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Putin dice no: "Incontro con Zelensky ora non ha senso". Il leader di Kiev: "Ha scelto la guerra"
(Adnkronos) - Vladimir Putin e la Russia "hanno scelto di nuovo la guerra". Parola di Volodymyr Zelensky, che ha commentato così la decisione del presidente russo di rifiutare un faccia a faccia tra leader per mettere fine al conflitto in Ucraina che dura da quattro anni.
Le dichiarazioni dello 'zar' sono arrivate nel discorso pronunciato al Forum economico di San Pietroburgo, una risposta pubblica e netta alla lettera aperta inviata dal presidente ucraino con l'invito ad incontrarsi, ma anche l'occasione per ribadire l'obiettivo della "denazificazione" dell'Ucraina, vale a dire il cambio di leadership a Kiev.
Davanti alla platea del Forum di San Pietroburgo, il presidente russo ha spiegato di "non vedere ancora alcun motivo" per incontrare il presidente ucraino, come auspicato nella recente lettera aperta inviata da Zelensky.
"Non vedo il senso di un incontro. Sarebbe di interesse per la parte ucraina solo per fermare l'avanzata delle nostre forze armate", ha spiegato ancora lo 'zar' sottolineando che è necessario "lasciare che gli specialisti lavorino, elaborino soluzioni, e poi potremo incontrarci", sostenendo quindi che un incontro con Zelensky sarebbe "inutile" fino al raggiungimento di un accordo di pace.
Putin ha poi sostenuto di aver dato "una rapida occhiata" alla missiva. Nel contempo, però, lo 'zar' ha criticato la lettera aperta, che secondo lui "contiene effettivamente elementi di maleducazione. È un modo per creare le condizioni per un incontro e per dei negoziati o per creare un contesto in cui qualsiasi incontro diventa impossibile? Credo sia la seconda opzione", ha detto ancora.
Il presidente russo è poi tornato a ribadire che "le azioni militari finiranno una volta raggiunti gli obiettivi che ci siamo prefissati". Tra questi, "in modo specifico, la denazificazione". E cioè, per il Cremlino, il cambio di leadership in Ucraina.
Nonostante il rifiuto di Putin, l'invito a Mosca per Zelensky rimarrebbe comunque valido. A precisarlo è stato il portavoce del presidente russo, Dmitry Peskov. A chi gli chiedeva se era stato revocato, Peskov ha risposto "in alcun modo". "Non è quello che il Presidente ha detto. Non cercate di mettergli le parole in bocca", le parole del portavoce.
"Purtroppo, la parte russa sta scegliendo di nuovo la guerra: tutti hanno sentito la risposta. Una risposta debole. Semplicemente non vuole porre fine alla guerra", il commento di Zelensky dopo il 'no' di Putin.
Intanto si terrà domenica il vertice dei leader degli E3 a Londra con Zelensky. Fonti dell'Eliseo hanno confermato che il presidente Emmanuel Macron si recherà il 7 nella capitale britannica per partecipare a una riunione con il premier britannico Keir Starmer e con il cancelliere tedesco Friedrich Merz.
I tre leader si confronteranno poi con il presidente ucraino, invitato a Londra, fa sapere l'Eliseo, secondo cui "questo incontro consentirà di proseguire lo stretto coordinamento sulla nostra agenda comune di continuo sostegno all'Ucraina e di rafforzamento della pressione sullo sforzo bellico russo, mentre la Russia, in una situazione di fallimento militare, economico e strategico, si ostina senza successo sul fronte in una guerra sanguinosa".
"La riunione permetterà inoltre di fare il punto sui lavori intrapresi a favore di una pace giusta e duratura in Ucraina e nel continente europeo, in particolare nell'ambito della Coalizione dei volontari", conclude la fonte.

Categoria: internazionale/esteri
00:06
Meteo, weekend perfetto per il mare: la svolta domenica, temperature fino ai 31°C
(Adnkronos) - Il primo weekend di giugno 2026 porta l'estate sull’Italia. Dopo una settimana, segnata da piogge, temporali e un tornado a Roma, il meteo cambia marcia da oggi, sabato 6 giugno, con condizioni stabili e soleggiate su gran parte della Penisola.
Le temperature sono in risalita, soprattutto al Sud e al Centro dove si supereranno diffusamente i 26-28°C. Unica insidia le ore pomeridiane, con rischio di isolati temporali su rilievi alpini e prealpini. Altrove sole pieno, spiega all'Adnkronos Mattia Gussoni, meteorologo de 'iLMeteo.it'.
La svolta definitiva arriva domenica 8 giugno con il rinforzo dell'alta pressione. Cieli limpidi e stabilità su quasi tutto il Paese. I termometri toccano valori tipicamente estivi: punte di 30°-31°C al Centro, in Sardegna e Sicilia, 29°-29°C sulle pianure del Nord. "Ci attende un fine settimana climaticamente perfetto per le attività all'aperto" sottolinea Gussoni, parlando di "un vero cambio di marcia verso l'inizio dell'estate".

Categoria: cronaca
00:02
Iran-Usa, Teheran detta condizioni per l'accordo: "Trump sblocchi fondi congelati"
(Adnkronos) - Tra Iran e Stati Uniti "i negoziati sono in una fase di stallo" e tocca al presidente americano Donald Trump "sbloccare la situazione". A dettare le condizioni al tycoon è il consigliere della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, Mohsen Rezaei, in una intervista esclusiva alla Cnn a Teheran.
"La palla è nel campo di Trump", ha detto, spiegando che l'Iran ha chiesto lo sblocco di 12 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati non appena verrà firmato un accordo con gli Stati Uniti, e altri 12 miliardi di dollari in una fase successiva. "Se lui vuole raggiungere un accordo con l'Iran, i 24 miliardi di dollari sono una prova di fiducia che l'Iran vuole avere: è una prova che l'America deve superare e la strada sarà aperta", ha detto Rezaei. "Questi sono i nostri soldi, non i soldi dell'America", ha sottolineato.
Rezaei ha poi avvertito che l'Iran "trascinerà la guerra" oltre il Golfo Persico se gli Stati Uniti riprenderanno il conflitto. "Daremo un'altra dimensione alla guerra attaccando altre basi americane rispetto a quelle che abbiamo attaccato finora", ha affermato, aggiungendo comunque che "la possibilità di una guerra è bassa".
Intanto, l'ipotesi di un incontro tra il presidente americano e Mojtaba Khamenei è esclusa. Evitando di rispondere alla domanda sulla salute della Guida Suprema, rimasta ferito nel raid del 28 febbraio in cui è stato ucciso il padre Ali Khamenei, e sul suo ruolo nel processo decisionale in Iran, in merito a un possibile incontro con il tycoon Rezai ha spiegato: "Questo non accadrà, in questo momento siamo nella prima fase dei negoziati e il signor Trump li ha bloccati". Nei giorni scorsi il tycoon aveva affermato che lui e Khamenei "sembrano andare d'accordo" e che sarebbe "onorato" di incontrarlo.
Dal canto suo, Trump sostiene che i leader iraniani non hanno ancora raggiunto un accordo con gli Stati Uniti perché sono "forti" e "orgogliosi" ma alla fine "non hanno altra scelta" se non quella di arrivare a una intesa.
"Sono forti, sono orgogliosi. Ci sono cose che non avrebbero mai pensato di dover fare - le parole nel corso di un'intervista a 'Meet the Press' di Nbc News - e che invece dovranno fare. Non hanno altra scelta, ma serve un po' di tempo", sottolinea il tycoon.
"La maggior parte delle fabbriche di droni è stata distrutta, la maggior parte delle piattaforme di lancio è stata eliminata e gran parte degli impianti di produzione missilistica è stata neutralizzata. Tuttavia - continua - conservano ancora alcune capacità. Hanno ancora missili e droni. Direi che possiedono ancora circa il 21%-22% del loro arsenale missilistico. Si tratta comunque di molti missili, ma non è più la situazione che esisteva quando abbiamo lanciato il primo attacco".
Nel corso dell'intervista Trump ha poi criticato coloro che lo esortano a raggiungere rapidamente un accordo con Teheran, sostenendo che "queste cose richiedono anni": "Queste persone combattono da 47 anni. Hanno ucciso americani". Il presidente Usa ha poi paragonato la durata del conflitto alla guerra del Vietnam: "Mi sto muovendo molto rapidamente. Siamo al terzo mese. La guerra del Vietnam è durata 19 anni. Io sono al terzo mese e tutti continuano a chiedere: 'Quando vincerai?'. Se fossi un democratico, nessuno parlerebbe in questo modo, ma non mi importa. Ci sono abituato".
Intanto, gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner, sarebbero stati in visita giovedì scorso al laboratorio nazionale di Oak Ridge, in Tennessee, per consultazioni con una nuova squadra di esperti in vista di potenziali negoziati nucleari con Teheran, rivela Axios.
Axios spiega che presso l'Oak Ridge National Laboratory lavorano alcuni dei massimi esperti del Paese nel trattamento dell'uranio e nella tecnologia delle centrifughe. "Si tratta dei massimi esperti nucleari degli Stati Uniti, che sanno come gestire gli aspetti tecnici che un accordo con l'Iran comporterà", ha dichiarato un funzionario statunitense ad Axios.
Se i negoziati dovessero avanzare alla seconda fase, scrive Axios, il team di esperti che ha incontrato Witkoff e Kushner dovrebbe elaborare un piano per lo smaltimento del materiale nucleare iraniano, per limitare ulteriormente il programma di arricchimento e per verificarne il rispetto. Funzionari statunitensi hanno spiegato che alcuni degli esperti che hanno incontrato Witkoff e Kushner hanno partecipato, settimane fa, al processo di recupero dell'uranio arricchito dal Venezuela, che è stato inviato in Carolina del Sud per essere lavorato.

Categoria: internazionale/esteri
23:37
Cisgiordania, Idf sparano contro auto a Hebron: ucciso neonato di 7 mesi
(Adnkronos) - Le forze di difesa israeliane (Idf) hanno sparato contro un'auto vicino a Hebron, nel sud della Cisgiordania, uccidendo un neonato di 7 mesi, Sam Fahed Abu Haikal. Lo ha reso noto il ministero della Sanità palestinese, come riporta l'agenzia di stampa Wafa. Tre membri della stessa famiglia, tra cui i genitori del piccolo, sono stati feriti in modo non grave. Il ministero ha fatto sapere che il neonato è stato trasportato in condizioni critiche in un ospedale locale, dove è stato successivamente dichiarato morto.
Le Idf hanno espresso in una nota "profondo dolore" per l'uccisione del piccolo. Secondo quanto riferito dai militari istraeliani, durante un'operazione a Hebron le truppe "hanno percepito un veicolo che accelerava verso di loro". I soldati hanno quindi sparato "colpi contro il veicolo". Secondo "un'indagine preliminare è stabilito che i feriti erano civili non coinvolti", afferma l'Idf, aggiungendo che l'incidente è oggetto di inchiesta e che i risultati saranno "sottoposti all'esame delle autorità competenti". Nella nota si legge che "le Forze di Difesa Israeliane esprimono profondo rammarico per qualsiasi danno arrecato a persone non coinvolte" nel conflitto.
L'agenzia di stampa Wafa ha precisato che il padre del bambino ucciso è stato colpito alla mano da una pallottola, mentre la madre è stata raggiunta dal proiettile che ha poi trafitto la mascella di Sam. La famiglia, che vive a Betlemme, si stava recando a far visita alla nonna di Sam quando la loro auto è stata raggiunta dal fuoco israeliano.
Hamas condanna l’"atroce" uccisione del un neonato. Il gruppo palestinese afferma in una nota, riferisce 'Al Jazeera', che l’uccisione di Sam Fahd Abu Haikalrappresenta "il vero volto" della "brutalità" di Israele nei confronti dei palestinesi. "Affermiamo che questo crimine riflette la mentalità criminale che guida il comportamento delle forze di occupazione e dei coloni, nonché il loro totale disprezzo per il sangue palestinese e per la vita del nostro popolo", sostiene Hamas in una nota. Il gruppo fondamentalista sunnita ha inoltre invitato la comunità internazionale a esercitare immediatamente pressioni su Israele affinché "ponga fine ai suoi continui crimini" contro i palestinesi.

Categoria: internazionale/esteri
21:54
Omicidio alla stazione Certosa di Milano, fermato un 19enne
(Adnkronos) - Un 19enne è stato fermato per l’omicidio di Gianluca Ibarra Silvera, il 22enne accoltellato la scorsa settimana alla stazione Certosa di Milano. Il ragazzo fermato, di nazionalità peruviana e residente nell’hinterland milanese - a quanto si apprende - potrebbe essere uno degli esecutori materiali del delitto. Altri giovani, tutti di origine sudamericana, sono stati perquisiti nel pomeriggio nell’ambito delle indagini, coordinate dalla Procura di Milano e affidate alla squadra mobile.
Il ferimento mortale del 22enne sarebbe seguito a una lite scoppiata tra una decina di persone il 26 maggio scorso. L'allarme era scattato intorno alle 22.30. Sul posto erano poi intervenuti gli agenti della polfer, che avevano trovato il giovane, nato a Milano, con una grossa ferita da arma da taglio e attivato i soccorsi. I sanitari dell'Areu 118 avevano trasferito il ragazzo in codice rosso all'ospedale Fatebenefratelli, dove era poi deceduto intorno alle 2 del mattino del 27 maggio.
Le modalità "brutali dell'aggressione" inducono a ritenere che l'omicidio "sia da ricondurre all'azione di una pandillas", cioè una banda di latinos, ma la fonte interpellata dall'Adnkronos non fa il nome della MS13, tra i gruppi più noti e sanguinosi. Il branco si sarebbe gettato sulla vittima colpendolo ripetutamente: "Hanno agito come degli animali, poi lo hanno gettato su un binario" come un oggetto di cui disfarsi. Una violenza rimasta impressa nelle immagini delle telecamere presenti in stazione e che la squadra Mobile di Milano ha analizzato per dare un nome ai volti in fuga su un treno diretto a Treviglio.

Categoria: cronaca
21:44
Garlasco, Marco Poggi: "Accusa di aver ucciso Chiara non andrà più via. Sempio? Innocente"
(Adnkronos) - Dopo la nuova inchiesta sul caso Garlasco, "siamo rimasti un po’ dispiaciuti. Posso capire le intercettazioni nel mio caso, avrei trovato più strano il contrario. Dispiace che fossero coinvolti i miei, a loro si potevano evitare. In generale, di questa indagine, ci ha amareggiato essere tenuti sempre da parte, quasi come se non esistessimo. Anche il prelievo del Dna di nascosto, dalla spazzatura o con modalità strane come nel mio caso, non è una cosa che ti fa piacere, perché la morte di Chiara è qualcosa di nostro". Questo uno dei passaggi dell'intervista a Marco Poggi, fratello di Chiara, uccisa a il 13 agosto 2007, in onda stasera a Quarto Grado.
A quasi 19 anni dai fatti, il fratello della vittima parla della nuova inchiesta della Procura di Pavia che non crede alla colpevolezza di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere, e indaga su Andrea Sempio per l'omicidio pluriaggravato. "Capiamo le questioni dell’indagine, ma essere tenuti così in disparte ci ha amareggiato. Sinceramente, mi aspettavo anche che all’apertura delle indagini, prima ancora che uscisse sui media, ci convocassero per dirci banalmente 'So che siete convinti di altro. È stato condannato in via definitiva, però noi siamo convinti di un’altra cosa e abbiamo deciso di aprire questa indagine'. Non sarà scritto in nessun libro di diritto, di procedure però penso come segno di rispetto e umanità me lo aspettavo. Mi spiace che non ci sia mai stato neanche un colloquio di questo tipo" aggiunge.
Anche ora che Stasi tenta la strada della revisione - si attende ancora che la difesa depositi l'istanza - continua il silenzio. "Non abbiamo mai avuto nessun contatto con lui, non ci ha mai scritto". Una distanza che Marco Poggi si spiega, ma non esplicita. "Tengo per me quello che posso aver pensato e pensare. Perché in questo momento i toni sono talmente alti, le tifoserie talmente schierate e le opinioni così polarizzate che non voglio alimentarle. Vorrei che i toni si abbassassero un po'".
"Io non ho mai sopportato e forse neanche accettato tutta questa esposizione mediatica di quello che purtroppo è successo a Chiara. Da quest’ultimo anno, da questa riapertura, la mia figura è stata molto più coinvolta ed è stata un po’ più chiacchierata. Era da diverso tempo che pensavo di parlare, anche per fare finire tutte le relazioni, allusioni e questo alone di mistero che c’è sulla mia figura", le parole del fratello di Chiara.
Con la riapertura dell'inchiesta della Procura di Pavia, i riflettori si sono accesi sul fratello minore della vittima, diventato bersaglio di insulti e fake news. "Non è quello che pensavo ovviamente di dover affrontare diciotto anni dopo. Non so veramente come si sia arrivati a questo punto" spiega e sull'accusa che lo ha ferito di più non ha dubbi. "Ovviamente essere accusato di essere coinvolto nell’omicidio di Chiara, essere accusato addirittura di essere un autore è la cosa che difficilmente mi andrà più via. Ho imparato a conviverci".
Tra i sospetti della rete è che Marco Poggi non fosse in montagna in Trentino con i genitori quel 13 agosto del 2007. "Non è stato facile. (...) I sentimenti che ho provato di più in quest’ultimo anno sono rabbia e stanchezza". C’è chi ti ha voluto chiuso in una clinica psichiatrica. Chi ha sostenuto fosse in una clinica psichiatrica. "È stato detto di tutto e di più, probabilmente il fatto di non aver mai rilasciato interviste può avere alimentato anche queste voci. C’è anche un minimo di colpa da parte mia... nel senso che se forse avessi fatto interviste prima, tutte queste voci e teorie non sarebbero nate" spiega all'intervistatrice Martina Maltagliati. E sui social c'è chi ha paralato di un giro di droga: "Non l’ho neanche mai provata, per cui siamo nella fantasia che più fantasia" aggiunge.
Poggi non ha dubbi su cosa avrebbe ferito di più la sorella, vittima di uno degli omicidi più mediatici della storia: "Non credo che avrebbe mai voluto tutta questa esposizione mediatica, tutte queste insinuazioni sulla sua doppia vita o sulla sua vita privata. Sicuramente non le avrebbe volute".
Quindi il passaggio su Stasi, l'allora fidanzato di Chiara condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l'omicidio: "All'inizio del 2007 non credevamo nella colpevolezza di Alberto Stasi. L'abbiamo difeso veramente tanto e anche quando era stato incarcerato, personalmente ero convinto che fosse innocente, convinto che stavano sbagliando. Quando è uscita la notizia della scarcerazione ero contento perché ero convinto che non c'entrasse nulla. Era proprio l'ultima persona che volevamo potesse essere stato, perché Chiara, in quel periodo lì, aveva lui come persona più vicina e che le dava più affetto".
"Leggendo le motivazioni della scarcerazione ho iniziato a chiedermi il perché di così tante bugie, di così tante cose che non tornano. C'erano dei passaggi sulla spiegazione del Dna di Chiara che fu trovato sui pedali che mi avevano lasciato un po' stranito. Non è che perché viene aperta un'indagine, significa che abbiamo un convincimento diverso. Secondo me, sarebbe ancora più grave se lo cambiassimo solo perché era partita questa indagine. Questo vorrebbe dire che non abbiamo creduto alla condanna che c'era stata negli anni passati" aggiunge il fratello della vittima che poi spiega perché crede nella colpevolezza di Stasi.
"Il convincimento nasce dall'aver seguito un po' tutti i processi e le discussioni in aula. (...) Tutte le prove, anche quelle nuove, che sono state discusse nei vari procedimenti, le perizie in contraddittorio e le sentenze che sono state emesse, ci hanno convinto in maniera definitiva" aggiunge.
Tra la famiglia Poggi e Stasi non c'è più nessun tipo di contatto e per chi li accusa di temere una revisione nei confronti della sentenza di colpevolezza per non restituire il risarcimento di 750.000 euro, Marco Poggi replica: "Quella somma, come hanno già detto i miei genitori, è depositata a parte. Una parte è stata utilizzata per pagare le spese legali e consulenti di tutta la trafila dei processi che c'erano stati. La nostra vita va avanti con i nostri stipendi. Mi sono fatto una vita a parte, sono in affitto e lo pago con il mio stipendio".
A favore di Stasi, dice, "c'è stata una forte campagna mediatica di notizie false, indiscrezioni che poi si sono rivelate false, che hanno sostanzialmente indirizzato l'opinione pubblica". Per il fratello di Chiara Poggi non è facile vedere la trasformazione di un assassino "in una vittima".
Gli elementi della nuova inchiesta della Procura di Pavia sull'indagato Andrea Sempio, invece, non convincono Marco Poggi. "Non mi hanno convinto. Ho letto un po' anche le varie memorie e le informative, non ho cambiato la mia idea. Ovviamente, vedremo. Non ci siamo mai nascosti, siamo convinti che Alberto Stasi è colpevole, e convinti che le ultime sentenze a cui siamo arrivati nei processi siano la verità. Non pretendiamo che la nostra convinzione diventi verità per tutti, non l’abbiamo mai preteso e non lo pretenderemo mai, quello che ci dispiace è che non ci sia rispetto".
Poggi è stato definito "ostile" dagli inquirenti, ma il fratello di Chiara non si riconosce nella definizione e spiega perché crede all'innocenza di Andrea Sempio. "Credo che si potevano, si dovevano usare parole diverse per esprimere il mio convincimento per cui la verità è stata già accertata e per cui credo veramente che Andrea Sempio sia estraneo. Non credo servissero parole provocatorie. Hanno deciso di definirmi così, lo accetto. Non è il messaggio sicuramente che volevo far passare".
Una sicurezza sul colpevole che non è parteggiare o 'coprire' l'amico di infanzia. "La cosa che forse non è chiara e che viene mal interpretata è che, se potessimo mettere un punto a tutta la vicenda, saremmo veramente i primi a volerlo, perché non so se si può immaginare quanto siamo stanchi di rivivere tutto, di rimettere in discussione tutto, di fare sempre e ciclicamente gli stessi pensieri", spiega ancora Marco Poggi.
"Penso proprio di sì, nel momento in cui è coinvolto un mio amico non vedo perché non abbia dovuto chiamarmi per dirmi ‘Guarda, questo mi sta veramente dando fastidio, è un problema per me, prova a sentirlo tu’. Questo me lo sarei aspettato, come mi sarei aspettato che l’avesse detto a qualcuno delle persone che vedeva in quei giorni lì, come Alberto Stasi o mia cugina. Se veramente qualcuno l’avesse importunata, qualcun altro avrebbe dovuto saperlo", la risposta che fornisce all'ipotesi investigativa che Andrea Sempio possa aver molestato telefonicamente la sorella.
La Procura di Pavia sostiene un movente a sfondo sessuale di Sempio nei confronti della vittima. "Sì, ho letto di questa ricostruzione. Faccio fatica a trovarci una logica perché non c’era nessun contatto, non ho nessun ricordo di Chiara con i miei amici - aggiunge Marco Poggi -. Non la incrociavamo neanche quando uscivamo, non li ricordo parlare con lei le volte in cui ci siamo incrociati in casa".
Poggi non può escludere che Sempio possa essere stato da solo nella stanza della sorella Chiara, dove c'era il computer a cui i ragazzi accedevano per giocare. "Non posso escludere che io alcune volte sia andato in bagno, sia andato a prendere da bere o a far uscire il gatto e quindi lo abbia lasciato lì pochi minuti".
Secca e sicura la risposta sui video intimi tra la vittima e il fidanzato Alberto Stasi che, per chi indaga, potrebbero essere stati visti dall'indagato e aver armato il 37enne. "Non li ho mai visti - spiega Marco Poggi -. Sapevo solo della loro presunta esistenza da una chat su Msn che avevo letto anni prima, ma non li ho mai visti e non ho mai detto questa cosa né ai miei amici né ad altre persone". E sostiene di non averne parlato con nessuno "anche perché sono cose private di mia sorella che non avrei mai messo in giro, nemmeno la voce".
Sui soliloqui di Sempio che, per chi indaga, sono una sorta di confessione del delitto "la mia reazione a caldo è stata quella di incredulità e di non riuscire a trovare un nesso. Quel giorno sono uscito abbastanza confuso e anche con il pensiero di ascoltare questi audio e di capire qual è la spiegazione. Li ho sentiti in queste settimane e onestamente rimango dell’idea che mi sono fatto. Non ci vedo quell'interpretazione e non riesco proprio a sentire ed essere sicuro che vengano dette determinate parole. Non sono io che devo giudicare, quindi ci sarà qualcuno che lo farà. Aspettiamo di sentire quale sarà il giudizio finale".
Audio che vengono fatti sentire dai pm di Pavia quando viene sentito il 6 maggio scorso, prima - in un'altra occasione - gli mostrano la famosa impronta 33. Un'impronta per gli inquirenti riconducibile a Sempio, che si trova sul muro della scala che conduce alla cantina dove è stata trovata la vittima. Cantina dove Marco Poggi scendeva con gli amici perché "era una sorta di magazzino e lì c'erano console vecchie, riviste di videogiochi e altre cose".
"Mi hanno mostrato una foto" dicendo che "era di Andrea Sempio. Me l'hanno fatta vedere che era rossa...pensavo fosse sangue. Ovviamente è stato un po' uno shock per come me l'hanno presentata e per il fatto che la reputavano di Andrea Sempio. Non ho più capito se mi avevano detto che era sangue o no. L'ho elaborato meglio dopo, quando sono tornato a casa (...) A caldo, la risposta che avevo dato è che mi sembra impossibile che sia stato lui. È ovvio che un'impronta insanguinata diventi difficile da spiegare" dice. Le analisi del 2007 del Ris escludono che sia sangue, il colore rosso era il reagente della ninidrina, e i consulenti di Sempio escludono che la traccia sia riconducibili all'indagato.
"Per quanto possa esser stato difficile e devastante quest'ultimo anno e mezzo, niente può essere paragonato ai primi anni, dopo quel 13 agosto", continua. Quella dell'agosto 2007 era la prima vacanza in cui la ventiseienne rimaneva da sola a casa, ma la mattina della partenza "purtroppo è un ricordo che è sfumato completamente e mi spiace. Non mi ricordo l'ultimo saluto" a Chiara, "non lo ricordo più".
La notizia raggiunge Marco Poggi e il padre Giuseppe mentre sono in un rifugio ad alta quota. E' il padre dell'amico Biasibetti a parlare al telefono con i soccorritori. "Lui, anziché dirci che era venuta a mancare Chiara, ci aveva detto che non si era sentita bene mia mamma e che era in ospedale. Da lì, è arrivata una jeep del soccorso alpino a prenderci. Siamo scesi a valle e mio papà ha chiamato mia mamma per sapere come stava, in quel momento ho saputo quello che era successo. Poi siamo tornati a Garlasco" racconta. "E' stato un viaggio un po' interminabile, con un lungo silenzio, mi ricordo questo".
Otto mesi dopo la villetta di via Pascoli viene dissequestrata e la famiglia rientra a casa. "I ricordi di Chiara erano lì e noi volevamo tornare dove potevamo rivivere e alimentare questi ricordi" spiega.
"Spero veramente che possa finalmente essere lasciato un po' in pace il suo ricordo, finire questo gioco - dice - che c'è nei confronti della sua morte e della sua vita. E io ne sono certo, non avrebbe voluto tutto questo. Spero che possa avere un po' di tregua anche lei", continua augurandosi che il circo mediatico sul caso Garlasco possa terminare.
Chi l'ha uccisa "ha tolto principalmente a lei, le ha tolto tutto. Ho rimpianti personali per non aver potuto vivere Chiara quando la differenza di età diventava meno evidente. Mi spiace non aver potuto trasformare il rapporto fratello-sorella anche in un rapporto di amicizia. Questo purtroppo non è stato possibile farlo" aggiunge Marco che in più occasioni ricorda le accuse contro la famiglia Poggi. "Penso che tutto il fango che abbiamo subito non ci scivolerà mai addosso. Però credo che ora si possa interrompere" aggiunge il fratello minore della vittima.
"Il grazie più banale va ai miei genitori per tutti questi anni, perché ci sono sempre stati, non sono mai crollati e sono stati fondamentali nel non far crollare anche me. Il grazie che forse è meno scontato è quello per gli avvocati, consulenti e soprattutto le loro famiglie, che ci sono rimaste vicino. Loro stessi hanno subito un sacco di attacchi personali, insulti e diffamazioni", conclude Marco Poggi.

Categoria: cronaca
21:31
Superenalotto, numeri combinazione vincente oggi 5 giugno
(Adnkronos) - Nessun '6' né '5+1' al concorso SuperEnalotto - SuperStar numero 89 di oggi, venerdì 5 giugno 2026. Il jackpot stimato per il prossimo concorso a disposizione dei punti '6' è 175,1 milioni di euro.
Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima:
- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro;
- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro;
- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro;
- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro;
- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.
La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.
E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.
Ecco la combinazione vincente di oggi, venerdì 5 giugno 2026: 9, 25, 51, 63, 73, 89 numero Jolly 90 e numero SuperStar 40.

Categoria: cronaca
21:08
Roland Garros, Agassi sconvolto da ritiro Arnaldi: lo shock in diretta
(Adnkronos) - Andre Agassi 'disperato' per Matteo Arnaldi. Oggi, venerdì 5 giugno, il tennista azzurro è stato costretto a ritirarsi prima di scendere in campo nella semifinale del Roland Garros 2026, a causa di un virus che lo ha colpito nelle ore precedenti. Flavio Cobolli è così volato in finale, dove troverà Alexander Zverev, senza giocare.
La notizia ha sconvolto tifosi e appassionati di tennis, tra cui Andre Agassi. L'ex giocatore americano, che si è fatto notare nelle ultime ore per alcuni commenti poco piacevoli su Jannik Sinner, è rimasto sconvolto dal ritiro di Arnaldi, con l'ultim'ora che è arrivata a pochi minuti dall'inizio del match.
Ospite fisso negli studi di TNT Sports, Agassi ha reagito portandosi le mani alla testa e abbassando lo sguardo, visibilmente colpito dalla notizia. "Quello che sta facendo Agassi è quello che i tifosi e appassionati di tennis stanno sentendo in tutto il mondo", ha detto il conduttore, mentre l'ex tennista scuoteva la testa.

Categoria: sport
20:56
Roma, denuncia su pagina Facebook 'Morti di lavoro': "Operaio su scala senza protezioni in sede Federmanager"
(Adnkronos) - Un lavoratore "arrampicato in precario equilibrio su una scaletta al primo piano della sede nazionale di Federmanager in via Ravenna a Roma, senza i dispositivi di protezione individuali né gli ancoraggi prescritti dalla normativa sui lavori in quota". E' quanto denuncia il giornalista Piero Santonastaso pubblicando una foto dell'operaio sulla sua pagina Fb 'Morti di lavoro' dove si occupa dei temi legati alla sicurezza sul lavoro.
"La normativa in tema di lavori in quota, a un'altezza superiore ai due metri dal suolo, è molto stringente, prevede l'uso di di protezioni individuali come imbracature di sicurezza e casco, una linea di ancoraggio in caso di caduta o di perdita di equilibrio in modo da tutelare l'incolumità e il lavoratore - sottolinea all'Adnkronos Santonastaso - Non credo che Federmanager sia coinvolta direttamente, penso di più alla superficialità di una persona che si trovava lì a lavorare, però il fatto che anche nella sede di un'associazione, formalmente e dichiaratamente molto impegnata sul piano della prevenzione e della sicurezza, si debba assistere a un fatto del genere significa che in tema di cultura della sicurezza c'è ancora molto da fare".
Sulla sua pagina Santonastaso racconta le storie di infortuni sul lavoro e tiene il triste conteggio delle vittime in Italia: "Secondo i miei conteggi, che faccio personalmente con una selezione giornaliera nel panorama informativo, quest'anno siamo a 486 vittime con un aumento dell'8,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno passato".

Categoria: cronaca
20:54
Arnaldi si ritira, Cobolli commosso a Roland Garros: "Ho quasi pianto"
(Adnkronos) - Flavio Cobolli 'piange' per Matteo Arnaldi. Oggi, venerdì 5 giugno, il tennista romano ha raggiunto Alexander Zverev nella finale del Roland Garros 2026 senza giocare a causa del ritiro del connazionale a pochi minuti dalla semifinale dello Slam parigino a causa di un virus che lo ha colpito nelle ore precedenti al match.
Una notizia che ha lasciato di stucco Cobolli, che si è mostrato profondamente dispiaciuto per il compagno di Coppa Davis, che conosce fin da piccolo, e che ha lasciato trasparire in conferenza stampa: "Quando è venuto da me un'ora fa, ho quasi pianto. È una cosa che non ti aspetti proprio. Ero pronto a giocare questa partita. Sono veramente triste per lui", ha detto il tennista azzurro, che grazie alla finale di Parigi sbarcherà per la prima volta in carriera nella top ten del ranking Atp.
"Arnaldi è una persona fantastica. Un giocatore fantastico e una delle migliori persone che ho conosciuto fuori dal campo, un'ispirazione per come prepara le partite e per come è concentrato nelle sue partite. Si merita i risultati conquistati questa settimana. Tutti noi ci aspettiamo questo tipo di risultati da parte sua", ha detto Cobolli parlando di Arnaldi.
"Allo stesso tempo sono felice del risultato che ho raggiunto in questa settimana", ha continuato Cobolli, "mio padre è arrivato da me e ci siamo abbracciati con tutto il team quando ho saputo della top ten. Tutte le volte che raggiungo un best ranking ci abbracciamo in questo modo. Ora sono felice e triste allo stesso tempo".
"Avevo iniziato la routine come sempre. Non mi sono svegliato molto presto, poi ho fatto un po' di fisioterapia e ho pranzato con il mio team", ha raccontato Cobolli ripercorrendo la sua giornata, "ho dormito un po' sul divano guardando l'altra semifinale e mi sono scaldato in campo. Ero pronto per giocare, ma poi è arrivata questa notizia quindi non mi sono nemmeno scaldato".

Categoria: sport
20:47
Gianni Morandi canta 'Caruso', omaggio a Dalla all'Arena di Verona
(Adnkronos) - All'Arena di Verona per lo spettacolo 'Campioni del mondo - Italia loves Unesco', l'omaggio dal palco di Gianni Morandi a Lucio Dalla sulle note di 'Caruso', offrendo una lettura intensa e personale di un brano che rappresenta una sorta di sintesi ideale della grande tradizione melodica italiana e napoletana.
Categoria: spettacoli
20:23
Arnaldi si ritira dal Roland Garros, ipotesi virus. Il medico-fisiatra: "Ha portato l'organismo al limite"
(Adnkronos) - Il ritiro di Matteo Arnaldi a un passo dalla semifinale del Roland Garros "lascia l'amaro in bocca agli appassionati, e a chi aspettava il primo derby italiano della storia in semifinale a livello Slam. Oltre alla sfortuna di un evento del genere a un passo da una partita storica, quello che è capitato al tennista ligure fornisce degli interessanti spunti di riflessione" agli occhi del medico-fisiatra Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all'UniSalento e segretario generale della Simfer (Società italiana di medicina fisica e riabilitativa).
"Arnaldi - spiega l'esperto all'Adnkronos Salute - non ha semplicemente giocato tanto, ma ha battuto ogni record di ore giocate per arrivare ad una semifinale Slam nella storia: 19 ore e 42 minuti di gioco effettivo. Questo non è infatti solo il primato del torneo parigino, ma rappresenta il record assoluto in tutti i tornei del Grande Slam da quando esiste il cronometraggio ufficiale. Aver accumulato un simile minutaggio significa aver portato l'organismo al limite" e "la letteratura scientifica spiega molto bene la suscettibilità alle infezioni gastroenteriche in condizioni di sforzi fisici", sottolinea Bernetti commentando l'ipotesi che sia stato un virus a mettere Ko l'atleta.
In conferenza stampa all'Open di Francia, infatti, Arnaldi ha descritto i sintomi che lo hanno costretto al ritiro: vomito ripetuto dalla scorsa notte e un malessere che "non migliorava. Non potevo mangiare" e "ogni volta che mi alzavo mi sentivo male. Credo sia una sorta di virus perché sentivo freddo. Penso di aver avuto febbre durante il giorno", ha detto.
"A causa dello sforzo massimale - illustra il medico-fisiatra - si verifica un picco di ormoni dello stress e una drastica riduzione transitoria dei linfociti e delle immunoglobuline di tipo A (molto importanti nella protezione delle pareti intestinali dalle aggressioni virali), creando una finestra temporale in cui l'atleta è paradossalmente molto più vulnerabile alle infezioni rispetto a una persona sedentaria. A questa temporanea riduzione delle difese immunitarie, si unisce una riduzione dell'apporto di ossigeno all'intestino in quanto il sangue viene preferenzialmente dirottato verso la muscolatura durante lo sforzo, con un danno delle complesse giunzioni proteiche che 'sigillano' la parete intestinale aumentandone la permeabilità. Di conseguenza batteri, tossine e virus hanno maggiore facilità ad attraversare la mucosa, innescando potenziali infezioni gastroenteriche".
"Per prevenire o mitigare questa drammatica cascata di eventi - suggerisce Bernetti - in primo luogo è fondamentale un protocollo di idratazione e reintegro glucidico, poiché la disidratazione amplifica questa situazione. Inoltre, l'assunzione preventiva di L-glutammina risulta essenziale, essendo questo amminoacido molto importante per le cellule intestinali, ed è capace di ridurre l'aumento della permeabilità intestinale indotta dall'esercizio estremo. A onor del vero - osserva lo specialista - è difficile dire cosa, e se, si sarebbe potuto fare di diverso. Il caso Arnaldi è infatti un caso unico, era dal 1992 che un atleta non giocava così tanto in un torneo Slam e stiamo parlando di un'era tennistica e della medicina estremamente distante da oggi, il suo fisico è stato veramente portato al limite. Speriamo che possa recuperare presto e andare in fondo ai prossimi tornei", conclude Bernetti.

Categoria: cronaca
20:23
Roland Garros, Cobolli-Zverev in finale: quando si gioca? Data, orario e dove vederla in tv (in chiaro)
(Adnkronos) - Quando si gioca la finale del Roland Garros 2026 tra Flavio Cobolli e Alexander Zverev? Oggi, venerdì 5 giugno, il tennista azzurro ha raggiunto l'ultimo atto dello Slam di Parigi senza scendere in campo a causa del ritiro di Matteo Arnaldi, colpito da un virus nelle ore precedenti alla semifinale. Zverev invece ha battuto il ceco Jakub Mensik nel match della sessione diurna del Philippe-Chatrier, vinto in quattro set con il punteggio di 7-5, 6-2, 3-6, 6-3 in due ore e 59 minuti di gioco.
Cobolli arriva all'appuntamento dopo aver eliminato Pellegrino, Wu, Tien, Svajda, Auger-Aliassime e Arnaldi, mentre Zverev ha superato Bonzi, Machac, Halys, De Jong, Jodar e Mensik.
La finale tra Cobolli e Zverev è in programma domenica 7 giugno alle ore 15. I due tennisti si sono affrontati in quattro precedenti, con il tedesco che conduce il parziale 3-1. Nell'ultimo incrocio a vincere è stato Zverev, che ha superato Cobolli in due set nei quarti di finale dell'ultimo Masters 1000 di Madrid.
La finale del Roland Garros Cobolli-Zverev sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv, ma anche in chiaro sul NOVE. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels.

Categoria: sport
19:56
Serie A, ecco il calendario: tutti i derby e i big match
(Adnkronos) - La Serie A ha svelato il suo calendario. Oggi, venerdì 5 giugno, è avvenuto il sorteggio del campionato 2026/27, che si apre subito con big match dalla terza giornata fino alla penultima. Ecco tutti gli incroci tra le big italiane e i derby in programma della prossima stagione:
Terza Giornata: Inter-Napoli; Juventus-Milan
Quarta giornata: Lazio-Milan
Quinta giornata: Fiorentina-Napoli, Juventus-Atalanta e Roma-Inter
Sesta giornata: Como-Roma
Settima giornata: Juventus-Lazio
Ottava giornata: Inter-Fiorentina e Napoli-Roma
Decima giornata: Juventus-Napoli e Milan-Inter
11esima giornata: Fiorentina-Juventus, Inter-Como e Napoli-Lazio
12esima giornata: Atalanta-Inter
13esima giornata: Como-Juventus
15esima giornata: Lazio-Roma e Napoli-Milan,
16esima giornata: Roma-Juventus
18esima giornata: Torino-Juventus
19esima giornata: Inter-Juventus
22esima giornata: Milan-Juventus e Napoli-Inter
24esima giornata: Inter-Milan e Napoli-Juventus
25esima giornata: Fiorentina-Inter e Juventus-Bologna
26esima giornata: Inter-Atalanta
27esima giornata: Torino-Fiorentina
29esima giornata: Atalanta-Milan e Juventus-Como
30esima giornata: Torino-Juventus
31esima giornata: Inter-Roma
32esima giornata: Milan-Napoli e Roma-Lazio
33esima giornata: Juventus Fiorentina
34esima Atalanta-Juventus, Bologna-Fiorentina, Como-Inter, Milan-Lazio e Roma-Napoli
36esima giornata: Juventus-Inter e Milan-Roma
37esima giornata: Inter-Lazio e Roma-Como

Categoria: sport
19:56
Choc in Francia per l'11enne Lyhanna, uccisa da pedofilo già noto: politica indignata, proteste in piazza
(Adnkronos) - La Francia è sotto choc per Lyhanna, la bambina di 11 anni scomparsa dal 29 maggio e uccisa probabilmente da un pedofilo noto alle autorità almeno dal 2017. Il corpo della studentessa che frequentava la scuola media, è stato ritrovato ieri in un silo agricolo abbandonato vicino al villaggio di Puycasquier, nel dipartimento del Gers. Le cause del decesso sono ancora sconosciute, precisa la procura di Agen in una nota. "Sono stati disposti ulteriori accertamenti e analisi", si legge nella nota.
"In attesa delle conclusioni delle indagini, non si possono menzionare eventuali responsabilità e tanto meno eventuali sanzioni future", hanno precisato il procuratore di Auch, i procuratori generali e quelli della Repubblica. Ma il principale sospettato, Jérome Barella di 41 anni e padre di famiglia, è già stato posto in custodia cautelare, come scrive l'emittente Bfmtv. L'uomo, che lavorava nell'azienda agricola dove ieri è stato trovato il cadavere, è oggetto di numerose denunce e segnalazioni, in particolare per violenza sessuale e stupro, alcune archiavate.
Intanto, mentre è stata aperta un'inchiesta per ''sequestro di persona, sottrazione di minore e omicidio di una minore di 15 anni", l'indignazione cresce, sia nella politica quanto nella società civile che si appresta a scendere in piazza con lo slogan 'Io sono Lyhanna'.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha espresso "la solidarietà e l'affetto dell'intera nazione" alla famiglia e agli amici di Lyhanna. "Questo è un momento di riflessione, affetto, sostegno e pensiero", ha aggiunto il capo dell'Eliseo. Parlando dal Montenegro, dove si è recato in visita ufficiale, Macron ha detto che è evidente che "c'è stato un malfunzionamento" e che "sono emerse delle falle, e queste devono essere chiarite. Le cose non sono andate come avrebbero dovuto, questo è ovvio. Ed è inaccettabile". Macron ha aggiunto che "non possiamo guardare negli occhi la famiglia di Lyhanna e dire che tutto è andato bene", ma "dobbiamo esaminare le responsabilità collettive, sistemiche e individuali".
Il primo ministro francese Sébastien Lecornu si è detto "particolarmente scioccato" dalle irregolarità giudiziarie segnalate in relazione al rapimento di Lyhann e ha chiesto di verificare "se tutti i segnali d'allarme siano stati presi in considerazione". L'ufficio del Primo Ministro in una nota ha affermato che va verificato "se tutti i segnali di allarme siano stati presi in tempo, se tutte le procedure abbiano funzionato come avrebbero dovuto e se le priorità fossero corrette".
Il ministro della Giustizia Gérald Darmanin e il ministro degli Interni Laurent Nuñez hanno tenuto un incontro dpemergenza a Matignon durante il quale, secondo quanto ha appreso l'emittente Bfmtv, si sarebbe parlato di "prove schiaccianti" che sono state ignorate. I due ministri hanno detto di considerare "incomprensibile" che il principale sospettato non sia stato interrogato nell'ambito delle indagini successive alla denuncia di stupro presentata lo scorso agosto. Secondo quanto appreso da Bfmtv, Lecornu auspica che le prime conclusioni dell'inchiesta amministrativa avviata da Darmanin e Nuñez siano disponibili "entro 15 giorni".
Con un post su 'X', Darmanin ha denunciato "le enormi e inaccettabili disfunzioni dei servizi statali" nella gestione delle denunce contro il sospettato nell'indagine sulla morte di Lyhanna. "Il nostro dovere è proteggere i bambini come priorità assoluta, come ho già richiesto fin dal mio arrivo al Ministero della Giustizia ", ha proseguito il ministro. Ll ministro della Giustizia ha invitato tutti i Procuratori Generali a una riunione di lavoro lunedì mattina alle 8:30 presso la Cancelleria.
"L'istituzione giudiziaria che rappresento mira a proteggere il popolo francese. E oggi non è riuscita a proteggere questa bambina. Desidero chiedere scusa alla sua famiglia e al popolo francese, che è giustamente scioccato e terrorizzato nel constatare tali fallimenti'', ha poi aggiunto al telegiornale di TF1 dopo il ritrovamento del corpo. "Sono furioso per questa situazione e per questo immenso fallimento ", ha aggiunto Darmanin affermando che la "mancanza di risorse" non deve essere una scusa per le carenze del sistema giudiziario.
Quando ha assunto l'incarico, "ho detto che dovevamo dare priorità alle denunce di abusi sessuali su minori e donne. Questa priorità non è stata data", ha dichiarato, "Mi assumo la responsabilità e proporrò delle sanzioni" nel caso in cui emergerà che sono stati commessi illeciti e irregolarità.
Secondo quanto appreso da Bfmtv, al ministero della Giustizia c'è "grande irritazione" per le "decisioni prese dai vari magistrati" nel caso della piccola Rosa, che lo scorso agosto accusò Jérome Barella di stupro e che è stato "trattato come se fosse un semplice caso di furto con scasso". Secondo quanto appreso da Bfmtv, Rosa aveva sporto denuncia per stupro insieme alla madre contro Barella e il caso era stato trasmesso per posta dalla procura di Tolosa alla procura di Auch il 28 ottobre 2025. Si tratterebbe di una ''scelta discutibile'' perché il caso non è stato trattato come urgente.
Intanto vari gruppi e associazioni hanno indetto manifestazioni per lunedì a partire dalle 19 davanti ai tribunali di Francia e al ministero della Giustizia. In piazza ci saranno tra gli altri Nous Toutes, il collettivo Enfantiste e la Fondazione delle Donne, che hanno diffuso un appello a manifestare con lo slogan "Io sono Lyhanna". "Non possiamo più tollerare che i nostri figli vengano violentati da uomini noti al sistema giudiziario", ha scritto la regista Andréa Bescond sul suo account Instagram.

Categoria: internazionale/esteri
19:15
Nautica, Vitulano (Cfo Italia Yachts): "Vela tra sport e tecnologia per attrarre nuove generazioni"
(Adnkronos) - "I grandi eventi sportivi rappresentano un volano decisivo per lo sviluppo della nautica e della vela, contribuendo anche ad avvicinare le nuove generazioni al settore". È quanto ha affermato Susanna Vitulano, Cfo di Italia Yachts, intervenendo alla Convention Satec 2026 organizzata a Borgo Egnazia, a Fasano.
"L’ausilio dei grandi eventi incide tantissimo e può essere un importante propulsore per la crescita della nautica e della vela - ha spiegato Vitulano - è necessario investire nella formazione e nella diffusione della cultura del mare fin dall’infanzia".
"Bisogna iniziare dai più piccoli - ha aggiunto - abbassando le barriere di accesso e investendo sulla formazione per far crescere sia gli armatori sia i giovani che possono entrare nella filiera". Vitulano ha richiamato il ruolo di eventi internazionali come l’America’s Cup e dei successi della vela olimpica italiana come strumenti di promozione. "La vela sta cambiando anche dal punto di vista tecnologico e questo permette ai giovani di avvicinarsi a uno sport non solo legato alla tradizione e al mare, ma anche all’innovazione e alla tecnologia".

Categoria: economia
19:10
Nautica, Stella (Confindustria): "Incertezza globale non frena industria leader nei superyacht"
(Adnkronos) - "L’industria nautica si è dimostrata resiliente anche in questi anni segnati da forte incertezza, che rappresenta la principale variabile esogena per le imprese perché incide sulla capacità di previsione, sulla volatilità dei margini e sulla fiducia dei consumatori". È quanto ha dichiarato Marina Stella, direttore generale di Confindustria Nautica, intervenendo alla Convention Satec 2026 organizzata a Borgo Egnazia, a Fasano.
La dirigente ha ricordato i primati del comparto: "L’Italia è il primo esportatore mondiale di unità da diporto e detiene il 52% del portafoglio ordini globale dei superyacht, oltre a posizioni di leadership nella componentistica, negli accessori tecnologici e nelle unità pneumatiche".
Stella ha quindi richiamato il ruolo economico e occupazionale della filiera: "Si tratta di un settore con uno dei più alti moltiplicatori dell’industria manifatturiera, con un forte impatto su investimenti e occupazione: per ogni addetto si generano 7,1 occupati nella filiera". Infine, il contributo macroeconomico: "Il settore contribuisce in modo rilevante al surplus della bilancia commerciale italiana, pari all’8,4%. In un contesto in cui il mare è riconosciuto come infrastruttura strategica, la nautica rappresenta una componente essenziale del sistema produttivo nazionale", ha concluso.

Categoria: economia
19:07
Milo Infante: "Vicenda Bruzzone riguarda vari programmi Rai". La criminologa: "Mai attaccato azienda"
(Adnkronos) - "Posso solo dire che non è una questione personale: non c'è nessuna contrapposizione tra me e la Bruzzone, perché la vicenda non riguarda solo me, ci sono più programmi Rai che sono stati attaccati sistematicamente dai suoi post o da persone vicine a lei e quindi, dopo mesi, ho ritenuto di dover presentare una copiosa documentazione all'attenzione dell'azienda, che farà le sue valutazioni". A spiegarlo all'Adnkronos è Milo Infante, che taglia corto e chiarisce così i motivi che lo hanno spinto a rivolgersi al Comitato Etico della Rai presentando un dossier sulla criminologa Roberta Bruzzone, fino a novembre scorso una delle ospiti più assidue del programma del conduttore, 'Ore 14'. Infante, che è anche vicedirettore degli Approfondimenti, si è rivolto all'organismo della tv pubblica chiamato a valutare eventuali violazioni dei principi contenuti nel codice etico aziendale dopo una serie di post sui social della criminologa, al fine di chiedere un audit interna che ne possa valutare i comportamenti.
Scintille, quelle tra i due protagonisti della tv, che prendono il via il 27 novembre scorso, quando la Bruzzone lascia il programma di Infante suggerendo agli ospiti in studio di "leggere le carte". Infante risponde con fermezza, sottolineando che "lo facciamo anche noi lo sforzo di leggerle, non le ha lette solo lei". Da lì, un crescente sfilacciamento dei rapporti tra i due professionisti che arriva all'oggi. Ed oggi arriva la notizia, anticipata da 'Open' e che viene confermata all'Adnkronos, che è stato presentato all'azienda del materiale nei confronti della Bruzzone anche dal conduttore Salvo Sottile. "Io non ho ricevuto nessuna convocazione da parte del Comitato, ho moltissimo materiale nei confronti sia di Infante che di Sottile, verso il quale peraltro ho già proceduto a presentare denuncia-querela per diffamazione aggravata, quindi nel momento in cui dovessi ricevere una convocazione non sarò io a dovermi preoccupare", spiega all'Adnkronos Roberta Bruzzone, raggiunta telefonicamente.
"La questione è di natura personale tra me e questi soggetti, io non ho mai attaccato la Rai, mai messo in atto condotte che hanno messo in discussione il mio rapporto con la Rai -scandisce la criminologa- Ho studiato in questi giorni molto attentamente il Codice Etico, e non ritengo di aver violato alcun profilo legato al Codice. Ritengo invece che ci siano profili che il Comitato Etico debba conoscere in relazione alle condotte che hanno posto in essere loro, e al tipo di utilizzo che hanno fatto dei programmi che la Rai ha affidato a loro".
"Vista la situazione, spero vivamente che il Codice Etico decida di approfondire, ma a questo punto se anche non dovesse farlo, io il materiale lo manderò ugualmente -incalza la criminologa- Perché credo che avere una visione più ampia, precisa e dettagliata sia utile a tutti". Nei giorni scorsi, secondo quanto riportato dal 'Domani',si sarebbe tenuta una riunione tra il vice direttore degli Approfondimenti Giuseppe Malara e la produzione de La Casa Rossa in merito alla docuserie 'Nella mente di Narciso', che indaga i profili narcisistici di alcuni dei casi di cronaca nera più noti e alla cui conduzione c'è proprio la Bruzzone, programma che adesso è dunque al vaglio dell'azienda. "Mi dispiacerebbe che il progetto non andasse in porto per un motivo risibile che riguarda rancori personali -commenta la Bruzzone all'Adnkronos - Perché ritengo che sia un programma in linea con il servizio pubblico, che affronta il tema delle truffe e che coinvolge tutti". Al momento, è doveroso dire che sul destino del programma non risulta alcuna decisione definitiva o provvedimento ufficiale da parte della Rai.

Categoria: spettacoli
18:48
Famiglia nel bosco, dopo mesi Catherine riabbraccia i figli: un incontro a settimana in struttura protetta
(Adnkronos) - Dopo mesi senza incontri, Catherine Birmingham, mamma dei tre bimbi della cosiddetta 'famiglia nel bosco' di Palmoli (Chieti), ha ottenuto l'autorizzazione a rivedere i propri figli in una struttura neutra a Gissi. Gli incontri, seguiti dagli operatori, sono ricominciati da circa quattro settimane e si svolgono regolarmente. La ripresa delle visite rappresenta uno sviluppo nel percorso avviato dai servizi sociali e dall'autorità giudiziaria dopo l'allontanamento dei minori dai genitori.
Gli incontri avvengono in un ambiente protetto, con l'obiettivo di mantenere e rafforzare il rapporto tra la madre e i figli nel rispetto delle disposizioni previste a tutela dei bambini. I piccoli sono stati allontanati dai genitori, dal Tribunale per i minorenni dell'Aquila, nel novembre scorso e messi in una casa famiglia a Vasto. All'inizio, e per alcuni mesi, la madre ha potuto stare con loro nella stessa struttura, poi a marzo il provvedimento restrittivo del Tribunale che ha stabilito che la donna dovesse essere allontanata, basandosi su alcune relazioni che descrivevano il "comportamento ostile e non collaborativo" di lei. Ora la donna ha potuto riabbracciare i bambini. ''Da quattro settimane la madre vede i figli a Gissi per un incontro settimanale - conferma all'Adnkronos l'avvocato Simone Pillon, legale della famiglia - hanno anche due videochiamate a settimana''.

Categoria: cronaca
18:44
Roland Garros, Arnaldi si ritira: Cobolli in finale senza giocare
(Adnkronos) - Matteo Arnaldi si è ritirato dal Roland Garros 2026, Flavio Cobolli vola in finale senza giocare. Oggi, venerdì 5 giugno, il tennista azzurro è stato costretto a ritirarsi a causa di un attacco influenzare accusato nelle ultime ore, non riuscendo a scendere in campo nella semifinale in programma questa sera.
La notizia è arrivata a pochi minuti dall'inizio della partita, fissata per le ore 19. Cobolli raggiunge così Zverev nella finale del Roland Garros, che si svolgerà domenica 7 giugno sul Philippe-Chatrier e da lunedì prossimo esordirà nella top ten del ranking Atp.
Nella prima semifinale invece Zverev ha battuto Jakub Mensik in quattro set, tornando così in una finale Slam e coltivando il sogno di vincere il primo titolo Slam della carriera.
Matteo Arnaldi si è presentato in conferenza stampa al fianco di Flavio Cobolli per spiegare i motivi del suo ritiro: "È difficile essere qui, non è quello che volevo. Ieri sera ho iniziato a sentirmi poco bene, mentre in giornata stavo bene. Sono andato ad allenarmi e ho fatto tutto quello che dovevo fare, Mi sentivo a posto", ha raccontato Arnaldi, "ho cenato, ma ho iniziato a sentirmi così così con lo stomaco. Pensavo ‘va bene, è solo che non ho digerito bene’. Mi sono svegliato all’1 di notte e ho iniziato a vomitare. Non mi sentivo al meglio, poi ho provato a dormire".
"Non sono riuscito a dormire per niente. Alle 6, alle 7 del mattino ho vomitato di nuovo. Questa volta è stato proprio brutto, tanto che abbiamo chiamato il medico in camera. È venuto e mi ha dato qualcosa. Speravo che fosse solo qualcosa dalla cena, ma per tutto il giorno non sono riuscito a mangiare", ha continuato Arnaldi, "ogni volta che mangiavo o bevevo qualcosa dovevo correre in bagno. Quindi è dura, è dura. Visto com'è stato il torneo, quante ore ho passato in campo, in realtà mi sentivo molto bene".
"Dovermi ritirare dalla mia prima semifinale Slam non è una cosa che augureresti a nessuno", ha detto Arnaldi, "ho provato a prepararmi e a rimanere qui il più possibile. Ho provato a vedere se potevo andare in campo ma ogni volta che mi alzavo mi sentivo stordito e non mi sentivo al meglio. Sono abbastanza sicuro che se mangiassi di nuovo non starei bene. È stata la decisione giusta da prendere per me".
Commosso Cobolli in conferenza stampa: "Quando è venuto da me un'ora fa, ho quasi pianto. È una cosa che non ti aspetti proprio. Ero pronto a giocare questa partita. Sono veramente triste per lui". "Arnaldi è una persona fantastica. Un giocatore fantastico e una delle migliori persone che ho conosciuto fuori dal campo, un'ispirazione per come prepara le partite e per come è concentrato nelle sue partite. Si merita i risultati conquistati questa settimana. Tutti noi ci aspettiamo questo tipo di risultati da parte sua", ha detto Cobolli parlando del compagno di Coppa Davis.
"Allo stesso tempo sono felice del risultato che ho raggiunto in questa settimana", ha continuato Cobolli, "mio padre è arrivato da me e ci siamo abbracciati con tutto il team quando ho saputo della top ten. Tutte le volte che raggiungo un best ranking ci abbracciamo in questo modo. Ora sono felice e triste allo stesso tempo".
"Avevo iniziato la routine come sempre. Non mi sono svegliato molto presto, poi ho fatto un po' di fisioterapia e ho pranzato con il mio team", ha raccontato Cobolli ripercorrendo la sua giornata, "ho dormito un po' sul divano guardando l'altra semifinale e mi sono scaldato in campo. Ero pronto per giocare, ma poi è arrivata questa notizia quindi non mi sono nemmeno scaldato".

Categoria: sport
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Putin dice no: "Incontro con Zelensky ora non ha senso". Il leader di Kiev: "Ha scelto la guerra"
(Adnkronos) - Vladimir Putin e la Russia "hanno scelto di nuovo la guerra". Parola di Volodymyr Zelensky, che ha commentato così la decisione del presidente russo di rifiutare un faccia a faccia tra leader per mettere fine al conflitto in Ucraina che dura da quattro anni.
Le dichiarazioni dello 'zar' sono arrivate nel discorso pronunciato al Forum economico di San Pietroburgo, una risposta pubblica e netta alla lettera aperta inviata dal presidente ucraino con l'invito ad incontrarsi, ma anche l'occasione per ribadire l'obiettivo della "denazificazione" dell'Ucraina, vale a dire il cambio di leadership a Kiev.
Davanti alla platea del Forum di San Pietroburgo, il presidente russo ha spiegato di "non vedere ancora alcun motivo" per incontrare il presidente ucraino, come auspicato nella recente lettera aperta inviata da Zelensky.
"Non vedo il senso di un incontro. Sarebbe di interesse per la parte ucraina solo per fermare l'avanzata delle nostre forze armate", ha spiegato ancora lo 'zar' sottolineando che è necessario "lasciare che gli specialisti lavorino, elaborino soluzioni, e poi potremo incontrarci", sostenendo quindi che un incontro con Zelensky sarebbe "inutile" fino al raggiungimento di un accordo di pace.
Putin ha poi sostenuto di aver dato "una rapida occhiata" alla missiva. Nel contempo, però, lo 'zar' ha criticato la lettera aperta, che secondo lui "contiene effettivamente elementi di maleducazione. È un modo per creare le condizioni per un incontro e per dei negoziati o per creare un contesto in cui qualsiasi incontro diventa impossibile? Credo sia la seconda opzione", ha detto ancora.
Il presidente russo è poi tornato a ribadire che "le azioni militari finiranno una volta raggiunti gli obiettivi che ci siamo prefissati". Tra questi, "in modo specifico, la denazificazione". E cioè, per il Cremlino, il cambio di leadership in Ucraina.
Nonostante il rifiuto di Putin, l'invito a Mosca per Zelensky rimarrebbe comunque valido. A precisarlo è stato il portavoce del presidente russo, Dmitry Peskov. A chi gli chiedeva se era stato revocato, Peskov ha risposto "in alcun modo". "Non è quello che il Presidente ha detto. Non cercate di mettergli le parole in bocca", le parole del portavoce.
"Purtroppo, la parte russa sta scegliendo di nuovo la guerra: tutti hanno sentito la risposta. Una risposta debole. Semplicemente non vuole porre fine alla guerra", il commento di Zelensky dopo il 'no' di Putin.
Intanto si terrà domenica il vertice dei leader degli E3 a Londra con Zelensky. Fonti dell'Eliseo hanno confermato che il presidente Emmanuel Macron si recherà il 7 nella capitale britannica per partecipare a una riunione con il premier britannico Keir Starmer e con il cancelliere tedesco Friedrich Merz.
I tre leader si confronteranno poi con il presidente ucraino, invitato a Londra, fa sapere l'Eliseo, secondo cui "questo incontro consentirà di proseguire lo stretto coordinamento sulla nostra agenda comune di continuo sostegno all'Ucraina e di rafforzamento della pressione sullo sforzo bellico russo, mentre la Russia, in una situazione di fallimento militare, economico e strategico, si ostina senza successo sul fronte in una guerra sanguinosa".
"La riunione permetterà inoltre di fare il punto sui lavori intrapresi a favore di una pace giusta e duratura in Ucraina e nel continente europeo, in particolare nell'ambito della Coalizione dei volontari", conclude la fonte.

Categoria: internazionale/esteri
00:06
Meteo, weekend perfetto per il mare: la svolta domenica, temperature fino ai 31°C
(Adnkronos) - Il primo weekend di giugno 2026 porta l'estate sull’Italia. Dopo una settimana, segnata da piogge, temporali e un tornado a Roma, il meteo cambia marcia da oggi, sabato 6 giugno, con condizioni stabili e soleggiate su gran parte della Penisola.
Le temperature sono in risalita, soprattutto al Sud e al Centro dove si supereranno diffusamente i 26-28°C. Unica insidia le ore pomeridiane, con rischio di isolati temporali su rilievi alpini e prealpini. Altrove sole pieno, spiega all'Adnkronos Mattia Gussoni, meteorologo de 'iLMeteo.it'.
La svolta definitiva arriva domenica 8 giugno con il rinforzo dell'alta pressione. Cieli limpidi e stabilità su quasi tutto il Paese. I termometri toccano valori tipicamente estivi: punte di 30°-31°C al Centro, in Sardegna e Sicilia, 29°-29°C sulle pianure del Nord. "Ci attende un fine settimana climaticamente perfetto per le attività all'aperto" sottolinea Gussoni, parlando di "un vero cambio di marcia verso l'inizio dell'estate".

Categoria: cronaca
00:02
Iran-Usa, Teheran detta condizioni per l'accordo: "Trump sblocchi fondi congelati"
(Adnkronos) - Tra Iran e Stati Uniti "i negoziati sono in una fase di stallo" e tocca al presidente americano Donald Trump "sbloccare la situazione". A dettare le condizioni al tycoon è il consigliere della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, Mohsen Rezaei, in una intervista esclusiva alla Cnn a Teheran.
"La palla è nel campo di Trump", ha detto, spiegando che l'Iran ha chiesto lo sblocco di 12 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati non appena verrà firmato un accordo con gli Stati Uniti, e altri 12 miliardi di dollari in una fase successiva. "Se lui vuole raggiungere un accordo con l'Iran, i 24 miliardi di dollari sono una prova di fiducia che l'Iran vuole avere: è una prova che l'America deve superare e la strada sarà aperta", ha detto Rezaei. "Questi sono i nostri soldi, non i soldi dell'America", ha sottolineato.
Rezaei ha poi avvertito che l'Iran "trascinerà la guerra" oltre il Golfo Persico se gli Stati Uniti riprenderanno il conflitto. "Daremo un'altra dimensione alla guerra attaccando altre basi americane rispetto a quelle che abbiamo attaccato finora", ha affermato, aggiungendo comunque che "la possibilità di una guerra è bassa".
Intanto, l'ipotesi di un incontro tra il presidente americano e Mojtaba Khamenei è esclusa. Evitando di rispondere alla domanda sulla salute della Guida Suprema, rimasta ferito nel raid del 28 febbraio in cui è stato ucciso il padre Ali Khamenei, e sul suo ruolo nel processo decisionale in Iran, in merito a un possibile incontro con il tycoon Rezai ha spiegato: "Questo non accadrà, in questo momento siamo nella prima fase dei negoziati e il signor Trump li ha bloccati". Nei giorni scorsi il tycoon aveva affermato che lui e Khamenei "sembrano andare d'accordo" e che sarebbe "onorato" di incontrarlo.
Dal canto suo, Trump sostiene che i leader iraniani non hanno ancora raggiunto un accordo con gli Stati Uniti perché sono "forti" e "orgogliosi" ma alla fine "non hanno altra scelta" se non quella di arrivare a una intesa.
"Sono forti, sono orgogliosi. Ci sono cose che non avrebbero mai pensato di dover fare - le parole nel corso di un'intervista a 'Meet the Press' di Nbc News - e che invece dovranno fare. Non hanno altra scelta, ma serve un po' di tempo", sottolinea il tycoon.
"La maggior parte delle fabbriche di droni è stata distrutta, la maggior parte delle piattaforme di lancio è stata eliminata e gran parte degli impianti di produzione missilistica è stata neutralizzata. Tuttavia - continua - conservano ancora alcune capacità. Hanno ancora missili e droni. Direi che possiedono ancora circa il 21%-22% del loro arsenale missilistico. Si tratta comunque di molti missili, ma non è più la situazione che esisteva quando abbiamo lanciato il primo attacco".
Nel corso dell'intervista Trump ha poi criticato coloro che lo esortano a raggiungere rapidamente un accordo con Teheran, sostenendo che "queste cose richiedono anni": "Queste persone combattono da 47 anni. Hanno ucciso americani". Il presidente Usa ha poi paragonato la durata del conflitto alla guerra del Vietnam: "Mi sto muovendo molto rapidamente. Siamo al terzo mese. La guerra del Vietnam è durata 19 anni. Io sono al terzo mese e tutti continuano a chiedere: 'Quando vincerai?'. Se fossi un democratico, nessuno parlerebbe in questo modo, ma non mi importa. Ci sono abituato".
Intanto, gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner, sarebbero stati in visita giovedì scorso al laboratorio nazionale di Oak Ridge, in Tennessee, per consultazioni con una nuova squadra di esperti in vista di potenziali negoziati nucleari con Teheran, rivela Axios.
Axios spiega che presso l'Oak Ridge National Laboratory lavorano alcuni dei massimi esperti del Paese nel trattamento dell'uranio e nella tecnologia delle centrifughe. "Si tratta dei massimi esperti nucleari degli Stati Uniti, che sanno come gestire gli aspetti tecnici che un accordo con l'Iran comporterà", ha dichiarato un funzionario statunitense ad Axios.
Se i negoziati dovessero avanzare alla seconda fase, scrive Axios, il team di esperti che ha incontrato Witkoff e Kushner dovrebbe elaborare un piano per lo smaltimento del materiale nucleare iraniano, per limitare ulteriormente il programma di arricchimento e per verificarne il rispetto. Funzionari statunitensi hanno spiegato che alcuni degli esperti che hanno incontrato Witkoff e Kushner hanno partecipato, settimane fa, al processo di recupero dell'uranio arricchito dal Venezuela, che è stato inviato in Carolina del Sud per essere lavorato.

Categoria: internazionale/esteri
23:37
Cisgiordania, Idf sparano contro auto a Hebron: ucciso neonato di 7 mesi
(Adnkronos) - Le forze di difesa israeliane (Idf) hanno sparato contro un'auto vicino a Hebron, nel sud della Cisgiordania, uccidendo un neonato di 7 mesi, Sam Fahed Abu Haikal. Lo ha reso noto il ministero della Sanità palestinese, come riporta l'agenzia di stampa Wafa. Tre membri della stessa famiglia, tra cui i genitori del piccolo, sono stati feriti in modo non grave. Il ministero ha fatto sapere che il neonato è stato trasportato in condizioni critiche in un ospedale locale, dove è stato successivamente dichiarato morto.
Le Idf hanno espresso in una nota "profondo dolore" per l'uccisione del piccolo. Secondo quanto riferito dai militari istraeliani, durante un'operazione a Hebron le truppe "hanno percepito un veicolo che accelerava verso di loro". I soldati hanno quindi sparato "colpi contro il veicolo". Secondo "un'indagine preliminare è stabilito che i feriti erano civili non coinvolti", afferma l'Idf, aggiungendo che l'incidente è oggetto di inchiesta e che i risultati saranno "sottoposti all'esame delle autorità competenti". Nella nota si legge che "le Forze di Difesa Israeliane esprimono profondo rammarico per qualsiasi danno arrecato a persone non coinvolte" nel conflitto.
L'agenzia di stampa Wafa ha precisato che il padre del bambino ucciso è stato colpito alla mano da una pallottola, mentre la madre è stata raggiunta dal proiettile che ha poi trafitto la mascella di Sam. La famiglia, che vive a Betlemme, si stava recando a far visita alla nonna di Sam quando la loro auto è stata raggiunta dal fuoco israeliano.
Hamas condanna l’"atroce" uccisione del un neonato. Il gruppo palestinese afferma in una nota, riferisce 'Al Jazeera', che l’uccisione di Sam Fahd Abu Haikalrappresenta "il vero volto" della "brutalità" di Israele nei confronti dei palestinesi. "Affermiamo che questo crimine riflette la mentalità criminale che guida il comportamento delle forze di occupazione e dei coloni, nonché il loro totale disprezzo per il sangue palestinese e per la vita del nostro popolo", sostiene Hamas in una nota. Il gruppo fondamentalista sunnita ha inoltre invitato la comunità internazionale a esercitare immediatamente pressioni su Israele affinché "ponga fine ai suoi continui crimini" contro i palestinesi.

Categoria: internazionale/esteri
21:54
Omicidio alla stazione Certosa di Milano, fermato un 19enne
(Adnkronos) - Un 19enne è stato fermato per l’omicidio di Gianluca Ibarra Silvera, il 22enne accoltellato la scorsa settimana alla stazione Certosa di Milano. Il ragazzo fermato, di nazionalità peruviana e residente nell’hinterland milanese - a quanto si apprende - potrebbe essere uno degli esecutori materiali del delitto. Altri giovani, tutti di origine sudamericana, sono stati perquisiti nel pomeriggio nell’ambito delle indagini, coordinate dalla Procura di Milano e affidate alla squadra mobile.
Il ferimento mortale del 22enne sarebbe seguito a una lite scoppiata tra una decina di persone il 26 maggio scorso. L'allarme era scattato intorno alle 22.30. Sul posto erano poi intervenuti gli agenti della polfer, che avevano trovato il giovane, nato a Milano, con una grossa ferita da arma da taglio e attivato i soccorsi. I sanitari dell'Areu 118 avevano trasferito il ragazzo in codice rosso all'ospedale Fatebenefratelli, dove era poi deceduto intorno alle 2 del mattino del 27 maggio.
Le modalità "brutali dell'aggressione" inducono a ritenere che l'omicidio "sia da ricondurre all'azione di una pandillas", cioè una banda di latinos, ma la fonte interpellata dall'Adnkronos non fa il nome della MS13, tra i gruppi più noti e sanguinosi. Il branco si sarebbe gettato sulla vittima colpendolo ripetutamente: "Hanno agito come degli animali, poi lo hanno gettato su un binario" come un oggetto di cui disfarsi. Una violenza rimasta impressa nelle immagini delle telecamere presenti in stazione e che la squadra Mobile di Milano ha analizzato per dare un nome ai volti in fuga su un treno diretto a Treviglio.

Categoria: cronaca
21:44
Garlasco, Marco Poggi: "Accusa di aver ucciso Chiara non andrà più via. Sempio? Innocente"
(Adnkronos) - Dopo la nuova inchiesta sul caso Garlasco, "siamo rimasti un po’ dispiaciuti. Posso capire le intercettazioni nel mio caso, avrei trovato più strano il contrario. Dispiace che fossero coinvolti i miei, a loro si potevano evitare. In generale, di questa indagine, ci ha amareggiato essere tenuti sempre da parte, quasi come se non esistessimo. Anche il prelievo del Dna di nascosto, dalla spazzatura o con modalità strane come nel mio caso, non è una cosa che ti fa piacere, perché la morte di Chiara è qualcosa di nostro". Questo uno dei passaggi dell'intervista a Marco Poggi, fratello di Chiara, uccisa a il 13 agosto 2007, in onda stasera a Quarto Grado.
A quasi 19 anni dai fatti, il fratello della vittima parla della nuova inchiesta della Procura di Pavia che non crede alla colpevolezza di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere, e indaga su Andrea Sempio per l'omicidio pluriaggravato. "Capiamo le questioni dell’indagine, ma essere tenuti così in disparte ci ha amareggiato. Sinceramente, mi aspettavo anche che all’apertura delle indagini, prima ancora che uscisse sui media, ci convocassero per dirci banalmente 'So che siete convinti di altro. È stato condannato in via definitiva, però noi siamo convinti di un’altra cosa e abbiamo deciso di aprire questa indagine'. Non sarà scritto in nessun libro di diritto, di procedure però penso come segno di rispetto e umanità me lo aspettavo. Mi spiace che non ci sia mai stato neanche un colloquio di questo tipo" aggiunge.
Anche ora che Stasi tenta la strada della revisione - si attende ancora che la difesa depositi l'istanza - continua il silenzio. "Non abbiamo mai avuto nessun contatto con lui, non ci ha mai scritto". Una distanza che Marco Poggi si spiega, ma non esplicita. "Tengo per me quello che posso aver pensato e pensare. Perché in questo momento i toni sono talmente alti, le tifoserie talmente schierate e le opinioni così polarizzate che non voglio alimentarle. Vorrei che i toni si abbassassero un po'".
"Io non ho mai sopportato e forse neanche accettato tutta questa esposizione mediatica di quello che purtroppo è successo a Chiara. Da quest’ultimo anno, da questa riapertura, la mia figura è stata molto più coinvolta ed è stata un po’ più chiacchierata. Era da diverso tempo che pensavo di parlare, anche per fare finire tutte le relazioni, allusioni e questo alone di mistero che c’è sulla mia figura", le parole del fratello di Chiara.
Con la riapertura dell'inchiesta della Procura di Pavia, i riflettori si sono accesi sul fratello minore della vittima, diventato bersaglio di insulti e fake news. "Non è quello che pensavo ovviamente di dover affrontare diciotto anni dopo. Non so veramente come si sia arrivati a questo punto" spiega e sull'accusa che lo ha ferito di più non ha dubbi. "Ovviamente essere accusato di essere coinvolto nell’omicidio di Chiara, essere accusato addirittura di essere un autore è la cosa che difficilmente mi andrà più via. Ho imparato a conviverci".
Tra i sospetti della rete è che Marco Poggi non fosse in montagna in Trentino con i genitori quel 13 agosto del 2007. "Non è stato facile. (...) I sentimenti che ho provato di più in quest’ultimo anno sono rabbia e stanchezza". C’è chi ti ha voluto chiuso in una clinica psichiatrica. Chi ha sostenuto fosse in una clinica psichiatrica. "È stato detto di tutto e di più, probabilmente il fatto di non aver mai rilasciato interviste può avere alimentato anche queste voci. C’è anche un minimo di colpa da parte mia... nel senso che se forse avessi fatto interviste prima, tutte queste voci e teorie non sarebbero nate" spiega all'intervistatrice Martina Maltagliati. E sui social c'è chi ha paralato di un giro di droga: "Non l’ho neanche mai provata, per cui siamo nella fantasia che più fantasia" aggiunge.
Poggi non ha dubbi su cosa avrebbe ferito di più la sorella, vittima di uno degli omicidi più mediatici della storia: "Non credo che avrebbe mai voluto tutta questa esposizione mediatica, tutte queste insinuazioni sulla sua doppia vita o sulla sua vita privata. Sicuramente non le avrebbe volute".
Quindi il passaggio su Stasi, l'allora fidanzato di Chiara condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l'omicidio: "All'inizio del 2007 non credevamo nella colpevolezza di Alberto Stasi. L'abbiamo difeso veramente tanto e anche quando era stato incarcerato, personalmente ero convinto che fosse innocente, convinto che stavano sbagliando. Quando è uscita la notizia della scarcerazione ero contento perché ero convinto che non c'entrasse nulla. Era proprio l'ultima persona che volevamo potesse essere stato, perché Chiara, in quel periodo lì, aveva lui come persona più vicina e che le dava più affetto".
"Leggendo le motivazioni della scarcerazione ho iniziato a chiedermi il perché di così tante bugie, di così tante cose che non tornano. C'erano dei passaggi sulla spiegazione del Dna di Chiara che fu trovato sui pedali che mi avevano lasciato un po' stranito. Non è che perché viene aperta un'indagine, significa che abbiamo un convincimento diverso. Secondo me, sarebbe ancora più grave se lo cambiassimo solo perché era partita questa indagine. Questo vorrebbe dire che non abbiamo creduto alla condanna che c'era stata negli anni passati" aggiunge il fratello della vittima che poi spiega perché crede nella colpevolezza di Stasi.
"Il convincimento nasce dall'aver seguito un po' tutti i processi e le discussioni in aula. (...) Tutte le prove, anche quelle nuove, che sono state discusse nei vari procedimenti, le perizie in contraddittorio e le sentenze che sono state emesse, ci hanno convinto in maniera definitiva" aggiunge.
Tra la famiglia Poggi e Stasi non c'è più nessun tipo di contatto e per chi li accusa di temere una revisione nei confronti della sentenza di colpevolezza per non restituire il risarcimento di 750.000 euro, Marco Poggi replica: "Quella somma, come hanno già detto i miei genitori, è depositata a parte. Una parte è stata utilizzata per pagare le spese legali e consulenti di tutta la trafila dei processi che c'erano stati. La nostra vita va avanti con i nostri stipendi. Mi sono fatto una vita a parte, sono in affitto e lo pago con il mio stipendio".
A favore di Stasi, dice, "c'è stata una forte campagna mediatica di notizie false, indiscrezioni che poi si sono rivelate false, che hanno sostanzialmente indirizzato l'opinione pubblica". Per il fratello di Chiara Poggi non è facile vedere la trasformazione di un assassino "in una vittima".
Gli elementi della nuova inchiesta della Procura di Pavia sull'indagato Andrea Sempio, invece, non convincono Marco Poggi. "Non mi hanno convinto. Ho letto un po' anche le varie memorie e le informative, non ho cambiato la mia idea. Ovviamente, vedremo. Non ci siamo mai nascosti, siamo convinti che Alberto Stasi è colpevole, e convinti che le ultime sentenze a cui siamo arrivati nei processi siano la verità. Non pretendiamo che la nostra convinzione diventi verità per tutti, non l’abbiamo mai preteso e non lo pretenderemo mai, quello che ci dispiace è che non ci sia rispetto".
Poggi è stato definito "ostile" dagli inquirenti, ma il fratello di Chiara non si riconosce nella definizione e spiega perché crede all'innocenza di Andrea Sempio. "Credo che si potevano, si dovevano usare parole diverse per esprimere il mio convincimento per cui la verità è stata già accertata e per cui credo veramente che Andrea Sempio sia estraneo. Non credo servissero parole provocatorie. Hanno deciso di definirmi così, lo accetto. Non è il messaggio sicuramente che volevo far passare".
Una sicurezza sul colpevole che non è parteggiare o 'coprire' l'amico di infanzia. "La cosa che forse non è chiara e che viene mal interpretata è che, se potessimo mettere un punto a tutta la vicenda, saremmo veramente i primi a volerlo, perché non so se si può immaginare quanto siamo stanchi di rivivere tutto, di rimettere in discussione tutto, di fare sempre e ciclicamente gli stessi pensieri", spiega ancora Marco Poggi.
"Penso proprio di sì, nel momento in cui è coinvolto un mio amico non vedo perché non abbia dovuto chiamarmi per dirmi ‘Guarda, questo mi sta veramente dando fastidio, è un problema per me, prova a sentirlo tu’. Questo me lo sarei aspettato, come mi sarei aspettato che l’avesse detto a qualcuno delle persone che vedeva in quei giorni lì, come Alberto Stasi o mia cugina. Se veramente qualcuno l’avesse importunata, qualcun altro avrebbe dovuto saperlo", la risposta che fornisce all'ipotesi investigativa che Andrea Sempio possa aver molestato telefonicamente la sorella.
La Procura di Pavia sostiene un movente a sfondo sessuale di Sempio nei confronti della vittima. "Sì, ho letto di questa ricostruzione. Faccio fatica a trovarci una logica perché non c’era nessun contatto, non ho nessun ricordo di Chiara con i miei amici - aggiunge Marco Poggi -. Non la incrociavamo neanche quando uscivamo, non li ricordo parlare con lei le volte in cui ci siamo incrociati in casa".
Poggi non può escludere che Sempio possa essere stato da solo nella stanza della sorella Chiara, dove c'era il computer a cui i ragazzi accedevano per giocare. "Non posso escludere che io alcune volte sia andato in bagno, sia andato a prendere da bere o a far uscire il gatto e quindi lo abbia lasciato lì pochi minuti".
Secca e sicura la risposta sui video intimi tra la vittima e il fidanzato Alberto Stasi che, per chi indaga, potrebbero essere stati visti dall'indagato e aver armato il 37enne. "Non li ho mai visti - spiega Marco Poggi -. Sapevo solo della loro presunta esistenza da una chat su Msn che avevo letto anni prima, ma non li ho mai visti e non ho mai detto questa cosa né ai miei amici né ad altre persone". E sostiene di non averne parlato con nessuno "anche perché sono cose private di mia sorella che non avrei mai messo in giro, nemmeno la voce".
Sui soliloqui di Sempio che, per chi indaga, sono una sorta di confessione del delitto "la mia reazione a caldo è stata quella di incredulità e di non riuscire a trovare un nesso. Quel giorno sono uscito abbastanza confuso e anche con il pensiero di ascoltare questi audio e di capire qual è la spiegazione. Li ho sentiti in queste settimane e onestamente rimango dell’idea che mi sono fatto. Non ci vedo quell'interpretazione e non riesco proprio a sentire ed essere sicuro che vengano dette determinate parole. Non sono io che devo giudicare, quindi ci sarà qualcuno che lo farà. Aspettiamo di sentire quale sarà il giudizio finale".
Audio che vengono fatti sentire dai pm di Pavia quando viene sentito il 6 maggio scorso, prima - in un'altra occasione - gli mostrano la famosa impronta 33. Un'impronta per gli inquirenti riconducibile a Sempio, che si trova sul muro della scala che conduce alla cantina dove è stata trovata la vittima. Cantina dove Marco Poggi scendeva con gli amici perché "era una sorta di magazzino e lì c'erano console vecchie, riviste di videogiochi e altre cose".
"Mi hanno mostrato una foto" dicendo che "era di Andrea Sempio. Me l'hanno fatta vedere che era rossa...pensavo fosse sangue. Ovviamente è stato un po' uno shock per come me l'hanno presentata e per il fatto che la reputavano di Andrea Sempio. Non ho più capito se mi avevano detto che era sangue o no. L'ho elaborato meglio dopo, quando sono tornato a casa (...) A caldo, la risposta che avevo dato è che mi sembra impossibile che sia stato lui. È ovvio che un'impronta insanguinata diventi difficile da spiegare" dice. Le analisi del 2007 del Ris escludono che sia sangue, il colore rosso era il reagente della ninidrina, e i consulenti di Sempio escludono che la traccia sia riconducibili all'indagato.
"Per quanto possa esser stato difficile e devastante quest'ultimo anno e mezzo, niente può essere paragonato ai primi anni, dopo quel 13 agosto", continua. Quella dell'agosto 2007 era la prima vacanza in cui la ventiseienne rimaneva da sola a casa, ma la mattina della partenza "purtroppo è un ricordo che è sfumato completamente e mi spiace. Non mi ricordo l'ultimo saluto" a Chiara, "non lo ricordo più".
La notizia raggiunge Marco Poggi e il padre Giuseppe mentre sono in un rifugio ad alta quota. E' il padre dell'amico Biasibetti a parlare al telefono con i soccorritori. "Lui, anziché dirci che era venuta a mancare Chiara, ci aveva detto che non si era sentita bene mia mamma e che era in ospedale. Da lì, è arrivata una jeep del soccorso alpino a prenderci. Siamo scesi a valle e mio papà ha chiamato mia mamma per sapere come stava, in quel momento ho saputo quello che era successo. Poi siamo tornati a Garlasco" racconta. "E' stato un viaggio un po' interminabile, con un lungo silenzio, mi ricordo questo".
Otto mesi dopo la villetta di via Pascoli viene dissequestrata e la famiglia rientra a casa. "I ricordi di Chiara erano lì e noi volevamo tornare dove potevamo rivivere e alimentare questi ricordi" spiega.
"Spero veramente che possa finalmente essere lasciato un po' in pace il suo ricordo, finire questo gioco - dice - che c'è nei confronti della sua morte e della sua vita. E io ne sono certo, non avrebbe voluto tutto questo. Spero che possa avere un po' di tregua anche lei", continua augurandosi che il circo mediatico sul caso Garlasco possa terminare.
Chi l'ha uccisa "ha tolto principalmente a lei, le ha tolto tutto. Ho rimpianti personali per non aver potuto vivere Chiara quando la differenza di età diventava meno evidente. Mi spiace non aver potuto trasformare il rapporto fratello-sorella anche in un rapporto di amicizia. Questo purtroppo non è stato possibile farlo" aggiunge Marco che in più occasioni ricorda le accuse contro la famiglia Poggi. "Penso che tutto il fango che abbiamo subito non ci scivolerà mai addosso. Però credo che ora si possa interrompere" aggiunge il fratello minore della vittima.
"Il grazie più banale va ai miei genitori per tutti questi anni, perché ci sono sempre stati, non sono mai crollati e sono stati fondamentali nel non far crollare anche me. Il grazie che forse è meno scontato è quello per gli avvocati, consulenti e soprattutto le loro famiglie, che ci sono rimaste vicino. Loro stessi hanno subito un sacco di attacchi personali, insulti e diffamazioni", conclude Marco Poggi.

Categoria: cronaca
21:31
Superenalotto, numeri combinazione vincente oggi 5 giugno
(Adnkronos) - Nessun '6' né '5+1' al concorso SuperEnalotto - SuperStar numero 89 di oggi, venerdì 5 giugno 2026. Il jackpot stimato per il prossimo concorso a disposizione dei punti '6' è 175,1 milioni di euro.
Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima:
- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro;
- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro;
- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro;
- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro;
- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.
La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.
E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.
Ecco la combinazione vincente di oggi, venerdì 5 giugno 2026: 9, 25, 51, 63, 73, 89 numero Jolly 90 e numero SuperStar 40.

Categoria: cronaca
21:08
Roland Garros, Agassi sconvolto da ritiro Arnaldi: lo shock in diretta
(Adnkronos) - Andre Agassi 'disperato' per Matteo Arnaldi. Oggi, venerdì 5 giugno, il tennista azzurro è stato costretto a ritirarsi prima di scendere in campo nella semifinale del Roland Garros 2026, a causa di un virus che lo ha colpito nelle ore precedenti. Flavio Cobolli è così volato in finale, dove troverà Alexander Zverev, senza giocare.
La notizia ha sconvolto tifosi e appassionati di tennis, tra cui Andre Agassi. L'ex giocatore americano, che si è fatto notare nelle ultime ore per alcuni commenti poco piacevoli su Jannik Sinner, è rimasto sconvolto dal ritiro di Arnaldi, con l'ultim'ora che è arrivata a pochi minuti dall'inizio del match.
Ospite fisso negli studi di TNT Sports, Agassi ha reagito portandosi le mani alla testa e abbassando lo sguardo, visibilmente colpito dalla notizia. "Quello che sta facendo Agassi è quello che i tifosi e appassionati di tennis stanno sentendo in tutto il mondo", ha detto il conduttore, mentre l'ex tennista scuoteva la testa.

Categoria: sport
20:56
Roma, denuncia su pagina Facebook 'Morti di lavoro': "Operaio su scala senza protezioni in sede Federmanager"
(Adnkronos) - Un lavoratore "arrampicato in precario equilibrio su una scaletta al primo piano della sede nazionale di Federmanager in via Ravenna a Roma, senza i dispositivi di protezione individuali né gli ancoraggi prescritti dalla normativa sui lavori in quota". E' quanto denuncia il giornalista Piero Santonastaso pubblicando una foto dell'operaio sulla sua pagina Fb 'Morti di lavoro' dove si occupa dei temi legati alla sicurezza sul lavoro.
"La normativa in tema di lavori in quota, a un'altezza superiore ai due metri dal suolo, è molto stringente, prevede l'uso di di protezioni individuali come imbracature di sicurezza e casco, una linea di ancoraggio in caso di caduta o di perdita di equilibrio in modo da tutelare l'incolumità e il lavoratore - sottolinea all'Adnkronos Santonastaso - Non credo che Federmanager sia coinvolta direttamente, penso di più alla superficialità di una persona che si trovava lì a lavorare, però il fatto che anche nella sede di un'associazione, formalmente e dichiaratamente molto impegnata sul piano della prevenzione e della sicurezza, si debba assistere a un fatto del genere significa che in tema di cultura della sicurezza c'è ancora molto da fare".
Sulla sua pagina Santonastaso racconta le storie di infortuni sul lavoro e tiene il triste conteggio delle vittime in Italia: "Secondo i miei conteggi, che faccio personalmente con una selezione giornaliera nel panorama informativo, quest'anno siamo a 486 vittime con un aumento dell'8,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno passato".

Categoria: cronaca
20:54
Arnaldi si ritira, Cobolli commosso a Roland Garros: "Ho quasi pianto"
(Adnkronos) - Flavio Cobolli 'piange' per Matteo Arnaldi. Oggi, venerdì 5 giugno, il tennista romano ha raggiunto Alexander Zverev nella finale del Roland Garros 2026 senza giocare a causa del ritiro del connazionale a pochi minuti dalla semifinale dello Slam parigino a causa di un virus che lo ha colpito nelle ore precedenti al match.
Una notizia che ha lasciato di stucco Cobolli, che si è mostrato profondamente dispiaciuto per il compagno di Coppa Davis, che conosce fin da piccolo, e che ha lasciato trasparire in conferenza stampa: "Quando è venuto da me un'ora fa, ho quasi pianto. È una cosa che non ti aspetti proprio. Ero pronto a giocare questa partita. Sono veramente triste per lui", ha detto il tennista azzurro, che grazie alla finale di Parigi sbarcherà per la prima volta in carriera nella top ten del ranking Atp.
"Arnaldi è una persona fantastica. Un giocatore fantastico e una delle migliori persone che ho conosciuto fuori dal campo, un'ispirazione per come prepara le partite e per come è concentrato nelle sue partite. Si merita i risultati conquistati questa settimana. Tutti noi ci aspettiamo questo tipo di risultati da parte sua", ha detto Cobolli parlando di Arnaldi.
"Allo stesso tempo sono felice del risultato che ho raggiunto in questa settimana", ha continuato Cobolli, "mio padre è arrivato da me e ci siamo abbracciati con tutto il team quando ho saputo della top ten. Tutte le volte che raggiungo un best ranking ci abbracciamo in questo modo. Ora sono felice e triste allo stesso tempo".
"Avevo iniziato la routine come sempre. Non mi sono svegliato molto presto, poi ho fatto un po' di fisioterapia e ho pranzato con il mio team", ha raccontato Cobolli ripercorrendo la sua giornata, "ho dormito un po' sul divano guardando l'altra semifinale e mi sono scaldato in campo. Ero pronto per giocare, ma poi è arrivata questa notizia quindi non mi sono nemmeno scaldato".

Categoria: sport
20:47
Gianni Morandi canta 'Caruso', omaggio a Dalla all'Arena di Verona
(Adnkronos) - All'Arena di Verona per lo spettacolo 'Campioni del mondo - Italia loves Unesco', l'omaggio dal palco di Gianni Morandi a Lucio Dalla sulle note di 'Caruso', offrendo una lettura intensa e personale di un brano che rappresenta una sorta di sintesi ideale della grande tradizione melodica italiana e napoletana.
Categoria: spettacoli
20:23
Arnaldi si ritira dal Roland Garros, ipotesi virus. Il medico-fisiatra: "Ha portato l'organismo al limite"
(Adnkronos) - Il ritiro di Matteo Arnaldi a un passo dalla semifinale del Roland Garros "lascia l'amaro in bocca agli appassionati, e a chi aspettava il primo derby italiano della storia in semifinale a livello Slam. Oltre alla sfortuna di un evento del genere a un passo da una partita storica, quello che è capitato al tennista ligure fornisce degli interessanti spunti di riflessione" agli occhi del medico-fisiatra Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all'UniSalento e segretario generale della Simfer (Società italiana di medicina fisica e riabilitativa).
"Arnaldi - spiega l'esperto all'Adnkronos Salute - non ha semplicemente giocato tanto, ma ha battuto ogni record di ore giocate per arrivare ad una semifinale Slam nella storia: 19 ore e 42 minuti di gioco effettivo. Questo non è infatti solo il primato del torneo parigino, ma rappresenta il record assoluto in tutti i tornei del Grande Slam da quando esiste il cronometraggio ufficiale. Aver accumulato un simile minutaggio significa aver portato l'organismo al limite" e "la letteratura scientifica spiega molto bene la suscettibilità alle infezioni gastroenteriche in condizioni di sforzi fisici", sottolinea Bernetti commentando l'ipotesi che sia stato un virus a mettere Ko l'atleta.
In conferenza stampa all'Open di Francia, infatti, Arnaldi ha descritto i sintomi che lo hanno costretto al ritiro: vomito ripetuto dalla scorsa notte e un malessere che "non migliorava. Non potevo mangiare" e "ogni volta che mi alzavo mi sentivo male. Credo sia una sorta di virus perché sentivo freddo. Penso di aver avuto febbre durante il giorno", ha detto.
"A causa dello sforzo massimale - illustra il medico-fisiatra - si verifica un picco di ormoni dello stress e una drastica riduzione transitoria dei linfociti e delle immunoglobuline di tipo A (molto importanti nella protezione delle pareti intestinali dalle aggressioni virali), creando una finestra temporale in cui l'atleta è paradossalmente molto più vulnerabile alle infezioni rispetto a una persona sedentaria. A questa temporanea riduzione delle difese immunitarie, si unisce una riduzione dell'apporto di ossigeno all'intestino in quanto il sangue viene preferenzialmente dirottato verso la muscolatura durante lo sforzo, con un danno delle complesse giunzioni proteiche che 'sigillano' la parete intestinale aumentandone la permeabilità. Di conseguenza batteri, tossine e virus hanno maggiore facilità ad attraversare la mucosa, innescando potenziali infezioni gastroenteriche".
"Per prevenire o mitigare questa drammatica cascata di eventi - suggerisce Bernetti - in primo luogo è fondamentale un protocollo di idratazione e reintegro glucidico, poiché la disidratazione amplifica questa situazione. Inoltre, l'assunzione preventiva di L-glutammina risulta essenziale, essendo questo amminoacido molto importante per le cellule intestinali, ed è capace di ridurre l'aumento della permeabilità intestinale indotta dall'esercizio estremo. A onor del vero - osserva lo specialista - è difficile dire cosa, e se, si sarebbe potuto fare di diverso. Il caso Arnaldi è infatti un caso unico, era dal 1992 che un atleta non giocava così tanto in un torneo Slam e stiamo parlando di un'era tennistica e della medicina estremamente distante da oggi, il suo fisico è stato veramente portato al limite. Speriamo che possa recuperare presto e andare in fondo ai prossimi tornei", conclude Bernetti.

Categoria: cronaca
20:23
Roland Garros, Cobolli-Zverev in finale: quando si gioca? Data, orario e dove vederla in tv (in chiaro)
(Adnkronos) - Quando si gioca la finale del Roland Garros 2026 tra Flavio Cobolli e Alexander Zverev? Oggi, venerdì 5 giugno, il tennista azzurro ha raggiunto l'ultimo atto dello Slam di Parigi senza scendere in campo a causa del ritiro di Matteo Arnaldi, colpito da un virus nelle ore precedenti alla semifinale. Zverev invece ha battuto il ceco Jakub Mensik nel match della sessione diurna del Philippe-Chatrier, vinto in quattro set con il punteggio di 7-5, 6-2, 3-6, 6-3 in due ore e 59 minuti di gioco.
Cobolli arriva all'appuntamento dopo aver eliminato Pellegrino, Wu, Tien, Svajda, Auger-Aliassime e Arnaldi, mentre Zverev ha superato Bonzi, Machac, Halys, De Jong, Jodar e Mensik.
La finale tra Cobolli e Zverev è in programma domenica 7 giugno alle ore 15. I due tennisti si sono affrontati in quattro precedenti, con il tedesco che conduce il parziale 3-1. Nell'ultimo incrocio a vincere è stato Zverev, che ha superato Cobolli in due set nei quarti di finale dell'ultimo Masters 1000 di Madrid.
La finale del Roland Garros Cobolli-Zverev sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv, ma anche in chiaro sul NOVE. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels.

Categoria: sport
19:56
Serie A, ecco il calendario: tutti i derby e i big match
(Adnkronos) - La Serie A ha svelato il suo calendario. Oggi, venerdì 5 giugno, è avvenuto il sorteggio del campionato 2026/27, che si apre subito con big match dalla terza giornata fino alla penultima. Ecco tutti gli incroci tra le big italiane e i derby in programma della prossima stagione:
Terza Giornata: Inter-Napoli; Juventus-Milan
Quarta giornata: Lazio-Milan
Quinta giornata: Fiorentina-Napoli, Juventus-Atalanta e Roma-Inter
Sesta giornata: Como-Roma
Settima giornata: Juventus-Lazio
Ottava giornata: Inter-Fiorentina e Napoli-Roma
Decima giornata: Juventus-Napoli e Milan-Inter
11esima giornata: Fiorentina-Juventus, Inter-Como e Napoli-Lazio
12esima giornata: Atalanta-Inter
13esima giornata: Como-Juventus
15esima giornata: Lazio-Roma e Napoli-Milan,
16esima giornata: Roma-Juventus
18esima giornata: Torino-Juventus
19esima giornata: Inter-Juventus
22esima giornata: Milan-Juventus e Napoli-Inter
24esima giornata: Inter-Milan e Napoli-Juventus
25esima giornata: Fiorentina-Inter e Juventus-Bologna
26esima giornata: Inter-Atalanta
27esima giornata: Torino-Fiorentina
29esima giornata: Atalanta-Milan e Juventus-Como
30esima giornata: Torino-Juventus
31esima giornata: Inter-Roma
32esima giornata: Milan-Napoli e Roma-Lazio
33esima giornata: Juventus Fiorentina
34esima Atalanta-Juventus, Bologna-Fiorentina, Como-Inter, Milan-Lazio e Roma-Napoli
36esima giornata: Juventus-Inter e Milan-Roma
37esima giornata: Inter-Lazio e Roma-Como

Categoria: sport
19:56
Choc in Francia per l'11enne Lyhanna, uccisa da pedofilo già noto: politica indignata, proteste in piazza
(Adnkronos) - La Francia è sotto choc per Lyhanna, la bambina di 11 anni scomparsa dal 29 maggio e uccisa probabilmente da un pedofilo noto alle autorità almeno dal 2017. Il corpo della studentessa che frequentava la scuola media, è stato ritrovato ieri in un silo agricolo abbandonato vicino al villaggio di Puycasquier, nel dipartimento del Gers. Le cause del decesso sono ancora sconosciute, precisa la procura di Agen in una nota. "Sono stati disposti ulteriori accertamenti e analisi", si legge nella nota.
"In attesa delle conclusioni delle indagini, non si possono menzionare eventuali responsabilità e tanto meno eventuali sanzioni future", hanno precisato il procuratore di Auch, i procuratori generali e quelli della Repubblica. Ma il principale sospettato, Jérome Barella di 41 anni e padre di famiglia, è già stato posto in custodia cautelare, come scrive l'emittente Bfmtv. L'uomo, che lavorava nell'azienda agricola dove ieri è stato trovato il cadavere, è oggetto di numerose denunce e segnalazioni, in particolare per violenza sessuale e stupro, alcune archiavate.
Intanto, mentre è stata aperta un'inchiesta per ''sequestro di persona, sottrazione di minore e omicidio di una minore di 15 anni", l'indignazione cresce, sia nella politica quanto nella società civile che si appresta a scendere in piazza con lo slogan 'Io sono Lyhanna'.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha espresso "la solidarietà e l'affetto dell'intera nazione" alla famiglia e agli amici di Lyhanna. "Questo è un momento di riflessione, affetto, sostegno e pensiero", ha aggiunto il capo dell'Eliseo. Parlando dal Montenegro, dove si è recato in visita ufficiale, Macron ha detto che è evidente che "c'è stato un malfunzionamento" e che "sono emerse delle falle, e queste devono essere chiarite. Le cose non sono andate come avrebbero dovuto, questo è ovvio. Ed è inaccettabile". Macron ha aggiunto che "non possiamo guardare negli occhi la famiglia di Lyhanna e dire che tutto è andato bene", ma "dobbiamo esaminare le responsabilità collettive, sistemiche e individuali".
Il primo ministro francese Sébastien Lecornu si è detto "particolarmente scioccato" dalle irregolarità giudiziarie segnalate in relazione al rapimento di Lyhann e ha chiesto di verificare "se tutti i segnali d'allarme siano stati presi in considerazione". L'ufficio del Primo Ministro in una nota ha affermato che va verificato "se tutti i segnali di allarme siano stati presi in tempo, se tutte le procedure abbiano funzionato come avrebbero dovuto e se le priorità fossero corrette".
Il ministro della Giustizia Gérald Darmanin e il ministro degli Interni Laurent Nuñez hanno tenuto un incontro dpemergenza a Matignon durante il quale, secondo quanto ha appreso l'emittente Bfmtv, si sarebbe parlato di "prove schiaccianti" che sono state ignorate. I due ministri hanno detto di considerare "incomprensibile" che il principale sospettato non sia stato interrogato nell'ambito delle indagini successive alla denuncia di stupro presentata lo scorso agosto. Secondo quanto appreso da Bfmtv, Lecornu auspica che le prime conclusioni dell'inchiesta amministrativa avviata da Darmanin e Nuñez siano disponibili "entro 15 giorni".
Con un post su 'X', Darmanin ha denunciato "le enormi e inaccettabili disfunzioni dei servizi statali" nella gestione delle denunce contro il sospettato nell'indagine sulla morte di Lyhanna. "Il nostro dovere è proteggere i bambini come priorità assoluta, come ho già richiesto fin dal mio arrivo al Ministero della Giustizia ", ha proseguito il ministro. Ll ministro della Giustizia ha invitato tutti i Procuratori Generali a una riunione di lavoro lunedì mattina alle 8:30 presso la Cancelleria.
"L'istituzione giudiziaria che rappresento mira a proteggere il popolo francese. E oggi non è riuscita a proteggere questa bambina. Desidero chiedere scusa alla sua famiglia e al popolo francese, che è giustamente scioccato e terrorizzato nel constatare tali fallimenti'', ha poi aggiunto al telegiornale di TF1 dopo il ritrovamento del corpo. "Sono furioso per questa situazione e per questo immenso fallimento ", ha aggiunto Darmanin affermando che la "mancanza di risorse" non deve essere una scusa per le carenze del sistema giudiziario.
Quando ha assunto l'incarico, "ho detto che dovevamo dare priorità alle denunce di abusi sessuali su minori e donne. Questa priorità non è stata data", ha dichiarato, "Mi assumo la responsabilità e proporrò delle sanzioni" nel caso in cui emergerà che sono stati commessi illeciti e irregolarità.
Secondo quanto appreso da Bfmtv, al ministero della Giustizia c'è "grande irritazione" per le "decisioni prese dai vari magistrati" nel caso della piccola Rosa, che lo scorso agosto accusò Jérome Barella di stupro e che è stato "trattato come se fosse un semplice caso di furto con scasso". Secondo quanto appreso da Bfmtv, Rosa aveva sporto denuncia per stupro insieme alla madre contro Barella e il caso era stato trasmesso per posta dalla procura di Tolosa alla procura di Auch il 28 ottobre 2025. Si tratterebbe di una ''scelta discutibile'' perché il caso non è stato trattato come urgente.
Intanto vari gruppi e associazioni hanno indetto manifestazioni per lunedì a partire dalle 19 davanti ai tribunali di Francia e al ministero della Giustizia. In piazza ci saranno tra gli altri Nous Toutes, il collettivo Enfantiste e la Fondazione delle Donne, che hanno diffuso un appello a manifestare con lo slogan "Io sono Lyhanna". "Non possiamo più tollerare che i nostri figli vengano violentati da uomini noti al sistema giudiziario", ha scritto la regista Andréa Bescond sul suo account Instagram.

Categoria: internazionale/esteri
19:15
Nautica, Vitulano (Cfo Italia Yachts): "Vela tra sport e tecnologia per attrarre nuove generazioni"
(Adnkronos) - "I grandi eventi sportivi rappresentano un volano decisivo per lo sviluppo della nautica e della vela, contribuendo anche ad avvicinare le nuove generazioni al settore". È quanto ha affermato Susanna Vitulano, Cfo di Italia Yachts, intervenendo alla Convention Satec 2026 organizzata a Borgo Egnazia, a Fasano.
"L’ausilio dei grandi eventi incide tantissimo e può essere un importante propulsore per la crescita della nautica e della vela - ha spiegato Vitulano - è necessario investire nella formazione e nella diffusione della cultura del mare fin dall’infanzia".
"Bisogna iniziare dai più piccoli - ha aggiunto - abbassando le barriere di accesso e investendo sulla formazione per far crescere sia gli armatori sia i giovani che possono entrare nella filiera". Vitulano ha richiamato il ruolo di eventi internazionali come l’America’s Cup e dei successi della vela olimpica italiana come strumenti di promozione. "La vela sta cambiando anche dal punto di vista tecnologico e questo permette ai giovani di avvicinarsi a uno sport non solo legato alla tradizione e al mare, ma anche all’innovazione e alla tecnologia".

Categoria: economia
19:10
Nautica, Stella (Confindustria): "Incertezza globale non frena industria leader nei superyacht"
(Adnkronos) - "L’industria nautica si è dimostrata resiliente anche in questi anni segnati da forte incertezza, che rappresenta la principale variabile esogena per le imprese perché incide sulla capacità di previsione, sulla volatilità dei margini e sulla fiducia dei consumatori". È quanto ha dichiarato Marina Stella, direttore generale di Confindustria Nautica, intervenendo alla Convention Satec 2026 organizzata a Borgo Egnazia, a Fasano.
La dirigente ha ricordato i primati del comparto: "L’Italia è il primo esportatore mondiale di unità da diporto e detiene il 52% del portafoglio ordini globale dei superyacht, oltre a posizioni di leadership nella componentistica, negli accessori tecnologici e nelle unità pneumatiche".
Stella ha quindi richiamato il ruolo economico e occupazionale della filiera: "Si tratta di un settore con uno dei più alti moltiplicatori dell’industria manifatturiera, con un forte impatto su investimenti e occupazione: per ogni addetto si generano 7,1 occupati nella filiera". Infine, il contributo macroeconomico: "Il settore contribuisce in modo rilevante al surplus della bilancia commerciale italiana, pari all’8,4%. In un contesto in cui il mare è riconosciuto come infrastruttura strategica, la nautica rappresenta una componente essenziale del sistema produttivo nazionale", ha concluso.

Categoria: economia
19:07
Milo Infante: "Vicenda Bruzzone riguarda vari programmi Rai". La criminologa: "Mai attaccato azienda"
(Adnkronos) - "Posso solo dire che non è una questione personale: non c'è nessuna contrapposizione tra me e la Bruzzone, perché la vicenda non riguarda solo me, ci sono più programmi Rai che sono stati attaccati sistematicamente dai suoi post o da persone vicine a lei e quindi, dopo mesi, ho ritenuto di dover presentare una copiosa documentazione all'attenzione dell'azienda, che farà le sue valutazioni". A spiegarlo all'Adnkronos è Milo Infante, che taglia corto e chiarisce così i motivi che lo hanno spinto a rivolgersi al Comitato Etico della Rai presentando un dossier sulla criminologa Roberta Bruzzone, fino a novembre scorso una delle ospiti più assidue del programma del conduttore, 'Ore 14'. Infante, che è anche vicedirettore degli Approfondimenti, si è rivolto all'organismo della tv pubblica chiamato a valutare eventuali violazioni dei principi contenuti nel codice etico aziendale dopo una serie di post sui social della criminologa, al fine di chiedere un audit interna che ne possa valutare i comportamenti.
Scintille, quelle tra i due protagonisti della tv, che prendono il via il 27 novembre scorso, quando la Bruzzone lascia il programma di Infante suggerendo agli ospiti in studio di "leggere le carte". Infante risponde con fermezza, sottolineando che "lo facciamo anche noi lo sforzo di leggerle, non le ha lette solo lei". Da lì, un crescente sfilacciamento dei rapporti tra i due professionisti che arriva all'oggi. Ed oggi arriva la notizia, anticipata da 'Open' e che viene confermata all'Adnkronos, che è stato presentato all'azienda del materiale nei confronti della Bruzzone anche dal conduttore Salvo Sottile. "Io non ho ricevuto nessuna convocazione da parte del Comitato, ho moltissimo materiale nei confronti sia di Infante che di Sottile, verso il quale peraltro ho già proceduto a presentare denuncia-querela per diffamazione aggravata, quindi nel momento in cui dovessi ricevere una convocazione non sarò io a dovermi preoccupare", spiega all'Adnkronos Roberta Bruzzone, raggiunta telefonicamente.
"La questione è di natura personale tra me e questi soggetti, io non ho mai attaccato la Rai, mai messo in atto condotte che hanno messo in discussione il mio rapporto con la Rai -scandisce la criminologa- Ho studiato in questi giorni molto attentamente il Codice Etico, e non ritengo di aver violato alcun profilo legato al Codice. Ritengo invece che ci siano profili che il Comitato Etico debba conoscere in relazione alle condotte che hanno posto in essere loro, e al tipo di utilizzo che hanno fatto dei programmi che la Rai ha affidato a loro".
"Vista la situazione, spero vivamente che il Codice Etico decida di approfondire, ma a questo punto se anche non dovesse farlo, io il materiale lo manderò ugualmente -incalza la criminologa- Perché credo che avere una visione più ampia, precisa e dettagliata sia utile a tutti". Nei giorni scorsi, secondo quanto riportato dal 'Domani',si sarebbe tenuta una riunione tra il vice direttore degli Approfondimenti Giuseppe Malara e la produzione de La Casa Rossa in merito alla docuserie 'Nella mente di Narciso', che indaga i profili narcisistici di alcuni dei casi di cronaca nera più noti e alla cui conduzione c'è proprio la Bruzzone, programma che adesso è dunque al vaglio dell'azienda. "Mi dispiacerebbe che il progetto non andasse in porto per un motivo risibile che riguarda rancori personali -commenta la Bruzzone all'Adnkronos - Perché ritengo che sia un programma in linea con il servizio pubblico, che affronta il tema delle truffe e che coinvolge tutti". Al momento, è doveroso dire che sul destino del programma non risulta alcuna decisione definitiva o provvedimento ufficiale da parte della Rai.

Categoria: spettacoli
18:48
Famiglia nel bosco, dopo mesi Catherine riabbraccia i figli: un incontro a settimana in struttura protetta
(Adnkronos) - Dopo mesi senza incontri, Catherine Birmingham, mamma dei tre bimbi della cosiddetta 'famiglia nel bosco' di Palmoli (Chieti), ha ottenuto l'autorizzazione a rivedere i propri figli in una struttura neutra a Gissi. Gli incontri, seguiti dagli operatori, sono ricominciati da circa quattro settimane e si svolgono regolarmente. La ripresa delle visite rappresenta uno sviluppo nel percorso avviato dai servizi sociali e dall'autorità giudiziaria dopo l'allontanamento dei minori dai genitori.
Gli incontri avvengono in un ambiente protetto, con l'obiettivo di mantenere e rafforzare il rapporto tra la madre e i figli nel rispetto delle disposizioni previste a tutela dei bambini. I piccoli sono stati allontanati dai genitori, dal Tribunale per i minorenni dell'Aquila, nel novembre scorso e messi in una casa famiglia a Vasto. All'inizio, e per alcuni mesi, la madre ha potuto stare con loro nella stessa struttura, poi a marzo il provvedimento restrittivo del Tribunale che ha stabilito che la donna dovesse essere allontanata, basandosi su alcune relazioni che descrivevano il "comportamento ostile e non collaborativo" di lei. Ora la donna ha potuto riabbracciare i bambini. ''Da quattro settimane la madre vede i figli a Gissi per un incontro settimanale - conferma all'Adnkronos l'avvocato Simone Pillon, legale della famiglia - hanno anche due videochiamate a settimana''.

Categoria: cronaca
18:44
Roland Garros, Arnaldi si ritira: Cobolli in finale senza giocare
(Adnkronos) - Matteo Arnaldi si è ritirato dal Roland Garros 2026, Flavio Cobolli vola in finale senza giocare. Oggi, venerdì 5 giugno, il tennista azzurro è stato costretto a ritirarsi a causa di un attacco influenzare accusato nelle ultime ore, non riuscendo a scendere in campo nella semifinale in programma questa sera.
La notizia è arrivata a pochi minuti dall'inizio della partita, fissata per le ore 19. Cobolli raggiunge così Zverev nella finale del Roland Garros, che si svolgerà domenica 7 giugno sul Philippe-Chatrier e da lunedì prossimo esordirà nella top ten del ranking Atp.
Nella prima semifinale invece Zverev ha battuto Jakub Mensik in quattro set, tornando così in una finale Slam e coltivando il sogno di vincere il primo titolo Slam della carriera.
Matteo Arnaldi si è presentato in conferenza stampa al fianco di Flavio Cobolli per spiegare i motivi del suo ritiro: "È difficile essere qui, non è quello che volevo. Ieri sera ho iniziato a sentirmi poco bene, mentre in giornata stavo bene. Sono andato ad allenarmi e ho fatto tutto quello che dovevo fare, Mi sentivo a posto", ha raccontato Arnaldi, "ho cenato, ma ho iniziato a sentirmi così così con lo stomaco. Pensavo ‘va bene, è solo che non ho digerito bene’. Mi sono svegliato all’1 di notte e ho iniziato a vomitare. Non mi sentivo al meglio, poi ho provato a dormire".
"Non sono riuscito a dormire per niente. Alle 6, alle 7 del mattino ho vomitato di nuovo. Questa volta è stato proprio brutto, tanto che abbiamo chiamato il medico in camera. È venuto e mi ha dato qualcosa. Speravo che fosse solo qualcosa dalla cena, ma per tutto il giorno non sono riuscito a mangiare", ha continuato Arnaldi, "ogni volta che mangiavo o bevevo qualcosa dovevo correre in bagno. Quindi è dura, è dura. Visto com'è stato il torneo, quante ore ho passato in campo, in realtà mi sentivo molto bene".
"Dovermi ritirare dalla mia prima semifinale Slam non è una cosa che augureresti a nessuno", ha detto Arnaldi, "ho provato a prepararmi e a rimanere qui il più possibile. Ho provato a vedere se potevo andare in campo ma ogni volta che mi alzavo mi sentivo stordito e non mi sentivo al meglio. Sono abbastanza sicuro che se mangiassi di nuovo non starei bene. È stata la decisione giusta da prendere per me".
Commosso Cobolli in conferenza stampa: "Quando è venuto da me un'ora fa, ho quasi pianto. È una cosa che non ti aspetti proprio. Ero pronto a giocare questa partita. Sono veramente triste per lui". "Arnaldi è una persona fantastica. Un giocatore fantastico e una delle migliori persone che ho conosciuto fuori dal campo, un'ispirazione per come prepara le partite e per come è concentrato nelle sue partite. Si merita i risultati conquistati questa settimana. Tutti noi ci aspettiamo questo tipo di risultati da parte sua", ha detto Cobolli parlando del compagno di Coppa Davis.
"Allo stesso tempo sono felice del risultato che ho raggiunto in questa settimana", ha continuato Cobolli, "mio padre è arrivato da me e ci siamo abbracciati con tutto il team quando ho saputo della top ten. Tutte le volte che raggiungo un best ranking ci abbracciamo in questo modo. Ora sono felice e triste allo stesso tempo".
"Avevo iniziato la routine come sempre. Non mi sono svegliato molto presto, poi ho fatto un po' di fisioterapia e ho pranzato con il mio team", ha raccontato Cobolli ripercorrendo la sua giornata, "ho dormito un po' sul divano guardando l'altra semifinale e mi sono scaldato in campo. Ero pronto per giocare, ma poi è arrivata questa notizia quindi non mi sono nemmeno scaldato".

Categoria: sport












































