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CAGLIARI. Da Berchidda al cuore del Mediterraneo: Insulae Lab, centro di produzione di musica ideato dal trombettista sardo Paolo Fresu, torna con la sua quarta edizione. Dopo quattro anni da record con più di 400 artisti e 100 palchi toccati in tutta Europa, la nuova stagione lancia produzioni artistiche che mescolano tradizioni innovazione. Il progetto, presentato questa mattina negli spazi della Fondazione di Sardegna a Cagliari, ha come obiettivo quello di rafforzare il dialogo, attraverso la musica, tra le realtà insulari del Mediterraneo: dalla Sardegna alla Corsica e Sicilia, fino a Malta, ma anche alle isole greche e alle Baleari. “È un’idea magnifica, la Sardegna che sta in mezzo al Mediterraneo è di fatto un server in cui le cose possono sia partire, ma anche tornare. Sono convinto che la Sardegna possa essere un hub straordinario in Europa, proprio per la sua posizione strategica e anche per la sua ricchezza culturale, capace di prendere il suo passato e trasferirlo nel futuro. Il filo conduttore è sempre quello delle isole del nostro Mediterraneo, di progetti meticci che siano in grado di mettere insieme il passato e il presente”, spiega Fresu.
Saranno dieci le produzioni originali al centro della quinta stagione di Insulae Lab e altrettanti artisti provenienti da percorsi diversi, uniti dalla volontà di creare nuovi dialoghi musicali. Dopo il debutto a Berchidda con il progetto “Il filo del vento” di Laura J Marras, l’appuntamento è per questa sera al teatro Carmen Melis di Cagliari. “Stasera debutterà la storia del Jazz in Sardegna, quella degli anni ’80, raccontata da Pier Francesco Loche. Proseguiremo con tantissimi progetti, dieci originali, e poi venti ospitati. I concerti ospitati diventano una sorta di festival, soprattutto degli artisti sardi e in questi anni ne sono passati veramente tanti”, conclude Paolo Fresu.












