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CAGLIARI. La stagione balneare 2025 in Sardegna conferma ancora una volta il mare come uno dei patrimoni più preziosi dell’Isola, nonostante qualche paramento di inquinamento fuori norma. Il quadro è emerso questa mattina in occasione dell’incontro “Acque di balneazione” organizzato da Arpas degli spazi della Manifattura a Cagliari.
Dai dati emersi durante il monitoraggio dello scorso anno, che hanno registrato valori fuori norma per indicatori microbiologici (escherichia coli ed enterococchi intestinali), sono stati riscontrati, in totale, 52 superamenti dei limiti di legge. Su venti località in cui si sono registrati questi valori, al primo posto si trova Arzachena (9 casi), mentre Cagliari (4 casi) si trova al quarto. Tra le cause principali di innalzamento di questi valori ci sono le temperature elevate, ma anche l’affluenza delle spiagge. “Sicuramente nelle spiagge più frequentate, come al Poetto di Cagliari dove si sono registrati alcuni fuori norma. Però lì ci son state una serie di coincidenze. Stessa cosa per le spiagge del nord Sardegna, Golfo Aranci, Arachena, Baia Sardinia, tutte spiagge che, nelle stagioni estive, sono sotto l’effetto di un enorme affluenza”, spiega la direttrice generale di Arpas Nicoletta Ornano.
Nonostante qualche valore oltre la norma, la grande maggioranza delle coste sarde mantiene una classifica eccellente, rispetto a quelle delle altre regioni d’Italia. “La Sardegna si colloca sempre fra le prime tre regioni d’Italia, ci alterniamo con Puglia e Sicilia, conquistiamo sempre una tra le prime tre posizioni. Questo è un dato positivo e per questo dobbiamo continuare a rispettare l’ambiente”, fa sapere Ornano.
Oltre all’attività di monitoraggio durante la stagione estiva, che va dal 1 maggio al 30 settembre, Arpas svolge le attività di controllo dal mese di aprile per cercare di prevenire l’innalzamento dei valori di inquinamento. “Questa fase serve proprio ad evitare eventuali fonti di pressione e intervenire prima che la stagione balneare, quindi con l’enorme afflusso di bagnanti, possa subire l’influenza negativa degli esiti del monitoraggio. È vero che questa attività nasce per la tutela della salute, però è evidente che per noi ha anche una ricaduta dal punto di vista economico, vista la rilevanza truistica elle nostre spiagge”, conclude la direttrice generale dell’Arpas.












