Live Streaming
ULTIM'ORA
00:04
Ebola, a lavoro su un vaccino contro il virus Bundibugyo: "Pronto entro fine 2026"
(Adnkronos) - L'epidemia di Ebola fa paura, serve il vaccino: l'obiettivo è averlo a disposizione entro pochi mesi. "Quello che possiamo dire con certezza è che entro la fine di quest'anno, il 2026, Africa Cdc farà sì che avremo un vaccino e un farmaco contro il virus Bundibugyo", ha assicurato il direttore generale dei Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa Cdc) Jean Kaseya, durante l'ultimo briefing sull'emergenza in corso nella Repubblica Democratica del Congo, con casi registrati anche in Uganda.
"Ad oggi non abbiamo vaccini e farmaci approvati - ha spiegato - Abbiamo alcuni candidati. Ho anche ricevuto un messaggio dal ministro della Salute russo, che mi informava che la Russia ha sviluppato un vaccino. Il mio team sta lavorando con il team russo e con tutti gli altri partner per capire". Al riguardo un'esperta della squadra dell'agenzia di salute pubblica dell'Unione africana ha poi specificato che questo vaccino russo è mirato alla specie Zaire del virus Ebola e che i meeting con i ricercatori russi permetteranno di chiarire perché ritengono che possa essere efficace anche contro Bundibugyo.
"Non voglio parlare di quali siano le evidenze finora" dagli studi in corso, "ma abbiamo alcuni candidati", ha continuato il Dg. E, alla luce di questo, Kaseya si è mostrato determinato e fiducioso del fatto che entro la fine dell'anno si possa arrivare ad avere la disponibilità di un vaccino e di un trattamento. "Se un giorno dovessimo avere di nuovo una quarta ondata da Bundibugyo", ha ribadito, "avremo il vaccino e il farmaco. I nostri leader sono pronti a investire. Noi stiamo investendo a livello tecnico e strategico per garantire che ciò accada". Anche se Kaseya non ha mancato di far notare che "se questa epidemia fosse stata nei Paesi occidentali si sarebbero già condotte ricerche, si sarebbero già sviluppati vaccini e farmaci", e che "la popolazione" africana non può che pensare che "sia un trattamento ingiusto", si chiede "perché ci sono vaccini e farmaci per altre malattie e non per questa".
Nel frattempo, come già annunciato dalle autorità sanitarie congolesi, l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha confermato la prima guarigione dall'inizio dell'epidemia nella Rdc, con un paziente dimesso dall'ospedale dopo due test negativi. L'allerta resta massima, dopo che l'agenzia Onu per la salute ha dichiarato il focolaio un'emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale (Pheic).
Secondo l'ultimo report disponibile sulla situazione dell'epidemia che sta colpendo la Repubblica Democratica del Congo (con infezioni segnalate anche in Uganda), al 26 maggio i casi sospetti hanno superato quota mille: secondo il monitoraggio sono 1.077 in totale (121 i casi confermati, di cui 110 in Ituri). Mentre i decessi sospetti salgono a 238 (17 quelli confermati).
Il monitoraggio epidemiologico continua nelle province di Ituri, Nord Kivu e Sud Kivu, secondo il rapporto postato su X dal ministero della Comunicazione della Rdc e rilanciato via social anche dall'ufficio dell'Oms (Organizzazione mondiale della sanità) in Rdc.
L'epidemia attualmente interessa 3 province e 13 zone sanitarie, si ricorda nel report. "Le operazioni di sorveglianza, screening e sensibilizzazione della comunità rimangono intensificate nonostante le difficoltà operative segnalate sul campo", si legge nel post.
L'Uganda ha confermato ieri, venerdì 29 maggio, due nuovi casi di Ebola, portando il totale a 9 - incluso un decesso - dall'inizio dell'epidemia che sta colpendo la vicina Repubblica Democratica del Congo. Il ministero della Salute ha precisato che entrambe le nuove infezioni censite riguardano cittadini congolesi. Uno presentava sintomi di Ebola ed è stato immediatamente isolato, mentre l'altro era un contatto di un caso precedentemente confermato. "Tutti i contatti di questo nuovo caso confermato sono stati identificati e sono sotto stretto controllo", ha informato il ministero in una nota.
L'Uganda ha chiuso il confine con la Rdc questa settimana nel tentativo di contenere la diffusione del virus Bundibugyo e ha imposto una quarantena di 21 giorni a chiunque arrivi da quel Paese.
Le autorità sanitarie pubbliche nigeriane hanno identificato 21 dei 36 Stati del Paese come ad "alto" o "moderato" rischio di importazione di Ebola, in un contesto di crescente preoccupazione per la trasmissione transfrontaliera. In una dichiarazione, il Centro nigeriano per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ncdc) ha affermato che le recenti epidemie di Ebola in alcune zone dell'Africa Orientale e Centrale hanno aumentato il rischio di importazione della malattia in Nigeria, sebbene non sia ancora stato registrato alcun caso confermato nel Paese.
L'Ncdc ha classificato la capitale Abuja, gli Stati meridionali di Lagos, Rivers, Enugu, Akwa Ibom e Cross River, nonché gli Stati settentrionali di Kano, Borno, Taraba e Adamawa, come aree ad alto rischio, a causa degli intensi spostamenti e delle rotte commerciali legate agli aeroporti internazionali e alla permeabilità dei confini terrestri. L'agenzia ha inoltre elencato gli Stati di Ogun, Ebonyi, Abia e Bayelsa nel Sud, insieme agli Stati di Nasarawa, Kaduna, Plateau, Niger, Jigawa, Katsina e Bauchi nel Nord, come aree a rischio moderato, che richiedono un rafforzamento della sorveglianza e delle misure di preparazione.
Jide Idris, direttore generale dell'Ncdc, ha affermato che la dichiarazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità dell'epidemia di Ebola come "emergenza di salute pubblica di rilevanza internazionale" sottolinea la necessità per la Nigeria di rafforzare gli sforzi di preparazione. Ha anche avvertito che i sintomi dell'Ebola sono molto simili a quelli della malaria e della febbre di Lassa, cosa che aumenta il rischio di diagnosi tardiva e di ulteriore trasmissione. Con una popolazione di oltre 242 milioni di abitanti, la Nigeria è il Paese più popoloso dell'Africa e il sesto più popoloso del mondo.

Categoria: internazionale/esteri
00:03
Ucraina, droni russi agitano l'Europa. Meloni: "Gravissimo, sicurezza a rischio"
(Adnkronos) - Berlino, possibile sede di un summit E5. Tivat, in Montenegro, palcoscenico del vertice Ue-Balcani occidentali. E poi Galati, in Romania, dove un drone russo ha centrato un edificio residenziale. È su questa 'mappa' che si muovono in queste ore i radar della Presidenza del Consiglio. Giorgia Meloni non ha ancora sciolto le riserve sulla sua presenza al summit con Germania, Francia, Regno Unito e Polonia previsto a Berlino il prossimo 2 giugno, alla presenza del capo negoziatore ucraino Rustem Umerov e del segretario generale della Nato, Mark Rutte. Un appuntamento pensato per fare il punto sul conflitto russo-ucraino e che avrà al centro, tra i dossier più spinosi, l'ipotesi di adesione di Kiev all'Unione europea, obiettivo su cui l'Ucraina spinge molto.
Il nodo è tutto nella data. Il 2 giugno è la Festa della Repubblica: la premier sarà impegnata alla parata, oltre che all'evento serale "I volti della Repubblica", al Quirinale. E, come si ragiona in ambienti di governo, "se resta quella la data, è impossibile esserci". La scelta di fissare il vertice in un giorno festivo nazionale non è stata accolta con favore all'interno dell'esecutivo, che avrebbe avanzato la richiesta di esplorare una collocazione alternativa. Qualora venisse accolta, la partecipazione della premier sarebbe confermata. Figura invece in agenda la presenza summit di Tivat del 5 giugno, dedicato al dossier balcanico.
Nel frattempo, l'attenzione della politica europea si sposta sui cieli della Romania. Un drone russo ha colpito un edificio civile a Galati, ferendo due persone. La condanna di Ue e Nato è stata immediata e netta. Altrettanto quella della premier italiana, che ha espresso solidarietà e "profonda vicinanza" a Bucarest, "alleato e membro dell'Unione europea". In una nota, Meloni ha definito l'episodio un "atto gravissimo, che dimostra come questa guerra di aggressione non risparmi nessuno, continuando a colpire brutalmente civili innocenti, ignorando ogni limite e mettendo a rischio la sicurezza europea".
Sulla stessa linea il ministro degli Esteri Antonio Tajani: "Condanno fermamente la violazione dello spazio aereo rumeno da parte di un drone russo. Ancora una volta - ha sottolineato - il governo italiano esorta la Federazione Russa a impegnarsi seriamente per una pace giusta e duratura. La mia solidarietà al governo rumeno e al ministro degli Affari Esteri Oana Toiu". Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha parlato di "una pericolosa e irresponsabile escalation che non può essere tollerata". Tono più cauto, invece, quello della Lega. "Per il bene dei nostri figli dobbiamo lavorare con convinzione e determinazione per la pace, ascoltando e coinvolgendo tutti", ha dichiarato il partito di Matteo Salvini, confermando una posizione che continua a distinguersi da quella del resto della maggioranza.
Fuori dal coro si colloca Roberto Vannacci. Il leader di Futuro Nazionale affida ai social un video in cui rovescia la lettura dell'accaduto, insinuando che il drone possa essere ucraino: "Che interesse avrebbe oggi la Russia a colpire un paese della Nato? E che interesse avrebbe invece l'Ucraina a farlo facendo credere che siano stati i russi, proprio nel momento in cui si parla del suo ingresso nell'Unione europea? Pensateci". Poi l'affondo: "Facciamo funzionare il cervello. La realtà non sempre è quella che ci presentano. Ve lo ricordate Colin Powell che all'assemblea dell'Onu mostrava le prove delle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein?".
Una lettura che riecheggia quella di Vladimir Putin, secondo cui "nessuno può affermare a chi appartenesse il drone" prima di un esame tecnico sui resti. Sul fronte dell'adesione ucraina all'Ue, del resto, il centrodestra continua a parlare con voci non del tutto concordi. Forza Italia è favorevole, la Lega contraria. In mezzo, Fratelli d'Italia cerca la sintesi: il responsabile organizzativo Giovanni Donzelli ha condensato la posizione del partito - e della premier - in una formula volutamente cauta: sì all'ingresso di Kiev, ma solo a guerra finita.
Sullo sfondo, intanto, rimane aperto il nodo Safe. Secondo quanto comunicato dal portavoce della Commissione europea per la Difesa, Thomas Regnier, cinque Paesi membri (Polonia, Lituania, Croazia, Romania e Belgio) hanno già firmato i contratti per accedere ai prestiti del programma europeo per la difesa. L'Italia, che avrebbe a disposizione in teoria 14,9 miliardi di euro a tassi agevolati, non ha ancora aderito. La scadenza formale è fissata per domani, 30 maggio, ma fonti vicine al dossier precisano che il termine riguarda esclusivamente gli appalti nazionali e non quelli in cooperazione con altri Paesi, stemperando così l'urgenza della firma. In coda, un'altra scadenza si avvicina: il 6 giugno cade il taglio straordinario delle accise sui carburanti. Difficilmente, osservano fonti governative, un provvedimento in materia energetica potrà approdare sul tavolo del Consiglio dei ministri del 4 giugno. (di Antonio Atte)

Categoria: politica
23:32
Kanye West e Travis Scott a Reggio Emilia, la prefettura vieta i concerti
(Adnkronos) - Vietati i concerti di Kanye West e Travis Scott alla Rcf Arena di Reggio Emilia. Il divieto "per motivi di ordine e sicurezza pubblica", arriva dal prefetto di Reggio Emilia, Salvatore Angieri, a seguito delle istanze presentate dal Codacons e dalla comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia, che hanno espresso rilievi in merito al concerto del rapper Kanye West previsto per il 18 luglio prossimo presso la Rcf Arena di Reggio Emilia nell’ambito del 'Pulse of Gaia Festival' (ex Hellwatt). La decisione è arrivata dopo una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocata il 25 maggio scorso.
Alla riunione hanno partecipato il sindaco di Reggio Emilia, il presidente della Provincia, il questore, il comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri, il comandante provinciale della guardia di finanza, il vicecomandante provinciale dei vigili del fuoco, il vicesindaco del Comune di Reggio Emilia, il vicecomandante della polizia locale di Reggio Emilia, il presidente della società C.Volo S.p.A. e il presidente della società Coopservice S.p.A. L’incontro è stato dedicato all’esame dei profili di ordine e sicurezza pubblica connessi al concerto dell’artista statunitense e all’evento di Travis Scott, anch’esso programmato presso la Rcf Arena ma non ancora confermato o cancellato. "Sulla base delle valutazioni emerse nel corso del Comitato e degli ulteriori approfondimenti istruttori relativi agli aspetti di safety e security", il prefetto ha adottato il provvedimento, disponendo il divieto di entrambi i concerti.
La decisione, spiega la prefettura, "riguarda due eventi previsti in date consecutive presso la Rcf Arena, struttura con una capienza di circa 103.000 spettatori, ed è stata assunta per esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, tenuto conto della stretta connessione temporale tra le manifestazioni e dell’elevato afflusso di pubblico previsto nell’arco di 24 ore". Sulla valutazione complessiva hanno, inoltre, assunto rilievo l’annullamento di precedenti concerti del rapper statunitense in altri Paesi e il concreto rischio di contromanifestazioni.
La vicenda del festival 'Hellwatt', poi diventato 'Pulse of Gaia', è nata come un progetto ambizioso: un grande evento musicale internazionale previsto per questa estate alla Rcf Arena (dal 4 al 18 luglio) e pensato per portare in Italia artisti di livello mondiale e creare qualcosa di simile ai grandi festival europei. Fin dall’inizio, però, sono emerse le prime criticità, soprattutto legate ai biglietti. Alcuni sono stati venduti in anticipo a prezzi più alti, con determinate promesse (come l’esclusività di alcuni artisti). Poi le condizioni sono cambiate. Kanye West, ad esempio, ha annunciato nuove date in Europa, con prezzi dei biglietti crollati rispetto alle prevendite iniziali. Questo ha fatto sentire molti acquirenti penalizzati, generando le prime proteste.
Nel frattempo, è nato uno scontro tra gli organizzatori e il direttore artistico, Victor Yari Milani, che è stato allontanato, provocando ulteriore instabilità e dubbi sulla solidità del progetto. Nelle ultime settimane si è aggiunta anche una polemica politica: il leader di Azione, Carlo Calenda, ha chiesto al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, di negare il visto a Kanye West, come hanno già fatto altri Paesi, citando le sue posizioni antisemite. E anche il consiglio comunale di Reggio Emilia si era espresso a favore di questa proposta.
Da settimane, inoltre, circolavano voci su possibili cambiamenti al calendario, tra cui l’ipotesi di sostituire o riorganizzare alcune date con Travis Scott. Dopo l'uscita di scena di Milani, l’ex direttore artistico ha reagito minacciando azioni legali, mentre l’organizzazione, C.Volo, che gestisce la Rcf Arena, ha cercato di rilanciare il festival cambiandone completamente identità. Da qui il nome Pulse of Gaia, nel tentativo di recuperare credibilità e rimettere in piedi l’evento.

Categoria: spettacoli
22:21
Roland Garros, Djokovic: "Sconfitta dura per me. Qui anno prossimo? Non lo so"
(Adnkronos) - Novak Djokovic 'rosica' al Roland Garros 2026. Oggi, venerdì 29 maggio, il tennista serbo è stato eliminato da Joao Fonseca nel terzo turno dello Slam di Parigi, al termine di una partita-maratona terminata al quinto set, dove il brasiliano è riuscito a rimontarlo dopo aver perso i primi due parziali.
In conferenza stampa, un giornalista ha chiesto a Djokovic se, alla vigilia del match, la sua mente avesse iniziato a "sognare", visto l'infortunio di Alcaraz e la sconfitta di Sinner, condizioni che rendevano il serbo uno dei grandi favoriti per la vittoria finale: "Ti fermo subito", ha risposto piccato il serbo, "No, ho appena perso al terzo turno. Parliamo d'altro, grazie". Sulla possibilità di essere a Parigi anche il prossimo anno invece Djokovic si è trincerato dietro un "non lo so", non escludendo, di fatto, l'ipotesi ritiro.
Sulla partita invece Djokovic ha detto: "Partita incredibile di cui far parte. Una sconfitta dura per me, essendo avanti due set a zero. Ma va dato enorme credito a Joao per aver meritato davvero di vincere la partita", ha spiegato il serbo, "senza dubbio è stato il giocatore migliore nei momenti importanti, in quelli cruciali del quarto e quinto set".
"Alcuni sono stati scambi e punti straordinari e lui ha semplicemente trovato tiri incredibili, linee. È stato semplicemente incredibile da parte sua", ha continuato Djokovic, "ovviamente non è stato fantastico per me affrontare un giocatore che giocava a un livello del genere. Non credo di aver sbagliato troppo con il mio gioco. È stato semplicemente migliore".
Djokovic si è congratulato ancora con Fonseca: "Gli ho detto che meritava di vincere e che ha giocato una partita incredibile e che dovrebbe essere fiero di sé. Gli ho augurato buona fortuna per il resto del torneo", ha rivelato il serbo, "il livello di tennis che gli abbiamo visto giocare ha creato un sacco di attesa intorno a lui. Oggi abbiamo tutti visto perché. Il livello era incredibile".

Categoria: sport
22:18
Trump deve togliere il suo nome dal Kennedy Center, la decisione del giudice
(Adnkronos) - Un giudice federale ha ordinato di rimuovere il nome del presidente Donald Trump dal John F. Kennedy Center for the Performing Arts e ha bloccato temporaneamente il piano di chiusura della storica istituzione culturale per due anni. La decisione - riferisce il Washington Post - è stata presa dal giudice della Corte distrettuale degli Stati Uniti, Christopher Cooper, che ha accolto in parte la richiesta presentata dalla deputata democratica Joyce Beatty. Il giudice ha stabilito che il nome di Trump dovrà essere rimosso entro due settimane, segnando un nuovo punto di svolta in una controversia legale che coinvolge la gestione dell'istituzione. "Il Congresso ha dato il nome al Kennedy Center e solo il Congresso lo può cambiare", ha affermato il giudice nella sentenza.
La vicenda ruota attorno a due diverse cause intentate contro la dirigenza del Kennedy Center, accusata di aver modificato la governance e i piani dell'ente sotto l'influenza dell'amministrazione Trump. Al centro della disputa anche la decisione del board di rinominare il centro in 'Donald J. Trump and John F. Kennedy Memorial Center for the Performing Arts', una scelta contestata dalla deputata Beatty.
Una seconda causa, presentata da associazioni di architetti e tutela del patrimonio storico, sostiene che qualsiasi intervento strutturale debba passare attraverso le procedure federali di revisione ambientale, urbanistica e storica previste dalla legge. Secondo i ricorrenti, tali valutazioni non sarebbero ancora state avviate.

Categoria: internazionale/esteri
21:54
Parenzo e Cruciani in 'Due Spicci', il giornalista punge Zerocalcare
(Adnkronos) - David Parenzo punge Zerocalcare. Oggi, venerdì 29 maggio, il giornalista ha pubblicato un post al veleno sul proprio profilo Instagram, dopo essere stato 'citato' nella serie 'Due Spicci' firmata dal fumettista romano e uscita lo scorso 27 maggio su Netflix.
Zerocalcare, in una delle puntate della serie, ha infatti dedicato una scena a Parenzo e Giuseppe Cruciani, conduttore della Zanzara proprio insieme a Parenzo, rappresentati nell'occasione come profughi sull'Isola dei Famosi. "Nella nuova serie di Zerocalcare 'Due Spicci' su Netflix c’è una simpatica citazione che riguarda La Zanzara: il nostro “amico” Zero ci vuole vedere all’Isola dei Famosi a chiedere due “spicci”", ha scritto Parenzo sul proprio profilo Instagram, allegando una foto della scena in questione.
"Non credo accadrà ma grazie per la citazione. Non condivido nulla del 'Zero Calcare pensiero', in comune abbiamo solo la passione per le grandi Multinazionali americane!", ha concluso, con un filo di sarcastica ironia, Parenzo.

Categoria: spettacoli
21:18
Superenalotto, numeri combinazione vincente oggi 29 maggio
(Adnkronos) - Nessun '6' né '5+1' al concorso SuperEnalotto - SuperStar numero 86 di oggi, venerdì 29 maggio 2026. Dieci punti '5' hanno vinto 14.650,92 euro. Il jackpot stimato per il prossimo concorso a disposizione dei punti 6 è di 172,5 mln di euro. Si torna a giocare domani, sabato 30 maggio, per l'ultimo concorso settimanale.
Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima:
- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro;
- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro;
- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro;
- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro;
- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.
La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.
E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.
La combinazione vincente è: 9, 42, 44, 46, 85, 90 numero Jolly 56 e numero SuperStar 20.

Categoria: cronaca
20:27
Roland Garros, Jodar ha spinto una raccattapalle? Il video e la smentita
(Adnkronos) - Caso Rafa Jodar al Roland Garros 2026. Oggi, venerdì 29 maggio, il tennista spagnolo è volato agli ottavi di finale dello Slam di Parigi, battendo l'americano Alex Michelsen nel terzo turno al termine di una partita-maratona terminata al quinto set e caratterizzata da una presunta spinta di Jodar a una raccattapalle che si trovava sulla sua traiettoria di corsa.
Tra un set e l'altro infatti, Jodar è corso negli spogliatoi, ma davanti a lui si è trovato una bambina. Le immagini hanno immortalato infatti lo spagnolo che, arrivato davanti alla raccattapalle, avrebbe allungato il braccio - probabilmente con un gesto rivolto al suo 'angolo' - e avrebbe costretto la ball girl a farsi da parte. Una versione però smentita dallo stesso Jodar in conferenza stampa: "No, non l'ho toccata, non potrei mai fare una cosa del genere".
"Lei stava camminando all’indietro e penso che sia scivolata. Non l’ho spinta, stavo dicendo a mio padre di prepararmi le cose che mi avrebbe dato dopo la pausa per il bagno, lei era in mezzo, quindi penso che stesse cercando di farsi da parte", ha spiegato Jodar, "stava andando all’indietro ma penso che sia caduta. Ma non perché l’ho spinta, perché c’era il telone del campo dietro di lei. Quindi quando stava camminando all’indietro è caduta su quello".
"Ovviamente apprezzo tutto il lavoro che fanno i raccattapalle. So che è difficile con il caldo e le condizioni stare lì, quindi apprezzo. Non potrei mai spingere un raccattapalle", ha concluso Jodar, discolpandosi così dalle accuse, nonostante il video sembri piuttosto chiaro.

Categoria: sport
19:45
Roma, scontro tra auto e moto: muore 22enne in via Ostiense
(Adnkronos) - Un 22enne, che viaggiava in sella a una moto Kawasaki Z500, è morto in un incidente stradale con un'auto avvenuto oggi pomeriggio in via Ostiense, all'altezza della metro Eur-Magliana, a Roma. Sul posto sono intervenute le pattuglie della polizia locale di Roma Capitale del IX Gruppo Eur. Secondo la ricostruzione della polizia locale, alla guida dell'auto, una Toyota Yaris, c'era una donna italiana di 34 anni, condotta al San Camillo in codice giallo, dove verrà sottoposta ai test tossicologici e alcolemici di rito. Indagini sono in corso per ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente.

Categoria: cronaca
19:33
Roland Garros, Zverev agli ottavi: Halys battuto in quattro set
(Adnkronos) - Alexander Zverev vince al Roland Garros 2026. Oggi, venerdì 29 maggio, il tennista tedesco ha raggiunto gli ottavi di finale dello Slam di Parigi, battendo il francese Quentin Halys in quattro set con il punteggio di 6-4, 6-3, 5-7, 6-2. Zverev, che vuole approfittare della sconfitta di Jannik Sinner e di Novak Djokovic per provare a portare a casa il suo primo titolo Slam, continua così la sua corsa dopo aver battuto nei turni precedenti Bonzi e Machac.
Agli ottavi di finale Zverev se la vedrà con De Jong, che ha battuto Khachanov in cinque set.

Categoria: sport
19:19
San Vito Lo Capo, 11enne tenta di accoltellare l'insegnante: il brutto voto e il messaggio social, cosa sappiamo
(Adnkronos) - Un alunno di 11 anni, che frequenta la scuola media di San Vito Lo Capo (Trapani), ha tentato oggi, venerdì 29 maggio, di accoltellare il professore di tecnologia durante le lezioni, ma è stato bloccato prima di riuscire a ferirlo. Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzino avrebbe portato a scuola due coltelli di piccole dimensioni e avrebbe provato ad aggredire il docente davanti ai compagni di classe. L’undicenne avrebbe indossato un casco integrale nel tentativo di non farsi riconoscere, poi avrebbe ripreso la scena con il cellulare e trasmesso una diretta video all’interno di un gruppo Telegram. Il ragazzino non è perseguibile per legge, vista l'età, ma la Procura dei minori che indaga ha aperto un procedimento.
Ci sarebbe un brutto voto, preso dopo una interrogazione andata male, dietro al gesto dell'undicenne. E' il sospetto dei docenti della scuola frequentata dal bambino. E' stato lo stessp docente a bloccare il ragazzino quando ha visto che lo voleva accoltellare. Per fortuna non è rimasto ferito, ha avuto solo qualche graffio. "Don’t blame me for what i will do in 4 hrs", cioè "Non datemi la colpa per quello che farò tra 4 ore" - con una musica assordante sullo sfondo - il messaggio che il bambino ha pubblicato su TikTok, secondo gli investigatori che stanno indagando anche sui social.
Secondo gli inquirenti il ragazzino avrebbe preparato tutto fin nei minimi particolari. Solo la prontezza del professore ha evitato il peggio. Ieri sera, come scrive Serena Mazzini nella newsletter di Valetutto, "un account aveva mostrato l'outfit scelto per l'attacco". Poi stamattina il folle gesto e quella frase criptica. “L’undicenne che frequenta la prima media andava bene a scuola. Non c’erano stati segnali di disagio né di contrasti con i professori. Normali dinamiche scolastiche. Non possiamo aggiungere altro, il minorenne va tutelato”, ha detto il dirigente scolastico Alberto Ruggirello.
"L'intera dinamica dell'episodio di San Vito Lo Capo, così per come viene riportata dai media, lascia davvero sgomenti, anzi si fa fatica perfino ad immaginarlo", afferma il presidente dell'Assemblea regionale Gaetano Galvagno. "Superando ogni frase fatta, dobbiamo riconoscere - sottolinea Galvagno - che abbiamo un problema ad ogni latitudine, quindi anche dalle nostre parti. È oramai evidente che l'uso indiscriminato dei social come autentiche fabbriche di odio, in cui postare ogni forma di violenza, si ripercuote inevitabilmente su chi, ad appena 11 anni, non ha certamente la piena cognizione del gesto folle che sta compiendo. Come Ars - conclude - abbiamo approvato da poco una legge che vieta l'uso degli smartphone tra i bambini, ma ovviamente non basta. Bisogna lavorare, e tanto, per fermare questa deriva prima che diventi inesorabile".
Lo scorso marzo un episodio analogo era avvenuto a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo quando una professoressa di francese era stata colpita con due coltellate da uno studente di 13 anni poco prima dell'inizio delle lezioni. Anche in quell'occasione il ragazzino che indossava una maglietta con scritto 'vendetta', aveva trasmesso l'aggressione su Telegram.

Categoria: cronaca
19:16
Il Catanzaro vince ma non basta, il Monza è promosso in Serie A
(Adnkronos) - Il Monza torna in Serie A. Oggi, venerdì 29 maggio, i brianzoli si sono conquistati la promozione nella massima serie, nonostante la sconfitta interna per 2-0 contro il Catanzaro nel ritorno della finale dei playoff di Serie B. A decidere la partita sono stati i gol di Jack al 39' e Frosinini al 77', con gli uomini di Bianco che sono riusciti a tornare, a un solo anno di distanza, in Serie A grazie alla vittoria per 2-0 dell'andata ma soprattutto per il miglior piazzamento conquistato al termine della regular season, decisivo in caso di pareggio complessivo nel doppio confronto. Il Monza è quindi la terza promossa e raggiunge così Venezia e Frosinone in Serie A.
Il Monza torna quindi in Serie A.

Categoria: sport
18:46
Hussar: "La teoria di un attacco baltico alla Russia? Propaganda per nascondere la debolezza di Mosca"
(Adnkronos) - Lauri Hussar parla da Roma, ma il messaggio riguarda tutta l’Europa. Presidente del Riigikogu, il Parlamento estone, giornalista di lungo corso prima di entrare in politica, Hussar è oggi una delle voci più nette del fronte nordico-baltico sulla guerra russa contro l’Ucraina, sulla deterrenza Nato e sulla necessità di rafforzare la difesa europea. (Video)
Eletto alla guida del Parlamento estone nel 2023 e riconfermato nel marzo 2026, Hussar appartiene a una generazione politica cresciuta nella memoria dell’occupazione sovietica e nella consapevolezza che la sicurezza, per i Paesi baltici, non è mai una categoria astratta. L’Estonia ha deciso di portare la propria spesa militare al 5,4% del Pil, una delle percentuali più alte dell’Alleanza atlantica. Una scelta che a Tallinn viene letta non come un gesto simbolico, ma come una necessità strategica.
In questa intervista con l'Adnkronos, Hussar lega il tema della difesa alla sopravvivenza stessa della sovranità europea. "La Russia resta una minaccia di lungo periodo", afferma. L’obiettivo di Vladimir Putin, secondo il presidente del Parlamento estone, non è fermarsi all’Ucraina, ma "ripristinare l’Unione sovietica e costruire un impero russo". Per questo, sostiene, la risposta occidentale deve muoversi su tre direttrici: sostegno militare e finanziario a Kyiv, aumento del costo dell’aggressione per Mosca attraverso nuove sanzioni e piena responsabilità internazionale per i crimini commessi dalla Russia, a partire dal tribunale speciale sul crimine di aggressione.
Hussar respinge anche la narrazione, rilanciata dalla propaganda russa e arrivata in varie forme anche nel dibattito occidentale, secondo cui i Paesi baltici starebbero preparando provocazioni contro Mosca. "È totalmente falso", dice. "Sono argomenti di propaganda usati per spostare l’attenzione dal fatto che la Russia è debole, che l’Ucraina riesce a colpire infrastrutture strategiche e che Mosca sta perdendo iniziativa".
Presidente Hussar, partiamo dalla difesa. In Italia l’aumento della spesa militare è un tema politicamente molto delicato. L’Estonia, invece, è arrivata al 5,4% del Pil. Che cosa direbbe all’opinione pubblica e ai politici italiani per spiegare l’urgenza di questa scelta?
Noi lo abbiamo fatto intenzionalmente. Alcuni anni fa la nostra spesa per la difesa era al 2% del Pil, poi abbiamo deciso di aumentarla fino al 5,4%. La ragione è chiara: la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina e l’aggressività russa.
Sappiamo che la Russia resterà una minaccia di lungo periodo per l’Europa. Il suo obiettivo non è fermarsi in Ucraina, ma andare oltre. Come membri della Nato e dell’Unione europea, dobbiamo essere il più solidi e forti possibile. Serve una deterrenza eccellente, costruita insieme agli alleati ma anche con il massimo sforzo nazionale. Dobbiamo fare in modo che la Russia non osi mai attaccare.
Per noi è una questione di sicurezza e di sovranità. In Estonia abbiamo una presenza molto solida di forze alleate: britannici, americani, francesi. Abbiamo avuto anche la missione italiana di air policing e la cooperazione con l’Italia è stata eccellente.
Questo dimostra come funziona la Nato, ma anche quale sia il nostro contributo. Contribuiremo alla difesa comune in tutti i settori, compresa la sicurezza del fianco sud. Ma il punto centrale è che oggi dobbiamo pensare alla sicurezza, a come essere forti e presi sul serio dopo tutto quello che è accaduto.
La nostra preoccupazione principale resta la guerra russa contro l’Ucraina. È evidente che Putin non vuole finirla. I suoi obiettivi non sono cambiati: vuole ripristinare l’Unione sovietica e costruire un impero russo. Noi siamo dall’altra parte: siamo il mondo democratico. Dobbiamo difendere i valori democratici, tutto ciò che ci ha portato benessere, prosperità, libertà. Per questo l’aumento della spesa per la difesa è inevitabile.
In questi mesi abbiamo visto droni e violazioni dello spazio aereo in diversi Paesi del fianco orientale e settentrionale. In Italia non c'è questa percezione quotidiana delle minacce "sotto soglia", quelle che non sono un'aggressione aperta ma mettono in crisi i sistemi democratici. Tra Paesi baltici e nordici c’è oggi una maggiore consapevolezza?
Il tema dei droni è reale. In Estonia abbiamo avuto un episodio recente: un drone proveniente dal territorio russo è stato abbattuto in sicurezza. Ora stiamo costruendo i sistemi necessari per rilevare e neutralizzare questo tipo di minacce: radar, sistemi acustici, capacità di intercettazione. E lavoriamo molto da vicino con gli ucraini, che hanno sviluppato un’esperienza straordinaria nella guerra contro i droni.
Oggi le informazioni che arrivano dall’Ucraina sono essenziali. Kyiv ci ha già dato molti consigli su come affrontare questo problema. I metodi della guerra sono cambiati, ma restano fondamentali tre cose: essere rapidi, concentrarsi sulle questioni essenziali e lavorare strettamente con gli alleati.
C’è poi un altro aspetto. La Russia cerca di accusarci sostenendo che lo spazio aereo baltico sarebbe stato usato per attaccare il suo territorio. Ci sono state accuse ancora più assurde, secondo cui i droni sarebbero partiti dai Paesi baltici. È totalmente falso.
Anche in Italia è circolata una teoria secondo cui i Paesi baltici starebbero preparando un attacco contro la Russia.
È totalmente falso. I Paesi baltici non hanno nessun piano del genere. Queste voci, questi argomenti di propaganda, servono solo a distogliere l’attenzione da un fatto: la Russia oggi è debole. L’Ucraina riesce a colpire punti strategici, porti, infrastrutture critiche. Sta ottenendo risultati importanti e la Russia si indebolisce.
Per questo Mosca cerca di spostare l’attenzione accusando gli altri. Ma la Russia dovrebbe guardare a sé stessa, ai crimini che ha commesso, alla sua aggressività, e dovrebbe pensare a come porre fine alla guerra in modo giusto. È evidente che la guerra è stata iniziata dalla Russia. È la Russia l’aggressore. Ha commesso moltissimi crimini sul suolo ucraino e deve essere portata davanti alla giustizia. L’accountability, la responsabilità giuridica e politica, è fondamentale.
A proposito di responsabilità: come valuta i progressi sulla proposta di un tribunale speciale per il crimine di aggressione? E più in generale, come giudica la strategia europea in questa nuova fase del conflitto?
Sul tema della responsabilità della Russia ci sono progressi. I Paesi membri del Consiglio d’Europa hanno raggiunto un accordo su questioni specifiche e ora il processo va avanti. Tocca ai Parlamenti. In Estonia abbiamo già ratificato questi passaggi, a partire dal tribunale speciale. So che diversi Paesi seguiranno presto.
Accertare la responsabilità della Russia è importantissimo perché riguarda lo Stato di diritto, il diritto internazionale, l’ordine internazionale. È essenziale riportare ordine e diritto nelle relazioni internazionali. È una questione di giustizia.
Vedo che le cose stanno avanzando. Anche il fatto che l’Ungheria rientri nella Corte penale internazionale è un segnale: i Paesi stanno prendendo molto seriamente la questione dell’accountability. E questo processo andrà avanti.
Dopo l’elezione di Donald Trump negli Stati Uniti, l’Europa ha atteso a lungo una soluzione negoziale costruita da Washington. Ora c’è il prestito da 90 miliardi per l’Ucraina e si parla di un ruolo più centrale dell’Europa al tavolo. Quale dovrebbe essere la strategia europea per arrivare alla fine della guerra?
In questo momento è evidente che la Russia non vuole negoziare. Pensa ancora di poter vincere la guerra. Ma ciò che sta facendo è disperato: usare missili balistici contro civili a Kyiv è un altro esempio molto chiaro della criminalità del regime di Putin.
Dobbiamo continuare a sostenere l’Ucraina. Gli ucraini sono militarmente molto capaci, stanno avanzando, sono motivati e sanno difendersi. Questo è il primo punto.
Il secondo è alzare il costo dell’aggressione per la Russia. Questo significa più sanzioni e un isolamento molto più forte. Vediamo che le sanzioni funzionano, funzionano molto bene.
Il terzo è il sostegno degli alleati all’Ucraina. Il prestito da 90 miliardi di euro è una misura importante, ma credo che ce ne saranno altre, non solo da parte dei Paesi europei ma anche di altri partner.
Ci sono segnali molto chiari che la Russia sia più debole che mai, o comunque più debole di quanto sia stata negli ultimi vent’anni. Ha perso l’iniziativa in molti campi, ha perso posizione internazionale, è bloccata in questa guerra e non riesce a uscirne. Ma la guerra è anche l’unica ragione per cui Putin resta al potere: è la sua idea, è il suo progetto. Per questo continua.
Lei vede quindi una Russia indebolita, non una Russia in grado di dettare le condizioni?
Sì. Basta guardare a ciò che è accaduto il 9 maggio a Mosca, durante la parata militare. È stata la parata più patetica della storia russa. Per la prima volta da molto tempo non hanno mostrato equipaggiamenti sulla Piazza Rossa, li hanno mostrati solo in video. La ragione principale è che quegli equipaggiamenti non li hanno più: sono al fronte oppure sono stati distrutti. Questo ha dato un segnale molto chiaro: le cose stanno cambiando.
Lei ha detto che il 2% del Pil per la difesa non può più essere considerato un obiettivo, ma semmai un punto di partenza. Qual è allora il benchmark realistico per l’Europa?
Il punto non è fissare una cifra simbolica. Il punto è capire quali capacità servono davvero. Noi abbiamo portato la spesa al 5,4% perché abbiamo valutato la minaccia, le nostre esigenze e il contesto strategico. Per l’Estonia, oggi, questa è una necessità.
Ogni Paese ha la propria situazione di bilancio e le proprie priorità, ma tutti gli alleati devono capire che la sicurezza europea non può essere data per scontata. Per molti anni, in Europa, si è pensato che la pace fosse permanente. La guerra russa contro l’Ucraina ha dimostrato che non è così.
Il 2% era un segnale politico importante, ma oggi non basta più. Dobbiamo costruire capacità reali: difesa aerea, munizioni, sistemi anti-drone, prontezza militare, infrastrutture, cyberdifesa, mobilità militare. La domanda non deve essere "quanto poco possiamo spendere", ma "che cosa serve per impedire alla Russia di pensare che un’aggressione possa avere successo". La Russia usa strumenti ibridi, propaganda, attacchi cibernetici, pressioni energetiche, campagne di disinformazione. Queste minacce riguardano tutti.
La sicurezza del fianco orientale e quella del fianco meridionale non sono in contraddizione. Sono parte della stessa sicurezza europea. La Nato funziona se ogni alleato comprende le minacce degli altri e contribuisce alla difesa comune. (di Giorgio Rutelli)

Categoria: internazionale/esteri
18:25
De Corso (UniPg): "Nuovi biologici verso somministrazioni ogni 6 mesi"
(Adnkronos) - "I farmaci biologici hanno rivoluzionato il trattamento di alcune malattie croniche, come la poliposi nasale e l'asma. Tuttavia, l'innovazione in questo campo non si è fermata: le nuove tecnologie e le modifiche nella struttura molecolare di questi farmaci stanno aprendo la strada allo sviluppo di biologici con caratteristiche differenti rispetto a quelli attualmente disponibili, in particolare per quanto riguarda la durata d’azione e l’interazione con il target terapeutico". Così Eugenio De Corso, professore associato dell'università degli Studi di Perugia, nell'ambito del Congresso nazionale della Società italiana di otorinolaringoiatria e chirurgia cervico-facciale (SIOeChCf), in corso fino al 30 maggio all'Auditorium Parco della Musica di Roma.
"Tra gli obiettivi attuali - spiega - vi è quello di prolungare gli intervalli di somministrazione grazie a una maggiore affinità con il bersaglio terapeutico. L'ipotesi, in prospettiva, è arrivare anche a una somministrazione ogni 6 mesi, con vantaggi importanti per il paziente, soprattutto in termini di qualità della vita e di gestione della terapia. Una maggiore durata d'azione - sottolinea - potrebbe favorire non solo un migliore controllo dell'infiammazione, ma anche una più elevata aderenza terapeutica, riducendo il carico del trattamento per il paziente. Naturalmente saranno necessarie ulteriori evidenze scientifiche per confermare questi benefici, ma è chiaro che l'innovazione in questo ambito è ormai avanzata e potrà avere un impatto significativo sulla pratica clinica".
"Resta comunque centrale - precisa lo specialista - il rapporto tra medico e paziente: anche in presenza di intervalli di somministrazione più lunghi, è fondamentale che i pazienti continuino a essere monitorati nel tempo, per valutare efficacia e sicurezza della terapia. Sarà quindi necessario mantenere un follow-up regolare e motivare i pazienti a garantire continuità nel percorso di cura".

Categoria: cronaca
18:14
Cantone (UniCal): "Nella poliposi nasale decisiva la medicina di precisione"
(Adnkronos) - "Oggi è fondamentale selezionare attentamente il paziente con poliposi nasale, poiché viviamo in un'epoca in cui la medicina di precisione è centrale. La fenotipizzazione, o meglio la feno‑endotipizzazione, è essenziale per definire la scelta terapeutica più appropriata e individuare il paziente corretto". Lo ha detto Elena Cantone, professoressa di Otorinolaringoiatria all'università della Calabria e direttore dell'Uoc di Otorinolaringoiatria dell'ospedale Annunziata di Cosenza, in occasione del congresso nazionale della Società italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia cervico‑facciale (SIOeChCf), in corso a Roma.
L'esperta ha approfondito il profilo del paziente con infiammazione di tipo 2 (T2), "una forma di infiammazione sistemica che rende la patologia una malattia cronica, capace di manifestarsi a livello polmonare con l'asma, a livello nasale con la poliposi e a livello cutaneo con la dermatite atopica. Comorbidità, biomarcatori e manifestazioni cliniche - tra cui iposmia o perdita dell'olfatto - incidono significativamente sulla qualità della vita".
In un contesto sempre più orientato alla prevenzione delle recidive, "l'approccio clinico è cambiato, traducendosi in una presa in carico più precoce e strutturata del paziente, soprattutto nel follow‑up - ha spiegato Cantone - Dopo l'intervento chirurgico, il paziente viene monitorato in modo continuativo, così da intercettare tempestivamente eventuali riacutizzazioni e correggere fattori di rischio che possono favorire le recidive, come fumo ed esposizione ad allergeni.E' importante che il paziente sia consapevole di trovarsi di fronte a una malattia benigna, ma infiammatoria e cronica, e si rivolga allo specialista fin dalle prime manifestazioni".

Categoria: cronaca
18:07
Vultaggio (Careggi): "Bene monoclonali per poliposi nasale e asma severa"
(Adnkronos) - "Abbiamo recentemente pubblicato uno studio su pazienti con asma severa o eosinofilica associata a poliposi nasale, valutando l'impatto del trattamento con anticorpi monoclonali anti‑interleuchina‑5 sulle caratteristiche istologiche delle alte vie aeree. L'analisi ha evidenziato una riduzione della quota di eosinofili infiammatori, cioè di quelle cellule attivate coinvolte direttamente nel danno tissutale". Lo ha detto Alessandra Vultaggio, professoressa di Allergologia e immunologia clinica dell'Aou Careggi di Firenze, in occasione del congresso nazionale della Società italiana di otorinolaringologia e chirurgia cervico‑facciale (SIOeChCf), in corso a Roma fino al 30 maggio.
"E' emerso chiaramente - ha spiegato - che quanto più si riesce a incidere su queste cellule, tanto migliore è l’esito clinico in termini di poliposi nasale, come indicato dai principali score di severità della malattia". L'esperta sottolinea inoltre l'importanza di considerare asma e poliposi nasale come manifestazioni di un unico processo patologico: "Si tratta di una condizione che coinvolge sia le alte sia le basse vie aeree. Pur con alcune differenze locali, i meccanismi infiammatori sono condivisi e questo ha implicazioni rilevanti anche sul piano terapeutico, rendendo strategico disporre di trattamenti attivi su entrambi i distretti".
Sul fronte dell'approccio clinico, Vultaggio richiama il ruolo della personalizzazione delle cure: "Non siamo ancora in una piena medicina di precisione, ma disporre di più opzioni terapeutiche impone criteri di selezione rigorosi per identificare il paziente giusto al momento giusto e intervenire precocemente sui meccanismi patogenetici. Essendo patologie croniche caratterizzate da possibile rimodellamento dei tessuti, un trattamento tempestivo può contribuire a prevenire esiti irreversibili". Attenzione anche ai bisogni ancora insoddisfatti: "I pazienti con poliposi nasale presentano frequentemente recidive anche dopo interventi chirurgici. L'accesso alle terapie biologiche può variare nel percorso di cura ed è quindi fondamentale un approccio multidisciplinare, con il coinvolgimento di allergologo, immunologo, pneumologo e otorinolaringoiatra, per definire la strategia più appropriata nelle diverse fasi della malattia", ha concluso.

Categoria: cronaca
18:01
Tiziano Ferro pronto per Sanremo: "Mi piacerebbe partecipare in gara, ci vuole la canzone giusta"
(Adnkronos) - "Mi piacerebbe partecipare in gara al Festival di Sanremo: con la canzone giusta lo farei. Sono cambiato, oggi sono più sereno e non me ne importerebbe nulla della competizione. La partecipazione di Giorgia ci ha insegnato che non essere tra i primi cinque non è un problema". Così Tiziano Ferro, in un incontro con la stampa, risponde alla domanda dell’Adnkronos se gli piacerebbe calcare quel palco da Big in gara, ricordando anche che Carlo Conti lo aveva invitato: "Mi aveva chiesto di andare, ma stavo per uscire con il disco e non potevo fermare tutto: ci lavorano cento persone, con cento famiglie da sostenere". L’artista coglie l’occasione per riconoscere il lavoro di Amadeus: "Il Festival era un po' dormiente e lui lo ha riattivato".
È il caso di dirlo: Tiziano Ferro è tornato. E lo fa al grido di 'Sono un grande', che non è solo il titolo del nuovo album ma una dichiarazione di identità, una lettera d’amore verso sé stesso dopo anni difficili: la dipendenza dall’alcol raccontata nel docu-film 'Ferro', la fine del matrimonio, la gestione complessa dei figli dopo la separazione, le ferite personali da ricucire. Ora il cantante di Latina è pronto a un nuovo capitolo: chiuso il tour negli stadi, si immergerà nel film tratto dal suo romanzo 'La felicità al principio'. "Abbiamo appena finito di scrivere la sceneggiatura e il film entrerà in produzione l'anno prossimo", rivela. Alla regia ci sarà Francesco Amato, già dietro la macchina da presa di Imma Tataranni. Il cast? "Non lo abbiamo ancora scelto, però mi piacerebbe da morire Riccardo Scamarcio. Ma anche Alessandro Borghi".
Intanto Ferro scalda i motori per la prima data del tour negli stadi, il 30 maggio a Lignano. Poi Milano (6 e 7 giugno), Torino (10 giugno), Bologna (14 giugno), Padova (18 giugno), Napoli (23 giugno), Roma (27 e 28 giugno), Ancona (3 luglio), Bari (8 luglio), fino all’ultima tappa del 12 luglio a Messina. "Sarà un grande palco in cui presente e passato si incontrano". La scaletta si apre con 'Sono un grande' e si chiude con 'Xdono', che compie 25 anni, gli stessi anni di carriera che festeggerà il 21 giugno. "Nel mondo in cui viviamo possiamo chiamarci 'grandi', nessuno può negarci il diritto di concederci un complimento. Prima invece chiedevamo perdono".
Sulla costruzione della scaletta, Tiziano spiega di aver "provato a farla tutta a ritroso, come un viaggio nel tempo", ma alla fine "siamo a un 60-70% di ritorno al passato, non del tutto". A lui piace "schematizzare, creare timeline", ma ricorda che la scaletta "è fatta per le persone": "Quando vado a un concerto voglio ridere, stare bene, tornare a casa con un ricordo. Voglio cantare in macchina con gli amici, come quando ascolti Dolly Parton o Donna Summer". Anche se alcuni brani sono meno popolari, li rivendica: "Sono quelli che piacciono a me. Io sono un veicolo di emozioni". Racconta poi di aver capito tardi il suo ruolo: "All’inizio scrivi cose che speri ascolti la tua famiglia, perché finalmente si accorga di te. Poi diventano un disco, poi due... e magari ancora non si accorgono di te". Intanto però "c’è un mare di persone con la mano alzata che ti chiede di parlare con loro", e quel linguaggio che per i più vicini "sembrava quasi da analfabeta" diventa "utile a tutti gli altri". Per Ferro "è una missione, a volte anche una condanna: continui a non essere compreso nel cerchio più stretto, ma sei circondato da migliori amici che ti hanno scelto".
Non mancherà il corpo di ballo hip hop, cifra stilistica che Ferro sente addosso da sempre: "Per questo tour ho semplicemente rispolverato cose che avevo già. Non ho dovuto costruire un vagone del treno. Era tutto lì". Oggi esce negli store fisici anche 'Sono un grande – Deluxe': tra i featuring Giorgia in 'Superstar', Shiva in 'Felici a metà' e Lazza in' XXdono'. "All'età di Lazza io non avevo nient’altro che la musica, era tutto. Adesso non è più così, perché ho imparato anche a parlare. Prima parlavo solo attraverso la musica: c’erano cose che non riuscivo a dire se non con la musica, ed era anche giusto così". Nelle date milanesi saliranno sul palco Lazza, Shiva e Ditonellapiaga, mentre a in quelle romane Giorgia e Ariete. "Da quando sono diventato padre, però, il concerto è diventato un momento in cui riesco a togliermi i vestiti sbavati - dice ridendo - e creare un’onestà intima, nuda e cruda, con le persone che ho davanti. Un’onestà che non troverei neanche in un club: se dovessi cantare con la chitarra, occhi negli occhi con il pubblico, forse mi vergognerei". E ora che tutto è pronto, Ferro si sente carico: "Mi sono detto: che figata. Sono pieno di entusiasmo, stracolmo di energie. Stavolta gioco in difesa: viaggio con la logopedista e anche con la psicologa. Quella ce la dovremmo portare tutti", conclude.

Categoria: spettacoli
17:52
Nastri d'argento, 'La grazia' guida le nomination e 'Buen camino' con Zalone è Nastro dell’anno
(Adnkronos) - 'La grazia' di Paolo Sorrentino con nove nomination è il film più candidato all'80esima edizione dei Nastri d'argento, i premi assegnati dal Sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani. A seguire con 6 'Cinque secondi' di Paolo Virzì, 'Gli occhi degli altri' di Andrea De Sica, 'Le città di pianura' di Francesco Sossai e 'Le cose non dette' di Gabriele Muccino. Hanno ottenuto 5 candidature '40 secondi' di Vincenzo Alfieri, 'La gioia' di Nicolangelo Gelormini e 'Primavera' di Damiano Michieletto. Con 4 'Duse' di Pietro Marcello, 'Il Dio dell’Amore' di Francesco Lagi, 'Notte prima degli esami 3.0' di Tommazo Renzoni. Infine, 3 le candidature per 'Ammazzare stanca – Autobiografia di un assassino' di Daniele Vicari, 'Gioia mia' di Margherita Spampinato, 'La salita' di Massimiliano Gallo e 'La valle dei sorrisi' di Paolo Strippoli.
Nel corso della cerimonia di premiazione - che si terrà mercoledì 24 giugno al Teatro Argentina - sarà consegnato il Nastro d'argento dell'anno a 'Buen Camino' di Gennaro Nunziante con Checco Zalone: è la prima volta che questo riconoscimento va a una commedia.
Oltre ai titoli candidati per il Miglior film', i cinque finalisti per la ‘Migliore regia’ sono Andrea De Sica per 'Gli occhi degli altri', Nicolangelo Gelormini per 'La gioia', Gabriele Muccino per 'Le cose non dette', Paolo Sorrentino per 'La grazia' e Paolo Virzì per 'Cinque secondi'.
I 'Migliori esordi' in nomination sono quelli di Massimiliano Gallo per 'La salita', Damiano Michieletto per 'Primavera', Alberto Palmiero per 'Tienimi presente', Ludovica Rampoldi per 'Breve storia d’amore' e Margherita Spampinato per 'Gioia mia'.
Candidati per la Commedia: 'Il Dio dell’Amore' di Francesco Lagi, 'La vita va così' di Riccardo Milani, 'Lavoreremo da grandi' di Antonio Albanese, 'Notte prima degli esami 3.0' di Tommaso Renzoni, 'Oi vita mia' di Pio e Amedeo.
Nella cinquina per il Soggetto in lizza per il premio ci sono: 'Fuori la verità' di Davide Minnella, Elena Giogli, Michele Furfari, Gaia Marianna Musacchio; 'Il bene comune' di Valter Lupo e Rocco Papaleo; 'La valle dei sorrisi' di Jacopo Del Giudice, Paolo Strippoli, Milo Tissone; 'Un film fatto per bene' Franco Maresco e Claudia Uzzo; 'Unicorni' di Alessia Crocini e Michela Andreozzi. Per la ‘Sceneggiatura’ sono entrati in cinquina Francesco Bruni, Carlo Virzì, Paolo Virzì con 'Cinque secondi', per 'La gioia' Giuliano Scarpinato, Benedetta Mori in collaborazione con Chiara Tripaldi con la collaborazione alla sceneggiatura di Nicolangelo Gelormini, Paolo Sorrentino per 'La grazia', Riccardo Brun, Mara Fondacaro, Massimiliano Gallo per 'La salita', Francesco Sossai e Adriano Candiago per 'Le città di pianura'.
E poi le attrici e gli attori in nomination di questa 80esima edizione. Le ‘Protagoniste’ candidate sono Valeria Bruni Tedeschi per 'Duse', Anna Ferzetti per 'La grazia', Valeria Golino per 'La gioia', Aurora Quattrocchi per 'Gioia mia', Jasmine Trinca per 'Gli occhi degli altri'; le ‘non protagoniste’ in candidatura sono invece Giuliana De Sio per 'Nel tepore del ballo', Milvia Marigliano per 'La grazia', Fabrizia Sacchi per 'Primavera', Teresa Saponangelo con 'Per te', Ilaria Spada per 'Cinque secondi'.
E ancora la cinquina degli ‘Attori protagonisti’: Valerio Mastandrea per 'Cinque secondi', Gabriel Montesi per 'Ammazzare stanca – Autobiografia di un assassino', Saul Nanni per 'La gioia', Sergio Romano per 'Le città di pianura', Toni Servillo per 'La grazia'. I ‘non protagonisti’: Pierpaolo Capovilla per 'Le città di pianura', Francesco Gheghi per '40 secondi', Vinicio Marchioni per 'Ammazzare stanca – Autobiografia di un assassino', Andrea Pennacchi per 'Primavera', Claudio Santamaria per 'Le cose non dette'.
E ancora attrici e attori per la commedia: le ‘Attrici’ candidate sono Beatrice Arnera per 'Cena di classe', Sabrina Ferilli per 'Notte prima degli esami 3.0', Daria Frediani per 'Era', Claudia Pandolfi per '2 cuori e 2 capanne', Isabella Ragonese per 'Il Dio dell’Amore'. E gli ‘Attori’: Giuseppe Battiston per 'Lavoreremo da grandi', Francesco Colella per 'Il Dio dell’Amore', Gianni Di Gregorio per 'Come ti muovi sbagli', Edoardo Leo per '2 cuori e 2 capanne', Gian Marco Tognazzi per 'Notte prima degli esami 3.0'.
Per la ‘Fotografia’ concorrono Gogò Bianchi per 'Gli occhi degli altri', Daria D’Antonio per 'La grazia', Gherardo Gossi per 'Ammazzare stanca – Autobiografia di un assassino', Marco Graziaplena per 'Duse', Fabio Zamarion per 'Le cose non dette'.
Per la ‘Scenografia’ Gaspare De Pascali con Carlotta Dessmann per 'Duse', Massimiliano Nocente per 'Breve storia d’amore', Lily Pungitore per 'Anna', Alessandro Vannucci per 'Gli occhi degli altri', Tonino Zera per 'Alla festa della rivoluzione'.
Per i ‘Costumi’ sono candidati Mariarita Barbera e Gaia Calderone per 'Primavera', Antonella Cannarozzi per 'La gioia', Andrea Cavalletto per 'Testa o croce?', Massimo Cantini Parrini per 'Gli occhi degli altri', Ursula Patzak per 'Alla festa della rivoluzione'.
In cinquina per il ‘Montaggio’ Vincenzo Alfieri per '40 secondi', Paolo Cottignola per 'Le città di pianura', Claudio Di Mauro per 'Le cose non dette', Massimo Quaglia per 'Anna', Cristiano Travaglioli per 'La grazia'.
Per il ‘Sonoro’, infine, in rappresentanza dell’intera squadra sono in lizza: Emanuele Cecere e Mirko Perri per 'La grazia', Fabio Conca per 'Cinque secondi', Adriano Di Lorenzo per '40 secondi', Maricetta Lombardo per 'Gli occhi degli altri', Francesco Morosini per 'La valle dei sorrisi'.
In gara per il Nastro dedicato ai ‘Casting director’ concorrono: Marco Matteo Donat-Cattin e Federica Baglioni per '40 secondi', Anna Pennella per 'La valle dei sorrisi', Antonio Rotundi per 'Le cose non dette', Margherita Spampinato e Giulia Tarquini per 'Gioia mia', Davide Zurolo per 'Un anno di scuola'.
Le candidature per la ‘Migliore colonna sonora’: Enzo Avitabile per le musiche de 'La salita', Stefano Bollani per 'Il Dio dell’Amore', Michele Braga per 'Il bene comune', Fabio Massimo Capogrosso per 'Primavera', Moses Concas per 'La vita va così'. Infine le ‘Canzoni originali’ in gara: 'Le brave ragazze' da Notte prima degli esami 3.0 composta da Alessandro Casagni, testi e musica di Margherita Carducci (Ditonellapiaga) eseguita da Ditonellapiaga; 'Le cose non dette' da 'Le cose non dette' scritta da Marcello Grilli, Alessandro Mahmoud e Paolo Buonvino, prodotta e orchestrata da Paolo Buonvino ed eseguita da Mahmood; 'Malavia' da 'Malavia' musica e testi di Vincenzo Artigiano (Speaker Cenzou), Giuseppe Sica, Mattia Cozzolino eseguita da Mattia Cozzolino e Speaker Cenzou (Vincenzo Artigiano); 'Ti' da 'Le città di pianura' musica, testi ed esecuzione di Marco Spigariol (Krano); 'Vàttelo!' da 'Io sono Rosa Ricci' testo di Gennaro “Raiz” Della Volpe e Silvia Uras, musica di Paolo Baldini Dubfiles eseguita da Paolo Baldini Dubfiles feat. Raiz e Silvia Uras.
Nei prossimi giorni l’annuncio dei Premi di quest’edizione come sempre assegnati dal Direttivo Nazionale che aggiungerà riconoscimenti e segnalazioni per film e talenti che non figurano nelle nomination. E ancora una volta i giovani saranno grandi protagonisti di un palmarès che assegnerà il Nastro d’Argento Siae per la sceneggiatura e del Premio Bnl Bnp Paribas, dei Premi Guglielmo Biraghi, Nuovo Imaie e il Premio Nastri d’Argento-Hamilton Behind the camera. Saranno annunciati anche i Premi della Fondazione Claudio Nobis e il riconoscimento intitolato a Graziella Bonacchi.
La selezione a cura del Direttivo Nazionale dei Giornalisti Cinematografici Italiani (Sngci) presieduto da Laura Delli Colli è stata condivisa da Paolo Sommaruga (vicepresidente), Fulvia Caprara, Nicole Bianchi e Damiano Panattoni con la collaborazione di Maurizio di Rienzo e Fabio Falzone per il Consiglio Nazionale. Segreteria organizzativa Sngci Susanna Rotunno. La raccolta dei voti e lo spoglio sono affidati, come sempre, al Notaio Alessandra Temperini.
Nelle candidature da oggi al voto della stampa specializzata, che sceglierà i vincitori di quest’ edizione così significativa, sono 36 i titoli selezionati, tra i quali scorre un fil rouge che evidenzia con la qualità degli esordi, una selezione eterogenea con una presenza di temi sociali che emergono anche nella commedia. Significativa, inoltre, l’attenzione d’autore ad una narrazione che, con stili diversi, sottolinea comunque un presente nel quale è forte lo smarrimento di fronte alle difficoltà quotidiane, ma anche la rappresentazione della violenza e il senso della sopraffazione di genere che filtra fin dalle sceneggiature.

Categoria: spettacoli
17:45
Djokovic, furia contro... un cameraman: cos'è successo con Fonseca
(Adnkronos) - Furia Novak Djokovic al Roland Garros 2026. Oggi, venerdì 29 maggio, il tennista serbo ha sfidato il brasiliano Joao Fonseca nel terzo turno dello Slam di Parigi, in una partita caratterizzata da alcuni momenti di nervosismi. Dopo aver conquistato il secondo set, ripetendo il 6-4 con cui si era concluso il primo parziale, Djokovic si è arrabbiato con un cameramen.
Quando Djokovic si è seduto in panchina infatti, la telecamera si è avvicinata per il più classico dei primi piani, ma provocando la reazione rabbiosa del serbo: "Vuoi venirmi addosso?", ha urlato Djokovic, che poi ha ribadito il concetto con un "dammi un po' di spazio".
Non è la prima volta durante il match che Djokovic si lascia andare a momenti di nervosismo. Nel corso della sfida infatti, il serbo si è lamentato in particolare per il sole e per il sudore che gli finiva negli occhi, non aiutandolo quindi a giocare: "Non vedo niente", ha urlato in più occasione Djokovic rivolto al suo angolo.

Categoria: sport
17:39
Made in Italy: la pinsa romana conquista New York
(Adnkronos) - Il Made in Italy è sbarcato a New York in grande stile. E questa volta lo ha fatto con centurioni romani, Vespe d’epoca e persino un imperatore trasportato in lettiga tra le strade di Manhattan. A firmare l’iniziativa è Di Marco, azienda inventrice e leader mondiale della Pinsa Romana, che dopo aver rivoluzionato il mercato italiano e diffuso nel mondo la cultura della pinsa, ha deciso di rendere famosa la Pinsa anche gli Stati Uniti con una spettacolare attivazione urbana. L’evento è stato organizzato in occasione del National Pinsa Day, che si celebra negli USA il 28 maggio, giorno in cui il marchio della parola “Pinsa” è stato ufficialmente assegnato a Di Marco dall’ufficio marchi.
Dal 26 maggio, New York si è trasformata infatti nel palcoscenico di una surreale “invasione romana”. In diversi punti iconici della città sono comparsi centurioni in armatura impegnati nelle più improbabili attività quotidiane newyorkesi: in metropolitana, a Central Park, su skateboard tra le avenue di Manhattan, tra il pubblico di una partita di baseball o mentre mangiano hot dog per strada. Una presenza ironica e inaspettata che ha generato curiosità e interesse tra i Newyorkesi, che hanno interagito scherzosamente con i nuovi arrivati .
Il clou dell’iniziativa è stato il 28 e 29 maggio, quando a New York ha fatto il suo ingresso “l’Imperatore della Pinsa”, trasportato a bordo di un’autentica lettiga romana accompagnata dal suo esercito di centurioni. Un vero e proprio stunt urbano dal forte impatto visivo che ha attraversato la città annunciando l’arrivo della Pinsa Romana negli Stati Uniti.
Ma non solo spettacolo. I centurioni di Di Marco hanno girato per Manhattan a bordo di Vespe italiane distribuendo voucher per assaggi gratuiti di pinsa ai passanti e invitandoli a celebrare il National Pinsa Day. L’obiettivo? Far scoprire ai newyorkesi uno dei prodotti più innovativi e contemporanei della tradizione gastronomica italiana.
Più leggera, fragrante e altamente digeribile grazie al particolare impasto a lunga lievitazione, la Pinsa Romana rappresenta oggi una delle eccellenze del food italiano più apprezzate a livello internazionale. La pinsa Di Marco è oggi presente in più di 70 mercati, e tra questi gli Stati Uniti stanno diventando uno dei più importanti, perché grande estimatore del vero cibo italiano. L’azienda che ne ha codificato la ricetta originale e ne ha diffuso la cultura nel mondo punta ora a renderla un nuovo fenomeno lifestyle anche negli USA.
L’attivazione è stata amplificata da creator, influencer e media locali che hanno documentato l’“invasione romana” sui social, trasformando New York nel centro globale delle celebrazioni dedicate alla pinsa.
Non solo, Di Marco ha portato l’esperienza dei centurioni anche a Los Angeles e San Francisco attraverso contenuti video realizzati con l’Intelligenza Artificiale e amplificati dai social media, e Pinsa Di Marco avrà anche un chiosco dedicato presso Eataly Flatiron per un mese, e la Pinsa avrà una forte presenza nei punti vendita Eataly in tutti gli Stati Uniti.
Perché, almeno per qualche giorno, Manhattan (e non solo) parlerà romano.

Categoria: internazionale/esteri
In Sardegna
Programmi
Primo Piano
Live Streaming
ULTIM'ORA
00:04
Ebola, a lavoro su un vaccino contro il virus Bundibugyo: "Pronto entro fine 2026"
(Adnkronos) - L'epidemia di Ebola fa paura, serve il vaccino: l'obiettivo è averlo a disposizione entro pochi mesi. "Quello che possiamo dire con certezza è che entro la fine di quest'anno, il 2026, Africa Cdc farà sì che avremo un vaccino e un farmaco contro il virus Bundibugyo", ha assicurato il direttore generale dei Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa Cdc) Jean Kaseya, durante l'ultimo briefing sull'emergenza in corso nella Repubblica Democratica del Congo, con casi registrati anche in Uganda.
"Ad oggi non abbiamo vaccini e farmaci approvati - ha spiegato - Abbiamo alcuni candidati. Ho anche ricevuto un messaggio dal ministro della Salute russo, che mi informava che la Russia ha sviluppato un vaccino. Il mio team sta lavorando con il team russo e con tutti gli altri partner per capire". Al riguardo un'esperta della squadra dell'agenzia di salute pubblica dell'Unione africana ha poi specificato che questo vaccino russo è mirato alla specie Zaire del virus Ebola e che i meeting con i ricercatori russi permetteranno di chiarire perché ritengono che possa essere efficace anche contro Bundibugyo.
"Non voglio parlare di quali siano le evidenze finora" dagli studi in corso, "ma abbiamo alcuni candidati", ha continuato il Dg. E, alla luce di questo, Kaseya si è mostrato determinato e fiducioso del fatto che entro la fine dell'anno si possa arrivare ad avere la disponibilità di un vaccino e di un trattamento. "Se un giorno dovessimo avere di nuovo una quarta ondata da Bundibugyo", ha ribadito, "avremo il vaccino e il farmaco. I nostri leader sono pronti a investire. Noi stiamo investendo a livello tecnico e strategico per garantire che ciò accada". Anche se Kaseya non ha mancato di far notare che "se questa epidemia fosse stata nei Paesi occidentali si sarebbero già condotte ricerche, si sarebbero già sviluppati vaccini e farmaci", e che "la popolazione" africana non può che pensare che "sia un trattamento ingiusto", si chiede "perché ci sono vaccini e farmaci per altre malattie e non per questa".
Nel frattempo, come già annunciato dalle autorità sanitarie congolesi, l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha confermato la prima guarigione dall'inizio dell'epidemia nella Rdc, con un paziente dimesso dall'ospedale dopo due test negativi. L'allerta resta massima, dopo che l'agenzia Onu per la salute ha dichiarato il focolaio un'emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale (Pheic).
Secondo l'ultimo report disponibile sulla situazione dell'epidemia che sta colpendo la Repubblica Democratica del Congo (con infezioni segnalate anche in Uganda), al 26 maggio i casi sospetti hanno superato quota mille: secondo il monitoraggio sono 1.077 in totale (121 i casi confermati, di cui 110 in Ituri). Mentre i decessi sospetti salgono a 238 (17 quelli confermati).
Il monitoraggio epidemiologico continua nelle province di Ituri, Nord Kivu e Sud Kivu, secondo il rapporto postato su X dal ministero della Comunicazione della Rdc e rilanciato via social anche dall'ufficio dell'Oms (Organizzazione mondiale della sanità) in Rdc.
L'epidemia attualmente interessa 3 province e 13 zone sanitarie, si ricorda nel report. "Le operazioni di sorveglianza, screening e sensibilizzazione della comunità rimangono intensificate nonostante le difficoltà operative segnalate sul campo", si legge nel post.
L'Uganda ha confermato ieri, venerdì 29 maggio, due nuovi casi di Ebola, portando il totale a 9 - incluso un decesso - dall'inizio dell'epidemia che sta colpendo la vicina Repubblica Democratica del Congo. Il ministero della Salute ha precisato che entrambe le nuove infezioni censite riguardano cittadini congolesi. Uno presentava sintomi di Ebola ed è stato immediatamente isolato, mentre l'altro era un contatto di un caso precedentemente confermato. "Tutti i contatti di questo nuovo caso confermato sono stati identificati e sono sotto stretto controllo", ha informato il ministero in una nota.
L'Uganda ha chiuso il confine con la Rdc questa settimana nel tentativo di contenere la diffusione del virus Bundibugyo e ha imposto una quarantena di 21 giorni a chiunque arrivi da quel Paese.
Le autorità sanitarie pubbliche nigeriane hanno identificato 21 dei 36 Stati del Paese come ad "alto" o "moderato" rischio di importazione di Ebola, in un contesto di crescente preoccupazione per la trasmissione transfrontaliera. In una dichiarazione, il Centro nigeriano per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ncdc) ha affermato che le recenti epidemie di Ebola in alcune zone dell'Africa Orientale e Centrale hanno aumentato il rischio di importazione della malattia in Nigeria, sebbene non sia ancora stato registrato alcun caso confermato nel Paese.
L'Ncdc ha classificato la capitale Abuja, gli Stati meridionali di Lagos, Rivers, Enugu, Akwa Ibom e Cross River, nonché gli Stati settentrionali di Kano, Borno, Taraba e Adamawa, come aree ad alto rischio, a causa degli intensi spostamenti e delle rotte commerciali legate agli aeroporti internazionali e alla permeabilità dei confini terrestri. L'agenzia ha inoltre elencato gli Stati di Ogun, Ebonyi, Abia e Bayelsa nel Sud, insieme agli Stati di Nasarawa, Kaduna, Plateau, Niger, Jigawa, Katsina e Bauchi nel Nord, come aree a rischio moderato, che richiedono un rafforzamento della sorveglianza e delle misure di preparazione.
Jide Idris, direttore generale dell'Ncdc, ha affermato che la dichiarazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità dell'epidemia di Ebola come "emergenza di salute pubblica di rilevanza internazionale" sottolinea la necessità per la Nigeria di rafforzare gli sforzi di preparazione. Ha anche avvertito che i sintomi dell'Ebola sono molto simili a quelli della malaria e della febbre di Lassa, cosa che aumenta il rischio di diagnosi tardiva e di ulteriore trasmissione. Con una popolazione di oltre 242 milioni di abitanti, la Nigeria è il Paese più popoloso dell'Africa e il sesto più popoloso del mondo.

Categoria: internazionale/esteri
00:03
Ucraina, droni russi agitano l'Europa. Meloni: "Gravissimo, sicurezza a rischio"
(Adnkronos) - Berlino, possibile sede di un summit E5. Tivat, in Montenegro, palcoscenico del vertice Ue-Balcani occidentali. E poi Galati, in Romania, dove un drone russo ha centrato un edificio residenziale. È su questa 'mappa' che si muovono in queste ore i radar della Presidenza del Consiglio. Giorgia Meloni non ha ancora sciolto le riserve sulla sua presenza al summit con Germania, Francia, Regno Unito e Polonia previsto a Berlino il prossimo 2 giugno, alla presenza del capo negoziatore ucraino Rustem Umerov e del segretario generale della Nato, Mark Rutte. Un appuntamento pensato per fare il punto sul conflitto russo-ucraino e che avrà al centro, tra i dossier più spinosi, l'ipotesi di adesione di Kiev all'Unione europea, obiettivo su cui l'Ucraina spinge molto.
Il nodo è tutto nella data. Il 2 giugno è la Festa della Repubblica: la premier sarà impegnata alla parata, oltre che all'evento serale "I volti della Repubblica", al Quirinale. E, come si ragiona in ambienti di governo, "se resta quella la data, è impossibile esserci". La scelta di fissare il vertice in un giorno festivo nazionale non è stata accolta con favore all'interno dell'esecutivo, che avrebbe avanzato la richiesta di esplorare una collocazione alternativa. Qualora venisse accolta, la partecipazione della premier sarebbe confermata. Figura invece in agenda la presenza summit di Tivat del 5 giugno, dedicato al dossier balcanico.
Nel frattempo, l'attenzione della politica europea si sposta sui cieli della Romania. Un drone russo ha colpito un edificio civile a Galati, ferendo due persone. La condanna di Ue e Nato è stata immediata e netta. Altrettanto quella della premier italiana, che ha espresso solidarietà e "profonda vicinanza" a Bucarest, "alleato e membro dell'Unione europea". In una nota, Meloni ha definito l'episodio un "atto gravissimo, che dimostra come questa guerra di aggressione non risparmi nessuno, continuando a colpire brutalmente civili innocenti, ignorando ogni limite e mettendo a rischio la sicurezza europea".
Sulla stessa linea il ministro degli Esteri Antonio Tajani: "Condanno fermamente la violazione dello spazio aereo rumeno da parte di un drone russo. Ancora una volta - ha sottolineato - il governo italiano esorta la Federazione Russa a impegnarsi seriamente per una pace giusta e duratura. La mia solidarietà al governo rumeno e al ministro degli Affari Esteri Oana Toiu". Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha parlato di "una pericolosa e irresponsabile escalation che non può essere tollerata". Tono più cauto, invece, quello della Lega. "Per il bene dei nostri figli dobbiamo lavorare con convinzione e determinazione per la pace, ascoltando e coinvolgendo tutti", ha dichiarato il partito di Matteo Salvini, confermando una posizione che continua a distinguersi da quella del resto della maggioranza.
Fuori dal coro si colloca Roberto Vannacci. Il leader di Futuro Nazionale affida ai social un video in cui rovescia la lettura dell'accaduto, insinuando che il drone possa essere ucraino: "Che interesse avrebbe oggi la Russia a colpire un paese della Nato? E che interesse avrebbe invece l'Ucraina a farlo facendo credere che siano stati i russi, proprio nel momento in cui si parla del suo ingresso nell'Unione europea? Pensateci". Poi l'affondo: "Facciamo funzionare il cervello. La realtà non sempre è quella che ci presentano. Ve lo ricordate Colin Powell che all'assemblea dell'Onu mostrava le prove delle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein?".
Una lettura che riecheggia quella di Vladimir Putin, secondo cui "nessuno può affermare a chi appartenesse il drone" prima di un esame tecnico sui resti. Sul fronte dell'adesione ucraina all'Ue, del resto, il centrodestra continua a parlare con voci non del tutto concordi. Forza Italia è favorevole, la Lega contraria. In mezzo, Fratelli d'Italia cerca la sintesi: il responsabile organizzativo Giovanni Donzelli ha condensato la posizione del partito - e della premier - in una formula volutamente cauta: sì all'ingresso di Kiev, ma solo a guerra finita.
Sullo sfondo, intanto, rimane aperto il nodo Safe. Secondo quanto comunicato dal portavoce della Commissione europea per la Difesa, Thomas Regnier, cinque Paesi membri (Polonia, Lituania, Croazia, Romania e Belgio) hanno già firmato i contratti per accedere ai prestiti del programma europeo per la difesa. L'Italia, che avrebbe a disposizione in teoria 14,9 miliardi di euro a tassi agevolati, non ha ancora aderito. La scadenza formale è fissata per domani, 30 maggio, ma fonti vicine al dossier precisano che il termine riguarda esclusivamente gli appalti nazionali e non quelli in cooperazione con altri Paesi, stemperando così l'urgenza della firma. In coda, un'altra scadenza si avvicina: il 6 giugno cade il taglio straordinario delle accise sui carburanti. Difficilmente, osservano fonti governative, un provvedimento in materia energetica potrà approdare sul tavolo del Consiglio dei ministri del 4 giugno. (di Antonio Atte)

Categoria: politica
23:32
Kanye West e Travis Scott a Reggio Emilia, la prefettura vieta i concerti
(Adnkronos) - Vietati i concerti di Kanye West e Travis Scott alla Rcf Arena di Reggio Emilia. Il divieto "per motivi di ordine e sicurezza pubblica", arriva dal prefetto di Reggio Emilia, Salvatore Angieri, a seguito delle istanze presentate dal Codacons e dalla comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia, che hanno espresso rilievi in merito al concerto del rapper Kanye West previsto per il 18 luglio prossimo presso la Rcf Arena di Reggio Emilia nell’ambito del 'Pulse of Gaia Festival' (ex Hellwatt). La decisione è arrivata dopo una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocata il 25 maggio scorso.
Alla riunione hanno partecipato il sindaco di Reggio Emilia, il presidente della Provincia, il questore, il comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri, il comandante provinciale della guardia di finanza, il vicecomandante provinciale dei vigili del fuoco, il vicesindaco del Comune di Reggio Emilia, il vicecomandante della polizia locale di Reggio Emilia, il presidente della società C.Volo S.p.A. e il presidente della società Coopservice S.p.A. L’incontro è stato dedicato all’esame dei profili di ordine e sicurezza pubblica connessi al concerto dell’artista statunitense e all’evento di Travis Scott, anch’esso programmato presso la Rcf Arena ma non ancora confermato o cancellato. "Sulla base delle valutazioni emerse nel corso del Comitato e degli ulteriori approfondimenti istruttori relativi agli aspetti di safety e security", il prefetto ha adottato il provvedimento, disponendo il divieto di entrambi i concerti.
La decisione, spiega la prefettura, "riguarda due eventi previsti in date consecutive presso la Rcf Arena, struttura con una capienza di circa 103.000 spettatori, ed è stata assunta per esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, tenuto conto della stretta connessione temporale tra le manifestazioni e dell’elevato afflusso di pubblico previsto nell’arco di 24 ore". Sulla valutazione complessiva hanno, inoltre, assunto rilievo l’annullamento di precedenti concerti del rapper statunitense in altri Paesi e il concreto rischio di contromanifestazioni.
La vicenda del festival 'Hellwatt', poi diventato 'Pulse of Gaia', è nata come un progetto ambizioso: un grande evento musicale internazionale previsto per questa estate alla Rcf Arena (dal 4 al 18 luglio) e pensato per portare in Italia artisti di livello mondiale e creare qualcosa di simile ai grandi festival europei. Fin dall’inizio, però, sono emerse le prime criticità, soprattutto legate ai biglietti. Alcuni sono stati venduti in anticipo a prezzi più alti, con determinate promesse (come l’esclusività di alcuni artisti). Poi le condizioni sono cambiate. Kanye West, ad esempio, ha annunciato nuove date in Europa, con prezzi dei biglietti crollati rispetto alle prevendite iniziali. Questo ha fatto sentire molti acquirenti penalizzati, generando le prime proteste.
Nel frattempo, è nato uno scontro tra gli organizzatori e il direttore artistico, Victor Yari Milani, che è stato allontanato, provocando ulteriore instabilità e dubbi sulla solidità del progetto. Nelle ultime settimane si è aggiunta anche una polemica politica: il leader di Azione, Carlo Calenda, ha chiesto al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, di negare il visto a Kanye West, come hanno già fatto altri Paesi, citando le sue posizioni antisemite. E anche il consiglio comunale di Reggio Emilia si era espresso a favore di questa proposta.
Da settimane, inoltre, circolavano voci su possibili cambiamenti al calendario, tra cui l’ipotesi di sostituire o riorganizzare alcune date con Travis Scott. Dopo l'uscita di scena di Milani, l’ex direttore artistico ha reagito minacciando azioni legali, mentre l’organizzazione, C.Volo, che gestisce la Rcf Arena, ha cercato di rilanciare il festival cambiandone completamente identità. Da qui il nome Pulse of Gaia, nel tentativo di recuperare credibilità e rimettere in piedi l’evento.

Categoria: spettacoli
22:21
Roland Garros, Djokovic: "Sconfitta dura per me. Qui anno prossimo? Non lo so"
(Adnkronos) - Novak Djokovic 'rosica' al Roland Garros 2026. Oggi, venerdì 29 maggio, il tennista serbo è stato eliminato da Joao Fonseca nel terzo turno dello Slam di Parigi, al termine di una partita-maratona terminata al quinto set, dove il brasiliano è riuscito a rimontarlo dopo aver perso i primi due parziali.
In conferenza stampa, un giornalista ha chiesto a Djokovic se, alla vigilia del match, la sua mente avesse iniziato a "sognare", visto l'infortunio di Alcaraz e la sconfitta di Sinner, condizioni che rendevano il serbo uno dei grandi favoriti per la vittoria finale: "Ti fermo subito", ha risposto piccato il serbo, "No, ho appena perso al terzo turno. Parliamo d'altro, grazie". Sulla possibilità di essere a Parigi anche il prossimo anno invece Djokovic si è trincerato dietro un "non lo so", non escludendo, di fatto, l'ipotesi ritiro.
Sulla partita invece Djokovic ha detto: "Partita incredibile di cui far parte. Una sconfitta dura per me, essendo avanti due set a zero. Ma va dato enorme credito a Joao per aver meritato davvero di vincere la partita", ha spiegato il serbo, "senza dubbio è stato il giocatore migliore nei momenti importanti, in quelli cruciali del quarto e quinto set".
"Alcuni sono stati scambi e punti straordinari e lui ha semplicemente trovato tiri incredibili, linee. È stato semplicemente incredibile da parte sua", ha continuato Djokovic, "ovviamente non è stato fantastico per me affrontare un giocatore che giocava a un livello del genere. Non credo di aver sbagliato troppo con il mio gioco. È stato semplicemente migliore".
Djokovic si è congratulato ancora con Fonseca: "Gli ho detto che meritava di vincere e che ha giocato una partita incredibile e che dovrebbe essere fiero di sé. Gli ho augurato buona fortuna per il resto del torneo", ha rivelato il serbo, "il livello di tennis che gli abbiamo visto giocare ha creato un sacco di attesa intorno a lui. Oggi abbiamo tutti visto perché. Il livello era incredibile".

Categoria: sport
22:18
Trump deve togliere il suo nome dal Kennedy Center, la decisione del giudice
(Adnkronos) - Un giudice federale ha ordinato di rimuovere il nome del presidente Donald Trump dal John F. Kennedy Center for the Performing Arts e ha bloccato temporaneamente il piano di chiusura della storica istituzione culturale per due anni. La decisione - riferisce il Washington Post - è stata presa dal giudice della Corte distrettuale degli Stati Uniti, Christopher Cooper, che ha accolto in parte la richiesta presentata dalla deputata democratica Joyce Beatty. Il giudice ha stabilito che il nome di Trump dovrà essere rimosso entro due settimane, segnando un nuovo punto di svolta in una controversia legale che coinvolge la gestione dell'istituzione. "Il Congresso ha dato il nome al Kennedy Center e solo il Congresso lo può cambiare", ha affermato il giudice nella sentenza.
La vicenda ruota attorno a due diverse cause intentate contro la dirigenza del Kennedy Center, accusata di aver modificato la governance e i piani dell'ente sotto l'influenza dell'amministrazione Trump. Al centro della disputa anche la decisione del board di rinominare il centro in 'Donald J. Trump and John F. Kennedy Memorial Center for the Performing Arts', una scelta contestata dalla deputata Beatty.
Una seconda causa, presentata da associazioni di architetti e tutela del patrimonio storico, sostiene che qualsiasi intervento strutturale debba passare attraverso le procedure federali di revisione ambientale, urbanistica e storica previste dalla legge. Secondo i ricorrenti, tali valutazioni non sarebbero ancora state avviate.

Categoria: internazionale/esteri
21:54
Parenzo e Cruciani in 'Due Spicci', il giornalista punge Zerocalcare
(Adnkronos) - David Parenzo punge Zerocalcare. Oggi, venerdì 29 maggio, il giornalista ha pubblicato un post al veleno sul proprio profilo Instagram, dopo essere stato 'citato' nella serie 'Due Spicci' firmata dal fumettista romano e uscita lo scorso 27 maggio su Netflix.
Zerocalcare, in una delle puntate della serie, ha infatti dedicato una scena a Parenzo e Giuseppe Cruciani, conduttore della Zanzara proprio insieme a Parenzo, rappresentati nell'occasione come profughi sull'Isola dei Famosi. "Nella nuova serie di Zerocalcare 'Due Spicci' su Netflix c’è una simpatica citazione che riguarda La Zanzara: il nostro “amico” Zero ci vuole vedere all’Isola dei Famosi a chiedere due “spicci”", ha scritto Parenzo sul proprio profilo Instagram, allegando una foto della scena in questione.
"Non credo accadrà ma grazie per la citazione. Non condivido nulla del 'Zero Calcare pensiero', in comune abbiamo solo la passione per le grandi Multinazionali americane!", ha concluso, con un filo di sarcastica ironia, Parenzo.

Categoria: spettacoli
21:18
Superenalotto, numeri combinazione vincente oggi 29 maggio
(Adnkronos) - Nessun '6' né '5+1' al concorso SuperEnalotto - SuperStar numero 86 di oggi, venerdì 29 maggio 2026. Dieci punti '5' hanno vinto 14.650,92 euro. Il jackpot stimato per il prossimo concorso a disposizione dei punti 6 è di 172,5 mln di euro. Si torna a giocare domani, sabato 30 maggio, per l'ultimo concorso settimanale.
Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima:
- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro;
- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro;
- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro;
- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro;
- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.
La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.
E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.
La combinazione vincente è: 9, 42, 44, 46, 85, 90 numero Jolly 56 e numero SuperStar 20.

Categoria: cronaca
20:27
Roland Garros, Jodar ha spinto una raccattapalle? Il video e la smentita
(Adnkronos) - Caso Rafa Jodar al Roland Garros 2026. Oggi, venerdì 29 maggio, il tennista spagnolo è volato agli ottavi di finale dello Slam di Parigi, battendo l'americano Alex Michelsen nel terzo turno al termine di una partita-maratona terminata al quinto set e caratterizzata da una presunta spinta di Jodar a una raccattapalle che si trovava sulla sua traiettoria di corsa.
Tra un set e l'altro infatti, Jodar è corso negli spogliatoi, ma davanti a lui si è trovato una bambina. Le immagini hanno immortalato infatti lo spagnolo che, arrivato davanti alla raccattapalle, avrebbe allungato il braccio - probabilmente con un gesto rivolto al suo 'angolo' - e avrebbe costretto la ball girl a farsi da parte. Una versione però smentita dallo stesso Jodar in conferenza stampa: "No, non l'ho toccata, non potrei mai fare una cosa del genere".
"Lei stava camminando all’indietro e penso che sia scivolata. Non l’ho spinta, stavo dicendo a mio padre di prepararmi le cose che mi avrebbe dato dopo la pausa per il bagno, lei era in mezzo, quindi penso che stesse cercando di farsi da parte", ha spiegato Jodar, "stava andando all’indietro ma penso che sia caduta. Ma non perché l’ho spinta, perché c’era il telone del campo dietro di lei. Quindi quando stava camminando all’indietro è caduta su quello".
"Ovviamente apprezzo tutto il lavoro che fanno i raccattapalle. So che è difficile con il caldo e le condizioni stare lì, quindi apprezzo. Non potrei mai spingere un raccattapalle", ha concluso Jodar, discolpandosi così dalle accuse, nonostante il video sembri piuttosto chiaro.

Categoria: sport
19:45
Roma, scontro tra auto e moto: muore 22enne in via Ostiense
(Adnkronos) - Un 22enne, che viaggiava in sella a una moto Kawasaki Z500, è morto in un incidente stradale con un'auto avvenuto oggi pomeriggio in via Ostiense, all'altezza della metro Eur-Magliana, a Roma. Sul posto sono intervenute le pattuglie della polizia locale di Roma Capitale del IX Gruppo Eur. Secondo la ricostruzione della polizia locale, alla guida dell'auto, una Toyota Yaris, c'era una donna italiana di 34 anni, condotta al San Camillo in codice giallo, dove verrà sottoposta ai test tossicologici e alcolemici di rito. Indagini sono in corso per ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente.

Categoria: cronaca
19:33
Roland Garros, Zverev agli ottavi: Halys battuto in quattro set
(Adnkronos) - Alexander Zverev vince al Roland Garros 2026. Oggi, venerdì 29 maggio, il tennista tedesco ha raggiunto gli ottavi di finale dello Slam di Parigi, battendo il francese Quentin Halys in quattro set con il punteggio di 6-4, 6-3, 5-7, 6-2. Zverev, che vuole approfittare della sconfitta di Jannik Sinner e di Novak Djokovic per provare a portare a casa il suo primo titolo Slam, continua così la sua corsa dopo aver battuto nei turni precedenti Bonzi e Machac.
Agli ottavi di finale Zverev se la vedrà con De Jong, che ha battuto Khachanov in cinque set.

Categoria: sport
19:19
San Vito Lo Capo, 11enne tenta di accoltellare l'insegnante: il brutto voto e il messaggio social, cosa sappiamo
(Adnkronos) - Un alunno di 11 anni, che frequenta la scuola media di San Vito Lo Capo (Trapani), ha tentato oggi, venerdì 29 maggio, di accoltellare il professore di tecnologia durante le lezioni, ma è stato bloccato prima di riuscire a ferirlo. Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzino avrebbe portato a scuola due coltelli di piccole dimensioni e avrebbe provato ad aggredire il docente davanti ai compagni di classe. L’undicenne avrebbe indossato un casco integrale nel tentativo di non farsi riconoscere, poi avrebbe ripreso la scena con il cellulare e trasmesso una diretta video all’interno di un gruppo Telegram. Il ragazzino non è perseguibile per legge, vista l'età, ma la Procura dei minori che indaga ha aperto un procedimento.
Ci sarebbe un brutto voto, preso dopo una interrogazione andata male, dietro al gesto dell'undicenne. E' il sospetto dei docenti della scuola frequentata dal bambino. E' stato lo stessp docente a bloccare il ragazzino quando ha visto che lo voleva accoltellare. Per fortuna non è rimasto ferito, ha avuto solo qualche graffio. "Don’t blame me for what i will do in 4 hrs", cioè "Non datemi la colpa per quello che farò tra 4 ore" - con una musica assordante sullo sfondo - il messaggio che il bambino ha pubblicato su TikTok, secondo gli investigatori che stanno indagando anche sui social.
Secondo gli inquirenti il ragazzino avrebbe preparato tutto fin nei minimi particolari. Solo la prontezza del professore ha evitato il peggio. Ieri sera, come scrive Serena Mazzini nella newsletter di Valetutto, "un account aveva mostrato l'outfit scelto per l'attacco". Poi stamattina il folle gesto e quella frase criptica. “L’undicenne che frequenta la prima media andava bene a scuola. Non c’erano stati segnali di disagio né di contrasti con i professori. Normali dinamiche scolastiche. Non possiamo aggiungere altro, il minorenne va tutelato”, ha detto il dirigente scolastico Alberto Ruggirello.
"L'intera dinamica dell'episodio di San Vito Lo Capo, così per come viene riportata dai media, lascia davvero sgomenti, anzi si fa fatica perfino ad immaginarlo", afferma il presidente dell'Assemblea regionale Gaetano Galvagno. "Superando ogni frase fatta, dobbiamo riconoscere - sottolinea Galvagno - che abbiamo un problema ad ogni latitudine, quindi anche dalle nostre parti. È oramai evidente che l'uso indiscriminato dei social come autentiche fabbriche di odio, in cui postare ogni forma di violenza, si ripercuote inevitabilmente su chi, ad appena 11 anni, non ha certamente la piena cognizione del gesto folle che sta compiendo. Come Ars - conclude - abbiamo approvato da poco una legge che vieta l'uso degli smartphone tra i bambini, ma ovviamente non basta. Bisogna lavorare, e tanto, per fermare questa deriva prima che diventi inesorabile".
Lo scorso marzo un episodio analogo era avvenuto a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo quando una professoressa di francese era stata colpita con due coltellate da uno studente di 13 anni poco prima dell'inizio delle lezioni. Anche in quell'occasione il ragazzino che indossava una maglietta con scritto 'vendetta', aveva trasmesso l'aggressione su Telegram.

Categoria: cronaca
19:16
Il Catanzaro vince ma non basta, il Monza è promosso in Serie A
(Adnkronos) - Il Monza torna in Serie A. Oggi, venerdì 29 maggio, i brianzoli si sono conquistati la promozione nella massima serie, nonostante la sconfitta interna per 2-0 contro il Catanzaro nel ritorno della finale dei playoff di Serie B. A decidere la partita sono stati i gol di Jack al 39' e Frosinini al 77', con gli uomini di Bianco che sono riusciti a tornare, a un solo anno di distanza, in Serie A grazie alla vittoria per 2-0 dell'andata ma soprattutto per il miglior piazzamento conquistato al termine della regular season, decisivo in caso di pareggio complessivo nel doppio confronto. Il Monza è quindi la terza promossa e raggiunge così Venezia e Frosinone in Serie A.
Il Monza torna quindi in Serie A.

Categoria: sport
18:46
Hussar: "La teoria di un attacco baltico alla Russia? Propaganda per nascondere la debolezza di Mosca"
(Adnkronos) - Lauri Hussar parla da Roma, ma il messaggio riguarda tutta l’Europa. Presidente del Riigikogu, il Parlamento estone, giornalista di lungo corso prima di entrare in politica, Hussar è oggi una delle voci più nette del fronte nordico-baltico sulla guerra russa contro l’Ucraina, sulla deterrenza Nato e sulla necessità di rafforzare la difesa europea. (Video)
Eletto alla guida del Parlamento estone nel 2023 e riconfermato nel marzo 2026, Hussar appartiene a una generazione politica cresciuta nella memoria dell’occupazione sovietica e nella consapevolezza che la sicurezza, per i Paesi baltici, non è mai una categoria astratta. L’Estonia ha deciso di portare la propria spesa militare al 5,4% del Pil, una delle percentuali più alte dell’Alleanza atlantica. Una scelta che a Tallinn viene letta non come un gesto simbolico, ma come una necessità strategica.
In questa intervista con l'Adnkronos, Hussar lega il tema della difesa alla sopravvivenza stessa della sovranità europea. "La Russia resta una minaccia di lungo periodo", afferma. L’obiettivo di Vladimir Putin, secondo il presidente del Parlamento estone, non è fermarsi all’Ucraina, ma "ripristinare l’Unione sovietica e costruire un impero russo". Per questo, sostiene, la risposta occidentale deve muoversi su tre direttrici: sostegno militare e finanziario a Kyiv, aumento del costo dell’aggressione per Mosca attraverso nuove sanzioni e piena responsabilità internazionale per i crimini commessi dalla Russia, a partire dal tribunale speciale sul crimine di aggressione.
Hussar respinge anche la narrazione, rilanciata dalla propaganda russa e arrivata in varie forme anche nel dibattito occidentale, secondo cui i Paesi baltici starebbero preparando provocazioni contro Mosca. "È totalmente falso", dice. "Sono argomenti di propaganda usati per spostare l’attenzione dal fatto che la Russia è debole, che l’Ucraina riesce a colpire infrastrutture strategiche e che Mosca sta perdendo iniziativa".
Presidente Hussar, partiamo dalla difesa. In Italia l’aumento della spesa militare è un tema politicamente molto delicato. L’Estonia, invece, è arrivata al 5,4% del Pil. Che cosa direbbe all’opinione pubblica e ai politici italiani per spiegare l’urgenza di questa scelta?
Noi lo abbiamo fatto intenzionalmente. Alcuni anni fa la nostra spesa per la difesa era al 2% del Pil, poi abbiamo deciso di aumentarla fino al 5,4%. La ragione è chiara: la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina e l’aggressività russa.
Sappiamo che la Russia resterà una minaccia di lungo periodo per l’Europa. Il suo obiettivo non è fermarsi in Ucraina, ma andare oltre. Come membri della Nato e dell’Unione europea, dobbiamo essere il più solidi e forti possibile. Serve una deterrenza eccellente, costruita insieme agli alleati ma anche con il massimo sforzo nazionale. Dobbiamo fare in modo che la Russia non osi mai attaccare.
Per noi è una questione di sicurezza e di sovranità. In Estonia abbiamo una presenza molto solida di forze alleate: britannici, americani, francesi. Abbiamo avuto anche la missione italiana di air policing e la cooperazione con l’Italia è stata eccellente.
Questo dimostra come funziona la Nato, ma anche quale sia il nostro contributo. Contribuiremo alla difesa comune in tutti i settori, compresa la sicurezza del fianco sud. Ma il punto centrale è che oggi dobbiamo pensare alla sicurezza, a come essere forti e presi sul serio dopo tutto quello che è accaduto.
La nostra preoccupazione principale resta la guerra russa contro l’Ucraina. È evidente che Putin non vuole finirla. I suoi obiettivi non sono cambiati: vuole ripristinare l’Unione sovietica e costruire un impero russo. Noi siamo dall’altra parte: siamo il mondo democratico. Dobbiamo difendere i valori democratici, tutto ciò che ci ha portato benessere, prosperità, libertà. Per questo l’aumento della spesa per la difesa è inevitabile.
In questi mesi abbiamo visto droni e violazioni dello spazio aereo in diversi Paesi del fianco orientale e settentrionale. In Italia non c'è questa percezione quotidiana delle minacce "sotto soglia", quelle che non sono un'aggressione aperta ma mettono in crisi i sistemi democratici. Tra Paesi baltici e nordici c’è oggi una maggiore consapevolezza?
Il tema dei droni è reale. In Estonia abbiamo avuto un episodio recente: un drone proveniente dal territorio russo è stato abbattuto in sicurezza. Ora stiamo costruendo i sistemi necessari per rilevare e neutralizzare questo tipo di minacce: radar, sistemi acustici, capacità di intercettazione. E lavoriamo molto da vicino con gli ucraini, che hanno sviluppato un’esperienza straordinaria nella guerra contro i droni.
Oggi le informazioni che arrivano dall’Ucraina sono essenziali. Kyiv ci ha già dato molti consigli su come affrontare questo problema. I metodi della guerra sono cambiati, ma restano fondamentali tre cose: essere rapidi, concentrarsi sulle questioni essenziali e lavorare strettamente con gli alleati.
C’è poi un altro aspetto. La Russia cerca di accusarci sostenendo che lo spazio aereo baltico sarebbe stato usato per attaccare il suo territorio. Ci sono state accuse ancora più assurde, secondo cui i droni sarebbero partiti dai Paesi baltici. È totalmente falso.
Anche in Italia è circolata una teoria secondo cui i Paesi baltici starebbero preparando un attacco contro la Russia.
È totalmente falso. I Paesi baltici non hanno nessun piano del genere. Queste voci, questi argomenti di propaganda, servono solo a distogliere l’attenzione da un fatto: la Russia oggi è debole. L’Ucraina riesce a colpire punti strategici, porti, infrastrutture critiche. Sta ottenendo risultati importanti e la Russia si indebolisce.
Per questo Mosca cerca di spostare l’attenzione accusando gli altri. Ma la Russia dovrebbe guardare a sé stessa, ai crimini che ha commesso, alla sua aggressività, e dovrebbe pensare a come porre fine alla guerra in modo giusto. È evidente che la guerra è stata iniziata dalla Russia. È la Russia l’aggressore. Ha commesso moltissimi crimini sul suolo ucraino e deve essere portata davanti alla giustizia. L’accountability, la responsabilità giuridica e politica, è fondamentale.
A proposito di responsabilità: come valuta i progressi sulla proposta di un tribunale speciale per il crimine di aggressione? E più in generale, come giudica la strategia europea in questa nuova fase del conflitto?
Sul tema della responsabilità della Russia ci sono progressi. I Paesi membri del Consiglio d’Europa hanno raggiunto un accordo su questioni specifiche e ora il processo va avanti. Tocca ai Parlamenti. In Estonia abbiamo già ratificato questi passaggi, a partire dal tribunale speciale. So che diversi Paesi seguiranno presto.
Accertare la responsabilità della Russia è importantissimo perché riguarda lo Stato di diritto, il diritto internazionale, l’ordine internazionale. È essenziale riportare ordine e diritto nelle relazioni internazionali. È una questione di giustizia.
Vedo che le cose stanno avanzando. Anche il fatto che l’Ungheria rientri nella Corte penale internazionale è un segnale: i Paesi stanno prendendo molto seriamente la questione dell’accountability. E questo processo andrà avanti.
Dopo l’elezione di Donald Trump negli Stati Uniti, l’Europa ha atteso a lungo una soluzione negoziale costruita da Washington. Ora c’è il prestito da 90 miliardi per l’Ucraina e si parla di un ruolo più centrale dell’Europa al tavolo. Quale dovrebbe essere la strategia europea per arrivare alla fine della guerra?
In questo momento è evidente che la Russia non vuole negoziare. Pensa ancora di poter vincere la guerra. Ma ciò che sta facendo è disperato: usare missili balistici contro civili a Kyiv è un altro esempio molto chiaro della criminalità del regime di Putin.
Dobbiamo continuare a sostenere l’Ucraina. Gli ucraini sono militarmente molto capaci, stanno avanzando, sono motivati e sanno difendersi. Questo è il primo punto.
Il secondo è alzare il costo dell’aggressione per la Russia. Questo significa più sanzioni e un isolamento molto più forte. Vediamo che le sanzioni funzionano, funzionano molto bene.
Il terzo è il sostegno degli alleati all’Ucraina. Il prestito da 90 miliardi di euro è una misura importante, ma credo che ce ne saranno altre, non solo da parte dei Paesi europei ma anche di altri partner.
Ci sono segnali molto chiari che la Russia sia più debole che mai, o comunque più debole di quanto sia stata negli ultimi vent’anni. Ha perso l’iniziativa in molti campi, ha perso posizione internazionale, è bloccata in questa guerra e non riesce a uscirne. Ma la guerra è anche l’unica ragione per cui Putin resta al potere: è la sua idea, è il suo progetto. Per questo continua.
Lei vede quindi una Russia indebolita, non una Russia in grado di dettare le condizioni?
Sì. Basta guardare a ciò che è accaduto il 9 maggio a Mosca, durante la parata militare. È stata la parata più patetica della storia russa. Per la prima volta da molto tempo non hanno mostrato equipaggiamenti sulla Piazza Rossa, li hanno mostrati solo in video. La ragione principale è che quegli equipaggiamenti non li hanno più: sono al fronte oppure sono stati distrutti. Questo ha dato un segnale molto chiaro: le cose stanno cambiando.
Lei ha detto che il 2% del Pil per la difesa non può più essere considerato un obiettivo, ma semmai un punto di partenza. Qual è allora il benchmark realistico per l’Europa?
Il punto non è fissare una cifra simbolica. Il punto è capire quali capacità servono davvero. Noi abbiamo portato la spesa al 5,4% perché abbiamo valutato la minaccia, le nostre esigenze e il contesto strategico. Per l’Estonia, oggi, questa è una necessità.
Ogni Paese ha la propria situazione di bilancio e le proprie priorità, ma tutti gli alleati devono capire che la sicurezza europea non può essere data per scontata. Per molti anni, in Europa, si è pensato che la pace fosse permanente. La guerra russa contro l’Ucraina ha dimostrato che non è così.
Il 2% era un segnale politico importante, ma oggi non basta più. Dobbiamo costruire capacità reali: difesa aerea, munizioni, sistemi anti-drone, prontezza militare, infrastrutture, cyberdifesa, mobilità militare. La domanda non deve essere "quanto poco possiamo spendere", ma "che cosa serve per impedire alla Russia di pensare che un’aggressione possa avere successo". La Russia usa strumenti ibridi, propaganda, attacchi cibernetici, pressioni energetiche, campagne di disinformazione. Queste minacce riguardano tutti.
La sicurezza del fianco orientale e quella del fianco meridionale non sono in contraddizione. Sono parte della stessa sicurezza europea. La Nato funziona se ogni alleato comprende le minacce degli altri e contribuisce alla difesa comune. (di Giorgio Rutelli)

Categoria: internazionale/esteri
18:25
De Corso (UniPg): "Nuovi biologici verso somministrazioni ogni 6 mesi"
(Adnkronos) - "I farmaci biologici hanno rivoluzionato il trattamento di alcune malattie croniche, come la poliposi nasale e l'asma. Tuttavia, l'innovazione in questo campo non si è fermata: le nuove tecnologie e le modifiche nella struttura molecolare di questi farmaci stanno aprendo la strada allo sviluppo di biologici con caratteristiche differenti rispetto a quelli attualmente disponibili, in particolare per quanto riguarda la durata d’azione e l’interazione con il target terapeutico". Così Eugenio De Corso, professore associato dell'università degli Studi di Perugia, nell'ambito del Congresso nazionale della Società italiana di otorinolaringoiatria e chirurgia cervico-facciale (SIOeChCf), in corso fino al 30 maggio all'Auditorium Parco della Musica di Roma.
"Tra gli obiettivi attuali - spiega - vi è quello di prolungare gli intervalli di somministrazione grazie a una maggiore affinità con il bersaglio terapeutico. L'ipotesi, in prospettiva, è arrivare anche a una somministrazione ogni 6 mesi, con vantaggi importanti per il paziente, soprattutto in termini di qualità della vita e di gestione della terapia. Una maggiore durata d'azione - sottolinea - potrebbe favorire non solo un migliore controllo dell'infiammazione, ma anche una più elevata aderenza terapeutica, riducendo il carico del trattamento per il paziente. Naturalmente saranno necessarie ulteriori evidenze scientifiche per confermare questi benefici, ma è chiaro che l'innovazione in questo ambito è ormai avanzata e potrà avere un impatto significativo sulla pratica clinica".
"Resta comunque centrale - precisa lo specialista - il rapporto tra medico e paziente: anche in presenza di intervalli di somministrazione più lunghi, è fondamentale che i pazienti continuino a essere monitorati nel tempo, per valutare efficacia e sicurezza della terapia. Sarà quindi necessario mantenere un follow-up regolare e motivare i pazienti a garantire continuità nel percorso di cura".

Categoria: cronaca
18:14
Cantone (UniCal): "Nella poliposi nasale decisiva la medicina di precisione"
(Adnkronos) - "Oggi è fondamentale selezionare attentamente il paziente con poliposi nasale, poiché viviamo in un'epoca in cui la medicina di precisione è centrale. La fenotipizzazione, o meglio la feno‑endotipizzazione, è essenziale per definire la scelta terapeutica più appropriata e individuare il paziente corretto". Lo ha detto Elena Cantone, professoressa di Otorinolaringoiatria all'università della Calabria e direttore dell'Uoc di Otorinolaringoiatria dell'ospedale Annunziata di Cosenza, in occasione del congresso nazionale della Società italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia cervico‑facciale (SIOeChCf), in corso a Roma.
L'esperta ha approfondito il profilo del paziente con infiammazione di tipo 2 (T2), "una forma di infiammazione sistemica che rende la patologia una malattia cronica, capace di manifestarsi a livello polmonare con l'asma, a livello nasale con la poliposi e a livello cutaneo con la dermatite atopica. Comorbidità, biomarcatori e manifestazioni cliniche - tra cui iposmia o perdita dell'olfatto - incidono significativamente sulla qualità della vita".
In un contesto sempre più orientato alla prevenzione delle recidive, "l'approccio clinico è cambiato, traducendosi in una presa in carico più precoce e strutturata del paziente, soprattutto nel follow‑up - ha spiegato Cantone - Dopo l'intervento chirurgico, il paziente viene monitorato in modo continuativo, così da intercettare tempestivamente eventuali riacutizzazioni e correggere fattori di rischio che possono favorire le recidive, come fumo ed esposizione ad allergeni.E' importante che il paziente sia consapevole di trovarsi di fronte a una malattia benigna, ma infiammatoria e cronica, e si rivolga allo specialista fin dalle prime manifestazioni".

Categoria: cronaca
18:07
Vultaggio (Careggi): "Bene monoclonali per poliposi nasale e asma severa"
(Adnkronos) - "Abbiamo recentemente pubblicato uno studio su pazienti con asma severa o eosinofilica associata a poliposi nasale, valutando l'impatto del trattamento con anticorpi monoclonali anti‑interleuchina‑5 sulle caratteristiche istologiche delle alte vie aeree. L'analisi ha evidenziato una riduzione della quota di eosinofili infiammatori, cioè di quelle cellule attivate coinvolte direttamente nel danno tissutale". Lo ha detto Alessandra Vultaggio, professoressa di Allergologia e immunologia clinica dell'Aou Careggi di Firenze, in occasione del congresso nazionale della Società italiana di otorinolaringologia e chirurgia cervico‑facciale (SIOeChCf), in corso a Roma fino al 30 maggio.
"E' emerso chiaramente - ha spiegato - che quanto più si riesce a incidere su queste cellule, tanto migliore è l’esito clinico in termini di poliposi nasale, come indicato dai principali score di severità della malattia". L'esperta sottolinea inoltre l'importanza di considerare asma e poliposi nasale come manifestazioni di un unico processo patologico: "Si tratta di una condizione che coinvolge sia le alte sia le basse vie aeree. Pur con alcune differenze locali, i meccanismi infiammatori sono condivisi e questo ha implicazioni rilevanti anche sul piano terapeutico, rendendo strategico disporre di trattamenti attivi su entrambi i distretti".
Sul fronte dell'approccio clinico, Vultaggio richiama il ruolo della personalizzazione delle cure: "Non siamo ancora in una piena medicina di precisione, ma disporre di più opzioni terapeutiche impone criteri di selezione rigorosi per identificare il paziente giusto al momento giusto e intervenire precocemente sui meccanismi patogenetici. Essendo patologie croniche caratterizzate da possibile rimodellamento dei tessuti, un trattamento tempestivo può contribuire a prevenire esiti irreversibili". Attenzione anche ai bisogni ancora insoddisfatti: "I pazienti con poliposi nasale presentano frequentemente recidive anche dopo interventi chirurgici. L'accesso alle terapie biologiche può variare nel percorso di cura ed è quindi fondamentale un approccio multidisciplinare, con il coinvolgimento di allergologo, immunologo, pneumologo e otorinolaringoiatra, per definire la strategia più appropriata nelle diverse fasi della malattia", ha concluso.

Categoria: cronaca
18:01
Tiziano Ferro pronto per Sanremo: "Mi piacerebbe partecipare in gara, ci vuole la canzone giusta"
(Adnkronos) - "Mi piacerebbe partecipare in gara al Festival di Sanremo: con la canzone giusta lo farei. Sono cambiato, oggi sono più sereno e non me ne importerebbe nulla della competizione. La partecipazione di Giorgia ci ha insegnato che non essere tra i primi cinque non è un problema". Così Tiziano Ferro, in un incontro con la stampa, risponde alla domanda dell’Adnkronos se gli piacerebbe calcare quel palco da Big in gara, ricordando anche che Carlo Conti lo aveva invitato: "Mi aveva chiesto di andare, ma stavo per uscire con il disco e non potevo fermare tutto: ci lavorano cento persone, con cento famiglie da sostenere". L’artista coglie l’occasione per riconoscere il lavoro di Amadeus: "Il Festival era un po' dormiente e lui lo ha riattivato".
È il caso di dirlo: Tiziano Ferro è tornato. E lo fa al grido di 'Sono un grande', che non è solo il titolo del nuovo album ma una dichiarazione di identità, una lettera d’amore verso sé stesso dopo anni difficili: la dipendenza dall’alcol raccontata nel docu-film 'Ferro', la fine del matrimonio, la gestione complessa dei figli dopo la separazione, le ferite personali da ricucire. Ora il cantante di Latina è pronto a un nuovo capitolo: chiuso il tour negli stadi, si immergerà nel film tratto dal suo romanzo 'La felicità al principio'. "Abbiamo appena finito di scrivere la sceneggiatura e il film entrerà in produzione l'anno prossimo", rivela. Alla regia ci sarà Francesco Amato, già dietro la macchina da presa di Imma Tataranni. Il cast? "Non lo abbiamo ancora scelto, però mi piacerebbe da morire Riccardo Scamarcio. Ma anche Alessandro Borghi".
Intanto Ferro scalda i motori per la prima data del tour negli stadi, il 30 maggio a Lignano. Poi Milano (6 e 7 giugno), Torino (10 giugno), Bologna (14 giugno), Padova (18 giugno), Napoli (23 giugno), Roma (27 e 28 giugno), Ancona (3 luglio), Bari (8 luglio), fino all’ultima tappa del 12 luglio a Messina. "Sarà un grande palco in cui presente e passato si incontrano". La scaletta si apre con 'Sono un grande' e si chiude con 'Xdono', che compie 25 anni, gli stessi anni di carriera che festeggerà il 21 giugno. "Nel mondo in cui viviamo possiamo chiamarci 'grandi', nessuno può negarci il diritto di concederci un complimento. Prima invece chiedevamo perdono".
Sulla costruzione della scaletta, Tiziano spiega di aver "provato a farla tutta a ritroso, come un viaggio nel tempo", ma alla fine "siamo a un 60-70% di ritorno al passato, non del tutto". A lui piace "schematizzare, creare timeline", ma ricorda che la scaletta "è fatta per le persone": "Quando vado a un concerto voglio ridere, stare bene, tornare a casa con un ricordo. Voglio cantare in macchina con gli amici, come quando ascolti Dolly Parton o Donna Summer". Anche se alcuni brani sono meno popolari, li rivendica: "Sono quelli che piacciono a me. Io sono un veicolo di emozioni". Racconta poi di aver capito tardi il suo ruolo: "All’inizio scrivi cose che speri ascolti la tua famiglia, perché finalmente si accorga di te. Poi diventano un disco, poi due... e magari ancora non si accorgono di te". Intanto però "c’è un mare di persone con la mano alzata che ti chiede di parlare con loro", e quel linguaggio che per i più vicini "sembrava quasi da analfabeta" diventa "utile a tutti gli altri". Per Ferro "è una missione, a volte anche una condanna: continui a non essere compreso nel cerchio più stretto, ma sei circondato da migliori amici che ti hanno scelto".
Non mancherà il corpo di ballo hip hop, cifra stilistica che Ferro sente addosso da sempre: "Per questo tour ho semplicemente rispolverato cose che avevo già. Non ho dovuto costruire un vagone del treno. Era tutto lì". Oggi esce negli store fisici anche 'Sono un grande – Deluxe': tra i featuring Giorgia in 'Superstar', Shiva in 'Felici a metà' e Lazza in' XXdono'. "All'età di Lazza io non avevo nient’altro che la musica, era tutto. Adesso non è più così, perché ho imparato anche a parlare. Prima parlavo solo attraverso la musica: c’erano cose che non riuscivo a dire se non con la musica, ed era anche giusto così". Nelle date milanesi saliranno sul palco Lazza, Shiva e Ditonellapiaga, mentre a in quelle romane Giorgia e Ariete. "Da quando sono diventato padre, però, il concerto è diventato un momento in cui riesco a togliermi i vestiti sbavati - dice ridendo - e creare un’onestà intima, nuda e cruda, con le persone che ho davanti. Un’onestà che non troverei neanche in un club: se dovessi cantare con la chitarra, occhi negli occhi con il pubblico, forse mi vergognerei". E ora che tutto è pronto, Ferro si sente carico: "Mi sono detto: che figata. Sono pieno di entusiasmo, stracolmo di energie. Stavolta gioco in difesa: viaggio con la logopedista e anche con la psicologa. Quella ce la dovremmo portare tutti", conclude.

Categoria: spettacoli
17:52
Nastri d'argento, 'La grazia' guida le nomination e 'Buen camino' con Zalone è Nastro dell’anno
(Adnkronos) - 'La grazia' di Paolo Sorrentino con nove nomination è il film più candidato all'80esima edizione dei Nastri d'argento, i premi assegnati dal Sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani. A seguire con 6 'Cinque secondi' di Paolo Virzì, 'Gli occhi degli altri' di Andrea De Sica, 'Le città di pianura' di Francesco Sossai e 'Le cose non dette' di Gabriele Muccino. Hanno ottenuto 5 candidature '40 secondi' di Vincenzo Alfieri, 'La gioia' di Nicolangelo Gelormini e 'Primavera' di Damiano Michieletto. Con 4 'Duse' di Pietro Marcello, 'Il Dio dell’Amore' di Francesco Lagi, 'Notte prima degli esami 3.0' di Tommazo Renzoni. Infine, 3 le candidature per 'Ammazzare stanca – Autobiografia di un assassino' di Daniele Vicari, 'Gioia mia' di Margherita Spampinato, 'La salita' di Massimiliano Gallo e 'La valle dei sorrisi' di Paolo Strippoli.
Nel corso della cerimonia di premiazione - che si terrà mercoledì 24 giugno al Teatro Argentina - sarà consegnato il Nastro d'argento dell'anno a 'Buen Camino' di Gennaro Nunziante con Checco Zalone: è la prima volta che questo riconoscimento va a una commedia.
Oltre ai titoli candidati per il Miglior film', i cinque finalisti per la ‘Migliore regia’ sono Andrea De Sica per 'Gli occhi degli altri', Nicolangelo Gelormini per 'La gioia', Gabriele Muccino per 'Le cose non dette', Paolo Sorrentino per 'La grazia' e Paolo Virzì per 'Cinque secondi'.
I 'Migliori esordi' in nomination sono quelli di Massimiliano Gallo per 'La salita', Damiano Michieletto per 'Primavera', Alberto Palmiero per 'Tienimi presente', Ludovica Rampoldi per 'Breve storia d’amore' e Margherita Spampinato per 'Gioia mia'.
Candidati per la Commedia: 'Il Dio dell’Amore' di Francesco Lagi, 'La vita va così' di Riccardo Milani, 'Lavoreremo da grandi' di Antonio Albanese, 'Notte prima degli esami 3.0' di Tommaso Renzoni, 'Oi vita mia' di Pio e Amedeo.
Nella cinquina per il Soggetto in lizza per il premio ci sono: 'Fuori la verità' di Davide Minnella, Elena Giogli, Michele Furfari, Gaia Marianna Musacchio; 'Il bene comune' di Valter Lupo e Rocco Papaleo; 'La valle dei sorrisi' di Jacopo Del Giudice, Paolo Strippoli, Milo Tissone; 'Un film fatto per bene' Franco Maresco e Claudia Uzzo; 'Unicorni' di Alessia Crocini e Michela Andreozzi. Per la ‘Sceneggiatura’ sono entrati in cinquina Francesco Bruni, Carlo Virzì, Paolo Virzì con 'Cinque secondi', per 'La gioia' Giuliano Scarpinato, Benedetta Mori in collaborazione con Chiara Tripaldi con la collaborazione alla sceneggiatura di Nicolangelo Gelormini, Paolo Sorrentino per 'La grazia', Riccardo Brun, Mara Fondacaro, Massimiliano Gallo per 'La salita', Francesco Sossai e Adriano Candiago per 'Le città di pianura'.
E poi le attrici e gli attori in nomination di questa 80esima edizione. Le ‘Protagoniste’ candidate sono Valeria Bruni Tedeschi per 'Duse', Anna Ferzetti per 'La grazia', Valeria Golino per 'La gioia', Aurora Quattrocchi per 'Gioia mia', Jasmine Trinca per 'Gli occhi degli altri'; le ‘non protagoniste’ in candidatura sono invece Giuliana De Sio per 'Nel tepore del ballo', Milvia Marigliano per 'La grazia', Fabrizia Sacchi per 'Primavera', Teresa Saponangelo con 'Per te', Ilaria Spada per 'Cinque secondi'.
E ancora la cinquina degli ‘Attori protagonisti’: Valerio Mastandrea per 'Cinque secondi', Gabriel Montesi per 'Ammazzare stanca – Autobiografia di un assassino', Saul Nanni per 'La gioia', Sergio Romano per 'Le città di pianura', Toni Servillo per 'La grazia'. I ‘non protagonisti’: Pierpaolo Capovilla per 'Le città di pianura', Francesco Gheghi per '40 secondi', Vinicio Marchioni per 'Ammazzare stanca – Autobiografia di un assassino', Andrea Pennacchi per 'Primavera', Claudio Santamaria per 'Le cose non dette'.
E ancora attrici e attori per la commedia: le ‘Attrici’ candidate sono Beatrice Arnera per 'Cena di classe', Sabrina Ferilli per 'Notte prima degli esami 3.0', Daria Frediani per 'Era', Claudia Pandolfi per '2 cuori e 2 capanne', Isabella Ragonese per 'Il Dio dell’Amore'. E gli ‘Attori’: Giuseppe Battiston per 'Lavoreremo da grandi', Francesco Colella per 'Il Dio dell’Amore', Gianni Di Gregorio per 'Come ti muovi sbagli', Edoardo Leo per '2 cuori e 2 capanne', Gian Marco Tognazzi per 'Notte prima degli esami 3.0'.
Per la ‘Fotografia’ concorrono Gogò Bianchi per 'Gli occhi degli altri', Daria D’Antonio per 'La grazia', Gherardo Gossi per 'Ammazzare stanca – Autobiografia di un assassino', Marco Graziaplena per 'Duse', Fabio Zamarion per 'Le cose non dette'.
Per la ‘Scenografia’ Gaspare De Pascali con Carlotta Dessmann per 'Duse', Massimiliano Nocente per 'Breve storia d’amore', Lily Pungitore per 'Anna', Alessandro Vannucci per 'Gli occhi degli altri', Tonino Zera per 'Alla festa della rivoluzione'.
Per i ‘Costumi’ sono candidati Mariarita Barbera e Gaia Calderone per 'Primavera', Antonella Cannarozzi per 'La gioia', Andrea Cavalletto per 'Testa o croce?', Massimo Cantini Parrini per 'Gli occhi degli altri', Ursula Patzak per 'Alla festa della rivoluzione'.
In cinquina per il ‘Montaggio’ Vincenzo Alfieri per '40 secondi', Paolo Cottignola per 'Le città di pianura', Claudio Di Mauro per 'Le cose non dette', Massimo Quaglia per 'Anna', Cristiano Travaglioli per 'La grazia'.
Per il ‘Sonoro’, infine, in rappresentanza dell’intera squadra sono in lizza: Emanuele Cecere e Mirko Perri per 'La grazia', Fabio Conca per 'Cinque secondi', Adriano Di Lorenzo per '40 secondi', Maricetta Lombardo per 'Gli occhi degli altri', Francesco Morosini per 'La valle dei sorrisi'.
In gara per il Nastro dedicato ai ‘Casting director’ concorrono: Marco Matteo Donat-Cattin e Federica Baglioni per '40 secondi', Anna Pennella per 'La valle dei sorrisi', Antonio Rotundi per 'Le cose non dette', Margherita Spampinato e Giulia Tarquini per 'Gioia mia', Davide Zurolo per 'Un anno di scuola'.
Le candidature per la ‘Migliore colonna sonora’: Enzo Avitabile per le musiche de 'La salita', Stefano Bollani per 'Il Dio dell’Amore', Michele Braga per 'Il bene comune', Fabio Massimo Capogrosso per 'Primavera', Moses Concas per 'La vita va così'. Infine le ‘Canzoni originali’ in gara: 'Le brave ragazze' da Notte prima degli esami 3.0 composta da Alessandro Casagni, testi e musica di Margherita Carducci (Ditonellapiaga) eseguita da Ditonellapiaga; 'Le cose non dette' da 'Le cose non dette' scritta da Marcello Grilli, Alessandro Mahmoud e Paolo Buonvino, prodotta e orchestrata da Paolo Buonvino ed eseguita da Mahmood; 'Malavia' da 'Malavia' musica e testi di Vincenzo Artigiano (Speaker Cenzou), Giuseppe Sica, Mattia Cozzolino eseguita da Mattia Cozzolino e Speaker Cenzou (Vincenzo Artigiano); 'Ti' da 'Le città di pianura' musica, testi ed esecuzione di Marco Spigariol (Krano); 'Vàttelo!' da 'Io sono Rosa Ricci' testo di Gennaro “Raiz” Della Volpe e Silvia Uras, musica di Paolo Baldini Dubfiles eseguita da Paolo Baldini Dubfiles feat. Raiz e Silvia Uras.
Nei prossimi giorni l’annuncio dei Premi di quest’edizione come sempre assegnati dal Direttivo Nazionale che aggiungerà riconoscimenti e segnalazioni per film e talenti che non figurano nelle nomination. E ancora una volta i giovani saranno grandi protagonisti di un palmarès che assegnerà il Nastro d’Argento Siae per la sceneggiatura e del Premio Bnl Bnp Paribas, dei Premi Guglielmo Biraghi, Nuovo Imaie e il Premio Nastri d’Argento-Hamilton Behind the camera. Saranno annunciati anche i Premi della Fondazione Claudio Nobis e il riconoscimento intitolato a Graziella Bonacchi.
La selezione a cura del Direttivo Nazionale dei Giornalisti Cinematografici Italiani (Sngci) presieduto da Laura Delli Colli è stata condivisa da Paolo Sommaruga (vicepresidente), Fulvia Caprara, Nicole Bianchi e Damiano Panattoni con la collaborazione di Maurizio di Rienzo e Fabio Falzone per il Consiglio Nazionale. Segreteria organizzativa Sngci Susanna Rotunno. La raccolta dei voti e lo spoglio sono affidati, come sempre, al Notaio Alessandra Temperini.
Nelle candidature da oggi al voto della stampa specializzata, che sceglierà i vincitori di quest’ edizione così significativa, sono 36 i titoli selezionati, tra i quali scorre un fil rouge che evidenzia con la qualità degli esordi, una selezione eterogenea con una presenza di temi sociali che emergono anche nella commedia. Significativa, inoltre, l’attenzione d’autore ad una narrazione che, con stili diversi, sottolinea comunque un presente nel quale è forte lo smarrimento di fronte alle difficoltà quotidiane, ma anche la rappresentazione della violenza e il senso della sopraffazione di genere che filtra fin dalle sceneggiature.

Categoria: spettacoli
17:45
Djokovic, furia contro... un cameraman: cos'è successo con Fonseca
(Adnkronos) - Furia Novak Djokovic al Roland Garros 2026. Oggi, venerdì 29 maggio, il tennista serbo ha sfidato il brasiliano Joao Fonseca nel terzo turno dello Slam di Parigi, in una partita caratterizzata da alcuni momenti di nervosismi. Dopo aver conquistato il secondo set, ripetendo il 6-4 con cui si era concluso il primo parziale, Djokovic si è arrabbiato con un cameramen.
Quando Djokovic si è seduto in panchina infatti, la telecamera si è avvicinata per il più classico dei primi piani, ma provocando la reazione rabbiosa del serbo: "Vuoi venirmi addosso?", ha urlato Djokovic, che poi ha ribadito il concetto con un "dammi un po' di spazio".
Non è la prima volta durante il match che Djokovic si lascia andare a momenti di nervosismo. Nel corso della sfida infatti, il serbo si è lamentato in particolare per il sole e per il sudore che gli finiva negli occhi, non aiutandolo quindi a giocare: "Non vedo niente", ha urlato in più occasione Djokovic rivolto al suo angolo.

Categoria: sport
17:39
Made in Italy: la pinsa romana conquista New York
(Adnkronos) - Il Made in Italy è sbarcato a New York in grande stile. E questa volta lo ha fatto con centurioni romani, Vespe d’epoca e persino un imperatore trasportato in lettiga tra le strade di Manhattan. A firmare l’iniziativa è Di Marco, azienda inventrice e leader mondiale della Pinsa Romana, che dopo aver rivoluzionato il mercato italiano e diffuso nel mondo la cultura della pinsa, ha deciso di rendere famosa la Pinsa anche gli Stati Uniti con una spettacolare attivazione urbana. L’evento è stato organizzato in occasione del National Pinsa Day, che si celebra negli USA il 28 maggio, giorno in cui il marchio della parola “Pinsa” è stato ufficialmente assegnato a Di Marco dall’ufficio marchi.
Dal 26 maggio, New York si è trasformata infatti nel palcoscenico di una surreale “invasione romana”. In diversi punti iconici della città sono comparsi centurioni in armatura impegnati nelle più improbabili attività quotidiane newyorkesi: in metropolitana, a Central Park, su skateboard tra le avenue di Manhattan, tra il pubblico di una partita di baseball o mentre mangiano hot dog per strada. Una presenza ironica e inaspettata che ha generato curiosità e interesse tra i Newyorkesi, che hanno interagito scherzosamente con i nuovi arrivati .
Il clou dell’iniziativa è stato il 28 e 29 maggio, quando a New York ha fatto il suo ingresso “l’Imperatore della Pinsa”, trasportato a bordo di un’autentica lettiga romana accompagnata dal suo esercito di centurioni. Un vero e proprio stunt urbano dal forte impatto visivo che ha attraversato la città annunciando l’arrivo della Pinsa Romana negli Stati Uniti.
Ma non solo spettacolo. I centurioni di Di Marco hanno girato per Manhattan a bordo di Vespe italiane distribuendo voucher per assaggi gratuiti di pinsa ai passanti e invitandoli a celebrare il National Pinsa Day. L’obiettivo? Far scoprire ai newyorkesi uno dei prodotti più innovativi e contemporanei della tradizione gastronomica italiana.
Più leggera, fragrante e altamente digeribile grazie al particolare impasto a lunga lievitazione, la Pinsa Romana rappresenta oggi una delle eccellenze del food italiano più apprezzate a livello internazionale. La pinsa Di Marco è oggi presente in più di 70 mercati, e tra questi gli Stati Uniti stanno diventando uno dei più importanti, perché grande estimatore del vero cibo italiano. L’azienda che ne ha codificato la ricetta originale e ne ha diffuso la cultura nel mondo punta ora a renderla un nuovo fenomeno lifestyle anche negli USA.
L’attivazione è stata amplificata da creator, influencer e media locali che hanno documentato l’“invasione romana” sui social, trasformando New York nel centro globale delle celebrazioni dedicate alla pinsa.
Non solo, Di Marco ha portato l’esperienza dei centurioni anche a Los Angeles e San Francisco attraverso contenuti video realizzati con l’Intelligenza Artificiale e amplificati dai social media, e Pinsa Di Marco avrà anche un chiosco dedicato presso Eataly Flatiron per un mese, e la Pinsa avrà una forte presenza nei punti vendita Eataly in tutti gli Stati Uniti.
Perché, almeno per qualche giorno, Manhattan (e non solo) parlerà romano.

Categoria: internazionale/esteri













































