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CAGLIARI. La posidonia oceanica non va rimossa. È questo il punto fermo emerso dalla riunione regionale sulla gestione degli effetti del ciclone Harry. La Regione ha ribadito che la posidonia è una risorsa ambientale fondamentale per la protezione dei litorali e che ogni eventuale rimozione dovrà essere valutata caso per caso e solo nei periodi consentiti, prevalentemente in primavera.
Gli esperti hanno ribadito il ruolo fondamentale della posidonia oceanica nella protezione dei litorali, raccomandando di evitarne la rimozione nei periodi di massima attività meteomarina. Non si tratta di una novità, a tal proposito chi studia era già stato categorico (QUI L'INTERVISTA). Le eventuali rimozioni, secondo le direttive regionali, dovranno essere valutate caso per caso e risultano ammissibili prevalentemente nel periodo primaverile. Il confronto con i sindaci ha consentito di far emergere in modo puntuale le principali criticità territoriali, dalla gestione della posidonia spiaggiata in vista della stagione turistica ai danni subiti da porti, infrastrutture costiere e viabilità. È stata quindi condivisa la necessità di disporre di schede omogenee per la ricognizione dei danni e di indicazioni procedurali chiare, al fine di evitare interventi non autorizzati o non coerenti con le linee guida regionali. È stato inoltre ricordato che i danni alle attività agricole seguiranno una procedura distinta attraverso la piattaforma Laore.
Dal confronto sono emerse criticità legate a spiagge, porti, infrastrutture e viabilità. Condivisa la necessità di procedure chiare e schede omogenee per la ricognizione dei danni. La Regione ha ricordato lo stanziamento di 5 milioni di euro, altri 5 milioni in finanziaria e circa 33 milioni disponibili per gli interventi di somma urgenza.















