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BEIRUT. La tregua in Medio Oriente è sempre più a rischio dopo le violazioni del cessate il fuoco di ieri. "Lo Stretto di Hormuz è stato nuovamente completamente chiuso, costringendo le petroliere a fare inversione". Lo riferisce l'emittente iraniana Press Tv, secondo cui i dati di tracciamento marittimo mostrano che la petroliera Auroura, in rotta verso l'uscita dello Stretto, ha improvvisamente cambiato direzione vicino alla costa di Musandam (in Oman) ed eseguito una virata di 180 gradi tornando nel Golfo Persico.
Intanto la premier Meloni "esprime la sua ferma condanna per quanto accaduto nel Sud del Libano, dove un convoglio italiano appartenente a Unifil è stato fatto oggetto di colpi di avvertimento da parte dell'esercito israeliano". Lo rende noto Palazzo Chigi. "Israele dovrà chiarire quanto accaduto". "I continui attacchi israeliani in Libano, che hanno già provocato troppi morti e un'inaccettabile numero di sfollati, devono cessare immediatamente".
La condanna dell'Onu
"La portata della morte e della distruzione oggi in Libano è orribile. Un tale massacro, poco dopo l'accordo di cessate il fuoco con l'Iran, sfida l'incredibile. Pone un'enorme pressione su una fragile pace di cui hanno così disperatamente bisogno i civili". Così l'Alto commissario Onu per i diritti umani, Turk, chiede alla comunità internazionale di mobilitarsi per fermare questo "incubo".
Intanto il presidente del Parlamento iraniano, Ghalibaf, dice che gli Usa "hanno violato tre disposizioni del cessate il fuoco ancor prima dell'inizio dei negoziati: l'invasione del Libano, la violazione dello spazio aereo iraniano e la negazione del diritto all'arrricchimento dell'uranio". "Dopo queste violazioni, un cessate il fuoco o negoziati bilaterali sono irragionevoli", aggiunge Ghalibaf, ritenuto un possibile negoziatore con gli Stati Uniti.













