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Abuso di paracetamolo negli adolescenti, Aifa: "Effetti anche irreversibili"
(Adnkronos) - L'abuso di paracetamolo può determinare "effetti indesiderati gravi", anche "irreversibili nei casi più severi". A chiarirlo è l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) che mette in guardia soprattutto gli adolescenti. L'Agenzia, nel quadro delle attività di monitoraggio sulla sicurezza dei medicinali e in linea con le iniziative recentemente intraprese a livello europeo, "richiama l’attenzione sull’importanza di un uso corretto e consapevole del paracetamolo, con particolare riferimento ai casi di sovradosaggio intenzionale negli adolescenti". Secondo l'Agenzia, "l’assunzione di quantità superiori a quelle indicate può infatti determinare effetti indesiderati anche gravi, in particolare a livello epatico, rendendo necessario mantenere alta l’attenzione sull’uso appropriato di questo medicinale, soprattutto in una fascia di età vulnerabile".
Il richiamo si basa sull’analisi congiunta dei dati disponibili a livello nazionale, quelli della Rete Nazionale di Farmacovigilanza e, in particolare, quelli del Centro Antiveleni di Pavia, "che indicano un numero significativo di casi di sovradosaggio intenzionale di paracetamolo in questa fascia di età - prosegue la nota dell'Aifa pubblicata sul sito dell'Agezia - Pur in assenza di un incremento dei casi nel tempo e di evidenze riconducibili a comportamenti imitativi o a presunte 'sfide social', il fenomeno rappresenta un rischio clinico rilevante, soprattutto considerando la vulnerabilità degli adolescenti". Il sovradosaggio intenzionale "può essere legato a gesti impulsivi o dimostrativi e a una errata percezione che il paracetamolo sia un medicinale privo di rischi. Per questo motivo è importante che gli adolescenti siano consapevoli dei rischi legati all’uso improprio dei medicinali e che gli adulti di riferimento svolgano un ruolo attivo nel favorire una corretta informazione e un utilizzo responsabile", rimarca la nota.
"Il paracetamolo è un medicinale indicato per il trattamento sintomatico del dolore e della febbre. Se assunto correttamente, è sicuro ed efficace. Un uso improprio o l’assunzione di quantità superiori a quelle raccomandate può tuttavia determinare effetti indesiderati gravi, irreversibili nei casi più severi, in particolare a livello del fegato". Aifa invita famiglie, pazienti, caregiver e operatori sanitari a osservare alcune semplici ma fondamentali precauzioni: "Attenersi scrupolosamente alle dosi indicate nel foglio illustrativo o nella prescrizione medica; rispettare l’intervallo minimo tra le somministrazioni ed evitare l’uso contemporaneo di più medicinali contenenti paracetamolo o di altre sostanze potenzialmente epatotossiche; rivolgersi immediatamente ai servizi di emergenza o a un Centro Antiveleni in caso di sospetto sovradosaggio, anche in assenza di sintomi".

Categoria: cronaca
00:17
Iran-Usa, Trump: "Accordo vicino". Teheran: "Pronti a respingere attacco"
(Adnkronos) - Una settimana per chiudere la guerra con l'Iran. Donald Trump aspetta un segnale da Teheran e scommette sulla fumata bianca nel dialogo che ruota attorno ad un documento in 14 punti elaborato dagli Usa. Il presidente americano cambia rotta, sospende l'operazione Project Freedom per riaprire lo Stretto di Hormuz e annuncia una potenziale svolta in tempi brevissimi.
"Gli iraniani vogliono fare un accordo. Abbiamo avuto ottimi colloqui nelle ultime 24 ore ed è molto possibile che avremo un'intesa", dice il numero 1 della Casa Bianca. Quanto tempo potrebbe essere necessario? "Una settimana", azzarda Trump prima di correggere parzialmente il tiro. "Non c'è una scadenza. L'intesa arriverà, ma mai una scadenza", dice evidenziando il fulcro della trattativa: "L'Iran non può avere un'arma nucleare e non l'avrà. Ha accettato questo, tra le altre cose". Non è la prima volta, in realtà, che Trump dà per certo il passo indietro dell'Iran sul programma di arricchimento dell'uranio.
L'argomento è al centro di un memorandum estremamente concentrato: 14 punti contenuti in una sola pagina per stabilire la cornice dei negoziati, come riferisce Axios. Gli Stati Uniti aspettano una risposta dalla Repubblica islamica a strettissimo giro.
La cornice del negoziato, secondo il contenuto del documento, prevede in particolare:
- Riapertura immediata dello Stretto di Hormuz.
- Moratoria di 15 anni sull'arricchimento dell'uranio.
- Ispezioni rafforzate nei siti nucleari, inclusi quelli sotterranei.
- Revoca graduale delle sanzioni economiche e sblocco dei fondi congelati.
Il documento prevede la fine della guerra nella regione e l'avvio di un periodo di 30 giorni per negoziare un accordo dettagliato sui vari punti. I negoziati potrebbero tenersi a Islamabad o Ginevra già la prossima settimana. Al di là degli annunci di Trump, il quadro relativo al programma nucleare iraniano non è ancora definito. Il presidente americano chiede lo stop all'arricchimento dell'uranio, necessario per la produzione di armi atomiche.
L'Iran ha proposto una moratoria di 5 anni sull'arricchimento, gli Stati Uniti ne hanno chiesti 20: l'intesa potrebbe prevedere 15 anni di stop, come compromesso, con una clausola in base alla quale qualsiasi violazione iraniana prolungherebbe la moratoria. Teheran si impegnerebbe a non cercare di dotarsi mai di armi nucleari, a non gestire impianti nucleari sotterranei e ad accettare un regime di ispezioni rafforzato. In cambio, gli Usa si impegnerebbero a una graduale revoca delle sanzioni imposte all'Iran e al graduale sblocco di miliardi di dollari di asset iraniani congelati all'estero.
Trump vorrebbe archiviare la pratica prima di volare in Cina da Xi Jinping per la visita del 14 e 15 maggio. Il presidente americano vuole evitare di sbarcare a Pechino con il 'dossier Iran' ancora aperto e, magari, con la prospettiva di una ripresa della guerra. Senza accordo, ammette riproponendo un altro leit motiv, "dovremo tornare a bombardarli pesantemente".
A parole, Teheran non invia segnali concilianti. "Mi sorprende che i nemici non abbiano ancora compreso che il popolo iraniano preferisce morire piuttosto che arrendersi. Non sottovalutiamo la possibilità di un attacco militare, in particolare di matrice terroristica, ma la parte del piano del nemico che riguarda la società è quella di indebolire l'Iran dall'interno", dice il presidente del Parlamento iraniano, Mohammed Bagher Ghalibaf. La proposta americana, però, esiste e viene valutata: "La proposta statunitense è ancora al vaglio dell'Iran e, una volta giunti a conclusione, l'Iran comunicherà il proprio punto di vista alla parte pakistana", dice il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei.
Il testo del memorandum diffuso da Axios, però, "rappresenta la lista dei desideri degli americani e non la realtà. Gli americani non otterranno con una guerra fallimentare ciò che non sono riusciti a ottenere con negoziati diretti", dice Ebrahim Rezaei, portavoce del Comitato di Sicurezza Nazionale iraniano. "L'Iran ha il dito sul grilletto ed è pronto. Se gli Usa non si arrenderanno e non concederanno quanto necessario, o se loro o i loro diabolici alleati cercheranno di agire in modo subdolo, daremo una risposta dura e che li farà pentire", aggiunge.

Categoria: internazionale/esteri
23:38
Italia e ripescaggio Mondiali, Iran detta condizioni per partecipare: la richiesta alla Fifa
(Adnkronos) - L'Italia può ancora sperare nel ripescaggio per i Mondiali 2026? Gianni Infantino nei giorni scorsi sembrava aver chiuso la porta alla possibilità di vedere gli azzurri nella rassegna iridata in programma a partire dal prossimo giugno in Stati Uniti, Messico e Canada al posto dell'Iran, ancora impegnata nella guerra proprio con l'esercito americano e quello di Israele, ma le cose potrebbero stare molto diversamente.
Ad aprire nuovamente al possibile forfait della Nazionale iraniana, come riportato da Nbc News, è stato infatti il presidente della Federazione Mehdi Taj, che ha dichiarato che la Fifa deve garantire che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) non venga insultato dagli Stati Uniti, qualora l'Iran dovesse decidere di giocare nel Paese. La richiesta di Taj non è causale, visto che la scorsa settimana una delegazione iraniana, di cui faceva parte lo stesso presidente, è stata respinta al confine con il Canada, dove avrebbero dovuto partecipare al congresso Fifa andato in scena a Vancouver.
Taj ha poi affertamo che la decisione di tornare indietro sia stata una loro scelta, ma aveva giudicato anche come irrispettoso il comportamento della polizia di frontiera canadese, confermando poi al parlamento che il visto del presidente delle Forze Armate iraniane (FFIRI) era stato annullato mentre era in volo, proprio a causa dei suoi legami con le Guardie Rivoluzionarie, inserite nel 2024 nella lista di organizzazioni terroristiche dal Canada, cinque anni dopo che gli Stati Uniti avevano fatto lo stesso.
Il segretario generale della Fifa, Mattias Grafstrom, ha inviato quindi una lettera esprimendo rammarico per il "disagio e la delusione" subiti dagli iraniani in Canada e invitando la Federazione a Zurigo il prossimo 20 maggio proprio per un incontro sui Mondiali. Sarà il giorno entro cui, verosimilmente, l'Iran scioglierà le riserve su una partecipazione o meno alla spedizione americana. Molto dipenderà dalle sorti della guerra, ma anche dalle garanzie di sicurezza che non solo la Fifa, ma, soprattutto, Donald Trump sapranno offrire.
A dettare le condizioni per la partecipazione dell'Iran al prossimo Mondiale è stato proprio Taj. Il presidente della Federazione ha dichiarato all'emittente statale IRIB che avrebbe chiesto infatti rassicurazioni alla Fifa merito al trattamento che sarebbe riservato alla delegazione iraniana negli Stati Uniti, per evitare il ripetersi di 'incidenti' come quello andato in scena a Vancouver.
"Abbiamo bisogno di garanzie, per il nostro viaggio, che non abbiano il diritto di insultare i simboli del nostro sistema, in particolare il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche", ha dichiarato a margine di una manifestazione notturna filo-governativa a Teheran Taj, "è una questione a cui devono prestare seria attenzione. Se esiste una tale garanzia e la responsabilità viene chiaramente assunta, allora un incidente come quello accaduto in Canada non si ripeterà".
"L'Iran giocherà i Mondiali e il motivo è semplice: dobbiamo unire la gente. Il calcio ci unisce, dobbiamo essere ottimisti e sorridere. Ci sono problemi nel mondo, ci sono già abbastanza persone che provano a dividere. Noi dobbiamo unire", ha affermato Infantino pochi giorni fa aprendo il Congresso della Fifa a Vancouver. "Non c'è nessuna federazione sospesa", ha chiarito Infantino disinnescando il caso relativo all'assenza dei dirigenti iraniani al Congresso: su 211 federazioni accreditate, erano presenti 210 delegazioni.
I dirigenti della federcalcio iraniana, incluso il presidente Mehdi Taj, non hanno però raggiunto Vancouver. Secondo l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, la delegazione è stata respinta al controllo di frontiera. Il ministro degli Esteri canadese, Anita Anand, ha fatto riferimento genericamente alla "revoca" del permesso di ingresso nel Paese. Il provvedimento sarebbe scattato per i legami tra Taj e il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), ritenuto un'organizzazione terroristica in Canada.
A chiudere le porte all'Italia era stato anche Donald Trump. "L'Italia al posto dell'Iran ai Mondiali? Non ci penso troppo... E' una domanda interessante... Stanno pensando di rimpiazzare l'Iran? Non vogliamo penalizzare gli atleti", aveva detto nelle scorse settimane Trump, che aveva rivelato di non occuparsi dei prossimi Mondiali. E il ripescaggio dell'Italia non è quindi minimamente nei suoi pensieri.
Il presidente americano è infatti caduto dalle nuvole quando, nello Studio Ovale, arriva una domanda a tema calcistico: l'Italia potrebbe sostituire l'Iran ai Mondiali? L'ipotesi è caldeggiata da Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti in Italia. "Non ci penso troppo...", dice Trump girando la questione al segretario di Stato Marco Rubio. Il numero 1 della diplomazia è ancora più netto.
"Non so da dove venga fuori tutto questo. Nessuna comunicazione proveniente dagli Usa ha detto" agli iraniani "che non possono venire", aveva aggiunto il segretario di Stato,". "Il problema non sarebbero gli atleti. Sarebbero alcune delle altre persone che l'Iran vorrebbe portare, alcune delle quali hanno legami con le Guardie Rivoluzionarie. Se gli atleti verranno o no, dipenderà dalla decisione dell'Iran. Quello che non possono fare è portare un gruppo di terroristi delle Guardie Rivoluzionarie nel nostro Paese e fingere che siano giornalisti e preparatori atletici", aveva aggiunto. "Non vorremmo penalizzare gli atleti", aveva concluso Trump.

Categoria: sport
23:12
Champions League, la finale sarà Psg-Arsenal: quando e dove si gioca
(Adnkronos) - Sarà Psg-Arsenal la finale della Champions League 2025/26. Oggi, mercoledì 6 maggio, i parigini di Luis Enrique hanno pareggiato 1-1 con il Bayern Monaco raggiungendo l'ultimo atto della massima competizione europea per il secondo anno consecutivo e qualificandosi grazie al 5-4 con cui erano riusciti a vincere all'andata.
A Budapest i campioni d'Europa in carica del Paris Saint-Germain, che lo scorso anno hanno battuto l'Inter con un netto 5-0, se la vedranno con l'Arsenal di Arteta, capace di eliminare l'Atletico Madrid in semifinale. A decidere il confronto con gli uomini di Simeone l'1-0 firmato Saka dell'Emirates Stadium, dopo l'1-1 maturato in Spagna.
La finale di Champions League tra Psg e Arsenal è in programma sabato 30 maggio alle ore 18 alla Puskas Arena di Budapest. Un orario insolito per una finale della massima competizione europea, pensato dalla Uefa per migliorare l'esperienza di tifosi e appassionati, così come per l'ordine pubblico della città ospitante.

Categoria: sport
23:03
Caso Garlasco, Tg1: Sempio intercettato: "Ho visto il video di Chiara e Alberto". L'indagato non ha risposto ai pm. La Procura: "Indagini non sono finite"
(Adnkronos) - La Procura di Pavia svela le carte e mostra tutti gli elementi raccolti contro Andrea Sempio, indagato per l’omicidio aggravato di Chiara Poggi e interrogato mercoledì 6 maggio. In circa tre ore e mezza i magistrati titolari della nuova indagine sul delitto di Garlasco - il procuratore aggiunto Stefano Civardi, insieme ai pubblici ministeri Giuliana Rizza e Valentina De Stefano, mostrano all’indagato le prove raccolte in circa uno anno e mezzo e anticipano: “Le indagini non sono ancora concluse”. Sempio ha ascoltato in silenzio e, come annunciato, si è avvalso della facoltà di non rispondere. “Considerato che le indagini non sono chiuse e che dunque il quadro probatorio con il quale confrontarsi in sede di interrogatorio non è completo” il 38enne commesso in un negozio di telefonia “si avvarrà della facoltà di non rispondere”, avevano anticipato martedì gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti. Un confronto che la difesa si riserva eventualmente di chiedere dopo la chiusura indagine. Uscendo dalla procura, scortato da una berlina con la sirena, Sempio non ha rilasciato alcuna dichiarazione.
Il 38enne è il solo indagato, non più in concorso con Alberto Stasi o con ignoti, per aver ucciso con almeno 12 colpi (inferti con un'arma finora sconosciuta) la ventiseienne che avrebbe rifiutato delle sue avance sessuali. Contro di lui c'è la perizia secondo cui il Dna è compatibile (con la linea maschile) con quello trovato sulle unghie della vittima - per la genetista Denise Albani è impossibile stabilire se deriva da contatto diretto o trasferimento indiretto -; e l'impronta 33 lasciata, a dire di chi indaga, dall'assassino sulla scala dove Chiara Poggi è stata ulteriormente colpita alla testa. Impronta che per i consulenti dell'indagato non è attribuibile a lui.
La Procura di Pavia - che non ha ancora fornito l'orario (rivisto rispetto alla Cassazione) in cui è avvenuto il decesso la mattina del 13 agosto 2007 - pare non credere all'alibi di Sempio, legato allo scontrino di un parcheggio di Vigevano, e sembra orientata - per supportare il movente - a inserire nella chiusura indagine anche le numerose chat a firma 'Andreas' in cui emerge la presunta "ossessione" verso una ragazza, identificata dalla difesa in una barista e non nella vittima, sorella dell'amico Marco Poggi.
Ma a incastrare Andrea Sempio secondo la procura di Pavia e i carabinieri di Milano c'è un'intercettazione svelata dal Tg1 sui suoi canali social: "Ho visto il video di Chiara e Alberto", dice Sempio. E' il 14 aprile 2025 quando Andrea Sempio è in auto, parla da solo, siamo a circa un mese dal giorno in cui ha saputo delle nuove indagini su di lui. Una cimice nella macchina cattura le parole del ragazzo che di fatto lo smentiscono che aveva detto di aver chiamato per sbaglio casa Poggi per sapere se c’era il fratello Marco Poggi e di aver parlato pochi secondi con Chiara chiedendo quando sarebbe tornato.
In realtà, da quanto scrivono i carabinieri negli atti, le parole registrate dalla microspia dicono il contrario. Sempio parlando tra sé e sé tra l'altro dice: "Lei ha detto.. 'non ci vologlio parlare con te' (imitando una voce femminile)". E ancora: "Era tipo io gli ho detto 'riusciamo a vederci?''. E poi "imitando voce femminile", aggiunge: "Lei mi ha messo giù… E ha messo giù il telefono… ah ecco che fai la la dura (ride, ndr) ma io non l’ho mai vista in questo modo, l’interesse non era reciproco, cazzo. Lei dice 'non l’ho più trovato' il video (con tono di voce tutto sbagliato) poi (modificando la propria voce) io ho portato il video'. E ancora: 'anche lui lo sa… perché ho visto… dal suo cellulare… perché Chiara non… con quel video e io ce l’ho (voce bassa) dentro la penna, va bene un cazzo'".
"Non ho mai, mai, mai visto alcun video" sostiene Andrea Sempio, tramite l'avvocata Angela Taccia, a chi gli chiede se ha mai visionato i video intimi tra Chiara Poggi e il fidanzato Alberto Stasi che per la Procura di Pavia costituirebbero parte dell'ossessione dell'indagato per la vittima di Garlasco.
“Non c’è sostanzialmente nulla di nuovo, è tutto spiegabilissimo”, afferma all’Adnkronos l’avvocata Angela Taccia che insieme al collega Liborio Cataliotti difende il 38enne. “Siamo calmi e lucidi”, aggiunge. "Andrea Sempio commentava le trasmissioni televisive" e 'scimmiottava' voci e possibili dialoghi in riferimento alle novità pubbliche sull'omicidio del 13 agosto 2007. "Cosa volevano? Volevano che confessasse? Non può confessare quello che non ha fatto", afferma Taccia spiegando il senso di quelle intercettazioni captate nell'auto dell'indagato - nell'aprile del 2025 - che per la Procura di Pavia costituiscono il tentativo di approccio verso Chiara Poggi e il movente (ossia il rifiuto alle sue avance sessuali) del delitto di Garlasco. I brogliacci delle intercettazioni ambientali sono stati mostrati e letti alla difesa di Sempio che, però, dà una spiegazione ben diversa da quella degli inquirenti. A Sempio, che si è avvalso della facoltà di non rispondere, i pubblici ministeri hanno contestato punto su punto tutti gli elementi raccolti nell'indagine iniziata nel 2025, come in una sorta di 415 bis 'anticipato'.
"Andrea Sempio è convinto di riuscire a dare la spiegazione di ciascun dialogo o soliloquio letto una volta che le avrà ascoltate e contestualizzate", afferma l'avvocato Liborio Cataliotti, ai microfoni di Dentro la notizia dopo la diffusione delle intercettazioni telefoniche e ambientali (una dozzina in tutto) trascritte, ma non consegnate o fatte ascoltare alla difesa dell'indagato. "Finché non sento quegli audio... Vediamo in che termini, in che contesto, interloquendo con chi, commentando che cosa...", aggiunge il difensore. "Io non l'ho sentita questa intercettazione di questo soliloquio, l'ho vista trascritta solo una parte infarcita di 'nc, non comprensibile'. La ascolteremo, la commenteremo, la contestualizzeremo, vedremo se commentava il racconto di qualcun altro, se parlava effettivamente con se stesso o interloquiva. A oggi stiamo vedendo una rappresentazione parziale della quale Sempio sa dare spiegazione" sottolinea il legale stupito che il dato di indagine sia uscito subito dopo l'interrogatorio del suo assistito.
Anche Marco Poggi è comparso mercoledì, davanti ai magistrati della procura di Pavia, dove è stato ascoltato per un paio d'ore come testimone nella nuova inchiesta che vede indagato Sempio. La versione del racconto del fratello di Chiara è rimasta identica: mai visto i video intimi tra Chiara e il fidanzato Alberto Stasi presenti nel pc di casa Poggi al quale l’allora 19enne e l’amico avevano libero accesso. Davanti ai pm di Pavia, il 37enne ‘smonta’ il presunto movente - la presunta infatuazione dell’indagato con la vittima - e ribadisce l’assenza di rapporti tra Sempio e Chiara.
Di fronte alla perizia o all’impronta 33 che la procura attribuisce a Sempio, il testimone ribadisce l’innocenza dell’amico. E anche di fronte a frasi ambigue la sua convinzione non vacilla. Già un anno fa (il 20 maggio 2025) Marco Poggi fu ascoltato in una caserma vicino Mestre (Venezia) e gli fu messa davanti la foto dell’impronta 33 - trovata sulle scale dove è stato trovato il corpo senza vita di Chiara Poggi - per capire a quali stanze della villetta aveva accesso Sempio, per ricostruire i rapporti tra lui e la vittima e per capire la personalità dell’amico, da tempo al centro dei sospetti. Oggi, come allora, Marco Poggi ha ripetuto la sua versione.
Dopo i nuovi sviluppi del caso Garlasco Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi, sostiene che l’obiettivo è "quello di tirar fuori dal carcere Alberto Stasi il prima possibile. "Di primo acchito, quando l’ho letta sono sobbalzata perché punta su un paio di passaggi che sono fondamentali. Se fosse confermato il testo dell’intercettazione e non fosse stata isolata, sarebbe agghiacciante" sostiene in una intervista a Realpolitik su Retequattro.
In merito alla richiesta di revisione spiega che "quando si fa la richiesta di revisione si può chiedere anche contestualmente la sospensione dell’esecuzione, in attesa del giudizio di revisione. Qualche tempo fa, non molto tempo fa, ho detto che non l’avremmo chiesta, non l’avremmo voluta, ma se il quadro indiziario fosse solido e ci fossero intercettazioni di questo tipo, allora il quadro probabilmente cambierebbe molto. E quindi potremmo chiederlo perché ci ricordiamo che c’è un ragazzo detenuto da più di 10 anni per questo omicidio".

Categoria: cronaca
21:48
Mendes rischia espulsione, Kompany chiede un rigore: caos in Bayern Monaco-Psg
(Adnkronos) - Caos in Bayern Monaco-Psg. Oggi, mercoledì 6 maggio, i bavaresi hanno ospitato i parigini nella semifinale di ritorno di Champions League, in una partita segnata anche da discusse decisioni arbitrali. A protestare, nel primo tempo dell'Allianz Arena, sono stati i tedeschi, che prima hanno chiesto l'espulsione di Nuno Mendes e poi hanno reclamato un calcio di rigore.
Il primo episodio arriva al 30'. Nuno Mendes, che aveva già rimediato un'ammonizione per fallo tattico su Olise, interviene con la mano e 'stoppa' la ripartenza del Bayern. I giocatori tedeschi e la panchina di Kompany chiedono immediatamente il secondo giallo, e la conseguente espulsione del terzino portoghese. L'arbitro Pinheiro però fischia un fallo precedente e assegna calcio di punizione al Psg, provocando l'ira dei padroni di casa.
L'atmosfera si accede ancora due minuti dopo. Vitinha rinvia dall'interno dell'area ma colpisce in pieno il braccio largo del compagno di squadra Joao Neves. Anche in questo caso proteste veementi del Bayern Monaco, che chiedeva a gran voce il calcio di rigore, ma l'arbitro fa segno di proseguire giudicando il contatto involontario.

Categoria: sport
21:10
Champions, Di Canio show nel prepartita: la frase che imbarazza lo studio
(Adnkronos) - Paolo Di Canio show e imbarazzo prima di Bayern Monaco-Psg. Oggi, mercoledì 6 maggio, l'ex attaccante, tra le altre, della Lazio, oggi opinionista Sky, ha dato il meglio di sé nel prepartita della semifinale di ritorno di Champions League, con tanto di riferimento sessuale che ha fatto calare il gelo, con qualche risata, in studio.
Tutto è cominciato ripercorrendo quanto successo nella gara d'andata, terminata 5-4 per i parigini. Parlando del gol di Luis Diaz, Di Canio si è lasciato andare all'entusiasmo: "Se un attaccante si ritrova tutto solo in area e riesce a stoppare in quel modo il pallone... sono sicuro che avrà avuto un'eiaculazione".
Immediato l'imbarazzo in studio per la metafora piuttosto esplicita di Di Canio, con Masolin che ha provato a metterci una pezza: "Dategli un pallone così si sfoga", ma l'ex attaccante ha rincarato la dose: "Fidatevi, se un attaccante si ritrova in quella situazione gode sicuro".

Categoria: sport
20:21
Bayern Monaco-Psg 1-1, Kane non salva Kompany: Luis Enrique in finale di Champions
(Adnkronos) - Il Paris Saint-Germain pareggia con il Bayern Monaco e raggiunge l'Arsenal in finale di Champions League.Oggi, mercoledì 6 maggio, i parigini hanno fermato i tedeschi all'Allianz Arena sull'1-1. A decidere il match la rete 3' di Ousmane Dembele e al 94' di Harry Kane. Luis Enrique, dopo aver battuto Kompany all'andata per 5-4, trova quindi la sua seconda finale di Champions League consecutiva dove affronterà l'Arsenal di Arteta, che ha superato l'Atletico Madrid in semifinale.
La vincente della sfida sfiderà in finale l'Arsenal, che ha eliminato l'Atletico Madrid.

Categoria: sport
20:15
Inchiesta arbitri, le 'pretese' dei club nelle intercettazioni di Rocchi
(Adnkronos) - Domande, affermazioni, ma anche 'pretese' dei club sulla scelta dei fischietti: è quanto emergerebbe - nell'inchiesta sugli arbitri - da una serie di conversazioni tra Gianluca Rocchi, il designatore autosospeso e indagato per frode sportiva dalla Procura di Milano, e Riccardo Pinzani, ora club referee manager della Lazio, ma fino alla scorsa stagione coordinatore dei rapporti con le società per l'Aia, sentito oggi per tre ore come teste dal pm titolare dell'inchiesta, Maurizio Ascione.
Un'audizione in cui - a quanto si apprende - a Pinzani (non indagato) sarebbero state fatte domande sul contenuto di quelle intercettazioni, risalenti alla primavera 2025 e riguardanti partite di calcio dello stesso periodo. Se il ruolo di Pinzani per sua stessa natura lo portava a confrontarsi con le società di calcio, che attraverso i loro referee manager legittimamente possono esprimere critiche o al contrario gradimenti per le scelte dei fischietti, diverso era quello di Rocchi.
Proprio su eventuali rapporti diretti tra il designatore e le società e sull'influenza che le 'pretese' di queste ultime avrebbero avuto nella scelta degli arbitri si concentra uno dei filoni dell'inchiesta per frode arbitrale, che ha portato all'autosospensione oltre che di Rocchi del supervisore Var Andrea Gervasoni. L'altro filone riguarda proprio quanto accadeva all'Ibc di Lissone, con le presunte 'bussate' al vetro della sala del video assistant referee. Dopo Pinzani e Andrea Butti, responsabile dell'Ufficio competizioni della Lega Serie A, nei prossimi giorni verranno programmate le audizioni di diversi testimoni. Tra le persone che verranno sentite c'è anche Giorgio Schenone, club referee manager dell'Inter.

Categoria: cronaca
19:37
Liris (Fdi): "Rendere il Ssn realmente accessibile a tutti"
(Adnkronos) - “È fondamentale rimettere al centro il paziente, rispondendo sul territorio alle sollecitazioni sempre più importanti derivanti dall'invecchiamento della popolazione e dall'incidenza di patologie cronico-degenerative. Dobbiamo avere la capacità di intercettare e rispondere a queste esigenze in ambito territoriale: l'obiettivo è rendere il Servizio sanitario nazionale realmente accessibile a tutti, a prescindere dalla localizzazione geografica o dall'Asl di riferimento”. Lo ha detto oggi a Roma, Guido Quintino Liris (Fdi), membro della commissione Bilancio del Senato, partecipando all’incontro ‘Innovazione e sostenibilità del Sistema sanitario nazionale: il valore della partecipazione’, organizzato in Senato su sua iniziativa, in collaborazione con Altems - Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari. “È un incontro molto positivo - afferma - perché disegna prospettive interessanti e quanto mai impegnative per un sistema Paese che deve fare i conti con la sostenibilità, l'appropriatezza e l'innovazione”.
Per il senatore è necessario che le “Case di Comunità, da interpretare e riempire di contenuti rispetto agli investimenti fatti con il Pnrr e il digitale”, vedano la presenza “di risorse professionali in grado di gestire le dinamiche di una patologia con diagnosi appropriate, terapie performanti e follow-up anche al di fuori dell'ambito ospedaliero; lì dove i costi sono minori e dove è possibile preservare la qualità della vita del paziente e del suo ambiente”. In tal senso, si rende utile “il coinvolgimento delle associazioni a livello decisionale e di costruzione normativa”, dice. Una partecipazione “nei percorsi di costruzione normativa della sanità e del Servizio sanitario nazionale (Ssn)” che “diventa un concetto indispensabile da realizzare collettivamente, per rispondere alla vasta domanda di salute che arriva dal territorio”.
“Il sistema sanitario deve essere universalistico e accessibile allo stesso modo per tutti: non devono esistere aree interne o marginali -ribadisce - Ogni cittadino ha diritto allo stesso livello di efficacia nelle cure; credo che questa sia la strada che il legislatore debba percorrere per un completo Servizio sanitario nazionale”.
E proprio sul tema dell’equità, Liris si sofferma sulle leve, normative o di governance, necessarie per rendere omogenea la diffusione delle innovazioni terapeutiche su tutto il territorio. “Innanzitutto - chiarisce - bisogna verificare costantemente i progressi scientifici e tecnologici che mettono a disposizione nuovi strumenti. È poi fondamentale garantire la copertura dei professionisti: i medici di medicina generale devono agire come registi del territorio e anelli di congiunzione con gli specialisti ambulatoriali e ospedalieri. Oggi ogni processo prevede un approccio multidisciplinare e polispecialistico”.
"Grazie anche all’ausilio di sistemi tecnologici che possono rendere più equo l’accesso alle cure -prosegue il senatore - è necessario intervenire nell’ambito della prevenzione attraverso la formazione dei medici sul territorio e la diagnosi precoce, come gli screening. Dobbiamo programmare gli interventi per le patologie prevalenti negli ultrasessantacinquenni: sappiamo già quali saranno i numeri e le battaglie che il Ssn dovrà affrontare, quindi dobbiamo prepararci per questi potenziali pazienti”.
Inoltre, “occorre organizzare un tessuto socio-sanitario capace di una presa in carico globale, che includa il supporto ai caregiver e ai contesti familiari - sottolinea Liris - Attraverso una riforma dell’assistenza domiciliare, dobbiamo riuscire a intervenire precocemente fuori dall’ospedale. Se i sistemi territoriali funzionano, il Servizio sanitario nazionale può rimanere universalistico, altrimenti avremo perso la sfida più importante: mantenere un ‘unicum’ a livello internazionale, un sistema che non fa discriminazioni. Questo obiettivo diventa realtà - conclude - solo se è sostenibile e se non mette a repentaglio i conti dello Stato: in caso contrario, lasceremo delle aree scoperte e non avremo realizzato il traguardo di una risposta coerente e uniforme su tutto il territorio nazionale”.

Categoria: cronaca
19:31
Corazza (Apiafco): "Associazioni ai tavoli dove si prendono decisioni su cure"
(Adnkronos) - “I pazienti vanno prima di tutto informati e istruiti: è necessario elevare la qualità del confronto affinché si ristabilisca tra paziente e medico quel rapporto di fiducia che oggi è andato in parte scemando. In ogni ambito patologico soffriamo pesantemente la carenza di medici e infermieri, con liste d’attesa che diventano lunghissime, specialmente in ambito dermatologico”. Così Valeria Corazza, presidente dell’Associazione psoriasici italiani amici della Fondazione Corazza (Apiafco), intervenendo oggi a Roma all’evento ‘Innovazione e sostenibilità del sistema sanitario nazionale: il valore della partecipazione’, nel corso del quale è stato presentato il Consensus Paper sulla sanità partecipativa, frutto del lavoro congiunto di Altems e Ucb.
“Il paziente non deve essere solo ‘al centro’ delle scelte, ma di fianco a coloro che le assumono - afferma Corazza - Per raggiungere questo traguardo la strada è ancora lunga: nonostante l’emanazione di decreti e disegni di legge, bisogna ancora lavorare affinché i pazienti, o chi li rappresenta, possano sedere stabilmente ai tavoli dove si prendono decisioni estremamente importanti su terapie e cure”. Un passaggio critico dell’intervento ha riguardato l’accesso alle nuove terapie. “Per i farmaci innovativi – sottolinea la presidente Apiafco – lo stesso ministero è talvolta orientato a riservarli a patologie con pochi malati. Ma noi, che contiamo un milione e 400mila pazienti di cui 200mila in forma grave, cosa dobbiamo fare? C’è molto da fare, ma oggi le associazioni sono profondamente cambiate: non si limitano più soltanto ad accudire i pazienti, compito comunque nobile, ma hanno sviluppato una forte attività di advocacy. Le associazioni oggi sono composte da professionisti in grado di interloquire pariteticamente con le istituzioni”.
L’aspetto economico, purtroppo, non è secondario. “Mancano i soldi e si è costretti a prendere delle decisioni - sottolinea Cavazza - Nelle malattie dermatologiche che rappresento, non si muore: per questo i farmaci innovativi sono preferibilmente dedicati a patologie come quelle oncologiche. I pazienti con malattie dermatologiche sono tantissimi in Italia, e la qualità della vita è problematica. Bisognerebbe facilitare l’accesso alle cure, soprattutto quelle innovative, invece continuano a proporci farmaci vecchi che costano poco. Il dialogo non è facile - conclude - notiamo una certa sordità, come se ci fosse sempre qualcosa di più importante”.

Categoria: cronaca
19:27
Tonolo (Anmar): "Partecipazione pazienti fondamentale per sostenibilità sistema"
(Adnkronos) - “Nelle patologie croniche, la partecipazione dei pazienti nell'orientare l'accesso all'innovazione terapeutica e l'organizzazione dei servizi incide al 100%. In realtà, la sanità partecipata esiste, sebbene non sia ancora ben definita: il paziente può fornire la visione di quello che è il suo bisogno insoddisfatto e noi cerchiamo tutti i giorni di recepirlo. Lo facciamo attraverso un libro bianco istituito molti anni fa, con cui operiamo anche in ambito regionale, poiché persino a livello di Cup (centro unico di prenotazione) persistono problematiche sia di accesso che di equità. È evidente che maggiore è la sanità partecipata, maggiore è la sostenibilità del sistema”. Lo ha detto Silvia Tonolo, presidente Associazione nazionale malati reumatici (Anmar), oggi a Roma all’evento ‘Innovazione e sostenibilità del sistema sanitario nazionale: il valore della partecipazione’, organizzato in Senato da Altems - Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari in collaborazione con Ucb, nel corso del quale è stato presentato un Consensus Paper.
“L'associazione dei pazienti - prosegue Tonolo - ha un ruolo fondamentale nell'informazione e nel far emergere le criticità reali del vissuto di un paziente cronico come l'accesso alle cure, con la necessità di allontanarsi dalla propria residenza per reperire un farmaco o le problematiche legate alle liste d'attesa. Un malato cronico deve poter contare su un Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta) e non può attendere 7-8 mesi per accedere a una determinata prestazione. Il Servizio sanitario diventa un vero 'sistema' solo se ascolta i bisogni insoddisfatti raccolti dalle associazioni, che ricevono segnalazioni costanti tramite i propri numeri verdi e i canali di ascolto”.
L’obiettivo è evitare che la partecipazione resti episodica e garantire, invece, un coinvolgimento sistematico delle associazioni nei processi di programmazione sanitaria. “Manca soprattutto l’ascolto - sottolinea Tonolo - Gli strumenti che abbiamo creato nel tempo insieme alle istituzioni dovrebbero essere implementati immediatamente, anche perché sono a costo zero: alcuni Pdta possono essere messi a regime all'interno di un ospedale o di una realtà locale. Tutto dipende dalla buona volontà - osserva - Se consideriamo che il medico di medicina generale gestisce il 70% dei costi indiretti, appare chiaro che, se non riusciamo a far dialogare il medico di base con lo specialista, si crea una voragine. Il medico di medicina generale potrebbe, infatti, gestire il paziente in blocco per quanto riguarda le diverse fasi della continuità terapeutica”. Per Tonolo il problema resta la mancanza di ascolto, “una dote che appartiene a pochi - sottolinea - Strutturare una sanità partecipata che sia attiva e fattiva è difficilissimo. Manca soprattutto la risposta dall'altra parte, perché le associazioni dei pazienti sono pronte al dialogo e possono fornire strumenti preziosi a costo zero”.

Categoria: cronaca
19:24
Farmaceutica, Chinni (Ucb): "Concetto di innovazione evolve in sanità partecipata"
(Adnkronos) - “Il concetto di innovazione al quale siamo abituati ha cambiato radicalmente la storia di moltissime malattie. Oggi però, ancor più che in passato, abbiamo bisogno di evolvere: passare dal concetto di centralità del paziente a quello di ‘sanità partecipata’. Si tratta dell’idea che il coinvolgimento del paziente debba avvenire in tutte le fasi della catena del valore del farmaco, dalla ricerca fino alla commercializzazione. È proprio ascoltando i bisogni reali di chi vive quotidianamente l'esperienza della malattia che si ottengono le informazioni necessarie per produrre farmaci, servizi e approcci sempre più in linea con le necessità delle persone”. Così Federico Chinni, general manager Ucb Italia, intervenendo all’evento ‘Innovazione e sostenibilità del sistema sanitario nazionale: il valore della partecipazione’, organizzato oggi in Senato su iniziativa del senatore Guido Quintino Liris, in collaborazione con Altems - Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari, nel corso del quale è stato presentato il Consensus Paper 'Verso un Sistema sanitario partecipato: consenso per una governance appropriata e sostenibile'.
Il concetto di innovazione evolve, dunque, e in un contesto caratterizzato dagli “attuali scenari geopolitici” che “stanno creando tensioni - dalla questione dei dazi a provvedimenti come la Most Favored Nation (Nazione più favorita) - l’innovazione, per come l'abbiamo sempre conosciuta, è messa in discussione dagli scenari globali - osserva Chinni - Ritengo fondamentale puntare su ciò che chiamiamo Connecting Healthcare: mettere insieme tutti gli attori del sistema creando una vera alleanza istituzionale. Un’alleanza che deve essere volta a difendere l’innovazione, a tutto vantaggio di un accesso alle nuove terapie che sia equo e tempestivo per tutte le persone che ne hanno diritto”.
In che modo industria e istituzioni possono collaborare per ridurre le disuguaglianze nell’accesso all’innovazione terapeutica, mantenendo al contempo la sostenibilità del sistema? “Le soluzioni possono essere individuate in un arco temporale di medio periodo - afferma Chinni - ma dobbiamo essere consapevoli, in prima battuta, che investire in salute rappresenta un investimento e non un costo”.

Categoria: cronaca
19:17
Diritti tv Serie A, Sky chiede risarcimento fino a 1,9 miliardi a Tim e Dazn
(Adnkronos) - Sky chiede un risarcimento fino a 1,9 miliardi di euro a Tim e Dazn per i diritti tv della Serie A di calcio dopo che l'Antitrust in un provvedimento del 22 dicembre 2025 (pubblicato il 12 gennaio 2026) ha confermato la "grave intesa restrittiva della concorrenza" nel mercato telco e pay tv. Il provvedimento dell'Agcm riguardava l'accordo tra Tim e Dazn per i diritti della Serie A 2021-24.
Dopo il primo pronunciamento dell’Agcm (28 giugno 2023) e i ricorsi al Tar del Lazio (11 maggio 2024) e al Consiglio di Stato (19 giugno 2025), in tutti i gradi di giudizio i giudici hanno confermato la sussistenza dell’infrazione, causata dal famoso "Deal Memo Distribution", sottoscritto da Dazn e Tim nel gennaio 2021, con cui di fatto l'operatore ha "limitato la capacità di Dazn di formulare offerte potenzialmente idonee a competere con quelle di uno dei principali player, quale TimVision".

Categoria: economia
18:42
Governance partecipativa, presentato consensus paper per Ssn equo e sostenibile
(Adnkronos) - Promuovere un confronto sul valore della partecipazione dei pazienti nei percorsi decisionali e assistenziali, contribuendo a una governance sanitaria più aperta e innovativa, capace di accompagnare il Servizio sanitario nazionale nella sfida di garantire equità, qualità e sostenibilità in un contesto demografico, epidemiologico e terapeutico in rapida evoluzione. È l’obiettivo che ha portato alla nascita, attraverso il confronto articolato tra Istituzioni, comunità scientifica e associazioni di pazienti, del Consensus Paper ‘Verso un sistema sanitario partecipato: consenso per una governance appropriata e sostenibile’. Il documento è stato presentato oggi al Senato, nel corso di un incontro promosso dal senatore Guido Quintino Liris, in collaborazione con Altems- Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari, che riunisce istituzioni, professionisti, rappresentanti dei pazienti e stakeholder del sistema.
Frutto del lavoro congiunto di Altems e Ucb, il testo segna un cambio di prospettiva delineando una cornice di principi, priorità e strumenti utili a rafforzare una governance sanitaria più aperta, inclusiva e orientata al valore. L’appuntamento - informa una nota - si inserisce in un percorso di confronto e approfondimento già avviato negli ultimi anni e che oggi trova una sintesi compiuta, capace di tradurre in proposte operative un’esigenza sempre più evidente: passare da una sanità costruita “per” i cittadini a un modello costruito “con” i cittadini. Un’evoluzione che riconosce nell’esperienza diretta della malattia una forma di conoscenza imprescindibile, da integrare stabilmente nei processi decisionali pubblici. Ha avuto in tal senso un ruolo fondamentale il Patient Advocacy Lab, guidato dalla direttrice, Teresa Petrangolini, che ha gestito i lavori dell’evento.
“La sanità partecipata non riguarda solo l’equità nell’accesso alle cure, ma deve necessariamente confrontarsi con la sostenibilità a lungo termine, con particolare attenzione alle aree interne e ai territori periferici, che affrontano sfide uniche in termini di accessibilità e risorse - afferma il senatore Liris - In un contesto storico segnato da risorse limitate e da una crescente domanda di salute, è fondamentale adottare modelli in grado di coniugare efficienza, innovazione e responsabilità. Il coinvolgimento attivo dei cittadini, delle comunità locali e delle istituzioni consente di progettare soluzioni più aderenti ai bisogni reali, ottimizzando l’utilizzo delle risorse e riducendo gli sprechi. Questo processo contribuisce a rafforzare la resilienza complessiva del sistema, anche nelle aree più fragili. In questa direzione, la partecipazione diventa una leva decisiva non solo per ridurre le disuguaglianze territoriali, ma anche per garantire qualità e innovazione delle cure nel lungo periodo, superando le barriere geografiche e strutturali che limitano l’accesso alle persone che vivono nei territori più lontani”.
“La trasformazione dei sistemi sanitari contemporanei richiede modelli di governance in grado di rispondere a bisogni di salute sempre più complessi, personalizzati e diversificati - sottolinea Giuseppe Arbia, direttore Altems - In tale contesto, la sanità partecipata si configura come un paradigma strategico, nel quale cittadini, pazienti e caregiver non sono destinatari passivi dei servizi, ma soggetti pienamente coinvolti nella programmazione, regolazione, erogazione e valutazione della cura. Altems è da sempre impegnata a contribuire all’innovazione della gestione sanitaria e promuove da anni questo modello di partecipazione, integrando i pazienti, la cittadinanza e i professionisti nei processi decisionali”, dichiara.
Al centro del confronto, il superamento di una partecipazione intesa come momento episodico, per approdare a un coinvolgimento strutturato e continuativo dei pazienti nei processi di programmazione, regolazione ed erogazione dei servizi sanitari. Un percorso già avviato anche sul piano normativo, ma che richiede ora un consolidamento sul piano applicativo e culturale, affinché la partecipazione diventi parte integrante della governance del sistema.
“Il dialogo tra istituzioni e pazienti non è più un principio astratto, ma una leva concreta di miglioramento della governance sanitaria”, osserva Emanuele Monti, presidente della Commissione sostenibilità sociale, casa e famiglia di Regione Lombardia e membro del CdA di Aifa- Agenzia italianadel farmaco. “Le Regioni, così come Aifa - continua - possono e devono valorizzare il contributo delle associazioni dei pazienti nella programmazione, nella valutazione e nel monitoraggio dei servizi. In questa direzione si muove, ad esempio, ‘Aifa ascolta’. Anche Regione Lombardia sta rafforzando il coinvolgimento strutturato delle associazioni, ad esempio nella Rete Tumori solidi rari e nella Rete Nutrizione clinica. La sfida ora è portare queste buone pratiche in modo capillare anche sui territori, valorizzando esperienze già avviate, come il Tavolo tecnico permanente delle associazioni di volontariato in ambito oncologico istituito dall’Ast Insubria. È questa la strada per rendere la sanità partecipata parte integrante dei processi decisionali e assistenziali”.
Aggiunge Manuela Tamburo De Bella, responsabile Uos Reti cliniche ospedaliere e monitoraggio Dm70/15 e coordinatrice dell’Osservatorio per il monitoraggio delle Reti oncologiche Regionali di Agenas: “Le Reti oncologiche regionali rappresentano uno dei modelli più avanzati di organizzazione integrata dell’assistenza: mettono in relazione strutture, professionisti e servizi, favorendo presa in carico, multidisciplinarietà, appropriatezza e continuità dei percorsi. In questo quadro, il coinvolgimento strutturato delle associazioni dei pazienti, promosso da Agenas e Favo, consente di portare dentro la governance delle reti il punto di vista di chi vive concretamente il percorso di cura. È una metodologia partecipativa che rafforza qualità, equità e capacità di risposta del sistema e che, proprio per l’esperienza maturata in oncologia, può diventare una best practice replicabile anche in altre aree terapeutiche”.
Fondamentale è stato l’intervento delle associazioni Anmar, Apiafco e Apmarr per contribuire a orientare le scelte verso soluzioni più eque, accessibili e realmente rispondenti ai bisogni di cura. Nel loro intervento chiedono che “il coinvolgimento non sia più occasionale o meramente consultivo, ma reale, pieno e strutturato lungo tutto il ciclo delle decisioni sanitarie: dalla programmazione alla valutazione dei servizi. In questa direzione, è necessario dare piena attuazione al Ruas, affinché la partecipazione delle associazioni sia riconosciuta e resa effettiva attraverso strumenti stabili, trasparenti e misurabili”. Le associazioni incoraggiano “iniziative che permettano alle associazioni di contribuire concretamente ai processi decisionali, come avvenuto nella corrente revisione del Position Paper sui biosimilari. In quella sede ci è stato possibile ribadire il valore della personalizzazione delle cure, della continuità terapeutica e della garanzia della migliore opzione terapeutica, nel rispetto della libertà prescrittiva del medico. Solo attraverso un coinvolgimento sistematico e istituzionalizzato - rimarcano - sarà possibile costruire politiche sanitarie più aderenti ai bisogni delle persone e rafforzare la sostenibilità del Ssn”.
L’incontro - conclude la nota - segna così un passaggio significativo: dalla riflessione condivisa alla definizione di strumenti concreti per una sanità più partecipata, capace di integrare competenze, evidenze ed esperienza vissuta. Un modello che ambisce a rafforzare equità, sostenibilità e fiducia nel futuro del Servizio sanitario nazionale, trasformando la partecipazione da principio dichiarato a pratica diffusa e misurabile.

Categoria: cronaca
18:41
Iran-Usa, l'inchiesta che smentisce Trump: Usa sorpresi e colpiti
(Adnkronos) - L'Iran colpisce duro e smentisce Donald Trump. Gli Stati Uniti, nella guerra congelata dalla tregua, hanno subito danni ben più gravi di quelli resi noti ufficialmente. A delineare lo scenario 'dietro le quinte' del conflitto è il Washington Post, che disegna una realtà diversa rispetto a quella narrata quotidianamente dal presidente americano. "L'Iran è stato annientato a livello militare", dice e ripete Trump sottolineando la distruzione dell'aviazione e della marina di Teheran. La Repubblica islamica, però, dispone di missili e di sistemi di lancio in abbondanza ed è in grado provocare ulteriori danni rispetto a quelli, abbondanti, già recati agli Usa.
Gli attacchi iraniani hanno danneggiato o distrutto almeno 228 strutture o equipaggiamenti in basi militari statunitensi in Medio Oriente dall'inizio della guerra, colpendo hangar, caserme, depositi di carburante, velivoli, sistemi radar e per la difesa aerea. E' quanto emerge da un'analisi del Washington Post basata su immagini satellitari, secondo cui l'entità dei danni sarebbe "molto più ampia" rispetto a quanto riconosciuto finora pubblicamente da Washington.
L'inchiesta si basa su oltre 100 immagini satellitari ad alta risoluzione diffuse da fonti iraniane, 109 delle quali sono state verificate confrontandole con i dati del sistema europeo Copernicus e, dove disponibili, con immagini commerciali. Diciannove immagini sono state escluse per mancanza di conferme, ma non sono emerse prove di manipolazione. In un'ulteriore verifica, i reporter hanno individuato anche 10 strutture danneggiate non documentate nei materiali iraniani. Complessivamente sarebbero stati colpiti 217 edifici e 11 sistemi in 15 basi militari Usa nella regione.
L'accesso alle immagini satellitari del Medio Oriente è attualmente limitato, spiega il Washington Post, sottolineando che i due grandi operatori commerciali, Vantor e Planet, hanno accolto la richiesta del governo statunitense di ritardare o sospendere la diffusione di immagini dell'area durante il conflitto, rendendo più difficile valutare l'impatto dei contrattacchi iraniani.
Secondo gli esperti citati dal quotidiano Usa, i danni suggeriscono che gli Stati Uniti avrebbero sottovalutato le capacità di precisione dell'Iran e l'impatto della guerra basata sui droni, lasciando alcune basi senza adeguata protezione. "Gli attacchi iraniani sono stati precisi, non ci sono crateri casuali che indichino errori", ha affermato Mark Cancian del Center for Strategic and International Studies.
Tra gli obiettivi colpiti figurano un sito di comunicazioni satellitari nella base di Al-Ubeid in Qatar, sistemi di difesa Patriot tra Bahrein e Kuwait, una parabola satellitare presso la base navale statunitense in Bahrein - sede della Quinta Flotta - oltre a una centrale elettrica a Camp Buehring, in Kuwait, e a cinque depositi mobili di carburante distribuiti in tre diverse basi. In Kuwait, il centro operativo tattico - dove sei militari Usa sono morti in un attacco con droni a inizio marzo - risultava privo di adeguate protezioni. In Arabia Saudita, immagini satellitari mostrano la probabile distruzione di un aereo radar E-3 Sentry nella base di Prince Sultan, dopo essere stato parcheggiato ripetutamente nella stessa area non protetta.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha contestato la lettura dei danni come estesi o indicativi di falle operative, sottolineando la complessità delle valutazioni e rinviando a una ricostruzione più completa al termine del conflitto. Secondo gli esperti, tuttavia, i danni - pur significativi - non avrebbero compromesso in modo sostanziale la capacità operativa degli Stati Uniti di condurre la campagna militare contro l'Iran.

Categoria: internazionale/esteri
18:34
Forum Comunicazione 2026: il 'tone of voice' è 'credibilità'
(Adnkronos) - In un contesto attraversato da instabilità geopolitica, crisi economiche, polarizzazione sociale e accelerazione tecnologica, la comunicazione cambia funzione: non basta più persuadere, serve orientare, assumersi responsabilità e dimostrare coerenza. È una delle principali riflessioni emerse nel corso del Forum Comunicazione 2026, realizzato in collaborazione con Assolombarda e ospitato presso Palazzo Giò Ponti in Milano. Ad aprire i lavori sono stati Alvise Biffi, presidente di Assolombarda, Valentina Garavaglia, Rettrice dell'università Iulm ed Elena Pedrazzini, vicepresidente Gruppo Media, comunicazione e spettacolo e presidente sezione Servizi per la comunicazione d'impresa di Assolombarda.
Nel corso dei saluti istituzionali è emersa la necessità di ripensare profondamente il ruolo della comunicazione contemporanea. In particolare, la Rettrice Valentina Garavaglia ha richiamato il valore di un linguaggio capace di generare dialogo tra le parti e non fratture, sottolineando come governare la comunicazione rappresenti oggi una vera sfida democratica e culturale. Una comunicazione che non alimenti polarizzazioni, ma eserciti una "leadership di speranza", in grado di offrire orientamento dentro la complessità. Il quadro emerso dai diversi confronti restituisce infatti una trasformazione profonda: cresce la quantità di contenuti e informazioni disponibili, ma diminuisce la fiducia implicita nei confronti dei brand e delle organizzazioni. Non si tratta della fine della fiducia, ma della fine della fiducia automatica. Ogni messaggio viene verificato, confrontato, sottoposto a controllo continuo da parte di pubblici sempre più informati e selettivi.
Nel corso della giornata è emerso come la comunicazione non possa più limitarsi alla costruzione della percezione o alla ricerca della visibilità, ma debba produrre rilevanza, relazione e orientamento. Durante il talk 'Policy voice | Anticipare la crisi: il valore strategico della comunicazione, Francesca Baldini (Weber Shandwick), Federico Cavallo (Altroconsumo), Cristina Parenti (Edison) e Arturo Varvelli (European council on foreign relations) hanno evidenziato come la comunicazione rappresenti oggi una leva centrale anche nella gestione del rischio e delle crisi. In scenari sempre più complessi e interconnessi, governare la comunicazione significa ridurre ambiguità, prevenire escalation e costruire linguaggi capaci di generare dialogo anziché fratture. Al centro dei lavori anche il tema dell'autenticità e della relazione tra organizzazioni e stakeholder.
Nel format 'Impact voice | Brand conversation', moderato da Sara Mazzocchi (Storyfactory), Walter Bruno (Humanitas), Chiara Carotenuto (PwC Italia) e Lucia Lafuenti (Fater) hanno sottolineato come lo storytelling non possa più limitarsi al racconto, ma debba diventare uno strumento di relazione credibile e coerente nel tempo. In un ecosistema caratterizzato da attenzione frammentata e sovraccarico informativo, non è la quantità dei contenuti a fare la differenza, ma la loro capacità di essere percepiti come autentici e rilevanti. Un cambiamento che trova conferma anche nell’evoluzione del consumatore contemporaneo.
Nella sessione 'Consumer voice', realizzata in collaborazione con Altroconsumo e B2You e coordinata da Giovanni Sacchitelli, head of partnership & stakeholder engagement di For human relations, Federico Cavallo e Benedetta De Michelis hanno approfondito il ruolo di un pubblico sempre più attivo, consapevole e orientato alla verifica continua delle informazioni, anche durante il processo di acquisto. Dal confronto è emerso come la fiducia non rappresenti più un attributo implicito del brand, ma il risultato di un processo continuo di validazione. L'ascolto diventa quindi una leva strategica: non un esercizio di stile, ma una condizione necessaria per costruire relazioni autentiche e durature tra imprese e consumatori. Il Forum Comunicazione 2026, assieme ad oltre 200 C-Level dell’area Comunicazione, Marketing e Public Affairs, restituisce così l'immagine di una comunicazione sempre meno centrata sulla costruzione del consenso e sempre più orientata alla capacità di dimostrare coerenza tra messaggi, comportamenti e impatto reale. In un tempo segnato da guerre, instabilità e trasformazioni profonde, la comunicazione torna ad assumere una funzione essenziale: aiutare persone, organizzazioni e istituzioni a interpretare la complessità senza semplificarla artificialmente.
Main media partner: Adnkronos. Official partner: B2You, Altroconsumo, Spencer & Lewis, Storyfactory. Content partner: Dicto Ai, Sailing Challenge, Volocom. Forum partner: Datapizza, Fma hub, The Fool, Weber Shandwick, Wh Factory. Media partner: Euroborsa, Fasi.eu. L'evento si è svolto in collaborazione con Assolombarda. Le sessioni saranno presto pubblicate su www.comunicazioneitaliana.tv

Categoria: economia
18:11
Ue: Falcone (FI), “rafforzare competitività in agricoltura per filiere d’eccellenza”
(Adnkronos) - Rafforzare la competitività dell’agricoltura europea lungo tutta la filiera, dalla produzione alla commercializzazione, per consolidare la presenza del Made in Europe sui mercati globali. È quanto afferma l’eurodeputato di Forza Italia (Ppe) Marco Falcone, intervenendo al dibattito “L’Europa vista dagli italiani: speranze e incertezze sul Made in Europe”, organizzato da Italiavanti.
“Dobbiamo rafforzare la competitività anche in agricoltura, con una sua filiera che parte dalla terra per arrivare alla trasformazione, alla commercializzazione e alla creazione di un prodotto di eccellenza che possa arrivare sulle tavole del mondo”, sottolinea Falcone. In questo contesto, evidenzia come “le eccellenze del Made in Europe come il vino e il tabacco oggi possono essere esportate nel mondo” e come, “malgrado i dazi, il prodotto agricolo fatto in Europa riesce comunque ad affermarsi nel mondo”.
Secondo l’eurodeputato, l’Europa deve puntare su una strategia industriale capace di valorizzare qualità e filiere produttive, superando approcci ideologici: serve una sostenibilità “non ideologica” ma “pragmatica, che metta al centro il lavoro” e sia declinata sui territori anche in chiave di coesione.
Falcone sottolinea quindi la necessità di un progetto europeo credibile che non penalizzi l’agricoltura, “una delle nostre peculiarità più importanti”, ma che anzi ne rafforzi il ruolo strategico. Da qui l’invito a consolidare l’autorevolezza dell’Unione europea con politiche concrete: “non con un’autocelebrazione sterile, ma con fatti concreti”, per sostenere competitività e sviluppo e permettere alle eccellenze agricole europee di continuare a crescere sui mercati internazionali.

Categoria: economia
17:50
Ue: Tovaglieri (Lega), 'no a tagli Pac, proteggere agricoltori da concorrenza sleale'
(Adnkronos) - L'agricoltura "si difende sostenendola, non solo a parole ma anche a fatti. Per cui, innanzitutto, i tagli della Politica agricola comune non possono essere accettati". Lo dichiara Isabella Tovaglieri, eurodeputata della Lega (PfE), in occasione del dibattito "L'Europa vista dagli italiani: speranze e incertezze sul Made in Europe", organizzato da Italiavanti, progetto editoriale di SocialCom, riflettendo sulle modifiche proposte dalla Commissione europea al prossimo Quadro finanziario pluriennale, il bilancio Ue relativo al settennato 2028-2034.
Per l'europarlamentare leghista occorre sostenere il reddito degli agricoltori "non perché la nostra agricoltura non sia di qualità o non sia sufficientemente competitiva, ma perché è costretta costretta a confrontarsi in uno scenario dove molto spesso la concorrenza sleale è all'ordine del giorno, e ahimè talvolta avallata anche da politiche comunitarie sbagliate". Il suo riferimento è al sistema di preferenze generalizzate, quadro appena revisionato dall'Eurocamera, per cui l'Ue azzera o abbassa significativamente i dazi su una serie di nazioni emergenti per favorirne la crescita.
Il gruppo dei Patrioti all'Eurocamera "ha votato contro a questo dossier, che di fatto apre ancora una volta ad importazioni scorrette del riso straniero senza delle clausole di salvaguardia sufficientemente tutelanti, e che quindi compromettono ancora una volta i nostri risicoltori", sottolinea Tovaglieri. Altro esempio che porta è l'accordo tra Ue e Mercosur "che ancora una volta boicotta la nostra agricoltura. Quindi serve una politica comunitaria coerente, non perché gli agricoltori debbano avere una corsia preferenziale rispetto ad altri settori, ma perché se riteniamo che politicamente l'agricoltura è un valore deve essere sostenuta con coerenza a parole e a fatti".

Categoria: economia
17:24
Baci® Gelato, il nuovo universo di gusto firmato Froneri
(Adnkronos) - Dal gusto di Baci® nasce Baci Gelato, la novità firmata Froneri. Dal bisogno dei consumatori di gelato di vivere un’esperienza intensa e ricercata di cioccolato, nasce la visione strategica di portare nella categoria l’esperienza unica della famosa pralina Baci®, riconosciuta per qualità, cura e valore emozionale. Alla base di Baci ®Gelato si ritrovano i tre elementi che da sempre definiscono l’identità del brand: ingredienti iconici, ricchezza di consistenze e il messaggio segreto.
Gli ingredienti iconici - gianduia, nocciola e cacao - si combinano in un equilibrio preciso, dando vita a un gusto intenso e riconoscibile, capace di evocare immediatamente l’universo Baci®. La molteplicità di consistenze amplifica il piacere ad ogni assaggio: la rotondità del gianduia incontra la croccantezza delle nocciole, per un’esperienza ricca e appagante. Anche in Baci ®Gelato è immancabile il messaggio segreto: un segno distintivo ed emotivo del brand che trasforma il momento di consumo in un gesto personale, intimo e memorabile. La linea Baci ®Gelato, che dà vita a un’esperienza multisensoriale completa, è declinata nei tre formati di gelato più amati dai consumatori: stecco, cono e pot.
L’ingresso di Baci ®Gelato nel portfolio Froneri rappresenta un passaggio chiave per il gruppo, rafforzando la presenza nel segmento dei gelati confezionati con un marchio capace di unire riconoscibilità, valore e desiderabilità. Un progetto che parla ai consumatori storici di Baci®, ma che allo stesso tempo intercetta anche un pubblico nuovo, alla ricerca di esperienze di gusto distintive, premium e ad alto contenuto emozionale. Tutta la gamma Baci® Gelato è certificata Rainforest Alliance, a conferma dell’impegno verso una filiera responsabile, attenta alla tutela dell’ambiente e alla promozione di pratiche agricole sostenibili.

Categoria: cronaca
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Abuso di paracetamolo negli adolescenti, Aifa: "Effetti anche irreversibili"
(Adnkronos) - L'abuso di paracetamolo può determinare "effetti indesiderati gravi", anche "irreversibili nei casi più severi". A chiarirlo è l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) che mette in guardia soprattutto gli adolescenti. L'Agenzia, nel quadro delle attività di monitoraggio sulla sicurezza dei medicinali e in linea con le iniziative recentemente intraprese a livello europeo, "richiama l’attenzione sull’importanza di un uso corretto e consapevole del paracetamolo, con particolare riferimento ai casi di sovradosaggio intenzionale negli adolescenti". Secondo l'Agenzia, "l’assunzione di quantità superiori a quelle indicate può infatti determinare effetti indesiderati anche gravi, in particolare a livello epatico, rendendo necessario mantenere alta l’attenzione sull’uso appropriato di questo medicinale, soprattutto in una fascia di età vulnerabile".
Il richiamo si basa sull’analisi congiunta dei dati disponibili a livello nazionale, quelli della Rete Nazionale di Farmacovigilanza e, in particolare, quelli del Centro Antiveleni di Pavia, "che indicano un numero significativo di casi di sovradosaggio intenzionale di paracetamolo in questa fascia di età - prosegue la nota dell'Aifa pubblicata sul sito dell'Agezia - Pur in assenza di un incremento dei casi nel tempo e di evidenze riconducibili a comportamenti imitativi o a presunte 'sfide social', il fenomeno rappresenta un rischio clinico rilevante, soprattutto considerando la vulnerabilità degli adolescenti". Il sovradosaggio intenzionale "può essere legato a gesti impulsivi o dimostrativi e a una errata percezione che il paracetamolo sia un medicinale privo di rischi. Per questo motivo è importante che gli adolescenti siano consapevoli dei rischi legati all’uso improprio dei medicinali e che gli adulti di riferimento svolgano un ruolo attivo nel favorire una corretta informazione e un utilizzo responsabile", rimarca la nota.
"Il paracetamolo è un medicinale indicato per il trattamento sintomatico del dolore e della febbre. Se assunto correttamente, è sicuro ed efficace. Un uso improprio o l’assunzione di quantità superiori a quelle raccomandate può tuttavia determinare effetti indesiderati gravi, irreversibili nei casi più severi, in particolare a livello del fegato". Aifa invita famiglie, pazienti, caregiver e operatori sanitari a osservare alcune semplici ma fondamentali precauzioni: "Attenersi scrupolosamente alle dosi indicate nel foglio illustrativo o nella prescrizione medica; rispettare l’intervallo minimo tra le somministrazioni ed evitare l’uso contemporaneo di più medicinali contenenti paracetamolo o di altre sostanze potenzialmente epatotossiche; rivolgersi immediatamente ai servizi di emergenza o a un Centro Antiveleni in caso di sospetto sovradosaggio, anche in assenza di sintomi".

Categoria: cronaca
00:17
Iran-Usa, Trump: "Accordo vicino". Teheran: "Pronti a respingere attacco"
(Adnkronos) - Una settimana per chiudere la guerra con l'Iran. Donald Trump aspetta un segnale da Teheran e scommette sulla fumata bianca nel dialogo che ruota attorno ad un documento in 14 punti elaborato dagli Usa. Il presidente americano cambia rotta, sospende l'operazione Project Freedom per riaprire lo Stretto di Hormuz e annuncia una potenziale svolta in tempi brevissimi.
"Gli iraniani vogliono fare un accordo. Abbiamo avuto ottimi colloqui nelle ultime 24 ore ed è molto possibile che avremo un'intesa", dice il numero 1 della Casa Bianca. Quanto tempo potrebbe essere necessario? "Una settimana", azzarda Trump prima di correggere parzialmente il tiro. "Non c'è una scadenza. L'intesa arriverà, ma mai una scadenza", dice evidenziando il fulcro della trattativa: "L'Iran non può avere un'arma nucleare e non l'avrà. Ha accettato questo, tra le altre cose". Non è la prima volta, in realtà, che Trump dà per certo il passo indietro dell'Iran sul programma di arricchimento dell'uranio.
L'argomento è al centro di un memorandum estremamente concentrato: 14 punti contenuti in una sola pagina per stabilire la cornice dei negoziati, come riferisce Axios. Gli Stati Uniti aspettano una risposta dalla Repubblica islamica a strettissimo giro.
La cornice del negoziato, secondo il contenuto del documento, prevede in particolare:
- Riapertura immediata dello Stretto di Hormuz.
- Moratoria di 15 anni sull'arricchimento dell'uranio.
- Ispezioni rafforzate nei siti nucleari, inclusi quelli sotterranei.
- Revoca graduale delle sanzioni economiche e sblocco dei fondi congelati.
Il documento prevede la fine della guerra nella regione e l'avvio di un periodo di 30 giorni per negoziare un accordo dettagliato sui vari punti. I negoziati potrebbero tenersi a Islamabad o Ginevra già la prossima settimana. Al di là degli annunci di Trump, il quadro relativo al programma nucleare iraniano non è ancora definito. Il presidente americano chiede lo stop all'arricchimento dell'uranio, necessario per la produzione di armi atomiche.
L'Iran ha proposto una moratoria di 5 anni sull'arricchimento, gli Stati Uniti ne hanno chiesti 20: l'intesa potrebbe prevedere 15 anni di stop, come compromesso, con una clausola in base alla quale qualsiasi violazione iraniana prolungherebbe la moratoria. Teheran si impegnerebbe a non cercare di dotarsi mai di armi nucleari, a non gestire impianti nucleari sotterranei e ad accettare un regime di ispezioni rafforzato. In cambio, gli Usa si impegnerebbero a una graduale revoca delle sanzioni imposte all'Iran e al graduale sblocco di miliardi di dollari di asset iraniani congelati all'estero.
Trump vorrebbe archiviare la pratica prima di volare in Cina da Xi Jinping per la visita del 14 e 15 maggio. Il presidente americano vuole evitare di sbarcare a Pechino con il 'dossier Iran' ancora aperto e, magari, con la prospettiva di una ripresa della guerra. Senza accordo, ammette riproponendo un altro leit motiv, "dovremo tornare a bombardarli pesantemente".
A parole, Teheran non invia segnali concilianti. "Mi sorprende che i nemici non abbiano ancora compreso che il popolo iraniano preferisce morire piuttosto che arrendersi. Non sottovalutiamo la possibilità di un attacco militare, in particolare di matrice terroristica, ma la parte del piano del nemico che riguarda la società è quella di indebolire l'Iran dall'interno", dice il presidente del Parlamento iraniano, Mohammed Bagher Ghalibaf. La proposta americana, però, esiste e viene valutata: "La proposta statunitense è ancora al vaglio dell'Iran e, una volta giunti a conclusione, l'Iran comunicherà il proprio punto di vista alla parte pakistana", dice il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei.
Il testo del memorandum diffuso da Axios, però, "rappresenta la lista dei desideri degli americani e non la realtà. Gli americani non otterranno con una guerra fallimentare ciò che non sono riusciti a ottenere con negoziati diretti", dice Ebrahim Rezaei, portavoce del Comitato di Sicurezza Nazionale iraniano. "L'Iran ha il dito sul grilletto ed è pronto. Se gli Usa non si arrenderanno e non concederanno quanto necessario, o se loro o i loro diabolici alleati cercheranno di agire in modo subdolo, daremo una risposta dura e che li farà pentire", aggiunge.

Categoria: internazionale/esteri
23:38
Italia e ripescaggio Mondiali, Iran detta condizioni per partecipare: la richiesta alla Fifa
(Adnkronos) - L'Italia può ancora sperare nel ripescaggio per i Mondiali 2026? Gianni Infantino nei giorni scorsi sembrava aver chiuso la porta alla possibilità di vedere gli azzurri nella rassegna iridata in programma a partire dal prossimo giugno in Stati Uniti, Messico e Canada al posto dell'Iran, ancora impegnata nella guerra proprio con l'esercito americano e quello di Israele, ma le cose potrebbero stare molto diversamente.
Ad aprire nuovamente al possibile forfait della Nazionale iraniana, come riportato da Nbc News, è stato infatti il presidente della Federazione Mehdi Taj, che ha dichiarato che la Fifa deve garantire che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) non venga insultato dagli Stati Uniti, qualora l'Iran dovesse decidere di giocare nel Paese. La richiesta di Taj non è causale, visto che la scorsa settimana una delegazione iraniana, di cui faceva parte lo stesso presidente, è stata respinta al confine con il Canada, dove avrebbero dovuto partecipare al congresso Fifa andato in scena a Vancouver.
Taj ha poi affertamo che la decisione di tornare indietro sia stata una loro scelta, ma aveva giudicato anche come irrispettoso il comportamento della polizia di frontiera canadese, confermando poi al parlamento che il visto del presidente delle Forze Armate iraniane (FFIRI) era stato annullato mentre era in volo, proprio a causa dei suoi legami con le Guardie Rivoluzionarie, inserite nel 2024 nella lista di organizzazioni terroristiche dal Canada, cinque anni dopo che gli Stati Uniti avevano fatto lo stesso.
Il segretario generale della Fifa, Mattias Grafstrom, ha inviato quindi una lettera esprimendo rammarico per il "disagio e la delusione" subiti dagli iraniani in Canada e invitando la Federazione a Zurigo il prossimo 20 maggio proprio per un incontro sui Mondiali. Sarà il giorno entro cui, verosimilmente, l'Iran scioglierà le riserve su una partecipazione o meno alla spedizione americana. Molto dipenderà dalle sorti della guerra, ma anche dalle garanzie di sicurezza che non solo la Fifa, ma, soprattutto, Donald Trump sapranno offrire.
A dettare le condizioni per la partecipazione dell'Iran al prossimo Mondiale è stato proprio Taj. Il presidente della Federazione ha dichiarato all'emittente statale IRIB che avrebbe chiesto infatti rassicurazioni alla Fifa merito al trattamento che sarebbe riservato alla delegazione iraniana negli Stati Uniti, per evitare il ripetersi di 'incidenti' come quello andato in scena a Vancouver.
"Abbiamo bisogno di garanzie, per il nostro viaggio, che non abbiano il diritto di insultare i simboli del nostro sistema, in particolare il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche", ha dichiarato a margine di una manifestazione notturna filo-governativa a Teheran Taj, "è una questione a cui devono prestare seria attenzione. Se esiste una tale garanzia e la responsabilità viene chiaramente assunta, allora un incidente come quello accaduto in Canada non si ripeterà".
"L'Iran giocherà i Mondiali e il motivo è semplice: dobbiamo unire la gente. Il calcio ci unisce, dobbiamo essere ottimisti e sorridere. Ci sono problemi nel mondo, ci sono già abbastanza persone che provano a dividere. Noi dobbiamo unire", ha affermato Infantino pochi giorni fa aprendo il Congresso della Fifa a Vancouver. "Non c'è nessuna federazione sospesa", ha chiarito Infantino disinnescando il caso relativo all'assenza dei dirigenti iraniani al Congresso: su 211 federazioni accreditate, erano presenti 210 delegazioni.
I dirigenti della federcalcio iraniana, incluso il presidente Mehdi Taj, non hanno però raggiunto Vancouver. Secondo l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, la delegazione è stata respinta al controllo di frontiera. Il ministro degli Esteri canadese, Anita Anand, ha fatto riferimento genericamente alla "revoca" del permesso di ingresso nel Paese. Il provvedimento sarebbe scattato per i legami tra Taj e il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), ritenuto un'organizzazione terroristica in Canada.
A chiudere le porte all'Italia era stato anche Donald Trump. "L'Italia al posto dell'Iran ai Mondiali? Non ci penso troppo... E' una domanda interessante... Stanno pensando di rimpiazzare l'Iran? Non vogliamo penalizzare gli atleti", aveva detto nelle scorse settimane Trump, che aveva rivelato di non occuparsi dei prossimi Mondiali. E il ripescaggio dell'Italia non è quindi minimamente nei suoi pensieri.
Il presidente americano è infatti caduto dalle nuvole quando, nello Studio Ovale, arriva una domanda a tema calcistico: l'Italia potrebbe sostituire l'Iran ai Mondiali? L'ipotesi è caldeggiata da Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti in Italia. "Non ci penso troppo...", dice Trump girando la questione al segretario di Stato Marco Rubio. Il numero 1 della diplomazia è ancora più netto.
"Non so da dove venga fuori tutto questo. Nessuna comunicazione proveniente dagli Usa ha detto" agli iraniani "che non possono venire", aveva aggiunto il segretario di Stato,". "Il problema non sarebbero gli atleti. Sarebbero alcune delle altre persone che l'Iran vorrebbe portare, alcune delle quali hanno legami con le Guardie Rivoluzionarie. Se gli atleti verranno o no, dipenderà dalla decisione dell'Iran. Quello che non possono fare è portare un gruppo di terroristi delle Guardie Rivoluzionarie nel nostro Paese e fingere che siano giornalisti e preparatori atletici", aveva aggiunto. "Non vorremmo penalizzare gli atleti", aveva concluso Trump.

Categoria: sport
23:12
Champions League, la finale sarà Psg-Arsenal: quando e dove si gioca
(Adnkronos) - Sarà Psg-Arsenal la finale della Champions League 2025/26. Oggi, mercoledì 6 maggio, i parigini di Luis Enrique hanno pareggiato 1-1 con il Bayern Monaco raggiungendo l'ultimo atto della massima competizione europea per il secondo anno consecutivo e qualificandosi grazie al 5-4 con cui erano riusciti a vincere all'andata.
A Budapest i campioni d'Europa in carica del Paris Saint-Germain, che lo scorso anno hanno battuto l'Inter con un netto 5-0, se la vedranno con l'Arsenal di Arteta, capace di eliminare l'Atletico Madrid in semifinale. A decidere il confronto con gli uomini di Simeone l'1-0 firmato Saka dell'Emirates Stadium, dopo l'1-1 maturato in Spagna.
La finale di Champions League tra Psg e Arsenal è in programma sabato 30 maggio alle ore 18 alla Puskas Arena di Budapest. Un orario insolito per una finale della massima competizione europea, pensato dalla Uefa per migliorare l'esperienza di tifosi e appassionati, così come per l'ordine pubblico della città ospitante.

Categoria: sport
23:03
Caso Garlasco, Tg1: Sempio intercettato: "Ho visto il video di Chiara e Alberto". L'indagato non ha risposto ai pm. La Procura: "Indagini non sono finite"
(Adnkronos) - La Procura di Pavia svela le carte e mostra tutti gli elementi raccolti contro Andrea Sempio, indagato per l’omicidio aggravato di Chiara Poggi e interrogato mercoledì 6 maggio. In circa tre ore e mezza i magistrati titolari della nuova indagine sul delitto di Garlasco - il procuratore aggiunto Stefano Civardi, insieme ai pubblici ministeri Giuliana Rizza e Valentina De Stefano, mostrano all’indagato le prove raccolte in circa uno anno e mezzo e anticipano: “Le indagini non sono ancora concluse”. Sempio ha ascoltato in silenzio e, come annunciato, si è avvalso della facoltà di non rispondere. “Considerato che le indagini non sono chiuse e che dunque il quadro probatorio con il quale confrontarsi in sede di interrogatorio non è completo” il 38enne commesso in un negozio di telefonia “si avvarrà della facoltà di non rispondere”, avevano anticipato martedì gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti. Un confronto che la difesa si riserva eventualmente di chiedere dopo la chiusura indagine. Uscendo dalla procura, scortato da una berlina con la sirena, Sempio non ha rilasciato alcuna dichiarazione.
Il 38enne è il solo indagato, non più in concorso con Alberto Stasi o con ignoti, per aver ucciso con almeno 12 colpi (inferti con un'arma finora sconosciuta) la ventiseienne che avrebbe rifiutato delle sue avance sessuali. Contro di lui c'è la perizia secondo cui il Dna è compatibile (con la linea maschile) con quello trovato sulle unghie della vittima - per la genetista Denise Albani è impossibile stabilire se deriva da contatto diretto o trasferimento indiretto -; e l'impronta 33 lasciata, a dire di chi indaga, dall'assassino sulla scala dove Chiara Poggi è stata ulteriormente colpita alla testa. Impronta che per i consulenti dell'indagato non è attribuibile a lui.
La Procura di Pavia - che non ha ancora fornito l'orario (rivisto rispetto alla Cassazione) in cui è avvenuto il decesso la mattina del 13 agosto 2007 - pare non credere all'alibi di Sempio, legato allo scontrino di un parcheggio di Vigevano, e sembra orientata - per supportare il movente - a inserire nella chiusura indagine anche le numerose chat a firma 'Andreas' in cui emerge la presunta "ossessione" verso una ragazza, identificata dalla difesa in una barista e non nella vittima, sorella dell'amico Marco Poggi.
Ma a incastrare Andrea Sempio secondo la procura di Pavia e i carabinieri di Milano c'è un'intercettazione svelata dal Tg1 sui suoi canali social: "Ho visto il video di Chiara e Alberto", dice Sempio. E' il 14 aprile 2025 quando Andrea Sempio è in auto, parla da solo, siamo a circa un mese dal giorno in cui ha saputo delle nuove indagini su di lui. Una cimice nella macchina cattura le parole del ragazzo che di fatto lo smentiscono che aveva detto di aver chiamato per sbaglio casa Poggi per sapere se c’era il fratello Marco Poggi e di aver parlato pochi secondi con Chiara chiedendo quando sarebbe tornato.
In realtà, da quanto scrivono i carabinieri negli atti, le parole registrate dalla microspia dicono il contrario. Sempio parlando tra sé e sé tra l'altro dice: "Lei ha detto.. 'non ci vologlio parlare con te' (imitando una voce femminile)". E ancora: "Era tipo io gli ho detto 'riusciamo a vederci?''. E poi "imitando voce femminile", aggiunge: "Lei mi ha messo giù… E ha messo giù il telefono… ah ecco che fai la la dura (ride, ndr) ma io non l’ho mai vista in questo modo, l’interesse non era reciproco, cazzo. Lei dice 'non l’ho più trovato' il video (con tono di voce tutto sbagliato) poi (modificando la propria voce) io ho portato il video'. E ancora: 'anche lui lo sa… perché ho visto… dal suo cellulare… perché Chiara non… con quel video e io ce l’ho (voce bassa) dentro la penna, va bene un cazzo'".
"Non ho mai, mai, mai visto alcun video" sostiene Andrea Sempio, tramite l'avvocata Angela Taccia, a chi gli chiede se ha mai visionato i video intimi tra Chiara Poggi e il fidanzato Alberto Stasi che per la Procura di Pavia costituirebbero parte dell'ossessione dell'indagato per la vittima di Garlasco.
“Non c’è sostanzialmente nulla di nuovo, è tutto spiegabilissimo”, afferma all’Adnkronos l’avvocata Angela Taccia che insieme al collega Liborio Cataliotti difende il 38enne. “Siamo calmi e lucidi”, aggiunge. "Andrea Sempio commentava le trasmissioni televisive" e 'scimmiottava' voci e possibili dialoghi in riferimento alle novità pubbliche sull'omicidio del 13 agosto 2007. "Cosa volevano? Volevano che confessasse? Non può confessare quello che non ha fatto", afferma Taccia spiegando il senso di quelle intercettazioni captate nell'auto dell'indagato - nell'aprile del 2025 - che per la Procura di Pavia costituiscono il tentativo di approccio verso Chiara Poggi e il movente (ossia il rifiuto alle sue avance sessuali) del delitto di Garlasco. I brogliacci delle intercettazioni ambientali sono stati mostrati e letti alla difesa di Sempio che, però, dà una spiegazione ben diversa da quella degli inquirenti. A Sempio, che si è avvalso della facoltà di non rispondere, i pubblici ministeri hanno contestato punto su punto tutti gli elementi raccolti nell'indagine iniziata nel 2025, come in una sorta di 415 bis 'anticipato'.
"Andrea Sempio è convinto di riuscire a dare la spiegazione di ciascun dialogo o soliloquio letto una volta che le avrà ascoltate e contestualizzate", afferma l'avvocato Liborio Cataliotti, ai microfoni di Dentro la notizia dopo la diffusione delle intercettazioni telefoniche e ambientali (una dozzina in tutto) trascritte, ma non consegnate o fatte ascoltare alla difesa dell'indagato. "Finché non sento quegli audio... Vediamo in che termini, in che contesto, interloquendo con chi, commentando che cosa...", aggiunge il difensore. "Io non l'ho sentita questa intercettazione di questo soliloquio, l'ho vista trascritta solo una parte infarcita di 'nc, non comprensibile'. La ascolteremo, la commenteremo, la contestualizzeremo, vedremo se commentava il racconto di qualcun altro, se parlava effettivamente con se stesso o interloquiva. A oggi stiamo vedendo una rappresentazione parziale della quale Sempio sa dare spiegazione" sottolinea il legale stupito che il dato di indagine sia uscito subito dopo l'interrogatorio del suo assistito.
Anche Marco Poggi è comparso mercoledì, davanti ai magistrati della procura di Pavia, dove è stato ascoltato per un paio d'ore come testimone nella nuova inchiesta che vede indagato Sempio. La versione del racconto del fratello di Chiara è rimasta identica: mai visto i video intimi tra Chiara e il fidanzato Alberto Stasi presenti nel pc di casa Poggi al quale l’allora 19enne e l’amico avevano libero accesso. Davanti ai pm di Pavia, il 37enne ‘smonta’ il presunto movente - la presunta infatuazione dell’indagato con la vittima - e ribadisce l’assenza di rapporti tra Sempio e Chiara.
Di fronte alla perizia o all’impronta 33 che la procura attribuisce a Sempio, il testimone ribadisce l’innocenza dell’amico. E anche di fronte a frasi ambigue la sua convinzione non vacilla. Già un anno fa (il 20 maggio 2025) Marco Poggi fu ascoltato in una caserma vicino Mestre (Venezia) e gli fu messa davanti la foto dell’impronta 33 - trovata sulle scale dove è stato trovato il corpo senza vita di Chiara Poggi - per capire a quali stanze della villetta aveva accesso Sempio, per ricostruire i rapporti tra lui e la vittima e per capire la personalità dell’amico, da tempo al centro dei sospetti. Oggi, come allora, Marco Poggi ha ripetuto la sua versione.
Dopo i nuovi sviluppi del caso Garlasco Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi, sostiene che l’obiettivo è "quello di tirar fuori dal carcere Alberto Stasi il prima possibile. "Di primo acchito, quando l’ho letta sono sobbalzata perché punta su un paio di passaggi che sono fondamentali. Se fosse confermato il testo dell’intercettazione e non fosse stata isolata, sarebbe agghiacciante" sostiene in una intervista a Realpolitik su Retequattro.
In merito alla richiesta di revisione spiega che "quando si fa la richiesta di revisione si può chiedere anche contestualmente la sospensione dell’esecuzione, in attesa del giudizio di revisione. Qualche tempo fa, non molto tempo fa, ho detto che non l’avremmo chiesta, non l’avremmo voluta, ma se il quadro indiziario fosse solido e ci fossero intercettazioni di questo tipo, allora il quadro probabilmente cambierebbe molto. E quindi potremmo chiederlo perché ci ricordiamo che c’è un ragazzo detenuto da più di 10 anni per questo omicidio".

Categoria: cronaca
21:48
Mendes rischia espulsione, Kompany chiede un rigore: caos in Bayern Monaco-Psg
(Adnkronos) - Caos in Bayern Monaco-Psg. Oggi, mercoledì 6 maggio, i bavaresi hanno ospitato i parigini nella semifinale di ritorno di Champions League, in una partita segnata anche da discusse decisioni arbitrali. A protestare, nel primo tempo dell'Allianz Arena, sono stati i tedeschi, che prima hanno chiesto l'espulsione di Nuno Mendes e poi hanno reclamato un calcio di rigore.
Il primo episodio arriva al 30'. Nuno Mendes, che aveva già rimediato un'ammonizione per fallo tattico su Olise, interviene con la mano e 'stoppa' la ripartenza del Bayern. I giocatori tedeschi e la panchina di Kompany chiedono immediatamente il secondo giallo, e la conseguente espulsione del terzino portoghese. L'arbitro Pinheiro però fischia un fallo precedente e assegna calcio di punizione al Psg, provocando l'ira dei padroni di casa.
L'atmosfera si accede ancora due minuti dopo. Vitinha rinvia dall'interno dell'area ma colpisce in pieno il braccio largo del compagno di squadra Joao Neves. Anche in questo caso proteste veementi del Bayern Monaco, che chiedeva a gran voce il calcio di rigore, ma l'arbitro fa segno di proseguire giudicando il contatto involontario.

Categoria: sport
21:10
Champions, Di Canio show nel prepartita: la frase che imbarazza lo studio
(Adnkronos) - Paolo Di Canio show e imbarazzo prima di Bayern Monaco-Psg. Oggi, mercoledì 6 maggio, l'ex attaccante, tra le altre, della Lazio, oggi opinionista Sky, ha dato il meglio di sé nel prepartita della semifinale di ritorno di Champions League, con tanto di riferimento sessuale che ha fatto calare il gelo, con qualche risata, in studio.
Tutto è cominciato ripercorrendo quanto successo nella gara d'andata, terminata 5-4 per i parigini. Parlando del gol di Luis Diaz, Di Canio si è lasciato andare all'entusiasmo: "Se un attaccante si ritrova tutto solo in area e riesce a stoppare in quel modo il pallone... sono sicuro che avrà avuto un'eiaculazione".
Immediato l'imbarazzo in studio per la metafora piuttosto esplicita di Di Canio, con Masolin che ha provato a metterci una pezza: "Dategli un pallone così si sfoga", ma l'ex attaccante ha rincarato la dose: "Fidatevi, se un attaccante si ritrova in quella situazione gode sicuro".

Categoria: sport
20:21
Bayern Monaco-Psg 1-1, Kane non salva Kompany: Luis Enrique in finale di Champions
(Adnkronos) - Il Paris Saint-Germain pareggia con il Bayern Monaco e raggiunge l'Arsenal in finale di Champions League.Oggi, mercoledì 6 maggio, i parigini hanno fermato i tedeschi all'Allianz Arena sull'1-1. A decidere il match la rete 3' di Ousmane Dembele e al 94' di Harry Kane. Luis Enrique, dopo aver battuto Kompany all'andata per 5-4, trova quindi la sua seconda finale di Champions League consecutiva dove affronterà l'Arsenal di Arteta, che ha superato l'Atletico Madrid in semifinale.
La vincente della sfida sfiderà in finale l'Arsenal, che ha eliminato l'Atletico Madrid.

Categoria: sport
20:15
Inchiesta arbitri, le 'pretese' dei club nelle intercettazioni di Rocchi
(Adnkronos) - Domande, affermazioni, ma anche 'pretese' dei club sulla scelta dei fischietti: è quanto emergerebbe - nell'inchiesta sugli arbitri - da una serie di conversazioni tra Gianluca Rocchi, il designatore autosospeso e indagato per frode sportiva dalla Procura di Milano, e Riccardo Pinzani, ora club referee manager della Lazio, ma fino alla scorsa stagione coordinatore dei rapporti con le società per l'Aia, sentito oggi per tre ore come teste dal pm titolare dell'inchiesta, Maurizio Ascione.
Un'audizione in cui - a quanto si apprende - a Pinzani (non indagato) sarebbero state fatte domande sul contenuto di quelle intercettazioni, risalenti alla primavera 2025 e riguardanti partite di calcio dello stesso periodo. Se il ruolo di Pinzani per sua stessa natura lo portava a confrontarsi con le società di calcio, che attraverso i loro referee manager legittimamente possono esprimere critiche o al contrario gradimenti per le scelte dei fischietti, diverso era quello di Rocchi.
Proprio su eventuali rapporti diretti tra il designatore e le società e sull'influenza che le 'pretese' di queste ultime avrebbero avuto nella scelta degli arbitri si concentra uno dei filoni dell'inchiesta per frode arbitrale, che ha portato all'autosospensione oltre che di Rocchi del supervisore Var Andrea Gervasoni. L'altro filone riguarda proprio quanto accadeva all'Ibc di Lissone, con le presunte 'bussate' al vetro della sala del video assistant referee. Dopo Pinzani e Andrea Butti, responsabile dell'Ufficio competizioni della Lega Serie A, nei prossimi giorni verranno programmate le audizioni di diversi testimoni. Tra le persone che verranno sentite c'è anche Giorgio Schenone, club referee manager dell'Inter.

Categoria: cronaca
19:37
Liris (Fdi): "Rendere il Ssn realmente accessibile a tutti"
(Adnkronos) - “È fondamentale rimettere al centro il paziente, rispondendo sul territorio alle sollecitazioni sempre più importanti derivanti dall'invecchiamento della popolazione e dall'incidenza di patologie cronico-degenerative. Dobbiamo avere la capacità di intercettare e rispondere a queste esigenze in ambito territoriale: l'obiettivo è rendere il Servizio sanitario nazionale realmente accessibile a tutti, a prescindere dalla localizzazione geografica o dall'Asl di riferimento”. Lo ha detto oggi a Roma, Guido Quintino Liris (Fdi), membro della commissione Bilancio del Senato, partecipando all’incontro ‘Innovazione e sostenibilità del Sistema sanitario nazionale: il valore della partecipazione’, organizzato in Senato su sua iniziativa, in collaborazione con Altems - Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari. “È un incontro molto positivo - afferma - perché disegna prospettive interessanti e quanto mai impegnative per un sistema Paese che deve fare i conti con la sostenibilità, l'appropriatezza e l'innovazione”.
Per il senatore è necessario che le “Case di Comunità, da interpretare e riempire di contenuti rispetto agli investimenti fatti con il Pnrr e il digitale”, vedano la presenza “di risorse professionali in grado di gestire le dinamiche di una patologia con diagnosi appropriate, terapie performanti e follow-up anche al di fuori dell'ambito ospedaliero; lì dove i costi sono minori e dove è possibile preservare la qualità della vita del paziente e del suo ambiente”. In tal senso, si rende utile “il coinvolgimento delle associazioni a livello decisionale e di costruzione normativa”, dice. Una partecipazione “nei percorsi di costruzione normativa della sanità e del Servizio sanitario nazionale (Ssn)” che “diventa un concetto indispensabile da realizzare collettivamente, per rispondere alla vasta domanda di salute che arriva dal territorio”.
“Il sistema sanitario deve essere universalistico e accessibile allo stesso modo per tutti: non devono esistere aree interne o marginali -ribadisce - Ogni cittadino ha diritto allo stesso livello di efficacia nelle cure; credo che questa sia la strada che il legislatore debba percorrere per un completo Servizio sanitario nazionale”.
E proprio sul tema dell’equità, Liris si sofferma sulle leve, normative o di governance, necessarie per rendere omogenea la diffusione delle innovazioni terapeutiche su tutto il territorio. “Innanzitutto - chiarisce - bisogna verificare costantemente i progressi scientifici e tecnologici che mettono a disposizione nuovi strumenti. È poi fondamentale garantire la copertura dei professionisti: i medici di medicina generale devono agire come registi del territorio e anelli di congiunzione con gli specialisti ambulatoriali e ospedalieri. Oggi ogni processo prevede un approccio multidisciplinare e polispecialistico”.
"Grazie anche all’ausilio di sistemi tecnologici che possono rendere più equo l’accesso alle cure -prosegue il senatore - è necessario intervenire nell’ambito della prevenzione attraverso la formazione dei medici sul territorio e la diagnosi precoce, come gli screening. Dobbiamo programmare gli interventi per le patologie prevalenti negli ultrasessantacinquenni: sappiamo già quali saranno i numeri e le battaglie che il Ssn dovrà affrontare, quindi dobbiamo prepararci per questi potenziali pazienti”.
Inoltre, “occorre organizzare un tessuto socio-sanitario capace di una presa in carico globale, che includa il supporto ai caregiver e ai contesti familiari - sottolinea Liris - Attraverso una riforma dell’assistenza domiciliare, dobbiamo riuscire a intervenire precocemente fuori dall’ospedale. Se i sistemi territoriali funzionano, il Servizio sanitario nazionale può rimanere universalistico, altrimenti avremo perso la sfida più importante: mantenere un ‘unicum’ a livello internazionale, un sistema che non fa discriminazioni. Questo obiettivo diventa realtà - conclude - solo se è sostenibile e se non mette a repentaglio i conti dello Stato: in caso contrario, lasceremo delle aree scoperte e non avremo realizzato il traguardo di una risposta coerente e uniforme su tutto il territorio nazionale”.

Categoria: cronaca
19:31
Corazza (Apiafco): "Associazioni ai tavoli dove si prendono decisioni su cure"
(Adnkronos) - “I pazienti vanno prima di tutto informati e istruiti: è necessario elevare la qualità del confronto affinché si ristabilisca tra paziente e medico quel rapporto di fiducia che oggi è andato in parte scemando. In ogni ambito patologico soffriamo pesantemente la carenza di medici e infermieri, con liste d’attesa che diventano lunghissime, specialmente in ambito dermatologico”. Così Valeria Corazza, presidente dell’Associazione psoriasici italiani amici della Fondazione Corazza (Apiafco), intervenendo oggi a Roma all’evento ‘Innovazione e sostenibilità del sistema sanitario nazionale: il valore della partecipazione’, nel corso del quale è stato presentato il Consensus Paper sulla sanità partecipativa, frutto del lavoro congiunto di Altems e Ucb.
“Il paziente non deve essere solo ‘al centro’ delle scelte, ma di fianco a coloro che le assumono - afferma Corazza - Per raggiungere questo traguardo la strada è ancora lunga: nonostante l’emanazione di decreti e disegni di legge, bisogna ancora lavorare affinché i pazienti, o chi li rappresenta, possano sedere stabilmente ai tavoli dove si prendono decisioni estremamente importanti su terapie e cure”. Un passaggio critico dell’intervento ha riguardato l’accesso alle nuove terapie. “Per i farmaci innovativi – sottolinea la presidente Apiafco – lo stesso ministero è talvolta orientato a riservarli a patologie con pochi malati. Ma noi, che contiamo un milione e 400mila pazienti di cui 200mila in forma grave, cosa dobbiamo fare? C’è molto da fare, ma oggi le associazioni sono profondamente cambiate: non si limitano più soltanto ad accudire i pazienti, compito comunque nobile, ma hanno sviluppato una forte attività di advocacy. Le associazioni oggi sono composte da professionisti in grado di interloquire pariteticamente con le istituzioni”.
L’aspetto economico, purtroppo, non è secondario. “Mancano i soldi e si è costretti a prendere delle decisioni - sottolinea Cavazza - Nelle malattie dermatologiche che rappresento, non si muore: per questo i farmaci innovativi sono preferibilmente dedicati a patologie come quelle oncologiche. I pazienti con malattie dermatologiche sono tantissimi in Italia, e la qualità della vita è problematica. Bisognerebbe facilitare l’accesso alle cure, soprattutto quelle innovative, invece continuano a proporci farmaci vecchi che costano poco. Il dialogo non è facile - conclude - notiamo una certa sordità, come se ci fosse sempre qualcosa di più importante”.

Categoria: cronaca
19:27
Tonolo (Anmar): "Partecipazione pazienti fondamentale per sostenibilità sistema"
(Adnkronos) - “Nelle patologie croniche, la partecipazione dei pazienti nell'orientare l'accesso all'innovazione terapeutica e l'organizzazione dei servizi incide al 100%. In realtà, la sanità partecipata esiste, sebbene non sia ancora ben definita: il paziente può fornire la visione di quello che è il suo bisogno insoddisfatto e noi cerchiamo tutti i giorni di recepirlo. Lo facciamo attraverso un libro bianco istituito molti anni fa, con cui operiamo anche in ambito regionale, poiché persino a livello di Cup (centro unico di prenotazione) persistono problematiche sia di accesso che di equità. È evidente che maggiore è la sanità partecipata, maggiore è la sostenibilità del sistema”. Lo ha detto Silvia Tonolo, presidente Associazione nazionale malati reumatici (Anmar), oggi a Roma all’evento ‘Innovazione e sostenibilità del sistema sanitario nazionale: il valore della partecipazione’, organizzato in Senato da Altems - Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari in collaborazione con Ucb, nel corso del quale è stato presentato un Consensus Paper.
“L'associazione dei pazienti - prosegue Tonolo - ha un ruolo fondamentale nell'informazione e nel far emergere le criticità reali del vissuto di un paziente cronico come l'accesso alle cure, con la necessità di allontanarsi dalla propria residenza per reperire un farmaco o le problematiche legate alle liste d'attesa. Un malato cronico deve poter contare su un Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta) e non può attendere 7-8 mesi per accedere a una determinata prestazione. Il Servizio sanitario diventa un vero 'sistema' solo se ascolta i bisogni insoddisfatti raccolti dalle associazioni, che ricevono segnalazioni costanti tramite i propri numeri verdi e i canali di ascolto”.
L’obiettivo è evitare che la partecipazione resti episodica e garantire, invece, un coinvolgimento sistematico delle associazioni nei processi di programmazione sanitaria. “Manca soprattutto l’ascolto - sottolinea Tonolo - Gli strumenti che abbiamo creato nel tempo insieme alle istituzioni dovrebbero essere implementati immediatamente, anche perché sono a costo zero: alcuni Pdta possono essere messi a regime all'interno di un ospedale o di una realtà locale. Tutto dipende dalla buona volontà - osserva - Se consideriamo che il medico di medicina generale gestisce il 70% dei costi indiretti, appare chiaro che, se non riusciamo a far dialogare il medico di base con lo specialista, si crea una voragine. Il medico di medicina generale potrebbe, infatti, gestire il paziente in blocco per quanto riguarda le diverse fasi della continuità terapeutica”. Per Tonolo il problema resta la mancanza di ascolto, “una dote che appartiene a pochi - sottolinea - Strutturare una sanità partecipata che sia attiva e fattiva è difficilissimo. Manca soprattutto la risposta dall'altra parte, perché le associazioni dei pazienti sono pronte al dialogo e possono fornire strumenti preziosi a costo zero”.

Categoria: cronaca
19:24
Farmaceutica, Chinni (Ucb): "Concetto di innovazione evolve in sanità partecipata"
(Adnkronos) - “Il concetto di innovazione al quale siamo abituati ha cambiato radicalmente la storia di moltissime malattie. Oggi però, ancor più che in passato, abbiamo bisogno di evolvere: passare dal concetto di centralità del paziente a quello di ‘sanità partecipata’. Si tratta dell’idea che il coinvolgimento del paziente debba avvenire in tutte le fasi della catena del valore del farmaco, dalla ricerca fino alla commercializzazione. È proprio ascoltando i bisogni reali di chi vive quotidianamente l'esperienza della malattia che si ottengono le informazioni necessarie per produrre farmaci, servizi e approcci sempre più in linea con le necessità delle persone”. Così Federico Chinni, general manager Ucb Italia, intervenendo all’evento ‘Innovazione e sostenibilità del sistema sanitario nazionale: il valore della partecipazione’, organizzato oggi in Senato su iniziativa del senatore Guido Quintino Liris, in collaborazione con Altems - Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari, nel corso del quale è stato presentato il Consensus Paper 'Verso un Sistema sanitario partecipato: consenso per una governance appropriata e sostenibile'.
Il concetto di innovazione evolve, dunque, e in un contesto caratterizzato dagli “attuali scenari geopolitici” che “stanno creando tensioni - dalla questione dei dazi a provvedimenti come la Most Favored Nation (Nazione più favorita) - l’innovazione, per come l'abbiamo sempre conosciuta, è messa in discussione dagli scenari globali - osserva Chinni - Ritengo fondamentale puntare su ciò che chiamiamo Connecting Healthcare: mettere insieme tutti gli attori del sistema creando una vera alleanza istituzionale. Un’alleanza che deve essere volta a difendere l’innovazione, a tutto vantaggio di un accesso alle nuove terapie che sia equo e tempestivo per tutte le persone che ne hanno diritto”.
In che modo industria e istituzioni possono collaborare per ridurre le disuguaglianze nell’accesso all’innovazione terapeutica, mantenendo al contempo la sostenibilità del sistema? “Le soluzioni possono essere individuate in un arco temporale di medio periodo - afferma Chinni - ma dobbiamo essere consapevoli, in prima battuta, che investire in salute rappresenta un investimento e non un costo”.

Categoria: cronaca
19:17
Diritti tv Serie A, Sky chiede risarcimento fino a 1,9 miliardi a Tim e Dazn
(Adnkronos) - Sky chiede un risarcimento fino a 1,9 miliardi di euro a Tim e Dazn per i diritti tv della Serie A di calcio dopo che l'Antitrust in un provvedimento del 22 dicembre 2025 (pubblicato il 12 gennaio 2026) ha confermato la "grave intesa restrittiva della concorrenza" nel mercato telco e pay tv. Il provvedimento dell'Agcm riguardava l'accordo tra Tim e Dazn per i diritti della Serie A 2021-24.
Dopo il primo pronunciamento dell’Agcm (28 giugno 2023) e i ricorsi al Tar del Lazio (11 maggio 2024) e al Consiglio di Stato (19 giugno 2025), in tutti i gradi di giudizio i giudici hanno confermato la sussistenza dell’infrazione, causata dal famoso "Deal Memo Distribution", sottoscritto da Dazn e Tim nel gennaio 2021, con cui di fatto l'operatore ha "limitato la capacità di Dazn di formulare offerte potenzialmente idonee a competere con quelle di uno dei principali player, quale TimVision".

Categoria: economia
18:42
Governance partecipativa, presentato consensus paper per Ssn equo e sostenibile
(Adnkronos) - Promuovere un confronto sul valore della partecipazione dei pazienti nei percorsi decisionali e assistenziali, contribuendo a una governance sanitaria più aperta e innovativa, capace di accompagnare il Servizio sanitario nazionale nella sfida di garantire equità, qualità e sostenibilità in un contesto demografico, epidemiologico e terapeutico in rapida evoluzione. È l’obiettivo che ha portato alla nascita, attraverso il confronto articolato tra Istituzioni, comunità scientifica e associazioni di pazienti, del Consensus Paper ‘Verso un sistema sanitario partecipato: consenso per una governance appropriata e sostenibile’. Il documento è stato presentato oggi al Senato, nel corso di un incontro promosso dal senatore Guido Quintino Liris, in collaborazione con Altems- Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari, che riunisce istituzioni, professionisti, rappresentanti dei pazienti e stakeholder del sistema.
Frutto del lavoro congiunto di Altems e Ucb, il testo segna un cambio di prospettiva delineando una cornice di principi, priorità e strumenti utili a rafforzare una governance sanitaria più aperta, inclusiva e orientata al valore. L’appuntamento - informa una nota - si inserisce in un percorso di confronto e approfondimento già avviato negli ultimi anni e che oggi trova una sintesi compiuta, capace di tradurre in proposte operative un’esigenza sempre più evidente: passare da una sanità costruita “per” i cittadini a un modello costruito “con” i cittadini. Un’evoluzione che riconosce nell’esperienza diretta della malattia una forma di conoscenza imprescindibile, da integrare stabilmente nei processi decisionali pubblici. Ha avuto in tal senso un ruolo fondamentale il Patient Advocacy Lab, guidato dalla direttrice, Teresa Petrangolini, che ha gestito i lavori dell’evento.
“La sanità partecipata non riguarda solo l’equità nell’accesso alle cure, ma deve necessariamente confrontarsi con la sostenibilità a lungo termine, con particolare attenzione alle aree interne e ai territori periferici, che affrontano sfide uniche in termini di accessibilità e risorse - afferma il senatore Liris - In un contesto storico segnato da risorse limitate e da una crescente domanda di salute, è fondamentale adottare modelli in grado di coniugare efficienza, innovazione e responsabilità. Il coinvolgimento attivo dei cittadini, delle comunità locali e delle istituzioni consente di progettare soluzioni più aderenti ai bisogni reali, ottimizzando l’utilizzo delle risorse e riducendo gli sprechi. Questo processo contribuisce a rafforzare la resilienza complessiva del sistema, anche nelle aree più fragili. In questa direzione, la partecipazione diventa una leva decisiva non solo per ridurre le disuguaglianze territoriali, ma anche per garantire qualità e innovazione delle cure nel lungo periodo, superando le barriere geografiche e strutturali che limitano l’accesso alle persone che vivono nei territori più lontani”.
“La trasformazione dei sistemi sanitari contemporanei richiede modelli di governance in grado di rispondere a bisogni di salute sempre più complessi, personalizzati e diversificati - sottolinea Giuseppe Arbia, direttore Altems - In tale contesto, la sanità partecipata si configura come un paradigma strategico, nel quale cittadini, pazienti e caregiver non sono destinatari passivi dei servizi, ma soggetti pienamente coinvolti nella programmazione, regolazione, erogazione e valutazione della cura. Altems è da sempre impegnata a contribuire all’innovazione della gestione sanitaria e promuove da anni questo modello di partecipazione, integrando i pazienti, la cittadinanza e i professionisti nei processi decisionali”, dichiara.
Al centro del confronto, il superamento di una partecipazione intesa come momento episodico, per approdare a un coinvolgimento strutturato e continuativo dei pazienti nei processi di programmazione, regolazione ed erogazione dei servizi sanitari. Un percorso già avviato anche sul piano normativo, ma che richiede ora un consolidamento sul piano applicativo e culturale, affinché la partecipazione diventi parte integrante della governance del sistema.
“Il dialogo tra istituzioni e pazienti non è più un principio astratto, ma una leva concreta di miglioramento della governance sanitaria”, osserva Emanuele Monti, presidente della Commissione sostenibilità sociale, casa e famiglia di Regione Lombardia e membro del CdA di Aifa- Agenzia italianadel farmaco. “Le Regioni, così come Aifa - continua - possono e devono valorizzare il contributo delle associazioni dei pazienti nella programmazione, nella valutazione e nel monitoraggio dei servizi. In questa direzione si muove, ad esempio, ‘Aifa ascolta’. Anche Regione Lombardia sta rafforzando il coinvolgimento strutturato delle associazioni, ad esempio nella Rete Tumori solidi rari e nella Rete Nutrizione clinica. La sfida ora è portare queste buone pratiche in modo capillare anche sui territori, valorizzando esperienze già avviate, come il Tavolo tecnico permanente delle associazioni di volontariato in ambito oncologico istituito dall’Ast Insubria. È questa la strada per rendere la sanità partecipata parte integrante dei processi decisionali e assistenziali”.
Aggiunge Manuela Tamburo De Bella, responsabile Uos Reti cliniche ospedaliere e monitoraggio Dm70/15 e coordinatrice dell’Osservatorio per il monitoraggio delle Reti oncologiche Regionali di Agenas: “Le Reti oncologiche regionali rappresentano uno dei modelli più avanzati di organizzazione integrata dell’assistenza: mettono in relazione strutture, professionisti e servizi, favorendo presa in carico, multidisciplinarietà, appropriatezza e continuità dei percorsi. In questo quadro, il coinvolgimento strutturato delle associazioni dei pazienti, promosso da Agenas e Favo, consente di portare dentro la governance delle reti il punto di vista di chi vive concretamente il percorso di cura. È una metodologia partecipativa che rafforza qualità, equità e capacità di risposta del sistema e che, proprio per l’esperienza maturata in oncologia, può diventare una best practice replicabile anche in altre aree terapeutiche”.
Fondamentale è stato l’intervento delle associazioni Anmar, Apiafco e Apmarr per contribuire a orientare le scelte verso soluzioni più eque, accessibili e realmente rispondenti ai bisogni di cura. Nel loro intervento chiedono che “il coinvolgimento non sia più occasionale o meramente consultivo, ma reale, pieno e strutturato lungo tutto il ciclo delle decisioni sanitarie: dalla programmazione alla valutazione dei servizi. In questa direzione, è necessario dare piena attuazione al Ruas, affinché la partecipazione delle associazioni sia riconosciuta e resa effettiva attraverso strumenti stabili, trasparenti e misurabili”. Le associazioni incoraggiano “iniziative che permettano alle associazioni di contribuire concretamente ai processi decisionali, come avvenuto nella corrente revisione del Position Paper sui biosimilari. In quella sede ci è stato possibile ribadire il valore della personalizzazione delle cure, della continuità terapeutica e della garanzia della migliore opzione terapeutica, nel rispetto della libertà prescrittiva del medico. Solo attraverso un coinvolgimento sistematico e istituzionalizzato - rimarcano - sarà possibile costruire politiche sanitarie più aderenti ai bisogni delle persone e rafforzare la sostenibilità del Ssn”.
L’incontro - conclude la nota - segna così un passaggio significativo: dalla riflessione condivisa alla definizione di strumenti concreti per una sanità più partecipata, capace di integrare competenze, evidenze ed esperienza vissuta. Un modello che ambisce a rafforzare equità, sostenibilità e fiducia nel futuro del Servizio sanitario nazionale, trasformando la partecipazione da principio dichiarato a pratica diffusa e misurabile.

Categoria: cronaca
18:41
Iran-Usa, l'inchiesta che smentisce Trump: Usa sorpresi e colpiti
(Adnkronos) - L'Iran colpisce duro e smentisce Donald Trump. Gli Stati Uniti, nella guerra congelata dalla tregua, hanno subito danni ben più gravi di quelli resi noti ufficialmente. A delineare lo scenario 'dietro le quinte' del conflitto è il Washington Post, che disegna una realtà diversa rispetto a quella narrata quotidianamente dal presidente americano. "L'Iran è stato annientato a livello militare", dice e ripete Trump sottolineando la distruzione dell'aviazione e della marina di Teheran. La Repubblica islamica, però, dispone di missili e di sistemi di lancio in abbondanza ed è in grado provocare ulteriori danni rispetto a quelli, abbondanti, già recati agli Usa.
Gli attacchi iraniani hanno danneggiato o distrutto almeno 228 strutture o equipaggiamenti in basi militari statunitensi in Medio Oriente dall'inizio della guerra, colpendo hangar, caserme, depositi di carburante, velivoli, sistemi radar e per la difesa aerea. E' quanto emerge da un'analisi del Washington Post basata su immagini satellitari, secondo cui l'entità dei danni sarebbe "molto più ampia" rispetto a quanto riconosciuto finora pubblicamente da Washington.
L'inchiesta si basa su oltre 100 immagini satellitari ad alta risoluzione diffuse da fonti iraniane, 109 delle quali sono state verificate confrontandole con i dati del sistema europeo Copernicus e, dove disponibili, con immagini commerciali. Diciannove immagini sono state escluse per mancanza di conferme, ma non sono emerse prove di manipolazione. In un'ulteriore verifica, i reporter hanno individuato anche 10 strutture danneggiate non documentate nei materiali iraniani. Complessivamente sarebbero stati colpiti 217 edifici e 11 sistemi in 15 basi militari Usa nella regione.
L'accesso alle immagini satellitari del Medio Oriente è attualmente limitato, spiega il Washington Post, sottolineando che i due grandi operatori commerciali, Vantor e Planet, hanno accolto la richiesta del governo statunitense di ritardare o sospendere la diffusione di immagini dell'area durante il conflitto, rendendo più difficile valutare l'impatto dei contrattacchi iraniani.
Secondo gli esperti citati dal quotidiano Usa, i danni suggeriscono che gli Stati Uniti avrebbero sottovalutato le capacità di precisione dell'Iran e l'impatto della guerra basata sui droni, lasciando alcune basi senza adeguata protezione. "Gli attacchi iraniani sono stati precisi, non ci sono crateri casuali che indichino errori", ha affermato Mark Cancian del Center for Strategic and International Studies.
Tra gli obiettivi colpiti figurano un sito di comunicazioni satellitari nella base di Al-Ubeid in Qatar, sistemi di difesa Patriot tra Bahrein e Kuwait, una parabola satellitare presso la base navale statunitense in Bahrein - sede della Quinta Flotta - oltre a una centrale elettrica a Camp Buehring, in Kuwait, e a cinque depositi mobili di carburante distribuiti in tre diverse basi. In Kuwait, il centro operativo tattico - dove sei militari Usa sono morti in un attacco con droni a inizio marzo - risultava privo di adeguate protezioni. In Arabia Saudita, immagini satellitari mostrano la probabile distruzione di un aereo radar E-3 Sentry nella base di Prince Sultan, dopo essere stato parcheggiato ripetutamente nella stessa area non protetta.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha contestato la lettura dei danni come estesi o indicativi di falle operative, sottolineando la complessità delle valutazioni e rinviando a una ricostruzione più completa al termine del conflitto. Secondo gli esperti, tuttavia, i danni - pur significativi - non avrebbero compromesso in modo sostanziale la capacità operativa degli Stati Uniti di condurre la campagna militare contro l'Iran.

Categoria: internazionale/esteri
18:34
Forum Comunicazione 2026: il 'tone of voice' è 'credibilità'
(Adnkronos) - In un contesto attraversato da instabilità geopolitica, crisi economiche, polarizzazione sociale e accelerazione tecnologica, la comunicazione cambia funzione: non basta più persuadere, serve orientare, assumersi responsabilità e dimostrare coerenza. È una delle principali riflessioni emerse nel corso del Forum Comunicazione 2026, realizzato in collaborazione con Assolombarda e ospitato presso Palazzo Giò Ponti in Milano. Ad aprire i lavori sono stati Alvise Biffi, presidente di Assolombarda, Valentina Garavaglia, Rettrice dell'università Iulm ed Elena Pedrazzini, vicepresidente Gruppo Media, comunicazione e spettacolo e presidente sezione Servizi per la comunicazione d'impresa di Assolombarda.
Nel corso dei saluti istituzionali è emersa la necessità di ripensare profondamente il ruolo della comunicazione contemporanea. In particolare, la Rettrice Valentina Garavaglia ha richiamato il valore di un linguaggio capace di generare dialogo tra le parti e non fratture, sottolineando come governare la comunicazione rappresenti oggi una vera sfida democratica e culturale. Una comunicazione che non alimenti polarizzazioni, ma eserciti una "leadership di speranza", in grado di offrire orientamento dentro la complessità. Il quadro emerso dai diversi confronti restituisce infatti una trasformazione profonda: cresce la quantità di contenuti e informazioni disponibili, ma diminuisce la fiducia implicita nei confronti dei brand e delle organizzazioni. Non si tratta della fine della fiducia, ma della fine della fiducia automatica. Ogni messaggio viene verificato, confrontato, sottoposto a controllo continuo da parte di pubblici sempre più informati e selettivi.
Nel corso della giornata è emerso come la comunicazione non possa più limitarsi alla costruzione della percezione o alla ricerca della visibilità, ma debba produrre rilevanza, relazione e orientamento. Durante il talk 'Policy voice | Anticipare la crisi: il valore strategico della comunicazione, Francesca Baldini (Weber Shandwick), Federico Cavallo (Altroconsumo), Cristina Parenti (Edison) e Arturo Varvelli (European council on foreign relations) hanno evidenziato come la comunicazione rappresenti oggi una leva centrale anche nella gestione del rischio e delle crisi. In scenari sempre più complessi e interconnessi, governare la comunicazione significa ridurre ambiguità, prevenire escalation e costruire linguaggi capaci di generare dialogo anziché fratture. Al centro dei lavori anche il tema dell'autenticità e della relazione tra organizzazioni e stakeholder.
Nel format 'Impact voice | Brand conversation', moderato da Sara Mazzocchi (Storyfactory), Walter Bruno (Humanitas), Chiara Carotenuto (PwC Italia) e Lucia Lafuenti (Fater) hanno sottolineato come lo storytelling non possa più limitarsi al racconto, ma debba diventare uno strumento di relazione credibile e coerente nel tempo. In un ecosistema caratterizzato da attenzione frammentata e sovraccarico informativo, non è la quantità dei contenuti a fare la differenza, ma la loro capacità di essere percepiti come autentici e rilevanti. Un cambiamento che trova conferma anche nell’evoluzione del consumatore contemporaneo.
Nella sessione 'Consumer voice', realizzata in collaborazione con Altroconsumo e B2You e coordinata da Giovanni Sacchitelli, head of partnership & stakeholder engagement di For human relations, Federico Cavallo e Benedetta De Michelis hanno approfondito il ruolo di un pubblico sempre più attivo, consapevole e orientato alla verifica continua delle informazioni, anche durante il processo di acquisto. Dal confronto è emerso come la fiducia non rappresenti più un attributo implicito del brand, ma il risultato di un processo continuo di validazione. L'ascolto diventa quindi una leva strategica: non un esercizio di stile, ma una condizione necessaria per costruire relazioni autentiche e durature tra imprese e consumatori. Il Forum Comunicazione 2026, assieme ad oltre 200 C-Level dell’area Comunicazione, Marketing e Public Affairs, restituisce così l'immagine di una comunicazione sempre meno centrata sulla costruzione del consenso e sempre più orientata alla capacità di dimostrare coerenza tra messaggi, comportamenti e impatto reale. In un tempo segnato da guerre, instabilità e trasformazioni profonde, la comunicazione torna ad assumere una funzione essenziale: aiutare persone, organizzazioni e istituzioni a interpretare la complessità senza semplificarla artificialmente.
Main media partner: Adnkronos. Official partner: B2You, Altroconsumo, Spencer & Lewis, Storyfactory. Content partner: Dicto Ai, Sailing Challenge, Volocom. Forum partner: Datapizza, Fma hub, The Fool, Weber Shandwick, Wh Factory. Media partner: Euroborsa, Fasi.eu. L'evento si è svolto in collaborazione con Assolombarda. Le sessioni saranno presto pubblicate su www.comunicazioneitaliana.tv

Categoria: economia
18:11
Ue: Falcone (FI), “rafforzare competitività in agricoltura per filiere d’eccellenza”
(Adnkronos) - Rafforzare la competitività dell’agricoltura europea lungo tutta la filiera, dalla produzione alla commercializzazione, per consolidare la presenza del Made in Europe sui mercati globali. È quanto afferma l’eurodeputato di Forza Italia (Ppe) Marco Falcone, intervenendo al dibattito “L’Europa vista dagli italiani: speranze e incertezze sul Made in Europe”, organizzato da Italiavanti.
“Dobbiamo rafforzare la competitività anche in agricoltura, con una sua filiera che parte dalla terra per arrivare alla trasformazione, alla commercializzazione e alla creazione di un prodotto di eccellenza che possa arrivare sulle tavole del mondo”, sottolinea Falcone. In questo contesto, evidenzia come “le eccellenze del Made in Europe come il vino e il tabacco oggi possono essere esportate nel mondo” e come, “malgrado i dazi, il prodotto agricolo fatto in Europa riesce comunque ad affermarsi nel mondo”.
Secondo l’eurodeputato, l’Europa deve puntare su una strategia industriale capace di valorizzare qualità e filiere produttive, superando approcci ideologici: serve una sostenibilità “non ideologica” ma “pragmatica, che metta al centro il lavoro” e sia declinata sui territori anche in chiave di coesione.
Falcone sottolinea quindi la necessità di un progetto europeo credibile che non penalizzi l’agricoltura, “una delle nostre peculiarità più importanti”, ma che anzi ne rafforzi il ruolo strategico. Da qui l’invito a consolidare l’autorevolezza dell’Unione europea con politiche concrete: “non con un’autocelebrazione sterile, ma con fatti concreti”, per sostenere competitività e sviluppo e permettere alle eccellenze agricole europee di continuare a crescere sui mercati internazionali.

Categoria: economia
17:50
Ue: Tovaglieri (Lega), 'no a tagli Pac, proteggere agricoltori da concorrenza sleale'
(Adnkronos) - L'agricoltura "si difende sostenendola, non solo a parole ma anche a fatti. Per cui, innanzitutto, i tagli della Politica agricola comune non possono essere accettati". Lo dichiara Isabella Tovaglieri, eurodeputata della Lega (PfE), in occasione del dibattito "L'Europa vista dagli italiani: speranze e incertezze sul Made in Europe", organizzato da Italiavanti, progetto editoriale di SocialCom, riflettendo sulle modifiche proposte dalla Commissione europea al prossimo Quadro finanziario pluriennale, il bilancio Ue relativo al settennato 2028-2034.
Per l'europarlamentare leghista occorre sostenere il reddito degli agricoltori "non perché la nostra agricoltura non sia di qualità o non sia sufficientemente competitiva, ma perché è costretta costretta a confrontarsi in uno scenario dove molto spesso la concorrenza sleale è all'ordine del giorno, e ahimè talvolta avallata anche da politiche comunitarie sbagliate". Il suo riferimento è al sistema di preferenze generalizzate, quadro appena revisionato dall'Eurocamera, per cui l'Ue azzera o abbassa significativamente i dazi su una serie di nazioni emergenti per favorirne la crescita.
Il gruppo dei Patrioti all'Eurocamera "ha votato contro a questo dossier, che di fatto apre ancora una volta ad importazioni scorrette del riso straniero senza delle clausole di salvaguardia sufficientemente tutelanti, e che quindi compromettono ancora una volta i nostri risicoltori", sottolinea Tovaglieri. Altro esempio che porta è l'accordo tra Ue e Mercosur "che ancora una volta boicotta la nostra agricoltura. Quindi serve una politica comunitaria coerente, non perché gli agricoltori debbano avere una corsia preferenziale rispetto ad altri settori, ma perché se riteniamo che politicamente l'agricoltura è un valore deve essere sostenuta con coerenza a parole e a fatti".

Categoria: economia
17:24
Baci® Gelato, il nuovo universo di gusto firmato Froneri
(Adnkronos) - Dal gusto di Baci® nasce Baci Gelato, la novità firmata Froneri. Dal bisogno dei consumatori di gelato di vivere un’esperienza intensa e ricercata di cioccolato, nasce la visione strategica di portare nella categoria l’esperienza unica della famosa pralina Baci®, riconosciuta per qualità, cura e valore emozionale. Alla base di Baci ®Gelato si ritrovano i tre elementi che da sempre definiscono l’identità del brand: ingredienti iconici, ricchezza di consistenze e il messaggio segreto.
Gli ingredienti iconici - gianduia, nocciola e cacao - si combinano in un equilibrio preciso, dando vita a un gusto intenso e riconoscibile, capace di evocare immediatamente l’universo Baci®. La molteplicità di consistenze amplifica il piacere ad ogni assaggio: la rotondità del gianduia incontra la croccantezza delle nocciole, per un’esperienza ricca e appagante. Anche in Baci ®Gelato è immancabile il messaggio segreto: un segno distintivo ed emotivo del brand che trasforma il momento di consumo in un gesto personale, intimo e memorabile. La linea Baci ®Gelato, che dà vita a un’esperienza multisensoriale completa, è declinata nei tre formati di gelato più amati dai consumatori: stecco, cono e pot.
L’ingresso di Baci ®Gelato nel portfolio Froneri rappresenta un passaggio chiave per il gruppo, rafforzando la presenza nel segmento dei gelati confezionati con un marchio capace di unire riconoscibilità, valore e desiderabilità. Un progetto che parla ai consumatori storici di Baci®, ma che allo stesso tempo intercetta anche un pubblico nuovo, alla ricerca di esperienze di gusto distintive, premium e ad alto contenuto emozionale. Tutta la gamma Baci® Gelato è certificata Rainforest Alliance, a conferma dell’impegno verso una filiera responsabile, attenta alla tutela dell’ambiente e alla promozione di pratiche agricole sostenibili.

Categoria: cronaca








































