CAGLIARI. Cala Finanza ancora al centro del dibattito sul futuro delle coste sarde, dopo l'ok del Governo alla costruzione di un club di lusso. Legambiente interviene duramente contro la variante urbanistica autorizzata nell'area di Loiri Porto San Paolo attraverso la procedura della Zona economica speciale (Zes), definendola una scelta che rischia di mettere in discussione anni di pianificazione paesaggistica e tutela del territorio.
Secondo l'associazione ambientalista, la decisione rappresenta "una forzatura inaccettabile in nome della Zona Economica Speciale" e si pone in contrasto con le norme urbanistiche regionali e con il Piano paesaggistico regionale (Ppr) Nel documento diffuso oggi, l'associazione ripercorre la storia del Piano paesaggistico approvato dalla Sardegna nel 2006, ricordando come abbia segnato "un momento di svolta per la Sardegna e per la pianificazione italiana". Il Ppr avrebbe consentito di affermare "la necessità e l'urgenza di salvaguardare l'intatto sulla fascia costiera, bene comune da sottrarre alle spinte trasformatrici già responsabili della diffusa e spesso irreversibile manomissione dei nostri litorali".
Al centro della contestazione c'è la proposta che riguarda Cala Finanza, area inserita nel Piano urbanistico comunale di Loiri Porto San Paolo nella zona di salvaguardia paesaggistica. La variante consentirebbe il passaggio da zona H a zona F turistica, con il cambio di destinazione d'uso di edifici esistenti e la realizzazione di moduli destinati al glamping. Legambiente sottolinea che sulla proposta "i principali soggetti con competenze ambientali e paesaggistiche, la Regione in primis e l'area tecnica del Comune compresa, hanno espresso parere negativo". Nonostante questo la Struttura di missione ha autorizzato la variante.
"Succede così che con un tiro a sponda ben dato, da Roma fa buca a Porto San Paolo una decisione con impatti potenzialmente molto rilevanti sul piano paesaggistico e territoriale", si legge nel documento. Nel comunicato si parla della società Tavolara Bay, che avrebbe presentato pubblicamente un masterplan che prevede, secondo quanto riportato da Legambiente, la realizzazione di un resort di lusso con strutture ricettive, ville, servizi e un porto turistico.
"A unire i puntini riaffiora esattamente quel modello di turismo che, come registrano numerose analisi di settore, contribuisce allo spopolamento dei centri abitati e al consumo di suolo, sconnesso dalle relazioni ecologiche e umane", sostiene Legambiente.
Il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, e la presidente regionale Marta Battaglia. "In un momento in cui le sfide ambientali, sociali ed economiche sono sempre più complesse e interrelate dobbiamo difendere con orgoglio, a tutti i livelli, le scelte pianificatorie che ci consentiranno di consegnare alle future generazioni territori integri, ecosistemi vitali, paesaggi dall'alto valore testimoniale", affermano.










