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10:57

Gino Paoli, le ceneri del cantautore saranno disperse a Boccadasse

(Adnkronos) - Le ceneri di Gino Paoli saranno disperse sul lungomare di Boccadasse, quartiere genovese molto amato dal cantautore morto a 91 anni. Lo confermano all'Adnkronos fonti vicine alla famiglia dell'artista.  

Mentre non ci sono al momento indicazioni sui funerali che potrebbero tenersi in forma strettamente privata, in linea con la massima riservatezza chiesta dalla famiglia nella nota in cui ha annunciato il decesso, avvenuto nella notte tra lunedì 23 e martedì 24 marzo nella sua casa di Genova, nel quartiere Azzurro, sulle alture tra Nervi e Quinto, che amava molto per la vista sterminata sul mare. Lo stesso mare dove verranno disperse le ceneri dopo la cremazione.  

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Categoria: spettacoli

10:43

Carburanti, prezzo di benzina e diesel in rialzo: gasolio oltre i 2 euro

(Adnkronos) - Terzo giorno di rialzo per i prezzi dei carburanti oggi mercoledì 25 marzo, dopo la parentesi del taglio delle accise. Il gasolio torna sopra i due euro al litro, al livello di due settimane fa. Dopo lo scivolone di lunedì, ieri le quotazioni dei prodotti raffinati sono risultate in lieve calo, mentre il Brent è tornato subito abbondantemente al di sopra dei 100 dollari al barile.  

Ancora molto variegate le politiche di prezzo tra i vari marchi, in particolare sul diesel: Eni tra 5 e 9 centesimi sotto la concorrenza, mentre il prezzo medio delle “pompe bianche” è uguale a quello delle compagnie. Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, Q8 ha aumentato di 5,4 centesimi al litro i prezzi consigliati della benzina e di 6,4 quelli del gasolio. 

In base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, il prezzo medio dei carburanti in modalità 'self service' lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,741 euro/l per la benzina e 2,036 euro/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,804 euro/l per la benzina e 2,094 euro/l per il gasolio. Lo rende noto il ministero delle Imprese e del Made in Italy. 

Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 20mila impianti: benzina self service a 1,738 euro/litro (+14 millesimi, compagnie 1,734, pompe bianche 1,746), diesel self service a 2,022 euro/litro (+35, compagnie 2,022, pompe bianche 2,022). Benzina servito a 1,875 euro/litro (+14, compagnie 1,905, pompe bianche 1,819), diesel servito a 2,156 euro/litro (+36, compagnie 2,189, pompe bianche 2,094). Gpl servito a 0,663 euro/litro (-2, compagnie 0,669, pompe bianche 0,657), metano servito a 1,541 euro/kg (+10, compagnie 1,542, pompe bianche 1,540), Gnl 1,249 euro/kg (+3, compagnie 1,251 euro/kg, pompe bianche 1,248 euro/kg). 

Questi sono i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,796 euro/litro (servito 2,046), gasolio self service 2,080 euro/litro (servito 2,333), Gpl 0,775 euro/litro, metano 1,548 euro/kg, Gnl 1,295 euro/kg. 

"Oggi rialzi di gasolio e benzina in tutta Italia, con la benzina che supera 1,8 euro in autostrada e il gasolio che sfiora 2,10 euro, fermandosi a 2,094. Secondo, quindi, i dati Mimit da noi rielaborati, la media regionale del gasolio arriva a 2,04 euro, mentre la benzina è a 1,74. Anche le Marche, che ieri erano l'unica regione a vendere il gasolio sotto i 2 euro, varcano quella soglia", sottolinea l'Unione nazionale consumatori in una nota. 

"Secondo, quindi, i dati Mimit da noi rielaborati, oggi il gasolio più caro, non considerando le autostrade, si vende a Bolzano con 2,063 euro al litro, al 2° posto la Valle d'Aosta con 2,057, medaglia di bronzo per la Sicilia con 2,051 euro. Il rialzo giornaliero più alto per la Valle d'Aosta e il Friuli Venezia Giulia, dove un pieno di 50 litri costa 1 euro e 30 cent in più di ieri. Per la benzina vince la Basilicata con 1,773 euro al litro, medaglia d'argento per Bolzano con 1,767, poi la Calabria con 1,764 euro. Il rialzo maggiore in Friuli, +0,60 euro a rifornimento. La regione più virtuosa, sia per la benzina che per il gasolio, restano le Marche", conclude l'Unc. 

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Categoria: economia

10:32

Santanchè arriva al ministero, nessuna risposta ai cronisti sulla richiesta di dimissioni

(Adnkronos) - Daniela Santanchè è arrivata al Ministero del Turismo. Come mostra il video di Adnkronos, nessuna risposta dalla ministra ai cronisti che le chiedevano se si sarebbe dimessa, come chiesto in maniera stringente dalla premier Giorgia Meloni 

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Categoria: politica

10:21

La sfida di Santanchè: altro che dimissioni, oggi al lavoro al ministero - GUARDA IL VIDEO

(Adnkronos) - Dopo lo scossone nel governo seguito alla sconfitta del sì al referendum sulla giustizia, questa mattina l’arrivo della ministra Daniela Santanchè al ministero del Turismo. Nonostante l’invito della premier Giorgia Meloni a dimettersi per "sensibilità istituzionale", in linea con la scelta di Delmastro e Bartolozzi, Santanchè ieri ha infatti assicurato che oggi sarà regolarmente al lavoro. Al momento sono quindi confermate le riunioni e gli appuntamenti della giornata. Nessuna risposta ai cronisti che le chiedevano se si sarebbe dimessa (GUARDA IL VIDEO). 

La presidente del Consiglio ha parlato nella serata di ieri delle dimissioni della ministra, esprimendo "apprezzamento per la scelta del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti" e ringraziandoli "per il lavoro svolto con dedizione", la nota di Palazzo Chigi in cui la premier, auspicava "che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal ministro del Turismo Daniela Santanchè". 

Intanto una mozione di sfiducia alla ministra Santanchè è stata depositata questa mattina alla Camera e sottoscritta da tutte le forze di opposizione. Nel testo firmato da Chiara Braga (Pd), Riccardo Ricciardi (M5s), Luana Zanella (Avs), Matteo Richetti (Azione), Maria Elena Boschi (IV) e Riccardo Magi (+Europa) si legge: “La Camera, premesso che: – l’articolo 94 della Costituzione attribuisce a ciascuna Camera il potere di revocare la fiducia mediante mozione motivata; – la responsabilità politica dei singoli ministri costituisce elemento essenziale del corretto funzionamento dell’Esecutivo e del rapporto fiduciario con il Parlamento; considerato che: – la Presidente del Consiglio dei ministri, con dichiarazione resa nel tardo pomeriggio del 24 marzo c.a. ha pubblicamente auspicato le dimissioni della Ministra del turismo Daniela Garnero Santanché; – tali dichiarazioni evidenziano il venir meno del rapporto fiduciario tra la Presidente del Consiglio e la Ministra, determinando una situazione di oggettiva incompatibilità con la permanenza in carica; – la mancata assunzione di responsabilità mediante dimissioni volontarie, a fronte di una esplicita presa di distanza del vertice dell’Esecutivo, configura una grave anomalia istituzionale; – tale situazione compromette la credibilità dell’azione di governo e arreca pregiudizio all’immagine delle istituzioni; visto l'articolo 94 della Costituzione e visto l'articolo 115 del Regolamento della Camera dei deputati, esprime la propria sfiducia alla Ministra del turismo, senatrice Daniela Garnero Santanchè, e la impegna a rassegnare le proprie dimissioni”. 

"Ho consegnato oggi le mie irrevocabili dimissioni da sottosegretario alla Giustizia - ha spiegato ieri Delmastro in una nota, motivando il passo indietro -. Ho sempre combattuto la criminalità, anche con risultati concreti e importanti e pur non avendo fatto niente di scorretto, ho commesso una leggerezza a cui ho rimediato non appena ne ho avuto contezza. Me ne assumo la responsabilità, nell'interesse della nazione, ancor prima che per l'affetto e il rispetto che nutro verso il governo e verso il presidente del Consiglio". 

Il passo indietro del sottosegretario è arrivato all'indomani dell'esito del risultato referendario e dopo giorni di polemiche per le notizie di stampa sul caso della quota, poi ceduta, in una società intestata alla figlia 18enne di Mauro Caroccia. Caroccia, il cui nome compare nelle carte dell'inchiesta capitolina sul boss Michele Senese, sta scontando una condanna definitiva a quattro anni per intestazione fittizia di beni con l'aggravante mafiosa. 

Sulla vicenda l'opposizione aveva presentato interrogazioni e chiesto che del caso si occupasse la Commissione parlamentare Antimafia: Riccardo Ricciardi, capogruppo M5S alla Camera, aveva annunciato la richiesta, domani nella capigruppo della Camera, di calendarizzare la mozione di revoca degli incarichi a Delmastro, già depositata lo scorso giovedì. 

Le dimissioni di Delmastro arrivano dopo una riunione che si è tenuta nel pomeriggio di ieri al ministero tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio, lo stesso Delmastro e la capo di gabinetto Bartolozzi. 

Anche le dimissioni di Bartolozzi arrivano all'indomani del risultato del referendum e dopo le polemiche delle scorse settimane per le parole che la capo di gabinetto aveva pronunciato alla trasmissione 'Il Punto' sull'emittente siciliana Telecolor. "La cosa che i cittadini dovrebbero comprendere è che qui non c'è una guerra tra due clan, politica e magistratura. La riforma è tesa a far recuperare alla magistratura la credibilità che ha purtroppo perso, e lo dico da magistrato", aveva detto Bartolozzi. 

Del resto, "finché le cose non capitano sulla pelle, voi non avete idea di cosa voglia dire", aveva aggiunto la capo di gabinetto di Carlo Nordio accennando all'inchiesta che la vede indagata a Roma per false comunicazioni al pm, concludendo: "Ecco, Io faccio appello a tutti i cittadini che hanno sofferto sulla propria pelle. Votate sì, ci togliamo di mezzo la magistratura che sono plotoni di esecuzione". 

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Categoria: politica

09:51

Bergamo, studente di 13 anni accoltella professoressa in corridoio a scuola

(Adnkronos) - Choc in provincia di Bergamo, dove una professoressa è stata accoltellata da uno studente di 13 anni poco prima dell’inizio delle lezioni. Questa la gravissima aggressione avvenuta oggi mercoledì 25 marzo a Trescore Balneario, in uno dei corridoi dell'istituto comprensivo di Leonardo Da Vinci in via Damiano Chiesa.  

L'insegnante, 57 anni, che è stata portata in gravi condizioni in elisoccorso all'ospedale di Bergamo, non è in pericolo di vita. 

Lo studente è stato bloccato da un altro insegnante e da due collaboratori scolastici, che lo hanno immobilizzato fino all’arrivo dei carabinieri subito dopo l'aggressione. Al momento, l’episodio risulta essere un gesto isolato, senza il coinvolgimento di altre persone. Il movente non appare riconducibile a finalità terroristiche. 

I ragazzi, fa sapere la scuola, usciranno regolarmente alle 13.40. 

“Quanto accaduto in provincia di Bergamo, presso l’Istituto comprensivo di Trescore Balneario, è un fatto di una gravità sconvolgente. Esprimo innanzitutto la mia forte vicinanza alla docente, ai suoi famigliari, alla scuola. Questo fatto dimostra che è necessario approvare rapidamente le nuove, severe norme predisposte dal governo per contrastare la criminalità giovanile e in particolare la diffusione di armi improprie fra i giovani", dichiara Giuseppe Valditara, ministro dell'Istruzione e del Merito. 

"Misure necessarie da accompagnare a quelle che abbiano già avviato nelle scuole sulla condotta e l'educazione al rispetto e che a breve saranno avviate come quella sulla assistenza psicologica. Oggi a Parigi, porrò la questione presso l’evento di lancio del Report 2026 GEM - Global Education Monitoring dell’Unesco. Chi lavora per il futuro dei nostri figli non deve correre alcun rischio”, ha aggiunto Valditara il quale ha fatto inoltre sapere che "l’insegnante non è fortunatamente in pericolo di vita".  

"Mi trovo a Parigi per la riunione globale dei ministri dell’Istruzione convocata dall’Unesco, porterò questo caso drammatico all’attenzione dei ministri dei Paesi convenuti - ha fatto sapere ancora Valditara - L’Italia è membro attivo e partecipe del Comitato di Coordinamento e condivide la responsabilità di decidere le priorità e le politiche educative a livello mondiale. Purtroppo, la violenza nelle scuole non è solo un grave problema nazionale. Ieri in Messico due insegnanti sono stati uccisi da uno studente e violenze si registrano sempre più frequentemente in tante parti del mondo contro il personale scolastico. Con il direttore generale dell’Unesco pensiamo serva una riflessione più generale sulla violenza nelle scuole legata anche all’uso dei social”. 

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Categoria: cronaca

09:26

Terremoto in provincia di Massa Carrara, la scossa di magnitudo 4

(Adnkronos) - Un terremoto di magnitudo 4 è stato registrato oggi mercoledì 25 marzo dall'Ingv a 3 km a nord-est di Fosdinovo, in provincia di Massa e Carrara, alle 8.13 di questa mattina.  

Il sisma è stato localizzato a una profondità di 11 km.  

Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, si è messo in contatto con Antonio Moriconi, sindaco del comune di Fosdinovo per capire la situazione. "Il sindaco ha provveduto immediatamente agli interventi d'emergenza, in particolar modo sulle scuole, mettendo in sicurezza i ragazzi e provvedendo al monitoraggio immediato e tempestivo dello stato degli immobili e del contesto territoriale in cui il sisma si è rivelato", ha detto il presidente Giani, che ha poi continuato: "Da parte nostra, come Regione Toscana, dopo aver immediatamente preso contatto con il sindaco abbiamo mobilitato il sistema di Protezione civile regionale per ogni eventuale assistenza. È però rassicurante il fatto che al momento non si registrino danni rilevanti e che le persone siano tutte in sicurezza. Terremo alta la vigilanza nelle ore future grazie al coordinamento e alle capacità di intervento di tutte le istanze territoriali, comunali e regionali di Protezione civile". 

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Categoria: cronaca

09:13

Ucraina, drone russo sconfina e colpisce centrale elettrica in Estonia

(Adnkronos) - Un drone russo è entrato nello spazio aereo dell'Estonia e ha colpito una ciminiera della centrale elettrica di Auvere, nella contea di Ida-Viru, al confine con la Russia, nelle prime ore di oggi. Lo riferiscono le Forze di difesa lettoni e l'emittente pubblica estone Err. Nessuno è rimasto ferito nell'incidente e le infrastrutture elettriche non hanno subito danni, spiegano le autorità lettoni. 

"Nella notte del 25 marzo, alle 3:43, un drone ha colpito la ciminiera della centrale elettrica di Auvere. Nessuno è rimasto ferito nell'incidente", ha dichiarato un portavoce del Servizio di Sicurezza Interna (Iss). La Procura ha affermato che il drone non era stato intenzionalmente diretto verso la centrale elettrica di Auvere né verso l'Estonia in generale. "Secondo le informazioni attuali, il drone non era diretto verso l'Estonia. Sono in corso le prime indagini, che chiariranno le circostanze più specifiche", ha dichiarato il procuratore generale Astrid Asi in un comunicato stampa. 

Droni provenienti dallo spazio aereo russo hanno sconfinato in Estonia e Lettonia. Il direttore dei servizi di sicurezza a Tallinn, Margo Palloson, ha denunciato che un drone ha colpito una ciminiera della centrale elettrica di Auvere, operata dal gruppo Enefit, vicino alla città di Narva al confine con la Russia, senza provocare vittime". "Sono le conseguenze della guerra di aggressione su larga scala della Russia", ha affermato, esprimendo preoccupazione per il ripetersi "in futuro di tali incidenti". La procura ha aperto una inchiesta. Anche Riga ha denunciato lo sconfinamento "dalla Russia" di un drone e una esplosione nella regione di Kraslava, al confine sud est con la Bielorussia. Ma la Premier lettone, Evika Silina, ha precisato che, secondo le informazioni preliminari raccolte, la piattaforma era con ogni probabilità ucraina. Non ci sono state vittime o danni. 

Un drone ha sconfinato anche in Lettonia, fa sapere il direttore dei servizi di sicurezza a Tallinn, Margo Palloson. "Sono le conseguenze della guerra di aggressione su larga scala della Russia", ha affermato, esprimendo preoccupazione per il ripetersi "in futuro di tali incidenti". La procura ha aperto una inchiesta. Anche Riga ha denunciato lo sconfinamento "dalla Russia" di un drone e una esplosione nella regione di Kraslava, al confine sud-est con la Bielorussia. Ma la premier lettone Evika Silina ha precisato che, secondo le informazioni preliminari raccolte, la piattaforma era con ogni probabilità ucraina. Non ci sono state vittime o danni. 

Il governo di Tallinn ha convocato una seduta straordinaria per discutere della sicurezza nazionale, ha annunciato la ministra della Giustizia Liisa-Ly Pakosta all'emittente pubblica Err.  

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Categoria: internazionale/esteri

07:15

Ora legale 2026, cambio sempre più vicino: quando e come spostare le lancette

(Adnkronos) - Conto alla rovescia per il cambio dell'ora che, per il 2026, tornerà il prossimo weekend nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo, con un giorno di anticipo rispetto al 2025.  

Le lancette degli orologi dovranno essere spostate un'ora avanti alle 2 di notte (che diventeranno le 3).  

L'arrivo dell'ora legale segna come sempre una serie di cambiamenti nella vita quotidiana. Nella notte del passaggio dall'ora solare all'ora legale si dormirà un'ora in meno, ma le giornate si allungheranno: il tramonto arriverà infatti un'ora più tardi, garantendo un pomeriggio più 'lungo' e illuminato dal sole. Questo aiuterà anche a ridurre le spese energetiche, con il minore uso dell'illuminazione artificiale a beneficio di quella naturale, e avrà un effetto diretto sulle bollette. 

L'ora legale sarà in vigore fino all'ultima domenica di ottobre 2026, quella del 25, quando tornerà invece l'ora solare e le lancette degli orologi dovranno essere spostate nuovamente un'ora indietro. 

In Parlamento si considera la possibilità di mantenere l'ora legale attiva per tutto l'anno. Dal 2004 al 2024 infatti l'Italia ha risparmiato oltre 12 miliardi di kilowattora e circa 2,3 miliardi di euro grazie all'orario estivo. Mantenere l'ora legale tutto l'anno potrebbe generare un risparmio annuo di 720 milioni di kilowattora e circa 180 milioni di euro, riducendo al contempo le emissioni di anidride carbonica di 200.000 tonnellate l'anno, equivalenti all'assorbimento di circa sei milioni di alberi. È quanto si legge in un documento pubblicato dal Parlamento, che ha avviato una 'Indagine conoscitiva sull'impatto dell'ora legale permanente sul territorio nazionale: effetti e ricadute sui settori'. L'indagine conoscitiva dovrebbe concludersi entro il 30 giugno 2026. 

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Categoria: cronaca

06:50

Stasera tutto è possibile, mercoledì 25 marzo: gli ospiti e il tema di oggi

(Adnkronos) - Stasera tutto è possibile torna oggi, mercoledì 25 marzo, con un nuovo appuntamento alle 21.20 su Rai2 a tema 'STEP in fiore'. Il show condotto da Stefano De Martino, avrà come ospiti di questa questa: Francesco Paolantoni, Herbert Ballerina, Giovanni Esposito, Peppe Iodice, Andrea Delogu, Flora Canto, Carmen Di Pietro, Vincenzo Albano. Torna, poi, Vincenzo De Lucia, con la sua imitazione di Maria De Filippi.  

Lo show – in onda come da tradizione dall’Auditorium Rai di Napoli – non ha regole, né vincitori o vinti. La parola d’ordine è solo una: divertirsi, tra leggerezza e risate nelle varie prove, a cominciare dall’iconica 'Stanza inclinata'. Tra gli altri giochi di questa puntata, ci saranno: 'Speed Quiz', 'Fotomimo', 'Decollo immediato' e 'Segui il labiale'. Presenti, come sempre, il dj Claudio Cannizzaro e il Panda, mascotte del programma. 

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Categoria: spettacoli

00:46

Effetto referendum sul voto, giù FdI e su Pd e M5S: sondaggio politico

(Adnkronos) - Fratelli d'Italia in calo, Pd in rialzo, su anche il M5S. All’indomani della vittoria del 'No' al referendum sulla giustizia, è questo il quadro delineato dall'ultimo sondaggio dell’Istituto Noto per ‘Porta a Porta’.  

Più nel dettaglio, 'Noto' rileva come Fratelli d’Italia perda lo 0,5% rispetto all’ultima rilevazione dello scorso 4 marzo ed è dato al 29%, seguito dal Pd al 22% che guadagna mezzo punto (+0,5%) e dal M5s al 13% che sale anch’esso di mezzo punto percentuale. Anche Forza Italia all’8,5% cresce dello 0,5%, mentre la Lega all’8% sale di un punto (+1%). Avs è al 6% e perde mezzo punto (-0,5) come Azione al 3 (-0,5%). Stabile, invece, Futuro nazionale (Vannacci) che resta al 3%. Italia viva è al 2% in calo dello 0,5%. Noi Moderati, invece e’ stabile all1,5% come +Europa all’1%, infine l’Udc è allo 0,3% (+0,2%).  

In generale il centrodestra è al 47,3% (-0,2%), mentre il campo largo resta al 44%. La stima dell’affluenza è al 60%, in crescita del 3% rispetto all’ultima rilevazione. 

 

Per il 57% degli italiani, tuttavia, dopo la vittoria del No al referendum, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni non si dovrebbe dimettere. Si dovrebbe dimettere, invece, per il 29% degli iItaliani, non sa il 14%. 

 

Ma non è tutto. Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle, potrebbe infatti vincere le future primarie di coalizione. Questa la fotografia scattata dal sondaggio. In una corsa in cui contendendi sono, appunto, l'ex premier, la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, e Angelo Bonelli, leader di Avs, ad avere la meglio secondo gli elettori del campo largo sentiti dall'istituto di ricerca sarebbe proprio l''Avvocato del popolo' con il 43% dei consensi, contro il 37% della leader dem e 'solo' il 12% del co-portavoce di Europa verde, e ancora un 8% che non sa. 

Nello specifico, i voti di Conte sarebbero certamente trainati dai pentastellati, il 95% sceglierebbe lui, ma anche da un 12% degli elettori del Pd e il 29% di quelli di Avs. Schlein, dal canto suo, potrebbe contare sul 70% dei voti dei suoi, solo il 3% di quelli del Movimento 5 stelle e il 9% di quelli dei rossoverdi, mentre per Bonelli, il 4% arriverebbe dai dem, l'1% dai Cinquestelle e il 50% da Avs. Tra chi non sa: il 14% arriva dalle file del partito del Nazareno, l'1% dai pentastellati e il 12% dai rossoverdi. 

In merito, invece, a come dovrebbe essere scelto il leader del campo progressista, il 55% degli elettori del centrosinistra pensa che il modo migliore siano le primarie, il 29% crede che invece debba essere il Pd, in quanto partito con più voti della coalizione, a scegliere chi debba correre per palazzo Chigi, mentre il 16% non sa. 

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Categoria: politica

00:22

Pietro Delle Piane al Gf Vip, l'abbraccio (e l'addio) con Antonella Elia: cosa è successo

(Adnkronos) - Chiamata speciale per Antonella Elia. Al Grande Fratello Vip stasera, martedì 24 marzo, è entrato in Casa Pietro Delle Piane, suo ex fidanzato, per un confronto diretto con la concorrente perché, a suo dire, non "ha avuto la possibilità di farlo fuori dal reality". 

Antonella Elia ha spiegato le ragioni del suo allontanamento: "Io non penso che Pietro mi abbia amato veramente. C'erano troppi problemi, troppe incomprensioni tra di noi. Ha sempre prevalso la fiction, eravamo parte di un gran chiacchericcio. Nell'intimità sono successe cose brutte, ecco perché poi ho deciso di mettere un punto".  

"Mi dispiace umiliarti, io ti voglio bene. Non voglio trattarti così, non voglio dimostrarti tanta indifferenza", ha esordito la concorrente nel confronto faccia a faccia.  

Delle Piane ha rivelato per quali motivo ha deciso di avere un confronto con l'ex fidanzata: "Io ci sono rimasto molto male per le cose che hai detto sul nostro rapporto, definendolo finto". L'attore ha ricordato gli aspetti 'positivi' della loro relazione, ma per Antonella Elia non sembra ci sia alcun modo per recuperare il rapporto: "Io adesso ricordo solo le cose brutte. Con te mi sono divertita, ma ho sofferto tanto", ha sottolineato Elia non entrando nei dettagli. 

"Devi tutelarti Pietro, devi smettere di umiliarti. Altrimenti le persone pensano che tu sia una cattiva persona", ha aggiunto la concorrente in lacrime, stringendo le mani dell'ex fidanzato. I due si sono lasciati con un lungo abbraccio, che ha avuto il sapore di un addio definitivo, augurandosi buona fortuna per il futuro.  

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Categoria: spettacoli

00:18

Meloni, pressing per dimissioni di Santanchè. Lasciano Delmastro e Bartolozzi

(Adnkronos) - Prima Andrea Delmastro e poi Giusi Bartolozzi. Due dimissioni dopo la sconfitta dei sì al referendum sulla riforma della giustizia varata dal governo della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ora va in pressing e "auspica" anche il passo indietro della ministra Daniela Santanchè, come si legge nella nota diffusa da Palazzo Chigi: "Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, esprime apprezzamento per la scelta del Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del Capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione. Auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal Ministro del Turismo Daniela Santanchè". 

 

Nelle ultime ore il pressing di Fratelli d'Italia si è fatto sempre più forte nei confronti del deputato e sottosegretario alla Giustizia, uno dei fedelissimi di Meloni. Delmastro ha deciso di lasciare l'incarico alla luce delle polemiche sul caso del ristorante 'La bisteccheria' gestito insieme alla figlia del prestanome del clan Senese. Delmastro e il capo di gabinetto del ministero della Giustizia si sono dimessi dopo un colloquio con il Guardasigilli Carlo Nordio negli uffici di via Arenula, nel tardo pomeriggio. Dopo l'incontro a tre, Delmastro ha ufficializzato il passo indietro "irrevocabile" con una nota dove riconosce di aver sbagliato: "Ho sempre combattuto la criminalità, anche con risultati concreti e importanti e pur non avendo fatto niente di scorretto, ho commesso una leggerezza a cui ho rimediato non appena ne ho avuto contezza, me ne assumo la responsabilità, nell'interesse della nazione, ancor prima che per l'affetto e il rispetto che nutro verso il governo e verso il presidente del Consiglio". 

 

È un pressing sempre più serrato - se non un braccio di ferro - quello che si registra ai piani alti di Palazzo Chigi su Santanchè. Secondo quanto filtra, subito dopo il passo indietro di Delmastro e Bartolozzi sarebbe stato recapitato un messaggio alla ministra: Daniela, la situazione è insostenibile, serve un tuo passo indietro. Non è chiaro se a trasmetterlo sia stata direttamente la premier o suoi emissari. La risposta, però, sarebbe stata un niet. Da qui, la decisione della presidente del Consiglio di avallare un comunicato di fuoco per chiedere le dimissioni di Santanchè. 

Eppure, fino a poche ore prima della nota - giudicata "insolita" negli stessi ambienti parlamentari - di Palazzo Chigi, l'entourage della ministra continuava a respingere l'ipotesi di dimissioni. "Domani al lavoro come sempre", il mantra ripetuto nelle ultime ore. Poi, l'accelerazione. La giornata della premier è stata interamente assorbita da una serie di incontri con lo stato maggiore di Fratelli d'Italia. Sul tavolo, non solo la gestione del contraccolpo politico seguito al ko referendario del 22-23 marzo, ma soprattutto la necessità di dare un segnale di compattezza e "rigore" all'opinione pubblica. L'obiettivo, viene spiegato, è "risolvere" rapidamente i dossier interni che riguardano esponenti coinvolti in vicende giudiziarie, evitando che continuino a trascinarsi e a indebolire l'azione di governo. 

In questo quadro si inserisce la nota diffusa in serata da Palazzo Chigi, che segna un passaggio politico preciso. La presidente del Consiglio esprime "apprezzamento per la scelta del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del capo di gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione". Ma è la frase successiva a pesare come un macigno: Meloni "auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal ministro del Turismo Daniela Santanchè". Un invito che, nei fatti, suona come un cartellino rosso. Anche perché arriva mentre la premier si prepara a partire per Algeri, dove è attesa per una missione delicata. L'idea, viene spiegato, è evitare che le tensioni interne accompagnino la presidente del Consiglio all'estero, replicando uno schema già visto in passato. 

 

Le dimissioni di Delmastro arrivano alla vigilia del question time di Nordio oggi alla Camera, dove è atteso per rispondere proprio sulla vicenda del sottosegretario e della capo di gabinetto. A pesare sul caso ci sarebbe stata anche l'eventualità di nuove rivelazioni audio e intercettazioni che potrebbero essere portate in commissione Antimafia. Meloni, rimasta ieri nel suo studio di palazzo Chigi, avrebbe sentito Delmastro e quindi informato gli alleati della scelta del sottosegretario di rimettere il mandato. La decisione sarebbe arrivata al termine di una serie di contatti (telefonate e incontri) con l'obiettivo di dare una risposta forte all’indomani della vittoria del No, che ha bocciato la riforma sulla separazione delle carriere con il 53,7% dei voti. 

 

Nessun incontro sarebbe invece in programma con il capo dello Stato Sergio Mattarella. Né Meloni sarebbe intenzionata a chiedere al Parlamento un voto di fiducia sul governo dopo la sconfitta alla consultazione popolare, una strada ritenuta non necessaria perché non ci si trova davanti a una crisi politica. La vicenda gestita in prima persona dalla premier vede in silenzio gli altri membri del governo, i ministri di Forza Italia e della Lega. Solo il ministro salviniano Roberto Calderoli si limita a una battuta: "Io penso solo all'Autonomia...", assicurando che la riforma bandiera del suo partito non avrà contraccolpi dopo la battuta d'arresto referendaria. Anzi: "L'autonomia sta meglio, va meglio...". Fino all'ultimo Nordio ha provato a difendere Delmastro. "Sono certo che riuscirà a chiarire", le sue parole intervenendo a Skytg24 stamane. E sulla sconfitta al referendum il ministro della Giustizia si era accollato la 'colpa politica' del flop: "Questa è una riforma che porta il mio nome e me ne assumo quindi la responsabilità politica". 

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Categoria: politica

00:08

Iran, Trump propone piano: 15 punti per chiudere la guerra

(Adnkronos) - Cessate il fuoco per un mese e un piano di 15 punti per costruire l'accordo. E' la proposta di Donald Trump per chiudere la guerra tra Stati Uniti e Iran. La Casa Bianca ha elaborato il documento, come riferiscono il New York Times e l'emittente israeliana Channel 12, con la road map per porre fine al conflitto. Il piano potrebbe essere già al centro di eventuali colloqui già in settimana in Pakistan, il paese a cui gli Usa ha consegnato i 15 punti. La tregua di 30 giorni sarebbe utilizzata per discutere e perfezionare l'intesa. 

Non è chiaro, evidenzia il New York Times, se il piano inoltrato all'Iran attraverso il mediatore sia stato valutato in maniera approfondita e se possa costituire una reale base di discussione. "Stiamo negoziando", dice Trump, proponendo una versione che non viene condivisa pubblicamente da Teheran. La repubblica islamica nega l'esistenza di trattative vere e proprie: "C'è un contatto tra Stati Uniti e Iran, avviato da Washington negli ultimi giorni, ma niente che abbia raggiunto il livello di negoziati pieni", dice una fonte iraniana alla Cnn. 

 

Il contenuto del piano viene descritto solo a grandi linee dai media a conoscenza del documento. Per Channel 12, il testo prevede lo stop al programma di arricchimento dell'uranio. L'Iran dispone di 440 chili arricchiti al 60% circa: il processo non è lontano dalla soglia del 90%, necessaria per l'utilizzo del materiale in ambito militare. Gli Stati Uniti chiedono lo smantellamento di strutture chiave e offrono in cambio la rimozione delle sanzioni e il sostegno a progetti per il nucleare civile.  

 

"Stiamo parlando con le persone giuste, l'Iran vuole un accordo a tutti i costi", dice Trump con l'abituale ottimismo. Il presidente degli Stati Uniti annuncia anche di aver ricevuto un 'dono' da Teheran: "Hanno fatto qualcosa di straordinario: ci hanno fatto un regalo che è arrivato, di enorme valore. Non dirò cos'è, non riguarda il nucleare. Riguarda petrolio e gas, riguarda lo Stretto di Hormuz", dice facendo riferimento al braccio di mare, fondamentale per il 20% del traffico mondiale di greggio, bloccato dall'Iran ormai da settimane. 

 

In questo quadro, rimane al momento più defilato il ruolo di Israele. Channel 12 evidenzia la posizione prudente, se non scettica, del primo ministro Benjamin Netanyahu. Il premier teme che Trump firmi un accordo che non soddisfi gli obiettivi di Israele: il rischio, secondo Netanyahu, è che gli Stati Uniti avallino significative concessioni all'Iran e limitino la libertà d'azione militare di Israele. Trump, d'altra parte, afferma che a Teheran "è già in atto un regime change" e non c'è bisogno di assestare un'ulteriore spallata ai vertici della repubblica islamica.  

 

Washington punta sulla soluzione diplomatica ma continua a procedere su un doppio binario, mantenendo la macchina bellica pronta per un'eventuale escalation. Il Pentagono ha ordinato al comando della 82esima Divisione Aviotrasportata di prepararsi a dispiegarsi in Medio Oriente con una brigata di fanteria composta da alcune migliaia di soldati, riferisce su X il giornalista di Axios, Barak Ravid, citando un funzionario statunitense. La misura, come conferma anche il Wall Street Journal, segna un significativo rafforzamento delle truppe nella regione in vista di una possibile operazione di terra. La 82esima Divisione Aviotrasportata è un'unità dell'esercito Usa specializzata in risposte rapide e operazioni di combattimento che può essere schierata in tempi molto brevi su ordini del comando. 

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23:04

Gf Vip, Lucarelli difende Mussolini: il confronto inaspettato

(Adnkronos) - Alla fine è successo: Selvaggia Lucarelli ha difeso Alessandra Mussolini. Nella puntata del Grande Fratello andata in onda oggi, martedì 24 marzo, si è acceso un confronto tra Mussolini e Adriana Volpe, al centro di tensioni maturate nei giorni precedenti. A innescare la polemica, le lamentele di Adriana Volpe per i risvegli mattutini della coinquilina, per l'assunzione di un farmaco, che finirebbero per disturbare tutta la camera.  

Durante il faccia a faccia in diretta, il dibattito si è fatto rovente. Volpe ha consigliato a Mussolini di chiedere al Grande Fratello un oggetto che abbia incorportato la vibrazione, da mettere sotto il cuscino, così da non disturbare l'intera stanza. A intervenire è stata Selvaggia Lucarelli che ha preso posizione a favore di Alessandra Mussolini, sorprendendo tutti.  

L'opinionista non ha apprezzato il comportamento di Volpe e l'ha rimproverata per aver rivolto alla rivale battute poco carine. Lucarelli infatti si è concentrata su una frase pronunciata da Adriana Volpe, sottolinenando come certe espressioni richiamino stereotipi sessisti: "Hai detto 'forse avresti bisogno del vibratore', una battuta che mi aspetto dal peggior maschio becero sessista, non da te. Sono battute che lasciano intendere che le donne siano in balia di umori ormonali. Non conosco la vita sessuale di Alessandra Mussolini ma...". "Inesistente", ha replicato la Vip, tra gli applausi e le risate del pubblico, ringranziando Lucarelli per il sostegno.  

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20:13

Meloni: "Auspico che anche Santanchè si dimetta". Delmastro e Bartolozzi lasciano

(Adnkronos) - La presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, auspica le dimissioni del ministro del Turismo, Daniela Santanchè, e esprime "apprezzamento per la scelta del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione", si legge in una nota di Palazzo Chigi. La premier, come si legge nella nota, "auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal ministro del Turismo Daniela Santanchè". 

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Categoria: politica

20:03

Trump: "Iran ha mandato un regalo, vuole accordo". Teheran smentisce negoziati

(Adnkronos) - Donald Trump riceve un misterioso 'regalo' dall'Iran, si sbilancia sulla fine della guerra e scommette sull'esito positivo di colloqui che Teheran continua a smentire. Il conflitto prosegue e rischia di allargarsi: dietro le quinte si intensifica il pressing dell'Arabia Saudita sugli Stati Uniti per proseguire l'operazione. Riad, come gli Emirati, potrebbe addirittura entrare direttamente in guerra con una decisione che dilaterebbe la crisi in Medio Oriente con ulteriori effetti sulla stabilità della regione e sul mercato del petrolio già pesantemente condizionato dal blocco dello Stretto di Hormuz, la via del greggio paralizzata da settimane. 

 

"Stiamo parlando con le persone giuste, stiamo negoziando", dice Trump affermando che le trattative coinvolgono il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato, Marco Rubio. "L'Iran vuole un accordo a tutti i costi. Chi non lo vorrebbe al posto dell'Iran? Non potranno avere armi nucleari, hanno accettato. Hanno fatto qualcosa di straordinario: ci hanno fatto un regalo che è arrivato, di enorme valore. Non dirò cos'è, non riguarda il nucleare. Riguarda petrolio e gas, riguarda lo Stretto di Hormuz: questo mi dice che stiamo trattando con le persone giuste", dice Trump proponendo la sua versione del quadro. 

La svolta annunciata dal presidente degli Stati Uniti, con il rinvio dei raid contro le centrali elettriche, in realtà non si concretizza. Teheran denuncia raid contro impianti di gas, non c'è discontinuità reale rispetto al copione seguito dal 28 febbraio, quando la guerra è iniziata. Secondo lo scenario delineato dai media americani, si potrebbe virare verso un'ulteriore escalation. Nello scacchiere comincia a pesare sempre di più il ruolo dell'Arabia Saudita, a giudicare dalle informazioni in possesso del New York Times. 

 

Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman starebbe spingendo Trump a proseguire la guerra definendola una "opportunità storica" per ridisegnare gli equilibri in Medio Oriente. Riad, afferma il quotidiano sulla base di informazioni fornite da funzionari americani, considera Teheran "una minaccia di lungo periodo che deve essere affrontata in modo risolutivo", anche fino a un possibile rovesciamento del regime. Il principe saudita avrebbe esortato Washington a non fermarsi, sostenendo che un'offensiva incompiuta lascerebbe un Iran più aggressivo e pericoloso per i Paesi del Golfo. Bin Salman, con una linea opposta a quella illustrata da Trump negli ultimi giorni, si sarebbe espresso a favore di attacchi contro le infrastrutture energetiche del regime, al fine d'indebolirlo ulteriormente. 

Gli analisti citati dal quotidiano sottolineano però una differenza di approccio: mentre Israele potrebbe considerare un successo un Iran indebolito e paralizzato da tensioni interne, l’Arabia Saudita vede in un eventuale collasso dello Stato iraniano una minaccia diretta alla propria sicurezza. Riad ha tuttavia smentito ufficialmente questa ricostruzione, ribadendo di sostenere "una soluzione pacifica del conflitto" e sottolineando che la priorità resta "difendere il Paese dagli attacchi iraniani". 

 

Riad, secondo il Wall Street Journal, non si limita a svolgere il ruolo di 'suggeritore'. Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti si avvicinano a grandi passi verso un coinvolgimento diretto nel conflitto dopo i ripetuti attacchi contro infrastrutture energetiche e centri urbani del Golfo. Il regno saudita, evidenzia il quotidiano, ha deciso di consentire alle forze statunitensi l'uso delle proprie basi, un segnale di cambio di postura rispetto alla linea iniziale di non partecipazione. 

Bin Salman, oltre ad andare in pressing su Trump. sarebbe ora determinato a ristabilire la deterrenza e vicino alla decisione di unirsi alle operazioni militari. "La pazienza dell'Arabia Saudita di fronte agli attacchi iraniani non è illimitata", ha dichiarato il ministro degli Esteri Faisal bin Farhan. Parallelamente, gli Emirati stanno aumentando la pressione su Teheran anche sul piano economico, prendendo di mira asset e interessi iraniani e valutando un possibile coinvolgimento militare, mentre si oppongono privatamente a un cessate il fuoco che lasci intatta parte della capacità militare iraniana. 

 

La repubblica islamica rischia di ritrovarsi contro una coalizione in una guerra che appare lontana dall'epilogo. "C'è un contatto tra Stati Uniti e Iran, avviato da Washington negli ultimi giorni, ma niente che abbia raggiunto il livello di negoziati pieni", dice una fonte iraniana descrivendo alla Cnn il tipo di contatto in corso tra Washington e Teheran e precisando che "messaggi sono ricevuti attraverso diversi intermediari per valutare se un accordo per mettere fine alla guerra possa essere raggiunto". "Le proposte che si stanno valutando sono mirate non solo ad ottenere il cessate il fuoco, ma un accordo concreto che metta fine al conflitto tra gli Stati Uniti e l'Iran" aggiungono le fonti senza entrare nei dettagli. "L'Iran è pronto a provvedere ogni garanzia necessaria che non svilupperà armi nucleari ma ha il diritto dell'uso di una tecnologia nucleare pacifica", affermano le fonti, ribadendo che ogni proposta deve includere la fine delle sanzioni contro la repubblica islamica. 

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18:31

Trump fa insider trading con la guerra in Iran? I dati legano gli annunci ai movimenti su petrolio e azioni

(Adnkronos) - Era già successo con gli annunci e le retromarce sui dazi, ora lo schema si ripete con la 'tregua' in Iran e il petrolio. Il rapporto di Donald Trump con i mercati finanziari è da sempre border line con l'insider trading. Con le sue mosse sbandierate su Truth a segnare momenti propizi per comprare o vendere e incassare milioni di dollari. Ma veramente il presidente degli Stati Uniti favorisce la speculazione finanziaria? La domanda sarebbe incredibile se solo una serie di indizi non somigliassero sempre più da vicino a delle prove.  

La comunità finanziaria globale era rimasta sbalordita dal candore dell'affermazione, "questo è il momento giusto per comprare", che aveva accompagnato l'annuncio di uno stop ai dazi precedentemente imposti a tutto il mondo. Eravamo a metà aprile 2025, e quelle parole accostate all'effettivo rialzo delle quotazioni che ne seguirono, alimentarono la richiesta dei Democratici americani di indagare a fondo per capire se la corrispondenza fra causa ed effetto fosse documentabile.  

Quasi un anno dopo, il Financial Times torna alla stessa denuncia, circostanziata. Questa volta nel mirino finisce l'annuncio, sempre via Truth, di una presunta tregua e di altrettanto presunti negoziati avanzati con Teheran per arrivare a un accordo che possa essere un primo passo verso la fine della guerra in Medio Oriente. E' evidente che si tratti di una notizia market (e price) sensitive, come si definiscono le indiscrezioni che hanno la forza di far schizzare o deprimere i corsi azionari. In questo caso, con un effetto diretto sulle quotazioni del petrolio, l'annuncio del presidente americano è di quelli particolarmente sensibili. Per questo il quotidiano economico britannico è andato a verificare. Bene, anzi malissimo, tra le 6:49 e le 6:50 ora di New York, quindici minuti prima dell'annuncio del presidente, sono stati scambiati 6.200 contratti futures sul Brent e sul West Texas Intermediate per un valore di 580 milioni di dollari.  

Questi movimenti sono insoliti per l'orario, per il volume e per la precisione chirurgica con cui sono stati piazzati. Perché l’annuncio di Trump alle 07:04 ha innescato un flusso di vendite sul petrolio che ne ha fatto scendere rapidamente il prezzo, incidendo ovviamente anche sul rialzo dei mercati azionari. Muovendo tantissimo denaro che è passato rapidamente da una mano all'altra.  

Sembra paradossale, se non addirittura distopico, arrivare all'equazione che lega causa ed effetto. La Casa Bianca ovviamente respinge formalmente ogni accusa ma il fatto, accertato, che passino enormi somme di denaro di mano in corrispondenza dei tira e molla di Trump fa del presidente americano una potenziale, gigantesca, fonte di informazioni riservate per fare insider trading. (Di Fabio Insenga) 

 

 

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17:55

Delmastro si dimette: "Ho commesso una leggerezza". Lascia anche il capo di gabinetto Bartolozzi. Meloni: "Auspico stessa scelta da Santanchè"

(Adnkronos) - Andrea Delmastro Delle Vedove e Giusi Bartolozzi si sono dimessi. Una scelta, quella del sottosegretario alla Giustizia e del capo di Gabinetto, che è stata apprezzata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha auspicato anche che la stessa strada venga percorsa "dal ministro del Turismo Daniela Santanchè". La premier, si legge in una nota, "auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal ministro del Turismo Daniela Santanchè". 

"Ho consegnato oggi le mie irrevocabili dimissioni da sottosegretario alla Giustizia - ha dichiarato Delmastro in una nota -. Ho sempre combattuto la criminalità, anche con risultati concreti e importanti e pur non avendo fatto niente di scorretto, ho commesso una leggerezza a cui ho rimediato non appena ne ho avuto contezza. Me ne assumo la responsabilità, nell'interesse della nazione, ancor prima che per l'affetto e il rispetto che nutro verso il governo e verso il presidente del Consiglio". 

Meloni: "Auspico che anche Santanchè si dimetta"  

Il passo indietro del sottosegretario è arrivato all'indomani dell'esito del risultato referendario e dopo giorni di polemiche per le notizie di stampa sul caso della quota, poi ceduta, in una società intestata alla figlia 18enne di Mauro Caroccia. Caroccia, il cui nome compare nelle carte dell'inchiesta capitolina sul boss Michele Senese, sta scontando una condanna definitiva a quattro anni per intestazione fittizia di beni con l'aggravante mafiosa. 

Sulla vicenda l'opposizione aveva presentato interrogazioni e chiesto che del caso si occupasse la Commissione parlamentare Antimafia: Riccardo Ricciardi, capogruppo M5S alla Camera, aveva annunciato la richiesta, domani nella capigruppo della Camera, di calendarizzare la mozione di revoca degli incarichi a Delmastro, già depositata lo scorso giovedì.  

Le dimissioni di Delmastro arrivano dopo una riunione che si è tenuta nel pomeriggio al ministero tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio, lo stesso Delmastro e la capo di gabinetto Bartolozzi. 

Anche le dimissioni di Bartolozzi arrivano all'indomani del risultato del referendum e dopo le polemiche delle scorse settimane per le parole che la capo di gabinetto aveva pronunciato alla trasmissione 'Il Punto' sull'emittente siciliana Telecolor. "La cosa che i cittadini dovrebbero comprendere è che qui non c'è una guerra tra due clan, politica e magistratura. La riforma è tesa a far recuperare alla magistratura la credibilità che ha purtroppo perso, e lo dico da magistrato", aveva detto Bartolozzi.  

Del resto, "finché le cose non capitano sulla pelle, voi non avete idea di cosa voglia dire", aveva aggiunto la capo di gabinetto di Carlo Nordio accennando all'inchiesta che la vede indagata a Roma per false comunicazioni al pm, concludendo: "Ecco, Io faccio appello a tutti i cittadini che hanno sofferto sulla propria pelle. Votate sì, ci togliamo di mezzo la magistratura che sono plotoni di esecuzione". 

Immediate le reazioni. "Vedremo" se ci saranno le dimissioni anche della ministra Santanché come auspicato da Meloni. Lo dice Giovanni Donzelli, deputato e responsabile organizzazione di Fratelli d'Italia, a Porta a porta, su Raiuno. Le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi ci sarebbero state "anche se avessimo vinto il referendum. La scelta da parte di Giorgia Meloni era già stata presa. Tra l'altro l'onorevole Delmastro aveva già dato la sua disponibilità alle dimissioni anche prima del referendum. Per rispetto degli elettori si è scelto di aspettare il risultato. Le dimissioni sarebbero arrivate comunque e a prescindere - rimarca -. L'importante è che non abbia fatto nulla di scorretto". "Certamente" quello che ha fatto "non era opportuno, ma non era a conoscenza dei guai giudiziari del padre e quando ne è venuto a conosceva aveva chiuso i rapporti con quel ristorante, perché sulla lotta alla legalità il sottosegretario Delmastro e Fratelli d'Italia non si fanno dare lezioni da nessuno". 

"Il problema è quanti" sottosegretari e ministri 'leggeri', dice la segretaria del Pd, Elly Schlein, a Di Martedì, su La7, "dovrebbe tollerare Giorgia Meloni e la risposta è nessuno, perché ha il dovere di avere delle persone nel governo che siano all'altezza del ruolo che ricoprono e purtroppo così non è". "Non pensi di cavarsela così - aggiunge -, con facili capri espiatori che ha fatto dimettere solo dopo aver perso il referendum perché la sconfitta è tutta di Giorgia Meloni". 

"Dopo il travolgente voto popolare di oltre 14 milioni di italiani Meloni si è dovuta arrendere. E poco fa il sottosegretario alla Giustizia Delmastro si è finalmente dimesso, così come Bartolozzi, capo di gabinetto del ministero della Giustizia. Le dimissioni di Delmastro erano assolutamente necessarie e per questo il M5S aveva presentato nei giorni scorsi una mozione di revoca. Il danno arrecato al prestigio della massima Istituzione di governo è stato pesantissimo", scrive sui social il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che aggiunge: "Si sciolgono come neve al sole le chiacchiere della premier su complotti e 'manine': alcuni quotidiani hanno semplicemente 'osato' fare il proprio mestiere, pubblicando le notizie e le immagini che comprovavano gli affari di Delmastro e di tre dirigenti di Fratelli d'Italia in società con la famiglia di un prestanome del clan Senese. L'elenco degli orrori non è finito. L'impatto di questo travolgente voto popolare riuscirà a far dimettere anche la ministra Santanchè?", conclude Conte.  

"Chiediamo le dimissioni immediate della Santanchè" scrive in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera. "Se non vuole dare retta a noi, ascolti almeno la sua premier. In ogni caso presenteremo in Aula una nostra mozione di sfiducia".  

"Presenteremo una mozione di sfiducia in Parlamento" dichiara anche la presidente dei deputati di Italia viva, Maria Elena Boschi, sottolineando come "ci pare evidente che la ministra Santanchè debba dimettersi" visto che ha perso la "fiducia della presidente del Consiglio". 

“Fino a ieri Delmastro e Bartolozzi, nonostante le richieste delle opposizioni, sono rimasti al loro posto con il ministro Nordio a difendere il loro operato. Ora, nel giro di mezz'ora, assistiamo a due dimissioni. Cosa è cambiato? - chiede il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia - L'esito del referendum ha spaventato il governo? Ci sono fatti che non conosciamo? E' intervenuta la presidente del Consiglio? Il ministro della Giustizia ha cambiato idea? A questo punto è urgente e necessario che Nordio venga in aula a spiegare al Parlamento e al Paese, viste le vicende di queste settimane, che cosa sta avvenendo al suo ministero. Non si gioca con le istituzioni e con gli incarichi di governo".  

Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa verde, sottolinea: "Sono stati gli italiani, con il loro voto, a mandare a casa Delmastro e Bartolozzi. Giorgia Meloni in questi mesi ha difeso gli impuniti: un sottosegretario condannato per rivelazione di segreti d'ufficio che ha continuato a esercitare le sue funzioni e che, non soddisfatto, apriva società con persone legate alla camorra. Se non ci fosse stata la valanga di No, Delmastro e Bartolozzi sarebbero ancora al loro posto. Altro che 'non ha fatto nulla di scorretto': Delmastro è stato condannato per rivelazione di segreti d'ufficio e ha fatto società con soggetti legati alla camorra. Ora aspettiamo le dimissioni della ministra Santanchè, rinviata a giudizio per truffa ai danni dello Stato".  

Nicola Fratoianni di Avs evidenzia che "le necessarie e doverose dimissioni di Delmastro dal ministero di Grazia e Giustizia arrivano con imperdonabile ritardo. Devono essere chiariti ancora molti aspetti, e vedremo nei prossimi giorni quali sviluppi ci saranno. Intanto accogliamo le dimissioni sue e della capo di gabinetto del ministro di Grazia e Giustizia Bartolozzi come una buona notizia". 

"Bene le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi, che per quanto ci riguarda arrivano persino tardi, visto che avrebbero dovuto farlo prima. Dopo tutto quello che è accaduto, dal caso Almasri fino alle modalità anti istituzionali con cui il ministro e i principali attori di via Arenula hanno condotto la campagna per il referendum, la domanda è: a che ora si dimette il ministro Nordio?", afferma il segretario di +Europa, Riccardo Magi. "Certo che, in un Paese normale, un terremoto del genere in un dicastero chiave come quello della Giustizia porterebbe l'intero governo a cadere", conclude Magi. 

Carlo Calenda scrive sui social: "Arrivano le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi; necessarie, doverose e tardive. Procederei secondo la allegata to do list", aggiunge riferendosi a un post di questa mattina in cui elencava una serie di 'cose da fare' in cui metteva al primo posto: "Mandare a casa Bartolozzi, Delmastro, Urso, Santanchè (minimo sindacale)". 

"Meloni sì è svegliata all’improvviso e ora chiede le dimissioni di molti Fratelli d’Italia" scrive su X Matteo Renzi, leader di Italia Viva. "Ma come può essere credibile una premier che vorrebbe parlare al mondo se non riesce a farsi ascoltare nemmeno da Santanchè o da la Russa? Quando si perde un referendum costituzionale in questo modo, la botta si sente. E giorno dopo giorno la ferita cresce. Non finisce qui, credetemi".  

 

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Categoria: politica

17:53

Svelata la prima immagine di Hogwarts dalla nuova serie di 'Harry Potter'

(Adnkronos) - Hbo ha diffuso una nuova immagine ufficiale della nuova serie di 'Harry Potter', offrendo ai fan un primo sguardo alla Hogwarts che farà da sfondo al reboot televisivo dell’universo creato da J.K. Rowling. Lo scatto, pubblicato sull’account Instagram ufficiale della produzione, preannuncia il lancio del primo trailer previsto per domani e mostra Harry - interpretato dal giovane Dominic McLaughlin - di spalle mentre si avvicina al campo da Quidditch, avvolto in un mantello rosso e oro con il suo cognome e il numero 7 da giocatore. Davanti a lui, un gruppo di studenti sta entrando nell’arena, decorata con le bandiere di Grifondoro e Tassorosso. 

A firmare l’aspetto visivo della scuola è Mara LePere-Schloop, production designer già nota per 'Intervista con il vampiro' e 'Pachinko'. La serie è attualmente in produzione ai Warner Bros. Studios Leavesden, nel Regno Unito, gli stessi dove furono girati i film originali. 

Il cast riunisce volti giovani e interpreti di grande esperienza: oltre a McLaughlin nei panni di Harry, ci sono Alastair Stout nel ruolo di Ron Weasley, Arabella Stanton in quello di Hermione Granger, John Lithgow nel ruolo di Albus Dumbledore, Janet McTeer in quello di Minerva McGonagall, Paapa Essiedu nei panni di Severus Piton e Nick Frost in quelli di Rubeus Hagrid. 

La nuova trasposizione televisiva è guidata dalla showrunner Francesca Gardiner e dal regista Mark Mylod. Tra i produttori esecutivi figurano J.K. Rowling, Neil Blair, Ruth Kenley-Letts per Brontë Film and Tv e David Heyman, storico produttore della saga cinematografica. 

La serie seguirà il percorso del giovane Harry mentre scopre di essere un mago, lascia la famiglia 'babbana' e approda a Hogwarts, dove stringerà amicizia con Ron e Hermione e affronterà la minaccia di Lord Voldemort. Un ritorno alle origini che promette di riportare sullo schermo, in forma seriale, l’intero arco narrativo dei romanzi.  

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Categoria: spettacoli

17:20

Poste-Tim, Lasco: "Nostra strategia non cambia, continueremo a investire sulle persone"

(Adnkronos) - “La nostra strategia è una e unica: investire sulle nostre persone. Con Del Fante, in ogni occasione, ringraziamo i nostri colleghi: se oggi siamo arrivati a questo è anche e soprattutto grazie a loro, alla capacità, alla motivazione che hanno sempre dimostrato in questi anni di fare squadra, di fare sistema e di portare i risultati”. Lo sottolinea il direttore generale di Poste Italiane, Giuseppe Lasco, in un’intervista rilasciata al Tg Poste. “Continueremo a investire sulle persone. In questi anni abbiamo assunto circa 40mila persone, un ricambio generazionale importantissimo. Abbiamo portato in casa tantissimi giovani, su 40 mila il 60% sono under 30, si è molto alzato il livello di scolarizzazione con circa il 30% di laureati, l’età media si è abbassata da 51 a 47 anni e oggi il 54% dei nostri dipendenti è donna”, precisa Lasco.  

“Le nostre risorse hanno capito l’investimento che stiamo facendo sulle persone e c’è stata una grande risposta. Stiamo investendo tanto sulla formazione e sul mondo welfare”, sottolinea. “Al Fondo Sanitario Integrativo hanno aderito tutti i 120 mila colleghi e in 50 mila hanno aderito al nostro progetto welfare. Quando l’operazione con Tim verrà a compimento l’integrazione sarà naturale”, spiega Lasco. “Continueremo il nostro processo di investimento sulle persone, daremo il benvenuto ai colleghi di Tim con grande motivazione e cultura professionale. Non faremo altro che continuare sulla nostra strada di fare grandi risultati e di fare grande Poste Italiane”, conclude. 

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Categoria: economia

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10:57

Gino Paoli, le ceneri del cantautore saranno disperse a Boccadasse

(Adnkronos) - Le ceneri di Gino Paoli saranno disperse sul lungomare di Boccadasse, quartiere genovese molto amato dal cantautore morto a 91 anni. Lo confermano all'Adnkronos fonti vicine alla famiglia dell'artista.  

Mentre non ci sono al momento indicazioni sui funerali che potrebbero tenersi in forma strettamente privata, in linea con la massima riservatezza chiesta dalla famiglia nella nota in cui ha annunciato il decesso, avvenuto nella notte tra lunedì 23 e martedì 24 marzo nella sua casa di Genova, nel quartiere Azzurro, sulle alture tra Nervi e Quinto, che amava molto per la vista sterminata sul mare. Lo stesso mare dove verranno disperse le ceneri dopo la cremazione.  

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10:43

Carburanti, prezzo di benzina e diesel in rialzo: gasolio oltre i 2 euro

(Adnkronos) - Terzo giorno di rialzo per i prezzi dei carburanti oggi mercoledì 25 marzo, dopo la parentesi del taglio delle accise. Il gasolio torna sopra i due euro al litro, al livello di due settimane fa. Dopo lo scivolone di lunedì, ieri le quotazioni dei prodotti raffinati sono risultate in lieve calo, mentre il Brent è tornato subito abbondantemente al di sopra dei 100 dollari al barile.  

Ancora molto variegate le politiche di prezzo tra i vari marchi, in particolare sul diesel: Eni tra 5 e 9 centesimi sotto la concorrenza, mentre il prezzo medio delle “pompe bianche” è uguale a quello delle compagnie. Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, Q8 ha aumentato di 5,4 centesimi al litro i prezzi consigliati della benzina e di 6,4 quelli del gasolio. 

In base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, il prezzo medio dei carburanti in modalità 'self service' lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,741 euro/l per la benzina e 2,036 euro/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,804 euro/l per la benzina e 2,094 euro/l per il gasolio. Lo rende noto il ministero delle Imprese e del Made in Italy. 

Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 20mila impianti: benzina self service a 1,738 euro/litro (+14 millesimi, compagnie 1,734, pompe bianche 1,746), diesel self service a 2,022 euro/litro (+35, compagnie 2,022, pompe bianche 2,022). Benzina servito a 1,875 euro/litro (+14, compagnie 1,905, pompe bianche 1,819), diesel servito a 2,156 euro/litro (+36, compagnie 2,189, pompe bianche 2,094). Gpl servito a 0,663 euro/litro (-2, compagnie 0,669, pompe bianche 0,657), metano servito a 1,541 euro/kg (+10, compagnie 1,542, pompe bianche 1,540), Gnl 1,249 euro/kg (+3, compagnie 1,251 euro/kg, pompe bianche 1,248 euro/kg). 

Questi sono i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,796 euro/litro (servito 2,046), gasolio self service 2,080 euro/litro (servito 2,333), Gpl 0,775 euro/litro, metano 1,548 euro/kg, Gnl 1,295 euro/kg. 

"Oggi rialzi di gasolio e benzina in tutta Italia, con la benzina che supera 1,8 euro in autostrada e il gasolio che sfiora 2,10 euro, fermandosi a 2,094. Secondo, quindi, i dati Mimit da noi rielaborati, la media regionale del gasolio arriva a 2,04 euro, mentre la benzina è a 1,74. Anche le Marche, che ieri erano l'unica regione a vendere il gasolio sotto i 2 euro, varcano quella soglia", sottolinea l'Unione nazionale consumatori in una nota. 

"Secondo, quindi, i dati Mimit da noi rielaborati, oggi il gasolio più caro, non considerando le autostrade, si vende a Bolzano con 2,063 euro al litro, al 2° posto la Valle d'Aosta con 2,057, medaglia di bronzo per la Sicilia con 2,051 euro. Il rialzo giornaliero più alto per la Valle d'Aosta e il Friuli Venezia Giulia, dove un pieno di 50 litri costa 1 euro e 30 cent in più di ieri. Per la benzina vince la Basilicata con 1,773 euro al litro, medaglia d'argento per Bolzano con 1,767, poi la Calabria con 1,764 euro. Il rialzo maggiore in Friuli, +0,60 euro a rifornimento. La regione più virtuosa, sia per la benzina che per il gasolio, restano le Marche", conclude l'Unc. 

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Categoria: economia

10:32

Santanchè arriva al ministero, nessuna risposta ai cronisti sulla richiesta di dimissioni

(Adnkronos) - Daniela Santanchè è arrivata al Ministero del Turismo. Come mostra il video di Adnkronos, nessuna risposta dalla ministra ai cronisti che le chiedevano se si sarebbe dimessa, come chiesto in maniera stringente dalla premier Giorgia Meloni 

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Categoria: politica

10:21

La sfida di Santanchè: altro che dimissioni, oggi al lavoro al ministero - GUARDA IL VIDEO

(Adnkronos) - Dopo lo scossone nel governo seguito alla sconfitta del sì al referendum sulla giustizia, questa mattina l’arrivo della ministra Daniela Santanchè al ministero del Turismo. Nonostante l’invito della premier Giorgia Meloni a dimettersi per "sensibilità istituzionale", in linea con la scelta di Delmastro e Bartolozzi, Santanchè ieri ha infatti assicurato che oggi sarà regolarmente al lavoro. Al momento sono quindi confermate le riunioni e gli appuntamenti della giornata. Nessuna risposta ai cronisti che le chiedevano se si sarebbe dimessa (GUARDA IL VIDEO). 

La presidente del Consiglio ha parlato nella serata di ieri delle dimissioni della ministra, esprimendo "apprezzamento per la scelta del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti" e ringraziandoli "per il lavoro svolto con dedizione", la nota di Palazzo Chigi in cui la premier, auspicava "che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal ministro del Turismo Daniela Santanchè". 

Intanto una mozione di sfiducia alla ministra Santanchè è stata depositata questa mattina alla Camera e sottoscritta da tutte le forze di opposizione. Nel testo firmato da Chiara Braga (Pd), Riccardo Ricciardi (M5s), Luana Zanella (Avs), Matteo Richetti (Azione), Maria Elena Boschi (IV) e Riccardo Magi (+Europa) si legge: “La Camera, premesso che: – l’articolo 94 della Costituzione attribuisce a ciascuna Camera il potere di revocare la fiducia mediante mozione motivata; – la responsabilità politica dei singoli ministri costituisce elemento essenziale del corretto funzionamento dell’Esecutivo e del rapporto fiduciario con il Parlamento; considerato che: – la Presidente del Consiglio dei ministri, con dichiarazione resa nel tardo pomeriggio del 24 marzo c.a. ha pubblicamente auspicato le dimissioni della Ministra del turismo Daniela Garnero Santanché; – tali dichiarazioni evidenziano il venir meno del rapporto fiduciario tra la Presidente del Consiglio e la Ministra, determinando una situazione di oggettiva incompatibilità con la permanenza in carica; – la mancata assunzione di responsabilità mediante dimissioni volontarie, a fronte di una esplicita presa di distanza del vertice dell’Esecutivo, configura una grave anomalia istituzionale; – tale situazione compromette la credibilità dell’azione di governo e arreca pregiudizio all’immagine delle istituzioni; visto l'articolo 94 della Costituzione e visto l'articolo 115 del Regolamento della Camera dei deputati, esprime la propria sfiducia alla Ministra del turismo, senatrice Daniela Garnero Santanchè, e la impegna a rassegnare le proprie dimissioni”. 

"Ho consegnato oggi le mie irrevocabili dimissioni da sottosegretario alla Giustizia - ha spiegato ieri Delmastro in una nota, motivando il passo indietro -. Ho sempre combattuto la criminalità, anche con risultati concreti e importanti e pur non avendo fatto niente di scorretto, ho commesso una leggerezza a cui ho rimediato non appena ne ho avuto contezza. Me ne assumo la responsabilità, nell'interesse della nazione, ancor prima che per l'affetto e il rispetto che nutro verso il governo e verso il presidente del Consiglio". 

Il passo indietro del sottosegretario è arrivato all'indomani dell'esito del risultato referendario e dopo giorni di polemiche per le notizie di stampa sul caso della quota, poi ceduta, in una società intestata alla figlia 18enne di Mauro Caroccia. Caroccia, il cui nome compare nelle carte dell'inchiesta capitolina sul boss Michele Senese, sta scontando una condanna definitiva a quattro anni per intestazione fittizia di beni con l'aggravante mafiosa. 

Sulla vicenda l'opposizione aveva presentato interrogazioni e chiesto che del caso si occupasse la Commissione parlamentare Antimafia: Riccardo Ricciardi, capogruppo M5S alla Camera, aveva annunciato la richiesta, domani nella capigruppo della Camera, di calendarizzare la mozione di revoca degli incarichi a Delmastro, già depositata lo scorso giovedì. 

Le dimissioni di Delmastro arrivano dopo una riunione che si è tenuta nel pomeriggio di ieri al ministero tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio, lo stesso Delmastro e la capo di gabinetto Bartolozzi. 

Anche le dimissioni di Bartolozzi arrivano all'indomani del risultato del referendum e dopo le polemiche delle scorse settimane per le parole che la capo di gabinetto aveva pronunciato alla trasmissione 'Il Punto' sull'emittente siciliana Telecolor. "La cosa che i cittadini dovrebbero comprendere è che qui non c'è una guerra tra due clan, politica e magistratura. La riforma è tesa a far recuperare alla magistratura la credibilità che ha purtroppo perso, e lo dico da magistrato", aveva detto Bartolozzi. 

Del resto, "finché le cose non capitano sulla pelle, voi non avete idea di cosa voglia dire", aveva aggiunto la capo di gabinetto di Carlo Nordio accennando all'inchiesta che la vede indagata a Roma per false comunicazioni al pm, concludendo: "Ecco, Io faccio appello a tutti i cittadini che hanno sofferto sulla propria pelle. Votate sì, ci togliamo di mezzo la magistratura che sono plotoni di esecuzione". 

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Categoria: politica

09:51

Bergamo, studente di 13 anni accoltella professoressa in corridoio a scuola

(Adnkronos) - Choc in provincia di Bergamo, dove una professoressa è stata accoltellata da uno studente di 13 anni poco prima dell’inizio delle lezioni. Questa la gravissima aggressione avvenuta oggi mercoledì 25 marzo a Trescore Balneario, in uno dei corridoi dell'istituto comprensivo di Leonardo Da Vinci in via Damiano Chiesa.  

L'insegnante, 57 anni, che è stata portata in gravi condizioni in elisoccorso all'ospedale di Bergamo, non è in pericolo di vita. 

Lo studente è stato bloccato da un altro insegnante e da due collaboratori scolastici, che lo hanno immobilizzato fino all’arrivo dei carabinieri subito dopo l'aggressione. Al momento, l’episodio risulta essere un gesto isolato, senza il coinvolgimento di altre persone. Il movente non appare riconducibile a finalità terroristiche. 

I ragazzi, fa sapere la scuola, usciranno regolarmente alle 13.40. 

“Quanto accaduto in provincia di Bergamo, presso l’Istituto comprensivo di Trescore Balneario, è un fatto di una gravità sconvolgente. Esprimo innanzitutto la mia forte vicinanza alla docente, ai suoi famigliari, alla scuola. Questo fatto dimostra che è necessario approvare rapidamente le nuove, severe norme predisposte dal governo per contrastare la criminalità giovanile e in particolare la diffusione di armi improprie fra i giovani", dichiara Giuseppe Valditara, ministro dell'Istruzione e del Merito. 

"Misure necessarie da accompagnare a quelle che abbiano già avviato nelle scuole sulla condotta e l'educazione al rispetto e che a breve saranno avviate come quella sulla assistenza psicologica. Oggi a Parigi, porrò la questione presso l’evento di lancio del Report 2026 GEM - Global Education Monitoring dell’Unesco. Chi lavora per il futuro dei nostri figli non deve correre alcun rischio”, ha aggiunto Valditara il quale ha fatto inoltre sapere che "l’insegnante non è fortunatamente in pericolo di vita".  

"Mi trovo a Parigi per la riunione globale dei ministri dell’Istruzione convocata dall’Unesco, porterò questo caso drammatico all’attenzione dei ministri dei Paesi convenuti - ha fatto sapere ancora Valditara - L’Italia è membro attivo e partecipe del Comitato di Coordinamento e condivide la responsabilità di decidere le priorità e le politiche educative a livello mondiale. Purtroppo, la violenza nelle scuole non è solo un grave problema nazionale. Ieri in Messico due insegnanti sono stati uccisi da uno studente e violenze si registrano sempre più frequentemente in tante parti del mondo contro il personale scolastico. Con il direttore generale dell’Unesco pensiamo serva una riflessione più generale sulla violenza nelle scuole legata anche all’uso dei social”. 

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Categoria: cronaca

09:26

Terremoto in provincia di Massa Carrara, la scossa di magnitudo 4

(Adnkronos) - Un terremoto di magnitudo 4 è stato registrato oggi mercoledì 25 marzo dall'Ingv a 3 km a nord-est di Fosdinovo, in provincia di Massa e Carrara, alle 8.13 di questa mattina.  

Il sisma è stato localizzato a una profondità di 11 km.  

Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, si è messo in contatto con Antonio Moriconi, sindaco del comune di Fosdinovo per capire la situazione. "Il sindaco ha provveduto immediatamente agli interventi d'emergenza, in particolar modo sulle scuole, mettendo in sicurezza i ragazzi e provvedendo al monitoraggio immediato e tempestivo dello stato degli immobili e del contesto territoriale in cui il sisma si è rivelato", ha detto il presidente Giani, che ha poi continuato: "Da parte nostra, come Regione Toscana, dopo aver immediatamente preso contatto con il sindaco abbiamo mobilitato il sistema di Protezione civile regionale per ogni eventuale assistenza. È però rassicurante il fatto che al momento non si registrino danni rilevanti e che le persone siano tutte in sicurezza. Terremo alta la vigilanza nelle ore future grazie al coordinamento e alle capacità di intervento di tutte le istanze territoriali, comunali e regionali di Protezione civile". 

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Categoria: cronaca

09:13

Ucraina, drone russo sconfina e colpisce centrale elettrica in Estonia

(Adnkronos) - Un drone russo è entrato nello spazio aereo dell'Estonia e ha colpito una ciminiera della centrale elettrica di Auvere, nella contea di Ida-Viru, al confine con la Russia, nelle prime ore di oggi. Lo riferiscono le Forze di difesa lettoni e l'emittente pubblica estone Err. Nessuno è rimasto ferito nell'incidente e le infrastrutture elettriche non hanno subito danni, spiegano le autorità lettoni. 

"Nella notte del 25 marzo, alle 3:43, un drone ha colpito la ciminiera della centrale elettrica di Auvere. Nessuno è rimasto ferito nell'incidente", ha dichiarato un portavoce del Servizio di Sicurezza Interna (Iss). La Procura ha affermato che il drone non era stato intenzionalmente diretto verso la centrale elettrica di Auvere né verso l'Estonia in generale. "Secondo le informazioni attuali, il drone non era diretto verso l'Estonia. Sono in corso le prime indagini, che chiariranno le circostanze più specifiche", ha dichiarato il procuratore generale Astrid Asi in un comunicato stampa. 

Droni provenienti dallo spazio aereo russo hanno sconfinato in Estonia e Lettonia. Il direttore dei servizi di sicurezza a Tallinn, Margo Palloson, ha denunciato che un drone ha colpito una ciminiera della centrale elettrica di Auvere, operata dal gruppo Enefit, vicino alla città di Narva al confine con la Russia, senza provocare vittime". "Sono le conseguenze della guerra di aggressione su larga scala della Russia", ha affermato, esprimendo preoccupazione per il ripetersi "in futuro di tali incidenti". La procura ha aperto una inchiesta. Anche Riga ha denunciato lo sconfinamento "dalla Russia" di un drone e una esplosione nella regione di Kraslava, al confine sud est con la Bielorussia. Ma la Premier lettone, Evika Silina, ha precisato che, secondo le informazioni preliminari raccolte, la piattaforma era con ogni probabilità ucraina. Non ci sono state vittime o danni. 

Un drone ha sconfinato anche in Lettonia, fa sapere il direttore dei servizi di sicurezza a Tallinn, Margo Palloson. "Sono le conseguenze della guerra di aggressione su larga scala della Russia", ha affermato, esprimendo preoccupazione per il ripetersi "in futuro di tali incidenti". La procura ha aperto una inchiesta. Anche Riga ha denunciato lo sconfinamento "dalla Russia" di un drone e una esplosione nella regione di Kraslava, al confine sud-est con la Bielorussia. Ma la premier lettone Evika Silina ha precisato che, secondo le informazioni preliminari raccolte, la piattaforma era con ogni probabilità ucraina. Non ci sono state vittime o danni. 

Il governo di Tallinn ha convocato una seduta straordinaria per discutere della sicurezza nazionale, ha annunciato la ministra della Giustizia Liisa-Ly Pakosta all'emittente pubblica Err.  

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Categoria: internazionale/esteri

07:15

Ora legale 2026, cambio sempre più vicino: quando e come spostare le lancette

(Adnkronos) - Conto alla rovescia per il cambio dell'ora che, per il 2026, tornerà il prossimo weekend nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo, con un giorno di anticipo rispetto al 2025.  

Le lancette degli orologi dovranno essere spostate un'ora avanti alle 2 di notte (che diventeranno le 3).  

L'arrivo dell'ora legale segna come sempre una serie di cambiamenti nella vita quotidiana. Nella notte del passaggio dall'ora solare all'ora legale si dormirà un'ora in meno, ma le giornate si allungheranno: il tramonto arriverà infatti un'ora più tardi, garantendo un pomeriggio più 'lungo' e illuminato dal sole. Questo aiuterà anche a ridurre le spese energetiche, con il minore uso dell'illuminazione artificiale a beneficio di quella naturale, e avrà un effetto diretto sulle bollette. 

L'ora legale sarà in vigore fino all'ultima domenica di ottobre 2026, quella del 25, quando tornerà invece l'ora solare e le lancette degli orologi dovranno essere spostate nuovamente un'ora indietro. 

In Parlamento si considera la possibilità di mantenere l'ora legale attiva per tutto l'anno. Dal 2004 al 2024 infatti l'Italia ha risparmiato oltre 12 miliardi di kilowattora e circa 2,3 miliardi di euro grazie all'orario estivo. Mantenere l'ora legale tutto l'anno potrebbe generare un risparmio annuo di 720 milioni di kilowattora e circa 180 milioni di euro, riducendo al contempo le emissioni di anidride carbonica di 200.000 tonnellate l'anno, equivalenti all'assorbimento di circa sei milioni di alberi. È quanto si legge in un documento pubblicato dal Parlamento, che ha avviato una 'Indagine conoscitiva sull'impatto dell'ora legale permanente sul territorio nazionale: effetti e ricadute sui settori'. L'indagine conoscitiva dovrebbe concludersi entro il 30 giugno 2026. 

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Categoria: cronaca

06:50

Stasera tutto è possibile, mercoledì 25 marzo: gli ospiti e il tema di oggi

(Adnkronos) - Stasera tutto è possibile torna oggi, mercoledì 25 marzo, con un nuovo appuntamento alle 21.20 su Rai2 a tema 'STEP in fiore'. Il show condotto da Stefano De Martino, avrà come ospiti di questa questa: Francesco Paolantoni, Herbert Ballerina, Giovanni Esposito, Peppe Iodice, Andrea Delogu, Flora Canto, Carmen Di Pietro, Vincenzo Albano. Torna, poi, Vincenzo De Lucia, con la sua imitazione di Maria De Filippi.  

Lo show – in onda come da tradizione dall’Auditorium Rai di Napoli – non ha regole, né vincitori o vinti. La parola d’ordine è solo una: divertirsi, tra leggerezza e risate nelle varie prove, a cominciare dall’iconica 'Stanza inclinata'. Tra gli altri giochi di questa puntata, ci saranno: 'Speed Quiz', 'Fotomimo', 'Decollo immediato' e 'Segui il labiale'. Presenti, come sempre, il dj Claudio Cannizzaro e il Panda, mascotte del programma. 

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Categoria: spettacoli

00:46

Effetto referendum sul voto, giù FdI e su Pd e M5S: sondaggio politico

(Adnkronos) - Fratelli d'Italia in calo, Pd in rialzo, su anche il M5S. All’indomani della vittoria del 'No' al referendum sulla giustizia, è questo il quadro delineato dall'ultimo sondaggio dell’Istituto Noto per ‘Porta a Porta’.  

Più nel dettaglio, 'Noto' rileva come Fratelli d’Italia perda lo 0,5% rispetto all’ultima rilevazione dello scorso 4 marzo ed è dato al 29%, seguito dal Pd al 22% che guadagna mezzo punto (+0,5%) e dal M5s al 13% che sale anch’esso di mezzo punto percentuale. Anche Forza Italia all’8,5% cresce dello 0,5%, mentre la Lega all’8% sale di un punto (+1%). Avs è al 6% e perde mezzo punto (-0,5) come Azione al 3 (-0,5%). Stabile, invece, Futuro nazionale (Vannacci) che resta al 3%. Italia viva è al 2% in calo dello 0,5%. Noi Moderati, invece e’ stabile all1,5% come +Europa all’1%, infine l’Udc è allo 0,3% (+0,2%).  

In generale il centrodestra è al 47,3% (-0,2%), mentre il campo largo resta al 44%. La stima dell’affluenza è al 60%, in crescita del 3% rispetto all’ultima rilevazione. 

 

Per il 57% degli italiani, tuttavia, dopo la vittoria del No al referendum, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni non si dovrebbe dimettere. Si dovrebbe dimettere, invece, per il 29% degli iItaliani, non sa il 14%. 

 

Ma non è tutto. Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle, potrebbe infatti vincere le future primarie di coalizione. Questa la fotografia scattata dal sondaggio. In una corsa in cui contendendi sono, appunto, l'ex premier, la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, e Angelo Bonelli, leader di Avs, ad avere la meglio secondo gli elettori del campo largo sentiti dall'istituto di ricerca sarebbe proprio l''Avvocato del popolo' con il 43% dei consensi, contro il 37% della leader dem e 'solo' il 12% del co-portavoce di Europa verde, e ancora un 8% che non sa. 

Nello specifico, i voti di Conte sarebbero certamente trainati dai pentastellati, il 95% sceglierebbe lui, ma anche da un 12% degli elettori del Pd e il 29% di quelli di Avs. Schlein, dal canto suo, potrebbe contare sul 70% dei voti dei suoi, solo il 3% di quelli del Movimento 5 stelle e il 9% di quelli dei rossoverdi, mentre per Bonelli, il 4% arriverebbe dai dem, l'1% dai Cinquestelle e il 50% da Avs. Tra chi non sa: il 14% arriva dalle file del partito del Nazareno, l'1% dai pentastellati e il 12% dai rossoverdi. 

In merito, invece, a come dovrebbe essere scelto il leader del campo progressista, il 55% degli elettori del centrosinistra pensa che il modo migliore siano le primarie, il 29% crede che invece debba essere il Pd, in quanto partito con più voti della coalizione, a scegliere chi debba correre per palazzo Chigi, mentre il 16% non sa. 

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Categoria: politica

00:22

Pietro Delle Piane al Gf Vip, l'abbraccio (e l'addio) con Antonella Elia: cosa è successo

(Adnkronos) - Chiamata speciale per Antonella Elia. Al Grande Fratello Vip stasera, martedì 24 marzo, è entrato in Casa Pietro Delle Piane, suo ex fidanzato, per un confronto diretto con la concorrente perché, a suo dire, non "ha avuto la possibilità di farlo fuori dal reality". 

Antonella Elia ha spiegato le ragioni del suo allontanamento: "Io non penso che Pietro mi abbia amato veramente. C'erano troppi problemi, troppe incomprensioni tra di noi. Ha sempre prevalso la fiction, eravamo parte di un gran chiacchericcio. Nell'intimità sono successe cose brutte, ecco perché poi ho deciso di mettere un punto".  

"Mi dispiace umiliarti, io ti voglio bene. Non voglio trattarti così, non voglio dimostrarti tanta indifferenza", ha esordito la concorrente nel confronto faccia a faccia.  

Delle Piane ha rivelato per quali motivo ha deciso di avere un confronto con l'ex fidanzata: "Io ci sono rimasto molto male per le cose che hai detto sul nostro rapporto, definendolo finto". L'attore ha ricordato gli aspetti 'positivi' della loro relazione, ma per Antonella Elia non sembra ci sia alcun modo per recuperare il rapporto: "Io adesso ricordo solo le cose brutte. Con te mi sono divertita, ma ho sofferto tanto", ha sottolineato Elia non entrando nei dettagli. 

"Devi tutelarti Pietro, devi smettere di umiliarti. Altrimenti le persone pensano che tu sia una cattiva persona", ha aggiunto la concorrente in lacrime, stringendo le mani dell'ex fidanzato. I due si sono lasciati con un lungo abbraccio, che ha avuto il sapore di un addio definitivo, augurandosi buona fortuna per il futuro.  

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Categoria: spettacoli

00:18

Meloni, pressing per dimissioni di Santanchè. Lasciano Delmastro e Bartolozzi

(Adnkronos) - Prima Andrea Delmastro e poi Giusi Bartolozzi. Due dimissioni dopo la sconfitta dei sì al referendum sulla riforma della giustizia varata dal governo della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ora va in pressing e "auspica" anche il passo indietro della ministra Daniela Santanchè, come si legge nella nota diffusa da Palazzo Chigi: "Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, esprime apprezzamento per la scelta del Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del Capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione. Auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal Ministro del Turismo Daniela Santanchè". 

 

Nelle ultime ore il pressing di Fratelli d'Italia si è fatto sempre più forte nei confronti del deputato e sottosegretario alla Giustizia, uno dei fedelissimi di Meloni. Delmastro ha deciso di lasciare l'incarico alla luce delle polemiche sul caso del ristorante 'La bisteccheria' gestito insieme alla figlia del prestanome del clan Senese. Delmastro e il capo di gabinetto del ministero della Giustizia si sono dimessi dopo un colloquio con il Guardasigilli Carlo Nordio negli uffici di via Arenula, nel tardo pomeriggio. Dopo l'incontro a tre, Delmastro ha ufficializzato il passo indietro "irrevocabile" con una nota dove riconosce di aver sbagliato: "Ho sempre combattuto la criminalità, anche con risultati concreti e importanti e pur non avendo fatto niente di scorretto, ho commesso una leggerezza a cui ho rimediato non appena ne ho avuto contezza, me ne assumo la responsabilità, nell'interesse della nazione, ancor prima che per l'affetto e il rispetto che nutro verso il governo e verso il presidente del Consiglio". 

 

È un pressing sempre più serrato - se non un braccio di ferro - quello che si registra ai piani alti di Palazzo Chigi su Santanchè. Secondo quanto filtra, subito dopo il passo indietro di Delmastro e Bartolozzi sarebbe stato recapitato un messaggio alla ministra: Daniela, la situazione è insostenibile, serve un tuo passo indietro. Non è chiaro se a trasmetterlo sia stata direttamente la premier o suoi emissari. La risposta, però, sarebbe stata un niet. Da qui, la decisione della presidente del Consiglio di avallare un comunicato di fuoco per chiedere le dimissioni di Santanchè. 

Eppure, fino a poche ore prima della nota - giudicata "insolita" negli stessi ambienti parlamentari - di Palazzo Chigi, l'entourage della ministra continuava a respingere l'ipotesi di dimissioni. "Domani al lavoro come sempre", il mantra ripetuto nelle ultime ore. Poi, l'accelerazione. La giornata della premier è stata interamente assorbita da una serie di incontri con lo stato maggiore di Fratelli d'Italia. Sul tavolo, non solo la gestione del contraccolpo politico seguito al ko referendario del 22-23 marzo, ma soprattutto la necessità di dare un segnale di compattezza e "rigore" all'opinione pubblica. L'obiettivo, viene spiegato, è "risolvere" rapidamente i dossier interni che riguardano esponenti coinvolti in vicende giudiziarie, evitando che continuino a trascinarsi e a indebolire l'azione di governo. 

In questo quadro si inserisce la nota diffusa in serata da Palazzo Chigi, che segna un passaggio politico preciso. La presidente del Consiglio esprime "apprezzamento per la scelta del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del capo di gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione". Ma è la frase successiva a pesare come un macigno: Meloni "auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal ministro del Turismo Daniela Santanchè". Un invito che, nei fatti, suona come un cartellino rosso. Anche perché arriva mentre la premier si prepara a partire per Algeri, dove è attesa per una missione delicata. L'idea, viene spiegato, è evitare che le tensioni interne accompagnino la presidente del Consiglio all'estero, replicando uno schema già visto in passato. 

 

Le dimissioni di Delmastro arrivano alla vigilia del question time di Nordio oggi alla Camera, dove è atteso per rispondere proprio sulla vicenda del sottosegretario e della capo di gabinetto. A pesare sul caso ci sarebbe stata anche l'eventualità di nuove rivelazioni audio e intercettazioni che potrebbero essere portate in commissione Antimafia. Meloni, rimasta ieri nel suo studio di palazzo Chigi, avrebbe sentito Delmastro e quindi informato gli alleati della scelta del sottosegretario di rimettere il mandato. La decisione sarebbe arrivata al termine di una serie di contatti (telefonate e incontri) con l'obiettivo di dare una risposta forte all’indomani della vittoria del No, che ha bocciato la riforma sulla separazione delle carriere con il 53,7% dei voti. 

 

Nessun incontro sarebbe invece in programma con il capo dello Stato Sergio Mattarella. Né Meloni sarebbe intenzionata a chiedere al Parlamento un voto di fiducia sul governo dopo la sconfitta alla consultazione popolare, una strada ritenuta non necessaria perché non ci si trova davanti a una crisi politica. La vicenda gestita in prima persona dalla premier vede in silenzio gli altri membri del governo, i ministri di Forza Italia e della Lega. Solo il ministro salviniano Roberto Calderoli si limita a una battuta: "Io penso solo all'Autonomia...", assicurando che la riforma bandiera del suo partito non avrà contraccolpi dopo la battuta d'arresto referendaria. Anzi: "L'autonomia sta meglio, va meglio...". Fino all'ultimo Nordio ha provato a difendere Delmastro. "Sono certo che riuscirà a chiarire", le sue parole intervenendo a Skytg24 stamane. E sulla sconfitta al referendum il ministro della Giustizia si era accollato la 'colpa politica' del flop: "Questa è una riforma che porta il mio nome e me ne assumo quindi la responsabilità politica". 

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Categoria: politica

00:08

Iran, Trump propone piano: 15 punti per chiudere la guerra

(Adnkronos) - Cessate il fuoco per un mese e un piano di 15 punti per costruire l'accordo. E' la proposta di Donald Trump per chiudere la guerra tra Stati Uniti e Iran. La Casa Bianca ha elaborato il documento, come riferiscono il New York Times e l'emittente israeliana Channel 12, con la road map per porre fine al conflitto. Il piano potrebbe essere già al centro di eventuali colloqui già in settimana in Pakistan, il paese a cui gli Usa ha consegnato i 15 punti. La tregua di 30 giorni sarebbe utilizzata per discutere e perfezionare l'intesa. 

Non è chiaro, evidenzia il New York Times, se il piano inoltrato all'Iran attraverso il mediatore sia stato valutato in maniera approfondita e se possa costituire una reale base di discussione. "Stiamo negoziando", dice Trump, proponendo una versione che non viene condivisa pubblicamente da Teheran. La repubblica islamica nega l'esistenza di trattative vere e proprie: "C'è un contatto tra Stati Uniti e Iran, avviato da Washington negli ultimi giorni, ma niente che abbia raggiunto il livello di negoziati pieni", dice una fonte iraniana alla Cnn. 

 

Il contenuto del piano viene descritto solo a grandi linee dai media a conoscenza del documento. Per Channel 12, il testo prevede lo stop al programma di arricchimento dell'uranio. L'Iran dispone di 440 chili arricchiti al 60% circa: il processo non è lontano dalla soglia del 90%, necessaria per l'utilizzo del materiale in ambito militare. Gli Stati Uniti chiedono lo smantellamento di strutture chiave e offrono in cambio la rimozione delle sanzioni e il sostegno a progetti per il nucleare civile.  

 

"Stiamo parlando con le persone giuste, l'Iran vuole un accordo a tutti i costi", dice Trump con l'abituale ottimismo. Il presidente degli Stati Uniti annuncia anche di aver ricevuto un 'dono' da Teheran: "Hanno fatto qualcosa di straordinario: ci hanno fatto un regalo che è arrivato, di enorme valore. Non dirò cos'è, non riguarda il nucleare. Riguarda petrolio e gas, riguarda lo Stretto di Hormuz", dice facendo riferimento al braccio di mare, fondamentale per il 20% del traffico mondiale di greggio, bloccato dall'Iran ormai da settimane. 

 

In questo quadro, rimane al momento più defilato il ruolo di Israele. Channel 12 evidenzia la posizione prudente, se non scettica, del primo ministro Benjamin Netanyahu. Il premier teme che Trump firmi un accordo che non soddisfi gli obiettivi di Israele: il rischio, secondo Netanyahu, è che gli Stati Uniti avallino significative concessioni all'Iran e limitino la libertà d'azione militare di Israele. Trump, d'altra parte, afferma che a Teheran "è già in atto un regime change" e non c'è bisogno di assestare un'ulteriore spallata ai vertici della repubblica islamica.  

 

Washington punta sulla soluzione diplomatica ma continua a procedere su un doppio binario, mantenendo la macchina bellica pronta per un'eventuale escalation. Il Pentagono ha ordinato al comando della 82esima Divisione Aviotrasportata di prepararsi a dispiegarsi in Medio Oriente con una brigata di fanteria composta da alcune migliaia di soldati, riferisce su X il giornalista di Axios, Barak Ravid, citando un funzionario statunitense. La misura, come conferma anche il Wall Street Journal, segna un significativo rafforzamento delle truppe nella regione in vista di una possibile operazione di terra. La 82esima Divisione Aviotrasportata è un'unità dell'esercito Usa specializzata in risposte rapide e operazioni di combattimento che può essere schierata in tempi molto brevi su ordini del comando. 

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Categoria: internazionale/esteri

23:04

Gf Vip, Lucarelli difende Mussolini: il confronto inaspettato

(Adnkronos) - Alla fine è successo: Selvaggia Lucarelli ha difeso Alessandra Mussolini. Nella puntata del Grande Fratello andata in onda oggi, martedì 24 marzo, si è acceso un confronto tra Mussolini e Adriana Volpe, al centro di tensioni maturate nei giorni precedenti. A innescare la polemica, le lamentele di Adriana Volpe per i risvegli mattutini della coinquilina, per l'assunzione di un farmaco, che finirebbero per disturbare tutta la camera.  

Durante il faccia a faccia in diretta, il dibattito si è fatto rovente. Volpe ha consigliato a Mussolini di chiedere al Grande Fratello un oggetto che abbia incorportato la vibrazione, da mettere sotto il cuscino, così da non disturbare l'intera stanza. A intervenire è stata Selvaggia Lucarelli che ha preso posizione a favore di Alessandra Mussolini, sorprendendo tutti.  

L'opinionista non ha apprezzato il comportamento di Volpe e l'ha rimproverata per aver rivolto alla rivale battute poco carine. Lucarelli infatti si è concentrata su una frase pronunciata da Adriana Volpe, sottolinenando come certe espressioni richiamino stereotipi sessisti: "Hai detto 'forse avresti bisogno del vibratore', una battuta che mi aspetto dal peggior maschio becero sessista, non da te. Sono battute che lasciano intendere che le donne siano in balia di umori ormonali. Non conosco la vita sessuale di Alessandra Mussolini ma...". "Inesistente", ha replicato la Vip, tra gli applausi e le risate del pubblico, ringranziando Lucarelli per il sostegno.  

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Categoria: spettacoli

20:13

Meloni: "Auspico che anche Santanchè si dimetta". Delmastro e Bartolozzi lasciano

(Adnkronos) - La presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, auspica le dimissioni del ministro del Turismo, Daniela Santanchè, e esprime "apprezzamento per la scelta del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione", si legge in una nota di Palazzo Chigi. La premier, come si legge nella nota, "auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal ministro del Turismo Daniela Santanchè". 

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Categoria: politica

20:03

Trump: "Iran ha mandato un regalo, vuole accordo". Teheran smentisce negoziati

(Adnkronos) - Donald Trump riceve un misterioso 'regalo' dall'Iran, si sbilancia sulla fine della guerra e scommette sull'esito positivo di colloqui che Teheran continua a smentire. Il conflitto prosegue e rischia di allargarsi: dietro le quinte si intensifica il pressing dell'Arabia Saudita sugli Stati Uniti per proseguire l'operazione. Riad, come gli Emirati, potrebbe addirittura entrare direttamente in guerra con una decisione che dilaterebbe la crisi in Medio Oriente con ulteriori effetti sulla stabilità della regione e sul mercato del petrolio già pesantemente condizionato dal blocco dello Stretto di Hormuz, la via del greggio paralizzata da settimane. 

 

"Stiamo parlando con le persone giuste, stiamo negoziando", dice Trump affermando che le trattative coinvolgono il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato, Marco Rubio. "L'Iran vuole un accordo a tutti i costi. Chi non lo vorrebbe al posto dell'Iran? Non potranno avere armi nucleari, hanno accettato. Hanno fatto qualcosa di straordinario: ci hanno fatto un regalo che è arrivato, di enorme valore. Non dirò cos'è, non riguarda il nucleare. Riguarda petrolio e gas, riguarda lo Stretto di Hormuz: questo mi dice che stiamo trattando con le persone giuste", dice Trump proponendo la sua versione del quadro. 

La svolta annunciata dal presidente degli Stati Uniti, con il rinvio dei raid contro le centrali elettriche, in realtà non si concretizza. Teheran denuncia raid contro impianti di gas, non c'è discontinuità reale rispetto al copione seguito dal 28 febbraio, quando la guerra è iniziata. Secondo lo scenario delineato dai media americani, si potrebbe virare verso un'ulteriore escalation. Nello scacchiere comincia a pesare sempre di più il ruolo dell'Arabia Saudita, a giudicare dalle informazioni in possesso del New York Times. 

 

Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman starebbe spingendo Trump a proseguire la guerra definendola una "opportunità storica" per ridisegnare gli equilibri in Medio Oriente. Riad, afferma il quotidiano sulla base di informazioni fornite da funzionari americani, considera Teheran "una minaccia di lungo periodo che deve essere affrontata in modo risolutivo", anche fino a un possibile rovesciamento del regime. Il principe saudita avrebbe esortato Washington a non fermarsi, sostenendo che un'offensiva incompiuta lascerebbe un Iran più aggressivo e pericoloso per i Paesi del Golfo. Bin Salman, con una linea opposta a quella illustrata da Trump negli ultimi giorni, si sarebbe espresso a favore di attacchi contro le infrastrutture energetiche del regime, al fine d'indebolirlo ulteriormente. 

Gli analisti citati dal quotidiano sottolineano però una differenza di approccio: mentre Israele potrebbe considerare un successo un Iran indebolito e paralizzato da tensioni interne, l’Arabia Saudita vede in un eventuale collasso dello Stato iraniano una minaccia diretta alla propria sicurezza. Riad ha tuttavia smentito ufficialmente questa ricostruzione, ribadendo di sostenere "una soluzione pacifica del conflitto" e sottolineando che la priorità resta "difendere il Paese dagli attacchi iraniani". 

 

Riad, secondo il Wall Street Journal, non si limita a svolgere il ruolo di 'suggeritore'. Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti si avvicinano a grandi passi verso un coinvolgimento diretto nel conflitto dopo i ripetuti attacchi contro infrastrutture energetiche e centri urbani del Golfo. Il regno saudita, evidenzia il quotidiano, ha deciso di consentire alle forze statunitensi l'uso delle proprie basi, un segnale di cambio di postura rispetto alla linea iniziale di non partecipazione. 

Bin Salman, oltre ad andare in pressing su Trump. sarebbe ora determinato a ristabilire la deterrenza e vicino alla decisione di unirsi alle operazioni militari. "La pazienza dell'Arabia Saudita di fronte agli attacchi iraniani non è illimitata", ha dichiarato il ministro degli Esteri Faisal bin Farhan. Parallelamente, gli Emirati stanno aumentando la pressione su Teheran anche sul piano economico, prendendo di mira asset e interessi iraniani e valutando un possibile coinvolgimento militare, mentre si oppongono privatamente a un cessate il fuoco che lasci intatta parte della capacità militare iraniana. 

 

La repubblica islamica rischia di ritrovarsi contro una coalizione in una guerra che appare lontana dall'epilogo. "C'è un contatto tra Stati Uniti e Iran, avviato da Washington negli ultimi giorni, ma niente che abbia raggiunto il livello di negoziati pieni", dice una fonte iraniana descrivendo alla Cnn il tipo di contatto in corso tra Washington e Teheran e precisando che "messaggi sono ricevuti attraverso diversi intermediari per valutare se un accordo per mettere fine alla guerra possa essere raggiunto". "Le proposte che si stanno valutando sono mirate non solo ad ottenere il cessate il fuoco, ma un accordo concreto che metta fine al conflitto tra gli Stati Uniti e l'Iran" aggiungono le fonti senza entrare nei dettagli. "L'Iran è pronto a provvedere ogni garanzia necessaria che non svilupperà armi nucleari ma ha il diritto dell'uso di una tecnologia nucleare pacifica", affermano le fonti, ribadendo che ogni proposta deve includere la fine delle sanzioni contro la repubblica islamica. 

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18:31

Trump fa insider trading con la guerra in Iran? I dati legano gli annunci ai movimenti su petrolio e azioni

(Adnkronos) - Era già successo con gli annunci e le retromarce sui dazi, ora lo schema si ripete con la 'tregua' in Iran e il petrolio. Il rapporto di Donald Trump con i mercati finanziari è da sempre border line con l'insider trading. Con le sue mosse sbandierate su Truth a segnare momenti propizi per comprare o vendere e incassare milioni di dollari. Ma veramente il presidente degli Stati Uniti favorisce la speculazione finanziaria? La domanda sarebbe incredibile se solo una serie di indizi non somigliassero sempre più da vicino a delle prove.  

La comunità finanziaria globale era rimasta sbalordita dal candore dell'affermazione, "questo è il momento giusto per comprare", che aveva accompagnato l'annuncio di uno stop ai dazi precedentemente imposti a tutto il mondo. Eravamo a metà aprile 2025, e quelle parole accostate all'effettivo rialzo delle quotazioni che ne seguirono, alimentarono la richiesta dei Democratici americani di indagare a fondo per capire se la corrispondenza fra causa ed effetto fosse documentabile.  

Quasi un anno dopo, il Financial Times torna alla stessa denuncia, circostanziata. Questa volta nel mirino finisce l'annuncio, sempre via Truth, di una presunta tregua e di altrettanto presunti negoziati avanzati con Teheran per arrivare a un accordo che possa essere un primo passo verso la fine della guerra in Medio Oriente. E' evidente che si tratti di una notizia market (e price) sensitive, come si definiscono le indiscrezioni che hanno la forza di far schizzare o deprimere i corsi azionari. In questo caso, con un effetto diretto sulle quotazioni del petrolio, l'annuncio del presidente americano è di quelli particolarmente sensibili. Per questo il quotidiano economico britannico è andato a verificare. Bene, anzi malissimo, tra le 6:49 e le 6:50 ora di New York, quindici minuti prima dell'annuncio del presidente, sono stati scambiati 6.200 contratti futures sul Brent e sul West Texas Intermediate per un valore di 580 milioni di dollari.  

Questi movimenti sono insoliti per l'orario, per il volume e per la precisione chirurgica con cui sono stati piazzati. Perché l’annuncio di Trump alle 07:04 ha innescato un flusso di vendite sul petrolio che ne ha fatto scendere rapidamente il prezzo, incidendo ovviamente anche sul rialzo dei mercati azionari. Muovendo tantissimo denaro che è passato rapidamente da una mano all'altra.  

Sembra paradossale, se non addirittura distopico, arrivare all'equazione che lega causa ed effetto. La Casa Bianca ovviamente respinge formalmente ogni accusa ma il fatto, accertato, che passino enormi somme di denaro di mano in corrispondenza dei tira e molla di Trump fa del presidente americano una potenziale, gigantesca, fonte di informazioni riservate per fare insider trading. (Di Fabio Insenga) 

 

 

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17:55

Delmastro si dimette: "Ho commesso una leggerezza". Lascia anche il capo di gabinetto Bartolozzi. Meloni: "Auspico stessa scelta da Santanchè"

(Adnkronos) - Andrea Delmastro Delle Vedove e Giusi Bartolozzi si sono dimessi. Una scelta, quella del sottosegretario alla Giustizia e del capo di Gabinetto, che è stata apprezzata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha auspicato anche che la stessa strada venga percorsa "dal ministro del Turismo Daniela Santanchè". La premier, si legge in una nota, "auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal ministro del Turismo Daniela Santanchè". 

"Ho consegnato oggi le mie irrevocabili dimissioni da sottosegretario alla Giustizia - ha dichiarato Delmastro in una nota -. Ho sempre combattuto la criminalità, anche con risultati concreti e importanti e pur non avendo fatto niente di scorretto, ho commesso una leggerezza a cui ho rimediato non appena ne ho avuto contezza. Me ne assumo la responsabilità, nell'interesse della nazione, ancor prima che per l'affetto e il rispetto che nutro verso il governo e verso il presidente del Consiglio". 

Meloni: "Auspico che anche Santanchè si dimetta"  

Il passo indietro del sottosegretario è arrivato all'indomani dell'esito del risultato referendario e dopo giorni di polemiche per le notizie di stampa sul caso della quota, poi ceduta, in una società intestata alla figlia 18enne di Mauro Caroccia. Caroccia, il cui nome compare nelle carte dell'inchiesta capitolina sul boss Michele Senese, sta scontando una condanna definitiva a quattro anni per intestazione fittizia di beni con l'aggravante mafiosa. 

Sulla vicenda l'opposizione aveva presentato interrogazioni e chiesto che del caso si occupasse la Commissione parlamentare Antimafia: Riccardo Ricciardi, capogruppo M5S alla Camera, aveva annunciato la richiesta, domani nella capigruppo della Camera, di calendarizzare la mozione di revoca degli incarichi a Delmastro, già depositata lo scorso giovedì.  

Le dimissioni di Delmastro arrivano dopo una riunione che si è tenuta nel pomeriggio al ministero tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio, lo stesso Delmastro e la capo di gabinetto Bartolozzi. 

Anche le dimissioni di Bartolozzi arrivano all'indomani del risultato del referendum e dopo le polemiche delle scorse settimane per le parole che la capo di gabinetto aveva pronunciato alla trasmissione 'Il Punto' sull'emittente siciliana Telecolor. "La cosa che i cittadini dovrebbero comprendere è che qui non c'è una guerra tra due clan, politica e magistratura. La riforma è tesa a far recuperare alla magistratura la credibilità che ha purtroppo perso, e lo dico da magistrato", aveva detto Bartolozzi.  

Del resto, "finché le cose non capitano sulla pelle, voi non avete idea di cosa voglia dire", aveva aggiunto la capo di gabinetto di Carlo Nordio accennando all'inchiesta che la vede indagata a Roma per false comunicazioni al pm, concludendo: "Ecco, Io faccio appello a tutti i cittadini che hanno sofferto sulla propria pelle. Votate sì, ci togliamo di mezzo la magistratura che sono plotoni di esecuzione". 

Immediate le reazioni. "Vedremo" se ci saranno le dimissioni anche della ministra Santanché come auspicato da Meloni. Lo dice Giovanni Donzelli, deputato e responsabile organizzazione di Fratelli d'Italia, a Porta a porta, su Raiuno. Le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi ci sarebbero state "anche se avessimo vinto il referendum. La scelta da parte di Giorgia Meloni era già stata presa. Tra l'altro l'onorevole Delmastro aveva già dato la sua disponibilità alle dimissioni anche prima del referendum. Per rispetto degli elettori si è scelto di aspettare il risultato. Le dimissioni sarebbero arrivate comunque e a prescindere - rimarca -. L'importante è che non abbia fatto nulla di scorretto". "Certamente" quello che ha fatto "non era opportuno, ma non era a conoscenza dei guai giudiziari del padre e quando ne è venuto a conosceva aveva chiuso i rapporti con quel ristorante, perché sulla lotta alla legalità il sottosegretario Delmastro e Fratelli d'Italia non si fanno dare lezioni da nessuno". 

"Il problema è quanti" sottosegretari e ministri 'leggeri', dice la segretaria del Pd, Elly Schlein, a Di Martedì, su La7, "dovrebbe tollerare Giorgia Meloni e la risposta è nessuno, perché ha il dovere di avere delle persone nel governo che siano all'altezza del ruolo che ricoprono e purtroppo così non è". "Non pensi di cavarsela così - aggiunge -, con facili capri espiatori che ha fatto dimettere solo dopo aver perso il referendum perché la sconfitta è tutta di Giorgia Meloni". 

"Dopo il travolgente voto popolare di oltre 14 milioni di italiani Meloni si è dovuta arrendere. E poco fa il sottosegretario alla Giustizia Delmastro si è finalmente dimesso, così come Bartolozzi, capo di gabinetto del ministero della Giustizia. Le dimissioni di Delmastro erano assolutamente necessarie e per questo il M5S aveva presentato nei giorni scorsi una mozione di revoca. Il danno arrecato al prestigio della massima Istituzione di governo è stato pesantissimo", scrive sui social il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che aggiunge: "Si sciolgono come neve al sole le chiacchiere della premier su complotti e 'manine': alcuni quotidiani hanno semplicemente 'osato' fare il proprio mestiere, pubblicando le notizie e le immagini che comprovavano gli affari di Delmastro e di tre dirigenti di Fratelli d'Italia in società con la famiglia di un prestanome del clan Senese. L'elenco degli orrori non è finito. L'impatto di questo travolgente voto popolare riuscirà a far dimettere anche la ministra Santanchè?", conclude Conte.  

"Chiediamo le dimissioni immediate della Santanchè" scrive in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera. "Se non vuole dare retta a noi, ascolti almeno la sua premier. In ogni caso presenteremo in Aula una nostra mozione di sfiducia".  

"Presenteremo una mozione di sfiducia in Parlamento" dichiara anche la presidente dei deputati di Italia viva, Maria Elena Boschi, sottolineando come "ci pare evidente che la ministra Santanchè debba dimettersi" visto che ha perso la "fiducia della presidente del Consiglio". 

“Fino a ieri Delmastro e Bartolozzi, nonostante le richieste delle opposizioni, sono rimasti al loro posto con il ministro Nordio a difendere il loro operato. Ora, nel giro di mezz'ora, assistiamo a due dimissioni. Cosa è cambiato? - chiede il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia - L'esito del referendum ha spaventato il governo? Ci sono fatti che non conosciamo? E' intervenuta la presidente del Consiglio? Il ministro della Giustizia ha cambiato idea? A questo punto è urgente e necessario che Nordio venga in aula a spiegare al Parlamento e al Paese, viste le vicende di queste settimane, che cosa sta avvenendo al suo ministero. Non si gioca con le istituzioni e con gli incarichi di governo".  

Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa verde, sottolinea: "Sono stati gli italiani, con il loro voto, a mandare a casa Delmastro e Bartolozzi. Giorgia Meloni in questi mesi ha difeso gli impuniti: un sottosegretario condannato per rivelazione di segreti d'ufficio che ha continuato a esercitare le sue funzioni e che, non soddisfatto, apriva società con persone legate alla camorra. Se non ci fosse stata la valanga di No, Delmastro e Bartolozzi sarebbero ancora al loro posto. Altro che 'non ha fatto nulla di scorretto': Delmastro è stato condannato per rivelazione di segreti d'ufficio e ha fatto società con soggetti legati alla camorra. Ora aspettiamo le dimissioni della ministra Santanchè, rinviata a giudizio per truffa ai danni dello Stato".  

Nicola Fratoianni di Avs evidenzia che "le necessarie e doverose dimissioni di Delmastro dal ministero di Grazia e Giustizia arrivano con imperdonabile ritardo. Devono essere chiariti ancora molti aspetti, e vedremo nei prossimi giorni quali sviluppi ci saranno. Intanto accogliamo le dimissioni sue e della capo di gabinetto del ministro di Grazia e Giustizia Bartolozzi come una buona notizia". 

"Bene le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi, che per quanto ci riguarda arrivano persino tardi, visto che avrebbero dovuto farlo prima. Dopo tutto quello che è accaduto, dal caso Almasri fino alle modalità anti istituzionali con cui il ministro e i principali attori di via Arenula hanno condotto la campagna per il referendum, la domanda è: a che ora si dimette il ministro Nordio?", afferma il segretario di +Europa, Riccardo Magi. "Certo che, in un Paese normale, un terremoto del genere in un dicastero chiave come quello della Giustizia porterebbe l'intero governo a cadere", conclude Magi. 

Carlo Calenda scrive sui social: "Arrivano le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi; necessarie, doverose e tardive. Procederei secondo la allegata to do list", aggiunge riferendosi a un post di questa mattina in cui elencava una serie di 'cose da fare' in cui metteva al primo posto: "Mandare a casa Bartolozzi, Delmastro, Urso, Santanchè (minimo sindacale)". 

"Meloni sì è svegliata all’improvviso e ora chiede le dimissioni di molti Fratelli d’Italia" scrive su X Matteo Renzi, leader di Italia Viva. "Ma come può essere credibile una premier che vorrebbe parlare al mondo se non riesce a farsi ascoltare nemmeno da Santanchè o da la Russa? Quando si perde un referendum costituzionale in questo modo, la botta si sente. E giorno dopo giorno la ferita cresce. Non finisce qui, credetemi".  

 

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Categoria: politica

17:53

Svelata la prima immagine di Hogwarts dalla nuova serie di 'Harry Potter'

(Adnkronos) - Hbo ha diffuso una nuova immagine ufficiale della nuova serie di 'Harry Potter', offrendo ai fan un primo sguardo alla Hogwarts che farà da sfondo al reboot televisivo dell’universo creato da J.K. Rowling. Lo scatto, pubblicato sull’account Instagram ufficiale della produzione, preannuncia il lancio del primo trailer previsto per domani e mostra Harry - interpretato dal giovane Dominic McLaughlin - di spalle mentre si avvicina al campo da Quidditch, avvolto in un mantello rosso e oro con il suo cognome e il numero 7 da giocatore. Davanti a lui, un gruppo di studenti sta entrando nell’arena, decorata con le bandiere di Grifondoro e Tassorosso. 

A firmare l’aspetto visivo della scuola è Mara LePere-Schloop, production designer già nota per 'Intervista con il vampiro' e 'Pachinko'. La serie è attualmente in produzione ai Warner Bros. Studios Leavesden, nel Regno Unito, gli stessi dove furono girati i film originali. 

Il cast riunisce volti giovani e interpreti di grande esperienza: oltre a McLaughlin nei panni di Harry, ci sono Alastair Stout nel ruolo di Ron Weasley, Arabella Stanton in quello di Hermione Granger, John Lithgow nel ruolo di Albus Dumbledore, Janet McTeer in quello di Minerva McGonagall, Paapa Essiedu nei panni di Severus Piton e Nick Frost in quelli di Rubeus Hagrid. 

La nuova trasposizione televisiva è guidata dalla showrunner Francesca Gardiner e dal regista Mark Mylod. Tra i produttori esecutivi figurano J.K. Rowling, Neil Blair, Ruth Kenley-Letts per Brontë Film and Tv e David Heyman, storico produttore della saga cinematografica. 

La serie seguirà il percorso del giovane Harry mentre scopre di essere un mago, lascia la famiglia 'babbana' e approda a Hogwarts, dove stringerà amicizia con Ron e Hermione e affronterà la minaccia di Lord Voldemort. Un ritorno alle origini che promette di riportare sullo schermo, in forma seriale, l’intero arco narrativo dei romanzi.  

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Categoria: spettacoli

17:20

Poste-Tim, Lasco: "Nostra strategia non cambia, continueremo a investire sulle persone"

(Adnkronos) - “La nostra strategia è una e unica: investire sulle nostre persone. Con Del Fante, in ogni occasione, ringraziamo i nostri colleghi: se oggi siamo arrivati a questo è anche e soprattutto grazie a loro, alla capacità, alla motivazione che hanno sempre dimostrato in questi anni di fare squadra, di fare sistema e di portare i risultati”. Lo sottolinea il direttore generale di Poste Italiane, Giuseppe Lasco, in un’intervista rilasciata al Tg Poste. “Continueremo a investire sulle persone. In questi anni abbiamo assunto circa 40mila persone, un ricambio generazionale importantissimo. Abbiamo portato in casa tantissimi giovani, su 40 mila il 60% sono under 30, si è molto alzato il livello di scolarizzazione con circa il 30% di laureati, l’età media si è abbassata da 51 a 47 anni e oggi il 54% dei nostri dipendenti è donna”, precisa Lasco.  

“Le nostre risorse hanno capito l’investimento che stiamo facendo sulle persone e c’è stata una grande risposta. Stiamo investendo tanto sulla formazione e sul mondo welfare”, sottolinea. “Al Fondo Sanitario Integrativo hanno aderito tutti i 120 mila colleghi e in 50 mila hanno aderito al nostro progetto welfare. Quando l’operazione con Tim verrà a compimento l’integrazione sarà naturale”, spiega Lasco. “Continueremo il nostro processo di investimento sulle persone, daremo il benvenuto ai colleghi di Tim con grande motivazione e cultura professionale. Non faremo altro che continuare sulla nostra strada di fare grandi risultati e di fare grande Poste Italiane”, conclude. 

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Categoria: economia