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CAGLIARI. Un confronto diretto, aperto, senza filtri. È questo il senso dell’iniziativa “Energia in Sardegna. Chi decide? Noi o Roma?”, che si è svolta stamattina a Sanluri, nei locali delle Cantine Su Entu. All’evento ha partecipato l’assessore degli Enti Locali e Urbanistica, Francesco Spanedda, che si è confrontato con i comitati contro la speculazione energetica, con i consiglieri regionali del territorio – Luca Pizzuto, Paola Casula, Emanuele Matta e Gianluigi Piano –, con i sindaci e con le associazioni ambientaliste.
L’assessore ha ribadito la posizione della Regione in modo netto: la transizione energetica è necessaria, ma deve essere governata dalla Sardegna e nell’interesse dei sardi. Nel confronto è stato affrontato con franchezza il tema della Legge Regionale 20. “È lo strumento con cui abbiamo fermato la corsa incontrollata agli impianti e riaffermato il ruolo della Regione nella pianificazione. Sarà da rivedere e siamo pronti a discuterne insieme”, ha affermato Spanedda.
Durante l’incontro l’esponente della Giunta Todde ha ricordato che la Legge Regionale 20 è nata da un percorso di ascolto diffuso che ha visto la Regione attraversare l’isola, incontrare amministratori locali, comitati, associazioni e cittadini, traducendo le istanze dei territori in regole concrete. “È una legge figlia del confronto e della partecipazione. Con lo stesso metodo possiamo rafforzarla”, ha detto Spanedda. Un’apertura chiara alla riscrittura migliorativa, dentro un percorso istituzionale condiviso. “Ai comitati diciamo che il confronto non è mai stato chiuso e non lo è di certo ora. Siamo disponibili ad aprire tavoli tecnici e politici per migliorare la norma e rendere ancora più efficace il governo regionale della transizione, nel rispetto della tutela del paesaggio”.
L’assessore ha ribadito che dopo la sospensiva e l’entrata in vigore della Legge 20, non è stato autorizzato alcun nuovo impianto.
Nel corso dell’incontro Spanedda ha richiamato anche quanto già dichiarato sul caso di Putifigari, dove la Regione è intervenuta a tutela del territorio. “Non lasciamo sole le popolazioni davanti a procedimenti complessi e a pressioni che spesso superano le capacità amministrative degli enti più piccoli. La Regione è al loro fianco, sia sul piano tecnico che su quello legale, per garantire che ogni valutazione avvenga nel rispetto delle norme e dell’interesse pubblico”.
Un impegno che si traduce in un supporto concreto alle amministrazioni locali: “abbiamo già uno strumento a disposizione per potenziare gli uffici comunali della tutela del paesaggio per portare avanti istruttorie rafforzate attente alla specificità e ai vincoli individuati nei diversi luoghi”, ha voluto evidenziare Spanedda.
L’assessore ha poi ribadito che l’azione si muove su due piani paralleli: confronto interno e difesa esterna delle prerogative statutarie. In questo quadro si inserisce il ricorso della Regione contro la Legge 4/2026 (già DL 175/2025), che interviene sulla disciplina delle aree idonee introducendo meccanismi che rischiano di svuotare di fatto la competenza regionale sulla pianificazione territoriale. “Se passa il principio che le scelte sulle aree della Sardegna possono essere definite altrove, senza un ruolo determinante della Regione – ha evidenziato – si crea un precedente grave per la nostra autonomia speciale. Non possiamo accettare che la pianificazione venga standardizzata a livello nazionale, ignorando le specificità insediative, paesaggistiche, agricole e produttive dell’isola”.
Secondo Spanedda, il ricorso non è un atto simbolico, ma una scelta politica e istituzionale precisa: “Si tratta di difendere le nostre competenze statutarie, quindi norme di rango costituzionale. Se la Legge 4/2026 comprime gli spazi decisionali della Sardegna, è nostro dovere chiedere alla Corte costituzionale di ristabilire il corretto equilibrio tra Stato e Regione”.
Per la Giunta Todde, la transizione energetica non può trasformarsi in un processo centralizzato che marginalizza le Regioni. “La Sardegna ha diritto di decidere dove, come e a quali condizioni si realizzano gli impianti sul proprio territorio”, ha concluso l’assessore.














