CAGLIARI. “A Tempio, dietro l’apparente modernità di un grande impianto fotovoltaico, si è scoperta una realtà fatta di sfruttamento, subappalti opachi e totale assenza di ricadute positive per il territorio". Questo il commento del segretario generale della Cisl della Gallura, Bruno Brandano, dopo la notizia di un vasto impianto fotovoltaico in fase di realizzazione nel comune di Tempio Pausania, dove erano impiegati illegalmente una trentina di lavoratori di origine asiatica.
"Lo sfruttamento di decine di lavoratori in nero è il segno evidente di un modello d’impresa che non serve alla Gallura: un sistema che raccoglie incentivi pubblici, aggira le regole e lascia dietro di sé solo precarietà”, ribadisce Brandano. “Chi sceglie di investire qui deve farlo nel rispetto delle persone e delle comunità. Altrimenti non si parla di sviluppo, ma di saccheggio sociale”. Brandano sollecita trasparenza su tutta la catena degli appalti e subappalti coinvolti e l’impegno delle istituzioni per rafforzare controlli e responsabilità. “Non possiamo permettere che settori cruciali come le energie rinnovabili, fondamentali per la transizione ecologica, diventino terre di conquista per imprese senza scrupoli. La Cisl farà la sua parte, con le denunce, la contrattazione e la proposta. Non possiamo restare in silenzio davanti a chi calpesta la dignità delle persone in nome del business. La legalità – conclude Brandano - non è un’opzione, è la condizione minima per investire in questo territorio”.