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DUBAI. Gli Usa e Israele hanno attaccato l'Iran perché la Repubblica Islamica "intendeva attaccare per prima". Lo ha detto ai cronisti alla Casa Bianca il presidente statunitense Donald Trump, che, alla domanda se Israele gli avesse forzato la mano ha risposto che "forse l'ho forzata io a Israele". "Quando stavamo negoziando con questi pazzi ho avuto informazioni dall'intelligence secondo le quali avrebbero attaccato per primi ma ora non hanno più niente, abbiamo distrutto le capacità militari iraniane", ha detto Trump.
Intanto nel quarto giorno di guerra il conflitto si allarga e il clima è sempre più incandescente. Una nuova forte esplosione è stata sentita a Dubai. Altre simultaneamente ad Abu Dhabi e Doha.
Ed è allerta massima anche in Libano, dove sono operativi circa 500 militari della Brigata Sassari. Questa mattina, le forze di pace hanno osservato i soldati israeliani dell'Idf attraversare le aree libanesi vicino a Markaba, Al Adeisse, Kfar Kela e Ramyah prima di tornare a sud della Linea Blu. Lo rende noto Unifil in un comunicato pubblicato oggi. Dall’ultimo conflitto e dall’intesa sulla cessazione delle ostilità, l’IDF ha mantenuto cinque posizioni e due “zone cuscinetto” all’interno del Libano, in violazione della risoluzione 1701. "Negli ultimi due giorni, oltre a dozzine di razzi e missili lanciati contro Israele rivendicati da Hezbollah, l’UNIFIL ha registrato diversi attacchi aerei e centinaia di episodi di lancio oltre la Linea Blu e 84 violazioni aeree", si legge nella nota.
L’Idf intanto ha confermato un attacco alla sede dell’Assemblea degli esperti a Qom, ma Teheran ha smentito che fosse in corso una riunione dell'Assemblea dei Esperti quando la sede è stata bombardata. Secondo le prime informazioni circolate sui media israeliani, quando c’è stato il raid era in corso la votazione per eleggere il successore di Ali Khamenei.










