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19:25
Milano Cortina, Italia da sogno: oro Voetter-Oberhofer nello slittino doppio donne
(Adnkronos) - Andrea Voetter e Marion Oberhofer agguantano uno splendido oro nello slittino doppio femminile alla fine della seconda manche della gara dopo aver chiuso in testa già la prima. Alle spalle delle azzurre le tedesche Dajana Eitberger e Magdalena Matschina, bronzo per le austriache Selina Egle e Lara Michaela Kipp.
Per l'Italia, è una serata da sogno. Andrea Voetter e Marion Oberhofer avevano vinto in Coppa del Mondo, conquistato medaglie mondiali ed erano pronte all'ultimo scatto. Quello della medaglia olimpica. Le azzurre ci sono riuscite con una gara perfetta a Cortina d'Ampezzo. Record di spinta nella prima run, poi il miglior tempo nella discesa decisiva. Il tempo complessivo di 1:46.284 vale il titolo olimpico e un'impresa da consegnare agli annali.

Categoria: milano-cortina-2026/eventi
19:13
Salute, Pelissero (Gruppo Les): "Presa in carico rapida per ridurre impatto lupus"
(Adnkronos) - "Prima di arrivare a un centro multidisciplinare molte persone" con lupus "affrontano un percorso a ostacoli" che può portare "a un peggioramento delle condizioni cliniche. Garantire un accesso equo e tempestivo alle cure dovrebbe essere l'obiettivo fondamentale". Così Rosa Pelissero, presidente Gruppo Les Italiano, commenta i risultati del progetto di ascolto 'Italian Systemic Lupus Erythematosus (Sle) Patients: Overview of Their Quality of Life and Unmet Needs', pubblicato sul 'Journal of Clinical Medicine'.
"Il lupus - prosegue Pelissero - interessa soprattutto donne giovani, tra 15 e 40 anni, una fase in cui l'adattamento in ambito lavorativo è molto difficile perché spesso si perde il lavoro oppure la carriera viene bloccata: chi vive con la malattia deve fare il doppio della fatica per dimostrare di essere ancora capace, mentre la patologia resta invisibile e in pochi comprendono la fatica cronica, una stanchezza profonda che accompagna il paziente anche nei periodi di remissione". A pesare sono anche le differenze territoriali. "Persistono profonde disuguaglianze tra le regioni - sottolinea Pelissero - con pazienti costretti ai viaggi della speranza per ottenere cure adeguate". Una presa in carico tempestiva, invece, può scongiurare conseguenze gravissime. "Un lupus che colpisce un rene deve essere visto subito, altrimenti si arriva al trapianto - precisa - Ma cruciale, data anche la giovane età delle pazienti, è anche la gestione della gravidanza, che deve avvenire in un centro multidisciplinare, con un lavoro congiunto tra reumatologo, nefrologo e specialisti dell'area ostetrica".
Anche sotto un profilo economico, Pelissero insiste sul valore di una presa in carico precoce. "Il malato di lupus costa, ma spendendo qualcosa in più subito e garantendo l'accesso tempestivo alle cure - conclude - la persona riesce a svolgere la sua vita lavorativa senza pesare sui costi sanitari, perché la relazione tra costi e benefici risulta un vantaggio non solo per il paziente, ma anche per la società".

Categoria: salute
19:05
Migranti, ok del Cdm al ddl. Dai rimpatri alle nuove regole per i Cpr: cosa cambia
(Adnkronos) - Via libera del Consiglio dei ministri, secondo quanto si apprende, al ddl per l'attuazione del Patto europeo su migrazione e asilo.
Il testo composto di 18 articoli conferisce al Governo una delega per recepire la nuova direttiva Accoglienza e adeguare l'ordinamento italiano ai regolamenti Ue su qualifiche, procedure di asilo, gestione della migrazione, rimpatri alla frontiera, crisi e forza maggiore, accertamenti alle frontiere esterne ed Eurodac.
Tra i punti chiave previsti nella bozza del ddl la riorganizzazione del sistema nazionale di accoglienza, disciplina delle procedure di frontiera, introduzione di un meccanismo di monitoraggio indipendente sui diritti fondamentali, interventi sui Cpr e sul trattenimento, modifiche alla normativa sui minori stranieri non accompagnati e riordino della materia in testi unici.
Nel dettaglio, l'articolo 2 del provvedimento detta i principi per il recepimento della direttiva Accoglienza, prevedendo l'adeguamento dell'organizzazione del sistema nazionale e delle condizioni materiali riconosciute ai richiedenti protezione internazionale, anche "in forma di sussidi economici, di buoni o in natura". Il testo prevede inoltre la possibilità di assegnare il richiedente "a una specifica zona geografica", disciplinando condizioni e modalità, compresa l'autorizzazione ad allontanarsi temporaneamente. In attuazione dell'articolo 9 della direttiva, dovranno essere individuati i casi e i presupposti per imporre l'obbligo di residenza in un luogo specifico o di presentazione periodica alle autorità, con definizione dei termini di durata e delle eventuali proroghe.
Con riferimento al regolamento Procedure (articolo 4), il Governo dovrà disciplinare la procedura per il riconoscimento delle forme di protezione complementare e individuare le autorità competenti, assicurando anche misure di semplificazione digitale e interoperabilità tra piattaforme informatiche. È prevista la definizione di un sistema nazionale per il riconoscimento della protezione internazionale nell'ambito del ministero dell'Interno, con la Commissione nazionale per il diritto di asilo quale autorità centrale. Il testo interviene anche sulle impugnazioni, prevedendo la definizione dei termini per ricorrere, dell'autorità giurisdizionale competente e la possibilità che la decisione di primo grado sia ricorribile "esclusivamente per motivi di legittimità".
In attuazione del regolamento Gestione asilo e migrazione (articolo 5), dovranno essere individuate le autorità competenti a determinare lo Stato responsabile dell'esame della domanda di asilo e disciplinato, tra l'altro, il servizio di orientamento legale gratuito. Per i regolamenti su rimpatri, accertamenti alle frontiere esterne ed Eurodac (articolo 7), il Governo dovrà designare le autorità preposte agli accertamenti, consolidando "il modello organizzativo in uso, basato sull'approccio multidisciplinare e multiprofessionale", nonché disciplinare un "meccanismo di monitoraggio indipendente dei diritti fondamentali" ai sensi dell'articolo 10 del regolamento Accertamenti alle frontiere esterne.
Il testo prevede inoltre che l'accesso ai luoghi dove si svolgono gli accertamenti "non comporta autorizzazione all'ingresso nel territorio dello Stato" e che siano definite modalità per prevenire rischi di fuga e minacce alla sicurezza o alla salute pubblica. Quanto ai rimpatri, si stabilisce l'adozione della "decisione unica" nei confronti del richiedente la cui domanda sia stata respinta e la possibilità di trattenimento nei casi previsti dal regolamento. Il Capo II del ddl introduce ulteriori disposizioni in materia di immigrazione e protezione internazionale. L'articolo 9 modifica il testo unico sull'immigrazione (d.lgs. 286/1998), inserendo un nuovo Capo II-bis dedicato al trattenimento.
Si stabilisce che nelle strutture di trattenimento "sono assicurati i diritti fondamentali e la dignità della persona connaturati alla privazione della libertà personale". Sono disciplinati accessi, visite, modalità organizzative e monitoraggio delle strutture, affidato al prefetto competente. È inoltre previsto che il ministero dell'Interno adotti linee guida per definire "le caratteristiche tecnico-progettuali, tecnologiche ed impiantistiche generali" dei centri di permanenza per i rimpatri, al fine di garantirne omogeneità sul territorio nazionale.
L'articolo 15 interviene sulla legge 47/2017, attribuendo al prefetto, previo parere del tribunale per i minorenni, alcune competenze in materia di minori stranieri non accompagnati e modificando la disciplina del prosieguo amministrativo fino al compimento del diciannovesimo anno di età. Sono inoltre introdotte modifiche in materia di ingresso e soggiorno per motivi di studio dei minori stranieri. Il provvedimento contiene infine disposizioni sul permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo (articolo 16) e criteri per il riordino della normativa in testi unici (articolo 8).
La possibilità di disporre la consegna allo Stato di appartenenza di una persona presente sul territorio nazionale qualora la sua permanenza possa compromettere la sicurezza della Repubblica o l'integrità delle relazioni internazionali e diplomatiche dello Stato. È quanto prevede l'articolo 11 della bozza del disegno di legge per l'attuazione del Patto europeo su migrazione e asilo, oggi all'esame del Consiglio dei ministri.
Il testo stabilisce che, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del ministro dell'Interno, di concerto con l'Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica e con il ministro degli Esteri, previa deliberazione del Cdm - o, in alternativa, con decreto del ministro dell'Interno sempre previa deliberazione del Consiglio dei ministri - "può essere disposta la consegna allo Stato di appartenenza di una persona presente sul territorio nazionale, qualora la sua permanenza possa compromettere la sicurezza della Repubblica o l'integrità delle relazioni internazionali e diplomatiche dello Stato, ovvero quando la consegna sia necessaria in adempimento di obblighi derivanti da accordi internazionali di sicurezza".
La norma qualifica il provvedimento come espressione delle prerogative costituzionali in materia di politica estera e sicurezza nazionale e precisa che il decreto "costituisce atto politico" e "determina la sospensione di efficacia di eventuali provvedimenti amministrativi o giudiziari precedentemente adottati nei confronti della medesima persona fino al completo esaurimento degli effetti del decreto". È inoltre previsto che, entro quattro mesi dall’adozione del decreto, il governo riferisca al Copasir sull'applicazione del provvedimento.
Un limite ai motivi di ricorso contro la decisione di primo grado nell'ambito delle procedure di protezione internazionale. Lo prevede una norma contenuta nell'articolo 4. Nel dettaglio, l'articolo in questione (dedicato ai principi e criteri direttivi per l'adeguamento al Regolamento Procedure) alla lettera cc) - relativa alle procedure di impugnazione - impone di "prevedere che la decisione di primo grado sia ricorribile esclusivamente per motivi di legittimità, in un termine ragionevole".
"Al di fuori degli orari, degli spazi e delle modalità di utilizzo autorizzate", allo straniero trattenuto "non è consentita la libera detenzione, all'interno della struttura, di telefoni cellulari, anche di proprietà, i quali sono custoditi da personale del soggetto incaricato della gestione per essere messi a disposizione dell'interessato per il periodo strettamente necessario per l'utilizzo". Lo prevede una norma contenuta nell'articolo 17.
Lo stesso articolo prevede che "all'interno della struttura e nelle sue immediate pertinenze non sono consentite, salva espressa autorizzazione della prefettura, riprese videofotografiche o registrazioni audio che abbiano ad oggetto la struttura, le persone trattenute, il personale delle forze di polizia, del soggetto incaricato della gestione ovvero ogni altra persona presente a qualsiasi titolo. Tale divieto è reso noto anche a mezzo di affissioni all'interno e all'esterno della struttura".
Il ddl prevede un contributo economico per alcune misure di integrazione obbligatorie che potrà essere richiesto ai beneficiari di protezione internazionale che dispongano di mezzi sufficienti.
In particolare, il testo stabilisce che le misure di integrazione, erogate gratuitamente, potranno prevedere "la possibilità di chiedere il versamento di un contributo per determinate misure di integrazione obbligatorie, quando il beneficiario dispone di mezzi sufficienti e se tale contributo non rappresenta un onere irragionevole".
"In caso di violazione dell'interdizione (...) si applica al trasgressore la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro 10.000 a euro 50.000. La responsabilità solidale (...) si estende all'utilizzatore o all'armatore e al proprietario della nave. In caso di reiterazione (...) si applica la sanzione amministrativa accessoria della confisca dell'imbarcazione...". Lo prevede l'articolo 10 della bozza.

Categoria: politica
18:56
Sanremo 2026, Fulminacci: "Torno per divertirmi, il quinto posto è l'ideale"
(Adnkronos) - "La posizione ideale è quinto. Così non sono appena fuori dal podio, che è triste, ma sono top five e non ho tutti i problemi del podio. Quarto è quasi podio. Quinto è perfetto". Con la sua consueta ironia, Fulminacci fissa l'obiettivo per la sua partecipazione alla 76esima edizione del Festival di Sanremo, dove è in gara con il brano 'Stupida sfortuna'. E nel caso di podio, il cantautore ha già pronta una contromisura: "Mi sono ripromesso di manifestare tristezza e delusione, e non gioia per il vincitore, nel caso in cui dovessi perdere, perché penso sia una reazione più onesta".
Fulminacci torna all'Ariston con uno spirito completamente diverso rispetto all'esordio del 2021. "L'ho fatto in una versione Covid, con i palloncini al posto del pubblico, che tra l'altro sono la mia più grande paura. È stato tremendo", racconta il cantautore. "Ora ci vado con uno spirito molto più allegro, per divertirmi". E il Premio della Critica? "Non me lo danno, secondo me. Lo danno a qualcuno con i testi seri. La mia è una canzone che parla di sentimenti, e i sentimenti non meritano critica", scherza. Poi, sulle polemiche relative alle proteste legate all'Eurovision, dichiara: "Non mi sto ponendo la questione, lo farò nel caso in cui dovessi vincere il Festival. Ma non credo che arriverò primo".
Al direttore artistico Carlo Conti - rivela - aveva presentato due canzoni: "Una era questa, l'altra poteva essere più da Premio della Critica e la troverete nel disco. Ero fiducioso di entrambe, ho lasciato a loro la scelta". Per la serata delle cover, la sua scelta è ricaduta su un'accoppiata sorprendente: la giornalista Francesca Fagnani per reinterpretare "Parole parole" di Mina. "Volevo accanto a me una figura che stimassi del panorama italiano e che non fosse un cantante. Lei è una figura di grande dignità, austera e allo stesso tempo materna, ti mette a tuo agio. È anche una psicologa a modo suo. Mi piace l'idea di usare il mezzo televisivo guardando al passato, rievocando l'atmosfera della tv di altissimo livello degli anni '60 e '70".
La partecipazione al Festival è il primo tassello di un mosaico più grande che si svelerà il 13 marzo con l'uscita del suo nuovo album, 'Calcinacci' (Maciste Dischi/Warner Music Italy). Un titolo che nasce da un momento di svolta personale: "Ho concluso una relazione molto importante e mi trovo in mezzo alle macerie. I calcinacci sono dove si è distrutto e dove si ricostruisce sono i cantieri. Questo disco è proprio questo: sono io che ricostruisco, che guardo cosa è successo, con tutti i sassi per terra, e cerco di ricostruire”, spiega l'artista. Il disco, prodotto da Golden Years (che lo dirigerà anche a Sanremo), si preannuncia "più minimale, con meno chitarra acustica e una scrittura diversa", frutto anche di nuovi ascolti, su tutti Franco Battiato. "L'ho scoperto tardi, ma in questo disco ho in qualche modo rubato la sua furba ingenuità".
All'interno di'"Calcinacci' troveranno spazio due collaborazioni nate dall'amicizia, con Franco126 e Tutti Fenomeni. "Sono tutte cose nate in modo naturale", sottolinea Fulminacci, che per Tutti Fenomeni spende parole di grande stima: "È un artista che adoro alla follia, credo sia un intellettuale del nostro tempo e va ascoltato con attenzione". Ma la creatività di Fulminacci non si ferma alla musica: ad accompagnare l'album ci sarà anche un vero e proprio cortometraggio al quale ha partecipato anche Pietro Sermonti. "Sono un po' annoiato dai videoclip, così abbiamo pensato: facciamo un film. Ho girato un corto di 20 minuti, di stampo cinematografico, in cui sono il protagonista. Racconta più o meno quello che succede dentro al disco. È una delle cose che mi divertono di più di questo progetto".
Questo approccio graduale e riflessivo è la cifra stilistica della sua carriera, premiata già agli esordi con la Targa Tenco 2019. "Il mio obiettivo è crescere senza vivere dei picchi eccessivi. Non voglio una vita folle". E aggiunge: "Faccio questo lavoro perché mi piace scrivere canzoni e farle ascoltare a chi mi segue". Un percorso che ad aprile 2026 lo porterà per la prima volta nei palasport con il "Palazzacci Tour 2026" che partirà il 9 aprile da Roma (Palazzo dello Sport), per poi toccare Napoli (11 aprile, Palapartenope), Milano (15 aprile, Unipol Forum) e Firenze (18 aprile, Nelson Mandela Forum).
Ma che rapporto ha con la "Stupida sfortuna" del suo brano? "Non trovo mai parcheggio, le piccole sfighe ce le ho tutte. Ho comprato la macchina e il giorno dopo l'ho trovata graffiata". Insomma, le disavventure quotidiane non mancano ma il quadro generale è più che positivo: "Faccio il lavoro più bello del mondo e sono pieno di persone che mi vogliono bene, quindi in realtà sono felicissimo e super fortunato". (di Loredana Errico)

Categoria: spettacoli
18:52
Zichichi, Meloni lo ricorda in Cdm e annuncia funerali solenni
(Adnkronos) - Funerali solenni per Antonino Zichichi. L'annuncio è arrivato dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "Lo scorso lunedì, all'età di 96 anni, è deceduto Antonino Zichichi, fisico di fama internazionale e protagonista della ricerca italiana nel campo delle particelle elementari. Zichichi è stato un grande scienziato che ha onorato l'Italia con il suo lavoro, oltre che un eccellente divulgatore, che sapeva rendere accessibile ciò che all'apparenza sembrava incomprensibile", ha detto, secondo quanto si apprende, la premier in apertura del Consiglio dei ministri.
"Zichichi - ha proseguito Meloni - ha legato il proprio nome non solo a importanti risultati sperimentali, ma anche a un costante impegno culturale e civile, orientato al dialogo tra scienza, etica e fede. Ha sempre sostenuto che ragione e fede non sono nemiche, ma alleate. 'Due ali', per usare le parole di San Giovanni Paolo II, 'con le quali lo spirito umano si innalza verso la contemplazione della verità'. La sua scomparsa ci ha addolorato profondamente e rappresenta una grande perdita per la comunità culturale e scientifica italiana".
La presidente del Consiglio ha poi rinnovato "il cordoglio del Governo alla famiglia e ai suoi cari" annunciando che i funerali - in programma a Roma per venerdì 13 febbraio alle ore 16 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in Piazza della Repubblica - "si svolgeranno in forma solenne". Infine, Meloni ha rimarcato "la volontà del Governo di impegnarsi per custodire e valorizzare la preziosa eredità umana, culturale e scientifica di Zichichi, affinché possa continuare a generare frutti e ad ispirare nuove generazioni di scienziati".

Categoria: politica
18:37
Scontro il tv sul porno, il 'duello' tra Pillon e Valentina Nappi
(Adnkronos) - Scontro in tv sul porno. L'ex senatore Simone Pillon e la pornostar Valentina Nappi protagonisti di un confronto acceso nel salotto di L'aria che tira, il programma condotto da David Parenzo su La7. "Non vorrei affrontare la questione da un punto di vista religioso, vorrei fare un discorso squisitamente laico. Lo stato ha tutto il diritto di incentivare o disincentivare con la leva fiscale le attività che ritiene utili o non utili alla società, lo fa con il gioco d'azzardo tassandolo in modo superiore rispetto ad altri bene", dice Pillon.
"Come si fa a paragonare il gioco d'azzardo al porno? E' una cosa antiscientifica, è un de-ragionamento", interviene Valentina Nappi.
"Credo siate tutti d'accordo sul fatto che si debba tassare il gioco d'azzardo. Io come molti altri non penso che il porno sia un'attività benefica. L'influenza del porno sulla dipendenza dei minori è eccessiva e pericolosissima, crea danni strutturali alle persone. E' giusto che lo stato faccia cassa sul porno per avere le risorse con cui curare le dipendenze", aggiunge l'ex senatore. "Dire che il porno crea dipendenza è antiscientifico. Il minore cos'è? Va da zero a 18 anni, a 16 anni puoi masturbarti?", la domanda di Nappi che innesca l'intervento di Parenzo: meglio coinvolgere altri interlocutori...

Categoria: cronaca
18:19
Meloni-Merz, Benassi: "Per ora convergenza politica di breve termine"
(Adnkronos) - Né nuovo asse Italia-Germania, né schiaffo alla Francia. L'ex ambasciatore italiano a Berlino e rappresentante all'Ue, Piero Benassi, diffida delle semplificazioni che in questi giorni esaltano il rapporto tra Giorgia Meloni e Friedrich Merz - definita la nuova "coppia di potere" nell'Ue sintetizzata nella crasi 'Merzoni' - e sottolineano la fine dello storico asse franco-tedesco con l'isolamento di Emmanuel Macron.
"Cominciamo con il togliere l'enfasi - dice Benassi all'Adnkronos, alla vigilia del summit dei 27 nel castello di Alden Biesen, preceduto da un prevertice convocato dalla premier e dal cancelliere tedesco - Sin dall'arrivo di Merz alla cancelleria c'è stata una buona convergenza tra Roma e Berlino su due punti importanti per entrambi: la spinta dell'industria ad attenuare il Green deal e la tendenza del cancelliere, anche per non perdere voti a destra a favore dell'Afd, a guardare con interesse all'atteggiamento di severità della Meloni sull'immigrazione".
Questi due temi su cui si è creata una convergenza politica "si innestavano già su una cooperazione industriale da sempre fondamentale per l'Italia e importantissima per la Germania e su altre questioni che hanno analogamente colpito i due Paesi - spiega Benassi - dai costi dell'energia alle difficoltà dell'export per i dazi di Trump e l'aggressività della Cina fino alla sicurezza che adesso occorre che gli europei paghino da sé".
Dunque, è l'analisi dell'ex ambasciatore a Berlino, "una serie di fattori positivi e negativi hanno fatto coincidere interessi e difficoltà di Italia e Germania, insieme dentro un quadro politico percepito come non dissimile: Merz è ancora al primo anno di legislatura, quindi ha davanti a sé un mandato lungo, e la Meloni, in carica da tre anni, appare stabile". "In tale congiuntura vengono a mancare un po' di appigli francesi, a cominciare dalla stabilità politica", sostiene ancora Benassi, secondo il quale "l'unione tra Parigi e Berlino è ancora condizione necessaria anche se ora non più sufficiente" per far avanzare l'Europa. "Come si fa a pensare di fare a meno della Francia, per fare cosa?, domanda polemicamente l'ambasciatore.
Tra Roma e Berlino non c'è alcun asse che possa sostituire il motore franco-tedesco, piuttosto "una significativa convergenza non priva di punti interrogativi sul medio e sul lungo periodo". Tali interrogativi, secondo il diplomatico che è stato anche rappresentante all'Ue, riguardano tutta una serie di dossier relativi ai cosiddetti beni pubblici europei (dalla transizione digitale a quella ecologica fino all'energia e alla difesa) che necessitano di consistenti investimenti pubblici e privati. "Quelli pubblici - spiega Benassi - non possono che essere garantiti o dagli Stati membri (e non tutti hanno spazio fiscale), o dagli eurobond o dall'aumento di risorse proprie del bilancio dell'Ue. In ognuno di questi casi non vedo al momento grandi convergenze tra Roma e Berlino". Il tutto va accompagnato dal decisivo sforzo volto a convogliare i risparmi verso i necessari investimenti privati. Obiettivo dell’atteso salto di qualità nel mercato dei capitali.
"Il vero problema dell'Europa - sottolinea ancora l'ambasciatore - a parte la mancanza di leadership politica è che un sovranismo palesemente antieuropeo ha esaltato un tempo la Brexit, nella speranza che ci sarebbe stato un effetto domino. Questo non è avvenuto e gli stessi britannici se ne sono pentiti. Da qui la decisione del sovranismo - nel frattempo cresciuto sensibilmente nel continente - di restare dentro l'Europa per corroderla dall'interno".
E in questo contesto si inserisce anche l'approccio che si vuole tenere con Donald Trump, premesso che quanto successo con la Groenlandia "ha dimostrato che è stato sufficiente un irrigidimento dei leader europei" contro le mire del presidente americano perché facesse retromarcia sulle minacce di invasione dell'isola. Sicuramente Meloni e Merz temono "un brusco distacco dagli Stati Uniti", ma i punti di partenza della premier e del cancelliere sono diversi: "Per la prima c'è un'affinità ideologica più marcata accompagnata da una dinamica interna alla sua maggioranza di governo che finora l'ha costretta a più di un’acrobazia", il secondo "ha l'atteggiamento pragmatico dell’uomo d'affari che non si scandalizza, non ha il puritanesimo della Merkel". "Merz - chiosa Benassi - non può del resto non tenere conto della natura tedesca e della storia recente della Germania; della vicinanza geografica della Russia. Lui sa che in questo passaggio epocale per Berlino, con le spinte al riarmo che creano diffidenza, non può permettersi di avere allo stesso tempo una Russia che bombarda alle sue porte, una Cina che aggredisce economicamente a tutto campo e un'inimicizia strutturale con Trump".

Categoria: internazionale/esteri
18:13
Milano Cortina, presunto sabotaggio su linea ferroviaria Lecco-Tirano: indaga l'antiterrorismo
(Adnkronos) - La sezione Antiterrorismo della Procura di Milano indaga sul'incendio avvenuto la scorsa notte ad Abbadia Lariana, in provincia di Lecco. Dopo gli accertamenti della Digos e della Polizia ferroviaria di Lecco, ora gli approfondimenti sul posto sono affidati alla Digos di Milano.
Si valuta se la scorsa notte sono state usate le medesime tecniche di sabotaggio delle linee ferroviarie che, nei giorni scorsi, hanno colpito le linee ferroviarie di Bologna e Pesaro.
Il presunto attentato incendiario potrebbe essere stato realizzato con una molotov che avrebbe incendiato sette cavi di una centralina di scambio (i cavi sono danneggiati per 64 centimetri) della linea ferroviaria che porta fino a Bormio e Livigno, due delle più famose località sciistiche al centro delle gare dei Giochi olimpici di Milano-Cortina 2026.
La Digos di Milano guidata da Antonio Marotta sta valutando tutti gli elementi sulla scena del presunto sabotaggio non ancora rivendicato nei blog legati all'area anarchica. La prudenza è la parola più usata in questo momento da chi indaga. Una volta che la relazione sarà completa, la Procura di Milano presieduta da Marcello Viola potrà aprire un fascicolo con le corrette ipotesi di reato sull'episodio.
Sono in corso le indagini della polizia anche sui cavi tranciati la sera dell’8 febbraio lungo la linea ferroviaria della cintura di Bologna, che viene percorsa da treni merci senza passare per la stazione centrale. Gli investigatori, che indagano a 360 gradi, stanno cercando di capire se l'episodio sia collegato ai sabotaggi avvenuti sabato scorso, che hanno provocato pesanti disagi alla circolazione ferroviaria.
Un caso si è verificato lungo i binari all’altezza di Castel Maggiore (Bologna) dove erano stati posizionati due ordigni incendiari: uno è esploso, mentre l'altro è stato recuperato inesploso. Nella stessa giornata un altro sabotaggio è stato messo in atto a Pesaro. Per quanto accaduto sabato a Castel Maggiore, la Procura di Bologna ha aperto un fascicolo per associazione con finalità di terrorismo e attentato alla sicurezza dei trasporti. Gli accertamenti si sono indirizzati sugli ordigni alla ricerca di tracce che possano dare indizi utili a identificare gli autori, anche tramite il confronto con episodi registrati in passato.
Il lavoro di analisi coinvolge anche i testi diffusi dopo i sabotaggi. Nei giorni scorsi sono apparsi prima un messaggio sul sito di area anarchica sottobosko.noblogs e poi la 'Rivendicazione del sabotaggio incendiario della linea ferroviaria contro i Giochi olimpici (Pesaro, 7 febbraio 2026)' sulla pagina web 'La Nemesi'.

Categoria: cronaca
18:06
Mattarella a Cortina, l'incontro con Sofia Goggia e la telefonata con Arianna Fontana
(Adnkronos) - "Complimenti. Terza olimpiade, terza medaglia. Domani assisterò alla sua gara, state raccogliendo una grande quantità di medaglie, abbiamo una bella squadra". Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando Sofia Goggia. La sciatrice azzurra, che domani mattina gareggerà sulla leggendaria Olimpia delle Tofane di Cortina per puntare a un'altra medaglia nel SuperG, ha già vinto la medaglia di bronzo nella discesa a Cortina.
"Occorrerebbe far capire ai tifosi e telespettatori che cosa c'è dietro la vostra preparazione", ha aggiunto il capo dello Stato oggi a Cortina per seguire alcune gare delle Olimpiadi.
"Siamo tutte onorate che sia qui a vederci e a tifarci. Porto i suoi saluti a tutta la squadra", ha sottolineato Goggia rivolgendosi al presidente della Repubblica.
Mattarella ha anche sentito per telefono Arianna Fontana, regina dello short track e atleta azzurra più medagliata di sempre alle Olimpiadi invernali (VIDEO). "Congratulazioni, sei Olimpiadi, sei successi. E' stata una gara formidabile, complimenti, ovviamente anche agli altri, è stata una squadra formidabile", le ha detto Mattarella che ha incontrato anche il presidente del Coni Luciano Buonfiglio (VIDEO). "Siamo riusciti a mantenere la calma ed è stata quella la formula vincente", ha aggiunto la campionessa azzurra al telefono. "Per chi guarda in tv in quella formula, per chi non se ne intende, è difficile capire come si svolge, e la calma deve essere fondamentale", ha proseguito Mattarella.
"La staffetta mista è molto corta e veloce, capisco che non può essere così intuitiva la prima volta che si guarda, ma abbiamo mantenuto la calma e stiamo riusciti a portare a casa un oro che vale tantissimo", ha proseguito la Fontana e Mattarella ha ribattuto: "quest'oro vale veramente moltissimo, complimenti e per le prossime gare non dico nulla, a presto", ha concluso con il sorriso Mattarella.

Categoria: milano-cortina-2026
17:59
Milano-Cortina, Laegreid e il tradimento: niente lieto fine, ex fidanzata non perdona
(Adnkronos) - Sturla Holm Laegreid ha confessato di aver tradito la fidanzata. L'atleta norvegese ha chiesto perdono davanti alle telecamere, alla fine della 20 km di biathlon alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Le lacrime dell'atleta, però, non hanno sortito l'effetto sperato. Perdonato? No, per niente. L'ex compagna di Laegreid è stata intercettata dal tabloid VG. "Non ho scelto io di trovarmi in questa posizione e fa male. Abbiamo avuto contatti, lui sa quali sono le mie opinioni in merito", ha detto la ragazza, che chiede l'anominato. Quindi, la sentenza: "E' dura perdonare". I ringraziamenti vanno "alla mia famiglia e ai miei amici che mi hanno sostenuto in questo periodo e a tutte le persone che hanno mostrato vicinanza nei miei confronti pur senza conoscermi".
Laegreid, con dichiarazioni che - in un certo senso - entrano nella storia delle Olimpiadi, ha fatto mea culpa davanti e telecamere e microfoni. "Sei mesi fa ho conosciuto l'amore della mia vita e 3 mesi dopo ho tradito questa persona", ha detto tra lacrime e singhiozzi.
La confessione pubblica non è stata propriamente gradita nemmeno all'interno del team norvegese, che avrebbe voluto celebrare degnamente il trionfo di Johan Olav Botn e invece si è trovato a dover gestire la vicenda privata di un atleta. "Ho sbagliato il momento, posso solo dire che spero di non aver rovinato la giornata a Johan. È il giorno di Johan ed è un peccato che io riceva così tanta attenzione", ha detto Laegreid dopo aver mandato in tilt i media nazionali. Petter Northug, totem dello sci nordico in Norvegia, ha stigmatizzato il comportamento del 'fedifrago': "C'era un'impresa da celebrare e si è parlato di altro...".

Categoria: milano-cortina-2026
17:47
Trump rimuove la bandiera arcobaleno del Pride dal monumento per i diritti Lgbt di Stonewall
(Adnkronos) - L'amministrazione Trump ha rimosso la bandiera arcobaleno del Pride dal Stonewall National Monument di New York, il primo monumento per i diritti Lgbt degli Stati Uniti. Per togliere il simbolo del Pride da quello è che è considerato il luogo di nascita del movimento per i diritti della comunità Lgbt negli Usa, l'amministrazione Trump si è appellata ad una direttiva, firmata a gennaio dalla direttrice interna del servizio dei National Park Jessica Parks, che impone che vengano issate nei monumenti solo bandiere americane, militari o delle nazioni tribali.
Immediata la reazione del sindaco di New York, Zoharn Mamdani che si è detto "oltraggiato" dalla rimozione della bandiera. "New York è il luogo di nascita del moderno movimento per i diritti Lgbtq+ e nessun atto di cancellazione potrà mai cambiare o silenziare questa storia", ha scritto Mamdani su X. Di oltraggio parla anche il leader dei senatori dem, Chuck Schumer, eletto a New York: "Se c'è una cosa che so di questo nuovo tentativo di riscrivere la storia, di provocare divisioni e discriminazioni, è questo, la bandiera tornerà, i newyorkesi faranno in modo che torni".
Anche il presidente del borough di Manhattan, Brad Hoylman-Sigal, ha promesso che sta lavorando per far sventolare di nuovo, già domani forse, la bandiera del Pride: "Potremo essere bloccati, ci potranno essere agenti federali ad impedircelo, ma certamente lo faremo nello spirito di Stonewall".
La rimozione della bandiere non è il primo attacco dell'amministrazione Trump allo storico bar gay di New York, oggetto nel 1969 di un raid della polizia che provocò la reazione, la resistenza e le proteste che durarono giorni da parte della comunità Lgbtq ponendo così le basi per il movimento dei diritti Lgbt, che Barack Obama nel 2016 designò come monumento nazionale, sottolineando che "i nostri parchi nazionali devono riflettere a pieno la storia del nostro Paese, la ricchezza e la diversità e l'unicità dello spirito americano che ci ha sempre definito, cioè l'essere più forti se uniti".
Nel febbraio dello scorso anno, il servizio dei parchi tolse ogni riferimento a persone transgender e queer dalla pagina web del Stonewall monument, che comprende anche il parco intorno al vecchio Stonewall Inn nel Greenwich Village.

Categoria: internazionale/esteri
17:13
Milano Cortina, paura per Liu Jiayu: la snowboarder cade male e viene portata via in barella
(Adnkronos) - Brutto infortunio per Liu Jiayu durante la gara di half-pipe di snowboard di oggi, mercoledì 11 febbraio, alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. L’atleta cinese, argento olimpico nel 2018, è caduta male dopo un salto, impattando sulla neve in maniera violenta, battendo prima la spalla sinistra e poi collo e testa. A Livigno, al Mottolino, la competizione è stata quindi immediatamente fermata.
Jiayu, che in quel momento era tredicesima e si stava giocando un posto per la finale, è stata poi portata via in barella, accompagnata da un lungo applauso del pubblico. La gara è poi ricominciata dopo qualche minuto

Categoria: milano-cortina-2026/eventi
17:09
La 'variabile Dassault', in salita super jet franco-tedesco da 100 miliardi
(Adnkronos) - Sembra in salita la strada per il super caccia franco-tedesco da 100 miliardi. E a rendere incerto il cammino del programma Fcas (Future Combat Air System) e le ambizioni del presidente Emmanuel Macron è proprio una variabile ‘interna’: la Dassault Aviation. Annunciato in pompa magna nel 2017 dall’inquilino dell’Eliseo e dall’allora cancelliera Angela Merkel, e sposato due anni dopo anche dalla Spagna, il progetto punta a sostituire tutti gli attuali aerei da combattimento - i jet francesi Rafale e gli Eurofighter di Germania e Spagna – con caccia di sesta generazione; non semplici aerei, dunque, ma un intero sistema di velivoli, sia mezzi con equipaggio che droni senza pilota, per il combattimento e la ricognizione. I tre partner sono in quote paritetiche al 33% ciascuno e, secondo gli accordi, Dassault sarebbe stato alla guida del jet e la divisione difesa di Airbus, con sede in Germania, alla guida del resto. Ma nonostante i grandi annunci, il programma non ha mai ‘spiccato il volo’, scontando una serie di stop and go legati alle controversie nella pianificazione e nella progettualità sorte tra il costruttore francese e il gruppo Airbus, che rappresenta gli interessi tedeschi e spagnoli.
La Dassault Aviation, controllata dalla famiglia Dassault, ha sempre avuto una ‘vena indipendente’, supportata da un'influenza fortissima nel panorama industriale della difesa francese, dal momento che è il principale fornitore della flotta di aerei da combattimento di produzione nazionale sin dagli anni '50. Negli anni ’80 – ricorda il Financial Times in una lunga analisi sul dossier – l’appaltatore aveva abbandonato un primo progetto di difesa transnazionale, l'Eurofighter Typhoon (poi costruito da Regno Unito, Italia, Germania e Spagna) perché voleva una posizione di leadership nella progettazione e la maggior parte della produzione. E oggi la storia si ripete: l’azienda è determinata a mantenere il controllo sulla parte relativa ai caccia del Future Combat Air System, nonostante la ferma opposizione di Airbus, costringendo Macron a ripetuti colloqui con il cancelliere Friedrich Merz per cercare di salvare il progetto dal fallimento.
Una situazione, questa, che ha riportato l'attenzione sul complicato rapporto tra l’appaltatore e il governo francese. Da un lato, infatti, la République è il principale cliente di Dassault: gli acquisti dell’esercito costituiscono la maggior parte delle sue entrate, tutte le esportazioni vanno autorizzate, i presidenti sono i principali promotori all’estero (basti pensare al contratto da 100 velivoli Rafale che Macron sta cercando di concludere con l’India); dall’altra parte, però, l’azienda fondata da Marcel Bloch (poi Dassault) vanta una produzione interamente nazionale, che è poi il fattore che gli garantisce una reale possibilità di indipendenza da qualsiasi partner e una salda influenza sullo Stato francese.
L’ad Eric Trappier lo ha detto chiaramente: “Siamo ben disposti a collaborare con dei partner, compresi i tedeschi, ma non ne abbiamo bisogno”. Marwan Lahoud, ex dirigente di Airbus e veterano del settore, ha spiegato al Ft: “Tutti pensano che sia il governo a prendere tutte le decisioni, ma la realtà è più complessa: c'è un do ut des. Tutto dipende da ciò che la Francia si aspetta da un'azienda che opera nel settore della difesa: si aspetta che obbedisca o che produca i migliori sistemi d'arma possibili?”. Un altro dirigente del settore, sempre interpellato dalla testata britannica, è stato più tranchant: “I ministri vanno e vengono, i presidenti vanno e vengono, ma Dassault rimane”.
Ma questo braccio di ferro rischia di creare uno stallo insuperabile che non solo metterebbe in difficoltà Macron, strenuo sostenitore della cooperazione europea in materia di difesa e della riduzione della dipendenza dalle armi statunitensi, ma che rischierebbe anche di portare i tedeschi ad avvicinarsi ad un progetto parallelo: quello italiano. Nell’ultimo periodo è circolata a più riprese l’ipotesi che la Germania possa affacciarsi alla porta del ‘Global Combat Air Programme’ (Gcap), il programma concorrente su un super caccia di ultima generazione guidato da Italia, Regno Unito e Giappone. Programma che, intanto, va avanti per la sua strada: “Abbiamo la nostra road map, la stiamo seguendo puntuali e andiamo avanti come se nulla fosse. È ovvio che se ci dovessero essere conferme di difficoltà dai nostri partner o conferme di richieste di entrare, queste verranno analizzate”, ha detto l’Ad di Leonardo (partner strategico del progetto), Roberto Cingolani, a margine di un evento alla Luiss. “Stiamo aspettando di capire cosa succede, ma una volta tanto che i problemi non sono i nostri andiamo avanti e siamo tranquilli. Io credo che ci potrebbero essere delle opportunità, ma vediamo. Se poi ci saranno cambiamenti altrove, possibilità di avere altri partner o alleanze noi li guarderemo, ma il progetto c'è”.
Per ora, comunque, si tratta solo di rumors: in una recentissima intervista a ‘Il Sole 24 Ore’, il presidente francese ha affermato che il progetto è vivo e vegeto. “Non ho mai ricevuto alcuna comunicazione da parte tedesca che dicesse il contrario. Anzi, le aeronautiche militari di Germania e Francia hanno spiegato ai rispettivi ministri di considerarlo un buon progetto”. Ma, certo, se diventasse realtà, uno scenario del genere potrebbe incrinare i rapporti industriali tra i Parigi e Berlino: “Se il partner tedesco rimetterà in discussione l’aereo in comune saremo obbligati a fare altrettanto con il carro armato in comune”, ha minacciato Macron, come riportato da 'Le Monde'. E un ministro tedesco, citato dal quotidiano francese, avrebbe replicato: “La Francia ha molto più bisogno di nuovi carri armati rispetto alla Germania che può sviluppare e costruire una nuova generazione di carri armati senza la Francia”

Categoria: economia
17:07
Porti, Latrofa (AdSP): "Civitavecchia centrale nella riconversione del territorio"
(Adnkronos) - "Il porto di Civitavecchia gioca un ruolo fondamentale in questo percorso, per motivi di giurisdizione, per i terreni coinvolti e per la volontà assoluta di dare supporto affinché un’intera comunità possa crescere e cogliere questa opportunità". Così Raffaele Latrofa, presidente dell’AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale, ha ribadito la centralità dello scalo nel processo di reindustrializzazione del territorio, in occasione dei primi incontri ufficiali a Civitavecchia con Roberta Angelilli, vicepresidente Regione Lazio.
“Si tratta di un passaggio importante non solo per la città e per il porto, ma per l’intera regione. Abbiamo dedicato i nostri primi sei mesi a rimettere in moto una procedura che era ferma da circa due anni: l’approvazione del Documento di Programmazione di Sistema Strategico”, ha spiegato Latrofa. Si tratta dello strumento previsto dalla normativa vigente come primo atto fondamentale per la pianificazione delle destinazioni d’uso, articolate tra ambito portuale, retroportuale e zona di interazione porto-città.
"Il 5 febbraio abbiamo chiuso l’ultimo incontro con il Comune di Civitavecchia e siamo pronti a portare in adozione il documento al Comitato di gestione". Dopo l’approvazione formale da parte del Ministero, l’Autorità potrà passare alla fase successiva, quella dei piani regolatori portuali. "Con i piani regolatori metteremo nero su bianco la strategia e la visione dei nostri tre porti per i prossimi 15-20 anni".

Categoria: economia
17:07
Porti, Angelilli: "Civitavecchia strategico per reindustrializzazione del Lazio"
(Adnkronos) - "Non è una tematica nuova, ma soprattutto è già stata calendarizzata una serie di appuntamenti concreti per accompagnare la riconversione industriale di Civitavecchia. Abbiamo istituito un tavolo tecnico di lavoro permanente con tutti i soggetti protagonisti, a partire dal Comune di Civitavecchia e dall’Autorità di sistema portuale, con l’obiettivo di costruire un percorso condiviso e strutturato". Così Roberta Angelilli, vicepresidente della Regione Lazio, ha delineato il quadro delle iniziative avviate sul territorio, sottolineando la centralità del porto come infrastruttura strategica per lo sviluppo economico regionale. “Avremo incontri importanti con Invitalia, con il Ministero dell’Ambiente e con Enel, tutti - ha spiegato - finalizzati a dare un futuro alla riconversione del territorio.
Il primo passaggio operativo riguarda la Zona Logistica Semplificata e la mappatura delle aree disponibili. “Partiamo dalla ZLS e dalla reale disponibilità delle aree, un lavoro che inizierà già dalla prossima settimana”, ha chiarito la vicepresidente, annunciando la convocazione di un tavolo tecnico in Regione Lazio con il Comune di Civitavecchia e tutte le direzioni regionali coinvolte, dai lavori pubblici all’ambiente, passando per urbanistica e pianificazione. Un passaggio ritenuto fondamentale per verificare vincoli, criticità e potenzialità delle aree interessate dai progetti.
“Il focus della reindustrializzazione è quello della transizione energetica e dell'innovazione e l'attrazione di investimenti capaci di generare un reale valore aggiunto per il territorio e per l’intera Regione Lazio”, ha evidenziato Angelilli. “Auspichiamo l’adesione del Comune al Consorzio Industriale, perché rappresenterebbe un’importante opportunità in termini di semplificazione amministrativa e attrazione di investimenti. Un passaggio che consentirebbe alle imprese locali di accedere a strumenti finanziari rilevanti, a partire dai circa 100 milioni di euro che Invitalia metterà a bando a breve”. Infine, Angelilli ha ribadito il ruolo centrale del porto di Civitavecchia all’interno di questa strategia: “Il porto è un’infrastruttura fondamentale, con numeri e record significativi a livello nazionale ed europeo. È un elemento chiave per la logistica e per lo sviluppo dell’intera Regione Lazio”.

Categoria: economia
17:01
La Francia chiede le dimissioni di Francesca Albanese da relatrice Onu: "Da lei dichiarazioni oltraggiose"
(Adnkronos) - La Francia, membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, chiede le dimissioni della relatrice speciale dell'Onu per i Territori palestinesi Francesca Albanese, dopo le "dichiarazioni oltraggiose e colpevoli" rilasciate sabato durante una conferenza. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot, aggiungendo che "la Francia condanna senza riserve le dichiarazioni oltraggiose e colpevoli della signora Francesca Albanese che prendono di mira non il governo israeliano, di cui è lecito criticare la politica, ma Israele come popolo e come nazione, il che è assolutamente inaccettabile".
Le parole di Barrot arrivano dopo che ieri la deputata Caroline Yadan e diversi altri parlamentari francesi avevano chiesto le dimissioni di Albanese. La Yadan ha definito come "retorica demonizzatrice con profonde radici antisemite" le dichiarazioni rilasciate alla presenza di un dirigente di Hamas e del ministro degli Esteri iraniano, e che descrivevano Israele come un "nemico comune dell'umanità". Secondo la Yadan un mandato delle Nazioni Unite richiede "imparzialità, moderazione e senso di responsabilità" e non può trasformarsi in "una piattaforma per posizioni radicali". E ha invitato la Francia a intervenire affinché la Albanese venga rimossa con effetto immediato.
Barrot ha affermato che le parole della Albanese sono "assolutamente inaccettabili" e ha denunciato "una lunga lista di posizioni scandalose", citando in particolare dichiarazioni che avrebbero minimizzato o giustificato il 7 ottobre, da lui descritto come "il peggior massacro antisemita dopo l'Olocausto", nonché riferimenti alla "lobby ebraica" o paragoni tra Israele e il Terzo Reich. Secondo Barrot, Albanese non può rivendicare lo status di "esperta indipendente" delle Nazioni Unite. "Non è né un'esperta né indipendente; è un'attivista politica che diffonde discorsi d'odio", ha affermato, ritenendo che le sue posizioni minino la causa palestinese che afferma di difendere. Parigi ne chiederà ufficialmente le dimissioni durante la prossima sessione del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, il 23 febbraio.

Categoria: internazionale/esteri
16:52
A Bormio spunta... Valeria Mazza: la top model in tribuna per il figlio Tiziano Gravier alle Olimpiadi
(Adnkronos) - Sorpresa a Bormio per le Olimpiadi di Milano Cortina, dove in mattinata arriva anche Valeria Mazza, in tribuna per godersi il SuperG di suo figlio Tiziano Gravier. La top model argentina, grande protagonista della tv italiana tra gli anni Novanta e l'inizio degli anni Duemila, è tornata in Italia con tutta la famiglia per godersi le Olimpiadi e le gare di suo figlio Tiziano Gravier, sciatore argentino classe 2002.
Valeria, avvistata oggi in hospitality a Bormio, ha seguito il SuperG di oggi sulla Stelvio, vinto da uno straordinario Franjo Von Allmen (terzo oro olimpico a Milano Cortina). Tiziano, pettorale numero 31, ha chiuso la gara al ventottesimo posto. E mamma Valeria ha fatto un gran tifo in tribuna, postando anche delle stories sui social con i video della giornata: "Forza Tizi". In tribuna, anche il vicepresidente ed ex capitano dell'Inter Javier Zanetti.

Categoria: milano-cortina-2026/eventi
16:44
Università, studenti telematiche a Bernini: ora scelta politica su esami on line
(Adnkronos) - "Ministro, presidente, noi sottoscritti, rappresentanze studentesche di università Mercatorum, università telematica Pegaso e università San Raffaele Roma, con una lettera pubblica e aperta alla sottoscrizione di tutta la comunità studentessa (e quindi di qualsiasi ateneo, telematico e tradizionale), desideriamo portare alla vostra attenzione una questione che sta generando incertezza reale e preoccupazione diffusa tra tutti gli studenti delle università telematiche: il futuro delle modalità di svolgimento degli esami, e in particolare la possibilità di svolgerli online". E' quanto si legge in una lettera aperta al Mur e al ministro Bernini.
"Scriviamo -continua la nota- con rispetto delle Istituzioni e con spirito costruttivo. Non per rivendicare eccezioni o scorciatoie, ma per chiedere finalmente una scelta politica e di sistema coraggiosa, organica e definitiva sul tema didattica in remoto ed esami online, che preservi la qualità e allo stesso tempo garantisca a tutti certezza e trasparenza. con un dibattito pubblico, aperto e costruttivo che coinvolga tutte le componenti dell'università (e in primis noi studenti), e che non finisca per restringere l'accesso effettivo allo studio universitario di una parte significativa (e sempre più maggioritaria) di studenti e studentesse per prese di posizioni perlopiù ideologiche e strumentali", spiegano.
"Siamo pienamente consapevoli (e anche gli atenei del gruppo Multiversity sono sempre stati chiari su questo) che le Linee generali di indirizzo relative all’offerta formativa a distanza (D.M. n. 1835 del 6 dicembre 2024) prevedano, come regola, lo svolgimento in presenza delle verifiche di profitto e dell'esame finale, ammettendo deroghe puntuali e contemplando la possibilità che tali fattispecie possano essere integrate in base all'evoluzione delle tecnologie disponibili", continuano gli studenti.
"Comprendiamo anche la ratio: garantire integrità delle prove, uniformità e credibilità, con controlli adeguati. È una finalità che condividiamo. Lo diciamo con chiarezza: la qualità dell'assessment non è negoziabile. Proprio per questo, riteniamo essenziale evitare che la discussione si riduca a un'alternativa impropria tra "rigore" e "flessibilità". Il vero obiettivo dovrebbe essere un altro: stessi standard, più accesso. In coerenza con l’idea (più volte espressa pubblicamente anche dal Ministero) che la qualità debba essere assicurata 'a prescindere dalle modalità di erogazione' e che il sistema debba avere regole comuni", si legge nella lettera.

Categoria: lavoro
16:36
Sarah Ferguson deve tornare al lavoro: "Ha bisogno di soldi"
(Adnkronos) - Sarah Ferguson sta progettando un sorprendente ritorno alla vita pubblica, senza il suo ex marito Andrew Mountbatten-Windsor. Lo scrive il Daily Mail, aggiungendo che Fergie "si sta rimettendo in sesto": ha trascorso con alcuni amici qualche giorno sulle Alpi francesi prima di volare negli Emirati Arabi. L'ex duchessa di York ha inoltre raggiunto la sua secondogenita Eugenia, che si trovava a Doha per partecipare a una fiera d'arte nel ruolo di direttrice presso la galleria d'arte Hauser and Wirth.
Secondo il tabloid, lungi dal fare un 'mea culpa' pubblico sulle continue rivelazioni riguardanti la sua amicizia con il condannato per reati sessuali Jeffrey Epstein, la Ferguson sta già cercando un nuovo team di pubbliche relazioni che la rappresenti mentre pianifica il suo ritorno nel Regno Unito.
Alcune fonti affermano che avrebbe detto apertamente agli amici: "Devo tornare al lavoro. Ho bisogno di soldi", senza parlare di un futuro con l'ex marito, assieme al quale un tempo si definiva come "la coppia divorziata più felice del mondo", oltre a condividere la stessa residenza alla Royal Lodge, la vasta dimora di Andrew a Windsor, per ben trent'anni dopo la separazione.
Sarah non raggiungerà l'ex marito nella sua nuova casa nella tenuta reale di Sandringham, nel Norfolk. Vorrebbe invece restare nella zona di Windsor, dove acquisterà o prenderà in affitto una casa. A un'amica avrebbe detto: "Quando tornerò, dovrò mettere un po' di distanza tra me e Andrew". Chi la conosce, scrive ancora il Daily Mail, pensa che stia "prendendo in giro" se stessa se crede di poter riprendere da dove aveva interrotto e tornare a una vita normale. Le e-mail tra l'ex duchessa ed Epstein mostrano che lei lo cercava in continuazione per ottenere denaro con cui saldare i suoi debiti. Contengono prove del fatto che lei rimase in stretto contatto con lui dopo che fu rilasciato dalla prigione per reati sessuali su minori, arrivando persino a portare le sue due figlie, le principesse Beatrice ed Eugenia, a pranzo con lui cinque giorni dopo il suo rilascio.

Categoria: internazionale/esteri
16:26
Verona, schiaffi e spintoni a bimbi in asilo nido: 5 maestre interdette
(Adnkronos) - Schiaffi, tirate di capelli e orecchie, spintoni ai bimbi che, all'ora di pranzo, venivano persino legati alle seggioline. Accadeva in in un asilo nido privato di Verona. Cinque maestre sono state interdette alla professione per un anno su disposizione della Procura di Verona, a valle delle indagini dei Carabinieri che avevano posizionato delle telecamere nella struttura situata in centro città. L’asilo è stato chiuso e messo sotto sequestro.
Le indagini dei Carabinieri erano cominciate a dicembre 2025 e le telecamere in poco tempo hanno fatto emergere un quadro di violenze e maltrattamenti nei confronti dei bambini loro affidati, tutti di età compresa tra i 9 mesi e i 3 anni.
I piccoli “venivano spostati da un luogo all'altro coi piedi, con strattonamenti e spintoni dando loro scappellotti, schiaffi, pizzicotti e altri colpi al volto e al corpo. Venivano tirate loro le orecchie e i capelli o messi in punizione negli angoli della sala e legati alle seggioline all’ora del pasto”. Inoltre, prosegue la Procura, venivano alzati “dal vasino o dalle sedie tirandoli per un braccio, trascinandoli o facendoli girare nel lettino afferrandoli per una mano e un piede. Lanciando con sprezzo i giocattoli o i peluche che i bambini avevano in mano per poi restituirglieli rilanciandoglieli contro; lanciando le seggioline contro un muro dopo aver sgridato una bambina alla quale si mettevano poi di forza il ciuccio e un peluche in mano costringendola ad abbracciarlo”.
Forse è la stessa bambina che è stata fatta “dormire in uno sgabuzzino buio, su un materassino poggiato sul pavimento, lasciata sola con della musica”. Registrate anche numerose violazioni delle basilari norme igieniche. “Dopo che avevano fatto i bisogni in bagno”, scrive la Procura, le maestre non provvedevano a pulirli “né aiutandoli in nessuna di tali operazioni, e lasciandoli sporchi della loro pipì”. Poi per i bambini utilizzavano “cucchiai che avevano prima messo loro (le maestre, ndr) in bocca, calpestando con le scarpe i materassini con le lenzuola e buttando sul pavimento le lenzuola stesse”.
In un’occasione sono state registrate mentre raccolgono dal pavimento del bagno un ciuccio che poi “lasciavano a disposizione dei bambini, senza neanche lavarlo” oppure “cambiavano il pannolino sul pavimento (del bagno, ndr) pur in presenza di un fasciatoio”. La Procura e i Carabinieri “restano come sempre a disposizione di tutti i genitori - in questo momento giustamente preoccupati - che vogliano collaborare per la ricerca della verità” conclude la nota firmata dal procuratore capo Raffaele Tito.

Categoria: cronaca
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19:25
Milano Cortina, Italia da sogno: oro Voetter-Oberhofer nello slittino doppio donne
(Adnkronos) - Andrea Voetter e Marion Oberhofer agguantano uno splendido oro nello slittino doppio femminile alla fine della seconda manche della gara dopo aver chiuso in testa già la prima. Alle spalle delle azzurre le tedesche Dajana Eitberger e Magdalena Matschina, bronzo per le austriache Selina Egle e Lara Michaela Kipp.
Per l'Italia, è una serata da sogno. Andrea Voetter e Marion Oberhofer avevano vinto in Coppa del Mondo, conquistato medaglie mondiali ed erano pronte all'ultimo scatto. Quello della medaglia olimpica. Le azzurre ci sono riuscite con una gara perfetta a Cortina d'Ampezzo. Record di spinta nella prima run, poi il miglior tempo nella discesa decisiva. Il tempo complessivo di 1:46.284 vale il titolo olimpico e un'impresa da consegnare agli annali.

Categoria: milano-cortina-2026/eventi
19:13
Salute, Pelissero (Gruppo Les): "Presa in carico rapida per ridurre impatto lupus"
(Adnkronos) - "Prima di arrivare a un centro multidisciplinare molte persone" con lupus "affrontano un percorso a ostacoli" che può portare "a un peggioramento delle condizioni cliniche. Garantire un accesso equo e tempestivo alle cure dovrebbe essere l'obiettivo fondamentale". Così Rosa Pelissero, presidente Gruppo Les Italiano, commenta i risultati del progetto di ascolto 'Italian Systemic Lupus Erythematosus (Sle) Patients: Overview of Their Quality of Life and Unmet Needs', pubblicato sul 'Journal of Clinical Medicine'.
"Il lupus - prosegue Pelissero - interessa soprattutto donne giovani, tra 15 e 40 anni, una fase in cui l'adattamento in ambito lavorativo è molto difficile perché spesso si perde il lavoro oppure la carriera viene bloccata: chi vive con la malattia deve fare il doppio della fatica per dimostrare di essere ancora capace, mentre la patologia resta invisibile e in pochi comprendono la fatica cronica, una stanchezza profonda che accompagna il paziente anche nei periodi di remissione". A pesare sono anche le differenze territoriali. "Persistono profonde disuguaglianze tra le regioni - sottolinea Pelissero - con pazienti costretti ai viaggi della speranza per ottenere cure adeguate". Una presa in carico tempestiva, invece, può scongiurare conseguenze gravissime. "Un lupus che colpisce un rene deve essere visto subito, altrimenti si arriva al trapianto - precisa - Ma cruciale, data anche la giovane età delle pazienti, è anche la gestione della gravidanza, che deve avvenire in un centro multidisciplinare, con un lavoro congiunto tra reumatologo, nefrologo e specialisti dell'area ostetrica".
Anche sotto un profilo economico, Pelissero insiste sul valore di una presa in carico precoce. "Il malato di lupus costa, ma spendendo qualcosa in più subito e garantendo l'accesso tempestivo alle cure - conclude - la persona riesce a svolgere la sua vita lavorativa senza pesare sui costi sanitari, perché la relazione tra costi e benefici risulta un vantaggio non solo per il paziente, ma anche per la società".

Categoria: salute
19:05
Migranti, ok del Cdm al ddl. Dai rimpatri alle nuove regole per i Cpr: cosa cambia
(Adnkronos) - Via libera del Consiglio dei ministri, secondo quanto si apprende, al ddl per l'attuazione del Patto europeo su migrazione e asilo.
Il testo composto di 18 articoli conferisce al Governo una delega per recepire la nuova direttiva Accoglienza e adeguare l'ordinamento italiano ai regolamenti Ue su qualifiche, procedure di asilo, gestione della migrazione, rimpatri alla frontiera, crisi e forza maggiore, accertamenti alle frontiere esterne ed Eurodac.
Tra i punti chiave previsti nella bozza del ddl la riorganizzazione del sistema nazionale di accoglienza, disciplina delle procedure di frontiera, introduzione di un meccanismo di monitoraggio indipendente sui diritti fondamentali, interventi sui Cpr e sul trattenimento, modifiche alla normativa sui minori stranieri non accompagnati e riordino della materia in testi unici.
Nel dettaglio, l'articolo 2 del provvedimento detta i principi per il recepimento della direttiva Accoglienza, prevedendo l'adeguamento dell'organizzazione del sistema nazionale e delle condizioni materiali riconosciute ai richiedenti protezione internazionale, anche "in forma di sussidi economici, di buoni o in natura". Il testo prevede inoltre la possibilità di assegnare il richiedente "a una specifica zona geografica", disciplinando condizioni e modalità, compresa l'autorizzazione ad allontanarsi temporaneamente. In attuazione dell'articolo 9 della direttiva, dovranno essere individuati i casi e i presupposti per imporre l'obbligo di residenza in un luogo specifico o di presentazione periodica alle autorità, con definizione dei termini di durata e delle eventuali proroghe.
Con riferimento al regolamento Procedure (articolo 4), il Governo dovrà disciplinare la procedura per il riconoscimento delle forme di protezione complementare e individuare le autorità competenti, assicurando anche misure di semplificazione digitale e interoperabilità tra piattaforme informatiche. È prevista la definizione di un sistema nazionale per il riconoscimento della protezione internazionale nell'ambito del ministero dell'Interno, con la Commissione nazionale per il diritto di asilo quale autorità centrale. Il testo interviene anche sulle impugnazioni, prevedendo la definizione dei termini per ricorrere, dell'autorità giurisdizionale competente e la possibilità che la decisione di primo grado sia ricorribile "esclusivamente per motivi di legittimità".
In attuazione del regolamento Gestione asilo e migrazione (articolo 5), dovranno essere individuate le autorità competenti a determinare lo Stato responsabile dell'esame della domanda di asilo e disciplinato, tra l'altro, il servizio di orientamento legale gratuito. Per i regolamenti su rimpatri, accertamenti alle frontiere esterne ed Eurodac (articolo 7), il Governo dovrà designare le autorità preposte agli accertamenti, consolidando "il modello organizzativo in uso, basato sull'approccio multidisciplinare e multiprofessionale", nonché disciplinare un "meccanismo di monitoraggio indipendente dei diritti fondamentali" ai sensi dell'articolo 10 del regolamento Accertamenti alle frontiere esterne.
Il testo prevede inoltre che l'accesso ai luoghi dove si svolgono gli accertamenti "non comporta autorizzazione all'ingresso nel territorio dello Stato" e che siano definite modalità per prevenire rischi di fuga e minacce alla sicurezza o alla salute pubblica. Quanto ai rimpatri, si stabilisce l'adozione della "decisione unica" nei confronti del richiedente la cui domanda sia stata respinta e la possibilità di trattenimento nei casi previsti dal regolamento. Il Capo II del ddl introduce ulteriori disposizioni in materia di immigrazione e protezione internazionale. L'articolo 9 modifica il testo unico sull'immigrazione (d.lgs. 286/1998), inserendo un nuovo Capo II-bis dedicato al trattenimento.
Si stabilisce che nelle strutture di trattenimento "sono assicurati i diritti fondamentali e la dignità della persona connaturati alla privazione della libertà personale". Sono disciplinati accessi, visite, modalità organizzative e monitoraggio delle strutture, affidato al prefetto competente. È inoltre previsto che il ministero dell'Interno adotti linee guida per definire "le caratteristiche tecnico-progettuali, tecnologiche ed impiantistiche generali" dei centri di permanenza per i rimpatri, al fine di garantirne omogeneità sul territorio nazionale.
L'articolo 15 interviene sulla legge 47/2017, attribuendo al prefetto, previo parere del tribunale per i minorenni, alcune competenze in materia di minori stranieri non accompagnati e modificando la disciplina del prosieguo amministrativo fino al compimento del diciannovesimo anno di età. Sono inoltre introdotte modifiche in materia di ingresso e soggiorno per motivi di studio dei minori stranieri. Il provvedimento contiene infine disposizioni sul permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo (articolo 16) e criteri per il riordino della normativa in testi unici (articolo 8).
La possibilità di disporre la consegna allo Stato di appartenenza di una persona presente sul territorio nazionale qualora la sua permanenza possa compromettere la sicurezza della Repubblica o l'integrità delle relazioni internazionali e diplomatiche dello Stato. È quanto prevede l'articolo 11 della bozza del disegno di legge per l'attuazione del Patto europeo su migrazione e asilo, oggi all'esame del Consiglio dei ministri.
Il testo stabilisce che, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del ministro dell'Interno, di concerto con l'Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica e con il ministro degli Esteri, previa deliberazione del Cdm - o, in alternativa, con decreto del ministro dell'Interno sempre previa deliberazione del Consiglio dei ministri - "può essere disposta la consegna allo Stato di appartenenza di una persona presente sul territorio nazionale, qualora la sua permanenza possa compromettere la sicurezza della Repubblica o l'integrità delle relazioni internazionali e diplomatiche dello Stato, ovvero quando la consegna sia necessaria in adempimento di obblighi derivanti da accordi internazionali di sicurezza".
La norma qualifica il provvedimento come espressione delle prerogative costituzionali in materia di politica estera e sicurezza nazionale e precisa che il decreto "costituisce atto politico" e "determina la sospensione di efficacia di eventuali provvedimenti amministrativi o giudiziari precedentemente adottati nei confronti della medesima persona fino al completo esaurimento degli effetti del decreto". È inoltre previsto che, entro quattro mesi dall’adozione del decreto, il governo riferisca al Copasir sull'applicazione del provvedimento.
Un limite ai motivi di ricorso contro la decisione di primo grado nell'ambito delle procedure di protezione internazionale. Lo prevede una norma contenuta nell'articolo 4. Nel dettaglio, l'articolo in questione (dedicato ai principi e criteri direttivi per l'adeguamento al Regolamento Procedure) alla lettera cc) - relativa alle procedure di impugnazione - impone di "prevedere che la decisione di primo grado sia ricorribile esclusivamente per motivi di legittimità, in un termine ragionevole".
"Al di fuori degli orari, degli spazi e delle modalità di utilizzo autorizzate", allo straniero trattenuto "non è consentita la libera detenzione, all'interno della struttura, di telefoni cellulari, anche di proprietà, i quali sono custoditi da personale del soggetto incaricato della gestione per essere messi a disposizione dell'interessato per il periodo strettamente necessario per l'utilizzo". Lo prevede una norma contenuta nell'articolo 17.
Lo stesso articolo prevede che "all'interno della struttura e nelle sue immediate pertinenze non sono consentite, salva espressa autorizzazione della prefettura, riprese videofotografiche o registrazioni audio che abbiano ad oggetto la struttura, le persone trattenute, il personale delle forze di polizia, del soggetto incaricato della gestione ovvero ogni altra persona presente a qualsiasi titolo. Tale divieto è reso noto anche a mezzo di affissioni all'interno e all'esterno della struttura".
Il ddl prevede un contributo economico per alcune misure di integrazione obbligatorie che potrà essere richiesto ai beneficiari di protezione internazionale che dispongano di mezzi sufficienti.
In particolare, il testo stabilisce che le misure di integrazione, erogate gratuitamente, potranno prevedere "la possibilità di chiedere il versamento di un contributo per determinate misure di integrazione obbligatorie, quando il beneficiario dispone di mezzi sufficienti e se tale contributo non rappresenta un onere irragionevole".
"In caso di violazione dell'interdizione (...) si applica al trasgressore la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro 10.000 a euro 50.000. La responsabilità solidale (...) si estende all'utilizzatore o all'armatore e al proprietario della nave. In caso di reiterazione (...) si applica la sanzione amministrativa accessoria della confisca dell'imbarcazione...". Lo prevede l'articolo 10 della bozza.

Categoria: politica
18:56
Sanremo 2026, Fulminacci: "Torno per divertirmi, il quinto posto è l'ideale"
(Adnkronos) - "La posizione ideale è quinto. Così non sono appena fuori dal podio, che è triste, ma sono top five e non ho tutti i problemi del podio. Quarto è quasi podio. Quinto è perfetto". Con la sua consueta ironia, Fulminacci fissa l'obiettivo per la sua partecipazione alla 76esima edizione del Festival di Sanremo, dove è in gara con il brano 'Stupida sfortuna'. E nel caso di podio, il cantautore ha già pronta una contromisura: "Mi sono ripromesso di manifestare tristezza e delusione, e non gioia per il vincitore, nel caso in cui dovessi perdere, perché penso sia una reazione più onesta".
Fulminacci torna all'Ariston con uno spirito completamente diverso rispetto all'esordio del 2021. "L'ho fatto in una versione Covid, con i palloncini al posto del pubblico, che tra l'altro sono la mia più grande paura. È stato tremendo", racconta il cantautore. "Ora ci vado con uno spirito molto più allegro, per divertirmi". E il Premio della Critica? "Non me lo danno, secondo me. Lo danno a qualcuno con i testi seri. La mia è una canzone che parla di sentimenti, e i sentimenti non meritano critica", scherza. Poi, sulle polemiche relative alle proteste legate all'Eurovision, dichiara: "Non mi sto ponendo la questione, lo farò nel caso in cui dovessi vincere il Festival. Ma non credo che arriverò primo".
Al direttore artistico Carlo Conti - rivela - aveva presentato due canzoni: "Una era questa, l'altra poteva essere più da Premio della Critica e la troverete nel disco. Ero fiducioso di entrambe, ho lasciato a loro la scelta". Per la serata delle cover, la sua scelta è ricaduta su un'accoppiata sorprendente: la giornalista Francesca Fagnani per reinterpretare "Parole parole" di Mina. "Volevo accanto a me una figura che stimassi del panorama italiano e che non fosse un cantante. Lei è una figura di grande dignità, austera e allo stesso tempo materna, ti mette a tuo agio. È anche una psicologa a modo suo. Mi piace l'idea di usare il mezzo televisivo guardando al passato, rievocando l'atmosfera della tv di altissimo livello degli anni '60 e '70".
La partecipazione al Festival è il primo tassello di un mosaico più grande che si svelerà il 13 marzo con l'uscita del suo nuovo album, 'Calcinacci' (Maciste Dischi/Warner Music Italy). Un titolo che nasce da un momento di svolta personale: "Ho concluso una relazione molto importante e mi trovo in mezzo alle macerie. I calcinacci sono dove si è distrutto e dove si ricostruisce sono i cantieri. Questo disco è proprio questo: sono io che ricostruisco, che guardo cosa è successo, con tutti i sassi per terra, e cerco di ricostruire”, spiega l'artista. Il disco, prodotto da Golden Years (che lo dirigerà anche a Sanremo), si preannuncia "più minimale, con meno chitarra acustica e una scrittura diversa", frutto anche di nuovi ascolti, su tutti Franco Battiato. "L'ho scoperto tardi, ma in questo disco ho in qualche modo rubato la sua furba ingenuità".
All'interno di'"Calcinacci' troveranno spazio due collaborazioni nate dall'amicizia, con Franco126 e Tutti Fenomeni. "Sono tutte cose nate in modo naturale", sottolinea Fulminacci, che per Tutti Fenomeni spende parole di grande stima: "È un artista che adoro alla follia, credo sia un intellettuale del nostro tempo e va ascoltato con attenzione". Ma la creatività di Fulminacci non si ferma alla musica: ad accompagnare l'album ci sarà anche un vero e proprio cortometraggio al quale ha partecipato anche Pietro Sermonti. "Sono un po' annoiato dai videoclip, così abbiamo pensato: facciamo un film. Ho girato un corto di 20 minuti, di stampo cinematografico, in cui sono il protagonista. Racconta più o meno quello che succede dentro al disco. È una delle cose che mi divertono di più di questo progetto".
Questo approccio graduale e riflessivo è la cifra stilistica della sua carriera, premiata già agli esordi con la Targa Tenco 2019. "Il mio obiettivo è crescere senza vivere dei picchi eccessivi. Non voglio una vita folle". E aggiunge: "Faccio questo lavoro perché mi piace scrivere canzoni e farle ascoltare a chi mi segue". Un percorso che ad aprile 2026 lo porterà per la prima volta nei palasport con il "Palazzacci Tour 2026" che partirà il 9 aprile da Roma (Palazzo dello Sport), per poi toccare Napoli (11 aprile, Palapartenope), Milano (15 aprile, Unipol Forum) e Firenze (18 aprile, Nelson Mandela Forum).
Ma che rapporto ha con la "Stupida sfortuna" del suo brano? "Non trovo mai parcheggio, le piccole sfighe ce le ho tutte. Ho comprato la macchina e il giorno dopo l'ho trovata graffiata". Insomma, le disavventure quotidiane non mancano ma il quadro generale è più che positivo: "Faccio il lavoro più bello del mondo e sono pieno di persone che mi vogliono bene, quindi in realtà sono felicissimo e super fortunato". (di Loredana Errico)

Categoria: spettacoli
18:52
Zichichi, Meloni lo ricorda in Cdm e annuncia funerali solenni
(Adnkronos) - Funerali solenni per Antonino Zichichi. L'annuncio è arrivato dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "Lo scorso lunedì, all'età di 96 anni, è deceduto Antonino Zichichi, fisico di fama internazionale e protagonista della ricerca italiana nel campo delle particelle elementari. Zichichi è stato un grande scienziato che ha onorato l'Italia con il suo lavoro, oltre che un eccellente divulgatore, che sapeva rendere accessibile ciò che all'apparenza sembrava incomprensibile", ha detto, secondo quanto si apprende, la premier in apertura del Consiglio dei ministri.
"Zichichi - ha proseguito Meloni - ha legato il proprio nome non solo a importanti risultati sperimentali, ma anche a un costante impegno culturale e civile, orientato al dialogo tra scienza, etica e fede. Ha sempre sostenuto che ragione e fede non sono nemiche, ma alleate. 'Due ali', per usare le parole di San Giovanni Paolo II, 'con le quali lo spirito umano si innalza verso la contemplazione della verità'. La sua scomparsa ci ha addolorato profondamente e rappresenta una grande perdita per la comunità culturale e scientifica italiana".
La presidente del Consiglio ha poi rinnovato "il cordoglio del Governo alla famiglia e ai suoi cari" annunciando che i funerali - in programma a Roma per venerdì 13 febbraio alle ore 16 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in Piazza della Repubblica - "si svolgeranno in forma solenne". Infine, Meloni ha rimarcato "la volontà del Governo di impegnarsi per custodire e valorizzare la preziosa eredità umana, culturale e scientifica di Zichichi, affinché possa continuare a generare frutti e ad ispirare nuove generazioni di scienziati".

Categoria: politica
18:37
Scontro il tv sul porno, il 'duello' tra Pillon e Valentina Nappi
(Adnkronos) - Scontro in tv sul porno. L'ex senatore Simone Pillon e la pornostar Valentina Nappi protagonisti di un confronto acceso nel salotto di L'aria che tira, il programma condotto da David Parenzo su La7. "Non vorrei affrontare la questione da un punto di vista religioso, vorrei fare un discorso squisitamente laico. Lo stato ha tutto il diritto di incentivare o disincentivare con la leva fiscale le attività che ritiene utili o non utili alla società, lo fa con il gioco d'azzardo tassandolo in modo superiore rispetto ad altri bene", dice Pillon.
"Come si fa a paragonare il gioco d'azzardo al porno? E' una cosa antiscientifica, è un de-ragionamento", interviene Valentina Nappi.
"Credo siate tutti d'accordo sul fatto che si debba tassare il gioco d'azzardo. Io come molti altri non penso che il porno sia un'attività benefica. L'influenza del porno sulla dipendenza dei minori è eccessiva e pericolosissima, crea danni strutturali alle persone. E' giusto che lo stato faccia cassa sul porno per avere le risorse con cui curare le dipendenze", aggiunge l'ex senatore. "Dire che il porno crea dipendenza è antiscientifico. Il minore cos'è? Va da zero a 18 anni, a 16 anni puoi masturbarti?", la domanda di Nappi che innesca l'intervento di Parenzo: meglio coinvolgere altri interlocutori...

Categoria: cronaca
18:19
Meloni-Merz, Benassi: "Per ora convergenza politica di breve termine"
(Adnkronos) - Né nuovo asse Italia-Germania, né schiaffo alla Francia. L'ex ambasciatore italiano a Berlino e rappresentante all'Ue, Piero Benassi, diffida delle semplificazioni che in questi giorni esaltano il rapporto tra Giorgia Meloni e Friedrich Merz - definita la nuova "coppia di potere" nell'Ue sintetizzata nella crasi 'Merzoni' - e sottolineano la fine dello storico asse franco-tedesco con l'isolamento di Emmanuel Macron.
"Cominciamo con il togliere l'enfasi - dice Benassi all'Adnkronos, alla vigilia del summit dei 27 nel castello di Alden Biesen, preceduto da un prevertice convocato dalla premier e dal cancelliere tedesco - Sin dall'arrivo di Merz alla cancelleria c'è stata una buona convergenza tra Roma e Berlino su due punti importanti per entrambi: la spinta dell'industria ad attenuare il Green deal e la tendenza del cancelliere, anche per non perdere voti a destra a favore dell'Afd, a guardare con interesse all'atteggiamento di severità della Meloni sull'immigrazione".
Questi due temi su cui si è creata una convergenza politica "si innestavano già su una cooperazione industriale da sempre fondamentale per l'Italia e importantissima per la Germania e su altre questioni che hanno analogamente colpito i due Paesi - spiega Benassi - dai costi dell'energia alle difficoltà dell'export per i dazi di Trump e l'aggressività della Cina fino alla sicurezza che adesso occorre che gli europei paghino da sé".
Dunque, è l'analisi dell'ex ambasciatore a Berlino, "una serie di fattori positivi e negativi hanno fatto coincidere interessi e difficoltà di Italia e Germania, insieme dentro un quadro politico percepito come non dissimile: Merz è ancora al primo anno di legislatura, quindi ha davanti a sé un mandato lungo, e la Meloni, in carica da tre anni, appare stabile". "In tale congiuntura vengono a mancare un po' di appigli francesi, a cominciare dalla stabilità politica", sostiene ancora Benassi, secondo il quale "l'unione tra Parigi e Berlino è ancora condizione necessaria anche se ora non più sufficiente" per far avanzare l'Europa. "Come si fa a pensare di fare a meno della Francia, per fare cosa?, domanda polemicamente l'ambasciatore.
Tra Roma e Berlino non c'è alcun asse che possa sostituire il motore franco-tedesco, piuttosto "una significativa convergenza non priva di punti interrogativi sul medio e sul lungo periodo". Tali interrogativi, secondo il diplomatico che è stato anche rappresentante all'Ue, riguardano tutta una serie di dossier relativi ai cosiddetti beni pubblici europei (dalla transizione digitale a quella ecologica fino all'energia e alla difesa) che necessitano di consistenti investimenti pubblici e privati. "Quelli pubblici - spiega Benassi - non possono che essere garantiti o dagli Stati membri (e non tutti hanno spazio fiscale), o dagli eurobond o dall'aumento di risorse proprie del bilancio dell'Ue. In ognuno di questi casi non vedo al momento grandi convergenze tra Roma e Berlino". Il tutto va accompagnato dal decisivo sforzo volto a convogliare i risparmi verso i necessari investimenti privati. Obiettivo dell’atteso salto di qualità nel mercato dei capitali.
"Il vero problema dell'Europa - sottolinea ancora l'ambasciatore - a parte la mancanza di leadership politica è che un sovranismo palesemente antieuropeo ha esaltato un tempo la Brexit, nella speranza che ci sarebbe stato un effetto domino. Questo non è avvenuto e gli stessi britannici se ne sono pentiti. Da qui la decisione del sovranismo - nel frattempo cresciuto sensibilmente nel continente - di restare dentro l'Europa per corroderla dall'interno".
E in questo contesto si inserisce anche l'approccio che si vuole tenere con Donald Trump, premesso che quanto successo con la Groenlandia "ha dimostrato che è stato sufficiente un irrigidimento dei leader europei" contro le mire del presidente americano perché facesse retromarcia sulle minacce di invasione dell'isola. Sicuramente Meloni e Merz temono "un brusco distacco dagli Stati Uniti", ma i punti di partenza della premier e del cancelliere sono diversi: "Per la prima c'è un'affinità ideologica più marcata accompagnata da una dinamica interna alla sua maggioranza di governo che finora l'ha costretta a più di un’acrobazia", il secondo "ha l'atteggiamento pragmatico dell’uomo d'affari che non si scandalizza, non ha il puritanesimo della Merkel". "Merz - chiosa Benassi - non può del resto non tenere conto della natura tedesca e della storia recente della Germania; della vicinanza geografica della Russia. Lui sa che in questo passaggio epocale per Berlino, con le spinte al riarmo che creano diffidenza, non può permettersi di avere allo stesso tempo una Russia che bombarda alle sue porte, una Cina che aggredisce economicamente a tutto campo e un'inimicizia strutturale con Trump".

Categoria: internazionale/esteri
18:13
Milano Cortina, presunto sabotaggio su linea ferroviaria Lecco-Tirano: indaga l'antiterrorismo
(Adnkronos) - La sezione Antiterrorismo della Procura di Milano indaga sul'incendio avvenuto la scorsa notte ad Abbadia Lariana, in provincia di Lecco. Dopo gli accertamenti della Digos e della Polizia ferroviaria di Lecco, ora gli approfondimenti sul posto sono affidati alla Digos di Milano.
Si valuta se la scorsa notte sono state usate le medesime tecniche di sabotaggio delle linee ferroviarie che, nei giorni scorsi, hanno colpito le linee ferroviarie di Bologna e Pesaro.
Il presunto attentato incendiario potrebbe essere stato realizzato con una molotov che avrebbe incendiato sette cavi di una centralina di scambio (i cavi sono danneggiati per 64 centimetri) della linea ferroviaria che porta fino a Bormio e Livigno, due delle più famose località sciistiche al centro delle gare dei Giochi olimpici di Milano-Cortina 2026.
La Digos di Milano guidata da Antonio Marotta sta valutando tutti gli elementi sulla scena del presunto sabotaggio non ancora rivendicato nei blog legati all'area anarchica. La prudenza è la parola più usata in questo momento da chi indaga. Una volta che la relazione sarà completa, la Procura di Milano presieduta da Marcello Viola potrà aprire un fascicolo con le corrette ipotesi di reato sull'episodio.
Sono in corso le indagini della polizia anche sui cavi tranciati la sera dell’8 febbraio lungo la linea ferroviaria della cintura di Bologna, che viene percorsa da treni merci senza passare per la stazione centrale. Gli investigatori, che indagano a 360 gradi, stanno cercando di capire se l'episodio sia collegato ai sabotaggi avvenuti sabato scorso, che hanno provocato pesanti disagi alla circolazione ferroviaria.
Un caso si è verificato lungo i binari all’altezza di Castel Maggiore (Bologna) dove erano stati posizionati due ordigni incendiari: uno è esploso, mentre l'altro è stato recuperato inesploso. Nella stessa giornata un altro sabotaggio è stato messo in atto a Pesaro. Per quanto accaduto sabato a Castel Maggiore, la Procura di Bologna ha aperto un fascicolo per associazione con finalità di terrorismo e attentato alla sicurezza dei trasporti. Gli accertamenti si sono indirizzati sugli ordigni alla ricerca di tracce che possano dare indizi utili a identificare gli autori, anche tramite il confronto con episodi registrati in passato.
Il lavoro di analisi coinvolge anche i testi diffusi dopo i sabotaggi. Nei giorni scorsi sono apparsi prima un messaggio sul sito di area anarchica sottobosko.noblogs e poi la 'Rivendicazione del sabotaggio incendiario della linea ferroviaria contro i Giochi olimpici (Pesaro, 7 febbraio 2026)' sulla pagina web 'La Nemesi'.

Categoria: cronaca
18:06
Mattarella a Cortina, l'incontro con Sofia Goggia e la telefonata con Arianna Fontana
(Adnkronos) - "Complimenti. Terza olimpiade, terza medaglia. Domani assisterò alla sua gara, state raccogliendo una grande quantità di medaglie, abbiamo una bella squadra". Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando Sofia Goggia. La sciatrice azzurra, che domani mattina gareggerà sulla leggendaria Olimpia delle Tofane di Cortina per puntare a un'altra medaglia nel SuperG, ha già vinto la medaglia di bronzo nella discesa a Cortina.
"Occorrerebbe far capire ai tifosi e telespettatori che cosa c'è dietro la vostra preparazione", ha aggiunto il capo dello Stato oggi a Cortina per seguire alcune gare delle Olimpiadi.
"Siamo tutte onorate che sia qui a vederci e a tifarci. Porto i suoi saluti a tutta la squadra", ha sottolineato Goggia rivolgendosi al presidente della Repubblica.
Mattarella ha anche sentito per telefono Arianna Fontana, regina dello short track e atleta azzurra più medagliata di sempre alle Olimpiadi invernali (VIDEO). "Congratulazioni, sei Olimpiadi, sei successi. E' stata una gara formidabile, complimenti, ovviamente anche agli altri, è stata una squadra formidabile", le ha detto Mattarella che ha incontrato anche il presidente del Coni Luciano Buonfiglio (VIDEO). "Siamo riusciti a mantenere la calma ed è stata quella la formula vincente", ha aggiunto la campionessa azzurra al telefono. "Per chi guarda in tv in quella formula, per chi non se ne intende, è difficile capire come si svolge, e la calma deve essere fondamentale", ha proseguito Mattarella.
"La staffetta mista è molto corta e veloce, capisco che non può essere così intuitiva la prima volta che si guarda, ma abbiamo mantenuto la calma e stiamo riusciti a portare a casa un oro che vale tantissimo", ha proseguito la Fontana e Mattarella ha ribattuto: "quest'oro vale veramente moltissimo, complimenti e per le prossime gare non dico nulla, a presto", ha concluso con il sorriso Mattarella.

Categoria: milano-cortina-2026
17:59
Milano-Cortina, Laegreid e il tradimento: niente lieto fine, ex fidanzata non perdona
(Adnkronos) - Sturla Holm Laegreid ha confessato di aver tradito la fidanzata. L'atleta norvegese ha chiesto perdono davanti alle telecamere, alla fine della 20 km di biathlon alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Le lacrime dell'atleta, però, non hanno sortito l'effetto sperato. Perdonato? No, per niente. L'ex compagna di Laegreid è stata intercettata dal tabloid VG. "Non ho scelto io di trovarmi in questa posizione e fa male. Abbiamo avuto contatti, lui sa quali sono le mie opinioni in merito", ha detto la ragazza, che chiede l'anominato. Quindi, la sentenza: "E' dura perdonare". I ringraziamenti vanno "alla mia famiglia e ai miei amici che mi hanno sostenuto in questo periodo e a tutte le persone che hanno mostrato vicinanza nei miei confronti pur senza conoscermi".
Laegreid, con dichiarazioni che - in un certo senso - entrano nella storia delle Olimpiadi, ha fatto mea culpa davanti e telecamere e microfoni. "Sei mesi fa ho conosciuto l'amore della mia vita e 3 mesi dopo ho tradito questa persona", ha detto tra lacrime e singhiozzi.
La confessione pubblica non è stata propriamente gradita nemmeno all'interno del team norvegese, che avrebbe voluto celebrare degnamente il trionfo di Johan Olav Botn e invece si è trovato a dover gestire la vicenda privata di un atleta. "Ho sbagliato il momento, posso solo dire che spero di non aver rovinato la giornata a Johan. È il giorno di Johan ed è un peccato che io riceva così tanta attenzione", ha detto Laegreid dopo aver mandato in tilt i media nazionali. Petter Northug, totem dello sci nordico in Norvegia, ha stigmatizzato il comportamento del 'fedifrago': "C'era un'impresa da celebrare e si è parlato di altro...".

Categoria: milano-cortina-2026
17:47
Trump rimuove la bandiera arcobaleno del Pride dal monumento per i diritti Lgbt di Stonewall
(Adnkronos) - L'amministrazione Trump ha rimosso la bandiera arcobaleno del Pride dal Stonewall National Monument di New York, il primo monumento per i diritti Lgbt degli Stati Uniti. Per togliere il simbolo del Pride da quello è che è considerato il luogo di nascita del movimento per i diritti della comunità Lgbt negli Usa, l'amministrazione Trump si è appellata ad una direttiva, firmata a gennaio dalla direttrice interna del servizio dei National Park Jessica Parks, che impone che vengano issate nei monumenti solo bandiere americane, militari o delle nazioni tribali.
Immediata la reazione del sindaco di New York, Zoharn Mamdani che si è detto "oltraggiato" dalla rimozione della bandiera. "New York è il luogo di nascita del moderno movimento per i diritti Lgbtq+ e nessun atto di cancellazione potrà mai cambiare o silenziare questa storia", ha scritto Mamdani su X. Di oltraggio parla anche il leader dei senatori dem, Chuck Schumer, eletto a New York: "Se c'è una cosa che so di questo nuovo tentativo di riscrivere la storia, di provocare divisioni e discriminazioni, è questo, la bandiera tornerà, i newyorkesi faranno in modo che torni".
Anche il presidente del borough di Manhattan, Brad Hoylman-Sigal, ha promesso che sta lavorando per far sventolare di nuovo, già domani forse, la bandiera del Pride: "Potremo essere bloccati, ci potranno essere agenti federali ad impedircelo, ma certamente lo faremo nello spirito di Stonewall".
La rimozione della bandiere non è il primo attacco dell'amministrazione Trump allo storico bar gay di New York, oggetto nel 1969 di un raid della polizia che provocò la reazione, la resistenza e le proteste che durarono giorni da parte della comunità Lgbtq ponendo così le basi per il movimento dei diritti Lgbt, che Barack Obama nel 2016 designò come monumento nazionale, sottolineando che "i nostri parchi nazionali devono riflettere a pieno la storia del nostro Paese, la ricchezza e la diversità e l'unicità dello spirito americano che ci ha sempre definito, cioè l'essere più forti se uniti".
Nel febbraio dello scorso anno, il servizio dei parchi tolse ogni riferimento a persone transgender e queer dalla pagina web del Stonewall monument, che comprende anche il parco intorno al vecchio Stonewall Inn nel Greenwich Village.

Categoria: internazionale/esteri
17:13
Milano Cortina, paura per Liu Jiayu: la snowboarder cade male e viene portata via in barella
(Adnkronos) - Brutto infortunio per Liu Jiayu durante la gara di half-pipe di snowboard di oggi, mercoledì 11 febbraio, alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. L’atleta cinese, argento olimpico nel 2018, è caduta male dopo un salto, impattando sulla neve in maniera violenta, battendo prima la spalla sinistra e poi collo e testa. A Livigno, al Mottolino, la competizione è stata quindi immediatamente fermata.
Jiayu, che in quel momento era tredicesima e si stava giocando un posto per la finale, è stata poi portata via in barella, accompagnata da un lungo applauso del pubblico. La gara è poi ricominciata dopo qualche minuto

Categoria: milano-cortina-2026/eventi
17:09
La 'variabile Dassault', in salita super jet franco-tedesco da 100 miliardi
(Adnkronos) - Sembra in salita la strada per il super caccia franco-tedesco da 100 miliardi. E a rendere incerto il cammino del programma Fcas (Future Combat Air System) e le ambizioni del presidente Emmanuel Macron è proprio una variabile ‘interna’: la Dassault Aviation. Annunciato in pompa magna nel 2017 dall’inquilino dell’Eliseo e dall’allora cancelliera Angela Merkel, e sposato due anni dopo anche dalla Spagna, il progetto punta a sostituire tutti gli attuali aerei da combattimento - i jet francesi Rafale e gli Eurofighter di Germania e Spagna – con caccia di sesta generazione; non semplici aerei, dunque, ma un intero sistema di velivoli, sia mezzi con equipaggio che droni senza pilota, per il combattimento e la ricognizione. I tre partner sono in quote paritetiche al 33% ciascuno e, secondo gli accordi, Dassault sarebbe stato alla guida del jet e la divisione difesa di Airbus, con sede in Germania, alla guida del resto. Ma nonostante i grandi annunci, il programma non ha mai ‘spiccato il volo’, scontando una serie di stop and go legati alle controversie nella pianificazione e nella progettualità sorte tra il costruttore francese e il gruppo Airbus, che rappresenta gli interessi tedeschi e spagnoli.
La Dassault Aviation, controllata dalla famiglia Dassault, ha sempre avuto una ‘vena indipendente’, supportata da un'influenza fortissima nel panorama industriale della difesa francese, dal momento che è il principale fornitore della flotta di aerei da combattimento di produzione nazionale sin dagli anni '50. Negli anni ’80 – ricorda il Financial Times in una lunga analisi sul dossier – l’appaltatore aveva abbandonato un primo progetto di difesa transnazionale, l'Eurofighter Typhoon (poi costruito da Regno Unito, Italia, Germania e Spagna) perché voleva una posizione di leadership nella progettazione e la maggior parte della produzione. E oggi la storia si ripete: l’azienda è determinata a mantenere il controllo sulla parte relativa ai caccia del Future Combat Air System, nonostante la ferma opposizione di Airbus, costringendo Macron a ripetuti colloqui con il cancelliere Friedrich Merz per cercare di salvare il progetto dal fallimento.
Una situazione, questa, che ha riportato l'attenzione sul complicato rapporto tra l’appaltatore e il governo francese. Da un lato, infatti, la République è il principale cliente di Dassault: gli acquisti dell’esercito costituiscono la maggior parte delle sue entrate, tutte le esportazioni vanno autorizzate, i presidenti sono i principali promotori all’estero (basti pensare al contratto da 100 velivoli Rafale che Macron sta cercando di concludere con l’India); dall’altra parte, però, l’azienda fondata da Marcel Bloch (poi Dassault) vanta una produzione interamente nazionale, che è poi il fattore che gli garantisce una reale possibilità di indipendenza da qualsiasi partner e una salda influenza sullo Stato francese.
L’ad Eric Trappier lo ha detto chiaramente: “Siamo ben disposti a collaborare con dei partner, compresi i tedeschi, ma non ne abbiamo bisogno”. Marwan Lahoud, ex dirigente di Airbus e veterano del settore, ha spiegato al Ft: “Tutti pensano che sia il governo a prendere tutte le decisioni, ma la realtà è più complessa: c'è un do ut des. Tutto dipende da ciò che la Francia si aspetta da un'azienda che opera nel settore della difesa: si aspetta che obbedisca o che produca i migliori sistemi d'arma possibili?”. Un altro dirigente del settore, sempre interpellato dalla testata britannica, è stato più tranchant: “I ministri vanno e vengono, i presidenti vanno e vengono, ma Dassault rimane”.
Ma questo braccio di ferro rischia di creare uno stallo insuperabile che non solo metterebbe in difficoltà Macron, strenuo sostenitore della cooperazione europea in materia di difesa e della riduzione della dipendenza dalle armi statunitensi, ma che rischierebbe anche di portare i tedeschi ad avvicinarsi ad un progetto parallelo: quello italiano. Nell’ultimo periodo è circolata a più riprese l’ipotesi che la Germania possa affacciarsi alla porta del ‘Global Combat Air Programme’ (Gcap), il programma concorrente su un super caccia di ultima generazione guidato da Italia, Regno Unito e Giappone. Programma che, intanto, va avanti per la sua strada: “Abbiamo la nostra road map, la stiamo seguendo puntuali e andiamo avanti come se nulla fosse. È ovvio che se ci dovessero essere conferme di difficoltà dai nostri partner o conferme di richieste di entrare, queste verranno analizzate”, ha detto l’Ad di Leonardo (partner strategico del progetto), Roberto Cingolani, a margine di un evento alla Luiss. “Stiamo aspettando di capire cosa succede, ma una volta tanto che i problemi non sono i nostri andiamo avanti e siamo tranquilli. Io credo che ci potrebbero essere delle opportunità, ma vediamo. Se poi ci saranno cambiamenti altrove, possibilità di avere altri partner o alleanze noi li guarderemo, ma il progetto c'è”.
Per ora, comunque, si tratta solo di rumors: in una recentissima intervista a ‘Il Sole 24 Ore’, il presidente francese ha affermato che il progetto è vivo e vegeto. “Non ho mai ricevuto alcuna comunicazione da parte tedesca che dicesse il contrario. Anzi, le aeronautiche militari di Germania e Francia hanno spiegato ai rispettivi ministri di considerarlo un buon progetto”. Ma, certo, se diventasse realtà, uno scenario del genere potrebbe incrinare i rapporti industriali tra i Parigi e Berlino: “Se il partner tedesco rimetterà in discussione l’aereo in comune saremo obbligati a fare altrettanto con il carro armato in comune”, ha minacciato Macron, come riportato da 'Le Monde'. E un ministro tedesco, citato dal quotidiano francese, avrebbe replicato: “La Francia ha molto più bisogno di nuovi carri armati rispetto alla Germania che può sviluppare e costruire una nuova generazione di carri armati senza la Francia”

Categoria: economia
17:07
Porti, Latrofa (AdSP): "Civitavecchia centrale nella riconversione del territorio"
(Adnkronos) - "Il porto di Civitavecchia gioca un ruolo fondamentale in questo percorso, per motivi di giurisdizione, per i terreni coinvolti e per la volontà assoluta di dare supporto affinché un’intera comunità possa crescere e cogliere questa opportunità". Così Raffaele Latrofa, presidente dell’AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale, ha ribadito la centralità dello scalo nel processo di reindustrializzazione del territorio, in occasione dei primi incontri ufficiali a Civitavecchia con Roberta Angelilli, vicepresidente Regione Lazio.
“Si tratta di un passaggio importante non solo per la città e per il porto, ma per l’intera regione. Abbiamo dedicato i nostri primi sei mesi a rimettere in moto una procedura che era ferma da circa due anni: l’approvazione del Documento di Programmazione di Sistema Strategico”, ha spiegato Latrofa. Si tratta dello strumento previsto dalla normativa vigente come primo atto fondamentale per la pianificazione delle destinazioni d’uso, articolate tra ambito portuale, retroportuale e zona di interazione porto-città.
"Il 5 febbraio abbiamo chiuso l’ultimo incontro con il Comune di Civitavecchia e siamo pronti a portare in adozione il documento al Comitato di gestione". Dopo l’approvazione formale da parte del Ministero, l’Autorità potrà passare alla fase successiva, quella dei piani regolatori portuali. "Con i piani regolatori metteremo nero su bianco la strategia e la visione dei nostri tre porti per i prossimi 15-20 anni".

Categoria: economia
17:07
Porti, Angelilli: "Civitavecchia strategico per reindustrializzazione del Lazio"
(Adnkronos) - "Non è una tematica nuova, ma soprattutto è già stata calendarizzata una serie di appuntamenti concreti per accompagnare la riconversione industriale di Civitavecchia. Abbiamo istituito un tavolo tecnico di lavoro permanente con tutti i soggetti protagonisti, a partire dal Comune di Civitavecchia e dall’Autorità di sistema portuale, con l’obiettivo di costruire un percorso condiviso e strutturato". Così Roberta Angelilli, vicepresidente della Regione Lazio, ha delineato il quadro delle iniziative avviate sul territorio, sottolineando la centralità del porto come infrastruttura strategica per lo sviluppo economico regionale. “Avremo incontri importanti con Invitalia, con il Ministero dell’Ambiente e con Enel, tutti - ha spiegato - finalizzati a dare un futuro alla riconversione del territorio.
Il primo passaggio operativo riguarda la Zona Logistica Semplificata e la mappatura delle aree disponibili. “Partiamo dalla ZLS e dalla reale disponibilità delle aree, un lavoro che inizierà già dalla prossima settimana”, ha chiarito la vicepresidente, annunciando la convocazione di un tavolo tecnico in Regione Lazio con il Comune di Civitavecchia e tutte le direzioni regionali coinvolte, dai lavori pubblici all’ambiente, passando per urbanistica e pianificazione. Un passaggio ritenuto fondamentale per verificare vincoli, criticità e potenzialità delle aree interessate dai progetti.
“Il focus della reindustrializzazione è quello della transizione energetica e dell'innovazione e l'attrazione di investimenti capaci di generare un reale valore aggiunto per il territorio e per l’intera Regione Lazio”, ha evidenziato Angelilli. “Auspichiamo l’adesione del Comune al Consorzio Industriale, perché rappresenterebbe un’importante opportunità in termini di semplificazione amministrativa e attrazione di investimenti. Un passaggio che consentirebbe alle imprese locali di accedere a strumenti finanziari rilevanti, a partire dai circa 100 milioni di euro che Invitalia metterà a bando a breve”. Infine, Angelilli ha ribadito il ruolo centrale del porto di Civitavecchia all’interno di questa strategia: “Il porto è un’infrastruttura fondamentale, con numeri e record significativi a livello nazionale ed europeo. È un elemento chiave per la logistica e per lo sviluppo dell’intera Regione Lazio”.

Categoria: economia
17:01
La Francia chiede le dimissioni di Francesca Albanese da relatrice Onu: "Da lei dichiarazioni oltraggiose"
(Adnkronos) - La Francia, membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, chiede le dimissioni della relatrice speciale dell'Onu per i Territori palestinesi Francesca Albanese, dopo le "dichiarazioni oltraggiose e colpevoli" rilasciate sabato durante una conferenza. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot, aggiungendo che "la Francia condanna senza riserve le dichiarazioni oltraggiose e colpevoli della signora Francesca Albanese che prendono di mira non il governo israeliano, di cui è lecito criticare la politica, ma Israele come popolo e come nazione, il che è assolutamente inaccettabile".
Le parole di Barrot arrivano dopo che ieri la deputata Caroline Yadan e diversi altri parlamentari francesi avevano chiesto le dimissioni di Albanese. La Yadan ha definito come "retorica demonizzatrice con profonde radici antisemite" le dichiarazioni rilasciate alla presenza di un dirigente di Hamas e del ministro degli Esteri iraniano, e che descrivevano Israele come un "nemico comune dell'umanità". Secondo la Yadan un mandato delle Nazioni Unite richiede "imparzialità, moderazione e senso di responsabilità" e non può trasformarsi in "una piattaforma per posizioni radicali". E ha invitato la Francia a intervenire affinché la Albanese venga rimossa con effetto immediato.
Barrot ha affermato che le parole della Albanese sono "assolutamente inaccettabili" e ha denunciato "una lunga lista di posizioni scandalose", citando in particolare dichiarazioni che avrebbero minimizzato o giustificato il 7 ottobre, da lui descritto come "il peggior massacro antisemita dopo l'Olocausto", nonché riferimenti alla "lobby ebraica" o paragoni tra Israele e il Terzo Reich. Secondo Barrot, Albanese non può rivendicare lo status di "esperta indipendente" delle Nazioni Unite. "Non è né un'esperta né indipendente; è un'attivista politica che diffonde discorsi d'odio", ha affermato, ritenendo che le sue posizioni minino la causa palestinese che afferma di difendere. Parigi ne chiederà ufficialmente le dimissioni durante la prossima sessione del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, il 23 febbraio.

Categoria: internazionale/esteri
16:52
A Bormio spunta... Valeria Mazza: la top model in tribuna per il figlio Tiziano Gravier alle Olimpiadi
(Adnkronos) - Sorpresa a Bormio per le Olimpiadi di Milano Cortina, dove in mattinata arriva anche Valeria Mazza, in tribuna per godersi il SuperG di suo figlio Tiziano Gravier. La top model argentina, grande protagonista della tv italiana tra gli anni Novanta e l'inizio degli anni Duemila, è tornata in Italia con tutta la famiglia per godersi le Olimpiadi e le gare di suo figlio Tiziano Gravier, sciatore argentino classe 2002.
Valeria, avvistata oggi in hospitality a Bormio, ha seguito il SuperG di oggi sulla Stelvio, vinto da uno straordinario Franjo Von Allmen (terzo oro olimpico a Milano Cortina). Tiziano, pettorale numero 31, ha chiuso la gara al ventottesimo posto. E mamma Valeria ha fatto un gran tifo in tribuna, postando anche delle stories sui social con i video della giornata: "Forza Tizi". In tribuna, anche il vicepresidente ed ex capitano dell'Inter Javier Zanetti.

Categoria: milano-cortina-2026/eventi
16:44
Università, studenti telematiche a Bernini: ora scelta politica su esami on line
(Adnkronos) - "Ministro, presidente, noi sottoscritti, rappresentanze studentesche di università Mercatorum, università telematica Pegaso e università San Raffaele Roma, con una lettera pubblica e aperta alla sottoscrizione di tutta la comunità studentessa (e quindi di qualsiasi ateneo, telematico e tradizionale), desideriamo portare alla vostra attenzione una questione che sta generando incertezza reale e preoccupazione diffusa tra tutti gli studenti delle università telematiche: il futuro delle modalità di svolgimento degli esami, e in particolare la possibilità di svolgerli online". E' quanto si legge in una lettera aperta al Mur e al ministro Bernini.
"Scriviamo -continua la nota- con rispetto delle Istituzioni e con spirito costruttivo. Non per rivendicare eccezioni o scorciatoie, ma per chiedere finalmente una scelta politica e di sistema coraggiosa, organica e definitiva sul tema didattica in remoto ed esami online, che preservi la qualità e allo stesso tempo garantisca a tutti certezza e trasparenza. con un dibattito pubblico, aperto e costruttivo che coinvolga tutte le componenti dell'università (e in primis noi studenti), e che non finisca per restringere l'accesso effettivo allo studio universitario di una parte significativa (e sempre più maggioritaria) di studenti e studentesse per prese di posizioni perlopiù ideologiche e strumentali", spiegano.
"Siamo pienamente consapevoli (e anche gli atenei del gruppo Multiversity sono sempre stati chiari su questo) che le Linee generali di indirizzo relative all’offerta formativa a distanza (D.M. n. 1835 del 6 dicembre 2024) prevedano, come regola, lo svolgimento in presenza delle verifiche di profitto e dell'esame finale, ammettendo deroghe puntuali e contemplando la possibilità che tali fattispecie possano essere integrate in base all'evoluzione delle tecnologie disponibili", continuano gli studenti.
"Comprendiamo anche la ratio: garantire integrità delle prove, uniformità e credibilità, con controlli adeguati. È una finalità che condividiamo. Lo diciamo con chiarezza: la qualità dell'assessment non è negoziabile. Proprio per questo, riteniamo essenziale evitare che la discussione si riduca a un'alternativa impropria tra "rigore" e "flessibilità". Il vero obiettivo dovrebbe essere un altro: stessi standard, più accesso. In coerenza con l’idea (più volte espressa pubblicamente anche dal Ministero) che la qualità debba essere assicurata 'a prescindere dalle modalità di erogazione' e che il sistema debba avere regole comuni", si legge nella lettera.

Categoria: lavoro
16:36
Sarah Ferguson deve tornare al lavoro: "Ha bisogno di soldi"
(Adnkronos) - Sarah Ferguson sta progettando un sorprendente ritorno alla vita pubblica, senza il suo ex marito Andrew Mountbatten-Windsor. Lo scrive il Daily Mail, aggiungendo che Fergie "si sta rimettendo in sesto": ha trascorso con alcuni amici qualche giorno sulle Alpi francesi prima di volare negli Emirati Arabi. L'ex duchessa di York ha inoltre raggiunto la sua secondogenita Eugenia, che si trovava a Doha per partecipare a una fiera d'arte nel ruolo di direttrice presso la galleria d'arte Hauser and Wirth.
Secondo il tabloid, lungi dal fare un 'mea culpa' pubblico sulle continue rivelazioni riguardanti la sua amicizia con il condannato per reati sessuali Jeffrey Epstein, la Ferguson sta già cercando un nuovo team di pubbliche relazioni che la rappresenti mentre pianifica il suo ritorno nel Regno Unito.
Alcune fonti affermano che avrebbe detto apertamente agli amici: "Devo tornare al lavoro. Ho bisogno di soldi", senza parlare di un futuro con l'ex marito, assieme al quale un tempo si definiva come "la coppia divorziata più felice del mondo", oltre a condividere la stessa residenza alla Royal Lodge, la vasta dimora di Andrew a Windsor, per ben trent'anni dopo la separazione.
Sarah non raggiungerà l'ex marito nella sua nuova casa nella tenuta reale di Sandringham, nel Norfolk. Vorrebbe invece restare nella zona di Windsor, dove acquisterà o prenderà in affitto una casa. A un'amica avrebbe detto: "Quando tornerò, dovrò mettere un po' di distanza tra me e Andrew". Chi la conosce, scrive ancora il Daily Mail, pensa che stia "prendendo in giro" se stessa se crede di poter riprendere da dove aveva interrotto e tornare a una vita normale. Le e-mail tra l'ex duchessa ed Epstein mostrano che lei lo cercava in continuazione per ottenere denaro con cui saldare i suoi debiti. Contengono prove del fatto che lei rimase in stretto contatto con lui dopo che fu rilasciato dalla prigione per reati sessuali su minori, arrivando persino a portare le sue due figlie, le principesse Beatrice ed Eugenia, a pranzo con lui cinque giorni dopo il suo rilascio.

Categoria: internazionale/esteri
16:26
Verona, schiaffi e spintoni a bimbi in asilo nido: 5 maestre interdette
(Adnkronos) - Schiaffi, tirate di capelli e orecchie, spintoni ai bimbi che, all'ora di pranzo, venivano persino legati alle seggioline. Accadeva in in un asilo nido privato di Verona. Cinque maestre sono state interdette alla professione per un anno su disposizione della Procura di Verona, a valle delle indagini dei Carabinieri che avevano posizionato delle telecamere nella struttura situata in centro città. L’asilo è stato chiuso e messo sotto sequestro.
Le indagini dei Carabinieri erano cominciate a dicembre 2025 e le telecamere in poco tempo hanno fatto emergere un quadro di violenze e maltrattamenti nei confronti dei bambini loro affidati, tutti di età compresa tra i 9 mesi e i 3 anni.
I piccoli “venivano spostati da un luogo all'altro coi piedi, con strattonamenti e spintoni dando loro scappellotti, schiaffi, pizzicotti e altri colpi al volto e al corpo. Venivano tirate loro le orecchie e i capelli o messi in punizione negli angoli della sala e legati alle seggioline all’ora del pasto”. Inoltre, prosegue la Procura, venivano alzati “dal vasino o dalle sedie tirandoli per un braccio, trascinandoli o facendoli girare nel lettino afferrandoli per una mano e un piede. Lanciando con sprezzo i giocattoli o i peluche che i bambini avevano in mano per poi restituirglieli rilanciandoglieli contro; lanciando le seggioline contro un muro dopo aver sgridato una bambina alla quale si mettevano poi di forza il ciuccio e un peluche in mano costringendola ad abbracciarlo”.
Forse è la stessa bambina che è stata fatta “dormire in uno sgabuzzino buio, su un materassino poggiato sul pavimento, lasciata sola con della musica”. Registrate anche numerose violazioni delle basilari norme igieniche. “Dopo che avevano fatto i bisogni in bagno”, scrive la Procura, le maestre non provvedevano a pulirli “né aiutandoli in nessuna di tali operazioni, e lasciandoli sporchi della loro pipì”. Poi per i bambini utilizzavano “cucchiai che avevano prima messo loro (le maestre, ndr) in bocca, calpestando con le scarpe i materassini con le lenzuola e buttando sul pavimento le lenzuola stesse”.
In un’occasione sono state registrate mentre raccolgono dal pavimento del bagno un ciuccio che poi “lasciavano a disposizione dei bambini, senza neanche lavarlo” oppure “cambiavano il pannolino sul pavimento (del bagno, ndr) pur in presenza di un fasciatoio”. La Procura e i Carabinieri “restano come sempre a disposizione di tutti i genitori - in questo momento giustamente preoccupati - che vogliano collaborare per la ricerca della verità” conclude la nota firmata dal procuratore capo Raffaele Tito.

Categoria: cronaca












































