CAGLIARI. La Sardegna, dopo anni di lotte, avrà una sua rianimazione pediatrica, a Cagliari. Un passo che i genitori dei piccoli pazienti sardi che combattono contro malattie diverse, ma tutte terribili, attendevano da tempo e che oggi definiscono come “importante, giusto, necessario”. Perché finalmente anche quei bambini potranno avere una chance, di fronte a quei momenti di criticità che si spera sempre non arrivino mai.
Della mancanza di un reparto di rianimazione in Sardegna ne hanno parlato in tanti, in questi anni, ma c’è chi purtroppo ne ha vissuto sulla propria pelle le conseguenze drammatiche. Sui social in queste ore gira il messaggio commovente di una mamma, che ha perso la figlia di dieci anni nel 2024. La bambina, che si chiamava Luna Sanna, combatteva contro una leucemia linfoblastica acuta.
"Questa possibilità non è esistita quando ne aveva disperatamente bisogno mia figlia", scrive la donna, "Il 15 settembre 2024, Luna era in fin di vita. La dottoressa di turno ha chiamato il rianimatore reperibile al Brotzu. Ma non è venuto nessuno".
"Nessuno era pronto. Non c’era una stanza", racconta la mamma, "Non c’era uno spazio adeguato. Non c’era la figura professionale necessaria per intervenire tempestivamente. E allora mi chiedo, e vi chiedo: cosa è successo davvero il 15 settembre? Perché chi era di turno al Brotzu non è intervenuto? Perché nessuno è arrivato? Perché, proprio quel giorno, la figura che avrebbe potuto tentare di salvarla è diventata invisibile, assente, irraggiungibile?".
A rilanciare la drammatica testimonianza è anche l'ASGOP, associazione sarda dei genitori di oncoematologia pediatrica, che ricorda il caso di Luna e commenta: "Dopo anni di battaglie avremo la terapia pediatrica intensiva e il nostro cuore e il nostro primo pensiero è per Luna".
"Una bambina di dieci anni e mezzo, in fin di vita, non meritava ogni tentativo possibile? Cosa è successo alla mia bambina? Cosa è successo quella domenica? A questa domanda dovrete rispondere. Un giorno. Fosse anche l’ultima cosa che farò in questa vita", conclude la mamma.











