CAGLIARI. Ci sono due buone notizie nella lotta contro il cancro: nel 2026 risultano in diminuzione i tassi di mortalità e si stabilizzano i decessi per cancro al polmone nelle donne. In Italia, rispetto ad altri Paesi europei, sono di più le persone che vivono dopo una diagnosi di cancro, ma le disparità regionali sono ancora un grosso problema. A fare il punto, in occasione della giornata mondiale contro il cancro, è l'Airc che oggi riporta due studi dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OECD) e il rapporto “I numeri del cancro in Italia 2025”, a cura tra gli altri di Aiom e Airtum.
La situazione italiana presenta punti di forza, ma anche molte fragilità, che sono più accentuate - dice l'Airc - nel Sud del Paese. E questo è un problema che riguarda in generale tutti i Paesi: a seconda di dove vive un paziente oncologico possono cambiare drasticamente le sue probabilità di guarire.
Secondo uno degli ultimi report della Commissione Europea "Country Cancer Profile Series", la Sardegna, ad esempio, è una delle regioni in cui sono più evidenti le barriere legate alla distanza e alle difficoltà quindi di accedere ai servizi per la cura dei tumori. Una mappa, pubblicata nel rapporto, indica la percentuale di residenti in ciascuna provincia che può avere accesso alla chemioterapia e alla radioterapia entro 60 minuti o 100 km di distanza dal luogo in cui abitano, e tutta la parte orientale e occidentale dell'Isola risulta avere un indice di accessibilità tra il 3.8 e il 27.3 (dati tra i più bassi d'Italia).
E questo è un dato che si ritrova anche nella situazione degli screening per la prevenzione: "Se nel 2021", fa notare l'Airc, "quasi il 50% degli uomini nel Nord Italia ha partecipato allo screening per la diagnosi precoce del cancro al colon-retto, questa percentuale non ha raggiunto il 24% nel Sud e nelle Isole".
In media, come emerge dal rapporto “I numeri del cancro in Italia 2025”, il nostro servizio sanitario ogni anno spende circa 175 euro a paziente per le cure oncologiche, più del doppio dei Paesi dell’Est Europa, ma almeno 100 euro in meno per persona in confronto a Francia, Austria e Germania. In Italia, rispetto alla media europea sono meno diffusi alcuni importanti fattori di rischio oncologico, tra cui sovrappeso, obesità e consumo di alcolici, mentre è maggiore l’esposizione all’inquinamento dell’aria.
In Europa c'è un piano "per la lotta contro il cancro" che si è posto l’obiettivo di garantire ad almeno il 90% della popolazione in Europa un equo accesso alle cure entro il 2030. Dopo due anni dall’avvio, si registrano sia successi sia ritardi, anche in Italia.











