In Sardegna

La comunità del buon gusto per il riscatto sociale di un gruppo di giovani quartesi

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QUARTU. La passione per la cucina come forma di riscatto per un gruppo di giovani in stato di vulnerabilità sociale.

È l’obiettivo del progetto ‘La comunità del buon gusto di Quartu Sant’Elena’, promosso dall’Accademia del Buon Gusto e dalla Fondazione Giulini e finanziato dall’Amministrazione comunale nell’ambito dei progetti di coesione sociale. Nel gennaio 2021 lo chef William Pitzalis e i cuochi regionali del Dipartimento Solidarietà ed Emergenza hanno avviato l’Accademia del Buon Gusto, una scuola di cucina professionale attiva presso lo Spazio Polifunzionale del Lazzaretto di Cagliari, con l’obiettivo di offrire occasioni di riscatto sociale ai giovani più vulnerabili.

Nello scorso mese di novembre, a seguito dell’avvio dei progetti di coesione sociale coordinati dall’Assessorato ai Servizi Sociali, il programma è stato attivato anche a Quartu, con la partecipazione di ben 19 ragazzi. Dalla prevenzione e dal contrasto ai comportamenti antisociali dei giovani al miglioramento dell’occupabilità, grazie alla crescita delle loro competenze in cucina: una bella occasione di crescita per porre un freno e fare quindi da contrasto attivo alla povertà educativa e al disagio esistenziale. I percorsi sono stati predisposti dall’Accademia, con l’organizzazione di un programma completo e strutturato che durante i mesi di lavoro ha regalato ai partecipanti occasioni formative, esperenziali e relazionali. I primi incontri, di carattere teorico, si sono svolti presso l’Ex Convento dei Cappuccini, a Quartu; hanno poi fatto seguito i laboratori di cucina, nei locali del Lazzaretto di Sant'Elia, a Cagliari.

Grande la partecipazione e il coinvolgimento dei partecipanti, con alcuni di loro che hanno dimostrato una spiccata capacità nella lavorazione degli impasti, superando le aspettative create durante le prime interazioni. Dai primi piatti alla pasta fresca, e poi le varie tipologie di riso utilizzate in cucina e la pizza: tutti gli stimoli dinamici lanciati nel corso dell’attività sono stati colti e apprezzati dai giovani, molti dei quali si sono già detti interessati anche ad eventuali ulteriori iniziative. “Questo progetto ha una duplice valenza; è infatti benefico sia dal punto di vista dell’inclusione sociale sia per quanto riguarda il lato professionalizzante - commenta l’Assessore ai Servizi Sociali e alle Politiche Generazionali Marco Camboni -. Durante il percorso alcuni ragazzi hanno infatti dichiarato apertamente di aver riscoperto una passione ormai messa in un angolo a causa delle difficoltà personali incontrate durante la vita. E molti di loro hanno capito che la cucina rappresenta il luogo ideale per affrontare il proprio percorso lavorativo”. “I corsi di cucina con professionisti e chef di alto livello puntavano proprio a questo - prosegue soddisfatto l’esponente della Giunta Milia -. La possibilità di cimentarsi nelle mansioni necessarie in cucina e, per i più volenterosi, nella preparazione di pasti completi sono stimoli importanti che possono quindi aprire nuovi scenari futuri, anche per coloro che in passato non avevano ‘confidenza’ con la cucina”. Il progetto si concluderà con un evento finale in una location particolarmente suggestiva: Sa Dom’e Farra. La storica dimora campidanese, per anni un unicum nel panorama etnografico regionale, sarà infatti la sede della rappresentazione finale del programma, il prossimo 23 marzo alle 17.30. I cittadini che vorranno partecipare potranno degustare, in cambio di un’offerta libera, le pietanze preparate dai partecipanti al progetto. Il ricavato sarà devoluto al Centro antiviolenza cittadino Donna Ceteris.