CAGLIARI. Chiedono medici di base sul territorio e cure adeguate che mancano ormai da troppo tempo. In Ogliastra si allarga la "rivolta gialla", un movimento spontaneo nato dai comitati "Giù le mani dall'Ogliastra" e "Tutti uniti per l'ospedale ogliastrino" che da anni chiedono il potenziamento della rete sanitaria a livello locale.
"Non possiamo arrenderci e non ci arrenderemo - affermano - Questo lo dimostreranno i cittadini dei 23 paesi ogliastrini che ad oltranza appenderanno su finestre e balconi un panno, un drappo o una bandiera di colore giallo in difesa della sanità pubblica". Tra le richieste c'è la riapertura immediata del punto nascita a Lanusei e del reparto di Pediatria: "Vogliamo che ogni cittadino possa usufruire di una seria medicina territoriale e che vengano erogati i servizi sanitari in modo continuo e definitivo. Vogliamo che l'ospedale Nostra Signora della Mercede di Lanusei ritorni ad essere quello che una volta era, un fiore all'occhiello dell'intera Ogliastra".
È una lotta per la sopravvivenza dell'intero territorio, affermano i comitati, che in pochi giorni sta coinvolgendo tantissimi cittadini e associazioni. Sui social sono numerose infatti le immagini di drappi gialli appesi ai balconi di abitazioni private e municipi.
I problemi del sistema sanitario tengono banco anche nel centro Sardegna dove i comitati sardi a difesa della sanità pubblica chiamano i cittadini a raccolta per una protesta che si terrà in piazza a Oristano il 17 marzo. Oggi intanto dall'assessorato regionale della Sanità arriva la notizia della firma di un accordo con i sindacati dei medici di Medicina generale sulle 140 sedi disagiate e disagiatissime nell'Isola: "Abbiamo raggiunto l’accordo per l’assegnazione di risorse economiche - ha detto l'assessore Carlo Doria - affinché possa essere corrisposto un incentivo per i medici ad accettare incarichi nelle sedi più periferiche, in cui è riconosciuto uno svantaggio in ragione delle caratteristiche geografiche del loro territorio, dei collegamenti, della scarsa densità abitativa, della distanza dai centri ospedalieri o della carenza persistente del medico, nonostante i bandi regionali”. Il 15 marzo Doria incontrerà nuovamente i sindacati per discutere la proposta del nuovo Accordo integrativo regionale (Air).