
CAGLIARI. Giornata di perquisizioni, quella di ieri, in alcune città italiane e anche a Cagliari nell’ambito dell’inchiesta, già aperta nel 2023, sui conti della Fondazione Mont’e Prama e sulla sua gestione. Undici le persone che sarebbero iscritte nel registro degli indagati. Ieri gli investigatori della Guardia di finanza hanno effettuato alcune perquisizioni anche nel capoluogo sardo alla ricerca di documenti utili all’indagine.
A rompere il silenzio, ancor prima della diffusione della notizia sui giornali, è uno degli indagati, l’imprenditore Raimondo Schiavone, che sul suo blog firma un articolo dal titolo ‘Prima che parli la carta straccia, parlo io’ e conferma le perquisizioni: “Da circa due anni sono sottoposto ad indagine per una questione legata ad alcuni servizi che la mia società ha prestato alla Fondazione Monte Prama - scrive lo stesso Schiavone - È giusto dirlo con chiarezza: sono indagato. Ed è altrettanto giusto dire che credo fermamente di non aver commesso nulla di illegale. Ma non sarò io a stabilirlo. La magistratura farà il suo corso, come deve essere in uno Stato di diritto. Mi aspettavo che prima o poi arrivasse una perquisizione. Chi fa impresa e si trova sotto indagine sa che è un passaggio possibile, spesso inevitabile. Un atto dovuto, direbbe qualcuno. Hanno acquisito alcuni computer, materiale di lavoro, strumenti che fanno parte della quotidianità di qualsiasi azienda. Nulla di più, nulla di meno. La cosa più importante è che la vita non si ferma”.








