CARBONIA. "È un'autentica presa in giro quella che i metalmeccanici del Sulcis sentono di aver subito. Circa 200 lavoratori sono senza una minima retribuzione dal 1 gennaio e i 300 ancora in mobilità sono in attesa dell'integrativo". La denuncia arriva dai sindacati di Fiom-Cgil, Fsm-Cisl e Uilm-Uil che annunciano una nuova mobilitazione. "Le convocazioni e le passerelle in conseguenza delle iniziative degli anni precedenti, sono arrivate a un punto di non ritorno in conseguenza del dramma che stanno vivendo i metalmeccanici; il ritardo nell'erogazione degli ammortizzatori sociali per le aree di crisi industriale complessa, non garantisce più la tenuta sociale", si legge in una nota.
Nel fine settimana appena concluso, alla Portovesme srl si è tenuta la prima assemblea degli appalti, in cui sono emerse le problematiche legate alla cassa integrazione, ma anche all'aumentare della concorrenza negli appalti.
"Il risultato è che in un momento di crisi come l'attuale", scrivono i sindacati, "diversi lavoratori storici rimangono a casa, perché la committente deve avere maggiori guadagni. Tutto iI futuro del polo industriale è messo in discussione, gran parte dei lavoratori rischierà di ricevere il benservito entro la fine dell'anno, perché come scritto nella nota del Ministero del Lavoro del 10 febbraio, i 100 milioni di copertura per le aree di crisi complessa stanziati per tutta Italia, potrebbero essere insufficienti e in tutti i casi lasciano aperti scenari disastrosi per un futuro del territorio, attualmente senza prospettive; le conseguenze le pagheranno prima degli altri i lavoratori degli appalti nell'industria. Nella centrale ENEL, la situazione di precarietà esistente, non è differente e il Coordinamento ha descritto bene, le difficoltá esistenti nel documento del 12/03/2026. Infine è paradossale la situazione per l'ex Alcoa, dove nonostante tutte le dichiarazioni sulla strategicità e sulla discontinuità annunciata dal Ministro Urso, nel lontanissimo settembre del 2025 si continui a vivere alla giornata. L'attuale proprietà prova a stare in piedi dando gli ultimi colpi di coda, pur di racimolare qualche soldo".
"Questa situazione è un capestro anche per i 300 lavoratori attualmente in mobilità, che vedrebbero crollare definitivamente, le poche opportunità di ripresa occupazionale", denunciano i sindacati, "La mobilitazione proseguirà nei prossimi giorni, con assemblee nella centrale Enel e quindi davanti all'ex Alcoa, unitamente ai tanti in mobilità e ai pochi legati al lavoro. L'obiettivo dei metalmeccanici è unificare le vertenze per far in modo che DAVVERO, la politica si occupi del futuro occupazionale e produttivo del polo industriale di Portovesme, attraverso una nuova mobilitazione che porti ad un'assemblea pubblica che proseguirà con le azione di protesta in regione e al Mimit".














