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PALERMO. Resort e ville extra lusso, conti milionari, fondi azionari e titoli: trovato il tesoro della droga del boss mafioso Matteo Messina Denaro, arrestato e morto nel settembre del 2023. Le Fiamme Gialle hanno squestrato beni, società e disponibilità finanziarie per oltre duecento milioni di euro, individuando il vasto patrimonio legato al reinvestimento dei proventi del narcotraffico, anche attraverso società offshore, accumulato fin dagli anni '80 dal clan mafioso.
È in corso una vasta operazione di respiro internazionale coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo e condotta dalla Guardia di Finanza, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale. Disposti la custodia cautelare in carcere nei confronti di 3 persone e il sequestro di beni, società e disponibilità finanziarie per oltre 200 milioni di euro.
Le attività sono in corso di svolgimento - oltre che in Italia - ad Andorra, a Gibilterra, alle Isole Cayman, in Lussemburgo, in Svizzera, in Libano, nel Principato di Monaco e in Spagna (nelle città di Malaga, Marbella, Benahavis e Puerto Banùs), in stretta collaborazione e costante raccordo con i collaterali Organi giudiziari e di polizia. "L’operazione giunge al culmine di un’intensa attività investigativa che ha consentito di ricostruire un imponente patrimonio frutto del reimpiego, anche attraverso società off shore, di ingenti capitali derivanti da attività di narcotraffico, prosperate – già a partire dagli anni ’80 – sotto l’egida di Cosa Nostra Trapanese e nell’interesse del suo stesso vertice, Matteo Messina Denaro", fanno sapere le Fiamme gialle.
Nel dettaglio, sul piano delle disponibilità, sono stati accertati numerosi rapporti bancari e portafogli titoli, distribuiti in diverse giurisdizioni, per un valore pari a circa 12,5 milioni di euro e con evidenze riferibili anche a epoche risalenti. È stata appurata, inoltre, la detenzione di quote di partecipazione di rilevantissimo valore nell’azionariato di un istituto di credito libanese. Al contempo sono state ricostruite operazioni di investimento in metalli preziosi, nella specie oltre 12 Kg di oro, poi confluiti nelle disponibilità finanziarie sottoposte a sequestro. Di straordinario pregio, inoltre, sono gli immobili individuati, 22 in tutto, molti dei quali veri e propri resort di lusso, situati tra Marbella, Benahavis e Puerto Banùs, in alcune tra le località più esclusive della costa del Sol.














