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ARZACHENA. Il commissariamento della Regione da parte del governo prima e la decisione di sopprimere 9 autonomie scolastiche poi, ha scosso il mondo dell'istruzione sarda. Diverse le prese di posizione contro questa decisione, compresa la presidente Todde. Sulla soppressione dell’autonomia dell’Istituto Comprensivo Arzachena 2 e il suo accorpamento all’Istituto Comprensivo Arzachena 1, il Sindaco Roberto Ragnedda dichiara.
“L’accorpamento degli Istituti Comprensivi 1 e 2 di Arzachena danneggia la nostra comunità. Non abbiamo nessuna rimostranza contro il Direttore dell’Ufficio scolastico regionale, che si è sempre mostrato disponibile in passato alle esigenze di Arzachena, ma siamo fermi nell’affermare che questa decisione, figlia del commissariamento della Regione sulla materia, è sintomo di un sistema che non funziona, e di questo qualcuno deve assumersi la responsabilità. Si tratta di una scelta calata dall'alto che non tiene conto della realtà, delle specificità del territorio e che riduce a un mero calcolo di convenienza quel ruolo fondamentale che la scuola riveste nella vita della comunità e, soprattutto, nel benessere dei ragazzi in un momento delicato della loro formazione".
Quello di accorpare due realtà articolate sotto un’unica direzione e un’unica segreteria significa, secondo il sidaco, "di fatto, minare l’autonomia scolastica: un dirigente unico per un bacino d’utenza così vasto e variegato non potrà garantire la stessa presenza e la stessa attenzione a circa 1.100 alunni distribuiti in 7 plessi scolastici. L’istituto Comprensivo 1 conta attualmente 566 alunni, il Comprensivo 2 ne conta 527".
E conclude: "Inoltre, primarie e secondarie di primo grado distano in alcuni casi oltre 15 chilometri l’uno dall’altro sparsi tra il centro urbano e i borghi di Cannigione, Abbiadori e Porto Cervo. Arzachena, per dimensioni e complessità necessita di una governance capillare e non centralizzata. Questa operazione rischia di generare maggiore confusione burocratica, rallentando le risposte alle esigenze dei genitori e degli alunni, in un momento in cui l'efficienza amministrativa è vitale per prevenire i sintomi che portano alla dispersione scolastica. Una scuola efficiente è il pilastro su cui si poggia il futuro dei nostri giovani e non accetteremo che venga indebolito in nome di tagli ai costi che non portano alcun beneficio reale alla didattica e al territorio”.














