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Iran, la lista di Netanyahu e la caccia a Mojtaba Khamenei: "Elimineremo tutti"

(Adnkronos) - L'Iran perde la testa. Israele elimina il capo del Consiglio di sicurezza Ali Larijani, peso massimo nello scacchiere di Teheran, decapita il vertice dei Basij paramilitari e mette nel mirino la Guida Suprema Mojtaba Khamenei. Intanto, il premier Benjamin Netanyahu esorta il popolo alla rivolta 'impossibile'. Il raid condotto a Teheran priva il regime di un pilastro. Larijani era il vertice politico di un paese già privato di elementi chiave. "Stiamo aiutando i nostri amici americani nel Golfo e indebolendo il regime nella speranza di dare al popolo iraniano l'opportunità di rimuoverlo", dice Netanyahu. La rimozione del regime ''non avverrà subito, non sarà facile. Ma se persevereremo in questo, daremo loro l'opportunità di prendere in mano il proprio destino", aggiunge il primo ministro. "Abbiamo eliminato Ari Larijani, ora gli iraniani hanno la chance di prendere in mano il loro destino. Larijani era il capo delle Guardie Rivoluzionarie, la banda di gangster che di fatto governava l'Iran", ripete Netanyahu, che invia un messaggio successivo alla popolazione: "Stiamo colpendo le basi, stiamo colpendo nelle piazze. Uscite e festeggiate, vigiliamo dall'alto". 

 

La missione non è compiuta. Nella lista di obiettivi che Netanyahu mostra all'ambasciatore americano Mike Huckabee ("Abbiamo cancellato altri 2 nomi") c'è anche il nome di Mojtaba Khamenei. Il leader spirituale continua ad essere un fantasma: ferito negli attacchi all'inizio della guerra, il figlio e successore dell'ayatollah Ali Khamenei si manifesta solo attraverso messaggi pubblici. La sorte di Mojtaba non è chiara, rumors relativi ad un ricovero d'emergenza a Mosca e voci su condizioni gravi. Le forze di difesa israeliane non hanno certezze, dice il portavoce Effie Defrin. 

"Ma posso dire una cosa: continueremo – come abbiamo dimostrato – a perseguire chiunque rappresenti una minaccia per lo Stato di Israele. Chiunque alzi un dito contro di esso non è immune da noi. Lo inseguiremo, lo troveremo e lo neutralizzeremo". Israele continuerà a colpire i membri delle forze paramilitari iraniane Basij dopo aver eliminato il comandante Gholamreza Soleimani: "Lo ripeto, li colpiremo tutti, ovunque e in qualsiasi momento". L'operazione non è destinata a chiudersi in tempi brevi: "E' una ampagna prolungata, che includerà anche il periodo della Pasqua ebraica", dice il portavoce spostando l'orizzonte ai primi otto giorni di aprile. In una giornata chiave, rischia di passare relativamente inosservato il colpo durissimo inferto ai Basij: i paramilitari perdono, secondo i report, decine di elementi di primo livello. L'organizzazione è un meccanismo essenziale nel sistema che il regime ha creato per controllare il territorio: in teoria, gli spazi di manovra sul terreno potrebbero aumentare. 

 

In realtà, l'effetto immediato dell'eliminazione di Larijani, secondo gli analisti, sarà un'ulteriore chiusura a riccio del regime che ha già dimostrato di poter rimpiazzare elementi apicali senza modificare assetto e caratteristiche. I pasdaran, sempre più padroni della situazione, stringeranno ulteriormente le maglie. Larijani era una figura pragmatica, capace di conciliare le posizioni moderate con la linea dura dei militari, destinati a pesare ancora di più. In questo quadro, i messaggi di Netanyahu che esorta la popolazione alla rivolta appaiono a dir poco azzardati. Il rovesciamento del regime, in tempi brevi, non sembra una prospettiva concreta. Ne sono consapevoli gli Stati Uniti, a giudicare da un cablo prodotto dall'ambasciata americana a Gerusalemme visionato dal Washington Post: se i cittadini scendessero in piazza verrebbero "massacrati". 

Il regime "non crolla" e punta a "combattere fino alla fine". Tali concetti, scrive il WP, sono chiari anche ai funzionari israeliani e sono la sintesi degli incontri che i diplomatici Usa hanno avuto mercoledì e giovedì della scorsa settimana con funzionari dei ministeri della Difesa e degli Esteri e del Consiglio di Sicurezza Nazionale israeliani. Il quadro è chiaro anche a Donald Trump: "Il regime presidia le strade con le mitragliatrici, non è pensabile scendere in piazza e protestare". 

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Categoria: internazionale/esteri

00:09

Dieta Mind per rallentare l'invecchiamento del cervello, cosa si mangia e cosa si evita

(Adnkronos) - Si chiama Mind ed è un regime alimentare che mixa i principi della dieta mediterranea e di uno schema che punta a contrastare la pressione alta. Raccomanda il consumo regolare di verdure a foglia verde e altri ortaggi, frutti di bosco, frutta secca, cereali integrali, pesce, legumi, olio d'oliva e pollame, oltre a un consumo moderato di vino. E fra i cibi da limitare indica burro/margarina, formaggio, carne rossa, dolci e cibi fritti da fast food. Secondo un team di scienziati, autori di una ricerca pubblicata online sul 'Journal of Neurology Neurosurgery & Psychiatry', seguirne le prescrizioni potrebbe essere la chiave per mantenere giovane il cervello, rallentando i cambiamenti strutturali legati al suo invecchiamento.  

In particolare gli esperti hanno scoperto che la dieta Mind è associata a una minore perdita di tessuto nel tempo, soprattutto di materia grigia, il centro di elaborazione delle informazioni del cervello, che svolge un ruolo chiave nella memoria, nell'apprendimento e nel processo decisionale, e a un minore ingrossamento dei ventricoli, che riflette l'atrofia cerebrale, in cui la perdita di tessuto è accompagnata dall'ingrossamento degli spazi pieni di liquido cerebrospinale. 

Lo schema della Neurodegenerative Delay diet (Mind in breve), era già stato precedentemente collegato a una migliore salute cognitiva, osservano i ricercatori. Tuttavia, non era chiaro quale effetto potesse avere sui cambiamenti strutturali del cervello legati all'età, associati a malattie neurodegenerative come l'Alzheimer e il Parkinson. Per approfondire ulteriormente la questione, i ricercatori si sono concentrati su 1.647 persone di mezza età e anziane (età media 60 anni all'inizio dello studio) appartenenti alla coorte dei discendenti del Framingham Heart Study (Fos, Framingham Heart Study Offspring cohort). Tutti i partecipanti si sono sottoposti a regolari controlli medici ogni 4-8 anni, con risonanze magnetiche cerebrali ogni 2-6 anni a partire dal 1999, e hanno compilato almeno un questionario sulla frequenza del consumo dei vari alimenti durante i controlli effettuati tra il 1991-1995, il 1995-1998 e il 1998-2001 per la valutazione dell'apporto nutrizionale. Inoltre, si sono sottoposti ad almeno 2 risonanze magnetiche cerebrali tra il 1999 e il 2019, senza evidenza di ictus o demenza al momento della prima.  

Il loro punteggio medio nella dieta Mind era di poco inferiore a 7 su un massimo di 15, dove 15 indica il livello più alto di aderenza. Nel gruppo collocato al top per i livelli di aderenza alla dieta Mind c'era maggiore probabilità di trovare donne e laureati, e minore probabilità che vi fossero fumatori o persone con obesità. Inoltre, un numero inferiore di loro presentava problemi di salute che potevano influire sulla salute del cervello, tra cui diabete di tipo 2, ipertensione e malattie cardiovascolari. Durante un periodo di monitoraggio medio di 12 anni, le risonanze magnetiche di tutti i partecipanti hanno evidenziato riduzioni del volume cerebrale totale, della sostanza grigia, della sostanza bianca e dell'ippocampo, unitamente ad aumenti del liquido cerebrospinale, del volume ventricolare e delle iperintensità della sostanza bianca (punti luminosi indicativi di danno tissutale). Tuttavia, punteggi più elevati nella dieta Mind sono stati associati a una più lenta riduzione o perdita della materia grigia. Ogni aumento di 3 punti è stato associato a una perdita più lenta (0,279 centimetri cubi per anno), equivalente al 20% in meno di declino legato all'età e a 2,5 anni di invecchiamento cerebrale ritardato. Analogamente, ogni aumento di 3 punti nel punteggio della dieta Mind è risultato associato a una più lenta espansione del volume ventricolare totale di -0,071 cm³/anno, equivalente a una perdita di tessuto inferiore dell'8% e a un ritardo di 1 anno nell'invecchiamento cerebrale. 

Tra i principali fattori dietetici che hanno contribuito alle associazioni benefiche osservate figurano i frutti di bosco, associati a un aumento più lento dei volumi ventricolari, e il pollame, anch'esso associato a un aumento più lento dei volumi ventricolari e a un declino più lento della materia grigia. D'altro canto, un maggiore consumo di dolci è stato associato a una più rapida espansione ventricolare e atrofia dell'ippocampo, mentre i cibi fritti da fast food sono stati anche collegati a un maggiore declino del volume dell'ippocampo. "Gli alimenti consigliati da Mind, ricchi di antiossidanti come i frutti di bosco, e fonti proteiche di alta qualità come il pollame possono ridurre lo stress ossidativo e attenuare i danni neuronali", suggeriscono i ricercatori. "Al contrario, i cibi fritti dei fast food, spesso ricchi di grassi malsani, grassi trans e prodotti finali di glicazione avanzata, possono contribuire all'infiammazione e ai danni vascolari".  

Inaspettatamente, un maggiore consumo di cereali integrali è risultato associato a cambiamenti strutturali sfavorevoli, tra cui un declino più rapido della materia grigia e del volume dell'ippocampo, e una più rapida espansione ventricolare, mentre un maggiore consumo di formaggio è risultato associato a riduzioni più lente della materia grigia e del volume dell'ippocampo, a un minore ingrossamento ventricolare e a un minor numero di punti luminosi. Le associazioni riscontrate sono risultate coerenti in una serie di ulteriori analisi e più forti nei partecipanti più anziani, suggerendo che la dieta in questione potrebbe essere più vantaggiosa per chi è a maggior rischio di invecchiamento cerebrale più rapido o presenta una maggiore variabilità nel tasso di atrofia cerebrale, dicono i ricercatori.  

Sono state inoltre osservate associazioni più forti per le persone che erano più attive fisicamente e non in sovrappeso o obese, il che suggerisce che strategie di stile di vita combinate potrebbero contribuire a ridurre il rischio di malattie neurodegenerative, aggiungono gli esperti. Il lavoro presentato - precisano - è uno studio osservazionale e, come tale, non è possibile trarre conclusioni definitive in merito a un rapporto di causa-effetto. Tuttavia, concludono gli autori, "questi risultati rafforzano il potenziale della dieta Mind come modello alimentare salutare per il cervello e ne supportano il ruolo nelle strategie volte a rallentare la neurodegenerazione nelle popolazioni anziane". 

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Categoria: cronaca

00:06

Maltempo sull'Italia anche oggi, allerta gialla in 9 regioni: pioggia, neve e vento fino a burrasca

(Adnkronos) - Il maltempo non molla l'Italia neanche oggi, mercoledì 18 marzo. Un nuovo impulso perturbato proveniente dall’Europa nord-orientale porterà su gran parte dei nostri settori adriatici piogge e precipitazioni nevose a quote di alta collina. Il passaggio della perturbazione attiverà anche un deciso rinforzo della ventilazione su gran parte delle regioni centro-settentrionali. Sulla base delle previsioni disponibili, la Protezione Civile ha emesso un nuovo avviso di condizioni meteorologiche avverse che prevede l'allerta gialla per 9 regioni. 

L’avviso prevede precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, sulla Puglia in estensione dalle prime ore di oggi, ad Abruzzo, Molise e Marche. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento, locali grandinate ed attività elettrica. Dalle prime ore della giornata di domani si prevedono venti da forti a burrasca dai quadranti settentrionali su Friuli Venezia giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Lazio centro-settentrionale. Attese mareggiate lungo le coste esposte. Si prevedono inoltre nevicate: mediamente al di sopra degli 800-1000 metri su Emilia-Romagna con apporti al suolo da deboli a moderati; mediamente al di sopra dei 700-900 metri su Abruzzo e Molise con apporti al suolo da moderati ad abbondanti, specie alle quote più alte.  

Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di domani allerta gialla in Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e su alcuni settori di Marche, Umbria, Lazio e Sicilia. 

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Categoria: cronaca

00:03

Iran frena con gli attacchi a Israele, colpa dei danni subiti o cambio di strategia? L'analisi

(Adnkronos) - Una netta frenata  nel ritmo degli attacchi missilistici dell'Iran contro Israele ha attirato nelle ultime ore l'attenzione degli analisti, sollevando interrogativi sul futuro della guerra e sulle possibilità di un'ulteriore escalation. "Le capacità missilistiche dell'Iran sono ridotte all'8%", dice il presidente americano Donald Trump in una delle numerose dichiarazioni sull'operazione iniziata il 28 febbraio. Sono passate oltre 2 settimane dai primi raid e dalle prime ondate di missili, l'Iran è stato colpito ogni giorno da attacchi durissimi che hanno colpito le postazioni di lancio e le fabbriche che producevano missili e droni. 

I colpi assestati a ripetizione da Stati Uniti e Israele hanno lasciato il segno. Secondo la tv al Jazeera, gli attacchi iraniani hanno subito un evidente rallentamento tra la sera di domenica 15 marzo e lunedì 16. In questo lasso di tempo - osserva l’emittente qatarina - sono state registrate soltanto due ondate di lanci missilistici, attribuite alle Guardie Rivoluzionarie e alle forze armate regolari iraniane, presentate rispettivamente come la 55esima e la 56esima fase della risposta militare. Nei giorni precedenti, al contrario, l'Iran eseguiva quotidianamente tra le 5 e le 10 ondate di questo tipo, il che rende il netto ridimensionamento oggetto di numerose analisi e speculazioni. 

 

Secondo l’inviato di Al Jazeera a Teheran, alcuni osservatori militari collegano questa frenata ai recenti colpi subiti dall'Iran a opera di Stati Uniti e Israele su installazioni interne al paese, che potrebbero aver danneggiato infrastrutture critiche per il lancio di missili. Tale ipotesi appare plausibile dal punto di vista tecnico-strategico. Altri analisti, invece, ritengono che il calo rifletta un cambiamento deliberato nella condotta delle operazioni: l'Iran starebbe redistribuendo gli sforzi bellici lungo l'intero “asse di resistenza”, considerando il fronte che va dall'Iran all'Iraq fino al Libano come un unico teatro di scontro. L'obiettivo sarebbe logorare progressivamente l'avversario israeliano attraverso una pressione distribuita e coordinata tra i vari attori coinvolti. 

Al Jazeera cita fonti vicine agli ambienti militari iraniani che parlano di preparativi per fasi successive “potenzialmente più intense”, con un possibile ampliamento degli obiettivi verso quelli definiti "strategici", o " asset più sensibili”. 

 

Parallelamente agli sviluppi sul campo, Teheran si muove anche sul piano politico-diplomatico per mitigare le ripercussioni regionali del conflitto. Il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani, di cui è stata annunciata ieri la morte, aveva diffuso nella serata di lunedì un messaggio via i social indirizzato "al mondo islamico", interpretato dagli osservatori come diretto soprattutto alle nazioni arabe e ai Paesi vicini. Secondo la lettura prevalente a Teheran, il testo esprime una certa preoccupazione per le reazioni arabe agli ultimi attacchi iraniani e per i possibili effetti negativi sulle relazioni bilaterali, suggerisce Al Jazeera, secondo cui l'obiettivo dichiarato del testo è rassicurare i Paesi della regione che le operazioni militari non li prendono di mira direttamente, cercando così di contenere le tensioni, preservare canali di dialogo e gettare le basi per una gestione post-conflitto dei rapporti regionali. 

In sintesi- sottolinea l’emittente di Doha- mentre il ritmo dei lanci missilistici rallenta, forse per ragioni operative o per scelta strategica, l'Iran sembra calibrare attentamente sia le mosse militari sia quelle politiche, in un tentativo di mantenere iniziativa sul campo senza alienarsi completamente il vicinato arabo-musulmano. 

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Categoria: internazionale/esteri

23:14

Marocco vince Coppa d'Africa... dopo due mesi: finale decisa a tavolino, Senegal beffato

(Adnkronos) - Il Marocco ha vinto la Coppa d'Africa... con oltre due mesi di ritardo. Oggi, martedì 17 marzo, a rovesciare il risultato del campo che aveva visto il Senegal trionfare in finale 1-0 ai supplementari con il gol di Gueye il 18 gennaio 2026, è stata la Caf, la Federazione africana, accogliendo il ricordo di quella marocchina e assegnando, di fatto, la coppa a tavolino al Marocco: vittoria a tavolino per 3-0 e trionfo. 

Alla base della decisione della Federazione quanto successo durante la finale, con il Senegal che ha abbandonato il terreno di gioco per diversi minuti provocando la sospensione della partita dopo l'assegnazione al Marocco di un calcio di rigore, poi sbagliato da Brahim Diaz con un osceno cucchiaio. 

La decisione è stata comunicata con una nota ufficiale diramata dalla Caf: "Il Comitato d'Appello della CAF ha deciso che la Nazionale del Senegal, in base all'articolo 84 del regolamento della Coppa d'Africa, è dichiarata sconfitta a tavolino nella finale della Coppa d'Africa 2025, con il risultato della Partita registrato come 3-0 a favore della Federazione del Marocco". 

"Il ricorso presentato dalla Fedeazione del Marocco è dichiarato ammissibile nella forma e il ricorso è accolto. Il Comitato d'Appello della CAF ritiene inoltre che la condotta della squadra senegalese rientri nell'ambito di applicazione degli articoli 82 e 84 del Regolamento della Coppa d'Africa. Si dichiara che la Federazione del Senegal, attraverso la condotta della sua squadra, ha violato l'articolo 82 del regolamento della Coppa d'Africa. In applicazione dell'articolo 84 del Regolamento della Coppa d'Africa, la squadra del Senegal viene dichiarata sconfitta a tavolino, con il risultato finale di 3-0 a favore della Federazione del Marocco", la sentenza. 

 

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Categoria: sport

22:44

Gf Vip, Lucarelli contro Todaro: il botta e risposta (e la frecciata dal passato)

(Adnkronos) - Selvaggia Lucarelli contro Raimondo Todaro. È bastato un primo collegamento tra la Casa del Grande Fratello Vip, oggi nella prima puntata dello show su Canale 5, e lo studio per riaccendere le tensioni tra il concorrente e l'opinionista.  

I dissapori tra i due risalgono ai tempi di Ballando con le stelle quando lui vestiva i panni di maestro di ballo e Lucarelli quelli di giurata. Proprio in quell'occasione sono nate le prime incomprensioni mai del tutto chiarite.  

Lucarelli ha accusato Todaro di non averla mai salutata in questi anni tra i corridoi della Rai, confermando che tra i due non c'è mai stato feeling. Versione confermata anche dall'opinionista Cesara Buonamici.  

Il ballerino ha replicato spiegando di voler risultare serio e formale: "Non l'ho fatto per educazione, mi sembra brutto salutare come se volessi comprare i vostri giudizi". Immediata la controreplica di Lucarelli che lo ha stuzzicato: "Ah quindi lo hai fatto per eccesso di educazione, non per maleducazione".  

Lucarelli ha poi ricordato le critiche del passato diventando più pungente: "Hai sempre detto che ti giudicavo nel ballo senza sapere una cippa. Quest'anno ti gudicherò io su una cosa su cui tu non sai niente: te stesso". 

A stemperare il clima ci ha pensato la conduttrice Ilary Blasi: "Raimondo, dai ti conveniva salutarla". "Piuttosto che un saluto finto preferisco non salutarla", ha sottolineato il concorrente confermando che tra i due non scorre buon sangue.  

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Categoria: spettacoli

21:37

Manchester City-Real Madrid, braccio di Silva in area: espulsione e calcio di rigore

(Adnkronos) - Proteste e polemiche in Manchester City-Real Madrid. Oggi, martedì 17 marzo, gli inglesi sfidano i Blancos nel ritorno degli ottavi di finale di Champions League, tentando una clamorosa rimonta dopo il 3-0 subito al Bernabeu, firmato dalla tripletta di Valverde. Un compito reso decisamente in salita dal calcio di rigore assegnato alla squadra di Arbeloa per fallo di mano di Bernardo Silva nel corso del primo tempo, contestato da Guardiola, che invece recrimina su due presunti penalty non fischiati. 

Il vantaggio del Real arriva al 20'. Un tiro da centro area di Vinicius uviene deviato in calcio d'angolo da Bernardo Silva, appostato sul palo a difesa della porta di Donnarumma. L'intervento del centrocampista portoghese è però con il braccio, che si allarga in direzione del pallone, provocando le proteste immediate dei giocatori del Real, che chiedevano ad ampi gesti calcio di rigore. 

Il direttore di gara francese però inizialmente fischia fuorigioco di Vinicius a inizio azione, ma il Var lo richiama, annulla l'offside, visto che il brasiliano è scattato in posizione regolare e invita Turpin al monitor per valutare l'intervento di Bernardo Silva. Dopo la revisione, l'arbitro espelle il portoghese e capitano del City assegnando calcio di rigore al Real, poi trasformato da Vinicius per l'1-0 dei Blancos. 

Nel corso del primo tempo invece Guardiola protesta per due presunti rigori non fischiati al Manchester City. Nella prima situazione Haaland devia il pallone con il tacco da calcio d'angolo, trovando la deviazione anche in questo caso di braccio di Fran Garcia, che salta in maniera scomposta. Nella seconda invece Cherki dribbla lo stesso giocatore spagnolo, che interviene all'ingresso dell'area di rigore colpendolo sulla parte esterna dello scarpino. Nessun intervento da parte del Var. 

 

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Categoria: sport

21:26

Psicodramma Bodo, rimonta Sporting in Champions: 5-0 e norvegesi eliminati

(Adnkronos) - Psicodramma Bodo/Glimt in Champions League. Oggi, martedì 17 marzo, i norvegesi, mattatori dell'Inter nei playoff della massima competizione europea, hanno subito la clamorosa rimonta dello Sporting Lisbona, capace di imporsi per 4-0 nel ritorno degli ottavi di finale dopo aver perso 3-0 in Norvegia all'andata, eliminando così la squadra di Knutsen. 

Il Bodo non è riuscito a ripetere la 'solita' grande partita dell'andata, subendo subito l'ambiente caldissimo dello stadio Alvalade così come la pressione degli avversari, capaci di sbloccare il match al 34' con Inacio. Nella ripresa arrivano anche le reti di Goncalves al 61' e di Suarez su calcio di rigore al 78'.  

La rimonta, e il dramma sportivo del Bodo, si compie definitivamente nei tempi supplementari, con i gol di Araujo al 92' e di Nel al 121' per il definitivo 5-0 . Al prossimo turno lo Sporting sfiderà la vincente di Arsenal-Bayer Leverkusen. 

 

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Categoria: sport

20:31

Trump, la Nato dice no a piano per Hormuz? Rudy Giuliani: "Arrabbiato con l'Italia"

(Adnkronos) - "Sono arrabbiato con l'Italia". Rudy Giuliani, ex sindaco di New York e da tempo vicino a Donald Trump, con un tweet critica i paesi europei membri della Nato che non hanno raccolto l'appello del presidente degli Stati Uniti per formare una coalizione internazionale destinata a liberare lo Stretto di Hormuz. Trump, oggi 17 marzo, ha reso noto che "tutti gli alleati della Nato hanno detto no". Il presidente ha stigmatizzato l'atteggiamento dei partner europei: "Non abbiamo bisogno dell'aiuto di nessuno". Trump, in particolare, ha puntato il dito contro il Regno Unito e contro il premier britannico Keir Starmer. 

Giuliani, su X, torna sull'argomento. "Il presidente Ronald Reagan disse una volta che, come gli esseri umani, le nazioni hanno pochissimi amici veramente leali e annoverava Israele tra i migliori. Oggi sarebbe scioccato dal Regno Unito, ma non dalla Francia. Io sono scioccato, arrabbiato e imbarazzato per l'Italia. Israele, da solo, li supera tutti", scrive l'ex sindaco di New York. 

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Categoria: cronaca

20:13

Champions League, Real Madrid batte Manchester City e va ai quarti. Tris Psg con il Chelsea

(Adnkronos) - Real Madrid e Paris Saint-Germain volano ai quarti di Champions League. Oggi, martedì 17 marzo, i Blancos hanno battuto 2-1 all'Etihad Stadium contro il Manchester City di Guardiola, in una partita decisa dalla doppietta di Vinicius al 22', su rigore, e al 93', con il momentaneo pareggio di Haaland al 41', passando il turno dopo il 3-0 dell'andata firmato Valverde.  

Tutto facile invece per il Psg di Luis Enrique, che dopo il 5-2 del Parco dei Principi, ha battuto il Chelsea 3-0 anche a Stamford Bridge grazie alle reti di Kvaratskhelia al 6', Barcola al 14' e Mayulu al 62'. 

Ai quarti di finale il Real Madrid sfiderà la vincente di Bayern Monaco-Atalanta, mentre il Psg se la vedrà con una tra Galatasaray e Liverpool. 

Passa il turno anche l'Arsenal, vincente contro il Bayer Leverkusen 2-0 all'Emirates Stadium dopo l'1-1 in Germania. 

 

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Categoria: sport

20:00

Chi è Joe Kent, che si è dimesso contro la guerra, e perché i trumpiani lo avevano già scaricato

(Adnkronos) - Joe Kent, direttore del National Counterterrorism Center nominato da Trump, si è dimesso con una lettera pubblicata su X in cui sostiene di non poter “in coscienza” sostenere la guerra in Iran. Il documento, però, contiene una serie di affermazioni false o distorte che stanno già scatenando reazioni bipartisan, e hanno convinto la Casa Bianca a scaricarlo con insolita velocità. 

Kent è un ex ufficiale delle forze speciali dell'esercito americano con oltre due decenni di servizio in teatri come Iraq, Afghanistan e Siria. Ha costruito la sua carriera politica cavalcando le teorie del complotto di Trump: si è candidato al Congresso nel 2022 sostenendo che le elezioni del 2020 fossero state rubate e definendo i partecipanti al 6 gennaio "prigionieri politici". Ha perso sia nel 2022 sia nel 2024 contro la democratica Marie Gluesenkamp Perez nello stato di Washington. Trump lo ha nominato direttore del Nctc nel febbraio 2025 e il Senato l'ha confermato a luglio. Prima di quella nomina era consigliere senior della direttrice dell'intelligence Tulsi Gabbard. 

La prima moglie di Kent, Shannon Kent, era un tecnico delle comunicazioni crittografate della Marina americana. Il 16 gennaio 2019 si trovava a Manbij, nel nord della Siria, quando un attentatore suicida dell'Isis fece esplodere il suo giubbotto esplosivo fuori da un ristorante frequentato dal personale americano. Shannon morì insieme ad altri tre americani: fu la prima donna americana uccisa in combattimento in Siria dall'inizio delle operazioni contro l'Isis. Nella lettera di dimissioni, Kent scrive che sua moglie è morta in una guerra “fabbricata da Israele”.  

Nella lettera, Kent accusa Israele di aver “trascinato” gli Usa nella disastrosa guerra in Iraq, costata migliaia di vite americane. Una frase che replica una delle narrazioni antisemite più longeve del panorama cospirazionista americano. I fatti storici dicono l'opposto: la guerra in Iraq del 2003 fu decisa dall'amministrazione Bush sulla base di intelligence americana (rivelatasi falsa) sulle presunte armi di distruzione di massa di Saddam Hussein. Il governo israeliano, anzi, avvertì l'amministrazione americana che un Iraq destabilizzato avrebbe rafforzato l'Iran, vero nemico strategico di Israele. Presentare Israele come l'architetto del disastro iracheno è una distorsione storica che appartiene al registro del cosiddetto "Zionist Occupied Government" (Zog), teoria del complotto di matrice suprematista bianca. 

Kent nella lettera loda il raid del gennaio 2020 che uccise il generale iraniano Qassem Soleimani come esempio di come Trump sappia usare la forza senza trascinarsi in conflitti interminabili. Solo che nel 2020, all'epoca del raid, Kent avesse pubblicamente avvertito che quella stessa operazione rischiava di scatenare una guerra in piena regola con l'Iran, e la criticava apertamente.  

La fretta con cui l'amministrazione Trump ha preso le distanze da Kent non è solo ideologica. Secondo fonti dell'amministrazione riferite da Fox News, Kent era considerato un "leaker", uno che spiffera le informazioni riservate ottenute in virtù del suo ruolo, da mesi era stato escluso dai briefing di intelligence presidenziale e non era stato coinvolto in nessuna discussione relativa all'Iran. La Casa Bianca, sempre secondo le ricostruzioni apparse sui media conservatori americani, aveva già chiesto a Tulsi Gabbard di licenziarlo per le presunte fughe di notizie, ma la direttrice dell'intelligence non aveva mai agito. Le sue dimissioni arrivano quindi quando era già di fatto messo da parte, il che trasforma la lettera da atto di coscienza a sfogo di un funzionario già esautorato. 

Kent appartiene a quella frangia del movimento Maga che ha abbracciato le posizioni di Tucker Carlson sull'”America First” spinte fino all'ostilità aperta verso Israele. Già dal 2022, quando era ancora candidato al Congresso, Kent si era opposto pubblicamente ai finanziamenti americani all'Ucraina, sostenendo che l'invasione russa sarebbe stata provocata dagli stessi Stati Uniti attraverso l'espansione della Nato verso est, ricalcando perfettamente la posizione del Cremlino. 

Ha frequentato ambienti vicini al cosiddetto paleoconservatorismo e al nazionalismo bianco online, in particolare il gruppo dei Proud Boys, posizioni che lo avevano già messo in rotta di collisione con altri esponenti dell'amministrazione come il direttore dell'Fbi Kash Patel, dopo che tentò di accedere ai sistemi Fbi per indagare sull'assassinio di Charlie Kirk, avanzando ipotesi di coinvolgimento straniero. 

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Categoria: internazionale/esteri

19:58

Migranti, Alarm Phone: "17 morti in tempesta Mediterraneo"

(Adnkronos) - "Secondo le nostre fonti 17 persone non sono sopravvissute alla tempesta". A dirlo è Alarm Phone che due giorni fa aveva lanciato un sos per un'imbarcazione con una sessantina di migranti a bordo in balia delle onde alte e alle deriva nel Mediterraneo centrale. Ancora ieri le persone risultavano disperse. "La loro ultima posizione nota era al centro di una violenta tempesta".  

Oggi il drammatico epilogo. In 17 sarebbero morti, gli altri sopravvissuti, invece, sono stati stati riportati in Libia. "Si trovano adesso in un centro di detenzione - dice l'ong -. Queste morti e queste esperienze traumatiche avrebbero potuto essere evitate".  

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Categoria: cronaca

19:51

Fiorello parte con 'La Mattinanza' su Rai2 ma per il mattino di Rai1 è un boccone amaro

(Adnkronos) - Fiorello domani parte con 'La Mattinanza', alle 7.10 su Rai2. La seconda rete pubblica proporrà ogni mattina fino alle 8 la replica del radio show 'La Pennicanza', che lo showman conduce con Fabrizio Biggio dalle 13.45 alle 14.30 su Radio2, con l'aggiunta di qualche contenuto inedito. La notizia, però, spoilerata in diretta lunedì da Fiorello, ha sorpreso la filiera del daytime e i vertici del marketing e della Produzione Rai e ha riaperto una vecchia ferita, quella che portò Rai2 e Rai1 a competere in quella fascia all'epoca di 'Viva Rai2'. Allora, il progetto di portare Fiorello su Rai1 fu osteggiato dal Cdr del Tg1, allora guidato da Monica Maggioni, preoccupato per la perdita di spazi cogestiti dalla testata nella fascia delle morning news, e il programma fu collocato su Rai2, togliendo non poca luce al palinsesto mattutino di Rai1 senza però procurare una crescita sul lungo periodo della seconda rete che, finito lo show di Fiorello, è tornata agli ascolti abituali.  

Ora, 'La Mattinanza' rischia di abbattersi come un fulmine di primavera sull'ultimo segmento di 'Uno Mattina News', il contenitore di infotainment del mattino di Rai1 condotto da Tiberio Timperi con la giornalista del Tg1 Maria Soave. Un programma che, nato nella sua veste rinnovata all'inizio di questa stagione, stava andando decisamente meglio dell'analogo contenitore dello scorso anno. Qualcuno nei corridoi Rai sostiene che si sarebbe potuto trovare il modo di portare Fiorello proprio su Rai1, ma che la cosa non è andata in porto e non solo per i tempi stretti. Ma forse anche perché Fiorello, che pur andando in onda nel day time viene gestito 'ad personam' dalla direzione Prime Time in quanto talent di punta, non ha mai dimenticato quel 'no' del Cdr del Tg1. 

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Categoria: spettacoli

19:18

Tutte le armi (e gli alleati) che servirebbero a Trump per riaprire lo Stretto di Hormuz

(Adnkronos) - Il 4 marzo 2026 l'Iran ha ufficialmente dichiarato chiuso lo Stretto di Hormuz. Da quel momento, uno dei passaggi marittimi più strategici del pianeta, attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale, ma anche buona parte del gas del Qatar, e forniture cruciali di zolfo ed elio, è diventato il teatro di una crisi senza precedenti dalla guerra delle petroliere degli anni Ottanta.  

Per capire cosa servirebbe per riaprire lo Stretto, bisogna prima capire cosa lo minaccia. La Marina dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (Irgc) ha costruito negli anni una dottrina di guerra asimmetrica anti-accesso (A2/AD) pensata per rendere il transito nel Golfo Persico così pericoloso da scoraggiare qualsiasi navigazione commerciale, senza necessità di ingaggiare direttamente la Marina degli Stati Uniti in combattimento aperto. 

L'arsenale iraniano è composito e sofisticato: 

• Mine navali: Iran dispone di una riserva stimata tra 5.000 e 6.000 mine navali, anche se al 12 marzo secondo il Centcom, comando centrale americano, erano state effettivamente posate meno di 10 mine nella strettoia, segno che Teheran ha preferito inizialmente evitare il costo politico di un blocco totale 

• Droni aerei (Uav): Teheran impiega sciami di Shahed e velivoli simili, in parte prodotti con componenti di derivazione russa, capaci di volare a bassa quota in un ambiente elettromagneticamente congestionato come il Golfo, complicando la rilevazione radar 

• Veicoli di superficie non pilotati (Usv): Imbarcazioni kamikaze telecomandante in grado di colpire petroliere e navi da guerra 

• Barchini veloci: La tattica dello sciame di fast boat, collaudata da decenni, rimane una delle più difficili da neutralizzare in acque ristrette 

• Missili anti-nave: Batterie costiere e missili balistici anti-nave, capaci di minacciare navi a decine di miglia di distanza 

Tra il 28 febbraio e il 12 marzo, almeno 10 navi commerciali sono state attaccate nelle acque del Golfo Persico e dello Stretto. Centcom ha risposto distruggendo oltre 100 imbarcazioni navali iraniane e colpendo depositi e impianti di produzione di mine. Ma la minaccia non è eliminata: i droni aerei e gli Usv possono essere lanciati da coste, isole e piccole imbarcazioni difficilmente tracciabili. 

Il contrammiraglio in congedo Mark Montgomery, ex comandante di un carrier strike group (il gruppo navale che ha al centro una portaerei) ha delineato una tabella di marcia operativa che spiega cosa servirebbe a livello militare per garantire il libero passaggio delle navi attraverso lo stretto. Non si tratta di un'operazione semplice, né rapida. 

Primo: degradare fino a un "rischio militarmente gestibile" missili, mine, droni e Usv che possono minacciare le forze Usa e le navi commerciali. Centcom ha già superato i 7.000 obiettivi colpiti e le 6.500 sortite di combattimento, ma il processo non è concluso. 

Secondo: mantenere "un occhio che non batte ciglio per 50 miglia su ciascun lato dello Stretto e 100 miglia verso l'entroterra" - il che significa ISR (Intelligence, Surveillance, Reconnaissance) continuativo, con droni MQ-9 Reaper e aeromobili da pattugliamento marittimo. Va detto che gli Usa hanno già perso circa una dozzina di Reaper dall'inizio del conflitto. Si tratta dei droni che il Pentagono vuole “pensionare” (ai quali il Wall street journal ha dedicato un approfondimento). 

Terzo: mantenere "quattro-otto aeromobili persistentemente in quota" durante le operazioni di convoglio, equipaggiati con Advanced Precision Kill Weapon System (Apkws) - un razzo da 25.000 dollari particolarmente efficace contro i droni Shahed - per intercettare le minacce aeree in tempo reale. 

Quarto: disporre elicotteri armati pronti a colpire le fast boat che emergessero dalla costa o dalle isole. 

Quinto: schierare da 10 a 14 cacciatorpediniere Aegis, considerate le navi da guerra "perfette" per scortare un convoglio grazie alla loro cupola di difesa aerea integrata, che dovrebbero progressivamente cedere posizione agli alleati una volta stabilizzata la situazione. 

Il tallone d'Achille dell'intera operazione è la guerra alle mine. E qui emerge una storia imbarazzante per il Pentagono. 

Nel gennaio 2026, le ultime quattro Avenger - le navi cacciamine dedicate che la US Navy aveva nel Golfo - sono state caricate su una nave trasporto pesante e avviate verso Philadelphia per essere demolite. La loro sostituzione prevista erano tre Littoral Combat Ship (Lcs) di classe Independence convertite per il ruolo anti-mine: USS Tulsa, USS Santa Barbara e USS Canberra. Ma al momento della crisi, le prime due si trovavano già in Malesia. 

Il sistema sostitutivo - che include un elicottero con rilevamento laser, un battello autonomo con sonar e un modulo di dragaggio - ha accumulato oltre un decennio di ritardi per problemi di affidabilità. In parole semplici: al momento più critico, gli Usa si sono trovati senza cacciamine operative nella regione. 

Una stima del Washington Institute del 2012 calcolava che per bonificare lo Stretto da una campagna massiccia di deposito di mine potrebbero servire fino a 16 navi dedicate. L'America oggi ne ha a disposizione nella regione, nel migliore dei casi, una. 

Trump ha invocato una "Hormuz Coalition" e ha esplicitamente chiesto a Gran Bretagna, Francia, Giappone, Corea del Sud e Cina di inviare navi nella regione. La risposta degli alleati è stata, al momento, tutt'altro che entusiasta. 

La Germania ha rifiutato nettamente: "Questa non è la nostra guerra, non l'abbiamo cominciata noi", ha dichiarato il ministro della Difesa Boris Pistorius. Il Lussemburgo ha parlato esplicitamente di "ricatto". La Gran Bretagna si è detta disponibile a lavorare "con gli alleati su un piano collettivo", ma il premier Starmer ha chiarito: "Non sarà una missione Nato, non è mai stato previsto che lo fosse". 

Il Giappone e l'Australia si sono per ora defilati. La Nato come istituzione ha confermato che singoli alleati stanno discutendo bilateralmente con Washington, ma senza impegni collettivi. 

Un'apertura è venuta dall'Unione Europea, dove la responsabile della politica estera Kaja Kallas ha suggerito di ampliare il mandato dell'operazione Eunavfor Aspides (già attiva dal 2024 nel Mar Rosso contro gli Houthi) per estenderla allo Stretto. Ma il mandato attuale di Aspides consente solo la navigazione passiva nell'area, senza un ruolo attivo di scorta. Cambiarlo richiederebbe unanimità tra i 27 stati membri, percorso lento e politicamente complesso. 

La Francia ha nel frattempo raddoppiato la presenza di Rafale in Giordania e negli Emirati (da 10 a 24 velivoli) e questi caccia hanno già intercettato decine di droni iraniani. Ma inviare navi anti-mine è un'altra cosa. 

Quali paesi dispongono di capacità anti-mine da poter mettere a disposizione? La Royal Navy britannica ha fatto negli anni scorsi una scelta rischiosa: ha ceduto la maggior parte delle sue cacciamine con equipaggio a favore di sistemi autonomi ancora in fase di sviluppo avanzato. La Marine Nationale francese mantiene alcuni cacciamine di classe Éridan. Italia, Belgio, Paesi Bassi dispongono di alcune unità della Standing Nato Mine Countermeasures Group. Giappone e Corea del Sud hanno flotte anti-mine più consistenti, eredità delle loro tradizioni navali. La questione è politica: nessuno vuole essere trascinato in un conflitto che non ha formalmente sostenuto. 

In questo quadro si inserisce un elemento di ulteriore complessità: la presenza cinese. A inizio marzo, la Marina cinese ha partecipato alle esercitazioni "Maritime Security Belt 2026" nello Stretto insieme a unità navali iraniane e russe. Secondo analisti della difesa, le agenzie di intelligence di Pechino e i centri di ricerca dell'Esercito Popolare di Liberazione funzionano come "occhi e orecchie" in tempo reale, monitorando i movimenti della Quinta Flotta americana. 

In parallelo, una nave cinese con dichiarate funzioni di comunicazione satellitare ha fatto la propria apparizione nella regione, sollevando sospetti da parte degli analisti occidentali circa un possibile ruolo di raccolta intelligence sulle operazioni della coalizione guidata dagli Usa. Pechino ha interesse sia economico che strategico a seguire da vicino l'evoluzione della crisi: la Cina dipende massicciamente dal petrolio del Golfo e, allo stesso tempo, non desidera un'escalation che destabilizzi i suoi investimenti nella regione. 

Il segnale più concreto di questa ambiguità è che navi commerciali nel Golfo hanno iniziato a modificare i loro dati Ais, cioè la trasmissione automatica che identifica posizione e nazionalità delle imbarcazioni, dichiarandosi "cinesi" o aggiungendo la scritta "China&Crew" per evitare di essere colpite dalle forze iraniane. Almeno otto navi hanno usato questo espediente secondo i dati di MarineTraffic e Afp. È il segnale più plastico di quanto la protezione (reale o percepita) dell'ombrello cinese sia diventata una risorsa in questo conflitto. 

Lo stesso Segretario al Tesoro Usa Scott Bessent ha ammesso che Washington è "a posto" con il fatto che alcune navi iraniane, indiane e cinesi transitino: una concessione che rivela quanto il blocco totale sia politicamente insostenibile anche per l'amministrazione americana. 

Nel lungo periodo, la crisi di Hormuz accelera processi già in corso. Arabia Saudita ed Emirati Arabi hanno già capacità di svincolarsi, in modo parziale, dallo Stretto: l'oleodotto East-West Pipeline saudita (capacità: circa 5 milioni di barili/giorno) collega i campi petroliferi orientali al terminal di Yanbu sul Mar Rosso, permettendo di bypassare Hormuz; l'oleodotto Adco degli Emirati collega i campi di Abu Dhabi al terminal di Fujairah nel Golfo dell'Oman, fuori dallo Stretto. 

Ma queste infrastrutture non bastano a coprire i volumi normalmente transitanti per Hormuz. Giappone e Corea del Sud, tra i maggiori importatori di Gnl e petrolio della regione, stanno già attivando riserve strategiche di emergenza: Tokyo ha avviato il più grande rilascio di riserve strategiche della sua storia, pari a 80 milioni di barili. Seul ha rimosso il tetto all'80% sulla capacità delle centrali a carbone per compensare la perdita di Gnl. 

Lo Stretto di Hormuz è largo poco più di 33 chilometri nel punto più stretto, con corsie di navigazione di circa 3 km per direzione. In questo imbuto, dove ogni metro conta, l'Iran non ha bisogno di vincere una guerra navale: deve solo rendere il rischio insostenibile. Finora ci è riuscito abbastanza bene. 

Riaprire lo Stretto in sicurezza richiede una combinazione che oggi non è ancora sul campo: sufficiente capacità anti-mine (che gli Usa non hanno e gli alleati per ora non vogliono inviare), copertura aerea persistente, scorta di cacciatorpediniere Aegis e una volontà politica collettiva che per ora resta frammentata. 

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Categoria: internazionale/esteri

18:25

Scuola, conto alla rovescia per le vacanze di Pasqua: quando iniziano e quanto durano

(Adnkronos) - Conto alla rovescia per le vacanze di Pasqua. La pausa dalla scuola per studenti e insegnanti, l'ultima prima della fine dell'anno, dura circa una settimana. Secondo i calendari scolastici - definiti dalle singole regioni -, nel 2026 quasi tutti gli istituti resetranno chiusi da giovedì 2 a martedì 7 aprile, per tornare in classe mercoledì 8. 

Quest'anno infatti Pasqua cade domenica 5 aprile seguita dal Lunedì dell’Angelo (Pasquetta) il 6, giornate di festa che comportano la chiusura delle scuole in tutta Italia.  

 

In tutte le regioni, a parte due, i banchi resteranno dunque vuoti da giovedì 2 a martedì 7 aprile. A fare la differenza sono solo due. In Liguria infatti si va in vacanza il 2 aprile come tutti gli altri ma si torna prima, martedì 7 aprile. In Trentino invece le vacanze sono leggermente più lunghe: si inizia sempre il 2 ma si torna in classe giovedì 9 aprile. 

 

Fino alla fine dell'anno scolastico, ci sono ancora tre festività a disposizione di studenti e insegnanti. Il 25 aprile, che quest'anno cade di sabato: quindi a beneficiarne saranno solo gli alunni che vanno a scuola per 6 giorni (settimana lunga). L'1 maggio che cade di venerdì: per chi va a scuola 5 giorni su 7 il weekend si allunga. E il 2 giugno, che cade di martedì. In questi ultimi due casi il ponte viene deciso dalle singole regioni e istituti.  

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Categoria: cronaca

18:13

'Frosinone culone' compie 30 anni: la telecronaca tifosa che ha fatto... la storia

(Adnkronos) - “Frosinone culone” compie 30 anni. Ed è un compleanno speciale, per un racconto sportivo ormai entrato nel folklore del calcio italiano. Una telecronaca tifosa ante-litteram di Giulianova-Frosinone (partita della vecchia Serie C2) diventata virale ben prima dell’era dei social con uno sfogo colorito di un telecronista che, in maniera divertente, ha raccontato tutta la passione e l’ironia di un momento sportivo vissuto senza filtri.  

 

Quella telecronaca, spontanea e sopra le righe, ha trasformato - anche grazie al celebre aiuto della Gialappa's band - una partita qualsiasi in un pezzo di storia popolare. Una telecronaca che anche oggi viene citata, imitata e condivisa come esempio di tifo autentico e simpatico. Autore della telecronaca, il giornalista Francesco Marcozzi, voce del Giulianova Calcio. Curiosità: su Rete8, stasera alle 21 verrà celebrato il 'Frosinone culone Memorial day', un evento per festeggiare in modo speciale i trent’anni dal 17 marzo 1996. E di un momento che ha fatto la storia del calcio pop.  

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Categoria: sport

17:50

Medvedev, disavventura 'in aereo' dopo ko in finale con Sinner: "Ho perso i bagagli, non posso giocare a Miami"

(Adnkronos) - Gli ultimi giorni non sono scivolati via benissimo per Daniil Medvedev. Dopo la finale persa contro Jannik Sinner nel Masters 1000 di Indian Wells, il tennista russo ha dovuto fare i conti con un problema logistico nella sua partenza per affrontare l'Atp di Miami. Cos'è successo? Nel suo volo verso la Florida per il prossimo impegno, l'attuale numero 10 del ranking ha smarrito i bagagli. Un problema non da poco in vista dei prossimi match, sollevato da Medvedev anche sui social. 

 

"Ciao United Airlines - si legge in un suo tweet su X - ho bisogno di un piccolo aiuto. Ieri sono partito da Psp (l'Aeroporto Internazionale di Palm Springs, in California, ndr) per la Florida e nessuna delle mie valigie è arrivata. Mi servono per giocare nel Miami Open. Potete aiutarmi?". Un appello divertente, quello del tennista russo, che ha condiviso così sui social la sua disavventura.  

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Categoria: sport

17:46

Mostre, a Roma arriva 'Turbanti': percorso fotografico tra moda e inclusione

(Adnkronos) - Dal 23 marzo al 30 aprile la Casa Museo Boncompagni Ludovisi diretta da Maria Giuseppina Di Monte e afferente all’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei Nazionali della Città di Roma guidata da Luca Mercuri, ospita la mostra fotografica 'Turbanti'. La mostra sarà presentata dall’onorevole Federico Mollicone, presidente della VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati. La mostra è organizzata e sostenuta da Accademia del Lusso e dalla Onlus 'Modelli si Nasce' cn il patrocinio dell’Assessorato ai Grandi Eventi di Roma Capitale. Ideata e curata dall’artista, stylist e docente Cosmo Muccino Amatulli, con le fotografie di Roberto Autuori, la mostra nasce dall’incontro tra formazione, creatività e inclusione. Racconta storie visive, trasformando l’immagine in uno spazio di espressione e riconoscimento. Cuore dell’esposizione sono i copricapi esclusivi creati in Accademia dagli studenti di Fashion Styling & Communication e indossati dalle modelle e dai modelli dell’Associazione. Le fotografie restituiscono ritratti intensi e profondi, capaci di catturare l’essenza dei giovani protagonisti, la personalità, i punti di forza e le fragilità.  

"Il turbante - spiega Cosmo Muccino Amatulli – è segno di protezione, forza e autodeterminazione, un elemento simbolico che pone al centro la persona e le sue qualità irripetibili in un percorso che invita a superare stereotipi e semplificazioni. Il titolo della mostra esprime un duplice significato: da un lato i turbanti come simbolo di identità, dall’altro il verbo turbare come sfida alle convenzioni e alle aspettative sociali per generare un nuovo ordine fondato sull’accettazione e sulla valorizzazionedelle differenze". 'Turbanti' diventa così la rappresentazione della capacità di rinnovare lo sguardo e cambiare prospettiva. "In questi anni - commenta Laura Gramigna, direttrice di Accademia delLusso Roma - abbiamo realizzato tanti progetti con l’Associazione Modelli si Nasce, tra mostre, allestimenti, sfilate e film. Tutte iniziative in cui abbiamo potuto apprezzare la professionalità e l’entusiasmo dei ragazzi coinvolti". Aggiunge Maria Giuseppina Di Monte, direttrice della Casa Museo Boncompagni Ludovisi: "Siamo felici di ospitare una mostra che coniuga la ricerca estetica con la volontà di rendere protagonisti i ragazzi dell’Associazione Modelli si Nasce e gli studenti dell’Accademia del Lusso, che hanno lavorato insieme con slancio e professionalità al progetto".  

Silvia Cento, presidente di Modelli si Nasce, spiega: "Abbiamo fondato 'Modelli si Nasce' con un obiettivo preciso: dare identità e dignità alle persone autistiche. Troppo spesso si parla di autismo in modo generico, dimenticando l’unicità e le peculiarità di ogni persona. Ognuno dei nostri ragazzi ha un quid che merita di emergere: è ciò che Cosmo Muccino Amatulli e Roberto Autuori hanno valorizzato attraverso fotografie artistiche personalizzate. La forza del progetto è stata la collaborazione tra gli studenti di Accademia del Lusso e i nostri modelli. Durante gli shooting si sono incontrati, conosciuti e hanno condiviso momenti di Crescita, Formazione e Arte. Tutto questo è stato possibile grazie alla direttrice di Accademia del Lusso, Laura Gramigna che ancora una volta ha creduto nelle potenzialità dei nostri ragazzi”. L’apertura al pubblico della mostra 'Turbanti' è prevista per il 23 marzo alle 17.30, con un evento inaugurale alla presenza dei promotori, del curatore, degli studenti e dei giovani protagonisti del progetto. Un momento di condivisione che intende sottolineare il valore artistico e sociale dell’iniziativa e rilanciare il tema dell’inclusione come responsabilità collettiva. 

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Categoria: cultura

17:31

Pisano (Aba Roma): "Con realme 16 Pro 'Portrait of Italians' sarà unico"

(Adnkronos) - "Il progetto 'Portrait of Italians' è un'opportunità inusuale: i nostri studenti avranno a disposizione per quasi due mesi, 24 ore al giorno, un realme 16 Pro per registrare e codificare il tema del progetto. Non è una cosa banale: non accade in un'aula, in uno studio o in un atelier, ma nella vita vera. Avere un progetto artistico che si focalizza su questo è un’occasione unica". Così Claudio Libero Pisano, official representative of the Rome academy of Fine arts professor of Contemporary museology, intervenendo oggi a Milano, alla presentazione della serie realme 16 Pro, scelta come smartphone ufficiale della Scuola di fotografia e video dell’Accademia di Belle arti di Roma. Da aprile 2026, gli studenti utilizzeranno i dispositivi nei corsi di ritratto per sperimentare tecniche di fotografia mobile, lavorando su composizione, luce e storytelling visivo, si legge in una nota. 

  

"Una collaborazione che rientra pienamente nell’identità dell’Accademia, che rappresenta un’istituzione di alta formazione -afferma Pisano-. Il nostro obiettivo è avvicinare gli studenti non solo a una solida preparazione teorica, ma al mondo che li aspetta fuori. È un passaggio fondamentale dal punto di vista pedagogico". Per il professore, "la collaborazione di realme con l’Accademia di Belle arti rappresenta una grandissima opportunità che va oltre il piano istituzionale" perché offre agli studenti "la possibilità di misurarsi ai massimi livelli con le nuove tecnologie, una delle sfide più importanti che i musei e le istituzioni culturali oggi devono affrontare". Poi aggiunge: "Tra i partecipanti ci sono fotografi professionisti in divenire, ma anche artisti: dobbiamo valutare la creatività di ognuno, perché esiste un tipo di fotografia che richiede di essere letta con un altro punto di vista". 

  

Lo smartphone diventa dunque uno strumento di eccellenza artistica pienamente riconosciuto. "La telefonia mobile riveste un ruolo fondamentale anche sotto il profilo formativo -osserva Pisano-. Siamo abituati a un’attività culturale estremamente performante e lo smartphone può fissare questi momenti, dando un contributo altissimo all’identificazione dello spazio quotidiano che i nostri studenti registrano". Le immagini nate su smartphone diventeranno opere d'arte destinate a un’esposizione che si terrà a giugno nella sede di Campo Boario. "L’arte è dappertutto -afferma Pisano- e noi la declineremo coinvolgendo anche gli studenti del Dipartimento curatoriale, che avranno il compito di raccontare ciò che selezioneremo". Poi conclude: "L'idea è quella di coprire con le immagini prodotte dai ragazzi non solo lo spazio espositivo, ma una parte intera dell’Accademia". 

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Categoria: tecnologia

17:22

Tram deragliato a Milano, Procura al lavoro per ricostruire "secondo per secondo" il tragitto: le ipotesi

(Adnkronos) - La Procura di Milano lavora per ricostruire "secondo per secondo" il tragitto del tram deragliato e confrontarlo con i risultati dei tabulati telefonici del tranviere per escludere quella che è un'ipotesi investigativa e cioè che l'uomo alla guida possa essere stato al telefono o si sia distratto in quei pochi metri che corrono sui binari che da piazza della Repubblica portano alla fermata saltata in viale Vittorio Veneto fino allo schianto contro il palazzo di via Lazzaretto.  

Nell'incidente dello scorso 27 febbraio - provocato da un malore, a dire del dipendente Atm - hanno perso la vita due passeggeri e una cinquantina di persone sono rimaste ferite. Ci potrebbe essere una "difformità temporale" in riferimento alla telefonata che il tranviere avrebbe fatto a un collega per informarlo di essersi fatto male all'alluce del piede sinistro sollevando la carrozzina di un disabile. L'infortunio si sarebbe verificato a inizio turno e comunicato almeno mezz'ora prima del mancato scambio dei binari.  

Quella telefonata, così come alcuni messaggi scambiati dopo il deragliamento, sono al centro dell'indagine della Procura per escludere che posso essere stata fatta poco prima di perdere il controllo del tram della linea 9. I titolari delle indagini dovranno anche procedere con gli approfondimenti sulla 'scatola nera' con la formula dell'accertamento tecnico non ripetibile.  

Intato ieri il tramviere, indagato per disastro ferroviario, omicidio e lesioni colpose si è avvalso della facoltà di non rispondere: "Non è ancora nelle condizioni fisiche per farlo", ha detto il legale Mirko Mazzali. 

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Categoria: cronaca

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Iran, la lista di Netanyahu e la caccia a Mojtaba Khamenei: "Elimineremo tutti"

(Adnkronos) - L'Iran perde la testa. Israele elimina il capo del Consiglio di sicurezza Ali Larijani, peso massimo nello scacchiere di Teheran, decapita il vertice dei Basij paramilitari e mette nel mirino la Guida Suprema Mojtaba Khamenei. Intanto, il premier Benjamin Netanyahu esorta il popolo alla rivolta 'impossibile'. Il raid condotto a Teheran priva il regime di un pilastro. Larijani era il vertice politico di un paese già privato di elementi chiave. "Stiamo aiutando i nostri amici americani nel Golfo e indebolendo il regime nella speranza di dare al popolo iraniano l'opportunità di rimuoverlo", dice Netanyahu. La rimozione del regime ''non avverrà subito, non sarà facile. Ma se persevereremo in questo, daremo loro l'opportunità di prendere in mano il proprio destino", aggiunge il primo ministro. "Abbiamo eliminato Ari Larijani, ora gli iraniani hanno la chance di prendere in mano il loro destino. Larijani era il capo delle Guardie Rivoluzionarie, la banda di gangster che di fatto governava l'Iran", ripete Netanyahu, che invia un messaggio successivo alla popolazione: "Stiamo colpendo le basi, stiamo colpendo nelle piazze. Uscite e festeggiate, vigiliamo dall'alto". 

 

La missione non è compiuta. Nella lista di obiettivi che Netanyahu mostra all'ambasciatore americano Mike Huckabee ("Abbiamo cancellato altri 2 nomi") c'è anche il nome di Mojtaba Khamenei. Il leader spirituale continua ad essere un fantasma: ferito negli attacchi all'inizio della guerra, il figlio e successore dell'ayatollah Ali Khamenei si manifesta solo attraverso messaggi pubblici. La sorte di Mojtaba non è chiara, rumors relativi ad un ricovero d'emergenza a Mosca e voci su condizioni gravi. Le forze di difesa israeliane non hanno certezze, dice il portavoce Effie Defrin. 

"Ma posso dire una cosa: continueremo – come abbiamo dimostrato – a perseguire chiunque rappresenti una minaccia per lo Stato di Israele. Chiunque alzi un dito contro di esso non è immune da noi. Lo inseguiremo, lo troveremo e lo neutralizzeremo". Israele continuerà a colpire i membri delle forze paramilitari iraniane Basij dopo aver eliminato il comandante Gholamreza Soleimani: "Lo ripeto, li colpiremo tutti, ovunque e in qualsiasi momento". L'operazione non è destinata a chiudersi in tempi brevi: "E' una ampagna prolungata, che includerà anche il periodo della Pasqua ebraica", dice il portavoce spostando l'orizzonte ai primi otto giorni di aprile. In una giornata chiave, rischia di passare relativamente inosservato il colpo durissimo inferto ai Basij: i paramilitari perdono, secondo i report, decine di elementi di primo livello. L'organizzazione è un meccanismo essenziale nel sistema che il regime ha creato per controllare il territorio: in teoria, gli spazi di manovra sul terreno potrebbero aumentare. 

 

In realtà, l'effetto immediato dell'eliminazione di Larijani, secondo gli analisti, sarà un'ulteriore chiusura a riccio del regime che ha già dimostrato di poter rimpiazzare elementi apicali senza modificare assetto e caratteristiche. I pasdaran, sempre più padroni della situazione, stringeranno ulteriormente le maglie. Larijani era una figura pragmatica, capace di conciliare le posizioni moderate con la linea dura dei militari, destinati a pesare ancora di più. In questo quadro, i messaggi di Netanyahu che esorta la popolazione alla rivolta appaiono a dir poco azzardati. Il rovesciamento del regime, in tempi brevi, non sembra una prospettiva concreta. Ne sono consapevoli gli Stati Uniti, a giudicare da un cablo prodotto dall'ambasciata americana a Gerusalemme visionato dal Washington Post: se i cittadini scendessero in piazza verrebbero "massacrati". 

Il regime "non crolla" e punta a "combattere fino alla fine". Tali concetti, scrive il WP, sono chiari anche ai funzionari israeliani e sono la sintesi degli incontri che i diplomatici Usa hanno avuto mercoledì e giovedì della scorsa settimana con funzionari dei ministeri della Difesa e degli Esteri e del Consiglio di Sicurezza Nazionale israeliani. Il quadro è chiaro anche a Donald Trump: "Il regime presidia le strade con le mitragliatrici, non è pensabile scendere in piazza e protestare". 

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Categoria: internazionale/esteri

00:09

Dieta Mind per rallentare l'invecchiamento del cervello, cosa si mangia e cosa si evita

(Adnkronos) - Si chiama Mind ed è un regime alimentare che mixa i principi della dieta mediterranea e di uno schema che punta a contrastare la pressione alta. Raccomanda il consumo regolare di verdure a foglia verde e altri ortaggi, frutti di bosco, frutta secca, cereali integrali, pesce, legumi, olio d'oliva e pollame, oltre a un consumo moderato di vino. E fra i cibi da limitare indica burro/margarina, formaggio, carne rossa, dolci e cibi fritti da fast food. Secondo un team di scienziati, autori di una ricerca pubblicata online sul 'Journal of Neurology Neurosurgery & Psychiatry', seguirne le prescrizioni potrebbe essere la chiave per mantenere giovane il cervello, rallentando i cambiamenti strutturali legati al suo invecchiamento.  

In particolare gli esperti hanno scoperto che la dieta Mind è associata a una minore perdita di tessuto nel tempo, soprattutto di materia grigia, il centro di elaborazione delle informazioni del cervello, che svolge un ruolo chiave nella memoria, nell'apprendimento e nel processo decisionale, e a un minore ingrossamento dei ventricoli, che riflette l'atrofia cerebrale, in cui la perdita di tessuto è accompagnata dall'ingrossamento degli spazi pieni di liquido cerebrospinale. 

Lo schema della Neurodegenerative Delay diet (Mind in breve), era già stato precedentemente collegato a una migliore salute cognitiva, osservano i ricercatori. Tuttavia, non era chiaro quale effetto potesse avere sui cambiamenti strutturali del cervello legati all'età, associati a malattie neurodegenerative come l'Alzheimer e il Parkinson. Per approfondire ulteriormente la questione, i ricercatori si sono concentrati su 1.647 persone di mezza età e anziane (età media 60 anni all'inizio dello studio) appartenenti alla coorte dei discendenti del Framingham Heart Study (Fos, Framingham Heart Study Offspring cohort). Tutti i partecipanti si sono sottoposti a regolari controlli medici ogni 4-8 anni, con risonanze magnetiche cerebrali ogni 2-6 anni a partire dal 1999, e hanno compilato almeno un questionario sulla frequenza del consumo dei vari alimenti durante i controlli effettuati tra il 1991-1995, il 1995-1998 e il 1998-2001 per la valutazione dell'apporto nutrizionale. Inoltre, si sono sottoposti ad almeno 2 risonanze magnetiche cerebrali tra il 1999 e il 2019, senza evidenza di ictus o demenza al momento della prima.  

Il loro punteggio medio nella dieta Mind era di poco inferiore a 7 su un massimo di 15, dove 15 indica il livello più alto di aderenza. Nel gruppo collocato al top per i livelli di aderenza alla dieta Mind c'era maggiore probabilità di trovare donne e laureati, e minore probabilità che vi fossero fumatori o persone con obesità. Inoltre, un numero inferiore di loro presentava problemi di salute che potevano influire sulla salute del cervello, tra cui diabete di tipo 2, ipertensione e malattie cardiovascolari. Durante un periodo di monitoraggio medio di 12 anni, le risonanze magnetiche di tutti i partecipanti hanno evidenziato riduzioni del volume cerebrale totale, della sostanza grigia, della sostanza bianca e dell'ippocampo, unitamente ad aumenti del liquido cerebrospinale, del volume ventricolare e delle iperintensità della sostanza bianca (punti luminosi indicativi di danno tissutale). Tuttavia, punteggi più elevati nella dieta Mind sono stati associati a una più lenta riduzione o perdita della materia grigia. Ogni aumento di 3 punti è stato associato a una perdita più lenta (0,279 centimetri cubi per anno), equivalente al 20% in meno di declino legato all'età e a 2,5 anni di invecchiamento cerebrale ritardato. Analogamente, ogni aumento di 3 punti nel punteggio della dieta Mind è risultato associato a una più lenta espansione del volume ventricolare totale di -0,071 cm³/anno, equivalente a una perdita di tessuto inferiore dell'8% e a un ritardo di 1 anno nell'invecchiamento cerebrale. 

Tra i principali fattori dietetici che hanno contribuito alle associazioni benefiche osservate figurano i frutti di bosco, associati a un aumento più lento dei volumi ventricolari, e il pollame, anch'esso associato a un aumento più lento dei volumi ventricolari e a un declino più lento della materia grigia. D'altro canto, un maggiore consumo di dolci è stato associato a una più rapida espansione ventricolare e atrofia dell'ippocampo, mentre i cibi fritti da fast food sono stati anche collegati a un maggiore declino del volume dell'ippocampo. "Gli alimenti consigliati da Mind, ricchi di antiossidanti come i frutti di bosco, e fonti proteiche di alta qualità come il pollame possono ridurre lo stress ossidativo e attenuare i danni neuronali", suggeriscono i ricercatori. "Al contrario, i cibi fritti dei fast food, spesso ricchi di grassi malsani, grassi trans e prodotti finali di glicazione avanzata, possono contribuire all'infiammazione e ai danni vascolari".  

Inaspettatamente, un maggiore consumo di cereali integrali è risultato associato a cambiamenti strutturali sfavorevoli, tra cui un declino più rapido della materia grigia e del volume dell'ippocampo, e una più rapida espansione ventricolare, mentre un maggiore consumo di formaggio è risultato associato a riduzioni più lente della materia grigia e del volume dell'ippocampo, a un minore ingrossamento ventricolare e a un minor numero di punti luminosi. Le associazioni riscontrate sono risultate coerenti in una serie di ulteriori analisi e più forti nei partecipanti più anziani, suggerendo che la dieta in questione potrebbe essere più vantaggiosa per chi è a maggior rischio di invecchiamento cerebrale più rapido o presenta una maggiore variabilità nel tasso di atrofia cerebrale, dicono i ricercatori.  

Sono state inoltre osservate associazioni più forti per le persone che erano più attive fisicamente e non in sovrappeso o obese, il che suggerisce che strategie di stile di vita combinate potrebbero contribuire a ridurre il rischio di malattie neurodegenerative, aggiungono gli esperti. Il lavoro presentato - precisano - è uno studio osservazionale e, come tale, non è possibile trarre conclusioni definitive in merito a un rapporto di causa-effetto. Tuttavia, concludono gli autori, "questi risultati rafforzano il potenziale della dieta Mind come modello alimentare salutare per il cervello e ne supportano il ruolo nelle strategie volte a rallentare la neurodegenerazione nelle popolazioni anziane". 

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Categoria: cronaca

00:06

Maltempo sull'Italia anche oggi, allerta gialla in 9 regioni: pioggia, neve e vento fino a burrasca

(Adnkronos) - Il maltempo non molla l'Italia neanche oggi, mercoledì 18 marzo. Un nuovo impulso perturbato proveniente dall’Europa nord-orientale porterà su gran parte dei nostri settori adriatici piogge e precipitazioni nevose a quote di alta collina. Il passaggio della perturbazione attiverà anche un deciso rinforzo della ventilazione su gran parte delle regioni centro-settentrionali. Sulla base delle previsioni disponibili, la Protezione Civile ha emesso un nuovo avviso di condizioni meteorologiche avverse che prevede l'allerta gialla per 9 regioni. 

L’avviso prevede precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, sulla Puglia in estensione dalle prime ore di oggi, ad Abruzzo, Molise e Marche. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento, locali grandinate ed attività elettrica. Dalle prime ore della giornata di domani si prevedono venti da forti a burrasca dai quadranti settentrionali su Friuli Venezia giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Lazio centro-settentrionale. Attese mareggiate lungo le coste esposte. Si prevedono inoltre nevicate: mediamente al di sopra degli 800-1000 metri su Emilia-Romagna con apporti al suolo da deboli a moderati; mediamente al di sopra dei 700-900 metri su Abruzzo e Molise con apporti al suolo da moderati ad abbondanti, specie alle quote più alte.  

Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di domani allerta gialla in Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e su alcuni settori di Marche, Umbria, Lazio e Sicilia. 

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Categoria: cronaca

00:03

Iran frena con gli attacchi a Israele, colpa dei danni subiti o cambio di strategia? L'analisi

(Adnkronos) - Una netta frenata  nel ritmo degli attacchi missilistici dell'Iran contro Israele ha attirato nelle ultime ore l'attenzione degli analisti, sollevando interrogativi sul futuro della guerra e sulle possibilità di un'ulteriore escalation. "Le capacità missilistiche dell'Iran sono ridotte all'8%", dice il presidente americano Donald Trump in una delle numerose dichiarazioni sull'operazione iniziata il 28 febbraio. Sono passate oltre 2 settimane dai primi raid e dalle prime ondate di missili, l'Iran è stato colpito ogni giorno da attacchi durissimi che hanno colpito le postazioni di lancio e le fabbriche che producevano missili e droni. 

I colpi assestati a ripetizione da Stati Uniti e Israele hanno lasciato il segno. Secondo la tv al Jazeera, gli attacchi iraniani hanno subito un evidente rallentamento tra la sera di domenica 15 marzo e lunedì 16. In questo lasso di tempo - osserva l’emittente qatarina - sono state registrate soltanto due ondate di lanci missilistici, attribuite alle Guardie Rivoluzionarie e alle forze armate regolari iraniane, presentate rispettivamente come la 55esima e la 56esima fase della risposta militare. Nei giorni precedenti, al contrario, l'Iran eseguiva quotidianamente tra le 5 e le 10 ondate di questo tipo, il che rende il netto ridimensionamento oggetto di numerose analisi e speculazioni. 

 

Secondo l’inviato di Al Jazeera a Teheran, alcuni osservatori militari collegano questa frenata ai recenti colpi subiti dall'Iran a opera di Stati Uniti e Israele su installazioni interne al paese, che potrebbero aver danneggiato infrastrutture critiche per il lancio di missili. Tale ipotesi appare plausibile dal punto di vista tecnico-strategico. Altri analisti, invece, ritengono che il calo rifletta un cambiamento deliberato nella condotta delle operazioni: l'Iran starebbe redistribuendo gli sforzi bellici lungo l'intero “asse di resistenza”, considerando il fronte che va dall'Iran all'Iraq fino al Libano come un unico teatro di scontro. L'obiettivo sarebbe logorare progressivamente l'avversario israeliano attraverso una pressione distribuita e coordinata tra i vari attori coinvolti. 

Al Jazeera cita fonti vicine agli ambienti militari iraniani che parlano di preparativi per fasi successive “potenzialmente più intense”, con un possibile ampliamento degli obiettivi verso quelli definiti "strategici", o " asset più sensibili”. 

 

Parallelamente agli sviluppi sul campo, Teheran si muove anche sul piano politico-diplomatico per mitigare le ripercussioni regionali del conflitto. Il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani, di cui è stata annunciata ieri la morte, aveva diffuso nella serata di lunedì un messaggio via i social indirizzato "al mondo islamico", interpretato dagli osservatori come diretto soprattutto alle nazioni arabe e ai Paesi vicini. Secondo la lettura prevalente a Teheran, il testo esprime una certa preoccupazione per le reazioni arabe agli ultimi attacchi iraniani e per i possibili effetti negativi sulle relazioni bilaterali, suggerisce Al Jazeera, secondo cui l'obiettivo dichiarato del testo è rassicurare i Paesi della regione che le operazioni militari non li prendono di mira direttamente, cercando così di contenere le tensioni, preservare canali di dialogo e gettare le basi per una gestione post-conflitto dei rapporti regionali. 

In sintesi- sottolinea l’emittente di Doha- mentre il ritmo dei lanci missilistici rallenta, forse per ragioni operative o per scelta strategica, l'Iran sembra calibrare attentamente sia le mosse militari sia quelle politiche, in un tentativo di mantenere iniziativa sul campo senza alienarsi completamente il vicinato arabo-musulmano. 

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Categoria: internazionale/esteri

23:14

Marocco vince Coppa d'Africa... dopo due mesi: finale decisa a tavolino, Senegal beffato

(Adnkronos) - Il Marocco ha vinto la Coppa d'Africa... con oltre due mesi di ritardo. Oggi, martedì 17 marzo, a rovesciare il risultato del campo che aveva visto il Senegal trionfare in finale 1-0 ai supplementari con il gol di Gueye il 18 gennaio 2026, è stata la Caf, la Federazione africana, accogliendo il ricordo di quella marocchina e assegnando, di fatto, la coppa a tavolino al Marocco: vittoria a tavolino per 3-0 e trionfo. 

Alla base della decisione della Federazione quanto successo durante la finale, con il Senegal che ha abbandonato il terreno di gioco per diversi minuti provocando la sospensione della partita dopo l'assegnazione al Marocco di un calcio di rigore, poi sbagliato da Brahim Diaz con un osceno cucchiaio. 

La decisione è stata comunicata con una nota ufficiale diramata dalla Caf: "Il Comitato d'Appello della CAF ha deciso che la Nazionale del Senegal, in base all'articolo 84 del regolamento della Coppa d'Africa, è dichiarata sconfitta a tavolino nella finale della Coppa d'Africa 2025, con il risultato della Partita registrato come 3-0 a favore della Federazione del Marocco". 

"Il ricorso presentato dalla Fedeazione del Marocco è dichiarato ammissibile nella forma e il ricorso è accolto. Il Comitato d'Appello della CAF ritiene inoltre che la condotta della squadra senegalese rientri nell'ambito di applicazione degli articoli 82 e 84 del Regolamento della Coppa d'Africa. Si dichiara che la Federazione del Senegal, attraverso la condotta della sua squadra, ha violato l'articolo 82 del regolamento della Coppa d'Africa. In applicazione dell'articolo 84 del Regolamento della Coppa d'Africa, la squadra del Senegal viene dichiarata sconfitta a tavolino, con il risultato finale di 3-0 a favore della Federazione del Marocco", la sentenza. 

 

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Categoria: sport

22:44

Gf Vip, Lucarelli contro Todaro: il botta e risposta (e la frecciata dal passato)

(Adnkronos) - Selvaggia Lucarelli contro Raimondo Todaro. È bastato un primo collegamento tra la Casa del Grande Fratello Vip, oggi nella prima puntata dello show su Canale 5, e lo studio per riaccendere le tensioni tra il concorrente e l'opinionista.  

I dissapori tra i due risalgono ai tempi di Ballando con le stelle quando lui vestiva i panni di maestro di ballo e Lucarelli quelli di giurata. Proprio in quell'occasione sono nate le prime incomprensioni mai del tutto chiarite.  

Lucarelli ha accusato Todaro di non averla mai salutata in questi anni tra i corridoi della Rai, confermando che tra i due non c'è mai stato feeling. Versione confermata anche dall'opinionista Cesara Buonamici.  

Il ballerino ha replicato spiegando di voler risultare serio e formale: "Non l'ho fatto per educazione, mi sembra brutto salutare come se volessi comprare i vostri giudizi". Immediata la controreplica di Lucarelli che lo ha stuzzicato: "Ah quindi lo hai fatto per eccesso di educazione, non per maleducazione".  

Lucarelli ha poi ricordato le critiche del passato diventando più pungente: "Hai sempre detto che ti giudicavo nel ballo senza sapere una cippa. Quest'anno ti gudicherò io su una cosa su cui tu non sai niente: te stesso". 

A stemperare il clima ci ha pensato la conduttrice Ilary Blasi: "Raimondo, dai ti conveniva salutarla". "Piuttosto che un saluto finto preferisco non salutarla", ha sottolineato il concorrente confermando che tra i due non scorre buon sangue.  

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Categoria: spettacoli

21:37

Manchester City-Real Madrid, braccio di Silva in area: espulsione e calcio di rigore

(Adnkronos) - Proteste e polemiche in Manchester City-Real Madrid. Oggi, martedì 17 marzo, gli inglesi sfidano i Blancos nel ritorno degli ottavi di finale di Champions League, tentando una clamorosa rimonta dopo il 3-0 subito al Bernabeu, firmato dalla tripletta di Valverde. Un compito reso decisamente in salita dal calcio di rigore assegnato alla squadra di Arbeloa per fallo di mano di Bernardo Silva nel corso del primo tempo, contestato da Guardiola, che invece recrimina su due presunti penalty non fischiati. 

Il vantaggio del Real arriva al 20'. Un tiro da centro area di Vinicius uviene deviato in calcio d'angolo da Bernardo Silva, appostato sul palo a difesa della porta di Donnarumma. L'intervento del centrocampista portoghese è però con il braccio, che si allarga in direzione del pallone, provocando le proteste immediate dei giocatori del Real, che chiedevano ad ampi gesti calcio di rigore. 

Il direttore di gara francese però inizialmente fischia fuorigioco di Vinicius a inizio azione, ma il Var lo richiama, annulla l'offside, visto che il brasiliano è scattato in posizione regolare e invita Turpin al monitor per valutare l'intervento di Bernardo Silva. Dopo la revisione, l'arbitro espelle il portoghese e capitano del City assegnando calcio di rigore al Real, poi trasformato da Vinicius per l'1-0 dei Blancos. 

Nel corso del primo tempo invece Guardiola protesta per due presunti rigori non fischiati al Manchester City. Nella prima situazione Haaland devia il pallone con il tacco da calcio d'angolo, trovando la deviazione anche in questo caso di braccio di Fran Garcia, che salta in maniera scomposta. Nella seconda invece Cherki dribbla lo stesso giocatore spagnolo, che interviene all'ingresso dell'area di rigore colpendolo sulla parte esterna dello scarpino. Nessun intervento da parte del Var. 

 

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Categoria: sport

21:26

Psicodramma Bodo, rimonta Sporting in Champions: 5-0 e norvegesi eliminati

(Adnkronos) - Psicodramma Bodo/Glimt in Champions League. Oggi, martedì 17 marzo, i norvegesi, mattatori dell'Inter nei playoff della massima competizione europea, hanno subito la clamorosa rimonta dello Sporting Lisbona, capace di imporsi per 4-0 nel ritorno degli ottavi di finale dopo aver perso 3-0 in Norvegia all'andata, eliminando così la squadra di Knutsen. 

Il Bodo non è riuscito a ripetere la 'solita' grande partita dell'andata, subendo subito l'ambiente caldissimo dello stadio Alvalade così come la pressione degli avversari, capaci di sbloccare il match al 34' con Inacio. Nella ripresa arrivano anche le reti di Goncalves al 61' e di Suarez su calcio di rigore al 78'.  

La rimonta, e il dramma sportivo del Bodo, si compie definitivamente nei tempi supplementari, con i gol di Araujo al 92' e di Nel al 121' per il definitivo 5-0 . Al prossimo turno lo Sporting sfiderà la vincente di Arsenal-Bayer Leverkusen. 

 

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Categoria: sport

20:31

Trump, la Nato dice no a piano per Hormuz? Rudy Giuliani: "Arrabbiato con l'Italia"

(Adnkronos) - "Sono arrabbiato con l'Italia". Rudy Giuliani, ex sindaco di New York e da tempo vicino a Donald Trump, con un tweet critica i paesi europei membri della Nato che non hanno raccolto l'appello del presidente degli Stati Uniti per formare una coalizione internazionale destinata a liberare lo Stretto di Hormuz. Trump, oggi 17 marzo, ha reso noto che "tutti gli alleati della Nato hanno detto no". Il presidente ha stigmatizzato l'atteggiamento dei partner europei: "Non abbiamo bisogno dell'aiuto di nessuno". Trump, in particolare, ha puntato il dito contro il Regno Unito e contro il premier britannico Keir Starmer. 

Giuliani, su X, torna sull'argomento. "Il presidente Ronald Reagan disse una volta che, come gli esseri umani, le nazioni hanno pochissimi amici veramente leali e annoverava Israele tra i migliori. Oggi sarebbe scioccato dal Regno Unito, ma non dalla Francia. Io sono scioccato, arrabbiato e imbarazzato per l'Italia. Israele, da solo, li supera tutti", scrive l'ex sindaco di New York. 

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Categoria: cronaca

20:13

Champions League, Real Madrid batte Manchester City e va ai quarti. Tris Psg con il Chelsea

(Adnkronos) - Real Madrid e Paris Saint-Germain volano ai quarti di Champions League. Oggi, martedì 17 marzo, i Blancos hanno battuto 2-1 all'Etihad Stadium contro il Manchester City di Guardiola, in una partita decisa dalla doppietta di Vinicius al 22', su rigore, e al 93', con il momentaneo pareggio di Haaland al 41', passando il turno dopo il 3-0 dell'andata firmato Valverde.  

Tutto facile invece per il Psg di Luis Enrique, che dopo il 5-2 del Parco dei Principi, ha battuto il Chelsea 3-0 anche a Stamford Bridge grazie alle reti di Kvaratskhelia al 6', Barcola al 14' e Mayulu al 62'. 

Ai quarti di finale il Real Madrid sfiderà la vincente di Bayern Monaco-Atalanta, mentre il Psg se la vedrà con una tra Galatasaray e Liverpool. 

Passa il turno anche l'Arsenal, vincente contro il Bayer Leverkusen 2-0 all'Emirates Stadium dopo l'1-1 in Germania. 

 

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Categoria: sport

20:00

Chi è Joe Kent, che si è dimesso contro la guerra, e perché i trumpiani lo avevano già scaricato

(Adnkronos) - Joe Kent, direttore del National Counterterrorism Center nominato da Trump, si è dimesso con una lettera pubblicata su X in cui sostiene di non poter “in coscienza” sostenere la guerra in Iran. Il documento, però, contiene una serie di affermazioni false o distorte che stanno già scatenando reazioni bipartisan, e hanno convinto la Casa Bianca a scaricarlo con insolita velocità. 

Kent è un ex ufficiale delle forze speciali dell'esercito americano con oltre due decenni di servizio in teatri come Iraq, Afghanistan e Siria. Ha costruito la sua carriera politica cavalcando le teorie del complotto di Trump: si è candidato al Congresso nel 2022 sostenendo che le elezioni del 2020 fossero state rubate e definendo i partecipanti al 6 gennaio "prigionieri politici". Ha perso sia nel 2022 sia nel 2024 contro la democratica Marie Gluesenkamp Perez nello stato di Washington. Trump lo ha nominato direttore del Nctc nel febbraio 2025 e il Senato l'ha confermato a luglio. Prima di quella nomina era consigliere senior della direttrice dell'intelligence Tulsi Gabbard. 

La prima moglie di Kent, Shannon Kent, era un tecnico delle comunicazioni crittografate della Marina americana. Il 16 gennaio 2019 si trovava a Manbij, nel nord della Siria, quando un attentatore suicida dell'Isis fece esplodere il suo giubbotto esplosivo fuori da un ristorante frequentato dal personale americano. Shannon morì insieme ad altri tre americani: fu la prima donna americana uccisa in combattimento in Siria dall'inizio delle operazioni contro l'Isis. Nella lettera di dimissioni, Kent scrive che sua moglie è morta in una guerra “fabbricata da Israele”.  

Nella lettera, Kent accusa Israele di aver “trascinato” gli Usa nella disastrosa guerra in Iraq, costata migliaia di vite americane. Una frase che replica una delle narrazioni antisemite più longeve del panorama cospirazionista americano. I fatti storici dicono l'opposto: la guerra in Iraq del 2003 fu decisa dall'amministrazione Bush sulla base di intelligence americana (rivelatasi falsa) sulle presunte armi di distruzione di massa di Saddam Hussein. Il governo israeliano, anzi, avvertì l'amministrazione americana che un Iraq destabilizzato avrebbe rafforzato l'Iran, vero nemico strategico di Israele. Presentare Israele come l'architetto del disastro iracheno è una distorsione storica che appartiene al registro del cosiddetto "Zionist Occupied Government" (Zog), teoria del complotto di matrice suprematista bianca. 

Kent nella lettera loda il raid del gennaio 2020 che uccise il generale iraniano Qassem Soleimani come esempio di come Trump sappia usare la forza senza trascinarsi in conflitti interminabili. Solo che nel 2020, all'epoca del raid, Kent avesse pubblicamente avvertito che quella stessa operazione rischiava di scatenare una guerra in piena regola con l'Iran, e la criticava apertamente.  

La fretta con cui l'amministrazione Trump ha preso le distanze da Kent non è solo ideologica. Secondo fonti dell'amministrazione riferite da Fox News, Kent era considerato un "leaker", uno che spiffera le informazioni riservate ottenute in virtù del suo ruolo, da mesi era stato escluso dai briefing di intelligence presidenziale e non era stato coinvolto in nessuna discussione relativa all'Iran. La Casa Bianca, sempre secondo le ricostruzioni apparse sui media conservatori americani, aveva già chiesto a Tulsi Gabbard di licenziarlo per le presunte fughe di notizie, ma la direttrice dell'intelligence non aveva mai agito. Le sue dimissioni arrivano quindi quando era già di fatto messo da parte, il che trasforma la lettera da atto di coscienza a sfogo di un funzionario già esautorato. 

Kent appartiene a quella frangia del movimento Maga che ha abbracciato le posizioni di Tucker Carlson sull'”America First” spinte fino all'ostilità aperta verso Israele. Già dal 2022, quando era ancora candidato al Congresso, Kent si era opposto pubblicamente ai finanziamenti americani all'Ucraina, sostenendo che l'invasione russa sarebbe stata provocata dagli stessi Stati Uniti attraverso l'espansione della Nato verso est, ricalcando perfettamente la posizione del Cremlino. 

Ha frequentato ambienti vicini al cosiddetto paleoconservatorismo e al nazionalismo bianco online, in particolare il gruppo dei Proud Boys, posizioni che lo avevano già messo in rotta di collisione con altri esponenti dell'amministrazione come il direttore dell'Fbi Kash Patel, dopo che tentò di accedere ai sistemi Fbi per indagare sull'assassinio di Charlie Kirk, avanzando ipotesi di coinvolgimento straniero. 

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Categoria: internazionale/esteri

19:58

Migranti, Alarm Phone: "17 morti in tempesta Mediterraneo"

(Adnkronos) - "Secondo le nostre fonti 17 persone non sono sopravvissute alla tempesta". A dirlo è Alarm Phone che due giorni fa aveva lanciato un sos per un'imbarcazione con una sessantina di migranti a bordo in balia delle onde alte e alle deriva nel Mediterraneo centrale. Ancora ieri le persone risultavano disperse. "La loro ultima posizione nota era al centro di una violenta tempesta".  

Oggi il drammatico epilogo. In 17 sarebbero morti, gli altri sopravvissuti, invece, sono stati stati riportati in Libia. "Si trovano adesso in un centro di detenzione - dice l'ong -. Queste morti e queste esperienze traumatiche avrebbero potuto essere evitate".  

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Categoria: cronaca

19:51

Fiorello parte con 'La Mattinanza' su Rai2 ma per il mattino di Rai1 è un boccone amaro

(Adnkronos) - Fiorello domani parte con 'La Mattinanza', alle 7.10 su Rai2. La seconda rete pubblica proporrà ogni mattina fino alle 8 la replica del radio show 'La Pennicanza', che lo showman conduce con Fabrizio Biggio dalle 13.45 alle 14.30 su Radio2, con l'aggiunta di qualche contenuto inedito. La notizia, però, spoilerata in diretta lunedì da Fiorello, ha sorpreso la filiera del daytime e i vertici del marketing e della Produzione Rai e ha riaperto una vecchia ferita, quella che portò Rai2 e Rai1 a competere in quella fascia all'epoca di 'Viva Rai2'. Allora, il progetto di portare Fiorello su Rai1 fu osteggiato dal Cdr del Tg1, allora guidato da Monica Maggioni, preoccupato per la perdita di spazi cogestiti dalla testata nella fascia delle morning news, e il programma fu collocato su Rai2, togliendo non poca luce al palinsesto mattutino di Rai1 senza però procurare una crescita sul lungo periodo della seconda rete che, finito lo show di Fiorello, è tornata agli ascolti abituali.  

Ora, 'La Mattinanza' rischia di abbattersi come un fulmine di primavera sull'ultimo segmento di 'Uno Mattina News', il contenitore di infotainment del mattino di Rai1 condotto da Tiberio Timperi con la giornalista del Tg1 Maria Soave. Un programma che, nato nella sua veste rinnovata all'inizio di questa stagione, stava andando decisamente meglio dell'analogo contenitore dello scorso anno. Qualcuno nei corridoi Rai sostiene che si sarebbe potuto trovare il modo di portare Fiorello proprio su Rai1, ma che la cosa non è andata in porto e non solo per i tempi stretti. Ma forse anche perché Fiorello, che pur andando in onda nel day time viene gestito 'ad personam' dalla direzione Prime Time in quanto talent di punta, non ha mai dimenticato quel 'no' del Cdr del Tg1. 

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Categoria: spettacoli

19:18

Tutte le armi (e gli alleati) che servirebbero a Trump per riaprire lo Stretto di Hormuz

(Adnkronos) - Il 4 marzo 2026 l'Iran ha ufficialmente dichiarato chiuso lo Stretto di Hormuz. Da quel momento, uno dei passaggi marittimi più strategici del pianeta, attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale, ma anche buona parte del gas del Qatar, e forniture cruciali di zolfo ed elio, è diventato il teatro di una crisi senza precedenti dalla guerra delle petroliere degli anni Ottanta.  

Per capire cosa servirebbe per riaprire lo Stretto, bisogna prima capire cosa lo minaccia. La Marina dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (Irgc) ha costruito negli anni una dottrina di guerra asimmetrica anti-accesso (A2/AD) pensata per rendere il transito nel Golfo Persico così pericoloso da scoraggiare qualsiasi navigazione commerciale, senza necessità di ingaggiare direttamente la Marina degli Stati Uniti in combattimento aperto. 

L'arsenale iraniano è composito e sofisticato: 

• Mine navali: Iran dispone di una riserva stimata tra 5.000 e 6.000 mine navali, anche se al 12 marzo secondo il Centcom, comando centrale americano, erano state effettivamente posate meno di 10 mine nella strettoia, segno che Teheran ha preferito inizialmente evitare il costo politico di un blocco totale 

• Droni aerei (Uav): Teheran impiega sciami di Shahed e velivoli simili, in parte prodotti con componenti di derivazione russa, capaci di volare a bassa quota in un ambiente elettromagneticamente congestionato come il Golfo, complicando la rilevazione radar 

• Veicoli di superficie non pilotati (Usv): Imbarcazioni kamikaze telecomandante in grado di colpire petroliere e navi da guerra 

• Barchini veloci: La tattica dello sciame di fast boat, collaudata da decenni, rimane una delle più difficili da neutralizzare in acque ristrette 

• Missili anti-nave: Batterie costiere e missili balistici anti-nave, capaci di minacciare navi a decine di miglia di distanza 

Tra il 28 febbraio e il 12 marzo, almeno 10 navi commerciali sono state attaccate nelle acque del Golfo Persico e dello Stretto. Centcom ha risposto distruggendo oltre 100 imbarcazioni navali iraniane e colpendo depositi e impianti di produzione di mine. Ma la minaccia non è eliminata: i droni aerei e gli Usv possono essere lanciati da coste, isole e piccole imbarcazioni difficilmente tracciabili. 

Il contrammiraglio in congedo Mark Montgomery, ex comandante di un carrier strike group (il gruppo navale che ha al centro una portaerei) ha delineato una tabella di marcia operativa che spiega cosa servirebbe a livello militare per garantire il libero passaggio delle navi attraverso lo stretto. Non si tratta di un'operazione semplice, né rapida. 

Primo: degradare fino a un "rischio militarmente gestibile" missili, mine, droni e Usv che possono minacciare le forze Usa e le navi commerciali. Centcom ha già superato i 7.000 obiettivi colpiti e le 6.500 sortite di combattimento, ma il processo non è concluso. 

Secondo: mantenere "un occhio che non batte ciglio per 50 miglia su ciascun lato dello Stretto e 100 miglia verso l'entroterra" - il che significa ISR (Intelligence, Surveillance, Reconnaissance) continuativo, con droni MQ-9 Reaper e aeromobili da pattugliamento marittimo. Va detto che gli Usa hanno già perso circa una dozzina di Reaper dall'inizio del conflitto. Si tratta dei droni che il Pentagono vuole “pensionare” (ai quali il Wall street journal ha dedicato un approfondimento). 

Terzo: mantenere "quattro-otto aeromobili persistentemente in quota" durante le operazioni di convoglio, equipaggiati con Advanced Precision Kill Weapon System (Apkws) - un razzo da 25.000 dollari particolarmente efficace contro i droni Shahed - per intercettare le minacce aeree in tempo reale. 

Quarto: disporre elicotteri armati pronti a colpire le fast boat che emergessero dalla costa o dalle isole. 

Quinto: schierare da 10 a 14 cacciatorpediniere Aegis, considerate le navi da guerra "perfette" per scortare un convoglio grazie alla loro cupola di difesa aerea integrata, che dovrebbero progressivamente cedere posizione agli alleati una volta stabilizzata la situazione. 

Il tallone d'Achille dell'intera operazione è la guerra alle mine. E qui emerge una storia imbarazzante per il Pentagono. 

Nel gennaio 2026, le ultime quattro Avenger - le navi cacciamine dedicate che la US Navy aveva nel Golfo - sono state caricate su una nave trasporto pesante e avviate verso Philadelphia per essere demolite. La loro sostituzione prevista erano tre Littoral Combat Ship (Lcs) di classe Independence convertite per il ruolo anti-mine: USS Tulsa, USS Santa Barbara e USS Canberra. Ma al momento della crisi, le prime due si trovavano già in Malesia. 

Il sistema sostitutivo - che include un elicottero con rilevamento laser, un battello autonomo con sonar e un modulo di dragaggio - ha accumulato oltre un decennio di ritardi per problemi di affidabilità. In parole semplici: al momento più critico, gli Usa si sono trovati senza cacciamine operative nella regione. 

Una stima del Washington Institute del 2012 calcolava che per bonificare lo Stretto da una campagna massiccia di deposito di mine potrebbero servire fino a 16 navi dedicate. L'America oggi ne ha a disposizione nella regione, nel migliore dei casi, una. 

Trump ha invocato una "Hormuz Coalition" e ha esplicitamente chiesto a Gran Bretagna, Francia, Giappone, Corea del Sud e Cina di inviare navi nella regione. La risposta degli alleati è stata, al momento, tutt'altro che entusiasta. 

La Germania ha rifiutato nettamente: "Questa non è la nostra guerra, non l'abbiamo cominciata noi", ha dichiarato il ministro della Difesa Boris Pistorius. Il Lussemburgo ha parlato esplicitamente di "ricatto". La Gran Bretagna si è detta disponibile a lavorare "con gli alleati su un piano collettivo", ma il premier Starmer ha chiarito: "Non sarà una missione Nato, non è mai stato previsto che lo fosse". 

Il Giappone e l'Australia si sono per ora defilati. La Nato come istituzione ha confermato che singoli alleati stanno discutendo bilateralmente con Washington, ma senza impegni collettivi. 

Un'apertura è venuta dall'Unione Europea, dove la responsabile della politica estera Kaja Kallas ha suggerito di ampliare il mandato dell'operazione Eunavfor Aspides (già attiva dal 2024 nel Mar Rosso contro gli Houthi) per estenderla allo Stretto. Ma il mandato attuale di Aspides consente solo la navigazione passiva nell'area, senza un ruolo attivo di scorta. Cambiarlo richiederebbe unanimità tra i 27 stati membri, percorso lento e politicamente complesso. 

La Francia ha nel frattempo raddoppiato la presenza di Rafale in Giordania e negli Emirati (da 10 a 24 velivoli) e questi caccia hanno già intercettato decine di droni iraniani. Ma inviare navi anti-mine è un'altra cosa. 

Quali paesi dispongono di capacità anti-mine da poter mettere a disposizione? La Royal Navy britannica ha fatto negli anni scorsi una scelta rischiosa: ha ceduto la maggior parte delle sue cacciamine con equipaggio a favore di sistemi autonomi ancora in fase di sviluppo avanzato. La Marine Nationale francese mantiene alcuni cacciamine di classe Éridan. Italia, Belgio, Paesi Bassi dispongono di alcune unità della Standing Nato Mine Countermeasures Group. Giappone e Corea del Sud hanno flotte anti-mine più consistenti, eredità delle loro tradizioni navali. La questione è politica: nessuno vuole essere trascinato in un conflitto che non ha formalmente sostenuto. 

In questo quadro si inserisce un elemento di ulteriore complessità: la presenza cinese. A inizio marzo, la Marina cinese ha partecipato alle esercitazioni "Maritime Security Belt 2026" nello Stretto insieme a unità navali iraniane e russe. Secondo analisti della difesa, le agenzie di intelligence di Pechino e i centri di ricerca dell'Esercito Popolare di Liberazione funzionano come "occhi e orecchie" in tempo reale, monitorando i movimenti della Quinta Flotta americana. 

In parallelo, una nave cinese con dichiarate funzioni di comunicazione satellitare ha fatto la propria apparizione nella regione, sollevando sospetti da parte degli analisti occidentali circa un possibile ruolo di raccolta intelligence sulle operazioni della coalizione guidata dagli Usa. Pechino ha interesse sia economico che strategico a seguire da vicino l'evoluzione della crisi: la Cina dipende massicciamente dal petrolio del Golfo e, allo stesso tempo, non desidera un'escalation che destabilizzi i suoi investimenti nella regione. 

Il segnale più concreto di questa ambiguità è che navi commerciali nel Golfo hanno iniziato a modificare i loro dati Ais, cioè la trasmissione automatica che identifica posizione e nazionalità delle imbarcazioni, dichiarandosi "cinesi" o aggiungendo la scritta "China&Crew" per evitare di essere colpite dalle forze iraniane. Almeno otto navi hanno usato questo espediente secondo i dati di MarineTraffic e Afp. È il segnale più plastico di quanto la protezione (reale o percepita) dell'ombrello cinese sia diventata una risorsa in questo conflitto. 

Lo stesso Segretario al Tesoro Usa Scott Bessent ha ammesso che Washington è "a posto" con il fatto che alcune navi iraniane, indiane e cinesi transitino: una concessione che rivela quanto il blocco totale sia politicamente insostenibile anche per l'amministrazione americana. 

Nel lungo periodo, la crisi di Hormuz accelera processi già in corso. Arabia Saudita ed Emirati Arabi hanno già capacità di svincolarsi, in modo parziale, dallo Stretto: l'oleodotto East-West Pipeline saudita (capacità: circa 5 milioni di barili/giorno) collega i campi petroliferi orientali al terminal di Yanbu sul Mar Rosso, permettendo di bypassare Hormuz; l'oleodotto Adco degli Emirati collega i campi di Abu Dhabi al terminal di Fujairah nel Golfo dell'Oman, fuori dallo Stretto. 

Ma queste infrastrutture non bastano a coprire i volumi normalmente transitanti per Hormuz. Giappone e Corea del Sud, tra i maggiori importatori di Gnl e petrolio della regione, stanno già attivando riserve strategiche di emergenza: Tokyo ha avviato il più grande rilascio di riserve strategiche della sua storia, pari a 80 milioni di barili. Seul ha rimosso il tetto all'80% sulla capacità delle centrali a carbone per compensare la perdita di Gnl. 

Lo Stretto di Hormuz è largo poco più di 33 chilometri nel punto più stretto, con corsie di navigazione di circa 3 km per direzione. In questo imbuto, dove ogni metro conta, l'Iran non ha bisogno di vincere una guerra navale: deve solo rendere il rischio insostenibile. Finora ci è riuscito abbastanza bene. 

Riaprire lo Stretto in sicurezza richiede una combinazione che oggi non è ancora sul campo: sufficiente capacità anti-mine (che gli Usa non hanno e gli alleati per ora non vogliono inviare), copertura aerea persistente, scorta di cacciatorpediniere Aegis e una volontà politica collettiva che per ora resta frammentata. 

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Categoria: internazionale/esteri

18:25

Scuola, conto alla rovescia per le vacanze di Pasqua: quando iniziano e quanto durano

(Adnkronos) - Conto alla rovescia per le vacanze di Pasqua. La pausa dalla scuola per studenti e insegnanti, l'ultima prima della fine dell'anno, dura circa una settimana. Secondo i calendari scolastici - definiti dalle singole regioni -, nel 2026 quasi tutti gli istituti resetranno chiusi da giovedì 2 a martedì 7 aprile, per tornare in classe mercoledì 8. 

Quest'anno infatti Pasqua cade domenica 5 aprile seguita dal Lunedì dell’Angelo (Pasquetta) il 6, giornate di festa che comportano la chiusura delle scuole in tutta Italia.  

 

In tutte le regioni, a parte due, i banchi resteranno dunque vuoti da giovedì 2 a martedì 7 aprile. A fare la differenza sono solo due. In Liguria infatti si va in vacanza il 2 aprile come tutti gli altri ma si torna prima, martedì 7 aprile. In Trentino invece le vacanze sono leggermente più lunghe: si inizia sempre il 2 ma si torna in classe giovedì 9 aprile. 

 

Fino alla fine dell'anno scolastico, ci sono ancora tre festività a disposizione di studenti e insegnanti. Il 25 aprile, che quest'anno cade di sabato: quindi a beneficiarne saranno solo gli alunni che vanno a scuola per 6 giorni (settimana lunga). L'1 maggio che cade di venerdì: per chi va a scuola 5 giorni su 7 il weekend si allunga. E il 2 giugno, che cade di martedì. In questi ultimi due casi il ponte viene deciso dalle singole regioni e istituti.  

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Categoria: cronaca

18:13

'Frosinone culone' compie 30 anni: la telecronaca tifosa che ha fatto... la storia

(Adnkronos) - “Frosinone culone” compie 30 anni. Ed è un compleanno speciale, per un racconto sportivo ormai entrato nel folklore del calcio italiano. Una telecronaca tifosa ante-litteram di Giulianova-Frosinone (partita della vecchia Serie C2) diventata virale ben prima dell’era dei social con uno sfogo colorito di un telecronista che, in maniera divertente, ha raccontato tutta la passione e l’ironia di un momento sportivo vissuto senza filtri.  

 

Quella telecronaca, spontanea e sopra le righe, ha trasformato - anche grazie al celebre aiuto della Gialappa's band - una partita qualsiasi in un pezzo di storia popolare. Una telecronaca che anche oggi viene citata, imitata e condivisa come esempio di tifo autentico e simpatico. Autore della telecronaca, il giornalista Francesco Marcozzi, voce del Giulianova Calcio. Curiosità: su Rete8, stasera alle 21 verrà celebrato il 'Frosinone culone Memorial day', un evento per festeggiare in modo speciale i trent’anni dal 17 marzo 1996. E di un momento che ha fatto la storia del calcio pop.  

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Categoria: sport

17:50

Medvedev, disavventura 'in aereo' dopo ko in finale con Sinner: "Ho perso i bagagli, non posso giocare a Miami"

(Adnkronos) - Gli ultimi giorni non sono scivolati via benissimo per Daniil Medvedev. Dopo la finale persa contro Jannik Sinner nel Masters 1000 di Indian Wells, il tennista russo ha dovuto fare i conti con un problema logistico nella sua partenza per affrontare l'Atp di Miami. Cos'è successo? Nel suo volo verso la Florida per il prossimo impegno, l'attuale numero 10 del ranking ha smarrito i bagagli. Un problema non da poco in vista dei prossimi match, sollevato da Medvedev anche sui social. 

 

"Ciao United Airlines - si legge in un suo tweet su X - ho bisogno di un piccolo aiuto. Ieri sono partito da Psp (l'Aeroporto Internazionale di Palm Springs, in California, ndr) per la Florida e nessuna delle mie valigie è arrivata. Mi servono per giocare nel Miami Open. Potete aiutarmi?". Un appello divertente, quello del tennista russo, che ha condiviso così sui social la sua disavventura.  

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Categoria: sport

17:46

Mostre, a Roma arriva 'Turbanti': percorso fotografico tra moda e inclusione

(Adnkronos) - Dal 23 marzo al 30 aprile la Casa Museo Boncompagni Ludovisi diretta da Maria Giuseppina Di Monte e afferente all’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei Nazionali della Città di Roma guidata da Luca Mercuri, ospita la mostra fotografica 'Turbanti'. La mostra sarà presentata dall’onorevole Federico Mollicone, presidente della VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati. La mostra è organizzata e sostenuta da Accademia del Lusso e dalla Onlus 'Modelli si Nasce' cn il patrocinio dell’Assessorato ai Grandi Eventi di Roma Capitale. Ideata e curata dall’artista, stylist e docente Cosmo Muccino Amatulli, con le fotografie di Roberto Autuori, la mostra nasce dall’incontro tra formazione, creatività e inclusione. Racconta storie visive, trasformando l’immagine in uno spazio di espressione e riconoscimento. Cuore dell’esposizione sono i copricapi esclusivi creati in Accademia dagli studenti di Fashion Styling & Communication e indossati dalle modelle e dai modelli dell’Associazione. Le fotografie restituiscono ritratti intensi e profondi, capaci di catturare l’essenza dei giovani protagonisti, la personalità, i punti di forza e le fragilità.  

"Il turbante - spiega Cosmo Muccino Amatulli – è segno di protezione, forza e autodeterminazione, un elemento simbolico che pone al centro la persona e le sue qualità irripetibili in un percorso che invita a superare stereotipi e semplificazioni. Il titolo della mostra esprime un duplice significato: da un lato i turbanti come simbolo di identità, dall’altro il verbo turbare come sfida alle convenzioni e alle aspettative sociali per generare un nuovo ordine fondato sull’accettazione e sulla valorizzazionedelle differenze". 'Turbanti' diventa così la rappresentazione della capacità di rinnovare lo sguardo e cambiare prospettiva. "In questi anni - commenta Laura Gramigna, direttrice di Accademia delLusso Roma - abbiamo realizzato tanti progetti con l’Associazione Modelli si Nasce, tra mostre, allestimenti, sfilate e film. Tutte iniziative in cui abbiamo potuto apprezzare la professionalità e l’entusiasmo dei ragazzi coinvolti". Aggiunge Maria Giuseppina Di Monte, direttrice della Casa Museo Boncompagni Ludovisi: "Siamo felici di ospitare una mostra che coniuga la ricerca estetica con la volontà di rendere protagonisti i ragazzi dell’Associazione Modelli si Nasce e gli studenti dell’Accademia del Lusso, che hanno lavorato insieme con slancio e professionalità al progetto".  

Silvia Cento, presidente di Modelli si Nasce, spiega: "Abbiamo fondato 'Modelli si Nasce' con un obiettivo preciso: dare identità e dignità alle persone autistiche. Troppo spesso si parla di autismo in modo generico, dimenticando l’unicità e le peculiarità di ogni persona. Ognuno dei nostri ragazzi ha un quid che merita di emergere: è ciò che Cosmo Muccino Amatulli e Roberto Autuori hanno valorizzato attraverso fotografie artistiche personalizzate. La forza del progetto è stata la collaborazione tra gli studenti di Accademia del Lusso e i nostri modelli. Durante gli shooting si sono incontrati, conosciuti e hanno condiviso momenti di Crescita, Formazione e Arte. Tutto questo è stato possibile grazie alla direttrice di Accademia del Lusso, Laura Gramigna che ancora una volta ha creduto nelle potenzialità dei nostri ragazzi”. L’apertura al pubblico della mostra 'Turbanti' è prevista per il 23 marzo alle 17.30, con un evento inaugurale alla presenza dei promotori, del curatore, degli studenti e dei giovani protagonisti del progetto. Un momento di condivisione che intende sottolineare il valore artistico e sociale dell’iniziativa e rilanciare il tema dell’inclusione come responsabilità collettiva. 

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Categoria: cultura

17:31

Pisano (Aba Roma): "Con realme 16 Pro 'Portrait of Italians' sarà unico"

(Adnkronos) - "Il progetto 'Portrait of Italians' è un'opportunità inusuale: i nostri studenti avranno a disposizione per quasi due mesi, 24 ore al giorno, un realme 16 Pro per registrare e codificare il tema del progetto. Non è una cosa banale: non accade in un'aula, in uno studio o in un atelier, ma nella vita vera. Avere un progetto artistico che si focalizza su questo è un’occasione unica". Così Claudio Libero Pisano, official representative of the Rome academy of Fine arts professor of Contemporary museology, intervenendo oggi a Milano, alla presentazione della serie realme 16 Pro, scelta come smartphone ufficiale della Scuola di fotografia e video dell’Accademia di Belle arti di Roma. Da aprile 2026, gli studenti utilizzeranno i dispositivi nei corsi di ritratto per sperimentare tecniche di fotografia mobile, lavorando su composizione, luce e storytelling visivo, si legge in una nota. 

  

"Una collaborazione che rientra pienamente nell’identità dell’Accademia, che rappresenta un’istituzione di alta formazione -afferma Pisano-. Il nostro obiettivo è avvicinare gli studenti non solo a una solida preparazione teorica, ma al mondo che li aspetta fuori. È un passaggio fondamentale dal punto di vista pedagogico". Per il professore, "la collaborazione di realme con l’Accademia di Belle arti rappresenta una grandissima opportunità che va oltre il piano istituzionale" perché offre agli studenti "la possibilità di misurarsi ai massimi livelli con le nuove tecnologie, una delle sfide più importanti che i musei e le istituzioni culturali oggi devono affrontare". Poi aggiunge: "Tra i partecipanti ci sono fotografi professionisti in divenire, ma anche artisti: dobbiamo valutare la creatività di ognuno, perché esiste un tipo di fotografia che richiede di essere letta con un altro punto di vista". 

  

Lo smartphone diventa dunque uno strumento di eccellenza artistica pienamente riconosciuto. "La telefonia mobile riveste un ruolo fondamentale anche sotto il profilo formativo -osserva Pisano-. Siamo abituati a un’attività culturale estremamente performante e lo smartphone può fissare questi momenti, dando un contributo altissimo all’identificazione dello spazio quotidiano che i nostri studenti registrano". Le immagini nate su smartphone diventeranno opere d'arte destinate a un’esposizione che si terrà a giugno nella sede di Campo Boario. "L’arte è dappertutto -afferma Pisano- e noi la declineremo coinvolgendo anche gli studenti del Dipartimento curatoriale, che avranno il compito di raccontare ciò che selezioneremo". Poi conclude: "L'idea è quella di coprire con le immagini prodotte dai ragazzi non solo lo spazio espositivo, ma una parte intera dell’Accademia". 

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Categoria: tecnologia

17:22

Tram deragliato a Milano, Procura al lavoro per ricostruire "secondo per secondo" il tragitto: le ipotesi

(Adnkronos) - La Procura di Milano lavora per ricostruire "secondo per secondo" il tragitto del tram deragliato e confrontarlo con i risultati dei tabulati telefonici del tranviere per escludere quella che è un'ipotesi investigativa e cioè che l'uomo alla guida possa essere stato al telefono o si sia distratto in quei pochi metri che corrono sui binari che da piazza della Repubblica portano alla fermata saltata in viale Vittorio Veneto fino allo schianto contro il palazzo di via Lazzaretto.  

Nell'incidente dello scorso 27 febbraio - provocato da un malore, a dire del dipendente Atm - hanno perso la vita due passeggeri e una cinquantina di persone sono rimaste ferite. Ci potrebbe essere una "difformità temporale" in riferimento alla telefonata che il tranviere avrebbe fatto a un collega per informarlo di essersi fatto male all'alluce del piede sinistro sollevando la carrozzina di un disabile. L'infortunio si sarebbe verificato a inizio turno e comunicato almeno mezz'ora prima del mancato scambio dei binari.  

Quella telefonata, così come alcuni messaggi scambiati dopo il deragliamento, sono al centro dell'indagine della Procura per escludere che posso essere stata fatta poco prima di perdere il controllo del tram della linea 9. I titolari delle indagini dovranno anche procedere con gli approfondimenti sulla 'scatola nera' con la formula dell'accertamento tecnico non ripetibile.  

Intato ieri il tramviere, indagato per disastro ferroviario, omicidio e lesioni colpose si è avvalso della facoltà di non rispondere: "Non è ancora nelle condizioni fisiche per farlo", ha detto il legale Mirko Mazzali. 

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Categoria: cronaca