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15:44
Anatomia dell’Ice: cos’è l’agenzia, chi è l’uomo forte Bovino (e cosa dicono i colleghi)
(Adnkronos) - La battaglia di Minneapolis ha portato alla ribalta un’agenzia federale spesso citata ma poco conosciuta nei suoi meccanismi interni. Ma perché l'Ice è diventata lo strumento privilegiato dell’amministrazione Trump? Chi è Greg Bovino che la guida, e sotto quali pressioni – operative, mediatiche e umane – si muovono i suoi agenti?
L’Immigration and Customs Enforcement (Ice) è un’agenzia federale di polizia che dipende dal Dipartimento della Sicurezza Interna (Dhs). Nasce formalmente il 1° marzo 2003, come conseguenza diretta degli attentati dell’11 settembre 2001 e della grande riorganizzazione dell’apparato di sicurezza statunitense voluta da George H.W. Bush e dal Congresso con l’Homeland Security Act.
Prima di allora, le funzioni oggi svolte dall’Ice erano accorpate nel vecchio Immigration and Naturalization Service (Ins). La riforma post-11 settembre spezza quell’agenzia e redistribuisce le competenze: il controllo dei confini fisici va alla Border Patrol (all’interno della Customs and Border Protection), la gestione amministrativa dell’immigrazione a Uscis, mentre l’Ice diventa il braccio operativo interno della lotta alla migrazione irregolare.
È questa la sua caratteristica chiave: a differenza della Border Patrol, che opera principalmente lungo i confini e nella fascia di 100 miglia dalla frontiera, l’Ice ha un mandato pieno su tutto il territorio nazionale. Può operare nelle città, nei quartieri residenziali, nei luoghi di lavoro, nelle scuole e negli ospedali. È l’agenzia incaricata di individuare, arrestare, detenere e deportare cittadini stranieri già presenti negli Stati Uniti.
È proprio questa natura giurisdizionale a spiegare perché, nel secondo mandato, Donald Trump abbia scelto l’Ice come strumento centrale della sua battaglia politica contro l’immigrazione illegale.
La promessa elettorale di Trump era esplicita: la più grande operazione di deportazione nella storia americana, accompagnata da un messaggio politico altrettanto chiaro contro le cosiddette sanctuary cities , le città guidate in larga parte da amministrazioni democratiche che limitano la cooperazione con le autorità federali sull’immigrazione.
L’Ice è lo strumento perfetto per questo obiettivo. Non risponde a sindaci o governatori, non dipende dalle polizie locali, non ha limiti geografici interni. Rafforzando le sue due anime operative – l’Enforcement and Removal Operations (Ero), che effettua arresti e deportazioni, e la Homeland Security Investigations (Hsi), che conduce indagini più complesse – la Casa Bianca ha di fatto costruito una polizia federale capace di proiettare il potere dell’esecutivo nel cuore delle roccaforti politiche avversarie.
Minneapolis, città democratica in uno Stato democratico e storicamente classificata come sanctuary city, diventa così un bersaglio naturale: non solo per ragioni operative, ma per il valore simbolico dello scontro istituzionale.
Se a Washington la strategia politica viene delineata da figure come Tom Homan, lo "zar del confine" e dal consigliere Stephen Miller, sul terreno il volto dell’offensiva è l’italo-americano (di origini calabresi) Gregory “Greg” Bovino. Veterano della Border Patrol, Bovino è emerso negli ultimi mesi come il principale comandante operativo delle grandi operazioni urbane, da Los Angeles a Chicago fino a Minneapolis.
La sua ascesa è significativa: Bovino proviene dalla polizia di frontiera, non dai ranghi tradizionali dell’Ice, ed è stato promosso a ruoli di comando operativo per guidare missioni interne ad alta intensità. Una scelta che riflette la volontà dell’amministrazione di militarizzare l’approccio all’immigrazione irregolare. La segretaria alla sicurezza interna Kristi Noem lo ha definito “commander at large”, un ruolo che non esiste a livello normativo ma che gli ha consentito di operare fuori dalla catena di comando tradizionale, riferendo direttamente al vertice politico e partecipando alla riorganizzazione dell’Ice insieme a figure come Corey Lewandowski, già capo della campagna elettorale di Trump.
A Bovino viene attribuita la dottrina operativa “turn and burn”: operazioni rapide, fortemente visibili, con assetti tattici pesanti e arresti eseguiti prima che le comunità locali possano organizzare resistenza o protezione legale. La sua comunicazione pubblica è diretta, aggressiva, volutamente polarizzante. L’immigrazione irregolare non viene trattata come un problema amministrativo, ma come una minaccia alla sicurezza nazionale da neutralizzare.
Questo stile, incluso il suo cappotto verde che ricorda lo stile militare della prima metà del Novecento (c'è chi lo ha paragonato ai gerarchi nazisti, ma un vestiario simile era usato anche dai militari americani), lo ha reso un bersaglio mediatico costante e un simbolo della nuova fase dell’Ice.
Uno dei punti di frizione più duri tra autorità federali e locali riguarda l’addestramento degli agenti Ice impiegati nelle operazioni urbane. Capi della polizia locale e sindacati delle forze dell’ordine hanno espresso preoccupazioni crescenti su quello che considerano un divario strutturale di formazione.
Un poliziotto cittadino riceve mesi di addestramento su de-escalation, gestione di crisi psichiatriche, interazione con comunità fragili e mediazione in contesti affollati. Molti agenti Ice, soprattutto le nuove leve reclutate in tempi rapidissimi per sostenere l’espansione voluta da Trump (12.000 arruolati in un anno), ricevono invece una formazione più breve e concentrata prevalentemente su tattiche di arresto, uso delle armi e controllo del perimetro. Negli anni precedenti, il corso di addestramento poteva durare fino a circa 20 settimane, mentre ora si parla di circa 8 settimane.
Il risultato, secondo le critiche dei colleghi di altre forze dell’ordine, è che agenti addestrati come forza di intervento si trovano a operare in quartieri densamente popolati, con famiglie, bambini e manifestanti. L’uso di spray urticanti, gas lacrimogeni o munizioni “meno letali” in contesti residenziali viene visto dalle polizie locali come una pratica pericolosa, che genera caos e tensione e lascia poi agli agenti cittadini il compito di ricomporre l’ordine pubblico.
C’è anche una dimensione spesso trascurata nel dibattito politico: la condizione psicologica degli agenti sul campo. Le operazioni dell’Ice oggi si svolgono in un ambiente di ostilità permanente. Gli agenti sono seguiti, filmati, identificati; le loro azioni vengono trasmesse in tempo reale sui social; gruppi di attivisti monitorano ogni movimento e, in alcuni casi, diffondono informazioni personali al fine di esporre o intimidire gli agenti (il cosiddetto doxxing). E' in questi contesti che sono avvenute le uccisioni di Nicole Renee Good e di Alex Pretti, quest'ultimo intento a filmare un'operazione dell'Ice con il suo telefono.
Secondo i sindacati federali, la pressione è doppia. Da un lato, Washington impone obiettivi e numeri elevati di arresti; dall’altro, sul terreno, gli agenti operano circondati da manifestanti, insulti, telecamere puntate addosso e il timore costante che un singolo gesto finisca in un video virale o in un’inchiesta giudiziaria.
Questo clima contribuisce a una tensione continua, che può tradursi in reazioni eccessive, errori di valutazione e uso sproporzionato della forza. È un circolo vizioso: più l’Ice diventa simbolo politico, più ogni operazione diventa uno scontro pubblico; più lo scontro si accende, più la linea tra enforcement e conflitto urbano si assottiglia.

Categoria: economia
15:42
Roma, morte Francesca Ianni travolta da un albero: due indagati a rischio processo
(Adnkronos) - Rischio processo per due indagati per la morte di Francesca Ianni uccisa da un albero caduto nel parco Livio Labor nel dicembre 2024. Il pm Mario Dovinola e il procuratore Giovanni Conzo hanno chiuso le indagini per omicidio colposo e lesioni notificando a due persone, all'epoca dei fatti uno funzionario del servizio ambientale del IV municipio e l'altro direttore gestione e tutela ambientale del Verde di Roma Capitale, il 415bis, l’avviso di conclusione delle indagini.
La donna di quarantacinque anni era stata colpita dall’albero mentre era seduta su una panchina insieme a un’amica rimasta ferita nel parco di via Cesare Massini, nella zona di Colli Aniene. Nella caduta dell’albero erano rimasti illesi i tre figli minori della vittima che si trovavano con lei al parco. La procura nell’ambito dell’inchiesta aveva disposto una consulenza sull’albero caduto e su tutti gli arbusti caduti nella capitale dall’inizio del 2024. A quanto si apprende sarebbe emersa una non corretta manutenzione.
Intanto per il prossimo giugno è stata fissata l’udienza preliminare per decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio della procura per 23 persone nell’ambito della maxi inchiesta della pm Clara De Cecilia e dell’aggiunto Conzo sugli alberi e rami caduti nella Capitale fra il 2023 e il 2024. A rischiare il processo, a vario titolo e a seconda delle posizioni con le accuse di disastro colposo e omicidio colposo, figurano funzionari e dirigenti del Campidoglio e responsabili delle ditte appaltatrici. In un caso un’anziana, Teresa Veglianti, è morta, nel novembre 2023, dopo essere stata colpita da un albero mentre camminava in via Donna Olimpia, a Monteverde.

Categoria: cronaca
15:29
Ue approva anti-Rsv in over 18, Pregliasco: "Valorizza ruolo prevenzione"
(Adnkronos) - Il via libera della Commissione europea al vaccino ricombinante adiuvato contro il virus respiratorio sinciziale (Rsv) di Gsk negli adulti dai 18 anni in su "rappresenta sicuramente un elemento importante, perché valorizza il ruolo e le potenzialità della vaccinazione contro il virus respiratorio sinciziale", spiega all'Adnkronos Salute Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell'università Statale di Milano, direttore sanitario dell'Irccs ospedale Galeazzi-Sant'Ambrogio. "L'Rsv - ricorda - è noto soprattutto per la bronchiolite nei bambini piccoli, ma anche nella popolazione adulta ha sempre avuto un peso rilevante, seppur meno percepito. Nell'adulto, infatti, si manifesta spesso con quadri clinici simili all'influenza e può determinare complicanze anche significative, finendo per essere un 'coprotagonista nascosto' delle stagioni influenzali".
Oggi, "grazie a una maggiore capacità diagnostica di laboratorio - sottolinea il virologo - sappiamo che il virus respiratorio sinciziale è tutt'altro che marginale: anche in questa stagione, in particolare dopo il picco influenzale, la sua circolazione è evidente e clinicamente rilevante. Questo significa che può avere un impatto importante anche negli adulti. L'estensione della vaccinazione a partire dai 18 anni, amplia quindi le possibilità di prevenzione. Non si tratta, ovviamente, di un utilizzo universale - precisa Pregliasco - ma di uno strumento prezioso per una vasta quota di soggetti a rischio: persone con asma, broncopneumopatia cronica, immunodepressione e, più in generale, tutti quei pazienti per i quali la vaccinazione antinfluenzale è già raccomandata indipendentemente dall'età. L'obiettivo è ridurre il rischio di complicanze e di forme severe di malattia".
Questo provvedimento "dovrebbe però spingere le istituzioni sanitarie italiane, a partire dal ministero della Salute, ad aggiornare il Pnpv-Piano nazionale di prevenzione vaccinale - suggerisce l'esperto - L'Italia, insieme a pochissimi altri Paesi come il Portogallo, è ancora priva di una raccomandazione formale, mentre molte nazioni europee e gli Stati Uniti hanno già avviato campagne vaccinali con modalità organizzate. Siamo in ritardo - rimarca Pregliasco - nonostante il vaccino sia già registrato in Italia per le fasce più anziane e a rischio e nonostante le società scientifiche abbiano espresso pareri favorevoli al suo utilizzo nei soggetti fragili". L'invito è quindi chiaro: cogliere questa opportunità e "aggiornare le raccomandazioni per rendere la prevenzione realmente efficace".

Categoria: salute
15:28
Antonella Elia: "Non mi perdonerò mai per aver abortito, è stato egoismo mostruoso"
(Adnkronos) - "Quando avevo 26 anni ho scelto di abortire. Non mi perdonerò mai". Antonella Elia, ospite oggi a La volta buona, in un lungo intervento commosso torna sulla decisione presa da giovane. "Ritengo che l'aborto sia un peccato, si toglie la vita ad un essere che sta per nascere. E' un essere vivente, sin da subito, che deve nascere. E' un atto di egoismo mostruoso decidere di abortire perché 'è troppo presto' o non si è in grado di essere madre. E' per me una scelta umanamente illecita", dice Elia nel salotto di Caterina Balivo.
"Nel corso del tempo, l'aborto dentro di me è rimasto una macchia, una vergogna. Ogni donna è libera di fare quello che vuole, ma ritengo che a livello umano e spirituale si tolga una vita. Bisogna avere il coraggio di accettare quella vita e portarla avanti. Io non mi sono mai perdonata e non mi perdonerò mai, in questa vita sto espiando una colpa. Rimpiango il figlio che non ho avuto, ora avrei accanto un essere che amerei in maniera viscerale. Non ho avuto il coraggio, ora non c'è perdono", prosegue.
"Non voglio fare la moralista, ci sono magari situazioni molto gravi in cui non si può avere un figlio. Io avevo 26 anni, un fidanzato, una situazione normale. Ho detto 'no', non ho preso in considerazione l'essere vivente che portavo. Ognuno è libero di fare ciò che vuole, io rimpiango molto di non aver avuto il coraggio in quel momento", dice ancora. "Ho provato poi ad avere figli, ma ho perso l'embrione. Il karma mi ha punita, credo che nella vita si debbano espiare le azioni che si ritengono sbagliate".

Categoria: spettacoli
15:06
Report, Ranucci: "Tribunale annulla sanzione Garante Privacy su caso Sangiuliano"
(Adnkronos) - E' stata annullata dal Tribunale di Roma la sanzione di 150mila euro che il Garante della Privacy aveva comminato alla Rai per la diffusione, da parte della trasmissione 'Report', degli audio relativi ad una conversazione tra l'ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e la moglie, la giornalista Federica Corsini. E' lo stesso conduttore di 'Report' Sigfrido Ranucci ad annunciarlo in un post su Facebook. "Era legittimo - scrive Ranucci - e di interesse pubblico trasmettere l'audio e inoltre i magistrati sottolineano il fatto che il Garante ha svolto le indagini fuori i tempi stabiliti dalla legge. Il Garante ha sbagliato nei contenuti e nella forma".

Categoria: spettacoli
15:04
L'Ice a Milano-Cortina? Regione Lombardia: "Nessuna conferma della loro presenza alle Olimpiadi"
(Adnkronos) - Non c'è alcuna conferma sulla presenza di agenti dell'Ice alle Olimpiadi di Milano-Cortina. A spiegarlo è una nota diffusa dalla Regione Lombardia dopo che il presidente Attilio Fontana aveva dichiarato, a margine della ‘Giornata del Record’, a Palazzo Lombardia: “L’Ice sarà qui soltanto per controllare il vicepresidente J.D. Vance e il segretario di Stato Marco Rubio, quindi sarà soltanto in misura difensiva semmai dovesse esserci qualche tentativo di… anche se io sono convinto che non succederà niente”. “La loro presenza - aveva spiegato Fontana - è limitata a fare la guardia del corpo al vicepresidente Vance e a Rubio, quindi che ci siano loro, o altri, il lavoro che devono fare è sempre lo stesso, stare attenti che nessuno gli dia una spintona o che gli succeda qualcosa. Credo che i rapporti fra le nazioni siano consolidati, i rapporti fra le forze dell'ordine siano consolidati e quindi avremo una garanzia in più”.
Nella nota, la Regione Lombardia precisa che "il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, rispondendo a una domanda dei giornalisti, che sottointendeva la presenza di Ice a Milano, non ha inteso confermare la presenza di tali agenti, in quanto non in possesso di informazioni al riguardo". "Il presidente Fontana - continua la nota - ha esclusivamente commentato, in via ipotetica, rispondendo a un’affermazione dei giornalisti che, qualora fossero presenti agenti incaricati della sicurezza, il loro ruolo sarebbe limitato alla tutela delle personalità statunitensi eventualmente presenti, come il vicepresidente J.D. Vance e il segretario di Stato Marco Rubio, con l’unico obiettivo di garantirne l’incolumità personale. Ogni altra interpretazione che attribuisca al presidente Fontana una conferma della presenza di agenti Ice non corrisponde a quanto dichiarato".
Nel frattempo hanno superato quota 5.300 le firme sull'appello lanciato da Azione Milano per chiedere il divieto di ingresso ai membri dell’Ice (U.S. Immigration and Customs Enforcement) in occasione delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.
La petizione – lanciata sulla piattaforma Change.org lo scorso 24 gennaio – si rivolge direttamente al governo italiano e al Comitato organizzatore dei Giochi. Nel testo si sottolinea come "la presenza dei funzionari dell’Ice, le cui attività sono state ripetutamente contestate per violazioni dei diritti umani, potrebbe legittimare e incoraggiare tali pratiche inaccettabili, marchiano l’immagine di un evento che dovrebbe rappresentare unità, rispetto e pace".
Obiettivo dell'iniziativa è ottenere un impegno formale per negare l'accesso all'agenzia statunitense durante le competizioni: un segnale che - secondo i promotori - rappresenterebbe "un messaggio chiaro agli occhi del mondo, ribadendo la centralità dei diritti umani e dei valori di tolleranza che sono alla base dello spirito olimpico".

Categoria: milano-cortina-2026
15:00
Sinner, via il 'braccialetto' agli Australian Open: "E' vietato, lo tolgo"
(Adnkronos) - Jannik Sinner si toglie il braccialetto fuorilegge. L'azzurro, così come Carlos Alcaraz, in campo agli Australian Open è stato invitato a rimuovere il 'tracker' utilizzato per controllare i parametri durante il match. Sinner si è adeguato prima di iniziare il derby con Luciano Darderi negli ottavi di finale. "Ci sono alcuni dati che vorremmo monitorare in campo, non per rilevazioni in tempo reale ma più per quello che si può vedere dopo la partita", spiega il numero 2 del mondo. I dispositivi raccolgono dati relativi al battito cardiaco, ai livelli di glucosio, allo stress muscolare.
Tutti elementi utili per monitorare la salute dell'atleta e per impostare programmi di recupero e di allenamento. L'Atp autorizza i giocatori a utilizzare i tracker dal 2024. I tornei dello Slam, come gli Australian Open, non sono sono gestiti dall'Association of Tennis Professionals. Stesso discorso nei tornei femminili: per la Wta i braccialetti sono ammessi dal 2021, ma nei major vanno rimossi, come ha scoperto anche la bielorussa Arina Sabalenka, numero 1 del mondo.
"Vorremmo usare questi dati anche durante gli allenamenti, perché possiamo capire la frequenza cardiaca e quante calorie si bruciano: si tratta di dati di questo tipo. L'arbitro mi ha chiesto subito se avessi il tracker e ho detto di sì, poi mi ha chiesto di toglierlo. Effettivamente ci sono altri strumenti che possiamo usare", dice Sinner facendo riferimento al classico 'gilet' che indossano molti atleti in allenamento. "Per me è un po' scomodo perché mi darebbe fastidio avere qualcosa addosso. Ma le regole sono regole e non userò più il tracker", dice. Anche senza monitoraggio, l'azzurro può certificare i progressi a livello di condizione rispetto ai problemi accusati al terzo turno contro Elliot Spizzirri in una giornata torrida. "E' totalmente diverso quando non c'è il sole, anche se fa sempre caldo. Ogni giornata è differente, anche in base all'avversario. Mi sono sentito a mio agio in campo", spiega.

Categoria: sport
14:49
Aviaria, trovati anticorpi in una mucca nei Paesi Bassi: prima volta fuori dagli Usa
(Adnkronos) - La spia rossa si è accesa dopo la morte di un gatto, che due giorni prima era risultato positivo all'influenza aviaria. Il caso ha fatto scattare immediata la segnalazione e, a seguire, i controlli. Ed è così che gli anticorpi del virus H5N1 sono stati trovati in una mucca da latte nei Paesi Bassi. Si tratta della prima volta di un caso del genere fuori dagli Stati Uniti, come evidenziato in una nota dell'Autorità olandese per la sicurezza alimentare e dei prodotti di consumo: "Per quanto ne sappiamo, la presenza di anticorpi contro l'influenza aviaria non è mai stata dimostrata in precedenza nei bovini da latte in Europa", hanno spiegato gli esperti dell'ente. La presenza degli anticorpi indica una precedente infezione nel bovino in questione. Mentre l'analisi dei campioni di latte ha rivelato l'assenza di virus attivo e le autorità sottolineano che non è stata rilevata alcuna ulteriore diffusione dell'H5N1 fra i bovini dell'azienda agricola in questione né al momento in altre aziende.
Il caso è rimbalzato anche su 'Science' online. Ma è una lettera inviata un paio di giorni fa dalla ministra dell'Agricoltura olandese Femke Wiersma al Parlamento a ricostruire l'intera vicenda. Tutto comincia il 24 dicembre, quando l'autorità per la sicurezza alimentare riceve la segnalazione di due gatti malati. Uno dei due è proprio il felino che risulterà positivo all'aviaria prima di morire. Si tratta di un gatto che, secondo il tracciamento, proveniva da un allevamento di bovini da latte nella provincia della Frisia ed è morto a causa del virus H5N1. Il che ha spinto le autorità veterinarie a prelevare campioni di sangue e latte dai bovini dell'allevamento. Succede a gennaio. Ed emerge che una delle mucche sottoposte allo screening presenta anticorpi al virus nel latte, anche se nessun campione è risultato positivo al virus stesso. "Non ci sono inoltre segni di diffusione dell'influenza aviaria ad altri allevamenti di bovini da latte", ha scritto il ministro.
Il ministro ha osservato che la mucca aveva sofferto di mastite e problemi respiratori il mese scorso, e il suo latte non era stato trattato. Inoltre, il latte della fattoria è pastorizzato, il che inattiva il virus. "Ciò significa che ci sono pochissime possibilità che il virus della mucca infetta sia finito nel latte destinato al consumo umano", ha sottolineato il ministro. Ma non è al momento chiaro come il virus sia arrivato alla fattoria o come il gatto e la mucca siano stati infettati.
L'epidemiologa Marion Koopmans dell'Erasmus Medical Center, si legge su 'Science' online, ha elogiato la rete di sorveglianza sottolineando che il Paese ha eseguito uno screening su larga scala per il virus nei bovini da latte nel 2024 (screening risultato negativo), in reazione all'epidemia senza precedenti che ha interessato le mucche statunitensi. Oltreoceano il virus si era diffuso rapidamente in molti Stati Usa. Tornando al caso specifico, nella nota ufficiale si precisa che nessuna delle persone che vivono o lavorano nell'azienda agricola olandese ha avuto recentemente malattie simil-influenzali.
I controlli intanto continuano. L'autorità per la sicurezza alimentare ha visitato nuovamente l'azienda il 22 gennaio e sono stati prelevati campioni di sangue e latte da tutti i bovini presenti. Questi hanno dimostrato l'assenza del virus dell'influenza aviaria nell'azienda. I risultati dei test anticorpali sono attesi per la prossima settimana, e potranno dire se altri animali sono entrati in contatto con il virus. Nell'azienda sono presenti anche altri mammiferi, come cani, gatti e cavalli. Tutti sono attualmente asintomatici e non hanno mostrato alcun sintomo. Il personale è stato sottoposto a test. Controlli necessari. Anche alla luce del fatto che il virus H5N1 negli allevamenti da latte degli Stati Uniti aveva infettato anche alcuni esseri umani, operatori del settore lattiero-caseario, causando principalmente una congiuntivite. Il timore dei ricercatori esperti di influenza è che la diffusione del virus aviario nelle mandrie di bovini offra al patogeno maggiori opportunità di adattarsi ai mammiferi e di trasmettersi meglio tra loro, diventando potenzialmente una grave minaccia per la salute umana.
I Paesi Bassi sono il maggior esportatore europeo di uova, e stanno attraversando la più significativa epidemia di influenza aviaria H5N1 degli ultimi anni. Dall'ottobre 2025, più di 30 allevamenti hanno registrato focolai e più di 1,5 milioni di polli, tacchini e anatre sono stati abbattuti per fermare la diffusione del virus, secondo i dati governativi. Anche molti uccelli selvatici sono morti.

Categoria: internazionale/esteri
14:44
'Comunicazione e Marketing', successo per il corso Cinecittà-Adnkronos
(Adnkronos) - 'Buona la prima' per il corso di Comunicazione e Marketing promosso da Cinecittà e organizzato da Adnkronos Comunicazione. Dopo tre mesi e 120 ore di lezioni, laboratori, esperienze, con protagonisti del giornalismo, della comunicazione e del mercato, il corso si è chiuso con la consegna degli attestati e la presentazione di podcast e vodcast inediti originali dedicati al cinema e alla storia di Cinecittà. Il corso è parte del percorso del LuceLabCinecittà, che prevede corsi di formazione e avviamento professionale gratuiti per creare nuove figure del comparto audiovisivo, finanziato con fondi Pnrr del Ministero della Cultura. Al corso hanno preso parte 30 giovani selezionati dopo un boom di iscrizioni (oltre 1.500 da tutta Italia), per 120 ore di laboratorio in tre mesi, erogato come tutti quelli del LabCinecittà in maniera interamente gratuita, presso il Palazzo dell’Informazione Adnkronos a Roma.
Molto elevato il tasso di frequenza, prova dell’interesse per l’offerta e per le lezioni tenute da un corpo docenti di assoluta eccellenza, composto da rappresentanti di punta del mondo del giornalismo, dell’informazione cinematografica, della comunicazione di prodotto e istituzionale, del mercato audiovisivo, dell’ufficio stampa, di radio e tv. Con un mix di lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche gli allievi hanno approfondito i diversi campi della comunicazione e del marketing applicati all’audiovisivo: il giornalismo classico e quello digitale, la scrittura per il cinema, le agenzie stampa, la critica cinematografica, l’ufficio stampa, i nuovi media, la comunicazione sui social, la TV e la radio, la fotonotizia, l’intervista.
E ancora il mondo del marketing, le regole e l’applicazione nel cinema e sul territorio; l’organizzazione di eventi promozionali legati alla distribuzione, e istituzionali; gli ecosistemi mediali, l’elaborazione di un piano editoriale, il ‘tone of voice’, lo storytelling, l’Intelligenza Artificiale. Lo studio e la produzione di podcast e vodcast.
Il corso progettato dalla più importante istituzione cinematografica del paese e da un marchio di eccellenza della nostra informazione, si è posto l’obiettivo di formare professionisti in grado di operare in un settore cruciale dell’industria culturale, innestando storiche esperienze con l’energia e le necessità delle nuove generazioni.
"Da decenni Cinecittà e il Luce - dichiara Antonio Saccone, Presidente di Cinecittà - sono poli di comunicazione collettiva e produttori di immaginario. Sappiamo per storia e lavoro quotidiano quanto la comunicazione sia fondamentale nel vivere sociale: la comunicazione crea discorso pubblico, influenza sistemi di valori ed è un termometro della convivenza. In questi mesi con il corso di Cinecittà e Adnkronos Comunicazione abbiamo cercato di trasmettere a giovani comunicatori esperienze, pratiche, deontologie, conoscenze, e un po’ di quella sana follia immaginativa che serve non solo a dare conto di come è fatto il mondo, ma a incidervi un discorso. Crediamo che ragazze e ragazzi ne siano usciti con un senso in più, e che qualunque sentiero intraprendano da oggi sappiano, grazie a Cinecittà, che il cinema e l’audiovisivo non sono solo intrattenimento, ma strumenti per conoscere, e in certi casi migliorare il mondo in cui viviamo".
Gli studenti durante il corso si sono cimentati in esercitazioni pratiche su articoli di cronaca, comunicati stampa, l’intervista, fotonotizia e reportage, recensione (radio e scritta), piano editoriale per i social, progettazione festival ed eventi. Negli ultimi 3 weekend di laboratorio sono entrati nelle sale di regia e produzione di Adnkronos per la produzione di podcast e vodcast originali, dedicati al cinema, alla grande storia di Cinecittà e al racconto personale della loro esperienza di giovani comunicatori.

Categoria: spettacoli
14:42
Universitas Mercatorum, 1° ateneo telematico italiano riconosciuto 'research entity' a livello europeo
(Adnkronos) - Universitas Mercatorum è la prima università telematica italiana ad essere stata riconosciuta come 'research entity' a livello europeo, da parte di Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea che inserisce l’ateneo tra le istituzioni abilitate a operare nel sistema della ricerca europea fondata su dati ufficiali. Lo status di research entity, attribuito dalla Commissione Europea-Eurostat, è riservato a un numero selezionato di università e centri di ricerca che soddisfano stringenti requisiti di qualità scientifica, affidabilità istituzionale, sicurezza dei dati ed etica della ricerca, ed è finalizzato allo svolgimento di attività basate sull’accesso ai microdati statistici europei.
Grazie a questo accreditamento, l’ateneo si integra nel sistema europeo della ricerca fondata su dati ufficiali, con la possibilità di presentare progetti di ricerca e accedere in modalità controllata ai microdati Eurostat per analizzare fenomeni economici, sociali e territoriali di rilevanza strategica per le politiche pubbliche e per i processi di sviluppo.
“Questo riconoscimento - dichiara Giovanni Cannata, rettore di UniMercatorum - conferma la nostra presenza nella ricerca europea basata su evidenze ufficiali. E' il risultato di un percorso costruito su rigore scientifico, responsabilità istituzionale e visione internazionale. Universitas Mercatorum dimostra di essere una università digitale capace di coniugare innovazione didattica e ricerca di alto livello, contribuendo in modo riconosciuto alla produzione di conoscenza a supporto delle decisioni pubbliche”.

Categoria: lavoro
14:30
Gsk, ok Ue ad anti-Rsv dai 18 anni in su
(Adnkronos) - Gsk ha annunciato oggi che il suo vaccino ricombinante adiuvato contro il virus respiratorio sinciziale (Rsv) è stato approvato dalla Commissione europea per l'uso negli adulti dai 18 anni in su. E' stato il primo vaccino contro l'Rsv autorizzato nell'area economica europea per la prevenzione delle malattie delle basse vie respiratorie causate da Rsv, ricorda l'azienda in una nota. In precedenza era stato approvato per gli adulti dai 60 anni in su, così come per quelli di età compresa tra 50 e 59 anni a maggior rischio di malattia da Rsv. L'indicazione aggiornata oggi consente ora ai Paesi europei di rendere disponibile il vaccino a tutti gli adulti dai 18 anni in su.
"Questa approvazione - dichiara Sanjay Gurunathan, responsabile Ricerca e Sviluppo Vaccini e Malattie infettive di Gsk - aiuta a proteggere tutti gli adulti dai 18 anni in su in Europa contro l'Rsv, un'infezione respiratoria potenzialmente grave che può portare a malattie significative, ricoveri e persino alla morte, in particolare per coloro che hanno determinate condizioni di salute sottostanti. Gsk è orgogliosa di espandere le opzioni di prevenzione contro l'Rsv in tutta Europa".
Nell'Unione europea - riporta Gsk - una media di 158mila adulti dai 18 anni in su vengono ricoverati ogni anno a causa di infezioni da Rsv. Rispetto ai bambini, gli adulti ricoverati per Rsv sono a maggior rischio di complicazioni gravi, richiedono trattamenti più costosi, hanno un tasso di mortalità più elevato e il loro numero reale è probabilmente sottostimato a causa della mancanza di test di routine. Gsk continua a cercare di espandere le indicazioni per il suo vaccino contro l'Rsv in altre aree geografiche, inclusi gli Stati Uniti e il Giappone.

Categoria: salute
14:30
Gaza, individuato e identificato corpo ultimo ostaggio israeliano Ran Gvili. Netanyahu: "Promessa mantenuta"
(Adnkronos) - Il corpo del sergente maggiore israeliano Ran Gvili è stato individuato e identificato in un cimitero nella parte orientale di Gaza City, dove da ieri era in corso un'operazione su larga scala dell'esercito. Lo hanno riferito le Idf, precisando che la famiglia di Gvili è stata informata da rappresentanti militari e che il suo corpo verrà riportato in Israele per la sepoltura. Con il ritrovamento del corpo dell'ufficiale, è la prima volta dal 2014 che non ci sono ostaggi israeliani nella Striscia di Gaza.
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha definito un "risultato straordinario per Israele" il ritrovamento del corpo dell'ultimo ostaggio che si trovava ancora nella Striscia. "Avevamo promesso, e avevo promesso, di riportare tutti indietro e abbiamo riportato tutti indietro, fino all'ultimo", ha detto Netanyahu, parlando con la stampa alla Knesset. "Ran è un eroe di Israele. È entrato per primo, è uscito per ultimo. È tornato", ha aggiunto Netanyahu.
Intanto l’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv ha indirizzato una "nota verbale" di protesta formale al governo israeliano per l’episodio in cui sono stati coinvolti due Carabinieri in servizio al consolato generale di Gerusalemme. Su disposizione del ministro degli Esteri Antonio Tajani - riferisce la Farnesina - l’ambasciatore d’Italia a Tel Aviv sta presentando proteste presso varie amministrazioni israeliane, preannunciando interventi diretti dell’autorità politica italiana.
I due militari erano ieri in visita di sopralluogo per preparare una missione degli ambasciatori della Ue in un villaggio vicino Ramallah, in territorio della Autorità nazionale palestinese. I militari sono stati minacciati da un uomo armato in abiti civili, presumibilmente un colono israeliano, che ha puntato su di loro un fucile. I militari (passaporti e tesserini diplomatici, auto con targa diplomatica) sono stati 'interrogati' dal civile. Seguendo le regole di ingaggio ricevute, hanno evitato di rispondere con violenza alle minacce iniziali.
L'uomo ha passato loro una persona al telefono, non identificatasi, che ha affermato che i due si trovavano all'interno di un'area militare e dovevano allontanarsi. Da verifica con il Cogat (comando militare israeliano per i Territori palestinesi occupati) è stato confermato che non esiste nessuna area militare in quel punto.
Il personale militare dei Carabinieri è rientrato incolume in Consolato e ha riportato all’Ambasciata e alla catena di comando dell’Arma i fatti avvenuti.
"Considerata la gravità dell'episodio, l’ambasciatore a Tel Aviv ha ricevuto istruzioni di presentare nota verbale di protesta al governo di Gerusalemme al massimo livello, coinvolgendo il ministero degli Affari Esteri, il Cogat, lo Stato maggiore delle Idf, la polizia e lo Shin Bet (il servizio di sicurezza israeliano competente per i Territori palestinesi)", sottolinea la Farnesina, che prevede di compiere nuovi passi di protesta al massimo livello politico.

Categoria: internazionale/esteri
14:28
Federica Torzullo, la procura dispone il sequestro della villa dei genitori di Carlomagno
(Adnkronos) - La procura di Civitavecchia ha disposto il sequestro della villa di Anguillara dove abitavano i genitori di Claudio Carlomagno, reo confesso del femminicidio di Federica Torzullo e dove i due sono stati trovati morti sabato scorso. A eseguire il sequestro saranno i carabinieri, che indagano sul caso.
L'allarme ai carabinieri, poi la terribile scoperta sabato scorso: Pasquale Carlomagno e Maria Messenio si erano tolti la vita, impiccandosi. Non ci sarebbero dubbi sul suicidio da parte dei genitori di Claudio Carlomagno, ma la procura di Civitavecchia disporrà l’autopsia sui corpi della coppia: dall’esame autoptico potranno arrivare elementi utili alle indagini.
A dare l'allarme dopo che non riusciva a sentire la coppia è stata la zia di Claudio Carlomagno, sorella di Maria Messenio. I carabinieri del Nucleo investigativo di Ostia si sono precipitati nella villetta in via Tevere 25, alla periferia di Anguillara. In casa, non lontano dai corpi, gli inquirenti hanno trovato una lettera indirizzata al loro altro figlio, Davide, spiegandogli le ragioni del loro gesto.

Categoria: cronaca
14:00
Medicina del territorio, il ruolo centrale dei Point of care testing
(Adnkronos) - I Point of care testing (Poct), cioè gli esami diagnostici eseguiti direttamente vicino al paziente, possono avere un ruolo importante nel rafforzare la sanità territoriale, a condizione che il loro utilizzo sia ben organizzato e regolamentato. E' quanto emerge dal 'Documento tecnico sui Point of care testing' pubblicato da Agenas, Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Il documento - riporta una nota della Società italiana di biochimica clinica e biologia molecolare clinica - medicina di laboratorio (Sibioc) - definisce il ruolo degli esami diagnostici di prossimità, effettuati nel luogo di cura del paziente, e stabilisce regole chiare per il loro utilizzo. Le indicazioni approfondiscono quanto indicato nel Dm 77 che delinea la struttura della nuova sanità territoriale prevista dal Pnrr. Il documento è stato realizzato con il contributo delle linee di indirizzo della Sibioc.
I Poct - spiega in una nota - sono dispositivi tecnologicamente avanzati, ma di facile utilizzo, che permettono di analizzare campioni biologici come sangue, urine o saliva direttamente vicino al paziente. "Questi strumenti portano la diagnostica più vicino alle persone, migliorando la tempestività delle cure", sottolinea Sabrina Buoro, presidente Sibioc. L'impiego dei Poct rappresenta uno dei pilastri della medicina di prossimità, evidenzia: "Se correttamente utilizzati e inseriti nei percorsi di cura, possono favorire un accesso più rapido alle prestazioni, aumentare l'equità delle cure, ridurre la pressione sugli ospedali e migliorare l'adesione ai programmi di screening. E' però fondamentale che questi strumenti siano integrati in modo appropriato e considerati complementari, e non sostitutivi, della medicina di laboratorio tradizionale".
Il documento di Agenas - si legge - è un passaggio chiave perché stabilisce regole uniformi per l'uso dei Poct su tutto il territorio nazionale. "Come Sibioc - continua Buoro - abbiamo contribuito mettendo a disposizione le nostre competenze e le nostre linee di indirizzo. La tecnologia oggi consente di ampliare i servizi offerti ai cittadini, ma è essenziale valutare con attenzione rischi clinici, costi e benefici, garantendo sempre la sicurezza del paziente". Attualmente i Poct sono già utilizzati in molti contesti, come pronto soccorso, terapie intensive, ambulanze, ambulatori e strutture residenziali, ma spesso in modo disomogeneo e senza standard condivisi. "Servono regole chiare e rigorose - conclude Buoro - per assicurare qualità dei risultati, tracciabilità degli esami e sicurezza. Le nuove indicazioni di Agenas introducono un modello nazionale uniforme, definiscono il ruolo dei laboratori clinici e pongono le basi per un'integrazione strutturata dei Poct nel servizio sanitario".

Categoria: salute
13:57
Ascolti tv, 'Chi Vuol Essere Milionario - Il Torneo' vince la prima serata con 15,8%
(Adnkronos) - 'Chi Vuol Essere Milionario - Il Torneo' ha vinto la prima serata di ieri, 25 gennaio, con il 15,8% di share. Il game show, in onda su Canale 5 e condotto da Gerry Scotti, è stato seguito da 1.988.000 telespettatori. Su Rai1 la serie 'Prima di Noi' di Daniele Luchetti ha raccolto 2.012.000 telespettatori, pari al 12,4%. Su Italia 1 'Le Iene' ha totalizzato 1.222.000 telespettatori con il 10,3%, mentre su Rai3 'Report' ha segnato 1.614.000 spettatori e il 9,1%. Sul Nove ‘Che Tempo Che Fa’ ha interessato 1.453.000 telespettatori con l’8,3%, mentre la parte intitolata 'Il Tavolo' ha registrato 652.000 spettatori e il 6,6%.
Su Rete 4 'Fuori dal Coro' ha totalizzato 647.000 telespettatori e il 5,2%. Su Rai2 'Il sesso degli angeli' ha intrattenuto 713.000 spettatori con il 3,7%. Infine, su La7 'Il castello' ha raggiunto 342.000 telespettatori e il 2,1%, mentre su Tv8 'Attacco al potere - Olympus Has Fallen' ha ottenuto 332.000 spettatori con il 2%.
Nell’access prime time, 'La Ruota della Fortuna' su Canale 5 ha conquistato 4.774.000 telespettatori e il 23,8%. Subito dietro 'Affari Tuoi' su Rai1, seguito da 4.682.000 telespettatori e il 23,3%.

Categoria: spettacoli
13:37
Perché il Minnesota è diventato il centro dello scontro con Trump
(Adnkronos) - Minneapolis non è diventata il centro dello scontro sull’immigrazione per caso. Nelle ultime settimane, la crisi tra autorità federali e leadership locale si è alimentata con un mix rarissimo di ingredienti: un’enorme inchiesta sulla frode dei rimborsi legati alla pandemia, una catena di uccisioni durante operazioni federali, tra cui quelle di Renee Nicole Good e Alex Pretti, una guida politica democratica (a livello cittadino e statale) che contesta l’impostazione di Washington e, sullo sfondo, una delle più grandi comunità somale degli Stati Uniti, trasformata in bersaglio simbolico. Il risultato è un laboratorio ad alta tensione: un’operazione che nasce come enforcement e diventa prova di forza politica, con un potenziale effetto domino su altre città americane.
Nello stato che vive sotto zero per molti mesi dell’anno si sta combattendo la battaglia decisiva per il futuro delle sanctuary cities americane, cioè quelle giurisdizioni locali (di solito una città, a volte una contea o un intero stato) che limitano o rifiutano attivamente la cooperazione con il governo federale nelle operazioni legate all’immigrazione irregolare.
Durante la campagna per la presidenza e col ritorno alla Casa Bianca, Donald Trump ha fatto dell’immigrazione uno dei pilastri centrali della sua agenda politica. Un tema che in passato non era ai tra le principali preoccupazioni degli elettori, prima del voto di novembre 2024 era schizzato invece ai primi posti. Tra le promesse del candidato Trump c’erano misure molto restrittive sui confini e sull’immigrazione interna: ad esempio, l’annuncio di condurre quella che ha descritto come “la più grande operazione di deportazione nella storia americana”, la chiusura delle frontiere “non autorizzate”, l’arresto e l’espulsione di chi attraversa illegalmente i confini, e l’uso di strumenti legali come l’expedited removal per allontanare senza udienze giudiziarie molti migranti irregolari. Per sostenere queste politiche ha poi emesso un ordine esecutivo che mira a negare fondi federali alle sanctuary cities e ad aumentare le sanzioni per chi non si registra come immigrato irregolare.
Ma la motivazione ufficiale dell'amministrazione per il dispiegamento di oltre 2.000 agenti federali nella "Operation Metro Surge" è la lotta alla frode. L’occasione è stata fornita dallo scandalo "Feeding Our Future", deflagrato già negli anni precedenti ma le cui indagini hanno raggiunto il culmine tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026.
Si tratta della più grande frode sui rimborsi pandemici nella storia degli Stati Uniti: un buco da centinaia di milioni di dollari sottratti ai programmi alimentari federali destinati ai bambini bisognosi durante la fase più acuta delle infezioni da Covid-19. Secondo l’accusa, una rete di organizzazioni no-profit fittizie avrebbe fatturato milioni di pasti mai serviti. Poiché molti degli indagati (78 incriminati a fine 2025) appartengono alla comunità somala o sono legati a figure locali, l'amministrazione ha utilizzato questo scandalo per giustificare un intervento federale massiccio, sostenendo che i funzionari pubblici di Minneapolis e dello Stato fossero complici o incapaci di gestire la corruzione.
Non è più solo una questione di polizia; è diventata una questione di sicurezza nazionale agli occhi di Washington, cosa che permette all'Ice e all'Fbi di aggirare le giurisdizioni locali con un mandato senza precedenti.
Il Minnesota rappresenta l'antagonista politico ideale. Lo scontro istituzionale è totale perché i vertici locali sono democratici che hanno messo i diritti civili prima delle norme sulla sicurezza o sull’immigrazione. Nelle scorse settimane, il Dipartimento di Giustizia ha compiuto il passo senza precedenti di inviare mandati di comparizione (subpoena) al governatore Tim Walz (già candidato vicepresidente con Kamala Harris) e al sindaco di Minneapolis Jacob Frey, accusandoli di "ostruzione all'applicazione delle leggi federali" per il loro rifiuto di far collaborare la polizia locale con le squadre di deportazione.
Walz ha definito gli agenti federali inviati da Trump come "una forza di occupazione violenta e non addestrata", chiedendone l'immediato ritiro dopo le sparatorie.
Il cuore emotivo e demografico della crisi è la vasta comunità somala del Minnesota (oltre 80.000 persone), la più grande degli Usa. La retorica presidenziale è stata incendiaria, definendo elementi della comunità "spazzatura" e accusandoli di aver "saccheggiato il sistema".
Ma cosa dicono i dati sulla sicurezza? Su dati e percezione c’è un dibattito acceso e polarizzato. Alcune analisi, come quelle citate dal City Journal nel gennaio 2026, sostengono che, normalizzando i dati per età e sesso, i tassi di incarcerazione tra gli immigrati somali siano da due a quattro volte superiori rispetto ai bianchi.
I leader della comunità e le organizzazioni per i diritti civili denunciano che queste statistiche sono distorte da un over-policing (eccesso di controllo di polizia) sistemico. La comunità vive oggi nel terrore: molti cittadini americani di origine somala hanno iniziato a girare con il passaporto in tasca per paura di essere fermati e deportati illegalmente durante i raid a tappeto nei quartieri di Cedar-Riverside. Molti non escono neanche più per fare la spesa, con alcune chiese locali che si occupano di consegnare viveri ai residenti.
Il Minnesota non è un'anomalia, è un test. Nei piani dell’amministrazione, l'operazione Metro Surge è una prova generale per esportare questo modello in altre sanctuary cities come Chicago o New York, cosa che rientra pienamente nelle promesse elettorali di Trump.
Il Minnesota è stato scelto perché offriva la "tempesta perfetta": una frode massiccia legata alle autorità locali, una leadership democratica in crisi (Tim Walz ha annunciato che non si ricandiderà governatore), una minoranza visibile da usare come bersaglio. Il Washington Post ha raccontato il lancio di un’operazione in Maine, con arresti e tensione in città come Portland e Lewiston, che hanno popolazioni somale e richiedenti asilo, esplicitamente nel solco della stretta vista prima a Minneapolis.

Categoria: internazionale/esteri
13:28
Elon Musk, indagine Ue su X e Grok: sotto esame immagini manipolate a sfondo sessuale
(Adnkronos) - La Commissione Europea lancia una nuova indagine su X focalizzata sull'integrazione delle funzionalità di Grok nel social network, e amplia l'inchiesta in corso sul sistema di raccomandazione utilizzato dal social di Elon Musk, per verificare se rispetti o meno gli obblighi relativi alla gestione del rischio.
La nuova indagine, in base al Digital Services Act, verificherà se X abbia valutato correttamente e mitigato i rischi associati all'adozione delle funzionalità di Grok, il sistema di intelligenza artificiale sviluppato dalla società di Musk, nel social network.
Tra questi, nota la Commissione, sono inclusi i rischi legati alla diffusione di contenuti illegali nell'Ue, come "immagini manipolate a sfondo sessuale, compresi contenuti che potrebbero costituire materiale di abuso sessuale su minori". Questi rischi "sembrano essersi concretizzati, esponendo i cittadini dell'Ue a gravi danni", sottolinea l'esecutivo Ue.
Pertanto, la Commissione indagherà per verificare se X rispetta o meno i propri obblighi previsti dal Dsa di valutare e mitigare diligentemente i rischi sistemici, tra cui: la diffusione di contenuti illegali; gli effetti negativi in relazione alla violenza di genere e le gravi conseguenze negative per il benessere fisico e mentale derivanti dall'implementazione delle funzionalità di Grok sulla sua piattaforma.
L'estensione dell'indagine sul sistema di raccomandazione di contenuti di X è motivata, in particolare, dal fatto che il social ha annunciato che passerà a un sistema basato su Grok. Se dimostrate, queste prassi violerebbero diversi articoli del Dsa. Nella preparazione dell'indagine, la Commissione ha collaborato "strettamente" con il Coimisiún na Meán, il coordinatore irlandese dei servizi digitali, che contribuirà all'inchiesta.
L'esecutivo Ue ora continuerà a raccogliere prove, ad esempio inviando ulteriori richieste di informazioni, conducendo colloqui o ispezioni, e potrà imporre misure provvisorie, nel caso in cui X non dovesse adottare rimedi. L'avvio di un procedimento formale autorizza la Commissione ad adottare ulteriori misure, come una decisione di non conformità. La Commissione è inoltre autorizzata ad accettare qualsiasi impegno assunto da X per porre rimedio alle questioni oggetto del procedimento.
Il portavoce al Digitale Thomas Regnier sottolinea che, nelle relazioni inviate da X alla Commissione, "Grok non c'è, da nessuna parte", il che significa che "semplicemente non hanno valutato i rischi" relativi all'introduzione del sistema di intelligenza artificiale nel social network. Tuttavia, continua, "X sta collaborando", rispondendo alle richieste della Commissione, il che "è già qualcosa". La svestizione digitale di donne senza il loro consenso, ripete, "non ha nulla a che fare con la libertà di espressione. Non posso credere che stiamo ancora a discutere di questo dal podio della Commissione nel 2026". Limitare lo spogliarello digitale non consensuale agli abbonati premium "non è abbastanza", dato che non si tratta di un "contenuto premium", ma della violazione di un diritto, ragion per cui deve essere "completamente escluso" dai servizi di X.
La questione della protezione dei minori online, spiega la portavoce capo della Commissione Paula Pinho, è una cosa alla quale la presidente "attribuisce estrema importanza. E' stata molto chiara su questo argomento, ha detto perché non dovremmo postare qualcosa online alla quale non acconsentiremmo mai offline". La presidente, prosegue, "presta molta attenzione a questo aspetto. Ha anche detto esplicitamente che non cederemo il consenso e la protezione dei minori alle aziende tecnologiche, perché siano violati e monetizzati ". Von der Leyen, continua, "ha anche affermato in diverse occasioni che il danno causato da queste immagini illegali è molto reale. Non tollereremo comportamenti inaccettabili come la svestizione digitale di donne e bambini. Sono già state prese misure, ma ce ne sono altre da adottare online e offline per proteggere i nostri cittadini, a maggior ragione quando parliamo di bambini"., conclude

Categoria: economia
13:17
Afghanistan, padre caporalmaggiore morto in attentato: "Indignati per frasi Trump, uno sproloquio"
(Adnkronos) - "Siamo un po' tutti indignati e dispiaciuti di questo sproloquio del presidente Trump. Dopo la delusione del ritorno dei talebani del 2021, è un'altra ferita. Non me l'aspettavo". Lo dice all'Adnkronos Angelo Pascazio, papà di Luigi, 25 anni, il caporalmaggiore dell'esercito italiano, di Bitetto, in provincia di Bari, morto nel 2010 in Afghanistan in un attentato esplosivo insieme a un commilitone, a proposito delle frasi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump circa il contributo degli eserciti alleati occidentali impegnati nelle operazioni militari e di peacekeeping nel Paese asiatico.
"Fino a un certo punto l'ho stimato, non lo nascondo - continua - ma talvolta va fuori dal seminato, come in questa occasione. Un vero sproloquio. Ho apprezzato la reazione del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sono tanti i 53 militari morti in 20 anni", afferma Pascazio. "Le frasi di Trump lasciano il tempo che trovano", continua. "Magari si riferiva a qualche generale ma i ragazzi erano tutti in prima linea. Le cose non sono andate come dice lui, ha distorto la verità e la storia", sottolinea in riferimento alle dichiarazioni del presidente Usa circa il presunto scarso impegno o la minore esposizione dei Paesi alleati.
"Da quello che carpivo dalle poche telefonate di mio figlio le condizioni operative erano difficili. Luigi credeva in quello che faceva. Era la sua prima missione. Probabilmente i ragazzi andavano formati meglio per affrontare quelle situazioni così pericolose. I nostri caduti meritano soltanto onore", conclude.

Categoria: cronaca
13:02
Re Carlo scommette su Kate per ricucire il rapporto con Harry
(Adnkronos) - Re Carlo avrebbe chiesto a Kate Middleton di aiutarlo a ricucire i rapporti con il principe Harry e con la moglie Meghan Markle. Lo scrive il 'National Examiner' citando una propria fonte, secondo la quale la richiesta fatta da Carlo è ''irragionevole'' e ''ha messo alla prova la pazienza'' della nuora. In ogni caso sta di fatto che, scrive il 'National Examiner', il re desidera che il duca e la duchessa del Sussex vengano riaccolti nella famiglia reale e ritiene che Kate debba svolgere un ruolo di primo piano per la riappacificazione. E questo ignorando i rapporti tesi tra Kate e Meghan, emersi in occasione del matrimonio dell'ex star di 'Suits' con Harry nel 2018, come racconta il principe nel suo libro di memorie 'Spare' pubblicato nel 2023.
"Re Carlo ha chiesto a Kate di dare il suo contributo per farli tornare - ha detto la fonte -. Riconosce che i Sussex hanno commesso molti passi falsi, ma è disposto a perdonarli". Riferendosi al tumore che è stato diagnosticato al re nel 2024, la fonte ha aggiunto che "Carlo sta affrontando gravi problemi di salute mentre guida la monarchia e pensa sinceramente che le lotte intestine in famiglia siano ridicole''. Insomma, "secondo re Carlo questo dramma è durato abbastanza. Non ha più pazienza", ha aggiunto la fonte.

Categoria: internazionale/royalfamilynews
12:44
Arte, a Faenza nasce la Galleria Marta, sede dell’archivio Alfonso Leoni
(Adnkronos) - Un assoluto protagonista dell’arte contemporanea, un genio talentuosissimo e ribelle, purtroppo prematuramente scomparso. Ad Alfonso Leoni, il Mic Faenza, il museo internazionale delle ceramiche, nel 2020, nel quarantesimo anno della sua scomparsa, dedicò una bellissima mostra, un lungo lavoro di ricerca, a cura della direttrice del Mic Faenza Claudia Casali, in collaborazione con l’Archivio Leoni, che raccolse per la prima volta in una antologica tutto il lavoro dell’artista, con l’obbiettivo di analizzare la ricca e intensa produzione dedita non solo alla ceramica ma anche ai diversi linguaggi della contemporaneità (pittura, grafica, design, scultura). Ora, dopo quella mostra, è stata presentata e inaugurata dal sindaco di Faenza Massimo Isola, da Claudia Casali, dai curatori dell‘archivio Giancarlo e Stefano Paggi la 'Galleria Marta' sede espositiva permanente dell'Archivio Alfonso Leoni a Faenza.
Lo spazio vuole essere il luogo di riferimento dell'Archivio Leoni che fu fondato da Marta, la moglie di Leoni scomparsa nel gennaio del 2021 e attualmente curato da Giancarlo Paggi e dal figlio Stefano. “L'idea era stata pensata già anni addietro da Marta – commenta Giancarlo Paggi - ma per motivi pratici non fu sviluppata. E‘ tornata a concretizzarsi dopo uno suggerimento lanciatomi da Claudia Casali, nella primavera del 2024, che mi disse che dovevo pensare ad un luogo stabile per Leoni a Faenza. Quando Leoni morì nel 1980 aveva in uso dei locali in affitto adibiti a studio che vennero sgomberati poco dopo la sua morte. Nel 2021 l'Archivio venne contattato dalla responsabile del Servizio Patrimonio Culturale della Regione, la quale, nell'ambito di una ricerca per la valorizzazione delle case e studi di Illustri in Emilia Romagna chiedeva cosa fosse rimasto dei luoghi di lavoro dell'Artista. Remore da tutto ciò, con il patrocinio del Mic Faenza, del Comune di Faenza e dell'Associazione Amici della Ceramica e del Mic, è stato avviato il progetto che piano piano ha preso corpo”. La galleria sarà aperta al pubblico in occasioni particolari come durante la prossima edizione di Argillà e su appuntamento.
Alfonso Leoni nasce a Faenza nel 1941 e qui muore dopo trentanove anni in seguito a leucemia. La sua vita è legata alla città in cui visse, a partire dagli studi all’Istituto d’Arte Ballardini, in cui dal 1961 diviene docente di Arti Plastiche. Fondamentale è il rapporto con Biancini, suo maestro e del quale diviene collaboratore, che lo sostiene nell’intraprendere la carriera artistica. Con Faenza c’è un rapporto di amore e odio: molti erano gli stimoli che ricavava da questa città, ma allo stesso tempo si sentiva limitato nelle sue possibilità, tanto da cercare altre strade. Nonostante i molti riconoscimenti ricevuti (primi Premi ai Concorsi di Cervia (1966), di Gualdo Tadino (1965, 1966, 1975), di Rimini (1967), di Faenza (1976), la sua attività è un continuo ricercare nuovi stimoli e sperimentare linguaggi diversi. Quest’animo sempre in movimento lo porta a discostarsi dalla realtà in cui era cresciuto, legata al mondo della tradizione ceramica. Usa materiali vari (carta, legno, bronzo, plastica, marmo, ferro e metalli preziosi, vetro), ritaglia, strappa, assembla, distrugge, mette in gioco il proprio corpo, cerca l’impossibile, l’impensabile anche affidandosi al caso.
Questo modo di operare lo porta ad essere apprezzato dalla critica e a prendere parte ad eventi di grande portata: personale nell’ambito del Convegno Internazionale dei Critici e Studiosi d’Arte (Rimini 1965); mostra a Cracovia (1968); Triennale di Milano (1968); personali a Ottawa (1968) e Montreal (1969); collettiva al Victoria & Albert Museum (1972); Quadriennale d’Arte di Roma (1975). Di rilievo gli interventi di arredo urbano e pubblici presso Università di Bologna Facoltà di Matematica (1970); Santuario del Bambino Gesù di Praga ad Arenzano (Genova); Ospedale Civile di Codigoro (Ferrara); arredo da giardino Alfonsine (Ravenna); Scuola elementare di Bagnacavallo (Ravenna); Sedi provinciali Inps di Verona e di Roma; Ospedale Civile di Faenza; Cimitero dell’Osservanza di Faenza. Nell’ultimo decennio della sua vita si avvicina al design, affascinato dall’idea di poter diffondere i propri progetti e le proprie idee al grande pubblico, con piglio provocatorio.
Basti pensare alla piastrella 'rovesciata' e smaltata, realizzata per le Maioliche Faentine e premiata con la Medaglia d’oro Enapi al Concorso di Faenza (1975). Collabora con la Villeroy & Boch in Germania, con le Maioliche Faentine e la Rosenthal di Selb, in Germania, rapporto stroncato sul nascere dall’incedere della malattia. Il design entra anche nelle sue sculture quando frammenti di stoviglieria in porcellana trovano nuova vita in 'ciotoloni', ricavati da piatti, oppure nei pannelli (Medaglia d’oro del Presidente della Camera al Concorso Internazionale di Faenza, 1976) ricavati dalla ricomposizione di piastrelle frammentate.

Categoria: spettacoli
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15:48
Sinner e l'incontro con il sosia (più o meno) agli Australian Open
(Adnkronos) - Ci sono due Jannik Sinner agli Australian Open 2026. L'azzurro, numero 2 del mondo, scopre di avere un sosia (più o meno...) nel torneo di Melbourne. E' un ragazzo con i capelli rossi e i lineamenti che, con un po' di fantasia, ricordano quelli del fuoriclasse altoatesino. Il 'Sinner finto' indossa una t-shirt gialla che ricorda uno dei kit di Jannik. La fascetta tra i capelli esibita dal doppione, invece, è una licenza poetica: Sinner, come è noto, indossa sempre un cappellino.
L'azzurro incontra il suo sosia dopo il match degli ottavi di finale vinto contro Luciano Darderi. Sinner, dopo la conferenza stampa che chiude la giornata, si muove tra i tunnel nella pancia di Melbourne Park. E all'improvviso scatta l'agguato dello staff di Bluezone, la piattaforma che cura contenuti digitali per il torneo. Mentre il 'vero' Sinner risponde alle domande dei media, il suo sosia attende paziente. L'incrocio alla fine si verifica e l'azzurro si presta al siparietto: "Ciao Jannik, come va?", chiede prima di posare per una foto. Lo staff di Bluezone esulta, il sosia chiude con un ''forza Jannik"

Categoria: sport
15:44
Anatomia dell’Ice: cos’è l’agenzia, chi è l’uomo forte Bovino (e cosa dicono i colleghi)
(Adnkronos) - La battaglia di Minneapolis ha portato alla ribalta un’agenzia federale spesso citata ma poco conosciuta nei suoi meccanismi interni. Ma perché l'Ice è diventata lo strumento privilegiato dell’amministrazione Trump? Chi è Greg Bovino che la guida, e sotto quali pressioni – operative, mediatiche e umane – si muovono i suoi agenti?
L’Immigration and Customs Enforcement (Ice) è un’agenzia federale di polizia che dipende dal Dipartimento della Sicurezza Interna (Dhs). Nasce formalmente il 1° marzo 2003, come conseguenza diretta degli attentati dell’11 settembre 2001 e della grande riorganizzazione dell’apparato di sicurezza statunitense voluta da George H.W. Bush e dal Congresso con l’Homeland Security Act.
Prima di allora, le funzioni oggi svolte dall’Ice erano accorpate nel vecchio Immigration and Naturalization Service (Ins). La riforma post-11 settembre spezza quell’agenzia e redistribuisce le competenze: il controllo dei confini fisici va alla Border Patrol (all’interno della Customs and Border Protection), la gestione amministrativa dell’immigrazione a Uscis, mentre l’Ice diventa il braccio operativo interno della lotta alla migrazione irregolare.
È questa la sua caratteristica chiave: a differenza della Border Patrol, che opera principalmente lungo i confini e nella fascia di 100 miglia dalla frontiera, l’Ice ha un mandato pieno su tutto il territorio nazionale. Può operare nelle città, nei quartieri residenziali, nei luoghi di lavoro, nelle scuole e negli ospedali. È l’agenzia incaricata di individuare, arrestare, detenere e deportare cittadini stranieri già presenti negli Stati Uniti.
È proprio questa natura giurisdizionale a spiegare perché, nel secondo mandato, Donald Trump abbia scelto l’Ice come strumento centrale della sua battaglia politica contro l’immigrazione illegale.
La promessa elettorale di Trump era esplicita: la più grande operazione di deportazione nella storia americana, accompagnata da un messaggio politico altrettanto chiaro contro le cosiddette sanctuary cities , le città guidate in larga parte da amministrazioni democratiche che limitano la cooperazione con le autorità federali sull’immigrazione.
L’Ice è lo strumento perfetto per questo obiettivo. Non risponde a sindaci o governatori, non dipende dalle polizie locali, non ha limiti geografici interni. Rafforzando le sue due anime operative – l’Enforcement and Removal Operations (Ero), che effettua arresti e deportazioni, e la Homeland Security Investigations (Hsi), che conduce indagini più complesse – la Casa Bianca ha di fatto costruito una polizia federale capace di proiettare il potere dell’esecutivo nel cuore delle roccaforti politiche avversarie.
Minneapolis, città democratica in uno Stato democratico e storicamente classificata come sanctuary city, diventa così un bersaglio naturale: non solo per ragioni operative, ma per il valore simbolico dello scontro istituzionale.
Se a Washington la strategia politica viene delineata da figure come Tom Homan, lo "zar del confine" e dal consigliere Stephen Miller, sul terreno il volto dell’offensiva è l’italo-americano (di origini calabresi) Gregory “Greg” Bovino. Veterano della Border Patrol, Bovino è emerso negli ultimi mesi come il principale comandante operativo delle grandi operazioni urbane, da Los Angeles a Chicago fino a Minneapolis.
La sua ascesa è significativa: Bovino proviene dalla polizia di frontiera, non dai ranghi tradizionali dell’Ice, ed è stato promosso a ruoli di comando operativo per guidare missioni interne ad alta intensità. Una scelta che riflette la volontà dell’amministrazione di militarizzare l’approccio all’immigrazione irregolare. La segretaria alla sicurezza interna Kristi Noem lo ha definito “commander at large”, un ruolo che non esiste a livello normativo ma che gli ha consentito di operare fuori dalla catena di comando tradizionale, riferendo direttamente al vertice politico e partecipando alla riorganizzazione dell’Ice insieme a figure come Corey Lewandowski, già capo della campagna elettorale di Trump.
A Bovino viene attribuita la dottrina operativa “turn and burn”: operazioni rapide, fortemente visibili, con assetti tattici pesanti e arresti eseguiti prima che le comunità locali possano organizzare resistenza o protezione legale. La sua comunicazione pubblica è diretta, aggressiva, volutamente polarizzante. L’immigrazione irregolare non viene trattata come un problema amministrativo, ma come una minaccia alla sicurezza nazionale da neutralizzare.
Questo stile, incluso il suo cappotto verde che ricorda lo stile militare della prima metà del Novecento (c'è chi lo ha paragonato ai gerarchi nazisti, ma un vestiario simile era usato anche dai militari americani), lo ha reso un bersaglio mediatico costante e un simbolo della nuova fase dell’Ice.
Uno dei punti di frizione più duri tra autorità federali e locali riguarda l’addestramento degli agenti Ice impiegati nelle operazioni urbane. Capi della polizia locale e sindacati delle forze dell’ordine hanno espresso preoccupazioni crescenti su quello che considerano un divario strutturale di formazione.
Un poliziotto cittadino riceve mesi di addestramento su de-escalation, gestione di crisi psichiatriche, interazione con comunità fragili e mediazione in contesti affollati. Molti agenti Ice, soprattutto le nuove leve reclutate in tempi rapidissimi per sostenere l’espansione voluta da Trump (12.000 arruolati in un anno), ricevono invece una formazione più breve e concentrata prevalentemente su tattiche di arresto, uso delle armi e controllo del perimetro. Negli anni precedenti, il corso di addestramento poteva durare fino a circa 20 settimane, mentre ora si parla di circa 8 settimane.
Il risultato, secondo le critiche dei colleghi di altre forze dell’ordine, è che agenti addestrati come forza di intervento si trovano a operare in quartieri densamente popolati, con famiglie, bambini e manifestanti. L’uso di spray urticanti, gas lacrimogeni o munizioni “meno letali” in contesti residenziali viene visto dalle polizie locali come una pratica pericolosa, che genera caos e tensione e lascia poi agli agenti cittadini il compito di ricomporre l’ordine pubblico.
C’è anche una dimensione spesso trascurata nel dibattito politico: la condizione psicologica degli agenti sul campo. Le operazioni dell’Ice oggi si svolgono in un ambiente di ostilità permanente. Gli agenti sono seguiti, filmati, identificati; le loro azioni vengono trasmesse in tempo reale sui social; gruppi di attivisti monitorano ogni movimento e, in alcuni casi, diffondono informazioni personali al fine di esporre o intimidire gli agenti (il cosiddetto doxxing). E' in questi contesti che sono avvenute le uccisioni di Nicole Renee Good e di Alex Pretti, quest'ultimo intento a filmare un'operazione dell'Ice con il suo telefono.
Secondo i sindacati federali, la pressione è doppia. Da un lato, Washington impone obiettivi e numeri elevati di arresti; dall’altro, sul terreno, gli agenti operano circondati da manifestanti, insulti, telecamere puntate addosso e il timore costante che un singolo gesto finisca in un video virale o in un’inchiesta giudiziaria.
Questo clima contribuisce a una tensione continua, che può tradursi in reazioni eccessive, errori di valutazione e uso sproporzionato della forza. È un circolo vizioso: più l’Ice diventa simbolo politico, più ogni operazione diventa uno scontro pubblico; più lo scontro si accende, più la linea tra enforcement e conflitto urbano si assottiglia.

Categoria: economia
15:42
Roma, morte Francesca Ianni travolta da un albero: due indagati a rischio processo
(Adnkronos) - Rischio processo per due indagati per la morte di Francesca Ianni uccisa da un albero caduto nel parco Livio Labor nel dicembre 2024. Il pm Mario Dovinola e il procuratore Giovanni Conzo hanno chiuso le indagini per omicidio colposo e lesioni notificando a due persone, all'epoca dei fatti uno funzionario del servizio ambientale del IV municipio e l'altro direttore gestione e tutela ambientale del Verde di Roma Capitale, il 415bis, l’avviso di conclusione delle indagini.
La donna di quarantacinque anni era stata colpita dall’albero mentre era seduta su una panchina insieme a un’amica rimasta ferita nel parco di via Cesare Massini, nella zona di Colli Aniene. Nella caduta dell’albero erano rimasti illesi i tre figli minori della vittima che si trovavano con lei al parco. La procura nell’ambito dell’inchiesta aveva disposto una consulenza sull’albero caduto e su tutti gli arbusti caduti nella capitale dall’inizio del 2024. A quanto si apprende sarebbe emersa una non corretta manutenzione.
Intanto per il prossimo giugno è stata fissata l’udienza preliminare per decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio della procura per 23 persone nell’ambito della maxi inchiesta della pm Clara De Cecilia e dell’aggiunto Conzo sugli alberi e rami caduti nella Capitale fra il 2023 e il 2024. A rischiare il processo, a vario titolo e a seconda delle posizioni con le accuse di disastro colposo e omicidio colposo, figurano funzionari e dirigenti del Campidoglio e responsabili delle ditte appaltatrici. In un caso un’anziana, Teresa Veglianti, è morta, nel novembre 2023, dopo essere stata colpita da un albero mentre camminava in via Donna Olimpia, a Monteverde.

Categoria: cronaca
15:29
Ue approva anti-Rsv in over 18, Pregliasco: "Valorizza ruolo prevenzione"
(Adnkronos) - Il via libera della Commissione europea al vaccino ricombinante adiuvato contro il virus respiratorio sinciziale (Rsv) di Gsk negli adulti dai 18 anni in su "rappresenta sicuramente un elemento importante, perché valorizza il ruolo e le potenzialità della vaccinazione contro il virus respiratorio sinciziale", spiega all'Adnkronos Salute Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell'università Statale di Milano, direttore sanitario dell'Irccs ospedale Galeazzi-Sant'Ambrogio. "L'Rsv - ricorda - è noto soprattutto per la bronchiolite nei bambini piccoli, ma anche nella popolazione adulta ha sempre avuto un peso rilevante, seppur meno percepito. Nell'adulto, infatti, si manifesta spesso con quadri clinici simili all'influenza e può determinare complicanze anche significative, finendo per essere un 'coprotagonista nascosto' delle stagioni influenzali".
Oggi, "grazie a una maggiore capacità diagnostica di laboratorio - sottolinea il virologo - sappiamo che il virus respiratorio sinciziale è tutt'altro che marginale: anche in questa stagione, in particolare dopo il picco influenzale, la sua circolazione è evidente e clinicamente rilevante. Questo significa che può avere un impatto importante anche negli adulti. L'estensione della vaccinazione a partire dai 18 anni, amplia quindi le possibilità di prevenzione. Non si tratta, ovviamente, di un utilizzo universale - precisa Pregliasco - ma di uno strumento prezioso per una vasta quota di soggetti a rischio: persone con asma, broncopneumopatia cronica, immunodepressione e, più in generale, tutti quei pazienti per i quali la vaccinazione antinfluenzale è già raccomandata indipendentemente dall'età. L'obiettivo è ridurre il rischio di complicanze e di forme severe di malattia".
Questo provvedimento "dovrebbe però spingere le istituzioni sanitarie italiane, a partire dal ministero della Salute, ad aggiornare il Pnpv-Piano nazionale di prevenzione vaccinale - suggerisce l'esperto - L'Italia, insieme a pochissimi altri Paesi come il Portogallo, è ancora priva di una raccomandazione formale, mentre molte nazioni europee e gli Stati Uniti hanno già avviato campagne vaccinali con modalità organizzate. Siamo in ritardo - rimarca Pregliasco - nonostante il vaccino sia già registrato in Italia per le fasce più anziane e a rischio e nonostante le società scientifiche abbiano espresso pareri favorevoli al suo utilizzo nei soggetti fragili". L'invito è quindi chiaro: cogliere questa opportunità e "aggiornare le raccomandazioni per rendere la prevenzione realmente efficace".

Categoria: salute
15:28
Antonella Elia: "Non mi perdonerò mai per aver abortito, è stato egoismo mostruoso"
(Adnkronos) - "Quando avevo 26 anni ho scelto di abortire. Non mi perdonerò mai". Antonella Elia, ospite oggi a La volta buona, in un lungo intervento commosso torna sulla decisione presa da giovane. "Ritengo che l'aborto sia un peccato, si toglie la vita ad un essere che sta per nascere. E' un essere vivente, sin da subito, che deve nascere. E' un atto di egoismo mostruoso decidere di abortire perché 'è troppo presto' o non si è in grado di essere madre. E' per me una scelta umanamente illecita", dice Elia nel salotto di Caterina Balivo.
"Nel corso del tempo, l'aborto dentro di me è rimasto una macchia, una vergogna. Ogni donna è libera di fare quello che vuole, ma ritengo che a livello umano e spirituale si tolga una vita. Bisogna avere il coraggio di accettare quella vita e portarla avanti. Io non mi sono mai perdonata e non mi perdonerò mai, in questa vita sto espiando una colpa. Rimpiango il figlio che non ho avuto, ora avrei accanto un essere che amerei in maniera viscerale. Non ho avuto il coraggio, ora non c'è perdono", prosegue.
"Non voglio fare la moralista, ci sono magari situazioni molto gravi in cui non si può avere un figlio. Io avevo 26 anni, un fidanzato, una situazione normale. Ho detto 'no', non ho preso in considerazione l'essere vivente che portavo. Ognuno è libero di fare ciò che vuole, io rimpiango molto di non aver avuto il coraggio in quel momento", dice ancora. "Ho provato poi ad avere figli, ma ho perso l'embrione. Il karma mi ha punita, credo che nella vita si debbano espiare le azioni che si ritengono sbagliate".

Categoria: spettacoli
15:06
Report, Ranucci: "Tribunale annulla sanzione Garante Privacy su caso Sangiuliano"
(Adnkronos) - E' stata annullata dal Tribunale di Roma la sanzione di 150mila euro che il Garante della Privacy aveva comminato alla Rai per la diffusione, da parte della trasmissione 'Report', degli audio relativi ad una conversazione tra l'ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e la moglie, la giornalista Federica Corsini. E' lo stesso conduttore di 'Report' Sigfrido Ranucci ad annunciarlo in un post su Facebook. "Era legittimo - scrive Ranucci - e di interesse pubblico trasmettere l'audio e inoltre i magistrati sottolineano il fatto che il Garante ha svolto le indagini fuori i tempi stabiliti dalla legge. Il Garante ha sbagliato nei contenuti e nella forma".

Categoria: spettacoli
15:04
L'Ice a Milano-Cortina? Regione Lombardia: "Nessuna conferma della loro presenza alle Olimpiadi"
(Adnkronos) - Non c'è alcuna conferma sulla presenza di agenti dell'Ice alle Olimpiadi di Milano-Cortina. A spiegarlo è una nota diffusa dalla Regione Lombardia dopo che il presidente Attilio Fontana aveva dichiarato, a margine della ‘Giornata del Record’, a Palazzo Lombardia: “L’Ice sarà qui soltanto per controllare il vicepresidente J.D. Vance e il segretario di Stato Marco Rubio, quindi sarà soltanto in misura difensiva semmai dovesse esserci qualche tentativo di… anche se io sono convinto che non succederà niente”. “La loro presenza - aveva spiegato Fontana - è limitata a fare la guardia del corpo al vicepresidente Vance e a Rubio, quindi che ci siano loro, o altri, il lavoro che devono fare è sempre lo stesso, stare attenti che nessuno gli dia una spintona o che gli succeda qualcosa. Credo che i rapporti fra le nazioni siano consolidati, i rapporti fra le forze dell'ordine siano consolidati e quindi avremo una garanzia in più”.
Nella nota, la Regione Lombardia precisa che "il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, rispondendo a una domanda dei giornalisti, che sottointendeva la presenza di Ice a Milano, non ha inteso confermare la presenza di tali agenti, in quanto non in possesso di informazioni al riguardo". "Il presidente Fontana - continua la nota - ha esclusivamente commentato, in via ipotetica, rispondendo a un’affermazione dei giornalisti che, qualora fossero presenti agenti incaricati della sicurezza, il loro ruolo sarebbe limitato alla tutela delle personalità statunitensi eventualmente presenti, come il vicepresidente J.D. Vance e il segretario di Stato Marco Rubio, con l’unico obiettivo di garantirne l’incolumità personale. Ogni altra interpretazione che attribuisca al presidente Fontana una conferma della presenza di agenti Ice non corrisponde a quanto dichiarato".
Nel frattempo hanno superato quota 5.300 le firme sull'appello lanciato da Azione Milano per chiedere il divieto di ingresso ai membri dell’Ice (U.S. Immigration and Customs Enforcement) in occasione delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.
La petizione – lanciata sulla piattaforma Change.org lo scorso 24 gennaio – si rivolge direttamente al governo italiano e al Comitato organizzatore dei Giochi. Nel testo si sottolinea come "la presenza dei funzionari dell’Ice, le cui attività sono state ripetutamente contestate per violazioni dei diritti umani, potrebbe legittimare e incoraggiare tali pratiche inaccettabili, marchiano l’immagine di un evento che dovrebbe rappresentare unità, rispetto e pace".
Obiettivo dell'iniziativa è ottenere un impegno formale per negare l'accesso all'agenzia statunitense durante le competizioni: un segnale che - secondo i promotori - rappresenterebbe "un messaggio chiaro agli occhi del mondo, ribadendo la centralità dei diritti umani e dei valori di tolleranza che sono alla base dello spirito olimpico".

Categoria: milano-cortina-2026
15:00
Sinner, via il 'braccialetto' agli Australian Open: "E' vietato, lo tolgo"
(Adnkronos) - Jannik Sinner si toglie il braccialetto fuorilegge. L'azzurro, così come Carlos Alcaraz, in campo agli Australian Open è stato invitato a rimuovere il 'tracker' utilizzato per controllare i parametri durante il match. Sinner si è adeguato prima di iniziare il derby con Luciano Darderi negli ottavi di finale. "Ci sono alcuni dati che vorremmo monitorare in campo, non per rilevazioni in tempo reale ma più per quello che si può vedere dopo la partita", spiega il numero 2 del mondo. I dispositivi raccolgono dati relativi al battito cardiaco, ai livelli di glucosio, allo stress muscolare.
Tutti elementi utili per monitorare la salute dell'atleta e per impostare programmi di recupero e di allenamento. L'Atp autorizza i giocatori a utilizzare i tracker dal 2024. I tornei dello Slam, come gli Australian Open, non sono sono gestiti dall'Association of Tennis Professionals. Stesso discorso nei tornei femminili: per la Wta i braccialetti sono ammessi dal 2021, ma nei major vanno rimossi, come ha scoperto anche la bielorussa Arina Sabalenka, numero 1 del mondo.
"Vorremmo usare questi dati anche durante gli allenamenti, perché possiamo capire la frequenza cardiaca e quante calorie si bruciano: si tratta di dati di questo tipo. L'arbitro mi ha chiesto subito se avessi il tracker e ho detto di sì, poi mi ha chiesto di toglierlo. Effettivamente ci sono altri strumenti che possiamo usare", dice Sinner facendo riferimento al classico 'gilet' che indossano molti atleti in allenamento. "Per me è un po' scomodo perché mi darebbe fastidio avere qualcosa addosso. Ma le regole sono regole e non userò più il tracker", dice. Anche senza monitoraggio, l'azzurro può certificare i progressi a livello di condizione rispetto ai problemi accusati al terzo turno contro Elliot Spizzirri in una giornata torrida. "E' totalmente diverso quando non c'è il sole, anche se fa sempre caldo. Ogni giornata è differente, anche in base all'avversario. Mi sono sentito a mio agio in campo", spiega.

Categoria: sport
14:49
Aviaria, trovati anticorpi in una mucca nei Paesi Bassi: prima volta fuori dagli Usa
(Adnkronos) - La spia rossa si è accesa dopo la morte di un gatto, che due giorni prima era risultato positivo all'influenza aviaria. Il caso ha fatto scattare immediata la segnalazione e, a seguire, i controlli. Ed è così che gli anticorpi del virus H5N1 sono stati trovati in una mucca da latte nei Paesi Bassi. Si tratta della prima volta di un caso del genere fuori dagli Stati Uniti, come evidenziato in una nota dell'Autorità olandese per la sicurezza alimentare e dei prodotti di consumo: "Per quanto ne sappiamo, la presenza di anticorpi contro l'influenza aviaria non è mai stata dimostrata in precedenza nei bovini da latte in Europa", hanno spiegato gli esperti dell'ente. La presenza degli anticorpi indica una precedente infezione nel bovino in questione. Mentre l'analisi dei campioni di latte ha rivelato l'assenza di virus attivo e le autorità sottolineano che non è stata rilevata alcuna ulteriore diffusione dell'H5N1 fra i bovini dell'azienda agricola in questione né al momento in altre aziende.
Il caso è rimbalzato anche su 'Science' online. Ma è una lettera inviata un paio di giorni fa dalla ministra dell'Agricoltura olandese Femke Wiersma al Parlamento a ricostruire l'intera vicenda. Tutto comincia il 24 dicembre, quando l'autorità per la sicurezza alimentare riceve la segnalazione di due gatti malati. Uno dei due è proprio il felino che risulterà positivo all'aviaria prima di morire. Si tratta di un gatto che, secondo il tracciamento, proveniva da un allevamento di bovini da latte nella provincia della Frisia ed è morto a causa del virus H5N1. Il che ha spinto le autorità veterinarie a prelevare campioni di sangue e latte dai bovini dell'allevamento. Succede a gennaio. Ed emerge che una delle mucche sottoposte allo screening presenta anticorpi al virus nel latte, anche se nessun campione è risultato positivo al virus stesso. "Non ci sono inoltre segni di diffusione dell'influenza aviaria ad altri allevamenti di bovini da latte", ha scritto il ministro.
Il ministro ha osservato che la mucca aveva sofferto di mastite e problemi respiratori il mese scorso, e il suo latte non era stato trattato. Inoltre, il latte della fattoria è pastorizzato, il che inattiva il virus. "Ciò significa che ci sono pochissime possibilità che il virus della mucca infetta sia finito nel latte destinato al consumo umano", ha sottolineato il ministro. Ma non è al momento chiaro come il virus sia arrivato alla fattoria o come il gatto e la mucca siano stati infettati.
L'epidemiologa Marion Koopmans dell'Erasmus Medical Center, si legge su 'Science' online, ha elogiato la rete di sorveglianza sottolineando che il Paese ha eseguito uno screening su larga scala per il virus nei bovini da latte nel 2024 (screening risultato negativo), in reazione all'epidemia senza precedenti che ha interessato le mucche statunitensi. Oltreoceano il virus si era diffuso rapidamente in molti Stati Usa. Tornando al caso specifico, nella nota ufficiale si precisa che nessuna delle persone che vivono o lavorano nell'azienda agricola olandese ha avuto recentemente malattie simil-influenzali.
I controlli intanto continuano. L'autorità per la sicurezza alimentare ha visitato nuovamente l'azienda il 22 gennaio e sono stati prelevati campioni di sangue e latte da tutti i bovini presenti. Questi hanno dimostrato l'assenza del virus dell'influenza aviaria nell'azienda. I risultati dei test anticorpali sono attesi per la prossima settimana, e potranno dire se altri animali sono entrati in contatto con il virus. Nell'azienda sono presenti anche altri mammiferi, come cani, gatti e cavalli. Tutti sono attualmente asintomatici e non hanno mostrato alcun sintomo. Il personale è stato sottoposto a test. Controlli necessari. Anche alla luce del fatto che il virus H5N1 negli allevamenti da latte degli Stati Uniti aveva infettato anche alcuni esseri umani, operatori del settore lattiero-caseario, causando principalmente una congiuntivite. Il timore dei ricercatori esperti di influenza è che la diffusione del virus aviario nelle mandrie di bovini offra al patogeno maggiori opportunità di adattarsi ai mammiferi e di trasmettersi meglio tra loro, diventando potenzialmente una grave minaccia per la salute umana.
I Paesi Bassi sono il maggior esportatore europeo di uova, e stanno attraversando la più significativa epidemia di influenza aviaria H5N1 degli ultimi anni. Dall'ottobre 2025, più di 30 allevamenti hanno registrato focolai e più di 1,5 milioni di polli, tacchini e anatre sono stati abbattuti per fermare la diffusione del virus, secondo i dati governativi. Anche molti uccelli selvatici sono morti.

Categoria: internazionale/esteri
14:44
'Comunicazione e Marketing', successo per il corso Cinecittà-Adnkronos
(Adnkronos) - 'Buona la prima' per il corso di Comunicazione e Marketing promosso da Cinecittà e organizzato da Adnkronos Comunicazione. Dopo tre mesi e 120 ore di lezioni, laboratori, esperienze, con protagonisti del giornalismo, della comunicazione e del mercato, il corso si è chiuso con la consegna degli attestati e la presentazione di podcast e vodcast inediti originali dedicati al cinema e alla storia di Cinecittà. Il corso è parte del percorso del LuceLabCinecittà, che prevede corsi di formazione e avviamento professionale gratuiti per creare nuove figure del comparto audiovisivo, finanziato con fondi Pnrr del Ministero della Cultura. Al corso hanno preso parte 30 giovani selezionati dopo un boom di iscrizioni (oltre 1.500 da tutta Italia), per 120 ore di laboratorio in tre mesi, erogato come tutti quelli del LabCinecittà in maniera interamente gratuita, presso il Palazzo dell’Informazione Adnkronos a Roma.
Molto elevato il tasso di frequenza, prova dell’interesse per l’offerta e per le lezioni tenute da un corpo docenti di assoluta eccellenza, composto da rappresentanti di punta del mondo del giornalismo, dell’informazione cinematografica, della comunicazione di prodotto e istituzionale, del mercato audiovisivo, dell’ufficio stampa, di radio e tv. Con un mix di lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche gli allievi hanno approfondito i diversi campi della comunicazione e del marketing applicati all’audiovisivo: il giornalismo classico e quello digitale, la scrittura per il cinema, le agenzie stampa, la critica cinematografica, l’ufficio stampa, i nuovi media, la comunicazione sui social, la TV e la radio, la fotonotizia, l’intervista.
E ancora il mondo del marketing, le regole e l’applicazione nel cinema e sul territorio; l’organizzazione di eventi promozionali legati alla distribuzione, e istituzionali; gli ecosistemi mediali, l’elaborazione di un piano editoriale, il ‘tone of voice’, lo storytelling, l’Intelligenza Artificiale. Lo studio e la produzione di podcast e vodcast.
Il corso progettato dalla più importante istituzione cinematografica del paese e da un marchio di eccellenza della nostra informazione, si è posto l’obiettivo di formare professionisti in grado di operare in un settore cruciale dell’industria culturale, innestando storiche esperienze con l’energia e le necessità delle nuove generazioni.
"Da decenni Cinecittà e il Luce - dichiara Antonio Saccone, Presidente di Cinecittà - sono poli di comunicazione collettiva e produttori di immaginario. Sappiamo per storia e lavoro quotidiano quanto la comunicazione sia fondamentale nel vivere sociale: la comunicazione crea discorso pubblico, influenza sistemi di valori ed è un termometro della convivenza. In questi mesi con il corso di Cinecittà e Adnkronos Comunicazione abbiamo cercato di trasmettere a giovani comunicatori esperienze, pratiche, deontologie, conoscenze, e un po’ di quella sana follia immaginativa che serve non solo a dare conto di come è fatto il mondo, ma a incidervi un discorso. Crediamo che ragazze e ragazzi ne siano usciti con un senso in più, e che qualunque sentiero intraprendano da oggi sappiano, grazie a Cinecittà, che il cinema e l’audiovisivo non sono solo intrattenimento, ma strumenti per conoscere, e in certi casi migliorare il mondo in cui viviamo".
Gli studenti durante il corso si sono cimentati in esercitazioni pratiche su articoli di cronaca, comunicati stampa, l’intervista, fotonotizia e reportage, recensione (radio e scritta), piano editoriale per i social, progettazione festival ed eventi. Negli ultimi 3 weekend di laboratorio sono entrati nelle sale di regia e produzione di Adnkronos per la produzione di podcast e vodcast originali, dedicati al cinema, alla grande storia di Cinecittà e al racconto personale della loro esperienza di giovani comunicatori.

Categoria: spettacoli
14:42
Universitas Mercatorum, 1° ateneo telematico italiano riconosciuto 'research entity' a livello europeo
(Adnkronos) - Universitas Mercatorum è la prima università telematica italiana ad essere stata riconosciuta come 'research entity' a livello europeo, da parte di Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea che inserisce l’ateneo tra le istituzioni abilitate a operare nel sistema della ricerca europea fondata su dati ufficiali. Lo status di research entity, attribuito dalla Commissione Europea-Eurostat, è riservato a un numero selezionato di università e centri di ricerca che soddisfano stringenti requisiti di qualità scientifica, affidabilità istituzionale, sicurezza dei dati ed etica della ricerca, ed è finalizzato allo svolgimento di attività basate sull’accesso ai microdati statistici europei.
Grazie a questo accreditamento, l’ateneo si integra nel sistema europeo della ricerca fondata su dati ufficiali, con la possibilità di presentare progetti di ricerca e accedere in modalità controllata ai microdati Eurostat per analizzare fenomeni economici, sociali e territoriali di rilevanza strategica per le politiche pubbliche e per i processi di sviluppo.
“Questo riconoscimento - dichiara Giovanni Cannata, rettore di UniMercatorum - conferma la nostra presenza nella ricerca europea basata su evidenze ufficiali. E' il risultato di un percorso costruito su rigore scientifico, responsabilità istituzionale e visione internazionale. Universitas Mercatorum dimostra di essere una università digitale capace di coniugare innovazione didattica e ricerca di alto livello, contribuendo in modo riconosciuto alla produzione di conoscenza a supporto delle decisioni pubbliche”.

Categoria: lavoro
14:30
Gsk, ok Ue ad anti-Rsv dai 18 anni in su
(Adnkronos) - Gsk ha annunciato oggi che il suo vaccino ricombinante adiuvato contro il virus respiratorio sinciziale (Rsv) è stato approvato dalla Commissione europea per l'uso negli adulti dai 18 anni in su. E' stato il primo vaccino contro l'Rsv autorizzato nell'area economica europea per la prevenzione delle malattie delle basse vie respiratorie causate da Rsv, ricorda l'azienda in una nota. In precedenza era stato approvato per gli adulti dai 60 anni in su, così come per quelli di età compresa tra 50 e 59 anni a maggior rischio di malattia da Rsv. L'indicazione aggiornata oggi consente ora ai Paesi europei di rendere disponibile il vaccino a tutti gli adulti dai 18 anni in su.
"Questa approvazione - dichiara Sanjay Gurunathan, responsabile Ricerca e Sviluppo Vaccini e Malattie infettive di Gsk - aiuta a proteggere tutti gli adulti dai 18 anni in su in Europa contro l'Rsv, un'infezione respiratoria potenzialmente grave che può portare a malattie significative, ricoveri e persino alla morte, in particolare per coloro che hanno determinate condizioni di salute sottostanti. Gsk è orgogliosa di espandere le opzioni di prevenzione contro l'Rsv in tutta Europa".
Nell'Unione europea - riporta Gsk - una media di 158mila adulti dai 18 anni in su vengono ricoverati ogni anno a causa di infezioni da Rsv. Rispetto ai bambini, gli adulti ricoverati per Rsv sono a maggior rischio di complicazioni gravi, richiedono trattamenti più costosi, hanno un tasso di mortalità più elevato e il loro numero reale è probabilmente sottostimato a causa della mancanza di test di routine. Gsk continua a cercare di espandere le indicazioni per il suo vaccino contro l'Rsv in altre aree geografiche, inclusi gli Stati Uniti e il Giappone.

Categoria: salute
14:30
Gaza, individuato e identificato corpo ultimo ostaggio israeliano Ran Gvili. Netanyahu: "Promessa mantenuta"
(Adnkronos) - Il corpo del sergente maggiore israeliano Ran Gvili è stato individuato e identificato in un cimitero nella parte orientale di Gaza City, dove da ieri era in corso un'operazione su larga scala dell'esercito. Lo hanno riferito le Idf, precisando che la famiglia di Gvili è stata informata da rappresentanti militari e che il suo corpo verrà riportato in Israele per la sepoltura. Con il ritrovamento del corpo dell'ufficiale, è la prima volta dal 2014 che non ci sono ostaggi israeliani nella Striscia di Gaza.
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha definito un "risultato straordinario per Israele" il ritrovamento del corpo dell'ultimo ostaggio che si trovava ancora nella Striscia. "Avevamo promesso, e avevo promesso, di riportare tutti indietro e abbiamo riportato tutti indietro, fino all'ultimo", ha detto Netanyahu, parlando con la stampa alla Knesset. "Ran è un eroe di Israele. È entrato per primo, è uscito per ultimo. È tornato", ha aggiunto Netanyahu.
Intanto l’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv ha indirizzato una "nota verbale" di protesta formale al governo israeliano per l’episodio in cui sono stati coinvolti due Carabinieri in servizio al consolato generale di Gerusalemme. Su disposizione del ministro degli Esteri Antonio Tajani - riferisce la Farnesina - l’ambasciatore d’Italia a Tel Aviv sta presentando proteste presso varie amministrazioni israeliane, preannunciando interventi diretti dell’autorità politica italiana.
I due militari erano ieri in visita di sopralluogo per preparare una missione degli ambasciatori della Ue in un villaggio vicino Ramallah, in territorio della Autorità nazionale palestinese. I militari sono stati minacciati da un uomo armato in abiti civili, presumibilmente un colono israeliano, che ha puntato su di loro un fucile. I militari (passaporti e tesserini diplomatici, auto con targa diplomatica) sono stati 'interrogati' dal civile. Seguendo le regole di ingaggio ricevute, hanno evitato di rispondere con violenza alle minacce iniziali.
L'uomo ha passato loro una persona al telefono, non identificatasi, che ha affermato che i due si trovavano all'interno di un'area militare e dovevano allontanarsi. Da verifica con il Cogat (comando militare israeliano per i Territori palestinesi occupati) è stato confermato che non esiste nessuna area militare in quel punto.
Il personale militare dei Carabinieri è rientrato incolume in Consolato e ha riportato all’Ambasciata e alla catena di comando dell’Arma i fatti avvenuti.
"Considerata la gravità dell'episodio, l’ambasciatore a Tel Aviv ha ricevuto istruzioni di presentare nota verbale di protesta al governo di Gerusalemme al massimo livello, coinvolgendo il ministero degli Affari Esteri, il Cogat, lo Stato maggiore delle Idf, la polizia e lo Shin Bet (il servizio di sicurezza israeliano competente per i Territori palestinesi)", sottolinea la Farnesina, che prevede di compiere nuovi passi di protesta al massimo livello politico.

Categoria: internazionale/esteri
14:28
Federica Torzullo, la procura dispone il sequestro della villa dei genitori di Carlomagno
(Adnkronos) - La procura di Civitavecchia ha disposto il sequestro della villa di Anguillara dove abitavano i genitori di Claudio Carlomagno, reo confesso del femminicidio di Federica Torzullo e dove i due sono stati trovati morti sabato scorso. A eseguire il sequestro saranno i carabinieri, che indagano sul caso.
L'allarme ai carabinieri, poi la terribile scoperta sabato scorso: Pasquale Carlomagno e Maria Messenio si erano tolti la vita, impiccandosi. Non ci sarebbero dubbi sul suicidio da parte dei genitori di Claudio Carlomagno, ma la procura di Civitavecchia disporrà l’autopsia sui corpi della coppia: dall’esame autoptico potranno arrivare elementi utili alle indagini.
A dare l'allarme dopo che non riusciva a sentire la coppia è stata la zia di Claudio Carlomagno, sorella di Maria Messenio. I carabinieri del Nucleo investigativo di Ostia si sono precipitati nella villetta in via Tevere 25, alla periferia di Anguillara. In casa, non lontano dai corpi, gli inquirenti hanno trovato una lettera indirizzata al loro altro figlio, Davide, spiegandogli le ragioni del loro gesto.

Categoria: cronaca
14:00
Medicina del territorio, il ruolo centrale dei Point of care testing
(Adnkronos) - I Point of care testing (Poct), cioè gli esami diagnostici eseguiti direttamente vicino al paziente, possono avere un ruolo importante nel rafforzare la sanità territoriale, a condizione che il loro utilizzo sia ben organizzato e regolamentato. E' quanto emerge dal 'Documento tecnico sui Point of care testing' pubblicato da Agenas, Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Il documento - riporta una nota della Società italiana di biochimica clinica e biologia molecolare clinica - medicina di laboratorio (Sibioc) - definisce il ruolo degli esami diagnostici di prossimità, effettuati nel luogo di cura del paziente, e stabilisce regole chiare per il loro utilizzo. Le indicazioni approfondiscono quanto indicato nel Dm 77 che delinea la struttura della nuova sanità territoriale prevista dal Pnrr. Il documento è stato realizzato con il contributo delle linee di indirizzo della Sibioc.
I Poct - spiega in una nota - sono dispositivi tecnologicamente avanzati, ma di facile utilizzo, che permettono di analizzare campioni biologici come sangue, urine o saliva direttamente vicino al paziente. "Questi strumenti portano la diagnostica più vicino alle persone, migliorando la tempestività delle cure", sottolinea Sabrina Buoro, presidente Sibioc. L'impiego dei Poct rappresenta uno dei pilastri della medicina di prossimità, evidenzia: "Se correttamente utilizzati e inseriti nei percorsi di cura, possono favorire un accesso più rapido alle prestazioni, aumentare l'equità delle cure, ridurre la pressione sugli ospedali e migliorare l'adesione ai programmi di screening. E' però fondamentale che questi strumenti siano integrati in modo appropriato e considerati complementari, e non sostitutivi, della medicina di laboratorio tradizionale".
Il documento di Agenas - si legge - è un passaggio chiave perché stabilisce regole uniformi per l'uso dei Poct su tutto il territorio nazionale. "Come Sibioc - continua Buoro - abbiamo contribuito mettendo a disposizione le nostre competenze e le nostre linee di indirizzo. La tecnologia oggi consente di ampliare i servizi offerti ai cittadini, ma è essenziale valutare con attenzione rischi clinici, costi e benefici, garantendo sempre la sicurezza del paziente". Attualmente i Poct sono già utilizzati in molti contesti, come pronto soccorso, terapie intensive, ambulanze, ambulatori e strutture residenziali, ma spesso in modo disomogeneo e senza standard condivisi. "Servono regole chiare e rigorose - conclude Buoro - per assicurare qualità dei risultati, tracciabilità degli esami e sicurezza. Le nuove indicazioni di Agenas introducono un modello nazionale uniforme, definiscono il ruolo dei laboratori clinici e pongono le basi per un'integrazione strutturata dei Poct nel servizio sanitario".

Categoria: salute
13:57
Ascolti tv, 'Chi Vuol Essere Milionario - Il Torneo' vince la prima serata con 15,8%
(Adnkronos) - 'Chi Vuol Essere Milionario - Il Torneo' ha vinto la prima serata di ieri, 25 gennaio, con il 15,8% di share. Il game show, in onda su Canale 5 e condotto da Gerry Scotti, è stato seguito da 1.988.000 telespettatori. Su Rai1 la serie 'Prima di Noi' di Daniele Luchetti ha raccolto 2.012.000 telespettatori, pari al 12,4%. Su Italia 1 'Le Iene' ha totalizzato 1.222.000 telespettatori con il 10,3%, mentre su Rai3 'Report' ha segnato 1.614.000 spettatori e il 9,1%. Sul Nove ‘Che Tempo Che Fa’ ha interessato 1.453.000 telespettatori con l’8,3%, mentre la parte intitolata 'Il Tavolo' ha registrato 652.000 spettatori e il 6,6%.
Su Rete 4 'Fuori dal Coro' ha totalizzato 647.000 telespettatori e il 5,2%. Su Rai2 'Il sesso degli angeli' ha intrattenuto 713.000 spettatori con il 3,7%. Infine, su La7 'Il castello' ha raggiunto 342.000 telespettatori e il 2,1%, mentre su Tv8 'Attacco al potere - Olympus Has Fallen' ha ottenuto 332.000 spettatori con il 2%.
Nell’access prime time, 'La Ruota della Fortuna' su Canale 5 ha conquistato 4.774.000 telespettatori e il 23,8%. Subito dietro 'Affari Tuoi' su Rai1, seguito da 4.682.000 telespettatori e il 23,3%.

Categoria: spettacoli
13:37
Perché il Minnesota è diventato il centro dello scontro con Trump
(Adnkronos) - Minneapolis non è diventata il centro dello scontro sull’immigrazione per caso. Nelle ultime settimane, la crisi tra autorità federali e leadership locale si è alimentata con un mix rarissimo di ingredienti: un’enorme inchiesta sulla frode dei rimborsi legati alla pandemia, una catena di uccisioni durante operazioni federali, tra cui quelle di Renee Nicole Good e Alex Pretti, una guida politica democratica (a livello cittadino e statale) che contesta l’impostazione di Washington e, sullo sfondo, una delle più grandi comunità somale degli Stati Uniti, trasformata in bersaglio simbolico. Il risultato è un laboratorio ad alta tensione: un’operazione che nasce come enforcement e diventa prova di forza politica, con un potenziale effetto domino su altre città americane.
Nello stato che vive sotto zero per molti mesi dell’anno si sta combattendo la battaglia decisiva per il futuro delle sanctuary cities americane, cioè quelle giurisdizioni locali (di solito una città, a volte una contea o un intero stato) che limitano o rifiutano attivamente la cooperazione con il governo federale nelle operazioni legate all’immigrazione irregolare.
Durante la campagna per la presidenza e col ritorno alla Casa Bianca, Donald Trump ha fatto dell’immigrazione uno dei pilastri centrali della sua agenda politica. Un tema che in passato non era ai tra le principali preoccupazioni degli elettori, prima del voto di novembre 2024 era schizzato invece ai primi posti. Tra le promesse del candidato Trump c’erano misure molto restrittive sui confini e sull’immigrazione interna: ad esempio, l’annuncio di condurre quella che ha descritto come “la più grande operazione di deportazione nella storia americana”, la chiusura delle frontiere “non autorizzate”, l’arresto e l’espulsione di chi attraversa illegalmente i confini, e l’uso di strumenti legali come l’expedited removal per allontanare senza udienze giudiziarie molti migranti irregolari. Per sostenere queste politiche ha poi emesso un ordine esecutivo che mira a negare fondi federali alle sanctuary cities e ad aumentare le sanzioni per chi non si registra come immigrato irregolare.
Ma la motivazione ufficiale dell'amministrazione per il dispiegamento di oltre 2.000 agenti federali nella "Operation Metro Surge" è la lotta alla frode. L’occasione è stata fornita dallo scandalo "Feeding Our Future", deflagrato già negli anni precedenti ma le cui indagini hanno raggiunto il culmine tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026.
Si tratta della più grande frode sui rimborsi pandemici nella storia degli Stati Uniti: un buco da centinaia di milioni di dollari sottratti ai programmi alimentari federali destinati ai bambini bisognosi durante la fase più acuta delle infezioni da Covid-19. Secondo l’accusa, una rete di organizzazioni no-profit fittizie avrebbe fatturato milioni di pasti mai serviti. Poiché molti degli indagati (78 incriminati a fine 2025) appartengono alla comunità somala o sono legati a figure locali, l'amministrazione ha utilizzato questo scandalo per giustificare un intervento federale massiccio, sostenendo che i funzionari pubblici di Minneapolis e dello Stato fossero complici o incapaci di gestire la corruzione.
Non è più solo una questione di polizia; è diventata una questione di sicurezza nazionale agli occhi di Washington, cosa che permette all'Ice e all'Fbi di aggirare le giurisdizioni locali con un mandato senza precedenti.
Il Minnesota rappresenta l'antagonista politico ideale. Lo scontro istituzionale è totale perché i vertici locali sono democratici che hanno messo i diritti civili prima delle norme sulla sicurezza o sull’immigrazione. Nelle scorse settimane, il Dipartimento di Giustizia ha compiuto il passo senza precedenti di inviare mandati di comparizione (subpoena) al governatore Tim Walz (già candidato vicepresidente con Kamala Harris) e al sindaco di Minneapolis Jacob Frey, accusandoli di "ostruzione all'applicazione delle leggi federali" per il loro rifiuto di far collaborare la polizia locale con le squadre di deportazione.
Walz ha definito gli agenti federali inviati da Trump come "una forza di occupazione violenta e non addestrata", chiedendone l'immediato ritiro dopo le sparatorie.
Il cuore emotivo e demografico della crisi è la vasta comunità somala del Minnesota (oltre 80.000 persone), la più grande degli Usa. La retorica presidenziale è stata incendiaria, definendo elementi della comunità "spazzatura" e accusandoli di aver "saccheggiato il sistema".
Ma cosa dicono i dati sulla sicurezza? Su dati e percezione c’è un dibattito acceso e polarizzato. Alcune analisi, come quelle citate dal City Journal nel gennaio 2026, sostengono che, normalizzando i dati per età e sesso, i tassi di incarcerazione tra gli immigrati somali siano da due a quattro volte superiori rispetto ai bianchi.
I leader della comunità e le organizzazioni per i diritti civili denunciano che queste statistiche sono distorte da un over-policing (eccesso di controllo di polizia) sistemico. La comunità vive oggi nel terrore: molti cittadini americani di origine somala hanno iniziato a girare con il passaporto in tasca per paura di essere fermati e deportati illegalmente durante i raid a tappeto nei quartieri di Cedar-Riverside. Molti non escono neanche più per fare la spesa, con alcune chiese locali che si occupano di consegnare viveri ai residenti.
Il Minnesota non è un'anomalia, è un test. Nei piani dell’amministrazione, l'operazione Metro Surge è una prova generale per esportare questo modello in altre sanctuary cities come Chicago o New York, cosa che rientra pienamente nelle promesse elettorali di Trump.
Il Minnesota è stato scelto perché offriva la "tempesta perfetta": una frode massiccia legata alle autorità locali, una leadership democratica in crisi (Tim Walz ha annunciato che non si ricandiderà governatore), una minoranza visibile da usare come bersaglio. Il Washington Post ha raccontato il lancio di un’operazione in Maine, con arresti e tensione in città come Portland e Lewiston, che hanno popolazioni somale e richiedenti asilo, esplicitamente nel solco della stretta vista prima a Minneapolis.

Categoria: internazionale/esteri
13:28
Elon Musk, indagine Ue su X e Grok: sotto esame immagini manipolate a sfondo sessuale
(Adnkronos) - La Commissione Europea lancia una nuova indagine su X focalizzata sull'integrazione delle funzionalità di Grok nel social network, e amplia l'inchiesta in corso sul sistema di raccomandazione utilizzato dal social di Elon Musk, per verificare se rispetti o meno gli obblighi relativi alla gestione del rischio.
La nuova indagine, in base al Digital Services Act, verificherà se X abbia valutato correttamente e mitigato i rischi associati all'adozione delle funzionalità di Grok, il sistema di intelligenza artificiale sviluppato dalla società di Musk, nel social network.
Tra questi, nota la Commissione, sono inclusi i rischi legati alla diffusione di contenuti illegali nell'Ue, come "immagini manipolate a sfondo sessuale, compresi contenuti che potrebbero costituire materiale di abuso sessuale su minori". Questi rischi "sembrano essersi concretizzati, esponendo i cittadini dell'Ue a gravi danni", sottolinea l'esecutivo Ue.
Pertanto, la Commissione indagherà per verificare se X rispetta o meno i propri obblighi previsti dal Dsa di valutare e mitigare diligentemente i rischi sistemici, tra cui: la diffusione di contenuti illegali; gli effetti negativi in relazione alla violenza di genere e le gravi conseguenze negative per il benessere fisico e mentale derivanti dall'implementazione delle funzionalità di Grok sulla sua piattaforma.
L'estensione dell'indagine sul sistema di raccomandazione di contenuti di X è motivata, in particolare, dal fatto che il social ha annunciato che passerà a un sistema basato su Grok. Se dimostrate, queste prassi violerebbero diversi articoli del Dsa. Nella preparazione dell'indagine, la Commissione ha collaborato "strettamente" con il Coimisiún na Meán, il coordinatore irlandese dei servizi digitali, che contribuirà all'inchiesta.
L'esecutivo Ue ora continuerà a raccogliere prove, ad esempio inviando ulteriori richieste di informazioni, conducendo colloqui o ispezioni, e potrà imporre misure provvisorie, nel caso in cui X non dovesse adottare rimedi. L'avvio di un procedimento formale autorizza la Commissione ad adottare ulteriori misure, come una decisione di non conformità. La Commissione è inoltre autorizzata ad accettare qualsiasi impegno assunto da X per porre rimedio alle questioni oggetto del procedimento.
Il portavoce al Digitale Thomas Regnier sottolinea che, nelle relazioni inviate da X alla Commissione, "Grok non c'è, da nessuna parte", il che significa che "semplicemente non hanno valutato i rischi" relativi all'introduzione del sistema di intelligenza artificiale nel social network. Tuttavia, continua, "X sta collaborando", rispondendo alle richieste della Commissione, il che "è già qualcosa". La svestizione digitale di donne senza il loro consenso, ripete, "non ha nulla a che fare con la libertà di espressione. Non posso credere che stiamo ancora a discutere di questo dal podio della Commissione nel 2026". Limitare lo spogliarello digitale non consensuale agli abbonati premium "non è abbastanza", dato che non si tratta di un "contenuto premium", ma della violazione di un diritto, ragion per cui deve essere "completamente escluso" dai servizi di X.
La questione della protezione dei minori online, spiega la portavoce capo della Commissione Paula Pinho, è una cosa alla quale la presidente "attribuisce estrema importanza. E' stata molto chiara su questo argomento, ha detto perché non dovremmo postare qualcosa online alla quale non acconsentiremmo mai offline". La presidente, prosegue, "presta molta attenzione a questo aspetto. Ha anche detto esplicitamente che non cederemo il consenso e la protezione dei minori alle aziende tecnologiche, perché siano violati e monetizzati ". Von der Leyen, continua, "ha anche affermato in diverse occasioni che il danno causato da queste immagini illegali è molto reale. Non tollereremo comportamenti inaccettabili come la svestizione digitale di donne e bambini. Sono già state prese misure, ma ce ne sono altre da adottare online e offline per proteggere i nostri cittadini, a maggior ragione quando parliamo di bambini"., conclude

Categoria: economia
13:17
Afghanistan, padre caporalmaggiore morto in attentato: "Indignati per frasi Trump, uno sproloquio"
(Adnkronos) - "Siamo un po' tutti indignati e dispiaciuti di questo sproloquio del presidente Trump. Dopo la delusione del ritorno dei talebani del 2021, è un'altra ferita. Non me l'aspettavo". Lo dice all'Adnkronos Angelo Pascazio, papà di Luigi, 25 anni, il caporalmaggiore dell'esercito italiano, di Bitetto, in provincia di Bari, morto nel 2010 in Afghanistan in un attentato esplosivo insieme a un commilitone, a proposito delle frasi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump circa il contributo degli eserciti alleati occidentali impegnati nelle operazioni militari e di peacekeeping nel Paese asiatico.
"Fino a un certo punto l'ho stimato, non lo nascondo - continua - ma talvolta va fuori dal seminato, come in questa occasione. Un vero sproloquio. Ho apprezzato la reazione del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sono tanti i 53 militari morti in 20 anni", afferma Pascazio. "Le frasi di Trump lasciano il tempo che trovano", continua. "Magari si riferiva a qualche generale ma i ragazzi erano tutti in prima linea. Le cose non sono andate come dice lui, ha distorto la verità e la storia", sottolinea in riferimento alle dichiarazioni del presidente Usa circa il presunto scarso impegno o la minore esposizione dei Paesi alleati.
"Da quello che carpivo dalle poche telefonate di mio figlio le condizioni operative erano difficili. Luigi credeva in quello che faceva. Era la sua prima missione. Probabilmente i ragazzi andavano formati meglio per affrontare quelle situazioni così pericolose. I nostri caduti meritano soltanto onore", conclude.

Categoria: cronaca
13:02
Re Carlo scommette su Kate per ricucire il rapporto con Harry
(Adnkronos) - Re Carlo avrebbe chiesto a Kate Middleton di aiutarlo a ricucire i rapporti con il principe Harry e con la moglie Meghan Markle. Lo scrive il 'National Examiner' citando una propria fonte, secondo la quale la richiesta fatta da Carlo è ''irragionevole'' e ''ha messo alla prova la pazienza'' della nuora. In ogni caso sta di fatto che, scrive il 'National Examiner', il re desidera che il duca e la duchessa del Sussex vengano riaccolti nella famiglia reale e ritiene che Kate debba svolgere un ruolo di primo piano per la riappacificazione. E questo ignorando i rapporti tesi tra Kate e Meghan, emersi in occasione del matrimonio dell'ex star di 'Suits' con Harry nel 2018, come racconta il principe nel suo libro di memorie 'Spare' pubblicato nel 2023.
"Re Carlo ha chiesto a Kate di dare il suo contributo per farli tornare - ha detto la fonte -. Riconosce che i Sussex hanno commesso molti passi falsi, ma è disposto a perdonarli". Riferendosi al tumore che è stato diagnosticato al re nel 2024, la fonte ha aggiunto che "Carlo sta affrontando gravi problemi di salute mentre guida la monarchia e pensa sinceramente che le lotte intestine in famiglia siano ridicole''. Insomma, "secondo re Carlo questo dramma è durato abbastanza. Non ha più pazienza", ha aggiunto la fonte.

Categoria: internazionale/royalfamilynews










































