CAGLIARI. “È stato un elemento fondamentale per le indagini anche quello di acquisire le immagini che loro stessi avevano pubblicato sui social, che li ritraevano con mazzette di banconote, evidentemente provento della rapina”. Sono le parole del primo dirigente della Squadra Mobile di Cagliari Davide Carboni, che ha coordinato l’operazione “Cavallo Pazzo” e che spiega come i quattro rapinatori, portati poi in carcere, siano stati incastrati da selfie con la refurtiva.
Le operazioni, che si sono concluse alle prima luci dell’alba di questa mattina, sono frutto di un’indagine avviata nel 2023, dopo una rapina a mano armata ai danni di un ristoratore pregiudicato di Assemini. “Le attività di indagine sono sorte del mese di agosto del 2023 a seguito di una rapina consumata all’interno dell’abitazione di un ristoratore di Assemini, al quale, almeno quattro malviventi, hanno sottratto 60mila euro in contanti e un grande quantitativo di sostanze stupefacenti”, spiega Carboni.
Le indagini hanno portato anche alla scoperta di un’organizzazione che si occupava dello spaccio di droga che si occupava dello spaccio di sostanze stupefacenti, gestita da due promotori. L’organizzazione, che aveva come epicentro Selargius, riforniva le principali piazze di spaccio di Cagliari, Quartu e Assemini. “L’attività di spaccio, soprattutto nella piazza di Selargius, si avvaleva anche di minorenni, i quali verranno deferiti alla procura per i minorenni”, conclude Carboni.













