In Sardegna

Rifiuti abbandonati a Cagliari, il Comune: "40 telecamere e appostamenti in città"

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CAGLIARI. Per ridurre il fenomeno dell'abbandono dei rifiuti e individuare con maggiore efficacia i responsabili, l’amministrazione comunale ha rafforzato il sistema di contrasto strutturato su più livelli.

Dal Comune si parla di una squadra dedicata della polizia locale opera con attività mirate (verifiche, sopralluoghi, presidi e appostamenti) finalizzate all’identificazione dei trasgressori e alla contestazione delle violazioni. Ma anche una “batteria” di 40 telecamere mobili, monitorate quotidianamente e riposizionate con frequenza nei punti più esposti al fenomeno, così da aumentare l’efficacia dei controlli.

Queste azioni integrate consentono di intervenire in modo più rapido, documentare i comportamenti scorretti e rafforzare la capacità di accertamento e sanzionamento.

Il fenomeno dell'abbandono dei rifiuti, lo ricorda l'amministrazione cagliaritana, produce un duplice danno: deturpa il decoro urbano e genera costi aggiuntivi per le cittadine e i cittadini. Gli interventi di rimozione e ripristino delle aree comportano, infatti, spese ingenti che ogni anno superano due milioni di euro. Spese che, per legge, confluiscono integralmente nella Tari.

Le recenti modifiche normative hanno introdotto un aggravamento delle conseguenze per chi abbandona rifiuti. Salvo che il fatto costituisca reato, chi abbandona o deposita rifiuti urbani è soggetto a sanzione amministrativa da 1.000 a 3.000 euro. Se la violazione è commessa utilizzando un veicolo a motore, si applica anche la sanzione accessoria del fermo del veicolo per un mese. Inoltre, se l’abbandono dei rifiuti è riconducibile a imprese o enti, il nuovo ordinamento prevede pene che includono l’arresto o l’ammenda con importi che possono arrivare fino a 26.000 euro.