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CAGLIARI. Il referendum sul nucleare "è un diritto dei cittadini. Bastano 500 mila firme. C'è bisogno del contributo delle regioni, a partire dalla Sardegna dove le opposizioni governano ma non danno le autorizzazioni". Così, in un'intervista al 'Corriere della Sera', il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin.
La prossima settimana infatti comincerà in Aula alla Camera la discussione sulla "legge delega" sul nucleare. "Mi auguro - spiega Fratin - che entro la pausa estiva possa diventare legge. A quel punto è un mio impegno emanare i decreti attuativi entro fine anno". Una legge che, dice il ministro, "sarà solo il quadro giuridico da consegnare al prossimo governo che valuterà le iniziative, anche private. Credo però che per avere energia da nucleare dovremo attendere l’inizio degli anni 30, quando ci sarà un fabbisogno aumentato di 100 miliardi di Kwh".
Fratin punzecchia ancora una volta la Giunta Todde: "È molto facile predicare ma poi si razzola come si può. Il governo comunque, nonostante i loro blocchi, rispetterà i cronoprogramma per raggiungere già 80 megawatt aggiuntivi da fonti rinnovabili al 2030, come prevede il piano".
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