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CAGLIARI. “Sorpresi” dall’impugnazione del Governo, ma pronti a correggere gli aspetti tecnici contestati senza modificare l’impianto della norma. È la posizione espressa da Luca Pizzuto dopo la decisione dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni di impugnare la legge regionale sul Reddito di Studio approvata all’unanimità dal Consiglio regionale della Sardegna lo scorso 13 marzo.
Pizzuto, primo firmatario del provvedimento, parla di “rilievi di natura esclusivamente tecnica” che, assicura, “verranno affrontati con senso di responsabilità e spirito istituzionale”.
“Apporteremo tutte le correzioni necessarie affinché il provvedimento possa proseguire il suo percorso”, sottolinea l’esponente di Sinistra Futura. Secondo Pizzuto, il Reddito di Studio nasce come misura di “equità e giustizia sociale” con l’obiettivo di contrastare la dispersione scolastica e ridurre le disuguaglianze economiche, garantendo agli studenti la possibilità di proseguire il percorso formativo indipendentemente dalla situazione di partenza.
“La legge rimane in vigore anche se impugnata", aggiunge, "e lavoreremo al più presto alle modifiche affinché possa entrare pienamente in vigore nel più breve tempo possibile, mantenendo intatti gli obiettivi politici e sociali del provvedimento”.











