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ARBATAX. Ancora nessuna traccia dei corpi delle due vittime del naufragio del peschereccio “Luigino” avvenuto nella mattinata di oggi al largo di Santa Maria Navarrese. Si tratta del comandante dell’imbarcazione, Antonio Morlè, e di Enrico Piras, entrambi di Tortolì. L’imbarcazione è colata a picco. Sul posto sta lavorando la Capitaneria di porto di Arbatax. Si cercano i corpi anche con l’elicottero della Guardia Costiera decollato dalla base di Decimomannu.
L’intervento degli uomini della Capitaneria è stato reso particolarmente difficile a causa delle condizioni meteo-marine.
A bordo del peschereccio era presente anche un altro uomo, che fotunatamente però è riuscito a salvarsi.
Il marinaio è stato trasportato al porto di Arbatax e le sue condizioni non desterebbero particolari preoccupazioni.
“La tragedia del peschereccio colpisce profondamente la Sardegna intera”, ha detto l’assessore dell’Agricoltura Francesco Agus parlando a nome della Regione. “Esprimo cordoglio alle famiglie delle persone scomparse e vicinanza al pescatore che è riuscito a salvarsi”, ha aggiunto.
Cordoglio anche da parte dei sindacati Flai Cgil, Uil Sardegna e Uila Sardegna. “Questa tragedia ci ricorda come questo lavoro sia uno dei più pericolosi: non avendo diritto ad un ammortizzatore sociale, i pescatori sono costretti ad uscire anche in caso di maltempo mettendo a rischio le loro vite”, hanno scritto su una nota.
“Esprimiamo la nostra vicinanza alle famiglie delle vittime di questa terribile tragedia. Ancora una volta il mare ha riscosso un tributo altissimo. Questa tragedia ci ricorda come questo lavoro sia uno dei più pericolosi: non avendo diritto ad un ammortizzatore sociale, i pescatori sono costretti ad uscire anche in caso di maltempo mettendo a rischio le loro vite”. Così Fulvia Murru, segretaria generale della Uil Sardegna e Gaia Garau segretaria generale della Uila Sardegna intervenendo sul naufragio del peschereccio “Luigino”, affondato al largo di Santa Maria Navarrese che è costato la vita a due persone. “Dobbiamo constatare come, a livello nazionale, poco o nulla è cambiato in positivo – sottolineano Murru e Garau -. L’attenzione delle istituzioni verso i settori della pesca e dell’acquacoltura è rimasta bassa sui diversi versanti degli ammortizzatori sociali, della salute e della sicurezza”. Proprio su questo ultimo elemento le segretarie ricordano: “Nonostante il lavoro del pescatore sia riconosciuto dall’Organizzazione internazionale del lavoro come uno dei più pericolosi del mondo – evidenziano - è dal 2008 quasi 20 anni che il settore attende l’emanazione dei decreti attuativi del testo unico sulla sicurezza sul lavoro”. Murru e Garau ringraziano la Capitaneria di porto e i soccorritori per il tempestivo intervento che ha permesso di salvare la vita a uno dei pescatori. “Adesso è ora di dire basta a tragedie come queste – concludono le segretarie – è necessario aprire un confronto con le istituzioni affinché si affrontino in maniera concreata tutte le problematiche legate al settore della pesca ormai dimenticate da anni”.









