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20:57
Sondaggio politico, Fratelli d'Italia cresce e Pd cala
(Adnkronos) - Fratelli d'Italia cresce, il Pd cala, il Movimento 5 Stelle sale e Roberto Vannacci 'decolla' con Futuro Nazionale. E' il quadro del sondaggio Swg che oggi, lunedì 1 giugno, fotografa le intenzioni di voto per il Tg La7 in caso di elezioni. Fratelli d'Italia, ampiamente primo partito, guadagna lo 0,1% rispetto alla scorsa settimana e arriva al 28,2%. La formazione guidata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni aumenta il vantaggio rispetto al Pd della segretaria Elly Schlein. I dem cedono lo 0,2% e scendono al 22,3%. In ascesa il M5S di Giuseppe Conte, che cresce dello 0,3% e arriva al 13% netto.
Ai piedi del podio, frenata per Forza Italia che scende dal 7,4% al 7,2%. Passo avanti di Verdi e Sinistra dal 6,6% al 6,7%, mentre la Lega di Matteo Salvini scivola dal 6% al 5,8%. Alle spalle del Carroccio, continua l'ascesa di Futuro Nazionale: il partito di Roberto Vannacci guadagna un altro 0,3% e arriva al 4,6% prendendo decisamente il largo rispetto a Azione di Carlo Calenda (3,4%) e Italia viva di Matteo Renzi (2,4%). Più indietro +Europa (1,4%) e Noi Moderati (1,2%).

Categoria: politica
19:32
Roland Garros, Arnaldi-Tiafoe 7-6 6-7 3-6 negli ottavi di finale - Diretta
(Adnkronos) - Matteo Arnaldi sotto 2 set a 1 contro Frances Tiafoe (7-6 6-7 3-6) negli ottavi di finale dello Slam di Parigi. Arnaldi arriva all'appuntamento dopo aver eliminato Griekspoor, Tsitsipas e Collignon, mentre Tiafoe ha superato Spizzirri, Hurkacz e Faria.
In caso di passaggio del turno Arnaldi sfiderà Matteo Berrettini.

Categoria: sport
19:31
Berrettini ai quarti del Roland Garros e sogna: "Ora senza Sinner..."
(Adnkronos) - Matteo Berrettini festeggia i quarti del Roland Garros. Oggi, lunedì 1 giugno, il tennista azzurro ha battuto in tre set l'argentino Juan Manuel Cerundolo e al termine del match ha lasciato andare tutta la tensione accumulata. Berrettini si è girato infatti verso il suo angolo dove, oltre all'allentore, sedeva anche il fratello Jacopo, e ha mimato un gesto piuttosto eloquente: "Ho due co***oni così".
A fine partita la sua gioia si è esternata anche parlando dal centro del campo: "Mi sento alla grande, grazie mille per il supporto in questo stadio. È per questo che ci alleniamo, per questo che giochiamo, voglio godermi tutto questo", ha detto Berrettini, "il tennis è l'amore della mia vita, se non fosse così non sarei qui. Dopo tutti i passi indietro, gli infortuni, sono tornato ancora e grazie al mio team sono tornato a colpire la palla dopo un periodo in cui non mi sentivo sicuro".
Ora Berrettini è un passo più vicino alla finale, che con l'eliminazione di Sinner sembra sempre più possibile: "Sento che ci sono ancora tanti giocatori con un tennis incredibile", ha spiegato, "Sinner ha vinto 20 tornei di fila, non è normale quello che ha fatto, questo è un passo indietro ma tornerà più forte. C'è Zverev, c'è Mensik e c'è anche Cobolli. Io penso a me stesso e voglio solo godermi questa vittoria".

Categoria: sport
18:50
Erminia, 103 anni: "Votai Repubblica e la sera festa in un ristorantino con altre donne"
(Adnkronos) - La signora Morandi ricorda la sua prima volta in quel 2 giugno 1946: "Al seggio a 23 anni, ero emozionata. Un augurio alla nostra Repubblica? Basta guerre".
Categoria: politica
18:22
Dipendenze, neurochirurgo Settembre: "Non sono una colpa ma una malattia"
(Adnkronos) - "La dipendenza non deve essere interpretata come una mancanza di volontà, bensì come una complessa trappola neurobiologica e psicologica". Lo ha detto Roberto Settembre, neurochirurgo, esperto di stimolazione cerebrale non invasiva (Nibs), alla presentazione del suo ultimo libro 'Dipendenze: comprendere, prevenire, curare', in cui demolisce sistematicamente il pregiudizio morale che ancora circonda la dipendenza, sostituendo il lessico della colpa con quello della medicina basata su evidenze scientifiche. Un cambiamento di rotta, che sposta il baricentro dal tribunale dell'opinione pubblica all'ambulatorio.
"Cinque italiani su 100 nella fascia 15-64 anni hanno provato cocaina almeno una volta. Lo 0,9% ne ha fatto uso nell'ultimo anno - riferisce una nota - Non è un'emergenza che esplode e poi rientra: è un dato strutturale, sanitario, dei report stilati di anno in anno. Il dibattito pubblico continua a parlare un'altra lingua: volontà, colpa, fallimento". Sono parole che la ricerca neuroscientifica ha archiviato da tempo, e che resistono nei talk show come nelle aule di tribunale. Questo scarto - tra ciò che la scienza documenta e ciò che la gente pensa - resta "il primo muro da abbattere". Non si tratta di "debolezza di carattere: è il cervello che viene ristrutturato dall'interno, pezzo dopo pezzo", sostiene l'esperto. Sono "tre circuiti cerebrali, non tre vizi capitali". La dipendenza, secondo le evidenze raccolte dal Cnr e dal Dipartimento per le politiche antidroga, coinvolge il sistema limbico e l'amigdala per il rinforzo positivo, la corteccia prefrontale per il controllo cognitivo e le ricadute, il nucleo accumbens per la ricerca compulsiva della sostanza.
Ma cosa rende una persona più esposta di un'altra? La ricerca del Cnr individua 5 fattori: età, genetica, genere, stress e comorbidità psichiatrica. Il peso dell'ereditarietà, in particolare, è brutale. "La predisposizione ereditaria pesa tra il 40% e il 60%", chiarisce Settembre. Tradotto: una fetta enorme della vulnerabilità non dipende da scelte consapevoli, ma da un corredo biologico che precede qualsiasi decisione. Anomalie nei recettori di dopamina, trasmesse per via genetica, che influenzano direttamente la capacità di gestire gli impulsi. Chi nasce con quel corredo parte svantaggiato. Poi c'è l'adolescenza. Fase critica per eccellenza. La corteccia frontale - l'area che governa il controllo degli impulsi, la pianificazione, la valutazione delle conseguenze - non raggiunge la piena maturazione prima dei 25 anni. Questo - riferisce la nota - rende il cervello dei più giovani strutturalmente più esposto agli effetti delle sostanze. Una finestra di vulnerabilità biologica che nessuna campagna informativa, da sola, può chiudere.
"Una prevenzione efficace non può limitarsi alla sola informazione scolastica", taglia corto Settembre. Servono programmi che costruiscano resilienza e capacità di gestione dello stress, a partire dalla comunicazione familiare e dall'educazione alla salute mentale già in età precoce. L'uso ripetuto di sostanze produce modificazioni permanenti delle funzioni cerebrali, con alterazioni della trasmissione della dopamina. "Le sostanze funzionano come scorciatoie artificiali del piacere e col tempo il sistema si desensibilizza - precisa lo specialista - Il risultato ha un nome clinico preciso: anedonia. L'incapacità di provare piacere dagli stimoli naturali. Un abbraccio, un successo lavorativo, una giornata di sole diventano neutri. Il cervello viene letteralmente dirottato da sostanze o comportamenti compulsivi". E il fenomeno non si ferma alle sostanze tradizionali. Cocaina, eroina, alcol e cannabis attivano gli stessi circuiti che vengono sollecitati dal gioco d'azzardo patologico, dalle dipendenze affettive, dall'uso compulsivo dei social media. Il gioco d'azzardo, per dire, stimola gli stessi recettori della cocaina. Le cosiddette nuove dipendenze - isolamento digitale, fragilità emotive, narcisismo patologico inteso come dipendenza dal riconoscimento esterno - condividono con quelle chimiche la medesima architettura neurobiologica. Il perimetro del problema, si legge nella nota, è molto più largo di quanto suggeriscano le statistiche sul consumo di singole sostanze.
Qualcosa si muove sul fronte delle cure. La medicina moderna classifica la dipendenza come malattia cronica e recidivante del cervello, e questo inquadramento apre la strada a trattamenti mirati. Accanto alle terapie consolidate, psicoterapia cognitivo-comportamentale e farmacologia, si fanno spazio tecniche di neuromodulazione: la stimolazione magnetica transcranica (Tms), che modula l'eccitabilità neuronale nei circuiti della ricompensa; il neurobiofeedback, che addestra il paziente a visualizzare e modulare la propria attività cerebrale. Strumenti che - spiega la nota - sfruttano proprio quella neuroplasticità che la dipendenza corrompe, rivoltandola a favore di chi è malato.
"La neuroplasticità e gli approcci multidisciplinari rendono il recupero della libertà un traguardo concretamente accessibile", afferma Settembre. La plasticità cerebrale - la capacità del cervello di riorganizzare le proprie connessioni - è documentata dalla letteratura scientifica e rappresenta il fondamento biologico delle nuove strategie di intervento. Il cervello alterato dalla dipendenza può, con gli strumenti adeguati, essere guidato verso una riconfigurazione funzionale. Il nodo vero, alla fine, per l'esperto, resta quello culturale. Finché la percezione dominante continuerà a trattare la dipendenza come una colpa e non come una patologia, l'accesso alle cure sarà frenato dallo stigma. "Dietro ogni dipendenza c'è sempre una persona da ascoltare, non da giudicare", conclude Settembre.

Categoria: cronaca
17:39
Oikonomou muore in incidente stradale, ex difensore Bologna e Cagliari aveva 33 anni
(Adnkronos) - Lutto nel mondo del calcio. Oggi, lunedì 1 giugno, è morto a soli 33 anni l'ex difensore di Cagliari, Bologna, Spal, Bari e Sampdoria, Marios Oikonomou, per le conseguenze di un incidente stradale avvenuto a Giannina, sua città natale, lo scorso 24 maggio. A dare il triste annuncio la Federcalcio greca. "Il Presidente della Federazione Calcistica Ellenica, Makis Gagatsis, il Segretario Esecutivo Domna Tsioni e i membri del Comitato Esecutivo della Federazione esprimono il loro profondo dolore e le sincere condoglianze alla famiglia e ai cari di Marios Oikonomou, scomparso prematuramente all'età di soli 33 anni".
"Oikonomou si è distinto nel corso della sua carriera calcistica non solo per la sua presenza in campo, ma anche per la sua etica, la sua professionalità e il suo sorriso, elementi che gli hanno fatto guadagnare l'apprezzamento e il rispetto di compagni di squadra, allenatori e tifosi. Marios Oikonomu ha collezionato sei presenze con la Nazionale, mentre a livello di club ha militato in importanti squadre in Grecia, Italia e Danimarca, lasciando il segno nel calcio greco ed europeo. Nello specifico, in Grecia ha giocato per Pas Giannina, Aek Atene e Panaitolikos, mentre in Serie A ha vestito le maglie di Cagliari, Bologna, Spal, Bari e Sampdoria. Dal 2020 al 2022 ha giocato in Danimarca con il Copenhagen. Buon viaggio, Marios…"
Oikonomou si trovava in terapia intensiva da una settimana. Secondo quanto ricostruito dai media greci, si è trattato di un violento scontro tra la sua moto e un'auto guidata da un uomo di 63 anni. I soccorsi sono stati tempestivi con gli operatori che hanno trasportato subito l'ex calciatore nell'ospedale Hatzikostas per un intervento chirurgico d'urgenza a causa delle gravi lesioni cranio-encefaliche. Dopo una settimana in terapia intensiva, è arrivata la conferma della sua scomparsa a 33 anni.

Categoria: sport
17:29
Cosenza, strage di migranti sulla Ss 106: 4 corpi carbonizzati in auto. Si segue la pista dell'omicidio
(Adnkronos) - Quattro migranti, di origine pakistana, sono stati trovati carbonizzati all'interno di un minivan nei pressi di una stazione di carburante lungo la Ss 106 jonica, ad Amendolara, in provincia di Cosenza. Gli investigatori della Squadra Mobile di Cosenza seguono la pista dell'omicidio.
Le indagini sono coordinate dalla Procura di Castrovillari, diretta dal procuratore Alessandro D'Alessio. Le vittime erano tutte braccianti agricoli, impiegati nei campi della Sibaritide e diretti verso la Piana del Metapontino, nel Materano.

Categoria: cronaca
17:01
Caldo e rischi per l'attività fisica, l'esperta: "Non esiste fisico immune, occhio ai sintomi neurologici"
(Adnkronos) - Durante le ondate di calore "l'attività fisica richiede un'attenzione particolare, soprattutto per chi pratica sport all'aperto o svolge allenamenti intensi. Quando ci muoviamo, una parte significativa dell'energia prodotta dai muscoli viene trasformata in calore. In condizioni normali il nostro organismo riesce a smaltirlo attraverso la sudorazione e l'aumento del flusso di sangue verso la pelle. Quando però la temperatura ambientale è elevata, e ancora di più quando si associa un'elevata umidità, questi meccanismi diventano meno efficaci e la temperatura corporea può aumentare rapidamente. Il problema non riguarda soltanto il rischio di surriscaldamento. Durante l'esercizio fisico il sistema cardiovascolare deve contemporaneamente garantire sangue ai muscoli impegnati nello sforzo e alla pelle per disperdere il calore. A questo si aggiunge la perdita di liquidi e sali minerali attraverso il sudore. E' questa combinazione di fattori che può determinare un importante calo della performance e, nei casi più severi, vere e proprie emergenze mediche. I primi segnali da riconoscere sono crampi muscolari, sudorazione molto abbondante, sete intensa e una sensazione di affaticamento superiore a quella normalmente attesa per quel tipo di sforzo. Se compaiono vertigini, debolezza marcata, nausea, mal di testa, tachicardia o sensazione di svenimento, è necessario interrompere immediatamente l'attività fisica, spostarsi in un ambiente fresco e iniziare a raffreddare il corpo e a reintegrare i liquidi". A fare il punto è per l'Adnkronos Salute è Cristina Tomasi, human metabolist e medico specialista in Medicina interna.
"Particolare attenzione va posta ai sintomi neurologici: confusione mentale, alterazioni del comportamento, difficoltà nel parlare, perdita di coordinazione o perdita di coscienza possono indicare un colpo di calore, una condizione potenzialmente letale che richiede l'immediato intervento dei soccorsi. In questi casi ogni minuto è prezioso", avverte.
Le strategie di prevenzione sono relativamente semplici, ma fondamentali. "È consigliabile allenarsi nelle prime ore del mattino o dopo il tramonto, evitando le fasce orarie più calde della giornata. Nelle giornate particolarmente afose è opportuno ridurre intensità e durata dell'allenamento, accettando che la performance fisiologicamente diminuisca - suggerisce Tomasi - L'idratazione deve iniziare prima dell'attività fisica e proseguire durante e dopo lo sforzo, con particolare attenzione al reintegro del sodio quando la sudorazione è abbondante. Anche l'acclimatazione svolge un ruolo molto importante: il corpo è in grado di adattarsi progressivamente al caldo nell'arco di una o due settimane, migliorando la capacità di sudare e di controllare la temperatura corporea. Per quanto riguarda la composizione corporea, è vero che l'obesità rappresenta un fattore di rischio ben documentato per l'intolleranza al caldo. Il tessuto adiposo agisce infatti come un isolante e rende più difficile la dispersione del calore. Questo non significa però che essere molto magri protegga automaticamente dai problemi legati alle alte temperature. La risposta è più complessa. Le persone molto magre - spiega l'esperta - tendono ad avere un rapporto superficie corporea/massa più favorevole alla dispersione del calore e questo può rappresentare un vantaggio in molte situazioni. Tuttavia una massa corporea ridotta comporta anche minori riserve idriche e una minore inerzia termica: in pratica la temperatura interna può aumentare più rapidamente durante uno sforzo intenso o in condizioni ambientali estreme. Per questo motivo la magrezza non deve essere considerata una garanzia di sicurezza".
Il messaggio più importante "è che non esiste un fisico immune al caldo. La tolleranza alle alte temperature dipende molto più dal livello di allenamento aerobico, dallo stato di idratazione, dall'acclimatazione e dalla capacità di ascoltare i segnali del proprio organismo. Con le giuste precauzioni è possibile continuare a svolgere attività fisica anche durante l'estate, ma il rispetto dei limiti imposti dal caldo è fondamentale per proteggere sia la salute sia la performance", conclude Tomasi.

Categoria: cronaca
16:56
Bresh, arriva la deluxe edition: 'Mediterraneo - Dopo il mare': il repack in arrivo il 5 giugno
(Adnkronos) - A un anno di distanza dall’uscita di 'Mediterraneo', album di Bresh certificato disco di platino, venerdì 5 giugno arriva in digitale 'Mediterraneo – Dopo il mare', la deluxe edition, che oltre alle 16 tracce del progetto originale, tra gli altri inediti contiene anche il nuovo singolo attualmente in radio 'Da Dio', e i brani 'Introvabile' e 'Serenamente' con Juli.
Dal momento della sua uscita, 'Mediterraneo' è sempre rimasto nella classifica degli album più venduti della settimana. Il nuovo singolo 'Da Dio', prodotto da Shune, arriva dopo il precedente 'Introvabile' (prodotto da Shune, Rocco Biazzi, Juli) e racconta di quanto a volte la vita sia capace di sorprendere quando consapevolmente si sceglie di non avere più il controllo su tutto. E così, l’unica cosa da fare diventa arrendersi e lasciarsi trasportare dal caos e dagli imprevisti che capitano lungo il cammino.
Dopo il successo delle 3 date in Europa, a Parigi, Londra e Barcellona, Bresh sarà impegnato a luglio in 4 appuntamenti sold out di 'Mare Nostrum' al Porto Antico di Genova, quattro imperdibili live che lo vedranno tornare a esibirsi dal vivo nella propria città. E dopo gli appuntamenti a Genova, Bresh sarà in concerto anche con un’unica data a Roma, all’Auditorium Parco della Musica, il 10 luglio.

Categoria: spettacoli
16:50
Serena Williams torna a giocare in doppio: l'annuncio ufficiale
(Adnkronos) - Serena Wiliams torna a giocare. Oggi, lunedì 1 giugno, la tennista statunitense, che aveva annunciato il ritiro nel settembre del 2022, ha comunicato il suo ritorno sui campi da tennis. Williams, 44 anni e 23 titoli Slam in bacheca, giocherà infatti in doppio nel torneo del Queen's, preparatorio a Wimbledon e in programma dal 6 al 21 giugno.
L'annuncio, nell'aria da diverso tempo, è arrivato in grande stile, con Williams che ha pubblicato un video, sponsorizzato dalla Nike, sui propri profili social: "Le buone notizie si diffondono velocemente", ha scritto l'americana. "Devo cambiare il mio numero", ha detto nel video, mentre, impegnata su un campo da tennis, si avvicina alla panchina per rispondere ai tanti messaggi e chiamate ricevute.
"Tutti hanno sentito la notizia", si legge in sovrimpressione. Williams non gioca un match ufficiale da quasi 4 anni quando perse agli Us Open contro l'australiana Ajla Tomljanovic e ora è pronta a tornare in campo nel doppio, probabilmente in coppia con la giovane canadese Victoria Mboko.
"Il Queen's Club mi sembra il luogo perfetto per iniziare questo nuovo capitolo", ha dichiaratoai canali ufficiali del torneo Williams, "l'erba mi ha regalato alcuni dei momenti più significativi della mia carriera e sono entusiasta di tornare a gareggiare su uno dei palcoscenici più iconici di questo sport."

Categoria: sport
16:43
Caso Garlasco, pm Milano indaga De Rensis per diffamazione su querela Cappa
(Adnkronos) - L'avvocato Antonio De Rensis, uno dei difensori di Alberto Stasi, l'inviato del programma 'Le Iene' Alessandro De Giuseppe e l'ex maresciallo dei carabinieri di Garlasco Francesco Marchetto sono stati indagati dalla Procura di Milano per diffamazione. Nella querela presentata - tramite i suoi legali - da Stefania Cappa, cugina di Chiara Poggi, si contestava l'istigazione a delinquere finalizzata alla diffamazione e alla calunnia.
Nella corposa denuncia inviata al pubblico ministero Antonio Pansa sono state allegate anche le trascrizioni di una registrazione tra l’inviato televisivo e una giornalista. Si tratta di una nuova denuncia che si aggiunge alle altre, contro hater e blogger, per provare a frenare le accuse e le illazioni che per mesi hanno visto vittima la famiglia Cappa, mai indagata per il delitto del 13 agosto 2007.

Categoria: cronaca
16:42
Cancro vescica, con terapia allungata quasi 90% pazienti è vivo a 5 anni
(Adnkronos) - Quasi il 90% (87,6%) dei pazienti con tumore della vescica non muscolo-invasivo ad alto rischio di recidiva è vivo a 5 anni. Un risultato ottenuto grazie all'aggiunta di 1 anno di trattamento con durvalumab di AstraZeneca alla terapia di induzione e mantenimento con Bacillus calmette-guérin (Bcg). Non solo. Il nuovo regime non ha mostrato un impatto clinicamente rilevante sulla qualità di vita, valutata attraverso questionari compilati dai pazienti. E' quanto emerge dallo studio di fase 3 Potomac, presentato al Congresso dell'American Society of Clinical Oncology (Asco), a Chicago. "Da oltre 10 anni non vi erano evidenti progressi per questi pazienti, che vengono trattati con intento curativo - afferma Patrizia Giannatempo, dirigente medico della Struttura dipartimentale di Oncologia medica genitourinaria, Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano - L'attuale standard di cura è costituito dalla Turbt, la resezione transuretrale del tumore, seguita dall'instillazione di Bcg direttamente nella vescica. Un'elevata percentuale di pazienti, però, presenta recidiva e progressione di malattia, che possono richiedere ripetute procedure invasive fino alla cistectomia, l'intervento chirurgico di rimozione della vescica. Da qui la necessità di nuove opzioni di cura".
"Nella malattia non muscolo infiltrante ad alto rischio, l'obiettivo è evitare la cistectomia e le procedure invasive, che possono avere un impatto negativo sulla qualità di vita - continua Giannatempo - L'aggiunta di durvalumab, per 12 mesi, alla terapia di induzione e mantenimento con Bcg consente di raggiungere tassi elevati di sopravvivenza a 5 anni. Nello studio Potomac, la qualità di vita è stata misurata sulla base di tre questionari, Pro, Qlq-C30 e Qlq-Nmibc24. Qlq-C30 ha incluso la valutazione della funzionalità fisica, cioè è specificamente dedicato ai sintomi e agli aspetti psicologici correlati al tumore della vescica non muscolo-invasivo. Come atteso con un trattamento immunoterapico prolungato, è stato osservato un moderato peggioramento della fatigue riportata dai pazienti. Tuttavia, l'impatto complessivo sui patient-reported outcomes è risultato limitato e globalmente comparabile al solo trattamento con Bcg. Questi pazienti presentano molto spesso un bisogno improvviso e impellente di urinare, che può influire significativamente sulla quotidianità e sulla percezione della propria autonomia".
"Qlq-Nmibc24 - prosegue Giannatempo - è un questionario specificamente dedicato ai pazienti con tumore della vescica non muscolo-invasivo e valuta, oltre ai sintomi urinari e agli effetti dei trattamenti intravescicali, aspetti legati alla percezione della malattia e alle preoccupazioni per il futuro. Come atteso con un trattamento immunoterapico prolungato, è stato osservato un moderato peggioramento della fatigue riportata dai pazienti. Tuttavia, l'impatto complessivo sui patient-reported outcomes è risultato limitato e globalmente comparabile al solo trattamento con Bcg. Si tratta di un elemento particolarmente rilevante in una patologia caratterizzata da trattamenti protratti nel tempo e dalla necessità di preservare, oltre al controllo della malattia, anche la funzionalità vescicale e la qualità di vita".
Queste evidenze illustrate all'Asco - ricorda una nota - si aggiungono ai dati dello studio Potomac già presentati nel 2025 al congresso della European Society for Medical Oncology (Esmo) e pubblicati su 'The Lancet', in cui il regime con durvalumab aveva dimostrato una riduzione del 32% del rischio di recidiva (o di morte in assenza di recidiva) rispetto al solo trattamento con Bcg. Inoltre, un'analisi esplorativa dello studio Potomac, presentata recentemente al congresso dell'American Urological Association (Aua), ha evidenziato che, nel primo anno di trattamento, il numero di eventi ad alto rischio e di recidive non sensibili a Bcg nel braccio trattato con durvalumab più Bcg era quasi la metà rispetto alla sola Bcg. Durvalumab più Bcg ha quindi migliorato il tempo all’intervento chirurgico di asportazione della vescica (cistectomia) e la sopravvivenza libera da cistectomia, con un numero inferiore di pazienti sottoposti a chirurgia.
"Nel 2025, in Italia, sono stimati circa 29.100 nuovi casi di tumore della vescica - spiega Rossana Berardi, presidente eletto Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) e ordinario di Oncologia all'università Politecnica delle Marche e direttore della Clinica oncologica dell'azienda ospedaliero universitaria delle Marche - Circa il 70% delle diagnosi riguarda forme non infiltranti, individuate quindi in una fase iniziale della malattia, nella quale le nuove terapie possono aumentare significativamente le possibilità di guarigione e migliorare la qualità di vita dei pazienti. Per garantire il miglior percorso di cura è fondamentale un approccio multidisciplinare, che coinvolga diverse figure specialistiche, tra cui oncologo, urologo, radiologo e anatomo-patologo".
"Grande attenzione - rimarca Berardi - deve essere rivolta anche alla prevenzione. Circa la metà dei casi è legata al fumo di sigaretta, che aumenta di quasi 5 volte il rischio di sviluppare la malattia rispetto ai non fumatori. Un dato particolarmente rilevante riguarda la popolazione femminile, in cui il tabagismo è in crescita e, di conseguenza, aumentano anche le diagnosi di tumore della vescica. Sebbene questa neoplasia sia ancora più frequente negli uomini, nelle donne esiste un rischio maggiore di diagnosi tardiva. L'ematuria, che rappresenta il principale campanello d’allarme della malattia, viene infatti spesso inizialmente attribuita ad altre condizioni urologiche o ginecologiche, ritardando l'avvio degli accertamenti diagnostici. E' quindi fondamentale promuovere una maggiore consapevolezza anche in ottica di medicina di genere, per favorire diagnosi più tempestive e migliori possibilità di cura. Infine, circa il 10% dei casi è associato all'esposizione professionale a sostanze chimiche presenti, ad esempio, in coloranti, diserbanti e idrocarburi. Le categorie professionali maggiormente esposte devono pertanto essere sottoposte a programmi di monitoraggio e sorveglianza dedicati", conclude il presidente eletto Aiom.

Categoria: cronaca
16:36
Tumore testa-collo resistenti a cure, Di Maio (Aiom): "Studio promettente ma dati da confermare"
(Adnkronos) - Una nuova terapia sperimentale contro il tumore della testa e del collo - la sesta patologia oncologica più diffusa - ha mostrato risultati incoraggianti in pazienti per i quali le opzioni di cura erano ormai molto limitate. E' quanto emerso da uno studio internazionale condotto in 11 Paesi, secondo il quale il farmaco amivantamab, un anticorpo monoclonale bispecifico, ha ridotto o eliminato completamente i tumori in una quota significativa di malati già trattati senza successo con chemioterapia e immunoterapia. I dati, presentati al congresso annuale dell'American Society of Clinical Oncology (Asco) di Chicago, riguardano 102 pazienti con tumore della testa e del collo avanzato o recidivato. Secondo i risultati dello studio, il trattamento ha portato a una riduzione o alla scomparsa del tumore in 43 pazienti: in 28 casi si è osservata una significativa diminuzione della massa tumorale, mentre in 15 pazienti il tumore è risultato completamente scomparso. Massimo Di Maio, presidente nazionale dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), pur sottolineando il valore dei risultati invita alla prudenza. "Si tratta di dati molto interessanti, ottenuti in un contesto clinico particolarmente difficile da trattare - spiega Di Maio all'Adnkronos Salute - Parliamo di pazienti con una malattia complessa che può avere un forte impatto sulla qualità di vita e per i quali, dopo il fallimento delle terapie standard come chemioterapia e immunoterapia, le alternative efficaci sono poche".
Secondo Di Maio, lo studio "conferma i progressi della ricerca oncologica nello sviluppo di farmaci sempre più efficaci contro bersagli molecolari già noti". I risultati "preliminari erano già promettenti, ma questi dati sono più maturi e rafforzano l'interesse verso questa strategia terapeutica", osserva il presidente degli oncologi medici italiani. Gli esperti guardano ora alla fase successiva della sperimentazione. E' infatti già in corso uno studio che valuta l'impiego di amivantamab come trattamento di prima linea, in combinazione con chemioterapia e immunoterapia, anziché dopo il fallimento delle cure standard. "Come accade spesso quando emergono risultati positivi, si cerca di anticipare l'utilizzo del farmaco nelle fasi iniziali della malattia. Sarà molto interessante vedere gli esiti di questi nuovi studi nei prossimi anni. Si tratta ancora di dati preliminari, saranno necessari ulteriori studi per confermare efficacia e sicurezza del trattamento su un numero più ampio di pazienti", conclude Di Maio.

Categoria: cronaca
16:23
Tumori, un'iniezione può ridurre e in alcuni casi eliminare il cancro: lo studio
(Adnkronos) - Un trattamento mirato contro il cancro, somministrato con un'iniezione sottocutanea, è risultato in grado di ridurre le dimensioni del tumore in oltre un terzo dei pazienti affetti da una neoplasia della testa e del collo recidivante o metastatica, la cui malattia aveva smesso di rispondere alle terapie standard. In alcuni casi, i medici hanno osservato una risposta completa: i tumori erano interamente scomparsi.
I nuovi risultati dello studio clinico di fase 1b/2 OrigAMI-4 sono stati presentati al congresso annuale dell'American Society of Clinical Oncology (Asco) a Chicago. Al centro del trial il farmaco amivantamab, un anticorpo monoclonale bispecifico che agisce sul cancro in tre modi: blocca sia Egfr, una proteina che favorisce la crescita dei tumori, che Met, una via di segnalazione separata che le cellule tumorali spesso utilizzano per eludere il trattamento, e svolge inoltre una terza azione benefica, contribuendo ad attivare il sistema immunitario per attaccare il tumore. La prima coorte di OrigAMI-4 ha coinvolto 102 persone affette da carcinoma a cellule squamose della testa e del collo (Hnscc) recidivante o metastatico, il cui tumore aveva continuato a crescere nonostante l'immunoterapia e la chemioterapia a base di platino. Tutti i pazienti in questa parte della sperimentazione, condotta in 55 ospedali di 11 Paesi, hanno ricevuto amivantamab in monoterapia.
I dati, si legge in una nota dell'Institute of Cancer Research di Londra, hanno confermato una riduzione del tumore nel 42% dei pazienti trattati, insieme a risultati incoraggianti in termini di sopravvivenza in un gruppo di pazienti che fino ad ora disponevano di opzioni terapeutiche molto limitate. Nel dettaglio, i medici hanno osservato una riduzione delle dimensioni della neoplasia in 43 persone, tra cui 15 pazienti i cui tumori sono scomparsi completamente e 28 pazienti i cui tumori si sono ridotti in modo significativo (risposta parziale).
I pazienti trattati con amivantamab hanno avuto una sopravvivenza media di 12,5 mesi complessivamente dall'inizio della terapia, nonostante fossero affetti da una forma di cancro con prognosi molto sfavorevole, quando i trattamenti standard smettono di essere efficaci. Amivantamab, sviluppato da Johnson & Johnson, è già approvato per diversi sottotipi di cancro al polmone in molteplici linee di terapia. Viene somministrato tramite una piccola iniezione sottocutanea anziché per via endovenosa, rendendolo più rapido e comodo per i pazienti e più facile da somministrare in ambulatorio. La maggior parte degli effetti collaterali del trattamento, somministrato una volta ogni 3 settimane, è stata di entità lieve o moderata - si legge nella nota - e meno di 1 paziente su 10 ha interrotto la terapia a causa di effetti collaterali.
Se i benefici osservati in questo studio saranno confermati in studi clinici più ampi, come lo studio di fase III OrigAMI-5 attualmente in corso, la speranza degli esperti è che il trattamento possa aiutare migliaia di pazienti ogni anno nel Regno Unito e in Europa, e decine di migliaia in tutto il mondo. Quelle osservate sono "risposte forti, senza precedenti, in pazienti la cui malattia è diventata resistente sia alla chemioterapia che all'immunoterapia - ha evidenziato Kevin Harrington, dell'Institute of Cancer Research (Icr) e del Royal Marsden Nhs Foundation Trust, che ha guidato uno dei team coinvolti nel trial - Questo trattamento ha il potenziale per giovare a molte migliaia di pazienti ogni anno".
Pazienti come Carl Walsh, 56 anni di Birmingham, che ha ricevuto una diagnosi di cancro alla lingua nel maggio 2024 ed è stato arruolato in OrigAMI-4 al Royal Marsden nel luglio 2025. "Inizialmente - racconta - sono stato trattato con chemio e immunoterapia, che purtroppo non hanno avuto successo. A quel punto, mi è stata consigliata la partecipazione allo studio clinico. Ora sono al 17esimo ciclo di trattamento e sono molto soddisfatto dei progressi ottenuti finora. Mi sento in grado di vivere una vita normale. Prima di iniziare la sperimentazione, facevo fatica a parlare correttamente e a mangiare a causa del gonfiore e del dolore. Da quando ho iniziato il trattamento, il gonfiore si è ridotto significativamente e il dolore è migliorato notevolmente. Inoltre, non avverto più gli stessi effetti collaterali invalidanti che avevo durante la chemioterapia".
Nel momento peggiore della malattia, ha aggiunto il paziente, secondo quanto riporta il 'Guardian', "mangiavo zuppa, budino di riso, scatolette di ravioli e spaghetti e tantissime frittate, il tutto integrato da 3 bevande a base di latte nutriente al giorno, come prescritto dal medico. Ho perso parecchio peso. Dopo soli 2 cicli di trattamento, la mia alimentazione ha iniziato a tornare alla normalità e dopo 6 mesi ho ripreso una dieta completa. La cosa che ho apprezzato di più è stata la prima bella bistecca. La mia capacità di parlare è tornata completamente normale e ora al lavoro parlo regolarmente con le cuffie senza problemi".
Lo studio si è concentrato su persone affette da tumore della testa e del collo, escludendo quelle con carcinoma a cellule squamose orofaringeo positivo al papillomavirus umano (Hpv). I tumori della testa e del collo non causati dall'Hpv sono generalmente più difficili da trattare e tendono a rispondere meno bene alle terapie standard, il che rende i progressi in questo gruppo particolarmente importanti.
"Questo studio - conclude Kristian Helin, Chief Executive dell'Icr - dimostra come lo sviluppo di nuove terapie attraverso una rigorosa ricerca sul cancro possa portare a progressi significativi, anche per i pazienti con opzioni terapeutiche molto limitate. Raggiungere questo livello di risposta tumorale e ottenere risultati di sopravvivenza incoraggianti in un gruppo di pazienti così difficile da trattare rappresenta un passo avanti significativo".

Categoria: cronaca
16:14
Gianmarco Tamberi, la diagnosi e il crollo mentale: "Vi racconto perché sono sparito"
(Adnkronos) - "Fatemi raccontare perché sono scomparso negli ultimi mesi". Comincia così il lungo sfogo di Gianmarco Tamberi che ha condiviso sui social con i tifosi oggi, lunedì 1 giugno, nel giorno del suo 34esimo compleanno.
Un compleanno di rinascita, che arriva dopo mesi di silenzio e difficoltà emotiva: "A fine gennaio mi è stata diagnosticata una fascite plantare al piede destro. Da quel giorno tutto è precipitato lentamente", ha esordito l'atleta nel suo racconto.
Nonostante le cure, il piede non migliorava e l'unica soluzione era quella di affidarsi a delle terapie "più invasive", ma non hanno dato il risultato sperato. "Ogni volta che provavo qualcosa di nuovo per risolvere il problema e riponevo speranza in quella cura, me ne ritornavo a casa con uno schiaffone ancora più grande".
Una situazione complicata da gestire "metalmente". E come se non fosse abbastanza, è tornato "l'incubo" che gli aveva già fatto visita durante i giochi olimpici di Parigi del 2024: le coliche renali. "Di corsa in ospedale, Toradol in endovena. Un nuovo calcolo, a destra questa volta (a Parigi era a sinistra)". Una situazione che richiedeva una nuova operazione ma, fortunatamente due giorni prima della data dell'intervento "sono riuscito a espellere il calcolo".
Fisicamente, quindi, la situazione stava migliorando ma "mentalmente questo problema, sommato alla fascite, mi ha buttato a terra. Ho iniziato ad aver paura che anche questa stagione sarebbe stata un fallimento. Ho iniziato a pensare a tutta la gente che avrei deluso, agli sponsor che avevano creduto in me...". Una situazione di forte stress che lo ha spinto a pensare di "cedere alle difficoltà" perché "non riuscivo a reagire".
"Ho iniziato a mangiare, mangiare e mangiare per non pensare. In un mese ho preso 4 kg", ha confessato. E' caduto così in un brutto tunnel e per uscirne sono servite ore intense di terapia. Poi, è arrivata la svolta mentale: "Ho deciso di mettere un punto a questa storia e di ricominciare a crederci, proprio come quando tutto funziona, perché sapevo che era l'unico modo per avere una possibilità".
Lentamente, ma i progressi sono arrivati: "Ho ricominciato a corricchiare, poi a fare degli esercizi e infine i primi saltini. Ora sono lontanissimo da dove avrei immaginato di essere oggi ma sono orgoglioso di essere riuscito a reagire in un momento molto complicato". Per l'atleta l'obiettivo ora è solo uno: "Quello spiraglio di luce ora c'è e, per quanto sarà difficilissimo, farò di tutto per raggiungerlo. Agli europei di agosto mancano ancora 2 mesi e mezzo".
In conclusione, Tamberi ringraza la persona che più gli è stata al fianco, la moglie Chiara Bontempi: "È stata in grado di starmi al fianco nel migliore dei modi in un momento molto complicato. Si è presa cura di me quando stavo male e mi ha aiutato a reagire. L'idea di poterla rendere orgogliosa ancora una volta di me è una delle motivazioni più grandi che ho".

Categoria: spettacoli
15:52
Napoli, picchia la nonna e lo annuncia sui social: arrestato
(Adnkronos) - Annuncia sui social l'intenzione di picchiare la nonna e poi la aggredisce. I carabinieri della locale stazione di Pozzuoli, in provincia di Napoli, e i militari del nucleo operativo e radiomobile della compagnia flegrea hanno arrestato un 28enne del posto per aver aggredito la nonna con cui conviveva. Una prima denuncia da parte della vittima 73enne era scattata lo scorso 24 maggio, quando l'anziana aveva segnalato i comportamenti del nipote violento e spesso ubriaco.
Nonostante fosse scattato il codice rosso, i carabinieri della stazione di Pozzuoli sono stati allertati nella notte dalla madre del 28enne, che citofonando in lacrime alla caserma ha denunciato l'ennesima aggressione del figlio contro l'anziana. Nella casa, la vittima era ancora ferma a terra: i militari hanno arrestato il 28enne, che prima dell'aggressione aveva preannunciato le sue intenzioni violente sui social. Sul posto anche i sanitari del 118 che hanno prestato soccorso all'anziana.

Categoria: cronaca
15:43
Cancro fegato, nuova combinazione di farmaci migliora la sopravvivenza
(Adnkronos) - Una nuova comnbinazione terapeutica basata sulla doppia immunoterapia durvalumab più tremelimumab, insieme alla terapia a bersaglio molecolare lenvatinib e alla procedura di chemioembolizzazione transarteriosa (Tace), ha ridotto il rischio di progressione di malattia del 30% nei pazienti con tumore del fegato non operabile. E' quanto emerge dallo studio di fase 3 Emerald3 presentato al Congresso 2026 dell'American Society of Clinical Oncology (Asco) a Chicago. I risultati del trial hanno dimostrato che durvalumab e tremelimumab, in combinazione con lenvatinib e Tace, hanno portato a un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza libera da progressione (Pfs) rispetto alla sola Tace nei pazienti con carcinoma epatocellulare (Hcc) non resecabile eleggibile per l'embolizzazione. I pazienti dei bracci sperimentali sono stati trattati con il regime Stride (Single tremelimumab regular interval durvalumab), con o senza lenvatinib, prima di Tace e successivamente in concomitanza con Tace. Questi risultati sono presentati oggi in una sessione orale al congresso.
In un'analisi ad interim pianificata, il regime Stride in combinazione con lenvatinib e Tace ha dimostrato una riduzione del 30% del rischio di progressione di malattia o di morte in assenza di progressione rispetto alla sola Tace, riporta una nota. La sopravvivenza mediana libera da progressione è stata di 13,0 mesi per questo regime terapeutico rispetto a 9,8 mesi con Tace. Il miglioramento di Pfs è risultato costante in tutti i principali sottogruppi di pazienti predefiniti. Per l'endpoint secondario di sopravvivenza globale (Os), è stata osservata una sopravvivenza numericamente migliore con il regime Stride con lenvatinib e Tace rispetto alla sola Tace, anche se con il follow-up attuale la differenza non risulta statisticamente significativa (Hr 0,84; Ic 95%). Anche se non sono stati formalmente valutati in questa analisi, gli endpoint secondari di Pfs e Os per il braccio di trattamento che ha confrontato il regime Stride (senza lenvatinib) più Tace rispetto alla sola Tace hanno mostrato un miglioramento clinicamente significativo di Pfs (Hr 0,71; Ic 95%) e di Os (Hr 0,70; Ic 95%). La Pfs mediana è stata di 12,9 mesi per Stride più Tace rispetto a 8,1 mesi per la sola Tace. In un'analisi esplorativa predefinita che ha messo a confronto i due bracci dello studio è stato osservato un miglioramento della sopravvivenza libera da progressione a favore del braccio trattato con lenvatinib nei pazienti con eziologia non virale (Hr 0,70; Ic al 95%). Lo studio proseguirà per valutare la sopravvivenza globale (Os) e altri endpoint secondari chiave in entrambi i bracci dello studio.
"Circa il 30% dei pazienti con carcinoma epatocellulare, il più comune tumore del fegato, è eleggibile per l'embolizzazione, una procedura di radiologia interventistica che blocca l'afflusso di sangue al tumore e permette di somministrare la chemioterapia o la radioterapia direttamente al fegato - spiega Lorenza Rimassa, professore associato di Oncologia medica all'Humanitas University e responsabile dell'Uo di Oncologia epatobiliopancreatica all'Irccs Istituto clinico Humanitas di Rozzano, Milano - Nonostante sia lo standard di cura in questo setting, la maggior parte dei pazienti sottoposti a embolizzazione presenta progressione di malattia entro 1 anno. I pazienti affetti da tumore al fegato idonei all'embolizzazione hanno urgente bisogno di nuove opzioni terapeutiche per ritardare la progressione di malattia e migliorare la prognosi. Nello studio Emerald-3 è stato utilizzato il regime Stride, basato su un innovativo approccio di 'priming immunitario' con una singola dose di tremelimumab seguita da durvalumab in monoterapia. Quest'unica somministrazione di tremelimumab è in grado di fornire una 'spinta' alla risposta immunitaria, offrendo maggiore efficacia. Con questo regime di doppia immunoterapia, nello studio Emerald-3 quasi 1 paziente su 3 è vivo e senza progressione di malattia a 2 anni dal trattamento. Si tratta di un progresso significativo associato a una tendenza al miglioramento della sopravvivenza, con o senza l’aggiunta di lenvatinib. Il razionale di Emerald-3 si basa sullo studio Himalaya, che ha coinvolto pazienti con malattia in stadio avanzato, in cui il regime Stride ha dimostrato un beneficio duraturo in termini di sopravvivenza globale e per i quali rappresenta oggi uno standard terapeutico".
Ogni anno in Italia sono stimate oltre 12.500 nuove diagnosi di tumore del fegato. "La maggioranza dei casi è riconducibile a fattori di rischio noti, quali l'infezione da virus dell'epatite B e C - ricorda Massimo Di Maio, presidente Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) - Negli ultimi anni si è osservato un progressivo incremento dei casi 'non virali', cioè ad eziologia metabolica, in genere legata a sovrappeso e diabete, o ad eziologia mista, metabolica ed etilica. Questo cambiamento epidemiologico è dovuto all'effetto della vaccinazione anti-Hbv, in Italia obbligatoria da più di 30 anni, alle terapie antivirali per l'Hcv e a stili di vita scorretti, cioè all'alimentazione eccessiva e ricca di grassi e alla sedentarietà, che caratterizzano i Paesi occidentali. La sorveglianza con ecografia epatica semestrale delle persone a rischio, cioè con epatopatia cronica, consente la diagnosi di tumore del fegato in stadio precoce, con interventi potenzialmente curativi, e di migliorare la sopravvivenza. Purtroppo, in più della metà dei casi la malattia è scoperta in stadio avanzato. L'immunoterapia ha già dimostrato di essere efficace nello stadio metastatico, dove è diventata standard di cura. I risultati dello studio Emerald-3 sono un esempio della possibilità di sperimentare l'impiego di trattamenti già dimostrati efficaci nella malattia avanzata anche in stadi più precoci, come accaduto in molti tipi di tumori", sottolinea Di Maio.
"Il trapianto di fegato può essere parte della cura per pazienti con malattia confinata al fegato, in qualsiasi momento si osservi una sufficiente risposta alle cure per un determinato periodo di tempo - afferma Vincenzo Mazzaferro, professore di Chirurgia all'università degli Studi di Milano e direttore della Chirurgia oncologica (epato-gastro-pancreatica) e Trapianto di fegato alla Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano - Il numero di trapianti in Italia è di circa 1.700, con un aumento progressivo e significativo della quota di pazienti oncologici. Per i pazienti con malattia in stadio intermedio, lo standard di cura fino a oggi è stato rappresentato dalla Tace, cioè una procedura di radiologia interventistica. Lo studio Emerald-3 evidenzia il ruolo importante del regime immunoterapico Stride in combinazione con la Tace, quando la funzionalità epatica non è compromessa. Sulla base dello studio Emerald-3 è verosimile che sarà significativo il numero di pazienti in cui il livello di risposta tumorale sarà compatibile con terapie curative come la resezione del tumore o il trapianto. Va ricordato che la miglior gestione dell'epatocarcinoma, che frequentemente complica un quadro di cirrosi, richiede il contributo di diversi specialisti, che compongono i team multidisciplinari".
Emerald-3 - dettaglia la nota - è uno studio globale di fase 3 randomizzato, in aperto, in cieco nei confronti dello sponsor, multicentrico, per la valutazione di una singola dose iniziale di tremelimumab 300 mg in aggiunta a durvalumab 1.500 mg, seguita da durvalumab ogni 4 settimane (regime Stride), più Tace con o senza lenvatinib rispetto alla sola Tace in un totale di 760 pazienti con Hcc non resecabile eleggibili all'embolizzazione. Lo studio è stato condotto in 171 centri distribuiti in 22 Paesi, tra cui Nord America, Europa, Sud America e Asia.

Categoria: cronaca
15:41
Roland Garros, Berrettini vola ai quarti: Cerundolo ko in tre set
(Adnkronos) - Matteo Berrettini vola ai quarti del Roland Garros 2026. Oggi, lunedì 1 giugno, il tennista azzurro ha battuto l'argentino Juan Manuel Cerundolo, 'responsabile' dell'eliminazione di Jannik Sinner, negli ottavi di finale dello Slam di Parigi, imponendosi in tre set con il punteggio di 6-3, 7-6 (7-2), 7-6 (8-6) in 2h36'. Berrettini torna così ai quarti di finale del Roland Garros per la seconda volta in carriera, a 5 anni dall'ultima apparizione nel torneo sulla terra rossa francese. Il romano gioca un match perfetto nei momenti chiave.
Un break è sufficiente per ipotecare il primo set, mentre il secondo arriva al tie-break senza scossoni nei turni di servizio. Berrettini vola 6-2 e chiude il parziale con un delizioso rovescio tagliato. Nel terzo set, nonostante una condizione non ottimale, Cerundolo detta il ritmo del gioco. L'argentino abbrevia gli scambi e si presenta a rete con continuità: arriva il break e Berrettini deve inseguire. L'azzurro ricuce il gap, epilogo ancora al tie-break. Cerundolo scappa sul 6-3, Berrettini cancella 3 set point (2 sul servizio del rivale) e ribalta la situazione: 5 punti di fila, 8-6 e quarti di finale conquistati.
Berrettini ora sfiderà il vincente di Tiafoe-Arnaldi.

Categoria: sport
15:39
Inter, Palestra e indizio di mercato: "Sono pronto per giocare in una big"
(Adnkronos) - Marco Palestra 'chiama' l'Inter? Oggi, lunedì 1 giugno, l'esterno dell'Atalanta, nell'ultima stagione in prestito al Cagliari, ha parlato dal ritiro dell'Italia, che mercoledì affronterà il Lussemburgo in amichevole. Palestra è intervenuto in conferenza stampa non solo per presentare il match, ma per parlare anche del suo futuro, lasciando qualche indizio di mercato.
A domanda diretta di un giornalista che gli chiedeva se fosse pronto per il salto in una big, Palestra ha risposto con decisione: "Mi sono sempre sentito pronto. Al mio futuro per ora non penso, sono concentrato sulle prossime due partite qui in Nazionale, dobbiamo fare bene anche per il ranking. Il Cagliari? Mi porterò nel cuore tutta la vita questa piazza e questa stagione, sono stato accolto benissimo fin dal primo giorno. Sapevo che avrei potuto fare bene, ma un conto è immaginarlo, un altro è viverlo".
Palestra è da tempo nei radar dell'Inter, con il suo profilo che combacia con le esigenze della dirigenza, a caccia di profili giovani per svecchiare la rosa, e con quelle di Chivu, che chiede esterni di gamba per sostituire Dumfries, uno dei possibili partenti in estate. Proprio dalla cessione dell'olandese potrebbero arrivare i soldi per Palestra, con l'Atalanta che chiede circa 40 milioni per lasciarlo partire.

Categoria: sport
15:37
La ciliegia e le qualità 'nascoste', Calabrese: "Anche il gambo fa bene"
(Adnkronos) - Per la ciliegia, il detto 'non si butta niente'. Le proprietà del frutto in sé sono note. Le ciliegie sono ricche di antiossidanti, in particolare gli antociani, e contengono vitamina C. Sono frutti ipocalorici, con un 'carico' spesso inferiore 60 calorie per 100 grammi, e hanno il pregio di frenare la fame. Quando si mangia una ciliegia, si tende a buttar via il gambo. E invece, anche il 'rametto' può diventare utile. "Le proprietà del frutto sono ben conosciute. La ciliegia non è importante solo per gli antociani e per la possibilità di assumere la rutina e la quercetina che difendono le arterie", dice il professor Giorgi Calabrese, medico specializzato in Scienze dell'Alimentazione, docente universitario, Consulente Scientifico del Ministero della Salute.
"Le ciliegie hanno anche il gambo. Si può 'pulire' e poi far bollire nell'acqua. Quando la bevanda raggiunge una temperatura gradevole, si può bere: in questo modo si assume un diuretico naturale efficacissimo. Il gambo, trattato in questo modo, funziona come un farmaco e fa urinare molto".

Categoria: salute
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20:57
Sondaggio politico, Fratelli d'Italia cresce e Pd cala
(Adnkronos) - Fratelli d'Italia cresce, il Pd cala, il Movimento 5 Stelle sale e Roberto Vannacci 'decolla' con Futuro Nazionale. E' il quadro del sondaggio Swg che oggi, lunedì 1 giugno, fotografa le intenzioni di voto per il Tg La7 in caso di elezioni. Fratelli d'Italia, ampiamente primo partito, guadagna lo 0,1% rispetto alla scorsa settimana e arriva al 28,2%. La formazione guidata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni aumenta il vantaggio rispetto al Pd della segretaria Elly Schlein. I dem cedono lo 0,2% e scendono al 22,3%. In ascesa il M5S di Giuseppe Conte, che cresce dello 0,3% e arriva al 13% netto.
Ai piedi del podio, frenata per Forza Italia che scende dal 7,4% al 7,2%. Passo avanti di Verdi e Sinistra dal 6,6% al 6,7%, mentre la Lega di Matteo Salvini scivola dal 6% al 5,8%. Alle spalle del Carroccio, continua l'ascesa di Futuro Nazionale: il partito di Roberto Vannacci guadagna un altro 0,3% e arriva al 4,6% prendendo decisamente il largo rispetto a Azione di Carlo Calenda (3,4%) e Italia viva di Matteo Renzi (2,4%). Più indietro +Europa (1,4%) e Noi Moderati (1,2%).

Categoria: politica
19:32
Roland Garros, Arnaldi-Tiafoe 7-6 6-7 3-6 negli ottavi di finale - Diretta
(Adnkronos) - Matteo Arnaldi sotto 2 set a 1 contro Frances Tiafoe (7-6 6-7 3-6) negli ottavi di finale dello Slam di Parigi. Arnaldi arriva all'appuntamento dopo aver eliminato Griekspoor, Tsitsipas e Collignon, mentre Tiafoe ha superato Spizzirri, Hurkacz e Faria.
In caso di passaggio del turno Arnaldi sfiderà Matteo Berrettini.

Categoria: sport
19:31
Berrettini ai quarti del Roland Garros e sogna: "Ora senza Sinner..."
(Adnkronos) - Matteo Berrettini festeggia i quarti del Roland Garros. Oggi, lunedì 1 giugno, il tennista azzurro ha battuto in tre set l'argentino Juan Manuel Cerundolo e al termine del match ha lasciato andare tutta la tensione accumulata. Berrettini si è girato infatti verso il suo angolo dove, oltre all'allentore, sedeva anche il fratello Jacopo, e ha mimato un gesto piuttosto eloquente: "Ho due co***oni così".
A fine partita la sua gioia si è esternata anche parlando dal centro del campo: "Mi sento alla grande, grazie mille per il supporto in questo stadio. È per questo che ci alleniamo, per questo che giochiamo, voglio godermi tutto questo", ha detto Berrettini, "il tennis è l'amore della mia vita, se non fosse così non sarei qui. Dopo tutti i passi indietro, gli infortuni, sono tornato ancora e grazie al mio team sono tornato a colpire la palla dopo un periodo in cui non mi sentivo sicuro".
Ora Berrettini è un passo più vicino alla finale, che con l'eliminazione di Sinner sembra sempre più possibile: "Sento che ci sono ancora tanti giocatori con un tennis incredibile", ha spiegato, "Sinner ha vinto 20 tornei di fila, non è normale quello che ha fatto, questo è un passo indietro ma tornerà più forte. C'è Zverev, c'è Mensik e c'è anche Cobolli. Io penso a me stesso e voglio solo godermi questa vittoria".

Categoria: sport
18:50
Erminia, 103 anni: "Votai Repubblica e la sera festa in un ristorantino con altre donne"
(Adnkronos) - La signora Morandi ricorda la sua prima volta in quel 2 giugno 1946: "Al seggio a 23 anni, ero emozionata. Un augurio alla nostra Repubblica? Basta guerre".
Categoria: politica
18:22
Dipendenze, neurochirurgo Settembre: "Non sono una colpa ma una malattia"
(Adnkronos) - "La dipendenza non deve essere interpretata come una mancanza di volontà, bensì come una complessa trappola neurobiologica e psicologica". Lo ha detto Roberto Settembre, neurochirurgo, esperto di stimolazione cerebrale non invasiva (Nibs), alla presentazione del suo ultimo libro 'Dipendenze: comprendere, prevenire, curare', in cui demolisce sistematicamente il pregiudizio morale che ancora circonda la dipendenza, sostituendo il lessico della colpa con quello della medicina basata su evidenze scientifiche. Un cambiamento di rotta, che sposta il baricentro dal tribunale dell'opinione pubblica all'ambulatorio.
"Cinque italiani su 100 nella fascia 15-64 anni hanno provato cocaina almeno una volta. Lo 0,9% ne ha fatto uso nell'ultimo anno - riferisce una nota - Non è un'emergenza che esplode e poi rientra: è un dato strutturale, sanitario, dei report stilati di anno in anno. Il dibattito pubblico continua a parlare un'altra lingua: volontà, colpa, fallimento". Sono parole che la ricerca neuroscientifica ha archiviato da tempo, e che resistono nei talk show come nelle aule di tribunale. Questo scarto - tra ciò che la scienza documenta e ciò che la gente pensa - resta "il primo muro da abbattere". Non si tratta di "debolezza di carattere: è il cervello che viene ristrutturato dall'interno, pezzo dopo pezzo", sostiene l'esperto. Sono "tre circuiti cerebrali, non tre vizi capitali". La dipendenza, secondo le evidenze raccolte dal Cnr e dal Dipartimento per le politiche antidroga, coinvolge il sistema limbico e l'amigdala per il rinforzo positivo, la corteccia prefrontale per il controllo cognitivo e le ricadute, il nucleo accumbens per la ricerca compulsiva della sostanza.
Ma cosa rende una persona più esposta di un'altra? La ricerca del Cnr individua 5 fattori: età, genetica, genere, stress e comorbidità psichiatrica. Il peso dell'ereditarietà, in particolare, è brutale. "La predisposizione ereditaria pesa tra il 40% e il 60%", chiarisce Settembre. Tradotto: una fetta enorme della vulnerabilità non dipende da scelte consapevoli, ma da un corredo biologico che precede qualsiasi decisione. Anomalie nei recettori di dopamina, trasmesse per via genetica, che influenzano direttamente la capacità di gestire gli impulsi. Chi nasce con quel corredo parte svantaggiato. Poi c'è l'adolescenza. Fase critica per eccellenza. La corteccia frontale - l'area che governa il controllo degli impulsi, la pianificazione, la valutazione delle conseguenze - non raggiunge la piena maturazione prima dei 25 anni. Questo - riferisce la nota - rende il cervello dei più giovani strutturalmente più esposto agli effetti delle sostanze. Una finestra di vulnerabilità biologica che nessuna campagna informativa, da sola, può chiudere.
"Una prevenzione efficace non può limitarsi alla sola informazione scolastica", taglia corto Settembre. Servono programmi che costruiscano resilienza e capacità di gestione dello stress, a partire dalla comunicazione familiare e dall'educazione alla salute mentale già in età precoce. L'uso ripetuto di sostanze produce modificazioni permanenti delle funzioni cerebrali, con alterazioni della trasmissione della dopamina. "Le sostanze funzionano come scorciatoie artificiali del piacere e col tempo il sistema si desensibilizza - precisa lo specialista - Il risultato ha un nome clinico preciso: anedonia. L'incapacità di provare piacere dagli stimoli naturali. Un abbraccio, un successo lavorativo, una giornata di sole diventano neutri. Il cervello viene letteralmente dirottato da sostanze o comportamenti compulsivi". E il fenomeno non si ferma alle sostanze tradizionali. Cocaina, eroina, alcol e cannabis attivano gli stessi circuiti che vengono sollecitati dal gioco d'azzardo patologico, dalle dipendenze affettive, dall'uso compulsivo dei social media. Il gioco d'azzardo, per dire, stimola gli stessi recettori della cocaina. Le cosiddette nuove dipendenze - isolamento digitale, fragilità emotive, narcisismo patologico inteso come dipendenza dal riconoscimento esterno - condividono con quelle chimiche la medesima architettura neurobiologica. Il perimetro del problema, si legge nella nota, è molto più largo di quanto suggeriscano le statistiche sul consumo di singole sostanze.
Qualcosa si muove sul fronte delle cure. La medicina moderna classifica la dipendenza come malattia cronica e recidivante del cervello, e questo inquadramento apre la strada a trattamenti mirati. Accanto alle terapie consolidate, psicoterapia cognitivo-comportamentale e farmacologia, si fanno spazio tecniche di neuromodulazione: la stimolazione magnetica transcranica (Tms), che modula l'eccitabilità neuronale nei circuiti della ricompensa; il neurobiofeedback, che addestra il paziente a visualizzare e modulare la propria attività cerebrale. Strumenti che - spiega la nota - sfruttano proprio quella neuroplasticità che la dipendenza corrompe, rivoltandola a favore di chi è malato.
"La neuroplasticità e gli approcci multidisciplinari rendono il recupero della libertà un traguardo concretamente accessibile", afferma Settembre. La plasticità cerebrale - la capacità del cervello di riorganizzare le proprie connessioni - è documentata dalla letteratura scientifica e rappresenta il fondamento biologico delle nuove strategie di intervento. Il cervello alterato dalla dipendenza può, con gli strumenti adeguati, essere guidato verso una riconfigurazione funzionale. Il nodo vero, alla fine, per l'esperto, resta quello culturale. Finché la percezione dominante continuerà a trattare la dipendenza come una colpa e non come una patologia, l'accesso alle cure sarà frenato dallo stigma. "Dietro ogni dipendenza c'è sempre una persona da ascoltare, non da giudicare", conclude Settembre.

Categoria: cronaca
17:39
Oikonomou muore in incidente stradale, ex difensore Bologna e Cagliari aveva 33 anni
(Adnkronos) - Lutto nel mondo del calcio. Oggi, lunedì 1 giugno, è morto a soli 33 anni l'ex difensore di Cagliari, Bologna, Spal, Bari e Sampdoria, Marios Oikonomou, per le conseguenze di un incidente stradale avvenuto a Giannina, sua città natale, lo scorso 24 maggio. A dare il triste annuncio la Federcalcio greca. "Il Presidente della Federazione Calcistica Ellenica, Makis Gagatsis, il Segretario Esecutivo Domna Tsioni e i membri del Comitato Esecutivo della Federazione esprimono il loro profondo dolore e le sincere condoglianze alla famiglia e ai cari di Marios Oikonomou, scomparso prematuramente all'età di soli 33 anni".
"Oikonomou si è distinto nel corso della sua carriera calcistica non solo per la sua presenza in campo, ma anche per la sua etica, la sua professionalità e il suo sorriso, elementi che gli hanno fatto guadagnare l'apprezzamento e il rispetto di compagni di squadra, allenatori e tifosi. Marios Oikonomu ha collezionato sei presenze con la Nazionale, mentre a livello di club ha militato in importanti squadre in Grecia, Italia e Danimarca, lasciando il segno nel calcio greco ed europeo. Nello specifico, in Grecia ha giocato per Pas Giannina, Aek Atene e Panaitolikos, mentre in Serie A ha vestito le maglie di Cagliari, Bologna, Spal, Bari e Sampdoria. Dal 2020 al 2022 ha giocato in Danimarca con il Copenhagen. Buon viaggio, Marios…"
Oikonomou si trovava in terapia intensiva da una settimana. Secondo quanto ricostruito dai media greci, si è trattato di un violento scontro tra la sua moto e un'auto guidata da un uomo di 63 anni. I soccorsi sono stati tempestivi con gli operatori che hanno trasportato subito l'ex calciatore nell'ospedale Hatzikostas per un intervento chirurgico d'urgenza a causa delle gravi lesioni cranio-encefaliche. Dopo una settimana in terapia intensiva, è arrivata la conferma della sua scomparsa a 33 anni.

Categoria: sport
17:29
Cosenza, strage di migranti sulla Ss 106: 4 corpi carbonizzati in auto. Si segue la pista dell'omicidio
(Adnkronos) - Quattro migranti, di origine pakistana, sono stati trovati carbonizzati all'interno di un minivan nei pressi di una stazione di carburante lungo la Ss 106 jonica, ad Amendolara, in provincia di Cosenza. Gli investigatori della Squadra Mobile di Cosenza seguono la pista dell'omicidio.
Le indagini sono coordinate dalla Procura di Castrovillari, diretta dal procuratore Alessandro D'Alessio. Le vittime erano tutte braccianti agricoli, impiegati nei campi della Sibaritide e diretti verso la Piana del Metapontino, nel Materano.

Categoria: cronaca
17:01
Caldo e rischi per l'attività fisica, l'esperta: "Non esiste fisico immune, occhio ai sintomi neurologici"
(Adnkronos) - Durante le ondate di calore "l'attività fisica richiede un'attenzione particolare, soprattutto per chi pratica sport all'aperto o svolge allenamenti intensi. Quando ci muoviamo, una parte significativa dell'energia prodotta dai muscoli viene trasformata in calore. In condizioni normali il nostro organismo riesce a smaltirlo attraverso la sudorazione e l'aumento del flusso di sangue verso la pelle. Quando però la temperatura ambientale è elevata, e ancora di più quando si associa un'elevata umidità, questi meccanismi diventano meno efficaci e la temperatura corporea può aumentare rapidamente. Il problema non riguarda soltanto il rischio di surriscaldamento. Durante l'esercizio fisico il sistema cardiovascolare deve contemporaneamente garantire sangue ai muscoli impegnati nello sforzo e alla pelle per disperdere il calore. A questo si aggiunge la perdita di liquidi e sali minerali attraverso il sudore. E' questa combinazione di fattori che può determinare un importante calo della performance e, nei casi più severi, vere e proprie emergenze mediche. I primi segnali da riconoscere sono crampi muscolari, sudorazione molto abbondante, sete intensa e una sensazione di affaticamento superiore a quella normalmente attesa per quel tipo di sforzo. Se compaiono vertigini, debolezza marcata, nausea, mal di testa, tachicardia o sensazione di svenimento, è necessario interrompere immediatamente l'attività fisica, spostarsi in un ambiente fresco e iniziare a raffreddare il corpo e a reintegrare i liquidi". A fare il punto è per l'Adnkronos Salute è Cristina Tomasi, human metabolist e medico specialista in Medicina interna.
"Particolare attenzione va posta ai sintomi neurologici: confusione mentale, alterazioni del comportamento, difficoltà nel parlare, perdita di coordinazione o perdita di coscienza possono indicare un colpo di calore, una condizione potenzialmente letale che richiede l'immediato intervento dei soccorsi. In questi casi ogni minuto è prezioso", avverte.
Le strategie di prevenzione sono relativamente semplici, ma fondamentali. "È consigliabile allenarsi nelle prime ore del mattino o dopo il tramonto, evitando le fasce orarie più calde della giornata. Nelle giornate particolarmente afose è opportuno ridurre intensità e durata dell'allenamento, accettando che la performance fisiologicamente diminuisca - suggerisce Tomasi - L'idratazione deve iniziare prima dell'attività fisica e proseguire durante e dopo lo sforzo, con particolare attenzione al reintegro del sodio quando la sudorazione è abbondante. Anche l'acclimatazione svolge un ruolo molto importante: il corpo è in grado di adattarsi progressivamente al caldo nell'arco di una o due settimane, migliorando la capacità di sudare e di controllare la temperatura corporea. Per quanto riguarda la composizione corporea, è vero che l'obesità rappresenta un fattore di rischio ben documentato per l'intolleranza al caldo. Il tessuto adiposo agisce infatti come un isolante e rende più difficile la dispersione del calore. Questo non significa però che essere molto magri protegga automaticamente dai problemi legati alle alte temperature. La risposta è più complessa. Le persone molto magre - spiega l'esperta - tendono ad avere un rapporto superficie corporea/massa più favorevole alla dispersione del calore e questo può rappresentare un vantaggio in molte situazioni. Tuttavia una massa corporea ridotta comporta anche minori riserve idriche e una minore inerzia termica: in pratica la temperatura interna può aumentare più rapidamente durante uno sforzo intenso o in condizioni ambientali estreme. Per questo motivo la magrezza non deve essere considerata una garanzia di sicurezza".
Il messaggio più importante "è che non esiste un fisico immune al caldo. La tolleranza alle alte temperature dipende molto più dal livello di allenamento aerobico, dallo stato di idratazione, dall'acclimatazione e dalla capacità di ascoltare i segnali del proprio organismo. Con le giuste precauzioni è possibile continuare a svolgere attività fisica anche durante l'estate, ma il rispetto dei limiti imposti dal caldo è fondamentale per proteggere sia la salute sia la performance", conclude Tomasi.

Categoria: cronaca
16:56
Bresh, arriva la deluxe edition: 'Mediterraneo - Dopo il mare': il repack in arrivo il 5 giugno
(Adnkronos) - A un anno di distanza dall’uscita di 'Mediterraneo', album di Bresh certificato disco di platino, venerdì 5 giugno arriva in digitale 'Mediterraneo – Dopo il mare', la deluxe edition, che oltre alle 16 tracce del progetto originale, tra gli altri inediti contiene anche il nuovo singolo attualmente in radio 'Da Dio', e i brani 'Introvabile' e 'Serenamente' con Juli.
Dal momento della sua uscita, 'Mediterraneo' è sempre rimasto nella classifica degli album più venduti della settimana. Il nuovo singolo 'Da Dio', prodotto da Shune, arriva dopo il precedente 'Introvabile' (prodotto da Shune, Rocco Biazzi, Juli) e racconta di quanto a volte la vita sia capace di sorprendere quando consapevolmente si sceglie di non avere più il controllo su tutto. E così, l’unica cosa da fare diventa arrendersi e lasciarsi trasportare dal caos e dagli imprevisti che capitano lungo il cammino.
Dopo il successo delle 3 date in Europa, a Parigi, Londra e Barcellona, Bresh sarà impegnato a luglio in 4 appuntamenti sold out di 'Mare Nostrum' al Porto Antico di Genova, quattro imperdibili live che lo vedranno tornare a esibirsi dal vivo nella propria città. E dopo gli appuntamenti a Genova, Bresh sarà in concerto anche con un’unica data a Roma, all’Auditorium Parco della Musica, il 10 luglio.

Categoria: spettacoli
16:50
Serena Williams torna a giocare in doppio: l'annuncio ufficiale
(Adnkronos) - Serena Wiliams torna a giocare. Oggi, lunedì 1 giugno, la tennista statunitense, che aveva annunciato il ritiro nel settembre del 2022, ha comunicato il suo ritorno sui campi da tennis. Williams, 44 anni e 23 titoli Slam in bacheca, giocherà infatti in doppio nel torneo del Queen's, preparatorio a Wimbledon e in programma dal 6 al 21 giugno.
L'annuncio, nell'aria da diverso tempo, è arrivato in grande stile, con Williams che ha pubblicato un video, sponsorizzato dalla Nike, sui propri profili social: "Le buone notizie si diffondono velocemente", ha scritto l'americana. "Devo cambiare il mio numero", ha detto nel video, mentre, impegnata su un campo da tennis, si avvicina alla panchina per rispondere ai tanti messaggi e chiamate ricevute.
"Tutti hanno sentito la notizia", si legge in sovrimpressione. Williams non gioca un match ufficiale da quasi 4 anni quando perse agli Us Open contro l'australiana Ajla Tomljanovic e ora è pronta a tornare in campo nel doppio, probabilmente in coppia con la giovane canadese Victoria Mboko.
"Il Queen's Club mi sembra il luogo perfetto per iniziare questo nuovo capitolo", ha dichiaratoai canali ufficiali del torneo Williams, "l'erba mi ha regalato alcuni dei momenti più significativi della mia carriera e sono entusiasta di tornare a gareggiare su uno dei palcoscenici più iconici di questo sport."

Categoria: sport
16:43
Caso Garlasco, pm Milano indaga De Rensis per diffamazione su querela Cappa
(Adnkronos) - L'avvocato Antonio De Rensis, uno dei difensori di Alberto Stasi, l'inviato del programma 'Le Iene' Alessandro De Giuseppe e l'ex maresciallo dei carabinieri di Garlasco Francesco Marchetto sono stati indagati dalla Procura di Milano per diffamazione. Nella querela presentata - tramite i suoi legali - da Stefania Cappa, cugina di Chiara Poggi, si contestava l'istigazione a delinquere finalizzata alla diffamazione e alla calunnia.
Nella corposa denuncia inviata al pubblico ministero Antonio Pansa sono state allegate anche le trascrizioni di una registrazione tra l’inviato televisivo e una giornalista. Si tratta di una nuova denuncia che si aggiunge alle altre, contro hater e blogger, per provare a frenare le accuse e le illazioni che per mesi hanno visto vittima la famiglia Cappa, mai indagata per il delitto del 13 agosto 2007.

Categoria: cronaca
16:42
Cancro vescica, con terapia allungata quasi 90% pazienti è vivo a 5 anni
(Adnkronos) - Quasi il 90% (87,6%) dei pazienti con tumore della vescica non muscolo-invasivo ad alto rischio di recidiva è vivo a 5 anni. Un risultato ottenuto grazie all'aggiunta di 1 anno di trattamento con durvalumab di AstraZeneca alla terapia di induzione e mantenimento con Bacillus calmette-guérin (Bcg). Non solo. Il nuovo regime non ha mostrato un impatto clinicamente rilevante sulla qualità di vita, valutata attraverso questionari compilati dai pazienti. E' quanto emerge dallo studio di fase 3 Potomac, presentato al Congresso dell'American Society of Clinical Oncology (Asco), a Chicago. "Da oltre 10 anni non vi erano evidenti progressi per questi pazienti, che vengono trattati con intento curativo - afferma Patrizia Giannatempo, dirigente medico della Struttura dipartimentale di Oncologia medica genitourinaria, Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano - L'attuale standard di cura è costituito dalla Turbt, la resezione transuretrale del tumore, seguita dall'instillazione di Bcg direttamente nella vescica. Un'elevata percentuale di pazienti, però, presenta recidiva e progressione di malattia, che possono richiedere ripetute procedure invasive fino alla cistectomia, l'intervento chirurgico di rimozione della vescica. Da qui la necessità di nuove opzioni di cura".
"Nella malattia non muscolo infiltrante ad alto rischio, l'obiettivo è evitare la cistectomia e le procedure invasive, che possono avere un impatto negativo sulla qualità di vita - continua Giannatempo - L'aggiunta di durvalumab, per 12 mesi, alla terapia di induzione e mantenimento con Bcg consente di raggiungere tassi elevati di sopravvivenza a 5 anni. Nello studio Potomac, la qualità di vita è stata misurata sulla base di tre questionari, Pro, Qlq-C30 e Qlq-Nmibc24. Qlq-C30 ha incluso la valutazione della funzionalità fisica, cioè è specificamente dedicato ai sintomi e agli aspetti psicologici correlati al tumore della vescica non muscolo-invasivo. Come atteso con un trattamento immunoterapico prolungato, è stato osservato un moderato peggioramento della fatigue riportata dai pazienti. Tuttavia, l'impatto complessivo sui patient-reported outcomes è risultato limitato e globalmente comparabile al solo trattamento con Bcg. Questi pazienti presentano molto spesso un bisogno improvviso e impellente di urinare, che può influire significativamente sulla quotidianità e sulla percezione della propria autonomia".
"Qlq-Nmibc24 - prosegue Giannatempo - è un questionario specificamente dedicato ai pazienti con tumore della vescica non muscolo-invasivo e valuta, oltre ai sintomi urinari e agli effetti dei trattamenti intravescicali, aspetti legati alla percezione della malattia e alle preoccupazioni per il futuro. Come atteso con un trattamento immunoterapico prolungato, è stato osservato un moderato peggioramento della fatigue riportata dai pazienti. Tuttavia, l'impatto complessivo sui patient-reported outcomes è risultato limitato e globalmente comparabile al solo trattamento con Bcg. Si tratta di un elemento particolarmente rilevante in una patologia caratterizzata da trattamenti protratti nel tempo e dalla necessità di preservare, oltre al controllo della malattia, anche la funzionalità vescicale e la qualità di vita".
Queste evidenze illustrate all'Asco - ricorda una nota - si aggiungono ai dati dello studio Potomac già presentati nel 2025 al congresso della European Society for Medical Oncology (Esmo) e pubblicati su 'The Lancet', in cui il regime con durvalumab aveva dimostrato una riduzione del 32% del rischio di recidiva (o di morte in assenza di recidiva) rispetto al solo trattamento con Bcg. Inoltre, un'analisi esplorativa dello studio Potomac, presentata recentemente al congresso dell'American Urological Association (Aua), ha evidenziato che, nel primo anno di trattamento, il numero di eventi ad alto rischio e di recidive non sensibili a Bcg nel braccio trattato con durvalumab più Bcg era quasi la metà rispetto alla sola Bcg. Durvalumab più Bcg ha quindi migliorato il tempo all’intervento chirurgico di asportazione della vescica (cistectomia) e la sopravvivenza libera da cistectomia, con un numero inferiore di pazienti sottoposti a chirurgia.
"Nel 2025, in Italia, sono stimati circa 29.100 nuovi casi di tumore della vescica - spiega Rossana Berardi, presidente eletto Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) e ordinario di Oncologia all'università Politecnica delle Marche e direttore della Clinica oncologica dell'azienda ospedaliero universitaria delle Marche - Circa il 70% delle diagnosi riguarda forme non infiltranti, individuate quindi in una fase iniziale della malattia, nella quale le nuove terapie possono aumentare significativamente le possibilità di guarigione e migliorare la qualità di vita dei pazienti. Per garantire il miglior percorso di cura è fondamentale un approccio multidisciplinare, che coinvolga diverse figure specialistiche, tra cui oncologo, urologo, radiologo e anatomo-patologo".
"Grande attenzione - rimarca Berardi - deve essere rivolta anche alla prevenzione. Circa la metà dei casi è legata al fumo di sigaretta, che aumenta di quasi 5 volte il rischio di sviluppare la malattia rispetto ai non fumatori. Un dato particolarmente rilevante riguarda la popolazione femminile, in cui il tabagismo è in crescita e, di conseguenza, aumentano anche le diagnosi di tumore della vescica. Sebbene questa neoplasia sia ancora più frequente negli uomini, nelle donne esiste un rischio maggiore di diagnosi tardiva. L'ematuria, che rappresenta il principale campanello d’allarme della malattia, viene infatti spesso inizialmente attribuita ad altre condizioni urologiche o ginecologiche, ritardando l'avvio degli accertamenti diagnostici. E' quindi fondamentale promuovere una maggiore consapevolezza anche in ottica di medicina di genere, per favorire diagnosi più tempestive e migliori possibilità di cura. Infine, circa il 10% dei casi è associato all'esposizione professionale a sostanze chimiche presenti, ad esempio, in coloranti, diserbanti e idrocarburi. Le categorie professionali maggiormente esposte devono pertanto essere sottoposte a programmi di monitoraggio e sorveglianza dedicati", conclude il presidente eletto Aiom.

Categoria: cronaca
16:36
Tumore testa-collo resistenti a cure, Di Maio (Aiom): "Studio promettente ma dati da confermare"
(Adnkronos) - Una nuova terapia sperimentale contro il tumore della testa e del collo - la sesta patologia oncologica più diffusa - ha mostrato risultati incoraggianti in pazienti per i quali le opzioni di cura erano ormai molto limitate. E' quanto emerso da uno studio internazionale condotto in 11 Paesi, secondo il quale il farmaco amivantamab, un anticorpo monoclonale bispecifico, ha ridotto o eliminato completamente i tumori in una quota significativa di malati già trattati senza successo con chemioterapia e immunoterapia. I dati, presentati al congresso annuale dell'American Society of Clinical Oncology (Asco) di Chicago, riguardano 102 pazienti con tumore della testa e del collo avanzato o recidivato. Secondo i risultati dello studio, il trattamento ha portato a una riduzione o alla scomparsa del tumore in 43 pazienti: in 28 casi si è osservata una significativa diminuzione della massa tumorale, mentre in 15 pazienti il tumore è risultato completamente scomparso. Massimo Di Maio, presidente nazionale dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), pur sottolineando il valore dei risultati invita alla prudenza. "Si tratta di dati molto interessanti, ottenuti in un contesto clinico particolarmente difficile da trattare - spiega Di Maio all'Adnkronos Salute - Parliamo di pazienti con una malattia complessa che può avere un forte impatto sulla qualità di vita e per i quali, dopo il fallimento delle terapie standard come chemioterapia e immunoterapia, le alternative efficaci sono poche".
Secondo Di Maio, lo studio "conferma i progressi della ricerca oncologica nello sviluppo di farmaci sempre più efficaci contro bersagli molecolari già noti". I risultati "preliminari erano già promettenti, ma questi dati sono più maturi e rafforzano l'interesse verso questa strategia terapeutica", osserva il presidente degli oncologi medici italiani. Gli esperti guardano ora alla fase successiva della sperimentazione. E' infatti già in corso uno studio che valuta l'impiego di amivantamab come trattamento di prima linea, in combinazione con chemioterapia e immunoterapia, anziché dopo il fallimento delle cure standard. "Come accade spesso quando emergono risultati positivi, si cerca di anticipare l'utilizzo del farmaco nelle fasi iniziali della malattia. Sarà molto interessante vedere gli esiti di questi nuovi studi nei prossimi anni. Si tratta ancora di dati preliminari, saranno necessari ulteriori studi per confermare efficacia e sicurezza del trattamento su un numero più ampio di pazienti", conclude Di Maio.

Categoria: cronaca
16:23
Tumori, un'iniezione può ridurre e in alcuni casi eliminare il cancro: lo studio
(Adnkronos) - Un trattamento mirato contro il cancro, somministrato con un'iniezione sottocutanea, è risultato in grado di ridurre le dimensioni del tumore in oltre un terzo dei pazienti affetti da una neoplasia della testa e del collo recidivante o metastatica, la cui malattia aveva smesso di rispondere alle terapie standard. In alcuni casi, i medici hanno osservato una risposta completa: i tumori erano interamente scomparsi.
I nuovi risultati dello studio clinico di fase 1b/2 OrigAMI-4 sono stati presentati al congresso annuale dell'American Society of Clinical Oncology (Asco) a Chicago. Al centro del trial il farmaco amivantamab, un anticorpo monoclonale bispecifico che agisce sul cancro in tre modi: blocca sia Egfr, una proteina che favorisce la crescita dei tumori, che Met, una via di segnalazione separata che le cellule tumorali spesso utilizzano per eludere il trattamento, e svolge inoltre una terza azione benefica, contribuendo ad attivare il sistema immunitario per attaccare il tumore. La prima coorte di OrigAMI-4 ha coinvolto 102 persone affette da carcinoma a cellule squamose della testa e del collo (Hnscc) recidivante o metastatico, il cui tumore aveva continuato a crescere nonostante l'immunoterapia e la chemioterapia a base di platino. Tutti i pazienti in questa parte della sperimentazione, condotta in 55 ospedali di 11 Paesi, hanno ricevuto amivantamab in monoterapia.
I dati, si legge in una nota dell'Institute of Cancer Research di Londra, hanno confermato una riduzione del tumore nel 42% dei pazienti trattati, insieme a risultati incoraggianti in termini di sopravvivenza in un gruppo di pazienti che fino ad ora disponevano di opzioni terapeutiche molto limitate. Nel dettaglio, i medici hanno osservato una riduzione delle dimensioni della neoplasia in 43 persone, tra cui 15 pazienti i cui tumori sono scomparsi completamente e 28 pazienti i cui tumori si sono ridotti in modo significativo (risposta parziale).
I pazienti trattati con amivantamab hanno avuto una sopravvivenza media di 12,5 mesi complessivamente dall'inizio della terapia, nonostante fossero affetti da una forma di cancro con prognosi molto sfavorevole, quando i trattamenti standard smettono di essere efficaci. Amivantamab, sviluppato da Johnson & Johnson, è già approvato per diversi sottotipi di cancro al polmone in molteplici linee di terapia. Viene somministrato tramite una piccola iniezione sottocutanea anziché per via endovenosa, rendendolo più rapido e comodo per i pazienti e più facile da somministrare in ambulatorio. La maggior parte degli effetti collaterali del trattamento, somministrato una volta ogni 3 settimane, è stata di entità lieve o moderata - si legge nella nota - e meno di 1 paziente su 10 ha interrotto la terapia a causa di effetti collaterali.
Se i benefici osservati in questo studio saranno confermati in studi clinici più ampi, come lo studio di fase III OrigAMI-5 attualmente in corso, la speranza degli esperti è che il trattamento possa aiutare migliaia di pazienti ogni anno nel Regno Unito e in Europa, e decine di migliaia in tutto il mondo. Quelle osservate sono "risposte forti, senza precedenti, in pazienti la cui malattia è diventata resistente sia alla chemioterapia che all'immunoterapia - ha evidenziato Kevin Harrington, dell'Institute of Cancer Research (Icr) e del Royal Marsden Nhs Foundation Trust, che ha guidato uno dei team coinvolti nel trial - Questo trattamento ha il potenziale per giovare a molte migliaia di pazienti ogni anno".
Pazienti come Carl Walsh, 56 anni di Birmingham, che ha ricevuto una diagnosi di cancro alla lingua nel maggio 2024 ed è stato arruolato in OrigAMI-4 al Royal Marsden nel luglio 2025. "Inizialmente - racconta - sono stato trattato con chemio e immunoterapia, che purtroppo non hanno avuto successo. A quel punto, mi è stata consigliata la partecipazione allo studio clinico. Ora sono al 17esimo ciclo di trattamento e sono molto soddisfatto dei progressi ottenuti finora. Mi sento in grado di vivere una vita normale. Prima di iniziare la sperimentazione, facevo fatica a parlare correttamente e a mangiare a causa del gonfiore e del dolore. Da quando ho iniziato il trattamento, il gonfiore si è ridotto significativamente e il dolore è migliorato notevolmente. Inoltre, non avverto più gli stessi effetti collaterali invalidanti che avevo durante la chemioterapia".
Nel momento peggiore della malattia, ha aggiunto il paziente, secondo quanto riporta il 'Guardian', "mangiavo zuppa, budino di riso, scatolette di ravioli e spaghetti e tantissime frittate, il tutto integrato da 3 bevande a base di latte nutriente al giorno, come prescritto dal medico. Ho perso parecchio peso. Dopo soli 2 cicli di trattamento, la mia alimentazione ha iniziato a tornare alla normalità e dopo 6 mesi ho ripreso una dieta completa. La cosa che ho apprezzato di più è stata la prima bella bistecca. La mia capacità di parlare è tornata completamente normale e ora al lavoro parlo regolarmente con le cuffie senza problemi".
Lo studio si è concentrato su persone affette da tumore della testa e del collo, escludendo quelle con carcinoma a cellule squamose orofaringeo positivo al papillomavirus umano (Hpv). I tumori della testa e del collo non causati dall'Hpv sono generalmente più difficili da trattare e tendono a rispondere meno bene alle terapie standard, il che rende i progressi in questo gruppo particolarmente importanti.
"Questo studio - conclude Kristian Helin, Chief Executive dell'Icr - dimostra come lo sviluppo di nuove terapie attraverso una rigorosa ricerca sul cancro possa portare a progressi significativi, anche per i pazienti con opzioni terapeutiche molto limitate. Raggiungere questo livello di risposta tumorale e ottenere risultati di sopravvivenza incoraggianti in un gruppo di pazienti così difficile da trattare rappresenta un passo avanti significativo".

Categoria: cronaca
16:14
Gianmarco Tamberi, la diagnosi e il crollo mentale: "Vi racconto perché sono sparito"
(Adnkronos) - "Fatemi raccontare perché sono scomparso negli ultimi mesi". Comincia così il lungo sfogo di Gianmarco Tamberi che ha condiviso sui social con i tifosi oggi, lunedì 1 giugno, nel giorno del suo 34esimo compleanno.
Un compleanno di rinascita, che arriva dopo mesi di silenzio e difficoltà emotiva: "A fine gennaio mi è stata diagnosticata una fascite plantare al piede destro. Da quel giorno tutto è precipitato lentamente", ha esordito l'atleta nel suo racconto.
Nonostante le cure, il piede non migliorava e l'unica soluzione era quella di affidarsi a delle terapie "più invasive", ma non hanno dato il risultato sperato. "Ogni volta che provavo qualcosa di nuovo per risolvere il problema e riponevo speranza in quella cura, me ne ritornavo a casa con uno schiaffone ancora più grande".
Una situazione complicata da gestire "metalmente". E come se non fosse abbastanza, è tornato "l'incubo" che gli aveva già fatto visita durante i giochi olimpici di Parigi del 2024: le coliche renali. "Di corsa in ospedale, Toradol in endovena. Un nuovo calcolo, a destra questa volta (a Parigi era a sinistra)". Una situazione che richiedeva una nuova operazione ma, fortunatamente due giorni prima della data dell'intervento "sono riuscito a espellere il calcolo".
Fisicamente, quindi, la situazione stava migliorando ma "mentalmente questo problema, sommato alla fascite, mi ha buttato a terra. Ho iniziato ad aver paura che anche questa stagione sarebbe stata un fallimento. Ho iniziato a pensare a tutta la gente che avrei deluso, agli sponsor che avevano creduto in me...". Una situazione di forte stress che lo ha spinto a pensare di "cedere alle difficoltà" perché "non riuscivo a reagire".
"Ho iniziato a mangiare, mangiare e mangiare per non pensare. In un mese ho preso 4 kg", ha confessato. E' caduto così in un brutto tunnel e per uscirne sono servite ore intense di terapia. Poi, è arrivata la svolta mentale: "Ho deciso di mettere un punto a questa storia e di ricominciare a crederci, proprio come quando tutto funziona, perché sapevo che era l'unico modo per avere una possibilità".
Lentamente, ma i progressi sono arrivati: "Ho ricominciato a corricchiare, poi a fare degli esercizi e infine i primi saltini. Ora sono lontanissimo da dove avrei immaginato di essere oggi ma sono orgoglioso di essere riuscito a reagire in un momento molto complicato". Per l'atleta l'obiettivo ora è solo uno: "Quello spiraglio di luce ora c'è e, per quanto sarà difficilissimo, farò di tutto per raggiungerlo. Agli europei di agosto mancano ancora 2 mesi e mezzo".
In conclusione, Tamberi ringraza la persona che più gli è stata al fianco, la moglie Chiara Bontempi: "È stata in grado di starmi al fianco nel migliore dei modi in un momento molto complicato. Si è presa cura di me quando stavo male e mi ha aiutato a reagire. L'idea di poterla rendere orgogliosa ancora una volta di me è una delle motivazioni più grandi che ho".

Categoria: spettacoli
15:52
Napoli, picchia la nonna e lo annuncia sui social: arrestato
(Adnkronos) - Annuncia sui social l'intenzione di picchiare la nonna e poi la aggredisce. I carabinieri della locale stazione di Pozzuoli, in provincia di Napoli, e i militari del nucleo operativo e radiomobile della compagnia flegrea hanno arrestato un 28enne del posto per aver aggredito la nonna con cui conviveva. Una prima denuncia da parte della vittima 73enne era scattata lo scorso 24 maggio, quando l'anziana aveva segnalato i comportamenti del nipote violento e spesso ubriaco.
Nonostante fosse scattato il codice rosso, i carabinieri della stazione di Pozzuoli sono stati allertati nella notte dalla madre del 28enne, che citofonando in lacrime alla caserma ha denunciato l'ennesima aggressione del figlio contro l'anziana. Nella casa, la vittima era ancora ferma a terra: i militari hanno arrestato il 28enne, che prima dell'aggressione aveva preannunciato le sue intenzioni violente sui social. Sul posto anche i sanitari del 118 che hanno prestato soccorso all'anziana.

Categoria: cronaca
15:43
Cancro fegato, nuova combinazione di farmaci migliora la sopravvivenza
(Adnkronos) - Una nuova comnbinazione terapeutica basata sulla doppia immunoterapia durvalumab più tremelimumab, insieme alla terapia a bersaglio molecolare lenvatinib e alla procedura di chemioembolizzazione transarteriosa (Tace), ha ridotto il rischio di progressione di malattia del 30% nei pazienti con tumore del fegato non operabile. E' quanto emerge dallo studio di fase 3 Emerald3 presentato al Congresso 2026 dell'American Society of Clinical Oncology (Asco) a Chicago. I risultati del trial hanno dimostrato che durvalumab e tremelimumab, in combinazione con lenvatinib e Tace, hanno portato a un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza libera da progressione (Pfs) rispetto alla sola Tace nei pazienti con carcinoma epatocellulare (Hcc) non resecabile eleggibile per l'embolizzazione. I pazienti dei bracci sperimentali sono stati trattati con il regime Stride (Single tremelimumab regular interval durvalumab), con o senza lenvatinib, prima di Tace e successivamente in concomitanza con Tace. Questi risultati sono presentati oggi in una sessione orale al congresso.
In un'analisi ad interim pianificata, il regime Stride in combinazione con lenvatinib e Tace ha dimostrato una riduzione del 30% del rischio di progressione di malattia o di morte in assenza di progressione rispetto alla sola Tace, riporta una nota. La sopravvivenza mediana libera da progressione è stata di 13,0 mesi per questo regime terapeutico rispetto a 9,8 mesi con Tace. Il miglioramento di Pfs è risultato costante in tutti i principali sottogruppi di pazienti predefiniti. Per l'endpoint secondario di sopravvivenza globale (Os), è stata osservata una sopravvivenza numericamente migliore con il regime Stride con lenvatinib e Tace rispetto alla sola Tace, anche se con il follow-up attuale la differenza non risulta statisticamente significativa (Hr 0,84; Ic 95%). Anche se non sono stati formalmente valutati in questa analisi, gli endpoint secondari di Pfs e Os per il braccio di trattamento che ha confrontato il regime Stride (senza lenvatinib) più Tace rispetto alla sola Tace hanno mostrato un miglioramento clinicamente significativo di Pfs (Hr 0,71; Ic 95%) e di Os (Hr 0,70; Ic 95%). La Pfs mediana è stata di 12,9 mesi per Stride più Tace rispetto a 8,1 mesi per la sola Tace. In un'analisi esplorativa predefinita che ha messo a confronto i due bracci dello studio è stato osservato un miglioramento della sopravvivenza libera da progressione a favore del braccio trattato con lenvatinib nei pazienti con eziologia non virale (Hr 0,70; Ic al 95%). Lo studio proseguirà per valutare la sopravvivenza globale (Os) e altri endpoint secondari chiave in entrambi i bracci dello studio.
"Circa il 30% dei pazienti con carcinoma epatocellulare, il più comune tumore del fegato, è eleggibile per l'embolizzazione, una procedura di radiologia interventistica che blocca l'afflusso di sangue al tumore e permette di somministrare la chemioterapia o la radioterapia direttamente al fegato - spiega Lorenza Rimassa, professore associato di Oncologia medica all'Humanitas University e responsabile dell'Uo di Oncologia epatobiliopancreatica all'Irccs Istituto clinico Humanitas di Rozzano, Milano - Nonostante sia lo standard di cura in questo setting, la maggior parte dei pazienti sottoposti a embolizzazione presenta progressione di malattia entro 1 anno. I pazienti affetti da tumore al fegato idonei all'embolizzazione hanno urgente bisogno di nuove opzioni terapeutiche per ritardare la progressione di malattia e migliorare la prognosi. Nello studio Emerald-3 è stato utilizzato il regime Stride, basato su un innovativo approccio di 'priming immunitario' con una singola dose di tremelimumab seguita da durvalumab in monoterapia. Quest'unica somministrazione di tremelimumab è in grado di fornire una 'spinta' alla risposta immunitaria, offrendo maggiore efficacia. Con questo regime di doppia immunoterapia, nello studio Emerald-3 quasi 1 paziente su 3 è vivo e senza progressione di malattia a 2 anni dal trattamento. Si tratta di un progresso significativo associato a una tendenza al miglioramento della sopravvivenza, con o senza l’aggiunta di lenvatinib. Il razionale di Emerald-3 si basa sullo studio Himalaya, che ha coinvolto pazienti con malattia in stadio avanzato, in cui il regime Stride ha dimostrato un beneficio duraturo in termini di sopravvivenza globale e per i quali rappresenta oggi uno standard terapeutico".
Ogni anno in Italia sono stimate oltre 12.500 nuove diagnosi di tumore del fegato. "La maggioranza dei casi è riconducibile a fattori di rischio noti, quali l'infezione da virus dell'epatite B e C - ricorda Massimo Di Maio, presidente Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) - Negli ultimi anni si è osservato un progressivo incremento dei casi 'non virali', cioè ad eziologia metabolica, in genere legata a sovrappeso e diabete, o ad eziologia mista, metabolica ed etilica. Questo cambiamento epidemiologico è dovuto all'effetto della vaccinazione anti-Hbv, in Italia obbligatoria da più di 30 anni, alle terapie antivirali per l'Hcv e a stili di vita scorretti, cioè all'alimentazione eccessiva e ricca di grassi e alla sedentarietà, che caratterizzano i Paesi occidentali. La sorveglianza con ecografia epatica semestrale delle persone a rischio, cioè con epatopatia cronica, consente la diagnosi di tumore del fegato in stadio precoce, con interventi potenzialmente curativi, e di migliorare la sopravvivenza. Purtroppo, in più della metà dei casi la malattia è scoperta in stadio avanzato. L'immunoterapia ha già dimostrato di essere efficace nello stadio metastatico, dove è diventata standard di cura. I risultati dello studio Emerald-3 sono un esempio della possibilità di sperimentare l'impiego di trattamenti già dimostrati efficaci nella malattia avanzata anche in stadi più precoci, come accaduto in molti tipi di tumori", sottolinea Di Maio.
"Il trapianto di fegato può essere parte della cura per pazienti con malattia confinata al fegato, in qualsiasi momento si osservi una sufficiente risposta alle cure per un determinato periodo di tempo - afferma Vincenzo Mazzaferro, professore di Chirurgia all'università degli Studi di Milano e direttore della Chirurgia oncologica (epato-gastro-pancreatica) e Trapianto di fegato alla Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano - Il numero di trapianti in Italia è di circa 1.700, con un aumento progressivo e significativo della quota di pazienti oncologici. Per i pazienti con malattia in stadio intermedio, lo standard di cura fino a oggi è stato rappresentato dalla Tace, cioè una procedura di radiologia interventistica. Lo studio Emerald-3 evidenzia il ruolo importante del regime immunoterapico Stride in combinazione con la Tace, quando la funzionalità epatica non è compromessa. Sulla base dello studio Emerald-3 è verosimile che sarà significativo il numero di pazienti in cui il livello di risposta tumorale sarà compatibile con terapie curative come la resezione del tumore o il trapianto. Va ricordato che la miglior gestione dell'epatocarcinoma, che frequentemente complica un quadro di cirrosi, richiede il contributo di diversi specialisti, che compongono i team multidisciplinari".
Emerald-3 - dettaglia la nota - è uno studio globale di fase 3 randomizzato, in aperto, in cieco nei confronti dello sponsor, multicentrico, per la valutazione di una singola dose iniziale di tremelimumab 300 mg in aggiunta a durvalumab 1.500 mg, seguita da durvalumab ogni 4 settimane (regime Stride), più Tace con o senza lenvatinib rispetto alla sola Tace in un totale di 760 pazienti con Hcc non resecabile eleggibili all'embolizzazione. Lo studio è stato condotto in 171 centri distribuiti in 22 Paesi, tra cui Nord America, Europa, Sud America e Asia.

Categoria: cronaca
15:41
Roland Garros, Berrettini vola ai quarti: Cerundolo ko in tre set
(Adnkronos) - Matteo Berrettini vola ai quarti del Roland Garros 2026. Oggi, lunedì 1 giugno, il tennista azzurro ha battuto l'argentino Juan Manuel Cerundolo, 'responsabile' dell'eliminazione di Jannik Sinner, negli ottavi di finale dello Slam di Parigi, imponendosi in tre set con il punteggio di 6-3, 7-6 (7-2), 7-6 (8-6) in 2h36'. Berrettini torna così ai quarti di finale del Roland Garros per la seconda volta in carriera, a 5 anni dall'ultima apparizione nel torneo sulla terra rossa francese. Il romano gioca un match perfetto nei momenti chiave.
Un break è sufficiente per ipotecare il primo set, mentre il secondo arriva al tie-break senza scossoni nei turni di servizio. Berrettini vola 6-2 e chiude il parziale con un delizioso rovescio tagliato. Nel terzo set, nonostante una condizione non ottimale, Cerundolo detta il ritmo del gioco. L'argentino abbrevia gli scambi e si presenta a rete con continuità: arriva il break e Berrettini deve inseguire. L'azzurro ricuce il gap, epilogo ancora al tie-break. Cerundolo scappa sul 6-3, Berrettini cancella 3 set point (2 sul servizio del rivale) e ribalta la situazione: 5 punti di fila, 8-6 e quarti di finale conquistati.
Berrettini ora sfiderà il vincente di Tiafoe-Arnaldi.

Categoria: sport
15:39
Inter, Palestra e indizio di mercato: "Sono pronto per giocare in una big"
(Adnkronos) - Marco Palestra 'chiama' l'Inter? Oggi, lunedì 1 giugno, l'esterno dell'Atalanta, nell'ultima stagione in prestito al Cagliari, ha parlato dal ritiro dell'Italia, che mercoledì affronterà il Lussemburgo in amichevole. Palestra è intervenuto in conferenza stampa non solo per presentare il match, ma per parlare anche del suo futuro, lasciando qualche indizio di mercato.
A domanda diretta di un giornalista che gli chiedeva se fosse pronto per il salto in una big, Palestra ha risposto con decisione: "Mi sono sempre sentito pronto. Al mio futuro per ora non penso, sono concentrato sulle prossime due partite qui in Nazionale, dobbiamo fare bene anche per il ranking. Il Cagliari? Mi porterò nel cuore tutta la vita questa piazza e questa stagione, sono stato accolto benissimo fin dal primo giorno. Sapevo che avrei potuto fare bene, ma un conto è immaginarlo, un altro è viverlo".
Palestra è da tempo nei radar dell'Inter, con il suo profilo che combacia con le esigenze della dirigenza, a caccia di profili giovani per svecchiare la rosa, e con quelle di Chivu, che chiede esterni di gamba per sostituire Dumfries, uno dei possibili partenti in estate. Proprio dalla cessione dell'olandese potrebbero arrivare i soldi per Palestra, con l'Atalanta che chiede circa 40 milioni per lasciarlo partire.

Categoria: sport
15:37
La ciliegia e le qualità 'nascoste', Calabrese: "Anche il gambo fa bene"
(Adnkronos) - Per la ciliegia, il detto 'non si butta niente'. Le proprietà del frutto in sé sono note. Le ciliegie sono ricche di antiossidanti, in particolare gli antociani, e contengono vitamina C. Sono frutti ipocalorici, con un 'carico' spesso inferiore 60 calorie per 100 grammi, e hanno il pregio di frenare la fame. Quando si mangia una ciliegia, si tende a buttar via il gambo. E invece, anche il 'rametto' può diventare utile. "Le proprietà del frutto sono ben conosciute. La ciliegia non è importante solo per gli antociani e per la possibilità di assumere la rutina e la quercetina che difendono le arterie", dice il professor Giorgi Calabrese, medico specializzato in Scienze dell'Alimentazione, docente universitario, Consulente Scientifico del Ministero della Salute.
"Le ciliegie hanno anche il gambo. Si può 'pulire' e poi far bollire nell'acqua. Quando la bevanda raggiunge una temperatura gradevole, si può bere: in questo modo si assume un diuretico naturale efficacissimo. Il gambo, trattato in questo modo, funziona come un farmaco e fa urinare molto".

Categoria: salute











































