CAGLIARI. Con una delibera approvata ieri, la Giunta regionale ha nominato Thomas Schael come nuovo direttore generale della Sanità. Sessantaquattro anni, di origine tedesca, Schael ha una lunga esperienza nella gestione di strutture sanitarie complesse. Tra le esperienze più recenti quella del 2025, quando ha ricoperto il ruolo di Commissario della Città della Salute e della Scienza di Torino.
Ma questa nomina ha già fatto storcere il naso a qualcuno tra i banchi dell'opposizione in Consiglio regionale. Alessandro Sorgia scrive: "Non è solo discutibile per il curriculum recente del manager, segnato dal fallimento in Piemonte, ma rappresenta l'ennesimo schiaffo ai tanti professionisti, medici e dirigenti della nostra Isola che vengono sistematicamente ignorati", commenta il consigliere, "Sembra che per il Campo Largo la competenza finisca oltre il Tirreno".
"È inaccettabile che, per guidare la sanità sarda in un momento così drammatico", scrive Sorgia, "si debba ricorrere all'importazione di figure che, appena pochi mesi fa, sono state letteralmente scaricate da altre Regioni per 'incompatibilità ambientale' e forti scontri sindacali. La Sardegna non può diventare il paracadute per manager in cerca di rilancio dopo aver fallito altrove". "La domanda sorge spontanea: possibile che in tutta la Sardegna non esistano profili all'altezza? Possibile che i nostri dirigenti, formati nelle nostre università e che conoscono a menadito le criticità dei nostri ospedali, non siano mai degni di considerazione? Questa esterofilia a tutti i costi suona come una sfiducia preventiva verso i sardi".
"Mentre i nostri medici e infermieri fuggono all'estero o nel privato perché non valorizzati – incalza Sorgia – la Presidente Todde importa un Direttore Generale che a Torino si è distinto per aver vietato il camice in mensa e per aver collezionato condanne per condotta antisindacale".
L'attacco è pesante: "La Sardegna non è una discarica per manager che hanno fallito altrove, né un laboratorio per esperimenti gestionali basati sullo scontro e sull'autoritarismo".











