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07:09
Maltempo sull'Italia, allerta meteo oggi in Calabria e Sicilia: scuole chiuse in alcuni comuni
(Adnkronos) - Forte maltempo al Sud oggi lunedì 16 marzo. L'allerta meteo è arancione per Calabria e Sicilia e gialla per Basilicata e Puglia. Scuole chiuse in diverse comuni.
Sono infatti previste precipitazioni diffuse e persistenti, anche a carattere di rovescio o temporale, sulla Calabria e sui settori meridionali della Basilicata, in estensione nella seconda parte della giornata alla Sicilia orientale, con quantitativi cumulati da moderati a puntualmente elevati, fino a molto elevati sui rilievi calabresi secondo l'ultimo bollettino della Protezione civile.
Venti da forti a burrasca sud-orientali sono previsti sui settori ionici di Sicilia e Calabria, forti nord-orientali sui settori tirrenici di Campania e Calabria e sulle coste tirreniche e occidentali della Sicilia, con raffiche di burrasca sui citati settori calabresi e siciliani; forti dai quadranti settentrionali sulla Sardegna, con rinforzi di burrasca sui rilievi dell'isola; forti dai quadranti orientali sui settori meridionali di Basilicata e Puglia; di burrasca dai quadranti orientali sull'Appennino meridionale e sui rilievi della Sicilia.
Mari: agitati, fino a molto agitati al largo, il Mare e il Canale di Sardegna; molto mosso, tendente ad agitato, lo Ionio; molto mossi lo Stretto di Sicilia, il Tirreno centrale settore ovest e il Tirreno meridionale.
I sindaci di alcuni comuni, viste le previsioni per la giornata, hanno deciso di tenere chiuse le scuole. Istituti di ogni ordine e grado resteranno chiusi oggi a Reggio Calabria.
La chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, delle scuole paritarie, delle strutture sportive pubbliche, dei cimiteri e dei giardini pubblici, dei mercati rionali, è stata stabilita a Siracusa e a Catania. Sono dunque sospese le attività didattiche per l'intera giornata. Stop anche a tutte le attività didattiche in presenza (lezioni, esami, sedute di laurea) previste in tutte le sedi dell'Università di Catania (incluse le strutture didattiche di Ragusa e Siracusa). "Le attività potranno essere erogate in modalità online", spiegano dall'Ateneo. Off limits anche tutti i parchi della città e il giardino Bellini.

Categoria: cronaca
06:44
Stretto di Hormuz, le opzioni Usa per proteggere il passaggio delle navi
(Adnkronos) - Donald Trump vuole riaprire lo Stretto di Hormuz, da cui passa il 20% del fabbisogno mondiale di petrolio, e per questo chiede aiuto anche ad altri Paesi interessati. Nei giorni scorsi, e con lui il segretario alla Difesa Pete Hegseth, ha promesso che petroliere e mercantili saranno scortati da navi da guerra e che le operazioni di scorta navale inizieranno "presto". Secondo quanto svrive il Wall Street Journal, un'opzione sarebbe quella di usare ancora di più la potenza di fuoco aerea contro missili e droni che l'Iran dovesse lanciare contro le navi di scorta, un'altra sarebbe quella di inviare truppe di terra per prendere il controllo del territorio intorno allo Stretto.
L'amministrazione mantiene tutte le opzioni sul tavolo, sostiene il quotidiano americano, ricordando che Trump due giorni fa ha ordinato l'invio di unità di spedizione dei Marines nella regione. Nel caso di un'operazione di scorta, le navi da guerra statunitensi, magari in collaborazione con le Marine alleate, attraverserebbero lo stretto affiancando le petroliere per bonificare la zona dalle mine e respingere gli attacchi iraniani sia aerei che provenienti dalla 'flotta zanzara' dell'Iran, costituita da piccole imbarcazioni da attacco veloce.
Gli esperti stimano che potrebbero essere necessarie due navi per ogni petroliera, o una dozzina di navi per scortare convogli composti da cinque a dieci petroliere, al fine di garantire le difese aeree necessarie. E questo perché le brevi distanze rendono molto più difficile abbattere missili e droni.
Secondo Bryan Clark, ricercatore senior presso l’Hudson Institute ed ex ufficiale di marina, oltre alle navi da guerra, occorrerebbero almeno una dozzina di droni MQ-9 Reaper per pattugliare i cieli e colpire i lanciatori di missili e droni iraniani non appena compaiono sulla costa. "Parliamo di migliaia di soldati e marinai, e di un investimento finanziario piuttosto consistente, e potrebbe essere necessario continuare così per mesi”, ha avvertito Clark.
Tra l'altro, impiegare navi per scortare le petroliere significa sottrarle a ruoli offensivi o alla difesa missilistica in senso lato. Secondo Lloyd’s List Intelligence, una delle principali società di analisi del settore marittimo, i ritardi causati dalle misure di sicurezza e il numero di navi da guerra che servirebbero ridurrebbero il traffico di petroliere attraverso lo stretto al 10% del suo livello normale. A quel ritmo, ci vorrebbero mesi per smaltire l’arretrato di oltre 600 navi mercantili internazionali bloccate nel Golfo.
Senza contare, sottolinea il Wsj, che anche con tutto questo sforzo, rimarrebbe un rischio significativo che l'Iran possa sferrare colpi devastanti, danneggiando o addirittura affondando navi da guerra e navi commerciali. E' per questo che sul tavolo resta anche un'opzione militare più ampia, che consisterebbe nel prendere il controllo di una fascia dell'Iran meridionale per garantire che le forze militari non possano sparare sulle navi nello Stretto. Questo richiederebbe probabilmente migliaia di soldati e un impegno in operazioni che potrebbero durare mesi, durante le quali le forze statunitensi sarebbero esposte agli attacchi di un regime che lotta per la propria sopravvivenza.
L'opzione dell'incursione inizierebbe con estesi attacchi aerei lungo la costa, cui seguirebbe lo sbarco delle truppe americane nell'Iran meridionale, molto probabilmente i Marines che effettuerebbero un assalto anfibio. I comandanti potrebbero tentare ripetute incursioni per distruggere droni e lanciamissili, seguite da ritirate. L’Iran, tuttavia, potrebbe ingaggiare "un gioco al gatto e al topo" con gli assalitori, ritirandosi per poi tornare quando i marines se ne saranno andati.
Secondo gli analisti militari, mantenere il controllo dell’area richiederebbe un’invasione. Gli Stati Uniti cercherebbero di neutralizzare le forze di terra iraniane con attacchi aerei, tenendole lontane dalla forza di sbarco, anche se potrebbero verificarsi scontri diretti con i Guardiani della rivoluzione che, forti di 190mila soldati, e con la forza d’élite Quds specializzati nella guerra asimmetrica, avendo trascorso decenni a sostenere gli insorti in tutto il Medio Oriente.

Categoria: internazionale/esteri
03:56
Oscar 2026, 'Una battaglia dopo l'altra' è il Miglior film: tutti i premi e i vincitori
(Adnkronos) - 'Una battaglia dopo l'altra' è il Miglior film agli Oscar 2026 e si porta a casa anche gli altri premi principali: Miglior regia, Miglior sceneggiatura non originale e miglior attore non protagonista. Gli altri premi per la recitazione vanno a Michael B. Jordan per 'I peccatori' (Migliore attore protagonista), Jessie Buckley per 'Hamnet - Nel nome del figlio' (Miglior attrice protagonista) e Amy Madigan per 'Weapons' (Migliore attrice non protagonista). Ecco l'elenco completo dei vincitori:
Miglior film
Una battaglia dopo l'altra (One Battle After Another), prodotto da Paul Thomas Anderson, Sara Murphy e Adam Somner
Miglior regia
Paul Thomas Anderson – Una battaglia dopo l'altra (One Battle After Another)
Miglior attore protagonista
Michael B. Jordan – I peccatori (Sinners)
Miglior attrice protagonista
Jessie Buckley – Hamnet - Nel nome del figlio (Hamnet)
Miglior attore non protagonista
Sean Penn – Una battaglia dopo l'altra (One Battle After Another)
Miglior attrice non protagonista
Amy Madigan – Weapons
Miglior sceneggiatura non originale
Paul Thomas Anderson – Una battaglia dopo l'altra (One Battle After Another)
Miglior sceneggiatura originale
Ryan Coogler – I peccatori (Sinners)
Miglior film internazionale
Sentimental Value (Affeksjonsverdi), regia di Joachim Trier (Norvegia)
Miglior film d'animazione
KPop Demon Hunters, regia di Maggie Kang e Chris Appelhans
Miglior casting
Cassandra Kulukundis – Una battaglia dopo l'altra (One Battle After Another)
Miglior fotografia
Autumn Durald Arkapaw – I peccatori (Sinners)
Miglior scenografia
Tamara Deverell (scenografia) e Shane Vieau (arredamento) – Frankenstein
Migliori costumi
Kate Hawley – Frankenstein
Migliori trucco e acconciatura
Mike Hill, Jordan Samuel e Cliona Furey – Frankenstein
Migliori effetti visivi
Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon e Daniel Barrett – Avatar - Fuoco e cenere (Avatar: Fire and Ash)
Miglior montaggio
Andy Jurgensen – Una battaglia dopo l'altra (One Battle After Another)
Miglior sonoro
Gareth John, Al Nelson, Gwendolyn Yates Whittle, Gary Rizzo e Juan Peralta – F1 - Il film (F1)
Miglior colonna sonora originale
Ludwig Göransson – I peccatori (Sinners)
Miglior canzone originale
Golden (testo e musica: Ejae, Mark Sonnenblick, 24, Nam Hee-dong, Lee Yu-han, Joong Gyu-kwak e Teddy Park) – KPop Demon Hunters
Miglior documentario
Mr Nobody Against Putin, regia di David Borenstein
Miglior cortometraggio documentario
All the Empty Rooms, regia di Joshua Seftel e Conall Jones
Miglior cortometraggio (ex aequo)
The Singers, regia di Sam A. Davis and Jack Piatt
Two People Exchanging Saliva, regia di Alexandre Singh e Natalie Musteata
Miglior cortometraggio d'animazione
La jeune fille qui pleurait des perles, regia di Chris Lavis e Maciek Szczerbowski.

Categoria: spettacoli
03:39
La guerra agli Oscar, Bardem sul palco per la Palestina e Jimmy Kimmel punge Trump
(Adnkronos) - Il tema della guerra non poteva restare fuori dagli Oscar 2026. Javier Bardem fa un appello per la 'Palestina libera' sul palco, nel monologo di Conan O'Brien la guerra c'è senza nominarla e Jimmy Kimmel omaggia i Paesi in cui si rischia la vita per la libertà di parola, senza mancare di ironizzare su Donald Trump.
"No alla guerra. Palestina libera". Questo l'appello di Javier Bardem, sul palco degli Oscar per annunciare il Miglior film internazionale. Sull'abito una spilletta con la scritta 'No a la guerra' ('No alla guerra') e una a sostegno della Palestina.
"Raccontare una storia che potrebbe costarti la vita per il solo fatto di raccontarla: questo è vero coraggio. In quali Paesi si rischia la vita per la libertà di parola?", si chiede Jimmy Kimmel, comico e conduttore del 'Jimmy Kimmel Live', salito sul palco degli Oscar per premiare il Miglior cortometraggio documentario e il Miglior documentario. "Ci sono Paesi i cui leader non sostengono la libertà di espressione. Non posso dire quali, non mi è permesso. Diciamo solo la Corea del Nord...e la Cbs". La battuta fa riferimento alla recente decisione dell'emittente radiotelevisiva di non permettere a 'The Late Show With Stephen Colbert' di ospitare come ospite il deputato del Texas James Talarico, a causa di pressioni e minacce provenienti dalla Federal Communications Commission, come riportano i media internazionali.
"Fortunatamente per tutti noi esiste una comunità internazionale di registi dediti a dire la verità, spesso correndo grandi rischi nel realizzare film che ci insegnano, che denunciano l'ingiustizia, che ci ispirano ad agire, e ci sono anche documentari in cui cammini per la Casa Bianca provando le scarpe", ha aggiunto, lanciando una frecciatina al documentario 'Melania', che segue la First Lady nel periodo dei venti giorni che precedono il secondo insediamento presidenziale del marito Donald Trump. "Un uomo sarà furioso che sua moglie non sia stata nominata", ha aggiunto il comico e conduttore.
Kimmel, del resto, conosce bene la questione della libertà di espressione: lo scorso anno era stato sospeso dall'Abc, scelta accolta favorevolemente da Trump. La sospensione era arrivata in seguito a una battuta del conduttore dopo l’uccisione dell'attivista Charlie Kirk.
"L'anno scorso c’erano gli incendi a Los Angeles, quest’anno va tutto bene", le parole del conduttore Conan O’Brien nel monologo d'apertura agli Oscar, tra ironia e attualità: "Va tutto bene" solo in apparenza, perché la guerra aleggia sugli Usa che però non nomina. Il comico la sfiora senza affrontarla direttamente.
Poi arriva l’altro grande spettro del presente: l’intelligenza artificiale. O’Brien si presenta come "l’ultimo essere umano a condurre gli Oscar". E non manca un colpo anche a YouTube, la piattaforma dove la cerimonia sarà trasmessa dal 2029. Mentre ne parla, O’Brien viene interrotto da una raffica di spot, trasformando le finte interruzioni in una gag sulla massiccia presenza pubblicitaria durante la visione dei video sulla piattaforma.

Categoria: spettacoli
03:12
Sean Penn vince l'Oscar ma alla cerimonia non c'è
(Adnkronos) - Nella notte della 98ª edizione degli Academy Awards 2026, Sean Penn ha vinto il suo terzo Oscar. Ma l'attore non era presente alla cerimonia e non ha ritirato la statuetta come Miglior attore non protagonista per 'Una battaglia dopo l'altra'. Ad annunciare la sua vittoria è stato Kieran Culkin, che ha dichiarato: "Penn non è qui con noi perché non ha potuto o non ha voluto, quindi ritirerò io il premio al suo posto".
Come riporta il 'New York Times', tra gli impegni di Penn ci sarebbe un viaggio in Ucraina. Le fonti del quotidiano non hanno confermato quando avverrà la visita o se l'attore sia già in Europa.
La sua assenza in ogni caso era già nell'aria. Dopo aver già saltato due appuntamenti fondamentali della stagione - e dopo aver dichiarato pubblicamente di voler fondere le sue statuette per farne proiettili da inviare in Ucraina - era plausibile che non si sarebbe presentato al Dolby Theatre. La sua 'award season' è stata segnata da assenze e imprevedibilità: ai Golden Globe ha fumato dentro il Beverly Hilton Hotel, dove ha perso contro Stellan Skarsgård e poi ha inanellato due vittorie - Actor Award e Bafta - senza essere presente a ritirarle. Una perdita per gli Oscar, soprattutto in questo momento storico.
Penn è noto per discorsi intensi, politici, imprevedibili, e per momenti live che hanno segnato la storia dell’Academy. Come quando vinse per 'Milk', il film dedicato all’attivista Harvey Milk: dal palco invitò chi aveva sostenuto il divieto al matrimonio gay in California a riflettere sulla propria eredità morale e a cambiare idea.
Tra i momenti più discussi c’è anche quello in cui, prima di annunciare Alejandro González Iñárritu come vincitore per 'Birdman', rubò la scena con una battuta destinata a dividere: "Chi ha dato la green card a questo figlio di pu**ana?”. Il riferimento al permesso di soggiorno gelò per un istante la platea, che poi si sciolse in una risata collettiva insieme allo stesso Iñárritu, di origini messicane. "Probabilmente l’anno prossimo il governo irrigidirà le regole sull’immigrazione per la cerimonia degli Oscar, soprattutto per i messicani", rispose il regista con ironia, chiarendo subito che non c’era alcuna offesa: la loro amicizia risale ai tempi di '21 grammi'.
Indimenticabile anche l’anno in cui Penn prese le difese di Jude Law dopo una battuta di Chris Rock nel monologo d’apertura. "Vuoi Tom Cruise e tutto quello che riesci ad ottenere è Jude Law? Chi è Jude Law? Perché è in tutti i film che ho visto negli ultimi quattro anni? È in tutto, anche nei film in cui non recita: se guardi i titoli di coda, ha fatto dei cupcake o qualcosa del genere". Penn sul palco replicò così: "È uno dei migliori attori che abbiamo".

Categoria: spettacoli
03:04
Dubai, drone iraniano colpisce deposito carburante
(Adnkronos) - Un drone lanciato dall'Iran colpisce un serbatoio di carburante nei pressi dell'aeroporto di Dubai, provocando un'esplosione e un incendio. La Dubai Civil Aviation Authority, oggi 16 marzo, ha annunciato la provvisoria sospensione dei voli "come misura precauzionale per garantire la sicurezza di tutti i passeggeri e di tutti gli staff". L'incendio è stato domato e non risultano feriti.
Categoria: internazionale/esteri
02:37
Oscar 2026, Leonardo DiCaprio crea un nuovo meme in diretta
(Adnkronos) - Una gag agli Oscar 2026 ha portato alla nascita di un nuovo meme con protagonista Leonardo DiCaprio. Dopo aver celebrato i più famosi meme dell'attore, il comico Conan O’Brien, conduttore della 98ª cerimonia degli Oscar, ha invitato DiCaprio a realizzare un meme in diretta.
DiCaprio è stato inquadrato, mentre sedeva in platea al fianco della compagna Vittoria Ceretti, e ha regalato l'espressione da "Non avevi acconsentito a questa cosa". Solo il tempo e gli utenti dei social sapranno dirci se "il re dei meme" ha colpito ancora e questa immagine avrà il successo delle precedenti. Sui social, da anni, spopolano i meme ormai celeberrimi ricavati dalle scene di Il grande Gatsby, Django Unchained e Catch me if I can.

Categoria: spettacoli
01:46
Trump, aut aut alla Nato: "Futuro pessimo se non ci aiuta contro Iran"
(Adnkronos) - Donald Trump esige l'aiuto della Nato per liberare lo Stretto di Hormuz e avverte gli alleati, chiamati di fatto a recitare un ruolo di primo piano nella guerra in Iran. Se non verranno inviate navi per proteggere le petroliere, minacciate da Teheran con la conseguente paralisi del commercio di greggio e l'impennata dei prezzi, la Nato va incontro ad un "futuro pessimo".
Il presidente degli Stati Uniti ha sollecitato la creazione di una coalizione internazionale per sbloccare lo Stretto, snodo cruciale per il mercato del petrolio. La proposta di Trump finora non ha prodotto risultati apprezzabili, almeno a giudicare dalle reazioni pubbliche. "Se non c'è una risposta o se c'è una risposta negativa, penso che sarà pessimo per il futuro della Nato", dice il presidente al Financial Times. Se la strategia non dovesse dare frutti e lo stallo dovesse persistere - riferisce Axios - Trump potrebbe puntare sull'invasione: i Marines sbarcherebbero sull'isola di Kharg, cuore del sistema petrolifero iraniano, dove non sono più presenti strutture militari dopo i raid americani.
Sull'Air Force One, Trump usa toni lievemente più concilianti nei confronti degli alleati: "Stiamo parlando con alcuni paesi per vigilare sullo Stretto. Noi riceviamo pochissimo petrolio dallo Stretto, l'1-2%. La Cina ottiene il 90% del suo petrolio, ad esempio. E' bello avere altri paesi impegnati con noi, aiuteranno", dice usando toni più concilianti rispetto a quelli utilizzati nel colloquio con il FT. "Chi ha detto no? E' ancora presto... Abbiamo avuto contatti più o meno con 7 paesi: abbiamo avuto alcune risposte positive, alcuni preferirebbero non essere coinvolti", aggiunge durante il volo. "Cosa gli ho detto? Ho detto che ce ne ricorderemo. Alcuni paesi hanno dragamine, altri hanno navi che ci farebbero comodo: dovrebbero aiutarci a proteggere l'area da cui ricevono petrolio".
Nell'intervista al quotidiano britannico, Trump mette sul piatto della bilancia il sostegno fornito da Washington all'Ucraina nella guerra contro la Russia. "Non eravamo obbligati ad aiutarli con l'Ucraina... Ora vedremo se loro aiuteranno noi. Ho sempre detto che noi saremo al loro fianco, ma loro non lo saranno per noi", dice ribadendo un concetto già espresso in passato. Quale contributo dovrebbero fornire gli alleati? "Qualsiasi cosa serva". Secondo il numero 1 della Casa Bianca, l'intervento della Nato dovrebbe anche arginare le minacce provenienti dall'Iran: Trump vuole "gente che che neutralizzi elementi ostili che si trovano lungo la costa", dice riferendosi alle forze iraniane che lanciano droni e che sono in grado di minare le acque del golfo.
Sulla 'lista nera' di Trump spicca il Regno Unito: "Potrebbe essere considerato l'alleato numero uno, quello con la più lunga militanza. Eppure quando ho chiesto l'intervento, non lo hanno fatto", dice. "Non appena abbiamo sostanzialmente neutralizzato la minaccia iraniana, hanno detto: 'Invieremo due navi'. A quel punto ho risposto 'abbiamo bisogno delle navi prima della vittoria, non dopo'". Tutto questo, secondo Trump, è solo una conferma: "Ho sempre sostenuto che la Nato è una strada a senso unico".
Il discorso si estende anche alla Cina e, in assenza di segnali positivi da Pechino, la Casa Bianca potrebbe congelare il viaggio di Trump in Cina programmato all'inizio di aprile. "Credo che anche la Cina dovrebbe dare una mano, perché il 90% del suo petrolio proviene dallo Stretto", afferma, aggiungendo che preferirebbe conoscere la posizione di Pechino prima del viaggio in Cina e dell'incontro con Xi Jinping all'inizio di aprile. "Vorremmo saperlo prima. Due settimane sono un periodo lungo", dice, prospettando l'ipotesi di un rinvio del summit: "Potremmo rimandare", dice senza specificare la durata di un eventuale rinvio. "La Cina è un caso interessante: gran parte del suo petrolio arriva dallo Stretto di Hormuz. Dovrebbe partecipare" alla coalizione "secondo me. Lo farà? Forse sì, forse no...".
Il pressing nei confronti della Nato è un segnale di insofferenza dopo 2 settimane di una guerra che, sebbene definita "già vinta" da Trump, appare in realtà lontana dall'epilogo. L'offensiva che gli Stati Uniti hanno lanciato il 28 febbraio con l'operazione Epic Fury e con la partnerhip di Israele non è ancora arrivata al traguardo. Trump continua ad affermare che gli Usa hanno militarmente distrutto il nemico: attorno al concetto proposto sistematicamente, il presidente americano aggiunge quotidianamente variazioni sul tema. Da "abbiamo vinto" a "la guerra è praticamente finita", ora si arriva ad un nuovo step: "L'Iran vuole fare un accordo e io non voglio farlo perché i termini non sono ancora abbastanza buoni", dice Trump allontanando l'ipotesi di un cessate il fuoco. "Non credo siano pronti".
Non è chiaro quali siano i termini che reputerebbe 'buoni' per finalizzare l'intesa. "Non voglio dirvelo", taglia corto, limitandosi a dire che l'impegno da parte di Teheran ad abbandonare completamente le sue ambizioni nucleari potrebbe essere uno di questi. Il quadro del conflitto, negli ultimi giorni, è stato caratterizzato dall'attacco americano contro l'isola di Kharg, cuore del sistema petrolifero dell'Iran. Gli Stati Uniti stanno trasferendo circa 5000 uomini nel Golfo - compresi 2200 Marines - e tale decisione viene interpretata come il segnale di un potenziale assalto all'isola, che secondo Trump è ormai priva di difese. "Potremmo bombardare di nuovo, per divertimento", l'avvertimento del presidente. Kharg potrebbe diventare moneta di scambio nel conflitto?
La domanda aleggia nelle analisi sul conflitto, destinato a proseguire almeno fino ad aprile. Il segretario all'Energia statunitense Chris Wright si aspetta che la guerra si concluda "nelle prossime settimane", con una ripresa delle forniture di petrolio e un successivo calo dei costi energetici. "Penso che questo conflitto giungerà certamente alla fine nelle prossime settimane. Potrebbe essere anche prima. Ma il conflitto si concluderà nelle prossime settimane e vedremo una ripresa delle forniture e un calo dei prezzi dopo", dice all'emittente Abc. Il messaggio di Wright è in apparente contraddizione con quello di Trump.
In realtà, le parole del presidente vengono giudicate infondate anche dai nemici. "Non abbiamo mai chiesto il cessate il fuoco e nemmeno negoziati", dice Abbas Araghchi, ministro degli Esteri iraniano, alla Cbs. "Siamo pronti a difenderci fino a quando sarà necessario", afferma il numero 1 della diplomazia di Teheran. L'Iran, in sostanza, è pronto ad una guerra di logoramento con costi economici e politici sempre più pesanti per gli Usa. La repubblica islamica, d'altra parte, non è totalmente sola nel conflitto. L'Iran ha avuto "una buona cooperazione" con Russia e Cina, che hanno sostenuto il Paese "politicamente, economicamente, persino militarmente", dice Araghchi, definendo Mosca e Pechino partner strategici nel corso della guerra con gli Usa e Israele e parlando della "stretta cooperazione in passato, che continua tuttora, e include anche la cooperazione militare".
Sullo sfondo del conflitto rimangono i 440 chili di uranio arricchito che Teheran possiede, come certificato anche dall'Agenzia internaziona per l'energia atomica. Trump non ha escluso l'ipotesi di un blitz a Isfahan per prendere possesso del 'bottino'. "I nostri impianti nucleari sono stati attaccati e tutto è sepolto sotto le macerie. Naturalmente, sapete che esiste la possibilità di recuperarli, ma sotto la supervisione dell’agenzia. Se un giorno dovessimo decidere di farlo, sarebbe sotto la supervisione dell'Aiea. Ma per il momento non abbiamo alcun programma. Non abbiamo alcuna intenzione di recuperarli dalle macerie", la risposta diplomatica del ministro.
Se Trump pensava ad un blitz di pochi giorni, la previsione si è rivelata a dir poco azzardata. La guerra contro l'Iran si trasforma, giorno dopo giorno, in una maratona che sinora sarebbe costata circa 12 miliardi a Washington. La prospettiva di un impegno destinato a proseguire è chiara per Israele, partner degli Stati Uniti nel conflitto.
Le forze di difesa (Idf) si stanno preparando ad altre 3 settimane di guerra con "migliaia di obiettivi" ancora da colpire, dice il portavoce, generale Effie Defrin, alla Cnn: "Siamo pronti, in coordinamento, con i nostri alleati americani, con piani che coprono almeno fino alla festività ebraica della Pasqua ebraica, tra circa tre settimane. E abbiamo piani più più dettagliati anche per le tre settimane successive, abbiamo migliaia di obiettivi". "Non lavoriamo in base a un cronometro o a un calendario, ma piuttosto per raggiungere i nostri obiettivi", ha affermato, sostenendo che l’obiettivo di Israele è quello di "indebolire gravemente il regime iraniano".

Categoria: internazionale/esteri
00:48
Sinner, trionfo a Indian Wells con dedica ad Antonelli: "Grande Kimi, giorno speciale"
(Adnkronos) - Jannik Sinner trionfa a Indian Wells e dedica la vittoria in finale contro Daniil Medvedev a un amico speciale: Andrea Kimi Antonelli, il 19enne pilota bolognese che in mattinata ha conquistato il suo primo successo in Formula 1, nel Gp di Cina. Dopo il successo in California, con una super rimonta nel tie-break del secondo set (da 0-4 a 7-4), Sinner ha scritto sulla telecamera: "Grande Kimi".
Poi, nell'intervista post-partita, ha dedicato il suo pensiero ad Antonelli: "Questo è un giorno speciale - le parole di Jannik -. Sono un appassionato di Formula 1 e avere un grandissimo italiano che porta l'Italia al vertice è bellissimo. Grande Kimi". Una giornata da incorniciare per lo sport azzurro.

Categoria: sport
00:21
Infarto e ictus, il cuore degli uomini a rischio dai 35 anni: lo studio
(Adnkronos) - Il rischio di problemi al cuore non è un'esclusiva dell'età avanzata. Le patologie possono iniziare a svilupparsi in età decisamente giovane e l'allarme per malattie cardiovascolari scatta soprattutto per gli uomini, come evidenzia uno studio condotto dai ricercatori della Northwestern Medicine e pubblicato sul Journal of the American Heart Association.
Gli studiosi hanno utilizzato i dati contenuti nel database dello studio Coronary Artery Risk Development in Young Adults (CARDIA), che negli Stati Uniti si riferisce a 5.115 uomini e donne di età compresa tra 18 e 30 anni. Quando è iniziato il monitoraggio, tra il 1985 e il 1986, nessuno dei soggetti coinvolti presentava sintomi di patologie cardiovascolari. Ognuno si è sottoposto a controlli, a intervalli tra 2 e 5 anni, per i successivi 3 decenni.
Ogni controllo, evidenzia il Washington Post, ha previsto misuramento della pressione e valutazione del colesterolo e di altri marker. "Questo ci ha permesso di valutare quando sono emersi i rischi di patologie cardiovascolari e di evidenziare le differenze tra uomini e donne", ha detto la professoressa Alexa Freedman, autrice principale dello studio e docente alla Northwestern University Feinberg School of Medicine.
"I nostri risultati mostrano che le differenze nel rischio di malattie cardiovascolari tra uomini e donne emergono già a partire dai 35 anni", ha aggiunto Freedman. Il fattore principale che determina il rischio precoce di infarto negli uomini è una maggiore incidenza di cardiopatia coronarica, causata dal restringimento o dall'ostruzione delle arterie coronariche.
Dai 35 anni, gli uomini hanno quasi il doppio delle probabilità rispetto alle donne di sviluppare malattie cardiovascolari entro i successivi 10 anni. Questo rischio elevato si mantiene costante fino alla mezza età. A 50 anni, il 4,7% degli uomini coinvolti nella ricerca ha sviluppato malattie cardiovascolari rispetto al 2,9% delle donne, che hanno raggiunto lo stesso livello di rischio solo a 57 anni. Per quanto riguarda la cardiopatia coronarica, il 2,5% degli uomini la ha sviluppata entro i 50 anni, rispetto allo 0,9% delle donne, arrivate alla stessa percentuale dopo un ulteriore decennio.
Il rischio di ictus era simile per uomini e donne all'età di 50 anni, interessando circa l'1,2% di ciascun gruppo. Le differenze relative al rischio di insufficienza cardiaca, una condizione cronica che si verifica quando il cuore ha difficoltà a pompare sangue a sufficienza, si sono rivelate minori e associate ad un'età avanzata. A 55 anni, gli uomini avevano ancora circa il doppio delle probabilità di subire un evento cardiaco nel decennio successivo.
La ricerca ha anche preso in considerazione fattori come il fumo, l'ipertensione e il diabete di tipo 2, tutti elementi che contribuiscono ad aumentare il rischio di malattie cardiovascolari. La differenza tra uomini e donne è rimasta sostanzialmente inalterata anche considerando questi parametri supplementari.
La valutazione dei risultati deve tener conto di un ulteriore fattore. Alcuni partecipanti erano ancora relativamente giovani alla fine del periodo di follow-up, quindi i ricercatori non hanno potuto valutare totalmente come le differenze di genere abbiano influenzato queste persone in età ulteriormente avanzata: dopo la menopausa, il rischio di malattie cardiovascolari nelle donne aumenta rapidamente. In generale, il rischio di cardiopatia coronarica aumenta più rapidamente nelle donne intorno ai 55 anni, sebbene alcune ricerche suggeriscano che coloro che vanno incontro a menopausa precoce, intorno ai 40 anni, abbiano un rischio maggiore del 40% di sviluppare la patologia nel corso della propria esistenza.
"L'età non è un fattore di protezione", ha evidenziato Laxmi Mehta, cardiologa e direttrice di Cardiologia Preventiva e Salute Cardiovascolare Femminile presso il Wexner Medical Center dell'Ohio State University, come riferisce il WP. "I medici non dovrebbero perdere l'occasione cruciale di prevenire i rischi nei pazienti più giovani, indipendentemente dal sesso", ha aggiunto, evidenziando l'abitudine a fare affidamento su parametri tradizionalmente adottati per pazienti anziani. Le valutazioni, invece, dovrebbero allargarsi alla considerazione di malattie autoimmuni, esiti avversi della gravidanza e i livelli elevati di lipoproteine, un tipo di colesterolo geneticamente ereditato e non incluso nei pannelli lipidici standard.

Categoria: cronaca
00:18
Iran, petrolio arriva a 105 dollari al barile: prezzo record da luglio 2022
(Adnkronos) - Il petrolio oltre i 105 dollari al barile. La guerra in Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz, passaggio chiave per il 20% del commercio di greggio, spingono i prezzi ai massimi da luglio 2022. Le notizie relative alla prosecuzione della guerra per altre 3 settimane, come prospettano le forze di difesa di Israele, condizionano le quotazioni. Il Brent tocca i 105,66 dollari al barile, con un aumento del 2,4%.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha sollecitato l'intervento di altri paesi per formare una coalizione internazionale: l'invio di navi, secondo la Casa Bianca, contribuirà a rendere sicuro lo Stretto. L'amministrazione Trump, secondo il Wall Street Journal, è pronta ad annunciare già questa settimana che diversi Paesi hanno concordato di scortare le petroliere nel braccio di mare minacciato dall'Iran. Sono ancora in corso discussioni, tuttavia, per stabilire se tali operazioni inizieranno prima o dopo la fine delle ostilità. La Casa Bianca ha rifiutato di commentare l'annuncio previsto, che potrebbe subire variazioni a seconda dell'evolversi della situazione sul campo di battaglia. Pubblicamente, molti Paesi si sono mostrati evasivi riguardo a una missione di scorta di questo tipo fino alla cessazione delle ostilità, dati i rischi connessi, scrive il Wsj.

Categoria: internazionale/esteri
23:52
Oscar 2026, a 'Una battaglia dopo l'altra' Miglior film e regia. Jordan e Buckley migliori attori - Rivivi la serata
(Adnkronos) - 'Una battaglia dopo l'altra' esce vincitore dalla 98esima cerimonia degli Oscar, che si è svolta al Dolby Theatre at Ovation Hollywood, a Los Angeles, nella notte tra il 15 e il 16 marzo. Non solo si porta a casa la statuetta per il Miglior film, ma anche quelle per la Miglior regia (a Paul Thomas Anderson), la Miglior sceneggiatura non originale e il Miglior attore non protagonista (Sean Penn, che però non ha ritirato il premio, in quanto non presente alla cerimonia).
Amy Madigan ha vinto il premio come Miglior attrice non protagonista per 'Weapons', Jessie Buckley quello di Miglior attrice protagonista per 'Hamnet' e Michael B. Jordan ha vinto come Miglior attore protagonista per 'I peccatori', premio che gli è valso una standing ovation. A 'KPop Demon Hunters' la statuetta per il Miglior film d'animazione e quella per la Miglior canzone ('Golden). (L'ELENCO COMPLETO DEI PREMI)
Durante la serata nel commovente momento 'In memoriam' Billy Crystal ha ricorato Rob Reiner, mentre Barbra Streisand ha intonato 'The Way We Were' in ricordo di Robert Redford. Ricordati, tra gli altri, Diane Keaton, Robert Duvall, Giorgio Armani e Claudia Cardinale.
Alla guida della Notte degli Oscar, per il secondo anno consecutivo, c'è stato il comico Conan O’Brien. Non sono mancati momenti politici, con l'appello alla pace di Javier Bardem e il discorso sarcastico di Jimmy Kimmel.
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Categoria: spettacoli
23:26
Francia, avanza l’estrema destra: il partito di Marine Le Pen verso miglior risultato di sempre al primo turno
(Adnkronos) - L'ascesa dell'estrema destra francese ha raggiunto un altro traguardo domenica, con il Rassemblement National di Marine Le Pen che ha registrato il miglior risultato di sempre al primo turno delle elezioni comunali, considerate un banco di prova per le sue ambizioni presidenziali. Il sindaco uscente Louis Aliot è stato rieletto agevolmente a Perpignan, l'unica città con una popolazione superiore a 100.000 abitanti in cui il partito aveva già presentato le proprie candidature. I candidati del Rassemblement National hanno dominato il primo turno anche a Tolone e sono stati testa a testa con la sinistra a Marsiglia e Nîmes.
A ulteriore dimostrazione dello spostamento degli elettori conservatori verso l'estrema destra, Éric Ciotti, ex leader del partito di centro-destra Les Républicains e ora alleato di Le Pen, ha ottenuto un netto vantaggio a Nizza, città della Costa Azzurra, con 10 punti di distacco dal sindaco di lunga data Christian Estrosi, dell'alleanza di centro-destra di Macron.
Oltre 904.000 candidati si sono contesi le cariche elettive in circa 35.000 comuni in tutto il paese, dalle grandi città ai villaggi con poche decine di abitanti. La campagna elettorale è stata in gran parte oscurata dalla guerra con l'Iran e dalle sue conseguenze, in particolare dall'impatto sui prezzi dei carburanti. L'affluenza alle urne è stata inferiore al 59%, in aumento rispetto alle elezioni comunali del 2020, influenzate dal Covid, ma in calo rispetto al 63,5% registrato nel 2014.

Categoria: internazionale/esteri
23:02
Allegri lo sostituisce, Leao 'rifiuta' l'abbraccio: cos'è successo in Lazio-Milan
(Adnkronos) - La Lazio batte il Milan 1-0 oggi, domenica 15 marzo, e spegne forse definitivamente i sogni scudetto della squadra di Massimiliano Allegri. A decidere, la rete nel primo tempo di Isaksen. Il tecnico rossonero ha schierato in attacco Rafael Leao e a far discutere, nel secondo tempo, è stata proprio la sostituzione dell'attaccante portoghese.
Leao è stato richiamato in panchina al 67', per far posto a Fullkrug. Il numero 10 del Diavolo non ha però preso benissimo la sostituzione e, uscendo dal campo, ha rifiutato l'abbraccio dell'allenatore. Un momento che farà discutere nel post-partita.

Categoria: sport
22:10
Bebe Vio, l'annuncio a Che tempo che fa: "Lascio la scherma, passo all'atletica"
(Adnkronos) - "Lascio la scherma, inizio con l'atletica". E' l'annuncio di Bebe Vio a Fabio Fazio oggi, 15 marzo, nella puntata di Che tempo che fa. "Ho avuto parecchi problemi fisici ultimamente…Non l’ho mai detto a voce alta, purtroppo è finita con la scherma, non ce la faccio più fisicamente…", dice l'atleta. "Adesso abbiamo, dico ‘abbiamo’ con la squadra perché posso farlo solo grazie a un gruppo di persone che mi sta dietro in questo momento, abbiamo iniziato con l’atletica. Penso di fare i 100 metri", aggiunge.
Bebe Vio, 29 anni, lascia la scherma dopo una carriera ricchissima di successi. In bacheca, la fuoriclasse del fioretto vanta 2 ori alle Paralimpiadi, 1 argento e 1 bronzo. In pedana ha conquistato 5 ori e 2 bronzi ai Mondiali. Agli Europei, 5 ori e 1 argento.

Categoria: sport
21:42
Milano-Cortina, Meloni rinuncia a cerimonia Paralimpiadi: aereo rientra per maltempo
(Adnkronos) - Rinuncia alla trasferta per la cerimonia finale delle Paralimpiadi la premier Giorgia Meloni, causa condizioni meteo avverse. L'aereo con a bordo il presidente del Consiglio, diretto a Istrana, infatti è tornato a Roma dopo 20 minuti dal decollo, perché le condizioni del tempo non avrebbero garantito il trasporto in piena sicurezza per Cortina del Presidente del Consiglio, previsto in elicottero dallo scalo militare di Istrana.

Categoria: politica
21:40
Sinner, super rimonta nel tie-break contro Medvedev e trionfo a Indian Wells - Rivivi il match
(Adnkronos) - Buona la prima per Jannik Sinner. Il fuoriclasse azzurro, numero 2 del mondo, trionfa a Indian Wells, vincendo il Masters 1000 americano grazie al successo contro Daniil Medvedev. Il numero 2 del ranking Atp si impone per 7-6 (8-6), 7-6 (7-4) in poco meno di due ore di gioco. Per il 24enne, che conquista il 25esimo titolo della carriera e il primo nel 2026 senza cedere un set nel torneo, l'exploit sul cemento californiano arriva grazie ad un match giocato con grande solità al servizio e deciso nei momenti cruciali: da annali la rimonta nel tie-break del secondo set, con un recupero da 0-4 a 7-4 grazie a sette punti consecutivi piazzati.
"Ho continuato a crederci e a spingere", dice riferendosi al tie-break del secondo set. "Ho cercato il punto con maggiore convinzione per evitare di ripartire da zero nel terzo set. Ho dato il massimo per chiudere il match in due set e sono felicissimo, è stato un epilogo incredibile", aggiunge. "E' stato un match durissimo, Daniil è tornato a giocare ad ottimi livelli. Io ho lavorato sodo dal primo giorno qui, mi sono allenato duramente e questo risultato mi fa davvero felice. E' speciale poter condividere questo momento con il team e con gli amici".
Il trionfo consente a Sinner di accorciare le distanze nel ranking rispetto a Carlos Alcaraz. Lo spagnolo, numero 1 del mondo, a Indian Wells ha perso in semifinale contro Medvedev e ora ha 2.200 punti di vantaggio sull'azzurro. Sinner, però può guadagnare un bottino enorme nei prossimi 2 mesi. Un anno fa, complice la sospensione per il caso clostebol, l'altoatesino non giocò a Miami, Montecarlo e Madrid: nei 3 appuntamenti, nelle prossime 7 settimane, potrà conquistare una quantità rilevante di punti e tentare l'assalto al primo posto.
Il calendario prevede ora l'Atp Masters 1000 di Miami, in programma dal 18 marzo.

Categoria: sport
21:13
Trump, il piano per lo Stretto di Hormuz non decolla. Iran: "Contatti con altri paesi"
(Adnkronos) - Donald Trump chiama all'appello gli altri paesi, sollecitati a mandare navi per spingere l'Iran a riaprire lo Stretto di Hormuz. Il piano per una coalizione navale, però, fatica a decollare, La chiusura della via del petrolio, con oltre 2000 navi bloccate, paralizza il mercato del greggio con un incremento recordo dei prezzi: la soglia di 100 dollari al barile è stata superata. La 'convocazione' di Trump, attraverso i posto sul social Truth, sembra produrre risultati interlocutori. Il presidente degli Stati Uniti non si è rivolto solo ai partner tradizionali, citando espressamente Regno Unito, Francia, Giappone e Corea del Sud. Nel post viene menzionata anche la Cina. L'Italia, nei giorni scorsi, ha smentito l'esistenza di contatti con Teheran.
Da Pechino, attraverso l'ambasciata a Washington, arriva la (non) risposta: "Tutte le parti hanno la responsabilità di assicurare una fornitura di energia stabile e senza impedimenti". Un auspicio e nient'altro, senza nessun riferimento ad un impegno diretto. "Come amica sincera e partner strategico dei paesi del Medio Oriente, la Cina continuerà a rafforzare la comunicazione con le parti interessate, comprese le parti in conflitto, e a svolgere un ruolo costruttivo per la de-escalation e il ripristino della pace", dice all'agenzia russa Tass il portavoce dell'ambasciata negli Stati Uniti, Liu Pengyu, definendo l'atteggiamento cinese sulla guerra in corso "obiettivo e imparziale: chiediamo un'immediata cessazione delle operazioni militari per evitare un'escalation della situazione e impedire che il conflitto si diffonda e si estenda".
Tendente al 'no' la replica del Giappone, come riferisce la Cnn: dal governo di Tokyo si fa notare che ci sono "ostacoli alti" da superare prima di vedere navi nipponiche in azione. "Non escludiamo la possibilità da un punto di vista legale, è una questione che richiede un'attenta valutazione", dice Takayuki Kobayashi, esponente di spicco del partito liberaldemocratico, all'emittente Nhk. Non c'è una reale apertura, almeno per ora, dalla Corea del Sud. L'ufficio della presidenza evidenzia che il paese "comunicherà strettamente con gli Stati Uniti in relazione al tema e prenderà una decisione dopo attenta valutazione".
Capitolo Europa: il Regno Unito, partner storico dell'America, recepisce il messaggio. Londra "sta discutendo con gli alleati una serie di opzioni per garantire la sicurezza della navigazione nella regione", le parole di un portavoce del ministero della Difesa. Il segretario all'Energia, Ed Milliband, spiega che il paese sta "valutando ogni opzione. La riapertura dello Stretto è una priorità per il mondo. La soluzione migliore e più semplice sarebbe una rapida de-escalation del conflitto", dice alla Bbc. L'invio di navi non è l'unica strategia: "Potremmo contribuire in diversi modi".
La Germania invece ha risposto no in maniera netta con le parole del ministro degli Esteri Johann Wadephul. "Diventeremo presto parte attiva di questo conflitto? No", ha detto all'emittente pubblica Ard, affrontando la questione della guerra in Iran e la possibile estensione della missione Ue Aspides nello Stretto di Hormuz.
Si muove Trump e si muove diplomaticamente l'Iran, che usa il petrolio come un'arma e cerca di creare canali con altri paesi per creare distanza tra gli Usa e i partner. "Non posso citare alcun Paese in particolare, ma siamo stati contattati da diversi Paesi che desiderano garantire un passaggio sicuro alle loro navi", dice il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi rispondendo ad una domanda della Cbs se Teheran stia negoziando con Italia e Francia. La Repubblica islamica "è aperta ai Paesi che vogliono parlare del passaggio sicuro attraverso lo stretto di Hormuz". "La decisione spetta alle nostre forze armate, che hanno già deciso di consentire a un gruppo di imbarcazioni appartenenti a diversi Paesi di transitare in condizioni di sicurezza - sottolinea - Quindi garantiamo loro la sicurezza per il passaggio perché non abbiamo chiuso questo stretto. Non stanno venendo loro a causa dell'insicurezza che c'è, a causa dell'aggressione da parte degli Stati Uniti".

Categoria: internazionale/esteri
20:58
Luca Carboni: "Si può nascere due volte". Il suo concerto una messa laica che emoziona
(Adnkronos) - "Si può nascere due volte". La butta lì Luca Carboni dopo aver aperto la sua data Romana del 'Rio Ari O tour' con 'Primavera', la stagione della rinascita appunto. La butta lì con quella sua voce calma, quella inconfondibile zeppola bolognese, quel suo essere discreto, intimo. Lo dice per spiegare come si sente, cosa prova, ora che, dopo l'incubo della malattia, è tornato a cantare a suonare davanti al pubblico. Deve aver avuto tanta paura ( chi non ne avrebbe quando un medico ti dice che c'è qualcosa che non va). E questa paura l'ha combattuta con una sofferenza silenziosa e una voglia di vita semplicemente prepotente. E così è rinato. E ad abbracciarlo c'è il suo pubblico, diverse generazioni, 'cento milioni di cuori, cento milioni di matti'.
Il nuovo Luca prende il meglio di tutti i Luca che abbiamo conosciuto. Perché come i più grandi artisti reagisce alla sofferenza e al dolore con la musica, la poesia, la pittura sfoderando capolavori che vanno oltre le sette note, i colori, le prospettive ordinarie.
E così il nuovo Luca cavalca la sua produzione, a tratti profetica, dagli esordi di 'Ci stiamo sbagliando Ragazzi' e 'Fragole buone buone'. Fa piangere il Palalottomatica ricantando 'La mamma'. Si diverte con Forever e quella spensieratezza anni '80 quando tutti pensavamo che tutto fosse possibile: bastavano un paio d'occhiali da sole e scegliere bene il colore della tshirt. E ti giri e a cantare parola per parola ci sono uomini che hanno perduto addominali e capelli, donne con qualche ruga e una ricrescita che tradisce. Non mancano i giovani e li vedi sorpresi ascoltare testi che sono poesie che gli fanno spalancare occhi e bocca.
Luca non fa il divo. Forse non lo ha mai fatto o non ci è mai riuscito per quell'adolescenza provinciale, quella religione che lo ha un po' asfissiato e ora invece lo fa volare. Luca ringrazia il pubblico, racconta quando andò a Roma sulla Tiburtina a firmare il primo contratto con la mitica Rca incredulo di incontrare al bar Renato Zero e Francesco De Gregori. Non parla di politica, di guerre. "Meglio che parlino le mie canzoni" dice. Ma non parlano solo le sue canzoni parlano anche i suoi quadri digitalizzati e in movimento sui maxi schermi. Sembra De chirico quando scorrono archi e palazzi sulle note de 'La mia Città ', c'è Andy Wharrol qui, kandinsky e Keith Hairing là e forse anche un po' Bansky in un tribudio di immagini e colori da far invidia a photoshop. Intanto la sua band si scatena (batteria, sax, percussioni, 3 chitarre, basso e tastiere). Una band vera di quelle che non si incontrano facilmente ai concerti.
Il nuovo Luca ha studiato bene lo show. Elegante per tutte e 27 le canzoni. Lo rallenta quando accompagnato solo dalla chitarra acustica intona Farfallina, Silvia lo sai e Gli autobus di notte. La sua voce a 63 anni, non è più quella del giovane dal capello ingelatinato, arriva comunque al cuore lo accarezza e lo schiaffeggia. Perché la vita, che luca canta e ama, é così; "vedi che è bella la vita, basta andare più piano".
Poi riparte a tutto ritmo con un ospite speciale: microfono in mano arriva Tommaso Paradiso che probabilmente fa parte dei cento milioni di cuori e di matti. Canta Tommaso felice, sciolto, incita il pubblico e poi si inginocchia davanti a Luca come un raccatapalle davanti al suo campione. Arrivano 'Mare mare', 'Luca lo stesso'.
È una messa laica quella del nuovo Luca che regala al pubblico abbracci, carezze, sorrisi, amore.
Forse Luca non lo sa, probabilmente non lo vuole sapere e sicuramente non ci crederà, ma il suo è un concerto profondamente spirituale, per qualcuno una guarigione, un cambiamento. Si può nascere due volte. Si, si può.
Esci dal concerto, non vedi San Luca ma il Fungo dell'Eur. Anche lui è cambiato: in cima non ha più il display rosso con la temperatura. Ma tanto non fa freddo. Non fa caldo. Si sta bene. (di Davide Desario)

Categoria: spettacoli
20:36
Addio a Cinzia Oscar, voce della canzone napoletana: aveva 63 anni
(Adnkronos) - E' morta a Napoli all’età di 63 anni Cinzia Oscar, pseudonimo di Vincenza Testa, cantante e attrice teatrale tra le voci note della tradizione neomelodica partenopea. Nata il 20 ottobre 1962 nel capoluogo campano, si è spenta oggi improvvisamente dopo una lunga carriera divisa tra musica e teatro. A dare l'annuncio della scomparsa è stato il figlio, il cantante Marco Calone, sui social: "Mamma sono morto insieme a te. Mi hai insegnato tutto, tranne a vivere senza di te".
Cinzia Oscar aveva iniziato a esibirsi giovanissima: a soli sette anni salì sul palco insieme al padre, che componeva il Trio Oscar, sostituendo il fratello malato durante uno spettacolo teatrale. In seguito partecipò a uno show come piccola imitatrice accanto a Gigi Sabani e Pietro De Vico, muovendo i primi passi nel mondo dello spettacolo. Nei primi anni di attività teatrale lavorò anche con l’interprete della sceneggiata napoletana Pino Mauro. Il debutto discografico arrivò nel 1979 con il 45 giri 'Caro diario/Vita 'e 'nfamità'. Da quel momento prese avvio una carriera musicale che la portò a collaborare con diverse etichette napoletane e a incidere numerosi brani diventati popolari nel circuito neomelodico, tra cui 'Nun sò na bambola', 'Caro figlio mio', ''Na lettera', 'Maledizione', 'Gesù, Giuseppe, Sant'Anna e Maria', 'E' colpa toia' e 'Gli amanti'. Nel corso degli anni partecipò a diverse edizioni del Festival di Napoli e duettò con numerosi artisti della scena partenopea. Tra le collaborazioni più note quella con il cantante della sceneggiata napoletana Mario Merola, con cui presentò nel 2002 il brano 'Si tu papà'. Incise inoltre duetti con Franco Ricciardi, Franco Moreno e lo stesso Pino Mauro, consolidando la sua presenza nel panorama della canzone napoletana classica e neomelodica.
Nel 2015 Cinzia Oscar prese parte al programma televisivo 'Teo in the Box', condotto da Teo Teocoli su Rai 3. L’anno successivo fece parlare di sé per l’intenzione di intraprendere un’azione legale contro i produttori della serie 'Gomorra - La serie', accusati di aver utilizzato senza autorizzazione il suo brano 'Nun so' na bambola'.
La sua vita artistica si è intrecciata anche con quella del cantante neomelodico Franco Calone, con cui ebbe una relazione e dal quale è nato il figlio Marco Calone. Madre e figlio hanno inciso insieme alcuni brani, tra cui 'T'aggia proteggere', pubblicato nell’album 'Nato tra le note' del 2011. Negli ultimi anni Cinzia Oscar era tornata anche al teatro. Nel 2018 fu protagonista della commedia 'Nu Bambeniello' e 'Tre San Giuseppe' di Gaetano Di Maio. Nel corso della sua carriera ha pubblicato numerosi album, tra cui 'Io napoletanissima' (1984), 'Ancora insieme' (1985), 'Storie d’amore' (1990), ''Na lettera' (1994), 'Lady Oscar' (1996) e 'Unica interprete' (2017).

Categoria: spettacoli
In Sardegna
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Maltempo sull'Italia, allerta meteo oggi in Calabria e Sicilia: scuole chiuse in alcuni comuni
(Adnkronos) - Forte maltempo al Sud oggi lunedì 16 marzo. L'allerta meteo è arancione per Calabria e Sicilia e gialla per Basilicata e Puglia. Scuole chiuse in diverse comuni.
Sono infatti previste precipitazioni diffuse e persistenti, anche a carattere di rovescio o temporale, sulla Calabria e sui settori meridionali della Basilicata, in estensione nella seconda parte della giornata alla Sicilia orientale, con quantitativi cumulati da moderati a puntualmente elevati, fino a molto elevati sui rilievi calabresi secondo l'ultimo bollettino della Protezione civile.
Venti da forti a burrasca sud-orientali sono previsti sui settori ionici di Sicilia e Calabria, forti nord-orientali sui settori tirrenici di Campania e Calabria e sulle coste tirreniche e occidentali della Sicilia, con raffiche di burrasca sui citati settori calabresi e siciliani; forti dai quadranti settentrionali sulla Sardegna, con rinforzi di burrasca sui rilievi dell'isola; forti dai quadranti orientali sui settori meridionali di Basilicata e Puglia; di burrasca dai quadranti orientali sull'Appennino meridionale e sui rilievi della Sicilia.
Mari: agitati, fino a molto agitati al largo, il Mare e il Canale di Sardegna; molto mosso, tendente ad agitato, lo Ionio; molto mossi lo Stretto di Sicilia, il Tirreno centrale settore ovest e il Tirreno meridionale.
I sindaci di alcuni comuni, viste le previsioni per la giornata, hanno deciso di tenere chiuse le scuole. Istituti di ogni ordine e grado resteranno chiusi oggi a Reggio Calabria.
La chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, delle scuole paritarie, delle strutture sportive pubbliche, dei cimiteri e dei giardini pubblici, dei mercati rionali, è stata stabilita a Siracusa e a Catania. Sono dunque sospese le attività didattiche per l'intera giornata. Stop anche a tutte le attività didattiche in presenza (lezioni, esami, sedute di laurea) previste in tutte le sedi dell'Università di Catania (incluse le strutture didattiche di Ragusa e Siracusa). "Le attività potranno essere erogate in modalità online", spiegano dall'Ateneo. Off limits anche tutti i parchi della città e il giardino Bellini.

Categoria: cronaca
06:44
Stretto di Hormuz, le opzioni Usa per proteggere il passaggio delle navi
(Adnkronos) - Donald Trump vuole riaprire lo Stretto di Hormuz, da cui passa il 20% del fabbisogno mondiale di petrolio, e per questo chiede aiuto anche ad altri Paesi interessati. Nei giorni scorsi, e con lui il segretario alla Difesa Pete Hegseth, ha promesso che petroliere e mercantili saranno scortati da navi da guerra e che le operazioni di scorta navale inizieranno "presto". Secondo quanto svrive il Wall Street Journal, un'opzione sarebbe quella di usare ancora di più la potenza di fuoco aerea contro missili e droni che l'Iran dovesse lanciare contro le navi di scorta, un'altra sarebbe quella di inviare truppe di terra per prendere il controllo del territorio intorno allo Stretto.
L'amministrazione mantiene tutte le opzioni sul tavolo, sostiene il quotidiano americano, ricordando che Trump due giorni fa ha ordinato l'invio di unità di spedizione dei Marines nella regione. Nel caso di un'operazione di scorta, le navi da guerra statunitensi, magari in collaborazione con le Marine alleate, attraverserebbero lo stretto affiancando le petroliere per bonificare la zona dalle mine e respingere gli attacchi iraniani sia aerei che provenienti dalla 'flotta zanzara' dell'Iran, costituita da piccole imbarcazioni da attacco veloce.
Gli esperti stimano che potrebbero essere necessarie due navi per ogni petroliera, o una dozzina di navi per scortare convogli composti da cinque a dieci petroliere, al fine di garantire le difese aeree necessarie. E questo perché le brevi distanze rendono molto più difficile abbattere missili e droni.
Secondo Bryan Clark, ricercatore senior presso l’Hudson Institute ed ex ufficiale di marina, oltre alle navi da guerra, occorrerebbero almeno una dozzina di droni MQ-9 Reaper per pattugliare i cieli e colpire i lanciatori di missili e droni iraniani non appena compaiono sulla costa. "Parliamo di migliaia di soldati e marinai, e di un investimento finanziario piuttosto consistente, e potrebbe essere necessario continuare così per mesi”, ha avvertito Clark.
Tra l'altro, impiegare navi per scortare le petroliere significa sottrarle a ruoli offensivi o alla difesa missilistica in senso lato. Secondo Lloyd’s List Intelligence, una delle principali società di analisi del settore marittimo, i ritardi causati dalle misure di sicurezza e il numero di navi da guerra che servirebbero ridurrebbero il traffico di petroliere attraverso lo stretto al 10% del suo livello normale. A quel ritmo, ci vorrebbero mesi per smaltire l’arretrato di oltre 600 navi mercantili internazionali bloccate nel Golfo.
Senza contare, sottolinea il Wsj, che anche con tutto questo sforzo, rimarrebbe un rischio significativo che l'Iran possa sferrare colpi devastanti, danneggiando o addirittura affondando navi da guerra e navi commerciali. E' per questo che sul tavolo resta anche un'opzione militare più ampia, che consisterebbe nel prendere il controllo di una fascia dell'Iran meridionale per garantire che le forze militari non possano sparare sulle navi nello Stretto. Questo richiederebbe probabilmente migliaia di soldati e un impegno in operazioni che potrebbero durare mesi, durante le quali le forze statunitensi sarebbero esposte agli attacchi di un regime che lotta per la propria sopravvivenza.
L'opzione dell'incursione inizierebbe con estesi attacchi aerei lungo la costa, cui seguirebbe lo sbarco delle truppe americane nell'Iran meridionale, molto probabilmente i Marines che effettuerebbero un assalto anfibio. I comandanti potrebbero tentare ripetute incursioni per distruggere droni e lanciamissili, seguite da ritirate. L’Iran, tuttavia, potrebbe ingaggiare "un gioco al gatto e al topo" con gli assalitori, ritirandosi per poi tornare quando i marines se ne saranno andati.
Secondo gli analisti militari, mantenere il controllo dell’area richiederebbe un’invasione. Gli Stati Uniti cercherebbero di neutralizzare le forze di terra iraniane con attacchi aerei, tenendole lontane dalla forza di sbarco, anche se potrebbero verificarsi scontri diretti con i Guardiani della rivoluzione che, forti di 190mila soldati, e con la forza d’élite Quds specializzati nella guerra asimmetrica, avendo trascorso decenni a sostenere gli insorti in tutto il Medio Oriente.

Categoria: internazionale/esteri
03:56
Oscar 2026, 'Una battaglia dopo l'altra' è il Miglior film: tutti i premi e i vincitori
(Adnkronos) - 'Una battaglia dopo l'altra' è il Miglior film agli Oscar 2026 e si porta a casa anche gli altri premi principali: Miglior regia, Miglior sceneggiatura non originale e miglior attore non protagonista. Gli altri premi per la recitazione vanno a Michael B. Jordan per 'I peccatori' (Migliore attore protagonista), Jessie Buckley per 'Hamnet - Nel nome del figlio' (Miglior attrice protagonista) e Amy Madigan per 'Weapons' (Migliore attrice non protagonista). Ecco l'elenco completo dei vincitori:
Miglior film
Una battaglia dopo l'altra (One Battle After Another), prodotto da Paul Thomas Anderson, Sara Murphy e Adam Somner
Miglior regia
Paul Thomas Anderson – Una battaglia dopo l'altra (One Battle After Another)
Miglior attore protagonista
Michael B. Jordan – I peccatori (Sinners)
Miglior attrice protagonista
Jessie Buckley – Hamnet - Nel nome del figlio (Hamnet)
Miglior attore non protagonista
Sean Penn – Una battaglia dopo l'altra (One Battle After Another)
Miglior attrice non protagonista
Amy Madigan – Weapons
Miglior sceneggiatura non originale
Paul Thomas Anderson – Una battaglia dopo l'altra (One Battle After Another)
Miglior sceneggiatura originale
Ryan Coogler – I peccatori (Sinners)
Miglior film internazionale
Sentimental Value (Affeksjonsverdi), regia di Joachim Trier (Norvegia)
Miglior film d'animazione
KPop Demon Hunters, regia di Maggie Kang e Chris Appelhans
Miglior casting
Cassandra Kulukundis – Una battaglia dopo l'altra (One Battle After Another)
Miglior fotografia
Autumn Durald Arkapaw – I peccatori (Sinners)
Miglior scenografia
Tamara Deverell (scenografia) e Shane Vieau (arredamento) – Frankenstein
Migliori costumi
Kate Hawley – Frankenstein
Migliori trucco e acconciatura
Mike Hill, Jordan Samuel e Cliona Furey – Frankenstein
Migliori effetti visivi
Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon e Daniel Barrett – Avatar - Fuoco e cenere (Avatar: Fire and Ash)
Miglior montaggio
Andy Jurgensen – Una battaglia dopo l'altra (One Battle After Another)
Miglior sonoro
Gareth John, Al Nelson, Gwendolyn Yates Whittle, Gary Rizzo e Juan Peralta – F1 - Il film (F1)
Miglior colonna sonora originale
Ludwig Göransson – I peccatori (Sinners)
Miglior canzone originale
Golden (testo e musica: Ejae, Mark Sonnenblick, 24, Nam Hee-dong, Lee Yu-han, Joong Gyu-kwak e Teddy Park) – KPop Demon Hunters
Miglior documentario
Mr Nobody Against Putin, regia di David Borenstein
Miglior cortometraggio documentario
All the Empty Rooms, regia di Joshua Seftel e Conall Jones
Miglior cortometraggio (ex aequo)
The Singers, regia di Sam A. Davis and Jack Piatt
Two People Exchanging Saliva, regia di Alexandre Singh e Natalie Musteata
Miglior cortometraggio d'animazione
La jeune fille qui pleurait des perles, regia di Chris Lavis e Maciek Szczerbowski.

Categoria: spettacoli
03:39
La guerra agli Oscar, Bardem sul palco per la Palestina e Jimmy Kimmel punge Trump
(Adnkronos) - Il tema della guerra non poteva restare fuori dagli Oscar 2026. Javier Bardem fa un appello per la 'Palestina libera' sul palco, nel monologo di Conan O'Brien la guerra c'è senza nominarla e Jimmy Kimmel omaggia i Paesi in cui si rischia la vita per la libertà di parola, senza mancare di ironizzare su Donald Trump.
"No alla guerra. Palestina libera". Questo l'appello di Javier Bardem, sul palco degli Oscar per annunciare il Miglior film internazionale. Sull'abito una spilletta con la scritta 'No a la guerra' ('No alla guerra') e una a sostegno della Palestina.
"Raccontare una storia che potrebbe costarti la vita per il solo fatto di raccontarla: questo è vero coraggio. In quali Paesi si rischia la vita per la libertà di parola?", si chiede Jimmy Kimmel, comico e conduttore del 'Jimmy Kimmel Live', salito sul palco degli Oscar per premiare il Miglior cortometraggio documentario e il Miglior documentario. "Ci sono Paesi i cui leader non sostengono la libertà di espressione. Non posso dire quali, non mi è permesso. Diciamo solo la Corea del Nord...e la Cbs". La battuta fa riferimento alla recente decisione dell'emittente radiotelevisiva di non permettere a 'The Late Show With Stephen Colbert' di ospitare come ospite il deputato del Texas James Talarico, a causa di pressioni e minacce provenienti dalla Federal Communications Commission, come riportano i media internazionali.
"Fortunatamente per tutti noi esiste una comunità internazionale di registi dediti a dire la verità, spesso correndo grandi rischi nel realizzare film che ci insegnano, che denunciano l'ingiustizia, che ci ispirano ad agire, e ci sono anche documentari in cui cammini per la Casa Bianca provando le scarpe", ha aggiunto, lanciando una frecciatina al documentario 'Melania', che segue la First Lady nel periodo dei venti giorni che precedono il secondo insediamento presidenziale del marito Donald Trump. "Un uomo sarà furioso che sua moglie non sia stata nominata", ha aggiunto il comico e conduttore.
Kimmel, del resto, conosce bene la questione della libertà di espressione: lo scorso anno era stato sospeso dall'Abc, scelta accolta favorevolemente da Trump. La sospensione era arrivata in seguito a una battuta del conduttore dopo l’uccisione dell'attivista Charlie Kirk.
"L'anno scorso c’erano gli incendi a Los Angeles, quest’anno va tutto bene", le parole del conduttore Conan O’Brien nel monologo d'apertura agli Oscar, tra ironia e attualità: "Va tutto bene" solo in apparenza, perché la guerra aleggia sugli Usa che però non nomina. Il comico la sfiora senza affrontarla direttamente.
Poi arriva l’altro grande spettro del presente: l’intelligenza artificiale. O’Brien si presenta come "l’ultimo essere umano a condurre gli Oscar". E non manca un colpo anche a YouTube, la piattaforma dove la cerimonia sarà trasmessa dal 2029. Mentre ne parla, O’Brien viene interrotto da una raffica di spot, trasformando le finte interruzioni in una gag sulla massiccia presenza pubblicitaria durante la visione dei video sulla piattaforma.

Categoria: spettacoli
03:12
Sean Penn vince l'Oscar ma alla cerimonia non c'è
(Adnkronos) - Nella notte della 98ª edizione degli Academy Awards 2026, Sean Penn ha vinto il suo terzo Oscar. Ma l'attore non era presente alla cerimonia e non ha ritirato la statuetta come Miglior attore non protagonista per 'Una battaglia dopo l'altra'. Ad annunciare la sua vittoria è stato Kieran Culkin, che ha dichiarato: "Penn non è qui con noi perché non ha potuto o non ha voluto, quindi ritirerò io il premio al suo posto".
Come riporta il 'New York Times', tra gli impegni di Penn ci sarebbe un viaggio in Ucraina. Le fonti del quotidiano non hanno confermato quando avverrà la visita o se l'attore sia già in Europa.
La sua assenza in ogni caso era già nell'aria. Dopo aver già saltato due appuntamenti fondamentali della stagione - e dopo aver dichiarato pubblicamente di voler fondere le sue statuette per farne proiettili da inviare in Ucraina - era plausibile che non si sarebbe presentato al Dolby Theatre. La sua 'award season' è stata segnata da assenze e imprevedibilità: ai Golden Globe ha fumato dentro il Beverly Hilton Hotel, dove ha perso contro Stellan Skarsgård e poi ha inanellato due vittorie - Actor Award e Bafta - senza essere presente a ritirarle. Una perdita per gli Oscar, soprattutto in questo momento storico.
Penn è noto per discorsi intensi, politici, imprevedibili, e per momenti live che hanno segnato la storia dell’Academy. Come quando vinse per 'Milk', il film dedicato all’attivista Harvey Milk: dal palco invitò chi aveva sostenuto il divieto al matrimonio gay in California a riflettere sulla propria eredità morale e a cambiare idea.
Tra i momenti più discussi c’è anche quello in cui, prima di annunciare Alejandro González Iñárritu come vincitore per 'Birdman', rubò la scena con una battuta destinata a dividere: "Chi ha dato la green card a questo figlio di pu**ana?”. Il riferimento al permesso di soggiorno gelò per un istante la platea, che poi si sciolse in una risata collettiva insieme allo stesso Iñárritu, di origini messicane. "Probabilmente l’anno prossimo il governo irrigidirà le regole sull’immigrazione per la cerimonia degli Oscar, soprattutto per i messicani", rispose il regista con ironia, chiarendo subito che non c’era alcuna offesa: la loro amicizia risale ai tempi di '21 grammi'.
Indimenticabile anche l’anno in cui Penn prese le difese di Jude Law dopo una battuta di Chris Rock nel monologo d’apertura. "Vuoi Tom Cruise e tutto quello che riesci ad ottenere è Jude Law? Chi è Jude Law? Perché è in tutti i film che ho visto negli ultimi quattro anni? È in tutto, anche nei film in cui non recita: se guardi i titoli di coda, ha fatto dei cupcake o qualcosa del genere". Penn sul palco replicò così: "È uno dei migliori attori che abbiamo".

Categoria: spettacoli
03:04
Dubai, drone iraniano colpisce deposito carburante
(Adnkronos) - Un drone lanciato dall'Iran colpisce un serbatoio di carburante nei pressi dell'aeroporto di Dubai, provocando un'esplosione e un incendio. La Dubai Civil Aviation Authority, oggi 16 marzo, ha annunciato la provvisoria sospensione dei voli "come misura precauzionale per garantire la sicurezza di tutti i passeggeri e di tutti gli staff". L'incendio è stato domato e non risultano feriti.
Categoria: internazionale/esteri
02:37
Oscar 2026, Leonardo DiCaprio crea un nuovo meme in diretta
(Adnkronos) - Una gag agli Oscar 2026 ha portato alla nascita di un nuovo meme con protagonista Leonardo DiCaprio. Dopo aver celebrato i più famosi meme dell'attore, il comico Conan O’Brien, conduttore della 98ª cerimonia degli Oscar, ha invitato DiCaprio a realizzare un meme in diretta.
DiCaprio è stato inquadrato, mentre sedeva in platea al fianco della compagna Vittoria Ceretti, e ha regalato l'espressione da "Non avevi acconsentito a questa cosa". Solo il tempo e gli utenti dei social sapranno dirci se "il re dei meme" ha colpito ancora e questa immagine avrà il successo delle precedenti. Sui social, da anni, spopolano i meme ormai celeberrimi ricavati dalle scene di Il grande Gatsby, Django Unchained e Catch me if I can.

Categoria: spettacoli
01:46
Trump, aut aut alla Nato: "Futuro pessimo se non ci aiuta contro Iran"
(Adnkronos) - Donald Trump esige l'aiuto della Nato per liberare lo Stretto di Hormuz e avverte gli alleati, chiamati di fatto a recitare un ruolo di primo piano nella guerra in Iran. Se non verranno inviate navi per proteggere le petroliere, minacciate da Teheran con la conseguente paralisi del commercio di greggio e l'impennata dei prezzi, la Nato va incontro ad un "futuro pessimo".
Il presidente degli Stati Uniti ha sollecitato la creazione di una coalizione internazionale per sbloccare lo Stretto, snodo cruciale per il mercato del petrolio. La proposta di Trump finora non ha prodotto risultati apprezzabili, almeno a giudicare dalle reazioni pubbliche. "Se non c'è una risposta o se c'è una risposta negativa, penso che sarà pessimo per il futuro della Nato", dice il presidente al Financial Times. Se la strategia non dovesse dare frutti e lo stallo dovesse persistere - riferisce Axios - Trump potrebbe puntare sull'invasione: i Marines sbarcherebbero sull'isola di Kharg, cuore del sistema petrolifero iraniano, dove non sono più presenti strutture militari dopo i raid americani.
Sull'Air Force One, Trump usa toni lievemente più concilianti nei confronti degli alleati: "Stiamo parlando con alcuni paesi per vigilare sullo Stretto. Noi riceviamo pochissimo petrolio dallo Stretto, l'1-2%. La Cina ottiene il 90% del suo petrolio, ad esempio. E' bello avere altri paesi impegnati con noi, aiuteranno", dice usando toni più concilianti rispetto a quelli utilizzati nel colloquio con il FT. "Chi ha detto no? E' ancora presto... Abbiamo avuto contatti più o meno con 7 paesi: abbiamo avuto alcune risposte positive, alcuni preferirebbero non essere coinvolti", aggiunge durante il volo. "Cosa gli ho detto? Ho detto che ce ne ricorderemo. Alcuni paesi hanno dragamine, altri hanno navi che ci farebbero comodo: dovrebbero aiutarci a proteggere l'area da cui ricevono petrolio".
Nell'intervista al quotidiano britannico, Trump mette sul piatto della bilancia il sostegno fornito da Washington all'Ucraina nella guerra contro la Russia. "Non eravamo obbligati ad aiutarli con l'Ucraina... Ora vedremo se loro aiuteranno noi. Ho sempre detto che noi saremo al loro fianco, ma loro non lo saranno per noi", dice ribadendo un concetto già espresso in passato. Quale contributo dovrebbero fornire gli alleati? "Qualsiasi cosa serva". Secondo il numero 1 della Casa Bianca, l'intervento della Nato dovrebbe anche arginare le minacce provenienti dall'Iran: Trump vuole "gente che che neutralizzi elementi ostili che si trovano lungo la costa", dice riferendosi alle forze iraniane che lanciano droni e che sono in grado di minare le acque del golfo.
Sulla 'lista nera' di Trump spicca il Regno Unito: "Potrebbe essere considerato l'alleato numero uno, quello con la più lunga militanza. Eppure quando ho chiesto l'intervento, non lo hanno fatto", dice. "Non appena abbiamo sostanzialmente neutralizzato la minaccia iraniana, hanno detto: 'Invieremo due navi'. A quel punto ho risposto 'abbiamo bisogno delle navi prima della vittoria, non dopo'". Tutto questo, secondo Trump, è solo una conferma: "Ho sempre sostenuto che la Nato è una strada a senso unico".
Il discorso si estende anche alla Cina e, in assenza di segnali positivi da Pechino, la Casa Bianca potrebbe congelare il viaggio di Trump in Cina programmato all'inizio di aprile. "Credo che anche la Cina dovrebbe dare una mano, perché il 90% del suo petrolio proviene dallo Stretto", afferma, aggiungendo che preferirebbe conoscere la posizione di Pechino prima del viaggio in Cina e dell'incontro con Xi Jinping all'inizio di aprile. "Vorremmo saperlo prima. Due settimane sono un periodo lungo", dice, prospettando l'ipotesi di un rinvio del summit: "Potremmo rimandare", dice senza specificare la durata di un eventuale rinvio. "La Cina è un caso interessante: gran parte del suo petrolio arriva dallo Stretto di Hormuz. Dovrebbe partecipare" alla coalizione "secondo me. Lo farà? Forse sì, forse no...".
Il pressing nei confronti della Nato è un segnale di insofferenza dopo 2 settimane di una guerra che, sebbene definita "già vinta" da Trump, appare in realtà lontana dall'epilogo. L'offensiva che gli Stati Uniti hanno lanciato il 28 febbraio con l'operazione Epic Fury e con la partnerhip di Israele non è ancora arrivata al traguardo. Trump continua ad affermare che gli Usa hanno militarmente distrutto il nemico: attorno al concetto proposto sistematicamente, il presidente americano aggiunge quotidianamente variazioni sul tema. Da "abbiamo vinto" a "la guerra è praticamente finita", ora si arriva ad un nuovo step: "L'Iran vuole fare un accordo e io non voglio farlo perché i termini non sono ancora abbastanza buoni", dice Trump allontanando l'ipotesi di un cessate il fuoco. "Non credo siano pronti".
Non è chiaro quali siano i termini che reputerebbe 'buoni' per finalizzare l'intesa. "Non voglio dirvelo", taglia corto, limitandosi a dire che l'impegno da parte di Teheran ad abbandonare completamente le sue ambizioni nucleari potrebbe essere uno di questi. Il quadro del conflitto, negli ultimi giorni, è stato caratterizzato dall'attacco americano contro l'isola di Kharg, cuore del sistema petrolifero dell'Iran. Gli Stati Uniti stanno trasferendo circa 5000 uomini nel Golfo - compresi 2200 Marines - e tale decisione viene interpretata come il segnale di un potenziale assalto all'isola, che secondo Trump è ormai priva di difese. "Potremmo bombardare di nuovo, per divertimento", l'avvertimento del presidente. Kharg potrebbe diventare moneta di scambio nel conflitto?
La domanda aleggia nelle analisi sul conflitto, destinato a proseguire almeno fino ad aprile. Il segretario all'Energia statunitense Chris Wright si aspetta che la guerra si concluda "nelle prossime settimane", con una ripresa delle forniture di petrolio e un successivo calo dei costi energetici. "Penso che questo conflitto giungerà certamente alla fine nelle prossime settimane. Potrebbe essere anche prima. Ma il conflitto si concluderà nelle prossime settimane e vedremo una ripresa delle forniture e un calo dei prezzi dopo", dice all'emittente Abc. Il messaggio di Wright è in apparente contraddizione con quello di Trump.
In realtà, le parole del presidente vengono giudicate infondate anche dai nemici. "Non abbiamo mai chiesto il cessate il fuoco e nemmeno negoziati", dice Abbas Araghchi, ministro degli Esteri iraniano, alla Cbs. "Siamo pronti a difenderci fino a quando sarà necessario", afferma il numero 1 della diplomazia di Teheran. L'Iran, in sostanza, è pronto ad una guerra di logoramento con costi economici e politici sempre più pesanti per gli Usa. La repubblica islamica, d'altra parte, non è totalmente sola nel conflitto. L'Iran ha avuto "una buona cooperazione" con Russia e Cina, che hanno sostenuto il Paese "politicamente, economicamente, persino militarmente", dice Araghchi, definendo Mosca e Pechino partner strategici nel corso della guerra con gli Usa e Israele e parlando della "stretta cooperazione in passato, che continua tuttora, e include anche la cooperazione militare".
Sullo sfondo del conflitto rimangono i 440 chili di uranio arricchito che Teheran possiede, come certificato anche dall'Agenzia internaziona per l'energia atomica. Trump non ha escluso l'ipotesi di un blitz a Isfahan per prendere possesso del 'bottino'. "I nostri impianti nucleari sono stati attaccati e tutto è sepolto sotto le macerie. Naturalmente, sapete che esiste la possibilità di recuperarli, ma sotto la supervisione dell’agenzia. Se un giorno dovessimo decidere di farlo, sarebbe sotto la supervisione dell'Aiea. Ma per il momento non abbiamo alcun programma. Non abbiamo alcuna intenzione di recuperarli dalle macerie", la risposta diplomatica del ministro.
Se Trump pensava ad un blitz di pochi giorni, la previsione si è rivelata a dir poco azzardata. La guerra contro l'Iran si trasforma, giorno dopo giorno, in una maratona che sinora sarebbe costata circa 12 miliardi a Washington. La prospettiva di un impegno destinato a proseguire è chiara per Israele, partner degli Stati Uniti nel conflitto.
Le forze di difesa (Idf) si stanno preparando ad altre 3 settimane di guerra con "migliaia di obiettivi" ancora da colpire, dice il portavoce, generale Effie Defrin, alla Cnn: "Siamo pronti, in coordinamento, con i nostri alleati americani, con piani che coprono almeno fino alla festività ebraica della Pasqua ebraica, tra circa tre settimane. E abbiamo piani più più dettagliati anche per le tre settimane successive, abbiamo migliaia di obiettivi". "Non lavoriamo in base a un cronometro o a un calendario, ma piuttosto per raggiungere i nostri obiettivi", ha affermato, sostenendo che l’obiettivo di Israele è quello di "indebolire gravemente il regime iraniano".

Categoria: internazionale/esteri
00:48
Sinner, trionfo a Indian Wells con dedica ad Antonelli: "Grande Kimi, giorno speciale"
(Adnkronos) - Jannik Sinner trionfa a Indian Wells e dedica la vittoria in finale contro Daniil Medvedev a un amico speciale: Andrea Kimi Antonelli, il 19enne pilota bolognese che in mattinata ha conquistato il suo primo successo in Formula 1, nel Gp di Cina. Dopo il successo in California, con una super rimonta nel tie-break del secondo set (da 0-4 a 7-4), Sinner ha scritto sulla telecamera: "Grande Kimi".
Poi, nell'intervista post-partita, ha dedicato il suo pensiero ad Antonelli: "Questo è un giorno speciale - le parole di Jannik -. Sono un appassionato di Formula 1 e avere un grandissimo italiano che porta l'Italia al vertice è bellissimo. Grande Kimi". Una giornata da incorniciare per lo sport azzurro.

Categoria: sport
00:21
Infarto e ictus, il cuore degli uomini a rischio dai 35 anni: lo studio
(Adnkronos) - Il rischio di problemi al cuore non è un'esclusiva dell'età avanzata. Le patologie possono iniziare a svilupparsi in età decisamente giovane e l'allarme per malattie cardiovascolari scatta soprattutto per gli uomini, come evidenzia uno studio condotto dai ricercatori della Northwestern Medicine e pubblicato sul Journal of the American Heart Association.
Gli studiosi hanno utilizzato i dati contenuti nel database dello studio Coronary Artery Risk Development in Young Adults (CARDIA), che negli Stati Uniti si riferisce a 5.115 uomini e donne di età compresa tra 18 e 30 anni. Quando è iniziato il monitoraggio, tra il 1985 e il 1986, nessuno dei soggetti coinvolti presentava sintomi di patologie cardiovascolari. Ognuno si è sottoposto a controlli, a intervalli tra 2 e 5 anni, per i successivi 3 decenni.
Ogni controllo, evidenzia il Washington Post, ha previsto misuramento della pressione e valutazione del colesterolo e di altri marker. "Questo ci ha permesso di valutare quando sono emersi i rischi di patologie cardiovascolari e di evidenziare le differenze tra uomini e donne", ha detto la professoressa Alexa Freedman, autrice principale dello studio e docente alla Northwestern University Feinberg School of Medicine.
"I nostri risultati mostrano che le differenze nel rischio di malattie cardiovascolari tra uomini e donne emergono già a partire dai 35 anni", ha aggiunto Freedman. Il fattore principale che determina il rischio precoce di infarto negli uomini è una maggiore incidenza di cardiopatia coronarica, causata dal restringimento o dall'ostruzione delle arterie coronariche.
Dai 35 anni, gli uomini hanno quasi il doppio delle probabilità rispetto alle donne di sviluppare malattie cardiovascolari entro i successivi 10 anni. Questo rischio elevato si mantiene costante fino alla mezza età. A 50 anni, il 4,7% degli uomini coinvolti nella ricerca ha sviluppato malattie cardiovascolari rispetto al 2,9% delle donne, che hanno raggiunto lo stesso livello di rischio solo a 57 anni. Per quanto riguarda la cardiopatia coronarica, il 2,5% degli uomini la ha sviluppata entro i 50 anni, rispetto allo 0,9% delle donne, arrivate alla stessa percentuale dopo un ulteriore decennio.
Il rischio di ictus era simile per uomini e donne all'età di 50 anni, interessando circa l'1,2% di ciascun gruppo. Le differenze relative al rischio di insufficienza cardiaca, una condizione cronica che si verifica quando il cuore ha difficoltà a pompare sangue a sufficienza, si sono rivelate minori e associate ad un'età avanzata. A 55 anni, gli uomini avevano ancora circa il doppio delle probabilità di subire un evento cardiaco nel decennio successivo.
La ricerca ha anche preso in considerazione fattori come il fumo, l'ipertensione e il diabete di tipo 2, tutti elementi che contribuiscono ad aumentare il rischio di malattie cardiovascolari. La differenza tra uomini e donne è rimasta sostanzialmente inalterata anche considerando questi parametri supplementari.
La valutazione dei risultati deve tener conto di un ulteriore fattore. Alcuni partecipanti erano ancora relativamente giovani alla fine del periodo di follow-up, quindi i ricercatori non hanno potuto valutare totalmente come le differenze di genere abbiano influenzato queste persone in età ulteriormente avanzata: dopo la menopausa, il rischio di malattie cardiovascolari nelle donne aumenta rapidamente. In generale, il rischio di cardiopatia coronarica aumenta più rapidamente nelle donne intorno ai 55 anni, sebbene alcune ricerche suggeriscano che coloro che vanno incontro a menopausa precoce, intorno ai 40 anni, abbiano un rischio maggiore del 40% di sviluppare la patologia nel corso della propria esistenza.
"L'età non è un fattore di protezione", ha evidenziato Laxmi Mehta, cardiologa e direttrice di Cardiologia Preventiva e Salute Cardiovascolare Femminile presso il Wexner Medical Center dell'Ohio State University, come riferisce il WP. "I medici non dovrebbero perdere l'occasione cruciale di prevenire i rischi nei pazienti più giovani, indipendentemente dal sesso", ha aggiunto, evidenziando l'abitudine a fare affidamento su parametri tradizionalmente adottati per pazienti anziani. Le valutazioni, invece, dovrebbero allargarsi alla considerazione di malattie autoimmuni, esiti avversi della gravidanza e i livelli elevati di lipoproteine, un tipo di colesterolo geneticamente ereditato e non incluso nei pannelli lipidici standard.

Categoria: cronaca
00:18
Iran, petrolio arriva a 105 dollari al barile: prezzo record da luglio 2022
(Adnkronos) - Il petrolio oltre i 105 dollari al barile. La guerra in Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz, passaggio chiave per il 20% del commercio di greggio, spingono i prezzi ai massimi da luglio 2022. Le notizie relative alla prosecuzione della guerra per altre 3 settimane, come prospettano le forze di difesa di Israele, condizionano le quotazioni. Il Brent tocca i 105,66 dollari al barile, con un aumento del 2,4%.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha sollecitato l'intervento di altri paesi per formare una coalizione internazionale: l'invio di navi, secondo la Casa Bianca, contribuirà a rendere sicuro lo Stretto. L'amministrazione Trump, secondo il Wall Street Journal, è pronta ad annunciare già questa settimana che diversi Paesi hanno concordato di scortare le petroliere nel braccio di mare minacciato dall'Iran. Sono ancora in corso discussioni, tuttavia, per stabilire se tali operazioni inizieranno prima o dopo la fine delle ostilità. La Casa Bianca ha rifiutato di commentare l'annuncio previsto, che potrebbe subire variazioni a seconda dell'evolversi della situazione sul campo di battaglia. Pubblicamente, molti Paesi si sono mostrati evasivi riguardo a una missione di scorta di questo tipo fino alla cessazione delle ostilità, dati i rischi connessi, scrive il Wsj.

Categoria: internazionale/esteri
23:52
Oscar 2026, a 'Una battaglia dopo l'altra' Miglior film e regia. Jordan e Buckley migliori attori - Rivivi la serata
(Adnkronos) - 'Una battaglia dopo l'altra' esce vincitore dalla 98esima cerimonia degli Oscar, che si è svolta al Dolby Theatre at Ovation Hollywood, a Los Angeles, nella notte tra il 15 e il 16 marzo. Non solo si porta a casa la statuetta per il Miglior film, ma anche quelle per la Miglior regia (a Paul Thomas Anderson), la Miglior sceneggiatura non originale e il Miglior attore non protagonista (Sean Penn, che però non ha ritirato il premio, in quanto non presente alla cerimonia).
Amy Madigan ha vinto il premio come Miglior attrice non protagonista per 'Weapons', Jessie Buckley quello di Miglior attrice protagonista per 'Hamnet' e Michael B. Jordan ha vinto come Miglior attore protagonista per 'I peccatori', premio che gli è valso una standing ovation. A 'KPop Demon Hunters' la statuetta per il Miglior film d'animazione e quella per la Miglior canzone ('Golden). (L'ELENCO COMPLETO DEI PREMI)
Durante la serata nel commovente momento 'In memoriam' Billy Crystal ha ricorato Rob Reiner, mentre Barbra Streisand ha intonato 'The Way We Were' in ricordo di Robert Redford. Ricordati, tra gli altri, Diane Keaton, Robert Duvall, Giorgio Armani e Claudia Cardinale.
Alla guida della Notte degli Oscar, per il secondo anno consecutivo, c'è stato il comico Conan O’Brien. Non sono mancati momenti politici, con l'appello alla pace di Javier Bardem e il discorso sarcastico di Jimmy Kimmel.
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Categoria: spettacoli
23:26
Francia, avanza l’estrema destra: il partito di Marine Le Pen verso miglior risultato di sempre al primo turno
(Adnkronos) - L'ascesa dell'estrema destra francese ha raggiunto un altro traguardo domenica, con il Rassemblement National di Marine Le Pen che ha registrato il miglior risultato di sempre al primo turno delle elezioni comunali, considerate un banco di prova per le sue ambizioni presidenziali. Il sindaco uscente Louis Aliot è stato rieletto agevolmente a Perpignan, l'unica città con una popolazione superiore a 100.000 abitanti in cui il partito aveva già presentato le proprie candidature. I candidati del Rassemblement National hanno dominato il primo turno anche a Tolone e sono stati testa a testa con la sinistra a Marsiglia e Nîmes.
A ulteriore dimostrazione dello spostamento degli elettori conservatori verso l'estrema destra, Éric Ciotti, ex leader del partito di centro-destra Les Républicains e ora alleato di Le Pen, ha ottenuto un netto vantaggio a Nizza, città della Costa Azzurra, con 10 punti di distacco dal sindaco di lunga data Christian Estrosi, dell'alleanza di centro-destra di Macron.
Oltre 904.000 candidati si sono contesi le cariche elettive in circa 35.000 comuni in tutto il paese, dalle grandi città ai villaggi con poche decine di abitanti. La campagna elettorale è stata in gran parte oscurata dalla guerra con l'Iran e dalle sue conseguenze, in particolare dall'impatto sui prezzi dei carburanti. L'affluenza alle urne è stata inferiore al 59%, in aumento rispetto alle elezioni comunali del 2020, influenzate dal Covid, ma in calo rispetto al 63,5% registrato nel 2014.

Categoria: internazionale/esteri
23:02
Allegri lo sostituisce, Leao 'rifiuta' l'abbraccio: cos'è successo in Lazio-Milan
(Adnkronos) - La Lazio batte il Milan 1-0 oggi, domenica 15 marzo, e spegne forse definitivamente i sogni scudetto della squadra di Massimiliano Allegri. A decidere, la rete nel primo tempo di Isaksen. Il tecnico rossonero ha schierato in attacco Rafael Leao e a far discutere, nel secondo tempo, è stata proprio la sostituzione dell'attaccante portoghese.
Leao è stato richiamato in panchina al 67', per far posto a Fullkrug. Il numero 10 del Diavolo non ha però preso benissimo la sostituzione e, uscendo dal campo, ha rifiutato l'abbraccio dell'allenatore. Un momento che farà discutere nel post-partita.

Categoria: sport
22:10
Bebe Vio, l'annuncio a Che tempo che fa: "Lascio la scherma, passo all'atletica"
(Adnkronos) - "Lascio la scherma, inizio con l'atletica". E' l'annuncio di Bebe Vio a Fabio Fazio oggi, 15 marzo, nella puntata di Che tempo che fa. "Ho avuto parecchi problemi fisici ultimamente…Non l’ho mai detto a voce alta, purtroppo è finita con la scherma, non ce la faccio più fisicamente…", dice l'atleta. "Adesso abbiamo, dico ‘abbiamo’ con la squadra perché posso farlo solo grazie a un gruppo di persone che mi sta dietro in questo momento, abbiamo iniziato con l’atletica. Penso di fare i 100 metri", aggiunge.
Bebe Vio, 29 anni, lascia la scherma dopo una carriera ricchissima di successi. In bacheca, la fuoriclasse del fioretto vanta 2 ori alle Paralimpiadi, 1 argento e 1 bronzo. In pedana ha conquistato 5 ori e 2 bronzi ai Mondiali. Agli Europei, 5 ori e 1 argento.

Categoria: sport
21:42
Milano-Cortina, Meloni rinuncia a cerimonia Paralimpiadi: aereo rientra per maltempo
(Adnkronos) - Rinuncia alla trasferta per la cerimonia finale delle Paralimpiadi la premier Giorgia Meloni, causa condizioni meteo avverse. L'aereo con a bordo il presidente del Consiglio, diretto a Istrana, infatti è tornato a Roma dopo 20 minuti dal decollo, perché le condizioni del tempo non avrebbero garantito il trasporto in piena sicurezza per Cortina del Presidente del Consiglio, previsto in elicottero dallo scalo militare di Istrana.

Categoria: politica
21:40
Sinner, super rimonta nel tie-break contro Medvedev e trionfo a Indian Wells - Rivivi il match
(Adnkronos) - Buona la prima per Jannik Sinner. Il fuoriclasse azzurro, numero 2 del mondo, trionfa a Indian Wells, vincendo il Masters 1000 americano grazie al successo contro Daniil Medvedev. Il numero 2 del ranking Atp si impone per 7-6 (8-6), 7-6 (7-4) in poco meno di due ore di gioco. Per il 24enne, che conquista il 25esimo titolo della carriera e il primo nel 2026 senza cedere un set nel torneo, l'exploit sul cemento californiano arriva grazie ad un match giocato con grande solità al servizio e deciso nei momenti cruciali: da annali la rimonta nel tie-break del secondo set, con un recupero da 0-4 a 7-4 grazie a sette punti consecutivi piazzati.
"Ho continuato a crederci e a spingere", dice riferendosi al tie-break del secondo set. "Ho cercato il punto con maggiore convinzione per evitare di ripartire da zero nel terzo set. Ho dato il massimo per chiudere il match in due set e sono felicissimo, è stato un epilogo incredibile", aggiunge. "E' stato un match durissimo, Daniil è tornato a giocare ad ottimi livelli. Io ho lavorato sodo dal primo giorno qui, mi sono allenato duramente e questo risultato mi fa davvero felice. E' speciale poter condividere questo momento con il team e con gli amici".
Il trionfo consente a Sinner di accorciare le distanze nel ranking rispetto a Carlos Alcaraz. Lo spagnolo, numero 1 del mondo, a Indian Wells ha perso in semifinale contro Medvedev e ora ha 2.200 punti di vantaggio sull'azzurro. Sinner, però può guadagnare un bottino enorme nei prossimi 2 mesi. Un anno fa, complice la sospensione per il caso clostebol, l'altoatesino non giocò a Miami, Montecarlo e Madrid: nei 3 appuntamenti, nelle prossime 7 settimane, potrà conquistare una quantità rilevante di punti e tentare l'assalto al primo posto.
Il calendario prevede ora l'Atp Masters 1000 di Miami, in programma dal 18 marzo.

Categoria: sport
21:13
Trump, il piano per lo Stretto di Hormuz non decolla. Iran: "Contatti con altri paesi"
(Adnkronos) - Donald Trump chiama all'appello gli altri paesi, sollecitati a mandare navi per spingere l'Iran a riaprire lo Stretto di Hormuz. Il piano per una coalizione navale, però, fatica a decollare, La chiusura della via del petrolio, con oltre 2000 navi bloccate, paralizza il mercato del greggio con un incremento recordo dei prezzi: la soglia di 100 dollari al barile è stata superata. La 'convocazione' di Trump, attraverso i posto sul social Truth, sembra produrre risultati interlocutori. Il presidente degli Stati Uniti non si è rivolto solo ai partner tradizionali, citando espressamente Regno Unito, Francia, Giappone e Corea del Sud. Nel post viene menzionata anche la Cina. L'Italia, nei giorni scorsi, ha smentito l'esistenza di contatti con Teheran.
Da Pechino, attraverso l'ambasciata a Washington, arriva la (non) risposta: "Tutte le parti hanno la responsabilità di assicurare una fornitura di energia stabile e senza impedimenti". Un auspicio e nient'altro, senza nessun riferimento ad un impegno diretto. "Come amica sincera e partner strategico dei paesi del Medio Oriente, la Cina continuerà a rafforzare la comunicazione con le parti interessate, comprese le parti in conflitto, e a svolgere un ruolo costruttivo per la de-escalation e il ripristino della pace", dice all'agenzia russa Tass il portavoce dell'ambasciata negli Stati Uniti, Liu Pengyu, definendo l'atteggiamento cinese sulla guerra in corso "obiettivo e imparziale: chiediamo un'immediata cessazione delle operazioni militari per evitare un'escalation della situazione e impedire che il conflitto si diffonda e si estenda".
Tendente al 'no' la replica del Giappone, come riferisce la Cnn: dal governo di Tokyo si fa notare che ci sono "ostacoli alti" da superare prima di vedere navi nipponiche in azione. "Non escludiamo la possibilità da un punto di vista legale, è una questione che richiede un'attenta valutazione", dice Takayuki Kobayashi, esponente di spicco del partito liberaldemocratico, all'emittente Nhk. Non c'è una reale apertura, almeno per ora, dalla Corea del Sud. L'ufficio della presidenza evidenzia che il paese "comunicherà strettamente con gli Stati Uniti in relazione al tema e prenderà una decisione dopo attenta valutazione".
Capitolo Europa: il Regno Unito, partner storico dell'America, recepisce il messaggio. Londra "sta discutendo con gli alleati una serie di opzioni per garantire la sicurezza della navigazione nella regione", le parole di un portavoce del ministero della Difesa. Il segretario all'Energia, Ed Milliband, spiega che il paese sta "valutando ogni opzione. La riapertura dello Stretto è una priorità per il mondo. La soluzione migliore e più semplice sarebbe una rapida de-escalation del conflitto", dice alla Bbc. L'invio di navi non è l'unica strategia: "Potremmo contribuire in diversi modi".
La Germania invece ha risposto no in maniera netta con le parole del ministro degli Esteri Johann Wadephul. "Diventeremo presto parte attiva di questo conflitto? No", ha detto all'emittente pubblica Ard, affrontando la questione della guerra in Iran e la possibile estensione della missione Ue Aspides nello Stretto di Hormuz.
Si muove Trump e si muove diplomaticamente l'Iran, che usa il petrolio come un'arma e cerca di creare canali con altri paesi per creare distanza tra gli Usa e i partner. "Non posso citare alcun Paese in particolare, ma siamo stati contattati da diversi Paesi che desiderano garantire un passaggio sicuro alle loro navi", dice il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi rispondendo ad una domanda della Cbs se Teheran stia negoziando con Italia e Francia. La Repubblica islamica "è aperta ai Paesi che vogliono parlare del passaggio sicuro attraverso lo stretto di Hormuz". "La decisione spetta alle nostre forze armate, che hanno già deciso di consentire a un gruppo di imbarcazioni appartenenti a diversi Paesi di transitare in condizioni di sicurezza - sottolinea - Quindi garantiamo loro la sicurezza per il passaggio perché non abbiamo chiuso questo stretto. Non stanno venendo loro a causa dell'insicurezza che c'è, a causa dell'aggressione da parte degli Stati Uniti".

Categoria: internazionale/esteri
20:58
Luca Carboni: "Si può nascere due volte". Il suo concerto una messa laica che emoziona
(Adnkronos) - "Si può nascere due volte". La butta lì Luca Carboni dopo aver aperto la sua data Romana del 'Rio Ari O tour' con 'Primavera', la stagione della rinascita appunto. La butta lì con quella sua voce calma, quella inconfondibile zeppola bolognese, quel suo essere discreto, intimo. Lo dice per spiegare come si sente, cosa prova, ora che, dopo l'incubo della malattia, è tornato a cantare a suonare davanti al pubblico. Deve aver avuto tanta paura ( chi non ne avrebbe quando un medico ti dice che c'è qualcosa che non va). E questa paura l'ha combattuta con una sofferenza silenziosa e una voglia di vita semplicemente prepotente. E così è rinato. E ad abbracciarlo c'è il suo pubblico, diverse generazioni, 'cento milioni di cuori, cento milioni di matti'.
Il nuovo Luca prende il meglio di tutti i Luca che abbiamo conosciuto. Perché come i più grandi artisti reagisce alla sofferenza e al dolore con la musica, la poesia, la pittura sfoderando capolavori che vanno oltre le sette note, i colori, le prospettive ordinarie.
E così il nuovo Luca cavalca la sua produzione, a tratti profetica, dagli esordi di 'Ci stiamo sbagliando Ragazzi' e 'Fragole buone buone'. Fa piangere il Palalottomatica ricantando 'La mamma'. Si diverte con Forever e quella spensieratezza anni '80 quando tutti pensavamo che tutto fosse possibile: bastavano un paio d'occhiali da sole e scegliere bene il colore della tshirt. E ti giri e a cantare parola per parola ci sono uomini che hanno perduto addominali e capelli, donne con qualche ruga e una ricrescita che tradisce. Non mancano i giovani e li vedi sorpresi ascoltare testi che sono poesie che gli fanno spalancare occhi e bocca.
Luca non fa il divo. Forse non lo ha mai fatto o non ci è mai riuscito per quell'adolescenza provinciale, quella religione che lo ha un po' asfissiato e ora invece lo fa volare. Luca ringrazia il pubblico, racconta quando andò a Roma sulla Tiburtina a firmare il primo contratto con la mitica Rca incredulo di incontrare al bar Renato Zero e Francesco De Gregori. Non parla di politica, di guerre. "Meglio che parlino le mie canzoni" dice. Ma non parlano solo le sue canzoni parlano anche i suoi quadri digitalizzati e in movimento sui maxi schermi. Sembra De chirico quando scorrono archi e palazzi sulle note de 'La mia Città ', c'è Andy Wharrol qui, kandinsky e Keith Hairing là e forse anche un po' Bansky in un tribudio di immagini e colori da far invidia a photoshop. Intanto la sua band si scatena (batteria, sax, percussioni, 3 chitarre, basso e tastiere). Una band vera di quelle che non si incontrano facilmente ai concerti.
Il nuovo Luca ha studiato bene lo show. Elegante per tutte e 27 le canzoni. Lo rallenta quando accompagnato solo dalla chitarra acustica intona Farfallina, Silvia lo sai e Gli autobus di notte. La sua voce a 63 anni, non è più quella del giovane dal capello ingelatinato, arriva comunque al cuore lo accarezza e lo schiaffeggia. Perché la vita, che luca canta e ama, é così; "vedi che è bella la vita, basta andare più piano".
Poi riparte a tutto ritmo con un ospite speciale: microfono in mano arriva Tommaso Paradiso che probabilmente fa parte dei cento milioni di cuori e di matti. Canta Tommaso felice, sciolto, incita il pubblico e poi si inginocchia davanti a Luca come un raccatapalle davanti al suo campione. Arrivano 'Mare mare', 'Luca lo stesso'.
È una messa laica quella del nuovo Luca che regala al pubblico abbracci, carezze, sorrisi, amore.
Forse Luca non lo sa, probabilmente non lo vuole sapere e sicuramente non ci crederà, ma il suo è un concerto profondamente spirituale, per qualcuno una guarigione, un cambiamento. Si può nascere due volte. Si, si può.
Esci dal concerto, non vedi San Luca ma il Fungo dell'Eur. Anche lui è cambiato: in cima non ha più il display rosso con la temperatura. Ma tanto non fa freddo. Non fa caldo. Si sta bene. (di Davide Desario)

Categoria: spettacoli
20:36
Addio a Cinzia Oscar, voce della canzone napoletana: aveva 63 anni
(Adnkronos) - E' morta a Napoli all’età di 63 anni Cinzia Oscar, pseudonimo di Vincenza Testa, cantante e attrice teatrale tra le voci note della tradizione neomelodica partenopea. Nata il 20 ottobre 1962 nel capoluogo campano, si è spenta oggi improvvisamente dopo una lunga carriera divisa tra musica e teatro. A dare l'annuncio della scomparsa è stato il figlio, il cantante Marco Calone, sui social: "Mamma sono morto insieme a te. Mi hai insegnato tutto, tranne a vivere senza di te".
Cinzia Oscar aveva iniziato a esibirsi giovanissima: a soli sette anni salì sul palco insieme al padre, che componeva il Trio Oscar, sostituendo il fratello malato durante uno spettacolo teatrale. In seguito partecipò a uno show come piccola imitatrice accanto a Gigi Sabani e Pietro De Vico, muovendo i primi passi nel mondo dello spettacolo. Nei primi anni di attività teatrale lavorò anche con l’interprete della sceneggiata napoletana Pino Mauro. Il debutto discografico arrivò nel 1979 con il 45 giri 'Caro diario/Vita 'e 'nfamità'. Da quel momento prese avvio una carriera musicale che la portò a collaborare con diverse etichette napoletane e a incidere numerosi brani diventati popolari nel circuito neomelodico, tra cui 'Nun sò na bambola', 'Caro figlio mio', ''Na lettera', 'Maledizione', 'Gesù, Giuseppe, Sant'Anna e Maria', 'E' colpa toia' e 'Gli amanti'. Nel corso degli anni partecipò a diverse edizioni del Festival di Napoli e duettò con numerosi artisti della scena partenopea. Tra le collaborazioni più note quella con il cantante della sceneggiata napoletana Mario Merola, con cui presentò nel 2002 il brano 'Si tu papà'. Incise inoltre duetti con Franco Ricciardi, Franco Moreno e lo stesso Pino Mauro, consolidando la sua presenza nel panorama della canzone napoletana classica e neomelodica.
Nel 2015 Cinzia Oscar prese parte al programma televisivo 'Teo in the Box', condotto da Teo Teocoli su Rai 3. L’anno successivo fece parlare di sé per l’intenzione di intraprendere un’azione legale contro i produttori della serie 'Gomorra - La serie', accusati di aver utilizzato senza autorizzazione il suo brano 'Nun so' na bambola'.
La sua vita artistica si è intrecciata anche con quella del cantante neomelodico Franco Calone, con cui ebbe una relazione e dal quale è nato il figlio Marco Calone. Madre e figlio hanno inciso insieme alcuni brani, tra cui 'T'aggia proteggere', pubblicato nell’album 'Nato tra le note' del 2011. Negli ultimi anni Cinzia Oscar era tornata anche al teatro. Nel 2018 fu protagonista della commedia 'Nu Bambeniello' e 'Tre San Giuseppe' di Gaetano Di Maio. Nel corso della sua carriera ha pubblicato numerosi album, tra cui 'Io napoletanissima' (1984), 'Ancora insieme' (1985), 'Storie d’amore' (1990), ''Na lettera' (1994), 'Lady Oscar' (1996) e 'Unica interprete' (2017).

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