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Ultimatum di Trump e nuova sfida dell'Iran, escalation per Hormuz
(Adnkronos) - L'ultimatum di Donald Trump e la nuova sfida dell'Iran. Il presidente degli Stati Uniti fissa un termine perentorio per la riapertura dello Stretto di Hormuz entro 48 ore: se ciò non avverrà, gli Usa colpiranno le centrali iraniane con conseguenze disastrose per le infrastrutture energetiche. Teheran non si piega e replica rilanciando. All'eventuale attacco americano si risponderà con azioni analoghe contro i paesi del Golfo e lo Stretto di Hormuz verrà totalmente chiuso. Nel braccio di mare, determinante per il 20% del traffico mondiale di petrolio, attualmente transitano solo poche petroliere autorizzate dalla repubblica islamica. Lo stop totale aggraverebbe la crisi dei mercati con ulteriori conseguenze sui prezzi dei carburanti.
Con un gallone di benzina a quasi 4 dollari, Hormuz diventa un tema centrale nell'operazione Epic Fury lanciata da Trump lo scorso 28 febbraio. "Se l'Iran non apre totalmente lo Stretto di Hormuz senza minacce entro 48 ore, gli Stati Uniti colpiranno e distruggeranno le sue centrali energetiche a partire dalla più grande", ha scritto il presidente americano su Truth. L'ultimatum scade di fatto nella notte italiana tra lunedì 23 marzo e martedì 24. "Presto scoprirete cosa succederà con l'ultimatum sulle centrali elettriche: il risultato sarà molto positivo. Ci sarà la distruzione totale dell'Iran e funzionerà alla grande", ha aggiunto il numero 1 della Casa Bianca parlando con l'emittente israeliana Channel 13.
La prima reazione è arrivata dai Pasdaran: se gli americani colpiranno le infrastrutture energetiche e di approvvigionamento di carburante della Repubblica islamica, "tutte le infrastrutture energetiche appartenenti agli Stati Uniti nella regione saranno attaccate". Quindi, il 'rilancio' ulteriore. "Se le minacce degli Stati Uniti riguardanti le centrali elettriche iraniane dovessero concretizzarsi, lo Stretto di Hormuz verrà completamente chiuso e non verrà riaperto finché le nostre centrali distrutte non saranno ricostruite", le parole il comandante operativo militare Khatam Al-Anbiya in un comunicato diffuso dalla televisione di stato iraniana.
Le distanze tra Washington e Teheran sono enormi e vengono formalizzate nero su bianco. Per porre fine alla guerra, Trump chiede la riapertura dello Stretto di Hormuz, limiti al programma nucleare e missilistico iraniano e la fine del sostegno a Hezbollah, ad Hamas e agli Houthi. La risposta? Un 'no' categorico, visto che l'Iran ha messo in fila non 3 ma 6 condizioni: dalla garanzia che la guerra non si ripeterà alla chiusura delle basi militari statunitensi nella regione, fino a un nuovo regime giuridico per lo Stretto di Hormuz. A questo tris si aggiungono altri paletti: il pagamento di un risarcimento all'Iran, lo stop alla guerra su tutti i fronti regionali e l'estradizione degli operatori dei media anti-iraniani.
In questo quadro, appare complicato ipotizzare un epilogo del conflitto a breve termine. Gli Stati Uniti continuano a trasferire uomini - in particolare oltre 2000 Marines - e navi verso la regione. Funzionari della Casa Bianca hanno detto alla loro controparte israeliana che una possibile operazione per riaprire lo stretto di Hormuz potrebbe durare diverse settimane, come rivela l'emittente israeliana Channel 12. Tutto o quasi dipenderebbe dall'ultimatum di Trump: se il no di Teheran dovesse rimanere immutato, la guerra dovrà essere estesa per dare tempo all'operazione Usa e quindi, hanno detto ancora gli americani, sarà necessario un cambio di strategia.

Categoria: internazionale/esteri
21:25
Caso Garlasco, Tg1: perizia di Cattaneo ipotizza nuovo orario della morte di Chiara Poggi
(Adnkronos) - Si aprono nuovi scenari nell'indagine sull'omicidio di Chiara Poggi, il delitto compiuto a Garlasco il 13 agosto 2007. Una finestra temporale diversa e più ampia, una violenta colluttazione sono menzionate nella consulenza dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo depositata in procura, secondo alcune indiscrezioni: l'atto fornirebbe anche nuovi elementi sull'orario, come riferisce il Tg1.
La perizia avrebbe stabilito che il 13 agosto 2007 Chiara Poggi sarebbe stata uccisa almeno mezz’ora dopo aver fatto colazione. Una circostanza che, se confermata, ricostruisce il Tg1, potrebbe spostare in avanti l'ora del delitto e mettere in discussione il ristretto arco temporale in cui la sentenza di condanna di Alberto Stasi colloca l’omicidio. In passato infatti si è parlato di un'azione fulminea, un’aggressione rapida e violenta durata solo pochi minuti. Elementi che hanno influito anche sulla compatibilita’ dell’alibi di Stasi. Emergerebbero anche i segni di una violenta e prolungata colluttazione che potrebbero dare un valore specifico alle tracce di dna trovate sulle unghie di Chiara, che secondo la nuova inchiesta sarebbero riconducibili ad Andrea Sempio. La consulenza affidata dalla procura di Pavia si concentrerebbe su tre punti chiave: i tempi della morte di Chiara, la dinamica del delitto, l’arma utilizzata e mai ritrovata.
Secondo la consulenza, la vittima avrebbe lottato a lungo contro il suo assassino mentre veniva colpita. L'aggressione e l'omicidio sarebbero avvenuti in più fasi, fra il piano terra e le scale della villetta di via Pascoli. L'assassino si sarebbe anche fermato a guardare il corpo di Chiara sull'ultimo scalino. Sul corpo della ragazza non ci sarebbero solo ferite provocate dall'arma del delitto ma anche ecchimosi, lividi e abrasioni su braccia e gambe: questo indurrebbe a credere che Chiara Poggi non si sarebbe soltanto protetta ma avrebbe tentato di difendersi dal suo aggressore. Se tutto venisse confermato, le tracce di dna trovate sotto le unghie della 26enne potrebbero avere un significato ben preciso.

Categoria: cronaca
20:48
Tim, Poste Italiane lancia opas totalitaria per 10,8 miliardi
(Adnkronos) - Poste Italiane lancia un'offerta pubblica di acquisto e scambio totalitaria volontaria (Opas) su Telecom Italia (Tim) per 10,8 miliardi di euro. Lo rende noto il gruppo Poste Italiane in un comunicato. Per ciascuna azione oggetto dell’offerta portata in adesione Poste - si legge nella nota "offrirà un corrispettivo complessivo unitario rappresentato dalle seguenti componenti: una componente in denaro pari a 0,167 euro e una componente in titoli pari a 0,0218 azioni ordinarie dell’offerente di nuova emissione. Pertanto, per ogni 5.000 Azioni Oggetto dell’Offerta portate in adesione all’Offerta saranno corrisposte 109 azioni ordinarie dell’Offerente di nuova emissione e 835,00 euro. Sulla base del prezzo ufficiale delle azioni dell’Offerente rilevato alla chiusura del 20 marzo 2026 (ultimo giorno di borsa aperta antecedente alla data della presente Comunicazione) pari a Euro 21,4621 (il “Prezzo di Riferimento Poste”), il Corrispettivo esprime una valorizzazione pari a 0,635 euro per ciascuna azione dell’Emittente (il 'Prezzo di Riferimento Tim') e, pertanto, incorpora un premio pari al 9,01% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni dell’Emittente rilevato alla chiusura del 20 marzo 2026 (pari a 0,5832 euro)".
"Tenuto conto che Poste ha annunciato al mercato in data 26 febbraio 2026 che sarà sottoposta all’approvazione dei soci la distribuzione di un saldo del dividendo per l’esercizio 2025 pari 0,85 euro per ciascuna azione di Poste in circolazione, il Corrispettivo è da intendersi ex Saldo Dividendo Poste, in quanto si ipotizza che l’assemblea dei soci di Poste, prima della Data di Pagamento, approvi la distribuzione di detto Saldo Dividendo Poste. A tale proposito, si precisa che, come comunicato al mercato in data 26 febbraio 2026, ove approvato dall’assemblea dei soci, lo stacco della cedola del Saldo Dividendo Poste avverrà in data 22 giugno 2026 con pagamento il 24 giugno 2026", si legge ancora.
Se tutte le Azioni Oggetto dell’Offerta alla data della presente Comunicazione dovessero essere portate in adesione, agli azionisti dell’Emittente, si legge nella nota, "saranno consegnate complessivamente massime 371.986.879 azioni ordinarie di nuova emissione di Poste in esecuzione dell’Aumento di Capitale a Servizio dell’Offerta, che, alla data di pagamento del Corrispettivo, rappresenteranno il 22,17% del capitale sociale di Poste e sarà corrisposto un ammontare complessivo in denaro pari a 2.849.624.254,93 euro. Sulla base del prezzo ufficiale delle azioni dell’Offerente rilevato alla chiusura del 20 marzo 2026 (ultimo giorno di borsa aperta anteriore alla data della presente Comunicazione) pari a 21,4628 euro, il controvalore complessivo massimo dell’Offerta, sempre in caso di integrale adesione delle Azioni Oggetto dell’Offerta emesse e in circolazione alla data della presente Comunicazione, sarà di circa 10.833.217.807,07 euro, importo, quest’ultimo, pari alla somma tra la valorizzazione 'monetaria' complessiva massima della Componente in Azioni (7.983.593.552,14 euro) e la Componente in Denaro complessiva massima (2.849.624.254,93 euro)".
"Al fine di favorire un più efficace processo di integrazione delle rispettive attività e il conseguimento degli obiettivi industriali e strategici sottesi all’Operazione, l’Offerta è finalizzata ad acquisire l’intero capitale sociale dell’Emittente e, conseguentemente, a conseguire la revoca della quotazione delle azioni dell’Emittente su Euronext Milan (il “Delisting”) nel contesto dell’Offerta", specifica Poste, ritenendo "che il Delisting favorisca gli obiettivi di integrazione, creazione di sinergie e crescita tra Poste e Tim".
"Pertanto – al verificarsi dei relativi presupposti – l’Offerente non intende ripristinare un flottante sufficiente ad assicurare il regolare andamento delle negoziazioni delle azioni dell’Emittente. Non è intenzione dell’Offerente procedere ad una fusione con l’Emittente al fine di preservare l’avviamento operativo dell’Emittente nei settori specifici di riferimento", sottolinea Poste.

Categoria: finanza
20:04
Fiorentina-Inter 1-1, Ndour risponde a Esposito e ora Milan è a -6
(Adnkronos) - Pareggio tra Fiorentina e Inter. Oggi, domenica 22 marzo, i viola hanno fermato sull'1-1 i nerazzurri nel posticipo della 30esima giornata di Serie A. A decidere il match le reti di Esposito, dopo un solo minuto di gioco, e di Ndour al 77'. Con questo punto la squadra di Chivu sale a 69 punti in classifica e vede avvicinarsi il Milan, secondo ora a -6, e il Napoli, terzo a -7. Punto prezioso in chiave salvezza invece per quella di Vanoli, che arriva a 29, sedicesima e a +2 sul terzultimo posto.
Nel prossimo turno di Serie A, l'Inter ospiterà la Roma a San Siro mentre la Fiorentina volerà a Verona per sfidare l'Hellas.

Categoria: sport
18:15
Raf, l'incontro con Gabriella Labate che ha cambiato tutto: "Mi ha salvato"
(Adnkronos) - Un amore solido e autentico quello tra Raf e Gabriella Labate. Era emerso con forza al Festival di Sanremo 2026, quando durante la serata finale il cantante ha dedicato il brano 'Ora e per sempre' alla compagna, esibendosi guardandola dritto negli occhi.
E lo ha confermato oggi, domenica 22 marzo, ospite a Verissimo, parlando di uno dei periodi più difficili della sua vita, quando agli esordi della sua carriera si era avvicinato al mondo delle droghe: "Non ci sono mai cascato fino in fondo, al punto da diventarne indipendente. È stata una fortuna perché non avevo gli strumenti per difendermi da questa cosa", ha detto.
A salvarlo, prima di tutto, la musica. E poi, il vero punto di svolta è arrivato con Gabriella Labate: "Lei è stata una salvezza per tutto, anche dalle mie paure, ero pieno di ansie. Mi ha salvato senza neanche volerlo, semplicemente con la sua naturelezza".

Categoria: spettacoli
16:47
Anarchici morti, troupe Tgr Lazio aggredita a Roma
(Adnkronos) - Grave aggressione oggi subita da una troupe in servizio per la TGR Lazio nel quartiere Quadraro di Roma, "dove un operatore e un assistente stavano riprendendo stabili occupati dagli anarchici dopo la morte di due attivisti che stavano fabbricando una bomba". Lo riferisce la Rai, in una nota, esprimendo "la più ferma condanna". "L'aggressione - riferisce ancora la nota di Viale Mazzini - ha causato il danneggiamento delle attrezzature e il ferimento di un operatore, a cui sono state prestate le cure in ospedale. A lui va la nostra piena solidarietà e l'augurio di una pronta guarigione. Si tratta di un fatto inaccettabile che colpisce non solo i professionisti coinvolti, ma anche il diritto dei cittadini a essere informati. Ogni forma di violenza nei confronti di giornalisti e operatori dell'informazione rappresenta un attacco alla libertà di stampa e ai principi democratici", conclude la Rai.

Categoria: cronaca
16:34
Sal Da Vinci, il retroscena prima della vittoria a Sanremo: cosa gli ha detto Laura Pausini
(Adnkronos) - Sal Da Vinci, a un mese dalla vittoria al Festival di Sanremo 2026, ha svelato, ospite oggi a Verissimo la verità riguardo il fuorionda diventato virale poco prima della sua proclamazione sul palco dell'Ariston.
Il video diffuso sui social mostrava la co-conduttrice Laura Pausini avvicinarsi ai due finalisti e sussurare qualcosa. In molti avevano ipotizzato che avesse anticipato ai due artisti il nome del vincitore, alimentando le polemiche.
Ma così non è andata. Il cantautore napoletano ospite nel salotto di Silvia Toffanin ha smentito le voci: "È venuta da me a chiedermi di che segno zodiacale fossi, e la stessa cosa ha fatto con Sayf. E poi mi ha chiesto se fossi felice, nient'altro", ha detto Sal Da Vinci spiegando che il nome del vincitore non può essere comunicato prima dell'annuncio ufficiale, chiarendo così l'equivoco che aveva fatto discutere.

Categoria: spettacoli
16:23
Maratona di Roma 2026, vittoria bis per Rutto. Kibiwot firma record donne
(Adnkronos) - Vittoria bis per Asbel Rutto alla Maratona di Roma 2026. Emozionante la battaglia maschile a due che lo ha incoronato di nuovo con 2h06:32, ad un soffio da Henry Tukor Kichana, per lui la piazza d'onore in 2h06:36. Più staccato l'etiope Lencho Tesfaye Anbesa che completa il podio in 2h07:44. Per le donne è la keniana Pascaline Kibiwot ad allontanarsi in solitaria e andare a vincere firmando il nuovo primato di gara con il crono di 2h22:44. Seconda l'etiope Genet Tadesse Robi in 2h24:55 e podio completato dalla connazionale Aberash Fayesa Robi in 2h25:43.

Categoria: cronaca
15:27
Bossi, il 'Va, pensiero' chiude i funerali del Senatur
(Adnkronos) - Sono le note di 'Va, pensiero', tratte dal Nabucco di Giuseppe Verdi, a chiudere i funerali di Umberto Bossi all’abbazia di San Giacomo a Pontida. A intonarle il coro degli Alpini sul piazzale antistante la chiesa.
Categoria: politica
15:26
Ornella Muti e Carlo Verdone, fuorionda a Domenica In: "Fatti vivo"
(Adnkronos) - Fuorionda a Domenica In tra Ornella Muti e Carlo Verdone. I due si sono incontrati nel salotto di Mara Venier oggi, domenica 22 marzo, per uno spazio dedicato a Eleonora Giorgi, l'attrice scomparsa lo scorso anno.
Carlo Verdone lasciando lo studio ha salutato gli ospiti in studio tra cui Andrea Rizzoli e Paolo Ciavarro, figli dell'attrice, e Ornella Muti che si è avvicinata in modo confidenziale all'attore romano sussurandogli: "Fatti vivo amore...".
Verdone ha risposto con sincerità: "Non ho più i numeri tuoi". Ornella Muti ha però replicato: "Ma tua sorella Silvia ce li ha". "Va bene allora ti chiamo io", ha concluso Verdone accogliendo la richiesta dell'amica e collega.

Categoria: spettacoli
14:58
Carlo Verdone, operazione alle anche: "Dolore atroce". Poi la battuta a Venier
(Adnkronos) - Dall'intervento alle anche all'aneddoto con Mara Venier. Carlo Verdone ospite oggi a Domenica In è tornato a parlare dell'operazione a cui si è sottoposto circa cinque anni fa dopo un lungo periodo segnato da dolori intensi.
L'attore ha raccontato di essersi affidato a un medico che lo ha operato a entrambe le anche in un unico intervento, durato 58 minuti: "Mi hanno staccato e riattaccato. Non ho avuto paura perchè non ne potevo più del dolore, ero disposto a subire tutto quello che sarebbe successo".
Carlo Verdone ha parlato di un dolore "atroce" e "insopportabile" che lo bloccava anche nelle azioni quotidiane: "A volte mi bloccavo per strada, stavo in poltrona e basta, mi bloccava anche il cervello". Dopo l'intervento il miglioramento è stato rapido: "Ho visto la luce, dopo 9 giori camminavo senza stampelle. Non ho mai preso un antidolorifico, bravi loro e fortunato io".
Momento show quando Carlo Verdone e la padrona di casa Venier hanno ricordato un aneddotto legato al loro primo incontro, avvenuto nel 1978 a Saint-Vincent: "La nostra amicizia è nata lì e continua ancora oggi", ha raccontato Mara Venier. L'attore ha scherzato: "Mi ricordo bene, eri in minigonna con delle gambe perfette", provocando la reazione ironica della conduttrice: "Allungavi l'occhio eh...". "Eh ci credo, avevi dei tacchi altissimi insomma...", ha concluso Verdone.

Categoria: spettacoli
14:43
Australia, Albanese contestato in moschea: contro il premier urla e insulti
(Adnkronos) - Dura contestazione per il primo ministro australiano Anthony Albanese, che si è recato in visita alla più grande moschea d'Australia in occasione dell'Eid al-Fitr.
Il premier è stato accolto da urla, insulti e l'accusa di essere un "sostenitore del genocidio" e appoggiare le operazioni militari di Israele nella Striscia di Gaza.

Categoria: internazionale/esteri
14:09
Mondiali atletica indoor, Iapichino e Furlani d'argento nel salto in lungo
(Adnkronos) - Larissa Iapichino e Mattia Furlani hanno conquistato la medaglia d'argento nel salto in lungo, rispettivamente femminile e maschile, ai Mondiali indoor di atletica leggera a Torun, in Polonia. La 23enne toscana delle Fiamme Oro, campionessa europea indoor in carica ad Apeldoorn 2025, conquista la prima medaglia iridata in carriera saltando la misura di 6.87 metri. Oro alla portoghese Agate De Sousa, oro in 6.92 e bronzo alla colombiana Natalia Linares, con 6.80. Per l'Italia si tratta del quarto podio nella rassegna polacca dopo gli ori di Andy Diaz (triplo), Nadia Battocletti (3000 metri) e Zaynab Dosso (60 metri).
Furlani invece era in testa con 8.39, eguagialndo il suo personale, fino all'ultimo salto quando il portogheseGerson Baldè, che era sempre stato ffuori dal podio, ha trovato il salto dell'oro con 8.46. Furlani ha tentato il colpo all'ultimo salto ma ha fatto un nullo che ha regalato l'oro al lusitano. Terzo posto per il bulgaro Bozhidar Saraboyukov con 8.31.
"È mancato poco per l’oro ma tutto sommato mi sono piaciuta nella seconda parte di gara e ho lottato, poi è sempre questione di centimetri. In quel salto c’era tanta grinta, tanta voglia di andare a prendere la medaglia, mi sono sentita emotivamente molto coinvolta ed è quello che lo sport dovrebbe trasmettere, emozioni. Ho pensato di avere una sorta di maledizione con i Mondiali perché succedeva sempre qualcosa ma oggi nonostante le mie solite ‘larissate’ sono riuscita finalmente a raggiungere quest’obiettivo", le parole di Iapichino dopo la gara. "Non sono mattiniera e ho dovuto cercare di adattarmi: al primo salto ero troppo sotto, al secondo lontana, il terzo nullo e mi sono detta di darmi una svegliata. Qui a Torun ho debuttato in Nazionale assoluta agli Europei indoor del 2021 e finora ho avuto un rapporto complicato con quest’arena, contenta di averci fatto pace. E quei cinque centimetri me li potrò riprendere in estate, agli Europei di Birmingham", aggiunge.

Categoria: sport
14:08
Paris vince il SuperG di Lillehammer, un altro trionfo del campione azzurro
(Adnkronos) - Immenso Dominik Paris che, dopo il successo nella discesa di sabato, oggi 22 marzo bissa nel SuperG con il tempo di 1.26.81 nelle finali di Coppa del mondo a Lillehammer. 'Domme' ripete la doppietta che aveva realizzato anche lo scorso anno sulla stessa pista Olympia, conquistando la sua vittoria n. 26 in carriera e l'ottava a Lillehammer a quasi 37 anni di età. Con lui sul podio gli austriaci Vincent Kriechmayr in 1.26.88 e Raphael Haaser in 1.27.19. Buona prova anche per Giovanni Franzoni che chiude in quinta posizione in 1.27.67. Gli altri italiani vedono Mattia Casse 9/o in 1.28.23, Guglielmo Bosca 12/o in 1.28.60 e Christof Innerhofer 18/o in 1.28.77.

Categoria: sport
13:38
Roma, esplosione a Piana del Sole: coinvolte tre villette, 2 feriti gravi
(Adnkronos) - Un'esplosione è avvenuta oggi domenica 22 marzo in via Tavagnasco, a Piana del Sole, nel quadrante sud-ovest di Roma. Il bilancio è di due persone ferite in modo grave, moglie e marito di 84 e 86 anni. La deflagrazione, per una bombola di gpl, ha coinvolto tre villette con detriti che hanno raggiunto anche diverse macchine parcheggiate.
I due feriti sono stati trasportati entrambi in codice rosso all'ospedale Sant'Eugenio. Sul posto gli agenti del XI Gruppo Marconi della Polizia Locale, che hanno messo in sicurezza l'area per consentire le operazioni di soccorso. Chiusa la via interessata dall'esplosione, all'altezza di via Demonte, e via Castellinaldo, nel tratto compreso tra il civico 56 e via Eugenio Villoresi.
Al momento gli agenti della Polizia Locale sono impegnati anche nelle procedure di assistenza alloggiativa, attivate insieme al personale della Protezione Civile, per le circa 70 persone evacuate dagli edifici vicini, dichiarati al momento inagibili dai vigili del fuoco, a seguito dei danni subiti. Le pattuglie stanno inoltre provvedendo ai rilievi dei danni sui veicoli presenti su strada al momento dell'esplosione.
Sul luogo dell'esplosione si è recato il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. "C'è stata un'esplosione davvero di grandissima potenza, che ha completamente distrutto una villetta e danneggiato quelle intorno - ha detto il sindaco - Ci sono due persone ferite al Sant'Eugenio in condizioni gravi. Stiamo poi verificando quante persone avranno bisogno dell'assistenza alloggiativa tra quelli che vivono intorno. I vigili del fuoco accerteranno le cause, che sarebbero dovute a una fuga di gas, un impianto gpl che avevano in casa".
"Voglio rivolgere un pensiero ai feriti - ha aggiunto Gualtieri - augurando loro una pronta guarigione. L'esplosione è stata di una potenza impressionante", ha concluso, specificando che si tratta di "palazzine nuove e in buone condizioni, realizzate 7 anni fa e di edilizia regolare".

Categoria: cronaca
13:32
Raid su Arad in Israele, colpiti due palazzi
(Adnkronos) - Due palazzi sono stati colpiti in un raid ad Arad, in Israele. Secondo le autorità israeliane, missili iraniani hanno colpito ieri le città di Dimona e Arad, nel sud del Paese, provocando circa 175 feriti.
Categoria: internazionale/esteri
13:10
Un altro Alcaraz trionfa, vince anche il fratello di Carlos
(Adnkronos) - Alcaraz vince un torneo. Non è una novità, apparentemente. In realtà a trionfare non è Carlos, numero 1 del tennis mondiale, ma sua fratello Jaime. Il 14enne conquista il titolo in un torneo Under 15 sulla terra battuta a Murcia. E lo fa con una prestazione coronata da un punto che ricorda da vicino i prodigi del miglior giocatore del mondo.
Il ragazzino fa calare il sipario sulla finale con un autentico show fatto di recuperi, scivolate, rincorse fino all'errore finale dell'avversario. Game, set and match: un altro trofeo a casa Alcaraz.

Categoria: sport
12:46
E' morto Salvatore Lauro, politico e armatore italiano
(Adnkronos) - E' morto a 75 anni Salvatore Lauro, politico e armatore italiano. Lauro, eletto al Senato nelle file di Forza Italia nel 1996 e poi rieletto senatore nel maggio 2001 con la Casa delle Libertà, è stato un armatore azionista della società italiana di famiglia Alilauro e membro del consiglio di Confitarma. Si è spento a Ischia, dove era nato l'8 febbraio 1951.

Categoria: politica
12:23
Referendum, Schlein al seggio di Testaccio a Roma
(Adnkronos) - Elly Schlein al seggio. La segretaria del Pd ha votato a Roma alla scuola De Amicis a Testaccio, accompagnata da molti curiosi e alcuni esponenti dem, tra cui il senatore Antonio Nicita e Alfredo D'Attorre.
Categoria: politica
11:52
Goggia vince la Coppa del Mondo di SuperG
(Adnkronos) - Dopo Laura Pirovano in discesa, Sofia Goggia ha vinto oggi domenica 22 marzo la Coppa del Mondo di SuperG. La 33enne bergamasca a Kvitfjell precede la neozelandese Alice Robinson, ultima avversaria aritmeticamente in gioco e settima a 2"41 dalla vetta, e chiude i conti per la prima Coppa di SuperG della carriera, succedendo a Federica Brignone campionessa nel 2021-22.

Categoria: sport
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A Webuild con la controllata Cossi Costruzioni contratto da 117 mln per la variante di Mondovì
(Adnkronos) - Sbloccare il traffico cittadino e velocizzare il collegamento tra l’autostrada A6 Torino-Savona e le valli cuneesi. È l’obiettivo del contratto da 117 milioni di euro per la realizzazione della nuova Tangenziale di Mondovì in Piemonte, affidato da Anas (Gruppo Fs Italiane) al consorzio partecipato da Cossi Costruzioni (Gruppo Webuild, in quota all’80%) e Webuild (20%). L'opera, lunga circa 3 km e parte della Strada Statale SS28 “del Colle di Nava”, punta sulla tecnologia per garantire sicurezza nel tempo. Il cuore tecnologico del progetto riguarda il viadotto Ellero (240 metri). Qui verrà installato un sistema di monitoraggio strutturale continuo: una rete di sensori IoT trasformerà il ponte in un’infrastruttura "parlante". Il sistema invierà dati in tempo reale sulla stabilità dell'impalcato e sulla situazione idrogeologica del torrente sottostante.
Il progetto, che prevede anche la realizzazione della galleria San Lorenzo (1,4 km), contribuirà all’alleggerimento dei flussi pesanti nel Rione Borgato e a ridurre i tempi per raggiungere la Torino–Savona. L’opera non si limita all’innovazione strutturale, ma adotta un approccio rigido sulla sostenibilità del cantiere, che impiegherà circa 150 addetti tra personale diretto e di terzi. L'obiettivo è minimizzare l'impronta ambientale dei lavori attraverso un sistema di economia circolare che prevede il recupero e il riuso integrale delle acque. Una rete di sensori digitali permetterà di ottimizzare i consumi idrici ed energetici, mentre barriere mobili ridurranno la dispersione delle polveri. Un’attenzione particolare è stata dedicata alla fauna locale: oltre all’uso di dissuasori acustici e visivi per allontanare gli animali dalle zone di lavoro, il progetto include la realizzazione di attraversamenti mobili per garantire la continuità dei corridoi per agevolare il passaggio della fauna selvatica durante tutte le fasi costruttive.
Questo nuovo contratto conferma l’efficacia del modello industriale con cui Webuild valorizza le competenze delle sue partecipate. Cossi Costruzioni, specializzata in opere complesse come gallerie, viadotti e infrastrutture in contesti geologici e morfologici sfidanti, opera in piena integrazione con il Gruppo, mettendo a sistema un know-how maturato in quasi 50 anni di attività e una forte vocazione nel comparto delle costruzioni e manutenzioni stradali. Tra le opere più iconiche realizzate da Cossi Costruzioni, ci sono il ripristino del Traforo del Monte Bianco, la costruzione di importanti lotti autostradali e ferroviari in Italia e Svizzera, e il tunnel ferroviario di base del Monte Ceneri, sempre in Svizzera.
Parte del Gruppo Webuild dal 2022, Cossi Costruzioni ha contribuito anche alla costruzione del nuovo Ponte Genova San Giorgio al fianco del consorzio PerGenova. L’esperienza acquisita nell’ambito dei progetti Webuild sul Terzo Valico dei Giovi e su tratte ad alta velocità/alta capacità Verona–Vicenza e Salerno–Reggio Calabria, oltre che in alcuni importanti progetti di potenziamento infrastrutturale in Italia, alimenta oggi una filiera tecnica solida e coordinata, capace di accelerare processi, elevare standard costruttivi e generare valore condiviso. Questa sinergia permette a Webuild di ampliare la sua capacità produttiva, rafforzando la crescita industriale del Gruppo attraverso l’eccellenza operativa delle sue controllate.

Categoria: economia
07:35
Guerra Iran, missile su Tel Aviv fa 6 feriti. Media Teheran: colpite infrastrutture gas a Isfahan e Khorramshahr - La diretta
(Adnkronos) - Nuova giornata di guerra oggi, martedì 24 marzo, in Iran mentre a 25 giorni dall'avvio delle operazioni di Usa e Israele contro la Repubblica islamica. Dopo l'annuncio fatto ieri dal presidente Usa Donald Trump su "colloqui ottimi" in corso tra gli Stati Uniti e il regime degli ayatollah, inizialmente smentiti dall'Iran, oggi Teheran ha fatto sapere di aver ricevuto un 'messaggio' dagli Stati Uniti, tramite i mediatori. "Tramite mediatori, abbiamo ricevuto considerazioni dagli Stati Uniti e sono allo studio", ha detto a Cbs News un funzionario del ministero degli Esteri. La rete precisa che si tratterebbe eventualmente di un passo che potrebbe preludere a colloqui. E il Pakistan si è offerto come mediatore dicendosi "sempre pronto a ospitare colloqui" a patto che "le parti lo desiderino", ha affermato alla Bbc il portavoce del ministero degli Esteri di Islamabad, Tahir Andrabi.
Intanto un missile balistico lanciato dall'Iran contro Tel Aviv ha causatooggi il ferimento di sei persone. Secondo la polizia, il missile aveva una testata con cento chili di esplosivo e ha causato danni a diversi edfici e auto. Immediata la risposta israeliana. Secondo quanto riferisce il sito di notizie israeliano Ynet, le Idf stanno attaccando siti per il lancio di missili e altre strutture nell'ovest della Repubblica islamica.
Un attacco congiunto attribuito a Stati Uniti e Israele ha colpito infrastrutture del gas nelle città iraniane di Isfahan e Khorramshahr, riferisce l’agenzia iraniana Fars, secondo cui a Isfahan sono stati presi di mira un edificio amministrativo del gas e una stazione di decompressione, con danni alle strutture e ad abitazioni vicine. A Khorramshahr, l'attacco avrebbe interessato un gasdotto collegato a una centrale elettrica; il governatore locale ha riferito che un ordigno è caduto all’esterno dell’impianto senza causare vittime. Gli attacchi, se confermati, contrasterebbero con quanto dichiarato dal presidente Trump, che aveva indicato una sospensione delle operazioni contro infrastrutture energetiche. Continuano anche i bombardamenti di Israele sul Libano.
Oggi un nuovo raid a sud di Beirut sulla città di Bshamoun, nel distretto di Aley, ha provocato almeno due morti, come ha reso noto il ministero della Sanità libanese.

Categoria: internazionale/esteri
07:17
'Stasera a letto tardi', martedì 24 marzo: gli ospiti di oggi
(Adnkronos) - 'Stasera a letto tardi' torna oggi, martedì 24 marzo, in prima serata su Rai 2, condotto dai The Jackal. Tra gli ospiti di oggi: Mara Maionchi, Fabio Caressa e Alessandro Borghese.
Aurora Leone, Ciro Priello, Fabio Balsamo e Fru (Gianluca Colucci), per la prima volta tutti insieme alla guida di un programma televisivo. Accanto a loro, un gruppo di bambini, tra i 4 e i 10 anni, scelti per la loro spontaneità e schiettezza. Ogni puntata alternerà momenti divertenti in studio e candid camera imprevedibili, creando uno spazio in cui bambini e adulti si incontreranno, divertendosi e imparando l'uno dagli altri. Durante le candid camera i bambini, in una stanza con le telecamere nascoste - ignari di essere ripresi - interagiranno con i The Jackal che creeranno per loro scherzi, storie e situazioni sempre diverse.
Non mancheranno le interviste agli ospiti in studio, protagonisti del mondo dello spettacolo e non solo, chiamati a mettersi in gioco rispondendo alle domande ideate proprio dai bambini, pronti a soddisfare le curiosità più disparate dei piccoli in studio. Sempre più centrali anche i momenti ironici dei conduttori, pronti a sorprendere con nuove gag e sketch comici originali.
Spazio, infine, a 'Le leggi dei bambini'. In ogni puntata, i bambini, proprio come in una sorta di Parlamento, voteranno alcune proposte di legge fatte da loro stessi fino ad arrivare a stabilire un decalogo con le leggi che vorrebbero.

Categoria: spettacoli
07:10
Cento anni fa nasceva Dario Fo, oggi giornata di celebrazioni a Roma
(Adnkronos) - Si aprono oggi, martedì 24 marzo, a Roma le celebrazioni per il centenario della nascita di Dario Fo, Premio Nobel per la Letteratura nel 1997 e tra i più influenti protagonisti del teatro e dell’impegno civile del secondo Novecento. Nato il 24 marzo 1926 a Sangiano, in provincia di Varese, Dario Fo è scomparso a Milano il 13 ottobre 2016 all’età di 90 anni.
Quella di oggi sarà una giornata simbolica, nel giorno esatto del suo centesimo compleanno, che dà il via a un programma di iniziative nazionali dedicate all’eredità artistica, culturale e civile dell’autore, indissolubilmente legata anche alla figura della moglie, l'attrice Franca Rame.
Il calendario inaugurale prevede due momenti principali. In mattinata, al Ministero della Cultura, si terrà l’evento istituzionale durante il quale sarà presentato il Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Centenario di Dario Fo, insediato il 12 marzo con decreto ministeriale. Il Comitato avrà il compito di coordinare e valorizzare le iniziative dedicate al grande artista su tutto il territorio nazionale. Nel corso della mattinata è prevista anche la cerimonia del primo annullo filatelico del francobollo commemorativo dedicato a Dario Fo, emesso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy in collaborazione con Poste Italiane. Il francobollo fa parte della serie tematica “Le eccellenze del patrimonio culturale italiano”, riconoscimento che consacra Fo tra i massimi interpreti della cultura italiana nel mondo.
Il Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Centenario di Dario Fo è composto da Alberto Bentoglio, professore ordinario di Discipline dello Spettacolo presso l’Università degli Studi di Milano, Stefano Bertea, direttore degli Archivi e Project manager della Fondazione Dario Fo e Franca Rame, nominato Tesoriere del Comitato Nazionale, Mattea Fo, presidente della Fondazione Dario Fo e Franca Rame, e nominata presidente anche del Comitato Nazionale, Giovanna Giubbini, sovrintendente dell’Archivio centrale dello Stato, Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e presidente dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Salvatore Settis, professore emerito di Storia dell’Arte e dell’Archeologia classica presso la Scuola Normale Superiore di Pisa.
Le celebrazioni proseguiranno in serata con una grande serata omaggio al Teatro Sistina, concepita come un racconto collettivo tra letture, musica, ricordi e teatro. Più che una commemorazione, spiegano gli organizzatori, l’appuntamento vuole essere una celebrazione viva, fedele allo spirito di un artista che ha sempre creduto nel potere trasformativo e liberatorio della scena. Sul palco si alterneranno artisti, intellettuali e amici che renderanno omaggio al drammaturgo.
Non una commemorazione, ma una celebrazione viva, fedele allo spirito di un artista che ha sempre creduto nel potere trasformativo e liberatorio della scena. Saliranno sul palco del Sistina Paola Cortellesi, Ambra Angiolini, Carlo Petrini, Chiara Francini, Moni Ovadia, Anna Foglietta, Marco Travaglio, Margherita Vicario, Lodo Guenzi, Roberto Rustioni, Eleonora Giovanardi, Marco Ripoldi, Alessandro Federico, Matteo Gatta, Mario Pirovano, Gilberta Crispino, Valerio Aprea, Gad Lerner, Pino Strabioli, Ascanio Celestini e la Bandabardò accanto a Jacopo Fo insieme alle figlie Mattea e Jaele.
La serata è organizzata da Mattea Fo e Stefano Bertea per la Fondazione Fo Rame Ets, e da Massimo Romeo Piparo, direttore artistico del Teatro Sistina.

Categoria: cultura
07:08
Referendum, la festa di Schlein in piazza tra selfie, cori e una promessa: "Batteremo Meloni"
(Adnkronos) - Se sarà l'inizio della volata, lo diranno i prossimi passaggi. Le primarie, la leadership, il programma. Tutto ancora da fare, da definire. Ma la vittoria al referendum sulla giustizia, per Elly Schlein è stata uno snodo decisivo. Ne è ben consapevole la segretaria che si è buttata nel corteo del No per le strade di Roma tra fumogeni, Bella Ciao e 'C'è chi dice no' a palla dalle casse. Non si è persa una stretta di mano, un abbraccio, un selfie. Il 'cinque' con i giovani, tanti, che hanno sfilato in strada mentre i militanti più anziani si facevano sotto, raccomandando responsabilità a non sprecare l'occasione: vincere le prossime politiche. "Ce la faremo, ce la faremo", rassicurava tutti Schlein. "Batteremo Meloni", ripeteva la segretaria.
Quando nel pomeriggio di ieri al Nazareno è entrata nella sala affacciata sui tetti di Roma, c'era una folla di dirigenti dem ad attenderla. E accolta con un applauso che ha spazzato via i timori se avesse vinto il Sì e rinsaldato la leadership della segretaria. "Abbiamo vinto", ha esordito. "Dalle urne arriva un messaggio per noi. Il Paese chiede un'alternativa e noi abbiamo la responsabilità di organizzarla. Questo voto ci consegna una grande responsabilità". Una breve analisi del voto in cui Schlein ha calcato sull'importanza della partecipazione dei giovani. Un elettorato che va fidelizzato. "Hanno fatto la differenza". Le chiedono se Giorgia Meloni debba dimettersi. "Ribadisco quello che ho detto anche prima del voto: la batteremo alle politiche". Le chiedono delle primarie: "Discuteremo di tutto: modalità, tempi. Ho sempre detto che in caso di primarie sarei stata assolutamente disponibile".
Poi di corsa verso piazza Barberini dove Maurizio Landini ha approntato il ritrovo per festeggiare la vittoria del No al referendum. Ci sono il sindaco Roberto Gualtieri, Pagliarulo dell'Anpi, Nichi Vendola, i parlamentari di Pd, M5S e Avs. Arrivano Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Arriva anche Giuseppe Conte. Tutti insieme sul camioncino che diventa il palco della manifestazione. Schlein parla per ultima. "Questa vittoria è vostra - dice alla piazza - avete difeso la Costituzione perché la Costituzione è di tutti e il governo non la può cambiare da solo. Noi ci metteremo in ascolto, c'è già una maggioranza alternativa a questo governo e noi lavoreremo per essere all'altezza delle vostre aspettative. La promessa che vi vogliamo fare dopo questa mobilitazione condivisa è l'unità. Continueremo ad essere testardamente unitari". La piazza risponde con un applauso e il coro 'unità, unità'. I leader del campo progressista si sono poi abbracciati a favore di telecamere. Ieri sera nessuno si è tirato indietro.

Categoria: politica
00:12
Caro Carburanti, 10 consigli per risparmiare al distributore di benzina
(Adnkronos) - Per sfuggire al caro carburante al distributore di benzina ecco i 10 consigli per risparmiare suggeriti da Mauro Antonelli dell'Unione nazionale consumatori.
1) Non accontentatevi di scegliere un distributore che ha prezzi inferiori alla media regionale, che magari è invece il più caro della vostra città vista l’estrema variabilità dei prezzi praticati da una zona all’altra. Andate sempre, invece, da chi ha i prezzi più bassi ed è meno caro di tutti gli altri. Come ha attestato l’Antitrust, infatti, un impianto 'risulta effettivamente in concorrenza soltanto con gli impianti situati a pochi chilometri di distanza'. Di conseguenza, 'potrebbe facilmente verificarsi che il prezzo in una determinata sotto-zona sia diverso (ad esempio inferiore) da quello medio regionale, che quindi costituirebbe un indicatore non rappresentativo della situazione locale e, come tale, poco utile al consumatore'. In soldoni: le medie regionali sono fuorvianti e ingannevoli.
2) Non entrate nel primo distributore che vi capita appena si accende la spia della benzina, ma cercate sempre il prezzo più basso della vostra zona.
3)Confrontate sempre i prezzi attraverso l’Osservaprezzi carburanti. Anche se con alcuni limiti, nella ricerca per area geografica potete inserire la vostra regione, provincia e comune e ordinare i prezzi in ordine crescente (scartando quelli di colore rosso, non aggiornati). Potete fare una ricerca anche per zona, percorso o tratta autostradale.
4) Non è vero che un distributore vale l'altro.
5) I distributori in autostrada hanno sempre prezzi più alti, quindi, prima di partire per un viaggio, fate il pieno. Se non lo avete fatto, guardate i benzacartelloni. Visti i prezzi attuali, se non avete fretta, uscite dall’autostrada, fate il pieno e poi rientrate. Sul sito del Mimit potete fare una ricerca anche per tratta autostradale (o su un percorso).
6) Prediligete le pompe bianche, senza insegne famose (no logo) o quelle della grande distribuzione.
7) Scegliete sempre il self-service e non il servito.
8) Verificate la corrispondenza tra i prezzi esposti nei cartelli visibili dalla carreggiata e quelli effettivamente praticati che trovate sulla colonnina, dato che alcuni benzinai fanno i furbi, vi attirano con un prezzo e poi ve ne applicano un altro.
9) Ricordatevi: chi va piano, non solo va sano e va lontano, ma consuma anche meno carburante.
10) Segnalate all'Unione nazionale consumatori i prezzi anomali ma, soprattutto, la mancata esposizione dei cartelli previsti o l’esposizione di prezzi sbagliati, violazioni che comportano sanzioni.

Categoria: economia
00:11
Ora legale permanente in Italia, al via un'indagine conoscitiva in Parlamento
(Adnkronos) - Mancano pochi giorni al ritorno dell'ora legale in Italia, per la primavera e l'estate, e intanto in Parlamento si considera la possibilità di mantenerla attiva per tutto l'anno.
Dal 2004 al 2024 infatti l'Italia ha risparmiato oltre 12 miliardi di kilowattora e circa 2,3 miliardi di euro grazie all'orario estivo. Mantenere l'ora legale tutto l'anno potrebbe generare un risparmio annuo di 720 milioni di kilowattora e circa 180 milioni di euro, riducendo al contempo le emissioni di anidride carbonica di 200.000 tonnellate l'anno, equivalenti all'assorbimento di circa sei milioni di alberi. È quanto si legge in un documento pubblicato dal Parlamento, che ha avviato una 'Indagine conoscitiva sull'impatto dell'ora legale permanente sul territorio nazionale: effetti e ricadute sui settori'. L'indagine conoscitiva dovrebbe concludersi entro il 30 giugno 2026.
Dal punto di vista economico l'adozione stabile dell'orario estivo "ridurrebbe i consumi elettrici per illuminazione e riscaldamento, con risparmi diretti per cittadini e imprese e un minore impatto ambientale", si spiega nel documento. Sul piano sociale, "una maggiore disponibilità di luce nel tardo pomeriggio favorirebbe, ad esempio, le attività ricreative e turistiche". Tra gli effetti positivi si possono includere anche ''l'aumento dei consumi nel commercio al dettaglio e nella ristorazione e l'ampliamento della stagione turistica''.
Dal punto di vista energetico, anche se l'impatto percentuale sui consumi complessivi è modesto (0,1-1%), il valore assoluto dei risparmi ''rimane significativo in un'ottica di sostenibilità e riduzione delle emissioni di co2''. Ma emergono anche ''voci discordanti, che evidenziano criticità e possibili effetti negativi, rendendo ancora più urgente un confronto istituzionale che porti a una decisione definitiva'', si evidenzia. Si delinea ''un equilibrio complesso con benefici misurabili in termini di risparmio, mitigati dall'esigenza di valutare eventuali criticità dell'applicazione di un unico sistema orario''.
La discussione sull'introduzione dell'ora legale per tutto l'anno ''trae origine dalla consultazione pubblica lanciata dalla Commissione europea nel 2018, alla quale parteciparono 4,6 milioni di cittadini europei: l'84% si espresse a favore dell'abolizione del cambio d'ora'', si ricorda nel documento. I dati statistici e i rapporti del Parlamento europeo documentano ''risparmi energetici dell'1% sui consumi nazionali, con effetti positivi anche sul benessere psicofisico dei cittadini'', si sottolinea.
La Società italiana di medicina ambientale (Sima) riporta che ''l'estensione dell'ora legale è stata sperimentata negli Stati Uniti nel 2007, con risultati positivi sia sul piano del risparmio energetico che della sicurezza pubblica, registrando una riduzione dei crimini fino al 27% nelle ore serali''.
In Italia l'ora legale, si ricorda, è nata come misura di guerra nel 1916 e rimase in vigore fino al 1920 per poi essere ripristinata durante la seconda guerra mondiale. In quell'occasione si è avuto il periodo di massima durata dell'ora legale, che restò in vigore per oltre due anni continuativi: dal 14 giugno 1940 al 2 novembre 1942. L'ora legale è stata adottata definitivamente in Italia solo nel 1965 ed è stata applicata per la prima volta nel 1966 per soli quattro mesi, dall'ultima domenica di maggio all'ultima domenica di settembre, per poi essere estesa a sei mesi nel 1980 (con inizio dalla prima domenica di aprile e poi, dal 1981, dall'ultima domenica di marzo). Un ulteriore prolungamento di un mese è stato introdotto nel 1996, quando il termine fu spostato all'ultima domenica di ottobre insieme al resto d'Europa.

Categoria: economia
00:10
Referendum, leader dell'opposizione in festa: "Vittoria del No è un messaggio per Meloni"
(Adnkronos) - "Abbiamo vinto". Bastano due parole a Elly Schlein per intestare al centrosinistra l'esito del voto sul referendum per la giustizia. I leader di opposizione chiudono la giornata in piazza, insieme sul palco che Maurizio Landini ha convocato a urne ancora aperte insieme ai Comitati per il No. Poi, alla testa di un corteo improvvisato per le strade del centro di Roma, direzione piazza del Popolo. Tutti a festeggiare un risultato che sempre la segretaria del Pd definisce "oltre le aspettative".
I conti li fa subito Goffredo Bettini: "Il no supera in voti quelli ottenuti dalle liste del centrosinistra nelle precedenti elezioni europee e politiche". In numeri, a conteggi terminati, parlano di oltre 14 milioni per il no. Due i milioni di scarto sul fronte del sì. Talmente tanto carburante nel serbatoio delle opposizioni da rilanciare, un po' a sopresa, anche le primarie del centrosinistra.
Il più lesto a dare la lettura politica del voto è Matteo Renzi: "Una sconfitta sonora per la Meloni. Io mi sono dimesso, lei da cosa si dimette?", sentenzia l'ex premier, che aveva dato a Iv libertà di voto ma che mostra pochi dubbi su come interpretare il referendum. "Da oggi Meloni è un'anatra zoppa, per lei parte un anno di via crucis", prosegue Renzi. Entusiasmo anche in casa Avs, con Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli che non si sottraggono: "Da qui in avanti cambia il vento, la musica, si comincia a guardare alle elezioni con altro spirito", dice il leader di SI. Bonelli gli fa eco: "Un segnale politico rilevante, una sconfitta per Giorgia Meloni".
Ma a dare il colpo di gas al campo largo è Giuseppe Conte, che non solo raccoglie l'assist di Renzi sulla primarie ("il centrosinistra vada rapidamente alle primarie, è in condizione di vincere le elezioni politiche", dice il leader di Iv), ma rilancia: "Si apre una nuova stagione, una nuova primavera politica, i cittadini vogliono voltare pagina, segnalano la richiesta di un'altra politica, più attenta ai bisogni delle persone e il M5s ha tutto il diritto, con le altre forze progressiste, di interpretare questa nuova primavera", è la premessa di Conte. Per l'ex premier, il voto è un "avviso di sfratto a questo governo".
Secondo Conte "è evidente che oggi c'è uno spartiacque, non solo per quanto riguarda una battuta forte di arresto per il governo ma anche per quanto riguarda i contenuti e il progetto progressista". Quindi, "ci apriamo anche alla prospettiva delle primarie. Non primarie di qualche organizzazione, di qualche apparato partitico, ma veramente aperte" per "individuare il candidato, la candidata che possa essere più competitivo", dice.
Schlein lascia agli altri leader una prima ribalta, ed è l'ultima a presentarsi alla stampa per una valutazione del voto. "Abbiamo vinto. Abbiamo fermato una riforma sbagliata ed è una vittoria ancora più bella perche partivamo da sconfitta annunciata”, è la premessa della segretaria, che individua subito l'elemento chiave della vittoria referendaria: "I giovani hanno fatto la differenza" e "il Pd ha avuto l'elettorato più compatto, al 90% tra tutti i partiti". Un messaggio, quest'ultimo, che suona anche diretto a quella parte del partito che si è mostrata non completamente sorda alle ragioni del sì e delle riforme. "Anche la giustizia si può migliorare, ma non così", sottolinea la leader dem.
Schlein non chiede le dimissioni della Meloni: "Dal voto arriva un messaggio politico chiaro a Giorgia Meloni, ascolti il Paese e le sue priorità”, ma "ribadisco che la batteremo alle prossime politiche". Ma è alle prospettiva del centrosinistra che la leader dem dimostra di guardare: "Il voto è anche un messaggio per noi. Il Paese chiede un'alternativa e noi abbiamo la responsabilità di organizzarla. C'è già una maggioranza alternativa al governo. Questo voto ci consegna una grande responsabilità. Lavoreremo con le forze della coalizione progressista per costruire l'alternativa". Quindi, sottolinea, "sono certa che ci mettera d'accordo sia sul programma che sulle modalità per la guida" della coalizione, "io ho già detto che in caso di primarie ci sono".

Categoria: politica
00:10
Referendum, Meloni incassa il colpo: "Occasione persa". Legge elettorale in mirino centrodestra
(Adnkronos) - La siepe non è quella di Giacomo Leopardi. Ma le foglie verdi e il canto degli uccellini fanno da sfondo, visivo e sonoro, al videoselfie - dall’inquadratura leggermente tremolante - con cui Giorgia Meloni sceglie di "metterci la faccia" dopo la sconfitta al referendum sulla giustizia. Il primo, vero K.o. politico della leader di Fdi da quando si è insediata a Palazzo Chigi.
Sono le 16.45 quando sui canali social compare la clip di 46 secondi, girata con ogni probabilità nel giardino della sua abitazione romana: maglione grigio, tono diretto, nessun tentativo di minimizzare. La premier riconosce l’esito, ma al tempo stesso traccia subito la linea politica: noi tiriamo dritto, il voto referendario non incide sulla tenuta del governo né sul prosieguo della legislatura. Un messaggio, condiviso con gli alleati di Lega e Forza Italia, rivolto anche alle opposizioni - con in testa Giuseppe Conte - che parlano di "avviso di sfratto".
"Gli italiani hanno deciso e noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l'Italia", scandisce Meloni, pronta a non mollare sulla legge elettorale, che va cambiata ora a maggior ragione in vista della madre di tutte le battaglie (le prossime politiche) per poi aprire la strada al premierato. Niente voto anticipato, raccontano, ma da oggi in poi, antenne dritte, per evitare incidenti di percorso. Bisogna portare a casa il record di longevità di questo esecutivo, fanno sapere ambienti vicini a Via della Scrofa.
La sconfitta brucia e non lo nasconde, la premier: "Resta chiaramente il rammarico per un'occasione persa di modernizzare l'Italia, ma questo non cambia il nostro impegno per continuare con serietà e determinazione a lavorare per il bene della Nazione e per onorare il mandato che ci è stato affidato". Concetti che, secondo quanto filtra da fonti di maggioranza, la presidente del Consiglio avrebbe ribadito anche in un colloquio con il leader di Forza Italia Antonio Tajani. Tra i temi affrontati, quello della radicalizzazione dello scontro referendario, ritenuta uno dei fattori che hanno pesato sull’esito finale.
Il ministro degli Esteri resta chiuso nel suo ufficio alla Camera e manda avanti a commentare l'affermazione del No i capigruppo Paolo Barelli e Maurizio Gasparri, che sottolineano: "È stato un voto politico, non nel merito, più di questo non potevamo fare, rispettiamo la volontà degli italiani, ora ci auguriamo che l'opposizione inizia a collaborare". In particolare, il coordinatore della campagna azzurra per il Sì, Giorgio Mulè, ci tiene a precisare: "Non è stata una sconfitta di Fi e non muoviamo alcun rimprovero agli amici della maggioranza, non facciamo nessun processo". Tajani preferisce affidare a una nota la sua analisi del voto: "Il popolo sovrano si è espresso, e noi ci inchiniamo alla sua volontà", l’alta partecipazione è stata "una grande prova di democrazia". Il vicepremier rivendica poi l’impegno del suo partito: "Noi abbiamo fatto tutto il possibile per far comprendere l’importanza di una riforma che avrebbe reso la giustizia più equa e l’Italia più libera".
Due i punti centrali, sottolineati dal segretario nazionale di Forza Italia: "Per l’attività di governo non cambia nulla", questo non è un giudizio sull'esecutivo Meloni, perché il "voto sul governo ci sarà nel 2017 alla scadenza della legislatura" e "Fi sarà sempre nel centrodestra". Infine, Tajani assicura che "la riforma della giustizia rimane un tema sul tavolo, e non rinunceremo mai ad occuparcene", ringrazia i sostenitori e soprattutto esorta ad evitare polemiche: "Spero che nessuno usi più toni da guerra civile" e che si apra "un dialogo pacifico, sereno, attento alle ragioni della controparte". Un monito di merito nei confronti delle opposizioni. E non solo. Raccontano infatti che qualcuno, in casa Fi, avrebbe storto il naso nei confronti di chi, nella maggioranza, avrebbe contribuito ad estremizzare la campagna.
Da Budapest interviene anche il segretario leghista Matteo Salvini: "Quando i cittadini si esprimono hanno sempre ragione. Rimaniamo convinti, come milioni di italiani che meritano rispetto e gratitudine, che sia necessario migliorare il sistema della giustizia. Anche per questo - conclude - il governo deve andare avanti con compattezza e determinazione".
La netta affermazione del No getta inevitabilmente ombre sul cantiere delle riforme, dalla legge elettorale al premierato. Ma dalla maggioranza il messaggio resta quello della continuità. "Non credo che" il referendum sulla giustizia "cambi la nostra agenda parlamentare perché, come avevamo detto fin dall'inizio, le vicende attinenti alla consultazione referendaria erano sganciate", osserva a caldo il capogruppo di Fdi alla Camera Galeazzo Bignami.
La stessa linea viene rimarcata in serata da fonti di Via della Scrofa, che ribadiscono come la legge elettorale resti slegata dall’esito del voto. Quanto al ruolo degli alleati in campagna referendaria, ciascuno avrebbe "fatto il possibile" per il proprio ambito di competenza.
E sull’eventuale peso del caso Delmastro, la valutazione è la seguente: "I punti sono talmente tanti, non è che uno perde per quello...". Il clima, assicurano, resta sereno e orientato ad andare avanti. Analoga la lettura che arriva da ambienti di Forza Italia: "Abbiamo fatto tutti il massimo possibile". Secondo gli azzurri, "Il problema è stata radicalizzata dal No sul discorso dell'attentato alla costituzione, pieni poteri, mani sulla giustizia. Questo ha fatto la differenza", senza però lasciare spazio a tensioni interne: "Non ci sono recriminazioni particolari" e "noi in particolare abbiamo fatto il massimo possibile".
Resta la consapevolezza della difficoltà dello strumento referendario per il centrodestra: "Il referendum si conferma una brutta bestia", ammettono le stesse fonti azzurre. Sul caso Delmastro, si prova a dimensionare la portata della vicenda ("roba per addetti ai lavori"): "Secondo noi il problema è stato solo la radicalizzazione del voto. È stato mobilitato un elettorato che non andava a votare". Guardando avanti, la linea resta quella di tenere distinti i dossier: "Legge elettorale e premierato? Sono altre partite, andiamo avanti col programma", con la precisazione che la riforma elettorale "è fatta apposta per dare stabilità al Paese, non cambiamo idea rispetto al risultato del voto".
L'azzurro Stefano Benigni, uno degli sherpa al tavolo elettorale del centrodestra, non ha dubbi: "Si va avanti con la riforma elettorale. L'obiettivo è sempre lo stesso: dare stabilità al Paese. A maggior ragione il voto di oggi - dice il vicesegretario nazionale forzista all'Adnkronos - è la conferma che serve cambiare il sistema di voto. Così chi vincerà le elezioni, che sia il centrodestra o il campo largo, avrà la possibilita di governare il Paese sulla base di un programma chiaro. La bozza di riforma, il cosiddetto Stabilcum, è stata depositata alla Camera, due settimane fa. Ora si ricomincia, partiremo con audizioni in prima Commissione alla Camera".
Il nodo politico del caso Delmastro resta però sul tavolo. La premier Meloni, nei giorni scorsi, ha escluso dimissioni del sottosegretario di Via Arenula, ma la vicenda continua a pesare sul clima complessivo. I riflettori restano puntati anche sulla catena di comando del ministero della Giustizia guidato da Carlo Nordio, con attenzione in particolare su Giusi Bartolozzi, potente capo di gabinetto, finita nuovamente al centro delle polemiche - dopo il caso Almasri - per le frasi contro i magistrati. In questo quadro, circolano indiscrezioni su un possibile riassetto interno, con l’ipotesi di un trasferimento o avvicendamento dopo la tornata referendaria. Un dossier che resta aperto e che potrebbe avere sviluppi nei prossimi giorni. (di Antonio Atte e Vittorio Amato)

Categoria: politica
00:05
Referendum giustizia, le grandi città trascinano il No: la mappa del voto
(Adnkronos) - Il No vince il referendum sulla giustizia grazie al successo in 17 regioni italiane, il Sì se ne aggiudica solo tre. La carta geografica del voto evidenzia il mosaico territoriale, caratterizzato dall'en plein del No nelle grandi città da Nord a Sud.
Il record di voti contrari alla riforma si tocca in Campania, con una percentuale del 65,22%. A trainare è Napoli, che porta il No sopra il 70% (71,47%). Le grandi città hanno guidato alla vittoria anche altre regioni: nel Lazio, governato dal Centrodestra, il No tocca il 54,59% mentre il Sì si ferma al 45,41%. L'affermazione arriva grazie a Roma dove il No tocca il 60,31% mentre nelle altre quattro province vince il Sì. Scenario similea in Piemonte, regione governata dal centrodestra, dove Torino (64,76% per il No) porta la regione alla percentuale del 53,50%. E in Sicilia (centrodestra), con il 60,98% che ha votato No (a Palermo al 68,94%) e il 39,02% che si è espresso per il Sì.
Si schierano a favore della riforma della giustizia le tre regioni a guida Lega: Veneto, con il 58,41%, Friuli Venezia Giulia con il 54,47%, e Lombardia, con il 53,56%. Quasi un testa a testa in Trentino Alto Adige con il No al 50,59% e il Sì al 49,41%.
Al Sud oltre alla Campania, il No vince in Basilicata (a guida centrodestra) con il 60,03% contro il 39,97%, in Puglia (centrosinistra) con il 57,14% sul Sì che si attesta al 42,86% e in Calabria (centrodestra) dove ottiene il 57,26% contro il 42,74% per il Sì. In Molise (centrodestra) il No raggiunge il 54,70% contro il 45,30% per il Sì.
Al Nord netta la vittoria del No in Emilia Romagna, a guida centrosinistra, con il 57,25% (42,75% per il Sì). In Liguria, regione a guida centrodestra, il 57,03% ha votato No contro il 42,97% che si è schierato per il sì. In Valle D'Aosta la distanza tra le due posizioni è meno netta con il 51,81% per il No e il 48,19% per il Sì.
Per quanto riguarda l'Italia centrale in testa per il No la Toscana (centrosinistra) con il 58,16% mentre il Sì non va oltre il 41,84%. In Umbria, governata da Stefania Proietti alla guida del centrosinistra, il No ha raggiunto il 51,68% e il Sì ha ottenuto il 48,32% dei voti. In Abruzzo, a governo centrodestra, il 51,77% ha votato per il No e il 48,23% per il Sì. Distanza che torna ad aumentare nelle Marche (centrodestra) con il 53,74% dei votanti che hanno scelto il No contro il 46,26% che ha invece votato per il Sì. Anche in Sardegna (centrosinistra) vince il No con il 59,44% mentre il Sì si ferma al 40,56%.

Categoria: politica
00:03
Trump: "Colloqui ottimi con Iran per chiudere la guerra". Teheran frena: "Solo contatti"
(Adnkronos) - Dall'ultimatum alla pace, dall'attacco finale all'accordo. Donald Trump ribalta tutto e, almeno a parole, si prepara a chiudere la guerra contro l'Iran. Teheran, però, non conferma la versione del presidente americano e offre un quadro decisamente differente: contatti attraverso mediatori, dice la repubblica islamica, ma nessun negoziato.
"Sono lieto di annunciare che negli ultimi due giorni gli Stati Uniti e l'Iran hanno avuto colloqui molto positivi e produttivi riguardo a una risoluzione completa e totale delle nostre ostilità in Medio Oriente", annuncia il presidente americano. Il primo risultato concreto è lo stop all'attacco minacciato contro le centrali iraniane: "Ho dato istruzioni al dipartimento per la Guerra di rinviare ogni attacco militare contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane per un periodo di cinque giorni". I media israeliani indicano anche un data cerchiata in rosso sul calendario di Trump per chiudere la guerra: il 9 aprile.
La de-escalation, è convinto il presidente degli Usa, porterà anche ad una rapida soluzione per la crisi dello Stretto di Hormuz, di fatto bloccato da settimane con conseguenze sul traffico di petrolio e sui prezzi dei carburanti. Lo Stretto di Hormuz sarà "aperto molto presto" se i negoziati con l'Iran proseguiranno a ritmo sostenuto, dice Trump, spingendosi anche a delineare lo scenario futuro: "Sarà sotto controllo congiunto. Io e l'ayatollah, chiunque esso sia, chiunque sarà il prossimo ayatollah". Insomma, la soluzione al rebus appare vicina. Ma come si è arrivati a questa svolta? "Hanno chiamato loro, non sono stato io a chiamare. Vogliono stringere un accordo", la versione di Trump, che non vuole assumersi la paternità dell'iniziativa.
Il presidente dà per scontato lo smantellamento del programma nucleare della repubblica islamica e punta ad assicurarsi i 440 chili di uranio prodotti da Teheran: "Vogliamo l'uranio arricchito", dice senza mezzi termini. Per arrivare a dama - secondo la versione presidenziale - Washington parla "con un uomo che, a mio avviso, è il più rispettato e il leader". L'identikit, secondo i media israeliani e in particolare Ynet, sarebbe quello di Mohammed Bagher Ghalibaf, 64 anni, presidente del Parlamento dal 2020. Fuori gioco la Guida Suprema, Mojtaba Khamenei: "Nessuno ha sue notizie e non sappiamo se sia ancora in vita", dice Trump.
La diplomazia si muove attraverso diversi canali. Gli inviati della Casa Bianca, Jared Kushner e Steve Witkoff, nelle ultime 48 ore avrebbero riallacciato contatti con Teheran e in particolare con il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Turchia, Egitto e Pakistan hanno trasmesso messaggi tra Stati Uniti e Iran e hanno avuto colloqui separati con Witkoff e Araghchi. I mediatori stanno lavorando per organizzare una riunione a Islamabad, in Pakistan, tra Iran e Stati Uniti. La riunione, secondo la deadline di 5 giorni indicata da Trump, in base alla ricostruzione di Axios dovrebbe tenersi già questa settimana e la delegazione iraniana comprenderebbe in particolare Ghalibaf. Dall'altro lato del tavolo, oltre a Witkoff e Kushner, ci sarebbe il vice presidente Jd Vance che nelle ultime ore ha discusso con il premier israeliano Benjamin Netanyahu soffermandosi anche sull basi di un possibile accordo.
La fiducia in un esito positivo dei negoziati non ferma la macchina bellica americana: nessuna modifica ai piani statunitensi per l'invio di ulteriori forze militari in Medio Oriente, dove sbarcheranno circa 2.200 Marines e arriveranno altre 3 navi. I Marines sono attesi a destinazione a partire da venerdì, lo stesso giorno fissato da Trump come scadenza per riaprire lo Stretto di Hormuz.
Nel frattempo, il Pentagono sta valutando l’invio di circa 3.000 paracadutisti della 82esima Divisione Aviotrasportatacome forza di pronto intervento per supportare eventuali operazioni con l’obiettivo, se necessario, di occupare l'isola di Kharg, principale hub per l’export petrolifero iraniano.
Da Teheran, nelle stesse ore arrivano le parole di Ghalibaf. I messaggi pubblici del presidente del Parlamento stonano con il quadro delineato da Trump: "Il popolo iraniano chiede una punizione completa e severa per gli aggressori. Tutti i funzionari iraniani sostengono fermamente la loro guida suprema e il loro popolo fino al raggiungimento di questo obiettivo", scrive su X. "Non sono stati condotti negoziati con gli Stati Uniti e le fake news vengono utilizzate per manipolare i mercati finanziari e petroliferi e per uscire dalla situazione di stallo in cui sono intrappolati Stati Uniti e Israele", aggiunge.
Le parole di Trump non trovano al momento riscontro ufficiale da Teheran ma alla rigida posizione pubblica fa da contraltare la realtà in evoluzione dietro le quinte. Il ministero degli Esteri iraniano conferma di aver ricevuto messaggi tramite "Paesi amici" riguardo a una richiesta degli Stati Uniti per colloqui, ma nega che siano in corso negoziati. "Negli ultimi giorni sono stati ricevuti messaggi tramite alcuni Paesi amici che indicano una richiesta degli Stati Uniti per negoziati volti a porre fine alla guerra", dice il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baqaei evidenziando l'iniziativa a stelle e strisce e negando poi "qualsiasi negoziato o colloquio con gli Stati Uniti durante gli ultimi 24 giorni della guerra imposta". Un alto funzionario iraniano, però, nelle stesse ore conferma ad Al Jazeera che negli ultimi giorni "sono stati trasmessi tramite Egitto e Turchia messaggi tra Teheran e Washington, in uno spirito di buona volontà per allentare le tensioni".

Categoria: internazionale/esteri
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Giuli a New York recupera l'Ecce Homo di Antonello da Messina e inaugura la mostra su Raffaello
(Adnkronos) - Un pannello di Antonello da Messina, dipinto su entrambi i lati e largo poco più di trenta centimetri, ha portato ieri il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, a New York. Ma la giornata è diventata qualcosa di più: diciassette beni culturali restituiti all'Italia e l'inaugurazione della più grande mostra mai dedicata a Raffaello negli Stati Uniti. La mattinata è iniziata a Columbus Circle, dove Giuli ha deposto una corona ai piedi della statua di Cristoforo Colombo, simbolo della comunità italoamericana, anche se negli Stati Uniti è una figura controversa, amata dalla destra (Trump ha appena messo una statua di Colombo davanti alla Casa Bianca) e odiata da chi si batte per i diritti delle minoranze. Da lì si è spostato a Lower Manhattan per partecipare, nell'ufficio del Procuratore distrettuale di Manhattan, alla cerimonia di restituzione di diciassette beni culturali italiani.
"Dal 2021 ad oggi, gli Stati Uniti hanno restituito all'Italia oltre 900 opere d'arte e beni archeologici. Una buona parte di esse sono rientrate da New York grazie all'attività investigativa svolta dall'Ufficio del Procuratore di Manhattan in collaborazione con i Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale. La cerimonia odierna ne è una testimonianza concreta", ha dichiarato Giuli, che ha ricordato il rinnovo per cinque anni, lo scorso 5 dicembre, del Memorandum di intesa tra Italia e Stati Uniti sull'imposizione di limitazioni all'importazione di materiale archeologico: "Uno strumento essenziale per la tutela del patrimonio culturale, per il contrasto al crimine organizzato transnazionale e per lo sviluppo di un sano mercato dell'arte".
Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, Matthew Bogdanos, capo della Antiquities Trafficking Unit, e l'ambasciatore d'Italia negli Stati Uniti Marco Peronaci. Tra i beni restituiti ci sono nove reperti archeologici romani ed etruschi già al Metropolitan Museum, una lettera del segretario di Alfonso I d'Este a Lodovico Ariosto conservata alla Morgan Library, sei volumi a stampa in caratteri cinesi della collezione Japonica-Sinica risalenti al XVI e XVII secolo, e un volume ebraico del 1622 sottratto dalle truppe naziste nell'ottobre 1943. Negli anni l'unità guidata da Bogdanos ha restituito all'Italia opere per un valore complessivo di 80 milioni di dollari.
Sempre nella mattinata Giuli si è spostato nella sede newyorkese di Sotheby's, l'edificio al 945 di Madison Avenue progettato nel 1966 dall'architetto brutalista Marcel Breuer, già sede del Whitney Museum, per la chiusura formale dell'acquisto dell'Ecce Homo di Antonello da Messina. Lì ha visto per la prima volta dal vivo il pannello devozionale dipinto da entrambe le parti: sul fronte l'Ecce Homo, con Cristo coronato di spine, sul retro San Girolamo penitente in un aspro paesaggio roccioso. L'opera era stata acquistata poche settimane prima dalla Direzione generale Musei per 14,9 milioni di dollari. "C'è grande soddisfazione per il ministero della Cultura e per i cittadini italiani. Ci stiamo impegnando per rafforzare il patrimonio e questo quadro eccezionale mostra come i soldi dei cittadini siano ben spesi. Siamo impegnati per il patrimonio comune, affinché valga sempre di più", ha detto Giuli.
Il dipinto è uno dei quattro Ecce Homo attribuiti al pittore siciliano e si inserisce in una serie di varianti dello stesso tema realizzate da Antonello nel corso della sua attività, tra cui quelle conservate al Metropolitan Museum di New York, a Palazzo Spinola a Genova e al Collegio Alberoni di Piacenza. Le lievi abrasioni sulla superficie pittorica sono riconducibili alla pratica del bacio dell'immagine, a testimonianza della funzione devozionale privata cui era destinato. Il quadro rientrerà in Italia nei prossimi giorni. "I soldi dei cittadini vanno sempre ben spesi, vale a dire impegnati per il patrimonio comune di tutti gli italiani. Sono investimenti che vanno ad arricchire la nostra enorme ricchezza culturale. Questo quadro non potrà che valere sempre di più in un patrimonio come quello italiano che esprime già un valore incommensurabile", ha aggiunto il ministro. Nei mesi scorsi alcuni esponenti del Partito Democratico siciliano avevano chiesto alla Regione di riportare l'opera a Messina, città del pittore e già sede di due delle quaranta opere a lui attribuite. Giuli ha chiarito che la residenza ufficiale sarà il Museo dell'Aquila, quest'anno capitale italiana della cultura: "Ma non avrà un domicilio fisso. Viaggerà in tutta Italia".
In serata Giuli ha concluso la sua visita al Metropolitan Museum per l'inaugurazione della mostra Raphael: Sublime Poetry, che raccoglie oltre 200 opere tra disegni, dipinti, arazzi e arti decorative. La voce narrante dell'audioguida è quella di Isabella Rossellini. Il percorso espositivo parte dalla giovinezza di Raffaello a Urbino e si chiude con gli anni romani, quando l'artista diventa una delle figure centrali del Rinascimento. "Siamo onorati di una mostra a New York: l'arte è una lingua universale che tende a unire tutti. E noi siamo avvantaggiati perché siamo i depositari di un patrimonio unico", ha detto Giuli. Interpellato sulla polemica relativa al padiglione russo alla Biennale di Venezia, il ministro ha preferito non rispondere: "Non è questo il giorno, siamo qui per celebrare la bellezza e l'arte italiana". (di Angelo Paura)

Categoria: cultura
23:46
Giorgia e il ritorno live, a Milano sold out e bagno di folla
(Adnkronos) - Ritorno live per Giorgia, con una carrellata di date che la vede protagonista nei principali palazzetti italiani, tra cui il Forum di Assago, dove è tornata stasera e tornerà domani (entrambe le date sold out) per riprendersi la scena in un bagno di folla
Categoria: spettacoli
23:31
Giorgia è una certezza, a Milano il trionfo di uno spirito libero
(Adnkronos) - Giorgia è una forza della natura. Se sia sovraumana o meno poco importa: l’unica vera garanzia, con lei, è che l’emozione è sempre libera di correre sul palco. La cantante romana lo ha dimostrato in passato e lo dimostra ancora oggi, nel suo ritorno live con una carrellata di date che la vede protagonista nei principali palazzetti italiani, tra cui il Forum di Assago, dove torna stasera e domani (entrambe le date sold out) per riprendersi la scena in un bagno di folla.
Elegantissima, ironica, luminosa: il suo sorriso contagioso non la abbandona mai mentre passa con disinvoltura dai brani del suo ultimo album ‘G’ ai grandi classici che hanno segnato la storia della musica italiana. In scaletta trovano spazio gemme senza tempo come ‘Girasole’, ‘Come saprei’, ‘Di sole e d’azzurro’ ma anche momenti carichi di significato come ‘E poi’, di cui l’artista ha celebrato di recente i trent’anni, riportandola sul palco con una forza interpretativa ancora più intensa.
In outfit total red, giacca e minigonna scintillanti e stivali neri, Giorgia sale sul palco e dà inizio allo show in due medley che mescolano brani come ‘L’unica’, ‘E c’è ancora mare’ e ‘I feel love’ di Donna Summer. Oltre due ore di show serrato, in cui è impossibile staccarle gli occhi di dosso e che la confermano come tra le voci più potenti e raffinate del panorama italiano.
“Grazie per esserci in questo modo, fatico a trovare le parole in questa città - esordisce Giorgia rivolgendosi ai fan - qui c’è un grande pezzo del mio cuore e tutto mi stupisce come fosse la prima volta. Le emozioni sono sempre un regalo, mai qualcosa alla quale ci si abitua”. Il live è un viaggio attraverso le mille sfaccettature della sua carriera. Brani come ‘Vivi davvero’ e ‘Spirito libero’ danno voce al suo animo più eclettico e non mancano le sorprese, come diverse cover, tra cui una delicata versione di ‘Purple Rain’ di Prince.
Lei ride e scherza coi fan, con la simpatia che la contraddistingue. Loro ricambiano tributandole standing ovation, applausi e tanto affetto. Qualcuno le porta persino dei girasoli, come quelli che danno il nome a uno dei suoi brani più celebri. Uno dei momenti più attesi arriva sulle note di ‘La cura per me’, il brano presentato al Festival di Sanremo 2025 e scritto per lei da Blanco insieme a Michelangelo (VIDEO). Quello che emerge con forza da questo show è il ritratto di un’artista nel pieno di un nuovo momento d’oro. Dopo il ritorno in grande stile a X Factor come conduttrice, accolto con entusiasmo da pubblico e critica, Giorgia domina anche le classifiche con ‘G’, mentre ‘La cura per me’ e ‘Golpe’ si confermano tra i brani più amati dell’ultimo anno.
E non è solo la musica a raccontare questa sua rinascita. Presente anche nel mondo della moda, ha conquistato il front row delle sfilate milanesi, come ospite di Ermanno Scervino lo scorso febbraio, dimostrando ancora una volta la sua versatilità e il suo carisma trasversale. A pensarci bene, è quasi paradossale parlare oggi di ‘ritorno’ sul palco. Perché Giorgia non è mai davvero andata via, evolvendosi, crescendo, e continuando a sorprendere i suoi fan. E oggi, più che mai, è un’artista amatissima ovunque. Sul palco come nella vita, in fondo lo ha sempre dimostrato, restando fedele alla libertà di essere, sempre e comunque, sé stessa. (di Federica Mochi)

Categoria: spettacoli
21:51
Referendum, per Marina Berlusconi "delusione per 'no' a riforma giustizia voluta dal Cav"
(Adnkronos) - Delusione per Marina Berlusconi dopo la vittoria del 'no' al referendum sulla giustizia. Nessun commento ufficiale. Ma, a quanto apprende l'Adnkronos da chi ha avuto modo di sentire nelle ultime ore la presidente di Fininvest, avrebbe espresso il suo rammarico per la mancata affermazione del sì sulla riforma della giustizia voluta dal padre, Silvio Berlusconi, fondatore del centrodestra.
Nel week end la primogenita del Cav aveva avuto sentore di una rimonta dei 'no' ma la bocciatura della riforma, raccontano fonti parlamentari della maggioranza, non implica nessuna responsabilità nei confronti di Forza Italia e del suo segretario nazionale, Antonio Tajani, che si è impegnato in prima persona e ha fatto tutto il possibile per il sì. Niente 'processi' a Fi, dunque, da parte della famiglia Berlusconi, ma solo delusione per un'occasione mancata. L'auspicio, riferiscono gli stessi ambienti parlamentari del centrodestra, è che la battaglia per una giustizia giusta non si fermi qui e vada avanti. Tajani nella sua nota di analisi del voto ha puntualizzato: ''La riforma della giustizia rimane un tema sul tavolo, e non rinunceremo mai ad occuparcene".
Vittoria sul filo di lana ma vittoria pesante, intanto, per il 'no' ad Arcore. Nella roccaforte azzurra dei tempi d'oro del berlusconismo la riforma della giustizia che Forza Italia ha portato avanti nel nome del Cav non ce l'ha fatta per 47 voti. Il 'no' ha vitono con il 50,25% rispetto ai sì rimasti bloccati al 49,75per cento. Nel Comune brianzolo dove il leader azzurro e fondatore del centrodestra viveva (la residenza di Villa San Martino resta nell'iconografia berlusconiana come palazzo Grazioli a Roma) è andato a votare il 67,33 per cento degli aventi diritto, ovvero 9mila 305 persone. Una partita a due fino alla fine, con la bocciatura finale della riforma Nordio per un pugno di voti.

Categoria: politica
21:25
Referendum giustizia, l'analisi del voto: elettori 'debuttanti' e giovani scelgono No
(Adnkronos) - Il No vince il referendum sulla riforma della giustizia grazie anche ai voti degli elettori dei partiti favorevoli al Sì. E' l'analisi del sondaggista Antonio Noto, del Consorzio Opinio Italia, all'Adnkronos. "Spuntano alcuni dati interessanti: all'interno del centrodestra l'elettorato che ha votato maggiormente 'No' è quello di Forza Italia (17,9%), mentre nel campo opposto l'elettorato che ha votato con più forza il 'Sì' è quello del Movimento Cinque Stelle (13%). Ma questa consultazione è stata condizionata anche da un altro aspetto: per la prima volta hanno votato elettori che non si erano recati alle urne né per le Politiche, né per Europee: il 57,7% di essi hanno optato per il 'No' mentre il 42,3% per il 'Sì", osserva andando alla radice del risultato.
Per il resto gli elettori di centrodestra e centrosinistra hanno confermato i due blocchi contrapposti sulla riforma della giustizia seguendo le scelte di maggioranza e opposizioni. I 'Sì' dell'elettorato di Fratelli d'Italia sono pari all'88,8%; i 'No' all'11,2%. L'85% dell'elettorato della Lega si è espresso a favore, il 14,1% contro. L'82,1% dell'elettorato di Forza Italia - Noi Moderati - Ppe ha votato 'Sì', mentre 17,9% 'No'.
Per quanto riguarda le forze di opposizione, il 90,4% dell'elettorato del Partito Democratico ha messo una croce sul 'No', mentre ha votato 'Sì' il 9,6%. Contrari alla riforma l'87,0% degli elettori del Movimento 5 Stelle e 13% i favorevoli. Quasi del tutto compatti gli elettori di Alleanza Verdi Sinistra: i 'No'nel loro caso hanno raggiunto il 93,1%, mentre i 'Sì' si sono fermati al 6,9%.
Per quanto riguarda l'età degli elettori, nella fascia tra i 18-34 anni hanno votato 'No' il 61,1%, mentre i favorevoli sono stati il 38,9%. I 35-54enni si sono divisi tra il 53,3% di 'No' e 46,7% di 'Sì'. Mentre i 55enni e oltre hanno votato a favore nel 50,7% dei casi e contro nel 49,3%.

Categoria: politica
21:22
Bari, bimba di 2 anni aggredita e ferita al volto da pitbull del vicino
(Adnkronos) - Paura in provincia di Bari dove una bambina di due anni è stata aggredita ieri dal pitbull del vicino di casa sfuggito al controllo, riportando ferite al volto.
L'aggressione è avvenuta ad Acquaviva delle Fonti, la piccola è poi stata portata in ospedale al Policlinico del capoluogo pugliese e qui subito operata e le feritesuturate. La bimba non è in pericolo di vita.
Al momento la piccola è ricoverata con la mamma (per l'assistenza) nel reparto di chirurgia plastica e sottoposta a terapia antibiotica. Il cane è di proprietà di un vicino di casa: l'animale è sfuggito per un attimo a quest'ultimo, che era presente al momento dell'aggressione. Accertamenti in corso da parte dei carabinieri.

Categoria: cronaca
20:41
Vittoria del No al referendum sulla giustizia, Schlein: "Ora costruiamo insieme alternativa"
(Adnkronos) - "Ora costruiamo insieme l'alternativa, sono assolutamente disponibile alle primarie". Così la leader del Pd, Elly Schlein, in piazza del Popolo a Roma dopo la vittoria del No al referendum sulla giustizia.
Categoria: politica
20:09
Referendum, corteo del No arriva in piazza del Popolo: festa tra fuochi d'artificio e fumogeni
(Adnkronos) - Fuochi d’artificio e qualche fumogeno in piazza del popolo all’arrivo del corteo dei comitati del no al referendum partiti da piazza Barberini. Prendono la parola i comitati degli studenti: “Facciamoci un applauso. Lo avevamo promesso e lo abbiamo fatto: la democrazia e la costituzione non si toccano”. “Da questa piazza bellissima - dicono - oggi lanciamo un messaggio: noi giovani, noi studenti vogliamo un altro genere di Paese. Vogliamo il diritto al futuro” e rilanciano: “Il 28 saremo in piazza. Più del 60% della nostra generazione ha votato no, cambieremo questo Paese”.
Categoria: politica
19:45
Referendum, dopo vittoria del No cori al sit in a Montecitorio: "Meloni dimissioni"
(Adnkronos) - ‘Meloni dimissioni’. E’ lo slogan urlato durante il sit in dopo la vittoria del No all referendum per la giustizia davanti a Montecitorio, dove sventolano bandiere di Potere al popolo e Usb. ‘’Giorgia Meloni devi andartene, vattene’’, cantano i manifestanti dalla piazza.
Categoria: politica












































