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CAGLIARI. Il 31 marzo verrà chiuso l’ultimo negozio Wind Tre di Cagliari e ne rimarrà uno solo a Sassari. Tutto questo alle spalle di cinque lavoratori, e le reispettive famiglie, a cui viene data un'unica possibilità: trasferirsi a Sassari”. Lo fa sapere Marianna Stara, segretaria regionale di Uilcom Uil, che questa mattina davanti alla sede dell’assessorato al Lavoro ha preso parte, assieme alle sigle sindacali di Fistel Cisl e Slc Cgil, al sit-in di protesta contro la decisione dell’azienda Wind Tre di chiudere l’ultimo negozio di proprietà presente a Cagliari, quello del centro commerciale I Fenicotteri. Ma a scatenare il dissenso dei sindacati, e in particolar modo dei cinque lavoratori del punto vendita, è anche la scelta imposta dall’azienda di un trasferimento nella sede di Sassari, definita da loro come “licenziamento mascherato”.
“Ci è stata data la condizione, tra virgolette, di conservare l’occupazione presso la stwssa azienda, con un trasferimento a Sassari. Per questioni di vita, questo è inaccettabile, in considerazione del fatto che il punto di Sassari ha già quattro colleghi. Per chi dovesse accettare questo spostamento creerebbe una spesa ancora più gravosa per la stessa azienda. Da questo punto di vista ci sarebbero, nascosti, dei presupposti per un eventuale e successivo licenziamento”, spiega Massimo Muscas, uno dei cinque dipendenti della sede nel centro commerciale i Fenicotteri.
La richiesta di sindacati è quella di aprire un tavolo di confronto con i vertici di Wind Tre, mediato dall’assessorato regionale al Lavoro, per tutelare i lavoratori e mantenerli impegnati anche dopo la chiusura del negozio a Cagliari. “Noi chiediamo a Wind Tre di accogliere l’appello a questi sindacati, affinché tornino al tavolo di confronto per trovare delle soluzioni che permettano di riqualificare e ricollocare questi lavoratori e lavoratrici nelle funzioni all’interno del gruppo Wind Tre. Salvaguardiamo il perimetro occupazionale, il lavoro e il tessuto familiare di queste persone”, ha detto Omar Marras, segretario regionale Fistel Cisl.
“Quello che chiediamo è che la capogruppo, come ha fatto in passato, si prenda carico di queste lavoratrici e lavoratori e gli riqualifichi, perché sono persone altamente professionalizzati e specializzati e che quindi possono dare un contributo”, fa sapere Alessandro Randaccio, segretario regionale Slc Cg.














