In Sardegna

Da Palermo a Cagliari, Antonello Caria nominato Ufficiale dell'ordine al merito della Repubblica

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CAGLIARI. Un riconoscimento alla carriera, ma soprattutto a una vita spesa al servizio dello Stato. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito l'onorificenza di Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana ad Antonello Caria, già Vice Questore Aggiunto della Polizia di Stato, per il servizio prestato alle istituzioni e alla collettività nel corso di oltre quarant'anni di attività.

La consegna è avvenuta il 2 giugno a Cagliari, durante le celebrazioni per l'80° anniversario della Festa della Repubblica, nella sede del Comando Marittimo Autonomo Ovest della Marina Militare. A consegnare il diploma sono stati il prefetto di Cagliari Paola Dessì e il generale dei Carabinieri Francesco Izzo.

Entrato in Polizia nel 1981, Caria ha operato a Palermo negli anni della guerra di Cosa Nostra contro lo Stato. Ha svolto servizio di tutela al giudice Giovanni Falcone e ha lavorato nella Quinta Sezione Antimafia della Squadra Mobile guidata da Ninni Cassarà, ucciso dalla mafia nel 1985.

Nel corso della carriera ha ricoperto anche incarichi nel Nucleo Operativo di Protezione, occupandosi della tutela e del reinserimento delle persone inserite nei programmi speciali di protezione.

Conclusa l'attività nella Polizia di Stato, ha proseguito il proprio impegno sul fronte della promozione della cultura della legalità attraverso l'associazione "Sicurezza Partecipata e Sviluppo", realizzando progetti educativi rivolti ai giovani contro il bullismo e per la diffusione dei valori della cittadinanza attiva.

Tra le iniziative promosse figura anche "La Rotta Mediterranea della Legalità", percorso dedicato alla memoria delle vittime delle mafie e all'educazione civica delle nuove generazioni.

"Ho accolto questo riconoscimento con profonda gratitudine e commozione", ha dichiarato Caria. "Lo considero un onore che appartiene anche a tutte le persone che hanno condiviso con me il servizio allo Stato, ai colleghi che non ci sono più e ai giovani ai quali continuo a dedicare il mio impegno". Secondo l'ex dirigente della Polizia, l'onorificenza rappresenta "la responsabilità di testimoniare, con l'esempio, i valori della legalità, della solidarietà e dell'amore per le istituzioni democratiche".