NUORO. “La forte preoccupazione oggi lascia spazio all’indignazione. Da Roma non ci sono state date risposte. Per questo condividiamo l'appello alla mobilitazione lanciato dalla presidente Todde”. Così il sindaco di Nuoro Emiliano Fenu sulla vicenda del trasferimento, ormai dato come imminente, dei detenuti del 41 bis nei carceri di Badu ‘e Carros, Uta e Bancali.
“Non era nostra intenzione contrapporci al Governo ma come amministrazione – sottolinea Fenu – avevamo chiesto un confronto istituzionale serio e trasparente con il ministero della Giustizia affinché ogni valutazione venisse inserita in un quadro complessivo e coerente con le strategie di crescita e rilancio della città e del territorio. Questo, perché le scelte che riguardano Nuoro devono essere ponderate, condivise e rispettose della visione che la città sta portando avanti".
“Tutto ciò, sinora non è accaduto, e quindi la nostra posizione non può che essere ancora più perentoria e di estrema contrarietà", prosegue il sindaco nel rilevare che la città sta costruendo il proprio futuro come polo tecnologico, scientifico e culturale, attraverso interlocuzioni con università ed enti di ricerca, investimenti su infrastrutture strategiche come l'ex Artiglieria e grandi progettualità di respiro internazionale, a partire dalla candidatura a ospitare l'Einstein Telescope.
“Ribadisco quanto detto in diverse occasioni: la città, impegnata in un percorso di rilancio chiaro e riconoscibile, non può apparire come una “colonia” penale. È legittimo e doveroso – è la conclusione del primo cittadino – interrogarsi su come determinate scelte possano essere percepite all'esterno e su quale impatto possano avere sulla capacità di Nuoro di essere riconosciuta come luogo aperto, accogliente, competitivo e orientato al futuro".












