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ROMA. Nell'Italia con la natalità ai minimi storici, 6,6 milioni di persone rinunciano ai figli anche se li desiderano. Lo attesta uno studio dell'Istat, nel rapporto annuale 2026, secondo cui il 5,5% degli italiani non vorrebbe figli: 3 su 10 invece li avrebbero già. Ma il 62,2% avrebbe rinunciato soprattutto per la sfera economico-lavorativa.
Secondo i dati sale invece l'occupazione over 50, che sono il 42% di chi lavora. Sui salari: dal 2019 -l'8,6% del potere d'acquisto. Anche nel ceto medio, il 16,1% della famiglie arranca a fine mese. Sarebbero 11 milioni a rischio povertà. Le donne guadagnano meno dei colleghi, in qualsiasi profilo: -2mila euro.
Lo studio
La denatalità è un fenomeno di lungo corso, determinato dalla riduzione dei potenziali genitori e dalla continua diminuzione della propensione ad avere figli. Scrive Adnkronos. Nel 2025 il numero medio di figli per donna cala nuovamente, passando da 1,18 del 2024 al minimo storico di 1,14. Secondo l'Istat, il saldo naturale tra nascite e decessi continua a essere negativo (-296 mila unità). La dinamica migratoria, con numero di immigrazioni dall’estero che supera quello delle emigrazioni, rimane positiva compensando appieno (+296 mila unità) il deficit dovuto alla dinamica naturale, e contribuendo a mantenere stabile la popolazione. Nello specifico, le immigrazioni dall’estero sono 440 mila e diminuiscono del 2,6 per cento. Solo una quota minima (12,8 per cento) riguarda migrazioni di ritorno di cittadini italiani (rimpatri), mentre si contano 383 mila immigrati stranieri. Le emigrazioni per l’estero sono pari a 144 mila, in diminuzione del 23,7 per cento. La maggior parte delle partenze (109 mila) riguarda cittadini italiani (espatri).
Mentre per quel che riguarda i decessi, nel 2025 sono 652mila, in calo dello 0,2 per cento rispetto all’anno precedente. Alla riduzione dei decessi corrisponde un aumento della speranza di vita alla nascita, pari a circa tre mesi per gli uomini e quasi due per le donne. Nel 2025 la speranza di vita degli uomini è stimata in 81,7 anni e quella delle donne in 85,7 anni.
La situazione in Sardegna
Secondo gli ultimi dati Istat la Sardegna è la regione con il tasso di natalità più basso d’Italia. Il dato era emerso in occasione della 14esima edizione del convegno “Nascere in Sardegna”, organizzato al Caesar’s Hotel dal reparto di Neonatologia del Brotzu di Cagliari. Durante l'incontro si è parlato di un quadro drammatico per l'Isola. "Siamo scesi sotto la soglia critica dei 10mila nati già nel 2010 e adesso siamo a poco più di metà: nel 2025 abbiamo registrato solo 6.500 bambini", ha spiegato Manuel Scaranu, responsabile della struttura di Neonatologia al Brotzu e organizzatore del convegno.
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