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NUORO. Tornano in Sardegna, al Museo Archeologico nazionale di Nuoro, due eccezionali reperti archeologici sardi recentemente rientrati in Italia nell’ambito delle attività di recupero condotte dal Comando carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale negli anni 2022–2023. Si tratta di una statuina femminile preistorica di pietra alta circa 35 cm e di un bronzetto nuragico frammentario, alto poco più di 8 cm.
I reperti, noti alle cronache per essere stati messi all'incanto da prestigiose case d'asta internazionali in un recente passato, fanno parte di un più ampio nucleo di 129 manufatti restituiti alla Repubblica Italiana dal District Attorney di New York, a seguito di un’importante operazione di cooperazione internazionale finalizzata al contrasto del traffico illecito di beni culturali.
La restituzione
Il luogotenente C.S. Mauro Lai del Nucleo carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cagliari, competente per la Sardegna, ha ufficialmente consegnato i reperti al direttore del Museo archeologico nazionale di Nuoro, Antonio Cosseddu, e alla direttrice regionale Musei nazionali Sardegna, Melissa Ricetti, che dichiara: "La restituzione di questi reperti al Museo archeologico nazionale di Nuoro giunge a coronamento del processo sostenuto in sinergia dai diversi organi del Ministero della Cultura coinvolti ed è dimostrazione dell'impegno costante profuso dalla nostra Amministrazione per la protezione del patrimonio culturale nazionale e la salvaguardia dell'eredità materiale delle comunità locali, prime destinatarie delle restituzioni".
I reperti Il primo reperto è una statuina femminile preistorica di pietra alta circa 35 cm. Appartiene alla tipologia a forma di croce, cosiddetta “cruciforme a placca intera”, tipica dell’ultima fase del Neolitico. Le dimensioni notevoli ne fanno uno degli esemplari più grandi finora noti. La scultura, sebbene ricomposta, è sostanzialmente completa, condizione assai rara per questa classe di manufatti.
Il secondo reperto è un bronzetto nuragico frammentario, alto poco più di 8 cm. La figura rappresenta un arciere: l’arco è appoggiato sulla spalla sinistra, mentre la mano destra, oggi mancante, doveva essere sollevata in gesto di saluto. Il reperto è databile tra la fine dell’età del Bronzo e l’inizio dell’età del Ferro.
La scelta del Museo Archeologico nazionale di Nuoro
L’assegnazione dei reperti è stata valutata dal Tavolo di lavoro per la destinazione dei beni archeologici rientrati nel territorio nazionale e per la ricognizione dei reperti sequestrati nei musei e luoghi della cultura statali. La scelta è maturata sulla base della possibilità di ricostruire un contesto territoriale per questi beni, tenendo conto delle informazioni disponibili, della coerenza con le collezioni esistenti e delle opportunità di valorizzazione museale. Valorizzazione e restituzione al territorio "Questa consegna rappresenta un momento di grande rilevanza per il nostro Museo” riferisce il Direttore Antonio Cosseddu. “La statuina preistorica, per dimensioni e stato di conservazione, si colloca tra le più importanti del patrimonio archeologico sardo; il bronzetto di arciere, con le lunghe trecce che cadono sul petto protetto da una placca, richiama esemplari simili non solo della produzione bronzistica, ma anche della statuaria di Mont’e Prama. Tuttavia, da archeologo e da sardo, non posso nascondere una certa tristezza per l’assenza di informazioni sul contesto di rinvenimento”.
L’inserimento dei due reperti nell’allestimento museale sarà occasione preziosa per ribadire il concetto che la tutela del patrimonio sardo richieda la collaborazione della comunità territoriale: un patrimonio che appartiene davvero a tutti noi.












