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SAMUGHEO. “Gli allevatori che non hanno ancora vaccinato i propri capi lo facciano al più presto".
Arriva l'appello del direttore del Servizio di Sanità Animale, il dottor Enrico Vacca, dopo la scoperta del primo focolaio di dermatite bovina dell'anno nell'Oristanese. Un capo infetto in un allevamento di nove bovini di Samugheo. È il primo caso di dermatite nodulare contagiosa quest’anno in Provincia di Oristano.
"Il vaccino rimane l’unica arma per evitare che il virus della dermatite nodulare contagiosa arrivi nelle vostre aziende", dice Vacca.
A Samugheo Il piccolo bovino ha manifestato nei giorni scorsi i sintomi tipici della malattia, come la presenza di noduli duri su tutto il corpo. Nell’allevamento di Samugheo sono arrivati i veterinari dell’azienda sanitaria oristanese, che hanno effettuato i prelievi sull’animale, inviati poi all’Istituto Zooprofilattico della Sardegna. Oggi, nella prima mattinata, è arrivata la conferma: trattasi di dermatite nodulare contagiosa.
I PROVVEDIMENTI - Tutti e nove i capi, come prevede la normativa europea, saranno abbattuti nei prossimi giorni. Mentre la Regione ha istituito una zona di protezione e sorveglianza nel raggio di 50 chilometri dall’azienda di Samugheo, dove è chiaramente sospesa la movimentazione dei bovini.
LA VACCINAZIONE - Il capo infetto era l’unico animale non vaccinato all’interno dell’allevamento del Barigadu. È ancora in corso la campagna di vaccinazione contro la dermatite nodulare contagiosa da parte del Servizio di Sanità Animale della Asl 5, che si concluderà in autunno. Finora è stato immunizzato il 60 per cento del patrimonio bovino della Provincia di Oristano, che ammonta, nella totalità, a circa 60 mila capi. Nel 2025 era stavo vaccinato il 99 per cento dei bovini dell’oristanese. Due i casi di dermatite registrati sempre lo scorso anno in provincia, in due allevamenti di Cuglieri e Paulilatino.
PERCHÈ VACCINARE I CAPI - “Non bisogna avere paura del vaccino”, ha ribadito il dottor Vacca, “oltre al controllo dei movimenti e l’utilizzo di antiparassitari, la vaccinazione rappresenta la vera arma contro la diffusione del virus della dermatite nodulare contagiosa. Bisogna vaccinare quanti più capi possibile e il prima possibile, meglio entro il mese di agosto”. Il dottor Vacca ha aggiunto: “I vaccini contribuiscono alla creazione di una copertura immunitaria, tale da impedire l’ingresso e la diffusione del virus nei propri allevamenti. Gli effetti collaterali di questo vaccino rientrano pienamente nella norma BIOSICUREZZA - Importanti anche la tutela della biosicurezza negli allevamenti. Come ha ricordato il dottor Giuseppe Sedda, direttore del servizio veterinario di Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni zootecniche della Asl 5: “Fondamentale è un’accurata pulizia sia delle aree pulite, che di quelle sporche: occorre disinfettare tutti gli ambienti in cui si trovano i bovini: stalle, concimaie e letamai, dove proliferano gli insetti. Non solo: Anche disinfettare i mezzi che trasportano animali, mangimi, latte o qualsiasi altro mezzo che esce o entra dagli allevamenti, perché anche lì potrebbero annidarsi gli insetti, gli attrezzi da lavoro e gli indumenti. Infine, va ridotto al minimo anche l’ingresso dei visitatori. La lotta agli insetti che veicolano la malattia deve essere fatta attraverso l’utilizzo degli insetticidi sia larvicidi, mirati a eliminare le larve, sia adulticidi che uccidono gli esemplari già adulti”.









