CAGLIARI. L’assemblea dei soci di Abbanoa ha formalizzato questa mattina il piano di rientro per il procedimento recupero degli aiuti di Stato concessi al gestore idrico tra il 2012 e il 2013, un passaggio che punta a chiudere il contenzioso aperto con la Commissione europea e a confermare la gestione pubblica dell’acqua in Sardegna. L’operazione prevede la restituzione di circa 227 milioni di euro, di cui 187 milioni di capitale e la parte restante relativa agli interessi maturati. Il percorso di rientro, già definito dalla Giunta regionale lo scorso febbraio, è stato ritenuto sostenibile dalla società.
Per la presidente della Regione Alessandra Todde si tratta di “un passaggio importante” perché rappresenta “un passo sostanziale nel percorso di mantenimento dell’acqua pubblica”. La governatrice ha ricordato che, all’inizio della legislatura, esisteva il rischio di una gara che avrebbe potuto aprire la gestione del servizio ai privati, mentre oggi “Comuni e Regione ricomporranno il contesto vero dell’in house”.
L’operazione non comporterà aumenti tariffari per i cittadini né tagli agli investimenti. Le somme recuperate saranno infatti vincolate a interventi sulla rete idrica e al miglioramento del servizio, comprese opere utili ai Comuni come le urbanizzazioni. Il cronoprogramma prevede che, dopo l’assemblea straordinaria e trascorsi i 90 giorni previsti, si arrivi entro fine luglio 2026 alla riduzione del capitale e al rimborso dei conferimenti alla Regione.
Todde chiude: "La restituzione è vincolata ad investimenti sulla rete idrica, per rendere più efficiente il servizio. La Regione non li userà per chissà cosa, servono per la gestione dell'acqua".













