CAGLIARI. "Il generale Vannacci afferma che il femminicidio è un omicidio come tutti gli altri. Chiediamolo alla nostra comunità o ai familiari di Francesca Deidda". Così il sindaco di San Sperate Fabrizio Madeddu sulle recenti dichiarazioni di Roberto Vannacci che durante l'assemblea costituente del suo nuovo partito ha definito il reato di femminicidio come "un'assurdità" e una forma di "lavaggio del cervello alla cittadinanza". Parole che hanno scatenato un'ondata di indignazione, innescando una serie di reazioni a catena da diverse parti politiche ma anche da familiari di vittime di femminicidio.
A prendere posizione anche il primo cittadino di San Sperate, dove due anni fa la quarantaduenne Francesca Deidda fu uccisa dal marito in casa e il corpo nascosto in un borsone e gettato tra la vegetazione lungo la vecchia Orientale Sarda.
"Ogni omicidio è una tragedia ma un femminicidio ha qualcosa di più.. tanto di più", scrive in un post il sindaco Madeddu, "Questo 'di più' è una relazione affettiva che si basa sul controllo e sul possesso. Chiediamolo alla comunità di San Sperate o ai familiari di Francesca se quanto accaduto alla nostra compianta compaesana può essere considerato semplicemente 'un omicidio come tutti gli altri'".
Madeddu punta il dito contro Vannacci: "Ritengo le sue dichiarazioni oltreché non condivisibili, difficili da accettare. Non possiamo accettare delitti che trasformano le mura domestiche in luoghi di sopraffazione e di morte". E poi si rivolge a un suo collega sindaco, Gianluca Dessì, primo cittadino di Villasimius e referente regionale del partito di Vannacci: "Spero che prenda le distanze dalle affermazioni del suo capo di partito".












