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CAGLIARI. Cagliari e la Sardegna si preparano a ospitare la Conferenza nazionale sulla cybersicurezza – Itasec, uno dei principali appuntamenti a livello nazionale dedicati al confronto tra istituzioni, università, centri di ricerca ed esperti sui temi della sicurezza digitale, della protezione dei dati e della resilienza dei sistemi pubblici. Un evento che, a partire da oggi fino a venerdì 13 febbraio, porta nell’Isola eccellenze istituzionali e accademiche da tutta Italia, confermando il ruolo dei territori nel dibattito nazionale sulla trasformazione digitale della pubblica amministrazione.
Questo pomeriggio, all’evento di apertura dei lavori di quella che si prospetta una intensa settimana tra workshop, laboratori e approfondimenti, l’assessora regionale degli Affari generali, personale e riforma Mariaelena Motzo, presente anche come delegata della presidente Alessandra Todde, ha preso parte alla tavola rotonda dedicata al ruolo delle Regioni nel quadro della cybersicurezza nazionale: un interessante momento di confronto tra regioni sulle politiche di governance, sull’organizzazione delle amministrazioni e sulla capacità dei territori di tradurre le strategie nazionali in azioni concrete.
Al centro dell’incontro il confronto tra rappresentanti istituzionali provenienti da diverse Regioni e da organismi nazionali, a conferma della rilevanza strategica del tema e della necessità di un dialogo stabile e strutturato. Sono intervenuti Alberto Lenzi, assessore del Lavoro e innovazione tecnologica, semplificazione amministrativa, Infrastrutture digitali, formazione, appalti e attività contrattuali della Regione Toscana; Sebastiano Leo, assessore del Bilancio e personale della Regione Puglia; Vincenzo Maraio, assessore del Turismo, promozione del territorio e transizione digitale della Regione Campania, e Gianluca Ignagni, capo di Gabinetto dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.
“La cybersicurezza oggi è un tema centrale nel funzionamento della pubblica amministrazione – ha dichiarato l’assessora Motzo –, una responsabilità pubblica che riguarda l’organizzazione delle amministrazioni, la capacità di proteggere i dati di cittadine e cittadini, garantire continuità dei servizi, mettere in sicurezza i processi e accompagnare l’innovazione. È un tema che riguarda direttamente l’organizzazione degli enti e il lavoro delle persone che ogni giorno tengono in piedi la macchina pubblica”.
In questo quadro, la Regione Sardegna sta portando avanti un percorso che lega in modo strutturale sicurezza digitale, riforma amministrativa e politiche del personale, con un’attenzione particolare al rafforzamento delle competenze interne, alla formazione continua e all’evoluzione dei modelli organizzativi della pubblica amministrazione.
“Da tempo lavoriamo perché la sicurezza digitale diventi una dimensione strutturale delle politiche di innovazione e riorganizzazione della pubblica amministrazione regionale – ha aggiunto Motzo –. Abbiamo messo in piedi progetti di formazione per il personale della pubblica amministrazione sul tema cybersicurezza, Cyber2com, sostenuto e lavorato per finanziare tutti i punti di facilitazione digitale, programmi di sensibilizzazione destinati agli studenti delle scuole medie, un importante protocollo firmato con l'Università di Cagliari. Investire sulle competenze, sull’interoperabilità dei sistemi e sulla consapevolezza organizzativa significa rendere i servizi pubblici più affidabili e all’altezza delle sfide contemporanee”.
Il confronto tra Regioni ha confermato il valore della cooperazione istituzionale come leva fondamentale per affrontare rischi sempre più complessi e interconnessi.
“Nessuna amministrazione può affrontare da sola una sfida come quella della cybersicurezza. Occasioni come questa permettono di condividere esperienze e costruire una visione comune che tenga insieme il quadro nazionale e le specificità dei territori. Ospitare a Cagliari una conferenza di questo livello è un segnale importante: la Sardegna intende contribuire attivamente a una pubblica amministrazione più sicura, moderna e responsabile”, ha concluso l’assessora Motzo.











