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CAGLIARI. “Non abbiamo dato fondi, abbiamo dato anticipazioni per i comuni per le spese che hanno dovuto sostenere. Ci vorrà il dettaglio degli interventi da effettuare, un preventivo più attendibile rispetto a quello provvisorio fornito dalla Regione, dopodiché priorità a progetti e cantieri”. Sono le parole del Ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci nel corso del sopralluogo nella spiaggia del Poetto a Cagliari. Ieri è stato ufficialmente dichiarato lo stato di emergenza nazionale.
L’obiettivo ora, oltre alla messa in sicurezza delle zone colpite dal ciclone Harry, è quello di lavorare sulla prevenzione. “Dobbiamo lavorare per organizzarci in sede preventiva. Non tutte le infrastrutture possono essere ricostruite dov’erano e com’erano. Adesso bisogna tenere conto di questa nuova realtà e della violenza delle mareggiate che possono compromettere anche infrastrutture solide”, spiega il ministro.
Non si tratta dei primi danni arrecati da una mareggiata nel corso degli anni. “Apprendo dal concessionario dello stabilimento balneare che l’arenile, qualche anno, fa era 200 metri e adesso credo che si sia ridotto a 30 metri. Questo è un fenomeno con il quale dobbiamo fare i conti”, fa sapere Musumeci.
Presente al sopralluogo anche la presidente della Regione Alessandra Todde, che ieri è stata proclamata commissario straordinario per le emergenze in Sardegna. “Quello che voglio ricordare é che la giunta regionale ha già stanziato delle risorse e che il consiglio sicuramente le stanzierà. Le risorse ci sono e il governo farà la sua parte e attingeremo anche ai fondi europei. Il tema è pianificare, perché quello che stiamo vedendo oggi é un evento eccezionale e ci sono danni che devono essere ripristinati, ma quello che ha salvato la nostra isola è una provenienza portata avanti da una squadra che non smetterò mai di ringraziare, fatta da Forestale, Protezione Civile, Forestas e Barracelli, tutti coloro che si sono messi a disposizione - continua Todde - I soldi della Giunta sono dedicati ai privati, perché noi abbiamo una stagione tra qualche mese, perché stabilimento e persone che vivono di turismo devono essere messi nelle condizioni di lavorare”.









