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ROMA. "Abbiamo innalzato a livello massimo il livello di protezione della rete di difesa aerea e antibalistica nazionale, in coordinamento con gli alleati e con la Nato". Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto facendo il punto alla Camera sulla crisi iraniana: "Può succedere di tutto", ha aggiunto.
Poi ha precisato: "Finora nessuna richiesta di uso delle basi Usa in Italia. Abbiamo spostato in area sicura il personale militare", ha spiegato. "In Libano - colpito dai raid Idf contro Hezbollah, ndr - stiamo valutando e siamo pronti a far fronte anche con personale navale, con eventuali evacuazioni".
"Abbiamo deciso di formare un coordinamento permanentemente tra i ministeri della Difesa per seguire questa crisi. È il motivo per cui ieri, parlando con la ministra spagnola, abbiamo deciso che all'interno dell'Unione europea aveva senso dare un segnale verso Cipro e quindi probabilmente, italiani, francesi, olandesi, spagnoli porteranno un aiuto a Cipro in questo momento, l'aiuto di sicurezza". Ha detto ancora il Ministro della Difesa Guido Crosetto nelle comunicazioni alla Camera sulla richiesta di aiuti dai Paesi del Golfo. "È un momento molto difficile. Dobbiamo quindi rivalutare complessivamente i nostri assetti nella regione con alcuni obiettivi, la protezione intanto delle nostre missioni, dei nostri connazionali, a tutela degli interessi nazionali, e rispondere alle richieste dei paesi in difficoltà. Occorre infatti disporre nell'area di ulteriori presidi per i nostri contingenti, per i nostri connazionali e per contribuire a contrastare una incipiente crisi finanziaria ed energetica".
"La crisi in corso mette a rischio il medio oriente ma sta già producendo effetti economici - continua - Tutti abbiamo ricevuto richieste di aiuto da parte dei Paesi del Golfo e tutti insieme valutando insieme l'evolversi della situazione anche per dividersi la responsabilità. Non possiamo aiutare tutti, per questo sono in stretto contatto con i miei omologhi, il tavolo è formato e permanente e lo stiamo allargando anche agli altri paesi. Ieri ho scritto all'alto rappresentante dell'Unione europea Kallas, proponendo una valutazione generale e una strategia generale a livello europeo. È il tentativo di costruire almeno una strategia che non sia di singole nazioni ma che in qualche modo metta almeno dal punto di vista militare insieme tutta l'Europa. Ciò che serve è la responsabilità, la coerenza, la capacità di agire con rapidità ma dentro una visione che l'Europa deve avere e in qualche modo deve essere condivisa".












