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CAGLIARI. La Corte Costituionale decide: annullati sei decreti di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) emessi dal Ministero dell’Ambiente su progetti di energia rinnovabile nell'Isola, contro i quali la Regione aveva presentato ricorso. A commentare la decisione è l’assessore regionale degli Enti locali e Urbanistica, Francesco Spanedda.
"La decisione odierna della Corte Costituzionale rappresenta un importante punto di chiarezza per l'Autonomia della Sardegna: la Consulta ha ribadito che le leggi regionali devono essere pienamente rispettate e applicate da ogni amministrazione dello Stato finché non intervenga un giudizio di legittimità costituzionale". Secondo l’assessore, i provvedimenti annullati non avrebbero tenuto conto della normativa regionale in materia di pianificazione territoriale.
"I decreti annullati", spiega "avevano ignorato la nostra legge regionale 20, volta a pianificare l'inserimento degli impianti rinnovabili nel nostro territorio. Con questa sentenza non solo sono confermate ulteriormente l’efficacia e la vigenzalegge, per quanto modificata dalle sentenze della Corte Costituzionale, ma viene ripristinato il corretto ordine delle competenze: lo Stato non può agire in via amministrativa ignorando la normativa vigente della Regione". Non "un freno allo sviluppo delle energie rinnovabili", ma una "conferma che tale sviluppo deve avvenire all'interno di una cornice di legalità e di rispetto per le prerogative di pianificazione del territorio della Sardegna".
Soddisfazione anche dalla presidente Alessandra Todde: “La Corte costituzionale ha annullato i decreti del Ministero dell’Ambiente su alcuni grandi impianti agrivoltaici nelle province di Oristano e Sassari. Quei decreti erano stati adottati ignorando la nostra legge regionale sulle aree idonee e non idonee. Il principio che la Consulta afferma è netto: finché una legge regionale è in vigore, lo Stato deve applicarla. Non può aggirarla”
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