Culture

“Civitates barbariae”, la ricerca musicale degli Ilienses che mette al centro la Barbagia

CAGLIARI. Un canto ancestrale introduce il video cortometraggio “Civitates barbariae”. E poi i passi di due esploratori diretti verso una natura oscura e ricca di misteri antichi, quella della Barbagia, custode di tante storie e tradizioni. Al tramonto i protagonisti, un uomo e una donna provenienti dal presente, trovano un cuore poggiato su una roccia. È il primo segnale di un presagio che porterà i due ad essere le vittime sacrificali di un rito. 

Il video "Civitates barbariae" ha anticipato di tre mesi la pubblicazione del primo disco omonimo degli Ilienses, progetto formato da Mauro Medde e Natascia Talloru, uscito il 10 febbraio, autoprodotto e pubblicato dalla Ili Music. Un esperimento, che mette al centro la Barbagia come territorio, come cultura e come popolo. Al suo interno 7 brani inediti più una ghost track disponibile solamente sul supporto fisico (complessivamente circa 50 minuti di musica), tutti scritti e composti da Medde e Talloru. L’album è disponibile online sui maggiori stores digitali (Spotify, Deezer, I-Tunes, Apple Music, Amazon, YouTube, Shazam ecc).


Quello degli Ilienses è un lavoro di ricerca musicale, culturale e audiovisiva sul filo tra passato e presente. Il duo scava nella storia attraverso l’uso degli strumenti tradizionali di Gavoi (tumbarinos, pipiolos, tumborro, corno, triangulu) e i campanacci di Tonara (luoghi di origine degli autori), le voci gutturali del canto a tenore e le narrazioni della letteratura sarda, come le poesie del poeta tonarese Peppinu Mereu. Ma cerca di riportare il passato al presente con inserti di musica contemporanea. Il risultato è un album prog sperimentale che sconfina nel jazz nel quale lo spettatore è guidato all’interno di un mondo immaginario, quello narrativo delle tribù antiche sarde.