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CAGLIARI. La sanità sarda torna al centro del dibattito in consiglio regionale.La mozione del centrodestra ha chiesto la presentazione di un piano di intervento dettagliato sul come la maggioranza guidata dalla presidente Todde abbia intenzione di agire sulla Sanità. In Aula c’era anche la presidente della Regione e assessora regionale ad interim della Sanità, Alessandra Todde, che in un lungo intervento ha replicato alla richiesta dell'opposizione, primo firmatario Paolo Truzzu.
La Presidente ha ribadito con chiarezza la necessità di superare una visione emergenziale della sanità, frutto di criticità stratificate nel tempo, per costruire un sistema più stabile, programmato e orientato ai bisogni reali dei cittadini. “La sanità sarda non è entrata in crisi ieri, ma è il risultato di problemi accumulati nel tempo”, ha detto, rivendicando il cambio di passo già percepibile dopo due anni di governo. “Oggi la direzione c’è ed è chiara, abbiamo scelto di passare da una sanità che rincorre i problemi a una sanità che finalmente prova a governarli”.
Ancora: “Per garantire la condivisione di strategie e la migliore omogeneità di sistema, il coordinamento dei Dg è diventato strutturale, diretto dall’Assessore con riunioni periodiche settimanali. L’obiettivo politico di questa scelta è semplice. Superare la frammentazione gestionale, garantire maggiore omogeneità organizzativa e assicurare ai cittadini sardi il rispetto dei livelli essenziali di assistenza in maniera uniforme a seconda del territorio in cui vivono. In una regione come la nostra, segnata da distanze, fragilità e squilibri storici, questo non è un dettaglio tecnico. È una questione di giustizia”.
Al centro dell’azione dell’esecutivo regionale- ha spiegato Todde- vi è un piano articolato su cinque assi principali, fondamentali per restituire stabilità al sistema sanitario regionale: rafforzamento della governance regionale, centralizzazione dei processi, incremento delle piante organiche, programmazione pluriennale e integrazione tra ospedale, territorio e sociale. Un’impostazione che ha già trovato una traduzione normativa con la legge regionale del marzo 2025, pensata – ha spiegato – per “razionalizzare l’assetto e rafforzare la gestione unitaria” del sistema sanitario.
Fra i passaggi centrali del discorso della Presidente, vi è stato quello dedicato al personale sanitario, su cui si sono concentrati significativi sforzi di miglioramento: tra il 2024 e il 2025 sono state attivate oltre 500 procedure tra reclutamenti e stabilizzazioni, che hanno portato nel sistema sanitario regionale 1.500 infermieri, 982 medici e 943 operatori sociosanitari. “Questi numeri non risolvono tutto, ma raccontano una linea chiara: meno precarietà e più programmazione”, ha evidenziato Todde.
Accanto alle assunzioni, anche misure per rendere più attrattivi i territori più difficili, come gli incentivi fino a 3.700 euro mensili per i medici di medicina generale nelle sedi disagiate.
Dal Pd, con l'intervento di Roberto Deriu, capogruppo, in aula, si delinea un approccio diverso: "Siamo molto preoccupati. Tutto origina dalla mancanza di medici. Servono politiche radicali, vogliamo sostenere la presidente in questo. Servono le risorse, però: subito la variazione di bilancio".
Paolo Truzzu oltre a portare avanti la mozione, ha anche commentato a margine il doppio ruiolo della presidente della Regione: "Fare anche l'assessora alla Salute non è un bene. Si rischia di fare male entrambe le cose".












