavoro che fai prima in allenamento, devi alzare l’intensità ed è sempre un gran piacere allenarmi con Cobolli e con tutti gli altri italiani. C’è anche competizione, proviamo a spingerci al massimo ed è bello". 

Sinner con Roma ha un rapporto speciale, ma che per ora si limita al campo: "So fare la carbonara", ha raccontato con un sorriso, "è difficile dire l’atmosfera, faccio solo hotel-campo perché in Italia sono cambiate tante cose. La gente sa che c’è il torneo e sanno che ci sono dei ristoranti dove possono esserci tanti tennisti. Preferisco stare in hotel per stare più sereno, ma mi colpisce l’affetto che mi danno in allenamento e in partita. È bellissimo vedere così tanti bambini, sono loro il nostro futuro. È bello vedere questa passione, siamo un gruppo grandissimo con tanti giocatori italiani ed è bello vedere che i giovani hanno questa passione".  

Sinner ha poi guardato i suoi risultati di oggi con gli occhi del passato: "Sono sempre realista, sei anni fa sono entrato per la prima volta tra i primi 100 quando ho vinto il Next Gen e fatto il debutto sul Centrale battendo Johnson. In quel momento vivi tutto in maniera diversa, hai dubbi perché sei molto giovane. Voglio solo vedere quale possa essere il mio potenziale massimo, questo va oltre le vittorie dei tornei", ha continuato Sinner, "voglio finire dicendo di aver dato sempre tutto quello che avevo”.  

" Prima di ogni partita ho dei dubbi, è la cosa più normale. Se non senti il dubbio e la pressione vuol dire che non ci tieni, però sono più consapevole rispetto a tanti anni fa", ha detto Sinner, "anche oggi entro in campo con dei piccoli dubbi, lo devi gestire e credo che il dubbio sia connesso con la pressione. Se non riesci a gestirla è meglio lasciar stare. Non è solo giocare, ci sono tante cose intorno e ognuno di noi ha dei dubbi, sia dentro che fuori dal campo. Devi essere consapevole che sai fare delle cose e devi andare per la tua strada”. 

Su cosa può ancora migliorarea: "La perfezione per me non esiste, stiamo cercando di migliorare dei piccoli dettagli su ogni colpo. Il servizio stiamo provando a stabilizzarlo, su terra battuta è leggermente più difficile perché servi in maniera diversa. È il colpo su cui mi sto concentrando maggiormente anche in allenamento, alla fine il tennis è come un puzzle e tutti gli aspetti devono essere collegati per fare cose positive".  

 

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Categoria: sport

21:26

Sinner, il Centrale chiede: "Falla durare di più". E c'è chi tifa Cagliari

(Adnkronos) - Jannik Sinner vince e incanta agli Internazionali d'Italia 2026. Oggi, sabato 9 maggio, il tennista azzurro ha battuto l'austriaco Sebastian Ofner in due set 6-3, 6-4 in una partita mai in discussione e in un Centrale colorato d'arancione. Tanti, tantissimi i tifosi vestiti con il merchandising del numero 1 del mondo, tra cappellini e magliette. E altrettanti gli striscioni e i cartelloni che hanno animato la serata del Foro Italico, con vere e proprie dichiarazioni d'amore. 

"Jannik sei il figlio prediletto di mia mamma", ha scritto un giovane tifoso, mentre un altro ha sventolato un semplice ma eloquente "Sinner ti amiamo", seguito da un romanissimo "Jannik sei bello mber po'". "Sinner the winner" è uno dei giochi di parole più gettonati, insieme a "Serve & carrots", ovvero "Servizio e carote". La speranza di molti è di rivedere un italiano sul trono della Capitale 50 anni dopo l'ultima volta, e così sugli spalti si legge un "Sinner re di Roma". 

La serata del Centrale si è riempita delle urla dei tifosi, che si sono rivolti all'azzurro anche nelle fasi cruciali del match. "Jannik falla durare un po' di più", hanno strillato dagli spalti, mentre Sinner conquistava l'ennesima palla break della sua partita. C'è anche chi urla un randomico "forza Cagliari". Una parentesi calcistica che fa il paio con l'esultanza dei tifosi dell'Inter, che pochi chilometri più in là battevano la Lazio 3-0. 

 

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Categoria: sport

20:57

Sinner, inizia la missione Roma: domina Ofner e vince all'esordio degli Internazionali

(Adnkronos) - Jannik Sinner vince all'esordio agli Internazionali d'Italia 2026. Oggi, sabato 9 maggio, il tennista azzurro ha battuto l'austriaco Sebastian Ofner in due set con il punteggio di 6-3, 6-4 al secondo turno del Masters 1000 di Roma. Partita dominata fin dal primo punto da Sinner, che piazza un break per parziale e si prende match e qualificazione. Al prossimo turno l'azzurro sfiderà il vincente della sfida tra Alexei Popyrin, già mattatore di Matteo Berrettini, e Jakub Mensik, che è riuscito a battere proprio Sinner negli ottavi di Doha. 

 

Un anno dopo, sul Centrale, tutto sembra uguale, eppure tutto è completamente diverso. Sinner è ancora numero 1, le tribune sono rimaste arancioni, ma Alcaraz non c'è e ogni fantasma è stato scacciato via. Il Foro Italico per Jannik era stato rinascita e linfa vitale nel suo momento più difficile, quando una sospensione che rischiava di macchiare il suo talento puro lo aveva costretto a rinunciare a ciò che ama di più. Oggi ogni malalingua è stata zittita, e quello stesso stadio porta con sé una promessa.  

Cinquant'anni dopo c'è una sensazione comune e diffusa per le vie di Roma. Quella che finalmente un azzurro possa tornare re lì dove nessuno era riuscito dopo Adriano Panatta. Nessuna nozza d'oro da festeggiare, perchè il momento sembra vicino. Il record di biglietti venduti? Non sorprende. Le corse ai campi secondari per sbirciare gli allenamenti del numero 1? Nemmeno. Il merchandising griffato Sinner che va a ruba? Figuriamoci. Quello che sorprende, questo sì, è un affetto rimasto immutato, che si sbaglia a dare per scontato. Sinner è diventato Nazionale lì dove la Nazionale, quella dello sport che da sempre è cultura popolare nostrana, ha fallito. La Jannik mania si è alimentata di risultati storici e con la certezza di star vivendo qualcosa, o qualcuno, di generazionale. Come mai, in Italia, era successo prima. E chi non vorrebbe assistere alla storia?  

Quando lo speaker scandisce il suo nome, il boato del Centrale è lo stesso del primo match dello scorso anno. Persino il kit è uguale, nero, per la versione aggiornata di 'Darth Sinner'. Dall'altra parte della rete non c'è Navone, ma Ofner, uno che ha vinto a sorpresa con Michelsen e che ha sorriso quando gli hanno chiesto se pensasse di vincere questa partita: "Devo provarci, altrimenti che gioco a fare?". Ha ragione, poco da dire, poi però c'è il campo. E il campo dice che l'azzurro ci mette appena tre game per arrivare a palla break. La pressione è costante, il rovescio quello di sempre e Ofner è in difficoltà. Prova a resistere, si difende con la prima, annulla ben tre chance, ma paga la tensione e regala la battuta con un doppio fallo alla quarta. Un regalo che con uno come Sinner può essere fatale. Il Centrale esulta, Jannik si limita ad alzare il 'solito' pugnetto. Quello che viene dopo è un copione che negli ultimi tempi abbiamo visto spesso. Sinner prende tutto, Ofner ci prova, corre e si sbraccia. Grida qualcosa al suo angolo dopo l'ennesimo dritto vincente dell'azzurro, e alla fine si arrende, cedendo il primo set 6-3. 

Quando si riprende a giocare sul Centrale c'è un'euforia incontrollata. C'è chi agita un cartellone con scritto "Sei il figlio preferito di mia mamma", e chi urla un randomico "forza Cagliari". Una parentesi calcistica che fa il paio con l'esultanza dei tifosi dell'Inter, che pochi chilometri più in là battevano la Lazio 3-0. Forse sarà l'atmosfera, o forse chi c'è dall'altra parte della rete, ma Ofner ci mette un game a concedere il break. Passano due parziali e la storia si ripete: Sinner si ritrova con un'altra chance a disposizione, ma a questo punto un altro urlo si alza dalle tribune: "Jannik, falla durare un po'". Una richiesta esplicita di un pubblico che non ne ha mai abbastanza (e che questo spettacolo lo ha pagato caro). E così Sinner, che è un re buono, li ascolta e permette a Ofner di allungare il set, ma senza mai concedergli nulla al servizio.  

La prima passa dal 54% del primo parziale al 67% del secondo, un margine non avvicinabile per nessuno che non parli spagnolo. Il Centrale, insomma, stasera ha un solo padrone, lo sanno sugli spalti e lo sa anche Ofner. Sebastian ci ha provato, strappando anche qualche applauso con il dritto, ma abbandona la nave sul 6-4 e la partita a Sinner. Jannik alza il suo pugnetto e sorride, sotto il cappellino nero. Il Centrale invece esplode in un urlo liberatorio, che da queste parti attendevano dal maggio scorso, quando sul più bello è rimasto strozzato in gola. Oggi però, che tutto sembra uguale, ma tutto è completamente diverso, sembra davvero che la storia possa compiersi. E chi non vorrebbe vivere la storia? (di Simone Cesarei) 

 

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Categoria: sport

20:20

Lecce-Juventus 0-1, Vlahovic regala a Spalletti il terzo posto

(Adnkronos) - La Juventus continua la sua corsa Champions. Oggi, sabato 9 maggio, i bianconeri hanno battuto il Lecce 1-0 nella 36esima giornata di Serie A, trovando tre punti fondamentali in chiave quarto posto. A decidere il match la rete di Vlahovic al 1', con altri due gol che sono stati annullati alla squadra di Spalletti nel corso del secondo tempo. 

Con questa vittoria la Juventus si prende il terzo posto, raggiungendo quota 68 punti e sorpassando il Milan, ora momentanemente a -1, mentre la Roma torna a -4. Rimane invece a 32 il Lecce di Di Francesco, quartultimo con 4 punti di vantaggio sulla Cremonese terzultima. 

 

Nel prossimo turno di Serie A, la Juventus ospiterà la Fiorentina mentre il Lecce volerà a Sassuolo. 

 

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Categoria: sport

19:39

Diletta Leotta mamma bis, è nato Leonardo: i primi scatti di famiglia

(Adnkronos) - Diletta Leotta è diventata mamma bis. La conduttrice, volto di Dazn, ha annunciato sui social la nascita del suo secondo figlio, nato dall'amore con il marito Loris Karius. Il piccolo si chiama Leonardo, come rivelato negli scatti condivisi sul suo canale social oggi, sabato 9 maggio, dove compare anche la primogenita della coppia, Aria, nata il 16 agosto del 2023. Nelle immagini pubblicate, il primo ritratto della famiglia al completo.  

L'annuncio della seconda gravidanza era arrivato lo scorso 10 dicembre. "Questo Natale non potevamo desiderare regalo più bello. Aria sta diventando una sorella maggiore, e i nostri cuori sono pronti ad amare il doppio", aveva scritto il volto di Dazn. 

 

 

L'annuncio era stato accompagnato da una foto di famiglia 'allargata', con Karius, ex portiere del Liverpool oggi allo Schalke 04, che abbraccia Leotta e la figlia Aria e con una mano tocca la pancia di Diletta. 

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Categoria: spettacoli

19:27

Sinner, da Fiorello a Tajani: vip agli Internazionali. Ma Hasanovic non c'è

(Adnkronos) - Parata di vip per l'esordio di Jannik Sinner agli Internazionali d'Italia 2026. Oggi, sabato 9 maggio, il tennista azzurro ha sfidato Sebastian Ofner nel secondo turno del Masters 1000 di Roma, potendo contare sul tifo incessante di un Centrale gremito e di spettatori d'eccizione nella tribuna d'onore dello stadio principale del Foro Italico, dove non c'è però la fidanzata Laila Hasanovic. 

In prima fila, in completo nero e occhiali, Rosario Fiorello. Sopra di lui il ministro degli Esteri Antonio Tajani siede tra il presidente della Fitp Angelo Binaghi e il presidente della Camera Lorenzo Fontana. Presente anche il senatore Pier Ferdinando Casini e l'ex calciatore Marco Tardelli, insieme al sindaco di Roma Roberto Gualtieri. 

A fare rumore però sono anche le assenze. Nell'angolo di Sinner, dove si trovano gli allenatori Darren Cahill e Simone Vagnozzi, non c'è infatti la fidanzata Laila Hasanovic. 

 

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Categoria: sport

19:11

Gaffe di Elisa Isoardi, dimentica il nome di Gabriele Corsi in diretta: la replica

(Adnkronos) - Piccola gaffe per Elisa Isoardi in diretta durante la puntata di ‘Bar Centrale’ in onda oggi, sabato 9 maggio. La conduttrice stava parlando di Sal Da Vinci e della sua imminente partecipazione all’Eurovision Song Contest 2026, condotto da Elettra Lamborghini e… Gabriele Corsi.  

In un momento di lapsus la conduttrice ha dimenticato proprio il suo nome: "Avete visto lo spot è bellissimo, c'è il conduttore e la conduttrice che è la nostra Elettra Lamborghini", ha detto sorvolando sul nome di Corsi appunto. “E Fabio Corsini, giusto?”, ha aggiunto Isoardi, sbagliando. Ma non è finita qui. La conduttrice ha ricevuto poi il suggerimento del nome corretto da dietro le quinte, ma il messaggio non è arrivato forte e chiaro: “È Daniele Corsi, scusate, mi perdonerà!". 

 

 

Il video ha fatto il giro del web ed è arrivato allo stesso Gabriele Corsi che ha deciso di ricondividerlo commentando ironicamente: “Perdonata. Firmato Fabio e Daniele”, ha scritto con un cuore rosso, senza rancore. 

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Categoria: spettacoli

18:40

Caso Genovese, Sarah Borruso: "Terrazza Sentimento? Provo vergogna per quello che ho fatto"

(Adnkronos) - "Provo vergogna per quello che ho fatto". Con queste parole Sarah Borruso, ex compagna, complice e a suo modo vittima di Alberto Genovese, è stata ospite oggi a Verissimo per raccontare la sua verità su 'Terrazza Sentimento': "Era un sistema collaudato, malsano e degradante. È la pagina più dolorosa della mia vita: ho attraversato un percorso molto difficile per essere qui oggi”.  

Alberto Genovese è stato condannato, tra i vari reati, per violenza sessuale e detenzione e cessione di stupefacenti. Questi sono stati commessi nel corso di alcune feste a base di alcol e stupefacenti che l’imprenditore era solito organizzare nel suo attico milanese e in una villa a Ibiza.  

Nell'intervista con Silvia Toffanin, Borruso ha detto: “Alberto Genovese aveva una personalità dominante, faceva già uso di sostanze e aveva gusti particolari in termini sessuali. Ho annullato le mie volontà per seguirlo”. “A Ibiza - ha aggiunto -il contesto era ancora più amplificato: non c'erano limiti di nessun tipo, non mangiavamo, non dormivamo per giorni. Certe dinamiche venivano normalizzate e c'era una sessualità promiscua”.  

La dipendenza dalle sostanze si è amplificata nel periodo del lockdown: “Lui aveva un po' perso il controllo di sé stesso, era in uno stato cognitivo delirante”. “La notizia del suo matrimonio in carcere ha costituito un taglio netto a quel filo che ci univa e da lì in poi ho potuto elaborare tutto ciò che ho vissuto”, ha raccontato Borruso. 

La donna, che per i reati da lei commessi ha pagato il suo debito con la giustizia, ha raccontato la sua verità e il suo percorso di ricostruzione in un libro, che sta già facendo discutere, dal titolo: 'Anatomia di un sentimento. Storia privata di un fatto pubblico'.  

Alla Toffanin ha spiegato: “Le mie responsabilità me le sono assunte e ho affrontato i miei processi penali senza vittimismi. Il libro nasce dall'esigenza di restituire una complessità diversa a una vicenda che ha fatto molto clamore”. A 'Verissimo' ha confidato anche: “È stato più complicato uscire da tutto questo che disintossicarmi”. Infine le scuse: “Non posso che esprimere il mio dolore e tutta la mia solidarietà nei confronti delle vittime di questa vicenda”.  

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Categoria: spettacoli

18:36

Cobolli, beffa agli Internazionali: nel game decisivo suona... l'inno della Lazio

(Adnkronos) - L'inno della Lazio 'distrae' Flavio Cobolli agli Internazionali d'Italia 2026. Oggi, sabato 9 maggio, il tennista azzurro ha sfidato il francese Terence Atmane nel secondo turno del Masters 1000 di Roma, proprio mentre il club biancoceleste ospitava l'Inter all'Olimpico per il big match della 36esima giornata di Serie A. 

E così, sulla BNP Paribas Arena, si è creata una scena surreale. Cobolli, grande tifoso della Roma, si è ritrovato nel game decisivo del primo set a dover ascoltare l'inno della squadra rivale, visto le poche centinaia di metri che separano i due impianti. 

'Vola Lazio vola' ha riempito l'aria del Foro Italico, nonostante l'assenza dei tifosi biancocelesti all'Olimpico per la protesta contro la societò, ma Cobolli non si è fatto distrarre. L'azzurro è rimasto concentrato e ha portato a casa il primo set, rispondendo così, sul campo, ai rivali di sempre. 

 

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Categoria: sport

18:35

Sinner, buona la prima agli Internazionali: Ofner battuto in due set - Rivivi il match

(Adnkronos) - Jannik Sinner vola al terzo turno degli Internazionali 2026. Oggi, sabato 9 maggio, il tennista azzurro ha battuto l'austriaco Sebastian Ofner in due set con il punteggio di 6-3, 6-4 nel secondo turno del Masters 1000 di Roma al termine di una partita dominata e mai in discussione. Sinner inizia il suo percorso a Roma con un'ottima percentuale di prime trovando subito il break al primo game del primo set e ripetendosi in apertura del secondo. Un allungo per set, quello che basta per passare il turno e mandare in estasi il pubblico del Centrale. 

 

Sinner nel terzo turno troverà il vincente della sfida tra Jakub Mensik e Alexei Popyrin. 

 

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Categoria: sport

18:19

Paola Turci, la molestia a 13 anni e la separazione da Pascale: "Potevo evitare di sposarmi"

(Adnkronos) - Paola Turci ha rivelato ospite oggi, sabato 9 maggio, a Verissimo di essere stata vittima di una molestia quando aveva appena 13 anni. La cantante ha spiegato di aver affrontato quel trauma grazie a un lungo percorso di terapia, esperienza che le ha permesso di trasformare il dolore anche attraverso la musica e la scrittura delle sue canzoni: "Mi ha aiutato a tirare fuori tutto. A quella canzone ho dato un finale diverso rispetto a quello che mi è accaduto: una specie di rivalsa, di vendetta. O meglio ancora, la giustizia", ha raccontato.  

Turci ha ammesso di non aver mai denunciato perché prima di raccontarlo nelle sue canzoni non ne ha mai parlato con nessuno: "L'ho raccontato a mia mamma, ma è stato molto difficile perché era una persona che i miei conoscevano. Non è stato facile aprirmi, avevo solo 13 anni", ha detto la cantante che per molto tempo si è nascosta dietro "i sensi di colpa". "Pensi sempre che sia colpa tua se è successa una cosa del genere", ha aggiunto consapevole che sia un pensiero "assolutamente sbagliato".  

Turci ha parlato dei suoi due matrimoni, l'ultimo con Francesca Pascale, terminato nel luglio 2024 dopo due anni di unione civile. "Io credevo tanto nel nostro amore, anche se potevo evitare di sposarmi. L'ho fatto per amore però", ha ammesso la cantautrice: "Era una sua volontà sposarci". Ad oggi rimane solo un'esperienza vissuta, nient'altro: "È stato un amore tossico, reciprocamente non ci comprendevamo". Oggi tra le due non ci sono più rapporti: "Ma meglio così". 

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Categoria: spettacoli

17:35

Mattia Bellucci, chi è azzurro che vince e stupisce agli Internazionali

(Adnkronos) - Mattia Bellucci continua a vincere agli Internazionali d'Italia 2026. Oggi, sabato 9 maggio, il tennista azzurro ha battuto in rimonta l'argentino Tomas Martin Etcheverry imponendosi in tre set con il punteggio di 5-7, 6-2, 6-3 nel secondo turno del Masters 1000 di Roma. Bellucci raggiunge così il miglior risultato in carriera agli Internazionali e ora sfiderà, per un posto negli ottavi di finale, il lucky loser spagnolo Martin Landaluce, che ha eliminato a sorpresa in due set Marin Cilic con un doppio 6-4. Ma chi è Bellucci? 

 

Mattia Bellucci è un tennista italiano di 24 anni, classe 2001. Ha iniziato a giocare da giovanissimo seguito dal padre, allenatore di tennis. Nel circuito si è fatto subito notare e ha affrontato Sinner in diverse occasioni, riuscendo a superare il turno nel torneo di Rijeka dopo il ritiro per infortunio dell'altoatesino.  

Il primo successo tra i professionisti a livello ITF arriva nel 2021, mentre l'anno successivo Bellucci riesce a conquistare i suoi primi due titoli Challenger. Nel 2023 si qualifica per la prima volta nel tabellona principale di uno Slam, partecipando all'Australian Open, e poi ripetendosi l'anno scorso prima al Roland Garros e poi a Wimbledon. Prima a Parigi e poi a Londra, Bellucci sfiora anche l'impresa contro Tiafoe e Shelton, perdendo dopo essere riuscito a conquistare due set.  

Nel 2024 la crescita di Bellucci è continuata con le prime vittorie nel circuito Atp, dove ha raggiunto i quarti di finale ad Atlanta ed è riuscito a superare il primo turno degli US Open, battendo Stan Wawrinka. Risultati che gli hanno permesso di entrare nella top 100 del ranking Atp. Al momento Bellucci si trova al numero 80 della classifica generale, dopo aver raggiunto, nel luglio 2025, la 63esima posizione, suo attuale best ranking. 

 

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17:30

Lazio-Inter 0-3, tris nerazzurro nell'antipasto della finale di Coppa Italia - Rivivi il match

(Adnkronos) - L'Inter vince 3-0 in casa della Lazio allo stadio Olimpico oggi, 9 maggio, nel match della 36esima giornata di campionato. Nella sfida antipasto della finale di Coppa Italia, in programma mercoledì 13, i campioni d'Italia vanno a segno con Lautaro (6') e Sucic (39') nel primo tempo. Nella ripresa, gol di Mkhitaryan (79') per chiudere i conti. L'Inter sale a 85 punti, la Lazio rimane a quota 51. 

 

Nel prossimo turno di Serie A, la Lazio è attesa dal derby con la Roma mentre l'Inter ospiterà l'Hellas Verona. 

 

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17:09

MotoGp, caduta e frattura a piede per Marquez: sarà operato

(Adnkronos) - Infortunio per Marc Marquez. Oggi, sabato 9 maggio, il pilota spagnolo della Ducati è stato protagonista di una brutta caduta durante la Sprint del Gp di Francia di MotoGp e ha riportanto un infortunio al piede destro con la frattura del quinto metatarso. Marquez volerà a Madrid, saltando quindi il Gran Premio di Le Mans di domani e anche il prossimo Gp di Catalogna, e lì sarà operato. "Dopo un controllo medico e una radiografia Marc Marquez è stato dichiarato non idoneo, per una frattura al quinto metatarso nel piede destro", fa sapere in una nota la scuderia di Borgo Panigale, "stasera volerà a Madrid per sottoporsi a un intervento chirurgico".  

Dopo gli esami al centro medico, Marquez è intervenuto su Sky Sport: "Per fortuna mi sono rotto solo il quinto metatarso. Non avevo detto niente finora, ma già avevo deciso di operarmi alla spalla destra dopo il Gp Catalunya. Dopo Jerez ho capito perfettamente c'era qualcosa che non andava, i dottori guardando bene hanno visto che dopo la caduta in Indonesia di ottobre era tutto apposto, ma la vite rotta che ho nella spalla è una direzione un po' diversa, di un millimetro, e tocca il nervo radiale", ha spiegato Marc Marquez. 

"Per questo motivo sto guidando in maniera incostante e cado in maniera strana, quando tocca il nervo non posso guidare bene. Ci vuole calma, togliere questa vite che è un'operazione lunga ma non rischiosa. Vediamo come va. Ora proviamo a risistemare tutto. Ovviamente salto il weekend della Catalogna, vediamo per il Mugello. L'operazione alla spalla non richiede un recupero lungo, ma devono aprire e togliere questa vite", ha spiegato il campione spagnolo.  

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16:21

Da Sveistrup a Veronesi, ecco le novità in libreria

(Adnkronos) - Da Soren Sveistrup a Sandro Veronesi: ecco una selezione delle novità in libreria, tra romanzi, saggi, libri d'inchiesta e reportage, presentata questa settimana dall'AdnKronos. 

La casa editrice Mondadori, in occasione del primo anno del pontificato di Leone XIV, manda in libreria il volume 'Costruttori di pace'. In un mondo dilaniato dalle guerre, il primo appello di Leone XIV è chiaro e diretto: fermare le armi e scegliere la via della pace. Una pace vera e duratura, fondata sul rispetto del diritto, sulla giustizia e sulla fraternità tra i popoli, perché solo così è possibile costruire una convivenza serena e armoniosa. Questa riflessione si innesta in un magistero fondato sulla concretezza della vita e della testimonianza cristiana, che pone al centro tre parole fondamentali: fede, amore e unità. Sono queste le basi per "camminare insieme" come Chiesa, superando le divisioni e costruendo ponti: tra Oriente e Occidente, tra le diverse confessioni cristiane, tra religioni, culture e continenti.  

Un cammino che coinvolge sia i luoghi centrali che le periferie del mondo, dall’America all’Asia fino all’Africa. Questo impegno missionario, saldamente radicato in Cristo, nell’annuncio del suo Vangelo e nella comunione della Chiesa, è da sempre alla base dei pensieri e dell’azione di Leone XIV. A un anno dalla sua elezione a Pontefice, questo volume raccoglie in un’organica sintesi i suoi scritti più significativi, offrendo al lettore una guida chiara per conoscere il suo messaggio. Un messaggio che, pur restando in continuità con Papa Francesco, ha una sensibilità nuova, capace di parlare al presente e di tracciare una rotta per gli anni a venire. 

Arriva sugli scaffali con Rizzoli 'Conta fino a due' di Soren Sveistrup. È un nevoso giorno di San Valentino quando Silje Thomsen, quarantun anni, separata, scompare nel nulla. Un’indagine a prima vista ordinaria per l’investigatrice Naia Thulin, che dopo lo sconvolgente caso dell’Uomo delle castagne ha scelto per sé un ruolo più tranquillo, ai Crimini informatici della polizia di Copenaghen. L’analisi dei dati del telefono della donna non fa però presagire nulla di buono: pare che uno stalker abbia inscenato con lei, via messaggio, una specie di gioco a nascondino, progressivamente più sinistro e pericoloso. E non si tratta di un episodio isolato: una studentessa che aveva ricevuto messaggi analoghi è già stata uccisa. Naia si trova così costretta a collaborare con l’ultimo compagno che avrebbe voluto rivedere, il detective Mark Hess, con il quale, dopo l’ultimo caso affrontato insieme, aveva interrotto i rapporti. E quando viene rinvenuto il cadavere di un uomo, mutilato, apparentemente collegato al caso Thomsen, Naia e Mark si troveranno invischiati in una gara contro il tempo che li rimbalzerà all’indietro, a un maggio di tanti anni prima, a dei ragazzini in gita scolastica coinvolti in un macabro gioco a nascondino tra le paludi boscose del lago di Gundsømagle. 

Con 'Conta fino a due', Sveistrup torna ai personaggi e alle atmosfere cupe di 'L’uomo delle castagne' confermandosi un maestro del noir scandinavo, capace di creare trame straordinariamente profonde e di indagare come pochi altri nei recessi oscuri del cuore. Soren Sveistrup è nato a Copenaghen nel 1968. Adottato quando era ancora molto piccolo, ha trascorso l’infanzia sull’isola remota di Thurø, a sud della Danimarca. Ha scelto la strada della sceneggiatura perché “puoi usare tutto quello che sei, che ti porti dietro, tutti i sentimenti, e farci qualcosa. Capirlo è stata una grande liberazione”. L’uomo delle castagne è il suo primo romanzo, un grande successo in patria tradotto in 25 paesi. 

Un nuovo marchio di varia arriva scaffali delle liberie: è 'On', lanciato da Alpha Test, realtà editoriale specializzata nella preparazione ai test universitari attraverso libri e corsi. Uno dei primi titoli in uscita è 'La bambina che nessuno vedeva' di Fatima Sarnicola. Fatima ha vissuto tre vite. La prima inizia nel villaggio di Skaciai, in Lituania, dove vive con una madre che non sarà mai tale. Fatima cresce in una casa che non protegge, in cui la notte entra senza chiedere permesso e porta con sé uomini sconosciuti, paura, freddo. È piccola, ma impara a non far rumore, a non chiedere, a resistere.  

La seconda comincia in un orfanotrofio, dove le giornate sono dure, il cibo non basta mai, ogni luce è spenta negli occhi dei compagni, senza nome come lei. È qui che la sua infanzia viene spezzata all’improvviso, quando accade qualcosa che nessuno dovrebbe vivere, tantomeno una bambina. Fatima impara molte altre verità: le lacrime non servono a niente, le ferite invisibili sono spesso quelle più dolorose, non esistono rifugi per il vuoto che cresce dentro.  

La terza sboccia quando, a otto anni, conosce i suoi nuovi genitori. Non c’è distanza – neppure quella tra le pianure lituane e il mare di Agropoli – che l’amore di una famiglia non sappia colmare. In equilibrio tra un’infanzia ferita e un nuovo nome, Fatima scopre il coraggio di far sentire la propria voce e parlare di abbandono, adozione, famiglia. Oggi, quella bambina che nessuno vedeva racconta la sua storia, intima e potente, fatta di dolore e speranza. Oggi, quella bambina ci dice che esiste sempre un domani. Questo libro ne è la prova. Fatima Sarnicola è nata nel 1998 in Lituania. A due anni, a causa dell’assenza della madre, viene portata in un orfanotrofio. Adottata da una famiglia campana nel 2006, oggi è laureata in Biologia. Parallelamente agli studi, ha iniziato un progetto di divulgazione della propria storia e dei temi dell’adozione, arrivando a fondare il portale AdoptLife nel 2023. 

 

Marusja Tatarova è la 'Straniera'. Una giovane leningrandese ebrea emigrata dalla Russia sovietica più per noia che per reali motivazioni politiche, protagonista dell'omonimo libro di Sergej Dovlatov in libreria con Sellerio. Maria, figlia di due papaveri della nomenklatura, è una tipica rappresentante delle classi colte russe, e la sua esistenza scorre a New York, come in un film di Rohmer, tra lavori improbabili, mille corteggiatori e un nuovo, grande, allucinante amore, da cui deriveranno altre nuove avventure, da chiamare forse più disavventure. Ma questo romanzo breve è soprattutto l’ironico, innamorato quadretto della vita degli ebrei russi di New York, riuniti in un piccolo surreale quartiere sulla Centottava Strada, dove il russo è la lingua ufficiale, dove si conservano caparbiamente usi e costumi del paese d’origine. Alla comparsa di Straniera, Kurt Vonnegut ha così commentato rivolgendosi a Dovlatov: "Io mi attendo molto da lei e dal suo lavoro. Lei ha del talento ed è pronto ad offrirlo a questo folle paese. Siamo felici che lei si trovi fra noi". 

Sergej Dovlatov (1941-1990), nato da una famiglia di gente di spettacolo, dopo una giovinezza sregolata si dedicò al giornalismo, lavorando per giornali di provincia, dai quali veniva regolarmente licenziato per indisciplina. Nel 1978 emigrò negli Stati Uniti, dove furono pubblicati i suoi racconti e romanzi, 'commedie autobiografiche' pervase di umorismo instancabile e classicamente russo. Di Dovlatov, la Sellerio ha pubblicato 'Straniera' (1991, 1999), 'La valigia' (1999), 'Compromesso' (1996, 2000), 'Noialtri' (2000), 'Regime speciale' (2002), 'Il Parco di Puškin' (2004), 'La marcia dei solitari' (2006), 'Il libro invisibile' (2007), 'Il giornale invisibile' (2009), 'La filiale' (2010) e 'Taccuini' (2016). 

Esce in libreria il 12 maggio con La Nave di Teseo 'Caducità' di Sandro Veronesi. Il libro raccoglie tutti i racconti dello scrittore due volte premio Strega, tra i più grandi interpreti contemporanei della forma breve, ma è anche un atlante inesplorato della sua narrativa, in cui ritrovare i sentimenti e i temi che abbiamo amato nei suoi romanzi.  

Gli affetti familiari, le conquiste e le perdite, le sfumature dell’amore, lo sport, la musica e le passioni letterarie: a partire dal suo primo racconto, scritto nel 1983 e rimasto fino a oggi inedito, il rapporto di Veronesi con la scrittura è una lunga indagine, alimentata storia dopo storia, attorno all’umanità dei suoi protagonisti, tra le pieghe delle loro debolezze e nella luce dell’energia che li anima. Trentadue racconti fulminanti, legati tra loro come i capitoli di un romanzo che unisce generazioni di lettori. 

E' in libreria con Mondadori 'Le bambine di Roma' di Emanuela Fontana. Giulia e Selene non sono due bambine qualunque, nella Roma del I secolo avanti Cristo. La prima è l’unica figlia di Ottaviano Augusto, l’uomo che il popolo romano considera un Dio; la seconda è figlia dell’amore scandaloso tra Marco Antonio e Cleopatra. Quando la coppia, sconfitta da Ottaviano ad Azio, si toglie la vita, Selene e il suo fratello gemello vengono condotti a Roma e fatti sfilare come bottino di guerra nel corteo trionfale. È lì che Giulia vede Selene per la prima volta, e ne rimane profondamente colpita: i lunghi capelli scuri sciolti sulle spalle e il portamento fiero, nonostante a soli dieci anni abbia già perso tutto. Ottaviano, in un atto di clemenza, decide di accogliere i gemelli nella sua domus. E in quella dimora, già affollata di fratellastri e cugini di tutte le età, Giulia riesce a fare breccia nei silenzi di Selene, conquistando lentamente la sua fiducia.  

All’ombra dell’antico odio tra i padri, nasce un’amicizia inattesa e tenace, che cresce, cambia, si incrina e si ricuce continuamente. Sono diversissime in tutto: Selene ha ereditato il fascino della madre e ha un’indole malinconica e riflessiva; Giulia è impetuosa, capace di rivaleggiare coi maschi e di sfidare le regole. Intorno a loro, una vera e propria famiglia allargata percorsa da tensioni sotterranee, amori che non si possono dire – come quello tra Giulia e Iullo, l’unico figlio maschio di Antonio risparmiato da Ottaviano – e unioni dettate da logiche di potere, come il matrimonio a cui lei stessa verrà destinata per dare un erede a suo padre, l’Augusto.  

Fuori dalla domus, una Roma splendida che attraversa la sua “età dell’oro”, celebrata dai poeti e dalla propaganda, apparentemente in pace ma in realtà minacciata da intrighi e congiure. Alternando il racconto principale con il silenzio e la solitudine dell’esilio di Giulia a Ventotene, Le bambine di Roma segue le protagoniste fino alla soglia dell’età adulta, accompagnandole nei primi grandi mutamenti che sconvolgono e dividono le loro vite e i mondi – Occidente e Oriente – di cui sono figlie. Dopo la fortunata accoglienza ricevuta dal suo romanzo 'La correttrice', Emanuela Fontana propone una narrazione dal respiro ampio, che attinge alle fonti classiche per raccontare una grande amicizia femminile legata a doppio filo con la Storia e insieme senza tempo, universale. Emanuela Fontana è nata a Milano, ma vive da molti anni a Roma. È insegnante, giornalista e guida escursionistica, ed è stata finalista alla XXI edizione del Premio Calvino. Ha esordito con 'Il respiro degli angeli' (2021) cui ha fatto seguito 'La correttrice' (2023), vincitore del Premio Manzoni 2023. 

E' sugli scaffali con Laterza 'Lockerbie' di Giorgio Zanchini. Sophie è una giovane ragazza inglese. Giorgio Zanchini la conosce per caso una sera a Parigi nell’enoteca in cui lavora. Pochi giorni dopo scopre che è una delle 270 vittime dell’attentato terroristico di Lockerbie. Un sorriso, un volto perso nei ricordi che dopo quasi 40 anni torna a farsi vivo, a porre domande che non possono essere evitate. 

Le stragi lasciano code lunghe, anzi lunghissime. Noi italiani lo sappiamo bene, siamo ancora segnati da Piazza Fontana, dalla stazione di Bologna, dalle bombe del ’92. Per gli anglosassoni l’eccidio più sconvolgente è stato probabilmente quello di Lockerbie, quando nel cielo del sud della Scozia esplose il volo Pan Am 103 Londra-New York. Era la sera del 21 dicembre del 1988, morirono 270 persone, 259 a bordo e 11 a terra. A bordo di quell’aereo, tra gli altri passeggeri, c’era anche Sophie, una ragazza inglese che Giorgio Zanchini aveva incrociato a Parigi pochi giorni prima dell’esplosione. Questo libro racconta una duplice indagine: quella personale, alla ricerca della giovane donna incontrata tanti anni prima, tra incertezze nei ricordi, buchi di memoria, tracce che si perdono e ritrovano, e quella nel labirinto processuale per trovare i responsabili della strage. Un’inchiesta che ha impegnato per anni forze dell’ordine, servizi, politici, giornalisti e che ha portato a sentenze e condanne, ma anche a critiche e contestazioni, e fatto emergere quella distanza tra verità giudiziaria e verità storica a noi assai familiare.  

Tra microstoria e grande gioco geopolitico, vite comuni e logiche di potere che quelle vite schiacciano senza troppi rimorsi, tra Parigi e gli Stati Uniti, Lockerbie e Londra, Libia e Malta, questo libro ricostruisce destini individuali e crudeli dinamiche di violenza e diviene anche una riflessione sulle opacità del passato, le ombre della storia, la difficoltà di avere giustizia. Giorgio Zanchini, giornalista, conduce “Quante storie” su Rai3 e “Radio anch’io” su Rai Radio1. Tra le sue più recenti pubblicazioni, La radio nella rete. La conversazione e l’arte dell’ascolto nel tempo della disattenzione (Donzelli 2017). 

È la vita di Roberto Vecchioni che si dispiega nei versi contenuti in 'Scrivere il cielo' in uscita il 12 maggio con Einaudi. Ma è un viaggio al contrario: dalla voce luminosa della vecchiaia a quella incantata del ragazzino che scrive le prime liriche sui quaderni di scuola. Quello che balza subito agli occhi è che le poesie scritte nell'arco di un'intera esistenza - quasi tutte inedite - dialogano tra loro in un duetto infinito: come se l'uomo di oggi parlasse al ragazzo di ieri, e il ragazzo rispondesse. Ne nasce una voce sola, intima e unica, capace di attraversare il tempo e di restituire la vita nella sua sostanza piú vera: memoria, musica, morte, desiderio, destino. «Roba, questa, che si chiama amore». 

Si comincia dall’ultimo approdo: un’età matura che Roberto Vecchioni racconta senza maschere. "Quanto mi resta, sentinella, per navigare, scuotere, grattare?" È una veglia ostinata, inquieta, dove il dolore e la gioia si parlano, dove l’addio si fa carezza e la vita commuove sopra ogni cosa. Risalendo indietro negli anni incontriamo le donne amate: «Voglio vivere nella perenne attesa di un amore negato come il cantante che sono, che trema a ogni prima di non avere fiato". E incontriamo anche il Vecchioni civile e ironico, capace di trasformare il disincanto in gioco e l’intelligenza in leggerezza: "Abbiamo perduto ben altre battaglie, faremo quadrato, triangolo e riga infinita". Sono gli anni del confronto, del gesto pubblico, in cui l’introspezione diventa voce collettiva e si apre al mondo. E ancora piú indietro, all’inizio, si affacciano i primi versi: giovani e impetuosi, nutriti di classici e di mito. Sono pagine febbrili, attraversate da visioni, gioie e smarrimenti, in cui già si riconosce una voce che non smetterà mai di interrogare la vita: "Chissà perché, come relitto a mare, l’uomo placido avanza". Lungo il viaggio, poi, non manca certo la musica: arpe, mandolini, chitarre, cori che affiorano nei versi come in una partitura parallela. È la lingua sotterranea che accompagna ogni stagione, la trama invisibile che lega il canto alla parola. Perché le poesie di Roberto Vecchioni hanno la stessa forza delle sue canzoni ma, forse, un segreto in piú. 

E' in libreria con Fazi 'La figlia preferita' di Morgan Dick. Mickey e Arlo sono sorellastre, ma non si sono mai parlate né incontrate. Quando Mickey era bambina il padre ha abbandonato lei e la madre condannandole a una vita di disagi e ristrettezze. Mickey, da allora, ha deciso di eliminarlo dai suoi pensieri. Sta bene senza di lui: sì, beve, ma solo qualche volta; sì, sul suo conto ci sono 181 dollari, ma il lavoro come maestra d’asilo le dà grandi soddisfazioni. Non ha nulla a che spartire con Arlo, la cocca di papà, brillante psicologa cresciuta nell’agio che del padre adora tutto: la sua risata, il suo savoir faire, il profumo della sua acqua di colonia.  

Quando lui muore, però, per lei le cose si mettono male. Essere una terapeuta non l’ha affatto preparata al lutto e, come se non bastasse, l’amato papà ha deciso di lasciare l’intera eredità a Mickey. Cinque milioni di dollari. Ma a una condizione: Mickey dovrà sottoporsi a un ciclo di psicoterapia prima di poter ricevere il denaro. La psicologa designata è proprio Arlo. Lavorando insieme come terapeuta e paziente, senza sapere di essere in realtà sorelle, le due donne si ritroveranno a intraprendere un percorso che potrà distruggerle o salvarle entrambe. 'La figlia preferita' di Morgan Dick, è una commedia nera: tra funerali, sedute di psicoterapia e un ampio spettro di disfunzionalità familiari, affronta temi come l’abbandono, la sorellanza e la dipendenza tenendo il lettore costantemente in bilico tra il riso e il pianto.  

Scrittrice canadese di Calgary, Morgan Dick grazie ai suoi racconti ha ricevuto una nomination al Pushcart Prize. 'La figlia preferita', in fase di pubblicazione in otto paesi, è il suo romanzo d’esordio. 

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Categoria: cultura

16:20

Garlasco, i carabinieri: "Sempio infatuato di Chiara Poggi, nei video intimi il movente del delitto"

(Adnkronos) - Il movente dell'omicidio di Chiara Poggi, nell'inchiesta in cui è indagato Andrea Sempio, sarebbe legato ai video intimi tra la ragazza e Alberto Stasi. E' la posizione dei carabinieri che definiscono "a tratti angosciante" il soliloquio in cui Sempio è da solo in auto e a voce alta, ripercorre quei giorni dell'estate del 2007. 

"Andrea era perfettamente a conoscenza del fatto che Chiara (Poggi ndr) fosse rimasta sola a Garlasco ed evidentemente aveva provato un approccio. Ed è certamente inquietante che fosse a conoscenza dei video intimi che Chiara ed Alberto Stasi avevano girato consapevolmente riprendendo la propria intimità e che certamente non avevano condiviso con nessuno" scrivono i militari.  

 

Quei video, a dire di chi indaga, erano presenti sul pc di casa Poggi e, "come è stato cristallizzato, Chiara ad un certo punto avvertì l'esigenza di proteggerli con una password perché è evidente che avesse il dubbio che il proprio segreto potesse essere stato violato". L'indagato "non poteva essere a conoscenza di quei video a meno che, e le sue parole lo cristallizzano, non ne avesse avuto accesso proprio dal pc presente nella stanza di Chiara oppure, da come emerge dalla consulenza tecnica informatica, dalla pendrive di 2gb". 

Un'operazione possibile "o con la presenza di Marco Poggi", fratello della vittima, "le cui dichiarazioni sul tema appaiono incongruenti sul come fosse venuto a conoscenza di quei video e se ne avesse avuto accesso, oppure autonomamente agendo di nascosto da Marco ed approfittando dell'accesso al pc (o della pendrive)", si legge nell'informativa. "D'altronde, è bene sottolinearlo, che sia Marco che Andrea Sempio avevano certamente una capacità informatica ampiamente idonea ed è assolutamente improbabile che i due utilizzassero il pc di Chiara esclusivamente per giocare".  

In quei video intimi, espliciti, tra l'allora fidanzato e la vittima "è verosimile si inneschi il movente del delitto: l'infatuazione, la probabile prospettiva sessuale proiettata su Chiara nell'assunto che il girato rappresentasse esso stesso la prova della disinibizione, l'approccio approfittando dell'assenza di Marco e del fatto che la ragazza in quei giorni di agosto fosse sola a casa, il rifiuto, il tentativo di presenza, la reazione di Chiara e la furia omicida per un effetto domino" scrive l'Arma. La ricostruzione di questo movente "porta inevitabilmente in sé una quota di suggestione, ma al tempo stesso è fortemente sorretto da una serie di dati oggettivi di cui la conversazione intercettata il 14 aprile 2025 (soliloquio su video, ndr) rappresenta l'apice, e di elementi soggettivi che riguardano il suo rapporto con la sessualità". 

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Categoria: cronaca

16:18

Internazionali, Errani si arrabbia con Paolini: la frase che (non) scuote Jasmine

(Adnkronos) - Sara Errani 'arrabbiata' con Jasmine Paolini agli Internazionali d'Italia 2026. Oggi, sabato 9 maggio, la tennista azzurro è stata eliminata a sorpresa dalla belga Elise Mertens, numero 21 del mondo, nel terzo turno del Wta 1000 di Roma, facendosi rimontare e perdendo in tre set con il punteggio di 6-4, 6-7, 3-6. A nulla è servito il coaching, con toni piuttosto accesi di Errani, compagna di doppio e parte del team di Paolini, al termine del secondo set, così come il tifo incessante del Centrale. 

Dopo aver perso il secondo parziale al tie break infatti, Errani ha speso diversi minuti a parlare con l'azzurra. Tante le indicazioni tattiche, soprattutto per evitare il cambio di gioco e ritmo dell'avversaria, letale per tutto l'arco dell'incontro, ma anche il tentativo di spronarla da un punto di vista mentale. 

"Sei forte, ca**o", ha urlato Errani, mentre Paolini ascoltava con la testa bassa le sue indicazioni. L'atteggiamento del corpo di Jasmine però non faceva presagire niente di buono, e così l'azzurra ha abbandonato, da campionessa in carica, gli Internazionali. 

 

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Categoria: sport

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22:34

Serie A, Davis accusa Dossena di razzismo: "Mi ha chiamato scimmia". La replica: "Non è vero"

(Adnkronos) - Razzismo in Serie A? Keinan Davis ha accusato Alberto Dossena dopo Cagliari-Udinese, match della 36esima giornata di Serie A. Oggi, sabato 9 maggio, l'attaccante friulano ha usato parole molto dure sui social: "Questo razzista codardo oggi mi ha chiamato scimmia durante la gara. Spero che la Serie A faccia qualcosa su questo, ma vedremo".  

Pronta la risposta, sempre sul proprio profilo Instagram, di Dossena, che nega ogni accusa: "Essere accusato di razzismo mi rattrista e ferisce. È un’accusa molto pesante, mai mi passerebbe per la testa di rivolgermi ad un’altra persona, un collega con un insulto di quel tipo".  

"È la prima volta che mi capita una situazione del genere nella quale mi devo difendere da un’accusa infamante. Un comportamento del genere è quanto di più lontano dalla mia cultura ed educazione", ha scritto il difensore del Cagliari. 

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Categoria: sport

22:23

Lecce-Juventus, gol annullato a Kalulu: era fuorigioco di Vlahovic?

(Adnkronos) - Proteste e polemiche in Lecce-Juventus. Oggi, sabato 9 maggio, i bianconeri hanno affrontato i salentini nella 36esima giornata di Serie A, in una partita condizionata anche da alcune decisioni arbitrali che hanno provocato le veementi proteste dei giocatori della Juve e di Spalletti in panchina. Tra tutte i due gol annullati ai bianconeri nel secondo tempo, soprattutto quello segnato da Kalulu per fuorigioco giudicato attivo di Vlahovic. 

Succede tutto al 59'. La Juventus trova il raddoppio con un azione avvolgente: Kalulu inizia l'azione e si inserisce sul primo palo, battendo ancora Falcone calciando di prima con il destro. L'arbitro Colombo in un primo momento convalida la rete, ma viene richiamato dal Var per un possibile fuorigioco attivo di Vlahovic. 

Il direttore di gara va quindi al monitor, con le immagini che mostrano la pressione dell'attaccante serbo sul difensore del Lecce Siebert, negandogli così la possibilità di intervenire. Colombo decide quindi di annullare il gol, tra le proteste bianconere. 

 

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Categoria: sport

22:15

SuperEnalotto, numeri combinazione vincente di oggi 9 maggio

(Adnkronos) - Nessun '6' né '5+1' al concorso Superenalotto di oggi, sabato 9 maggio, nell'ultimo appuntamento della settimana. Quattro punti '5' si sono aggiudicati una quota unitaria di 54.019,52 euro. Il jackpot stimato per il prossimo concorso a disposizione dei punti '6' è 162,9 milioni di euro. 

 

Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: 

- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; 

- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; 

- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; 

- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; 

- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. 

 

La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. 

La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. 

 

E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. 

 

La combinazione vincente è: 9, 27, 30, 42, 43, 62 numero Jolly 11 e SuperStar 11.  

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Categoria: cronaca

22:11

Internazionali, Sinner e Roma: "So fare la carbonara, ma non la posso girare"

(Adnkronos) - Jannik Sinner esulta dopo la vittoria all'esordio negli Internazionali d'Italia 2025. Oggi, sabato 9 maggio, il tennista azzurro ha battuto l'austriaco Sebastian Ofner nel secondo turno del Masters 1000 di Roma: "Credo che la partita non fosse scontata, abbiamo giocato contro un po’ di anni fa e siamo giocatori diversi. Per me era un giocatore nuovo e dovevo adattarmi, ma sono contento perché le prime partite sono sempre difficili", ha detto Sinner in conferenza stampa, "sono soddisfatto per oggi. Le partite si vincono con il lavoro che fai prima in allenamento, devi alzare l’intensità ed è sempre un gran piacere allenarmi con Cobolli e con tutti gli altri italiani. C’è anche competizione, proviamo a spingerci al massimo ed è bello". 

Sinner con Roma ha un rapporto speciale, ma che per ora si limita al campo: "So fare la carbonara", ha raccontato con un sorriso, "è difficile dire l’atmosfera, faccio solo hotel-campo perché in Italia sono cambiate tante cose. La gente sa che c’è il torneo e sanno che ci sono dei ristoranti dove possono esserci tanti tennisti. Preferisco stare in hotel per stare più sereno, ma mi colpisce l’affetto che mi danno in allenamento e in partita. È bellissimo vedere così tanti bambini, sono loro il nostro futuro. È bello vedere questa passione, siamo un gruppo grandissimo con tanti giocatori italiani ed è bello vedere che i giovani hanno questa passione".  

Sinner ha poi guardato i suoi risultati di oggi con gli occhi del passato: "Sono sempre realista, sei anni fa sono entrato per la prima volta tra i primi 100 quando ho vinto il Next Gen e fatto il debutto sul Centrale battendo Johnson. In quel momento vivi tutto in maniera diversa, hai dubbi perché sei molto giovane. Voglio solo vedere quale possa essere il mio potenziale massimo, questo va oltre le vittorie dei tornei", ha continuato Sinner, "voglio finire dicendo di aver dato sempre tutto quello che avevo”.  

" Prima di ogni partita ho dei dubbi, è la cosa più normale. Se non senti il dubbio e la pressione vuol dire che non ci tieni, però sono più consapevole rispetto a tanti anni fa", ha detto Sinner, "anche oggi entro in campo con dei piccoli dubbi, lo devi gestire e credo che il dubbio sia connesso con la pressione. Se non riesci a gestirla è meglio lasciar stare. Non è solo giocare, ci sono tante cose intorno e ognuno di noi ha dei dubbi, sia dentro che fuori dal campo. Devi essere consapevole che sai fare delle cose e devi andare per la tua strada”. 

Su cosa può ancora migliorarea: "La perfezione per me non esiste, stiamo cercando di migliorare dei piccoli dettagli su ogni colpo. Il servizio stiamo provando a stabilizzarlo, su terra battuta è leggermente più difficile perché servi in maniera diversa. È il colpo su cui mi sto concentrando maggiormente anche in allenamento, alla fine il tennis è come un puzzle e tutti gli aspetti devono essere collegati per fare cose positive".  

 

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21:26

Sinner, il Centrale chiede: "Falla durare di più". E c'è chi tifa Cagliari

(Adnkronos) - Jannik Sinner vince e incanta agli Internazionali d'Italia 2026. Oggi, sabato 9 maggio, il tennista azzurro ha battuto l'austriaco Sebastian Ofner in due set 6-3, 6-4 in una partita mai in discussione e in un Centrale colorato d'arancione. Tanti, tantissimi i tifosi vestiti con il merchandising del numero 1 del mondo, tra cappellini e magliette. E altrettanti gli striscioni e i cartelloni che hanno animato la serata del Foro Italico, con vere e proprie dichiarazioni d'amore. 

"Jannik sei il figlio prediletto di mia mamma", ha scritto un giovane tifoso, mentre un altro ha sventolato un semplice ma eloquente "Sinner ti amiamo", seguito da un romanissimo "Jannik sei bello mber po'". "Sinner the winner" è uno dei giochi di parole più gettonati, insieme a "Serve & carrots", ovvero "Servizio e carote". La speranza di molti è di rivedere un italiano sul trono della Capitale 50 anni dopo l'ultima volta, e così sugli spalti si legge un "Sinner re di Roma". 

La serata del Centrale si è riempita delle urla dei tifosi, che si sono rivolti all'azzurro anche nelle fasi cruciali del match. "Jannik falla durare un po' di più", hanno strillato dagli spalti, mentre Sinner conquistava l'ennesima palla break della sua partita. C'è anche chi urla un randomico "forza Cagliari". Una parentesi calcistica che fa il paio con l'esultanza dei tifosi dell'Inter, che pochi chilometri più in là battevano la Lazio 3-0. 

 

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20:57

Sinner, inizia la missione Roma: domina Ofner e vince all'esordio degli Internazionali

(Adnkronos) - Jannik Sinner vince all'esordio agli Internazionali d'Italia 2026. Oggi, sabato 9 maggio, il tennista azzurro ha battuto l'austriaco Sebastian Ofner in due set con il punteggio di 6-3, 6-4 al secondo turno del Masters 1000 di Roma. Partita dominata fin dal primo punto da Sinner, che piazza un break per parziale e si prende match e qualificazione. Al prossimo turno l'azzurro sfiderà il vincente della sfida tra Alexei Popyrin, già mattatore di Matteo Berrettini, e Jakub Mensik, che è riuscito a battere proprio Sinner negli ottavi di Doha. 

 

Un anno dopo, sul Centrale, tutto sembra uguale, eppure tutto è completamente diverso. Sinner è ancora numero 1, le tribune sono rimaste arancioni, ma Alcaraz non c'è e ogni fantasma è stato scacciato via. Il Foro Italico per Jannik era stato rinascita e linfa vitale nel suo momento più difficile, quando una sospensione che rischiava di macchiare il suo talento puro lo aveva costretto a rinunciare a ciò che ama di più. Oggi ogni malalingua è stata zittita, e quello stesso stadio porta con sé una promessa.  

Cinquant'anni dopo c'è una sensazione comune e diffusa per le vie di Roma. Quella che finalmente un azzurro possa tornare re lì dove nessuno era riuscito dopo Adriano Panatta. Nessuna nozza d'oro da festeggiare, perchè il momento sembra vicino. Il record di biglietti venduti? Non sorprende. Le corse ai campi secondari per sbirciare gli allenamenti del numero 1? Nemmeno. Il merchandising griffato Sinner che va a ruba? Figuriamoci. Quello che sorprende, questo sì, è un affetto rimasto immutato, che si sbaglia a dare per scontato. Sinner è diventato Nazionale lì dove la Nazionale, quella dello sport che da sempre è cultura popolare nostrana, ha fallito. La Jannik mania si è alimentata di risultati storici e con la certezza di star vivendo qualcosa, o qualcuno, di generazionale. Come mai, in Italia, era successo prima. E chi non vorrebbe assistere alla storia?  

Quando lo speaker scandisce il suo nome, il boato del Centrale è lo stesso del primo match dello scorso anno. Persino il kit è uguale, nero, per la versione aggiornata di 'Darth Sinner'. Dall'altra parte della rete non c'è Navone, ma Ofner, uno che ha vinto a sorpresa con Michelsen e che ha sorriso quando gli hanno chiesto se pensasse di vincere questa partita: "Devo provarci, altrimenti che gioco a fare?". Ha ragione, poco da dire, poi però c'è il campo. E il campo dice che l'azzurro ci mette appena tre game per arrivare a palla break. La pressione è costante, il rovescio quello di sempre e Ofner è in difficoltà. Prova a resistere, si difende con la prima, annulla ben tre chance, ma paga la tensione e regala la battuta con un doppio fallo alla quarta. Un regalo che con uno come Sinner può essere fatale. Il Centrale esulta, Jannik si limita ad alzare il 'solito' pugnetto. Quello che viene dopo è un copione che negli ultimi tempi abbiamo visto spesso. Sinner prende tutto, Ofner ci prova, corre e si sbraccia. Grida qualcosa al suo angolo dopo l'ennesimo dritto vincente dell'azzurro, e alla fine si arrende, cedendo il primo set 6-3. 

Quando si riprende a giocare sul Centrale c'è un'euforia incontrollata. C'è chi agita un cartellone con scritto "Sei il figlio preferito di mia mamma", e chi urla un randomico "forza Cagliari". Una parentesi calcistica che fa il paio con l'esultanza dei tifosi dell'Inter, che pochi chilometri più in là battevano la Lazio 3-0. Forse sarà l'atmosfera, o forse chi c'è dall'altra parte della rete, ma Ofner ci mette un game a concedere il break. Passano due parziali e la storia si ripete: Sinner si ritrova con un'altra chance a disposizione, ma a questo punto un altro urlo si alza dalle tribune: "Jannik, falla durare un po'". Una richiesta esplicita di un pubblico che non ne ha mai abbastanza (e che questo spettacolo lo ha pagato caro). E così Sinner, che è un re buono, li ascolta e permette a Ofner di allungare il set, ma senza mai concedergli nulla al servizio.  

La prima passa dal 54% del primo parziale al 67% del secondo, un margine non avvicinabile per nessuno che non parli spagnolo. Il Centrale, insomma, stasera ha un solo padrone, lo sanno sugli spalti e lo sa anche Ofner. Sebastian ci ha provato, strappando anche qualche applauso con il dritto, ma abbandona la nave sul 6-4 e la partita a Sinner. Jannik alza il suo pugnetto e sorride, sotto il cappellino nero. Il Centrale invece esplode in un urlo liberatorio, che da queste parti attendevano dal maggio scorso, quando sul più bello è rimasto strozzato in gola. Oggi però, che tutto sembra uguale, ma tutto è completamente diverso, sembra davvero che la storia possa compiersi. E chi non vorrebbe vivere la storia? (di Simone Cesarei) 

 

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20:20

Lecce-Juventus 0-1, Vlahovic regala a Spalletti il terzo posto

(Adnkronos) - La Juventus continua la sua corsa Champions. Oggi, sabato 9 maggio, i bianconeri hanno battuto il Lecce 1-0 nella 36esima giornata di Serie A, trovando tre punti fondamentali in chiave quarto posto. A decidere il match la rete di Vlahovic al 1', con altri due gol che sono stati annullati alla squadra di Spalletti nel corso del secondo tempo. 

Con questa vittoria la Juventus si prende il terzo posto, raggiungendo quota 68 punti e sorpassando il Milan, ora momentanemente a -1, mentre la Roma torna a -4. Rimane invece a 32 il Lecce di Di Francesco, quartultimo con 4 punti di vantaggio sulla Cremonese terzultima. 

 

Nel prossimo turno di Serie A, la Juventus ospiterà la Fiorentina mentre il Lecce volerà a Sassuolo. 

 

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19:39

Diletta Leotta mamma bis, è nato Leonardo: i primi scatti di famiglia

(Adnkronos) - Diletta Leotta è diventata mamma bis. La conduttrice, volto di Dazn, ha annunciato sui social la nascita del suo secondo figlio, nato dall'amore con il marito Loris Karius. Il piccolo si chiama Leonardo, come rivelato negli scatti condivisi sul suo canale social oggi, sabato 9 maggio, dove compare anche la primogenita della coppia, Aria, nata il 16 agosto del 2023. Nelle immagini pubblicate, il primo ritratto della famiglia al completo.  

L'annuncio della seconda gravidanza era arrivato lo scorso 10 dicembre. "Questo Natale non potevamo desiderare regalo più bello. Aria sta diventando una sorella maggiore, e i nostri cuori sono pronti ad amare il doppio", aveva scritto il volto di Dazn. 

 

 

L'annuncio era stato accompagnato da una foto di famiglia 'allargata', con Karius, ex portiere del Liverpool oggi allo Schalke 04, che abbraccia Leotta e la figlia Aria e con una mano tocca la pancia di Diletta. 

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19:27

Sinner, da Fiorello a Tajani: vip agli Internazionali. Ma Hasanovic non c'è

(Adnkronos) - Parata di vip per l'esordio di Jannik Sinner agli Internazionali d'Italia 2026. Oggi, sabato 9 maggio, il tennista azzurro ha sfidato Sebastian Ofner nel secondo turno del Masters 1000 di Roma, potendo contare sul tifo incessante di un Centrale gremito e di spettatori d'eccizione nella tribuna d'onore dello stadio principale del Foro Italico, dove non c'è però la fidanzata Laila Hasanovic. 

In prima fila, in completo nero e occhiali, Rosario Fiorello. Sopra di lui il ministro degli Esteri Antonio Tajani siede tra il presidente della Fitp Angelo Binaghi e il presidente della Camera Lorenzo Fontana. Presente anche il senatore Pier Ferdinando Casini e l'ex calciatore Marco Tardelli, insieme al sindaco di Roma Roberto Gualtieri. 

A fare rumore però sono anche le assenze. Nell'angolo di Sinner, dove si trovano gli allenatori Darren Cahill e Simone Vagnozzi, non c'è infatti la fidanzata Laila Hasanovic. 

 

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19:11

Gaffe di Elisa Isoardi, dimentica il nome di Gabriele Corsi in diretta: la replica

(Adnkronos) - Piccola gaffe per Elisa Isoardi in diretta durante la puntata di ‘Bar Centrale’ in onda oggi, sabato 9 maggio. La conduttrice stava parlando di Sal Da Vinci e della sua imminente partecipazione all’Eurovision Song Contest 2026, condotto da Elettra Lamborghini e… Gabriele Corsi.  

In un momento di lapsus la conduttrice ha dimenticato proprio il suo nome: "Avete visto lo spot è bellissimo, c'è il conduttore e la conduttrice che è la nostra Elettra Lamborghini", ha detto sorvolando sul nome di Corsi appunto. “E Fabio Corsini, giusto?”, ha aggiunto Isoardi, sbagliando. Ma non è finita qui. La conduttrice ha ricevuto poi il suggerimento del nome corretto da dietro le quinte, ma il messaggio non è arrivato forte e chiaro: “È Daniele Corsi, scusate, mi perdonerà!". 

 

 

Il video ha fatto il giro del web ed è arrivato allo stesso Gabriele Corsi che ha deciso di ricondividerlo commentando ironicamente: “Perdonata. Firmato Fabio e Daniele”, ha scritto con un cuore rosso, senza rancore. 

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18:40

Caso Genovese, Sarah Borruso: "Terrazza Sentimento? Provo vergogna per quello che ho fatto"

(Adnkronos) - "Provo vergogna per quello che ho fatto". Con queste parole Sarah Borruso, ex compagna, complice e a suo modo vittima di Alberto Genovese, è stata ospite oggi a Verissimo per raccontare la sua verità su 'Terrazza Sentimento': "Era un sistema collaudato, malsano e degradante. È la pagina più dolorosa della mia vita: ho attraversato un percorso molto difficile per essere qui oggi”.  

Alberto Genovese è stato condannato, tra i vari reati, per violenza sessuale e detenzione e cessione di stupefacenti. Questi sono stati commessi nel corso di alcune feste a base di alcol e stupefacenti che l’imprenditore era solito organizzare nel suo attico milanese e in una villa a Ibiza.  

Nell'intervista con Silvia Toffanin, Borruso ha detto: “Alberto Genovese aveva una personalità dominante, faceva già uso di sostanze e aveva gusti particolari in termini sessuali. Ho annullato le mie volontà per seguirlo”. “A Ibiza - ha aggiunto -il contesto era ancora più amplificato: non c'erano limiti di nessun tipo, non mangiavamo, non dormivamo per giorni. Certe dinamiche venivano normalizzate e c'era una sessualità promiscua”.  

La dipendenza dalle sostanze si è amplificata nel periodo del lockdown: “Lui aveva un po' perso il controllo di sé stesso, era in uno stato cognitivo delirante”. “La notizia del suo matrimonio in carcere ha costituito un taglio netto a quel filo che ci univa e da lì in poi ho potuto elaborare tutto ciò che ho vissuto”, ha raccontato Borruso. 

La donna, che per i reati da lei commessi ha pagato il suo debito con la giustizia, ha raccontato la sua verità e il suo percorso di ricostruzione in un libro, che sta già facendo discutere, dal titolo: 'Anatomia di un sentimento. Storia privata di un fatto pubblico'.  

Alla Toffanin ha spiegato: “Le mie responsabilità me le sono assunte e ho affrontato i miei processi penali senza vittimismi. Il libro nasce dall'esigenza di restituire una complessità diversa a una vicenda che ha fatto molto clamore”. A 'Verissimo' ha confidato anche: “È stato più complicato uscire da tutto questo che disintossicarmi”. Infine le scuse: “Non posso che esprimere il mio dolore e tutta la mia solidarietà nei confronti delle vittime di questa vicenda”.  

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18:36

Cobolli, beffa agli Internazionali: nel game decisivo suona... l'inno della Lazio

(Adnkronos) - L'inno della Lazio 'distrae' Flavio Cobolli agli Internazionali d'Italia 2026. Oggi, sabato 9 maggio, il tennista azzurro ha sfidato il francese Terence Atmane nel secondo turno del Masters 1000 di Roma, proprio mentre il club biancoceleste ospitava l'Inter all'Olimpico per il big match della 36esima giornata di Serie A. 

E così, sulla BNP Paribas Arena, si è creata una scena surreale. Cobolli, grande tifoso della Roma, si è ritrovato nel game decisivo del primo set a dover ascoltare l'inno della squadra rivale, visto le poche centinaia di metri che separano i due impianti. 

'Vola Lazio vola' ha riempito l'aria del Foro Italico, nonostante l'assenza dei tifosi biancocelesti all'Olimpico per la protesta contro la societò, ma Cobolli non si è fatto distrarre. L'azzurro è rimasto concentrato e ha portato a casa il primo set, rispondendo così, sul campo, ai rivali di sempre. 

 

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18:35

Sinner, buona la prima agli Internazionali: Ofner battuto in due set - Rivivi il match

(Adnkronos) - Jannik Sinner vola al terzo turno degli Internazionali 2026. Oggi, sabato 9 maggio, il tennista azzurro ha battuto l'austriaco Sebastian Ofner in due set con il punteggio di 6-3, 6-4 nel secondo turno del Masters 1000 di Roma al termine di una partita dominata e mai in discussione. Sinner inizia il suo percorso a Roma con un'ottima percentuale di prime trovando subito il break al primo game del primo set e ripetendosi in apertura del secondo. Un allungo per set, quello che basta per passare il turno e mandare in estasi il pubblico del Centrale. 

 

Sinner nel terzo turno troverà il vincente della sfida tra Jakub Mensik e Alexei Popyrin. 

 

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18:19

Paola Turci, la molestia a 13 anni e la separazione da Pascale: "Potevo evitare di sposarmi"

(Adnkronos) - Paola Turci ha rivelato ospite oggi, sabato 9 maggio, a Verissimo di essere stata vittima di una molestia quando aveva appena 13 anni. La cantante ha spiegato di aver affrontato quel trauma grazie a un lungo percorso di terapia, esperienza che le ha permesso di trasformare il dolore anche attraverso la musica e la scrittura delle sue canzoni: "Mi ha aiutato a tirare fuori tutto. A quella canzone ho dato un finale diverso rispetto a quello che mi è accaduto: una specie di rivalsa, di vendetta. O meglio ancora, la giustizia", ha raccontato.  

Turci ha ammesso di non aver mai denunciato perché prima di raccontarlo nelle sue canzoni non ne ha mai parlato con nessuno: "L'ho raccontato a mia mamma, ma è stato molto difficile perché era una persona che i miei conoscevano. Non è stato facile aprirmi, avevo solo 13 anni", ha detto la cantante che per molto tempo si è nascosta dietro "i sensi di colpa". "Pensi sempre che sia colpa tua se è successa una cosa del genere", ha aggiunto consapevole che sia un pensiero "assolutamente sbagliato".  

Turci ha parlato dei suoi due matrimoni, l'ultimo con Francesca Pascale, terminato nel luglio 2024 dopo due anni di unione civile. "Io credevo tanto nel nostro amore, anche se potevo evitare di sposarmi. L'ho fatto per amore però", ha ammesso la cantautrice: "Era una sua volontà sposarci". Ad oggi rimane solo un'esperienza vissuta, nient'altro: "È stato un amore tossico, reciprocamente non ci comprendevamo". Oggi tra le due non ci sono più rapporti: "Ma meglio così". 

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17:35

Mattia Bellucci, chi è azzurro che vince e stupisce agli Internazionali

(Adnkronos) - Mattia Bellucci continua a vincere agli Internazionali d'Italia 2026. Oggi, sabato 9 maggio, il tennista azzurro ha battuto in rimonta l'argentino Tomas Martin Etcheverry imponendosi in tre set con il punteggio di 5-7, 6-2, 6-3 nel secondo turno del Masters 1000 di Roma. Bellucci raggiunge così il miglior risultato in carriera agli Internazionali e ora sfiderà, per un posto negli ottavi di finale, il lucky loser spagnolo Martin Landaluce, che ha eliminato a sorpresa in due set Marin Cilic con un doppio 6-4. Ma chi è Bellucci? 

 

Mattia Bellucci è un tennista italiano di 24 anni, classe 2001. Ha iniziato a giocare da giovanissimo seguito dal padre, allenatore di tennis. Nel circuito si è fatto subito notare e ha affrontato Sinner in diverse occasioni, riuscendo a superare il turno nel torneo di Rijeka dopo il ritiro per infortunio dell'altoatesino.  

Il primo successo tra i professionisti a livello ITF arriva nel 2021, mentre l'anno successivo Bellucci riesce a conquistare i suoi primi due titoli Challenger. Nel 2023 si qualifica per la prima volta nel tabellona principale di uno Slam, partecipando all'Australian Open, e poi ripetendosi l'anno scorso prima al Roland Garros e poi a Wimbledon. Prima a Parigi e poi a Londra, Bellucci sfiora anche l'impresa contro Tiafoe e Shelton, perdendo dopo essere riuscito a conquistare due set.  

Nel 2024 la crescita di Bellucci è continuata con le prime vittorie nel circuito Atp, dove ha raggiunto i quarti di finale ad Atlanta ed è riuscito a superare il primo turno degli US Open, battendo Stan Wawrinka. Risultati che gli hanno permesso di entrare nella top 100 del ranking Atp. Al momento Bellucci si trova al numero 80 della classifica generale, dopo aver raggiunto, nel luglio 2025, la 63esima posizione, suo attuale best ranking. 

 

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17:30

Lazio-Inter 0-3, tris nerazzurro nell'antipasto della finale di Coppa Italia - Rivivi il match

(Adnkronos) - L'Inter vince 3-0 in casa della Lazio allo stadio Olimpico oggi, 9 maggio, nel match della 36esima giornata di campionato. Nella sfida antipasto della finale di Coppa Italia, in programma mercoledì 13, i campioni d'Italia vanno a segno con Lautaro (6') e Sucic (39') nel primo tempo. Nella ripresa, gol di Mkhitaryan (79') per chiudere i conti. L'Inter sale a 85 punti, la Lazio rimane a quota 51. 

 

Nel prossimo turno di Serie A, la Lazio è attesa dal derby con la Roma mentre l'Inter ospiterà l'Hellas Verona. 

 

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17:09

MotoGp, caduta e frattura a piede per Marquez: sarà operato

(Adnkronos) - Infortunio per Marc Marquez. Oggi, sabato 9 maggio, il pilota spagnolo della Ducati è stato protagonista di una brutta caduta durante la Sprint del Gp di Francia di MotoGp e ha riportanto un infortunio al piede destro con la frattura del quinto metatarso. Marquez volerà a Madrid, saltando quindi il Gran Premio di Le Mans di domani e anche il prossimo Gp di Catalogna, e lì sarà operato. "Dopo un controllo medico e una radiografia Marc Marquez è stato dichiarato non idoneo, per una frattura al quinto metatarso nel piede destro", fa sapere in una nota la scuderia di Borgo Panigale, "stasera volerà a Madrid per sottoporsi a un intervento chirurgico".  

Dopo gli esami al centro medico, Marquez è intervenuto su Sky Sport: "Per fortuna mi sono rotto solo il quinto metatarso. Non avevo detto niente finora, ma già avevo deciso di operarmi alla spalla destra dopo il Gp Catalunya. Dopo Jerez ho capito perfettamente c'era qualcosa che non andava, i dottori guardando bene hanno visto che dopo la caduta in Indonesia di ottobre era tutto apposto, ma la vite rotta che ho nella spalla è una direzione un po' diversa, di un millimetro, e tocca il nervo radiale", ha spiegato Marc Marquez. 

"Per questo motivo sto guidando in maniera incostante e cado in maniera strana, quando tocca il nervo non posso guidare bene. Ci vuole calma, togliere questa vite che è un'operazione lunga ma non rischiosa. Vediamo come va. Ora proviamo a risistemare tutto. Ovviamente salto il weekend della Catalogna, vediamo per il Mugello. L'operazione alla spalla non richiede un recupero lungo, ma devono aprire e togliere questa vite", ha spiegato il campione spagnolo.  

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16:21

Da Sveistrup a Veronesi, ecco le novità in libreria

(Adnkronos) - Da Soren Sveistrup a Sandro Veronesi: ecco una selezione delle novità in libreria, tra romanzi, saggi, libri d'inchiesta e reportage, presentata questa settimana dall'AdnKronos. 

La casa editrice Mondadori, in occasione del primo anno del pontificato di Leone XIV, manda in libreria il volume 'Costruttori di pace'. In un mondo dilaniato dalle guerre, il primo appello di Leone XIV è chiaro e diretto: fermare le armi e scegliere la via della pace. Una pace vera e duratura, fondata sul rispetto del diritto, sulla giustizia e sulla fraternità tra i popoli, perché solo così è possibile costruire una convivenza serena e armoniosa. Questa riflessione si innesta in un magistero fondato sulla concretezza della vita e della testimonianza cristiana, che pone al centro tre parole fondamentali: fede, amore e unità. Sono queste le basi per "camminare insieme" come Chiesa, superando le divisioni e costruendo ponti: tra Oriente e Occidente, tra le diverse confessioni cristiane, tra religioni, culture e continenti.  

Un cammino che coinvolge sia i luoghi centrali che le periferie del mondo, dall’America all’Asia fino all’Africa. Questo impegno missionario, saldamente radicato in Cristo, nell’annuncio del suo Vangelo e nella comunione della Chiesa, è da sempre alla base dei pensieri e dell’azione di Leone XIV. A un anno dalla sua elezione a Pontefice, questo volume raccoglie in un’organica sintesi i suoi scritti più significativi, offrendo al lettore una guida chiara per conoscere il suo messaggio. Un messaggio che, pur restando in continuità con Papa Francesco, ha una sensibilità nuova, capace di parlare al presente e di tracciare una rotta per gli anni a venire. 

Arriva sugli scaffali con Rizzoli 'Conta fino a due' di Soren Sveistrup. È un nevoso giorno di San Valentino quando Silje Thomsen, quarantun anni, separata, scompare nel nulla. Un’indagine a prima vista ordinaria per l’investigatrice Naia Thulin, che dopo lo sconvolgente caso dell’Uomo delle castagne ha scelto per sé un ruolo più tranquillo, ai Crimini informatici della polizia di Copenaghen. L’analisi dei dati del telefono della donna non fa però presagire nulla di buono: pare che uno stalker abbia inscenato con lei, via messaggio, una specie di gioco a nascondino, progressivamente più sinistro e pericoloso. E non si tratta di un episodio isolato: una studentessa che aveva ricevuto messaggi analoghi è già stata uccisa. Naia si trova così costretta a collaborare con l’ultimo compagno che avrebbe voluto rivedere, il detective Mark Hess, con il quale, dopo l’ultimo caso affrontato insieme, aveva interrotto i rapporti. E quando viene rinvenuto il cadavere di un uomo, mutilato, apparentemente collegato al caso Thomsen, Naia e Mark si troveranno invischiati in una gara contro il tempo che li rimbalzerà all’indietro, a un maggio di tanti anni prima, a dei ragazzini in gita scolastica coinvolti in un macabro gioco a nascondino tra le paludi boscose del lago di Gundsømagle. 

Con 'Conta fino a due', Sveistrup torna ai personaggi e alle atmosfere cupe di 'L’uomo delle castagne' confermandosi un maestro del noir scandinavo, capace di creare trame straordinariamente profonde e di indagare come pochi altri nei recessi oscuri del cuore. Soren Sveistrup è nato a Copenaghen nel 1968. Adottato quando era ancora molto piccolo, ha trascorso l’infanzia sull’isola remota di Thurø, a sud della Danimarca. Ha scelto la strada della sceneggiatura perché “puoi usare tutto quello che sei, che ti porti dietro, tutti i sentimenti, e farci qualcosa. Capirlo è stata una grande liberazione”. L’uomo delle castagne è il suo primo romanzo, un grande successo in patria tradotto in 25 paesi. 

Un nuovo marchio di varia arriva scaffali delle liberie: è 'On', lanciato da Alpha Test, realtà editoriale specializzata nella preparazione ai test universitari attraverso libri e corsi. Uno dei primi titoli in uscita è 'La bambina che nessuno vedeva' di Fatima Sarnicola. Fatima ha vissuto tre vite. La prima inizia nel villaggio di Skaciai, in Lituania, dove vive con una madre che non sarà mai tale. Fatima cresce in una casa che non protegge, in cui la notte entra senza chiedere permesso e porta con sé uomini sconosciuti, paura, freddo. È piccola, ma impara a non far rumore, a non chiedere, a resistere.  

La seconda comincia in un orfanotrofio, dove le giornate sono dure, il cibo non basta mai, ogni luce è spenta negli occhi dei compagni, senza nome come lei. È qui che la sua infanzia viene spezzata all’improvviso, quando accade qualcosa che nessuno dovrebbe vivere, tantomeno una bambina. Fatima impara molte altre verità: le lacrime non servono a niente, le ferite invisibili sono spesso quelle più dolorose, non esistono rifugi per il vuoto che cresce dentro.  

La terza sboccia quando, a otto anni, conosce i suoi nuovi genitori. Non c’è distanza – neppure quella tra le pianure lituane e il mare di Agropoli – che l’amore di una famiglia non sappia colmare. In equilibrio tra un’infanzia ferita e un nuovo nome, Fatima scopre il coraggio di far sentire la propria voce e parlare di abbandono, adozione, famiglia. Oggi, quella bambina che nessuno vedeva racconta la sua storia, intima e potente, fatta di dolore e speranza. Oggi, quella bambina ci dice che esiste sempre un domani. Questo libro ne è la prova. Fatima Sarnicola è nata nel 1998 in Lituania. A due anni, a causa dell’assenza della madre, viene portata in un orfanotrofio. Adottata da una famiglia campana nel 2006, oggi è laureata in Biologia. Parallelamente agli studi, ha iniziato un progetto di divulgazione della propria storia e dei temi dell’adozione, arrivando a fondare il portale AdoptLife nel 2023. 

 

Marusja Tatarova è la 'Straniera'. Una giovane leningrandese ebrea emigrata dalla Russia sovietica più per noia che per reali motivazioni politiche, protagonista dell'omonimo libro di Sergej Dovlatov in libreria con Sellerio. Maria, figlia di due papaveri della nomenklatura, è una tipica rappresentante delle classi colte russe, e la sua esistenza scorre a New York, come in un film di Rohmer, tra lavori improbabili, mille corteggiatori e un nuovo, grande, allucinante amore, da cui deriveranno altre nuove avventure, da chiamare forse più disavventure. Ma questo romanzo breve è soprattutto l’ironico, innamorato quadretto della vita degli ebrei russi di New York, riuniti in un piccolo surreale quartiere sulla Centottava Strada, dove il russo è la lingua ufficiale, dove si conservano caparbiamente usi e costumi del paese d’origine. Alla comparsa di Straniera, Kurt Vonnegut ha così commentato rivolgendosi a Dovlatov: "Io mi attendo molto da lei e dal suo lavoro. Lei ha del talento ed è pronto ad offrirlo a questo folle paese. Siamo felici che lei si trovi fra noi". 

Sergej Dovlatov (1941-1990), nato da una famiglia di gente di spettacolo, dopo una giovinezza sregolata si dedicò al giornalismo, lavorando per giornali di provincia, dai quali veniva regolarmente licenziato per indisciplina. Nel 1978 emigrò negli Stati Uniti, dove furono pubblicati i suoi racconti e romanzi, 'commedie autobiografiche' pervase di umorismo instancabile e classicamente russo. Di Dovlatov, la Sellerio ha pubblicato 'Straniera' (1991, 1999), 'La valigia' (1999), 'Compromesso' (1996, 2000), 'Noialtri' (2000), 'Regime speciale' (2002), 'Il Parco di Puškin' (2004), 'La marcia dei solitari' (2006), 'Il libro invisibile' (2007), 'Il giornale invisibile' (2009), 'La filiale' (2010) e 'Taccuini' (2016). 

Esce in libreria il 12 maggio con La Nave di Teseo 'Caducità' di Sandro Veronesi. Il libro raccoglie tutti i racconti dello scrittore due volte premio Strega, tra i più grandi interpreti contemporanei della forma breve, ma è anche un atlante inesplorato della sua narrativa, in cui ritrovare i sentimenti e i temi che abbiamo amato nei suoi romanzi.  

Gli affetti familiari, le conquiste e le perdite, le sfumature dell’amore, lo sport, la musica e le passioni letterarie: a partire dal suo primo racconto, scritto nel 1983 e rimasto fino a oggi inedito, il rapporto di Veronesi con la scrittura è una lunga indagine, alimentata storia dopo storia, attorno all’umanità dei suoi protagonisti, tra le pieghe delle loro debolezze e nella luce dell’energia che li anima. Trentadue racconti fulminanti, legati tra loro come i capitoli di un romanzo che unisce generazioni di lettori. 

E' in libreria con Mondadori 'Le bambine di Roma' di Emanuela Fontana. Giulia e Selene non sono due bambine qualunque, nella Roma del I secolo avanti Cristo. La prima è l’unica figlia di Ottaviano Augusto, l’uomo che il popolo romano considera un Dio; la seconda è figlia dell’amore scandaloso tra Marco Antonio e Cleopatra. Quando la coppia, sconfitta da Ottaviano ad Azio, si toglie la vita, Selene e il suo fratello gemello vengono condotti a Roma e fatti sfilare come bottino di guerra nel corteo trionfale. È lì che Giulia vede Selene per la prima volta, e ne rimane profondamente colpita: i lunghi capelli scuri sciolti sulle spalle e il portamento fiero, nonostante a soli dieci anni abbia già perso tutto. Ottaviano, in un atto di clemenza, decide di accogliere i gemelli nella sua domus. E in quella dimora, già affollata di fratellastri e cugini di tutte le età, Giulia riesce a fare breccia nei silenzi di Selene, conquistando lentamente la sua fiducia.  

All’ombra dell’antico odio tra i padri, nasce un’amicizia inattesa e tenace, che cresce, cambia, si incrina e si ricuce continuamente. Sono diversissime in tutto: Selene ha ereditato il fascino della madre e ha un’indole malinconica e riflessiva; Giulia è impetuosa, capace di rivaleggiare coi maschi e di sfidare le regole. Intorno a loro, una vera e propria famiglia allargata percorsa da tensioni sotterranee, amori che non si possono dire – come quello tra Giulia e Iullo, l’unico figlio maschio di Antonio risparmiato da Ottaviano – e unioni dettate da logiche di potere, come il matrimonio a cui lei stessa verrà destinata per dare un erede a suo padre, l’Augusto.  

Fuori dalla domus, una Roma splendida che attraversa la sua “età dell’oro”, celebrata dai poeti e dalla propaganda, apparentemente in pace ma in realtà minacciata da intrighi e congiure. Alternando il racconto principale con il silenzio e la solitudine dell’esilio di Giulia a Ventotene, Le bambine di Roma segue le protagoniste fino alla soglia dell’età adulta, accompagnandole nei primi grandi mutamenti che sconvolgono e dividono le loro vite e i mondi – Occidente e Oriente – di cui sono figlie. Dopo la fortunata accoglienza ricevuta dal suo romanzo 'La correttrice', Emanuela Fontana propone una narrazione dal respiro ampio, che attinge alle fonti classiche per raccontare una grande amicizia femminile legata a doppio filo con la Storia e insieme senza tempo, universale. Emanuela Fontana è nata a Milano, ma vive da molti anni a Roma. È insegnante, giornalista e guida escursionistica, ed è stata finalista alla XXI edizione del Premio Calvino. Ha esordito con 'Il respiro degli angeli' (2021) cui ha fatto seguito 'La correttrice' (2023), vincitore del Premio Manzoni 2023. 

E' sugli scaffali con Laterza 'Lockerbie' di Giorgio Zanchini. Sophie è una giovane ragazza inglese. Giorgio Zanchini la conosce per caso una sera a Parigi nell’enoteca in cui lavora. Pochi giorni dopo scopre che è una delle 270 vittime dell’attentato terroristico di Lockerbie. Un sorriso, un volto perso nei ricordi che dopo quasi 40 anni torna a farsi vivo, a porre domande che non possono essere evitate. 

Le stragi lasciano code lunghe, anzi lunghissime. Noi italiani lo sappiamo bene, siamo ancora segnati da Piazza Fontana, dalla stazione di Bologna, dalle bombe del ’92. Per gli anglosassoni l’eccidio più sconvolgente è stato probabilmente quello di Lockerbie, quando nel cielo del sud della Scozia esplose il volo Pan Am 103 Londra-New York. Era la sera del 21 dicembre del 1988, morirono 270 persone, 259 a bordo e 11 a terra. A bordo di quell’aereo, tra gli altri passeggeri, c’era anche Sophie, una ragazza inglese che Giorgio Zanchini aveva incrociato a Parigi pochi giorni prima dell’esplosione. Questo libro racconta una duplice indagine: quella personale, alla ricerca della giovane donna incontrata tanti anni prima, tra incertezze nei ricordi, buchi di memoria, tracce che si perdono e ritrovano, e quella nel labirinto processuale per trovare i responsabili della strage. Un’inchiesta che ha impegnato per anni forze dell’ordine, servizi, politici, giornalisti e che ha portato a sentenze e condanne, ma anche a critiche e contestazioni, e fatto emergere quella distanza tra verità giudiziaria e verità storica a noi assai familiare.  

Tra microstoria e grande gioco geopolitico, vite comuni e logiche di potere che quelle vite schiacciano senza troppi rimorsi, tra Parigi e gli Stati Uniti, Lockerbie e Londra, Libia e Malta, questo libro ricostruisce destini individuali e crudeli dinamiche di violenza e diviene anche una riflessione sulle opacità del passato, le ombre della storia, la difficoltà di avere giustizia. Giorgio Zanchini, giornalista, conduce “Quante storie” su Rai3 e “Radio anch’io” su Rai Radio1. Tra le sue più recenti pubblicazioni, La radio nella rete. La conversazione e l’arte dell’ascolto nel tempo della disattenzione (Donzelli 2017). 

È la vita di Roberto Vecchioni che si dispiega nei versi contenuti in 'Scrivere il cielo' in uscita il 12 maggio con Einaudi. Ma è un viaggio al contrario: dalla voce luminosa della vecchiaia a quella incantata del ragazzino che scrive le prime liriche sui quaderni di scuola. Quello che balza subito agli occhi è che le poesie scritte nell'arco di un'intera esistenza - quasi tutte inedite - dialogano tra loro in un duetto infinito: come se l'uomo di oggi parlasse al ragazzo di ieri, e il ragazzo rispondesse. Ne nasce una voce sola, intima e unica, capace di attraversare il tempo e di restituire la vita nella sua sostanza piú vera: memoria, musica, morte, desiderio, destino. «Roba, questa, che si chiama amore». 

Si comincia dall’ultimo approdo: un’età matura che Roberto Vecchioni racconta senza maschere. "Quanto mi resta, sentinella, per navigare, scuotere, grattare?" È una veglia ostinata, inquieta, dove il dolore e la gioia si parlano, dove l’addio si fa carezza e la vita commuove sopra ogni cosa. Risalendo indietro negli anni incontriamo le donne amate: «Voglio vivere nella perenne attesa di un amore negato come il cantante che sono, che trema a ogni prima di non avere fiato". E incontriamo anche il Vecchioni civile e ironico, capace di trasformare il disincanto in gioco e l’intelligenza in leggerezza: "Abbiamo perduto ben altre battaglie, faremo quadrato, triangolo e riga infinita". Sono gli anni del confronto, del gesto pubblico, in cui l’introspezione diventa voce collettiva e si apre al mondo. E ancora piú indietro, all’inizio, si affacciano i primi versi: giovani e impetuosi, nutriti di classici e di mito. Sono pagine febbrili, attraversate da visioni, gioie e smarrimenti, in cui già si riconosce una voce che non smetterà mai di interrogare la vita: "Chissà perché, come relitto a mare, l’uomo placido avanza". Lungo il viaggio, poi, non manca certo la musica: arpe, mandolini, chitarre, cori che affiorano nei versi come in una partitura parallela. È la lingua sotterranea che accompagna ogni stagione, la trama invisibile che lega il canto alla parola. Perché le poesie di Roberto Vecchioni hanno la stessa forza delle sue canzoni ma, forse, un segreto in piú. 

E' in libreria con Fazi 'La figlia preferita' di Morgan Dick. Mickey e Arlo sono sorellastre, ma non si sono mai parlate né incontrate. Quando Mickey era bambina il padre ha abbandonato lei e la madre condannandole a una vita di disagi e ristrettezze. Mickey, da allora, ha deciso di eliminarlo dai suoi pensieri. Sta bene senza di lui: sì, beve, ma solo qualche volta; sì, sul suo conto ci sono 181 dollari, ma il lavoro come maestra d’asilo le dà grandi soddisfazioni. Non ha nulla a che spartire con Arlo, la cocca di papà, brillante psicologa cresciuta nell’agio che del padre adora tutto: la sua risata, il suo savoir faire, il profumo della sua acqua di colonia.  

Quando lui muore, però, per lei le cose si mettono male. Essere una terapeuta non l’ha affatto preparata al lutto e, come se non bastasse, l’amato papà ha deciso di lasciare l’intera eredità a Mickey. Cinque milioni di dollari. Ma a una condizione: Mickey dovrà sottoporsi a un ciclo di psicoterapia prima di poter ricevere il denaro. La psicologa designata è proprio Arlo. Lavorando insieme come terapeuta e paziente, senza sapere di essere in realtà sorelle, le due donne si ritroveranno a intraprendere un percorso che potrà distruggerle o salvarle entrambe. 'La figlia preferita' di Morgan Dick, è una commedia nera: tra funerali, sedute di psicoterapia e un ampio spettro di disfunzionalità familiari, affronta temi come l’abbandono, la sorellanza e la dipendenza tenendo il lettore costantemente in bilico tra il riso e il pianto.  

Scrittrice canadese di Calgary, Morgan Dick grazie ai suoi racconti ha ricevuto una nomination al Pushcart Prize. 'La figlia preferita', in fase di pubblicazione in otto paesi, è il suo romanzo d’esordio. 

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Categoria: cultura

16:20

Garlasco, i carabinieri: "Sempio infatuato di Chiara Poggi, nei video intimi il movente del delitto"

(Adnkronos) - Il movente dell'omicidio di Chiara Poggi, nell'inchiesta in cui è indagato Andrea Sempio, sarebbe legato ai video intimi tra la ragazza e Alberto Stasi. E' la posizione dei carabinieri che definiscono "a tratti angosciante" il soliloquio in cui Sempio è da solo in auto e a voce alta, ripercorre quei giorni dell'estate del 2007. 

"Andrea era perfettamente a conoscenza del fatto che Chiara (Poggi ndr) fosse rimasta sola a Garlasco ed evidentemente aveva provato un approccio. Ed è certamente inquietante che fosse a conoscenza dei video intimi che Chiara ed Alberto Stasi avevano girato consapevolmente riprendendo la propria intimità e che certamente non avevano condiviso con nessuno" scrivono i militari.  

 

Quei video, a dire di chi indaga, erano presenti sul pc di casa Poggi e, "come è stato cristallizzato, Chiara ad un certo punto avvertì l'esigenza di proteggerli con una password perché è evidente che avesse il dubbio che il proprio segreto potesse essere stato violato". L'indagato "non poteva essere a conoscenza di quei video a meno che, e le sue parole lo cristallizzano, non ne avesse avuto accesso proprio dal pc presente nella stanza di Chiara oppure, da come emerge dalla consulenza tecnica informatica, dalla pendrive di 2gb". 

Un'operazione possibile "o con la presenza di Marco Poggi", fratello della vittima, "le cui dichiarazioni sul tema appaiono incongruenti sul come fosse venuto a conoscenza di quei video e se ne avesse avuto accesso, oppure autonomamente agendo di nascosto da Marco ed approfittando dell'accesso al pc (o della pendrive)", si legge nell'informativa. "D'altronde, è bene sottolinearlo, che sia Marco che Andrea Sempio avevano certamente una capacità informatica ampiamente idonea ed è assolutamente improbabile che i due utilizzassero il pc di Chiara esclusivamente per giocare".  

In quei video intimi, espliciti, tra l'allora fidanzato e la vittima "è verosimile si inneschi il movente del delitto: l'infatuazione, la probabile prospettiva sessuale proiettata su Chiara nell'assunto che il girato rappresentasse esso stesso la prova della disinibizione, l'approccio approfittando dell'assenza di Marco e del fatto che la ragazza in quei giorni di agosto fosse sola a casa, il rifiuto, il tentativo di presenza, la reazione di Chiara e la furia omicida per un effetto domino" scrive l'Arma. La ricostruzione di questo movente "porta inevitabilmente in sé una quota di suggestione, ma al tempo stesso è fortemente sorretto da una serie di dati oggettivi di cui la conversazione intercettata il 14 aprile 2025 (soliloquio su video, ndr) rappresenta l'apice, e di elementi soggettivi che riguardano il suo rapporto con la sessualità". 

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Categoria: cronaca

16:18

Internazionali, Errani si arrabbia con Paolini: la frase che (non) scuote Jasmine

(Adnkronos) - Sara Errani 'arrabbiata' con Jasmine Paolini agli Internazionali d'Italia 2026. Oggi, sabato 9 maggio, la tennista azzurro è stata eliminata a sorpresa dalla belga Elise Mertens, numero 21 del mondo, nel terzo turno del Wta 1000 di Roma, facendosi rimontare e perdendo in tre set con il punteggio di 6-4, 6-7, 3-6. A nulla è servito il coaching, con toni piuttosto accesi di Errani, compagna di doppio e parte del team di Paolini, al termine del secondo set, così come il tifo incessante del Centrale. 

Dopo aver perso il secondo parziale al tie break infatti, Errani ha speso diversi minuti a parlare con l'azzurra. Tante le indicazioni tattiche, soprattutto per evitare il cambio di gioco e ritmo dell'avversaria, letale per tutto l'arco dell'incontro, ma anche il tentativo di spronarla da un punto di vista mentale. 

"Sei forte, ca**o", ha urlato Errani, mentre Paolini ascoltava con la testa bassa le sue indicazioni. L'atteggiamento del corpo di Jasmine però non faceva presagire niente di buono, e così l'azzurra ha abbandonato, da campionessa in carica, gli Internazionali. 

 

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Categoria: sport