CAGLIARI. La seconda edizione dell’Archeo Beer Festival giunge al termine, dopo aver animato lo scorso fine settimana il villaggio di San Salvatore di Sinis, confermando una crescita significativa rispetto alla prima edizione, sia in termini di partecipazione del pubblico sia nella qualità e nell’articolazione del programma culturale proposto. Un risultato che consolida ulteriormente il percorso avviato dalla Fondazione Mont’e Prama nella costruzione di un’offerta culturale capace di intrecciare divulgazione scientifica, esperienze territoriali, valorizzazione del patrimonio e partecipazione diffusa.
"Siamo molto soddisfatti – commenta il presidente della Fondazione Mont’e Prama, Anthony Muroni – sia per la grande partecipazione di pubblico e sia per come il festival si è svolto. Con grande attenzione e rispetto per quel luogo unico che è il novenario di San Salvatore senza rinunciare alla convivialità. I relatori ci hanno regalato tre giornate di conferenze di ottimo livello, un momento di confronto importante sui temi del cibo e dell’archeologia".
Su questa scia prende ora il via la quarta edizione del Festival Internazionale dell’Archeologia, in programma dal 24 al 29 giugno 2026, una manifestazione che negli anni si è affermata come uno degli appuntamenti culturali più rilevanti dedicati al racconto dell’archeologia mediterranea, alla ricerca scientifica e al dialogo tra culture, territori e comunità.
Il Festival si aprirà mercoledì 24 giugno a Santu Lussurgiu, nella cornice della Chiesa di San Leonardo de Siete Fuentes, con una serata inaugurale dedicata al rapporto tra storia locale e grande storia mediterranea. Protagonisti saranno studiosi di rilievo internazionale come Giampaolo Mele e Franco Cardini, seguiti dal concerto Amaius, produzione originale che unirà le sonorità di Elena Ledda, Mauro Palmas e altri importanti musicisti sardi.
Dal 25 al 28 giugno il Festival si sposterà a Cabras, nel nuovo parco del Museo Civico Giovanni Marongiu, trasformando ancora una volta il Sinis in uno spazio di confronto culturale internazionale. Al centro del programma ci saranno i grandi temi del mare come luogo di connessione tra civiltà, le nuove ricerche archeologiche in corso nel territorio di Mont’e Prama e Cabras, il dialogo tra archeologia, tutela del patrimonio e cooperazione scientifica internazionale. Tra gli ospiti attesi figurano, tra gli altri, Louis Godart, Massimo Cultraro, Cristoforo Gorno, Paolo Giulierini, Raimondo Zucca e numerosi archeologi, storici, ricercatori e rappresentanti delle istituzioni culturali sarde, italiane ed europee.
Una particolare attenzione sarà dedicata anche ai grandi progetti espositivi e scientifici promossi dalla Fondazione Mont’e Prama, al percorso di valorizzazione internazionale della civiltà nuragica e al racconto delle nuove campagne di ricerca che stanno contribuendo a ridefinire la conoscenza del patrimonio archeologico del Sinis.
Gran finale lunedì 29 giugno nel Teatro di Tharros, con un evento speciale che unirà archeologia, musica e spettacolo: il tributo a Ennio Morricone e Carl Orff, con l’esecuzione dei Carmina Burana da parte dell’Orchestra Roma Sinfonietta e del Coro Polifonico Pierluigi da Palestrina di Cabras, in uno dei luoghi più iconici del patrimonio culturale sardo.
Con il Festival Internazionale dell’Archeologia, la Fondazione Mont’e Prama conferma ancora una volta il proprio impegno nel costruire un modello culturale capace di mettere in relazione ricerca, territorio, comunità locali e grandi reti internazionali, facendo della Sardegna un punto di riferimento nel dibattito contemporaneo sulla valorizzazione del patrimonio culturale mediterraneo.
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito.












