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CAGLIARI. “Riteniamo che bisogna trovare delle soluzioni diverse rispetto all’abbattimento generalizzato perché è drammaticamente impattante anche sulle nostre razze autoctone”. Sono le parole del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida in merito all’emergenza dermatite bovina in Sardegna, in occasione dell’incontro organizzato da Coldiretti alla Fiera a Cagliari.
Il ministro è intervenuto sui nuovi focolai registrati nell’Isola e sulle preoccupazioni degli allevatori, soprattutto per le movimentazioni e per il rischio di ripercussioni sul comparto. “Il primo obiettivo è non chiudere di nuovo all’esportazione. La Sardegna è protagonista della realizzazione di una forma di allevamento che per noi è fondamentale, i vitelli da ingrasso che finiscono in continente”, spiega Lollobrigida.
Sul tema si è espresso anche il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu, che attacca le restrizioni imposte alla Sardegna. “Non retrocediamo di un centimetro, vogliamo essere trattati a proposito di reciprocità come tutte le altre regioni italiane. Non capisco perché una malattia di categoria A, come la peste suina, come la dermatite, quando scoppiano i focolai nel nord d’Italia si circoscrive solo 50 chilometri e qui anche quest’anno hanno isolato un’intera regione”, fa sapere Cualbu.
Nel corso della mattinata è stato dato spazio anche all’aumento dei costi di produzione e al rincaro prezzi nel settore agricolo a causa delle tensioni internazionali e al conflitto in Medio Oriente. “C’è qualcosa che l’Europa può fare subito, togliere le tasse folli che ha imposto su alcuni prodotti che non abbiamo, per esempio i fertilizzanti”, ha detto Lollobrigida.
Al centro del dibattito anche il problema relativo ai trasporti nell’Isola. “La Sardegna ha grosse difficoltà proprio legate al tema della logistica e su questo bisogna intervenire con misure di carattere nazionale a sostegno dei trasporti”, fa sapere Prandini.
“Ricordo che la nostra regione soffre di una insularità, di problemi dei trasporti, sia delle persone sia delle merci e anche da questo punto di vista la reciprocità deve essere pari. Amici di tutti, ma rispettati da tutti”, spiega Cualbu.














