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CAGLIARI. La Sardegna valuta la dichiarazione dello stato di calamità naturale dopo le due giornate di emergenza. Mentre il ciclone Harry si allontana e vento e mareggiate, così come le piogge, sono in fase di attenuazioni, restano osservati speciali il Flumendosa e la diga del Nuraghe Arrubiu. Ora inizia anche la conta dei danni e delle esigenze finanziarie per i ripristini: continuano nel frattempo i sopralluoghi. Questa mattina la presidente della Regione Alessandra Todde ha sentito il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e la disponibilità per lavorare sulle emergenze sembra essere "massima".
Sul lavoro della protezione civile arriva anche il commento del presidente del Consiglio regionale Piero Comandini: “Di fronte alla devastazione di quella che è considerata una delle tempeste più violente del secolo, possiamo dire che i danni sono stati contenuti grazie al grande lavoro svolto dalle donne e dagli uomini della Protezione civile regionale, che senza sosta, e da ben prima che il ciclone Harry si abbattesse sulla nostra isola, si sono prodigati a supporto dei Comuni e delle comunità a rischio. Arriverà il momento della conta dei danni e sono sicuro che il Consiglio, unitariamente, sarà pronto a dare risposte e ristori rapidi. Ora dobbiamo essere orgogliosi e grati della risposta all’emergenza arrivata dai volontari della Protezione civile, dalle forze dell’ordine, dagli agenti del Corpo Forestale, dal personale di Arpas e Forestas, dagli stessi sindaci e amministratori che hanno seguito e gestito le fasi più drammatiche e difficili di queste lunghe giornate. Ringraziamo anche il senso civico dei Sardi che si sono attenuti alle prescrizioni della Protezione civile e dei sindaci: siamo vicini a chi ha avuto danni alle abitazioni, alle aziende, agli allevamenti. Non saranno lasciati soli, da subito ci attiveremo come Regione ma anche nei confronti dello Stato”.













