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CAGLIARI. “Su Luperto avevo detto che era incedibile, non mi nascondo, lui è un mio ‘figlioccio’. Nel mercato però succedono cose impreviste. Così il direttore sportivo del Cagliari durante la conferenza stampa di fine mercato invernale alla Unipol Domus. "Abbiamo avuto una richiesta importante e abbiamo deciso di darlo via. Era un affare per la società, sono un’aziendalista e l’ho fatto”, ha detto ancora il ds, secondo quanto riportato dai colleghi di Centotrentuno.
“Luperto è un giocatore forte, ma le scelte vanno accettate. Abbiamo giocato anche senza Luperto, Rodriguez ha dimostrato di essere valido e diventerà forte. Ma ci sono anche Mina, Zé Pedro, Zappa e Deiola che possono giocare dietro. Mi dispiace per l’uomo Luperto, ma come calciatore possiamo dire che abbiamo giocatori bravi”, ha spiegato ancora.
“Capisco l’amarezza, gli voglio bene, ma nelle società vanno prese le decisioni. Questa è stata presa da me e dal presidente, pensiamo sia un bene per il club. Non siamo ancora salvi, dobbiamo raggiungere la salvezza. Non è detto che con Luperto avremmo raggiunto salvezza o il decimo posto, nel calcio non c’è la matematica. Prima che iniziasse il campionato abbiamo venduto Piccoli e Zortea che hanno fatto 18 gol insieme, tutti si disperavano: ne siamo usciti discretamente dalle loro cessioni, una società forte quando deve fare le scelte le deve fare. Ci prendiamo rischi, ma siamo convinti di aver fatto la scelta giusta per il club. Poi possiamo arrivare decimi, ma anche quartultimi e sarei la persona più felice del mondo. Ci battiamo contro corazzate”, ha aggiunto.















