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CAGLIARI. Via libera del Ministero della Salute alla movimentazione dei bovini in Sardegna e verso il resto d’Italia, con l’esclusione dell’area sottoposta a sorveglianza sanitaria nel raggio di 50 chilometri dai focolai di dermatite nodulare bovina. Gli allevatori possono tirare un sospiro di sollievo quindi, dopo la notizia dei nuovi abbattimenti di ieri nel Sarrabus.
Una decisione accolta con favore da Confagricoltura Sardegna, che parla di “notizia molto importante” per gli allevatori sardi. “Si tratta di un passaggio che attendevamo da alcuni giorni", dice il presidente Stefano Taras, "dopo numerose interlocuzioni avviate tra Cagliari e Roma, anche con il supporto dei vertici di Confagricoltura nazionale che si sono confrontati con gli esperti di sanità animale del Ministero”.
Secondo il presidente di Confagricoltura Sardegna, il rischio concreto era quello di compromettere ancora una volta il lavoro di un’intera stagione per molte aziende zootecniche dell’Isola. Taras invita però a mantenere alta l’attenzione: “Questo primo passo non ci deve far abbassare la guardia. Ora dobbiamo lavorare tutti assieme, tra istituzioni, servizi veterinari e aziende zootecniche, per contenere ed eradicare i focolai”.
L’obiettivo, conclude, è arrivare alla rimozione completa delle restrizioni sanitarie e consentire al comparto bovino sardo di “rientrare a pieno titolo nel mercato”.
Intanto stamattina, all'appuntamento organizzato da Coldiretti a Cagliari, il ministro del Made in Italy, Francesco Lollobrigida, ha reso noti i suoi dubbi circa l'abbattimento generalizzato dei capi (QUI LA NOTIZIA)













