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CAGLIARI. Nuovo scontro tra Governo e Regione su alcune norme approvate dal Consiglio regionale sardo. Il Consiglio dei ministri ha deciso di impugnare due leggi varate a febbraio, ritenute, almeno in partee non conformi al quadro costituzionale: al centro il trenino verde e legge di stabilità. La decisione è arrivata su proposta del ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli. La palla passa alla Regione per cui si aprono due possibilità: un passo indietro (con relativa modifica dei testi) o andare in Corte Costituzionale.
Nel caso della legge d stabilità, le criticità riguardano in particolare alcune disposizioni legate alla sanità. Secondo il Governo, ci sarebbero possibili contrasti con i principi costituzionali sulla tutela della salute e sulla ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni. In parole povere? La Regione avrebbe "sconfinato" le sue competenze secondo il governo centrale. Sotto esame anche le norme sulle autorizzazioni provvisorie delle Case di comunità.
Sul Trenino Verde le contestazioni sono le medesime: si rimprovera alla Regione di aver toccato aspetti civili, si competenza esclusiva dello Stato. Con queste si raggiunge quota 13, quando si contano le leggi regionali sarde impugnate dal governo negli ultimi due anni.














