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Vigilia Cagliari-Juve, Pisacane: "Mina può partire da subito, ha bisogno di giocare per tornare a certi livelli"

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CAGLIARI. "Domani Mina può partire dal 1′, ha bisogno di giocare per riprendere la sua forma migliore". Lo ha detto Fabio Pisacane oggi in conferenza stampa alla vigilia della partita di domani del Cagliari contro la Juventus, 21esima gara di campionato di Serie A.

"Mina sta lavorando per tornare alla forma migliore, a volte rischi qualcosa facendolo giocare perché ha bisogno anche della partita per arrivare alla sua condizione ideale, non bastano solo gli allenamenti. Le scelte non sono mai casuali, e sono frutto di aspetti legati all’avversario, al piano gara, alla condizione dei ragazzi", ha fatto sapere il tecnico. 

"Dobbiamo lavorare per cercare di alzare il livello di questa squadra", ha detto ancora. 

La sfida contro la Juventus
“Non ci sono calciatori del passato o attualmente juventini che prenderei nella mia squadra, perché più che altro penso a noi, al nostro momento, a quello che dovremo provare a fare", ha affermato il tecnico rossoblù.

"Oggi è il tempo di ragionare sull’attualità e non sul fantacalcio. All’andata abbiamo sfidato una Juventus che veniva dal cambio di allenatore poche settimane prima, stiamo lavorando per capire come limitarla, penso che possiamo dire la nostra nell’ambito delle nostre prerogative. Oggi la Juventus è più quadrata, numeri alla mano, e più in fiducia. Come si affronta? Bisognerà moltiplicare tutti gli sforzi, non puoi pensare di fare risultato contro la Juventus facendo il 100%, ma servirà di più: furore, tenacia, attenzione, concentrazione per 100 minuti e anche di più. Se avremo questo atteggiamento l’episodio andrà dalla nostra parte. Influenze dal mercato? No, chi verrà convocato lo sarà perché idoneo a portare il proprio contributo se chiamato in causa”.

La gara contro il Genoa
“Non è mai bello perdere e quindi c’è sicuramente qualcosa da rivedere", ha spiegato Pisacane. "Nell’analisi della gara di Genova si sono viste tante cose già notate in passato, ci sono delle leggerezze sui gol subiti che vanno gestite diversamente, e non so quanto si possano allenare perché sono dinamiche di campo. Sul gol di Frendrup c’è stato un errore collettivo più che individuale, potevamo accorciare di più e meglio, mentre la rete da calcio piazzato è frutta di una pessima distribuzione dei calciatori e di un comportamento rivedibile una volta partita la palla. La sconfitta è maturata in modo più severo del dovuto e questo aumenta l’amarezza, dopo la partita le facce erano ovviamente piene di scoramento perché quando perdi fa male, non dobbiamo però fare drammi perché si è persa una gara, uno scontro diretto, ma il campionato è molto lungo e bisogna lavorare per aumentare il nostro livello in termini di equilibrio e personalità, doti che fanno la differenza”.

"Mancanza di attenzione"
“Prendere gol nei primi minuti del primo tempo, come contro Cremonese e Genoa, o del secondo come avvenuto col Milan, è sinonimo di mancanza di attenzione. Bisogna sempre essere sul pezzo, rimanere corti, tenere bene il campo, sono cose cui non puoi derogare al cospetto delle grandi squadre ma in generale nel calcio moderno. L’attenzione è fondamentale, certamente è un qualcosa che i leader del gruppo possono trasferire ancora di più ai compagni”, ha detto il tecnico del Cagliari.