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CAGLIARI. Export sardo verso gli Stati Uniti a due velocità. È il quadro che emerge dal dossier elaborato dall’Ufficio studi di Confartigianato Imprese Sardegna su dati Istat. Nel primo semestre dell’anno le esportazioni delle micro, piccole e medie imprese isolane verso gli Usa crescono del 5,6% rispetto allo stesso periodo del 2024, raggiungendo un valore di 138 milioni di euro. Allo stesso tempo, però, crolla l’export delle imprese manifatturiere, che registra un calo del 44,9%.
Secondo Confartigianato, tengono soprattutto i settori legati alle produzioni artigiane e di qualità: alimentare, legno, metallo, moda, mobili, ceramiche e altri comparti dove le piccole imprese sarde sono più presenti. Diversa la situazione per il manifatturiero, penalizzato da dazi, burocrazia, concorrenza internazionale e incertezze politiche.
«È un mercato che viaggia a due velocità», si legge nel comunicato. Il presidente di Confartigianato Sardegna, Giacomo Meloni, sottolinea che «negli Stati Uniti apprezzano le nostre piccole ma ricercate produzioni, soprattutto alimentari», ma avverte che parte della crescita è legata all’anticipo degli acquisti per evitare i dazi. «L’Isola deve continuare a lavorare nel mercato del food e degli altri settori dove rappresentiamo l’eccellenza», conclude Meloni, ricordando che gli Stati Uniti restano un partner chiave per lo sviluppo economico della Sardegna.












