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15:47

Sanremo 'blindato', droni dall'alto e Polfer e Postale contro sabotaggi e attacchi hacker

(Adnkronos) - "Il festival di Sanremo è un evento importante non solo televisivo, è un appuntamento che ormai ha assunto un impatto enorme sul territorio, che incide anche sulla mobilità, sull'economia e sulla sicurezza. E' un evento che, sotto il profilo della sicurezza, si prepara già con largo anticipo". A raccontare all'Adnkronos il massiccio dispositivo di sicurezza messo in campo in previsione del festival di Sanremo al via tra meno di due settimane, è il Questore di Imperia Andrea Lo Iacono.  

"E' da qualche mese, ormai - spiega - che abbiamo iniziato delle riunioni sia in sede di comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Antonio Giaccari, sia in sede di tavolo tecnico del Questore con tutte le forze dell'ordine coinvolte. Il dipartimento della pubblica sicurezza ha assicurato i rinforzi anche da altre regioni, perché evidentemente si tratta di un evento così rilevante che non può essere gestito con le sole forze presenti in provincia. Non solo la questura e i commissariati, ma anche tutte le specialità della Polizia di Stato, le altre forze dell'ordine, i Carabinieri, la Guardia di finanza, la Polizia penitenziaria, la Polizia provinciale e le Polizie locali, la Capitaneria di porto e i Vigili del fuoco: l'impegno è veramente corale. In campo i reparti inquadrati, quindi il Reparto mobile della Polizia di Stato, il battaglione dei Carabinieri, i reparti specializzati della Guardia di finanza e poi le specialità della Polizia di Stato a cominciare dalle Uopi, le unità cinofile e gli artificieri. La Polizia stradale, che opererà un pattugliamento costante sul territorio nelle 24 ore e sarà presente anche nel 'villaggio della legalità' riservato ai più giovani e agli studenti anche per fornire informazioni utili alla cittadinanza su argomenti di vario interesse". 

Dalle manifestazioni pro Pal ai sabotaggi alle ferrovie in occasione delle olimpiadi di Milano-Cortina, la situazione in Italia è calda. E il palcoscenico di Sanremo rischia di diventare una cassa di risonanza per antagonisti e anarchici. "E' ovvio che il contesto storico che stiamo vivendo è un contesto molto delicato - spiega ancora Lo Iacono - Ci sono tensioni internazionali, ma di recente anche nazionali, come abbiamo visto, con proteste e manifestazioni. Stiamo prevedendo ogni possibile scenario, abbiamo anche individuato alcune aree nel nella città di Sanremo dove eventualmente dirottare delle manifestazioni estemporanee. Tuttavia io ho sempre inteso consentire a tutti di manifestare, nel rispetto però della sicurezza delle persone e anche con la finalità di garantire il regolare svolgimento di tutti gli eventi che sono previsti in occasione del festival. Quest'anno avremo ben 12 scenari organizzati da Rai pubblicità, quindi l'impegno delle forze dell'ordine è veramente importante".  

Un ruolo fondamentale lo gioca la Polfer, alla luce anche dei più recenti obiettivi degli antagonisti. "L'attività operativa della Polizia ferroviaria consentirà di controllare le stazioni ferroviarie del territorio. Non dimentichiamoci che Imperia è una provincia di confine, quindi anche la Polizia di frontiera e il Centro di Cooperazione di Polizia e delle Dogane svolgeranno un ruolo fondamentale per monitorare gli ingressi in provincia durante il periodo del festival e quindi l'eventuale presenza di persone che in qualche modo possono essere di interesse per l'attività operativa di polizia".  

Fondamentale anche l'attenzione agli attacchi hacker. "La Polizia postale, presente anche con uno stand destinato alle attività di informazione, avrà una postazione dedicata proprio per contrastare gli attacchi cibernetici - anticipa il Questore Lo Iacono - E' previsto anche l'utilizzo dei droni della Polizia e anche un divieto di sorvolo su tutta l'area interessata alla kermesse. I droni avranno una funzione di controllo indispensabile e tutte le immagini saranno poi tutte convogliate in una sala operativa dedicata che allestiremo presso il commissariato di pubblica sicurezza. In questa sala operativa saranno presenti tutte le componenti dell'apparato di sicurezza, forze dell'ordine, polizie locali, 118, Capitaneria di porto, Protezione civile: insomma tutti gli attori della sicurezza". 

Una attività avviata ben prima che il sipario si apra, con uomini già operativi per preparare al meglio la sicurezza di una città che per una settimana sarà sotto i riflettori del Paese intero. "L'augurio che faccio, e che indirettamente è anche per me - conclude il Questore di Imperia - è che il festival si svolga nel migliore dei modi e che tutti possano fruire di questo evento di caratura internazionale. Sono certo che le forze dell'ordine e tutti gli attori istituzionali faranno il massimo per assicurare tranquillità e sicurezza durante tutta la manifestazione". (di Silvia Mancinelli) 

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Categoria: cronaca

15:46

Mondo di mezzo, D'Ausilio: "Assolto dopo 12 anni di gogna, mi hanno lasciato solo"

(Adnkronos) - Anni complicatissimi, anni di vuoto. Francesco D’Ausilio, ex capogruppo Pd in Campidoglio, assolto oggi, giovedì 12 febbraio, dalla prima sezione del Tribunale di Roma in uno dei filoni dell’inchiesta 'Mondo di Mezzo', racconta così all’Adnkronos i 12 anni trascorsi dall’inchiesta fino alla sentenza.  

"Sono stati anni complicatissimi sul piano personale per via della gogna che si era generata. Anni di vuoto. Purtroppo, come spesso succede in questi casi e come è accaduto anche a me e, lo dico con rammarico, si è lasciati soli - dice D’Ausilio - spariscono tutti e si genera appunto un processo preventivo che prescinde da qualsiasi presunzione di innocenza anche rispetto a persone con le quali hai avuto rapporti fino a qualche giorno prima. Della mia vecchia storia politica mi sono rimasti accanto in pochi ma per fortuna ho avuto la stima, la solidarietà e l'amicizia di tantissime nuove persone”. 

“In generale c'è stata una presa di distanza molto netta, molto brutta sotto il profilo umano - racconta ancora D’Ausilio - Mi sono rimasti dei rapporti personali con chi era in consiglio comunale con me, e che ora svolge altre funzioni”. Da allora “non sono più iscritto al Partito Democratico. Quello resta il partito che io ho contribuito a co-fondare su Roma. Ho ricoperto tanti incarichi anche prima del della mia esperienza amministrativa, quindi è un partito a cui rimango in qualche modo affezionato”.  

D’Ausilio quando è iniziata questa vicenda aveva 40 anni. “Ero consigliere in Campidoglio dopo tanta gavetta e mia figlia aveva un anno. Oggi che è arrivata la sentenza di primo grado ha 13 anni. Un dato impressionante - sottolinea - Ovviamente abbiamo provato a tutelarla in tutti i modi e mia moglie è stata un gigante in questo senso. L'abbiamo voluta proteggere e ci sarà modo e tempo di raccontarle bene, più a fondo, il senso di questo passaggio difficile”. 

Anni trascorsi in attesa della conclusione del processo. “Io ho fatto una scelta, quella di non commentare mai, non rilasciare interviste e sin da subito mi sono dimesso autonomamente. E quando il processo è iniziato - chiarisce D’Ausilio - mi sono difeso non dal processo ma nel processo. I miei legali hanno portato avanti le mie ragioni in aula. Io credo che già dalla fase delle indagini ci fossero tutti gli elementi per scagionarmi dalle accuse che mi erano mosse ma sono stato rinviato a giudizio e ho dovuto sopportare i tempi di un processo di primo grado molto lento. Ci sono stati momenti di scoramento, ma non ho mai pensato di prendere né posizioni pubbliche né di assumere iniziative e oggi i fatti mi danno ragione” 

Oggi “è una giornata di grande gioia, sono concentrato su questo. La vera priorità, e non voglio entrare su altri temi, è la durata del processo, che non deve essere irragionevole. Questa dovrebbe essere la priorità”. D’Ausilio ora è sono uno studioso di storia dell'alimentazione. “Insegno nelle università italiane ed estere, ho un rapporto diretto con i ragazzi, una cosa a cui tenevo anche quando facevo attività politica. Una bella soddisfazione”. (di Assunta Cassiano) 

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Categoria: cronaca

15:43

Lavoro, esperti: "Impegno per aumento richiesta di benessere psicofisico"

(Adnkronos) - Nel mondo del lavoro è in atto una trasformazione culturale profonda. Sempre più persone non cercano soltanto una retribuzione adeguata, ma chiedono che l'ambiente lavorativo contribuisca al loro benessere complessivo, fisico e mentale. E' il tema dell'episodio 'Benessere e lavoro: un obiettivo per il sistema Paese' del vodcast 'Ssn - Salute, sostenibilità e nuove frontiere', realizzato da Adnkronos in collaborazione con AbbVie e disponibile da oggi sui canali YouTube, Spotify e nella sezione Podcast di adnkronos.com. Ospiti dell'episodio sono l'onorevole Ilenia Malavasi, membro della Commissione Sanità della Camera dei deputati, ed Emanuela Vacca Maggiolini, Hr Director di AbbVie Italia. A introdurre il dibattito sono alcuni dati significativi. Secondo il Censis, per 6 lavoratori su 10 la salute psicofisica rappresenta un valore fondamentale, mentre per 9 su 10 il benessere psicologico è considerato prioritario. Tuttavia, solo il 30% delle aziende dispone di programmi strutturati di welfare. Un gap che, secondo diverse stime, rappresenta anche un mancato investimento economico: ogni euro speso per il benessere mentale dei lavoratori può generare fino a 4 euro di ritorno, grazie alla riduzione di assenze e criticità organizzative.  

Dal punto di vista legislativo, negli ultimi anni si è registrata una crescente attenzione verso il rapporto tra lavoro e qualità della vita. "In questi anni abbiamo molto riflettuto anche su quello che i giovani chiedono al mondo del lavoro - spiega Malavasi - Fare scelte legislative per orientare il mercato del lavoro significa capire quello che oggi i cittadini chiedono alle istituzioni". Secondo l'onorevole, la pandemia ha accelerato un cambiamento di prospettiva. "I giovani, ma anche medici e infermieri - sottolinea - hanno messo al centro del loro benessere non tanto la retribuzione, che resta importante, ma il tempo, di cui il lavoro è una parte, ma non è più la parte determinante del progetto di vita". 

Tra le iniziative legislative più recenti, la parlamentare ha ricordato l'approvazione di una legge a sostegno dei lavoratori affetti da patologie oncologiche, croniche o rare. "Abbiamo aumentato fino a 24 mesi il tempo non retribuito che l'azienda deve concedere in presenza di percorsi di cura invasivi - evidenzia - e abbiamo integrato 10 ore aggiuntive retribuite per esami e controlli". La normativa promuove inoltre maggiore flessibilità lavorativa, favorendo 'smart working' e sedi operative più vicine al luogo di residenza. Un impegno che si estende anche ai congedi parentali. "Stiamo lavorando per rendere più paritari i congedi e garantire le stesse opportunità a uomini e donne, consentendo di seguire la nascita e la crescita dei figli", aggiunge Malavasi, collegando il tema anche alla crisi della natalità. Particolare attenzione è rivolta anche alla figura del caregiver familiare. "Oggi in Italia i caregiver sono circa 7 milioni - ricorda - Spesso sono donne in età lavorativa che rinunciano al lavoro in assenza di diritti e tutele, alimentando fragilità economiche e sociali". Tra le priorità emergenti c'è il potenziamento dei servizi di salute mentale. "Abbiamo visto crescere enormemente la richiesta di sostegno psicologico - rimarca la parlamentare - I bonus sono stati una scelta importante, ma non sufficiente ad affrontare un bisogno crescente nelle nostre comunità".  

Il nuovo Piano nazionale per la salute mentale 2025-2030 - si ricorda nel corso del vodcast - punta a rafforzare i Dipartimenti di Salute mentale, oggi caratterizzati da una carenza stimata di circa 15mila operatori. Tuttavia, Malavasi evidenzia alcune criticità: "Il piano prevede uno psichiatra ogni 10mila abitanti, ma non prevede la figura dello psicologo di base, che invece riteniamo fondamentale". Secondo l'onorevole, l'introduzione dello psicologo di base nelle Case di comunità permetterebbe un accesso diretto ai servizi e contribuirebbe a ridurre lo stigma, aiutando a normalizzare "il bisogno di supporto psicologico perché - osserva - può capitare a tutti di vivere momenti di fragilità". 

Parallelamente all'impegno istituzionale, anche le aziende stanno ripensando il proprio approccio al benessere dei dipendenti. "La nostra missione è generare un impatto positivo sulla vita delle persone e questo non può prescindere dall'occuparci dei nostri dipendenti - dichiara Vacca Maggiolini - AbbVie Italia, che conta circa 2mila dipendenti, è stata riconosciuta come azienda attenta alla qualità dell'ambiente di lavoro. Abbiamo superato l'idea di singole iniziative spot e affrontato il benessere in maniera strutturata e integrata". L'invito è di andare oltre alla visione "ormai superata" della produttività. "Per molto tempo si è pensato che la produttività fosse direttamente collegata alle ore lavorate. In realtà la vita è una e la soddisfazione lavorativa e personale si influenzano reciprocamente. Da qui - continua - nasce il concetto di benessere integrato, che comprende salute fisica, mentale e cultura inclusiva. Le organizzazioni oggi parlano di well-being a 360 gradi e della necessità di creare ambienti in cui le persone possano vivere una vita integrata e non spezzettata". 

Sono numerosi i programmi sviluppati dalla farmaceutica dedicati alla salute dei dipendenti, tra cui "check-up gratuiti, consulenze nutrizionali, fisioterapia, attività sportive e percorsi di prevenzione. Il programma 'Prevenzione salute sport' - precisa Vacca Maggiolini - promuove la cultura della prevenzione e consente ai dipendenti di anticipare potenziali malattie". Tra le proposte più innovative spicca 'AbbVie Vitality' per invitare i lavoratori a "trovate il tempo per prendersi cura di se stessi". Sul tema, Malavasi ribadisce l'importanza di "spiegare ai cittadini che bisogna imparare a volersi bene, perché la vita è preziosa e la felicità passa anche dal benessere psicofisico". Questo e gli altri episodi del vodcast che racconta come cambia il sistema salute attraverso la voce dei protagonisti sono disponibili sui canali YouTube, Spotify, oltre che nella sezione Podcast di adnkronos.com.  

YouTube: https://youtu.be/pxHcLM8QODk?si=zYhE4JHz6UN5z8fq  

Spotify: https://open.spotify.com/episode/3S3o6uzTJkts2A2mltwIfs?si=uIaiaq85QsWQCZujXNM7Mw  

Podcast Adnkronos: https://podcast.adnkronos.com/podcast/benessere-e-lavoro-un-obiettivo-per-il-sistema-paese/  

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Categoria: salute

15:25

Proposta di matrimonio alle Olimpiadi, Johnson dice sì

(Adnkronos) - Proposta di matrimonio alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Breezy Johnson, fuoriclasse statunitense dello sci e medaglia d'oro in discesa libera ai Giochi, ha detto sì al compagno Connor Watkins. Il promesso sposo ha preso l'iniziativa prima del super-g disputato oggi e vinto dall'azzurra Federica Brignone. 

 

 

Johnson ha detto sì e ha mostrato l'anello che certifica il fidanzamento ufficiale. 

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Categoria: milano-cortina-2026

15:04

Casapound, processo a Bari: 12 condanne per violazione legge Scelba

(Adnkronos) - Sono dodici le condanne e cinque le assoluzioni, emesse oggi 12 febbraio dal Tribunale di Bari, sezione penale, al termine del processo a carico di 17 esponenti di Casapound, imputati per l'aggressione ai danni di alcuni manifestanti di sinistra avvenuta al quartiere Libertà nel capoluogo pugliese il 21 settembre del 2018 convocata per una contestazione alle politiche di immigrazione del ministro dell'Interno dell'epoca Matteo Salvini. Cinque imputati sono stati condannati a 1 anno e 6 mesi di reclusione per violazione della Legge Scelba e sette a due anni e sei mesi per violazione della legge Scelba e lesioni.  

Dodici imputati, riconosciuti responsabili di violazione della legge Scelba del 1952 che vieta la ricostituzione del partito fascista e la manifestazione del disciolto partito fascista, sono stati privati dei diritti politici per cinque anni. Presenti in aula Eleonora Forenza, europarlamentare di sinistra, una delle vittime dell'aggressione, e Maurizio Acerbo segretario nazionale di Rifondazione comunista che si sono costituiti, tra gli altri, parti civili insieme all'Anpi, alla Regione Puglia e al Comune di Bari.  

Le opposizioni chiedono che il ministro Matteo Piantedosi riferisca in aula dopo la sentenza. "Non ci sono più dubbi, Casapound è una organizzazione neofascista che occupa una stabile illegalmente a Roma. Chiediamo a Piantedosi: perchè non sgombera Casapound?", dice Angelo Bonelli in aula alla Camera. "E perchè questa organizzazione neofascista, come ha dichiarato il tribunale di Bari, non è stata sciolta? Chiediamo al governo, che ha costruito una campagna contro Avs sebbene noi abbiamo sempre condannato violenze, da che parte si schiera: con i fascisti che pestano o con la Costituzione? No ambiguità". 

Si unisce Roberto Morassut del Pd: "Dopo questa sentenza Casapound è anche formalmente una organizzazione neofascista. Per noi e per la Costituzione è un crimine. E la scorsa settimana, onorando la Costituzione, abbiamo impedito a Casapound di tenere una conferenza stampa alla Camera. Oggi si onori la legge e la sentenza di Bari: si sciolga Casapound". 

Infine Alfonso Colucci dei 5 Stelle: "La Costituzione italiana è antifascista e vieta la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del partito fascista. Questo è un limite invalicabile. Noi pretendiamo l'immediato scioglimento di Casapound e l'immediato sgombero dello stabile occupato a Roma. Cosa aspetta Piantedosi, cosa aspetta il governo Meloni? Il ministro dell'Interno venga urgentemente a riferire". 

 

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Categoria: cronaca

14:54

Butta 20 lingotti d'oro del valore di 120 mila euro nel cassonetto dei rifiuti: il lieto fine

(Adnkronos) - Per distrazione un uomo di Torre Lapillo, località marina vicino Porto Cesareo, in provincia di Lecce, aveva gettato 20 lingotti d'oro in un cestino pubblico di rifiuti, ma, grazie all'intervento dei carabinieri di Lecce, sono stati recuperati e restituiti al proprietario.  

Il cittadino distratto nei giorni scorsi si è presentato nella Stazione dell'Arma di Porto Cesareo dove ha denunciato lo smarrimento di un cofanetto contenente l’oro, per un valore complessivo di circa 120.000 euro. A seguito della denuncia, i militari hanno avviato gli accertamenti, ricostruendo gli spostamenti effettuati dall'uomo e l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona.  

Dall’esame dei filmati è emerso che il cofanetto era stato conferito, per errore, insieme ai rifiuti domestici all’interno di un cestino pubblico in località Torre Lapillo. Grazie a ulteriori riscontri è stato ricostruito il successivo conferimento del materiale nell’impianto di smaltimento. Successivamente, con la collaborazione del personale dell'impianto, i militari hanno avviato una ricerca all’interno dell’area di conferimento dei rifiuti. Dopo diverse ore di setacciamento, i carabinieri sono riusciti a ritrovare il cofanetto che, sebbene danneggiato, conteneva ancora tutti i lingotti. L'Arma ha anche effettuato verifiche sulla provenienza e la titolarità del bene. Infine i lingotti sono stati restituiti. 

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Categoria: cronaca

14:51

Short track da sogno alle Olimpiadi, ma è polemica. Sighel: "Fontana? E chi la conosce"

(Adnkronos) - Gli italiani dello short track, freschi di oro nella staffetta mista alle Olimpiadi di Milano Cortina, questa sera tornano a gareggiare alla Milano Ice Skating Arena, lì dove appena due giorni fa è riuscita l'impresa. Non è tutto oro però quel che luccica e dietro l'immagine patinata della squadra di campioni sul podio (da Arianna Fontana a Pietro Sighel) ribollono tensioni e rivalità mai sopite.  

"Arianna Fontana, ma chi la conosce? Di sicuro con lei non siamo una squadra, a parte i due minuti e mezzo in pista", dice in un'intervista a 'Repubblica' Pietro Sighel. Parole che fanno rumore, ma non stupiscono più di tanto. La 'freccia bionda', che con 12 medaglie olimpiche al collo è a un passo dall'eguagliare il primato italiano di Edoardo Mangiarotti, da anni è in rotta con il resto del gruppo. Trasferitasi da tempo negli Stati Uniti insieme al marito-allenatore Anthony Lobello, quattro anni fa accusò due compagni di squadra (poi assolti dal Tribunale della Fisg) di aver tentato di farla cadere in allenamento. "Una storia che è finita come doveva finire, anzi che non doveva nemmeno cominciare: i due ragazzi sono stati assolti per non avere commesso il fatto", puntualizza nell'intervista concessa a 'Repubblica' Sighel. 

Nemmeno lui, bronzo a Pechino nei 5000 metri, mette tutti d'accordo. Qualcuno, soprattutto all'estero, non ha apprezzato il suo arrivo di schiena sul traguardo della staffetta mista e lo ha accusato di arroganza. "E' stato un omaggio al pubblico italiano e alla nostra vittoria di squadra, non volevo assolutamente sbeffeggiare gli avversari", aveva chiarito Sighel subito dopo la premiazione. Chissà se qualcuno lo imiterà questa sera. L'appuntamento con il pattinaggio di velocità in pista corta è a partire dalle 20.15. Si inizia con i quarti della gara femminile sui 500 metri, che vedono qualificate due azzurre: Arianna Fontana, nella prima batteria; e Chiara Betti, nell'ultima. Subito a seguire i quarti dei 1000 metri maschili. In gara tutti e tre gli azzurri che martedì hanno vinto la staffetta: Thomas Nadalini, Pietro Sighel e Luca Spechenhauser. La serata prosegue con semifinali e finali. 

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Categoria: milano-cortina-2026/protagonisti

14:31

Capelli e allarme extension, possono contenere sostanze pericolose: lo studio

(Adnkronos) - Un 'veleno per capello' nelle chiome afro allungate e infoltite a colpi di extension. In uno studio definito "l'analisi più completa" condotta finora sulla materia, i ricercatori del Silent Spring Institute americano hanno identificato "decine di sostanze chimiche pericolose nelle extension per capelli, sia artificiali che naturali", fornendo "la prova più solida dei potenziali rischi per la salute associati a questi prodotti di bellezza".  

Gli autori del lavoro - pubblicato sulla rivista 'Environment & Health' dell'American Chemical Society, e finanziato da un Beauty Justice Grant dell'Environmental Defense Fund e da donazioni benefiche al Silent Spring Institute - hanno trovato nei materiali usati per treccine e protesi capillari "sostanze associate a cancro, alterazioni ormonali, problemi di sviluppo ed effetti sul sistema immunitario", tra cui "ritardanti di fiamma, ftalati, pesticidi, stirene, tetracloroetano e composti organostannici". 

Risultati particolarmente allarmanti per gli Usa, perché mentre in Ue queste sostanze chimiche sono regolamentate, oltreoceano in gran parte non lo sono ancora. Un pericolo soprattutto per le donne nere, se si pensa che oltre il 70% dichiara di avere indossato extension per capelli almeno una volta nell'ultimo anno, contro meno del 10% in altri gruppi etnici, riferiscono gli scienziati descrivendo un business che - secondo le previsioni - supererà i 14 miliardi di dollari entro il 2028, con gli Stati Uniti leader nelle importazioni globali.  

"Sebbene studi precedenti abbiano rilevato la presenza di alcune sostanze chimiche preoccupanti nelle extension per capelli, c'è ancora molto che non sappiamo sulla loro composizione chimica complessiva. Volevamo avere un quadro più chiaro dell'entità del problema", spiega Elissia Franklin, autrice principale dello studio. 

 

Le extension per capelli possono essere realizzate con fibre sintetiche o materiali di origine biologica, inclusi capelli umani, e sono spesso trattate con sostanze chimiche per renderle ignifughe, impermeabili o antimicrobiche, illustrano i ricercatori. "Tuttavia - afferma Franklin - le aziende raramente rivelano i composti utilizzati per ottenere queste proprietà, lasciando i consumatori all'oscuro sui rischi per la salute derivanti dall'uso prolungato" di questi prodotti. 

Le fibre che li compongono si depositano direttamente sul cuoio capelluto e sul collo, e una volta riscaldate e modellate possono rilasciare nell'aria sostanze chimiche che chi indossa le extension può respirare. Per la scienziata "questa è un'industria che ha a lungo trascurato la salute delle donne nere": ma chi usa questo tipo di extension, obietta Franklin, "non dovrebbe dover scegliere tra espressione culturale o praticità" da un lato, "e la salute" dall'altro. 

 

Franklin ha acquistato 43 prodotti per extension molto popolari online e nei negozi specializzati. Li ha classificati in base al tipo di fibra - sintetica (principalmente polimeri plastici) o di origine biologica (fibra umana, di banana o di seta), quindi li ha codificati per proprietà dichiarate: 19 dei campioni sintetici erano indicati come ignifughi, 3 resistenti all'acqua, 9 resistenti al calore e 3 riportavano 'etichette green' tipo "senza Pvc" o "non tossico". Con metodiche di analisi ad ampio spettro, il team ha rilevato oltre 900 'firme chimiche', catturando sostanze sia note sia sconosciute. Un software di apprendimento automatico è stato poi impiegato per abbinare queste firme a una libreria chimica, identificando infine 169 composti appartenenti a 9 classi strutturali principali. Fra questi, l'esame ha individuato "decine di sostanze pericolose". 

Tutti i campioni tranne 2 contenevano composti chimici pericolosi; 48 sostanze figuravano nelle principali liste di rischio, di cui 12 elencate ai sensi della 'Proposition 65' della California per essere causa di cancro, difetti congeniti o danni riproduttivi; 4 ritardanti di fiamma sono stati trovati in campioni sia sintetici che biologici; 17 composti chimici correlati al cancro al seno sono stati individuati in 36 campioni, incluse sostanze note per alterare gli ormoni con modalità che aumentano il rischio; quasi il 10% dei campioni conteneva organostannici tossici, alcuni in concentrazioni superiori ai livelli sanitari stabiliti nell'Unione europea, dove questi composti chimici sono regolamentati. "Siamo rimasti particolarmente sorpresi nel trovare organostannici", commenta Franklin. "Queste sostanze - precisa - sono comunemente usate come stabilizzanti termici nel Pvc e sono state associate a irritazioni cutanee, un disturbo comune fra gli utilizzatori di extension per capelli". Ma gli organostannici sono stati anche collegati a tumori e squilibri ormonali. Considerati i numeri e le previsioni del mercato globale delle extension, "questi risultati chiariscono l'urgenza di una maggiore supervisione per proteggere i consumatori e indurre le aziende a investire nella fabbricazione di prodotti più sicuri", chiede la ricercatrice. 

I segnali di una possibile svolta normativa non mancano, riportano gli autori del lavoro. Lo Stato di New York ha recentemente introdotto una legge che obbligherebbe i produttori di trecce ed extension sintetiche a elencare tutti gli ingredienti usati. Anche nel New Jersey sta procedendo nel suo iter un disegno di legge che vieterebbe le sostanze chimiche nocive nei prodotti sintetici per capelli. E a livello federale, il Safer Beauty Bill Package presentato al Congresso l'anno scorso include una legge che incaricherebbe la Food and Drug Administration di regolamentare la sicurezza di treccine ed extension sintetiche. 

 

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Categoria: cronaca

14:19

Milano Cortina, Zelensky contro il Cio: "Squalifica Heraskevych favore a Russia"

(Adnkronos) - “Il coraggio conta più delle medaglie”. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky critica il Cio dopo la squalifica di Vladislav Heraskevych, l’atleta escluso dalla gara di skeleton alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 per la mancata rinuncia al casco caratterizzato dalle foto di atleti uccisi in guerra dalla Russia. 

“Lo sport non significa indifferenza e il movimento olimpico dovrebbe contribuire a fermare le guerre, non assecondare l'aggressore. Purtroppo, la decisione del Comitato Olimpico Internazionale di squalificare lo Vladyslav Heorhiyevych parla di altro. Questo non è certo in linea con i principi dell'olimpismo, che si basano sulla giustizia e sul sostegno alla pace”, dice Zelensky in un lungo post su Telegram. 

“Ringrazio il nostro atleta per la sua chiara posizione. Il suo casco con i ritratti degli atleti ucraini morti è un segno di rispetto e memoria. È un promemoria per tutto il mondo di cosa sia l'aggressione russa e del prezzo da pagare per la lotta per l'indipendenza. E questo non è una violazione di alcuna regola” 

“È la Russia che viola costantemente i principi olimpici e usa i Giochi Olimpici per scopi bellici. Nel 2008, la guerra contro la Georgia; nel 2014, l'occupazione della Crimea; nel 2022, l'invasione su larga scala dell'Ucraina. E ora, nel 2026, nonostante i numerosi appelli a cessare il fuoco durante i Giochi Olimpici invernali, c'è totale disprezzo da parte della Russia e un aumento degli attacchi con missili e droni contro la nostra energia e la nostra gente”, prosegue. 

“660 atleti e allenatori ucraini sono stati uccisi dalla Russia durante la guerra su vasta scala. Centinaia dei nostri atleti non potranno mai più partecipare né ai Giochi Olimpici né a qualsiasi altra competizione internazionale. Eppure, 13 russi sono attualmente in Italia e partecipano ai Giochi Olimpici. Lo fanno sotto bandiere "neutre", ma nella vita sostengono pubblicamente l'aggressione russa contro l'Ucraina e l'occupazione dei nostri territori. E sono loro che meritano la squalifica”, dice prima di concludere: “Siamo orgogliosi di Vladyslav e del suo gesto. Avere il coraggio è più importante che avere medaglie”. 

 

Usa la parola "vergogna" il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybihasul caso Vladyslav Heraskevy. "Il Cio non ha squalificato l'atleta ucraino, ma la sua stessa reputazione. Le generazioni future ricorderanno questo come un momento di vergogna", afferma in un lungo post su X, precisando che l'atleta "voleva solo ricordare i compagni di squadra uccisi in guerra" e ricordando i "650 atleti e allenatori ucraini uccisi dalla Russia". 

"Non c'è nulla di sbagliato in questo secondo nessuna regola o morale", incalza, accusando il Cio di "intimidire, mancare di rispetto e persino dare lezioni al nostro atleta e ad altri ucraini su come dovrebbero restare in silenzio su 'uno dei 130 conflitto nel mondo'". Nel post non mancano accuse sulla Russia, a "un Paese" che "ha ucciso 650 atleti e allenatori ucraini e danneggiato 800 impianti sportivi in Ucraina". "Sono questi i russi che vanno squalificati, non il ricordo delle loro vittime", prosegue. "Siamo orgogliosi di avere Vladyslav", conclude, con un ringraziamento all'atleta per "principi e coraggio".  

 

 

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Categoria: milano-cortina-2026

14:17

Enrica Bonaccorti oggi a La volta buona, la lotta contro il tumore al pancreas

(Adnkronos) - Enrica Bonaccorti sarà ospite oggi, giovedì 12 febbraio, a La volta buona, come annuncia Caterina Balivo in apertura di puntata nel programma in onda su Raiuno. La conduttrice, 76 anni, sta affrontando un periodo particolarmente delicato dovuto alla sua battaglia contro il tumore al pancreas, diagnosticato lo scorso settembre. 

Lo scorso settembre Bonaccorti aveva rivelato sui social di essere malata. Con un post su Instagram, la conduttrice aveva rivelato la diagnosi di tumore facendo riferimento nel messaggio anche a Eleonora Giorgi, morta a marzo all'età di 71 anni per un cancro al pancreas. "E' da tanto che non ci sentiamo e non ci vediamo, né qui né in televisione", aveva scritto la 75 anni, nel messaggio abbinato alla foto che la ritrae su una sedia a rotella, spinta dalla figlia Verdiana. 

"Sono 4 mesi che mi sono nascosta anche con gli amici più cari, senza rispondere, senza richiamare, come se il mio non esserci facesse scomparire quel che invece c'è… mi scuso con tutti, fino a oggi mi sono bloccata nell'assenza, ma l'avevo sempre detto: se mi succedesse la stessa cosa di Eleonora, non sarei mai capace di affrontarla come lei", aveva aggiunto. "E infatti non so cosa dire, tranne che è successa. Ma siamo all’inizio, e ora che sono riuscita a dirvelo, mi sento già più forte. Non farò più lo struzzo, ora ho voglia di volare di nuovo insieme a voi", concludeva il messaggio. 

A Verissimo, Enrica Bonaccorti aveva spiegato che il tumore al pancreas non si è ancora ridotto. "Sto bene ma faccio fatica al momento", aveva esordito la 76enne ospite nel salotto di Silvia Toffanin il 25 gennaio. "Speravo che andasse meglio, ho ripreso a fare la chemio perché non era cambiato molto. Ci sono giorni in cui va bene e giorni in cui va molto male, ma devo andare avanti così", aveva spiegato Bonaccorti.  

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Categoria: spettacoli

14:15

Dalla famiglia reale 12 milioni di sterline ad Andrea per zittire Giuffre: "Soldi mai restituiti"

(Adnkronos) - Andrew Mountbatten-Windsor ricevette in prestito 12 milioni di sterline (quasi 14 milioni di euro) dai suoi genitori e dal fratello Charles per risarcire Virginia Giuffre che lo accusava di violenza sessuale, e non ha ancora restituito nulla. La regina Elisabetta sborsò 7 milioni di sterline (circa 8 milioni di euro) per l'accordo del 2022, mentre altri 3 milioni di sterline (3,5 milioni di euro) provenivano dal patrimonio del principe Filippo, un anno dopo la sua morte. L'allora principe Carlo pagò circa 1,5 milioni di sterline (poco più di 1,700 milioni di euro) con l'aiuto anche di altri membri della famiglia reale, per fermare il caso di abusi sessuali della Giuffre. Una fonte ha dichiarato al Sun: "Andrew non ha restituito un centesimo". 

Il piano dell'allora duca di York di vendere uno chalet in Svizzera per ripagare la famiglia fallì dopo che non ricavò quasi nulla dalla vendita. Andrew avrebbe utilizzato i proventi derivanti dalla cessione della proprietà da 19 milioni di sterline (22 milioni di euro) per restituire le somme prestate e che aveva utilizzato per mettere a tacere Virginia. Sembra tuttavia che Andrea abbia guadagnato poco o niente, poiché lo chalet, situato nell'elegante località turistica svizzera di Verbier, era gravato da un pesante debito ipotecario.  

"Per quanto ne sappiamo, non ha ancora restituito un solo centesimo dei milioni presi in prestito - ha detto la fonte al tabloid - Il denaro della famiglia reale le ha comprato il silenzio, ma ha negato a Virginia la possibilità di contestare apertamente in tribunale la sua versione dei fatti". I Windsor accettarono di finanziare l'accordo, convinti che ciò avrebbe contribuito a porre fine allo scandalo in vista del Giubileo di Platino del febbraio 2022. "Andrew ha mentito alla sua stessa famiglia sulla portata della relazione con Jeffrey Epstein - ha aggiunto la fonte - Hanno finanziato il pagamento alla sua accusatrice Virginia Giuffre. Hanno creduto alle sue bugie e lo hanno aiutato a cercare di risolvere il problema. Sua madre, la defunta regina, rimase addolorata per lo scandalo. Ma non poteva sopportare di bandire Andrea, che era ancora il suo amato figlio".  

"Sapeva che il problema sarebbe stato successivamente affrontato dal fratello Charles, una volta che lei se ne fosse andata, e questo non fece altro che rinviare lo scandalo - prosegue la fonte - La gente rimarrà scioccata nello scoprire che così tanto denaro proviene dal patrimonio di suo padre, il principe Filippo, morto un anno prima. Il duca di Edimburgo non si sarebbe mai aspettato che i suoi risparmi sarebbero finiti per essere spesi per mettere a tacere le accuse". Virginia ha affermato di essere stata costretta a fare sesso con Andrew tre volte dal pedofilo Epstein, la prima quando aveva 17 anni. Andrew ha sempre negato qualsiasi illecito, ma pagò alla Virginia, che si è suicidata lo scorso aprile all'età di 41 anni, un risarcimento extragiudiziale di 12 milioni di sterline nel marzo 2022. 

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Categoria: internazionale/royalfamilynews

14:04

Trapianto di cuore danneggiato, il cardiochirurgo Chiariello: "Scelta probabilmente obbligata"

(Adnkronos) - Nella drammatica vicenda del bimbo di 2 anni a cui è stato trapiantato a Napoli un cuore danneggiato, "è molto difficile giudicare la scelta dei chirurghi". Dai dati disponibili "l'impressione è che l'errore fondamentale sia stato fatto in partenza, cioè quando è stato inviato un cuore conservato male con ghiaccio secco invece che con ghiaccio normale". La decisione successiva dei cardiochirurghi di impiantare comunque l'organo "potrebbe essere legata alla mancanza di alternative valide", riflette con l'Adnkronos Salute Luigi Chiariello, cardiochirurgo di lungo corso, già docente all'università di Roma Tor Vergata, che nel 2012 operò papa Ratzinger.  

Nei protocolli degli ospedali, spiega Chiariello, "quando sta partendo un cuore per il trapianto già si comincia a operare il paziente che deve riceverlo, per fare rapidissimamente l'impianto. Anche in questo caso immagino che all'arrivo dell'organo il torace del piccolo era stato già preparato per accettare l'organo, in modo da ridurre i tempi fra la donazione e l'impianto. Per cui è probabile che quando è arrivato questo cuore il bimbo era già stato operato. A quel punto che fare? Tornare indietro per i dubbi sulla conservazione? Interrompere l'intervento? Con quale alternativa? Magari il nuovo cuore avrebbe potuto fare da 'ponte' in attesa di un altro trapianto? Penso che possa essere successo questo. I cardiochirurghi possono aver ritenuto, nei tempi rapidissimi della decisione, meno pericoloso mettere questo cuore piuttosto che richiudere un bambino senza avere alternative".  

Certo, continua Chiariello, "tutto questo andava detto ai parenti, andava spiegato che era stata fatta la scelta meno rischiosa. Anche perché trovare un cuore di un bambino piccolino non è una cosa facile, considerando che il donatore deve essere un bimbo deceduto per altre cause", conclude lo specialista secondo il quale i chirurghi che hanno operato molto probabilmente "hanno cercato di fare il meglio in quel momento. E forse non avevano neanche la certezza che la conservazione fosse stata fatta male".  

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Categoria: cronaca

13:50

Morta la madre di Renata Polverini, l'addio social: "Resta il suo grande amore"

(Adnkronos) - E' morta a 91 anni Giovanna Sensi, la madre dell'ex governatrice del Lazio Renata Poverini. "La mia Mamma non c'è più. Resta il suo grande amore", scrive su Facebook la sindacalista ed ex deputata, che per dare l'addio alla madre posta sui social la foto della festa di 90 anni, celebrata insieme il 28 giugno 2024.  

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Categoria: politica

13:41

Meloni e i venti del Limburgo: "Sto congelando"

(Adnkronos) - Nel Limburgo a febbraio fa freddo, specie se, come oggi, piove e tira vento. Se n'è accorta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha affrontato il doorstep all'ingresso in giacca e camicia, senza proteggersi con un capospalla. "Mi sto congelando", ha confessato verso la fine dello scambio con i cronisti, nel cortile del castello di Alden-Biesen, nel comune di Bilzen (Limburgo, Fiandre).  

Il castello fondato dall'Ordine Teutonico nell'XI secolo, ricostruito poi tra il Cinquecento e il Settecento, è stato scelto dal presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa per favorire la discussione tra i leader in un contesto più informale dell'Europa Building. Informale lo è di sicuro, ma non è certo confortevole come una masseria pugliese o una spiaggia greca.  

Anche se il termometro segna dieci gradi sopra zero, come a Bruxelles, qui la temperatura percepita attualmente è di soli 3 gradi, principalmente a causa della pioggia e delle folate di vento, che raggiungono i 41 km orari.  

Il Consiglio non ha ancora chiarito quanto sia costata la 'trasferta' nel Limburgo, che ha comportato il trasferimento dell'intera 'bolla' bruxellese, inclusa una numerosissima componente di giornalisti, come in tutti i vertici Ue. I cronisti sono stati trasportati in autobus dalla capitale stamani e vi faranno ritorno questa sera (per arrivare da Bruxelles al castello occorre circa un'ora e mezza).  

Il summit nel Limburgo ha rischiato seriamente di trasformarsi in un ennesimo vertice bruxellese. In lontananza stamani si sentivano chiaramente i clacson dei trattori: una protesta degli agricoltori era temuta dal Consiglio, tanto che, a quanto si apprende, era pronto un piano B, cioè tenere il summit informale a Bruxelles. Anche l'anno scorso il progetto di tenere l'informale sulla difesa lontano dalla capitale belga era naufragato davanti alle difficoltà logistiche, e si era ripiegato sul Palais d'Egmont a Petit Sablon, per cambiare contesto. 

Ieri sera l'Europa Building è stato bonificato, come accade in occasione dei Consigli Europei formali, e chi ha un ufficio al Residence Palace, dietro all'Europa, ha ricevuto un avviso riguardante le limitazioni all'accesso, come succede in occasione dei vertici. Il piano B, tuttavia, non è scattato, e il summit si sta svolgendo come previsto al castello, probabilmente perché le forze dell'ordine sono riuscite a bloccare gli accessi al maniero e a tenere i trattori, pronti a rovinare ai leader la trasferta nel Limburgo, a distanza di sicurezza. 

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Categoria: internazionale/esteri

13:27

Milano Cortina, Mattarella festeggia l'oro di Brignone a bordo pista

(Adnkronos) - Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha festeggiato a bordo pista la vittoria della medaglia d'oro di Federica Brignone nel SuperG alle Olimpiadi di Milano Cortina. Il Capo dello Stato ha assistito a tutta la gara e ha esultato per il successo dell'azzurra.  

 

A seguire l'impresa della campionessa anche il ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi, il presidente della Fondazione Milano-Cortina Giovanni Malagò, il numero uno del Coni, Luciano Buofiglio e il presidente della Fisi, Flavio Roda.  

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Categoria: milano-cortina-2026

13:11

Celentano riappare sui social: "Potrei anche peggiorare... ma non ve lo garantisco"

(Adnkronos) - Sulle note di “Soli” e un mix-up di immagini live dall’Arena di Verona dallo storico evento del 2012 Rock Economy, Adriano Celentano pubblica sui suoi canali un breve video che termina con una sua immagine attuale. Celentano riappare, con lo sguardo di sempre, accompagnando il post con una frase all'insegna della sua proverbiale ironia provocatoria: "Potrei anche peggiorare … ma non ve lo garantisco!", scrive il Molleggiato che a 87 anni sembra mantenere immutato il suo piglio carismatico, imprevedibile e irriducibilmente rock’n’roll. 

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Categoria: spettacoli

12:50

Milano Cortina, favola Brignone: oro olimpico nel SuperG tra le lacrime. Applausi di Mattarella

(Adnkronos) - Una straordinaria Federica Brignone vince, tra le lacrime, l'oro olimpico nel SuperG femminile dei Giochi di Milano Cortina 2026. La campionessa azzurra, maresciallo dell’Arma dei Carabinieri, sotto gli occhi e gli applausi del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha chiuso con il tempo di 1.23.41. Un tempo che vale la storia e che porta Federica nella leggenda dello sport italiano. Seconda la francese Romane Mirandoli (a +0.41) e terza l'austriaca Cornelia Huetter (a +0.52). Brignone, reduce da un brutto infortunio al ginocchio e da un lungo stop, aveva destato preoccupazione ieri in allenamento per aver sentito dolore al ginocchio, ma questa mattina ha stupito il mondo. Ancora una volta. 

 

"È qualcosa di incredibile, ho pensato a sciare e fare il mio massimo, ho detto 'o la va o la spacca, ma non pensavo di poter vincere l'oro, sinceramente. Non me lo sarei aspettata, mai nella vita, è davvero qualcosa di speciale". Queste le parole della campionessa azzurra Federica Brignone alla Rai dopo il Superg ai Giochi di Milano Cortina. "Forse ce l'ho fatta oggi perché non mi mancava, sapevo di aver fatto il massimo, è stata la mia forza, mi valutavo un'outsider, oggi è veramente qualcosa di speciale". 

 

"Vorrei complimentarmi con Federica Brignone, con tutti i mesi passati dopo l'infortunio, il recupero, non è facile tornare da un infortunio e arrivare così. Ha sempre sentito questo SuperG in coppa del mondo. Onore e merito a lei". Queste le parole di Sofia Goggia alla Rai dopo l'uscita di scena nel SuperG femminile alle Olimpiadi di Milano Cortina, con cui rende merito alla compagna di squadra Federica Brignone, al momento in testa alla gara". 

 

Vincitrice dell'ultima Coppa del Mondo e protagonista di un recupero record dopo il terribile infortunio dello scorso 3 aprile ai campionati italiani, con la frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra e la rottura del legamento crociato anteriore, la Tigre di La Salle, tesserata per il Centro Sportivo Carabinieri, riesce nell'impresa di conquistare la sua quarta medaglia olimpica, la prima d'oro, dopo il bronzo nel 2018, l'argento nel 2022 in gigante e l'argento in combinata sempre nel 2022.  

La campionessa valdostana a quasi 36 anni entra così di diritto, se ancora ce ne fosse bisogno, nell’Olimpo dello sci mondiale, materializzando quel sogno che sembrava compromesso sulle nevi dell’Alpe Lusia. In una giornata coperta e su una Olympia delle Tofane meno ruvida della discesa, la campionessa azzurra riesce a trovare le linee perfette e la velocità migliore per piazzare una zampata vincente davanti alla francese Romane Mirandoli, e all’austriaca Cornelia Hütter che soffia per un solo centesimo il bronzo alla connazionale Ariane Rädler.  

Quinta Laura Pirovano che cede 0″76 alla compagna di squadra e può recriminare per un errore nella parte superiore del tracciato che l’ha separata dal podio; la rendenese nella classifica finale è pari merito con la norvegese Kajsa Lie, con un solo centesimo di margine su Elena Curtoni, settima a 0″77. Anche la valtellinese ha affrontato bene l’Olympia delle Tofane, sfiorando per poco più di due decimi il podio. Azzurre assolute protagoniste, così come Sofia Goggia, interprete di una prima parte di gara inavvicinabile, prima di incappare in errori di linea che l’hanno portata fuori da un tracciato che ha tradito diverse favorite, da Aicher a Ledecka. 

L’Italia torna sul trono olimpico del SuperG 24 anni dopo il titolo conquistato da Daniela Ceccarelli a Salt Lake City 2002, mentre l’ultimo oro a cinque cerchi assoluto è quello di Sofia Goggia nella discesa di PyeongChang 2018. 

 

 

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Categoria: milano-cortina-2026/eventi

12:44

Alzheimer, un antiepilettico potrebbe prevenire le placche: lo studio

(Adnkronos) - Un comune farmaco antiepilettico sembra in grado di prevenire la formazione delle placche cerebrali nella malattia di Alzheimer. La speranza arriva da uno studio pubblicato su 'Science Translational Medicine', condotto da scienziati della Northwestern University in laboratorio, non ancora sull'uomo. Il farmaco si chiama levetiracetam e, a differenza dei primi medicinali autorizzati per l'Alzheimer che agiscono su placche beta-amiloidi già esistenti, sarebbe capace di prevenirne la formazione. Gli autori invitano alla cautela in attesa di ulteriori ricerche, e precisano che per riuscire a prevenire davvero i sintomi della malattia neurodegenerativa il levetiracetam andrebbe assunto diversi anni prima - fino a 20 - che il test oggi disponibile negli Stati Uniti rilevi livelli anche solo lievemente alterati di una proteina spia del rischio Alzheimer.  

Sebbene sia noto da tempo che la patologia comporta l'accumulo di frammenti proteici tossici nel cervello, finora i ricercatori hanno faticato a capire il meccanismo con cui questo processo avviene. Studiando modelli animali, neuroni umani e tessuto cerebrale di pazienti ad alto rischio, il team dell'ateneo Usa ha scoperto che un frammento proteico particolarmente tossico - la beta-amiloide 42 - si accumula all'interno delle vescicole sinaptiche dei neuroni, 'pacchettini' che le cellule nervose utilizzano per inviare segnali. Ma quando gli scienziati hanno somministrato levetiracetam ad animali e neuroni umani, il farmaco ha impedito ai neuroni di formare beta-amiloide 42.  

"Mentre molti dei farmaci per l'Alzheimer attualmente in commercio, come lecanemab e donanemab, sono approvati per eliminare le placche amiloidi esistenti, abbiamo identificato questo meccanismo che impedisce la produzione dei peptidi beta-amiloide 42 e delle placche amiloidi - afferma l'autore corrispondente del lavoro, Jeffrey Savas, professore associato di Neurologia comportamentale alla Feinberg School of Medicine della Northwestern University - I nostri risultati descrivono una nuova biologia, aprendo al contempo le porte a nuovi bersagli farmacologici". 

Il meccanismo descritto dai ricercatori americani ruota attorno alla proteina precursore dell'amiloide (App), fondamentale per lo sviluppo del cervello e la formazione delle sinapsi tra i neuroni. Un'elaborazione anomala dell'App può portare alla produzione di peptidi beta-amiloide, che svolgono un ruolo centrale nello sviluppo della malattia di Alzheimer. Gli scienziati hanno capito che la formazione di beta-amiloide 42 da parte dei neuroni dipende dalla modalità di movimentazione dell'App a livello intracellulare, e che il levetiracetam la condiziona in positivo. Durante il ciclo delle vescicole sinaptiche - processo fondamentale all'origine pensiero, movimento, ricordo o sensazione - il farmaco si lega a una proteina chiamata Sv2A; questa interazione rallenta una fase in cui i neuroni riciclano i componenti delle vescicole sinaptiche dalla superficie cellulare, e interrompendo questo processo di riciclo l'antiepilettico fa sì che l'App rimanga in superficie più a lungo, deviandola dal percorso che produce le proteine beta-amiloide 42 tossiche. 

"A 30-40-50 anni il nostro cervello è generalmente in grado da sé di deviare le proteine ​​dai percorsi dannosi", spiega Savas. Ma "con l'avanzare dell'età questa capacità protettiva si indebolisce gradualmente". E' una conseguenza naturale dell'invecchiamento che non significa necessariamente malattia, però "nei cervelli che sviluppano l'Alzheimer troppi neuroni 'sbandano' e si verifica la produzione di beta-amiloide 42. Poi arriva la proteina tau con i suoi grovigli, le cellule muoiono, subentra la demenza, c'è la neuroinfiammazione e diventa troppo tardi". Ecco perché, per prevenire efficacemente i sintomi dell'Alzheimer, le persone ad alto rischio dovrebbero iniziare ad assumere levetiracetam "molto, molto presto", chiarisce l'esperto. Possibilmente fino a 20 anni prima che il nuovo test per l'Alzheimer approvato dalla Food and Drug Administration rilevi livelli anche solo leggermente alti di beta-amiloide 42. "Non si può assumere questo farmaco quando si ha già la demenza - puntualizza il neurologo - perché il cervello ha già subito una serie di cambiamenti irreversibili e una morte cellulare massiccia". 

L'idea di Savas e colleghi è quindi di provare a identificare popolazioni di pazienti che possono sviluppare forme genetiche di Alzheimer, ad esempio tra le persone con sindrome di Down. Sebbene siano gruppi piuttosto rari, secondo i ricercatori sono quelli che potrebbero trarre più beneficio da queste scoperte. Un'altra direzione in cui lavoreranno gli scienziati sarà provare a rallentare la degradazione molto rapida del levetiracetam. Si punta cioè a una versione del farmaco che possa persistere più a lungo nell'organismo, in modo da intralciare meglio il meccanismo che porta alla formazione delle placche cerebrali dell'Alzheimer.  

Essendo il levetiracetam autorizzato da decenni dalla Fda, gli autori hanno analizzato dati clinici già esistenti - ottenuti dal National Alzheimer's Coordinating Center - per verificare se le persone con Alzheimer che assumevano il farmaco mostrassero un rallentamento del declino cognitivo: è emerso che in effetti presentavano un ritardo significativo dalla diagnosi di declino cognitivo alla morte, rispetto ai pazienti Alzheimer che assumevano lorazepam, altri antiepilettici o nessuno. "Sebbene l'entità del cambiamento fosse limitata (pochi anni)", per Savas "questo dato supporta l'effetto positivo del levetiracetam nel rallentare la progressione della patologia di Alzheimer". 

Oltre che modelli di topo e neuroni umani in coltura, i ricercatori hanno studiato anche il tessuto cerebrale di persone con sindrome di Down morte tra i 20 e i 30 anni per incidenti stradali o altre cause. Siccome la sindrome di Down è associata a un rischio particolarmente alto di Alzheimer dopo i 40 anni, "poter esaminare il cervello di pazienti 20-30enni ci consente di sapere se avrebbero sviluppato l'Alzheimer, quindi di studiare i primissimi cambiamenti nel cervello umano" che si ammala, illustra Savas. Nei tessuti umani analizzati - così come sui modelli murini in un lavoro precedente della stessa équipe - è stato osservato l'accumulo di proteine ​​presinaptiche che in medicina viene definito "stadio paradossale dell'Alzheimer: prima che le sinapsi vengano perse e si manifesti la demenza, si verifica innanzitutto l'accumulo di proteine ​​presinaptiche", descrive lo specialista. Per Savas "è dunque plausibile che, se si iniziasse a somministrare levetiracetam a questi pazienti durante l'adolescenza, si potrebbe effettivamente ottenere un beneficio terapeutico preventivo". La ricerca continuerà per trovare conferme. 

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Categoria: salute

12:38

Università, Introna (Tor Vergata): "Risposta grandiosa a open day, attese 4mila persone"

(Adnkronos) - “Oggi, la risposta a questo open day è stata grandiosa: abbiamo dovuto addirittura fermare le iscrizioni con significativo anticipo, perché abbiamo raggiunto il numero massimo che potevamo ospitare. Per rispondere a tutta questa domanda, però, abbiamo già programmato dei nuovi eventi. Oggi sono attese oltre 4mila persone tra il mattino, in cui vengono le scuole e il pomeriggio, in cui possono venire a visitare l’open day i singoli studenti e i loro familiari per raccogliere informazioni generali ma anche per incontrare direttamente i coordinatori dei corsi di laurea e gli studenti che stanno già frequentando per fare domande dirette e più interessanti”. Sono le parole di Vito Introna, professore presso il dipartimento di ingegneria dell'impresa dell'università di Roma 'Tor Vergata' e prorettore delegato all'orientamento, tutorato e placement, in occasione dell’open day 2026 dell’ateneo. (VIDEO) 

“Abbiamo organizzato tante attività per cercare di incuriosire i ragazzi, che possono assistere, infatti, ad alcuni esempi di lezione, visitare una scena del crimine e utilizzare i visori per apprendere in diverse discipline", illustra.  

"L'orientamento è un percorso e ciò significa che questo evento è il più importante dell'anno e noi siamo impegnati a costruire insieme ai ragazzi il loro percorso di orientamento”, spiega ancora.  

“Tra i corsi di orientamento Pnrr, gli ex Pcto e tutti gli eventi organizzati durante l'anno, ognuno con obiettivi e caratteristiche differenti, contattiamo oltre 20mila studenti ogni anno per attività di orientamento", sottolinea Introna.  

"I ragazzi e le scuole -continua- sono sempre più sensibili a questo argomento e comprendono come sia necessario avvicinarsi con largo anticipo e frequentare diversi eventi. Questo è sicuramente l'evento clou”. “Ci sono davvero molti buoni motivi per scegliere l'Università di Roma Tor Vergata. Siamo un’università molto giovane, abbiamo da poco compiuto 40 anni, ma nonostante questo abbiamo già un'ampia offerta formativa: quasi 120 corsi di laurea fra triennale, magistrale e laurea a ciclo unico in sei macroaree - sottolinea - Inoltre, siamo in forte crescita per quanto riguarda i ranking internazionali. In particolare, abbiamo un forte livello di internazionalizzazione per i quali siamo ai vertici delle classifiche e abbiamo tanti corsi di laurea impartiti in lingua inglese e diversi double degree, la doppia laurea”. 

“Pertanto, l'ambiente è davvero internazionale e i nostri indicatori ci dicono anche che siamo ai vertici per le capacità di collocare i nostri studenti nel mondo del lavoro, così come è molto buono anche lo stipendio da essi percepito. Abbiamo anche dei numeri in continua crescita, ma nonostante questo riusciamo a mantenere un ottimo rapporto con i nostri studenti, molto familiare e diretto”, conclude Introna. 

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Categoria: economia

12:26

Università, Tor Vergata: con open day 2026 un’intera giornata dedicata al futuro formativo

(Adnkronos) - Oggi, giovedì 12 febbraio, studenti e studentesse delle scuole hanno modo di scoprire l’università: appuntamento a Roma Tor Vergata per l’open day invernale! Fino alle 13, presso l’edificio A della facoltà di Economia in via Columbia, 2, le classi ascoltano le presentazioni dell’offerta formativa delle 6 aree (Economia, Giurisprudenza, Ingegneria, Lettere e Filosofia, Medicina e Chirurgia, Scienze Mm.ff.nn.) e partecipano alle attività di approfondimento, laboratori e seminari, che si svolgono nelle aule dedicate alle singole aree. Inoltre sono a disposizione desk informativi dei singoli corsi di studio triennale e magistrale a ciclo unico con docenti e tutor per ulteriori chiarimenti. (VIDEO) 

Presenti anche gli stand dedicati ai servizi di Ateneo (come tasse, borse di studio, Erasmus, placement, alloggi ed opportunità per gli studenti) per fornire ogni informazione utile per affrontare la futura esperienza universitaria. L’evento è aperto esclusivamente alle classi accompagnate dai loro docenti. 

Più tardi invece, dalle 15 alle 18, studenti e studentesse non accompagnati hanno modo di scoprire le sei aree, sempre nella facoltà di Economia. Previste presentazioni all’Aula magna e visite ad aule dedicate all’area di proprio interesse. Un modo per parlare e confrontarsi con i referenti dei corsi di laurea ai desk informativi e seguire le attività di approfondimento. E poi ancora ricevere info utili su servizi, tasse, alloggi e aggiornamenti su opportunità dedicate agli studenti ed esperienze di vita universitaria.  Una maniera interattiva di conoscenza in presenza, per conoscere dettagliatamente i corsi di laurea triennale e magistrale a ciclo unico, incontrando docenti e tutor per ricevere consigli personalizzati, utili alla scelta della propria carriera universitaria. 

Ecco qualche numero di questa edizione dell'Open day: 2000 studenti alla mattina con i loro docenti accompagnatori da 27 scuole provenienti anche fuori regione. Al pomeriggio 1700 prenotati, ma ne sono attesi molti di più.  

Riguardo l’open day il delegato all’orientamento, professor Vito Introna, sottolinea il successo dell’iniziativa: “il grande successo dell'evento ci ha costretto a chiudere le prenotazioni e programmare nuovi eventi per soddisfare le richieste”. Un successo da legare alle attività di orientamento dell’ateneo: “la crescita del prestigio dell'ateneo e l'intensa attività di orientamento che inizia dal terzo anno delle superiori integrano le numerose iniziative di cui l'open day è la punta dell'iceberg. Tra corsi orientamento Pnrr, vecchi Pcto ora formazione scuola lavoro, ed eventi di varia natura e con diverse finalità gestiamo quasi 20mila contatti all'anno, seguendoli in ogni fase del percorso di orientamento”.  

“In particolare i corsi al terzo anno ci hanno permesso di sensibilizzare studenti e scuole che sono sempre più consapevoli di quanto sia importante ma articolato il percorso di orientamento” conclude Introna. Ma non è questa l’unica occasione per l’orientamento organizzata dall’ateneo romano: anche i percorsi di Formazione scuola lavoro offerti da Roma Tor Vergata sono decine e coinvolgono nel corso dell’anno i ragazzi interessati, a partire dal terzo anno delle superiori. 

Con 118 corsi di laurea, suddivisi tra lauree triennali, magistrali e a ciclo unico, l’Ateneo rappresenta una scelta strategica per gli studenti che aspirano a una formazione solida e competitiva. 

In totale sono offerti 58 corsi di laurea, 53 corsi di laurea magistrale e 8 corsi di laurea magistrale a ciclo unico, tra cui tra cui Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria unica nel Lazio, Giurisprudenza, Pharmacy, Odontoiatria, Ingegneria Edile-Architettura, Medicine and Surgery e Conservazione e Restauro dei Beni Culturali. 

Di questi, 17 corsi di laurea, tra triennali, magistrali e corsi a ciclo unico, sono in inglese: secondo il Qs world university rankings 2026, l'università di Roma Tor Vergata è seconda per studenti internazionali e ottava nella classifica generale tra gli atenei italiani. Per numero di studenti internazionali e tasso di diversità di provenienza degli studenti, Roma Tor Vergata è seconda in Italia, sia per International student ratio che per diversity. 

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Categoria: economia

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15:47

Sanremo 'blindato', droni dall'alto e Polfer e Postale contro sabotaggi e attacchi hacker

(Adnkronos) - "Il festival di Sanremo è un evento importante non solo televisivo, è un appuntamento che ormai ha assunto un impatto enorme sul territorio, che incide anche sulla mobilità, sull'economia e sulla sicurezza. E' un evento che, sotto il profilo della sicurezza, si prepara già con largo anticipo". A raccontare all'Adnkronos il massiccio dispositivo di sicurezza messo in campo in previsione del festival di Sanremo al via tra meno di due settimane, è il Questore di Imperia Andrea Lo Iacono.  

"E' da qualche mese, ormai - spiega - che abbiamo iniziato delle riunioni sia in sede di comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Antonio Giaccari, sia in sede di tavolo tecnico del Questore con tutte le forze dell'ordine coinvolte. Il dipartimento della pubblica sicurezza ha assicurato i rinforzi anche da altre regioni, perché evidentemente si tratta di un evento così rilevante che non può essere gestito con le sole forze presenti in provincia. Non solo la questura e i commissariati, ma anche tutte le specialità della Polizia di Stato, le altre forze dell'ordine, i Carabinieri, la Guardia di finanza, la Polizia penitenziaria, la Polizia provinciale e le Polizie locali, la Capitaneria di porto e i Vigili del fuoco: l'impegno è veramente corale. In campo i reparti inquadrati, quindi il Reparto mobile della Polizia di Stato, il battaglione dei Carabinieri, i reparti specializzati della Guardia di finanza e poi le specialità della Polizia di Stato a cominciare dalle Uopi, le unità cinofile e gli artificieri. La Polizia stradale, che opererà un pattugliamento costante sul territorio nelle 24 ore e sarà presente anche nel 'villaggio della legalità' riservato ai più giovani e agli studenti anche per fornire informazioni utili alla cittadinanza su argomenti di vario interesse". 

Dalle manifestazioni pro Pal ai sabotaggi alle ferrovie in occasione delle olimpiadi di Milano-Cortina, la situazione in Italia è calda. E il palcoscenico di Sanremo rischia di diventare una cassa di risonanza per antagonisti e anarchici. "E' ovvio che il contesto storico che stiamo vivendo è un contesto molto delicato - spiega ancora Lo Iacono - Ci sono tensioni internazionali, ma di recente anche nazionali, come abbiamo visto, con proteste e manifestazioni. Stiamo prevedendo ogni possibile scenario, abbiamo anche individuato alcune aree nel nella città di Sanremo dove eventualmente dirottare delle manifestazioni estemporanee. Tuttavia io ho sempre inteso consentire a tutti di manifestare, nel rispetto però della sicurezza delle persone e anche con la finalità di garantire il regolare svolgimento di tutti gli eventi che sono previsti in occasione del festival. Quest'anno avremo ben 12 scenari organizzati da Rai pubblicità, quindi l'impegno delle forze dell'ordine è veramente importante".  

Un ruolo fondamentale lo gioca la Polfer, alla luce anche dei più recenti obiettivi degli antagonisti. "L'attività operativa della Polizia ferroviaria consentirà di controllare le stazioni ferroviarie del territorio. Non dimentichiamoci che Imperia è una provincia di confine, quindi anche la Polizia di frontiera e il Centro di Cooperazione di Polizia e delle Dogane svolgeranno un ruolo fondamentale per monitorare gli ingressi in provincia durante il periodo del festival e quindi l'eventuale presenza di persone che in qualche modo possono essere di interesse per l'attività operativa di polizia".  

Fondamentale anche l'attenzione agli attacchi hacker. "La Polizia postale, presente anche con uno stand destinato alle attività di informazione, avrà una postazione dedicata proprio per contrastare gli attacchi cibernetici - anticipa il Questore Lo Iacono - E' previsto anche l'utilizzo dei droni della Polizia e anche un divieto di sorvolo su tutta l'area interessata alla kermesse. I droni avranno una funzione di controllo indispensabile e tutte le immagini saranno poi tutte convogliate in una sala operativa dedicata che allestiremo presso il commissariato di pubblica sicurezza. In questa sala operativa saranno presenti tutte le componenti dell'apparato di sicurezza, forze dell'ordine, polizie locali, 118, Capitaneria di porto, Protezione civile: insomma tutti gli attori della sicurezza". 

Una attività avviata ben prima che il sipario si apra, con uomini già operativi per preparare al meglio la sicurezza di una città che per una settimana sarà sotto i riflettori del Paese intero. "L'augurio che faccio, e che indirettamente è anche per me - conclude il Questore di Imperia - è che il festival si svolga nel migliore dei modi e che tutti possano fruire di questo evento di caratura internazionale. Sono certo che le forze dell'ordine e tutti gli attori istituzionali faranno il massimo per assicurare tranquillità e sicurezza durante tutta la manifestazione". (di Silvia Mancinelli) 

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Categoria: cronaca

15:46

Mondo di mezzo, D'Ausilio: "Assolto dopo 12 anni di gogna, mi hanno lasciato solo"

(Adnkronos) - Anni complicatissimi, anni di vuoto. Francesco D’Ausilio, ex capogruppo Pd in Campidoglio, assolto oggi, giovedì 12 febbraio, dalla prima sezione del Tribunale di Roma in uno dei filoni dell’inchiesta 'Mondo di Mezzo', racconta così all’Adnkronos i 12 anni trascorsi dall’inchiesta fino alla sentenza.  

"Sono stati anni complicatissimi sul piano personale per via della gogna che si era generata. Anni di vuoto. Purtroppo, come spesso succede in questi casi e come è accaduto anche a me e, lo dico con rammarico, si è lasciati soli - dice D’Ausilio - spariscono tutti e si genera appunto un processo preventivo che prescinde da qualsiasi presunzione di innocenza anche rispetto a persone con le quali hai avuto rapporti fino a qualche giorno prima. Della mia vecchia storia politica mi sono rimasti accanto in pochi ma per fortuna ho avuto la stima, la solidarietà e l'amicizia di tantissime nuove persone”. 

“In generale c'è stata una presa di distanza molto netta, molto brutta sotto il profilo umano - racconta ancora D’Ausilio - Mi sono rimasti dei rapporti personali con chi era in consiglio comunale con me, e che ora svolge altre funzioni”. Da allora “non sono più iscritto al Partito Democratico. Quello resta il partito che io ho contribuito a co-fondare su Roma. Ho ricoperto tanti incarichi anche prima del della mia esperienza amministrativa, quindi è un partito a cui rimango in qualche modo affezionato”.  

D’Ausilio quando è iniziata questa vicenda aveva 40 anni. “Ero consigliere in Campidoglio dopo tanta gavetta e mia figlia aveva un anno. Oggi che è arrivata la sentenza di primo grado ha 13 anni. Un dato impressionante - sottolinea - Ovviamente abbiamo provato a tutelarla in tutti i modi e mia moglie è stata un gigante in questo senso. L'abbiamo voluta proteggere e ci sarà modo e tempo di raccontarle bene, più a fondo, il senso di questo passaggio difficile”. 

Anni trascorsi in attesa della conclusione del processo. “Io ho fatto una scelta, quella di non commentare mai, non rilasciare interviste e sin da subito mi sono dimesso autonomamente. E quando il processo è iniziato - chiarisce D’Ausilio - mi sono difeso non dal processo ma nel processo. I miei legali hanno portato avanti le mie ragioni in aula. Io credo che già dalla fase delle indagini ci fossero tutti gli elementi per scagionarmi dalle accuse che mi erano mosse ma sono stato rinviato a giudizio e ho dovuto sopportare i tempi di un processo di primo grado molto lento. Ci sono stati momenti di scoramento, ma non ho mai pensato di prendere né posizioni pubbliche né di assumere iniziative e oggi i fatti mi danno ragione” 

Oggi “è una giornata di grande gioia, sono concentrato su questo. La vera priorità, e non voglio entrare su altri temi, è la durata del processo, che non deve essere irragionevole. Questa dovrebbe essere la priorità”. D’Ausilio ora è sono uno studioso di storia dell'alimentazione. “Insegno nelle università italiane ed estere, ho un rapporto diretto con i ragazzi, una cosa a cui tenevo anche quando facevo attività politica. Una bella soddisfazione”. (di Assunta Cassiano) 

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Categoria: cronaca

15:43

Lavoro, esperti: "Impegno per aumento richiesta di benessere psicofisico"

(Adnkronos) - Nel mondo del lavoro è in atto una trasformazione culturale profonda. Sempre più persone non cercano soltanto una retribuzione adeguata, ma chiedono che l'ambiente lavorativo contribuisca al loro benessere complessivo, fisico e mentale. E' il tema dell'episodio 'Benessere e lavoro: un obiettivo per il sistema Paese' del vodcast 'Ssn - Salute, sostenibilità e nuove frontiere', realizzato da Adnkronos in collaborazione con AbbVie e disponibile da oggi sui canali YouTube, Spotify e nella sezione Podcast di adnkronos.com. Ospiti dell'episodio sono l'onorevole Ilenia Malavasi, membro della Commissione Sanità della Camera dei deputati, ed Emanuela Vacca Maggiolini, Hr Director di AbbVie Italia. A introdurre il dibattito sono alcuni dati significativi. Secondo il Censis, per 6 lavoratori su 10 la salute psicofisica rappresenta un valore fondamentale, mentre per 9 su 10 il benessere psicologico è considerato prioritario. Tuttavia, solo il 30% delle aziende dispone di programmi strutturati di welfare. Un gap che, secondo diverse stime, rappresenta anche un mancato investimento economico: ogni euro speso per il benessere mentale dei lavoratori può generare fino a 4 euro di ritorno, grazie alla riduzione di assenze e criticità organizzative.  

Dal punto di vista legislativo, negli ultimi anni si è registrata una crescente attenzione verso il rapporto tra lavoro e qualità della vita. "In questi anni abbiamo molto riflettuto anche su quello che i giovani chiedono al mondo del lavoro - spiega Malavasi - Fare scelte legislative per orientare il mercato del lavoro significa capire quello che oggi i cittadini chiedono alle istituzioni". Secondo l'onorevole, la pandemia ha accelerato un cambiamento di prospettiva. "I giovani, ma anche medici e infermieri - sottolinea - hanno messo al centro del loro benessere non tanto la retribuzione, che resta importante, ma il tempo, di cui il lavoro è una parte, ma non è più la parte determinante del progetto di vita". 

Tra le iniziative legislative più recenti, la parlamentare ha ricordato l'approvazione di una legge a sostegno dei lavoratori affetti da patologie oncologiche, croniche o rare. "Abbiamo aumentato fino a 24 mesi il tempo non retribuito che l'azienda deve concedere in presenza di percorsi di cura invasivi - evidenzia - e abbiamo integrato 10 ore aggiuntive retribuite per esami e controlli". La normativa promuove inoltre maggiore flessibilità lavorativa, favorendo 'smart working' e sedi operative più vicine al luogo di residenza. Un impegno che si estende anche ai congedi parentali. "Stiamo lavorando per rendere più paritari i congedi e garantire le stesse opportunità a uomini e donne, consentendo di seguire la nascita e la crescita dei figli", aggiunge Malavasi, collegando il tema anche alla crisi della natalità. Particolare attenzione è rivolta anche alla figura del caregiver familiare. "Oggi in Italia i caregiver sono circa 7 milioni - ricorda - Spesso sono donne in età lavorativa che rinunciano al lavoro in assenza di diritti e tutele, alimentando fragilità economiche e sociali". Tra le priorità emergenti c'è il potenziamento dei servizi di salute mentale. "Abbiamo visto crescere enormemente la richiesta di sostegno psicologico - rimarca la parlamentare - I bonus sono stati una scelta importante, ma non sufficiente ad affrontare un bisogno crescente nelle nostre comunità".  

Il nuovo Piano nazionale per la salute mentale 2025-2030 - si ricorda nel corso del vodcast - punta a rafforzare i Dipartimenti di Salute mentale, oggi caratterizzati da una carenza stimata di circa 15mila operatori. Tuttavia, Malavasi evidenzia alcune criticità: "Il piano prevede uno psichiatra ogni 10mila abitanti, ma non prevede la figura dello psicologo di base, che invece riteniamo fondamentale". Secondo l'onorevole, l'introduzione dello psicologo di base nelle Case di comunità permetterebbe un accesso diretto ai servizi e contribuirebbe a ridurre lo stigma, aiutando a normalizzare "il bisogno di supporto psicologico perché - osserva - può capitare a tutti di vivere momenti di fragilità". 

Parallelamente all'impegno istituzionale, anche le aziende stanno ripensando il proprio approccio al benessere dei dipendenti. "La nostra missione è generare un impatto positivo sulla vita delle persone e questo non può prescindere dall'occuparci dei nostri dipendenti - dichiara Vacca Maggiolini - AbbVie Italia, che conta circa 2mila dipendenti, è stata riconosciuta come azienda attenta alla qualità dell'ambiente di lavoro. Abbiamo superato l'idea di singole iniziative spot e affrontato il benessere in maniera strutturata e integrata". L'invito è di andare oltre alla visione "ormai superata" della produttività. "Per molto tempo si è pensato che la produttività fosse direttamente collegata alle ore lavorate. In realtà la vita è una e la soddisfazione lavorativa e personale si influenzano reciprocamente. Da qui - continua - nasce il concetto di benessere integrato, che comprende salute fisica, mentale e cultura inclusiva. Le organizzazioni oggi parlano di well-being a 360 gradi e della necessità di creare ambienti in cui le persone possano vivere una vita integrata e non spezzettata". 

Sono numerosi i programmi sviluppati dalla farmaceutica dedicati alla salute dei dipendenti, tra cui "check-up gratuiti, consulenze nutrizionali, fisioterapia, attività sportive e percorsi di prevenzione. Il programma 'Prevenzione salute sport' - precisa Vacca Maggiolini - promuove la cultura della prevenzione e consente ai dipendenti di anticipare potenziali malattie". Tra le proposte più innovative spicca 'AbbVie Vitality' per invitare i lavoratori a "trovate il tempo per prendersi cura di se stessi". Sul tema, Malavasi ribadisce l'importanza di "spiegare ai cittadini che bisogna imparare a volersi bene, perché la vita è preziosa e la felicità passa anche dal benessere psicofisico". Questo e gli altri episodi del vodcast che racconta come cambia il sistema salute attraverso la voce dei protagonisti sono disponibili sui canali YouTube, Spotify, oltre che nella sezione Podcast di adnkronos.com.  

YouTube: https://youtu.be/pxHcLM8QODk?si=zYhE4JHz6UN5z8fq  

Spotify: https://open.spotify.com/episode/3S3o6uzTJkts2A2mltwIfs?si=uIaiaq85QsWQCZujXNM7Mw  

Podcast Adnkronos: https://podcast.adnkronos.com/podcast/benessere-e-lavoro-un-obiettivo-per-il-sistema-paese/  

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Categoria: salute

15:25

Proposta di matrimonio alle Olimpiadi, Johnson dice sì

(Adnkronos) - Proposta di matrimonio alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Breezy Johnson, fuoriclasse statunitense dello sci e medaglia d'oro in discesa libera ai Giochi, ha detto sì al compagno Connor Watkins. Il promesso sposo ha preso l'iniziativa prima del super-g disputato oggi e vinto dall'azzurra Federica Brignone. 

 

 

Johnson ha detto sì e ha mostrato l'anello che certifica il fidanzamento ufficiale. 

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Categoria: milano-cortina-2026

15:04

Casapound, processo a Bari: 12 condanne per violazione legge Scelba

(Adnkronos) - Sono dodici le condanne e cinque le assoluzioni, emesse oggi 12 febbraio dal Tribunale di Bari, sezione penale, al termine del processo a carico di 17 esponenti di Casapound, imputati per l'aggressione ai danni di alcuni manifestanti di sinistra avvenuta al quartiere Libertà nel capoluogo pugliese il 21 settembre del 2018 convocata per una contestazione alle politiche di immigrazione del ministro dell'Interno dell'epoca Matteo Salvini. Cinque imputati sono stati condannati a 1 anno e 6 mesi di reclusione per violazione della Legge Scelba e sette a due anni e sei mesi per violazione della legge Scelba e lesioni.  

Dodici imputati, riconosciuti responsabili di violazione della legge Scelba del 1952 che vieta la ricostituzione del partito fascista e la manifestazione del disciolto partito fascista, sono stati privati dei diritti politici per cinque anni. Presenti in aula Eleonora Forenza, europarlamentare di sinistra, una delle vittime dell'aggressione, e Maurizio Acerbo segretario nazionale di Rifondazione comunista che si sono costituiti, tra gli altri, parti civili insieme all'Anpi, alla Regione Puglia e al Comune di Bari.  

Le opposizioni chiedono che il ministro Matteo Piantedosi riferisca in aula dopo la sentenza. "Non ci sono più dubbi, Casapound è una organizzazione neofascista che occupa una stabile illegalmente a Roma. Chiediamo a Piantedosi: perchè non sgombera Casapound?", dice Angelo Bonelli in aula alla Camera. "E perchè questa organizzazione neofascista, come ha dichiarato il tribunale di Bari, non è stata sciolta? Chiediamo al governo, che ha costruito una campagna contro Avs sebbene noi abbiamo sempre condannato violenze, da che parte si schiera: con i fascisti che pestano o con la Costituzione? No ambiguità". 

Si unisce Roberto Morassut del Pd: "Dopo questa sentenza Casapound è anche formalmente una organizzazione neofascista. Per noi e per la Costituzione è un crimine. E la scorsa settimana, onorando la Costituzione, abbiamo impedito a Casapound di tenere una conferenza stampa alla Camera. Oggi si onori la legge e la sentenza di Bari: si sciolga Casapound". 

Infine Alfonso Colucci dei 5 Stelle: "La Costituzione italiana è antifascista e vieta la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del partito fascista. Questo è un limite invalicabile. Noi pretendiamo l'immediato scioglimento di Casapound e l'immediato sgombero dello stabile occupato a Roma. Cosa aspetta Piantedosi, cosa aspetta il governo Meloni? Il ministro dell'Interno venga urgentemente a riferire". 

 

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Categoria: cronaca

14:54

Butta 20 lingotti d'oro del valore di 120 mila euro nel cassonetto dei rifiuti: il lieto fine

(Adnkronos) - Per distrazione un uomo di Torre Lapillo, località marina vicino Porto Cesareo, in provincia di Lecce, aveva gettato 20 lingotti d'oro in un cestino pubblico di rifiuti, ma, grazie all'intervento dei carabinieri di Lecce, sono stati recuperati e restituiti al proprietario.  

Il cittadino distratto nei giorni scorsi si è presentato nella Stazione dell'Arma di Porto Cesareo dove ha denunciato lo smarrimento di un cofanetto contenente l’oro, per un valore complessivo di circa 120.000 euro. A seguito della denuncia, i militari hanno avviato gli accertamenti, ricostruendo gli spostamenti effettuati dall'uomo e l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona.  

Dall’esame dei filmati è emerso che il cofanetto era stato conferito, per errore, insieme ai rifiuti domestici all’interno di un cestino pubblico in località Torre Lapillo. Grazie a ulteriori riscontri è stato ricostruito il successivo conferimento del materiale nell’impianto di smaltimento. Successivamente, con la collaborazione del personale dell'impianto, i militari hanno avviato una ricerca all’interno dell’area di conferimento dei rifiuti. Dopo diverse ore di setacciamento, i carabinieri sono riusciti a ritrovare il cofanetto che, sebbene danneggiato, conteneva ancora tutti i lingotti. L'Arma ha anche effettuato verifiche sulla provenienza e la titolarità del bene. Infine i lingotti sono stati restituiti. 

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Categoria: cronaca

14:51

Short track da sogno alle Olimpiadi, ma è polemica. Sighel: "Fontana? E chi la conosce"

(Adnkronos) - Gli italiani dello short track, freschi di oro nella staffetta mista alle Olimpiadi di Milano Cortina, questa sera tornano a gareggiare alla Milano Ice Skating Arena, lì dove appena due giorni fa è riuscita l'impresa. Non è tutto oro però quel che luccica e dietro l'immagine patinata della squadra di campioni sul podio (da Arianna Fontana a Pietro Sighel) ribollono tensioni e rivalità mai sopite.  

"Arianna Fontana, ma chi la conosce? Di sicuro con lei non siamo una squadra, a parte i due minuti e mezzo in pista", dice in un'intervista a 'Repubblica' Pietro Sighel. Parole che fanno rumore, ma non stupiscono più di tanto. La 'freccia bionda', che con 12 medaglie olimpiche al collo è a un passo dall'eguagliare il primato italiano di Edoardo Mangiarotti, da anni è in rotta con il resto del gruppo. Trasferitasi da tempo negli Stati Uniti insieme al marito-allenatore Anthony Lobello, quattro anni fa accusò due compagni di squadra (poi assolti dal Tribunale della Fisg) di aver tentato di farla cadere in allenamento. "Una storia che è finita come doveva finire, anzi che non doveva nemmeno cominciare: i due ragazzi sono stati assolti per non avere commesso il fatto", puntualizza nell'intervista concessa a 'Repubblica' Sighel. 

Nemmeno lui, bronzo a Pechino nei 5000 metri, mette tutti d'accordo. Qualcuno, soprattutto all'estero, non ha apprezzato il suo arrivo di schiena sul traguardo della staffetta mista e lo ha accusato di arroganza. "E' stato un omaggio al pubblico italiano e alla nostra vittoria di squadra, non volevo assolutamente sbeffeggiare gli avversari", aveva chiarito Sighel subito dopo la premiazione. Chissà se qualcuno lo imiterà questa sera. L'appuntamento con il pattinaggio di velocità in pista corta è a partire dalle 20.15. Si inizia con i quarti della gara femminile sui 500 metri, che vedono qualificate due azzurre: Arianna Fontana, nella prima batteria; e Chiara Betti, nell'ultima. Subito a seguire i quarti dei 1000 metri maschili. In gara tutti e tre gli azzurri che martedì hanno vinto la staffetta: Thomas Nadalini, Pietro Sighel e Luca Spechenhauser. La serata prosegue con semifinali e finali. 

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14:31

Capelli e allarme extension, possono contenere sostanze pericolose: lo studio

(Adnkronos) - Un 'veleno per capello' nelle chiome afro allungate e infoltite a colpi di extension. In uno studio definito "l'analisi più completa" condotta finora sulla materia, i ricercatori del Silent Spring Institute americano hanno identificato "decine di sostanze chimiche pericolose nelle extension per capelli, sia artificiali che naturali", fornendo "la prova più solida dei potenziali rischi per la salute associati a questi prodotti di bellezza".  

Gli autori del lavoro - pubblicato sulla rivista 'Environment & Health' dell'American Chemical Society, e finanziato da un Beauty Justice Grant dell'Environmental Defense Fund e da donazioni benefiche al Silent Spring Institute - hanno trovato nei materiali usati per treccine e protesi capillari "sostanze associate a cancro, alterazioni ormonali, problemi di sviluppo ed effetti sul sistema immunitario", tra cui "ritardanti di fiamma, ftalati, pesticidi, stirene, tetracloroetano e composti organostannici". 

Risultati particolarmente allarmanti per gli Usa, perché mentre in Ue queste sostanze chimiche sono regolamentate, oltreoceano in gran parte non lo sono ancora. Un pericolo soprattutto per le donne nere, se si pensa che oltre il 70% dichiara di avere indossato extension per capelli almeno una volta nell'ultimo anno, contro meno del 10% in altri gruppi etnici, riferiscono gli scienziati descrivendo un business che - secondo le previsioni - supererà i 14 miliardi di dollari entro il 2028, con gli Stati Uniti leader nelle importazioni globali.  

"Sebbene studi precedenti abbiano rilevato la presenza di alcune sostanze chimiche preoccupanti nelle extension per capelli, c'è ancora molto che non sappiamo sulla loro composizione chimica complessiva. Volevamo avere un quadro più chiaro dell'entità del problema", spiega Elissia Franklin, autrice principale dello studio. 

 

Le extension per capelli possono essere realizzate con fibre sintetiche o materiali di origine biologica, inclusi capelli umani, e sono spesso trattate con sostanze chimiche per renderle ignifughe, impermeabili o antimicrobiche, illustrano i ricercatori. "Tuttavia - afferma Franklin - le aziende raramente rivelano i composti utilizzati per ottenere queste proprietà, lasciando i consumatori all'oscuro sui rischi per la salute derivanti dall'uso prolungato" di questi prodotti. 

Le fibre che li compongono si depositano direttamente sul cuoio capelluto e sul collo, e una volta riscaldate e modellate possono rilasciare nell'aria sostanze chimiche che chi indossa le extension può respirare. Per la scienziata "questa è un'industria che ha a lungo trascurato la salute delle donne nere": ma chi usa questo tipo di extension, obietta Franklin, "non dovrebbe dover scegliere tra espressione culturale o praticità" da un lato, "e la salute" dall'altro. 

 

Franklin ha acquistato 43 prodotti per extension molto popolari online e nei negozi specializzati. Li ha classificati in base al tipo di fibra - sintetica (principalmente polimeri plastici) o di origine biologica (fibra umana, di banana o di seta), quindi li ha codificati per proprietà dichiarate: 19 dei campioni sintetici erano indicati come ignifughi, 3 resistenti all'acqua, 9 resistenti al calore e 3 riportavano 'etichette green' tipo "senza Pvc" o "non tossico". Con metodiche di analisi ad ampio spettro, il team ha rilevato oltre 900 'firme chimiche', catturando sostanze sia note sia sconosciute. Un software di apprendimento automatico è stato poi impiegato per abbinare queste firme a una libreria chimica, identificando infine 169 composti appartenenti a 9 classi strutturali principali. Fra questi, l'esame ha individuato "decine di sostanze pericolose". 

Tutti i campioni tranne 2 contenevano composti chimici pericolosi; 48 sostanze figuravano nelle principali liste di rischio, di cui 12 elencate ai sensi della 'Proposition 65' della California per essere causa di cancro, difetti congeniti o danni riproduttivi; 4 ritardanti di fiamma sono stati trovati in campioni sia sintetici che biologici; 17 composti chimici correlati al cancro al seno sono stati individuati in 36 campioni, incluse sostanze note per alterare gli ormoni con modalità che aumentano il rischio; quasi il 10% dei campioni conteneva organostannici tossici, alcuni in concentrazioni superiori ai livelli sanitari stabiliti nell'Unione europea, dove questi composti chimici sono regolamentati. "Siamo rimasti particolarmente sorpresi nel trovare organostannici", commenta Franklin. "Queste sostanze - precisa - sono comunemente usate come stabilizzanti termici nel Pvc e sono state associate a irritazioni cutanee, un disturbo comune fra gli utilizzatori di extension per capelli". Ma gli organostannici sono stati anche collegati a tumori e squilibri ormonali. Considerati i numeri e le previsioni del mercato globale delle extension, "questi risultati chiariscono l'urgenza di una maggiore supervisione per proteggere i consumatori e indurre le aziende a investire nella fabbricazione di prodotti più sicuri", chiede la ricercatrice. 

I segnali di una possibile svolta normativa non mancano, riportano gli autori del lavoro. Lo Stato di New York ha recentemente introdotto una legge che obbligherebbe i produttori di trecce ed extension sintetiche a elencare tutti gli ingredienti usati. Anche nel New Jersey sta procedendo nel suo iter un disegno di legge che vieterebbe le sostanze chimiche nocive nei prodotti sintetici per capelli. E a livello federale, il Safer Beauty Bill Package presentato al Congresso l'anno scorso include una legge che incaricherebbe la Food and Drug Administration di regolamentare la sicurezza di treccine ed extension sintetiche. 

 

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Categoria: cronaca

14:19

Milano Cortina, Zelensky contro il Cio: "Squalifica Heraskevych favore a Russia"

(Adnkronos) - “Il coraggio conta più delle medaglie”. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky critica il Cio dopo la squalifica di Vladislav Heraskevych, l’atleta escluso dalla gara di skeleton alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 per la mancata rinuncia al casco caratterizzato dalle foto di atleti uccisi in guerra dalla Russia. 

“Lo sport non significa indifferenza e il movimento olimpico dovrebbe contribuire a fermare le guerre, non assecondare l'aggressore. Purtroppo, la decisione del Comitato Olimpico Internazionale di squalificare lo Vladyslav Heorhiyevych parla di altro. Questo non è certo in linea con i principi dell'olimpismo, che si basano sulla giustizia e sul sostegno alla pace”, dice Zelensky in un lungo post su Telegram. 

“Ringrazio il nostro atleta per la sua chiara posizione. Il suo casco con i ritratti degli atleti ucraini morti è un segno di rispetto e memoria. È un promemoria per tutto il mondo di cosa sia l'aggressione russa e del prezzo da pagare per la lotta per l'indipendenza. E questo non è una violazione di alcuna regola” 

“È la Russia che viola costantemente i principi olimpici e usa i Giochi Olimpici per scopi bellici. Nel 2008, la guerra contro la Georgia; nel 2014, l'occupazione della Crimea; nel 2022, l'invasione su larga scala dell'Ucraina. E ora, nel 2026, nonostante i numerosi appelli a cessare il fuoco durante i Giochi Olimpici invernali, c'è totale disprezzo da parte della Russia e un aumento degli attacchi con missili e droni contro la nostra energia e la nostra gente”, prosegue. 

“660 atleti e allenatori ucraini sono stati uccisi dalla Russia durante la guerra su vasta scala. Centinaia dei nostri atleti non potranno mai più partecipare né ai Giochi Olimpici né a qualsiasi altra competizione internazionale. Eppure, 13 russi sono attualmente in Italia e partecipano ai Giochi Olimpici. Lo fanno sotto bandiere "neutre", ma nella vita sostengono pubblicamente l'aggressione russa contro l'Ucraina e l'occupazione dei nostri territori. E sono loro che meritano la squalifica”, dice prima di concludere: “Siamo orgogliosi di Vladyslav e del suo gesto. Avere il coraggio è più importante che avere medaglie”. 

 

Usa la parola "vergogna" il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybihasul caso Vladyslav Heraskevy. "Il Cio non ha squalificato l'atleta ucraino, ma la sua stessa reputazione. Le generazioni future ricorderanno questo come un momento di vergogna", afferma in un lungo post su X, precisando che l'atleta "voleva solo ricordare i compagni di squadra uccisi in guerra" e ricordando i "650 atleti e allenatori ucraini uccisi dalla Russia". 

"Non c'è nulla di sbagliato in questo secondo nessuna regola o morale", incalza, accusando il Cio di "intimidire, mancare di rispetto e persino dare lezioni al nostro atleta e ad altri ucraini su come dovrebbero restare in silenzio su 'uno dei 130 conflitto nel mondo'". Nel post non mancano accuse sulla Russia, a "un Paese" che "ha ucciso 650 atleti e allenatori ucraini e danneggiato 800 impianti sportivi in Ucraina". "Sono questi i russi che vanno squalificati, non il ricordo delle loro vittime", prosegue. "Siamo orgogliosi di avere Vladyslav", conclude, con un ringraziamento all'atleta per "principi e coraggio".  

 

 

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Categoria: milano-cortina-2026

14:17

Enrica Bonaccorti oggi a La volta buona, la lotta contro il tumore al pancreas

(Adnkronos) - Enrica Bonaccorti sarà ospite oggi, giovedì 12 febbraio, a La volta buona, come annuncia Caterina Balivo in apertura di puntata nel programma in onda su Raiuno. La conduttrice, 76 anni, sta affrontando un periodo particolarmente delicato dovuto alla sua battaglia contro il tumore al pancreas, diagnosticato lo scorso settembre. 

Lo scorso settembre Bonaccorti aveva rivelato sui social di essere malata. Con un post su Instagram, la conduttrice aveva rivelato la diagnosi di tumore facendo riferimento nel messaggio anche a Eleonora Giorgi, morta a marzo all'età di 71 anni per un cancro al pancreas. "E' da tanto che non ci sentiamo e non ci vediamo, né qui né in televisione", aveva scritto la 75 anni, nel messaggio abbinato alla foto che la ritrae su una sedia a rotella, spinta dalla figlia Verdiana. 

"Sono 4 mesi che mi sono nascosta anche con gli amici più cari, senza rispondere, senza richiamare, come se il mio non esserci facesse scomparire quel che invece c'è… mi scuso con tutti, fino a oggi mi sono bloccata nell'assenza, ma l'avevo sempre detto: se mi succedesse la stessa cosa di Eleonora, non sarei mai capace di affrontarla come lei", aveva aggiunto. "E infatti non so cosa dire, tranne che è successa. Ma siamo all’inizio, e ora che sono riuscita a dirvelo, mi sento già più forte. Non farò più lo struzzo, ora ho voglia di volare di nuovo insieme a voi", concludeva il messaggio. 

A Verissimo, Enrica Bonaccorti aveva spiegato che il tumore al pancreas non si è ancora ridotto. "Sto bene ma faccio fatica al momento", aveva esordito la 76enne ospite nel salotto di Silvia Toffanin il 25 gennaio. "Speravo che andasse meglio, ho ripreso a fare la chemio perché non era cambiato molto. Ci sono giorni in cui va bene e giorni in cui va molto male, ma devo andare avanti così", aveva spiegato Bonaccorti.  

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Categoria: spettacoli

14:15

Dalla famiglia reale 12 milioni di sterline ad Andrea per zittire Giuffre: "Soldi mai restituiti"

(Adnkronos) - Andrew Mountbatten-Windsor ricevette in prestito 12 milioni di sterline (quasi 14 milioni di euro) dai suoi genitori e dal fratello Charles per risarcire Virginia Giuffre che lo accusava di violenza sessuale, e non ha ancora restituito nulla. La regina Elisabetta sborsò 7 milioni di sterline (circa 8 milioni di euro) per l'accordo del 2022, mentre altri 3 milioni di sterline (3,5 milioni di euro) provenivano dal patrimonio del principe Filippo, un anno dopo la sua morte. L'allora principe Carlo pagò circa 1,5 milioni di sterline (poco più di 1,700 milioni di euro) con l'aiuto anche di altri membri della famiglia reale, per fermare il caso di abusi sessuali della Giuffre. Una fonte ha dichiarato al Sun: "Andrew non ha restituito un centesimo". 

Il piano dell'allora duca di York di vendere uno chalet in Svizzera per ripagare la famiglia fallì dopo che non ricavò quasi nulla dalla vendita. Andrew avrebbe utilizzato i proventi derivanti dalla cessione della proprietà da 19 milioni di sterline (22 milioni di euro) per restituire le somme prestate e che aveva utilizzato per mettere a tacere Virginia. Sembra tuttavia che Andrea abbia guadagnato poco o niente, poiché lo chalet, situato nell'elegante località turistica svizzera di Verbier, era gravato da un pesante debito ipotecario.  

"Per quanto ne sappiamo, non ha ancora restituito un solo centesimo dei milioni presi in prestito - ha detto la fonte al tabloid - Il denaro della famiglia reale le ha comprato il silenzio, ma ha negato a Virginia la possibilità di contestare apertamente in tribunale la sua versione dei fatti". I Windsor accettarono di finanziare l'accordo, convinti che ciò avrebbe contribuito a porre fine allo scandalo in vista del Giubileo di Platino del febbraio 2022. "Andrew ha mentito alla sua stessa famiglia sulla portata della relazione con Jeffrey Epstein - ha aggiunto la fonte - Hanno finanziato il pagamento alla sua accusatrice Virginia Giuffre. Hanno creduto alle sue bugie e lo hanno aiutato a cercare di risolvere il problema. Sua madre, la defunta regina, rimase addolorata per lo scandalo. Ma non poteva sopportare di bandire Andrea, che era ancora il suo amato figlio".  

"Sapeva che il problema sarebbe stato successivamente affrontato dal fratello Charles, una volta che lei se ne fosse andata, e questo non fece altro che rinviare lo scandalo - prosegue la fonte - La gente rimarrà scioccata nello scoprire che così tanto denaro proviene dal patrimonio di suo padre, il principe Filippo, morto un anno prima. Il duca di Edimburgo non si sarebbe mai aspettato che i suoi risparmi sarebbero finiti per essere spesi per mettere a tacere le accuse". Virginia ha affermato di essere stata costretta a fare sesso con Andrew tre volte dal pedofilo Epstein, la prima quando aveva 17 anni. Andrew ha sempre negato qualsiasi illecito, ma pagò alla Virginia, che si è suicidata lo scorso aprile all'età di 41 anni, un risarcimento extragiudiziale di 12 milioni di sterline nel marzo 2022. 

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Categoria: internazionale/royalfamilynews

14:04

Trapianto di cuore danneggiato, il cardiochirurgo Chiariello: "Scelta probabilmente obbligata"

(Adnkronos) - Nella drammatica vicenda del bimbo di 2 anni a cui è stato trapiantato a Napoli un cuore danneggiato, "è molto difficile giudicare la scelta dei chirurghi". Dai dati disponibili "l'impressione è che l'errore fondamentale sia stato fatto in partenza, cioè quando è stato inviato un cuore conservato male con ghiaccio secco invece che con ghiaccio normale". La decisione successiva dei cardiochirurghi di impiantare comunque l'organo "potrebbe essere legata alla mancanza di alternative valide", riflette con l'Adnkronos Salute Luigi Chiariello, cardiochirurgo di lungo corso, già docente all'università di Roma Tor Vergata, che nel 2012 operò papa Ratzinger.  

Nei protocolli degli ospedali, spiega Chiariello, "quando sta partendo un cuore per il trapianto già si comincia a operare il paziente che deve riceverlo, per fare rapidissimamente l'impianto. Anche in questo caso immagino che all'arrivo dell'organo il torace del piccolo era stato già preparato per accettare l'organo, in modo da ridurre i tempi fra la donazione e l'impianto. Per cui è probabile che quando è arrivato questo cuore il bimbo era già stato operato. A quel punto che fare? Tornare indietro per i dubbi sulla conservazione? Interrompere l'intervento? Con quale alternativa? Magari il nuovo cuore avrebbe potuto fare da 'ponte' in attesa di un altro trapianto? Penso che possa essere successo questo. I cardiochirurghi possono aver ritenuto, nei tempi rapidissimi della decisione, meno pericoloso mettere questo cuore piuttosto che richiudere un bambino senza avere alternative".  

Certo, continua Chiariello, "tutto questo andava detto ai parenti, andava spiegato che era stata fatta la scelta meno rischiosa. Anche perché trovare un cuore di un bambino piccolino non è una cosa facile, considerando che il donatore deve essere un bimbo deceduto per altre cause", conclude lo specialista secondo il quale i chirurghi che hanno operato molto probabilmente "hanno cercato di fare il meglio in quel momento. E forse non avevano neanche la certezza che la conservazione fosse stata fatta male".  

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Categoria: cronaca

13:50

Morta la madre di Renata Polverini, l'addio social: "Resta il suo grande amore"

(Adnkronos) - E' morta a 91 anni Giovanna Sensi, la madre dell'ex governatrice del Lazio Renata Poverini. "La mia Mamma non c'è più. Resta il suo grande amore", scrive su Facebook la sindacalista ed ex deputata, che per dare l'addio alla madre posta sui social la foto della festa di 90 anni, celebrata insieme il 28 giugno 2024.  

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Categoria: politica

13:41

Meloni e i venti del Limburgo: "Sto congelando"

(Adnkronos) - Nel Limburgo a febbraio fa freddo, specie se, come oggi, piove e tira vento. Se n'è accorta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha affrontato il doorstep all'ingresso in giacca e camicia, senza proteggersi con un capospalla. "Mi sto congelando", ha confessato verso la fine dello scambio con i cronisti, nel cortile del castello di Alden-Biesen, nel comune di Bilzen (Limburgo, Fiandre).  

Il castello fondato dall'Ordine Teutonico nell'XI secolo, ricostruito poi tra il Cinquecento e il Settecento, è stato scelto dal presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa per favorire la discussione tra i leader in un contesto più informale dell'Europa Building. Informale lo è di sicuro, ma non è certo confortevole come una masseria pugliese o una spiaggia greca.  

Anche se il termometro segna dieci gradi sopra zero, come a Bruxelles, qui la temperatura percepita attualmente è di soli 3 gradi, principalmente a causa della pioggia e delle folate di vento, che raggiungono i 41 km orari.  

Il Consiglio non ha ancora chiarito quanto sia costata la 'trasferta' nel Limburgo, che ha comportato il trasferimento dell'intera 'bolla' bruxellese, inclusa una numerosissima componente di giornalisti, come in tutti i vertici Ue. I cronisti sono stati trasportati in autobus dalla capitale stamani e vi faranno ritorno questa sera (per arrivare da Bruxelles al castello occorre circa un'ora e mezza).  

Il summit nel Limburgo ha rischiato seriamente di trasformarsi in un ennesimo vertice bruxellese. In lontananza stamani si sentivano chiaramente i clacson dei trattori: una protesta degli agricoltori era temuta dal Consiglio, tanto che, a quanto si apprende, era pronto un piano B, cioè tenere il summit informale a Bruxelles. Anche l'anno scorso il progetto di tenere l'informale sulla difesa lontano dalla capitale belga era naufragato davanti alle difficoltà logistiche, e si era ripiegato sul Palais d'Egmont a Petit Sablon, per cambiare contesto. 

Ieri sera l'Europa Building è stato bonificato, come accade in occasione dei Consigli Europei formali, e chi ha un ufficio al Residence Palace, dietro all'Europa, ha ricevuto un avviso riguardante le limitazioni all'accesso, come succede in occasione dei vertici. Il piano B, tuttavia, non è scattato, e il summit si sta svolgendo come previsto al castello, probabilmente perché le forze dell'ordine sono riuscite a bloccare gli accessi al maniero e a tenere i trattori, pronti a rovinare ai leader la trasferta nel Limburgo, a distanza di sicurezza. 

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Categoria: internazionale/esteri

13:27

Milano Cortina, Mattarella festeggia l'oro di Brignone a bordo pista

(Adnkronos) - Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha festeggiato a bordo pista la vittoria della medaglia d'oro di Federica Brignone nel SuperG alle Olimpiadi di Milano Cortina. Il Capo dello Stato ha assistito a tutta la gara e ha esultato per il successo dell'azzurra.  

 

A seguire l'impresa della campionessa anche il ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi, il presidente della Fondazione Milano-Cortina Giovanni Malagò, il numero uno del Coni, Luciano Buofiglio e il presidente della Fisi, Flavio Roda.  

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Categoria: milano-cortina-2026

13:11

Celentano riappare sui social: "Potrei anche peggiorare... ma non ve lo garantisco"

(Adnkronos) - Sulle note di “Soli” e un mix-up di immagini live dall’Arena di Verona dallo storico evento del 2012 Rock Economy, Adriano Celentano pubblica sui suoi canali un breve video che termina con una sua immagine attuale. Celentano riappare, con lo sguardo di sempre, accompagnando il post con una frase all'insegna della sua proverbiale ironia provocatoria: "Potrei anche peggiorare … ma non ve lo garantisco!", scrive il Molleggiato che a 87 anni sembra mantenere immutato il suo piglio carismatico, imprevedibile e irriducibilmente rock’n’roll. 

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Categoria: spettacoli

12:50

Milano Cortina, favola Brignone: oro olimpico nel SuperG tra le lacrime. Applausi di Mattarella

(Adnkronos) - Una straordinaria Federica Brignone vince, tra le lacrime, l'oro olimpico nel SuperG femminile dei Giochi di Milano Cortina 2026. La campionessa azzurra, maresciallo dell’Arma dei Carabinieri, sotto gli occhi e gli applausi del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha chiuso con il tempo di 1.23.41. Un tempo che vale la storia e che porta Federica nella leggenda dello sport italiano. Seconda la francese Romane Mirandoli (a +0.41) e terza l'austriaca Cornelia Huetter (a +0.52). Brignone, reduce da un brutto infortunio al ginocchio e da un lungo stop, aveva destato preoccupazione ieri in allenamento per aver sentito dolore al ginocchio, ma questa mattina ha stupito il mondo. Ancora una volta. 

 

"È qualcosa di incredibile, ho pensato a sciare e fare il mio massimo, ho detto 'o la va o la spacca, ma non pensavo di poter vincere l'oro, sinceramente. Non me lo sarei aspettata, mai nella vita, è davvero qualcosa di speciale". Queste le parole della campionessa azzurra Federica Brignone alla Rai dopo il Superg ai Giochi di Milano Cortina. "Forse ce l'ho fatta oggi perché non mi mancava, sapevo di aver fatto il massimo, è stata la mia forza, mi valutavo un'outsider, oggi è veramente qualcosa di speciale". 

 

"Vorrei complimentarmi con Federica Brignone, con tutti i mesi passati dopo l'infortunio, il recupero, non è facile tornare da un infortunio e arrivare così. Ha sempre sentito questo SuperG in coppa del mondo. Onore e merito a lei". Queste le parole di Sofia Goggia alla Rai dopo l'uscita di scena nel SuperG femminile alle Olimpiadi di Milano Cortina, con cui rende merito alla compagna di squadra Federica Brignone, al momento in testa alla gara". 

 

Vincitrice dell'ultima Coppa del Mondo e protagonista di un recupero record dopo il terribile infortunio dello scorso 3 aprile ai campionati italiani, con la frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra e la rottura del legamento crociato anteriore, la Tigre di La Salle, tesserata per il Centro Sportivo Carabinieri, riesce nell'impresa di conquistare la sua quarta medaglia olimpica, la prima d'oro, dopo il bronzo nel 2018, l'argento nel 2022 in gigante e l'argento in combinata sempre nel 2022.  

La campionessa valdostana a quasi 36 anni entra così di diritto, se ancora ce ne fosse bisogno, nell’Olimpo dello sci mondiale, materializzando quel sogno che sembrava compromesso sulle nevi dell’Alpe Lusia. In una giornata coperta e su una Olympia delle Tofane meno ruvida della discesa, la campionessa azzurra riesce a trovare le linee perfette e la velocità migliore per piazzare una zampata vincente davanti alla francese Romane Mirandoli, e all’austriaca Cornelia Hütter che soffia per un solo centesimo il bronzo alla connazionale Ariane Rädler.  

Quinta Laura Pirovano che cede 0″76 alla compagna di squadra e può recriminare per un errore nella parte superiore del tracciato che l’ha separata dal podio; la rendenese nella classifica finale è pari merito con la norvegese Kajsa Lie, con un solo centesimo di margine su Elena Curtoni, settima a 0″77. Anche la valtellinese ha affrontato bene l’Olympia delle Tofane, sfiorando per poco più di due decimi il podio. Azzurre assolute protagoniste, così come Sofia Goggia, interprete di una prima parte di gara inavvicinabile, prima di incappare in errori di linea che l’hanno portata fuori da un tracciato che ha tradito diverse favorite, da Aicher a Ledecka. 

L’Italia torna sul trono olimpico del SuperG 24 anni dopo il titolo conquistato da Daniela Ceccarelli a Salt Lake City 2002, mentre l’ultimo oro a cinque cerchi assoluto è quello di Sofia Goggia nella discesa di PyeongChang 2018. 

 

 

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Categoria: milano-cortina-2026/eventi

12:44

Alzheimer, un antiepilettico potrebbe prevenire le placche: lo studio

(Adnkronos) - Un comune farmaco antiepilettico sembra in grado di prevenire la formazione delle placche cerebrali nella malattia di Alzheimer. La speranza arriva da uno studio pubblicato su 'Science Translational Medicine', condotto da scienziati della Northwestern University in laboratorio, non ancora sull'uomo. Il farmaco si chiama levetiracetam e, a differenza dei primi medicinali autorizzati per l'Alzheimer che agiscono su placche beta-amiloidi già esistenti, sarebbe capace di prevenirne la formazione. Gli autori invitano alla cautela in attesa di ulteriori ricerche, e precisano che per riuscire a prevenire davvero i sintomi della malattia neurodegenerativa il levetiracetam andrebbe assunto diversi anni prima - fino a 20 - che il test oggi disponibile negli Stati Uniti rilevi livelli anche solo lievemente alterati di una proteina spia del rischio Alzheimer.  

Sebbene sia noto da tempo che la patologia comporta l'accumulo di frammenti proteici tossici nel cervello, finora i ricercatori hanno faticato a capire il meccanismo con cui questo processo avviene. Studiando modelli animali, neuroni umani e tessuto cerebrale di pazienti ad alto rischio, il team dell'ateneo Usa ha scoperto che un frammento proteico particolarmente tossico - la beta-amiloide 42 - si accumula all'interno delle vescicole sinaptiche dei neuroni, 'pacchettini' che le cellule nervose utilizzano per inviare segnali. Ma quando gli scienziati hanno somministrato levetiracetam ad animali e neuroni umani, il farmaco ha impedito ai neuroni di formare beta-amiloide 42.  

"Mentre molti dei farmaci per l'Alzheimer attualmente in commercio, come lecanemab e donanemab, sono approvati per eliminare le placche amiloidi esistenti, abbiamo identificato questo meccanismo che impedisce la produzione dei peptidi beta-amiloide 42 e delle placche amiloidi - afferma l'autore corrispondente del lavoro, Jeffrey Savas, professore associato di Neurologia comportamentale alla Feinberg School of Medicine della Northwestern University - I nostri risultati descrivono una nuova biologia, aprendo al contempo le porte a nuovi bersagli farmacologici". 

Il meccanismo descritto dai ricercatori americani ruota attorno alla proteina precursore dell'amiloide (App), fondamentale per lo sviluppo del cervello e la formazione delle sinapsi tra i neuroni. Un'elaborazione anomala dell'App può portare alla produzione di peptidi beta-amiloide, che svolgono un ruolo centrale nello sviluppo della malattia di Alzheimer. Gli scienziati hanno capito che la formazione di beta-amiloide 42 da parte dei neuroni dipende dalla modalità di movimentazione dell'App a livello intracellulare, e che il levetiracetam la condiziona in positivo. Durante il ciclo delle vescicole sinaptiche - processo fondamentale all'origine pensiero, movimento, ricordo o sensazione - il farmaco si lega a una proteina chiamata Sv2A; questa interazione rallenta una fase in cui i neuroni riciclano i componenti delle vescicole sinaptiche dalla superficie cellulare, e interrompendo questo processo di riciclo l'antiepilettico fa sì che l'App rimanga in superficie più a lungo, deviandola dal percorso che produce le proteine beta-amiloide 42 tossiche. 

"A 30-40-50 anni il nostro cervello è generalmente in grado da sé di deviare le proteine ​​dai percorsi dannosi", spiega Savas. Ma "con l'avanzare dell'età questa capacità protettiva si indebolisce gradualmente". E' una conseguenza naturale dell'invecchiamento che non significa necessariamente malattia, però "nei cervelli che sviluppano l'Alzheimer troppi neuroni 'sbandano' e si verifica la produzione di beta-amiloide 42. Poi arriva la proteina tau con i suoi grovigli, le cellule muoiono, subentra la demenza, c'è la neuroinfiammazione e diventa troppo tardi". Ecco perché, per prevenire efficacemente i sintomi dell'Alzheimer, le persone ad alto rischio dovrebbero iniziare ad assumere levetiracetam "molto, molto presto", chiarisce l'esperto. Possibilmente fino a 20 anni prima che il nuovo test per l'Alzheimer approvato dalla Food and Drug Administration rilevi livelli anche solo leggermente alti di beta-amiloide 42. "Non si può assumere questo farmaco quando si ha già la demenza - puntualizza il neurologo - perché il cervello ha già subito una serie di cambiamenti irreversibili e una morte cellulare massiccia". 

L'idea di Savas e colleghi è quindi di provare a identificare popolazioni di pazienti che possono sviluppare forme genetiche di Alzheimer, ad esempio tra le persone con sindrome di Down. Sebbene siano gruppi piuttosto rari, secondo i ricercatori sono quelli che potrebbero trarre più beneficio da queste scoperte. Un'altra direzione in cui lavoreranno gli scienziati sarà provare a rallentare la degradazione molto rapida del levetiracetam. Si punta cioè a una versione del farmaco che possa persistere più a lungo nell'organismo, in modo da intralciare meglio il meccanismo che porta alla formazione delle placche cerebrali dell'Alzheimer.  

Essendo il levetiracetam autorizzato da decenni dalla Fda, gli autori hanno analizzato dati clinici già esistenti - ottenuti dal National Alzheimer's Coordinating Center - per verificare se le persone con Alzheimer che assumevano il farmaco mostrassero un rallentamento del declino cognitivo: è emerso che in effetti presentavano un ritardo significativo dalla diagnosi di declino cognitivo alla morte, rispetto ai pazienti Alzheimer che assumevano lorazepam, altri antiepilettici o nessuno. "Sebbene l'entità del cambiamento fosse limitata (pochi anni)", per Savas "questo dato supporta l'effetto positivo del levetiracetam nel rallentare la progressione della patologia di Alzheimer". 

Oltre che modelli di topo e neuroni umani in coltura, i ricercatori hanno studiato anche il tessuto cerebrale di persone con sindrome di Down morte tra i 20 e i 30 anni per incidenti stradali o altre cause. Siccome la sindrome di Down è associata a un rischio particolarmente alto di Alzheimer dopo i 40 anni, "poter esaminare il cervello di pazienti 20-30enni ci consente di sapere se avrebbero sviluppato l'Alzheimer, quindi di studiare i primissimi cambiamenti nel cervello umano" che si ammala, illustra Savas. Nei tessuti umani analizzati - così come sui modelli murini in un lavoro precedente della stessa équipe - è stato osservato l'accumulo di proteine ​​presinaptiche che in medicina viene definito "stadio paradossale dell'Alzheimer: prima che le sinapsi vengano perse e si manifesti la demenza, si verifica innanzitutto l'accumulo di proteine ​​presinaptiche", descrive lo specialista. Per Savas "è dunque plausibile che, se si iniziasse a somministrare levetiracetam a questi pazienti durante l'adolescenza, si potrebbe effettivamente ottenere un beneficio terapeutico preventivo". La ricerca continuerà per trovare conferme. 

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Categoria: salute

12:38

Università, Introna (Tor Vergata): "Risposta grandiosa a open day, attese 4mila persone"

(Adnkronos) - “Oggi, la risposta a questo open day è stata grandiosa: abbiamo dovuto addirittura fermare le iscrizioni con significativo anticipo, perché abbiamo raggiunto il numero massimo che potevamo ospitare. Per rispondere a tutta questa domanda, però, abbiamo già programmato dei nuovi eventi. Oggi sono attese oltre 4mila persone tra il mattino, in cui vengono le scuole e il pomeriggio, in cui possono venire a visitare l’open day i singoli studenti e i loro familiari per raccogliere informazioni generali ma anche per incontrare direttamente i coordinatori dei corsi di laurea e gli studenti che stanno già frequentando per fare domande dirette e più interessanti”. Sono le parole di Vito Introna, professore presso il dipartimento di ingegneria dell'impresa dell'università di Roma 'Tor Vergata' e prorettore delegato all'orientamento, tutorato e placement, in occasione dell’open day 2026 dell’ateneo. (VIDEO) 

“Abbiamo organizzato tante attività per cercare di incuriosire i ragazzi, che possono assistere, infatti, ad alcuni esempi di lezione, visitare una scena del crimine e utilizzare i visori per apprendere in diverse discipline", illustra.  

"L'orientamento è un percorso e ciò significa che questo evento è il più importante dell'anno e noi siamo impegnati a costruire insieme ai ragazzi il loro percorso di orientamento”, spiega ancora.  

“Tra i corsi di orientamento Pnrr, gli ex Pcto e tutti gli eventi organizzati durante l'anno, ognuno con obiettivi e caratteristiche differenti, contattiamo oltre 20mila studenti ogni anno per attività di orientamento", sottolinea Introna.  

"I ragazzi e le scuole -continua- sono sempre più sensibili a questo argomento e comprendono come sia necessario avvicinarsi con largo anticipo e frequentare diversi eventi. Questo è sicuramente l'evento clou”. “Ci sono davvero molti buoni motivi per scegliere l'Università di Roma Tor Vergata. Siamo un’università molto giovane, abbiamo da poco compiuto 40 anni, ma nonostante questo abbiamo già un'ampia offerta formativa: quasi 120 corsi di laurea fra triennale, magistrale e laurea a ciclo unico in sei macroaree - sottolinea - Inoltre, siamo in forte crescita per quanto riguarda i ranking internazionali. In particolare, abbiamo un forte livello di internazionalizzazione per i quali siamo ai vertici delle classifiche e abbiamo tanti corsi di laurea impartiti in lingua inglese e diversi double degree, la doppia laurea”. 

“Pertanto, l'ambiente è davvero internazionale e i nostri indicatori ci dicono anche che siamo ai vertici per le capacità di collocare i nostri studenti nel mondo del lavoro, così come è molto buono anche lo stipendio da essi percepito. Abbiamo anche dei numeri in continua crescita, ma nonostante questo riusciamo a mantenere un ottimo rapporto con i nostri studenti, molto familiare e diretto”, conclude Introna. 

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Categoria: economia

12:26

Università, Tor Vergata: con open day 2026 un’intera giornata dedicata al futuro formativo

(Adnkronos) - Oggi, giovedì 12 febbraio, studenti e studentesse delle scuole hanno modo di scoprire l’università: appuntamento a Roma Tor Vergata per l’open day invernale! Fino alle 13, presso l’edificio A della facoltà di Economia in via Columbia, 2, le classi ascoltano le presentazioni dell’offerta formativa delle 6 aree (Economia, Giurisprudenza, Ingegneria, Lettere e Filosofia, Medicina e Chirurgia, Scienze Mm.ff.nn.) e partecipano alle attività di approfondimento, laboratori e seminari, che si svolgono nelle aule dedicate alle singole aree. Inoltre sono a disposizione desk informativi dei singoli corsi di studio triennale e magistrale a ciclo unico con docenti e tutor per ulteriori chiarimenti. (VIDEO) 

Presenti anche gli stand dedicati ai servizi di Ateneo (come tasse, borse di studio, Erasmus, placement, alloggi ed opportunità per gli studenti) per fornire ogni informazione utile per affrontare la futura esperienza universitaria. L’evento è aperto esclusivamente alle classi accompagnate dai loro docenti. 

Più tardi invece, dalle 15 alle 18, studenti e studentesse non accompagnati hanno modo di scoprire le sei aree, sempre nella facoltà di Economia. Previste presentazioni all’Aula magna e visite ad aule dedicate all’area di proprio interesse. Un modo per parlare e confrontarsi con i referenti dei corsi di laurea ai desk informativi e seguire le attività di approfondimento. E poi ancora ricevere info utili su servizi, tasse, alloggi e aggiornamenti su opportunità dedicate agli studenti ed esperienze di vita universitaria.  Una maniera interattiva di conoscenza in presenza, per conoscere dettagliatamente i corsi di laurea triennale e magistrale a ciclo unico, incontrando docenti e tutor per ricevere consigli personalizzati, utili alla scelta della propria carriera universitaria. 

Ecco qualche numero di questa edizione dell'Open day: 2000 studenti alla mattina con i loro docenti accompagnatori da 27 scuole provenienti anche fuori regione. Al pomeriggio 1700 prenotati, ma ne sono attesi molti di più.  

Riguardo l’open day il delegato all’orientamento, professor Vito Introna, sottolinea il successo dell’iniziativa: “il grande successo dell'evento ci ha costretto a chiudere le prenotazioni e programmare nuovi eventi per soddisfare le richieste”. Un successo da legare alle attività di orientamento dell’ateneo: “la crescita del prestigio dell'ateneo e l'intensa attività di orientamento che inizia dal terzo anno delle superiori integrano le numerose iniziative di cui l'open day è la punta dell'iceberg. Tra corsi orientamento Pnrr, vecchi Pcto ora formazione scuola lavoro, ed eventi di varia natura e con diverse finalità gestiamo quasi 20mila contatti all'anno, seguendoli in ogni fase del percorso di orientamento”.  

“In particolare i corsi al terzo anno ci hanno permesso di sensibilizzare studenti e scuole che sono sempre più consapevoli di quanto sia importante ma articolato il percorso di orientamento” conclude Introna. Ma non è questa l’unica occasione per l’orientamento organizzata dall’ateneo romano: anche i percorsi di Formazione scuola lavoro offerti da Roma Tor Vergata sono decine e coinvolgono nel corso dell’anno i ragazzi interessati, a partire dal terzo anno delle superiori. 

Con 118 corsi di laurea, suddivisi tra lauree triennali, magistrali e a ciclo unico, l’Ateneo rappresenta una scelta strategica per gli studenti che aspirano a una formazione solida e competitiva. 

In totale sono offerti 58 corsi di laurea, 53 corsi di laurea magistrale e 8 corsi di laurea magistrale a ciclo unico, tra cui tra cui Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria unica nel Lazio, Giurisprudenza, Pharmacy, Odontoiatria, Ingegneria Edile-Architettura, Medicine and Surgery e Conservazione e Restauro dei Beni Culturali. 

Di questi, 17 corsi di laurea, tra triennali, magistrali e corsi a ciclo unico, sono in inglese: secondo il Qs world university rankings 2026, l'università di Roma Tor Vergata è seconda per studenti internazionali e ottava nella classifica generale tra gli atenei italiani. Per numero di studenti internazionali e tasso di diversità di provenienza degli studenti, Roma Tor Vergata è seconda in Italia, sia per International student ratio che per diversity. 

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Categoria: economia