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12:35
Milano, BrainSpace house per scoprire legame tra benessere di mente e cervello
(Adnkronos) - Per molti italiani il rapporto tra benessere mentale e salute del cervello resta ancora poco chiaro: il 63% della popolazione non è infatti consapevole del legame tra disturbi neurologici e mentali, senza riconoscere che entrambi hanno origine nello stesso organo. È quanto emerge dall’indagine presentata a gennaio 2026 dal Censis in collaborazione con Lundbeck Italia. Di questi temi – dall’importanza della prevenzione alla necessità di sviluppare una maggiore consapevolezza – si è parlato oggi a Milano in occasione dell’inaugurazione di BrainSpace House, l’installazione immersiva gratuita dedicata al cervello, promossa da Lundbeck Italia e BrainCircle Italia nell’ambito del Milan Longevity Summit 2026.
Dal 20 al 23 maggio, Piazza XXV Aprile, a Milano - informa una nota - ospiterà uno spazio pensato per accompagnare adulti e bambini alla scoperta del cervello e dei fattori che ne influenzano il benessere, attraverso esperienze in realtà virtuale e aumentata, contenuti interattivi e attività divulgative. L’obiettivo è duplice: da un lato, favorire una maggiore consapevolezza sull’importanza di preservare la salute del cervello; dall’altro, rendere accessibile un tema scientifico complesso. L’iniziativa si inserisce nel paradigma One Health, secondo cui il benessere della persona nasce dall’equilibrio tra dimensione fisica, mentale e del cervello, sociale e ambientale e dalla loro reciproca interazione. BrainSpace House nasce con l’ambizione di diventare un progetto itinerante, per portare l’esperienza in altre città italiane. Il progetto si articola in percorsi dedicati sia agli adulti che ai più piccoli, perché l’educazione alla prevenzione deve partire dall’infanzia
“In Italia sono almeno 20 milioni le persone colpite da patologie neurologiche e circa 10 milioni convivono con un disturbo mentale – afferma Alberto Siracusano, presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Tavolo tecnico Salute mentale del ministero della Salute – Oggi è fondamentale adottare una visione integrata della salute, che consideri mente e cervello come elementi strettamente connessi. Negli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza di quanto i disturbi neurologici e mentali incidano non solo sulla qualità della vita delle persone, ma anche sul benessere delle famiglie, delle comunità e sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. Per questo, oggi, salute mentale e del cervello devono essere considerate una priorità strutturale di salute pubblica, al pari del benessere fisico. L’impegno delle istituzioni - continua - va nella direzione di rafforzare prevenzione, diagnosi precoce e presa in carico, superando le frammentazioni che per troppo tempo hanno separato dimensioni profondamente legate. Questo nuovo approccio, promosso anche dal Piano di azione nazionale per la salute mentale 2025-2030, punta proprio a costruire modelli di cura sempre più centrati sulla persona, capaci di accompagnare i cittadini lungo tutto l’arco della vita. Iniziative come BrainSpace House sono importanti perché aiutano a portare il tema della salute del cervello fuori dai contesti specialistici, avvicinando la popolazione a questi argomenti per contrastare stigma e disinformazione”.
“Investire oggi nella prevenzione e nella salute del cervello significa puntare sulla sostenibilità futura del sistema sanitario e sociale – spiega Emanuele Monti, presidente della Commissione Welfare di Regione Lombardia – L’aumento dell’aspettativa di vita e i cambiamenti demografici in corso rendono sempre più necessario rafforzare politiche capaci di agire prima che la malattia si manifesti o si aggravi. Le patologie neurologiche e i disturbi mentali hanno infatti un impatto rilevante non solo sul percorso clinico delle persone, ma anche sull’autonomia e sui bisogni assistenziali a lungo termine. Per questo motivo è fondamentale promuovere modelli organizzativi che integrino prevenzione, innovazione, ricerca e prossimità territoriale, valorizzando il ruolo della medicina di territorio e della collaborazione tra ospedali, servizi e comunità. Regione Lombardia - illustra - sta lavorando per rafforzare percorsi sempre più orientati all’individuazione precoce dei bisogni e alla continuità della presa in carico, anche attraverso il contributo delle nuove tecnologie e della digitalizzazione. Contemporaneamente, è importante sostenere iniziative che aiutino i cittadini a sviluppare maggiore consapevolezza sui fattori che influenzano il benessere cognitivo e mentale, proprio come BrainSpace House”.
“Milano accoglie con grande entusiasmo un progetto che porta nel cuore della città un tema cruciale come quello della salute del cervello – sottolinea Lamberto Bertolé, assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano – Una realtà viva come la nostra deve avere un ruolo attivo nella diffusione della cultura della prevenzione e nella creazione di occasioni di partecipazione e consapevolezza accessibili a tutti. BrainSpace House rappresenta un esempio concreto di come lo spazio pubblico possa trasformarsi in un luogo di incontro tra cittadini, istituzioni, ricerca scientifica e sistema sanitario, contribuendo a rendere temi complessi più vicini e comprensibili. Parlare di salute del cervello significa parlare anche di contrasto alle fragilità e alle disuguaglianze che possono incidere sul benessere delle persone, per formare cittadini sempre più consapevoli e attenti al prossimo. Milano vuole continuare a essere una città che investe nella salute pubblica non solo attraverso i servizi, ma anche attraverso cultura, informazione e innovazione sociale, favorendo un approccio sempre più integrato tra territorio, comunità e cura della persona”.
L’installazione ospiterà anche i ‘BrainSpace Talks – Il cervello al centro della longevità’, un ciclo di incontri aperti al pubblico (con registrazione consigliata) che vedrà il coinvolgimento di esperti della comunità medico-scientifica, per discutere di neurologia e salute mentale dall’età evolutiva all’anzianità, approfondendo prevenzione, diagnosi precoce, benessere mentale e salute neurologica. “Da oltre 70 anni Lundbeck si dedica esclusivamente alla salute del cervello, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita delle persone che convivono con patologie neurologiche e psichiatriche – dichiara Tiziana Mele, amministratore delegato di Lundbeck Italia – Il nostro impegno è scientifico, sociale e culturale: vogliamo contribuire a promuovere una maggiore sensibilizzazione sulla salute del cervello e BrainSpace House nasce proprio per creare vicinanza, conoscenza e partecipazione attraverso un’esperienza immersiva, capace di parlare a pubblici diversi e di diffondere una nuova cultura della prevenzione”.

Categoria: cronaca
12:25
Graziano (Unicef): "Il 70% in più ragazzi è insodisfatto della vita"
(Adnkronos) - "I dati di Unicef ci dicono il 70% in più dei giovani italiani tra i 15 e i 17 anni soffre di una ecoansia, non sa che cosa chiedere o come aspettarsi qualcosa dal futuro e si dichiara insoddisfatto della vita. Alcuni di questi quando si parla di suicidio ne parlano come cosa normale e, forse, non evitabile". Lo ha detto il presidente di Unicef Italia Nicola Graziano intervenendo alla 'Maratona del bullismo 2026' organizzata dall'Osservatorio nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile al Palazzo dell'informazione dell'Adnkronos.
"Quest'anno inoltre - ha aggiunto - per la prima volta si è verificata un'inversione di tendenza significativa: in Italia c'è un fenomeno che non è più la malnutrizione, ma l'obesità che è, evidentemente, una manifestazione concreta, tangibile del disagio dei nostri ragazzi che è fatto di solitudine, buio, egoismo, indifferenza e silenzio".
"La mia 'bibbia' è la Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza che è una superfetazione dei principi fondamentali che sono nella nostra Carta costituzionale. Fra la Costituzione italiana e la Convenzione ci sono dei parallelismi, molte analogie, ma anche tante differenze. Una su tutte, il diritto al gioco che è fondamentale e che significa gioia, bellezza, luce, speranza e tanta vita che i ragazzi ci insegnano" .
"Ci sono delle parole che sono le parole del bullismo e parole che possono essere l'antidoto. La prima parola del bullismo è il silenzio: questo chiudersi dentro, questo piangere nell'anima e non sapere quale strada prendere. Poi c'è l'indifferenza: l'indifferenza degli altri che guardano il diverso, il triste, il poco sorridente e decidono di lasciarlo solo, nello spazio chiuso di un angolo di una società sempre più buia. E così all'indifferenza si unisce un profondo egoismo che oggi, purtroppo, prevale su tanti valori e questa, probabilmente, è una chiave di lettura per dare spiegazioni a tanti fenomeni. Poi c'è il buio, perché tutto questo porta a stare in un angolo buio, a chiudersi con la mente buia, a chiudersi davanti qualunque prospettiva. E questo porta disagio e solitudine".
Per il presidente di Unicef Italia, "a questa parole poste sul tavolo del bullismo e del cyberbullismo" è possibile anche "dare delle soluzioni, trovarle in noi e nella piazza qui fuori (piazza Mastai, dove per due giorni è allestito uno spazio con gazebi informativi, aree sportive e un palco dove si alternano momenti di confronto e performance ndr) che è gremita di persone ed è una piazza importante". "Questa piazza - prosegue Graziano - risponde al silenzio con il chiasso, con la musica, con la gioia, con i ragazzi che giocano. Un sole e una luce che contrastano quel buio di cui ho detto prima e la partecipazione, lo stare insieme, che vince l'indifferenza". E poi l'egoismo a cui, sottolinea il presidente di Unicef, "abbiamo risposto con le mani tese, con il gioco di squadra, in un mosca cieca della vita che significa ritrovarsi toccandosi, stando insieme, scambiandosi opinioni. E' questa la risposta più importante al bullismo germogliato dal silenzio di un telefonino che ti lascia da solo davanti a tante richieste e alle risposte dell'Intelligenza artificiale che,magaru ti dà anche la soluzione ma manca di una cosa importante e fondamentale: l'anima. Perché i valori - conclude Graziano - sono sempre gli stessi: il bisogno di un abbraccio, di una mano tesa, di un genitore, di una famiglia, di un amico di classe, il bisogno di sentirsi vivi e non di avere una risposta fredda di un telefonino".

Categoria: cronaca
12:21
L’acciaio torna strategico: così l’Ue difende le sue fabbriche
(Adnkronos) - L’acciaio è tornato al centro della politica industriale europea. Non come settore del passato da accompagnare lentamente fuori mercato, ma come materiale essenziale per auto, cantieristica, costruzioni, infrastrutture, energia e difesa. Con il voto della plenaria di Strasburgo, il Parlamento europeo ha approvato il nuovo sistema di salvaguardia che dal 1° luglio 2026 sostituirà il regime attuale, in scadenza il 30 giugno.
Il testo riduce in modo netto le importazioni che potranno entrare nell’Ue senza dazi: le quote duty-free saranno limitate a 18,3 milioni di tonnellate l’anno, il 47% in meno rispetto ai livelli del 2024. Oltre quota, o per i prodotti non coperti dal sistema, scatterà un dazio del 50%, contro l’attuale 25%. Il voto è stato ampio: 606 favorevoli, 16 contrari e 39 astensioni.
La misura nasce come risposta alla sovracapacità globale, ma racconta qualcosa di più: l’Unione europea sta cercando di proteggere le filiere considerate strategiche senza rinunciare alla transizione verde e al commercio internazionale. È una linea sottile, perché difendere la siderurgia può rafforzare l’autonomia industriale europea, ma anche aumentare i costi per le imprese che usano acciaio come materia prima.
Il nuovo meccanismo poggia su tre elementi. Il primo è il taglio delle quote senza dazi, pensato per ridurre la pressione delle importazioni sul mercato europeo. Il secondo è l’aumento della tariffa oltre quota al 50%, una soglia che rende meno conveniente superare i contingenti autorizzati. Il terzo è il rafforzamento dei controlli sull’origine dei prodotti.
Il punto tecnico più importante è la regola del “melt and pour”: l’origine dell’acciaio viene collegata al luogo in cui il metallo è stato fuso e colato per la prima volta. Non è un dettaglio burocratico. In un mercato fatto di semilavorati, trasformazioni intermedie e catene logistiche complesse, stabilire l’origine reale serve a evitare triangolazioni e aggiramenti delle misure europee.
Bruxelles vuole impedire che l’Ue diventi lo sbocco naturale dell’acciaio in eccesso prodotto altrove. La pressione arriva da un mercato globale in cui la capacità produttiva supera la domanda e in cui altri grandi attori hanno già rafforzato le proprie barriere commerciali. Per i produttori europei, il rischio è competere con acciaio realizzato in condizioni molto diverse: energia meno cara, standard ambientali meno stringenti, sostegni pubblici più consistenti.
Il tema si lega direttamente alla decarbonizzazione. Produrre acciaio a basse emissioni richiede investimenti molto costosi: forni elettrici, idrogeno, tecnologie di cattura della CO₂, energia pulita e riconversione degli impianti. Senza un mercato sufficientemente protetto dalle distorsioni esterne, il rischio è che le imprese rinviino gli investimenti o che la produzione si sposti fuori dall’Europa.
Lo scudo è atteso con favore dalla siderurgia europea, ma può creare tensioni lungo la catena industriale. L’acciaio non è solo un prodotto da proteggere: è anche un input per migliaia di imprese. Automotive, meccanica, macchinari, costruzioni, elettrodomestici e cantieristica dipendono da forniture stabili e prezzi competitivi.
Qui si apre il conflitto interno alla politica industriale europea. Se le nuove regole aiutano gli impianti europei a reggere la concorrenza internazionale senza comprimere l’offerta, possono rafforzare l’intera filiera. Se invece producono rincari o strozzature, il costo si trasferisce alle imprese a valle, comprese quelle che esportano sui mercati globali.
Per l’Italia il punto è particolarmente delicato. Il Paese ha una base manifatturiera che usa molto acciaio, dalla meccanica alla cantieristica, dall’energia alle costruzioni. Allo stesso tempo, la siderurgia nazionale convive con costi energetici elevati, impianti da riconvertire e crisi industriali aperte. L’interesse italiano non è quindi univoco: serve proteggere la produzione europea, ma senza danneggiare chi trasforma l’acciaio in beni industriali ad alto valore aggiunto.
C’è poi il caso dell’Ucraina. Kiev è Paese candidato all’Ue, partner strategico e produttore siderurgico storico. Limitare l’accesso al mercato europeo può avere effetti economici e politici sensibili, proprio mentre Bruxelles sostiene la ricostruzione e l’integrazione progressiva del Paese. Il Parlamento ha previsto che la situazione ucraina sia considerata nell’allocazione delle quote, ma la tensione resta: sicurezza industriale europea e sostegno ai partner non sempre coincidono.
Il voto sull’acciaio si inserisce in un cambio di fase più ampio. Dopo energia, semiconduttori, materie prime critiche, tecnologie pulite e difesa, anche la siderurgia entra nel perimetro della sicurezza economica europea. Bruxelles non si limita più a regolare il mercato: prova a conservare capacità produttiva nei settori che considera essenziali.
Non è solo protezionismo. È una risposta a un contesto internazionale in cui Stati Uniti, Cina e altre potenze usano dazi, sussidi, controlli sugli investimenti e politiche industriali aggressive. L’Ue, storicamente più legata al libero scambio e alle regole multilaterali, sta adattando i propri strumenti a un mondo meno cooperativo.
La prova inizierà il 1° luglio 2026. Da quel momento il nuovo regime dovrà dimostrare di saper tenere insieme obiettivi diversi: proteggere i produttori, evitare rincari eccessivi per le imprese utilizzatrici, sostenere la transizione verde, non compromettere i rapporti con partner strategici come l’Ucraina.
Se funzionerà, lo scudo sull’acciaio potrà diventare un precedente per altre filiere esposte alla sovracapacità globale. Se fallirà, mostrerà i limiti di una sovranità industriale difficile da costruire in un’economia ancora profondamente aperta. In ogni caso, il voto di Strasburgo segnala che l’acciaio è tornato a essere una questione politica europea.

Categoria: casa-europa
12:16
Mattarella incontra Modi: "Intensificare al massimo la nostra collaborazione". A Villa Pamphilj il bilaterale Italia-India con Meloni
(Adnkronos) - "La sua presenza in Italia è un onore per la nostra Repubblica" e "manifesta la comune volontà di intensificare in ampia misura, al massimo possibile, la nostra collaborazione". Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale il primo ministro indiano, Narendra Modi.
"So - ha detto il capo dello Stato - che ha già incontrato il nostro primo ministro, che tra poco vi sarà un incontro tra i governi, tra la delegazione dei governi, che la rivedrà. So anche, mi è stato detto, che ha incontrato una rappresentanza della comunità indiana in Italia. Desidero dirle che è una comunità molto apprezzata, che opera in maniera dinamica, attiva, laboriosamente, contribuendo alla vita del nostro Paese".
Modi è successivamente arrivato a Villa Pamphilj per il vertice bilaterale Italia-India. Ad accoglierlo, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. L'incontro è allargato alle delegazioni dei due Paesi. Dopo il colloquio, alle 13 è previsto il momento delle dichiarazioni congiunte alla stampa nella Sala degli Stucchi. Al termine ci sarà il pranzo di lavoro ufficiale.
Nel pomeriggio, alle 14.40, si terrà la cerimonia di scambio degli accordi siglati tra Italia e India, che coinvolgerà diversi esponenti del governo italiano. A chiudere la giornata sarà un gesto simbolico: Meloni e Modi si recheranno nel Giardino d’Ingresso di Villa Pamphilj per la piantumazione di un albero di gelso nero, dono del primo ministro indiano al governo italiano.
"Il rapporto tra India e Italia ha ormai raggiunto una fase decisiva. Negli ultimi anni, i nostri legami si sono ampliati con uno slancio senza precedenti, evolvendo da una cordiale amicizia a un partenariato strategico speciale fondato sui valori di libertà e democrazia, nonché su una visione comune del futuro", ha scritto Meloni su X, postando un video dell'incontro con Modi.

Categoria: politica
12:15
Renaissance in Economics 2026, 280 ricercatori a Roma per riscrivere le regole
(Adnkronos) - Si è chiusa a Roma la terza edizione di Renaissance in Economics, la conferenza internazionale promossa da NeXt Nuova Economia per Tutti che riunisce ogni anno ricercatori, imprese e istituzioni attorno a una sfida comune: costruire una scienza economica capace di rispondere alle grandi crisi del nostro tempo. L'edizione 2026 ha stabilito un record: oltre 280 relatori da cinque continenti e oltre 60 università, 220 contributi scientifici raccolti nel volume From Seeds to Forest, sei università italiane coinvolte negli eventi pre-conference con più di 500 studenti. La ricerca presentata dimostra con modelli sperimentali che i comportamenti estrattivi, quelli che massimizzano il proprio vantaggio a spese della collettività, tendono a prevalere sistematicamente in mercati decentralizzati, producendo quello che gli autori chiamano un fallimento morale del mercato. La risposta non è più regolazione o incentivi monetari: è la coltivazione di caratteri generativi nelle persone, nelle imprese e nelle istituzioni.
Diversi contributi dimostrano che il diritto societario non impone la massimizzazione del profitto: lascia ampio spazio a modelli d'impresa orientati a più obiettivi. Le cooperative e le imprese sostenibili emergono come alternative scalabili alla gig economy. La proposta più avanzata è quella di una responsabilità ex ante per i danni futuri: la sostenibilità non più come scelta volontaria ma come obbligo giuridico integrato nella governance. Numerosi studi mostrano che la crescita del pil può aumentare senza migliorare la qualità della vita e anzi mascherare disuguaglianze regionali profonde. La novità rispetto al passato è che la conferenza non si ferma alla critica: presenta framework Decision-Grade per integrare indicatori multidimensionali di benessere direttamente nei processi decisionali politici, collegati agli indicatori già elaboratori sul Ben Vivere e la Generatività, trasformandoli da statistiche descrittive a guide operative per i governi.
Un contributo particolarmente discusso propone i tributi di scopo — tasse comunali legate a benefici pubblici specifici e visibili — come strumento per ricostruire la fiducia tra cittadini e istituzioni. Il meccanismo trasforma il pagamento delle tasse da obbligo coercitivo a forma concreta di partecipazione civica. Accanto a questo, la ricerca dimostra che l'orizzonte temporale dei decisori politici — legato alla loro eta' e aspettativa di vita — distorce sistematicamente le scelte sugli investimenti ambientali: un argomento a favore della rappresentanza istituzionale delle generazioni future.
Il policy paper presentato alla conferenza chiede una riforma strutturale della valutazione accademica: basta con la dipendenza dalle cinque riviste economiche americane, largo a un Fascicolo dell'Impatto che misuri il contributo civile di ogni ricercatore. La proposta è sostenuta da un Fondo Nazionale da 50 milioni annui per la ricerca-azione partecipata e da un nuovo indice — lo Iaeisc — che misura l’equità intergenerazionale in 100 indicatori su tutto il territorio nazionale.
From Seeds to Forest, il titolo scelto per il volume degli abstract, non è casuale e sarà anche il tema centrale della prossima edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile che si svolgerà dal 1 al 4 ottobre 2026 a Firenze. I semi di una nuova economia sociale e civile esistono già e attraverso le azioni dell’Osservatorio Nazionale sulla Economia Sociale e Civile li stiamo mappando, collegando e sistematizzando. Renaissance in Economics e il Fnec esistono per farli diventare un bosco.

Categoria: economia
12:12
Oss. nazionale bullismo: "Il 38% ragazzi è vittima, 31% si sente più compreso da Ai che da persone"
(Adnkronos) - Un adolescente su cinque ha pensato almeno una volta di farsi del male o di non voler vivere, mentre il 31% dei ragazzi afferma di sentirsi più compreso dall’intelligenza artificiale che dalle persone. È il quadro che emerge dal nuovo Rapporto nazionale sul disagio giovanile realizzato dall’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile che si basa sulle risposte di mille studenti tra i 14 e i 19 anni, presentato oggi durante la Maratona Bullismo 2026, la due giorni promossa dall’Osservatorio in collaborazione con Adnkronos. L’indagine fotografa una trasformazione profonda delle fragilità adolescenziali rispetto al 2025. Se negli anni precedenti il disagio si manifestava soprattutto attraverso episodi evidenti di aggressività, cyberbullismo ed esclusione sociale, oggi emergono forme più silenziose e interiorizzate di sofferenza emotiva e identitaria.
Il 38% degli adolescenti intervistati dichiara di aver subito almeno una volta episodi di bullismo, un dato in crescita rispetto al 34% dello scorso anno. Parallelamente aumentano ansia e insicurezze personali: il 41% dei giovani riferisce di vivere ansia da inadeguatezza, il 30% prova vergogna per il proprio corpo e il 25% racconta un persistente senso di vuoto. Anche il bullismo cambia forma. Le aggressioni fisiche rappresentano oggi una quota residuale del fenomeno (3,96%), mentre la forma di sofferenza più diffusa diventa l’esclusione sociale, indicata dal 16,67% degli studenti.
''Il fatto che oggi le aggressioni fisiche rappresentano una quota residuale del fenomeno è un segnale incoraggiante e dimostra che anni di sensibilizzazione, prevenzione e lavoro nelle scuole stanno producendo risultati importanti'', dichiara Luca Massaccesi, presidente dell’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile. Allo stesso tempo, però, non possiamo abbassare la guardia. Il disagio giovanile sta cambiando forma: cresce una sofferenza più silenziosa e invisibile, legata all’identità, all’autostima e alla difficoltà di sentirsi accettati. Oggi molti ragazzi apparentemente stanno bene, ma interiormente vivono ansia e fragilità profonde. La vera sfida educativa sarà imparare a riconoscere per tempo questi segnali emotivi prima che si trasformino in forme di disagio ancora più gravi in futuro”. Particolarmente preoccupante il dato relativo alla richiesta di supporto: il 47% dei giovani dichiara di trovare difficile chiedere aiuto e il 43% percepisce gli adulti come distanti.
La ricerca evidenzia inoltre il ruolo sempre più centrale del digitale nella vita emotiva degli adolescenti. Il 44% dei ragazzi dichiara di controllare continuamente il telefono, mentre il 52% riconosce l’influenza degli algoritmi sul proprio stato emotivo e sulla percezione di sé. “Rispetto allo scorso anno osserviamo un cambiamento molto netto'', spiega la psicologa Elisa Caponetti, Presidente del Comitato Scientifico che ha coordinato l’elaborazione della ricerca. ''I social non sono più soltanto strumenti di comunicazione: per molti ragazzi stanno diventando luoghi emotivi nei quali cercare ascolto, conferme e riconoscimento - continua - Parallelamente cresce la difficoltà nel chiedere aiuto agli adulti. Oggi il disagio tende sempre meno a esplodere apertamente e sempre più a nascondersi. I ragazzi preferiscono un algoritmo per proteggersi dal peso della valutazione sociale”. Nel nuovo Rapporto emerge, però, anche un segnale positivo: il 64% dei ragazzi riconosce nello sport uno strumento fondamentale di equilibrio emotivo e benessere psicologico. ''La relazione umana resta il principale fattore protettivo - conclude Massaccesi - Per questo la Maratona Bullismo vuole essere non solo un evento, ma una grande occasione collettiva di ascolto, partecipazione e costruzione di comunità”.
L’Alleanza contro il Bullismo e il Disagio Giovanile che vede coinvolte Istituzioni, Aziende, Associazioni, Federazioni Sportive, Campioni dello Sport, promossa e coordinato dall’Osservatorio in collaborazione con Adnkronos, ha deciso di trasformare Piazza Mastai, nel cuore di Trastevere, nella 'Piazza del Rispetto', uno spazio aperto a giovani, famiglie, scuole e istituzioni dove incontri, testimonianze, attività sportive ed esperienze immersive promuovono il dialogo, l’inclusione e una nuova cultura del rispetto e del benessere emotivo delle nuove generazioni. L’ingresso alla manifestazione è libero e aperto al pubblico.

Categoria: cronaca
12:08
Bullismo: Unicef e Osservatorio nazionale firmano protocollo per diritti infanzia e adolescenza
(Adnkronos) - L’Unicef Italia e l’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile hanno firmato un protocollo di intesa della durata di due anni per promuovere i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza con particolare riferimento alle tematiche del bullismo e del cyberbullismo. La firma è avvenuta alla presenza del presidente dell’Unicef Italia, Nicola Graziano, e del presidente dell’Osservatorio nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile Luca Massaccesi, nel corso della Maratona Bullismo, promossa dall’Osservatorio nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanil, in piazza Mastai a Roma.
''Il bullismo e il cyberbullismo sono comportamenti aggressivi, intenzionali e ripetuti, caratterizzati da uno squilibrio di potere tra chi lo esercita e chi lo subisce che possono causare gravi disagi emotivi alle vittime e compromettere la loro crescita e le relazioni. I bambini e le bambine che subiscono bullismo e abusi online presentano livelli significativamente più alti di ansia, pensieri suicidari e comportamenti autolesionistici'', ha dichiarato Nicola Graziano, presidente di Unicef Italia. ''Il bullismo e il cyberbullismo rappresentano sfide cruciali e richiedono interventi educativi per proteggere i giovani e promuovere comportamenti sani e un uso responsabile delle tecnologie - ha aggiunto - Siamo certi che grazie a questo Protocollo riusciremo a realizzare attività e iniziative concrete a favore di tanti bambini, bambine e giovani che meritano la nostra attenzione e supporto''.
“Questo Protocollo con Unicef Italia rappresenta per me, come Presidente dell’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile ma anche come uomo, un grande privilegio umano e istituzionale - ha dichiarato Luca Massaccesi, presidente dell’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile - Oggi non possiamo limitarci a parlare soltanto di bullismo e cyberbullismo: dobbiamo avere il coraggio di guardare più a fondo, dentro il disagio emotivo e la solitudine che coinvolgono sempre più ragazze e ragazzi. È lì che dobbiamo intervenire, costruendo ascolto, presenza e responsabilità condivise''. ''Per questo è fondamentale unire istituzioni, scuola, famiglie, sport e terzo settore in un’alleanza educativa concreta, capace di restituire ai giovani fiducia, relazioni e futuro'', ha aggiunto.
In particolare il Protocollo prevede di promuovere la conoscenza dei principi sanciti dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza con particolare riferimento al fenomeno del bullismo e cyberbullismo che rappresenta una forma di violenza tra pari molto invasiva e che incide negativamente sul diritto alla protezione da ogni forma di violenza, sul diritto alla non discriminazione inibendo le vittime dal porre in essere qualsiasi azione di autotutela; realizzare attività di sensibilizzazione contro il bullismo ed il cyber bullismo per promuovere nella collettività un cambiamento culturale, che prevedano l’ascolto e la partecipazione di bambine, bambini e adolescenti; la condivisione di documenti, materiali, fonti ed informazioni di natura nazionale e internazionale utili a costruire una sempre maggiore conoscenza e consapevolezza sui diritti di bambine, bambini e adolescenti.
L’Unicef Italia è impegnato nella 'Maratona Bullismo 2026' che si tiene oggi e domani a Roma, in piazza Mastai, con la partecipazione del Presidente Unicef Italia Nicola Graziano a diversi panel sulle tematiche riguardanti l’infanzia e l’adolescenza in riferimento a fenomeni di bullismo e di disagio giovanile. Inoltre, presso lo spazio Unicef, i volontari e le volontarie dell’Unicef Italia e i giovani del servizio civile potranno dare materiali e sensibilizzare sui temi della disconnessione, l’ambiente digitale, la salute mentale, bullismo e cyberbullismo, lo sport.

Categoria: cronaca
12:06
Liste d’attesa neurologia, Sin: "Nuove linee guida per ridurre visite inappropriate"
(Adnkronos) - Garantire visite neurologiche in tempi più rapidi a chi ne ha davvero bisogno riducendo quelle non necessarie. Con questo obiettivo sono state elaborate dalla Società italiana di neurologia (Sin) le nuove Raccomandazioni di buona pratica clinico-assistenziale (Rbpca) per l’appropriatezza della prima visita neurologica, su richiesta del ministero della Salute e pubblicate dall’Istituto superiore di sanità. Il documento - spiega Sin in una nota - interviene su una delle principali criticità del Servizio sanitario nazionale: l’elevata richiesta di visite neurologiche, spesso legata a condizioni molto frequenti come cefalea, disturbi cognitivi e tremore. In molti casi si tratta di situazioni che possono essere gestite già a livello di medicina generale, con il risultato di un sovraccarico delle liste di attesa e di un accesso più difficile per i pazienti che necessitano realmente dello specialista.
Le nuove raccomandazioni introducono indicazioni chiare e operative per stabilire quando è appropriato inviare il paziente al neurologo e quando, invece, la gestione può avvenire sul territorio. In totale sono state definite 8 raccomandazioni: 6 identificano le situazioni in cui la visita specialistica è indicata e 2 quelle in cui non è raccomandata, offrendo un riferimento concreto per medici e servizi sanitari. “Queste raccomandazioni rappresentano un passaggio fondamentale per migliorare l’accesso alle cure neurologiche nel nostro Paese - afferma Mario Zappia, presidente Sin - L’obiettivo è evitare visite non necessarie e garantire un percorso più rapido e appropriato per i pazienti con condizioni realmente rilevanti. Non si tratta di limitare l’accesso allo specialista, ma di renderlo più efficace e mirato, rafforzando il ruolo della medicina territoriale e migliorando l’integrazione tra i diversi livelli di assistenza”.
Per quanto riguarda la cefalea, viene indicato il ricorso allo specialista in presenza di segnali di allarme – come l’insorgenza improvvisa, il peggioramento progressivo, la comparsa in età avanzata o la presenza di sintomi neurologici associati – mentre le forme più comuni, come l’emicrania non frequente, possono essere seguite inizialmente dal medico di famiglia. Diverso il caso delle forme croniche, con mal di testa per oltre 15 giorni al mese, per le quali è raccomandato l’invio allo specialista. Per il tremore, le raccomandazioni distinguono tra condizioni che richiedono approfondimento neurologico – come i tremori a riposo, asimmetrici, di nuova insorgenza o associati ad altri disturbi neurologici – e situazioni più lievi o legate a cause riconoscibili, che possono essere gestite in prima battuta sul territorio. Analogo approccio per i disturbi cognitivi, per i quali viene valorizzato il ruolo del medico di medicina generale nel primo inquadramento diagnostico, prevedendo l’invio allo specialista nei casi di peggioramento progressivo non spiegato dagli accertamenti iniziali e orientando invece verso percorsi più appropriati, come quelli geriatrici, i pazienti con forme avanzate e condizioni di fragilità elevata. Le raccomandazioni - conclude la nota - sono state sviluppate da un gruppo multiprofessionale che ha coinvolto neurologi, medici di medicina generale, metodologi ed anche rappresentanti dei pazienti, sulla base delle migliori evidenze scientifiche disponibili e attraverso un processo strutturato di consenso.

Categoria: cronaca
12:05
Windsor, dramma davanti al re Carlo: soldatessa 24enne muore dopo una caduta da cavallo
(Adnkronos) - Tragedia al Royal Windsor Horse Show, dove una soldatessa è morta in seguito a una caduta da cavallo mentre era impegnata con la King’s Troop, Royal Horse Artillery. La vittima è la caporale Ciara Sullivan, 24 anni, definita dal suo ufficiale comandante una "cavallerizza eccezionale" dotata di un'energia contagiosa. L’incidente si è verificato dopo l’uscita dall’arena, intorno alle 19 di venerdì scorso, e la giovane militare è deceduta sul posto nonostante i tempestivi soccorsi, secondo quanto riferito dalla polizia del Thames Valley.
Un portavoce di Buckingham Palace ha riferito che il re è rimasto "profondamente scioccato e rattristato" nell'apprendere della sua morte e che si sarebbe messo in contatto con la famiglia per porgere le sue condoglianze. "Sebbene Sua Maestà e altri membri della famiglia reale fossero presenti nell'arena al momento dell'incidente, non sono stati informati della gravità della situazione se non in un secondo momento".
La Sullivan è stata impiegata ai funerali di stato della regina Elisabetta nel 2022 e all'incoronazione di Carlo e Camilla l'anno successivo. Il suo comandante ha dichiarato in un tributo diffuso dal Ministero della Difesa: "Il caporale Ciara Sullivan, 'Sully' per gli amici, è stata per tutti coloro che hanno avuto il privilegio di servire al suo fianco, una luce splendente in qualsiasi ambiente entrasse". È stata elogiata come "una soldatessa eccezionale e un modello da seguire per molti dei suoi colleghi".
La "soldatessa di immensa professionalità" era un'abile calciatrice e si impegnava al massimo in palestra, coinvolgendo "silenziosamente" anche gli altri. "Il suo paziente metodo di allenamento ha aiutato molti artiglieri a cavallo dell'unità a realizzare il loro potenziale." John Healey, ministro della Difesa britannico, ha descritto la Sullivan come una "brillante giovane soldatessa che ha servito la nostra nazione con dedizione. Siamo tutti profondamente scioccati e rattristati dalla sua morte".

Categoria: internazionale/esteri
12:02
Camminata 6-6-6: cos’è il metodo low impact virale che aiuta a dimagrire e tonificare
(Adnkronos) - Un’ora al giorno di camminata può bastare per dimagrire, migliorare la forma fisica, il metabolismo e il benessere mentale senza ricorrere ad allenamenti intensi in palestra. È questo il principio alla base della camminata 6-6-6, il nuovo trend fitness diventato virale sui social, che sta conquistando sempre più persone grazie alla sua semplicità e sostenibilità.
L’idea è trasformare il gesto più naturale del movimento umano in un’attività strutturata ed efficace per la salute, basata su una routine facile da ricordare e integrare nella vita quotidiana.
Il metodo ruota attorno al numero 6:
- 6 minuti di riscaldamento
- 60 minuti di camminata a ritmo sostenuto (circa 5–6 km/h)
- 6 minuti di defaticamento
Secondo il protocollo del trend, la camminata può essere svolta idealmente alle 6 del mattino o alle 6 del pomeriggio, per circa 6 giorni a settimana. Tuttavia, gli esperti sottolineano che la componente davvero essenziale resta la costanza, più che il rispetto rigido degli orari.
Durante l’ora centrale, il ritmo è moderato ma continuo, sufficiente a stimolare il sistema cardiovascolare e mantenere attivo il metabolismo. È possibile variare il percorso, inserire leggere salite o utilizzare piccoli pesi per aumentare l’intensità.
La camminata 6-6-6 si inserisce nella categoria degli esercizi aerobici a basso impatto, noti per la loro efficacia nel lungo periodo.
Tra i principali benefici:
- miglioramento della resistenza cardiovascolare
- attivazione del metabolismo e maggiore consumo calorico
- supporto al controllo dei picchi glicemici
- tonificazione di gambe e glutei
- riduzione di stress, ansia e tensioni mentali
La camminata regolare favorisce inoltre l’utilizzo dei grassi come fonte energetica, contribuendo alla perdita di peso in modo graduale e sostenibile.
Il vantaggio principale è la sua accessibilità: non richiede attrezzature, abbonamenti o competenze particolari, e può essere integrata facilmente nella routine quotidiana.
La struttura del metodo non è casuale. I 6 minuti iniziali servono ad aumentare gradualmente la frequenza cardiaca e preparare muscoli e articolazioni allo sforzo. I 6 minuti finali, invece, aiutano il corpo a tornare progressivamente allo stato di riposo, riducendo il rischio di affaticamento.
I 60 minuti centrali rappresentano una soglia considerata efficace per ottenere benefici aerobici concreti, in linea con le raccomandazioni generali sull’attività fisica moderata.
Non esiste un momento universalmente migliore, ma due opzioni principali:
Mattina: Aiuta ad attivare il metabolismo e a favorire l’utilizzo dei grassi come energia. Può migliorare anche la qualità del sonno.
Sera: Contribuisce a scaricare lo stress accumulato, regolare i livelli di glicemia e favorire il rilassamento prima del riposo notturno.
La popolarità del metodo si inserisce in una tendenza più ampia che rivaluta la camminata come forma di fitness accessibile ed efficace. Anche celebrità e icone del benessere hanno spesso sottolineato l’importanza del movimento quotidiano: tra queste anche l’attrice e attivista Jane Fonda, che continua a promuovere uno stile di vita attivo anche in età avanzata.

Categoria: cronaca
11:57
Farmaci, la sfida della competitività tra innovazione e sostenibilità
(Adnkronos) - Investimenti in ricerca e innovazione, da una parte. Livello dei prezzi dei farmaci, dall’altra. Sono due variabili di una stessa equazione ma perché il risultato finale torni è necessario trovare un equilibrio corretto. Se ne parla diffusamente giovedì 21 maggio, in diretta streaming a partire dalle 9, in un talk Adnkronos con il contributo non condizionante di Farmindustria: 'Farmaci, la sfida della competitività tra innovazione e sostenibilità', con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il presidente di Farmindustria Marcello Cattani, il direttore dell’Ufficio Relazioni internazionali di Aifa Armando Magrelli. A moderare l'incontro, il primo del ciclo 'Equilibri e prospettive del sistema salute', il vicedirettore dell'Adnkronos Fabio Insenga.
Negli ultimi anni c’è stata un’accelerazione significativa sul primo fronte: nuove terapie, nuove tecnologie e una pipeline globale di ricerca sempre più ampia. Sull’altro fronte, quello dei prezzi, c’è una pressione altrettanto crescente, alimentata dalle scelte di Donald Trump negli Stati Uniti, dai dazi all’imposizione del modello Most Favored Nation (Mfn), un sistema che lega il prezzo dei farmaci a quello praticato nei Paesi che hanno un reddito pro capite paragonabile e dove il costo è più basso, e ora anche dai rischi legati alla carenza di materie prime per la crisi in Medio Oriente.
Più in generale, accanto alla sostenibilità dei sistemi sanitari va tutelata la capacità di attrarre investimenti, sostenere la ricerca e mantenere competitiva l’industria farmaceutica. Allora la domanda è: come trovare l’equilibrio tra prezzi sostenibili, accesso rapido alle terapie innovative e sviluppo industriale?
Guarda la diretta: https://www.youtube.com/watch?v= YAaOlpfdnGE

Categoria: economia
11:56
Nutripiatto senza confini, a ReNest evoluzione multiculturale del cibo
(Adnkronos) - Essere un modello alimentare inclusivo, capace di mettere insieme equilibrio nutrizionale, tradizioni culturali e corretti stili di vita: è l’obiettivo di ‘Nutripiatto senza confini’, il progetto di educazione alimentare sviluppato da Nestlé con il contributo scientifico dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e della Sipps – Società italiana di pediatria preventiva e sociale, presentato ieri a Milano durante ReNest, il percorso esperienziale ospitato nel parco di CityLife. L’iniziativa è stata al centro di uno degli appuntamenti del palinsesto di ReNest, che fino al 24 maggio propone eventi, talk, laboratori e visite guidate dedicate ai temi del benessere, della sostenibilità e della qualità della vita. In questo contesto, Nutripiatto senza confini - informa l’azienda in una nota - ha acceso i riflettori sull’importanza di sviluppare strumenti educativi in grado di dialogare con una società sempre più multiculturale, valorizzando le diverse tradizioni alimentari presenti oggi in Italia.
Nutripiatto senza confini nasce dall’evoluzione di Nutripiatto, il progetto che dal 2018 accompagna famiglie, scuole e operatori sanitari nella promozione di corrette abitudini alimentari tra bambini e bambine, raggiungendo circa 650mila giovani. Oggi il modello si amplia integrando i principi della dieta mediterranea con ingredienti e tradizioni culinarie provenienti da diverse culture del mondo, facilmente reperibili anche in Italia. Pensato per bambini e bambine dai 4 ai 14 anni, il progetto è uno strumento colorato, internazionale e immediato che supporta le famiglie nella scelta e nella realizzazione di pasti, colazioni e merende gustose ed equilibrate, senza rinunciare allapropria tradizioni culinarie. Cereali, proteine, frutta e verdura tipici di culture differenti – dalla quinoa al tofu, dai fagioli neri al pak-choi – trovano così spazio all’interno di un modello nutrizionale equilibrato e accessibile. Il progetto con una library di oltre 70 ricette è disponibile online.
“Con Nutripiatto senza confini vogliamo offrire a famiglie, insegnanti e operatori sanitari uno strumento semplice e concreto capace di unire educazione alimentare, inclusione e scoperta di nuove culture attraverso il cibo - afferma Chiara Spiezia, biologa nutrizionista, collaboratrice di ricerca all’Unità di ricerca in Scienze degli Alimenti e della nutrizione dell’Università Campus Bio-Medico di Roma - Oggi parlare di corretta alimentazione significa anche riconoscere e valorizzare la ricchezza delle diverse tradizioni presenti nel nostro Paese”. Il progetto - conclude la nota - conferma l’impegno di Nestlé nel promuovere strumenti concreti e scientificamente validati per supportare famiglie, docenti e operatori sanitari nell’educazione alimentare dei più piccoli, favorendo al tempo stesso inclusione e integrazione culturale.

Categoria: cronaca
11:55
Almasri contesta giurisdizione Cpi: decisione il 3 luglio
(Adnkronos) - Osama Almasri, rimpatriato in Libia dopo essere stato arrestato a Torino il 19 gennaio 2025, ha presentato, tramite i suoi legali, ricorso alla Corte Penale Internazionale il 15 aprile scorso, contestando sia la giurisdizione della Corte sul suo caso sia l'ammissibilità del procedimento avviato nei suoi confronti, in base agli articoli 17 e 19 dello Statuto di Roma. Lo riporta un'ordinanza pubblicata sul sito della Corte il 13 maggio scorso.
La Camera pre-processuale della Cpi, che esamina il ricorso, "prende atto del contenuto e della portata della contestazione, che comprende sia una componente giurisdizionale che una di ammissibilità. Al fine di consentire allo Stato libico un'opportunità concreta di presentare osservazioni, e rilevando che l'eventuale documentazione di supporto deve essere tradotta in una lingua di lavoro della Corte, la Camera ritiene opportuno fissare il 3 luglio 2026 come termine per la Libia e la Procura per rispondere alla contestazione".
L'ordinanza è firmata da tre giudici, tutte donne: Iulia Antoanella Motoc, presidente, e le giudici a latere Reine Adélaïde Sophie Alapini Gansou e María del Socorro Flores Liera.

Categoria: internazionale/esteri
11:52
Analisi SoloAffitti: "A Milano calo mercato affitti fino a 15%, tempi locazione raddoppiano"
(Adnkronos) - Mercato degli affitti milanese in calo del 15%, con tempi di locazione raddoppiati. E' quanto emerge dall'analisi realizzata dalla rete milanese di SoloAffitti. "Dopo anni di aumenti record e appartamenti assegnati in pochi giorni, oggi i canoni iniziano a scendere, i tempi di locazione si allungano e gli inquilini non sono più disposti ad accettare qualsiasi prezzo", viene evidenziato. Il segnale di calo ha iniziato a manifestarsi nelle periferie nei primi mesi del 2025 per poi estendersi progressivamente anche alle aree più centrali della città nel secondo semestre. Una normalizzazione che arriva dopo anni di crescita eccezionale dei canoni e che sta modificando profondamente le dinamiche della locazione residenziale milanese.
Il rallentamento coincide inoltre con una crescente distanza tra i prezzi raggiunti negli ultimi anni e la reale capacità di spesa di lavoratori, giovani coppie e studenti. I numeri mostrano un raffreddamento evidente rispetto ai picchi raggiunti nel 2024. Per i bilocali in prima cerchia i canoni medi, che avevano toccato quota 1.700-1.800 euro più spese, si attestano oggi tra i 1.500 e i 1.600 euro, con una riduzione attorno al 10%. In seconda cerchia il calo arriva invece a circa il 15%, con valori scesi da 1.400 a circa 1.200 euro più spese.
Andamento simile anche per i trilocali: nelle zone più centrali si passa da circa 3.000 euro ai massimi a 2.500 euro più spese, mentre nelle aree semicentrali i valori medi scendono da 2.500 a circa 2.200 euro. Secondo la rilevazione, il settore non si è fermato, ma è profondamente cambiato il comportamento degli inquilini. Il numero medio di richieste qualificate per immobile è passato da circa 30 a 12, mentre i tempi medi di locazione sono aumentati da 3,5 a 7,7 settimane.
"La domanda - viene spiegato da SoloAffitti - continua a esistere, soprattutto per gli immobili ritenuti correttamente posizionati, ma gli inquilini oggi tendono sempre più spesso ad aspettare un ribasso oppure a orientarsi verso soluzioni alternative, invece di accettare immediatamente qualsiasi prezzo come avveniva fino a pochi mesi fa". Uno degli elementi che emerge con maggiore forza dall’analisi riguarda la difficoltà di parte dei proprietari ad accettare il nuovo scenario. Molti locatori continuano infatti a prendere come riferimento gli annunci pubblicati online, spesso relativi proprio agli immobili che faticano a trovare un inquilino perché proposti a valori non più coerenti con la domanda reale.
Secondo la rete SoloAffitti, in numerosi casi i proprietari iniziano con richieste elevate nel tentativo di replicare i canoni record dello scorso anno, salvo poi ridurre progressivamente le pretese dopo settimane senza risultati concreti. Anche il canone concordato, grazie ai vantaggi fiscali, si sta rivelando in molti casi uno strumento efficace per favorire un adeguamento dei valori richiesti.
A incidere sul nuovo scenario è anche l’aumento dell’offerta disponibile sul comparto residenziale. Secondo gli operatori della rete, si osservano inoltre primi segnali di rientro verso la locazione tradizionale di alcuni immobili precedentemente destinati agli affitti brevi. Un fenomeno che convive però con una crescita degli annunci sulle piattaforme dedicate agli short rent, legata sia alla maggiore professionalizzazione degli operatori del settore sia alla forte componente stagionale connessa ai grandi eventi cittadini, dal Salone del Mobile al Fuorisalone.
“Milano resta uno dei mercati immobiliari più dinamici e costosi del Paese, ma oggi stiamo entrando in una fase diversa rispetto agli ultimi anni”, osserva Silvia Spronelli, ceo di SoloAffitti. “Non - aggiunge - siamo di fronte a un crollo del mercato, bensì a una normalizzazione dopo una lunga fase di crescita straordinaria dei canoni, accelerata nel post-Covid e sostenuta da una domanda molto aggressiva. Oggi gli stipendi non riescono più a tenere il passo dei prezzi raggiunti e gli inquilini sono diventati inevitabilmente più selettivi”.
“Il punto centrale - prosegue Spronelli - è che la domanda continua a esserci, ma è molto più razionale. Gli immobili con canoni coerenti continuano ad affittarsi rapidamente, mentre quelli fuori mercato restano online più a lungo. Per i proprietari diventa quindi fondamentale comprendere che lo scenario è cambiato: insistere sui valori record del 2024 rischia di tradursi in settimane di sfitto e in una perdita economica complessiva”.

Categoria: economia
11:49
Iran, Pasdaran: "Se Usa attaccano guerra si estenderà oltre confini regione"
(Adnkronos) - Resta alta la tensione tra Iran, Stati Uniti e Israele. I Guardiani della Rivoluzione islamica iraniana (Pasdaran) hanno lanciato un avvertimento diretto: “Se l’aggressione contro l’Iran si ripeterà, la guerra si estenderà oltre i confini della regione”, hanno dichiarato facendo riferimento alla possibilità che gli Stati Uniti riprendano gli attacchi contro l'Iran.
Nel loro messaggio, riportato dalle agenzie iraniane, i Pasdaran hanno adottato un tono fortemente bellicoso, ribadendo la loro capacità militare: "Il nemico americano-israeliano parla ancora una volta di minacce. Noi siamo uomini di guerra. La nostra forza si vede sul campo di battaglia e non nelle vuote dichiarazioni e nei profili virtuali", hanno aggiunto i Pasdaran.
Intanto sul fornte diplomatico, il ministro degli Interni pakistano, Mohsin Naqvi, si è recato oggi a Teheran, per la seconda volta questa settimana, nel tentativo di ridare slancio ai negoziati per la fine della guerra tra Iran e Stati Uniti attualmente in stallo. Lo riportano i media iraniani. "Mohsin Naqvi si è recato a Teheran per incontrare funzionari della Repubblica islamica", ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna, citando fonti diplomatiche a Islamabad.
Anche l'agenzia di stampa Tasnim e la Irib hanno annunciato la visita di Naqvi a Teheran per ''colloqui cruciali'' con funzionari iraniani.
Lo Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per il commercio globale del petrolio, resta il fulcro della crisi. Secondo aggiornamenti recenti, una petroliera sudcoreana sta attraversando proprio lo stretto, mentre le autorità di Seul monitorano la situazione per possibili rischi di sicurezza.
L’area rimane altamente instabile: negli ultimi mesi si sono registrati episodi di attacchi a navi commerciali e accuse reciproche tra Iran e Stati Uniti, con il rischio di blocchi o interferenze sulle rotte energetiche globali.
Gli analisti ricordano che circa un quinto del petrolio mondiale passa attraverso questo passaggio strategico, rendendo qualsiasi escalation potenzialmente globale.
Secondo indiscrezioni riportate dal New York Times, Israele e Stati Uniti avevano proposto all'ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad di sostituire la leadership del Paese dopo la guerra. Israele avrebbe elaborato l'ambizioso piano e Ahmadinejad avrebbe persino fornito consulenza in merito, ma la mossa si è presto arenata. Il primo giorno di guerra, Israele ha bombardato l'abitazione di Ahmadinejad, ferendolo, nel tentativo di liberarlo dagli arresti domiciliari. Secondo il quotidiano, dopo quell'attacco Ahmadinejad avrebbe "cambiato idea" riguardo all'intenzione di sostituire il governo.

Categoria: internazionale/esteri
11:48
Lattine alluminio, tasso di riciclo al 92,8% nel 2025
(Adnkronos) - L’Italia si conferma tra i Paesi più virtuosi in Europa nel riciclo delle lattine per bevande in alluminio.
Nel 2025 il tasso di riciclo ha raggiunto il 92,8%, in aumento di 5,5 punti percentuali rispetto all'anno precedente. Un risultato, frutto della procedura dedicata di determinazione del tasso di riciclo delle lattine avviata da Cial - Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio nel 2021 e condivisa con Conai.
"Si tratta di performance che dimostrano l’efficienza e l’efficacia del sistema nazionale di gestione dei rifiuti - spiega Cial - basato sulla raccolta differenziata e il riciclo, in grado di conseguire risultati pari, e in alcuni casi superiori, a quelli dei Paesi europei che da diversi anni hanno adottato il sistema con deposito cauzionale". In Europa, il tasso medio di riciclo delle lattine per bevande dei sistemi basati sul deposito è attualmente intorno al 92%, mentre il tasso medio complessivo, includendo sia il sistema con deposito sia quelli con raccolta differenziata, è pari al 76,3% (dato Metal Packaging Europe / European Aluminium, febbraio 2026).
Nel complesso, sono state 65mila tonnellate di imballaggi in alluminio avviate a riciclo, contribuendo a evitare oltre 460mila tonnellate di CO2 equivalenti e a risparmiare energia pari a 205mila tonnellate equivalenti di petrolio.
La raccolta 'fuori casa' è uno dei fronti più strategici per avvicinarsi al traguardo del 100% di riciclo delle lattine: concerti, festival, eventi sportivi e spazi pubblici sono contesti ad alta densità di consumo, dove intercettare la lattina prima che venga dispersa fa la differenza. È qui che entra in gioco 'Ogni Lattina Vale', il progetto attivo oggi in 21 Paesi coordinato in Italia da Cial nell’ambito del programma internazionale Every Can Counts.
Nel 2025 Ogni Lattina Vale ha dato vita a numerose iniziative sul territorio. Guardando al 2026, il progetto proseguirà con una nuova stagione di attivazioni su tutto il territorio nazionale, tra cui: Comicon Bergamo, I-Days Milano, Firenze Rocks, Jova Summer Tour 2026.
I risultati raggiunti nel riciclo delle lattine e, più in generale, degli imballaggi in alluminio si inseriscono in un quadro nazionale sempre più solido: nel 2025 il tasso complessivo di riciclo degli imballaggi in alluminio ha raggiunto il 69,5%, superando già gli obiettivi europei fissati per il 2030.

Categoria: cronaca
11:42
Diana Bracco: "L'Italia deve valorizzare i giovani e puntare sui talenti"
(Adnkronos) - “La prima cosa da fare per rendere l’Italia un Paese per giovani è ridare speranza, fiducia e orgoglio alle nuove generazioni. Occorre far capire ai ragazzi che il Paese investe su di loro, creando un clima culturale che renda, ad esempio, la meritocrazia un principio percepibile e non soltanto dichiarato”. Lo ha affermato intervenendo al Festival dell’Economia di Trento Diana Bracco, Presidente e CEO del Gruppo Bracco e Presidente di Fondazione Bracco.
“Che i giovani italiani facciano esperienza all’estero va bene, ma devono poter tornare. I ragazzi di oggi sono la classe dirigente di domani e noi non possiamo permetterci di perderli. Servono - ha sottolineato . stipendi d’ingresso competitivi, sostegni alla genitorialità, asili nido e congedi parentali che permettano di costruire una vita familiare e professionale equilibrata. Occorrono poi interventi a favore dell’innovazione, della ricerca e del fare impresa, perché un Paese per giovani deve anche finanziare startup e spin-off universitari”.
“Ai nostri ragazzi direi però di non chiedersi soltanto cosa il Paese deve fare per loro, ma anche cosa loro stessi possono fare per l’Italia – di cui devono essere fieri perché viviamo in un luogo unico ricco di storia e di bellezza. È importante riaffermare con forza, perciò, dopo anni di lassismo e di confusione, il valore della conoscenza e dell’impegno e del sacrificio personale. Quella conoscenza ottenuta da una formazione continua che ci permette di unire memoria e innovazione, sapere e spirito critico. Cito in proposito la bella espressione usata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella Lectio magistralis che ha tenuto di recente all’Università di Salamanca: ‘La conoscenza è il vento di cui il mondo oggi ha bisogno’. Il compito di cambiare le cose spetta dunque anzitutto ai giovani. Sono loro che devono costruire il futuro con spirito d’iniziativa e con il coraggio di mettersi in gioco e di affrontare sfide ed eventuali fallimenti: io credo che abbiano tutte le risorse per farcela”.
“Le cose da fare sono dunque tante, ed è per questo che serve uno sforzo corale delle Istituzioni, delle imprese e anche del mondo del no profit. Le stesse Fondazioni private possono fare molto. Noi come Bracco cerchiamo da tempo di dare il nostro contributo. Con il progetto Diventerò-Fondazione Bracco per i giovani abbiamo messo in atto decine di iniziative, offrendo opportunità concrete e intessendo legami duraturi con i ragazzi, con un investimento complessivo di oltre 4 milioni di euro dal 2012. Il progetto, che si aggiunge alle tante attività che facciamo come azienda, ha raggiunto più di 2.500 giovani meritevoli. Profili diversissimi tra loro, per età, studi, provenienza geografica, ma accomunati da talento e desiderio di conoscenza. Uno degli interventi più significativi è la collaborazione pluriennale con Accademia Teatro alla Scala, di cui Fondazione Bracco è Socio Fondatore: un’istituzione formativa tra le più prestigiose al mondo”.
“Infine, sul fronte della ricerca, un’iniziativa di cui sono particolarmente fiera è il Premio Felder del valore di un milione di euro lanciato in collaborazione col Politecnico di Milano: una Call internazionale che ha riportato in Italia un giovane ricercatore di talento. Il vincitore del premio, intitolato allo scienziato svizzero che per tanti anni ha diretto la ricerca di Bracco e le cui scoperte hanno rivoluzionato la diagnostica per immagini, è stato Gianvito Vilé che ha dato vita a un laboratorio indipendente al Politecnico per lavorare sulla chimica verde. Sono cose molto concrete che hanno prodotto risultati misurabili: un piccolo passo, certo, ma se si cammina tutti nella direzione giusta si può percorrere un lungo cammino”, ha concluso Diana Bracco.
Oltre a Diana Bracco, alla Tavola rotonda sono intervenuti Alessandro Benetton, presidente Mundys e Edizione Lavinia Biagiotti Cigna, presidente e ceo Biagiotti Group, Marina Brambilla, rettrice Università degli Studi di Milano e Alessandro Molinari, amministratore delegato e direttore generale Itas Mutua.

Categoria: economia
11:39
Italia e ripescaggio Mondiali, scade ultimatum Fifa a Iran: cosa succede ora?
(Adnkronos) - L'Italia può ancora sperare nel ripescaggio ai Mondiali 2026? Ad oggi, mercoledì 20 maggio, l'Iran non ha ancora ricevuto i visti dagli Usa per entrare nel Paese e partecipare alla prossima rassegna iridata, in programma a partire dal prossimo giugno proprio negli Stati Uniti, oltre che in Canada e Messico. Una situazione che imbarazza la Fifa, che aveva posto un ultimatum alla Nazionale iraniana, che scade proprio oggi. Cosa succede ora?
In caso di forfait, legato inevitabilmente al continuo della guerra con Usa e Israele, si riaprirebbe uno spiraglio per il ripescaggio degli azzurri, eliminati nella finale dei playoff dalla Bosnia lo scorso marzo.
L'Iran, in ogni caso, ha già iniziato le manovre di avvicinamento ai Mondiali 2026, al via il prossimo 11 giugno. La Nazionale si trova in questo momento in Turchia, dove si sta allenando e dovrebbe giocare alcune amichevoli, in attesa dei visti per entrare regolarmente negli Stati Uniti e poter giocare la competizione. L'incertezza intorno al rilascio della documentazione però ha portato la Fifa a lanciare un ultimatum.
Secondo quanto riportato da Il Messaggero infatti, il massimo organo di governo del calcio mondiale avrebbe indicato il 20 maggio, ovvero oggi, come termine ultimo per confermare in via definitiva la propria presenza al Mondiale, o rinunciare. Una deadline confermata nei giorni scorsi anche dal presidente della Federcalcio iraniana, Mehdi Taj: "Domani o dopodomani avremo un incontro decisivo con la Fifa. Devono fornirci garanzie perché la questione dei visti non è stata ancora risolta", ha dichiarato nei giorni scorsi all'agenzia di stampa Irna, "non abbiamo ricevuto alcun chiarimento dalla controparte su chi abbia ottenuto il visto. Finora non è stato rilasciato nessun visto".
Secondo il dirigente infatti, i giocatori dovrebbero recarsi nella capitale turca Ankara per il rilevamento delle impronte digitali, procedura necessaria per il rilascio dei documenti d'ingresso negli Stati Uniti. La federazione iraniana starebbe però cercando di trasferire le operazioni ad Antalya, località turistica più vicina e logisticamente più semplice da raggiungere.
Pochi giorni fa, ad aprire nuovamente al possibile forfait della Nazionale iraniana, come riportato da Nbc News, era stato proprio lo stesso presidente Taj, che aveva dichiarato che la Fifa deve garantire che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) non venga insultato dagli Stati Uniti, qualora l'Iran dovesse decidere di giocare nel Paese. La richiesta di Taj non è causale, visto che la scorsa settimana una delegazione iraniana, di cui faceva parte lo stesso presidente, è stata respinta al confine con il Canada, dove avrebbero dovuto partecipare al congresso Fifa andato in scena a Vancouver.
Taj ha poi affermato che la decisione di tornare indietro sia stata una loro scelta, ma aveva giudicato anche come irrispettoso il comportamento della polizia di frontiera canadese, confermando poi al parlamento che il visto del presidente delle Forze Armate iraniane (FFIRI) era stato annullato mentre era in volo, proprio a causa dei suoi legami con le Guardie Rivoluzionarie, inserite nel 2024 nella lista di organizzazioni terroristiche dal Canada, cinque anni dopo che gli Stati Uniti avevano fatto lo stesso.
Il segretario generale della Fifa, Mattias Grafstrom, ha inviato quindi una lettera esprimendo rammarico per il "disagio e la delusione" subiti dagli iraniani in Canada e invitando la Federazione a Zurigo il prossimo 20 maggio proprio per un incontro sui Mondiali. Sarà il giorno entro cui, verosimilmente, l'Iran scioglierà le riserve su una partecipazione o meno alla spedizione americana. Molto dipenderà dalle sorti della guerra, ma anche dalle garanzie di sicurezza che non solo la Fifa, ma, soprattutto, Donald Trump sapranno offrire.
Il presidente della Federazione calcistica dell'Iran ha dichiarato che un eventuale ritiro dell'Iran dai Mondiali priverebbe il Paese di una "importante risorsa diplomatica". Mehdi Taj ha rilasciato queste dichiarazioni dopo che la federazione (FFIRI) aveva annunciato sabato la partecipazione dell'Iran al Mondiale, purché i paesi ospitanti accettassero le sue condizioni: "Se non partecipiamo ai Mondiali, perderemo un'importante risorsa diplomatica", ha affermato Taj in un'intervista trasmessa sabato sera dalla televisione di Stato.
La partecipazione dell'Iran al torneo è avvolta nell'incertezza sin dallo scoppio della guerra a febbraio, in seguito agli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica. Sabato, però, la Federazione calcistica iraniana (FFIRI) ha dichiarato sul suo sito web ufficiale: "Parteciperemo sicuramente ai Mondiali del 2026, ma gli organizzatori devono tenere conto delle nostre preoccupazioni. Parteciperemo al torneo, ma senza rinunciare ai nostri valori, alla nostra cultura e alle nostre convinzioni".
Taj ha posto 10 condizioni per la partecipazione all'evento mondiale, chiedendo garanzie sul trattamento riservato al Paese. Tra le condizioni figurano il rilascio dei visti e il rispetto per lo staff della nazionale, la bandiera e l'inno nazionale durante il torneo, nonché la richiesta di maggiori misure di sicurezza negli aeroporti, negli hotel e lungo le strade che conducono agli stadi. L'Iran, che dovrebbe alloggiare a Tucson, in Arizona, durante i Mondiali, affronterà Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto nel Gruppo G. La nazionale iraniana esordirà ai Mondiali contro la Nuova Zelanda a Los Angeles il 15 giugno.
"L'Iran giocherà i Mondiali e il motivo è semplice: dobbiamo unire la gente. Il calcio ci unisce, dobbiamo essere ottimisti e sorridere. Ci sono problemi nel mondo, ci sono già abbastanza persone che provano a dividere. Noi dobbiamo unire", ha affermato Infantino pochi giorni fa aprendo il Congresso della Fifa a Vancouver. "Non c'è nessuna federazione sospesa", ha chiarito Infantino disinnescando il caso relativo all'assenza dei dirigenti iraniani al Congresso: su 211 federazioni accreditate, erano presenti 210 delegazioni.
I dirigenti della federcalcio iraniana, incluso il presidente Mehdi Taj, non hanno però raggiunto Vancouver. Secondo l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, la delegazione è stata respinta al controllo di frontiera. Il ministro degli Esteri canadese, Anita Anand, ha fatto riferimento genericamente alla "revoca" del permesso di ingresso nel Paese. Il provvedimento sarebbe scattato per i legami tra Taj e il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), ritenuto un'organizzazione terroristica in Canada.
A chiudere le porte all'Italia era stato anche Donald Trump. "L'Italia al posto dell'Iran ai Mondiali? Non ci penso troppo... E' una domanda interessante... Stanno pensando di rimpiazzare l'Iran? Non vogliamo penalizzare gli atleti", aveva detto nelle scorse settimane Trump, che aveva rivelato di non occuparsi dei prossimi Mondiali. E il ripescaggio dell'Italia non è quindi minimamente nei suoi pensieri.
Il presidente americano è infatti caduto dalle nuvole quando, nello Studio Ovale, arriva una domanda a tema calcistico: l'Italia potrebbe sostituire l'Iran ai Mondiali? L'ipotesi è caldeggiata da Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti in Italia. "Non ci penso troppo...", dice Trump girando la questione al segretario di Stato Marco Rubio. Il numero 1 della diplomazia è ancora più netto.
"Non so da dove venga fuori tutto questo. Nessuna comunicazione proveniente dagli Usa ha detto" agli iraniani "che non possono venire", aveva aggiunto il segretario di Stato,". "Il problema non sarebbero gli atleti. Sarebbero alcune delle altre persone che l'Iran vorrebbe portare, alcune delle quali hanno legami con le Guardie Rivoluzionarie. Se gli atleti verranno o no, dipenderà dalla decisione dell'Iran. Quello che non possono fare è portare un gruppo di terroristi delle Guardie Rivoluzionarie nel nostro Paese e fingere che siano giornalisti e preparatori atletici", aveva aggiunto. "Non vorremmo penalizzare gli atleti", aveva concluso Trump.

Categoria: sport
11:38
Bullismo, Mulè (Fi): "Non servono nuovi reati ma prevenzione"
(Adnkronos) - Per contrastare il bullismo non bisogna "tipizzare nuove fattispecie di reato" ma "intercettare forme e misure di prevenzione e uscire da una logica per cui pensiamo di risolvere con le bacchettate, in senso metaforico, quello che può essere il fenomeno del bullismo". Così il vicepresidente della Camera dei deputati Giorgio Mulè di Forza Italia, nel suo intervento alla Maratona del Bullismo 2026 organizzata dall'Osservatorio Nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile al palazzo dell'Informazione dell'Adnkronos.
Secondo Mulè "abbiamo una deriva che rischia di essere incontrollata: siamo in una fase nuova i tempi sono maledettamente veloci rispetto alle azioni di contrasto. Mentre prima si inneggiava all'uso delle armi, coltelli e pistole soltanto prendendo e ripostando dei video, adesso guardate cosa succede a Palermo, Napoli, Siena, Milano: i ragazzi, dai 12-13 anni in su, vogliono prendere quelle armi, le calibro 9, i kalashnikov e si riprendono in una dimensione criminale che è figlia di un fenomeno che non abbiamo saputo curare. Siccome ora sono in possesso di strumenti anche letali, non vorrei che affrontassimo un tema con le diottrie di un fenomeno che ha già superato una soglia di attenzione. Tra un anno non vorrei ci trovassimo a commentare fenomeni tragici e drammatici legati, come già successo, al cyberbullismo".

Categoria: cronaca
11:20
Ucraina-Russia, Ft: "Ue valuta Draghi o Merkel come mediatori con Putin"
(Adnkronos) - L'Unione europea sta valutando di assegnare all'ex presidente della Banca centrale europea Mario Draghi o all'ex cancelliera tedesca Angela Merkel il ruolo di mediatore in potenziali negoziati con il presidente russo Vladimir Putin. Lo scrive in esclusiva il Financial Times citando fonti informate sui colloqui, secondo le quali i ministri degli Esteri della Ue discuteranno dei possibili candidati al ruolo di mediazione in una riunione prevista a Cipro la prossima settimana, dopo che Washington e Kiev hanno espresso il loro sostegno a un dialogo tra l'Europa e il presidente russo sulla guerra in Ucraina. Secondo alcuni fonti, oltre a Draghi e Merkel, altri governi hanno proposto come candidati il presidente finlandese Alexander Stubb e il suo predecessore, Sauli Niinistö.
Tre fonti hanno detto al Financial Times che l'amministrazione di Donald Trump ha informato la Ue di non essere contraria al fatto che conduca colloqui con Putin parallelamente ai negoziati di pace guidati dagli Stati Uniti. Bruxelles ha interrotto i canali di comunicazione formali con Mosca dopo l'invasione dell'Ucraina il 24 febbraio del 2022. La Ue teme però ora che la mancanza di progressi nei colloqui guidati dagli Stati Uniti abbia lasciato l'Europa ai margini e vulnerabile a un accordo a condizioni sfavorevoli.
La figura di Draghi, in particolare, è apprezzata dallo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky, come ha spiegato un alto funzionario a Kiev. Zelensky, ha detto, vorrebbe "qualcuno come Draghi" o un "leader forte e in carica" a guidare la delegazione europea nei colloqui con la Russia. Secondo il funzionario, Zelensky dovrebbe discutere la questione con i leader di Francia, Germania e Regno Unito nel corso di questa settimana. Draghi è considerato una persona affidabile e rispettata in tutta la Ue, con un background tecnocratico che potrebbe adattarsi alla situazione, hanno affermato le fonti al Ft. Un portavoce di Draghi ha rifiutato di commentare, così come un portavoce della Merkel.
Un alto funzionario europeo ha affermato al Financial Times che, sebbene Niinistö "sia uno dei pochi europei ad avere un rapporto di lavoro con Putin, i russi sono attualmente molto risentiti nei confronti della Finlandia", che ha abbandonato la sua neutralità ed è entrata a far parte della Nato dopo la guerra in Ucraina. Il mediatore "dovrebbe essere qualcuno proveniente da un paese come l'Olanda o il Portogallo, che non si porta dietro il bagaglio di problemi che hanno i paesi dell'Est", ha aggiunto il funzionario. Secondo quanto riferito, nella riunione dei ministri degli Esteri dell'Ue si discuterà anche di ciò che l'Europa richiederebbe in una relazione post-conflitto con la Russia, quali le linee rosse per un potenziale accordo in Ucraina e quali i prerequisiti per avviare colloqui con il Cremlino.

Categoria: internazionale/esteri
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12:35
Milano, BrainSpace house per scoprire legame tra benessere di mente e cervello
(Adnkronos) - Per molti italiani il rapporto tra benessere mentale e salute del cervello resta ancora poco chiaro: il 63% della popolazione non è infatti consapevole del legame tra disturbi neurologici e mentali, senza riconoscere che entrambi hanno origine nello stesso organo. È quanto emerge dall’indagine presentata a gennaio 2026 dal Censis in collaborazione con Lundbeck Italia. Di questi temi – dall’importanza della prevenzione alla necessità di sviluppare una maggiore consapevolezza – si è parlato oggi a Milano in occasione dell’inaugurazione di BrainSpace House, l’installazione immersiva gratuita dedicata al cervello, promossa da Lundbeck Italia e BrainCircle Italia nell’ambito del Milan Longevity Summit 2026.
Dal 20 al 23 maggio, Piazza XXV Aprile, a Milano - informa una nota - ospiterà uno spazio pensato per accompagnare adulti e bambini alla scoperta del cervello e dei fattori che ne influenzano il benessere, attraverso esperienze in realtà virtuale e aumentata, contenuti interattivi e attività divulgative. L’obiettivo è duplice: da un lato, favorire una maggiore consapevolezza sull’importanza di preservare la salute del cervello; dall’altro, rendere accessibile un tema scientifico complesso. L’iniziativa si inserisce nel paradigma One Health, secondo cui il benessere della persona nasce dall’equilibrio tra dimensione fisica, mentale e del cervello, sociale e ambientale e dalla loro reciproca interazione. BrainSpace House nasce con l’ambizione di diventare un progetto itinerante, per portare l’esperienza in altre città italiane. Il progetto si articola in percorsi dedicati sia agli adulti che ai più piccoli, perché l’educazione alla prevenzione deve partire dall’infanzia
“In Italia sono almeno 20 milioni le persone colpite da patologie neurologiche e circa 10 milioni convivono con un disturbo mentale – afferma Alberto Siracusano, presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Tavolo tecnico Salute mentale del ministero della Salute – Oggi è fondamentale adottare una visione integrata della salute, che consideri mente e cervello come elementi strettamente connessi. Negli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza di quanto i disturbi neurologici e mentali incidano non solo sulla qualità della vita delle persone, ma anche sul benessere delle famiglie, delle comunità e sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. Per questo, oggi, salute mentale e del cervello devono essere considerate una priorità strutturale di salute pubblica, al pari del benessere fisico. L’impegno delle istituzioni - continua - va nella direzione di rafforzare prevenzione, diagnosi precoce e presa in carico, superando le frammentazioni che per troppo tempo hanno separato dimensioni profondamente legate. Questo nuovo approccio, promosso anche dal Piano di azione nazionale per la salute mentale 2025-2030, punta proprio a costruire modelli di cura sempre più centrati sulla persona, capaci di accompagnare i cittadini lungo tutto l’arco della vita. Iniziative come BrainSpace House sono importanti perché aiutano a portare il tema della salute del cervello fuori dai contesti specialistici, avvicinando la popolazione a questi argomenti per contrastare stigma e disinformazione”.
“Investire oggi nella prevenzione e nella salute del cervello significa puntare sulla sostenibilità futura del sistema sanitario e sociale – spiega Emanuele Monti, presidente della Commissione Welfare di Regione Lombardia – L’aumento dell’aspettativa di vita e i cambiamenti demografici in corso rendono sempre più necessario rafforzare politiche capaci di agire prima che la malattia si manifesti o si aggravi. Le patologie neurologiche e i disturbi mentali hanno infatti un impatto rilevante non solo sul percorso clinico delle persone, ma anche sull’autonomia e sui bisogni assistenziali a lungo termine. Per questo motivo è fondamentale promuovere modelli organizzativi che integrino prevenzione, innovazione, ricerca e prossimità territoriale, valorizzando il ruolo della medicina di territorio e della collaborazione tra ospedali, servizi e comunità. Regione Lombardia - illustra - sta lavorando per rafforzare percorsi sempre più orientati all’individuazione precoce dei bisogni e alla continuità della presa in carico, anche attraverso il contributo delle nuove tecnologie e della digitalizzazione. Contemporaneamente, è importante sostenere iniziative che aiutino i cittadini a sviluppare maggiore consapevolezza sui fattori che influenzano il benessere cognitivo e mentale, proprio come BrainSpace House”.
“Milano accoglie con grande entusiasmo un progetto che porta nel cuore della città un tema cruciale come quello della salute del cervello – sottolinea Lamberto Bertolé, assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano – Una realtà viva come la nostra deve avere un ruolo attivo nella diffusione della cultura della prevenzione e nella creazione di occasioni di partecipazione e consapevolezza accessibili a tutti. BrainSpace House rappresenta un esempio concreto di come lo spazio pubblico possa trasformarsi in un luogo di incontro tra cittadini, istituzioni, ricerca scientifica e sistema sanitario, contribuendo a rendere temi complessi più vicini e comprensibili. Parlare di salute del cervello significa parlare anche di contrasto alle fragilità e alle disuguaglianze che possono incidere sul benessere delle persone, per formare cittadini sempre più consapevoli e attenti al prossimo. Milano vuole continuare a essere una città che investe nella salute pubblica non solo attraverso i servizi, ma anche attraverso cultura, informazione e innovazione sociale, favorendo un approccio sempre più integrato tra territorio, comunità e cura della persona”.
L’installazione ospiterà anche i ‘BrainSpace Talks – Il cervello al centro della longevità’, un ciclo di incontri aperti al pubblico (con registrazione consigliata) che vedrà il coinvolgimento di esperti della comunità medico-scientifica, per discutere di neurologia e salute mentale dall’età evolutiva all’anzianità, approfondendo prevenzione, diagnosi precoce, benessere mentale e salute neurologica. “Da oltre 70 anni Lundbeck si dedica esclusivamente alla salute del cervello, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita delle persone che convivono con patologie neurologiche e psichiatriche – dichiara Tiziana Mele, amministratore delegato di Lundbeck Italia – Il nostro impegno è scientifico, sociale e culturale: vogliamo contribuire a promuovere una maggiore sensibilizzazione sulla salute del cervello e BrainSpace House nasce proprio per creare vicinanza, conoscenza e partecipazione attraverso un’esperienza immersiva, capace di parlare a pubblici diversi e di diffondere una nuova cultura della prevenzione”.

Categoria: cronaca
12:25
Graziano (Unicef): "Il 70% in più ragazzi è insodisfatto della vita"
(Adnkronos) - "I dati di Unicef ci dicono il 70% in più dei giovani italiani tra i 15 e i 17 anni soffre di una ecoansia, non sa che cosa chiedere o come aspettarsi qualcosa dal futuro e si dichiara insoddisfatto della vita. Alcuni di questi quando si parla di suicidio ne parlano come cosa normale e, forse, non evitabile". Lo ha detto il presidente di Unicef Italia Nicola Graziano intervenendo alla 'Maratona del bullismo 2026' organizzata dall'Osservatorio nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile al Palazzo dell'informazione dell'Adnkronos.
"Quest'anno inoltre - ha aggiunto - per la prima volta si è verificata un'inversione di tendenza significativa: in Italia c'è un fenomeno che non è più la malnutrizione, ma l'obesità che è, evidentemente, una manifestazione concreta, tangibile del disagio dei nostri ragazzi che è fatto di solitudine, buio, egoismo, indifferenza e silenzio".
"La mia 'bibbia' è la Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza che è una superfetazione dei principi fondamentali che sono nella nostra Carta costituzionale. Fra la Costituzione italiana e la Convenzione ci sono dei parallelismi, molte analogie, ma anche tante differenze. Una su tutte, il diritto al gioco che è fondamentale e che significa gioia, bellezza, luce, speranza e tanta vita che i ragazzi ci insegnano" .
"Ci sono delle parole che sono le parole del bullismo e parole che possono essere l'antidoto. La prima parola del bullismo è il silenzio: questo chiudersi dentro, questo piangere nell'anima e non sapere quale strada prendere. Poi c'è l'indifferenza: l'indifferenza degli altri che guardano il diverso, il triste, il poco sorridente e decidono di lasciarlo solo, nello spazio chiuso di un angolo di una società sempre più buia. E così all'indifferenza si unisce un profondo egoismo che oggi, purtroppo, prevale su tanti valori e questa, probabilmente, è una chiave di lettura per dare spiegazioni a tanti fenomeni. Poi c'è il buio, perché tutto questo porta a stare in un angolo buio, a chiudersi con la mente buia, a chiudersi davanti qualunque prospettiva. E questo porta disagio e solitudine".
Per il presidente di Unicef Italia, "a questa parole poste sul tavolo del bullismo e del cyberbullismo" è possibile anche "dare delle soluzioni, trovarle in noi e nella piazza qui fuori (piazza Mastai, dove per due giorni è allestito uno spazio con gazebi informativi, aree sportive e un palco dove si alternano momenti di confronto e performance ndr) che è gremita di persone ed è una piazza importante". "Questa piazza - prosegue Graziano - risponde al silenzio con il chiasso, con la musica, con la gioia, con i ragazzi che giocano. Un sole e una luce che contrastano quel buio di cui ho detto prima e la partecipazione, lo stare insieme, che vince l'indifferenza". E poi l'egoismo a cui, sottolinea il presidente di Unicef, "abbiamo risposto con le mani tese, con il gioco di squadra, in un mosca cieca della vita che significa ritrovarsi toccandosi, stando insieme, scambiandosi opinioni. E' questa la risposta più importante al bullismo germogliato dal silenzio di un telefonino che ti lascia da solo davanti a tante richieste e alle risposte dell'Intelligenza artificiale che,magaru ti dà anche la soluzione ma manca di una cosa importante e fondamentale: l'anima. Perché i valori - conclude Graziano - sono sempre gli stessi: il bisogno di un abbraccio, di una mano tesa, di un genitore, di una famiglia, di un amico di classe, il bisogno di sentirsi vivi e non di avere una risposta fredda di un telefonino".

Categoria: cronaca
12:21
L’acciaio torna strategico: così l’Ue difende le sue fabbriche
(Adnkronos) - L’acciaio è tornato al centro della politica industriale europea. Non come settore del passato da accompagnare lentamente fuori mercato, ma come materiale essenziale per auto, cantieristica, costruzioni, infrastrutture, energia e difesa. Con il voto della plenaria di Strasburgo, il Parlamento europeo ha approvato il nuovo sistema di salvaguardia che dal 1° luglio 2026 sostituirà il regime attuale, in scadenza il 30 giugno.
Il testo riduce in modo netto le importazioni che potranno entrare nell’Ue senza dazi: le quote duty-free saranno limitate a 18,3 milioni di tonnellate l’anno, il 47% in meno rispetto ai livelli del 2024. Oltre quota, o per i prodotti non coperti dal sistema, scatterà un dazio del 50%, contro l’attuale 25%. Il voto è stato ampio: 606 favorevoli, 16 contrari e 39 astensioni.
La misura nasce come risposta alla sovracapacità globale, ma racconta qualcosa di più: l’Unione europea sta cercando di proteggere le filiere considerate strategiche senza rinunciare alla transizione verde e al commercio internazionale. È una linea sottile, perché difendere la siderurgia può rafforzare l’autonomia industriale europea, ma anche aumentare i costi per le imprese che usano acciaio come materia prima.
Il nuovo meccanismo poggia su tre elementi. Il primo è il taglio delle quote senza dazi, pensato per ridurre la pressione delle importazioni sul mercato europeo. Il secondo è l’aumento della tariffa oltre quota al 50%, una soglia che rende meno conveniente superare i contingenti autorizzati. Il terzo è il rafforzamento dei controlli sull’origine dei prodotti.
Il punto tecnico più importante è la regola del “melt and pour”: l’origine dell’acciaio viene collegata al luogo in cui il metallo è stato fuso e colato per la prima volta. Non è un dettaglio burocratico. In un mercato fatto di semilavorati, trasformazioni intermedie e catene logistiche complesse, stabilire l’origine reale serve a evitare triangolazioni e aggiramenti delle misure europee.
Bruxelles vuole impedire che l’Ue diventi lo sbocco naturale dell’acciaio in eccesso prodotto altrove. La pressione arriva da un mercato globale in cui la capacità produttiva supera la domanda e in cui altri grandi attori hanno già rafforzato le proprie barriere commerciali. Per i produttori europei, il rischio è competere con acciaio realizzato in condizioni molto diverse: energia meno cara, standard ambientali meno stringenti, sostegni pubblici più consistenti.
Il tema si lega direttamente alla decarbonizzazione. Produrre acciaio a basse emissioni richiede investimenti molto costosi: forni elettrici, idrogeno, tecnologie di cattura della CO₂, energia pulita e riconversione degli impianti. Senza un mercato sufficientemente protetto dalle distorsioni esterne, il rischio è che le imprese rinviino gli investimenti o che la produzione si sposti fuori dall’Europa.
Lo scudo è atteso con favore dalla siderurgia europea, ma può creare tensioni lungo la catena industriale. L’acciaio non è solo un prodotto da proteggere: è anche un input per migliaia di imprese. Automotive, meccanica, macchinari, costruzioni, elettrodomestici e cantieristica dipendono da forniture stabili e prezzi competitivi.
Qui si apre il conflitto interno alla politica industriale europea. Se le nuove regole aiutano gli impianti europei a reggere la concorrenza internazionale senza comprimere l’offerta, possono rafforzare l’intera filiera. Se invece producono rincari o strozzature, il costo si trasferisce alle imprese a valle, comprese quelle che esportano sui mercati globali.
Per l’Italia il punto è particolarmente delicato. Il Paese ha una base manifatturiera che usa molto acciaio, dalla meccanica alla cantieristica, dall’energia alle costruzioni. Allo stesso tempo, la siderurgia nazionale convive con costi energetici elevati, impianti da riconvertire e crisi industriali aperte. L’interesse italiano non è quindi univoco: serve proteggere la produzione europea, ma senza danneggiare chi trasforma l’acciaio in beni industriali ad alto valore aggiunto.
C’è poi il caso dell’Ucraina. Kiev è Paese candidato all’Ue, partner strategico e produttore siderurgico storico. Limitare l’accesso al mercato europeo può avere effetti economici e politici sensibili, proprio mentre Bruxelles sostiene la ricostruzione e l’integrazione progressiva del Paese. Il Parlamento ha previsto che la situazione ucraina sia considerata nell’allocazione delle quote, ma la tensione resta: sicurezza industriale europea e sostegno ai partner non sempre coincidono.
Il voto sull’acciaio si inserisce in un cambio di fase più ampio. Dopo energia, semiconduttori, materie prime critiche, tecnologie pulite e difesa, anche la siderurgia entra nel perimetro della sicurezza economica europea. Bruxelles non si limita più a regolare il mercato: prova a conservare capacità produttiva nei settori che considera essenziali.
Non è solo protezionismo. È una risposta a un contesto internazionale in cui Stati Uniti, Cina e altre potenze usano dazi, sussidi, controlli sugli investimenti e politiche industriali aggressive. L’Ue, storicamente più legata al libero scambio e alle regole multilaterali, sta adattando i propri strumenti a un mondo meno cooperativo.
La prova inizierà il 1° luglio 2026. Da quel momento il nuovo regime dovrà dimostrare di saper tenere insieme obiettivi diversi: proteggere i produttori, evitare rincari eccessivi per le imprese utilizzatrici, sostenere la transizione verde, non compromettere i rapporti con partner strategici come l’Ucraina.
Se funzionerà, lo scudo sull’acciaio potrà diventare un precedente per altre filiere esposte alla sovracapacità globale. Se fallirà, mostrerà i limiti di una sovranità industriale difficile da costruire in un’economia ancora profondamente aperta. In ogni caso, il voto di Strasburgo segnala che l’acciaio è tornato a essere una questione politica europea.

Categoria: casa-europa
12:16
Mattarella incontra Modi: "Intensificare al massimo la nostra collaborazione". A Villa Pamphilj il bilaterale Italia-India con Meloni
(Adnkronos) - "La sua presenza in Italia è un onore per la nostra Repubblica" e "manifesta la comune volontà di intensificare in ampia misura, al massimo possibile, la nostra collaborazione". Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale il primo ministro indiano, Narendra Modi.
"So - ha detto il capo dello Stato - che ha già incontrato il nostro primo ministro, che tra poco vi sarà un incontro tra i governi, tra la delegazione dei governi, che la rivedrà. So anche, mi è stato detto, che ha incontrato una rappresentanza della comunità indiana in Italia. Desidero dirle che è una comunità molto apprezzata, che opera in maniera dinamica, attiva, laboriosamente, contribuendo alla vita del nostro Paese".
Modi è successivamente arrivato a Villa Pamphilj per il vertice bilaterale Italia-India. Ad accoglierlo, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. L'incontro è allargato alle delegazioni dei due Paesi. Dopo il colloquio, alle 13 è previsto il momento delle dichiarazioni congiunte alla stampa nella Sala degli Stucchi. Al termine ci sarà il pranzo di lavoro ufficiale.
Nel pomeriggio, alle 14.40, si terrà la cerimonia di scambio degli accordi siglati tra Italia e India, che coinvolgerà diversi esponenti del governo italiano. A chiudere la giornata sarà un gesto simbolico: Meloni e Modi si recheranno nel Giardino d’Ingresso di Villa Pamphilj per la piantumazione di un albero di gelso nero, dono del primo ministro indiano al governo italiano.
"Il rapporto tra India e Italia ha ormai raggiunto una fase decisiva. Negli ultimi anni, i nostri legami si sono ampliati con uno slancio senza precedenti, evolvendo da una cordiale amicizia a un partenariato strategico speciale fondato sui valori di libertà e democrazia, nonché su una visione comune del futuro", ha scritto Meloni su X, postando un video dell'incontro con Modi.

Categoria: politica
12:15
Renaissance in Economics 2026, 280 ricercatori a Roma per riscrivere le regole
(Adnkronos) - Si è chiusa a Roma la terza edizione di Renaissance in Economics, la conferenza internazionale promossa da NeXt Nuova Economia per Tutti che riunisce ogni anno ricercatori, imprese e istituzioni attorno a una sfida comune: costruire una scienza economica capace di rispondere alle grandi crisi del nostro tempo. L'edizione 2026 ha stabilito un record: oltre 280 relatori da cinque continenti e oltre 60 università, 220 contributi scientifici raccolti nel volume From Seeds to Forest, sei università italiane coinvolte negli eventi pre-conference con più di 500 studenti. La ricerca presentata dimostra con modelli sperimentali che i comportamenti estrattivi, quelli che massimizzano il proprio vantaggio a spese della collettività, tendono a prevalere sistematicamente in mercati decentralizzati, producendo quello che gli autori chiamano un fallimento morale del mercato. La risposta non è più regolazione o incentivi monetari: è la coltivazione di caratteri generativi nelle persone, nelle imprese e nelle istituzioni.
Diversi contributi dimostrano che il diritto societario non impone la massimizzazione del profitto: lascia ampio spazio a modelli d'impresa orientati a più obiettivi. Le cooperative e le imprese sostenibili emergono come alternative scalabili alla gig economy. La proposta più avanzata è quella di una responsabilità ex ante per i danni futuri: la sostenibilità non più come scelta volontaria ma come obbligo giuridico integrato nella governance. Numerosi studi mostrano che la crescita del pil può aumentare senza migliorare la qualità della vita e anzi mascherare disuguaglianze regionali profonde. La novità rispetto al passato è che la conferenza non si ferma alla critica: presenta framework Decision-Grade per integrare indicatori multidimensionali di benessere direttamente nei processi decisionali politici, collegati agli indicatori già elaboratori sul Ben Vivere e la Generatività, trasformandoli da statistiche descrittive a guide operative per i governi.
Un contributo particolarmente discusso propone i tributi di scopo — tasse comunali legate a benefici pubblici specifici e visibili — come strumento per ricostruire la fiducia tra cittadini e istituzioni. Il meccanismo trasforma il pagamento delle tasse da obbligo coercitivo a forma concreta di partecipazione civica. Accanto a questo, la ricerca dimostra che l'orizzonte temporale dei decisori politici — legato alla loro eta' e aspettativa di vita — distorce sistematicamente le scelte sugli investimenti ambientali: un argomento a favore della rappresentanza istituzionale delle generazioni future.
Il policy paper presentato alla conferenza chiede una riforma strutturale della valutazione accademica: basta con la dipendenza dalle cinque riviste economiche americane, largo a un Fascicolo dell'Impatto che misuri il contributo civile di ogni ricercatore. La proposta è sostenuta da un Fondo Nazionale da 50 milioni annui per la ricerca-azione partecipata e da un nuovo indice — lo Iaeisc — che misura l’equità intergenerazionale in 100 indicatori su tutto il territorio nazionale.
From Seeds to Forest, il titolo scelto per il volume degli abstract, non è casuale e sarà anche il tema centrale della prossima edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile che si svolgerà dal 1 al 4 ottobre 2026 a Firenze. I semi di una nuova economia sociale e civile esistono già e attraverso le azioni dell’Osservatorio Nazionale sulla Economia Sociale e Civile li stiamo mappando, collegando e sistematizzando. Renaissance in Economics e il Fnec esistono per farli diventare un bosco.

Categoria: economia
12:12
Oss. nazionale bullismo: "Il 38% ragazzi è vittima, 31% si sente più compreso da Ai che da persone"
(Adnkronos) - Un adolescente su cinque ha pensato almeno una volta di farsi del male o di non voler vivere, mentre il 31% dei ragazzi afferma di sentirsi più compreso dall’intelligenza artificiale che dalle persone. È il quadro che emerge dal nuovo Rapporto nazionale sul disagio giovanile realizzato dall’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile che si basa sulle risposte di mille studenti tra i 14 e i 19 anni, presentato oggi durante la Maratona Bullismo 2026, la due giorni promossa dall’Osservatorio in collaborazione con Adnkronos. L’indagine fotografa una trasformazione profonda delle fragilità adolescenziali rispetto al 2025. Se negli anni precedenti il disagio si manifestava soprattutto attraverso episodi evidenti di aggressività, cyberbullismo ed esclusione sociale, oggi emergono forme più silenziose e interiorizzate di sofferenza emotiva e identitaria.
Il 38% degli adolescenti intervistati dichiara di aver subito almeno una volta episodi di bullismo, un dato in crescita rispetto al 34% dello scorso anno. Parallelamente aumentano ansia e insicurezze personali: il 41% dei giovani riferisce di vivere ansia da inadeguatezza, il 30% prova vergogna per il proprio corpo e il 25% racconta un persistente senso di vuoto. Anche il bullismo cambia forma. Le aggressioni fisiche rappresentano oggi una quota residuale del fenomeno (3,96%), mentre la forma di sofferenza più diffusa diventa l’esclusione sociale, indicata dal 16,67% degli studenti.
''Il fatto che oggi le aggressioni fisiche rappresentano una quota residuale del fenomeno è un segnale incoraggiante e dimostra che anni di sensibilizzazione, prevenzione e lavoro nelle scuole stanno producendo risultati importanti'', dichiara Luca Massaccesi, presidente dell’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile. Allo stesso tempo, però, non possiamo abbassare la guardia. Il disagio giovanile sta cambiando forma: cresce una sofferenza più silenziosa e invisibile, legata all’identità, all’autostima e alla difficoltà di sentirsi accettati. Oggi molti ragazzi apparentemente stanno bene, ma interiormente vivono ansia e fragilità profonde. La vera sfida educativa sarà imparare a riconoscere per tempo questi segnali emotivi prima che si trasformino in forme di disagio ancora più gravi in futuro”. Particolarmente preoccupante il dato relativo alla richiesta di supporto: il 47% dei giovani dichiara di trovare difficile chiedere aiuto e il 43% percepisce gli adulti come distanti.
La ricerca evidenzia inoltre il ruolo sempre più centrale del digitale nella vita emotiva degli adolescenti. Il 44% dei ragazzi dichiara di controllare continuamente il telefono, mentre il 52% riconosce l’influenza degli algoritmi sul proprio stato emotivo e sulla percezione di sé. “Rispetto allo scorso anno osserviamo un cambiamento molto netto'', spiega la psicologa Elisa Caponetti, Presidente del Comitato Scientifico che ha coordinato l’elaborazione della ricerca. ''I social non sono più soltanto strumenti di comunicazione: per molti ragazzi stanno diventando luoghi emotivi nei quali cercare ascolto, conferme e riconoscimento - continua - Parallelamente cresce la difficoltà nel chiedere aiuto agli adulti. Oggi il disagio tende sempre meno a esplodere apertamente e sempre più a nascondersi. I ragazzi preferiscono un algoritmo per proteggersi dal peso della valutazione sociale”. Nel nuovo Rapporto emerge, però, anche un segnale positivo: il 64% dei ragazzi riconosce nello sport uno strumento fondamentale di equilibrio emotivo e benessere psicologico. ''La relazione umana resta il principale fattore protettivo - conclude Massaccesi - Per questo la Maratona Bullismo vuole essere non solo un evento, ma una grande occasione collettiva di ascolto, partecipazione e costruzione di comunità”.
L’Alleanza contro il Bullismo e il Disagio Giovanile che vede coinvolte Istituzioni, Aziende, Associazioni, Federazioni Sportive, Campioni dello Sport, promossa e coordinato dall’Osservatorio in collaborazione con Adnkronos, ha deciso di trasformare Piazza Mastai, nel cuore di Trastevere, nella 'Piazza del Rispetto', uno spazio aperto a giovani, famiglie, scuole e istituzioni dove incontri, testimonianze, attività sportive ed esperienze immersive promuovono il dialogo, l’inclusione e una nuova cultura del rispetto e del benessere emotivo delle nuove generazioni. L’ingresso alla manifestazione è libero e aperto al pubblico.

Categoria: cronaca
12:08
Bullismo: Unicef e Osservatorio nazionale firmano protocollo per diritti infanzia e adolescenza
(Adnkronos) - L’Unicef Italia e l’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile hanno firmato un protocollo di intesa della durata di due anni per promuovere i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza con particolare riferimento alle tematiche del bullismo e del cyberbullismo. La firma è avvenuta alla presenza del presidente dell’Unicef Italia, Nicola Graziano, e del presidente dell’Osservatorio nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile Luca Massaccesi, nel corso della Maratona Bullismo, promossa dall’Osservatorio nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanil, in piazza Mastai a Roma.
''Il bullismo e il cyberbullismo sono comportamenti aggressivi, intenzionali e ripetuti, caratterizzati da uno squilibrio di potere tra chi lo esercita e chi lo subisce che possono causare gravi disagi emotivi alle vittime e compromettere la loro crescita e le relazioni. I bambini e le bambine che subiscono bullismo e abusi online presentano livelli significativamente più alti di ansia, pensieri suicidari e comportamenti autolesionistici'', ha dichiarato Nicola Graziano, presidente di Unicef Italia. ''Il bullismo e il cyberbullismo rappresentano sfide cruciali e richiedono interventi educativi per proteggere i giovani e promuovere comportamenti sani e un uso responsabile delle tecnologie - ha aggiunto - Siamo certi che grazie a questo Protocollo riusciremo a realizzare attività e iniziative concrete a favore di tanti bambini, bambine e giovani che meritano la nostra attenzione e supporto''.
“Questo Protocollo con Unicef Italia rappresenta per me, come Presidente dell’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile ma anche come uomo, un grande privilegio umano e istituzionale - ha dichiarato Luca Massaccesi, presidente dell’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile - Oggi non possiamo limitarci a parlare soltanto di bullismo e cyberbullismo: dobbiamo avere il coraggio di guardare più a fondo, dentro il disagio emotivo e la solitudine che coinvolgono sempre più ragazze e ragazzi. È lì che dobbiamo intervenire, costruendo ascolto, presenza e responsabilità condivise''. ''Per questo è fondamentale unire istituzioni, scuola, famiglie, sport e terzo settore in un’alleanza educativa concreta, capace di restituire ai giovani fiducia, relazioni e futuro'', ha aggiunto.
In particolare il Protocollo prevede di promuovere la conoscenza dei principi sanciti dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza con particolare riferimento al fenomeno del bullismo e cyberbullismo che rappresenta una forma di violenza tra pari molto invasiva e che incide negativamente sul diritto alla protezione da ogni forma di violenza, sul diritto alla non discriminazione inibendo le vittime dal porre in essere qualsiasi azione di autotutela; realizzare attività di sensibilizzazione contro il bullismo ed il cyber bullismo per promuovere nella collettività un cambiamento culturale, che prevedano l’ascolto e la partecipazione di bambine, bambini e adolescenti; la condivisione di documenti, materiali, fonti ed informazioni di natura nazionale e internazionale utili a costruire una sempre maggiore conoscenza e consapevolezza sui diritti di bambine, bambini e adolescenti.
L’Unicef Italia è impegnato nella 'Maratona Bullismo 2026' che si tiene oggi e domani a Roma, in piazza Mastai, con la partecipazione del Presidente Unicef Italia Nicola Graziano a diversi panel sulle tematiche riguardanti l’infanzia e l’adolescenza in riferimento a fenomeni di bullismo e di disagio giovanile. Inoltre, presso lo spazio Unicef, i volontari e le volontarie dell’Unicef Italia e i giovani del servizio civile potranno dare materiali e sensibilizzare sui temi della disconnessione, l’ambiente digitale, la salute mentale, bullismo e cyberbullismo, lo sport.

Categoria: cronaca
12:06
Liste d’attesa neurologia, Sin: "Nuove linee guida per ridurre visite inappropriate"
(Adnkronos) - Garantire visite neurologiche in tempi più rapidi a chi ne ha davvero bisogno riducendo quelle non necessarie. Con questo obiettivo sono state elaborate dalla Società italiana di neurologia (Sin) le nuove Raccomandazioni di buona pratica clinico-assistenziale (Rbpca) per l’appropriatezza della prima visita neurologica, su richiesta del ministero della Salute e pubblicate dall’Istituto superiore di sanità. Il documento - spiega Sin in una nota - interviene su una delle principali criticità del Servizio sanitario nazionale: l’elevata richiesta di visite neurologiche, spesso legata a condizioni molto frequenti come cefalea, disturbi cognitivi e tremore. In molti casi si tratta di situazioni che possono essere gestite già a livello di medicina generale, con il risultato di un sovraccarico delle liste di attesa e di un accesso più difficile per i pazienti che necessitano realmente dello specialista.
Le nuove raccomandazioni introducono indicazioni chiare e operative per stabilire quando è appropriato inviare il paziente al neurologo e quando, invece, la gestione può avvenire sul territorio. In totale sono state definite 8 raccomandazioni: 6 identificano le situazioni in cui la visita specialistica è indicata e 2 quelle in cui non è raccomandata, offrendo un riferimento concreto per medici e servizi sanitari. “Queste raccomandazioni rappresentano un passaggio fondamentale per migliorare l’accesso alle cure neurologiche nel nostro Paese - afferma Mario Zappia, presidente Sin - L’obiettivo è evitare visite non necessarie e garantire un percorso più rapido e appropriato per i pazienti con condizioni realmente rilevanti. Non si tratta di limitare l’accesso allo specialista, ma di renderlo più efficace e mirato, rafforzando il ruolo della medicina territoriale e migliorando l’integrazione tra i diversi livelli di assistenza”.
Per quanto riguarda la cefalea, viene indicato il ricorso allo specialista in presenza di segnali di allarme – come l’insorgenza improvvisa, il peggioramento progressivo, la comparsa in età avanzata o la presenza di sintomi neurologici associati – mentre le forme più comuni, come l’emicrania non frequente, possono essere seguite inizialmente dal medico di famiglia. Diverso il caso delle forme croniche, con mal di testa per oltre 15 giorni al mese, per le quali è raccomandato l’invio allo specialista. Per il tremore, le raccomandazioni distinguono tra condizioni che richiedono approfondimento neurologico – come i tremori a riposo, asimmetrici, di nuova insorgenza o associati ad altri disturbi neurologici – e situazioni più lievi o legate a cause riconoscibili, che possono essere gestite in prima battuta sul territorio. Analogo approccio per i disturbi cognitivi, per i quali viene valorizzato il ruolo del medico di medicina generale nel primo inquadramento diagnostico, prevedendo l’invio allo specialista nei casi di peggioramento progressivo non spiegato dagli accertamenti iniziali e orientando invece verso percorsi più appropriati, come quelli geriatrici, i pazienti con forme avanzate e condizioni di fragilità elevata. Le raccomandazioni - conclude la nota - sono state sviluppate da un gruppo multiprofessionale che ha coinvolto neurologi, medici di medicina generale, metodologi ed anche rappresentanti dei pazienti, sulla base delle migliori evidenze scientifiche disponibili e attraverso un processo strutturato di consenso.

Categoria: cronaca
12:05
Windsor, dramma davanti al re Carlo: soldatessa 24enne muore dopo una caduta da cavallo
(Adnkronos) - Tragedia al Royal Windsor Horse Show, dove una soldatessa è morta in seguito a una caduta da cavallo mentre era impegnata con la King’s Troop, Royal Horse Artillery. La vittima è la caporale Ciara Sullivan, 24 anni, definita dal suo ufficiale comandante una "cavallerizza eccezionale" dotata di un'energia contagiosa. L’incidente si è verificato dopo l’uscita dall’arena, intorno alle 19 di venerdì scorso, e la giovane militare è deceduta sul posto nonostante i tempestivi soccorsi, secondo quanto riferito dalla polizia del Thames Valley.
Un portavoce di Buckingham Palace ha riferito che il re è rimasto "profondamente scioccato e rattristato" nell'apprendere della sua morte e che si sarebbe messo in contatto con la famiglia per porgere le sue condoglianze. "Sebbene Sua Maestà e altri membri della famiglia reale fossero presenti nell'arena al momento dell'incidente, non sono stati informati della gravità della situazione se non in un secondo momento".
La Sullivan è stata impiegata ai funerali di stato della regina Elisabetta nel 2022 e all'incoronazione di Carlo e Camilla l'anno successivo. Il suo comandante ha dichiarato in un tributo diffuso dal Ministero della Difesa: "Il caporale Ciara Sullivan, 'Sully' per gli amici, è stata per tutti coloro che hanno avuto il privilegio di servire al suo fianco, una luce splendente in qualsiasi ambiente entrasse". È stata elogiata come "una soldatessa eccezionale e un modello da seguire per molti dei suoi colleghi".
La "soldatessa di immensa professionalità" era un'abile calciatrice e si impegnava al massimo in palestra, coinvolgendo "silenziosamente" anche gli altri. "Il suo paziente metodo di allenamento ha aiutato molti artiglieri a cavallo dell'unità a realizzare il loro potenziale." John Healey, ministro della Difesa britannico, ha descritto la Sullivan come una "brillante giovane soldatessa che ha servito la nostra nazione con dedizione. Siamo tutti profondamente scioccati e rattristati dalla sua morte".

Categoria: internazionale/esteri
12:02
Camminata 6-6-6: cos’è il metodo low impact virale che aiuta a dimagrire e tonificare
(Adnkronos) - Un’ora al giorno di camminata può bastare per dimagrire, migliorare la forma fisica, il metabolismo e il benessere mentale senza ricorrere ad allenamenti intensi in palestra. È questo il principio alla base della camminata 6-6-6, il nuovo trend fitness diventato virale sui social, che sta conquistando sempre più persone grazie alla sua semplicità e sostenibilità.
L’idea è trasformare il gesto più naturale del movimento umano in un’attività strutturata ed efficace per la salute, basata su una routine facile da ricordare e integrare nella vita quotidiana.
Il metodo ruota attorno al numero 6:
- 6 minuti di riscaldamento
- 60 minuti di camminata a ritmo sostenuto (circa 5–6 km/h)
- 6 minuti di defaticamento
Secondo il protocollo del trend, la camminata può essere svolta idealmente alle 6 del mattino o alle 6 del pomeriggio, per circa 6 giorni a settimana. Tuttavia, gli esperti sottolineano che la componente davvero essenziale resta la costanza, più che il rispetto rigido degli orari.
Durante l’ora centrale, il ritmo è moderato ma continuo, sufficiente a stimolare il sistema cardiovascolare e mantenere attivo il metabolismo. È possibile variare il percorso, inserire leggere salite o utilizzare piccoli pesi per aumentare l’intensità.
La camminata 6-6-6 si inserisce nella categoria degli esercizi aerobici a basso impatto, noti per la loro efficacia nel lungo periodo.
Tra i principali benefici:
- miglioramento della resistenza cardiovascolare
- attivazione del metabolismo e maggiore consumo calorico
- supporto al controllo dei picchi glicemici
- tonificazione di gambe e glutei
- riduzione di stress, ansia e tensioni mentali
La camminata regolare favorisce inoltre l’utilizzo dei grassi come fonte energetica, contribuendo alla perdita di peso in modo graduale e sostenibile.
Il vantaggio principale è la sua accessibilità: non richiede attrezzature, abbonamenti o competenze particolari, e può essere integrata facilmente nella routine quotidiana.
La struttura del metodo non è casuale. I 6 minuti iniziali servono ad aumentare gradualmente la frequenza cardiaca e preparare muscoli e articolazioni allo sforzo. I 6 minuti finali, invece, aiutano il corpo a tornare progressivamente allo stato di riposo, riducendo il rischio di affaticamento.
I 60 minuti centrali rappresentano una soglia considerata efficace per ottenere benefici aerobici concreti, in linea con le raccomandazioni generali sull’attività fisica moderata.
Non esiste un momento universalmente migliore, ma due opzioni principali:
Mattina: Aiuta ad attivare il metabolismo e a favorire l’utilizzo dei grassi come energia. Può migliorare anche la qualità del sonno.
Sera: Contribuisce a scaricare lo stress accumulato, regolare i livelli di glicemia e favorire il rilassamento prima del riposo notturno.
La popolarità del metodo si inserisce in una tendenza più ampia che rivaluta la camminata come forma di fitness accessibile ed efficace. Anche celebrità e icone del benessere hanno spesso sottolineato l’importanza del movimento quotidiano: tra queste anche l’attrice e attivista Jane Fonda, che continua a promuovere uno stile di vita attivo anche in età avanzata.

Categoria: cronaca
11:57
Farmaci, la sfida della competitività tra innovazione e sostenibilità
(Adnkronos) - Investimenti in ricerca e innovazione, da una parte. Livello dei prezzi dei farmaci, dall’altra. Sono due variabili di una stessa equazione ma perché il risultato finale torni è necessario trovare un equilibrio corretto. Se ne parla diffusamente giovedì 21 maggio, in diretta streaming a partire dalle 9, in un talk Adnkronos con il contributo non condizionante di Farmindustria: 'Farmaci, la sfida della competitività tra innovazione e sostenibilità', con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il presidente di Farmindustria Marcello Cattani, il direttore dell’Ufficio Relazioni internazionali di Aifa Armando Magrelli. A moderare l'incontro, il primo del ciclo 'Equilibri e prospettive del sistema salute', il vicedirettore dell'Adnkronos Fabio Insenga.
Negli ultimi anni c’è stata un’accelerazione significativa sul primo fronte: nuove terapie, nuove tecnologie e una pipeline globale di ricerca sempre più ampia. Sull’altro fronte, quello dei prezzi, c’è una pressione altrettanto crescente, alimentata dalle scelte di Donald Trump negli Stati Uniti, dai dazi all’imposizione del modello Most Favored Nation (Mfn), un sistema che lega il prezzo dei farmaci a quello praticato nei Paesi che hanno un reddito pro capite paragonabile e dove il costo è più basso, e ora anche dai rischi legati alla carenza di materie prime per la crisi in Medio Oriente.
Più in generale, accanto alla sostenibilità dei sistemi sanitari va tutelata la capacità di attrarre investimenti, sostenere la ricerca e mantenere competitiva l’industria farmaceutica. Allora la domanda è: come trovare l’equilibrio tra prezzi sostenibili, accesso rapido alle terapie innovative e sviluppo industriale?
Guarda la diretta: https://www.youtube.com/watch?v= YAaOlpfdnGE

Categoria: economia
11:56
Nutripiatto senza confini, a ReNest evoluzione multiculturale del cibo
(Adnkronos) - Essere un modello alimentare inclusivo, capace di mettere insieme equilibrio nutrizionale, tradizioni culturali e corretti stili di vita: è l’obiettivo di ‘Nutripiatto senza confini’, il progetto di educazione alimentare sviluppato da Nestlé con il contributo scientifico dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e della Sipps – Società italiana di pediatria preventiva e sociale, presentato ieri a Milano durante ReNest, il percorso esperienziale ospitato nel parco di CityLife. L’iniziativa è stata al centro di uno degli appuntamenti del palinsesto di ReNest, che fino al 24 maggio propone eventi, talk, laboratori e visite guidate dedicate ai temi del benessere, della sostenibilità e della qualità della vita. In questo contesto, Nutripiatto senza confini - informa l’azienda in una nota - ha acceso i riflettori sull’importanza di sviluppare strumenti educativi in grado di dialogare con una società sempre più multiculturale, valorizzando le diverse tradizioni alimentari presenti oggi in Italia.
Nutripiatto senza confini nasce dall’evoluzione di Nutripiatto, il progetto che dal 2018 accompagna famiglie, scuole e operatori sanitari nella promozione di corrette abitudini alimentari tra bambini e bambine, raggiungendo circa 650mila giovani. Oggi il modello si amplia integrando i principi della dieta mediterranea con ingredienti e tradizioni culinarie provenienti da diverse culture del mondo, facilmente reperibili anche in Italia. Pensato per bambini e bambine dai 4 ai 14 anni, il progetto è uno strumento colorato, internazionale e immediato che supporta le famiglie nella scelta e nella realizzazione di pasti, colazioni e merende gustose ed equilibrate, senza rinunciare allapropria tradizioni culinarie. Cereali, proteine, frutta e verdura tipici di culture differenti – dalla quinoa al tofu, dai fagioli neri al pak-choi – trovano così spazio all’interno di un modello nutrizionale equilibrato e accessibile. Il progetto con una library di oltre 70 ricette è disponibile online.
“Con Nutripiatto senza confini vogliamo offrire a famiglie, insegnanti e operatori sanitari uno strumento semplice e concreto capace di unire educazione alimentare, inclusione e scoperta di nuove culture attraverso il cibo - afferma Chiara Spiezia, biologa nutrizionista, collaboratrice di ricerca all’Unità di ricerca in Scienze degli Alimenti e della nutrizione dell’Università Campus Bio-Medico di Roma - Oggi parlare di corretta alimentazione significa anche riconoscere e valorizzare la ricchezza delle diverse tradizioni presenti nel nostro Paese”. Il progetto - conclude la nota - conferma l’impegno di Nestlé nel promuovere strumenti concreti e scientificamente validati per supportare famiglie, docenti e operatori sanitari nell’educazione alimentare dei più piccoli, favorendo al tempo stesso inclusione e integrazione culturale.

Categoria: cronaca
11:55
Almasri contesta giurisdizione Cpi: decisione il 3 luglio
(Adnkronos) - Osama Almasri, rimpatriato in Libia dopo essere stato arrestato a Torino il 19 gennaio 2025, ha presentato, tramite i suoi legali, ricorso alla Corte Penale Internazionale il 15 aprile scorso, contestando sia la giurisdizione della Corte sul suo caso sia l'ammissibilità del procedimento avviato nei suoi confronti, in base agli articoli 17 e 19 dello Statuto di Roma. Lo riporta un'ordinanza pubblicata sul sito della Corte il 13 maggio scorso.
La Camera pre-processuale della Cpi, che esamina il ricorso, "prende atto del contenuto e della portata della contestazione, che comprende sia una componente giurisdizionale che una di ammissibilità. Al fine di consentire allo Stato libico un'opportunità concreta di presentare osservazioni, e rilevando che l'eventuale documentazione di supporto deve essere tradotta in una lingua di lavoro della Corte, la Camera ritiene opportuno fissare il 3 luglio 2026 come termine per la Libia e la Procura per rispondere alla contestazione".
L'ordinanza è firmata da tre giudici, tutte donne: Iulia Antoanella Motoc, presidente, e le giudici a latere Reine Adélaïde Sophie Alapini Gansou e María del Socorro Flores Liera.

Categoria: internazionale/esteri
11:52
Analisi SoloAffitti: "A Milano calo mercato affitti fino a 15%, tempi locazione raddoppiano"
(Adnkronos) - Mercato degli affitti milanese in calo del 15%, con tempi di locazione raddoppiati. E' quanto emerge dall'analisi realizzata dalla rete milanese di SoloAffitti. "Dopo anni di aumenti record e appartamenti assegnati in pochi giorni, oggi i canoni iniziano a scendere, i tempi di locazione si allungano e gli inquilini non sono più disposti ad accettare qualsiasi prezzo", viene evidenziato. Il segnale di calo ha iniziato a manifestarsi nelle periferie nei primi mesi del 2025 per poi estendersi progressivamente anche alle aree più centrali della città nel secondo semestre. Una normalizzazione che arriva dopo anni di crescita eccezionale dei canoni e che sta modificando profondamente le dinamiche della locazione residenziale milanese.
Il rallentamento coincide inoltre con una crescente distanza tra i prezzi raggiunti negli ultimi anni e la reale capacità di spesa di lavoratori, giovani coppie e studenti. I numeri mostrano un raffreddamento evidente rispetto ai picchi raggiunti nel 2024. Per i bilocali in prima cerchia i canoni medi, che avevano toccato quota 1.700-1.800 euro più spese, si attestano oggi tra i 1.500 e i 1.600 euro, con una riduzione attorno al 10%. In seconda cerchia il calo arriva invece a circa il 15%, con valori scesi da 1.400 a circa 1.200 euro più spese.
Andamento simile anche per i trilocali: nelle zone più centrali si passa da circa 3.000 euro ai massimi a 2.500 euro più spese, mentre nelle aree semicentrali i valori medi scendono da 2.500 a circa 2.200 euro. Secondo la rilevazione, il settore non si è fermato, ma è profondamente cambiato il comportamento degli inquilini. Il numero medio di richieste qualificate per immobile è passato da circa 30 a 12, mentre i tempi medi di locazione sono aumentati da 3,5 a 7,7 settimane.
"La domanda - viene spiegato da SoloAffitti - continua a esistere, soprattutto per gli immobili ritenuti correttamente posizionati, ma gli inquilini oggi tendono sempre più spesso ad aspettare un ribasso oppure a orientarsi verso soluzioni alternative, invece di accettare immediatamente qualsiasi prezzo come avveniva fino a pochi mesi fa". Uno degli elementi che emerge con maggiore forza dall’analisi riguarda la difficoltà di parte dei proprietari ad accettare il nuovo scenario. Molti locatori continuano infatti a prendere come riferimento gli annunci pubblicati online, spesso relativi proprio agli immobili che faticano a trovare un inquilino perché proposti a valori non più coerenti con la domanda reale.
Secondo la rete SoloAffitti, in numerosi casi i proprietari iniziano con richieste elevate nel tentativo di replicare i canoni record dello scorso anno, salvo poi ridurre progressivamente le pretese dopo settimane senza risultati concreti. Anche il canone concordato, grazie ai vantaggi fiscali, si sta rivelando in molti casi uno strumento efficace per favorire un adeguamento dei valori richiesti.
A incidere sul nuovo scenario è anche l’aumento dell’offerta disponibile sul comparto residenziale. Secondo gli operatori della rete, si osservano inoltre primi segnali di rientro verso la locazione tradizionale di alcuni immobili precedentemente destinati agli affitti brevi. Un fenomeno che convive però con una crescita degli annunci sulle piattaforme dedicate agli short rent, legata sia alla maggiore professionalizzazione degli operatori del settore sia alla forte componente stagionale connessa ai grandi eventi cittadini, dal Salone del Mobile al Fuorisalone.
“Milano resta uno dei mercati immobiliari più dinamici e costosi del Paese, ma oggi stiamo entrando in una fase diversa rispetto agli ultimi anni”, osserva Silvia Spronelli, ceo di SoloAffitti. “Non - aggiunge - siamo di fronte a un crollo del mercato, bensì a una normalizzazione dopo una lunga fase di crescita straordinaria dei canoni, accelerata nel post-Covid e sostenuta da una domanda molto aggressiva. Oggi gli stipendi non riescono più a tenere il passo dei prezzi raggiunti e gli inquilini sono diventati inevitabilmente più selettivi”.
“Il punto centrale - prosegue Spronelli - è che la domanda continua a esserci, ma è molto più razionale. Gli immobili con canoni coerenti continuano ad affittarsi rapidamente, mentre quelli fuori mercato restano online più a lungo. Per i proprietari diventa quindi fondamentale comprendere che lo scenario è cambiato: insistere sui valori record del 2024 rischia di tradursi in settimane di sfitto e in una perdita economica complessiva”.

Categoria: economia
11:49
Iran, Pasdaran: "Se Usa attaccano guerra si estenderà oltre confini regione"
(Adnkronos) - Resta alta la tensione tra Iran, Stati Uniti e Israele. I Guardiani della Rivoluzione islamica iraniana (Pasdaran) hanno lanciato un avvertimento diretto: “Se l’aggressione contro l’Iran si ripeterà, la guerra si estenderà oltre i confini della regione”, hanno dichiarato facendo riferimento alla possibilità che gli Stati Uniti riprendano gli attacchi contro l'Iran.
Nel loro messaggio, riportato dalle agenzie iraniane, i Pasdaran hanno adottato un tono fortemente bellicoso, ribadendo la loro capacità militare: "Il nemico americano-israeliano parla ancora una volta di minacce. Noi siamo uomini di guerra. La nostra forza si vede sul campo di battaglia e non nelle vuote dichiarazioni e nei profili virtuali", hanno aggiunto i Pasdaran.
Intanto sul fornte diplomatico, il ministro degli Interni pakistano, Mohsin Naqvi, si è recato oggi a Teheran, per la seconda volta questa settimana, nel tentativo di ridare slancio ai negoziati per la fine della guerra tra Iran e Stati Uniti attualmente in stallo. Lo riportano i media iraniani. "Mohsin Naqvi si è recato a Teheran per incontrare funzionari della Repubblica islamica", ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna, citando fonti diplomatiche a Islamabad.
Anche l'agenzia di stampa Tasnim e la Irib hanno annunciato la visita di Naqvi a Teheran per ''colloqui cruciali'' con funzionari iraniani.
Lo Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per il commercio globale del petrolio, resta il fulcro della crisi. Secondo aggiornamenti recenti, una petroliera sudcoreana sta attraversando proprio lo stretto, mentre le autorità di Seul monitorano la situazione per possibili rischi di sicurezza.
L’area rimane altamente instabile: negli ultimi mesi si sono registrati episodi di attacchi a navi commerciali e accuse reciproche tra Iran e Stati Uniti, con il rischio di blocchi o interferenze sulle rotte energetiche globali.
Gli analisti ricordano che circa un quinto del petrolio mondiale passa attraverso questo passaggio strategico, rendendo qualsiasi escalation potenzialmente globale.
Secondo indiscrezioni riportate dal New York Times, Israele e Stati Uniti avevano proposto all'ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad di sostituire la leadership del Paese dopo la guerra. Israele avrebbe elaborato l'ambizioso piano e Ahmadinejad avrebbe persino fornito consulenza in merito, ma la mossa si è presto arenata. Il primo giorno di guerra, Israele ha bombardato l'abitazione di Ahmadinejad, ferendolo, nel tentativo di liberarlo dagli arresti domiciliari. Secondo il quotidiano, dopo quell'attacco Ahmadinejad avrebbe "cambiato idea" riguardo all'intenzione di sostituire il governo.

Categoria: internazionale/esteri
11:48
Lattine alluminio, tasso di riciclo al 92,8% nel 2025
(Adnkronos) - L’Italia si conferma tra i Paesi più virtuosi in Europa nel riciclo delle lattine per bevande in alluminio.
Nel 2025 il tasso di riciclo ha raggiunto il 92,8%, in aumento di 5,5 punti percentuali rispetto all'anno precedente. Un risultato, frutto della procedura dedicata di determinazione del tasso di riciclo delle lattine avviata da Cial - Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio nel 2021 e condivisa con Conai.
"Si tratta di performance che dimostrano l’efficienza e l’efficacia del sistema nazionale di gestione dei rifiuti - spiega Cial - basato sulla raccolta differenziata e il riciclo, in grado di conseguire risultati pari, e in alcuni casi superiori, a quelli dei Paesi europei che da diversi anni hanno adottato il sistema con deposito cauzionale". In Europa, il tasso medio di riciclo delle lattine per bevande dei sistemi basati sul deposito è attualmente intorno al 92%, mentre il tasso medio complessivo, includendo sia il sistema con deposito sia quelli con raccolta differenziata, è pari al 76,3% (dato Metal Packaging Europe / European Aluminium, febbraio 2026).
Nel complesso, sono state 65mila tonnellate di imballaggi in alluminio avviate a riciclo, contribuendo a evitare oltre 460mila tonnellate di CO2 equivalenti e a risparmiare energia pari a 205mila tonnellate equivalenti di petrolio.
La raccolta 'fuori casa' è uno dei fronti più strategici per avvicinarsi al traguardo del 100% di riciclo delle lattine: concerti, festival, eventi sportivi e spazi pubblici sono contesti ad alta densità di consumo, dove intercettare la lattina prima che venga dispersa fa la differenza. È qui che entra in gioco 'Ogni Lattina Vale', il progetto attivo oggi in 21 Paesi coordinato in Italia da Cial nell’ambito del programma internazionale Every Can Counts.
Nel 2025 Ogni Lattina Vale ha dato vita a numerose iniziative sul territorio. Guardando al 2026, il progetto proseguirà con una nuova stagione di attivazioni su tutto il territorio nazionale, tra cui: Comicon Bergamo, I-Days Milano, Firenze Rocks, Jova Summer Tour 2026.
I risultati raggiunti nel riciclo delle lattine e, più in generale, degli imballaggi in alluminio si inseriscono in un quadro nazionale sempre più solido: nel 2025 il tasso complessivo di riciclo degli imballaggi in alluminio ha raggiunto il 69,5%, superando già gli obiettivi europei fissati per il 2030.

Categoria: cronaca
11:42
Diana Bracco: "L'Italia deve valorizzare i giovani e puntare sui talenti"
(Adnkronos) - “La prima cosa da fare per rendere l’Italia un Paese per giovani è ridare speranza, fiducia e orgoglio alle nuove generazioni. Occorre far capire ai ragazzi che il Paese investe su di loro, creando un clima culturale che renda, ad esempio, la meritocrazia un principio percepibile e non soltanto dichiarato”. Lo ha affermato intervenendo al Festival dell’Economia di Trento Diana Bracco, Presidente e CEO del Gruppo Bracco e Presidente di Fondazione Bracco.
“Che i giovani italiani facciano esperienza all’estero va bene, ma devono poter tornare. I ragazzi di oggi sono la classe dirigente di domani e noi non possiamo permetterci di perderli. Servono - ha sottolineato . stipendi d’ingresso competitivi, sostegni alla genitorialità, asili nido e congedi parentali che permettano di costruire una vita familiare e professionale equilibrata. Occorrono poi interventi a favore dell’innovazione, della ricerca e del fare impresa, perché un Paese per giovani deve anche finanziare startup e spin-off universitari”.
“Ai nostri ragazzi direi però di non chiedersi soltanto cosa il Paese deve fare per loro, ma anche cosa loro stessi possono fare per l’Italia – di cui devono essere fieri perché viviamo in un luogo unico ricco di storia e di bellezza. È importante riaffermare con forza, perciò, dopo anni di lassismo e di confusione, il valore della conoscenza e dell’impegno e del sacrificio personale. Quella conoscenza ottenuta da una formazione continua che ci permette di unire memoria e innovazione, sapere e spirito critico. Cito in proposito la bella espressione usata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella Lectio magistralis che ha tenuto di recente all’Università di Salamanca: ‘La conoscenza è il vento di cui il mondo oggi ha bisogno’. Il compito di cambiare le cose spetta dunque anzitutto ai giovani. Sono loro che devono costruire il futuro con spirito d’iniziativa e con il coraggio di mettersi in gioco e di affrontare sfide ed eventuali fallimenti: io credo che abbiano tutte le risorse per farcela”.
“Le cose da fare sono dunque tante, ed è per questo che serve uno sforzo corale delle Istituzioni, delle imprese e anche del mondo del no profit. Le stesse Fondazioni private possono fare molto. Noi come Bracco cerchiamo da tempo di dare il nostro contributo. Con il progetto Diventerò-Fondazione Bracco per i giovani abbiamo messo in atto decine di iniziative, offrendo opportunità concrete e intessendo legami duraturi con i ragazzi, con un investimento complessivo di oltre 4 milioni di euro dal 2012. Il progetto, che si aggiunge alle tante attività che facciamo come azienda, ha raggiunto più di 2.500 giovani meritevoli. Profili diversissimi tra loro, per età, studi, provenienza geografica, ma accomunati da talento e desiderio di conoscenza. Uno degli interventi più significativi è la collaborazione pluriennale con Accademia Teatro alla Scala, di cui Fondazione Bracco è Socio Fondatore: un’istituzione formativa tra le più prestigiose al mondo”.
“Infine, sul fronte della ricerca, un’iniziativa di cui sono particolarmente fiera è il Premio Felder del valore di un milione di euro lanciato in collaborazione col Politecnico di Milano: una Call internazionale che ha riportato in Italia un giovane ricercatore di talento. Il vincitore del premio, intitolato allo scienziato svizzero che per tanti anni ha diretto la ricerca di Bracco e le cui scoperte hanno rivoluzionato la diagnostica per immagini, è stato Gianvito Vilé che ha dato vita a un laboratorio indipendente al Politecnico per lavorare sulla chimica verde. Sono cose molto concrete che hanno prodotto risultati misurabili: un piccolo passo, certo, ma se si cammina tutti nella direzione giusta si può percorrere un lungo cammino”, ha concluso Diana Bracco.
Oltre a Diana Bracco, alla Tavola rotonda sono intervenuti Alessandro Benetton, presidente Mundys e Edizione Lavinia Biagiotti Cigna, presidente e ceo Biagiotti Group, Marina Brambilla, rettrice Università degli Studi di Milano e Alessandro Molinari, amministratore delegato e direttore generale Itas Mutua.

Categoria: economia
11:39
Italia e ripescaggio Mondiali, scade ultimatum Fifa a Iran: cosa succede ora?
(Adnkronos) - L'Italia può ancora sperare nel ripescaggio ai Mondiali 2026? Ad oggi, mercoledì 20 maggio, l'Iran non ha ancora ricevuto i visti dagli Usa per entrare nel Paese e partecipare alla prossima rassegna iridata, in programma a partire dal prossimo giugno proprio negli Stati Uniti, oltre che in Canada e Messico. Una situazione che imbarazza la Fifa, che aveva posto un ultimatum alla Nazionale iraniana, che scade proprio oggi. Cosa succede ora?
In caso di forfait, legato inevitabilmente al continuo della guerra con Usa e Israele, si riaprirebbe uno spiraglio per il ripescaggio degli azzurri, eliminati nella finale dei playoff dalla Bosnia lo scorso marzo.
L'Iran, in ogni caso, ha già iniziato le manovre di avvicinamento ai Mondiali 2026, al via il prossimo 11 giugno. La Nazionale si trova in questo momento in Turchia, dove si sta allenando e dovrebbe giocare alcune amichevoli, in attesa dei visti per entrare regolarmente negli Stati Uniti e poter giocare la competizione. L'incertezza intorno al rilascio della documentazione però ha portato la Fifa a lanciare un ultimatum.
Secondo quanto riportato da Il Messaggero infatti, il massimo organo di governo del calcio mondiale avrebbe indicato il 20 maggio, ovvero oggi, come termine ultimo per confermare in via definitiva la propria presenza al Mondiale, o rinunciare. Una deadline confermata nei giorni scorsi anche dal presidente della Federcalcio iraniana, Mehdi Taj: "Domani o dopodomani avremo un incontro decisivo con la Fifa. Devono fornirci garanzie perché la questione dei visti non è stata ancora risolta", ha dichiarato nei giorni scorsi all'agenzia di stampa Irna, "non abbiamo ricevuto alcun chiarimento dalla controparte su chi abbia ottenuto il visto. Finora non è stato rilasciato nessun visto".
Secondo il dirigente infatti, i giocatori dovrebbero recarsi nella capitale turca Ankara per il rilevamento delle impronte digitali, procedura necessaria per il rilascio dei documenti d'ingresso negli Stati Uniti. La federazione iraniana starebbe però cercando di trasferire le operazioni ad Antalya, località turistica più vicina e logisticamente più semplice da raggiungere.
Pochi giorni fa, ad aprire nuovamente al possibile forfait della Nazionale iraniana, come riportato da Nbc News, era stato proprio lo stesso presidente Taj, che aveva dichiarato che la Fifa deve garantire che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) non venga insultato dagli Stati Uniti, qualora l'Iran dovesse decidere di giocare nel Paese. La richiesta di Taj non è causale, visto che la scorsa settimana una delegazione iraniana, di cui faceva parte lo stesso presidente, è stata respinta al confine con il Canada, dove avrebbero dovuto partecipare al congresso Fifa andato in scena a Vancouver.
Taj ha poi affermato che la decisione di tornare indietro sia stata una loro scelta, ma aveva giudicato anche come irrispettoso il comportamento della polizia di frontiera canadese, confermando poi al parlamento che il visto del presidente delle Forze Armate iraniane (FFIRI) era stato annullato mentre era in volo, proprio a causa dei suoi legami con le Guardie Rivoluzionarie, inserite nel 2024 nella lista di organizzazioni terroristiche dal Canada, cinque anni dopo che gli Stati Uniti avevano fatto lo stesso.
Il segretario generale della Fifa, Mattias Grafstrom, ha inviato quindi una lettera esprimendo rammarico per il "disagio e la delusione" subiti dagli iraniani in Canada e invitando la Federazione a Zurigo il prossimo 20 maggio proprio per un incontro sui Mondiali. Sarà il giorno entro cui, verosimilmente, l'Iran scioglierà le riserve su una partecipazione o meno alla spedizione americana. Molto dipenderà dalle sorti della guerra, ma anche dalle garanzie di sicurezza che non solo la Fifa, ma, soprattutto, Donald Trump sapranno offrire.
Il presidente della Federazione calcistica dell'Iran ha dichiarato che un eventuale ritiro dell'Iran dai Mondiali priverebbe il Paese di una "importante risorsa diplomatica". Mehdi Taj ha rilasciato queste dichiarazioni dopo che la federazione (FFIRI) aveva annunciato sabato la partecipazione dell'Iran al Mondiale, purché i paesi ospitanti accettassero le sue condizioni: "Se non partecipiamo ai Mondiali, perderemo un'importante risorsa diplomatica", ha affermato Taj in un'intervista trasmessa sabato sera dalla televisione di Stato.
La partecipazione dell'Iran al torneo è avvolta nell'incertezza sin dallo scoppio della guerra a febbraio, in seguito agli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica. Sabato, però, la Federazione calcistica iraniana (FFIRI) ha dichiarato sul suo sito web ufficiale: "Parteciperemo sicuramente ai Mondiali del 2026, ma gli organizzatori devono tenere conto delle nostre preoccupazioni. Parteciperemo al torneo, ma senza rinunciare ai nostri valori, alla nostra cultura e alle nostre convinzioni".
Taj ha posto 10 condizioni per la partecipazione all'evento mondiale, chiedendo garanzie sul trattamento riservato al Paese. Tra le condizioni figurano il rilascio dei visti e il rispetto per lo staff della nazionale, la bandiera e l'inno nazionale durante il torneo, nonché la richiesta di maggiori misure di sicurezza negli aeroporti, negli hotel e lungo le strade che conducono agli stadi. L'Iran, che dovrebbe alloggiare a Tucson, in Arizona, durante i Mondiali, affronterà Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto nel Gruppo G. La nazionale iraniana esordirà ai Mondiali contro la Nuova Zelanda a Los Angeles il 15 giugno.
"L'Iran giocherà i Mondiali e il motivo è semplice: dobbiamo unire la gente. Il calcio ci unisce, dobbiamo essere ottimisti e sorridere. Ci sono problemi nel mondo, ci sono già abbastanza persone che provano a dividere. Noi dobbiamo unire", ha affermato Infantino pochi giorni fa aprendo il Congresso della Fifa a Vancouver. "Non c'è nessuna federazione sospesa", ha chiarito Infantino disinnescando il caso relativo all'assenza dei dirigenti iraniani al Congresso: su 211 federazioni accreditate, erano presenti 210 delegazioni.
I dirigenti della federcalcio iraniana, incluso il presidente Mehdi Taj, non hanno però raggiunto Vancouver. Secondo l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, la delegazione è stata respinta al controllo di frontiera. Il ministro degli Esteri canadese, Anita Anand, ha fatto riferimento genericamente alla "revoca" del permesso di ingresso nel Paese. Il provvedimento sarebbe scattato per i legami tra Taj e il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), ritenuto un'organizzazione terroristica in Canada.
A chiudere le porte all'Italia era stato anche Donald Trump. "L'Italia al posto dell'Iran ai Mondiali? Non ci penso troppo... E' una domanda interessante... Stanno pensando di rimpiazzare l'Iran? Non vogliamo penalizzare gli atleti", aveva detto nelle scorse settimane Trump, che aveva rivelato di non occuparsi dei prossimi Mondiali. E il ripescaggio dell'Italia non è quindi minimamente nei suoi pensieri.
Il presidente americano è infatti caduto dalle nuvole quando, nello Studio Ovale, arriva una domanda a tema calcistico: l'Italia potrebbe sostituire l'Iran ai Mondiali? L'ipotesi è caldeggiata da Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti in Italia. "Non ci penso troppo...", dice Trump girando la questione al segretario di Stato Marco Rubio. Il numero 1 della diplomazia è ancora più netto.
"Non so da dove venga fuori tutto questo. Nessuna comunicazione proveniente dagli Usa ha detto" agli iraniani "che non possono venire", aveva aggiunto il segretario di Stato,". "Il problema non sarebbero gli atleti. Sarebbero alcune delle altre persone che l'Iran vorrebbe portare, alcune delle quali hanno legami con le Guardie Rivoluzionarie. Se gli atleti verranno o no, dipenderà dalla decisione dell'Iran. Quello che non possono fare è portare un gruppo di terroristi delle Guardie Rivoluzionarie nel nostro Paese e fingere che siano giornalisti e preparatori atletici", aveva aggiunto. "Non vorremmo penalizzare gli atleti", aveva concluso Trump.

Categoria: sport
11:38
Bullismo, Mulè (Fi): "Non servono nuovi reati ma prevenzione"
(Adnkronos) - Per contrastare il bullismo non bisogna "tipizzare nuove fattispecie di reato" ma "intercettare forme e misure di prevenzione e uscire da una logica per cui pensiamo di risolvere con le bacchettate, in senso metaforico, quello che può essere il fenomeno del bullismo". Così il vicepresidente della Camera dei deputati Giorgio Mulè di Forza Italia, nel suo intervento alla Maratona del Bullismo 2026 organizzata dall'Osservatorio Nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile al palazzo dell'Informazione dell'Adnkronos.
Secondo Mulè "abbiamo una deriva che rischia di essere incontrollata: siamo in una fase nuova i tempi sono maledettamente veloci rispetto alle azioni di contrasto. Mentre prima si inneggiava all'uso delle armi, coltelli e pistole soltanto prendendo e ripostando dei video, adesso guardate cosa succede a Palermo, Napoli, Siena, Milano: i ragazzi, dai 12-13 anni in su, vogliono prendere quelle armi, le calibro 9, i kalashnikov e si riprendono in una dimensione criminale che è figlia di un fenomeno che non abbiamo saputo curare. Siccome ora sono in possesso di strumenti anche letali, non vorrei che affrontassimo un tema con le diottrie di un fenomeno che ha già superato una soglia di attenzione. Tra un anno non vorrei ci trovassimo a commentare fenomeni tragici e drammatici legati, come già successo, al cyberbullismo".

Categoria: cronaca
11:20
Ucraina-Russia, Ft: "Ue valuta Draghi o Merkel come mediatori con Putin"
(Adnkronos) - L'Unione europea sta valutando di assegnare all'ex presidente della Banca centrale europea Mario Draghi o all'ex cancelliera tedesca Angela Merkel il ruolo di mediatore in potenziali negoziati con il presidente russo Vladimir Putin. Lo scrive in esclusiva il Financial Times citando fonti informate sui colloqui, secondo le quali i ministri degli Esteri della Ue discuteranno dei possibili candidati al ruolo di mediazione in una riunione prevista a Cipro la prossima settimana, dopo che Washington e Kiev hanno espresso il loro sostegno a un dialogo tra l'Europa e il presidente russo sulla guerra in Ucraina. Secondo alcuni fonti, oltre a Draghi e Merkel, altri governi hanno proposto come candidati il presidente finlandese Alexander Stubb e il suo predecessore, Sauli Niinistö.
Tre fonti hanno detto al Financial Times che l'amministrazione di Donald Trump ha informato la Ue di non essere contraria al fatto che conduca colloqui con Putin parallelamente ai negoziati di pace guidati dagli Stati Uniti. Bruxelles ha interrotto i canali di comunicazione formali con Mosca dopo l'invasione dell'Ucraina il 24 febbraio del 2022. La Ue teme però ora che la mancanza di progressi nei colloqui guidati dagli Stati Uniti abbia lasciato l'Europa ai margini e vulnerabile a un accordo a condizioni sfavorevoli.
La figura di Draghi, in particolare, è apprezzata dallo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky, come ha spiegato un alto funzionario a Kiev. Zelensky, ha detto, vorrebbe "qualcuno come Draghi" o un "leader forte e in carica" a guidare la delegazione europea nei colloqui con la Russia. Secondo il funzionario, Zelensky dovrebbe discutere la questione con i leader di Francia, Germania e Regno Unito nel corso di questa settimana. Draghi è considerato una persona affidabile e rispettata in tutta la Ue, con un background tecnocratico che potrebbe adattarsi alla situazione, hanno affermato le fonti al Ft. Un portavoce di Draghi ha rifiutato di commentare, così come un portavoce della Merkel.
Un alto funzionario europeo ha affermato al Financial Times che, sebbene Niinistö "sia uno dei pochi europei ad avere un rapporto di lavoro con Putin, i russi sono attualmente molto risentiti nei confronti della Finlandia", che ha abbandonato la sua neutralità ed è entrata a far parte della Nato dopo la guerra in Ucraina. Il mediatore "dovrebbe essere qualcuno proveniente da un paese come l'Olanda o il Portogallo, che non si porta dietro il bagaglio di problemi che hanno i paesi dell'Est", ha aggiunto il funzionario. Secondo quanto riferito, nella riunione dei ministri degli Esteri dell'Ue si discuterà anche di ciò che l'Europa richiederebbe in una relazione post-conflitto con la Russia, quali le linee rosse per un potenziale accordo in Ucraina e quali i prerequisiti per avviare colloqui con il Cremlino.

Categoria: internazionale/esteri









































