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08:17
Iran, raid Usa-Israele sul porto vicino Stretto Hormuz: 5 morti. W. Post: Pentagono si prepara a settimane di operazioni di terra - La diretta
(Adnkronos) - Nuova giornata di guerra oggi, domenica 29 marzo, in Iran. Raid di Usa e Israele hanno colpito una città portuale iraniana vicino allo Stretto di Hormuz. Stati Uniti e Israele "hanno effettuato un attacco criminale contro il molo di Bandar Khamir, uccidendo cinque persone e ferendone altre quattro", riferisce l'agenzia iraniana Irna.
Forti esplosioni sono state udite in mattinata nella capitale iraniana Teheran. Lo riferisce un giornalista dell'agenzia Afp sul posto. Le deflagrazioni sono state avvertite nella zona nord e fumo si leva dalle aree colpite nella parte nordorientale della città. Le deflagrazioni sono state avvertite nella zona nord e fumo si leva dalle aree colpite nella parte nordorientale della città.
Intanto, secondo quanto riferisce il Washington Post citando ufficiali Usa, il Pentagono si prepara all'eventualità di "settimane" di operazioni di terra in Iran. Un'eventuale operazione di terra non si configurerebbe come invasione su vasta scala e potrebbe invece prevedere blitz di forze speciali e unità della fanteria. Nell'ultimo mese all'interno dell'Amministrazione Usa si è parlato della possibilità di operazioni sull'isola di Kharg e anche, dicono le fonti del Post, di incursioni in zone costiere vicine allo Stretto di Hormuz per distruggere armamenti ritenuti in grado di attaccare mercantili e navi militari.

Categoria: internazionale/esteri
08:05
Ernia, il 'processo' show a Milano: il Duca è tornato a casa
(Adnkronos) - Lo chiamano il "Duca di Milano" e oggi, proprio nella sua città del cuore, ha dimostrato perché Ernia un appellativo del genere se lo merita. Dopo un giro per i palazzetti d’Italia, stasera è tornato a casa, tra il suo ‘primo’ pubblico. Milano, la città dove è cresciuto, dove si è esibito per la prima volta davanti a 50 persone. Oggi, cinque album dopo, Matteo Professione canta in un Unipol Forum di Assago stracolmo. Di gente, certo. Ma anche di ospiti.
Sembra ormai un rituale: compri un biglietto per un concerto rap e ti ritrovi dentro una festa tra amici. Questa sera Ernia ha voluto al suo fianco gli affetti di sempre e quelli nuovi. Un via vai continuo tra vecchia e nuova scena, da Fabri Fibra a Kid Yugi, passando per Lazza e Tedua. Nessuno mancava a quella che lui stesso ha definito la sua festa. E quella che noi possiamo definire la sua consacrazione dopo anni di carriera. Anni di rap nudo e crudo, nato nelle periferie milanesi e arrivato fino al palco di uno dei palazzetti più importanti d’Italia. Ernia sorride, si inchina, si gode il momento. È felice. È grato.
Entra con una certa ‘aura’, scomodando i tifosi di Jannik Sinner. Prima ancora della prima nota, cattura tutta l’attenzione. Total black: giacca di pelle, scarponcini e il suo immancabile codino. Sì, esatto, che aura. Canta, ma soprattutto racconta. Perché prima di essere un rapper è un narratore di realtà. Nei suoi testi si leggono un passato turbolento, legami familiari complessi, dolore e voglia di riscatto. Ernia parla e il pubblico ascolta.
Il palco del ‘Solo per amore tour’ prende forma in un concept narrativo ambientato in un’aula di tribunale. Un processo penale in corso: c'è un giudice, un avvocato difensore e lui, l’imputato. Ernia. Forse un modo per mettersi a confronto con sé stesso, con ricordi che affiorano come prove lungo un percorso interiore. Uno schiaffo alla realtà, ma anche un invito a entrare nella sua maturità artistica.
C’è una scaletta, sì. Ma non è un semplice elenco di canzoni: è un percorso. I suoi testi diventano una dedica continua. Parla a sé stesso, si rimprovera, si assolve.
Il cuore dello show ruota attorno a una domanda: dove sta l’equilibrio tra soldi e amore? Ognuno ha la sua risposta, forse. O forse no. Ernia, intanto, prova a cercarla.
E poi arriva il colpo. Secco. Dritto allo stomaco. Ernia mette a nudo quello che forse è il dolore più grande della sua vita e lo trasforma in uno dei momenti più potenti dello show. Le luci si abbassano, il Forum rallenta il respiro, le voci si fanno un sussurro. ‘Buonanotte’ è una dedica alla bambina mai nata. Lui canta seduto, alle spalle una rosa bianca. “Se fossi stata femmina ti avrei chiamata Sveva”. Un nome che oggi è realtà: un anno fa è diventato padre, proprio di una bambina. Sveva.
All’inizio ci sono i traumi, le insoddisfazioni, i rapporti familiari. C’è Matteo figlio. Poi arriva Matteo padre. E con lui, la gratitudine. È qui che sta la vera maturità: non solo nel disco, ma nella prospettiva nuova che la paternità gli ha dato. E alla fine, è la gratitudine a restare.
Gli ospiti, dicevamo. Tanti, tantissimi. Amici, colleghi, pezzi di strada condivisa. Ma come in ogni festa che si rispetti, non c’è conclusione senza il ‘dolce’. Sulle note di ‘Da denuncia’ entra Marracash. Due mondi che si incontrano, due periferie che si ritrovano allo stesso incrocio: QT8 e Barona. Il Duca di Milano e il King del rap. Più che un featuring, un punto di svolta. ‘Ingiocabili’, verrebbe da dire, tornando ai paragoni con Sinner. Ed è esattamente quello che hanno dimostrato sul palco di Assago.
Per soldi o per amore? Ernia se lo chiede. Forse una risposta non c’è. O forse sì, ma non serve. Perché questa sera conta altro. Il Duca è tornato a casa. E lo ha fatto nel modo migliore possibile.
"Non ti sei mai premiato un giorno per i tuoi traguardi", canta in 'Per te'. E forse Matteo Professione, stasera, si è fermato un attimo e si è guardato dentro per dirsi, semplicemente: bravo.
Bravo, Ernia.(di Marica Di Giovanni)

Categoria: spettacoli
07:19
Verissimo, domenica 29 marzo: gli ospiti e le interviste di oggi
(Adnkronos) - Silvia Toffanon torna oggi, domenica 29 marzo, con un nuovo appuntamento di 'Verissimo' in compagnia di tanti ospiti e interviste.
A Verissimo, la nuova opinionista di Grande Fratello Vip Selvaggia Lucarelli. In studio anche Evelina Sgarbi, in uscita con il suo primo libro dal titolo Nata Sgarbi, in cui parla del rapporto con suo padre Vittorio.
Dal serale di Amici, spazio alla coppia di prof Lorella Cuccarini e Veronica Peparini. A Verissimo, inoltre, la musica e la sensibilità di Enrico Nigiotti e la vita lontano dai riflettori di Filippo Nardi.
Infine, dopo che recentemente è circolata la notizia di un super testimone sulla scomparsa di Denise Pipitone, avvenuta nel 2004, sarà ospite Piera Maggio per fare chiarezza. Con lei il marito, nonché padre biologico di Denise, Pietro Pulizzi.

Categoria: spettacoli
07:16
Che tempo che fa oggi 29 marzo, gli ospiti di Fabio Fazio e le anticipazioni
(Adnkronos) - Nuova puntata di Che tempo che fa, il programma condotto da Fabio Fazio in onda oggi domenica 29 marzo dalle 19.30 in diretta sul Nove (e in streaming su discovery+) con ospiti tra attualità, musica, sport.
Fazio accoglierà Gianni Morandi in occasone dei 60 anni dell’iconico brano 'C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones'. Il cantante bolognese è una colonna portante della musica italiana con una straordinaria carriera da 53 milioni di dischi venduti. Morandi presto sarà in tour nei palasport italiani con 'C'era un ragazzo – Gianni Morandi Story'.
Sulle poltroncine bianche siederà anche Federica Brignone, reduce dall’impresa realizzata alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 dove ha vinto due Medaglie d’oro nel supergigante e nello slalom gigante, a soli dieci mesi dall’infortunio alla gamba sinistra. Unica sciatrice italiana ad aver vinto la Coppa del Mondo generale - per ben due volte, nel 2020 e nel 2025 – nella sua carriera ha vinto in totale 5 medaglie olimpiche e 5 medaglie mondiali, oltre ad essere la sciatrice italiana più vincente di sempre in Coppa del Mondo con 37 trionfi e 85 podi.
E ancora: padre Gabriel Romanelli, in libreria con 'Le rovine e la luce. La commovente testimonianza del parroco di Gaza', scritto con il giornalista francese Guillaume de Dieuleveult; Alberto Mantovani, Presidente di Fondazione Humanitas per la Ricerca; don Dante Carraro, direttore del Cuamm Medici con l’Africa; Roberto Burioni, Professore Ordinario di Microbiologia e Virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele; Gianrico Carofiglio, in libreria con il saggio 'Accendere i fuochi'; l’editorialista de la Repubblica Massimo Giannini; Cecilia Sala; Michele Serra.
A chiudere la puntata l’immancabile appuntamento con 'Che tempo che fa – il Tavolo' con: Giovanni Franzoni, medaglia d’argento nella discesa libera alle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 e già vincitore - nella stagione 2025/26 - di due primi posti, un secondo posto e due terzi posti in Coppa del Mondo, oltre ad essersi imposto nella discesa libera sulla prestigiosa pista 'Streif' di Kitzbühel (Austria), diventando il quarto italiano di sempre a riuscirci; Lda e Aka7even, live con il brano 'Poesie clandestine', con cui hanno partecipato al Festival di Sanremo; Fiona May, la più grande saltatrice in lungo della storia italiana; Simona Ventura; Orietta Berti; Cristina D’Avena; Paolo Rossi; Nino Frassica; Ubaldo Pantani; Mara Maionchi; Mago Forest, conduttore della nuova edizione del GialappaShow; Flora Canto, in tour con 'Cantando sotto la pioggia – Il Musical'; Gigi Marzullo; Francesco Paolantoni; la Signora Coriandoli; Giucas Casella.

Categoria: spettacoli
07:15
Oggi è la Domenica delle palme, cosa si celebra e perché si usano i rami d'ulivo
(Adnkronos) - Oggi, domenica 29 marzo, è la Domenica delle palme nella tradizione cristiana. Rami d'ulivo, processioni e chiese adornate con fiori: cosa si celebra e perché cade oggi la festa?
Questa festa segna l’inizio della celebrazione della Settimana Santa, il periodo più importante dell’anno liturgico per i cristiani. In questo giorno si ricorda l'ingresso di Gesù a Gerusalemme, acclamato dalla folla come un re agitando rami di palma lungo il suo cammino.
Fino al IV secolo, a Gerusalemme una tradizione locale indicava fisicamente la palma da cui erano stati staccati i rami con cui era stato acclamato Gesù. La palma è anche un elemento fortemente simbolico che rappresenta un ponte tra Dio e l’uomo.
Nella Domenica delle palme i fedeli partecipano a cortei con rami benedetti, rievocando l’ingresso di Gesù a Gerusalemme. Durante la celebrazione, i rami vengono benedetti e distribuiti ai fedeli, che li portano a casa come simbolo di protezione e fede e spesso li conservano tutto l’anno.
Dal momento che in Occidente non crescono le palme, questa pianta è stata sostituita dall’ulivo, simbolo di pace e speranza, ma anche dello stesso Gesù, che è "l’unto del Signore".
Nel Nord Europa, dove non ci sono neppure gli ulivi, si usano rametti di fiori intrecciati.
La data della Domenica delle palme cade sempre la domenica precedente alla Pasqua e, quindi proprio come la Pasqua, cambia ogni anno. Oggi, 29 marzo, è l'ultima domenica prima della Pasqua, che nel 2026 cade il 5 aprile.

Categoria: cronaca
00:09
Anm, neopresidente Tango apre al dialogo. Nordio: "Troveremo elementi di concordia"
(Adnkronos) - L’Associazione nazionale magistrati (Anm) riparte dalla vittoria del No al referendum sulla riforma della giustizia e dal nuovo presidente Giuseppe Tango eletto dal Comitato direttivo centrale nella prima riunione dopo le urne. Quarantatré anni, palermitano, giudice del lavoro, Tango raccoglie il testimone di Cesare Parodi, che a pochi minuti dallo spoglio lunedì scorso aveva annunciato a sorpresa le dimissioni per “gravi motivi familiari”: giovane magistrato, molto impegnato nella campagna referendaria, Tango ha auspicato da subito la ripresa di un “autentico dialogo con l’interlocutore politico”. E non è tardata ad arrivare la mano tesa del ministro della Giustizia Carlo Nordio che gli ha augurato “buon lavoro e un fruttuoso rapporto con noi. Sono certo - ha precisato il guardasigilli- che, dopo questo momento di contrapposizione, riusciremo a trovare gli elementi di concordia per una giustizia più efficiente e più moderna”.
L’elezione di Tango non era scontata. Qualcuno sperava che avesse effetto il pressing su Parodi per congelare le dimissioni, ma stamattina il leader dimissionario ha confermato il passo indietro, “un passaggio obbligato”. “Oggi lascio, sento il bisogno di tornare alla mia famiglia. Anm ha bisogno di un presidente a tempo pieno”, ha detto dopo aver indicato la strada per il futuro: con il No al referendum dai cittadini è arrivata una “delega forte ma non in bianco. Abbiamo chiesto fiducia, ci e’ stata concessa ma dobbiamo meritarla”.
"Se dopo il voto passa il messaggio che andava tutto bene allora la fiducia è destinata presto a venire meno, le fasi di vittoria sono le uniche in cui il cambiamento è veramente possibile", ha continuato Parodi. “La storia delle istituzioni ci insegna che le riforme credibili si fanno quando non sono imposte ma scelte - ha concluso -Dopo un simile risultato la magistratura non è sulla difensiva, non è costretta a reagire per paura quindi è il solo momento in cui il rinnovamento può apparire autonomo e non eterodiretto". Lo stesso segretario generale Rocco Maruotti ha sottolineato: “Abbiamo visto che quando il protagonismo del singolo lascia spazio al pluralismo e all’unità di intenti si possono compiere miracoli. Dobbiamo perciò imparare da questa esperienza per trovare il modo di rinnovare radicalmente il modo di stare in Associazione, superando identitarismi e settarismi, a partire dalla scelta del nuovo presidente dell’Anm che deve arrivare a valle di un percorso che parte dalla scrittura condivisa di un programma".
Eleggere subito il presidente, senza contrasti tra i gruppi, sembrava così la ciliegina sulla torta di una giornata segnata dall’entusiasmo per il successo referendario e in linea proprio con quel richiamo all’unita’. Magistratura Indipendente, il gruppo a cui appartiene Parodi e a cui spettava esprimere il nome del candidato, ha puntato inizialmente a rinviare la decisione di qualche settimana per mettere, davanti al nome, un programma condiviso da cui ripartire. Ma davanti alla maggioranza del Cdc che ha votato per procedere subito con la discussione sulla nuova presidenza, ha indicato il solo nome - quello di Tango peraltro il più votato quando si svolsero le elezioni del Cdc - intorno al quale c’era un consenso trasversale evitando così una rottura interna. “Non è mistero che sono legato a una salda amicizia con Antonio D'Amato, persona che avremmo voluto presentare: ho cercato in tutti i modi di convincerlo, ma non ritiene doversi presentare”, ha detto Parodi parlando a nome di Magistratura indipendente “un gruppo fortemente democratico - ha proseguito- e non possiamo che fare nostra l'indicazione degli elettori, dei colleghi che a livello nazionale hanno espresso 700 preferenze (al Cdc ndr) per Giuseppe Tango".
Applausi e abbracci, il neo presidente dell’associazione è stato eletto per acclamazione prima e, con una votazione formale poi (31 si’ e un astenuto). “Questo è il tempo di gioire per un traguardo a tratti sperato” ma “da domani tutti al lavoro, insieme ad altri attori della giurisdizione, per proporre soluzioni che possano davvero migliorare la giustizia e quei problemi di cui tutti noi siamo ben consapevoli”, ha esordito il neoleader ricordando che “la nostra azione sara’ rivolta sempre a beneficio dei cittadini" e “riannodando se fosse possibile anche i nodi di un autentico dialogo con l’interlocutore politico”.
“Credo di essere il primo palermitano presidente di Anm e questo mi inorgoglisce oltremodo - ha continuato- ma sento ancora di più la responsabilità di rappresentare quella magistratura che da sempre ha saputo costruire un rapporto di forte fiducia con la società civile finanche nei momenti più drammatici della nostra storia: di questa fiducia, ora più che mai, tutti, dobbiamo dimostrare di essere all’altezza”. Segnale che le toghe hanno capito la necessità di un cambio di passo: “Si tratta di un rinnovamento e non intendo soltanto generazionale - ha aggiunto Tango - veramente, ora più che mai, si avverte l'esigenza di portare la magistratura a guardarsi al suo interno e a capire tutto ciò che negli ultimi anni non è andato per il verso giusto per capire quali possono essere le reali soluzioni per il futuro affinché tutto ciò che è stato non si possa più ripetere".
"In questi anni si è fatto tanto, c'è stata la legge Cartabia anche se durante il dibattito referendario molti lo omettevano" e già c'era stata già la volontà della magistratura associativa di avviare questo percorso: "tocca a tutti noi portarlo a termine per rendere ancora più credibile all'esterno, agli occhi dei cittadini, la magistratura". La parola d’ordine e’ anche “voltare pagina” dopo una campagna referendaria dai “tanti episodi disdicevoli”.
“L'Anm non è e non sarà mai un partito politico", ha ribadito il neo presidente convinto che andrà ricucito anche un confronto con l'avvocatura. L’Anm ripartirà dal programma in otto punti elaborato lo scorso anno, che ora andrà aggiornato. Prossimo appuntamento per il 16 maggio quando e’ già stata fissata una assemblea straordinaria come chiesto da 600 giovani magistrati.

Categoria: politica
00:05
Iran, cosa significa l'attacco degli Houthi a Israele: la strategia di Teheran e il rischio escalation
(Adnkronos) - Gli Houthi dello Yemen hanno annunciato il loro ingresso nel conflitto in Medio Oriente. Due gli attacchi contro Israele entrambi rivendicati contro Israele dall'inizio della guerra dello Stato Ebraico e degli Usa contro l'Iran. In una dichiarazione pubblicata su X, il gruppo, che controlla gran parte dello Yemen settentrionale e ha preso di mira Israele con droni e missili per gran parte della guerra di Gaza, ha affermato di aver lanciato missili contro siti militari israeliani.
Trovare un equilibrio tra il pressing iraniano perché entrino in guerra a sostegno di Teheran e il timore di ritorsioni da parte degli Stati Uniti o dell'Arabia Saudita. Questa la posizione nella quale si trovano i miliziani yemeniti Houthi e che fa presuppore che gli attacchi sferrati potrebbero restare un caso isolato, secondo il Wall Street Journal che cita analisti yemeniti. Attacchi isolati per evitare appunto una forte reazione degli Stati Uniti, che lo scorso anno hanno condotto una campagna di due mesi contro gli Houthi, o un nuovo conflitto con l'Arabia Saudita, contro cui i miliziani yemeniti hanno combattuto per anni fino al cessate il fuoco del 2022.
Fatto sta che questo intervento solleva serie preoccupazioni. Gli Houthi hanno dimostrato la capacità di colpire bersagli ben oltre i confini dello Yemen e di interrompere le rotte marittime intorno alla penisola arabica e al Mar Rosso, come hanno fatto a sostegno di Hamas nella guerra di Gaza. Venerdì hanno dichiarato di essere pronti ad agire qualora l'escalation contro l'Iran e l'"Asse della Resistenza" proseguisse nel conflitto. Qualora gli Houthi aprissero un nuovo fronte nel conflitto, un obiettivo potenziale sarebbe lo Stretto di Bab Al-Mandab, al largo della costa dello Yemen, un collo di bottiglia cruciale per il traffico marittimo diretto al Canale di Suez.
Un alto funzionario del ministero della propaganda Houthi ha minacciato che la chiusura dello Stretto di Bab al-Mandab è "tra le opzioni" per le azioni dell'organizzazione yemenita. In un'intervista al canale Al-Araby del Qatar, Mohammed Mansour ha dichiarato: "Ci stiamo coordinando con i nostri fratelli dell''Asse della Resistenza' riguardo al nostro ingresso in guerra. La nostra responsabilità nei confronti dell'Iran e di Hezbollah è morale e religiosa. Stiamo gestendo questa battaglia gradualmente e la chiusura dello Stretto di Bab al-Mandab è tra le nostre opzioni. La resistenza yemenita è giunta alla conclusione che oggi è il momento di intervenire".
Bab al-Mandab è uno stretto situato tra lo Yemen e i Paesi africani di Gibuti ed Eritrea, che consente alle navi mercantili provenienti dall'Asia e dall'Africa di raggiungere la regione del Mediterraneo e da lì anche l'America.
Esperti sottolineano come l'Iran sta attivando gruppi alleati in tutta la regione, il che "rischia di allargare una guerra già instabile". Un'ulteriore escalation potrebbe includere attacchi contro navi mercantili nel Mar Rosso e potenzialmente contro obiettivi negli stati del Golfo.
Dal canto suo il governo dello Yemen riconosciuto dalla comunità internazionale critica appunto l'Iran, accusato di "tentativi frequenti di trascinare lo Yemen e altri Paesi" del Medio Oriente "in guerre inutili tramite le sue milizie terroristiche". A riferirne è l'agenzia Saba che dà notizia di una dichiarazione del Consiglio presidenziale - con sede ad Aden - che considera "il coinvolgimento delle milizie Houthi" dello Yemen "nella difesa del regime iraniano" come una dimostrazione del fatto che l'Iran "spinge i suoi proxy ad aprire altri fronti".
Allarme per il rischio di esacerbare le "condizioni umanitarie e di vita" già gravi in "un Paese che vive una delle peggiori crisi umanitarie al mondo". Secondo le autorità yemenite, "il nuovo ciclo di politiche iraniane, a cui hanno aderito le milizie terroristiche Houthi, riproduce il modello catastrofico, già vissuto da altri Paesi nella regione, in cui gruppi armati fuorilegge continuano a prendere la decisione di guerra o pace e a coinvolgere i loro Paesi in scontri distruttivi nell'interesse del regime iraniano e del suo progetto, che il governo yemenita rifiuta categoricamente".

Categoria: internazionale/esteri
00:04
Ora legale amica dei bambini, come sfruttare l'ora di luce in più
(Adnkronos) - Più giochi all'aria aperta, meno schermi e luci artificiali, e a tavola più cibi freschi e a chilometro zero, da consumare a 'fornelli spenti'. Torna l'ora legale - stanotte, tra sabato 28 e domenica 29 marzo le lancette fanno uno scatto in avanti - e per i bimbi questo significa godere di un'ora di sole in più per coltivare uno stile di vita più 'green' in tutti i sensi, "anche dal punto di vista del risparmio energetico".
A suggerirlo è il pediatra Italo Farnetani, da tempo promotore di un appello - come anche a livello internazionale diversi esperti di società scientifiche - per mantenere "l'ora legale fissa tutto l'anno", per ragioni sia di salute ("non intaccare la regolarità dei ritmi circadiani soprattutto dei più piccoli") che ecologiche. E proprio su questo aspetto il camice bianco si sofferma, elencando all'Adnkronos Salute le regole d'oro per un risparmio energetico a misura di bimbo.
"Il primo aspetto è che, con l'ora legale, i bambini e gli adolescenti possono stare di più all'aria aperta - per esempio i bambini a giocare nei parchi, gli adolescenti insieme ai coetanei a fare l'aperitivo - e sicuramente questo non solo fa risparmiare energia nelle case ma porta a un minor uso dei dispositivi elettronici, come pc e tablet, il che innesca un ulteriore 'circolo virtuoso'" a beneficio di salute e ambiente.
"Anche in cucina si può aiutare il risparmio energetico. L'alimentazione dei piccoli commensali può essere orientata anche a questo principio - dice il pediatra - La pasta, per esempio, si può proporre al dente", e si guadagna in kilowatt e "in digeribilità. Le uova sode, che richiedono un maggior tempo di ebollizione (e di energia), sono anche le meno digeribili, pertanto non sono consigliabili. I formaggi, che non richiedono cottura, raccomando di consumarli più di quanto in realtà oggi viene fatto: un bambino li dovrebbe assumere almeno 3 volte a settimana per l'apporto di calcio. Fanno bene, e non richiedono energia per la cottura". No invece ai cibi precotti, "perché anche se apparentemente fanno risparmiare energia" per via di cotture più rapide, "costano di più e non si sa mai con quali oli e procedure sono stati cucinati in precedenza. Meglio scegliere 'l'home made'". Anche la scelta delle verdure può avere un peso: "Fra le più gradite dei bimbi, al primo posto, ci sono i pomodori. Ovviamente crudi, purché rossi. E qui, oltre al risparmio di energia, la scelta è appropriata da un punto di vista nutrizionale e piace", spiega il medico.
Nel decalogo green entrano anche le lucine da notte. "Se i bimbi hanno paura del buio, situazione frequente soprattutto fra gli under 10, vanno accese - evidenzia Farnetani - Ma che siano a led, o a basso consumo", in linea con i tempi odierni caratterizzati da cicliche fasi di crisi energetica. E prima della nanna, niente schermi accesi, un antidoto per notti più serene, sonni più ristoratori, e contro il caro bollette. "La sera, prima di andare a letto - avverte Farnetani - lo smartphone, la televisione o il computer non facilitano l'addormentamento. Quindi fanno male e consumano energia inutilmente. Soprattutto i bambini di meno di 6 anni preferiscono che uno dei genitori gli racconti una storia o anche semplicemente gli parli". Una tecnica semplice per accompagnarli nel risposo in modo sano, e senza sprechi. La temperatura delle stanze? "Sfruttiamo il calore della stagione", potenziato dalle lancette un'ora avanti. "L'ideale è 19 gradi, non di più. Si possono davvero ridurre i consumi rispettando le esigenze dell'infanzia". Il messaggio è chiaro: "Modifichiamo i nostri impianti, la tecnologia di casa per una quotidianità amica dell'ambiente e rispettosa delle esigenze dei bimbi". Si può agire dunque anche sul fronte riscaldamenti. E qui basta davvero poco, assicura l'esperto, anche nella consapevolezza che "salire troppo con la temperatura, oltre i 20 gradi, non è buono per i bambini, soprattutto i più piccoli".
Anche per il bagnetto va fissata una soglia: "L'acqua deve essere a 36-37 gradi per le prime volte, compiuti i 3 mesi può scendere a 34-35, oltre l'anno sono sufficienti 32 gradi centigradi". In generale, prosegue l'esperto, per i rubinetti "consiglio di tenere bassa l'acqua calda sia nei bagni che nelle cucine. Si ottiene anche un vantaggio di sicurezza, perché i bambini potrebbero ustionarsi se l'aprissero inavvertitamente, come ripetutamente dimostrato da ricerche scientifiche". Il tempo libero? Può essere 'green' e a basso consumo e "con l'ora legale ancora di più". Il consiglio è: lasciare l'auto in garage e i device tecnologici spenti. "Andare in bicicletta al sabato ha tutti i vantaggi dal punto di vista della salute e del contatto umano e non consuma energia, se non a livello di organismo qualche caloria, che fa sempre bene". E per ottenere la collaborazione dei piccoli di casa, "i genitori non devono aver paura di affrontare l'argomento - esorta lo specialista - chiedendo loro di rispettare le indicazioni per il risparmio energetico. I bimbi si sentiranno in questo modo coinvolti nelle 'cose da grandi', e acquisiranno anche delle regole, quei limiti che aiutano a crescere. Seguire queste regole - conclude Farnetani - può diventare un vantaggio per la società, ma anche per la formazione della persona umana. Nessuna paura, quindi, e facciamo della lotta al caro bollette una 'questione di famiglia'".

Categoria: cronaca
00:02
Covid, negli Usa avanza la variante Cicada: perché BA.3.2 preoccupa gli esperti
(Adnkronos) - C'è una new entry nella famiglia del virus Covid che si sta facendo notare in questi giorni: è la variante BA.3.2 e si sta diffondendo rapidamente per esempio negli Stati Uniti. Battezzata Cicada dagli esperti sui social, BA.3.2 ha circolato inosservata dalla fine del 2024, da quando nel novembre di quell'anno è stata rilevata per la prima volta in un campione respiratorio raccolto in Sudafrica. Segni particolari: ha un elevato numero di mutazioni che la differenziano dalle varianti più frequenti nell'ultimo periodo. A fare il punto sono gli esperti, che tuttavia precisano come finora non ci siano segni che Cicada sia più pericolosa o causi una malattia più grave rispetto alle altre varianti dell'inverno 2025-2026.
BA.3.2 discende dalla grande famiglia della vairante Omicron, si riepiloga un focus pubblicato online su 'The Conversation', portale che nasce da una collaborazione fra accademici e giornalisti. Rispetto ai ceppi attualmente predominanti di Sars-CoV-2 presenta da 70 a 75 modifiche genetiche sulla sua proteina Spike, la parte del virus che permette la penetrazione nelle cellule umane (e rappresenta il target dei vaccini). Proprio per via delle sue caratteristiche divergenti, gli esperti evidenziano che l'attuale vaccino Covid potrebbe non essere al massimo della sua efficacia.
Il viaggio globale di Cicada è iniziato nel 2025 e a febbraio 2026 aveva raggiunto 23 Paesi. Il primo caso negli Stati Uniti è stato rilevato in un viaggiatore arrivato nel giugno 2025. Da allora, il virus è stato riscontrato in pazienti e nei sistemi di trattamento delle acque reflue di 29 Stati. Tutti i virus mutano nel tempo, ricordano gli esperti, e quello che causa la malattia Covid-19 lo fa in modo particolarmente rapido. Occasionalmente una di queste mutazioni può conferire un vantaggio, permettendo a una variante di diffondersi maggiormente rispetto ad altre.
Questi cambiamenti rendono infatti più difficile per il sistema immunitario riconoscere il virus. E i vaccini sono progettati e aggiornati basandosi sulle varianti più comuni in circolazione in un dato momento. Gli attuali anti Covid per esempio sono mirati al lignaggio JN.1. Tuttavia, la new entry BA.3.2 è al momento quasi sconosciuta in una popolazione in cui non aveva circolato finora. Ed è sufficientemente diversa dalla famiglia JN.1 da far sì che abbia un potenziale elusivo delle difese. Questo non significa che vaccinarsi sia inutile, precisano gli esperti, dal momento che ormai numerose evidenze dimostrano che il potenziale di questi vaccini nel ridurre i ricoveri e i decessi Covid. Tuttavia, sarà meno rapido il meccanismo attraverso cui il sistema immunitario riconoscerà la nuova variante sviluppando anticorpi e immunità. E non essendo così efficace nel rilevare BA.3.2, questa variante potrebbe infettare un numero maggiore di persone, portando potenzialmente a un picco di casi Covid. Rispettando le ormai note misure anti contagio (proteggere i malati cronici e le persone anziane e fragili, restare a casa in presenza di sintomi, curare l'igiene delle mani e l'etichetta respiratoria), si può però abbattere il rischio.

Categoria: internazionale/esteri
21:16
SuperEnalotto, numeri combinazione vincente sabato 28 marzo
(Adnkronos) - Nessun '6' né '5+1' al concorso del Superenalotto di oggi, sabato 28 marzo. Centrati, invece, sette '5' che vincono 29.773,88 euro ciascuno. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 142,3 milioni di euro.
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.
La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.
Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima:
- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro;
- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro;
- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro;
- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro;
- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.
E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.
Estratta la combinazione vincente del concorso di oggi del SuperEnalotto: 9, 45, 62, 67, 68, 81. Numero Jolly: 36. Numero SuperStar: 54.

Categoria: cronaca
21:09
Bambole di Pezza, condannato lo stalker di Morgana Blue: le inviava messaggi da oltre 20 anni
(Adnkronos) - Un cittadino svizzero è stato condannato dal Tribunale di Milano a un anno e tre mesi per stalking nei confronti di Lisa Cerri in arte Morgana Blue, la chitarrista fondatrice della band 'Bambole di Pezza'. L'uomo avrebbe molestato anche la musicista Micol Martinez e la madre di lei, Katia Zerbini Secondo quanto confermato all'AdnKronos da fonti qualificate, gli episodi di stalking si sarebbero protatti per un ventennio con molteplici modalità di manifestazione: centinaia di messaggi sui social e anche al cellulare, con minacce e riferimenti - in alcuni casi- al satanismo.

Categoria: cronaca
19:44
Governo, vertice Meloni-Tajani-Salvini: incontro a margine Cdm poi cena da premier
(Adnkronos) - Raccontano che ieri Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Matteo Salvini, già a margine del Cdm si siano fermati a parlare, per poi darsi appuntamento in serata per una cena. Fonti parlamentari del centrodestra fanno sapere che la leader di Fratelli Italia abbia voluto fare una chiacchierata con i suoi alleati a palazzo Chigi in occasione della riunione di governo che ha varato il cosiddetto decreto fiscale.
Poi, a quanto apprende l'Adnkronos, la presidente del Consiglio si sarebbe incontrata con i vicepremier a cena, lontano da occhi indiscreti, probabilmente nella sua abitazione all'Eur, per fare il punto della situazione dopo la sconfitta al referendum sulla riforma della giustizia. Sul tavolo i principali temi di attualità politica interna (compresa la legge elettorale) e internazionale.

Categoria: politica
18:29
Confindustria contro il Dl Fisco: "Penalizza imprese, minata fiducia"
(Adnkronos) - Confindustria contro il dl fisco. Sia il presidente Emanuele Orsini che Marco Novicelli, vicepresidente per le politiche industriali e il Made in italy, chiedono al governo di ripristinare gli impegni presi.
"Il Consiglio dei ministri di ieri sera ha lasciato irrisolto un nodo grave per il sistema produttivo: l’assenza di risorse per gli esodati legati al piano Transizione 5.0 è un segnale che non può essere ignorato”, ha dihiarato Orsini aggiungendo: "Apprendiamo con forte preoccupazione la mancanza di risorse destinate agli esodati legati al piano Transizione 5.0. Si tratta di un tema cruciale che non può essere rinviato né ridimensionato". "Per questo - ha continuato - chiediamo con urgenza l’apertura, già dalla prossima settimana, di un tavolo di confronto con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti”.
"È indispensabile che venga confermato quanto condiviso lo scorso 27 novembre: le risorse per gli esodati 5.0 devono essere integralmente mantenute. La credibilità degli impegni assunti è un elemento fondamentale", dice ancora. "La fiducia tra istituzioni e sistema produttivo - conclude - non può venire meno. Su questo punto serve una risposta chiara, rapida e coerente con gli impegni presi".
"Il decreto fiscale pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale introduce disposizioni molto penalizzanti per le imprese che hanno effettuato la prenotazione del credito d’imposta 5.0 tra il 7 e il 27 novembre 2025. Il testo prevede un taglio del 65% del credito d’imposta richiesto. La misura inoltre esclude gli investimenti in fonti di energia rinnovabile, in particolare gli impianti fotovoltaici a più elevata efficienza iscritti nel registro dell’ENEA, che le imprese sono state indotte ad acquistare'', ha sottolineato dal canto suo Nocivelli. ''Una simile decisione – che ricordiamo ha effetti retroattivi e lede il principio del legittimo affidamento - penalizza pesantemente le imprese che hanno completato ingenti investimenti nel 2025 e che si troveranno ad affrontare ulteriori problemi di liquidità in un momento già particolarmente complesso'', prosegue la nota.
"A novembre avevamo avuto rassicurazioni dai ministri Giorgetti, Foti e Urso sul fatto che le cosiddette imprese 'esodate' del 5.0 con progetti congrui avrebbero avuto accesso all’agevolazione secondo le condizioni previste nel Piano, la cui conclusione era fissata al 31 dicembre 2025. Il fatto di non poter fare affidamento sulle norme e sulle dichiarazioni del Governo mina profondamente la fiducia delle imprese nei confronti delle istituzioni e delle misure di incentivo e scoraggia chi vorrebbe continuare a fare impresa in Italia'', prosegue Nocivelli.
''Apprendiamo infine, dalle dichiarazioni del Mimit di questa mattina, che si sarebbero trovate altre risorse per l’iperammortamento: la nostra risposta è prima si paghi iI debito con le imprese esodate del 5.0. Chiediamo quindi al governo di ripristinare gli impegni presi col tessuto produttivo ed industriale italiano al più presto, e comunque, non oltre il passaggio parlamentare che deve avvenire in tempi rapidissimi'', conclude.
Varando il decreto fiscale, ieri approvato dal Cdm, "come governo, abbiamo deciso di dare un minimo di garanzia per agevolazioni paragonabili alla vecchia 4.0, ma allo stesso tempo metterci in ascolto delle categorie per capire in una situazione di questo tipo quali sono le emergenze e le priorità che vogliono manifestare". Lo ha sottolineato il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, nel suo intervento al Workshop Finanza organizzato da Teha in risposta alle critiche di Confindustria, che per bocca di Marco Nocivelli, vice presidente per le Politiche industriali e il Made in Italy di Confindustria, ha bollato come "molto penalizzanti" le norme per le imprese che hanno effettuato la prenotazione del credito d'imposta 5.0.
Circa le risorse stanziate per Transizione 5.0, ha aggiunto il ministro "dobbiamo decidere se le disponibilità devono andare a costoro o a favore delle imprese energivore piuttosto che delle aziende di trasporto o per i tagli alle accise"

Categoria: economia
17:43
Aka7even, come sta dopo l'incidente. LDA: "È rimasto traumatizzato"
(Adnkronos) - Paura per Aka7even, rimasto coinvolto in un incidente stradale giovedì 26 marzo. Il cantante, reduce dalla partecipazione al Festival di Sanremo 2026, avrebbe dovuto prendere parte ad un incontro con i fan al centro Commerciale di Chieti insieme al collega LDA.
A comunicare inizialmente l'assenza è stato lo stesso Aka7even, nome d'arte di Luca Marzano, tramite una storia Instagram, seguita poi dal chiarimento di LDA. Il cantante, infatti, prima di cominciare l'evento ha voluto rassicurare i fan: "Senza fare allarmismi, Luca oggi ha fatto un incidente però sta bene, si è fatta male la persona che stava sul motorino, lui stava in auto", ha spiegato.
"Luca era molto scosso, è rimasto traumatizzato da quello che è successo", ha aggiunto LDA che nonostante la preoccupazione non si è voluto assentare dall'evento per il rispetto nei confronti dei fan.
Poche ore dopo è arrivato anche il messaggio di Aka7even, che ha rassicurato sulle sue condizioni di salute: "Ragazzi sto ricevendo tanti messaggi riguardo all’incidente di ieri, quindi ci tengo a chiarire che c'è stato un tamponamento, ma stiamo tutti bene, solo tanto spavento. È tutto sotto controllo e io sono già tornato al lavoro Grazie a tutti per la preoccupazione e l'affetto", ha scritto in una instagram stories.

Categoria: spettacoli
17:08
Mercedesz Henger mamma: "Il parto? 19 ore di travaglio, un incubo"
(Adnkronos) - "Ne è valsa la pena, sono felicissima". Con queste parole Mercedesz Henger, ospite oggi a Verissimo, ha raccontato la gioia di essere diventata mamma per la prima volta della piccola Aurora, nata il 25 febbraio.
Un'emozione immensa che però arriva dopo un'esperienza tutt'altro che semplice. L'attrice ha ricordato le difficoltà del parto: "Sto vivendo il periodo più bello della mia vita dopo aver vissuto il momento più brutto della mia vita, 19h di travaglio, quasi un giorno. Si è fatta attendere", ha raccontato l'attrice col sorriso.
Mercedesz ha parlato della maternità, definendola "magica": "È tutto abbastanza naturale. Ogni piccola cosa è un’esperienza magica, anche cambiare il pannolino per la prima volta lo è stato. Non so come altro descriverlo. Ora che lo sto vivendo, posso dire che diventare mamma è una vera magia".
E sul compagno, Alessio Salata, Mercedesz Henger ha detto: "Il papà è stato incredibilemnte paziente anche se si è preso tanti insulti, mi è stato al fianco tutto il tempo, è stato veramente dolce". "Ho trovato una persona davvero speciale per me - ha aggiunto Henger -. Lo ringrazierò per sempre".
Lo sguardo è già rivolto al futuro e al sogno di allargare presto la famiglia: "Ho già voglia di avere un altro figlio, con molta calma. Un maschietto sarebbe bellissimo".
E sulla nonna della bimba, Eva Henger, l'attrice ha raccontato: "La mamma ha aspettato 17h in sala d’attesa, ha dormito insieme agli altri parenti sulle sedie di plastica, aspettando la nascita di aurora. Non mi ha lasciata un secondo".

Categoria: spettacoli
16:55
Migranti, Consulta: "Trattenimento richiedenti asilo sia conforme a Costituzione e diritto Ue"
(Adnkronos) - Con la sentenza numero 40, depositata ieri, la Corte costituzionale ha ritenuto inammissibile una questione sollevata dalla Corte di Cassazione relativa alla disciplina del trattenimento in un centro per il rimpatrio dello straniero che abbia richiesto la protezione internazionale, ma ha invitato il legislatore a modificare l’attuale disciplina, per renderla pienamente conforme agli standard costituzionali oltre che agli obblighi derivanti dal diritto dell’Unione europea. Lo rende noo l'ufficio stampa ricordando che la disciplina vigente in materia di asilo consente allo straniero che sia già trattenuto in un centro per l’esecuzione di un provvedimento di espulsione di presentare domanda di protezione internazionale. In questo caso, però, il questore può disporne l’ulteriore trattenimento, in particolare quando vi siano fondati motivi per ritenere che la domanda sia pretestuosa, e cioè “presentata al solo scopo di ritardare o impedire l’esecuzione dell’espulsione”. Questo nuovo provvedimento di trattenimento deve essere convalidato dalla corte d’appello territorialmente competente in conformità all’articolo 13 della Costituzione, che prevede la necessaria convalida di ogni provvedimento restrittivo della libertà personale da parte dell’autorità giudiziaria.
Nell’ipotesi poi in cui la corte d’appello non convalidi il provvedimento, il questore ha la possibilità di adottare, entro le quarantotto ore successive, un ulteriore provvedimento di trattenimento, soggetto anch’esso a convalida da parte della corte d’appello, quando vi sia rischio di fuga o lo straniero sia ritenuto pericoloso per l’ordine o la sicurezza pubblica. In queste quarantotto ore, lo straniero continua a restare trattenuto nel centro.
La Corte di Cassazione dubitava della legittimità costituzionale di questa disciplina, che stabilisce un trattenimento automatico dello straniero per quarantotto ore, nonostante la mancata convalida del precedente provvedimento del questore da parte della corte d’appello. Secondo la Cassazione, questa previsione sarebbe incompatibile con l’articolo 13 della Costituzione, che stabilisce che un provvedimento restrittivo adottato dall’autorità di pubblica sicurezza non convalidato dal giudice si intende revocato e resta privo di ogni effetto.
La Consulta ha ritenuto che la questione posta dalla Corte di Cassazione non fosse rilevante per la decisione del procedimento principale. Quest’ultimo aveva infatti unicamente a oggetto la sussistenza dei presupposti dell’ultimo provvedimento di trattenimento (motivato sulla base del rischio di fuga e di pericolo per la sicurezza pubblica), e non invece la legittimità del trattenimento nel lasso di tempo intercorrente tra la mancata convalida del provvedimento precedente e l’adozione del nuovo provvedimento. Di qui l’inammissibilità della questione. La Corte ha peraltro colto l’occasione per sottolineare la legittimità dell’“obiettivo del legislatore di evitare che la mera presentazione di una domanda di protezione internazionale da parte di uno straniero comporti automaticamente il venir meno del suo trattenimento in vista dell’esecuzione dell’espulsione (…), e ciò specialmente quando lo straniero abbia commesso gravi reati e possa sottrarsi all’espulsione ove lasciato in libertà”. È necessario, in effetti, scoraggiare “abusi del procedimento di asilo, al fine di evitare che tale strumento, che è ancor oggi di vitale importanza per assicurare la protezione dello straniero contro persecuzioni o altri gravi pericoli nel suo paese d’origine, venga strumentalmente utilizzato al solo scopo di evitare o ritardare l’esecuzione di legittimi provvedimenti di espulsione”. Tuttavia, ha proseguito la Corte, questo obiettivo “deve essere perseguito attraverso modalità pienamente conformi non solo al diritto dell’Unione, ma anche alle esigenze di tutela della libertà personale desumibili, nel nostro ordinamento, dall’art. 13 Cost. Norma, quest’ultima, che condiziona a stringenti regole procedurali le sue possibili limitazioni nei confronti di cittadini e stranieri, a garanzia contro possibili arbitri dell’autorità di pubblica sicurezza, dell’autorità giudiziaria e dello stesso legislatore”.

Categoria: politica
16:34
Anm, Giuseppe Tango nuovo presidente: "Non saremo mai un partito"
(Adnkronos) - Giuseppe Tango è il nuovo presidente dell'Anm. Tango è stato eletto oggi sabato 28 marzo per acclamazione dal Comitato direttivo centrale dell'Associazione dove oggi l'ormai ex presidente Cesare Parodi aveva formalizzato le sue dimissioni.
Dopo l'elezione per acclamazione si è proceduto anche con quella formale come previsto da statuto e Tango è stato eletto con 31 voti e un astenuto. Prima dell'applauso che lo ha 'incoronato' alla guida dell'Anm Tango, era stato Parodi a indicarlo a nome del gruppo di Magistratura Indipendente: "Non è mistero che sono legato a una salda amicizia con Antonio D'Amato, persona che avremmo voluto presentare: ho cercato in tutti i modi di convincerlo, ma non ritiene doversi presentare. Mi è un gruppo fortemente democratico e non possiamo che fare nostra l'indicazione degli elettori, dei colleghi che a livello nazionale hanno espresso 700 preferenze per Giuseppe Tango".
"L'Anm non è e non sarà mai un partito", ha affermato Tango. "Anm entra nel dibattito pubblico soltanto per dare il suo contributo di carattere tecnico per cercare di migliorare il sistema giustizia - ha chiarito - Questo è il compito dell'Anm che ci siamo assegnati e questo è lo scopo statutario. A questo noi ci atterremo".
"Questo è il tempo di gioire per un traguardo a tratti sperato” ma “ da domani tutti al lavoro, insieme ad altri attori della giurisdizione, per proporre soluzioni che possano davvero migliorare la giustizia e quei problemi di cui tutti noi siamo ben consapevoli: la nostra azione sara’ rivolta sempre a beneficio dei cittadini", ha detto subito dopo la sua elezione. “Credo di essere il primo palermitano a essere presidente di Anm e questo mi inorgoglisce oltremodo - ha continuato - ma sento ancora di più la responsabilità di rappresentare quella magistratura che da sempre ha saputo costruire un rapporto di forte fiducia con la società civile finanche nei momenti più drammatici della nostra storia: di questa fiducia, ora più che mai, tutti, dobbiamo dimostrare di essere all’altezza”.
“Non posso che ringraziare tutti voi per aver scelto di riporre la vostra fiducia in me, io mi impegnerò fino in fondo per non deluderla in nessun modo”, ha detto ancora Tango ringraziando anche l’ex presidente Parodi “per la sua instancabile opera, per il modo e il tatto umano con cui ha condotto la Anm in una fase di acque assai tempestose”.
"Durante la campagna referendale ci sono stati tanti episodi disdicevoli. È il momento però di voltare pagina", ha affermato il neopresidente rispondendo alle domande dei cronisti sulle accuse rivolte ai magistrati durante la campagna referendaria e su alcune frasi come quella pronunciata dall'ex capo di gabinetto del ministero Giusi Bartolozzi. E ha aggiunto: "È il momento di ricostruire insieme agli altri attori della giurisdizione, prima fra tutti l'avvocatura, proposte che veramente mirano a risolvere i reali problemi dei cittadini".
"Si tratta di un rinnovamento e non intendo soltanto generazionale; veramente, ora più che mai, si avverte l'esigenza di portare la magistratura a guardarsi al suo interno e a capire tutto ciò che negli ultimi anni non è andato per il verso giusto - c'è già un'iniziativa di assemblea generale - per capire quali possono essere le reali soluzioni per il futuro affinché tutto ciò che è stato non si possa più ripetere", ha affermato quindi il neopresidente dell'Anm. "In questi anni si è fatto tanto, c'è stata la legge Cartabia anche se durante il dibattito referendario molti lo omettevano" e già c'era stata già la volontà della magistratura associativa di avviare questo percorso: "tocca a tutti noi portarlo a termine per rendere ancora più credibile all'esterno, agli occhi dei cittadini, la magistratura", ha concluso.
Quarantatre anni, palermitano, giudice del lavoro al Tribunale di Palermo, ex presidente della Ges dello stesso capoluogo siciliano, Giuseppe Tango è come Parodi espressione del gruppo di Magistratura Indipendente ed era stato il candidato più votato alle elezioni del Comitato direttivo centrale dell’associazione che oggi lo ha scelto al vertice.
Tango, che molto si è speso nella campagna referendaria, fin dall’ingresso in magistratura si è interessato all’associazionismo giudiziario. E’ stato componente dell'Ufficio sindacale Anm di Palermo, componente delle Commissioni di studio permanenti Anm 'Carichi esigibili' e 'Diritto del lavoro'. E' stato anche componente della Ges Palermo, di cui ha assunto poi la presidenza. Eletto in seguito nel Cdc dell’Anm ha ricoperto fino a oggi la carica di coordinatore dell’Ufficio sindacale della stessa associazione.
Prima dell'applauso che ha 'incoronato' Tango alla guida dell'Anm, era stato Parodi a indicarlo a nome del gruppo di Magistratura Indipendente: "Non è mistero che sono legato a una salda amicizia con Antonio D'Amato, persona che avremmo voluto presentare: ho cercato in tutti i modi di convincerlo, ma non ritiene doversi presentare. Mi è un gruppo fortemente democratico e non possiamo che fare nostra l'indicazione degli elettori, dei colleghi che a livello nazionale hanno espresso 700 preferenze per Giuseppe Tango".
“Oggi lascio, sento il bisogno di tornare alla mia famiglia. Anm ha bisogno di un presidente a tempo pieno”, sono state le parole di Parodi, intervenendo alla riunione del Comitato direttivo centrale, la prima seduta dopo la vittoria del No al referendum e dopo che ha annunciato le sue dimissioni da presidente, prima dell'elezione del suo successore.
Parodi - che ha lasciato "per gravi ragioni familiari"- ha confermato che resterà nel Cdc, ha spiegato che “quest’anno e’ stata un’esperienza straordinaria” ma ha ricordato il problema familiare per il quale ha deciso di fare un passo indietro parlando di una scelta che e’ “un passaggio obbligato”. Alle parole di Parodi i colleghi del Cdc si sono alzati in piedi e gli hanno tributato un lungo applauso.
ì"Prendo atto delle dichiarazioni del nuovo presidente dell'Anm Giuseppe Tango al quale auguro un buon lavoro e un fruttuoso rapporto con noi. Sono certo che, dopo questo momento di contrapposizione, riusciremo a trovare gli elementi di concordia per una giustizia più efficiente e più moderna. Rinnovo anche il mio cordiale saluto al presidente e amico Cesare Parodi". Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio commenta la nomina del nuovo presidente dell'Anm.

Categoria: politica
16:26
Salute, Celano (Apmarr): "Serve cultura One health che coinvolga pazienti, ambiente, comunità"
(Adnkronos) - "La prevenzione non è solo diagnosi precoce o corretti stili di vita: è anche uso consapevole dei farmaci, aderenza appropriata alle terapie e attenzione al loro impatto complessivo, compreso lo smaltimento. È un percorso che chiama in causa pazienti, cittadini e sistema sanitario, perché la salute non è mai un fatto isolato". Così Antonella Celano, presidente dell'Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare (Apmarr), intervenendo al talk 'Un'unica salute', che si è tenuto a Milano nell'ambito del Festival della Prevenzione, promosso dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (Lilt) nella Settimana nazionale per la prevenzione oncologica.
"Come associazione - ha spiegato Celano - riteniamo fondamentale coinvolgere attivamente i pazienti in una cultura della prevenzione più ampia e consapevole. Non si tratta solo di evitare la malattia ma di prendersi cura della salute nel quotidiano, con scelte informate e responsabili. È in questa visione che si inserisce il nostro impegno in ottica One health, che trova una concreta espressione anche nel progetto 'Sosta' che mira a sensibilizzare sull'uso corretto delle cure, sul consumo consapevole dei farmaci e sul loro corretto smaltimento, contribuendo a ridurre sprechi e impatto ambientale", ha aggiunto.
Sul tema del cambiamento degli stili di vita, la presidente di Apmarr ha sottolineato la dimensione culturale della sfida: "La reale disponibilità a modificare i propri comportamenti in favore di una salute 'collettiva' dipende soprattutto da un fattore culturale - ha osservato - Per troppo tempo la salute è stata interpretata come una questione individuale. Oggi sappiamo che è un bene condiviso, influenzato dall'ambiente, dalle scelte quotidiane e dalla sostenibilità dei sistemi di cura. Il passaggio decisivo è superare una visione centrata sull'individuo per adottare una prospettiva che tenga insieme persone, ambiente e comunità". Per questo, ha concluso la presidente di Apmarr, "il ruolo delle associazioni è anche quello di fare cultura sul paradigma One health, nell'interesse di tutti. Informare, rendere comprensibili questi temi e tradurli in comportamenti concreti è parte integrante della prevenzione".

Categoria: salute
15:46
Lavoro, così gap competenze frena la manifattura
(Adnkronos) - Il disallineamento delle competenze non è più soltanto un segnale d’allarme: è un freno reale allo sviluppo delle imprese che compromette la produttività, rallenta l’innovazione e genera un progressivo depauperamento del territorio. Lo ha sottolineato Luciana Ciceri, presidente di A.P.I., in apertura della tavola rotonda “PMI: il ruolo strategico delle competenze” che si è svolta presso la sede dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano, organizzata da A.P.I. – Associazione Piccole e Medie Industrie in partnership con l’Ordine degli Ingegneri. "A Milano e in Lombardia, dove la competizione corre più veloce, questo gap pesa ancora di più: le PMI associate ci segnalano quotidianamente il forte disallineamento tra le professionalità richieste e quelle offerte dal mercato del lavoro. E questo si traduce in mancata crescita, tempi di produzione più lunghi, difficoltà nel presidiare nuovi mercati e una minore capacità di cogliere le opportunità della trasformazione tecnologica e sostenibile. A questo si unisce la complessità di garantire la continuità di impresa, in molti casi a causa del mancato passaggio generazionale tra imprenditori o lavoratori".
Nell'appuntamento - che ha riunito istituzioni, professionisti e imprenditori per analizzare il ruolo sempre più decisivo delle competenze in un sistema produttivo che opera in un contesto globale sempre più instabile - Elena Buscemi, Presidente del Consiglio Comunale di Milano, ha posto l’accento come "lavoro, persone e imprese, insieme alle competenze, sono i fattori chiave dello sviluppo della nostra città e del Paese". Per Carlotta Penati, Presidente Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano "in un’epoca di trasformazioni tecnologiche rapide e spesso dirompenti, il vero fattore competitivo, oggi, non è la tecnologia in sé, ma la capacità delle persone di comprenderla, governarla e integrarla nei processi produttivi. Il valore delle PMI risiede proprio nel capitale umano: esperienza, capacità di adattamento e quel “saper fare” che rende unico il modello lombardo. Le PMI sono chiamate ad affrontare sfide decisive su digitalizzazione e sostenibilità; senza un supporto adeguato, queste eccellenze rischiano di dover cedere il passo ai grandi gruppi multinazionali esteri, alimentando una pericolosa desertificazione industriale. L'Ordine degli Ingegneri di Milano si pone come soggetto di indirizzo e supporto alla collettività, promuovendo qualità, formazione e competenza nell’esercizio della professione; la partnership strategica con A.P.I. è finalizzata a creare una sinergia concreta a sostegno del nostro tessuto produttivo, per avviare e implementare quei processi di innovazione indispensabili affinché le aziende lombarde possano diventare più competitive, sostenibili e, soprattutto, protagoniste del proprio futuro».
"Dall’incontro - ha concluso Ciceri - è emerso un messaggio inequivocabile: le imprese manifatturiere hanno bisogno di percorsi formativi mirati, agili e che permettano di cogliere le opportunità tecnologiche emergenti. Il 78% delle PMI coinvolte in una rilevazione flash di A.P.I. dichiara di avere difficoltà a selezionare figure professionali specifiche, mentre il 67% delle imprese prevede nuove assunzioni nei prossimi due anni. C’è voglia di investire, nonostante la situazione geopolitica e le oscillazioni dei mercati. Oggi cerchiamo professionisti che uniscano soft skill, tecnica, digitale e capacità gestionali. Ma soprattutto serve una collaborazione stabile e concreta tra imprese, istituzioni e professioni tecniche. Solo facendo squadra possiamo, infatti, affrontare davvero le transizioni in atto e trasformarle in opportunità di crescita. Per questo abbiamo iniziato la collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano".

Categoria: economia
15:38
Lombardia, Regione sempre più interlocutore del dibattito manifatturiero europeo
(Adnkronos) - La Lombardia si conferma locomotiva industriale e politica dell’Europa, un territorio capace di decidere, coordinare e influenzare le scelte strategiche del Continente. Grazie all’azione dell’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi, il territorio lombardo diventa il cuore pulsante di un asse che unisce industria, innovazione e lobbying istituzionale. Negli ultimi cinque anni, la Regione ha infatti puntato molto sulle ‘reti istituzionali’, si pensi a tutto il lavoro fatto all’interno delle realtà europee come l’Automotive regions alliance (Ara), l’European chemical regions network (Ecrn) e l’European semiconductor regions alliance (Esra), passando poi dalla cabina economica del Nord-Ovest con Piemonte e Liguria fino agli accordi con Veneto ed Emilia-Romagna, Valencia, Baden-Württemberg e Baviera.
Nel cuore della manifattura europea si consolida un asse sempre più strategico, quello tra Lombardia e Catalunya. Due regioni leader per produzione industriale, densità di imprese e capacità di innovazione che, negli ultimi mesi, hanno trasformato la collaborazione storica sancita all’interno dei ‘Quattro Motori’ in una vera e propria alleanza strutturata per il sostegno in settori strategici, come ad esempio quello chimico, pilastro trasversale dei due sistemi manifatturieri. La collaborazione con la Catalunya si inserisce perfettamente nella strategia lombarda di costruzione di una lobby europea sempre più autorevole; l’obiettivo è costruire un blocco europeo di regioni ad alta intensità produttiva, capace di difendere filiere strategie manifatturiere.
Negli ultimi anni la Lombardia ha guidato l’European chemical regions network (Ecrn), raddoppiando i membri e attivando progetti per quasi 20 milioni di euro. Oggi, con la Catalunya alla presidenza, la Lombardia mantiene la vicepresidenza alle alleanze strategiche e partnership, rappresentando l'Associazione nella Critical chemicals alliance. Questa leadership permette alla Lombardia e alle regioni alleate di pesare sulle decisioni di Bruxelles, definendo le politiche energetiche, industriali e di transizione ecologica in linea con le esigenze del tessuto produttivo. In Lombardia, il 98% dei prodotti manifatturieri dipende dalla chimica, infrastruttura invisibile ma vitale per l’innovazione e la competitività europea: dalla farmaceutica all’Automotive, dall’edilizia sostenibile alla chimica fine, la Lombardia è motore industriale e centro di know-how europeo.
L’alleanza lombardo-catalana segue tre direttrici chiave: innovazione e ricerca, con progetti comuni su chimica verde, materiali avanzati e tecnologie industriali sostenibili, con programmi europei Horizon ed Erasmus+; formazione e capitale umano, con percorsi condivisi e mobilità dei talenti tra università, centri di ricerca e imprese, rafforzando la competitività del tessuto produttivo lombardo; transizione ecologica, con sperimentazioni di modelli industriali decarbonizzati e riciclo chimico, posizionando la Lombardia come laboratorio europeo della chimica sostenibile e competitiva.
L’incontro lombardo con la Catalunya non è solo industriale, ma certamente anche politico; Guidesi è la voce della Lombardia nei tavoli economici, assicurando che il territorio non solo venga ascoltato, ma pesi davvero nelle decisioni continentali. La collaborazione con Catalunya, quella con le Regioni appartenenti ai ‘Quattro Motori’, con le Regioni del Nord del Paese e le regioni tedesche fa parte di un disegno più ampio: fare della Lombardia il cuore decisionale e operativo della manifattura europea, guidando politicamente e industrialmente l’intero asse continentale.
La Lombardia oggi oltre ad essere un territorio industriale, è motore e voce autorevole dell’Europa manifatturiera. Un modello che dimostra come le regioni possano fare sistema, influenzare le decisioni europee e difendere le filiere strategiche.
Nel cuore della manifattura europea si consolida un asse sempre più strategico, quello tra Lombardia e Catalogna. Due regioni leader per produzione industriale, densità di imprese e capacità di innovazione che, negli ultimi mesi, hanno trasformato una collaborazione storica in una vera e propria Alleanza strutturata per il sostegno in settori strategici, come ad esempio quello chimico, pilastro trasversale dell’interno dei due sistemi manifatturieri. L'incontro di Milano, successivo all’intesa avviata a Barcellona nel novembre 2025, segna un ulteriore passo avanti in un percorso che intreccia politica industriale, cooperazione istituzionale e posizionamento strategico in Europa. I protagonisti sono l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia Guido Guidesi e il ministro alle Imprese e al Lavoro della Generalitat de Catalunya Miquel Sàmper; un appuntamento che segna un passo decisivo verso una collaborazione sempre più strutturata. Le due istituzioni hanno infatti concordato di intensificare le relazioni tra i rispettivi ecosistemi industriali, promuovere progetti condivisi e rafforzare il coordinamento nei rapporti con l’Unione europea.
"Lombardia e Catalogna -ha detto Guidesi- sono due Regioni affini dal punto di vista economico e sociale e contribuiscono in maniera determinante al Pil europeo. Collaborare in modo strutturale significa potenziare il sostegno ai rispettivi comparti della chimica, settore vitale per la manifattura e in generale per la competitività internazionale dei nostri territori. Implementiamo il lavoro già in atto con la rete Ecrn a tutela di imprese, occupazione e know-how e quello che svolgiamo sui tavoli del Critical chemicals alliance".
"L’intesa con la Lombardia è strategica perché permette di rafforzare le sinergie e di promuovere il settore della chimica, che è di grande importanza per l’economia industriale della Catalogna. E lo è più, in particolare, nell’attuale contesto geopolitico. Dal governo accompagniamo l’insieme del tessuto economico catalano di fronte al momento di incertezza internazionale che stiamo vivendo, con misure volte a favorire la sua resilienza. L’alleanza con la Lombardia rappresenta un’opportunità per unire gli sforzi tra regioni leader nel settore della chimica", ha sottolineato il ministro alle Imprese e al Lavoro della Generalitat de Catalunya, Miquel Sàmper.
Da gennaio 2026 la Catalogna ha assunto la presidenza dell’European chemical regions Network (Ecrn), raccogliendo il testimone da una Lombardia protagonista negli ultimi due anni. Il passaggio di consegne, formalizzato durante l’assemblea generale di Rotterdam di febbraio scorso, rappresenta un rafforzamento della linea comune. Durante la presidenza lombarda, la rete è cresciuta significativamente: membri raddoppiati (da 10 a 21), rafforzamento del dialogo diretto con la Commissione europea, attivazione di progetti finanziati per circa 19 milioni di euro. Oggi la Lombardia mantiene un ruolo centrale come vicepresidente con delega alle alleanze strategiche, in particolare sulla Critical chemicals alliance, confermandosi uno degli attori più influenti nella governance europea del settore. La Catalogna, dal canto suo, ha assunto la guida con un obiettivo chiaro: accelerare le politiche di competitività e sostenibilità della chimica europea, in un momento in cui il comparto è sottoposto a forti pressioni globali.
La collaborazione avviata a Barcellona nel novembre 2025 ha definito una cornice operativa concreta: gruppi di lavoro congiunti, incontri bilaterali periodici e priorità condivise su innovazione, sostenibilità e formazione. Non si tratta di una semplice sinergia istituzionale, ma di un’integrazione tra ecosistemi produttivi; la Lombardia, prima regione manifatturiera d’Europa, con circa 45.000 addetti nel settore chimico e un ruolo di primo piano nella chimica fine e specialistica. La Catalogna, uno dei principali poli chimici del Mediterraneo, caratterizzato da una forte concentrazione di imprese e da una solida integrazione tra industria e ricerca. Entrambe condividono una struttura economica basata su distretti avanzati, forte export e una profonda integrazione tra pubblico e privato.
Il punto di contatto più rilevante tra le due Regioni è il ruolo sistemico della chimica. Non un settore verticale, ma una piattaforma abilitante per l’intera industria. In Lombardia, si stima che il 98% dei prodotti manifatturieri abbia una componente chimica, dato che sintetizza l’interdipendenza tra comparti. Dalla farmaceutica ai materiali avanzati, dall’automotive all’edilizia sostenibile, la chimica rappresenta un fattore di innovazione tecnologica, un driver di competitività, un elemento chiave per la transizione ecologica.
La Catalogna è un punto di riferimento nel settore chimico, che rappresenta il principale settore esportatore del paese, e dispone di un ecosistema di primo livello per le aziende di questo ambito. Il settore, rappresenta il 12,5% del Pil catalano. È su questa consapevolezza che Lombardia e Catalogna stanno costruendo una strategia comune: difendere e rilanciare la chimica europea in un contesto globale sempre più competitivo, segnato da costi energetici elevati e pressione normativa. Inoltre, la cooperazione tra le due regioni si articola lungo tre direttrici: innovazione e ricerca, attraverso la partecipazione congiunta a programmi europei (Horizon, Erasmus+), le due regioni puntano a rafforzare la capacità di sviluppare nuove tecnologie, in particolare nei campi della chimica verde e dei materiali sostenibili; competenze e capitale umano, il gap di competenze rappresenta una delle principali criticità del settore.
I progetti comuni mirano a creare percorsi formativi condivisi e a facilitare la mobilità di talenti tra i due territori; transizione ecologica, dalla decarbonizzazione dei processi industriali al riciclo chimico, Lombardia e Catalogna intendono posizionarsi come laboratori europei della chimica sostenibile e competitiva. Oltre alla dimensione industriale, l’Alleanza ha una forte valenza politica. L’obiettivo è presentarsi in modo coordinato nei confronti delle istituzioni europee, influenzando le politiche su energia, regolamentazione industriale, finanziamenti alla transizione. L’Ecrn, in questo senso, è diventato uno strumento chiave, una piattaforma attraverso cui le regioni ad alta intensità chimica possono fare massa critica e incidere sulle decisioni comunitarie.
La sinergia tra Lombardia e Catalogna si inserisce in un quadro più ampio, la necessità per l’Europa di difendere la propria base industriale. In questo scenario, l’asse tra le due regioni può diventare un modello replicabile, integrazione tra territori industriali avanzati, coordinamento politico a livello UE, valorizzazione delle filiere strategiche. Non è solo un’alleanza regionale, ma un tentativo concreto di ridefinire il ruolo della chimica e della manifattura nel futuro industriale europeo. La collaborazione tra Lombardia e Catalogna rappresenta una nuova fase della politica industriale europea: più territoriale, più integrata e più orientata alla costruzione di reti e di catene del valore. In un’Europa chiamata a ripensare il proprio modello produttivo, la chimica -e le regioni che la guidano- torna al centro. E l’asse Milano-Barcellona si candida a esserne uno dei principali motori.

Categoria: economia
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08:17
Iran, raid Usa-Israele sul porto vicino Stretto Hormuz: 5 morti. W. Post: Pentagono si prepara a settimane di operazioni di terra - La diretta
(Adnkronos) - Nuova giornata di guerra oggi, domenica 29 marzo, in Iran. Raid di Usa e Israele hanno colpito una città portuale iraniana vicino allo Stretto di Hormuz. Stati Uniti e Israele "hanno effettuato un attacco criminale contro il molo di Bandar Khamir, uccidendo cinque persone e ferendone altre quattro", riferisce l'agenzia iraniana Irna.
Forti esplosioni sono state udite in mattinata nella capitale iraniana Teheran. Lo riferisce un giornalista dell'agenzia Afp sul posto. Le deflagrazioni sono state avvertite nella zona nord e fumo si leva dalle aree colpite nella parte nordorientale della città. Le deflagrazioni sono state avvertite nella zona nord e fumo si leva dalle aree colpite nella parte nordorientale della città.
Intanto, secondo quanto riferisce il Washington Post citando ufficiali Usa, il Pentagono si prepara all'eventualità di "settimane" di operazioni di terra in Iran. Un'eventuale operazione di terra non si configurerebbe come invasione su vasta scala e potrebbe invece prevedere blitz di forze speciali e unità della fanteria. Nell'ultimo mese all'interno dell'Amministrazione Usa si è parlato della possibilità di operazioni sull'isola di Kharg e anche, dicono le fonti del Post, di incursioni in zone costiere vicine allo Stretto di Hormuz per distruggere armamenti ritenuti in grado di attaccare mercantili e navi militari.

Categoria: internazionale/esteri
08:05
Ernia, il 'processo' show a Milano: il Duca è tornato a casa
(Adnkronos) - Lo chiamano il "Duca di Milano" e oggi, proprio nella sua città del cuore, ha dimostrato perché Ernia un appellativo del genere se lo merita. Dopo un giro per i palazzetti d’Italia, stasera è tornato a casa, tra il suo ‘primo’ pubblico. Milano, la città dove è cresciuto, dove si è esibito per la prima volta davanti a 50 persone. Oggi, cinque album dopo, Matteo Professione canta in un Unipol Forum di Assago stracolmo. Di gente, certo. Ma anche di ospiti.
Sembra ormai un rituale: compri un biglietto per un concerto rap e ti ritrovi dentro una festa tra amici. Questa sera Ernia ha voluto al suo fianco gli affetti di sempre e quelli nuovi. Un via vai continuo tra vecchia e nuova scena, da Fabri Fibra a Kid Yugi, passando per Lazza e Tedua. Nessuno mancava a quella che lui stesso ha definito la sua festa. E quella che noi possiamo definire la sua consacrazione dopo anni di carriera. Anni di rap nudo e crudo, nato nelle periferie milanesi e arrivato fino al palco di uno dei palazzetti più importanti d’Italia. Ernia sorride, si inchina, si gode il momento. È felice. È grato.
Entra con una certa ‘aura’, scomodando i tifosi di Jannik Sinner. Prima ancora della prima nota, cattura tutta l’attenzione. Total black: giacca di pelle, scarponcini e il suo immancabile codino. Sì, esatto, che aura. Canta, ma soprattutto racconta. Perché prima di essere un rapper è un narratore di realtà. Nei suoi testi si leggono un passato turbolento, legami familiari complessi, dolore e voglia di riscatto. Ernia parla e il pubblico ascolta.
Il palco del ‘Solo per amore tour’ prende forma in un concept narrativo ambientato in un’aula di tribunale. Un processo penale in corso: c'è un giudice, un avvocato difensore e lui, l’imputato. Ernia. Forse un modo per mettersi a confronto con sé stesso, con ricordi che affiorano come prove lungo un percorso interiore. Uno schiaffo alla realtà, ma anche un invito a entrare nella sua maturità artistica.
C’è una scaletta, sì. Ma non è un semplice elenco di canzoni: è un percorso. I suoi testi diventano una dedica continua. Parla a sé stesso, si rimprovera, si assolve.
Il cuore dello show ruota attorno a una domanda: dove sta l’equilibrio tra soldi e amore? Ognuno ha la sua risposta, forse. O forse no. Ernia, intanto, prova a cercarla.
E poi arriva il colpo. Secco. Dritto allo stomaco. Ernia mette a nudo quello che forse è il dolore più grande della sua vita e lo trasforma in uno dei momenti più potenti dello show. Le luci si abbassano, il Forum rallenta il respiro, le voci si fanno un sussurro. ‘Buonanotte’ è una dedica alla bambina mai nata. Lui canta seduto, alle spalle una rosa bianca. “Se fossi stata femmina ti avrei chiamata Sveva”. Un nome che oggi è realtà: un anno fa è diventato padre, proprio di una bambina. Sveva.
All’inizio ci sono i traumi, le insoddisfazioni, i rapporti familiari. C’è Matteo figlio. Poi arriva Matteo padre. E con lui, la gratitudine. È qui che sta la vera maturità: non solo nel disco, ma nella prospettiva nuova che la paternità gli ha dato. E alla fine, è la gratitudine a restare.
Gli ospiti, dicevamo. Tanti, tantissimi. Amici, colleghi, pezzi di strada condivisa. Ma come in ogni festa che si rispetti, non c’è conclusione senza il ‘dolce’. Sulle note di ‘Da denuncia’ entra Marracash. Due mondi che si incontrano, due periferie che si ritrovano allo stesso incrocio: QT8 e Barona. Il Duca di Milano e il King del rap. Più che un featuring, un punto di svolta. ‘Ingiocabili’, verrebbe da dire, tornando ai paragoni con Sinner. Ed è esattamente quello che hanno dimostrato sul palco di Assago.
Per soldi o per amore? Ernia se lo chiede. Forse una risposta non c’è. O forse sì, ma non serve. Perché questa sera conta altro. Il Duca è tornato a casa. E lo ha fatto nel modo migliore possibile.
"Non ti sei mai premiato un giorno per i tuoi traguardi", canta in 'Per te'. E forse Matteo Professione, stasera, si è fermato un attimo e si è guardato dentro per dirsi, semplicemente: bravo.
Bravo, Ernia.(di Marica Di Giovanni)

Categoria: spettacoli
07:19
Verissimo, domenica 29 marzo: gli ospiti e le interviste di oggi
(Adnkronos) - Silvia Toffanon torna oggi, domenica 29 marzo, con un nuovo appuntamento di 'Verissimo' in compagnia di tanti ospiti e interviste.
A Verissimo, la nuova opinionista di Grande Fratello Vip Selvaggia Lucarelli. In studio anche Evelina Sgarbi, in uscita con il suo primo libro dal titolo Nata Sgarbi, in cui parla del rapporto con suo padre Vittorio.
Dal serale di Amici, spazio alla coppia di prof Lorella Cuccarini e Veronica Peparini. A Verissimo, inoltre, la musica e la sensibilità di Enrico Nigiotti e la vita lontano dai riflettori di Filippo Nardi.
Infine, dopo che recentemente è circolata la notizia di un super testimone sulla scomparsa di Denise Pipitone, avvenuta nel 2004, sarà ospite Piera Maggio per fare chiarezza. Con lei il marito, nonché padre biologico di Denise, Pietro Pulizzi.

Categoria: spettacoli
07:16
Che tempo che fa oggi 29 marzo, gli ospiti di Fabio Fazio e le anticipazioni
(Adnkronos) - Nuova puntata di Che tempo che fa, il programma condotto da Fabio Fazio in onda oggi domenica 29 marzo dalle 19.30 in diretta sul Nove (e in streaming su discovery+) con ospiti tra attualità, musica, sport.
Fazio accoglierà Gianni Morandi in occasone dei 60 anni dell’iconico brano 'C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones'. Il cantante bolognese è una colonna portante della musica italiana con una straordinaria carriera da 53 milioni di dischi venduti. Morandi presto sarà in tour nei palasport italiani con 'C'era un ragazzo – Gianni Morandi Story'.
Sulle poltroncine bianche siederà anche Federica Brignone, reduce dall’impresa realizzata alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 dove ha vinto due Medaglie d’oro nel supergigante e nello slalom gigante, a soli dieci mesi dall’infortunio alla gamba sinistra. Unica sciatrice italiana ad aver vinto la Coppa del Mondo generale - per ben due volte, nel 2020 e nel 2025 – nella sua carriera ha vinto in totale 5 medaglie olimpiche e 5 medaglie mondiali, oltre ad essere la sciatrice italiana più vincente di sempre in Coppa del Mondo con 37 trionfi e 85 podi.
E ancora: padre Gabriel Romanelli, in libreria con 'Le rovine e la luce. La commovente testimonianza del parroco di Gaza', scritto con il giornalista francese Guillaume de Dieuleveult; Alberto Mantovani, Presidente di Fondazione Humanitas per la Ricerca; don Dante Carraro, direttore del Cuamm Medici con l’Africa; Roberto Burioni, Professore Ordinario di Microbiologia e Virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele; Gianrico Carofiglio, in libreria con il saggio 'Accendere i fuochi'; l’editorialista de la Repubblica Massimo Giannini; Cecilia Sala; Michele Serra.
A chiudere la puntata l’immancabile appuntamento con 'Che tempo che fa – il Tavolo' con: Giovanni Franzoni, medaglia d’argento nella discesa libera alle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 e già vincitore - nella stagione 2025/26 - di due primi posti, un secondo posto e due terzi posti in Coppa del Mondo, oltre ad essersi imposto nella discesa libera sulla prestigiosa pista 'Streif' di Kitzbühel (Austria), diventando il quarto italiano di sempre a riuscirci; Lda e Aka7even, live con il brano 'Poesie clandestine', con cui hanno partecipato al Festival di Sanremo; Fiona May, la più grande saltatrice in lungo della storia italiana; Simona Ventura; Orietta Berti; Cristina D’Avena; Paolo Rossi; Nino Frassica; Ubaldo Pantani; Mara Maionchi; Mago Forest, conduttore della nuova edizione del GialappaShow; Flora Canto, in tour con 'Cantando sotto la pioggia – Il Musical'; Gigi Marzullo; Francesco Paolantoni; la Signora Coriandoli; Giucas Casella.

Categoria: spettacoli
07:15
Oggi è la Domenica delle palme, cosa si celebra e perché si usano i rami d'ulivo
(Adnkronos) - Oggi, domenica 29 marzo, è la Domenica delle palme nella tradizione cristiana. Rami d'ulivo, processioni e chiese adornate con fiori: cosa si celebra e perché cade oggi la festa?
Questa festa segna l’inizio della celebrazione della Settimana Santa, il periodo più importante dell’anno liturgico per i cristiani. In questo giorno si ricorda l'ingresso di Gesù a Gerusalemme, acclamato dalla folla come un re agitando rami di palma lungo il suo cammino.
Fino al IV secolo, a Gerusalemme una tradizione locale indicava fisicamente la palma da cui erano stati staccati i rami con cui era stato acclamato Gesù. La palma è anche un elemento fortemente simbolico che rappresenta un ponte tra Dio e l’uomo.
Nella Domenica delle palme i fedeli partecipano a cortei con rami benedetti, rievocando l’ingresso di Gesù a Gerusalemme. Durante la celebrazione, i rami vengono benedetti e distribuiti ai fedeli, che li portano a casa come simbolo di protezione e fede e spesso li conservano tutto l’anno.
Dal momento che in Occidente non crescono le palme, questa pianta è stata sostituita dall’ulivo, simbolo di pace e speranza, ma anche dello stesso Gesù, che è "l’unto del Signore".
Nel Nord Europa, dove non ci sono neppure gli ulivi, si usano rametti di fiori intrecciati.
La data della Domenica delle palme cade sempre la domenica precedente alla Pasqua e, quindi proprio come la Pasqua, cambia ogni anno. Oggi, 29 marzo, è l'ultima domenica prima della Pasqua, che nel 2026 cade il 5 aprile.

Categoria: cronaca
00:09
Anm, neopresidente Tango apre al dialogo. Nordio: "Troveremo elementi di concordia"
(Adnkronos) - L’Associazione nazionale magistrati (Anm) riparte dalla vittoria del No al referendum sulla riforma della giustizia e dal nuovo presidente Giuseppe Tango eletto dal Comitato direttivo centrale nella prima riunione dopo le urne. Quarantatré anni, palermitano, giudice del lavoro, Tango raccoglie il testimone di Cesare Parodi, che a pochi minuti dallo spoglio lunedì scorso aveva annunciato a sorpresa le dimissioni per “gravi motivi familiari”: giovane magistrato, molto impegnato nella campagna referendaria, Tango ha auspicato da subito la ripresa di un “autentico dialogo con l’interlocutore politico”. E non è tardata ad arrivare la mano tesa del ministro della Giustizia Carlo Nordio che gli ha augurato “buon lavoro e un fruttuoso rapporto con noi. Sono certo - ha precisato il guardasigilli- che, dopo questo momento di contrapposizione, riusciremo a trovare gli elementi di concordia per una giustizia più efficiente e più moderna”.
L’elezione di Tango non era scontata. Qualcuno sperava che avesse effetto il pressing su Parodi per congelare le dimissioni, ma stamattina il leader dimissionario ha confermato il passo indietro, “un passaggio obbligato”. “Oggi lascio, sento il bisogno di tornare alla mia famiglia. Anm ha bisogno di un presidente a tempo pieno”, ha detto dopo aver indicato la strada per il futuro: con il No al referendum dai cittadini è arrivata una “delega forte ma non in bianco. Abbiamo chiesto fiducia, ci e’ stata concessa ma dobbiamo meritarla”.
"Se dopo il voto passa il messaggio che andava tutto bene allora la fiducia è destinata presto a venire meno, le fasi di vittoria sono le uniche in cui il cambiamento è veramente possibile", ha continuato Parodi. “La storia delle istituzioni ci insegna che le riforme credibili si fanno quando non sono imposte ma scelte - ha concluso -Dopo un simile risultato la magistratura non è sulla difensiva, non è costretta a reagire per paura quindi è il solo momento in cui il rinnovamento può apparire autonomo e non eterodiretto". Lo stesso segretario generale Rocco Maruotti ha sottolineato: “Abbiamo visto che quando il protagonismo del singolo lascia spazio al pluralismo e all’unità di intenti si possono compiere miracoli. Dobbiamo perciò imparare da questa esperienza per trovare il modo di rinnovare radicalmente il modo di stare in Associazione, superando identitarismi e settarismi, a partire dalla scelta del nuovo presidente dell’Anm che deve arrivare a valle di un percorso che parte dalla scrittura condivisa di un programma".
Eleggere subito il presidente, senza contrasti tra i gruppi, sembrava così la ciliegina sulla torta di una giornata segnata dall’entusiasmo per il successo referendario e in linea proprio con quel richiamo all’unita’. Magistratura Indipendente, il gruppo a cui appartiene Parodi e a cui spettava esprimere il nome del candidato, ha puntato inizialmente a rinviare la decisione di qualche settimana per mettere, davanti al nome, un programma condiviso da cui ripartire. Ma davanti alla maggioranza del Cdc che ha votato per procedere subito con la discussione sulla nuova presidenza, ha indicato il solo nome - quello di Tango peraltro il più votato quando si svolsero le elezioni del Cdc - intorno al quale c’era un consenso trasversale evitando così una rottura interna. “Non è mistero che sono legato a una salda amicizia con Antonio D'Amato, persona che avremmo voluto presentare: ho cercato in tutti i modi di convincerlo, ma non ritiene doversi presentare”, ha detto Parodi parlando a nome di Magistratura indipendente “un gruppo fortemente democratico - ha proseguito- e non possiamo che fare nostra l'indicazione degli elettori, dei colleghi che a livello nazionale hanno espresso 700 preferenze (al Cdc ndr) per Giuseppe Tango".
Applausi e abbracci, il neo presidente dell’associazione è stato eletto per acclamazione prima e, con una votazione formale poi (31 si’ e un astenuto). “Questo è il tempo di gioire per un traguardo a tratti sperato” ma “da domani tutti al lavoro, insieme ad altri attori della giurisdizione, per proporre soluzioni che possano davvero migliorare la giustizia e quei problemi di cui tutti noi siamo ben consapevoli”, ha esordito il neoleader ricordando che “la nostra azione sara’ rivolta sempre a beneficio dei cittadini" e “riannodando se fosse possibile anche i nodi di un autentico dialogo con l’interlocutore politico”.
“Credo di essere il primo palermitano presidente di Anm e questo mi inorgoglisce oltremodo - ha continuato- ma sento ancora di più la responsabilità di rappresentare quella magistratura che da sempre ha saputo costruire un rapporto di forte fiducia con la società civile finanche nei momenti più drammatici della nostra storia: di questa fiducia, ora più che mai, tutti, dobbiamo dimostrare di essere all’altezza”. Segnale che le toghe hanno capito la necessità di un cambio di passo: “Si tratta di un rinnovamento e non intendo soltanto generazionale - ha aggiunto Tango - veramente, ora più che mai, si avverte l'esigenza di portare la magistratura a guardarsi al suo interno e a capire tutto ciò che negli ultimi anni non è andato per il verso giusto per capire quali possono essere le reali soluzioni per il futuro affinché tutto ciò che è stato non si possa più ripetere".
"In questi anni si è fatto tanto, c'è stata la legge Cartabia anche se durante il dibattito referendario molti lo omettevano" e già c'era stata già la volontà della magistratura associativa di avviare questo percorso: "tocca a tutti noi portarlo a termine per rendere ancora più credibile all'esterno, agli occhi dei cittadini, la magistratura". La parola d’ordine e’ anche “voltare pagina” dopo una campagna referendaria dai “tanti episodi disdicevoli”.
“L'Anm non è e non sarà mai un partito politico", ha ribadito il neo presidente convinto che andrà ricucito anche un confronto con l'avvocatura. L’Anm ripartirà dal programma in otto punti elaborato lo scorso anno, che ora andrà aggiornato. Prossimo appuntamento per il 16 maggio quando e’ già stata fissata una assemblea straordinaria come chiesto da 600 giovani magistrati.

Categoria: politica
00:05
Iran, cosa significa l'attacco degli Houthi a Israele: la strategia di Teheran e il rischio escalation
(Adnkronos) - Gli Houthi dello Yemen hanno annunciato il loro ingresso nel conflitto in Medio Oriente. Due gli attacchi contro Israele entrambi rivendicati contro Israele dall'inizio della guerra dello Stato Ebraico e degli Usa contro l'Iran. In una dichiarazione pubblicata su X, il gruppo, che controlla gran parte dello Yemen settentrionale e ha preso di mira Israele con droni e missili per gran parte della guerra di Gaza, ha affermato di aver lanciato missili contro siti militari israeliani.
Trovare un equilibrio tra il pressing iraniano perché entrino in guerra a sostegno di Teheran e il timore di ritorsioni da parte degli Stati Uniti o dell'Arabia Saudita. Questa la posizione nella quale si trovano i miliziani yemeniti Houthi e che fa presuppore che gli attacchi sferrati potrebbero restare un caso isolato, secondo il Wall Street Journal che cita analisti yemeniti. Attacchi isolati per evitare appunto una forte reazione degli Stati Uniti, che lo scorso anno hanno condotto una campagna di due mesi contro gli Houthi, o un nuovo conflitto con l'Arabia Saudita, contro cui i miliziani yemeniti hanno combattuto per anni fino al cessate il fuoco del 2022.
Fatto sta che questo intervento solleva serie preoccupazioni. Gli Houthi hanno dimostrato la capacità di colpire bersagli ben oltre i confini dello Yemen e di interrompere le rotte marittime intorno alla penisola arabica e al Mar Rosso, come hanno fatto a sostegno di Hamas nella guerra di Gaza. Venerdì hanno dichiarato di essere pronti ad agire qualora l'escalation contro l'Iran e l'"Asse della Resistenza" proseguisse nel conflitto. Qualora gli Houthi aprissero un nuovo fronte nel conflitto, un obiettivo potenziale sarebbe lo Stretto di Bab Al-Mandab, al largo della costa dello Yemen, un collo di bottiglia cruciale per il traffico marittimo diretto al Canale di Suez.
Un alto funzionario del ministero della propaganda Houthi ha minacciato che la chiusura dello Stretto di Bab al-Mandab è "tra le opzioni" per le azioni dell'organizzazione yemenita. In un'intervista al canale Al-Araby del Qatar, Mohammed Mansour ha dichiarato: "Ci stiamo coordinando con i nostri fratelli dell''Asse della Resistenza' riguardo al nostro ingresso in guerra. La nostra responsabilità nei confronti dell'Iran e di Hezbollah è morale e religiosa. Stiamo gestendo questa battaglia gradualmente e la chiusura dello Stretto di Bab al-Mandab è tra le nostre opzioni. La resistenza yemenita è giunta alla conclusione che oggi è il momento di intervenire".
Bab al-Mandab è uno stretto situato tra lo Yemen e i Paesi africani di Gibuti ed Eritrea, che consente alle navi mercantili provenienti dall'Asia e dall'Africa di raggiungere la regione del Mediterraneo e da lì anche l'America.
Esperti sottolineano come l'Iran sta attivando gruppi alleati in tutta la regione, il che "rischia di allargare una guerra già instabile". Un'ulteriore escalation potrebbe includere attacchi contro navi mercantili nel Mar Rosso e potenzialmente contro obiettivi negli stati del Golfo.
Dal canto suo il governo dello Yemen riconosciuto dalla comunità internazionale critica appunto l'Iran, accusato di "tentativi frequenti di trascinare lo Yemen e altri Paesi" del Medio Oriente "in guerre inutili tramite le sue milizie terroristiche". A riferirne è l'agenzia Saba che dà notizia di una dichiarazione del Consiglio presidenziale - con sede ad Aden - che considera "il coinvolgimento delle milizie Houthi" dello Yemen "nella difesa del regime iraniano" come una dimostrazione del fatto che l'Iran "spinge i suoi proxy ad aprire altri fronti".
Allarme per il rischio di esacerbare le "condizioni umanitarie e di vita" già gravi in "un Paese che vive una delle peggiori crisi umanitarie al mondo". Secondo le autorità yemenite, "il nuovo ciclo di politiche iraniane, a cui hanno aderito le milizie terroristiche Houthi, riproduce il modello catastrofico, già vissuto da altri Paesi nella regione, in cui gruppi armati fuorilegge continuano a prendere la decisione di guerra o pace e a coinvolgere i loro Paesi in scontri distruttivi nell'interesse del regime iraniano e del suo progetto, che il governo yemenita rifiuta categoricamente".

Categoria: internazionale/esteri
00:04
Ora legale amica dei bambini, come sfruttare l'ora di luce in più
(Adnkronos) - Più giochi all'aria aperta, meno schermi e luci artificiali, e a tavola più cibi freschi e a chilometro zero, da consumare a 'fornelli spenti'. Torna l'ora legale - stanotte, tra sabato 28 e domenica 29 marzo le lancette fanno uno scatto in avanti - e per i bimbi questo significa godere di un'ora di sole in più per coltivare uno stile di vita più 'green' in tutti i sensi, "anche dal punto di vista del risparmio energetico".
A suggerirlo è il pediatra Italo Farnetani, da tempo promotore di un appello - come anche a livello internazionale diversi esperti di società scientifiche - per mantenere "l'ora legale fissa tutto l'anno", per ragioni sia di salute ("non intaccare la regolarità dei ritmi circadiani soprattutto dei più piccoli") che ecologiche. E proprio su questo aspetto il camice bianco si sofferma, elencando all'Adnkronos Salute le regole d'oro per un risparmio energetico a misura di bimbo.
"Il primo aspetto è che, con l'ora legale, i bambini e gli adolescenti possono stare di più all'aria aperta - per esempio i bambini a giocare nei parchi, gli adolescenti insieme ai coetanei a fare l'aperitivo - e sicuramente questo non solo fa risparmiare energia nelle case ma porta a un minor uso dei dispositivi elettronici, come pc e tablet, il che innesca un ulteriore 'circolo virtuoso'" a beneficio di salute e ambiente.
"Anche in cucina si può aiutare il risparmio energetico. L'alimentazione dei piccoli commensali può essere orientata anche a questo principio - dice il pediatra - La pasta, per esempio, si può proporre al dente", e si guadagna in kilowatt e "in digeribilità. Le uova sode, che richiedono un maggior tempo di ebollizione (e di energia), sono anche le meno digeribili, pertanto non sono consigliabili. I formaggi, che non richiedono cottura, raccomando di consumarli più di quanto in realtà oggi viene fatto: un bambino li dovrebbe assumere almeno 3 volte a settimana per l'apporto di calcio. Fanno bene, e non richiedono energia per la cottura". No invece ai cibi precotti, "perché anche se apparentemente fanno risparmiare energia" per via di cotture più rapide, "costano di più e non si sa mai con quali oli e procedure sono stati cucinati in precedenza. Meglio scegliere 'l'home made'". Anche la scelta delle verdure può avere un peso: "Fra le più gradite dei bimbi, al primo posto, ci sono i pomodori. Ovviamente crudi, purché rossi. E qui, oltre al risparmio di energia, la scelta è appropriata da un punto di vista nutrizionale e piace", spiega il medico.
Nel decalogo green entrano anche le lucine da notte. "Se i bimbi hanno paura del buio, situazione frequente soprattutto fra gli under 10, vanno accese - evidenzia Farnetani - Ma che siano a led, o a basso consumo", in linea con i tempi odierni caratterizzati da cicliche fasi di crisi energetica. E prima della nanna, niente schermi accesi, un antidoto per notti più serene, sonni più ristoratori, e contro il caro bollette. "La sera, prima di andare a letto - avverte Farnetani - lo smartphone, la televisione o il computer non facilitano l'addormentamento. Quindi fanno male e consumano energia inutilmente. Soprattutto i bambini di meno di 6 anni preferiscono che uno dei genitori gli racconti una storia o anche semplicemente gli parli". Una tecnica semplice per accompagnarli nel risposo in modo sano, e senza sprechi. La temperatura delle stanze? "Sfruttiamo il calore della stagione", potenziato dalle lancette un'ora avanti. "L'ideale è 19 gradi, non di più. Si possono davvero ridurre i consumi rispettando le esigenze dell'infanzia". Il messaggio è chiaro: "Modifichiamo i nostri impianti, la tecnologia di casa per una quotidianità amica dell'ambiente e rispettosa delle esigenze dei bimbi". Si può agire dunque anche sul fronte riscaldamenti. E qui basta davvero poco, assicura l'esperto, anche nella consapevolezza che "salire troppo con la temperatura, oltre i 20 gradi, non è buono per i bambini, soprattutto i più piccoli".
Anche per il bagnetto va fissata una soglia: "L'acqua deve essere a 36-37 gradi per le prime volte, compiuti i 3 mesi può scendere a 34-35, oltre l'anno sono sufficienti 32 gradi centigradi". In generale, prosegue l'esperto, per i rubinetti "consiglio di tenere bassa l'acqua calda sia nei bagni che nelle cucine. Si ottiene anche un vantaggio di sicurezza, perché i bambini potrebbero ustionarsi se l'aprissero inavvertitamente, come ripetutamente dimostrato da ricerche scientifiche". Il tempo libero? Può essere 'green' e a basso consumo e "con l'ora legale ancora di più". Il consiglio è: lasciare l'auto in garage e i device tecnologici spenti. "Andare in bicicletta al sabato ha tutti i vantaggi dal punto di vista della salute e del contatto umano e non consuma energia, se non a livello di organismo qualche caloria, che fa sempre bene". E per ottenere la collaborazione dei piccoli di casa, "i genitori non devono aver paura di affrontare l'argomento - esorta lo specialista - chiedendo loro di rispettare le indicazioni per il risparmio energetico. I bimbi si sentiranno in questo modo coinvolti nelle 'cose da grandi', e acquisiranno anche delle regole, quei limiti che aiutano a crescere. Seguire queste regole - conclude Farnetani - può diventare un vantaggio per la società, ma anche per la formazione della persona umana. Nessuna paura, quindi, e facciamo della lotta al caro bollette una 'questione di famiglia'".

Categoria: cronaca
00:02
Covid, negli Usa avanza la variante Cicada: perché BA.3.2 preoccupa gli esperti
(Adnkronos) - C'è una new entry nella famiglia del virus Covid che si sta facendo notare in questi giorni: è la variante BA.3.2 e si sta diffondendo rapidamente per esempio negli Stati Uniti. Battezzata Cicada dagli esperti sui social, BA.3.2 ha circolato inosservata dalla fine del 2024, da quando nel novembre di quell'anno è stata rilevata per la prima volta in un campione respiratorio raccolto in Sudafrica. Segni particolari: ha un elevato numero di mutazioni che la differenziano dalle varianti più frequenti nell'ultimo periodo. A fare il punto sono gli esperti, che tuttavia precisano come finora non ci siano segni che Cicada sia più pericolosa o causi una malattia più grave rispetto alle altre varianti dell'inverno 2025-2026.
BA.3.2 discende dalla grande famiglia della vairante Omicron, si riepiloga un focus pubblicato online su 'The Conversation', portale che nasce da una collaborazione fra accademici e giornalisti. Rispetto ai ceppi attualmente predominanti di Sars-CoV-2 presenta da 70 a 75 modifiche genetiche sulla sua proteina Spike, la parte del virus che permette la penetrazione nelle cellule umane (e rappresenta il target dei vaccini). Proprio per via delle sue caratteristiche divergenti, gli esperti evidenziano che l'attuale vaccino Covid potrebbe non essere al massimo della sua efficacia.
Il viaggio globale di Cicada è iniziato nel 2025 e a febbraio 2026 aveva raggiunto 23 Paesi. Il primo caso negli Stati Uniti è stato rilevato in un viaggiatore arrivato nel giugno 2025. Da allora, il virus è stato riscontrato in pazienti e nei sistemi di trattamento delle acque reflue di 29 Stati. Tutti i virus mutano nel tempo, ricordano gli esperti, e quello che causa la malattia Covid-19 lo fa in modo particolarmente rapido. Occasionalmente una di queste mutazioni può conferire un vantaggio, permettendo a una variante di diffondersi maggiormente rispetto ad altre.
Questi cambiamenti rendono infatti più difficile per il sistema immunitario riconoscere il virus. E i vaccini sono progettati e aggiornati basandosi sulle varianti più comuni in circolazione in un dato momento. Gli attuali anti Covid per esempio sono mirati al lignaggio JN.1. Tuttavia, la new entry BA.3.2 è al momento quasi sconosciuta in una popolazione in cui non aveva circolato finora. Ed è sufficientemente diversa dalla famiglia JN.1 da far sì che abbia un potenziale elusivo delle difese. Questo non significa che vaccinarsi sia inutile, precisano gli esperti, dal momento che ormai numerose evidenze dimostrano che il potenziale di questi vaccini nel ridurre i ricoveri e i decessi Covid. Tuttavia, sarà meno rapido il meccanismo attraverso cui il sistema immunitario riconoscerà la nuova variante sviluppando anticorpi e immunità. E non essendo così efficace nel rilevare BA.3.2, questa variante potrebbe infettare un numero maggiore di persone, portando potenzialmente a un picco di casi Covid. Rispettando le ormai note misure anti contagio (proteggere i malati cronici e le persone anziane e fragili, restare a casa in presenza di sintomi, curare l'igiene delle mani e l'etichetta respiratoria), si può però abbattere il rischio.

Categoria: internazionale/esteri
21:16
SuperEnalotto, numeri combinazione vincente sabato 28 marzo
(Adnkronos) - Nessun '6' né '5+1' al concorso del Superenalotto di oggi, sabato 28 marzo. Centrati, invece, sette '5' che vincono 29.773,88 euro ciascuno. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 142,3 milioni di euro.
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.
La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.
Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima:
- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro;
- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro;
- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro;
- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro;
- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.
E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.
Estratta la combinazione vincente del concorso di oggi del SuperEnalotto: 9, 45, 62, 67, 68, 81. Numero Jolly: 36. Numero SuperStar: 54.

Categoria: cronaca
21:09
Bambole di Pezza, condannato lo stalker di Morgana Blue: le inviava messaggi da oltre 20 anni
(Adnkronos) - Un cittadino svizzero è stato condannato dal Tribunale di Milano a un anno e tre mesi per stalking nei confronti di Lisa Cerri in arte Morgana Blue, la chitarrista fondatrice della band 'Bambole di Pezza'. L'uomo avrebbe molestato anche la musicista Micol Martinez e la madre di lei, Katia Zerbini Secondo quanto confermato all'AdnKronos da fonti qualificate, gli episodi di stalking si sarebbero protatti per un ventennio con molteplici modalità di manifestazione: centinaia di messaggi sui social e anche al cellulare, con minacce e riferimenti - in alcuni casi- al satanismo.

Categoria: cronaca
19:44
Governo, vertice Meloni-Tajani-Salvini: incontro a margine Cdm poi cena da premier
(Adnkronos) - Raccontano che ieri Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Matteo Salvini, già a margine del Cdm si siano fermati a parlare, per poi darsi appuntamento in serata per una cena. Fonti parlamentari del centrodestra fanno sapere che la leader di Fratelli Italia abbia voluto fare una chiacchierata con i suoi alleati a palazzo Chigi in occasione della riunione di governo che ha varato il cosiddetto decreto fiscale.
Poi, a quanto apprende l'Adnkronos, la presidente del Consiglio si sarebbe incontrata con i vicepremier a cena, lontano da occhi indiscreti, probabilmente nella sua abitazione all'Eur, per fare il punto della situazione dopo la sconfitta al referendum sulla riforma della giustizia. Sul tavolo i principali temi di attualità politica interna (compresa la legge elettorale) e internazionale.

Categoria: politica
18:29
Confindustria contro il Dl Fisco: "Penalizza imprese, minata fiducia"
(Adnkronos) - Confindustria contro il dl fisco. Sia il presidente Emanuele Orsini che Marco Novicelli, vicepresidente per le politiche industriali e il Made in italy, chiedono al governo di ripristinare gli impegni presi.
"Il Consiglio dei ministri di ieri sera ha lasciato irrisolto un nodo grave per il sistema produttivo: l’assenza di risorse per gli esodati legati al piano Transizione 5.0 è un segnale che non può essere ignorato”, ha dihiarato Orsini aggiungendo: "Apprendiamo con forte preoccupazione la mancanza di risorse destinate agli esodati legati al piano Transizione 5.0. Si tratta di un tema cruciale che non può essere rinviato né ridimensionato". "Per questo - ha continuato - chiediamo con urgenza l’apertura, già dalla prossima settimana, di un tavolo di confronto con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti”.
"È indispensabile che venga confermato quanto condiviso lo scorso 27 novembre: le risorse per gli esodati 5.0 devono essere integralmente mantenute. La credibilità degli impegni assunti è un elemento fondamentale", dice ancora. "La fiducia tra istituzioni e sistema produttivo - conclude - non può venire meno. Su questo punto serve una risposta chiara, rapida e coerente con gli impegni presi".
"Il decreto fiscale pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale introduce disposizioni molto penalizzanti per le imprese che hanno effettuato la prenotazione del credito d’imposta 5.0 tra il 7 e il 27 novembre 2025. Il testo prevede un taglio del 65% del credito d’imposta richiesto. La misura inoltre esclude gli investimenti in fonti di energia rinnovabile, in particolare gli impianti fotovoltaici a più elevata efficienza iscritti nel registro dell’ENEA, che le imprese sono state indotte ad acquistare'', ha sottolineato dal canto suo Nocivelli. ''Una simile decisione – che ricordiamo ha effetti retroattivi e lede il principio del legittimo affidamento - penalizza pesantemente le imprese che hanno completato ingenti investimenti nel 2025 e che si troveranno ad affrontare ulteriori problemi di liquidità in un momento già particolarmente complesso'', prosegue la nota.
"A novembre avevamo avuto rassicurazioni dai ministri Giorgetti, Foti e Urso sul fatto che le cosiddette imprese 'esodate' del 5.0 con progetti congrui avrebbero avuto accesso all’agevolazione secondo le condizioni previste nel Piano, la cui conclusione era fissata al 31 dicembre 2025. Il fatto di non poter fare affidamento sulle norme e sulle dichiarazioni del Governo mina profondamente la fiducia delle imprese nei confronti delle istituzioni e delle misure di incentivo e scoraggia chi vorrebbe continuare a fare impresa in Italia'', prosegue Nocivelli.
''Apprendiamo infine, dalle dichiarazioni del Mimit di questa mattina, che si sarebbero trovate altre risorse per l’iperammortamento: la nostra risposta è prima si paghi iI debito con le imprese esodate del 5.0. Chiediamo quindi al governo di ripristinare gli impegni presi col tessuto produttivo ed industriale italiano al più presto, e comunque, non oltre il passaggio parlamentare che deve avvenire in tempi rapidissimi'', conclude.
Varando il decreto fiscale, ieri approvato dal Cdm, "come governo, abbiamo deciso di dare un minimo di garanzia per agevolazioni paragonabili alla vecchia 4.0, ma allo stesso tempo metterci in ascolto delle categorie per capire in una situazione di questo tipo quali sono le emergenze e le priorità che vogliono manifestare". Lo ha sottolineato il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, nel suo intervento al Workshop Finanza organizzato da Teha in risposta alle critiche di Confindustria, che per bocca di Marco Nocivelli, vice presidente per le Politiche industriali e il Made in Italy di Confindustria, ha bollato come "molto penalizzanti" le norme per le imprese che hanno effettuato la prenotazione del credito d'imposta 5.0.
Circa le risorse stanziate per Transizione 5.0, ha aggiunto il ministro "dobbiamo decidere se le disponibilità devono andare a costoro o a favore delle imprese energivore piuttosto che delle aziende di trasporto o per i tagli alle accise"

Categoria: economia
17:43
Aka7even, come sta dopo l'incidente. LDA: "È rimasto traumatizzato"
(Adnkronos) - Paura per Aka7even, rimasto coinvolto in un incidente stradale giovedì 26 marzo. Il cantante, reduce dalla partecipazione al Festival di Sanremo 2026, avrebbe dovuto prendere parte ad un incontro con i fan al centro Commerciale di Chieti insieme al collega LDA.
A comunicare inizialmente l'assenza è stato lo stesso Aka7even, nome d'arte di Luca Marzano, tramite una storia Instagram, seguita poi dal chiarimento di LDA. Il cantante, infatti, prima di cominciare l'evento ha voluto rassicurare i fan: "Senza fare allarmismi, Luca oggi ha fatto un incidente però sta bene, si è fatta male la persona che stava sul motorino, lui stava in auto", ha spiegato.
"Luca era molto scosso, è rimasto traumatizzato da quello che è successo", ha aggiunto LDA che nonostante la preoccupazione non si è voluto assentare dall'evento per il rispetto nei confronti dei fan.
Poche ore dopo è arrivato anche il messaggio di Aka7even, che ha rassicurato sulle sue condizioni di salute: "Ragazzi sto ricevendo tanti messaggi riguardo all’incidente di ieri, quindi ci tengo a chiarire che c'è stato un tamponamento, ma stiamo tutti bene, solo tanto spavento. È tutto sotto controllo e io sono già tornato al lavoro Grazie a tutti per la preoccupazione e l'affetto", ha scritto in una instagram stories.

Categoria: spettacoli
17:08
Mercedesz Henger mamma: "Il parto? 19 ore di travaglio, un incubo"
(Adnkronos) - "Ne è valsa la pena, sono felicissima". Con queste parole Mercedesz Henger, ospite oggi a Verissimo, ha raccontato la gioia di essere diventata mamma per la prima volta della piccola Aurora, nata il 25 febbraio.
Un'emozione immensa che però arriva dopo un'esperienza tutt'altro che semplice. L'attrice ha ricordato le difficoltà del parto: "Sto vivendo il periodo più bello della mia vita dopo aver vissuto il momento più brutto della mia vita, 19h di travaglio, quasi un giorno. Si è fatta attendere", ha raccontato l'attrice col sorriso.
Mercedesz ha parlato della maternità, definendola "magica": "È tutto abbastanza naturale. Ogni piccola cosa è un’esperienza magica, anche cambiare il pannolino per la prima volta lo è stato. Non so come altro descriverlo. Ora che lo sto vivendo, posso dire che diventare mamma è una vera magia".
E sul compagno, Alessio Salata, Mercedesz Henger ha detto: "Il papà è stato incredibilemnte paziente anche se si è preso tanti insulti, mi è stato al fianco tutto il tempo, è stato veramente dolce". "Ho trovato una persona davvero speciale per me - ha aggiunto Henger -. Lo ringrazierò per sempre".
Lo sguardo è già rivolto al futuro e al sogno di allargare presto la famiglia: "Ho già voglia di avere un altro figlio, con molta calma. Un maschietto sarebbe bellissimo".
E sulla nonna della bimba, Eva Henger, l'attrice ha raccontato: "La mamma ha aspettato 17h in sala d’attesa, ha dormito insieme agli altri parenti sulle sedie di plastica, aspettando la nascita di aurora. Non mi ha lasciata un secondo".

Categoria: spettacoli
16:55
Migranti, Consulta: "Trattenimento richiedenti asilo sia conforme a Costituzione e diritto Ue"
(Adnkronos) - Con la sentenza numero 40, depositata ieri, la Corte costituzionale ha ritenuto inammissibile una questione sollevata dalla Corte di Cassazione relativa alla disciplina del trattenimento in un centro per il rimpatrio dello straniero che abbia richiesto la protezione internazionale, ma ha invitato il legislatore a modificare l’attuale disciplina, per renderla pienamente conforme agli standard costituzionali oltre che agli obblighi derivanti dal diritto dell’Unione europea. Lo rende noo l'ufficio stampa ricordando che la disciplina vigente in materia di asilo consente allo straniero che sia già trattenuto in un centro per l’esecuzione di un provvedimento di espulsione di presentare domanda di protezione internazionale. In questo caso, però, il questore può disporne l’ulteriore trattenimento, in particolare quando vi siano fondati motivi per ritenere che la domanda sia pretestuosa, e cioè “presentata al solo scopo di ritardare o impedire l’esecuzione dell’espulsione”. Questo nuovo provvedimento di trattenimento deve essere convalidato dalla corte d’appello territorialmente competente in conformità all’articolo 13 della Costituzione, che prevede la necessaria convalida di ogni provvedimento restrittivo della libertà personale da parte dell’autorità giudiziaria.
Nell’ipotesi poi in cui la corte d’appello non convalidi il provvedimento, il questore ha la possibilità di adottare, entro le quarantotto ore successive, un ulteriore provvedimento di trattenimento, soggetto anch’esso a convalida da parte della corte d’appello, quando vi sia rischio di fuga o lo straniero sia ritenuto pericoloso per l’ordine o la sicurezza pubblica. In queste quarantotto ore, lo straniero continua a restare trattenuto nel centro.
La Corte di Cassazione dubitava della legittimità costituzionale di questa disciplina, che stabilisce un trattenimento automatico dello straniero per quarantotto ore, nonostante la mancata convalida del precedente provvedimento del questore da parte della corte d’appello. Secondo la Cassazione, questa previsione sarebbe incompatibile con l’articolo 13 della Costituzione, che stabilisce che un provvedimento restrittivo adottato dall’autorità di pubblica sicurezza non convalidato dal giudice si intende revocato e resta privo di ogni effetto.
La Consulta ha ritenuto che la questione posta dalla Corte di Cassazione non fosse rilevante per la decisione del procedimento principale. Quest’ultimo aveva infatti unicamente a oggetto la sussistenza dei presupposti dell’ultimo provvedimento di trattenimento (motivato sulla base del rischio di fuga e di pericolo per la sicurezza pubblica), e non invece la legittimità del trattenimento nel lasso di tempo intercorrente tra la mancata convalida del provvedimento precedente e l’adozione del nuovo provvedimento. Di qui l’inammissibilità della questione. La Corte ha peraltro colto l’occasione per sottolineare la legittimità dell’“obiettivo del legislatore di evitare che la mera presentazione di una domanda di protezione internazionale da parte di uno straniero comporti automaticamente il venir meno del suo trattenimento in vista dell’esecuzione dell’espulsione (…), e ciò specialmente quando lo straniero abbia commesso gravi reati e possa sottrarsi all’espulsione ove lasciato in libertà”. È necessario, in effetti, scoraggiare “abusi del procedimento di asilo, al fine di evitare che tale strumento, che è ancor oggi di vitale importanza per assicurare la protezione dello straniero contro persecuzioni o altri gravi pericoli nel suo paese d’origine, venga strumentalmente utilizzato al solo scopo di evitare o ritardare l’esecuzione di legittimi provvedimenti di espulsione”. Tuttavia, ha proseguito la Corte, questo obiettivo “deve essere perseguito attraverso modalità pienamente conformi non solo al diritto dell’Unione, ma anche alle esigenze di tutela della libertà personale desumibili, nel nostro ordinamento, dall’art. 13 Cost. Norma, quest’ultima, che condiziona a stringenti regole procedurali le sue possibili limitazioni nei confronti di cittadini e stranieri, a garanzia contro possibili arbitri dell’autorità di pubblica sicurezza, dell’autorità giudiziaria e dello stesso legislatore”.

Categoria: politica
16:34
Anm, Giuseppe Tango nuovo presidente: "Non saremo mai un partito"
(Adnkronos) - Giuseppe Tango è il nuovo presidente dell'Anm. Tango è stato eletto oggi sabato 28 marzo per acclamazione dal Comitato direttivo centrale dell'Associazione dove oggi l'ormai ex presidente Cesare Parodi aveva formalizzato le sue dimissioni.
Dopo l'elezione per acclamazione si è proceduto anche con quella formale come previsto da statuto e Tango è stato eletto con 31 voti e un astenuto. Prima dell'applauso che lo ha 'incoronato' alla guida dell'Anm Tango, era stato Parodi a indicarlo a nome del gruppo di Magistratura Indipendente: "Non è mistero che sono legato a una salda amicizia con Antonio D'Amato, persona che avremmo voluto presentare: ho cercato in tutti i modi di convincerlo, ma non ritiene doversi presentare. Mi è un gruppo fortemente democratico e non possiamo che fare nostra l'indicazione degli elettori, dei colleghi che a livello nazionale hanno espresso 700 preferenze per Giuseppe Tango".
"L'Anm non è e non sarà mai un partito", ha affermato Tango. "Anm entra nel dibattito pubblico soltanto per dare il suo contributo di carattere tecnico per cercare di migliorare il sistema giustizia - ha chiarito - Questo è il compito dell'Anm che ci siamo assegnati e questo è lo scopo statutario. A questo noi ci atterremo".
"Questo è il tempo di gioire per un traguardo a tratti sperato” ma “ da domani tutti al lavoro, insieme ad altri attori della giurisdizione, per proporre soluzioni che possano davvero migliorare la giustizia e quei problemi di cui tutti noi siamo ben consapevoli: la nostra azione sara’ rivolta sempre a beneficio dei cittadini", ha detto subito dopo la sua elezione. “Credo di essere il primo palermitano a essere presidente di Anm e questo mi inorgoglisce oltremodo - ha continuato - ma sento ancora di più la responsabilità di rappresentare quella magistratura che da sempre ha saputo costruire un rapporto di forte fiducia con la società civile finanche nei momenti più drammatici della nostra storia: di questa fiducia, ora più che mai, tutti, dobbiamo dimostrare di essere all’altezza”.
“Non posso che ringraziare tutti voi per aver scelto di riporre la vostra fiducia in me, io mi impegnerò fino in fondo per non deluderla in nessun modo”, ha detto ancora Tango ringraziando anche l’ex presidente Parodi “per la sua instancabile opera, per il modo e il tatto umano con cui ha condotto la Anm in una fase di acque assai tempestose”.
"Durante la campagna referendale ci sono stati tanti episodi disdicevoli. È il momento però di voltare pagina", ha affermato il neopresidente rispondendo alle domande dei cronisti sulle accuse rivolte ai magistrati durante la campagna referendaria e su alcune frasi come quella pronunciata dall'ex capo di gabinetto del ministero Giusi Bartolozzi. E ha aggiunto: "È il momento di ricostruire insieme agli altri attori della giurisdizione, prima fra tutti l'avvocatura, proposte che veramente mirano a risolvere i reali problemi dei cittadini".
"Si tratta di un rinnovamento e non intendo soltanto generazionale; veramente, ora più che mai, si avverte l'esigenza di portare la magistratura a guardarsi al suo interno e a capire tutto ciò che negli ultimi anni non è andato per il verso giusto - c'è già un'iniziativa di assemblea generale - per capire quali possono essere le reali soluzioni per il futuro affinché tutto ciò che è stato non si possa più ripetere", ha affermato quindi il neopresidente dell'Anm. "In questi anni si è fatto tanto, c'è stata la legge Cartabia anche se durante il dibattito referendario molti lo omettevano" e già c'era stata già la volontà della magistratura associativa di avviare questo percorso: "tocca a tutti noi portarlo a termine per rendere ancora più credibile all'esterno, agli occhi dei cittadini, la magistratura", ha concluso.
Quarantatre anni, palermitano, giudice del lavoro al Tribunale di Palermo, ex presidente della Ges dello stesso capoluogo siciliano, Giuseppe Tango è come Parodi espressione del gruppo di Magistratura Indipendente ed era stato il candidato più votato alle elezioni del Comitato direttivo centrale dell’associazione che oggi lo ha scelto al vertice.
Tango, che molto si è speso nella campagna referendaria, fin dall’ingresso in magistratura si è interessato all’associazionismo giudiziario. E’ stato componente dell'Ufficio sindacale Anm di Palermo, componente delle Commissioni di studio permanenti Anm 'Carichi esigibili' e 'Diritto del lavoro'. E' stato anche componente della Ges Palermo, di cui ha assunto poi la presidenza. Eletto in seguito nel Cdc dell’Anm ha ricoperto fino a oggi la carica di coordinatore dell’Ufficio sindacale della stessa associazione.
Prima dell'applauso che ha 'incoronato' Tango alla guida dell'Anm, era stato Parodi a indicarlo a nome del gruppo di Magistratura Indipendente: "Non è mistero che sono legato a una salda amicizia con Antonio D'Amato, persona che avremmo voluto presentare: ho cercato in tutti i modi di convincerlo, ma non ritiene doversi presentare. Mi è un gruppo fortemente democratico e non possiamo che fare nostra l'indicazione degli elettori, dei colleghi che a livello nazionale hanno espresso 700 preferenze per Giuseppe Tango".
“Oggi lascio, sento il bisogno di tornare alla mia famiglia. Anm ha bisogno di un presidente a tempo pieno”, sono state le parole di Parodi, intervenendo alla riunione del Comitato direttivo centrale, la prima seduta dopo la vittoria del No al referendum e dopo che ha annunciato le sue dimissioni da presidente, prima dell'elezione del suo successore.
Parodi - che ha lasciato "per gravi ragioni familiari"- ha confermato che resterà nel Cdc, ha spiegato che “quest’anno e’ stata un’esperienza straordinaria” ma ha ricordato il problema familiare per il quale ha deciso di fare un passo indietro parlando di una scelta che e’ “un passaggio obbligato”. Alle parole di Parodi i colleghi del Cdc si sono alzati in piedi e gli hanno tributato un lungo applauso.
ì"Prendo atto delle dichiarazioni del nuovo presidente dell'Anm Giuseppe Tango al quale auguro un buon lavoro e un fruttuoso rapporto con noi. Sono certo che, dopo questo momento di contrapposizione, riusciremo a trovare gli elementi di concordia per una giustizia più efficiente e più moderna. Rinnovo anche il mio cordiale saluto al presidente e amico Cesare Parodi". Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio commenta la nomina del nuovo presidente dell'Anm.

Categoria: politica
16:26
Salute, Celano (Apmarr): "Serve cultura One health che coinvolga pazienti, ambiente, comunità"
(Adnkronos) - "La prevenzione non è solo diagnosi precoce o corretti stili di vita: è anche uso consapevole dei farmaci, aderenza appropriata alle terapie e attenzione al loro impatto complessivo, compreso lo smaltimento. È un percorso che chiama in causa pazienti, cittadini e sistema sanitario, perché la salute non è mai un fatto isolato". Così Antonella Celano, presidente dell'Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare (Apmarr), intervenendo al talk 'Un'unica salute', che si è tenuto a Milano nell'ambito del Festival della Prevenzione, promosso dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (Lilt) nella Settimana nazionale per la prevenzione oncologica.
"Come associazione - ha spiegato Celano - riteniamo fondamentale coinvolgere attivamente i pazienti in una cultura della prevenzione più ampia e consapevole. Non si tratta solo di evitare la malattia ma di prendersi cura della salute nel quotidiano, con scelte informate e responsabili. È in questa visione che si inserisce il nostro impegno in ottica One health, che trova una concreta espressione anche nel progetto 'Sosta' che mira a sensibilizzare sull'uso corretto delle cure, sul consumo consapevole dei farmaci e sul loro corretto smaltimento, contribuendo a ridurre sprechi e impatto ambientale", ha aggiunto.
Sul tema del cambiamento degli stili di vita, la presidente di Apmarr ha sottolineato la dimensione culturale della sfida: "La reale disponibilità a modificare i propri comportamenti in favore di una salute 'collettiva' dipende soprattutto da un fattore culturale - ha osservato - Per troppo tempo la salute è stata interpretata come una questione individuale. Oggi sappiamo che è un bene condiviso, influenzato dall'ambiente, dalle scelte quotidiane e dalla sostenibilità dei sistemi di cura. Il passaggio decisivo è superare una visione centrata sull'individuo per adottare una prospettiva che tenga insieme persone, ambiente e comunità". Per questo, ha concluso la presidente di Apmarr, "il ruolo delle associazioni è anche quello di fare cultura sul paradigma One health, nell'interesse di tutti. Informare, rendere comprensibili questi temi e tradurli in comportamenti concreti è parte integrante della prevenzione".

Categoria: salute
15:46
Lavoro, così gap competenze frena la manifattura
(Adnkronos) - Il disallineamento delle competenze non è più soltanto un segnale d’allarme: è un freno reale allo sviluppo delle imprese che compromette la produttività, rallenta l’innovazione e genera un progressivo depauperamento del territorio. Lo ha sottolineato Luciana Ciceri, presidente di A.P.I., in apertura della tavola rotonda “PMI: il ruolo strategico delle competenze” che si è svolta presso la sede dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano, organizzata da A.P.I. – Associazione Piccole e Medie Industrie in partnership con l’Ordine degli Ingegneri. "A Milano e in Lombardia, dove la competizione corre più veloce, questo gap pesa ancora di più: le PMI associate ci segnalano quotidianamente il forte disallineamento tra le professionalità richieste e quelle offerte dal mercato del lavoro. E questo si traduce in mancata crescita, tempi di produzione più lunghi, difficoltà nel presidiare nuovi mercati e una minore capacità di cogliere le opportunità della trasformazione tecnologica e sostenibile. A questo si unisce la complessità di garantire la continuità di impresa, in molti casi a causa del mancato passaggio generazionale tra imprenditori o lavoratori".
Nell'appuntamento - che ha riunito istituzioni, professionisti e imprenditori per analizzare il ruolo sempre più decisivo delle competenze in un sistema produttivo che opera in un contesto globale sempre più instabile - Elena Buscemi, Presidente del Consiglio Comunale di Milano, ha posto l’accento come "lavoro, persone e imprese, insieme alle competenze, sono i fattori chiave dello sviluppo della nostra città e del Paese". Per Carlotta Penati, Presidente Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano "in un’epoca di trasformazioni tecnologiche rapide e spesso dirompenti, il vero fattore competitivo, oggi, non è la tecnologia in sé, ma la capacità delle persone di comprenderla, governarla e integrarla nei processi produttivi. Il valore delle PMI risiede proprio nel capitale umano: esperienza, capacità di adattamento e quel “saper fare” che rende unico il modello lombardo. Le PMI sono chiamate ad affrontare sfide decisive su digitalizzazione e sostenibilità; senza un supporto adeguato, queste eccellenze rischiano di dover cedere il passo ai grandi gruppi multinazionali esteri, alimentando una pericolosa desertificazione industriale. L'Ordine degli Ingegneri di Milano si pone come soggetto di indirizzo e supporto alla collettività, promuovendo qualità, formazione e competenza nell’esercizio della professione; la partnership strategica con A.P.I. è finalizzata a creare una sinergia concreta a sostegno del nostro tessuto produttivo, per avviare e implementare quei processi di innovazione indispensabili affinché le aziende lombarde possano diventare più competitive, sostenibili e, soprattutto, protagoniste del proprio futuro».
"Dall’incontro - ha concluso Ciceri - è emerso un messaggio inequivocabile: le imprese manifatturiere hanno bisogno di percorsi formativi mirati, agili e che permettano di cogliere le opportunità tecnologiche emergenti. Il 78% delle PMI coinvolte in una rilevazione flash di A.P.I. dichiara di avere difficoltà a selezionare figure professionali specifiche, mentre il 67% delle imprese prevede nuove assunzioni nei prossimi due anni. C’è voglia di investire, nonostante la situazione geopolitica e le oscillazioni dei mercati. Oggi cerchiamo professionisti che uniscano soft skill, tecnica, digitale e capacità gestionali. Ma soprattutto serve una collaborazione stabile e concreta tra imprese, istituzioni e professioni tecniche. Solo facendo squadra possiamo, infatti, affrontare davvero le transizioni in atto e trasformarle in opportunità di crescita. Per questo abbiamo iniziato la collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano".

Categoria: economia
15:38
Lombardia, Regione sempre più interlocutore del dibattito manifatturiero europeo
(Adnkronos) - La Lombardia si conferma locomotiva industriale e politica dell’Europa, un territorio capace di decidere, coordinare e influenzare le scelte strategiche del Continente. Grazie all’azione dell’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi, il territorio lombardo diventa il cuore pulsante di un asse che unisce industria, innovazione e lobbying istituzionale. Negli ultimi cinque anni, la Regione ha infatti puntato molto sulle ‘reti istituzionali’, si pensi a tutto il lavoro fatto all’interno delle realtà europee come l’Automotive regions alliance (Ara), l’European chemical regions network (Ecrn) e l’European semiconductor regions alliance (Esra), passando poi dalla cabina economica del Nord-Ovest con Piemonte e Liguria fino agli accordi con Veneto ed Emilia-Romagna, Valencia, Baden-Württemberg e Baviera.
Nel cuore della manifattura europea si consolida un asse sempre più strategico, quello tra Lombardia e Catalunya. Due regioni leader per produzione industriale, densità di imprese e capacità di innovazione che, negli ultimi mesi, hanno trasformato la collaborazione storica sancita all’interno dei ‘Quattro Motori’ in una vera e propria alleanza strutturata per il sostegno in settori strategici, come ad esempio quello chimico, pilastro trasversale dei due sistemi manifatturieri. La collaborazione con la Catalunya si inserisce perfettamente nella strategia lombarda di costruzione di una lobby europea sempre più autorevole; l’obiettivo è costruire un blocco europeo di regioni ad alta intensità produttiva, capace di difendere filiere strategie manifatturiere.
Negli ultimi anni la Lombardia ha guidato l’European chemical regions network (Ecrn), raddoppiando i membri e attivando progetti per quasi 20 milioni di euro. Oggi, con la Catalunya alla presidenza, la Lombardia mantiene la vicepresidenza alle alleanze strategiche e partnership, rappresentando l'Associazione nella Critical chemicals alliance. Questa leadership permette alla Lombardia e alle regioni alleate di pesare sulle decisioni di Bruxelles, definendo le politiche energetiche, industriali e di transizione ecologica in linea con le esigenze del tessuto produttivo. In Lombardia, il 98% dei prodotti manifatturieri dipende dalla chimica, infrastruttura invisibile ma vitale per l’innovazione e la competitività europea: dalla farmaceutica all’Automotive, dall’edilizia sostenibile alla chimica fine, la Lombardia è motore industriale e centro di know-how europeo.
L’alleanza lombardo-catalana segue tre direttrici chiave: innovazione e ricerca, con progetti comuni su chimica verde, materiali avanzati e tecnologie industriali sostenibili, con programmi europei Horizon ed Erasmus+; formazione e capitale umano, con percorsi condivisi e mobilità dei talenti tra università, centri di ricerca e imprese, rafforzando la competitività del tessuto produttivo lombardo; transizione ecologica, con sperimentazioni di modelli industriali decarbonizzati e riciclo chimico, posizionando la Lombardia come laboratorio europeo della chimica sostenibile e competitiva.
L’incontro lombardo con la Catalunya non è solo industriale, ma certamente anche politico; Guidesi è la voce della Lombardia nei tavoli economici, assicurando che il territorio non solo venga ascoltato, ma pesi davvero nelle decisioni continentali. La collaborazione con Catalunya, quella con le Regioni appartenenti ai ‘Quattro Motori’, con le Regioni del Nord del Paese e le regioni tedesche fa parte di un disegno più ampio: fare della Lombardia il cuore decisionale e operativo della manifattura europea, guidando politicamente e industrialmente l’intero asse continentale.
La Lombardia oggi oltre ad essere un territorio industriale, è motore e voce autorevole dell’Europa manifatturiera. Un modello che dimostra come le regioni possano fare sistema, influenzare le decisioni europee e difendere le filiere strategiche.
Nel cuore della manifattura europea si consolida un asse sempre più strategico, quello tra Lombardia e Catalogna. Due regioni leader per produzione industriale, densità di imprese e capacità di innovazione che, negli ultimi mesi, hanno trasformato una collaborazione storica in una vera e propria Alleanza strutturata per il sostegno in settori strategici, come ad esempio quello chimico, pilastro trasversale dell’interno dei due sistemi manifatturieri. L'incontro di Milano, successivo all’intesa avviata a Barcellona nel novembre 2025, segna un ulteriore passo avanti in un percorso che intreccia politica industriale, cooperazione istituzionale e posizionamento strategico in Europa. I protagonisti sono l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia Guido Guidesi e il ministro alle Imprese e al Lavoro della Generalitat de Catalunya Miquel Sàmper; un appuntamento che segna un passo decisivo verso una collaborazione sempre più strutturata. Le due istituzioni hanno infatti concordato di intensificare le relazioni tra i rispettivi ecosistemi industriali, promuovere progetti condivisi e rafforzare il coordinamento nei rapporti con l’Unione europea.
"Lombardia e Catalogna -ha detto Guidesi- sono due Regioni affini dal punto di vista economico e sociale e contribuiscono in maniera determinante al Pil europeo. Collaborare in modo strutturale significa potenziare il sostegno ai rispettivi comparti della chimica, settore vitale per la manifattura e in generale per la competitività internazionale dei nostri territori. Implementiamo il lavoro già in atto con la rete Ecrn a tutela di imprese, occupazione e know-how e quello che svolgiamo sui tavoli del Critical chemicals alliance".
"L’intesa con la Lombardia è strategica perché permette di rafforzare le sinergie e di promuovere il settore della chimica, che è di grande importanza per l’economia industriale della Catalogna. E lo è più, in particolare, nell’attuale contesto geopolitico. Dal governo accompagniamo l’insieme del tessuto economico catalano di fronte al momento di incertezza internazionale che stiamo vivendo, con misure volte a favorire la sua resilienza. L’alleanza con la Lombardia rappresenta un’opportunità per unire gli sforzi tra regioni leader nel settore della chimica", ha sottolineato il ministro alle Imprese e al Lavoro della Generalitat de Catalunya, Miquel Sàmper.
Da gennaio 2026 la Catalogna ha assunto la presidenza dell’European chemical regions Network (Ecrn), raccogliendo il testimone da una Lombardia protagonista negli ultimi due anni. Il passaggio di consegne, formalizzato durante l’assemblea generale di Rotterdam di febbraio scorso, rappresenta un rafforzamento della linea comune. Durante la presidenza lombarda, la rete è cresciuta significativamente: membri raddoppiati (da 10 a 21), rafforzamento del dialogo diretto con la Commissione europea, attivazione di progetti finanziati per circa 19 milioni di euro. Oggi la Lombardia mantiene un ruolo centrale come vicepresidente con delega alle alleanze strategiche, in particolare sulla Critical chemicals alliance, confermandosi uno degli attori più influenti nella governance europea del settore. La Catalogna, dal canto suo, ha assunto la guida con un obiettivo chiaro: accelerare le politiche di competitività e sostenibilità della chimica europea, in un momento in cui il comparto è sottoposto a forti pressioni globali.
La collaborazione avviata a Barcellona nel novembre 2025 ha definito una cornice operativa concreta: gruppi di lavoro congiunti, incontri bilaterali periodici e priorità condivise su innovazione, sostenibilità e formazione. Non si tratta di una semplice sinergia istituzionale, ma di un’integrazione tra ecosistemi produttivi; la Lombardia, prima regione manifatturiera d’Europa, con circa 45.000 addetti nel settore chimico e un ruolo di primo piano nella chimica fine e specialistica. La Catalogna, uno dei principali poli chimici del Mediterraneo, caratterizzato da una forte concentrazione di imprese e da una solida integrazione tra industria e ricerca. Entrambe condividono una struttura economica basata su distretti avanzati, forte export e una profonda integrazione tra pubblico e privato.
Il punto di contatto più rilevante tra le due Regioni è il ruolo sistemico della chimica. Non un settore verticale, ma una piattaforma abilitante per l’intera industria. In Lombardia, si stima che il 98% dei prodotti manifatturieri abbia una componente chimica, dato che sintetizza l’interdipendenza tra comparti. Dalla farmaceutica ai materiali avanzati, dall’automotive all’edilizia sostenibile, la chimica rappresenta un fattore di innovazione tecnologica, un driver di competitività, un elemento chiave per la transizione ecologica.
La Catalogna è un punto di riferimento nel settore chimico, che rappresenta il principale settore esportatore del paese, e dispone di un ecosistema di primo livello per le aziende di questo ambito. Il settore, rappresenta il 12,5% del Pil catalano. È su questa consapevolezza che Lombardia e Catalogna stanno costruendo una strategia comune: difendere e rilanciare la chimica europea in un contesto globale sempre più competitivo, segnato da costi energetici elevati e pressione normativa. Inoltre, la cooperazione tra le due regioni si articola lungo tre direttrici: innovazione e ricerca, attraverso la partecipazione congiunta a programmi europei (Horizon, Erasmus+), le due regioni puntano a rafforzare la capacità di sviluppare nuove tecnologie, in particolare nei campi della chimica verde e dei materiali sostenibili; competenze e capitale umano, il gap di competenze rappresenta una delle principali criticità del settore.
I progetti comuni mirano a creare percorsi formativi condivisi e a facilitare la mobilità di talenti tra i due territori; transizione ecologica, dalla decarbonizzazione dei processi industriali al riciclo chimico, Lombardia e Catalogna intendono posizionarsi come laboratori europei della chimica sostenibile e competitiva. Oltre alla dimensione industriale, l’Alleanza ha una forte valenza politica. L’obiettivo è presentarsi in modo coordinato nei confronti delle istituzioni europee, influenzando le politiche su energia, regolamentazione industriale, finanziamenti alla transizione. L’Ecrn, in questo senso, è diventato uno strumento chiave, una piattaforma attraverso cui le regioni ad alta intensità chimica possono fare massa critica e incidere sulle decisioni comunitarie.
La sinergia tra Lombardia e Catalogna si inserisce in un quadro più ampio, la necessità per l’Europa di difendere la propria base industriale. In questo scenario, l’asse tra le due regioni può diventare un modello replicabile, integrazione tra territori industriali avanzati, coordinamento politico a livello UE, valorizzazione delle filiere strategiche. Non è solo un’alleanza regionale, ma un tentativo concreto di ridefinire il ruolo della chimica e della manifattura nel futuro industriale europeo. La collaborazione tra Lombardia e Catalogna rappresenta una nuova fase della politica industriale europea: più territoriale, più integrata e più orientata alla costruzione di reti e di catene del valore. In un’Europa chiamata a ripensare il proprio modello produttivo, la chimica -e le regioni che la guidano- torna al centro. E l’asse Milano-Barcellona si candida a esserne uno dei principali motori.

Categoria: economia











































