CAGLIARI. "Gli allevatori hanno fatto tutto quello che dovevano fare, ora le autorità facciano la loro parte e sblocchino la zona fuori dalla zona di sorveglianza (i 50 chilometri intorno al focolaio di Muravera e San Vito)". Queste sono le parole al vetriolo di Luca Saba, direttore di Coldiretti, a margine del tavolo tra associazioni di categoria e l'assessorato all'Agricoltura regionale a Cagliari. Gli allevatori vogliono risposte e soprattutto, dopo i sacrifici dell'ultimo anno, vogliono la tranquillità di poter lavorare.
Dopo un 2025 segnato dalla dermatite, nel 2026 la crisi sarebbe dovuta essere superata. Poi i nuovi focolai, gli abbattimenti e il blocco. I numeri dei capi infetti è lontano dalle cifre dello scorso anno, ma intanto il reparto zootecnico è costretto ad attendere. Un attesa che può essere "fatale".
"È una questione di vita o di morte per il comparto, a maggio parte l'ottanta percento dei capi", continua Saba. "Abbiamo chiesto pazienza agli allevatori e loro hanno fatto tutto il necessario. I numeri: il 99 percento delle aziende e il 97 percento totale dei capi sardi sono vaccinati. Ci sono 5mila vitelli pronti a partire per il continente. Non vogliamo e non possiamo aspettare ancora per colpa delle autorità sanitarie che vanno a bloccare".












