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Un percorso di venti scatti di Isabella Muzzu per raccontare Sini

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SINI. Due foto che dialogano fa loro. Il binomio è fra presente e passato. Ma non solo. Un percorso di venti scatti, dove sono protagoniste le similitudini: per far conoscere meglio la propria comunità a chi la vive, ma anche per motivare turisti e visitatori ad arrivare nel piccolo centro della Marmilla.

Sini è il quarto comune del Consorzio turistico “Due Giare” ad aver ospitato la seconda tappa del progetto “Fotografia contemporanea in Marmilla”, nato da un sodalizio fra l’associazione culturale “Su Palatu Fotografia”, che lo ha ideato e gestito e lo stesso Consorzio, che poi lo ha adottato.

Dopo Usellus, Gonnosnò e Assolo, Sini sarà raccontato nella mostra fotografica “Di forme nascoste, di equilibri svelati”, della giovane fotografa Isabella Muzzu, che, come i suoi tre precedenti colleghi, ha trascorso alcune settimane estive nella comunità sinese, dove ha immortalato luoghi, scorsi, angoli, paesaggi. L’esposizione verrà inaugurata sabato 25 settembre alle 17 nella piazza Eleonora d’Arborea, a Sini. <Ogni mostra ci ha stupito e ci ha fatto conoscere meglio i tesori dei nostri centri e le potenzialità del nostro territorio>, ha detto subito il presidente del Consorzio Due Giare Lino Zedda, <siamo sicuri che anche il progetto fotografico di Isabella Muzzu non ci deluderà e ci aiutare a guardare con occhi diversi e nuovi anche il centro abitato di Sini>.

IL LAVORO A SINI Il protagonista del mio progetto fotografico è, a tutti gli effetti, Sini>, ha spiegato Isabella Muzzu, di Tempio Pausania, che ha frequentato con successo l’Accademia delle Belle Arti di Sassari, per poi conseguire il biennio specialistico in “Grafica d’arte e progettazione”, <in ogni scatto ho cercato di descrivere una parte del paese, lavorando più o meno sui dettagli e, contemporaneamente, di raccontare gli abitanti, che lo hanno attraversato nelle varie epoche. Pur non avendo ritratto persone, infatti, la loro presenza nei miei scatti risulta per me tangibile: ogni strada, ogni casa, ogni particolare racconta il loro essere stati parte di questa realtà. Prima di iniziare a fotografare ho voluto che il paese mi venisse raccontato da chi lo vive quotidianamente; questo è stato un modo per rapportarmici in maniera più “confidenziale”, come se anche io lo conoscessi da tempo e avessi un legame stretto e durevole. Dopo questa prima fase di “ascolto” è iniziato il lavoro fotografico vero e proprio, un percorso in cui mi sono ritrovata a tu per tu con il paese e durante il quale mi sono lasciata guidare da tutto ciò che catturava la mia attenzione>.

I DITTICI Il risultato del suo lavoro è stato originale. Lo ha sottolineato anche Salvatore Ligios, presidente dell’associazione “Su Palatu”, che ha anche coordinato il progetto assieme a Luca Spano: <Isabella Muzzu si è mossa lungo i sentieri e le vie di Sini con un racconto che utilizza la combinazione del dittico per fermare gli umori e le atmosfere di un luogo>. Racconto illustrato poi nel dettaglio dalla stessa fotografa tempiese: <Solo quando ho riguardato i primi scatti in sequenza, ho notato che ciò che avevo fermato nelle mie foto era un continuo alternarsi di scenari del passato e scorci contemporanei, come se ad essere fotografati fossero stati due paesi diversi e non uno solo. Questo dualismo continuo mi ha portato a cercare un abbinamento tra i due differenti contesti e a proseguire il mio lavoro di “scatto” cercando similitudini anche al di là del binomio “antico - moderno">.  Ecco perché la mostra è organizzata in dittici. <Ogni fotografia dialoga con l’altra all’interno della coppia di cui entrambe fanno parte e, all’interno di ogni coppia, è presente un elemento che rimanda e si ricollega alla coppia successiva, creando una sorta di percorso visivo che vuole coinvolgere l’osservatore facendolo entrare nel vivo del gioco>, ha aggiunto Muzzu.

LA MOSTRA Le foto selezionate sono venti. <Una caratteristica che le accomuna tutte, a prescindere dai vari abbinamenti, è la scelta cromatica>, ha proseguito Isabella Muzzu, <ogni fotografia mantiene inalterati i colori reali del soggetto inquadrato ad eccezione del colore del cielo che, invece, è stato volontariamente “spento” per far sì che a dialogare tra loro e ad emergere fossero solo ed esclusivamente i colori caldi del paese, in un unico contrasto con il verde (unico colore freddo) dei soggetti appartenenti al contesto naturale>.

Taglio del nastro sabato 25 settembre alle 17 in piazza Eleonora d’Arborea a Sini per l’esposizione dal titolo “Di forme nascoste, di equilibri svelati”, che sarà visitabile sino al prossimo 21 novembre.  <Un titolo che mi consente di descrivere il mio progetto>, ha motivato la scelta la fotografa, <dall’altra vorrei servisse all’osservatore da input per superare la semplice visione dello scatto e andare a ricercare all’interno delle fotografie le similitudini e le figure nascoste che ho visto io per prima mentre fotografavo>. Non solo.  <Ma mi piacerebbe anche che soprattutto chi vive il paese nel quotidiano giocasse a ritrovare nella realtà ciò che ho fotografato e, parallelamente, chi non conosce affatto il paese fosse invece incuriosito dalle mie foto al punto da iniziare ad esplorarlo. Questa esperienza mi ha insegnato ad andare oltre nella conoscenza di nuove realtà e nella sperimentazione di nuovi modi di raccontarle. Spero di aver trovato una formula che non si limiti a dare un racconto fotografico fine a se stesso del paese, ma che incuriosisca, motivi e spinga a conoscere e vivere Sini>, ha chiuso Muzzu. <E’ stata proprio una delle finalità, che ci ha spinto a sostenere il progetto dell’associazione Su Palatu>, ha ricordato il presidente delle Due Giare Lino Zedda, <siamo convinti che fare della Marmilla un punto di riferimento per l’arte della fotografia in Sardegna ci possa aiutare anche a rendere i nostri centri più appetibili dal punto di vista turistico>.

LE ALTRE MOSTRE La mostra di Simone Deidda, ospitata nella corte della biblioteca comunale di Usellus, potrà essere visitata sino al prossimo 11 novembre, quella Ambra Iride Sechi nella corte del museo comunale di Gonnosnò sino al 7 novembre e infine gli scatti di Pierluigi Dessì nella via Santa Maria ad Assolo sino al 13 novembre.