Nuova escalation nella guerra tra Iran e Stati Uniti. Nella notte Washington ha condotto nuovi raid contro obiettivi militari iraniani dopo l'abbattimento di un elicottero Apache statunitense nell'area dello Stretto di Hormuz, mentre Teheran ha rivendicato attacchi missilistici contro installazioni americane in Kuwait, Bahrein e Giordania
Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che "le forze americane hanno lanciato 49 missili che hanno colpito obiettivi in profondità nel territorio iraniano". Trump ha poi lanciato un ultimatum a Teheran: "Se non firma un accordo, bombarderemo senza pietà", dichiarandosi però "ottimista" sulla possibilità di una soluzione negoziale.
La versione americana è stata però respinta da Teheran. Un funzionario iraniano, citato dai media statali, ha negato qualsiasi contatto con la Casa Bianca, definendo "false" le dichiarazioni del presidente Usa e accusando Washington di utilizzarle come copertura politica per l'operazione militare in corso.
Almeno tre persone, secondo AdnKronos, sono rimaste ferite nella notte negli attacchi americani contro diverse località della provincia di Teheran, secondo quanto riportato dai media iraniani. Gli attacchi si sono concentrati principalmente sull'Iran meridionale, ma le Guardie Rivoluzionarie del Paese hanno affermato che sono state colpite anche altre località vicino alla capitale, tra cui Karaj, Nazarabad e Pishva.
Intanto il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato: "Gli attacchi illegali e criminali compiuti dagli Stati Uniti nelle ultime ore non solo costituiscono una flagrante violazione ma anche rendono il cessate il fuoco praticamente senza senso. La responsabilità delle gravi conseguenze di questo atto criminale ricadono sui leader degli Stati Uniti".














