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12:17

Nato, l'ex generale Pavel: "Alleanza mostri i denti alla Russia, abbattere chi viola spazio aereo"

(Adnkronos) - Il Presidente della Repubblica Ceca, l'ex generale e interlocutore di Mosca nel quadro delle riunioni del Consiglio Nato-Russia ora sciolto, Petr Pavel, sollecita l'Alleanza a "mostrare i denti" in risposta alle ripeture provocazioni del Cremlino sul fianco orientale, che considera come un test, da parte di Mosca, della disponibilità ad agire degli alleati. Già ai tempi dell'annessione della Crimea, ricorda di "aver iniziato a esprimere timore non tanto per il possibile proseguimento di una aggressione aperta contro un Paese Nato, ma contro provocazioni sotto la soglia dell'Articolo 5".  

Se alcuni leader europei "continuano a preferire una soluzione diplomatica con Mosca, anche se la Russia dimostra di non volerla, la Nato rischia di dividersi e di rimanere paralizzata. Mosca sfortunatamente non comprende la modalità aperta. Comprendono soprattutto il linguaggio del potere, possibilmente accompagnato da azioni. Se proseguono le violazioni dello spazio aereo della Nato (vedi in particolare la recente deviazione con i sistemi di disturbo elettronico dei droni ucraini sui Baltici, ndr), dovremo arrivare alla decisione di abbattere veicoli senza pilota o anche abitati", ha dichiarato in una intervista al Guardian.  

Ci sono, secondo Pavel, numerose risposte possibili, anche asimmetriche e senza vittime, ma sempre "decisive", fra cui spegnere i satelliti di trasmissione della rete Internet in Russia - si ricordi il danno per Mosca al fronte ucraino del suo isolamento dalla rete Stalink - all'isolamento delle sue banche dai sistemi finanziari internazionali.  

Il rischio del non fare nulla è quello che il Cremlino intensifichi le sue azioni, ha aggiunto l'ex presidente del Comitato militare della Nato, il cui background militare, con la sua esperienza, viene considerata una rarità fra gli esponenti politici dell'Alleanza. Non nasconde inoltre la frustrazione per "la mancanza di determinazione" nel continuare a esercitare pressioni sugli Stati Uniti sul tema della Russia. Nessuna critica diretta a Donald Trump tuttavia in questo momento, anche se di recente aveva accusato il Presidente americano di "aver fatto di più di incrinare la credibilità della Nato nelle ultime settimane di quanto non abbia fatto Putin in molti anni". "Critiche dirette agli Stati Uniti non aiuteranno arrivati a questo punto", ha invece affermato nell'intervista pubblicata oggi.  

Mosca "ha imparato i meccanismi di funzionamento della Nato e ha sviluppato uno stile di risposta che sfiora la soglia dell'articolo 5, pur sempre leggermente al di sotto della soglia". In passato, i militari russi con cui aveva a che fare nel Consiglio Nato Russia scherzavano della paralisi dell'Alleanza. "Quando chiedevo loro delle azioni provocatorie che effettuavano in aria, acqua, nel Baltico e nel Mar Nero, la loro risposta era, 'perché possiamo permetterci di farlo'". Quello che ci troviamo di fronte ora, "è esattamente il livello di comportamento che abbiamo autorizzato", ha commentato il Presidente ricordando che la dottrina russa contempla il principio di "escalare per de escalare".  

"Più noi lasciamo correre, più loro si spingono avanti", ha concluso Pavel, che è impegnato in questo periodo una disputa costituzionale con il Premier populista Andrej Babis, su chi sia dei due a dover rappresentare il Paese al prossimo vertice di Ankara.  

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Categoria: internazionale/esteri

11:59

Ebola in Congo, giocatori nazionale "in isolamento". Cosa può cambiare verso i Mondiali (anche per l'Italia)

(Adnkronos) - Continuano i dubbi sulla partecipazione della Repubblica Democratica del Congo ai Mondiali di calcio che si giocheranno in estate tra Stati Uniti, Canada e Messico, a causa dell'epidemia di Ebola che ha colpito il Paese. Alla nazionale africana è stato imposto un periodo di autoisolamento di 21 giorni prima di poter entrare negli Stati Uniti. In questo momento, il Congo si sta allenando in Belgio dopo che il ritiro - previsto a Kinshasa - è stato annullato. 

Andrew Giuliani, direttore esecutivo della Task Force della Casa Bianca per i Mondiali, ha spiegato in un'intervista a Espn che la squadra dovrà rimanere in una “bolla” in Belgio: "Devono mantenere quella bolla o rischiano di non poter viaggiare negli Stati Uniti. Non potremmo essere più chiari". I Centri per il controllo e la prevenzione delle mala ttie degli Stati Uniti hanno vietato l’ingresso ai cittadini non statunitensi che sono stati nella Repubblica Democratica del Congo, in Uganda o nel Sud Sudan nei 21 giorni precedenti. 

Tutti i giocatori della Repubblica Democratica del Congo risiedono però all’estero e non saranno interessati dalle restrizioni, ora che il ritiro è stato annullato. Giuliani, in questo senso, ha spiegato: "Se ci sono altre persone in arrivo, devono trovarsi in una bolla separata da quella della squadra. Se dovessero arrivare e qualcuno di loro sviluppasse dei sintomi, rischierebbero di compromettere la possibilità dell'intera squadra di partecipare ai Mondiali”. Intanto, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha innalzato il livello di rischio per la salute pubblica derivante dall'epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo da “alto” a “molto alto”. Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Oms, ha affermato che il rischio nella regione africana è “elevato”, ma che rimane “basso” a livello globale. 

In questo senso, gli Stati Uniti hanno già introdotto restrizioni temporanee all'ingresso per chi ha soggiornato nelle zone a rischio, mentre in Messico il ministro della Salute ha emesso un'allerta epidemiologica in vista della gara di Zapopan, nei pressi di Guadalajara, tra Congo e Colombia, con quarantena di 21 giorni per i calciatori africani e divieto d'ingresso per i loro tifosi. Se la situazione dovesse farsi più seria, potrebbe impedire al Congo di partecipare ai Mondiali, aprendo di fatto nuovi scenari per un possibile ripescaggio. Uno scenario che potrebbe rimettere in corsa l'Italia. 

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Categoria: sport

11:58

Vittorio Brumotti a 'Ciao Maschio': "Maradona mi disse che la droga lo aveva rovinato”

(Adnkronos) - Vittorio Brumotti, inviato di 'Striscia la Notizia' e campione di bike trial, si racconta a 'Ciao Maschio', ospite di Nunzia De Girolamo, nella puntata in onda sabato 23 maggio alle 17.10 su Rai 1. In una conversazione intensa, Brumotti parte dall’adolescenza, passa per la bicicletta trasformata in lavoro e arriva alla sua battaglia nelle piazze di spaccio e al ricordo di Diego Armando Maradona, conosciuto dopo aver scalato la Burj Khalifa. Da allora racconta di aver iniziato con il Pibe de oro un rapporto fatto di momenti privati, calcio e bicicletta: "Andavo a casa sua, cucinavo con lui, gli ho regalato una bicicletta" e "la prima cosa che mi ha chiesto è stata il prezzo. Io gli ho risposto 'ma sono io il ligure, cos’è che mi chiedi il prezzo?”. Ma il passaggio più forte arriva quando Brumotti racconta di di avere un video girato con Maradona in cui il campione diceva "La droga è una merda". E diceva che "la droga l’ha rovinato". 

Per Brumotti, quel ricordo si lega direttamente alla sua battaglia contro la droga e contro le piazze di spaccio. "Devo essere sempre incisivo", dice. E sapere che Maradona parlasse della droga come di qualcosa capace di rovinare tante persone, aggiunge, per lui aveva un peso enorme. "Maradona l’ho proprio frequentato nel momento in cui cercava di redimersi". Nel corso dell’intervista, Brumotti torna alla prima immagine della sua adolescenza: il desiderio di una bicicletta da trial e i sacrifici dei genitori per comprargliela. Da quella bicicletta "mi sono promesso di trasformare la mia passione in una professione. Presto fatto è diventato un lavoro". Poi, con il tempo, capisce che non basta 'trickeggiare': "Era molto importante dialogare con le persone". Dopo dieci anni di inchieste sullo spreco di denaro pubblico, decide così di intraprendere una nuova battaglia: quella contro lo spaccio e le mafie. "Ho deciso di intraprendere la mia battaglia nelle piazze di spaccio e la lotta alle mafie. Sempre con una bicicletta". 

Brumotti racconta il senso del suo lavoro nelle periferie difficili: andare nei luoghi dello spaccio, attirare l’attenzione attraverso lo sport, anche facendo "un po’ il deficiente", e provare a bloccare per qualche minuto le piazze di spaccio. "Con le relative conseguenze", ammette. Ma qualcosa, dice, accadeva: "Funzionava. Qualcuno si affacciava, oltre che insultarmi, si ribellava". L’obiettivo era provare a ispirare qualche ragazzo e "fare una rivoluzione all’interno di queste periferie difficili, difficilissime". 

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Categoria: spettacoli

11:55

'La Forza di una Donna' su Canale 5 vince la prima serata. La Ruota batte Affari Tuoi

(Adnkronos) - Nella 'gara' degli ascolti tv, nella serata di ieri venerdì 22 maggio, 'La Forza di una Donna', soap turca in onda su Canale 5 conquista 2.454.000 spettatori con uno share del 17.9% e si aggiudica il primato, seguito dalla replica, su Rai1, di 'Semplicemente Fiorella', serata evento per festeggiare i 70 anni di Fiorella Mannoia, che registra 2.232.000 spettatori pari al 16.1% di share, e da 'Quarto grado' su Rete4 che totalizza 1.312.000 spettatori e il 10.8%.  

A seguire, fuori dal podio: 'Propaganda Live' su La7 raggiunge 772.000 spettatori e il 6.2%; 'Fratelli di Crozza' sul Nove con 979.000 spettatori e il 5.8%; 'Jurassic World' su Italia1 con 832.000 spettatori e il 5.4%; 'Delitti in Paradiso' su Rai2 con 869.000 spettatori e il 5%, mentre su Rai3 'Iddu – L’ultimo padrino' ottiene 407.000 spettatori e il 2.5%, stessa percentuale di share di 'MasterChef' su Tv8 che totalizza 339.000 spettatori. 

L'Access Prime Time se lo aggiudica la 'Ruota della Fortuna' su Canale 5 che totalizza 4.494.000 spettatori e uno share del 24.6%, seguito da 'Affari Tuoi' con 4.374.000 spettatori e il 24.1%. Buon risultato per 'Otto e Mezzo' su La7 con 1.505.000 spettatori e l'8.4%) mentre 'Un Posto al Sole' ottiene 1.274.000 spettatori e il 7.1%, 'N.C.I.S. – Unità Anticrimine' su Italia1 totalizza 1.043.000 spettatori e il 5.9% di share. 

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Categoria: spettacoli

11:44

Ecofin informale a Cipro, per l'Italia continua la partita della flessibilità - Le videonews dall'inviato

(Adnkronos) - Terminato l'Ecofin informale a Cipro, dopo l'Eurogruppo di ieri. Per l'Italia, rappresentata dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti che è dovuto rientrare a Roma ieri, continua la partita della flessibilità per affrontare la crisi energetica. 

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Categoria: internazionale/esteri

11:22

Italiani morti alle Maldive, le indagini continuano: sentito professore dell'Unige

(Adnkronos) - Continua l'indagine della procura di Roma dopo la morte dei sub italiani alle Maldive. Il professore associato di Zoologia Stefano Vanin - sentito dagli investigatori della squadra mobile di Genova che hanno ricevuto la subdelega dai colleghi della Capitale che indagano per conto della procura -, a quanto si apprende avrebbe confermato che la missione a bordo della Duke of York fosse per conto dell'università di Genova. Vanin, che ha consegnato alla Mobile genovese hard disk, computer, telefoni e chiavette delle vittime, si trovava alle Maldive perché impegnato in una differente attività di ricerca, in particolare nel campionamento di ditteri e altri insetti di interesse forense, sanitario e veterinario.  

Le indagini mirano a ricostruire l'organizzazione delle crociere, come quella organizzata a bordo della Duke of York, in particolare per quanto riguarda i finanziamenti. Nei prossimi giorni gli inquirenti potrebbero sentire altre persone che si trovavano alle Maldive per cercare di fare luce sulla tragedia nella quale hanno perso la vita la professoressa Monica Montefalcone, associata di Ecologia presso il Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita – Distav, la figlia Giorgia Sommacal, studentessa di Unige, Muriel Oddenino, assegnista di ricerca presso lo stesso Dipartimento, Federico Gualtieri, neolaureato magistrale UniGe in Biologia ed Ecologia marina e la guida Gianluca Benedetti.  

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Categoria: cronaca

11:19

Contratti, Damiano: "Sfida contrattazione si fa su qualità non sui salari bassi"

(Adnkronos) - "Il punto chiave è che bisogna assolutamente combattere il dumping contrattuale. La sfida della contrattazione si fa sulla qualità della contrattazione, non sui salari bassi, ma sui salari alti, sulle carriere. E sulla normativa che sia capace anche di interpretare le novità della tecnologia nel tempo del digitale, dell'avvento dell'intelligenza artificiale, questo deve essere il messaggio fondamentale". A dirlo Cesare Damiano, già ministro del Lavoro e presidente dell'Associazione Lavoro&Welfare, parlando di 'Ccnl equivalenti. Come verificare l’equivalenza delle tutele' il libro scritto con Andrea Cafà, presidente del Fondo interprofessionale Fonarcom e dell'Associazione di imprese Cifa Italia, Angelo Raffaele Margiotta, segretario generale della Confsal, Adalberto Perulli, Paolo Pizzuti presentato oggi al Festival del lavoro, la manifestazione dei consulenti del lavoro in corso alla Nuvola all'Eur a Roma. 

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Categoria: economia

11:16

Contratti, Margiotta (Confsal): "Superare tradizionale frammentazione sistema contrattuale manifatturiero"

(Adnkronos) - "Bisogna superare la tradizionale frammentazione del sistema contrattuale manifatturiero, garantendo un nucleo uniforme di diritti, tutele e strumenti di welfare per tutti i lavoratori e, al tempo stesso, valorizzando le specificità produttive, organizzative e professionali dei diversi comparti". A dirlo Angelo Raffaele Margiotta, segretario generale della Confsal, parlando di 'Ccnl equivalenti. Come verificare l’equivalenza delle tutele' il libro scritto con Andrea Cafà, presidente del Fondo interprofessionale Fonarcom e dell'Associazione di imprese Cifa Italia, Cesare Damiano, già ministro del Lavoro e presidente dell'Associazione Lavoro&Welfare, Adalberto Perulli, Paolo Pizzuti presentato oggi al Festival del lavoro, la manifestazione dei consulenti del lavoro in corso alla Nuvola all'Eur a Roma. 

"Questo contratto - sottolinea - rappresenta una grande innovazione perché dà un'omogeneità di diritti e tutele che erano molto diverse tra loro. Il lavoratore è una persona che svolge una mansione che lo differenzia da un altro lavoratore per grado di responsabilità e per la specificità. Tuttavia la persona lo unifica perché ogni persona è portatrice degli stessi diritti e ha diritto alle stesse tutele". 

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Categoria: economia

11:16

Saviola, Strippedwood riceve la menzione d'onore al XXIX Premio Compasso d'oro Adi

(Adnkronos) - Nella serata di ieri, presso l'Adi design museum di Milano, Strippedwood il Pannello ecologico, sviluppato e ideato da Saviola, ha ricevuto la 'menzione d'onore' al XXIX premio Compasso d'oro, uno dei riconoscimenti più autorevoli nel panorama del disegno industriale internazionale.  

In una cornice che ha riunito designer, imprese, università e protagonisti della cultura progettuale contemporanea, la premiazione ha rappresentato uno dei momenti centrali del design italiano e internazionale. Fin dalla sua nascita nel 1954, il Compasso d'oro non ha individuato soltanto prodotti e soluzioni innovative, ma progetti capaci di interpretare il proprio tempo e di generare valore attraverso ricerca, visione e cultura industriale. È proprio in questo contesto che la Menzione, attribuita a Strippedwood da una giuria internazionale, assume un significato che va oltre il prodotto stesso. Per Saviola rappresenta infatti il riconoscimento di un percorso costruito negli anni, nel quale sostenibilità e innovazione hanno camminato insieme.  

Strippedwood, esposto presso l'Adi design museum fino al 4 giugno 2026, interpreta in chiave contemporanea l'effetto cannettato, trasformando un linguaggio minimale in una proposta di raffinata attualità. La superficie tridimensionale, caratterizzata da un ritmo irregolare di striature, genera profondità, vibrazione luminosa ed equilibrio formale, qualità che ne amplificano il dialogo con il mondo dell'arredo e dell’architettura. Questo prodotto ha infatti ottenuto un primo importante 'award' nel 2024 (German design award), confermando la continuità di una visione progettuale capace di evolversi nel tempo e di interpretare le esigenze contemporanee con coerenza e innovazione. Alla base, rimane come punto cardine, il Pannello ecologico, espressione concreta del modello circolare del Gruppo, nel quale il legno recuperato trova nuova vita per diventare protagonista nel mondo del legno-arredo.  

L'attestazione ricevuta nel corso di questa edizione rappresenta anche la conclusione di un percorso iniziato due anni fa con l’ingresso nell'Adi design index e proseguito attraverso varie attività progettuali, ricerche e sperimentazioni. Un lavoro che coinvolge competenze differenti, stabilimenti, professionalità e persone che contribuiscono quotidianamente alla costruzione del risultato finale.  

"Se la sostenibilità costituisce oggi una responsabilità imprescindibile, è la capacità di tradurla in progetto a fare la differenza -è il commento di Alessandro Saviola, presidente di Gruppo Saviola-. Ricerca, disegno industriale, sensibilità estetica e attenzione all'evoluzione degli stili diventano elementi necessari per trasformare un'idea in una proposta capace di generare interesse. Dietro Strippedwood c'è un percorso condiviso fatto da molteplici passi tra ideazione, competenze, sensibilità e collaborazione quotidiana. A tutte le persone che hanno contribuito a questo risultato appartiene la menzione d'onore". 

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Categoria: economia

11:06

Contratti, Cafà (Cifa Italia): "Appalti e lavoro, ecco la guida per verificare equivalenza ccnl"

(Adnkronos) - 'Ccnl equivalenti. Come verificare l’equivalenza delle tutele' è il libro di Andrea Cafà, Cesare Damiano, Angelo Raffaele Margiotta, Adalberto Perulli, Paolo Pizzuti presentato oggi al Festival del lavoro, la manifestazione dei consulenti del lavoro in corso alla Nuvola all'Eur a Roma. Per Andrea Cafà, presidente e socio fondatore di Cifa Italia e presidente di Fonarcom, "il volume nasce da un’esigenza non più rinviabile: offrire a professionisti, imprese e operatori delle filiere una guida chiara per leggere, applicare e valutare i contratti collettivi in una fase in cui il lavoro è attraversato da trasformazioni ecologiche, digitali, organizzative, demografiche e dall’accelerazione dell’intelligenza artificiale".  

La motivazione di fondo è spostare il baricentro del dibattito pubblico e tecnico dal 'chi firma' al 'che cosa si firma': la qualità di un ccnl, nella prospettiva indicata da Cafà, non si misura sulla notorietà delle sigle firmatarie, ma sulla solidità delle tutele, sulla coerenza dell’impianto contrattuale e sulla capacità di produrre effetti concreti e verificabili. Il libro nasce quindi come scelta culturale e operativa: contrastare dumping contrattuale e salariale, valorizzare il pluralismo sindacale quando produce contrattazione di qualità, e mettere a disposizione una 'cassetta degli attrezzi' per imprese, consulenti, HR, professionisti e pubbliche amministrazioni. L’equivalenza delle tutele viene assunta come soglia minima di serietà; l’obiettivo più ambizioso è andare oltre l’equivalenza, verso una contrattazione capace di sostenere welfare, bilateralità, formazione continua, occupabilità e competitività delle imprese. 

Il libro affronta uno dei temi più sensibili del diritto del lavoro e degli appalti pubblici: come verificare se un contratto collettivo diverso da quello indicato come riferimento garantisca tutele economiche e normative equivalenti. Il volume propone un passaggio di paradigma: non fermarsi alla rappresentatività formale o alla tradizione delle sigle, ma misurare i contratti sulla base dei contenuti, della trasparenza e della verificabilità delle tutele. La pubblicazione unisce analisi giuridica, riflessione sulle relazioni industriali e strumenti operativi. Il ccnl intersettoriale Cifa-Confsal viene assunto come caso di studio per mostrare come un contratto possa essere valutato attraverso parametri economici e normativi, con particolare attenzione a retribuzioni, orario, part-time, periodo di prova, preavviso, comporto, malattia, maternità, permessi, bilateralità, previdenza e sanità integrativa. 

 

La tesi centrale del volume è che la 'buona contrattazione' non si riconosce solo perché evita il peggio, ma perché costruisce il meglio possibile entro un equilibrio sostenibile fra dignità del lavoro e capacità competitiva dell’impresa.La prefazione di Chiara Tenerini colloca il libro in una fase in cui l’equivalenza contrattuale è diventata uno snodo cruciale, ma sottolinea che il volume non si limita alla conformità formale: la questione più ampia è quale contrattazione collettiva serva oggi a un mercato del lavoro che cambia, a imprese che competono, a filiere che si trasformano e a istituzioni chiamate a valutare l’effettività delle tutele. 

Il volume si apre con l’introduzione di Andrea Cafà sull’equivalenza contrattuale come 'svolta storica' che cambia il paradigma: dalle sigle firmatarie ai contenuti della contrattazione collettiva. Seguono il capitolo di Paolo Pizzuti su rappresentatività sindacale ed equivalenza contrattuale, l’analisi di Adalberto Perulli sul ccnl Cifa-Confsal tra dumping e principio di equivalenza, il contributo di Cesare Damiano su bilateralità, formazione, salute, sicurezza e welfare, e il capitolo di Angelo Raffaele Margiotta sul modello Cifa-Confsal come patto tra parti sociali per dare valore al lavoro. La parte finale contiene una linea guida, una tavola sinottica comparativa e un modello di dichiarazione di equivalenza ccnl. La linea guida indica i passaggi essenziali: verificare l’attinenza del ccnl all’attività oggetto dell’appalto, comparare le tutele economiche nella loro dimensione annua complessiva e confrontare analiticamente quattordici parametri normativi, dalla disciplina del lavoro supplementare alla sanità integrativa. 

Secondo l’analisi di Adalberto Perulli, l’attuale disciplina collettiva Cifa-Confsal non determina una situazione di dumping contrattuale o salariale e, sotto il profilo delle tutele normative, può superare il giudizio di equivalenza nell’ambito di una gara pubblica d’appalto. Il giudizio si basa su una valutazione complessiva, non atomistica, delle tutele economiche e normative, considerando anche eventuali compensazioni fra istituti. Il volume evidenzia inoltre che il testo aggiornato del ccnl ha rimosso istituti che in passato potevano esporre al rischio di contrattazione al ribasso e ha introdotto un sistema di 'pesi e contrappesi' sul piano delle tutele normative. 

 

 

 

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Categoria: economia

10:31

Fine vita, Zanettin: "Sia legge nazionale, non vogliamo cittadini di serie A e B"

(Adnkronos) - Forza Italia non molla sul fine vita. Vuol portare la sua battaglia avanti fino in fondo, o almeno provarci, perchè, come spiega all'Adnkronos il senatore azzurro Pierantonio Zanettin, relatore del testo presentato dal centrodestra insieme all'esponente di Fdi, Ignazio Zullo, ''è necessaria una legge nazionale per evitare il caos delle legislazioni a macchia di leopardo nelle singole Regioni e assurde disparità di trattamento tra cittadini di serie a e cittadini di serie B''. La strada è impervia, bisogna superare tante insidie e resistenze, anche interne alla maggioranza. Zanettin ne è consapevole e il suo auscipio è che si trovi presto una sintesi nella coalizione. 

Il suicidio assistito ''non è una bandierina da agitare nella prossima campagna elettorale, ma una norma di civiltà per aiutare dei nostri concittadini che soffrono'', ci tiene a precisare il parlamentare forzista, che punta l'obiettivo: portare in Aula a palazzo Madama un testo da condividere con le opposizioni al posto del provvedimento firmato dal dem Alfredo Bazoli, che è l'unico in questo momento ad avere titoli per approdare al Senato il 3 giugno. La prossima settimana, si ricomincia. Il capogruppo forzista al Senato, Stefania Craxi, intreprete della spinta liberal voluta da Marina Berlusconi, ci crede e lavora per una mediazione sul ruolo del Servizio sanitario nazionale. 'Martedì, annuncia Zanettin, tornano a riunirsi, "dopo diversi mesi di stallo", le commissioni riunite Giustizia e Sanità del Senato per riprendere l’iter del ddl sul fine vita: e’ il frutto del pressing del nuovo capogruppo di Fi Craxi, che intende arrivare a tutti i costi ad una legge nazionale". 

Zanettin cita l'ultimo caso di suicidio assistito, quello di Christian, 55 anni, che conviveva con la sclerosi multipla da più di 25 anni e il 18 maggio scorso è morto nella sua casa in Lombardia dopo essersi autosomministrato il farmaco letale. ''E’ di oggi la notizia di un altro caso in Lombardia, il terzo -spiega il senatore forzista- in quella Regione''. Urge una legge nazionale per scongiurare il caos delle legislazioni a macchia di leopardo nelle singole Regioni e assurde disparità di trattamento tra Regione e Regione'': ''Non possono esistere -insiste- cittadini di serie a e cittadini di serie B".  

''La presidente Craxi -ricorda- ha chiesto la riapertura dei termini per presentare emendamenti al testo dei relatori". Il "punto più controverso" riguarda il ruolo del Servizio sanitario nazionale, che "nel testo dei relatori rimane escluso, ma che invece la Corte costituzionale in diverse sentenze ha ritenuto doveroso". Zanettin invita tutte le forze politiche a mettere da parte pregiudizi ideologici e a non ragionare secondo la logica degli schieramenti di appartenenza. Immagina una sorta di 'no fly zone' dove mettersi tutti attorno a un tavolo per guardarsi negli occhi e provare a fare le regole su un tema così sensibile.  

''Credo -avverte- che il tema del fine vita, che è molto delicato ed interroga nel profondo le coscienze di noi parlamentari, vada affrontato senza pregiudizi ideologici e fini propagandistici". C'è poi il nodo della cure palliative. Per Zanettin ''rimane fondamentale lo sviluppo di queste cure, che purtroppo in Italia troppe volte resta inadeguato'', perchè, conclude , ''deve essere chiaro che il suicidio assistito è l'estrema ratio quando al malato è stato fornito tutto il sostegno possibile''. 

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Categoria: politica

10:11

Addio a Dick Parry, il sax che ha reso immortale il suono dei Pink Floyd

(Adnkronos) - È morto all’età di 83 anni Dick Parry, il celebre sassofonista britannico che contribuì a definire il sound dei Pink Floyd in alcuni dei loro brani più iconici. La notizia è stata annunciata da David Gilmour attraverso i social network, senza specificare le cause e il luogo del decesso. “Il mio caro amico Dick Parry è morto”, ha scritto il chitarrista dei Pink Floyd. "Da quando avevo 17 anni, ho suonato in diverse band con Dick al sassofono, tra cui i Pink Floyd". 

Nato il 22 dicembre 1942 a Kentford, nel Suffolk, Dick Parry era entrato nella leggenda del rock grazie ai suoi assoli e alle sue atmosfere raffinate in canzoni diventate simbolo della band britannica, tra cui “Money”, “Us and Them”, “Wish You Were Here” e soprattutto “Shine On You Crazy Diamond”. Il suo sax caldo ed evocativo è stato per decenni una delle firme sonore più riconoscibili dell’universo dei Pink Flooyd- Gilmour ha ricordato il musicista sottolineando “il suo tocco e il suo timbro inconfondibile”, capaci di trasformare il sax in “una firma di enorme bellezza conosciuta da milioni di persone”. 

Oltre alle registrazioni in studio, Parry accompagnò regolarmente i Pink Floyd dal vivo negli anni Settanta, diventando presenza stabile nei concerti della band. Tornò poi a collaborare con il gruppo nel 1994 per l’album "The Division Bell", partecipando anche alla successiva tournée documentata nel live "Pulse". Il sassofonista prese parte inoltre al celebre concerto del Live 8 del 2005 insieme ai Pink Floyd e collaborò con Gilmour anche nei suoi progetti solisti, inclusa la tournée di "On an Island". Nel corso della sua carriera, Dick Parry ha lavorato anche con altri grandi nomi della musica rock e blues, tra cui John Entwistle degli Who, Rory Gallagher e Lightnin’ Slim. (di Paolo Martini) 

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Categoria: spettacoli

10:10

Leone nella Terra dei Fuochi, prima volta di un Papa: "Qui per raccogliere le vostre lacrime"

(Adnkronos) -  “Sono venuto anzitutto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care, uccise dall’inquinamento ambientale procurato da persone e organizzazioni senza scrupoli, che per troppo tempo hanno potuto agire impunemente”. Il Papa, nella cattedrale di Acerra, spiega le ragioni della sua visita nella Terra dei Fuochi. Si tratta della prima volta di un pontefice, accolto da 15mila fedeli, nelle zone martoriate da roghi, veleni e inquinamento. 

“Sono qui, - dice - però anche per ringraziare chi ha risposto al male col bene, specialmente una Chiesa che ha saputo osare la denuncia e la profezia, per radunare il popolo nella speranza. Così, sapendo di visitarvi alla vigilia di Pentecoste, ho cercato nelle Sacre Scritture una pagina che potesse interpretare e ispirare il vostro cammino. L’ho trovata in una grandiosa visione del profeta Ezechiele, portato dal Signore a fare un’esperienza che per il popolo in esilio dovrà diventare un forte messaggio di risurrezione”. 

“Ringrazio il Signore di potervi incontrare, ritornando in Campania pochi giorni dopo la mia visita al Santuario di Pompei e alla città di Napoli. Sapete che già Papa Francesco avrebbe desiderato venire qui, in quella che ha tristemente preso il nome di “Terra dei fuochi”, ma non gli fu possibile. Oggi vogliamo realizzare il suo desiderio, riconoscendo il grande dono che l’Enciclica Laudato si’ ha rappresentato per la missione della Chiesa in questa terra”, le parole del Santo Padre ricordando il predecessere che non potè partire a causa della pandemia. 

“Se oggi ci incontriamo, è per rispondere a questa Parola. E rispondiamo così: Signore, la morte sembra essere dappertutto, l’ingiustizia sembra avere vinto, la criminalità, la corruzione, l’indifferenza uccidono ancora, il bene sembra restare inaridito”. Leone incoraggia la popolazione: "Però, se tu ci interroghi, Potranno queste ossa rivivere?", noi crediamo e diciamo: "Signore Dio, tu lo sai!. Tu sai che possiamo rialzarci, perché tu stesso ci prendi per mano. Tu sai che il nostro deserto può fiorire. Tu sai cambiare il lutto in gioia. Sorelle e fratelli, tutto questo è molto concreto: è una promessa che già diventa realtà”. 

Prevost cita ancora il predecessore: “Papa Francesco, nell’Enciclica Laudato si’, pur denunciando un paradigma di morte, ha chiaramente annunciato il silenzioso irrompere della vita nuova. Dopo avere elencato realtà in cui le persone già ripartono insieme e danno nuova forma alla giustizia sociale e ambientale, scrive: ‘L’autentica umanità, che invita a una nuova sintesi, sembra abitare in mezzo alla civiltà tecnologica, quasi impercettibilmente . Sarà una promessa permanente, nonostante tutto, che sboccia come un’ostinata resistenza di ciò che è autentico?’ Carissimi, siate testimoni di questa “ostinata resistenza” che diventa rinascita, là dove il Vangelo illumina e trasforma la vita. Questo ci ha insegnato il Concilio Vaticano II, in particolare con la Costituzione Gaudium et spes. 

“Il Signore ci fa domande nuove su come si vive nei nostri quartieri, sulla disponibilità a lavorare insieme fra persone e istituzioni, sulla nostra passione educativa, sull’onestà nel lavoro, sull’equa distribuzione del potere e delle ricchezze, sul rispetto per le persone e per tutte le creature. Potranno queste terre rivivere? Siate voi stessi la risposta: una comunità unita, nelle fede e nell’impegno. La vita allora si moltiplicherà”, il mandato del Pontefice. 

“Il grido della creazione e dei poveri tra voi è stato avvertito più drammaticamente, a causa di un concentrato mortale di oscuri interessi e indifferenza al bene comune, che ha avvelenato l’ambiente naturale e sociale”, il grido di Papa Leone nel suo primo discorso. “ È un grido che chiede conversione!”, dice. 

E ancora: “Anche questa terra anticamente era chiamata Campania felix, perché capace di incantare per la sua fecondità, i suoi prodotti e la sua cultura, come un inno alla vita. Eppure, ecco la morte, della terra e degli uomini”, denuncia. “Possiamo immedesimarci nello sconcerto del profeta davanti a quella distesa di ossa inaridite. Soffriamo per la devastazione che ha compromesso un meraviglioso ecosistema, luoghi, storie e memorie”, dice Leone scuotendo le coscienze: “Di fronte a questa realtà ci possono essere due atteggiamenti: l’indifferenza o la responsabilità. Voi avete scelto la responsabilità e, con l’aiuto di Dio, avete iniziato un cammino di impegno e di ricerca della giustizia”. 

“Occorre fidarsi ancora - dice Leone -, ascoltare ancora, credere ancora. Le scelte che avete fatto, il cammino ecclesiale che avete percorso, le piccole e grandi ripartenze con cui avete affrontato il dolore non sono ancora tutto. Se ci si ferma, si torna indietro”. Per il Papa “va scardinata una cultura del privilegio, della prepotenza, del non rendere conto, che troppo male ha fatto a questa terra, come a molte altre regioni dell’Italia e del mondo”.  

“Soffi lo Spirito dai quattro venti e ispiri forme nuove di annuncio, di cooperazione, di rigenerazione ambientale e sociale. Esiste infatti una spiritualità dei luoghi, ma che deve tutto alla spiritualità delle persone. Il cambiamento del mondo, infatti, inizia sempre dal cuore”, ha ricordato Leone. 

"Lo Spirito Santo vi conceda di vedere un 'esercito' di pace che si alza in piedi e guarisce le ferite di questa terra e delle sue comunità. Non più fuoco che distrugge, ma fuoco che ravviva e riscalda, il fuoco dello Spirito che accende i cuori e le menti di migliaia e migliaia di uomini e donne, di bambini e di anziani e ispira cura, consolazione, attenzione, amore vero”, continua. “In particolare voi, famiglie che la morte ha colpito, generate vita nuova trasmettendo a figli e figlie, a nipoti e vicini quel senso di responsabilità che troppe volte sin qui è mancato. Lasciate morire il risentimento, praticate per primi la giustizia che chiedete, testimoniate la vita, educate alla cura”, il monito.  

 

Momento toccante e intenso in cattedrale ad Acerra in occasione dell’incontro tra il Papa e i famigliari di tante persone - tra loro molti bambini - morti a causa dell’inquinamento ambientale. Tra loro c’è chi gli consegna una lettera come ha fatto nei giorni scorsi Marzia Caccioppoli, fondatrice dell’Associazione ‘Noi genitori di tutti’: “Gli chiederemo di non abbandonarci e di ammonire le istituzioni. Dopo quattordici anni di denunce, nulla si è mosso”, aveva spiegato la donna alla vigilia dell’arrivo di Leone. 

Lo sversamento dei rifiuti industriali smaltiti illegalmente da organizzazioni criminali sono la quotidianità. I rifiuti vengono incendiati dando luogo ai roghi tossici, in altri casi vengono intombati nel sottosuolo contaminando terreni agricoli e falde acquifere. Marzia ha perso il suo unico figlio a causa dell’inquinamento e dei veleni presenti nella Terra dei Fuochi. “Avevo solo un figlio - ha detto - non temo più nulla. Gli ultimi accadimenti nella Terra dei Fuochi sono di ieri con nuovi sversamenti di rifiuti. Io dirò al Papa di non abbandonarci e di lanciare appelli alle istituzioni. Tanti bambini continuano a morire, non si può fare finta di nulla”.  

Dieci proposte di interventi ambientali per Acerra: è il documento che i famigliari delle vittime hanno consegnato a papa Leone XIV. "Chiediamo un patto intergenerazionale, una forma di risarcimento ambientale che ci apra la strada ad un futuro migliore. Vogliamo che dalle debolezze del nostro territorio scaturisca una nuova possibilità da costruire assieme e che le ricchezze che abbiamo siano invece tutelate e valorizzate. Santo Padre, vogliamo in sostanza e semplicemente, vivere e vivere bene, tendere alla felicità", si legge nella lettera aperta. 

"Dica di agire, presto ed in maniera concreta ed incisiva. Questa terra non può più aspettare, abbiamo bisogno di coraggio, quello stesso coraggio che in passato è mancato o che si è trasformato in connivenza e crimine. Dica che non vogliamo più essere la Terra dei fuochi, ma dica che solo interventi immediati e strutturali potranno trasformarci in Terra delle possibilità", chiedono al Pontefice i cittadini di Acerra. 

"Troppi sono i figli di questa terra che si ammalano e troppe volte non ce la fanno - denunciano - vengono rilevati ogni anno sforamenti da polveri sottili oltre ogni limite consentito dalla Legge; recenti studi hanno evidenziato presenza in falda di sostanze ritenute altamente pericolose. Santo Padre, tuttavia noi non perdiamo la speranza ed ogni giorno c'è chi continua a lottare per consegnare un domani migliore alla futura umanità. La strada è difficile e troppe volte chi dovrebbe ascoltare il grido di dolore della nostra Terra, si volta dall'altra parte. Non vogliamo e non possiamo rassegnarci, lo dobbiamo a chi si ammala e a chi non c'è più, lo dobbiamo a noi stessi, ai nostri figli ed alle generazioni che verranno". 

 

 

Il Papa ha poi denunciato il “malaffare” e “l’indifferenza”. Parlando ai sindaci dei novanta comuni e alla cittadinanza in piazza Calipari, Leone ha detto: “Poco fa, nel Duomo, ho incontrato alcuni familiari delle vittime dell’inquinamento che, negli ultimi decenni, ha reso tristemente nota quest’area come “Terra dei fuochi”: un’espressione che non fa giustizia al bene che c’è e che resiste, ma che ha certamente facilitato una presa di coscienza diffusa della gravità del malaffare e dell’indifferenza che ha lasciato spazio ai crimini”. 

“Ho desiderato ringraziare vescovi, preti, diaconi, religiose, religiosi e laici che hanno accolto prontamente il messaggio dell’Enciclica Laudato si’ e il costante invito di Papa Francesco a essere Chiesa in uscita, missionaria, sinodale. Camminare insieme, vincere l’autoreferenzialità, osare la profezia nonostante le resistenze e le minacce è ciò che il Signore ci chiede e il suo Spirito ispira”, ha spiegato Leone.  

“Sono contento di trascorrere fra voi questo sabato mattina, per visitare nuovamente una regione di cui nessuna ingiustizia può cancellare la bellezza. Nella vita comprendiamo che più una bellezza è fragile, più chiede cura e responsabilità”, le parole del Pontefice. “Questo, carissimi, è il senso principale della mia presenza oggi ad Acerra - ha spiegato -. Confermare e incoraggiare quel sussulto di dignità e responsabilità che ogni cuore onesto avverte quando la vita germoglia e subito è minacciata dalla morte. Chi ha il dono della fede comprenderà che tale sussulto viene da Dio creatore, che in ogni uomo e in ogni donna cerca cooperatori ai suoi progetti di vita”.  

“In questo territorio, la vita c’è e contrasta la morte, la giustizia esiste e si affermerà. Occorre, certo, scegliere la vita e liberarsi dai legami di morte”, ha continuato, invitando a non cedere a rassegnazione e a non fare lo scaricabarile. “C’è sempre una sottile convenienza nella rassegnazione, nei compromessi, nel rimandare le decisioni necessarie e coraggiose. Il fatalismo, il lamento, lo scaricare la colpa sugli altri - avverte tra gli applausi - sono il terreno di coltura dell’illegalità e un principio di desertificazione delle coscienze. Per questo vorrei dire a tutti voi: assumiamoci ognuno le proprie responsabilità, scegliamo la giustizia, serviamo la vita! Il bene comune viene prima degli affari di pochi, degli interessi di parte, piccoli o grandi che siano”.  

"Questa terra ha pagato un tributo alto, ha sepolto tanti suoi figli, ha assistito alla sofferenza di bambini e innocenti. Il valore e il peso di quel dolore impongono di provare insieme a essere testimoni di un nuovo patto”, ha spiegato indicando la strada per la rinascita. “Siete in cammino verso il tempo della rinascita, che non è tempo di rimozione, ma di azione etica e di memoria operosa. È il momento di uno sguardo contemplativo, quello cui l’Enciclica Laudato si’ ha richiamato tutti gli esseri umani, ciascuno a partire dalle sue responsabilità”. 

Papa Prevost ha poi citato l’enciclica sociale del predecessore: “‘La cultura ecologica non si può ridurre a una serie di risposte urgenti e parziali ai problemi che si presentano riguardo al degrado ambientale, all’esaurimento delle riserve naturali e all’inquinamento. Dovrebbe essere uno sguardo diverso, un pensiero, una politica, un programma educativo, uno stile di vita e una spiritualità che diano forma a una resistenza di fronte all’avanzare del paradigma tecnocratico’”. Da qui il monito: “Sorelle, fratelli, quel paradigma si presenta ancora oggi come vincente: è all’origine del moltiplicarsi dei conflitti, dietro ai quali c’è la corsa all’accaparramento delle risorse; lo vediamo resistere ogni volta che chi ha responsabilità politiche e istituzionali è troppo debole verso chi è forte; lo ritroviamo attivo in uno sviluppo tecnologico che mira ai vertiginosi profitti di pochi ed è cieco davanti alle persone, al loro lavoro e al loro futuro. Per questo, se siamo chiamati a cambiare, è a partire dal nostro sguardo”.  

 

Il Papa si è poi congedato da Acerra. Arrivato al Campo Arcoleo in auto scoperta, Leone, prima di salire sull’elicottero che lo riporterà Vaticano, ha salutato le autorità locali, il sottosegretario alla presa del Consiglio, Alfredo Mantovano. In elicottero è stata portata anche una pizza margherita e un vassoio di sfogliatelle. (dall'inviata Elena Davolio) 

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Categoria: cronaca

09:35

Strage di Capaci, Mattarella: "23 maggio ha segnato storia Repubblica, fu attacco a libertà"

(Adnkronos) - "La data del 23 maggio ha segnato la storia della Repubblica. La strage di Capaci, manifestazione tra le più sanguinarie della disumanità mafiosa, fu un attacco di inedita ferocia contro la libertà e la dignità degli italiani". Lo sottolinea in una dichiarazione diffusa dal Quirinale il capo dello Stato, Sergio Mattarella, in occasione del 34esimo anniversario della strage in cui morirono Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. 

"Nell’anniversario, il primo pensiero, commosso, va a Giovanni Falcone, a Francesca Morvillo e agli uomini della scorta, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, barbaramente uccisi in quel tragico giorno. A loro saranno sempre uniti, con lo stesso filo della memoria, i nomi di Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina, vittime della medesima strategia eversiva e anch’essi testimoni fino al sacrificio estremo dei valori costituzionali incompatibili con le trame infami della mafia. Il 23 maggio rappresentò l’avvio della riscossa civile, per questo è divenuto per gli italiani “la Giornata della legalità'. L’organizzazione criminale voleva piegare le istituzioni con la violenza e il ricatto, ma si è trovata di fronte a risposte inflessibili, subendo sconfitte irreversibili. Grazie a donne e uomini delle istituzioni, coraggiosi e tenaci. Grazie al contributo decisivo dei cittadini", la parole del presidente. 

"Un impegno - sottolinea Mattarella - che non ha mai sosta, per combattere le zone grigie, l’indifferenza, le metamorfosi della piovra criminale. Giovanni Falcone, e con lui Paolo Borsellino, ce lo hanno insegnato: la mafia finirà grazie a istituzioni salde, ad azioni di contrasto efficaci e coerenti, con un impegno educativo che sappia far crescere la fiducia in un domani da costruire insieme. L’eredità di Falcone e Borsellino costituisce un patrimonio etico e civile che appartiene alla nostra democrazia. Pegno consegnato anzitutto alle generazioni più giovani'', conclude il capo dello Stato. 

 

"Il 23 maggio 1992 l’Italia si fermò di fronte all’orrore della strage di Capaci in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e collega Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Ricordare oggi questa dolorosa pagina della nostra Storia significa non lasciare che il sacrificio di chi ha dato la vita per la giustizia venga dimenticato. Anche per questo dal 2002 si celebra la Giornata Nazionale della Legalità: un momento non solo per ricordare le vittime di tutte le mafie, ma per far conoscere soprattutto ai giovani l'importanza della legalità e dell'impegno civile. Perché è dalla memoria e dalle nostre scelte quotidiane che possiamo costruire un futuro libero dalla paura e dall’indifferenza", scrive la premier Giorgia Meloni sui social. 

 

"In occasione dell’anniversario della strage di Capaci, l’Italia si inchina e rende omaggio a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e agli agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, barbaramente assassinati dalla mafia il 23 maggio 1992. Il loro sacrificio resta un monito e un’eredità morale per le Istituzioni e per tutti coloro che ogni giorno servono la Nazione con coraggio, onore e senso del dovere. Coltivare la loro memoria significa rinnovare l’impegno nella difesa della legalità e nella lotta contro ogni forma di criminalità mafiosa". Lo scrive sui social il presidente del Senato, Ignazio La Russa. 

 

"Oggi, nella Giornata della Legalità, ricordiamo la strage di Capaci. Il sacrificio di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli uomini della scorta resta una ferita profonda nella storia italiana, ma anche uno dei simboli più forti del coraggio dello Stato nella lotta alla mafia. Ricordare Capaci significa rinnovare ogni giorno l’impegno in difesa della legalità, della giustizia e della libertà. È questo il modo più autentico per onorare il loro sacrificio e trasmetterne l’esempio alle nuove generazioni". Così sui social il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. 

 

“Trentaquattro anni fa, nella strage di Capaci, persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Quel giorno la mafia colpì magistrati, donne e uomini dello Stato impegnati ogni giorno nella difesa della legalità e della sicurezza dei cittadini. Falcone e i suoi uomini conoscevano i pericoli, erano consapevoli dei rischi eppure scelsero di restare, di continuare a lottare contro la criminalità organizzata. Perché ci sono battaglie che non si possono abbandonare". Lo ha dichiarato il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. 

"Oggi rinnoviamo il nostro impegno a custodire la loro memoria e la loro eredità. Perché ricordare non è solo un esercizio di stile ma significa riaffermare con forza quel patto tra generazioni che ci spinge a proseguire lungo la strada tracciata, guidati dai valori che li ispirarono e che ognuno di loro onorò sempre con sacrificio e dedizione. La memoria di Giovanni Falcone e delle vittime delle stragi di mafia vive nelle scelte quotidiane di chi decide di servire lo Stato con onore e responsabilità”, conclude Piantedosi. 

 

"Io mi sento magistrato, prima ancora che ministro, quindi questa giornata per me è particolarmente emozionante. Sia io che Giovanni Falcone abbiamo rischiato la vita: io quando indagavo sulle Brigate Rosse e lui sulla mafia. Purtroppo lui ha sacrificato la vita per un ideale che è quello di tutti noi: salvaguardare lo Stato e la sicurezza dei cittadini". Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio arrivando al Museo del Presente, a Palermo, per il 34° anniversario della strage. 

 

"Oggi rendiamo omaggio al magistrato Giovanni Falcone e a tutte le vittime di mafia. A 34 anni dalla strage di Capaci, rinnoviamo il nostro impegno nella lotta per la giustizia. Per il magistrato Falcone. Per tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita nella ricerca della verità. Non dimenticheremo mai". Così in un post sui social la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. 

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Categoria: politica

09:18

Trovato morto l’attore Stewart McLean, la star di 'Virgin River' forse vittima di omicidio

(Adnkronos) - L’attore canadese Stewart McLean, 45 anni, noto per le sue apparizioni nella serie Netflix 'Virgin River', è stato trovato morto dopo giorni di ricerche. Le autorità canadesi hanno confermato che il caso della sua scomparsa è stato trasformato in un’indagine per omicidio. A comunicarlo è stato l’Integrated Homicide Investigation Team, che venerdì 22 maggio ha annunciato il ritrovamento dei resti dell’attore nell’area di Lions Bay, una località costiera della Columbia Britannica, in Canada, situata tra Vancouver e Squamish, lungo la Sea-to-Sky Highway. La notizia è stata riportata dalla rivista "People". 

McLean era stato denunciato come disperso il 18 maggio. Secondo quanto riferito dalla Royal Canadian Mounted Police, l’attore era stato visto per l’ultima volta il 15 maggio nella sua abitazione di Lions Bay. Il giorno successivo alla denuncia, le autorità avevano avviato un appello pubblico per raccogliere informazioni utili alle ricerche. Nel corso delle indagini, gli investigatori dellla polizia hanno raccolto elementi che hanno portato a ipotizzare un omicidio. “Attraverso le attività investigative sono emerse prove che indicano che il signor McLean potrebbe essere stato vittima di un omicidio”, si legge nel comunicato diffuso dalla polizia canadese. Dal 20 maggio il caso è stato affidato all'Integrated Homicide Investigation Team, che sta lavorando per chiarire la dinamica dei fatti. 

Nel corso della sua carriera, McLean ha preso parte anche serie crime 'Murder in a Small Town', alla produzione true crime 'Happy Face' e al film televisivo 'The Killer Inside: The Ruth Finley Story'. Ha recitato in numerose serie tv come 'Supernatural', 'Travelers', 'Beyond', 'Silicon Valley - La valle del boom', 'Siren' e 'Delitti e misteri a Gibson'. (di Paolo Martini) 

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Categoria: spettacoli

09:02

Estate in anticipo, arriva il caldo record sull'Italia: le previsioni meteo

(Adnkronos) - Aumento costante delle massime e temperature sopra le medie stagionali. Dopo un maggio al fresco, ecco arrivare il ribaltone meteo e, con lui, un'estate in anticipo sui tempi. Nel mirino delle prossime ondate di calore saranno in modo particolare le regioni del Centro-Nord, mentre il Sud 'combatterà' ancora con qualche temporale. Sono queste le previsioni degli esperti per la giornata di oggi, sabato 23 maggio, e per i giorni a venire. 

 

 

Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, ci conferma però che adesso l'atmosfera si prepara a un drastico e definitivo ribaltone. Le ultime emissioni dei modelli meteorologici confermano l'arrivo della prima, vera, ondata di calore del 2026, attesa proprio tra il 24 e il 27 maggio. 

Per comprendere la portata di questa ondata di calore in arrivo, senza cedere a facili sensazionalismi, ci viene in aiuto la scienza, e in particolar modo i modelli meteo-climatici di ECMWF (Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine) con l’indice EFI (Extreme Forecast Index) che va da un minimo di 0 ad un massimo di 1. 

Questo strumento permette di valutare quanto una situazione meteorologica prevista sia "anormale" rispetto al clima tipico del periodo: nei prossimi giorni, i valori dell'indice EFI sono previsti oltre 0,8 (su una scala massima di 1) non solo al Nord Italia, ma anche su Penisola Iberica, Francia, Inghilterra, Benelux e Germania.  

In altre parole su queste zone avremo un evento raro per il periodo con un "campanello d'allarme" statistico indice di temperature destinate a collocarsi ben al di sopra delle normali medie climatologiche. 

Entreremo in un periodo caratterizzato da un sensibile, costante aumento delle massime: il caldo si farà sentire in modo particolare sulle regioni centro-settentrionali, portandosi nettamente sopra le medie stagionali, almeno di 6-7 gradi. 

Il picco di questa prima Ondata di Calore del 2026 si avrà mercoledì 27 maggio con 35°C in Pianura Padana nel triangolo bollente Emilia-Lombardia orientale-Veneto occidentale e 32-34°C facilmente raggiungibili su buona parte del Centro-Nord. Saranno valori tipici di luglio e non di maggio. 

Al Sud e sul versante adriatico la stabilità non riuscirà, invece, ad imporsi in modo assoluto. Su queste zone, infatti, farà sentire la sua influenza una circolazione ciclonica attualmente posizionata sui Balcani. Questo afflusso di aria leggermente più fresca e instabile in quota manterrà vivo il rischio di locali temporali che colpiranno alcuni settori della dorsale appenninica. 

In sintesi, dopo i capricci invernali di metà mese, l'Estate proverà a fare il suo primo ingresso ufficiale, concentrando però i suoi massimi effetti al Centro-Nord e lasciando il meridione alle prese con gli ultimi sussulti di un'instabilità tipicamente primaverile. 

 

Sabato 23. Al Nord: sole, caldo in aumento. Al Centro: sole e caldo anche estivo. Al Sud: soleggiato, ma un po’ ventoso, alcuni temporali sulla Calabria. 

Domenica 24. Al Nord: sole e caldo estivo. Al Centro: sole e caldo estivo. Al Sud: soleggiato, alcuni temporali su Calabria e Sicilia, più probabili sull’isola. 

Lunedì 25. Al Nord: sole e caldo estivo. Al Centro: sole e caldo. Al Sud: soleggiato, alcuni temporali su Calabria e Sicilia. 

Tendenza: anticiclone africano e caldo in ulteriore aumento fino a 33-35°C a metà della prossima settimana. Successivo probabile aumento dell’instabilità soprattutto sugli Appennini. 

 

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Categoria: cronaca

08:42

Tragedia nelle Apuane, anziana coppia trovata senza vita in fondo a una scarpata

(Adnkronos) - Si sono concluse nel modo più tragico le ricerche di Corrado Lorenzi, 87 anni, e della moglie Fortunata Moriconi, 88 anni, scomparsi da giovedì mattina dopo essersi allontanati in auto dal borgo di Pomezzana, nel comune di Stazzema (Lucca). A ritrovarli senza vita, per un drammatico scherzo del destino, è stato un loro parente, dopo un’intera giornata di ricerche condotte da soccorso alpino, carabinieri, vigili del fuoco e guardia di finanza. 

L’auto della coppia, un’utilitaria, è stata individuata in fondo a una scarpata profonda decine di metri, nascosta tra la vegetazione a poca distanza dal paese dove i due anziani vivevano da sempre. Secondo le prime ricostruzioni, il conducente avrebbe perso il controllo del mezzo all’altezza di un tornante di una strada secondaria, finendo fuori carreggiata in un violento volo terminato nel canalone sottostante. 

Per i coniugi non c’è stato nulla da fare. L’ipotesi più accreditata è che all’origine dell’incidente possa esserci stato un malore improvviso dell’uomo alla guida. La vettura avrebbe percorso diverse decine di metri prima di ribaltarsi nella boscaglia. Molto complesse le operazioni di recupero delle salme, rese difficili dalla profondità della scarpata e dal terreno impervio. I soccorritori hanno lavorato fino a tarda sera di venerdì 22 maggio, illuminati soltanto dalla torre faro dei vigili del fuoco e operando in costante cordata per mettere in sicurezza il veicolo ed estrarre i corpi. 

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Categoria: cronaca

07:51

Iran, Trump vede i consiglieri per la sicurezza: sul tavolo le opzioni per la ripresa della guerra

(Adnkronos) - A Donald Trump, che ieri ha incontrato i suoi consiglieri per la sicurezza nazionale, sono state presentate diverse opzioni per riprendere la guerra contro l'Iran. Lo ha detto alla Cnn una persona informata sull'incontro, avvenuto nelle stesse ore in cui le delegazioni di Qatar e Pakistan arrivavano a Teheran con la speranza di finalizzare un accordo per chiudere il conflitto. La riunione con il presidente, che si dice "frustrato" per l'andamento del negoziato con Teheran, si è conclusa senza una decisione sui prossimi passi. 

La guerra contro l'Iran "finirà presto", ha detto intanto il presidente americano nel corso di un comizio a Suffern, ribadendo che Teheran "muore dalla voglia" di fare un accordo: "Vedremo cosa succederà, ma li abbiamo colpiti duramente e non avevamo altra scelta, perché l'Iran non può avere un'arma nucleare, non può averla". In una giornata in cui si sono rincorse news e rumors sui negoziati tra Iran e Usa e sull'annuncio di un accordo che potrebbe arrivare a ore, una notizia arriva quindi a sparigliare le carte: secondo quanto riferito ad Axios, Trump ha sollevato la possibilità di "un'ultima grande operazione militare, dopo la quale potrebbe dichiarare la vittoria e porre fine alla guerra". 

 

Intanto, la tv satellitare al-Arabiya ha riportato ieri alcuni dei punti contenuti nella "bozza finale" di un possibile accordo tra i due Paesi con la mediazione del Pakistan: fine delle operazioni militari e della guerra mediatica, cessate il fuoco immediato tra Iran e Usa, totale e senza condizioni su tutti i fronti, garanzie per la libertà di navigazione nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman. Secondo le fonti citate dalla testata, un annuncio potrebbe arrivare presto. Un particolare, quest'ultimo, che non viene invece indicato dal servizio arabo dell'emittente che si limita a parlare di cauto ottimismo citando fonti pakistane. 

Secondo quanto riportato, il testo prevede inoltre un impegno reciproco delle parti a non colpire infrastrutture militari, civili o del settore economico, l'impegno a rispettare sovranità, integrità territoriale e principio di non interferenza negli affari interni, oltre a un meccanismo congiunto per monitorare l'attuazione dell'intesa e risolvere dispute. Negoziati sulle questioni irrisolte inizierebbero entro sette giorni e una revoca graduale delle sanzioni americane viene indicata in cambio dell'impegno dell'Iran rispetto ai termini dell'accordo. 

La fonte pakistana al canale in arabo ha sottolineato che "non esiste alternativa a un accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran". La fonte ha inoltre confermato che "ridurre le divergenze non è facile perché entrambe le parti hanno richieste elevate". La fonte ha poi indicato che "i contatti continuano per ridurre il divario sulle questioni dell'uranio e dello Stretto di Hormuz". La fonte ha osservato che "il punto critico nei negoziati è stato, e rimane, come gestire l'uranio altamente arricchito" e ha aggiunto che "le questioni principali dell'accordo richiedono un lungo periodo di negoziazione". Infine, la fonte ha affermato che il Pakistan ripone grande speranza nella Cina per far progredire il potenziale accordo tra Stati Uniti e Iran. 

 

 

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto intanto ieri un lungo incontro, "durato fino a tarda sera" con il capo dell'esercito pachistano, Asim Munir, in visita a Teheran. Lo riferisce il ministero degli Esteri in un post su Telegram, nel quale si precisa che Araghchi e Munir "hanno avuto uno scambio di vedute sugli ultimi sforzi ed iniziative diplomatiche per prevenire un'escalation delle tensioni". 

Intanto, nelle ultime ore il ministro degli Esteri ha avuto colloqui telefonici con i colleghi di Turchia, Iraq, Qatar e Oman. In particolare, con il capo della diplomazia di Muscat, Badr al Busaidi, riferisce l'agenzia di stampa Tasnim, ha discusso "gli ultimi sviluppi regionale e gli sforzi diplomatici in corso per la fine della guerrra". 

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Categoria: internazionale/esteri

07:37

Capaci, 34 anni fa la strage: studenti, avvocati e magistrati insieme per non dimenticare

(Adnkronos) - Trentaquattro anni fa, il 23 maggio 1992, la strage di Capaci in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. In occasione della giornata in memoria della strage, questa mattina la Rete per la cultura antimafia nella scuola, insieme al Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Palermo e alla sezione di Palermo dell’Associazione nazionale magistrati, terrà una manifestazione davanti al Tribunale, in piazza Vittorio Emanuele Orlando. All’iniziativa hanno aderito venticinque istituzioni scolastiche siciliane, il Liceo delle scienze umane Avogadro di Biella, il Liceo statale Laura Bassi di Sant’Antimo (Napoli), l’Istituto comprensivo Guglielmo Marconi di Terni, l’Istituto omnicomprensivo Primo Levi di Sant’Egidio alla Vibrata (Teramo), l’associazione Libera Palermo e il Comitato AddioPizzo. Prevista la partecipazione di circa 2 mila studenti. 

Gran parte dei partecipanti arriverà in corteo, organizzato dall’Istituto comprensivo Da Amicis-Leonardo Da Vinci e dall’Istituto comprensivo Alberico Gentili, con partenza alle 8.30 da via Serradifalco (davanti al plesso Leonardo Da Vinci). Il corteo, percorrendo via Serradifalco, piazza Principe di Camporeale, corso Finocchiaro Aprile, giungerà al tribunale dove ci saranno gli altri partecipanti. La manifestazione inizierà alle 9.30 con l’intervento introduttivo di Michelle Carnevale, studentessa dell’Istituto comprensivo Giovanni Falcone di Carini, scuola capofila della Rete per la cultura antimafia. A seguire ci saranno performance musicali, letture, rappresentazioni teatrali in memoria delle vittime della strage. Le performance delle scolaresche saranno intervallate da una serie di interventi dei rappresentanti del mondo della scuola, dell’associazionismo, del Consiglio dell’ordine degli avvocati, dell’Associazione nazionale magistrati. Si prevede di concludere la manifestazione alle 11.30 con un abbraccio simbolico al Palazzo di Giustizia. 

 

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Categoria: cronaca

07:27

Roma, ordigno esplode davanti all'ingresso di un condominio: indagini in corso

(Adnkronos) - Una forte esplosione è stata avvertita nella notte davanti all'ingresso di un condominio in via Vincenzo Manzini, nella zona est di Roma, senza provocare feriti. Intorno alle 3:54, la squadra dei Vigili del Fuoco di Frascati è intervenuta sul posto a seguito di un forte scoppio. Secondo le prime informazioni raccolte sul luogo dell'esplosione, questa sarebbe stata causata presumibilmente da un ordigno collocato nei pressi del cancello d’ingresso dello stabile. La deflagrazione ha provocato ingenti danni al cancello condominiale, alla struttura della soffitta e alle vetrate presenti sui pianerottoli delle scale dell’edificio. Coinvolta anche un’autovettura parcheggiata davanti all’ingresso. 

L’edificio interessato è composto da cinque piani fuori terra per un totale di 17 appartamenti. Sul posto sono intervenuti, oltre ai Vigili del Fuoco, anche la Polizia di Roma Capitale e la Polizia Scientifica, impegnati nei rilievi e nelle indagini per accertare l’esatta dinamica dell’accaduto e la natura dell’esplosione. Le operazioni di messa in sicurezza dell’area sono terminate nelle prime ore della mattinata. 

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Categoria: cronaca

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Nato, l'ex generale Pavel: "Alleanza mostri i denti alla Russia, abbattere chi viola spazio aereo"

(Adnkronos) - Il Presidente della Repubblica Ceca, l'ex generale e interlocutore di Mosca nel quadro delle riunioni del Consiglio Nato-Russia ora sciolto, Petr Pavel, sollecita l'Alleanza a "mostrare i denti" in risposta alle ripeture provocazioni del Cremlino sul fianco orientale, che considera come un test, da parte di Mosca, della disponibilità ad agire degli alleati. Già ai tempi dell'annessione della Crimea, ricorda di "aver iniziato a esprimere timore non tanto per il possibile proseguimento di una aggressione aperta contro un Paese Nato, ma contro provocazioni sotto la soglia dell'Articolo 5".  

Se alcuni leader europei "continuano a preferire una soluzione diplomatica con Mosca, anche se la Russia dimostra di non volerla, la Nato rischia di dividersi e di rimanere paralizzata. Mosca sfortunatamente non comprende la modalità aperta. Comprendono soprattutto il linguaggio del potere, possibilmente accompagnato da azioni. Se proseguono le violazioni dello spazio aereo della Nato (vedi in particolare la recente deviazione con i sistemi di disturbo elettronico dei droni ucraini sui Baltici, ndr), dovremo arrivare alla decisione di abbattere veicoli senza pilota o anche abitati", ha dichiarato in una intervista al Guardian.  

Ci sono, secondo Pavel, numerose risposte possibili, anche asimmetriche e senza vittime, ma sempre "decisive", fra cui spegnere i satelliti di trasmissione della rete Internet in Russia - si ricordi il danno per Mosca al fronte ucraino del suo isolamento dalla rete Stalink - all'isolamento delle sue banche dai sistemi finanziari internazionali.  

Il rischio del non fare nulla è quello che il Cremlino intensifichi le sue azioni, ha aggiunto l'ex presidente del Comitato militare della Nato, il cui background militare, con la sua esperienza, viene considerata una rarità fra gli esponenti politici dell'Alleanza. Non nasconde inoltre la frustrazione per "la mancanza di determinazione" nel continuare a esercitare pressioni sugli Stati Uniti sul tema della Russia. Nessuna critica diretta a Donald Trump tuttavia in questo momento, anche se di recente aveva accusato il Presidente americano di "aver fatto di più di incrinare la credibilità della Nato nelle ultime settimane di quanto non abbia fatto Putin in molti anni". "Critiche dirette agli Stati Uniti non aiuteranno arrivati a questo punto", ha invece affermato nell'intervista pubblicata oggi.  

Mosca "ha imparato i meccanismi di funzionamento della Nato e ha sviluppato uno stile di risposta che sfiora la soglia dell'articolo 5, pur sempre leggermente al di sotto della soglia". In passato, i militari russi con cui aveva a che fare nel Consiglio Nato Russia scherzavano della paralisi dell'Alleanza. "Quando chiedevo loro delle azioni provocatorie che effettuavano in aria, acqua, nel Baltico e nel Mar Nero, la loro risposta era, 'perché possiamo permetterci di farlo'". Quello che ci troviamo di fronte ora, "è esattamente il livello di comportamento che abbiamo autorizzato", ha commentato il Presidente ricordando che la dottrina russa contempla il principio di "escalare per de escalare".  

"Più noi lasciamo correre, più loro si spingono avanti", ha concluso Pavel, che è impegnato in questo periodo una disputa costituzionale con il Premier populista Andrej Babis, su chi sia dei due a dover rappresentare il Paese al prossimo vertice di Ankara.  

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Categoria: internazionale/esteri

11:59

Ebola in Congo, giocatori nazionale "in isolamento". Cosa può cambiare verso i Mondiali (anche per l'Italia)

(Adnkronos) - Continuano i dubbi sulla partecipazione della Repubblica Democratica del Congo ai Mondiali di calcio che si giocheranno in estate tra Stati Uniti, Canada e Messico, a causa dell'epidemia di Ebola che ha colpito il Paese. Alla nazionale africana è stato imposto un periodo di autoisolamento di 21 giorni prima di poter entrare negli Stati Uniti. In questo momento, il Congo si sta allenando in Belgio dopo che il ritiro - previsto a Kinshasa - è stato annullato. 

Andrew Giuliani, direttore esecutivo della Task Force della Casa Bianca per i Mondiali, ha spiegato in un'intervista a Espn che la squadra dovrà rimanere in una “bolla” in Belgio: "Devono mantenere quella bolla o rischiano di non poter viaggiare negli Stati Uniti. Non potremmo essere più chiari". I Centri per il controllo e la prevenzione delle mala ttie degli Stati Uniti hanno vietato l’ingresso ai cittadini non statunitensi che sono stati nella Repubblica Democratica del Congo, in Uganda o nel Sud Sudan nei 21 giorni precedenti. 

Tutti i giocatori della Repubblica Democratica del Congo risiedono però all’estero e non saranno interessati dalle restrizioni, ora che il ritiro è stato annullato. Giuliani, in questo senso, ha spiegato: "Se ci sono altre persone in arrivo, devono trovarsi in una bolla separata da quella della squadra. Se dovessero arrivare e qualcuno di loro sviluppasse dei sintomi, rischierebbero di compromettere la possibilità dell'intera squadra di partecipare ai Mondiali”. Intanto, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha innalzato il livello di rischio per la salute pubblica derivante dall'epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo da “alto” a “molto alto”. Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Oms, ha affermato che il rischio nella regione africana è “elevato”, ma che rimane “basso” a livello globale. 

In questo senso, gli Stati Uniti hanno già introdotto restrizioni temporanee all'ingresso per chi ha soggiornato nelle zone a rischio, mentre in Messico il ministro della Salute ha emesso un'allerta epidemiologica in vista della gara di Zapopan, nei pressi di Guadalajara, tra Congo e Colombia, con quarantena di 21 giorni per i calciatori africani e divieto d'ingresso per i loro tifosi. Se la situazione dovesse farsi più seria, potrebbe impedire al Congo di partecipare ai Mondiali, aprendo di fatto nuovi scenari per un possibile ripescaggio. Uno scenario che potrebbe rimettere in corsa l'Italia. 

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Categoria: sport

11:58

Vittorio Brumotti a 'Ciao Maschio': "Maradona mi disse che la droga lo aveva rovinato”

(Adnkronos) - Vittorio Brumotti, inviato di 'Striscia la Notizia' e campione di bike trial, si racconta a 'Ciao Maschio', ospite di Nunzia De Girolamo, nella puntata in onda sabato 23 maggio alle 17.10 su Rai 1. In una conversazione intensa, Brumotti parte dall’adolescenza, passa per la bicicletta trasformata in lavoro e arriva alla sua battaglia nelle piazze di spaccio e al ricordo di Diego Armando Maradona, conosciuto dopo aver scalato la Burj Khalifa. Da allora racconta di aver iniziato con il Pibe de oro un rapporto fatto di momenti privati, calcio e bicicletta: "Andavo a casa sua, cucinavo con lui, gli ho regalato una bicicletta" e "la prima cosa che mi ha chiesto è stata il prezzo. Io gli ho risposto 'ma sono io il ligure, cos’è che mi chiedi il prezzo?”. Ma il passaggio più forte arriva quando Brumotti racconta di di avere un video girato con Maradona in cui il campione diceva "La droga è una merda". E diceva che "la droga l’ha rovinato". 

Per Brumotti, quel ricordo si lega direttamente alla sua battaglia contro la droga e contro le piazze di spaccio. "Devo essere sempre incisivo", dice. E sapere che Maradona parlasse della droga come di qualcosa capace di rovinare tante persone, aggiunge, per lui aveva un peso enorme. "Maradona l’ho proprio frequentato nel momento in cui cercava di redimersi". Nel corso dell’intervista, Brumotti torna alla prima immagine della sua adolescenza: il desiderio di una bicicletta da trial e i sacrifici dei genitori per comprargliela. Da quella bicicletta "mi sono promesso di trasformare la mia passione in una professione. Presto fatto è diventato un lavoro". Poi, con il tempo, capisce che non basta 'trickeggiare': "Era molto importante dialogare con le persone". Dopo dieci anni di inchieste sullo spreco di denaro pubblico, decide così di intraprendere una nuova battaglia: quella contro lo spaccio e le mafie. "Ho deciso di intraprendere la mia battaglia nelle piazze di spaccio e la lotta alle mafie. Sempre con una bicicletta". 

Brumotti racconta il senso del suo lavoro nelle periferie difficili: andare nei luoghi dello spaccio, attirare l’attenzione attraverso lo sport, anche facendo "un po’ il deficiente", e provare a bloccare per qualche minuto le piazze di spaccio. "Con le relative conseguenze", ammette. Ma qualcosa, dice, accadeva: "Funzionava. Qualcuno si affacciava, oltre che insultarmi, si ribellava". L’obiettivo era provare a ispirare qualche ragazzo e "fare una rivoluzione all’interno di queste periferie difficili, difficilissime". 

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Categoria: spettacoli

11:55

'La Forza di una Donna' su Canale 5 vince la prima serata. La Ruota batte Affari Tuoi

(Adnkronos) - Nella 'gara' degli ascolti tv, nella serata di ieri venerdì 22 maggio, 'La Forza di una Donna', soap turca in onda su Canale 5 conquista 2.454.000 spettatori con uno share del 17.9% e si aggiudica il primato, seguito dalla replica, su Rai1, di 'Semplicemente Fiorella', serata evento per festeggiare i 70 anni di Fiorella Mannoia, che registra 2.232.000 spettatori pari al 16.1% di share, e da 'Quarto grado' su Rete4 che totalizza 1.312.000 spettatori e il 10.8%.  

A seguire, fuori dal podio: 'Propaganda Live' su La7 raggiunge 772.000 spettatori e il 6.2%; 'Fratelli di Crozza' sul Nove con 979.000 spettatori e il 5.8%; 'Jurassic World' su Italia1 con 832.000 spettatori e il 5.4%; 'Delitti in Paradiso' su Rai2 con 869.000 spettatori e il 5%, mentre su Rai3 'Iddu – L’ultimo padrino' ottiene 407.000 spettatori e il 2.5%, stessa percentuale di share di 'MasterChef' su Tv8 che totalizza 339.000 spettatori. 

L'Access Prime Time se lo aggiudica la 'Ruota della Fortuna' su Canale 5 che totalizza 4.494.000 spettatori e uno share del 24.6%, seguito da 'Affari Tuoi' con 4.374.000 spettatori e il 24.1%. Buon risultato per 'Otto e Mezzo' su La7 con 1.505.000 spettatori e l'8.4%) mentre 'Un Posto al Sole' ottiene 1.274.000 spettatori e il 7.1%, 'N.C.I.S. – Unità Anticrimine' su Italia1 totalizza 1.043.000 spettatori e il 5.9% di share. 

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Categoria: spettacoli

11:44

Ecofin informale a Cipro, per l'Italia continua la partita della flessibilità - Le videonews dall'inviato

(Adnkronos) - Terminato l'Ecofin informale a Cipro, dopo l'Eurogruppo di ieri. Per l'Italia, rappresentata dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti che è dovuto rientrare a Roma ieri, continua la partita della flessibilità per affrontare la crisi energetica. 

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Categoria: internazionale/esteri

11:22

Italiani morti alle Maldive, le indagini continuano: sentito professore dell'Unige

(Adnkronos) - Continua l'indagine della procura di Roma dopo la morte dei sub italiani alle Maldive. Il professore associato di Zoologia Stefano Vanin - sentito dagli investigatori della squadra mobile di Genova che hanno ricevuto la subdelega dai colleghi della Capitale che indagano per conto della procura -, a quanto si apprende avrebbe confermato che la missione a bordo della Duke of York fosse per conto dell'università di Genova. Vanin, che ha consegnato alla Mobile genovese hard disk, computer, telefoni e chiavette delle vittime, si trovava alle Maldive perché impegnato in una differente attività di ricerca, in particolare nel campionamento di ditteri e altri insetti di interesse forense, sanitario e veterinario.  

Le indagini mirano a ricostruire l'organizzazione delle crociere, come quella organizzata a bordo della Duke of York, in particolare per quanto riguarda i finanziamenti. Nei prossimi giorni gli inquirenti potrebbero sentire altre persone che si trovavano alle Maldive per cercare di fare luce sulla tragedia nella quale hanno perso la vita la professoressa Monica Montefalcone, associata di Ecologia presso il Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita – Distav, la figlia Giorgia Sommacal, studentessa di Unige, Muriel Oddenino, assegnista di ricerca presso lo stesso Dipartimento, Federico Gualtieri, neolaureato magistrale UniGe in Biologia ed Ecologia marina e la guida Gianluca Benedetti.  

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Categoria: cronaca

11:19

Contratti, Damiano: "Sfida contrattazione si fa su qualità non sui salari bassi"

(Adnkronos) - "Il punto chiave è che bisogna assolutamente combattere il dumping contrattuale. La sfida della contrattazione si fa sulla qualità della contrattazione, non sui salari bassi, ma sui salari alti, sulle carriere. E sulla normativa che sia capace anche di interpretare le novità della tecnologia nel tempo del digitale, dell'avvento dell'intelligenza artificiale, questo deve essere il messaggio fondamentale". A dirlo Cesare Damiano, già ministro del Lavoro e presidente dell'Associazione Lavoro&Welfare, parlando di 'Ccnl equivalenti. Come verificare l’equivalenza delle tutele' il libro scritto con Andrea Cafà, presidente del Fondo interprofessionale Fonarcom e dell'Associazione di imprese Cifa Italia, Angelo Raffaele Margiotta, segretario generale della Confsal, Adalberto Perulli, Paolo Pizzuti presentato oggi al Festival del lavoro, la manifestazione dei consulenti del lavoro in corso alla Nuvola all'Eur a Roma. 

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Categoria: economia

11:16

Contratti, Margiotta (Confsal): "Superare tradizionale frammentazione sistema contrattuale manifatturiero"

(Adnkronos) - "Bisogna superare la tradizionale frammentazione del sistema contrattuale manifatturiero, garantendo un nucleo uniforme di diritti, tutele e strumenti di welfare per tutti i lavoratori e, al tempo stesso, valorizzando le specificità produttive, organizzative e professionali dei diversi comparti". A dirlo Angelo Raffaele Margiotta, segretario generale della Confsal, parlando di 'Ccnl equivalenti. Come verificare l’equivalenza delle tutele' il libro scritto con Andrea Cafà, presidente del Fondo interprofessionale Fonarcom e dell'Associazione di imprese Cifa Italia, Cesare Damiano, già ministro del Lavoro e presidente dell'Associazione Lavoro&Welfare, Adalberto Perulli, Paolo Pizzuti presentato oggi al Festival del lavoro, la manifestazione dei consulenti del lavoro in corso alla Nuvola all'Eur a Roma. 

"Questo contratto - sottolinea - rappresenta una grande innovazione perché dà un'omogeneità di diritti e tutele che erano molto diverse tra loro. Il lavoratore è una persona che svolge una mansione che lo differenzia da un altro lavoratore per grado di responsabilità e per la specificità. Tuttavia la persona lo unifica perché ogni persona è portatrice degli stessi diritti e ha diritto alle stesse tutele". 

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Categoria: economia

11:16

Saviola, Strippedwood riceve la menzione d'onore al XXIX Premio Compasso d'oro Adi

(Adnkronos) - Nella serata di ieri, presso l'Adi design museum di Milano, Strippedwood il Pannello ecologico, sviluppato e ideato da Saviola, ha ricevuto la 'menzione d'onore' al XXIX premio Compasso d'oro, uno dei riconoscimenti più autorevoli nel panorama del disegno industriale internazionale.  

In una cornice che ha riunito designer, imprese, università e protagonisti della cultura progettuale contemporanea, la premiazione ha rappresentato uno dei momenti centrali del design italiano e internazionale. Fin dalla sua nascita nel 1954, il Compasso d'oro non ha individuato soltanto prodotti e soluzioni innovative, ma progetti capaci di interpretare il proprio tempo e di generare valore attraverso ricerca, visione e cultura industriale. È proprio in questo contesto che la Menzione, attribuita a Strippedwood da una giuria internazionale, assume un significato che va oltre il prodotto stesso. Per Saviola rappresenta infatti il riconoscimento di un percorso costruito negli anni, nel quale sostenibilità e innovazione hanno camminato insieme.  

Strippedwood, esposto presso l'Adi design museum fino al 4 giugno 2026, interpreta in chiave contemporanea l'effetto cannettato, trasformando un linguaggio minimale in una proposta di raffinata attualità. La superficie tridimensionale, caratterizzata da un ritmo irregolare di striature, genera profondità, vibrazione luminosa ed equilibrio formale, qualità che ne amplificano il dialogo con il mondo dell'arredo e dell’architettura. Questo prodotto ha infatti ottenuto un primo importante 'award' nel 2024 (German design award), confermando la continuità di una visione progettuale capace di evolversi nel tempo e di interpretare le esigenze contemporanee con coerenza e innovazione. Alla base, rimane come punto cardine, il Pannello ecologico, espressione concreta del modello circolare del Gruppo, nel quale il legno recuperato trova nuova vita per diventare protagonista nel mondo del legno-arredo.  

L'attestazione ricevuta nel corso di questa edizione rappresenta anche la conclusione di un percorso iniziato due anni fa con l’ingresso nell'Adi design index e proseguito attraverso varie attività progettuali, ricerche e sperimentazioni. Un lavoro che coinvolge competenze differenti, stabilimenti, professionalità e persone che contribuiscono quotidianamente alla costruzione del risultato finale.  

"Se la sostenibilità costituisce oggi una responsabilità imprescindibile, è la capacità di tradurla in progetto a fare la differenza -è il commento di Alessandro Saviola, presidente di Gruppo Saviola-. Ricerca, disegno industriale, sensibilità estetica e attenzione all'evoluzione degli stili diventano elementi necessari per trasformare un'idea in una proposta capace di generare interesse. Dietro Strippedwood c'è un percorso condiviso fatto da molteplici passi tra ideazione, competenze, sensibilità e collaborazione quotidiana. A tutte le persone che hanno contribuito a questo risultato appartiene la menzione d'onore". 

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Categoria: economia

11:06

Contratti, Cafà (Cifa Italia): "Appalti e lavoro, ecco la guida per verificare equivalenza ccnl"

(Adnkronos) - 'Ccnl equivalenti. Come verificare l’equivalenza delle tutele' è il libro di Andrea Cafà, Cesare Damiano, Angelo Raffaele Margiotta, Adalberto Perulli, Paolo Pizzuti presentato oggi al Festival del lavoro, la manifestazione dei consulenti del lavoro in corso alla Nuvola all'Eur a Roma. Per Andrea Cafà, presidente e socio fondatore di Cifa Italia e presidente di Fonarcom, "il volume nasce da un’esigenza non più rinviabile: offrire a professionisti, imprese e operatori delle filiere una guida chiara per leggere, applicare e valutare i contratti collettivi in una fase in cui il lavoro è attraversato da trasformazioni ecologiche, digitali, organizzative, demografiche e dall’accelerazione dell’intelligenza artificiale".  

La motivazione di fondo è spostare il baricentro del dibattito pubblico e tecnico dal 'chi firma' al 'che cosa si firma': la qualità di un ccnl, nella prospettiva indicata da Cafà, non si misura sulla notorietà delle sigle firmatarie, ma sulla solidità delle tutele, sulla coerenza dell’impianto contrattuale e sulla capacità di produrre effetti concreti e verificabili. Il libro nasce quindi come scelta culturale e operativa: contrastare dumping contrattuale e salariale, valorizzare il pluralismo sindacale quando produce contrattazione di qualità, e mettere a disposizione una 'cassetta degli attrezzi' per imprese, consulenti, HR, professionisti e pubbliche amministrazioni. L’equivalenza delle tutele viene assunta come soglia minima di serietà; l’obiettivo più ambizioso è andare oltre l’equivalenza, verso una contrattazione capace di sostenere welfare, bilateralità, formazione continua, occupabilità e competitività delle imprese. 

Il libro affronta uno dei temi più sensibili del diritto del lavoro e degli appalti pubblici: come verificare se un contratto collettivo diverso da quello indicato come riferimento garantisca tutele economiche e normative equivalenti. Il volume propone un passaggio di paradigma: non fermarsi alla rappresentatività formale o alla tradizione delle sigle, ma misurare i contratti sulla base dei contenuti, della trasparenza e della verificabilità delle tutele. La pubblicazione unisce analisi giuridica, riflessione sulle relazioni industriali e strumenti operativi. Il ccnl intersettoriale Cifa-Confsal viene assunto come caso di studio per mostrare come un contratto possa essere valutato attraverso parametri economici e normativi, con particolare attenzione a retribuzioni, orario, part-time, periodo di prova, preavviso, comporto, malattia, maternità, permessi, bilateralità, previdenza e sanità integrativa. 

 

La tesi centrale del volume è che la 'buona contrattazione' non si riconosce solo perché evita il peggio, ma perché costruisce il meglio possibile entro un equilibrio sostenibile fra dignità del lavoro e capacità competitiva dell’impresa.La prefazione di Chiara Tenerini colloca il libro in una fase in cui l’equivalenza contrattuale è diventata uno snodo cruciale, ma sottolinea che il volume non si limita alla conformità formale: la questione più ampia è quale contrattazione collettiva serva oggi a un mercato del lavoro che cambia, a imprese che competono, a filiere che si trasformano e a istituzioni chiamate a valutare l’effettività delle tutele. 

Il volume si apre con l’introduzione di Andrea Cafà sull’equivalenza contrattuale come 'svolta storica' che cambia il paradigma: dalle sigle firmatarie ai contenuti della contrattazione collettiva. Seguono il capitolo di Paolo Pizzuti su rappresentatività sindacale ed equivalenza contrattuale, l’analisi di Adalberto Perulli sul ccnl Cifa-Confsal tra dumping e principio di equivalenza, il contributo di Cesare Damiano su bilateralità, formazione, salute, sicurezza e welfare, e il capitolo di Angelo Raffaele Margiotta sul modello Cifa-Confsal come patto tra parti sociali per dare valore al lavoro. La parte finale contiene una linea guida, una tavola sinottica comparativa e un modello di dichiarazione di equivalenza ccnl. La linea guida indica i passaggi essenziali: verificare l’attinenza del ccnl all’attività oggetto dell’appalto, comparare le tutele economiche nella loro dimensione annua complessiva e confrontare analiticamente quattordici parametri normativi, dalla disciplina del lavoro supplementare alla sanità integrativa. 

Secondo l’analisi di Adalberto Perulli, l’attuale disciplina collettiva Cifa-Confsal non determina una situazione di dumping contrattuale o salariale e, sotto il profilo delle tutele normative, può superare il giudizio di equivalenza nell’ambito di una gara pubblica d’appalto. Il giudizio si basa su una valutazione complessiva, non atomistica, delle tutele economiche e normative, considerando anche eventuali compensazioni fra istituti. Il volume evidenzia inoltre che il testo aggiornato del ccnl ha rimosso istituti che in passato potevano esporre al rischio di contrattazione al ribasso e ha introdotto un sistema di 'pesi e contrappesi' sul piano delle tutele normative. 

 

 

 

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Categoria: economia

10:31

Fine vita, Zanettin: "Sia legge nazionale, non vogliamo cittadini di serie A e B"

(Adnkronos) - Forza Italia non molla sul fine vita. Vuol portare la sua battaglia avanti fino in fondo, o almeno provarci, perchè, come spiega all'Adnkronos il senatore azzurro Pierantonio Zanettin, relatore del testo presentato dal centrodestra insieme all'esponente di Fdi, Ignazio Zullo, ''è necessaria una legge nazionale per evitare il caos delle legislazioni a macchia di leopardo nelle singole Regioni e assurde disparità di trattamento tra cittadini di serie a e cittadini di serie B''. La strada è impervia, bisogna superare tante insidie e resistenze, anche interne alla maggioranza. Zanettin ne è consapevole e il suo auscipio è che si trovi presto una sintesi nella coalizione. 

Il suicidio assistito ''non è una bandierina da agitare nella prossima campagna elettorale, ma una norma di civiltà per aiutare dei nostri concittadini che soffrono'', ci tiene a precisare il parlamentare forzista, che punta l'obiettivo: portare in Aula a palazzo Madama un testo da condividere con le opposizioni al posto del provvedimento firmato dal dem Alfredo Bazoli, che è l'unico in questo momento ad avere titoli per approdare al Senato il 3 giugno. La prossima settimana, si ricomincia. Il capogruppo forzista al Senato, Stefania Craxi, intreprete della spinta liberal voluta da Marina Berlusconi, ci crede e lavora per una mediazione sul ruolo del Servizio sanitario nazionale. 'Martedì, annuncia Zanettin, tornano a riunirsi, "dopo diversi mesi di stallo", le commissioni riunite Giustizia e Sanità del Senato per riprendere l’iter del ddl sul fine vita: e’ il frutto del pressing del nuovo capogruppo di Fi Craxi, che intende arrivare a tutti i costi ad una legge nazionale". 

Zanettin cita l'ultimo caso di suicidio assistito, quello di Christian, 55 anni, che conviveva con la sclerosi multipla da più di 25 anni e il 18 maggio scorso è morto nella sua casa in Lombardia dopo essersi autosomministrato il farmaco letale. ''E’ di oggi la notizia di un altro caso in Lombardia, il terzo -spiega il senatore forzista- in quella Regione''. Urge una legge nazionale per scongiurare il caos delle legislazioni a macchia di leopardo nelle singole Regioni e assurde disparità di trattamento tra Regione e Regione'': ''Non possono esistere -insiste- cittadini di serie a e cittadini di serie B".  

''La presidente Craxi -ricorda- ha chiesto la riapertura dei termini per presentare emendamenti al testo dei relatori". Il "punto più controverso" riguarda il ruolo del Servizio sanitario nazionale, che "nel testo dei relatori rimane escluso, ma che invece la Corte costituzionale in diverse sentenze ha ritenuto doveroso". Zanettin invita tutte le forze politiche a mettere da parte pregiudizi ideologici e a non ragionare secondo la logica degli schieramenti di appartenenza. Immagina una sorta di 'no fly zone' dove mettersi tutti attorno a un tavolo per guardarsi negli occhi e provare a fare le regole su un tema così sensibile.  

''Credo -avverte- che il tema del fine vita, che è molto delicato ed interroga nel profondo le coscienze di noi parlamentari, vada affrontato senza pregiudizi ideologici e fini propagandistici". C'è poi il nodo della cure palliative. Per Zanettin ''rimane fondamentale lo sviluppo di queste cure, che purtroppo in Italia troppe volte resta inadeguato'', perchè, conclude , ''deve essere chiaro che il suicidio assistito è l'estrema ratio quando al malato è stato fornito tutto il sostegno possibile''. 

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Categoria: politica

10:11

Addio a Dick Parry, il sax che ha reso immortale il suono dei Pink Floyd

(Adnkronos) - È morto all’età di 83 anni Dick Parry, il celebre sassofonista britannico che contribuì a definire il sound dei Pink Floyd in alcuni dei loro brani più iconici. La notizia è stata annunciata da David Gilmour attraverso i social network, senza specificare le cause e il luogo del decesso. “Il mio caro amico Dick Parry è morto”, ha scritto il chitarrista dei Pink Floyd. "Da quando avevo 17 anni, ho suonato in diverse band con Dick al sassofono, tra cui i Pink Floyd". 

Nato il 22 dicembre 1942 a Kentford, nel Suffolk, Dick Parry era entrato nella leggenda del rock grazie ai suoi assoli e alle sue atmosfere raffinate in canzoni diventate simbolo della band britannica, tra cui “Money”, “Us and Them”, “Wish You Were Here” e soprattutto “Shine On You Crazy Diamond”. Il suo sax caldo ed evocativo è stato per decenni una delle firme sonore più riconoscibili dell’universo dei Pink Flooyd- Gilmour ha ricordato il musicista sottolineando “il suo tocco e il suo timbro inconfondibile”, capaci di trasformare il sax in “una firma di enorme bellezza conosciuta da milioni di persone”. 

Oltre alle registrazioni in studio, Parry accompagnò regolarmente i Pink Floyd dal vivo negli anni Settanta, diventando presenza stabile nei concerti della band. Tornò poi a collaborare con il gruppo nel 1994 per l’album "The Division Bell", partecipando anche alla successiva tournée documentata nel live "Pulse". Il sassofonista prese parte inoltre al celebre concerto del Live 8 del 2005 insieme ai Pink Floyd e collaborò con Gilmour anche nei suoi progetti solisti, inclusa la tournée di "On an Island". Nel corso della sua carriera, Dick Parry ha lavorato anche con altri grandi nomi della musica rock e blues, tra cui John Entwistle degli Who, Rory Gallagher e Lightnin’ Slim. (di Paolo Martini) 

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Categoria: spettacoli

10:10

Leone nella Terra dei Fuochi, prima volta di un Papa: "Qui per raccogliere le vostre lacrime"

(Adnkronos) -  “Sono venuto anzitutto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care, uccise dall’inquinamento ambientale procurato da persone e organizzazioni senza scrupoli, che per troppo tempo hanno potuto agire impunemente”. Il Papa, nella cattedrale di Acerra, spiega le ragioni della sua visita nella Terra dei Fuochi. Si tratta della prima volta di un pontefice, accolto da 15mila fedeli, nelle zone martoriate da roghi, veleni e inquinamento. 

“Sono qui, - dice - però anche per ringraziare chi ha risposto al male col bene, specialmente una Chiesa che ha saputo osare la denuncia e la profezia, per radunare il popolo nella speranza. Così, sapendo di visitarvi alla vigilia di Pentecoste, ho cercato nelle Sacre Scritture una pagina che potesse interpretare e ispirare il vostro cammino. L’ho trovata in una grandiosa visione del profeta Ezechiele, portato dal Signore a fare un’esperienza che per il popolo in esilio dovrà diventare un forte messaggio di risurrezione”. 

“Ringrazio il Signore di potervi incontrare, ritornando in Campania pochi giorni dopo la mia visita al Santuario di Pompei e alla città di Napoli. Sapete che già Papa Francesco avrebbe desiderato venire qui, in quella che ha tristemente preso il nome di “Terra dei fuochi”, ma non gli fu possibile. Oggi vogliamo realizzare il suo desiderio, riconoscendo il grande dono che l’Enciclica Laudato si’ ha rappresentato per la missione della Chiesa in questa terra”, le parole del Santo Padre ricordando il predecessere che non potè partire a causa della pandemia. 

“Se oggi ci incontriamo, è per rispondere a questa Parola. E rispondiamo così: Signore, la morte sembra essere dappertutto, l’ingiustizia sembra avere vinto, la criminalità, la corruzione, l’indifferenza uccidono ancora, il bene sembra restare inaridito”. Leone incoraggia la popolazione: "Però, se tu ci interroghi, Potranno queste ossa rivivere?", noi crediamo e diciamo: "Signore Dio, tu lo sai!. Tu sai che possiamo rialzarci, perché tu stesso ci prendi per mano. Tu sai che il nostro deserto può fiorire. Tu sai cambiare il lutto in gioia. Sorelle e fratelli, tutto questo è molto concreto: è una promessa che già diventa realtà”. 

Prevost cita ancora il predecessore: “Papa Francesco, nell’Enciclica Laudato si’, pur denunciando un paradigma di morte, ha chiaramente annunciato il silenzioso irrompere della vita nuova. Dopo avere elencato realtà in cui le persone già ripartono insieme e danno nuova forma alla giustizia sociale e ambientale, scrive: ‘L’autentica umanità, che invita a una nuova sintesi, sembra abitare in mezzo alla civiltà tecnologica, quasi impercettibilmente . Sarà una promessa permanente, nonostante tutto, che sboccia come un’ostinata resistenza di ciò che è autentico?’ Carissimi, siate testimoni di questa “ostinata resistenza” che diventa rinascita, là dove il Vangelo illumina e trasforma la vita. Questo ci ha insegnato il Concilio Vaticano II, in particolare con la Costituzione Gaudium et spes. 

“Il Signore ci fa domande nuove su come si vive nei nostri quartieri, sulla disponibilità a lavorare insieme fra persone e istituzioni, sulla nostra passione educativa, sull’onestà nel lavoro, sull’equa distribuzione del potere e delle ricchezze, sul rispetto per le persone e per tutte le creature. Potranno queste terre rivivere? Siate voi stessi la risposta: una comunità unita, nelle fede e nell’impegno. La vita allora si moltiplicherà”, il mandato del Pontefice. 

“Il grido della creazione e dei poveri tra voi è stato avvertito più drammaticamente, a causa di un concentrato mortale di oscuri interessi e indifferenza al bene comune, che ha avvelenato l’ambiente naturale e sociale”, il grido di Papa Leone nel suo primo discorso. “ È un grido che chiede conversione!”, dice. 

E ancora: “Anche questa terra anticamente era chiamata Campania felix, perché capace di incantare per la sua fecondità, i suoi prodotti e la sua cultura, come un inno alla vita. Eppure, ecco la morte, della terra e degli uomini”, denuncia. “Possiamo immedesimarci nello sconcerto del profeta davanti a quella distesa di ossa inaridite. Soffriamo per la devastazione che ha compromesso un meraviglioso ecosistema, luoghi, storie e memorie”, dice Leone scuotendo le coscienze: “Di fronte a questa realtà ci possono essere due atteggiamenti: l’indifferenza o la responsabilità. Voi avete scelto la responsabilità e, con l’aiuto di Dio, avete iniziato un cammino di impegno e di ricerca della giustizia”. 

“Occorre fidarsi ancora - dice Leone -, ascoltare ancora, credere ancora. Le scelte che avete fatto, il cammino ecclesiale che avete percorso, le piccole e grandi ripartenze con cui avete affrontato il dolore non sono ancora tutto. Se ci si ferma, si torna indietro”. Per il Papa “va scardinata una cultura del privilegio, della prepotenza, del non rendere conto, che troppo male ha fatto a questa terra, come a molte altre regioni dell’Italia e del mondo”.  

“Soffi lo Spirito dai quattro venti e ispiri forme nuove di annuncio, di cooperazione, di rigenerazione ambientale e sociale. Esiste infatti una spiritualità dei luoghi, ma che deve tutto alla spiritualità delle persone. Il cambiamento del mondo, infatti, inizia sempre dal cuore”, ha ricordato Leone. 

"Lo Spirito Santo vi conceda di vedere un 'esercito' di pace che si alza in piedi e guarisce le ferite di questa terra e delle sue comunità. Non più fuoco che distrugge, ma fuoco che ravviva e riscalda, il fuoco dello Spirito che accende i cuori e le menti di migliaia e migliaia di uomini e donne, di bambini e di anziani e ispira cura, consolazione, attenzione, amore vero”, continua. “In particolare voi, famiglie che la morte ha colpito, generate vita nuova trasmettendo a figli e figlie, a nipoti e vicini quel senso di responsabilità che troppe volte sin qui è mancato. Lasciate morire il risentimento, praticate per primi la giustizia che chiedete, testimoniate la vita, educate alla cura”, il monito.  

 

Momento toccante e intenso in cattedrale ad Acerra in occasione dell’incontro tra il Papa e i famigliari di tante persone - tra loro molti bambini - morti a causa dell’inquinamento ambientale. Tra loro c’è chi gli consegna una lettera come ha fatto nei giorni scorsi Marzia Caccioppoli, fondatrice dell’Associazione ‘Noi genitori di tutti’: “Gli chiederemo di non abbandonarci e di ammonire le istituzioni. Dopo quattordici anni di denunce, nulla si è mosso”, aveva spiegato la donna alla vigilia dell’arrivo di Leone. 

Lo sversamento dei rifiuti industriali smaltiti illegalmente da organizzazioni criminali sono la quotidianità. I rifiuti vengono incendiati dando luogo ai roghi tossici, in altri casi vengono intombati nel sottosuolo contaminando terreni agricoli e falde acquifere. Marzia ha perso il suo unico figlio a causa dell’inquinamento e dei veleni presenti nella Terra dei Fuochi. “Avevo solo un figlio - ha detto - non temo più nulla. Gli ultimi accadimenti nella Terra dei Fuochi sono di ieri con nuovi sversamenti di rifiuti. Io dirò al Papa di non abbandonarci e di lanciare appelli alle istituzioni. Tanti bambini continuano a morire, non si può fare finta di nulla”.  

Dieci proposte di interventi ambientali per Acerra: è il documento che i famigliari delle vittime hanno consegnato a papa Leone XIV. "Chiediamo un patto intergenerazionale, una forma di risarcimento ambientale che ci apra la strada ad un futuro migliore. Vogliamo che dalle debolezze del nostro territorio scaturisca una nuova possibilità da costruire assieme e che le ricchezze che abbiamo siano invece tutelate e valorizzate. Santo Padre, vogliamo in sostanza e semplicemente, vivere e vivere bene, tendere alla felicità", si legge nella lettera aperta. 

"Dica di agire, presto ed in maniera concreta ed incisiva. Questa terra non può più aspettare, abbiamo bisogno di coraggio, quello stesso coraggio che in passato è mancato o che si è trasformato in connivenza e crimine. Dica che non vogliamo più essere la Terra dei fuochi, ma dica che solo interventi immediati e strutturali potranno trasformarci in Terra delle possibilità", chiedono al Pontefice i cittadini di Acerra. 

"Troppi sono i figli di questa terra che si ammalano e troppe volte non ce la fanno - denunciano - vengono rilevati ogni anno sforamenti da polveri sottili oltre ogni limite consentito dalla Legge; recenti studi hanno evidenziato presenza in falda di sostanze ritenute altamente pericolose. Santo Padre, tuttavia noi non perdiamo la speranza ed ogni giorno c'è chi continua a lottare per consegnare un domani migliore alla futura umanità. La strada è difficile e troppe volte chi dovrebbe ascoltare il grido di dolore della nostra Terra, si volta dall'altra parte. Non vogliamo e non possiamo rassegnarci, lo dobbiamo a chi si ammala e a chi non c'è più, lo dobbiamo a noi stessi, ai nostri figli ed alle generazioni che verranno". 

 

 

Il Papa ha poi denunciato il “malaffare” e “l’indifferenza”. Parlando ai sindaci dei novanta comuni e alla cittadinanza in piazza Calipari, Leone ha detto: “Poco fa, nel Duomo, ho incontrato alcuni familiari delle vittime dell’inquinamento che, negli ultimi decenni, ha reso tristemente nota quest’area come “Terra dei fuochi”: un’espressione che non fa giustizia al bene che c’è e che resiste, ma che ha certamente facilitato una presa di coscienza diffusa della gravità del malaffare e dell’indifferenza che ha lasciato spazio ai crimini”. 

“Ho desiderato ringraziare vescovi, preti, diaconi, religiose, religiosi e laici che hanno accolto prontamente il messaggio dell’Enciclica Laudato si’ e il costante invito di Papa Francesco a essere Chiesa in uscita, missionaria, sinodale. Camminare insieme, vincere l’autoreferenzialità, osare la profezia nonostante le resistenze e le minacce è ciò che il Signore ci chiede e il suo Spirito ispira”, ha spiegato Leone.  

“Sono contento di trascorrere fra voi questo sabato mattina, per visitare nuovamente una regione di cui nessuna ingiustizia può cancellare la bellezza. Nella vita comprendiamo che più una bellezza è fragile, più chiede cura e responsabilità”, le parole del Pontefice. “Questo, carissimi, è il senso principale della mia presenza oggi ad Acerra - ha spiegato -. Confermare e incoraggiare quel sussulto di dignità e responsabilità che ogni cuore onesto avverte quando la vita germoglia e subito è minacciata dalla morte. Chi ha il dono della fede comprenderà che tale sussulto viene da Dio creatore, che in ogni uomo e in ogni donna cerca cooperatori ai suoi progetti di vita”.  

“In questo territorio, la vita c’è e contrasta la morte, la giustizia esiste e si affermerà. Occorre, certo, scegliere la vita e liberarsi dai legami di morte”, ha continuato, invitando a non cedere a rassegnazione e a non fare lo scaricabarile. “C’è sempre una sottile convenienza nella rassegnazione, nei compromessi, nel rimandare le decisioni necessarie e coraggiose. Il fatalismo, il lamento, lo scaricare la colpa sugli altri - avverte tra gli applausi - sono il terreno di coltura dell’illegalità e un principio di desertificazione delle coscienze. Per questo vorrei dire a tutti voi: assumiamoci ognuno le proprie responsabilità, scegliamo la giustizia, serviamo la vita! Il bene comune viene prima degli affari di pochi, degli interessi di parte, piccoli o grandi che siano”.  

"Questa terra ha pagato un tributo alto, ha sepolto tanti suoi figli, ha assistito alla sofferenza di bambini e innocenti. Il valore e il peso di quel dolore impongono di provare insieme a essere testimoni di un nuovo patto”, ha spiegato indicando la strada per la rinascita. “Siete in cammino verso il tempo della rinascita, che non è tempo di rimozione, ma di azione etica e di memoria operosa. È il momento di uno sguardo contemplativo, quello cui l’Enciclica Laudato si’ ha richiamato tutti gli esseri umani, ciascuno a partire dalle sue responsabilità”. 

Papa Prevost ha poi citato l’enciclica sociale del predecessore: “‘La cultura ecologica non si può ridurre a una serie di risposte urgenti e parziali ai problemi che si presentano riguardo al degrado ambientale, all’esaurimento delle riserve naturali e all’inquinamento. Dovrebbe essere uno sguardo diverso, un pensiero, una politica, un programma educativo, uno stile di vita e una spiritualità che diano forma a una resistenza di fronte all’avanzare del paradigma tecnocratico’”. Da qui il monito: “Sorelle, fratelli, quel paradigma si presenta ancora oggi come vincente: è all’origine del moltiplicarsi dei conflitti, dietro ai quali c’è la corsa all’accaparramento delle risorse; lo vediamo resistere ogni volta che chi ha responsabilità politiche e istituzionali è troppo debole verso chi è forte; lo ritroviamo attivo in uno sviluppo tecnologico che mira ai vertiginosi profitti di pochi ed è cieco davanti alle persone, al loro lavoro e al loro futuro. Per questo, se siamo chiamati a cambiare, è a partire dal nostro sguardo”.  

 

Il Papa si è poi congedato da Acerra. Arrivato al Campo Arcoleo in auto scoperta, Leone, prima di salire sull’elicottero che lo riporterà Vaticano, ha salutato le autorità locali, il sottosegretario alla presa del Consiglio, Alfredo Mantovano. In elicottero è stata portata anche una pizza margherita e un vassoio di sfogliatelle. (dall'inviata Elena Davolio) 

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Categoria: cronaca

09:35

Strage di Capaci, Mattarella: "23 maggio ha segnato storia Repubblica, fu attacco a libertà"

(Adnkronos) - "La data del 23 maggio ha segnato la storia della Repubblica. La strage di Capaci, manifestazione tra le più sanguinarie della disumanità mafiosa, fu un attacco di inedita ferocia contro la libertà e la dignità degli italiani". Lo sottolinea in una dichiarazione diffusa dal Quirinale il capo dello Stato, Sergio Mattarella, in occasione del 34esimo anniversario della strage in cui morirono Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. 

"Nell’anniversario, il primo pensiero, commosso, va a Giovanni Falcone, a Francesca Morvillo e agli uomini della scorta, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, barbaramente uccisi in quel tragico giorno. A loro saranno sempre uniti, con lo stesso filo della memoria, i nomi di Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina, vittime della medesima strategia eversiva e anch’essi testimoni fino al sacrificio estremo dei valori costituzionali incompatibili con le trame infami della mafia. Il 23 maggio rappresentò l’avvio della riscossa civile, per questo è divenuto per gli italiani “la Giornata della legalità'. L’organizzazione criminale voleva piegare le istituzioni con la violenza e il ricatto, ma si è trovata di fronte a risposte inflessibili, subendo sconfitte irreversibili. Grazie a donne e uomini delle istituzioni, coraggiosi e tenaci. Grazie al contributo decisivo dei cittadini", la parole del presidente. 

"Un impegno - sottolinea Mattarella - che non ha mai sosta, per combattere le zone grigie, l’indifferenza, le metamorfosi della piovra criminale. Giovanni Falcone, e con lui Paolo Borsellino, ce lo hanno insegnato: la mafia finirà grazie a istituzioni salde, ad azioni di contrasto efficaci e coerenti, con un impegno educativo che sappia far crescere la fiducia in un domani da costruire insieme. L’eredità di Falcone e Borsellino costituisce un patrimonio etico e civile che appartiene alla nostra democrazia. Pegno consegnato anzitutto alle generazioni più giovani'', conclude il capo dello Stato. 

 

"Il 23 maggio 1992 l’Italia si fermò di fronte all’orrore della strage di Capaci in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e collega Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Ricordare oggi questa dolorosa pagina della nostra Storia significa non lasciare che il sacrificio di chi ha dato la vita per la giustizia venga dimenticato. Anche per questo dal 2002 si celebra la Giornata Nazionale della Legalità: un momento non solo per ricordare le vittime di tutte le mafie, ma per far conoscere soprattutto ai giovani l'importanza della legalità e dell'impegno civile. Perché è dalla memoria e dalle nostre scelte quotidiane che possiamo costruire un futuro libero dalla paura e dall’indifferenza", scrive la premier Giorgia Meloni sui social. 

 

"In occasione dell’anniversario della strage di Capaci, l’Italia si inchina e rende omaggio a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e agli agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, barbaramente assassinati dalla mafia il 23 maggio 1992. Il loro sacrificio resta un monito e un’eredità morale per le Istituzioni e per tutti coloro che ogni giorno servono la Nazione con coraggio, onore e senso del dovere. Coltivare la loro memoria significa rinnovare l’impegno nella difesa della legalità e nella lotta contro ogni forma di criminalità mafiosa". Lo scrive sui social il presidente del Senato, Ignazio La Russa. 

 

"Oggi, nella Giornata della Legalità, ricordiamo la strage di Capaci. Il sacrificio di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli uomini della scorta resta una ferita profonda nella storia italiana, ma anche uno dei simboli più forti del coraggio dello Stato nella lotta alla mafia. Ricordare Capaci significa rinnovare ogni giorno l’impegno in difesa della legalità, della giustizia e della libertà. È questo il modo più autentico per onorare il loro sacrificio e trasmetterne l’esempio alle nuove generazioni". Così sui social il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. 

 

“Trentaquattro anni fa, nella strage di Capaci, persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Quel giorno la mafia colpì magistrati, donne e uomini dello Stato impegnati ogni giorno nella difesa della legalità e della sicurezza dei cittadini. Falcone e i suoi uomini conoscevano i pericoli, erano consapevoli dei rischi eppure scelsero di restare, di continuare a lottare contro la criminalità organizzata. Perché ci sono battaglie che non si possono abbandonare". Lo ha dichiarato il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. 

"Oggi rinnoviamo il nostro impegno a custodire la loro memoria e la loro eredità. Perché ricordare non è solo un esercizio di stile ma significa riaffermare con forza quel patto tra generazioni che ci spinge a proseguire lungo la strada tracciata, guidati dai valori che li ispirarono e che ognuno di loro onorò sempre con sacrificio e dedizione. La memoria di Giovanni Falcone e delle vittime delle stragi di mafia vive nelle scelte quotidiane di chi decide di servire lo Stato con onore e responsabilità”, conclude Piantedosi. 

 

"Io mi sento magistrato, prima ancora che ministro, quindi questa giornata per me è particolarmente emozionante. Sia io che Giovanni Falcone abbiamo rischiato la vita: io quando indagavo sulle Brigate Rosse e lui sulla mafia. Purtroppo lui ha sacrificato la vita per un ideale che è quello di tutti noi: salvaguardare lo Stato e la sicurezza dei cittadini". Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio arrivando al Museo del Presente, a Palermo, per il 34° anniversario della strage. 

 

"Oggi rendiamo omaggio al magistrato Giovanni Falcone e a tutte le vittime di mafia. A 34 anni dalla strage di Capaci, rinnoviamo il nostro impegno nella lotta per la giustizia. Per il magistrato Falcone. Per tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita nella ricerca della verità. Non dimenticheremo mai". Così in un post sui social la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. 

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Categoria: politica

09:18

Trovato morto l’attore Stewart McLean, la star di 'Virgin River' forse vittima di omicidio

(Adnkronos) - L’attore canadese Stewart McLean, 45 anni, noto per le sue apparizioni nella serie Netflix 'Virgin River', è stato trovato morto dopo giorni di ricerche. Le autorità canadesi hanno confermato che il caso della sua scomparsa è stato trasformato in un’indagine per omicidio. A comunicarlo è stato l’Integrated Homicide Investigation Team, che venerdì 22 maggio ha annunciato il ritrovamento dei resti dell’attore nell’area di Lions Bay, una località costiera della Columbia Britannica, in Canada, situata tra Vancouver e Squamish, lungo la Sea-to-Sky Highway. La notizia è stata riportata dalla rivista "People". 

McLean era stato denunciato come disperso il 18 maggio. Secondo quanto riferito dalla Royal Canadian Mounted Police, l’attore era stato visto per l’ultima volta il 15 maggio nella sua abitazione di Lions Bay. Il giorno successivo alla denuncia, le autorità avevano avviato un appello pubblico per raccogliere informazioni utili alle ricerche. Nel corso delle indagini, gli investigatori dellla polizia hanno raccolto elementi che hanno portato a ipotizzare un omicidio. “Attraverso le attività investigative sono emerse prove che indicano che il signor McLean potrebbe essere stato vittima di un omicidio”, si legge nel comunicato diffuso dalla polizia canadese. Dal 20 maggio il caso è stato affidato all'Integrated Homicide Investigation Team, che sta lavorando per chiarire la dinamica dei fatti. 

Nel corso della sua carriera, McLean ha preso parte anche serie crime 'Murder in a Small Town', alla produzione true crime 'Happy Face' e al film televisivo 'The Killer Inside: The Ruth Finley Story'. Ha recitato in numerose serie tv come 'Supernatural', 'Travelers', 'Beyond', 'Silicon Valley - La valle del boom', 'Siren' e 'Delitti e misteri a Gibson'. (di Paolo Martini) 

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Categoria: spettacoli

09:02

Estate in anticipo, arriva il caldo record sull'Italia: le previsioni meteo

(Adnkronos) - Aumento costante delle massime e temperature sopra le medie stagionali. Dopo un maggio al fresco, ecco arrivare il ribaltone meteo e, con lui, un'estate in anticipo sui tempi. Nel mirino delle prossime ondate di calore saranno in modo particolare le regioni del Centro-Nord, mentre il Sud 'combatterà' ancora con qualche temporale. Sono queste le previsioni degli esperti per la giornata di oggi, sabato 23 maggio, e per i giorni a venire. 

 

 

Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, ci conferma però che adesso l'atmosfera si prepara a un drastico e definitivo ribaltone. Le ultime emissioni dei modelli meteorologici confermano l'arrivo della prima, vera, ondata di calore del 2026, attesa proprio tra il 24 e il 27 maggio. 

Per comprendere la portata di questa ondata di calore in arrivo, senza cedere a facili sensazionalismi, ci viene in aiuto la scienza, e in particolar modo i modelli meteo-climatici di ECMWF (Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine) con l’indice EFI (Extreme Forecast Index) che va da un minimo di 0 ad un massimo di 1. 

Questo strumento permette di valutare quanto una situazione meteorologica prevista sia "anormale" rispetto al clima tipico del periodo: nei prossimi giorni, i valori dell'indice EFI sono previsti oltre 0,8 (su una scala massima di 1) non solo al Nord Italia, ma anche su Penisola Iberica, Francia, Inghilterra, Benelux e Germania.  

In altre parole su queste zone avremo un evento raro per il periodo con un "campanello d'allarme" statistico indice di temperature destinate a collocarsi ben al di sopra delle normali medie climatologiche. 

Entreremo in un periodo caratterizzato da un sensibile, costante aumento delle massime: il caldo si farà sentire in modo particolare sulle regioni centro-settentrionali, portandosi nettamente sopra le medie stagionali, almeno di 6-7 gradi. 

Il picco di questa prima Ondata di Calore del 2026 si avrà mercoledì 27 maggio con 35°C in Pianura Padana nel triangolo bollente Emilia-Lombardia orientale-Veneto occidentale e 32-34°C facilmente raggiungibili su buona parte del Centro-Nord. Saranno valori tipici di luglio e non di maggio. 

Al Sud e sul versante adriatico la stabilità non riuscirà, invece, ad imporsi in modo assoluto. Su queste zone, infatti, farà sentire la sua influenza una circolazione ciclonica attualmente posizionata sui Balcani. Questo afflusso di aria leggermente più fresca e instabile in quota manterrà vivo il rischio di locali temporali che colpiranno alcuni settori della dorsale appenninica. 

In sintesi, dopo i capricci invernali di metà mese, l'Estate proverà a fare il suo primo ingresso ufficiale, concentrando però i suoi massimi effetti al Centro-Nord e lasciando il meridione alle prese con gli ultimi sussulti di un'instabilità tipicamente primaverile. 

 

Sabato 23. Al Nord: sole, caldo in aumento. Al Centro: sole e caldo anche estivo. Al Sud: soleggiato, ma un po’ ventoso, alcuni temporali sulla Calabria. 

Domenica 24. Al Nord: sole e caldo estivo. Al Centro: sole e caldo estivo. Al Sud: soleggiato, alcuni temporali su Calabria e Sicilia, più probabili sull’isola. 

Lunedì 25. Al Nord: sole e caldo estivo. Al Centro: sole e caldo. Al Sud: soleggiato, alcuni temporali su Calabria e Sicilia. 

Tendenza: anticiclone africano e caldo in ulteriore aumento fino a 33-35°C a metà della prossima settimana. Successivo probabile aumento dell’instabilità soprattutto sugli Appennini. 

 

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Categoria: cronaca

08:42

Tragedia nelle Apuane, anziana coppia trovata senza vita in fondo a una scarpata

(Adnkronos) - Si sono concluse nel modo più tragico le ricerche di Corrado Lorenzi, 87 anni, e della moglie Fortunata Moriconi, 88 anni, scomparsi da giovedì mattina dopo essersi allontanati in auto dal borgo di Pomezzana, nel comune di Stazzema (Lucca). A ritrovarli senza vita, per un drammatico scherzo del destino, è stato un loro parente, dopo un’intera giornata di ricerche condotte da soccorso alpino, carabinieri, vigili del fuoco e guardia di finanza. 

L’auto della coppia, un’utilitaria, è stata individuata in fondo a una scarpata profonda decine di metri, nascosta tra la vegetazione a poca distanza dal paese dove i due anziani vivevano da sempre. Secondo le prime ricostruzioni, il conducente avrebbe perso il controllo del mezzo all’altezza di un tornante di una strada secondaria, finendo fuori carreggiata in un violento volo terminato nel canalone sottostante. 

Per i coniugi non c’è stato nulla da fare. L’ipotesi più accreditata è che all’origine dell’incidente possa esserci stato un malore improvviso dell’uomo alla guida. La vettura avrebbe percorso diverse decine di metri prima di ribaltarsi nella boscaglia. Molto complesse le operazioni di recupero delle salme, rese difficili dalla profondità della scarpata e dal terreno impervio. I soccorritori hanno lavorato fino a tarda sera di venerdì 22 maggio, illuminati soltanto dalla torre faro dei vigili del fuoco e operando in costante cordata per mettere in sicurezza il veicolo ed estrarre i corpi. 

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Categoria: cronaca

07:51

Iran, Trump vede i consiglieri per la sicurezza: sul tavolo le opzioni per la ripresa della guerra

(Adnkronos) - A Donald Trump, che ieri ha incontrato i suoi consiglieri per la sicurezza nazionale, sono state presentate diverse opzioni per riprendere la guerra contro l'Iran. Lo ha detto alla Cnn una persona informata sull'incontro, avvenuto nelle stesse ore in cui le delegazioni di Qatar e Pakistan arrivavano a Teheran con la speranza di finalizzare un accordo per chiudere il conflitto. La riunione con il presidente, che si dice "frustrato" per l'andamento del negoziato con Teheran, si è conclusa senza una decisione sui prossimi passi. 

La guerra contro l'Iran "finirà presto", ha detto intanto il presidente americano nel corso di un comizio a Suffern, ribadendo che Teheran "muore dalla voglia" di fare un accordo: "Vedremo cosa succederà, ma li abbiamo colpiti duramente e non avevamo altra scelta, perché l'Iran non può avere un'arma nucleare, non può averla". In una giornata in cui si sono rincorse news e rumors sui negoziati tra Iran e Usa e sull'annuncio di un accordo che potrebbe arrivare a ore, una notizia arriva quindi a sparigliare le carte: secondo quanto riferito ad Axios, Trump ha sollevato la possibilità di "un'ultima grande operazione militare, dopo la quale potrebbe dichiarare la vittoria e porre fine alla guerra". 

 

Intanto, la tv satellitare al-Arabiya ha riportato ieri alcuni dei punti contenuti nella "bozza finale" di un possibile accordo tra i due Paesi con la mediazione del Pakistan: fine delle operazioni militari e della guerra mediatica, cessate il fuoco immediato tra Iran e Usa, totale e senza condizioni su tutti i fronti, garanzie per la libertà di navigazione nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman. Secondo le fonti citate dalla testata, un annuncio potrebbe arrivare presto. Un particolare, quest'ultimo, che non viene invece indicato dal servizio arabo dell'emittente che si limita a parlare di cauto ottimismo citando fonti pakistane. 

Secondo quanto riportato, il testo prevede inoltre un impegno reciproco delle parti a non colpire infrastrutture militari, civili o del settore economico, l'impegno a rispettare sovranità, integrità territoriale e principio di non interferenza negli affari interni, oltre a un meccanismo congiunto per monitorare l'attuazione dell'intesa e risolvere dispute. Negoziati sulle questioni irrisolte inizierebbero entro sette giorni e una revoca graduale delle sanzioni americane viene indicata in cambio dell'impegno dell'Iran rispetto ai termini dell'accordo. 

La fonte pakistana al canale in arabo ha sottolineato che "non esiste alternativa a un accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran". La fonte ha inoltre confermato che "ridurre le divergenze non è facile perché entrambe le parti hanno richieste elevate". La fonte ha poi indicato che "i contatti continuano per ridurre il divario sulle questioni dell'uranio e dello Stretto di Hormuz". La fonte ha osservato che "il punto critico nei negoziati è stato, e rimane, come gestire l'uranio altamente arricchito" e ha aggiunto che "le questioni principali dell'accordo richiedono un lungo periodo di negoziazione". Infine, la fonte ha affermato che il Pakistan ripone grande speranza nella Cina per far progredire il potenziale accordo tra Stati Uniti e Iran. 

 

 

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto intanto ieri un lungo incontro, "durato fino a tarda sera" con il capo dell'esercito pachistano, Asim Munir, in visita a Teheran. Lo riferisce il ministero degli Esteri in un post su Telegram, nel quale si precisa che Araghchi e Munir "hanno avuto uno scambio di vedute sugli ultimi sforzi ed iniziative diplomatiche per prevenire un'escalation delle tensioni". 

Intanto, nelle ultime ore il ministro degli Esteri ha avuto colloqui telefonici con i colleghi di Turchia, Iraq, Qatar e Oman. In particolare, con il capo della diplomazia di Muscat, Badr al Busaidi, riferisce l'agenzia di stampa Tasnim, ha discusso "gli ultimi sviluppi regionale e gli sforzi diplomatici in corso per la fine della guerrra". 

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Categoria: internazionale/esteri

07:37

Capaci, 34 anni fa la strage: studenti, avvocati e magistrati insieme per non dimenticare

(Adnkronos) - Trentaquattro anni fa, il 23 maggio 1992, la strage di Capaci in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. In occasione della giornata in memoria della strage, questa mattina la Rete per la cultura antimafia nella scuola, insieme al Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Palermo e alla sezione di Palermo dell’Associazione nazionale magistrati, terrà una manifestazione davanti al Tribunale, in piazza Vittorio Emanuele Orlando. All’iniziativa hanno aderito venticinque istituzioni scolastiche siciliane, il Liceo delle scienze umane Avogadro di Biella, il Liceo statale Laura Bassi di Sant’Antimo (Napoli), l’Istituto comprensivo Guglielmo Marconi di Terni, l’Istituto omnicomprensivo Primo Levi di Sant’Egidio alla Vibrata (Teramo), l’associazione Libera Palermo e il Comitato AddioPizzo. Prevista la partecipazione di circa 2 mila studenti. 

Gran parte dei partecipanti arriverà in corteo, organizzato dall’Istituto comprensivo Da Amicis-Leonardo Da Vinci e dall’Istituto comprensivo Alberico Gentili, con partenza alle 8.30 da via Serradifalco (davanti al plesso Leonardo Da Vinci). Il corteo, percorrendo via Serradifalco, piazza Principe di Camporeale, corso Finocchiaro Aprile, giungerà al tribunale dove ci saranno gli altri partecipanti. La manifestazione inizierà alle 9.30 con l’intervento introduttivo di Michelle Carnevale, studentessa dell’Istituto comprensivo Giovanni Falcone di Carini, scuola capofila della Rete per la cultura antimafia. A seguire ci saranno performance musicali, letture, rappresentazioni teatrali in memoria delle vittime della strage. Le performance delle scolaresche saranno intervallate da una serie di interventi dei rappresentanti del mondo della scuola, dell’associazionismo, del Consiglio dell’ordine degli avvocati, dell’Associazione nazionale magistrati. Si prevede di concludere la manifestazione alle 11.30 con un abbraccio simbolico al Palazzo di Giustizia. 

 

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Categoria: cronaca

07:27

Roma, ordigno esplode davanti all'ingresso di un condominio: indagini in corso

(Adnkronos) - Una forte esplosione è stata avvertita nella notte davanti all'ingresso di un condominio in via Vincenzo Manzini, nella zona est di Roma, senza provocare feriti. Intorno alle 3:54, la squadra dei Vigili del Fuoco di Frascati è intervenuta sul posto a seguito di un forte scoppio. Secondo le prime informazioni raccolte sul luogo dell'esplosione, questa sarebbe stata causata presumibilmente da un ordigno collocato nei pressi del cancello d’ingresso dello stabile. La deflagrazione ha provocato ingenti danni al cancello condominiale, alla struttura della soffitta e alle vetrate presenti sui pianerottoli delle scale dell’edificio. Coinvolta anche un’autovettura parcheggiata davanti all’ingresso. 

L’edificio interessato è composto da cinque piani fuori terra per un totale di 17 appartamenti. Sul posto sono intervenuti, oltre ai Vigili del Fuoco, anche la Polizia di Roma Capitale e la Polizia Scientifica, impegnati nei rilievi e nelle indagini per accertare l’esatta dinamica dell’accaduto e la natura dell’esplosione. Le operazioni di messa in sicurezza dell’area sono terminate nelle prime ore della mattinata. 

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Categoria: cronaca