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CAGLIARI. Nel 2025 l’inflazione in Sardegna cresce meno che nel resto d’Italia, ma il carrello della spesa pesa sempre di più sui bilanci familiari. A dirlo è Adiconsum Sardegna, con i dati definitivi Istat sull’andamento dei prezzi al dettaglio nell’Isola. Secondo l’associazione dei consumatori, lo scorso anno l’inflazione media regionale si è attestata al +1,3%, contro una media nazionale dell’1,5%. Un dato che ha comunque comportato un aumento medio della spesa di 342 euro annui per famiglia.
A incidere maggiormente sono gli alimentari. In Sardegna i prezzi di cibi e bevande sono cresciuti del 3% rispetto al 2024, con un aggravio di spesa stimato in circa 140 euro annui a nucleo solo per questo comparto.
“In Sardegna lo scorso anno l’inflazione media si è attestata al +1,3%, al di sotto della media nazionale dell’1,5%", spiega il presidente Giorgio Vargiu, "Considerata la spesa media mensile per consumi di una famiglia residente, la crescita dei prezzi ha determinato un aggravio di spesa pari in media a +342 euro annui a nucleo”.
L’analisi territoriale evidenzia inoltre forti differenze tra le province. Cagliari risulta la città con l’incremento più alto dei prezzi al consumo, con un tasso medio del +1,7% nel 2025. Sassari registra invece la crescita più contenuta, pari a +1% rispetto all’anno precedente. Se si guarda però solo al comparto alimentare, il primato dei rincari spetta a Olbia-Tempio, dove i prezzi sono saliti del 3,3%, contro il +2,7% di Sassari.
“Il vero problema è che piove sul bagnato. I prezzi al dettaglio continuano a salire dopo i forti rialzi registrati negli ultimi anni", denuncia il presidente Giorgio Vargiu. "Nonostante siano terminati gli effetti negativi del caro-energia e della guerra in Ucraina che avevano spinto al rialzo i listini, i prezzi non hanno registrato una inversione di tendenza, e anziché diminuire hanno continuato ad aumentare, intaccando il potere d’acquisto delle famiglie”.















